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Thomas Preskett Prest James Malcolm Rymer

Il banchetto di sangue
Traduzione di Chiara Vatteroni Con unintroduzione di Carlo Pagetti

Varney il vampiro

Degli stessi autori Varney il vampiro - Linafferrabile Varney il vampiro - Allombra del Vesuvio

Edizione a cura di Gargoyle Books e Area Comunicazione Centro Nazionale Sangue Riproduzione limitata e riservata

I edizione: marzo 2010 Titolo originale: Varney the Vampire; or, The Feast of Blood Gargoyle Srl Via Ugo de Carolis, 98 00136 Roma www.gargoylebooks.it Revisione: Paolo De Crescenzo e Federica Lelii Note a cura di: Paolo De Crescenzo Progetto grafico dimpaginazione: Annalisa Rogai ISBN: 978-88-89541-44-9

Morsi dautore per (s)cacciare la paura del sangue


Il sangue ha costituito per secoli uno dei valori essenziali dei modi di vita e delle culture popolari in Occidente. Il sangue pu essere veleno e pu essere rimedio, doppio e ambiguo come le metafore che ha suggerito a narratori e poeti del genere fantasyhorror che da sempre affascina e seduce il pubblico di tutte le et e di tutte le generazioni. Dai vampiri, predatori di vita ed energia, ammaliatori seduttivi che incatenano le prede a un destino di consunzione e malinconia, alle figure dei serial killer o banditi splatter che raggelano il sangue ad avidi consumatori di letteratura noir e spettatori di horror-movie. Le diadi vita-morte, chiaro-scuro, paura-fascino, malebene, sono una miscela essenziale del cocktail che stordisce e cattura, tanto che lindustria editoriale e cinematografica sforna da decenni prodotti e cosiddetti serial grondanti sangue, di fronte al quale (tanto finto...) restano rapiti e impavidi anche coloro che nel set reale di un ospedale (fuori da fiction e reality show), di fronte a una siringa, svengono con virginale sensibilit. La sfida che il Centro Nazionale Sangue si appresta a lanciare, con la complicit della casa editrice Gargoyle, specializzata in letteratura horror e gotica di qualit, quella di avvicinare soprattutto i giovani, attraverso la proposta di classici e nuove firme di questo filone letterario che ha dimostrato comunque di incontrare sempre pi interesse e ha rivelato anche talenti inaspettati da parte della critica pi esigente.
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Lidea quella di riprendere la tradizione dei penny blood o penny dreadful (racconti di sangue o paurosi che, rallentando il ritmo della trama principale ne aumentavano la suspence, sollecitando lemotivit dei lettori seriali che acquistavano questi fascicoli al prezzo popolare di 1 penny) abbinando a un capitolo del romanzo scelto, alcuni spunti e suggestioni che aiutino a scoprire luniverso sangue, dove tutto scorre alla velocit della vita e lunica paura vera quella di non averne a sufficienza per curare tutti in modo appropriato...
Gloria Pravat

Perch il sangue vita

Responsabile Comunicazione CNS

Da quando, a marzo 2005, Gargoyle ha fatto il suo esordio sulla scena editoriale italiana, ci portiamo dietro una specie di complesso Lhorror, infatti, viene considerato nel nostro paese un sottogenere letterario della peggiore specie, e chi lo promuove visto come una specie di untore che vuole propagare un virus ignobile. Il tutto peggiora quando si parla di vampiri, per i quali invece lo confessiamo apertamente abbiamo un vero e proprio debole Da un lato, dunque, laccusa di distribuire bassa letteratura, in contrapposizione a quella con la L maiuscola, dove personaggi scolpiti nel granito si macerano nella solitudine e nel tormento esistenziale dei numeri primi, e dove le fanciulle hanno labitudine congenita di darsi almeno cento colpi di spazzola ai capelli prima di andare a letto Dallaltro, il marchio infamante di diffondere contenuti diseducativi, spesso basati sul raccapriccio e sullo scorrere a fiumi del sangue. Da parte nostra, convinti come siamo che la buona letteratura sia tale a prescindere dai contenuti e dai cosiddetti generi (il grande Stephen King sostiene che questi ultimi siano uninvenzione dei librai per facilitare la collocazione della merce sugli scaffali), ci siamo battuti per dimostrare il nostro assunto e perseguire una riqualificazione in chiave culturale dellhorror in generale e della figura del vampiro in particolare, vero e proprio mito ormai
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fortemente radicato nel nostro immaginario collettivo: ne costituisce esempio significativo il recupero del vittoriano Varney il vampiro, straordinaria e monumentale opera risalente alla met dellOttocento, di cui il presente fascicolo contiene una ghiotta anticipazione. A superare, speriamo definitivamente, il complesso di cui in premessa, giunge adesso lopportunit di partecipare a uniniziativa socialmente meritoria come quella intrapresa dal CNS per promuovere la donazione di sangue. Il sangue vita il messaggio che ci proviene dal romanzo Dracula di Bram Stoker, e laffermazione va presa nella sua accezione pi ampia e migliore. Chi scrive stato per trentanni un donatore assiduo ed entusiasta; poi, negli ultimi anni, avendo dovuto battersi contro una patologia maligna e spietata e subire due pesanti interventi chirurgici, ha sperimentato ci che si prova dallaltra parte della barricata. perci con convinzione assoluta che vi invito tutti a partecipare senza remore a questa iniziativa e a vestire i panni di un vampiro alla rovescia, donando un po di quel prezioso elemento che non solo capace di salvare vite umane, ma che costituisce anche uninsostituibile fonte di fiducia per chi soffre e sa che proprio nel sangue risiede la sua speranza di sopravvivenza e guarigione.
Paolo De Crescenzo

1. Mezzanotte. La grandinata. Lo spaventoso visitatore. Il vampiro.


Le tombe rigurgitano i morti e laria della notte si fa spaventosa per le grida! I rintocchi solenni di un antico orologio di cattedrale avevano annunciato la mezzanotte: latmosfera era densa e greve unimmobilit strana e simile alla morte pervadeva la natura. Come la calma surreale che precede talvolta il terrificante scatenarsi degli elementi, questi sembrarono avere interrotto le normali fluttuazioni per accumulare limpeto terribile per il grande impatto. Da lontano giunse un vago rombo di tuono. Come a un segnale che dia inizio alla battaglia, i venti sembrarono ridestarsi dal letargo e un devastante, bellicoso uragano invest lintera citt, producendo nei quattro, cinque minuti della sua durata pi distruzione che mezzo secolo di normali agenti atmosferici. Fu come se un gigante avesse soffiato sopra una citt giocattolo e disperso molti degli edifici davanti al fiato caldo del proprio respiro, perch, come era comparsa, cos quella folata di vento spar e tutto fu di nuovo calmo e immobile. Chi dormiva si svegli e pens che quello che aveva udito fosse lillusione confusa di un sogno. Ebbe un brivido, si gir e si rimise a dormire. Tutto immobile... immobile come una tomba. Nessun suono spezza lincanto del riposo. Che cos...
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uno strano rumore di passi, come quello di un milione di piedi fatati? la grandine... s, sopra la citt si abbattuta una grandinata. Le foglie sono state strappate dagli alberi insieme ai loro rami; le finestre che si trovavano maggiormente contrapposte alla furia immediata dei chicchi di ghiaccio che le bersagliavano si sono rotte, e lincantata tranquillit viene sostituita da un rumore che, crescendo, sommerge tutte le esclamazioni di sorpresa o di costernazione che qui e l si levano da chi si trova la casa in preda alla bufera. Di tanto in tanto giunge unimprovvisa folata di vento che, soffiando lateralmente, trattiene per un momento milioni di granelli di grandine sospesi a mezzaria, ma solo per scagliarli con forza raddoppiata in una nuova direzione, dove provocheranno ancora pi danni. Oh, come infuria la tempesta! Grandine... pioggia... vento. Invero, una notte terribile! *** In una dimora annosa c una stanza antica. Incisioni curiose e strane adornano le pareti, e lampia mensola del camino di per s una bizzarria. Il soffitto basso e un grande bovindo che va dal tetto al pavimento si affaccia a occidente. La finestra ha una grata e i vetri dipinti in uno stile originale e vivace: quando il sole o la luna splendono allinterno della stanza, filtrano una luce strana e bella. C un solo ritratto, bench le pareti sembrino rivestite di pannelli di legno con lespresso proposito di ospitare una serie di dipinti. Raffigura un giovane dal volto pallido, con la fronte maestosa e una strana espressione negli occhi... occhi che nessuno vuole guardare due volte.
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In quella stanza c un letto maestoso scolpito in noce, dal disegno ricco e dallesecuzione elaborata: una di quelle opere che debbono la loro origine allepoca elisabettiana. tappezzato di pesanti tessuti di seta e di damasco; agli angoli sporgono piume ondeggianti... sono coperte di polvere e conferiscono alla stanza un aspetto funereo. Il pavimento di lucida quercia. Dio! Come batte la grandine su quellantico bovindo! Come una sporadica scarica di moschetto, cozza, sbatte e scricchiola sui vetri. Ma questi resistono: le piccole dimensioni sono la loro salvezza. Il vento, la grandine, la pioggia moltiplicano invano la loro furia. Il letto di quellantica stanza occupato. Su quel vecchio giaciglio riposa semi addormentata una creatura che esibisce ogni possibile grazia: una fanciulla giovane e bella come un mattino di primavera. I lunghi capelli sono sfuggiti allacconciatura e si spargono sulle fodere annerite della testiera; devessersi agitata nel sonno, perch le coltri del letto sono in grande confusione. Tiene un braccio sopra la testa, laltro sporge dal lato del letto verso il quale girata. Si intravedono un collo e un petto che potrebbero essere oggetto di studio da parte del pi leggiadro scultore a cui la Provvidenza abbia mai donato talento. Geme lievemente nel sonno e, una o due volte, le sue labbra si muovono come per pregare: o almeno lo si potrebbe pensare, perch una volta ne esce sussurrato il nome di Colui che soffr per tutti. Probabilmente molto stanca, e la tempesta non la sveglia, ma in grado di turbare i sonni che non riesce a rovinare del tutto. Il tumulto degli elementi risveglia i sensi, bench non possa interrompere
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completamente il riposo nel quale si sono insinuati. Oh, che incanto c in quella bocca lievemente dischiusa in cui i denti perlacei brillano anche nella debole luce che proviene dal bovindo. La fanciulla ora si muove e si pu vedere una spalla: pi bianca e pi bella delle coltri immacolate del letto su cui giace la pelle liscia di questa meravigliosa creatura appena sbocciata alla femminilit, in quello stadio di transizione che ci offre tutto il fascino della fanciulla, quasi una bimba, insieme alla bellezza pi matura e alla dolcezza degli anni che avanzano. Era un lampo quello che ha illuminato il cielo? S... un bagliore terribile, vivido, terrificante, seguito da un rombo di tuono, come se un migliaio di montagne crollassero una sopra laltra nella volta celeste! Chi dorme ora in quellantica cittadina? Neppure unanima. Lo squillo di tromba delleternit non avrebbe potuto ridestare tutti in modo pi efficace! La grandinata prosegue. Il vento non accenna ad attenuarsi. Il ruggito degli elementi sembra al suo culmine. Ora la fanciulla si sveglia: apre quegli occhi di un azzurro celestiale e una debole esclamazione dallarme le erompe dalle labbra. O almeno unesclamazione che, in mezzo al rumore e al tumulto dellesterno, risuona debole e fioca. Si siede sul letto e si preme le mani sugli occhi. Cielo! Un vero torrente di vento, pioggia e grandine! Anche il tuono sembra voler ridestare echi che potrebbero durare finch il bagliore successivo del lampo non produca nuovamente quella frenetica e violenta scossa dellaria. Mormora una preghiera... per quelli che pi ama; le escono dalle labbra i nomi che sono cari al suo dolce cuore; piange e prega; poi pensa alla devastazione che quella tempesta sicuramente produrr e
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rivolge al grande Dio del Cielo una preghiera per tutte le cose viventi. Un altro baleno: il bagliore di un lampo, feroce, azzurro e sbalorditivo si riversa dal bovindo e per un istante rivela tutti i colori con terribile precisione. Un grido sfugge dalle labbra della fanciulla. Con lo sguardo fisso su quella finestra che, in altri momenti, completamente buia, e con il volto atteggiato a unespressione di un terrore mai provato prima, comincia a tremare e sulla fronte le appare il sudore di una grande paura. Che cosa... che cos stato?, ansima. Era reale o unillusione? Oh, Dio, che cosera? Una figura alta e sparuta che, dallesterno, cercava di aprire la finestra. Lho vista. Quel lampo me lha rivelata. Occupava la finestra in tutta la sua altezza. Il vento fa una pausa. La grandine non cade pi cos fitta. Eppure, dal vetro di quellalta finestra, giunge uno strano tintinnio. Non pu trattarsi di unillusione... la fanciulla desta e lo ode. Che cosa pu essere a provocarlo? Il bagliore di un altro lampo... un altro strillo... ora non ci si pu pi ingannare. C unalta figura in piedi sulla sporgenza immediatamente sotto la finestra. Sono le sue unghie sul vetro a produrre il suono cos simile alla grandine, ora che questa cessata. Unintensa paura paralizza le membra della bella fanciulla. Quel grido lunico suono che riesce ad articolare: con le mani strette, il viso marmoreo, il cuore che batte cos selvaggiamente nel petto che sembra voglia infrangerne i confini, gli occhi dilatati e fissi sulla finestra, attende, immobilizzata dallorrore. Il trapestio e il tintinnio delle unghie proseguono. Nessuna parola viene pronunciata, e adesso immagina di riuscire a intravedere
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sullo sfondo della finestra la sagoma di quella figura pi oscura del buio, e vede le lunghe braccia che si muovono da una parte e dallaltra, cercando a tastoni un modo per entrare. Che strana luce quella che ora si insinua gradatamente nellaria! Rossa e terribile... si fa sempre pi intensa. Il fulmine ha incendiato un mulino, e il riflesso delledificio che si consuma rapidamente ricade su quellalta finestra. Non ci possono essere errori. La figura l, cerca ancora un modo per entrare e picchietta contro il vetro con le sue lunghe unghie che appaiono come se non le tagliasse da molti anni. La fanciulla cerca di gridare ancora, ma sopraffatta da una sensazione di soffocamento e non vi riesce. orribile... cerca di muoversi... le membra sembrano appesantite da una tonnellata di piombo... lunica cosa che in grado di fare emettere un debole e roco bisbiglio: Aiuto... aiuto... aiuto... aiuto! E quellunica parola la ripete come in un sogno. Il bagliore rossastro del fuoco continua a far risaltare lalta e macilenta figura in rilievo sullo sfondo della finestra. Si proietta anche sopra lunico ritratto che si trova nella stanza, e limmagine pare fissare lindividuo che tenta di entrare, mentre la luce guizzante del fuoco lo fa apparire paurosamente realistico. Una lastra di vetro sinfrange e la figura dallesterno introduce una lunga mano scheletrica che sembra completamente priva di carne. La chiusura viene rimossa e una met della finestra, che si apre come una porta a fisarmonica, si spalanca sui cardini. La fanciulla non riesce ancora a urlare... non riesce a muoversi. Aiuto!... Aiuto!... Aiuto!, tutto quello che balbetta con voce rotta. Ma, ahinoi, quellespressione di terrore sul suo viso... orribile: unespres16 | T.P. Prest - J.M. Rymer

sione il cui ricordo potrebbe perseguitare unintera esistenza, un ricordo di quelli capaci dinsinuarsi nei momenti pi felici e di renderli amari. La figura si volta parzialmente e la luce le illumina il viso. di un biancore assoluto... completamente esangue. Gli occhi sembrano di lucido stagno; le labbra sono ritratte, e il particolare pi importante dopo quegli occhi terribili sono i denti dallaspetto temibile, sporgenti come quelli di un animale selvaggio, orribilmente bianchi, luccicanti e simili a zanne. Si avvicina al letto con uno strano movimento silenzioso e uniforme. Urta luna contro laltra le lunghe unghie che, letteralmente, sembrano pendere dai polpastrelli. Dalle sue labbra non esce suono. La ragazza sta forse impazzendo, quella giovane e bella fanciulla esposta a un terrore cos grande? Ha rannicchiato le membra; ora non riesce nemmeno pi a chiedere aiuto. La capacit di articolare parola sparita, ma riesce finalmente a muoversi: si trascina lentamente lungo il lato del letto opposto a quello verso il quale si dirige lorribile creatura. Tuttavia, il suo sguardo affascinato. Gli occhi di un serpente non avrebbero potuto produrre su di lei maggiore effetto della fissit di quelle pupille terribili e metalliche. La figura avanza, accucciandosi, riducendo in questo modo laltezza gigantesca; il volto terribilmente bianco, proteso in avanti, lelemento pi visibile. Chi ? Che cosa vuole? Che cos a farlo sembrare tanto spaventoso, tanto dissimile dagli altri abitanti della terra, pur facendone anche lui parte? La fanciulla arrivata al margine del letto e la figura si ferma un momento. Quando si arresta, la ragazza sembra perdere la capacit di procedere. Stringe tra le mani le coltri con forza inconsapevole. Trattiene il
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respiro affrettato. Il petto si solleva e le tremano le membra, eppure non riesce a distogliere lo sguardo da quel volto di marmo. La creatura la tiene avvinta con gli occhi scintillanti. La bufera cessata... tutto immobile. I venti si sono zittiti; lorologio della chiesa scandisce luna: un suono sibilante esce dalla gola della creatura orribile, che solleva le braccia lunghe e scheletriche... le labbra si muovono. Avanza. La fanciulla posa un piede sul pavimento. Inconsapevolmente, trascina con s le coltri. La porta della stanza da quella parte: riuscir a raggiungerla? Riuscir a camminare? Riuscir a distogliere gli occhi dal volto dellintruso, spezzando cos lorribile incanto? Dio del Cielo! reale, oppure un sogno cos simile alla realt da rischiare di sconvolgerle la ragione per sempre. La figura si nuovamente fermata e la fanciulla giace tremante, per met sul letto e per met fuori. I capelli sciolti coprono quasi lintera larghezza del materasso. Man mano che si sposta, quelli si spargono sui guanciali. La pausa dura quasi un minuto... oh, che agonia! Quel minuto in effetti sufficiente a far s che la follia simpadronisca della fanciulla. Con impeto improvviso e imprevedibile... con uno strano ululato sufficiente a destare il terrore in ogni petto, la figura le afferra le lunghe trecce e, avvolgendosele sulle mani ossute, la inchioda al letto. Le coltri si ammucchiano per terra: la fanciulla viene trascinata per i lunghi capelli setosi, fino a occupare nuovamente per intero il giaciglio scomposto. Le membra deliziosamente tornite rabbrividiscono per il tormento. Gli occhi terribili e inespressivi della creatura percorrono quella forma angelica con
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orribile soddisfazione... una profanazione ripugnante! Le forza la testa verso il bordo del letto. Stringendo i lunghi capelli, la obbliga a rovesciarsi allindietro. La figura si protende fulminea e le affonda nel collo i denti simili a zanne: seguono un fiotto di sangue e un orribile risucchio. La fanciulla svenuta e il vampiro compie il suo pasto spaventoso!

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2. Lallarme. Lo sparo. Linseguimento e le sue conseguenze.

Le luci brillavano nelledificio e numerose porte si aprirono: le voci si rincorsero, sovrapponendosi in un coro di richiami incrociati. Tra gli abitanti della casa si diffusero un trambusto e unagitazione generali. Hai sentito un grido, Henry?, chiese un giovanotto semi-vestito, entrando nella stanza di un altro che aveva pi o meno la sua et. S... da dove veniva? Dio solo lo sa. Mi sono subito vestito. Adesso tutto tranquillo. S ma, a meno che non stessi sognando, c stato un grido. Non avremmo potuto sognarlo entrambi. Da dove pensi venisse? giunto alle mie orecchie cos inaspettato e improvviso che non saprei dire. Qualcuno buss alla porta della stanza dove si trovavano i due giovani e una voce femminile li incit: Per lamor del Cielo, alzatevi! Siamo alzati!, risposero entrambi i giovanotti, comparendo di persona. Non avete inteso nulla? S, un grido. Oh, perlustrate la casa... tutta, da cima a fondo! Da dove proveniva, non sapete dirlo?

No davvero, mamma. Unaltra persona si un ora al gruppo. Era un uomo di mezza et e, avvicinandosi, domand a sua volta: Buon Dio, che succede? Le parole non gli erano quasi uscite di bocca che alle loro orecchie giunse una rapida successione di grida, tale da lasciarli completamente storditi. La signora pi anziana, che uno dei due giovani aveva chiamato mamma, svenne, e sarebbe caduta sul pavimento del corridoio dove si trovavano tutti se non fosse stata prontamente sorretta dallultimo arrivato, che barcoll anchegli quando quelle grida penetranti trafissero laria della notte. Lui, comunque, fu il primo a riaversi, perch i giovani sembravano paralizzati. Henry, esclam, per lamor del Cielo, sostenete vostra madre. Dubitate forse che quelle grida venissero dalla stanza di Flora? Il giovane sostenne meccanicamente la madre, e allora luomo che aveva appena parlato torn a precipizio nella propria stanza, dalla quale usc dopo un attimo con una coppia di pistole, gridando: Mi segua chi pu!, e attravers dun balzo il corridoio in direzione dellantica stanza dalla quale erano giunti gli urli, che ora erano cessati. Quella casa era stata costruita per resistere, e le porte erano di legno di quercia di considerevole spessore. Purtroppo, avevano tutte la chiusura dallinterno e cos, quando luomo raggiunse la camera di colei che tanto aveva bisogno di aiuto, fu impotente ad aiutarla perch la porta era chiusa. Flora! Flora!, grid. Flora, parlate! Tutto fu silenzio. Buon Dio!, esclam, dobbiamo forzare la porta!
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Odo allinterno uno strano rumore, osserv il giovane che tremava violentemente. Anchio. Cosa vi sembra? Non saprei, ma mi fa venire in mente il suono di un animale che mangia o che lappa un liquido. Che pu mai essere? Non avete uno strumento qualsiasi per forzare la porta? Uscir pazzo se sar costretto a stare qui. Ce lho, annunci il giovane. Aspettate qui. Scese di corsa le scale e subito torn con un palanchino di ferro, piccolo ma potente. Questo far al caso nostro, afferm. S, s... datemelo. Non ha parlato? Nemmeno una parola. Ho nella mente il terribile sospetto che le sia accaduto qualcosa di orrendo. E quello strano rumore... Sta continuando. In un modo o nellaltro, a udirlo mi si ghiaccia il sangue nelle vene. Luomo prese il palanchino e, con una certa difficolt, riusc a introdurlo tra la porta e il muro... ci volle una grande forza per smuoverla, per si spost, con un secco scricchiolio. Spingete!, ordin quello che stava usando la sbarra, Spingete contemporaneamente la porta! Luomo pi giovane obbed. Per qualche istante il battente massiccio oppose resistenza. Poi, tutto dun tratto, qualcosa cedette con uno schiocco sonoro era un pezzo della serratura e la porta si spalanc di colpo. Com vero che misuriamo il tempo a seconda degli eventi che accadono in un dato intervallo, piuttosto che in base alla sua reale durata! Per coloro che erano impegnati a forzare la porta
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di quella camera antica dove dormiva la giovane che avevano chiamato Flora, ogni attimo si era dilatato a unora di tormento. Ma, in realt, dal primo istante dellallarme al momento della distruzione della serratura, erano trascorsi in effetti pochi minuti. Si apre, si apre!, esclam fremente il giovanotto. Un momento ancora, li trattenne lo sconosciuto, mentre continuava ad agire sul palanchino, un momento ancora e avremo libero ingresso nella stanza. Siate pazienti. Luomo si chiamava Marchdale e, mentre parlava, riusc a spalancare la porta massiccia e a sgombrare lingresso alla stanza. Precipitarsi dentro con una luce in mano fu cosa di un minuto per il giovane di nome Henry, ma il rapido ingresso nellappartamento gli imped di osservarne attentamente linterno, perch il vento che entrava dalla finestra aperta colp la fiamma della candela e, anche se non la estinse completamente, la inclin a tal punto da renderla relativamente inutile come luce. Flora... Flora!, chiam. Allora, con un balzo improvviso, qualcosa si allontan precipitosamente dal letto. Il colpo che raggiunse il giovane fu cos subitaneo e totalmente inaspettato, oltre che terribilmente violento, da farlo cadere e, nella caduta, la luce si spense del tutto. Era buio, fatta eccezione per una specie di luce fioca e rossastra che di tanto in tanto giungeva nella stanza dal mulino che sorgeva nelle immediate vicinanze, in fiamme per lincendio innescato dal fulmine. Ma a quella luce, per quanto fioca, incerta e guizzante, si vide qualcuno dirigersi verso la finestra. Henry, bench mezzo stordito dalla caduta, scorse una sagoma di statura gigantesca che si estendeva dal
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pavimento fin quasi al soffitto. La videro anche laltro giovanotto, George, e Mr Marchdale, come del resto anche la signora che aveva parlato ai due giovani in corridoio allorch le grida della fanciulla avevano risvegliato il panico in tutti i residenti della casa. La figura stava per scavalcare la finestra, che affacciava su una specie di balconata dalla quale si accedeva facilmente al giardino. Prima che scomparisse, ebbero tutti la visione di uno scorcio laterale del viso e si accorsero che la parte inferiore e le labbra erano macchiate di sangue. Posarono altres lo sguardo su uno di quei rilucenti e temibili occhi metallici che gli conferivano unaria di paurosa ferocia ultraterrena. Non c da meravigliarsi che, per un momento, il terrore simpadron di tutti, paralizzando qualsiasi sforzo che avessero tentato per trattenere quella sagoma spaventosa. Mr Marchdale era un uomo di et matura: aveva visto molto nella vita, in patria come in terra straniera e, bench stupefatto al punto di essere atterrito, fu in grado di riprendersi prima dei suoi giovani compagni e di reagire con una certa prontezza. Henry, non alzatevi, grid. Restate immobile. Quasi nellistante stesso in cui pronunciava queste parole, fece fuoco contro la figura che in quel momento riempiva lintera luce della finestra, come unenorme effigie incastonata in una cornice. La detonazione, in quella stanza, fu terribile, perch la pistola non era unarma giocattolo: era reale e aveva una lunghezza e un calibro tali da recare distruzione con le pallottole che ne uscivano. Se ho fallito la mira, annunci Mr Marchdale, non tirer mai pi un grilletto.
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Parlando, fece un balzo in avanti per afferrare la figura alla quale era convinto di avere sparato. Lalta sagoma si volt verso di lui e, quando Marchdale ne vide il viso cosa che accadde in quel momento, dato che proprio allora fece ritorno la padrona di casa con una luce che era andata a procurarsi nella propria camera perfino lui, con tutto il suo coraggio, che pure era grande e tutta lenergia dei suoi nervi, indietreggi di un passo o due e si lasci sfuggire: Buon Dio! Il volto era di quelli che non si dimenticano. Era orribilmente arrossato: aveva il colore del sangue fresco. Gli occhi possedevano ora una lucentezza feroce, laddove un attimo prima sembravano di metallo lucido. Adesso avevano un aspetto dieci volte pi vivace e sembravano dardeggiare bagliori luminosi. La bocca era aperta come se per naturale conformazione del viso le labbra si fossero assai ritratte dai grandi canini. Uno strano suono ululante usc dalla gola della figura mostruosa, che sembr volersi precipitare contro Mr Marchdale. Tutto a un tratto, poi, come se colto da un impulso, emise una specie di risata stridula e terribile e, voltandosi, scavalc la finestra, scomparendo in un istante dalla vista di coloro che erano rimasti come annichiliti da quella temibile presenza. Che Dio ci aiuti!, sospir Henry. Mr Marchdale esal un lungo respiro e poi, battendo il piede per terra come per riprendersi dallagitazione che laveva pervaso dichiar: Persona o belva che sia, lo seguir. No, no... non fatelo, grid la padrona di casa. Devo, voglio. Venga chi vuole... seguir quella figura orribile.
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Parlando, segu la strada presa dalla creatura e scavalc la finestra, passando sulla balconata. Anche noi, George, esclam Henry, seguiremo Mr Marchdale. Questa terribile faccenda riguarda pi noi che lui. La signora, che era la madre di quei giovanotti e della bella ragazza che aveva ricevuto quella visita cos spaventosa, grid forte e li implor di restare. Ma si ud la voce di Mr Marchdale esclamare ad alta voce: Lo vedo... lo vedo; si dirige verso il muro. Non esitarono oltre, ma si precipitarono immediatamente sulla balconata e, da l, si lasciarono cadere in giardino. La madre si avvicin al capezzale della fanciulla priva di sensi, forse morta. La vide immersa nel sangue e, sopraffatta dalle emozioni, si accasci sul pavimento. Quando i due giovani raggiunsero il giardino, lo trovarono pi illuminato di come avrebbero pensato, perch non solo il mattino si avvicinava rapidamente, ma il mulino bruciava ancora e quelle luci, insieme, facevano s che quasi tutti gli oggetti risultassero visibili, tranne dove alcuni alberi giganteschi, che da secoli si ergevano in quellappezzamento boscoso, proiettavano la loro fitta ombra. Udirono la voce di Mr Marchdale che gridava: L... l... verso il muro. L... l... mio Dio, che balzi riesce a fare! I giovani attraversarono precipitosamente un fitto di alberi nella direzione dalla quale risuonava la voce, e lo trovarono con unespressione folle e terrorizzata sul viso, mentre stringeva in mano quello che sembrava un brandello di stoffa. Da che parte, da che parte?, chiesero allunisono. Luomo si appoggi pesantemente al braccio di George, indicando un gruppo di alberi e soggiun26 | T.P. Prest - J.M. Rymer

gendo a bassa voce: Dio ci aiuti. Non umano. Guardate l... guardate l... non lo vedete? Orientarono lo sguardo nella direzione indicata. In fondo, laggi, cera il muro del giardino. In quel punto era alto pi di tre metri e mezzo e, mentre guardavano, videro la mostruosa e terrorizzante sagoma, che avevano inseguito dalla stanza della sorella, fare sforzi frenetici per superare lostacolo. Lo videro balzare da terra fino alla cima del muro, raggiungendolo quasi: ogni volta ricadeva in giardino con un tonfo pesante e cos sordo che la terra sembrava a sua volta scuotersi. Tremarono... e ne avevano ben motivo. Per qualche minuto osservarono la figura moltiplicare gli inutili sforzi per volatilizzarsi. Che cosa... che cosera?, sussurr Henry con voce roca. Dio, che pu mai essere? Non so, rispose Mr Marchdale. Io lho toccato. Era freddo e umidiccio come un cadavere. Non pu essere umano. Non umano? Guardatelo adesso. Ci sfuggir sicuramente. No, no... non ci lasceremo spaventare cos... esiste un Cielo sopra di noi. Venite e, per amore della cara Flora, facciamo ancora uno sforzo per catturare questo intruso cos ardito. Prendete questa pistola, esort Marchdale. la compagna di quella con cui ho sparato. Provatene lefficacia. Se ne sar andato, proruppe Henry mentre in quel momento, dopo molti reiterati tentativi e paurose cadute, la figura raggiunse la cima del muro, restando appesa con le lunghe braccia per un istante o due, prima di issarsi completamente.
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Lidea che la creatura riuscisse a fuggire di qualsiasi cosa si trattasse sembr infondere nuova energia a Mr Marchdale che, imitato dai due giovani, corse verso il muro. Arrivarono cos vicini prima che quello balzasse gi dallaltra parte del muro, che non centrarlo con la pallottola sparata dalla pistola e ucciderlo era assolutamente impossibile, a meno di non mancarlo volontariamente. Henry aveva larma e la punt contro lalta figura, prendendo la mira con calma. Tir il grilletto... segu la detonazione, e non ci fu modo di dubitare che la pallottola avesse compiuto il suo lavoro, perch la sagoma emise un suono simile a un ululato e cadde dal muro a testa in gi, verso lesterno. Lho colpito, esclam Henry, lho colpito.

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PORFIRIA, o IL MAL DI NOSFERATU?

Era la malattia di Vincent Van Gogh, la stessa che probabilmente ha colpito anche re Giorgio III di Inghilterra vissuto tra il 1738 e il 1820. Malattia ereditaria e metabolica, si manifesta inizialmente con un dolore alladdome intenso e persistente che pu essere avvertito anche nella schiena e nelle cosce. La porfiria una sindrome clinica (o meglio un gruppo di sindromi cliniche) determinata da un alterato metabolismo delle porfirine. dovuta a mutazioni nei geni che regolano la biosintesi delleme, gruppo prostetico dellemoglobina. Per onor di cronaca, corretto dire che tale malattia oggi quasi scomparsa e totalmente curabile. Lultimo censimento a riguardo contava 100.000 persone affette in tutto il mondo (www.ampo.it). La porfiria suddivisa in diversi gruppi, associati a disturbi di intensit e caratteristiche sintomatologiche diverse, nonch varianti di evoluzione del virus stesso nellorganismo ospite. Nella forma di porfiria eritropoietica congenita o Morbo di Gunther (CEP), i principali sintomi sono una fortissima anemia (da qui il classico pallore dei vampiri) e fotosensibilit alla luce del Sole. Questa forse la peculiarit pi conosciuta delle debolezze del vampiro. Infatti, proprio per come accadrebbe a un nosferatu, il malato di porfiria deve evitare di esporre la pelle direttamente al Sole, altrimenti la zona interessata dallesposizione diretta ai raggi UV si ustionerebbe favorendo seguitamente lo sviluppo di bolle e cisti.

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Altra insolita e bizzarra caratteristica di questa malattia leritrodonzia, disturbo che colora letteralmente i denti di una tinta fosforescente, facendo cos suggerire un allungamento spropositato dei medesimi, addirittura visibili in ambienti poco illuminati. Tale fluorescenza dovuta alle porfirine che si depositano nel fosfato di calcio dei denti. Per trovare, per, altre coincidenze letterarie fondate su particolari scientifici, bisogna aggiungere che il malato di Porfiria non pu assolutamente mangiare, e nei casi pi estremi nemmeno toccare, il comune aglio. Questo perch laglio, contrariamente a quanto succede nelle persone sane, nei malati di porfiria esalta le tossine presenti nel sangue e fa peggiorare notevolmente la malattia. In altri casi meno frequenti, la porfiria pu causare ulteriori fenomeni quali retrattilit della gengive che, associata alleritrodonzia, farebbe sembrare i denti un qualcosa di inumano; rachitismo degli arti, in particolare delle mani (aggravato tra laltro dalla mancanza di esposizione alla luce del sole) che fa assumere alla mano umana un aspetto bestiale. Inoltre, la mancata assimilazione di raggi UV potrebbe negli anni deformare leggermente un viso umano, che gi soggiogato da un pallore estremo e dai sintomi suindicati, prenderebbe le sembianze di un vero e proprio grugno demoniaco, ma su questo le fan di Tom Cruise e di Brad Pitt avrebbero qualcosa da ridire. Unaltra forma di porfiria ad esempio la Porfiria Cutanea Tarda (PCT), seppur manifestando la stessa comune fotosensibilit con conseguente lesioni cutanee allesposizione diretta al sole, incrementa la crescita di peluria allaltezza del viso, in particolare degli zigomi. ragionevole, quindi, presumere che sia da questa
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particolarit che il vampiro sia rappresentato in molte delle sue varianti con il viso coperto da una folta peluria selvatica, simile a quella di un lupo, di un pipistrello o di una fiera. Il sistema nervoso, dopo quello circolatorio, il secondo bersaglio di questa malattia. Un malato di porfiria, infatti, pu occasionalmente avere gravi disturbi neurologici seguiti da una forte paralisi, che lascia il soggetto in uno stato di catalessi anche per giorni, in alcuni casi simile alla morte. Non sono rari nel passato i casi in cui un malato di porfiria si svegliasse durante lestremo saluto mentre era comodamente adagiato nella bara; ecco quindi unaltra spiegazione delle caratteristiche princpi dellessere un vampiro, ovvero la catalessi in un ricco sarcofago, seguita dal risveglio. I famigliari dei malati di porfiria, credendo di fare il bene del proprio caro, lo invitavano insistentemente a bere sangue bovino o suino per ovviare il pallore e la malattia in generale. Questo, per, contrariamente a ci che si sperava di ottenere, non solo metteva in pericolo il malato esponendolo ad altre malattie, ma contribu a scatenare lazione della Chiesa che inquis tutti i malati di porfiria perch associati alle forze nefaste descritte dalla Bibbia. Infatti vedere una persona mortalmente pallida evitare il sole (e quindi Dio) e muoversi di notte con denti lucenti e un viso massacrato dalla malattia, magari cercando di andare a racimolare sangue da bere, per la mentalit medievale era la perfetta incarnazione del Demonio. La severit dellInquisizione Cattolica port Bram Stoker, dunque, ad aggiungere un altro tratto
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distintivo alla creatura della sua immaginazione: linestinguibile odio e irrefrenabile terrore del vampiro nei confronti della Croce quale simbolo di Dio. Ascolta, Paula, ti voglio raccontare una storia, cos quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta. (Isabel Allende, Paula) Inizia cos, con una nota di speranza, lo struggente romanzo autobiografico che Isabel Allende dedica a sua figlia Paula, ammalatasi improvvisamente di porfiria, malattia non diagnosticata tempestivamente e che la trascina in un coma da cui per lei non ci sar ritorno. Isabel avvia un dialogo con la figlia, quasi a distrarre la morte attraverso la magia della parola e ci consegna la malattia in una nuova, drammatica veste, essa stessa vampiro che succhia la vita di una giovane donna.

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Blood Notes

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Finito di stampare nel mese di giugno 2010 presso Tipograf per conto della Gargoyle Srl

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