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ESERCITI PROFESSIONALI ED ESERCITI DI POPOLO:


LA SCANDINAVIA TRA ET VICHINGA E MEDIOEVO
(VIII-XIII secolo)
di Francesco DAngelo


1. Et vichinga, et medievale
Nelle saghe islandesi si rinviene spesso la locuzione fara i vkingu, ovvero partire per una
spedizione vichinga. Ma cosa significa esattamente il sostantivo vkingr? Con questo termine si
soliti identificare quegli abitanti della Scandinavia che, tra VIII e XI secolo, presero parte a
spedizioni di razzia, commercio, conquista o insediamento nellEuropa continentale (regno franco,
impero tedesco, penisola iberica) e nellAtlantico settentrionale (isole britanniche, Islanda,
Groenlandia). Sulletimologia della parola sono state avanzate diverse spiegazioni: se di origine
norrena, essa potrebbe venire da vk, insenatura o fiordo, da cui vkingr con il significato di
pirata che se ne sta nascosto in un fiordo; unaltra ipotesi vedrebbe un collegamento con il verbo
vkja, girare da una parte, deviare, da cui deriverebbero il sostantivo femminile vking, con il
significato di allontanamento, e il sostantivo maschile vkingr con cui si indicava colui che si
assenta da casa e, per estensione, un guerriero di mare che intraprende lunghi viaggi. Una
ipotesi pi recente, per, sostiene che la parola potrebbe essere nata in area anglosassone per
indicare i pirati provenienti dalla Scandinavia e in seguito sarebbe stata fatta propria da questi
ultimi.
Nelle fonti medievali, coloro che invece si diressero a est sono frequentemente indicati come
Rus, nome con cui le popolazioni slave chiamavano gli scandinavi e che deriva dal finlandese
Ruotsi (Svezia), poich erano gli svedesi i pi attivi sulle rotte orientali. Infine variaghi o
vareghi era il nome con cui, presso Arabi e Bizantini, erano conosciuti quei guerrieri scandinavi
che, tra X e XI secolo, si arruolarono come guardia del corpo mercenaria dellimperatore dOriente;
analogamente alla definizione di vichingo, anche in questo termine insita una certa ambiguit
tra guerriero e mercante, poich esso deriva del norreno vringjar con il significato di uomini
legati tra loro da un giuramento, con riferimento al giuramento che univa i gruppi di mercanti i
quali, prima di partire, si impegnavano a dividere tra di loro le spese e i profitti del viaggio.
Dal punto di vista cronologico, le date con cui convenzionalmente si fa iniziare e terminare
let vichinga sono il 793, anno dellattacco al monastero inglese di Lindisfarne, e il 1066, anno
della battaglia di Stamford Bridge, in cui perse la vita il re norvegese Haraldr lo Spietato. Da questo
momento in poi gli studiosi preferiscono parlare di Scandinavia medievale, sottolineando in
questo modo la progressiva omologazione culturale dei paesi nordici alla christianitas medievale.
Se escludiamo le iscrizioni runiche, le pi antiche testimonianze dirette giunte fino a noi
sono quelle provenienti dallesterno della Scandinavia, e principalmente dallInghilterra, dal regno
di Francia e dallarea imperiale tedesca (VIII-XI secolo); abbiamo poi le fonti norvegesi e danesi in
latino (met-fine XII secolo), per finire con le ancora pi tarde saghe islandesi (fine XII
inizio/met XIII secolo). Riguardo queste ultime occorre specificare come le saghe, pur trattandosi
di composizioni messe per iscritto in epoca molto tarda rispetto agli avvenimenti narrati, abbiano
per noi una importanza fondamentale dovuta alla trasmissione, per mezzo di esse, di materiale
appartenente alla precedente tradizione orale che, altrimenti, sarebbe forse andato irrimediabilmente
perduto. In particolare le frequenti citazioni di versi scaldici, accompagnati dai commenti degli
autori delle saghe, hanno permesso la conservazione e la trasmissione ai posteri di questi
componimenti poetici nella loro forma pressoch originaria.

2. La struttura della societ scandinava
Nei secoli che stiamo qui prendendo in esame la societ scandinava era sostanzialmente
omogenea sia dal punto di vista linguistico, sia da quello religioso e culturale. Il perno di questa
societ era il bndi (pl. bndr), il contadino o pi propriamente libero proprietario terriero che, se
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necessario, poteva anche impugnare le armi come un guerriero; alcuni di questi bndr potevano
possedere una notevole ricchezza e, di conseguenza, una non trascurabile influenza nella loro
comunit. Al di sopra dei bndr troviamo i magnati che, in Norvegia, sono chiamati hfingi (pl.
hfingjar, capo) ed hersir (pl. hersar, signore): si tratta di capi locali, che in virt dei loro
possedimenti e della loro ricchezza potevano permettersi di mantenere un seguito armato (hir); i
pi importanti di loro potevano ambire al titolo di jarl (pl. jarlar), cio conte e nei periodi in cui
non era presente la figura del re (konungr), erano loro a detenere il potere nel paese. Listituzione
monarchica, infatti, impieg molto tempo ad affermarsi saldamente tra queste popolazioni: ci
avvenne dapprima in Danimarca (IX-X secolo), poi in Norvegia (XI secolo) e infine in Svezia (XI-
XII secolo). Fondamentale fu, in tutti e tre i casi, la conversione al cristianesimo di quei sovrani che
poi riuscirono a imporre la loro autorit nei loro rispettivi paesi, poich la nuova religione non solo
forniva un esempio di rigida struttura gerarchica, ma portava con s il modello ideale di un regno
saldamente unito sotto un unico re cristiano, un modello che molti capi vichinghi avevano potuto
concretamente osservare durante le loro scorrerie in Francia e Inghilterra.
La Scandinavia nellet vichinga, e ancora fino almeno al XIII secolo, non conobbe il
feudalesimo: i rapporti di potere e di fedelt personale non dipendevano, cio, dal possesso della
terra e dalla sua eventuale concessione, bens da quella che potremmo definire una struttura
patrono-cliente. Maggiore era la ricchezza e la potenza di un capo, maggiore era il numero di
uomini che ne riconoscevano il potere e lo supportavano (anche militarmente, se necessario) in
cambio di una ricompensa o della sua protezione. Nelle societ scandinave di questi secoli
mancava, inoltre, una delle caratteristiche distintive delle societ feudali, ovvero lidentificazione
tra il ceto dominante e una classe di guerrieri di professione, come ha sottolineato Marc Bloch: le
societ dove sopravvisse un contadiname armato o ignorarono lorganizzazione vassallatica, al pari
di quella della signoria, o ne conobbero soltanto forme assai imperfette
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. Una novit nella
direzione di un feudalesimo imperfetto fu, forse, lintroduzione, in Norvegia, della carica di lendr
mar (pl. lendir menn), nella prima met dellXI secolo: questa carica, che sostitu quella di hersir,
era attribuita a quei magnati locali che, in virt della loro prominente posizione sociale, erano visti
dai re come preziosi alleati. Essi ricevevano in concessione dal sovrano della terra appartenente alla
corona, in una quantit pur sempre minore di quella che detenevano in proprio, e attraverso la terra
si instaurava uno stretto legame tra i due. Il lendr mar da quel momento diventava il
rappresentante del re, a cui giurava fedelt, mantenendo intatta la sua autorit nel distretto di sua
competenza e svolgendo un ruolo fondamentale per la coesione del regno; questo funzionario regio
aveva anche il dovere di accompagnare il re nelle spedizioni militari, portando con s il proprio
seguito armato.
La vita politica della societ scandinava ruotava attorno a un organo fondamentale, il ing (o
thing secondo la grafia inglese) ovvero lassemblea degli uomini liberi, dove tutti i partecipanti,
fossero essi bndr, capi locali, jarlar o re, avevano diritto di parola; il ing riuniva in s il potere
legislativo e quello giudiziario, agendo sia da corte di giustizia che da assemblea legislativa. Ogni
distretto del paese (chiamato bygg in Norvegia, herru in Danimarca) aveva la sua assemblea
locale, mentre per le questioni di maggiore importanza e/o gravit ci si rivolgeva ai ing regionali,
che avevano competenze pi ampie. Anche i sovrani dovevano tener conto delle decisioni dei ing,
e solo un re molto potente e/o popolare, la cui autorit nel regno era incontestata, poteva
ragionevolmente sperare di poter influenzare la volont delle assemblee pubbliche.
Menzione a parte merita il caso dellIslanda. Colonizzata da esuli norvegesi nella seconda
met del IX secolo, lIslanda non conobbe alcun re fino al tempo della sua sottomissione alla
Norvegia (1262). Il potere era nelle mani dei grandi capi locali, chiamati goar (sing. goi), e
lisola era divisa in Quarti (fjrungar), circoscrizioni territoriali che prendevano il nome dai punti
cardinali. Ciascun Quarto aveva il suo ing, mentre lassemblea pubblica generale era chiamata
Aling e si svolgeva annualmente nel mese di giugno.

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M. Bloch, La societ feudale, Torino 1987, p. 494. Come abbiamo visto i bndr scandinavi, liberi contadini,
potevano trasformarsi, alloccorrenza, anche in guerrieri.
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3. La guerra nella Scandinavia vichinga e medievale
Nella Scandinavia di epoca vichinga, soprattutto laddove non esisteva un forte potere
centrale come quello monarchico, la guerra poteva essere un mezzo di promozione sociale
individuale, poich chi tornava in patria portando con s un ingente bottino vedeva aumentare la
propria influenza e il proprio peso politico. In effetti, almeno fino al X secolo inoltrato la quasi
totalit delle incursioni vichinghe potrebbero essere definite imprese private, nel senso che erano
finalizzate alla razzia e/o allinsediamento, ed erano organizzate e guidate da capi locali che
partivano con il loro seguito e con chi desiderava unirsi a loro. Le spedizioni erano allinizio su
piccola scala, e andarono via via intensificandosi: in Inghilterra, Irlanda e Francia si pass da raid
stagionali a razzie sempre pi frequenti, con le truppe scandinave che svernavano sul posto e
tornavano ad attaccare allarrivo della buona stagione; da qui allinsediamento e alle conquiste
territoriali il passo fu breve, mentre in altre regioni dEuropa, come in Frisia, si ebbe da subito lo
stanziamento degli invasori.
Prima ancora che guerrieri, i vichinghi erano eccellenti marinai, e per lungo tempo le loro
imbarcazioni fornirono loro un vantaggio tecnologico sugli avversari. I secoli IX e X rappresentano
il periodo classico delle navi vichinghe: vennero introdotti lalbero a vela e la chiglia, questultima
al posto dellasse orizzontale che, in precedenza, fungeva da base; la chiglia fu particolarmente
importante perch permise ai marinai scandinavi di affrontare anche il mare in burrasca. Le navi
erano di forma stretta e lunga con un basso pescaggio, ideale per risalire il corso dei fiumi; dotate di
remi e di una vela centrale, avevano un timone a dritta (tribordo) di poppa. Dal X secolo comincia
la specializzazione, con grandi navi mercantili (knrr) e da guerra (skei, langskip). In realt i nomi
delle imbarcazioni non devono essere considerati termini tecnici, perch nelle saghe del XIII
secolo sono frequentemente usati in maniera intercambiabile. Spesso la forma della decorazione di
prua poteva designare, per metonimia, lintera nave: cos fu per il Bisonte (Visundr) del re
norvegese lfr Haraldsson il Santo, e il Lungo Serpente (Ormrinn langi) del re suo omonimo e
predecessore, lfr Tryggvason.
A partire dalla seconda met del X secolo in Scandinavia ebbe inizio una duplice, graduale
trasformazione del potere: da una parte, in un processo di accentramento, esso pass da locale a
regionale e, infine, nazionale; dallaltra, da potere sugli uomini mut in potere sul territorio. Dei
tre paesi scandinavi, il primo a mostrare i segni di questo cambiamento fu la Danimarca. Resti
archeologici mostrano una mobilitazione militare al tempo di re Harald Dente Azzurro (c. 960-985),
che fece erigere delle fortificazioni nello Jutland per il rafforzamento interno del regno; allinizio
dellXI secolo queste stesse fortificazioni furono utilizzate da suo figlio Sveinn Barbaforcuta per
laddestramento di truppe destinate alle spedizioni in Inghilterra. Perch un simile processo di
accentramento del potere si verificasse in Norvegia e Svezia, come detto, si dovette aspettare lXI e
il XII secolo, rispettivamente. Da questo momento le imprese vichinghe private vengono
affiancate e sempre pi sostituite da vere e proprie guerre di conquista, organizzate e guidate
direttamente dai re; il norvegese lfr Haraldsson (re dal 1015 al 1030, con un passato da vichingo
alle spalle) giunse addirittura a proibire le spedizioni vichinghe, ben consapevole del fattore
destabilizzante rappresentato da chi ritornava in patria carico di ricchezze e, magari, di ambizioni
politiche.
Alla fine dellXI secolo lepoca vichinga giunse al termine, non da ultimo anche a causa del
rafforzamento di quei regni che, fino a quel momento, erano stati il bersaglio dei predoni scandinavi
e che ora, invece, erano in grado di affrontarli e di respingerli con successo. Nei tre regni nordici la
fine del periodo vichingo comport inevitabilmente una diminuzione delle risorse dovute alle
razzie, ragione per cui il baricentro delleconomia si spost maggiormente sullo sfruttamento
interno del suolo. Tale ripiegamento verso il fronte interno fu, probabilmente, uno dei fattori
scatenanti delle lunghe e sanguinose guerre civili che contrassegnarono il XII secolo in Danimarca e
Norvegia e che contrapposero tra loro numerosi pretendenti al trono. In Svezia e Danimarca le
mutate condizioni politiche ed economiche coincisero, almeno in parte, con un cambiamento nella
tecnologia militare, dalla mobilitazione di massa alle forze delite e dalla guerra marittima alla
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guerra terrestre. In questi due paesi linizio del XII secolo vide anche lintroduzione della cavalleria
pesante, e dalla fine dello stesso secolo in Danimarca la leva contadina fu gradualmente rimpiazzata
da un esercito professionale, il cui mantenimento era garantito dalle tasse che ora gravavano sul
resto della popolazione; contemporaneamente, i primi castelli fecero la loro comparsa in
Scandinavia. Per la Norvegia, il regno di Sverrir Sigurarson (1177-1202) costitu il momento
decisivo sia per lintroduzione dei castelli, come il castello Sion a Nidaros (1180), sia per il sempre
pi frequente ricorso a soldati di professione accanto alla leva contadina. Ci, tuttavia, non esclude
la presenza, in epoca vichinga, di guerrieri di professione, i quali, al contrario, sembra siano sempre
esistiti. questo il caso di guerrieri come gli hskarlar (sing. hskarl), che nei secoli precedenti
avevano fatto parte del seguito dei re e dei magnati. Similmente, liscrizione runica della stele di
Klsta, nella regione svedese dellUppland, risalente ai decenni centrali dellXI secolo, menziona il
ingali (il ingmannali delle saghe islandesi), un corpo di guerrieri scelti al servizio permanente
della corona danese in Inghilterra, istituito da re Canuto il Grande (1035).

4. Lintroduzione del leiangr: leva popolare o tassa?
Listituzione e la natura della leva popolare nella Scandinavia vichinga e medievale
tuttora al centro del dibattito accademico, principalmente a causa della carenza di informazioni
certe risalenti ai tempi pi antichi. Come se ci non bastasse, a confondere ulteriormente le acque
contribuisce anche il lessico delle saghe, che conosce e impiega termini differenti per indicare una
flotta di navi con a bordo un equipaggio armato: li, floti, almenningr e leiangr.
Il termine li (pl. li) ha unampia gamma di significati. Quello ordinario sembra essere
gruppo di persone, con altre accezioni come truppa, seguito, aiuto, ausilio e anche
flotta. Il significato di truppa predominante: un li era una spedizione di una banda di
guerrieri che agivano allestero sotto un unico leader. Nella tarda et vichinga, per, anche una
compagnia o flotta di navi poteva essere chiamata li, come estensione del normale significato di
truppa, perch nessuna flotta pu muoversi senza il suo equipaggio di guerrieri-marinai.
Se, dunque, li si riferisce principalmente agli uomini, ma pu anche essere esteso alle navi
su cui essi viaggiano, la parola floti (pl. flotar, flotta), al contrario, si riferisce principalmente alle
navi, ma pu essere esteso fino a includere gli uomini a bordo di esse: floti e li sono perci
semanticamente speculari tra di loro.
Bench il termine almenningr (pl. almenningar) nelle leggi regionali norvegesi del XII
secolo indichi la leva generale che il re pu proclamare come parte della difesa del regno, nelle
lingue scandinave medievali esso pu assumere vari significati, il pi frequente dei quali riguarda
terre o propriet usate in comune; esso applicabile a molteplici situazioni collettive, inclusa la leva
popolare. Il suo utilizzo nelle leggi del Gulathing, nella sezione dedicata alla leva navale,
suggerisce, perci, non tanto un termine tecnico quanto piuttosto uno descrittivo, con lintenzione di
distinguere tra una chiamata generale alle armi (almenningr, appunto), quando ogni settimo uomo
deve essere chiamato in servizio, e una situazione alternativa in cui le condizioni di reclutamento
sono pi leggere.
Certamente pi complessa linterpretazione della parola leiangr, presente gi in poemi
scaldici del X secolo nonch nelle summenzionate leggi regionali norvegesi, e che pu essere
tradotta con flotta. Come per li e floti, questo concetto pu includere sia uomini che navi, pur
essendo leiangr pi vicino a floti in quanto la sua accezione originaria sembra essere flotta di
navi, con meno enfasi sullequipaggio. Quando, in una data imprecisata, il sistema della leva
popolare fu adottato in Norvegia, leiangr e almenningr erano gi in uso ed entrambe assunsero un
nuovo valore nel nuovo contesto, ma le testimonianze poetiche sono insufficienti per risalire alla
data precisa in cui si verificarono questi cambiamenti semantici; di certo nel XII secolo, quando le
leggi regionali vennero messe per iscritto, le due parole avevano gi acquisito i nuovi significati.
Riassumendo, il leiangr nei poemi scaldici del X secolo sembra impiegato con il generico
significato di flotta di guerra o spedizione navale e non con quello pi specifico del XII secolo,
cio leva navale reclutata secondo quanto prescritto dalle leggi.
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A complicare ulteriormente il quadro, le fonti giuridiche norvegesi del XII secolo presentano
il leiangr sotto un duplice aspetto: secondo le leggi del Gulathing si trattava di una tassa riscossa
dal re per allestire una flotta, mentre nelle leggi del Frostathing leggiamo di una flotta reclutata
tramite leva popolare. Gli studiosi si sono dunque chiesti quale dei due aspetti abbia preceduto
laltro, vale a dire se, in un dato momento, il leiangr si trasform da leva navale in tassa o se,
viceversa, pass da imposta a servizio militare. Le saghe dei re sostengono che in Norvegia il
leiangr come leva popolare fu introdotto da re Hkon il Buono (met del X secolo) in sostituzione
di una tassa che era invisa ai norvegesi e che era stata imposta da suo padre, Haraldr Chiomabella,
al tempo della sua conquista del paese. Questa spiegazione, per, probabilmente una invenzione a
posteriori e riflette lidea che gli uomini del XIII secolo avevano sullorigine della leva popolare.
Secondo il danese Niels Lund, in Danimarca il leiangr come leva militare fu istituito
attorno al 1170, mentre in precedenza gli eserciti erano composti dai magnati e dai loro seguiti
armati, che si univano ai re per andare in guerra; prima di quella data, gli sparuti riferimenti al
leiangr riguarderebbero solamente una tassa. Di contro, il norvegese Sverre Bagge sottolinea come
levidenza pi significativa del leiangr in Norvegia sia quella delle leggi del Gulathing e del
Frostathing, databili tra la fine dellXI e l inizio XII secolo: nella regione del Gulathing, il leiangr
doveva essere pagato annualmente, mentre per il Frostathing, come detto, era stabilito solo un
servizio militare. Tuttavia da un episodio della Sverris saga (redatta tra fine XII inizio XIII
secolo) si desume che nella regione del Trndelag, proprio quella di competenza del Frostathing, il
leiangr sottoforma di tributo era ben consolidato da prima del 1182. La leva popolare sembra
dunque aver preceduto la relativa tassa, e la spiegazione della successiva evoluzione, almeno per la
Norvegia, forse da ricercare nelle lunghe guerre civili del XII secolo che, provocando
larruolamento di eserciti professionali sempre pi numerosi, contribuirono alla graduale
trasformazione del leiangr in una tassa, alla sua introduzione in nuove regioni e alla sua regolare
esazione, destinata ora al mantenimento dei soldati.
Ma come era regolamentato il leiangr? Il caso norvegese forse quello meglio
documentato, grazie alle leggi regionali. Sia come servizio militare che come tassa, esso interessava
solo le regioni costiere, mentre le regioni dellentroterra non vi erano soggette. Le regioni costiere
erano divise in distretti, gli skipreidar, ciascuno dei quali doveva costruire ed equipaggiare una
nave, dotandola di rifornimenti sufficienti per due mesi (che diventeranno tre dalla fine del XIII
secolo). Dalle saghe emerge un uso flessibile del leiangr da parte dei re: poteva essere chiesto in
tutto il paese o solo in alcune regioni, in base alle esigenze, e forse il periodo di reclutamento poteva
essere allungato tramite compenso; inoltre potevano esserci varie combinazioni tra tassa e servizio
militare, a seconda delle circostanze. Al re erano per imposti dei limiti: nelle saghe non troviamo
esempi di leiangr mobilitato nella stessa regione per due anni consecutivi, e forse il re poteva
ricorrere alla leva navale solo ogni tre anni, il che potrebbe spiegare la natura di un nuovo tributo
introdotto nel XIV secolo, lutfareleidang, probabilmente derivato dal leiangr, che veniva riscosso
proprio ogni tre anni per una somma corrispondente a una mobilitazione generale, ma senza
contributo in uomini. Non era solo la consuetudine, e quindi la legge, a porre un freno alle richieste
dei sovrani: sappiamo, infatti, che il successo nellottenere la mobilitazione o il pagamento del
leiangr dipendeva, in ultima analisi, anche dalla popolarit del re che vi faceva ricorso. Un re
molto popolare poteva non solo ricevere una adesione convinta e numerosa, ma poteva addirittura
beneficiare di contribuzioni volontarie, tanto in uomini che in beni o denaro; dipendendo
esclusivamente dalla volont di chi vi partecipava, queste contribuzioni avevano il vantaggio di non
essere soggette alle stesse limitazioni che vincolavano il leiangr. Dal punto di vista giuridico, le
condizioni del compromesso tra la popolazione e il sovrano furono formalizzate solo nelle leggi
nazionali del 1274, le quali stabilirono che, in tempo di pace, il re non poteva chiedere pi della
met di ci che chiedeva in tempo di guerra.
In conclusione, per la Norvegia la seconda met del XII secolo sembra essere stato il
momento decisivo per un pi frequente e massiccio ricorso a soldati di professione, pagati ora con
la parziale conversione in tassa del leiangr; ciononostante, il servizio militare continu a sussistere
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per almeno altri due secoli, e ci, probabilmente, per due ordini di motivi. Anzitutto, quello
norvegese era un paese estremamente povero e, nel caso di una conversione totale del leiangr in
un tributo, il re avrebbe potuto reclutare un esercito certamente professionale ma troppo ridotto per
essere competitivo nel contesto nordico. In secondo luogo, ragioni geografiche e strategiche fecero
s che per la Norvegia la guerra marittima svolgesse sempre un ruolo di primo piano rispetto alla
guerra terrestre; i re, dunque, dovevano poter allestire e mantenere una flotta numerosa e ben
equipaggiata, con guerrieri e rematori, ed a questo fine le sole forze delite non sarebbero state
sufficienti. I guerrieri di professione, perci, non riuscirono mai a rimpiazzare del tutto la leva
popolare, che rimase un elemento fondamentale dellapparato bellico norvegese nel medioevo.
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TESTI

Iscrizioni runiche:
Stele di Lingsberg, Uppland, Svezia (c. 1025-1030):
E Dann e Huskarl e Svaeinn fecero innalzare la pietra in memoria di Ulfrikr, loro nonno paterno.
Egli aveva in Inghilterra riscosso due tributi. Dio e la madre di Dio aiutino le anime del padre e del
figlio.

Stele di Klsta, Uppland, Svezia (met XI sec.):
Staerkarr e Hiorvarr fecero erigere questa pietra in ricordo del loro padre Gaeiri, il quale in
occidente fu membro del ingali. Dio [ne] aiuti lanima. [vestr sat i ingalii].

Stele di Ulunda, Uppland, Svezia (seconda met dellXI sec.):
Karr fece erigere questa pietra in ricordo di Horsi, suo padre, e Kabbi in ricordo di suo cognato
[/genero].
Viaggi audacemente, ricchezza acquist
lontano tra i Greci per il suo erede.

Stele di Gripsholm, Sdermanland, Svezia (c. 1041-1050):
Tola fece erigere questa pietra in ricordo di suo figlio Haraldr, fratello di Ingvarr.
Essi viaggiarono virilmente lontano alla ricerca doro
ed in oriente laquila cibarono;
morirono a sud nel Serkland.

Pietra di Veda, Uppland, Svezia (met XI sec.):
orsteinn fece in memoria di rinmundr, suo figlio, e compr questa fattoria e acquist
[ricchezze] in oriente in Russia.

La crociata di re Sigurr Jrsalafari (il viaggiatore di Gerusalemme), 1107-1111:
grip af Nregskonungasgum (c. 1190): En fyrstu, er eir brr sitja rki rr, Eysteinn
ok Sigurr ok lfr, fsir Sigur at ferask r landi til Jrsala me ri brra sinna ok bztu
manna landinu. San feraisk Sigurr konungr r landi til Jrsala me sex tgu skipa fjrum
vetrum eftir frfall Mgnss fur sns, ok hafi me sr fjlmennt ok gmennt.
(Allinizio, quando regnavano i tre fratelli Eysteinn, Sigurr e lfr, a Sigurd venne il
desiderio di lasciare il paese e recarsi a Gerusalemme con il consenso dei suoi fratelli e degli
uomini pi importanti del regno. Quindi, quattro anni dopo la morte di suo padre Magns, re
Sigurr part diretto a Gerusalemme con sessanta navi. Egli aveva con s un seguito numeroso e
valido).

La Fagrskinna (c. 1220) e la Morkinskinna (c. 1217-1222), come gi lgrip, attribuiscono
liniziativa a Sigurr; la prima si limita a una osservazione molto sintetica: tre anni dopo la sua
ascesa al trono, quindi nel 1106, hafe Sigurr konungr buit fer sina af lande me myklum
kostnae. Hanum fylgu marger lendir menn ok marger rikir bndr (Re Sigurr si era preparato
per un viaggio allestero molto dispendioso. Con lui andarono molti lendir menn e molti grandi
bndr). La Morkinskinna spende qualche parola in pi sullorganizzazione della crociata,
dicendoci che Sigurr si avvalse della collaborazione dei suoi fratelli e degli uomini pi importanti
del regno; in pi la Morkinskinna specifica che la compagnia era scelta e ben numerosa, ma
composta solo da uomini che avevano deciso di partire di loro spontanea volont.

Heimskringla (c. 1230): er synir Magns vru til konunga teknir, kmu tan r
Jrsalaheimi, ok sumir r Miklagari, eir menn, er farit hfu t me Skopta gmundarsyni, ok
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vru eir inir frgstu ok kunnu margs konar tendi at segja: en af eim nnmum girntisk fjli
mannz Nregi eirar ferar: var at sagt at Miklagari fengu Normenn fullslu fjr, eir er
mla vildu ganga. eir bu konungana, at annarr hvrr eira, Eysteinn ea Sigurr, skyldi fara ok
vera fyrir vi lii, er til tferar gerisk. En konungarnir jttu vi ok bjoggu fer me beggja
kostnai. Til eirar ferar rusk margir rkis-menn, bi lendir menn ok rikir boendr. En er ferin
var bin, var at af rit, at Sigurr skyldi fara, en Eysteinn skyldi hafa landr af hendi beggja
eira.
(Quando i figli di Magns erano stati scelti come re, gli uomini che erano partiti con
Skopti gmundarson fecero ritorno [in patria], alcuni provenienti dal regno di Gerusalemme, altri
da Miklagarr; essi erano [diventati] assai rinomati e avevano molti avvenimenti da raccontare. E
per via di queste notizie, un gran numero di uomini in Norvegia concep il desiderio di compiere lo
stesso viaggio; fu anche raccontato loro che quei norvegesi che avessero voluto arruolarsi a
Miklagarr, avrebbero potuto ottenere una gran quantit di beni. Essi allora chiesero ai re che uno
dei due, Eysteinn o Sigurr, andasse con loro e fosse a capo di tutti quelli che desideravano
intraprendere il viaggio. I re acconsentirono e parteciparono congiuntamente alle spese per
lorganizzazione del viaggio. Molti grandi uomini, sia lendir menn che grandi bndr, presero parte
a quella spedizione. E quando tutto fu pronto, si decise che Sigurr sarebbe partito, e che Eysteinn
avrebbe tenuto il regno per conto di entrambi).

Spedizione di Kalmar, 1123:
grip: Ok var sj leiangr kallar Kalmarna leiangr. Sj leiangr var sumri fyrr en myrkr
et mikla.
(E quella leva militare fu chiamata la leva di Kalmar ed ebbe luogo nellestate
precedente la grande oscurit). Una grande oscurit, cio una eclissi di sole, si verific l11
agosto 1124, di conseguenza la spedizione di Kalmar databile allestate del 1123.

Heimskringla: Nkols konungr sendi or Siguri konungi Jrsalafara ok ba hann veita sr
li ok styrk allan af snu rki, at fara me Nikolsi konungi austr fyrir Sva-veldi til Smlanda ok
kristna ar flk, viat eir, er ar byggu, heldu ekki kristni, tt sumir hefi vi kristni tekit. Var i
ann tma via Svaveldi mart flk heiit ok mart illa kristit, vat vru nkkurir eir konungar,
er kristui kstuu ok heldu upp bltum []. Sigurr konungr ht fer sinni, ok geru konungar
stefnu-lag sitt i Eyrarsundi.
(Re Nikols invi un messaggio a re Sigurr Jrsalafari chiedendogli che andasse in suo
aiuto, dal suo regno, con un esercito, e che si recasse con lui a est lungo la costa svedese fino allo
Smland, e ne convertisse la popolazione, poich coloro che vi vivevano non si erano ancora
convertiti, bench alcuni avessero abbracciato il cristianesimo. A quel tempo in Svezia vi erano
molti uomini ancora pagani, e molti che erano a malapena cristiani, poich vi erano stati alcuni re
che avevano rinnegato il cristianesimo e avevano ripreso i sacrifici [pagani]. Re Sigurr promise
che sarebbe andato, e i re si accordarono per incontrarsi nellresund).

San bau Sigurr konungr almenningi t af llum Nregi, baei at lii ok at skipum:
Sigurr proclam una leva militare e, via mare, si diresse al luogo dellincontro con Nikols, il
quale, per, si era mosso con troppo anticipo rispetto al suo alleato; i danesi, non vedendo arrivare i
norvegesi, cominciarono a mormorare che questi non si sarebbero presentati e decisero di
smobilitare la leva (leiangr). Quando re Sigurr giunse nellresund e non vi trov i danesi, ne fu
a dir poco contrariato: heldu austr Svimrars ok ttu ar hsing ok talai Sigurr konungr um
lausyri Nikolss konungs, ok kom at samt, at eir skyldu nkkut hervirki gera landi hans fyrir
essar sakir. eir tku upp orp at, er heitir Tumaorp ok skamt liggr fr Lundi, ok heldu sian
austr til kaupbjar ess, er heitir Kalmarnar, ok herjuu ar ok sv Smlndum, [] ok tku
Smlendingar vi kristni. Sian vendir Sigurr konungr aptr herinum ok kom i sitt riki me
mrgum strgrsimum ok fjr-hlutum, er hann hafi aflat eiri fer, ok var essi leiangr kallar
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Kalmarna-leiangr. at var sumri fyrr en myrkr it mikla. enna einn leiangr rri Sigurr konungr,
mean hann var konungr.
([I norvegesi] navigarono a est verso Svimraros, e l tennero una assemblea [hsing]; re
Sigurr parl delle ingannevoli parole di re Nikols ed essi decisero di devastare la sua terra. Essi
presero il villaggio che chiamato Tumaorp, che si trova non lontano da Lund; poi essi mossero a
est verso la citt di mercato chiamata Kalmar, la saccheggiarono e lo stesso fecero nello Smland,
e gli abitanti dello Smland si fecero cristiani. Re Sigurr, allora, torn indietro con il suo esercito
e rientr nel suo regno con molti grandi e preziosi oggetti, e con un grande bottino che aveva
conquistato in quella spedizione; quella leva fu chiamata la leva di Kalmar. Era lestate
precedente la grande oscurit. Fu lunica leva che re Sigurr richiese durante il suo regno).
E interessante notare come qui Snorri faccia uso dei termini li, almenningr e leiangr per
indicare tre concetti diversi: almennigr riferito a una chiamata alle armi generale in tutto il regno,
li indica gli uomini chiamati in servizio dal re mentre leiangr qualifica la spedizione militare
come una leva, lunica richiesta dal re durante il suo regno. Ci significa che, stando a Snorri, la
precedente crociata di Sigurr non deve essere considerata una leva popolare bens una iniziativa
partita dal basso.


Glossario:
almenningr (m., pl. almenningar): terra o propriet di uso comune, in seguito indicher anche la
leva generale.
bndi (pl. bndr): contadino, pi propriamente un libero proprietario terriero.
bygg (f.): distretti nei quali era suddivisa la Norvegia.
danegeld: tributo danese, tributo riscosso dai danesi in Inghilterra nei secoli X e XI.
dreki (m., pl. drekar): drago, nome poetico per indicare le navi; deriva dalla polena delle navi
scolpita a forma di drago.
floti (m., pl. flotar): flotta ma anche, per esteso, ciurma o equipaggio.
herru: distretti nei quali era suddiviso il regno di Danimarca.
hersir (m., pl. hersar): signore; nome dato ai capi locali norvegesi fino allXI secolo.
hir (f.): seguito di un re o di un capo importante. Era composto da guerrieri e scaldi (poeti).
hfingi (m., pl. hfingjar): capo; era il titolo dato ai leader locali in Norvegia.
hskarl (m., pl. hskarlar): uomo della casa. Erano cos chiamati gli uomini che facevano parte
del seguito (hir) di un capo locale o di un re.
jarl (pl. jarlar): conte.
knrr (m., pl. knerrir): grande nave mercantile; poteva superare i 20 m di lunghezza (con 30-32
remi) ed era adatto alla navigazione oceanica.
konungr (m.): re.
langskip (n.): nave lunga; termine generico per indicare una grande nave da guerra. Poteva arrivare
a 30 m di lunghezza, con 60 remi.
lendr mar (pl. lendir menn): in Norvegia, signori locali che ricevevano terra dal re, in cambio della
loro fedelt; compare nellXI secolo.
leiangr (n.): flotta, ma assumer poi anche il significato di leva navale.
li (n.,pl. li): gruppo di persone, truppa, seguito e anche, per esteso, flotta.
Rgsula: Il canto di Rgr, poema eddico sulla struttura della societ norrena.
skei (f.): nave lunga di grandi dimensioni. Usato principalmente per indicare una nave da guerra.
skip (n.): barca, nave. un termine generico e il pi usato per indicare una imbarcazione.
skipreidar (n.): distretti delle regioni costiere, in cui si reclutava il leiangr.
skta: imbarcazione da cabotaggio di medie dimensioni.
ing: lassemblea degli uomini liberi.
ingali o ingmannali (n.): corpo di guerrieri scelti al servizio permanente dei re danesi in
Inghilterra.
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Bibliografia

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Saghe islandesi:
SNORRI STURLUSON, Heimskringla: le saghe dei re di Norvegia, a cura di F. Sangriso,
Alessandria 2013 (traduzione parziale) ()

Mitologia:
CHIESA ISNARDI Gianna, I miti nordici, Milano 1991 ()



Legenda:
* Presente nella biblioteca del Dipartimento di Storia, Culture, Religioni.
Presente in altre biblioteche della Facolt di Lettere e Filosofia.
Presente alla Biblioteca Nazionale di Roma.