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DISCORSO PRELIIIIINAR E

La riconoscenza con cui la posterity accolse le memorie delle Arti , compilate da' nostri maggiori , fu it tributo pia giusto che oftener potessero le cure di que' benemeriti, che primi illustrarono una materia si utile e cara per ogni piacevolezza della vita, siccome pei fasti della civil society. Ma le eta sussegnenti un poco pia intolleranti per la severity della critica , e pia gelose dell' onore delle nazioni, in virtu dell' emulazione insorta fra loco, vollero con esame pia scrupoloso risalire alle fonti da cui fur tratte queste antiche memorie, e raddoppiarono di attivita, affine di spargere una luce maggiore nei tempi remoti in cui risorsero questi studj, mirando in tal modo a tessere con pill chiarezza ed ordine migliore la storia dell' umano ingegno . Stettero peril queste investigazioni presso che ecoli, cioe dal stazionarie pel corso di oltre due s Vasari al Lanzi , e in questo intervallo si venerarono, e con molta giustizia si tennero in pregio ioquasi esclusivamente gli scritti

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gafo Aretino, e dei pochi suoi contemporanei, che ci lasciarono scarsi trattati intorno alcune pratiche , come it Cellini, Armenini e qualche altro, ma non si diede opera a piti profondi stud] e ricerche, finche coil' esempio di scrittori piu recenti e nazionali e stranieri non si conobbe che molto restava a sapersi, e che ridondavano force ancora preziose memorie sepolte, le quali domandavano avidamente la lace per assegnare a ciascuna nazione quel luogo eui davano diritto le proprie glorie Ognor crescente it bisogno di salire a quella grandezza che dalla pubblica estimazione deriva, specialmente ove avvenga che per forma di circostanze minuiscano le altre glorie , si rese pit!' sacro it debito degli scrittori di rilevare maggiormente ogni prerogativa e ogni merito nazionale , sembrando in qualche maniera di cosi surrogare una seconds potenza ai perduti avvantaggi della forza e del numero, e apportare consolazione nella meno prospera fortuna con quell' influsso eflicacissirno che nella bilancia dei beni e delle sventure apportano i lumi e invincibile itnpero della ragione: e fu per cio che crebbe it religioso dov ere ad ogni individuo della civile society di assumere una porzione di quel peso che venivagli impost() dalla natuca dei tempi e degli umani casi, e quindi si cercti accuratamente di ripassare anche still' or-

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5 altrui; motto pid che in un terreno ubertoso sempre avvien di scoprire qualche preziositit sfuggita a chi prima voile calcarlo . Animati percio da questo zelo gli scrittori di ogni facolta, non possono prescindere dall'avere un tale scopo di mica, servendo ai tempi ed ai bisogni delle nazioni . Ogni secolo , ogni eta parve prendere dalle circostanze un aspetto caratteristico , e infelice quello scrittore che non dando alle opere sue la fisonomia de' suoi tempi, lascera incerta la posterity dell' epoca dei proprj scritti, prendendo ad imprestito dalle eta, che non sono phi, un aspetto simulato, che sembrasottrarlo dalr appartenere a'suoi contemporanei, e lo assomiglia a una larva dissepolta ed errante . E quando si dice imprimere negli scritti ii marchio del proprio secolo, non vuolsi gia intendere che gli errori od i vizj della eta debbano formare it carattere distintivo degli scrittori, poiche umana specie non pone soltanto it segnale dei tempi col mezzo dei difetti, ma imprime ben anche una pill utile e phi visibile caratteristica colle virtu, colla scienza , col debellamento della superstizione e delignoranza. Le cognizioni umane percorrono come ogni altra cosa it loro stadio, camminano nella loro orhita , non retrocederanno piu rnai senza sconvolgimento del globo , ne abbiamo a temere phi certamente la caligine de' secoli
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barbari dopo invenzione della stampa, e menso perfezionamento dello spirito umano . Potrebbero fataltnente incendiarsi le biblioteche di Parigi , di Vienna , di Firenze , di Roma ; queste sarebbero disgrazie particolari e grandissime, come da non molt'anni coil' incendio di Mosca toed) all' insigne biblioteca del conte di Bouturlin , ma queste sventure non possono piu produrre una calamity universale , siccome successe coll'incendio delle biblioteche dei Tolomei, e di quelle de'Califi orientali in Ispagna. Ed ecco perche cresce la mania di procedere, di illustrare , di scoprire , di rettificare , e garantirsi dalla taccia di inoperosi e indolenti, mentre veggiamo esser tanta la cura universale di render migliore col sussidio dei mini 1' umana condizione. E per venire un po'piii all'oggetto che ci proponghiamo, sembra crescere in not l'obbligo di corrispondere a questa voto, dal vedere come anche le arti le quali ebbero loro culla, o principale increment() in Italia, vengono con tanta assiduiti di cure illustrate dagli stranieri, che percorrono ansiosamente it nostro suolo, frugano le nostre biblioteche, gli archivj , i musei , e gli angoli piu remoti delle nostre case, affine di razzolare, se per loro ay. venga , i frammenti preziosi o le notizie di (panto operavasi ne'primi tempi de'nostri artefici

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La Germania, la Franaia, l'Inghilterra ridondano di scritturi moderni, the con molta assiduity di ricerche e di critica attinsero nel suolo italiano le sorgenti ogni loro cognizione , e pcesentarono all' Europa opere rinomatissime in materia d' Arti . Non parlera di que' benemeriti che la Magna Grecia , it snolo roman, o Etruria illustrarono con ogni modo di opere, di scritti , di stampe, ne dell' insigne mio arnico it car. d' Agincourt , che m' inizio nei teneri anni all' mom di questi studj , e porta una face luuninosissima ne' tempi oscuri dell'Arti nostre : ma non potrO dissimulare come be grandi epoche di Lorenzo e di Leone de' Medici, sl care alle arti e agli studj, e i fasti delle repubbliche del medio evo illustrarono dottissimi stranieri, e mentre la vita del Bonarroti stampavasi in Londra, quells di Rag faello vedeva la Ince in Parigi; e quando it Barone d' Heineken, e Bartsch pubblicavano in Germania i lavori phi accreditati intorno ai nostri intagliatori, Ottley, Strutt e Singer facevano altrettanto in Inghilterra, e it dottissimo Quatremere de Quincy, non pago di tanti lavori nell' Estetica e nell' Archeologia, preparave le mernorie degli Architetti : mentre poi in altra forma it c. Turpin di Crisse illustrava colla matita, it pennello e la penna i bei contorni di Napoli, e le magiche vedute di Vene-

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6 zia ; ed altri Fraucesi studiosamente rintracciavano sulle nostre antiche opere oreficeria, e sulle prime carte da giuoco gl'incunabuli della Calcografia. Tanta cura degli stranieri meritava a boon dritto d' esser conosciuta , applaudita ed emulata dagli italiani . pera vero che la minutezza delle ricerche, che oggi si esigono in questi studj pare che somigli a quella che si rimprovera celebrati scrittori delle opere d' ameno trattenimento, is quali divertono, e aggirano la lingua e i pensieri rninuti particolari, servendo a una specie di moda, presa per vaghazza dagli stranieri, e rnagistralmente da chiarissimi ingegni di recente vestita alla foggia d'Italia. Non e inverosimile che in questo siavi,pur anche una qualche aualogia , che gig tutte le cose, nel comune andamento, prendono impulso da un movimento principale, ma sari sempre dimostrato the le ricerche diligenti e minute non sono inutile e stucchevoli, e nella storia dell'Arte non ci lasciano a vuoto di buoni risultamenti . Che ove questo minuzioso viziosamente eccedendo divenisse it carattere principale nelle opere di letteratura , sarebhe contro it precetto d' Orazio in contradizione collo scopo principale, che si debbe tenere di mira, e imprimerebbe troppo visibilmente negli scritti cio the impresse nelle,arti d' i itazione it minuzioso operar di

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9 Mirmecide e di Callicrate, di Damiano Lercaro, di Properzia de Rossi, di Denney, e di qucila copiosa scuola d' artisti , che iuvece de' Geri contorni e dei larghi tocchi , che non erano capaci imprimere nelle opereloro, ponevano ogni studio nell' intagliare tutta una scoria sovra un nocciolo di ciliegia o di pesca , nella finezza , Della porosity della cute, nella trasparenza de' tessuti , nell' opalizzante de' yetri , e delle bolle di sapone , e dileguavasi intanto sotto la sottigliezza delle ricerche energia dell' espressione , it fuoco divino del pensiere, la parte tutta Morale della mente e del cuore usurpata dal Belo del meccanismo che non lascia di se altra ammirazione fuorche della phi sterile, e pia servile delle viral., la pazienza . Ne cio e qui :lett per prender di mil-a gli esservi pianta strascritti,che testelevarono meritamente tanto onore, provando all Italia
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niera che non germogli felice in questo suolo. E poiche a una tale cultura dedicaronsi con brillantesuccessoingegni pieni di forza e di solidi

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potrebbero forse questi a disegno e con fina circospezione aver irnhrigliata In penna e i pensieri per quells ternperanza e sagacity che vuolsi talvolta in difficili tempi, prendendo questa divisa , e ascondendo sotto la mite e modesta corteccia di romanzieri una maggior altezza di

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Io concepimenti che da prima non vedesi, ma che forse si trova, se con occhio veggente e mente ai grandi oggetti disposta si leggano i loro libri . Per le quali cose a abbastanza giustificata la necessity di trattare queste materie partitamente, e colla sottigliezza di molte indagini, se pur qualche passo ulteriore vuol farsi nella storia dell' Arti, e in quelle pratiche che hanno it remoto priucipio loro associato sovente agli esordj della civilta dei popoli .

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DELL' ORIGINS

COMPOSIZIONE E DECOMPOSIZIONE

DEI NIELLI

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PARTE PRIMA
DELL' ORIGINE

COMPOSIZIONE E DECOMPOSIZIONE

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La Storia dell' Arte dell' Intaglio benche trovisi


tracciata per cura di autori d' ogni nazione , nondimeno sembra pur anche abbisognare di ulteriori ricerche per esser rid.tta a quel punto di chiarezza e di precisione che domanda un tale argomento ; altrimend non andrebbe essa del pari a quelle di mold altri rami dell' arte dell' imitazione, intorno a cui da ultimo specialmente vegliarono uomini laboriosissimi, e luminosi ingegoi d' ogoi paese. E unto pii" pare do. versi dar opera alle ricerche dei primi intagliatori quanto che tarn debitori a quest' Arte diligentissima della inultiplicazione dei disegni e dei quadri e di tante belle invenzioni, che la industria e la finezza del bulino ha rese di ragione comune, altrettanto come la stampa diffuse, e multiplicO con incom mensurabile beneficio le opere della mente uivana itnprimendo quei codici preziosi , che un tempo soltanto esercitavano con lenta e penosa fatica la diligenza dei ceiiobiti . E per quanto sia da sperarsi che un uomo celebratissitno nell' esercizio dell' intaglio sia per dare alla lute un lavoro in questa materia per lunghi anni da lui meditato, not intendiamo di non iavadere per certo la sua 'nesse e abbiamo divisato di ra.:cogliere in

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max' mains EC. DU NIELLI

queste pagine unicamente diversi pensieri o materiali , che potrebbero piuttosto dirsi i prolegomeni della scoria di quest' 'rte, eoeiech6 it nostro lavoro disgiuntamente da quello possa servire alle ricerche dei curiosi , aprir luro qualche via a pits fortunate scoperte, e servire come di anello nell' interminabil catena delle umane cognizioni , provando con qualche evidenza che le eta da noi giudicate oscurissitne , nol furono gia per mancanza assoluta di luce agli ingegni de' nostri maggiori, ma piuttosto per non sapersi sovente da noi penetrare colla face delle ricerche nella caligine de' tempi . L' insistenza di mold amatori di questi stud] , pi& di ogrii altra considerazione, fu quella che ci determine, a far di pubblico diritto questi seritti , dei qnali una parte fu nota soltanto doors nel reeinto di qualche letteraria add:tans& ; e che adesso da noi si presenta sotto il titolo di MEMONIE , non avendo orgoglio di presentart un rasrrATo cornpleto nel piano convineiniento, che per quanto siasi da noi raceolto e vedato, tholto pur anche rirnanga a conoscersi, e ad esaminare con profondith di esame e di critica Ma la copia imtnensa de' cattivi libri , che inevitabilmente ingombra le biblioteche, e fa venire it capogiro agli studiosi e agli avidi di novita , le gratuite asserzioni di fatti non provati , le omissioni importantissime prodotte dall' incuria e spesso dalla dolosith degli autori , hanno posto la critica in tanta necessita di esercitare severamente i suoi diritti e la sus sferza , che ormai fassi assolutatnente necessario per chi scrive, e vuol porsi sotto l'egida incontaminata della verith , di produrre ad ogni passo le autenticita luminose di que' fatti e di quei detti contro dei quali /a diffidanza era meno armata e meno vigilante , poiehe la pubblica fede , a dir vero , non era si di fre-

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RARTE PRIMA

quente malmenata e sorpresa . Ne venue quindi biso. guo urgentissimo agli scrittori per comprovare le loro asserzioni, non soh) d' impinguare i loro scritti di citazioni, ma di riportare per esteso copiosissimi documenti e testineonianze, aumentando i volumi con appendici, le quali spesso superano la mole del testo e fu ere duto persino necessario di corredare le opere con ogni autenticita pia scrupolosa e lifac simile non solo del dibegni , ma persino della scrittura furono altreuanto iodispensabili at materiale d' tut lavoro scientifico o leuerario , come alla compilazione d' un auo d' accuse: condizione amarissima di chi strive, ingrate quanto alle volte quella un giudice processante; mentre per altra parte gli autori trovansi esposti ad una guerra ostinata e intermivabile con tutti coloro, che, amici delle tenebre, tremano in faccia all' odiata lute del vero Dalla gravitit delle quali considerazioni , pia di rettamente applicabili alle opere di alto argomento , ne viene che anohe in quelle di una seconds impor. tense an.damento suol mere conforme, poiche portano inevitabiluiente impress it carattere dell' eta is cui sono prodotte. E poiche le ricerche sulle origini e suite scoria delle arti nostre sembrano in questo momento accolte con qualche favore, sia per rivendicarle da alcune usurpa zioni , sia per esporle in tutto it loro splendore, ossiA per ritornarle dallo smarrito al pii, sicuro sentiero, da cui parvero deviare , cosi non pochi furono gli scrittori, che a queste lunghe e penose indagini consacrarono le loro vigilie. Ma quanto 6 egli mai difficile it fare nn Luon libro in tali materie, e come facilmente c' diamo d' aver tutto visto, scoperto e pro dotto, mentre talvolta per chi viers dopo con pill accuratezza cercando non restano sohanto poche minute ariste da spigolarsi qua e la, ma manipoli intieri si trovano , che per trop-

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DELL' DEMME EC. DEI NIELLI

pa precipitazione e cieca fidanza furono omessi dal mietitore 1 Campo ubertoso per queste indagini aveva alert() a multi scrittori, e special mente inglesi e tedescisi, arte dell' intaglio a bulino, i cui priniordj parevano contenersi tra insistente solerzia alemanna e la finezza degl' ingegni italiani E stavami appunto io ponendo ogni cura intorno a quelle prime opere , che contensporaneamente alle impressioni fortuite del Finiguerra feceru strada at togliere di mezzo ogni questions di preferenza, e garautire all' Italia ii primato assoluw dell' impressione, giacche a ben altra antichith 6 spettante quello dell'intaglio a bulino, it quale colla patina di venti secoli vediamo adulto solcare le patere, o vogliam ineglio dire opposto late degli specchi forbid, in cui le dame italiane prima del roman dominio e le greche raffiguravano i loro vezzi e le Taro sembianze (t). Quando apparve l'opera d' uno scrit tore francese it sig. Duchesne , che , corredata di Lavoie, di citazioni, di elenchi copioiissimi, intese a riempire nella storia di questi studj it vuoto lasciato

(1) Meutre io viaggiava per min istruzione e diporto la Germania e Inghilterra, inteso a raccogliere notizie di etruschi monumenti, e segnatameute delle patere metalliche , ho potuto di ognuna inviare al Cay. Inghirami, pel suo insigne lavoro , impronta , ossia Is stainpa quando in iscagliola , quando in carta , adoperando appunto, senza riflettervi, gli stessi inezzi, che servirono ai primi impressori di Meth , mediante la pressione dei fogli a mano , es, sendo impossibile pasrearle sotto it torchio , non tanto per la fragiliia del metallo fuso e non malleabile, quanto per aver tutto orlo rilevao dalla parte che sono intagliate a bulino , modo con cui da ognuno si possono ottenere stamps di opere della piir remota antichita con una fedelth perabile .

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17 nella grand' opera del sig. Bartsch ; o per meglio dire, trattandosi in questa dei Nielli , divenne it prolegonse no di quella. Non pno in vero negarsi alle iutenzioni di questo acrittore it tributo della pubblica riconoscenza , ma era io al lunge, nell' attualith delle mie ricerche , dal voler fare la critics a un autor benemerito , e lodato in ispecie da' giornali pia accreditati di Francis , che avrei ben preferito d' ignorare it merito di questa pro duzione , se non che la connessione dell' argomento non pub pib pertnettermi di separare it mio lavoro e i miei studj della osservazioni au quanto viene esposto da un recentissimo autore salito in rinom any!, e lasciando poi at pubblico voto it rendere a ciescnno quel tributo competente , chesaprk meritarsi. Sono apesse volte intralciate le questioni e le ricerche intorno a questi generi di lavori , poiche si con fuse I' antichita dei tentativi sulle lamine per opera del bulino con 1' antichith o la preminenza , che debbe assegnarsi ai primi intagli, cite sono stati impressi sopra una carts , da cui ebbe origine la calcografia. Ma au di questo e stato scritto gia con bastevole chiarezza ed evidenza dagli storici dell'arte , e nessuna stampa pub mostrarsi eon data cede, che sia antecedente it 1452 , in cui ii F'inignerra stampava i suoi Nielli , sebbene region vorrebbe che anche prima di quell' epoca potease aver egli stesso fatta Is medesima esperienza. Che se a piena lure 6 dimostrato , che a questo orefice nel 1452, venue pagata la Pace niellata per la Chiesa di S. Giovanni , e se l'occhio accurato degli in. telligenti nell' arte riconosce anteriore a questa Pace l'altra lamina da lui lavorata parimente a Niello , ove figurasi l'adorazione dei Re Magi , di cui esistono cinque prove stampate a mano ( e non quattro come credesi dal sig. Duchesne ); vuolsi per lo steno argomento
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DELL" 0111011111 EC. DIU IIIELLI

con savia deduzione inferireche, anche prima dell'anno citato medesimo artefice avesse ottenuto lo stesso risultamento dell' im.pressione su d' un suo lavo so anteriore (L).

(t) II Sig. Duchesne in questo luogo , non dispusto ad ecaordare quanto it retto senso detta agli osservatori pik diligenti , attacca un po' intirbanimente gli autori italiani dit Lazzara cendo : Lanai ou pluti duns une note ( come se tutte le note ella Storia pittorica fossero dettate dal cay. de Lazzara ) parle de cette piece , et en la donnant a Finis guerra , it In suppose anterieure de dix ans a l'Alssomu lotion. Non seulement cette assertion me parait douteucc se , mais je In regardo memo co'nme tout-a fait erronee. E di tine evidenza troppo pahnare che nell' incertezza di date , per istabilire r antychi6 inaggiore o minore delle opere, bisogna atteuersi at relativo grado di maestria che 1' artefice possedeva , talche si dint bempre posteriore quell' opera , in cui si veggauo maggiormente perfezionate le pratiche dall' arte sua , e tanto piu in quella , che dipeudendo dal disegno, era in quel tempo pel suo sviluppo in evidenza maggiore: a poiche pel convincimento di tutti gli intelligenti fra le due (amine dell' Assunzione e Ado. razione de' Magi rilevasi molto maggior intelligenza nel disegno della prima che della seconds , sembra doversi gindicare di parecchi anni anteriore la lamina ove erte vedesi menu adulta , quand' anche siavi incertezza dell' anno in cui sia state compile. Cony errebbe altrimenti , se non all' epoca del lavoro , rinunciare all' artefice , ed attribuirla ad altro bubo, che piuttosto la propria che una maggior infanzia dell' arte facesse palese. Dalle quali osservazioni vedrassi non essere ne dubbiosn , ne erronea asserzione, the leggesi nelle note del Lanai , essendo ben misero argument quello di fondare un contrario parere sul maggiore o minor :miner delle prove in carta ed in zolfo ( che come priori tentativi riduconsi a r =sime ), e delle quali siamo incertissimi , se non ve n' = -nano di celate dall'incuria e dall'accidente ; argomeuto che si ritorcerehbe contro to stesso aware , ogni qua! volta venissern a scuoprirsi al-

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1.9 Le ritierche, colle quali it sig. Duebesue ineowincia it suo libro intorno l'origine ed it significato del vocabold Niello, fanno ampiamente conoscere che egli completamente ignorava esistenza di un autore altremolo prezioso gnaw chitiro nel suo inodo di esporre , che avendo scritto nell' undecituo secolo ci ha couservate importanti memorie intorno le antiche fratiche delle arti , non essendovi per gli artefici mo derni finora *icon manuale migliore di quello , trovandosi con igenua tradizione per tale mezzo comu-nicate le praticbe da' pin remoti tempi agli odierni e -cosi perspicuamente che non potrebbesi ottenere di piit da qualunque vivente scrittnre. E non solamente conservasi in molte insigni biblioteche it codice prezioso di questo autore , ma celebratosi fino dal 1774 da Lessing in una dissertazione stampata , ma fattosi noto .dal Morelli nel 1779 coil' indice illastrato de' manoscritti Naniani , fu poi stampato net 1787 a Brunswick in una collezione di opuscoli cominciata da Leasing e ,finita da Cristiano Leist , non gia tradotto in tedesco , -ma nella sna propria lingua origivale, tal come trovasi actin. nel codice Wolfenbuttel. Porta questo per titolo
Teophili presbiteri diyersarum artium schedule , .e

PARTS Pll LIU

nel codice Cantabrigense vi apparisce con un secondo nome Theophilus Monachus qui et Rugerius ; de
omni scientia arti.c pingendi. Incipit traalw lumbardicus , qualiter temperantur colores.

Intorno le quali varie denominazioni dell' autore e preziosita di pratiche conservateci , io ho scritto a lungo nel primo volume della Storia della Scultura , incidentemente peril a una questione interessantitsima

coneprove di quel Niello , che per la maggior scarsezaa attuale egli giudica meritare ueanteriontia di lavoro.

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maeoatents ac.

DE1

smut

antichith dells pittura a olio da Teofilo insegnata con tant4 precisione ed accuratezza , the non saprebbesi esprimere altrimenti a' nostri tempi , e non ivi indicata come nuova scoperta , ma come antics pratica, nuts verosimilmente in Italia , giacche credette di intitolare quel primo libro : cc Tractatus lumbardi cus. La qual chiarezza d' insegnamenti non fallaci , conduce necessariamente it lettore a supporre altrettanta fedelth e precisione in tntte le altre pratiche dal solertissimo monaco insegnate , le quell cose non pare dovessero ignorarsi o preterirsi da uno scrittore moderno , the presents it suo primo lavoro intorno a una materia nnova , die piacegli riguardare come prolegomeno dell' opera Bartsch (t). Bastava leggere la gentile e modesta prefazione ai tre libri di Teofilo per invogliarsi di conoscere che cogs egli esponeva nei diversi capitol; intorno ai Nielli, e poiche in fine di questa , ch'egli intitola : Prologus libri prinii (2) , dice che bisogna con fatica e assidnith leggere e imprimersi nella mente gl' insegnamenti da lui esposti e dedotti dalle pratiche di tutti i pa. poli, cosi vengonsi da lui indicando i Inoghi , che pel vario genere di lavoro sono saliti in molts rinomanza. cc Quam si diligentius perscruteris illic invenies quidcc quid diversorum colorum generibus et mixturis hacc bet Grecia , quidquid in electrorum operositati sen cc Nigelli varietate novit Ruscia , quidquid ductili vel

sutore del Saggio sui Nielli avesse letta con (i) Se pert attenzione I' opera del signor Bartsch , avrebbe anche trovato che questo diligentissimo Tedesco non (noise in proposito dei Nielli di ricordare it libro di Teofilo alba seconda pagina del suo XIII volume. (2) Vedi at fine nell' Appendice A.

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PARTS

Milk

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fusili sett interrasili opere distinguit Arabia , quid= quid in vasoruna diversitate seu gemmarum saunasn ye sculpture auro decolorat Italia , quicquid in fenestrarum pretiosa varietate diligit Francis, quicquid in auri , argenti , cupri, et ferri, lignorum, lapidumque subtilitate scalers laudat Germania etc. E poiche ohs la Russia per le opere di Niello , cosi avrebbe potato riconoscersi dell' autore del moderno libro, che le quattro lamine da lui elude in un appendice colle lettere AA , n come di cattivo gusto piene d' inscrin zioni in caratteri russi cc sono appunto opere russe e non certameote fatte in Germania al principio del XVIII secolo , come egli crede; poiche sonosi da lunghissima eth mantenute dagli orefici russi plate abitudini e quelle pratiche non mai dimenticate, le quali non dell' Italia, ma della Grecia direttamente si diramarono in quelle regioni settentrionali con tutte le arti , mentre i gran fiumi che mett000 nel Mar Nero furono it mezzo delle relazioni e del commercio tra le frontiere dell' Europa e dell' Asia. Le ilia di Kiow e di Novogorod lungo it Dnieper contano un' antichissima data della loro edificazione , e i ruderi che rimangono degli antichi for monumenti , i lavori d'argento e d' oro , quelli di elettro e di niello attestano evidentemente la coltura di quelle contrade ben anteriormente all'epoca del risorgimento delle arti in Italia. Sino da quegli antichi tempi i Volodotniri s' imparentarono cogr imperatori d' Oriente , e con Enrico I , re di Francia, e i santuarii dell' impero russo s'ingemmarono di finissimi lavori , apesso confusi colle opere bizantine , dalle quali trassero origine e imitazione , e mold se ne veggono nelle raccolte d' antichita, e perfino le cupole e i quadri di sante Sofia si copiarono nelle chiese di Kiow e di Novogorod, e si tradussero in lingua illirica li sand Padri , mettendo in gara di
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DELL' 011101110 NC.

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?HELL!

politezza e di drilla qnei popoli eolle naaioni del mezzo gioroo. Cite se dope it 1240 fit riseppellita la Russia in uno stalo di nuova rozzezza , finch, sotto i regni di Pietro e du Caterina furono evocati dall' Italia i genj dell' arte e del hello, c tuttavia da sapersi , ue doveva dal sig. Duchesne ignorarsi , che non mai si perdettero le pratiche dei Nielli , tuttora esistenti, eo nte fede tie fanno le odierne manifatture di quel pae. ae(1).

(a) Spiacque al chiariss:mo Sig. Ciampi che da not si ch:annasse rozzezza lo stato della cultura in Russia 'Jell' in tervallo accennato , e in un suo dottissimo articolo stampato net Num. 92. dell' Antologia di Firenze con molts acouratezza raccolse le prove cite in quest' epee pur *oche veaivauo chiantati iu Russia artefici per le fortezze e le artiglierie , e che pur qualche Name da quei potenti tenevasi coi dominanti in Italia, e singolar mente con Lodovico Sforza , che m trick all' imperator Baiilio italiani , i quali fabbricarono in M,isca an castello di pietre mentre tutu, le strade e gli edifiej erano di legno , e quests ed altre airni,li notizie coo molts accuratezza egli vs spigor laudo nelle rela,zioni degli ambasciatori de' prancipi italiani spediti a' G. D. di Moscovia , come quelle di Francesco da Collo gentiluomo di Conegliano , di Antonio de' Conti padovano oratori di Massintiliano I. alla corte di Russia 1526 nel 1513.: del qual castello tornarono a parlare nel nn Sigismondo H'rbestein, e un corte Nogavola ambasciatari essi pure di Cesare. E finalmente ne park ancbe Ruggieri nunzio di, papa Pio V. nel 1563. dicendo Z.ioscovia essere eilta assai grende, dentro la quale e un gran Castello neural e gli anni passatifuedificato da alcuni "Jrchilelli Ilaliani .E nella stessa forma parlano ancora le relazioni di Antonio Possev;no mandato due volte dal Papa at G. D. Giovanni di Basilic), stampate in Ferrara net 1592. E spigolando con maggior cura trovossi anche che 11 Tirabo schi nomina Aristotele Fioravanti di Bologna chiaruato dal G. D. Giovanni III. per oggetti di Architettura militare anche prima delle epoche citate . Ed iufine una letters latina

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PARTL ?MIKA

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E sense ondeggiare in troppa iacertezza di ricerche, e in vaghe interpretazioni sul significato di questo vocabolo Niello proveniente come ognun vede dalla voce latina nigellus , e senr.a ricorrere perch!) al dizionario del Menagio , o al glossario del Dncange per trarre dedusioni a coagetture, con aloha sempkcita ed evidenza avrebbe trovato it chiarissimo autore francese , cho net rodiee di Teofilu scriva nell' Xi secolo si tratta its diversi capisoli del modo di comporre, applicare, e re it Niella, siccoise pratioa da phi antichi tempi conoschata ed iv i esposta, non menoperspicuamente di quelto che it Cellicti non ce ne ragguagli chigoe secoli dopo sei sue Trattato oreficeria , it solo che sembra essere mato conosciuto dal sig, Ducbesne. Anzi in questu luogo de usservarsi,che it Trattato della oreficeria pabblica, to uel 15681, fu ridotto a nitida lezione,dagli editori eol supprinsere alcisne credute superflnit1, mentre uti4 liseitno riescir pareva , appunto in questo artieolo del( Ni elk, it conaultare .li codici di dettatura originale del Cellini , .sicoome abbiatno noi fatty, valeudoci di quell() preziosissitno della Marciartabvivel.quale It pro (-he varietai ohes' ineontrana , Outano piuttosto else iutralcino intelligenoa di queste prat:lave, it qual

dew

del G. D. Boris Federowitc salito in trono nel i 598 , morto nel i6o4 , scritta a Jacopo Luigi Cornelio petrizio venelo , confdrina it desiderio di attirare uomini chiari ed esperti doll' Italia, e it lodevale deliderio di correggere quell* rozzesza, che dal sodthefare ai. priori bisogni non pore mai certamente dirsi dilegyak , tinclie non auccesse poi cio che alla gentilezza, al lusso , alla cultura , e ad ogni owdo di eleganza cnndusse in questa ultin,a eta , nella qual persuasione i pal colti, e i piu imparziali tra i Rossi tnedesimi ci confermarono .

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DELL' OSIG11111 EC. DM MIM I

capitol nella sua prima forma non sari discaro legmere 41 fine di questa memoria (1). E piacendo it fare qualche ricerca intorno a ci6 che pub aver dato origine agli autichi Nielli , ovvero all' arte di associar metalli a metalli, si nei vasellami che nelle altre opere di pies minute oreficeria , senza risalire al Cantico de' Cantici , la dove lo sposo promette alla sua diletta armille d' oro tune scre ziate d' argento (cap. I v. t i.) abbiamo ampledescrizioni in Omero, ove la superficie variocolorata dello scud d' Achillejlascia argomento di riconoscere predate singolari d' intarsiamenti metallici , e permette la deduzione assai ragionevole , che imam ad uno stems* metallo sia co' velami dello smaito, sin con altro procedimento venisse variocolorata Is superficie medesima E Pausania descrisse lo sceuro del Giove di Fidia di pies metalli commesso , e in pregio sommo tens. vansi al tempo di Seneca le suppellettili d' argento , in cui fossero inserti ornamenti d' oro maasiccio : e Cicerone abborrisce it sottile artificio di Verre, che, sotto 'Maine di ammirazione d' un vasellame d' argento , lo spogli6 tutto di preziosi lavori di tarsia in oro che lo fregiavano; cose tune che non isfuggirono al sig. Guglielmo Bechi, e che riferi accuratamente illustrando multi vasi ed utensili ercolanesi, ove argento, tame e varie misture trovansi nei bronzi con finissimo magistero intarsiate . Singolare b in proposito di questa osservazioni un luogo di Plauto, riportato appunto dal detto scrittore , in cui prendendo motivo della voce geoerica dei Latiniferruminare , con cui esprimevasi qualunque coca tenacemente coll'altra attaccata, se ne serve egli poi ad esprimere doe bocche strettameu-

(1) Vedi at fine oella appeodice B.

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!AIM

PUMA

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to constitute in dolce hack), nel mode stem che a ea potrebbe prender vaghezza in queue disquisizioni di ware in tal proposito con simil traslato Is voce nidlare. Conchiude it citato illustratore beriemerito de' monumenti ercolanesi, rr quell' infaticabile Plinio, che abbraccia nella sua opera quanto Is nature e arte 33 avean facto, ci parla di due specie di saldature, che
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a queste due arti doveas foam servire, cui egli (lit dienti, di berme unito e ruggine di ottone naescola,

it

noise di senterna, e che conapone di questi ingre. a to con urine d' imberbe garzoncello, e con nitro , pestate poi con ottone in un mortar pure di (mon' ne , e a voler furls pia terrace vuol vi si aggiunga
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nn poco d' oro e una settime parte d' argento , it tutto pestato ;mime coi sopradetti ingredienti ; e fu trovato un vaso a modo di cratere in Pompei di forms eccellente , fregiato con molto garbo di varj ornamenti, i quali per l'arte embletica screziati di laminette d' argento spiccano mirabilniente aul colore cupo del bronzo (1). cr Questi non sono positive3) "

(1) Voglianto in questo luogo recare 'oche an altro aquae cio dello stesso sig. Guglielato Bechi relativo a queste an tiche meccaoiche, e grata sicuramente a chi legge Prosegue dopo la spiegasione della voce ferrunsinare . a Se gut: ste cue hulas more eranesollevate suny superficie piano o sferica, che adornavano , chiarnavansi allora ensblensata , n e arte che Is operava dicevasi dui Greci ensbletica . 12 Che Dome le dessero i Latioi non mi Z unto, e solo rin levo da S. Girolatao , che allorquando questi oroanienti erano d'oro, chiamavansi coo traoslato inelusores magi gli artefici che li operavano. Si pub congetturare da molti vasi del regio museo , che arte embletica avesse due n modi d' adornare le suppellettili di metallo, ono riveatendo at d' not sottil foglia d' altro metallo gli oroamenti od matt blemi di gill rilevati e condotti come di Ahem ml metallo

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DELL' ORIQUI.11 EC. DU VIEW

aseote Nielli egli a ger, ma in queste misture, in questi intarsiamenti 6 tanta l'affinita del lavoro, che l'una coca all' altra dando motive, si disvela it leganse e it progresso di gni arte , e si rende ragione dello sviltippo delle coguizioni nmane Ci venne atie mani un vaso della massitna eleganza, di antieo lavoro cufico , in cui tutti ii varii rnetodi di queste arti ei parvero magistralmente applicati Questo 6 di bronzo ma d' una composizione metallica che dando luogo al marreggio piu limo dei ferri e d4

dell' uteusile, l'altro incastraudo a saldando sul ;Detail i), della suppellettde questieinblemi a guisa di borchie , belli e lavorati, o si vero greggi , rifinendoli poscia con ceselletti gia messi in opera , i quali inetodi si osservano audie ameodue praticati nei loco Nr.irj nteosili di brow. dai Pornrjani e (high lEreolanesi Se poi ,queste intarsiatu 3) re formavano una stessa soperlicie con it inetidlo dellaz suppeltettile che adurisavano, dicevansi allora crustae ec. j 3) e arte , clue le opera va , dice vas, dai Greci empestica. Quest' arte empestica dei Greci 6 la tarsia , o lavoro )3 alla darnaschina in grande use nel cinqueceuto per fre giare di oro le armature di acciajo. Locavavano eq. Questo argument e interpretazione di questi antichi vocaboli applucati allemeccaniche di queste arti venue trattata eruditainente nell'Antologia di Firenze punier r9,1. dal sig. Ciampi nell' estratto di questa 'rostra metiffiria, pubblicata negli atti dell' Ateneo di Venezia in pus succinta forma , e coneluse dover ritenersi per. OPERA EMBLEMATIC/ i lavori ad incastro Q. a tarsia filth a disegno da arnato odi.figura ec INCLBSOR incastonatoe, legatore di owner ec. CRUSTS e CRIMTARRIS impiallacciatura, impiallacciatorts , piastra, impiastatwe scolpire a rtlievo in una superficie inctwata: iryyirgHV , scolpire ad ineave , incavare &viz scolpire a rilievt, in super/Icie no incavata, . ARTS EMPESTICk od SMPESStUA lavorare a mosaic, a tasselli, inca stonare gemme ec.
3) 3) 3) 13

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PARIS PIN

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bulino non 6 minimamente friabik , and duttilissimo Ilene sne minime parti. Tutta la auperficie a rice. mente eoperta di no lavoro a minuti fiorellini in ar gento, e a sigle e cartuteri in oro ; li primi di lamina posti a modo di tarsia , li secondi di filo ritnesso nella guisa pin supra indicate. Quest fondo magnifico , che brilla con molta vaghezza sulla superficie nericcia del bronzo e compartito in cinque ordini di medaglioni os sia composizioni storiche figurate , la cui interpret.zione .two dar luogo agli Orientalisti per illustrare i costnmi civili e religiosi di Sue' popoli , quanto ogni altro TAU gran monuments). Sonovi diversi busti a ma. niera di ritratti , e molte figure intiere variamente se dine o aggruppate che leggono , suonan9 , lottano con e parecchie figu re equestri, rimarcandosi diversi vita singolar correzione di disegno nei cavalli, tutti &co-. dati;poichetanto press gli arabi, quanto presso i Tessa. ove questo animate altamente si pregia, e vi eresce in bellezza distinta, fu sew pre meglio rappresentato delta fi gura umana , e se questo vaso non bastasse a dirnostrarlo, le medaglie di Larissa it confermano , ove i cavalli sono modellati con maggior magistero delle figure , e possono esibirsi come tipi di perfesione di quests) animate. Tutte le stone del vaso e i fagliami sono lavorati con piccole e sottili piastre intagtiate in argento , rimesse a martello in un incavo preparato net bronzo, sollevandone col bulino diligenternente i bordi a sottosquadra, indi ribattuti in tut colle laminette, in mode che piit non possono escirne', ed offrono un piano di superficieperfetta. Intarsiate cosi le laminette d' argent , si venne su di queste poi tracciando .a bulino gli interni contorni, e it chiaroscuro delle figure, e andarnento delle pieghe come fassi di un niello per ottenere tutu) it rilievo , e la grazia delle composizioni; ' e attraverso le laminette d' argento vennero anche

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mi.' ORIGINS EC. vat alma 98 aolcati i metalli ; e col pick fino meccanismo a' introdusaero 6latnenti d' oro, che le briglie , le armi e gli arnesi variarono e contrassegnarono con infinite vaghes vs. Le quail meccaniche chiaramente diavelansi la dove alcuni piccoli guasti accaduti pel tempo lasciano acoperti piccoli vuoti , ove erano inserts i fili d' oro e le laminette d' argento (1).

(r) Non osiamo interpretare cat che vedesi figurato in questo vaso , che potrebbe altrettanto significare incoronazione dell'isnperatore Leone IV. Cazaro successa nel 775, co. me qualunque altra delle eta che di poco precedettero, o yennero dopo quest' epoca ; non essendo molto rimarcabili Is variety di stile in quere eta oscure. Cib perb tneglio si conoscerit dally scrittura , la quale oats dal Siriaco , e adottata ipecialmente in Cufa citta della Mesopotamia , diode it sue news a questi caratteri poco prima di Maornetto , e serve poi at test originate del Corano. Lo studio de' monumenti cufici fa in questa eta nostra fatto con qualche assiduita dal cardinate Borgia , it quale moltissimi ne raccolse , e it cui museo illustrb il sig. Adler danese ; ma it globo celeste, rarissimo e insigne monumento del XIII secolo, illustrb poi I' Assemani, it quale diede conk) anche del museo Cufico ?Ionian in Venezia , e piit d' ogni altra coax in questo genere a utile a vedersi ii pallio imperiale , ossia tappeto arabo , che pieno di aimboli e di figure conservasi net museo Vaticano , disc gnato dal sig. Adler , inciso in rame da Murr, e puhblicato Norimberga nel r 790 sotto it idol() Inscriptio Arabica Pallii Imperialts. Vedesi netts aerie dei compartirneuti figurati del vaso, di cui alkiamo parlato, uua quantitia di gluocbi solenni, di musiche , di ginnaatica , di caccie , di anituali, di eftigie , e una incoronazione imperiale. Le figure ivi ripetute hanno dovunque it capo coronato di aureole o Nimbi , come soleva farsi nel rappresentare imperatori e personaggi elevati per grado, it che nett' eta nostra divenoe poi no ornamento riservato ai sant; : ma nel vaso indicato non trattasi certamente di santi , sebbene motto tribet arabe dopo la predicazione di s. Paolo erano eristiane, e si conservarono fino al tempo

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Plm rains

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Ma sembra poter anche dedursi argomento delle pith antiche pratiche che in queste arti avevano gli Egizj ed i Persiani oltre i Greci, smaltando con varj color; i metalli, solcando prima le piastre a cid preparate mediante it bulino , ed abbassando it piano destinato al fondo della composizione , it quale veniva riempito di smalto pih opaco , perche pia spesso riserbando un sottil velo di smalto vitreo su tufts Is superficie del lavoro, quando d' una cola tints per lo pit4 azzurrina, e quando variato second i color; delle carnagioni o dei vestimenti. Dei quali due modi di smalto noi comerviamo bellisaimi saggi in quslche antichissimo monument che abbiamo Is fortuna di possedere; sotto cui traaparivano poi maul del bulino esprimenti le figure,

degli eresiarchi. Nondimeno Is religione maomettana non escluse cosi assolutamente le immagini degli ornamenti, come volgarmente si crede ; intorno alle quali core del sig. Gberardo Tychen nella sua introduzione ad rem nummarians Muhammedanorum , porta una eerie cliche di monete e medaglie maomettane figurate, oelle quali riconobbe insegne gentilizie , come aquile bicipiti, cigni , elefanti , centauri en. ed emblemi di figure ogni Besse nel modo stesso che vengono poste in mezzo agli stemmi e alle targhe. La copia perb degli animali che veggonsi nelle composiziooi di questo vaso potrebbero anche voter fare allusione a cio ale strive lo storico arabo Sojuti intorno a certi animali chiamati Zabsab , che spaventarono gli abitanti di Bagdad , -,zpon sarebbe estraneo a questa conghiettura , che i provedinienti dell' Imperatore, chiunque sic, fossero in tat forma indicati,,, come debellatore di mostri e feroci animali , dei quali 1' Asia a Affrica non mancarono mai. Questa breve digressions potrebbe forse destare negli erudite orientalisti Is lodevole curiositii di leggere e interpretare le diverse iscrizioni del vase , che daranno Luce non dubbia oscurita di quells rappreaentazioni.

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DELL' mama EC. DEI NIELLI

le pieghe , e i pia sottili lineamenti come se fossero veduti attraverso un cristallo. E poiche non 6 dubbia la rognizione e is pratica dello amaltare presso gli antichi popoli, de' quali abbiamo faux parola , cosi giova 'niche credere che a questo modo di lavori riferiscasi it passo di Plinio ove dice: cc Fingit Zuptus et arc( genturn, et in trails Anubim suum spectet, pingit cc non coelat argentum ( lib. 33. c. 46. ) n 11 che escludendo affatto che it lavoro fosse esegnito a martello , lascia ragionevulmente supporre che questa materia colorante , stesa sulla superficie metallica , fosse quella appunto, che dello smalto riceve lucen tezza e trasparenza, e la conserva ; giacche inverosi mile ci sembra che dagli antichi , in tante belle meccaniche dell'arte maestri , si colorasse l'argento in altro modo , togl iendovi coll'opacita di tiote , che non fossero cristalline , it suo vero splendore. Aggiungasi, che appunto ie opere pits vetuste che not abbiamo di simili lavori , veggonsi pressoche tulle in tal modo eseguite, anche nei tempi bassi , e probabilmente second le non perdute pratiche e tradizioni di tempi migliori. Le chiese pit antiche non sono povere di siffatti avanzi di arti vetustissime, e si conservano memorie visibili ancora sui calici , le croci e gli altri arredi del Santuario. Venezia, Padova , Brescia , Udine , Milano , Monza , Cremona , Firenze, Subiaco, Monte-Cassino possono fornire ampla materia a queste ricerche. Ma convien riconoscere che fragile e delicata riuscendo la snperticie smaltata di vetro trnsparente sul1' argent 0 sull' oro , per quanto 1pselasse siorgere al disotto la solerzia ingegnosa degli operatori a bulino , restava a desiderare che venisse praticato un tnetodo pia ,durevole , pia compatto , che senza attenuate la vsghezza del lavoro resister potesse a quaiche urto

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oo

PARTE PRIMA

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giero , o stropieciamento negli us; de'varj otettsili , a cui voleva adattarsi, e eio serma pericolo di veder sl sovente damaggiati it preziosi inerustamenti smaltati. Sia qttesto un ntotivo Q no per cui si desse poi preferenza al metodo dei Nielli , not noa vorremo allacciarci la giornea per sostenerlo. k per altro veto che i Nielli venuero surrogati ai lavori indicati finora trovato essendosi che la solidita del Niellolonon toglieva la vaghezza al metallo laseiando elle parti forbite unto it suo splendore n6i lurni , e non rinscendo minimameme opeca la parte delle citubre , solfuro metallic cbe rienipie i solchi del bulino, ricevendo uh pulimento non dissimile dant, lucentezza dell' argento gesso , non vien privet it lavoro della convenience vaghezza e pteziositit .che richiedeti; oltre a che presenta nellaeguaglianze dellasua superGrieuna resistenaa considerabile a cpalunque urto , formando una piena adesione culla lamitin, alla qunlesi oo.ngiUnge e s' ideatifica , siecome a torpo del medesimo genere , non da esprimersi col eocabolo latinoferruminare, ma ail piU espressivo niellare , poiche infatto neri sone gli oggetti the spiceano sulla bianca superficie dell' ar gento, e a' immedesimano con quells. Prove di questa esistenza e solidita di lavoro si ha pia evidente , qualora invece di dedurla dalle piccole eprezioselatninette degli orafi del secolo XV. si risalga a pia grossolani lavori. A cagion d'esempio se si osservano in Roma le Porte di bronzo di 8. Paolo fuer delle mura, cbe nel 1070 furono fatte a Costantinopoli ad instar di quelle che chiudono gl' ingressi della bassilica di s. Marco, si troverhche grossolananaente presentano una specie di Niello, poiche gl' incavi del bronzo sono rietnpiti di solfuro d' argento, came e piombo, come venne analizzato dal professore Giuseppe Bianchi : e ne riferi ii facto nelta sua tanto iodate

poiche it

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Me MGM! EC. DEI MILLI

opera della Sacristia Pistojese ilchiarissimo sig. Ciampi in proposito di altre consimili opere esistenti in quel Santuario ; e non a meraviglia che P avidith de'ladroni staccasse dale Porte le mani e i volti delle figure, che vi erano inserte , ed apparivano d' argento pnro e splendente , lasciando non tocco it solfuro, che per P alto suo colure moatrava essere materia bituminosa e di nessun valore. L'esame e Is cognizione pratica di tutte queste meccaniche delle arti diviene ogni giorno sempre pill necessaria , sia che vogliasi conoscere a quell gradi di dottrina e d' ingegno erano saliti i nostri maggiori , aia cite vogliasi ritentare alcuno dei sentieri smarriti the si erano da loro calcati con tanto success ; the se un po' pih di cnra it benemerito antore francese oven* posts nell' esame di queste pratiche non avrebbe occupato veruna pagina nel confutare gli sbagli di Leasing troppo grossolani, allorquando i7 dotto archeologo, ma le spiegando 1' atto testamentario di Leodebode abbate di Fleury nel VII. secolo , non voile amettere , che le due tazze dorate di Marsiglia da esso lasciate in legato, le quali avevano nel centro due croci niellate , potessero essere yeti MA.; e piuttosto che convenire in questa naturale e semplice spiegazione , piuttosto che ammettere la voce nielles, sostituisce nitre nillees, vocabolo blasonico , concludendo ( con pia strana interpretazione ) che Parte del niellare era iorse la stem the quella dell'encausto degli antichi. Se it sig. Duchesne avesse ben conosciuto che cosa sia it lavoro agemina, non 1' avrebbe confuso colla damaschina (i)

(i) Che press li Frances; Is voce damasquinure abbia tenuto lunge di agemina , percbe loro manchi ii vocabolo espresso che apiega questa specie di lavoro , serveodosi di

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33 la quale agemina non consiste, siccome egli dice, cc a placer des filets d' or et d' argent sur des; placques de cuivre ou d' acier, ou ifs se trouvent fixes R au moyen d' un mordant , mentre questa e 1' agemina spuria e falsa , la quale per poco strofinamento o per intemperie si guasta ; ma se avesse gittato gli occhi su alcuni scritti di autori anche recenti , e se non po tendo visitare le officine ricchissime degli Orientali , avesse visitato le sontuose fabbriche d' armi di Versailles , avrebbe veduto che i lavori all' agemina che oggi si fanno; intarsiando i fili d' oro nei solchi aperti a sottosquadra con finissimo artificio nell' acciajo non possono piu escirue , ogni qual volta che dal martello vi siano fatti etitrare a forza ; e per la duttilith di clue stn metallo prezioso , presentano una durata di lavoro ehe nulla ha che fare colle applicazioni a mordente, o oolle opere d' encausto (1). E similmente non avrebPARTE PRIMA

una voce sofa per indicar diverse pratiche tra laro diverse, non e meraviglia. Ma sembra potersi circoscrivere it lavoro alla damaschina , coo pih proprietit di vocabolo o vera de. rivazione a certo genere di manifatture vente nna particolire celebrity per esser fatte a Darnasco , o ad imitazione di quelle , esseudo tuttora, come furono in ogni tempo , celebratissime certe armi , lame e lavori fatti in quella citti dell' Oriente , quand' anche non voglia applicarsi questa denominazione a tutti quei lavori , che presentano variety di superficie con intarsiatura diverse, o the anche con avariata rnodificazione dello stesso metallo Sono disegnati ed ornati a guise delle stoffe che portano lo stesso nome. (r) Possono su di cat leggersi una dissertazione del chiarissimo ab. Daniele Francesconi intorno ad uua urnetta lavorata d' oro e di varj altri metalli all' agemina statnpata in Venezia nel 18ot. e la storia della Scultura vol. V. ( edizione seconda ) cap. VIII. pag. 499. In proposito dei lavori all' agemina, e relativamente all' etimologia del vocabolo e

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atoms EC. Dita EIELLI be posto alcun dubbio che un Niello antico nod poss. facilmente decomporsi aciogliendo a tutta perfezione la materia che riempie.i solchi della lamina d' argento, onde trarne a piacere qualche stamps , come se mai Is lamina non fosse stata niellata. Egli , per provare it is contrario di quanto siamo per dimostrare , circostanza di un piccolo tnedaglione di setts linee di diametro appartenente al sig. di Wellesley, dal yule essendosi squaromato it Niello a pezzetti , tenth di fame tirare alcune prove moderne , e pretend. che in tal
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all' antichitit di quests manifetture e da leggersi cib, che trovasi nei viaggi di Pietro della Valle nella sua prima lettera del di i7. Marzo 1617. lb dove ( pag. 55.) parlando dei varj popoli che abitano Ispaban strive : Ci mono cc-finallnente i Maomettani , i quali pur sort di due aorta , una cc 6 ii vc.lgo e universale : e si chianca un tale propria cc mente Agerni o Agiami , che viene da Agern o Agiarn , cc col qual nome si chictma generalmente la Persia, compren dendoci is Partia , Is Media s tutte le altre provincie di questo impero. E tanto si use questo nome , quauto l' altro Pars , al paese , Parsi, all' uomo : che e Persia e u Persiano. E questi molts volte non si dicono ne pronumcc ciano Pars e Parsi ; ma Fars e Farsi, per le ragioni cc cavate dalla prima lingua ebraica che i1 P col F si concc fondono. Di maniera che in queste parti tanto e dir Parsi quantodgiami, dal qual norne..4giamideriva quel uostro ita liano dei lavori agiarnina, cioe d' incastrar:I' oro e argento net form i quali lavori in questo paese devono aver avato cc origine , come in fatto ogg:di si usano molto , bench. in Italia si facciano putt belli e con pie disegno. - Siccome nella lettera V. (pag. 435. ) parlando della porta maggior della meschita di Sultania a detto cc La porta di cc questa cappella maggiore b serrate con una ferrate molto cc grande , la- quale ferrate tutta da capo a piedi a lavorata cc all' agiamina con intarsiature d' oro e d' argento : opera cc certo non men pulita e gentile che ricca e riguardevole.
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35 caso abbiansi a riconoscere le prove po,teriori al distacco del Mello , non solamente per 1' in)) tensity del nero e la qualitck della carta (sebbene non sia itnpedito l'usare quando si voglia un nero pin languido , e procurarsi qualche foglietto di carta &mica)), ma ancora per la impetfezionc della prova, poiche alcani fransmenti rimangono (al suo dire) nei tagli pas delicati,e impediscono In perfezione a) della starnpa, mentre negli altri tagli, teramente dal Niallo , la prova riesce trigorosism, sima . Intorno la qual asserzione gli esperimenti da me fatti prima che mi venisse alle mani I' opera del sig. Duchesne , mi avevano confertnato in una totalmente contraria opinione , che piacemi esporre elle osservazioni e alla pratica di ogni altro che vago sia di far nuovo sperimento. E prima di tutto mi sia permesso epilogare in poche parole il: modo della composizione dei Nielli secondo it metodo di Teofilo monaco, o del Cellini , che in sostanza sono pienamente conformi , siccome pOtra incontrarsi leggendoli alla distesa nell' appeadice di questa memoria (1) Preparate, essi dicono , una laminetta d' argento pnrissimo senza legs , e incidete col bulino diligentemente it soggetto che volete in essa raffigurAto , marcando profondamente it fondo e le parti oscure con tagli serrati, accio abbiano per tal mezzo risalto e splendore le parti luminose . Formate quindi la sostanza che debbe servire di atratnento per riempire li tagli, doe it vostro inchiostro metalliro , e sia questo , Halle proporzioni indicate, composto di argent() purlssimo , rams, piambo, zolfo ; e quando la preparazione e fuse , ben mescolata , e poi fredda , rompasi
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13 as 3)

(t) Vedi al fine nell' appendice C.

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DELL' ORLCeINE EC. DEL NiELL1

in piccole granella come it panico od it miglio. Stendasi poi sulla laminetta della spmsezza di una costa di coltello , e pongasi al fuoco accio si strugga , e con un ferretto caldo cerchist di bene spianarla sulla superficie intagliata , al modo che fassi da quelli che stagnano i rnetalli , avendo curs di mettervi prima un poco di resina di borace, onde meglio segue la coesione metallica Quaado tutto e raffreddato , levate con lime e raschiatori ii piu grosso del Niello, fiache s'in. cominci a scuoprire argento; e fermatevi quando siete a quel punto per non ferirlo, sostituendo elle lime una stecca di tiglio , o un pezzo di canna dal lato del mi dollo, e strofinando con acqua, carbon pesto e tripolo, finch& vengansi a scuoprire le parti luntinose, e rimanga it lavoro liscio spianato , e tutto tracciato di nero guile splendente superficie dell' ar gento . Questo metodo , che per essere chiarissimo sembra eziandio facilissimo, va soggetto a molte piccole inavvertenze , che possono produr gravi effetti , ed esige pratica e diligenza al di h di qualunque espressione. Cib conosciuto , ed eseguito, secondo le pratiche della chimica e dell' oreficeria de' piir antichi nostri maestri, i quali tanto erano pieni di abilitli e di dottrine per comporre , quanto erano rimasti addietro nelle esperienze delle decomposizioni, parve che anche si potesse mediante i sussidj della moderna scienza migliorare , disfacendo cornpletamente cib che erasi fatto. Meco rivolgendo la coca in pensiere sembravami eziandio che in piir di una guise potesse tentarsi la decomposizione dei Nielli, senza minimamente alterare la finitezza del lavoro, senza avventurarsi all'incerto e ine g uale spedientedi far sortire la sostanza nera, squarnmandola in frammenti, e senza aver timore che un' azione di caldo pari a quella, che servi per introdurre la mistura nei tratti del bulino senza darmeggiarli , la fa-

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PARTE PRIMA

cease anche da quelli escire con facilissimi spedienti. latorno le quali cose consultato avendo it chiariss:nio sig. Melandri , professore di chimica nell' universita di Padova , ed eccitato a ci6 anche dal valence ingegnero Japelli, cui tutto cio, che dalla umana mente pu6 scatorire , mette a tortura it fortissimo e lucido ingegno , mi prefissi la decomposizione del primo Niello che mi fosse venuto alle maxi. A questo vivissimo ntio desiderio soccorse l'egregio mio amico cavaliere Giovanni de Lazzara , cni fu dato debito ( dieasi per parentesi ) dal sig. Duchesne di un errore del Lanzi nella Storia pittorica , non per altro se non perche lo storico toscano ebbe dal de Lazzara qualche sussidio nel sue lavoro in cie che riguarda le arti veneziane, non gia in 66 che alle cose toscane era spettante , e non doves mai idearsi che questo benemerito amatore de' nostri studj dovease essere responsabile degli abbagli presi dal Lanzi intorno due Nielli toscani che mai dal cavaliere pado vano furono veduti, per it che troppo male si addice all'antore francese con si debole argomento it nonsinare le chevalier Jean de Lazzara dont les connoisa sances sont fortement en defaut dans la note rec., lative la Pair gravee par Matthieu de Jean cc Dei 33 (s) . Difatti it cavalier de Lazzara mi fu cortese di alcune piccole piastre d' argento niellate del diametro di nove linee, le quali esistevano in un ostensorio di ragione della chiesa dell' abbazia di Carrara , erects fico dal XVI secolo in commends da varj prelati

(t) Questa Pace non fu mai niellata , e neppure fu compinto interamente it suo lavoro a bulino. Rappresenta Is conversione di S. Paolo , e in una nota del Lanzi ( tom. pag. 88. ) dicesi erroneamente , che fugli tolto it Niello per esplorare it lavoro , riducendo Is lamina quale usci di cc sotto it bulino dell' argentiere.

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DELL' ORIGINE EC. DEl BMW

della case Medici, d' uno .de' quail quest' ostensorio verosimilmente poteva essere dono, al che per deduzione ragionevole i Nielli potrebber anche giudicarsi opera fiorentina. Scelto adunque it piu intatto di questi , affinche non vi fosse it tnenomo principio di separazione del solfuro d' argent() dalla lamina , e posto in un crogiuolo d' gento con dose di potassa caustics, accadde cite appena si vow!) Is materia in ebullizione , e ne rimase svaporata acqua , it Niello venne attaccato e sciolto dal fluid caustico , e in pocbi minuti Is laminetta rimase iutieramente detersa , come se fosse allora escita della ntano dell' orefice intagliatore, A convincimento poi che it lavoro di bulino non aveva menomamente sofferto in questa decotnposizione , e che i tagli erano tutti vuoti uniformemente , e suscettibili d' esser impressi in carte , feel tirare numero d' esemplari bastevole a dare la prove evidente che un Niello antic pub vuotarsi perfettamente e stamparsi , come avrebbe potuto operare it suo autore prima di riempire i tagli della nera sostanza metalhea. Un solfuro d' argento ed uno smalto sono ben clunque due cose assai diverse tra loco, e it chimico processo the serve ella soluzion della prima , non sembra applicabile a sciogliere la seconda. La quale cosa da not ayvertita in questo luogo ad emenda della confusione in cui potrebbe trovarsi chi legge a pag. 19. del sig. Duchesne ( in proposito alla pace di Matteo Dei, alit quale suppose it Lanzi erroneamente cite fosse stato levato Niello, e poi stampata ) cc it stylit de savoir ce que cc c' est qu' un imail, pour sentir qui it n' y a encore eu aucun moyen chimique ni mecanique de cc dissoudre ou d' enlever 1' email de dessus une cc planche de metal avec assez de precision pour ci la mettre dans le cas de produire des epreuves

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PARTS PRIMA

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Ottenuto questo risultamento nel piccolo medaglione indicato , mi venne elle mani un secondo lavoro in niello di maggior dimensione , che assoggettai alle stesse esperienze , le quali pienamente corrisposero, e mi porsero una elegintissima stamps di tre figure, the rappresentano S. Sebastian, S. Cristoforo ed il Bambino di bellissimo disegno. Tay. IL N. 25. Sparita adunque questa impossibilith , rimane ails volonth de' coriosi e de' possessori d' antichi Nielli di avventurarli a questa esperienza , se pub realmente dirsi avventurarli , ove sia dimostrato che esrono dal crogiuolo nel modo stesso che furono layorati dalP antic intagliatore. Nessun oggetto pertanto avrebbe questo disfacimento, quando non fosse qurllo di stain,pare alcuni esemplari , e mettere a carissimo prezzo in commercio alcune stampe di una esimia rarith, la qual cosa potrebbe farsi soltanto da qualche avido speculatore , ne certamente si vorra ottenere da chi pone na. .turalmente gran pregio nella rarith , e nell' union Iaminetta d'argento, di cui non siano mai o quasi mai state moltiplicate le impronte. Che se da questo passo, importante nell' arte e contrario a quanto erasi finora asserito , derivasse un setondo tentatiyo , egualmente felice, di repristinare it Niello nella antica forma , riempiendolo nuovainente di solfuro d' argento , meno difficOlth s' incontrerebbe dai possessori di simili preziosith a diffonderne le impronte, con parsi onia di esempl a ri ; potendo essi in tal modo ricevere preziosi concambj. Ma cib a si lunge dall' essere impossibile, the baste osservare gli nttuali Nielli di Russia per convincersi the e fattibile; e di fatti avendo posta mano con ogni cure , e seguite le prescrizioni de' citati maestri per In composizione dei Nielli , ho potato convincermi che ens diligence pratica ( avventurando da prima mediocri lavori di

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DELL' ORIGINS LC. DEI NIELLI

'Wino; deatiriati elle esperienze, e ad educare Fartefied) purl in breve condurre ad intraprendere le opere pill fine ed accurate senza tema di restare in difetto. Era ben piu difficile lo scioglimento che la concrezione della materia , e se posso offrire del primo pienissimi risultamenti all'. oculare ispezione di ogni amatore , posso egualmente presentare non ispregievoli teatativi della aecnnda , quantunque it pennello e Is penna abbiano bensi occupate le ore del viver mio , ne io abbia che per pnro esperimento consecrati alcuni momenti alla diligente investigazione di queste meccaniche d' ore& ceria. Ridotta a dirnostrazione evidente la pratica di queste operazioni , sembra che prima cura dello storico esser dovesse quella di investigare quanto rimanga encore di visibile fra i resti che di queste pratiche ci lasciarono nei bassi tempi o nel medio eve quegli artisti; dei quali descriveva le opere fra Teofilo monaco, che quand'anelse alla solerzia dello scrittore francese potesse essere isfuggito di esporre quel prezioso trattato, certamente non potevano ne dovevano da lui preterirsi le opere di che in pia luoghi si conservano alla vista di tutti gli ammiratori e curiosi di simili preziositlt. E sembra per vero dire che dovessero essere a notizia dello storico le preziose tavolette d' avorio lavorate in bassorilievo , e incrostate di preziosissimi Nielli ornamentali , che a guisa di dittico racchiudono ilCodice di s. Elisabetta Landgravia di Turingia, figlia di Andrea II. re d' Ungheria, fatto nel 1205. e lino dal 123 x. ie possesso del capitolo dell' insigne Collegiata di Cividale , per dono della medesima santa (1). Ed egualmente poteva darsi

(s) Questa ed altro codice non men presioso del X secold , che si conserve in-questo archivio furono itiustrati

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PARTE PRIMA

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COMO affine di procedere dalle antiche alle pia maderne opere di Niello , dell' Altarino portatile di diaspro sanguigno contornato di antichissimi Nielli , che parimenti vedesi nell' Archivio capitolare di delta Collegiata , per tacere di mold altri lavori di queiremotissimi tempi che veggonsi in molti greci Santuarj , in alcuni musei , e presso li pia accurati raccoglitori de' pia preziosi monumenti dell' Arte. FiniPer le quali rose non pare certamente che guerra, sebbene it primo che tiensi in conto per questi lavori in Italia , andasse a tentone , ma pia verosimilrnente seguisse le traccie che erangli state segnate precedentemente da greci artefici , che avevano qualche secolo prima di lui rese in Italia comuni le Toro pratiche, e i prodotti del loro ingegno , come ben ce lo manifestano tutti i lavori delle arti che colla loro emigrazione si diffuser per tutta l' Italia ,e produssero una mescolanza di stile , per Is quale talvolta gli storici confusero it merit dell' iunitazione degli uni colla vera originalia degli altri, e caddero nell' errore dei sistemi , tutto vedendo e giudicando secondo un solo punto di vista. Ma sembra certo che in mold 'paesi d' Italia fossero tentativi e pratiche contemporanee all' insigne ore6ce tiorentino , e tali opere venissero eseeguite di raridt e di pregio, che hello sarebbe pur tanto poser rivendicare di quell' oscura diruenticanza , che

parte dal P. Della Torre in una dissertaxione a Francesco Gori, la quale si trova unitamente alla tavola incisa di questo secondo cod ice nell' opuscolo quarantesirno ottavo del Calogeri; e sotto altri aspetti dal meuzionato archiviata M. Delia Torre
iat deleisue dissertationi.

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DELL' ORIGINE EC. DE1 NIELLI

per difetto delle nostre biografie lascia sepolti nell' grata oblivione i nomi de' loro Autori. E questo eio a cui forse mirava it sig. Duchesne , raccogliendo da molti possessori di Belli stampati o di laminette non vuote di Niello copiosissimi elenchi. Dire= not copiosissimi , ma ben lunge dall'essere ridondanti , siccome attendevasi ragionevolmente da coloro , che sulla fede delle sue asserzioni , speravano di trovare in quelle ta vole epilogato (panto di piit insigne e prezioso sia conosciuto in questa materia. Per la qual cosa non sembra circospetto abbastanza autore dove asserisce ( pag. 89. cc Je suis fonde d croire gc qu' il en existe biers pcu autres que ceux qui cc se trouvent dans to catalogue qui va suivre Fra poco vedremo quanto sia ci4 lungi dal veto, prima di che giova gittare uno aguardo sulle pia antiche tra queste prod uzioni italiane , e sui tentativi che condussero all'arte calcografica. Da ognunosi 6 scritto, ela memoria si 6 diligentemente conservata della famosa pace del Finiguerra , la quale ha dato luogo a lunghe discus&ioni e dissertazioni. Di essa la reale Galleria di Firenze conserva la piastra niellata originale ; due zolfi ricavati in antico stanno deposti 1' uno nella collezione del marchese Durazzo a Genova, altro in quells del duce di Buckingam a Londra; 6 quest'ultimo e appunto lo zolfo the appartenne al marchese Seratti (di cui vien recata nelle note del Duchesne una dissertazione illustrativa da lui tradotta ) ; e finalmente di questo rarissimo Niello si allega esistere una prove in carta nella reale biblioteca di Francia , per una scoperta che dices; fatta dall' ab. Zani in Parigi , contro ha quale 4 aurora inedita una disertazione , che sari fra non molto pubblicata dal professor Vitali di Parma , it quale spera produrre con buoni argomenti le prove di uno sbaglio od inganno , da cui moo masa

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PARTE PRIMA

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scirpresi tanto it conoscitore italiano , quanto gli esperti custodi del gabinetto francese (1). chiaro che li due impronti sovraindicati cavaLi in zolfo , per rilevare in tai modo lo stato dell' incisione avanti di riempirla di Niello, siccome presentano i contorni e i tratti in incavo , non possono essere stati fusi sulla lamina, ma sappiamo che su quella veniva facto un calco in finissima argilla , la quale esprimendo in rilievo tutto it lavoro , offriva la facilita di ripeterlo incavato , qualora su d' essa veniva fuso lo zolfo squagliato , per cui quest' ultimo diveniva unfac simile del Niello medesimo. Di questo modo essendosi operato nei primi tentativi, si 6 allora tenuta una strada un poco pin hinga ; poichA se colla pressione della mano si consegue dallo zolfo una stamps, facendo penetrare nei solclli um po' di materia nera oleosa e stendendovi sopra una carte. inumidita , lo stesso risultamento potevasi a dirittura ottenere sulla laminetta d'argento. Ed falsissimo cib che in questo proposito si asserisce dal Zani , che non poteasi mettere una sostanza nera oleosa sulla piastra d' argento per vedere effetto del chia-

(t) a
4C

Tengo rl famoso disegno della pace

di

Mast; Fini-

guerra, che fie posseduto scritto alcuma cost*

dal M ariette, sod quale ha egli


I144110

di proPria

Prezioso Iasi h que-

a sits riescito , poichh serve mirabitmente a comprovare ch e la stampa di Parigi pubblicata dallo Zani non h verace , nd pub provenire dalla originate Pace , come ho dimostrato net terto de' mid ragionamenti inediti. n'

Estratto di lettera del professore di lingua ebraica in Par. ma sig. Pietro Vitali , scritto at celehre bihliotecario sig. An. geld Peszana. Si aggiunge che it sig. Vitali acquistio quest* disegno dall' crede dello Zani , at quale (secondo le osservasioni dello atesso Vitali ) prima di morire eras() entrati multi dubbj sulla pro'pria scoperta.

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DELL' (AMINE EC. Dal NIELLI

roscuro; facendola entrare nei tagli , e ripulendo la superficie col palmo della mano nei chiari ; poiche secondo questo serittore, iguaro delle prati,the dell' arte , cc untume rimasto nei solchi avrebbe poi impedicc to al Niello di attaccarvisi " mentre ognuno dee sapere e conoscere assai facilmente ( e lo stesso Cellini 11 prescrive ) che avanti di niellare le lamine bisogna farvi una buona lisciva o cenerata , she interarnente da ogni qualunque bruttura deterga it metallo. Per quanto dunque essere possono stati di una secondaria necessita questi cavi in zolfo e in argilla , sono pea, mai sempre rarissimi e preziosi , poiche fecero strada al moltiplicare in modo pit!' semplice le stampe sui fogli , ed oltre alli due, nominati , ed alli quattordici (superstiti fra molti altri periti o dispersi ) che stavano accomodati nei compartimenti di un altarino portatile in Firenze presso i Camaldolesi , rappresentanti la passione di Gesh Cristo (chit poi passarono in Inghilterra , e nel 1824, alla vendita 'del gabinetto Sykes , furono acquistati per quattordici mila franchi ) poco altro si conosce che in questa fragil materia siasi salvato della voracity del tempo (1). E convien riflettere

(I) La piccola proporzione di questi zolfi , non piu larghi d'un pollice e mezzo, e alti due pollici, e it loro numero lascierebbe credere che fosseredistribuiti ad imitazione dei soggetti religiosi che si veggono circondare gli antichissimi Altarini portatili dei vescovi greci attorniati di imaginette e di attributi relativi al rito di quells chiesa Ed i Carualdolesi avevano di gia cameo di offerire soggetto di imitazione , poi. che essendo stato fatto commendatario del monastero dell' Avellana it cardinale Bessariene , aveva egli deposto in quella sagrestia li preziosi arredi seco recati di Grecia , dei quali parlererno prn avanti nella spiegazione Tavole :

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the qualunque prova in zolfo , Is quale in se stessa presenta le figure e i caratteri da sinistra a destra non pub dare egualmente che it Niello una stamps in carts , poiche rovesciando nell' impressions it soggetto, inverse anche i caratteri ally maniera orientale da destra a sinistra. Furono alcuni incautamente d' avviso the diverse antichestampine, perche impresse appunto a rovescio, offrissero prove non dubbia d' essere tratte da lamine destinate a niellarsi; induzione che pub fare strada all' errore , se non viene accompagnata da canto esame di occhio espertissimo; poiche abbiamo anche una'quantita di antiche stampe, le quail presentano lo stesso difetto , come si vede in tulle quelle copie che diconsi ell controparte , essendo cib provenuto dal non essere ancora abituati gli artisti a copiare rovesciando ii soggetto in uno specchio ; precauzione di cui i moderni non abbisognano quasi mai , venendo addestrata per tempo la gioventit , che si dedica a questa ante , a ro-

ma queste sue suppellettai saranno state non prima indubitatai menta vedute in Toscana a comodo ed ammirazione di quei primi valenti orefici fiorentini; poich nel '439. it nominato Cardinale aveva assistito at famoso Concilio Ecumenico di Firenze. E chi vorris dubitare che quelle opere greche di Niello non dcsserosnotivo alle nitre, che appunto in tale epoca cominciavansi a celebrare in Firenze per opera del Finiguerra e di chi it precedeva o accompagnava ? Non intendiamo con cib togliere it merit agli Italiani di essere stati i primi ad operare case meravigliose iu tai genere : ma quanto bile meccaniche di quest' arse , crediamo the per le !mire osservazioni sia messo in evidenza e in accordo pienissimo tuttocib the scrisse Ira Teofilo , it quale per not vuol ritenersi conic it primo e pHs prezioso scrittore d' arti nei tempi oscuri.

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DELL' ORIGINE EC. DEl /HEW

Itesciare it eoggetto fino da primi lineamenti , accitS torni al suo verso nell' imprimere. Guai pert a chi , sedertdo giudice di simili preziosith , non pronuncia col retto senso dell' arte tutto fi dando a tradizioni soltanto, o a notizie qualche volta fallaci. Nelle cose dell' arte l'impero pia forte non sia mai quello dell' opinione, mentre le sentenze son quelle appunto che capovolgono ogni eosa e spargono te. nebre nella lute. Al Finiguerra soltanto non limito qui ndi mai l'Italia it metodo di niellare e tirare le prove in carta o iil solfo avanti d' infondere l'atramento metailico nei mentre altrove in Lombardia e nei paesi veneti fu cia eseguito , e ricchissimi lavori vennero cosi ornati per sacri arredi , per giojelli , per stipi , che ricoperti e intarsiati di Nielli lasciarono alcune poche prove in earta a beneficio de' curiosi e degli avidi amatori dei primi tentativi calcografici. E questi cimelii, raccolti per Is pia parte in pochissimi gabinetti , hanno offerto argomento alla formazione di molte tavole ed eletchi utilissimi pubblicati iu fine dell'opera del sig. Duchesne. Alla quale lodevolissima inteuzione dell' autore di riunire un quadro it pia completo che da lui si potesse di questi primi tentativi , non corrispose per altr) un suc cess, come speravasi, immancabile, e cio per le trop_ pe omissioni , che da noi vorrebbersi pure iscusare ove non venisse da' possessori di lamine niellate della prima importanza e preziosith o di rare stampe, mussa una giusta querela , ed ove non accadesse che pel con vincimento di troppi abbagli e preterizioni non si ayes.. se a spargere una funesta dubitazione sulk altre cose asserite. E dei niellatori singolarmente parlando, quando vogliasi lasciare it primato al Finiguerra , che esimio e classico capo-scuola da noi sara sempre riconosciuto

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47 e a Matteo Dei , di cui sono pia lavori a Firenze, sic come abbiamo ricordato , e ad Antonio del Pollajuol0 valentissimo disegna tore, ma'non altrettanto insigne ell'intaglio a bulino (benche fra primi che it tentassero in dirnensioni cospicue, sicche le sue stampe vanno celebratissitne pia per la raritk cbe pel gusto dei tagli ) questi primi luminari sono gib ben noti e celebrati dal Lanni e da altri Fiorentini , cbe in solerzia biogrsfica non furono adeguati finora dagli altri popoli dell' Italia : ma e chi sara da tanto per riconoscere a chi appartengano poi anche quei tanti antichi Nielli , che o avanti ii Finiverra , o coutemporaneatnente , od an. cbe dopo per oltre un secolo vennero intagliati? La aerie di questi autori , ignorata e oscurissiina, are un numero considerabile di artisti, che it trarre dalle tenebre sarebbe opera di lungbe e faticose ricerche, intorno alle quell gli sturici finora non haunt) posto gran cura, e pareva luogo d'onore serbato al sig. Duchesne; ma sembra ch'egli abbia preferito di vagare troppo leggiermente sul cameo delle conghietture , siccome fa a cagione d' esempio , per tacere di altro, lA dove attribuisce at Pollajolo un ;Aiello, che rappresenta it martirio di s. Lorenzo , che it Bandinelli compose , e Marc'Antonio Raimondi intaglio in rame, aoltanto perdie vi legge la marca P, non avendo posto mente che it disegno del Bandinelli, e la stampa di Marc' Antonio sono posteriori alla morte del Pollajolo, i1 quale non raggiunse l'aureo seculo , e mori nel 1498. Poco gli sarebbe costato attribuire questo lavoro a tutt' altri, se non anche a quel Pellegrino, di cui egli con molts sagacitit va cercando d' interpretare le varie sigle su di una serie numerosa di piccoli Nielli che trovansi in tutte le collezioni. E quando encore si fosse dal sig. Duchesne ignorato che it martirio di s. Lorenzo fu eseguito e pubblicato dal Raimondi la prima volta sotto it
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DELL 'MGM EC. DEI NIELLI

pontificato di Clemente VII, tauti anni dopo Is tnorte del Pollajolo (intorno alla pule classica stamps nacque contesa singolarissima tra 1' intagliator bolognese e it disegnator fiorentino dinanzi at papa medesimo , decisa con tanta saviezza ed acume dalla Santith sus, circostsnze narrate nella Storia dell' arte e della massima notorieth ) quand' anche tutto cib si fosse ignorato , o perduto di vista, doveva sapere che it Pollajolo non era vago di servirsi degli altrui disegni, che anzi i suoi proprj, tenuti in altissimo pregio, dara ad eseguire ad altri come esimio disegnatore e sommo maestro (1). E qui non conviene , celebrando ben giustamente it merito degli orefici fiorentini , che diedero le mosse in Toscana ad ogni rrfezionamento nelle arti, preterice it valore di cento ahri orefici, the da ogni altra parte d' Italia movevano del pari , spingendo I' incremento di questi studj con una insistenza e un coraggio straor,linario. Se non bastano a far fede di questo le poche tradizioni , che attraverso Pincuria dei posteri e in caligine dei tempi giunsero fino a not , debbono togliere ogni dubbiezza le varieth di carattere nei disegni di queste prime opere , nelle quali origine delle diverse scuole disvelasi t e le non difficili iscrizioni the

(s) Riportiamo qui un passo del manoscritto originale del Cellini piuttosto che la lezione del suo testo , stampato e corretto o mutilato dagli editori Antonio figlio di un s, lajolo, it quale cosi sempre In chiamato: questo fu orefice, e In si gran disegnatore, the non tanto che tutti gli orefici si servirono de' suoi bellissimi disegni, i quali erano di s, tauta eccellenza, the encore molti scultori e pittori , i0 dico dei migliori di quelle arti, si servirono de' suoi disegni e con quegli si feciono moltissimo onore. Quest' uomo fece s, poche altre cose , ma solo disegna rnirabilosente , e a quel gran disegno sempre attese .

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PARTE PRIMA

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trovansi sui Nielli , dinotanti oil donntore o Amore , e spesso la nazione presso cui furono intagliate , dalle quali cose ciascuno dedurrk coo piena evidenza , che gran maestro di Nielli era certatnente Francesco Francia orefice e pittore holognese, a cui venne fault eseguire una Nativita inserita in una bellissima pace niellate per ordine di Filippo Stancario bolognese , come trovasi inciso sul Niello tnedesimo. Conservasi attualmente nell' Accademia di Bologna non tantoquesto come altro Niello dello stesso autore rappresentante una crocifissione , ed ha le arme dei Pepoli e dei Bentiveglio , al cui servigio it Francia operava come orefice , pittore e coniatore di monete bellissime e rarissitne. E leggansi le altre inscrizioni che su diversi Nielli si trovano, come in quelliove una donna rivolgesi ad un gatto , ed e scritto : va in la caneva , ed altri ove leggesi Mantengave Dio , Bona fortuna , ehiaramente dinotanti, anche per chi fosse incerto giudice dello stile del disegno, la loro appartenenza elle scuole venete e lornbarde , ed altrettanto da queste derivanti come le prime carte da giuoco impresse in rame ove sta scritto Farnejo , Cortesan, Zentilomo , Chavalier, Doxe ec. E se ci6 non bastasse possono service di traccia ad iscuoprire i piu antichi intagliatori , tanto per le opere di Niello come per quelle di rame , it conoscersi che dal Vasari , dal Lanzi e dagli storici di ogni eta non si ricusa questo merito at Caradosso e a Daniele Arcioni milanesi , a Forzore Spinelli aretino , e conghietturasi da alcuni tentativi di stampe oscure che per sino Nicoletto da Modena , Giovan Antonio da Brescia, e to stesso Marc' Antonio Raimondi avessero in quel delicato artificio fatti i loro primi tentativi. Ma it pi6 volte qui citato Cellini avra avuto per certo ragionevol motivo di celebrare coloro ch' egli nomina con particolare affezione e con aloha stima, come l'Amerighi , Miche-

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'5o

DELL'ORIGINE EC. DEI MELIA

Tangelo da Pinzidimonte , Salvatore Guascon ti ed al* tri parecchi , per non citare que' tanti cbe dell' enciclopedia metodica dello Zani trasse con multa accura tezza'il modern() autore francese (1). Anzi 6 Bello qui, rilevare imparzialith dello stesso Cellini col m are alla

distesa it di lui testo originale quasi intera_mnite mutilato dagli editori , e si render' da not u tat modo pima giustizia al merito di uno de'luminari dell' ante in Germania , it quale sembra aver 'attinte dagl' Italiani non solo le sue cognizioni , ma aver rivaleggittto persino col Finignerra. Questi nato circa it 14io , morto net 6

Martino Schnagaver ,
1499. e che sebbene ab-

Menzione assai onorevole meritb ed ottenne gut' Pellegrino che in pits moth segtib i suoi Nielli , i quail in "miner di 6s. gli sono dal Duchesne attribuiti , ma non pos. Edam con evidenza che basti ben ricouoscere come is letters C. preceduta spesso dalle altre iniziah , con cui gli piacque contrassegnare isuoi lavori, debba farlo ritenere per Cesenate, poiche potrebbe voter significare tanto Cesenate, come ceutese o altra qualunque citta che corninci colla stessa tatters dell' alfabeto. Che se Si dovesse ancbe cia dedurre della verosimiglianza delle conghietture, sembra che, riconoscendosi is di lui lavori posteriori all' epoca di F. Francia, s ayes e quasi a ritenerlo per uno degli orefici suoi scolari , e pih probabilmente nativo della vicina citta di Cento, weglio interpretaado allegata inscrizione DE OPVS PEREGIUNI GE% posts sotto una piastra niellata rappresentante la risurrezione , e posseduta dal sig. Voodborn ; oltrediche nun trovandosi mai it dittcago dopo .C. siccome nelle inscrizioni latine vedesi us:a.) netts parola Caesena , cresce maggiormente argomento in favore dell' interpretazione Centensis. Non saranuo pochi ii canoscitori in questa materia , che poi muoveranno ragionevolissimo dubbio, se tulle le stampe, le quail portano questa marca, siano veramente sempre tratte da opere destinate at niello , e posi, tivamente niellate.

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PARTE PRIMA

Wasoggiornato e sia mono a Colmar , C pert originario e native di Augusta, siccome con buoni documenti e sana critica provato dal I3artsch. Questi e quel celeberrirco.intagliatore tedesco che ha preceduto it Duren, nell'arte , e ha molto avanzati i metodi dell'incisione in rame. I francesi lo chiarnavano beau Martin, e gli Italiani ii denorninano ancora , buon Martino, e di costui cosi riferisce lo storico , ove parla degli orefici e wiellatori fiorentini n Martino fu orefice, e fu montdno di quOle eitta tedescbe. Questo fu un gran cc Valrat'uotno sl di disegno ed intaglio di (Luella loc. cc maniera , e perche gift si era sparsa la farna per it cc mondo di quel nostro Maso Finiguerra , clte tanto cc mirabilmente intagliava di Niello , e si vede ,di sua c. mono una pace con un Crocdisso dentrovi insieme re con i due ladroni, e con molti ornamenti di cavagli rr e di altre cose, fatta sotto it disegno di Antonio del' cc Pollajolo gia nominato di sopra , ed intagliata e cc niellata di mano del detto Maso (questa e di argento cc nel nostro bel s. Giovanni di Firenze) (i). Ora que-

(r) E fatale it clover convincerci spesse volte dello smarrimento di tante preziosi0; poiche non e da dubitare cite questa Pace citata dal Cellini sommo conoscitore appartenere potesse mai ad altro intagliatore che at Finiguerra : ma questa celossi alle nostre ricerche iu Firenze ; poiche forse dispersa nel t527. quando furono consegnate molte argenierie_ del s. Giovanni ally Repubblica per batter Is nioneta, in occasions assedio di Firenze , come acceone A Gori, e credemmo aver corso Ia sorte infelice di tauti altri preziosi lavori fusi e coniati. Fa pea" meraglia al chiarissinao cay. 141,,ntako,direttore della Galleria di Firenze, cui da mini venne comunicato questo passo del Cellini, the dal Gori, it quale scartabellb i registri di spese del magistrato dell'arte di Calimala, ove trosb gli appunti del costo delle due Paci an=

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DELL' owara Ec. DE1 !HEW

tc sto valent' uomo tedesco , nominato Martino, virtno samente e con gran disciplina si mise a voler fare

cora esistenli , oltre quells notissima di Matteo Dei , non si trovasse notate anche quest' altra Pace della crocifissi one del Finiguerra, nou essendo da supporsi, che per non esistere pits a sno tempo, egli nun avesse a farne menzione particolare, come

fede di tante mitre preziositit gi1 attenenti a quells ba*dice che egli scrisse. La illustrava , e che Oh non erano quand. egli

diligente

osservazione

perb fatta sully Pace rap-

presentante questo soggetto , posseduta del marchese Giovan Giacomo Trivulzio, citata anche al numero 98. nell' opera del sig. Duchesne , ci farebbe all' evidenza convinti essere Is

celebrate dal Cellinil, se non si fosse da noi recentemente lotto quanto segue nella Vita del Cellini restituita albs Le. zione Originale sul tnanoscritto della Laurenziana, ed arricchita d' illustrazioni edocurnenti inediti dal Dottor Francesco Tassi , Firenze 1829. Vol. III. p. 374. Ommesso cib che riguarda la nostra Esercitazione sui Nielli , di cui vien riportato dal sig. Tassi in una note uno squarcio, si conchiude, u ora dall' estratto che it chiarissimo professore cay. Sebastia n no Ciampi prese a fare della rammentata Esercitazione, e cc che poi pubblic6 nel %CIL vol. dell' si rileva

.eintologia fiorentina ,
bel-

che essendo egli eutrato a parlare di alcuni

cc $issimi Nielli posseduti dal sig. M. Gio. Giacomo Trivulzio cc faceva osservare at sig. Cicognara trovarsene uno tra

essi

corrispondente appuutino a quello che it Cellini iudicava ; cc e che venuta in appresso ruriosith al citato dottissimo professore di far nuova ricerca Dell' I. R. Galleria di Firenze, ritrovb esistervi una Pace niellata , an pelo quasi pits grancc de della Trivuleana, ma di uno stile pih pert) it soggetto istesso coerentissimo largo , avente cc vede si 6:

a quello the

espresso nella Pace da Balvenuto descritta. Quindi quale cc di queste due paci debba credersi I' indicate dal Cellini , parere che non si possa con certezza determinare , nel modo stesso the non potrI giammai con certezza determinersi del contrario. Onde concludendo crediamo , non
4( t

nostro

poter neppure con positive certezza asserire , che la Pace cc di cui Benvenuto paz lava , o non esisla , o trocisi nascosta

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P\ARTR PRIMA

53

la detta arte del Niello, e fete quest' uomo da bent molte opere,', e perche egli benissimo conosceva di non poter arrivade a quella bellezza e virtu del nostro Finiguerra , pure come persona virtuosa volse spendere la sua virtu in qualche cosa che fosse utile aglilaltri uomini. Egli si mise a intagliare in certe xl piastre di rame e in quelle comincio a girare it (che cosi si chiama per nome quel ferroliD no con cui 8' intaglia ) dimodo che egli intaglib di mope belle storiette molto ben composte, e molto bene e virtuosamente osservate le ,ombre e i lumi , e secondo quella loro maniera tedesca erano hellion sime c, Se it Bartsch riferisce che Martino era in relazione , e tanto stimato da Pietro Perugino , sareb- , be stato anche assai pago di poter citare it con to che , ae ne faceva in Toscana dal Cellini stesso , e avrebbe aggiunto volentieri nuova palma al ono nazionale: che se pur sempre bell, cosa esser lodato a laudato wiro, bellissimo poi diventa esserlo da uno straniero. E qui a not piace di osservare come le pratiche condueenti alle opere di Niello si coltivassero in Germania Sao dal priucipio del XVI. secolo, essendo verosirailmente state adoperate da parecchi artefici solertissirai che vennero anche a ricevere insegnamenti in Italia elle scnole di Toscana, di Bologna e di Venezia , siccome avremo luogo di accennare nel fine di queste ricerche . Ma forge anche si relegarono fra i tentativi
33 33

in parte rensota, o che indubitatamente pih non si vetla sz Firenze . Dopo le quail ricerche , riscontri e dilucidazioni si riconoscerh quanto sia difficile la scoperta del vero, per quanta insistenza ed accuratezza 'doped an circospetto scrittore ,

cercaado di &Wager's ails sorgenti le pill autorevoli

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DELL' ORIGINE

EC.

14E1

NIELLI

preparati pel Niello alcune laminette preziosameete-: intagliate in argento, cui soltanto manco d' esservi fuso'. nei solchi ii solfuro di questo metallo, e probabilmentft, Vinesperienza , e la tema di guastare it lavoro del ha-lino ritennero A lcuni artefici peritissimi dell' intaglio, e non abbastanza Sicuri nel pratico esercizio della fit1 s i s t enza A l i sione del niello. In prova di the sapendo aleune antiche lahainette d'rgento intagliate e nen, si ebbe confettna di questo nostru opinare dal- Pesserci pervenuto on medaglione di due pollici e.tre, Iinee di diametro , finamente intagliato , e riccamente 'rnolitato con graziosi ornamenti , e pietre gemmarie , indizio sicuro del 'pregio in cui sempre si tenne . E questo intagliato a bulino da due lati , la qual cosa dA a' Cedere' non essere destinato al torchio per 1' impressiOne; oltre al vedersi ii millesimo e la marca dell' au-' tUre the poi impressi in carta ries(lirebbero fignrati a rovescio. Lo stile si direbbe tenere un medio fra qnelli di Durero e di Luca di Leida, ma Ia toarca non basta a' ehiarirci intorno al come delratitore Sono appesi a due colonue due cartellini , nel prima deequali e /Irmo 1526 nel secondo due DD sormontrai da. un C . Dal medesimo lato della lamina s? vede la reggia di Assuero, .epiedi del cui trono Ester. 6 prostrata fra multi circostaoti e dall' opposta parte sta espresso il reale convitto con molti ricchi ed eleganti' atcessorj , tutto coudotto con una finezza di bulino, grandissima, e una ricchezza singolare di composizione accozzata con sommo ingegno nella rotondita dei meQuesti due soggetti furono poi anche impressi in carta colla lamina descritta per conoseereprobabilmente qual effetto avrebbcro prodotto niellati, o,forse posterionnente ne fu stampato un esemplare , p,er soddisfare alla ragionevole curiosity del possessore; ma non ne furono trade altre copie essendo le stampe

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55 di questi due soggetti ignote ai raccoglitori, e non de-wale nei principali gabinetti. In altro medaglione queste due piceoleicarte vennero da antico tempo collocate con gelosa custodia , e serbate come ad illustrazione del medaglione d'argento;e uno e altro not dobhiarn alle cure indefesse e all' arhicizia del conte Arthur Potoki, it quale non ri. sparmio ricerche ne'suoi viaggi per darci testimonianze evidenti di cortesia e di caldo interesse pe' uostri studj. Per quLato pero sia numerosa la serie degli elenchi prodotti dal sig Duchesne per dare all' Europa un motivo di ammirazione nella quantity di questi pritni aperimenti della calcogratia, che fra 'amine e stampe , non compresovi un appendice , egli fa ascendere sino al copinso numero di 498 articoli , e per quanto egli suddivida la materia per ogni verso, presetitando vend. tabelle, nondimeno le omissioni e gli abbagli sono, tali e si dimostrati , che it lettore rimane ingolfato in una fella di supposizioni non avverate , e di incertezze, che a scusarle non basta quell' indulgenza benevola the meritano gli autori di tali ricerche , imbarazzati dalle distanze e dalle tradizioni, che rendono o imr possil ile o difficile l'ispezione maitre sugli oggetti dei. loro studj (t).
PARTE PRIMA

(I) LLENCO DELLE TIBELLE Nielli incisi dal Finiguerra. Pellegrini. 3. - da diversi orefici intagliatori. 4. della biblioteca reale di Francia. 5. del gabinetto Durazzo in Genova. if. del gabinetto Trivulzio a Milano. 7. del gabinetto Poniatowski in Polonia. 8. del gabinetto del duce di Buckingam in Inghilterra.
p. -- dal

I.

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DELI.' OR161EE EC. Det NIELLI

E sarei io ben indiscreto se facendosi dal sig. Do chesne ci6 che agli stranieri 6 cosi famigliare ( vale a dire lo storpiare senza-riguardo i nomi dei vivi e dei morti ) volessi qni far querela per aver egli sostituito al mio nome di Leopoldo quello di Leone , o cercassi di riconvenirlo , perche degli intagli &Ind da Gio. Antonio da Brescia egli con istrana amalgamazione voglia farne un autor solo con Gio. Andrea PaYassore detto Vadagnino da Venezia, e togliere in tat modo un autore dal mondo (I), e volessi andar spigolando le piccole inesattezze che isfuggir possono ad ogni scrittore per quanta diligenza egli ponga nelle sue ricerche (2) , ma non saprei perdonargli che abbia so-

9. che erano net gabinetto Sykes, e passarono attrove. to. della collezione del sig. Woodborn. it. di divers; niusei e gabinetti. s. tuttora in piastre d' argento. s3. in argento, a stampati in carte. in zolfo soltanto. 15. di cui esistono sole quattro stampe. ,6. di cui Tie esistono tre solamente. T7. di cui esistono solo due stampe. prima di essere forati dai chiodi. 190 descritti da Bartsh sotto la categoria di stampe degli . antichi maestri Italiani. (T) Questa asserzione trovasi nell' opera del Duchesne a pag. 46. non solo contro it voto c, du savant et excellent al,bd Zani ( ch' egli cosi lo denomina anche contradirendogli ), ma contro una serie non tanto di opinioni che di fatti , la quale servirebbe a provare it contrario con Tanta lucidezza quanta si 6 nella faccia del sole. (2) Fra queste inavverten,e sfuggite , alcune perb possono condurre in errore di facto importante , siccome quella the incontrasi a pag. 35. in cui dimenticando le precauzioni suggerite dal Celliui nella preparazione della composizioue del Niello,1 dove prescrive it doversi romperlo con grande av -

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Goosle

PARTE PRIMA

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gnats nna collezione Poniatowski in Polonia, meutre tutto cid che egli attribuisce a quells, appartiene come ognnn sa , alla galleria di Firenze, e di cid ebbi una conferma dalla gentilezza del cay. Ramirez di Montalvo , the quegli oggetti custodisce gelosamente nella reale galleria. Difatti di sei laatre niellate che possiede la galleria di Firenze , comprese le due famose Pact di s. Giovanni, it Duchesne non le ne assegna che Ire solamente , e descrive le altre , spacciandole come esistenti nel museo Poniatowski ; ed 6 da notarsi che tra queste ultime 6 la crocifissione da lui descritta sotto it numero 95 , che e la Pace incisa e niellata da Dei nel z455per s. Giovanni, della quale parla it Gori nella sus opera : Monumenta sacrae vetustatis insignia. Oltre di che tolti dal museo polacco e rivendicati alla galleria fiorentina i tre Nielli dei numeri 57 ,95 , 97 non restano che li 166 e 192, che in sostanza sono li medesimi ripetuti dall' autore senz' avvedersene sotto it numero 167 nel gabinetto Sykes: cosicche se ognuno. si riprende it suo , sparisce dell' opera del Duchesne in tabella VIII. Per vero dire le cose di Firenze in mate. ria d' anti non sono poi tanto oscure da non dover pienamente esser conosciute da tutti ii cultori di questi

verteoza, accib non vada in polvere , e le granella non siano pia minute del miglio o del panico , siccome autor francese perb traduce a pag. t 23. cc a fin que les grains ne cc soient pas plus grosses du millet , at rien de plus ni de cc moles si dimentica poi tutto questo , ed esporrebbe au niellatore a minar interamente it lavoro , qualora stendesse ( siccome egli eel luogo indicato prescrive ) la composizione sui lavori preparati ridotta in polvere : cc lors qu* elle D2 emit devenue cassante , etoit ensaite pillie, broyde et tau miscle en poudre fres fine.), Si legge nell' appendice B avvertirai che it detto (niello) sia pesto a non nw.cinato.

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DELT: uRIC.INIt EC. URI NIFLLI

E per questo motivo non dovevano essere dimen., ticati li Nielli che veggonsi sulla custodia del Dante di . Lamagna coi commentarj del Landino stampato .a Firenze nel 1481, esemplare dallo stesso commentatore &mato alma Repubblica Fiorentina , ed ora tenuto gelosamente in serho nella Magliabechiana. Da an lato vedesi un Ercole ignudo in un Medaglione di bellissima proporzione, e dall' altro un Leone , e agli angoli da ambo i lati gli stemmi della Repubblica sono alternati cells parole Libertas. Ben piu scusahile sara 1' autore francese , se fidatosi elle relazioni fallaci dell' incisore e mercante sig. Vendramini , asserl falsatnente , che la bella prova di un Niello del Finiguerra , che figura l' adorazione dei Magi ( Ia quale sta pair anco in case Martelli ) sia identica da lui acquistata in Milano , e mostrata I' autore in Parigi nel 1825; epoca appunto in cui io stava amtnirando press lo stesso ball Martelli , tra le sue rare e preziose stampe, questa prove di Niello sin golarissinna , ch' egli gelostunente conservava , e della quale non e per certo disposto roenotnamente a privar si. Per he quail cone oltre it debito di rettificare errore , ne viene Is conseguer.za che nella tabella XVI ove si registrano i Nielli conosciuti per quattro prove, hisognera porre questa dell' adorazione de' Magi, che sta sempre in case Martelli per quinta, egualmente the nella tabella XVIII ii trionfo di Galatea , indicato da due sole prove , verra posto a quattro , giacche da not pure se he possiede un magnifico esemplare , ed ats' afire si vede nella collezione del sig. de Luca in Bologna fra he stampe di Marcantonio , al quale gliatore non senza molta probability viene attribuita. Dopo queste osservazioni accidental! su due oggetti che ei sono caduti soft' occhio, pm') temersi che siavi altra iadicibile quantit,a di emende da fare a questo lavoro.,

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TARTE PRIMA

Ma cib di the abhiamo maggiormente meravigliato si e , che i1 sig Duellesne , avendo ottenuto di poter visitare le collezioni dell' Inghilterra , abbia pienamente ignorato che it Duca di Hamilton possiede li piit grandi Nielli e preziosi che possano vedersi , i quali coprivano tutto epistolario di Paolo II , e sono di mole e di magnificenza straordinaria. Fu nel 1798. che manomessi li palazzi vaticani , comprese le duecappelle Sistina e Paolina , furono venduti tutti gli arredi preziosi a rigattieri , da' quali ii cardinale Hertzan ricompro molte cose , e specialmente messali miniati , cite man& alla sua chiesa in Ungheria , ore si trovano al presence, e rneritare potrebbero i iaggi cola di qualche dotto illustratore. I due volumi , cioe evangeliario e stolario di papa Paolo II., furono in quelle masse getti venduti , ma per essere legati in lamine d' argento con cornici massiccie e borchioni dorati , vennero disciolti e venduti a peso , salve le lamine niellate che passarono in commercio. I Nielli hamiltoniani componevano tutta la strperficie del messale, inseriti essendosi' agli angoli quattro soggetti per parte, e due pia grandi standa posti nel centro &elle faccie , cosicche possono riguardarsi come dieci composizioni, delle quali non eagevole rilevare con sicurezza a chi degli artisti , peat' contemporanei al pontefice , debbansiattribuire, essendo. da notarsi che gli anni del pontificato di questo papa' veneziano collimavano appunto roll' epoca migliore del niellatori , immediata at Finiguerra , cioe in quel moment che l'arte poteva ditsi in tutto i1 suo Fiore. Li soggetti tutti sono tratti dalle sacre pagine, e relativi at carattere del iibro che erano destinati a fregiare , bellissimo essendo fra gli altri , e non comune quello di Daniele nella fossa de' leoni soggetto cite esige molta perizia di disegno trattandosi di argomento poco ripetuto da' priori disegnatori.

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DELLS' OR1GINE Ec. DEI MELIA

Farassi poi bene le meraviglie ogni culto viaggiatore, se oltre it silenzio del sig.iDuchesne sui Nielli hamiltoniani , da lui siensi pur anche ignorati ii piu grandi e piu ricchi che si conservano a Venezia nella galleria Manirin. Questi coprivano evangeliario dello stesso papa , e formano lo stupore d' ogni amatore di sicnili preziosia. Noi non conosciamo in fatti un complesso piu grandiose di questo in tutu la storia dell' arte , poianche tolte dalla rapacity de' violatori del santuario le cornici che intersecavano le varie parti di questo lavoro , la pura superfice niellata da ciascun late non e minore di quattordici oncie di altezza in una larghezza di poco men che dieci oncie; dimensioni straordinarie per quante esser possum) le divisioni di tutta la super& cie in compartimenti onde esser niellata. Agli angoli di una partesono quattro dottori della Chiesa e nel mezzo delle quattro fasce, che ricingono it centro con ricchissimi ornati di arabeschi figurati , e con putti che suonano varii istrumenti, veggonsi ripetuti gli stemmi del nel cardinale Giovanni Balvo vescovo di Albano , 1467. ricevette il. cappello da Paolo II. benche di oscnri natali; ma che pe' suoi talenti portato al grado eminentissimo, avra in tal circostanza gareggiato co'grandi uel presentare al pontefice , siccome era costume , it piu splendido omaggio che per lui si potesse , onde la magnificenza del tributo servisse a squassare dalle sue spalle la polvere abbietta del paterno mulino (1). Nel

(I) Joannes Balve , alias Balves, natione Gallus Andegavensis Albani episcopus , et legatus in Marca obscuris pa. rentibus , molitore enim seu sarcinatore, seu verius calceolario patre, sad ingenio clarus , cardinalis creatus a Paulo II. venato in prima creatione A. D. 1467. Ciaconio, vol. II, pag 1107.

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PARTE PRIMA

ift

eentro della facciata , in un gran quadrato posto diagonalmente , figura it battesimo di s. Giovanni , superiormente e ultima cena , e inferiormente la risurrezione di Lazzaro,soggettitrattati nella:larghezzadisei oncie, cosicchele copiose figure non mancano di apparirvi iubellissime dimensioni. La faccia opposta egnalmente compartita cogli stemmi, gli arabeschi ed i putti che enonano, presents, negliangoli li quattro evangelisti, nel centro la nascita del Redentore, superiormente annunziazione e i profeti e inferiormente l'adorazione dei re. In quell' epoca insigne in cui operavano Sandro Botticelli , it Ghirlandajo, e Filippo Lippi col di lui figlio, li qnali si resero insigni per ogni aorta di minute composizioni , celebrate nella storia del Lanzi ( leggendosi particularmente di quest' ultimo che ritraeva in ogni cc pitturs le usanze dell' antielaita e di cui ii Cellini vide parecchi libri di antichita da lui disegnate ; e it Velsari credo fosse uno de' primi ad ornare la pittura moderna con inserirvi grotteschi , trofei, armature , vasi , edificj ), in quell' epoca famosa , in tal maniere caratterizzata , le storie descritte avrebbero potuto essere niellate da orefici valentissimi, che pur erano tutti contemporanei , le quali offrono ragionevoli conghietture , nel silenzio di fatti piu positivi , per essere attribuite a taluno di questi disegnatori. E se le principali opere di questo artificioso lavoro dei Nielli ignoravansi dal notuinato moderno illustratore di questa parte di storia dell' arte , pia cireospetto esser p-oteva nel far credere a' suoi lettori che poco o nulla rimane a citatsi in tal materia ; e deveasi piuttosto da lui che da me render conto d' una bellissitna Pace niellata con un divotissimo Redentore che nei giorni solenni offresi nella cattedrale di Modena al bacio dei principi , che e di bella dimensione , e dietro cui sta scritto in visibili caratteri , S. Gerniniani de Ma-

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DELL' ORIGINE EC. DEL ME W

tina Jacob. Porta Mut. fecit t486. Artefice taciato non solo dal Tiraboschi , the raccolse le notizie degli rtisti modene8i , ma dagli storm tutti dell' arte. Per la prima volts riot la presentiamo alla Iuce con questo cenno ben paghi di render omaggio ails verity (t). E poteva essersi veduta e citata is sontuosa Pace, che si conservb per gran tempo nell' insigne collegiate di S. Maria in Vado di Ferrara , non che le molte altre le quali in gelosa custodia vengono serbate nei santuarj o passarono ad arriccbire li collettori di simili prezioOita. E non erano si scarse le notizie , che sarebbersi potute procurare dai luoghi di difficile accesso , per conoscere is copia delle opere the rimangono ad illustrarsi , per panto s' abbiano a compiangere le woke che rimasero distrutte. Ne debbono certatnente preterirsi i bellissimi Nielli, ehe veggonsi in Cremona presso it chiarissimo conte Ponzoni, e presso quella chiesa capitolare ; ne puossi passare sotto silenzio cie che nel Friuli , in Udine, in Cividale, in Venzone tiensi con molta gelosia custodito, e che serve rabilmente a tracciare la strada per cni

cronista modonese Lanciollotto ricorda questo artefice con Antonio e Filippo Porto conic bravo orefice. Credesi poi che questo esser posse quel Porto detto Gio. Battista dal Vedriani (Notizie de' pittori modonesi pag. 45. ) intagliare a bulino appoggiandosi valentissimo nell' arte all' autorita del Lanciollotto, Canto piii che nella cronaca di questi non riusci at Tiraboschi di trovarc un Gio. Bat tista Porto, potendo essere che it Vedriani , men esperto dilui nel rilevare antichi caratteri , ( e massime i perversi come quello del Lauciollotto ), abbia tolto Giacomo per Gio. Batista. Queste notizie ci furono coinunicate dall' avvedutezza del chiarissimo conte Mario Valdrighi zelante indagatore di Lilac to patrie preziosita in merito di ante.

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OOSIC

PARTE

PRIMA

6.1

ai pervenne a questo genere di lavori , partindo opere di bulino ricoperte di smalto , e giugnendo , siccome abbiamo da principio notato , ai piit solidi rieultati del Niello E si noteranno di silnili curiosity nella cattedrale di Padova , nel santuario di S. Anto nio ; Se ne troveranno in Verona , in Brescia e pressoche dovunque siano salite in fama di splendore an. tiche basiliche o santuarj. Ne soltaiitu ove le coauni. cazioni siano agevoli o praticate, ma perbino divergenii dalle grandi strade , e negli alpestri Abruzzi internaudosi e visitando le abbazie e gli eremi, Ove In pia solerzia de' Genobiti ricovrava le arti dal centro di Italia , o prufughe le ospiziava dopo la caduta di Costantinopoli . Le quell cose sembrano evidentemente dimostrare quanta maggior copia di questi lavori siast fatta piu che non credesi, quanta ancor ne rimanga, e quali, diligenze si esigano per presentare un catalogo , se non cotnpleto , di gran lunga piu e4teso di quello che e stato teste pubblicato E chi senza infinite cure e indagini potrh render conk) dei molti possessori di queste rarity, se &tell' opera grandiosa, che ci vien posta soft' occhio, troviamo tit'nesse le cose principal? Da not percorrendosi soltanto le note de' Nielli a stampa , che furono posseduti dal sig. Carlo Maino nel 18o4. e dal conte Marino Pagani di Belluno (t) (per non deviare in piit loutani paesi , ove saranno per certo stati e forse anche sono altri raccoglitori ) si trovano in questi due soli elenchi dodici Nielli non conosciuti ne citati dal sig. Duchesne , li quali diligentemente riscontrati , mancano nelle serie

(I) It sig. cay. Gio. De Lazzara ci ha conservate le note dei Nielli dei citati raccoglitori estese colla niassiina dil igeuza e da uui cogli eleuchi del Ductiosuecuafroutate .

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DELL' ORIG111E FC. DEl 11IELL1

da lei prodotte , e nel giro che avranno fatto s' ignora ove possono aver stanza in questo moment Potevano poi bene essere citati tanto it Maino possessore di 600 Nielli, come it Pagani di 1s., benche le collezioni siano disciolte, che is loro condizione noo 6 diverse da quells del gabinetto Sykes, ne della collezione Poniatowski (la quale doveva piuttosto intitolarsi della galleria di Firenze ) le quali , sebbene pat non esistenti, hanno trovato luogo nelle tabelle da not indicate . La copia dei Nielli, che a poco a poco ando concentrandosi a Venezia dopo accuratezza delle nostre ricerche, fece nascere persino it dubbio presso grimperiti di tali materie, che in questa citta fosservi tali contraffattori da confondere non solo le moderne prove a stamps cone antiche impresse a mano, ma bensi gli stessi nielli original i d' argeuto, onorandosi soverchiamente la fama degli arte6ci rnoderni da pareggiarla colla finezza de'pii vetusti intagliatori. E fosse pur vero cio che supposero alcuni mercanti stranieri , i quail volsero in mente tali dubbj, stupiti della bellezza e della quantita di simili cimelii che in brevi anni qui venue disotterrata , e anche raccolta da altre parti; poiche a dir vero bisognerebbe supporre assai piu di merit che non 6 per it fatto negli artisti viventi delle scuole veneziane , giacche avrebbero saputo mentire it carattere specialmente dei disegni e dell' invenzioni dell' antica scuola toscana, e quel che 6 piu, sarebbero a loro famigliari le pratiche del niellare non meno che nelle russe officine di Tula e di Kaluga . E per si fatti motivi seriamente talvolta impegnaronsi tra questi speculatori di anticaglie le gare , e le risse da venire per diffidenza alle mani con iscandolo grave, promovendo le risa alle persone di senno alE bensl vero che sono famosi nel cinquecento i f sarj antiche monete d' ogni conio , e singolar-

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PARTE PRIMA

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tnente della Magna Grecia; e tutti gli scultori e cesellatori di bronzo si dilettarono di simili fabbricazioni siccome venrter-ct queste da not citate e celebrate nel Vol. IL Soria delta, Scultura: ma 6 altresi chiaro che delle monete e medaglie, delle quali esistono i tipi e le impronte, non 6 (lithe& imitazione e la falsificazione , di cui fede ne fanno gli abilissimi speculatori e falsarj else anche attualmente in Grecia e in Egitto lavorano a loro profitto, gabbando li meno esperti dei raccoglitori . poi chimeric& esistenza d' un iNiello falso , poicite inutile sarebbe la cure di imitare un intaglio preesistente, e giunto alla celebrita; che cio non pito indurre in errore alcuna persona , essendo monumenti unici e notissimi , non essendo altrettanto delle medaglie che it coniosisa aver moltiplicate, e le vicende umane poi distrutte o disperse. Ed oltre a ci6 bisogna considerare , che in simil caso l'inventore di un Niello da poter credersi antic farebbe supporre nell' artefice modern un merit pari a quello del Pollajolo nel disegnare, e a quello del Finiguerra nell' eseguire, unendo assieme l'eccellenza di due arti the non furono sempre congiunte , ed oggi trovansi tra loro anti separatissime ; poiche ben pochi sono gli orefici the sappiano disegnare e singolarmente in Venezia, ove tutte ..le arti e mestieri fecero sommo progress nell' I. e R. Accademia, dove ricevono buone istituzioni , ed ove gli argentieri non vogliono intervenire E finalmente un Niello ntoderno , se fosse in tal modo eseguito sarebbe altrettauto preziuso come un quadro inventato da tale contraffattore che simular potesse un' opera di Raffaello o di Leonardo , senz' esser copia di questo o. di quello: ne vi sarebbe si misero e goffo artefice de &tarsi per modestia celato , se avesse un merito si trascendente. 5

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DELL' ORIGINE F.C. DTI NIELLI

Me se a quest. considerazioni volesse oppors; la contraffazione che ogni giorno qui fassi , sicconte in altri paesi, da abilissirui impostori, i quali ristanraoo, aggiungono, copiano, creano quadri che spacciano per opere di classici Autori , e si servono per cio di vecchie tele e tavole rosicate , ricoperte d' aafalto , di mnrnmia, di succidume, e v' introducono screpolature artificial; , e le tengono ad arrostirsi at sole o net form) per anticipare i guasti e gli effetti del tempo , gabbartdo tutti quelli che hanno agli occhi le traveggiole; non potrh poi farsi altrettanto dei Nielli , che lucidi a tersi senza rattoppi , sulle sottili !amine (t) ove furono incisi, non soffrono arditezza dei racconciatori ed

(t) R in proposito della aottigliezza delle laanine e strano che tenni giudicassaro reodersi per quest pill agevole 6 contraffazione,mentre appunto a manifesto it cootraria : primieramente poiche per 6 maggior sottigliezza si eorre it riachio the nella fusione del Niello , accada abbruciarsi e it fondersi ancbe dei finissirni tagli coi quali tracciato it lavoro; in secondo luogo perche quanta a pits sottile la lamina t-nto meno profoudi esser possono i solchi del huhu, e per lo stropicciamento e la pulitura si corre un pericolo maggiore di portare al lavoro grandissime e irreparabili alterazioni. Che se mai volessero citarsi in prove le opere de'Russi moderni, e li tentativi che abbiam fear noi atessi, siccome qualch' altro arnatore g ben agevolmente si potri riconoscere dagli ()cal dei periti Is massima differeaza tra questi e quelli, poiche nei Nielli russi souo sen,ifolmente diverse le proporzioni metalliche formanti ii solfuro nero d' argeuto , non essendo nei Nielli antichi italiani Is tints si azzurrina c si fredda ; e ben rilevandosi a luminosa evidenza che li nostri tentativi (fatti una sot Volta) hanno dato un risultamento di pure infanzia nell' arte, tendente soltanto a far convioti che queste pratiche cessando d'essere arcane, sono anzi affatto simili quells di cui scrizsero Teofilo monaco e Benvenuto Cellini .

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PART[

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appariscono seuza mister nella loro puriti, ne per questi 6 mestiere attendere i1 passaggio dell' Appenttina o dell' Alpe di que'stranieri, che a guisa degli uccelli di passo van transitando 1' Italia , e ae ne tornano con Tavole di muderna fattura , per quanto siano antichi i tarli che le hanno rosy, e le trasportano avidamente in belle cassette foderate di velluto, ed ornate di splendi dissime cornici dorate. Vedi all' appendice D. Le quali core avvertire rimarrh sempre vivo it desiderio di veder riformati gli Elenchi citati dall' Auto.. re francese , e la compiacenza di vederli accresciuti di gran numero di opere insigni, cbe vi meritavano luogo; e sarh pis evidence it convincimento che non vi 6 iudagine che bassi per comporre un buon libro, e per asserire di aver eaaurito le fonti , e data perfezione al lavoro .

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ID

3a ria3zata

POSSEDUTI BALL' AUTORI

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DESCRIZ1ONE

DEI NIELLI

N oe si sarebbe voluto da stoi qui dare en Elenco


dei Nielli che abbiareo fortune di poesedere tanto in argento , come impressi in carte , appunto perche it loro numero e tanto copioso che sembra per se me desimo rispoudere nn po' crudarnente a tits che diceva it Sig. Duchesue. E poiche numerosa e la nostra raccolta, e force la pia copiusa d' Europa, non vogliamo peril assicurare che altre minori e pen!) importantissime ne seisms() presso culti antatori , dimodoche tra quest.i uostri , e quegli altri moltissimi , che eel torso di queste memorie , e nell'Appendice D. vengono enumerati, probabilmente risulterk esser maggiore it numero di quelli che l'Autonedel Saggio sui Nielli ha preteriti a fronte degli altri di cui ci ha conserveto memoria. E tanto pie of crediamo in obbligo di non defrou. dare i Iettori di questo nostro Elenco , accompagnato da qualchefac simile , quantoche essendosi da not tenuto discorso intorno agli scritti di fra Teofilo monaco e pittore, coal troverassi una coerenza maggiore preoentando una qualche illustrazione di parecchi Nielli Greco-Bizantini, che appartengono appuoto al-

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DESCR1ZIONE DEl NIELLI EC.

l' eta ed alle scuole di cui tratta antico scrittore , e dei quali fassi alcun cenno nel saggio citato; la quale circostanza ci assok erh dalla peel,' di fare una pompa ampollosa e soverchia del nostro possedimento. TAVOLA I.

al N. I. al la veggonsi otto Nielli figurati, e quattro ornamentali che circondano la superficie d' un Altarino Vescovile argento portatile, in centro al quale 6 posta la pietra sacra di diaspro orientale. Rappresentano questi Nielli agli angoli quattro figure allegoriche, e lateralmente all' Agnello pasquale , posto nel mezzo , due Arcangeli alati, e al di sotto ,la colomba radiata sopra d' un' Area santa. Tutti questi lavori sotto intagliati in argent() a chiaroscuro per opera del Niello, ma non distaccano su d' un fondo nero, bensi su d' un foodo punteggiato , dorato , e pia basso, siccome abbiamo osservato talvolta essersi fatto sui pia antichi Nielli italiani, che forse dai Gre. ci derivarono una tal pratica , e siccome anche oggi si fa nei moderni lavori di Tula in Russia per l' autica derivazione di tal metodu in quei paesi. Li quattro pezzi ornamentali sono eseguiti collo stesso meccani smo, e ricordano molto lo stile di quei lavori , dei quali abbiamo pia sopra parlato , da not accuratamente esaminati , e fatti disegnare nell' archivio capitolare di Cividale del Friuli. Ma singolare e in questi Nielli la somma variety delle punteggiature sui fondi dorati , non che it modo di rilevar gli ornameuti ora in lume ora in ombra. E ben considerato ci6 che rappresentar vogliono le quattro figure allegoriche, femminili e incoronate che trovansi agli angoli , ci parve di riconosceri chiaramente gli emblemi dei

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73 quattro elementi , poiche l' una tiene aquila oil Falco come segno dell' aria , la seconds versando dal l'un vaso all' altro una sostanza fluida allude all' ae qua , Is terza con due panieri di fiori e di frutti ci dinota la terra , e 1' ultimo coi rami di pino accesi , o colle faci di Cibele esprime it fuoco. Le minutia. sime opere di cesello rilevate nelle fascie d' argento dorato che sono addossate alla grossezza d' intorno all' altarino non sono qui pubblicate per quanto siano ease eleganti e di prezioso lavoro , poiche spettano ad altro ramo di oreficeria. Poco dopo che it Cardinale Bessarione assistette al concilio ecumenico di Firenze nel 1439. per l'unio ne della Chiesa greca alla latina , fu eletto Cornmendatario del monastero dell' Avellana , che li Camaldolesi avevano fondato nella diocesi di Gubbio E siccome porn!. di Grecia anticaglie ed arredi sacri e preziosi giusta it suo rito, essendo egli poi pel nuovo suo grado regalato di alcuni giojelli dal tesoro di quella Abbazia , cosi in quella Sacristia vennero da lui deposte le cose seco portate che avevano certamente una celebrity sia per Is preziosita della materia , come per Is loro antichith ; fra queste un altarino portatile , un ostensorio , e una pisside di specioso lavoro , secondo le fuggie degli antichi secoli della Chiesa ; le quali case risultano anche dagli annali Camaldolesi , ove trattasi del illonasteriwn S. Cruet's Avellanae e segnatamente nel mono volume alla pagina 105. , oltre le tradizioni che senza interruzione si mantennero in quel Santuario fino alla totale sua soppressione. Singolare 6 in questi Nielli la somma varier' della punteggiatura sui fondi dorati , non che i1 modo di rilevar gli ornamenti ora in !rime ora in ombra.

PARTE PRIMA

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DLSCRIZIONE DE1 NIELL1 P.C.

Al Demanio invasore di tante preziosith non pervennero questi oggetti , ells da pietose cure furono salvati e custoditi gelosamente , finche col consenso dell' autorith supreme furono disposti dell' ultimo previdentissimo Abate di quel monastero , e dati in compenso di molte divote ed ospitali largizioni a cospicua fatniglia , da cui Ii abbianio ricevuti unitemente ad ogni autentico e pontificio beneplacito, e formano ora it primo e prezioao anello di quella catena per cui discesero queste arti da ei remoti secoli fino all' epoca preseate.

TAVOLA II.

A lla stessa scuola appartengono li due Nielli , ove


in uno figurasi la Vergine col Bambino , e well' altro un Redentore segnati 13. 14. II primo dei quali a maggior prove dell' arnica sua derivazione vedesi ripetuto a bassorilievo esattamente, sebbene alquanto pies grande, in on antico di ttico d' avorio riportato dal Gori, Tay. V. vol. 111. Thee. Vet. Dipt., e custodito fra molte altre esimie preziosith di quella materia nella collezione di antichith del come Girolamo Possenti in Fabriano. Le aureole scannellate o radiate , come quella die eta intorno al capo della Vergine , si mantel:liter Inagamente , e si videro costunternente riprodutte intorno al capo dei Semi , figurati anche aui Nielli toacani all' epoca del Finiguerra. Li sei Nielli ,che nella medesima tavola sono eontrassegnati dai N.. 15. 16 17. 18. 19. 20. di antichissima scuola italiana, e appartenenti all' epoca del Mantegna , attestano it fare degli Artisti della piu vecchia eth , e lo si vede chiaramente dalle mosse della figure avznti un carattere espressivo di divozione , the in

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PARTE PRIMA 75 quei tempi primeggiava in tutte opere dell' arse , e dalla forma delle pieghe, e soprattutto degli alberetti, i quail a foggia di pigne veggonsi anche nelle opere dei pin. antichi intagliatori toacani. Rappresentano questi sei Nielli un Agnello pasquale , un a. Girolamo una Vergine adorante it Bambino , un Redentore nel sepokro , un S. Francesco stigmatizzato , e un S. Antonio penitente Li N. 21. 22. 23. 1.1. figurano Ii quattro Evangelisti cogli emblemi a loro relativi, ne molto si scostano della maniere introdotta dai Greci . Formavano per?) questi le estremitit delle braccia d' una croce, e stanno pur anco legati colle respettive incassature d' argento , le quail erano riportate guile gran croce di me tallo . L'Artefice, che incise questi lavori , non a certamente lo steno the aveva intagliati tuui gli altri Nielli, che lungo le braccia della croce, a nel centre si trovavano distribuiti, e ehe vedrecno riuniti in tun 3ola tavola pin. avanti . In questi Evangelisti rimane una durezza., tut seer che Ii distingue dagli altri indicati lavori , ma l'arte nondim-mo ayes fatti gran passi , e procedeva vigorosamente al suo pin. bello increment . Li N. a5. z6. 27. Jevati dal piede d'un Calice, che da not si conserve, dimostrano a piens evidenza, e per lo stile e per lo stemma pontificio repots preziosa per le arti italiane in cui Paulo IL veneziano reggeva it Pontificate, ed appartengono alla chase dei Nielli Hantiltoniani, e della galleria Manfrin , dei quail abbiamo piu copra nel torso di questa niemoria facto parola. It soggeuo della Nascita, n quello dell'Annuaziazione vedretno in diverse diwensione ripatuti; sia che it tipo di questi piacesse, o piu verosimilmente che lo atesso orefice abbia trattate anche le medesime composizioni in maggior forma, con quelle piceole modificazioni che dello spazio parevano richiefiersi . Non sperabile in

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DESCRIZIONE DE1 NIELLI F.C.

tali lavori di vedei. maggior finezza e maggior grazia di quella che trovasi espressa in questi tre piccoli medaglioni . La Vergine sedente col Bambino in braccio in un paesetto, cite vedesi al N. 28. , sembra-essere opera di altra mano, e di diversa scuola, come lo indica it volume delle pieghe per altro assai hen disposte , e is forma degli alberetti, Is quale per la sus simmetria vedesi appartenere pea) al principio del secolo XVI. al pia tardi . Il N. 29. e it fac simile di qttel Niello da not sottoposto ally decomposizione, come fu detto , del quale ne furono tirati So esemplari, ed inviatone uno al sig. Duchesne che vogliamo sperare gli sia pervenuto . Direbbesi dal tnovirnento delle figure potra questo lavoro appartenere a tempi men() rernoti , e in quella ingegnosissima composizione , senza affettazione; le grandi figure, e Is piccola che le sormonta, trovansi mirabilmente descritte nella forma circolare del Niello . II N. 3o. pieno di grazia e disegnato con gran rine stria rpffigura 111111 Santa con Calice in tnano , e palma di martirio , senza che it bnlino abbia tracciato sull' arm gento che li purl contorni , unicamente staccato dal fondo pel rampo totalmente nero. Non 4 dicibile it hello e grazioso effetto di questo modo di operare in piceole diruensioni , rimanendo tutta la purity ai con torn: principali , e ricevendo la cotnposizione un risalto che all' occhio raddoppia di grandiosith , e si scorge come se fosse opera elaboratissima anche a considerevole distanza. Le monache di S. Eufemia in Modena tenevano questo Niello sully ricca legatura di un Codice della loro regola , che nella soppressione fu guasto e venduto Li N. 31. 32 incassati in un antico medaglione non sono di pari merit() tra loro, poiche per quanto sia da

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77 lodarsi Ia testina dellaVergine civta dill' antica aureola, incomparabile e quella del Redentore , che alla scuola ed all' epoca del Sanzio vedesi indubitatamente appartenere , e Ia cui esecuzione 6 portata al sommo grado di finezza e di grazia . Li N. 33. 34. sono due piccoli Nielli consimili , anAi della medesima provenienza di un terzo che venne Ala noi decomposto, e fatto stampare unitamente al iNT. 29. nominato pith sopra , e che qui noi riproduciamo , it di cui possedimento dobbiamo all' amicizia e alla graziosith del Cay. Gio. De Lazara L' antica provenienza di questi tre Nielli fu pin sopra narrata , ove della loro decomposizione si fece parola . Li due Stemtni segnati 35. 36. erano sulla custodia di un libro di preci , verosimilinente appartenente ad una delle tante famiglie Pellegrini , facili essendo col soccorso blasonico it conoscere a quali altre famiglie appartengano gli stemmi a quest principale inquartati, di che non fu preso cura da noi, trattandosi di cose di poco momento. Raro e motto grazioso e i1 Niello posto al N. 37. non tanto per la gentile composizione e disegno , quanto per la eleganza della forma e contorno Ci venue assicurato che tre ne erano stati veduti di equal proporzione , e di soggetto libero , coca singolare in simili lavori, che Ia pin parte venuero consacrati a oggetto di culto. Qualunque sia di questo allegoria , o la favola, chepotrebb'essere Vertunno eP011110na. chiaro apparisce appartenere circa alla meth del cinqueeento , e verosimilmente potrebbero questi Nielli essere stati ornamenti d' un qualche arredo muliebre , forse sovrapposti ad una di quelle elegantissime cassettine ove si raccoglieano gioje ed altre preziosith e doui nuziali. L' unico 6 questo da noi veduto , e nulla sappiamo della sorte degli altri due .

RARTE

PRIMA

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DESCR1ZIO1 S DEL

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EC.

TAVOLA. ILL

L a tavola seguente racchiude dal N. 39. al 52. quindid Nielli della maggior perfezione , ehe in,lubitatamente appartengono all' epoca OW( felice non tanto dell' arte del disegt o , che del maneggio del bulino sulle laminette d' argento . 11 dire con precisione a qual maestro questi lavori appartengono , non 6 agevole, &imam una specie di mister() avvolge pur anche la derivazione della magnifica croce ove erano meno uno di questi , e precisamente it 34. che trovasi in un medaglione appartato , e fu qui posto per uniformitit di grandezza e di soggetto , e piace anche qui indicare essere similissimo ad altro pubblicato con fac simile dal sig. Duchesne, come appartenente al sig. Vodburn. Vedremo, come accada non di rado, che Della steam scuola siansi ripetuti li medesimi soggetti le pill volte , non onto nella medesima , quanto in divers* ditnensione , e 66 non solo per rispetto ai tipi conservati dalla direzione , ma ben anche per imitare e multiplicare le bellezze dell' arte . Se l' occhio dei conoscitori vuol rintracciare in derivazione o Is scuola di questi Nielli , potra andar vagando fra i primi maestri dell' arte , ma difficilmente potra attenersi ad an solo di coloro che ebbero i mezzi di prudurre composizioni di altrettanta bellezza , e al graziosamente accozzate e distribuite nelle forme di queste laminette . La gravity , la sernplicitit , espressione , e it grazioso contornare di queste figure:ci vorrebbe pur ricordare epoca (lel Perugino , del Francis e dei Bellini, rnostrando quel perfezionamento di cui arte poteva essere capace per opera dei primi

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79 bulini the allora fondavano gli element; della scuola dell' intaglio. II porre in chiaro it quale oggetto con sufficiente evidenza non 6 facile sulle prime , e a cid solo potrebbe condurre l'esame e In comparazione di una copiosa eerie di antiche opere d' intaglio , le quali giacciono tra le anonime tutt' ore, e sconosciute presentano li reri incugabili della nostra Calcografia. Questa sarebbe is prima e in pia preziosa parte di quella storia dell' arte she manca ors , e che attende le cure di ben diligent; osservatori che non risparmino faticbe , vinggi , dispendj per portare una maggior luce in tanta oscurita. Non trattasi qui d' una o due sole composizioni ; tutte le riportate in questa tavola song di una massima bellezza , e ci ricordano it fare de' sommi maestri delle prime scuole d' Italia in quell' epoca appunto che somigliandosi fra loco non avevano tutti sviluppato tut pia deciso carattere loro proprio , che le diversifica poi notabilmente dopo it principio del secolo XVI. La Nascita al N. 39. poco dipartesi da quanto sullo stesso soggetto si vede espresso in molti altri Nielli , e paci , siccome anche qui apparirh. L' Annunziazione al N. 4o. vedesi essere lo stesso soggetto , con piena somiglianza anche negli accessorj di quello segnato 25. e motto ricorda le composizioni elegant; d' un pittore veneziano di quella eta , Vittore Carpazio; tanto lodato anche dal Vagari ; e segnatarnente on bellissimo quadro di questo soggetto che si conserva nel Gabinetto del nostro illustre amico it Consiglier Doctor Francesco Aglietti. Al N. 4t. la Presentazione al tempi() per I' acconciatuca delle teste e la forma delle piegbe e is semplicith della composizione ricorda pia evidentemeote la scuola toscana , e to stesso pub dirsi della Disputa

PARTS PIMA

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DESCRIZIONE DEl NIELLI EC.

dei dottori at N. 44. della Flagellazione , dell' incoronazione di spine, e della Deposizione ai N.46. 50. 48. L' Adorazione dei Magi , it cui tipo sembrava gia per abitudine cosi comporsi , e ripetersi , come avrem luogo piu avanti di esaminare , posta at 42, it battesimo al 43 , la foga iu Egitto al 45 , e soprattutto Vorazione nell' orto; e it portar della croce at 47 e al 49 , disvelano una facilita , un magistero superiore , e quella unzione soave nell' esprimere in queste due ultime quel sentimento di devozione , awe vedesi veramente essere giunto al sommo silo grado , da cui nol fecero discendereche le maggiori farze degli artisti, allorquando con falso calcolo preferirono di tnettere in evidenza piuttosto se stessi , che it soggetto rappresentato. Noi non sapremo the aggiungere oltre ei6 che occhio degli intelligenti vedra per se medesimo intorno al N. 51. ove it Redentore sta per deporsi nel sepolcro, composizione the si addice mirabilmente tanto a Pietro Perugino , che a Francesco Francia, e persino allo stesso Raffaello. Pitt volte cercammo , se per as Ventura in simili componimenti ci veniva ricordato Pierino del Vaga , tanto eccelleute nel disegno di cose minute preziose , e sui contorni del quale tanto lavorO con celebrity Valerio Vicentino in cristallo di monte ; ma troppa scioltezza si trova nel comporre di quest' ultimo. Finalmente it N. 52, ove gli Angeli pongono il Cristo morto nel sepolero , e vedesi espresso sun' arca 1' emblema dell' amor paterno in mezzo a leggiadri ornamenti, e i chiodi della croce trovansi di nanzi sul terreno , sembra it lavoro di cui a prefereuza siasi cornpiaciuto 1' arteflee. Nulla di piti leggiadro e di meglia compost pno vedersi , sia per la soavita comrnovente dell' espressione , sia per la dolcezza dei contorni , e

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PARTE PRIMA

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pel sommo magistero delle pieghe. Questo soggetto da noi fn veduto piu di una volta dallo stesso artefiee trattato sulla stessa dimensione , poiche un altro simile a questo stava presso un negoziante di Antichita , e Is stessa composizione ripetuta nel contorno d'una pace avremo fra poco opportunity di osservare ; ma cid che per noi rende prezioso al sommo questo oggetto it possedere una prova del Niello in carts finissima , impressa a mano, avanti che fosse niellata la laminetta. Per le quail cose, uno oggetto rilevando la preziosita dell' altro, apparisce it sommo conto in cui si tenne dallo stesso Autore una tale composizione , di 'Ili non sapremmo indicare is pid elegante per quante se no conoscano su questo soggetto. E anche da osservarsi , come alcnne aureole e alcuni piccoli ornamenti siano messi a oro , it che non vedesi fatto che nelle opere del pid squisito lavoro. Ben ci dorrebbe se ad alcuno dei lettori venisse dubbio, che 1' amore di propriety ci facesse esagerare queste descrizioni , o che si credesse avere li nostri disegnatori arbitrato in qualche perfezionamento deifac simile. Piace a noi qui osservare, che valendoci di artisti fidati ed esperti oltre ogni cre dere, abbiamo loro dati persino gli stessi Nielli in natura per trarne in carta lucida e trasparente i disegni , condotti ed eseguiti sempre cogli originali presenti, tentando possihilmente di adeguarne le bellezze maze produrvi la minima alterazione.

TAVOLA IV.

F ra ciO che in materia di Nielli e da tenersi

in

maggior pregio , non vi ha dubbio che i ritratti tengono un primo loop, poiehe la piit parte o sono contemporanei a' personaggi distinti , o provengono dai 6

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82 DESCRIZIONE DEL MELIA C. modelli di maggior rinomanza , o veramente attestano lo splendore dei donatori elle famiglie o elle persone, che vollero rimunerate e distinte. Papa Leone X. voile certamente dare un segno di munificenza e di stima al suo segretario it cardinale Bembo, allorquando fete miniare in candidissime pergamene i due preziosi volumi che not conserviamo , uno Epistolario cioe ed un Evangelario, li quali , siccome era costume, legati in solide tavole , sulla faccia, e sul dorso arricchiti di prezioso metallo , e ingemmati di pietre preziose portavano sul primo da un law 'niellato it ritratto di Leone preso dall' effigie che i1 Sanzio ne aveva allor fatta , e dell' altro lato lo stemma Mediceo , e nell'Evangelario , egualmente adornato , fu posto lo stemma e effigie in profilo del cardinale Pietro Bembo atteggiata nel modo che in quel tempo Tiziano 1' aveva dipinta. Questi preziosi monumenti dell' arte appartenenti al principio del XVI. secolo oltre che sono per loro medesimi rani e preziosi , benche non eccitino le meraviglie per minutezza d' intagli e difficola di esecuzione tengono un luogo distinto nella nostra collezione per la derivazione autentica , e per gl' incliti personaggi ivi raffigurati. Li N. 53. 54. presentano immagine e le armi del Pontefice , come li N. 55. 56. quelle del celebre Porporato. Ne sara discaro it conoscere, come alla famiglia dei Bembi appartenesse pun anco elegantissima scatoletta ottagona sul cui coperchio vedonsi ai N. 6i. 62. i ritratti di Dante e Petrarca , tolti per certo da tipi di antica data , e riuniti su quella superficie tanto elegantemente per soddisfare at sommo gusto che per le lettere amene professava quel dottissimo Cardine della Chiesa , meritando hen anche d'essere lodata tutta la parte ornamentale, e particolarinente gli Otto

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PARTE PRIMA

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piccoli Nielli racchiusi nelle faccie tra un grazioso ornamento che rilevato leggermente a guise d' un festoncino , 6 lavorato con quel meccanismo che chiainasi dal Cellini Opera di Filo. Cetre e delfini in varie dimensioni si ripetono dal Ni. 63. al 7o. con quella elegame allusione che prestano elle muse, ed al canto dei Poeti. E qui non sia discaro it conoscere come Venezia rm.coglier poteva le tante preziosi , che oltre le accenuate avevano per opera del cardinale arricchita la famiglia da cui vennero Eno a questi uhimi anni conservate. Ottenute delta graziosita di 1 Conte Leonardo Manin, uno de' piit colt Patrizj veneziani , qnante notizie potevano mettere in chiaro queste derivazioni , lungo sarebbe it riferirle gni per esteso , ma pure ad onore del vero vuol farsene qualche cenno , e in tal modo Scare la provenienza di oggetti tenuti per secoli in gelosa custodia , mal comportando animo nostro di riconoscerli sepolti in oscura dimenticanza. 11 cardinale Pietro Bembo prima di vestire la sacra Porpora, teneva abitudiue con una giovine donna bellissima chiamata Moresina , della quale ebbe due maschi e una feminine. Questa sua diletta ei celebr6 nelle rime , e piansela in morte. Uno dei maschi per nom Lucilio mod giovinetto , l'altro Torquato fu spesso rammentato nelle lettere del Padre. La femmina che Elena chiamossi , forse in ntemoria della madre di lui che fu Elena Marcell , venne per molt' anni educate net monastero di S. Pietro in Padova , dedita uella sua prima gioventa elle lettere non meno the ad ogni donnesco esercizio. E singolare che it padre, benche esimio cultore d' ogni ameno studio, fosse poi con lei tanto eastern di negarle lo studio della musics sul monocordo , dicendogli essere it suono coca vane e leggiera. Questa giovane passe) a nozze nel 1542. col magnifico messer Pietro Gradenigo , come lo atte.

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DESCRIZIONE DEI XIELLI EC.

stano anche alcune lettere dello steno cardinale ad Elena sua figlia, non meno che al genero ; oltre a quanto confermano li antichi registri dei matrimonj , e le copie autentiche del cosi deco , Libro d' oro. E qui con sana critica avverte it circospetto cay. Marlin, che li detti libri non portano registro di detto matri monio se non nell'anno susseguente i543. probabilmente perche essendo Elena figlia naturale del Bembo , sari' occorso alcun tempo pei maneggi onde assicurare alla posteritit presso all' Avogaria la Nobilta Patrizia , di che lo stesso Cerdinale fa cenno in una sua lettera al genero. Questo Pietro Gradenigo , egli pure uomo coltissimo e letterato e filosofo , apparteneva a quells famiglia, che ricevendo nome dalla localith chiamavansi dal Carnpiel de' Scuelini a s. Barnaba. Ultima di questa farniglia rimasta senza succe&sione e beneficata di tutta la sostanza libera dal mari.. e dal cognato fu la sig. Cornelia Graclenigo nata Do fin, da non molt' anni passata ai piu , che dispose ogni aver suo in favore d'un suo famigliare, cui poco lusingavano gli antichi fasti della sua benefattri,:e, e d' ogni cosa preziosa dispose secondo le sole speculazioni del suo particolar interesse. Ne solo la citata famiglia possedeva preziose memorie , ma ben anche it bellissimo ritratto del Cardinale che dipinse Tiziano , ed it monastero di S. Pietro non era verosimilmente privo di qualche prezioso avanzo fra i sacri arredi , se in quello stette lunghi anni educanda la figlia del Cardinale , in cui tulle erano concentrate le alfezioni pa terne. Di egual pregio ai ritratti di Leone X. e del Bem. bo posson ritenersi quern che veggonsi degli altri due pontefici Pio II. e No , V. se non che certamente immagine del primo ricordandoci un personaggio molto carp alle lettere e a tutta l' Italia in una epoca assai lutninosa pel progresso dellc cognizioni e della civilta,

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PiiRrE PRIMA

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saris da tutti in assai maggior pregio tenuta della seconda , la quale e ben lungi da ricordarci fatti tanto famosi. Enea Silvio Piccolomini essendo vissuto un secolo prima di Pio V. ci darebbe a supporre che it Niello della sus effigie e dello stemma at N. 57. 58. potesse anche appartenere alla miglior eta di quest'arte, mentre ad epoca ben diversa dove appartenere l'immagine del Ghisilieri al N. 59, 6o. La conformita dei lavori pert ci fa conoscere come la pit parte adoperati per esterno ornamento di libri devoti e miniati , destinati in douo a gran personaggi , portavano non solo le effigie dei PonteGci contemporanei, it cui dominio teneva spesso luogo di fama , ma ben anche per grata ricordanza, o per relazione di cospicue famiglie riproducevano quelle dei trapassati chiari per merito. Sara forse per do che it ritratto di Pio II , ed it di lui stemma not conserviamo sulk due faccie esteriori d' una teca formata in piccolissime interne suddivisioni , ove erano raccolte numerose reliquie ; e altra imagine di Pio V. fu levata da un libretto di preci fregiato di magnifiche miniature, che venne in Italia acquistato anni sono da una dams inglese motto illustre. Se grato Ail riconoscere in questa tavola un numero singolare d' imsgini d' uomini chiarissimi per grado e per dottrina , maggiortnente sara accetto ai lettori ii trovarvi al N. 71 effigie del segretario della Repubblica Fiorentina Nicoll!) Machiavello , disegnato , per quanto sembra , a mezzo it cammin della vita. E tanto A pit raro che ci sia pervenuta una tale imagine , quantoche be vicende a cui quest' uomo segnalatissimo per la forza dell'ingegno e del carattere an& soggetto opinione sempre varia degli uomini e dei tempi , se non posero a rischio di perdita i suoi scritti, che it beneficio della stamps assicurd contro ogni persecuzione , ben facilmente potevano esporre a smarrimento

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DESCRIZIONE DEl NIELLI EC.

una piccolissima effigie , cbe poteva disperdersi in odio dell' autore. Fioriva in questa eta nel suo maggior spiendore it Cellini , e allorquando si tenne parola di questo segnalatissimo artefice che dettava le pratiche di questo genere di oreficeria, non ci avvenne di poter con sicurezza determinare alcuna delle opere che po-. tessero dirsi di sun mano; quantunque uoa quantith di girdle che verosimilmente vennero al suo tempo eseguite gli si possano attribuire. Bemenuto fete inFrancia lungs dimora , ed institui fuor di dubbio nelle pratiche dell' arte buon numero d' opera) , e sembra evidente che artisti d' ogni tnaniera , e disegnatori della sua scuola , e di quella che vi tenne it Rosso Fiorentino , abbiano anche posto mano ai Nielli . Abbiamo peak osservato con accuratezza di esame che quasi tutti i lavori di Niello che possono attrihuirsi alla seuola franese associata ai bei modi degli artisti d' Italia chiamati in quell' epoca , sono singolarmente eseguiti , e avendo la ventura di possederue parecchi , Roche non riempiti nei solchi col solfuro d' argento annerito, abbiamo rimarcato essere questi (per quanto minuti essi siano ) lavorati in tal modo, che le figure campeggiano rilevate quasi in guisa di stiacciato rilievo , per essersi abbassato it fondo di sotto coil' unghiella , e non col semplice bulino , it quale non solca che i purl contorni. Di questo modo col riempire li vacui , gli ornati e le figure si veggono staccate sul fondo nero per opera d' un solo contort), e questa maniera ci sembra appunto quella d' una piccola custodia che puo tanto aver servito ad un orologio Elitico , ccme ad un reliquiario , la quale vedesi ai N. 72. 73. 74. nel primo essendo la fascia ornamentale che determina la grossezza della custodia , nel secondo vedendosi un Gesit Redentore esposto al popolo, e nel terzo essendo espresso Pilato che si lava le mani. Altri

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PARTE PRIMA

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piccoli pezzeui d'argento da not si posseggono coal lavorati con minutissime figure, eseguiti in Francia in quell' epoca senza che mai sia stato messo a Niello it fondo, e una custodia simile a quell* che abbiamo qui presentata in disegno , da not si conserva ricchissima di lavori , la quale racchiude un antico orologio , e non fu mai niellata , che ci trasmise dal silo pregiato Gabinetto di antichitlt it Conte Girolamo Poasenti di Fabriano. TAVOLA V.

E nota agli imatori delle arti , e singolarmente


a quei dell' intaglio, la bellissima stampa di Morghen tolta da nn prezioso dipinto posseduto dal March. Gio. Giacomo Trivulzio , che ricorda it bel fare e la diligenza di Leonardo . Ed e cosa ben aingolare che tanto it dipinto, come la starnpa , ed i1 nostro Niello , che vedesi al N. 75. siano della stessa dimensione collo stesso scritto all' intorno , cosicche uno sembra calcato sull' altro . Per ringrandrire it medaglione ' niellato, vi si vede tin elegantissimo contorno che non nel dipinto. Non vogliaino stabilire in alcun modo quale delle due opere, se Is pittura od it Niello debba aver 1' anterioria di lavoro, poiche nella prossimita di quelle epoche putt questa rimanere tanto all' uno che all'altrusenza che per cio si diminuisca it pregio di alcuna. Nei precedenti lavori esaminati si A trovato pi4 frequentementiavere le opere di pennello, accreditato per fame di sommi maestri, preceduto quelle di Niello; siccome citt vedremo essere accaduto persino in opere di scarpello, che diedero motivo a minute ed eleganti opere di bulino e di niello, e molts ragione ben mole the la coca debba essere cosi , se it merit()

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DESCEIZIONE DEI NIEJ.LI EC.

degli orefici veniva avvalorato da quell dei pi i emineti operatori nell' arte del disegno, siccotue lo stesso Cellini ci riferisce ne' suoi commentarj. V' erano pert) e gli uni e gli altri, poiche se preziosi disegni in penna o in matita di Pollajolo, di Ratfaello, di Giulio Romano , di Pierino del Vaga , di Leonardo e d' altri servirono di norma a valenti Niellatori , non ci consta che Maso Finiguerra sempre ricorresse agli altrui modelli , ne che cid facessero it Cellini, e motto meno it Francis , che ambiva quasi del pari ii merito di orefice , e quello di egregip dipintore . Cosicche nel tempo in cui questa pratica di Nielli drub in vigore per tutta Italia, vale a dire dalla meta del quattrocento fino alla fine del cinqueceuto, non e da maravigliarsi, che diffusa in tutte le scuole, dividesse it merito del suo ingegnoso meecaismo con quello dei primi luminari dell' arte del disegno. Li N. 76. 77. ci presentano lo stesso soggetto ,'che quasi direbbesi lavorato per mano dello stesso artefice. Rassomigliano tra di loro a prima vista, come se la composizione fosse rovesciata nell' imitazione , ma la variety che vi si incontra esaminandoli da ben tosto a conoscere quanta franchezza , liberty e padronauza nell' arte del disegno avesse l'autore di questa composizione, se pure ad uno e medesimo artefice sia mestieri attribuire queste due adorazioni dei Magi , le quali per Canto ci ricordano altra che abbiamo prodotta al N. 41. e di tal modo cite non saprebbesi da not attribuire ad epoca diversa, se non anehe alto stesso bulino. 11 N. 76. ci otfre un maggior grado di perfezione per 1' esimia finezza e conservazione , mentre it 77. ebbe dall' imperizia di un qualche moderno ripulitore alcu. na lieve abrasione nella superficie Temerity sarebbe it voler teutone f,ntasticare sugli autori di queste preziose opere , che dal solo modo del comporre e del

PARTS PRIMA 89 disegnare dar possonoqualche barlume dei loro autori, ma certarnente Baldassarre Peruzzi Sanese non avrebbe meglio ideata questa cornpositione , che ricorda tl suo fare , e che oretice ha intagliata e niellata con una fi nezza ed un gusto, che non abbiamo visto mai sorassato. I Dal piede d' una croce in metallo dorata , che da not si conserva) furono tratti i tre ovali dei N. 78. 79. 80. , port4ndo questa il millesimo , e le iniziali 1589. S. C. M. ABBA. Forse fu fatta questa croce eseguire, o donata dalla Abbadessa dell' insigne monastero di S. Cipriano di Murano. Verosimilmente e per queste , e pei soggetti e pel luogo di provenienza convien crederla opera di arte6ci veneziani , tl che darebbe a crederci con luminosa evidenza the non fosser nuovi in questa arte del Niello , e che molteopere di cui rimangono incerti gli autori, loro appartengano anche in epoca anteriore, poiche In copia dei lavori , di cui ridondavano un tempo li monasteri e le abbazie di questi stati , e In fama in cui era salita questa scuola specialmente nell' intaglio , che quasi di pari passo collet toscana diffondeva le sue pratiche per tutto it mondo , ci danno argomenti ben validi per attribuire molti nielli di oscura ed incerta derivazione agli antichi bulini della veneta scuola. L' andamento dei contorni , ed una certa speditezza di lavoro e franchezza che osservasi in questi tre nielli ci dimostra 1' eta diversa dei precedenti, e ci danno a conoscere egualmente la derivazione dei tipi da' quali furono tratti. k per not singolare di dover per una seconda volta produrre , e parlare d' una bella ed affettuosa compoaizione , quella cioe del Cristo mono sostenuto da due Angeli che si vede al N. 76. Di questa fu fatta parole quando si produsse nel secondo volume della prima edizione della Storia della Scultura a pag. 339. Tay.

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0 DESCRIZ1ONE DEl NIELLI EC. 9 LX XIV. it bellissimo bassorilievo che Girolamo Campagna verso la fine del secolo XVI avea scolpito per la Chiesa di S. Giuliano in Venezia : e tante verosimilmente fu di quest' opera Is fame , che ben presto di quella devote composizione si fete use in un' opera di Niello. E parimenti anche gli altri due soggetti ricordano evidentemente l'uno it Cristo risorto colla bandiera che venne magistralmeote intagliato da Mantegna frapposto ad altre due figura , e la discesa al limbo ha tutta analogia col medesimo soggetto , tal come lo disegue Raffaello, e venne intagliato da Beatricetto. Salite in fama le prime stampe delle opere dei sommi maestri, e chiarissima toss che servissero di modello ai Niellatori avanti che le minute e difficili e lente loro pratiche cedendo it campo alle pia grandiose e spedite, cadessero in dissuetudine , poicha questi cambiamenti, e questo surrogarsi d' un metodo o d' una pratica all' altra non suol farsi se non per gradi. Otto manichi di coltelli presentano sedici Nielli elegantissimi per l' ornato , dal N. 81. al 96. dei quali ci basta qui esporne quattro soltanto , e pertanto da un let in cima con piccole variety negli ornamenti , le lettere iniziali che indicano Cosimo de' Medici Duca d' Etruria, dell' altro; con maggior variety, trofei e targhe , dove lo stemma Mediceo viene sempre raffigurato. Non disdirebbe per certo anche al giorno presente un simile corredo per le argenterie d' una tavola principesca, giaeche sembraci assai elegante non solo it lavoro dei Nielli , ma bensi anche tutto it complesso delle forme. E questo e lavoro cui fa mestieri as segnare poco dopo it 1560. ; cioe fra gli ultimi eseguiti in Italia , di cui resti memoria d'epoca certa, essendo seguita la morte di Cosimo I. duce di Firenze nel 1574 quattro anni , dopo quella del Celliai.

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PARTS PRIMA

91 VI.

TAVOLA

ella Pace the viene raffigurata non sono pia che quattro sole laminette niellate dal 97. al too. poicbe altre otto cite ne formavano la composizione o deperirono , o vennero sottratte , e verosimilmente saranno state ornamentali, siccome li due pilastrini che sonosi conservati . Preziosa convien riguardare l'epoca di questo lavoro, che duopo e ascrivere ails pia antics italiana, vale a dire fra quelle che portando impressoun ca. rattere particolare ricordano lo stile dei priori intagliatori toscani. E siccome la Pace, che si conserva a Modena nella Cattedrale, e della quale abbiamo in addietro parlato, appartiene a Giacomo Porta Modanese artefice di quell' eta, contemporaneo del Finiguerra, e pochissimo conosciuto, e poiche troviamo pur anche una qualche analogia tra lo stile di quella e it comporre di questa, cosi sarebbe stato nostro talento it riconoscervi una qualche specie di soiniglianza , e singolarmente nella lunetta superiore . 11 Presepio per?) si direbbe disegnato sui modi della scuola Fiorentina, se si guardi la composizione, it paese e le pia minute cose accessorie , come in pieghe , it terreno , gli alberetti . E da notarsi che nei treNielli, che circondano it sog_ getto principale di questa Pace ,si usserva mantenuto it pia antico metodo de' Nielli greci , come abbiamo yeduto nella prima tavola, quell cioe di non fare it campo nero, distaccando in chiaro le figure o gli ornaments , ma vi si e praticato abbassamento del fondo tutto punteggiato e dorato lasciando tutte le superficie Niellate un poco pia elevate. La quale osservazione in alcuni dei pia antichi Nielli italiani, siccome in questo, ci di a conoscere evidentemente la derivazione di tale metodo da quegli antichissimi che si praticavano negli

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DESCR1ZIONE DEI ronti EC.

arredi della Chiesa greca , e che si diffusero con tante nitre pratiche non solo nella Russia per it contatto itnmedia che v' ebbero i Bizantini, parecchj secoli prima dell' ultime invasions, ma ben anche in Italia. Essendo not giunti finalmente a possedere una lamina di composizione metallica, e non di came puro , che e che si qui diciamo appartenere a quei primi tentativ fecero passando dalle laminette niellate d'argento alle piu grandi lamine in rame destinate ad imprimere in carta, vogliamo qui ricordarla facendo una breve e piacevole digressione, poiche rappresenta questo medesimo soggetto piu in grande, e con parecchie variazioni , ma che in ogni piu minute parte pea) ricorda Is composizione e to stile di questa pace , e non tanto per it soggetto principale , quanto anche per gli ornamenti. Nessun gabinetto, per quante ricerche fossero da not fatte , possiede stampa che in antica oppure in tnoderna eta derivasse da questa lamina , fuor d' una che ci a%vettne di rinvenire anni sono , it cui calco abbiamo sottoposto at giudizio de' primi intelligenti iu Europa , accordandosi tutus ad attribuirla all' epoca del Finiguerra , del Baldini , di Sandra Botticelli , e indubitatameute alla scuola Toscana. E per maggiore singolarita questa lamina , di cui non conosconsi impressioni fuori della citata , porta a /tergo un intaglio forse d' un secolo e piu posteriore , rappresentante un S. Francesco stigmatizzato di mediocre artefice, del quale eon abbiamo rilevato se possa aver servito a qualche numero di impressioni. Ma yerosintihnente la prima e piu antics composizione sara rimasta cosi tracciata sulla lamina lungamente , e poi caduta in dimenticanza per difetto di torchj , li quali poco a poco saranno stall ridotti a poter service all' use dell' impressione . E poiche antico , bellissito lavoro calcogramo molto raro ca, parve ques

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93 fieo , abbiamo in tal circostanza creduto di doverne parlare, quasi di un nesso o passaggio dell' arte dal Niello alla stampa. E vaglia it vero, the nei primi tempi avanti di servirsi del rarne puro senza lega d' altri tnetalli, si usassero piuttosto altre [amine di composizione, oltreche in parecchi gabinetti se ne conservano, fit assai grato it vedere quella grande e bellissirna lamina che aveva tulle le appareuze d' essere dorata , simile a quells pid sopra citata, la quale era posseduta dal Segretario della Milanese Accademia , it celebre abate Biviconi Questa fu intigliata a puntini invece the a tratti , con quel meccanismo che si disse Opus malei, e di ciii abbiarm an':he la bella stampa antica del S. Giovanni intagliata da Antonio da Brescia, e questa lavorb con rara diligenza Bonincorto da Reggio . Rappresentasi Annunziazione della Vergine nella dimensione di un piede e sei linee di altezza, e un piede di largo. Ma la maggior singolarita diquesta lamina principalmente consiste in cid che non fu avvertito da pochi scrittori che ne fecero parole, vale a dire nell'essere stata incavata a puntini non gila la parte dell' ombre, accid queste venissero rilevate in carta, mediante l'inchiostro da stampa, ma al contrario e stata punteggiata con gran magistero tutta la parte del lume, di modo che per godere regolarmente dell' effetto di questo lavoro sarebbe mestieri o riempire di un metallo bianco tutto cio che sulfa lamina rimane granito , ovvero stampare con una sostanza chiara e luminosa it lavoro su d' un foglio nero la qual cosa avrebbe acquistato alcun grado di probability, se si fosse supposto che la stampa imitasse quei lavori in oro che a chiaroscuro con tanto magistero si eseguivano nel secolo XV. Ma facendo piu diligenti ispezioni su d' una prova moderna che fu tratta da , questa lamina in tempo che it Bianconi la possedeva

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DESCRIZIONE DE1 MEW

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e veduto come tutti Ii caratteri riescivano impressi a rovescio , ci parve poter giudicare che la lamina fosse cosi lavorata o per essere riempiuta ella stessa d'una sostanza lucida chiara e permanente senza essere destinata elle multiplici impressioni mediante it torchio, o veramente clle tanto questa , siccome molte altre delle prime !amine, e fors'anche it Presepio di cui abbiamo pill sopra parlato, si intagliassero , e si conservassero perennemente in una tal condizione; alla qual supposizione in quest' ultima del Presepio potrebbe opporsi , che li caratteri che nella limina sono intagliati a rovescio , rispondono poi benissirao al suo verso nell' impressione . Ma 6 singolare e da riflettersi come nondimeno questa stessa lamina si serbasse ad oggetto di culto, che non destinavala al torchio sicuramente, poiche aveva nella sua sornmita un uncino saldato in argento con cui era sospesa , e al basso un occhietto parimente saldato in argento, a cui stave attaccata una lampada , e forse per secoli cosi stette nel monastero antichissimo di alcune religiose, di dove non fu tratta, che nelle soppressioui accadute circa trent' anni sono (1).

(r) Piacerit agli amatori di simili curiositli la descrizione della Stampa di Bonincootro che qui viene riferita tal come ee la espose it chiarissimo Sig. Carlo Malmusi Direttore del Museo Patrio Lapidario di Modena, versatissimo e diligentissimo investigatore d' ogni antichita preziosa in fatto d' arti; e gentile oltre ogni dire nel far parte delle doviziose sae cognizioni In un piano erboso e fiorito si elevano due colonne con capitelli e ball di Gotica architettura, le quali determinano la larghezza dell' incisions. Sovr' esse stanno due Angloletti alati , the con diverso rnuoversi aprono un padiglio.. ne , onde scoperto rimane un cielo stellato, nella cui sonsmita ciato da Cherubini presentasi raggiante Eterno

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PARTE PRIMA

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TAVLOA VII. ifferisce dalla Pace precedente ben poco questa che si presenta al N. tot. ma verosimilmente o l'arte aveva ricevuto maggior increment , 0 artista esprimeva con pies garbo la stessa composizione per quanto conserver si vulesse all' incirca lo stesso tipo Durevolissima trovasi nelle rappresentazioui delle stesse itntnagini la conservazioue degli attributi, e degli accessorj. E quindi similmente alla precedente veggonsi i mond , gli arboscelli , e un castello , che compongono

Are e dal stso seno pender si vede to Spirito Santo. Sta la Vergine ulnae, e inginocchiata a fianco del proprio Into orando a mini giunte sur un libro ov'd scritto. Ecce Ancilla Domini , e che d poggiato su d' un scabello coperto di pornposo strato. Pur in ginocchio le si mostra Angelo annunziatore, bella figura di forme peruginesche, it quale ha news destra gran giglio, e nella manca un cartello colt iscrisione Ave gratia plena Dominus tecum. Nell' addietro sonovi alberi, e nel piano tra varj cespugli di liori , un po troppo siretricamente disposti veggonsi da opposti lati due coni gli, siorbolo forse della tirnidita della Vet gine, o dell' auguratafecondita. Nell'estremita superiors leggesi Bouimcontra de Regio fecit, e quid da avvertirsi che tulle queste leggende oltre ester gotiche , rirnangono llis poste sulla carta ove fossero impresse in senso inverso, dal che pub dedursi non fosse prima intenzione dell' incisore che la lamina servir dovesse a cavarne delle stampe . Questa lamina descrisse anche Tiraboschi a pag. 521. del 6. Tomo della Biblioteca modenese. Aggiugne perb it Sig. Malmusi , di possedere egli an' antica prova fatta verosimilmente a mano di questa Carta prima che artista forse averse passata la lamina alle mani di chi la commise, e contenendosi per to stile del lavoro nell' epoca de' primi intagliatori orefici Toscani , e da ritenersi questo lavoro come uno de' par prc-. ziosi tentative dell' ante dell' incisione .

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DESCRIZIONE DEI MELIA EC. 96 indietru del paese; trovasi l'angiolo annunziatore cella cartellina svolazzante portante to scritto, vedesi it Pastore sedente presso it suo gregge, la Vergine e it s. Giuseppe genuflessi, e viciui alla culla , sonovi gli animali del presepio, la capanna, la einestrina intesta di giunchi , ove riposa it Bambino , it tutto in fine nella stessa disposizione; se non che distribuito in parte opposta , ma sembra proveniente da un modello la cui imitazione fosse gilt convenuta e stabilita . Un solo Angioletto genuflesso ed orante mostra uella sua giacitura quella soave devozione che tanto caratterizza con bella espressione arte nei tempi del primo suo perfezionamento; e questa 6 la sola variety integrale che trovasi tra la composizione precedente, e quella che abbiamo ora descritta . La Pace 6 legata in ar geuto con minute opere di Cesello , e la _figura del Redentore posta nella lunetta e scolpita in lapis lazzuli , adossata a un diaspro verde sanguigno.

TAVOLA

VIII.

Lungo sarebbe it descrivere la Pace composta dai


14. Nielli die originariameote erano legati in oro e in gemme , e di cui le sole laminette in argento Niellate fuggirono alla cupidith dei priori spogliatori di questo preziosissimo monument . A noi non fu dato mai di conoscere cosa meglio composta , pill ricca , pis elegante, e che tutta riunisse l'eccellenza dell' arte negli aurei tempi , quauto in questo complesso singolare di perfezioni . Dal N. lot. al tt5. si troveranno distribuiti ii Nielli formanti questo sublime avanzo del secolo classico . La lunetta racchiude nel mezzo in piccola dimensione lo stesso soggetto cite fit da noi al &sta.,

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97 mente ammirato nella Tavola III. N. 52. lo che ci fa avvisati della contemporaneith di quest lavori , e pia ragionevolmente anche ci fa credere easer pos. sano dello stesso insigne artefice , giacche chi poteva ostentare le dovizie dell' arte in quell') croce ricchissima , nnn doveva mancare dal possedere una Pace , che ogni altra , fino allora conosciuta in Italia , vincesse in ricchezza di lavoro. Gli spazii laterali at rotondo del centro sono riempiuti con estrema eleganza da due Angell genuflessi che recano due emblemi della passione, la colonna e la scala. II fregio compost() di ornamenti graziosissimi, e cornucopia e ghirlande presents nel centro la colomba dello Spirito Santo ad ali spiegate, e lateralmente li quattro segni Evangelici. I pilastrini ornati di candelieri , di arabeschi e vasi del piu Bello stile, alludendo essi pure agli oggetti dell' incarnazione, e della passioue presentano la sacra tunics e la Siodone , e nel centro di ciascuno di essi angelo annunziatore, e la Vergine. Nel basement dei pilastrini sono effigiati da ciascun lam tre aogioletti genuflessi per parte , quelli di mezzo re cano l'uno la corona di spine, altro un vasello col Sangue prezioso , e i laterali steno a mani giunte devotamente adoranti. II nome di Gesa , e alcuni serafini in mezzo de' festoni di fiori compiono gli ornati del basement sottoposto at soggetto principale. Nel mezzo sta adorazione dei Re magi al presepio copiosissimo di figure pel seguito rumeroso di pedoni, cavalieri , cavalli , cammelli e turbe d' ogni genere. Un coro di aogioletti porta una leggenda ove 8 scritto
iPS. RIX VEMIT IN PACE , ET DEUS HOMO FACTUS EST. 11

PARTS PRIMA

gran numero di figure distribuito coal giudiziosamente


iu piccolo spazio , it vezzo e Ia proprietl de' movitneati , affettuosa devozione che tutto spira questo

soggetto, la gentilezza delle giovani donne che tral-

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DESCR1Z1ONE DEl N1ELLI EC. 98 tengonsi fra loro dietro alla Vergine , questo insieme di bellezze, di distribuzione , di disegno potrebbe appartenere a sommo artefice qualunque ei sia, e epoca pit famosa per arte. Li pieducci che stanno al disopra dell' arcata di questa composizione , presentano due angeli volanti che recano gli strumenti della passione. Benche sia molto prezioso questo lavoro per se medesimo , nondimeno servira maggiormente a rilevarne it merito it sapersi che artefice trasse a mano una prove in carts del soggetto principale avanti di niellare is lamina , prove che ritenghiamo unica , ed abbiamo in grandiasimo pregio. Per quanto poi da noi si fosse desiderato di riconoseere , non tanto nei Nielli di questa Pace come in tutti gli altri esposti nella Tay. III. it vero autore almeno dei disegni, se restar potesse dubbioso per avventura , autor degl' intagli ; non abbiamo osato di avventurare nn parere che potesse press* gli amatori far nascere it sospetto che da noi impreziosire sovercbiamente si volesse questa raccolta coil' accreditarla d' illustri nomi, e di mal fondate opinioni; e benche da noi ai riconoscesse a plena evideoza epoca del secolo XV. in simili lavori non meno che la mano de'pit abili disegnatori, e forse del pit valente ; e quantunque it bel garbo , la finezza ed it gusto ci ricordassero gli intagli del Finiguerra , e le composizioni del Pollajolo ; prima pert di avvalorare quest' opinione , ci parve circospetto consultare uno de' pit valenti artisti dell' eta nostra, al quale a difficile contendere la prima palma , specialmente come abilissimo disegnatore e conoscitor versatissimo in queste materie, per 1' immense copia di preziosita da lui vedute e possedute, e grata cosa noi reputiamo quindi it qui inserire it parere del cavalier iincenzio Camuccini , al quale tanto it fac simile

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99 di questa Pace , come di tutti li Nielli della Tay. furono sottomessi , per ottenerne una libera opinione. cc I componimenti dei Nielli , quanti essi sono , cc che mi ha mandati , appartengono alla maniera del /too. e rammentano it Pollajolo pit che cc altri . Se non che it monumento di Sisto IV. da cc lui eseguito in S. Pietro di Roma, presenta uno cc stile un grandioso, e un comporre non tanto cc arido: ma le porte di mezzo delta suddetta basilica cc non sono lungi dal fare di questi Nielli. Che in essi cc io vegga copie di capo lavori gia cogniti, not cc potrei dire , solo it presepio 6 it battesimo del Sicc gnore sono 'composti come facevano tutti in quel cc tempo, ed ella ben sa che parecchi soggetti si trovano maneggiati in forma non dissimile da parecchi cc artisti del primo tempo, senza che possa affermarsi cc che si copiassero vicendevolmente . La qual saggia osservazione maggiormente avvalora cit che da noi fu dimostrato le tante yoke, cio6 come gli artefici i quali tendevano a mettere in evidenza piuttosto le cose rappresentate che it loro artificio, coincidevano con aemplicita nelle composizioni e negli atteggiamenti pit naturali E in prova di quanto it Camuccini accenna , oltre cit che abbiamo in pit luoghi indicato , sia grato it ricordare come Is composizione del hattesimo del Nazareno esposto nella nostra Tay. 111 somigli it capo-lavoro di Gio. Bellino , che vedesi in Vicenza nella Chiesa di santa Corona , intagliato con magistero nella rarissima stampa di Girolamo Moceto . L' opinione di un maestro tanto versato nelle arti del disegno, rispettato da noi grandemente, non ci togliera pert dal riconoscere, che mentre avvi tuna analogia nel fare dei disegni da noi pubblicati col modo di comporre del Pollajolo, e segnatarneute nei monument di Sisto IV. e Innocenzo VIII. in S. PiePARTS PRIMA

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DESCR1Z1ONE DEl ME W

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1.1"0 nei quali altrettanto spicca it gusto e eleganza dell' arte, quanto mancavi ancora la grandiosity , che fu it carattere pit!' distinto dell' eta posteriore , nondimeno a not sembra che simili opere non potrebbero mai associarsi e confondersi ne per lo stile, ne per esecuzione con quelle di Filarete e di Simone fratel di Donato, i quali inventarono e fusero in bronzo i bassirilievi della porta maggiore di S. Pietro . Non vi fu epoca in cui, quanto lodaronsi le opere del Pollajolo , ahrettanto non venissero biasimate quelle degli artisti citati , non aveudo questi lavori di comune tra loro che epoca , e non certamente it valor degli ar tefici . Tutti gli scrittori cominciando da Vasari , gridarono sulla scelta di questi operai nel lavoro della porta principale della basilica, e Vasari non ebbe ritegno a dire con franchezza , benche si trattasse dei suoi Toscani medesimi , se Eugenio IV. quando delibera di fare in bronzo le porte di S. Pietro di Roma avesse fatto diligenza in cercare d' aver uomini eccellenti per quel lavoro, siccome ne' tempi suoi avrebbe agevolmente potato fare , essendo vivi Filippo di ser Brunellesco, Donatello ed altri artefici rani, non sarebbe stata condotta quell' opera in cost sciaurata maniera, corn' ella si vede nei tempi nostri . Di gia i1 Cellini rnedesimo aveva ne' suoi scritti lasciato memoria dell' immensa preziosita dei disegni del Pollajolo, e ci narra coin' egli somministrasse le sue invenzioni al Finiguerra per le diverse Paci da lui niellate. E poiche parecchie conviene di riconoscerne molto diverse tra loro nel merito di esecuzione , e non tutte derivanti dalla stessa man disegnatrice , e dalla atessa mente inventrice non abbiamo che ad esarninare la Pace del s. Giovanni di Firenze, e quella della Crocefissione del Marchese Gio. Giacomo Trivulzin per

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PARTY PRIMA

ea

avere un largo convincimento che tutti ii Nielli della Tay. HI , le due adorazioni de' Magi della Tay. V. oltre la Pace di cui abbiamo da ultimo parlato , non solamente debbano attribuirsi a quest' epoca , ma ben anche agli artisti primari che levarono it grido pill alto. E certamente era per la scoria dell' arte ben doloroso it dover restringere al piccol numero delle opere celebrate fin ora, i Nielli del Finiguerra , che vivendo in un epoca segnalata per i progressi di questi studj , e avendo levato de' suoi lavori altissima rinomania , era mestieri ii supporre che non tutti fossero distrutti , e piuttosto it maggior numero di questi fosse aottratro pubblica ammirazione, sia per la custodia in cui tenevansi le cose minute e preziose , sia pei lontani paesi in cui facilmente venivano trasportate , sia per una certa gelosia di mestiere negli artisti stranieri , che non conoscendo la meccanica di questi lavori non ne celebravano abbastanza la celebrith ed it merit(), sia finalmente perche la pia parte de' Nielli destinata ad ornament') dagli arredi sacri , non cadde al di frequente sotto i sensi degli ammiratori rinchiusi ne' pia arcani recessi del santuario, meutre i lavori che servono agli usi civili e profani sono molt pith eyosti alla vista de' curiosi e degiLaniateri. TAVOLA VEIL A.
( Dal N. 116. al x 18. )

el pari preziosa 6 la Pace presente ove si vede la nascita del Redentore, e incoronazione della Vergine. Nel prime sogget to 6 rappresentato it presepio: sono in alto tre Angeli volanti, uno de' quali reca in un Cartello it Groan IN =Elms, e altri due suonano le trombe :

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DESCRIZIONE DEI NIELLI EC.

nella capanna stanno la Vergine , s. Giuseppe , it Bambino , asino e it hue e tre angeli adoranti; da una parte all'ingresso sono tre pastori , dall' altra in Iontano ii un pastore avvisato da un angelo. Nella lunetta superiore it Redentore incorona la Vergine cinta da un cerchio di dieci serafini , stando quattro grandi angeli genuflessi, due per parte. 11 fregio 6 format() da un cartello mosso con varii attorcimenti a guisa di un complicato meandro ove si legge scritto. PsavuLtrs FILI US NATUS EST NOE'S , ET VOCARITUR DEUS FORTIS. In mezzo a questo fregio scudetto cob stemma Visconti, e in oro lateralmente a questo le due iniziali -L. D. LUDOVICUS D17%. Non possiamo accertare con ostensibili documenti la provenienza di questa Pace, se non che ben ci 14corda negli anni giovanili di aver vednto un arredo consimile fra le ricche suppellettili della Certosa di Pavia , eretta da Gio. Galeazzo Visconti sul fiuire del XIV. secolo. Ne questa ne alcun ain't' Pace noi yedemmo in quel santuario allorquando In da noi visitato dopo le fatali sue spogliazioni , allorche ivi ci condusse oggetto di pubblicare alcune notizie intorno le sculture preziose che vi si ammirano , it the fu pareccbi anni avanti che quel tempio venisse cosi nobilmente illustrato dagli artisti Lombardi , per le quali cose non pare irragionevole che questa Pace abbia appartenuto alla Certosa Ticinese. Difatti Lodovico it Moro contribnl sommamente ad accrescere lo splendore di questo santuario , ove fu sotterrato colla sua rnoglie Beatrice , siccome attestano le magnifiche lapidi sepolcral; the veggonsi in quel medesimo tempio portanti le loro effigie, e da noi prodotte nel Vol. II. edizione prima della Storia della Scultura alla Tavola XLVIII. scolpite da Cristoforo Solari detto it Gobbo. Non erano allora pochi i Niellatori in Milano , come ce ne

Dicrrtripc1L

GOOS IC

PARTE PRIMA

103

assicurarono it Vasari e it Cellini , anzi tutti i cultori di queste arti cominciavano per lo pia dall' essere oretici , e molto stimati in Lombardia furono it Caradesso , Daniele Arcioni , Jacopo da Trezzo , ed altri pa recchi, oltre 1' aver avuto in quel medesimo tempo gran flamer di sommi Artisti Toscani , che in ogni ram dell' arse primeggiarono in Milano al servizio di quella splendidissima Corte . E qui piace di ricordare come it Caradosso fosse precisamente Pavese , poiche Teseo Ambrogio duo coetaneo lasci6 icritte queste parole: Non minore 'crude dignum arbitratus fuerim Charadossum Ticinenern qui in lapillis omnium generum praetiosis etc. Artefice insigne pei minuti lavori d' oreficeria , citandosi dal Sabba un Colarnaro argent() di bassorilievo , fatica d' anni yentisei , ma certo divino . Non sarebbe quindi discaro ii concludere con ragione , e apporre al talento di questo raro Artefice alcuni dei Nielli the trovavansi in Lombardia , e Csingolarmente in Pavia , in un epoca che questi principi promovevano , premiavano, e oecupavano in loro servigio , li primi ingegni d' Italia, ma dando verosirailmente la preferenza a loro connazionali, fatti gia emu.. latori de' pia valenti artefici della Toscana: la qual cosa piace di notare qui , poielte analogia che troviamo nella composizione di questa incoronazione della Madonna con quella che vedesi nella Pace del s. Giovanni di Firenze ci sembra grandissima , se nun che ciascuna delle mutazioni tende quasi sempre a miglio. rare , allorche sia fatta , come qui vedesi , da sommo Artista

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DRSCRIZIONI DR1 N1RLLI EC. TAVOLA VIM B. ( Dal N. 119. al 124 . )

A meglio corroborare la nostra opinione intorno al


significato e alla derivazione della Pace esposta nella tavola precedente servirk altra piccola Pace che pareva destinata ad use quotidiano e feriale , riserbando la prima psi giorni solenni . E in questa figurato l'uomo dei dolori , colle mani legate , la corona di spine , e la canna, esposto al popolo , leggendosi nel campo e ill un zoccolo distribuita a grandi lettere la parola IEROSOLIMA. In un piccolo frontone e 1'Eterno Padre a braccia aperte, e nel hasamento della Pace sono tre piccoli medaglioni. In quello di mezzo P scritto e niellato PACTS FUND kMENTUM e gli altri due presentano gli stemmi, e le insigne sforzesche , cio6 it leone col porno cotogno , che 6 lo stemma della famiglia Sforza , e it caduceo che 6 una delle devises allora tanto usate delle famiglie illustri d' Italia e di Francia. La stessa lapide da noi citata nella tavola precedents che si vede scolpita nella Certosa di Pavia coil' effigie di Lodovico it Moro, presenta in bassorilievo le stesse iniziali L. D. che it conte Litta nella sua grand' opera delle famiglie insigni d' Italia spiega parimente per Ludoyicus Dux , le quali lettere veggonsi sul guandale dove it duca giacente poggia colla testa , trovandosi ai quattro angoli gli stemmi e le insegne qui pur anche da noi descritte . Aggiugnesi in questa tavola un bel medaglione col 1' effigie di s. Teodoro , divelta da qualche arredo sacro di una Veneta chiesa , emend questa 1' immagine del patrono pin antico di [questa citta , simboleggiata come Is si vede su una delle colonne esistenti nella piazzetta di S. Marco .

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NIELLI
IN

atialtuaaas
P ossiede it sig. Alvise Albrizzi in Venezia un bel
Redentore d' avorio in bassorilievo , sedente in una Cattedra con pulvino e scabello, tenente un gran libro guile ginoccbia colla sinistra, e in atto di benedire colla destra , di lavoro antic , it quale potrebbe esser stato la meth di un dittico accomodato poi nel I Soo. in una bella cornice d' avorio, avente all' intern in un ripiano una lamina d' argento tutta cesellata e ingemmata ove sono frammisti alle pietre preziose nove piccoli Nielli it principale de'quali e to stemma del cardinale della Rovere innanzi at suo pontificato Gli altri otto Nielli in piccola dimensione rappre3entano li busti deli gnattro Evangelisti , e dei quattro dottori della Chiesa Un medaglione di due pollici di diametro ove sth Egurata adorazione de' pastori . La patena di un calice ove al cam nella grandezza dell' Ostia 6 riportato, un Niello colla nascita del Redentore, e d' intorno 6 to scritto PARVIILITS num ROMA PUTTS EST 1401115 , ET VOCITOR DEUS FORTIS . Un medaglione singolare di oltre due pollici di diametro rappresentante un Concistoro di Paolo U. e d'intorn* 10 scritto SACRIThe PUBLICIIK COSICISTORIUM PAULUS VERRTIIS P. P. II. Uri ovale per traverso con piccola variazione dal nostro N. 52. Tay.

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OOSIe

NIELLI IN COMMERCIO Una piccola Pace di un pollice e mezzo di largo alta tre circa , che rappresenta una Vergine in trono col bambino, un s. Giovanni, ed un altro santo in piedi laterali , e un angioletto che suona seduto a' piedi del trono Altra piccola Pace rappreszntattte pure una Vergine in trono col bambino, e due angeli laterali in piedi sovra due piedestalli. Questa 6 un impressione in carte forse a mano, di un Niello di bellezza singolare. Due ritratti l'uno d' incontro all' altro in un atedaglione, e well' altro che set-viva di rovescio lo stemma . Intorno ai priori stascritto LUDOVICUS MARCUM , ET MAW. &ARITA D. rws. M. S. intorno at secondo, Si DEUS PRO NORIS outs CONTRA NOS . Due soggetti tratti dalle forte d' Ercole che Sebaldo Bchato intaglio dall' anno 1542. al 1548. e ,precisamenteil numero 1. delle dodici stampine secondo it catalog di Bartsch, quella cioe dove Ercole baste li Centauri, e leggesi in essa come nel,niello AERUMNAE HERCULIS : e 1' altro rite oil sesto del catalogo , dove Ercole punisce la pertidia di Laomedonte, e stavvi SCCIII0 HERCULES MULTIS BELLIS LACESSIT TROJAM. Certamente questi sono un itnitazione delle preziose stampine del nominato intagliatore di Norimberga ; ma non sono di sua mano, bensi di un diligente e piu timido imitatore ; e non 6 meraviglia , siccotne abbiamo -dimostrato, che si imitassero stampe preziose , se imitavansi in niella, e dipinti , e persitio scultnre , come abbiam din-mambo E giustamente le opere degli artefici di quella fatniglia erano allora come addesso tenute in pregio in Italia , poiche to zio Bartolommeo Beham aveva qui dimarato lungameate , e pecialmente in Bologna essendo annoverato fra gli scolari e gli imitatori di Marc'Antonio. Alcuni Tedeschi pere lavorarono in niello, e abbiam riferito anche come

to6

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PARTE PRIMA

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Biwa Martino in Italia apprese a Firenze a lavorare in argento col bulino: ma questo intagliatore d' Augusta era nat.() un secolo prima dell' incisioni di Sebald Beha m Una Pace che rafligura la Nativith e 1' Adorazione de' pastori, composizione di nove figure compresi gli animali del presepio: e al di sopra una lunetta in un second niello rappresentante una gloria d' Angeli coil' Eterno Padre. Il lavoro e di bello stile, e la Pace in tutta la sua integrity . Altra Pace in forma di quadrilatero posta in un moderno quadretto che apparteneva alla casa Rezzonico e verosimilmente a quel Pontefice , alla quale vh unite una proa a mano deb niello medesimo . Si figura in essa una Vergine in trono a mani giunte col bambino stifle ginocchia: al lato sinistro s. Girolamo, s. Pietro martire , e s. Domenico, al destro s. Giovanni, a. Antonio e s. Tommaso d' Aquino. Si vedono due angioletti sulla cimasa del trono , e leggesi sull' archivolto AVE REGINA tout . Questa 6 una ripetizione del bellissiruo niello the posseggono sernpre li conti Remondini di Bassano , se non the la ripetizione libera non pub dirsi eseguita sovra d'un calco , ne contemporaneamente, poiche it niello della case Remondini attests un' epoca anteriore, ed era gia reso noto con tin intaglio a guise di fac simile, che ne fu tratto con poca perizia in questi ultimi anni , non atto a dare che appena una idea della composizione. Finalmente una piccola botticella da profumi di pietre dure legate in oro dove al fondo dall' una parte 6 una piccola effigie di Enrico IV, e dall' altra l'iscrizione in mezzo a un ornato HENRY. iv. Anche it sig. San Quirico fra le molte anticaglie preziose cite conserva a disposizione degli amatori che go-

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io8

IfIELL1 nr COMMERCIO

don di acquistarle tiene un numero di nielli , e par ticolarmente meritano ricordanza i seguenti . Dodici coltelli coi manichi Niellati , e le lame da-maschinate segnate colle iniziali C. M. D. E. e cogli stemmi medicei , li quali stanno pur anche Dell' antica lorocustodia originate fatta a forma di peace . Somiglia-no questi , in una forma alquanto pits piccola , per gli ornamenti e i trofei a quelli da not posseduti e indica-ti nella Tay. V. Una mazza d' argento minutamente niellata con semplici arabeschi , e della phi fina esecuzione , che imita le opere orientali . Questa ser'ir doNeva a qualche gran personaggio o generale d' armata ; e per entro al fusto 6 celata un asta e uno stocco terribile Altra mazza o piuttosto bastone di comando impellicciato di tartaruga , della forma delli scettri ducali . In questa sono riportati all' estremita due ornamenti di hronzo dorato ( verosimilmente di epoca posteriore ) ma alla cima ed al fondo stanno in due Nielli le iscrizioni , gli stemmi e it millesimo del 1570. indicanti essere facto questo lavoro pel doge Pietro Loredan , che non dun) nel Dogado se non 3 anni , e la cui singolare elezionesi dovette all' essersi rinnovato tredici volte lo scrutinio senza successo , per parka di voti tra due competitori piu meritevoli . Mori di 89 anni , ne alcuna circostanza famosa distinse la durata della sua dignity, fuorche nell' anno della sua mom la Porta mosse guerra alla Repubblica per it possess di Cipro . Le iscrizioni sono le seguenti SERENISSIMO
PETRUS LAUREDANUS VENETORUM DUCE IMPERANTE MDLXX.

Nel mezzo a due trofei stanno clue scudi ; insegna di S. Marco e nell' uno, lo stemma dei Loredani 6 nell'al. tro . Un medaglione a modo di dittico contenente alcune immagini di santi greci, opera dello stile e dell' epo-

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PARTE P1 MA ca di quelle poste da not nella Tay. Un candelabro di bronzo it

zog

11.

ai numeri i3. e 14.

quale verosimilmente

aver ne dos eva un compagno od altri parecchi,efors'an che una Croce, ma questi e it solo superstite per quanto a nostra cognizione. Alla in forma oblunga , ove meta sono incassati set Nielli figurati diversi santi in

sono

piedi, e intorno alla base stanno distribuiti tre busti in piccoh medaglioni. II rovescio di due medaglioni d' oro che furono

venduti ; ma questo rovescio in Niello separando con altra

venne serb ato,

mal consiglio una coca preziosa da L' uno presenta it ritratto

un
in

preziosissima.

pro6lo di Enrico II. cotta leggenda COR. REX )2pm-rms. P. P., e altro it

umuucus U. FRAN -. ritratto di Fi -

lippo II. colla leggenda PHILIPPUS HISPANIARUM ET A/ GLUE RE.x. Questi sono contornati da un meandro conforme , e

motto gentile , parimente nieltato. Un piccolo medaglione a due lati , e nell' uno dei quali un S. Gio -

figurata la Madonna , nell' altro

vanni in piedi ; at basso dei quali

stanno due iniziali

1'

una V. c he a ll ude a ll a Ve r g i ne , e I' a lt r a B. c he riferisce at Battista. L' opera non venue condotta perfezione; non essendo

ben penetrato net fondo ,

lavorato a tagli incrociati , it solfuro d' argento. Un piccolo fregio dell' altezza d' un pollice , largo tre pollici e mezzo rappresentante una Nereide o divinita da un Tritone :

sul dorso d' un Bue

marino guidato

questa 6 preceduta d a un Amore volante , e seguita da altro Amorino che guide un ro del genere del Niello segnato 37. alla Lavonostra

Ta y . I I. Una singolare iscrizione d'intorno a un brutto ceffo in bassorilievo in bronzo, la quale per quanto esprime, si riconosce Lombarda dai modi del dire;

e non

vuolsi

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NIELL1 IN COMBIERC10

omettere, sebbene sia coca di poco momento. PERDONAR SI PO DESMENTICARSI N6. Degni di pregio sono due medaglioni ovali di fino lavoro the rappresentano li Duchi di Milano pieni d' ornamenti pew entro del Niello stesso dorati con gran diligenza. Nel 'giro di ciascuno leggonsi le seguenti iscrizioni. JO. GA LEATIUS GALEATII VICECOM. FIL. MED. DUR PRIMUS . CATHERINA BERNARD VI S VICECOM. F. 30. GA LEATH VICECOM. UT. Al rovescio di ciascuna laminetta 6 intagliata a bulino semplicemente la biscia Visconti.

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Tailin 0346111DA
BELLE CARTE

DA GIUOCO

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PARTE SECONDA
.00 e

DILLS CARTE

1D11

(1111174040

llorquando per opera degli orefici fiorentini si ripresero e maggiormeote si diffusero in Italia le pratiche dei Nielli, indubitatamote mold secoli prima conosciute in gran parte d',Europa, fu di conforto agli investigatori dell' origini dell' arti attribuire a quei primi saggi ii motivo dell' incisione in came, che da quell' epoc,a si diffuse presso tulle le nazioni , sostituendo poi alle !amine d' argeuto quelle di men prezioso metallo e moltiplicando col mezzo dei torchi i prodotti di ogni arte del disegno , con quella felicita , che rese singolarmente famose 1' Italia , la Germania e la Francia. L' use che di que' piccoli lavori facevasi pe' sacri arredi , rese per *icon tempo durevoli quelle pratiche , 6nche non cedettero all' effetto piu appariscente, che produr dovevano i lavori in riliev,) , sia per opera dell' arte fusoria , sia per it piu difficile e piu ingognoso lavorlo del cesello. Ne soltanto quei primi lavori si destivarono ai fregi del Santuario , ma se ne videro adorne le impugnature e i foderi dell' armi, le posate , le scatole, le profumiere , i vascelli, i codici , ed ogni altro leggiadro utensile , che gli usi o la moda di quell' eta destinavano a varj bisogni della vita civile. E se abbiamo vagato con qnalche frutto di piacevole istruzione nelle ricerche dei Nielli, per rannodar qual 8

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PARTE SECONDA

che filo, utile a'quelli , the vorranno un giorno scriver la storia vera della Calcografia italiana non sark discaro it ravvolgersi ora in un pia intricato labirinto , e trattenersi alcun poco fra le carte e i giocolieri in indagini speciosissime, dalle quali sotto un' apparenza di frivolity potranno a nostro credere emergere preziose notizie di fatti , e se non fallisce it nostro divisamento farassi un passo di nol fecero finora coloro , che rivolsero it pensiero ai pia antichi monumenti , che ci rimengono di quest genere. Non fnrono pert pochi gli swittori , che trattarono questo argomento , ma in Italia fu meno discusso, che altrove , benche forse maggior copia qui rimanesse di memorie e di avanzi , sui quali fondare qualche critica osservazione. Ne certamente e nostro pensiere di far censura a que' henemeriti , che volsero le cure a questo soggetto , quand' anche fossimo d' un contrario parere. Falsamente supponsi la critica voler significarequella acute :Nada, che ,svela le mancanze , riconoscendo negativo it merito , positivo it difetto , condannando severamente, e degnando appena di assolvere colla sua approvazione. 1J bensi vero , che non ci aggiriatno con tali ricerche fra le produzioni di genio; ma forse pub spigolarsi qualche cosa di buono anche in quest' arida messe , ove non avremo a censurare le cadute, o a misurare i voli dell' ingegno , per conseguenza la critica stessa , fuggendo it suo ufizio minore , dovrh premiare piuttosto esattezza , che distribuir palme alla gloria , senza per6 ispirare per questo ne ardimento ne terra. L'ab. Rive pubblico in Francia una belle e copiosa dissertazione sulle carte da giuoco coi tipi di Didot nel 1779. e 1780. , e nel 1704. it P. Menestrier ne tram% nella sua biblioteca curiosa e istruttiva; come nel 1761. it P. Daniel ne scrisse nel giornale di Trevoux. 11 sig. Court de Gebelin nell' opera del mondo primitivo pa-

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DrLLE CARTE

Gliu0C0

1 15

ragonato al modern , tram!, anapiamente del giuoco dei Tarocchi, della loro origine e delle loro allegorie, Della qual' opera si parla anche della divinasione col mezzo delle carte . Lodovico Vives aveva gilt pubblicato lino dal 1545. in Parigi una esercitazione latina intitolata Ludas Chartarum sou Foliorum Dialogus, dopoche in Lione due anni avanti Agostino Rernatio diede gia in Ince un dialogo sullo stesso argomento nei dialoghi di Adriano Barlandi . L' istoriografo della Spagna Lucio Marineo Siculo nel i686. riferiace, in proposito della giurisprudenza Spagnuola , nu parallelo con quella di Francia intorno alli giuochi di carte . Baretti parlando dei costumi d' Italia pubblicati in Londra nel 1768. nel vol. lt. cap. 33. pag. 2 t 7. tratta altresi dei giuochi di carte , siccome nen' opera di Cardano stampate a Lione nel 1663. si parla nel Tomo E. pag. 27. dei medesimi giuochi ed it cay. Carlo Cotton nel 1680 pubblice in Londra un' opera su tutti Ii giuochi, ove pin particolarmente , siccome 6. da supporsi; traua di veil() del Whist. Nelle note del Minucci e del Biscioni al Malmantile racquistato del Lippi e trattato diffusamente del giuoco delle Minchiate , siccome aveva trattato del tarocco Alberto Lollio Ferrarese in una sus invettiva pubblicata dal Giolito in Venezia nel 155o, e sul principio di questo secolo pia lettere il sig. Alessandro Buchan , il sig. Cok Blomhoff ,, e it sig. Roberto Crudes scrissero su questi argoruenti at sig. Singer , che tutte riporto nelle sue appendici della rnaguitica opera da Ini pubblicata sui giuochi delle carte a Londra nel 1816. ornata con una copiosa serie di stampe e di fat; simile , che la resero preziosa e ricercatissima dagli amatori di questi studj ; tanto pia che doltamente 1' accompagno di preziose ricerche intorno la xylografia e la tipografia , deducendo le sue osservazioni da ttti li pia

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PARTE SECONDA

accreditati scrittori che lo avevano aceompagnato , preceduto . Quasi tutte le esercitazioni degli autori suddetti per intercarovansi riprodotte nella sua appendice, e a passo a passo in queste nostre ricerche noi abbiamo procurato di rendere la dovuta giustizia al dottissimo Inglese , seguendolo nel suo erudito lavoro, cosicche nel darsi le nostre osservazioni sulla materia, verremo anche in qualche maniera a dar conto di quest' opera che per molti I taliani potrebbe riescire affatto nuova . Era of a 1' opera pubblicata da Bullet intitolata .Ricerche storiche sidle carte da gioco, stampata in Lione nel 1751 non che una dissertazione nel Giornale di Trevoux pubblicata nel Maggio 172o. E Is opera del Sig. Breitkopf sull' origine delle carte da giuoco aveva gia esercitata la mente degli eruditi . Non parleremo delle produzioni italiane a noi piu note intorno a questo argomento , come del capitolo del Berni sul giuoco della Primiera, del poernetto del Bettinelli sul giuoco delle carte, del trionfo del Tressette poems di Lodovico Morelli patrizio Veneto, dei canti Carnascialeschi , dei Mondi del Doni , della Piazza universale di tutte le professioni del mondo del Garzoni , e di molti altri libri che trattano questa materia, tra quali Pietro Aretino stampo appositamente un dialogo , intitolato le carte parlanti, the interloquiscono con un Anonimo Padovano: e 1' abate Pietro Zani lungamente discusse questo argomento ne' suoi materiali per servire alla Storia dell' incisione , oltre quarto ne avevano detto in simili ricerche storiche dell' arte dell' intaglio molti rinomatissimi autori, e segnatatnente Ottiey, e Strutt , e per ultimo it Bartsch nella sua opera pregiatissima Le peintre graveur . Questa lunga narrazione intorno gli scrittori che hanno versato su tale argomentu dimostra , come in vane

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M LLE CARTE Elk DICOCO

1 17

eta e presso tutte le uazionisimili investigazioni hanno meritato l'occupazione dei dotti : e non sono tat4to , come si crede forse , he fonti da clti attingere almeno la memoria de' fatti in tma materia , che siccome vedremo, 6 ben altro che frivola e inconcludente ; ed avevamo estese di gi4 queste nostre memorie , e lette ad una societa di eruditi , quando ci venue notizia recente che it sig. Peignot aveva pubblicato nel 8o6 un' analisi critica e ragionata di tutte le ricerche pubblicate fino a quest' oggi sull' origine istoria delle carte da giuoco , ove, benche nul13 la aggiunga del proprin , raccoglie accuratamente it detto da tutti gli Autori con sane critica , e bibliografica erudizione. Siccome:perO d' ogni cosa, della qua_ lee stab scritto e trattato, si e sempre cercato origine , cosl anche in questo argomento ripescando fra he phi antiche memorie% si e preteso di derivare it remoto principio di tali giuochi dai tempi favolosi ed oscuri, vagando quasi araldicamente , come suol farsi per he genealogie delle prosapie, nel vacuo dei sogni e dei delirii dell' umana ambizione , che divinizza sovente tuttociet , che assoggetta al suo esame , o crede mettendo alla tortura l'ingegno , e non accorgendosi di prestare uno stranissimo culto o ad una propria creazione , o piuttosto ai fantasmi d' un' immaginazione esaltata. Qual tneraviglia dunque se non mancarono scritLori , che dissero inventati i giuochi di carte e dei da di dai Lidii , durante la fame che li tribolava sotto it regno di Ati , e se fuvvi persino , chi travide in un passo del primo libro di Erodoto , che ivi fosse fatta menzione delle carte da giuoco. Sitnili interpretazioni non hanno maggior fondamento di quelle , con cui altri pretesero , che questi giuochi fossero co-

nosciuti da' Greci e dai Romani, quantuuque non tro-

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Vi8i

PARTE SECONDA

di cio traccia veruna abhastanza chiara e positive per simile deduzione , e verosimilmente Ovidio hell' enumerare ogni aorta di piacevolezze, di spassi, di costumanze speciali , ne avrebbe dato qualche indidizio. Noi pert intendiamo di escludere da questa pretesn antichith le sole carte , non gih i dadi , i tali , gli scncchi , In damn, ai quali giuochi soltanto mlravano le diatribe veementi di S. Cipriano , che viveva nel terzo secolo , e forse da alcuni si credette aver queste invettive preso di mire anche le carte , coinprendendolc nella categoric de .4 leatoribus, cui spetta no enche le denominazioni di tabellas lusorias , senza clle sin poi dimostrato , che vogliano sotto questo nonce intendersi positivamente le carte da giuoco. peril chiaro che se 1' Archeologia Greca e Romana non ci somministrano argomenti in favore di questa entice costuinanza , noi abbiamo le memorie dei pia calti viaggiatori , che trovarono tin tal giuoco presso degli Arabi , e presso i Cinesi , di modo che rimane per vesta parte aperto adito a supporre , potessero a noi essere derivate queste pratiche lino dell* epoca dell' irruzioni dei Saraceni nelle Spagne e nella Sicilia. e per rib a fine di nobili. tare nel fumo di qualche entice derivazione i giuochi di carte, noi non avremo gran difficolth ad accordare, che forse questi passatempi divertissero Is corte di Musa , c dei Califi Orientali , li quali se ci conservarono ne'secoli oscuri gli element; delle scienze e delle lettere , possono aver ben a riche memo seco loro i modi e le forme di questa trastullo , che come vedrassi non 6 si vuoto di senso , e pub nascondere sotto it suo velatne le pal grandi allegorie. Se non fossero perite le scttanta biblioteche ch' erano nel regno di Andalusia nell' epoca piu umiliante degli Annali d' Europa, chi sa .che non si trovassero le prime diramazioni genealo-

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MLLE CARTE DA GI rUCO

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giche di questi giuochi, e forse fra Ii seieentomille Volumi della libreria degli Onamiadi in Ispagna si sarebbe trovata interpretazione e l'origine di questo libro allegorico , compost di pagine mobili , it cui significato si muta , e si alterna a visa delle lettere di un alfabeto second la varia loro disposizione. Non a caso abbiamo facto questo cenno intorno alla coltura e ai paasatempi degli Arabi , poiche risalendo all' interpretazione della parola Naibi con cui gli Spagnoli denominarono anticamente le carte da giuoco, tutti rli scrittori d' accord con vennero , else etimologia di questo vocabolo viene &Ha voce orientale adottata in Europa all' epoca dell' invasione degli Arabi nelle Spagne . Coal riferiva anche ab. Rive nelr opera da not pill sopra citata , e la parola Naib in lingua ebraica vuol dire difatti astrologia, stregoneria, d;citore di fortuna, o predizione , it che si combina assai pin coil' oggetto delle carte da giuoco di quello che Is parola Castigliana Napa , che signi6ca una cosa piatta; quindi Naipes per libro desenquadernado, libro slegato di carte volanti, ove si legge e si predice in gunk state ognuno pub trovarsi nell' elenco dei reprobi. Ma siccome in queste carte vedeansi segnate anche alcune cifre, vi fu chi leggendo materialrnente non si avvide, che la denmuinazione della prima cifra , else vi trovarono segnata , poteva essere relativa al nome di un Niccolb Pepino , preteso inventore, e lesser percib Naipi Almeno questa 6 l'etimologia , che 1' Accademia Reale di Spagna da a questa voce nel dizionario della lingua Castigliana Ne pub negarsi la derivazione delle carte da giuoco in Italia dalle Spagne, e per conseguenza dagli Arabi, che se non fu denominata con questo vocabolo dai Compilatori del Dizionario della Crnsca , nondimeno le carte .coal vennero denominate nel 1393. nella cro-

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12.0

PARTE SECONDA

naca di Giovanni Morelli , come le aveva menzionate' anche prima nella Storia Fiorentina Ricordano Malespini cc Non giuocare a zara , nZ ad altro gioco di dadi ; fa de' giuochi che usarso i fanciulli ; agli , alla Trottola , a Ferri , a Naibi , a Coderdone e simili . Cute force le carte correvano per le mani de' fanciulli, come anche oggi si pratica senza maggior significato , che quell() delle figure, che loro 67 servono di trastullo innocente E it Pulci nella stanza del settimo libro del suo Murgante scriveva
Gridava it gigante Tu sei qui Re di Naibi , o di Scacchi inninacchi . Col min hattaglio convien cb' io

E una tal parola non solamente viene adoperata in questo setts in Italiano , ma venne anco latinizzata , come ne fanno fede pienissima li sermoni di s. Bernardino predicante in Bologna nel i4z3, che cosi esprime con chiarezza a togliere ogni dubbin. Tertii autern participantes sant qui fiunt partr:cipes ex Naibis , seu Carticellis , de quitus innumerabilia main egrediuntur ,, ed egualmente nella somma teologica con egual vocabolo le denominava s. Antonio vescovo di Firenze circa anno 1459 , come riportasi nelle note dell' opera di Singer : et idein videtur de chards vel Naihis , e altrove de ftsctoribus et yenditoribus alearum et taxillarum et chartarum , seu Naiborum , dupo la qual epoca and() in piena dissuetudine it vocabolo Naibi e rimase quell di Carte', senza bisogno di riportare per iutelligenza la doppia denominazione, che vedesi nei priori tempi adottata col nuovo use d'un giuoco d' origine straniera . Assicurata col favore di alcune opinioni antica derivazione di questi giuochi, e sepolta bastantemente a

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DELL CARTE. DA GIITOCO

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forin di conghietture nella caligine delle pratiche Persinne , Cinesi , e fors' anche Egiziane , divennero poi Enropei fino dal 7 to in Ispagna , nel 731 in Linguadeca , e nel 841 in Italia per 1' invasione Araba della Sicilia; e not non ci enreremo di risalire ad epoche pat remote per indagare i priori inventors presso ptei popoli , che addussero e mantennero colla mol lezza , col fasto , e cogli studj loro quella civilt, che era tra not pur troppo sparita colla caduta del Romano lulpero. 11 sig. Niebuhr ci racconta nel suo viaggio in Arabia , ove oggi chiamasi ii zi_uoco delle carte Lab-el kamar di aver veduto giuocare quattro persone con si copioso numero di carte Cinesi, che duravano fatica a tenerle e maneggiarle , non meno che tra le mani gentili delle nostre dame eleganti soverchio apparisce it numero delle carte, se giuocar le veggiano a Taroc chi , e alle Minchiate . La quale odierna costuntanza presso degli Arabi non e ben provato se sia l'indigena, sempre mantenutasi in vigore, o se non sia piuttosto Una restituzione a loro fatta da quei popoli , con cui ebbero posteriori comunicazioni , e rivestita di bel nuovo con segni e modi arabi . Simili vicende e restituzioni d"insegnamenti e di pratiche sonosi vedute in bud gli studj , e he arti, e si vedra come In Grecia maestra un tempo d' ogni dottrina , ogni eleganza poi ottenebrata nella barbarie , col risorgere dal suo abbrutimento, verra arnmaestrata, e incivility da color() stessi, cui essa in altro momento trasmise i1 tesoro d' ogni sapere . - Ma venendo ai tempi di cui ci rimangono memorie meno dubbie , e documenti ancora piu autentici , not possiamo citare anche in Francia qualche passo di antichi scrittori intorno use di questi giuochi fino dal

principio del secolo XIV. E recente la. scoperta 4' un

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19.2

RAI1TE SECONDA

Antic Romanzo dmuta alle dotte ricerche del sig. Van Praed , intitolata Rainnrd le contrefait , opera scritta nella prima meta appunto del secolo sopracitato , autore, the a un certo Lancilotto, pone fra le pratiche indegne it giuoco delle carte:
Si comme fols et fulles sont Qui pour gaper au horde! vont Jouent aux des, aux cartes, au: tables Qui a Dieu ne soot delectables.

E questi giuochi di carte appena introdotti furono presi di mire , siccome si vede dalla rigida osservanza di alcuoi vescovi , e dalle leggi anche dei Re , poicha Alfonso XI Re di Castiglia esigeva da quelli che aspiravano al cavalleresco ordine. della Banda. nuovamente da lui istituito in Ispagna , un giuramento di non mai giliocare alle carte , ed 6 famoso in Francia it favore accordato da Carlo V. al piccolo paggio Giovanni di Saintre unicamente per la buona prerogativa di astenersi dai giuochi di carte da lui proscritti con editti seyeti nel 1369. Non ebbero cosi brutta'accoglienza le carte da giuoco in Italia malgrado le molte diatribe contro di loro scagliate; poiche penetrarono nelle aule prelatizie , nelle regie dei grandi , e nei ritiri monacali , come sark dimostrato pitt innanzi, disegnate e miniate per mano de' pia distinti artisti degli aurei secoli. E in Italia vengono ricordati simili giuochi in epoche non memo antiche di quelle , che abbiamo citate pia sopra presso gli Spagnuoli e presso i Francesi, giac. chk non troviamo memorie presso i Tedeschi , che precedano quelle riportate dal barone di Heinecken , di cui faremo pnrola a suo luogo . E a vero dire , se baatasse trovare in qualcbe testo di antichi scrittori

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OOSIC

DELLE CARTE DA (1111000

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fatty menzione di questi giuochi in Italia anteriormente a quelli citati delle altre Nazioni , si potrebbe contendere una preferenza, una palms anche in questa pratica, poiche lo scrittore della storiadell'italiana Letteratura, solertissimo investigatore d'ogni metooria, intende climostrare, che lino del secolo XIII si usavano gik le carte in Italia, citando percio un codice del trattato del governo della Famiglia scritto tie! 1299 da Sandro di Pippozzo di Sandro , conservato fra i libri di Francesco Redi, e articolo sta riportato nel Vocabolario della Crusca come estratto da questo trattato, se giocherd di
den aro , o cosi , o alle carte gli apparecchierai in via.

Si vorrebbe pur dire qualche cosa , che mettesse in accordo le disparate opinioni degli scrittori intorno n1 significato, ai giuochi , ed alle allegoric delle carte , prima di venire all' esame della loro fabbricazione , degli artisti , che ci posero mano , e del lusso grandissimo che venue introdotto in qneste paginette volanti . 11 sig. Singer con tntta la pazienza d' un instancabile investigatore, dopo d' aver trattato coil' ajuto di tutti gli autori dell' antichitit originaria delle carte, discende a cio che riguarda gli antichi giuochi, eil significato , e le etimologie dei nomi dati she carte, ne troveremo prezzo dell'opera venir qui ripetendo cia,che da lui yenne diffusamente narrato in quel suo prezioso volu,ne. Espone questo scrittore col sistema di Bullet la celtica origine delle denominazioni oggi date dai francesi alle carte, e a cagione d'esempio egli dimostra che Is denominazioue Dame data ally Regina , col basso brettone di celtica origine, non dinota meramente al cun sesso, ma soltanto un rango distinto, perche anche negli antichi libri e scritto Dame Dieux per Signore Iddio , nel modo che not latini abbiamo adoperata in

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PAflTE SECONOA I 24 ambo i sessi la voce Dominus mutata la soladesinenza e dicianto Domina una Signora, e diciaino egualrnente Domino Deus. Li paesani anche oggi in mold luoghi della Franca contea dicono Oui Dame invecedi dire Oai Monsieur. Ed egualtnente dal celtico deriva nome Valet mai% endo Was, poi Vassal. e la parola As meglio aticora si prova pel suosignificato avere derivazione celtica , poiche vuol dire incominciarnento , ch' e lo stesso che pr;rno rnner() , principio , units. E siccome nei nomi dei capitani trovasi Hector , non riferisce cib panto ai tempi eroici , ma purameute ad Ettore di Gallard capitano delle guardie di Luigi XI , o piuttosto all' altro che si distinse sotto Carlo VII , siccome gli altri tre fanti si riferiscono parimente si capitani Francesi Ogler, Lancelot , La Hire celebri tutti , come ognun sa, nei tempi della cavalleria . Lo stesso pith dirsi dei nomi delle Regine , poiche quella di Fiori, Argine , dal P. Daniel si riferisce alla Regina Maria d' Anjou , e nel nome rgine trova l'ana granima purissimo di Regina (pert!) Italiano ) meutre Bullet col sistema celtico vi trova articolo _dr, che significa La , e la parola gin che vuol dire bella ; quella di Quadri .Rachele si allude ad Agnese So rel , quella di Picehe , Pallade significa la famosa Pulcella d' Orleans, e con quella di cuori inteudesi alludere ad Isabella di Baviera . Simihneote i Re alludendo a quelli di Spagna e d' Inghilterra, ed all' Imperator de' Romani , serbossi secondo it P. Daniele it nome di David, al Re di Picche , ch' e it Re del giuoco , perimeglio alludere a Carlo VII. perseguitato dal padre, epoca appunto in cui si in trodusse in Fran utte cia l'arte delle stampe in legno : allusioni pert!) t eontroverse e variate secondo li diversi sistemi degli scrittori , ch' 6 cosa impossibile it

mettere fra di loro d'

accord.

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DELIA:

CARTE DA

GIUOCO

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Cosicche per quanta ewer pub ragione in simili allegorie , ci sembra piuttosto da preferirsi la interpretaziotte riferita da Bullet nelle sue ricerche sulle carte da giuoco, poiche riporta tutto ally cavalleria dominacte al tempo che queste Nennero introdotte e diffuse in tutta la Francia Quandi li quattro colori rappresentando le quattro quadriglie dei Carousels, /i cuori signi6cano it coraggio , per Is necessity , che v' ha di valore nelle battaglie , le picche le urmi offensive , tra le quali la priucipale era allora la picca o Is lancia, e i quadri indicano opportunamente le armi difensive rappresentando gli scudi , siccume li fiori si dissero significare la fertilita , e Is bon' dei pascoli per I' abbondanza dei foraggi uecessarj alle armate, che specialmente in que'tempi erano cotnposte di cavalleria. Vera 'mate quest'ul time sembra tira ta a stento, e.pareva meglio poter alludere alle corone destinate a cingere la fronte de'vincitori. Nulla pareva pia contrario a questa spiegazione guerriera , quanto le Dame introdotte nel giuoco, a meno che non piaccia adottare it significato allegato pigs sopra , ma non si troveranno intruse senza proposito in un giuoco tnilitare , se si osserva Alla galanteria , che dominando in quel tempo, tutto abbelliva , e Si mescolava per tutto. Nelle allegoric poi delle Carte spagnuole o italiane si intese con apparente evidenza , che le spade alludessero alla Nobilth , le .:oppe in forma di Calici all'ordine Ecclesiastic , Ii denari all' ordine Civico ed alCommercio, e coi bastoni si volle alludere al pedo pastorale , ossia all' ordine degli gricoltori Si e sempre osservato nella Storia degli avvenimenti, come le stesse cause producendo gli stessi etfetti , questi poi ricevono modificazione diversa dalla varia indole dei popoli presso cui si adottano le costumanze, e a seconds che le nazioni sono di nn carattere pis lieto

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PASTE SECOND&

pid melanconico , pia superstiziose o pid profondamente pensanti; cosicche per queste allegorie dominate ai giuochi di carte , successe cid ch' erasi visto anche nell' Architettura , cioe nell' arte dell' edificare , the abusivamente chiamasi gotica , ma che fu portata in Europa dopo la decadenza dell' Impero romano dagli Arabi; la quale , nel diramarsi , prese varieta di carattere second la diversa indole dei popoli , mostrandosi pid gigantesca in Ispagna , piu svelta e leggiera in Francia , pia ardita e ingegnosa in Inghilterra , pit ricca in Germania , e piu analog* alla greca Architettura in Italia . L' interpretazione ingegnosa di Breitkopf serve pienamente a convincere della ragionevolezza di questa no-, stra opinione , laddove ravvisa tanta somiglianza tra i giuochi di cartee gli scacchi, da cui deriva altresi Porigine dei cangiamenti dells figure e dei colori . E poicite in un ginoco militare e guerriero non pareva dovessero primeggiacvi le Dame, attribuisce questo cambiamento alla galanteria Francese. Le figure nel giuocodei scacchi erano anticamente Re, Generale, Elefante , Cavallo, Dromedario e Pedone, e nel giuoco di carte restringendosi ii numero alla sola meta dei personaggi necessarii , si sotto ritenuti ii Re, it Cavallo, e it &tate, che precedono li fogli colorati sostituiti ai pedoni con numero progressivo. Passando it giuoco in Francis coi nomi Persiani venue tradotta una porzione di questi nomi , e venue data all' altra una semplice desinenza francese , da cid provenendo it cambiamento delle figure ( Riferiamo in cid letterat mente quanto riporta it sig. Peignot nella sua memoria piit sopra citata) e si tradusse Schach per Roi, Pherz, o generale per Fercia Fierce , Vierge , Dame , e finalmente Regina , Elelante Phil per Fol ( Fou) il Cavallo .dspen-Suar per Cavaliere, ii Dromedario

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BELLE CARTE

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Rauch per Torre , it Valet de Pied Beidul , per Pion . Nel giuoco di scacchi i Francesi dunque cangiarono in Dana it Generale, e nel giuoco di carte, che non aveva se non tre personaggi , i1 Cavalier(' divenne Dama , e cosi trovansi Re, Dama ,e Fante. Egualmente fecero gli Spagnuoli non meno galanti per le Dame nel luru giuoco nazionale , ma gli Italiani non amniisero cangiamento , e crebbero piuttosto una figura nel giuoco nazionale de' Taroechi, adottando quattro personaggi Re, Regina, Cavallo e Fante. E quanto ppi a' Tedesehi , fedelmente attaccati all' antico originale , conservaruno tutta l' idea militare e vi si trova it Re , it Superiore , e infe:ort - , it Generale ,1' alto e it basso Uffiziale , ed moire i semplici soldati . Forse originarianiente quasi tutti i giuochi furono inventati per divertir is milizia , e distrarla da que' lunghissimi ozii inseparabili dalla militar condizione , e quanto piu furono militari i popoli si mantennero ne' loro giuochi pill visibili e meno Aerate le traccie della Ion., origine . Osservasi anche oggi , che nell' impero , ove le parole Francesi non intendonsi , gli Uffiziali superiori chiamansi Oberleute , e i bassi Uffiziali Unterleute, come nelle carte it Capitano si dice Ober, e it basso Uffiziale Unter .. E it cambiamento de' colori presso tutte le nazioni non ebbe per oggetto se non quello di esprimere i v?rj ordini della vita civile, Nobilta , Clero, Cittadinanza , e Plebe, comunque si figurassero dagli Italiani , e dagli Spagnuoli, sotto li nom; di Spade, Coppe , Danari , Bastoni , dai Frances; sotto li nomi di Picche , Cuori , Fiori , e Quadri, e dai Tedeschi venissero mutati in Sonagli , Rosso , Verde , e Ghiande. Ma gli Alemanni adottarono anche pith propriamente alla loro indole, un giuoco di carte militare del tutto, chiamato in Francese Lansquenet, payola che vuol di-

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SECONDA

re Soldato ; giuoco it pat antico , che da loro si colic/sea e che vedesi essere stato inventato , e giuocato militari , che passati i confini del Reno rimase altresl uno de' piu antichi in Francis. E saggiamente conclude it sig. Peignot , the nell' origine delle diverse arti avvi fra loro un legame , da cui ne derivano delle nuove, e i loro inventors non sono conosciuti, se non quando climate attingono un grado di perfezionamento ; ma li primi scuoprituri restano sepolti ii piu spesso nella' piit buja oseurita , la qual cosa e da applicarsi particolarmente agli inventor; delle carte da giuoco Non 6 pert da maravigliarsi, che tutti gli etimologisti trovassero nella variety delle desioenze i motivi per. sostenere i loro svariati sisteini da not pint sopra indicati , e che ognuno credesse di poter comprovare con ragionevoli conglnetture, che alla propria uazione appartenesse questo ritrovato, che poi si diffuse per tutto. difatti ritiene per certo , che it pritno inventore sia stato un Francese, non trovandosi, second() la di lui maniera (1' opinare, ne in Ispagna ne in Italia, ne in Germania, ne in Inghilterra nessun monumento anteriore alla Cronaca del Petit Jean de S(iintrei ove si parli di giuochi di carte, cosicche ascriverebbe la loro origine, contro Ia realra di non pochi Patti, al 1375 , segnando in tal modo it passaggio di questa costurnanza in Ispagna nel 1397, indi in Inghilterra e in Germania . E per questo stesso amore di municipio it barone di fleinecken vuole che questo giuoco sia d'origine Alemanna, e pretende provarlo dal nome che le carte conservano presso i Tedeschi Briefe ossia Lettere , e the comu-, nemente non dicesi altrimenti che un giuoco di Briefe; che se d' altronde si fossero derivate , avrebbero ritenuto it norne di Carte , nel modo che it volgo ha ritenuti ii nomi degli altri giuochi derivati da straniere nazioni, e ne fissa invenzione nel 1336 , cosicche non

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la cerca egli nella caligine de' tempi pia oscuri , e la pone contemporanea a quella che Bullet reclama iu favor de' Francesi. Che poi questo fosse un giuoco militare, come quasi tutti i giuochi adoperato o inventato per divertir le mi lizie, e nato negli ozii , che in ogni tempo si alternarono colla vita laboriosa dei suldati stazionati negli accampamenti , questo ha motto di verisimile , e lo abbiamo poco sopra riconosciuto evidentemente in Germania. Oltre di che citasi un Libro stampato in Augusta nel r 472; ove diresi che i giuochi di Carte comin ciarono a usarsi in Germania nel 13oo. Per quanto poi alla fabbricazione , viene allegato un buou document , camprovante it commercio che facevasi coil' e colla Sicilia mandaudosi dei balloti di carte da giuoco impressi in Ulm che vettivano cambiati con derrate coloniali , e cio verso la meta del XV. secolo , it che coinciderebbe con quanto promosse it bando della Repubblica di Venezia contro l'introduzione di queste carte dall'estero , poiche pregiudicevole alle proprie manifatture, come si vedra a suo luogo. E questi impressori, qualunque fosse it mudo delle loro stun piglie, chiamaronsi anche allora brief mater. Breitkopf con minor prevenzione e pat critica, procedendo all' esame di queste origini , attribuisce piu giustamente , al contrario del Bar. d'Keineken , la derivazione di questi giuochi dall' Italia, e dal pia antico di cui ci rimanga memoria , detto Trappola, come riferisce it Garzorti, giuoco cunsimile al Tarocco. Riconosce it dotto investigatore Alemanno , che nella Slesia le carte conservano he denominazioni, the sebben .figurate e mutilate dimostrarto origine italiana , come it Rek , it Cuvall , it Fantel , o 11lille , it Du ; e li coloni egualtnente tutta scrbauo l'origine e la denominazione italiana. 9

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PASTE SECONDA

Gibelin nelle sue ricerche su questo argornento con moltissimo ingegno , e vagando piacevolrnente forse nei sogni, pretende che le carte da Tarocco, giuoco non conosciuto in Francia, siano Liu antico Moro egiziano , la cui allegoria trova conforme alla dottrina civile , Slosofica e religiosa degli antichi Egizj, e vuol riconoscerlo come un' opera della profondissitna sapienza di que' popoli, ove tutto era grande e misterioso, e i soli che poterono inventarlo , rivaleggiando in tal proposito cogl' Indiani, cui si attribuisce invenzione degli scacch
i.

Deriva egli infatti ii nome Tarocchi da Tar , che significa via, cammino, da Ros, Ro, Rog che significa Re reale, e spiegasi letteralmente catronino reale della vita; cosicche passando in rivista li diversi stati , nei quali Is vita degli uomini a divisa , facilmente si trova come spiegare, senza troppe contorsioni d' ingegno , qualunque allegoria di questo giuoco. Che infatti le immagini delle cose servissero agli antichissimi popoli di caratteri ognuno lo sa , e siccome Is varia combinazione degli oggetti che si riproducono alla facolth visiva , dispongono osservatore alla meditazione , cosi in quelli trova facilmente qn linguaggio mistico , the specialmente in Oriente era riservato al sacerdozio , e che forma in questa eth nostra 1' occupazione di tanti dotti , e da luogo a tante controversir. Se quindi Is faccia d' un Obelisco o di uno Scarabeo ci presenta una quantith d' imagini alle quali 6 pur forza attribuire un significato , perche si vorrh trovar stravagante o piuttosto perche vorrassi che sia vuoto di servo ci6 the esprime ciascuna delle carte di Tarocchi, e perche non si vorrh che rappresentando queste altrettanti caratteri mobili per it vario loco accozzameuto non abbiamo a dinotare egualmente un vario discorso simboleggiando gli avvenitnenti

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GOC)8 IC

DELLE CARTE DA GlII0C0

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della vita umaua sotto questo mistico e acherzevole velame ? A not sembra molto pi6 strano it voler negare a queste paginette vulanti un significato , ridendosi delle indagini , che si sotto fatte per ispiegarlo . Noi per6 non pretendiamo che interpretazione data dal citato autore non possa incontrare molte eccezioni , e the da altri non potessero diversamente spiegarsi questi enigmi. Piace qui riferirla brevemente anche pel favore, con cui si accolse questa medesima spiegazione in un Ahnanacco pubblicato in Cremona nel 1814 per curs di Monsignor Antonio Dragoni negli ameni e nei profondi studj versatissimo, it quale avendola riprodotta come oggetto istruttivo e /whet,zoso ad un tempt), in un paese , ove tal giuoco 6 tuttora di comune trattenimento , compiacque alle recerche di alcuni di lui amici senza pin oltre ingolfarsi nell' oscura materia . Le carte emblematiche dei Tarocchi essendo XXI presentarono subitamente 1' idea suggerita dally Egiziana dottrina , :che fu in seguito tanto cara a Pitagora, essendo it 3. numero perfetto e it 7. numero mistico per eccellenza . Quindi e che That perche it suo libro o quadro della creazione e della vita contenesse tulle le pussibili perfezioni , e fosse misterioso per eccellenza, lo compose di tre classi d' imagini, che notavano le tre prime eth del Mond , 1' eth d' oro , quells d' argento, e is terz.a di bronzo , e cilscuna classe delle imagini rappresentar quindi doveva in sette divisioni, quale una maggior perfezione , e (pale un pi6 profondo misticismo XXI. Prima e principale imagine esser dunque doveva it 2 1. cio6 it Mondo prima figura del secolo d' oro. Nell' uovo simbolo della creazione , sta hide , idea del tempo col peplo in capo , a' quattro angoli sono le gnaw() stagioni dell' anno Aquila , ossia Primavera , Leone o Estate , Bue o Autumn , Genio o

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PARTE SEWN DA

Inverno, the da' moderni non e meraviglia che fosser presi\ per quattro segni evangelici XX. 11 Giudizio , un uomo e nna donna fanciulli, che spuntano dalla terra alla voce di Osiride, la quale comanda alla materia , e li anima col fuoco sitnbolo della Creazione. XIX. II Sole, anima di tutto it creato presso ogni popolo della terra. XVIII. La Luna , da cui cadono le lagrime d' Iside , che ogni anno gonfiando it Nilo feconda le campagne Egiziane , allorche it Sole avvicinasi al Cancro che vedesi nel Nile. Li due cani che abbajano alla Luna presentano un' ulteriore allegoria, che ciascuno del volgo spiega uniformemente . XVII. Li sette pianeti, anticamente conoseinti, e la Canicola , o la stella per eccellenza ; ed Iside che all' alzarsi della Canicola versa le sue lagrime , allude alla rigenerazione della natura . XVI. Il castello di Pluto, o la casa per eccellenza. Ma is moderazione essendo prima dote d' ogni eccellenza, it castello pieno d'oro cade precipitoso, e i suoi adoratori socconibono sotto i1 suo peso . Lezione di gran morality per gli avari . XV. Tifone detto it diavolo fratello d' (side e di Osiride. Qui ii cattivo principio , ossia it principe del male, it gran genio delle teuebre, origine delle disgra zie , chiude it secol d' oro , e mena a quello dell' argento . XIV. Apre ea dell' argento it genio della Tern. peranza , che ruescendo acqua e vino insegna la ne eessia di domar le passioni. XIII. Questo numero sempre funesto 6 consacrato alla morte che miete le teste . XII. II genio della Prudenza Chi e prudente cammina col pie sospeso. Chi mai lo avrebhe detto a

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DELLE CARTE DA GIII0C0

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Mercurio, che alla fine dei coati la sua prudenza doveva cangiarsi in un appeso. Nel giuoco delle Minchiate da not veduto , e auche in alcuni de' giuocbi di Tarocco non trovasi pere fatta uua tai metamorfosi XI. La Forza sbrana it Leone, simbolo della terra incolta e deserta. Principio dell' Agricoltura necessaria, quando nel secolo d' argent() la terra non fu pia spontanea , come in quello d' oro . X. La ruota della fortuna Scimie, cani , conigli che salgono, pur troppo ci dicono, che la cecith della Dea non a.:coglie di preferenza i1 merito e ingegno. IX. 11 Saggio oil Filossfo oolla lanterns in mano, cerca invano la Giustizia ed Astrea. VIII. La Giustizia sta per abbandonare la terra ed aprire cosi le porte al secolo di bronzo . VII. Osiride su di un carro trioafale , simbolo del-le guerre proprie nel secolo di bronzo VI. II Illatrimonio. Amore unisce onore e la yerith Necessity di legame e di leggi in un secolo in cui la licenza vagando per tutto , fu necessurio concubitu
prohibere vago , dare jura manias . V. 11 Jerofante o gran Sacerdote, ora it Papa . Col

triplice Tau, ossia segno per eccellenza. Necessith di stabilire la gerarchia sacerdotale IV. 11 Re. Necessity dell' ordine sociale e dell' autorith . III La Regina . IL La gran Saccrdotessa o Papessa. noto come non fosse precluso nell' antico ordine sacerdotale it vincolo del matrimonio , e quindi successivamente per. abuso si 4 data questa denomivazione secondo it vario carattere della prima dignith ecclesiastica . La dissero altrimenti 1' orgoglio de'potenti , poiche fu poste talvolta in suo luogo una Giunone coi pavoni , siccome si vide posto it Giove in luogo del Papa.

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TARTY SECONDA 134 I. 11 Giocolatore , che colla verga fa prodigj , esso 6 detto Pagad o Bagat , eioe arbitro della fortune . Difatti questo nome , che nulla significa nelle nostre lingue Oecidentali , e appunto Orientale , e Pag siguifica capo , padrone , signore , e Gad Fortuna, ed it giuocatore si raffigura come un arbitro della sorte colla bacchetta di Giacobbe , o colla verga deli Magi . 0. Zero , it Matto Mat , privo di cervello . Questa carte non ha it numero , ma pea) essa completb l'Alfabeto sacro di That , e corrisponde al Tan che vuol dire eompimento o perfezione. Pub nominarsi anche lo Zero, della mistica nurnerazione , e lo Zero , che da se nulla vale, tanto poi serve a far valere gli altri numeri . Questo Mat in un sacro dietro le spalle tiene i suoi difetti, ma it rimorso sotto figura di una tigre lo arresta. Questo mistico Zero alludes forse alla scienza umana, che secondo gli ignoranti perb , non b che stoltezza e vanita Questo libro venue anche in antichissimi tempi ampliato , reso pia misterioso, e pia conforme agli oracoli , e agli enigmi, e la divisione delle quattro classi , io cui erano divise quelle popolazioni , nobili o militari , sacerdoti , agricoltori, mercadanti , ed artisti trovarono luogo nel libro di That ciascuna delle quali ebbe immagini , tessere, o numeri ; e cost ii mistico sette ebbe l'assoluto primato in quel libro per eccelleuza misterioso, e le sue in2magini significative furono dieci volte sette , ossia 77 numeri per eccellenza misteriosissimi, ai quell aggiungendo it Matto, che come fu detto , 6 lo Zero del calcolo divinatorio , 'completasi ii numero del mezzo di Taroechi universalmente conosciuto , e compost() di 78 carte. Li quattro nuovi segni introdotti net libro di That furono Spade, Coppe , Bastoni, e Danari. La spada contrassegnb an. che qui la prima chine de' nobili e militari, is potenza regia, Is vittoria , e le sue conseguenze , e nel linguag-

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DELLS CARTE DA GITIOCO

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gio mistico la veritk scoprivasi culla Spada. Le coppe o tazze di cui facevasi use nelle divinazioni e nei sacrificj indicarono it sacerdozio , o la seconds classy. 11 bastone ossia la mazza d' Ercole oil serpente di Osineo , mostro le arti dell' agricoltura. L' oro fu it segno delle arti e del commercio, ed era it talismano o amuleto del giuoco che veniv a consultato pia di ogni altro segno. 11 XVIII e it X111 de' Tarocchi presagivano eventi funesti: nelle spade l' asse era di buon augurio , le coppe erano indizio di feliciat , i bastoni inJicavano mescolanza di bene e di male, e l'oro o la moneta dinotava ricchezza. Questi segni gik per loro stessi emblematici e tnisteriosi uniti ai misticissimi Tarocchi, con tante e svariate loro combines_ zioni, provocavano facilmente occasione di risposta agli Oracoli , che _i Magi , i Sapienti , o Sacerdoti sapevano interpretare come decreti del destino; Is quale interpretazione a poco a poco divenne it retaggio delle donnicciuole , ed ora divide fra queste ed anche fra qualche eletta matrons it diritto di presagire le umane avventure. E non 4 rado che sia talvolta ritroso Morfeo de' suoi papaveri con qualche (lamina elegance, che incolpa delle spine , e delle veglie moleste infausto augurio , che nella tarda sera le presagirono sul tavoliere le fallite combinazioni delle solitarie

Questa e simili altre interpretazioni furono date alle carte de' Tarocchi , giarche nn senso morale doveva pur darsi di qualche fatta a questi emblemi o gerolifici che voglion chiamarsi , indipendentemente dalle combinazioni che si sono accozzate ne' varj giuochi , second() le varie costumanze dei poi diversi dove queste carte servono di trattenimento sociale. Per certo con assai minor critics e 'pia stranamente le interpteta Pietro Aretino nel suo Dialogo tra it Pa-

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P RTE SECOND/.

dovanofabbricatore di carte, e le carte parlanti, poiche diceva egli che it Carro trionfale dinota In vittoria del giuoco , la !Norte agonia di chi si rimane in mullet giocando : it Matto in stoltizia di quei che si disperano : it Papa la fedelta del giuoco , e la sincerita di chi giuoca come si dee; la Papessa ; riteneva per 1' astuzia di quelli cite defraudano it nostro esvere colle falsith cite ci falsificano ; Imperatore per le ltggi che ci appartengono. Soggiungeva quiudi s Re significare in lealtd the conviensi ai giuocatori , i Cavalli la fuga e it corso di chi lascia , e di chi tiene le poste; i Fanti , la servitit cite si ritiene nel giuoco , le spade la morte di quegli cite si disperano giuocando ; i bastoni , it castigo cite meritano coloro cite ingannano ; i danari , la sostanza del giocare , le coppe la bevanda con cui si riconciliano le questioni de' giuocatori. E siccome nelle carte francesi le Picche allora chiamavansi in Italia Capperl , dalla somiglianza che hanno difatti con questo frutto , cosi Aretino compiacesi d' interpretare questo segno come la loco insalata aguzza appetito ai bettolanti , pei Quadri spiega la fermezza di chi carteggia, pei Cori la volonta di pi gliarsi in man, e pei Fiori it piacere del dir buono. E poiche oltre a Fiori e a Cuori delle Carte pur anche conosciute, si avevano molt' altre figure delle quali egli non aveva forse veduto , cite i soiiagli e le ghiande accostumate in Germania , cosi t,utto spiegar volendo senz' altro soccorso cite quello dell' immaginazione sogginnge le ghiande significare la poca Cosa che basta a sostentare le fauci della Natura , in quale in principio nudr1 in generazione umana di tal cibo , e i sonagli cite mettevansi alle gambe dei matti dinotare la stoltizia di coloro cite si affatica-

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DELLE CARTE DA GlUOCO

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no di accumulare ricchezza guardate. dai cuori di quegli che non sanno , che die sono come fiori caduche. Poco dissimili tra loro nella con6gurazione delle Carte sono it Tarucchino Bolognese , e it Tarocco che si conosce in tutta la Lombardia, e conoscevasi pat freeridionale , quentemente che adesso nella Francia poiche sul primo non trovasi impiccato forse affine di non richiamare l'idea di Giuda , ma a sostituita una Carta che chiamasi ii traditore, ed egualmente non trovansi i nomi di Re: Regina , Papa , e Papessa , onde evitare Is profanazione di questi nomi, e invece trovansi i quattro Mori, tutto it resto corrisponde con piccole modificazioni e inversioni di alcuni numeri , ventidue essendo le carte sllegoriche e principali tanto nell'uno che nell' altro. Anehe it giuoco delle Minchiate pies coriose in numero di carte per gl'introdottivi segni del Zodiaco , 6 portato al numero di 97 carte, le quali corrispondono nelle loro principali signi6cazioni al Taroccooriginario, di cui tutti gli altri non sono che ramificazioni , e modificazioni. PiacerN di ricevere qui una singolare notizia intorno al Tarrocchino Bolognese introdotto e modificato in Bologna nel XIV secolo. In casa Fibbia, una delle piu cospicue Famiglie di quella Citta , esiste un gran quadro, ove e dipinta la figura in piedi di un Antenate di questa stirpe, e sotto vi si legge la seguente iscrizione. Francesco Anteminelli Castracani Fibbia, Principe di Pisa , Montegiori, e Pietro Santa , e Signore di Fucecchio , figlio di Giovanni , nato di Castrucci Duca di Lucca, Pistoja, Pisa, e fuggito in Bologna, dattosi a Bentivogli,fufatto Generalissimo delle Ari Bolognesi , e it prim di questa Farniglia , che fu detto in Bologna dalle Fibbie ; ebbe per Moglie Francesca figlia di Giovanni

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PARTE SECO!4DA

Bentivogli. lnventore del Gioco del Tarocchino in Bologna , dalli XIV Riformatori della Citth ebbe it privilegio di porre l'.eirma Fibbia nella Regina di BaAtoni e quella della Moglie nella Regina di Danari. Nato l'anno 136o, mono l'anno 1419. La figura di Francesco e in piedi presso d'un tavolino, e tiene nelia destra un mazzo di Carte da cui essen done cadute alcune , vedonsi at suolo le due indicate Regine coi rispettivi stemmi. Giuseppe Maria Mitelli intaglio con molta leggia driaun giuoco del Thrrocchino, e vi pose tanta grazia, che put!) dirsi una delle migliori sue produzioni, salvo quel po' di manierato , del quale ogni opera dell' Arte cornincio a risentirsi in quell' epoca. Questo giuoco di gia si e reso di qualche raritit ed i curio4i non cessano di farne ricerca. Un Bentivoglio lo fece intagliare , nella qual famiglia conservansi le 'amine logorate , e vedonsi gli emblemi relativi alto stemma Bentivoglio in molte carte , e segnatamente In Regina di danari ha tutta la parte ornamentale de' suoi vestitnenti fatti a sega , ch'i' acme originaria di que' signori. E prima di ommettere cid che riguarda le allegorie , e li varj significati che si diedero in diverso tempo ai giuo chi delle carte e singolarmente a quello de'Tarrocchi, non deve esser discara una breve digressione intorno a cif!) che accadde appunto in Bologna nel 1725 , essendosi ivi pubblicato un libretto intitolato ratite col diletto , ossia Geografia intrecciata nel Giuoco dei Tarocchi ec. dedicato al Marchese Gio. Paolo Pepoli, e pubblicato con tutte le permissioni dell' Arcivescovo e del santo Ufficio; it quale libretto venne contuttocio anatematizzato pochi giorni dopo dal Cardinal Buffo legato del Papa, con edittotremendo per ordine della corte di Roma , e it povero Giuoco di Carte corse un utnana viceuda politica in quel secolo , ove i pensieri

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DELLE CARTE DA GIUDCO

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ed i sogni non solevano scrutarsi tanto severamente come nell' eth nostra. Certo Luigi Montier scrisse la dedica del Libretto, it quale e corn posto di dodici pagine di testo, e 22. cartine coi segni delli Tarocchi gia co. nosciuti . Non sono da lodarsi certamente le adulazioni del dedicante , it quale aggiunse, che dopo avere imitato li francesi nell' invenzione del giuoco, voile aItresi imitarli nel pensiero della dedicatoria. La fecero essi
al gloriosissimo Re Luigi XIV. it grande, la faccio io , soggiunge autore , a voi nobilissirno signore come ad un personaggio di sangue ed animo regio, e siccome parve conveniente it far quella ad un Monarca di floridissirno Regno, a ad un conquistatore di tante provincie , cosi par con. veniente pure it fare questa ad un Signore di ec. celsa inclita stirpe e ad un Cavaliero che ha scorso tanta parte di Mondo. Nelle carte a lui dedicate vedrd ella que' Regni quegl' Imperj , e quegli Strati in cui per le eccellenti sue prerogative di spirit e di animo ha cagionata put rnaraviglia di quel che ne abbia consegrrita per le osservate in altrui ec. Ma

queste arnpollosith cornunissirne in quella et , e pur troppo cornuni in ogni secolo, in cui la villa, 1' ipocrisia furono strada elle ricompense , agli onori , elle cattedre , potevano eccitare bensi un poco invidia o di gelosia , ma non peril condurre a si violento anatema. Leggendo it testo si trove applicata la Geografia e it Blasone at giuoco delle carte , e nelle divi_ sioni delle quattro parti del mondo , indicate sotto il segno de' Tarocchi, stanno alcune notizie elementari geografiche, siccorne ne'semi o sequenzesono impresse le armi gentilizie de' Signori Bolognesi , e contrassegnate con asterisco, quelle farniglie ove furono Confalonieri . Rilevasi dalla prefazione che eransi anche albora istituiu. certe Carte con cui non sola-

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140

PARTE SLCONDA

- ma istruire mente dar diletto colic; ,vittoria anche nel tempo istesso in qualche arte o scienza i giuocatori, e precisarnente fu questo un giuoco di carte del blasone , tontenente gli stemmi de' principali potentati d' Europa del P. Menestrier , starnpato in Lione nee ) 692 dopoche gia nella stessa citta era stato pubb!icato un tal giuoco col medesimo titolo anche nel 166o. da Monsieur Brianville , e veramente pub 1a dirsi then quell' epoca si diramasse dalla Francia costumanza di queste allusion' araldiche , come lo attest6 in Venezia stessa it DottorGasimiro Freschot, che presento nel 1682 al Doge e al Senato un giuoco Blasonic di carte colle armi de' nobili Veneziani aveute per titolo li pregi della Nobilta Veneta abbozzati in un giuoco Armi di tutte le farniglie, riprodotto nel 1707 con molte addizioni Vedi Tay. XII. In questo gitioco Bolognese, di cui stiamo parlando, it rovescio delle carte 6 rappreseutato dalla figura d'un Europa sedente, li cui dodici stati principali sonoassegna ti alle siogole parti di quel corpo femminile contrassegnati d' altrettanti numeri Arabici posti sulle mede'Amy; di maniera the potrebbe esser spiaciuto ad alcuno degli Agenti di plornatici ii trovare la sede dello stato da esso rappresentato in qualche parte ignobile o non conveniente essendo i numeri distribuiti come segue: t. Li capelli al Portogalla, 2. La testa alla Spagna, 3. II cuore allaFrancia, 4. II braccio sinistro all'Inghilterra, 5. II braccio destro all'Italia, 6.11 fianco sinistro alla Germania inferiore, 7. II fianco destro agli Svizzeri, 8. II ventre alla Germania, Polonia e Ungheria, 9.Le ginocchia alla Danina arca, Norvegia e Svezia, to. e 11. La Russia, la Turchia e la Greica numerate la dove it norne delle parti del corpo di questa figura ern blematica ferir poteva i riguardi della decenza, o dar luogo ad equivoco ; e it 12 , che 6 il vano della carta

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DELLE CARTE DA GMOCO

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intorno la figura , venne assegnato elle Varie isole cornplessivamente. E se ci6 non avesse bastato ad attirare la disgrazia Sal mezzo di carte, Corse potrebbero avervi contribuitoaltre considerazioni, come a cagione d'esempio nella carte 12 che ha lo zero , e 1' insegna del Matto , sara giustamente spiaciuto , che gli stati Enropei ivi fossero cont assegnati colle singole capitali , e sia incorsa anche l'omissione d'uno dei principali, che in diversi libretti trovossi poi aggiunto a mano , e abbiam rilevato non esservi mai stato posto a stampa. Similmente si trove che la carta 2 1 , ove si denomina la forma di governo di varj statj europei, Monarchic , Dispotico , diristocratico , Democratic Misto , fu assegnato ally Citta di Bologna it Govern Misto. Finalmente la Turchia che rispettavasi allora un po'meno che oggidi, fu poste all' insegna del Diavolo, l'Inghilterra a quells della Morte , la Franzia a quella del Sole ; e all' insegna dell' impiccato e scritto Giulino Traditore. Questi ed altri rim archi , esimili ommissioni o accidentali o artiticiose potrebbero aver provocata la condanna del libretto , delle carte , dei rani , delle quail cuse non volevasi che passasse memoria alla posterity E che spiacesse altamente la circolazione di questo libretto rilevasi dal testo del bando medesimo, che qui si riporta , li quail documenti singolari ci yennero dati dal chiarissimo Cavalier Giuseppe Malvezzi, ricco depositario e raccoglitor solertissimo d'ogni patria memoria ( Ved i a ppendi ce E) . Simili bizzarie in giuochi di carte, ed anche pit!' atrane, eransi viste nel Libro in titolato Le Roi Modus, e le Reine Ratio stampato a Chamber! nel 1486, in prove che in ogni eta si 4 voluto mescere le cose gravi alle scberzevoli , nel qual Libro si tratta del modo di cacciare ogni aorta di animali, moralizzando colic bestie selvaggie, coi sette peccati murtali ,coi precetti del

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PLATS SECONDA

Decalogo ; e narrasi come 1'Eterno Padre rimettesse al giudizio del figlio la lite tra Is ragione e satano, e fosse decisa la cause contro di questi; e come lo spirito ritenne a se le anime del mondo , lasciando la carne a satano, e vi si trove Is battaglia tra i vizj e le virtu, ed avvi un fiero combattimento tra it Re Modus, e it Re Orgoglio, e cento altre simili stravaganze ed allegorie. E cosi pure a modo di giuoco di carte si trova nell' Imp. Bibliot. di Vienna tra'manoscritti un trattato di Giovanni Teutono de montibus et disciplinae humanae con
servationis chartarum lusu'n PI cupitibus esponens. Echardi de' scriptor. Ecclesiasticis T. II. p. 821. E

perfino si giunse a volere stendere questo mud d'insegnare alle scienze sublimi , poiche nel ifi5o. it P. Guichet pubblic6 Arte della Logica Ars rationandi lepida
misitarum imaginurrsfestivitate contexta. Harnault 1650. 4. Cosicche nuovo nou rieseira ci6 che ora fassi coi

fanciulli, insinuando medianti carticelle ed immagini, gli elementi d' ogni studio in una forma visibile ed allettatrice. Ma basti delle significazioni ii cui vastissimo campo non 6 minore di quello dell'umana mente, e con molta minor incertezza, e pia profitto per la Storia dell'Arte uoi potremo procedere in queste ricerche, esaminando le varie configurazioni che sonosi conservate e che amplierebbero grandemente i motivi d' interpretazione , se fossimo tratti dalla voglia di pescare nell' interminabile pelago delle allegorie. II conoscere la varietk di questi giuochi e di queste figure, non piti col mezzo di tradizieni , ma su i monumenti esistenti , ci far' di part passo illustrar la materia sotto un duplice aspetto. E per cominciare da quelli eseguiti fuori d'Italia, uno de'Giuochi di carte pia singolare , e del quale non abbiamo trovato alcuna traccia , presso gli scritori antichi e moderni , e quello posseduto dal Marchese

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DELLIS CARTE Di GIII000

143

Gio. Giacomo Trivulzio, ricco d' ogni bell* singolarita in materia d' arti e d' erudizione (t). Questo giuoco c verosituilmente , per quanto dabs) stile degli intagli in legno pub rilevarsi , di origine Tedesca , oltre it fame fede la forma dti caratteri e le molte iscrizioni latine e alemanne che vi si trovano . Sembrb a not che questo lavoro potesse appertenere all'epoca circa di Massimiliano I. imperatore , e che possa essere stato intagliato da que' maestri, che con tante eleganza scolpirono le figure del poema o romanzo ititolato Tewrdanneths.I1 sig. Ottley fece parte al sig. Singer di altri intagli che in tal materia esegul Erardo Schoen circa it 154o. con gran numero di figure umane , animali, uccelli, piante, frutta , foci, ma queste bellissime e rare carte che non in legno ma in rame vennero intagliate , not indicheremo piu avanti , avendole potute ammirare pel favore del chiarissimo profes.tore Mezzofanti nella sceltissima collezione di stampe donata dal benemerito Pentefice Benedetto XIV. elle patria sua biblioteca di Bologna . Stranissimo ii it mazzo delle carte Trivulziane , che non essendo in ogni sua parte cornpleto, lascia perb alcuna incertezza di piccolo momento pel nostro oggetto . Tredici pali o semi vi si contano , Ii quail verisimilmente aver dovevano per lo meno dieci carte per seme , giacche nel mazzo citato non trovasi in alcuno undecirna , e it non trovarvisi mai donna o cavallo nelle figure , da a credere che queste non formassero parte del giuoco , limitandosi alli soli Re e Fanti , cll. vi si incontrano ; sebbene sia da notarsi , qualunque ne sia la causa , che dove nel Palo 4 una

(t) Veda Tavola IX.

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44

PARTE SECOPIDA

di queste due 6gure non trovasi poi 1' altra , cosicche non pub decidersi se questo abbia ad ascriversi a smarrimento di carte, od alla instituzione di questo giuoco. E sempre perb singolare che in alcuno di questi pall mai si trovi undecima carta. Il mazzo Trivulziano , tal come trovasi oggidi , 6 cosi composto Campane , col Fame compreso , carte 9. Coltelli, col Fame to. Secchie , senza figure 8. Ghiande , col Re 9. Soffietti, col Fame 9. Sona. gli , col Re 9. Scudi Biasonici, col Fame 9. Cuori , col Re 9. Pesci col Fante to Pettini, col Re 9. Corone , senze figure 9. Palle Ferrnagli, col Fante to. Coppe, it Re solo t. Una carta unica rappresenta una Scrofa allattante , che mangia un porno. Queste carte , evidenternente mancanti in molti pali e non complete, ascendono in tutto al numero di cento e dodici. da notarsi che li dodici pali avendo urt rovescio diverso , stampato con eleganza , rem pre perb rappresentaute uno stemma con lunghe iscrizioni , darebbe a conoscere , per la sua variety all' esterno , quali carte tengonsi in mano da' giuocatori , e couvien supporre che non importasse minimamente it farsi cib manifesto , o pia verosimilmente , che use a cui dovessero servire non portasse la necessity di tenerle in mano, servendo fors' anche per giuoco di society a divertimento di molte persone. 'I'rovansi sei Fan& , e probabilmente altrettauti Re , e forse it Re di Coppe, the sarebbe it settimo , sara solo senz' nitre carte di sequenza , come una srecie del Re del giuoco; egualmente che la Scrofa trovasi sola , e forse come denominatrice o centro delle combinazioni diverse ; cosicche se vogliano supporsi isolate queste due ultime carte , e si ritengano per completi Ii dodici pall, con dieci carte per ciascuno , it mazzo intero non risulterebbe che di cento e ventidue carte.

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DELtE CARTE Dk: GIUOCO 145 Ogni carte presenta l'oggetto suo .proprio disegnito con precisione avendo sopra ciascuno un motto o sentenza, altre leant. ed ahre tedesche , impresse in caratteri in legno , sirnili a quelli della Biblia Pauperism. Le carte nell' interno sono variamente colorate in Ante leggiere, sotto cui trasparisce l' opera d' intaglio accuratezza . Tutti gli in legno , eseguita con tutta swami , ahe come abbiam detto variant) sul rovescio delle carte ad ogni Palo , sono sormontati o da una.corona o da un berreuo ducale o prindipeseo , od anche da una mitra. Lo stemma sul rovescio della carts unica rappresentante una, Scrota, 6 portato da una specie di alfiere, the lo tieue non tanto sullo scudo blasonico , quanto sul petto , ed in un cartello stanno superiormente li tre seguenti. versi :

Res est plena joci res est miranda profectu Ordine si cuoctas picto pictasmate leges Et decreta Patrum commemorare potes.

In un altro cartello poi sopra la Socrofa e scritto in ,idiorna provinciale Germanico ciO the corrisponde alla ,lingua tedesca comune Du Welke San , o magra ...Scrota ovvero to pasci la porca. Noi abbiamo un pa' diffusamente descritto questo giuoco non tanto per epoca , a cui appartiene, ma anche per la sua singor .larita,e come it pin ricco in numero di carte, se forse non lo 6 altrettanto in combinazioni ; lasciando ails solerzia d' altri investigatori lo scuoprire , se agevole lord sia , quale ne 'fosse l'esereizio e la pratica . Nol
troviamo pen!) a bastevole evidenza provato come questo giuoco appartiene alla classe di quelli da not pin sopra citati, niedianti i quali si iusegnavano molte dot, trine, e in questo si C preso di mica la giurisprudenza, sembraudo the nate le leggeude siauo tratte dal codi 10

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146
y

PARTE SECORDA

ce delle pandette come Jure naturali communia ; -.Res universitatis; Reguiae acquisitionis ferarunt bestiarum ; Regulae *lam; .Regulae Pavonum, -Cervorum , Columbarum ; Regulae Ga llin arum et ,inserurn; Injuria qualiter committitur; Alveorwn regula; Institutio ignoti ; Una res duobus legata ; Res fisci ; Tempus legatorum ; Jus civile ec. Venendo poi alle altre carte da giuoco colla pi t fins eleganza intagliate in rame in Germania , nella brillante epoca di Israel Van Meklen , e dell' intagliatore che poneva per mares una trappola cone parole Na-Dat non meno che di parecchi altri anonimi insigni per opere di finissinio intaglio , li quail posero cure infinite di enzergere per l' arte del disegno , egualmente the per quella del bulino : ci restringeremo a citare li giuochi, che si veggono di un' ammirabile conservazione nei volumi di stampe della citata collezione deposta alla pubblica Biblioteca di Bologna ; e pilk grato assai ci riesce it ricordare questi che abbiamo esaninati a bell' agio , di quello che citarli sully sole asserzione del celebratissimo sig. Bartsch, prevaler sempre dovendo it fatto proprio a qualunque altrui esposizione, e servendo in tal caso ad attestare agli stranieri , non sempre giusti intorno alle glorie Italiane , come sia per not pregiata ogni loro opera distinta e retribuita di giusta lode . Insignemente belio 6 it giuoco, ove sono espresse le Coppe , Spade , e Bastoni , e in 'nog di Denari trovasi Melagrani , dai quail schiudonsi , e fra' quail scherzano varj lanciulli in modi gentili. I numeri progrediscono dall' uno al nove, la decima carts a uno stendardo, ove 6 insegna del Melagrano portata da una donna a Cavallo , quella di Coppe P portata da un Leone; quella di Spade 6 recata da un Alfiere, e quella di Bastoni 6 sorretta da un Ippogrifo.,Sonovi

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DELLE CARTE DA GIUOCO itioltre le tre figure per ogni palo, cio6 Cavallo . In tulle 52 carte .

147

Re, Donna , e
figure
, di

Non meno pregievole A it giuoco che segue, eomposto di altreuante carte , diviso in quattro semi , uno di

umane
riati ,

in movimenti d' ogni maniera sva-

presentando it pia spesso giuochi ginnastici frombolieri, gladiatori e di giuocatori

come arcieri,

uccelli , un altro di quadrupedi , e l' ultimo di stemmi , avente ciascuno


modo diverso, un altro seme 6 Re, Donna, e Cavallo, nel qual giuoco e da am mirarsi non poco In maestria del disegno e in bizzarria delle invenzioni . Il pia distinto, specialmente per Is finezza del bu -

lino, e del quale bellissimi sono parimente recati sell' opera del sig. Singer ,

lifac simili

quell di 70 carte in

forma rotonda del diatnetro di due pollici e mezzo, divise in cinque

uno figurato di modi ,

semi di quattordici carte per ciasche duno: papagalli atteggiati in mille e graziosi
che direbbesi lo studio di tutti di i mo ani male; altro

vimenti possibili di questo

lepri e

conigli,
menti

ove pure questo piccolo quadrupede trovazi

mosso per ogni verso ne'suoi leggiadrissimi aggruppa e a questi due semi seguouo un terzo di un quarto di

garoleggiadro

-fani ,

rose, e 1'
sistema

ultimo di

et

Delphinium A jacis , Fior cappuccio da Valisnieri, e iFraneesi chiamano Pied d'Alouette, pianticella annua che si
fiorellino , the nel di Linneo 6 detto coltiva in tutti i giardini , spesso di for doppio e svariato infinitamente riconobbe dal turchino al it rosso o al e bianco. la La

utile

ally

tintoria

Mattiuli,

chiarno

consolida regale,
piaghe, per

perche creduta buona a marginare le

le

quail cose la pose tra le piante offici che ogni altra cosa

nali. Ma sia grato in tal pro posito pia

it sapersi , che dentro al nettario v' hanno certe

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P A RTE SECONDA

accbie, come se fossevi scritto ALA, alle quali allude


Ovidio.
Ecce sues gemitsts foliie inscripsit, et hya Met. lib. X. V. 215.

e Virgilio
Dic qnihus

in terris inscripti nornina rep=


Virg. Eclog. 3.

Nascantur flares .............

alla prima carta di ciaschedun seine sta una sentenza ,applicabile secondo it vario modo d' interpretarla , al fiorellino di cui abbiamo ora parlato sta scritto : par ille superis , cui pariter dies et firtuna fuit : alle rose : pepulit vires casus auimoque tulit equo , ai garofani : Fortuna opes auferre non animam potest: ai papagalli : quicquid facilius vertu ex alto : ai Conigli : felix medie quisquis turbo parte quietus. .E dopo aver numerate queste carte, che abbiamo po, tuto osservare a bell' agio ne' loro conservatissimi originali, da molti altri frammenti di sirnili giuochi , molto sarebbesi a indagare, ed aggiugnere alla caterva delle aupellettili di un cal genere di trattenimenti ; e ci6 basti dagli stranieri . Allorquandonon era pur anche resa famigliare col1' intaglio quell' arte , che poi servi canto .a rnoltiplicare le imagini e le opere del disegno; alla quale mancanza suppliva gih nel decimo terzo secolo fino alla 'meth del decimo quinto, e poco pits oltre, la diligenza e eleganza de' miniatori , i quali sfoggiavano con un lusso straordinario tutta la magnificenza e la pornpa delle arti nei corali, nei breviari, nei classici copiata da pazientissimi cenobiti, sulle candide pergamene , i cui resti son tuttora oggetto della nostra ammirazione e del nostro culto , era ben da supporsi, che anche nelle occasioni di nozze illustri , e che nei donativi a' gran personaggi 8i facessero in quel tempo miniare dei tic-

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DELLE CARTE DA

eatmco

349

chissimi giuochi di carte , dei quail , se poco ci rest* di mernorie visibili , b duopo ascriverlo ails facili0 di disperderle e alla consumazione che di queste debbe essere successa a cagione dello stroppieeiamento nel1' usarne , e chi sa quail preziose miniature su queste carticelle volanti passarono dalle aule dorate alla loggia dei famigliari , e vennero consunte , siecorne oggi pur fassi , che le carte dopo aver servito negli appartamenti signorili , diventano it trastullo delle anticsmere , e ta lora persino de' trivii. Noi abbiamo potato vedere in Milano col massimo interesse e piacere un mazzo di carte di Tarocehi antichissimo ora posseduto dalla sig. contessa Aurelia Visconti Gonzaga e non abbiatno posto alcun dubbio che non sia lo stesso citato dal Decembrio ( nel vol. X X. hal Script. Vita di Phil. M. Vicecom. c. LXI) con queste parole : Variis etiam ludendi mod is ab adolescentia usus est Philippus M.: nam modo pila se etrereebat , nunc folliculo , plerumque eo ludi genere, qui ex imaginibus depictus sit, in quo praecipue oblectatus est, adeo ut integrum earum ludum mile et qtringentis aureis ernerit , auctore vel in primis Martiano Tordoncnsi ejus secretario , qui Deorum imagines subjectasque his animalium figuras , et avium miro ingenio summaque industria perfecit. E conivien credere cite questo prezioso monumento del. 1'

arte fosse tenuto dal possessore con molta gelosia quasi sepolto, giacche it Tiraboschi , che soggiorno a lungo in Milano strettamente legato con tutte le colte persone di quella insigne citth , ne ignord esistenza , a meno che non abbia contribuito ad ispirarema tanta riserva 1' alto prezzo indichto dal Decembrio, verameute straordinatio. E in questo luogo accade di poter osservare opportunamente , the non pub da cib trarsi argomento , come alcuno avrebbe pure desiderata com-

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5o PARTE SECONDA parando it sommo prezzo di questo mazzo di carte coi tre che dipinti da Gringonneur vennero comperati per divertire Carlo VI totalmente iiubecille, e pagati soltanto 56 soldi di Francis, minimo prezzo, e che diede , luogo a far credere ad uno scrittore Inglese , che non fossero dipiati a mano, ma tutti a Jim-rya, e di poi colorati e dorati : moth o debolissimo per istabilire in Francia o dovunque, the nell' anno 1393 fosse in use la stampa , quando non se ne abbiano di piit conve. nienti : poiche sarebbe primierameute necessorio to stabilire , comparativamente al valore attuale del numerario , cio che allora valevano i soldi di Francia ; in secondo luogo nun si possono confondere le carte fatte da un miniatore diligente con tutta la cura dell' arte , alludendo a uno splendido matrimonio , con quelle che venivano eseguite comunemente , sia che pur anche si usasse stampiglia, sia che venissero disegnate a mano , come saranno state quelle di Gringonneur pittore , che le esegui a oro , e a colore , ma senza nulla di ben distinto e prezioso , doveudo specialmente servire a trastullo d' un imbecille , e probabilmente in un modo pis grossolano di quelle della collezione Durazzo , del Gabinetto di Turino , e delle da not possedute. Le quali considerazioni risponderanno in parte a cif!) che ne scrissero contemporaneamente Ottley e Singer , benche non siano tra loco d'accordo. Che se poi s' aggiugnerh avere Filippo Maria Visconti pagato quell' ingente prezzo a un nobile della sua torte , e suo intimo segretario , si trovera fors' anche, per quanto bello e prezioso quel lavoro , la ricompensa proporzionata al grado piuttosto che al merit() dell' artisto. Noi non trarremo per questo lit falsa induzione , che antica memoria e esistenza di questo magnifico giuoco abbia ad assicurare in fib all' Itaha una palms .d' iuvenzione , siccome abbiam ripetuto

BELLE CARTE DA aleoco

15t

iti

proposito delle Cronache consery ate dal Redi e in -

torno all' iscrizione posta sul ritratto di Francesco Fib hia in Bologna , ma piacera nondimeno trascorrere

quanto a noi fu grazioso di comunicare it chiarissimo sig. Cattaneo Direttore del Ga binetto Nutnistnatico in

Milano, archeologo distinto , e quale tenuto avendo per cortesia

artista celeberrimo della dams

it
Ta -

posseditrice di

alcen tempo presso di se detto

giuoco

rocchi , pote estenderne a suo bell' agio una esaua de. scrizione da noi qui premoche 11 giuoco de' Tarocchi letteralmente inserita. pel duea Filippo

eseguito

Maria si discosta in qualche modo ; sebbene non essen zialmente da quello in uso oggidi presso gl' Italiani ,

e
nel. l'

Tedeschi , come pub vede rsi

per quest' ultimi

opera di Breitkopf stampata in Lipsia nel 1 7 2 , ia 4. Primieramente it seme o palo dei Bastoni espresso nei giuochi comuni con una aorta di scettri o rami d' al bero , in questo rappresenta delle freccie intrecciate nel modo solito in simili Carte. Le figure ni tengono in della freccia. pert dei basto -

mano una aorta di mazza aurata in luogo

da osservarsi inoltre che le figure di

ciascun seme in questo giuoco song cinque e non quattro come in quegli altri conosciuti , vedendovisi ora rad -

doppiato it fante, ora it cavallo , essendo probabile che

variando it sesso, maschio .

la mancanza del fante

Del

palo di spade e altre figure in altri pali siano vere o no n pe r

ma nca nze a cci de ntali pe r c art e sm ar rite ,

disposizione del giuoco, mancandovi pure it 3. di dens -

ri , mentre sono
Tarocchi, sembra

compile le carte minori degli altri

Second() it giuoco ora in uso, nella classe dei trionfi c he in questo a nt i c o mazzo

tre pali. o
ne

manchino undici oltre la figura del matto. Ma non portando queste carte impresso it numero , come vedesi nelle nostre o in quelle pubblicate da Breitkopf , e da

Goode

152

SECON DA

Court de Gebelin, sarebbe forse troppo azzardato its voter precisar le mancanze positive , molto piu se riflettasi a qualche variela che tra queste figure s'incontra in confronto alle rappresentazioni delle unstre. Dopo le quali osservazioni preliminari descrivonsi le carte, principiandodai trionfi, che i Lombardi chiamano per antonomasia Tarocchi e Ii Frances; "haus. It. Religione o piuttosto la fede. Matrona sedente di fronte vestita d' oro , e d'armellino , coils destra in-, dica it calice , cui 6 sovrapposta ostia sacra , e cotta sinistra impugna la croce. Al basso vedesi escir la figura di un re con una corona d' oro sul capo. Ai piedi &Ha Religine si vedono le vestigie d' unm leggentla troppo mancante per esser letta , ma le poche lettere visibili Ammo suffiriente motivo per crederlo it nome. moderdell' autore Martiaoo... Notisi che nei ni , ed in quell illustrato da Court de Gebelin si vede . Come abbiamo poe' anzi esposto , rappresentata la Pa.' pessa , ed in quell di Breitkopf, forse imitatoda quell. che trovasi usato nella Germania protestante, alla Pa-r pessa% si vede sostituita Ginnone ; siccome at Papa vedesi surrogato Giove. HI. Imperatrice. Figura matronale' incoronata y) mita vestita d' oro , a-d' armellino , sedente con scettro, nella destra , e con stemma imperiale nella sinistra. accompagnata da quattto damigelle ariamente yestite , ma tutte di proporzioni per meta rainori della. figura dell' Imperatrice , a guisa che pingevansi e scol-, pivansi in god tempo i devoti presso le imagini. Sul: manto della damigella a destra inferiore cosi leggesi: scritto a caratteri d' two. Deus propicio Imperatori. IVV . Imperatore. Figura virile sedente in trono ,) tutta coperta d' armatura di ferro , tranne it capo che: coperto da un gran cappello fatto a ventaglio piumato,, sul qttalel dipinta in nerd 11A,qui la imperiale,. che

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DELLE CARTE DA iivoco

53

ripfitnta , ma in oro, nell' armatura verso it petto.' Tiene nella destra lo scettro, e in sinistra posata sovra un globo aureo. Sono d' intorno ad esso collocati quattro paggetti vagamente e variamente vestiti , uno dei quali inginocchiato a' piedi del trono porta nelle mani In corona d' oro. Sulla sopratunica alla destra inferiore 0 scritto it motto a bon droit , che vedesi far parte degli stemini de'Visconti, scritto anche intorno alla bianen radiata nel prezioso Messale donato da Gio. Galeazzo conte di Viral alla Basilica Ambrosiana. Il qual motto not abbiamo anche riferito nella Storm* della Scultura,allor che accadde di descriveree illustrare la bellissima porta scolpita da Michelozzo per nno dei palazzi di.questa insigne famiglia, la quale vedesi adorna di tali stetomi , emblemi, o Devises , siccome era costume, e pub ben anche oggi vedersi conservatissima in Milano nella strada dei Bossi. VI. Amore. Amore bambino , cogli occhi bendati e volando fa cadere due strali infocati sopra due sposi,. the stanno sul piano stringendosi le destre innanzi ad una tends , i cui panneggiamenti alzati sul davanti laacia no vedere i1 talamo nuziale. Le figure degli sposi sono it duca Filippo Maria , a cui somigliano anche i tratti della fisonomia , col capo mato di ampio cappello a ventaglio , e sul quale A scritto it solito motto a bon, droit: altra dovrebb'essere la sua prima moglie Beatrite Tenda vedova di Facino Cane , e gih avanzata in et3. Probabilmente si 0 voluto alludere dall' arteftce al cognome della sposa , colla strana idea di porre it letto nuziale entro una tends, ed alla parentela del primo marito col cane che le sta a' piedi. Sul cielo del padiglione 6 &wino esternamente in caratteri d' oro la payola Amor. bordo poi del medesitno 6 format tutto da una continuaziune di scudetti blasonici, alternando lo stemma Visconti con quelli di Pavia , ch'

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PARTE SECONDA

quasi simile a quello di Milano , cioe una croce.hian.ca, in campo russo. Una sola discrepanza si trove nella figura di Filippo Maria cio6 nel color de' capelli the sono biondi , mentre it Decernbrio scrittore contentporaneo dice , ch' erano neri. Ma forse era costume a quel tempo di fingere , in chi non lo aveva tale , it colore de' peli , come abbiatn veduto praticare verso la fine del XVIII. secolo prima della rivoluzione Francese. Infatti 6 singolare che in tune le figure sia virili sia femminili espresse su questo giuoco , non ve ne ha lacuna , che non li abbia di un assoluto biondo d'oro, e persino i capelli, e la barba del vecchio , che rap presents it re di Coppe ( vedi Tay. X. ) VII. Carro. Matrona forse in stessa duchessa Beatrice egualmente vestita che nella carta precedente , seduta sovra un carro coperto d' una specie di tempietto gotico , coil% scettro nella sinistra , e tolls colomba radiata blasonics de' Visconti nella destra. II carro tirato da due cavalli bianchi guidati da un palafreniere montato copra quello a destrn contro use attuale. E da avvertirsi che in tutti i Tarocchi , sia in quelli prodotti de Court de Gebelin, che da Breitkopf, it carro a perfettamente di fronte , e la figura , che vi siede copra a quella di un Re , mentre questo all' incontro rappresenta una donna, ed it carro 6 quasi di perfetto profilo. XI. Forza. La donna che sbrana he fauci del Leone , invece di avere it capo coperto di un ampio cappello , come in tutti i Tarocchi finora conosciuti, porta , qui una gran corona d' oro , che somiglia alquanto nella forma ails corona turrita degl' antichi , e ha le blonde chiome sciolte e sparse al vento. II suo ampiovestimento P di broccato d' argento foderato d' arinellino.

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DELLE CARTE DA GLUM

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XIII. Qui la naorte 6 sopra un cavallo nero , ha il capo cinto da una bends bianca svolazzaote , galoppa sopra un mucchio di persone giacenti al suolo , alle quali recide it capo indistintameute coil' nmpio ferro the tiene nelle mani. Fra le persone sottoposte si distinguono un Pontefice , un Cardinale ec. ec. Nel medio evo gli artisti , meno adulatori , erano tutti penetrati da quel Mors aequo pede ec. e infallibilita non era addetta all elevazione del grado. Nel campo santo di Pisa i dipinti dell' Orcagna , quelli di Giotto alla Cappella Foscari in Padova, i pergarni scolpiti da Niccolo da Pisa , tutte produzioni de' primi tempi , vengono in conferma di quanto sopra. XIV. ovvero XII. Speranza. Donna di profilo , incoronata, colle tuani giunte in orazione e collo sguardo rivolto verso un raggio di lace Le pende dal destro braecio una corda alla quale e attaccata un'ancora, che giace al suolo. Ai piedi della Speranza vedesi un vecchio carpone col capestro at collo, e colle parole Juda Tra ditor scritte in caratteri bianchi sul vestito paonazzo , E da rimarcarsi che nei giuochi conosciuti, anche i piu antichi, vi 6 sempre la figura della Temperanza , non mai quella della Speranza. Forse l'una fu sostituita all' altra ; ma sembra piu verisimile che in tal caso questa carts corrisponda al Sospeso , che spiegasi in alcuni tarocchi per impiccato al Numero XII. Cosi sembraudo indicare la figura del Giuda qui introdotto col capestro al collo, cbe force fu cosi cambiato in seguito. Carita. Donna seduta, coronata , riccamente vestita di broccato d'oro;e con manto di armellini tenente nella destra un vaso, entro it quale arde una fiammella, e colla sinistra sostenendo un bambino nudo, che allatta alla sua poppy sinistra. A' suoi piedi sorge un vecchio Re volgendo it capo all' insh. E a qual numero nella dame de'Titrocchi corrisponda non aaprebbeai definite:

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PARTS 3ECONDA

per() che si pu6 riconoscere, tant o da questa' fi gura , (p ant o dal l e ant ec ede nt i , si 6 che nei pi u a nt i chl t empi di quest o gi uoco si preferi rono l e fi gure al l usi ve

alle

N'; nit

Teologali

piuttosto the elle

Cardinali,
in

adot-

t at e po st er i or me nt e ,

f or s e c o me m en o

i m pr o pr i e a d un

use co si profa no. T ra q uest ' ul t i me no n si t rove questo giuoco, che is ginochi pi6 moderni

forza , come la Prudenza,

si vide mancare nei a meno che non vo-

gliasi t enere per buona at t ri b ozi o ne di q uest a vi rt h, assegnata da

Court de Gebelin

ails Figura

delllawic.

coto,

giacch6 egli riconosce, o da not fn notato lo scam-

h i e p r o d o t t o d a l l ' i g n o r a n z a d e ' f a b b r i c a t o r i d i C a r t e, dovendosi esprimere per segno di prudenza un

uomo.
annutt-

pede susnenso, e non niai rovesciato o impiccato. XX. Giudizio. Due Angell sovra le nuvole

zi ant i Is ri surrezi o ne de 'mo rt i . Nel l 'al t o del Ci el o l eg sso gesi a earatteri d'oro sure,ite ad judiciurn. . Al ba veg go nsi vari e t om be ap ert e, da cui sorg on o al l 'et er na vita persone di

oh e sesso

diverso. Gli stessi emblemi secondo servono ad ispiegare rose

ii sistemi , e le diverse Teogonie

affatto disparate fra Toro, e si modificano poi omet tendo o aggi ungendo , cul ti , second() port ano le wari et h dei t empi , dei del le affei i oni , e del l eco -

st mnanze umane. Bast i i n prova vedere ci 6 che i n pro - . posito di questa cart s riferi va pits sopra Gebeli n. X X

Mond.

Matrons , mezza figura , riccamente

vestit a col cape, nodo , con tromba a lat o nella dest ra corona d' oro nell a si ni st ra. Si vede sporgere da

un, g r a n

d i a d e m s d ' o r o s u p e r i o r m e n t e t e r m i n a n t e i n u n a speci e di guarni zi one serpeggi ante a due col ori. AI di, sotto vedesi

un grand' arco esprim ent e forse la rotondi t i del Gl obo. Vedesi sott o quest ' arco rappresent at o

it

mar e

c on na vi y el e g gi a nt i , u n fl u me e nt r o i t q u al e u n bat t el l o

con

frail navi gant i , ed al l e sponde del qual e Vedesi uu

artnigero a cavallo

da un lato, e un pescato-,

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DELLS CARTE D& GIUOCO

1 J7

re dall' altro. II restante poi figura monti, torri, casteia li ,


circondati d'acqua , case, campi , prati ec. Second() ordine del giuoco conosciuto dagli Autori che ne hanno priori d' ora trattato , ed ammesso che le figure discrepanti corrispondessero a quelle, che ven nero qui indicate , second() I' esposizione del sig. Cattaneo, mancherebbero a questo giuoco Ii numeri I. Bagatto , V. Papa, VIII. Giustizia , IX. Rornito : X, .Fortuna, XIV. Temperanza , XV. Diavolo , XVI. Torre o Casa di Dio , XVI I. Sidle , XVIII. Luna , XIX. Sole e finalruente it matto, cio6 dodici in tutto. La qual cosa a molto verisitnile , poiche on lavoro di tanto lusso, e di tauta eleganza non sari sfuggito all' avidita , o alla rapaciti de' curiosi , che avranno force involate le pia singolari di queste carte , oltre a quelle tante vicende , cui va eaposto un mazzo slegato di carticelle eleganti. E appunto it lusso dell' arte con e ri eseguito, ' la perizia o ii talents) indipealente dell' artefice avranno servito a far 81, che in tali carte venisse naturaltnente introdotta quells maggior varieti , the lusingava it suo genio , volendosi pur setupre inventis addere, varieta, che anche meglio serviva ad illustrare la circostanza per cui fu tniniato, facendosi che it &on) indicasse le allusioni al matrimonio , e alle famiglie cospicue, cui doveva servire di trattenimento. P. ben diverso un giuoco eseguito colla stampiglia , per tutti quelli , che ne vogliono indistiotamente far uso , da que' giuochi, che un artista di gusto adorna dell' opera sua per una circostanza si. lutninosa , e tanto pit!' , che Marziano da Tortona era un uomo (lotto, ed un dilettante nell'arte , che ambiva di mettervi del suo, e non doveva solfrire d' essere materialmente ligio alle popolari costu.manze. In prova delle quali cose 6 bellissitno ,osservare nel mazzo descritto, come it seine di denari, i quali sono tutu aurati , porti per tipo la colonaba ra-

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RATITE SECOND'

diata blasonica nelle figure, e nelle carte minor; sempre si rappresenti Is moneta d' oro pih grande di Filippo Maria , pubblicata dell' Argelati T. 1. Tab. XV. N. XXIX. accompagnata sempre dal proprio rovescio egni volta die sotto accoppiate , non essendovi cite it solo asse , e it due di denari, the per essere pih grandi, hanno invece 1' interno d' argento , sul quale dipinta d' oltremare la biscia Visconti E abbiamo la soddisfazione di poter confermare con begli argomenti come questo lusso di splendida esecuzione nelle carte de'Tarocchi fosse invalso allora in Italia, e nell' enoea principalmente pih cara at risorgimento degli studj e delle arti . Le Cronache di Cremona scritte da Domenico Bordigallo', riportate nelle schede del giurisconsulto Giacomo Torresino , ed a not graziosamente communicate dall' altra volta citato Primicero Capitolare di Cremona monsiSignor Antonio Dragoni , riportano quanto segue . '1 1484. ).) In quest' arm it nostro Antonio de Cicognara eccellente pittore de' quadri et bravo miniatore minio et dipinse uno magnifico mazzo de 33 carte dette de' Tarocchi , da me veduto , et ne fece presente all' Illus.mo et Rever.m. Monsigeore Asca nio M.. Sforza Cardinale di s. Chiesa , Vescovo di Pavia et de Novara , gig decano di questa nostra Cattedrale , et ora Commendatario del Canonicato a, de s. G-egorio nella stessa , et figlio degli Illustris13 simi et Eccellentissimi Francesco Sforza et Madonna 33 Bianca Visconti , nato qui in Cremona . Lo stesso minid altri giuochi per le due sorelle de esso Car))dingle Monache nelle Agostininne fondate dalla dita Madonna Bianca in questa Citta Verositnilmente questo amatore passionato dell'arte del pennello fece presente di questo elegantissimo mazzo de' Tarocchi ad Ascanio Sforza in veil

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DELLE CARTE DA GI UOCO

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stesso anno in cui In appunto fregiato del Cappello Cardinalizio da Sisto IV. Quest 6 lo stesso Antonio Cicognara , per mano del quale veggonsi miniati ii bellissimi corali della Cattedrale di Cremona, appunto in quell' epoca the la famiglia di questo norne si trader' a Ferrara , siccome attests, oltre ugni memoria , *riche argomento d' un prezioso quadro, che questo Antonio fece dipingere at rinornato autore Cosimo Tura detto Cosme rappresentante una Madonna in trono con vats Semi, e sullo scabello del troll stanno ad onore del mecenate, e artiste li due versi se guenti :
Antonio Cicugnara , o Vergin pars Dipinger fece questa tua

it guide quadro passo a Berlin acquistato dal sig. Solly Inglese , ed ora e ornament() della Reale Galleria II fin qui riportato pert intorno al lusso delle carte da giuoco non toglie che in Italia non si stampassero anche molto prima delle citate epoche con varia maniere d'impressione , dimodoche risalir dobbiamo , secondo it decreto del Senato Veneto, pubblicato nel 144r. alli t r. Ottobre , ad epoca molts) pitt entice e per lo meno ai tempi citati nelle cronache toscane , in principio di queste nostre ricerche ; non essendo verosimile interpretazione di un simile decreto per carte, che fossero eseguite a mano, mentre trattasi di carte e figure stampide eseguite in Venezia, e forse contrafatte all'estero con danno di queste nazionali speculazioni, e verosirnilmente la clandestine introduzione fu col pita da un tal decreto per favorire losmercio delle carte Venete, cosi in questo indicate Carte da Zugar, e figure depente stampide II qual depente sernbra

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160 PARTS SECUSDA mostrar tutta la differenza , e fa conoscere quanto aim antico it colurirsi le carte, che tosser prima stampate ; potendo sussistere anche, che tornassero doll' estero variopinte , miniate o dorate quelle carte , ch' erano prima state impresse in Venezia. Vero e che se nel 1441, nascevano abusi per introdazioni dall' estero , che inquietavano la pubblica vigilanza in Venezia , doveva essere molto antica in questa eitta la pratica di tali stampe , e potrebbe anche questo chiaro argomento mettere in contingeuza quel primato , the non siamo invidiosi di conteudere agli stranieri in questo genere d' intagli in legno . Piacera di trovare qui inserts la lettera che Tommaso Temanza scrisse al cay. Algarotti tratta dal 'Elmo V. delle nuove metnorie per servire all' Istoria letteracia, in Venezia 1765. (1). Ci6 che iii materia di queste antiche carte veneziane pint merita di essere osservato, e quanto saremo in appcesso per esporre . Le pH]. antiche, che che ne dicauo gli altri scrittori , ci serxtbrano auteriori all' intaglio in legno, quand' anche fosseru colorite con una stamp igliaper ottenere ad nn tempo celerita e regolarita di lavoro Sono queste opere piu rozze quanto al gusto del disegno ed all' invenzione , e preseutano un certo misto di mezzo rilievo , di colore e di doratura alla foggia dei lavori Cinesi , per cui non pub giudicarsi se piuttosto in queste si dimostri rozzezza e infanza d' arte o d' artiste . Reliquie di simili monumenti a bell' agio possono osservarsi nella preziosa collezione di stampe del Marc. Durazzo in Genova, nella Regia di Torino , e nelle 23. da not possedute. La loco proporzione di 19. centimetri d' altezza e 9. di larghezza, rendendole servibili con eccessivo incomodo forse fu

(I) Vedi appendice E.

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DELLS CARTE DA GIODCO

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causa che andassero in dissuetudine. La loro grossezza quattro volte maggiore delle ordinarie; non presentano alcuna iscrizione; it loro rovescio 6 affatto bianco , e pochi simboli d' anknali sono intrecciate alle loro rappresentanze , vedendosi on Aquila ad ali pie ga te nel tre di spade, un Lepre inseguito da nil cane nell'asso di denari etc. Non vi si trova traccia di Taroc. chi, ma semplicemente li quattro semi di Spade, Bastoni , Coppe e Denary, 611' uno al dieci , colle rispettive tre figure per some, Re, Cavallo , e Fante , cosicche li mazzi venivano formati da 52. carte unicamente . Li disegni rozzi di ogni oggetto si veggono riempiti in parte da una materia come se fosse un mordente rilevato e lucido , che imita argento e oro, e it fordo delle carte intorno at volto delle figure si vede anche dorato. Ventiquattro ne esistono alla Biblioteca di Turino, e quel dono Bibliotecario paragonando i1 lavoro di queste carte, e lo stile degli abbigliamenti di quelle figure alle miniature de'manoscritti francesi, e singolarmente a quelle del Romanzo di Lancellot du Lac ou de la Table Ronde , propende a giudicarle eseguite in Francia; ad avvalorare Is quale opinione concorre anche, se si voglia , it non trovare se non li semi indicati , che gia non usavano in Francis li Tarocchi, come lo nota Court de Gebelin nelle sue erudite discussioni da not riferite Ye& Tay. XI. Quello peril che pub rendere le uostre ricerche di qualche importanza, 4 cib cherisulta dalle osservazioni diligentemente procurate su di an mazzo di Carte impresso in Venezia col permesso del Senato Veneto net I'anno ab urbe condita MLX X. posto alla figura di Bacco at N. XIV. it checorrisponde al 149t. poiche I'Era Veneta ab urbe condita comineia dall'anno dell' Era
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163 VO l g a r e

PARTE SECONRA

l t ai na n g il t e el 453. come altri , traumatic) questo argomente , errando scrisse. Questo prezioso monnuaento tiensi in Milano dalla nobilissima dama sig. marchesa Busea nata duchessa Serbelloni, la quale ce ne perrnise graziosameute l'ispe zione diligente, e chiaro risult6, al piit accurato esame, che queste carticelle furono vagamente intagliate in same , apparendo visibilmente li tratti del bulino attraverse it colore sovrapposto , ove piu ove meno diafauo, per lasciar conoscere le traccie dell' impressione Questa 6 precisamente la stessa edizione di carte cbe ab. Tani riled aver vedute divise in due Gabinetti A Napoli , verificazione da uoi pur fatta , e per le iscrizioni sulle tnedesitne, e per dirnensioni , e per quali0 di lavoro, le quali egli attribuiva a quegli artisti , che avevano allora all' incirca prodotto altro pier prezioso e bellissirno lavoro , conosciuto sotto it uorue di giuoco de' Taroecki , o giuoco del Mantegna. La qual analogia di stile 6 pur chiara e visibile. Alle figure sono poste varie denominazioni , come a cagiorte d' esempio al Re di coppe Lucio Cecilio R. , e alla Regina Polissena: Al Re di danari Re Filippo, e alla Regina Elena, e Serafino al cavallo ec. ec. e it faote di spade si noraina Panfilio, denominazione cite negli stati Veneti dura tuft' anche in un giuoco che riceve nome dal Fante di spade , che e la carta superiore, e chiamasi ttutora Panfilio Vedi a Tay. XII. E a portare unaggior Luce in questa materia e a conforma di quanto venne scritto o veduto intorno alle carte veneziane di quest'epoca not abbiamo qui la bella opportunitl di peter riconoscere alcuni ,frammenti di un altro matzo di carte veneziane content poranee esattarnente a quelle di cui abbiarno parlato , consistente in quattro figure parimente intagliate in tame, e molte

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DFLIAS CAI T& DA GIUOCO

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delle quali si vede essere state numerate, le quali carte per Is grandezza , lo stile, l'andamento dei tagli , la forma de' caratteri coincidono egualmente col mezzo esistente in Milano , e con quelle di Napoli , e tro. vansi queste nella preziosissima collezione del marchese Durazzo a Genova , di dove quel gentilissinm caNaliere ci permise trarne esauissimi calchi. Non abbiamo oreduto necessario di far tratteggiare che tine sole porzione d' una delle figure, nel dare per?, Ii con. torni di tune quattro , giacche andamento dei tagli pienamente conforme alla porzione eseguita nel numero XX. baste a far fede della prima e piu entice epoca di simili lavori , e a mettere alcun dubbio rispettoso sul cominciamento e le pratiche dell'arte del bulino per use della stamps. Eccoci adunque colla positiva ricognizione di tre mazzi di carte vetteziane quali conteroporattee at privilegio del Senato , e quali fors' anche anteriori , ma tutte eseguite coi medesimi tipi , intagliate dagli stessi maestri , e visibili in Napoli , in Milano, e in Genova. E in proposito iii queste carte visibilmente stampate , e intagliate in rame , uguali , e della medesima impression di quelle ch. abbiamo esaminate in Milano, torna qui opportuno it notare la sole differenza , che tra le une e le altre si rimarca , poiche quelle vedute dall'ab. Zani a Napoli, siccome queste del M. Durazzo sono tune impresse , senz' essere colorate, e quelle di Milano sono impresse e colorate , intorno alle quali diflerenze , e all' antichit' di colorire le stampe , pub vedersi alla fine dell' Appendice E la citata letters del Temanza , e it hendo del Senato Veneto. Vedi Tay. XIII. Molta bellezza e singolarith offre in ogni sus parte un altro mazzo di carte da Tarocchi che abbiamo Is ventura di poasedere completo di 78 carte, delle qua; 56 destivate si quattro semi di denari, coppe, spade,

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'ARM

SECONDA

bastoni , dell' uno al dieci colle rispettive quattro figure per ciascheduno , e 22 figurano li Tarocchi , nella medesima forma che vennero descritti do Court de Gebelin , e che sonosi n3antentiti in tutta l'Italia. H rovescio di ciascuna carta porta in nero a chiaroscuro utt compartirnento d' ornati del miglior gusto , al cui centro stanno dne putti abbracciantisi e capovolti l'uno a rovescio dell' altro , cosicche le carte viste da tergo sembrano sempre per lo stesso verso in qualunque modo giaccia'uo in mono del giuocatore (1). Sono queste carte di bellissimo disegno e intagliate in came , come si rileva , quantunque siano state acquareilate e dipinte a varj e leggiadri colori. Nessuna aorta d' iserizione trovasi in queste indicativa del luogo , del tempo , e dell' autore per opera di cui vonnero intagliate. Li denari sono altrettante medaglie imperiali del secolo d' Augusto , sino agl' imperatori dei bassi tempi , cominciando asse dal medaglione di Giulio Cesare cella leggenda attorno Divi lulu Caesar. Augusti e terminando ultima medaglia net dieci di denari con Q. St,rtorius. II Re di denari siede iu trono vestito all' orientate , e al basso sta scritto illyclu Rex Lydarum. La Regina nude le braccia e it petto, porta scritto Cleopatra Regina Alex. Jypti , e tiene in maim tica medaglia di Lucrezia Romana , e in cima sospesa e una altra medaglia Virgo Tarpea.11 cavallo ricorda la statua di M. Aurelio con altro piedestallo da quello che vedesi in Catnpidoglio, e sospeso stk uno scudetto con un' aquila bicipite coronata ,e net piedestallo sono altri scudetti senza stemmi disegnati. 11 Fante di bellissimo disegno porta una medaglia con una victoria , e tiene per iscrizione at basso Marcus Crassus

(I) Vedi Tavola XI.

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DELLS CARTE DA 1111JOCO

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Cornsu/ (sic). Li bastoni sono figurati da alberetti piantati in terra, e varj animaletti a: piede, ed augelli sulle foglie. L' Asst. presents una quercia e stavvi alla ci ma Imo scudo senza stemma, e al piede alcuni majali che mangiano ghiande. Nel due 6 1' apologo della Volpe cull' uva imulatura , a cui non arrive. Nelle figure leg gonsi Nino , Ippolita , Castore e Polluce. Le coppe offrono una aerie di vas; , tazze , ed urne di ogni piit elegante e svariata maniera. L' asse 6 composto da un gran vaso , sul quale siedono due Satiretti , e in alto A un cartellino colle lettere S. P. Q R. e le figure sono denominate Sardanapallo , Semiramide. Marcantonio , e Apicio. Veggonsi nelle spade una tal aerie di vaneed eleganti impugnature e foderi di antico, e scudi stocehi, mucroni, e parazonii presi e targhe d' ogni maniere , che non pub raccogliersi ne collegarsi una quantith di simili armi con OA gusto di quello che siasi qui fatto. Li nomi imposti alle figure sono Alessandro, Tarniri , 1r1. Sicio Dentato ob virtutern Achilles Bo. it quale ha nello scudo uno stemma con un' aquae in campo bianco , e tre ebarre orizzontali rosse , e tre nere. Poche varietal e singolarith sono nelle carte de' Tarocchi, se non che ammirabile ne a sovente it disegno, e invenzione , e twit' ultima the esprime it 'mato fu posts avvedutamente ubbriachezza, come quells , che pit!' d' ogni altro vizio attenta ally ragione. La scelta che fassi d' alcune per dare un saggio di queste carte potrk meglio convincere della loro bellezza, quantunque non possiamo con fermezza asserire a quale scuola d' intaglio ease appartengano, sebbene ricordino molto it fare de' primi intagliatori toscani. I tagli tro-, vansi orizzontali, serrati, non incrociati, e in tutto rassomiglianti all'opere della prima eth di quest' arte. Non sonovi altre iscrizioni fuori dell' indicate , se non che

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PASTE SECOND A

la figura dell' ubriaco , 6 d' nomo giovine caduto a terra colle gamba all' aria , sembrando sorreggere col piedi un gran Vase dell' alto versante it vino, che tracanna, porta scritto sul Vase midesimo Muscatetio(1). E certamente negli Stati veneti erano cosi innanzi le arti, che non sarebbe strano , che a queste potesse anche it descritto mezzo di Tarocchi appartenere Bellissimi inlavori in ogni materia vi si operavano , torno ai quali pochissimo si 6 scritto, e non sera mereviglia , the simili carte come tant'altre anonime opere d'intAglio ivi fossero eseguite. Tre pontefici vantarono a poca distanza l'uno dell' altro le famiglie patrizie dei Barbi, dei Corer, dei Condulmeri, e la Polissena Condulmera trovossi ad un tempo madre di Paolo II nipote di Gregorio XII. e sorella di Eugenio IV., e Paolo IL elesse cardinale it suo nipote Marco Barbo prima Vescovo di Vicenza , indi dopo it cardinalato patriarca Aquileja , e Battista Zeno figlio della sorella del papa , fatto pure vescovo di Vicenza , indi cardinale e vescovo Tusculano; e finalmente Giovanni Micheli Egli di altra sorella vescovo di Verona decorato egli pure della porpora cardinalizia. E ognuno sa quanto amore per le splendide arti ii Bembo sentiva , e come Coi monumenti di queste it rimunerava de' suoi dotti e zelanti servigj papa Leone. Le quali rose tutte qui rammentando e non ignorando di quai stupendi lavori venivano regalati nell' assunzione al pontificato li capi della Chiesa , come anche nel ricever la porpora i cardinali , chiaro apparira come le chiese e le cape pelle private degli augusti patrizj fossero arricchite di preziose supellettili, cosicche non sara meraviglia, che col contatto degli artisti e delle opere pia insigni dei Toscani ogni arte veneta fosse in pari tempo spinta alla

(t) Verdi Tavola XIV.

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DELLS CARTE DA GIUOCO

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sua perfezione. Difatti intagliatori, coniatori, pittori e seultori erano in Venezia espertissimi; e di Niello e di bulino e di ogni altra diligente meccanica lavoravasi qui con tutta eleganza , e a segno tale , che, quanto s' intagliava in Venezia per le pit splendide edizioni dei classici uelle offieine di Aldo ," sorpassava di gran lunge cid che facevasi altrove, e pub bastare a fame prom Is belle serie di disegni e d' intagli , che fregia. no it prezioso libro dell' 1pnerotomachia , se gilt non erasi prima in Verona abbastauza a mmirato it Valturio. Gli stati veneti in quel tempo diedero pur anche orefici e coniatori da non cedere a quant' altri ne aveva inferiore e Pisanello e Matteo Pesti , e Sanudo, e Pomedello . e it Riocio , ed i1 Cavino tennero primato in quelle difficili arti che non maucano di preziosith di monumenti, per quanto gen poco accurate le memorie storiche che li ricordatto E force In serie copiosa di produzioni anoninte , che impreziosisce cotanto la collezione de' Nielli autichi, e delle prime statnpe , debbesi a gran ragione attribuire a Veneti artisti, e pia siugolarmeute force a' Padovani, ove la scuola di Squarcione poteva dirsi un ateneo d' ogni bell' arte, ed ove da ogni paese aecorrevano allievi per essere ammaesiva, ed ove eranvi c.oltissitni e zelaatissimi Meceneti, e valga per tutti pie! chiaro , splendid e nobiliesimo inept() di Marco Mantova Benavides Ed a proposito di Padova sari qui gratisainta cosa it ritornare at Dialogo delle carte parlanti dell' Atetino , le quali appunto hanno per interlocutore un artefice Padovano. Leggesi a carte 295 quanto segue Pad ....... Pas nil content thd noire di Cartajo, che non faceva it Perin di quello di Filosofo. Car. Fai di tuo onore . Pad. Ed ho pit piacere del vedermi scritto nelle carte
che it Buonarroti nelle st at e .

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PASTE SECONDI

Car. Cosi debbi Pad. Bench6 io son certo , che nel comparir la un pajo di belle Carte , si sa che non le pub aver fatte che it Padovano, come anco la Cappella senz' altre lettere s' intende per opera di Michelangelo . Car. Che se to ne avessi visto un pajo, che nefece it genii! Jacopo del Giallo , buona memoria , la meraviglia con cui fai meravigliare altrui , se ne saria meravigliata ; e se 4ntonio Bernieri da Coreggio, sua creatures, non ereditasse la virtu del miniar di lui la perdita di cotale persona sarebbe suta pur troppo gran danno . Dalle quali cose rilevasi use contiuuato in quel tempo di miniare con tutto a hiss e I'eleganza le carte da ginoco per le persone distinte e quanto ci duole non trovar traccia di questo Jacopo del Giallo, it quale probabilmente sarh stato uno scolaro di Squarcione , altrettanto ci 6 grato di veder conservate le traccie di Antonio Bernieri da Coreggio. 11 chiarissimo sig. Avv. Fioroni ci fu cortese di alcune indicazioni richiestegli intorno a questo celebrato suo cittadino , avendo avuto a lui ricorso , siccome a persona in ogni modo di gravi e di ameni stud] versata ed eccone in succinto quanto da queste risulta Da un ramo della nobile famiglia de' Bernieri, gia estinta in una donna maritata nella case de' coati Casati da Coreggio, venue Antonio comunemente detto da Coreggio . Egli nacque anno 1516. dalla Francesca Donini , e da Francesco Bernieri, alias Gentili. Pass6 li suoi prim' anni sotto la direzione dell' immortale Allegri , che fugli maestro fino all' anno i8. dell'etii sua. Attratto in seguito della fama del Tiziano , si port6 a Venezia, ove si applic6 con unto inapegno alla miniature, che

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MILLE CARTE PA GIUOCO

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divenne eccellentissimo , ed hannosi da'snoi contemporenei elogj sommi di lui. Ortensio Lando lo disse celebre , Aretino lo chiamo rarissimo. Fu amico del Mazzola, del Sansovino, che ne fecero elogj non indifferenti. Veronica Gambara stessa fa menzione gloriosa di questo miniatore nelle sue lettere dirette all' Aretino, ed 6 persino singolare , che memorasse con tanto onore it Bernieri , tacendo del Coreggio. Nel 1537. si vide in Coreggio accarezzato ed accolto amichevolmente da tanta signora. Era nel 1539. in Roma e to si rileva da una lettera del Bonfadio a Paolo Manuzio , ove gli da nuova , che it Coreggio 6 ammalato, e vi si raccomanda. Tomato a Venezia , questa gli fu stanza ordinaria , finche visse Tiziano. Ivi condusse in rnoglie Lucrezia Setticotti , e re ebbe tre 6gli. Mathew in Carpi una sorella nel 1553. Lo si vide in Venezia anche anno 1556. Finalmente da uno stato comodissimo passato ally povertl ripatrio , ed ivi mori it 25. Luglio 1564. Forse it suo naturale tetro ed ipocondriaco accelero la sua morte. Nonconsta che lasciasse opere in Patria , quando non fosse un ritratto del suo maestro Antonio Allegri , nominato nell' inventario di casa Bernieri. Non v' ha dubbio che non facesse anche opere ad olio, ma andarono sparse a seconda delle ordina zioni. Di lui parlarono non solo Ortensio Lando, e Pietro Aretino , ma Veronica Gambara, i1 Bonfadio, Paolo Manuzio , Tiraboschi, Antonioli , Pungileoni ec. Non abbiamo per6 certezza dello stile di queste miniature del Bernieri , per quanto lodatissime , quando non potessero a lui attribuirsi quelle di un corale magnifier), che conservavasi non ha guari in Coreggio in un granajo quasi dimenticato , in Casa di certo sig. Giovanni Vernizzi, le cui iniziali nainiate a not pervenute potrebbero forse attestare del rnerito dell' artista.

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PARTY SECOZ40

Si attenderanno ben giustarnente i nostri lettori di trovar qui fatta menzione del cosi detto giuoco del Mantegna , chiannato anche impropriamente giuoco de' Tarncchi , ma per quanto it nostro avviso sia discrepante da cia che tie fu scritto finora , noi non siamo persuasi the queste tavole intagliate in ramie abbia. no panto servito a questo oggetto. Primieratuente non trovasi questo diviso che in sole cinque decine figurate e simboltche , in secondo luogo non vi s' incontrano quei che abbiamo in ogni giuoco riconosciuti sotto it noose di semi , pall , o seven ze , all' opposto di cir) che vedesi fatto nei giuochi , li quali anche in quest' epoca erano par conosciuti ed in use in tutu I' Europa. E fi nalmente a not non fu dato d' incontrar mai queste carte incollate su' cartuncini , e miniate nel modo ,che incontransi tulle le altre carte stampate cite all' use de' Tarocchi ; o di simili giuochi vengono destinate. Anzi gli esemplari pia conservati trovaronsi in libretti di venticinque foglietti o carte duple , impresse a due per foglio , formanti appunto it complessivo nuatero delle cinque decine. E lo stesso pub dirsi , ove abbiamo incontrati anche staccati a frammenti alcuni di questi soggetti, che ben rare cosa e it trovare completa serie di queste cinquanta carte simboliche. Verosimilmente queste figure, tratte tulle da oggetti di altissima rilevanza perle loro allusioni, possono aver servito per altri passatempi , uotabilmente diversi dai cosi detti giuochi di carte, come sappiamo esservene poi istati parecchi in quei tempi, e poco dope; a' quali potrebbe questa stessa riunione di allegorie aver dato mu!ivu. Il giuoco di Fortuna di Sigismondo Fanti, pubblicato in Venezia nel 2526. e quello delle Sorti di Francesco Marcolini, tutto disegnato dal Salviati pubblicato nel 154o. potrebbero aver avuto la loro istituzioac originaria , anche avanti cite fossero per

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OOS1C

DELLS CASTE Di GIUOCO

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mezzo dell'intaglioresi di pubblica ragione; che a grado a grado le cose si divulgano, ed acquistano pubblicia. Tali giuochi sono, come ognuno pub chiarirsi , egualmente pieni degl'emblemi dei vitj, delle virtu, delle passioni, ed hanno la relaziene pits immediate cogli atudj dell'astrologia giudiziaria , o riferiscono ai teat. pi, ai costumi, agli ordini diversi della societit , altretPinto quanto le cinque decine del giuoco creduto del Mantegna . La divisions appunto di queste decine ci confermera delle indicate analogie, escludendo affatto online de' Tarocchi. Le prime dieci pagine presentano gradatamente tutta Is suddivisione della society che progredisce , e trovasi denominata in questa maniere: Misero , Farnejo , Artixan , Merchadante,

Zintilomo , Chavalitr ,, Doxe , Re , Imperator e Papa. La seconds decine concerne Is sapienza inspirata, e
comprende le nove Muse , e it loro nume Apollo. La terza riguarda le Arti liberali e le Scienze, Grammatica ,

Loica , Rettorica , Geometria, Aritmetica , Musica, Poesia, Filosofia , Astrologia, Teologia. E relstiva Is quarts elle virtu , Mae , Cronico, Cosmico, Temperanza, Prudenza, Fortezza , Caraa, Speranza, Fede . Allude 1' ultima decina ai corpi planetarii , e alle sfere celesti coil' indicazione delle cause primarie: quindi tuna, Mercurio,

Venus, Sol, Marte, Jupiter, Saturno, Octave Spera, Primo mobile , Prima cause . Dalle quali con6gnrazioni , siccome ognuno vede , non A, analogia che pochissima coi Tarocchi, che usavansi prima e dupo : ne giova insistere per volervi a forza raffigurare cib the non v'e , a gnisa delle battaglie nelle nuvole , poi. che se buoni argomenti ed esatti confronti escludono queste carte dal giuoco de' Tarocchi , non 41 per quo.

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172 S10 che

PARTE SECOND/

gli stessi argomenti abbiano poi a dimostrare ii loro use Anzi a conferma di questa nostra opinione abbiamo verificato come nel 1616 le figure di questo antichissimo giuoco venissero in piccola di mensione intagliate in legno con qualcbe aumento , e condotte fino at numero di 6o per essere ripetute 21 volte in altrettante pagine, wnediante la quale ripetizione sempre disposta con varied, nel modo cbe si fa coi caratteri mobili di un alfabeto , risulta it complessivo numero di w 26o figure , colle quali si fa it giuoco di indovinare , alla terza domanda is figura imn3aginata . 11 libro ove si trovano queste figurine ha per titolo Labirinto , dato nuovaente in lace dal sig. Andrea Ghisi Nubile Veneto dedicato at sereuissimo Principe Gio. Bebo Doge di Venezia. Stampato in foglio da Evangelista Deuchino. E unicamente per comodita del giuoco, e per coinbinare le lettere alfabetiche , vennero omesse fra le 5o anticbe carte Calliope, Tersicore, Cosmico, 4ritmetica e Prima Causa, supplite da altre cirque; alle quali dieci ne vennero aggiunte, cio6 , in tutto quindici, che sono Elefante, quattr.) orbi , Roma , Felicia:, Nave, Zuni, in banco, Galia , Hidra , Kairo, Baco, Dio d' Amor, Adam, Eva, Industria , Chiroman zia. 11 sistema quasi universale della pittura simbolica erasi piu the mai praticato in Padova ove it famoso PAlazzo del Gomune , al riferire delle antiche cronache fu dipinto nell' Anno 1271. Queste autichissime picture non 6 vero che fusser risarcite o rifatte daGiusto Padovano nel 142o, come asseriscono Orsato ed altri, mentre in quest'anno Giusto era ben anche morto e sepolto. Ma ogni verosimiglianza porta a credere che non Giusto, ma Giotto avesse prima rifatte quelle

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DELI ft CARTS DA DIUOCO

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pitture come riferisce it Riccobaldo scrittore del 1312, riportato dal Muratori Zotus pictor exitnius
Florentinus agnoscitur ,, qualis in dine fuerit Testantur opera facia per eutn in Ecclesiis Minorum irnini, Paduae, et per ea quae pinxit in Pulatio Communes Paduae. et in EccIesiadrenae Paduae,

asserzione confermata anche da altri cronisti . Rappresentansi in quelle pitture li segni zodiacal; , sotto cui sono figurate le azioni della vita tunana proprie di ciascun mese , o gli apostoli che stanno intorno figurati , sono distribuiti , secondo I' ordine in cui ricorrono le loro feste. Vi si veggono gli otto venti secondo le antiche denominazione, e trovansi uniti alle varie costellazioni i simboli delle inclinazioni , e temperamenti umani, le azioni a quelli corrispoodenti, e gl'impieghi convenienti a coloro , che nazi sotto a quel pianeta congiunto al sole hanno sortito quella tale o tal altra inclinazione o temperament , quel tal grado di forza o quella tal abitudine ; le quali nozioni si trassero dalla dottrina d' 'gin , e le figure dall' astrolabio di Pietro d' Abano . Cosi Giotto inferiormente ai soggetti che trasse dalle sacre pagine nella sov racitata cappella Foscari all'Are. na figura nei simboli , con tante grazia dipiuti a chiaroscuro, le sette Virtit Cardinali, e Teologali dal destro lato , cominciando dalla Prudeuza , Fortezza ,
Tenaperanza, Giustizia, Fede, Carita e Speranza,

e contrappose al lato sinistro , non gia li sette peccati capitali, ma con somata sagacia d' intendimento Ii vizii , con 1' ordine seguente: Stoltezza, Incontinenza, Ira,
Ingiustizia, Infedelta, Invidia, Disperazione.

11 stnso morale delle quali pitture , e dei simboli che le caratterizzano fu sviluppato nelle dottissime illustrazioni, tutu' ora inedite del sig. d' Hancarville , che credette lasciarle alle cure d' un amico it quale le rendes.

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PARTLY SECOPDA

se di comun dritto; onorando la sna memoria , col ris rondere all' ansieta generale , e le seppelli iovece duramente sotto Ia pietra d' una inflessibile dimenticanza, se una soltanto si voglia eccettuarne , che vide furtivamente la luce nella storia della Scultura Vol. III. pa g. 400 ed izione seconda. E coinparando specialmente alcune delle Viral sovraindicate con quelle del giuoco intaglisto in came , trovasi una pienissima analogic di cornposizione e di stile. E cosi nella meth circa del secolo XIV it Guariento Padovano, se non disrepolo , imitatore di Giotto , dipingeva nel coro degli Eremitani quelle singolarissime allegorie, nelle quali appunto associava ails coefigurazione emblematica de' pianeti , e de' segni zodiacal!, le passioni umane , unendo e complicando simboli sovrasimboli di modo , che stettero wok() tempo incerti e divisi tra Toro i commentatori di quelle.picture monocroniatiche , finche venne dato alla luce nell' &yendice alla Raccolta delle lettere Pittoriche del Bottari una specie di Commentario dal dottissimp ariista sig. Giuseppe Bossi , diretto in forma di Lettera al Cay. Gio. de'Lazzara. Ingegnosissime sono queste interpretazioni, ma pur sembrano avere una ragiooevolezza , fuor d'ogni eccezione , poiehe mend per base la very pratica dell' Arte unita alla dottrina , e all'erudizione piu profonda E qualche cosa rift the it solo motivo sembrano aver dato simili Allegorie alle stampe da not descritte, poiche vi ravvisiatno analogie aurora di cornposizione e contorno, bastando citare nelle carte la figura del Papa consimile affatto a quella della terra, in cui Guariento voile forse alludere alla diffusions che it dominio pontificate mostrava allora di cstende. re suila terra; giacche Ia figura tenente un globo nella destra, noo seettro nella sinistra sormontato da una croce, e un triregno sul capo, pub riferire a tune que-

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DELLE CHITS DA GIII0C0

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ate, ed a parecchie altre allusioni epoca di Bonifacio V111, e dei Ghibellini , it cui partito qui regnava palesemente E persino i braccioli del seggio pontificale snlle carte sono a somiglianza di quelli dove Guariento assise la Terra, sormontati da teste di leone , li quali pittosto direbbersi dinotare it trono deg ituperatori Romani, a cui aspiravanoi poutefici, di quello che siano gni relativi alla Cibele antica ; le quali allusioni a' pianeti , vedute anche nella sale della Regione, non cessarono quasi mai di farsi anche nei tempi. posteriori , siccome avverte lo stesso Rossi , ricordando quelli che Raffaello dipinse in S. M. del Popolo nella cappella Ghigi , egttalmente rappresentati colle forme etesse che dagli antichi gentili furono figurati . Ognuno , conosce come queste pat antiche scuole vennero seguite in Padova delle altre parimente insigni nelle quali era maestro Squarcione; e se l' esempio di quelle allegorie era in uso , ragione ben vuole cite a quel genere dedicasse egli lo studio , e seguirono quells specie di mode anche gli allievi insigni di quel gran maestro fra quali ii Mantegna , che coloriva appunto negli Eremitani quelle prodigiose stone di S. 'Cristoforo Che poi le carte comunemente dette giuoco del Mantegna siano opera Veneta o Padovana , come pare srgumentarsi dello stile, e fuor d' ogni dubbio, e pet dia. letto in cui sono scrate le denoruinazioni delle figure, e pet fare del disegno, e per le foggie accuratissime dei varj abbigliamenti relativi ai gradi delle yank gerarchie ivi rappresentate. Peril che rimarra esclosa pienamente la supposizione che potessero esser produzioni de' bulini Toscani, quand' anche restino decisamente tolte dal novero delle opere del Mant,-Ina , che in quell' epoca diede prove di se magistrale con franco, e classico bulino nelle preziose stampe intagliate a Roma , le quali

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T 76

PARTI sEcorma

formano la delizia dei Teri itelligenti . Non 6 pea) the questo nomo valentissimo non potesse aver dati li priori passi nell' arte del bulino , anche con questi incunabuli che on sono certamente indegni di lui , ma 6 cosa evidentissima, che la distanza di queste alle citate stampe da lui eseguite dopo it 1484 in Roma, ove chiamollo Innocenzo VIII. e grandissima quanto al maneggio dei ferri , sebbene non tanto in quanto al disegno , e siamo piuttosto d' avviso esser questi lavori dello stesso bulino di quelle carte da giuoco pi6 sopra cit./ate , ed impresse in Venezia Anno 111LXX ab urbe condita. Non debbe essere si scarso iI numero de' priori intagliatori in tame nei paesi Veneti , se tanto copioso 6 it numero degli artisti in ogni maniera , ignoti affatto nella Storia dell' Arte, o sepolti fra i tanti preziosi anonimi che imbarazzano le decisioni degli osservatori piu colti, e piu circospetti: ne hisogna credere che non vi avessero sommi uomini anche in questa difficilissima arte Is cui storia e ancora pub dirsi nella sua infanzia, poiche affidata a troppo fragili e distruggibili monuments, e potrebbersi dimostrare in prova Nielli bellissirni in argento di Veneto stile , intagliati da autori anonimi , e contemporanei all' opere de' priori valentissimi Toscani. Non ponevasi ii nome a una quantith di opere di intaglio , e queste forse ascondono , o fanno sembrar povero it numero de' Veneti artefici , che non ebbe ventura d' antichi storici i quali celebrassero le opere loro , e supplissero alla troppa modestia del tacere di loro nelle tavole incise. Marco Basaiti, Gentile Bellino, Vettore Carpazio, it Mansueti , ed altri parecchi arteBei di quella eth , inoltre agli artisti Padovani , Vicentini e Veronesi, come it Pomedello, Pisanello, Matteo Pasti, Benedetto Montagna, Marcello Fogolino, Girolamo Moceto, Ii Carmelitani da Brescia deggiono aver contribuito non poco ai progressi dell'Italiaua Calco-

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DELIA CARTE DA GIUOCO

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gra6a, che videsi poi spiccare taut' alto in queste contrade colle preziose e rarissime produzioni di Giulio e di Domenico Campagoola, e quelle di Agostino Veneziano allievo ed emnlo del Raimondi. L' antichita del primo dei giuuchi indicati , giacche possediatno li tre esemplari esistenti , quantunque non tutti veduti dal Bartsch, e pea) molt() rimarche-vole , e va di pari passo colle opere de' primi maestri d' intaglio Toscani. Non possiamo certamente assegna-re la maggior vetustli a quello che ii lodato storico nella sua grand' opera pone per primo , ed originale , essendo a piena evidenza secondo , e forse di non po-chi anni posteriore all' altro. Troppe sono le buone ed invincibili ragioni che abbiamo per cosi opinare , e primieramente quella che affacciasi all' occhio anche de' non intelligenti dello stile dell' intaglio, vale a dire, che is pia antics debb' essere aempre quella in cui veggonsi in ogni lamina agli angoli i buchi, segnale dei chiodetti con cui tenevansi 6sse per istampare a mano mediante un rullo , non essendosi introdotto ii torchio che posteriormente; e per conseguenza sono queste prime stampe anche piu languidamente impresse , senza che veggasi calcata nella carta orma del rame, e la maggior palidezza dell' inchiostro fa talvolta impropriamente supporre che la lamina sia piu logora di quello che per it facto lo fosse, stanti le mancanze quasi inevitabili che risultano da questo mod imperfetto d'impressione . In secondo luogo li tagli motto serrati di questo piu antic esemplare hanno tutta la finezza ed it garbo delle antichissitne opere che venivano oiellate in argento, e it contornare 6 condotto con una maestria e una giustezza tutta origin ale, e motivata con canto accorgimento, che denota a piena evidenza it sommo magistero delI'Artefice. In tem) luogo trovansi in queste pia anti-

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PARTS

secomm

che paginette mold attributi di men, oltre la varieta delle movenze , e senza quelle modificazioni che fannosi eernpre da chi viene dopo , con intenzione di far meglio, quand' anche non si ottenga pienamente l' in tent . La seconds edizione , che per errore dal Bartsch viene data per prima , non solo non ha li buchi all'angolo di ciaseuna lamina , ma la tinta 6 di molto piu sera, e vedesi orma del rame impressa sull'orlo della carta : non avvi quasi mai variazione che non sia in peggio , e questo forse risulta dall' imperizia dell' Artefice, come lo dinota la maggior crudezza dei tagli , e inelegauza dei contorni, e in modo singolare it piantare delle figure. La copia d per6 libera ed eseguita senza scrupolo di servilita ; anzi essendosi fatta una certa pompa di liberta nelle tante modificazioni, talvolta oggetto 6 figurato a rovescio, e talora si vede accresciuto qualche attributo , per quella propensione che si ha sempre d'aggiungere coll. idea di perfezionare. Difatti fra le molte variety avvene di cosi essenzialil, che nell' ultima carta 1' incisor posteriore mise agliangoli ii quattro segni evangelici per dare forse un emblema piu esprimente ally vrima causa . Che si dovessero cosi classificare queste due edizioni sembrollo anche dimostrare Giovanni Ladespelder di Essen nel ducato di Berg, che intagliava nel principio del cinquecento, e che produsse una copia di questo giuoco, attenendosi saggiamente at primo antico originale da not sopra cinto , come vero tipo di quest' opera ealcografica , non adottando alcuna delle varia zioni espresse piu sopra. Ed 6 ben cosa da rimarcarsi , poiche non si lascio affascinare dalle modificazioni od aggiunte. Per le quali cose chiaro anche torna a dimostrarsi, che non ad use di giuoco di Tarocchi, od altro qualunque vi avesse sonamiglianza o relazione, venue

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DELLE CARTE DA GIUOCO

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impressa una simile contraffazione inGermania, poiche questa terza edizione, similmente elle precedenti , non trovasi che a spezzati in carte volanti , non federate con cartoncini, ovvero anche riunita come un corpo di stampe antiche allegoriche , non appartenente a ginochi di carte . 11 celebrato storico della calcografia pittorica non si accorse parlando delle poche stampe edite da questo Ladespelder, che due piccole carte da lui chats come isolate, formano appunto parte della aerie di queste cinquanta, e non pose egli la ma marca se non in tre di tutta la serie; per la qual cosa, non essendosi visto questo esemplare dal Bartsch, egli rimane indeciso a chi debbesi attribuire . 11 che not abbiamo potuto verificare amplamente nei confronti tra lora dei tre esenplari, e per 1' esame di queste e di altre opere d' intaglio dell'incisore di Essen. Li tre esemplari, quantunque sieno per?) copie l'uno dell' altro , non sono eseguiti colla servile intitazione di un calco di contorni, e debbonsi ritenere per copie libere, siccome si 6 detto pit sopra; ma sono maggiori le variety the passano tra le due prime edizioni, poiche oltre ad essere parecchie in parte inverse dell" originate , vedesi che nel Zintilomo sono variati ii berretto e la cintura, e al Paggio 6 data una spade. 11 Cavalier 6 parimenti assai vario nel berretto , nell' abito , nella testa del Paggio, e nel piantare delle figure; net Dare sono mutate le mani , it Re 6 intieramente variato di vestiario e di positura (I), it Papa 6 pressoohe interamente mutato; nella Calliope 6 interamente variata la fontana con pit ricchi ornamenti , e melte e consimai variazioni trovansi in tulle le altre Muse, e nell' Apollo segnatamente t mutate figura all' orologio
(I) Vcdi Tavola XV, XVI.

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P A RTE SECOND A

solare; essendo da notarsi , che le cose suscettibili di ornamenti sono tune espresse nella copia con meno semplicite , e pitt ricercate , forse per voler sorpassave nelle inezie accessorie i.l merito dell'originale, the non poteva facilmente vincersi in bellezza , come dalantico pittore fu fatto , che non sapendo far Elena bells , cercb di supplire al proprio difetto col farla ricca. Si pin) dire egualmente delle virta, e segnatamente dell' .4ritmetica, notandosi che nell' originale questa sta calcolando pensosa sul danaro che conta, e lo passa dall'una all' altra mano, Is quale fu mutata facendole tenere una Tabella piena di numeri, e nella Poesia fu intagliata una grandiose Fontana in luogo d' una semplicissima , e it Cosmic , it Cronico perdettero nella copia tuna la grazia delle movenze e del plantare delle figure , notandosi anche pia che nell'altre visibile , la crudezza dei tagli. Nella Fortezza viene sostituito un elmo o una pelle di leone , che cuopriva colla aua maschera it capo della figura , e alla colonna apezzata fu posto un capitello corintio male acconcio appunto poiche pia vago e pia esile , e della Fede fu tutto mutato atteggiamento. Si adorn6 it carro della Luna con festoni e rilievi , e to stesso fu facto nel petaso di Mercurio. Spad la gentilezza nella nascita di Venere , e fu tutto ornato e mutato it seggio e armatura di Marte. Cercasi invano la tanta grazia che anti' originale si scorge in Giove per gli scorci bellisaimi delle figure rovesciate sul terreno ( probabilmente i giganti) e lo stesso dicasi dei beltissimi putti destinati a satollare la fame di Saturno. L' ottava spera , e it prim mobile , poi malgrado ogni cure , sono ben lunge dall' adeguare estrema eleganza delle mosse e dei panneggiamenti degli originali degni di Raffaello, e Is prima causa, nella copia non presents soltanto it

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!MLLE CARTE DA GitIOCO

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siatema planetario, ma vi si introdussero , siccome fu detto , negli angoli i simbeli Evangelici Si vorrebbe pur dare da alcuni una interpretazione a queste cinque decine consimile a quella che dasai ails altre carte da giuoco, abbenche queste non presentino o ricordino alcuno dei simboli , coi quali dovrebbero avere una qualche relazione. Ogni decina e contrasse gnats da una lettera dell' alfabeto, e siccome le prime consecutive cinque lettere dell' alfabeto appunto son quelle adoperate a tal oggetto, cosi ii voler dare a ciascuna di quests un apposita interpretazione , piuttesto the una successione progressiva; sembra uno sforzu di immaginazione, e non gia una deduzione ben ragionata. Si avverte che ciascuna carte , cominciando dal Miser, che ha il numero 1. sine ails prima cause che ha it Damen) XXXXX. sono tune al basso progressivamente nel mezzo contrassegnate da queste cifre roman numeriche ; e nell' angolo a destra hanno nn t seconds numerazione in cifre arabiche . Al contrario poi le lettere iniziali, le quali contrassegnano le singole decine progrediscono inversamente , cosicche ultima decina ha la lettera A, poi vengono nello stesso ordine le lettere B. C. D. E. cosicche Is letters E 6 contrapposta alli primi died numeri , come la lettera A agli ultimi. Una combinazione di corrispondenza accidentale nei quattro semi piu conosciuti nei giuochi di carte, fete travolgere le idee ad alcuni interpreti , fra quail all' Abb. Zani che voile spiegare , mediante la conkalone delle lingue E. per Epee (doe spade) D. Denari , C. Coppe, B. Bastoni , A. Atom, ma ognuno ben ride vedendo aver che fare questa spiegazione come i gamberi tolls Luna . Del nostro sorriso pert non s'atterri ii sagace interpret te, rimarcando che nel giuoco originale, o ;fella piu an-

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PARTE SECOND./

tica edizione essendovi le stesse lettere , colla sola differenza pea) che invece dell'E avvi un S gli parve meglio coal poter alludere a Spade.La goal differenza noi non sapremo spiegare a meno che non si traveda errare facilissimo ad accadere in chi contrassegnava meccanicamente quelle tavolette di rame, che pu6 aver inteso vocalmente una lettera per l'altra. Giacche la vocale E 6 In parte risuonante della consonante S. Ma vedesi ben chiaro che le cinque prime lettere dell' Alfabeto furonosemplicemente impiegate per ottenere una progressione inversa a quella dei numeri nelle decine, e force I' A , come la prima lettera alfabetica , fu apposta all'ultitna carta, la quale denota l'origine dclltutto nel sistema mondiale , ivi chiamato Prima causa ; poiche male si addiceva assegnare Alfa al Pittocco cui posto i1 Numero uno, ed 6 I' intirna parte dell'ordine sociale, espresso nelta prima decina. In tal maniera eNidentemente Ii Numeri van no dall'imo al sommo, e le lettere dal sommo imo; e queste spiegazioni ci sembrano pia consentanee al sistema , come abbiamo veduto allora dotninante , delle Allegorie . Seda totti gli esami fatti su tanti giuochi di carte da noi attentamente considerati, dovesse pure emergere una qualche conseguenza per istabilire con data fissa, ed evidentemente determinare le were e incontrastabili origiui della Xilografia, o dell' intaglio in rame, noi avres simo posto gia in chiaro uno dei passi pia oscuri della Storia dell'Arte. Nostra mira non fu per certo di togliere it pregio di antichita agli intagli della Biblia Pauperum , dello Speculum Humanae Salyationis , e di nitre opere che sono venerate fra gli incunabuli di queste arti , che gia per quanto riguarda all' impressione delle latnine , non venue ormai da alcuno storico contesa all' Italia .

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MLLE C4RTE DA

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Queste nostre osservazioni potrebbero segnare la via ad'ano storico;diligente;e pit i nstancabile dei precedenti pc r estendere le memorie di r.r:' arte, che use della carte da giuoco fa risalire a nostro credere a piit remota origine che non si vorrebbe. II considerare come d' antichissima data sia l'arte del bulino , di veoti secnli forse anteriore alle stampe del Finiguerra , poiche gih questa si presenta a' nostri occhi con tuna eleganza sulle faccie de' monumenti metallici della Grecia , e dell' Italia prima che la dominassero i Romani, e altissima antichita dei sigilli di ogni maniera ; e dei conii serviranno bastantemente a scemare la sorttresa, che da qualche tempo, senza aver levato rumore, potessero usarsi le impressioni mediante le stampiglie, elle in legno,'in piombo, o in altra sostant.a potevano benissimo far strada alle pratiche ora vigenti. Non 6 si raro che 1' ultimo passo costi moltissimo al perfezionamento di qualche studio , e fede ne fanno le scoperte de' nostri maggiori d' un punto appena distanti talvolta a raggiunger la meta. E quante volte un azzardo Felice non diede tutto it merito all' ultimo Vincitore d' un lievissimo ostacolo di quei trovamenti preziosi , intorno a cui sudarono lungamente li primi inverttori. La scoria dell' ingeno umano ne 6 ridondante , e quella della CalcogrAtia ci fa conoscere per quanti secoli siamo stati vagando senza completi risultamenti.Or dunque vorremmo negare con fermeiza assoluta , che it decreto Veneziano , diretto a colpire li contraffattori nel 1441 di immagini e Carte da Zugar depente e stanapide non dia a buon dritto un argomento, che infirmi anteriorith delle cose stampate in Ravenna, in Magonza , in Harlem, in Colonia , e negli altri paesi della Germania da quegli Artisti che primeggiano nelle Biblioteche, e nelle Raccolte de' pia celebratiGabinetti d' Europa E se si querelano gli Storici Inglesi della la-

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PARTS SECONDA

guns inverosimile , e troppo grande che passe tra le stampe dei Fratelli da Gunk , che portano In data del 1284, e it S. Cristoforo segnato col 1423 , non ci rimane altra lusinga di riempirla , ne altro anello di comunicazione per it lungo intervallo di cento e trentanove anni , che quello che possono sommuiistrare le carte da giuoco. E se abbiam potuto percorreree aver fra le mani tanta copia di monumenti 51 rani, e preziosi , non Sorge force da questi argomento per dedurre un favor grande al primato dell' Arte Italiana ? e de non solemente per le impressioni in legno , ma ben anche per quelle in lamina , indipendentemente dal merito degli Anton; Toscani ; che gia le carte colla datalanno ML XX ab urbe condita elegantemente incise, fan no ampia fede non esser questo uno de' priori e timidi tentativi dell' Arte :siccome it preteso giuoco del Mantegna dimo stra un perfezionamento nell' intaglio ben superiore alla pie parte delle Opere anonime de' primi tempi. Nessun bisogno ci sprona a sostenere che le antichissime carte del Gabinetto Durazo , della Biblioteca di Turino, e le nostre colorite , e donate , comunque si voglia , su d' una carta bombicina , e addossate a cartoni compatti siano opera della stampa : siccome alcuni si disposero a sostenere. Il Lanzi che ne esamine le figure, le giudice veneziane, poiche le attribuiva a Jacobello Fiore o a quell' epoca; ed 6 certo non riconoscersi monumento a quell() anteriore e a lark giudicar veneziane propende la forma de' disegni affatto elle odierne consimili , non che la maniera d' applicar oro iiteramente conforme a quello , che vedesi nelle ?iccole anconette di stile Italo Greco di cui Venezia e ripiena. E difatti perche non vorrassi, che la scuola di Teofane servisse anche ad istruire li fabbricatori di carte dorate ? Institul pur essa li antichi pittori di Murano che non solo sulle tavole , ma anche sulk immagini in tele

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DELLS CARTE DA DATTOCO

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ponevano oro a mezzo rilievo in tutte le parti ornainentali de' loro dipinti. Qui egualmente che nelle immagini not troviamo Poro applicato con una preparazione di gesso , di mordente , di bob armeno al di sotto, che da luogo a quelle minute graffiture, fatte con piccole punte , e piccoli conii ; come nei quadri antichi si osserva. Ma con pace del Lazi , e dei periti , a' quali it parve fatto 4 stamps , e colorito a traforo , a piena evidenza pen!, veggonsi esser fatte a mano e con colori stemperati all' acqua , solubili al pennello anche oggi giorno , come se jeri fossero dipinte, ed essendo in nostra propriety un buon numero di queste, si sotto potuti fare liberamente in favore del vero alcuni esperimenti atti a convincerci non essere in queste carte impress a stamps alcun contorno prima di essere dipinte. Non e bisogno per IR meccanics di queste arti di dubitare che i Veneziani non fossero ingegnosissimi , e che le foggie e le pratiche di piit lontani paesi , e specialrnente de'ricchi orientali loro non fossero note dopo it ritorno de' loro primi viaggiatori ; e argomento contrario non offre it silenzio di Marco Polo e Ramusio , e degli altri che primi tornavano dalle terre lontane li quali di simili pratiche non lasciarono scrittoche it non parlare delle cose non da presunzione abbastsnza fondata alle contrarie opinioni. Dalle quali considerazioni sembra comprovato abbastanza , che non restino monumenti piu antichi dei Veneziani tanto nelle carte da giuoco fatte a mano, quanto in quelle ove si adoperava starnpiglia , o intaglio in legno , oppure anche incisione in rame. E la quantita di anonimi preziosissimi da not veduti e raccolti in materia d' intaglio , ci danno ben luogo a fortissime presunzioni su quanto abbiamo esposto con circospezione e in maniera dubitativa.

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SECONDA

Tolga it cielo che da not si attenti alla gloria degli stranieri , e a quells specialmente de' nostri fratelli Toscani , non sari meno da ammirarsi cie ch'eglino fecero in vantaggio delle arti , quand' anche si elevi con pit veduta ragione un poco piu alto la gloria di Venezia , in un mornento the a conforto e ad onore le Lorna it raccogliere qualunque foglia delle sfrondate sue palme, e le mantiene quell' alto grado di stima , the si e guadagnata pel corso d' una si bella e luminosa esistenza. Questi cenni raccolti in parte dai lavori P dagli stud] di mold ertiditi , e in parte accumulati in seguito dalle nostre osservazioni sui monuinenti, non serviranno che a gittar un barluine in Italia su quello the altruve fu scritto , su di ci6 che conservasi presso alcuni raccoglitori di rarit3 , e su quanto si potrebbe pur riunire raccogliendo it calco esatto di ogni oggetto esistente di qualunque eta o nazione esso sia , e risalendo gradatamente dal moderno all' antic presso tutte le nazioni , si stabilirebbe fors' anche colla giusta cronologia di questi lavori un lilo pH, sicuro per risalire alla scoria della nostra Calcografia. I soli confronti the risultar pnssono dai ravvicinamenti degli oggetti sono proprii ad accendere la face necessaria in un bujo si profondo , e questa esser potrebbe 1' opera d' uno sturico diligentissirno , che non si sgomenti della fatica , dei dispendi , e,della pazienza tanto necessaria in queste ricerche. Cio serva a provare come siamo convinti d' aver poco operato , e come resti ancor molto a fare per quelli , che dopo di not ricevessero impulso da questo lavoro per piit profonde e fortunate ricerche.

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DELLA L1TOGRAFIA
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SIDEROGRAFIA

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PARTE TERZ A

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E DELLA

SIDEROGRAFLA

S embra poter notarsi nna combinazione ben singolare in proposito dell' arti dell' imitazione per la quale a compensarli in questa eta nostra di qualche grado di deterioramento in cis che dipende dalla forza del genio sublime e delle circonstanze mutate, che le produssero e le spinsero negli aurei secoli al massi. mo increment, ricevono per?) ogni giorno ben grandi sussidii nella pratica delle medesime , per opera delle scienze adjutrici , che accorrono di continuo coo nuove ed utilissime scoperte a render pia facile it Toro andamento , e pia spedite le loro meccaniche Gli scultori ch' erano astretti per lo addietro a spremere it sudor dalla fronte , e con quello attenuare la vita digrossando i macigni, poiche non esistevano , od erano con incertezza applicati i mezzi meccanici , mediaote i quali affidare la prima , lenta , ed orribil fatica con sicurezza :a ibraccia secondarie , trovarono nella matematica un conforto per 1' applicazione di facili strumenti i quali colla medesima esattezza , che dai pantografi si tracciano le figure sui piani , guidando le differenze del calcolo in tutte le profondita, assicurano 1' opera del rilievo con quells invariabile evidenza, it difetto della quale fece at Buonarroti man-

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PARTE TERZA

car talvolta d'insieme i suoi marmi , a fronte delta maggior perfezione de' suoi disegni e de'suoi niodelli e lo corntnise pur anche all' inimitabile ardimento di porre lo scarpello su d' un macigno non alto forse a tutta estensione del suo concerto . Canova quell' artefice , di cui compiangiamo la perdita , che tanto 'eve) in onore 1' Italia ed it Mondo, sommo non saprebbesi quasi dire, se phi pel cuore o per l'ingegno , non dovette forse pel difetto di tali sussidii attribuire origine di quelle sotferenze fisiche, che it condussero poi a lento deperimento , le quali provenivano dall' aver mancato di questi mezzi nell' eta giovanile, sebbene egli stesso avesse poi preparati a chi veniva dopo di lui doviziosi soccorsi di col fu privo nel maggior uopo E moltissimi fors' anche non sono gli ajuti che la fisica predispone per quel magico efretto, che stemperato dai colori sulle tavole , gli augelli uon pia ma gli uomini illuder tenta con artificiosissimo magistero? La proteiforme natura apparente the net crogiolo del chimico presentano le sostanze metalliche , e artificio , con cui le frali materie del regno animale , e del vegetabile vengono raccomandate alla resistenza delle sostanze calcari, con quelle associandole e difendendole cost dalle inevitabili azioui dell' aria e della lace; e se non togliendo del tutto , ma ritardando per certo di motto it loro decomponirnento , sono questi possenti soccorsi, convien confessarlo , che le scienze prestano tutto giorno agli artisti: se non che riesce pur tanto inesplicabile , in proposito di questi non mai abbastanza lodati artificii , come malgrado tanti sussidii, tanta bellezza e splendore delle tnaterie preparate sulla tavolozza degli artisti moderni sia poi tanto inferiore i1 loco merito nella fusion dei colori sulle tavole e sulle tele , che di gran lungs

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son vinte dalla trasparenza soavissima , e dall' armonico pennello degl' antichi maestri , i quali furono assai meno assistiti dei moderni, e trionfano tuttora assai pid per la belta vera che per la ricchezza fittizia delle Elene da loco dipiute. La gnat vaghezza in ispecie de' pennelli veneziani ha fatto credere falsarnente , che vi fosse un arcano riservato ai maestri di questa scuola , e in ispecial modo a Tiziano , mentee non solo alcuni preziosi abbozzi; ma 1' analisi anche delle antiche picture di questa scuola dimostrano non esservi stato alcun singolare artificio , it quale ove avesse realmente esistito , non poteva per certo perdersi ( che fra quei tempi e gli odierni non 6 interposta gih lacuna di secoli barbari e oscuri )', e per tradizione sarebbe a not giunto di maestro in scolare , di padre in figlio. Ed e ancora pit' singo tare, che la recente pretesa scoperta di questo segreto sia state nel 1821 pubblicata in Londra da una gentil signora autrice d' un volume dedicato alla Maesta Reale, nel quale' tenth di far credere, non si saprebbe con qual ragione, che it tavoro di pennel. lo sulle tavole e le tele de' Veneziani sia rimasto splendente , poiche avanti di esser colorito all' olio veniva predisposto a secco con polverosi pastelli. Alle quali indagini tutte sembra meglio rispondere cid ch' era solito a dire Tiziano stesso a chi gli chiedeva ragione di tanta vaghezza , e penetrar cercava nel segreto delle sue mestiche, che i suoi segreti stay.4no tutti nella bottega del coloraro. E ben a lungo si potrebbe discorrere coil' ergomento dei sussidii prestati dalle scienze all' arti , se i molteplici giuochi delle lenti e degli specchi si volessero qui ricordare, pei quali le viste prospettiche si concentrano in tante guiSe e proporzioni , distinte per colore e per forma in angustia di spazio , e prepal

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PARTS TEnZA

rano coal bellamente i piacevoli inganni dell' ottica inganni cite reslituiti dall' arte-del disegno i o mutuamente riconseguati alle fisiche speculazioni , riproducono nuove e sorprendenti coinbinazioni ed effetti , cosicche sopraffatta immaginazione nei Panorami , nei Dioratni , nei Costnorami , rimane incerta per Ia complicazione di queste illusioni , a quale degl'ingannevoli artificii , se della scienza o dell'arte , esser debitrice del fasdno di tante sorpresa. Oggetto per?) pia particolare di queste ricerche it gettare uno sguardo sull' arte dell' intaglio , che prendendo le mosse bambina dai finissimi nielli del Finiguerra, dal Botticelli , dal Baldini , e in seguito da quegli altri sommi uomini , che Ia recarono per tutto it mondo a trionfare delle ingiurie del tempo , col moltiplicare le invenzioni dei gran luminari dell'arti, giunse a not lussureggiante con perfetti ed arditi lavori : e se le eta precedenti andarono superbe dei Raimondi, dei Dureri, degli Edelink, dei Masson, dei Nantenil , dei Cdllot, le moderne non riescirono men chiare pei Voollet, i Bartolozzi, i Muller, i Morghen, i Gandolfi i Berviek , i Toschi , i Longhi , i Pinelli , e per tanti altri , the potranno forse condurla a pia alto grado di perfezione, se nel confine deg umani mezzi rimane ancor forza o distanza oltre cui spingersi in questo artificiosissimo magistero. Infirm, a questo momento Ii materiali che servirono a moltiplicare le stampe , cioe it rame ed it legno , furono adoperati con opposta maniere il. primo pre sentando sulla sua superficie l'oggetto a forza di solchi, it second() offrendo in rilievo tutto at?, , the prima venue tracciato della penna sul piano della tavola levigata , cosieche una gagliarde pressione fra grossi ottiene lo atesso effetto per la lamina, che una piit mite pressione alla maniere de' caratteri a stamps

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DELLA LITOGRATIA M.

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produce 1' incisione in lege L' uno e I' altro pea, , sempre faticoso lavoro , e abbisognevole di praticbe, di artificii , di meecanismi piu o men difficili e le sti per ottenere it suo effetto . Ma non parve abbastanza spedito e facile 11 moldplicare questi lavori co' due metodi indicati , che di reeente , investigatesi altre m aniere si voile supplire difficolta ed alla lemezza inseparabile da aiwili lavori , col trovare un materiale su dl cui traceisto it disegno a bells prima colts maths e coils peana , ver nisse a riprodursi sni fogli identico originate , sena; altri operazione, e in numero copioso di esemplari Si credette dapprima , che questa acoperta diveuir potesse una rivale dell' intaglio in came, (tumid fattone un esame diligente e hnparziale vedrassi non esserlo neppure dell' intaglio in legeo :,ma non cease per questo di offrine immensi avvanteggi ad- alcune pastiche delrarte , e laciandola net luogo che dally nature , e dall' indole de' suoi artificii le viene per ors assegnato non Saris improprio it ,fore su di questa alcuni riflessi Fine dal 18o1 in Monaco , iI sig..Luigi Senefelder aveva prodotto it suo mode d' keisione e per meglio dire di stampe chiamato primo polyantografia dal moltiplicare it disegno , indi litografia per meglio esprit/serer esecuzione di questo disegno sully pietra , o vuolsi che una tale scoperta si dovesse un botanic che ne suave per moltiplicare alcune figure di piante: eebbene , couse,si 6 in mohi Alai osservato , accede, che le stesse eircostante produeentlo,li medesimi effetti in pia luoghi e in piit tempi, si ottengono con pari originath a mot tiplici diritti alle palme dell' invenzione. Difatti Della nova ediaione dello speccbio della lin. gua Mandehoux pubblicato net 1772 , per ordine del-, insperatore della China Kiaw-Loung , trovansi 13

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PARTE TERRA

due square; , che dimoatrano evidentemente, come .anche prima di geese epoca i Cinesi usavano la litografia, venendo dell' autore indicati due luoghi, I'uno ove si tracciano sulle pietre lifac simile in grandi e piecoli caratteri degli editti imperiali , e altro ove si spalmano di nero le pietre sulle quali sotto impressi questi ordiai dell' Imperatore e stampansi in carts bianca. Potrebbe anche aggiungersi , che le macchinette le quali servono a moltiplicare la scrittura , ove impier gaai un inchiostro preparato a NI uopo , producono Ain quasi egual risultato, poiche dopo aver coperta di scritto una pagina, quand' anche non piacesse calcarla su d' un foglio trasparente , per leggerne cosi il contenuto da tergo ritornando in tal modo lo scritto al sue verso, pub facilmente venir surrogato ad un second. foglio qualsiasi anche un terzo , moltiplicaudo in tal guise lo scritto , che dal second, foglio in cui si 'redeye impreaso a rovescio ritorna pbi diritto nel terso, se non che alquanto pit languido al modo dei cootie. calchi delle stampe in rame . Questo gia debbe aver chinramente dintoatrato, che l'impiego d'un materiale 'hi Adam avrebbe resi egnahnente farili a moltipli tarsi i disegni e gli scritti in maggior numero Infatti 11 sig. Senefelder ben conoscendo gli avvantaggi della any scoperta, e la qualita del suo materiale , ne rese thiara e presiosa l'importanza, scrivendo roll' iachio.. stro da lui preparato , non sulla pietra da prima , ma copra In carte , e da questa poi trasportaadolo a rovescio sulla pietra ne derivb it mode, per cui gl' incisori possono evitare enorme imbsranso di scrivere a rc vescio e si offri in tal guisa assai piu esatto e sicuro per moltiphcare quelle imitasioui della scrittura che sono &tie fat; simile .

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Questa maniera di tracciare dulls pietra i disegui mediante un inchiostro grasso, e composto di sego, sapone, gomma lacca e nero di funs() fu immediata tnente conosciuta utilissima per ogni aorta di tabelle, di conspartimenti, di scritture, di note musicali, e siamo poi debitori al sig. Miterer , parimente di Monaco, della seconda invenzione veramente preziosa di aver trovata cioe una composizioneequivalentealla matita, mediante is quale colle sostanze grease pub esser traeciato sulla pietra un disegho, come se fosse eseguito con pastello di Francis sopra Is carte , da cui pub trarsi sufficiente numero di oopie , senza cbe perdano punts) 1' originalith primitive . Questa matita semplicissima , non d' altro 6 formats che di cera vergine, sapone e nero di fumo. Cib conosciuto ognuno vedechiaransetste, che servendosi della pietra calcare di grans finissitua, e rendendola perfettamente piana e levigata , quando si ottenga di ridurla capace a repellere inchiostro da stampa in ogni sua parte, eccetto nei luoghi ove 6 tracciato it disegno col nero ecolla matita grasa, l'inchiostro da starnperia,che 6 parimente oleoso, a pplic atot i poi con mazza da stampatore, o ciliadro, non attaceasi pia, else am contorni osulla granellatura del disegno.Questa repulsione dell' inchiostro da stampa della pietra ove rimane scoperta, ottiensiassai facilmente mediante gli acidi, che rendendotporosa e suscettibile a ricev ere l' urnidith tutta quells parte e quegli intervalli, cite sotto bianchi, ogni qual volts ai mantenga bagnata d' acqua, l'inchiostro da stampa non pub per conseguenza attacearsi che ai medesimi segni fatti della penua 6 della matita grassa , con cui 6 affine, ed 6 ripulso dell' urnidith su tutto it restante della superficie . Siccome poi questa parte umida della pietra , rimsne anche d' alquanto incavata e pia bassa pet principio corrosivo dell' acido , oltre al mantenere per tal mezzo

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P ARTE TERZA

una maggior affinith coil' umido , ne risultano gli stessi avvantaggi appunto delle incisioni in legno , le quali si moltiplicano a motivo , che tutti li tratti del disegno rimangono rilevati mil piano della tavola , e restando incavata la parte dei vuoti destinata a rappresentare i lumi non riceve per couseguenza neppure inchiostro da stamps. Questi sono i principj fondamentali , pei quali si spiega interamente it metodo della litografia , noti ormai in ogni parte, e fatti di pubblica ragione. Ven nero a eib fatte alcune modificazioni apparenti per sostituire ally pietra calcare altre preparazioni artifi c i a l i cartoni e carte persino siccome ora piu particolarmente_pel suo minor costo , vedonsi sostituire lo zinco al ranee e alla pietra medesitna , le quali cose tutte vennero immaginate per cogliere it possibile avvantaggio col risparmio di prezzo e di spazio nei materiali, ma dein nulls altera it sistema e le combinazioni rimangono sempre le stesse. Le copie di varj disegni preziosi d' Alberto Durero e di altri lavori distinti , che rendono insigne la R. Galleria di Monaco , cominciarono a far conoscere quanta utiliti le arti attender poteano da questa scoperta. In Francia e in Inghilterra ne furoao rapids!mate divulgati i successi ed it metodo, e nee Magazzino Filosofico del dottor Tilloch ne fu resa amplissima testimonianza : ed oltre al volume dallo atesso suo primo inventore , it sig. Senefelder ,, pubblicato a Parigi net 1819 it sig. Wollwiler in Londra pubblico uno Teciment of Polianrography ricco di disegni in ogni maniera siccome diffusamente tutti i giornali d' Europa enunciarono questa scoperta con un apparato di speranse ben seducente, e convennero concordemente, the it metodo dipendeva dalle affinita e dalle ripulsioni fra loro dei materiali impiegati , dalla facilith colts

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quale acqna imbeve la superficie delle pietre calcari conipatte , senza contrarre con queste un' adereuza cornpleta , dall' adesione , che provano i corpi grassi e resinosi sulla superficie di queste pietre', e dall' affinitk che tra loro conservano i corpi grassi della stessa natura , e antipatia loro per ogni aorta d' umidita. Dalle quali cose fu conosciuto risultare , che un tratto segnato dal fluido o dalla matita grassa sulla pietra , non pub esservi cancellato se non con estrema difficolta fino quasi al deperimento della stessa sua superficie , che in tutu i luoghi, ove la pietra non a coperta da questi tratti, assorbe avidamente e conserva umidita , e che passando su tutta estensione della pietra un largo strato di materia o di tinta oleosa , non attaccasi questa che ai luoghi marcati dall' inchiostro grasso , mentre 6 ripulsa da tutte le parti inumidite. Resosi universale questo metodo di moltiplicare sia la scrittura , sia qualunque disegno, non tanto per is facility dell' eseguire , quanto pel minor prezzo del materiale , successe ci6 , che in simili casi suol sempre accadere , che se ue magnificarono talmente i risultamend , fino al credere che la litografia potesse rivalegglare coll'arte dell' intaglio. Sulla qual cosa per6 non presero abbaglio tutu co, loco che la giudicarono ottima per ogni impressione di fac simile , di tabelle di musica , eccellente per tutu gli studii elementari , che abbisognano con rapida e poco dispendiosa esecuzione di veder multi plicate alcunestampe ditnostrative; assai propria per le scienze , i cui libri abbisognano egualmente di dimostrazioni figurate; Is dissero buonissima pei tocchi magistrali e pel fuoco necestfario a mantenersi in ogni composizione estemporanea , cbe dal torment lentissimo dei ferri riceve soveute , con molta lucentezza e lindura , un' impronta di

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PARTE TERZA

ghiaccio , e rib specialmente se in luogo di penna adoprisi la matita a larghi tocchi. Ne arte dell' intaglio force avrebhe mai forza, in prova di quanto e qui indicato , a conservare altrettanto ealore quanto se ne osserva nei cavalli impressi a matita litografica dal sig. Orazio Vernet a Parigi, e negli studii di paesaggio, che in picciol numero ha pubblicato a delizia degli artisti in Roma it celebre sig. Voogd. Ma difficilmente pub ottenersi armonia generale e costante in un lavoro filito , e pih difficilmente una lucentezza di tratti , che equivalgano al taglio o alla Punta secca: oltre di the non e possible che possa togliersi dai lavori molto finiti un non so qual aspetto di lana o di bombace , the ne vela total la superficie , e attenua di motto la vaghezza del lavoro. E bens; vero , che vanno piN esenti da questo annebbiamento i lavori fatti colla penna di acciajo ; ma si chiainino in testimonio tutti coloro, che accostumati a trat tarela penna animale, deggiono sostituire qnella di me. tallo , e dicano se possono usarne con vivacity di tratto, e facilita nell' incrociamento de' segni , e se non riesce a loro timido e secco it tratteggiare con un fluido grass() piuttosto che coil' inchiostro itmido e scorrevole. L' incertezze di quest; tratti pih visibilmente si scorge nell' opere architettoniche , ove 1' eguaglianza degli andamenti rettilinei e sottili diventa d' tin estrema difficolth per 1' esecuzione e suscettibile a disvelare tutte le imperfezioni dell' impressione. L' eteganza la precisione, la finezza dei tratti , coi quali a semplici contorni vengono da molti artefici e singolarmente dal sig. Lasinio, intagliati alcuni soggetti con tanta intelligenza , diventa presso che ineseguibile sulfa pietra , o riescirebbe motto scarso ii ntimero d' esemplari nei qnali ii eontorno non fosse interrotto , o sbavato in forza de; difetti del I' impressione: la quale mancanza disuccesso non pub

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attribuirsi , che alla maggior fermezza della punts aul rime, impossibile art ottenersi dalla penna mina pietra, e gala compressione che riceuta pid yoke sul trail() li tografico, in poche volte lo stiaccia e lo sbav a facendogli perdere e alterare la sua lucentezza. E deducendo dalle pratiche, oltre che dalle teorie, argomento che queat metodo non pub pareggiare giammai i tratti dell'acqua forte , i soli che con gran successo furono sostituiti penna, basti it considerare , che quel Pinelli Romano, mostro d'ingegno, che non ha pari nell' improvvisare un soggetto magistralmente sulla lamina di rime, senza.:talvolta neppur tracciarne it disegno , malgrade che sarebbegli grato per certo it risparmio de'materiali , ove giudicasse preferibile la pietra, nondimeno egli non osb di sostituir mai una pietra ad una lamina e nol farebbe the nel caso d' imitare la matita, poiche II Lratto suo veluce e spiritoso di penna, o di punta che voglia dirsi, sul rime, non imitasi con gusto e con brio e con pari celeria con fluido lees sulla pietra ; e motto minor numero trarrebbe d' esemplari , che dalle lamine di rime egli nun cave, per service al desiderio di tutti gli amatori, e di tutti gli artist; , di recare da Roma coi fatti dell' entice storia e coi moderni costumi di que' popoli , da lni intagliati valorosamente , anche un ssggio dell' arte vivente. E per la conoscenia pratica che di limbo i metodi si a fatta A dimostrato che occorrerebbe pill tempo per tratteggiare in pietra oolle penna d' acciajo una di quelle composizioni , che non esige lo stesso lavoro sulla vernice , ehe la varlet' del segni , la fermezza , is lucentezza , la quale al prontamente acquistasi e conservasi aul rime, non pub in alcun altro modo con egual success ottenersi . Ma dove pill particolarmente osservarsi , che ove si tratti di condurre litograficamente un'opera finite, tol ta da qualche gran composizione disegnata o dipinta ,

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PARTE

rgazs

ore la concentrazione de' mini importi per conseguenza masse d' ombre gradatameate od equabilmente distribuite, 6 immensameute scarso it numero d' esemplari ove non sia necessario emendare a mano,i difetti e vuoti di tinta, che risultano dall'ineguaglianza di pressione o dalla distribuzione dell' inchiostro difficilissitna ad ottenersi nelle parti oscure, conservando la dolcezz4 dei passaggi nelle mezze tinte. Si millantarouo, net principio che si rese pubblica la scoperta , gli esemplAri a migliaja copiosi, ma in sostanza a ben poche centinaja riduconsi , e quando piaccia confessarlo sinceramente , it numero delle stampe importanti , che dopo la loco impressione non abbisognino di ritocchi , si riduce a qualche dozzina. Intorno alla qual cosa crediamo poter qui addurre due argomeuti invincibili dell' imperfezione del metodo che spiegano una parte dagli irreparabili difetti di questa manier a d' impressioni, argomeuti, che ci sembra non essere fin qui stati esposti con chiarezza dagli scrittori su questo soggetto. II primo 6 quello , che le parti oscure della litografia deggiono inevi tabilmente presentare un solo ed egual valore di tinta, e per consegueuza un' invincibile monotonia, simile affatto alle masse oscure dell' incisioni in legno, Ognuno sa che nell'intaglio in came it bulino solca pia o meno profondaniente, e nelle parti oscure vi eutra talvolta it taglio ad un estrema profondith auraverso ad altri tagli utinori producendo in tal modo una varlet' e gradezione di elletti e di contrasti , ai pall non 6 dato di supplire altrimenti: ed allorquando lo stampaore fa entrare col palmo della mano nei solchi la tints per tirare una stampa, questa tinta non pad ne deve essere in egual misura distribuita in tutu li tagli, ma li pia profondi ricevendone piu ahbondantemente , lasciano per conseguenza anche sul foglio una copia assai maggiure di nero , che non lasciano i tagli aottili e leggieri ; cosicche

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Lrroartarts EC.

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verlesi in una stamp* di prima freschezza, che la tint* negli oscnri pib profondi rendesi sensibile pel suo rilievo non che allo aguardo, al tatto medesimo. Ii quale effetto non 6 lusinga di ottener mai in un'opera di litografii, che imprime le parti oscure in ragione di cola superficie e mai di profondita In secondo luogo siccome rimpressione di questi lavori non pub farsi senza pressione , e questa pressione si esercita sidle parti rilevate dalla grossezza dei segni della penna o della matita , resi encore pibt rilevati e sensibili per l'acido, che ha d' alquanto incavati i lumi e tutte le parti chiare , e per la tints che dei cilindri vien soprapposta at disegno, cosi la compressione continuata di questo lavoro formato da una materia tenera come l' inchiostro grass , no n pub a meno di non an darlo schiacciando; e dal toglierli la sua freschezza ginaria , ne derive poi quello sbavato , quel lanoso, quella nebbia generale , the non pub eliminarsi da simili opere. Aggiungasi inoltre , che in una lamina di rame lo stampatore pone la tints su tutta la parte lucida , e col palmo della mano facendola a poco a poco entrare in tutti i solchi , traguardando ii suo lavoro , non solo si assicura, che i tagli siano tutti pieni di nero, che a meno di un' estrema negligenza non pub maucare di distribuirlo egualmente per tutto , ma deterge nel tempo stesso le parti lucide e chiare, cosicche non resta mai annebbiato o confuso it valore dei lumi con quello delle mezze tinte: e al contrario lo stampatore della litografia prendendo li cilindri imbevuti di tinta , li stende, e li preme snlla pietra gib prima coperta di segni neri d' una materia grassa e conforme , ne facilmente pub accorgersi se it nuovo tw o si 6 attaccato al primo, cosier:he per tal modo la stampa risulta da una parte saturata di tints , mentre rimane dal') altra debolissima e sparuta; ed ecco poi come deriva, quel nu-

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PARTS TEN2A.

mero infinito d' esemplari abbisognevoli di ritocchi, affine di emeudare una iacompatibile imperfezione: 01. tredi the accede assai facilmente allo stampatore delle litografie di sporcare coi cilindri e coi mazzi le peril chiare senz' avvedersene per la minima evaporazione dell' umido in stagione calda , o per qualunque dello tante avvertenze, che sia perduta di mire, le quail rendono cosi complicate impressione di qtreste stampe, e in questo caso in biogo di vuoti producono macchie, o alteraziuni indelebili su quei lavori the vennero eseguiti in pietra coll'armonia pia diligente. Sembra con cio spiegarsi come alcuni lavori non potendosi ottenere che in picciol numero d' esemplari venza difetti, od essendo di qualche dispendioil correggerli, it prezzo poi dell' opere cessa di easer al tenue come pareva Gn dapprinc: pio. che Is scoperta venne annunciate. E certo che gli elementi del disegno magistraltnente intagliati da Annibale Caracci, moltiplicati a migliaja d' esemplari, anzi fino ails total consumazione delle lamiue, costava no wino, che non si vendono oggi altrettante tavole elementari col nuovo metodo, le quail sotto inseparahili dagli inconienienti indicati : che quand' anche si vo gliano ripetere su pietre artificiali o cartoni litografici, aempre sarN piu tenue che non si crede it numero dello copie e scarsissimo quells degli esemplari non difettosi . Ne qui abbiarno enumerato Is fella degl' incomenienti , che enaergono ad ogni istente , arettendo a prove la pazienza di chi prende a trattare questo me-. todo , a fine di superare um) o altro ostecolo , the derive della cotnplicazione del meccanismo o della imperfezione de' materiali , giacche is menoma svista influisce considerabilrnente nen/ effetto di un lavoro , the sia stato esegtlito con lents cure e diligente artificio per imitare un' opera di ritnarco tiatt gia pci la-

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DELLA LITOORAFIA EC.

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11014 pin01925Chi 81 quali sembra riservarsi esclusivautente la litogrefia. E sempre sari; notato a vantaggio it poter moltiplicarsi per via di calchi e contro calchi le pietre e i cartoni litografici , onde poser tirare wt maggior numero di copie della stessa impressione: ma non si speri ottenerlo per senza gravi difetti nei favor; di fine esecuzione e di graodi masse ombreggiate. Convien perb in questo luogo ripetere cif!) che fu detto nel prospetto di associazione alle opere insigni de' pennelli veneziani che ricevono adesso quella pub. blicith di cui furono finora defrandati, e cib mediante le impressioni litografiche instituite in Venezia dal sig. Carlo Galvani , per opera di abilissimi disegnatori , e col concorso della pratica , e dei mezzi tneecanici del sig. Flacheoecker di Monaco. L' impastato soave e pittoresco della matita oleosa dei litografi che difficilmente potrebbe prestarsi a quella nitidezza e soavith di contorni e di forme , che costitui. ace uno dei pregi caratteristici di altre primarie scuole d' Italia , e segnatamente di quella di Ratfaello , pare espressamente inventato , per dare una ragione assai migliore dells fluidith , della morbidezza , del succoso della scuola veneziana ; nella quale i contorni sembra. no dileguarsi soavemente dell' occbio , come se non ci fossero , egualcuenteche la nature ce Ii presents , collo staccare soltanto no oggetto d' incontro all' altro sense it tagliente d' alcuna lines, e per forza di passaggi, quando pia dolci , e quando pia risentiti , sempre senza crudezza e senza asperith Questa magia di pennello e di tinte , convien confessarlo , parve negare finora , od aceordare assai difficilmente al bulino , di poter rendere la vaghezza delle venete scuole, poiche la precisione dei tagli , la lucidezza dei tratti , it cristallino dei riflessi , la severith del contorno non s' accordarono cosi colt' incanto dei pennelli veneziani , e

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PARTE TERRA

colle bellezze mobili e sfuggevoli d' una magica inti. tazione della natura , aiccome seppero accordarsi mirabilmente collo stile pia preciso e pia fermo degli altri maestri italiani e stranieri. L' Assunta e la Maddalena di Tiziano, it miracolo di S. Marco, e is Crocifissione del Tintoretto , le grandi opere di Paolo , di Giorgione , di Pordenone vedranno una Luce Corse nos pia ammirata colla matita litografica , che tale non sarebbesi forse ottenuta da quei bulini che 6nora temettero di tratteggiarle. E da bramarsi che accadano peal in questo recente metodo d' impressione quei perfezionamenti , i quali to mettano al coperto di fatali vicende, per le quali talvolta nu' opera ridotta in pietra all' ultimo grado di perfezione per qualche imprevidenza meccanica del litografo diede risultamenti o contrarj o imperfetti , cbe non dovevano attendersi dopo it diligence e prezioso lavoro di abilissimi disegnatori , totalmente perduto o informemente prolotto dal torchio litografico. Anzi avendo seguito andamento di molte di queste litograficbe officine , abbiamo dovuto finora fatal. mente convincerci cbe appunto le produzioni, le plan avrebbero it pia onorato la MRI10 e ingegno di abilissimi disegnatori , ed emu() attese dell' universale con ansieta e massima aspettazione , e costarono mesi di indefesso lavoro , subirono poi l' avverso destino di yefir meno sotto gli apprati dell' acidulazione o della compressioue, o per qual altra vogliasi cansa che tiene tuttora questo meccaniemo nella sfera delle scoperte bisognevoli di perfezionamento. Che se per avventura o per giustizia , di tali gravissiine imperfezioni si voglia accagionare it litografo , non aceadendo queste che per un' imperizia tuttora difficile ad evitarsi, e cosa peril deplorabile 1' intender le scuse e i pretesti di questi meccanici operatori, li quali non potendo ravvolgere

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questo secolo esercizio della ler professione negli empirismi e negli arcani d' un' Arte (fino a un certo determinate grade soltanto perfezionata e conesciuta ) accagionano della perdita irreparabile dei' pih preziosi lavori, quando it disegnatore innocente e peritissimo nell' arte sua, quando Is stagione od it clime, e quan. do la pietra stessa che poc' anti avea pure pienamente corrisposto , piuttosto che convenire con miglior fede, che arte di queste impressioni attender debbe essa pure, come tant' altre case umane , un grade di mag gior perfezione, e che eglino stessi , Ii torcolieri, mancane ancora di quelle infinite previdenze che meglio e piu cautamente assicurino la riescita de' pia distinti lavori Parve che a molti degl' inconvenienti inseparabili da questo metodo d' impressione tendesse a riparare una pih recente ed importantissima scoperta fattasi in Inghilterra dai signori Perkins e Fairmans, i quali servendosi del pih utile dei rnetalli, di quello.a cui arte edificatoria oggi tributa be prime sue cure, e va debitrice a lui de'successi pih imponenti nelle strade , nei ponti, e in tutte le costruzioni del pia ingegnoso ardiniento , vogliam dire del ferro, abbisno reso con questo ritrovato un servigio alle arti e al commercio della pill decisiva importanza . Le melte difficolth, che fn mestieri di superare in queste esperienze , oltre a disvelare un sommo grade d'ingegno e di persistenza, former dovranno per certo un' epoca luminosa nella storia dell' arte : la quale scoperta , quand' knche si volesse riguardare di un interesse secondario per 1' arte dell' intaglio, pub seenpre divenire della pih alta importanza col prevenire it grande ed ognor crescente delitto della falsificazione Crediamo dover prevenire in questo lough the sebbene anche negli antichi tempi siasi da alcuni maestri
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PARTY TW A

dell'arte prodotto a guise di tentativo qualche incisione sul ferro od altro metallo, ciO avvenne col mezzo dell' acqua forte soltanto , e con pochissima rieseita , come attestano le cinque stampe in ferro , e le tre in istagno, che si numerano nell' opere di Alberto Durero . L' odierna acoperta consist& nel modo di render 1' acciajo duttile e molle quanto oru ed it came; ritornandolo poi sense la menoma alterazione di forma elk massima durezza dopo d' esser stato intagliato . L' incisore riceve dalle mani del sig. Perkins una laminetta d' acciajo resa molle ed adattata ad essere intagliata a bulino con quel maggior grado di finezza e di facilith, a cui sia Mai pervenuto 1' intaglio il pin fino sul tame . Compiuto it lavoro , e restituita la lamina incise at sig. Perkins egli Ia rende della pHs rigida tempra, di cni sia suscettibile quest metallo . E gia per questa sole operazione risulterebbe a prima vista il grande avvantaggio , the in luogo di tirare due mile esemplari , a cui forse pervenir potrebbe una lamina di rause, ne possono esser tirati ben died man di questa d' acciajo, avanti che divenga sensibile it suo logorameato. Ma qui non ista importante della scoperta , che sarebbe gia molto, mentre in luogo di poter moltiplicare Jo stampe oltre Fusin, fu scoperto it modo di moltiplicare le !amine medesime in forma originaria : oosicche d' una e medesima stapa ne possono essere tirati gli esemplari a cetitinaj a di migliaja in tune le capitali d' Europa ad un medesimo tempo , se vogliasi , conservando identifies origittalita Indurita cosi , siccome abbiamo esposto , Ia lamina d' acciajo, viene preparato tut cilindro dello stesso metallo in dimensione proporzionata ; it quale rendesi molle , affinche girandolo sul piano della lamina mediante uno strettojo singolarmente costrutto , posse rioevere in rilievo soils periferia tuttocies, che it bulino

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aveva gilt prima nella lamina segnato in ineavo. Restando quindi questo cilindro nel suo giro coil' incisione identilica originale rilevata e tagliente quanto la punts acutissima dei bulini, che servirono ad aprire i solchi sot piano della lamina , viene esso pure in.lurito tolls pibi rigida tempera e reso atto all' 1430 , a cui 6 destinato. lnfatti adattando di bel nuovo it cilindro nello strettojo cogli artificj a cib preparati, serve ad imprimere ed incidere lo steno soggetto quhnte volte si voglia au d' una lamina d' acciajo ammollito o di ram, o di ahro metallo qualunque, ripetendolo anche su vane lamine a piacere a secondo it bisogno. Ogni eopia in tat mode prodotta diventa un perfetto Jac simile dell' originale inciso a mane nella prima lamina d' acciajo, a in brevissimo tempo possono es se re nroltiplieate molte lamine tratte da un tipo della pill squisita esecuzione che non %mimo nella pia pic cola parte dal merit e della perfezione dell' originale . Che questo ritrovato sia motto utile ed economic, pare dimostrato ahbastanza evidentemente per la celerita di moltiplicare i lavori e la facilita di ottenere le opera della maggior perfezione al prezzo che ora costano le pib inferiori: it quale convincimento pub aversi coll'Ispe.sione dell' opere.non tanto prodotte nel giornale delle scienze e arti di Londra num. 17. anno 182o, ma in quelle che posteriornsente vennero eseguite con tuna l'eleganza ed it lusso dell' arte calcografica, per ornament dei poemi del sig. Tommaso Moore, e del sig. Walter Scott intagliate da' pia va lenti bnlini deli' Inghilterra , e impresse col metodo del sig. Perkins da not enunciato . . NA qui si arrests it prezioso ed it singolare della si derografia recentemente scoperta , giacche con questo name venne chiamata dal vocabolo greco, che esprime

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PARTE TIIRZA

it ferro in luogo del rame, poiche ginnse it perfe&iona-

mento delle sue macchine a produrre simultaneamente nella stessa stampa in no pezzo ornamentale , come sarebbe un meandro a catena , it doppio etfetto che producono incavo del bulino e it rilievo del legno , rendendo nella medesima catena un audio coperto dei minutissimi intagli e lavori , che sono it risultamento dei solchi, i quali itnprimono in nero is parte incavata ed un altro anello vies reso nel seoso inverse, imprimendo in bianco ci6 che net precedent() era espresso dall'ombra con una simultanea inversione della mac. china, che non solo pub riprodurre it disegno da pa o cilindro , e da cilindro a lamina , ma ancora da cilindro a cilindro, quasi moltiplicando le scherzose e infinite combinazioni presentate dal Kaleidoscopio. Queste invenzioni, &Nome ognun vede, mostrano in grandi ditficola , di chi volesse imitare a guano it prodotto di una tal macchina , oltre di cite Is delica, tezza , con cui ai possono eseguire e moltiplicare si mili lavori , 6 impossibile ad essere imitate coi mezzi conosciuti e ordinarj . La carta del banco .d' terra stampata per intero in un medaglione , Is cui interns capacity non 6 maggiore della superficie d' un centesimo , suddivisa in trentadue lines di mratteri chiari e leggibili roll' ajuto di una lente di mediocre acutezza , e tutto intero it simbolo degli apostoli in minor spazio compreso dell' ugna d' un dito, mignolo , moltiplicati col mezzo del cilindro sulla stessa e riconosciuti non avere l'iroperfezione d' un solpunto. che li distingua 1' uno dall' altro , in fede dell'ietegra )ero originality, soon tulle prove evideoti della perfezione e della tinezza a cui 6 giunta questa scoperta incalcolabile che risulta da questo metodo, siccome si 6 pib sopra osservato , per prevenire le falaificazioni, giacche conosciuta 1' impossibilia di ripror

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dorre le proprie incisioni medesime senza alterazione di punti o di linee , quanto non sara pia difficile it riprodurre le altrui , se vengano spinte a tante complicazione e a tanta finezza : oltre di che risulta un doppio avvantaggio per riconoscere gli attentati di falso, mentre suite cedole di banco possono dai :cilindri venir moltiplicate diferse minute opere , delle quali riesce agevolissimo it procurarsi un esemplare impresso separatamente, utilissimo pei confronti in caso di dubbieth, poiche fu dimostrato che la ripetizione d' ogni intaglio offre sempre un identilico originale impossibile a contraffarsi , e sapendusi per conseguenza dai falsificatori , che ogni persona , che it voglia, put) acquistare un mezzo alto a scoprire inganno , ben difficilmente si troverit chi ardisca a commettersi a sommo pericolo con si poca probability di successo. Una quantity considerabile di lavori del gusto pia. Eno e pia ricercato sotto stati presi ad esame, i quali vennero sottomessi al metodo e alle prove del sig. Perkins , e non cedono menomamente a nulla di quanto venue eseguito di pia insigne in materia d' intaglio. Insorge pert) un dubbio sulla difficolth di moltiplicare nel modo stesso graodi opere, giacche sembratto fi nora conoseiute soltanto le impression; in piccola dirnensione. Conviene dire , che o la costruzione di pia grandi macchine incontra ostacoli non agevoli a
superarsi, o the it materiale reso di rigidissima tempera in dimensioni pia estese si spezzi facilmente per I'urto veemente della pressione, essendo estrenaamente che questa seguir possa si equabihnente, e con tai coesione da non rendere friabile una sostanza che ha perduto ogni sorta di duttilita. Le esperienze ed it tempo sapranno levare da questo dubbio , e furse presentare alle arti questo perfezionameuto , che sarebbe iucalcolabile.

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PARTE TERRA

E indubitato che se la trasfigurazione di Morghen , la Madonna di S. Sisto di Muller, l'Assunta di Schiavoni timer eseguite in lamina d'acciajo in luogo che in rame, quand'anche non si volessero moltiplicare col mezzo dei cilindri, avrebbero dato un numero d'esem. plari dieci yoke maggiore di quello , che at rame concesso di moltiplicare. Ma qual vantaggio non ne trarrebbero le arti se poi moltiplicate le lamine stesse mediante i cilindri, si potesse in ogni calcografia averne un freschissimo originale metallico, mediante it quale per poco denaro si otterrebbe cio , che a stento si ottiene adesso per somme considerabili Ne da ci6 vers rebbe mai minor profitto all' intagliatore d' un' opera classics, giacche oltre !e stampe, che escirebbero tirate nella sua officina , potrebbe a prezzo considerabile rendere un bel numero di lamine moltiplicate dal suo cilindro , ben atte a compensarlo con usura del mite prezzo a cui sarebbero vendute le carte (t).

(i) Comunicate queste nostre osservazioni in Londra at sig. Vendramini intagliatore ben conosciuto , ebbe egli la gentilezza di comunicarci it di lui parere nel modo seguente cc La ragione per la quale non si incidono lamine grandi in acciajo non 4 che non resistano al torchio , poichg alla maniera a film se ne producono di qualunque grandezza , e 1' acciajo d raddolcito di modo che non pub spezzarsi. It vero motive, a the C acciajo ti clifficilissimo a mordersi , sia colt' acqua forte che col sublimato o altri acidi che s' impieghino a tale effetto , e morde con diseguaglianza, e non approfonda it taglio. Riesce ancor pi& difficile it dar la vernice per rimordere non aderendo bene at metallo per la sua levigatezza , per cui restano piccoli vacui nei quali ?introduce I' acido e fa una specie di acqua tinta , rosicchg si pub.bene con fatica riescire sopra un piccolo spazio , ma sopra un grande g quasi impossibile , dico quasi, perche forse insistendo si riescirebbeficendolo a peczi. Ma non giova

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Qua! serie di avvantaggi immensi non potrk derivare a tutte le arti da questa scoperta , se corrispose con tanto successo in questa dell' intaglio , e a qnante utilissime meccaniclic non put) essere applicata questa perfezionata alternative di mollezza e di resistenza dello stesso metallo , che rese per cosi dire comune all' arte dell' intaglio it metodo e i privilegj incalcola, bili di quella del conio. Trovata la stamp nel quindicesimo secolo e cavata l'imeressione d' un niello, dovevano le arti della calsari cografia prosperare con rapiditk di success , aspettazione meraviglia the si elevino adesso oltre nostra , se l' uomo lanciato audacemente nelle regioni dell' aria, abbandona persino aereo naviglio, e dalle

tentare poichh se un pezzo manta ii tutto h guastato. In qaanto al ruler lavorare tutto a bulino riesce 'quasi inspossibile : Imo piccola lamina richiede un lavoro serrato con tagli minuti , percib it bulino e artista possono resistere al lavoro, i1 prinso perche non dovendo approfondare non si rompe sl sovente , e nitro perche quantunque debba impie gave tre. o quallro Done piis tempo che copra it fame, nondioseno sono rnesi , ma quando si tratta di anni succede In nausea , tanto piis che per produrre tagli grossi , nitidi profondi , come vuole. un soggetto in grande , d d' uopo rientrarli 3o e 4o. volte , e dopo una certa profonditti , it bulino non regge piit, spezzandosi la punta ad ogni momento, cosicchg si rende irnpraticabile operare sopragrandi !amine acciajo con lavoro a tratti , ossia a taglio, stancando ii piis paziente artista. La verita delle quali considerazioni, e specialmente di cie che concerne i1 bulino, certamente di. pende dal potersi rendere acciajo privo di teinpra al grado di mollezza e duttilita necessaria per operarvi, e forse anche da cie pub dipendere tutto it perfezionamento di questa scoperta , rimauendoci qualche dubbio sulla prima parte delle osservrzioni comunicateci dal sig. Vendramioi.

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PARTY TERZA.

nnbi discende in tortuoso giro come piuma leggiera vincendo l'antica sagacia e i favolosi racconti del volatore di Creta, e se per la forza dei conceutrati vapori si sta seduto ed immobile spettatore dei movimenti di mille braecia e di mille ruote complicate, e fida senz' alberi , senza remi e senza vele it fragile pino ;ontro 1' onda ed it vento, e a tutto supplisce con pic col caldaja che bolle , quasi minacciando con questa di scuotere , nuovo Encelado , da'suoi cardini ii inondo, Qual ineraviglia dell' accennate meccaniche , se I' norno per iincer Is notte, che gli pareva funesta , raccolse dall' aria che sprigionano i combustibili un oceanu di splendore , rivaleggiando col giorno , e gate ardimentoso sopra gli ondosi gorghi del mare e dei fiumi senz' archi, senza piloni, senza sostruzioni un ardito passaggio affidato alla potenza del calcolo e sospeso supra interminabili catene lanciate da un monte all' altro, ormai pronto a schernire i latrati di Scilla , e a ricongiungere i massi che le rivoluzioni del globo staccarono dal continente ? Se Is popolar moltitudine, in tempi di superstiziosa ignoranza, raccapricciava per le sotterranee voci degli oracoli che escivano da perforati altari , dai cart bronzi di simulacri , o dal petto anelante delle sihille e dei ventriloqui , qua] terrore non la invaderebbe al veder oggi col sussidio possente delle scienze , strappata dagli artigli dell' aquila di Giove , strisciar la saetta distruggitrice intorno le pile di Volta ? E di qua] meraviglia non sarebbero compresi quei popoli al vedere i difficili giuochi ;di Palamede affidati agli automi con raffinamento di tanto ingegno ; e mentre la mano dei .moderni Anfioni percorre veloce sulle corde sonore dell' istrumento , nn dedaleo segreto artificio imprime sulle pagine e fissa gli armoniosi numeri fugaci , tutte

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segnando le pause , gli accidenti, le misuse del tempo , che la perfezione ed it hello costituiscono della celeste armonia! Ma qual stupore non dovrit invadere le nostre menti, se si osservera la strana contra&lizione per cui lo stesso genere umano leva plauso e rumore alla conservazione della specie e della bellezza mediante le benefiche scoperte di Jenner , e applaude poi clamorosamente in pari tempo agli inventori dei fuochi alla congreve e dei brulotti incendiarii che la distruggono t Dalte quali cose convien finalmeote concludere, che non furono se non l'inerzia e timore,che imbrigliaronu i voli umano ardimento, e non fu se non l'ignoranza che confuse lo stupore dei prodigj col fascino della bassa impostura .

Prologo del primo libro di Teofilo Monaco .

T eas, umile prete servo de' servi di Dio, indegno del nome e della professione di Monaco augura it conseguimento dell'eterna mercede a tuttiquelli che m;rano a tener lontano da loro l'ozio della mente e it divagamento dell' animo con alcuna utile occupazione della mano, e con qualche dilettevole meditazione delle dose nuove. Abbiamo letto nel principio della creazione del mondo 1' uomo essere stato creato ad immagine e similitudine di Dio, ed animato dal soffio dell' eterno spirito , e distinto a preferenza d'.ogui altra creatura di tanta altezza e dignity , che fattosi capevole di ragione , e di

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PARTE TERZA

una pane della prudenza , del consiglio , e dell' ingegno di Dio meritasse esser messo a parte del libero arbitrio;onde di liberth dotato niuna cosa dovesse meglio desiderare che la volonta del 3110 Creatore, e niuna cosa dovesse m. glio intendere, che a venerare e temere la di lui potenza. Abbiamo letto, che quest'uomo ingannato miseramente dall' invidia del Demonio , ancorche per colpa della sua disubbidienza perdesse it privilegio d' esser immortale, tuttavia egli pote silfattamente tramandnre a tutta Is generazione della sua posterith 11 pregio della scieoza e dello intelletto, che per chiunqne vorra porvi cura e desideriogli verrh fatto aggiungere ad ogni vastita di sapere e al conseguitnento d' ogoi arte come per suo ereditario diritto. L' umana industria proponendosi questo intendimento , o nelle diverse sue operazioni correndo dietro ai guadagni e ai piaceri finalrnente coil' avanzare degli anni giunse all' eta vaticinata dalla religione cristiana , ed avvenne rile quelle cose, che la divina provvidenza avea create a lode e gloria del suo nome it popolo inchinevole a Dio , esse convertive in suo ossequio ed Fiore . Laonde quello che it sagace intendimento de' nostri maggiori tramando fino all' eta presente non abbia a vile la pia devozione de' fedeli, e l'uomo abbracci con desiderio, e ponga opera in acquistare cit!) che Dio largheggio come retaggio all' umana stirpe . Del quale conseguimento non siavi , chi si canti quasi di cosa da se stesso e non d'altronde ottenuta, ma se ne cotnpiaecia umilmente nelSignore, da cui tutto abbiarno, e senza cui nulla 4: e non solo i concessigli beni si guardi dal riporre ne' secreti ricettacoli dell' invidia o del cuore tenace, ma rimossa ogni jattanza li distribuisca con ammo ilare a chi semplicemente li richiegga,epaventi la sentenza evangelica di quel trafficante, che simulandb la somma gnadagnata ad usura, e togliendosi

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APPENDICA

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dal-riennseAnarla al suo padrone, privato d' ogni benefizio, per giudizio di propria bocca pronunciato meritossii*-taccia di servo malvagio. Sentenza che io ( uomiciattolo indegno e pressoche senza notne) d' incorrere paventando , liberamente offerisco a que' tutti che umilmente agognano lo imparare quanto a me gratuitamente concede la degnazione divina , ch' e larga dispensatrice con tutti e non disprovvede nessuno , e gli fo avvisati di riconoscere in me la bona , e la larghezza ammirare di Di() , siccorne ancora li esorto ad avere per fermo ch' eglino pure operando, lo avranno soccorrevole nel laver. Conciossiache come iniquo e detestevole 6 ali' uomo cercare un attentat arnbizioso , e con rapina usurpare in qualunque guisa cio ch' 6 indebito o vietato , cosi del pari ad ignavia gli viene apposto e a stoltezza abbandonare intentato od avere in poco contoquanto gli e per diritto dovuto , e da Dio Padre dato in retaggio. Qual che dunque tu sia , carissimo figlio, cui Dio wise nell'animo d' investigare it campo delle diverse arti latissimo ; ed applicarvi intendimento e diligenza per raccorne cif!, che pia aggradi , guardati dall' avere a vile tutte le preziose ed utili case , come se quelle spontaneamente fuor di speranza fossero germoglio di terreno domestico , che sciocco negoziante si 6 quello , che avendo all' impensata trovato nn tesoro scavando la terra , non diasi cure di levarlo , e conservarlosi. the se viii arbusti a te producessero incenso , la mit.ra e i balsami eletti , o se le domestiche fonti non che l' olio , it late ti corressero e it mele, use per urtica e cardo , e tali altre gramigne dell' onto a te venisser crescendo nardo, cannella e aromi d'ogni specie , forse che questi spregiando come viii prodotti domestici n' dndresti tu errando per terre e per mari a far procaccio degli stranieri inferiori di qualitli se non anco

Diviz,

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13 PATE T r71 TA

pi\ viii 1 Cie sarebbe certamente anche per tuo gin= dizio grande stoltizia , poiche sebbene sia costume it riporre nel miglior silo , e serbare con gelosa custodia tutte le cose preziose ed acquistate con grandi sudori e molto denaro , nondimeno se anche per avventura vengono talvolta possedute senza dispendio, o si ravvisino pari , o migliori , con non dissimile cura , ed anzi con maggiore attenzione si custodiscono. Imperocche , mio dolcissimo figlio , it quale Iddio per questa parte rese interamente beato , onde ti yenuero gratuitamente offerte tali cose , che parecchi attraverso de' marl , mettendo a sommo repentaglio Ia vita , e dalla necessity travagliati di patir fame e gelo o sfiniti dal perpetuo servigio prestato ai sapienti , non mai pert stanchi della bramosia d' imparare , si procacciano con intollerabile fatica , rivolgi gli occhi a codesta scedula delle diverse arti, e rileggila con tenace memoria, ed amala di grande amore. La quale se vorrai disaminare con attenAione vi rinverrai per entro quanto nei generi e nelle misture dei diversi colori possiede la Grecia, quanto dell' attivita degli elettri o della varietal del Niello conobbe Ia Russia, quanto nell' arti del cesellare, del fondere, del traforare distingue l' Arabia , e tuttocie , che nella diversity dei vasellami o nella seultura delle gemme o degli ossi usa intarsiare d' oro 1' Italia , e tuttocie che nella preziosa variety delle finestre ama is Francia, non che tuttocie cite de' &mai lavori in oro in argento, in rune , in ferro , in legno ed in pietra apprezza Is solerte Germania. Le quali cose quando avrai ripetute fiate riletto e fitto ben addentro nella tenace memoria, fa che quantunque volte abbia to cavato buon use dal mio traysglio , supplichi per me la misericordia di Dio onnipossente, che sa bene non averle io seritte o per amore di umana laude, o per cupidigia di mortal gui

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APPENDICE

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&Moue, ne per livore d'invidia aver io cosa sottratta che sia rara e preziosa, o di quella riservatane a me solo cognizione , ma bensi ad incremento , d' onore e gloria del suo none esser venuto io a soccorso delle necessia di molti , e mirato a' loro progressi.

IITTIERIDIVI It%
TRATIATO DELL' OREFICERIA
D

BE:VA ENUTO CELLINI


CODICE DELLA MARCIANA XLIV. CLASSE IV.

Dell'arte del Niello.

Si piglia un oncia d' argento finissimo , e due oncie di came benissimo purgato , e tre oncie di piombo quanto piti purgato e netto che sia possibile di averlo, di poi si piglia un coreggioletto da orefice, it quale sia capace a strirggervi i detti tre metalli. E in prima piglierai argento cioe oncie una e it rame oncie due e metteragli in detto coreggiolo, e it coreggiolo metterai net fuoco a vento di manticetto da orefice, e quando argento e it rame sera bene strutto e bene wescolato, mettivi dentro it piombo , e subito tiralo indreto e piglia un carboncino colle molle , e con esso mescola benissimo. E poiche it piornbo per sua natura fa sempre un poco di stiuma , levala con it detto carbone it piu che to puoi , tanto che li deui tre metalli; siauo

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PARTY TFIRZA

Lene incorporati e ben netti. Di poi farai d' avere in ordine una boccetta di terra tanto grande quanto si 6 un de' tua pugni tenendoli stretti , e la detta boccia vuol avere la bocca stretta quanto un dito cite vi entri dentro , di poi empi la detta boccia insino a mezzo di zolfo benissimo pesto , ed essendo la tua materia bene strutta cosi calda la getterai nella detta boccia , e sobito In turerai con un poco di terra fresca tenendovi copra Is mano con un buon pezzo di pannaccio lino come A a dire un saccaccio vecchio; e in mentre ch'e' si fredda dimenerai continuamente la mano, tanto che sia freddo. E come gli A freddo cavalo di detta boccia rompendola , e vedrai che per viral di quel zolfo gli avra preso it suo color nero ; e avvertisci che it zolfo vuol essere del pia nero che potrai trovare , e la boccia potrai provvedere da quelli , che partiscono oro dall'ariento. Di poi piglierai ii tuo Niello it quale sara in pia grani ( gli 6 bene it vero che quel dirnenare con la mano in mentre che gli 6 caldo nel zolfo , tutto si fa perche egli si metta insierne it piit ch. egli 6 possibile ) e come e' sia lo piglierai mettendolo di nuovo in,un coreggioletto, elo farai fondere con destro fuoco mettendovi su un granelleuo di borate, e cosi to rifonderai due o tre voice , e ogni volta romperai it tua Niello guardandogli la sue grana infino a tanto the to lo vedrai benissimo serrato , e allora it detto Niello aura le sue ragioni e stare bene. Ora conviene che io t' insegui ii modo di adoperarlo it qual modo ai domanda niellare , siccorne si e ragionato in prima dello intagliare o in argento o in oro, perche in altro metatlo non si niella. Piglierassi quel lavoro che si sara intagliato , e perehe volendo the it niellato veuga senza bucolini e unitu e bello , bisugna farlo bollire nell' acqua con molta cenere , che sin nettissima e sia cenere di quercia ( la qual voce si chiama

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APPENDICE

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per arte fare una cenerata ): di poi che la tua opera bark stata in net calderone a bollire per lospazio d' un quarto d' ora, 6 si piglia la detta opera intagliata, e si mette in un vaso o catinella con acqua freschissima e nettissima, e con un pajo di setoline nette strofina benissimo la tua opera , acci6 cite quella sia netta d' ogni sorta di bruttura , di poi vedrai di accomodarla ie au una cosa di ferro, lunga, tanto che tu la possi maneggiv re at fuoco, la quale lungezza dee essere tre palmi incirca, o quel piu o manco che ti si mostrera ii bisogno setondo la qualith dalla tua opera, ma avvertirai che it ferro dove tu la leghi non sia ne troppo grosso, ne sottile: vuol essere di sorte che quando ti metterai per niellare la tua opera at fuoco , bisogna che it caldo sia eguale , perche se gli scaldassi prima o l' opera oil ferro tu non fareste cosa btiona , impero avvertirni a tal coca bene. Di poi piglierai ii detto Niello, e portato in soil' ancudine, o in su i1 porfido, tenendolo in una gorbia o cannone di rame , perche quando to pesti quello non schizzi via. Avvertirai che it (lettosia pesto e non macinato , e vorria essere pesto molto eguale. E farai ch' ei sia grosso come granelia di miglio, o di panico, e non manco niente . Di poi metti ii detto Niello pesto in certi vasetti, o ciottoline invetrate, e con acqua fresco e netta lo laverai motto bene accib e'sia pulito e nett() da polvere e da ogni altro imbratto, che lui averse acquistato net pestarlo. Fatto questo piglia una palettina di ottone o di rame, e distendilo sopra quell' opera che tu avrai intagliata , e farai che e' vi pia sopra detta opera alto quanto e una costa di an eoltelletto da tavola. Di poi vi gratterai sopra un poco di borace ben pesta , avvertisci che la non fosse troppa , di poi metterai certe legnette sopra ad alcuni pochi carboncini , le quali siano fatte aecendere dal vento del tuo mantice alla fabbrica, e facto questo accosta piano piano la

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PARTE TERZA

tun opera al detto fuoco di legne, e comincia a dargli it destramente tanto chew vedrai a cominciare a struggere it Niello. Avvertisci che come it Niello cominiera a struggere abbi avvertenza a non gli dare tank) caldo, che la tua opera s' infuocasse tanto che la si facesse rossa , perche facendosi troppo calda la viene a perdere la sua forza uaturale, e diviene molle in mod che it Niello (che ha la maggior parte di piombo ) quel piombo comincia a divorar la tua opera , la quale sara fatta d' argento , o si veramente d'oro, e per questa via tu perderesti le tue fatiche ; impero abbi ben cura a questo, perche questo importa quasi quanto lo averla bene intagliata. Ora torniamo un poco indietro, e poi seguiteremo insino al fine. lo ti dico che quando avrai la tua opera sopra le fiamme ,e che tu vedrai cominciare a disfarsi ii detto Niello, farai d'avere un filo di ferro un poco grosseto, e farai che it detto sia stiacciato dalla testa dinanzi, la qual testa tu terrai nel fuoco, e quando it detto Niello comincier4 a volersi struggere, piglia subito it tuo filo di ferro caldo, e strofinalo sopra it detto Niello , perche essendo uno e I'altro caldo tu to oe farai come se e'fosse una strutta, e in quel modo avvertirai a distenderlo bene, accib ch' egli entri a riempire benissimo it tuo intaglio . Di poi che la tua opera murk fredda, comincierai con una lima gentile a limare it Niello, e come avrai limato una certa quantith, la quale non sia tanta per?) che tu scuopra it tuo intaglio, ma farai d' esservi presso allo scuoprirsi, piglia la tua opera , e mettila in su le cinigie, o si yeramente in su uu poco di brace access, e come la delta opera sari calda, allura piglierai un brunitoglio di ferro, cioe d' acciajo temprato , e con un poco d' olio brunirai ii tuo Niello, aggravando tanto la mano, quanto comporta la opera , usando quella discrezione , che ti ai appresenta secoudo la occasione. Questo brunire si
f;tildo

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4PPENDICE

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fa solamente per ritirare certe spugniuzze , che alcune volte vengono net niellare. e it brunire net modo detto le riserra benissimo a chi avra Is pazienza con un poco di pratica. Di poi piglia it tuo rasojo, e 6nisci di scuoprire it tuo intaglio; di poi piglia it tripolo e carbone pesto, e con una canna fatta piana dal midolto con dell' acqua tante strofinerai la tua opera, che to la farai unita e bella . Discretissimo lettore non ti meravigliare se io mi sono allungato troppo con to scrivere: sappi , che io non ho detto alla meth di quel the iMporta a quest' arte , che veratnente vuole tutto un uomo, it quale non intraprenda di voter fare altra arte che questa detta . lo in nella mia gio v in ezza di quindici insino a diciotto anni lavorai motto di quest' arte del Niello, e to feci sempre con i miei disegni, ed erano molto iodate le mie opere .

ATIZIRMILZ3 ca.
CODICE

DI TEOFILO MONACO
LIB. III. CAP. XXVII.

Del Niello.

P rendi argento puro e dividilo in due parti di peso


uguale, aggiungi una terza parte di rame puro, le quali tre parti unirai in un crogiuolo. Poserai indi tan-

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PARTE TEAT).

to quantith di piombo che equivalga alla meth del rame, che


hai unito all' argento; e presa una porzione di zolfo croceo , lo ridurrai in parti minute avendo in altro vasetto di rame it piombo e una meth di questo zolfo, it cui residuo porrai in altro vaso. Quando sara liquefatto it nine e argento li mescolarai con un cannello di carbone, e subito vi rifonderai ii piombo e it zolfo che erano nel vasetto di rame, e seguirai a mescolare fortemente, e prontamente verserai tutta la mistura nell'altro vase ove ponesti ii residuo zolfo, e appena deposto it primo crogiuolo, prendi it second ove trovasi tutta la fusione, e ponilo at fuoco accio sia bene liquefatto , e di nuovo mescola i1 tutto, poi cola la composizione nel ferro infusorio percuotendolo alquanto prima che si raffreddi , indi riscaltialo e ripercuotilo di nuovo, e cosi proseguirai finche tutta la sostatiza si franga, poiche la natura del Niello 6 tale che se si percuote freddo, subito si decompone, si rompe, si contrae, ne debbesi tanto riscaldare linche si arroventi poiche subito si fonde, e cola in cenere. Triturato poi it Niello to porrai in un vasetto profondo e grosso, e sovrapponendovi acqua lo romperai con un pistello finche sia ridotto minuto e porrai ii piit fino in una peana d'oca otturandola continuando a frangere it piu grosso finche sia atto ad es ser posto esso pure in altra penna C A P. XXVIII.

Dell' applicare it Niello.

iempiute cosi diverse penne di Niello prendi un granello di borace, e macinalo con acqua finche divenga torbida, e hagna con questa la laminetta che'brarai niellare scuotendovi poi sopra la penna col Nicllo di-

Coo s c

A PPENDICE

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modoche tutta rimanga diligentemente coperta ; indi accendi mold carboni, e su questi posto it lavoro cuo. pri con avvertenza di modo che sopra del Niello non posse cadere alcun carbone, e quando e fuso farai colare per ogni dove la materia inclinando it piano, stando avvertito che it Niello non cada in terra e se col primo calore non fosse in ogni parte riempiuto , bagnalo di nuovo colla detta acqua, rimettilo al fuoco, e fa che non siavi ulterior bisogno di ripetere questa operazione CAP. XXXI
Dell' applicare it Niello.

uando applicheraiiiNiello fondendolo sulla piastra d argento arroventerai un ferro quadrangolare lungo e sottile prendendolo con la tenaglia , tenendo ben fermo con un altra it Niello e col ferro rovente stroppiacciavi copra in tutti i luoghi, che vuoi bene annerire , acci6 tutti Ii solchi siano ben pieni : e tolto dal fnoco, con una lima eguale appiana dolcemente it Niello finche si traveda I'argento in modo che appena possano i solchi cominciare a scorgersi, e col ferro raschiatore togli ed eguaglia le asperity della lima , e cie che rimane indorerai , la quale indoratura farai come segue . CAP. XL.
Della pulitura del Niello.

opocbe avrai pert!) riaschiate col ferro diligentemente tutte le parti the sono niellate, avrai della pie-

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PARTE TERZA

tra nera e tenera cosi che lievemente possa incidersi , e raschiarsi ugna, colla quale stropiccerai it Niello bagnato di saliva, spianandolu diligentemente , ed egualmente finche tutti i linearnenti veggansi interamente e sia eguagliato da ogni parte. Avrai ancora una stecca di tiglio grossa e lunga come it pollice , secca, e tagliata in piano , sulla quale porrai quella polvere umida procedente dallo stropicciamento della pietra colla saliva, e con questa assiduamente strofinerai it Niello con dolcezza, aggiungendosempre saliva per tenerlo inumidito; bnche sia lucido per tutto, indi piglia tin po' della cera che formasi nell' orecchio, e dopo aver ben deterso it Niello con un pannolino, ungilo con questa cera, e con pelle di cervo stropiccialo, finche divenga per tutto splendente

ATERVID/0111

1%

Intorno a molte principali opere di Niello non citate dal Duchesne.

Immenso 6 it numero dc'Nielli preziosi de'quali 6


conosciuta esistenza is piu luoghi , dopo aver' indicati Ii principali esistenti in Venezia e in Iscozia , li qttali stavano una volta (come ognuno sa ) nel tesoro delle cappelle pontificie. E bellissimo 6 it Niello nel diametro di tre pollici al centro d' una patena , che si vede fra i sacri arredi della confraternita di s. Rocco in Venezia, ov' 6 figurata la capanna colla nascita del Redentore, la Vergine, S. Giuseppe , gli animali del Presepio, e diversi pastori, con una gloria d' angioleta "ti, e similmente messo di Nielli ii calice su cui serve

G c)c)s I c

APPENDICE

225

Is patena indicata , ornato it piede da otto piccole

figurine elegantissime , e sono li quattro Evangelisti , li as.


Pietro e Paolo, s. Prosdocimo , e s. Giuseppe. Distinti sono pel modo di bella esecuzione li due medaglioni , che inseriti in un cerchio di elegantissimo lavoro a cesello dorato presentano le effigie di Dante e di Beatrice nel diametro d'un pollice e quattro linee, evidentemente intagliati nella prima meta del XVI. secolo. Nell' uno slit it nome della eccelsa donna effi giata , nell' altro quello del chiarissitno Poeta. Sono questi posseduti in Venezia dal conte Rizzo Patarol. Nella sacristia della Cattedrale di Padova trovansi iscrizioni e laminette di Niello inserite nel piede dei reliquari , calici e croci. Ma segnatamente distinguonsi due Nielli , che formano li coperchi d' una navicella da incenso , che vedesi nel Santuario di S. Antonio, seguata num. 24 , ove nell' uno sono raffigurati due martini, o nell' altro un Redentore in mezzo a due angeli di bello e gentil lavoro. Bellissimo e singolare e it mucrone che si conserva a Vicenza in cash del c. Antonio Porto Barbaran , la cui impugnatura 6 lavorata tinamente coi pin leggiadri nielli ornamentali , e nel porno vi sth un effigie dell' impera.. tore Adriano in mezzo a molti trofei ed arabeschi vaghissimi. Appartenne quest' arma da tempo immeniorabile ails nobile famiglia Vicentina de' Conti , ed avvi tradizione che seco is portasse a Malta un Cavalier Antonio, ehe ivi uccise it Nunzio Pontificio a salvezza dei privilegi dell' Ordine Gerosolimitano. Su tal fatto possono trovarsene i motivi nel Bosio , e negli altri storiografi dell' ordine stesso e chi sa che quel mucrone non sia anclie reo di tanto sacrilegio Ill c. Marzio Conti ( al quale tocc6 questo cimelio nelle fraterne divisioni ) ne fece pochi mesi sono regalo at citato c. Antonio Porto. Delle quali notizie slam debit15

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PARTE Ti.RZA

tori al coltissinso sig. Francesco Testa studiossissimo intlagatore d' ogrri patria memoria , cite a noi le trasmise unitamente a un accuratissimo disegno dell' arose, da noi piu volre vecluta, e inutilmente desiderata. In Verona a sant' Anastasia sal piede d'un ricco celice &oat trovansi tre elegantissitni Nielli , ma della pia remota antichita , un s. Michele, un s. Giorgio, e tin simbolo eucaristico. In Brescia sono troppo conosciuti li quattro stemmi ti iellati posti nel celebratissimo dittico quiriniano, stemmi appartenenti alla famiglia Eielbo dk cui venne it dittico acquistato dal cafdinale Quirini. E nel duomo della stessa citth tre se ne veggono nel r2liquario della sante Spina, ed altrettanti di bellissimo lovoro ut una pieside , che figurano una Madonna , un Redentore e un simbolo eucaristico. Egualmente cite in s. Faustiuo maggiore si amrnireno tre Nielli infissi ad naa croce, cite reppreseatano tre santi , tutti peril in piccole dimensioni. E non solo nella cittk capo luogo di questa industriosa provincia , ma si trovano alcune di simili curiosith anche in diverse chiese del contado. Nel Friuli si castodiseono preziosita distinte in questa materia, e segnatamente nella cattedrale d'Udine trovasi tin giojello , che appartenne a sante Elisabetta regine d' Ungheria , donato da Carlo IV. inaperatore alla ehiesa quando visite) it di lui fratello patriarca net 1368. ove in nn' iscrizione Sono alternati caratteri rossi , e neri con Niello cosi variotinto stt d'una larninetla d' argento ; it che vedremo rinnovarsi , e ne terremo payola at fine di quest' Appendice. A Cividale del Friuli trovasi ii busto d' argento, che ,contiene it capo di San Donato , ordinato dal capitolo lit 5. Maggio X374, ed eseguito da maestro Donadino qtr.. Brionorio, orefice di Cividale, lavoro tutto arricchto di copiosi Nielli , e smalt i con figure di senti. E

C -; ()OS I C

APPENDICE

217

veggonsi ivi anche altre suppellettili sacre, con piedi e superficie niellate, giojellate, smaltate, poiche id qua la collegiate di sante Maria si conserve una serie di vetustisaimi e preziosi monumeuti non lento del medic) evo , che dei bassi tempi romani e longobardi , e bizantini, cose tulle non solatnente illustrate dai due celebratissind prelati della Torre , come dal Gori , dal Bianchini, dal Bonarroti , dal Rubeis , dal Goleta , e da quant' altri esaminaruno le antichiat nacre e pro. lane. Monumenti preziosi ehe nuovo e interessantissiuso esarne meritar potrebbero adesso anche dal lato delle meccauiche loro artificiose. Molti di questi levori ettestanoli primi passi nell'arte, essendo iutagli pure, altri sono riempiti di smalti colored trasparenti ed opachi , altri messi a Niello e tutu osservabili per la loro aka antichi th. Altrettanto pub dirsi di pareechie antichith di qaei eontorni , come della celebre eroce di Venzuue , che meriterebbe per se sole una eruditissime illustraziomie. Molts celebrith merita un ()sten/win di bronze dorato che racchiude la nano di s. Filippo , e else si conserve nella chiesa di a. M . di Mercato della eitth di Sanseverino , alto circa due palmi romani Sta sully circa sotto baldacchino unit piccola statuina sedente in atto di benedire teneute un libro nella sinistra : sui lad dell' ostensorio sone due nielli per parte in forma di croce greca , ove si raffigurano vary sand. Altri otto nielli di minor grandezza iu tanti piecoli medaglioni ornarto it nodo del Riede . La base ottagona a formate ad anguli acrid e a aezioni di cer, chi, aye di basso rilievo 'ono otto figure the ornano tutta questa base. L' opera malgrado una certa rozzezza 6 di grande preziosith per 1' epoea in cue fu eseguita, verificandosi questa da un epigrafe scritta net giro della base medesima ove 6 chiaramente espresso non solo 1' anuo di questo lavoro di niello italianu, ma

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OOSIC

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PARTE TEh ZA

ben anche it noon dell' race Bolognese Girardo Ca.. valca , che in quei tempi lavorava in Camerino , altra piccola citta della Marca , vicino a Sanseverino

AN240. DNI. MCC= VI. FECIT. FIERI. HOC. OPV. PRA'. TER . FR ADICISCVS. DE. BONORE. 1 . PATRIO ORDINIS . r. FRATRV. PR AEDICATO. 44 HOC. OPVS FECIT. GIRA ADVS. IACORI. CAVALCA D. BONONIA. I. CAM - E questa notizia che ricevemmo
dal sig. Giuseppe Ranaldi di Sanseverino ci rese conto anche della celebre Croce stazionale di Osimo, ornate di Nielli , opera di Pietro Vanini Ascolano , creduta fondatameute non pin moderns del 1379 pubblicata nelle ossenazioni alle antichita Cristiane di Cingoli , impress in Osimo nel 1769. Delle quali case , ed altre parecchie interessantissime per le arti, it marchesu Ricci di Macerate studiosissimo delle patrie antichita sta occupandosi. E not qui solamente abbiamo voluto dar pochi cenni di cose preziosissime per tutta Italia disperse , che sono un nulla a fronte di quanto venue distrutto , ma che bastano a far conoscere in qualche maniere it moltissimo che pur rimane di un arte , che se non ebbe qui culla , fu pea) sempre coltivata da immemorabili tempi. Ma in questo luogo accade , fra molte cose che di tal genere preziose si conservavano pochi anni sono , it citare le notizie raccolte dal solertissimo primicerio capitolare della cattedrale di Cremona monsig. Antonio Dragoni , uomo pieno di vera dottrioa e patrio amore, col quale hannosi a compiangere le immense bellezze in ogni modo di ore6ceria barharamente gettate nel crogiuolo , quando accaddero le fatali ultirne invasioni di queste contradP. La notizia di queste opere , sebben perdute in gran parte , olive lo spargere molta luce sulla ricchezza di cui rigurgitava Italia ,

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A PPENDICE

serve anche a far conoscere li nomi di parecchi orefici e it meccanismo di alcune pratiche, e le denominazioni loro , quando propriamente , e quando con troppo inesattezza citate dai cronisti . Trovansi da prima citate due paci, Tabula una de argento superdorato, quae appellatur osculatorium in cujus orlo suet X geme pretiose et in medio nomen D. J. Xpti niellatum Item aliud osculatorium in quo est Passio D. NI Xti sculpta figuris rotondis in argento : in basi sent incisae litter T. F. et in chemasia sacrum Xti nornen eodem opere niellato Item unum denonstratorium de argento super dorato cum statuis et figuris ornaturn lapidibus pretiosis cum cristallo et in basi signurn crucis et nonien D. J. Xpti. opere Niellato cum litteris T. F. Di curioso interesse Jivenne it far ricerca della spiegaziotte di queste iniziali , che indicavano un niellatore orefice designato col proprio nome, e con iniziali conformi a quelle del primo maestro Toscano. Difatti trovossi che it card. Pietro Campora done) al capitolo di Cremona Aliud de,nonstratoriurn ex arame deaurato in formam templi baptismatis nostri cum octo turribus in angulis pro dernonstrando maxilla b. Barnabae opus vetastissinum qui ab beato Facio Aurifice (e qui kbbi a mo un santo orefice con opere di sua mano riconosciute) laboratum creditur pro demonstrando maxilla b. Barnabae ap. ecclesie nostre fondatoris cum medulla in medio pomi posterius elaborata per Magistrum Thomam Fodrium artificem expertissimurn qui "mita et pulchra opera fecit opere pulcherrirno niellato ut haec medulla quae demonstrat effigiern s. Barnabe Ap. cum baculo et libro in manibus habente (sic) et insert.ptio s. Barnabae ap. Ecclesie Creonensis i.

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TARTE TERZ

Episcopus. Hoc in una parte cum litteris T. F. In alia autem parte medullae quae est sculpts cesello . sunt et monstrat imaginem epis.i sine nomine scripta verba h lec in eadem medulla argentea opus Thome Fodrj anno 1465, Ejusdem artificis sunt orna-nenta ex argento

Si conasoo da cio come quests prezioso motmmento


avev a appartenuto forse find a quel moment alla per-

sona del Vaicovo od altra ragguardevole, e divepne nel 1625. per don() del cardinale Carapora , propriety capitolare. Tommaso Fodri intanto lavorava, contemporaneo a Tommaso Finiguerra, e qualora la solerzia di qualche cultore de' nostri stud' tairasse a dare una stpria dell' oreficeria , potrebbe da queste cronache preziose trarre le pia belle notizie , e far conoscere come non ad un solo centro , ma in tuua l' Italia conteinporaneamente era splendore arti, e d' ingegnosi e finissimi lavori. Insigni in questo capitolo ore monese erano le croci cosi descritte: Crux argentea superdorata curt: quaNor brachiis , arena seu insignia canonic@ Cremonensis cum duodecim gemmis, et cristallis durissi, mis , et in una parte nomen S. M. et in altera exaltatio ejusdem. D.. 31.6 1Y.e opere niellato Idem Crux de quatuor brachiis quae appellatur patriarealis, et quae portatur ante canonicos ex urgento superdorata laborata per medium opere eolorato nigro et turchino

aia

Ed ecco quei lavori the in preaedenza dei Nielli , contemporanearnente erano composti di smalti ceralei probabilmente alternando ed intersecando i lavori di un modo con quelli d' un altro , siccome si 6 notata nel torso di questa memoria. E exaltatio (che vuol dire 1' assunzione della Vergine ) ci fa conoscere un

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AP PUM ICE

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Niello prezioso di mohe 6gore , e quanta piit prezioso canto 6 pih (la compiangersene la perdita. In no elenco di libri ad use della psalmodia coaapilato 6no dal t 265. dal canonico Oddo de' Sommi, trovase faun menzione di un lavoro con questa precisions. .lied magnant antiphonarium divinum pother noratans . , . inelunorn dnobus integumentis tie argent et aura cam figuris insculptis domini Servo-. toris in prima , et D. 1V. Marie in alter& , et cum eorum nominibus coloratis , et ornarnentis opere lineato laboratis. Opus Facii peronensis. Anche qui chiaro appariscone due axe, Pena i la vnri a bulino ricoperti di smelt, siccome abbiamo pith volte indicati, e eth all' ineirea di questa santo orefice veronese, del finale fra i molti lavori the possedeva it capitol, , non si conserve pied cite una croce , la (pale antics mente portavasi, per antesignano hells proeessieni solenni, lavorata dal detto santo nell'anno 1262. pesante 139 oncie. Escono verso it piede di questa dtte braccia a foggia di cornucopia , sull' non de' quali e la stela della Vergine, sull' altro quella di S. Giovanni posti laterali alla Croce come sill Calvario. II Crime 6 pur esso assai hene lavorato. Alle quattro estremia della croce sono quattro busti di alto rilievo de' SS. Pietro e Paolo , S. Imerio vescovo e protettore principal* di Cremona , e S. Eusebio erentonese abate', discepelo e successore di S. Girolamo nel soo monomer, di Beteletnme. Nella parte posteriors nel Mop di Cristo evvi , la statue intera della Vergine atteggiata come 1' a-ssuatta , ed altri quattro busti , S. Omobono protenore. principale , S. Marcellino e Pietro protettori-, a S; Girolamo dottore. E leggesi nel neerologices cremonese in data 18. Gennajo 1271. in. giorno di lunedkus' in. teressante memoria relative a questa Frazer Paulus auri et argenti optirnus fabbricator nations vero.

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PARTE TERZA

18 voile peregrinando a S. Giacomo di Galizia. Ma fra' singolari lavori d' oreficeria di questa cattedrale , bellissima 6 Is croce the tuttor si conserva lavorata dal 1470 al 1478. da Aiubrogio Pozzi e da Agostino Sacchi orefici milanesi, come da tutti ii registri si vede. Ricca di fogliami , tempietti , statue , nell' altezza di no piede ciascuna , essa presenta nel suo totale un' altezza di oltre cinque braccia. Sta scritto sulla stessa croce
Ambrosius de Puteo , et Augustinus de Sacchis ambo mediolanenses 1478 hanc crucem fecerunt. Nel 1479. Dominus Galeatius de Ponzono presentavit ad altare S. M. Majoris calicem de argento deaurato ponderis onciar. XXV. opus Innocentii Bronzetti aurificis crernonensis. In porno ejusdern calicis sunt quatuor figure seu busta SE' Homoboni , Himerii, Marcellini et Petri ;et in pede est dormitio B. M. D.. N.e opere novissimo videlicet inniellato. 1480. D. Albertus de Ala canonicus donavit segretario nostro pro missis canonicorum tria par-ing lurninariapalrnata ex argento elaborata per rna-num Innocentii Bronzetti supradicti , et in extre-mitate palme et scutum capituli eodem opere in-niellato curn coloribus rubro super albo seu crux alba duplex super rubro. 15oe. D. Andreasius de Cavalcabobus cans donavit unum calicem deargento deaurato curn certis figuris in pede coloratis opus Petri de Campo ( padre del famoso pittore Bernardino Campo ) aurificis eximii. 1545. Altobellus de Carnbis donavit unurn putcrum dernonstratorium seu tubernaculum in quo est caput B. Ifirnerii de argento super dorato cum smalthis quatuor in pede. Et hoc opus feccrunt facere de sua pecunia etc,

nensis; the viaggio in sna vita per

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APPEND10E

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1550. Magnifi cus D., Jo. Pettus Mattarus donavit unum pulchrum parvum Crucifixum de argento deaurato altare S. Marine. opus Hieronimi de Prato etc. elaboratum est cum smaltho et Niello. 1564. Venerabilis vir Nicolaus Sfrondatas epis. ( che fu poi papa Gregorio XIV. ) donavit capitu. lo nostro unam pulchram crucem patriarcalem de argento superdorato. Opus perfectissimum Francisci de Prato aurificis eximii sculptoris et pictoris. 1599. Cesar specianus epis. cremon. donavit sacrististe nostre unum pulchrurn calicem pro missis canonicalibas pontificatis, cum figuris insculptis in sede seu basi , et angeli cum libro cum septem sigillis portantes calicem que sigilla sunt niellata cam litteris hebraicis . 1625. Petrus Campora card. S. R. E. et epis. , nostre nobis dono dedit unum pulchrum tabernaculum seu ostensorium ex argento deaurato cum figu ris rotundis unciarum L, elaboratum per Franciscum Manarium aurificem capituli nostri. Figure rappresentant etc. Questo Manara buon cesellatore e bravo in far di Niello 6oriva verso it 1614. Ma il giojello piu pre ziuso che esisteva in questo sacrario era it messale dona to al capitolo da Gregorio XIV, fatto lavorare a Roma al momento the absunse it pontificato, e spedito IA Cremona verso la math del 1591. Questo era ricchissimamente ornato d'oro e d'argento, o nelle due esterne faccie erano due Nielli preziosissimi, i quali potrebbero essere stati anche opere d' un epoca anteriore , e forse contemporanea ai Nielli degli evangeliarii di Paolo II. di cui abbiamo parlato, qui collocati ad ornamento di piit ricco e piu modern lavoro . L'uno rappresentava l'assunzione &Ha Vergine al cielo e grapostoli che miravano it sepolcro vuoto. L'altro esprimeva la lapidazione di S. Stefano, perche it vescovato

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PARTS TULA

di Cremona ha it doppio titulo di S. M. Amanita e di S. Stefano . Anche arme del papa da una parte , e quells del capitulo dall' altra erauo meravigliosamente lavorate Nel quale sacrario la copia de: lavoai niellati non era minore di quelli lavorati di small. , de' quell pure si custodiv a esattu registro , e senza confondere le prerogative degli uni con quelle degli altri. Se non che la Voce nielb.re v edevaai aduperata indistintamente anche per li rieupimetati de' sulchi con una sostaoza rossa uon pea, di smelt , come provano alcune antiche iscrizioni, twit in questi Nielli di Cremona , che in quelli del Friuli e di parecchie altre sacrestie ; dal che si deduce bensi che non si cofoudeva la denominaziovie dello smaltare col niellare , ma egualmente per() si scorge che it niellare , eseludendo lusuaalto , non voleva significare soltanto it negro come avrebbe duvuto per la derivazioue della voce nigellus, ma. si adoperava anche per le altre sostanze colurate, al uwd eke dicesi per una specie di convenzioue, e impropriamente, d' un cavallufe. rrato di argonio In Cremona per, non dobbiamo preterire di ricor dare li Nielli cbe tieue in serbo gelosameate it colto e gentil cay. march. Giuseppe Ald Po ozone, e primieramente li due unedaglioui legati in uno, che presenta per conseguenza due faccie di sedici linee di diametro. Questo gentil lavoro offe da un lato adorazione dai Re , o dall' altro lu sposalizio di santa Caterina con appiedi la effigie fosse de' donatori , e in alto in un cartello Jive Regina Coeli. Lavori elegantissimi; conpiosi di figure e rimarcabili pel gusto del disegno. In secondo luogo un piccolo Ecce Horno in un diametro di utto linee ; e finalmente un medaglione o per dir naeglio un ro.sone optarnentale per esser attaccato a qualche perm di abbigliatuento o di rnobillare , co-

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APPENDICH

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me lo proven i foci praticati in tutto it giro, it pale presenta nella sus svariata superficie triplo lavoro , ciao di finissimo mosaic() , di smalto e di niello , avente eel centro una cifra o geruglifico orientale. Monument dei piu singolari nei quali io mi sia avveouto. In Siena viene custodito nella pubblica Biblioteca un Breviario ove sono collocati sulla cnstodia cinque Nielli per parte di fino lavoro. Cbe se altrettante cure si desse un solerte indagatore per raccogliere da tune le cita d' Italia i materiali d' tie opera riguardanti ii Nielli o le anticbe orifice. rie, troverebbe forse un campo ubertosissimo per ricerciee e nozioai della pia grande importanza , e avrebbe mod di conviocersi quanto sia mo lontani dall' avere finora esaurite queste curiuse l interessarni investigazioni.

ATIMIIIDICLII
LE'TTERA DI 'TOMMASO TEMANZA
AL

corers

FRANCISCO AIGNAROTTI
13

Copiata dal Tomo quint delle nuove Memorie per servire all' istoria letteraria in Venezia all' insegna. del Tempo 1761. Pag. 18. Riancade 21 Ottobre 176o. gib note a lei, sig, conte, la belle edizione delle vile del Vasari uscita dai torchi dei Paglierini di Ro ma nell' aunt, scorso per' opera di M. Giovanni Bottari

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PARTE TEHZA

fregiata da questo motto e illustre soggetto di erudi; to e copiose annotazioni. A questo Prelate che a tante doti ed a tante virth accoppia insieme una profondissima cognizione del disegno , sono obbligati tutti gli artefici, non per questo solo lavoro , ma per tanti eziandio, che a lore pert!, furono da lui pubblicati. Oltre agli obblighi, che in comune cogli altri artefici gli debbo io , gliene professo di particolari , e proprj della mia persona per melte gentilezze e favori impartitimi. Dopo aver letto molti anni sono it Vasari , questa bella edizione m' inviter a leggerlo di nuovo , per riefrescare cosi la memoria delle cose andate e profittare delle belle note apposte a quella. A tal fine portai niece in vil. la it secondo Volume per potermelo a bet agio godere. Leggendo dnnque la vita di Marcantonio Bolognese celebre incisore di stampe , in cui ii Vasari dice, che Mese Finiguerra Fiorentino circa 1' anno 146o. fu quello, che coi suoi lavori di Niello diode le prime idee d' intagliare le stampe , leggendo , dissi , la vita predetta , mi fermai sulla prima nota ivi segnata , in cui Monsignore cost scrisse: )3 e nolto incerto chi fosse l' inven tore dell' intagliare , fu attribuito a questo Maso, ma doll' eruditissimo Sig. Mariette ( lettere pittoriche Tomo IL C. 23o )e riyocato in dubbio. " it dubbio del Sig. Mariette e fondatissinto, vedeodosi corn' egli dice , le stampe dei vecchi maestri Alemanni con delle date anteriori a tutte le stampe intagliate in Italia. Qui in Venezia certamente motto prima del 146o sifacevano di tali stampe, e qui di altrove ne capitavano. Nella vecchia a matricola di questi nostri pittori. Sh ella che qui s' appella matricola it libro delle leggi di cadauna delle arti al capo XX X.VIII si legge MCCCCXLI add. XI octubrio. Conciosiache carte e meatier delle carte , e figure stampide che se fartno in Venezia, e venudo a total deffectipli , e que-,

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APPENDICIE StO

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sia per la gran quantitck de Carte da sugar; figure depente stampide, le qual vien facts defuora de Venezia, alla qual cosa a da metier remedio , che i diti maestri i quail sono assai in farnegia abbiano pat presto utilitade die iforevieri. Sia ordenado e statuido come anchora i diti maestri ne ha suplicado , che da ma in avanti non possa vegnir, over esser conclutto in questa terra alcun lavorerio dela predicta ante, sia stampido, o depento in Lela, o in carta come sono Anchone, e carte da zugar, e ca-laun altro lavorerio dela so artefato a penelo, e stampido sotto pena di perdere i lavori condutti, e Liv. XXX, e sol. XII. p. b. della qual pena pecunaria un terzo sia del Cornun , un terzo de' signori giustizieri vecchi , ai quali questo sia comesso ,e un terzo sia dell' accusador. Cam questa tamen condition, che i maestri, i quali fanno del preditti lavori fuor delle sue boteghe non li possano vendere sotto la pena predita, salva che de' Merchore a S. Paolo , e de sabato a S. Marco , sotto la pena predita. Nel millesimo , e zorno soprascritto fo confermado ordine soprascritto per i spettabili e generosi homini Mis. Niccolo Bondimero, Mis. Jeronymo Querini, e Mis. Andrea Barbarigo Honorandi Provedadori de. Comuss e per i spettabili Signori Hiustizieri vecchi Mis. Jeronimo Contarini, e Mis. Nadal Malipiero e it terzo absence, mandando e comandando the de cetero la sia observada in facto e per tutto. Da questa legge , o sia parte , come qui si chiama , rilievasi che nel 1441 vi fosse gia in Venezia 1' arte di far carte e figure stampide , e che qui d' altrove, e force della vicina Germania, ne capitassero. E quel dirsi, che tale arte qui fosse in dejection , cio6 in decadeuza , ci rende avvertiti che prima del 1441 fosse ells in istato florido , e che i nostri artefici motto ne

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Goosle

a38

PARTE reazA al pre-

profittassero. Cow tutte assai anteriori di tempo detto Maso. lo ho un forte sospetto che sin

dal princi -

pio di quel secolo si lavorassero stamp! in legno. Certi pezzi laceri di stampe grossolanamente impressi da me veduti che rAppresentano qualche entice situazione dl

questa nostra Laguna , me 1' hanno svegliato. lo ce ne bo, e potrei faeglieli vedere. Ma afferriamoci al certo , doe all' accennata Legge , nella quale parmi riflessibile, che le cose

carte o figure stampide, e carte da zugar , e fegure depente stampide. Qua depente fa tutta la differenza. II che ci dimostra quan to
che facevanai qui fossero quelle che venivano d' altronde fossero sia antico it colorire le sta tope. Forse se ne coloriva no anche in Venezia , ma la aemplicita , e rozzezza del lo scrivere di que' tempi non ce lo lascia distinguere nel riportato docume nt. Queiti a dir vero sono punt: di storia delle nostre arti, che meritano d' essere illu strati. A buon conto io ho tratto dalle tenebre l'accennata notizia , che ben volentieri gliela comunico , lu -

singandlrui che sia per rinscirle gradita , attesa la gran de cognizione e it nobil genio che ells nutrisce per le belle arti. Ne questo, sig. Conte, e it primo frutto che io abbia colto dall' aver letto per piacere gran parte delle vecchie

matricole delle Arti di Venezia , e fatto ne uno spoglio che fortunatamente ho qui me m In ho

sempre attinto a tali fonti , e mi compiacio d' avere una scelta di cose , che rnolto

possono

illustrare la storia del-

le belle era di questa dominante. se lo sa ) che i le belle Veneziani Arti in

Mi creda ( ma dirt ben

non furono i secondi a Oh se aucor not

far
ayes -

rifiorire

halls.

simo avuto due secoli

prima

d' ora un Vasari ,

quanti

artefici di merit uon avrebbero vita nella storia, i no -

rm e

le opere de' quail ora giacciono in seno dell' obli -

vione. Non sono peril del tutu) petite le memorie , nornini di questo secolo, sono quasi furono ne'secoli

rte

gli

picHIL,

Coos lc

A PPENDICE

239

afid(111 . Ma io tni dicaentico della bnevitit, quando ragiono di tali cose . Faccio fine e mi raffermo E in proposito di antichi intagliatori veneziani crediaiuo di aggiugnere in questo luogo alcun cenno intorno a quel Pellegrino di cui si a fatto parola piu sopra in una nota a pag. 5o. di queste memorie , dopo esserci venuto alle maui la collezione dei Jac simile di molt i uielli , e autiche stampe pubblicate nel 1826 dall' infaticabile e dottissimo sig. Ottley. Riportando egli fra questi alla Tay. 2 1 . la stessa risurrezione di Cristo posseduta dal Sig. Woodborn che vedesi anche nell' opera del Duchesne , ci 6 sembrato doversi far caso dell' interpretazione da lui data allo scritto DE

che egli chiama Pellegrino da Cesio net territorio di Feltre , stato veneto, la quale interpretazione accogliamo di buon grado per l'analogia che pur vedesi in una quantity di Nielli e di stamp e antithissime e anonime, aventi anche iscrizioni presso che in dialetto veneto E meglio servira a gittar qualche raggio di luce su' queste dubbieta it notare come sia riferita dal Bartsch fra gli antichi anonimi italiani una stampa che da molti si attribul al Baldini descritta nel Peintre Graveur, vol. X111. dell-opera sus a pag. 11o. num. 8. sotto it Home di piece emblernatrque . Descrivela egli all' incirca come vedesi nel fac simile del sig. Ottley Tay. A4. se non che tutte le conghietture ragionevoli ce la fanno supporre una copia antics di quella . Nella stampa riferita da Bartsch 1' iscrizione al basso 6 latina , e precisamente questa . Prophetia Sibille Tiburtine ante adventum Xannis 19 reperta in Civitate Altini in lapide sic sculpta et anno 1495 Yenctias trasmissa . Al contrario nelle stampa riportata dall'Ottley iscrizione a italiana , e risente pint. tosto di un dialetto corrotto che della venusta toscana.
OPVS PEREGRIN1

PROVECIA DELA SIBILLA TIBVRTINA TROVATA I VNA GRAD%

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240

PARTE TERRA.

PIETA A. I LA CI DA d ALTINI I VNO LOCO RVINATO FATA

LAVENIMETO del Too SLUR 1DV. I. A.NI 19 COSI COMO QUA. RETRATA E SCOLPITA E PO TRASEATA A VENECIA Comunque sia dell' anteriorith rispettiva di queste due stampe, noi siamo d' avviso che quells ov' l'iscrizione italiaoa appartenga a bulini veneti, die gia sebben poco illnstrati e celebrati , esistevano in quella parte d' Italia in pari tempo dei toscani maestri ; ed util cosa forse esser potrebbe it poter comparare tra loco queste due produzioni .
BANDO DEL CARDINAL LEGATO DI BOLOGNA Tommaso del titolo ec. Prete e Ca rdinule cc. omandandoci la Santith di nostro Signore coo lettera 5. di questo mese di della Segreteria di Stato , in data del avanzata audacia di chi ha lotto dare, e procedere contro di chi he dato alle stampe le carte per it giuoco de' Tarocutile col diletto , ripiene non chi col libretto intitolato altro di mille irregolarith vane, ed improtneno une che prie idee degne del piu esemplare castigo , come altresi di darle she fiamme, e di proibirne affatto l uso, e it commercio con pubblico nostro editto : noi nell' adempiere Ia inente di sue Beatitudine con far bruciare tittle quelle carte e libri e forme, the finora ebbiamo ritrovato , seutendo che oltre di ease moltissime altre se ne sono stampate , comandiamo, che dopo Ia pubblicazione di questo nostro editto, sia goono di qualsivoglia grado e condaione tanto in citth, come in ualunque luogo del Contado di Bologna obbligato di presenq tare leniedesime carte e libri in questa nostra Cancelleria criminale , proihendone affatto Is ritenzione , use , o contrattazione di veodita , tanto in citth, quanto per tutta la legazione , sotto pena di sette anni di Galera , da estendersi anche a dieci, secondo le circostanze de' casi, e a' nobili di cinque anni di relegazione in Forteurbano. Avverta ognuno di prontameute obbedire a quanto viene in questo disposto, poiche contro li trasgressori si procedera irrernissibilinento etiam et officio. Volendo, ec. Dato in Bologna li
12. Seltembre,

1725.

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AITERRUttli It.
Elenco di Nielli in lamina d' argent figurati , non conprese le impressioni in carta ne i piccoli lavori dove sono iscrizioni niellate , citati in queste memorie

oi siamo ben lungi dal pretendere che dopo enn-

rnerati in queste pagine molti nielli sfuggiti alle ricerch.s del dottissimo sig. Duchesne , siasi percie esaurita questa materia, mentre le indagini che far si potrebbero con valche accuratezza in tutta Italia pei santuarii, e pei gabinetti, darebbero forse un numero di simili monumenti assai maggiore cite non si crede . Ma cio che di molto aumenterebbe le notizie intorno a questi cimelii , sarebbe una perlustrazione nei santuarii delta Russia, e singolarmente della Lituania , ove immenso 6 it numero degli antichi nielli , dell' epoca appunto di quelli che abbiamo indicati esistenti nell' archivio capitolare della Cattedrale di Cividale del Friuli, e di quelli che possediamo, e abbiamo prodotto , portati in Italia dal cardinale Bessarione. Queste pat vetuste produzioni sono appunto quelle che legano con visibili anella le antiche colle inoderne arti , e quelle precisamente dei tempi di cui si com_ pianse la decadenza con quelli dell'epoca piu felice e consolante del loro risorgirnento : e in cal inaniera rimarrebbe pienamente illustrata quell' eta da not giudicata forse pia oscura che pel facto non fosse, siccotue it provarono gli scritti di Teofilo monaco , ,e gli oggetti a quelli coutemporanci , cite abbiamolla ventura 16

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2}2

PARTE TERZA

di aver sottoposto agli occhi de' nustri lettori. Ne ci si vorra fare it mal viso, se osiamo qui epilogare un gran numero di Nielli non citati nell'opera del sig. Duchesne che di molto sorpassa quello de' conosciuti da lui , sebbene avesse egli fidneia di avere esaurita la materia come asserisce nel fine dell' opera sua (1) . Debbeglisi nondimeno tributo di lode e di riconoscenza , aiceome ad ognuno che primo cominci a raccogliere le sparse memorie , e questa gratitudine a lui professiamo piena e sincera . Nella Tavola XIII del sig. Duchesne non si enumerano che sole 165 la mine niellate originali da lui aciute, fra le quali non 6 indicata alcuna delle seguenti A Pag. 5g Nielli presso it data di Hamilton in Iscozia Numero 22 33 6o Nella Galleria del m. Manfrin a Venezia n. 22 Presso it negoziante sig. Alvise Al105 brizzi in Venezia n. 15 i) 107 Presso it negoziante s. Quirico in Venezia n. 45 Sonosi contate le laminette dei 12. manichi di coltelli per 24. Nielli 33 225 Presso it conte Rizzo Patarol in Venezia n. 2 22 4 Nella Sacrestia della Confraternita di s. Rocco n. 9 107 Pace niellata presso it c. Remondini a Bassano n. 1 11 6
(t) Je suis fonde a croire qu' it en dxiste bien peu d' autres que ceux qui se trouvent dans le catalogue qui va suivre.

Duch peg 89.

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APPENDICE

43

Riporto 116 Pag. 61 Nielli : Pace niellata della Cattedrale 1 di Modena n. ma 233 Press.) it marchese Ala Ponzoni in Cremona n. 4 4, 227 Nella chiesa di s. MA di Me.rcato a Sanseverino a. to 4o Nell' archivio capitolare di Cividale del Friuli n. 8 xi 225Press it conte Antonio Porto Barbaran in Vicenza n. a 3' 226 Nel Dittico Quiriniano, e nel Duomo di Brescia n. to a) 225 Nella sacristia di a. Antonio a Padova n. 2 Sono in Padova twilit Cattedrale molte iscrizioni , e piccoli lavori niellati . a 226 Nella chiesa di a. Anastasia a Vep rona n. Nella Biblioteca Magliabechiana a Firenze n. a35 Nella pubblica Biblioteca di Siena suns custodia di un breviario n. to Presso autore di queste memorie n. 124 292 226 Non sonosi qui precisate le copiosissime opere di niello the veggonsi in varie chiese del Friuli, ove sono molte iscrizioni e minuti lavori )3 228 E per lo stesso motivo non vegono enumerati li tanti Nielli esistenti in Cremona .
33 58 ''""" 33 33 33 71 33

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2.

PARTE T REA

NI ELLI
DELLA REAL GALLERIA DI FIRENZE

Non dovevasi terminare questo lavoro impresso in Toscana, senza mettere pia in chiaro cia che venue accennato in altro luogo di queste memorie, giacche it sig. Duchesne riporta alla sua Tabella VIII cinque Nielli di un Gabinetto Poniatowsky in Poilonia , e Hells Tabella XII due Nielli soltanto accorda alla Galleria di Firenze . Le inesattezze evidenti che incOntransi in queste riferte , e pia particolarmente intorno a cis che si conserva e si mostra ogni giorno ai curiosi , agli artisti, e agli stranieri in questa Cita ospitale , ove gli stabilimenti reali souo tenuti coil' ordine pia scrupoloso, ci hanno determinato a dar conto in una maniera ben positiva dei Nielli di questa Galleria acci6 possa toccarsi con mano per questa circostanza di facto qual fede hanno diritto di ottenere simili esposizioni, e nello stesso tempo conoscere quale e quanto sia it debito d uno scrittore per verificare le cose avanti di asserirle con fondamento. Non due , ma sei sono.le Paci niellate esistenti nella R. Galleria di Firenze .
I.

L' incoronazione della Madonna. Questa 6 la famosa Pace di Maso Finiguerra , di cui esistono indubitate prove in Zolfo , e forse anche in carta , gia nota e ce. lebrata da tutti gli scrittori a quail offri argomento per istabilire in favore di questo artefice fiorentino it primato dell' impressione prima del 1452 , wino in cui fu consegnato it lavoro terminato di Niello, come

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APPENDICE

245

Io provano tutti i registri. Questa Pace stette sempre nella sacristia di s. Giovanni , finche venne trasportata nella R. Galleria. Alta pollici 4. linee 9. larga p. 3. I. 3. 'rutto cio che di questa potrebbe dirsi non sarebbe che ripetizione del gia detto. IL Pace niellata che stette egualmente in a. Giovanni , e trasportossi in Galleria all' epoca della precedente. Rappresentansi in questa it Crocelisso sul Calvario con una corona di otto angeli intorno la Croce, la Vergine svenuta fra le pie donne , s. Giovanni , Is Madda. lens, e molti astanti , fra quali s. Francesco, e s. Girolamn , in tutto trenta figure. Alta pol. 4. lin. 9. Larga p. 2.1. to. Fu questa dal Duchesne assegnata al Gabinetto Poniatowsky , quantanque non sia mai escita da Firenze. II lavoro, come riporta it Gori 4 di Matteo Dei insigne orefice fiorentino , compito nel 1455. e pagato 68 fiorini d' oro , due anni doe dopo ultimata la Pace precedente del Finiguerra.

Pace non finita , poiche ancora mancante di molto lavoro, e per conseguenza del Niello a cui era destinata. Essa rappresenta la caduta di s. Paolo, e ritiensi per opera di Matteo Dei. Stette nella chiesa di s. Paolo a Firenze, finche non passO essa pure nella R. Galleria. In tal circostanza vennero modernamente stampate oltre venti prove di questa lamina che veggonsi in molte collezioni di stampe, e ne possediamo un esemplace , quantunque it sig. Duchesne la pone fra quelle di cui se ne conoscono soltanto quauro prove. Sebbene pero questo scrittore non ponga l'originale nel Gabi-

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246

PARTE

TrnzA.

netto Poniatowsky non la enumera neppure fra quelle della Galleria di Firenze , ma nel corso dell' opera sue gli assegna un terzo luogo ch' egli chiarna Masco di Firenze, e da noi non si conosce : ma poi si dimentiea di averla citata nelle Tabelle alla fine del volume, ove essa rimane senza proprietario. IV. Pace ove 6 figurata Is Vergine in trono col putto sulle ginocchia , S. Gio. Evangelista da un lato , e s. Gin. Batista dall' nitro; da lunge nel fondo veggonsi alcuni monticelli con alberetti ; lavoro che cede in preziosita di esecuzione agli altri sopra descritti. Questa Pace per la sua composizione, e le sue dimensioni 6 l'i dentica che it Duchesne assegna al gabinetto Poniatowsky, ma la Galleria di Firenze fino dal t8oi avevala acquistate da un negoziante di belle arti dinnorante in Firenze, nominato GaetanoGalier, alta poi. 3. large pol. ,2. L. 9. V. Pace ove figurasi la Crocefissione fra due ladroni, con cavalli, turbe, la Vergine svenuta fra le pie donne, e mold astanti, in tutto trentaciuque figure . Questa e molto consimile per la composizione alla Trivule corrisponde ai cenni dati dal Cellini nel suo trattato de noi prodotti e recentemente commentati dal Tassi nella sua splendida edizione della vita del Cellini. Finche non abbiansi evidenti contrari dimostrazio ni rimarrk sempre argomento bastevole per conghietturare esser questa appunto la Pace indicate dal Cellini, mentre in Firenze null' dire Pace esiste che abbia analogia coi modi di intagliare del Finiguerra , se si

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OOSie

AV i'ENOICE

247

cumpari alla Pace di cui abbiamo parlAto a questo mero I. E quanto poi al disegnatore , certamante scorgesi in questa pia che in ogni altra it modo del Pollajolo , quando non si dubitasse da alcuno che ricordasse piuttosto it fare del Verrocehio. In opere di si piccola dimensione pero , le differenze dalr uno all' altro maestro , quando siano contemporanei nelle prime epoche dell' arks , non sono poi tanto sensibili da poter pronunciare a prima vista una sentenza inappellabile Che potesse poi esser stata per alcun tempo questa Pace trafugata e sinarrita , cio servirebbe fors' anche a porre in accordo alcune opinioni che sembrarono divergeuti. Anche questa Pace it Duchesne assegno al gabinetto Poniatowsky ,, quantunque come la precedente nel 18ot fosse dallo stesso sunnominato mercante venduta alla R. Galleria. Alta pol. 4. lin. 3. large pol. 2. lin. to. Essendosi da not parlato nel torso di queste memorie di questa Pace in pia luoghi , ed avendo essa oft ferto argomento a conghietture , e discussioni fra i curiosi delle patrie antichita , e degli oggetti dell' arti nostre per la somiglianza che ha col Niello del Gabinetto Trivulzio , sera grato ai lettori che qui vengano notate le principali differertze che veggonsi a colpo d' occhio tra Puna e l' altra di queste due belle produzioni quasi contemporanee , senza voler pronunciare peril un giudizio definitivo se l' una o altra sia positivamente quella a cui riferiscono le parole del Cellini , che cio pub essere argomento di bubbieta , quand' anche venissero prodotte a confronto con esattezza di fac simile ; e sebbene quella di maggior dimensione sernbra a buon dritto per la magnificenza della sua esecuzione aspirare al primato dell' originality , nondimeno la preziosa finitezza della Trivulziana non mancliera di ottenere in suo favore molti suffragj.

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PARTE TERRA

La diversity pigs importante consiste nella dimensione, giacche it Mello Trivulziano a pia basso di quello della Galleria un pollice, e una linea , e cinque linee pih stretto, it che costrinse orefice a intagliare le figurine di una dimensiooe sensibilmente pia piccola : in luogo di quattro angioletti volanti fra le croci, cite veggonsi in quella della Galleria , nella Trivulziana non ne sono che due intorno a quella di mezzo, e sembra motto ragionevole questa riforma, sembrando, che it corteggio angelico dovesse esclusivamente riserbarsi alla croce del Redentore. Questa osservazione presso taluno valse ad avvalorare la supposizione the 1' emenda dovesse costituire alla Pace emend eta it secondo luogo, inoltre si rimarcano nella Trivulziana tre mez re figurine di pia, appena indicate nell' indietro press() le mura di Gerosulima, e precisamente tra la Croce del Redentore, e quella del Ladrone che rimane a destra: e veggonsi anche al tre piccole variazioni in quel gruppo di armati con cavalli , e un vessillo the resta, nella medesima linea delle tre figurine sopra acceunate. Se& questo esa me dovesse derivarne cony; nci meeto che l'originalita spettar debba alla Pace che si vede in Fi-renze, rimarra sempre dimostrato in favore della Trivulziana, non essere questa una copia servile, e materiale, ma libera ed eseguita a guisa di imitazione da sonrimo artista, che non degno di ripeterla nella stessa dimensione, rifiutandosi a farne un calco, come fu fatto di altre opere di niello da noi conosciute, non osando noi dimostrare per mancanza di notizie positive, cbe Caradosso, insigne orefice in quel tempo, si fosse coin. piaciuto di questa imitazione, siccome nelle Paci della Certosa di Pavia venne imitata la Coronazione della Vergine che Finiguerra aveva eseguita net s. Giovanni come pud agevolmente vedersi nella uostra Tavola . VIII. A,

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APPENDICE

349

VI. Pace ove parimente figurasi la Crocefissione ha due ladroni Stanno intorno la Croce sei Angeli , se non che quegli che e dietro al cattivo ladro ha la figura di Demonio , ad evitare ciO che in tal proposito venue rimarcato nella Pace precedente . Sonovi sei cavalli , la Vergine svenuta fra molte donne ed astauti , e tre figure assise sul davanti giuocano la veste del Redeutore , us tutto figure trenta. Questa Pace non its mai nel S. Giovanni di Firenze , beuche cio siasi creduto dal Duchesne, che la pose fra le sole due Paci da lui indicate come appartenenti alla Galleria , e attribuilla per cio solo a Matteo Dei , indotto in errore da quanto scrisse it Gori intorno alla Grocifissione che stava al S. Giovanni : ma it Gori non intese mai di parlare di questa, che it suo discorso si riferiva a quella indicata qui al numero II. La R. Galleria di Firenze acquisto questa Pace nel 1794. da un negoziante di quadri in Firenze nominato Vincenzo Gotti. Alta pol. 4. lin. 6, larga pol. 3. Abbianio confrontato diligentemente queste notizie sui registri della R. Galleria per favore comunicati dal cay. Ramirez di Montalvo direttore dei R'. Stabilimenti di Belle Arti, ben pago di accordarci ii modo di rettificare qualunque abbaglio potessero aver preso gli scrittori di simili memorie, che ci hanno preceduto, e non consultarono avanti di pubblicare le opere loro ni li precedent, ne gli attuali custodi delle preziosita fiorentine, quantunque s' intitolasse 1' opera a cui rifescono li nostri scritti, Saggio sui !Weill, inc:sioni ec. degli
artefici fiorentini del XV. secolo.

Dail' esatne su questi Nielli , particularmente deposti nella Galleria fiorentina , risultera evidentetnen1

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25e

PARTE TERZA

to , che restituendo quanto 6 di spettanza di questo regio stabilimento , nulla rimane al sognato Gabinetto Pon ia towski, E perb vero che is crisi fatale che mire a dispersione ed a rubba nel 1796. tanti oggetti preziosi de' santuarj , e dei Gabinetti Italiani potrebbe aver dislocato anche in Toscana , sebbene motto meno che in altri paesi , alcune delle preziosith di cui abbiamo fatto parola , ma gilt ben quattro dei sei Nielli della Galleria qui descritti avevano esistenza in questo regio stabilimento prima di quell' epoca , e due soltanto , pel mezzo dei negozianti d' antichith, vennero cirque anni dopo, cio6 venticinque anni avanti che it sig. Ducbesne pubblicasse 1' opera sua , e per eib avrebbe avuto e comodo e tempo di vederli , o di consultarne i conservatori. Termineranno queste memorie col nostro desiderio che possa mettersi in accordo it parere dei dotti nell'arte intorno ai yeti autori delle copiose produzioni che sono pur anche anonime ; e circa le quali abbiamo emerse le nostre opinioni in via di dubbio. Pub essere oggetto della vera storia dell' arte it diffondere una maggior chiarezza in questa materia , e intanto ci compiaceremo d' aver somministrata occasione a' pib profondi conoscitori di trattarla piu dottamente.

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11,1113 anuatala

Agemina, lavori all', provengono dai Persiani e ilagli Arabi pag. a6. e seg. - - Spiegazione di queste meccaniche 33. Derivazione di presto vocabolo 34. Agincourt, (d') Sue relazioni coil' Autore 7. Albriszi .dlvise Commerciante. Descriziooe de' suoi nielli 105. Antichita remotissima dell' arte d' intagliare a bulino 16. Arabi portarono i giuochi delle carte in Italia e in Ispagna 118. Arcane Pietro Le carteparlanti e16. Sua interpretazione dei tarocchi t 35. Suo dialog() con un artefice padovano 167. .Arti Venesiane net XV secolo re6. Italian , motto illustrate dagli atranieri 6. d'imitazione, viziose quando troppo minute 9. Artisti antichi veneti celebri per I' intaglio , contemporanei a' primi Toscani 176. Autori stranieri the illustrano le arti e i monumenti di Italia 7. Baretti. Sua opinione intorno ai giuochi di carte 115. 20. Sue opiBarstch non ignorava it Codice di Teofilo nioni confutate intorno at Giuoco del *intern 178. Bechi Guglielma . Sue osservazioui sulle opere d' oreficeria Ercotanesi a4. Behan: Sebald. Sue stampe e Nielli rob. Bentivoglio. Stemma di questa famiglia net Tarocco di Bologna t37. e seg. Bembo Cardinale. Notizie intorno ails sua famiglia 82. Suo Epistolario ed Evangelario dato da Papa Leone X. ivi , e seg. Bernieri da Coreggio Pittore di Giuoclii di Carte 168. Bessarione Cardinale, Nielli Greci antichi da lui depoae: all' abbazzia dell'Avellana 44.

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252 Biscioni a Minucci . Note al Malmatile intorno ai Giuochi di Carte 115. Buonincontro da Reggio Autore di antichi intagli detti Opus Mallei 93. Bossi Giuseppe . Sue illustrazioni delle allegorie di Guariento in Padova 174Bouturlin C. Sua bibliotoca 6. Breitkopf Sue interpretazione delle Carte da giuoco. 126. Buck au Alessandro . Dei Giuochi di Carte 115. Buhrro. Antichith delle opere eseguite con questo metodo z6. Bullet. Ricerche storiche sulle Carte da Giuoco 166. Busca , Marchese . Possiede in Milano un mazzo di Carte da giuoco venete dell' anno 1491. - i 161. Calcografia. Non debbe confondersi antichith di questa con uell. dell' intaglio 17. q Camuccini, Cay. Vincenzio, suo gludizio sui disegnatori de' principali Nielli posseduti Ball' autore 98. 109. Candelabro, niellato , presso it negoziante a. Quirico Caradosso Supposizioni the abbia egli intagliate le Pad nicllate della Certosa di Pavia 102. Carte, Giuochi di ; per divertire le milizie 229. - Fabbriche di Carte da Giuoco, ivi . - Denominazione delle Carte di origine Alemanna, ivi . - Significato dei Tarocchi 131. - Significato delle Spade , Coppe, Bastoni, Denari 134. Giuochi di carte allegorici e istruttivi 14o. - Giuoco del Re Modus , e,la Regina Ratio t41.- Carte Trivulziaue 143.-Carte del Mitelli,r38.-Carte di Van Meklen 146.Carte descritte dal sig. Singer t 47.- Carte della Biblioteca di Bologim 146.- Carte da Tarocco magnifiche dipinte da Marziano,da Tortona per Filippo M. Visconti 149. Carte dipinte per Carlo VI da Gringouneur t 5o. - Carte hombicine del Gabinetto Durazzo, della Biblioteca di Torino, e presso autore ivi , e 184. - Carte di Tarocchi dipinte nel t484.da Antonio Cicoguara in Cremona t 58 - Carte relative al Decreto Veneto del 144t.x 59. - Carte veneziane del 149i. 16.. - Carte di 'Faroeobi possedute dall' autore e illustrate 164. - Carte da giuoco. - Riempiono la laguna the trovasi tra le stampe del 1284. e del ,423. 184. - Bando del Cardinal Ruffo intorno le Carte da giuoco allegoriche 24o.

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OOSIe

253 Cattaneo Giuseppe. Sua illustrazione dei Taroccbi di Marziauo da Tortona 151. seg. Castracani Fibbia . Taroccbino da lui portato a Bolo. gna 137. Cellini Benvenuto. Suo trattato autografo dell' oreliceria esistente nella Marciana 23 Dell' arte del Niello 217. Certosa di Pavia. Paci niellate di quell' Abbazia 101.. e seg. Ciampi Professore. Sue opinioni intorno la culture dei Russi 22. Sua interpretazione su alcuni antichi vocaboli d' oreficeria 26. Cicognara Antonio. Dipiose nel 1484 carte magnifiche di Tarocchi per Ascanio Sforza Vescovo di Pavia , e le di lui sorelle 'panache 158. Dipinse i libri corali della Cattedrale di Cremona 159. Fece dipingere uu quadro da Cosimo Tura ivi . Cognizioni umane. Rapidity de' loro progressi 5. Cok Blomhoff. Dei Giuochi di Carte 115. 11 5. Cotton Carlo. Dei Giuochi di Carte Crisse ( Conte Turpin di ). Suoicontorni di Napoli illustrati 7. 184. Cr itica in oggi pis severe the in altri tempi 15. Cruden Robert. Dei Giuochi di Carte Damaschina. Lavori di questo genere dissimili affatto dalAgemina , a dai Nielli 32. Decreto del Senato Veneto Sulle carte da giuoco 159.simile stampato sulk carte 161. Denominazioni dole Carte da'Giuoco 123. e seg. Dragoni Monsig. Interpretazione dei Tarocchi da lui riferita 131. Notizie preziose dale Oreficerie antiche di Cremona 228. Duchesne M. Sua opera sui Nielli 16. Incolpa ingiustamente it Cay. Gio. de Lazzara 18. e 37 Sue ricerche suite spiegazione del vocabolo Niello 19. Ignore it Codice di Teofilo , ivi Nielli Russi moderni da lui citati 21. -- Site opinioni sully decomposizione dei Nielli , e sue assertive non circospette 33 e 4s. Sue omissioni 4o. Suoi sbagli 47. Su of elenchi esamivati 55. Sue asserzioni smentite intorno a Nielli di Firenze 56. Coufronto Opere di Niello non citate da lui 224. de'suoi scritti con quanto si trova nella Galleria di Firenze 244.

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254 Durazzo Marchese. Sao Gabitietto di Stampe in Genova, ove sono antichissime carte de giuoco 184. Funti Sigismondo. Giuoco di Fortuna t 7o. Finiguerra. Suo primo Niello stampato 17. Sua aelora41. Imita forse li Nielli greci zione dei Magi , ivi Fioroni ilvvocato. Notizie trasmesse intorno at Pittore Bernini da Coreggio 168. Francesconi ( Ab. ) Urnetta all' Agemina 33. Francia Francesco. Autore di btllisirni Nielli 49. Freschot Casimiro. Li pregi.della Nobilta Veneta abbozzati in un giuoco arme di tutte le famiglie too. Gebelin Court, (de) Opera del mondo primitivo it4. sua interpretazione de' Tarocchi 13o. Geografia intrecciata al Giuoco de' Tarocchi t38. Anatema della Corte di Roma contro questo giuoco allegorico 141. Ghisi Andrea. Lebirinto, ossia giuoco del Mantegna riprodotto 172. Giotto sue pitture allegoriche 172. Sua Cappella Foscari in Padova 173. 172. Giusto Padovano. Pittore di allegorie 4. Gloria nazionale. Bisogno di elevarla 15o. Gringonneur Pittore di Carte da giuoco per Carlo VI. Guariento Padovano Pittore 174. Sae allegorie net Coro degli Eremitani , ivi. Hamilton ( Duca di ) . Nielli della Cappella Paolina in Vaticano da lui posseduti 59. lapel!: Giuseppe suoi consigli sulla deeompozione dei Nielli 37. I nghirami (Cay. ) Calchi di opere Etrusche a lui maudati 16. Intaglio. Storia di quest' arte da farsi 13. Difficola di farla bene 14. 49. Iscrizioni sui Nielli in Dialetti Ladespelder Giovanni. Contraffattore nella terza edizione del Giuoco del Mantegoa 178. Lamina antica intagliata a foggia di Niello 92. Lamina di Buonincontro anticbissima iotagliata a punti 93. Lanzi. Suo errors intorno la Pace di Matteo Dei 38. Lazzara ( de ) Cay. Nielli don.rti all' autore per decomporli 37. A.ccusato dal Duchesne, e difeso 18- e 37 Let-

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255 ten a lui diretta dal Boni suite allegoric del Guariento 174. Lessinge confutato intorno le sue opinioni circa due antiche tazze niellate 31. Litografia. Sua origine 189. e seg. - Conosciuta alb; China 193. - Descrizione di questo metodo d' intaglio 155. Eccellente per li fac simile , le tabelle , e gli elementi r97.- Difficoltti a rappresentare lavori finiti e di gran mole 199. e seg. - Inconvenienti dei torch] litografici 201. Otti ma per rappresentare le opere de' pittori veneziani 203. - La Litografia spesso guasta le opere dei disegoatori 204. Lodovico it Moro . Paci da lui donate alla Certosa di Pavia portanti gli stemmi ed i nomi di lui rot. e seg. Lollio Alberto Trattato del Tarocco 115. Lucio Marine() siculo . Intorno ai Giuochi di carte 115. Magliabecchiana. Libreria in Firenze , Nielli ivi conserveti 58. Malespini Ricordano. Dei Giuochi delle carte 120. 94. Malowsi Carlo . Stamps di Bonincontro descritta Manichi di Coltelli Medicei 90. e to8. 170. - Non b di Mantegna Giuoco detto del Mantegna Taroccbi , ma allegorico 171. - Sue stampe insigni in Roma 176. - Errore di Bartsch intorno al determinare la prima edizione del giuoco 177. - La seconda edizione non ha le lamine forate 178. - Terza edizione cootraffatta da Giovanni Ladespelder ,, ivi . - Variety confrontate fra le due prime edizioni 179. - Interpretazione relative ai numeri a alle iniziali the trovansi in questo giuoco 18 1 . 5o. Martino Schongaver. Lavorb di nielli Masse d' argent niellate rob. Medaglioni Greci niellati 74. e ro8. Mekben Israel . Carte da giuoco da lui intagliate

146.

37. Melandri ( Prof.) Decompone antichi Nielli 114. Manestrier P. Delle carte da giuoco a dell' arte quasi Minutezza nelle ricerche intorno alla istori come nei raclonti romantic; 8. Mitelli Gius. M. Intaglib it Tarocchino Bolognese a38. Manlier Luigi autore della Geografia intrecciata ai Tarocchi 139.

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256 Morelli Lodovico Del ginoco del treseUe t i6. Naibi antics voce araba data ai giuocbi di carte it9. Niebuhr Sno viaggio in Arabia 121 . Nielli Rossi Moderni 21. Denomivazione de' Nielli 53. Origioe de' Nielli 24. Nielli succedono agli antichi smalti 3s. nelle Porte di S. Paolo a Roma, iviSolidity Decomposizioue de'Nielli 33. e seg. Composizione del Niello, ivi. Nielli decornposti 37. e 39. Nielli ricomposti , e fabbricati 39. Modo di detergere i Nielli 44. Nielli Greci a Cividale del Friuli 4o. e 41. Nielli in carta, e in zolfo, e Pace del S. Giovanni in Firenze 43. Nielli in zolfo de'Carnaldolesi di Firenze 44 Nielli preparati in Germania , ma non rieinpiti di solfuro 33. 58. Niello della Megliabechiana in Firenze Niello di Casa Martelli in Firenze , ivi . Nielli Hamiltoniani in hernia 59. 6o. Nielli della Galleria Manfrin in Venezia Nielli di Cremona nel gabinetto Ponzoni 6a. Detti in Friuli, in Padova , in Verona, in Brescia, e negli Abruzzi 65. Nielli del Maino. Nielli Pagani 64. Vedi Ritratti . Niellatori Italiani diversi 46. Porta Giacomo 6a. Dei Matteo 47. Pollajolo Marcantonio , ivi Francesco Francia Caradosso Daniele Arcioni Forzore Spinelli Nicoletto da Modena Giovan ni Antonio da Brescia Arnerighi Michelangelo da Pizzidimonte Salvatore Guasconti , ivi, e seg. Se vi possono essere falsificatori di Nielli 64., e seg. 224. Nielli della Confraternita di san Rocco a Venezia Detti presso it Cay. Rizzo a Venezia 225. Detti in Padova alla Cattedrale, e in S. Antonio , ivi .

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Nielli In Vicenza in elm Porto, 225. In Verona a S. Anastia 226. /a Brescia , ivi. Nel Friuli , ivi. Nella Cita di San Severino 227. In Cremona in Casa .Ponzone , e nella Cattedrale 228. Elenco de' Nielli in lamina citati in quest' opera 241. Nielli della Galleria di Firenze illustrati a44. Nielli grandiosi , e grossolani del le Porte di S. Paolo a Roma, e an quelle di S. Marco in Venezia 3r. Nielli in Commercio roS. Nielli presso autore Altrove portati del Bessarione 72 . Altri Nielli Greci 74. Sei nielli antichi , ivi Quattro Evangelisti 75. Nielli 76. collo stemma di Paolo II. ivi Niello decomposto Nielli dati dal Niello di S. Eufemia di Modena, ivi Cay. Lazara 77. Niello elegautissirno, ivi. Quindici nielli preziosi illustrati 78. Niello di cui csiste una prove in carte 81. Nielli presso Autore Ritratti in Niello rarisaimo 8a. Nielli del Card. Bembo , ivi. Ritratto di Enea Silvio Piccolomini 85. Di Macchiavello, ivi. Nielli francesi 86. Redentore di Casa Trivulzio 87. Nielli tratti da Sculture , e disegni 89 Adorazione de' Magi, due Medaglioni 88. Meaichi di coltelli rnedicei 9o. Pace viatica della nascita del Redentore 91. Pace della nascita del Redentore 95. Pace in r4. Nielli dell'adorazione de' Magi g6. mi Pace dell' Incoronazione della Vergine cogli stem Visconti lox. Pace dell' 102. Ecce Homo cogli stemmi Sforza Medaglione di Sao Teodoro , ivi. Opus Mallei Vedi Buonincontro. 117. Origini antiche, e aupposte delle carte da giuoco

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Pace dell' adorazione tle'Magi del Finignerra , e numero di esemplari di questa, impressi t7. Probability the questa Pace venisse impressa prima di quella della Coronazione della Madonna 18. Pace del S. Giov. di Firenze impressa prima del 1452., 17. 37. Pace di Matteo Dei a Firenze Due Paci dell' Istitato di Bologna 49. Della Crocifissione del Maseo Trivelaio 5r. Della Cattedrale di Modena 62 Di s. Maria in Vado a Ferrara, Della Nascita del Redentore q5. Dell' Adorazione de' Magi in 14. Nielli 96. Dell' Incoronazione della Vergine cogli stemmi Visconti zot. Dell' Ecce Homo cogli stemmi Sforzeschi 1434 Pace del Remondini in Bassano to7. Simile posteriorrnente fatta, posseduta dal sig. Alvise Albrizzi 102. Pace deli' Adorazione de' Pastor; posseduta dell' Albrizzi , ivi. Due piccole Paci , una in carte , altra in argento delAlbrizzi t n6. Della Galleria di Firenze illustrate 244. S. Padri Lora attaterna sui giuochi di Carte 1.2o. Paolo 11 Nielli della Cappella Paolina in Roma 59. e 6o. Peignot. Ricerche sulle carte da gittoco I17. Pellegrino. Amore di Nielli insigni 5o. Perkins. Descrizione del sun metodo della siderografia 2o5. Vantaggi di questa scoperta 207. e seg. modo d' inciPinelli. Disegnatore e intagliatore , suo dere 199. Plinio. Modi di saldare le Spere di Oreficeria 25. Ponte/ici Veneziani nel secolo XV. t66. Pulci. Sua allusione ai giuochi delle Carte nel Morgante t 20. S. Quirico Cnmmerciante. Nielli da lui posseduti to7 e seg. Re di Francia. Codice antico citato in maniera di giuochi di Carte 123. Remondini C. Pace di Niello da lui posseduta 107. Ricerche rninuziose simili ai modi de' Romanzi moderni 8. Ritratti di Dante , e Petrarca 82.

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Bitratti di Papa Leone X. ivi. del Cardinal B-mbo , ivi. di Pio II. 84. di Pio V. , ivi. di Macchiavello 85. di Enrico IV. 107. di Enrico II. e di Filippo H. 108. di G;o. Gualberto e di Caterina Visconti tic). 114. Rive ab. Sua dissertazione sulfa Carte da giuoco Romanzieri modern! celano talora lo scopo dei loro scritti 9. Russia. Stato dell' arti in vane epoche 22. Vi si operavano Nielli, e vi si oparano ancora, come agli antichi tempi 21. Saintrd Giovanni. Paggio di Carlo V, intorno ai giuochi di carte 122. Schongaver Vedi Martino. Scrittori modern! , e loro dovere 5. Senefelder Luigi. Primo litografo a Monaco 193. Siderografla Vedi Perkins 905. atta ad impedire le falsificazioni 909. se possa eseguirsi in gran dimensioni, ivi . Singer. Sua opera suoi giuochi di carte 15. Giuoco di Carte da lui descritto 147. Smalto. Lavori antichi di smalto in use prima de' Nielli 29,e 3o. Spagna. Ivi furono instituiti li giuochi di carte in Europa 119. Squarcione. Pittore' Capo scunla dell' arte in Padova , maestro del Mantegna 175. 13. Storia dell' intaglio ancora imperfetto Stranieri. Illustrano le cose d' Italia 6. Tarocco. Carte interpretate x 3o. 131. x34. 135. Geografia intrecciata al giuoco de' Tarocchi 138. Tarocchi per Filippo M. Visconti 149. Vedi Mantegoa 1 20. Tarocchino Bolognese. Iotroduzione di questo giuoco ":inBologna 137. Intagliato da Giuseppe M. Mitelli t38. Temanza Tommaso. Sua lettera at C. Algarotti intorno alle carte da giuoco 235.

Coo is

260 Teofilo Monaco. Sao codice ignorato dal Duchesne 19. Prolog() del libro primo 20. 113. Capitoli dell' opera sua intorno al Niello 221. Tillock Dnttore. Magazzino filosotico ove trattasi della Litografia 196. Trivulzio Gio. Giacomo. Gittoco siugolare di carte da lui posseduto 142. Questo giu.oco e relativo ally giurisprudenza x46. Trivulzio March. Giacomo. Pace della Crocefissione descritta dal Cellini 5r. Pace Trivulziana cotnprata colla pace N. V. della Galleria di Firenze 248. Valle ( della) Pietro, Sua letters the spiega it vocabolo agemina 34. Pan Praed Codice antico illustrato 122. Vaso cufico all' agemina illustrato 26. Vernet Orazio. Sue Litografie 198. Venezia Vedi Decreto. Vendramini. Intagliatote. Sua letters intorno la Siderograifa 210. Vitali Pietro Prof. Disegno della Pace del s. Gio. del Finiguerra 43. Vives Lodovico. Lucius Chartarum xx5. 198. Voogd Pittore Paesista. Sue Litografie Wollvvrler Pubblico in Londra uno Specimen( of Poliantography x 96.

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INDICE
DELLE MATERIE
CONTENUTE

IN QUESTO VOLUME

Discorso Preliminare
PA.1L T I DRINA

Pag.

Dell' Origin, Composizione e Decomposizione dei Nielli Descrizione dei Nielli posseduti dall' Autore Tavola I Tavola II Tavola III Tavola iv Tavola V Tavola vi Tavola VII Tavola VIII Tavola vin A. ( Dal N. 116. al 118. ) Tavola vim B. ( Dal N. 11 9. al '24.) Nielli in Cornmercio
PARTE SZVONDA

)3 it 32 69 22 72 )3 74 33 26 33 81 31 87 33 9' )4 95 )) 96 )3 lo 1 33 '4 33 10 33 1 11

Delle Carte da Giuoco

262
PAATZ TERZA

Della Litografia,e della Siderografia. Pag. 187 Appendice A. Prologo del primo libro )3 213 di Teofilo Monaco Appendice B. Trattato Dell' Oreficeria di Benvenuto Cellini , Codice della Marciana XLIV. Classe iv. Dell ' .r - )3 217 te del Niello Appendice C. Codice di Teofilo Monaco )3 221 Lib. in. Cap. xxvii. Del Niello . . )3 222 Cap. xxviii. Dell' applicare it Niello . Cap. xxxi. Dell' applicare it Niello . )3 223 Cap. XL. Della pulitura del Niello )3 ivi Appendice D. Intorno a molte principaii opere di Aiello non citate dal Duchesne )3 2 24 Appendice E. Lettera di Tommaso Temanza al Conte Francesco <ilgarotti . /3 235 Bando del Cardinal Legato di Bologna. )3 240 Appendice F. Elenco di Nielli in lamina d' argento figurati , non compresi le impressioni in carta ne i piccoli lavori dove sono iscrizioni niellate , citati in queste memorie 3.) Q41 Nielli della Real Galleria di Firenze. 244
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AVVISO DEGLI EDITOR!

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Quests ediaione c enta eseguits Elena forms , the fu admits per la Storia della Scultura dell'istes so Autore, e null' Opera di IVinckelmann da cud gia pubblicats , percbe colon) , the le posseggono possano utdrvi questa Mesmeric , she ue formarto come 1' Appeudice , e it compimento.

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