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STERREICHISCHE
NATIONALBIBLIOTHEK

227509 B

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C O N T E,

Giov AMBATTISTA

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C O L O N E L L O
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D E L L A

H O L I C A

BR EM BATO,

S ER ENIs sI M A,
s .

L er esente scrittox
d'Historie, Ilustre Signor Conte,
nomato Giouanmi Zonara Mona
| C> ilqualefu in gran prezzo non me

| no per bont, cheper Dottrina, nel


| tempo, che l'Imperio di Cotantino
******] poliforiua, /riffe nellalingua Gre
ca tre uolumi: nelprimo cominciando dalla creatione delmon

do infino alla ruina digerualemme: nel/econdoraccogliendo


i fattide Komanidal cominciamento di Koma infino al gran
Cofiantino: e nelterzo dicriuendo le co/ede gl'Imperadori da

ef gran Cotantino infino alla morte di cAlesto Conneno.


Queti tre uolumi fono enza fallo alcuno utilistmi, fi perle

molteg) uarie coe, che in quellifrontengono, eper la breui


*

t da lui uata, profitteuolepecialmente a coloro, che occupa


tine' maneggipublici , o nelle cure priuate, non hanno tempo

dipoter uolgere igran libri; &)a coloro etiandio, che non mol
to abondano di memorta. Egli adunque hauendo l'occhio a
coffatto fine, lee con molta diligenza, quantiScrittori non
meno Greci, che Latini,hanno laciato Hitorie: e studiando
alla breuit, ci ha posto innanzi un conuito piu tosto di otti
me, che di moltistime uiuande, per non infatidireper molta
fatiet i Lettori, maper la/iarli fodisfatti e ricordeuoli piu

della/felta, che della quantit delle coe, ch'eglifipofea trat


tare. Laquale opera hauendo io nella mia quieta foletudine
ridotta, quattro anni /ono, nella Volgar Lingua, douendo
ella al preente uffir fuori, ho preo ardire d'honorarla col

nome di V. S. Illutre non filo per nobilt e gradi, ma


per uirt felte e fingolari. Percioche l'antichima caa di
V. S. nonfolo una delleptu nobili della celeberrima etan

to fideleeduotima a questa eccel/a Kpublica Citt di Ber


gamo, ma di tutta Italia. Igradi fe ben minoride faoi me
riti; almeno fgnalati, e tali, che fanno affai ampio fgno e
dimotramento di quelli, che toto per hauere. Le uirt/6
no, qualifi conuengono a gentilhuomo raro,e peronaggio e Si
gnore grande () honoratimo . Percioche nella facult
delle armi ella ha tutte quelle parti, che appartengonono a
compiuto Capitano: ) degna direggere e gouernare non le

"

piciolisthiere, ma groe/erciti:ficome quella,cheolire ad


altre particolarit ualorofa e prudente, e non meno pron

ta dimano, che di coniglio. E quello, ch di omma im.


\\
*

|-

portanza,

portanza, accompagna con le armegliornamentidelelettere;


6) non meno rara ()&cellente in adoperar lapenna, che la

fada, in guja, chef ueggono,fere uciti,) ucire di conti


nuo dal fuo alto e felice ingegno, uerfie profedi fommisima

perfettione., (he dir della integrit,e fortezza del fuocan,


dido e ben compoto animo? Le calunnie, con lequali igran
di huominifogliono fouente effer combattuti, date a V. S.
da faoi inuidi enimici, non hanno puntopotutopiegarlo, ne
ocurar la faa chiarezza: anziella della faa innocenza e fin

cerit appagando, con la fofferenza ha fatto feudo a l'im


peto di Fortuna. E non dubbio, che la uerit, ch chia
mata figliuola del tempo, perche non puo empre tenerffna
fo/a () adombrata, oue conueneuole/coprendoi, rende

r a V. S. quelluogo, e quegli honori, chemeritano il fao


ualore,e lafaa bont. E come nonfa da credere, ch'abbrac
ciar debbano () efaltare i propri Signori quella uirt, che
ammirata dagli straniert ? Io non tocco quiparimentelafor

tezza incomparabile, con che V. S. ha fotenuto la inde

gna elagrimeuolemorte delfogrande () innocentefatello:


dellaquale s doluta non/olamente la/aapatria, e quefacit
t, ma ancora tutta Italia. E certo in tutte le Hitorie non
filegge congiura di queta nepiu crudele, nepiu/celerata: co

me chefino a quibuonaparte de congiurati in publicagiuti


tian'habbianoportatele debitepenes Ma tante/onole ottime

eccellenze, ele rare uirt di V. S. illutre, che piuageuole


a trouarne il principio, chel fine. Tra lequali non merita
minor lode la humanit, con laquale V. S. le altreffepar:
*

ij

tiagguagliando, f rende amabile infino animici. Onae to


in queta asicurandom, le ho dedicata la preente opera,
sperando cheelariuarder piu almio animo, che alle mie.
forze. Ele bacio riuerentemente la mano. Di Uenetia

Il primo di Decembre.

L X I I I.

. . . Di V. S. Illustre
*

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. . . Seruitore

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Lodouico Dolce.

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DE G N E D I ME MORIA,

coNT EN VTE NELLA PRIMA PART E.

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B R A D A r = u
a Ciro, a carte

| Abia.

a carte.
Amefia creato Re.

142

85

13o Aman inamorato della forella Tanmar.


71

. . . . . . . . , 6o

- a carte .

Hl Abimelech Ti-

Antonio inclinato alle laciuie.

ranno e mici
diale de fra
| telli.
4

Aminadab morto perhauer tocca l'ar

193

58

C4

Aman non lo tapendo chiede al Re l'ho:


nore per Mardocheo.
14*
*=> Adonia parla a
-

- Berlabe, madre di Salomone.

66

cheo.

Adonia prende il Regno.

Aman farizzare una croce per Marda


-

|-

f.

148

. . 65

Aleffandra e Marianna accufate ad He Antioco afale la Giudea.


. . . . Izz
Abraam.

i z rode. .
. -195
Aleandro inuita Gionatha alle fue noz Antioco Epifane faccheggia Gerualem
* ze .

173

me... .

- --

254

Agrippa creato Re. "


,
227
Iyf
} . 154 Antonio cita Herode a Lodicea.
"Alandro u in Gerualemme.
162 Acaz & impiet del detto. .......... :
Aleandro figliuolo di Antico Eftifa Antipatro figliuolo di Herode. 2,02,
Aleflandria fabricata da Aleflandro Ma
-

***' me." - |-

4. f: 1,

--

173

Aleflandro amalato in Cilicia. . . . . 153

a Daniello. .
1oz
Antigono uende ad Herode la testa del

Angeli

::: fratello .
. . . . ..
Aleflandro Magno...'. ''
151
Aleflandro & Aritobulo poti dal padre Aleandro, quando nacque,

! (:

, 19I

in prigione.
2 13
zo7 Acque di Calliroe.
Aman poto fu la croce, che egli ha Antiparroldumeo fofpinge Aritobulo
. ^

: ueua apparecchiata per Mardochco. & Hircano alle arme...


_

- 183

* -iiij

yo L A o L L 1
Antioco cognominato Dionigi. - 181
A mos creato Re.

90

Acchide mandato da Demetrio con

Animale formidabile quello, che figni


fica.
Antioco uince Trifone.
Aleflandro u in India.

IO3

158

Abondanza per qual cagione.


Acor co figliuoli lapidato.

tra Giuda.

172.

Barche quello, che fignifica.


Battaglia fra Crefo e iro.

177

83

Bagoa e Caio fatti morire.

35

Barne quello, che predste : r

i 2,

I32.
2. O 9

Achior Prencipe degli Ammanithi. iis Bucefalo cauallo di Alellandro Magno.


Aritotele

Maestr di

Aleandro Ma

* -

"... .

IJI

151 -

Artefice ingannatore. . . .

257

Aristobulo e Mariana.

' 19

*
-

* *

|-

|-

- - -

Argomento della feconda parte dell'o

Alano u a trouare Aleffandro. 159

5
163
179

Ciafare da a Ciro per moglie la figliuo

CIA

Aleflandro facrifica a Dio. . .


Ariftobulo fuccede a Hircano.

Aritobulo fa morir la madre di fame,

& Antigono fuo fratello:


179
Antichi perche uiueuano lunghisfima
Ullta

I2,

Archelao falutato Re.

114

Aritobulo promette danaria Pompeo,

fe ello non glifa guerra.

184

Caccia fimile alla guerra.

2.

la .
137
Circoncifione.
18
Ciro concelle a Giudei il ritorno in Ge

rufalemme, e rifare il tempio.

139

Ciro manda per Badata...


'
izs
Ciro afledia Sardi, e la prende. --133
Ciafare chiede aiuto a Perfi .

I11

Ciro prende Babilonia.

"

137

Argomento
della prima parte dell'ope4
* T3 =
*

Ciro ua a Bbilonia.

I2 5

Ciro liberalisimo. - .

.. .

Artaferleqninto Rede Perfi.


145
Amore di Funa uerfo la ferua. _. "zo4

Gora . * * 1

136
3o

Cotumi e natura di Herode.

2.o3

Antipatro mandato da Herode a Roma. Continenza di Aleffandro Magno. 155


a carte.

2.

Cotantinopoli detta prima Bilantio,co

Aquila di orofitta fabricar da Herode

fi fu cognominata da Costantino.

contra la legge.
Agrippa.
-> "
Ardimento di Tito.

cartc ,

213

|-

"

" 224
" " 2.42

Aristobulo occupa il Regno.

18),

234

Aritandro.

68

157

Aflalon contra il padre falutato Re. 61


Afledio di Samaria.

82,

, 31

. - w 12

IlCTO .

i 193

Contadino predifie la ruina di Gerua

Arca & altre cofe pofte nel tempio di Sa


lomone.

'

. 161 Congiura contra Herode.

. . . . . .

Artabano Re de' Parthi .

arfi dal fuoco.

Cognomi diuerfi di popoli onderuen

Aritotele incolpato della morte di Alef :

fandro. . . .

Cora con molti altri miracoloamente

lemme.

--

Coppier di Serfe,

2JI
I45

Cotume di Aleflandro Magno nelgiu


dicare. . '
Cain uccide Abel.
Creatione dell'huomo.

Asfiri douendo attaccar la battaglia,


fuggono. . .
I23 Citt diuerfe fabricate da diuerfi.

Ij6
10

13

Apare Bobria Prencipi de Perfi. 14o

Creatione del mondo .

Atrologia quale utile apporta :

Ceare fa Hircano procuratore della


Giudea.

|-

* D EL L'HISTO R. FE'I DI GIO. (Z ONAR'A.'. 'I'

... . . ...

Giudea,

Crefo fugge a Sardi :

1186) Decreto di Aman.': ':

'.
Demetrio Nicanore Re di Aia.
Detti di Ciro. . . . . . '

: : .5 133

Come Ges conduffelo efereit. 2 3 4

147.
174.
136

Demetrio figliuolo di Demetrio. 174


configlio
di Chulo dato ad. .Adalon
>
a carte.
. 2
178

Demetrio creato Re di Soria.

183
Chrito oggell con la fua uenuta le Doni fatti a Pompeo.' . '
- profetie.
- . . . . . . 9 Daniello poto nel{ferraglio de Leoni.
Crafio ucceor di Gabinio fpglia il ra carte... o ino5 : : : : 7 - 1 - 1 of

*** Tempio di Gerualemme v 5118;

Dicordia nata fra nobili.

37

Cutei da Greci detti Samaritani, t: 89

Ditruggimento di Gerico.

35

Circonc fione de' Giudei ed'Abraam? Dio comanda, che Ifac uenga acrifica
i

f a Car TC .

:: i : 14

Crudelt feelerata di Herode. - , 214

. to .

15

Due fole Tribu de' Giudei obediuano a


Romani. er i : * * * * * *
14f

Crudelt di Cleopatra.
2: - 195
Chrito perche detto luce. :o" dzie 11o Dio quello che fia. . 2
***
6.
Claudio eletto Imperadore . . .,:; s. 2.3o Dio uccife quei , che haueuano tocca
Cenura de Monaci intorno alle histo

rie. " "

46

':' : '2 i 4 Dieci precetti della legge,


2.8
i e ni-
Dfcordia fia:Tolomeo & Aleflandro.

. . -,

: Y

- "- - - - - - a' " , "..

, -, , ,

l'arca .

'

174
7

3. ^ a Carte

Dio cre fhuomo. " '

D Ario con un belloinganno ottiene

Difenteria corticamento di Budelle.


* il Regno.
12 " , " t 141. o a carte. * * * . . . r. . "
Dario comanda,che fia fabricato il Test ifcordia fra Agrippa & Herode. 2.2.4.
. ti odr4

* 7 pio.

Dfcordia in Cearea.

2.38

Dauid innamorato di Berb: d bij; Dicordia tra Samaritani e Giudei. 236


Dauid noin Gerualemme Daudk. a

ottrina de' Farfei, e d'altri. .

2.18

** carte - i: nui cno: ' '-ig' , ' '#8 Doni datidaHrcano:


167
Dauid u ad Abimelech. . . . . at 53 Donna; che per fame mangi il figliuo
248
Dauid... . . . .: "", "" : tik*. 44 -ir-lo. 'x , o . .
* **

:Dauid compole i Salmi.

:: i : *) tu jo

"Dauid creato Re.

Dauid'uecchisimo.

u: tir"; "T" ; t i 155

Dauidentra nel padiglione di Saul: 55


Daniello eponsaoaial RediBabilo
uia.

97

'

Daniello con tte fanciulli condannari


alla morte.

- *1 : 2 - 96
. - v ::

**

-e i

- **

Lifeo u a Damaco; ^

"

".

99

e;

Elifeo fa acqua dolce. . .

t3

79

Elia rifufcita un morto.


Elio Pontefice.

74
43

Elia parla ad Acab.

74

Ela .

72,

Daniello poto a gouerno di Babilonia. Elia fugge nel deferto.


3 CaTtC

. iiiux teis; ... ::::: : inste': 'E' - t.n. to d

Dario la feconda uolta rotto da Alf.

fandro. :::::

** ** **
*

":" is 64 Dotti&immortalit dell'anima.


"? :':

75

Elettinealsacerdorio di Aaron. :* 8

Dauid uccide Golia. :-u, - : - ti - 51 Elifeo rifucita un fanciullo.


Da Adamo al diluuio, furono anni due Efercito di Ciro. :
.
!3b
mila dugento quarntadue. . . ii Efther manda a chiamare al conuito
Amn.
149
Dragone Dio de Palestini.
45

Dea di Acar.

78 Esther s'appreenta al Re.

'47

T A W O L AC :D EL L A : P R I M A

Epoptica di Aritotele.
Efau, Giacob .

P A R.T. E

12 Giuda manda Ambaciadoria Romani.

..

15.

172.

& C2tC ,

Efaia quello, che predifie a Ezechia. 9o Giudeo poto in Croce.

2.43

Ezechiel fanciullo menato prigione. Giannea fa tagliare a pezzi molti de'


2 Carte.

95
204

- -

Eunuchi di Herode.

Elia non fu trouato.. - g - ; - 79


Esther inuita il Re a conuito. 9:
Eunuchi.

18

feta del fabbato.

147 Giueppe.
241

|-

Rua ingannata dalferpente. . . . :i ;


u - f1

* Giudei.

Gionatha per faluarfi non riguarda alla

- * *

172.
.

18
4o

Giair 6. Giudice. . . .
Gotholia ottiene il Regno.

8f

Giacob ferue quattordici anni a labam

per Lia fua figliuola.


16
Giueppe epone, i fogni a prigioneri.
- "

.*

Amiglia di Herode fimile ad una


guerra ciuile. . . . -i; - , : zos

a Carte

19

. -

Giudith uccide Oloferne.

11;

Patti di Mos. ' 2:2 . . . . . . -u egz


Farifei, Effeni , Saducei.
: : #79

Grandezza dell'Imperio di Cito. -

Giudith .

Ges figliuolo di Naue.

- .30

133
Fiume del paradifo. . . . . . . . . . ; Giudei trafgreffori delle leggi, offendo
no quelli, che loro obedicono. 172
Fattione di Zambie, uince quella di
Thamnin.

,,

; 63

Fatti di Aleflandro Magno.. --. - 155

(I

II2,

Gionatha fa lega con Antioco.

17f

dalla moglie del Pa


Fatti degli Iraeliti:: .....38 Giueppe
I9
Fatti di Giueppe nella Soria.. -:- ... 166 z drone, a cui fu uenduto. ...
Farifeiricuano di giurar fedelt ad He Giudea uendut... -. ..! - - - - - 257
. , i f7
rode.
. .: ao 9 Gebofiem.
- * *

Fanciullezza di Aleflandro Magno. a Giudith cen unafua fante u al campo


Festa de'Giudei detta de lumi. -, , , 17o

e d'Oloferne ... . .,.: ) ...ci .i. 114


Gli Arabi affalfcono i Giudei. . - 1 , 83

Feta degli Azimi,

Ginofofifti.

C2TTC

| 89

. '

':

'.

. 9

37liu.
Figliuol dell'huomo quello, che igni Gionatha fatto Pontefice.
, fica .-...-i. . -. -a -- ::: ios Ges figliuolo diNaue. . . . ., .33
Figliuoli di Saul.
|
49 Golia Gigante.
. . ... o , , , , , 5o
Filadelfo ordina una bellisfima libraria.
I63

a cafte .

Guerre ciuili

, * 9.f4 i

:::

93

Giouanettifatti castrare dal Re di Babilo

Puggita de Soriani. . -1 o I -8. * : nia ; tra iquali fu Daniello Profeta.


Figliuoli di Herode condannati dal con * - a carte - 2.1- ! !: t ::. . ii., 96
figlio nella testa.
207
Giudafatto Pontefice. ... ;). -- zza
8f
Figliuoli di Mofe.
, -, 2-5 Ga fatto Re.
.s

.. .. .

. ''

; :

G":
con tutta la ua famiglia u
nello Egitto ... ; , ,
J ,' ' 2 I

t-

Giudea ripiena di ladreni e d'ingannato.


ri. 3 :

: ':

- - - -

2.38

Giacob nei benediresform la zraes.


, , a carte.
Gioram creato Rei,

22,

t. e.:... o. . . so

Giudei tagliati a pezzi.

- -

Granico fiume. . .
Gioachin. o
. :-)
Gioacaz, creato Re. -

-- ' 1-1jz
-

- - 189
': '-52,

' ' . 86

z.
Gioab procaccia di rappacificar Dauid ?Geremia Profeta. .
ve con Aflalope. ... ::--:- . . . . . .- ** gGio entra in Gerualemme...? ... -- s
Geremia

T DELL HISTRIE DI GI I ZO NA RA.T


te .
Geremia conforta a riceuere il Re di
-

!9

Babiloniar. --

.'

* 169
* * * * 88

Gonathm creato Re.

Hircano u ad Aleffandria.
- -147
Hircano & Aristobulo figliuoli di Gian
nea . .

Gastigo
dato ad Eua, & adAdamo dop
' il peccato.

- 4. -

" " --

Giudei posti in croces "

"

Giuda Macabeo.

2. O 9

2 C21C ,

Giudei, quanto offeruauano il fabbato.


* - a carte . .

188

Herode accua la moglie di Ferora.

18I

1,

Hircano liberato di prigiene.


193
2"; Hircano fa lega con Antioco: * 17$

168

: --

Hircano prende
carte .

Giueppe quello, che fcriue di Christo.

e distrugge

Sanuaria .

'

- 179
64

22. O

Huomo motruofo .

Giudeo fimile ad Aleflandro.

217

Gruda uccide il fratello. .

15o

Huomo
guarda lo
apetto, e Dio rani
-- .
- -fa

a carte.

--

91.

Gioaca creato Re.


Gehu creato Re.

- 169

Giuda riordinai Tempio.


|

Guerra de' Giudei.

I . ; -**
-- :
i ... *

84

Gionatha amaua Dauid.

,I

241

Giuda Macabeo pun coforo, che haue

~~. :

|
.

---> e - .

33

Inuidia contra Daniello roi


Incendio di Gerufalemme.

2o

ZI3
uano uiolate le leggi.
169 Infermit di Herode. ***
Giudei haueuano quattro forti di Filo. Il popolo dfraele dimanda un Re. 4s

| fofia. . . . . . . . . .
' *: 218 Iride quello, che fignifiea..."
Giueppe Ambaciadore a Tolomeo. Iaac. : * - T- I : * r
* "a carte.
> : ::*6; Haeendio di Antiochia;
**
25
Gothoniel.
* * oi t Imprea di Alefaddr Magno
- -

tr_i-t_i

Gabria fidiaciro.
. ,
-

t".) -h -- 325

dia

If3

. '

|-

s a carte.

Inganni di Rebecca.

I3

* ..." - - -

"...: /, ,

Herode hebbe noue mogli.


Herode honora i Pirhagorici.

, at

i contrai figliuoi, izos

, ** * * , , ; ::

L
t.

: ""

--

c:

- -

Afina di Balaam parl . .


Legge de'Giudei.

2o
200

:::

--

di Herode intorno a i ladri .


Herode plange la morte di Marianna: Legge
a carte.
2 carte

s
'

2.

Herode fa rinouare il Tempiodi Geru. Lettere di Esther per faluezza de'


dei .
,
149
falemme . . . . * *
* * 2oo
Hircano uccide felmedefimo,
168 Leprofo fanato per configlio di Elifeo.
. .-: : :s
Herode fi marita la feconda uoka. 199 * * a carte.
Herodeprende Gerualemme, el Tem
di Mos,perche non furono inte
fe da Greci.- *****: * 164
*: Pio.
* * * * * 19.
-

- -

Herode uittoriofo contra Parthi : * 196 Lettere della madre di Antpatro. xio
Herode posto da Cefare algouerao del Legge del Re de Perfi. -****** 148
la Giudea.

187

Leprofi . :

::

* *

3x.

Herode da Auguto confermato nel Re ifia mandato a ditruggere i Giudei.


2 C2 TTC
I69
gno .
. . . . 197
Helena. . . . . . ::::
I99
7 " ' : ' z33 Liberalit di Herode.
|-

Rerode corenato Re di Gerualemme. Lettere di Dario a Edra. ******** 144


4 , -

. .
- , 1*

\,

Morte di Gionatha.

M Ardocheo difcoure'ad Artaferfeil

es

Mos Capitano di Faraone.


Michea Profeta.
Morte di Tiberio.

24
76
22

147 Morte di S. Giacomo Apotolo

trattato degli Eunuchi.


Marianna imprudente.

. .

195

Morte d'Hircano. .

239
196
j4

Monfibosthen figliuolo di Saul. - 53 Morte di Samuel.


Morte di Pacoro.
Morte di Aritobulo,

19
194

orte di Antpatro.

Morte di Gionata, , , ,

Morte di Agrippa.

,,

, , 181

232,

Morte di Abemener. .
| 53
Mos contra Madianiti.
33 Morte di Mos.
34
Morte di Azabel Re di Soria.
8
Morte di Giuda. . . .
I7%
. . . . 84
Marc'Antonio innamorato di Cleopa Morte di Gioram .
187

|-

tra.

Morte di Dauid. I
Morte di Efetione.

188

Moglie di Nabala Dauid. . . . . . 54

66
I6I

Morte di Tobia.
Morte di Herode.

... ; .,., ,

11s
2I4
1%

, !

Michea quello, che gli fu predetto da un Morte di Antioco Epifane.


Profeta.

- -

77

Morte di Dario.

156
84
78
239

Miracoli diuerfi fatti da Elifeo. ... - 31 Morte di Gezabel.


Marianna odiata da Herode.

197

Morte di Ocozia.

|-

Mardocheo menato per la citt uetito Morte di Gaio, .

. - *: -

in habito da R.,, , : , , , , 148 Morte di Eleazar.

17o

Miracoli, che predceuano la ruina di Miracoli diuerfi fatti da Mos. --25


. ., ... - 8o
. . Gerualemme, :,,, , , , , , ; : 15o Morte di Giofafath.

Miracolo di Mos infar diuenir l'acqua Morte di Roboam .


dolce.

a carte .

..

. . 72

| 26

Morte di Ocozia: ,
34
Miracolo auenuto a Geroboam ... .71 Morte di Onia e di Filippo.
173
Mardocheo chiede ad Esther,che ottn Morte di Bucefalo. :
158
ga dal Re perdono a Giudei.
147
Morte di Auguto.
219
Miracolo dello pino ueduto da Mos. Morte di Edra... * ... o---, -: ...: 145
.. . . ..

. . . . . . 24

Miferia grandisfima de' Giudei. . , 246


Mariti di Sara erano strangolati dal Dia
, , , 116

uolo.

*** :
* *

1 ,
-

o ,

2 , 1:

. tri :: ::: * *

N: [BCoire, -

Morte di Demetrio.

Nab & Abio arfi dal fuoco. ,

Morte di Ciro. . . .

: , :

Morte di Cambife.

...: - i4o

Morte di Aritobulo. . . . ,

"AT Abucodonofor affedia Gerualem

Miracolo motrato per Elia. , , , , 78


178
, 138

* *

' - 4

7-

93

|-

19

Natham quello, che diste a Dauid. a


carte. . . . . . . . a zo 5

, 18 Nicanore uccifo da Giuda.: ,

: , 173

,
11
Mura di Gerualemme. . . . . . 24, 53 No fece l'arca.
Morte di Cefare. . . . . .
187 No s'ubbriac. . . .nc , -,:, . . . IR
1. 2?
Morte di Acab.
,
77 Numero de' Leuiti. * i
o
Marianna condannata da Herode alla
[I] OffC
198
. . .

Mehol falua Dauid.


. 52.
-

* * * *.

Mesi di Saul profetezzano, . . . . ; 52

Morte di Afa. ..

- ,

. . . . . . . . . . . ::73

io de Farifei contra Hircano, ela


fu morte. 2

-2 * *

**

179

Ouia

** --

* D E LE H I S T O R I E DI G I Q. Z Q N A R A . T
184

2 C4It6 . .

buia figliuolo di Simone Giuto fabrica

Parote di Ciro.
I2.9
Paolina
Romana uiolata per inganno
opere
di
Dio
non
fidebbono
occolta
,
da Sacerdoti della Dea Ifide.
un Tempio nello Egitto.
-

I18

----

Olda profetella.

9I

Oloferne.

II3

operationi diuerte fatte da Giofia, a


*

Carte .

92.

Ouma lapidato.

--*

173

183

|-

Ordine di Mos. . . . . .

32.

olla di Geremia portate in Alellandria.


95

! ", a CATTC ,

Ordine di Ciro poto nella fortezza di


-- Babilonia.
Ofia Re di Gerualemme.

2.2.1

Parole di Panthia al marito.


Prefagio della uirt di Mose.
Profetia di Geremia.

219

Prudenza di Elife.o. ,

82

Pompeo entra nel Santuario di Gerua


c. -lemme.

184

-1

Parole di Panthia nellamorte del mari:


* - WO

34

87

Vali dalla crittura furono chiama

93

Pontio Pilato.

135

|-

131
123

Q-

--

P Anthia uccide fe medefima. -

- 134
Parlamento di Creo a Ciro, o 133

ti figliuoli di Dio.

11

Quando Chrito apparue in Giudea .


3 CaC ,

12.O

Parlamento di Aleflandro con Dioge Quello, che prediffe Elia ad Acab. a


* - Inc .

1 : --

152

It .

Panthera quello, che fignifica.


ho3 Quello, che predille l'Angiolo a Sanfo
Il C
41
Parthi faccheggiano. Gerualemme. a
-

V r. Carte

- "-

189

".

Palagio di Salomone . "

68

! uccifo da un Leone...

. . . . 71

Popoli refi a Ciro.

I34

Prefa di Demetrio.

176

Quello, che difle Dio a Salomone. 69


Que lo , che fu predetto a Faraone.
k , a carte. . .

23

Quello, che prediste la imagine di Sa


- muel a Saul.

55

Porro uinto da Aleandro Magno Quello che fignifica cozzar contra l'o
'

-a carte .

. - !

--

158

Prefa di Gerualemme.

s . ftro. : t : ...

1of

Quitione propota da Sanfone.


4I
Partita de gli Hebrei di Egitto...-, . 26 Quello che fu diterminato dell'arca.
37

Pilato entr in Gerualemme con le ban


diere .

|-

! -

Pompeo giudice fra Hircano & Arito

- -

Ip3

-- bulo .

Paqua degli Hebrei.


Popolo d'Irael adora i Vitelli.
Panthia arma &adorna il marito.

I44

3
|-

. .

R.
. -- ' . . . .:
--

:u

R Epublica de' Giudei habitantiin Ge


rualemme.

7o
131

45

2 C3IIC .

2.2.O

Raguel.

I44
-

17

:Piet di Aleflandro Magno.


:Parole di Prefarpe al popolo.

I 53
14.I

Racachel port feco gl'Idoli del padre.

Petlenza in Giudea.
Parole critte da una mano.
Panthia donata a Ciro.
-Pilato mandato a Roma.

199

Republica de gli Hebrei cangiata in

Regno .
Regno de gli Asfiri distrutto.

I1,6
22I

Pompeo menafeco Aritobulo a Roma.


.

17

a CrtC.

48
II 9

Requanti furono nella famiglia di Da


--

uid.

----

TAVOL A D E LL A
*256
Radice di uirt marauigliofa.
Rafaello Arcangelo accompagna Tobia
in Media.
Ribellione de Samaritani.
-

PRIMA

PART E

Salomone Fenora tefono infidie ad

117

"Herode.
Sanfone fi d a Paletini .

168

Sufa con un grande eercito u contra

2,

4-3

Gerualemine.
72,
Re de gli Asfiri contra Medi apparec
chia la guerra.
12 i Sogno raccontato a Gedeone.
4
59
Reina di Ethiopia u a Salomone. 69 Soriani fi diedero a Dauid.
1. G.
Ribellione .
3o Sogni di Faraone.
46I
Religione di Tito.
249 Settanta interpreti.
Ripota di Gio. . .
87
di Filippo padre di Aleflandro
-

Roboan fatto Re.

7o

Rofana amata da Aleflandro Magno.


157

2 CAITC.

Ruina di Gerualemme.

168

Rotta de' Giudei.


Rotta de Paletini .

Ruth.

215
46
43

Rotta de gli Hebrei.

45
44

Ruth maritata a Booz.


. '.

S ...

- -

-? - 1

4-R

Simone chiamato Re.

Sanfone giuto.
Sopetto di Herode.

215
4
198

Sole
fermato a preghi di Ges Naue
2 CrtC.
36
Sogno di Archelao e della moglie. a
-- " Carte *

218

; * 1.

Sara maritata a Tobia.

48
18
69

Saul uoleua uccidere il figliuolo.

'

- *

del Re Sedechia creato Re."

Santuario.
Salomone .

o .

Sogno di Aleffandro... e .

** 1.2

gno a Saul.

151

162,

.) Simone creato Pontefice... o, , , , , 176

. . . .

S Amuel profeteza la perdita

agno.
Sanfone .

. II 7

". ::: ,

Sauluccife fe medefimo.
.
Samuel a Saul.
Sanfone snnamora di Dalida.

93

49
42,

49

Sogno del Re Nabucdonofor.


I 99
Senacherib Re de gli
. If Segni dimotri da Dio a Mos.
25
Sanabalete Prencipe fa il Tempio in Ga Soldato decapitato per hauere itraccia
rizino.
...
Iyo
te le leggi Moaiche.: u.
2.36
- + 215
Scrittori Barbari, che fanno mentione Solleuamento de' Giudei.
dellarca.
II
Segni di Giueppe.
18
- 47
Settimane perche fiano annouerate di Saul nato Re da Samuel.
-

itintamente.

Sogni di Aleffandro Magno.

154

Samuel Profeta. :
Sacerdotio dato a Sadoc.

44.

Sanfonerifiuta la moglie.

42
65
95

Salomone eletto Re.


Salmanafar.

Saul porta inuidia a Dauid.

66

51

Saul taglia a pezzi gli Amaniti.

47

Sette fettimane.

III

Setho quello, che trou.

Scala ueduta in fogno da Giacob.


Spofitione di alcune uoci.
Senacherib.

|
|

Ailo Signor dell'Indiamanda Am:


baciadori ad Aleffandro Magno.
158

CItC ,

Tarbe moglie di Mos.

24

Tempio di Anubide.

22I

Teftamento di Herode.
Tanaofar fratello di Cambife.
Thermut. . .

213
139
23

I4
i6 Tempio di Hamone.
IC I
Tempio di Gerualemme,quando fu ab

89

s bruciato.

94

Tempio

D E L L'HIST O R I E D I GIO. ZO NA R.A.

Tempio di Baal ditrutto.

85

a Cart

136

Tempio di Gerualemme fu cominciato Vepafiano da foldati falutato Impera


.

otto Ciro .

dore.

JO9

2.42.

Tredannati
giouani
parenti di Daniello conVccifione
de Giudei forto Elio Adria
al fuoco.
99
Il O
259

196

Terremoto in Giudea.

Vigna di Naboth.

Tempio, quando incominciato da Salo- Vitione di Daniello Profeta.


mone.
Tito affedia Gerualemme.
Tiberio uccide le mofche.
-

102,

68. Ventidio and in Giudea.

242

19

Vccifione di Antigono.

18o

115 Vittoria di Aleflandro contra Dario.

Trifone mancator di fede non offerua i


patti fatti con Simone. 176

Trifone barbiere accua Terone.

153
98

2 C1TC .

Venuta di Chrito.

2-o8 Vittoria degli Iraeliti.

76
146

Trifone uccide Antioco cognominato Vafra rifiutata da Serfe.


Dio.

176 Vna fola fettimana quello, che fignifi

* --,

Tolomeo Lago.

163

Trifone per danaricreato ReTobia fepelice i morti.

III

Trouarnenti di diuerfecfe . '

- 9&

Io i 4 to Re.

Tito d l'affalto a Gerualemme.

Tribu Giudaic accuata.

C2 -

, 177, Vologelo.
'235
116 Vita allungata a Efechia, Menafle crea
243 Vittoria de gli Iraeliti.
- 63 Vccifione de Magi. , ,

36

I41

Tiberto hebbe l'Imperio. . . . . 219 - Vitello d'oro ; a cui acrificarono gli


Tiberio Aleflandre

:::elea Fado

nel

23

Hebrei.

i - u. 236 - Voto di Dario.

141.
132.
16

Tobia ricevela uita. :


118 Vittoria di Ciro.
obia .
- | 11; Virt di Aleflandro Magno.
Tolomeo creato Re . . . . . . - 174 - Vittoria di Giuda Macabeo.
Tumulto de'Giudei.

* . . . :::: .
.

**

'

. V

: : : Vccifione de Giudei.
",

'

, , , ,!

: Ergini

- - -

. . .

.. .

"nel campo de gli

y#

169
157

vecifione di Filota, e di altri.

215

. . .
-

aPP

- Z

..

. .

z:

|-

- -

Vffici diuerfi da Ciro dati a diuerfi... 4 Zaccaria Profeta lapidato . . ;

IL FINE DELLA Tavo LA DELLA PRIMA PARTE :


|

- ?
2 . . . . . . DELL'HisToRI E DI Gio, zoNA RA... . -. .4 .'

- .
..

. .

|-

, ,

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* * *

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*. . .

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- *

|- -

**

|-

* -

, :

- *

|-

S:|VTT I Q y est i tre uolumi fono


: molto necearia gli tudiofi dilet
#:: tere. Percioche in ciacuno di lo

#| ro fi contengono cofe celte e caua


L #:: te da imigliori Hitorici dell'una e
|:=:$*Al dell'altralingua ; E queto primo
puo feruire quai per commento delle hitorie , chef
contengono nelle acre lettere: & molto copiofo, fi
come in tuttii fatti de Giudei, cofi in raccontar minu

tamente i Sogni dal Profeta Daniello epfia Nabuz


todonofor: & in altre cofe. E' parimente nel fecondo,

e nel terzo il preente Autre abondeuole nelle cofe


de Romani, editutti gl'Imperadori cofi Romani, e
Latini, come Greci. Eripieno per tutto di fentenze, e

fempre di buona, fanta, & accurata dottrina. Ilche ho


uoluto toccar breuemente per auertire i lettori. Iqua

life troueranno nelle apotille, e per entroiluolume


alcuni errori della tampa, queto rechino alla debo
lezza humana, che non puo uedere ogni cofa.

~--A- ---

(:s

-- -- ~~

(~ :) K-(': ""

I'r NCAK":"", )(K"f"

D E L L E H I S T O R I E
. G I O.

ZO NA R A

D I

M O N A C O;

N EL LA Q y A LE S I T R ATT A D E F ATT I

degli Hebrei, dal principio del mondo per infino alla


ditruttion di G I E R vs A L E M M E

T R A D o TTA NEL LA V o LG 4 R
D A

M,L O D O V I C O

LI NLG V A

D 9 L C E,

1. N 1

mente riprendere, ch'io mifia poto a criuer cofe

piutoto fouerchie, che necearie. Percioche dapoi,


iz| ch'io rifiutai il mondo, er elei uita foletaria, has

#| uendo datoa me steo quafi unperpetuo efilio (e ci


: per uolont er occulta prouidenza di colui, ch' Si=
|gnore di tutte le coe, effendo rottii micilegami, e
:Z: ; toltimi dallamorte coloro, che piu cari mi erano, nel

==| uero nan enza mia paione, ma con utile dime stef

fo) e laciatigia buonapezza i trauagli del mondo, er appartatomida gli huo=


mini, non era conueneuole, ch'io criuei di altra materia, che di quelle cofe, che
adornano l'animo, purgandolo dalle macchie, che fuole imprimere in lui la
conuetudine delle maluage opere: e le quali pofano placar uero mela giutitia
del Signore, mecomeritamente irate per hauere io rotte le fue leggi, er abando

nata la uia delle buone operationi:ey incotal guia da luiperdono de miei peccati
ottenere.E tuttauia (ilche procede dalla miatracuratezzamelben fare) ponendo
-

Hit. di Gio, Zonara.


--

*,

A
-

P R I M A P A R T E D E L L'H I S T O R I E

da canto le cofe necearie, mi affatico nelle fouerchie. Nondimeno per addur qual
che ragione ancora in mia difea, non per elettione io mi fono uolto a queta im=
prea, maper efortation degli amici: i quali ueggendo, che io abondaua di otio,
diceuano, effer conueneuole, che io douei porlo in qualche fatica, la quale
torno alle hi
Cet fura de'
Monaci in,
rie.

porgee comun beneficio agli huomini, er a me acquitaffe qualche premio dalla


bont diuina. Aggiungeuano, che coloro, iquali fi fono affaticati in icriuer le
hitorie, e le coe de paffati,parte hanno in lunghi uolumi dicritti non folo i fat=
ti degli antichi, ma gli stratagemi ; e parimente l'ordine delle fchiere armate, il
combatter de gli eerciti, il modo di accamparfi, gli alloggiamenti, le fortezze,
e cofi fatte cole: o oltre a ci i luoghi,i camini impediti, glialti e faticofi mona
ti, co anco le strette ualli: ponendo i guernimenti delle citt,i catelli, e le torri,

quafi inanzigli occhi. Parte hanno critto a pompa, per dimotrar l'artificioo
modo da loro tenuto; e per queto uinterpoero concioni,e parlamenti nella guia,
che ufnogli Oratori. Et alcuni moi da certa ambitione, terminarono gli critti
loro in Dialoghi, dimaniera, che, quando criuono le diuere openioni di alcuni,
che fi difcoftino dal uero, come eglino ui fi trouaero preenti, diputano, e rima
prouerano lelorfale ragioni, adducendone all'incontro di uere,e togliendole dalle
Jacre lettere. Ouero criuono contra i Giudei, affermando, auenir per la malud=

git o otination loro, che einon fi uolgano alla fede notra,adducendo quello,
che i Profeti ne hanno predetto. Si oppongono a Gentili, e tracriuono le lor

fauole per dimotrargli errori, ne quali esti erano inuolti: crappreo celgono
----

alcune fentenze, e quetionano opra il formar de cotumi. Quete coe dice=


uno cotoro, fenom da tutti, almeno dalla maggior parte de Lettori effere stima
te noioe e fouerchie : fi perche ricercano di molto otio per poterleuedere: e fi
ancora, perche coloro, che ui hanno tagio, reputano inutile la fatica di legger

quelle lunghe ragioni di combattere e di ordinar gli eerciti, e di cotai coe, che
fogliono ucir della memoria ageuolmente. Dipoi diceuano niuna utilit poterfi
apprender dalleggere i parlamenti e le dipute nelle hitorie. Percioche qual pro=
fittopuo recare il fapere le parole, c'habbia detto il Tribuno della plebeinanzi
alpopolo: ouero il capitano inanzi a foldati ? E parimente quello, che habbia

ripoto un capitano agli ambaciadori de Perfi: quello, che un'altro a quelli de'
Francefi, o de gli Scithi, operauentura degli Egittij: ouero de Daci, de Tri
balli ? Le orationi fimilmente, che alcuno habbia fatto in Senato; er altro al

popolo. Affermauano adunque, gli fritti dicotoro troppo etenderfi, evanzi


effer fattiper ambitione, che n. . All'incontro, che altri Scrittori cadeuano in
un diuero uitio: iquali mentrepiu del douere uanno procacciando di effer breui,

leuano al Lettore la cognition delle coe necearie,laciando alle uolte da parte, o

rifiringendo introppo breui terminii fatti degli huomini illutri ; iquali ono
degni

DI

G IO V ANN I

ZONAR A .

degni di diuinelaudi: ne dichiaranone i cotumi, neglingegni loro, nel configlio


del guerreggiare, ne in che modo alcun Re s'impadronije di qualche regno; e

torigine di colui. Aggiungeuano,alcune critture di queti tali effer enza or=


namento di stilo, il componimento delle parole afro, e le steffe paroleplebee, er
alle uolte barbare: onde aueniua, che gli huomini dotti non uoleuano leggerle. Mi

efortauano adunquefeo, che douendo mettermi a criuere hitoria, prendesti in


mano ilibri loro: e tralaciai non meno quelle coe, che per latroppa lunghez
za non poteero capere nella memoria, che quell'altre, che non potefjero apa
rtare alcunutile: e riducendo in certo compendio le loro lunghe opere, for=

masti unabreue hitoria, la quale con breuime parole abbracciaffei fatti e le


coe piu degne di memoria; e quai in una dipinta tauoletta inanzi agli occhide'
lettori le rappreentaje. Oueti adunque minutarono a prender cofi fatta
fatica, er a criuere un cotallibro. Io, per direil uero, effendomi dato alla

quiete dell'animo, e alrifoo, eueggendo a queta faticaricercargran tempo,


er efferuimitiero di molta copia dilibri, non ofaua prenderla, edel tutto haue=
ua fatto penfiero di caricarmene. Maei nonrimaferoprima dipungermie di

sferzarmi; che io, pernon poter fotenere il fatidio di tanti stimoli, fui cotret
. .
-

Allue a

to a aggrauar le mie falle diqueto peo. Percioche, fe auiene, che una gocciola :fo:

d'acqua feo nel medefimo luogo cadendo, fuol cauare un duriimo fao: quan :
uat Lapid
-

to maggiormente le parole fouente percotendole altruiorecchie, poono leuar non bised

deltamo la depocaggine,e la curadelripoarfi: Appreo mi cadde nella mente, :*


che puo anco auenire, chel trouarmi occupato in icriuerqueta hitoria, appor=
ter anco utile a me stefjo. Perciocheiluento della uita otioa fuol ferir con piu

forza l'animo quieto, folleuando diuere onde dimaluagi penfieri, e tuna all'altra
continuando in quelle fommergerlo; er ouero foingerlo alle male opre (fenon

con l'effetto, almeno coldeiderio) ouero raggirarlo fra grandiimiimpeti difor


tuna e ditempetoo mare. Ma quello, ch occupato in honete fatiche, fuol fug
gir la tempeta e la innondation delle uane confiderationi,e delle cupidigie cattiue.
Parte adunque per obedire a conforti degli amici,e parte per uaghezza di allon
tanar dalla mia mente imaluagi penamenti, m'ho laciato indurreariceuere fi

fatto peo: e cofi ho accettata una cotale fatica. Ma felopera in ogni ua para
te non far, come fi conuerrebbe, perfetta, prego i lettori, che mi perdonino.
Perciocheauerr forfe, che ponendomia criuere in queta foletudine,non haur
quella abondanza de libri, che a tale hitoriami farebbono neceari: ne tutti gli
frittori hanno delle medeime cofe fritto medefimamente, inguia, che feei non
in tutto, almeno in molteparti dicordano. onde,e io uorr rifferire curioa
mente le diuerfe opinioni di tutti,io ancora far cotretto di teffer di ciacuna cofa

lungo uolume. La ondem'e paruto di tralaciar quelle parti, nelle qualigtHito=


A

ij

4.

PR I M A P A R T E DEL L'HIST o RIE

rici fono contrari, raccontando folamente quelle, che fono di molta importanza,
affine, che la hitoria rimanga intera. Ne fi marauiglier alcuno, fe uedr lo
stilo delle parole effer diuero, e non per tutto fimile; ne in queto mi riprenda,
Percioche giudicando io neceario di raccoglier la hitoria (aguia di moneta) da
diuerfi crittori; mi fiametiero in molti luoghi uar le parole e latetura loro.
Efe ioui trapporr per dentro alcuna coa dimio; tenter di accommodar lo stis
lo alla forma di quello autore, chefar dame eguito, accioche non paia, che la
Argomento fcrittura fia da fe diuera e diffomigliante.
Contenerannofi adunque in queto
della prima
parte.
Compendio gli otto primi libri della Bibbia, e tutte le coe, che in ei fi raccont4=
no. Parimente ilibride Re ; el Paralipomeno; e quello, che fi troua nelle an=
tichit di Giueppe Hebreo: ouero, che da piu antichi critto con maggior co=
pia, ouero alquanto da loro diueramente. Et ilibri di Edra; e le preure degli
Hebrei: delle quali la prima di dieci Tribu fu otto Salmanaar Re di Aria;
il quale pree Samaria e la fuagente per uia di affedio; e conducendola di la dala
l'Eufratesmen certi popolinella stefja Samaria,iquali furono cognominati Ehus
tei: Laltra fotto Nabucodonofor, hauendoprefa Hierofolima, laciando abando
mata la citt, or arfoil Tempio, e ridotta tutta la gente in feruit: e, come dopo
lo patio di fettanta anni, fi come i Profeti prediffero, effendo da Ciro ditrutto

il Regno di Babiloni, fu conceduto al popolo di ritornarfi in Hierofolima, eria


florar la citt, e runouare il Tempio. Chi fu Ciro; come ditruffe il Regno de
gli Airi, quelli, che dopo lui hebbero quel Regno; in che guifa e da quali huo=
mini fu uietato la edification della citt;e da capo da cui fu conceduto il rinouara
la. Tratterai ancora di Daniello Profeta, come egli dichiar i fogni di Naa

bucodonoor, e la uifion di Balthafare, alhora che quel Barbaro uidenella pares


te le ditae le mani di colui, che ui fcriueua, e di alcune uiioni del detto Profeta:
le quali tutte coe breuemente fi racconteranno. Oltre a ci de tre fanciulli, e
de miracolier in quelli, e per quelli diuinamentedimotri. Di Efter mella gui=

fa, che ella liber gli Hebrei dalla ucciione: di Giudith, la quale con un fanto
inganno amazz Oloferne; e fu cagione, che'l fuo eercito fofje tagliato apez=
xi. Di Tobia, fi come effendo egli diuenuto cieco,e ridotto adetrema pouer=
t, per cagione delle elemofine da lui fatte a poueri, e per altri beni, per proui

denza di Dior hebbe la uita, er abond di qualunque coa. Piuoltre qui fi


rifiringono i fatti di Alefjandro Magno Re di Macedonia: di cui fa metiero di
far mentione, fi per altre cagioni,come perche dopo la primarotta,che hebbe Da=
rio al fiume Io, eendo egliandato in Hieroolima, ottenne il fupremo honore

di Pontefice: come occup il ditrutto Regno de Perfi, quanto regn, e come il


fuo Imperio dopo la ua morte fu diuio in quattro Regni. Quello, chepatiros
mo i Giudei da Antioco Epifame, uno de ucceori di Aleandro: come gli Afa
M0tifl

DI G I O V A N N I Z O N A R.A .

monei gli fecero refitenza; e liberarono ilor popoli dalla fua Tirannide . chi

fiano, e quanto tempo furono gouernatori di quel popolo. Come dal ritorno in
Gerualemme dopo la cattura di Airia, i Giudei non obedirono piua Re, ma a
Pontefici: come i ucceori de i foupradetti Aamonei, hauendo ottenuta la di

gnit delommo Sacerdotio, e fignoreggiando lelorgenti, prefero anco tinegne


di Re. come Pompeo Magno Capitano de Romani, chiamato per compor la
contea del Regno, che era fra Hircano cy Aritobolo fratelli, pree la citt di
Gerualemme, e la fece a Romanifoggetta. Come dipoi Herode figliuolo di An

tipatro simpadron del Regno de Giudei: chi fu egli, e di che stirpe, quante cas
lamiterotte, che effo tra fuoi dometici hebbe, infino,che i fuoi fucceori post
fedettero il fuo Regno. Come e per qual cagione furono mandati prefidentiin
Giudea; e quello, che crie Giueppe di G1 E s v C H R 1 s t o notro Reden=
tore, e di Giouanni Battita. La cagione, che mofero i Giudel a ribellarfi al=
l'Imperio Romano, come i Romani fecero lorguerra: da cui er in che modo uls
Argomento
timamente fu ruinata Gerualemme, ne piu redificata. Hauendo fatta mention della
fecone
de Romanie di Roma, ho giudicato coa necearia di criuere etiandio di cofio= da parte.
ro; e dimotrar la origine del popolo Romano, fin doue fietee il loro Imperio;

quei chegia habitarono la Italia, l'origine fimilmente di Romulo fabricator di


Roma, come fu uccio Remo fuo fratello; e come egli ancora dipoi fu leuato da

gli occhi degli huomini: come quella citt di prima fu fotto a Re, e quali fu=
rono i uoi cotumi, e le fue leggi, Come Tarquino Superbo hauendo cangiato la
giuta forma del Regno in Tirannide, fu facciato: le battaglie, che Roma fo=
fienne per la fua cacciata: come la Republica Romana primada nobili, e poi dal

popolo fu amminitrata ; e come la omma delgouerno fu traportata ne confo=


li,ene Dittatori, er iuia poco a poco ne Tribuni della plebe. Quello, chegia

fu conolato, Dittatura; e l'ufficio de Cenori; quanto tempo era affegnato acia


Jcun Magitrato, qual forma de trionfi era preo loro, onde deriuato queto
nome: le coe, che furono fatte ne tempide Conoli (quantumque non raccon
teremo ogni coa, per diagio de libri oue queti fatti Jono dicritti) come f=
nalmente l'Imperio de Romani uenne nella podet d'un folo: come Gaio Giulio
Della terza,

ceare,che fu primiero capo di quetomutamento, ancorache non di tutto, effen=


do da coloro, che uoleuano difender la libert uccio in Senato, Ottauiano ceare

Auguto, figliuolo d'una forella dell'uccio Ceare, e fuo nipote, da lui adottato,
uendic la morte del padre con lo aiuto di Antonio: il quale dipoi, effendo tra lor
nata guerra, uinto in battaglia nauale pre ad Attio promontorio, eeguitan=

dolo infino in Aleandria, oue egli inieme con Cleopatra fuggendo fiera ridot
to, lo cotrine aducciderfi con le fue mani: quante ucciioni de Romani in que
fie guerre ciuili fatte furono sprima pereguitando Ottauio er Antonio Cafio
Hist. di Gio. Zonara,
-

iij

P R IMA

P A R T E D E L LH I S T O R J E

e Bruto e gli altri percuffori di Ceare, dipoi uolgendo le arme fra loro medefi=
mi. Come Cleopatra Reina di Egitto della stirpe de' Tolomei, uiua uenne in po=
det de Romani; e e medefima ( come dipoi fi conobbe) leu di uita col morfo
d'uno Afide: come in tal guia Ottauio illutre per quete uittorie, entrando in

Roma, per fe folo uurp l'Imperio: cangiando la Republica Romana in Monar

chia: quelli, che a lui nell'Impero uccefero, nella guia, che ciacuno hebbe il
detto imperio, come e quanto imper, la qualita della ua morte: quegli fimil=
mente, che otto di queti dopo i quattro Santi Apotoliadornarono le fedie del=
le gran Chiefe : cio della Romana, della Aleandrina , di quella di Antiochia, e
della Hierofolimitana : quelli ancora, che di loro furono riceuuti tra il numero e
la dignit de Martiri: come piu di tutti gli altri fu notabile la rabbia, c'hebbe
Diocletiano e di Mamiano Herculeo contra i Chritiani: come glifiet,rifiutato
l'Imperio, uimiero altri Imperadori in luogo loro: de quali ne fu uno Cotantia
no Cloro, padre del gran Cotantino; a cui era futo dato il gouerno della Fran=

|
-

cia e della Bretagna: come cotui uenendo a morte, eleje nell'Imperio fuofucces
fore Cotantino fuo primogenito, di piet da paragonarfi con gli Apotoli: come
egli s'impadron d'ogni coa, foggiogando ciacuno, effendogli apparo nel cielo
il egno della croce formata di stelle: come egli firiuolle a C H R 1 st o, e ri=
reue la fanta fede, hauendo conceduto a ciacuno libert di predicare l'Euangelio:
come edific di nuouo la citt di Biantio cognominandola, e chiamandola dal fuo
nome, e traport in lei l'Imperio dell'antica Roma: coloro, che dopo luiiuires
gnarono, i costumi di tutti, la bont e lanatura loro, quanto ciacun nell'Imperio

uifje, qual fu la morte loro: quelli, che furono Patriarchi e minitri della chie
fa di Cotantinopoli, e quanto tempo la tenne ciacuno: quelli, che di loro hebbe
~ ro la uera fede, e quelli, che con beretiche openioni fe ne dipartirono, e come
::::::::n uiero e morirono. Sotto quali Imperadori, e Patriarchi, e con quali huomini
furono raunuti i Concilij. , Coi uenendo a gl'Imperadori de motri tempi pora
Cola rem fine all'historia, col fr primumentione di molte costrecondite, e nacoe:
E P E R certo conueneuole, cheioprenda il cominciamento della mia opera dal
Quello, she primo ineffabile principio,caua di tutte le coe, ilquale non ha principio ne fineje

""

da cuiparimente procedono tutte le coe,che egli diniente cre,dandolorola fotan


zael'effere, e deriuando da lui il principio e la natura di tutte. Fu dunque mpr
I od 1 o,rifblendte opra ogni caua e potenza,enza tempo,mouendoi eternamen
te con la Maet della ua gloria,e del fuofplendore,eenza principio,ne nato di co
fa inanzi nata, ne creato dipoi di quelle cofe, che prima non erano create: ouero a
poco a poco peruenuto all'intera perfettione della ua gloria. Ma empre fu, er e

il medeimo: ilchefoura la natura conobbe olo quel Jacrofanto pirito, ilquale pea
retra in tutti gl'interni e profondiegreti della Diuinit ; c' in quelli gioendo,
-

gode

|
|

D I G I O V A N N I Z ON AR A .

gode inieme una perpetua foauit. Ora,pocia che i od 1 o moffo da omma bont,
da infinita mifericordia, e da ineffabile benignit, hauendo deliberato di formar

queto uiibile mondo; e d'indi produrre in lui un'altro mondo, come econdo in

Dio cre
l'huomo.

opera, co primo e mirabile digratia; come quello, chefu formato a imagine di

ejo ID o i o: cio l'huomo: entrando a quetafbrica per un'ottima uia, primafen


za materia cre le celeti potet e Prencipati folo col concetto dellaua mente, ef=

fendo quel Diuin peniero peruenuto alla perfettion dell'opera con piu pretezza,
che non ece la parola altrui di bocca. E' ueramente D 1 o una natura,che di nulla
ba biogno,dife fteffa contenta alla cognitione zo alla gloria: laquale ne defidera
la gloria di altrui, ne da altro conociuta:fe alcuno perauentura non uorr di=
re, che conocer fi polja una coa, di cui nella infinit non fi pu comprender la
natura. Ora, mentre io dico D i o,dico infiememente il Padre, il figliuolo,e lo fi
rito fanto:e queta la Deit,con auttorit del gran Padre e Theologo fan Grego=
rio. D 1 o adunque di cotal natura,quale non fi pu dicriuere,cre primieramen=
te le potet Angeliche, acci che foffero minitri e celebratori della Maet celea
fie: non perche egli di queti hauefje miftiero; ma, perche non fi moueffe folamen
te dalla contemplation dife stefjo,e fi diffondefje er eftendefje ilbene e la benificen
za e liberalit ua piu largamente:percioche queto era diccuole alla omma bont.

Quello, che
fia Dio.

D 1 P o 1 cre ancoraqueto mondo uiibile, ilquale compoto di materia. E Creatione


daprincipio fece il cielo e laterra. Et effendo la terra naftoa (percioche uera= del mondo .
no le tenebre,e lacqua occupaua la fuafuperficie) I d d I o produelaluce;e diuie
la luce dalle tenebre: e quella chiam giorno, e quete notte, er al princi=

pio della notte poe nome fera, er al primo nacimento del giorno, mattina. Cofi
-

--

iiij

v tite, che
viene dalla

Aftrologia.

P R IMA

PARTE

D E L LH I S T O R I E

dalla mattina alla fera fi fece il giorno. Ordin dipoi ilfermamento, e lo poe in
mezo delle acque, in guit, che alcune uene foffero ripote fopra di quello, r
altre difottofarfe d'intorno alla terra. Fu queto chiamato fermamento, percio
che il uo corpo fodo; ne a guia dell'acque di fottile e rara natura, dalle quali
ha ilfuo nacimento: crefjo medefimamente detto cielo. Il terzo giorno co=
mand I d d I o,che l'acqua, laquale ricopriua tutta la faccia della terra, fi racco=
glieffe in un luogo, e fuori apparije l'arida. Quello, che comand la parola, ubi=
tofufatto: er aprendofile profonde cauerne, ellericeuetterole acque. E la tera
ranom arida, el raccoglimento dell'acque mare. Nelmedefimo giorno furono
prodotte le piante, er ifemi della terra. Percioche richiedeua, che la terra, la=
quale era incolta, fi adornaffe di herbe, d'infinitigermogli, di fiori, e di ogni
forte di frutti, ediletteuoli arbori. Nel quartogiorno furono fattti i due prin=
cipali lumi, il Sole, e la Luna, e le altre stelle. Er di queti il Creator di tutto
adorn il cielo, la luce, che fu ueduta il primo giorno, commie a queti lumi, e
diede loro il mouimento, ilnacimento, il coro, e l'occafo, accioche per e fi al
luminaje il cerchio della terra, e la mifura de tempi fi ricercaffe da iloro giri; e
recaero a coloro, che i nacimenti loro dirittamente offeruaero, (non per,
che fofero curiofi nelle loro offeruationi; e, come fi pu direragioneuolmente e
con uerit,timafero cioccamente,che tutte le coe notrefoero aggirate dal mo=
uimento dicotalitelle) una grande,e non fallace contezza er utilit. Nel quin=
trgiorno le acqueprodufero i peci, e gli uccelli dianime uiuenti: e quelli nuota=
no; on loro diletto per entro le acque:equeti per l'aere uolano,e stando in quello
folleuati, pare chea un certo modo uicaminino. Nel, feto giorno comand alla
terra, che producee i quadrupedi, e le fiere, e quegli altri animali d'anime ui=
uenti, che caminano con tutto il corpo: e cofi tuttele cofe al diuino comandamen=
to fi dimotrarono. Dice la crittura, che fu impoto alla terra, che producee

l'anima uiuente, accioche con queto facee manifeta la differenza, che da quel
la all'anima dell'huomo. Percioche l'anima de gli altri animaliper comandamento

di D 1 o fu creata di terra: onde ragioneuolmente e hauuta terrena e mortale: di=


cendo anco altroue la crittura. L'anima di ogni Giumento effer fangue; e per
corruttibile. Ma l'anima ueramente dell'huomo non fu fatta di terra, ma la fi=
Creatione r D 1 o in Adamo. La onde ella diuina er immortale. Ilfesto giorno hebbe ans
dell'huomo.
co l'huomoformato dalle mani d'1 d d Io. Percioche hauendo l'ottimo D 1 o creato

tutte le coe, e fatto ilmondo con ordine, e con ragione; onde da Grecie detto
Cofino; er hauendo quai per ricetto del Refabricato un Real palagio : produe
finalmente l'huomo, come Re delle coe terrene, ma che hauefje il uo gouerno di
fopra: e non comand, che foe creato; ma formollo con le fue mani, come

fua propria fattura; nonfimile agli animali, ma diuero e enza P


COC/06

D I G I O V A N N I Z ON AR A .

cioche tutte le altre coe furono prodotte in uirt della fola ua parola: maqueto
folo fece degno I d d 1 o dell'opera delle fue mani.Perciochetogliendo Iddio la pol=
uere della terra (come dice il libro delle origini)form l'huomo; epir in lui la=
nima uiuente; per laquale fi dice anco l'huomo efferfatto afimilitudine di D i o:
percioche rilucono nell'anima dell'huomole imagini di alcune coe, lequalifi con=
tengono ueramente nella natura Diuina, ma in lui stanno non per natura, mu per ? ...

gratia. Effendo, che Dio una inuiibilnatura, er immortale, e di qu incom-

----

prenfibile er eterna. Quete medeime propriet ono nell'anima pergratia, non "*"*"
per natura . Percioche la natura di effa non comprenibile, o uiibile, er oltre a ?
ci non ottopota allamorte: er etiandio altre parti, con lequali e dicritta la
natura Diuina, per gratia nell'anima fi ueggono. Oranom i d d 1 o l'huomo,
cheform, Adamo; perche (econdo Giueppe) Adamonella lingua Hebrea fuo=**

na Roo, per effereegli statoformato di terra Roja: che dital colore elapura e ::.s. a
fchietta terra. Cofi hauendo Iddio nelfetogiorno fornito difabricare il mondo, prima rhuo

nelettimo firipos. E per quetacagione perlegge degli Hebreiilettimo gior- :"


no, chepercio addimandano Sabbato(perche Sabbato, nella lor lingua ilmedefi :::*

mo, che ripofo) e da loro offeruato e celebrato. Poe I'd d 1 o l'huomonel Paradio da luifatto. Quiuifu l'arboro della uita, e l'arboro della cognitione: o,co=
me dice Giueppe, della fapienza: e gl'impoe, che mangiaffe ditutti gli altri frut
ti,eccetto di quelli dell'arboro della cognitione:e',oue queto comandamento rom=

pee, lo auis, che per pena ne haurebbe la morte. E bagnato il Paradio da :


un fiume, che d'indi ucendo fi diuide in quattro . Il primo detto Fifone, che
fignifica moltitudine : Grecilo chiamano Gange, e corre per l'India, cingendo
tutta la terra di Euilat. L'altro ha nome Geone, che uuoldir molto: e da Greci

detto Nilo. e queto quello, che circonda tuttala Ethiopia. Il terzo nomi
to Tigre, cio Suono. Il quarto Eufrate: cio inpeto, o mouimento: e que=
fti due mettono nel mar Roo. Poe D1 o tuttigli animali inanzi ad Admo,

accioche eglia ciacuno imponeffeil uo proprio nome. Dipoiform la Donna, to=


gliendo una cofia da Adamo, mentre, che fi dormiua: e glie la men innanzi:
cr ei conobbe, leieffere stata fattadi lui: e la nom femina. Percioche Eua dpw
preo
gli Hebrei beata
uale,uita,
quantofemina:
cui nome
ella hebbe.
Ambedue
pas :
Euaingna.
radio menauano
ignudi conilichietta
emplicit,
e enza
fraude.nelQue=
Ser

fia fuloro inuidiata dal Serpente, o piutoto Dragone, ilquale inteo per il Ser
pente. La onde and il Serpente alla femina: e la confort ad affaggiare il frutto
dell'arboro della fapienza. Ella obed:e piacendole al guto, indue ancora il

marito guftar di quelfrutto: Et alhora ubito conocendo di effereignudiffe

cero alcuni cinti di foglie difico: e cofi Adamo ela Donnai nacoero dallafc
cia del Signore. Ilquale dimandando dici la cagione, Adamofifcus conte:

PR I M A : PA RTE

1 o

D E L L E H I S T O R IE

reignudo, e rec la colpa alla Donna: e quetafi dolfe, che era stata ingannata
dal Serpente. D 1 o maladicendo prima il Serpente, hauendol priuato de piedi e
della uoce, e comandatogli, che andaje ferpendo e uolteggiandofi per la terra,

gli dichiar, che emprearebbe nimico a coloro, ch'eo haueua ingannato: eucl=
Gaffigo da

tofi all, Donna, lafece oggetta almarito, e comand che perpen empre ha

:a: uefje apartorir con dolori. E dipoi all'huomo diede cofi fatto gatigo, ch'ei do= }
:: uefferitornar nella terra, di donde effo eranato, che infudore mangiaffe il uo
pane, e la terra fine e triboli gli produceffe. Gli dicacci adunque dal Paradifo,

Cat0

uestiti di pelli di animali: per lequali fi pu perauentura intendere una carnepiu;


groa, caduca, e mortale. Di qui hebbe innoi principio la uitafaticoa e piena
di dolori, e la inclinatione al male. Oratoto riceuettero esti figliuoli: di cui il

primiero fu detto Cain (ilche fignifica acquito) perche haueuano acquitato un


huomo: e l'ultimo Abel (laqual parola dinota pianto; percioche per cagion di
lui doueuano piangere) hebbe nome. Era Abel gouernator di pecore, e tudioo .
di uirt: e Cain attendeua a lauori della terra, er era cattiuiimo huomo.

Auenne,che offerendo esti le primitie delle lorofatiche a D1 o, Abel offerfeder


piu eletti primogeniti del uo gregge: e Cain enza celta de frutti della terra: er

canneside accettand P' i doni di bel, erifiutando la oblation di Cain: egli non potendo
in ucg10e

Abel.

fofferir di uederfi il fratello antepoto,l'uccie: onde da I d d I o maladetto, fu cona


dannato alla trijtezza ev alla paura: ecacciato dalla ua faccia, and ad habitar

nella terra di Naid; e quiuigener figliuoli. Trou cotui le miure er i pefi, e


primo con i termini diuie i campi, effendo maetro delle celeraggini: credific
una citt, chiamandola dal nome di Enojo uo primogenito. Di Enoffofu figli=
uolo Gaidad, ilquale gener Maleleel. Malelcel Matualem: di cui effendo nato

figliuoli. De quali Gioabelfi die=


:::" Lamech, di due fue mogli riceu fettantafette
di pacer le pecore, Giubalfu inuentore del

de agouernare Armenti, e fi dilett


la Mufica, efece la cetera, elfalterio. Thobel nato di selafu fabbro, efee
ilfuo tempo inlauori diferro, e dirame. Ad Adamo dopo la morte di Cain, di
et di dugento trenta anni nacque un'altro figliuolo: ilquale nom Setho: emo
ri Adamo dianni d c c c c e x x x. Setho di anni dugento e cinque gener Enofa
fo . cotui fu il primo, che ardiffe d'inuocare il nome del Signor D i o,
selho quele e di chiamare i d d I o Signore. Setho hauendo fornito d c c c c e x 11. anni,

cofe .

"*" uc diuita, laciando figliuoli e figliuole. Seguit eglila uirt; e laci a fuoi
decendenti ilmedefimo studio; i quali la dottrina delle coe celeti da lui trouata,

fcrijero opra due colonne: l'una di marmo, e l'altra di pietre cotte: perche Ada
mo haueua predetto, che tutte le coe farebbono d ftrutte per fuoco cr acqua.

A Enojo nacque cainan, er altri figliuoli, e figliuole. E uie anni d c c c c v.


A Cainan nacquero Melcleel, c altrifigliuoli ; e uije cento anni. Di Meleleel
fu figliuolo

DI GIov A N N I ZO N A R A ,

1 1

fu figliuolo Giared, or altri: mor di ottocento nouantacinque anni. Giared p4=


dre di Henoch, o oltre a lui di altri, mor, e/]endo uito o c c c c . x. =
ni . Di Henoch fu figliuolo Mathuala, er altri: e mor l'anno di ua et
D c c c c lx i x. A Lamech nacque No: e Lamech uenne a morte,hauendofor
nito fettecento cinquanta tre anni. A No nacquero tre figliuoli, Semo, Camo,
Iafeto. Ora i figliuoli di D i o, ueggendo le figliuole degli huomini, le prefero

per mogli. Chiama lastrittura figliuoli di D i o i dicendenti di Sethoper lojtu= ,


dio, che eglino hebbero della urt: nella guia, che ella chiama anco figliuoli del ,,

l'altisimo i uirtuoi. E chiama figliuole de gli huomini quelle, che nacquero de Quali dalla

dicendentidicain. scriue Giueppe, che gli Angioli preero per moglile figli- ::::::
uole degli huomini, cofi effendo chiamati (come io stimo) perche procacciauano :" "
di piacere a D i o, affaticandofi d'imtar la uita loro. Effendo creciuti gli huo= " "
mini, fi ruolero alla maluagit, e generarono figliuoli ingurioi, e per confi=
danza delle loroforze tenerari: da quali effendo offefo I d d I o, leu loro an=
co la lunghezza della uita, ritringendola in cento uentun'anno. Fu No molto
grato apprejo D 1 o. La onde hauendo I od 1 o mandato il diluuio dell'acque

fopra laterra, per tutta la generatione humana: e folamente No fu conferuato


per prouidenza Diuina in un'Arca di Legno, laquale ei fece di quattro lati: No fece

lunga trecento cubiti, larga cinquantu, er alta trenta. In queta entr egli co'"
figliuoli, elamadre, e le loro mogli: hauendoui poto dentro diuerfi cibi, er
animali di qualunque forte per coneruar la fetie loro: due di mondi , e fets da Adams
te
No al
annouerato
il decimo
dopo cataratte
Adamo ;deicielo,
effendo corfi
paia
: c cd'immondi
x + 11 anni. infino
Diluuio. ora
aprendofile
per :."
" 14,
ipatio di quaranta giorni, e di altretante notti, crecendo l'acqua, auanz di
quindici cubiti la cima de piu alti Monti. E ceffando la pioggia, e dopo cen=

to cinquanta giorni menomandoi l'acqua, l'Arca fi ferm il fettimo Mee opra


certo Monte dell'Armenia. Onde Noi per una finetra mie fuori il coruo, ilquas
e non ritorn. E dopo alcuni giorni mie la Colomba,er efja ui feceritorno. La
onde ei conobbe, che l'acqua ritornando nelfuo letto, fi era fcoperta la terra. Il
perche No e la moglie fua, er i figliuoli inieme con leloro mogli, ucirono del=
l'Arca, e parimente gli animali, chefeco in quella ui erano stati; e fecero acrifi=
cio a D 1 o. Scriue Giueppe, quel luogo nomarfi da gli Armeni Vfcita ; e che
fi dimotrano quiuile reliquie dell'Arca; e che del Diluuio e dell'Arca ne fanno scrittori Bar
:

mentione molti frittori di Barbara Hitoria: come Beroo caldeo, e Giralmo:


Egittio : ilquale frije l'antichit de Fenici: e Mnaea di Damaco. Diffe Dio, deirarea.
che non manderebbe piu cotale calamit al mondo: e comand, che gli huomi=

ni fi paceero degli animali (ma per uiet, che fi mangiae carne colfangue)
enoii uccideero uerun huomo. Il egno, ch'egli diede, che la terranon doueffe
|

12

PRIM A PA RT E

D E L L H IS TOR I E

piu effer ditrutta per innondation delle acque, come fece nel Diluuio, fu l'ara
co nella nube, intendendo per l'Arco Iride . No dopo il Diluuio uije trecen=

** to cinquanta anni: e mor di anni d c c c c L. Di quella cofi lunga uita, che


** alhora gli huomini haueuano, Giueppe cos dice. Niuno, ueggendo il piccol nu

rat. : nero deglianni, che boggidifiuiue, reputimenzogna ci che de gli antichi fi


ann:s criue. Percioche effendo eglino cari a D i o, e da effo D 1 o nati, emangiando

:::" anco cibipiu attialla conferuatione elunghezza del uiuere; non fu maramiglia,
, , che tantofpatio di tempo uiueffero. Fu un'altra cagione della lunghezza della uia
, , ta loro l'utilit, che doueua trrne il mondo dalle coe daei trouate: come l'A
, , strologia, e la Geometria. Delle quali da imedefimi non fi poteua prender certa
,, cognitione, ne inegnarfi altrui; fe non hauefjero uiuuto d c anni, che lo patio
, , del tempo, nel qual fornie ilgrande anno il fuo coro. Quetefono le fue parole.
o R A Semo, Camo, e lafeto, figliuoli di No, hauendo ridotta la loro

se avt. habitatione da montinella pianura, No haueuendo piantata la vigna,e heuu=


Bria:." to il uino,fiubbriacc, e rimaeignudo. Camo cofi nudo ueggendolo, ci rac
cont, come prendendofenegruoco, a fratelli: er esti recandofi la fua uestafopra il
doffo, fi apprearono al Padre caminando all'indietro, er in talguia riguardan

do altroue, lo ricoprirono. Onde No rihauutofi dalla ubbriaccaggine, benedi


i due figliuoli, e maladi Camo. Ilterreno, nel quale habitarono i figliuoli di No,
Senar e chiamato. Effendo a ciacun di loro nati di molti figliuoli, e fattofene
Nemrod famiglie, furono in gran numero i loro difendenti. Nemrodo nepote di Camo, il

: qualefu il primo Gigante, chef uedee nel mondo, huomo audace, er a cui di
forza non era alcuno, che foffe uguale, fignoreggiaua da tiranno: er ordin,
che di pietre cotte fi facee da coloro, fopra a quali haueua dominio, una Torre.
Ma i d d 1 o feceriuciruano il penfier loro, ponendoffa quelli diuerit di lin

guaggi, inguia, che tra loro non s'intendeuano. Quelterreno fu detto Babilo=
ne per la confufion delle fauelle. Percioche Babel prefogli Hebrei dinota confus
fone. Per queta confuione talmente cotoro per il modo fi dierfero, che tutte
::: le terre e l'Iolene furono piene. Da queti dicendenti di No cofi difperfi heb=
be origine la diuerit de cognomi delle nationi. IafetogenerJette figliuoli; iqua
**"

li dal Monte Tauro e dall'Amano in Afiafi eftefero infino al fiume Tanai: ein
Europa infino alle Gadi, e daloro prefero i cognomi quelle genti. Percioche da

Gomerfur detti i Gomari, iquali hora fi chiamano Galati. Magog laci a uoi
dicendenti il nome di Magogi: horafi dicono Scithi. Da Iouan riceuettero il co=

gnomegli Ionie tutti i Greci, Da Madai hora fono chiamati i Madei. Thobelo
dal fuo nome cognomin i Thobeli; iquali horajono addimandati Iberi. Mooc

fuorigine de Mocheni, iqual, hoggidifono que di Cappadocia. Thira nomo da


je stejo i Tiri;iquali dipo mutando il nome fichiamarono Thraci.

i Iafeto

D I G I O V ANN I ZO NA R A

13

di Iafeto hebberoprincipio quefi dicendenti gli Afanai, detti Regeni, deriua

Diuerfe elt

rono di Acanao. I Rifatei (cofi gi fi addinandauano i Pafflagoni) credefi, t fabrigate


chebbero origine da Rifato. I Thorgamei adducono per loro capo Thorgama, e da diuerst.

dipoicangando nome, furono detti Frigi. Elianfu il principio degli Aliei,che


fonogli Eolefi: e Tharfeo de Tharfefi: checofi gi fi chiamauano i cilici. onde
la loro principal Citt detta Tharo. Alcuni dicono,che effendo Pereo andato in
cilicia, e cadutogli in animo di uoler fabricare una Citt, mentre dimotr a
maetri illuogo, oue diegnau, che la citt fi doueffe fabricare, percoe con la

pianta delpiede la terra; e da quello effetto fu quella Citt chiamata Thuro: per
cioche Tharo in lingua Greca fignifica pianta. Chetim Coltiu l'Iola dichetima:

e queta cipro; cofi detta da Greci da Cipride, cio venere, ch'era da loro tenu
ta Dea. Ifigliuoli di Camopoffedettero la Soria, e il Monte Libano, e l'Ama
no; e tutto quello,che di quel paeeriguarda ilmare,occuparono infino all'Oceano.

Da chuo nacquero i Chufei: cio gli Ethiopi. Mestem i Mefreori (cofi ono detti
gli Egittij)e la terra di Egitto Mefrem produe.Fut habit Libia;e gli habitatori
di quel paee chiam Fuli; et effo paee Futa, Dipoi il nomefumutato in Libia da
Libo figliuolo di Mefrem.chanaam habit la Chananea,dipoichiamata Giudea,po

nendole dafe il nome: e que popolifur detti Chananei. Ifigliuoli di Mefrem tens
nero laterra, che da Gaza infino allo Egitto. E uero, che parte dilei fu chia
mata Filitim, laquale da Greci fu detta Paletina. Sidonio, primogenito di
chanaam, una citt da lui edificatain Fenicia, chiam Sidone. Amathe edific la

citt Anatha, laqual fu habitata da Macedoni: il nome della qual citt Tolo=
meo, cognominato Epifane, mut in Epifania. A Semo, figliuolo di No, ncs

quero cinque figliuoli , iqualidal cominciamento dell'Eufrate habitarono in Afia,


infino all'Oceano dell'India. Elam laci gli Elimeiprogenitori de Perfi. Aurfa
bric la citt detta Nino. Arfafad diede l'origine a Caldei. Aramquegli, che di
poifur detti Siri, daje chiam Aramei. Lud diede il nome a Ludi, che poifuro
no detti Lidi . Efjendo di Aram tre figliuoli, l'uno fabric Traconitide e Das

maco; laquale posta fra Paletinae Celefiria:laltro l'Armenia, l'altro Battria


na. Di Arfaad fu figliuolo Cainan, di Cainan Sala. Cotuifu Padre diEber.
Ebergener Falec, cofi detto per la diuifion della terra. Percioche diuidendofi al
lhora gli huomini, fu diuia anco la terra: egli Hebrei chiamano la diuifione Fas
lec ; laqualgente hebbe il nome da Heberfuo primogenito. Di Falec fu figliuolo
Ragab; e Ragab fu padre di Seruc. Cotui gener Nacor: NacorThara, Tha=
ra Abraham. Fu queto Abraham capo e fondator della gente Hebrea e gran Pa= Abrahan,
triarca della fuanatione. Era ditirpe Caldeo, decimo da No, effendo trafcorfi
dugento nouanta due anni dal Diluuio,mandato da D 1 o foura tutta la terra. Co=

tui nato da cattiui progenitori, primo conobbe un olo D1 o Creatore dituttele

1 4-

PRI MA

PA R TE

D E L L E H lS TOR IE

coe; a cui olo diceua, chefi douea renderebonore. La onde effendo per queti
nata contefa tra lui e tra Caldei, fi part da loro, mouendolo acio I d d i o, di
cui haueua hauuto cognitione: cr and in Cananea, la quale effendo aggrauata
dallafame, fi riduje in Egitto: e quiui ammirato per il fuofapere, inegn l'A=

itti 48 Airologia a gli ;jittigE iquali alhora non haueuano ueruna contez
::::deli: za di cos fatte arti : lequali dicei, che da Caldei furono apportate in Egitto, e

:::" di Egitto uennero in Grecia.

o k Agli Airiafjalendo i Sodomiti,preo a iquali Lotfigliuolo d'un fratello


di Abraham,e fratello di Sara habitaua; e di loro amazzatone parecchi,e gli altri
fatti prigioni, fra quelli fu anco preo Lot. Ilche hauendo intefo Abraham,and
ctra gli Airi con trecto diciottoferui, et tre uoi amici,e liber Lot e i Sodomi
ti. Ritornando egli dalla perecution de nimici fu riceuuto dal Re di Solima,det

to Melchiedech,ilquale appo Grecifignifica giuto Rete a que'tpi era detta Soli


ma la citt di Gerufalme; in modo queta citt antica,etauanza ogni uecchiaia.
H A v E N D o I od 1 o approuata la uirt di Abraham,gli promife ilguidera
done. E ripondendo Abraham, cheniun beneficio gli poteua effergrato, non has
uendo herede (percioche egli non haueua riceuuto alcun figliuolo legittimo, effen
do Sara sterile ) D 1 o gli promie di dargli ancora un figliuolo, da cui doueua
fuccedere un gran popolo, ilquale di numero farebbe uguale aquello delle Stelle:
egli comand, che circoncidee a lui, co a tutti i machi, che egli huueua, le par=

ti uergognoe: accioche la ua stirpe non fi confondeffe con quella delle altre gen=
Itaa.

ti. La onde fi circoncifero. Effendo Abraham gia in et di cento anni,gli nac=


que di Sar un figliuolo, al quale per comandamento di D 1 o poe nome Iaac,
che fignifica rifo: ouero, perche Sara, hauendo intefa la riuelation del partorire,

fenerife: percioche, effendo ella uecchiima (che partor Iaac di nouanta anni)
malageuolmente poteua effere indotta a porger fede alla promefja ne haueua fes

e ranza di figliuoli: ouero, perche il fanciullo dee a uoi genitori occaion diri=

fo, cio,di giocondit evallegrezza. Ilmato bambino fu circoncio l'ottauo giora


"i":" no, che eranato; ilquale cotume fu poi offeruato da Giudei. Magli Arabi fo
gliono circoncidere i lor figliuoli di tredici anni ; che findel, da cui hauetano
hauuto origine, fu circoncifo di quella et . Percioche nel tempo, che D1 o
impoe ad Abraham, che facee la circonciione, egli era di tredici anni: e il no=
me d'Imaele altro non fignifica,che chiamato da D 1 o, hauendo I d d 1 o efau
dito il uoto di Abraham con dargli quel figliuolo, che da lui fugenerato d'una
ancella, con cui Sara content, ch'ei fi giacefje: percioche non potendo ella para
torire, chiee al marito, ch'egli ufaffe con una ferua di caa dinatione Egittia, il
cui nome era Agar: di cui efjendo nato Imaele, lo pree per figliuolo. Ma dipoi,

che nacque Iaac, per la concorrenza, mand in efilio Agar col figliuolo.
Es5ENDo

D I GIOV A N N I Z O N A R.A.

1 5

E s s E N D o Iaac fanciullo;ouero,come dice Giueppe Hebreo,effendo perues


nuto in et di huomo (perci egli criue,chelmedefino era di quindici anni)uolle Iddio com
I od 1 o far proua della obedienza di Abraham; e gli comand, che Jacrificaff da che Itaag
acrie
il figliuolo; e cofi opra a certo monte face|Jeolocauio del uo unico cr amato uenga
ficato.

figliuolo. Non ricus Abraham: ma preo il figliuolo, emenatolo nel monte

affegnatogli da Dio, gli fece manifeta la diuina uolont: elo preg, che poi,
che cofi haueua comandato Idd i o, conforte animo quel acrificio foteneffe.
Lobed egli: e uolentieri fi offerfe alla uittima: parendogli, che non foe con=
ueneuole il non obedire alla uolont di D 1 o e del padre. Cofi criue Giuep=
pe. Fu dipoi comandato ad Abraham, che perdonae al figliuolo; e trou iui

preo un montone poto, perche di lui il facrificio fifacee. Dopo quetofi mo=
risara, effendo ella in et di cento uentifette anni. Et Abraham pree un'altra
moglie, detta Chetura: della quale a lui nacquero fei figliuoli. Ad Iaac, che
haueua d'intorno a quaranta anni, diede per moglie in Meopotamia Rebecca fi=
gliuola di Bathuel, figliuolo di Nacor,fratello del detto Abraham. Dipoi uenne
amorte, effendo uiuuto cento fettanta cinque anni. Iaac fofata Rebecca, heb=
be di lei due gemelli: deiquali colui, che nacque prima, perche era in tutte le par

ttpiloo, fu chiamato Ea. Il minore, perche tenne con lemanilapianta del Efad.
piede del fratello, che prima era ucito del uentre della madre,fu detto Giacob, Giacob.
che fuona Suppiantatore.
O ka effendo Iaac pieno di uecchiaia,e diuenuto cieco,chiam Eau(percioche

queto per effer nato inanzi,era antepoto all'altro fratello) e gli commie, che
andaffe alla caccia, e prendee alcuna coa, di che egli hauefje a cenare,accioche
(eigli diffe) inanziallamorte mia io ti dia la mia benedittione. onde Ea fene
Inganno di
and alla caccia. In tanto Rebecca scome quella, che piu Giacob amaua; fattolofi Rebecca.
uenire inanzi, gli diffe quello, chelpadre haueua ad Ea impoto: er appreo
gli comand, che del gregge prendee due teneri capretti, egliportaffe per fr=
ne uiuanda aluecchio padre, apendo ella, che cofi fatta carne gli piaceua molto,
affine che effo dopo lo hauerne mangiato lo benedije. Obedi Giacob al comanda.

mento della madre: er effendo appretato il cibo, la madre inuole intorno alle
braccia del figliuolo le pellide capretti; egli commie, che effo porgefje la cena
alpadre. Iaac conociuto Giacob al fuono della fauella, gl'impoe, chea lui fi
accofiaffe: indipree le fue mani. Ma, perche D i o haueua giudicato Ea in

degno della benedittione,stim Iaac,che Giacob foe il uo primogenito figliuo


lo (ingannato perauentura dall'afrezza de peli) e preo il cibo, lo benedi. Tor

n Ea; e recata al padre la cena, chiefe, che lo benediffe. Conobbe egli albora
tinganno: ediffe, tuo fratello la ti ha tolta. Ilquale rammaricandofi, e pure in

tando, cheiglidee la benettione,con dire ch'egli non uene haueua una fola da

*.

16

PR I MA PARTE D E L L H : " T ORI E

poter dare, fac moo da i preghi,deliber dibenedirlo: ma,perche al fanto piri

to, che in lui rifonaua, ci non piaceua, effendo Ea indegno di quella felicit,
riuolgeua la uoce di Iaac in icambio di benedittione in maladittione.
PE R queta cagione Efi diuenne nimico del fratello:onde egli hauendo di lui

fauento, per configlio dellamadre partendofi, and in Meopotamia. Nel cami


sal, esa, mogli apparue in fogno quella mirabile uiione della Scala: della quale una parte
sa
in ogno s'appoggiaua al cielo, e l'altra fu la terra; e fu diuinamente introdotto nella co
da Giacob.
gnition delle coe, che haueuano a uenire. Il luogo, oue egli hebbe cotal uiione,
fu detto Bethel, che in lingua Greca fuona, habitation diuina. Effendo andato
-

a Carra, fi ripar in caa di Laban, fratello della madre di Rebecca: dal quale ri
Gheob ter ceuuto uolentieri, fu meo alla cura del gregge. Haueua Laban due figliuole:
:::*
diei anni a la maggior dellequali haueua nome Lia, e la minor Rachel. Giacob fu preo del=
; l'amor della minore, la quale di bellezza la forella auanzaua: e la dimand per
12 lu2+ t1

::::::" moglie a Laban: ilquale promie, che glie la darebbe, oue ei uoleffea luiferuire
lofatio difette anni. Riceuette linnamoratogiouane la conditione: el fuocero fi
diede ad apparecchiar le nozze; ha uenuta la notte, conduffe a Giacob nella cd=

mera la forella maggiore di et. Ilquale aueggendofi la mattina dello inganno, fi


dolfe col fuocero della riceuuta ingiuria. Egli da capo gli promife, che feruendo
lo altri fetteanni,gli darebbe Rachel. E Giacob cotretto dall'amore, accett la
feconda uolta la medefimaconditione: e dopo che furono gli altri fette anni finiti
ottenne il maritaggio di Rachel. E gia Lia haueua di Giacob riceuuti figliuoli:
il primogenito fu detto Ruben, per effergli cioper diuina mifericordia conceduto.
Percioche le dijpiaceua, chel marito amae la forella: e peraua di douer effer
da lui piu prezzata, quando hauefje alcun figliuolo. Il fecondo chiam Simeo=
ne, perche I d d 1 o haueua eaudito i uoi uoti. Dopo cotui nacque Leui, che

fignifica confermation di congiungimento. A queto egu Giuda : ilqual nome


dinota riferimento digratie. Rachel, non hauendo figliuoli; e temendo, non per
queta cagione ella gli doueffe effer manco grata, preg il marito, che glacee con
la ua ferua: er egli le compiacque. E del congiungimento di Giacob con Balla
(che tale era il nome della ferua) nacque Dan: la qual uoce uale , quanto giudicio

diuino. Da capo ella partor Hefthalin, che uuole dire aftuto; effendo che colmes
zo di queta affutia fi era contrapota alla fecondit della forella.
Li a moffa dalla concorrenza, ella ancora diede Zelfa ua fante a Giacob:
laquale partor Gad, che dinota fortuito, e dopo lui partor un'altro figliuolo,
detto Afer, ilquale puoi interpretar propero, per cagione, che Lia per i mol

ti figliuolipoteua effere honorata, eriputata felice. Ora hauendo Ruben, fis


gliuolo di Lia, recato frutti di Mandragora, chiee Rachel, che efogliene fa=

ceffeparte, concedendo per queto, che Lia giacee colmarito la notte, che era
promea

---DI GIOVANN I zoN AR A.

17

promea a lei: del qual giacimento egliriceuette Iacar: il qualnome fignificana=


.to di mercede, er un'altro figliuolo, nomato Zebulone; cio pegno di beniuolen=
.za uero di fe, e di Dina ua figliuola. Nacque anco a Rachel Giueppe: e que=
fto fignifica uccedimento di coa duenire. In tal guia per il corfo di uenti anni
fu Giacob gouernatore delle pecore del fuocero. E uolendo dipartirfi, monglifu
permefjo. Onde egli infieme con lemogli, con le ancelle, e co figliuoli di nafco

to fi fugg, conducendone ecole facult fue, o il gregge hauuto in premio


delle fue core fatiche in pacolarlo. Rachel port anco feco gl'idoli del padre; Raehelper,
non
perche elligliadorae;
maper
poter ricorrere
aquelli,il fettimo
quando ilgiorno,
padre fe.
guitandolalaggiungeffe.
s. Et
hauendogli
Laban arriuati
fu ::::.
dre. P3
nel fogno do D1 o ammonito, che egli fi doueffe rappacificar con Giacob. Il
feguente giorno parlando l'uno all'altro', benche Giacob dimotraua, che egli non
gli haueua fatto alcuna ingiuria, Laban mondimeno l'incolpaua di hauergli ruba
bato gli Dij della patria: ilquale dicioniuna coa fapendo, gli concee, che ricer=
caffe. Onde egli fi mife a cio fare. Ma Rachel, la quale haueua pote quelle
imagini fu la fella del Camelo, che la conduceua, opra quelle fedendo, diceua di
effere offea dal fluffo del metruo, accioche elle non foffero trouate. Laban non
itimando, che la figliuola, mentre era annoiata da quel male, fi teneffe appreo
i fuoi Dij, enza cercarla altrimente, fi ritorn alla ua caa. Ma Giacob temen=
do ancora il fratello, mandandogli inanzi alcuni doni, gli fece intender, come
egli ritornaua. Soprauenuta la notte, gli parue di uenire alle mani con uno fi
rito, e di hauerne la uittoria: maauedutofi poi, quello effer l'Angelo di D i o,
lo preg, ch'egli doueffe dire quello, che di lui haueua ad effere. Rifofe l'Ange=
lo che la uittoria dell'Angelo di D i o era fegno di gran beni. E gl'impoe,

che fichiamae Irael. La qual uoce alcuniepongono una mente, che I d d 1 o


uede : e Giueppe dice, ch'ella fignifica uno, che habbia contefo con l'Angelo.

Giacob poe nomea quelluogo Famuel, cio faccia di D 1 o. E, perche nella

lotta, che effo hebbe con l'Angelo, fu offeo nelle parti, che ono dal didentro :::::::..
fotto al ginocchio, in modo, che ui fent dolore, rimanendofi da quel cibo, fi. ".
milmente tutti i fuoi dicendenti, come illecito, lo fchifarono.
E s a v fuo fratello gli uenne incontra, e datifitra loro e refifi i faluti, fi
dipartirono. Giacob peruenne a Sicima. Celebrauano alhora i Sicimiti la lor fe=
fia: onde Dina ua figliuola entr nella citt perueder la feta. La quale effen
do ueduta da Sichem, giouane figliuolo del Re, la pree, crus con effo lei. Il
Re, padre del giouane, preg Giacob, che a Sichem permoglie la concedeje. Il

che non hauendo ottenuto, Simeone Leui, che erano fratelli di Dina nati d'una
medefima madre, effendo i cittadini e gli altri, che erano al conuito diuenutieb=

bri, entrando di notte nella citt, tagliarono a pezzi tuttii machi infieme col
Hist. di Gio, Zonara,

1-6

P R IM A PART E D E L L'H I S T d R I E

Re & il figliuolo. Cofi criue Giueppe. Ma illibro delle origini e in ci piu


approuato. Dice queto, che dimandando Emor, padre di Sichem, Dina per
Cireoneifio
Le

moglie al figliuolo, Simeone Leuiglie la promistro con questa conditione, che


tutti i machi della citt fi circoncideffero. La qual condition dal Re riceuuta,
tutti fi circonciero: e il terzogiorno effendo eglino tormentati dal dolor della cir

conciione; furono da quelliuccii, enza che Giacob ne haueffe contezza. Il qua


le dolendoi di queto fatto, gli comand i od i o, che steffelieto. Di qu an
dando Giacob in Bethelem,oue hebbe la uiione nel fogno, fece Jacrificio a D1 o
e feguitando il camino, effendo Rachel morta di parto, la fepelli in Efrate; no
ataumia. mando il fanciullo per il dolor, c'hebbe nel partorirlo la madre, Beniamin.Dipoi
effendo andato in Chebrone, quiui trou il padre Iaac ancora uiuo: ma Rebecca

eragia morta. Ne molto dipoimori etiandio Iaac ; er infieme con la moglie fu


E s A y fignoreggiaua Idumea,hauendo da e chiamata quella regione;percio.

fepelito nella epoltura delpadre, effendo uiuutopiu di cento ottanta cinque anni.
Efad.

che il fuo nome era Edon: erauenne che tornato un giorno dalla caccia pien difa
me,chiedendo al fratello, che gli defje certa lente, che egli perfe medefimo haueua
cotta, effendo aftretto pergiuramento, gli concee la ragione, che a lui fettaua
per effer nato auanti. E perqueto effetto fu cognominato Edone dal color della
lente: che Edone preo gli Hebrei tal colore dinota.
G 1 Ac os amaua Giueppe piu, che gli altri uoi figliuoli, non meno per la
-

Giueppe.

bellezza del fuo afetto, che per la detrezza dell'ingegno. Onde e l'amor del

padre, e i fogni, ch'egli fece, furcagione di mouer uero di lui adinuidia i faoi
fratelli. I fogni furono tali.
sogni digiu Lvn o , che nel tempo, che fi mietono lebiade, gli parue di effere andato a
mietere infieme con i fratelli; e legando e formando i faci di fumento, che i
r
fuoi steffero fermi, e quei de fratelli correfero ad adorare i fuoi. L'altro fos
gno fu, chegli pareua di effereadorato dal Sole, e dalla Luna,e dalle altre stelle.
|

Raccontando egli queti fogni al padre, trouandofianco preenti i fatelli, bra


maua d'intendere da lui quello, che esti fignificaero. Il padre gli rifofe, che
eglino dimotrauano la fia felicit; e che uerrebbe tempo, ch'egli farebbe honoa
rato er adorato da parenti e da fratelli. Queta epoitione turb fieramente
l'animo de fratelli, e cominciarono con occhio torto arguardarlo. Iuia pochi
giorni Giacob mand Giueppe a uifitare i figliuoli, che pacolauano il gregge
ne terreni di sicima. Ilquale da loro ueduto, deliberarono di ucciderlo. Ma

Ruben gli ammoniua, che non uoleerobruttarfi le mani nel fangue del fratello ;
ma gettandolo dentro unuicin pozzo,nellaciaffero quiui morire: che co il pec
cato farebbe minore. Lodando tutti il configlio di Ruben, calarono il fanciullo

nel pozzo. Main queto ueggendo Giuda alcuni mercatanti di Arabia, confor
t i

ID I G I O V A N I Z O N A R A .

19

t i fratellia uenderlo a cotoro. Ei acconentirono; euendettero il garzone,


che era di decifette anni, per uentimine. Ruben and la notte alpozzo per trar

ne fuori Giueppe, e conferuarlo nacolamente da i fratelli: e non lo trouando,


piangendo firammaric co fratelli: ma inteo da loro il fatto, fi rimae cheto.
Eglino imbrattando la ueta del garzone del fangue di un capro, andarono alpa
dre, e differgli, che non haueuano ueduto Giueppe, ne fapeuano la qualit della

fua morte: ma che folo haueuano trouata la ueta fanguinoaer itracciata. Gia=
cob uefiendofi di drappo uile, fi mife a piangere Giueppe. Ora fuil gioud
netto comperato da mercatanti da Petefe Egittiano, capo de cuochi di Faraone,
e lo tratt honoratamente. Auenne che la moglie del fuo padrone effendofi per ... .

la bellezza eperil gentile ingegno di Giueppe inuaghita di lui, hauendoglidi :::::::


fouerto il fuo amore, e pregatolo, che egli uoleffe al fuo diiderio acconentire, ":.
ne hebbe repula: ne per quella effendo meno dal uo libidinoo ardore fointa, :, :s

perduta la peranza d'indurlo alle fue uoglie, deliber di ufar la forza: mail "*""
giouane laciando la uefa, fugg uia. Di che ella turbata esdegnofa oltre modo
rimanendo, tornato, che fu il marito, incolp Giueppe, che l'hauefje uoluta
sforzare: e per tetimonio delle fue parole, gli dimostr la uetalaciata. Petefe
fece porre Giueppe in prigione, oue fi trouduano molti maluagi, er oue anco
uera stato poto per cagione di certo sdegno il coppiere di Faraone, el maetro
de pijtori: iquali hauendo fatta feco amit, gli raccontauano i lor fogni, pre
gandolo,che loro gli dichiaraffe. Al coppiere era paruto di uedere una uite; da
cui naceuano tre tralci, da quali pendeuano di grandi e mature uue: le quali
fremeua in una coppa, e la porgeua a Faraone, che benignamente la riceuena.
Giueppe diffe, che queto fogno fignificaua bene: perche fratre giorni egli fa

rebbe ritornato nel fuo ufficio:epregaualo, che nella ua felicit fi uoleffe ri


cordar di lui. Al maetrode pitoriera fimilmente paruto di portar tre canitri

fopra la teta: due pieni dipani, el terzo carico di diuerfi cibi; iqualierano r
bati dagli uccelli, cheuolauano. Diffe Giueppe etiandio a cotui, che i tre ca giurpre
nitridinotauanotre giorni; e che il terzogiorno, effendo egli appiccato; aira. ::
paci augelli darebbe cibi delle fue carni. Auenne all'uno er all'altro quello, che "

haueua predetto Giueppe. Dopo quetomand I d d 1 o due fogni a Faraone


infieme con l'efofition loro. Ma egli ben fi ricord de fogni, ma non delle
epoitioni. la onde fece raunare i Sauidell'Egitto; e raccontando loro i fogni;
dimand quello, ch'e' fignificaero. Ma et non apendo dichiararli,fisdegn
con effo loro. AlhorailCoppiere, benche gia fi foe fcordato, gli torn final=
mente in memoria Giueppe; e dilui diede informatione al Re : ilquale ubitolo
fece condurre inanzi alla ua preenza, egli diffe; Giouane farai contento di
dichiararmi la fignification de miei fogni,
'.'
|

.0

PRIM A PARTE DEL L'H Is T o RIE

, H o ueduto ucir d'un fiume fettegraffe uacche, e ridurfi in una palude: alle
qualiuennero incontra altre fette ecche e macilenti di fame: e mangiando quelle
, fette graffe, rimafero per elle magre, come prima erano. Appreo uidi d'un
, fol gambo nacer fette fiche, lequali per il peo de grani fi piegauano interra:
, e appreo quefie mi pareua di uedere altretante ficche ecche e brutte, lequali
parimente quelle belle e fertili conumauano. Rifoje Giueppe: Re i fogni ana
, cora che due fiano, fi hanno esti un medefino fignificato. Percioche l'effere le
uacche (animali che fi fogliono adoperar nel lauoro della terra) duorate dalle
peggiori; e le fiorite ficche confumate dalle fecche, dinota, che faranno tans
ti anni di fame nel tuo Regno, effendo che l'abondantisfima fertilit di altretanti
anni fia confumata da i feguenti. Ma, fe tu prouederai, che dell'abondanza delle
rendite de primi fia ferbata una conueneuole quantit per i fecondi, leueraia
gli Egittijil diagio e la calamit, che dinotano queti fogni.
M A R a v 1 g l 1A ndos i Faraone della fapienza di Giueppe, fi per la dia
chiaration del fogno, come per il configlio a lui dato: Tu (diffe) poi che fei indoa

sogno di Fa
faon .

uino e configliere di queto, farai anco minitro deltuo configlio. E lo fece fuo
Luogotenente, concedendo a lui tutta la fua autorit, e dandogli l'annello del
fuo foggello, la ueta regia, e la fua carretta. Auenne queto a Giueppe, effena
do egli in et di trenta anni; e da Faraone era chlauato Thotofanico: cio intera
prete di coe occulte: e gli diede per moglie una figliuola del Pontefice Heliopolia
Afenetha'

moglie di

tano, chiamata Afenetha: della quale, prima che uenie la caretia, riceu fis

Faraone.

gliuoli ; il cui maggiore chiam Manaffe dalla dimenticanza, perche fiera dimen
ticato delle fue difauenture: el minore Effrain dalla retitutione, effendogli la lis

bert de Juoi maggiori retituita.

F R A tanto uenne il tempo del diagio: ne folamente l'Egitto fu affalto dalla


fame, ma anco ilpaee, oue Giacob dimoraua. Onde eglimand i fuoi figliuoli
nell'Egitto a comperar frumento, tenendo feco folamente Beniamin, come il mis
more di et ditutti. Andarono cotoro a trouar Giueppe: ilquale femka effer da

lor conociuto, conobbe i fratelli; ediffeloro, che esti erano pioni. Esfiglires
fero conto del paee, del quale erano uenuti, dicendo, che erano tutti figliuoli
d'un padre, e che haueuano un'altro fratello, il quale era rimafio col padre, Ri
fofe Giueppe, che alhora crederebbe , cheeigli hauefjero detto il uero, quan
do il piu picciolo fratello a lui menaffero. E fece dar loro frumento; e mettere
ne ficchi di ciacuno nacoamente l'argento: e tenne Simeon per oftaggio, chel
fratello condurrebbono. Ritornarono i figliuoli a Giacob, recando il frumento,

e raccontando quello, che era loro auenuto. Egli dolendofi, che Simeon foffe co
l ritenuto, diffe, che non uoleua, che Beniamin fi conducee in Egitto. Ma
conumato il frumento, non effendo lor lecito di tornarui con altra

DI

G I O V A N N I Z O N A R.A .

"

21'

che menandoui Beniamin, il padre uinto dalla neceit, lo concedette: e diede due
uolte tanti danari per il prezzo del frumento, aggiungendoui alcuni doni, che
fofero dati a Giueppe. Effendo quetigiunti in Egitto, recareno a Giueppe

ioni ; ilquale ueggendo Beniamin, mojo dalla piet, non poteritener lelagris

me, le quali farje nacoamente. Dipoi inuitando i fatelli a cena eco, honor
Beniamin di doppia quantit di uiuande: e comand al theforiere, che faceffe lcr

dare il frumento, e poneffe ne facchi il prezzo ; or in quello di Beniamin na


fondeffe una tazza d'argento; ilche fatto, i fratelli fi dipartirono, hauendo
ritenuto Simeone. Mentre, che esti caminauano, furono affaliti da caualieri,
dicendo, che hauruanorubatala tazza di argento; e cercando nel facco di ciacu=

no, inquello di Beniamin la trouarono. I cauallieri menarono Beniamin inanzi

a Giueppe ; ilquale eguitauano i fratelli con le uete quarciate, e piangendo.


Giueppe riprouerandogli, come ingrati, gli licenti, contentandofi di ritener fo= *
lo Beniamin: egli altri rimafero inanzia lui stupefatti. Ma cominciando a para
lire Giuda in loro difea, hauendo dette molte parole atte amouer compasione,

inguia s'intener il benigno animo di Giueppe, che non potendo egli piu finger
di effere con efo loro adirato, fi diede a conocere a fatelli, e rele lor gratia,
che in parte erano stati mezi, onde s'adempieero in lui i configli ele immutabili
uolont di D 1 o. Partiteui adunque, diffe, e raccontate quete cofe al padre;
cr adducendo lui e tutta la notra famiglia, riduceteui qui : percioche la fame

per durare ancora cinque anni. Dopo quete parole, abbracciando i fatelli, fra
ce loro di molti doni.

H a v e n d o Giacob intefa la buona fortuna di Giueppe, incontamente fen=

za metter tempo in mezo and a trouarlo con tutti i uoi parenti; quali perues

niuanodnumerodi ettamatique. Eteffendo arriuato preolo Egito,gu: ::::


eppe uenne a incontrarlo: er egli furipieno ditanta allegrezza, che quai fu
per effere abandonato da i fentimenti. Faraone hauendo intefa la uenuta di Gia=
cob infieme con i fuoi in Egitto, nhebbe piacere, e lo uolle uedere, e lo falut:
e, perche haueua faputo, che i fuoierano patori, affegn loro il terreno di He=
liopoli. Ora crecendo la caretia, Giueppe uend per danari il frumento agli
Egitij; ilquale effendo conumato, necomperarono dell'altro coluender le peco=
. re: e finalmente furono cotretti dilafciare le poffeioui per hauer da uiuere. In
tal guia, effendo ogni coa ridotta in podere di Faraone (eccetto i poderi de saa
cerdoti, liquali rimafero ai lor padroni) ceffando la caretia, Giueppe richiam
gli Egittij nelle lor citt, e don loro terreno, imponendo, che foffero follecitial
lauorare, accioche pagafjero la quinta parte delle biade ogni anno a Faraone. Fora
nito Giacob diecifette anni in Egitto,infermandofi mor,hauendo inanzi predetto,
che i uoi diffendenti habitarebbono in Cananea: er hauendo benedettogli altri
B ij
Hit. di Gio. Zonara.

*
* *
-

P R I M A P A R T E D E L LH I S T O R I E

2 2

figliuoli, er honorato,con molte laudi Giueppe, che fiera fcordato det14 ingiuria riceuuta da fratelli, comand a figliuoli, che Efrain e Manaffen, figliuolo
di Giueppe riponeffero nel fuo numero, e gli a imettefero a parte della terra di.
Cannea. Giueppe menati i fuoi figliuoliinanzia Giacob, perche effo gli benea

::::::diffe, poe il piu grande di et dalla mano diritta, elpiu giouane dalla finitra:
m lacroce, ma egli incrocciando le mani, e ponendole opra le tete de fanciulli, la diritta
peruenne opra quella del piugiouane, e la finitra del maggiore. Di che ripreo
da Giueppe, non uolle ifcambiar le mani,di donde le haueua pote. Percioche cio

(come Giueppe stimaua)non haueua egli fatto per inauertenza,o per difetto dela
** la uecchiaia: ma a guia di Profeta con queto occulto miterio prediceua i futuri
duenimenti; e formaua la croce della falute: e fignificaua, chel nuouo popolo,
fatto pure di quella gente, doueua effer giudicato da D 1 o dalla detra banda:

cio, come effo era da effere antepoto all'antico popolo de Giudei. Mor Giacob
di anni c x x x x v 11. Giueppe di conentimento di Faraone and in Chebrone,

oue epeli il padre con grandelfefa: e dubitando i fratelli, di ritornarfi contui


(percioche e temeuano,cheinon uoleffe uendicar l'antica offea) leu loro dell'ania
mo quel ofetto, morendo ancora eglidi et d'anni cento dieci, er hauendo ordi=
nato, che que del uo popolo ritornando di Egitto, portaero anco feco nella
terra di Cananea le fue offa.

GLI Egitij, ueggendo in buono e fioritostato gl'Iraeliti, cordandofi di Giu


feppe, diterminarono di offenderli per diuerfi modi. E comandarono loro, che

partiffero il Nilo in diuere foffe, e cingelero di muragliele citt, e faceer

argini, da chifarlainnondatione di quel fiume, e Piramidi fabricaer con


v.

fi fatte

D I G I o v A N N I z o NA R.A.

2 3

fi fatte opere adunque affligeuano gli Hebrei. E fopportarono esti lungo tem
po quefie mierie; quando da certo Sacerdote fu predetto a Faraone, che a quel

tempo doucua nacere uno fa gl'Iraeliti ; ilquale, e potee crecere, ditrug- :


gerebbel'Egitto, e menerebbe fuori di lui il uo popolo. Dal quale aujo fa= , ,^ehe
uentato Faraone, comand, che tutti ima/chi, che naceero degli Hebrei, foffe- :
ro annegati dentro il fiume: e qualunque padre o madre, che a queto non confen=

tiffe, uenie ditrutto infieme con la ua famiglia: er impoe a le leuatrici Egit


tie, che offeruardoueffero tutti i parti delle donne Hebree: e cofi eglino erano po=

fii in quefie mierie. Ora trouausfi tra quelli un nobile huomo, ilquale molto
percotaldecreto fi contritaua, hauendo la moglie grauida; e facendo orationi

a D i o, fu dormendo confortato anon diperarfi: percicche il fanciullo (diffe , ,


D i o ) che hannopredetto gli Egitij, far tuo figliuolo, e reter faluo, eval: ,,
leuerasti enza aputa de gl'infidiatori; e liberando il uo popolo dalla feruit ,,
di Egitto, far celebrato con memoria eterna. Et il uo fatello inieme con i fuoi
dicendenti
fia empre
mio Sacerdote. Launmoglie
dicotui
dinacoto
a coloro,
che gli facetiano
la guardia,glipartor
fanciullo
machio,
ilquale
fu dai disatriment
Mos.
3 3

genitoritremefi alleuato. Ma finalmente eglino cotretti da tema ripoero la fa


lute in D i o: emettendo il fanciulloin una cet, e turatala dalle feure col
bitume, mifero il fanciullo nel fiume, stando Maria forella del fanciullo inten

ta 4 piar quello, che del fanciullo auenie. Fra tanto Thermut, figliuola di rhermu.
Faraone,follazzandofi alla riua del fiume, uide la ceta, e comand, che fof
d'indi leuata; e ueggendoui dentro il fanciullo,per la bellezza e grandezza fua',
sinughi di lui, e gli poe amore: e fece uenire alcune denne Egittie, che lo lata

tafjero: mail fanciullo non uolle prender le poppe loro. Alhora Maria, come
acio foe opragiunta a cao Reina (diffe) fe fi chiamer qualche Hebrea,
perauentura il fanciullo riceuer la ua mammella. Ellane fece chiamare, e ui
fu menata la madre del fanciullo. A cui Thermut commie per uia dimercede la

nutritura del bambino, ponendogli nome dallo auenimento: perciochegli Egitij,


chiamano l'acqua Mos; e Hies quegliche fono toltidiacqua.Poteadumque infie
me quete due parole, fece il nome del fanciullo. Mos #annouera fettimo dopo
Abraham.Percioche e fu figliuolo di Amaram,e padre di Amaram caatho: egli
di Leuis, Leuis di Giacob, e Giacob figliuolo di Iaac nati dal padre Adamo.

Ess e s do Mos di tre anni, eraper dono di D1 o riguardeuole digran


de statura, e dibelliima formaer afetto; e fi uedeuain lui riplendere un lu=

me d'ingegno oltre aquello, chepoteua trouarfi in cofi picciolaet. onde Ther=


mut effendorimaa orba di figliuoli, lui per figliuolo adott, e lo appreento al

padre. Egli abbracci il fanciulo : eper fargli uezzi, glimie inteia il diade. :::::::
ma: ilquale il fanciullo (fi comeporta la emplicit di quegli anni)gitt in terra, Mos.
B

iiij

24
PRIMA P A R T E D E L L'HIST o R I E
calcandolo co piedi. Ilche effendo ueduto da quel Sacerdote ; ilquale haueua pre.
detto, che era per nacer delpopolo degli Hebrei uno, che doueua ditruggere il

Regno di Egitto, grid con alta uoce: queto, Re, quel fanciullo, ch'io disti:
amazzalo, e libera l'Egitto da talpaura. Ma Thermut fu preta a leuare il fans
ciullo, e loport uia: e fece D 1 o Faraonelento a procacciar la ua morte.
V E N v T o Mos in et, di qualualorfoje dotto, con tale occaione gli
Egittijne hebbero contezza. GliEthiopi, che confinano con gli Egittij, uenne=
ro a faccheggiare il paee di Egitto. Ondegli Egittijmouendo lor guerra,fus
rono uinti; e diuennero infifatto difregio de nimici, cheei tracorero per tut
Mos "Capi- to l'Egitto, Faraone hauendo gi inteo dall'oracolo,che Mos era huomo fanto,di
:3 di : mand alla figliuola, che glielo deffe, chei uoleuafarlo Capitano delle fue genti.

. Elaglie lo concedette: ma prima cotrine il padre agiurare, che in miuna coa


toffenderebbe. Mos, effendo commea alla ua fede laomma dituttala guerra,
non condue l'eercito per lauia uata contra nimici, maperluoghi, iquali perest
ferripieni di uelenofi Animali, miuno ui paaua: e quiuidimotr lafua pruden=

t.

za: Percioche rinchiudendo in cete alcuni uccelli detti Ibidi (de i quali molta co=
pia nenudrice l'Egitto, egl fa dometici)gli port contra gli Ethiopi, percios
the eifono nimichi de Serpenti; e di loro ualendofi contra quelle uelenoe betie,
con lequaliet combatteuano, er afaltando all'improuio gli Ethiopi, gli uinfe,

, , e pree le citt loro: i quali cacciati nella Real citt di Ethiopia, detta Saba, (e

dapoi da Carabic dal nome della forella fu chiamata Mecoe) furono dentro affes
diati, quantumque queta citt foe reputata inefpugnabile. Ma Tarbe, figliuo=

Tarbe me la del Prencipe de gli Ethiopi, effendo prea dell'amore di Mos, mand a lui
E"*"* nesti, per i qualitauio, che ella lo difideraua permarito. A che ripoe Mos,
che era contento di conentire, fe ella glidefjela citt, o geto fifece in un ubito.
Onde Mose celebr le nozze, e riduje gli Egittij alle loro cae . Maei benche
da lui foffero stati conferuati, l'odiauano,e tentauano di porlo in odio di Faraone.

Ilquale fi per obedire ai facerdoti, er idegnato della ucciion dell'Egittio, che


haueua battuto l'Hebreo, (comefi contien nellibro delle Origini, benche Giuep=

pe di ci non parli) fi mie a ordire infidie alla uita di Mos. Maegli, benche in
tutti i paiui foferomee leguardie, fugg occultamente per il deferto nella cit
t di Madia, e fi ripar in caa d'un facerdote di quelluogo: ilquale haueua due

nomi, Raguel, e Giothor. Cotui diede permoglie a Mos una ua figliuola,deta


ta Sefora, egli commie il gouerno delle pecore.
Miragolo

o: a ptolando Mos ilgreggenel monte sind, uide ilmiracolo dello sti

de:pin no, ilquale ardendo non fi abbruciaua. Dipoi ud d'indi ucire una uoce, laquale
: gli uietaua lo andar piu :itnaua percioche quel luogo era ,oniuiD e prediffe le

coe duenire , imponendoglichein'andaffe in Egitto 4 trarre ilio


*...*

v.

:quel
|[

D I GIOV A N N I Z N AR A . . .

. .

25

mierie; e poi, che lo hauefje di l cauato, facrificaffe in quelluogo. Quete


coe furono da D1 o a Mos fignificate in quelle fiamme. Maegli dubitaua,come po

teffalfuo popolo ci peruadere,ouero da Faraoneottenere licenza, ch'eglifi par


tije, o uare inci la forza: magli promie Dio, che tutto questoglifarebbe
ageuole: epercbene haueff certezza, glimpoe,che gettaffe interra la uerga,
cheiteneua in mano. Ilche da lui fatto, quella diuenneferpente; e ripigliandola Segni di

in mano, ritorn nella ua formadi prima impotoglianco,che fi pone lama- ::


no ineno, la traffe fuori bianca aguia di calce; laquale etiandio pretamenteri- *****
hebbe ilfuo primiero colore. Da capo gli comand D i o, che attingendo dell'ac=

qua da uicino,lafargefje: ilchefacendo, fanguinoa la uide. Aicurato Mosda


questimiracolofi fgni,gli commie, chefenza tardanza fi poneffe all'imprea.
P x e s a adunque Mos la moglie, e riceuutidilei figliuoli, tuno Geron, Figliuoli

che dinota, uenuta in terra foratiera: e l'altro Eleazar (il cui nome fu preo dal Mos.
l'aiuto Diuino) and in Egitto. Effendo giunto a confini, Aaron fuo fratello gli
uenne incontra. Et ambedue andarono inanzia Faraone; er efoftoglii comanda=
menti di D i o, lo auertirono chei non uoleje opporfi alla uolont Diuina. Ma

egli facendoi beffe dellelor parole, fimifero a dimotrare i miracoli. La uerga , erst mi
gettata in terra, diuenne Serpente. Ilche imitandoglincantatori di Egitto, fece- :
ro parimente, che ancoi lorbatonifi trasformarono in serpenti. Ma da capo da "*.
Mosgett il faoin terra: ilquale cangiato in Serpente, diuor tutti i batoni de
gli Egittij, che erano mutati in Serpenti. Dipoi ripigliandolo, ritorn nella fua
forma. Ma Faraone non uolendo credere,l'acque fi cangiarono infangue: et appref
fofourauennero tante rane, che empierono tuttolo Egitto: dipoiucirono uermi
ni della terra. Pareua che tuttiglialtrimiracoligfingannatori di Faraoneapefa
fero imitare,ma quel de uermini(o piiocchi)non feppero fingergiamai. Onde dice
uano a Faraone, che quello era il dito dI o d 1 o. Ma non uolendo perci ceder
Faraone, uenne una infinit di moche, e perirono le pecore. Hauendo dipoi Mos

empiuto difumo l'aere, fi negli huomini, come negli animali cabbia, e piaghe ne
nacquero: cadde oltre a cigrandine dal cielo: dopo laquale feguitarono locuste;
e dipoiper ipatio di tregiornitutto l'Egitto fu ricoperto di tenebre. Finalmen=

te dopo tutte quete coe egu la morte di tutti i primogeniti. Effendo indurato
tanimo di Faraone,comand i d or o, che apparecchiaffeilfacrificio nel quarto
decimo gorno del Mee,che dagli Hebrei detto Nian, da gli Egittij Termut,
.*
appo i Macedoni e Xantico , e da Latini Aprile. Il qual giorno x 11 11.
effendo
uenuto,
acrificarono
tutti, crunfero
lefoglie
di otto
e di opra
af
trate delle
cae colfangue
delle uittime:
er hauendo
fornita
la cena,
arferodeltenil ri- Paqua.

manente. onde nellaueniregli Hebrei celebrarono empre la lor feta intornoa


quel tempo, laqualchiamarono Paqua; or altri epongonopaaggio:ma Giuep

z6

PRI M A P A R T DEL LE H Is T o RIE

pe la chiama pretermiione, percioche I d d r o in quella notte,pretermettendo

(cio laciando da parte) gli Hebrei, affi/jegli Egittij con la morte de primoge
niti loro. La onde raunandofigli Egittij,andarono inanzia Faraone, pregandoa
laciaffe partir gli Hebrei: ilchefu da lui ordinato. Si dipartirono adun=

:Hebrei quegli Hebrei aquindici del Me/eXantico, nel nacer della Luna, quattrocento
"*" trenta anni dipoi, che Abraham peruenne in Cananea, dopo lagita di Giacobin

Egitto dugento quindici anni, hauendone alhora Mos ottanta,ilquale eraauanza


to da Aaron di tre anni, recando parimente ecole ofja di Giueppe,nella guila,

che da lui erafuto ordinato.In cotalmodo eglinofimifero in camino. Magli Egita


tij dipoipentitifi della licenza, prendendo le arme andarono lor dietro confeicens
to carri, cinquantamilacaualli, e dugento milapedoni.Gli Hebrei ueggendofiri
dotti in cotale periglio, cominciarono a fdegnarfi, er apenafiritennero, che

Mos con le pietre non uccideero. Ma egli con buone parole confortandoglia
feguitarlo, gli condue almare. Quiuifermatofi opra illito, e facendo oratio=
ni a D i o, percofje il mare con la uerga: ilquale fi aperfe inguia, che apparue

agli Hebrei ignudo il fuofondo:onde esi con moltafettalo trappafjarono. Il


che ueduto da gli Egittij, ponendo la caualeria nella fronte, glifeguitarono. Gi
erano gli Hebreienza alcuna offea peruenuti nell'altro lito. Alhora Mos tore

n da capo un'altra uolta a percuotere ilmare con la uerga, perche ei ritornaffe


nelfuo luogo ; onde le acque da capo il loro letto occupando colerogli Egittij;
i quali tutti ui fi femmerfero. La ondegli Hebreiripieni di allegrezza refero
gratie a Ido i o: e Mos in lode di Dio compoe una canzone, come filegge
in Giueppe. Prefero ei le arme degli Egittij, lequali infieme co corpi loro dal
uento erano statefinte al lito: efele accommodarono dufo loro. Mos gliconduf
fe al monte Sin a rendere i uoti a D 1 o per l'ottenuta falute da lui,come effo gli

hauea impoto: Mentre, che a quelmonte fi conduceuano, patironogran diag


gio di cibo, e d'acqua. Dal quale molto affiittiperuennero, oue era un pozzo;
la cui acqua perlamarezza non poteuano bere: e queto luogo il libro dell'uci=
ta chiama Mera, e Giueppe criue, che dagli Hebrei fu detto Mar: che cofi nel=
la lor lingua nomata l'amarezza, onde e cominciarono di nuouo afdegnarfi con
Mirasolo di tra la loro guida. Mos hauendo prima fatti preghia I d d I o, gettando certo

::::::: ligionelpozzo, fece diuenir l'acquadoke. Maeffendo quegli tuttauia moletati


qualsis dal dfaggio del mangiare, fece da capo orationia Dio; er apparue tanta quan=
tit dicoturnici neglialloggiamenti,ch'e'rimaferoodisfatti. Dipoi fece Idd i o
picuer loro la Manna dal cielo; laquale era dolce, come il mele, e digrandezza

fimile algrano del Coriandolo. Fu quel cibo chiamato Manna dal dubbio, che efi
hauetano intorno a quello, chella fi foe. Percioche Man in quellalingua una
erta forma didistandare, come criue Giueppe, Efu comandat a ciacunc;cle
11011

DI GIOV A N N I ZO NA R A .
(6

2 7

non ueneraccoglieffe piu d'un Affar (che certaforte di miura) est alcuno ne
ricoglieua piu quantit, il eguente giorno la trouaua gua/ta, amara e piena di
uermini, in modo, che ella non era piu buona da nangiare. Ilchefu fatto per ca
gone, che i piu forti piu ricogliendone, diuenendo infermio deboli, nonne ht

nejero dibiogno. Con queto cofifatto cibofi fotennero quaranta anni, infino a
tanto, che ucirono del deerto. Du capo ejendo peruenuti in un'altro luogo,oue
non uera acqua, ilquale detto Rafidin, percagion della fete un'altra uolta furo
no fointi contra Mos.Ilquale fattia D i ogli uati preghi;ei glimpoe,che con
-

fatta

la uergapercoteelapietra:laqualcoafattane uc fuori ingrandjima abondan : della


pietra mira
za acqua chiarisima. Indigli Amalechiti, chiamando in loro aiuto anco i uicini, colofanente

andarono contra gli Hebrei. Mos appartando gli huomini da guerra dall'altra da Moss.
moltitudine, e fatto Capitano Ges figliuolo di Naue, e laciando parte delle
fercito aguardia dell'acque, fi mie egli ad acendere il Monte: cr impoe a Gea
s, che confidandofi in Dio, contra inimici conducee l'eercito. Ejendo at=

taccato il fatto d'arme, infino che Mos teneua leuate in alto le mani, gli Hebrei
maltrattauano gli Amalechiti:e,quandoper la stanchezza le abba Juu, i mede=
fimi haueuano lapeggiore. Onde impoe al fratello Aaron, er a Ori, murito di
Maria, che tando luno dall'una, e l'altro dall'altra banda,gli otelejero lemani.
cofiefjendogli Hebrei uincitori, haurebbono tagliato apezzi tutto l'eercito de

gli Amalechiti, felanotte non dipartiua la battaglia, enza che niun di lorofoe
ueduto.vfcitidi quel luogo,dopo tre Mefische fi erano partiti di Egitto,peruenne Raguel.
ro al Mte Sin.ogiui Mose fece il acrificio:e uenne a trouarlo Raguel fuofuo=
cero,ilquale ueggendo il genero troppo carico del peo ditantefacende,effendo,che

tuttia lui andauano, lo confort a commettere altrui l'ufficio del dar ragione: er
egliriceuendola cura delle cofepiugraui, attendeje a prouedere alla faluezza del
popolo: e facee prefetti, alcuni didiecimila, altri di mille, altri dicinquecento,
altri di cento, di cinquanta, e parimente di trenta,di uenti, e di dieci. Mos obedi
aricordi di Raguel: e comand al popolo, che ponefje gli alloggiamenti preo al

Monte Sin:er egli acee il Monte. Il popolo eequi quantogli fu ordinato, ri=
manendofi per tregiorni, fi dalle altre coe immonde, come dal congiungimento
delle donne. Il terzogiorno una nube cine gli alloggiamenti degli Hebrei con
folgori terribili e grande impeto diuenti: dal cui furore esti fauentati, non ucia

rono degli alloggiamenti. A queto uenne Mos tutto pieno dificurezza; e con
lafua preenza leu al popolo la paura. Dipoi raccont quello, che gli haueua
comandato I D D 1 o, e le leggi, che eglino haueuano ad offeruare: e condue il

popolo infieme con le mogli, e co figliuoliadudir la parola di D 1 o. vdirono


et la uocesche d'alto ueniuate Mos da capofali il Montenel quale dimorando lun

gstatio, il popolo raunandofi intorno ad Aaron, gli diffe fa anoi degli Dj:

28 -

PR IMA

P R T E E L L H I S T O R I E

percioche quello, che auenutofia a Mos, non fappiamo , Aaronsforzato, cos


mand loro, che gli recaffe gli orecchini d'oro, e tutti gli altrifimili ornamens:

wi '' delle moglie dellefigliuole . Gli Hebreitutte queste coe portarono; e diquet,
:::en le formarono un Vitello d'oro,alqualeacrificarono. Mos dicendendo del Montes
:: e portando nellemani due Tauole del tetimonio di pietra,da amendue i latifcritta,
come, auicinandofi agli alloggiamenti, uide il Vitello,fdegnatoezz le Tauole,

e coffatto in piu pezzi il vitello, l'abbruci, elpopolo fi beue nell'acqua leli


, ,
:

mature ela polue dell'oro. Dipoi impoe ai Leuiti, che affalifferogli alloggia=
menti de nemici: da iquali effendo amazzati intorno a tre mila huomini, ritorn
al Monte, dicendo: Signore, il popolo ha peccato: ilqual peccatofe tu gli perdo
ni, bene: fe non,caffa me ancora dallibro tuo. Comand D i o a Mos,che dia
frendeffe, e menaffe il popolo in unluogo da lui affegnato; e ricercando egli diue=
der la ua faccia, gli laci ueder le parti di dietro.
co s 1 da capo egli dicefe al popolo, apportando due Tauole; nelle quali
eranofcritti que deciprecetti della legge. Ora la fuafaccia era inguiarifplen
dente, chelpopolo non poteua riguardarla: onde egli lafi uel: erin cotal guija,
feco parlando, dichiar a quello i comandamenti di D1 o intorno a facrifici, a
purgamenti, a gli animali mondier immondi; da qualifibauefjero ad aftenere,
-

e quali mangiare: de congiungimenti carnali quali foero leciti, qualin: de


maritaggi de Sacerdoti e de Pontefici; del Sabbato e dell'anno cinquantefimos
ch' chiamato Giubileo.

"

co w and o D i o, cheffacee il Tabernacolo,nel quale eglidicendeffe, et


medefimo fiportaffe d'un luogo ad altro, quando ei partiuano: e dimotr
Mos le miure e la forma, di che effo fi doueffe fabricare. Il popolo di cotai coa
Je lieto, contribu oro, argento, gemme, rame, legnami, peli di capra, pellidi

montoni, lino, e lane. Fu poto alla cura della fabrica di queto Tabernacolo Bes
feleel, figliuolo di Maria forella di Mos, er Elifato. Effendo fornito il Tabera

nacolo, Mos lo fecerizzare. Efecefabricar l'Arcadilegni, che nonfiammarci


fono, er indorarla dintorno: epoe in quella le due Tauole, nelle qualifi conte=
1 died pre " il Decalogo, cio i dieci precetti: il primo de qualiafferma, effere un olo
sera dla: D i o, chefolofi dee adorare. Il econdo, che non fi debba farne adorare imagis

"***"

ne di ueruno animale. Il terzo,che nonfidebba giurare inuano il nome di Dio.


** Il quarto, che fidebba offeruareilfettimo giorno, er in quello cear da ognila=

** uoro. Il quinto, che bonorarfi debba il padre,elamadre. Ilfesto, che non fioca
* cida alcuno. Il fettimo, che non fi commetta adulterio: l'ottauo, che non fi deb=

: barubare. Il nono, che eglinon fi dicauerunfalo testimonio. E il decimo, che


* non fi debbano difiderar le coe altrui.
santuaria. Q v E s r a Arca poero nel Santuario: e nel Tempio una Tauola, con dodici
ans


D I GIOV A N N I Z O N A R.A .

s 9.

pani azimi : parimente il candeliere d'oro; e un'altare de profumi, dalla parte


d
didentro di legname, e di fuori incroftato di oro. Inanzi al Tabernacolo poe, .
un'altare pur di legname, coperto di lame diferro: opra ilquale fi riponeuano le ".

ampolle, le tazze, i turriboli, egli altriuafi, che erano adoperati nei acrifici,
tutti di oro, e furono apparecchiati i uetimenti per i facerdoti, eper il Pontefa

ce. Alhora Mos, hauendo fatto raunare il popolo, diffe. L'opera fornita.
dell'honor del acrificare, I d d I o ha fatto degno Aaron. Dipoi comand, che
tutti doueffero conferire meza libra dificlo perfoftener le amminitrationi del Ta

bernacolo. Siclopreo agli Hebrei certaforte di moneta, laquale ual quattro


dramme Attiche. Il numero di coloro, che ci haueuano a contribuire, fu difei=
cento, cinque mila, cinquecento cinquanta: non effendo tenuti altri a queto,fuor

che inobili e liberi, che hauefjero paato iluenteimo anno infino al cinquantefia
mo. Fu fornito il Tabernacolo infette Mefi.
o ka dimostr i d d 1 o col dicender nel Tabernacolo, quet'opera effer
futa fatta di fua uclont cr ordine. E che egli ui foe preente, lo manifet con
quetoegno. Il uapor del Sole copriuail Tabernacolo, non iejone inuolto con
le nubi, ne per del tutto fottile, ne raro; e d'indi una foaue rugiada stillaua.

Mos fette giorni all'aere acrific nel Tabernacolo . L'ottauo giorno comand,
che'l popolo facee festa, er attendefje a facrifici: egli Hebrei fra loro conten
deuano di liberalit. Ma effendo le uittime gi pote opra gli Altari, auamp,
enza che niun l'accendefje, il fuoco; ilquale tutte le cofe, che iui erano,confum:
e dipoi are quattro figliuoli di Aaron i maggiori di et ; Nadab er Abio; per
che non hakeuano fatto i acrifici dirittamente, effendo miracoloamente acceo il

fuoco nei pettienellefaccieloro. Furonoilor corpi recatifuori deglialloggia:a:


menti efepeliti. Dipoi Mos purg la Tribu de Leuiti, eparandola dagli altri: fuses.
e diede loro il Tabernacolo e iuafi, imponendo, che amminitraffero a facerdoti,
fecondo, che da ei foe loro ordinato . Ci fatto, ditermin di annouerar la
quantit del popolo : e di quelli, che erano attia portar l'arme, furono trouati
feicento mila:tre milafeicento e cinquanta, che paauano i uenti anni, e toccauano :

cinquanta. A queta Tribu de Leuiti affegn per gouerno Effraim, e Manaf


fem
l'ordine
del primogenitore
Giacob.
E futumul.
troud :
:
to ilfigliuoli
numero dide Giueppe,
Leuitiuentifecondo
tre mila,
ottocento
ottanta. Dipoi
il popolo
de?
tu contr Mose, dolendofi, che egli lo hauefje leuato di paee buono er abondan
te,eridotto in un deerto feluaggio er horribile. La onde egli lo condue di quel
luogo in un paee, detto Valle, ilquale era uicino alla terra di Cananea: e ceglien
do uno per ciacuna Tribu,mand a riconocer leforze de Cananei,e la qualit del
paee. I qualiin quarantagiorni hauendo tracoro quel terreno, riportarono con

effo loro etiandio de frutti,chelmedefino produceua, apportando, che que luo=

PR I MA PAR TE D E L L H IS T ORI E

gbi eranofertilistimi, ma quai era impoibile a poterle ottenere per cagion dei
gran fiumi, degli alti monti, e delle fortistime citt, che uif trouduano: i quali
auifilo empierono di fauento. Onde da capo glianimi degli Hebrei fi commofje
ro contra Mos, inguia, che penarono di amazzarlo con le pietre, e di ritornare
in Egitto. Ma Gefu, figliuolo di Naue, e Caleb, che erano di coloro, chefuro=
Gefa figliuo
::::::: no mandati a riconocere i luoghi,gli rimoe da quel penfiero,affermando,che non
era da temere difficult alcuna. Mos ancora o Aaron fi mifero a pregar D 1 o
che leuae la diperation delpopolo.Efubito il Tabernacolo fu ripieno di nube,di
motrandola uenuta dI d d 1 o. Alhora Mos ripiglido l'animo,parl al popolo:
egli diffe, che D1 o era feco irato: ma che per non era per ditrugger tutta la
gente: ma ben non darebbe loro la terra di Canan, percioche haueua diterminato,

che quaranta anni dimoraero nel deerto: ma fi bene a loro figliuoli. A lepa
role di Mos fi contrist tutto il popolo: dipoi fi poero in animo di affaltare i
cananei, benche ci uictaffelor D1 o. E fatto contra loro impeto, furono uinti,
alcuni effendo uccifi, altri con ifauento ricouerandofi negli alloggiamenti.
Ribellione.,
D 1 P o 1 nacque rubellione nel popolo per queta cagione. Cora, uno della
Cora.
Tribu de Leuiti, nobile e stimato molto per ricchezza, eccellente maetro infare

acquito del fauore del popolo, pree inuidia di Mos, e cominci a prouerbiara
lo, come Tiranno. Percioche con qual ragione (diceua egli) ha cotuidato il Sa=
cerdotio ad Aaroner a fuoi figliuoli: fe per effere egli della Tribu de Liutti, io
piu di lui merito queto honore: percioche di nobilt gli fono uguale, e di ricchez

za e diet fuperiore. Ma fe cotale honore fi conuiene adunaltra Tribu, quella


di Ruben per prerogatiua de gli annilo dee hauere: e cofi fia diceuole, che Da=
than er Abiron l'ottenga. Quete parole diceua cotui maluagiamente, hauendo
dugento cinquanta huomini de principali armati, e folleuata la plebe. venne

Mos in mezo allamoltitudine: e diffe. Cora, io reputo te, e tutti quelli, che fos
, no de tuoi, degni di honore. Ma fappi, che D 1 o ha conegnato ad Aaron il
,, Sacerdotio: erilmedefimo un'altra uolta dimotrer da cui uuole, che gli fi faca
, ciano i Sacrifici. Domani adunquetutti uoi, che ricercate il Sacerdotio, ui raus
,, nerete: e ciacuno porti il turribolo col fuoco e con gl'incenfi. E conuoine uen=
, , ga Aaron. Et alhoraincendendo alla preenza del popolo gli odori, colui, del
,, qualegiudicher D1 o la uittima piu foaue, fia uotro Pontefice. Lod il poa
polo le fue parole: er il feguente giorno raunandofi, Mos comand, che Abi=
ron e Datham gli ueniffero inanzi. Ei non uolfero obedire, anzi cominciarono
a minacciarlo. Alhora Mos imponendo a principali, che lo feguitafjero, and
a i loro padiglioni : crauicinatofi a lui, leuando le mani al cielo, con alta uoce
grid, Signore, poi che io fono hauuto in fofetto di fraude, tu stefjo ne uies
, nipergiudice: e dimotra, che miuna coa fatta a cao, matutto da diuina pro
uidenza

IO I G I O V A N N I ZO NA R A .

uidenzaeffer gouernato. E, epertuo comandamento ho dato il sacerdotio ad ,,


Aaron, fa, che la terra, oue hora dimora Datban er Abiron con la loro fami-,
glia, s'apra. Ma, e uere fono le coe, che esti contra me dicono, quello, che 2 3
io prego contra diloro, torni nel capo mio. Hauendo Mose cofidetto piangendo,
trem la terra, cringhiottendo coloro inieme con ognilor cofa, dinuouo ritor

n a unirfi. A quetimiracoli stup il popolo. Most chiam coloro, che uole=


uano il Sacerdotio: euennero alui dugento cinquanta nobili huomini.

A A R o N e Cora stando inanzial Tabernacolo, con i loro Turriboli poero

*:

adarder le coe, che estiarrecarono. Apparue alhora una gran fiamma, accen= Gora:mel
dendofi nella qualit, che doucua, comandandolo Dro: laquale abbruci quei

dugento cinquantainieme con Cofa, inguia, che i loro corpi non furono iro- """
uati: e folo fi trou faluo Aaron. Mos ordin,che i Turriboli di colorofofero
ripotipreo allaltare dirane,per memoriaa'poteri di quel miracolo. E di nuo=
uo fatto raunare il popolo, commife a capi, che apportafjero i nomi delle Tribu
fcrittinelle uerghe: che egli uoleua, chelSacerdotio foffe di colui, nella cui uer=
ga hauefje D 1 o dimotrato il egno. Portando adunque gli altri i fuoi bato

ni, ui port anco Aaron il fuo, oue era fritto queto nome leuita. Quetipo=
fe Mosenel Tabernacolo di D i o: el eguente giorno gli traffe fuori.E tutte le
altre uerghe rimafero, quali effe erano; e quella di Aaron produje rami e futti:
iquali frutti dal libro del Leuitico fono detti Noci,e da Giueppe Mandorli.Tutti Eteniene si
adunquerimafero pieni di marauiglia,ueggendo Aaron tre uolte da D i o eletto. :::::::.io

oxa, perchela Tribu Leiticaeraeente dalle armee dalla guerra, accio- "***
che per neceit delle cofebiogneuoli ella non foe aftretta 4 laciar la cura de

3 2
-

Ordine di

Mos.

PRI MA

PA R T E

DELLE

H ISTOR IE

facrifici, Most comand agli Hebrei, che acquitato il paee di Cannea,aegnaf;


-

fero quarantaotto catelli a Leuiti, con i loro contadi ; e le decime delle loro bia=
de pagajero loro cv a facerdoti:or ordin al popolo,che molte altre cofe douefje
loro contribuire;delle quali chiuuole hauer particolar contezza,legga il libroin
titolato Leuitico. Hauendo Mos quete coe ordinate, and alduinea, chiedendo
ilpaaggio. Ma il Re di quella terra gli fi oppoe con armate fquadre.
Mos e adunque pree il camino per il deerto, ammonito da D i o, che
non doueffe combattere. Venne anco a morte a queto tempo Maria forella di
*

Mos, quaranta anni dopo la ucita di Egitto. Caminando adunque il popolo per
il deferto e per l'Arabia, mor etiandio Aaron, prima hauendo falito un'alto
monte, e datele uete Ponteficali in preenza del popolo a Eleazar fuo figliuolo:

:::" " di et di cento uentiquattro anni. Mos effendo peruenuto nel paee degli Amoa
biti, e de gli Amorrei, ricercaua, che gli foe conceduto di menare inanzi lefer
cito: ma fimilmente Sem, Re di quel luogo, non uoleua permettere, cheiui
paffaffe. Ma hauendo Mos bauuto per riuelation di D i o, ch'egli farebbe
uincitore, rendendogli Hebrei le arme, andarono alla battaglia. Gli Amorrei
fubito fimfero a fuggire, e tutti perirono, effendoui etiandio amazzato il Re,
e pree le citt, er occupatala Prouincia. Oltre a ci Ogo Re di Galatidica e di
. Gaulanitide ; ilquale del gia morto Sem ueniua in aiuto; afalt gli Iraeliti. Ma
effo ancora hebbe a cadere nella battaglia, el uo eercito fu ditrutto; e prefe le

citt, e tagliati a pezzi gli habitanti. Di qui conduje Mos legenti in un gran
piano, craedi Hiericonthe, ricca citt, or abondante di palme e di balamo.
:: Pr Balacfuo Re chiam Balaamfuo Profeta, dicendo,che maladir douefje il popolo
,-
.e
Maeffendo
legli
e
entrato
a
in ,or
nimac gliuenne
I
incontro
'
langelo
d
di .
Dio
L'afina di ilquale ueduto dall'Afina caualcata da Balaam, ella non uoleua andare inanzi,

:"*" " quantunque molte battiturene riceueff. Ma per uolont di D i o parlando la


|-

medefima Afina con uoce humana, fi rammaricaua col uo padrone, da cui era
battuta, dicendo, chei non intendeua, che D1 o non uoleua, che egli andaffe,

oue fi affrettaua. Effendo Balaam fauentato da quella uoce, gli apparue ap=
preo l'Angelo: e gli diffe, che egli era quello, che non laciaua la giumenta ana
dare auanti. Volendo egli ritornare, lo comfort a eguire, er a dir quello, che gli
farebbe ipirato da D 1 o. Torn eglia Balaac; emenatolo opra un monte, fe=
ce acrificio di fette Tori, e dialtretanti Montoni: e ueggendo, che cio dinotas
ua strage e morte de uoi, non folo non maladi il popolo Iraelitano, ma quello
e tutta la stirpe loro bened, e celebr con duine laudi. Ilche dipiacendo fiera=
mente a Balaac ; di quete coe, ripoe egli, non Re in poder notro di fauellare,
ne di tacere: ma effendo entrato in me lo pirito di D 1 o, egli per la lingua
mia dice cio che uuole. Ma, perche difidero di compiacerui,da capo metiero,
che fi

DI GIOV A N N I Z O N A R .

3 3

che fi apparecchi l'altare ele uittime. Torn adunque a facrificar la feconda


uolta, e cadendo con la faccia in gi, profeteggi, che doueua auenir la ruina
de i Re e delle citt. La onde Balac lo licenti fenza honore. E'lmedefimo di
poi per configlio di Balaan mand nel campo de gIraeliti alcune uergini: dalle

quali gli Hebrei erano allettati alla luuria, inguia, che queto fatto fi farfe
per tutto l'eercito, facrificando esti per l'amor delle giouani Madianitia gli Dij
loro: e facendofilecito di prender non uati cibi. Mos, hauendo fatto raunare il
popolo,diffe, che igiouani non faceuano opera degna di loro,ne de lor padri, e fi
affaticaua di far, chefi ammendafjero. Ma Zambre, ch'era capo della Tribu di vergini mi
Simeone, effendo acceo di uano amore d'una di quelle giouani Madianiti, cv ha= datnei ei

uendola prea permoglie, facciatamente fi oppoe a Mos, e giur, chemainom :::::::"


la laciarebbe. Alhora Fineo, figliuolo del Pontefice Eleazar, uinto da gran paf
fione, non prima ce di ferir col coltello la Madianita e Zambre, che l'uno e
taltra uccife. Dalqual fatto prendendo efempio gli altri giouani amatori delle
opere uirtuoe, amazzanano igiouani, che contra le leggi della patria, fi erana
contaminati con le donne straniere. E cofi ue ne perirono non meno di quattordi=
cimila. Da queto fointo Mos, fpine l'eercito contrai Madianiti, hauendo

dilui fatto capitano Fineo: Attaccatalabattaglia, furono di loro uccificinque :


Re, er una infinita moltitudine. Gli Hebrei predarono il paee loro, tagliando
apezzi i cittadini infieme con i figliuoli; e perdonando folo alle uergini, che era
no trentadue mila; le quali da Mos furono diuife ai Sacerdoti, a i Leuiti, cral
popolo: e perche era boggmai uecchiimo, eleffe per fuo fucceore Ges fi- Ges figliuo
-

gliuolo di Naue, er effendo pregato dalle Tribu, Gda, Rubenia, e dalla met " " ***
della Manaffea, che egli uolee conceder lorolaterra degli Amorrei: er effo in
colpandoloro diuilt, che ci chiedeffero, per ricuar di trouarfi a combattere

infieme congli altri alla guerrade Cananei: ripondeuano,cheierano per laciar


gli animali, deiqualine haueuano una grandiima quantit in quel paee, che era
molto abondeuole de pacoli, in modo, che potrebbono piu feditamente aiutare

il popolo. Ilche lodato da Mos, concedette loro la terra degli Amorrei. E par=
tendoi alcuno della Tribu di Manaffe, laciando fole le figliuole, effendo diman

dato Mos, di cui e uoleua, che doueffe effere la fua parte, rioe, che mari
tandofi quelle uergini adalcuni della fua Tribu, elleno infieme con la fua parte
paffaffero in poder de lor mariti: e fe elle prendefjero per mariti alcuni delle
altre Tribu, laportion rimanee nella Tribu di colui. Et in tal guia ordin,
che i beni e le facult di ciacuno rimaneffero nella fua Tribu.

E : * E N D o paati quaranta anni, meno trentagiorni, che il popolo d'Irael . .

era ucito di Egitto, trouandofi Mos dicento uentianni, prediffe alpopolo, che :
la ua morte fi auicinaua. E datigli molti ammaetramenti, e dicritte le leggi, e morte.
Hist. di Gio. Zonara.
*

3 4-

P R I M A P A R T E D E L LH I S T O R I E

la forma, che doueua hauer la ua Republica: crimpotagli la imprea contra gli


Amalechiti; e fatto a ciacun giurar, che feruarebbe le leggi ; er anco efortato
** il Capitano a guerreggiar contra a Cananei ; Ecco, diffe , che io uado a imiei

mene : maggiori : percioche D i o ha diterminato, che queto giorno io pa a loro.


Mos. " Vdite quete parole dal popolo, ruppe in un pianto inconolable, e di qualit,

che coffatta tenerezza fece contrafua uoglia cadere a Mos le lagrime degli oc
chi. Andando egli in quel luogo, oue non doucua piu da mortali efferueduto,tut
t lo accompagnauano piangendo. Maegli uietando col egno delle mania glial=
tri, che piu auanti lo eguitaffero, tenendogli compagnia folamente i Senatori,
er Eleazar Pontefice, el Capitano Geu , infino che egli peruenneal Monte Na
dan, er alla fommit di Fafen, che dirimpeto di Gerico: oue I d d i o, motran

do la terra, di cui doueuano effere heredig! Iraeliti, diffe: Riguarderai congli


occhi quetaterra, ma non feiperentrarui: effendo dico peruenuto a queto Mon
te, ilquale nel uero molto erto, licenti il Senato, e folamente Eleazar, e Gesu
men feco: er hauendo con effo loro fauellato, coperto da una fea nube, fi
dilegu. La omma della ua et fu cento uenti anni: la terza parte de quali
hebbe il gouerno del popolo Hebreo. Queto criue Giueppe. Ma il libro del

Deuteronomio contien quete formaliparole. E mor Mos,feruo del signore:


ne infino a queto giorno s' trouato alcuno, che habbia aputa la fua morte.

::::::::: Je iocapi, adelle


cchetto
pianto,Rubenia,
mand Ges
alcune pie
in Geric;
e chiamatia
Tribu, ilGadia,
e Munaffea,
gli auert
del patto
fatto con
E0 ,

Mose : iquali con cinquanta mila armatilo eguitarono al fiume Giordano. Ma


intanto le fie mandate in Gerico, hauendo molto benueduta tutta la citt, effen=
do conociute, er accuate al Re, egli comand, che prestamente foffero pree.
il che hauendo inteo una Donna, chiamata Raab, in caa della quale elle fi erano
ricouerate, nacoe gli huomini fotto a certipiccioli faci dilino: e diffe a coloro,
che gli cercauano, che cofi fatti huomini da lei non conociuti inanzi la fera has
ueuano in fua caa cenato:e poco dipoi partiti fi erano. Ei in tal maniera fchera
niti da quella femina, chi in una parte, chi in altra, andarono a cercar di loro.

Alhora Raab impone alle fie, che fi ritornino alle cae loro, e ricordandofi del
beneficio, come hauranno hauutala terra di Cannea, le fi dimotrino gratico-,
fioro la ringratiarono: e le differo,che,quando quella citt foeprea,affine, che
i uoi,ele coe fue feco parimente fi faluaero,doueffe appender opra l'ucio un
panno roo, accioche pertal egno conocendofilacaa,daniunfoe offea.oueti

can aan huom nitornando falui a uoi differo,quello,che fatto haueuano.Eendo creciu
::une is to il Giordano, Ges condue per quello l'eercito in queto modo. Andauano

inanzii sacerdoti, portando t'Arca. Dipoii Leuiti, qual portauanoil Taber


uacolo. A queti eguitauailpopolo. Ora effendo primit Sacerdoti

Mic

nel

D I , G I O V A N I ZO NA R A ,

3 3

fume,restando incontanente il uo impeto gli altriarditamente entrarono,fer


mandoi nel mezo i Sacerdoti,infin chel popolo ui paae: er estipoi finalmen=
te ucirono, e ritorn il fiume al primo coro. Hauendo uarcato il Giordano,

poero gli alloggiamenti dieci stadi preo Gerico: Ges alhora acrific opra
un'altare fatto di pietre; lequalidi fuo ordine ciacun Tribuno haueua leuate del

letto del fiume Giordano: e celebr la feta della Paqua. Et in quel tempo uenne
anco a mancar loro la Manna, del cui cibo fi erano ualuti per ifatio di quaran=
ta anni: egia haueuano dalla rendita de campi tutto quello, ch'eraal neceario al
uiuere. Gefu il primo giorno della feta prefe felice principio dell'affedio in que=
fiomodo. I Sacerdoti portando l'Arca, andauano al d'intorno delle mura, fonan
do fette corni: il Senato appreo gli eguitaua: dopo tornauano a gli alloggias
menti. Ilche hauendo fatto fei giorni, e replicato cio il fettimo, e circondata
la citt fette uolte, il muro ruin, e cadde a terra. Il popolo entr nella citt; toDistruggim
d Gerigo
er amazzando tutti, dipoi l'abbruci: le fie conferuarono ola Raab infieme
co faoi, hauendo ueduto opra l'ucio l'affegnato egno. E Ges le don terre=
no da uiuere, e le fece grande honore. E,fe alcun foffe, che uolefferifar la cit=
t, lo maledi con fi fatte conditioni, che chi cominciaffe la fabrica, perdefje il

fuo primogenito: e chila fornie, il figliuolo minore di et. L'oro, e largento,


che fi trou nel faccheggiamento della citt, ilquale era in quantit grande, fu
fatto conegrare a D1 o per primitie della uittoria: e fu a tutti uictato, che ne
riteneffero alcuna parte. Ma un certo detto Acor della Tribu di Giuda, bauendo
trouato una tela o una maa di oro, che peaua dugento Sicli, la firitenne, e la
nafcoe otto terra nel uo alloggiamento. Ora uenutofi alla battaglia, gli He=
brei furono cotretti a fuggire, effendone stati uccifi trentaei. Queta perdita
dipiacque molto al popolo. Gesgettandofi interra, fece orationi a D1 o; egli

fu riuelato, chetra loro fiera fatto latrocinio delle coe fagre. Il giudicio dicio

fu commeo alla forte. Laquale effendo caduta opra Acor, confest il fatto; e : `...
producendo le coe rubate,eglico uoi fu lapidato:e Ges per affedio pree Naim. '' HP
I Gabaoniti, e i conuicini, appartenendo eglino a Cananei, temendo, che an=

cora esti non foffero cofi mal trattati, come erano statique di Gerico e di Naim,
mandarono a Ges ambaciadori, dicendo, che esti habitauano molto lunge da ca
manei, ne haueuano con loro alcun parentado: e che defiderauano di far congli
Iraeliti lega, creffer loro amici. Ges compiacque alle loro dimande. Ma inten=
dendo dipoi, che esti pure erano dellagente de Cananei, fi rammaric feco, che
l'hauefjero ingannato. Ei ripoero in icua loro, che la paura della ruina della
citt loro gli haucua a cio fofinti. Ma Ges per non romper la data fede, gli

fece publici ferui. Cofi criue Giueppe: ma illibro di Ges dice, che e furon
deputati a feruigi di recar l'acqua e le legna al biogno di tutta la Sinagoga e del=
. .

P R I M A P A R T E DEL L'HISTORIE

36

l'altare d'1 o d 1 o. i Gabaoniti effendo dal Re di Gerualemme per la confeder4=


tion fatta con glIraeliti, afaltati con le arme, Ges pree la lor difea ; eruppe

i nimici ; e fuggendo esti, gli eguit. Nella qual battaglia cadde opra nimici
grandine diinaggiorgrandezza dell'uato, e aette: el giorno fi allung facendo
sele frm" fermare il solea preghi di Ges, accioche il oprauenir della notte non
::::::::: istampaje i nimici dalle fue mani. Et hauendofianco i loro Re nacoo in certa
furonofatta
Dopo queto
Ges ne MontiGalgali:
:"*"*" felunca,
di Ca
trouati,
er uccifi.
ridueritorn
manea; e quiui
negli alloggiamenti
una grande
ucciione,

a quali il nome era stato impoto da queto; che gl'Iraeliti conoceuano di effer
liberi dalla fruit e dallemierie di Egitto. Percioche Galgala preo degli He=
brci fignifica libert. Ma facendo lor guerra i Cananei, che habitauano il Mon
te Libano, e quelli ancora, che habitauano nelle pianure, hauendo preo in loro
aiuto i Paletini; er effendo illoro eercito di trecento mila fanti, di diecimila
caualli, e di mille carri; promettendo D i o al popolo d'Ifrael la uittoria, fi fe=

ce una fauentoa battaglia: nella quale perirono tutti i nimici, leuandone fuori
pochi, Cranco i Re furono uccifi.

E ka alhora paato il quinto anno, ne foprauanzana piu alcun cananeo:


quando Ges poe il Tabernacolo nel catello detto Selem, infino, che gli foe
data occaione di fabricare il Tempio. E fatto raunar tutto il popolo, gli ma=

nifet il numero delle citt pree, ela quantit de nimici uccifi, e come di loro fi
erano fimilmente uccifi trenta Re: affermando, che le citt, che rimaneua
no, erano fortistime ; eficeua lor biogno di lungo affedio: e che gli pareua, che
coloro, che di l dal fiume Giordano erano uenuti in uo aiuto, fi doueffero hog=
g mai rimandare a caa. Diede adunque licenza a due Tribue meza ; che erano cin

que mila huomini,di ritornarea luoghi loro.I quali paato, che hebbero il Gior=
Einees.

dano, fecero un'altare in fu la riua. La onde effendo moo tumulto fra glifrae
liti , ui mandarono infieme con Fineo dieci honorati huomini ambaciadori, a ram
martcarfi, che ei hauefjero fabricato quell'altare. Quelli rifofero, che non

l'haueuano fatto per uagghezza di mouer nouit alcuna, ma perche quell'ala


tarefof a quei,che nacerebbono, egno della parentela,che feco haueuano:er esti
non conoceuano altro, che un folo Dro a tutti gli Hebrei comune. Con queta
ripota ritorn Fineo infieme co fuoi a Ges. Ilquale hauendo perauentura par

tito il paee fra il popolo, dimoraua in sicima: e poto in ultima uerchiaia, e gia
per morire, ricordato alpopolo il fuo ufficio, uc di uita, effendo uiuuto cento
e dieci anni: de quali con Mos haueua feo conuerando quaranta; e dopo la

fua morte da lui era stato uenticinque condotto l'eercito; e morendo ancora Elea=
zar, laci il Sacerdotio al figliuolo di Fineo. Dopo la morte di Ges, i Cannei

ejendo entratiin ieranza di uincer gli Hebrei, mofero loro guerra,


.

::"
att0

CI I G I O VA N N I Z ON A R.A.

fattolor capitano Adonibezec: ilqual nome preo degli Hebrei fuona signor di
Bezec. Con queti uenuti alle mani due Tribu, la Giudaica, e quella di Simeon,
mifero in fuga inimici, er hauendo preo Adonibezec, lo tagliarono a pezzi. Prefa di Ge
Prefero anco di molti catelli; e la parte inferior di Gerualemme, uccifonegli rualemme.
habitanti. Ma l'affedio della fuperiore era malageuole, percioche ella era forte fi

di fito, come di muraglie. Et hauendo anco prea Chebron, tagliati a pezzii


cittadini,la diedero in forte a Caleb: come haueua Mos ordinato: craegnarono
fimilmente campia dicendenti di Giothor, che eranoparenti delmedefimo Mos:
percioche hauendo egli laciata la patria, fece compagnia al popolo Hebreo
nel deferto.

. ...: , *

. . . . . .

. .

:,

o a la Tribu di Giudu, equella di Simeon hauendo ottenuta quella felice


uittoria, poerogiu le arme. Magli Eframiti hauendo tentato in darno tajjedio
di Bethel, preo un cittadino di quella citt, promfero di faluar lui, er i fuoi
parenti, sei glidee la citt. Egli datagliela, fu conferuato: e queti ucciden
do i terrazzani, occuparono la citt. I Beniamiti, a qualiera uenuta in forte la
citt di Gerualemme, impotole certo tributo, contra il comandamento di Dio,
perdonarono al popolo: ilquale eempio fu parimente eguito dalle altre Tribu.
Trouandofigli Iraelitihoggimai in molta felicit, furono guafii e corrotti dalla
lufuria, in modo, che ruppero le leggi di D1 o, e diuennero pigri alle fatiche.
Difeordia
Era anco uenuto meno il Magitrato de nobili, ne piu fi eleggeua il senato. La nata
fra noe
certo
bili.
Leuiti
de
Vn
cagione.
diffordia
queta
per
onde fra loro nacque una gran

uolendo condurrea caa una donna di Bethem, ch'egli haueua prea permoglie,
and la fera nella caa d'un uecchio detto Gabaon della Tribu di Beniamin. Guiui

alcunigiouanetti Gabaoniti, hauendo ueduta quellagiouane, uennero ancoraefi,


e la dimandarono. Il uecchio negando di uolergliela dare, lo minacciarono di
amazzarlo. Egliprometteloro di darglipiutoto la figluola, pure che gli fa
lecito di difender colui, che in ua caa era alloggiato, che non gli faceeroalcun
torto. Ma ei non fi dipartirono, fenon con la preda di quella giouane: er ha

uendo con lei tutta la notte ciacun di loro preo amoroo piacere, come apparue il
giorno, uia lamandarono: ma ella per la ingiuria riceuuta la notte, e perlauer
gogna delmarito, uinta dal dolore,fi mor. Il marito preala cofi morta, e die
d'una
uiome il uo corpoin dodicipezzi, a ciacuna delle Tribu nemand uno, figni. Merte
Pouera gioe
ficando infieme i nomidi coloro, ch'erano stati capie cagione della ua morte, Uane.
Glraeliti adunque mandarono coloro, che haueuano l'ufficio del far le confe
derationi a Gabaon, a domandar, che doueffero mandar loro per riceuer lede=
bibite pene, quelli, che erano colpeuoli di quel brutto fatto. Ei non uolendo

lor darli, mofero a quelli guerra: e due uolte effendo uenuti al fatto d'arme,fu
rono da i Beniamiti poti in fuga. Finalmente fu da Finees Sacerdotepregato
Hit. di Gio. Zonara.

iij

3 8

P R I M'A PA R T E

D E L L'H I S T O R I E

D i o, er hauendo afaltato i Beniamiti, gli tagliarono in modo a pezzi, che fo=


Fatti de gli lamente di loro ne auanzarono feicento; iquali fuggirono ai uicini Monti. Gli

Iraeliti.

Iraelitiarfero Gabaone; uccifero tutte le donne e i fanciulli: el medefimo fecero


nelle altre citt.Oltre a cio tagliarono anco a pezzi gli habitanti dilab citt di Ga

laditi , infieme con lemogli, e co figliuoli, perche ella ricus di effer con effo loro
compagna in quella guerra, eccetto quattrocento uergini, lequali diedero a quelli,
che rimaero de Beniamiti,accioche lefi potefjero prender per mogli, moi a com
paione della loro calamit: e confiderarono ancora, come a gli altri dugento fi

bauee a proueder di mogli.Percioche prima indottidall'odio di quellafeleraggi


ne hautuano ordinato, er aftretto ciacun di loro per giuramento anon dar per
moglie a Beniamiti alcuna delle fue figliuole. Onde opra cio difforrendo, con=
chiuero non di dar loro quello, che haueuano per legge e con fagramento uieluto,
ma di conceder, che et rapifjero le uergini, e le menaffero alle lor cafe, facen=
done le nozze, enza che alcun di loro ne a cio gl'inducee ne lo uietaje, Fatta

queta deliberatione, i Beniamitila coa eequirono.


O R A hauendo perlungo tempo gl'iraelitimefja da canto la cura delle arme,
i Cananei gli hebbero a uile,e prefero alcune loro citt. La Tribu Daina fi rico=
Cananei .

Gothoniel,

uer ne monti, e d'indi riduje le fue habitationi ne luoghi Mediterranei. Gli


Iraelitiuurpando le leggi de Cananei,er hauendo in difregio la forma della los
ro Republica, moero contra diloro l'ira di D 1 o. Onde Cugarthao,Re degli
Airi, lor fece guerra, er impoe di graui tributi, de quali entirono il giogo
quattro anni. Nel findi queti un forte huomo della Tribu Giudaica, il cuino=
me fu Gothoniel, infirme con alcuni pochi compagni, come gli era stato impofio
da D i o, amazz il prefidio degli Airi, che era alloggiato nella ua caa, e
dipoi oprauenendone molti, uincendogli in un fatto d'arme, fece fi, che eglino

fi allontanarono. Effendogli quet imprea riucita bene, il popolo gli conceje


il gouerno, e l'autorit del giudicare: ilquale hauendo quell'amminitratione fo=
fienuta cinquanta anni, uenuto a morte, il popolo d'Irael uiuendo enza Magis
firato, e enz: tema di D i o, foggiogato da Eglone Re de Moabiti,fu cotret=
to di pagar ogni anno tributo. Cotui hauendo in Gerico fabricato il Realpalaz
zo, mentre che per coro di diciott'annilo tenne affiitto in diuerfi mali, un certo
giouane della Tribu di Beniamin, chiamato Aotho (il cui nome afferma Giueppe,
che fu Giuda) huomo ardito e forte, rec a Eglone alcuni doni, portando n4=
froto il pugnle: er effendo il mezo giorno, nel qual tempo tutte le guardie
serano ritirate alle loro stanze, trouandolo folo, fu laciato entrare per la fami=
gliarit, che feco hauena: e ridotolo in luogo ripoto, con finger di hauere a
fauellir con effo lui di coa fegreta, dandogli alcune mortali ferite, l'amazz.
E partitofi, eort que di Gerico a ricouerar la libert: i quali prefero le arme,
Le guarte

, DI G I O V A N N I Z O N A R.A . :

3 9

Leguardie di Eglone trouando il Re morto, fauentate fi mistro a fuggire; me


i cittadini feguitandole, l'uccifero. Cofi gl'Iraeliti furono liberati dalla feruit
de Moabiti. Aoth creato Prencipe dal popolo, hauendo tenuto il gouerno ottan

ta anni, fimeri. Dopo cotui Megar, figliuolo di Dinach, hauendo tagliati a

pezzi molti de Barbari, uc diuita l'anno primo del uo gouerito. Ma effendo varie perfe
da capo: od 1 piisdegnato contra gIraeliti per hauere esti uiolate le fue leggi,

cutioni de

sifar Giab Re de cananei, affaltandogli, grauemente ancora elfogli offee, egli

gl'iraeliti.

fece tributari: nella qualgrauezza rimafero uenti anni. Alhora Debora,femina

Profetea (Ape uuoldir queto nome latinamente) dopo lo hauer fatte orationi
a D i o, cre per uo comandamento Capitano Barac , huomo della Tribu di

Neftalin. ogeto nome preo a gli Hebrei ignifica folgore: e lo eort, che
prendendo, come D 1 o haueua ordinato, dieci mila huomini, andaffe ad affal=
tare i nimici: e, ricercandocio egli, ui and anco la medefima, a parte di quel

gouerno. Effendofi con que diecimila huomini attaccata la battaglia contra Sifar,
uenne dal cielo una gran pioggia, er indi ruppe una hefjagrandine: laquale dal

uento portata neluolto de nimici, impediualoro la uiia: la onde cominciarono a


fuggire; nella qual fuggita il Re ricore a una femina, chiamata loel pregandoa
la, che lo uoleje nacondere. Ella nel riceuette, egli diede a ber latte. Ilqual da Morte di Sie
lui beuuto, e preo da un graue fonno, lael ueggendolo dormire, l'affali con un far .

chiouo, col quale gli pa la teta, e la ficc in terra; e chiamato Barac, gli mo
fir il nimico morto. Ilquale uolgendo le arme contra lab Re de Cananei, ucci=
fe lui, e ditruffe la citt. Mor Barac, hauendo amminitrato anni trenta: e Des
bora mor ella ancora intorno a quel tempo.
D 1 P o 1 i Madianiti infieme con gli Arabi econ gli Amalechiti, combattendo
con gli Hebrei,gli ruppero,egli poero in fuga:dalle cuifpefje correrie effendo ei
per ette anni affaticati, e ridotti alla pouert er alla fame, ricorero all'aiuto

di D 1 o. Trouauafi alhora un certo Gedeone della Tribu di Manaje: ilquale,


mentre, che nel torchiotringeua i faci dellefiche, uide preo di fe uno in habi=
to dagiouane: da cui, effendo egli chiamato a D1 o caro e beato, di quelle paro= Gedeoh,
le facendofi beffe, ripoe. Ecco il egno della mia beatitudine, che io adopro il
torchio in uece di altare. Il giouane lo confort a far buono animo, cv a prender
la cura di ricouerar la libert del uo popolo. Gedeone preg colui,chegli era ap=
parfo, che non fi dipartiffe, crandato di dentro, rec fuori la uittima. Et egli,
che era l'Angelo, glimpoe, cheila poneffe preo alla rupe: e toccandola con la
uerga, che haueua in mano, ui fi accee il fuoco, er abbrucci la uittima. Pocia
Gedeone chiee a D 1 o, che la rugiada dicendee nella pelle, e ui dicee. Da capo
dimand,che la terra bagnatapur dalla rugiada, e la pelle rimaneffe aciutta: e cofi

fu fatto. Obedi adunque Gedeone: cr arm contrainimicidieci mila huomini:


&

C iiij

4 o

PRIMA

P A R TE DE L LH I S T O R J E

iquali di ordite di D to filmezogiorno condue alfiume:e quelli,che parcamen=


te beuettero, e con pretezza uolgendofi dimotrarono prontezza di animo, (e
quetierano trecento) laciandogli altri, men contra il nimico. La notte, pren
dendo feco un foldato, efjendo entrato nel campo de nimici, ud uno,che raccona
taua a un'altro, che era feco nel medeimo alloggiamento; come eglifi haueuafos
* gnato di uedere un pane di orgio, ilquale uoltolandofi per il campo rompeua gli
Sogo * alloggiamenti dell'eercito . . Laltro rifofe, che quel fogno dinotaua la ucciion
-

son ato a del nimico eercito : paragonando Gedeon con i fuoi, per il picciol numero, e per

*** la debolezza, a un pane diorgio. Hauendo quete parole intee Egeome, fi rac
confol tutto. E ritornato nel fuo campo, comand che tuttiprendefjero l'arme,
e diuio il picciol drapello intre colonelli, ordin, che ciacuno portaffe un'anfo=':
ra uota con una accea fiaccola in mano,e con un corno di Montone.E intorno alla
quinta uigilia della notte, glimen contra i nimici: aquali come e furono uicini,
fonarono i corni,e le anforefezzarono,e leuando il grido, con le fiaccole in mano
fecero impeto. Queto mife animici fauenfo, effendone alcuni dal nimico uca
tifi,altri uenendo amazzati da i loro propri (e quetifurono una grandiima par
te; e non era difficile, effendo notte) quai tutti furono ditrutti infieme con due

Re, Orebo e Zebo, il reto de capitani e dell'eercito fuggendo, giunti da que


di Gedeon ,furono tutti tagliati a pezzi.

- --

T E N N $ Gedeon il gouerno quaranta anni, e moruecchio, laciando di molte


mogli fettanta legitimi figliuoli, er uno d'una ua concubina, detto Abimelech:
abimeteen ilquale amazzando tutti i uoi fratelli, eccetto Gioathan, che fi falu fuggendo,

::::::: occup la Tirannide. I siciniti tumukuando, cacciaron della citt Abimelech.


:::en: cotui aiutato dall'opera d'un folocittadino,la pree,e tagliando a pezzi tutti quel=
li, che erano in et di huomo, la ruin infino alle fondamenta. Pree anco nelpri=
mo impeto un'altra cittt, detta Thebe. Gli habitanti con gran fatica fi ricouera=
rono dentro una Torre, ch'era nel mezo della citt. Alle cui porte effendo giun=
-

to Abimelech, una feminetta lo percoffe con un pezzo di macino, eluccife.

:*"

I i Prencipato degli Hebreifu dipoicommeo a Giaire,uno della Tribu di Ma


nae; ilquale fi mor dopo hauerlo tenuto uenti due anni. Alhoragli Amaniti in=
feme con i Paletini facheggiarono il paee: Efogliandogli Amantila Galaditi
ca, gli habitantielejero capitano Gefih: ilquale douendo uenire alla zuffa co ni
mici, uot, chefe egli riportaffe la uittoria, qualunque coa nel uo ritorno pri

,, ma gli uenije auanti, dilei farebbe acrificio. Combattendo cotui fu uincito=


,, re. E ritornando alla citt, gli uenne incontra una fua unica figliuola, laquale
era ancorapolcella. Sopir egli; maper non mancare alla promea deluoto, la
fcrific, er arfe. Effendofi feco adirati gli Efraimiti, che non foffero stati da lui
chiamitialla guerra de gli Amaniti, ne uolendo riceuere alcunafua
uenuti

Atto

...
D I G I O VA N N I

ZO N A RA ,

4- 1

al fatto d'arme, egli tagli a pezzi molti di loro;ev hauendo amminitrato feian
ni il Prencipato, fi mor.

D o p o luifu fatto Principe Labdon, della Tribu di Efraim,e uc diuita uec=


chio, l'ottauo anno delfuo Prencipato. Dipoi i Paletinifoggiogando gl'Iraeliti,
gli hebbero tributari per quaranta anni,

N = L qual tempo effendo nato Sanfone (queto nomefignifica fortezza) effo *******
gli molest: il cu nacimento fu tale. Manoe della Tribu di Dunia hauendo una
mogle sterile, l'uno e l'altro pregaua D 1 o, che le dee alcunfigliuolo. Apparue
alla donna efjendo ella fola un giouanegrande e dibello afetto; ilquale a lei pre= Quello, che
- diffe, che gli nacerebbe un figliuolo;e le impoe, chei non beeffe uino, o altro li- p:teras

quore, chelainebriaff, ne mai fi corciaffero alfanciullo i capegli: percioche egli


farebbe Nazareo ; cio fanto al Signore, e libererebbe il popolo d'Irael dal giogo
dell'altrui feruit. La donna, uenuto il marito a caa, gli riferi quello, che gli
era stato predetto. Alhora egli preg I d d 1 o, chelmedeimo facee,che anco=

ra apparie a lui. L'Angelo, non ui effendo Manoe, torn la econda uolta alla
donna: er ella il preg, che afettaffe la uenuta del marito. Tornato il marito,

.. .
|

dimand quello,che effendo nato il fanciullo, dilui far fi doueffe.Rioe egli. Non,,
beua uino, ne altro, che lo poa inebriare, ne fi paca mai diueruna coa inmmon , ,
da,ne fi radu la capigliaia. Alhora Manoe dimandando il nome di colui, che feco
parlaua, non hebbe altra riofia,fenon che era ammirabile. Egli acrific un ca=
pretto, e rec i pant. L'Angelo comand, che poneffe le carni e i pani fu la pie=
tra. Ilche fatto,ui percoe con una bachetta, che egli portaua, e nacendo ilfuo=
co, conum ogni coa. E in quella fiamma; ueggendo ciovManoe e la moglie,

l'Angelo acee in celo. Dopo queto nacque Sanfone, ilquale diuennegrande, e


lo pirito di D 1 o habitaua in lui.Veggendo egli una fanciulla in Thunne (queta
citt e de Paleiini) preo del uo amore, ancora che il padre e la madre effen
do stranieri, ricu/ajero di dargliela per moglie; egli nondimeno con l'aidouit
del pregare l'ottenne. Ora, mentre, che Sanfone feo andaua alla caa loro, fi
fcontr in un Leone: e,perche non fi trouaua hauere altre armiperfua difea, con
le mani lo strangol, e strafcinandolo fuor distrada, logett in un boco. Iui ad
alquanti giorni ritornando ancora allafofa,trou nella bocca del Leone uno fcia
mo di Api:e mangiando del mele, ne rec anco al padre er alla madre. Ritornato
da capo alle genti straniere, nel conuito delle nozze propoe a trentagiouani una

quetione, pronettendo loro, fe fra fette giorni e lafaprebbono foluere, di dare

a ciacuno un drappo di chermosi, er unabella ueta da donna: ee non apeffero,,


patteggi, che esti altretantofofero tenuti di darea lui conentendo a do igioua-, ,
ni, egli cotal quitione propoe. Dal mangiatore uc il cibo: e delforte la dolcez- quistione

za coloronon intendendo quello, che talquitione dinotae, pregrono di nastojo:"

4-2

PRIMA

PA RT E

D E LL H ISTOR I E

lafanciulla, che intendendola dal marito, er dicefjeloro lafofitione. Ella fimia


fe dicio a pregarlo. Sanfone da principio glielo neg: ma nel fineuinto dalle la=
grime della fofa, le aperfe il fignificato. Ella nel manifet agiouani : iquali,
uenuto il fettimo giorno, a Sanfone differo. Che coa piu dolce del mele : che piu
forte del Leone? Sanfone adunque sdegnato, diede a igiouani quello, che loro ha

: ueua promeo: ma la moglie rifiut. E dipoi dipiacendogli, chel padre l'ha=


gle

uefje maritata a un'altro, pree trecento Volpi: e legando a lelor code ardentifia=
cole, le mie ne campi de' Paletini: lequali in tal guia abbruciarono le biade,
( che gia quai erano uenute grandi ) eimilmente le uigne. Per ilquale fatto i Pa
leiinilagiouane, ch'era stata ua moglie,infieme con tuttiifuoi parenti gettarono
nel fuoco, e l'abbruciarono. Sanfone amazz molti di loro: e poi fi mife agia
cere opra una rupe. Onde ei hauendo fatto un buonio eercito, fecero intet de=
re a gl'Iraeliti, che uolendo effer tenuti di quel danno, che riceuuto haueuano,
non colpeuoli, defjro loro nelle mani Sanfone, Andarono a quella rupe tre mila

armati. Sanone fi leu dalla rupe, e uolontariamente firimie in loro: iqualilea

:::::-: gandolo
stretto, lo diedero a Paleiini. Ma egli ruppe lefunie prefa una mafciel
la d'Afino, cheperauentura era in quel luogo, amazz mille de Paletini, elri=
! .

manente cotrine afuggire: onde ilmedefimo luogo Mafciella fu chiamato. Mole

stato dipoidallafeteriuolgendoi piangendo a Dio,uc fuori acqua della feura


della terra,laquale haueua fatta la mafciella,trattaui da Sfone. Effendofi ritorato
col bere,and in Gaza:oue i Gazeiferrando leporte perche fuori non potee uci=
reeglifu lameza notte,leuando dalle porte i limitari,e cio che quelle fofteneuapo=
nendole opra le fuefalle,rpoe ogni coa alla cima d'un monte.Dopo queto Sanfo
santenesa"
s'innamor oltre modo d'una meretrice, detta Dalida. Alla quale ricorero i
anone S'in
:::::a di principali de Paletini, e gran doni le promifero, fe ella intendefje da Sanfone la
-

P"

cagione, che lo faceua cofiforte, e la manifetaffe loro. Elli piu uolte procurando
d'intender queta coa,creffendo da lui affegnate diuere cagioni, lequalifacendone
Dalidala eperienza,riuciuano uanese pregandolo ella compiu efficaci parole,final

mente egli ilfegreto manifet, dicendo, che ID d 1 o haucua comandato, che mai
la chioma non fi radaje, ondeempre l'haueua portata intera, perche ne capegli
era ripofia la fia fortezza. La rea femina, mentre Sanfone dormiua, gli tagli
i capegli ; e cofi priuo di ognifuaforzalo diede in mano de'nimici: iquali gli caa
uarono gli occhi: onde egli, che prima era formidabile, fu tenuto agiuoco. A
Sanjone in proceo di tempo rinacquero i capegli, e gliritornarono infieme le fora
ze. Stando un giorno i Palestini fulbere, e trouandofi i lor maggiori a folenne
conuito
in un palagio,ilquale era fotenuto da colonne,ui fecero anco menar Sanfo=
Sanfone gua
fto.
ne da un fanciullo,perche da ciacunofoe beffato.Erano uenuti nel palagio da tre
mila huominie donne perueder dileggiar Sanfone. Ilquale effendo stato un pezzo
prouerbiato,
-

D I GIOV A N N I Z O NA R A .

4. 3

prouerbiato,edatogli delle guanciate, preg ilfanciullo, chelo conducee ad una


delle colonne,affine che effendo fianco,fi poteje appoggiare,e prendere alquanto di
fiato. Ilche fatto dal fanciullo, egli leuando uia due colonne, fece che il Palagio

run,e con lafua ruina uccije lui,e tutti quelli, che dentro u erano. E quetofu il
fine della uita di Sanfone, effendo stato per uenti anni giudice al popolo d'Irael.
Do P o la morte di Sanfone non hebbero piu i Giudici il gouerno del popolo,
m
na Elio
Elio

Pontefice:: fotto ilquale crecendo lafame, unhuomo di Bethleem, il cui


-

--

Helio Ponte

nome fu Abimelech, con la moglie e con due figliuolifiridue in Moabith: equi- :


ui fece maritaggio de fuoi figliuoli con le donne Moabitiche: efa dieci anni infie
me co figliuoliuenne a morte,laciando Noemidfua moglie uedoua, e due fue nuo=
re, Orfa e Ruth. Noemid torn alla patria: cr Orfa, l'una delle nuore, per
configlio dellafuocera, rimae fra i Moabiti, e Ruth ne and con Noemid. In Be
thleem Booz parente di Abimelech le riceuette in cafa .

: Q v 1 v 1 la donna da cittadini effendo chiamata per il uo proprio nome, deh


non mi uogliate chiamar (diffe ella) Noemid, ma Mara (percioche Noemid igni
fica felicit, e Mart dolore er acerbezza) perche effendomi io partita pienu, fo

noritornata uota. Ruth nel tempo, che fi ricolgonole biade, and nella pofyston
Ruth ,

di Booz a far queto lauoro. Ilquale conociuta lagiouane, le permeffe, che quan
to ella potee ricogliere, tanto uia portafje: e comand al uo cataldo, che le def.
fe da definare. Ella del cibo, che le fu dato, ne ferb anco una parte per la fio=
cera: e la fera portando a caa l'orgio, che haueua ricolto, raccolt, cone er fu=
ta trattata da Booz, e da capo inieme con le fanti di Booz uc fuori. Qui Nor=
midfi uie in cuore di maritur Ruth a Booz,e mandando a lui la nuora,le impoe,

4'4

P R I M A PARTE DEL LE H I S T O R IE

che coricandofi a piedi di Booz, mentre dormiuanell'aia,iui ella ancora fi addora

mentaje Ella l'obedi.Di che Booz effendoene in fu la mezanotte aueduto, diman=


d chi ella foe. Et intea la coa, uenuta la mattina, fuegliatala comand, che

alla fuocera ritornaffe : e fa tanto (le diffe) io m'informer con colui, che t
piu stretto parente: ilquale,oue uoleje prenderti per moglie, te ne andrai a lui: e
Je non ti accetter,farai mia legittima conforte. Si dipart la donna: cr a Noemid
narr il tuttto. Booz fece citar Ruth e'l fuo parente inanzi al Senato: e gli diffe.
Tienitu la heredit di Abimelech notro parente, e de uoi figliuoli? Et affer=

2 mando egli, fi bene, che la tenella per uigor della parentela per legge; Non fi
debbono adunque (diffe egli ) offeruar le leggi nella met, ma obedir loroin tuta
* te leparti. Onde rimane, che tu prenda per moglie colei, chefu moglie di Malon

figliuolo di Abimelech, e che tu rinuoui il feme del parente. Egli ricus, e ce=
dette a Booz cofi la heredit, come la donna.

R T Col 64 dalla legge ,otadnamoc Riogliendo la starpa di celui gli


::::::::: fut nella faccia ; e fi marit a Booz: a cui partori un fanciullo, chiamato
Dauid,

obed (ilqual nome dinota feruo ) co a Obed nacque Geffe, ev a Geffe Dauid: il

quale ottenne il Regno degl'Iraeliti, e laciollo a uoi figliuoli; e fi conferu in


uent'una generatione.

A Elio, ilquale dicemmo, che era gouernatore del popolo, nacquero due fi
gliuoli, iquali furono trifti huomini, e pieni d'ogni forte di celeraggine, l'un
detto Ofnis, e l'altro Finees: ne fi moueuano punto per i ricordi del padre. Alla
cotoro maluagit sdegnandoi D i o, per Samuel,che ancora era fanciullo fe=
ce predire a Elio la ruina fu, de fuoi figliuoli, e di tutta la fua caa.
E R A Samuel figliuolo di Helcane Leuita: ilquale haueua due mogli, Anna,
e Fenam. Queta haueua di Helcane riceuuti figliuoli: Cr Anna non haueua par=
torito. And Helcane con le mogli a Silone: e dopo lo hauer forniti i Sacrifici,
-

effendo uenuta l'hora del conuito, o effendofi poti a federe i figliuoli di Fenam,
nna fi mie apianger la ua sterilit; e con molta fretta entrando nel Tabernaco=

lo del Signore, preg Dio, che le concedee alcun figliuolo, facendo uoto di
conagrare alui il primogenito. Mentre, che ella continouaua nelle preghiere,
Elio fedendo preo il Tabernacolo, stimando, ch'ella foe ebbra, comand, che
fi dipartiffe. Et ella, Signore ne ho beuto uino, ne altro, che m'habbia inebbria=
ta; ma del dolore della sterilitmia fono traffitta. Alhora dije il Sacerdote: par=
titi, che I d d I o eaudir il tuo uoto. Ritornata a caa col marito, ingrauid :

e partor Samuel: ilquale fi puo eponer molto diiderato. Effendo uenuto ilfan=

#:"" cisto gigrandicello, fu da leiperadempiere ilioto, menato ad Elio perchef al


leuaffe a D 1 o, co capigli lunghi, habitando nel Tempio,e con berfempre acqua.
Cotui effendo di dodici anni, cominci a profeteggiare: e dormendo un giorno,
fu tre

DI GIOV A N N I Z O N A R A .

4 5

futre uolte chiamato da D : o ; er egli stimando effer chiamato dal Pontefice,


and a lui:e queto auenne tre uolte. Elio comprendendo che quello era chiamamen=
to diuino, impoe a Samuel, chefe un'altra uolta uenie chiamato, ripondefje:
eccomiSignore. Ilche hauendo fatto il fanciullo, gli annunti chi chiamato l'ha=
ueua, che una gran calamit foprataua agl'Iraeliti: e che doueuano perire infie
me i figliuoli di Elio, o il Sacerdotio effer trafportato nella famiglia di Eleazar.
Non uolendo Samuel riferire a Elio quete parole, finalmente aftretto pergurus
mento, tuttonel modo, ch'egli haueua udito, gli raccont.
D 1 P o 1 mouendo i Paletiniguerra agl'Ifraeliti, fi prtirono uincitori. Di=
mand il popolo, che in uo auito fi portaffel'Arca. Effendo ella mandata infie=
me co figliuoli di Elio, firinou la battaglia: e furono rottigli Hebrei, e tagliati,

ne a pezzida trentamia: faiqualifurono ancoi figliucli del Pontefice ucifi: e :::::::"


l'Arcauenne in poderdeninici.Elio Pontefice,ilquale fedeua opra un'alofeggio,
turbato dalla ucciion dell'eercito, dalla morte de figliuoli,e dalla perdita dell'Ar

ca, cadendo per la grandoglia del eggio, uc diuita, effendo in et di nouanti


anni,er hauendone quaranta tenuto il gouerno del popolo. Gli stranieri portando
l'Arca
nellaIlcitta
di Azot,la
conagrarono
al Dragone:
che cofi
il D i o la
loro
chia- estai::
mauano.
d feguente
entrando
per tempo
nel Tempio,
trouarono
Imagine

di quel D 1 o stef interra apie dell'Arcaconderizzandola,la ripoero nella ua


bae. Maueggendola feo in quelmodo caduta, e quante uolte la dirizztuano,
tante uolte trouandola china, a guia di adorante inanzi all'Arca,rimafero stupe
fatti, non apendo, onde un cotale effetto procedeje. Dopo queto nella citt di

Azot, e nel contado oprauenne una infirmiti, laquale (Giueppe criue, che era ,
il male detto dienteria) molti ne uccie: e nacquero alcuni topi della terra, iqua- ?
li ditruggeuano le campagne.
to di budel
Ta k po nel fine comprendendogli Azoti, che la cagione deriutua dall'Ar- le.
c, lamandarono in Acalone,a i cui habitanti etiandio il medefino auenne. E co

fi effendo portata l'Arca in cinque citt di Palestina, ella a tutte fu digrandistimo


danno. Onde i gouernatori delle cinque citt, lequali erano per total cagone
afflitte (cio di Acar, di Acalone, di Gaza, e di Azot) inieme raunandofi,
dopo diuero parere, fialmente tutticonuennero, che fi faceero cinque fedili
d'oro,
topi,
e fi ilponeffero
dentro
l'Arca;
fabricaffe un
nuouo Quello, she
carro ;er
e fialtretanti
mettefero
atirare
detto carro
uacche,
che elafiprimauolta
hauefjero
fu te minae

partorito, e fi teneero i lor utelli: e ponendo l'Arca opra queto carro, la t de rarea.
conduceero le uacche in parte, oue piuuie faceero capo, e fi laciaffe, che el
le prendefero quella strada, allaquale foero finte e portate dall'impeto.
Onde fe auenie, che elle andafero uero gl'iraeliti, era da credere, che eglino
percagion dell'Arca que mali patifero: ne fi doueua uietar, che non ui andafjes
, !

46

PRIMA PARTE DELL'H Is T o RIE

ro. Ma, e elle firiuolgeffero uero altra parte,fi doueuano ridurrenella citt
i Puo, il carro, e le coe, che in lui erano. Ponendo la deliberatione ad effeta
to, laciarono andar le uacche, feguendo ei alla lunga per uedere lauenis
mento . Elle fe n'andarono uero gli Hebrei , ne prima fi fermarono, che
peruennero nella gran uilla di Bethame. onde, come gli habitatori di quel uil
laggio uidero l'Arca, corfero a lei, e la leuarono dal carro, e facrificarono le
, ig
Iddio
uccife uacche ; e i legni, de quali era fatto il carro, abbruciarono. Il che ueduto i
:::::::: Paleini, tornarono in dietro. Ma I d d 1 o sdegnandofi contra coloro, che
-

- -

::::... baucuano toccalArca, perche non eranointrodotti nella religione, gli uccie.
G l. 1 altri auifarono gli Hebrei dell'Arca ricouerata. Eglino la portarono

in cariatharin, e la poero in caa di Aminadab della Tribu Leuitica: oue fi ri


mae per lo patio diuenti anni, efjendo stata preo a Paletiniquattro mefi.
O R a Samuel effendo gia Profeta famoo, er huomo di grande autorit,
hauendo fatto rannre il popolo, lo perfufe a ricouerar la libert. Ilche intea
fo da Paletini, con improuio afalto fauentarono gli Hebrei. quali ricorero

a Samuel, e differgli, che non farebbe piu peranza della loro faluezza, eegli
non pregaua ID d 1 o. Samuel gli confort a star di buona uoglia; e promie
loro, che I d d I o gli aiuterebbe:e facrificato un'Agnello, fece orationia D 1 o.
Ancora la fiamma non haueua confumata lauttima, quando i nimici fecero im=
peto contra gli Hebrei, auifando di poterlipiu ageuolmente uincere, trouandogli
:::tade Pa diarmati. Ma tremando miracoloamente la terra, e fentendofi tuoni, esfauil
leftni.
lando di molti lampi, fauentati fi ruolfero in fuga.Mentre fuggiuano, Samuel
col popolo tenne lor dietro, e ne uccie molti.Ei dopo queta perdita, non piu af=
faltarono gl'Iraelitima all'incontro Samuel ricouer la terra,che eglino haueuano
tolta agli Hebrei. In cotal modo Samuelera giudice e gouernator del popolo.
-

|-

o r a effendo egli gia uecchio, compartia figliuoli l'ufficio di gouermare, e


la fatica del giudicare: de quali il maggiore hebbe nome Gioel, el minore Abia.

n pepsledi ouetinon eguitando icofiumi del padre, fi poero a uenderla giutitia. Ilche

: : alpopolo effendo moleto, ricore a Samuel; egli diffe. Poi, che tu per cagion
Re .

della uecchiaia non puoi reggerci, crea un Re, ilqual cigouerni, e danofiri nia
** mici ci difenda. Dicio attrifiandofi Samuel, gli fu detto da D1 o. Il popolo
non fa poca stima di te,ma di me ora colui, che io ti dimostrer, fa che da te fia
unto Re. Facendo adunque Samuel raunargli Hebrei, propoe a quelli di uo
lere eleggere loro un Re, predicendogli, che ancora fe ne pentirebbono;e preghes
> rebbono D i o, che da i Re gli liberaffe. E pureintauano, che foffe loro
dato un Re, dicendo, che dell'auenire ei non fi prendefje alcun penfiero. Alhora

Samuel,diffe: Andatene; che quando io apr il Re che ui haur dato i p d 1 o,


io ui chiamer.

"A ve n n =

D I GIOVANN I "ZO NA R.A.

47

A ve s sr, che un Beniamita,detto cis,haueus mandato a cercar di certe Afi


ne, ch'egli haueua finarrite, un fuo figliuolo detto Saul, che era huomo di ri
guardeuole statura er aletto, inieme con un feruo. Lequali hauendo egli per
tutto cercate, e non le trouando, uenne in Armathaim per dimandarne Samuel.

Alhora D 1 o riuel a Samuel, che cotuiera quello, che egli uoleua, che foe Sault
Re de gli Hebrei.

E s s e N do adunque Samuel du Saul delle Afine addimandato, rioe, che


elle erano falue: e riceuendo Saul nella ua caa, la mattina per tempo and con
lui. Et ucito della citt, hauendo condotto il giouane in luogo rimoto, farfe Saul unto
da Sae
l'olio opra la fua teta: e baciandolo, gli diffe: Tha unto D 1 o Re del fuo Re
muel.
popolo: della cui untione haurai queto egno: che prejo della epoltura di Ra=
chel ti uerranno in contra due huomini, rallegrandofi teco delle ritrouate Afia
ne. Gli aggiune ancora altri fegni per confermation della uerit: fra iquali fu,
che quando ei andrebbe in Gabata,profeteggerebbe infieme con gli altri Profeti di

quelluogo. Gl'impoe ancora, che, quando effo per lui manderebbe, egli uenije
in Galgala. Pocia, raunato ilpopolo, comand alle Tribu, che mindaffero la
forte, accioche fiuedeje, chi doueffe effer Re. venne la forte nella Tribu Be=
niamitica, e dipoi nella gente di Battarin ; nella quale effendo mea per cia=

fun huomo, ella tocc a Saul. Onde fi cerc di lui, e non fu trouato. Ma
Samuel dimotrando per ipiration diuina, oue egli era nafcofo, iui condotto,
lo fece fermare in mezo della turba. Era Saul digrandeitatura, e con le fala
le fouerchiaua ciacuno. Alhora diffe Samuel al popolo. cotui ha il Signore
unto per uotro Re: a cui non fimile alcun di uoi. Il popolo rallegrandofi, gria
d: uiua il Re. Hauendo Saul ottenuto il Regno, molti, come Re, l'offeruauano
e nella guila, che conueniua, l'honorauano. Molti anco lo frezzauano, e di

lui beffe fi faceuano. Dopo un Mee Naam Rede gli Amaniti, ajedi Giaben
di Galaditica, dicendo che non era per conceder la uita a ueruno degli habitan=
ti, fe ciacun non contentae, ch'ei gli facee cauare il destro occhio. Queti dia
mandarono fette giorni di tregua:iquali ottenuti, mandarono meaggi in Gala=
ditica. Il popolo hauendo intele le parole dell'Amanita, nhebbe a plangere. Ma
Saul stimolato da grauiimo sdegno, fece tagliar due Buoi in molti pezzi, e far
gerli per tutti i confini de gl'Iraeliti, minacciando, che egli tutti tratterebbe in

quel modo coloro, che non fi trouaero infieme con lui a dicacciargli Amaniti.
Concore tutto il popolo, e fattoui la raffegna, fur trouati fettecento mila huo=
mini: e Saulipirato da D 1 o prediffe, che i Giabini dopo tre giorni farebbono
Saul taglia a
falui.
E caminando
l'eercito letutta
la notte,
alla prima
uigilia
peruen
ezzi gi
ne a gli
Amaniti :con
e diuidendo
genti
in tre intorno
parti, tolfe
in mezo
i nimici,
ene pAguaiil

tagli molti 4 pezzi, e parimente ilmedefino Naam Re loro: gli altrimie in

4. 3

P R I M A PA R T E : D E LLE HISTOR IE

fuga; e fatto impeto nellor paee, cr acquitatone di molte foglie, confomna


** lode feceritorno: ne piu fu da alcuno tenuto in poca stima, ma celebrato per la
fia fortezza, cretiandio honorato da quegli, che priralo difregiuuauo. La
onde da capo Samuelraunando il popolo, un'altra uolta grid Saulo Re, e di nuo=

republia : . coji la Republica de gli Hebreidal gouerno de nobili fu cangiata in


3:#. Regno: percioche eglino otto Mos e Ges obediuano a nobili: dipoiper anni.
:::
diciotto furono enza magitrato: indi fotto il gouerno di coloro, che chiama=
uano Giudici, permettendo la fomma de giudicije dell'amminitrationi a uno de
migliori.

O ka Samuel atringendo il popolo per giuramento, chei uolefje dire, fe.


mai da lui hauefje alcuna ingiuria riceuuta, rilofero tuttigridando, che co
era stato al popologiuto e benigno rettore. Alhora die egli: Sappiate, che
** uoi col dimandar Re hauete grandemente peccato, e per tal cagione moo a

ira i bp i o: e queto ui far egno, che nel mezo della state uerr un fortune
uole e fiero tempo. Ne pas molto, che oprauennero tuoni efolgori, come pre=
diffe il Profeta, tanta grandine, chel popolo iauentato, preg Samuel, che

impetraffe da D i o perdono de fuoi delitti. Soggiogando i Paletini gli He


brei, er hauendo loro leuate le arme, e uletato l'odoperar ferro, Saul dicee in
Galgala, efortando il popolo, che doueffe leuarfi al racquito della libert contra.
i Paletini; magli Hebrei temendo la gran moltitudine de nimici, il Re fece chia
mar Samuel. Egli ditermin di andare dopo fei giorni con proponimento, che il
fettimo, dopo hauer facrificato, ei andafjero a combatter co nimici. Ma ueg
gendo Saul, che'l popolo nacoamente fi dipartiua, e l'abandonaua; facrific
egli,ev intendendo la uenuta di Samuel, gli and incontra. Gli diffe il Profeta:
Samuel pro-

perche haitu fatto coteto, uiolando i ricordiniei: sappi adunque, chel tua

f:::::::" ia Regno non durer: ma ricercher I d d I o unhuomo, fecondo ilfuo uolere.

:::" toconfoldati
queteandarono
parole fiapartisamuel
"saulesionatha uo figliuolo con feicen
Gabaone, Gli stranieri bauendo fatte tre parti dell'eerci=

Saul

to loro, faccheggiauano in tantoi terreni de gl'Iraeliti. Ilche ueggendo Saul,


Glonatha er Achia Sacerdoti, da un'alto poggio, e per la poca quantit loro non
fi trouando batanti ad aiutarli, fi doleuano oltre modo. Ma Gionatha, enza

altrimenti configliarfi col padre, con un olo fuo cudiere dicendendo del colle,
afaltiamo, diffe, il campo de nimici: iquali fe ci diranno, che partiamo,non ana
dremo a loro: ma, fe c'inuiteranno ad andarui, quete parole douremo moi hauere

perfegno della uittoria. Cofi e n'andarono agli alloggiamenti de' nimici: ouefu
lor detto, che procedeero auanti, ch'eglino haueuano da parlar feco.Quella uoce
accrebbe a Gionatha l'animo: er indi partendofi col compagno, e prea un'altra

strada, afalt inimici, che dormiuano: crucciione da uenti, gli altrifauent


di maniera,

DI - G I O V A N I Z O N A R A .

'

49

di maniera, che fuggendo confufi e turbati, da i lor propri erano amazzati.

s a v l. ueggendo il diordine, che era nel campo de nimici, o accorgendofi


della partenza del figliuolo infieme con lo cudiere, ancora egli fece impeto ne'
confufi nimici . Saul maladii fuoi, fe alcun di loro prima, che ueniffe la notte,
tralaciando la uccifion de nimici, affaggiae cibo. Nel feguitare i nimici, non
fapendo Gionatha la maladition data dal padre, eendo peruenuto in una felua,
due era uno ciamo di Api, mangi del mele. Saul hauendo in animo di combat
ter gli alloggiamenti de nimici, per ilSacerdote fece dimandare all'oracolo, fe
D 1 o gli concederebbe la uittoria: ma non hauendo egli da D 1 o alcuna rio= !!!!
fia, cerc chi l'hauee offeo, dicendo,io chiamo per tetimonio esto D i o, che fisil
l'uccider, eben foe mio figliuolo. Gettando la forte, quella dimotr Gio=
natha: ilquale eendo dimandato, qual peccato hauee commesto, die, ch'egli
non fapeua di hauer peccato in ueruna coa, fuor che il giorno auanti, non h4=
tiendo faputa la maladition data dal padre, haueua mangiato del mele. Ilche in=
teo dal padre, giur di uolerlo uccidere. Il popolo all'incontrogiur, che non
comporterebbe, che colui, ch'era stato cagione della fua u ttoria, foe uccifo: e
leuandoglielo dinanzi, con uoti plac I d d 1 o. Saul hauendo uccii da feanta
mila Paletini , ritorn in dietro: e foggiogati gli Ammoniti, i Moabiti, i Pale=

fiini, gl'Idumei, gli Amalechiti, er anco il Re di Suba, liber gl'Iraeliti dalle

mani degli stranieri, Hebbe saulire figliuoli: Gionatha,


due figliuole, Meroba, e Melcol. Haueua egli fatto fuo Capitano Abenerem sui,
figliuolo di Ner uo parente.
O R A die Samuela Saul, che D1 o comandaua, ch'egli flagellae Ama
lech: ey hauutane la uittoria, non perdonae ad alcuno, ne a donne, ne a fan=
ciulli, ne agiumenti, ne a pecore: ma eftingueffe del tutto illoro nome. Onde
Saul uenendo a battaglia con gli Amalechiti, uinfe er amazz tutti i nimici. Ma
effendo uenuto in fitopodere Agag Re di quella terra, per la marauiglia, che egli
hebbe della fuabella forma e dalla ua grandezza, non l'uccife: e parimente gli
armenti, igreggi, e le altre cofe dipregio, effendogli ucito dimente il coman.
damento diuino, conferu. Onde Samuel hauendo hauuto in riuelatione da Dio,
comerendeua
ei fi eragratie
pentito
creato
gli and
dicendo
egli,
che
a di
D1hauer
o, che
per Re
fuoSaul,
dono era
rimafoincontra:
uincitore de
nimici,
ez : !
haueua, come gli era futo impofio, amminitrate tutte le coe,diffe alhora Samuel:
io odole uoci degiumenti e delle altre pecore. Onde auien queto : Ripoe saul,
chelpopolo le haueua ferbate per uittime a D 1 o, ma che tutti gli Amalechiti,

eccetto il Re loro, erano stati difirutti. A quete parole foggiune Samuel: Po


feta, che tu non hai obedito a icomandamenti di D i o, fappi, che perderaiil

Regno. Maegli confeffando di bauer peccato, lo preg, che col mezo de acri
Hit. di Gio. Zonara.

P R I M A P A R T E DEL L'H I S T O R I E

ficiriconciliae feco il Signore. Si diparte il Profeta: ilqualeuolendo saulrite=


ner per forza, gli fquarci la ueta. Qui diffe il Profeta, cofidate far fquar
ciato il Regno, e dato a unhuomo giuto e buono. Ne per laciando il Re di prea
gare, obedi ; e comandato, che Agag foe iui condotto, cruccio, pretamente
torn in Armathaim: e di ordine di D 1 o and a trouar Geffe, per unger con
l'olio uno de fuoi figliuoli: er effendo andato in Bethleem facrificato a D i o
fece uenirfi inanzi Geffe e i figliuoli: e ueggendo il primogenito, che era huomo
grande e bello, stim, che cotui doueffe piacere a D 1 o. Ma diffe D i o: non
Lousms uoler riguardare il uo uolto, ne lagrandez della perona: percioche fi come

g.:"is l'huomo guardal'apetto, cofi D i o rimira l'animo. Hauendo dunque trastorfi


::::::: congli occhi tutti i figliuoli di Geffe, enium diloro piacendo al Signore, diffe sa
muel a Geffe : niun di cotoro elegge D i o: mafe ue n'hai alcun'altro, fi che egli

uenga fuori. Alhora diffe Geffe, altro non reta, che un fanciullo, ilqualepas
fcolale pecore. Comand il Profeta, ch'egli lo fa effe uenire. Effendo Dauid
chiamato, uiuenne: ilquale era colorito con belliimi occhi, o era anco bello di

perona. D1 o motr a Sam tel, che cotui era quello, ch'egli uoleua, che
Re fi ungefje. Onde prea eglil'ampollu l'une con l'olio nel mezo de fratelli : e

:*** ritorn in Armathaim. Entr in Dauidlo pirito di Dio: e fi part da sul;


|-

onde in lui entr un cattiuo pirito, ilquale l'affi geuaetormentaua. Parue aduna
que al Re di tenere appre un huomo, che apelje fonar di cetara, affine che col
fuo fuono acchetaffe il furor del Demonio. E gli fu menato Dauid, come mol=
to detro a fi fatto uffico: e dal Re fu affianato, onde lo chiamaua cudiere.

Quante uolte adunque al Requel cattiuo pirito recaua noit; tante ueniua cacs
ciato dal fuono e di uerfi di Dauid, e Saul in feritornaua. Ora hauendo i Pa=

letini mojo guerra agl'Iraeliti, effendo per uenire alle mani ; un di loro, chia
mato Golia, huono di gran forza, er ilquale di grandezza duanzaua tutti,per
cioche era poco meno d'otto cubiti di statura: la ua corazza peaua cinque mila
ficli: e la lancia eragrofja,come un fabbio di tefiore: la fada pestua ancora ella
feicento ficli: cotui dico comparendo nel mezo d'ambedue gli eerciti, diffe gri=
Golia
Gig
dando
alcuno
combatter
E fefoggetti
egli mi auince=
d.
r, noiagl'Iraeliti.
faremo a uoiVenga
foggetti:
madifeuoi
io auincer
lui,m:co.
uoi farete
noi.

E queto fece continuando quaranta giorni. In tanto effendo Dauid rimandato


a Geffe fuo padre, egli Jeo ueniuamandato al campoper recare a fratelli, che
erano foldati in quella guerra, le coe loro necerie: percioche tre, che erano
di maggiore et, eguitauano Saul, Effendo adunque uenuto a fratelli,uide Go=
lia, che fecondo il uo cotume, sfidaua gli Hebrei a combatter da corpo a corpo;
e gli rimproueraua,che miuno hauefje ardire di andare a combatter feco. Nell'udir

guete parole sdegnandofi Dauid, diffe a quelli, che fi trouduano preenti, che

DI

GIO V A NN I

Z ON AR A .

3 1

egli feco uoleua combattere. Ilche hauendo intefoil Re, gli diffe, che effendo
egli fanciullo, non era atto a entrare in battaglia con quell'huomo cofi terribile e
non circoncio. Ripoe Dauid, che D1 o farebbe in uo aiuto; ilquale gli ha=
ueua date forze contra un'Ora, e contra un Leone,che haueuano affaltato il greg

ge, e rapite alcune pecore: percioche effo andando lor dietro, gli baueua e feri=
ti, er uccifi. Che adunque farebbe aiutato da D 1 o, ilquale gli concederebbe
tanto podere, che ucciderebbe quellhuomo straniero, e leuerebbe la uergogna del

popolo d'Iraele. Cofi diffe Dauid: onde il Re concedendogli licenza diandare,


loguern delle fue armature. Ma Dauid femtendo, chel peo gli era troppo gre=
ue, le fi fogli: e prefe la fila mazza, e mettendo cinque pietre nella pera, an
d contra Golia con la fionda in mano. Vedendo Golia ilgarzone, per dileggiar=
lo, gli dimand, fe con lamazza e con i fai stimaua di andare a trouare il cane.
Ripoe Dauid, chei gli pareuada peggio d'un cane. Onde Golia adiratofi, con
arroganti parole, minacciando, che darebbe le fue carni alle fere, c, a gli augel=
li, uenne correndo con molto impeto contra Dauid. Ilquale ancora egli con mol
ta pretezza meja una delle pietre nella fionda, percoffe la fonte del nimico con
tanta forza, che egli cadde con la faccia ingiu stefo in terra. Corfe a lui Dauid; Dauid uede
e leuandogli la fada del fodero, gli picc la teta, e tolfe le fue foglie. Que= de Golia .
fto fatto arrec tanta paura a Paletimi, che uolgendo le falle, fi mifero a fug

gire. Saul mandandolor dietro l'eercito, ne uccife una gran quantit, ne feri
parecchi, e faccheggi gli alloggiamenti. Dauid port la teta di Golia a Saul ;
e la fada conagr a D 1 o. Tornando l'eercito nella citt, gli andarono incon=
trale donne, e danzando cantauano, Saul hauere uccio mille de nimici: e Dauid

hauere ditrutti dieci mila, ripondeuanole uergini. Queteparole mofero Saul Saul porta
a inuidia, in guifa, ch'egli diffe, che altro manca a cotui, fuori, chel Regno ? inuidia a Da
|

e cominci hauer foetto opra Dauid, onde effendo un giorno afalto dal cat,
tiuo pirito; e Dauid,fecondo il cotume cantando e fonando per liberarlo da

quella noia, due uolte contra diluitir della lancia: ma Dauid con lo cudo della
difea di D i o chif il colpo. Dipoi uenuto il Re in paura di Dauid, lo fece
Tribuno de oldati, affine, che andando alla guerra, foe leuato diuita. Ma
egli con laita di D1 o in ogni impreariuc uincitore, onde eraalpopolo caro.
Auenne, che Melcol, figliuola del Re, s'innamor di lui. Ilche hauendo intefo Dauid ottie
ne Melgol
Saul, fi pens, che da queto potee prendere occafione di teffergli inganni: e perimoglie.
promie di dargli per moglie la figliuola, fe effo gli portae cento preputij de

Paletini:perando douere duenire, che nella battaglia egli rimaneste uccio. Intefa
Dauid la propota, andando co fuoi foldati contra nimici, e tagliandoli a pezzi,
rec a Sauli cento preputij (criue Giueppe, che non cento preputij, ma rec

feicento tete) onde ottenne Melcol permoglie, ora Saul, ilquale uedeua, che
D

ij

5 2

P R I MA - P R T E D E L L'H I S T O R I E

auid era fauorito da D 1 o, er amato dal popolo, tanto piu fi poe a temere
Ginatha
di
lui, ad adoperar fraudi, Cr a procurar la fua morte. Onde commie a Giona=
antaua Da . "
uJ.
tha fuo figliuolo, co a ferui piu fedeli, che l'uccideero. Ma Gionatha, ch'era
*

innamorato del ualor di Dauid, gli dicouere il comandamento del padre; e lo con=

fort a guardarfi ; percioch'egli fra tanto cercherebbe dim tigarlo, e poi lui in
formerebbe di ogni coa. Fece Gionatha, quanto hauea promeo a Dauid; er
oper fi col padre, che refeil uo animo uero di lui pietoo 'in guia, che can=
giando del tutto uolere, giur, che non gli farebbe mai ingiuria. Ilche racconta
to effo a Dauid, lo riduje al Re, e fu rimeo nello stato di prima. Effendo un'al=
tra uolta i Paletini contra gli Hebrei, ev affaltandoli, Saul mand contra loro
Dauid, ilquale ritorn con la uittoria. Ma, quantopiu egli nelle fue impreeri
portaua piu grande honore ; tanto piu il cuor di Saul fi riempieua di maggiore
inuidia. Onde effendo da capo Saul tormentato dal cattiuo fhirito, accorrendoui
Dauid con la cetara per far l'uato ufficio, egli ancora prefa la lancia, la finfe
contra di lui: m Dauid preuedendo e fchifundo il colpo, fi diparti. Ordin Saul
a fitoiminitri, che andaffero la notte in caa di Dauid, e preolo, la mattina 4

:::" lui lo conduceero. La qual coa inte du Melcol, calando Dauid d'una fenejira,
lo camp dal fouratante pericolo. E douendofila mattinaleuar di caa, Mel=
col hauendo acconcio il letto in guia, che pareua, che alcun uigiaceje, e poto
fotto la coltre un cuor di capra amazzata di freco, che ancora palpitau, accios
che per il fuo mouimento mouendoi la coltre, motraffe, che alcuno da douero
giace] nelletto, effendo uenuti coloro,glimen dentro, dicendo, chel marito era
amalato. Ilche fatto intendere a Saul, comand, che nel portaffero inieme con

tutto il letto. Leuando adunque e il letto, erimouendone le coperte, fi auidea


ro dell'inganno; e lo d fjero a Saul. In queto modo hauendo Dauid chifatala
morte, fi ridue a Samuel, con lui dimorando in Rama di Nabioth. M Saul
mand parimente col i uoiminitri a prender Dauid: iquali effendo in quel luo=

. go peruenuti, cominciarono ancora esti a profeteggiare. Inteo il Re lo effetto

39

::::::::.s. ue ne mand de gli altri, aiquali il medefimo auenne: onde ancora de nuouiui
fece andare. E queti etiandio effendo tocchi da firito profetico, pien d'ira
ui and ancora egli steo: e come fu preo il luogo, cominci parimente ancora

egli a profeteggiare. Nel qual tempo quei,che ui fi trouarono,differo, che nacque


il prouerbio: E dunque Saul fra Profeti ? Poi che effo fu inanzi a Samuel, uffi
to di mente, e fogliatefile ueti, giacque tutto il giorno, e tutta la notte ignu=
do. Dauid di quel luogo fuggendo, raccont a Gionatha quello, chel padre ba=
ueua uoluto fare contra di lui. Ilche egli non credendo, lo preg, che ancoraft=
celle dell'animo del medeimo proua: e che glie ne dee contezza, che eglicio ata

tenderebbe fuori della citt, onde Gionatha al padre nominando Dauid, conobbe,
-

ch'egli

CI I GIOV A N N I Z O NA RA .

33

ch'egli bramaua il uo angue : e gli fece dinastoto intendere il tutto, imponen


dogli, che col fuggire procurae la fia flute; apprejo indue Dauid apro=
metterglicon giuramento, che di lui fi ricorderebbe: e, eegli foje morto,fl
ceffe beneficio a fuoi figliuoli. Con quete promee Gionatha ritorn: e Dauid
fi ridue in Nabam al Pontefice Abimelech. Marauigliandofieo, che Dauid
Dauid na ad
andaffe folo, diffe egli: il Re m'ha commefjo certo importante egreto, onde af. Abimelesh.
|=
|41

fine, che niun lo appia fon uenuto enza compagnia ueruna: comandando a
faoi ferui, che qui ueniffero a ritrouarmi. Co detto, dimand del pane. Ri

il

foe il sacerdote, che egli non uene haueua, fenon alcuni, che erano facri:ma

Je egli foe mondo dalle Donne, ne prendeffe, e mangiae. Chiefe alhora Dauid
che ancora gli foffe dato un coltello: maripondendo il Sacerdote, ch'egli altra

arma non haueua, che la pada di Goli,ch'eo haueua conagrata a D1 o, egli

la fi fece dare, er and in Geta a trouare Anco Re de nimici. Ma effendo co

nociuto, fauentato, fine di effer pazzo, caminando e facendo opere da impaz


zito. In tal guia togliendofi dallemani di coloro, and fala Tribu di Giuda;
Dauid f7 nae
equiui fi nacoe in una pelunca, detta Odolla ; nella quale da fratelli e da pa. feofe
in una
rentiera uiitato: e dipoi fi raunarono a luida quattrocento huomini. E di quin pelunsa.
dipafjando in Moabit, preg il Re, che concedee, che i uoi parentiquiui fa=
ceffero il fuo efilio,infino a tanto, che alle coe fue uccedee alcun buon fine. Il

Regli compiacquete riceuendo Geffe con la ua famiglia, Dauid per comandamen


to di Gad Profeta, ritorn nella terra di Giuda. Hauendo intefo Saul, che Dauid
haueua raccolto gente, facendo raunargli amici, di lor fi dolfe, come che fost
fero d'accordo con Dauid. Ora Doeg Sire, e feruo di Saul, ilquale fiera tros

uato preente, quando il Pontefice diede ipanie la pada di Golia a Dauid, rac
cont al Re, come uide Dauid, che era ito al Pontefice; e, come il Pontefice a
nome fuo fece orationi a D1 o ; e , come il detto Pontefice gli haueua dato da
mangiare er anco la pada di Golia. IlRe fatto citare il Pontefice, lo accus di

hauer congiurato con Dauid contra di lui ; e comand a minitri, che con ogni
fua stirpelo amazzaffero. Ma eitemendo di uccidere il Sacerdote di D i o:
Morte di
commie queto a Doeg. Cotuieequi il comandamento del Re; e co fu il Pon Abimelech
}

tefice amazzato con tutti i fuoi ; iquali furono trecento e cinque : e parimente

faccheggi la citt loro, uccidendo quanti ui fi trouarono, enza hauer riguardo


mea et, ne a feo, Solamente gli camp delle mani un figliuolo del Pontefice,
detto Abiathar, ilquale port a Dauid la nuoua di queto fatto. Hauendo gli

stranieri con improuio impeto affaltata Celia, e portandone del contado il fatto
bottino, Dauid,percomandamenio di Dr o con i quattrocento fuoi affalendogli,

gli tagli a pezzi, e ricouer tutte le coe tolte. Alhora Saulmand un buon
numero di oldati, che l'amazzaffero: ma Dauid, laciando Celia, fi ricouer
*.

Hit, di Gio. Zonara.

D ij

54-

P R I M A P A R T E * D E L L'H I S T O R I E

"eldestrto. Ne rimanendo per queto sauldalla deliberation di amazzarlo, Gio


natha andando a trouar Dauid, lo confort a far buono animo er a perarbene:
ma effendo Dauid fuggito in certa cauerna del deferto detto Maan, Saulan=
d ad affalirlo con molte genti; e farebbe stato Dauid inpericolo di effer preo,
Je effendogli apportato, che i nimici erano entrati nella ua regione, Saul, la=
fiando Dauid, non foe ritornato a difendere il fuo. Dopo queto fu detto a
Saul che Dauid dimoraua nel deerto di Gaddi. Prefi adunque feco tre mila cela
ti huomini, nel camino mouendoglifi il corpo, and per fargli opportuni bio=
Dauid non gminella pelunca: nella quale apunto fi staua nacoto Dauid col fuo drapello.

:: 1de effendo da fuoi efortato aducciderlo, non uolle compiacer loro: maglita
* gli occultamente parte della ueta. Vfcito il Re fuori della felunca, egli ancos
ra lo eguit, e dietro gridandogli, il Re uolgendofi, egli l'ador: e gli diffe:
non uoler Reporger fede alle parole, che di me falamente ti fono dette: ecco,
chel Signor tha datonelle mie mani: percioche hauendo io nella felunca taglia=

ta una parte della tua ueta, piuageuolmente poteua ucciderti: e con quete paro=
leglie la motr: e grid, fia giudice fra te e me Ib d 1 o. Lequali cofe pungen
do l'animo del Re, con alta e dolente uoce diffe a Dauid: tu nel uero feigius
Jio ; percioche hauendoti io offeo, tumi rendi per male bene: onde io mi credo,
che Dio ti ferbial Regno d'Iraele. Ma uoglio, che tu mi prometta, che non dia
truggeraila mia caa, ma conferuerai tutta la stirpe mia. Giur Dauid a Saul,
che cofi frebbe: erin talguia l'uno dall'altro Ifi dipart. Intorno a queto tem=

Morte disa pomor anco Samuel, che fu buono e giuto huomo: ilquale dopo la morte di Elio
hebbe il gouerno de gliffaeliti folo dodici anni, e con Saul diciotto. Dauid fi
"
part del deerto di Maan;e mand ambaciadoria Nabal Carmelita ricco huomo,
ilqualetoau i uoi greggi, chiedendogli, chei ne facee a fe cr a i uoiquella
parte, che glipiaceje, per merito di hauer difeo imedefimi greggi, infieme con
coloro, che gli pacolauano. Nabal, come colui, ch'era fiero cr afro, rioe
a Dauid uperbamente, e con grandstima sfacciatezza, dicendo. Chi Dauid ?

chi il figlitolo di Geffe ? e chiamollo fuggitiuo. Da queti uituperi fointo


Dauid, giur che ditruggerebbe Nabal con tutti i fuoi : cr and con i quattro

L, mere cento armati contra di lui. Mala moglie di Nabal, che era matrona prudente e
Nabalia bella, hauendo intea la dimanda, che Dauid haueua fatta al marito ; o in che
diDauid.
gufalo steo Dauid haueua guardate le fue pecore, enza dire almarito coa ue
-

|-

runa, caric gli Afini di moli doni; er and incontra di Dauid. Alquale effen
do peruenuta, dopo lo hauergli fattoriuerenza, lo preg, che cordandofi dela
l'ingiuria fattagli da fuomarito (la cui natura era conforme al nome: percioche
Nabal dinota pazzia) e ponendo da canto l'ira, accettaje benignamente le coe
che ella gliporgeua. Dauidlodata la donna, e perdonato al marito, '
|

EIICI140

DI G I O VAN N I Z O N A R A ,

Effendo ellaritornata a caa, auis il marito, che inimici ueniuano. llche hauens
d egli inteo, fu ripieno di tanto fauento, e di cofi fatta tritezza, che dopo
dieci giorni fi mor.
I NT es a Dauid la fua morte, mand alcuni meaggi ad Abigea, procuran=
do di hauer colei per moglie. Ella, quantunque diceje, fe effere indegna di effer
moglie d'un cotale huomo, non dimeno per maritolo pree. Fra tanto Saul non
men dell'uato procacciaua di hauer nelle mani Dauid: econ tre mille celti foldati

gli tee un'aguato prejo al colle di Echella:nel qualluogo dimoraua Dauid infieme
con i uoi quattrocento. Ilquale and una notte infieme con Amefa negli allogga=

menti di sul, er entrato nel uo padiglione; trou, chel Re fi dormiua: euo- ::


lendo Amefa ucciderlo, egli cio non gli laci fare: maleuandogli uia folamente la ne disani

lancia, eluao d'attingere acqua, fi dipartirono, niuno dicio auedendoi: benche


Abener, e molti altri giaceffero preo al Re. La onde effendo Dauid falito alla
sommit del monte, ripree gridando Abener con quete parole. Perche non fai
tu l'acolta al Re : Ecco, che alcunifono entrati neluo padiglione per ucciderlo,
fenza che uene fiate accorti. Cerca la lancia, eluao dall'acqua del Re: accioche

tu conoca a qual pericolo, non uene accorgendouoi, eglifia stato. Saulconocens


do la uoce di Dauid, ilquale hauendolopotuto uccidere, da capo perdonato gli h=
ueua, confejdi hauer peccato: e che la ua mente era stata ingombrata di errore;

efece intendere a Dauid, che rimaneje ficuro, e fi ritornafje alla fua caa. Diffe
Dauid, conceda I d d 1 o a ciacuno il premio econdo la qualit della giutitia e

fede fua: e con i uoi quattrocentofi ridue ad Anco Re di Getha: e quiui dimor
Jei mefi. Douendo i Paletinimouer guerra a gl'Iraeliti, diffe Anco a Dauid.
Vuoitu infieme con i tuoi uenir meco a queta guerra? Rifoe Dauid: che lo aius
terebbe ualoroamente. Effendogia entrati inimici ne confini degl'Iraeliti, tura
bato Saul, ricerc, f piaceua a D 1 o, che contra a nimici figuerreggiaffe: e non
hauendo ripota, and a cercare di certa incantrice, e trouandola, hauendo egli
cangiato habito per non effer conociuto, chiefe che chiamae l'anima di Samuel:

laqual fingeo di hauer fatto uenire per uigore di certi incanti, le diffe Saul: io
mijento molto offendere: percioche gli stranieri mi fono uenuti contra: e D 1 o

partito da me : Ripoe la imagine di Samuel. Il signore ha adempito quello,


che per la mia bocca ti haueua predetto, togliendoti il Regno, e dandolo a Dauid,

fo - eh

e ottoponendo il popolo a nimici: Matu e tuoi figliuoli ui morrete domani. In- :


tee Saulquefie parole, pieno di affanno fidiparti. Gia inimici fi erano accampati: sau:
e Dauid co quattro cento haueita poti i fuoi alloggiamenti dopo le lorofalle. Ma
a'principali di Anco non piaceua quella compagnia; dicendo,ch'era da temere, che
colui nella battaglia non gli apportae qualche calamit, ritornando a uoi : onde

chiefero,cheifi dipartije. Ilperche Anco obed al parer di coloro,e diede a Dauid


D iiij

56

P R I M A -PA R T E D E L L'H I S T O R J E

licenza. Partiji adunque Dauidcon i fuoi, er and a Sicelag, da nco concedu=


togli ad habitare ; e trou, ch'ella era stata arfa, e che ambedue le fue mogli infe
me con tutti quelli, che iuifi trouarono,erano stati prefi dagli Amalechiti. Pian=
gendo Dauid quella calamit, fece che Abaiatar Sacerdote, dimand a I d d 1 o fe egli doueua feguitare i nimici? Permetendolo D1 o, fi mie lor dietro con i

paauinse quattrocento; laciando i dugento alla guardia dellebagaglie. E giungendogli a


giamaiechi
tempo,
ch'eiquattrocento,
mangiauano e chefe
beueuano,
afaltandogli
gli amazz
61
tutti, eccetto
ne fuggirono
opraall'improuifo,
a corridori Cameli,e
rico=
uer tutta la preda. I quattrocento di Dauid effendo ritornati,non uoleuano, che
fi diuidefjero i bottini con i dugento; dicendo, ch'eglino fi poteuano contentar
di hauer ricouerate le mogli loro. Ma Dauiddann, come ingiuta, la ragion,
ch'e adduceuano: e comand, che tutto quello, che haueuano acquitato, partiffe=
ro fra loro egualmente.Laqual legge dura ancora: che quegli, che fi laciano alla
s
guardia delle bagaglie, habbiano ugual parte degli acquiti con gli altri, chefono
andati alla battaglia. Venuti i Paletinie gl'Iraeliti al fatto d'arme,furono ucci
fi molti Hebrei, e tre figliuoli di Saul: ilquale fentendofi ferito mortalmente nel
petto, comand al uo cudiere, che lo amazzaffe, acciocheuluo non perueniffe
saui useide in poder de'nimici. Ilche non uolendo coluifare, egli stefjo fi cacci la fada in

::"" corpo, e cadde morto: laqual morteueduta dallo scudiere, egliancora fi uccife.
|-

Il eguente giorno, mentre i Paletinifogliauano i corpi morti degl'Iraeliti, tros


uarono nemonti di Gelboe il corpo di Saul,e de figliuoli; epiccando loro le tete,
le mandarono alle cafe loro, e lefecero ueder per tutto, rallegrandofi infieme della
uittoria,e conagando le loro arme de nimici a i loro Dij. E i corpi leuarono in
croce preo alle mura di Methor, laqual dipoi fu chiamata Scithopoli, 1 Giabini
di Galathida hauendo intea la morte di Saul, i piu forti caminando tutta la notte,
leuando i corpi di Saule di Gionatha, gli riportarono a Giabin: Er abbrucciando=
gli, fepelirono le offa. Regn Saul, uiuendo ancora Samuel, diciotto anni,e dos
po la fua morte uentidue. Effendo Dauid di poco ritornato dalla ucciion de nia
mici, uno Iraelita lo auis, che l'ecercito degli Hebrei era stato tagliato a pezzi,
e della morte di Saul e e di Gionatha. Dimandandogli Dauid, fe egli gli raccon=

taffe il uero, gli diffe ; che hauendo Saulriceuuta una mortalferita, non potendo
egli per la debolezza amazzarfi, ricerc il uo aiuto, accioche uiuo non peruenia

fin poder de nimici, onde egli in ciolo haueua fouuenuto, che effendofiil Re
appoggiato con lo stomaco fu la punta della pada, effo aiut, che la pada facee
teffetto: e cofi haueua, econdo che da lui era stato ordinato, amazzato il Re.e
per tetimonio delle fue parole, rec a Dauid la corona, e imanilli d'oro. Dauid
adunque piane Saule Gionatha: ma fece dar l'ultimo upplicio colui, che bs
ucua poto le mani nel corpo dell'unto dalSignore.
4

DI GIOV A N N I Z O N A R A ,

$?

: D 1 P o 1 per comandamento di D 1 o and a Chebron,citt di Giudea,con am=


be le mogli, con Achinoa, cr Abigea; e i uoi oldati con tutta la famiglia. E
quiui dalla Tribu di Giuda fu dichiarato Re, e lod i Giabini per l'ufficio da lor
fatto in epelire il corpo di Saul,e di Gionatha.Ora Abimener, Capitano di Saul,
falut Gebofthem, che era rimafojolo de figliuoli delfuo fignore,Re ditutto il po= Gebohem .
polo d'Iraele, eccetto la Tribu di Giuda ; ilquale hauella quaranta anni, e tenne

il Regno due anni. Elmedefino Abimener effendo diuenuto nimico della Tribu
Giudaica per cagion di Dauid, le moeguerra. A cui fi oppoe Gioab, Capita=
no di Dauid, col uo eercito: e da prima fi azzuffarono dodici dall'una e dall'al=
tra parte; iquali uccii gli uni con gli altri, e combattendo tutte legenti, que di
Abimener furono uinti. Haueua Gioab due fratelli, Abest or Ajahel. Afabel Abimener.
ualendofi della celerit de piedi, fi mife a tener dietro di Abimener.Eglilo confors
ta ritornare: o Aahel non uolendo ritirare il piede, lo fer con la occaione
dopo lefalle, e l'uccie. Alhora ifratelli sdegnati per la morte di Asthel, cora
rendo, con ognilor forza andarono contra Abimener. Maegli standofi nella cint
d'un colle, grid a Gioab, che non uoleje mouer la guerra fra i uoi. Percioche
Aahel era morto infelicemente per non uolere obedire a fuoi ricordi. Gioab p1=
rendogli per quete parole di douer ceffare, fecefonare a raccolta,e laci di eguis

tare piuinanzi. E queto fu principio agli Hebrei di ciuilguerra; laquale dur


grandiimo tempo, accrecendo le forze di quei di Dauid, e menomandofi quelle id heb
di saul. Nacque a Dauid, mentre egli habitaua in chebron, di diuere moglifi :
figliuoli: di cui ilmaggiore fu Ammon. Lo sdegno, che prefe Gebojthem,perche li.
Abemener uaua con la concubina dijuo padre Saul, gli diede cagione di ribellare,
er accotarfi alla parte di Dauid. Dauid mandando ambaciadori a Gebojthem a
dimandar Melcolfua moglie , ottenne, che effendo ella leuata dal marito, a cui era
stata fofata nel tempo, che Dauid era sbandito da Saul, gli fu rimandata. Fra
tanto Abemener con ipiu uecchi del popolo e con i capi de foldatitratt, ch'egli
no fi riduceero a Dauid. Ilche impetrato benignamente da ciacuno; datafi tr4
loro la fede congiuramento, egli ui and, e riceuutoui con amoreuolezza, fiuola
fe a raunare il popolo, per far, che Dauid foffe da tuttifalutato Re. Gioab effen=
do andato a Chebron, intefa la ribellion di Abemener, hauendolo accuato indar= '
no inanzi a Dauid di molti falfidelitti, occultamente procur di farlo uenire per
nome di Dauid. Effendo egli ritornatc, er hauendolo cotui menato lontano da

foiottopretello di uolergli fourire un gran egreto, lo feri d'un pugnalenella a


pancia, e l'uccie. Ilqual fatto attrit Dauid fifattamente, che maladicendo luca Ab:en:..
ciditore, fece far l'eequie del morto con grandimo pianto. Poco dipoi Gebo=
sthem fu uccio a tradimento dormendo: ela ua teta da due,che l'homicidio hauea

uanofatto, fu Dauid appreentta, Egi non olonon ligiudic degni dipremios

5 8

PRIMA

PA RTE

D E L L H I S T O R I E

ma gli fece leuar di uita per hauere uccio il padrone. Pocia tuttigl'Iraeliti firl=

: duffro a Dauid; e tunero Re di tutte le Tribu. Dauid riceu: il Regno della


Tribu Giudaica in et di trenta anni: ev in Chebrcne hebbe filo di lei il gouer=
no fette, ma di tutta la gente uentitre. Confermato nel Regno, and con tutti i
uoi a Gerualemme. Alhora teneuano quella citt, e il tenitorio i Gebufei, pa=
renti de Cananei; da qualianco effa citt era nomata Gebu. cofloro per tcherno,
poero a difea della citt ciechi, zoppi, ev altri fimili, che mancheucli erano di

qualche membro; dicendo,che queti tali erano b flantiauietare a Dauid la entra


ta. Dal qual uitupero sdegnato Dauid, pree la citt per affedio; e d' ndi faccia
Paulinomtine
i Gebufi, la rifece,e dal nome uo la chiam Dauida, nomandofi ella ne tempi
..
:4 di Abraham Solima: equiui facendo fabricare il fuo Real palagio, ui ferm la
fua stanza, e di molte fue mogli e concubine riceu de gli altri figliuoli.Et effendo
moletato dalla guerra degli stranieri,di uoler di D i o ucendo, gliuinfe. Iquali
, tornando un'altra uolta con maggiore efercito, a Dauid fu comandato da D i o,
, che con l'eercito fi fermaffe ne bochi del pianto: e che non prima i nimici affaltaf

Gerufaleme

|-

|-

|-

fe, che eglifoje in quelli moletato. Obedi D. uid, ruppe i nimici, egli cacci con
mortalit loro infino ne lor confini. Fece dipoi raunare in Cariatharim i Sacerdos
ti, i Leuiti, e tutto il popolo; er hauendo fatta leuar l'Arca fopra un carro,i Sa=
cerdoti la portarono in Gerualemme, andando inanzi il popolo, o il Re, ilqua
le cantaua con la cetara: laquale Arca effendo in pericolo di cadere, Oza figliuo=
lo di Aminadab,lendendo la mano: e ferma tenendola, fu cagione, che ella non
traboccaff. Et adirandofi I d d I o, che un huomo fuor di religione l'hauefje

::: tocca,fibitolofece morire. onde quel luogofudetto ucciione.Temendo adun


4 que Dallidi far condur l'Arcanella citt, la fece porre nella caa di Abeddar Lea
*

uita: preo alquale ella fi rimae tre mefi: e la caa di coluifu ripiena di molti be=
mi. Ilche inteo Dauid, la fece trafportar nella ua citt , facendo andare inanzi feta
te cori d'huomini, er effo fonando la cetara; e danzando, come per trantullo.

Ilqualueduto da Melcolfua moglie faltare efeleggiare, lo ripree,chenonferua

,,fela riputatione, che al uo stato fi conueniua. Maegli rioe, che dicio non
, prendeuauergogna, ne era cofi fatta coa diconueneuole, facendofi a honor di
D 1 o. Cofi portarono l'Arca dentro la citt; e la poero nel Tabernacolo, che

Dauida quello effetto haueua fatto fare. E uolendofarle fabricare un Tempio,


Nah quel Natham Profeta di ordine di D 1 o fauentandolo ; Non tu(diffe)mifabricherai

:::::::: il Tempio, ma iltuo figliuolo, ilquale haur il Regno dopo la tua morte. Hauen
uid.

do Dauid dal Profetariceuuto queto auio, uolgendofia ringratiare il Signore,

non molto dipoiuccie ecacci gli stranieriinfieme con i confederati loro, effe=
ce tributaria la Soria, mettendo preidio in Damaco. Nel ritornofimilmenterup=

pegl'Idumei,tutti riducendogli inferuit. Ricordandofi dipoi del patto, fatto


da lui

D I

GI OV A N N I

ZONA R A.

y'9

da lui con Gionatha figliuolo di Saul, cerc, f era rimato alcuno della ua fami=
glia. Et hauendo inteo, che ui fi trouaua un uo figliuolo,chiamato Menfibotem,

ilquale era zoppo,lofece uenirealui ; egli don tuttele ricchezze deltauolo ; e ::


gl'impoe, che in perpetuo uiuejefeco, dandogli etiandio i erui del padre: e Siba,
uno di quelli, feceuo procuratore, egli diede carico di ricogliere i frutti delle fue
entrate. Cofi Menfibotem habit inGierualemme, er era riceuuto alla tauola
del Re. In queto tempo uenne a morte il Re degli Ammaniti, amico di Dauid,
hauendo laciato il figliuolo, detto Annon, ucceore del Regno. Mand Dauid
a lui ambaciadoria conolarlo della morte del padre; cr a fargli parimente ape=
re, che egli era per conferuare ancora l'amicitia con effo lui. Ma egli foettan=
do, che gli ambaciadorifofero ipie, facendo lor rudere una parte delle lor bar=
be, e tagliar la met i delle uete,gli licenti. Iquali ueduti da Dauid in quella gui=
fttrattati, mand Gioab con una buona quantit di eercito contragli Ammaniti.
Iquali attaccando la battaglia,uinfero quelli,et i Soriani loro confederati.Ei dopo
la fuggita dinouo richiamando il fauor de confederatirinoutrono la guerra. Alho

ra Dauid affiltandogli con tutto l'eercito, ne tagli apezzi molti, e fer graue=
mente Sobach,Capitano de nimiciilquale morto per la ferita,i Soriani di Meopo ...
tamia,confederati de gli Aminaniti, a lui fi diedero. Ilquale da capo contra ime=
defini Ammaniti mand Gioab, iquali hauendo ributati, er affediandoglinella Dau".
princ palloro citt,dimorando egli fra ta ito in Gierualemme,uggendo un giorno

dalla fenetra del uo palagio unamatrona, detta Berfab, liquale nella ua caa era

Dauid inna

entrata nel bagno, eui fi lauaua, facendola a lui uenire, us con lei. Laquale : o di

facendo intendere al Re, che ella era grauida, Dauid fece chiamar vria (che ta- "*
le era il nome del fuo murito ) dall'aedio: e dimandatogli informat on dell'efera
cito, mundategli alcune uiuande della ua cena, gl'impoe ch'egli andafje a caa.
Ma egli non fi part: perciochenon gli pareua diceuole, che trouandofiiluo c4=
pitano inieme con glialtri foldati alle fatiche del campo, eglifi giaceffe con la mos
glie. Il Re cannefogli unaltra uolta, ch'eifi riduceje a caa,efattogli bere tanto
uito, ch'era quai diuenuto ebbro, preo le porte del Reale palagio fi addormen=
t.Onde il Recio ueggendo,rimando vria al campo criuendo a Goab,che doueffe
ponere Vria nella piu afra battaglia, e laciandolo iui folo, e facendo ritornar
gli altri a distro, lo laciaffe uccidere. Fu eeguito il comandamento del Re : eg
uccio Vria: ilquale dalla moglie fu pianto, e finito il pianto ellafufofata da D4=

uid: epartor un figliuolo. Per queta celeraggine irato D i o, mand a D4=


uid Natham:ilquale effendo andato a trouare il Re, gli parl in queto modo. Fu

rono gia due huomini: de qualitano hebbe greggierarmenti, efaltro una fola ::::::::
Agnella. Auenne adunque, che and uno straniero ad alloggiar nella caa del ricco: Dauid.

ilquale non fece acrificio delle fue betie,mauccidendo l'Agnella del pouero,glie la

6 o PRIMA P A R T E D E L L E H I S T O R IE
diede a mangiare. Queto intefo Dauid, condann colui, che cio haueua fatto, in
quattro uolte tanto, et alla morte. Diffe alhora Natham.Re tu hai data lajentenza
contra dite. Percioche tu steo queta celeratezza hai commefjo: e gli rmemor
l'adulterio e l'ucciione:egli dinuntiper queto l'ira di D 1 ose che glifoprataua
:::::::
Dauid. a
no delle calamit:e fra le altre coe la morte del figliuologenerato diadulterio. Da
|-

uid congrandiimo dolore forte grid,che egli haueua peccato. E Natham glirio

fe, che i p o; o perdonatogli hauea. Dopo questo il figliuolo, naciuto di Ber


fab, inferm. onde Dauid preo da grandoglia, stettejette giorni enza man=
giare; e uetitofi di nero panno; egiacendo opra a uiliimo drappo, pregaua
D i o per la faluezza del fanciullo. Ma dopo ifette giorni il fanciullo f mor.
La cui morte intefada Dauid, fileu, e lauatofi, emutando la ueta, refe gratie
a D i o, er ordin, che gli folje appretata la tauola.Di che marauigliandofi i

? minitri del Re; diffe Dauid, infino, che il fanciullo uiueua, io haueua peranza
d'impetrar la gratia da D i o, e megli motrai humile e upplicheuole. Hora,
' ch'egli morto,conoco che imiei preghie la mia triflezza perlifono stati uani.
sarimento Ma Berab partor a Dauid un'altro figliuolo ; a cui egli poe nome Salomone.
disa" Fratanto Gioab fece intendere al Re, che gli Ammaniti erano ridottiin etrema
neceit per l'aedio. Ilquale effendo quiui andato, pree la citt, e la diede a
faccheggiare a nimici, ma la corona di oro del Re, laquale era del peo d'un talen=
to, adorna d'una riccagemma, fi prefe per lui, uolendola egli adoperare: e fece

tagliare a pezzi tutti quelli, che erano nella citt; e trattate in talmaniera alcune
altre terre, ritorn in Gerualemme. Haueua Dauid una figliuola, chiamata

is. Thamar, laquale era forella d'una medeimamadre di Affalon. Di lei Ammon
::::::::..., primogenito di Dauidera fieramente innamorato, inguia, che inferm. Giacen=

"o egli nelletto, il padreland a uifitare: er ei lo preg, chemandafje Thamar,


aferuirlo delle coe necearie. Fu contento il padre: cr ella uiuenne; egli appres

fi il cibo. Ammon comand, che tutti fi dipartiffero; elaciafero, che fola la


forella gli attendeffe. Comelafanciulla fu fola, egli uando la forza, la uiol: e
Jubito quellardente amore fi mut in altretanto odio:epretamentele comand,che
fi dipartiffe, ordinando a un famiglio,che uia la cacciaffe. Ella per dolor dello stu=
pro e della perduta uirginit, itraccidofi la ueta,e gettandofi poluere opra late
fia,piangendo fi diparti. Affalon,come cio intefe,ordin allaforella,che fi acchetafa
fe,pieno d'una grandiima ira contra Ammon. Perciochel Re, quantunque un tal
fatto molto gli diiacee: nondimeno per effer quello il uo primogenito, non lo
uoleua attriflare. Iui a un'anno, effendo Affalon per fartofar le fue pecore, ina
uit a mangiar feco i fratelli, printa hauendo comandato a uoi minitri, che mena
tre e foffero fu'l ricaldamento del tere, amazzafero Ammon. Ei obedirono.
Laqualcoa tieduta dagli altri figliuoli del Re, i poero a fuggire: e ! fa
m che

D I G I o V ANN zo N R A.

ma, che eglino tutti erano da Affalone stati uccii. Dauid fi istracci la ligjia, e
giacendo interra, afrumente fi doleua. Ma fra tanto ueniero gli ltri figliuoli,
apportandogli con molta trijtezza la morte del fratello Aninione. Ajalon fi figa,
g al Re di Geta, che gli era duolo dal canto della madre: e quiui dunor tre anni.
Fr queio patio di tempo effendo alquanto affeddata tradi
luid, Gioab pro- :
cacci di rappacificare il Re con Affalon, ualendoi diqueta atutit. Induje per :::::::

uia di danari una Donna agire inanzi a Dauid in habito di dolore; rammarican- ::::::"
dofi, che hauendo ella due figliuoli,l'uno haueua uccio l'altro; e che alhora iuoi ,,
parenti uoleuano per cagion di queto homicidio uccider quello, che le era rimao,,,
e l'andauano cercando. Onde era uenuta a pregarlo, che effole concedee in dono,,
la uita di uo figliuolo. Queto cotale ufficio fece cotei inanzi di Dauid con uia
uaciimofembiante di patone.Promife il Re il dono,ch'ella chiedeu.a. Onde la buos
na femina ringratiandolo,co diffe.Percheio habbia un pegno della tua promea ,
tu prima Re rappacificati con tuo figliuolo:ne uoler con la ucciion d'un figliuolo, ,
fatta contra il tuo animo accompagnarne un'altra di uolont. Si auide il Re, che, ,
le preghiere della Dolina erano procedute dell'atutta di Gioab:egli concelje licen=
za di ridurre Affalone. Goab dunque lo ritorn in Gerualemme con fi fatta con=
ditione, ch'egli non andaffe alla preenza del padre: ilche fu fatto infino a tanto,
ch'effo finalmente rimettendolo nella fuagratia, chiedendogli Affalon perdono,

glielo diede, e gli promie, che piu non fi ricorderebbe della offea. Ejendo adun=
que ripojio nel primiero stato, hauendofi fornito di caualli, di carri, e di molti
Jeruidori, fi riduceu4Jejo al palagio; e tirando a fe con lofinghe e con piaceuoli
ragionamenti l'animo del popolo, acquijt la beniuolenza di molti. Ejendo paa
ti quattro anni del fuoritorno, fine di uoler andarea chebrone per cagion di reli
gione: e cioper adempiere i uoti, ch'egli iiel uo efilio haueua fatto. Il padre gli

diede licenza. Egli partitofi, mand per tutto mest a dare auio della ua uenuta ;
e uenendo a ritrouarlo molti, efra glialtri Architofel egretario del padre, fu in
':
talguia alutato Re. Queto intejo da Dauid, con quegli,che prejo di lui fi troud- .

uano,uc di Gerufilemnie,accompagnandolo etiandio que feicento,dequalifi strui


ua, uiuendo Saul. Ne fu coa alcuna,che piugli recafftrijtezza e fauento, che la
rubellione di Archithofel: non di meno raccomandandoi a D i o, rimie ogni
fua
diffa nel
uo aiuto.ridue
Chuo,
che era amico
di Dauid,
fingendo
ancora
di R
hauerglifi
ribellato,i
ad Affalone.
Nel camino
incontr
Dauid
siba,egli
eruo
di Menfiboem, ilquale haueua la cura degli Afini, che portauano le uettouaglie,
cr accus il padrone, che rimaneua in Gerualemme, afettando perfauor delpo
polo di hauere il Regno. Per lequali parole sdegnandoi Dauid, concee a saba
tutto quello, che dirizi haueua donato a Menfibo/tem. Dipoifu Dauid aja

lito da Semco, uno de parenti diSaul, ilquale contra di lui lanci pietre, e lo

62

P R I M A PA R T E D E LL E H I STO R IE

maled, chiamandolomaluagio huomo, e bramoo di fangue. Effendo i oldati Hi


Dauid mosti per ucciderlo, egli cio loro non laci fare, dicendo, che queto gli
era tato comandato da D 1 o , onde conueniua laciarnelo andare. Arriuato al

fiume Giordano, quiui feceritorare i fuoi della fatica del camino. ora effendo

amisaua, Affalon peruenut iu Gerualemme ; uenendo chuo a incontrarlo: diffe, perche


chats. " abandonando tu il padre,con cui ti fei pacificato, a me uieni ? Rfofe egli, Iofa
r in feruigio di colui, ch da D 1 o eletto, e eguir chi stato dichiarato Re
dal confeno di tutto il popolo. Dipoi dimandando Affalon quello, ch'egli hauef=
-

fe afare, gli fu ripoto da Architofel, ch'egli douefje carnalmente ufar con tutte
le concubine del padre, affine, che tutti intendefjero, che le nimijl con lui non fi

poteero in niun modo giamai eftinguere:ma chiedendo egli diecimila huomini,con


iquali intendeua di metterfi fubito a feguitar Dauid infieme con i fuoi; Affalon di
mand in cio il parere di Chuo. Rioe Chufo, che quel configlio non gli pareua
buono;percioche egli apeua molto bene il ualore del padre,e de oldati parimente,

e,quanto tutti erano pratichinelle coe delle arme:ma che all'incontro giudicaua,che

3: fidoueffe raunargente di tuttala prouincia, e che egli steo ne folje capitano,e la


ad Affalon. conducee contra il padre,affermando, che egli nefarebbe uincitore, oue eglifoffe
con molti, e facee impeto contro a pochi. Affalon e gli aliricio intefo lodarono
il parer di Chuo, rimproueuando quello di Architofel. Lequai tutte coe comand
chufo a Sadoch,o ad Abiatharfacerdoti, che riportafjero a Dauid:cret ne dies
dero il carico ad alcuni. Ma effendo ciofcoperto ad Affalone,egli tennelor dietro.
Ma ei ueggendo il pericolo, entrando in certa caa, finfco/ero in un pozzo: er
in tal guija ingannando quei, che glifeguitauano, di tutto dedero auio a Dauid.
Egli la nottepa il Giordano. Ma Architofel, fi per uedere un'altro a lui antes
poto, come preuedendo nel fuo animo la ruina di Affalon, s'impicc per lagola
in caa conle fue mani. Dauid facendo la raegna dell'eercito, trou quattro mila
,, huomini; e ne fece tre chiere , dando a ciacuna un capo. Ma non uolfero i foi

,, capitani fotenere, ch'egli fi trouae nella battaglia: percioche, einieme conlui


uenfjero rotti,perderebbono ogni peranza: ma rimanendo egli faluo,rimarreba
be etiandio in loro la peranza uiua. Mand adunque Dauid il uo popolo alla
guerra, pregando, che effendo ei uincitori, perdonajero ad Affalone. Venuti
al fatto d'arme, i foldati di Dauid hebbero la uittoria, e eguitarono Affalone,
Morte di At ilquale opra una Mula fi fuggiua. Et effendo entrato in un boco, auenne, che

la Mula portandolo otto una gran quercia, egli rimae per la capigliaia, la qua
le portaua foltistima e lunga, appeo a un ramo, la Mula oltre con limpeto del
coro eguitando. Veggendolo uno in quella gufa all'arboro attaccato, lo diffe 4
Gioab: ilquale gli tir fei Jaette nel petto, che pafjandogli il cuore, l'uccifero,

e mand a Dauid la nuoua della uittoria. Laquale da lui intea, dimand, fel
figliuolo

D I GIOV A N N I Z O N A R A .

63

figliuolo era uiuo: crudita la fua morte, forte e ne dolfe. Ma Gioab andando
inanzi del Re, lo confort a laciare il pianto, er a motrarfi alla preenza de'
foldati. Ilche fatto Dauid, elodatigli, tutti tornarono all'ufficio loro. Ritor=
nando Dauid in Gerualemme, Semeis gli uenne incontra; chiedendogli perdono

de fuoi misfatti. Giur il Re, che rimetteua ogni offea fi a lui, come a tutti gli
altri, che l'haueuano ingiuriato. Venne anco a incontrarlo Menfibotem: ilqua= 2
le dimandando il Re, perche effonon gliera nella fuggita stato compagno, rec 2
tutta la colpa in Siba, ilqualenon gli haueua appretate le coe, che erano neces

farie alcamino, perche effendo egli zoppo, era malatto a eguitarlo. Ne dicio
contento,aggiune contra di lui fcelerate menzogne. Dauid riceuendo la ua fcus

fagli fece retituir lamet de fuoi beni. Dopo queto effendo il Re andato in Gat Tribu Gu
gala, tutto il popolo d'Irael fi raun a lui, accuando la Tribu Gudaica, che oc daica acsufa
cultamente al medefimo fi era ridotta. Ma quei diceuano, che queto non fi do= t2 .
utualoro attribuire a difetto, effendo della stirpedel Re. lequali parole dipiac

quero al popolo: er un certo huomo feditioo e maluago, detto Sabea, della

Tribu di Beniamin, grid ad alta uoce: noi non habbiamo alcuna parte in Dauid,
ne alcuna heredit nel figliuolo di Geffe. E dando nella tromba, fece, che tutti

partendofi da Dauid, fi riduero a lui, eccetto la Tribu Giudaica, laquale fola Abefa elet
gli rimae appreo. Il Re hauendo fatto fuo generale Abefa, lo mand a far dato Capitano
Dauid.

della steffa Tribu eercito, con ordine, cheritornaffe fra due giorni. Ma cejan=
do egli, mand Gioab , che con que foldati, che foffero in punto, afaltaffe St

bea, affine, chel tardare non dee a nimici tempo di accrecer le forze loro.
Pretamente Gioab and alla guerra; al quale con molta gente uenne incontra
Abela : er auicinandoglifi per falutarlo, ello laciandofi cader la fada, che

egli haueua al fianco a studio in terra, nell'abbracciarfi fu leuandola , tuc


cife, e riceuuta la ua gente, eguit Sabea: ilquale fi ricouer in una citt
forte. Mentre, che Goab l'affdiaua, una prudente donna, stando fopra le
mura, diffe con alta uoce. Perche uuoi tu ditrugger la principal citt de
glieliti: Per cagion di Sabea, ripoe egli. Alhora ella confort i faoi cittadi
ni, che tagliafero la teta a Sabea, e lagettajero nel campo de nimici. Ilche fit
to, Gioablemandolajedio, ritorn in Gerualemme; e fu eletto c pitano ditut=
to l'eercito. Dipoiunagran caretia per tre anni aggrau il popolo : di cuiricer=
cando il Re la cagione, ripoe Dro, che cio procedeua per rietto de i Gabao

niti: a quali fi doueua fodisfare, per alcuni di loro,che Saul contra la fede,data
a quelli da Ges e da Senatori, haueua accifi. onde il Re fece a lui uenirei
Gabaoniti, dimandandoloro in quello, cheeiuoleuano effer fodisfatti. Et ef=

fichiefero fette huomini della famiglia di Saul. Fece il Re, come esti dimandau = s
no, riferuando Menfibo/them. Iquali riceuuti, o uccifi, mand i do i o la

64

p R I M A PARTE D E L LH I S T ORIE

pioggia. Dipoi effendo nata la guerra contrai Barbari, Dauid col fuo eercit
pereguit i nimici:ma fi stanc in modo, che fu ab ndonato da tutte le forze
ilquale effendo ueduto in quella guia stanco c affannato da un de nimici, core
colui per ucciderlo. Ma Abela fiatello di Gioab, difendendo il Re, quel Bar=
baro leu di uita. Onde i fuoi Capitani giurarono, che nell'auenire non lo lacie=
rebbono p u andare alla battaglia. I Barbari da capo mouendo le arme, il Re mane

d lor contra le fue genti, lequaline tagliarono a pezzi molti ; egli altri fuggis
rono. Ne molto dipoi i medefimi ripigliando le arme, corfero ne terreni de gli
Huomo moe Irael ti, conducendo feco un huomio di statura di Gigante, i'quale haucua fi di
:::::::" ta nelle mani, e cofi ne piedi. Gionatha uccidendo cotui, e fhogliatolo delle fue
arme, fece per queto a fucipiu ageucle la uittoria. D'indi in poi i Barbari fi
rimafero di guerreggiare. Effendo adunque Dauid libero da trauagli, compoe i
::: Salmi ; e fatti a tale ufficio certi frumenti, ammaftr i Leuiti a cantarli. Gli
-

- -

itrumenti furono tali: vera la cetra di dieci corde, laquale fi fenaua con l'ar=

|-

chetto: o il salterio,cio nabo,di dodici, ilquale fitoccaua con le dita. verano


anco ciembali di rame, grandi e larghi. Haueua Dauid d'interno una gran com=
pagnia dhucmini di ualore; de quali trentafette erano ipiu egnalati;come quelli,
che piu uolte combattendo co nimici haucuano dimotro marauiglioe prodezze,
riportandone la uittoria. Ora hauendo i nimici poto il campo preo a Bethleem=
me, al Re uenne diiderio di bere dell'acqua d'un pezzo, che era preo a quel cas
fiello. onde tre di queti uoi prodi foldati paarono per mezo il campo de'ni=
* mici, e prea dell'acqua di quel pozzo, con lei per la medefima strada ritornaro=
no, e l'arrecarono al Re, efjendo i nimici rimafi stupidi e enza mouimento al=
, cuno per l'audacia loro. Ilquale hebbe a dire: co mi aiuti I dd i o, come io
, non uoglio ber di quet'acqua, portatami col fangue e col pericolo delle uite di co =
foro: neue ne uclle bere, ma la farfe, e fagr a l d d 1 o. Comand dipoi a

:::::: Gioab, che il popolo amoueraje. Ilquale, ancora che quel configlio bifimaua,
::
da a, ne,
ne lodaua
fatto: non di menotrou
non potendo
rimouere il Re da
queta
deliberatio
uid.
obedi il; crannouerandolo,
degl'Iraelitiottocento
mila
huomini
ualo=

rofi e da guerra, e cinquecento mila della Tribu di Giuda, altres da guerra. Ma


dipoi Dauid ubito di queto pentendofi, confe di hauer peccato: e Gad Pro
feta all'improufo affalendolo, Re, diffe, ti fi d libert di eleggere una di tre co
fe: ouero tu, e il tuo paee effere dalla fame oppreo ; o per tre mefi aggrauato
da nimici; o che per tre giorni la petilenza nel tuo popolo incrudelica. Si dolfe
Dauid, che da tutte parti fi uedeua ridotto in grandiime mierie: ma uide che
era meglo riporfinelle mani del Signore . onde la petilenza facendo fentirle

fue forze dal cominciar del giorno infino all'hora del definare, uiperironofttan
ta mula huomini. Dauid, ueggendo l'Angelo ucciditor del popolo stender le m=
ni Jopra

ID I G I O V A N N I Z O N A R A .
|-

6y

niopra Gerualemme, upplic per leia p i o con quete parole. Io, che fono

il pajtore, signor mio bo peccato, manonhapeccato il popolo, che mio gregge.


:

Io on degno di pena, e non cotoro. Pree D i o piet dell'affanno di Dauid, e


cest la petilenza: quindi hauendo per Gad Profeta fatto fabricar l'altare nel=

taia di Gebuse, ordin, che fi faceero i facrifici. E co fu fatto, hauendo

Hz

Dauid da orna comperata laia. Nel qualluogo, come criue Giueppe, dicefi,

che Abrahamuolle facrificare Iaac: e Dauid uiuoleua farrizzace un'altare, fe

**

non gli foe stato uietato da D 1o. Effendo a Dauid per la uecchiaia raffred= :
dato il fangue, in guia, chei non fi poteua faldare, gli fu pota a lato una
fanciulla, detta Abifig, laquale giacendo ecolo ricaldaffe. Ma il Reper ca

1.
:
;

gion de i moltianninon feco. Ora Adonia, ch'era il quarto fuo figliuolo,

huono dotato di grandistima , moffo dalla uecchiaia del padre, prefe

il Regno col fauor di Gioab, e di Abiathar Pontefice . La onde un giorno ha=


uendo apparecchiato uno plendido facrificio, fece a quello uenire i fratelli, e i

principalidelle Tribu, e parimente Gioab, o Abiathar; nonu inuitando salo

::=

:f;

:
:

Dauid

mone, ne Gade Profeta, ne Banea Capitano della guardia. Diffe adunque Na=
tham a Berfabe: Non hai tu inteo, che Adonia s' impadronito del Regno ; on- pren
entra
de ella
di Daui
Reore
tu che
giuraAdo=
diffe.
egno.
e Sign
ti,
Salo
figlicame
monndo
tuonella
uolo ra
Regn
che
ti fareb
nelgli
be d,
o fucce
Maeco,co,
. ormi
nia fenza tua faputa, ba prefa la Signoria. Non haueua ancora la Donna fora
nite quete parole , che entrandoui ancora Nathan Profeta, gli dimand, fe Ado=
nia haucua di fuo uolere preo lo cettro del Regno. Ma egli chiamando in tea
ftimonio D 1 o, diffe. Hoggi Salomone fia Re. E fatto a fe uenir sidoe Pon
aggiu
ntoui
ficelaBanea
teficSalo
dellafuori
il Ponte
Realdella
iatto
e, ermone
cortecitt
, e la,guard
, coma
foe
poto
opra
che
fua Mula
fon
al nd,
e condo
tesion, ueniffe unto col fagro olio, e Jonando le trombe foffe gridato Re, e

menato per la citt. Cotoro, enza indugio obedirono; e fu farfo per tutto,
come Salomone era stato eletto Re. Laqual nuoua inteafi anco da Adonia e da:
conuitati, tuttine andarono alle cae loro. Ma Adonia affalito da maggior paus
ra, fi ricouer all'altare: cr ottenne la uita da Salomone con queta cotal conditio

ne, che feaueniffe, che piu nel medefimo fallo ricadee, gli foffe pergatigo ta
gliata la teta. Ma ueggendo Dauid, chegli fi auicinauala morte, fece uenire
alla fua preenza Salomone; egli impoe,ch'ei offeruaffe i comandamenti di D 1 o, , ,

e uiueje fecondole fue leggi, accioche (diffe egli) il femenotro (come mi pro- ,,
mie il Signore) tenga perpetuamente il feggio mio. Aggiune, che non laciaf.
fe Gioab fenza la debita punitione per la morte di Abimener, e di Amefia: ne
parimente Sabain, ilquale, mentre et fuggiua, lo maladi. Et oltre a tutte le al=

tre coe, comand, che fabricae il tempio al Signore, motrandogli la forma,


-

Hit. di Gio, Zonara.

6 6

P R I M A P A R T E D E L LHIS T O R I E

con che egli uoleua, che fi facee: efortando a queta fabrica lui; i principali,
e la Tribu de Leuiti; percioche egli laciaua molte coe a tal fabrica necearie ;
cio dieci mila talenti d'oro, e cento mila di argento:fmeraldi, or altre pietre pre
tiofe; e di rame e di ferro innumerabile quantit , er altra abondeuole materia.
Et oltre a tutto queto, ch'era futo raccolto, ui aggiungeua tre mila talenti di
oro puriimo per il fantuario, e dieci mila dramme, c altretanti talenti di ar

gento. Appreo,e alcuno haueua qualche gemma, la metteua in queto theforo.

Mrte di Da gnatone
ordinatefette
quete
coe, fi mor
dapoi, hauendo
forniti
fettanta
anni, eillu=
re=
in Chebron,
er inpoco
Gerualemme
trentatre:
huomo
ueramente

uid.

fire di tutte quelle uirt, che fono degne di Re.


E s se N do egli morto, Salomon lo fece epelir con reali efequie in Gerua
lemme, facendo poner feco parimente di molte ricchezze.Quando Salomon riceu
il Regno, era molto fanciullo, fi come quello, che non haueua piu di dodici anni.
adenia par. Alla cui madre Berabe Adonia parl in queta maniera. Tu fai, chel Regno a
me appartiene, fi percheio fonnato inanzia slomone, perconeno delpo
iomone. " polo: ma effo purpaato nello steo Salomone mio fratello: ilcheme lo porto in

pace;poi che cofie a D1 o piaciuto. Ma chieggio una fola gratia: e queta ,


che Abifag, concubina dimio padre, poi che egli per cagion della uecchiaia non
l'ha tocca,mi fia data per moglie. Rioe Berabe, che riferirebbe cio al figliuo=
lo: e gli promie di procurar s, che egli quelle nozze otterrebbe. Ma come il Re
queta cofa intefe, sdegnato, Perche, die, Adonia, come maggior di anni, non
dimanda, che ancora gli fia ceduto il Regno? E fub to impoe a Banea Capitano
della guardia, che l'uccidee. Confin anco Abiathar nella ua patria con talecon=
ditione, che iui empre dimoraffe in uilla, dicendo, che gli donaua la uita, per le
fatiche, che egli haueua fotenute infieme col padre. Et in cotal modo l'honor del
Sa gerdotio

sacerdotio ; fi come D; o haueua predetto a Elia ; leuato

dalla

famiglia Ithta

:::::. maria, fu portato in sidoc, ilquale dicendeua da Finei. Quete cofe intefe,

Goab general Capitano fauentato,fugg all'altare. Da cui eendo richiamato,


rioe, che ei partire non fe ne uoleuu; ma uoleua iui, e non altroue morire.D
s

che auifato il Re, lo fece uccidere nel medefimo luogo. Gia haueua Salomoni
creato Banea Capitano: e gia Sadoc haueua ottenuta la dignit del Ponteficato:
quando impoe i Semein, che egli non uciffe di Gerualemme, minacciando, oue
altrimenti facee, di farlo morire. Et eendo egli dipoi ucitone per cercare
* alcuni ferui, che gli erano fuggiti, comand, che foe uccijo. Pree Salomone
per moglie una figlinola di Faraone: er innalz e fortific le mura di Gerua
lemme. Et eendogli, mentre e dormiua, ordinato da D i o, ch'ei chiedee cio

che uoleua, chiefe intelletto e fapienza. Laqual richietalodando I o o io, pro=

mie, che apienza e intelletto gli darebbe tale, quale ne alcuno haueua hauuto

DI

G IO VA NNI

67

Z O N A R.A .

inanzi a lui, ne dopo lui farebbe per hauere: e che ui aggiungerebbe anco quello,
ch'ei non haueua dimandato; ricchezze, uittorie, e gloria; fe i fuoi comandamen
ti, e le fue leggi conferuae.
Do P o queto uennero alla ua preenza due Donne: l'una delle quali diffe.
Noi habitiamo Jole in una medeima caa. E auenuto, che ambedue babbiamo
partorito un figliuolo machio in un medefimo tempo. Poco dipoi ilqual parto
cotei dormendo, fofog il fuo. E fuegliandofi, pree il morto fanciullo, e lo
poe tra le mie braccia, e togliendo il mio uiuo, fel fece fuo. Io ueggendo la fua
fraude, le dimandai il mio figliuolo: Crella lo miniega, dicendo, lui effer fuo
figliuolo. L'altra affermaua, chel fanciullo uiuo era pur fuo figliuolo, elmor
to della fua auerfaria, giurando, che non farebbe mai fi maluagia, che diman=
dae quello, che non foje fuo, ne chemeno haueffe tolto l'altrui. Era gran dub
bio fala moltitudine de circontanti, di cui foe il fanciullo, e ciacuno staua
fopeo, non fapendo dicernere, in che modo fi potefje giudicare il uero. Co= Giudici di
mand il Re, che quel fanciullo con una pada ueniffe diuio in due parti, e che
a ciacuna delle due Donne la met foe data. Queta fentenza biafimando la ue= |is::de:

ramadre del fanciullo, nepotendo affentirle, preg salomone, che facee dare:
:
all'aueraria il fanciullo uiuo. Ma all'incontro colei, che falamente diceua di est "
fer ua madre, lodando il giudicio, ricercaua che toto ilbambino firicideje in
due parti. Alhora il Re comand, che foe dato a colei il fanciullo uiuo, laquale
non uoleua, ch'ei fi diuidee, moo da queta ragione, che quella ueramente era la
madre, laquale cofi grandemente temeua la morte del fanciullo. Queto fu al

popolo chiariimo egno della fapienza delRe, parendogli di uero, ch'eglidiin


gegno e diprudenza tutti gli antichi filaciaffe adietro. eriffe Salomone tre mi,
la fimilitudini, o prouerbi,e cinque mila canzoni. E cominciando dal Cedro infino
all'Hiffopo,feriffe di tutte le tirpi e nature degli animali della terra, dell'aria,
e dell'acqua, ricercando er inuetigando la propriet loro. Trou anco a utilit

degli huomini la uia d'incantare i Demoni, e laci libri, ne quali inegnaua il


modo di dicacciarli. Laqual dottrina criue Giueppe, che dur infino alla fua
et; e perfede dicio racconta un cofi fatto eempio,

E L e a za R, uno de uoi, hebbe un'annello ; otto la cui gemma w'era una


radice econdo la dottrinu di Salomone ; laquale auicinata al nafo d'uno indimoa .
niato, folamente con l'odorato era potente a far, chel Dimonio uciffe per le narigie. E dipoi facendo cotui mention di Salomone, ev adoperando i fuoi incan
|

tefimi, fcongiuraua il Demonio, comandandogli, che piu in quel corpo non ri=
tornaffe. E dice, che queto effetto fece Eleazar alla preenza di vefafiano e
de fuoi figliuoli: e per confermar chiaramente la uirt contra i Demoni, mie
inanzi a tutti un bicchiere pieno di acqua: e comand al Demonio, che ucendo
4.

ij

* 6 8

PR 1 M A PARTE DELL'historie

e dell'hisomoroueciaffe quelbicchiere: e cofi fu fatto, nn effndo alcuno, cheue


dejje da cui e flje roueciato.
C o M IN c i o la fabrica del Tempio quattro anni dopo, che fu fatto Re, che
Quando cofu quattrocento e quaranta dopo la ucita di Egitto. E uero,che intorno alla gran=
-

:::" dezza, all'altezza ealalunghezza, er sua forma del detto Templo non fiat:
corda il terzo libro de Re con Giueppe nell'ottauo delle antichit, oue criue di

queto Tempio; ma nella maggior partefono trafe differenti. Laqual differena


za, er altre: come de due Cherubini di oro poti intorno il Santuario, dell'Arca,
del mar di rame, de catini da lauare i piedi, della grandezza dell'altare di metallo,

della forma della tauola d'oro, e de uafi di oro e di argento, che Salomone dedis
c al Tempio; chi procura d'intender con piu pienezza, trouer ogni coa dicrits
ta diligentemente nel terzo libro de medefimi Re, e nelle antichit di Giueppe.
E s s E N D o il Tempo infieme con ogni fuo ornamento condottoa perfettione
Area & a- mello/patio difette anni, facendo Salomone raunare il popolo in Gerualemme,i Sa
** ::: cerdoti portarono in effo Tempio l'Arca el Tabernacolo fatto da Most, e i Sacri
: **" uafi, andando inanzi il Re, e tutto il popolo, er i Leuiti facendo le libationi, e
i profumi. Fu l'Arca, nella quale erano le due Tauole di pietra pota nel Santua=
-

,, rio fa due cherubini, Effendo i sacerdotiuciti del santuario,la stanza fu ripie


,, na della gloria del Signore, e la nube fiarfe per tutto il Tempio; onde fi com
prendeua, che D 1 o era entrato nel Tempio, e che uiera per habitare. Di che
rallegrandoi il Re, refegratie a D 1 o, e benedicendo il popolo, preg ID d 1 o,
che eaudije i uoti di ciacuno, che in effo Tempio a lui fupplicaffe. Mie dipoi
le uittime all'Altare: lequali dimotr D i o di hauer benignamente riceuute,
mandando di cielo fuoco,ilquale dicendendo opra l'altare, conum tutte le uittis
tme.Vedutiqueti fegni,il popolo lod I d d i o, e Salomonelo ringrati:e cele
brandofplendidamente la fetafu il popolo licenciato.Formite quete coe, fognosti
il Re, che D1 o hauena efaudite lefue preghiere,chel Tempio fi conferuerebbe,
e che egli peruenirebhe agrandiima felicit, e che ifuoi dicendenti fignoregges
rebbono quel paee, quando egli, ne esti,ne il popolo uiolafero i diuini comanda=
,, menti. Altrimenti, che del tutto la ua stirpe ditruggerebbe; e terrebbe il poa

,, poloottogiogo diferuit e di altriinfiniti mali, e farebbe, chel Tempiofarebbe


, , arfoe ruinato : e la citt faccheggiata, e ditrutta infino allefondamenta.
;

Co s 1 hauendo Salomone terminata la edificatione del Tempio, fece fare alla


ua perona un ricco efplendido palagio, rifece le mura di Gierualemme, efabria
Palagio di bric altre citt : e cotrine i Cananei, che habitauano il monte Libano a diuenire

**"* gli oggettie tributari. Piuoltreciole alcune quitioni er enigmi,mandatigli da


Chiram Re de Tiri: de qualifcriue Giueppe hauerfatto mentione Dione, e Mes
nandro antichihitorici,
Effendo

5 DI GIOVA N NI ZO NARA ,
:

69

* Effendo adunquelafia dottrina e lafua Japienza farfa e celebrata per tutto


ilmondo,una Reina di Egitto e di Ethiopia,laquale era molto studioa inuetigatri Reina di

ce delle coe dellaapienza, and in Gerualemme: oue fu dal Re honoratamente :


riceuuta,e ciole ageuolmente i nodi delle quitioni da lei propote, inguia, che
la Reina marauigliandofi diffe, che in lui haueua trouato piu fapere, di quello,che,,
ella haueua inteo per fama. Si marauigli ancora della nobilt del palagio, del= ,,
t plendidezza de conuiti, e di tutti i miniteri del Re, de ifagrifici del Tempio,
e dell'ordine delfagrificare. Efece dono al Re di oro,digemme precioe, e dimi=
rabili odori, e di radici di Balamo: onde poi cominci a nacere il balamo in Pa=

fetina. Salomone all'incontro nella partita della Reina lefece molti doni. Ora,cos

me che Salomone foffeil piuchiaro Re di quantifurono inanzia lui, & auamzafa


Je ciacuno di fapienzae diricchezza, non continu in offeruare i comandamenti
diuini, ma cadde nel peccato della lufuria; e preo da laciuo amore di piu donne, salemene.
ne contentandofi di quelle del fuo popolo, uene conduffe ancora di straniere: dal
cui amor trafportato, per piacer loro, ador gl'idoli. Percioche egli prefe per

mogli fettecento figliuole de piu nobili peronaggi; eui aggiune ancora trecento
concubine, er una figliuola del Re di Egitto, onde il signore cofigli diffe. Per- Quelle, che

che tu non haioferuato imiei comandamenti, io titeuer il Regno, e lo dar al ::::::


tuo feruo. Ne per lo toglier a te infin che uiui, per la bont di tuo padre : ,,

ma dopo la tua morte adempier queto, uiuendo il tuo figliuolo; Ne ancoles,,


uer il Regno a lui, ma a due Tribu, laciando loro Gerualemmepur per la bon= ,,
t di tuo padre: e dar le altre dieci alfuferuo. Nepa molto, che Ader mofa
fe guerra agl'Iraeliti.Fu costui Idumeo di Realestirpe tilquale a tempidi Dauid,

effendo lIdumea foggiogata da Gioab; era fuggito fanciullo in Egitto: e da Farao


fie benignamente riceuutoer amato, hebbe per moglie la forella della conforte del
Re, cotui adunque, effendo uehuto in et, intea la morte di Dauide di Gioab, Ader.
difiderodiritornar nel paterno Regno, era da Faraone ritenuto, infino che turbate le coe di Salomone,conentendoglielo il parente,ritorn in Idumea, Maeffen

:
-

do ella molto ben difea, fi riduje in Soria, e fatto un'eercito di ladroni, je ne

impatron, e faccheggi i terreni degl'Iraeliti. Effendoeruo disalomone Geroa


boam figl uolo di Nabath, confiderando il Re i fuoi generofi cofiumi, mentrefi
fabricauano le mura di Gerualemme, lo poe alla cura di queta fabrica. Hlquale
facendo un giorno certo camino, s'incontr in Achia Profeta silonita.Eglimenan :i Prek
dolo alquanto patio fuordistrada; e diuidendo la fua uesta in dodiciparti,glie , ,
mediede dieci con quete parole. Cofidiuider il signore il Regno di Salomone: , ,
cr a uo figliuolo ingratia deltauolo lafcier due Tribu; efar te Redi effe Tria e = :

bu. Matufa, che abbraccile leggi di Dio, e cheferbi lagiustitia. er que, ,


fa profetia inuperbito Geroboam, fimie a ricercare il Regno. Di che aurdu
.

Hit, di Gio, Zonara.

ij

P R I MA P A R T E D E L LHIST O R I E

... gisa tofiil Re, pens difarlo uccidere. Maeglififugg in Egitto ; equiui fi rimaf
iomone. " infino alla morte di Salomone. Mor Salomone, come racconta il libro de Re

in et di cinquanta due anni, hauendo hauuto il Regno di dodici, e pojeduto qua=


ranta. Ma Giueppe criue, ch'egliuije nouanta quattro anni, e che regn ot=
tanta. Men Salomonefelice e glorioa uita, fe nella uecchiezza non hauefje rot=
tele leggi,fpinto da illecito amore di dome straniere, e feguitando le lor religio=
:""ni, lajiando perfofacceore Roboam uo figliuolo, Alquale riducendofi il po=

polo, e chiedendo fupplicheuolmente, che uolendo egli effer piupietofo, chel


padre allentaje ilgiogo della eruit da Salomone poto opra i loro colli; egli dif=
fe, che uidicorrerebbefopra, e dopo tregiorni darebbe loro la riolutione. Di=

mand adunque il parer deuecchie de minitri e gouernatori della citt, intorno


aquello, ch'egli doueua ripondere: iqualilo configliarono a fauellare al popolo
conclemenza ebenignit, e non con uperbia er arroganza. Dipoi comunicando
la coa con igiouani, che con effo lui erano stati alleuati, e manifetato loro il

configlio de uecchi, estilo confortarono a uar feuerit colpopolo, era formar


parole degne dellariputation dell'Imperio, e della dignit Reale. Roboam ap=
-i, -

a prouando la femtenza di cotoro, raunando un'altra uolta il popolo; diffe: fe mio


padre u'ha poto un duro giogo, io lo far diuenir piu afro:fe egli uibatt con

, le sferze, procurer io, che fiate punti con gli corpioni: e quello, che inme
, , picciolo, uvilo, Jentiretemaggiore colombi dimio padre. Quete parole intee

dalla moltitudine,gridando, che parte babbiamo noi in Dauid? fi diparti, non


uolendo per idegno attendere altreparole. Ma hauendo Raboam mandato uno

de uoi famigliari, ilquale conmigliori parole il popolo placaff, effo moo da


iracon lepietre l'accije, Perilquale fatto fauentato, il Refugg in Gierualem=
me, ritenendo preo di lui folamente la Tribu di Giuda, e quella di Beniamin. Le
altre Tribu crearono Re Geroboam,ilquale dop la morte di Salomone eratorna
to di Egitto. A cui trattando Gerobo indifarguerra cong"Iraelii, D i o, per

samea Profetagli fece intendere, checio non gli piaceua. Madubitando Geroa
boam, cheandando la moltitudine in Gierualemme, moa dal conuerfre congli
habitanti, lui abandonando, ritornafje alla diuotione del primo Re, fece far due
uitellid'oro digetto, e poto l'uno in Bethel, e l'altro in Dame, e fatto raunareil

,, popolo, diffe: I od 1 o, huominimiei, per tutto, emonin Gierualemme fo


, , lamente. Io dunque in nome di effo Io di o ho fatto far due uitelli; ne dipoiaca
cader a uoi diandare in Gierualemme: ma andando a queti, adorategli se loro
e facrificate: percioche io affegier aqueto ufficio Sacerdoti, elettidel motronus

P Inga ilpopolo d'Irael du coffatteparole, uiolando le diuine leggi,


:e: moe contra di lui l'ira di D 1 o, inguia, che lo diede inferuit degli stranieri.
O R A Geroboam hauendo creato i Sacerdoti, e fatto frtliare, celebr la
feta:
* -

--

- -- -

- -

*: : D I G I O VAN NI ZO'N AR A .

7 1

festa: er acendendo allaltare, er effendogia, stando dintorno i sacerdoti, per


Jacrificare; ecco, chefouragiune un profeta mandato da D ro: ilquale diffe.
oueste parole dice il Signore. O altare, far uno di quei di Dauid, detto Gioa
fia, ilquale opra dite far uittima de sacerdoti, er abbrucier l'offaloro. E

per confermation dellemie parole ; fi fezzer l'Altare; e il graffo degli ani=


mali,che ui fiafopra, fifargerfu laterra. Finite quete parole, incontamente

fi fezz l'Altare, e fiarfe il graffo delle uittime. E la mano di Geroboam, las


uale egli haueua difiea, comandando, che coluifoe preo, diuenendo arficcia,

# ferm enza ch'eilapoteje mouere, infino a tanto, chei ottennedal Profeta,

Miracolo
allenuto

Geroboamu.

cheritornaffenelfuo primo stato. Ilquale inuitato dal Re acena, lorifiut, dia


cendo, che da D 1 o gli era stato comandato, che nonmangiaffe pane, nebeueffe

acqua, ne tornaffe per quella strada, per laquale era entrato nella citt. La
onde fi part perun'altrauia.

E R a in quella citt un'altro falo Profeta, ilquale corrompeua Geroboam,


uccellando la gratiafua. Cotui hauendo intee le parole, e uedute l'opere del Pro=
feta, nel dipartirfigli and dietro, er arriuatolo, lo preg, che alloggiaffenella
fua cafa. Ilche non accettando egli, come quello, a cui era stato cio uietato dal Si=
gnore, quelmaluagio huomo diffe: erio ancora fono Profeta; e D 1 o mi ha
mandato a te, accioche tu uoglia effer partecipe delle mie uiuande. Il Profeta cre=
dendo uere le fue parole,ritorn.Mamentre,che egliera nellafua caa ent la uoce
di D 1 o, che gli diffe,che pocia,ch'egli non haueua adempiuto il comandamento
fuo, farebbe uccio da un Leone. Ritornando a caa, fu uccio dal Leone; ilquae
le iui fermandoi fece laguardia al corpo morto er algiumento. Il che conociu=

to dalfalfo Profeta, ricogliendo foffa le epeli: er ordin a figliuoli, che, quan


d ei fofemorto, lo epeliffero appresto di lui, con queto auertimento, che,

Profeta use
eifo da un

Leone.

quando (econdo,ch'eglihaueua predetto)l'Altare fi ditruggefje,ele offa de Sa=

cerdoti,e de falfi Profeti foero date alfuoco, con l'effer poto preo a quell'huo=
modiuino, fuggie il biafimo. E quete coe cofi duennero.
O R A Geroboamnon menomauapunto la fuaimpiet,anziellaancora digior

no ingiorno accrecua, uendendo quel falo Sacerdotio de gli affegnatiluoghi per


qualunque prezzo. Il cui peccatofu alui imputato, eritorn a danno e ditrug
gimento della fuafamiglia. Onde, fe egli fi riput peccato la uendita di quelsa=
cerdotio; che diremo di coloro, che quel ueramemte Diuino Sacerdotio, nel quale
fi facrifica quella uenerabile, e fenza alcun fangue uittima,uendomo e comperano

Auerti,

per danari ?

Es se n d o Abia, figliuolo di Geroboam, aggrauato di malatia, il Re man=

d la moglie uetita inhabito di plebea, ad Achia Profeta, a dimandare, felfan


ciullo foe per guarrir di quel male. Ma il Profeta conociuto linganno, non
-

iiij

Abia.

P R I M 3 PARTE D E L L'HI S T O R I E

7 2

aoler (diffe) naconderti, moglie di Geroboam: ma dia tuo marito, che perhaa

uere egli, ponendo da parte in Pio, fattifi altri Dij, ha da perdere il Regno,
e da ajettar la nortejuae ditutta la ua famiglia. Et oltre acio, perche il po
polo ha eguitata lajua impiet, ne effo ancora rimarr impunito. Ma tu Donna
diparti, che trouerai morto il tuo figliuolo,ilquale con pianto fia epelito: percio=

che eglijolo degli altri figliuoli di Geroboam stato buono. Partendofila mo=
... glie, trou il figliuolo morto: e raccont almarito le parole del Profeta: per le
,
! quali egli, fi come quello ch'era diperuerfanatura, non diuent puntomigliore.
---* Maregnando Roboam in Gerualemme,i Leuiti ei Sacerdoti dellatirpe degl'Ifrae

litig altri del popolo, che intendeuano quello, che era bene, lastiando iluoghi
loro, andarono in Gerualemnte. Onde il Regno di Roboam andaua crecendo;

benche ancora egli con la impiet haueua offeo D i o, e tutta la caa di Giuda
Sufac con un

frezzato il signore, onde Suac Re di Egitto, con un grande estrato anda

::::::: Gerualemme, effendo cinque anni,che Roboam u regnaua: ilquale hauendofirina

::: chiuo nella citt inieme colpopolo,pregauano tutti ID d 1 o per la loro falute,
iemme " confeffando ipeccati loro. Effendo D i o placato, ripoe, che non gli ditrugs
gerebbe, maglidarebbe a nimici. Onde riceuuto nella citt con certe conditioni

il Re di Egitto, rompendo i patti, rub i acri e realitheori, ele arme d'orofats


te da Salomone, e tutte le hate d'oro dedicate da Dauid. Mor Roboam dianni
Morte di R cinquanta fette, e deciette haueuatenuto il Regno, laciando Abia uo figliuolo

***

per ucceore: a cuimoeguerra Geroboam, hauendo del continouo stimolato


Roboam con le fue arme.

."

M A Abianon temendo il uo impeto, mafingendo contra di lui legenti, che

fi troudua hauere,riport una nobile uittoria, in fi fatto modo, che Geroboam non
ardiua piu di uenire al fatto di arme. Mor Abia, effendo uiuuto in Gerualem=
metre anni; huomo empio uero di D 1 o. E riceuendo Afa, fuo figliuolo, il
Regno, offeru i Diuini comandamenti con l'eempio di Dauid, capo za origine

della ua famiglia. Mor anco Geroboam, hauendo fornito del uo Imperio uenti
due nni.
Nabat,

Ela.

A luiuccee Nabathfio figliuolo, huomo ancora egli empio, come il padre:


ilquale mentre combatteua Gabata, citt de' Barbari fu uccio con inganno da Ba=
fa, figliuolo di Achia, ilfecondo anno del uo Regno. Et effendoi Bafaa impaa
dronito del Regno d'Irael, eftine tutta la famiglia di Geroboam; huomo ancora
egli non men trafgrefore delle leggi di quello, che fi foe Gerobom, eo autore
fimilmente de delitti del popolo. La onde D 1 o lo minacci per Gehu Profeta,
che egli ditruggerebbe ancora la uafamiglia, come haueua fatto quella di Gero=

boam. Mor anco cotuineluenteimo quarto anno delfuo Regno, laciando Ela
fuo figliuolo ucceore: ilquale il econdo anno del uo Imperio fu uccio da
-i

Zambre,

- , DI GI O VAN N I ZO NARA.

7 3

Zambre, Capitano della fud caualeria, ritrouandolo egli ubbriaco ; er occupan=


do il Regno, ditruffe tutta la stirpe di Bafaa. Ma l'eercito degl'Iraeliti, mena
tre ch'effo affediaua Gabata,intefo la celeraggine di Zambre,e,come haueua occus

Zambre.

pato il Regno; fece Re un'altro Zambre, uo Capitano, ilquale era nel campo,er
ottenne fotto la ua guida la citt di Tberfa. Onde il primo Zambre firinchius

fe nella piu interna parte del paligio, er attaccatoui il fuoco, l'are infieme con
femedeimo, hauendo regnato fette giorni.

Do P o queto raunandofi il popolo, alcuni eleggono Zambre, alcuni Tham=


nin. Ma la fattion Zambrea, effendo uperior di forze, leuandone Thamnin, Lafauien di

diedea zambre il Regno tranquilo. costui da principioregn in Ther; Dipoi


occupando il Monte Marcone, edific una citt, chiamandola Samaria: hauendo Thmmin.
poto nome al Monte Samareo, dal nome di Semero; da cui l'haueua comperato,
vine cotui di maluagit i Repajati: emor in Samaria ildodecimo anno del fuo
Regno: ilquale diuenne in Acab fuo figliuolo. Cofi i Re d'Irael l'uno dopo l'ala
tro per hauer uiolate le diuine leggi, perirono in picciol tempo. Ora Afa, Re fa',

di Gerualemme, amator di D i 3, afflendo il Re di Ethiopia, che fiera most

fo contra di lui con un grande eercito, chiamando-ID d 1 o in fia difea, tagli


a pezzi molti de' nim ci ; e eguit gli altri, che fuggiuano, e faccheggi i loro
alloggiamenti, hauendo egli el popolo acquitate di molte prede. Mentre, che
effo ritornaua con l'eercito in dietro, gli uenne in contra Azaria Profeta, affer=
mando, che I od 1 o haueua data la u.ttoria a lui or al popolo, perche abbrac=
ciaano la giutita: onde e foero amatori della uirt, nell'auenire farebbono
felici: mi, oue frezzaffero i comandamenti del signore, e fi uederebbono af Merte di
flitti in molte mierie Hauendo adunque Afa menata fua uita piamente, er ot= Afa.

tenuta una lungauecchiezza fi mor dopo lo hauer regnato quarantuno anno, la=
fciando Giofafath uo figliuolo ucceore. Acab'tenendo il Regno di Samaria,auan Gezabel.

zando di maluugit i uoi anteceori, era anco fatto peggiore dalla moglie, det
ta Gezabel. Era cotei figliuola del Re di Tiria, e di Sidonia,femina fiera er
audace: laquale fece fabricare un Tempio a Belo fuo Dio, e gli facr un boco,
ordinando a quello Sacerdoti, e falfi Profeti. Ma Elia, ch'era nato nella citt di
Thesba, fopportando agramente la peruera religione del Re e del popolo, diffe
ad Acab. Cofi uiue in me il Signore, che non dicender pioggia, fenom allemie
preghiere. Hauendo cofi detto, per comandamento di Di o and al torrente di
Corat, oue era mudrito da i Corui: iquali la mattina gli portauano pane, e la fe=
ra carni, o il bere gli daua il torrente: ilquale effendo aciutto,di ordine di D i o
and in Sareth, citt pota fra Tiro e Sidone: inanzi a cui incontrandofi in una Partita

Donna, la preg, che gli recaffe un poco di acqua. Laquale partendoi per pi=

gliarla, chiee ancora, che ella gliportaffe delpane, Giurandol Domn dinon
|-

Elia,

di

7 4

PRI M A P A R T E D E LL H IST O R I E

hauere altro, che alquanto di farina, er un poco di olio; e per queta cagione
andaua a ricoglier farmenti, affine di potere fare un poco dicibo a Jeev afi=
gliuoli: e poi con effo loro morirfi di fame: il Profetala confort a starfi con
buona feranza; percioche non lemancherebbe la farina nella caff, el olio nel
uafo, infino che uenie la pioggia. Ella aduuque fodisfece al biogno del Pro=
feta 3 che haueuariceuuto in caa, e di fe, e de figliuoli con quella poca farina,
injino, che pa il diagio. Et effendo uenuto a morte un fuo figliuolo, fe ne
il...' col Profeta .. ilquale lo fece portare nel cenatoio, ou ei dimoraua, e lo po
::::::::: fe nel fuo letto: indi chiamando I d d I o, e tre uolte foffiando uero il morto

. . . . corpo, retitu il fanciullo uiuo alla madre; laquale benedicendo ID d 1 o, glie


+

' meree quelle gratie, che ella pote maggiori. Dipoi comand I D d 1 o ad Elia,
che predicefe ad Acab, che piouerebbe.Perciochela Samaria, e tutta la prouincia
era molto traffitta dalla fame. Acab adunque infieme con Abdia filo Maetro di
caa, huomo di bont, andaua a cercar da mangiare a fuoi caualli, l'uno per una
strada, e l'altro per un'altra, cercando, fe lungo a fonti, o a torrenti, trouaf=
fero in qualche luogo herba. Elia and incontra ad Abdia: e gli diffe, che lo ina
troducee al Re. Rifofe Abdia; che Acablo faceua cercar diligentemente per
ucciderlo: e lo confort a naconderfi: percioche egli appreo di lui di nacoto
mudriuae conferuaua cento Profeti, gli altri tutti effendo stati fattimorire da
Gezabel. Magiurando Elia, che quel giorno era peruenire inanziad Acab, lo
condue al Re. Ilquale come egli uide, diffe. Sei tu colui, che guafia Irael :
A cui Elia: anzi piutoto tu, e la caa di tuo padre guaflate il popolo, laciando
il uero D i o, ev adorando gl'Idoli. Ma faraunare il popolo, er i tuoi, er i
Profeti di tuamoglie nel monte Carmelo. Iquali effendo tutti raunati, Io olo
diffe, fono rimato de Profeti del signore: e molti falfi Profetici fono. Ma date
a me folo un Bue, er a tutti quelli un'altro: iquali come faranno fagrificati, po=
niamo le uittime fule legna enza metterui il fuoco: e ciacuno chiami il fuo
Dro. E di colui, nelle cui legna fi accender da fe medefimo il fuoco, crabs
brucier le legna elauttima, fiagiudicato il uero I d d 1 o. Lodata queta con=
ditione dal popolo, hauendo cofi fatto quei uituperofi Sacerdoti, e fagrificato
il Vitello, e poteuile legna fenza fuoco, chiamando Baaldalla mattina infino al
mezo giorno, il Profeta diffe dileggiandoli, che e gridaero piu forte: che
perauentura il loro Iddio potrebbe dormire, ouero effere in altre faccende occu=
pato. Ora, chiamando eipiu uolteil loro Idolo in uano, il Profeta prendendo
dodici pietre, fecondo il numero delle Tribu,edific l'altare, cau una foffa, poa
fe le legna fu l'altare, e la uittima fopra, e comand, che foffe farfa fopra
l'altare tanta acqua, che ancola foffa fi empieffe, cio fatto, inuocando il nome

di D1 o, uenne fuoco di Ciclo allapreenza ditutti fu l'altare, ilquale conum


la uittima

D I G I OV A N N I Z ON A R.A. .
f:

7y

lauittima, e le pietre infieme con l'acqua, e con la poluere, Dal quamiracolo


fauentato il popolo, singinocchi in terra, confeffando un folo uero e grande
I D d 1 o. E di ordine del Profeta, prendendo quei falfi profeti, tutti gli uccie=
ro. Dipoi Elia diffe al Re, che tra poco D i o manderebbe la pioggia. E auens
ne, come egli haueua predetto: che uenne unagran pioggia. Minacciando Geza
bel di farlo morire, il Profeta pertema fi fugg: e dimorando nel deerto di Elia fugge
herato, diideraua da D1 o la morte. Et addormentatofi, fu rifuegliato da :::::::. .
uno, che gl'impoe, che fileuaffe, e mangiaffe. E trou prejo di lui dibiana

chiimo pane cracqua. Et hauendo mangiato e beuuto, da capo fi addorment.


Comand l'Angelo un'altra uolta, cheimangiaffe, percioche haueua da fare un
lungo camino. Da capo adunque egli mangiando, e ricouerate le forze, camin

quaranta giorni. Eteffendo peruenuto al Monte chereb, entr in una pelunca,


outui udendo una uoce, che gli diffe, perche quiui e foe uenuto, rioe: La
agione , che hauendo io perzelo di D 1 o fatti morire i fali Profeti di Ge
zabel, ella cerca dime per farmi uccidere. Alhora colui, dicut haueuaudita la
uoce, da capo gli diffe. Domaniucendo fuori, appreentati al Signore. Ilche

egli facendo; enti uento, e strepito; euideardere il fuoco: Dipoi offundo un :::::::
picciolo
uenticello,
quelloAfabel
fent ucire
uoce,e Gehu
laqualeReglid'Irael,
comand,
che tors
naffe
in dietro;
er di
ungefje
Re diuna
Soria,
ca Elieo
in ::::::::
Elia Profeta
fuo luogo Profeta ; iquali tutti farebbono per ditrugger gli enpij. Ritornato
Elia, come gli era stato comandato, trou Elieo, che araua; a cui ponendo adof=
fo il fuomantello , eglilaciando ogni cofa, lo eguit, effendo adotto all'ufficio

del profeteggiare. Fra tanto Acab diiderando di comperare, o di pigliare a vignadins


icambio la uiglia di Naboth, laquale confinaua con i fuoi poderi, ricuandocio il "i".

posteditore, egli molto fi attriji. Di che intendendo Gezabel la cagione, crist


fe alcune lettere per nome del Re a principali del paee, nel quale Naboth habita=
ua:a' quali era commesto, che lo doueero accuare di hauer dette parole ingius
rioe contra D1 o e il Re, e con falfi tetimonicio approuando, fi lapidae.

Quete cofi fattelettere col oggello del Re mand ella a coloro: iquali eeguens
do il comandamento del Re, lapidarono Naboth. Ilche fatto, Gezabel impofead
Acab, che fi pigliae la uigna di Naboth : ilquale benche la cotui mortegli di

fiacee: non dimeno s'impadron uolentieri della uigna. Onde eendoglimana


dato Elia da D1 o, gli die:Sappi che hauendo tu uccio Naboth, perottener Quello, che

la uauigna,
il signore, che nel medefimo
luogo,
douei
canileccarono
il fuofi ad
:
fangue,
i canidice
imilmenteleccarannoiltuo,
e quello
della
moglie:
ele meretrici
Acab.
lauerannoneltuo; e tutta la tua famiglia fia etinta. Per lequali parole contria
fiandofi forte Acah, cominci a farlamenti, e uetendofi di Jacco, digiun,con
feando e maladicendo le fue celeraggini, Moo I d d 1 o da queto pentimena

76

PRI M A PARTE DEL LE H Is T O RIE

to del Re,riud al Profeta, chequelgastigo, cheegli haueua minacciato a lui,


non ricercherebbe da lui quello; ma che leadempierebbe ne tempi difuo figliuolo.
Ader Re di
Soria.

Dopo queto il figliuolo di Ader, Re di Soria, con un grande eercito, e con


moltagente, che era uenuta in uo aiuto, hauendo cinta di affedio Samaria, man=
d ambaciadori ad Acab , iquali gli diceero: le ricchezze tue, e le mogli tue,
er i ferui tuoi fonomiei: percioche io gli prender con le arme. Ma, fe tu mi
concederai quello, ch'io uorr, mi dipartir leuando l'aedio. Rioe Acab: Et
io, e tutte le coe mie fiamo tuoi: e raunando i plu uecchi del fuo Regno, epoe
loro l'ambacieria de nimici. Ma il popolo confortandolo a non douerfi rendere,

ripoe agli ambaciadori, chei non poteuafar le coe, ch'effo chiedeua. Ilcherapa
portato al Re di Soria,eglifdegnandofi, fece cinger la citt di arginie di bationis
Ma dicendo un certo indouino ad Acab,ch'eigli darebbe inimici nelle mani,e egli

afaltaffe co erui de capie principali della prouincia; fu trouato il numero loro


dugento trentadue:co quali intorno al Mezogiorno egli uc fuori;e trou inimici,
che erano a conuito, crubbriach.Queti ueggendo il Re de Soriani ordin a uoi
minitri, che gli conducee legati allafua preenza.Ma i frui affalendoli, ne uccia
Vittoria de

grIraeliti.

fero molti: dopo iqualifeguendo legenti d'Irael, allafrouifta facendo impeto,


cofirinfero afuggire i Soriani, in modo, che a pena il Reloro ui fcamp. Indi
uolgendoi Acab, faccheggiandogli alloggiamenti de nimici, ritorn in Samaria.
A cuida capo prediffe il Profeta, che i Soriani gli affalirebbono. Onde uenen=
do la primauera, il Re di Soria un'altra uoltamoffe guerra agl'Ifraeliti, accam=
pandofi nella pianura:percioche egli haueua inteo, chel D1 o de gl'Iraeliti
erafortene Monti, e non cofi nel piano. Ma il Profeta promife da capo, che
Acab haurebbela uittoria, dimotrando I d d 1 o, ch'egli potente etiandio nela
le ualli. Glieerciti fi ripoarono gli altri giorni: ma il fettimo, attaccandofiil
fatto d'arme, i Soriani uolfero lefalle. Iqualifeguitando Acab, parecchinetaa
gli a pezzi: molti anco fi ricouerarono in Afec: oue dalla ruina delle muraglie
tutti furono opprefier uccifi. Adar figliuolo del Refuggendo, fi nacoe infies
me con pochi. Lafua guardia uefiendoi di facco, elegandofi le tete con funi,

and a trouare Acab,fupplicandogli, che egli foe contento di conferuare il fuo


Signore. Acconent il Re. Eiconduero ad Acabil Capitano loro fopra una
carretta; ilquale fu da lui riceuuto, efalutato; e lo confort aferarbene. Fata
to dipoi confederatione, lo licenti con molti doni. Alhora Michea Profetaco=
Michea Prc
mand a un del popolo, che gli percotee la teta: er eglinon uolendocio fare, il
feta .
Leon (diffe) batter te: crauenne, come egli li predje. Hauendo comandato
il medefimo a un'altro, er egli hauendolobattuto, Michea faciandofiilcapo, ana
d inanzi a Acab, e diffe: un prigione, ilquale dal Tribuno de foldat m'era

stato aegnato inguardia, fuggito: onde eglimicercaper uccidermi. Ilche dia


cendo

ID I G I O VANN I ZO NA RA .

"

77

cendo Acab, che era coa conueneuoleegiuta, egli sfaciandofi il capo, e dalui cos
nociuto, foggiune: Perche tu hai laciato andarfaluo il Re di Soria, huomo pies
no di ogni maluagit, morrai in icambio dilui, el tuo popolo in icambio delfuo.
Hauendo il Re quete intee parole, fi turb. E paffato il termino della pace, che
era fatta per tre anni,uolendo togliere a Soriani la citt di Reem,come appartinen
te a lui, chiee a Giofafath, Re di Gerualemme, che congiungefje ecole fue arme.
Fu contento il Re, er ordin, chel Profeta dimandafje alSignore,fe egli approa

uaffe quella imprea. Acabraun i uoi Profeti: e dimand loro, felaguerrafi


doueuafare ; iquali gli promijero la uittoria. Giofafath ricerc ancora d'un Pro
feta di D 1 o. Ripoe Acab, che uenera uno, ma che effo gli portaua odio:
perche prediceua empre ilmale. Giofafath comand, che cotui gli foe menato
inanzi. E uenutoui, Acab gli dimand, fe era da combattere, o no. Rifofe

egli. Houeduto gl'iraelitine montidiperfi a guia digreggeenza patore. Ma Quello, che


D 1 o m'ha riuelato; che ei ritorneranno falui ; e che tu folo caderai a Reem, P:it:
a
Michea un
Hauendo cofi parlato Michea, non ti difiio (diffe Acab)che cotuimi augurereb=
bequalche male? Alhora un certo de falfi Profeti, chiamato Sedechia, diede a
Michea una guanciata. A cui egli diffe: Tu dipoi andrai d'una corte in un'altra,
cercando luogo da naconderti. Ora Acab, comand, che Michea foe guardato
in prigione infino alfuoritorno. Diffe egli: fe turitorneraialuo, Idd i o non
ha parlato per la mia lingua. Effendo partti i Re, anco ilRedi Soria fece efer=
cito: e comand a uoi, che nonaffaliffero alcuno, che folo Acab. Maegli pomen=
do giu la ueta Reale, haueua preo habito da priuato. Onde i Capitani de Sorias
ni ueggendo Giofafath uetito da Re,stimarono,cheifoe Acab ; e lo circondaroa
no: ma poi ueggendo, ch'egli non erail Re degl'Iraeliti, lo laciarono. Ma Acab

ferito da una faetta, entendo, che la ferita era mortale, comand alcarattiere,
che conducee il carro fuori del campo: e cofi preo altramontar del Sole fi mor.
Intefa da Soriani lafua morte, ritornarono alle cae loro. Il corpo morto fu por=
tato efepelito in Samaria. Mailcarro, che eramacchiato delfuoangue, naco

fero nelfonte di Samaria. Cofi i canileccarono ilfuoangue, elemeretrici fila=


uauano in quel fonte, come Elia haueua profeteggiato. Mor Acab dellaitefja
morte, che fu predetta da Michea, ancora che egli l'hauefje intea, non potendo
ifchifarla, hauendo regnato uenti due anni. Pree il Regno ozochiafuofigliuolo.
Tornando Giofafath, Re di Gerualemme, dalla imprea, Gehu Profetalo ripre

fe, che egli haueffe dato aiuto a un maluagio huomo: e, che D1 o, benchefoffe
da lui offeo, l'hauena conferuato. Il Reringrati I d d I o, euifitando tutto

ilfuo Regno, comandper tutto, che le leggi fi offeruaero; e potiin ogni luogo
giudici, impoe loro, che dirittamentegiudicaffero. Ajalito da i Moabiti, e da

gli Ammoniti, iqualianco hautuano preo aiuto dagli Arabi, la Giudea, chiedens

3D,

78

P R I M A P A R T E D E L L E H1STOR I E

do egli il diuino occoro, gli fu detto da un Profeta, che ID d 1 o per lui com=
batterebbe: e gl'impoe, che l'eercito conduceljefuori, ma che per non ajalije i
nimici, ma fermandofi afettaffe l'atta di D 1 o. Il Re ucendo della citt la mat=
tina, comando all'eercito, che fi fermaje, er i Sacerdoti steero inanzi l'eerci=
to con le trombe; ev i Leuiti o i cantori cantajero Salmi in laude di D 1 o. Al
bora i nimici tumultuando, fitagliarono apezzi infieme, inguila, che non ne ri
mafe uiuo un folo. Giofafath diede a oldati in predagli alloggiamenti de nimici.
D'indi in poi i Barbari, temendo lui, come huomo aiutato da D i o, rimafero
cheti. ora Ocozia, Re de gl'iraeliti,fu imitator della maluagit de uoi proge=
nitori. Nelecondo anno, ch'egli regnaua, i Moabiti ritennero i tributi, chefo=
leuano pagare al padre. Egli ejendo amalato, mand a intender dall'oracolo della
Dea di Arcar, laquale era detta Moffa, fe era per guarrire. A imei uenne in
contro nel camino Elia, e impofe loro, che ritornajero; e gli diceero da cui era
, no statimandati: e, perche efjo gli haueua mandati al D1 o de Barbari, come
' ...,
che non ci folje il D 1 o d'Irael, non doueua piu leuar di letto. Queti ritors
nando,narrarono quello, che ei haueuano intefo. Pregndo Ocozia, che gli dice=
fero chi foe colui, che co haueua lor detto ; er ei ripondendo di non aper=
lo, dimand la forma di quell'huomo. A che foggiunero, che egli era peloo,
e cinto d'una pelle. Compree alhora, che queti era Elia; e mandando un Capi=
tano con cinquanta oldati, gl'impoe, che a lui lo menaffe. llquale trouandolo
nella ommit d'un monte, gli comand, che ueniffe feco al Re. Ma a prieghi

: di Elia uenne fuoco di cielo, er abbruci colui con tutti i uoi oldati. Il Re
Elia.

mandandone altretanti, ei ancora hebbero un cotal fine. E mundato il terzo

capitano, come cotui arru, oue era Elia, inginocchiatofi lador, pregan
dolo, che doueffe perdonargli, percioche era uenuto contra fua uolont, sforzato
dal comandamento del Re : e lo preg ancora, che foe contento di uenire al Re.
Effendo a Elia impoto dall'Angelo, che ponendo giu la paura, ui andafje; egli
fefe dal monte, ev alla preenza del Re dimoirandofi, gli diffe. Perche tu hai
mandato ad altro D i o per intender, fe guarrirai, appi, che non_leuerai da
Morte di quetamalatia, ma toiomorrai. Mor adunque Ocozia, come Elia haueua pre
sz a. detto, laciando Gioram uo fratello nel Regno: ilquale fece fezzar le statue,
che dal padre erano state fatterizzare a Baal: nel rimanente fu empio,e malua=
gio, e fimilea fuoi. Douendo Elia effer riceuuto nel cielo, effendo inieme con
Elico Profetaandato al fiume Giordano, percoffe l'acqua con la pelle. Laqual
fi apere, ingulf, che ambedue pjarono per l'aciutto.Dopo comand ad Elieo,
che gli dinland.j quello, che da lui uoleje. Et egli, che la gratia dello piri
to, che in te, ueliga in me . Elia, benche quella dimandagli pareffeindegna ;
, , gli diffe: Se tuuedrai, ch'io fia leuato in cielo, otterraicio che dimandi. Mena
tre, che

D I

79.

G IOV A N N I Z O N A RA .

rre, che cofi parlauano, dicefe un carro di fucco dal ciclo con caualli a lui fimi
li, ilquale leu Elia. Mentre, che Elia era portato in alto, gett la fua pelle a
Elieo: ilquale riceuendola, egli da lui non fu piuueduto.
Et Elieo ritornando al fiume Giordano, feceeperienza della gratia diman=
data ad Elia, percotendo con la pelle l'acqua;laquale non fi aprendo,oue (diffe)
il D 1 o di Elia ? Ma percotendo la feconda uolta, fi diuie l'acqua, e pu.
Ilche ueduto, differo cinquanta figliuoli de Profeti, lo pirito di Elia effereen=
trato in Elieo: e lo eguitarono, per cercare, fel Signore inalzando Elia, l'ha=
uee laciato cadere opra qualche monte. Queto prima da Elieo fu negato:

. .

ma eglino facendo infianza, cio concedette loro. Onde que cinquanta huomini fi :::n t

mifero a cercarlo per ipatio di tre giorni,ne gimnailo trouarono. 1 cittadini,"*'


|3

habitando Elifeo in Gerico, uennero a lui, pregandolo, ch'ei cangiae le acque

di quel luogo, lequali erano cattiue, e faceuano sterile il terreno. Egli comand,
chegli foje recato fale in un nuouo uafo. Ilquale portatogli, chiamando il nome equa da Eu

d' o dio, logett nel fonte. E tamaritudine dell'acque ubito diuenne dolce, :"*"
perdendo ogni noceuole forza. volendo andare il Profeta in certo luogo, i fan=
ciulli chernendolo, diceuano gridando, acendi caluo. Onde egli sdegnato, gli

maladi. E ubito uenendo orfigiu da monti, amazzarono quarantadue fanciulli.


E s se n d o Gioram, figliuolo di Acab, per mouerguerra a Moab ti , di
mand aiuto a Giofafath,Re di Giudea. Egli promife, che aggiungerebbe ancora
con effo lui il Re degl'Idumei, ilquale gli compiacerebbe. Cofi tre Re fatta in
Jieme amicitia, andarono fette giorni peril deerto. Ma non trouando gli eer
citi acqua, andando ad Elieo, lo pregarono, che uolee conferuar fe ev i folda=
- ti. Et egli diffe a Gioram: Vanne a i Profeti tuoie di tua madre: e giur, che
fe egli non foffe stato con Giofafath, non gli haurebbe ripoto parola. Dipoi co
mand, che fi facee uenire alcuno,che fonaffe. E troustone uno, mentre che egli
fonaua, Elieo ricaldato dallo fbirito del signore, comand, che prejo un tor=
rente fi fceffero di molte foffe: perciocheei uedrebbono il torrente pieno, fen=
za chemoueffe fiato di uento, ne pioueffe acqua: e che berebbono tanto, che ne
farebbono fatolli, e uincerebbono i nimici. ouete coe da Elieo predette, il fe= Quello, che
-

|-

guente giorno pertempo il letto del Torrente fi empie di acqua, inguia, che ella :
foprabondaua, e bagn tutta la uperficie di quel paee. Effendo nato il sole, i
faoi raggi ferendo l'acque, fecero, che elle affembrauano di color uermiglio. om
de i Moabiti, che haueuano poto i loro alloggiamentine monti, guardando al
piano, stimarono, che quel foe fangue, foettando, che effendo nata fra i Re
dicordia, i foldati fi haueero amazzato tra loro. E mentre, che enza ordis
ne alcuno con gran fretta fimifero a corrergiu da monti per cagione di faccheg
giare le coe loro, tolti in mezo da nimici, altri furono tagliati a pezzi, cral=

P R I M A P A R T E D E L LH I S T O R I E

tri fi mifero a fuggire. Iquali feguitando gIraeliti, aaltando Moabit, ruis


narono le citt, e ditruffero il paee. Il Re de Moabiti ritornato nella citt,
men il fuo figliuolo primogenito opra le mura; e per diperatione l'uccife e
facrific a D 1 o. Ilqual dolorofo fettacolo effendo ueduto da i Re, hebbero
compaione almedefino Re,che a talmiferia foe ridotto :e leuarono l'afjedio.
O ka effendo Giofafath ritornato in Gerualemme, uenne a morte, efjendo
Morte di
Giofafath .
di anni feffanta, er hauendone regnato uenticinque ; huomo pio e giuto. Ela=
fciando molti figliuoli, ordin uo ucceore Gioram, che era il maggior di
Gioram erea
to Re .

tutti, e il cognome al Re d'Irael fuo auolo.


H A B I T A N D o Elieo in Samaria, una uedoua lo and a trouare, mierabila

mente dolendoi, che non hauendo ella, comefodisfare a debiti, un'uuraio uoleua

farfi ferui i fuoi figliuoli. Le dimand il Profeta quello, che ella haueenella
fua caa: e ripondendo ella dinon hauere altra coa,che un poco di olio, le impo=

Je, che fi faceste pretar molti uafi, e che in quelli fargeste quell'olio. Ilche ella
hauendo fatto, die al Profeta, che tutti quei uafi erano pieni d'olio. Ilquale da
lui fu uenduto: e diede alla uedoua i danari, che ne haueua tratto, imponendole',
che fodisfacee al creditore; e quello, che auanzae,lo riducee alle biogne della

caa. Il medeimo a Sunamit, che era orba de figliuoli, nella cui caa egli allog=
giaua, haueua predetto, che partorirebbe un figliuolo. E cofi auemme. Mail
fanciullo, cominciando a uenir grandicello, fi mor. onde la donna and a tros
uare Elieo nel monte Carmelo: e gettandoglifi a piedi, gli raccont la ua mic=
ria. Egli dando il uo baftone a Gezin uo dicepolo, crdinandogli, che lo po=

nee opra il corpo del morto fanciullo, lo mand feco. Magiurando ladonna,
che ella non fi partirebbe, fe egli steo non andafje con effo lei, il Profeta le coma
piacque,e trou il fanciullo morto nelletto.Elifeo hauendo prima fatte orationia

D 1 o, al fu illetto, e stendendofi fopra il fanciullo, foffi nella fuabocca: il


Elifeo rifue
feita un fan
siullo.

che hauendo fatto fette uolte, ilmorto fanciullo rifucit: e cofi dal Profeta fu
retituito alla madre uiuo.

Di qui andato a Galgala, effendo illuogo oppre dalla carefia, i figliuoli


de Profeti firaunarono a lui: a quali hauendo impoto al famiglio, che poneffe
aleffare alcuna coa, and quel famiglio acoglier nelterreno berbe: falequa=
li uera una zucca faluatica (ilche ueleno) e fatto cuocere ogni coa, mie tutto
loro inanzi: iquali ueggendo la zucca, gridarono al Profeta, come fubito haa.

ueffero amorire. Egliponendo farina nella pentola, diff a quelli, che ne man=
giaero. E queto fatto, di quel cibo non fentirono alcuna offea.
Have n do c l 1 alcuno appreentati uenti pani, e fichi ecchi, comand

al minitro, che cio dee alpopolo. Ilqual dicendo, che far queto a cento buo
mini: appreentalo pure (egli ripoe) e lacia, che e mangino; percioche tuttine
faranno

D H. GHQ V A N N I IZ O N A R. A. ~

821

franno fatij, cranco neauanzer qualcheparte. E costauenne, come egli diffe,

E R A uno, detto Neem, di grande autorit preo al Re di Soria, che has ::::;
ueua la lepra. Alla cui moglie diffe una Donna d'Irael, prea in battaglia, che
El
la feruiua: che e ilmarito fuo and fe ad Elico Profeta, egli di quel male lo gua- " '
rirebbe. Quete parole la moglie raccont al marito, elmarito le rapport al Re
disoria.Il Referije al Re d'Irael della cura di Neem. E l'iteo Neem,prefi dieci
talenti di argento,e feimila d'oro,e dieci uete delle piu belle,and in Samaria:edie

de le lettereal Re. Lequali hauendo egli lette, fi fquarci ipanni, dicendo,chel Re


di Soria andaua cercando cagione di fargliguerra. Elifeo,queta coa irtea,coman
d, che gli foffe mandato Neem. Ilquale alui uenendo, gli fece intender, che fi
lauaffe fette uolte nel fiume Giordano; che cofi farebbe liberato della lepra.
Ma Neem sdegnandofi, chel Profeta non gli foffe andato incontra, fi dipar

ti : come, che la Soria non haueffe fiumi migliori del Giordano , me quali
lauandofi hauefje a guarrire. Ma nel dipartirfi fu confortato da ferui, che
egli obediffe alle ammonitioni del Profeta; lequalinon gl'imponeuano coe, che

foero difficilia fare. Egli obedi: e Jette uolte attuffandofinel Giordano, ri=
mae mondo. E ritornato al Profeta, ringratiandolo, confe, che non era ala
tro D 1 o , che quello d'Irael, pregandolo, che accettaffe alcun dono. Maricuan=

do egli, fi diparti. Geztenendogli dietro, gli diffe: il Profeta m'ba mandato a


|

dirti, che tu mi dia un talento diargento, e due uete, accioche effo gli dia a po=
ueri, iquali hora fono uenuti, a trouarlo. Lequali cofe hauendo riceuute, Gez
ritorn ad Elifeo. llquale conociuto queto fatto, gli diffe: Perche tu hai pre
fo da Neem danarie uete, fappi che la lepra, che egli hauena, uerr a te er a
tutti i tuoi dicendenti. E cofi colui diuenne leprofo.

Es s E n d o andati i figliuoli de Profeti a tagliar legnaal Giordano perfrfi

rf;

stanze da habitare, accompagnandoli Elieo, la cure d'un di loro ucendo delmaa :

nico, cadde nel fiume. Eglichiam il Profeta, egli dimotr il luoco, oue il fer- :
ro era ommerfo. Elieo ui traffe dentro un legno: cr il ferro ucfuori; e no=
tandofoprale acque, fu ricouerato da colui, che l'haueua perduto. cercando il
Re di Soria di prender con inganno Gioram, Re de gliffaeliti, Elifeo mand

un uo ad aufarlo, ch'egli fi guardae di non ucire alla caccia. Egli obed.


Ader non gli riucendo l'aguato, cominci a prender foetto di tradimento ne

faoi. Et affermarono, che non esti, ma Elisto Profeta haueuadiffouerto al Re


il egreto. Mand adunque l'eercitoa Dothain a prendere il Profeta: dal quale
ueggendo il uo minitrola citt cinta, fauentato ne lo auis. Maegli diffe, ch'e',,
non doueffe temere: e preg I op 1 o, che dimotraffe al feruo, come egli dalla,,
fua potenza foe difefo. Ilche ottenuto, uide il feruo il Profeta cinto aguia di, ,
fortezza da carrie da caualli infocati. E da capo I od 1 o pregato, abbarba= ,,
|-

, -

***

Hist. di Gio. Zonara.

8 2

P R IM A P A R T E DEL L'H I S T O R IE

gli gli occhi de nimici, fiche estinon uedeuano: er ucendo il feruo, loro diffe:
feguitemi, che io dar nelle uotre mani Elfeo legato. Lo eguitarono inimici cies
chi d'intelletto e di occhi. Iquali hauendo egli menati in Samaria, impoe al Re

che gli circondaffe con le fue genti: e preg i d d 1 o,che leuaffe la nebbia daglioc=
Prudenza di
Elileo.

chi loro. Ilche fatto, sauidero i Soriani, che erano poti in mezo de i nimici.
Eliffo non fotenne, che alcun di loro foe offeo : ma efortaua, che gliriceue=

Jero amicheuolmente, eglilaciaffero andar falui. Il Re Gioram airicordi del Pro= .


feta diligentemente obedi: er esti fi dipartirono, dando auio al Re di quello, che
era duenuto. Intefa il Re di Soria queta liberalit, fu ripieno di stupore: e dia
poi con tutte le fue gentiaedi Samaria; nella quale fu cofi grande il diagio,

Afstedio di
Samaria.

che unateta d'Afino fi hebbe auendere cinquanta danari di argento, e lo staggio


dello sterco de colombi altretanto.
Donna uenuta inanzi
a Gioram

O RA andando il Re Gioram intorno le mura, grid una donna, pregndo=

lo , che egli la conferuaffe. Et il Re stimando, che ella chiedee alcuna coa da

,, mangiare, ripoe: lo non ho ne aia, ne torchio, onde to ti poa conferuare,


, , Ma dicendo colei, che ella cercaua il uo giudicio, diffe, che ella diceje le fuerax
gioni. Et ella: ho patteggiato con la mia uicina, che ambi uccidiamo inofiri fia
gliuoli: e ci fotentiamo cambieuolmente, un giorno l'una delle carni del fuopas

frendo l'altra. Ma hauendo io uccio ilmio,ella non mi uuole attendere la prome.


Ja. Quete parole udite dal Re, fu affalito da grandiima doglia: e fquarciando
la ueta fiadir col Profeta, che con i fuoi preghinon facee cear quetimali;

,, emand uno, che l'uccidee. Ma Elieo baueua gia predetto queto a dicepoli,
, , dicendo, il figliuolo del micidiale ha mandato a uccidermi:ma noirinchiudendo le
,, porte non laciate entrare il percuore: percioche uerr dipoi il Re, mutato di
uolont. Ilche auenne. Percioche Gioram, laciando il primo propoto, uenne
con molta fretta a trouare il Profeta, feco dolendofi, che egli non pregaffe D 1 o,

che liberaffe il popolo da que mali. Et eglirioe. Domani due moggi di orgio

fiuenderanno un siclo; e di bianca farina altretanto. Alhora diffe uno di coloro,


che erano in compagnia del Re, tu dici Profeta coe incredibili. A cui egli: ue=
drailo effetto di quello, c'ho promeo: ma, perche tu fe incredulo, non uene
::: de aaggerai. In quella notte adunque fece D i o fentre alle orecchie de Soriani
Soriani.
strepito di carri, di caualli, e di arme, e rumor di gran moltitudine. Iquali stie
mando, chea Gioram foe uenuto inaiuto una gran quantit digente, e che s'ins

drizzaffero contra diloro, laciando gli alloggiamenti, con molta paura fi poes
Leprod. :

ro a fuggire.
E R a N o fuori della citt quattroleprofi (perciche loro era interdetto per

, legge habitar nella citt ) iquali effendo quai mortidifame,deliberarono di entrar.


negli alloggiamenti de Soriani. Percioche (diceuano) o che i Sorianiciperdos
-

r4h/10

DI GIOVANN I zoN A R ,

83

meranno, e ritorandoci col cibo uiueremo; ouero effendo uccifi, faremo liberati

da quetimali. Andarono ful far del giorno agli alloggiamenti loro, e non ui
uidero alcuno. Entrarono in un padiglione, e lo trouarono uoto di huomini: di

quello entrarono in un'altro; etrouarono quello ancora abandonato. Efendo an


dati in molti, non citrouando pure alcuno, per la primiera coa fimifero a man=

giare er a bere. Dipoitofero l'oro, l'argento, ele uete, e le occultarono: er ens

irndo nella citt, apportaronola nuoua. Laquale intea del Re, diffe, che quel, a

nda

lo era fraude er inganno de Soriani: enom uolle, che i fuoi uciffero. Pocia ;:
mand alcune fie, lequali nel camino non s'incontrarono in alcuno: ma trouaro= 8"*"

no gli alloggiamentipieni di drappi e di uafi. Alhora il Re diede gli alloggiamens


tiin preda al popolo: da che uenne tanta abondanza delle coe necearie, che due
moggi di orgio fi uende un ficlo, e un moggio difarina bianca altretanto. E un
moggio un mezo Medinno Italiano. Solamente diqueta abondanza non hebbe ala

cuna parte quel della guardia del Re, come haueua predetto il Profeta, per non
bauere egli creduto alle fue parole. Percioche effendo cora una gran moltitudis
ne alla porta, egli dalla calca fu macerato cruccio.

- Do o queto il Re di Damaco amal. Elieo alhora and in Damaco; la Hist:asa


cui uenuta intea dall'amalato Re , mandandogli in contra Azael, uno de piu bo= ******
woratiminitri, gli fece dimandar, fe egli rifanerebbe, mandandogli parimente
molti doni. Ripoe egli, chel Re fa poco morrebbe. Ma diffe ad Afael, che
cio ei non gli appalefaffe; e fi poe a piangere. E dimandando Azael la cagione
di quel pianto, ripoe, che piangeua imali, ch'effo era per recare agl'Iraeliti:

percioche egli otterrebbe il regno di Soria: Azael ritordando al fuo signore, ***
gli diffe, chel Profetagli prometteua fanit. Il d eguente con una funicella ba
gnata lo strangol: esimpadron del Regno. Ma Gioram, Re de Giudei (pera
cioche l'uno e l'altro Re haueuail medefimo nome) da Gotholiafua moglie indota
to a Idolatria, leu diuita i fratelli, criminitri del padre; e cotrine ilpopolo
a feguir la medefin impiet. Al qualementre in cotal modo fi uiueua, il rc=
feta mand a predire, che gli oprataua una gran ruina, e la morte de figli=
uolie delle mogli per la fuaimpiet, e per l'offee, ch'ei faceua al popolo. Ne

molto dipoigli Arabi afaltando i Giudei, gli aflifero grandemente, folamente de on anti
idetto
figliuoli
del Re mor
rimanendo
uiuo Ozochia,
cranco
Gioram, come
haueua pre= Giudei.
at:ons i
il Profeta,
della grauezza
delmale,
il quarantefimo
anno dellafiaetr
e nell'ottauo del uo Regno, laciando Ocozia: fuo figliuolo, fucceore.
A v E N N e, che Gioram, l'altro Re degl'Iraeliti; hauendo fattaefeditione
y!

contra i Soriani, fu ferito: elaciando Gehu figliuolo di Amas nell'eercito per


capitalo, fi part per farfimedicar della piaga. Ma Elieo mand un de dice=

golia unger Gehu Re, come eletto da Dio. Ilquale, menando Gehu in die

P R H M A P A R T E DEL L'HisToRIE

84

fparte, come eigli hauefje a dire qualche gran egreto: eventrato nella piaria
pofta fua stanza, fargendo l'olio opra la fua teta, gli dije, ch'egli era da
D i o creato Re, per ch'ei ditruggefje la stirpe di Acab. E cio detto, fubito
uc della stanza fegreta.
2
- E s s E N D o dimandato da uoi, quello, che gli hauefje detto colui, iquale
ne geti motraua di effer pazzo , uoi (ripoe) ui hauete appoto al uero : pera
cioche egli m'ha detto parole a punto da pazzo. Percioche egli s'ha laciato uftir
Gehu creato
di bocca, che I d d 1 o m'ha creato Re. Ilche inteo dal popolo, a fuon di Troms
-

be lo falut Re. Laqual coa effendofi fatta, egli pree alcuni celti caualli , er
and per opprimere ubito Gioram. Et apportando la fia di Gioram, che uenia
uano caualli, mand a intender da loro quello, che esti uoleuano. Gehu non dando
a colui alcuna ripota, gli comand, che lo eguitaffe. Hauendo Gioram mans
dato un'altro, e non ritornando,liteo Gioram acendendo il carro con ozochia,
figliuolo di fua forella, ilquale era uenuto a uifitarlo, incontr Gehu nelterreno

di Nabuth, egli dimand, come staua l'eercito: ilquale ripondendoglicomparo=

Morte di

le minaccieuoli, Gioram fauentato, fi uolfe infuga. Gehutirando l'arco lo fs


r, dimaniera, che cadde morto del carro. Cofi fu gettato nel terreno di Na=
buth, come gia fu predetto da Elia ad Acab.
- F v cc e Nd o ancora Ocozia, fu parimente da Gehu ferito con una faetta,
dalla cui ferita tra poco fi mor, hauendo regnato un'anno. Gezabel riguardan

***

do da un Torre, adorntafi con molta cura per effer piu grata, diff: buon

G
-

'.

struo ueramente colui, che ha uccio il fuo Signore. Gehu comand agli Eunu=

de chi,chela gettajero della Torre; per la cui caduta ellainanguinando le mura, fi:
facc l'offa,cr uc di uita. Laquale Gehu per effere ella di stirpe di Re, ordinan=
do, che fi fepeliffe,quei, che a cio furonomandati, non ritrouarono altro, che l'of=
fa: percioche i cani, come Elia Profeta prediffe, fe la mangiarono. Haueua Acab
}
in Samaria fettanta figliuoli. Gehu adunque ferije a Magitrati de Samaritani,
era quegli, che haueuano la cura di alleuare i fianciulli, chel piu ualorofo diei
ereafjero Re. E cio faceua egli per tentar l'animo loro. Gli rifofero coloro,
afutis an ch'effo era lor Signore. Onde Gehu fcrie loro da capo; che, fe esti uolefjero
Gehu,
dimotrar con l'opera di effer fuoierui, gli manderebbono le tete di tutti i figlia
i
uoli di Acab. Quelli mifero ad effetto il comandamento. Ordin il Re,che inan=
'
xi alla porta della citt quelle tete in due luoghi foffero appee. Il che effendofi
fatto, uc dicendo: Io on quello, cho uccio il Re: e cotoro fono stati fatti
morire, econdo, che il Profeta h. ueua predetto. E facendo cercare ditutti i paa
renti di Acab , fimilmente gli fece uccidere. Andando il Re Gehu a Samaria,
Gionadab ucendogli incontra, il lod di hauere itirpata tutta la famiglia di
|-

Arab, E, percheniun de fali Profeti e de Sacerdoti di Baalfinastondeffe, Geh


lico,
-

D I G I O VAN N I Z O N A R A .

8 ;

public, che gli uoleua fare un folenne acrificio: e comand, che ui fi trouaffe=

ro tuttii Sacerdotiev i Profeti, minacciando di farmorire coloro, che non uiues


niffero. Et effendo queti raunati, diede a tutti unaueia: er entrato con esto los

ro nel Tempio, comand, che niunaltro con quelli fi mecolae. Iquali dicen=
do, che non ue ne era alcun'altro, impoe a foldati, che stauano alle porte, che

tutti gli amazzaffeto, er ardejjero il Tempio infieme con lamedeima Statua. Ma


non uolle per, che i Vitelli d'oro foero ditrutti. Promie il signore, pocia
che egli haueua etinta affatto la caa di Acab, chel Regno ne uoi figliuoli infino

alla quarta generatione durerebbe . In cotalguia fu etinta la famiglia di Acab.


Ma dopo la fua morte Gotholia, fua figliuola, hauendo ottenuto il Regno di Gotholia ot
Ocozia, fuo marito, procur ancora ella di fpengere il lignaggio di Dauid, e tiene il Re
tutti, fuor che uno, fece uccidere. Percioche Giofab, forella di Ozochia, men=
tre che fi amazzauano i figliuoli del fratello, inuol un fanciullo, detto Gio,
e l alleu infino all'et di fei anni. Nel fettimo anno Iod Pontefice, di cui Gio=
fab era moglie, chiamando certi capi de foldati, dimotr loro Gio; egli per=
Juafe, che ribellando a Gotholia, retituffero a Gio il paterno Regno. Eglino
giurando, che cofi farebbono, raunarono i Sacerdoti, i Leuiti, e i Tribuni inan=

zi a Giod. Ilquale dimotrando Gio, diffe: Queto uotro Re, nato del fe= Gioa
Re .
me di Dauid. Et eendoi il popolo fermato nel Tempio, poe nel mezo Gio,
e coronatolo del Diadema, l'une, e lo dichiar Re, con letitia di tutto il popolo.
Peruenendo il grido alle orecchie di Gotholia, ella piena di fauento uc del pa=

fatto
|

lagio, eguitandola l'eercito. Entrando nel Tempio, fu riceuuta da Sacerdoti:

'ma la moltitudine uiet alla ua guardia, che ui entrae. veggendo ella il fana
ciullo incoronato, minacci la mortea coloro, che serano impadronitidel fuo
Regno. Giod comand a capi, che stracinando Gotholia fuori del Tempio,
tuccideero. Ilche fatto, fece giurare il Re, o il popolo, che adorerebbono
I do I o, e feruarebbono le fue leggi. Subito adunque ditruero il Tempio di Tempio di
ditrua
Baal, e fezzarono le fue statue, amazzando il Sacerdote. Et ilRe di et di Baal
.
anni fette, adduero nelpalagio. Giod mie un grandeitudio, che il culto di
Dro, e le paterne leggi fioeruaero. Efendo il Recreciuto, pree due mo

gli: e uolendo far, che fi rinouero alcune partidel Tempio, che erano state
ruinate da Gotholia, facendoi uenire inanzi Giod, gl'impoe, che egli mandaf
fe per tutta la prouincia alcuni, iquali per la fabrica del Tempio fi facestero dar

mezo ficlo per ciacuna teta. Ma Giod, che comprendeua, checio farebbe
* graue al popolo, trou un'altro modo diaccettar danari. E fece porre una caf.
fettina d'ogn intorno chiua, nel cui coperchio era un buco, pre al Tempio, in
cui ciacuno haueegettare, quanto gli pareua per la rinouation del Tempio.

onde fu raccolto di molto oro, e di buona quantit di argento. Col quale firi=
Hit, di Gio. Zonara.

iij

86

P R I M A P A R T E D E L L'H I S T O R J E

fece il Tempio, e fi fecero molti uafi per il acrificio, Effendo egli peruenuto
a morte di anni cento e tredici con buona e giuta uita, il Re Gio diuenne alquan=
to negligente intorno al culto diuino, effendo inieme con luicorrotti i Tribunie

gli altri Magfirati: ne fi dipartirono dalla impiet, benche foffero auiati da


i Profeti. Ma Zacaria Profeta, figliuolo di Gio, ricordando al Reev al popo=

lo, che obedistro alle leggi, Goadiratofi, comand, che foe lapidato. Ilqua=
le, mentre fi uccideu, chiam I d d I o pergiudice, come egli ueniua priuo di
uita da colui,ilquale uiueua per beneficio del padre.Ne quel giudicio tard molto
a dimotrarfi. Percioche affediando Aahel, Re di Soria, Gerualemme, effogli
diede tutti i thefori fi diuini, come del Regno, e tutti i donidel Tempio: ilquale
inuaghito dalla grandezza del danaio, leu l'affedio. Il medefimo Regrauemen
te affiffe anco gl'Iraeliti. Percioche etiandio Gehu, Re loro, uiol i comandas
menti di D i o: ilquale mor l'anno uentifette del fao Regno. A lui uccee il
:::
creat
Re. figliuolo Gioacaz: ilquale regnando, il Re di Soria diede un gran danno a quella
reg one, occupando molte citt, e tagliando apezzi il uo eercito. Ma Gioacaz
40

, *

|-

facendo orationi a D1 o, ottenne la falute, e che le calamit menomaero: er


Mene di

***

asoria

uenne a morte, hauendo regnato deciette anni, laciando Gio fuo figliuolo fuc
ceore. cotui fu diimile dal padre, ev huomo buono. Percioche morendo

Elisto d'infirmit,lopiane,chiamandolo padre crappoggio fuo:come quello, con


il cui aiuto foleua uincere. Ma il Profetalo confortaua: e gl'impoe, che pren=
dendo l'arco,faettafje: c hauendo egli tirate tre faette, diffe il Profeta, che fe
piu faette hauefje tirato, haurebbe del tutto ditrutto l'Imperio de Soriani: ma
che alhora acquijlerebbe foura di esti tante uittorie, quanto era il numero delle
faette, e ricouererebbe i terreni, che al fuo Regno erano stati leuati. Con quete
parole effendo morto il Profeta, lo fece magnificamente epelire. Hauendo cera
tiladroni uccio un huomo, e potolo nella epoltura del Profeta, quel morto cora
porifucit. Mor etiandio Azahel, Re di Soria, laciando Azer fuo figliuolo
fucceore: col quale il Re degl'Ifraliti guerreggiando, effendo tre uolte uincito=
re, ricouer le citt e le prouincie de gl'Ifracliti: lequali erano state lor tolte da

Azahel, padre di Azer. Creato Gio Re de Giudei, mor il quarantefimo anno


del fuo Regno, leuato diuita da fuoi ferui: il cui figliuolo Amefia ottenne il

amefia area Regno di Gerualemme, huomo pio, effendo in et di uenticinque anni: e lo ten=
**
ne uentinoue. Ilqualegatig gli ucciditoridel padre, e perdon a figliuoli, fe
, , guendo il precetto della legge, che dice: Non morranno i padri per li figliuoli,

, ne i figliuoli perlipadri. Il medefimo mouendofi contra gl'Idumei, e gli Am4=


lechiti, men feco a foldo de confederati Iraeliti. Ma per ricordo di certo Pros
feta licenti gl'Iraeliti, donando loro le paghe: e folamente co fuoi facendo la
guerra, uiei Brbari; onde i confederati per quet cotallicenza sdegnati,cor=
-

fero ne

D I G IOV A N N I ZONA R A .

frone terrenide Giudei, ene uccifero molti; Amefia per queto conuenimento
infperbito, e uiolata la regilione, mand ambaciadoria Gio Redeg"Iraeliti,
chiedendo chei uenie a lui, a cui era conueneucle, che defje obedienza, come 4
perona, che diffendeua da Dauid, e da Salomone: Giogli fece cotalripota. Rifpofta di

La fina dimand alcedro, che i loro figliuoli faceero infieme parentado: ma Gioa.

in tanto la fina effendo calpitata dalle fiere, fu ditrutta. Queto per eempio
ti fia baieuole: ne ti uolere inuperbire per hauere uccifi i Barbari, e porre il
tuo popolo e te medefino in pericolo. Per queto sdegnato Amefia, moeguerra
a Gio. Ma il fuo eercito fi mife in tanto fauento, che uole le falle. Et egli
abandonato da fuoi, fu preo da nimici,e condotto inanzi a Gio.llquale fecome=
nandolo legato, and a Gerualemme, e facendo gettare a terra unaparte delle
:

mura, ui entr da quella banda col carro; e fualeggi i acritheori, e tutto quel
lo, che era ripoto nel palagio del Re : e laciando Amefia in libert, ritorn in
samaria; oue hauendo regnato edicianni, fi mor, laciando per ucceore Ge
roboam fuo figliuolo. Dopo queto Amefia fu con inganno amazzato; in et
dicinquanta quattro anni, er hauendone regnato trentanoue: Ofia fuo figliuo=

Gioa entra
in Geruale
C .

lofu unto Re di et diedicianni. Ora Geroboam, figliuolo di Gio. quantumque

foje empio, e difregiator della legge: non dimeno effendo Io di o moo a piet
dei popolo d'Irael per la fia humilt, ottenne uittoria contra Soriani, laquale da
Giona Profeta gli fu predetta. Ilqual Giona effendo da D1 o in Niniueman=

dato a riuelare a quella citt la fua ruina, e l'ucciion del uo popolo, eglinon Gona Profe
t3,

ui and: ma falendo in una naue,fi mie a fuggire. Auenne, che effendo nata
una grandistima fortuna, inocchieri della naue per intender, da cui procedee
la cagione, gettarono la forte: e la forte cadde a punto opra Giona. Ilquale

effendo dimandato, chie foe, diffe quello, che gli era stato commeo, e impo
floro, che logettaero inmare; perche altrimenti non poteuano ucir di peri
colo. Et effendouigettato, incontanente la fortuna cest. Il Profeta fu inghiot
tito da una Balena: laquale dopo tre giornier altretantenotti, logett uiuo e
fluo nellito. onde eglidimandando perdono a D1 o del uo peccato, da capo
hebbe il medefimo comandamento. Effendo adunque egli andato in Niniue, pre=

diffe, che ella fra tre giorni farebbe ditrutta. Mail Re e tutto il popolo di
quella citt porgendo fede alle parole del Profeta, e fatta penitenza, upplica
rono a D i o, che di loro fi mouee apiet. Per liquali preghi 1 d or o pla
cato, gliliber dalla ditruttione. Regn Geroboam quaranta un'anno: e dopo
Re, di
la fuamorte hebbe il Regno Azaria, uo figliuolo. Ofia, Re di Gerualemme, Ofia
Gerufafem

perche erapio uero i b d 1 o, e giuto uero i uoi fudditi,uine molti Barbari,

egli fece tributari. Ma ancora egli inuperbito per i buoni uccedimenti, uc


de termini del fuo ufficio. Percioche uetendofi alla guia de Sacerdoti, egli ste
F

iiij

nne

-- -*

PRIMA

88

PARTE

D E L, LH I S T O R I E

f nel Tempio stando all'altare d'oro, uolle ester minitro de profumi. Dalla qu=
le audacia, come che foe ammonito da Azaria Pontefice,e da Sacerdoti, che
uoleje rimanere; cr a non romper la legge: minacci loro la morte, fe e non
Lepra uenue tacejro, Fra tanto fi uide riplender nel Tempio non Jo che a guia di lume,
a ai ke, ilquale forrendo nella faccia del Re, fece, che in lei nacque la lepra. Intorno
a quel male raccordandogli la legge i Sacerdoti, lo confortarono a ucire della cit=

t. Nella quale conditione effendo uiuuto alquanto tempo, mor di trijtezza;


Gioat ham

hauendo regnato cinquanta due anni, in et di Jeffantaotto, laciando il Regno a

sr::::::" Gioatham uo figliuolo. Azaria, figliuolo di Geroboam, il feto mee del fuo
Regno, effendo uiuuto maluagiamente, fu uccio a tradimento da Selum : ilquale
fu ancora egli amazzato da Manaim, hauendo tenuto il Regno trentagiorni, oc
cupando cotui l'iteo Regno. E mouendogli guerra Fuam, Re degli Airi,egli
col darglumila talenti, che haueua raccolti dal popolo, lo plac. Et hauendo rea
gnato empiamente e crudelmente dieci anni, fu uccio, pafjandoil Regno in Fa=
cefia fuo figliuolo: ilquale rappreentando i cotumi e la natura del padre, fu da
Facea, figliuolo di Romelia, leuato di uita. Ilquale all'uccio uccedendo, egos

::" uernando il Regno con malusgit e celeraggine, Thegafaraar, Re degli Asti


ri, affalendo il paee d'Irael, ditrufje molte citt, e men feco quafi unainnu
merabil quantit di prigioni. Gioatham, Re di Gerualemme, huomo pio egius
fto, pree cura della citt e del Tempio; er eendo uincitore nella battaglia, fece
tributari gli Ammaniti. La ruina de gl'Iraeliti pergli Airi fu predetta da

Nahu Profeta: e egu l'effetto dopo cento e quindici anni. Gioathammor di


Aeaz.

et di quarant'un'anno,e ne regn fedici, er and il Regno in Acaz fuo figliuo


lo, ilquale, effendo empio contra ID di o, e uiolando le fue leggi, ador glldo=
li, e fece loro altari, e acrific il figliuolo. Fu cotui affediato gran tempo in
Gerualemme, da Raafon, Re di Soria, e da Facea, Re de gIraeliti, hauendo

et congiurato infieme. E Raaon effendofi impadronito di altre citt, menatone


uia i cittadini, e potiui dentro Soriani, ritorn a Damaco. Ma Acaz uenuto

alle mani con folo Facea, fu uinto,perdendo cento e uentimila oldati, e fra quel=
limolti ualorofi huomini illutri, e parimente il figliuolo. Facea ridue l'eercia
to con un gran numero de prigioni. Ma un certo Profeta Samaritano effendo an=
dato inanzi alle mura, lo perfuae a laciare i prigioniper eere fuoi parenti.
Acaz chiam il Re de gli Airicon i Soriani e gl'Iraeliti, ilquale faccheggi la
Soria, uccio Raafon, e fcorrendo nel terreno degl'Iraeliti, men di molti pris
Onde Acaz gli diede per guiderdone i theori Reali, e cio che era ripoto
Empiet, gioni.
di
2: nel Tempio, dicendendo a tanta impiet, che non folo ador gli altrui Iddij, ma
-

a *

* -

- - -

ferr il Tempio, e lo fogli di tutti i uoi doni. Mor con queta cotal forma

diuita nel trentefimo feto anno della ua et, hauendo regnato edicianni; e las
.

'|-

f.

fciando

D I ; G I O V AN NI ZO NA R. A.

89

fiando nel Regno il uo figliuolo Ezechia: nel qual tempo uenne anco a morteil
Re de gl'Iraeliti per tradimento di Oea: ilquale effendo parimente maluagio,
foggiogato da Salmanafar Re degli Airi,fu cotretto a pagare ogni anno tri=
buto. Ma Ezechia, huomo pio e giuto, raunando ilpopolo, fece aprire il Tem=
pio; e,fecondo il cotume, acrificare, e chelpopolo anteponefje il culto diui
mo a qualunque coa. Mand ancora per tutto il Regno a raunar gli huominiper
celebrar la feta degli Azimi, laquale giagran tempo permaluagit de Re era Festa de gli
stata tralaciata, efortando etiandio gIraeliti, che uoleffero, fecondo la loro an Azimi.
tica uanza, adorare il D1 o de loro padri. Iquali in tanto non obedirono, che
anco i Profeti, da quali erano riprefi, uccifero. Non dimeno alcuni ritornando
alla uera religione, corfero in Gerualemme ad adorare I d d 1 o. Il Re con i
principali del popolo effendo entrato nel Tempio, fece fare da Sacerdoti folenne
Jacrificio, e diede molte pecore da diuidere al popolo; crimpoe a Sacerdoti,che
tutto ilpaee con i acrifici purgajero. Dipoi affalendo i Barbari, pree le cit=
t loro. - Hauendo Oea chiamato Soba, Re di Egitto, contragli Airi per com
pagno della guerra, Salmanaar cio intelo, sdegnato tenne tre anni affediata Sa=
maria ; e prea al fine quella citt, ditruffe il Regno, menando ilpopolo inieme
col Re Oea prigione nella ua prouincia; er altre genti del fuo dominio, lequa=
li haueuano il cognome da certo luoco chiamato Cut, adduffe in Samaria, e nel ui=
cino paeje.

. . F v kono adunque traportate dieci Tribu d'Irael, nouecento quaranta fet


te anni dopo l'ucita di Egitto: e dugento quaranta, e fette mefi, da che laciando
Roboam, eleffero per Re Geroboam. Ma cinque popoli de Cutei, cofi cogno=
minati da un luoco di Peria, nel quale fi erano fermatiad habitare, hauendo
occupata Samaria, i fuoi primierilddij, come foleuano,fi mifero ad adorare.
Ma : I dd 1 o, come dimotra il quarto libro de Re, fece uenire alcuni Leoni,
iquali molti di loroeiinfero; ouero (comeracconta Giueppe) afflitti dalla petis

lenza, conocendo, che quel male era loro mandato dall'ira di D i o, pregaro=
no il Re loro, che lor mandaffe Sacerdoti Iraeliti, iqualiinegnaff loro la reli Cutei da Gre
gione degli Hebrei. Ilche fatto, ce la pete. Queti dagli Hebrei fono det=
ti Cute , e da Greci Samaritani.

ci detti Sae
maritani.

N e 1. decimoquarto'anno di Ezechia, Re di Gerualemme, Senacherib, Re


degli Airi, afalt la Giudea: ilquale hauendo preo tutte le terre delle due Tri
bu Ezechia temendo di Gerualemme, mand a lui ambaciadori, promettendo
di dargli quella forma di tributo, che da lui foe addimandato. senacherib chie Senacherib,
e trecento talenti di argento, e uenti di oro; e giur, che, come cio hauefje ri=

ceuuto, fi dipartirebbe. Laqual omma da lui pagata, and egli contralo Egit
to, e contragli Ethiopi; e laci Rabac pergenerale con altri due capitani,e con
-

9o

P R 1 M A PRT E DEL LE H I STORIE

grande eercito a faccheggiar Gerualemme.iquali hauendo rizzati bastionier


altre fortezze fotto le mura, chiamarono a parlamento Ezechia. Ilquale non
ofando di commetterfi alla lor fede, mand aquelli tre de piu honorati fuoi mi
njiri. Alhora differo coloro: Se Ezechia stima di ualerfi dell'aiuto degli Egittij,
e pazzo, non altrimenti, che fia pazzo uno, che fi appoggi opra una mazza

rotta di canna;laquale non lo difende dal cadere, e gli offende la mano. Tale
Faraone Re di Egitto. Quete parole diffe Rapac in lingua Hebrea a gli amba=
baciadori. Iquali pregandolo, che fauellaffe in Airio, accioche il popolo non
intendefje cio che egli parlaua, diffe da capo in Hebreo, inalzando molto pula
uoce in guila, che da tutto il popolo foe intefo. Non uilaciate uolger da Eze=
chia; ilquale ui dice: ci liberer il Signore, Percioche ha egli liberato Samaria :
Ezechia hauendo cio inteo, fi fquarci laueia: euetitofi di facco, egettandofi
a terra, come in coa diperata, humilmente inuocl'aiuto di D 1 o, e mand al
Profeta Efaia, pregndolo, che ottenee alpopolo la pace di D 1 o. E gli prea
diffe, che enza combattimento inimici farebbono uinti ; e che Senacherib, fen=
-

::: *** za fare effetto alcuno, ritornando di Egitto, morrebbe, scrieanco senache
-

riba Ezechia in queta forma. Non laciar, che il D 1 o, di cui tu ti uuoi uda
lere, t'innalzi tanto, che tu non ijtimi, che io debba prender Gerualemme: ma
dicorri piutoto nel tuo animo, oue fono molti Re, che da i miet maggiori fono
tati uccii. Queta lettera letta da Ezechia, la ripoe nelTempio, e fupplic 4

D 1 o, dicendo: Vedi Signore, crodile parole di Senacherib, lequali egli m'ha


fcritto in tuo uitupero uiuente D1 o: e cauaci dalle fue mani. Eaia confort il
Huomini Re, affermando, che I d d 1 o haueua efaudito i fuoi preghi: e quella notte nel

::::::s campo degli Airij furono uccifi dall'Angelo ottantacinque mila huomini, i cui
:i Senache
:::::. corpi furono trouati lamattina morti. Il rimanente dell'eercito fi part da Ge=
-

rib

- -

rualemme. Fu cotretto ancora Senacherib dileuar l'affedio da Pelufio: percios

che i topi roero una notte gli archi e le altre arme degli Airi. Queto non fi
troua critto nel libro de Re:ma Giueppe criue hauerlo trouato in Herodoto:
e dice, che Berofo,crittor delle cofe de Caldei, pone; che, mentre che Senache=
rib ritornaua dalla guerra di Egitto, trou l'eercito di Rhafac a Gerualemme; e
mandata da D i o la pete nell'eercito degli Airi, cento ottantacinque mila in
una notte perirono inieme con i Capitani e colonelli loro. Dalla cui mortalit
fauentato, e temendo per quegli, che erano rimati uiui, fe n'and a Niniue con
efj loro: epoco dipoi fu uccio per tradimento de figliuoli, fuggendo gli uccia
ditori, e Nacordan uo figliuolo ottenendo il Regno.

Ez e c h i a trouandoi libero di quella paura, reegratiea Dro. Ma non


molto dipoiamalando,louenne a trouare Eaia; egl'impoe, che facee tetamen=

to, percioche egli era per morire, Accreceua ilmale del Re l'apettar la morte,
e il non

v= 7

: : D I GIOV A N N I ZO NAR ,

9 1

eilnon hauer figliuoli, che fuccedeero. Onde pieno dianfiet preg piangen=
do I do i o, che gli allungaje la uita. A cui ritornando Eaia, gli promije,

che fra tregiorni farebbe rianato, Craggiuntogli quindici anni di utta. Ma egli :
riputando a miracolo cio, che auanzaua la credenza, chiefe per confermation del- ehi".

la gratia, chegli foe dimotro alcun egno. Ilqual ottenne per le preghiere del
Profeta, chel Sole and dieci parti uero l'occidente, e dieci ritorn all'orien=
te. Effendo Ezechia gia liberato dalla infermitt, Balad, Re di Babilonia, gli
mand ambaciadori con doni, chiedendogli, che faceje feco confederatione er
amicitia. Dimotr egli a gli ambaciadori i fuoi theori, e le arme, e tutta
la grandezza e pompa del fuo Regno, e a Babilonia gli rimand con i doni.
Alhora diffe Eaia ad Ezechia: uerr tempo, che le ricchezze, che tu hai dinos
firo, faranno portate in Babilonia, e i tuoi figliuoli Eunuchi di Babilonia. Eze=
#

chia, ilquale conoceua, che la parola di Dio non poteua mancare,dij: fia pa-
e, mentre che io uiua. Et aggiungendo il tempo, ch'egli uije enza diiurbo,
mor l'anno di fuauita cinquateimo quarto, e del Regno uentinoue.
- M a na s s, uo figliuolo, riceuuto il Regno, non laci maniera ueruna Maname
dimaluagit e di fceleraggine, ch'ei nonfaceffe. Percioche profan il Tempio: reat ***
uerimae anco di uccidere i Profeti. Onde adirandoi I o d 1 o, moe l'eercito

de Babilonij contra la Giudea ; ilquale faccheggi la prouincia, e pree Mana.


Ilquale aonocendo, fe effer cagione di qual male, pentitofi, preg D i o, che .
lo liberaje da quella mieria. Et eaudito, uc di prigione, e torn nel Regno:
oue honor con la debita religione. I dd i o, or indueil popolo a co fare. E

"
|

diuenendo eempio di piet, mor il cinquanteimo anno del uo Regno, e di fua


et feffanteimo fettimo, rimanendo il Regno ad Anos uo figliuolo.

:::::.ae

. I l o_v A L E imitando la giouanezza del padre, nel uenteimo quarto anno

della ua et, e fecondo del fuo Regno, fu uccio . A i cui ucciditori il popolo

bauendo dato il debitogatigo, chiam Re Offa, uo figliuolo,che era di anni otto.

. .

F v cotupio: ev efortando il popolo a riuerire I do: o, e prea cura di

rifare il Tempio, ricord a coloro, che fi trouduano preenti; che, fi come loro
pareua, contribuiero qualche coa alla fabrica del detto Tempio. In cotalmo=
do ritrouandoi i dnari, fu rifatto il Tempio, e quello che fu di fouerchio , fi

fee in far diuerfi uai neceari all'amminitratione de facrifici, effendone Sacera


dote Helcia Pontefice.Ilquale, mentre,che traheua fuoriil danaio dell'erario, tro=

u i libri di Mos, che enza auertenza iui erano stati poti, e per uno de can
- cellieri gli mand al Re. Ilquale leggendogli, fi quarcila ueta; e mand Ehel. ? ?

.cia Sacerdote inieme con altri ad Olda Profetea, che I doi o placaff. Riho :P
fe ella: che I po I o hauena gia data la fentenza contrail uo paee,e contralpo- , ,

polo, che hancua uiolatl religione: macheperla giutitia del Re non era per, ,

92

P R I M A PART E D E L L H I S T O R I E

m4ndare la calamit alhora: ma, che fubito, che foje morto, la data fentenza
eeguirebbe.
Il Re hauendo cio intefo, raun il popolo in Gerualemme: er ordi=
rationi fatte
n, che alle orecchie di tutti fileggefero i Sacri libri. Dipoi atrine tutti per
da Giolia,
giuramento, che offeruaero le leggi, eriueriffero I d d 1 o. onde il popolo
plac D i o con i Sacrifici. Pocia abbruci i doni delle statue, fece amazzare :
i loro Sacerdoti, er arder l'offa de Profeti opra l'altare, che fu fatto fare da
Geroboam: fi come quel Profeta gli prediffe, mentre ei acrificaua, che doueua
Diuere ope

trouarfi un certo Giofia de diffendenti di Dauid, che quelle coe doueua far: e
cio aucune dopo annitrecento feant'uno. Ilmedefimo ammon gl'Ifraeliti, che
erano uciti della preura, che adorafero il D 1 o de padri loro, er offeruaf.
fero le leggi: e leuando uia di tutte le prouincie gl'Idoli, e raunando il popolo in

Gerualemme, celebr la feta de gli Azimi, laquale detta Paqua: er effendo


uiuuto uita tranquilla, finalmente fu ferito d'una faetta, e termin i fuoi gior=
ni. Percioche Heca, Re de gli Egittij, effendo per guerreggiar contra a Medi,
uenendogli da Giofia uietato il paaggio per la Giudea, benche ei promettee di

paffar enza alcuna offea, pine l'eercito contra di lui: e Giofia, mentre or
dinaua le fue genti, efjendo ferito da una faetta, abandon la guerra. Cofi il

Retornato in Gerualemme, fi mor, hauendo regnato trent'uno anno, e preo il


Regno di otto anni.

"

-- -

Gerema
Profeta.

s otro cotui fu il Profeta Geremia: ilquale predicendo la ruina di Gerus

filemme, diffe, che farebbe prea da gli Airi. Ne folamente egli, ma anco
Ezechiellaci di tal profetia due libri: l'uno e l'altro della Tribu de Sacerdoti ?
Es se n d o morto Giofia, Gioaca uo figliuolo, hebbe il Regno, effendo
diuentitre anni, huomo empio: ilquale il Re di Egitto,ritornando egli dalla guera
ra, fece prigione: e diede il Regno al fratello piu uecchio, detto Eliazim, can=
giando il fuo nome in Gioachim: er hauendo impoto al paee tributo di cento tas
Gisaea area gn
lenti Gioaca
di argento,
e d'unoeuenti
di oro,
men Gioaca in Egitto; oue egli fi mor. Re
to Re.
tre mei,
giorni.

Gioachim.

G i o a c h 1 m, huomo empio e felerato, hauendo regnato quattro anni,


hebbe Nabucodonoforil Regno di Babilonia: er hauendo uinto Nec Re di Egit=
t, gli tolfe per punitione una gran parte della prouincia: e nell'ottauo anno del
Regno di Gioachim, effendo con un grande eercito entrato nella Giudea, inguia
fa lo fauent, che fece il fuo Regno tributario al medefimo Re di Babilonia: e
pag i tributi per tre anni, dopo iqualiintentendo, che gli Egittijeffendofi ribel=
lati, erano per affaltar Babilonia, non gli uolle pagare:quantumque Geremia Pro=
feta predice, che i Babilonij prenderebbono la citt, e lui ucciderebbono: ne
folamente haueua cio predetto, ma anco critto, e recitata la ferittura al popolo,
laquale fu da Capitni recata al Re : cr egli sdegnandofi, l'abbruci, procuran=
do di

----

: D I Giov A NN I zo NAR.

9s

doi uccidere il Profeta, e Baruchfio cancelliere. Maeglino fuggendo, fi fil


uarono dalla fuaira. Ne dipoi molto ecco, chel Re di Babilonia gli moje guer=
ra; e riceuuto fenza alcuna zuffa da Gioachim nella citt, fece tagliare a pezzi

:
fi!

:
:

imigliori cittadini, el medefino Re ancora: e men feco tre milagiouani deptu


belli prigioni: fra iquali fu parimente il Profeta Ezechiel, che albora era fan=
ciullo. E chiam Re de Giudei il figliuolo del morto Re, ilquale fu ancora egli
detto Gioachim. Queto fu il fine di Gioachim, effendo uiuuto anni trentaei, cr: prigio
-

bauendoneregnato undici .
MA il Re di Babilonia dubitando, chel figliuolo, ricordandofi della morte
del padre, gliribellaffe, mandando il fuo eercito, lo affedi. Ilquale non uolen=
do, chela fua citt haueffe male per fuacagione, gli fi diede inieme con tutti i
fuoi parentier amici contale conditione, che miundi loro nella citt foffe offeo.

Lequali conditioni non furono offeruate dal nimico. Ma comand, che tutti i gio=
uanetti della citt, e gli artefici foffero menati alla fita preenza: il cui numero
***
fu trouato da diecimila otto cento e trentadue.
il
Re
dando
tenne
prigione,
lamadre
amici
egli
inieme
con
h
i
w
o
ac
*gnoG1
di Gerualemme a Sedechazio di Gioachim, ilquale afirinepergiuramento, gCa

che non dee fauore agli Egittij, ma construae la ua Prouincia. Cotui effena
o poto nel Regno, come quello, ch'era giouane di uentun'anno, leuato in fus
perbia, non hauendo riguardo ne a giuto ne a honesto, riprendendolo Geremia,

er efortandolo a dipartirfi dalla empiet, e dalle ingiurie, negli obed, neuolle


tredere, che quelle calamit gli douefero auenire, lequali predicendo Ezechiel . .
n Babilonia, gliele haueua mandate fritte in Gerualemme. Ma egli non cre=
ette ne all'uno ne all'altro fore per la dicordia, che tra loro uedeua: percio=

the in tutte le altre cofe conueniuano, ma pareua, che intorno a sedechia fofero
diffrenti: hauendo predetto Ezechiel, ch'eglinon uedrebbe Babilonia; e Gere=

mia, cheui farebbe menato prigione. Ma per tutto queto fi accord infleme. "
-

'
*

i
Percioche effendo priuo degli occhi in Giudet,e menato a Babilonia prigione, egli
non la uide. Tenuto queto Sedechia in Babilonia otto anni,ferbando la fede,s'ac=
rost a gli Egtti Ode Nabucodonoor aedi Gerualemme, prima hauendone Nabucodo.

facciati gli Egittij, che ueniuano in aiuto de Giudei. Iquali mentre, ch'eglife= ::::::
Gerufaa
-

- -

-- - V

la

guitaua, diceuano ifalfi Profeti,che i nimici non affedierebbono la citt. Ma Ge= iemme.
remia affermaua in contrario, cheeiui ritornerebbono, e la prenderebbono, e Proleiadi

la ruinerebbono, er arderebbono il Tempio, emenerebbono prigioni quegli, che ::


rimaneuano; oue ella doueuaeruirefettanta due anni, infino, che i perfi ei Medi "*"*"

ditruggerebbono l'Imperio de Babilonij. Affermando Geremiaquetiauenimen=


ti, i Re e i baroni della ua corte fene rideuano. Ma Geremiaandando una uol

tain Anathot ua patria, melcamino preo per fuggitiuo da certo de prencipas

----

94

PRIM A PARTE DE 1. Le Histor IE

li, fu menato al Magitrato; dal quale tormentato, fi ferbaua alfupplicio. Nel


nono anno del Regno di Sedechia la feconda uolta il Re di Babilonia ajalt Ge=
rualemme: c, hauendo tenuta la citt opprea di affedio diciotto mefi, alla paura,

::::::::: chegli habitanti haueuano de nimici, fi aggiunelafame e la peiilenza. Alhora


:Fike di Geremia effendo in prigione, confort la moltitudine,che riceueffeil Re di Babilo

"* nia: che in cotalmodo arebbonofalui: altrimenti, chemorrebbono o pel coltello,


o per la fame: ma quelli, che fi deffero a nimici, camperebbono la morte. Ma
non fu alcuno, che credeffe alle parole del Profeta: er i Capitani ancoraintiga=
uano il Re contra di lui. Ilquale accommodandofi altempo,lo diede loro nellema=
ni, che nefaceero le lor uoglie. lquali lo mifero in un lagofangoo: dal qualefa
cendolo Sedechia leuare occultameute, e condotto alla ua preenza, nel dimand,
quello, che gli pareua, che doueffe eguire de i mali, che fouratauano - Diffe
il Profeta, che la citt al Re di Babilonia fi douefje rendere: e ripondendo il
Re ch'egli temeua la runa di lei, foggiune, che, fe cio faceua, miun dans
no lefeguirebbe. Onde e fu laciato. Mail Re di Babilonia con gran forza aja=
lendo la citt,la pree nell'undecimo anno del Regno di Sedechia. Sedechia fuggen=
do della citt, fu preo da nimici inieme co figliuoli, e con le mogli: da uo C4= |
pitni, e dagli amici, iquali fuggirono in diuere parti, abandonato. Il Re df
Babilonia fattoelo condurre inanzi, glirimprouer lafua ingratitudine elmans
ar di fede: cr in ua preenzai uoi figliuoli egli amici fece cannare: ecauan=
do a lui gli occhi, lo fece in Babilonia menar legato. Et alhora conobbe, che l'us
osiad R. " "altr Profetafu uero. Cotui fu l'ultimo Re della famiglia di Dauid:iqua
f li tutti furono uentuno; effendo paati da che Saultenne il Regno,anni cinques
:"" cento e quattordici, fei mefi, e fedicigiorni. Nabuzardam, Capitano della can
ualeria di Nabucodonoor, di ordine del Re, are il Tempio el palagio, e ruin
la citt, hauendola prima fogliata d'ogni fuo ornamento. Fu abbruciato il Tema

$: pio fanno quattrocento fettanta, feimefi, e dieci giorni dipoi, chera futo fa
itempio bricato: dopo la ucita di Egitto Mille feffanta due anni, fei mefi, e diecigiorni: e
dal Diluuio anni Mille e nouecento, feimefi e dieci giorni dalla creation del primo

huomo infino aquel giorno tre mille cinquecento edeci, fei mefi e dieci giorni.
NA a v za RD A M hauendo ditrutto Gerualemme, ridue il popolo, e Sa=

beo Pontefice, eri Sacriuafi in Babilonia, Iquali da Nabucodonoor furono dedi=


|-

|-

cati a uoi Iddij: e diede a prigioni luoghi da habitare nel fuo Regno. I poueri,
ehe nell'aedio della citt erano fuggiti ai Babilonij, Nabuzardam laci in Giu=
dea, dando loro per gouerno un nobile huomo, detto Godolia, giuto e moderato:
egli comand, che facee lauorare i terreni, e pagaffe a Nabucodonofor tributo,
efortando ilProfeta Geremia, cheandaffe in Babilonia. Ma uolendo egli piuto=

storimanerfi melle ruine di Gerualemme suelolaci, raccomandandolo a Godo=


lia com

U-7

... D I GIOVANNI. ZO NA R A .

93

lia con molta accuratezza, e concedutoglianco Baruc fuo cancelliere, ilquale era
molto bene ammaetrato nel uo natio linguaggio. Tutti adunque coloro,che erano

fuggiti per l'aedio, effendoridotti a Godolia, furono da lui ammoniti, che lauo
rajero i campi, e che ciacuno habitae in quella citt, e ritoraero le ruine :

ilquale per la ua bont fu da lorograndemente amato. Et eendo fagli altri


uenuto a lui un certo finael, della stirpe del Re, che nel tempo dello aedio era
fuggito agli Ammaniti; alcuni dimandarono a Godolia licenza di ucciderlo, di= Boats a

cendo,che efogli tendeua aguati. Ma Godolianonuoleloro porger credenza: ***


e die, che era meglio, ch'ei medefimo perie, che uccidere un huomo, che sera
commestoalla ua fede. Dopo alquanto, eendo lifteo Imael inieme con altri
inuitato a conuito da Godolia nella fua caa , egli amazz lui e gli altri conuis
tati. Dipoiaalendo i Babilonij, che erano futi laciati nella citt, infieme con
tuttii Giudei, che iui fi trouarono, gli tagli a pezzi. Ileguente giorno uolena
do ottanta huomini portare alcuni donia Godolia, queti ancora tagli a pezzi,
eccettopochi, iqualigli promifero di diffuorirli moltecofe di ualuta, e uetimenti
e fumento, cheei haueuano nacofone campi. Egli con quete coe e con molti
prigioni fi apparecchi di ritornarfi agli Ammaniti. Queto fatto hauendo ins
teo alcuni Capitani de' Giudei, efortando i fuoi, e ponendofi a feguitare Imael,
rihebbero i prigioni; ma egli infieme con otto fi fugg. Quelli, che erano ris
mafi di quella ucciione, temendo i Babilonij, deliberduano di andare in Egitto:
ma confortandogli Geremia a rimanere (percioche I d d 1 o prouederebbe, che
non riceueero altro male: ma fe e fi dipartifero, gli abandonerebbe)ei non gli
credettero: ma frezzando i fuoi ricordi, menarono e luie Baruch feco nello

Egitto. Oueeendo il Profeta peruenuto, eendo da D1 o ammaestrato di quel,


lo, che doueua auenire, prediffe al popolo, che i Babilonijerano per affalire gli :

Egittij, e impadronirfi dello Egitto, e parte tagliarne apezzi, e parte menar con ru.

effo loroprigioni: la onde da fuoi fu lapidato cruccio: ma per le coe predet


te auennero. Percioche cinqueanni dopo la ruina di Gerualemme Nabucodono=

for occupando Celefiria, foggiogati i Moabiti egli Ammaniti, e ridotto lo egit.


to in poder loro, e tagliato il Reapezzi, mie un'altro agouerno diquella Prouincia, e riduje i Giudei, che quiui erano, in Babilonia. Dicono, che Alefjan=

dro Magno, hauendo foggiogatolo Egitto: effendo Geremia celebrato da gli :.p;
Egittijcon diuinelaudi, fece portar le fue offa in Aleandria, citt da lui fatta

fabricare : il Profetaadunque, comebodetto, cofiprediffe le costauenire: egli


Hebreihebbero un cotal fine, effendo condotti di la dall'Eufrate. Percioche die,

ci Tribu, regnando Oea in Samaria, furono pree da gli Airi: dopole due al
treinieme con coloro, che rimafero falui nella prea di Gerualemme, da Na.

bucodonor furono sulmanajar ridue la gente Pera de cuteiin samaria, salaaa..


|*

96

P R I M A, PA R T E DEL LHI S T O REI E

E Nabucodonofor laci star la Giudea ditrutta: e cofiellarimae perfettanta


anni. Fra la prea delle dieci Tribu di Samaria, ele due di Gierualemme ui cor=
,
fero cento e trenta anni, fette mefi, e dieci giorni. Il Re di Babilonia i piu no=
Giouanetti
::::::::::e biligiouanetti e parenti del Re Sedechia, e degli altri i piu robuti eforti fece ca=
*

-- -

::firare,e coficajiratiglicommie ad alcuni, iquali gli ammaetrafferonellelettere e


qualifuba dicipline de Caldei,aegnando loro il uiuer delle uiuande dellafua tauola.Tra que

:::" fii furono quattrofanciul della stirpe del Re e dibellezza edingegno uperioria
gli altri. De quali a Daniello, che tiefu uno, il Re poe nome Baldafjaread Ana
nia Sedracosa Mifael Mioaco, er ad Azaria Abdenago:e foura tutti gli hebbe ca=

riper l'ingegno,che ci hauetano acconcio ad apprender le loro dicipline. Queti

giouanetti adunque pregarono l'Eunuco,che gli haueua in gouerno;che loro non fi


defferole uiuande della tauola del Re, maligumi, datteri, c altre co fatte coe.
Ma egli dicendo, che fi dubitaua, che per queta qualit di cibo diuenendo eima=
gri, dal Re per cotal cagione non foe trattato male ; e ricercando pure i fan=
ciulli, che per dieci giorni concedee loro co fatti cibi, e feilor corpinon fi
fmagraffero, continuaffe: efeuedeffe il contrario, porgefje il conueto cibo: com= .
piacque loro; e ueggendo , che non folamente non menomauano in carne, ma ues
niuano anco piu belli, e piu grai degli altri, attee a dargli di que cibiinanimati.
Per queto diuenendo i loro ingegni piu fottili, in ogni forte di dottrina Caldea', .
ev Egittia fecero marauiglioo profitto. Daniello oltre acio diede opera in appa=
rar le foitieni de fogni. Hauendo Nabucodonofor hauutoun marauiglioo fogno
con la ua poitione, cordatoi di amendue, la mattina fi fece uenire inanzi

tutti glindouini e MagiCaldei, diinandando loro, che gli dicefstro il fuo fogno,
e parimente quello, che uoleua fignificare. Ma chiedendo esti, che prima ei race
contaje loro il fogno, e che dipoiricercaffe ilgiudicio loro, il Readirato, che
et dicefero di non poter ritrouare, qual foe il fito fogno, ordin, ch'a tutti
Danielisco fi tagliaffe la teia. Tra quali erano anco statichiamati, come dotti, e condannati

:: Daniello e i trefaliciulli. Daniello adunque pregil capitano della guardiadel Re,


aa morte, che uolefje differir la morte dei condamnatiunanotte: percioche(diffe)auerr per
auentura,che pregando noi I d d I o, ci far intendere il fogno del Re. Il che ot
tenuto, inieme co tre garzoni Daniello fece orationi a D 1 o, egli furiuelato il
fogno, e la fita/ofitione. La mattina fu introdotto al Re :e diffe, che I dd 1 o

gli haueua riuelato il fogno, e la ua fignificatione, moo a piet di coloro, che


effendo innocenti, erano a pericolo della morte: ne meno di effo Re, ilquale era

per far morir tanti enza colpa, hauendolor dimandato coe, che da quelli non
poteuano aperfi, ma folo erano intee da D 1 o. Indi eguit: il fogno, che,

tuhai fatto, tale. T paruto di uedere una grande statua con forma dibuo
mo in piede: la cui teta era dioro, le falle e le braccia di argento; il uentre con
|-

- - -

le cocie

----

S I T D I GI VAIN NI Z N AIR A. H.

97

recjcie dirame, elegambe ei piediparte di ferro, e parte di pietra cotta. Di


poiii paruelueder cacare un fao giu dalmonte; e percotendo la statua, pez
zarla; e mcerar fi minutamente l'oro, l'argento, il rame, il ferro, e la pietra,

che leuando ogni coa il uento, la port uia:mail falo diuenire in tantagrandez
za, cheme empi: tutta laterra. Equeto il fogno, che tu haiueduto, mentre
con molta intentione haueui uolto l'animo a dicorrere fopra il tuo Regno, e quae

le hauefje ad effere il ucceore. Quello, che cotali coe fignificano,e queto.La Quelle, he

testa toro feitu, e tuttigli altri Re di Babilonia:periochelorodinota la feli: "


cit del tuo Regno. Le due manie le falle rappreentano due Regni: daiquali
il uotro Prencipato far ditrutto. Il uentre e le cocie dirame, fignificano il Re
aestito diarmature dirame,ilquale opprimer coloro, da qualiuoi affaliti farete,
er itRegno dicolui fia ditrutto da un piu potente:percioche il ferro piu duro
dell'oro,dell'argento,e del rame: effendo che l'oro puriimo piutenero dell'argen
to: e.targento, fi come piu fodo dell'oro, cofie piuraro delrame; e il ferro

ancora piu fodo delrame. Alla teta paragonato il Regno degli Airi, come primo Re.
piuuecchio er antico di tuttigli altri. Perit fecondo Re s'intende il Regno de *
Medie de Perfi, iquali ditruffero quello degli Airi. Percioche ciro (come ***

fidir poi) figliuolo di Padre Perfiano, e dimadre di Media, con le armi di que=
fie duenationi uine gli Airi, eruin il Regno loro. Perle due manis'intendos
no le due genti. Il terzo Regno e de Macedoni paragonato al rame: come piu r
potente ; ilquale ditruffe l'Imperio de Perfi. Il uentre rappreenta Alefjandro:

le due cofie la diuion de Regni dopo la ua morte. Il quarto Regno de Roa


mani : acui attribu il ferro per la fermezza, ele gambe per la condition del ogarto.
tempo, per effer l'ultimo di tutti igrandi Imperi, fi come legambe ei piedi fono
le ultime parti del corpo. La pietra cotta mecolatacol ferro, fignifica, che
quantunque quel Regno fia forte; nondimeno ha feco congiunta alcunaparte de=

bolee fagile, come la pietra; che mecolata con creta e fango. E fe alcuno
uorr confrontar queta tal uiione col primo stato della Republica, alhora, che
la fommapodet era preo il Senato, i Dittatori, i conoli, i Tribuni, ela ple= *
be: uedr la plebefe mouendo editioni efferfi appartata dal senato: diter=
minando altrimenti il Senato, cr altrimentiella. Onde nacendo tra loro la di

fordia, il dominio diuenne alcuna uolta peggiore e piu debole. Il senato fi puo
paragonare al ferro per la grauit dell'animo: la plebe mecolata col senato econ

i Magitrati, alla pietra cotta, fi perlauilt della creta e del fango, diche ela :
compota; fi per la leggerezza e debolezza de configli. Perciochela moltitus ?

ditepoco inanziurde, erageuolmente da ogni picciolo mouimento filacia uol. ?


gere. Ilche, fe alcuno con diligenza legger le loro antiche fritture, trouer, ?

che fene uolte auemme, a quel popolo. Quete coe adunque potranno cas
-

- -

Hit, di Gio. Zonara.

P R I M A PARTE DEL L'HIS T O R IE

98

der nella mente dicolui, che paragoner il mecolamento della diuera materiaal:
primo stato della Republica . Ma fe confidererail'ultima conditiondell'Imperio,.
trouerai, che dopo, che la Republica fu mutata di Aritocratia in Monarchia,
er occupata dagl'Imperadori, ancora dalle dicordie delpopolo nacquero di mol
Guerre Ciui ti danni. Percioche Ceare finto dalla cupidigia del regnare, fece guerra 4
li.
Pompeo, er a gli altri difenditori della libert antica: e Ceare Auguto, e Mara,
c'Antonio parimente guerreggiarono contra gli ucciditoridelmedefimo, Iquali

- -

- -

dipoi uolgendo fra loro le arme, e combattendo opra qual di loro doueffe bauer,
l'Imperio, fecero digranguerre, dall'una e dall'altraparte effendo tagliati a pez
z di molti cittadini, e diminuite le forze de Romani. Anzi fi uede, che dipoi
non hebbero fine le dicordie; Mt, e uorrai paragonar la qualit del ferro e
delle pietre cotte a i Regni, che furono dapoi, trouerai ancora quiui l'Imperio

Romano, parte faldo, e parte debole: fi come quello, che perde la maggior pra,
te della potenza antica, cra penaritenendo alcune reliquie. E ci de quattro
i christo. Regni. Refia a dir della pietra, che non fu fattaa mano, laqual cadendo ruppe
la imagine,e le fue partimacerate emperono tuttala terra,laquale fu predetto dal
Profeta, che mai non farebbe etinta. Queto fignifica la uenuta di C H R 1 s ro,
notro Signore ; ilquale far per dimotrarfi, quando il Regno di ferro, per la
mecolanza della pietra cotta, diuerr debole,e gli fi fottoporranno tutte le poten
ze,alhora,che egli far degnidieterno Regno quelli, che fi hauranno fattidegni
e di lui. Percioche per la pietrla crittura intende D 1 o: effendo che Dauid
diffe: La pietra, che fabricandogettarono uia, fu pota nel capo dell'angolo. Et

* Elia diffe in perona di D i o: Ecco cho pongo la pietra nella fommit dellan
golo. Parimente San Paolo chama

C H RI s t o pietra angolare: nel quale foria

: ue, che quegli,che credomo,fono fabricati. E dacpo dice. Niunopone altro


:fondamento fuor che quello, ch ftopoto, G es v c n x i sro. Etaltroue.
: Beuettero dellacqua dello pirito, che gli egu; ilquale spirito ca krst o.
: oltre acio fi dice pietra di standalo, lapide di offea: & anco trouerai molti
luoghi, oueilsignore adimandatopietra elapide, che quella pietra dicendef=
fe enza, che foe finta di alcuna mano, dimotra cio, che'l fuo nacimento
auanz gli ordini di natura, effendo egli nato enza alcun feme, e matrimoniale
congiungimento. Il monte fi puotimarla Tribu Giudaica, di cui nacque Dauid.

E la pietra c a R' sto, fecondo la humanit uenuto daquella; Senzaeffer la


pietramoffa da alcuna mano: percioche egli non nacque, come s detto, econdo.
l'ordine dinatura, ma del uentre uirginale e fanto, llquale prima apparre hu=
mile, perlanatura dell'huomo, ma in proceo ditempo empie tutta la terra della.
- fua gloria, per douerla anco empier molto piu mella fua uenuta. . .

I L Profeta adunque epoe il fogno di Nabucodonoor, e gliriuel


|-

ch'e'

::

DI GIOVANN I ZONA R A .

che fignificaua. Ilquale marauigliandofi dellingegno di quel fanciullo, fi get=


ta terra, e comand, che fi facrificaffe a Daniello: non per recando tutto quel
thonore a lui, come huomo uperbo cr arrogante; ma a quel Dro, che era da

Daniello adorato.Percioche egli diffe: ueramenteiluotro D i o D 1 o degli


4

altri Dei, e signor de Re, eriuelator de fegreti: E dando a Daniello di molti paten.
doni, gli diede il gouerno di tuttala Babilonia, chiamandolo Balthaar, per= is: ::::

ciochetale era il nome del uo i od 1 o. Dipoi fecerizzare una statua d'oro, :"
alta feffanta cubiti, e grofja fei: e chiam tutti i principali del uo Imperio; cr
impoe loro, che al uono della tromba inginocchiandofi ladorafero: e quelli,
che a cionon obediffero,fofero poti in una formace di fuoco, ilquale inleiha=
ueua fatto accenderegrandiimoer ardentimo. Laquale adorando tutti, i re

giouani, iquali criue la hitoria, che erano parenti di Daniello, non lauolero .'

adorare, per non uiolar leleggi della lor patria. La onde ubito furonopoti: "
nella formace. Ma il fuoco non glitocc; ma stando eglino falui in mezo della
intolerabile fiamma, cantarono laudi a D 1 o. Vi stette anco infieme con quei

tre il quarto, che con esti uiera diceo, e quellardente fuoco cangi in festarus
giada. Queto miracolo fece il fiero e crudele animo del Re inguia diuenire

itupido, cheponendo giul'alterezza, erauicinandofi alla formace, chiam per


nome ciacun deigiouani: elodando il D1 o loro, gli honor, e diedeloro in
mano l'amminitratione di tutti i Giudei, che erano in Babilonia. Non molto

dipoi il medefimo Re degli Airi hebbe un cotal fogno, Gliparue diuedere un


e gra=i :::::
di foglie,
terra, adorna
dellafaluatichi,
abbracciaua
i termini
ilquale
grand'arboro,
faceuano
egli uccelli
uistauano
ilquale
animali
uedi frutti, fotto
midine i fuoi rami. Dipoi uide Iride, che difendendo del cielo, gridaua con al

"

ta uoce:tagliate quell'arboro, e leuate i fuoi rami, fogliatelo delle foglie, e .


calcate i fuoi frutti. Ma laciatele radici, e legatele con ferro. Elleno habiteranno
nell'herba della terra, emella rugiada del cielo:dimoreranno con le betie, ellor

cuore far tolto dagli huomini, e far lor dato un cuor di betia; e opra dilui
ficangeranno quattro tempi. Hauuto Nabucodonoor queto fogno, da capo
fece raunare i faui e Magi di Babilonia, difiderando d'intender la fignification:
di detto fogno. Iquali affaticandofi, ne fapendo ritrouarla, un'altra uoltaria

core a Daniel; e raccontandogli il fogno, gli dimand, cheglielo dichiaraffe, di


cendo, ch'egli molto bene cio poteua, hauendo in lui lo pirito di D 1 o. Alho,

ra diffe Daniel,Re e Signormo, ritorni queto fogno contra quegli, che ti por=
tano odio. Dipoigli dichiar quello, che effo fignificaua, in queto modo. L'ar
borgrande Re, che hai ueduto, fettu; ilquale fei diuenuto grande e potente: e
latua grandezSa tocca il cielo, ela tua fignoria peruiene alle efiremit della terak

ra(chiam Danielio grandezza in Nabucodonoor lafia faperbia er alterezza)e


----}

..

P R I M A " PART E ZID ELLHIS T O R I E

1. o o
Irid

la fanta Iride, che dicende dal cielo, tAngelo di Drot;percioche Iride nella,

rie quello 1.

47 .

* *

ella ,dihattatara
effendo,
uuoldir
natura incorpore4;
percioche
uigilante,
ehe :nih lingua
Per
enza corpo.
e chinon
al fonno:
ottoposto
che chi Latina
ha corpo,
,
che adunque hai ueduto quel uigilante gridar, che l'arbor foljettagliato e che ui
foferolaciate le radici, el rimanente: auerr, che tu ucirai del Regno, e faca
' , ciato dalla conueration degli huomini, dimorerai fra le belie, e tip4/cerai di
herbe. Non per perderai affatto il Regno, ma di nouo tutto lo rihauerai: E,
queto fignificano i rampolli laciati all'arboro delle radici. In tal guia adunque

Daniello epoe il fogno di Nabucodonoor:tr ognicoa auenne, fi come egli perri


uelation diuina gli haueua predetto. Et il Re diuenutofurioo per cagion della fu4.

2 arroganza e uperbia, dopo, che forn fette anni ne deerti, ritorn nel Regno,
che fra tanto non era stato occupato da akuno, h4uendo placato I do 1o : e do=

po hauer regnato quaranta anni, uc diuita. Dice Giueppe, che di kostui hanno
fimilmente fattamentione molti Hitoricis come Beroo, Metheiene, Pilode, e
Filotrato.

: (; ;

' oty: "... . . "

*:

. F v fuo fucceore Euilad Merocad: ilquale Gioachim (che medefimamente


detto Geconia) liber della prigione, nella quale era stato fatto porre da Nabus,
Bathamare, codonoor: cr honorollo grandemente, dandogli domi, e tenendolo empre alla

fua tauola, Morto cotui, uenne il Regno a Balthaffar fuo fratello: ilquale fot
to la guida di Ciro fu oppreo da Perfie da Medi. Cotui hauendoinuitatii

baroni del Regno a conuito, standouiegli inieme con le fue concubine, diuenuto
-- ebbro, comand, che gli foffero recati inanzi i facri uafi ; iquali bauendo Nda

bucodonoor portati di Gerualemme, haucua conagratia i fuqi Dij, e gliados.


per, tutto che'l padre non haueua cio uoluto fare: e mentre, che beuendo bida
:::* ftem i od 1 o, uidele dita d'una mano di huomo, che ucendo {della parete fos
C12 una
nais." ura quella criueuano, Della cuiueduta fauentato trem tutto: e facendo a lui,
uenire i Caldei e Magi, promie loro di gran doni, fe gli fapeuano interpretar:
le parole critte da quella mano: ma niuno intendeua quella crittura. Onde,
-

|-

tauola del Re,ueggendoloturbato e pienodi doglia, gli diffe: chefe egli facee.
chiamar Balthafjar Giudeo, ilquale epoe a Nabucodonofor molte coe, lequali
niunaltro feppe interpretare, egli haurebbe ageuolmente dichiarata la ripota,
fignification di quelle lettere: percioche in lui erail Santo Spirito di D 1 o. Sus

bito adunque Balthafjar fece chiamar Daniello, dimandandogli la dichiaration di

quelle lettere, enza tacer coa ueruna, benche elle qualche auerfit fignificae
*ro:promettendogli di concedergli licenza di ueftirfi di porpora, e diportar col=
lane d'oro, e che gli darebbe oltre a ciola terza parte del fuo Regno, Daniellori=

fiutando que doni, diceua, che quella cotale icrittura gli dinantiaua la morte,

perche eglinon era per ilgatigo del padre dato alla empiet fua, diuenuto di lui
-

|-

punto

DI GIOV A N NI Z ON AR A.

1. 1

punto piu moderato, ma haueua adoperati i uafi diuini con le concubine al bere. Spoffice di
Le fritte lettere egli in queto modo leggeua. Mani, Techel, Phares. la cui

alcune uoci.

fignification cofieponeua. Ha D 1 o annouerato il tempo della tua uita, e del


tuo impero; del quale pochiimo auanxa. Percioche la uoce Mani preo a La=
tini numero:Techel ipatio: perche i d d 1 o haueua poto un cotal termino

al fuo Regno, che doueua alto cadere, eromperfi. Percioche Techel fignifi
ca anco Latinamente fragmento. Fares interpretaua diuifione: perche il Regno

fuo doueuada D i o efferpartito fai Medi e i Perfi. In cotal guij adunque


leffe Daniello quella frittura: e cofiefofele fue parole.rimanendo il Re ripieno
di fommanoia; e non molto dipoi confermando lo duenimento quello, che haueua
predetto il Profeta; percioche ciro Re de Perfi, mouendo guerra a Babilonia,
la pree, nella prefa della citt effendo Balthafjare amazzato. Sono alcuni, che
affermano, che lamedefima notte, nella quale furono uedute le dita della mano,
che friueua, fu prefa Babilonia,cruccio il Re .
O R A dopo la prea di Babilonia Daniello otto Dario di Media,che anco era
nomato Ciafare, auolo di Ciro, figliuolo di Aftiage Re de' Medi, condotto in
Media, era honorato con ogni termino di honore. Onde i principali di Media
Inuidia eona
moi da inuidia, procurauano di ucciderlo. Percioche hauendopotomente, che tra
Daniei.
eglitre uolte la mattina faceua orationi a D1 o, indufero Dario a fare una leg- .
ge, che fra trenta giorni non fofje alcuno, che adoraje gl'Iddij, ne pregaje=
ro effo Re : laqual legge colui, che hauefje ardimento di uiolare, foffe poto
pergatigo in un ferraglio de Leoni. Il Re, che non fapeua, che queta legge

doueffe effre contra Daniello,la propoe. E tutti obedendo alla itefja legge, Da=
miello continu nel uo cotume di adorare I d d I o, e di upplicarlo. onde accu

fato da Prencipi, fu condamnato emeljo nel ferraglio de i Leoni. Il Re facendo


Daniello pe
fto nel ferra
foggelar la pietra, che copriua il detto ferraglio, fi parti: ne mai quellanotte glio
deLeoa

chiue gli occhi, tutto follecito e pieno di doglia. Percioche quantunquenon iti=
maffe, che Daniello doueffe effere da i Leoni offeo, fapendo,che in lui habitaua il
Santo pirito di D i o ; non per poteua hauer tranquillo l'animo, temendo, che

non gli auenie alcun male: ne anco intendeua molto, come huom barbaro, lapo.
tenza d'Id d 1 o. Subito adunque, che apparue ilgiorno, and al ferraglio de i

Leoni; e chiam Daniello: ilquale repondendogli, lo fece trar fuori; eneggen


dolo faluo e enza alcuna offea, fi marauigli. Madicendogli accuatori, che
i Leoni non lo hauean tocco per effer paciuti e fatolli, odiando egli la maluagit

loro, hauendo inteo le faudie glinganni, che haueuano ordito al Profeta f-'
ce pacere abondeuolmente i Leoni : e dipoi comand, che fi metteero fra loro
gli accuatori, affine, che fi conocefe, fe i Leoniper effer fatijnon toccafjerogli
huomini. Maeffendo coloro toto laceratie mangiati, fu chiaro a tutti, che Da
-

Hit, di Gio. Zonara.

G ij

1 o2

P R I MA P.A.R. T E

D E L L'HI S T O R I E

niel era stato conferuato dalla uirt d'Id d r o, ferrando egli la bocca di quelle be=
stie. La onde il Re honor il D i o del Profeta, piu ancora di tutti gli altri
Viione di fuoi Iddij. E queto auenne nell'ultiranno : percioche 1!primo anno ! Regno di
:::is" Balthaffare il Profeta hebbe queta uiione. Pareuagli di uedere ucir del mare

"":

quattro animali, de qualiil primo era una Leoneffa con le penne di Aquilateques
to leuandofi di terra pareua, che hauefje piedi di huomo, riceuendo anco cuor

pure di huomo: Ilmare fignifica la uita bumana, laquale aggirata da diuerfi


mutamenti. La Leoneffarappreentaua il Regno de gli Airi. Il leuarfi di terra
dinotaua il fin di quello Imperio, e la perdita di quella potenza: e lo hauere i pie=
di d'huomo dimotraua, che e douea effere uguale a foggetti.E'ldarglifi cuore hu=

manofignificaua, ch'egli conocerebbe per ierienza di effere huomo, ne douere


per arroganza attribuirfiquello, che duanzaua la natura humana. Le ali, che
fuor del cotume naturale delle betie gli erano nate, fignificauano la fuperbia
di quei Re, i cui animi dalla medefima uperbia erano portati opra le nubi. L'al=
tro animale era fomigliante all'Ora, e staua fermo in una parte; er haueuatre
cote nella bocca. A cui era detto; Leuati, e mangia di molte carni. Quetodia

notauail Regno de Prfi per la crudelt di quella natione.Percioche i Peri di cru


|-

delt difupplicij uincono tutti i Barbari; iquali fupplicij fono piu graui e piu duri

ais, te delle barche, e del modo dicorticare. Et hauendo detto di barche, cio dadi
staii: que chiararper quelli, che non intendono. Eglino accoppiano due barche eguali, cr
in modo le acconciano,che i piedi e le mani ecano fuori: nelle quali barche pongo=
no colui, che al upplicio condannato, col corpo in fu ; e poi le conficano ina

fta uoce bar .

- -

she.

Jieme. Dopo quetonella bocca di quelmifero fargono mele e latte infino a tal=
to, ch'egli n' ripieno a ffildio ; e de medefimi gli bagnano la faccia, le braccia
e i piedi, elo laciano dicouerto al Sole. E queto fanno ogni giorno. Onde
auiene, che le moche, le uei, e le pecchie tratte dalla foauit di que licori, fi
attaccano opra la faccia,e fopragli altri membri, e pungono craffiggono quel
mechino. Il uentre gonfio di latte e di mele, manda fuori alcuni purgamenti li=

quidi: delle putrefattioni de qualifcaturicono uermini: Ela parte, chegiace nel=


le barche,in quella immonditia putrefacendofi la carne, roada uermi,muore e piu
tardi, e con maggior crudelt. Con queta forte di pena Parifat, madre di Ara
taere e diciro, dicei, che leu diuita colui, ilquale fi gloriaua di hauere ucci
fo Ciro, che col fratello combatteua per il Regno, hauendolo tenuto in queti tor=

menti per ipatio di quattordici giorni. E tale era il upplicio delle barche. Ma
quete parole: Leuatie mangia delle carni, non fur dette perefortatione, ma per
predir quello, che haueua ad auenire. Percioche gli Airi, e moltiimi delo=

roconfederati furono tagliati a pezzi da Perfi. Ilmedefimo fi puo anco riferi=


realla crudelt di quellagente. Letre cote, ouero ale;lequaliteneua nella bocca,
*

.**

|-

dinotaud

DI G I OV A N N I Z O N A R A .

dinotaua l'Imperio delle tre parti del mondo. Percioche Ciro,ditruggitor del Re

gno de gli Airi, foggiog tuttele terre dell'Oriente infino all'Hellfonto. Il cui
figliuolo cambije ottenne l'Egitto, e l'Ethiopia, che guardauero l'Autro; Di
rio, figliuolo d'Hipae, dom gli Scithi, che dierfi andauano : e queti habitano
uero Tramontana. Sere, figliuolo di Dario, fi affatic di foggiogar la Euro=

pa, prendendo la imprea contra di lei: ma uinto dagli Atheniei in battaglia na


m.

uale, con uergogna ritorn nel fuo Regno. Il fermarfi in una parte fignifica,
che non del tutto perderebbono quel Regno, ma che ritenerebbono dell'iftefjo una

picciola parte. Percioche hauendo quell'Imperio pojeduta tutta l'Afia, l'Ethio=


pia, l'Egitto, la Paletina, la Fenicia, e la medefima Fenicia, perdendo dipoituta
to il rimanente, riteme folamente la Media e la Perfia. Ouero quelmedefimo fers
marfi in una parte puo recarfi all'ocio cr alla dapocaggine,che in proceo di tems

po doueua uenire il Regno de Perfi. Percioche morto Aleandro dopo lo hauera


lo foggiogato, la ua Monarchia fu diuia in quattro Regn. E, perche i fuoi

fucceori con iee guerre in fra diloro confumarono molto le loroforze, i Perfi
con queta occafione,ripigliando l'animo,ricoueraronogran parte dell'Imperiolo=
ro. Il terzo animale fu fimule a una Panthera; ilquale haueua ne piedi quattro
ali di augello, er in luiancora nacquero quattro tete:a cui diffe il Profeta, ch'era

data podet. Percioche alla Panthera comparato Aleandro per la pretezza e

Quello, che
ignifica la
Pauthera,

prontezza fua, il che fignificaua e l'animale e l'ali. Lequali effendo quattro ,


dinotauano quattro parti del mondo: nelle quali a guia di augello trafforfe, e sima
padron quai di tutte. Le quattro tete dinotano la diuifion del fuo Imperio dos
po la fua morte in quattro parti. Percioche Tolomeo, figliuolo di Lago, ottens

me l'Egitto, ei fuoi dicendenti infino a Cleopatra. Seleuco s'impadron dellaso=


ria, e delle uicine regioni: Antigono foggog l'Aia; er Antipatro fignoreggi
Macedonia: o, come dicono alcuni, Arideofratello di Alefjandro dal canto di Fi=

:5

lippo. Percioche dice Plutarco Cheronee, che Perdica effendo potentistimo, fu=
bito dopo la morte di Aleandro tir a lui Arideno, come una gran fortezza del
Regno, nato d'una donna infame e diuolgo, e poco prudente: non per, che egli
nacee tale, ma fu corrotto da ueleni, che da Olimpiade gli furono dati. La
quarta forma dell'animale non fu eprea dal Profeta, malo chiam formidabile
e terribile, che con grandenti diferro diuoraua e fezzaua, il rimanente calcan=

Animale for

midabile q1
lo,che fignie

do co piedi, effendo un grande ipatio falui e gli altri animali. E queto dinot :
l'Imperio de Romani. Ilquale effendo uario e di molte forme, il Profeta non
uolle dire il uo nome,ne la ua forma. Percioche da Romulo infino a Tarqui
no Roma obed a Re: de quali ditruttalatiramide,gli ottimati, il senato, er i
conoli hebbero ilgouerno della Republica: cr alcuna uolta fuanco ridottaa fora
ma di Imperio popolare, folleuandofi la plebe contra i nobili: e dipoi fu opprea
-

G ij

C3

1 o4

P R I M A PARTE D E L L'HIST O R I E

fa dinuouo dalla podet d'un folo eritornata al nome di Re. chiamaquella be=

Auerti.

stia terribile e formidabile; perche l'Imperio Romano fu piu potente de gli al=
tri ; e foggiog anco quelle parti, che da Macedonia non erano state tocche, cio
la Grecia tutta: Carthagine infieme con Libia, sicilia, e le altre Iole ; e molte
genti occidentali, allequali Aleandro non fignoreggi. Lequali coe chi uago
di apere, potr legger Dione Romano, e Polibio. Sono attribuitia quella betia
denti di ferro: perche il Prencipato de Romanifu piu horribile di tutti gli altri:
ez anco nella Imagine, che fi fogn Nabucodonoor, paragonato al ferro il
quarto Regno. E detto anco, che la betia co denti mangiaua e diminuiua, e che
il reto calcaua co piedi; di che i primi effetti fi rifericono alla impoition de tris
buti piugraue di qualunque altra, di cuii Re fi pacono,es'ingraffano, e i fuddia
ti inmigricono, e diuengono poueri. Ogegli ueramente, che riculauano di dar
tributi, e difendeuano la libert, la betia calcaud, er eftingueua. Per i piedi
s'intendono gli eerciti, periquali fi mantengono in pie i Regni, e pafjano d'uno

Quell..he in altro. Oltre a cio le dieci corna della betia ignificano, che quell'Imperione

: gli
ultimitempi fi doueua diuidere in molti Regni. In mezo de dieci corniuiua
un picciol corno, dal quale tre altri corni erano uia battuti: e quel corno haueus

Il 3

un'occhio; er una bocca, che parlaua gran cofe , enimica a Santi. Queto corno
da alcuni interpretato per Antichrito: o chiamato picciolo, perche pernas
fere d'una picciola Tribu degli Hebrei; e per ditrugger tre de dieci Re. Pergli
occhi la fua maluagit, co atutia s'intende, con lequali fia per ingannar molti.
Per la bocca, che parlaua cofe grandi, la fua arroganza e fuperbia. E la guera
ra contra a Santi dinota, ch'egli porr ogni fut cura pertirar tutti a parte della
fua maluagit e biatema. Dimotrano, che egli biaiemer I d d I o, quelle p4=

role ; quando dice. Parler contra colui, che in alto. A che aggiune il Pro
feta. I aettaua infino, che, potele fedie, iluecchio fedeje: la cuiueia era
bianca, come la neue ; il capello, come la chietta lana: la edia, come fiamma di
fuoco: le fue ruote fuoco ardente; e inanzi alui correndo fi uolgeua un fiume
ardente : e dieci uolte cento migliaia a lui amminitrauano: e mille uolte cento
migliaia stauano alla ua preenza: e ridotto il giudicio, furono aperti i li

bri. Quello adunque , ch detto, che faceua il corno , fu dimostro a D4=


niello, che non doueua durar molto: ma infino, chel uecchio ridurr il giua
dicio; cio, che ordiner il tempo del giudicio; e fi ritorner amemoria le ope=

re di ciacuno. Percioche ricordatione e chiama i libri: euecchio colui, che ter=


no. La candidezza della ueta e del capello dimotra la purit er integrit fua.
E per dimotrar, che le coe, che faranno fatte da Antichrito, auerranno per
fola permiion di D i o, e non perche la uirt diuina non potefje impedirlo, o

far, che del tutto non fofero; famentione didieci uolte cento migliaia diminitri,
e dimille

D I GIOV A N N I ZON AR A .

e dimille uolte cento migliaia di ufficiali, e di una edia di fuoco, e di ruote fimi
li, e d'un fiume ardente: e riguard infino, che la betia fu confumata, el uo

corpo arfo nel fuoco. Percioche per il furor di Antichrifto le fia leuato tutto il

Regno:ne far effabetia data al fuoco, ma il uo corpo. Percioche fignifican


dola bestia il Regno; conueneuole, che in effo uhabbianoadeffer molti, che ho=

:
}

norino 1 d d i o, e procurino di far l'opere uirtuoe e buone.

Q_v = s1 1 adunque non arderanno: ma i malugi e datifi folamente a piaceri


del corpo, non fi curando punto delle coe dello pirito.
D 6 o la morte della betia dice il Profeta: ch'egli uide uno, come figliuolo

di buomo, che ueniua nellenubi, cr arriu infino al uecchio, a cui fu dato l'Im- uomo,

perio, thonore, e il Regno: alla cui eruitu furono oggetti tutti i popoli, ele
lingue, e le Tribu: e che la ua potenza farebbe eterna, ne maiella ne il uo Re
gno uerrebbeneno. ogeste coemanifetamente dimotrano il econdo aueminen
to del notrosgnore GE s v. C." - i sro. ilquale chiamato figliuolo dell'huo
mo, per hauer preo la natura humana; er ha da uenir nelle nubi, hauendo cio
promeo, quando e diffe: che uedranno gli huomini uenire il figliuolo dellhuo=
mo neile nubi diel cielo. Hebbe quetauifione Daniello il primo anno di Balthaar.
Laterza uolta uide un'altro fogno,dicendo egli: Effendo io in Sua, eleuandogli
occhi,uidi un Montone, che fi staua in Vbal, con due alte corna, ma ne haueua uno

piu lungo dell'altro.Queto crebbe in etrema grandezza: E cozzaua contra ilma


re, la Tramontana, e l'otro: ne uera alcuno animale, che potee refitere lui.
Faceua adunquecio, cheiuoleua: e diuenne grande. Con quetauifione il Profe
ta fu da capo ammaetrato degli auenimenti de Regni. Percioche il Regno de

Perfi per l'abondanza delle richezze comparato al Montone. Staua in vbal, che
una delle porte di Sua; e citt principale del Regno de Perfi; e, mentre chel

Profeta dimoraua inlei, gli apparuelauiione. Le due corna fignificauano due


famiglie, che quello Imperio gouerntuano. Il minor corno Ciro, e cambie fuo
figliuolo: ne quali fi ferm l'Imperio, non paando piu oltre la stirpe di Ciro.
Ilmaggioredinotra illignaggio di Dario; ilquale dur infino a quel Dario, che
fu uinto da Aleandro Migno. Percioche effendo morto Cambife, figliuolo di Ci
ro, i Magi con inganno fi uurparono il Regno: ma non hauendolo pojeduto luns

gamente, effendo conociuti, dafette famiglie de Perfi furono oppresti. Deltuna


delle quali nato Dario, figliuolo d'Hita/e, s'impadron del Regno, mantenendo
fila ua famiglia infino alla ruina del Regno. Ilche accenn il Profeta, quando

aggiune; che'l corno piu lungo crebbe etremamente: cio, che dur lungo tempo
infino al ditruggimento del Regno de Perfi. Cozzaua il Montone contralotro, Quello, che
%

il settentrione, er ilmare, percioche foggiog il paee, che otto l'offro, e fot-:":


zar eoDtra
tola Tramontana,e molte ole, lequalis'intendono perilmare foggiog. Siualsrostro,
|

1o6

PRI MA PARTE

D E L. L H I S T O R I E

francora Sere de gli aiuti dell'Iole: e moeguerra contra la Grecia. La onde it


uello,che Profeta tide, chel Montone feriu etiando ilmare, e cheniuna fiera poteua star

::::::: falda contra di lui. Per le fiere intende alcuni notabili Regni, come formidabil
a fudditi: come fu il Regno de Soriani, di Cilicia, di Arabia, di Egitto, e di

Giudea, er altri, de qualiniuno puote refifiere all'Imperio finalmente de Perfi:


anzi quel Regno ottopoe tutti quegli, che furono da lui affaliti. E diuenne
grande: ouero, perche l'Imperio fiallarg, foggiogando di molte egran Prouin
cie: ouero, perche inuperbito dalla felicit, s'innalz fopra la conditione degli
huomini.

M E N T R e il Profeta staua foeo

oprale costuedute, uide uenire unca

::::::::* pro dalla parte di mezzod in tutte le parti del mondo: ilquale hauena un notabil
corno in mezo de gli occhi: creffendo andato auanti infino, doue era il Montone,
fieramente lo percoffe; egli ruppele corna, e difieolo interra lo calpit copie
di; ne era alcuno, che di fottoglie lo leuaffe. Il Capro rappreent l'Imperio di
Macedonia, piu ueloce e piu pronto del Montone. Veniua dalla parte dimezoa -

giorno, perche Alefjandro hauendo prima foggiogato l'Egitto, finalmente affal


t di nuouo Dario : euintolo, ditruje l'Imperio Perfiano. Percioche egli pri=
ma l'haueua cacciato infino all'Iff, efjendo peruenute nelle fue manila mogliefila,

le fue figliuole, c, il uo carro, e l'arco, e faccheggiati hauendogligli alloggiaa


menti de Perfi. Ma Dario faluandofi con la fuga, e ricouerando le forze, at=
tac il fatto d'arme con Aleandro, ch'era tornato di Egitto, ad Arbela; e da
capo
Alejandro uintolo, egli fuggendo fu uccio. Chiama il corno notabile,
Quello, che ;
|-

|-

:::* intendendo per queto il Regno di Alejandro. E dice,che queto cornogli erana
*rn

to helmezo degli occhi per l'ingegno, e la prudenza, el generoo animo di Alef


findro. E dice, and il Capro infino al cornuto Montone ; e uidi,che egli diuen=
ne contra lui fiero ; e percotendolo, pezz ambedue le fue corna, inguifa, che
non pct stargli forte inanzi: ma gettato dal Capro in terra, effo lo calpit.Di=
ce, che ambele corna del Montone furono fezzate, hauendolo urtato il Capro:
cio ambeduele genti di Perfia e di Media, che Dario hatteua in fuo aiuto. Pers
cioche il Re de Perfi teneua il dominio diambedue quete nationi, hauendo Ciro,
come s' detto, l'origine dall'unae dall'altra, creffendofi impadronito diambi i
Regni: lequali due genti ditruffero il Regno de gli Airi. El Capro diuenne
molto grande. Percioche e foggiognom folamente quelle terre, che haueuano
obedito agli Airi, ma molte altre ancora. Et affalendo l'India, uine Poro, e

Qnello, che

feta, che la fua felicit non era perdurar molto, foggiunge. E uincendolo:

fi fece amico Taile, er occup altri paei dell'India. Dipoi fignificando il Pro=

:: fu rotto quelgran corno se otto diluinaequero quatro corna.) Percioche Alef


:::* fandro dopo queti auenimenti effendo fra brenestatio morto, il fuo Imperio fu
in quattro

D I GIov A N N I zoN A RA.


?

1 o -7

in quatro parti: come s' detto nella terza Fiera: laquale fu ueduta da Daniello Il feeondo
ucir del mare con quattro tete. ) E d'un corno ne nacque un'altro terribile: srno quelle

ilquale crebbe in etrema grandezza uero tostro, uero Leuante, uero Me- "s"

$::
Ca
4

zod, e uero Ponente; e fi dilat infino alla potenza del cielo; e per il fuo
podere caddero anco stelle in terra: e furono calpitate. ) Con quete parole
Daniello dimotr quelle coe, che auennero otto Antioco Epifane, figliuo=
lo del grande Antioco; ilquale auanz la potenza de i Re,che furono inan
zi a lui, iquali erano ucceduti a Seleuco. Cotui impadronitofi dell'Egitto,
e di altre Prouincie, e moja guerra a Giudei, foggiog Gerualemme, e
tutta quella gente; fogli e profan il Tempio, facendo in quello acrificio
de Porci, e fabricando unaltare a Gioue, e riduje il popolo al Paganefino,
e uiet, che i fanciulli machi foffero circoncifi. Perci il fuo furor contra
I D D 1 o fignificaua quete parole: E fu folleuato infino alla potenza del cielo.
) E quelle altre: e per il fuo podere caddero stelle in terra, er efjo le calpiji.
) Significano quegli del popolo Giudeo, iquali da lui cotretti, uiolarono la re=
ligione, e cedettero al Tiranno, laciando le leggi diuine e le humaue; e da lui
furono calpitati. Sono chiamate stelle, o per purit di pietade, e iplendore:
ouero, perche I d d I o haueua promeo ad Abraham di moltiplicar la ua pro=
genie a guia delle stelle del cielo:folleu infino al Prencipe dellegenti. ) Indirix=

z il uo furore contra effo D i o, Prencipe delle celeti quadre. El facrificio


fu turbato conmorti corpi: er hebbe felicit ; el peccato fu dato per uittima ;
e lagiutitia fu calcatain terra.) Percioche acrificando coe interdette, turb
il acrificio: cio il confuee profan. Per imorticorpi intende i Porci, el pec
cato nel facrificio le leggi da lui uiolate. D celagiutitia calcata a terra pergli
frezzati ordini de padri antichi. Si dinotano anco le ingiute ucciioni dicoloa

ro, iquali abbracciaronola buonareligione. Ma benche(dice) quete coe face=


fe Antioco, er ufaffe cofi fatta empiet: nondimeno hebbe fauoreuole la fortu=

n. A queto aggiunge Daniello. E diffe un Santo, o Felmun, quando haur fine


queta uifione: e far leuato il acrificio,e conceduto il peccato della ditruttione:
Cotui diffe a lui. Infino alla fera e la mattina, due mila e trecento giorni, alhos
ra far il Santo ripurgato.) Effendo il Profeta attritato per l'hauuta uiione,

gli furono mandati Angeli, che gli fignificaero,che lemierie haurebbono fine; a, eli

man

egli dimotrafero, quando farebbono terminate. Etuno dimandaua all'altro: :::


da:
ello.
percioche Felnun fignifica alcuno. Dimandaua, non come eglinon le apeffe,"
ma perche elle foljero intee da Daniello. Colui, che era dimandato, rifofe.
Fra la mattina e la fera,correndo duemila e trecento giorni,alhora fia ripurgato
il Santo.Sera adunque chiama il cominciamento delle moletie,ouero tutto il tempo,

che effe hanno a durare: perciochele moletie fonoparagonate allanotte er alle

2 o8

PRIMA

PA RTE

D E L L E H I S T O R IE

tenebre. Mattina lo stato tranquillo dopo le moletie. Vogliono adunque f=


gnificare quete parole, che paer tanto patio ditempo dal cominciamento delle
noie infino al loro fine. I giorniridottia ordine di anno fanno feimefi, er al
tretanti anni,econdo il computo degli Hebrei. Perciochetanto a lungo dur la
calamit de Giudei data loro da Antioco. Quete coe difiderando d'intender
Daniello, gli furonoriuelate dall'Arcangelo Gabriello. Dipoi da capo fotto Da
rio,Re de' Medi(ilquale e detto Cifare) er Affuero figliuolo di Affiage,il Pros
Angelo ape

feta lamentandofi della preurade uoi; e pregando i on to per loro, futoc

:::::::a, co da un huomo detto Gabriello. E futocco al tempo del acrificio della fera

""

(ouero, s'intenda il tempo del facrificio della fera , ouero tanto patio, in
quanto fi compi effo Jacrificio ) e diffe a Daniello. Hora io fon uenuto
per darti la intelligenza , er ad aufarti , che tu fei il Difiderio . Onde
confidera le coe, che fono dette, or intendila uifione: cio, acoltala attent4=
mente. Percioche le parole fono ocure , e ricercano un'animo attentifimo.

Alcuna uoltale coe diuine fi dimotrano otto fauole, affine che effendo comuni

pers, a tutti, non fi difrezzino. Daniello fu chiamato Difiderio, ouero perche fora
perche : la te e generoamente refi/teua a cattiui diideri: ouero, perche egli difideraua di
fapere, quello, che haueua da uenire al uo popolo c alle fue Tribu: ouero, per

che per lo studio della uirt foe diiderabile er amabile. Dipoi foggiune l'An=
, , gelo. Sono riftrette fettanta fettimane opra il tuo popolo, e fopra la tua citt
,, fanta, infino a tanto, che inuecchi ildelitto, e fi fornista e foggelli il peccato,

,, e fi purghi la ingiutitia, e fi adduca la eterna giutitia; e fi foggellila uifione


ela Profetia, e fi unga il Santo de Santi.)Il Profeta ne fuoi preghi diffe a D i o: .
il tuo popolo e la tua citt. E l'Angelo diffe a Daniello: il tuo popolo e la citt

tua: come e foffeindegno di chiamarfi popolo di Dio. Ilmedefimo modo di para


lare fi troua medefimamente in Mos, alhora, che gli Iraeliti acrificarono al
Vitello, che ei haueuano fatto. Perciochealhora a preghi del Profetarioe
Idd 1 o. Diffe adunque l'Angelo a Daniello: che Gerualemme farebbe rinou4=

ta, e chelpopolo ritornerebbe, e uirimarebbe infino a quattrocento nouanta an


mi:percioche fanno fettanta fettimane, computando i giorni per anni.Ritrette,
cio diterminate, e difinite. Infino, che inuecchi il delitto, o ilpeccato fi fog

gelli: cio infino che durer e crecer il peccato: queto fignifica inuecchiare.
con quete parole e dimotralaudacia de Giudei, e la rabbia contra il signore.
Percioche prima haueuano anco commee di molte celeraggini, e n'haueuano
portato ilgaftigo; mafurono richiamati. Ma poiche contra il Saluatore impaz
zirono, e peruennero al fommo d'ogni maluagit, e fecero ognipeccato,non piu
fono stati richiamati. Soggelare iamatie 4to, e purgarla ingiutitia,fignifica la
rimiion de peccati, donata dal Signore 4 coloro, che a lui credono. Perdoche
que/io

ID I GIOVANN I ZO NA R.A . "

questo colui, che toglie i peccati delmondo: che oggellire tanto, come ceffa
re. Addur la giutitia eterna uenire in effo mondo colui, ch' giutitia, redens
tione, e fantificatione. Soggellar la uiione e la Profetia ignifica, la Profetit

effer finita: ouero, perche le coe, che i Profeti di c h k is to predijero,


fono auenute: ouero, perche il dono della Profetia manc preo a Giudei: oue= ...
rotuno e l'altro. Percioche, quando C H R 1 s to uenne, foggell le profetie:

':

cio fadempite conferm, or anco termin. Percioche estinon hanno piu ne ::


Profeta, ne duce. Et effere addotta lagiutitiaeterna e la uenuta di effo Signore
eseruatornotro.ilquale, come dice l'Apotolo, e dato anoida D1 o apienza,

giutitia, fantificatione, eredentione. Et altrouefcriuendo del vangelo, dice:

la giutitia inlui riuclata. Perche il Signore inegna, che da lui fidee chiedere
il Regno di D i o, e la fuagiutitia, laquale egli adduffe, e l'apere con la fua

dottrina. L'efferenato il Santo de Santi fignifica effo C H R 1 s t o Signore effer


uenuto. Percioche chi fia chiamato Santo de Santi, fenon il Signore e Seruator no

froilquale effendo fonte di Santit, fiunge dello Spirito Santo, econdo la huma
nit, come predie Efaiacon quete parole. Lo pirito del Signore foprame,,,
perche une me: e, come cant Dauid in queto modo. Ti une D i o, il tuo,
D i o, deltolio della letitia opraituoi conforti. E, come il capo degli Apotoli ,,
Pietro inegna, 'cofi di ca k 1s to criuendo. Percioche i od 1 o l'une di,,
spirito Santo e di potenza. Soggellae confermale fritture antiche, mentre fa ,,
tutte quelle opere, e patice tutte quelle pene, che in quelle furono predette.Pur=
gala ingiutitia, mentre quei, che peccarono, riconcilia al padre D i o, e lo
placa uero i peccatori. Dipoi foggiunge il diuino Arcangelo.) E conoceraier

intenderai dallo auenimento de Sermoni, che fia fatta eparatione, e fabricato


Gerualemme. Infino a C H K 1st o Duce furono fette fettimane, er fettimas

ne fefjanta tre.) Si cominci adunquea fabricare il Tempio fotto ciro: ilquale


primo conceje al popolo Giudaico il ritorno: enon dimeno cio fu uietato otto
-

cambie per inuidia de uicini popoli. Larinouation del Tempio fu da capo con=::
ceffa a Giudei, tenendo Dario, figliuolo d'Hitafe, l'Imperio de Perfi.
Pr en de Np o si adunque il numero da qual fi uoglia diquesti, non far
intero, econdo la uoce dell'Angelo, ma oprabondante. Ma,je egli fi far il

computo dal tempo del Regno di Artafere Lungamano, non fi trouer ne piu

nemeno; e da lui dee incominciarfi: perche alhora la citt fi cine di mura, er


furono aggiunte al Tempio le coe,chemantauano, e la citt ripiena dihabitatori,
hauendo Neemia, coppiere di Artaferfe, ottenuto dal Re il ritorno nella patria,
guernita la citt, e rempiutala de cittadini, o il Tempio, che infino alhora era

imperfetto, ridotto acompimento.

sa alcuno adunquepiglierilnumero del tempo dalla uenuta del Saluatore,

1 1 o.

p R I MA P A R T E D E L L'H I S T O R I E

per cui olo fu datalarimiion de peccati,crintrodotta lagiustitiae adempia.


ti glioracoli de Profeti; uedr, che fi compie il uentefimo anno di Artaferfe;
da cui fu conceo a Neemia diritornare in Gerualemme: ilche eguitando labia,
fioria fi dichiarer piupienamente.

Q_v = L L o adunque,che nom Santo foura aiSanti,da capo chiama C H R 1

::::::. . r o Duce, uurpando il nome d'huono. Percioche, fi come egli detto pria;
:::* mogenito della nuoua creatura, e primogenito da morti: cofianco detto Duce.
parimente ildiuin Pietro Apotolo predicando a Giudei, lo chiama Prencipe Ser
uator dellauita: come critto negli atti da San Luca. Si come adunque da San
Puolo detto primogenito e prencipe di noi, fecondo la humanit: cofianco fu
detto Duce dall'Arcangelo Gabriello. Ma puo nacer dubbio, per qual cagione,

::: feparatamente, e non iniemefiano annouerate le fettimane, diiinte in vir, txir.


::: er una. Cio non fu fatto a cao dall'Arcangelo, ma dimotra egli per queto,
:::::::" alcune nuoue cofe, che nelle diuiioni de tempi doueuano duenire. Percioche, fe,

egli fiannouereranno itempi dalla rinouation del Tempio otto Neemia,come,


, sdetto, infino a Hircano Pontefice; fotto ilquale la stirpe degli Afamoneiri=

, mae di acrificare ; fi compir il numero di Jeffanta due fettimane. Percioche,


daluentefimo anno del Regno di Artaferfe,ilquale diede licenza a Neemia di tora.
nare in Gerualemme, da cui la citt fu adornata dimuraglie, infino a Dario,

figliuolo di Aramo, ilquale fu ditrutto da Aleandro, ono cento quattordici


anni. Dalla ruina dell'Imperio de Perfi, laquale auenne il feto anno della efe=
dition di Alefjandro nell'Afia infino a Gaio Giulio Ceare, ilquale primo occup,
la Monarchia de Romani,pafjarono dugento Jeffantae uentidue anni. Dalpren=.

cipato delmedefimo ceare infino alquintodecimo anno di Tiberio ceare,nel qu4


le c h x 1 s to fu battezato da Giouanni Battita, e cominci a fare imiracoli,
computo

furono anni ettantaire, in modo, che queta omma fa anniquattrocento fest,

:::::::: fantanoue. Iquali econdo il computo degli Hebrei fanno anniquattrocento ot=
tanta tre. Percioche gli Hebrei non feruano il computo degli anni, come face.

ciamonoi: mariducendolo al coro della Luna, lo terminano in trecento e cinquan


ta giorni, onde di ogni notro anno fourabondano giorni undici: iquali giorni
fourabondanti ridotti nell'anno, fanno numero di quattrocento ottanta tre anni
Hebrei. Ma, perche l'Angelo fauellaua con Daniello, che era Hebreo, nom

gli anni, de quali egli haueua contezza. Onde infino alla morte d'Hircano Pon=
tefice, ilquale fu fatto morire dal Re Herode(di che fi tratterpiu copioamen
te)feffanta due fettimane fi fornirono.
}
. Da quel tempo in poi, perche il Ponteficato non duraua del continuo a colui,

alquale era auenuto; maeraritretto nello statio anco piu breue dun'anno contra
gli ordini de maggiori ; e ciacunolopoteua comperar per danari; ilche etiandio
e riferito
v.

: : D I G I O VAN N I Z O N A RA , : ;

1-1 1.

riferito da Giueppe: erano core fette fettimane. Ilche dinot l'Arcangelo con

quete parole: E dopo Jeffantadue fettimane fiuleuata la untione; ne in lei per


effer giudicio. ) ciol'untione del Ponteficato, ungendofi contra le leggi coloro,
che ottenuto l'haueuano. Percloche la untion tion riteneua la uirt fua; ma effen
do corrotta, era anco priua della diuina gratia. Onde aggiune, che in lei non era Auerti,

giudicio: cio, che i Pontefici fi creauano enza giudicio, e non ui fi facendo


alcuna confideratione opra la uita e cotumi loro, ma enza celta, per uia di
danari, o di fauore., ,

, , ,

M E N T K e, che quete coe fi faceuano, anco fette fettimane paarono,


effendo elle durate infino alla uenuta di C # * 1 s r.o. Per queta cagione fu die sette fetti.

uio il partimento da cento feffanta due e fette fettimine infino alla uenuta di effo"***"
ch ki s r.o. E rimanendo oltre a quelle, che fi on dichiarate, un'altra fetti=

mana, diqueta diffe etiandio l'Arcangelo. E confermer il tetamento a molti


una fola fettimana; e nella met d'una fettimana fi leuer uia il acrificio e la
libatione; er oltre a queto ahomination della ditruttion fopra il Templo: er
infino al compimento deltempo fidar il compimento della ditruttione. E l'altra
fettimana, che (dice) eguiter alle feffanta noue, introdurr un nuouo tetamen=
toinguia forte, che per quello fialeuato uia il acrificio,e la libatione nellame=
t della fettimana. Percioche hauendo C a R1 s t o dopo il battefimo tre annie
piu predicato, e fatto miracoli; and al upplicio. E cofi fatto uittima di colui,
che l'Agnello dI b d 1 o, che toglie i peccati del mondo, per la fatta legge
ee il facrificio e la libatione. Et i Giudei acrificarono alhora, come hoggi=
d, contra la legge : ne i loro acrifici e libationi furono accette a Dio.

ouello, che dice: confermer il tetamento a molti,) anco altrimenti fi puo efor

re; che quella fettimana doueua fargli Apofiolipotenti a predicare il vangelo.


Percioche pare,che l'Arcangelo diudeela fettimana in due parti,nel tempo,che

fainanzi, edipoialla pastione. Perccioche hauendo I doi o predicato tre an


ni e mezo, fecondo il Vangelo del figliuolo dellhaomo, o hauendo dimotroa i

fitoisanti Apotoli fi con la uerit delle fue parole, come con le miracoloe opere
da lui fatte, ch'egli erail uero figliuolo di Dio; cofiand alla pastione, eri
ceue la croce, e pati la morte. Il rimanente del tempo della fettimana dopo, che

egli rifucit damorti, crafcee nel feno del padre, da cui mai non fu feparato;
e dopo la uiitation del Conolatore, e della infufion dello spirito Santo, i fitoi
santi Dicepoli hauendo publicato in Gerualemme il diuin vangelo, e conferma
ta la lor predicatione con i miracoli, e tirati moltiimi huomini alla cognition di

Dro, andarono fra diuere nationi, e quelle illuminarono. Queto adunque Vna fol

l'Arcangelo fignificando e predicendo a Daniello Profeta, diffe. Vna fola fetti=

mana confermertiamento amolti: cio: dar forze anglii,cio aidicipoli, :*"

. .

.. .

11 2

p R I MA PARTE : D EL L'H I S T O R I E

abbracciando il tempo, che fu inanzi e dapoi alla paion del Signore; quando

prima gli Apotoli predicarono in Gerualemme ; e dipoi penetrandole etreme


parti del mondo per tutto inegnauano la dottrina di C H R r s to .
D 1 o 1 diuide la medefima fettimana con quete parole. Nella met della fet,
timana fleuer uia il facrificio e la libatione)con che dichiara il fine dell'ombra

della legge. Dipoi foggiunge:E opra il Tempio tabomination della ditruttione.)

n
Per@? quando quete coe fi frang; il Tempio primieramente sanoeue
:::::::: nerabile fia giudicato abominatione: che dopo queta ultima fettimana s'introa
:::::: durr nel Tempio alcuna cost abominabileper igno della ditruttion fue della
citt. Laqual cofaauenne otto Pilato; ilquale dinotte ui poe dentrolebandiere
con la statua dell'Imperadore: lequali cofe erano abomineuolia Giudei, effendo
lor uietato il tenere imagine di huomo, o di ueruno animale, o adorare. ll Signos
re dice ancora: quando uederete, che in alcun luogo Santo starui l'abominatione;

fppiate, che fauiciner la ua ruina, cio della citt di Gerualemme. Altroue


dice etiandio il Signore: Ecco, che la uotra caa fia laciata deerta. Quete cos
fe hauendo l'Arcangelo predette a Daniello, feguitando, chel culto delleleggi fas
rebbeleuato,foggiunge: E fopra il tempio l'abomination della ditruttione,) acs
cioche i Giudeinon itimafero, che quella ditruttion doueffe durare a certo tem=
po, e che la citt fi douefferitorare, e rifabricare il Tempio, come anco altre
auerfit erano auenutefeiime uolte allacitt cv ad effo Tempio, foggiunge:er

infino al compimento del tempo,il compimentofia datofopra la ditruttione.)Ciot


infino,che far fornito il tempo, rimarrquella ditruttione.Et alhora di ci Ja=
r il fine, quando non fia tempo di rifar nela citt, me il Tempio. Quete ono
le uiioni, che hebbe Daniello, e gli furono riuelate intorno al fuo popolo.
1 L medefimo con altre ancora utfioni e fogni fu informato da I d d 1 o de i
futuri mutamenti delle cofe humane; ne folamente de mutamentidelle coe, ma

: anco de tempi, ne quali ciacuna coa doueua auenire: Ilche ciacuno pienamente
diuina

potr intendere, leggendo il libro delle uiioni di queto Profeta:ev hauer per
certifimo, miuna coa auenire a cao, ne per aggiramento di fortuna o di fors
te proceder temerariamente, ma tutto effer gouernato dalla prouideza diuis
na, e condotto al fuo fine. Ecofie, e tieni indubitatamente da pije Catholis
ci Chritiani.

oA ion dobbiamo trappafjar con filentio i fatti della ualorofa Giudith;

'

laquale amazzando Holoferne, conferu la citt e la fua gente. Ilche auenne in


quetamaniera. Nabuconoor, Re degli Airi, nell'anno decimo del fuo Regno
moffe guerra contra Arfas Re de' Medi, chiamando le uicine genti in fuo aiuto:
ilquale effendogli negato da molte altre nationi, cr anco da Giudei, iqualinon
Wolfero effergli compagni me confederatiin cotalguerra: Nabucodonoforisdegnata

to giur,

.D I. G I OV A N N I Z ON A R A . . .

n 1;

to, giur, che finita la guerra de' Medi, affalirebbe la Cilicia, Damaco, Soria,
Giudea, e l'Egitto: e col ferro e col fuoco ditruggerebbe e ruinerebbe tutte
quefie Prouincie. Hauendo adunque egli uinto, preo, cruccio combattendo
Arfas, cr impadronitofi non meno delle altre citt, che di Ecatana, che era la

Jua Reale citt, impoe a Holoferne generale del uo eercito, che lo cioglieffe helsterse.
dal giuramento, nel quale egli fi era aftretto: e con un grande eercito facee
guerra acoloro, iqualinon hauetano uoluto dargli aiuto nella guerra de Medi,
conferuando quegli, che fi rendeffero, e non offendendo le citt loro; er agli
altri, che rimancfjero c/tinati, non perdonando; ma tagliandoglia pezzi, e fac

cheggiando e ditruggendo le cittloro. Riceuuti Holoferne queti comandamen


ti, tratt le altre genti, come gli fu impoto. Ma douendo con le arme ajalir

griraeliti (perciocheei non uoleuano pregarlo, ne commetterfi alla ua fede)


dimandaualoro, chie fofero, e opra che aficurandofi, gli uoleffero far re=
fiftenza. Alhora Achior Prencipe degli Ammaniti, gliraccont e la religione :

loro, e come da principio fi fofero impadroniti di quelle citt, ele forze del Aiamasik
D 1 o loro. E poi foggiune. Hora adunque da deliberare: percioche fe co
foro hanno peccato contrailloro 1 d d I o, combattendogli uinceremo.Senon,

fi diparta il mio signore, accioche esti perauentura con laita del D1 o loro non
uincano noi. Lequaliparole hauendo dette Achior, Holoferne finto dalira,
comand a fuoi armati, chelegajero Achior, e lo deffero cofi legato a gl'Ifraes
liti, affine, che effendo preo inieme con loro foe punito. Onde lo menarono
in Betulia: ma tirando gli habitanti contra di loro faette e fombe, legando esti
Achior alle radici d'un Monte, iui laciatolo, ritornarono. Gli habitantilo mes

narono nella citt: cr hauendo da lui intea la cagione di quel fatto, chiamarono
Di o uindice in loro aiuto. Il eguente giornocondotte Holoferne legenti a Be

tulia, ch'eranocento e fettanta mila fanti, e dodicimila cauali, ui poegli alloga


giamenti. Dipoi deliber di non combattere, ma di toglierea nimici tacquede

fonti, accioche foero aftretti o di morirfi di fame, o di dar la citt: emand


parte dell'eercito alla guardia dell'acque. In talguia effendo trentaquattro gior

ni affediatida nimici, ueggendofi i cittadini priui della opportunit delle acque,


andarouo al Magitrato, chiedendo, che rendeffero e medefimie la citt, accios

che o coneruati feruiffero a nimici, o uccifi uciffero di quelle mierie. Ma


ozia, che era Prencipe della citt, diffe:Siate contenti fatelli, che afpettiamo Ozia
ancora cinque giorni: nel quale termine:fe I dd 1 o ci mander aiuto, bene fia.
se altrimenti, lo porr ad effetto il configlio uotro.
E R A in queta citt una uedoua, chiamata Giudith; laquale era donna mode= Gludith,
deta, prudende, ebella. Cotei hauendo intefa la diliberation del popolo, e de
-

Magitrati, comparendo inanziad Ozia cragli altri Magitrati, gli riprefe


-

Hit. di Gio. Zonara.

u 1 4

P R IM A P A R T E DEL L'H I S T O RIE

come quelli, che dimotrauano di uoler tentare I do I o, hauendo detto che Je:
I'd d i o fa il termino di cinque giorni non mandaffe loro aiuto, e e la citt a mis
mici darebbono.Eibenche concedeero,che ella parlaua bene e fauiamente, oppoa
neuana a cio la fte e la uiolenza del popolo. Gli preg cotei, che doueffero per

quella notte afettarla alleporte della citt; percioche ella intendeua d'ucir fuori
con la ua fante; ne era per dire a miundi loro cio che ella haueua in animo di dos
uere fare, infino, che non foe feguito l'effetto. Et hauendo ella ottenuto, li=
cenza d'ucire, partendofi coloro, fi mie in orationi. Dipoiponendogiu la ue=
sta nera da uedoua, effendo entrata nelbagno, e lauatafi, e profumata di pretios
fi odori, preo habito allegro, e uari ornamentiperpotere indurre ageuolmente
diiderio diamoroo congiungimento, diede alla fante, cheportaffe feco uai di
Giudith con
-

uino e di olio, er un faccoccio pieno di farina, di fichi, e dipani : e con queta


|-

- .

|-

una fuafan compagnia ucita della citt, entr nel campo degli Airi: eueduta dalle guardie,
te ua al cam

::fu condotta inanzi Holoferne. Ilquale marauigliandofi oltre modo della fua bela
erne.

lezza,le impofe, che rimaneje ficura, che non le farebbe fatto alcun diplacere.

Diffe la Donna, afcolta Signore lemie parole: e non ti eca della mente quello,
che diffe Achiore. Egli coa uera, che fe gl'Iraelitinon peccheranno, estimon
faranno uinti dalle tue arme. Ma bora, che non hanno da mangiare, ne dabes
re, hanno propoto di ualerfi delle coe uietate dalla legge, e di prendere le
decime, che affegnate a Sacerdoti, non lecito, che fiano tocche da altri: les
quali leggi effendoordinate da que di Gerualemme, hanno loromandatiambacid
doria dimandarperdono di cotal fatto: cofi
hauendorotta la legge, aban

s domatida D : o ,azrof che .oniniur ogeto hauendo io ,oetni fono fugs


gita della citt, perifchifar la ruina, er hora rimarr Signore preo dite: cr
ucendo la notte nella uale, adorer I d d I o, accioche, quando egli mi fara in=
tender, che ei habbiano peccato, io te ne rechi lauio; e ti conduca per la Gius
dea infimo a Gerualemme; e ponga il tuo feggio nel mezo della citt. Ad Holo=
ferne piacendo quete parole, comand, che ella foe menata nella stanza del uo
cenatoio, e che le foe dato da mangiare. Ma diffe ella di non uoler mangiar de

loro cibi per non peccare, madiquegli, che ella haueua recato feco. E dimandan
dole Holoferne, come estifofero confumati, di che poi ella uiuerebbe: ripoe,co
poatu uiuer Signore, come non prima quete uiuande mi mancheranno che Io=

v 1 o far permia mano quello, che ha deliberato. venuta la mezanotte, chie=


fe, ch'e' le concedee licenza di andar nella ualle a fare orationi, er il che ottene

neda Holoferne.Hauendo ellacio fatto tregiorni, il quarto Holoferne apparecz


chi un conuito: e comand a Bagoa Eunuco, ilquale era fito theoriere, chepera
fuadeffe la donna a uenire al conuito: percioche gli pareua, chegli farebbe biafi=

mo, e laciaffe dipartire una cotale donna, enzaprender feco amoroo


--

Di//c. .

D I GIOV A N N I Z O N A R A .

1 n y

riff: Bagoa Giudith. vienialnio signore, acciochetu fia honoratainanzial


la ua preenza; e dopo, che haurai beuto con effo noi, tuottengail medeimo
luogo, che hanno le altre che habitano nel palago di Nabucodonoor.
- G 1 v d i r h adunque molto bene adornata entr nel padiglione di Holofernese
riceuuta al conuito,mangi e beue di quello,che dalla fua fante le era futo apparec
chiato. Holoferne della ua bellezza stupefatto, er infiammato del fuo amore,
teneua il conuito a lungo: ebeuendo difouerchio,imbriaccatofi fi coric nelfuolet=
to, hauendo la teta aggrauata dal uino. Partitifi tutti, Bagoaferr il padiglione:
hauendoui dentro fola laciata Giudith:laquale haueua impoto alla fante, che

tafettaffe dal di fuori, percioche uoleua ucirper farle orationi.


- o A ueggendo Holoferne ommero nel uino, er opprejo da profondistimo

Jonno, fatte orationi a Dio prefinnano la pada, e gli tagli lateia. Veis cuna
tadelpadiglione, la diede alla fante; e fi parti, motrando, che ella andaffe,fe. :
condo il cotume, a orare. Et effendoi auicinata alla citt, diffe aguardiani delle ***
porte, che l'apriffero. E riceuuta dentro, raccont i miracoli, che haueua fat=
to Iob 1 o per topera della fumano, e dimotr la teta di Holoferne. Laqua
le ordin, che foffe appefa alle mura; e che lamattina ucifero fuoriarmati; di
cendo :comegli Airi uiuedranno, ubito andranno al padiglione del loro capi=

tano: e fauentati di trouarlo morto, fi porranno a fuggire. Euoi eguitan=


dogli, ne taglierete a pezzi tanti, che la campagna far ripiena de corpi loro.
Il che bauendo ella detto a uoi cittadini,chiamando Achior, gli dimotr la teta
di Holoferne. Laqual tetada lui ueduta, tutto attonito le dimand, che ella gli
contafje la coa, fi come era paata. La donna narrando alla preenza di tutto il
popolo quello, che D1 o per leihaueua operato, e come baueua conferuata la

Jua catit inuiolata er intera: alhora Achior credettein D i o; e fu circoncio.


o r a ilmagitrato della citt el popolo, hauendo fatto appender, fecondo i
conforti di Giudith, il capo d'Holoferne opra a merli delle muraglie, e fatte le
altre coe, che ella hauea lor configliato, tagliarono gli Afiri apezzi, come fos
fero stati berbe; cr acquitata una grandima quantit di foglie e di bottini,
diedero a Giudithilpadiglione d'Holoferne. Ilquale andando ellain Gerualemme,

lo conecr a I po i o: a cui infieme con tutti gl'Iraelitici cant un'himno, ha


uendo in teta una ghirlanda dirami di Oliua: eritornando alla patria, diuenne

uecchiain castit; euie anni cento e cinque. E queto fu tauenimento el fine


di Giudith .

o: a ricercarordine desthitoria, che traforrimo breuementela histori, maaaa


di Tobia.

co s r v r adunque hauendo origine dalla Tribu di Neftalin, fu preoneltem

po di Enamalar, Re degli Airi: huono pio uero 1 d'oro, e giuto uero gli
H

*.

PR IMA

* 1 6

PART E

D E L LH I S T O R I E

buomini.E acrificndo que della fuaTribu a Balaal; egli andando a Gerualems


me, acrificiua a D i o, ordinando la fua uita fecondo i comandamenti della
ua legge. Mentre era nella prefira, non fi contamin de' cibi de gentili; craca
quitando la gratia di Enam far, le ricchezze, delle quali ne era abondeuole,coma
partiua a poueri del uo popolo. Effendo egli andato in Media, auenne, chei dies
de a ferbare a un della fua Tribu, detto Gabiel, dieci talenti di argento: e prea
permoglie una domia pure della fuagente, chiamata Anna, riceue di lei un figli=
Senacherib uolo detto Tobia. Dopo la morte di Enamaar, Senacherib fuo figliuolo, fuc=
:de:" ceffore del Regno degli Airi, hauendo mojo guerra a Giudei, creffendo stato

"

da loro uituperoamente facciato, tornato a ca, per isdegno fece tagliare a


pezzi gran numero d'Iraeliti. I corpi de quali Tobia epeliuala notte. La om=
de effendo accuato al Re,er il Re cercando di hauerlo nelle muni, egli fi mie 4

fuggire: e tutte le fue robe furono faccheggiate. Ne erano forniti cinquanta


giorni, che Senacherib uccio da figliuoli, i paric di fauentati fi fuggiro:o: e
Nacordan, un'altro fuo figliuolo, hebbe il Regno: ilquale fece procurator di
tutte le coe Achiacar, che era parente di Tobia: A preghi del quale il Re diede
licenza a Tobia diritornarfi: e cofi egli in Niniue fi ritorn. Oru effendo uenu
ta la feta delle Pentecote, chegli Hebrei foleuano celebrare ogni fette fettimane,
Tobia apparecchi uno plendido conuito: er impoe al figliuolo, che a quello

menaffe ciacun de fatelli, che uedeje pouero, e ricordeuole di D1 o. Tobia fi


dipart, eritorn, dicendoalpadre, che un uo popolano nellapiazza strango

:::::: lato giaceua. Incontanente part Tobia; e tolfe quel morto corpo,e lo port a
:::e'i caa; e lo epeli dopo iltramontar del sole. Tornando da quetoufficio, egli non
""

entr in caa: come quello, chefecondo la legge per hauertocco un corpo morto
era immondo: ma nel cortile fi poe a dormire a canto il muro; oue alcune Rons
dini che ui haueuano fattonido, fcaricando il fouerchio peo, il loro sterco gli
cadde Jopra gli occhi. Onde Tobia diuenuto cieco, e ridotto in pouero stato, era

Jotenuto dallamoglie, laquale teffeua. E tornando un giorno con la mercede del


Juo lauoro, condufe anco di piu un capretto: di cui fentendo Tobia il belare, le

dimand, fe ella l'hauefje rubato. E ripondendola donna, chegli era stato do=
nato le faceua intanza, che fe e foe ladroneccio, lo ritornaffe ai padroni.
Onde ella fointa dalla doglia, come dileggiando il marito, che foe curioo di
tropp4 giutitia, gli diffe: oue fono le tue elemofine, e la tua giutitia? Turs

bato Tobia da quete parole, e lagrimando, pregaua D1 o, che gli mandaffe


la morte. Auenne, che il medefimo giorno in Ecatana di Media Sara, figliuo

a sis, la di Rguel, era prouerbiata dalle fanti del padre, come che ella fofo
gaffe i uoi mariti: percioche effendo stata poata fette uolte, non era mo=
: glie diniumo : e cioprocedeu, che un Dimonio, detto Ainodeo, lanotte, che
co
.

: D I GIOV A N N I Z ON AR A . . . . .

i 1 7

esti feco doueuano giacere, gli strangolaua: Non potendo ella fapportar quei
rimprozzi, haueua propoto di appiccarfi : ma rimaneua per non effer c==
gione al padre di-doglia , e di uitupero. E uolgendofi a i preghi, uppli=
c a D i o, che gli deffe la morte, e la liberaje da que biafimi: ouero per

piet le concedee miglior fortuna; onde fuggie quella uergogna. Furo=

no efauditi i prieghi di amendue: che mand i d d 1 o l'Arcangelo Rafaello;

ilquale fam Tobia della orbezza, e marit Sara a Tobia, eleg il catttiuo Di=
monio Afinodeo, che Tobia, ilquale hauea prea per moglie Sara, non offee.To=

bia aqunque chiam fuo figliuolo, e poi, che di molte coefhebbe ammonito, fi
nalmente gli diffe; ch'egli haueua dato a ferbare a Gabael, figliuolo di Gobria,

ilquale habitaua in Rag di Media, dieci talenti di argento: egl'impoe, che egli
andaffe aricuotergli, rendendogli lo critto di fua mano; e che pagaffe uno, che

in quel camino l'accompagnaffe. Mentre, che Tobia cercaua di compagnia, ecco,


che s'incontr nellArcangelo Rafaello; ilquale uenendogli in contra in forma er
habito digiouane, diffe, che egli era pratico di queluiaggio, e conoceua la caa di

Gabael, egli fiprofere perguida e compagno. Con la corta adunque dell'Ane'


L'Areangelo
gelo, ilquale, come foe creatura humana, gli haueua detto, chel fuo nome era :::::::::
Azaria, pree il camino; elanotte dimorarono preo al fiume Tigri. Eten= :::::
-

trando Tobia nel fiume per lauarfi, uc fuoriun pece, ilquale nuotaua alla fua Media.
uolta per diuorarlo. Ma l'Angelo gli diffe, che lo prendeffe, e tiratolo in ter=
r4, lo appriffe: e ferbaffe appo lui con diligenza il uo cuore, il fegato, er il
fele. Ilche fatto: er effendofi auicinati a Ecatana, diffe Tobia: che dobbiamo noi
fare, Azaria fratello, delcuore, del fegato, e del fele diqueto pece: Rifos

Je egli, che col uffumigo del cuore e del fegato fi cacciauano gli fpiritida colui,
a cui recaero moletia. El fele poto opragli occhi,leuaua uia l'albugine degli
occhi, eritornaualoro la luce. Soggiune poi; che esti alloggerebbono in caa di
Raguel, fuoparente ; ilquale haueua una figliuola detta Sara, giouana faggia e
bella: e che egli a lui glie la dimanderebbe permoglie. Diffe il giouanetto: ho in=.

teo, chela fanciulla stata maritata'a fette huomini; iquali tutti nella camera
e nelletto dellenozze fono morti: percioche cofiei e amata da un Dimonio, che

amazza tutti i uoimariti. Onde io temo, chel medefino a me monauenga. A


cui diffe l'Angelo. Acolta le mie parole ; e del Dimonio non hauertema. Come

entrerainella camera sprenderaidel cuore e del fegato del pece, e lo porrainelle


- :

brage: crauerr, chel Dimonio cacciato da quell'odore, piu non ritorner gid=

mai. Effendo entratiin caa di Raguel; e Raguel conocendo Tobia per figliuol
di Tobia, gli raccole ambedue con molta humanit: e baci il giouanetto dolen=

doi eco della diamentura del padre. Ma chiedendo l'Angelo a Raguel, chegli
deffe Sara per moglie a Tobia, dicendo il padre, che era contento, e facendo uenir sarse mari,
: ****
la figliuola, la pree fermano, e la diede a Tobia, e fece il contratto delmari, bia,
H
Hit, di Gio, Zonara,

u 18

p R IM A P A R T E D E L LHISTOR I E

taggio. Dopo la cena effendo Tobia entrato nella ua camera, mie il cuore,
el fegato del pece opra le bragie, e profum il letto: e con quell'odore cacci il
Dimonio. Raguel effendo uenuto il giorno, mand la fante peruedere, fe foffe
uiuo Tobia. Ilquale ritornando con lauio, ch'egli era faluo, lodatone D i o

diffe a Tobia. Voglio, che celebriamo le nozze quattordirigiorni: ne infino, che


et trappaino, fono per licentiarti. Dipoiti dar la met delle facult mie, e
tipartirai: el rimanente fia anco tuo dopo la morte mia e della mia compagna.

Diffe adunque Tobia a Rafaello: Azaria fratello, pigliaqueto critto: e ua a


Raga di Media: e facendoti darea Gabaell'argento, qui il recherai. Percioche,
Je troppo dimoraremo a ritornare, mio padre fopra modo fi attrifter. And

l'Angelo; er appreentatolo critto a Gabael, ritorno con targento. Paati.


che furono igiorni delle nozze, Tobia dimandando perdono a Raguel, er alla.
fua moglie, riceuuta la met de fuoi beni, fi dipart. Auicinandofi a Niniue,
gli diffe l'Angelo. Andiamo inanzi; er apparecchiamo la caa. Tu prenderai,
in mano il fele del pece, accioche fi aprano gli occhi di tuo padre. Percioche

Jubito, chegli ungerai; er egliperilmordimento del liquore fe gli fegher, gli


ritorner la uita. La madre fua fedeua, afettando il ritorno del figliuolo. E
ueggendolo, ubito apport la fua uenuta a Tobia: e poi correndo a lui in fetta,

baci il figliuolo, e diffe. Io tiueggio figliuolo: onde a me non fapiu graue,


la morte. Tobia uolendo ucire, inciamp nellaporta. Ma Tobia prendendo
lo , une gli occhi fuoi col fele: ondegli per l'amaritudine stroppicciandoglifi,

Tobia rise, gli cac lanebbia aguia di fchiame. Vedendo adunque egli il figliuolo, refelau=
*la usta dia D1 o. Et hauendo inteo quello, che gliera auenuto in Media, uc incon
tra alla fofa: e la bened. Oraueggendo quei di Ninue, ch'egli uedeua, crin=
tendendo le mirabili opere del Signore, fimarauigliarono.Diffe Tobia al figliuos

lo,che dee la mercede al uo compagno doppiamente. Et egli ripoe: Padre egli


conueneuole,ch'egli habbia la met di tutte quelle coe,che haportato Edipoi diffe:
ad Azaria. Fratello mio, prendila met di tutte le facult, che hai portate; e
uatteile con buona uentura. Alhora l'Angelomenambedue in un luogo appartas
to: e raccontandole opere grandi del Signore, diffe, che era Rafaello uenuto,
non da fe,ma mandato da Dro: egli confort a lodare efjo I d d I o, craces.
Le opere di

lebrare la benificenzafua uero di loro: percioche (diffe egli) ben fatto nacons.
dere il egreto del Re; male opere di D i o fi debbono celebrare e lodare. Egli

Hiern noudendo quete parole gli fi gettarono a piedi. Ma fu leuandofi, piu non lo

::::: uidero: indimanifetarono imiracoli, chefopra di loro hautuamotratoio di o,


H a ve v a Tobia, quando perde la uita, cinquantotto anni; e la ricouer.

india otto: e di poi riuer piu in d i o, e eguit con maggior cura le buone"
operationi. Effendo diuenuto uecchifimo, diffe a Tobia.lo figliuolo fono affatto - --

|-

- -

, *

) ,'.. , , : diuenWh0 . :

:: DI GIOVANNI Z O NA R.A.

v 19

diuenuto uecchio , er hoggimai per morir tofio. Tu co fuoi figliuoli andrai in


Media. Percioche io tengopercoa certistima, che auerr quello, che Gona pre

diffe della ua ruina; e che parimente Gerualemme fia ditrutta, o il Tempio


arfo: ma dipoi D i o fi placher col popolo, e quello ritorner, e la rinoue=
r un'altra uolta.) Ma tu attendi ad effer empre miericordioo e giuto. Im=

poti Tobia al figliuolo queti comandamenti, ree lo pirito, hauendo annicen

Merte di
Tobia.

to cinquanta otto. Hauendo Tobia lui e la madre honoratamente fepelito, ando

infieme con la moglie in Ecatana di Media a trouare il fuocero Raguel:i'quale anco

eendo peruecchiezza morto, epelitolo hebbe la ua heredit. Mor finalmente


Tobia in et dicento uentifette anni. Et intele prima, che egli morie la ditrut=
tione di Niniue, prea da Nabucodonofore dagli Airi.

T v r r o adunque il popolo de gli Hebrei, come fu riuelato, dagli Airi


fu preo, e ridotto altroue, abandonando Gerualemme; ne prima fu rimeo in
libert, che l'Imperio degli Airi, come fu predetto dal Profeta, da Medi e da

Perfi uenne ditrutto, e paarono i fettanta anniaegnatida Geremia. Ne far


fuori dipropoito in queto luogorfiringer otto breuit la ditruttion del Regno
Distruttione
degli Airi, e dimotrar, come da Profeti fu predetto con uerit, chefofareb del
Regno

be da glifiei Medie Perfi ruinato. Ilche auenne in cofi fattaguia. I Regni de de gli Asfiri.
Medie de Perfi furono diuifi : de quali hebbe il primo Affiage, e l'altro Cambi

fe; ilquale haueua per moglie Mandane figliuola di Afiiage, e di lei gener Ciro.
cotui ammaetrato nelle dicipline de Perfi, diuenne huomofortistimo, modetifs
fimo, faggio, giutifimo. Gli ordini de Perfi furono tali. Haueuano una piaz=
Crdini e die
za; chiamata Libera; in cui era fabricato il palagio del Re, e le altre stanze, non feipline
de'

uolendo, che quiui fi uendefje coa alcuna, ne che ui concorreferomercatanti, ne Perfi.

ui praticaffeiluolgo, ne ui fi fentiffero strepitine gridi affine, chele dicipline


degli huomini accotumati non foffero turbate da cofi fattegenti.Era diuia ques
sta piazza in quattro corti; delle quali una era affegnata a fanciulli, la fe
conda a'giouani, la terza agli huomini, la quarta a coloro, che haueuano paati
gli anni atti alla guerra. Ciacunaadunque et frequentaua la fua corte . Il cos
fiume de giouani era di far con le armi le fentinelle intorno alle corti, leuando da

queto numero coloro, che moglie haueuano. Percioche cotoro non erano oblia
gati diandarui, fenon, quando ui erano chiamati per alcun biogno; ne per con=
ceduto loro, che feo non ui fi trouafjero. Ciacuna delle corti haueua dodici
capi, fecondo il numero delle Tribu de Perfi. I falciulli attendeuano alle fcuo

le , apparauano la giutitia di gouernar quelle coe , intorno alle quali i lor

capi fi occupano in dar ragione: percioche tra fanciulli e gli huomininaces


uano quitioni intorno a ladronecci, a uiolenza, a rapine, a fraudi, a ingiu=

rie, cru cofi fatte coe. E quelli che fi trouaua hauer commeo alcuno di coa
H
-

iiij

1 2o
Eferaitio de'

P R I M A PARTE D E L L'HISTOR I E

tali mfu ,logstigauano separimente chiunque contradi altrui alcun f tes

:::** stimonio hauefje detto. Inegnauatio anco loro la temperanza con lo eempio de
uecchi, e la continenza nel mangiare e nel bere: percioche ei mangiauano in cast
del Maetro, recando feco pane, er in uece di uiuanda nturtio. Il lor bere era

il Cothone ( certa forte di beueraggio) di acqua. Inanzi, che prendeffero il cia


bo fi eercitauano in tirar d'arco, crin lanciar dardi : e queta era la diciplina
loro infino all'et di Jedici, o dicifette anni. D'indi in poi erano computati fra
giouani ; e dieci anni dormittano aunti alle corti: er il giorno nelle publiche fita
cende feruiuano, quando faceua miftiero, a Magitrati. Il Reparimente, quana
do uciua alla caccia, conduceua feco la met di loro. Comunemente foleuano dar=

::":" fi alle cacciaggionipercioche queto cotale eercitio non diffomigliante dall'ufficio


guerra,

della guerra. Gli auezzauano a leu4rfi inanzi giorno, e patir freddo e caldo :

gli eercitauanone'uiaggi, enel correre: gli amaetrauano a ferir le fiere con


Jaetta,o con dardo,er afettare anco i piu feroci animali.Nelle medeime cacciaga
gioni portauano feco il difinare, a fanciulli piu abondeuole, ma nel reto fimile.
Ne mangiauano,mentre andauano alla caccia,e non in cao,che per cagion di alcu=
na fiera conuenije loro dimorarui affi, ouero piacee a quelli di fenderuimol=

to tempo. Mangiato che baueuano ul tardi, il d eguente cacciauano infino a


fera, pigliando due giorni per uno. Il che faceuano, per poter fare il medefino
nella guerra, quando e biognaffe. Il cibo era quello, che eglino haueuanopreo.
E fe nulla prendeuano, il nafturtio. Que, che rimaneuano a caa, oltre agli

altri eercitij, fieercitauano anco, come s' detto, in faettare, er in lanciar dara
d, e combatteuano in fra di loro. Igiouani ancora, che a caa rimaneuano, fer=
uiuano pure a Magitrati nelle faccende publiche,che ricercauano forze e preteza
za . Cofi hauendo paato dieci anni, erano poti nella compagnia degli huomis
ni; er in quella lo patio diuenticinque anni rimaneuano. E quando era da andas
re alln guerra, non piu portauano gli archi, ne i dardi, ma arme da combattere
alla stretta: il petto copriuano con la corazza, portauano nella manca mano lo

cudo , e nella detra la pada , o la fcure. Di queti tutti fi eleggeuano i


Magitrati. Paffati queti uenticinque anni , hauendo gia forniti anni cin=

quanta, erano riceuuti nell'ordine de uecchi. E queti non andauano a guer


re straniere; ma rimaneuano nella citt a dar ragione, co in tutte le coa
fe publiche, come nelle priuate, or etiandio nelle caue capitali. I medeimi
creduano tutti i Magitrati. E fe alcuno o giouanetto, o huomo, uiolaua
le leggi, cotui era da uecchi cacciato dalla corte: e tutto il fuo tempo uiueua uia

tuperato, e con dishonore. Era bisimo preo a Perfi, fputare, moccarfi il nao,
e far coe fimili alla preenza di altrui ; ouero orinare, o faricare il fouerchio

cibo del corpo in publico: Dichenon burchbono esti potuto guardarfi, e non
haurfero
|
|

DI GIov ANN I zo N A R.A. .


. . . ..
hauefjero uato un uiuere moderato, e conumata la bumidit con la fatica.

c i ko adunque alleuato crammaetrato in cofifattadiciplina de Perfi effen=


do ucito de gli anni della fanciullezza, e poto nel numero degli huomini, in tut
tele coe acquit nobiliima laude. Dopo la morte di Aftiage fuo duclo dal can=
to della madre, ciafare, che anco detto Dario, auolo pur di Ciro, riceu: il Re

gno del padre. ora il Re degli Airi, hauendograndemente accreciuto l'Impe= II Re de pli
rio (percioche eltre alla gran moltitudine delle genti della fua natione, haueua asfiri appa
ia
foggiogati gli Hircani, e fatto Tributari i Soriant, e gia ditruttigli Hebrei, reachia
guerra con
ajediauai Battriani, o haueua in uo podere molte altre genti) stimaua, oue a Medi.
rompeffe le forze de' Medi, di opprimer piu ageuolmente tutti i popoli conuici=
ni. Fatto queto peniero, arm i faoi: mand ambafeladoria Creo, Re di Lia

dia, er adambedue que di Frigia, a Paflagoni, agli indi, a icariera icilici,


chiedendo, che uolefjero effergli compagni nella guerra, che egli haueua app4=
recchiata contraa' Medi, laquale anco alormedefini utile recarebbe. Percioche

quellagente era potente; e congiuntaa Perfi per parentado, haueua fco unito
l'aiuto loro, e l'una era di fotegno e di fortezza all'altra, onde fe toto non
fi ditruggeferole forze loro, elleno haurebbono oppreje tutte le nationi. Egli
adunque adducendo cofi fatte ragioni, alcuni con parole, cr altri con doni, or
altri ancoper la tema, che di lui hauenano, gli indue a promettergli l'aiuto lo*

ro. Intefo Claarequeto mouimento, ancora egli fece apparecchio di guerra: Ciafare ehie
emandando ambaciadori al comune de Perfi,e parimente a cambife Re loro,chie de aiuto a'
fe il uo aiuto , eCiro,figliuolo della forellaper Capitano dellegenti, che da lui Perfi.

gli foeromandate. Hauendo iPerfi promejo di effer compagni nella guerra,


Senatori crearono Ciro Capitano della epedition di Media, fcelti trentamia
la foldati dagli cudi, e di arcieri, e frombolieri. Creato ciro Capitano; e

configliatofi col padre, and alla uolta di Media con l'eercito. oue effendo
arriuato prima, che gli Airi, ordin a uot oldati, che nelle coe apparti=

- -1

menti alla guerra fieercitaffero. Fra tanto fu chiamato da Cigfare, accioche fi

trouaepreente alla ambacieria degl'Indi,hauendogli effomandato una bellistima,

4 , perche dagl'Indi foe ueduto plendidiimamente uetito er adorno.


O ka effendo andato Ciro in habito Periano alla porta dictaare, a lui mol
to dipiacque l'humilt di quel uetire. Gl'indi effendo intromei,differo, ch'era
no dal Re loro mandati per intender la cagion della guerra, che era fra i Medie

fagli Airi: percioche effo farebbe in aiuto di coloro, che riceuefero ingiuria.
A quete paroleripoe Ciafare, che egli non offendeua punto il Re di Airia; e
quello, chei dicee, era da intenderlo da lui. Diffe parimente ciro. Ambacias
dori Indi, fe il Re degli Airi fi duole dinoi con dire, che egli habbia riceuuta

kuna ingiuris, moi prendian pergiudictiluotro Re. Gli ambaciadoricon


-

122

PRIMA PART E D E E L' H I S T O R I E

quete ripote fi dipartirono, ciro, perche il fito eercito non ifteffe in ocio,
diffe a Ciafare. Ricordomi hauerti udito poco fa a dire, chel Re di Armenia ba=
uendo rotte le conditioni, non ti mandaua piu ne foldati, ne tributi. onde, fe

cofi ti pare, dammi un mediocrenumero digente: percioche io fero di far con


l'aiuto di D i o, ch'eo ti mander e i foldatie i tributi. Conentendo a lui cid='

cirona een fare, e promefogli, che, come ei foffegiunto a confini di Armenia,gli mande

: "" rebbe una buona quantit dicauali: ciro fimie in camino, motrando di uolere
andare alla caccia: percioche egli foleua cacciare fai confini diambedue, dico
de Medi, e degli Armeni. Nel cacciare adunque acee i monti di Armenia, c

a pocoa poco egu oltre. Ilche inteo da Ciaare, glimand la caualeria. Las
quale riceuuta, raun i colonnelli, er apere loro quello, che di fare intendeua,

effendo in quel luogo uenuto per cagion della maluagit degli Armeni ; iquali
dislealmenue haueuano rotta la fede data a Ciafare. Et impoe a Chrianto, che
menando fecola met de Perfi, occupaje i Monti di Armenia: e facejecio cofi

cautamente, chei non fi fapeffe, che in que Monti ui foe eercito; ma alcuni
mandaffe inanzi in habito di mafiadieri, con quel numero, che acio foe confors
me, inguia, che quei, che in loro fi abbattefero, gli stimafero ladroni. In
cotal guila Chrianto poggi i Monti. Ciro mand ambaciadorial Re degli Ar=
meni, imponendogli, che incontamente ei gli conducee i foldatier i tributi: er
effo con l'eercito in ordine eguit inanzi. Il Re di Armenia, intee le parole
degli ambaciadori, ripieno di paura, fi diede a fr foldati,emand iuieme con

" i danarile mogli, erilminor fratellone Monti; percioche la ua principal cit=


t non era forte. Iquali incontrandofi in coloro, che erano quiui in aguato, fu=
|

rono pree le mogli del Re, il figliuolo, ele figliuole: er effo ancora tutto ripies
::::::
ta e liberalie no di paione fi diede a Ciro. Fra tanto anco il maggior figliuolo del Re di Are
tidicira." menia, detto Tigrane; ilquale fi era trouato in altripaefi, er alcuna uolta era
stato a caccia con ciro, ritornando, intefala ruina de faoi, ubito enza alcuna
dimora, and a trouar Ciro: er ueggendo il padre, la madre, le forelle, e la
-

|-

|-

fua moglie prigioni, fimie apiangere. A cui diffe Ciro:Jei uenuto a tempo: er
|

hauuto un lungo parlamento col Re di Armeni, e prouatagli la fua perfidia,

finalmente gl'impoe, chei dicee, quante genti, e quanti danari fi trouaffe. E


ripondendo egli, che haueua ottomila caualli, quarantamila pedoni; e de danda

ri, fe e fi computafjero aragion diargento, oltre a tremilatalenti: qui Cirogli


comand, che mandafje feco la met dell'eercito. E intorno al danaio per icin
quanta talenti del tributo dell'anno mandaffe a Ciafare due uolte tanto; er a luine
pretaffe altretanti, Con quete parole don al Re le mogli er i figliuoli, er a
Tigrane refe la fua conforte, che nuouamente hauena prea: er a tutti concedette

licenza. Erano faCaldeig Armeni, come fuole duenir fra uicini, fee:
ee

! :D I GIOV A N NI ZONA RA. :

* 23

teste guerre. Iqualiciro rappacificati infieme, fi dipart ; er bauutii oldati


dal Re degli Armeni, glimand a Ciafare: e tornato in Media, e diuifi i danari
fra i uoi capi, con Ciafare fece empitone terreni de nimici, e potiui gli allog
giamenti, fece di gran bottini. Come esti conobbero, cheanco gli Airi fi apa
prejauano, fingendo inanzi l'eercito bene ordinato, fi a accamprono meno di

quattro miglia lontani da nimici. Ild feguente Ciro menando il uo eercito


fuori degli alloggiamenti, fordin: ecialare con i Meditennetun de corni... ilan Asfiri d
medefino fecerodallacontraria parte gli Astrico loro confederati. Hauendofi :::::

i Perfitun con l'altroeortato aportarfiualoroamente, e parimente cio hauendo::


fatto ciro, corero contra animici. Ma eglino (chifando l'impeto loro, fi no.
ridujero a i forti. Furono loro adoffo i Perfi, ementre l'uno premeua lala

tro,nellaritirata molti ne uccifero; cranco quelli, che erano cadutine fosi, fal=
tandouiei dentro, e feguendogli, tagliarono a pezzi. Parimente la caualeria

de' Mediaalt la caualeria de nimici; laquale fi mie a fuggire, e ui fu fatta


una grande ucciione e degli huominie de caualli. Lequai coe uegggendole mos
glide gli Airi e de confederati, gridarono forte, e piene di fauento fimijero
a correre; critracciando le uete, e piangendo, upplicarono a imariti, che do=
ueffero difender fe medefimi, le mogli, er i figliuoli. Quiuii Re coniloropiu,

fedeli ponendofi all'entrata degli alloggiamenti, cominciarono a combattere, er


efortauano gli altri, che cofi faceero. Dubitandofi adunque Ciro, che fe en=
trafero i faoine ripari de nimici, effendo est pochi, non foffero tolti in mezo,
da molti, diede il egno, che fi ritiraffero in dietro a popo a poco il lanciar d'un
dardo. Ilche hauendo ei fatto pretamente, men i fuoi tanto difcofti, quanto
gli parue conueneuole: Criui poe gli alloggiamenti. Gli Airi, effendo stato
uccio illorgenerale, e ciacuno de piuualorofi, fi attrifiarono molto; e Creo

egli altri confederati moltofi doleuuno,e la notte:abandonandoglialloggiamenti,


dipartirono. Lamattina ueggendofi il campo de nimici uoto, ciro fimoffepria,
ma co Perfi, e dipoilo eguit ciafare: e stimando ciro utile a tener dietro ini=

:
:

mici, e Ciastreeffendo d'altra openione, Ciro gli dimand, chei gli deffe i Medi,
che uoleffero eguitarlo. Acconenti Ciaare semand con Ciro il trombetta,che

queto a Medi ordinaffe, Fra tantouennero alcunimeaggimandati da gl'Hirca=


ni. Ogeti ono uicini agli Airi, gente per la picciola quantit loro a medefis
mi ottopota: iquali cofi fattamente gli adoperauano, che non gli riparmiauas:
no nenelle fatiche, ne ne pericoli. Alhora erano stati mefinellacoda dell'eer=':
cito: crerano da mille caualli, affine, che e didietro fi facee alcuno impeto,
estiprima contra coloro fiuolgeffero. Cotoro adunque confiderandole lor mies,
rie, mandarono a Ciro ambaciadori, iquali glidicefero, che estiragioneuolmente

gli Airiodiauano:e feegli uoleud, farebbono inguia,che estiuerrebbono in uo


**

--

z24

PRIM A PARTE DELL'HISTORIE

ornari aiuto a eguitarglipinandciro, eeglihaurebbe potuto giungerli. Ristofer


fi: gl'Hircani, chefe il eguente giorno fimettee in camino con foldati fediti

: gli arriuerebbe. Chiefe alhora Ciro, chegli deffero qualche ficart. Promifero
quelli, chi e gli darebbono hotaggi, oue effo all'incontroporgee loro la mano in
pegno di fede,e la fermaero congiuramento.Fu contento Ciro:er aggiune,che fe

ciattendeffero coni fattia quello,che prometteuano con le parole,egli fi ualereb


be di loro, come diamici fedeli, negliterrebbe men caridiquello, chef facee i
Perfieri Medi.Ciofatto,effendo ancora il giorno,men fuoril'eercito,accompas
gnandolo Tigrane con gli Armeni; er impoe anco agl'Hircani, che afettafero

per andare infieme. I Medi quai tutti eguitauano Ciro. Comand adunque, che
:::::gue gl'Hircani andafjero auanti ; crhauendo fatto molto camino, fi auicin alloro

gli Asiri.

|-

- -

eercito.Di che ammonito dagli ambaciadori,comand, che fe estigli erano ami=.

ci,incontanente alzando le detre a lui fi appreentajero. Ilche esti fecero co=


me fu loro impoto. Iquali da Ciro benignamente riceuuti, dimand loro, quan=
to fofferolontanii Capitani elegentide nimici: Eripondendo eglino, che erano

poco piu di quattro miglia, comand, che l'eercito marchiaffe. Egli co Perfi
camin in mezo dell'eercito, hauendo da ambedue i lati fatto mettere le ale della
caualeria.

* E s s E n p o apparito il giorno, i nimici conociuta la cofa, parte fimifero


in fuga, parte enza combattere furono tagliati a pezzi. Creo, Re de Lidi,
haueua mandate auanti le donne di notte con le carrette, affine, che elleandaffero
per lo freco (percioche era di state) er egli feguitaua con la caualeria. Il mede=
fimo dicono, che fece il Capitano della Frigia dell'Helleponto. Lequaligentie:

fendo arriuate da quelli, che fuggiuano, gl'inform, in che termino le coe fi


trouaero, onde elle ancora fi fuggirono. Magli Hircani hauendo colto da ui
cino il Re di Cappadocia, lo amazzarono. E tutti gli altri erano intentia pers

feguitare i nimici. Ciro comand, che i uoi cingefjerogli alloggiamenti de ni=


mici, er uccidefjero quegli, che uciffero armati; e quegli, che erano ne i forti,
ponefferogiu le arme, mettendole tutte in un luoco, e laciaffero i caualli nelle
stalle. Il che fu loro ordinato per il Trombetta. E chialtrimenti facee, foffe
punito nella teta. La onde tutti mifero giule arme : e potele in un monte,

coloro, a cui fu commeo queto ufficio, le abbruciarono.Dipoi ricordandoficia


ro,che non haueua feco recato damangiare,ne da bere,chiam tutti quegli,che has
ueuano la cura de padiglioni: er impoe loro, che apparecchiaffero il doppio di

quello, che foleuano apparecchiare 4 i padroni, e ai loro feruitori. Mentre,


cheei eeguiuano quello, che era futo loro impoto, i Medi, che haueuano tras

forfo piu lontano, alcuni condufero carri pien di uettouaglia, altri carrette,
nelle qualiui erano di nobiliime donne ; e quete coea loro appreentate, ritors:
40O
-.
*

D I GIOVANN I ZO NA R.A.

1 2 f

narono alla preda. Queto fatto mordeua Ciro: e sdegnato feco steo, fecerau
nare i capi,e gli eort cheei ancora ordinando la caualeria,fi mettefero afeguir
la caualeria de nimici, inguia, che potefje prendere i caualli , che uia fuggiuda
no. Tutti acconentirono. Fra tanto gl'Hircani, effendo paljato il mezo giore
no, menarono er i caualliergli huomini prigioni. Comand a prigioni, che las

fiando i cauali, ritornafjero alle cae loro, e lauorafero i loro campi, er habi
taferole lor cafe, e godefferole moglie figliuoliloro: e che ilmedefimo agli al
tri dinotafjero. che una fola coa nuoua haurebbono, che non fignoreggerebbe
loro il lor primo signore: nel reto tutte le cofe haurebbono la medeima formt.
Ei, adorato che hebbero il Re, fi dipartirono . Ora Ciro diffe a Medier agli
Armeni: hora tempo di cenare, la cena s' apparecchiata, huominiualorofi,

quales: potutamigliore: voi Hircanimenategli negli alloggiamenti; iprincia


pali ne maggiori, eglialtri di mano inmano ne minori, fi come ui parr, che
al grado di ciacuno fi conuenga. Cente ancora uoi parimente: percioche i uo=

fripadiglioni fono conferuati, or interi. Mentre, che cotoromiero adeffet- ..


to il comandamento di ciro, egli mand molti de Perfi, iquilida ognicanto cu- za Frs.
stoifferoglialloggiamenti; e fe alcuno uciffe fuori, non poteje effer loro ns
foto; e quelli, che campafero dentro, foero fimilmentetrouati. Il eguene
te giorno comand, che le foglie fi diuileffero fra foldati, e che fi delero a'
Perfi i caualli,accioche ancora esti diuen fjero caualieri; er a cifre, foe conces
duta qualunque cofa gli foe a grado: che i fuo. Perfi fi contenterebbono delle
altre coe, che auanzafero: percioche,dice,noi non fiamo aleuutidelicatamente; e
perauenturaci dileggerefte,quandoci concedete qualche uetimento o altra coa leg

giadra: come anco conoco, che uidaremo una gran materia daridire, quando
monteremo a cauallo, e che poi caderemo in terra. Facendo uenire a fe i Capi

ordin, che egualmente foerotra loro partitii caualliper forte. In queto ar,
riu Gobria Airio, huomo uecchio, con una compagnia de cauali, chiedendo,

che foe
alla preenza
Ciro. E una
menato
sgno
reio
fonocondotto
per nation
Airio , di
e poeggo
graninanzialui,
fortezza, eglifondiffe:
signore
di
molto paee. Ho da mille cauilli ; iquali hebbi in cotume didare al Re degli Asti,
ri, ilquale mi fu grandiimo amico. Ma pocia, che egli dauoi stato uccio,
er il uo figliuolomio odiofiimonimico per cagione d'un mio figliuolo per inui
diatolto di uita, ha riceuuto il Regno: uengo a te, emiti do per feruo etuofola
* dato, pregandoti, chetu uoglia uendicar la mia ingiuria. Ripoe ciro.se Go

briailtuo animo conforme alle parole,io tiriceuo, poichemipreghibumilmen=


te; eti prometto di uendicar (con l'aiuto di Dio) la morte di tuo figliuolo.

Alhora Gobritaggiune:perche io dico il uero, io tid lamia detra, ericeuo


latua. Fatio queto, e licentiuto Gobriu conle arme, furono preentii Medi

fi da

PRIMA PARTE DELL'Histor IE

iqualia Ciro recarono un belliimo padiglione, er una donna di Sufa, laqual fi


dice, che fu lapiu bella femina dell'Aia, e duegiouani, molto ammaetrate nela
le cofe della Mufica.Eta Ciafare eleffero i fecondi preenti.I Padiglioni, che erano
fouerchi, furono dati a Ciro,accioche i Perfi gli hauefjero ad adoperare.Ciro i dos
ni, cheei haueuano affegnati a Ciafare, ordin, che i fuoi piu famigliari gli fera
uafjero: ele coe a lui date, con grato animo riceuette. E le diede a cutodiread
Arape di Media fuo amico feruitore, e cofi il padiglione, e la donna. Era co=

:::::::strimogliedi Abradota, Rede sufia; ilqualementre, chef ogliarono gli al:


loggiamenti, era stato ambaciadore al Re de Battriant per dimandargli il fuo
aiuto, come quello, che era molto fuo dometico. La matina Ciro fatto caualies
recon duemila Perfi, che ancora erano diuenuti Caualieri, and a trouare G4=
bria; e l'altro giorno er egli, e i fuoi compagni nella ua fortezza peruennero.
Ogiui hauendo inteo, che in Babilonia era ridotta digran lunga una maggior
quantit di Airi , che non era stata di prima , comand , che foe me=
nato a Babilonia. Il quarto giorno effendo esti peruenuti a termini del doa
minio di Gobria, e gia nel terreno de nimici , ritenne preo di lui alcus
ni fanti, e caualli : e comand a gli altri Caualieri, che dicorrefjero fu quel

de nimici , er amazzaffero tutti quelli, che trouaero armati , e che gli


altri e tutta la preda a lui conduceero. E con loro mand ancora alcuni Perfi;
de quali molti cadderogiu de caualli, molti anco ritornarono carichi digrandista
eir, na a m preda. Dipoiand alla uolta di Babilonia con l'eercito ordinato a battaglia

*" Non ustendogli Airi, comand aGobria, che caualcaff lungo le mura: egli
dicee,che fe il Re uoleje ucir fuoria battaglia,er haueffe animo di combattere
per conferuation del fuo paee, gliene farebbe copia. Ma fe egli non penfaffe didis
fenderlo,farebbe sforzato a dare obedienza a uincitori. Ilche hauendo detto Go=
bria, l'Airio gli fece dire per un fuo, Gobria riponde il mio Signore,che feuoi
uolete combattere,ritornate fra lo fatio di trentagiornipercioche hora non haba
biamo tempo dimetterci all'ordine. Hauuta Ciro queta rioft,riducendo l'eercia
to dimand a Gobria di Gadata; ilquale effendo figliuolo del Re, er compagno
dell'Airo, fu preo da lut in un conuito; e catrato, morto il padre, Eunuco
cire ausia teneua il Regno. Mand adunque Gobria, che lo conducee, ilqualeritore
per Gadata. n con lo hauere adempiuto il comandamento del Re. Gadata fingendo di
effere amico dell'Airio, er hauendo occupato un fuo catello, inguia, che
gli farebbe stato d'impedimento nel mouer della guerra , datoglielo a Ciro,

fu da lui humanamente raccolto con quete parole. L'Airio Gadata ti ha


tolto il podergenerar figliuoli, ma non diacquitare amici. Soggiogato, che fu
quel catello, i Cadufi, i Saci, e molti Hircani fi riduero a ciro. Ma rappor=
t Gadata, che l'Airio per la perdita del detto catello sdegnato era per mouer
guerra

D I GIOV A N N I Z O N RA.

* 2 7

guerra alle fue terre. Onde fe ei gli defe licenza, ch'egli difenderebbei luoghi
forti; percioche degli altri non faceua stima. Dimandato da Ciro in quanto
tempo egli potee arriuar nelfuo Regno, creffo con l'eercito eguitarlo,rios
f, che fratregiorniiui cenerebbe: ma che eglinonui potrebbe giungere, fenon

fra fei, o fette giorni. Alhora diffe Ciro. Tu ui andraicon quella pretezza
che potrai maggiore: crio uiuerr, quando potr : E fatti raunare i capi de che a s.
confederati, diffe loro ; che egliera conueneuole di dare aiuto a Gadata, ilquale se perdare

era combattuto dall'Airio, huono, che lomeritaua. Dicendo coloro, che cio :*
farebbono uolontieri, aggiune Ciro, poi che uoi fete della medefima openione,
andiamo, menando con noi fanti e cauallide piu forti,e ucttouaglia per tre giora
ni, acciocheniuna difficult ci impedica. Cofi effendo in punto, di mezanotte
fotto la guida di Gobria prefero il camino. Auenne, che alcuni de principali di
Gadata ingannandolo, auis l'Airio delle fue forze, confortandolo a ten
dergli aguati, perche ageuolmente potrebbe hauer lui con tutti i fuoi nelle mani.
LAirio cio inteo, fece l'aguato. Alquale effendo Gadata peruenuto, e paren=

do, che fi potee prendere, uno di coloro, ch'era nell'aguato, uc fuori, e lo


fer in una falla, manon per, che la ferita fofemortale: e ubito and a tros
uar l'Airio, e con lui fimie a eguitarlo. E la ua caualeria parte fu prea,

e parte uolgendole briglie e fuggendo, sauide, che Ciro ueniua. Ilquale cono=
fcendo il fatto, la feceritornar contra a nimici: iquali lui ueggendo, fi mifero
in fug4. Ciro gli eguit : e molti huominie carri furono prefi, e molti taglia
ti 4 pezzi : e fagli altri colui etiandio, che Gadata haueua ferito. Gli altri, e

l'Airio ancora, fi ricouerarono in una gran citt. Dopo queto, ciro and nel
paee di Gadata per uederlo. Ma Gadata, hauendo fatta legar la ferita, uenne
a incontrarlo; e ringratiandolo confe, ch'egli in quanto a fe era stato preo

che morto, maperil fuo granualore fi ritrouaua conferuato. I caduei, che da cada".
Ciro erano stati poti in certa imbocata, non hauendo potuto trouarfi a feguita=
re inimici, uolendo ancora esti fare alcuna bella prodezza, enza dimandar con
figlio a Ciro, corero nel paee di Babilonia. MalAirio, acendo della citt,
oue s'era ricouerato,er andando loro in contra, weggendo, che eranofoli, glia.

falt:eramazz il Capitano loro infieme con molti altri: e per alquantogli egui
t. I Cadufti, che ifcamparono; uero la fera ritornarono agli alloggiamenti.

Ciro fece medicare i feriti: e confortando gli altri, gli efort a eleggere un ca
pitano della lor gente. Fra tanto Gadata appreent molti e diuerfidonia ciro, e
molti caualli. Diffe Ciro, ch'eglique cauali accettaua per ridur la caualeria Pera

fiana alnumerodi diecimila:ecomand, che i danariportaffero uia, egli confers


uaffero, infino a tanto, che ancora effo poteffea lui render conueneuole guiders

done. confortolo poiametterbuoneguardiencile fue terre, erauenirstue s


t:

- -

PRI MA PARTE

1 2 3

D E L LH I S T O R I E

co. A Gadata piacendo il uo proponimento, ordinate le coe fue, accompagn3


ciro. Effendo peruenuti a confini de Soriani, e de' Medi, oue erano tre caffelli
de Soriani, ne pree per forza uno: a gli altri poe terrore. Gadata poi indufe

fe le guardie a renderfi. Ilche fatto, mand ciro a dire a Ciaare, che ueniffe
in campo, per deliberar d'intorro a quel partito, che fi douefje prendere. Et
rdin, che gli foe apparecchiato il padiglione, che gli era stato aegnato dar
Medi con le altre coe ; e parimente fece in una camera egreta uenire una donna
con due giouani cantatrici; laquale marauiglioamente era uetita.
- H A v v T o Ciafare l'aulfo, ui and con la caualeria di Media, che ui era ri=
Ciro ua in
:::::ala mafa. Intefa Ciro la fua uenuta, con i caualieri di Perfia, che gia molti erano,
--

e con quelli degli Armeni, e con quelli degli altri confederati, che erano tutti de
migliori, gli and incontra, per dimotrargli le fue genti. Egli ueggendo Ciro
effer feguitato da molti ualenti huomini,e che era poco e uileil numero di coloro,
che lui accompagnauano, parendogli, che cio gli foffe a uergogna, per doglia
manifetamentegli caddero le lagrime de gli occhi. Ciro ritiratolo da parte, gli
dimand la cagione di quel dolore; e dette opra cio molteparole dall'una parte e
dall'altra, finalmente Ciro foggiune: lo ti preg pergl'Iddij, auola mio, che tu
non uogli incolparmi. E, quando haurai fatto proua dell'affettione, che io ti
porto, e dell'anio, che bo uero dite; alhora o mi ringratierai, o miriprendes

rai di bauerti offeo. Con quete parole hauendolo acchetato, lo baci. Laqual
coa ueggendo i Medi, i Perfi, e gli altri, opra modo firallegrarono, Ciro e
ciafare rialiti a cauallo, peruennero a gli alloggiamenti. Menato Ciajare nel
Juo padiglione, i Medi ordinatamente gli appreentarono doni, ciacuno una di
rrudenza di quelle coe, che haueuano ritrouate piu riguardeuoli, e piu belle. Effendo uenuta
Ciro ,
l'hora della cena, Ciafare attee alla cura del mangiare: ma Ciro follecito, perche
i confederati appo lui rimaneero, raunati gli amici, che a tale ufficio erano ba
feuoli, chiefe, che procurafjero, che i detti non fi dipartiffero, ma rimaneffero

in aiuto loro. Il di feguente tutti fi riduero inanzia Ciajare: a cui prima, che
e parlaero, gli amici di Ciro, chiuna, chi un'altra gente de confederaticon=
duceua, pregandole, che rimaneffero, e uolefjero effer loro in aiuto, infino, che
terminaffe la guerra. In tanto Ciaare ucendo del padiglione, diffe: amici da
deliberare, fe ancora conueneuole, che fi feguitila guerra, ouero, che fi deb=
balicentiar feercito. Tuttiadunque rifiringendofi, differo il parer loro: ecia=
funo firifolfe, che fi doueffe combattere. Diffe pocia Ciro: ualorofi huomini

non m'e acoo, chefe notlicentieremo l'eercito, le nofire forze fi diminuiran


no, e quelle de nimici diuerranno maggiori. Maueggio, che noi fiamo affaliti
da nimic: a qualinon potremo effere uguali. Percioche il uerno ci fopra, e

ciuengonoamancar leuettouaglie, effendo, che noine habbiamo conumata una


-

parte: .

DI GIov A N N I Zo N AR A , : ' , -29


parte ; talira per ripetto notro da nimici st4ridotta nelle fortezze a com a
modo er uo loro. E chi colui, che quando f ha da combatter col freddo e con
la fame, polja guerreggiar col ferro : il parer mio fie che fi prendano le for
tezze de nimici, e che a noi ne facciamo di molte: percioche fe noi bauremo ca

felli, con queti potremo impadronirci de paei de nimici, er aficurarnoi.


Hauendo Ciro dette quete er altre parole di co fatto tenore, tutti ripoero,
che in cio gagliardamentelo aiuterebbono, e parimente lo stejo Ciaare: eco de=
liberarono di far machine critrumenti d'affediare e combatter diuerfi luochi. Ma

ciro, che uedeua, che una cotale opra non fi poteua fartofio, riducendo l'eer

Prudenza di
Ciro.

cito ne uillaggi, ordin , che faccheggiaffe qualunque coa, affine, che la uetto

uaglia abondaffe, e con la fatica i oldati fermajero le forze loro, e conferua.


fero la diciplina e l'ordine della guerra. Fra tanto alcuni fuggiti di Babilonia
apportarono, che l'Airio andaua in Lidia, e che portaua feco di molto oro er
argento, ev ogni forte diornamenti. Et effendo il parer de foldati, ch'egliper

paura'doueffe dare a ferbar quei theoria gli amici: Ciro in contrario dicendo,
th'egli andaua a ricercare aiuto da confederati, mie in punto l'eercito a ordine

di combattere, hauendo propoto dimandare in Lidia per conostereil uero. Ara- Arape,
fpe (percioche pareua, ch'egli foe attiimo a queto ufficio) ilquale preo del.
tamore d'una bellagiouane, che egli haueua inguardia, in darno procacciaua di
ridurla alle fue uoglie: percioche ella, fe bene del marito era priua,non fi dimen=

ticaua la fede, ch'era tenuta di ferbargli. Ne con tutto cio ella mane diffe aci.
ro parola, fenom dipoi, che colui la minacci, che oue ella di uolont non fi dia

foneffe a compiacergli, la cotringerebbe a cio con la forza. La cafia donna te

mendo al fine la uiolenza fece peruno Eunuco aciro intendere il fatto.ilquale


inteolo e ne rije:e mandando Artabazcon l'Eunuco, fece dire ad Arafeichei
non uoleffe ufar forza a quella matrona: ma potendola indurrea gradir di uolon=

t alle fue uoglie, cionon gli uietaua; Effendo Arahe per queeparole, parte
da uergogna, e parte da hauento turbato, er anco tutto ripienoi trifiezza,
Ciro all'improuiogli fu opra, egli diff. ceff Arahe ditemereed uergo. :::*dici
gnarti. Percioche io odo, cheanche gli Dei fono uinti da Amore, er ho mede
fimamente conociuto a qualpa egli fofinga gli huominianco fauiimi. Et io
fono stato cagione della tua colpa, hauendoti poto aimprea tanto difficile a non

filaciar uincere: Rihofe Arafe: Tu jei facile ciroa perdonarer ifcuare


gli errori humani: maio mi dolgoper cagione deglialtri huomini: percloche i
nimicimiuituperano, egli amicimi confortano a dipartirmi, acciochetumonor

dini contradime qualche fueroggiigo. A cui diffe ciro:fippi, chein ciopuoi


e me farcofagrata, er utile all'eercito, voleffe D i o, joggiune Arafe,ch'io
babbia occaione di far coa, che ti porgautile, Puoigouarmi (ripoe Ciro)
-- Hit, di Gio, Zonara.
I

1 3 o , PRIMA PARTE DEL L'H I S T O RIE


fe tu dimotrando di fuggir dalla mia ira, anderai a nimici, iquali di leggeri ti
crederanno. Ripigli Arafe, crederanno ilmedefimo ancoragli amici. Diffe :

ciro: adunque a loro ne andrai: e ci farai intendere tutti i loro diegni. Cofi ui

Panthia, ci fort
and Arapeco
Panthia ladiua
partita,
con=
ciro per unpiuuofedelide
meaggiofuoiminitri.
a non fi dolerIntefa
della rubellion
colui:
percioche,
,

je egli contentaje dimandar per uo marito, egli uerrebbe uolontieri, e gli fa

rebbe piu fedele amico di Arafe, ilche concedendo ciro, che fi facee, come
Abradate conobbe la lettera di mano della conforte, meofi in camino con molto
difiderio, arriuato pre alle fentinelle, procur, chea Ciro foe dato auio
della fua uenuta. Ciro ordin, ch'egli foe condotto alla moglie. Iquali ueg=

gendofi, che non haueuano ferato dipiu trouarfi inieme, dopo gli affettuoi
faluti, Panthia raccont al marito la bont, la modetia, e la clemenza, che Ciro
Abradate ua uerfodilei haueua ufata. Dipoi Abradate and a trouar Ciro: e prendendo la
-

|-

:::::" "fua detramano, dije,per i benefici a me fatti, io mitido per amico, minitro,
e compagno. A cui diffe Ciro: cr io ti riceuo. Nel medefimo tempo uennero
a lui ambacladori dal Re d'India; dicendo, chel Re loro fi rallegraua, ch'egli

gli hauefje fatto intendere di quali coe hauefje biogno; e che glimandaua danari:
e che fe gli faceua metiero di maggor cofa, che e dimandaffe, proferendogli le
fue proprie stanze. Oltre a cio haueua commeo a fuoi, che far doueffero tut=

to quello, che da Ciro foe loro impoto. Onde Ciro ordin, che gli altri re
fajstrone uoi padiglioni aguardia del danaio: e, che tre di loro andafero nel
campo de nimici, come foffero mandati dal Re d'India,a ricercar la ua amicitia,

er a far ecolega: er inteo quello, cheei machinauano, pretamentene dees


ronotitiaal Re loro, cr a lui. Effendoi adunque partiti gl'Indi con buono ora
dine il eguente giorno,Ciro fi diede apreparar magnificamente tutte quelle coe,
Breivio di che erano necearie alla guerra. Era il numero della caualeria de Perfi peruenu=

to gia a dieci mila: ei carri falcati erano da cento forniti, er altretanti di Me


diaridotti alla medefima forma, efjendo per adietro auezzi folamente di combat
, ter fopra a carrial cotume Troiano, e di Libia. Vi poero anco due Arcieri

per Camelo.

E s se no o Ciro in quete cofe occupato, ritornandoglindidanimici, ripora


trono, Creo effere stato eletto Capitano dell'eercito: e che molti Re, e poa

poli, er anco Greci erano apparecchiati ad aiutarlo. Sparfafi queta nuoua


per il campo, i foldati cominciarono a temere. Laqualcoa intea da Ciro, fat=
oloro urbellimo parlamento, refe piu animofi, che non erano di prima , di=

cende, che egliriputaua utile configlio, che pretamente andafero ad affalireini


mici. Aentendo tutti, Ciafarrimae con lamaggior parte de Medi affine, chel
fuo Regionon foe di ogni difestabandonato. Ciro camin con molta pretezzas
e ueggendo

Dl GIOVANN I ZONA R.A.

" I

1 3 1

e ueggendo le pie, che erano state mandate auanti, il fumo e la poluere folleuata,
e parendo loro di uedere huomini, che raccoglieffero berbe per i caualli, e pari=
mente legna , conobbero, che l'eercito de nimici era uicino : e ne auiarono Ciro.

Egli commie loro, che steffero allagu-rdia: e mandando inanzi una banda di ca

ulli, fece prendere alcuni, ch'erano corfi nel piano. D quali intendendo, che
Teercito , nel quale ei ancora erano stati, fi trouaua intorno a otto miglia lontas
no; e che i nimici ragionauano di lui molto, non efjendo lieti della fua uenuta; e
che da Creo, dal Greco, e da certo Medo era stato imposto a una fchiera, che do

neffe fingere di effer fuggita da fuoi: uoglia Dio, diffe Ciro, che lui io post
Ja prendere, come io ricerco, : e licenti i prigioni: ne molto dipoi fu auifato del
ritorno di Arafe, che haueua mandato per Jia nel campo de nimici: onde an=
dandogli incontra per allegrezza, lo abbraci nella strada. Di che tutti facendoi I Perfi fi ma
rauigliano
marauiglia, Amici (diffe) qui e Thuono da bene: ilquale per niuna uitupereuole della
uenuta
cagione, ne per paura, che di me haueffe, s' partito: ma fu mandato da me, affi. di Arafpe.

me, che fiando le cofe de nimici, a noi ne riportaffe certistima informatione.


Tutti adunque debbono honorarlo, poicheper cagione digiouarci, non ba hauus

to ripetto di riceuere infamia e pericoli, onde Arafpe falutato da tutti, rifer


quello, ch'egli haueuaueduto; la quantit dellegenti,la forma del campo,e la de
liberation de nimici. Lequali coe intefe, Ciro comand, che ciacuno mettee in
punto le arme er i cauallise che per la mattinafeguente foero preti per combat
tere. Ei obedirono : e l di feguente armandofi tutti, effendo ad Abradate ue=
nuto in forte di effer poto contra gli Egittij, Panthia gli mife in testa un dorato
elmo, adornandolo di mamigli se una roba n doo di chermos, laquale dicende, ra:aar
ua infino a piedi: e opra felmo poe un pennacchio di color di Giacintbo, fat- :##:
to dalle fue mani, liquale haueua fatto fonder tutti i fuoi ornamenti, dicendo,
chel marito le era ilmaggiore ornamento, ch'ella poteffe hauere. E mentre ella
lo armaua, ancora che fi sforzaffe diritenerfi da piangere, nondimeno le lagrime
|

gli ufiuano degli occhi. Et effendo egli per falire il carro, impoto la donna a
gli altri, che fi dipartiffero, diffe: Abradate io stimo, che tu conoca, che io an
tepongo la tua uita alla mia: nondimeno giuro per l'amore, che cambieuole fa
Parole di
noi due; chiiodifideropiu toto, che tu dimotrandoti ualorofo e forte, io fia Panthia
al

teco coperta nella medeima terra, che uiueruituperata con un uituperato marito. marito,
Percioche not fiamo grandemente tenutia ciro, ilquale tutto che io fosti prigioa
na, erad altri data; non mitratt da ferua, ouero da poco honorata gentidonna,

mami conferu a tenon altrimenti, che eegli hauefje prea la moglie d'un filo
fatello. Oltre a cio hauendoegli ribellato Arahe, a cui era stata data inguar
dia, iogli promii; che segli foe contento, chetu foi chiamato, gli aresti

. fiuleale di Arafe, og fie parole effendo molto piaciute ad Abradate, egli


* --

P R IM A PART E : DEL L'HISTORIE

* *3 2

plicando a Gioue,che gli concedeegratia di poterfi motrar degno del maritaggio


di Panthia, edell'amicitia di Ciro, mont il carro. Ciro poi, che hebbe eor=
tati i oldati aportarfi ualoroamente, fi moje.
- E s s e N D o uenutia uita de nimici Er egli beniimo hauendogli ordinati,
-

naasiana dicorrendoper tuttigliordini glifeceprontifimialla battaglia crejo all'incontro


fece dar nelle trombe. Andarono aduni
crefs'e ie pine il uo eercito contra legenti di Ciro:e
deira,laterza dalla finitra,ingu
dalla

que tre falange, l'una dalla fronte,l'altra


fa, che l'eercito di Ciro fi fauent, effendo ferrato da tutte le bande, eccetto
che dalle falle. Non dimeno hauuto il egno, i oldati non furono punto pe=
gria uolgerfi contra i nimici. Era una gran tciturnit nel uo campo infino a

tanto, che ciro cominciando a cantare in lode degli Dij; tutti gli ripoero. Et
afaltando egli con la caualeria i nimici, i fanti armati con bupno ordine lo egui

tarono. Artafere Capitano de Cameli, lastiandogli andare, affali la squadra,


che era da man manca. Onde la caualerianon potendo Jotenergli da preo, al
cuni filmifero a fuggire, altri diffuontarono 4 piede, g altri fi confuero infie
me. Nelmedefimo tempo i carri cohueloce coro ueniuano dalla banda drittae

dalla manca; da quali moltimentre fuggiugno,crano prefi. Abradate inanimando


i foldati, e non laciando punto fermarfi i catalli, andaua inanzi, quantopiu
forte poteua, facendo andar feco tuttigli altri carri; e con quelli, chegli erano
piu uicini, urt nella falange degli Egittij: e tuttigli altri fi diedero a feguitas
rei carri, che fuggiuano. Quegli, che erano con Abradate, con l'impeto de cs

ualli fecero cadere interracoloro, che lor fi opponeuano,e cofi caduti gli amaze
zarono. Percioche douunque icarri falcati erano portati, tagliauano e l'armee
*
vitteriaal i corpi. inqueto cofi confuo tumulto nella diuerit delle ucciioni ucendo le
ruote de carri, Abradate egli altricadendo di esti carri, furono tagliutiapez

zi. Ma feguitando iPerfi , ucciero gli Egittij, che crano enza alcuno ordine,
facendo refitenza coloro, chegli ordini feruauano. Quiuinacque una fauen=
tofa battaglia: percioche gli Egittij eratio e di quantit e di arme uperiori, ne i

Perfiani poteuauo fermarfi:ma poco a poco ritirndoieramazzauano inimi=


ci, er erano da loro amazzati, infino, che uennero allemachine: oue da capagli

Egittij ueniuano uccii da coloro, che stauano nelle Torri, e fi faceuagranmore


... ..., talit d'huomini; fentendofigrande parimente lo strepito delle arme, el grido de
combattenti. Fra tanto Ciro eguitando la chiera, chealui fi era oppota, uega
gendo, che i Perfi erano mosti del luogo loro: fidoleze comand a quelli, cheegli
haueua feco, chegli tenefferodietro:Graffaltandainimici dopolefalle, netas

gli a pezzi molti. Di che auedutii, gli Egitti, fiuoltarono, Ecofinacque


.,.,, di 4 confua battaglia dicauallie di pedoni: c quenne, chel cauillo

P.,
i: diciroferito nella pancia daun, chera statobbattuto, lo gett in
* che *
t

D I GIOV A N N I ZONA RA,

;
:

7 3 3

che tuttileudrono il grido, e ritornarono con impeto nella battaglia. Ma unde'


minitri di Ciro lo ripoe opra il fuocauallo. Ilquale aceo, uide il medefimo,
che gli Egittij da per tutto erano uccifisev effendo andato alle machine,fal opra
una delletorri, euidemedefimamente il campo pieno di caualli, d'huomini, di cara
ri, e di foldati, che fuggiuano, che eguitauano, che uinceuano,e che erano uina
ti: ne poteua uedere alcuni,chepiu stefjero fermi, fuor che la quadra degli Egita
tij: iquali da tutte parti circondati, fedeuano in terra coprendofi con gli cudi: e

piu non fi difendendo, erano mieramente uccifi. Marauigliandofi adunque ci Ciro fa riti,
ro, e moffo a compaione che que ualent huomini in quel modo ueniffero mors rare i fuoi
battae
ti, ritir i fuoi dalla battaglia: e fece loro intendere da trombetti, fe eglino uo= Sdalla
lia.

leuano piutoto morire, o effer coneruati. E dimandando esti, con qual prez=
zo potefero comperar la faluezza loro, ripoe Ciro, fe a lui defferole arme,
poi che potendo fargli tutti morire, haueua agrado di conferuargli. Il che ha
uendo intefogli Egittij, diedero, ericeuettero la fede. Fatte quete coe, Ciro,
perche gia era fopragiunta lanotte, riducendo l'eercito, fi ridue agli allog=
giamenti: er i Joldati hauendo preo il cibo, fi addormentarono. Ma Creo con lo
fugge
eercito pretamente fi fugg a Sardi; le altre genti col buio della notte firico aCrefo
Sardi
uerarono, ouumque poterono. La mattina Ciro condue i foldati a Sardi: er ef=
fendo peruenuto allaterra, fecerizzar le machine, emettere in ordinele fcale.
Venuta la notte adduffe i Caldei e i Perfi a un precipitofiimo fao; che era la Ciro affe dla
Sardi, e la
fortezza di Sardi, effendo loro da un Perfiano dimotra la strada, ilquale era sta prende.
to feruo d'uno de guardiani della Rocca medefima de Sardi. Effendo prea

da que di Ciro la fortezza, i Lidi abandonarono le mura. Ciro uenuto il

giorno, entr nella citt , e comand , che miuno abandonae la fortezza.


Effendo Creo ritiratofi e rinchiuo nel palagio, con alta uoce chiam ciro,

ilquale laciando alcuni a guardia, che egli non fuggie; e condotti i foia
gli alloggiamenti, ritorn a lui. E ueduto da Creo diffe: D1 o ti falui Signos
re; e te ancora, ripoe Ciro: e foggiune : uuoitu darmi qualche configlio; Ri
foe Creo: uorrei certo, quando io potesti. Diffe Ciro, creo, imiei foldati Parlamento

fono stanchinelle fatiche della guerra,ev hanno fotenuto di molti pericoli:e uega di Creo a
gio di poter dar loro alcun rifioro con la preda della citt, laquale dopo Babilonia
la piu abondeuole e ricca di tuttele altre citt di Aia. Maio, quantunque di=

fideri di dare a queti ilguiderdone, che eimeritano; non per uerrei concede-

re, che faccheggiafero queta citt: A queto ripoe Creo: oue tu permetta,
che io parliad alcuni Lidi, dicendo loro, ch'io ho ottenuto date, che la citt non

fia offea: appi, che eglino uolontariamenteti recheranno tuttele coe piu pre
tiofee di maggior ualore, che fi trouano in Sardi: e primieramente demiei

theoriprenditu, quanto unoi: Ripondendo Ciro, che era contento, occupati


* -

H it, di Gio, Zonara,

I iij

1 34

P R I M A P A R T E E L L'HIST O R I E

in queto, conumarono tutto il giorno. Il eguente giorno ordin, che alcuni de


gli amici riceueffero i thefori deputati, ey altri i dnari, che da Creo farebbono
dati. Dipoi dimand di Abradate: er hauendogli detto un de minitri, ch'egli
era morto nella battaglia, battendoi la cocia, e falito a Cauallo, and con molta
fetta, oue effo era: e ueggendo, che Panthia col feno bagnato di lagrime fedeua
appreo del corpo del marito, diffe piangendo: o forte e fedele animo. Rifpo=
Parele di fe la Donna , io fo, che queta mortegli auenuta per mia cagione, e perauentua
panhia nei ra per tua Ciro parimente. Percioche io imprudente gli ricordaua, chei douefje

::::::" dimotrarfi degno della tua amicitia: er effo andaua diuiando, come potee far
coa, che grata ti foffe. Et certo morto honoratamente: Crio, che gli fuial=
l'opere di gloria efortatrice, uiua gli fiedo appreo. Ciro hauendo alquanto piana
to enza formar parola, dipoi confortando la donna con buone er efficaci ragio

ni, fi dipart. Laquale comand agli Eunuchi, che uia andafero, er impoe als
la balia, che, come ella foe morta, la ricopriffero con la medefima ueta del ms

:::::: rito: e piangendolamiera uecchia, ella con un pugnale fi pa la gola: e pota


fima.

il fuo capo fopra il petto del marito, refe l'anima, e pir. Alhora la balia incoa
minci a gridar forte, e dopo alcuni flebili lamenti ambedue gli coperfe. Tre de
gli Eunuchi ueduta la morte della lor Signora, e ancora con le loro arme fi uc=
cifero. Ciro, come intefe, che Panthia fi era amazzata, marauigliandofi del fuo
grande amore e della ua fortezza, dopo hauerla honorata delle fue lagrime, la
fece inieme col marito honoratamente epelire.

::"* F * a tanto i cari, nata fra loro distordia, fi diedero a ciro: e parimentei
Frigi, che habitauano all'Hellefonto, gli portarono molti doni, affine, che esti
non foffero aftretti a riceuere i Barbari dentro le mura, ma folamente i tributi
. pagafero. El Re di Frigia fi andaua apparecchiando per rifiutar la pace. M
- a lui mancando capie gouernatori, fi diede a Hitafe. Ilquale laciando buone
gentine Catelli da difea, condufje anco feco molti caualieri Frigi, e foldati da
gli cudi. Ciro etiandio laciato il prefidio in Sardi, e menato feco Creo ; ilquas
de conduceua molti carripieni digrandi e diuere ricchezze, er haueua accuratas

mente dicritto tutto quello, che fi ferbaua in qualunque carro, fi dipart. Eria
ceuuta quella dicrittione, diffe: Tu Creo hai fatto dirittamente: macoloro, che
hanno riceuuti i danari, megli recheranno. E fe hauranno inuolato qualche coa,
faranno anco rubatele loro. Il medefimo Creo condue parimente feco molti Li
di guerniti di plendide arme. Ora Ciro mentre andaua alla uolta di Babilonia,
foggiogata la gran Frigia,la Capadocia, e l'Arabia,delle fglie de uinti arm non

meno di quaranta mila Caualieri Perfiani ; er a tutti i confederati diuie molti


caualli de prigioni: e conducendo a Babilonia parecchi caualli,e parecchi arcieri, e

parecchiche lancialiano dardie enza numero fombolieri,la cine con tutto refer
-

- -

--

DI G I O VAN N I Z O N A R A ,

cito, e con i principalier amici riconocendo le mura,uifi accamp otto. E ueggen


do, che un fiume correua per mezo di Babilonia, non comunicando con ueruno i

fuo penfiero,ordin,che i ripari fi cngeero d'una fofa larga e profondisima,pe


rauentura affine, che folje biogno di pochiime guardie. A queta opera effen
do intenti i oldati, cauarono poco lontano dal fiume: e riduero la terra cauata

uero i ripari, i Babilonij, fi faceuano beffe di quello affedio: come quelli, che
erano forniti diuettouaglia per lo fatio di uenti e piu anni. Compiutala foffa,
Ciro, offeruando il tempo, che eglino foleuano per tutta la notte attendere alman=

giareer al bere, fece aprir la foa uero il fiume, ilquale (fi come criue Hero=
doto) e l'Eufrate: e fattaui uenir dentro dinotte l'acqua, fece, che per il letto
del fiume fi poteua paffare nella citt. Comand adunque che i minitri e i fanti
e i Caualieri entrafero nel guado, e fra tanto efortando i capi di tutto l'eercito a
prender l'arme; er a feguitarlo: impoe a Gobria er a Gadata, iquali haueuano

contezza della citt, che come foferoin lei peruenuti,dimotraffero la strada, per
laquale fi andaua dirittamente alla piazza cr al palagio del Re. Con grandiima
fetta adunque Gobria e Gadata con i loro foldati eendo andati infino al palagio,
trouarono, che le porte erano ferrate, e colero le guardie, che beueuano. Quei,
che erano nel palago leuando il grido, e facendo romore, di ordine del Re per
ueder quello, che era, aperferole porte. Inimici entrarono dentro, e peruennes
roinfino doue era il Re; e lui, che gia s'era leuato in piedi con la fadain mano,
Gobria e G4data prefero: e la ua guardia, parte della quale fece refitenza, e
parte fimie a fuggire, tagliarono apezzi. Ciro mand le bande de cauallia
prender le strade con ordine, che amazzaffero tutti quelli, che trouaero fuori:

cv a gli altri faceero intender per gl'interpreti, che rimaneero in caa: percio=
che chi ui uciffe, farebbe tagliato apezzi. Fra tanto uiuennero Gadata e Go=

bria: iquali prima recarono l'obligo dello hauernelle manilo celerato Reagl'Id
dij immortali. dipoi baciarono i piedi, e le mani a Ciro. Senofonte nella hifio=

ria di Ciro non pone il nome del Re degli Airi, che quiui fu preo. Ma Giu=
Jeppe nel decimo libro delle antichit criue, ch'egli fu quel Balthaar, che uide
lamano di colui, che criueua, ucendo del muro, quelle parole, che gia furoa
no da Daniello dichiarate. Effendo apparato il giorno, er hauendo i catel

lani conociuta la prea della citt, e la morte del Re loro, diedero la fortez
za a Ciro: ilquale uimand gouernatori e prefidij. Dipoi fattofi uenire inanzi

i Magi della citt prefa, gli acr per primitie agl'Iddij: e conegn ipalagi ele
cortia quei, che erano stati compagni nelle prodezze: er ordin una formadi
uiuer per lui degna di Re; e quella perche non foe a ueruno inuidioa, eleffe col ordine di
ella forteza
coneno degli amici. Entrato nel palagio, eleje la guardia: ei miniir dela ::::::::

ua perona fece catrare e fare Eunuchi: cr eleffe ancora da diecimila perf,


- -

uq

u 36

P R I MA P A R T E D E L L'HIST O R I E

a quali commie la guardia della citt, ponendo per tutto conueneuole quantit di
prefidio. Cio fatto, a quei che eranopiu honoratinell'eercito, diede diuerfi ho=
f6

norati carichi, acciochenon menaffero uita ocioa, e data alla lufuria. Cofi di

::::::: tutte le altre coe imposta tutti diuere cure: a cui di riceuer l'entrate: ad altri
tia diuer di effer fopra le fee , e le fabriche , er ad altri il lauoro delle poffeio
ni: ad altri il peniero delle publiche uettouaglie: er ad altri impoe, cheat
tendefjero al gouerno de Cauali, er alla cura de cani. Et egli finalmente
prefe la cura di tutti coloro, che haueuano il carico di conferuar lo stato e

felicit comune. Et hauendo ottenute tante facult, ch'egli poteua effer li


berale, stimando che niun beneficio poteua effer piu grato aglihuomini, che
la comunion delle uiuande e del bere, ordin, molte qualit di cibi, fimilia

uoi , in tanta quantit , che poteuano baftare abondeuolmente : e queti fa.


ceua tutti ditribuire, eccetto quella parte, che egli ufaua per fe steo, e con

cstatus, coloro, che mangiauano alla fuatauola. Ma che egli foe liberalistimo e corte
raisimo. fiimo meno da marauigliarfi, confiderando la grandezza delle ricchezze, chei
-

pojedeua : moltopiu da marauigliarfi, ch'egli auanzaffe di cura, e di offeruan=

i aici. K tutti gli amici, Di che fi racconta un fuo detto: che i doni d'un buon patore,
" e d'un Rfono fimili. Percioche era conueneuole, chel patore adoperaje prin
cipalmente per fe i gjumenti da lui ingraffati: e le citt e gli huomini eruiffea
quel Re, da cuierano arricchite. Dicefianco,chegli dimand a creo, ilquale
haueua detto, ch'egli per i molti doni, che faceua, diuerrebbe pouero: quanti
danari egli stimaua, cheipotrebbe ritrouarfi, fe efo hauefje ammaato l'oro del=
le fue entrate, dal principio, che haueua cominciato a regnare. Et hauendo ris
foto Creo, che e, farebbono una gran fomma, foggiune. Hor dunque Creo
manda alcuno con Hitafe. E tu Hitape ua atrouar tutti i miei amici, e dirai
loro, cheio ho biogno per fare una certa opera di una buona quantit di oro,

che ciacuno neraccolga quella parte, cheipuo maggiore; e lo noti in un uo frit


to, e quello foggellato, dia lo fritto al minitro di Creo. E tutto quello, che
comandaua fcriffe in certelettere, e le foggell, e diede ad Hitafe, ordinando,
che tutti lotrattafjero, come fuo amico. Eendo eglino andati in diuere parti ;
er hauendo recatiil minitro di crefogli critti, die Re Ciro',feruiti dime an=
cora, come di ricco: percioche, per le raccomandationi , che di me hai fatto, ho
ancora io riceuuto di molti doni. Alhora die Ciro:E cotui Creo uno de miei
theori. Ma tu confiderando gli altri, computa, quantidanaripotr hauere ;

quandomene far dibiogno. E trouosti hauer digran lunga maggior quantit


di danaridiquello, che haurebbetrouato ne theori, quando efogli hauee tenua
tiripoti. Onde egli diffe : tu wedi Creo, che ancora io abondo i thefori.

H a v a no o egli melpenfiero di andar ne Tempi degl'Iddij a orare fatti


T44k{TE

DI GIov A N N I ZO NARA .

137

raunare i Prencipi di Perfia e degli altri, diuie fa loro di molte uete di Media,
delle quali alhora primieramente i Perfi fi uetirono. Hauendo compartitele piu
nobili fra piu degni,fattene uenir delle altre (percioche per hauerne molte non
haueua rifarmiato drappo di uerun colore) a ciacun Capitanone diede parte
accioche efiancora ne adornafjero i fuoi. Effendogli dimandato da alcuno, quan

do egilancora era peradornarfi, non uipare (diffe egli) che io fia adorno, b
uendo adornato uoi ? Percioche, quando haur fatto beneficio a imiei amici, in Bel dento di
ogni bella foggia diueia far plendido e riguardeuole. Hauendo fatte le up Ciro.
plicationi, e facrificate le uittime, cen con i fuoi famigliari,facendo federe gli
amicipiu honorati dallamanca mano, come quella, ch' piu attaa riceuere ingius

rie, e tuttigli altri dalla detra. Fornita la cena, licenti coloro, che di uolont Ciro premia
i folda
lo haueuano eguito nella guerra, e fi tenne quelli, che ui uolero rimanere; cr tutti
ti .
a queti dede pojeioni e cae: a quegli, che fi partirono, co oldati, come
Capitani, fece molti doni. Diede anco a fuoi foldati gran quantit de danari de
Sardi, econdo il grado di ciacuno. Iquali diceuano, che Ciro, che tanto don4=

ua, doueua hauer grandiimithefori: altri, che cironon fi curaua di ammaar


danari: percioche egli haueua maggior uaghezza didonare, che di riceuere. Il
che intelo da Ciro, raunati gli amici, e gli altri di qualche stima, diffe. Parmi
ingegnofiimo quel Prencipe, che dimotrando palefemeute le fue facult, con
tenda di lode di bont congli amici. Io adunque dimotrer delle mie tutto quels
lo, che dimotrar fi puo: e racconter quelle, che non fi poono dimotrare.
Dette quete parole fec porre allauita diciacuno molte notabilie ricche coe :e
dichiar quelle, che erano ripote, e non fi poteuano ageuolmente far uedere: e

diffe, quetenon fono da efferitimate tanto mie, quanto anco uotre; percioche
io le raccolgoperguiderdonar coloro,iquali uero di noi fi habbiano portato ho=
moratamente, craffine, che fe alcun diuoiue ne ha bifogno, mene dimandi.
HA v E N D o egli ordinate le coe di Babilonia, fi apparecchi diritornare

in Perfia. Et effendo arriuato in Media, and a trouar Ciaare: e falutatolo,


e datogli molti nobili preenti, diffe, che anco per lui in Babilonia fi ferbaua uno
honoratiimo palagio. Ma Ciafare gli fece uenire inanzi la figliuola coronata
Clafare d3
di oro, adorna di manigli, di collana, e d'una ueta di Media belliima: e die, per
moglie

queta ciromia figliuola; laqualeio tido permoglie, e fecoparimente perdo= a Ciro la fle
te tutta la Media; perciocheio alcun figliuolo machio non mi trouo hauere. Ri= gliuola.
fofe Ciro, ch'egli prezzaua il parentado, la fanciulla, e i doni: ma che egli non
era perprender moglie fenza il conentimento del padre e della madre parimente.
Dopo quete parole ritorn in Perfia; e laciato l'eercito ne confini, effo con gli

amicientr nella citt, conducendole uittime, che per il facrificio, e per riceues

re a plendido conuito tutti i Perianierano batanti; eport etiandio 4 glianici

--

138

P R I M A P A R T E D E L'L' H IST R 1 E

que doni, che richiedeuano, e conueniuano a Magitrati est a piu uecchi, ep4=
rimente a tutti i Perfiani er alle mogli era figliuoli loro. Et effendo alquanto dia
morato fra parenti, ritorn in Media; e commendato dal padre il maritaggio,
pree la figliuola di Ciafare. E celebratele nozze, incontamente infieme con lei
Minitri da

and in Babilonia. Indi mand Prencipi alle nationi foggiogate: come in Arabia,

c:::::ati in Cappadocia, nella maggior Frigia: in Licia, in Ionia, in Caria, e nella Frigia,
Hellefontiata, er Eolia. Ma non ue ne mand in Cipro, ne in Paflagonia, per
che Jegli erano dati uolontariamente: e non dimeno queti ancora itributi pagda
uano. Ma perche in un'imperio cofi grande potefje hauer prefiimi auifi, con=
fider, quanto di camino un cauallo potee correre in un giorno: e fra tanto fa=
tio fece far ditinti alloggiamenti, e porui caualli e corrieri; a ciacun de quali
mie un huomo a cura di riceuer le lettere, che doueuano recarfi al Re; ilquale ana

il"

co hauefjecarico di dare i caualli, e cofi di riceuer quelli, che erano stanchi, e di


rimetterne in quella uece de frechi er interi. Dopo, che fin l'anno, fi mie a
una imprea; nella quale fi dice, che egli foggiog tutte le nationi, che habitano
dall'entrata nella Soria infino al mar rofjo. Dipoi ancora l'Egitto, inguifa, chel
a'c::::* fuo Imperio terminaua uero Leuante nel mar Roffo, uero Tramontana nell'Eufi
mo: dalla uolta di Ponente in Cipro e in Egitto: e da mezogiorno nella Ethiopia.
Ciro effendo poto nel mezo di tutto, stette fermo fette mefi nel tempo del uerno
per la temperatezza del paee in Babilonia; i tremefi della Primauerain Sua; cr

in Ecatana due mefi della state. Hauendo adunque in cotal gufa menata la ua
uita, uecchiimo torn in Periala fettima uolta, effendo hogginaiil padre e la
i madre uenuti amorte.

:"". Do k E N D o una notte nel palagio Reale, gli parue di ueder nel omno
unhuomo maggior di quello, che richiedeua alla conditione humana ; ilquale gli
diffe. Apparecchiati Ciro, percioche gl'Iddij hora ti chi mano. Da che egli
compree, che gli fi auicinaua la morte: e fra tre giorni dipoi, fattii uenire inan

zi i figliucli (percioche eiquiui accompagnato l'haueuano) e gli amici, e i Ms


gifirati di Perfia; diffe. A me gia fi apprefja il fine della uita, onde metiero,
che io dichiari, a cui io lacio l'Imperio, accioche poinonne nacano dicio conte=
fe e rechino a uoi moletia. Tu adunque Cambife, che fei il maggiore, haurai
il Regno ; ilquale t' dato e da gl'Iddije da me. E te Tanaofar faccio Prencipe de
Medi, degli Armeni, e de Caddufei. Hauendo cio ordinato a figliuoli, dato loa
ro di molti ricordi, poi che hebbe alquanto fauellato con gli altri, che fi troud=
Morte
dici
uano
tocca
mano
a tutti,
coprendofi
la faccia,fpir.
,
s . S vpreenti,
B 1 ro, eche
eglilafu
morto,
i figliuoli
tra loro
mofero dicordia, le citt

e leprouincie fi ribellarono, e tutte le coe andauano ottoopra. E queto Se=


nofonte criue di Ciro. Ma Herodoto Halicarnajeo racconta intorno alla "
4 d

DI

G I O V A N N I Z O N AR A , -

1 3 9

za di lui, della morte, e di tutta la fua uita tante coe, che farebbe fouerch o a
raccontare. Et ame, che ritringo le hitorie in breuit, non conuiene compor
lunga opera: ma bata tracorrer breuemente le coe piu ueriteuoli. E chi uor

r uolgere illibro di Herodoto, oue la hitoria di Ciro fi contiene, trouer queto


nel primo libro, da lui intitolato Clione della prima Mufa.
c 1 x o adunque intal maniera ditruffe il Regno degli Airi ; e nel primo

anno del uo imperio, : prea degli Hebrei Jettanta;concedettea Giudei,che Cirs conee.
erano in Babilonia,di ritornarfi in Gerualemme, e di rifar la citt er il Tempio: e s Giudei
ilche era stato predetto dal Profeta Geremia, crinanzi a lui da Elia. Percioche ::
il
uije,cento
quando
fu prea
la citt;
il econdo
auanti
la fua prefa,
e rui= .'
n4primo
del Tempio
quaranta
anni.
Ne er
concedette
queto
folamente,
mariman=
.
d infieme con effo loro i acri uafi, che da Nabucodonofor furono portati in
Babilonia, per Mitridate fuo theforiere, e Zerobabele. Et impoe a Prencipi
di Soria, che gli aiutafjero a quella fabrica, e de danari della Real camera fera
uifjero a tutta la fefa. Hauendo Ciro cio ordinato, andarono in Gerualemme i
Prencipi, i Leuiti, e i Sacerdoti di due Tribu, cio della Giudaica, e di quella di
Beniamin : e moltiuolfero piutoto rimanere in Babilonia, che laciare i loro po=
derioue effendo que Giudei nella citt peruenuti, tutti i Prencipi di Ciro diedero
loro aiuto alla fabrica:e furono i medefini Giudei due mila feicento e quaranta. E
mentre, che erano intenti nel rifacimento della citt e del Tempio, le genti uicine ;
fetialmente i Cutei, iquali Salmana/jar, hauendo prefi gl'Iffaeliti, haueua ridot= cutel.
ti in Samaria, moi da inuidia, fi fecero amici i Prencipi,accioche nell'opera non
gli aiutafjero. Dipoi effendo morto Ciro, gli Hebrei furono accuati per uia di

lettereinanzi cambije uo figliuolo, e ucceore: come perfidi e rubelli, agginn :


gendo, che fe forniffero la citt, el Tempio, ne pagherebbono i tributi, nepun e.
togli farebbono obedienti. Conquete e con molte altre parolelo indufero a uie
tar, che la fabrica non fi facefje: e cofi rimae illauoro impedito, infino al fe
condo anno di Dario figliuolo d'Hita/e, che fu lo patio di noue anni. Per=
cioche Cambife hauendo regnato fette anni, e foggiogato l'Egitto, d'inditornans

do, mor in Damaco, rimanendo il Regno occupato da Magi. De quali in que


fto luogo appartiene, che breuemente ragioniamo.

Ca B 1 se hebbe un fratello, che da Senofonte detto Tanaofar, e da He. Tanasar


rodoto Smerdo. Parue adunque a Cambife, mentre era nell'Egitto, che da non "
fo chi gli foe detto dormendo,che Smerdo hauendo occupato il feggio Reale,con
la teta toccaua il cielo. Temendo adunque di perdere il Regno, mand a Sufa

Prefae, imponendogli, chel fratello amazzaffe occultamente. E cofi effo fu


tolto di uita: ma non per queto Cambie fugg quello, che haueuano ditermina=

to Cicli. Percioche furono, due fatelliMedi; l'uno de qualicatezith, e l'al=


*

14o

P R I M A P A R T E DEL L'HIST O RIE

tro era chiamato smerdo, iquali faceuano profeion di Magia. E queto Smerdo
non folo haueua il nome di Smerdo, figliuolo di Ciro, ma ancogli era fimile di
le di apetto
Smerdo fimi

a Ciro.

afetto. L'altro cambie haueua fatto procuratore delle coe fue. Mentre che
adunque il Re dimoraua nello Egitto, Catezith, hauendo hauuto notitia della
morte di Smerdo,che da pochi fi fapeua, deliber di affalire il Regno; e di queto
diede al fratello, ilquale era fimile a Smerdo di nome e di lineamenti della perfo=
na, non come a fuo fratello, ma, come a figliuolo di Ciro, e di Cambije: e man=
d per tutto trombettiapublicar Re Smerdo, figliuolo di Ciro. Queta coa ina
tea, Cambife riprende Prefafe, che non hauefje eeguito quello, chei gli haueua
impoto: ilquale affermando, chel fratello, ch'egli haueua amazzato e fepelito,
non era quello, che gli mouena dicordia: preo uno de trombetti, ilquale gris
daua nell'eercito Re Smerdo figliuolo di Ciro,gli dimand, fe egli haueua ueduto
Smerdo,efe di fuo ordine facee quelle grida.Cambife adunque per quetauia inte

fa la uerit, piane di hauertemerariamente fatto uccidereil fratello, e fi appa


recchi di farguerra a Magi. Ma in quella, che egli montaua a cauallo, ucita=

gli la pada della uagina,lo feri mortalmentenel pettiglione: onde egli dimand
il nome delluogo, oue ei fi troudua: cr inteo, che era Ecbata, ripoe, chequiui
era ordinato da Fati, chegli hauefje a morire: percioche haueua Cambife hauuto
Merte dics dall'oracolo,che morrebbe in Ecatana: ma che egli haueua stimato,che la mortegli
bife.

Orane,

doueffe feguire in Ecatana di Media, hauendo l'oracolo inteo di quella di Soria,


cofi egli fi mor orbo de figliuoli, hauendo regnato fette anni e cinque mefi.
M o RT o Cambife,il Mago teneua fecuramente l'Imperio, uurpandofi il nos
me di Smerdo,figliuolo di Ciro:e mand in ogni parte delle prouintie ambaciadori,
facendo intender, che per tre anni faceua ciacuno eente di ogni grauezza. Ora
hauendo regnato hoggimai fette mei, fu in queto modo conociuto. Orane di
nobilt e di richezze a miuno de prencipi Perfiani inferiore, haueua una figliuos
la, detta Fedimia, che era stata moglie di Cambije. Con queta ufaud il Mago,
tome con le concubine del Re. Da cotui il padre ricerc per un meagio, fe el=
la giaceua con Smerdo, figliumlo di Ciro. Ripoe ella: ne mai hauer ueduto Smera
do, figliuolo di Ciro; ne faper, chi foe colui, col quale ella dormiua. Il pas
dre mand a lei la feconda uolta, ordinandole, che biognando adempieffe il fuo

comandamento, ancorache ui interuenie alcun pericolo: queto era, che quando


ella giaceffe col Re, mentre, chegli dormiua,gli toccaffe le orecchie: percioche, fe
colui hauefje orecchie, era coa certa, chei foe Smerdo: fenon le haueua, fi
doueua stimar, che e foffe Smerdo Mago. Obedi Fedimiaal padre: e trou, che
cotui, che ufaua feco, non haueua orecchie:e ne raguagli ubito il padre. Et
Apath e Go
bria Prenei,

pe de' Perfi,

da fapere, che ciro per alcun uo misfatto, glie le haueua fatte tagliare. Orane
comunic il fegreto con Afth, e Gobria Prencipi de Perfi; iquali come quelli,
che cio

D I GIOVANN I ZO NA RA,

141

checio inanzi haueuano fopetto, gli credetteropienamente. Deliberarono adun=

que diaggiungere ancora altrinella lor compagnia. Orane tolfe Inthaferne, Go


ria Megabizo, Apath Hidarne, e Drio, figliuolo d'Hita/e, ilquale di nuo=
wo erauenuto di Perfia in Sua. Ilquale hauendo con molta contentezza intea

la congiura, che esti infieme hauruano fatto, ubito gli efort a metter la delibe
ratione ad effetto, dicendo, che, fe esti laciaffero paar quel giorno, egli era

, permanifetare iltrattato al Migo. Tuttiddunque di comun confeno fi accinero


altimprea: percioche oprauenne un'altra cagione diaffrettar la coa. E cio fu,
che apendo i Magi, che Prefa e, h4ueua fatto l'homicidio di Smerdo figliuolo

diciro, e perqueta cagione eramuluoluto da Perfi, hauendo fatta feco amicis


tia, e promeogli digran doni, lo hueua aftretto per giuramento, che non i=

fopriff la fraude: Ilche hauendo egli promeo, aggiunero, che esti farebbo=
no raunare il popolo alle mura del palago.Onde egli montaffe fopra la Torre, e

gridue altorecchie di tutti,che Smerdo, figliuolo di Ciro,e non altro era Reper
cioche egli gli haueuahauutopiet, enon l'haueua uccio, come gli era stato im=

posto da cambije. Hauendo anco queto promeo di fare, il popolo fi raun.


--.

prefe fall f la Torre: e ricordando i beneficida Ciro fatti a Perfi,afferm, Parole di


che egli sforzato da Cambie haueua amazzato Smerdo, figliuolo di effo Ciro: e Preape al
che i Magi tImperio teneuano; e biafim e maladi i Perfi, fe est una cotale fce= Ppl.
leragginelaciaffero enza uendetta. Con quete parole fi gett della Torre, e
mor. I fette adunque hauendo cio intefo, pretamente andarono al palagio,
non effendo alcuna delle guardie, che gl'impediffe per la riuerenza, che portalida
mo alla dignit loro. Entrati nella corte, s'incontrarono ne gli Eunuchi, iquali Eunuchi.
haueuano cura d'introdur le perone, fe era di uo piacere, al Mago. Queti
dimandando loro cio, ch'e' uoleffero, e uictando, che non andaffero inanzi,fua
rono da loro amazzati, e con molta fetta entrarono. I Magi, che didentro has

ueuano fentito il rumore degli Eunuchi, fi apparecchiarono alla difea. Et uno

diest, che haueua preoinmano un hafi,feri Apath nel pettiglione, Intafer


meneluolto, ondegli fuguto un'occhio. All'altro l'arco fu inutile, perche
gia erano alle strette. La onde coro in una camera; oue fu eguito da Gobriae
da Dario: e quello abbraci il Mago. Queto temendo per cagion del buio di non
amazzare il compagno, ret di ferire. Onde da Gobria effendiripreo, e dia
cendogliche gli ferije ambedue, egli percoffe il Mago col pugnale. Egli altri
etiandio hauendo uccio l'altro, tagliarono ad ambeduela teta; e quelle feco pora
tando; elacindo idue fi perle ferite, come perguardiadelpalagio, andarono

-d'intorno, e dimotrarono a Perfile teta, Iqualiintea tinganno, fi mijero ad


uccidere tuttiMagischeicontrarono, Effendo per alquantigiorniacquetatofi
iltumulto, fi uoleroa deliberare intorno alle coe del gouerno. railpartrdi

Veeifione

de Mag.

1 4 x P R I M A P A R T E DEL L'HISTORIE
orane, che fi ordinaffe la Dimocratia, di Megabizo l'Aritocratia: ma Dario
diceua, effer la ua openione, che di nouo fieleggefje il Re: nella quale entraro=
no gli altri quattro Prencipi: diterminando, che tuttia cauallo acendeero; e
colui, il cui cauallo eendo arriuati ne fobborghinelleuar del Sole, prima anni
Dario e un trife, s'intendee eer Re. Queta deliberatione dicouere Dario a colui, che
bello ingan haueua cura del fuo cauallo. Ilquale eendo perona aftuta, die al Signore, che
no ottiene il

fi stee allegro, percioche il Regno farebbe fuo: e la motte leg ne Jobborghi

Regno.

una caualla, che era amata dal cauallo di Dario, e le accot il cauallo, elaci,

ch'esto feco uae. La mattina eendo i Jette raunati ne fobborghi, e pastando


eglino per quel luogo, oue era statalegata la caualla ; il canallo di Dario, ricor=
dandofidi lei, annitri. Et in queto modo ottenne Dario il Regno. Alcuni adun=
que dicono, che Ocbar, che haueua la cura del gouerno del cauallo di Ciro, sia
magin queta aftutia: altri criuono alquanto diueramente, dicendo,che eglitoca
c con la mano igenitali della caualla amata dal cauallo di Dario, e la ripoe nelle
brache: e pocia, come alleuar del Solei fette Prencipi montarono fopra a cauala
li, palp le marigie del medefimo cauallo: ilquale fentito l'odore, fubito femens
Voto di Da'

do annitri. Cio o che auenie a queto, o all'altro modo, Dario hebbe il Regno.
Ilquale nel tempo, che era priuato, fece uoto a D1 o, fe egli foe fatto Re,

Jk0 ,

dirimandare nel Tempio di Gerualemme tutti i uafi, che erano rimafi in Babilo=
nia. E perche era antichiimo amico di Zorobabel, lui, che era dinuouo torna=
to di Gerualemme,con gli altri due, mie aguardia della fua perona. Hauendo

adunque nel primo anno del fuo Regno fatto un conuito atutti i principali del
Regno, e dopo la partita loro, eendofi alquanto addormentato nelletto,fueglias
to fi poe a ragonar con le fue guardie: craciacun di loropropole una quetios

me.Ai primo, fel uino uinceua ogni cofa. Al econdo, e il Re. Alterzo, (chefs

Quistleue
del Re .

Zorobabel) fe le donne piu poteuano:ev appreo, fe elle foero uinte dalla uerit.
E promie premial uincitore:come una ueta di chermosi,e mitrefacerdotali dilino
delicacatiimi,cr una collana d'oro da poter portare:e chegli concederebbe ancora
licenza di bere in oro, e di dormire altres in letto di oro, e di fariportare in un
carro co freni di oro; er oltre a cio, che tenee il primo luogo appreolui,
e foff chiamato fuo parente. La mattina, fatti entrare i prncipi, comand a

ciacuno della ua guardia, che dichiaraffe la fua quetione. Il primo adun=


que cominci a lodare il uino, dicendo , chela ua potenza era tanta, che
di soloro, che di fouerchio beueuano, ingannaua gli animi, cangiaua ilor uo=

leri, er effendo imbriachi, in diuerfi modi gli trasformaua, l'altro contee,


chel Re era piu degno di tutti effendo gli huomini per la fapienza fupe=

riore a gli altri huomini : percioche effo fignoreggiaua a coloro, chef


gnoreggiaua gli altri. Afferm Zorobobel, che maggiore era il poder delle
donne

D I GIOV A N NI

Z O N A RA .

1 4-3

dome: perche da loro naceuano i Re, el uendemiatore: e che effe erano antes

pofte da tutti ora parenti, er alla patria, er a gli amici piu cari: cr appreo
fignoreggiauanoa i Re; iquali loro fi ottopongono, e fanno uezzi, fe conofco
no, che alcuna coa allemedeime dipiaccia: machela uerit era piu potente delle Verit.
donne: percioche effo D1 o fi dice er uerace: er effendo tutte le altre coec
duche, fola la uerit immortale er eterna. Et effendo tutti del parer di cotui,
come di cui haueuadetto quello, che propriamente conueniua alla uerit ; Drio

gli permife, che oltre a prome premi, chiedeffe ancoracio che egli uoleua. Efa
foricord al Reiluoto, ch'egli haueua fatto, egli aueuiua di effer Re, che era
di rifare il Tempio di Gerualemme, e di rimandar tutti tuafi, che fi trouduano

effer rimafiil Babilonia. E queta (diffe) la dimanda, ch'io faccio. Cio mol
to piacque a Dario: e crie a principi,che doueffero trouar de legni di cedro per
fabricare il Tempio; craiutar Zorobabelarinou r la citt:e che donauala li= Dario eom
che tia
bert a tutti gl'iraeliti che erano in Giudea, e gli faceua efenti dallegabelle ; e da,
fabrigato il
contribui per la edification del Tempiocinquanta talenti; e mand i uai ; che er4= Tempio.
no preo dilui: econferm tutto quello, che da ciro era stato a Giudei concedu=
to. Fatte quete coe, Zorobabeland in Babilonia; er al fuo popolo apporto

la felice nuoua della benignit del Re. Quelli aduuque, che haueuano caro diri=
tornare, firidustro in Gerualemme: de quali fula fomma * diecimigliaia c c c c
L x 11, e ottomila, enza i Leuiti, i portonai, e i feruie minitri delle cofe fa=
gre, iquali eguitarono il popolo, che al patrio nido ritornaua.
D I cotui fu laguida el Capitano Zorobabel, figliuolo di salathiel, della
Tribu de Giudei, e de dicendenti di Dauid,e Geu, figliuolo di Giueppe Ponte= Mardocheo.

fice. Et oltre aquefii Mardocheo, e Gereb, celti dal popolo. iquali entrati
nella citt, e acrificate le uittime, cominciarono a fabricare il Tempio; e for
nitolo con pretezza, i Sacerdoti, i Leuiti, er i figliuoli di Affatteero al cul
to diuino. Ma i piu uecchi delle Tribu raccordandofi della magnifica fabrica del
primo Tempio, e ueggendo, chel nuouo digran lunga era men bello, inguia fi
mieroa piangere, che il fuono de i loro lamenti uinceua quello delle Trombe.
Mentre, che fi fabricaua il Tempio, i Samaritaniandarono a trouarzerobabel,

ricercando, che estancora foero riceuuti incompagnia diquella fabrica. Egli


non uolle; maben diffe loro, che, quando il Tempio foe fornito, esti ad ogni
lor uoglia haurebbonopotuto uenirui adadorare Iod 1 o. coloro di queto fac
ciamento sdegnati, efortarono i Soriania dimandared Principi, che uietajere la
fabrica del Tempio. Onde i gouernatori della Soria e della Fenicia effendo anda=

ti in Gerualemme, dimandarono, per concestion di cui edificaero un Tempio a


guia di Castello, e cingesterola citt di fortistime mura. Zorobabel,e Geu Pon=

teficerjpokro, chequtraloro joprima da ciro,d da D,

Samaritani.

144 PRI MA PARTE DE L L H S T oRI E


rio. Ilche inteo, non parue loro d'impedireillauoro: ma friffero ubito a D4
rio. Et effendo i Giudei in ifauento, chel Re non fi hauefje a pentire della ua
liberalit, da Aggeo, e da Zacaria furono confortatia non temere, ne fofetta=
re alcun difturbo. Onde raicurati dalle parole de Profeti, attefero all'opera .
Dario hauendoriceuuie le lettere e le accufe de Samaritani, che i Giudei fortifi=
cauano la lor citt, e fabricauano un Tempio, che haueua fembianza d'un catel

lo, effendo stata uietata quella fabrica da Cambie: fece che cio fi ricercaffe nel
le fritture Reali: e fu trouato fritto in Ecatana(ilquale catello di Media) ci
-

ro hauer comandato nel primo anno del fuo Regno, che fofje in Gerualemme
fabricato il Tempio, cvil Santuario, e che idamari della efa, che ui andaua,

#:: ficauaffro da theori Realize fi restituiero iusi del Tempio ; e chei uicini
Gerualeme. Pretori aiutafjero la detta fabrica; e pagafjero a Giudei per i Sacrifici Tori, Mon
toni, Agnelli,e Capretti, aceto, uino evolio.Trouando Dario queto contenerfin

quegli fritti, a gouernatorirecrije inqueto tenore; Mandoa uoiteempio del


comandamento di Ciro trouato ne fuoi libri:e'l mio uolere e, che del tutto Ji debe

ba eeguire, quanto inquello fi contiene. A Dio.

INT E s a la uolont del Re, aiutando i Giudeii Pretori di quelle prouincie,


e fornito il Tempio nello patio di feete anni, glfraeliti facrificarono le uitti=
me, lequali rinouarono i primi beni. Nella feta de gli Azimi tutti delle uille
Paqua de

fi riduero nella citt; e fornito il acrificio, ilquale detto Paqua, celebraro

g:frei. no la feta. Quelli, che habitarono in Gerualemme, tennero una forma di Re=
publica di ottimati temperata col dominio de pochi. Percioche la fomma del goa

uerno infino al Regno de gli Affamonei fu appreo de Sacerdoti: effendo, che


Republisa, auanti alla prefa per cinquecento trentadue annie tre mefi obediuano a i Re. Inan

:::::a zi a i Re, furono capide Magitratiquelli, che erano chiamati Giudici, e Dit=
Gerualeme tatori : otto a quali stettero dopo Moe e Ge piu di cinquecento anni. Ma i
Samaritani effendo nimici de Giudei, apportarono loro di moltimali. Onde Ze=
robabel e gli altri de quattro Magitrati uennero con luia Dario ambaciadori.
I cui ramarichi intefi dal Re, fcrije a Pretori & al Senato di samaria, che non
moletafjeroi Giudei: ma della camera de i theforiregij di Samaria fomminitrafi
fero tutte le coe, che d acrificierano necearie. Effendo morto Dario, serje

fuo figliuolo, ucceore del Regno, e della piet del padre, fu pienamente affet=
tionato a Giudei.

T ko v av a s r a quel tempo in Babilonia Edra: huomo buono, e peritii=

Leur. sa "de" legge di Moe. Il Re adunque gli friffe fatte lettere .

Stimando

:::iu: effere ufficio della humanitmia, che tutti quegli Iraeliti, che uogliono, poano

"

andare in Gerualemme; io ho commeo queto carico a Efira cancelliere, elettor


della legge Diuina. Chiddunque ne ha uoglia; puo, quandogli piace, andarui .
Appreo

- , : D I GIOVANN I ZONA RA ,

145

Appre tutto foro, che fi trouer in Babilonia conagrat a D i o, coman=


do, chfia recato in Gerualemme. E tu Edra tutto quello, che a te parr,
condurrai a fine, togliendo i danari dalla camera Reale. Ne uoglio, che a Sa=

cerdoti, a Leuiti, er a tutti i minitri del Tempio fia imposta coa ueruna,
che loro fia graue. E fecondo il tuo diuino apere eleggerai Giudici ammaes
firati nella legge iquali in Soria e in tutta Fenicia amminitrino ragione: e
quelli, che non fanno;farai, che apprendano effa legge. Queta lettera lefje
Efra a Giudei, che dimorauano in Babilonia; e mand i fuoi eempial uo pos
polo in tutte le Prouincie. quali tutti opra modo fi rallegrarono, er alcuni
con le facultloro fi condujero in Babilonia perritornare in Gerualemme: ma

:
"$

Due foe
tutto il popolo d'Irael quiui rimae. Onde dice Giueppe, che due fole Tribu Tribu
obedi
uano
a Ro
cof in Europa, come in Afia, obediuano a Romani. E dieci habitar di l del
18

tufrate; delle quali la moltitudine era enza fine, in guia, che non cadeuano

fotto numero. Efira adunque, effendo con effoluimolti andati in Gerualemme,


i doni, che serfe e i faoi configlieri, e gl'iraeliti, ch'erano in Babilonia, haue

uano fatto a D i o, chera una gran Jomma di argento e cro, diede a quelli,
che haueuano cura del theforo; er a Pretori appreent le lettere: iquali honca
rarono quella gente, e le Jouuennero in qualunque coa. Dipoi hauendo intefo,

alcuni del popolo, haver menato a Sacerdotiev a Leuiti mogli straniere ; queli
con molte lagrime e fee ammonitioni indue a licentiarle infieme co figliuoli.
Alla festa de Tabernacoli effendo quai tutto il popolo raunato,dimand a Efdro,

che leggefje le leggi di Mos. Lequali intee, pianero i delitti da loro commei.
Ma die Edra, che in giorno fetiuo non era da piangere: ma di dare opera a

facrifici, e conuitarfi, e dipoi fi doutuano oferuar le leggi. E qui uecchio,fi

Morte di

mor. vn certo de prigioni, ilquale era coppiere di Sere, caminando inanzi E dra .
Coppie.e di
alle mure disua, ueggendo alcuni, che entrauano nella citt, iguali parlauano Serie.

mella lingua Hebrea, dimand loro, chiei foero. E ripondendo, ch'e ueni=
uano in Gerualemme, dimand a medefimi della condition del popolo e della cit=
t. Et intendendo, che le cofe andauano di male, e che i Giudei erano molto af.

flitti dalle uicine genti, ne piane : e douendo alhora trouarfi al uo ufficio inan=
zi al Re, entr nel tinello. Ilquale eendo dimandato della cagione della fua tri

ffezza, raccontando le mierie della ua citt, Neemia preg il Re, chegli defa
felicenza diandar col, e far le mura, e compir quella parte, che mancaua del
Tempio. conent il Realle fue dimande: el eguente giornogli diedelettereina
drizzate al gouernator di Fenicia, di Soria, e di Samaria, nelle quali commetteua

loro, che quelgiouane honoraje, egli deje quello, che biognaua alla fefa della
edificatione. And adunque egli in Gerualemme con una grandi ma parte del po=
polo, il x x v anno del Regno di Sere, hauendo datele lettere algouernatore:e
|-

Hit, di Gio, Zonara.

1.4 6

P R I M A PA R T E DELL'HIST O R IE

diuie la cura dell'opera a diuerfi uillaggi, e catelli,accioebe piutoto foffor=


nita. I Giudei adunque fi mifero alla fabrica; cofinominatida che di Babilonia
ritornarono in Gerualemme. Percioche effendo la Tribu Giudaica primaritor=
.nata in que luoghi, esti furono chiamati Giudei, e diedero nome alla regione.
- o ka gli Ammaniti, i Moabiti e i Samaritani non potendo fofferir, che fi

rifaceero quelle mura, afalendo i Giudei, moltine uccifero, e procuraronoan=


co di hauer nelle mani Neemia. Et il popolo per quete nouit turbato, poco
manc, che la incominciata opera non abandonaffe. Ma Neemia facendo uenir

le guardie in uo aiuto, perfeuer con grandiima cofianza, la notte el giorno


traforrendo intorno alle mura , infino, che elle furono fornite: che fu il
x x v 1 1 r. anno dell'Imperio di Sere, e undicimefi. E ueggendo, che la citt
non eramolto habitata,impoe a Sacerdotier a Leuiti, che laciando i uillaggi,

nella citt fi riduceero. Mor Neemia uecchio, huomo buono e giusto, emol.
Arastrie v to amoreuoleuero il uo popolo -

ke de Perfi.- Ess e N do altres Sere permenuto a morte, Ciro filo figliuolo, chepari

mente detto Artaferfe, hauendo ottenuto il Regno, il terzo anno del fuo Impe
perio fece per molti giorni fontuofi conuitia i capitanie Prencipi delle fue pro
uincie. Fece ancola Reina Vata un conuito alle matrone:laquale, perche auan
zaua di bellezza tuttele altre Donne, difiderando il Re, ch'ella foe ueduta da
tutti, comand, ch'ellt a quel conuito ueniffe. Ma la Reina ricuando, e riman=

dando feo imet in dietro enza effetto ueruno, il Resdegnato, ragion del
la uperbia della moglie con ette Senatori de Perfi. Iqualilo configliarono a

v.a. s. rifiutarla. Madipoi otenendo debolmente il defiderio, che ne entiua deitha


:::::::: uerfene priuo, gli amici lo confortarono a far uenire alla fuapreenzatuttele
*** belle giouani donzelle; e poi lapiu bella permoglie eleggeffe. Il Re fattene al
'
. : configlio loro; e fattoraunare molte damigelle, fu trouata in Babilonia una fan
ciulla di natione Giudea della Tribu di Beniamin, laquale era priua dipadre e di
madre, e ueniua gouernata da Mardocheo Prencipe de Giudei fuo zio, il cui no=

raher

me fu Ether. Della coteibellezza e gratiof leggiadria inuaghito il Re, la pre=


fe per moglie, e l'orn della Real corona. Medefimamente fuo zio Mardocheo
fi ridue di Babilonia in Sua, per trouarfiancora egli nella corte del Re, er in=

tender dellanipote: percioche ne ella haueuamai detto di quale stirpe foe nata,
Legge det ne egli laciato intender, che feco hauefje parentado. Haueua il Reper legge or=

***" dinato, che miuno haueffardire di uenirgli inanzi, mentre egli fedeua nei Reat
trono, e non era da lui chiamato. E chi altrimenti facee, fubito da minitri
foe uccio, e eglia colui non porgeua ilbatone,che teneuain mano; e chi quello
toccaua,fe ne paaua enza gaftigo.Ora uolendo due Eunuchi tradire ilRe, Bar

gabazo Giudeo,cheraferuo d'un degli Eunuchicouere il trattato aMardocheo:


*

ilquale

ID I. GIOV A N N I Z O N A R A .

* 4

ilquale per Esther lo fece intendere al Re.Il Re fece mettere in crocegli Eunuchi; Mariashes

ecriuere il nome di Mardocheo nellememorie Reali, e loriceuncia ua corte. ::::::..":


E xa faprimi amici del Re Aman, ilquale tutti adorauano: ilche non fa: :::::-:
ceua Mardocheo per cagion della legge Hebrea, che lo uietaua. Della qual cofa 8
sdegnato Aman, gli diffe, che egli era adorato da tutta la nobilt de Perfi; onde

fi marauigliaua, ch'egli, che era feruo, il medeimo non faceua. Et hauendo al


Re accuata tutta la natione Hebrea, chiefe, che ella affatto fi ditruggefje, in
guia, che non uenerimanee piu feme. Et affine, chel Re per queta cagione
non uenie a effer priuo de tributi, egli fi obligaua di dargli quarantamila das
mari di argento ciacun'anno. Il Re don ad Amani danari, egli huomini, dia
cendo, chei ne facee il uo piacere. Cotui adunque mand pretamente un
decreto per tutte le Prouincie in nome del Re, ilquale conteneua quete parole.

Tutti coloro, che faranno condannati da Aman, che mio fecondo padre, uoglio,

fiano uccifi
queta fentenza
che
le mogli,del
e con
i figliuoli:
e cheEffendo
hab= ADeereto di
quetoinfieme
anno acon
quattordici
duodecimo
bia effetto
adunque que=
mee.
fto total decreto publicato per le citt e per le prouincie, fi apparecchiaua diuc

cidere i Giudei: el medefimo fi trattaua in Sua. Mardocheo hauendo inteo


queto fatto, uetitofi di facco, egettatafi poluere opra il capo, gridando for
te, che fi haueua a far morire una gente, che non lo meritaua, fi ferm alla
porta del palagio del Re: percioche non gli pareua, che folje diceuole dientrara
ui con quell'habito. Ilche effendo apportato alla Reina Ether per uno Eunuco

mand intender da lui la cagione di quel pianto:Egli raccont all'Eunuco quello,


che era auenuto,elemand a chiedere,che ella uolejepregare il Re per il fuopo=
polo. Ether gli fece a fapere, comedalei fi temena, e foe ita inanzi al Re, Marseshes

non effendo chiamata, di effere uccia, Ripoe Mardocheo, cheella non doueua :::::::.
hauer riguardo alla propria faluezza; ma a quella del uo popolo. E che, fe orienga dai
cio non facee, i od 1 o conferuerebbe il popolo, e che ella inieme con la cafa '
del padre farebbe etinta. La onde la Reina gl'impoe,che egliandafje a Sua,e the
: comandae da ua parte a i Giudei, che quiui erano, a digiunar tregiorni. Obea -- * - :
|

di Mardocheo; er ellagettandofi a terra, e uetitaidinero panno, per lo fa=

tio ditre giorni non gutando cibo di ueruna forte, attee a fare orationia Dro.

Iquali paati, uetitafi di Real ueta, fa due fanti ; delle quali all'una fatte=
neua leggiermente, e l'altra teneua folleuatala coda della ueta, la cui lunghez=
za perueniua infino a terra, tutta timida anda trouare il Re: di cui, come fo

alla preenza peruenuta; ueggendo, cge egli dal uo tronola riguardaua conoc- Re :" ":
chio fero, perdendofi dipaura, filaci cadere opra la fante, che leera alato. . . .
Il Re per diuina prouidenza pietoo diuenuto, cefe del trono, temendo, non qual

che strano accidente auenuto le foste: ericeuendola tra le braccia, e dicendole, .


|-

* *

***

48

PRIM A PARTE DELL'H'Is T o RIE

che rimaneffe ficura, fece, che le ritorn il uigore, huendole porto la uergt
raher inui, d'oro, e dato lo frettro nelle fue mani. Efther prea ficurt, chiefe, ch'egli
:*** uolele uenire con Amana definir eco. Lepromie il Re; erandatoui; le diffe,
che clia chiedee quella gratia,ch'ella uoleua,che ogni cofale farebbe da lui conce
duta. Ellarifofe, chel giorno eguente farebbe per dimandargli un dono, fe
-

gli era in grado di ritornar con Aman a un comuito, che ella ancora intendeua di

fare. Acconentendo il Re, Aman tutto pieno di allegrezza uc del palagio: e


ueggendo nella corte Mardocheo, di nuouo fi sdegn, che egli nom adoraje: e
tornato a caa, diffe alla moglie er a gli amici, che dalla Reina era fommamente

bonorato,ma che nenpoteua fofferire diueder Mardocheo in corte, fi come quel=


aman fariz lo, che non degnaua di honorarlo. Fu confortato dalla moglie a ordinare, che

::::::: fi facefferizzar nella corte un legno alto cinquanta cubiti: elamattina chiedeje
the. al Re, chegli concedeelicenza di far conficcar fuquet legno Mardocheo. Egli
lodando il conforto della moglie, fece fedire il legno, erizzarlo nella corte per

upplicio e morte di Mirdocheo. Fatto questo apparecchio, leu i b d 1 o at


Re il fonno, inguist, che per tutto lo patio dellanotte egli non pot punto dora
mire. Onde uegghiando, fi fece recare le memorie fritte de fuoi fuccei; nelle
quali effendogli letto, Mardocheo trou diftouerto il trattato de gli Eunuchi, che
uoleuano uccidere il Re, e uolendo il cancelliere con fetta uenire agli altri capi,

il Recomand, che qui fi fermaffe ; egli dimand, feui era fcritto, qual prea
mio gli foffe stato dato. Et egli dicendo, che non uiera ftritto alcun premio;

dimand quante hore fofro dellanotte: eripostoglida colui, che cominciaua a


fpuntar l'albe, gl'impoe, che conducee alui ciacun de faoi amici, che fi tro=

uafero alla porta del palagio. E ai fu trouato Aman, ilquale era uenuto

|-

,
:

' molto per tempo, affine di dimandar la morte di Mardocheo. chiamato Aman
all preenza del Re, il Regli diffe ; chei lo configliaffe, in chemaniera eglido=

::ffe honorare un fuocaro amico. Stimando Aman, che tutto quello, di cheegli
::::::::: il Reconfigliaffe, doueferitornarnella fua perona, fi come quello, che piu ca=
:::::" roeraal Re diciafun'altro, ripole: Re,fetuuuoi far colui, che tuami, ue
-

'A

ramente illutre, ordina, ch'egli fia portato da un bel cauallo, uestito, come tu, e
con una ricca collana d'oro alcollo; erandandogli inanzi alcuno de tuoipiu ft=
uoriti amici e famigliri, gridi, per tutta la citt, cofi effere honorato colui,che

uuoleil Re, che fi honori. Piacque al Requeto configlio: e diffe,trona Mardo

stardoshes cheo Giudeo; e dandogli il cauallo, la uesta di porpora, e la collana d'oro,


::::::::: utinanzia lui, e grida quello, c'hai detto: percioche eglie itmio piucaro e piu
;gg.= stretto
.ocima E queti honori ,oilgou chefe gli ,onaiccaf per hauere eglicon
struata la mia uita. Intefe quete parole da Aman, fu ripieno digrandiimo di=

stiucere, e tuttorimae turbato nel fito animo: non dimeno fiparti, crapprefs
"

sil C4

D1

G I O VA N N I Z O N A R A ,

1 49

il cauallo, la ueta purpurea, e la collana : e trouando Mardocheo inanzi alla


porta uetito di facco, gli ordin, che fi poneffe in doo il drappo purpureo.
Ripoe Mardocheo, trifiimo huomo, cofi uien a prender giuoco de miei ma=
li? Ma intendendo, chel Regli concedeua que doni inguiderdone dello hauergli
conferuata la uita, per hauer dicouerte l'infidie degli Eunuchi:fi uet il Real
panno, fi mie la collana al collo; e falito a cauallo, pa per tutta la citt, an=
dandogli inanzi Aman, egridando: cofi honora il Recolui, che egli ama. In co
tal guifa hauendo Mardocheo caualcato per tutta la citt, ritorn al Re. Aman
ritornato a caa, piangendo raccont quel fatto alla moglie. Fra tanto uennero
ad Aman gli Eunuchi, mandati da Ether, e con molta fretta lo chiamarono al Esther finans
conuito. Vno de qual hauendo ueduto nella ua caa la croce, crinteo da uno :::hi::
-

de famigli, che Aman l'haueua fatta apparecchiare, per faruia mettere Mar. ::"
docheo, ilquale era perdimandare al Re, infieme congli altri alla Reina ritorn.
Ora effendo il conuito preo alla fine, il Re diffe alla Reina, che chiedelje il do=

no. Laquale piangendo la ucciion del uo popolo,diffe,che ella ancora era dannata
a quella morte, laquale haueua diuiata Aman. Di che il Returbato, fileu dal
conuito, Aman fi mie a pregare Ether, e potofi fopra il letto dilci non cef.
faua di upplicarla. Il Re entrato nella camera, e ueggendolo fulletto, diffe:

ab muluagio ancora ardicidi uolere ufar forza alla mogliemia ? A queto tros
uandofi preentelEunuco, diffe al Re della croce, cheueduto haueuanella caa di
Aman, laquale haueua intea da fuoi ferui, che da lui era futa apparecchiata
per Mardocheo. Il Re adunque comand, che ubito Aman foffe in quella ap=
peo. Cofi egli hebbe la meritata morte: el Re don le ricchezze di cotui alla Aman : pe
Reina: intefa la parentela, che era tra Mardocheo e lei;fece dono a Mardocheo :2 ::
dell'annello, che prima haueua hauuto Aman: er al medefimo don la Reina ibe- $
ni di Aman; e preg il Re, che liberaffe la gente Hebrea di quel pericolo. Le

conceje il Re, che ella criueffein nome fuo quello, che le pareffe. Lelettere cheo.
erano di cofi fatto tenore, che Aman, come maluagio er ingrato, rimprouerae Lettere di
uano, che haueua dimandata la morte d'un popolo innocente: e chiamauano Mar-
docheo di effo popolo conferuatore: lodauano ancora i Giudei, che uauano una :
buoniima forma di Republica, e il uero I d d I o adorauano: ne folo liberaua

nogli Hebrei dal upplicio preparato loro da Aman, ma uoleuano, che foffero
bonorati, concedendo, che pacificamente uiuefjero con le loro leggi; e dando a'

medeimi podet di farea tredici del mee, detto Adar, uendetta opra coloro,
da quali erano stati offefi: cr impontuano a Prencipi delle Prouincie, che gli

aiutaeroa uendicarfi de loro nimici.


o ka i Giudei, che erano in Sufa, hauendo inteo il ucceo di Mardocheo,
giudicarono quella effer felicit comune: er a tredici del mee di Adar, che da
*

Hit, di Gio, Zonara.

K ij

a so

P R I M A P A R T E D E L L H I sro R I E

Macedonie chiamato Distro, tagliarono a pezzi da cinquecento de nimici: e di


quelli ? che in altre citt e Prouincie dimorauano, ne uccifero fettanta cinque mili:
ginoa pe= E parimente i Sufiani il feguente giorno di ordine di Ether ne uccifero trecento,e
. 0 " fur pojli in croce tutti i figliuoli di Aman, quejto ancora hauendo il Re conce
duto alla moglie. Comand poi, chel quartodecimo giorno tutto il popolo dos
Gudei ta

ueje fejleggiare: e d'indi in poi celebrarono gli Hebrei queti due giorni, e lich:4
marono preidiarij.
*
M A R D o c h e o diuenne grande, e compagno al Re nell'amminitratione dela
l'Imperio. Ora effendo tornato il Sacerdotio in Glo, figliuolo di Goda, era
stato promeo a Geu fuo fratello,da Bagoa ua amico,chera generale dell'eercia

:::::
to
e il frtello di Artaferfe. Onde Gio sdegnato l'uccie nel Tempio. Subito adunque Bagoa
":"* ut opragiune, cr entrando nel Tempio, diffe e coloro, che l'homicidio banno
commefjo, entreranno nel Tempio, entrer io ancora, che fon di loropiu mona
do. E molet i Giudei fette anni. Morto Gio, Gioad uo figliuolo fuccee
Manaste. nel Ponteficato. Di cotui fu fratello Manaje; a cui Senabalete, figliuolo di Dua
rio, ultimo Re de Perfi, diede per mogliela figliuola, detta Nica. Maeffens
|-

- -

- - -

doi leuati a rumore i principali di Gerualemme, chel fratello del Ponteficeha=


ucua per moglie una donna straniera, o imponendogli, che ouero egli la rifiutaf=
fe, ouero fi toglieje dall'amminitration delle coe facre,Manae diffe al suocero

queto fatto. A cui egli promie, s'ei la ua figliuola riteneua di coneruargli


il Sacerdotio, cranco di crearlo Pontefice, e gouernator di que luoghi, oue egli
comandaua; e che farebbe per fabricar nel Garizino, che era il piu alto monte
di Samaria, di ordine di Dauid un Tempo piu magnifico di quello di Gerualem=
me. Da quete promefje indotto Manae, rimae appreo Sanabalete; c a lui fi
riduceuano etiandio molti altri sacerdoti d'Irael, iquali in cotalimaritaggi erano
* instelti. Sanabat era intento a procurar, che Dario gli concedee licenza di fas
bricare in Arizino il Tempio. Ma effendo il Re da Alefjando rotto e confitto
|-

, , prejo d'Io, diperando delle coe fue, con otto mila, che egli haueua otto il

Juo gouerno, and a trouare Alejandro, e fee le prouincie gli dede. Da cui
- riceuuto, alhora arditamente propoe la caua di fuo genero, e della fabrica del
sanabatete Tempio in Garizino. Et ottenuto il fuo diiderio, fece il Tempio,e cre il genero

:::::::Pontefice.Ma perche ci occoro di farmentione di Alejandro, stimo non effer


H

Garzias, fuori del propofito della notra hitoria, di rifiringer fotto breuit ancora i fata
ti, i cotumi, e l'origine di queto Re: il che fatto, ritornar all'ordine di effa his
storia ; ancora per queta cagione, che egli and a Gerualemme, crauennero per
lui alcune coe al Pontefice e al popolo degne diammiratione; er egli efofe cert

diuina uiione, come criue Giueppe; il che tutto fracconter nel continuar dels
la medeima ua hitoria,
v.

. .

. . . .

, -4

v-

. .

|-

. . . . "
E v

*-

: DI ;G I O V A N N I Z O N A R A .

; 1

F v Alefjandro figliuolo di Filippo,Re di Macedonia, nato di Olimpia. Die alestandes,

cono le fuole, ch'egli fu figliuolo di Hamone, che in forma di Dragone giac= "*""
que con olimpia: cr Hamone

chiamano Gioue: ma quete, come io dico , fono

fauole. Maben fi racconta per coa uera ; che la madre di lui, inanzi alla notte,
che ella giacque con Filippo, fi fogn, che un fulmine le era entrato nel uentre,
e che diquello era mata una gran fiamma: laquale dicorrendo per tutto, pocit
fi dileguau4. Dopo fatte le nozze parue nel Jonno a Filippo di oggelare iluen- sogno di Fi
tre della moglie con la imagine d'un Leone. Queto fogno effendo da diuerfi in- lieps padre
terpretato diueramente, rioe Arifiandro, che la Reina eragrauida ; percio=

che non fi foggellaua coa, che folje uota: e chel fanciullo, che ella era perpar

torire, farebbe animoo, er haurebbe natura da Leone. Nacque Aleandro il


giorno, che arfe il Tempio di Diana Efeia: o alcuni Magi, che perdi l paa- :
quando na
-

12

uano, gridarono, in quel giorno effer nato un gran male, e calamit dell'Aia. que
Fu bianchimo, er haueua la faccia elpetto colorito inguia, che pareuano di colore.

porpora: e del uo corpo e della bocca uciua un gratistimo odore. Di che fu ca= "*""
gione il calore e la feruidezza della perona, ilquale gli humori, che : "
fanno puzzarei corpi. Effendo ancora fanciullo, iro lagrandezza del fud rannunez.
animo: percioche effendo uelociimo de piedi,gli fu dimandato, segli uolewa za daleian

correr ne i giuochi di Olimpia. Eglirioe, cheiui correrrebbe, quando altri ***


Re con lui nel coro contendefjero. Quando intendeua, che Filippo hauee pre
fa qualche nobile citt, ouero ottenuta alcuna illutre uittoria,come che ao gli
diiacee, foleua dire a fanciulli della fua et : mio padre non mi lafcier occa=

fione dipotere infieme conuoi fare alcun bel fatto.


E s s e N do menato a Filippo un cauallo detto Bucefalo, ilquale era sti Bucefalo. :
-

mato tredici talenti, ne fi laciaua caualcar da alcuno, ne uoleua fentir parlara


ne : e percio da lui ueniua riputatoinutile: die il fanciullo: o che buon cauallo e
rifiutato per non e er chilo appia caualcare. lequali parole riprendendo il pa=
dre, die, c a te darebbe il cuore di poter caualcarlo ? Rioe egli: meglio,
che uerun'altro: e concedendoglicio il padre, pree in mano la briglia, e lo uol=
fe con la teta al Sole; hauendoperauentura compreo, chel cauallo era moleiato

dall'ombra che gli fi aggiraua inanzi agliocchi: e palpandolo prima con la ma- " " :
no, gli mont opra: e poi, che l'hebbe alquanto maneggiato, lo laci correre. .
.
Di che tutti, chelo uedeuano, rimanendo timidi, come lo uidero ritornar fano er
allegro gli amici di Filippo fecero lieto gridos e liftefjo Re lagrimando ditene

rezza, baciandolo, die: figliuolo mio procacciati pure un'altro Regno eguale .
altuo ualore, che la Macedonia non tipotr capere. Era d'ingegno afretto, e -

ritroo ad obedire, ma filaciataegeuolmentepiegar dallaragione. Fu juo Mae- ::::::


stro Aretotele: ne folamente da lui appree la moral Filoofia, e quella, che in- A"
4

iiij

1 ; 2.

P R I M A PART E D E L L'HIST O R I E

fegna ilgouerno della Republica, ma la dottrina ancora di coe egrete: laquale

perche fi comunicaua a pochi, era detta Epoptica er Acroamatica :e ua d'intor=


no una ua lettera con quete parole: Non hai fatto bene a diuulgar le diputationi
Acromatiche; percioche in che oprateremo moi agli altri, fe quella dottrina
che habbiamo apparata, fia comune a tutti : Ripoe Aritotele, che elle fareb=
bono publicate e non publicate; con lequali parole dinotaua l'ocurezza di quella
facult, e la malageuolezza d'intenderla. Egli non folamente appar la Me
dicina, ma anco la eercit. Motrando in et di fedici anni grandiimi fegni di
generofo e forte animo,opra modo era amato dal padre: col quale per non mol=
to conueniua pergli amori, che egli haueua diconueneuoli alla fua et , e per la
gelofia er afrezza della madre. Effendo Filippo uccio da Paunia, uccee

::::: nel regno, ejendo di uenti anni; e quantumque le coe dell'Imperio da ogni parte
:e:ife nel foero turbate; egli col fuo ardire, e con la grauit del fuo configlio pretamene

***"

te le raffett e ridue a buono e pacifico stato, bauendoprea Thebe e ditrutta,

e uenduti i prigioni, e fitta la pace con gli Atheniei. Nella ruina di Thebe un
Patto di Ti. certo Capitano di Thracia sforz una nobile matrona, chiamata Timoclea: e dis
melea, poi dimand, oue foffero i fuoi danari. Ella nel men folo a un pozzo, e diffe,
che quiui haueuanacoto alcuni uoi belliimi ornamenti:epiegandofiil Capita
no opra l'orlo del pozzo; la donna lo finfe, c fattolo dentro cadere, tiran=
doglia dojo di molti fai l'uccie. Queta donna Alefjandro fi fece menarlegata
inanzi ; e le dimand chi ella foe. Ripoe ella arditamente, ch'era forella di
Theagene ; ilquale effendo stato eletto Capitano di Filippo, era morto per difea
della libert de' Greci. Marauigliandofi egli adunque della uirt a delgran cuore

libert leier i figliuoli Effendo andato atrouar Dio


di A: gene Sinopee, ilquale dimorauain Corintho; e dopo hauerlo falutato, dimandans

" dogli, e egli haueua biogno di qualche coa, ripoe, che gli factua metiero del
calor del Sole ; egli chiefe, che d'indi fi dipartije. Partitofi Alejandro, que
che lo eguiuano, fi faceuano beffe di Diogene. A qualiejo, che itupiua del
Juo alto animo, diffe: Se io non fost Aleandro, uorrei effer Diogene. Prepta
rando l'imprea dell'Aia, prima non mont in naue, che don a uoi baronier

::::::" amici, adalcuni terreni adaliriuillaggi adaliri rendite. Eteffendo dinandato


:Tais

da Perdica, quello, che per e steorierbaua, rif ofe egli: La peranza. Hauen=
do pajato l'Helleponto, i Principi di Dario con un grande eercito uennero a in=
contrarlo alpafjar del fiume Granico. Temendo i foldati la gran piena e l'impes

::: to del coro del fiume, er anco effere affaliti da nimici: egli contredici bande de
Granico.

caualli entr nel fiume ; emie in pericolo la fua perfona, hauendo i nimici adofa
fo, creffendo le riue del fiume alte e precipitoe, in guia, che fu tenuto quel
paaggio anzi da huono furioo, che prudente. Hauendo in tal
paato

;
il fiume

T i D I GIOVAN NI ZO NARA.

1 33

il fiume, fu costretto a combatter tumultuoamente: ma tutto, che gli foero


lanciate di molte partigiane (percioche egli era conociuto alle arme) non fu fe=
rito:er uno lo colp della pada opra l'elmo,contanta e non piu forza,che gli toc

cleggermente i capegli. Mentre, che era attaccata cofi lazuffa, legenti di Ma=

cedonia paarono il fiume: le cui forze nonpotendo i oldati di Dario fotenere, v, sada
fi mifero a fuggire. il Jucceo di queta pugna fu occaione digran felicit ad :.
Alejandro: percioche gli fi diede la citt di Sardi,e molte altre Jeco fi unirono.'
indi uolgendofi alle contrade maritime, occup la Panfila, la Cilicia, la Fenicia, Farddi alet
la Piidia, e la Frigia. Dipoifoggiog la Paflagonia, e la Cappadocia. Dario fi ".
part di Sufacon feicento mila huomini, parte prendendo animo nella grandezza

dell'eercito, e parte aficurandofi opra queto, che per la lunga dimora, che Ale
Alefjandro faceua nella Cilicia, stimauano, ch'egli doueffe temere. Macio due :sia

niua per effereegli amalato: e diperando tutti gli altri Medici del uo campo,"
folo Filippo di Acarnania hebbe ardire di dargli una medicina. Et hauendo crits
to Parmenione, che cotui era corrotto da Dario con molti doni e con grandiis
me promee, fe egli lo leuaua di uita, Aleandro la lettera con molta diligenza
letta, e ferbatala, enza dir cio ad alcuno, dandogli Filippola beuanda,egli prea
fe il uafo in mano prontamente: e poe la lettera nelle fue mani. Cofi l'uno fimia
fe a bere, e l'altro a leggere; e l'un l'altro riguardaua: Aleandro con uio fere=
no er allegro, Filippo pien di tritezza e turbato.
o xa affrettandoi Dario contra Aleandro, affine (come egli diceua) chei
nimici non gli stappaero dimano, Aminta Macedone, che era un fuggitiuo, gli
diffe, chei stee di buonanimo; percioche Aleandro non fuggiua, ma era per

uenir toto contra di lui. Effendofiattaccato il fatto d'arme in ffo di cilicia, le


strettezze delluogo furono digran momento ad Aleandro per ottener la uitto

ria: ma la ua detrezza e diligenza fu affai maggiore. Alhora eglitra primi


combattendo, fu ferito in una cocia. Hauuta una cofi chiara uittoria, s'imp4= viitria di

::
con delmedefino
la fuga. Gli alloga
egliil faluato
effendofi
dell'arco di Dario,
drondel carro,
Dario
Daa
padiglione
e dato
furonoe faccheggiati
da oldati:
giamenti
ad Aleandro inieme co uoi frui, con le richezze, e con ogni apparecchio,
che ui fi trouaua.

Essen do o li dipoi riferito, chelamadre, la moglie, e due figliuole di


per morto piangeuano,hauendouedua
Dario eranomenate prigioni,lequali Dario
to il fuocarro elfuo arcopreo,meo Aleandro da quell'aulfo a compaione,cfi Alel
derando la uolubilit dellafortuna,mand alcune donne,che loro dicefero,che Da=
|

rio era uiuo; e che ad effeniunaingiuria farebbe fatta: percioche eglinon haue=
ua Dario per nimico, ma con efo lui dell'Imperio, combatteua. Neleu loro al=
cun feruo, ne ferua, ne delle coe che elle haueuano:ne and autierle,

154 :
Aleandro
hebbe Da
maco.

P R I MA PA R T E DE L L H IST O R I E

ne pati, che da alcuno elle foteneffero, o afettaero alcuna parola o fatto indes
gno. Dopo la uittoria ottenuta ad Io, hebbe etiandio Damaco; oue i Perfi e
Dario haueuano laciato il danato, e la maggior parte delle bagaglie. Dopo que.

sto gli fi diedero Cipro e Fenicia, eccetto Tiro. Tiro fu da lui prea per aedio.
scp'ni di
Alestaudro

Magno

Laquale mentre egli combatteua, uide due fogni ; nell'uno gli pareua, che Herco=
le lo chiamae dalle mura,porgendogli la deira mano. Nell'altro gliparue di uea

dere un satiro, che ecogiocaua; e in quella, ch'egli lo uoltuagbermire, e fig


giua, e nel filie dopo molto gli uenne nelle mani. Queto fu detto fignificare =
ch'egli s'impadronirebbe di Tiro: percioche la uoce Satiro, diuidendola in due

parti, dinota ; Tua e Tiro. Combattendo pocia Gaza gran citt di Soria, fu
percoo d'un fao in una falla; ma la citt prefe.

; , -,

E s s End o lo Egitto ridotto in uo podere,uolle edificar quiuiuna citt Grea


Fabrica di
Aleffandria
Sogno di

ca, chiamandola dal fuo nome: e aegn certo luogo, oue ella fi fabricae. Dor=
mendo gli parue diuederfi inanzi unhuomo canuto e uenerabile di apettosilquale

gli parcua, che foe Homero; e queti uerfi recitae, . .


3.

vn'iola bagnata d'ogn intorno ; ;

** -

Dalmar ondoo, e inanzi Egitto giace,

Laqual dagli habitanti e detta Faro.

. . .e

. .. .

, , , , ,.

Subito adunque fuegliatofi, leu in piede; er andato a Faro, inuaghito dalla


commodit del luogo , quiui fece fabricar la citt , facendo dell'Iola terra
ferma. E piacendogli, come io dico, la natural commodit del luogo, fari=

tiefi, ch'egli dife; Homero, fi come in tutte le altre coe fu grande; cofi fu ec=
cellente Architetto.
Tempo di

- A Nd a n d o per luoghi arficci er arenofi al Tempio di Hamone, trou

quiui ancora per compagna una perpetua felicit; laquale gli alleggi la malage
uolezza del camino. Percioche le piogge, che uennero, gli leuarono il pericola
della fete, e temperarono l'aria, bagnando l'arena, e per la humidit diuenne il tea
reno fodo. Et effendo leguide ucite fuori di strada, per hauerfi confufi i egni
, del uiaggio, i Corui di opra uolando, dimotrarono loro il camino: cz i medes
fimi coloro, iquali erano rimafi a dietro dell'eercito con le lor roche uoci di notte
richiamarono, e riduero, oue gli altri fi trouauano. Cofi hauendouinta la faa
tica del uiaggio, arriu al Tempio di Hamone: oue, uolendo il Profetachiamar
lo con uoce Greca figliuolo, nel fin della uoce err, e per lo error d'una lettera,
Error del
parue
che dicee Aleandro figliuolo di Gioue: onde da alcuni fu creduto, che
Profe ta

Hannone.

*** - * , ,

<1 -

:-

la fua origine era diuina. Di che egli fi fattamente preo i Barbari fi gloria=
ua, che diceua Olimpia: Non ceer Aleandro d'incolparmi appreo Giunone :

Ma con Greci fi rimae diuare cofi fatteparole. Ejendo una uclta ferito d'una
faetta, er ucendo della feritail angue, diffe:
',
. :
- ** *

ogq

D 1 G I o V A N N I Z ON A RA.

1 55

- - . .
*

* *

*** ouesto pur angue, e non humor, qual fucle


Stillar da le beate alme celeti.

Hauendo Dario profertogli dimandar dieci mila talentiper il rifatto della moglie
e de faoi piu cari, e di concedergli ogni Prouincia dila dall'Eufrate, prometteli
dogli appref di far feco parentado col dargli una delle figliuole per moglie: dif;
je Parmenione: fe io foi Alejandro, io accetterei tutti queti doni: cr to, diffe contitioni

Alejandro, e io fost Parmenione, lo farei. E rhoe a Dario, che eegli :


-

----

utate

da

uoleua a lui uenire, non difidererebbe in effo alcuno ufficio d'humanit. Effendo ateisirs.
morta la Reina di parto, uno degli Eunuchifuggendo apport a Dario la Jua mor
te. Ilche hauendo egli udito, fi rammaric, che ella non tanto foje stata pri=
gione, ma anco priua di Real epoltura. Quiui diffe lEunuco, sta di buono ani=
mo Signore: percioche ne uiuendo la mia Signora, ne le fue figliuole hanno patis
to alcun male ; ne dopo, che morta rimfa priua di epoltura degna di Reina;

ma oltre acio stata honorata dalle lagrime de nimiai. Da quete parole indotto
Dario a foettar di altro male, menato l'Eunuco da parte, lo fece giurare, che
gli direbbell uero: e poi lo dimand, fe Alejandro foe stato preo dell'amore
della Reina ua moglie: percioche egli (diffe) mipare impoibile, che per altra
cagione poa effereauenuto, che ella da un nimico, e giouane fia stata honorata.
MaEunuco interrompendogli le parole, foggiune: Signore non dite cofi: ne
nogliate uergognar la uotra moglie, ne incolpare Alejandro: ilquale ha piudi=

:
-

::

motro alle donne di Perfia la ua modetia, che a i foldati Periani la ua for,

tezza. E qui raccontando lEunuco la continenza ele altre uirt di Alejandro, dr.

afferm le fue parole con giuramento. Diider adunque Dario di potere o ren.

dergratie ad Aleandro per i benefici da lui fatti alle fue coe piu care, o che
non altro, che egli fedelje nel feggio di Ciro.

**

* In ra Nro Alejandro effendofi impadronito delle prouincie, che erano di


qu dall'Eufrate, andaua contra Dario: ilqualeconduceua feco un millione d'hu
mini. Effendo uenutigli eercitia uita l'uno dell'altro, la motte i fuochi de bara se condo mo
-

-*-

- -*-

"

bari facenano riplender tutto il piano; che era fra amenduei campi, e da ilo= ::::::
ro alloggiamenti fi entiua un grandeistrepito e rumore. onde Parmenione er ::::::
alcunide baroni hauentati dalla moltitudine eortarono Aleandro adaffilire, ti.
mentre eranotte, il campo; percioche non haurebbe potuto a bandiere piegite
combattercon uno eercito co grande. Diff Aleandro, ch'egli non ucieurus
- . ::
*

..."

bar la uittoria. Il di feguente uenendo all battaglia (come dicono alcuni ) in dario la rei
Arbel ; e (come altri) a Gaufamoli Barbari uolfero le falle ; evi uincitorigli

feguitarono. Alefjandro ueggendo di lontano Dario opra uno alto carro cinto di "
moltistimi Caualieri fplendidamente armati, finfe col quei, che fuggiuano: co "
A

quali turb
vn

reaircr che non hauruano abaudonatoi luogo loro,

* 56
PRI M A PARTE DEL L'HIs T o RIE
e molti ne sbaragli: E molti etiandio effendo amazzati inanzia gli occhi di Da=
rio, non potendo egli far condurre il carro per la moltitudine de corpi morti,
falendo opra una caualla, fi poe a fuggire. Nella qual fuggita farebbe anco
stato prefo, fe Parmenione non foffe andato a trouare Alefjandro, accioche egli
foccorreje il uo corno, che staua per piegarfi.
H a v v r a Alefjandro cofi glorioa uittoria ottenuta, e ditrutto il Regno

alefandro de Perfi, effendo dichiarato Re di Afia, s'impadron di tutto il paee di Babilo=


ai
,n.ai
, Prefae
,auS trou
t
quaranta
i
milan
talenti dii
danarif
,itangen
,c altrei
ricchezze di granualore nel Real palagio. Soggiogata anco Prefepoli, trou in
lei tanto theforo, quanto haueua trouato in Sufa. Dicono anco, che d'indi furo=
no uia portate altre ricchezze, cento mila paia di Muli, e cinquanta mila Came=
li. Hauendo fatto attaccar fuoco nel palagio, fubito fe ne pent, e lo fece am=
morzare. Percioche effendo Aleandro magnnimo, con l'accrecerfi delle fue
Taperatez. fortune accrebbe parimente la fua liberalit. Veggendo, che i fuoi uiueuanode

:::::.licatamente; gliripree con benigne parole, dicendo, ch'egli fi marauigliau,che


:::::::di
Aleffandro. eglino per il paragone e della fua uita, e di quella de Perfiant, non hauefjero aps
parato, non effer coa piu feruile delle delitie, ne piu Reale della fatica. Egli ues
ronon riparmi fatica nelle impree, ne parimente nelle cacciaggioni. Mai fuoi
baroni, che per lagio delle ricchezze difiderauano di darfi buon tempo, cofretti
a feguirlo, non rimaneuano di uituperarlo, Ilche egli da principio Joffenne con
-

|-

|-

. . . . pacienza: dicendo effer coa da Re udtrfi biafimare giouando; ma finalmente in


afrito dalle continoue calunnie, uero di quegli, che di lui farlauano, diuenne
cestume di crudele e fiero. Primi, quando haueua a giudicare, fedendo nel Tribunale, als
. cunacaua capitale, oleus metterfi la mano a una delle orecchie, per conferuarla
,
intera al reo, e enza hauere udita l'accua.
SE G v IT A N D o Dario per alcuni giorni con tre mila foldati,la maggior
-

parte fi stancarono, e per l'afrezza del camino, e perdiagio di acqua E uenens


doloro incontra alcuni Macedoni, che portauano acqua ne gli utri, empiendo una
celata, l'arrecarono al Re, che molto era da fete stimolato. Ilquale prefala:
ueggendo, che i compagnilo riguardauano, non uolle bere, ma ritornatala a chi
data glie l'haueua, diffe: feio folo ber, cotoro perderanno l'animo. Giunti i
nimici, laciando da parte gli alloggiamenti, fi affet per prender Dario. Ma
egli erain un carro uicino a morte, e carico di molte ferite. E dimandata dellac

. qua, e beuutane, diffe a Politrato, che glielhaueua datas queta la maggior di


::"*" tuttele mieriemie, che ionontipoo ringratiar de imerii, che bai uero di
|-

me. Ma Aleffandro in mia ueceti dar degno premio: or Aleandro pocia pre
: mieranno gl'Iddij, per la clemenza, ch'egli ha ufato uero la madre,la moglie, cr

:::*"imiei figliuoli, col fine diquete paroleuc diuita, Alla cuimorte trouando
fi Aleandro

: I DI: GIOV A N N I Z O N A R A. 1 :
1;7
fi Alefjandro preente, hauendo ricoperto il fuo corpo con la fua ueta da foldts
to, e realmente adornatolo, nel mand alla madre. E Beljo, che lo hauetta ucci=

*" '

fo, fece legare a due arbori, per forza piegati:iquali laciandofi poi liberi, ris
tornando ambedue congrandistinio impeto al naturale stato loro, il corpo di colui
rimae isquartato . : s \ " ,

"

** -

. ,

- A so As bo nella Hircnit; er effendogli da certi Barbari pre al mare


Hircano, che anco detto Capio, rubato il cauallo Bucefalo, molto fi dolfe; e

gliminacci con lettere; che, fe ei non glielo rendeuano, gli huurebbe tutti

amazzati. Maeglino gli refero il cauallo, e gli diedero anco e stesti. .

Is o 1 and nel paee de Parthi; oueprima fi ueti di habito Barbaro, ch'era


men uperbo di quello de' Medi, e piu pompoo del Perfismo: liqual co parue
arrogante a Macedoni, Scelto de prigioni trentamila funciulli, ordin, che fof. drappo Bar

Jeroloroinignate lettere Greche, e Ji armaro alla uanza de Macedoni. Fu ***


tanto l'amore, ch'egliport a Roant, belliimagiouane, che la preeper legiti= :
ma mogliera. De gli amici Efestione, chel fuo habito lodaua, or egli ancora ne dro Magna.
haueua
preo un Jomigliante,
chiamaua
di Alefjandro:
ma Cratero,
non
fi dipartiua
da cotumi della
patria,amante
chiamaua
Amante del Re;
e fulleuache
di Eestine.
ratero.
lui preffo a' Barbri, e faceua, che egli a Macedoni era Greci in fua ueceria
fondeua. Recando Filota, figliuolo di Parmenione, la gloria delle coe fatte a vesificae di

feer al padre,chiamato lui garzone ; e trouato Aleandro, ch'egli ordua trattas ::


ti contra la fua uita, lo fece morire. Procur anco, che Parmenione di lui padre edicuro -

foe amazzato in Media. Clito fimilmente faotaro amico, cantandoi nel con-

uito alcuni Poemi fattinuouamente in biafimo di certi capitani uinti da Barbari,


er Aleandro afcoltandogli uolentieri, egli per alterezza crimbriaccaggine a co
lui contradicendo,esdegnando,e uantando fe steo, or ancoptrole ingiurioe cona

..-... .

'

tra Aleandro dicendo, egli prima gli traffe un pomo: ma per queto clito pun
to dallafutaudaciae
temeritdinon
ceffando,er
adducendo" queto uerfodi Euripide:
Dime, quanto
Grecia
erio il cotume:
,

egli altri, che eguono: Alejandro acceo dira, prest una lancia in mano, l . . . .
amazz. Madipoi effendo ubito penta tira,pentendofi diquet fatto, fu per ' . :
uccider e medefino, edalla guardia non foje statoritenuto. Portato nella fuai
camera, epoto opra illetto, quella notte, e l'altra, che egui apprejo, trapa
pa impianto, e gicque diperato, e enza dir parola, olograuenente fofi. . . . . .
rando. Neuoleua acoltar conforti diamici, infino a tanto, che Aritandro n= ariaseks.
**

douinoraccontandogli una uiione, cheegli haueua hauuto diclito,e certi auguri,


gli fece uedere, che quello aceidente era coff stato ordinato di cieli. Alhora malmentecominci a diminuire e chetare il pianto,

'

Dov e no o far l'imprea dell'India, ueggendo apparecchiati i carri,prinu.


-

- ;

1 5 8

P R I'M A PAR TE D E L LHISTOR I E

Movimento ne uoi dopo in que degli amici, enel fine anco in que de Macedoni gettando

:::::: ma
il fuoco,
ordin, che fojero abbruciati. Laqual coa dipiacque adalquanti:
gli altri con grido, e come foero moi da certo furor diuino, fi mifero al

dia.

camino, empiendo Alefjandro di allegrezza cr accrecendogli la prontezza e


l'animo a tale imprea. Ora efjendo eglihoggimai formidabileev implacabile

contra coloro, che commetteuano alcunmale, nelle battaglie core digran perico=
li,. er rileu di notabili ferite. Ma grandiimo danno uenne all'eercito dal dift=
Audacia di
:,: gio delle uettouaglie, e dalla stemperatezza dell'aria. Ma egli era di tanto cuo=
re, che stimaua, che niuna forza potee refifiere a forti, e niuna coa render
ficuri gl'infingardi. Hauendo con i piu giouani Macedoniafjalito un luogo, che
... ... era una gran pietra da tutte parti precipitofa, e piena diruine, efortando a por=
-

* ~--- -

tarfi bene un di loro, che haueuanome Aleandro, diffe: per il nome, che hai,
conueneuole, che tu fia ualorojo e pieno di ardire, Stando i Macedoni foeft
nel pafjar d'un fiume, diffe: perche io, che fon il piu uile di tutti gli huomini,

non ho apparato a nuotare: Eendo uenuto a lui ambaciadori delle citt, ch'egli
Atufe.

aediaua, er un di loro, chiamato Acufe dimandandogli, quello, che poteero


fare per acquitar la ua amicitia, ripoe, fe i tuoiti crearanno Prencipe, e mi
manderanno cento de piu eletti huomini, che esti habbiano. A quete parole ri=

dendo Acufe, certo (die) Re meglio fignoregger, e iotimander non imi=

i , 8*, mai peggiori; huomo faggio, ilquale trsgnrdellndia.


dgni guti d! futti abondante, e che di nulla men degno delo
:::::::: Egitto, mand ambaciadoriad Aleandro: iquali dopo hauerlo falutato, diea

" ro: e tu ei qui uenuto pernoncitoglierne l'acqua, nele costaluiuernecearie;


che biogna a noi il far guerra : Nelle altre coe, fe il Re ha qualche podere,
preto pergiouarti. se non ha, tuttauia per motratigrato animo d'ogni bene

ficio, che gli farai. Quefie parolepiacquero molto ad Aleandro, e die: io


combatter coluotro Re di benefici, e procurer di non eer uintc dalla fua cor=

tefia. E riceuendo da gli ambaciadoriper fuo nome molti doni, e maggior copia
a lui donando, aggiune nel fine mille talenti.
H A v E N D o fatto pace con certa citt dIndia, partendoi di lei i foldati, che
per difenderla erano stati condotti e celti da piuualorofi Indi, gli tagli a pezzi
gno.
tutti: ilche agl'illutri fuoi fatti rec alcuna macchia.
-

pishoneste,

Poro it '' p or combatte con Poro, egli ancora Re dell'India, ilquale era di quattro
:"al:
cubiti
e meza gli
palma
distatura.
Queto
Re effendo
preo, effer
condotto
legato Ri
alla
dro.
fua
preenza,
dimand,
come gli
pareua,
ch'egli doueffe
trattato.
fof egli da Re. Segu Alejandro:fe egli uoleua altro: er egli, che e non
mancaffe in coa alcuna di quelle, che conueniuano aben trattare un Re. Aleffan

droper quete parole pomendolo in libert, gli diede titolo di Prencipe, non fola
fijflife

- " CD I GIOVANN I ZO NA R.A. i -

1 ,9

mente diquelle Prouincie, delle quali effoprima erasignore, ma ancora di molte


altre. In queta guerra fu anco Bucefalo ferito: e d'india poco, effendo bog
gimai uecchio, fi mor: della cuimorte non meno Aleandro fi dolfe, che fe egli Morte i Bu
bauefje perduto uno amico. Nen uolendo i Macedont; iquali erano stanchinella :::::s.
battaglia hauuta con Poro, obedire ad Aleandro, che uoleua paffare il Gange:

la cui larghezza diuero Ponentee di feta due stadij, e la profondit feicen=


to piedi, pieno didoglia,fi ridue nel padiglione, e non ustiua fuori, parendo
gli, che non paando il Gange, foe, come uinto. Ma fongiurandolo gli amici,
i oldati con pianto fupplicndolo, finalmenteloro compiacque; e ridotto lefer=
cito, fece fare di molte barche cr altri legni da pafjare il fiume,e peruedere an

codi fiori ilmare; e continuando il nauigre, joggiog alcune citt, oraeffen- ::::::.
do egli peruenuto a i Malli, iquali fono i piu guerreggeuolipopoli dell'India, ke.
poco manc, che non foe uccio. Perciocheefjendo il primo, che con una ca
la mont fu lemura, quellarompendofi, er afflendolo inimici, alt con impes
to in mezo di loro, e uolle la forte, che rimae in piedi: e da prima i Barbari fi
ritirarono: ma ueggendo poi, ch'egli era folo con due feudieri, che gli porta=
uano le armi, uolgendofi alla difea, alla stretta lo feriuano: er uno, che era
lontano,tir con l'arco una faetta,e lo cole diotto la mammella, paando il fer

ro infino altoffo. Laqual piaga cofitoffee, che egli alquanto ritirandofi fi pie=

g; ecolui, da cui fu ferito glicotstadoo con la pida. Ma Peucete e Len- u.n.

neo difendendo il Re, ambedue furono feriti , e l'uno etiandio uccio. Ma ferit:..
Aleandro, combattendo ancora Peucete, amazz il Barbaro, che l'haueua fe
rito: er hauendo riceuute di molte ferite, effendo altres ferito nel collo con una

arme, detta Tragula, fi appoggi alle mura, tenendo empre gli occhia Bar=

'

bari. Fra tanto aiutato e tolto dal pericolo da un buon numero di Macedoni,

abandonato da i fentimenti,fu uit portato. Ma effendo il ferro della faettari


mao fitto nell'oo, egli nell'efferlitirato fuori fenti tanta paione, che abana - - donato da ogni uigore, futenuto per morto. Non di meno ucito di pericolo,
procedendo a lungo il faldar della ferita, effendo i Macedoniper difiderio di ue. ::

derlo uenuti a tumulto, uc in publico. Pocia, che egli rihebbe le forze, fe=

guitando oltre, foggiogmolte Prouincie e citt.

H av e N do prefi certi Ginoofiti, e propote loro molte difficili quitioni,


dandogli esti alcuni preenti,glilicentio.Tastilo indue calano, che f loro era sfiti.
molto
stimato, agire
a ritrouare
Aleandro.fiCotuigett
in terra unnel
cuoio
fece ca:
co: e premendo
co piedi
l'orlo: l'altraparte
leuaua, ma calcandolo
mezo,
*lef3
tutto il cuoiorimaneus fermo: Col cui eempio auiaua Alejandro, ch'egli non

uolee fermarfi nelle etremit del Regno; ma andaff a occupare ilmezo, ac


cioche ancoi luoghi circotanti rimaneero obedienti,

1 6 9 PRI M A PA *T E DELL'HsToR IE
Aleffandro P E k lo patio di fei mefi nauig, ndo per fiumi; fu portato in mare. Ene
::::::: trato nell'Oceano, e d'indi ritornando, impoe alle naui, che andafjero lungo il
-

|-

|-

"" dejiro lido dell'India, er egli pree il camino perterra, e pat un'efiremo diagio;
- t-',
... e parimente ui perde tanta quantit di oldati, per cagion di malatia, di caldo, e
di fame, che a pena la quarta parte ritorn in dietro: percioche egli paaua per
una prouincia pouera, laquale hauena pochi beliami, efjendo il cotume degli

habitanti dipaterfi di peci di mare, e di carne putridae di cattiuo apore.


Gedrosta.

..

, O RA hattendo egli queto paee paato in feljanta giorni, peruenuto a Ge


drofia, prouincia abondante, riflor e steo e l'eercito con il cibo. Dipoi uens

ne in giu alla uolta del mare; e gatig i cattiui gouernatori de diuerfi luoghi.
" Percioche la imprea detta diopra, e la feritariceuuta da lui a Malli, e la morte
di tanta gente era stato cagione di far credere, che Aleja dronon foe uiuo.

o n d E effendo i Pretori e i Prencipi di quei luoghi diuenuti maluagiew in


giuti, i popoli tributari stauano per ribellare. Non hauendo un de Prencipi,
detto Abulito, appretata ueruna uettouaglia, ma portati tre mila talenti,egli fe=
ce mettere quei talenti inanzi a caualli: iquali non ne manglando, diffe, a che utia
le queti danari ne feruono ? Effendo andato in Peria: e ueggendo, che era staa
ta cauata la fepoltura di Ciro, fece amazzarcolui, che cio haueua fatto, anco=
ra che egli foje hucmo di qualche stima, detto Peleo. L'epitafio di Ciro era tale.
Epitafio del Q -H v o M o , o_y A L T v T1 s IA E o 1, D o N D E T v v E N G A , ( P E R
la epoltura

3153" so, 1 1) 1 ,

s 1 a 1 l1 M PER I o A P E ks 1.

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N o N H A v E k d v N o ve 1 sv 1 =

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s A. Lequali parole mofero forte Alefjandro , confiderando i mutamenti


delle coje humane. Pree per moglie Statira, figliuola di Dario: e facendo
le nozze, a tutti i conuitati, che erano nouanta mila, don una coppa d'argen=
moglie sia- to. E come che in tutte le coe fi portaffe da Re Jlendido e magnanimo, fece

". . . pagar tutti icreditori: la cui Jomma fu da dieci mila talenti. Alhora Antigene,

uno de Capitani, hauendo indotto uno, chemofiraua di douere hauere, er otte=


nuto da Alefjandro il pagamento, dicouertofi l'inganno, il Re fofinto dalla co

lora lo priv del gouerno, elo sbandi dalla Jua corte. Ilquale dicendofi, che per
cordoglio fi uoleua amazzare, Alefjandro acchetata l'ira, gli laci i danari.
Effendo i tre milagiouanetti, che egli haucua ordinato, che fofjero ammaetrati,
diuenuti ualorofi, e molto atti agli eercitijdella guerra, fi come erano fauoriti da
Alefjandro, co erano da Macedoni inuidiati. Et hauendo mandati gl'infermi
e malconci almare, eglno fi recarono cio effer fatto a lor biafimo e uitupero,

e gli chiedeuano licenza, contentandofi di que faltatori. Per queto sdegnandof


Alefjandro, riceut i Perfi aguardia della Jua perona. Ma, dipoi efjendogli da
Macedoni

D I G I O V A N N I ZO NA R A ,

z 6 g

Macedoni addimandato perdono, glirimie nella fua gratia: e quelli, che erano Alefandro li
aleue
inutili, con molti doni licenti:e feriffe ad Antipatro,chelor concedee il primo nicentia
Macedond
luogo ne theatri, e di poter portare in teta le ghirlande.

A N D A T o in Ecatana, Efetion cominci amalarfi, e crecendo il male per

poca cura, fi mor. Dole ad Alejandro la cotui morte fuor di ragione: e fe. Morte

di

ce mettere in croce il medico, ordinando, che foffero tonduti i Mulier i caualli, Efetione.
e fece leuare alle citt i merli delle muraglie, e uiet per molti giorni, che fi
ufaffero trombe o altri fuoni nel campo. Volendo andare in Babilonia, gli uen=
ne in contra Nearco; ilquale con naui era tornato dal gran mare nell'Eufrate. Il

quale gliapport, fi come ragionando con Caldei, e gli haueuano detto, chei
doueffe fchifar Babilonia. Ma Alejandro frezzando queto auio, and auan
ti. Et auicinandofi alle mura, alcuni Corui tra loro combattendo, gli caddero
inanzi. Gli fu detto, che Apollodoro gouernatore di Babilonia per lui haueua
fatto acrificare. Ilche non negando Pithagora indouino, ilquale il facrificio
haueua fatto, effendo dimandato della condition della uittima, gli fu rifofio,

chel fegato fitrou enza capo: onde foggiune Aleandro,o come queto pro
digio importante. E laci andar lo indouino fano e faluo.
F R A gli altri prodigij, che predierola fua morte,queto ancora auenne. che

eendofi Aleandro fogliato per ungerfi, e pergiuocar allt pulla, uolendo al


cuni giouani, che hauenano a giuocar eco, esti ancora fogliarfi, uidero, che
uno jenza far motto, fedeua nel Real feggio, uetito di habito da Re, er ador=
no della corona. Ilquale eendo da loro dimandato, chiegli fi foe, stette buo=

na p zza fenzt dir nuli, e nel fine a gran fatica rioe: che egli fi chiamaua

Huomo, che
fedeua nel

feggio da Re

Diongi, dination Meento, e che era stato menato prigione per alcuni misfatti
oppotigli. Ma che Serapide l'haueua tratto di prigione, e quiui menatolo, gli

hauena impoto, che prea la uetaela corona da Re, fi riponee in quel feggio
fenza far motto.

Q ve s t o huono hauendo Aleandroper configlio deglindouini fatto mos


rire, di mali uoglia, e tutto turbato, giudic quel portento ignificare ogni gran
male. Dopo lo hauerfi lauato, and a mangiare in Media; e quiui trappaando
tutta la notte in bere, il d eguentegli uenne la febbre: er eendo stimolato da
una gran fete, beuendo ancora del uino, diuenne frenetico. Alcuniadunque di=

Diuerst pare

cono, che tale fu la ua morte: Altri criuono, che eendo per molti giorni rialla intorno
morte
di Alefane
stato offeo dalla febbre, filau, e che per queta cagione accrecendogli ilmale, dro.
perde la fauella: e che i Macedonistimandolo morto, turbati, incaricarono con

mordaci parole i Capitani: infino a tanto, che eglino facendo aprir le porte, ui.
dero Aleandronelletto: ilquale alhora finalmente fi mor. Altri affermano,
che dopo la morte fi hebbe foetto di ueleno, ilquale per conforto er ordine di
|-

Hist. di Gio. Zonara.

1 6 2

P R I M A P A R T E DEL L'H I S T O R I E

Aristotele Aristotele gli fu dato da Antipatro: ilquale ueleno ra una fredda c agghiac
ne : che Judua della pird du oc di Arcadia, detto Nonacrio, 4

::::::* guia dirugiada; e fi riceucua in una unghia di Afino: percioche ella non poteua
tenerfi in alcun'altro uafo, perche la freddezza cv acutezza di quella lo rompe
ua. Ma la maggior parte rimprouano queto, come menzogna: adducendo per
argomento, che giacendo il corpo di Aleandro molti giorni in luoghi caldi enza

dro.

cura, perle dicordie e contefe, che nacquero fra Capitani, non ui fi uide alcun
fegno di ueleno: mi rimfe netto e bello, come ui foe stato poto nuouamente,
Dicefi, che aueggendofi Aleandro, che la morte gli era uicina, fi uollegettar
macoamente nell'Eufrate, affine, che non eendo ueduto da alcuno, laciae ope=

mione appresto gli huomini, che fi come era generato dagl'Iddi), cofi foe a que .
gli uiuo ritornato. Ma Roana comprea la ua intentione, non gli laciando cio
fare ; egli le die Jopirando. Tu minuidij Donna la gloria della diuiniti er
immorlalit mia. .

C o s 1 uenne a morte Aleandro, dopo l'eere alzato a tanta altezza dalla


fortuna. Ilquale mentre affediaua Tiro, crie al Pontefice de Giudei, che e gli
mandafjegenti in uo aiuto, deffe le coe necearie al uo eercito, e gli pagaffe
qel tributo, che fi foleua pagarea Dario. Ripondendo il Pontefice, che egli
era aftretto a Dario per giuramento di non mouere arme contra di lui,e che men=

tre che egli fi uiueua, queto obligo non uoleua rompere, Alejandro adirato,
,
che farebbe
iguerra
ca c
:emmelaa
ureG en
prea ,oi
riT andm
contra .
la citt
::::::::a Ma Gioad Pontefice effendo follecito per l'ira del Re, preg I d d 1 o, chel fuo

Afeffandro

"*"

popolonon abandonije. Ma i od i o lo confort nel fonno; eglimpoe, che


aprendo le porte, ev adornando la citt, egli inieme con i Sacedoti nell'uato h=
bito, el popolo con bianche uete andafjero incontra ad Alefjandro. Fece Gioad,
come gli fu impoto. Et effendo Alejandro uicino alla citt, egli con i Sacerdos
ti e con la moltitudine degli habitanti uc in certo luogo, dal quale fi poteua ue
der la citt e il Tempio. E stimando i foldati, chel Redouefje comandar loro,
che faccheggiajero la citt, c amazzaffro il Pontefice, ueggendo Alejandro i
Sacerdoti er il popolo, nella guia, che s detto, adorni di facri panni, er il

Pontefice uetito d'una ueta di color uiolato, e fregiata d'oro, con la mitra in
teta, opra laquale uera una lama d'oro con lettere, che conteneuano il nome di
D 1 o: and auanti folo, crador, e falut il Pontefice. Di che m rauiglian
dofi tutti, Parmenione hebbe ancoardimento di dimandargli, perche egliadora
ua il Pontefice de' Giudei. A cui ripoe: che effo non haueua adorato il Sacerdo=
te, ma D i o, che colui in quell'habito rappreentaua: dicendo, chel medefino
segno di haueua ueduto in fonno effendo poco dicoto di Macedonia: e che hauendo pro=

*" poto di foggiogar l'Aia, gli haueua detto, che non doueffe tardare, ; e pro=
-

lilfffl44

= . . Di G I O VAN NI ZON AR A .

163

metteua , douere effergli guida e Capitano delleercito, e di darli il Regno de Per


f. onde perche infin'a quell'hora non haueua ueduto uerun'altro con quell'habi=
to, seraricordato del uo fogno, e fiaicurau, mouendo la guerra per ipi

ration di D i o, di uincer Dario, er acquiiare il Regno de Perfi. Dette que=

fie parole, porgendo al Sacerdotelamano, entr nella citt:eventratonel Teme a effendro

--

pio, acrific le uittime a Dio, fecondo, chegli fu ordinato dal Pontefice. E ::::::::
ueduto il libro delle Profetie di Daniello, in cui fritto, chel Regno de Perfi ""
doutua effer ditrutto da un Greco, firallegr: e conceje a Giudei tutto quello,
che estiglidimandarono. Ilche inteo da Samaritani, e ancora preo a Geru=
falemme, uennero incontra ad Aleandro, uetiti nobilmente: e pregarono
Alefjandro, chei uolefje honorare della fua preenza il fuo Tempio. Ilche
Alejandro promife, che farebbe nel fuoritorno. E pregandolo dipoi, che con=
cedeje ilmedefimo, ch'egli haueua conceduto a Giudei, dimand, chie fofero.
E ripondendo esti, ch'erano Hebrei, ma fi chiamauano Sicimiti Sidonij, diman=
-

d da capo, fe foero Giudei. Eteficio negando, diffe, che egli haueua con= :::::::
Samarie
ceo a Giudei quello, che esti addimandauano. Il Tempio di Garizino era un sai ri:

ridotto di coloro, chehaucuanouiolateleleggi della patria; percioche, ealcuno :: ::


haueua mangiato cibi immondi, ouero per altra guia tralaciato il cotume de g.

maggiori, fi ricoueraua ai Sicimiti. Morto Gioad Pontefice, Onia fuo figliuo


lo hebbe il Ponteficato.

D o r o la morte di Alefjandro il fuo Imperio fu diuifo in quattro parti: er l'Imperio


Antigono impadronitofi dell'Afia, hebbero le altre parti coloro, de quali fu k
fattamentione diopra. Iquali effendo tra loro in dicordia, dicontinouo guer- in quattro
*

reggiauano, ele citt patiuano grandfimi danni. Ma Tolomeo, cognominato "


Lago, ilquale
eracognome,
anco chiamato
diueramente
da quello, che ::"
fignificaua
il fuo
trattSeruatore,
la Soria, e molto
con faude
occup Gerualemme.
$O .
Percioche entrando nella citt il Sabbato otto fpetie di uoler acrificare, la fog
giog enza fatica, non Japendo i Giudeila ua intentione, ne per la diuotion

del Sabbato facendogli reitenza. Ridotti adunque in cotal modo otto il fuo
dominio i Giudei, us a quelli una feueriima fignoria, e men molti di loro
prigioni in Egitto. Contefero que di Samaria, e que di Gerualemme oprala

preminenza del Tempio loro, ciacuno celebrando la fantit del luogo, e uolen=
do, come conueneuole, che ui fi faceero i acrifici.

E s s e o po morto Tolomeonel quarantefimo anno del fuo Regno, fuccee


Filadelfo, uo figliuolo: ilquale procur, che le Scritture Hebree fi traducee
roin lingua Greca, emie in libert que di Gerualemme, che erano in feruit

Filadelfo

nell'Egitto: percioche ponendo egli molta diligenza in ritrouar libri, diedela cu ord:a

ra della libraria a Demetrio Filadelfo: ilquale effendo una uolta dimandato dal ::"*"
*

L
1

ij

1 64

P R I M A PA R T E D E L LHIST O R I E

Re, quante migliaia di libri haueua raunati, rioe, da dugento mila: e che ane
cogli Hebrei haueuano apo loro alcuni libri delle leggi er intitutioni loro, che
non erano da frezzare: e che queti ancora fi doueuano raccorre. Scriuendo
Arifteo.

adunque il Read Ariteo fuo amico, che gli mandaje cofi fatti libri, effo gli
ripoe. Hauendo noi propoto non olo di trfcriuere, ma anco d'interpretar le

leggi de' Giudei; in che modo cio potremo fare, f molti di eft Giudei fono fer=
ui nel tuo Regno? A quetiadunque Re donando la libert, concedi, che poljano
tornare alla patria loro, accioche e diuengano piu pronti a tracriuere er
interpretar le loro fritture. Seguendo il Requeto configlio, comand, che a
tutti i Giudei, che feruiuano nell'Egitto , fofje data la libert , e licenza di
andare, oue esti uoleuano, pagando per la compra e ricatto di ciafun al fuo

padrone due mila dragme. Tutta la fomma del qual pagato danaio fu quattro
. . ., , cento Jeffanta talenti. Tolomeo adunque frije a Eleazar Pontefice, (per=

:"" cioche morto onia, era ucceo Simon uo figliuolo, cognominato giusto:
e dopo la morte fua , hauendo laciato Onia uo figliuolo, piccolo fanciul=
lo, Eleaz r, fratello di Simone, otteneua il Sacerdotio) e gli diede auio dels

la libert, che egli haueua dato ai Giudei, che erano erui in Egitto, e dellamos
reuolezza, ch'el portaua a quel popolo: e dimand, ch'eo gli mandaffe le leggi,
e uecchi di ciacuna Tribu, iquali foffero dottistimi nella lingua matia, e nella
Greca: iquali hauefjero atradurre i libriloro nell'idioma pur Greco. Mand
anco al Tempio in dono mila talenti d'argento, e uenti uafi di oro e trenta di ar=
gento, cinque coppe er una tauola d'oro. Eleazar riceuendo le lettere ei doni di

oomco, Jegliendo diogui riu uecchi glimand al Reconialegge. Iqua


li effendo peruenuti in Alejandria, er hauendo portata al Re la legge, critt4
in carta di pecora con lettere d'oro, inieme con doni, mandati dal Pontefice: il Re
fopra modo rallegrandofi, gli raccole humanamente, e gli honor alla fua tauola.
Dipoi da Demetrio furono tutti condottiin unatranquilla caa,efortandogli adat
tendere a quell'opera: iquali con la diligenza e studio loro la traduttione fecero.
Laqual fornita fragiorni fettantadue, e tracritta e letta, il Re fu lieto di ue=
der Jodisfatto il fuo diiderio, e fi marauigli opra modo dellingegno e della:
Perche le fapienza del Legislatore. Vna coa fola gli recaua noia,e quetaera, che niun Hi
|!!!: storico ne Filoofo faceua dicio memoria. A cui diffe Demetrio, che niuno has
:::::::.
|-

- -

:::*" usua hauuto animo dimetterfi a dicriuerquelle leggipereere ellenodiuine:e che


alcuni della loro temerit furono da D1 o puniti. Perciocheuolendo Theopom=
po dicriuerle, egli per trenta giorni fi rimae fuori dell'intelletto: la origine dela

la qualpazzia conocendo, quando egli haueuaillucido interuallo dellamente,con


le orationi plac 1 d d 1 o: e nel fonno auilato, che la cagione del uo male era

lacura, ch'eo hauea prea ditrattar le coe diuine, e diuolgarle a profani, laciata
ta da.

DI G I O V A N N I Z O N A R A .

***

ta da parte l'opera ritorn nella mente fana. Theodeto ancora, Poeta Tragico, Theodeto.
uolendo in certa fauola far mention delle medefime facreleggi, fu preo da un
dolor d'occhi cofi acuto, che ne rimae cieco; er intefa egli parimente la cagione,

facendo preghiere a i od 1 o, ribebbe illume . Il Re ador i riceuutilibri: e

*a

dando a quegli interpreti larghiimi premi, e mandando al Tempio,o al Ponte=

fice altres di molti doni, gli rimand in Gerualemme.Et in cotal guia criue Giu
pa
eppe, che furono tradotte le fritture Hebree. Alcuni altri dicono, che queti Diuerfo
rere interno
interpreti furono diuifi in piu lucghi, due per luogo, e che cofi prefero a far la
traduttione: e condottola a fine, ciacuno nel fuo luogo appartato hauendo fatto

al tradurre

de i feitanta
interpreti.

l'ufficio fuo; confrontando pocia ciacuna delle traduttoni infieme con le altre,
trouarono, che elle non erano tra loro diuerfene di fentenze, ne di parole, ma
in ogni parte conformi. Fu adunque tenuto in cotale traduttione uno di queti
due ordini.

O k a fignoreggiando l'Aia Antioco il Magno, e Tolomeo infieme con


Eupatore, e col fuo figliuolo Tolomeo Epifano guerreggiando, i Giudei fus I Giudei obe
rono grauemente afflitti ; e fi congiunfero col uincitore Antioco. Ma h= difeono ho.
ra a gli Ane
uendo dipoi Tolomeo Epifane dopo la morte del padre con lo hauer man= tiochi,
hora
i
dato un grande eercito in Celefiria, foggiogate di molte citt, premendogli Tolomti.
queta guerra, ei feguitarono le fue parti ; e dipoi ritornarono da capo ad An=
tioco un'altra uolta uincitore; e con esto lui fatta amicitia, riceuendolonella citt,
lo aiutarono ad affediare il prefidio, che Tolomeo haueua laciato nella fortez=
za . Hauendo dipoi Antioco fatta con Tolomeo pace e parentado, gli diede per
moglie Cleopatra, aegnandole per dote la Celefiria, la Fenicia, la Giudea, e la
Samaria.

. Q_v est E coe auennero otto Onia Pntefice: percioche morto Eleazar,

;**

faccee ilzio Manaje: dopol quale fu dato il Ponteficato a onia, figliuolo del Manaffe,
giuto Simone: e Simon fu fatello di Eleazar, come fu detto di opra. Oge
sto dunque Onianon hauendo per cagion di auaritia e per poco giudicio dato il
Tributo 3 che i uoi preceori foleuano pagarea i Re, moe contra di fe lira di
Tolomeo; inguia, che lo mand aminacciare, che egli trattarebbe male il popor
lo e la citt. Ma non piegandofi punto il Pontefice per tamore, ch'egli portaua
aldanaio di quelleminactie; e concedendo a Giueppe, figliuolo di Tobia, filo
fratello, che gliela dimand, licenza di andare a Tolomeo, egli honorando magni=
Giueppe ua

ficamentenella ua caail meaggio del Re, lo mand inanzi con molti preciofi
doni, dicendo, che effo poi feguiterebbe. Ilquale effendo ritornato a Tolomeo,
gliraccont il ucceo, e lod molto la bont di Giueppe ; e cof inanzial Re,

come alla Reina datogli diuerfelodi diffe, che eglitoto uiuerrebbe ambaciadore.
*Giueppe pote hauendo in ordinele coe fue, and in Aleandria; 29 intenden=
<

Hit, di Gio. Zonara.

iij

ambafaiado
Te a Toloe
lC

1 66

PR I M A PARTE D E L L'HISTORI E

do, che Tolomeo fi troudua a Menfi, gli and incontra, effendo egli con la mo
glie in una carretta, e trouandoi preente colui, che egli haueua riceuuto nella

fut caa, e dicendo il medefimo, che cotui era quelgiouane, la cui bont e libera
lit effo haueul loro lodato. Tolomeo adunque prima a Giueppe fauellando,

gl'impoe, che ci falije nella carretta: e fi dole eco del Pontefice. Giueppe
parsie di lo cus opra la uecchiezza, e preg il Re a perdonargli; con dire che i uec=
: ; chi ei fanciulli mancauano di giudicio: ma, che esti, che erano giouani, tutto il
debito pagherebbono. Quete parole fecero crecer molto piu l'amore, che il Re
gli haueua poto.
Es se n d o il Re tornato in Aleandria, ibaroni della Soria (percioche esti
ui erano uenuti per condurre i Datij,chel Refoleua uendere a cittadiniciacun'an=

no ) ueggendo, che Giueppe gli fedeua appreo, fi sdegnarono: er effendo po


sti all'incanto intorno a otto mila talenti legahelle della Celefiria, della Fenicia,
della Giudea, e di Samaria: Giueppe profere il doppio. Il Re cio non rifiutando,
dimand f egli haueua maleuadori, er egli rioe, che darebbe tali maleuadori,
che ognuno loro pienamente crederebbe. E dimandando il Re, quali cofioro fost
fero, rioe: Te Re e la moglie tua do per maleuadori. Rife Tolomeo, e a lui
fattidig: diede la cura dirifuoter la rendita di tutte le gabelle,Tolti adunque Giueppe d'ina
"::..." torno a due milu foldati, andando alla uolta della Soria, peruenuto in Affalone,
e da cittadini non folamente cofa alcuna non ottenendo, ma all'incontro riceuendo
ne prole uitupereuoli; fatti manomettere i principali , cruccidere, e publican=
do le loro ricchezze, mand al Re da due mila talenti. Ilquale lodandole fue ope

re, gli permie, chei faceje tutto quello, che gli pareua. I Soriani per queti
faoi fatti fauentati, riceuendo lietamente Giueppe, pagarono tutti i loro dirita
ti. Onde facendo egli un gran guadagno ; e mandando a Tolomeo, a Cleopatra,
a tutti i loro cortigiani di molti doni, uije in queta felicit uenti due anni.
Figlinoi di
Giufeppe. Et pree due mogli, della prima hebbe fette figliuoli: dell'altra, che fu figliuola
di fuo fratello, nhebbe un folo. Laquale pree in queto modo. Effendo egli
innamorato di certa uaga giouane, che era molto detra in danzare, er hauendo
dicouerto il fuo amore al fratello, effo promettendogli dieffergli in cio minitro,
gli men in quella uece una notte la ua figliuola. E queto fatto piu uolte, c
accrecendo in lui l'amore, auedutofi dell'inganno, fos la figliuola di fuo fra=
Hireano fi. tello ; er hebbe di lei un figliuolo, detto Hircano. Ilquale di tredici anni dimos
' str ingegno er accortezza marauiglioa. Percioche effendo egli mandato dalpa=
dre con trecento paia di Buoi allauoro di certo terreno, ilquale era dicoto due
giornate, non hauendo hauuto le cinte di legarli al gogo, confortandolo quegli,
che alla lor cura attendeuano, che gli mandaffe a chiedere al padre, di cio fu con=
v

tento, ma acrific dieci paia di Buoi ; e le loro carni diuie fagli operai: e taa
gliando

1 67

D1 GIOVA N N I ZO NA R A ,

gliando le lor peli, leg gli altri : e cio fatto, ritorn a caa. Marauigliandoi il
padre di quella ua prudenza, lam piu di tuttigli altri figliuoli, egli fece ho=
more con grandiimo dipiacer loro.

E s s E N D o a Tolomeo nato un figliuolo , i Prencipi delle Protin=

Fig1uo!

cie, che gli obediuano , andarono in Alejandria per celebrare il uo nata. :::::::"
le. Giueppe effendo diuenuto per gli anni debole, comand a figliuoli, che "*.
alcun di loro in fua uece ui andaffe. E gli altri tutti non ui uolendo ana
dare, Hircano riceu egli queto pejo; e configli il padre, che non ui mandaje
alcun dono: ma criuefje al uo procuratore di Alejandria, che gli defje alcuna

quantit di oro da apprefntareal Re. Egli lodando il configlio del figliuolo,


friffe al procuratore, che non maneggiaua meno di tre mula talenti, che deffe al
figliuolo, quanto gli facee di biogno: percioche egli non itimaua, chei doue=
fe dimandar piu di dieci talenti da fare il medefimo dono. Riceuute Hircano dal

padre le lettere,prefelauia di Aleandria: quandoi fatelli crijero a gli amici Hirans

ua

di effo loro padre, che lo amazzafjero. Ma hauendo il fanciullo appreentate al : aician

prcuratore le lettere, dimandandoglii talenti, che gli faceua metieri, e colui ""
dandogliene folamente dieci, lo fece porre in prigione. Mand Tolomeo per Hireano a

lui ; e diffe, che egli fi marauigliaua, che non foe uenuto alla ua preenza ; :::::
er hauefje fatto incarcerare il procuratore delpadre.Et egli ripondendo, che non

haueua uoluto uenire infino, che non hauefje apparecchiato idoni da portagli, e *****
che haueua punito il feruo della fua diobedienza; rife il Re, marauigliandofi del
grande animo del fanciullo. Ma fra tanto il procuratore ueggendo, che niuno
fi moueua in fud aita, col dar mila talenti, fu liberato. Hircano comper cen=

to ferui fortistimi, e molto bene introdotti nella cognition delle letterepercen


to talenti, er altretante donzelle per altretanto prezzo. Gli altri adunque por=

gendo al Re dieci talenti, e quelli, che piu liberali procacciauano di effere, non

paando i uenti ; Hircano appreent i ferui e le polcelle al Re er a cleopatra; Doni dati a


ciacuno de quali apportarono loro un talento. Et agli amicie minitriregij fece fi:s.
parimente doni delualore di molti talenti. Tolomeo effendo rimajo stupido del
ualor diquel fanciullo, gli diffe: dimandacio che tu uuoi. Eglialtro non chiefe,
fenon, che ei criuee di fe al padre cr a fratelli. Cio fece Tolomeo, e realmena
te donandogli, l'accommiat. I fratelli intendendo il fuo honorato ritorno, gli

dndarono in contra con animo di ucciderlo, non effendo anco il padre enza se
gno della gran omma de i danari da lui prea. 1 fratelli lo affalirono; ma rima
fero morti molti di coloro, che gli eguiuano, e due di loro. La onde egli fa=
uentato, e paato di l dal Giordano, moeguerra agli Arabi: e fatto fare un
fontuoo catello,tenne que luoghi per ipatio di fette anni infino a tanto, che Se=
#

kuco, figliuolo del Magno Antioco, hebbe la Soria. A cui uccedendo Antioco
L

iiij

1 68

PRIMA P A R T E DE L L'HIST o RIE

:::::n: Epifane, per tema di lui fi diede la morte, del quale Antioco pree tuttii danari.
! Es se s p o anco morto Tolomeo Epifane, Re di Egitto, laciati due piccios
li figliuoli, l'un de quali fu detto Filomotor, e l'altro Ficone: Antioco frez
zando l'et de fanciulli, fece guerra all'Egitto, e di quello fu facciato, coman=
dandogli i Romani, che da quella Prouincia fi rimouee. Indi partendofi, fi

antises et, uole a Gerualemme,ev hebbe la citt enza combattimento, eendogli da alcu=
::* chea lui piegauano, aperte leporte, e dentroriseuuto: Percioche dopo la
morte di Onia Pontefice, Antioco haueua data quella dignit a Ges fuo fratello:
e pocia con lui l'haueua data al minor fratello, chiamato Onia: percioche has
uendo hauuto Simone tre fratelli, il Sacerdotio peruenne a tutti loro: e Gesu fi
poe nome Giafone, er Onia Menelao. E nata fra queti dicordia, e diuidendo=
fi il popolo,la maggior parte fauorirono a Giaone,gli altri fi accotarono a Me=
nelao, a cui anco i figliuoli di Tobia recarono aiuto. Maeffendo uinti dalla mag=
gior parte, fuggirono ad Antioco, e laciando da canto gli ordini de loro maggio=
ri, feguitarono i cotumi de Greci: e procacciarono di occultar per uergogna la
ruina di Ge circonciione. Dalla fattion di cotoro aperte ad Antioco Epifane le porte della
"*" - citt, egli e ne impadron: e tagliatine a pezzimolti, e fatto bottino d'una gran
fomma di danari, ritorn ad Antiochia. Due anni dipoiuenne da capo a Gerua=
lemme: cr occupando la citt per uia d'inganno, non perdon ne ancoamedef=
mi, da quali era stato riceuuto: ma fogliato il Tempio, e portando uiuitbeori
ripoti, uietando i loro legitimi acrifici, faccheggando la citt, e parte del pos

polo menato a fil di pada, e parte fatto prigione, e quella belliimacitt abbru
ciuta, er hauendo acrificato nel Tempio Porci, finalmente finantell anco le mu=
raglie. E facendo fabricare una fortezza , e mestaui una buona difea de'
Macedoni, cotrine il popolo ad adorare i fuoi Dij, er a rimaner di circon=
cidere i fanciulli, laciandoui huomini e foldati, che acio per forza gli cofirin=
Eleazar 5 gestero. Nel qual tempo Eleazar Sacerdote, er i Maccabei uoi dicepoli, ii=
: fieme con fua madre fimifero a combatter, peroeruar le leggi diuine. E que=
gli, tquali non poteuano fotener la uiolenza, a comandamenti di coloro obediuda
no: magli altri, che per eer di animo generoo, fi opponeuano a quelli ingiuti
decreti, erano fattimorire con acerbe forti di tormenti, ouero mezi mortiera=
crudelta di no poti in croce. Le loro mogli, foendendo al collo loro i figliuolini, che era=
:e Fei no stati circoncifi, strangolauano con funi. E, fe trouduano alcun libro della
fcrittura Hebrea, lo abbruciauano, amazzando colui, che lo teneua. Ondei Sa=
Ribellione maritani boggimai non piu diceuano dieere della stirpe de' Giudei, ma Sidonij
-

:::*" e chiamauano il Tempio di Garizin Tempio di Gioue Greco.


Di Giuda

T R o va v a s 1 un Sacerdote, detto Matthatia, figliuolo di Giouanni, ni=

Matabes. pote di Simone, e fecondo nipote di Aamone, padre di cinque figliuoli, di Gio=
uanmi

D I G I OVA N N I ZONA R.A.

1 69

uanni cognominato Gaddi di Simone Thati, di Eleazar Aura, e di Gionatha Affi.


Effendo adunque iminitri del Re uenuti, doue cotoro dimorauano; er hauendo
prima impoto a Matthatia, come a capo de gli altri, che facrificae al cotume
Greco; egli infieme co figliuoliricusdicio fare:er amazzando uno, che haa Mattharia,

uena acrificato, er Apelle capo eminitro del decreto del Re, egettando otto :
fopra l'Altare, fe n'and nel deerto. Il cui eempio eguitando molti altri, con :ada
le moglie co figliuoli col fuggendo, menarouo la lor uita nelle felunche. Ma
i capitani di Antioco, hauendo raunato eercito, afalendogli nel fabbato, molti Quanto i
41

neabbruciarono in effe pelunche, non facendo i medefimi difea per la celebrit :"":'
di quelgorno. Quelli, che uiuirimafero, fi ricouerarono preo di Matthatia; sabbat.
ilquale gli eort, che anco il Sabbato combattefero; accioche da nimici, iqualifi
ualeuano della occaione dique Sabbati, non fofero enza difea uccii: e mee
infieme le fue forze, ruin i loro altari, er uccife coloro, che fi dauano a ques

gli celerati acrifici; er ordin, che fi circoncideero i fanciulli. Cofi hauen=


do egli tenuto per lo patio d'un'anno l'Imperio, e confortati i figliuolialla con
cordia, er a feguire il uo eempio, in modo, che oue faceje biogno, non ri=

fiutafjero di morire, fu da una malatia tolto diuita.


1. cui figliuolo Giuda, ilquale detto parimente Maccabeo, riceuendo tama
minitratione, con lo aiuto de fratelli, e di altri, cacciando i nimici di Giudea,

quei del popolo, che haueuano uiolate leleggi, aframente puni; e tagli a pezzi olas, a
Apollonio Pretore di Samaria con una grandiima parte dell'eercito. Il che inte: beo puni es

foil Pretore della cilicia, gliuenne adolfo, ma da iuirotto e poto in fuga, fu :::::::::
mentre e fuggiua, infieme con parecchi de uoi amazzato, onde sdegnandofi late le leggi.

Antioco, comand a Liia, procuratore delle coe fue, che foggiogaffe la Giudea,
ditruggee Gerualemme, e il fuo popolo uendefje al publico incanto. Cotui "

hauendouimandato tre Capitani con ungrande eercito, Giuda ueggendo la mol=:,:;


titudine de nimici, confort i fuoi foldati, a ripor la loro ficurt in D to : e :

prendendo il cibo in fu la fera,e fatti accender di molti fuochi nel campo, meofi
in camino dinotte, preo almattino afalt inimici: e ne tagli apezzi piu ditre ......
mila, altri combattendo , er altri effendofi potia fuggire. Tornato dalla ucci= `###

fion de nimici,faccheggii loro alloggiamenti se con grandistima e ricca preda .


ritorn a caa.

LAN No eguente fece Lifia un maggiore eercito, er afalt la Giudea:


i cui tracorritori, uinti da Giuda , egli il reto dell'eercito ridue in An=
tiochia, per ritornar dipoi nella Giudea con maggior numero di foldati.
G i v d a effendo andato in Gerualemme per ripurgare il Tempio, tros ciudarioru
uandolo abandonato, crin alcune parti arfo, piane : e ribellitolo, mie dentro nail Tpio.

nuoui uafi di oro , nuoui candellieri, e tauola, er altare ui fece; e nuouo

17

P R I M A P A R T E D E L L'HIS T O R IE

fntuario di pietre non tagliate col ferro; fece i profumi, offerfe le uittime, e
poe nella tauola i pani. E quete coe fi fecero nel medefimo giorno, che era sta=
to uiolato il Tempio, e profanato il colto diuino dopo tre anni, fecondo la profe=
tia di Daniello, da lui fatta quattrocento c otto anni auanti. Dal qual tempo
Festa deoju intituirono i Giudei la feta della ricouerata religione, da loro chiamata de lumi.

:::" oltre a cio cine la citt dimura, e la guerni di prefidio e digenti, che erano ba=
steuolia difenderla.
O R A, perche le uicinegenti per cagion d'inuidia molti Giudei con aguati
amazzauano, Giuda con effo loro guerrreggiando, fe ne uendic, e riprefe l'au=
dacia loro. Intendendo Antioco, che in Perfia era una citt , abondeucle di rica
: chezza, detta Elimaida, ev in lei un Tempio di Diara ripieno di preciofi doni,
' and contra di efja citt: ma i cittadini con eercito ucendo fuori, lo feceroleuar
dallajedio, inguia, che perduto una grandiima quantit de uoi foldati, uol=
gendo le falle, fi ridue in Babilonia. Mentre egli fi doleua di quellarotta, heba
be auifo, che i fuoi Capitani erano da Giudei parimente stati uinti. Onde aca
Morte di An crecendoglfi la trifiezza,cadde in una granmalatia ; laquale fntendo effermor

::"*" tale, facendo uenire alla ua preenza i uoi minitri, diffe, che tutto quetogli
era auenuto, per hauere offefi i Giudei, e fogliato il loro Tempio. Con quete
parole fi mor, laciando procurator del Regno un uo amico, detto Filippo: a
cui diede l'annello er la corona, commettendogli, che ei gli portaffe ad Antioco
fuo figliuolo. Della cui morte hauendo Lifia hauuta la nuoua, dichiar Re fuo
figliuolo, ponendoglinome Eupatro. Ma i Macedoni, che erano inguardia del=
la fortezza di Gerualemme, moletando i Giudei, che andauano al Tempio per

cagione di acrificare, Giuda difiderando di leuar d'indi quel prefidio, congran

|-

forza combatteua il catello. Queto inteo il fanciullo Antioco, adrato con=


duffe un grande eercito contra Gerualemme. A cui Giuda opponendofi, nelle pri=
me frontine uccie intorno a feicento. Eleazar, cognominato Aura, fratello di
Giuda , ueggendo un de nimici, che fedeua opra un grande Elefante, armato di
arme da Re, stimando che cotui il Re foe, mouendofi con grande impeto, fr=
tHelsfinte nella pancia, ilquale cadendo a lui 4jo , .
M A Giuda uedute le forze de nimici, torn in Gerualemme, apparecchiana
dofi di fotener l'affedio. Antioco adunque combattendo la citt, e molti de Giu=
dei, facendo gagliarda difea contra nimici, permancamento delle uettouaglie fug

giuano.Ma hauendo il capitano Lifia,ev Antioco inteo, che Filippo, ilqualemo=


rendo Antioco,haueua laciato procuratore del Regno,procuraua di occupar l'Im

perio, uennero apartito con gli affediati, cv acconentirono, che esti ufaffero le
lor leggi. Ma effendo Antioco riceuuto nella citt, ueggendo egli il Tempio fore

tistimo, frezzando il giuramento da lui fatto, feceruinar le mura, euia mea


nandone

DI GIov A N N I zo N RA,

1 7 3

nandone onia Pontefice, ilquale era anco detto Menelao, ilquale era stato cagios
ne, chel padre haueua cotretto i Giudeia uiolar le leggi della patria , e per con=
feguente di molti mali, fi dipart: e mandatolo 4 Berred , finalmente fece mo= Morte di
rire
idolatra
huomo,
il Sacerdotio Fece
diecianco
anni.
Et Fi=
or- lippo
o: edifi
dinqueto
Pontefice
Alcimo,
che hauendo
parimenteeglieratenuto
detto Gioachim.
morir

lippo, hauendoluinto, creffendo egli uenuto nelle fue mani.

o ka onia, figliuolo di Simone giuto; ilquale, come s'e detto, morendo il oni, fisius.

padre, haueua laciato fanciullo, hauendo Antioco dato il Ponteficato ad Alcimo, i:


che non era della famiglia de Pontefici, fugg in Egitto, e da Tolomeo honora= `:
tamentericeuuto, pree un luoco nella region di Heliopoli, & edific un Tempo :*
fimule aquello di Gerualemme.
De merk i o, figliuolo di Seleuco, effendo fuggito di Roma in Tripoli di
sorta, preo Antioco e Lifia, ambedue gli amazz, il econdo anno del Regno
di Antioco. Appreo queto Demetrio Alcimo Pontefice, cv i Giudei sbanditi,
e dilora qualunque piu trito, accuarono Giuda Macabeo, e tutta la gente Giu: :::::::::
daica dellamorte degli amici di effo Re. Ilquale per queta imputatione sdegnato, S"
|

mand Bacchide uo stretto amico con un grandistimo eercito con ordine, ch'egli :::::::
amazzaffe Giuda e tutti i fuoi. Cotui andato in Giudea, inuit Giuda or i fraa
telli alla pace: ma ei non credendo a fuoi inuiti, alcuni plebei, hauuto da lui il

giuramento, almedefino fi fuggirono. Ilquale non facendo stima della religio=


ne, tagliatonea pezzi. Jeffanta di loro, fauent gli altri dal fuggire : e coman
dato a quegli, che'l paee habitauano, che obedieroad Alcimo Pontefice, tora
n in Antiochia. Ma Alcimo con ciacuno piaceuolmente parlando, e fattiglifi
tutti amici, pretamente fece un grande eercito la maggior parte di sbanditi, or

huomini Idolatri: de quali fi ualeua in fare uccidere coloro, che fauoriuano a


Giuda. Ilquale eempio uole Giuda contrala nimica fattione: ilche fu cagione,
che Alcimo pine Demetrio a mandar Nicanore con gran numero digenti contra

Giuda, imponendogli, che egli non perdonae ad alcun Giudeo. Effendo cotui
andato in Giudea, fece peniero fotto color di pace di prender Giuda. Da cui
bauuta la fede eralui datala, riceuuto con l'eercito nella citt, nel Jaluarfiin=

fieme er abboccarfi, fece egno a uoi, che Giuda prendeffero. Maegli auedu=
tofi dellinganno, ricouerandofi a Giudei, fugg il pericolo. Nicanore adunque
riucitogli uano il fio diegno, mettendofi a far dicouertaguerra, fu uintore: e

finto Giuda nella fartezza di Gerualemme, minacci al popolo, che e non


glielo dee, ruinerebbe il Tempio. Giuda efortati i fuoi mille a portarfi ualos
roamente,
ne amazz
molti,a epezzi.
fra gli altri
medefimo
Nicanore:
altri fugdi
Nisanoreda
gendo
furono
tutti tagliati
In talil guia
i Giudei
hebberoglialquanto

ripo dalle guerre, Effendo da diuina piaga percojo e morto Alcimo, outro

172 .

pRIM A PA RT E D E LL H ISTO R I E

Gioachim Pontefice dopo il quarto anno del fuo sacerdotio, il popolo diede il
Ponteficato a Giuda. Ilquale intendendo, che la potenza de Romani era grande; "
Giuda fatto
::::::::::* e che esti haueuano foggiogato i Galathi, gli Spagnuoli, i Carthaginefi tutta
la Grecia, el Re Pereo, il Re Filippo, er il Re Antioco, mand ambaciadori 4
-

::: chieder l'amicitia loro, egli preg, che friuteroa Demetrio, che non mole
dri a Ro- taffe i Giudei con le arme. I Romani promijero loro amicitiae confederatione.
"
Ma Demetrio intea la morte di Nicanore, e l'uccifion dell'eercito, di nuouo ui
mand Bacchide. Ilquale andandando con molta fretta contra Giuda; che sera
Baschide accampato in certo uillaggio infieme con i fuoi mille, cotoro temendo la moltitus
da dine de nimici, confortarono Giuda a fuggire, era procacciare il uo campo.
sutra
Giu, ancora,
Ripoe egli:
Cei de
ID faoi
d 1 o,fuggifero;
chel Sole non
mi dimeno
ueggia uoltar
le falle
a nimici:
er
da.
che molti
combatte
lungamente
co ni
Cm1Ctrjo

mici enza alcuno diauantaggio: e preo al tramontar del Sole, facendo impeto

nel detro corno conquella parte de fuoi foldati, che piu coraggiofi erano, sbt=
ragli la lor falange, e la mie in fuga. Ma quegli, che erano nel manco corno
tolfero Giuda inmezosilqualementre,che rinforzauala battaglia, effendonemora
Mette di ti molti de fuoi, finalmente ancora egli fu uccio. Dopo la morte delloro Capis
Ginda. tano, i foldati et andio fuggirono. Mor egli nel terzo anno del fuo Ponteficas
to, hauendo fatto molti fatti illutri,e dimotrofi forte e franco guerriero, pre
I Giudei

fioper la libert della patria apatire qualunque cola. Dopo la ua morte Bac

traf::::::: chide diede il gouerno della Prouincia a' Giudei Idolatrie uiolatori delle loro ana

:::::: tiche leggi:iqual diedero di grantormentialloro popolo, e prefigi amicidi


::: Giuda, gli conduero a Bacchide:iquali egli dopo uari tormenti fece uccidere.
GlaDO.

M a hauendo gli amici, che rimaneuano di Giuda, perfuafo a Gionatha fuo


fratello, che uolefje effer Duce e Capitano de' Giudei, Bacchide glitee aguati, e
lui , che era fuggito nel deerto, fi mie a pereguitar con molta fretta. M
Gionath mand il fratello Giouanni a gli Arabi Nabathei amici, accioche gli

conferuaerole bagaglie: ilqualeinfieme con i compagnie i figliuoli di Amareo,


tolte loro le bagaglieneluiaggio, gli tagliarono apezzi. Ma Bacchide meofi 4

cercareil Sabbato Gionath, stimando, cheegliper cagion della feta non douee

'' combattere;
singann. Percioche dicendoegli, che fitrattauala alute deci

tadini ordinata la battaglia, hauendone tagliatia pezzi molti, stringendo la


::::::pada, fece impeto contra Bacchide. Maerrando il colpo, egli fi gett co fuoi com
pagni nel fiume, e lopa a nuoto. Bacchide ritornato nel catello di Gerua=
lemme, prefi hotaggi da principali di Giudei, gli ferr nella fortezza. Ma
Gionath uolendo uendicar la morte del fratello, appot, che i figliuoli di

Amareo celebrando alcune nozze, menarono lo fofo e la fofanella citt con


fontuoa compagnia: etenendo gli aguati in certo Monte, gli colfe, Cr am
tutti,

ID I G I O V ANN I ZO NA R.A .

z 7 3

tutti, fogliandoli di quello, cheei portauano: e fi appiat co fatelli nelle


paludi del fiume.
o k a Bacchide, laciando il prefidio in Giudea , ritorn a Demetrio.
Ejendo dipoi per tre anni conce al popolo la quiete, Gionath cri fuoi,
che di colui non temeuano, conuerauano nella Giudea. Onde i Giudei, che

erano ribelli, fecero intendere al Re Demetrio, che fe egli mandaffe alcuno con- tra Gionath, ei fi haurebbe nelle mani enza fatica. Effendo adunque Bacchi=
demandato in Giudea; e non potendo prenderla con ogni diligenza, ch'egli ui
metteffe, fece morire cinquanta celti a fuomodo di coloro, che haueuano al Re

rapportato il falo. Ma Gionatha inieme con Simonee con i compagni fi tene

ua incerte Torri, che egli haueua fatte nel deerto: Lequali, mentre che erano arnais.
combattute da Bacchide, hauendoui egli laciato il fratello Simone, fi parti oc- :fi
cultamente: e raunato un buon numero di contadini, affali di notte inimici, e ""
moltine amazz egli, e molti Simone, ilquale uc ancora egli nacoamente delle
fortezze, er abbruci le machine deltajedio. Intendendo Gionath, come Bac
chide era rimao meto per quella rotta, peruia diambaciadori chiefe la ua amie

citia. Laquale riceuendo Bacchide con fi fatta conditione, che ritornandofi da amicilia tu
amendue le parti i prigioni, affermaero ambedue pergiuramento, cheniuno ::::::::
mouerebbe guerra all'altro et partitofieglinom piurec moletiaa Giudei Giona:
thalbora icuro, pree il gouerno della Republica, e puni gl'idolatri.
O ka Aleandro, figliuolo di Antioco Epifano, hauendo occupata per trs

dimento rolomaide, turbinguist Demetrio, che egliraun eercito, edifider :


di hauer l'amit e confederatione di Gionath, concedendogli podet di fare eer Antioco Epi

ciso, e di rihauere gli hotaggi (iquali erano fanciulli) che da Bacchide erano"
stati rinchiui nel catello. Gionathadunque andato in Gerualemme letta la leta
tera, che gli haueua mandato il Re, al popolo cr a foldati del prefidio, hebbe i
fanciulli, egli retitu a padri loro, erinou la citt, rifacendole mura, Ales
fandro ancoraricercando di farelo amico; cr offerendogli la ua amicitia infie= Gionathsfat

me col Ponteficato, glimand alcuni doni, onde egli prefela ueta di Pontefice ""***
nella feta de Tabernacoli, il quarto anno dopo la morte di Giuda uo fratello, e
fece preparamento di oldati e di arme. Ora Alefjandro uinto Demetrio in bat=
taglia (percioche effendo eglicol cauallo tracoro in certo luogo palutre, da cui
non poteua ucire ageuolmente, fu cinto da oldati,e pieno di molte ferite, effen
do prima molti de fuoi tagliatia pezzi, mor l'undecmo anno del uo Regno)im

* padronitofi del Regno di Soria, pree permoglie Cleopatra figliuola di Tolomeo


Filometore, inuitando anco Gionathalle nozze. Ilquale effendo uenuto a Tolos Aleandra

maide, co da Tolomeo, come da Aleandro, furiceuutocon molto honore.

::

os a Demetrio, figliuolo delmorto Demetrio, effendo con un grande eer= nozze.

174
PRI M A PARTE DEL L'HisToR IE
:tria fi cito andato di Creta in Cilicia, Aleandro follecito and con molta fetta in
Lein . Antiochia per cagione di aficurar que luoghi, dando in gouerno la Soria ad
Apollonio Dao. Ilquale dolendoi con Gionath, che folo non obediua al Re,

rimprouerando queta gente diuilt, lo inuit alla battaglia. Il Pontefice moffo


dalle fue parole, uenne con Apollonio al fatto di arme: e tagliatia pezzi molti
foldati, e pree molte citt di Soria, con una nobilima preda ritorn a Gerua=
lemme. Laqualcoa intoft, Aleffandro mand a rallegrarfi con Gionath della
rotta da lui data ad Apollonio; dicendo che egli contra la fua uolont haueua prea

: ole armicontra lui, che gli era amico e confedetaro. Ma Tolomeo Filometore
ra "Apsis, dando aiuto ad Aleandro con eercito da terra, e con una armata, per le infidie
del genero, lequali alcuno de uoi amicigli haueua ordite per opra di Ammonio,

alo.

pikardia fu quafi morto. Lequali infidiehauendo egli chifato, dimand, che Ammonio

:
gli foje dato nelle mani: Ilche ricuando egli, per queto entrando in penfiero,
efan :

dro .

* T P !

che effo foje stato conapeuole dell'infidie, non uolle, ch'eigli foe compagno
nella guerra, eruppe feco la parentela, promettendola figliuola a lui tolta,er
aiuti per uia di ambaciadori, a Demetrio. L'una e l'altra delle quali conditioni
egli abbracciando uolentieri, fi sforz diperuadere que di Antiochia a riceuer
Demetrio. Ilche per l'odio portato ad Alejandro per le paterne ingiurie, eper
cagion di Ammonio, ageuolmente ottenne. . ., . . . . .

E s s e N do adunque egli cacciato, eridottofi in Cilicia, gli Antiocheni fe

::: cero Re Tolomeo, e lo fo/pinfero a portar due corone, tuna di Egitto, e l'altra
-

..

di Soria. Ma egli, come huomo prudente, confiderando le coe auenire, per non
mouer contra di lui l'odio de Romani ale cui forze eranograndi, confort imea
defimi di Antiochia a riceuer Demetrio:ev Alejandro, che con ungrande eercia
to haueua ajalita la Soria, er abbruciaua il tenitoro di Antiochia, in compagnia
di Demetrio, a cui haueua data per moglie la figliuola, feco uenuto alle mani ,

ruppe e mife in fuga. Onde Alejandro uinto, fi fugg in Arabia: e Tolomeo,


effendo il fuo cauallo fauentato dal grido d'uno Helefante, e gettato in terra,
circondato da nimici, hebbe di molte ferite nella tefla: cr effendopreo e porta

carea, a to uia da alcuni de uoi oldati, #ette quattro giorniabandonato dal entimento
Tsiemes: e dalla fauella. Il quinto giorno fi rhebbe alquanto, e preo in mano la teta di

::::::::"Alejandro, che gli fu mandata da un potente di Arabia, godendo della morte


del nimico, poco dipoiegli ancora fi mor.

DE ME T R 1 o Nicanore impadronitofi dell'Afia, hauendo dopo Aleandro

regnato cinque anni, cominci a corrompere ioldati di Tolomeo, cordatofi della


R: Aha. confederatione e della parentela: iquali uccellando la ua aflutia, ritornatiin

Alejandria, egli ancora simpadron degli Helefanti. Ma Gionath combatten


do la fortezza di Gerualemme, nella quale tra il preidio de Macedonie de ru=
belli

--

D I G I O V A N N I Z O N A R.A . * *

1 7 5

belli Giudei, alcuni, che fi fuggirono dinotte, auifarono Demetrio dell'affedio.


Et egliandato con eercito a Tolomaide, friffe a Gionath, che douee a lui ap=

preentarfi. Ma egli non laciando l'affedo, prefi feco i Sacerdoti cri piu uec
chi del popolo, e recando una gran fomma di danaria Demetrio, lo plac: da cui
egli riceue honore, egli fu confermata la dignit di Pontefice. Ma hauendo De
metrio per cagione di hauer menomate le paghe de foldati, non temendo piu guer

ra, mojo todio loro contra di lui; queto conociuto da uno de capitani di Alef
fandro, detto Trifone, leu Malco Arabo Antioco, figliuolo di Alejandro, il

quale iui fi alleuaua, dicendo, che egli gli uoleua retituir l'Imperio del padre.
Ma Demetrio hauendo per uia dimolte promeje ottenuto di far lega con G ona=

th, er bluuti daluitre mila oldati, cotrinea fuggiregli Antiocheni; iquali ::::::::
adirandofi per le ingiurie riceuute, haueuano fucitate parti e dicordie: arfe la .
citt, e molti ne tagli a pezzi: infino a tanto, che furono cotretti a ponergiu
le arme, e darfi alla ua fede. In cotalmodo acquetata la dicordia, rimand a
Gerualemme i Giudei carichidi doni, e ringrati Gionath. Ma non attee alle
promejete minacci di fargliguerra;laquale gli haurebbe anco moja,e Trifone
ritornato di Arabia in Soria, non haueffe ornato Antioco, alhora giouanetto,

della corona; e mojo altresguerra a Demetro, riceuendo que foldati, iquali per

cagion del diminuir dellepaghe, lo haueuano laciato. Effendo Trifone uincitore trione.
mella battaglia, hauendo preo Antiochia e gli Elefanti, Demetrio and in Ciliciu.

G i on ar a A effendo da Antioco fanciullo inuitato a effergli confederato

(, ionath f.

nella guerra, ei gli promie di effergli confederato er amico, e di guerreggiar

"

contra Demetrio: e pretamente mettendo la promea ad effetto, fece, che mol- .


te citt ribellarono a Demetrio, er a lui fi diedero. Pocia laciato in Giudea si

mone fuo fratello, and contra i Capitani di Demetrio. Simone ancora strine
tanto con affedio Beura,catello di Giudea, nel quale era il prefidio di Demetrio, n.n., ca.
che i foldati riceuuta la fede fi dipartirono; emie in quello gente da difea. Hello diGiu
Gionath rotti i foldati di Demetrio, e tagliatinea pezzi da due milu, torn in ***
Gerualemme: e mand ambaciadoria Roma a rinouar la primiera amicitia. A ambariado

quali effndo dal senato confermatii primi decreti,nel ritorno andarono a sparta,
percioche queto haueua ancora lor commefjo Gionath) e dagli spartanifuroa"
no amoreuolmente riceuuti, promettendo lega ev amicitia a Giudei.

I Capitani di Demetrio diiderando di ritorarfi della rotta er ucciione ri-ceuuta, conduero contra Gionatb maggiore eercito. Ilquale all'improuio ef fuggita de
ndo loro ito incontra, non ofando esti di combatter feco a bandiere piegate, la '
notte fi mifero a fuggire. La fuggita de qualieffendo da lui conociuta, e fe=
guitandogli, e non gli potendo arriuare, dalla Arabia de Nabathei fi part con

gran preda, e con moltiprigioni; eraunando il popolo, lo eort a rifar le mu

p R I.M A PA R T E D E L LH I S T O R I E

ra della citt, co a ritaurar le ruine del Tempio. Ilqualconfiglio datutti lodia


to, egli attendendo a quellopra, mand il fratello Simone adaicurare il paee.
Andato Demetrio in Meopotamia, per riceuer Babilonia e i principali circotans
ti, effendo riceuuto da i Greci e Macedoni, che ui habitauano; iquali gli pro=
mifero di darglifi, e di aiutarlo contra Arface, Re de Parthi; uenendo a batta=
,,,, glia con i Parthi,fece perdita di tutto l'eercito, er effo ancora and in poder

: de nimici.
1 NT e so s 1 il cao di Demetrio, Trifone moffo da cupidigia di occupare il
Regno, procacci di leuar diuita Antioco. Ma, perche temeua la confederatio=
ne, che Gionath col Re haueua, fi mife in animo di corprima lui per uia d'ingan
no; e dipoi ajalire Antioco. La onde and a Scithopoli; oue Gionath uffitogli
incontra con quaranta ualenti foldati, fu da lui con atutia ingamato, facendoe=
lo amico con domicr bonori , in guia, che eglilaciando ogni fofetto, cadde

: : nelle fue reti. Lo eort adunque alicentiarteercito, promettendo di douere


::"Giosaegli tranon
pocofofhicando
andar con alcun
efo luimale,
a riceuer
la citt,
e tuttie i catelli
tha .
natb
licenti
l'eercito:
tenendocircotanti.
folamente Gio=
mille
foldati, rinchiuo in Tolemaide, fu preo; er i uoi compagni furono uccifi.
*

I q_v A . I duenimenti rapportati in Gerualemme, recarono fauento al po=

polo, per cagion delle genti uicine che efjendo preo Gionath, fi folleuauano
contra Giudei. Ma Simone con un bellimo parlamento inanimilpopolo. Ons
::: de da quello eletto per Capitano, raunaticoloro, che erano attialle arme, e fora

:::te:ee nite le mura della citt, e tuttaea citt di tutto quello, che apparteneua alla fia

:::* curezza, menando Trifone Gionatha prigione in Giudea, gli and contra con
l'eercito. E dimandando eglicento talenti di argento, e i figliuoli di Gionatb
per hotaggi, uolendo rihauere il fratello, ancora che egli la maluagit di lui
comprendeua, non di meno affine, che non gli foe oppoto di non hauer fatto
conto del ricatto di fuo fratello, mand i danari ei fanciulli. Iquali riceuuti

: da Trifone, non offeru ipatti: maand con l'eercito allauolta di Gerualemme,


:::::: feguitndolo Simone, o accampandofi dirimpetto di lui. Ma impedito Trifone
: dalle gran neui, uolgendo il camino insoria, fece Gionath morire.
SI M o N E effendo auenuta la morte del fratello dopo il terzo anno del Pon=
teficato, eletto Pontefice dal popolo, cest dipugare a Macedonii tributi. Furono
i Giudei fortunatistimi otto ilgouerno di cotui; e fignoreggiando a'uicinipo=

poli, ruinarono molte citt, affine, che elle non fofferoricetto de nimici. Eper
che il Tempio fipotee uedere, continouando la fatica per lo patio di tre anni,
Tiene u.JPianarono MAjm monte, nel qualeera stata fabricata una fortezza. Ora
Trifone amazz Antioco: cognominato Dio, di cui era tutore, il quarto anno,

::::" che egli regnaua, e public, ch'egli era morto. Promie appreo danaria olda=
ti, e lo

DI G I O V A N N I Z O N A R A ,

1 77

ti, Jelo faceuano Re:iquali opinti dalla peranza di fare un gran guadagno,

fodisfecero al uo difiderio. Ma dopo, che Trifone ottenne il fuo intento, di= Trifone per
fcourendo la maluagit del fuo animo, fu cagione, che i foldati diuenendogli ni= :"**
mici, andarono a trouar Cleopatra, moglie di Demetrio, laquale era in Seleucia. Cleopatra,

Laquale fece a lei uenire Antioco, detto seruatore, fatelio di Demetrio; che
per cagion di Trifone andaua, come sbandito, ne era accettato da alcuno, con
dargli feranza di prenderloper marito,e di fargli ottenere il Regno, dubitan
dofi, che i Seleucianinon deffero la citt a Trifone. Cotui effendo uenuto a Se= antisse uia
leucia, and contra Trifone:e uintolo, e fintolo della soria di opra, taffedi **"*"

in certo catello,doue egli era fuggito,inuitando Simone Pontefice a far ecolega: Lega hard
Simo

laquale egli abbracciando, diede a foldatiuettouaglia. Ma effendofi Trifone d'indi

ricouerato in Appamea, fu la citt prea; er egli uenuto nelle mani de nimici, **


fu uccio, hauendo regnato tre anni.

Morte di

M a Antioco fcordatofi demeriti di Simone, mand Cendebeo a dare ilguda *"*"


sto alla Giudea, er a far lui prigione. Da che Simone, effendoi conferuato,
men il reto di fua uita pacificamente, hauendo tenuto il Regno di Giudea otto

55)

anni. Mor egli per le infidie di Tolomeo fuo genero, effendo la moglie e due
fuoi figliuolipofii inprigione. Percioche ilterzo, detto Giouanni, che anco era

chiamato Hircano, fi fugg:eper i benefici del padre fu riceuuto daquei di Ge=


rualemme, non ammettendo esti Tolomeo.
cost v 1 ottenuto il Ponteficato del padre, mofje guerra a Tolomeo, ilquale ciemanni

fi dimorauain un catello,detto Dagone. E, fi come per lo affedio era uperiore, : ***


cofi era uinto dalla piet, che egli haueua alla madre er a fratelli, che dentro
ui erano. Iquali fatti menarda Tolomeo fopra le mura, daua loro crudelitora

menti inanzi alla ua preenza, ancora che la madre lo pregaje, che per queto
non fi allentafe punto di eguitar l'imprea ualoroamente. Mentre l'affedio in
cotalmodo andaua continouando, uenne il fettimo anno, nel quale era il cotume
de Giudei di ceffar da tutte le operationi loro. E per queta cagione trammettena
do la guerra, Tolomeo uccia la madre er i fratelli d'Hircano, fi ricouer a Ze=
none Corila, Tiranno di Filadelfia.
O R A Antioco adirato contra Simone per la rotta, che egli haueua hauuta, Antioso af

affalt la Giudeae faccheggiando il paee, affedi Hircano, facendo impeto con- b GIv
tra le muraglie dalle altiime Torri, che effo di uero Tramontana haueua fatto

fare. Ma nullagligiouaua: fi perche quei di dentro fi difendeuano gagliardas


mente, fi per la fortezza delle mura, e per la gran piena delle acque, cagionata
dalle pioggie. Ma Hircano temendo, che non glimancaffro le uettouaglie, ri

tenendo folmente i oldati piuualentifcacci l'altra moltitudine dalla citt: iqua


li non effendo laciati partirfida Antioco, moriuano fuori dellemura. De quali
Hit, di Gio. Zonara.

17 8

P R I M A P A R T E D E L L'HIST O R IE

bauendo que di dentro compaione, gliriceuettero nella citt. M duicinndoi


la feta de Tabernacoli, Hircano dimand ad Antioco, per cagione di celebrar l

fua feta, fette giorni di tregua. Ilquale egli non folamente concee; ma infie=

,:.,..., me con altri doni glimand olenni uittime: onde per queta fia piet ottenne il
:als
cognome
di Pio.
Laqual
medeima
cagione indue
a chiedergli,
che uo=
Plo.
leje
retituire
a fuoi
cittadini
la Republica
antica. Hercano
A cui ripoe
Antioco,
che
feestigli dejjero le arme, e glipagafjero tributi delle citt pote fuori de termini
di Giudea, e riceueffero il uo preidio, egli ceffarebbe dalla guerra, er adempiea,
rebbe le loro dimande. I Giudei accetturono le altre conditioni, ma non di ricea
-

uere il preidio: e per queto gli diedero hotaggi, e cinquecento talenti di argens

: to.
Aqueto modo acchetato Antioco,e leuato laedio, Hircano dalla epoltus
ra di Dauid cau tre mila talenti : e fatta con Antioco confederatione, lo riceut

tioco.

... ... nella citt, ev andando egli contra Parthi, lo eguit. Oue Antioco uenuto con
:::: pt: Arface al fatto d'arme, per infieme con lamaggior parte dell'eercito.
Demetrio . . A cui nel Regno di Soria fuccee Demetrio fuo fratello, nell'imprea di An=
Morte di An

::"*" Soria,
tioco poto
in libert da Arfice. Dopo la morte di Antioco pree molte citt di
e molte parimente d'Idumea. E foggiogatigl'Idumei, concee loro dipo=
- 1" i

tere habitar nella patria, con queta conditione, che fi face]ero circoncidere, e
ferbajero le leggie i cotumi de' Giudei. Iquali mo dall'amor delterreno natio,
rimaero contenti della circonciione e delle altre coe. Ma hauendo Demetrio di=
terminato di guerreggiar contra Hircano, fu da queto impedito, che i Soriani,
:::*" gi oldati, biafimando la fua maluagit, haueuano per meaggi di pace diman=
Aleffandro dato a Tolomeo Fistone, che famiglia di Seleuco dj loro alcuno: ilquale
2: riceueffe il Regno. Et egli mand loro Aleandro Zebina ; da cui uinto Demea
:ene trio, fi ricouer in Tolemaide. Ma non effendo riceuuto da Cleopatra fua mo=
Morte
di De gle,
ridue
Tiro:
oue fu preo,dele dopo
molti
morireM. una
IIIEtIIO.
Alfi es
s A N aok
o impadronitofi
Regno,
fecetormenti
lega confatto
Hircano.
to da Antioco Gripo, figliuolo di Demetrio, ilquale pretendeua di bauere il Re=
Antioso ci, gno, fu leuato di uita combattendo . Queto Antioco hauuto il Regno di Soria,
zise d col fratello Antioco, cognominato Ciziceno, per eere stato alleuato in Cizico,
guerreggi molti anni. Era cotui figliuolo di Antioco, che fu uccio da Par=
thi, figliuolo del fratello di Demetrio, fratello uterino di Antioco Gripo. Pera
cioche Cleopatra fu maritata a due fratelli: prima a Demetrio, dipoi ad Antio=
co, come habbiamo critto di opra. E di Demetrio riceue Antioco Gripo: e di

Antioco Seruatore fratello di Demetrio Antioco Ciziceno. Iquali, mentre fra


loro guerreggiauano, Hircano ualendoi della quiete , l'uno e l'altro frezzando,

ribell: ne piu pag loro alcuna coa: e in quell'ocio e tranquillitricogliendo l'en=


trate di Giudea, mie inieme un4infinit di danari. Et aediando per opra di
-

DI GIOV A NN I ZO NA R A,

1 7 9

Aritobolo er di Antigono uoi figliuoli, Samaria, i Samaritani aggrauati dalla


fame, dimandarono aiuto ad Antioco Ciziceno; ilquale uenendo allemani con Ari
stobolo, da lui fu uinto. Dipoi di nuouo rifacendo le fue genti, fi mife a faca

cheggiare i terreni d'Hircano, affine, che per quefio ci foe cotretto a laciar
taedio. Ma mentre, che perduti molti de faoi, fi ridue a Tripoli, Hircano
prea samaria, la ditrue. Dicefi, che liflesto giorno, che i due fuoi figliuoli jire:Pit

;
|

combatterono con Antioco, mentre, che egli folo, come Pontefice, attendeua nel : .

santuario a i acri profumi, ud una uoce, laqual die: Antioco alhora cer uin
to da uoi figliuoli: er ucito fuori, raccont questo al popolo. Ma, mentre,
che egli haueua fauoreuoli i uenti della Fortuna, non pot fuggir la inuidia de'
Giudei: e frtialmente fu inuidiato da i Fariei, che furono diuifi dalla Tribu
de Giudei. Iqualitenendo il fato, tuttauia uogliono alcuna coa ester nel poder Fariki.

notro, er auenire a cao, e non tutte neceariamente. Gli Eeni in contrario enu
affermano il fato hauer dominio opra tutte le coe,ev agli hucmini ogni aucni= ""
mento da lui procedere. 1 Sadducei negando il fato, danno ogni cofa alla nofira sadducei
uolont, e itimano, che le cagioni di ogni bene dipendano da noi; e che noi per
difetto della mostra temerit, abbracciamo uolontariamente i notrimali. ora i
-

Faristi, iquali erano in gran riputatione preo il popolo, tutto che prima fof.
cagionenata
fo perdequal
dipoinon
loro difepolo:eguit
amici d'Hircano,
fero
e deli- :
Sadducei:
il parere
egli dachelorofudipartendofi,
fra loronimit,
Ite

ber di eftinguere i riti da imedeimi ordinati: percioche i Sadducei affermauano,


douerfi hauer per leggi quelle coe, che crano laciate icritte, e non effer da offer=
uarfi quelle altre, che erano in uoce peruenute,come di mano in mano, alla memo=

ria d'uno in altro. E per quetacagione fu odiato da Fariei: ilquale uije feli
cemente trenta un'anno, effendo di lui rimafi cinque figliuoli. Dicefi anco, che
egli hebbe dono di Profetia, eprediffe, che due fuoi figliuoli, i maggiori di et,

perderebbono il gouerno. Morto Hircano, riceu: il Prencipato Aritobolo: il. Aristebole


quale piacendogli di cangiare in Regno, pree la corona, quattrocento ottanta :
un'anno dapoi, che'l popolo di Babilonia era tornato in Gerualemme: egli altri
fratelli e la madre, che contendeuano della Signoria, fece mettere inprigione. Ma

Antigono, che alui era piu uicino di et, am grandemente, degnandolo diugua
le honore. Finalmente fece morir lamadre di fame: er indotto da fale accue,
leu di uita etiandio Antigono. Percioche ritornato egli uincitore da certa impre- Aristobol
fa, andando il giorno della feta de Tabernacoli,trouandofi amalato Arifiobolo, '?
magnificamente adorno con le fue guardie nel Tempio, interpretauano i fuoi ca- :
lunniatori,che cio egli hauefje fatto per dimotrare, che einon era huomo priua= telio.

to, ma Re. Arificbolo , che uoleua afficurar la fua uita, e non offenderea tor=
to il fatello, hauendo fatto appiatare in certo luogo ocuro,che era otto terra, i
-

1 8 o

P R I M A PARTE DEL L'H I S T O R IE

fuoi minitri, impoeloro, che non faceero alcun dipiacere al fratello, trouan
dolo enza arme; ma, quando lo uedeffero armato, l'uccideffero. Mand anco ad
Antigono, e gli ordin , che a lui uenie diarmato: ma la moglie e coloro, che
feco haueuano fatto contra di lui congiura, compoero colmefjo, che dicee, chel
fratello hauendo inteo, ch'egli haueua trouate nuoue arme, ricercaua, che fe gli

dimotraffe armato. Einon foettando alcun male, armatofi fi parti. Et ef=


endoperuenuto alla Torre di Stratone, oue era quelluoco buio, fu uccio da mia
Giuda Eit nitri. ora un certo Giuda Effeo, ilquale foleua predir molte coe uere, ueggen
do Antigono, che alhora paaua oltre il Tempio, grid forte, ch'egli diidera
ua la morte: poi che colui uiueua, ch'ei falfamente haueua detto, che in quel
giorno doueua morirenella Torre di Stratone: laqual Torre effendo lontana fei=

cento stadij, non poteua Antigono, hoggimai piegandofi il giornouero la fera,


peruenirui. Ilche, mentre Giuda diceua, uenne la nuoua, che Antigono in quella
grotta, laquale ancora (nella guia, che Cearea maritima) fi chiamaua la Tor
vesistone di re di Stratone, era stato amazzato. Cotui in tal guia tolto diuita, non tard

"*" la uendetta dellamorte del fratello a uenir opra Aritobolo: perciocbe effendogli
ucito de gl'intetini guati il fangue, un de ferui uiaportandolo cadendo nel me
defimo luogo, oue Antigono fu uccio; ilquale era ancora bagnato di fangue,
Morte diari farfe il fuo, in guila, che con quello del fratello fi hebbe a mecolare. Ilche
"bl- inteo Aritobolo dal grido di coloro , che quello effetto haueuano ueduto,
dicendo oltre alle altre parole ; che i fuoi empi fattinon haueuanopotuto star cea
latia D i o, fi mor, hauendo regnato un'anno.

olana, a

sa lo " ", liquale anco detta Aleandra,traffe di prigionei fatellidd

to Re. " marito: e fece Re Giannea, detto ancora Alejandro, ilquale eramaggiore e piu
moderato de gli altri. Egli riceauto il Regno, fece morire l'un de fratelli,
che procacciaua di coe nuoue : cr honor l'altro, che era di quieto ingegno. Nel=
le battaglie, ch'egli hebbe contra alcuni, alcuna uolta uine, o alcuna fu uinto:
e finalmente, perche il popolo sera folleuato, pree le arme contra di lui. Per=
cioche effendo egli andato un giorno di feta all'altare per fre il acrificio, il po
polo lo ajalt con le uerghe de cedri (percioche haueuano in cotume nella feta
Giannea fa

de Tabernacoli portare in manouerghe dicedriedipalme) egli differo di molte

: : :" cattiue parole: dalle quali irato, ne fece tagliare apezzi intorno a feimila. Di
::::: poi uiuo dagli Arabi, ritorn in Gerualemme. A queto fuoriceuuto danno fi
aggiune il folleuamento del popolo: col quale guerreggiando per ifatio di fei
anni, con l'opra de Cilici, e de Pifidi, che erano uenuti al fuo foldo, ne uccife
poco meno di cinquanta mila. La onde fi accreceuano contra diluigli odidel po=

polo, inguia, che dimandando egli quello, cheidoueua fare per eftinguer quel
la niinifl, gli fu dalla moltitudine ripoto, che gli conueniua morire.
)

D 1 G IOV A N N I Z O NA R.A .

1. 8

: D or o quetomolti Giudei, hauendo egli prefoguerra con Aleandro, fue


rono amazzati. Et hauendo il detto Aleandro prea con le arme certa citt,
nella quale ipiu potentiserano ricouerati, gli men in Gerualemme: e facendo
un conuito con le donne, fattine porre con grandiima crudelt ottocento in cro=

ce, fece uccidere i figliuoli e le mogli loro alla preenza di efi, che ancora ui=
ucuano. Per queto fuo crudel fatto ottenne, che de uoi nimicine andarono in

:
|

efiglio piu di ottomila; er effo dipoi fi rimae enza moletia, infino che Antio
co, cognominato Dionigi, mouendo l'arme contra Giudei, hauendo attaccato un andes, s.
gran
fatto effendouincitore:
d'arme, mentre, che
egliladiede
aiuto ilall'un
corni,fuggendo,
che firitiraua,
fu morto,
dopo
cui morte,
uo deeercito
mor gnominas
Dionigi.
di fame. Dopo Antioco Areta, Re di Celefiria,uinto Aleandro in unagiornata,
concerte conditioni fi dipart.
Do P o queto Aleandro, pree molte citt degl'Idumei, de cilici, de Fini
ci, e de Soriani, eritornato in Gerualemme, da Giudeiperifuoi nobili fatti fu

riceuuto lietamente. Indi hauendo per il fouerchioberecagionato in luiunagran- prudentes


de infermit effendo pertre anni molestato da una febre quartana, perque- ::
sto non rimae di far delle impree. Ilquale effendo ueduto dalla Reina in itato :re i

da nonpoterfi del fia uita piu perare, eperquesto cominciandofia doleredella ***
fua forte e di quella de figliuoli, ei la eort a tener nacofaa oldatila ua mors
te,infino a tanto,cheeprendeffero un catello,che da leiera aediato: e che dipoi
ritornando uincitrice in Gerualemme, concedee alcuna tutorit a Fariei,
iquali poteuanoracquitargli il fauor del popolo; nel cui odio per hauergli egli
trattati male, era caduto. Tu adunque (difje egli) farai uenire a te i capi e prins
cipali di cofloro: e concederai a quegli, che del mio corpo, da cui fono stati
molto offefi, facciano ev ordinino almodo loro, promettendo dinon fare alcus
na coa, fenza la lor uolont. Ilche fetu dirai, erio uerr fepelito honorata=

men, e tu regnerai ficuramente. Poi, che egli hebbe dato alla moglie queto or-

--

dine, uc diuita: l'anno del uo Regno x x v 11, e di ua et x lix.


Morte dis
A LlaE beniuolenza
s sa n d R A de
facendo
quello,
cheil gli
il marito,
aca :::::*
al:
quit
Fariei,
ferm
fuohaueua
Regno,configliato
e fece il funeral
delmad
rito con maggior pompa di quello, che sera fatto de gli altri Re.

o ka hauendo Aleandre laciati due figliuoli, Hircano, er Aritobolo : Hirano &

de quali il primo era di tardo ingegno, e non atto alla amminitratione,e taltro di :
animo ardito e ualorofo, la madre impoe al popolo, che obedije a Hircano, il- ######

quale per la dapocaggine haucua fatto Pontefice, er ai Fariei, a quali haueua


dato ilgouerno. Cofi effendo appre di leiil titolo del Regno, er apprejo de'
Farifeil'autorit, fu quella regione pacifica, fenonin quanto i Fariei turbauano
la Reina,ela follecitauano a farmorir coloro,che haueuano efortato Aleandro 4
|-

Hit, di Gio. Zonara,

M ij

1 8 2

P R IMA

P A RT E

D E L, LHI S T O R I E

fare amazzar quegli otto cento: e di prima hauendone uccio uno, tagliauano 4
pezzi glialtri, infino a tanto, che alcuni potenti entrati nel palagio con Arifio=
bolo, a cui quete coe non piaceuano, dopo molte parole, er hauer pianto la
morte di coloro, moje quelli, che ui fi trouarono preenti, a compaione er a
lagrime de gli altri, che erano poti in quel pericolo. Arifiobolo ancora e ne
dolfe con la madre: ma ella non fapeua, che fare.
Tigrane af.
I N queto tempouenne nuous, che Tigrane baea affiliata la soria cra
ialaissoris per uenire in Giudea. Da queta fama il popolo e la Reina impauriti, gli man=
darono per ambaciadori di molti doni, trouandofi egli allajedio di Tolemaide.
Iquali da lui riceuuti, gli confort a non temere. Ma hauendo folamente dato il
guato a Tolemaide, hauuto auio, che Acelao haueua affalita lArmenia, ritora
*

m nel Regno a difender le cofe fue. Trouandofi la Reina da una graue malatia

afflitta, Aritobclo ucito occultamente della citt, and a i catelli, de iquali era
no in gouerno gli amici del padre, effendo dicio folamente la moglie conapeuo=
:le e da quelli fu riceuuto: di cui la madre intea la fuggita , e, come egli haue=
guo
ua occupati tutti i catelli, non folamente effa, ma tutto il popolo rimanendone
* turbati, miferolamoglie fua er i figliuoli in un catello, ch'era oltre al Tempio.
Ma Hircano er i piu uecchi de'Giudei, come intefero, che Aritobolo in quindici
giorni fi haueua impadronito di uentidue catelli, e raccolta una gran quantit di
danari, e fatto ungrande eercito, pregaronola Reina, che doueffe ordinar quel=
lo, che far fi doueua. Rioe ella, che non faceua piu cafodi cost ueruna; fi
come quella, che era per morir toto: e permie loro, che faceero, quantogiu=
dicauano effere a beneficio comune. Ne molto dipoi pir, il nomo anno del fuo
Regno, e l x x 1 1 1 di ua et.
Aristobolo
M o R T a la madre, ubito Aritobolo moe guerra ad Hircano, molti de

:::::::I uoi oldati alui uenendo. Ilquale fuggendo nella fortezza, oue era la moglie
.

cr i figliuoli di Aritobolo, i fratelli dopo lo hauer fauellato feco, promijero di

fcordarfi le nimicitie con queta conditione, che Aritobolo tenee il Regno, or


Hircano fi rimanee in ripoo. Affermate quete conditioni con giuramento,
Arifiobolo fi ridue nel palagio, o Hircano nelle cafe di Aritobolo.
O R A un certo Antipatro Idumeo, amico d'Hircano, huomo feditioo, ualena
te, o abondeuole di danari, abboccandofi nafcoamente con i capide' Giudei, or
sig&#i: accuando Aritobolo, come quello, che procacciaffe ditoglier la uita al fratello,
Antipatro

: "" eort Hircano a ricouerarfiad Areta Re di Arabia. onde Hircanomand qui=


ui Antipatro a chiedere al Re icurt, che fe egli a lui andaffe, non lo darebbe
nelle mani de nimici. Antipatro ottenuta la ficurt, eritornato a Hircano, lo
condue feco di notte al luogo detto Pietra: cr Hircano preg il Re, che lo uos

leje riponer nel Regno, Ilche facendo, promie di retituirgli la Prouincia e


dodic

*1 : D I G I O V ANN I ZO NAR A . "

18 3

dodici citt, lequali Alejandro fuo padre haueua tolto agli Arabi. Areta adun: .
-

|-

=1

Areta une"

que riceuutala imprea, uenne a battaglia con Aritobolo, e lo uinje: e moltida :


ui ribellando e riducendofi ad Hircano, lo fece fuggire in Gerualemme. E la
citt affalendo,'affedi nel Tempio, eguitando anco il popolo la parte d'Hircano,

e foli i sacerdoti Aritobolo difendendo.


P R E G A N D o i Giudei Onia, huomo giuto cr a D 1 o caro, a preghi del
quale nel tempo della state, effendo il terreno arficcio, I d d r o haueua una uol= oaia.
tamandata la pioggia, che pregaje D1 o contra Aritobolo, ev i fuoi fegua=
ci: a cio egli non uolle acconentire. Maeffendo sforzato, diffe: O D 1 o, Re
dell'uniuero, perche coloro, iquali fono dalla partemia, fono tuoi, er i Sacra
doti, che fono affediati, parimente tuoi fono: ti prego, che ne aqueti tu porga

aiuto contra quelli, ne a quelli contra queti. Fornita ch'egli hebbe quella pre- o., .ap1

ghiera, ubito illapidarono:manon dopo molto i p b 1 o lor fece pagar le pes dits.
ne dell'empiet loro, mandando un uento forzeuole e petilente, ilqualeguat
tuttelebiade. Effendo mandato Scauro in Soria da Pompeo, che guerreggiaut

nell'Armenia, hebbe ambaciadori da Aritobolo e da Hircano; l'uno e l'altro de' "

quali gli dimandaua aiuto: er hauuti egli da Aritobolo quattrocento talenti, con

effo lui fi congiune : er impoto ad Areta, che fi dipartiffe, altrimenti s'intena


derebbe nimico de Romani, leu l'affedio. Onde Aritobolo mouendo guerra ad
Areta er ad Hircano, ambedue gli uinfe.

N e molto dipoi effendo Pompeo andato a Damaco, uennero a lui ambacia


dori, fi da altri luoghi, come da Giudea, appreentandogli in dono per nome di Bnifattia

Aritobolo una uite di oro di cinquecento talent: laquale afferma Giueppe di:
hauerueduta in Roma, dedicata nel Campidoglio. Effendo da capo uenuti amba
fciadoriad Antipatro per Hircano, er a Nicodemo per Aritobolo, comand,

Pompeo, che a lui ueniffero coloro, faiquali era la quitione. Et effendo uenu=
ti i Giudei, cri loro Capitania Damaco, alcuniriculauano il Regno: percioche

affermauano effer loronatio e proprio cotumediobedire a Pontefici; e, che ef

fi, benche fofero della stirpe de Sacerdoti, haueuano mutato il Sacerdotio in,

Regno. Ma Hircano accuauail fatello, che effendogli stato dato il Regno per rempesor
effermaggior dietade, era stato da lui fogliato, recandoglianco altre calumnie, : :.
per opera di Antipatro,effendogli infauore mille Giudei tutti honoratie da bene. Robots.

Diceua Aritobolo d'altra parte, che Hircano per il fuo poco ingegno, ilquale
era cagione, chegli huomini dilui niuna stima faceuano, haueua perdutalam

minitratione:laquale egli, perche non foffe occupata da altrui, fu cotretto a


prendere:e che egli non fi prendeua altro titolo, fuor che quello,che haueua hauu=
to il padre. Pompeo fententi, che Aritobolo hauefje uato uiolenza: ma dipoi
fauellando pietoamente ad ambedue, ordin loro, che rimaneffero queti infino a
'.

M. iiij

.
|

1g4

PR I M A PARTE DEL L'HISTORI E

tanto, che egli ueniffe in Giudea: che alhora ordinerebbe e raffetterebbe tutte le
loro differenze. Mi effendo Aritobolo, enza afettarlo andato in Giudea, er
hauendo occupato il catello detto Aleandrio, Pompeo irato, prea laguerra,ordi=
n,ch ei fi appreentafe a lui. E confortandolo gli amici,che non uolefje effer con=
trario r Romani, ui fi appreent: cruata la fua difea, l, onde fi era par=

tito, ritorn. E comandando Pompeo, ch'eo glidele le monitioni, e criuefje


di fuamano a gouernatori de catelli (percioche altrimentenoneralecito, che el

le fi defero) da lui gli fu obedito bene: ma sdegnato torn in Gerualemme, e fi


apparecchi alla guerra.
ME N A N do Pompeo l'eercito contra di lui, hebbe auio , come Mitridate
era stato fatto morire dal figliuolo Farnace. Et andando a Gerico, oue nace il
. . . balamo, il piu nobile di tutti gli unguenti odoriferi ; ilquale tagliandofi i rami
adnesse della pianta con una pietra g", stilla a guia di facco:Aritobolo gli uenne ins
:::::::ia contra, uppliacndolo, a non gli farguerra coi promea di dargli danari, e di

::::::: riceuerlo in Gerualemme, epermettendogli podet di far qualunque cost gli


: gli ta piaceff. Egli concedendogli perdono, mand Gabinio a riceuere i danari e la cits

*"* , t. Ilquale,perche i oldati non laciarono, cheiattendeff alle promee, ritor.


::::::::: nando, enza bauer fatto effetto alcuno, titejo Pompeo, hauendo fatto meta
Aristobolo ter le mania do ad Aritobolo, uenne alla citt, che non acconentiua, effendo
pure alcuni per riceuerlo:ma contradicendo la parte di Aritobolo;liquale occupa
-

to il Tempio,ei allajedio fiapparecchiauano. Effenlofi data a Pompeola citt el


pulagio, or hauendo egli poto gli alloggiamenti nella citt, er in capo di tre mest
preo il Tempio, i foldati, che dentro uerano, tagliauano a pezzi ; iquali non

per queto fialentautio di fare i acrificie di amazzarle uittime: er ogni cofa


Pompeo ene

era pieno di morti, effendo i Giudei parte uccii da Romani, e parte uccidendoe
medefini , ouero col frro, oucrocolgettarfi giu dalle cine del Tempio.Pompeo

::::::: prefi alcuni uoi compagni, entr nel Santuario del Tempio: euide quelle coe,

:::::: che non era lecito ad alcuno, fenona Pontefici diuedere; ma, fi come quello, che
erareligioo, non mielamino fourt alcun de doni, ne de i danari, che iui erda

:pe : no. Il di feguente efortando il popolo, che ripurgaffe il Tempo, e che ficrifi
:: fica
je dirittanente, retitu il Ponteficato ad Hircano : e fatto tagliar la teta a
coloro, che erano stati autori della guerra, er impoto a gli habitanti in Geru=

o 4

falemne, che pagafjero certo tributo, ritornando a Roma, men feco Aritobolo

p
mpeo me

:::::::i legato inieme con due fue figliuole, or altretanti figliuoli. De quali il mag
. * gior diet, detto Aleandro, fi fugg ; e dipoi offee la Giudea, ne Hircano
gli pot far refitenza .
M A efendo uenuto Gabinio nella Soria, mand Marc'Antonio con eercito
contra il medefino Aleandro: ilquale attaccato feco il fatto d'arme, tagli a

D I G I O V A N N I ZO NA R A ,

1 85

pezzi da tremila nimici, non minor quantit hauendone fatti prigioni. Et af:
Jediato Alejandro nel catello detto Aleandrio, egli per uia de Legati dimand
perdono, e l'ottenne: dandogli le monitioni, ch'egliteneua; e dal medeimo Ga=
binio furimeffo Hircano Pontefice in Gerualemme.

o ka Aritobolo effendo ancora egli fuggito di Roma in Giudea, e procac= ariasuste


ciando di riddrizzar le coe di Aleandro, Gabinio uimand genti, che cio uic- i:s di

taffero, o lui prendefero. Ma riducendofi ad Aritobolo molti Giudei per la ***


maggior parte enza arme, licentiandogli altri, neritenne folamente otto mila,
che erano armati. Iquali uinti in battaglia da Romani, parte furono amuzzati,
e parte rotti esbaragliati. Et Aritobolo con mila foldati fi ricouer in Micher:
e due giorni dipoi ferito e preo, inieme con Antigono fuo figliuolo, che gli
fu compagnonella fuggita, fu condotto inanzia Gabinio. E da capo mandato a Ariaobsle

Roma, fu poto in prigione, hauendo tenuto treanni il Ponteficato. Ma Gibi= :::::


ato a Rc4
-

- -

nio effendo andato nell'Egitto, e d'indi tornato, trou Alejandro, che con un ma.
grande eercito paaua per la Giudea, e tagliaua a pezzi qualunque Romano egli
incontraua. Con lui adunque, che conduceua trenta mila Giudei, uenuto azufa
fa preo al monte Itabirio, ne amazz da dieci mila. Et ordinate le coe di Ge=
rualemme,fecondo il parer di Antipatro, er hauendo fatto altre opere degne
di grande Imperadore, data la Prouincia a Craffo, and a Roma..
cr a s so entrando nella Giudea, tolfe del Tempio di Gerualemme tutto il

.*

di Ga
danaio, cheerano duemilatalenti, e dipoglipirimente il Tempio di ogni uo gelfor
::::::

adornamento: ilquale era stimato otto mila talenti di oro. Rub anco una traue '
di oro di trecento mine, e la mina de Giudei, peaua due libbre e meza.
Tempio di

T o l r e crao tutte quete coe, and contra Parthi, e fu uccio egli infie, *"*"
me con tutto l'eercito. Dalla qual rotta fcampato Caio, and in Giudea. Col

quale, come con gl'Idumei fu molto potente Antipatro. E quiui prea permo- antipare

glie una donna di Arabia, detta cipro, hebbe dilei quattro figliuoli: Fastel, : "s"
Herode, Giueppe, Ferora, er una figliuola, detta Salom.
A lo y a NT o dipoi Gaio Giulio Ceare dopo la fuga di Pompeo e della
maggior parte del Senato, cau Aritobolo di prigione, e lomand in Soria. Il Gaio Giulio
-

quale prima, che quiui uenie, fu da Pompeianileuato di uita colueleno, cr


Alefjandro fuo figliuolo di ordine di Pompeo da Scipione fu fatto morire. Do=

po la morte di Pompeo Antipatro fouuenne a Ceare, che guerreggiaua nello antipar,


Egitto,Etgagliardamente
tutto il tempo
della guerra,
nella quale
fu ancora
fe- di:ut
rito.
effendo andatoinAntigono,
figliuolo
di Aritobolo
a cestre,
pregando-"
Cefare.
lo, che effendo egli cacciato del dominio, douefje prender di lui compuione, e
rinouar la memoria del padre, che per lui era stato amazzato: Antipatro, che

ancora ui fi troudua preente, diffe Hircano, inguia che Ceare, parendogli,

186
PRI M P A R T E D E L L H I S T o R I E
ceare fa che Hircano hauefje dal uo canto miglior ragione, gli conferm il Ponteficato,

:::::" e fece lui procuratore della Giudea.

--

- *

deia Giudea - o N de effendo Ceare tornato a Roma, riceuendo egli la cura delle cofede"
Giudei, perche ucdeua Hircaho tardo e uile, fece fuo figliuolo Fafael, che era
, , di et il maggiore, Pretore di Gerualemme, e delle uicine citt, er Herode, che
era il econdo, e molto giouanetto, mie a gouerno di Galilea. Ilquale effendo di
generoo animo, uolendo, che quel Magitratogli foffe occaion di dimotrare il
jug ualore, pree Ezechia Capitano d'una gran quantit di ladroni, ilquale con
effo loro faccheggiaua i luoghi uicini alla Soria. La onde diuenuto caro a Soria=
ni, uenne anco a farfi noto a S. Ceare, ilquale effendo congiunto per fangue al
gran Cefare, era gouernatore di Soria, e fu emulo di Fafael fuo fratello. Ilche
fu cagione, che Antipatro fu honorato, come Re, da Giudei, cv infieme co fi
gliuoli cadde nella inuidia de principali: iquali temeuano di Herode, perche lo
uedeuano uiolento, audace, e cupido di regnare. Onde accuarono Antipatrodd

Hircano, e mofero contra di luiilmedefimo Hircano er i figliuoli: parendogli,


che non foffero gouernatori delle coe del Regno, ma Re, e Signori: percioche
Ezechia infieme con molti era stato uccio da Herode, effendo uietato per legge,
Legge de che niuno, per maluagio che fofje, fi condannaffe, enza la comune fentenza

"

del configlio.

H1 R cano, fi per quete parole, come per i rammarichi delle madri, che
lo pregauano, che egli douefje punire gli ucciditori de loro figliuoli, moo da
Hirsanosia ira, cit Herode a difea . Et egli and a trouarlo con buon numero di oldati

|-

:::* nonuolendo comparere allaragione ignudo edilarmato. E incotal guia effendo


entrato nella corte del Pretore, fauent fi fattamente tutti, chenon hauendo

alcuno ardir di accuarlo,stauano dubbiofiintorno aqual partito douefferopren=


dere. Nondimeno uno, detto Samea, huomo giuto, e ripieno dun'animo da
Leone, diffe. Per certo, Signori, non mi fouiene, ne uoiui douete ricordare,
parlamento che alcun reo ueniffe in giudicio, nel modo, che uenuto cotui. Percioche tutti

"***" i rei fogliono dimotrare habito e forma diperone, che temono: ma Herode,

chiamato algiudicio per homicidij dalui commei, ha eco menati armati, iquali,
** oue fia condannato dallalegge, uccidano noi, Io mondimeno non lui, ma uoiri=

prendo, che habbiate dato almedefimo cofi fatta licenza. Sappiate adunque,
che D 1 o giuto: e, e cotui ingratia d'Hircano aoluerete; effo Hircano e
uoi nell'auenire ne fentirete il debito gatigo. Quete parole dallo auenimento
effere state uerificate, apparir nel feguimento della hitoria. Hircano rimet=
tendo il giudicio in un'altro giorno, confort Herodea dipartirfi della citt: il

quale partendofi, fi sdegn il Configlio.


M A Herode comperata da Sefio la Pretura, uenne non molto dipoi con l'eers
cito ; irato

D I G I OV A N N I Z ON AR A.

187

cito; irato contra Hircano, che l'haueffecitato ingiudicio, con nimo di combat- Herode nie.

ter Gerualemme, e il padre el fratello non haueffeributtato il uo impeto.Tro:::::::..

uandofile coe di Giudea in queto stato, fu turbata la Soria per fi fattacagione. :::::"
BA s s o Cecilio, che era della parte di Pompeo, hauendo uccio Seto Cefare
per uia d'inganno, s'era impadronito di quella prouincia. Ilquale pereguitando ito.
i capitani di Giulio Ceare, Antipatro ricordeuole de' benefici di Ceare, mand
i figliuoli in loro aiuto. Ementre fi pendeua il tempo in queta guerra, uenne
Marco a Roma a prender la Pretura di Sefto: oue fra tanto fu Cefare uccio da ;

Brutoe da caio. Per la cuimorte effendo nata guerra, e que principali citta- :*"*
dini diperfi in diuerfi luoghi per fare eercito, Caio and in Soria per ilme=
defimo effetto; imponendo digrandiimitributi, e di fola Giudea chiedendo fet=

tecento talenti. Ilricuoter de quali commie Antipatro figliuoli, l'uno epa. ::::::::
ratamente dall'altro. Ma Herode effendo stato il primo a portare a Calo, quan cais alla

ta ommagli era stata impoia, fu riceuuto nella ua amicitia. Ma Malico f- :::*


.
Malico,
rebbe stato uccio da Caio, fe Hircano, a preghi d'Antipatro non lo hauefje

placato con cento talenti. ora effendo Caio partito di Giudea, Malico ord in
ganni ad Antipatro, parendogli, che tolto lui di uita, il dominio d'Hircano fa
rebbe ficuro. Ilche fcouerto ad Antipatro, benche egli lodinegaje, fi mie in
ordine contra di lui. Manc etiandio poco, che Marco, Pretore della Soria, non

facefemorir Malico,fe non hauele fimilmente a lui perdonato, moo da pre


ghi di Antipatro.

C a s s 1 o e Marco dando la cura de gli eerciti, che ei haueuano raunato, casfio pro

ad Herode, promifero, che terminata la guerra, che alhora fi apparecchiaua :


contra
Antonio
elgiouanetto
Ceare,ilcoppiere
lo farebbono
Re di Giudea.
medefike di Giu
mo tempo
Malico,
hauendo corrotto
d'Hircano,
in caa delNel
quale
tuno dea
l'altro era stato inuitato a un conuito, leu di uita Antipatro colueleno. Ma Morte dian
benche i fuoi figliuoli intefero il tradmento, effo per fu dinegato. Ma uolen. "Patr. -

do Herode uendicar totola morte del padre, Fastel diffe, che era meglio di coglierlo conatutia, pernon darcagione di dicordia ciuile. Finero adunque di
credere alle parole di Malico.
E s s E N D o uenuto Herode con l'eercito alla feta,Hircano indottoda Mali
-

co,diffe,che entraffe nella ctt,affine,che la turba de foretieri nonfi mecolaero


col popolo, che feruaua lapurit e mondezza. Ma frezzando eglile parole di

costui , ui entr di notte. Malico tuttauia fingeua per ricoprire il fuo f" di Heres.
pianger la morte di Antipatro, come di cariimo amico, ma di nafcofto teneua tra in Geru

molto ben guardata la ua perona. Effendo prea da cio Laodicta, tunoe***


l'altro and a trouarlo. Et Herodde cio haueua fatto apota, perpunir quiui

Malico. Et egli fostettando ancora, che Herode il medeimo procacciaffe, fi

* 8. 8

PRI M A

PA RTE

D E IL LH I S T O R IE

mie in animo dirubar fuo figliuolo, che iui era hotaggio, er andare in Gius
dea, er occupare il Regno. Ma Herode peruia diaftutia compreo ilpenfiero di
Malico, mand occultamente mei a Tiro, peruadendo a Tribuni de foldati,
che l'uccideffero: percioche da Caio era loro stato commeo, che aiutafjero He=
Morte
di
Ma
rode in onde
tutteHircano
le coe homete.
Cofi fucheto.
daloroDipoi
Malico
preoripreo
alla cittanimo,
tagliatoin=.
a
fico.
pezzi:
per tema rimae
hauendo
teo, che cio era futo fatto di ordine di Caio, approu la morte, affermando,
che colui era huomo cattiuo, e tradiua la patria.
Es se n d o Caio partito di Soria contra Antonio, Herode in diuerfi luoghi
fi port ualoroamente: e uincendo Antigono, figliuolo di Aritobolo, che era

gia entrato nella Giudea, lo cacci di tuttii confini di Giudea. Onde andando
Herode eo, in Gerualemme, fu coronato dal popolo e da Hircano. Di cuiprefe per moglie

:lanipote,figliuola
di Aleandro, che fu figliuolo di Aritobolo: effendo prima
fua moglie Doride del uo popolo ; di cui haueua hauuto Antipatro fuo maggior
C

figliuolo.
O R A hauendo Antonio e Ceare uinti Bruto e Caio ne campi Filippici, Ce=

fare and in Francia, er Antonio in Afia: ilquale, come giune in Bithinia, gli
uennero da tutte le partiambaciadori. Vi andarono anco i Giudei, per accuar
Fafaelev Herode. Ma Herode efjendo ancora egli col andato per difenderfi, e
Herode fu

portando eco doni, fu da Antonio honoratamente riceuuto, inguia, che non

#":, diede podet a coloro di accuarlo. D'indi effendofi Antonio ridotto in Efeo,

::::::... Hircano glimand una corona dioro,chiedendo, ch'eglimettee inlibertai Gius


uuto.

dei, iquali erano stati prefi da Caio contra il cotume della guerra, e retituie i
terrenidalmedeimo loroleuati. Alle cui dimande Antonio, per effere elleno gius
ste, comand, che foe fodisfatto.
Di P o 1 paato in Soria, crinuaghito dell'amore di Cleopatra, cento Gius
-

Mareants.

:::::::: dei de piu potentiandarono a ritrouarlo; accuando Herodee Fafael, trouandofi


patra.

anco Hircano preente. Ilquale effendogli da Antonio dimandato, chipiugiuta=


mente gouernaua il popolo, ripoe Fafael er Herode, fi come quello, che di lui
era fuocero. Onde Antonio, effendo loro amico, per effere statoriceuuto er hos
norato dal padre, glichiam amendue Tetrarchi, dando loro l'aminitration di
Giudea. Et haurebbe fattomorir dieci degli accuatori, iquali haueua poti in
prigione, fe i fatelli per loro non l'haueffero pregato.

Da capo mille altri Giudei fi appreentarono ad Antonio preo a Tiro. Ma


effendo egli per adietro con i due riconciliato, ordin algouernator diquel luogo,
che doueffe fare uccider que Giudei, come follecitatoridi cofe nuoue. Ma Hero=

degli ammon, che fi affretaero a dipartire, per fuggire un gran male. Iguas
linon uolendo porgere orecchia d'fhoiricordi, i Romaniaalendogli, ne taglia=
f0fff0 4

D I G I O V A N N I Z O N A R.A .

1 89

rono a pezzi alcuni ; e molti ne ferirono; e la maggior parte, fchifando il peris .


colo, rimae cheta. Magridando il popolo contra Herode, Antonio adirato,
fece amazzar molti, che hebbe nellemani. Antigono promie a Pacoro, Re de ***
Parthi, mille talenti, e cinquecento donne, fe egli togliendo il Domino a Hircas
no, lo dee a lui, e leuae di uita Herode con tutti i fuoi: e da Parthi fu ridotto
in Giudea; iquali * da Herode furono feo uinti.
Ma il Re de Parthi effendo con pochi cauallientrato nella citt, otto colo= Re de Pare
re di uoler compor le dicordie, ma in fatto per recare aiuto ad Antigono,per= ini.
fuafe Fafael, da cuiera stato riceuuto in caa, che andaffe ambaciadore a Barza=

farne. Fafaelinieme con Hircano ui andarono, accompagnandoglila guida, ma


non effendocio approuato da Herode. Barzafane prima hauendogli finceramen=
te riceuuti, dipoi procur di fargli morire: ma Fafael hebbefo/etto opra i Bara
bari, ueggendo, che di notte erano cinti dalle guardie, cr anco loro fatto uede=
re, che farebbono stati prefi, fecio da Barburi non fofje stato differito, infi=
no, che Herode foffe preo da i Parthi, che in Gerualemme fi trouauano, affi.
ne, che egli hauendo la nuoua della lorpreura, non ufcie a quelli dalle mani: er
alcuni confortarono Fafaela fuggirfene pretamente: cr Ofellio etiundio, perche
ilmare era uicino, gli promfenauida fuggire: ma non uolendo cotuiabandon- Hirano &
re Hircano, ambedue furono prefi, e poii in prigione.

La o v Al coa intea da Herode, prefi feco di notte la moglie, figliuola erede un
d'Hircano, elamadre ua, and con tutta la compagnia alla uolta d'Idumea, in- in Idumea.
gannandone i nimici. Et effendoi nel camino roueciata la carretta, inguia, che
la madre fu a pericolo di morire, fu uicino ad amazzarfi. Laqualrihauutafi,
e fecondo , che comportaua il tempo, medicata, and ualoroamente al ca=
stello Mafada, eguendolo tuttauia i Parthi, er egli fuperando i Giudei, che cer=
cauano
di hauerlo nelleche
mani.
Ma poteuano
perche era
la moltitudine
coloro,a : ga
che l'accompagnauano,
tutti non
nel tanta
catello
di Majada dicapere,
-

cui fi affrettaua diperuenire: la maggior parte licentiata con dar loro quello, che
nel camino faceua di biogno, con i foldati piu feditie piu necejari entr nel
catello: equiui lacando le donne criminijiri con bateuole uettouaglia, egli e
n'and alla Peua di Arabia.

Il d feguente i Parthi faccheggiando le cae di Gerualemme, el medefimo cheggiano


::::::::
-

Jrr !

palagio, laciandofolamente i danari d'Hircano, che erano da ottanta talenti, fen- :::::::
za punto toccarli, diedero anco ilguaio alla campagna. In queto modo adune "*"

que effendo Antigono ridotto in Giudea, riceu Hircano e Fafaelprigioni: eper=


che egli temeua, chelpopolo non retituije il Regno a Hircano, gli fece mozzar

gli orecchi ordinando la legge delle amminitrationi facre, che i Pontefici fiano
interi di tutti i lor membri,

Merte di Fa
fael.

,3o
p R I MA PARTE DELL'H Is T oRI E
M A Fastelintendendo, che egli doueua effere icannato, bauendolegate lemaa
.
ni, percoffe fi fieramente della teia opra un fajfo, che egli da femedefimo fi
-

uccife, leuato a nimici il diletto, che ei erano perprender di amazzarlo. Ma


poco prima, che egli morie, hauendo inteo, che Herode, fuo fratello, era

Jcampato dalle mani de nimici, mor allegramente, poi che rimaneua, chipoteua
-

fare le fue uendette.


H E k od E andaua con molta fetta a trouar Malco, Re di Arabia, ilquale

:::::" gliera tenuto per beneficio dalui riceuuto per dimandargli danari daricuoter
Juo fratello, che ancora non haueua hauuta notitia della ua morte: Ma facen=
dogliintender Malco, che egli lui non andaffe, percioche i Parthi gli hauetan
commeo, che egli nolriceueffe ; ripo, che einon ui andaua per recargli mo
lestia, ma per cagione di parlar feco di cofe importantiime. Con quete parole,
and in Egitto; e nel camino hebbe auio della morte del fratello. Ma Malco
mutandofi di uolont, c hauendo mandato a dire a Herode, chea lui ritornaffe,

:ered: a effo era gia lontaniimo; e di Egitto andato a Roma, raccont ad Antonio le fue
:::::::" difuenture, e quelle del fratello: e come Antigono era stato poto nel Regno da:

Roma a Mar :

Parthi per promeje di danari e di donne, e tutte le altre coe, che egli haucuae

fatto e patito. Antonio fumoffo a compaione per la infelicit, nella quale ue


deua, che Herode era stato poto dalla Fortuna. Ceare ancora fi per altre cagio=
ne, come anco pergradire ad Antonio, ilquale fi doleua fopra modo del cao di
Herode, fu piu pronto al fuo aiuto.
M E N A r o adunque Herode in Senato, rammemorauano i benefici, che efi
haueuano hauuto dal padre di effo Herode, e l'amoreuolezza da lui dimotraal
popolo Romano: Et accuarono Antigono, come nimico, fi per altri conti,co=
me perche difrezzando egli i Romani, haueua receuuto il Regno da Parthi; ag=
giungendo appreo Antonio, che era ufficio appartemente alla Republica, che fi
faceje guerra a Parthi, e fi mettee in quel Regno Herode. Queto parere ef=
fendo approuato da tutti, fu diterminato , che fi defead Herode il Regno.

A Nt 1 c o N o intanto affediando fubito Maada, emancando l'acqua agli af


fediati, Giueppe, fratello di Herode,haucua propoto di fuggire con quattrocen=
vendisas." Arabi; ma piouendo la notte, laci la deliberatione. Ventidio mandato Pre=

Romania
d in Giu, dare
tore da
cacciarema
i Parthi
di Soria,
anddanari
in Giudea
otto fetieEdifiuoler
aiuto
agli affediati,
per toglier
nel uero
da Antigono.
para

dea.

ti con hauere ottenuto il uo intento, laciandouiSilone con parte dell'eercito, af.


fine, che non fi fapefje del riceuuto dono. Ma Herode d'Italiaridottofi in To=

lomaide, hauendo fatto eercito, e menandolo contra Antigono, in queto fuo


camino prea Ioppe, fi affettaua di andare in Maada per difendere i Juoi, affi
ne, che animici non rimanee alcuna monitione. E prendendo queti oldati,
c aggiunteui

DI

GIOV A N N I ZO NA RA,

*9 i

eraggiunteui etiandio le fchiere di Silone, poe gli alloggiamenti fuori di Gerus


falemme. Ma quelli, che erano nella citt, cacciando i nimici dailoro forti, an=
co Silone indue alcuni de fitoi a gridar contra Herode per il dijagio della uetto=
uaglia, e moe il campo, come egli fi uoleje partire: ecio faceua, iemendo de i
doni di Antigono. Ma Herodelo preg a rimanere, e gli diede abondeuole uetto=

uaglia, accioche a Silone non rimaneje alcuna cagione della partita.


o R A effendofi proueduto all'eercito di quanto era metiero, e poto in Sa=
maria le coe necearie, aggiune alla ua diuotione tutta la Gallilea, eccetto quel=
li, che nelle pelunche habitauano, lequali fono di ogni intorno cinte di acuti Jai,
e rouinoe balze. E finalmente anco, fe ben con molta malageuolezza, imp4=
dronitofi di cotoro, quiui poto quello ordine, che bifognaua, ritorn a Sama=
ria, per uenire alle mani con Antigono. Fra tanto uccio Pacoro in una battaglia, Morte dipa
er effendo i Parthirotti da Romani, ventidiomand a Herode in aiuto Machera
con alcune legioni. Al gouerno delle quali Herode laciato Giueppe fuo fratello,

gl'impoe,che egli non uolejetentar la forte delcombattere, ne contender con Ma


chera ; er egli and a trouare Antonio, ilquale combateua Samoata, citt pota nasie
pre all'Eufrate. Al quale auicinandofi, Antonio glimand in contra l'eercito:ev d::
abbracciatolo, come fu uenuto alla ua preenza,mand sostio in uo aiuto. Giu-
Jeppe, fratello di Herode, mentre con molta fretta andaua alla uolta di Gerico,
colto da foldati di Antigono incertipaistretti, combattendo ualoroamente, fu Morte di
uccio con perdita di tutto l'eercito: la cui teta ficcata dal buto Antigono uen= 9 "PP"

dal fatello per cinquanta talenti. Ribellando ancora i Galilei, affogaronoi :::::::.
intee in Dafie di Antiochia infiene con la morte di Giueppe, Herodeand con ""

foldati di Herode in un lago ; e eguirono moltenouit nella Giudea. Lequali coe :::::::::
gran fretta in Gallilease rotti inimici,eributtatigli in un catello,and uero Geri
co per uendicar la morte del fratello. Ma Ant gono mand Papo fuo capitano,
con eercito a Samuria, uolendo che in mici stimafero, che nel colmo della fua

potenza temelje penfiero di guereggiare. Ma Herode combattendo con queto Herode a.


eercito , nel if: 3 C. eguitando i foldati in certo uillaggio, tagli a pezzi, =
quantine potgiungere: e ricouerandofi molti nelle cae, ene palchi, rompendo antigs:s.
i tetti di effe cafe, con le pietre tutti furono uccii.
con queto fatto mietale iauento animici, ch'eo haurebbe potuto entrar
fubito in Gerualemme con l'eercito; fe non foe stato impedito da una gran

tempeta. E, perche eragia fera, fi nacoe in certa cafetta, tenendo folamen=


te fecoun eruitore: nellapiu ripota parte della qual picciola caa, fierano fi
milmente appiatati alquanti oldati de nimici. Mentre, che adunque il Re fila=
uaua, uc dell'aguato uno con la pada in mano, e poi un'altro, o un'altro a una

foggia armati; ieper ferirono alcundeidue, come contenti diffrfi curati: "

192

p R I M A P A R T E D E L L'H1's To R IE

della paura.vfcito di queto pericolo,il eguente giorno inand a Ferora, uo fa=


tello, la teta di Pappo da lui uccio in ricompena di quella di Giueppe, che era
stato dalle mani del medefimo Pappo amazzato.Pajata la tempeta, mie il campo

preo a Gerualemme; er impotala cura dell'affedio a certi huomini, and a Sa=


maria, pergiacere con la figlia di Aleandro a lui promea per moglie. Fatte
le nozze, eglie Soio fi uolfero con l'eercito alle mura di Gerualemme : e fatti
bationi, o accotate le macchine, ruppe effe mura, difendendoi quei di dentro

piu per diperatione, che per configlio. Furono primiadacenderui opra uen=

" felti oldati, dipoiicolonnelli di sostio. El primo muro fu preo in qua=


3:G:: rantagiorni, el econdo in quindici. Fu preo anco il Tempio dalla parte di fuo

#: "ri, ela parte della citt piu baa: onde est in quella di dentro delTempio, e nella
parte della citt di opra, fi riduero. Ma combattendo esti ancora, e prenden
do l'una e l'altra, ogni coa fu ripiena di corpi morti. Antigono non fi ricor=
dando ne della preente,ne della prima fuafortuna,abandonando la fortezza, s'ap

preent bumilmente a Soio. A cui non fi mouendo eglipunto a piet di quel fuo
mifero stato, con grandiima allegrezza, dicendo, Antigono, fubito lo fece le

::::::::::gare, e comand, che uenijeguardato, voleuano i foldati di Herode faccheggiar


:ia:mm: la citt e il Tempio: ma Herode parte con preghi,parte con minaccie,e parte etians

:::" dioconarmi fece fi, che esti dario firingero, promettendo, cheghpgherebbe
ciacuno de fuoi danari. In tal gufa conferuando le reliquie della citt, ademe
pie a foldati la promea, uando uero Sosto una liberalit piu che reale.
I Lo_v a 1. E partendofi di Gerualemme, emenando Antigono legato ad Ana
tonio, dubitandofi Herode, che oue egli foffe condotto a Roma, non diceje in
senato per fua dfefa, ch'egli era diceo della stirpe de i Re, e che effo Herodeera
Herode ote huomo priuato, e fe bene egli haueuapeccato contra Romani, il Regno appar=
:en:daan teua a uoi figliuoli, dando ad Antonio una gran omma di danari , otten=
' me, chegli lo facee uccidere. Morto adunque cotui, fu leuato il Prencipato
: Are alla famiglia degli Afamonei, ilquale effa haueua tenuto per lo patio di cento e
' uenti anni, e traportato in Herode, figliuolo di Antipatro, iquali erano nati di
stirpe priuata e popolare.
-

|-

co s 1 impadronitofi Herode del Regno di tutta Giudea, fauori coloro, che


lo eguirono, egli auerfari tutti fece uccidere. Honor principalmente Pollto=
polione e ne Farico e Samea fuo dicepolo: iquali,quando egli affedi la citt,la configliaros
***** no a renderfi. Queto Samea, come di Jopra fu detto, haueua predetto a Hira
caro er a Giudici, che Herode farebbe conferuato, e che egli fi uendicherebbe di

tutti i uoi nimici. Feceeglidella fattion di Antigono uccidere intorno a quaranta


de principali,togliendo anco loro lefacult,ne laciando di fare in cio ogni male.
F R A AT E Re de Parthi, us molta benignit uero Hircano prigione; e li
beratolo

DI

G I O V ANN I ZON A R A .

19 3

beratolo della prigione, permie, che habitaffe in Babilonia;oue da Giudei era hos Hireano libe

norato, come Pontefice, e come Re. Ma hauendo egli inteo, che Herode haue- :: :::"
ua hauuto il Regno, deliber di partirfi, stimando, che egli per la parentela, e
-

SS
e' Parthi .

per hauerlo liberato dalpericolo per cagion della commea ucciione,doueffe prens
der di lui alcuna confideratione e ripetto. Dalla qual gita ancora che i Giudei,
che erano in Babilonia, lo diconfortafjero: fi perche esti, come Re e Pontefice,
l'honorauano; e fi ancora, perche ritornando egli in Gerualemme, per effergli
stati tronchique' membri, non poteua eercitare il Ponteficato: non dimeno ans

tepoe egli il uo diiderio, er i preghi di Herodea i lor buoni e fedeli ricor


di. Percioche anco Herode mandando doni er ambaciadori a Fraate, lo has

ueua richieto, ch'egli non uolee uietar, che per lui fi potefferender merito
a uno, che gli haueua fatto un fegnalato beneficio. Ne per era moffo acio
Herode perche haueffe animo di fargli alcuno utile ; ma perche egli teneus
l'altrui Regno, non enza cagione temendo de mutamenti, procurau o diles
uar di uita Hircano , o di hauerlo in uo podere. Ottenuta Hircano da Hirsane is.
Parthi la dipartenza , e uenuto in Gerualemme, era in grandiimo honore
hauuto da Herode, chiamandolo egli padre, e dandogli il primo luogo alla ua same: i

tauola, er uando ogni forte di coperta faude, affine chei non foettaffe :::n
di alcuno inganno. E dubitandofi il medefimo Herode di far Pontefice alcun de ********
piu nobili e egnalati, diede il Ponteficato a uno Anael,che era ignobile Sacerdote.
M a Alefjandra, fuocera di Herode, hauendo a male, che fi foffe laciato da

parte fuo figliuolo Aritobolo, belliimo fanciullo, preg cleopatra, che ella
uoleje impetrar da Antonio il Ponteficato al medefimo fuo figliuolo. A i cui

preghi moffo Antonio alquanto tardi, mand per queto Delio in Giudea, ilqua

le marauigliandofi dellabellezza di Aritobolo, e di Marianna, mogliedi Hero- sa.s.,


de, confort Aleandra a mandare ad Antonio i ritratti diamendue; percioche ::.
come effo gli uedeffe, ogni cofa le concederebbe. Antonio hauuti i ritratti, uer

gognandofi di chiamare a lui la bella moglie di Herode, er anco uolendo fchifar


dimettergelofia in Cleopatra, crie a Herode, che glimandaffe il fanciullo,con
queta giunta, seinonglipareje graue. Stimando Herode, che non gli foe
molto conueneuole, che Aritobolo, che era fancinllo belliimo, e nobiliimo,fi

mandaffe ad Antonio, che era il piu potente di ogni Romano, e che dileggieri :
inuaghiua di cofi fatti amori, c'era molto inclinato alle laciuie, glirioe, che lafalue.

feil giouanetto fi partiffe di Giudea, nacerebbe ungrandiimo tumulto. La om=

de fi fcus con Antonio: eraunati gli amici, accus Aleandra, come quella, u.a.,

(?

che procurae con ingannoleuargli il Regno: dicendo che gliperci non inten- :
deuadi effere ingiuto, e che era per dartoto il Ponteficato al garzone: ilquale "*.
per effer fanciullo, hauensin uo luogo poto un'altro Pontefice. Quete paros

Hist. di Gio, Zonara,

194

P R I M A P A R T E D EL L'HIST OR I E

le riempierono Aleandra di allegrezza e di paura ; di allegrezza per l'honor


del figliuolo: dipaura, per il foetto, che ella haueua di Herode. E diffe piana

gendo in ua fcua, che ella haueua ben ricerco il Ponteficato per il figliuolo,
ma non gia difiderato il Regno, e che riceueua l'honore, ch'egli prometteua al
figliuolo,promettendogli ella all'incontro di douergli effere in qualunque coa obe=

sasamans diente. Con queti ragionamentitra lor fatti fi dipartirono, come folje loro ogni
to fra Herce ofetto leuato dell'animo. Dato il Ponteficato algarzonetto Aritobolo, ditera
: "minando Herode dimettere itabilt alle coe fue, comand ad Alejandra, di cui

foettaua, che ella dimorae nel palagio, e non facee coa ueruna di ua auto=
rit. Laquale effendo con diligenza guardata, inafritafi, e deliberando di pas
tire ogni altra coa, fuori che uita feruile e piena di affanno, chiee aita a Cleo
patra, facendole intender la qualit del uo stato. Laquale imponendole, che in

fieme col figliuolo a lei fi ricoueraffe, fecepenfiero dirinchiuder fe el figliuolo


dentro due cete, apparecchiate , come in feruirfene per mandar fuori corpi
morti. E commie ad alcuni uoi ferui, del fuo intento conapeuoli, che di notte
leportafjero al mare, oue era apparecchiata una naue per condurle nello Egitto.
Herode fa Hauendo inteo Herode da uno de' frui il fuo ig0 ,glilaci andare tanto
::::::: #ff auanti, che gli fece prender nel camino. E perdon loro l'offea non tanto mof=
: Jo da humanit, quanto da tema di Cleopatra. Ma, perche haueua del tutto in
fi fugua, animo di leuarfi dinanzi ilgiouanetto, duenne, che egli, effendo in et di diciet
te anni, il di della feta de Tabernacoli, adorno diueia Ponteficale, acefe all'al=
tare per acrificar le uittime; e ui accore il popolo con certo impeto pieno uero
lui di amoreuclezza, fi per la bellezza del garzone, come per la nobilt della fas
miglia: e fi rallegraua er attritaua, accompagnando con dimotramenti di alles
grezza per lui affettuofi preghi. Da iquali effetti commoffo Herode, accrebbe
molto piu il proponimento, che haueua fatto contra il medefimo. E fornita la fes
fia, dopo il conuito molto lo accarezz, e giuoc piaceuolmente feco da giouane,
e nuot con effo lui parimente entro un laghetto. Ma gli amici di Herode, che
della fraude erano partecipi, motrando di tuffare cherzeuolmente Aritobolo
Morte di foto l'acqua, hora folleuandolo, hora in quella fommergendolo, non ceffarono

A:ss: infino a tanto, che l'affogarono.

M o R T o in cotal guia queto giouanetto,che non arriuaua ancora a i diciot=


to anni, ciacuno fi dolfe di queto accidente, come di proprio e particolar fuo
danno. Ma il dolor di Aleandra, che haueua etiandio conociuto, di donde

procedeuala ua morte, era enza fine. E benche Herode perleuar da fe quel


foetto faceua ogni dimotramento di triftezza, piangendo, e facendolo fepe=
lire flendidamente: la madre non per per cofi fatte apparenze punto il fuo

cordoglio menomaua: m crie 4 Cleopatra, come Herode peruia d'inganni has


(44

----

D I G I O V A N N I- Z O N A R.A .

1 95

weua fatto leuar diuita uo figliuolo: da cuimoo Antonio, lo ci a uenire a anteri eita

difenderfi in Laodicea. Ilquale temendo nella ua partita e del uo misfatto, e ::::::::


dello sdegno di Cleopatra 2 diede a Giueppe fuo zio il gouerno del Regno: egli
'!
". [i della inor
impoe, che fe gli aueniffe alcun male, che ubito faceje morir Marianna, aff= :::"Arias.
-

- -

ne, che dopo la ua morte, efjendo ella tanto bella, non fi maritaffe ad alcuni."
Giueppe dopo la partita di Herode intento alla cura dell'ammin firatione, feo cia fe pre i
efjendo infieme con Alefjandra e con Marianna, raccont loro l'amore, che a Ma-fecure ina

rianna portauail Re. Maelle motrando di non gli credere, il buono huomo fi
laci foingere a dicourir quello, chel Re in fegretogli haueua impoto. Que :
fie parole recarono adambedue maggior diperatione. Effendo da nimici di He. Herod.
rode farfa fama, che Antonio l'haueua fatto uccidere, furono da lui portate

lettere; nelle quali egli notificaua, che effo l'honoraua infinitamente, inguia, che
quando Antonio faliua nel Tribunale, ei gli fedeua appreo, e interueniua in
tutti i fuoi conuiti: e che tutte quete maggioranze gli erano concedute, benche

cleopatragrauementelo rimprouerae. Quete lettere eftinfero deltutto quella


fala fama.
o R a dopo lo hauere Herode tenuto compagnia ad Antonio, ilquale andaua
contra i Parthi, effendo ritornato in Gerualemme, incontamente Salom ua fo= Aleffand

rella, e ua madre, Aleandra e Marianna accuarono. Salom ancora aggiunst, *:


che Giueppe di leimarito,ilquale egli haueua laciato gouernator del Regno,ufaua : ***
carnalmente con Marina. Diceua ella questo,moffa da antico odio,che a Marianna
portaua, per hauerle Marianna oppoto l'effernata di fangue uile.Herode affalito

da ubito sdegno,dimand a Marianna in luogo appartato, fe cotalcoauera foe,


fapendo lagara,che era fra loro. Ella giur,che ci era una fala calunnia,ingut
J, che Herode acquetando l'ira,uinto dall'amore,che egli leportaua,le afferm,che
lei unicamente amaua. Ripoe ella, che non era fegno diamore, lo hauere ordi. Impruderza

nato, che e preo di Antoniog!'interueniua alcunmale, foe a leidata lumor- ""


te. Quete parole punero fi fattamente l'animo di Herode, ch'egli grid, che
queto era buonimo tetimonio dell'amore, che Giueppe le portaua; percioche
eglinon haurebbe dicouerto un cofi importante egreto, fe grandistima affettios
}

ne uero lei non lo hauefje mojo: e fubito l'haurebbe fatta morre ; fe amore non
hauefje hauuto foura di lui troppogran fignoria. Ben fece uccider Giueppe, Morte di

fenza conentire, chei uenie nel uo conpetto: er Aleandra, come capo di 9"PP".

- Anton i o guato dall'amore, o piu toto dalle malie di Cleopatra, era dia

uenuto feruo di tutte le fue cupidigie. Ella un uo fatello, a cui perueniua casa, di

il Regno, baueua leuato di utta col ueleno: la forella Arfinoe haueua fatto ieopatra.

4
*

amazzar Antonio ; e fi affaticaua di cofiringerlo a concedergli la Giudea

tutti imali, mettere in prigione, e diligentemente guardare.

1 96

P R IM A PARTE DEL L'HIST O R IE

e l'Arabia. Ilquale per ricoprir lamanifeta ingiuria, er attendere agli amori,


o (come dicemmo) piutoto malie di Cleopatra, leuate alcune parti di dette Pro=

uincie glie le diede, o acquet in parte la ua infatiabile cupidigia. Conducendo


Antonio l'eercito in Media, Cleopatra nel ritorno uenne con Herode in Giudea,

facendo feco tanto intrineca dometichezza, che lo inuit etiandio a giacere con
effo lei, ouero per isfrenata luuri, o per amore, che gli portae: ouero (quello,
che piuuerifimile) per potere con la occaione di tali congiungimenti trouare un
rrugenzas principio d'uar fraude contra di lui. Ma Herode non uolendo compiacere a fuoi
Herode.

inuiti, placandola con la grandezza de doni , la conduje in Egitto. Nel fettimo

110 Herol, Gl fu coffa da co granterremoto; quanto mai ella fost

#: stata altre uolte: ne folamente perirono molti animali groi, ma furono amaz
zati e coperti dalle ruine degli edifici da trenta mila huomini.
O RA Herode ricoffe le rendite delle gabelle di quelle Prouincie, lequali in

Arabia e in Giudea erano state aegnate a Cleopatra: e non uolendo gli Arabi fo
disfar compiutamente de tributi, deliber per concedimento di Antonio di mouer
:::. lorguerra. E fatte di molte battaglie, finalmente uincitore, riceuendo la difea
:::::thi di quellanatione, ritorn in Gerualemme, hauendo fatto acquito d'un gran mo
me, eritornando pieno dialterezza e di uperbia. Maeffendo poco dipoi Anto

nio preo ad Attio uinto da Ceare; tutte le fue coe furono turbate, e poco me
no che distrutte: percioche e non fi poteua perare, che hauendoeglihauuto com .
Antonio tanta amicitia, non doueffe riceuer da Ceare qualche gran danno. Et
bauendo per adietro hauuto penfiero di far morire Hircano; alhora molto piu

fi confermaua in tal deliberatione, accioche non rimanee huomo di lui piu degno.
Laquale coa fi uide manifeta in un cotale duenimento. Percioche Aleandra,
donna, a cui piaceuano le contefe, non prima rimae di stimolare ilpadre, che

fuggif a Malco, Prencipe di Arabia, che bauendo egli da principio ricuato,


finalmentelo indue a chiedergli per uia dilettere, che lo uolefje riceuere, lequa
li lettere furono date a portare a Dofitheo uo amico. Maegli bauendole ap
preentate ad Herode, gli fu da lui impoto, che recandole a Malco, gli ri.
tornae la rifofta. Ilche fatto da Dofitheo ripoe l'Arabo, che egli rt=
teuerebbe benignamente Hircano e tutti i uoi parenti cr amici. Hauuta He

rode queta lettera , fece uenire alla ua preenza Hircano ; e gli dimand
della confederatione, ch'egli haueua fatta con Malco. Et egli cio negando,
Morte rHir ei motr la lettera nel configlio, e lo fece amazzare. Sono alcuni, che sti=
mano, che queta coa fe futa finta da Herode contra Hircano, per trouar
cagione di farlo morire, prendendo argomento dalla facilit e emplicit di ques
Carlo,

fio huomo: ilquale ne alhora, che era glouanetto, tent alcuna coa audace e te=

meria, non che hauee cio tentato a quel tempo,ch'egli formiua ottantun'anno.
|-

D 1 G I O V A N N I ZON AR A

1 97

Her o de affrettandofi di andare a trouar Ceare, mie la madre, la forella, Herede fi ap


e tutti i fuoi figliuoli in Maade: e la moglie Marianna infieme con ua madre :::::::::::
- -

alefandra conduefeco in Aleandriocatello hauendoloro poteintornoguardie ::


fotto coperta dibonore: lequali furono Giueppe uo theoriere critureo Soemo .
fitoileaistimi amici, conqueta impoitione, che feegli intendee, che a lui qual
cbeaccidente contrario auenie, amendue leuccidestero, or il Regno conferuafe
fero a foi figliuoli, era Farora.
- Dre o 1 andato a trouar Ceare a Rhodi, ponendo in terra la corona, in ogni
altra coa non dimotr punto dhumilt: e fauellando con Ceare ferb grandez=
za di animo, non uolgendofi adalcun prego, e rendendogli conto dicio, che egli
-

bauena fatto, enza ueruna fommiione. Ilche non pocogli fece amico Ceare:

ilquale gliretitu la corona, e l'honor. Cofi effendogli fuordella ua apetta- uasa. .


tione confermato il Regno, diede a Ceareer a fuoi amici dinobiliimi doni, cr ::::::::
accompagnollo in Egitto. Indi con maggior honore e icurezzatornato in Giu- ::
dea, trou la fua caa tutta turbata: percioche ad Aleandra era Marianna era

fominamente dipiaciuto iluederfi rinchiue in Aleandro (come l'effetto lo dia


motraua) non altrimenti, che in una prigione, affine, che elle non hauefjeropo=

dere opra femedefine:e tanto fecero condonie conparole, che acquitando la


beniuolenza delleguardie, e fetialmente di Soemo, lo induero a dicourir loro
il comandamento di Herode. Ilquale inteo, fi turbarono fieramente, e molto
piu Marianna. A cui hauendo prima Herode, come a moglie conueniua, dato ::::::::: |

auiodel uo stat; epische altri alutatala,elaa quel faluto opir,eral fa-


reeglimentione della felicit dimotr tritezza, acciocheil Re fisdegnae, e dos de.

lefje, giudicando, che ella contrala ua openion lodiaffe, er aqueta fua nouit
er alterezza feo haueffecagione dicommouerficontra di lei:ma la grandezza :::::.
dell'amore tard l'impeto della ua ira. In fomma bebbeatemere, che oue egli
imprudentemente uoleje punir lagiouanedaluiamata, non incorreffe in qualche
grauepentimento, che lui steo offendee. Ma, perche la madree la forella con
nuoue cadumiedgelofiaeva odio lo stimolaliano,cominci adamarlameno,ellanon
piu naftondendo il fuo animo, cregli all'incontro cangiando l'amoreinira, onde

fe einon foffe andato con molta frettaa trouar Ceare, che era rimao uincitore :: Ma
in Egitto, effendo gia morti Antonio e Cleopatra, di leggero forfelhaurebbe uc "*
cifa. Malaciando da partelecofedometiche, hebbe da Ceare in Egitto grans
difmidoni, eritorn con maggior honore.

* Oka Marianna che egliardentistimamente haueua amata, era cataera lui


fedele, maalleuolte ueggendolo costuinto da amore, garriua feco, e rimprouen
raua lamadre e la forella, che elle erano distirpe plebea. Elodio nacque da ques

tacagiones llReefendo fi mezogiorno entrato nella fua camera per r,


.

. . *. :)

Hit, di Gio, Zonara.

ij

::
*

**

- -

----

198

P R I MA P A R T E D E L L'H S T O RIE

chiam Mirianna ; laqual cominci a riprenderlo di bauere egli fatto morire


l'auolo el fratelo. Di che Herode grauemente turbandofi, elli preo Salome a:
tempo, indue il coppiere, che inanzi haueua corrotto, perche lei medefima ac
cuaff, che alhora andaffe a trouare il Re, egli dicee quello, di che ella l'haue
inuenien, ua informato. Diffe adunque il coppiere, che Marianna gli haueua promeo di
di Marina gran doni, fe e gli daua a bere certo malia, di cuiei non apeua la forza. Vdito

queto il Re, infiaminato da maggior disdegno, fece, che fi deffe ilmartorio al


coppiere, ilquale conoceua, che gli era fedeli mo. Egli dicendo, che non f=
peut tulia di quelle coe, per lequali almartorio era poto, affermaua,che l'odio,
Sopetto di

che al Herode portaua la mogle, era nato dalle parole di soemo. Non baueua

:::::. "egli formite ancora quete parole, che Herode grid forte: che soemo non ha
, , , , urebbe in poca stima hauuto il fuo comandamento, fe egli non hauefje bauuto qual
che coa da fare con la moglie: e ubito ordin, ch'egli fof amazzato. e la mo=

a glie, fatti raunarei uoi piu famigliari, accus, che ella lo haueut uoluto audea.
::::nare. Onde eiueggendo, chel Re era adirato, la condannarono alla morte.
rauna alia - M E N T R E, che Marianna era menata a far morire, Aleandra fua madre,

"*"

temendo hogginai della fuauita, e dicendo di non aperei delitti, periquali Ma


rianna era condannata a morte, uc fuori, e chiam la figliuola maluagia er

ingrata uer ilmarito. Maella ne per queto punto turbata, ne formando pa=
, rola, con intrepido uolto, e con forte animo and al upplicio, dimotrando in=
- fino alla morte la generofit del fuo cuore, e di effer dicea di real fingue. .
Deieresi = Ess e N do morta Marianna, Herode are piu fieramente del uo amore, e
feo la chiam pernome, lamentandofi fuor del cotume di huomo e di Re: e fu
::::: Ma tanta la paione, che egli ne fent, che impofeanco a minitri, che lei chiamae=

"*

ro. Finalmente andato in luoghi foletari, e quiu allargindo la briglia al dolore,


fu affalito da un gran male, che erainfiammatione e putrefattion della copa, er
alienation dimente. Ma Alefjandra dimorando in Gerualemme, come intefe;

chel Re era affiitto da cotalmale, sforzandofi di occupar due castelli, che erano.
Morte di ne fobborghi, di uo ordine fu pretamente uccia. Ilquale effendo con gran
"eilandra difficult fcampato dal pericolo dellamorte, fi dimotr crudele er implacabile,
*-

e tutto inchinato alle uendette er alle morti di molti non folo di uolgo, ma anco
de fuoi piu cari e stretti amici. viol ancora i fantiordinielefacre leggi della

patria, e l'antico stato corruppe con i cotumi de foretieri o Dacheturbato e


Dieeleittadi folleuato il popolo, dieci cittadini contra lui congiurarono : iquali nacondendofi
:: fotto le uete i pugnali, andarono ordinatamentemeltheatro per amazzareo He=
Herode. rode, o molti della fua guardia. Ma dicouertala congiura, er esti il tutto afs,

fermando, e motrando i pugnali, dopo bauer patito francamentecogni forte d


Jupplicio, laciarono la uit4. E poco dipoi alcunitagliando in molti pezzi l'aca,

. .

. . .

. . HI

tore

D I G I O VAN N I ZON AR A . .

1 9

cuatore, lo diedero a mangiare a cani. Eiine Herode cofioro, che cio ht


ueuano fatto, inieme con tutta la loro famiglia: ne per l'ira del popolo fu pun
to mem0M t .

A o_v est o fu la Giudea aggrauata da fieriimi mali: da fame, e dipoi


per la qnalit de cattiui cibi, che peril diagio erano cotretti amangiare, da pe= Prstilerza
fiilenza. Herode, che in cotal biogno cercaua di fouuenire al popolo, man= in Giudea.
candogli il danaio, ilqual per magnificenza haueua afegnato per rinouar le cittd,
me hauendo i uicini paei frumento,perche ent uano lamedefima molelia e caretia:
di
per fouuenirla delfuo fece batter danari degli adornamenti della ua corte,e compe Liberalit
Herode .
r in Egitto uettouaglia. Laqual condotta in Gerualemme, a coloro, che da fe
stei poteuano apparecchiarfi il cibo,fece dar frumento, eva gli altri, che per
cagion della uecchiaia, o di altra debolezza non poteuaro, prouide di pitori,
iquali apportauano loroil pane gouernato e cotto. Queta liberalit non folo
leu dell'animo l'odio a coloro, che gli uoleuanomale, ma gl'indue ad amarlo. Auerti quan
importi .
in un Pre Dei
Hauendo in cotal guifa Herode ritorato il uo affiitto Regno, non meno allegger to
pe
la
del diagio, che patiuano, i luoghi uicini, a tutti compartendo ugualparte: e cofi lita . uberae
fuor del fuo Regno furono dati dieci mila cori, e nel fuo Regno ottanta mila.Vn
coro (econdo Giueppe) contiene diecimedinni Attici. Queta adunque cofi opa
portuna liberalit e benificenza, gli refei Giudei di nimici amici, e gli apport
honore egloria. Fece ancora nuone nozze fofintoui da amore. Percioche un
fi
certo Simone Sacerdote in Gerualemme, hebbe una belliima figliuola: delle cui Herode
marita la fee
bellezze egli preo,perche il padre per la baffezza delfuo lignaggio non era ugua conda uolta.
le a co gran parentado, tolto il Ponteficato a Gefu, figliuolo di Fabeto, da cui

alhora effo era amminitrato, lo diede a lui, e prefe per moglie la figliuola. E
uccedendogli in caa felicemente ogni cofa, fi fortific etiandio nelle coe di fuo=
ri, parte trattando benignamente le prouincie, e parte aggiungendo agli uffici
procuratori, affine, che tutte le fue coe prendefjero accrecimento. Ma per que=

fta fua ambitione, e per honorare cr offeruar Ceare er i potentimi Romani,


aueniua, che egli uiolaua le leggi della patria, edificando citt, e Tempi non in
Giudea, ma in itraniere Prouincie. Scuauafi anco con i Giudei, che cio egli

Fabriche di
Herode

faceua non uolontariamente, ma di ordine di Ceare, e de Romani, e per compia

cer loro. Percioche egli ui faceua rizzare statue, e nobiliime fculture,facendo


pur fabricar citt, e portigrandi e ficuri,e palagi fontuofi,e fplendidi habitari.
Ess e N po occupato in quete coe, mand Aleandro or Arifiobolo foi

figliuoli a falutar Ceare in Roma. Iquali riceuuti humanamente da ceare, con=


cee a Herode autorit di laciare il Regno a qualuoleffe de fitoi figlioli; egli
diede paefi, e fece loro procuratori nella Soria:a' quali impoe, che niuna
coa faceero, enza il conentimento dilui, Hauendo ottenuta unatanta fes
N iiij

Autorita da
Cefare cone
cefia a Hero

de.

z oo

P R I M A P A R T E D E L LH I S T O R I E

licit, dimand a Ceare la tetrarchia per Ferora fuo fratello; e rimie a fudditi
la terza parte de tributi. Ouero, perche il popolo (come eglidiceua) fi rifto=
raje del diagio, che effo haueua patuto: ouero (quello, che pareua ad altri) per=
roinici ma che il detto popolo non l'odiae. Percioche i Giudei grauemente foteneuano il

:; mutamento degliordini antichi, onde toglieua loro la libert di diuere coe, co


: menell'impor delle fatiche, e del raunare i configli, uietindo i publici diletti, e

:::" coloro, che foffer trouatiin luoghi prohibiti, erano grauemente puniti. Et
erano anco alcuni, che finella citt, come di fuori fiauano i loro raunamenti.
Sono etiandio di quegli, che criuono, che lifteffo Herode andaua alcuna uolta
Curlofit di

Herode.

dinotte in habito di priuato, e fi mecolaua tra la moltitudine per intender quel


lo, che fi parlaua dilui e del uo gouerno. E quegli, che fi trouaua rubelli,gli
faceuagatigar con ogni forte dipena. Dimandaua alla plebe, che congiuramen=
to affermaje, che ella gli era fedele ; e quegli, che poco ualeuano, acconentiua=
no alla ua dimanda: quegli, chericulauano, enzaniuna o con picciola cagione
faceua leuar diuita.Ricerc anco da Pollione Farieo, e da Samea, e dalla maggior

parte de fuoi dicepoli, che e fedelt giurafero. Ma cotoro me giurarono, ne


furono puniti,per rietto dellariuerenza, chel Reportaua a Pollione. Furono
parimente gli Effeni liberati da queta neceit, gente, che nella forma del fuo
Herode h uiuere imitaua la dottrina Pithagorica: iquali egli honoraua per cagion di Ma=

::::" naim,
setta,
e dellefanciullo,
coe future
indouino.alla cola, lo falut, come
co uno
s T vdi1,quella
effendo
Herode
crandando
&h

Re. Ilquale dicendo, che la ua conditione era priuata, Manaim forridendo, e

, , percotendolo leggermente con lamano, diffe: fij certo; che tu farai Re,e regnerai
,, felicemente.Ricorderatti adunque di quete buffe: Ma tu farairipieno d'ogni bon=
,, t, fe abbraccierailagiutitia e la piet uero Dio, e la clemenzauerfoilpo=

polo. come Herode hebbe il Regno, fi fece uenire inanzi Manaim, e dimando
o , che rie
:se:ti:
gli, quanto
durerebbe
uo Regno.
che tacendo
foggiune
il Re; du=
rode.
rer
queto mio
Regnoildieci,
o uenti, A
o trenta
anni? egli,
Et egli
non ui apponendo
-

alcun termino, contentandofi di queto patio, gli diede la mano, e lo licenti: e

per cagion di cotui honoro tuttigli Effeni. Ora nel x 1 x anno del fuo Regno
deliber di mutare ilTempio, e di farlo piu alto e piu magnifico. Ma il popolo

non uolendo acconentirea quella fatica, diffe chenon prima uoleua, che effo fost
feruinato, che tutte quelle coe che a tal fabrica erano necearie, fitrouafa
. . J apparecchiate Lequali come furono in ordine, fatte leure le fondamenta
fins are i del uecchio Tempio,e fattene di nuoue, fece cominciare un Tempio di lunghezza

: dicento cubiti, di altezza dicento euenti, edilarghezza di dodici. Dallato di


tramontanauera ancora una Rocca angolare, ferma e fortistima: laquale da Pon=

tefici della famiglia degli Aamonei fabricata, i Re er i Pontefici chiamauano


Bri.

*: ; D I G I O V A N N I ZO NA R.A.

2 & 1

Bari. Queta adunque Bari hauendo Heroderinouata, e per difea del Tempio

Bari fortez

fattapiu forte, inmemoria di Antonio lepoe nome Antonia. E co il Tempioe ::


tutte quelle coe,che gli erano d'intorno furonoforn ti nel capo diotto anni.Dicefi, "*"
che tutto quel tempo, nel quale fu edificato il Tempio(ilquale fu finito in un'anno
e fei mei) il giorno non piouc giamai ; ma folamente la notte, accioche illauo=

ronon foje impedito. Dipoi Herode, perche fi fchifaffero idelitti, fece una L.,ge i He
legge,
i ladri pertutto
fi uendefero:
legge
eragrauestranieri,
a gli celerati
:rn
r .
erancoche
ditruggeuale
leggi:
percioche lolaqual
hauere
a feruirea
e uiuer"
neceariamente fotto la loro diciplina (ilche a coloro apparteneua) era un leuar
uia la religione: percioche la legge intendeua di coloro, che non poteuano pagar
uattro uolte tanto dicio che rubato haueuno. Maaffine, che i Giudei non abana
la religione, e non foero in perpetuo ferui, uoleua, che dopo fei ana
ni fi poneffero in libert. Queto in parte era cagione, chelpopolo riprendefje

er odiaffe Herode. Ilquale in queto tempo andato in Italia per abboccarfi con
Ceare, e uiitare i figliuoli, che dimorauano in Roma, da Ceare benignamente Herode ua a
riceuuto, giftei figliuoli, come hoggimai molto bene ammaetrati nelle buone Rma, :fi:
-

- -

dicipline, rimen feco. Iqualieffendoritornatinella patria, non meno pergran= :::::::


dezza di animo, che per bellezza dicorpo a tutti riguardeuoli, furono odiatida figliuoli.
Salome forella del Re, e da coloro, che per uia di calunnie erano stati cagione dela
la morte della lor madre. Onde adoperarono anco contra di loro quelle armi, che
ei haueuano gia fabricate contra la madre; fargendo una fama, che i figliuoli
sdegnauano di praticar col padre per cagion della morte della madre: e con queta
ula intigauano il padre a odiare i figliuoli. Ma egli quelli amaua, egli fece per
alcun tempo partecipi degli honori ; e, come furono in et, diede loro moglie:
ad Aritobolo Berenice, figliuola di Salome; Glafira, figliuola di Archelao Re
di cappadocia, ad Alejandro. Per lequali cagionile nimicitie di Salome contra".
igiouani molto piucreceuano, laquale uniua feco tutti quelli, che erano statiaiu

tori della morte di Marianna ; dandone ancora i medefimigiouani alcune cagioni: salem... ee
mentre, cheei cofi per ricordanza della madre, come per cupidigia del Regno ror: teeno

mordeuano lei e ferora. onde il male, che effi loro portaua diueniua mag-:.*
giore; e prendendo da quelli larga cagione le fraudi con doppia aftutia e con mag
gior caldezza contragl'iftei fi tefjeuano. Percioche parlando la rea Salome a
bello studio contra di loro e della madre, affine di prouocargli a rifondere, ei
fi rammaricauano, fi della morte della madre, come della loro conditione, poiche
erano sforzati a conuerfar con gli ucciditori della medefima lor madre.
Q v E s te coe auennero, non ui fi trouando preente il Re; e poi, che egli

fu ritornato, Ferora e Salome ubito feminarono fi fatteparole, che elle fi tro=


uauano ingran pericolo mincciando igiouani apertamente, che esti uoleugno

2 O 2

P R I M A^; P A R T E D ELLHIST R I E

uendicar la morte della madre. Turbato Herode per quete coe, che da altrian=
cora gli erano state fatte fapere, deliber di farfi amico un'altro fuo figliuolo,
antipatro fi. detto Antipatro, da lui hauuto nel tempo, che egli era priuato,per affrenare i gio=

:::::" uani; e cominci a fargli honore, acciochelaudacia de figliuoli di Marianna fi


abbaaje, intendendo esti, che non alor foli; ne, come coa necearia, fi do=
uefje il Regno. La onde introdufje Antipatro, come poto a ueder la battaglia

de figliuoli, apparecchiato a combattere Ilquale, aguia di aftuto, fi mie in cuo=


re di non attendere ad altro, che ad acquitarfi la beniuolenza del padre, e con

fale accue alienarlo da i fratelli: iquali di cotali accue gli dauano occaione,
rammaricandofi di effere iprezzati, e chiamando il nome della madre. Quete

parole con altre aggiunterapportando Antipatro al padre, accreceua maluagia=


"*" mente contra di loro la ua nimicitia: e riceuendo da lui doppi honori, perpiu
pungerli e dar loro maggiornoia; e ponendo anco in cio fuamadre; fu con mol=
ti doni mandato a Roma, e raccomandato a Ceare, di modo, che pareua,chebogs
gimai tutto il Regno douefje effer fuo, eigiouani del tutto priui.
O R a dubitandofi, chementre egli staua lontano, il padre non diueniffe piu
benigno e piugiuio uero i figliuoli di Marianna, non rimae di criuergli per
il uiaggio, e di aumentar pure, quanto piu fi poteua, la nimicilia contra i ffas
Herodensa telli, infino a tanto, che lo foine a nauigare a Roma per accuare i fa

:gliuoli
acelare. quali Jecomenando, fiquerel, che eglino fostrotantoper
uerfi, che odiando il padre, per cagione di hauere il Regno, machinauano la fua

li .

morte. Igiouani, mentre che'l padre diceua cofi fatte parole, piangeuano, e
nel fine Jopirauano, temendo, che la taciturnit loro, non dee argomento di
Luego pie confetone, come foero conapeuoli del delitto. Ma comprendendo l'amoreuo=

*"*" lezza diceare, eueggndo le lagrime de circotanti, e la compaione, che dilo=


ro tutti dimoirauano, Aleandro parl uero il padre; g. us tali ragiori, che
fi conobbe la loro innocenza. Onde Ceare, che ancorainanzi non haueua cre=

duto uerele loro oppoitioni, molto piu confermandofi in queto parere, ubito
riguard Herode: e ueggendo lui ancora alquanto attrifiato, e i circotantiripie
ni disdegno, die a igiou:ni; che ancora, che egli stimaua,cheei foero affata
to innocenti del delitto loro oppoto, in una coa peccauano: laquale era innon
... honorare croeruare il padre in guia, che di loro non fi potee fargere alcu=

:::::"na infamia. indi confort Herodealeuar dell'animo ogni foetto, erappacifi


carfi co figliuoli: percioche non era conueneuole, che egli diloro cotali coe crea
dee. Dicendo Ceare quete parole, accenn agiouani, che singinocchiaero
duantiilpadre. Ilche effendo eglino per fare con ogni prontezza, il padre pri=
ma imedeimi , che piangeuano, falut, er amendue abbracci teneramente. E

ringratiato Ceare, tutti inieme fi dipartirono, accompagnandogli etiandio An=


tipatro a

T : / D i 2G I OVA ITZON ARA . . .

. ao3

tipatro, ilquale fingeua digodere della loro riconciliatione. Il eguente giorno


ceare concee libert a Herode di elegger quale egli uoleuade figliuoli per fuc=
cestore, ouero di diuider faloro il Regno, con conditione per che haueffero a

regnare dopo la ua morte: percioche gl'impoe, chementre, che ei uiueua, tenea


fe il Regno , er i figliuoli foggetti. Nel ritorno Archelao, fuocero di Aleans
dro, uenne incontrarlo in Cilicia, rallegrandofi feco, che fi foe racconciliato
to figliuoti. 3*). : : :
;
*
, 2, a
f:

-" Ess es do perhenuto in Gerualemme, chiamato il configlio, narr, quel


lo, che gli era auemuto in Roma,ele parole, che haueuadetto Aleandro, e l'ama
monition di Ceare; e dicendo, come egli laciaua il Regno, prima ad Antipatro,

poi a figliuoli di Marianna, licenti il configlio :

F v Herode uero gli altri liberaliimo e beneficentistimo, ma uerfo i fudditi

ftumi

graue er ingiuto, e de parenti eramici fieristimogatigatore. Fu dicio cagio= .

Hela capiligia, cheegli hauena di gloria e diregnare. Percioche per acquiiar:

famaer honorenellauenire, menireegli uiueua, non guardaua a ueruna e. " ...


Alle quali ricercandoi molti danari, crudelmente imponeua a fudditi infinite ;
grauezze. E la cupidigia del Regno faceua, che eegli haueua preo alcun fos
fetto, che alcuno machinae di torgli il dominio, o di fare alcuna nouit,
fopuniua, tome ueronimico. Onde uolendo, che l'honore foe di lui folo, a
parentics gli amici facen crudelmente dar la morte.Della ua auaritianata dala aurii, a
te fue prodigalit queto n' argomentograndimo; che hauendo inteo, che Hira Herode.
tane fio preceore; apertala epoltura di Dauid haueua tolto tre mila talenti,
di noite prendendo in ua compagnia di fedeliimi amici, affine, che la coa non
|

fi diuulgaff, perelainedefima epoltura; ma non ui trou, come Hircano,


dentro alcuna quantit di argento, ma ornamenti dioro. Iquali tutti uia leuundo,
firidue con celeritne piu egreti luoghi, oue erano fepeliti i corpi del Re D4= . .
uide di Salomone: oue uolendo che fiandaffe dentro, morirono due delle fue :

guardie; ufendo didi (c ne fi friue) uma gran fiamma: onde egli fauentas
to fi dipart:epareua, che per queto fattolecojedica fuaandjero amale.
Percioche,cio che fi faceus nel uo palago; hauetia non f che diguerra ciuile.
Antipatroche era, come s detto,ripieno diatutia, raunaua eercito con-

!
trai fratelli pithe effendo daglialtri accuato, egli fi istuaua condire, chea ::.

Perche

tio lo induce la la sura, che egli hauella; rimouendo la occaione d'ogni opetto,
diprocacciar la flute del padre, dicuierano tutti ifauori.Mai figliuoli di Ma
rianna ogni giorno piu s'inafriuano, non uolendo ( fi come quelli, che erano di

eneroo animo) fofrir quellauergogna, effendorifiutati, equafiridottia fer- : *


uit: er erano anco dalle loro mogli incitati. Percioche Glafira moglie di Alef. ***
fandro, odidl Salone per riffetto del male, che ella uolena al mirito, e perca=

2 o4

PR I M A PARTE : D E L, L'HIS TO R IE

gion di ua figliuola , moglie di Aritobolo, laquale da lui era trattata uperba=


Ferora.

mente: e sdegnauaji ancora diuederela uguale in honore. Venne anco Feror4


fuo fratello in foetto er odio del Re a questo modo. Hauendo egli prea per
moglie una figliuola del Re, amaua stranamente una fante, e tenendo in poco
conto la moglie, fi follazzaua con queta fante. Ilche dipiacendo forte ad Hea
rode, gli leu lagiouane, e la diede a Fafael fuo figliuolo. Ma alquanto dipoi
lo cit a ragione del primieromancamento: egli diffe, che prendeffe per moglie
un'altra ua figliuola, stimando, chegia in lui foe refatolamor, chealla fans

te portaua, Eglimandando uia la fante grun fanciullo, che di lei haueua ria
ceuuto, promie diprender la figliuola del Re falo patio di trenta giorni. Il

:
qualtempo effendo paato, futanto ardente amore, chealla feruaportaua, che
ferua.
ponendo da parte i patti dalui fatti, filaci indurrea tornare a giacer da capo
con tamatagiouane. Queto fatto accee oltre modo lira di Herode ; e dipoi
, fouragiune un'altranouit, che nollaciaua inniuma guia star cheto. Oltre a
cio effendo Salome nimica a figliuoli di Marianna, indue anco la figliuola, che

::
:"*" tramoglie di Aritobolo, adodireilmaritosega disouririogni uo egreto.
Ella foleua rapportarli, chelgiouane fi raccordaua dellamorte della madre, er

|-

odiaua il padre; e che egliminacciaua, che come e fi foferoimpadroniti del Res

gno, i figliuoli di Herode, che gli erano nati di altre mogli, farebbono caucellieri.
, , ne uillaggi; e rinchiuderebbono le donne inguist,che elle non uedrebbono raggio
. . . ., disole. Ilche hauendo inteo il Re dall'auio cheglie ne diede la malugia S4a

lome, fe ne dolfe fopra modo, e procuraua di rimouere i figliuoli da quel


calumnia di peniero : ma intea la loro difea fi rimae cheto. Ma Ferora turb da
*****: capo le coe. Percioche egli diffe ad Alejandro , ch'egli haueua inteo da
salome, che Herode era inamorato di Glafira. Dalle cui parole Alefjandro

atensis moletato, e non potendo tolerar la pastone della gelofia, diffe al padre quel=
see: dalla lo, che haueua inteo da Ferora, Herode alhora ripieno digran dolore, e tutto
turbato della fala calumnia, fece chiamar Ferora: e gli diffe:Ribaldo huomo

*"

penfitu con quetetuemenzogne dimouereil figliuolo contrame a sdegno, ouero


dimettergli in mano la fada: Riboe Ferora ; che cio era una nouella di Salos
me: a cui, benche ella negaffe, e fi quarciaffe i capegli, e fi batteffeilpetto.

: per lamaluagit de faoi cofiumi, non fi credeua nulla. Finalmente il Resban


. . d il fratelloela forella, lodando il figliuolo della continenza, e di hauergliria
ferite quelleparole. Ma duenne un'altro accidente, che ritorn a rinouartumula
to nella

Real caa.

, , "

" : " . -, : : : : : :

-r -

Emashidi : H a v Eva Herode alcuni Eunuchi, iquali gli erano cariperlaloro bellezza:

"*

ediquestiuno era fuocoppiere, adalirohauena dato lacura della dipena delle


uiuande, er il terzogli faceuala guardia, mentre ei dormiua. Fu detto sche
queti

-- ,

D I G I O V ANN I ZONAR A ,

questierano stati corrottida Aleandro; e posti allatortura, coffrono igo-

uanetti di hauere hauuto a fare con Alefjandro; ma affermarono, che non haue=

uano da lui udita cofa alcuna, che foe contra il padre. Ma quegli, che dauano

la tortura, per queto non ceffando di tormentargli, aggiunero nel fine che
Aleandro era nimico del padre, er odiandolo, gli haueua ammoniti, che non
facendo eipiu stimadi Herode, che era uecchio, obediffero alui, a cui era per
uenire il Regno, ancora a dipetto del padre, fi per la stirpe fua,come per l'amo=
Quete parole
portauano.
e iprincipaligli
e tutti
gli amici
re, che
rode
por= pe:'
, di tutti
a tuttiempe=
haueua foetto,er
fattamente,che
coicapi
di tema
Herode
rono
taua odio, e uiet a molti amici l'entrare nella fua corte. Delle cui tutte coe era

cagione Antipatro. Primaadunque fimie a far dare della torturaa tutti quelli, Torturada
che erano piu fedeli amici di Aleandro , interrogandogli , fe e apeuano, :,:
che egli tramaffe alcun trattato contra di lui. Et ei non hauendo che di= uerfi.
re, moriuano ne tormenti. Alcun di loro non di meno uinto dall'afrezza de i

martorij, hebbe a dire: che Alejandro, effendo lodato in faper tirardi arco, , , . . .
per la robutezza del corpo, e per l'altre fue doti dell'animo; ripoe: che feal- , ,
cuna eccellenza lodeuoleglihaucua donata la natura, ouero egli acquitata con la , ,
indutria, queto gli era a danno, perche il padre fi doleuade fuoi beni. Age , ,
giune, che egli haueua tenuto pratiche con Aritobolo di uccidere il Re, mentre
egli andaua a caccia, e per cagion di hauere il Regno fuggirfi a Roma. Furono

anco trouate lettere di Aleandro: nelle quali effo criueua, chelpadre fi port
uaingiutamente ad antepor loro Antipatro. Per queto Herode fece mettere

Aleandro in prigione: macerc piu chiara proua, affine, che non pareffe, chei :::::::
lo hauefje fenza ragione incarcerato: e fece amazzar alla tortura molti nobili |

huomini, percheniuna coa diceuano di quello, che egli afettaua. Ma un certo *"*"
giouanetto, non fi curando di dire il falo, afferm, che Alejandro hauruari=
cercato da gli amici Romani, ch'egli foe chiamato da Cearea dimotrar, che
Mitridate Re di Ponto haueua fatto lega con fuo padre contra Romani; e chel

medefimo haucua apparecchiato il ueleno in Affalone. Con quete parole fucon- . . . .


fortata latemerit di Herode. Ilquale pretamente facendo cercare ilueleno, non
fu trouato.

'
-1

;
--

A les sa n d R o boggimai diuenuto fiero per la grandezza di queti ma

li, per uendicarfi contra i nimici, e tirargli feco parimente a ruina, fcriffe ogene, che
cio haueua : ###
percioche
di torture:
di metiero
faceua
al
padre, eche
effan
piu strettiamijuoi tutto
er i egli
Ferora,
nella congiura
compagni
erano
chenon
trattato,
ci: e che anco Salome una notte effendo uenuta naftoamente al fuo letto, hauea

giaciuto non effo lui: e che tutti infieme conentiuno, accioche con leuar lui diui
ta, ciacuno foe libero d'una perpetua paura.
*

2o6

PRI M A P A R T E D E L L'His roR IE

O ka Archelao Re di Cappadocia, hauendo quegli difturbiintefi, follecito


della figliuola e del genero, uenne in Gerualemme, affaticandofi con arte di ac=
"*" - chetar cotalimoletie: percioche rimproueraua ilgiouane, e chiamaua Herode giu
fto, e prometteua di uoler dipartire il maritaggio. E mentre, che egli cofi ft=
uellaua, Heroderimettendo la crudelt, ruppe in triflezza e in lagrime: e lo pre
g a non disfare il maritaggio: ma acquetando lo sdegno, perdonaffe a falli del
ar neuer, giouane. Archelao ueggendo hegginai, che Herode era mitigato, cominci a
sa Herode. recar la colpa in altrui, e fetialmente in Ferora. Ilquale pregandolo, cheper lui
pregaje Herode,egli l'eort,ch'egli andafje a trouare il fratello, e lo fupplicaffe,
confeffando ogni fuo delitto: che in queta gufa piu ageuclmente acqueterebbe
l'ira del Re, e gli promie, che alhora il fuo patrocinio prenderebbe. Obedi Fe=
rora, e con lo aiuto di Archelao ritorn in gratia di Herode, effendo anco Alef=
fandro aoluto d'ogni oppoitione. Ma lungo tempo dipoi i figliuoli,e le cofe della
caa di Herode stettero in peggiore itato. Percioche Euticle Lacedemonio, huas
mo tra uoi non ignobile, ma di cattiuiimo animo, hauendo fatti ad Herode di
molti doni, e molti riceuutine, diuenne al Re strettistimo amico. Cotui alloga
giaua in caa di Antipatro ; ma anco foleua conuerfarnelle cae di Alefjandro, afs
fermando, ch'effo era medefimamente amico di Archelao, e per queto motraua
di amar Glafira. Riceuendolo Alefjandro tra fitoi piu dometici amici, gli fole=
ua liberamente raccontar le fue Tragedie, e lamorte della madre, dicendo, che
quelle erano ingiurie da non fopportare. Lequali parole effendo da lui per gran
paione dette, tutte Euticle riferiua ad Antipatro, ilquale dandogli di molti do=
ni, affine, ch'eile rapportaffe al padre, fi fattamente il Re commoffe, che ardeud

|-

tutto d'inetinguibile odio. Per queta uia diuenutone ricco, fi dipart.


Hered, a, , O R A fu ricaldato Herode contra i figliuoli ditanta ira, che hoggimai non
t contra i faceua biogno di accuatori:ma egli steo curioamente riceruaua ev offeruaua

" ogni paroiae fatto loro. Et effendo due della guardia di Herodeda lui perarto
sdegno priuati dell'ufficio loro, Alefjandrogli riceue nella ua caualeria, e diede

awan. n loro premie doni. Onde ubito egli foicando di alcun male, fece lor metterle
Herode po maniadoo, e ponere alla tortura. Cotoro hauendo di prima fotenuto il tora
:::" " mento, fa fine differo, che Alefjandro haueua da loro ricerco, ch'eglino amaz
zafero Herode alla caccia. Fu anco ilgouernatore del Catello, dettoAleandro,
poto alla tortura, come, che egli hauefje promefjo di riceuere igiouani nel catel=
lo. Ma cotui niuna cofa affermando, fu detto da fuo figliuolo, che cofiera, e
motre lettere , che pareuano critte di mano di Alefjandro. Alhora Herode non

fu p u dubbioo delle infidie de figliuoli, benche Aleandro affermaua, che cio era
fcritto per fraude di Antipatro. Si mifero adunque alhora le guardie agiouani
cr erano poti in uergogna crin paura di effer condamnati. Arifiobolo #mando,
-

che

"

D I G I O V A N N I Z O N A R.A.

*o 7

che Salome fua fuocera fi doleje della fut forte, e che ella odiaffe Herode, che
tali cofe credeua, diffe: quete notre auerfit auifano ancorate del tuo pericolo
a cui fi reca la colpa delle nozze di Sileo. Quete parole furono toto dalla don=

na riferite al fatello. Ilquale comand, che i figliuoli fofferopoii legatifuno a ffanf


Jeparato dall'altro: e che ciacuno criueffe quello, ch'egli haueua machinato con=
tra il padre. Ei fcrijero, non hauer maine machinato, nepenfato di far coa ue- .':
runa contra il padre: ma ben, che fi haueuano poto in animo di fuggire cotretti sione.
daneceit, per non uiuere del continuo confofetto e paura. Alhora egli fece mea
marfi inanzi Alefjandro cofi legato: e trouandofi preente er udendo il tutto l'am=
baciadore di Archelao, lo interrog della fuggita, e doue, er in che modo h4= Alemantes

ueffe propoto di douer fuggire. Eglirioe, ad Archelao, ilquale gli huucua :


promeo di mandarlo d'indi a Roma, e che niuna coa piu graue contra il padre
haueua commefjo. Dette quete parole, il Re mand due uoi con lettere in Ro=
ma a Ceare: cr ordin, che nauigando in Cilicia, fi doleero con Archclao, che
egli hauefje aiutato i figliuoli a procurar di tradirlo. Ripoe Archelao, ch'egli
haueua promeo di riceuere igiouani per ben loro e del padre, mu neg di hauer
promefjo di mandargli a Cefare. Cotoro arriuati a Roma, appreentarono
le lettere a Ceare. Ilquale glirieriffe, ch'egli fi doleua per cagion de fuoi fi= Quello, che
gliuoli, ma chea lui ogni autorit concedeua. E fe esti hauejero contra dilui ::defa,

commeja qualche impiet, cheera conueneuole, che foffero, come paricidi, pu-:" "
niti. Ma, fe non haueffero penato altro, che fuggire, che non era da gatia
gargli, fenon con parole. E che gli pareua buon auio, che raunando il configlio
in Bento, e fattiui uenire i Capitani, er Archelao Re di cappadocia, er altri

huomini per dignit illutr, deliberaffe quello, che egli hauefje da fare.Herode
hauuta queta lettera, chiam al configlio quegli, che a lui piacque, laciando da
parte Archelao ; o foe, perche eglili portaje odio, o, perche stimae, chei
doueffe effer contrario alla fua uolont. Effendo raunati i capitani, egli altri al

configlio, il Re accus i figliuoli, facendo leggere i loro fritti, iqualiniente al


tro contencuano, eccetto chelpenfiero di fuggire, e di alcune parole dette in ram
maricarfi, che dal padre fofferomal uoluti. Vltimamente diffe, che dalla natura

v .
-

e da Ceare glieradata podet, craqueto aggiune ancorala leggedella patria, ristuen a


laquale imponeua, che e alcuno foe accuto dal padre, ponendogli le mani fo-

pralateta: i circotanti, comecolpeuole foero tenutia lapilario. Ilchepo. :::::::


tendo egli fare in caa nella patria, haueua non dimeno uoluto alle loro openio."""
ni rapportarfi. Hauendo Herode dette queteparole, coloro, che erano nel con=

figlio, enza ordinar, che i giouani foero addottialla loro preenza, confer
marono la ua autorit: cr alcuni condannarono estigiouani, ma non alla morte;

<7 i Piu etiandio amorte. In cotal modo licentiato il configlio, Herode, condu=

p R I MA PAR TE D E L LH IST OR I E

2 8

cendo feco i figliuoli, and a Tiro, e d'india Cearea, oue tutti stauano fofefi
in afettare il fin loro. Ma, quantunque a tutticio fommamente dipiacejjesnon

haueuano per icurt ne di parlare, ne di udir, che altri parlafjero alcuna coa
di loro. La onde tacendo ricopriuano la noia, che haueuano di cotal cafo. M

un foldato, detto Terone, ilquale haueua un figliuolo eguale di et ad Alefjan=


Terone fol.
dato.

dro, e fuo carimo amico, hauendo ragionato lungamente alla preenza della
moltitudine, hebbe anco ardire di dimandare al Re licenza di fauellar con lui fo=

::::::" lo. Laquale ottenuta, cofigli diff. Que nel fine andata cotetatu: egnalata
e notabile prudenza? che uuol dire, che tu fei cofi in queto luogo enza alcun

, , tuo parente er amico ? Non confidererai una uolta, doue debba riucir queta tua
,, deliberatione, efacendo morir due giouani riceuuti di madre Reina,dotati di ogni

,, uirt, e di ogni ualore, la tua uecchiezza fi appogger folamente fopra un fi,


,, gliuolo, e opra a parenti che tu tante fiate hai condannati alla morte : Non
,, stimerai, che della taciturnit del popolo cagione la grandezza del dolore; eche
,, tutto l'eercito prende compaione dellamieria di quetimechini, e portano odio
a coloro, che fono autori della infelicit loro ? Il Re da principio non acoltaua
uete parole con ira: ma dipoi moffo dalla troppa licenza prea da Terone, come

::::::::.joldato, e cofisdegnatofi contragli altri oldati, lo fecemettere in prigione. Da


. :::::: che prendendo occaione, Trifone, barbiere del Re, gli diffe, che Terone peo
lo haueua stimolato a tagliargli col raoio la gola. Ilche facendo, haurebbe ba
Trifonebare uuto preo Alejandro il primo luogo. Cio detto, fu anche egli preo, e meo
alla colla Terone, e cotui parimente. Ilqual tormento fotenendo il padre con

ne .

gran cuore, il figliuolo ueggendolo in quei tormenti, diffe, che egli era per di
fourire al Re la uerit, fe e uoleua liberare il padre elui da cotai martorij. Pro
mettendogli il Re, diffe, che erano conuenuti, che Terone di propria mano amaz
zaffe il Re. Il Reper quete parole liber il padre dal upplicio. E leuando ogni
dubbio dell'animo del padre, deliber di far eeguire il fuo decreto. Onde mes
nati Aleandro or Aritobolo in Sebaten, di fuo ordine furono con un laccio
strangolati. Furono anco trecento Capitani accu/ati C condannati per rei, iquas
con Terone
diaristobo, zati
li infieme
. , el figliuolo, el barbiere menati in publico, furono amaz
Ro .
dal popolo
v.

A o Antipatro dopo la morte de fratelli fupiumalageuole l'ottenere il Rea

gno, effendo most contra di lui gli odidel popolo, e petialmente de foldati:
ma fra tanto ne fu partecipe inieme col padre ilquale fomunamente in lui
i fidaua.

"
R a rimand Herode la moglie di Aleandro alpadre: e i figliuoli degli
he
dro
ahauuti
alleuar congran cura.
:::::: uccifi,
|

..

fece

Percioc haueua Alean

di Glafir

::::: due figliuolimesthi: er Aritobolo di Bereniretre machi, e due : pica


Cl0l4 Cf4 s

i di Giov A N N I zoN RA,

'

;o;

ciolaet . Nacque anco a Herode della figliuola del Pontefice una figliuola: per
cioche egli hebbe noue mogli: e queto fecondo il cotume di quella gente, preo Herede heb
alla quale fi concedeua di hauerein un tempo piu mogli: traleqnali fu lamadre di ---Antipatro, e la figliuola del Pontefice: da cui, come s' detto, il figliuolo pree
,

il cognome. Hebbe ancoper moglie la figliuola del fratello, e con lei la cugina:
er oltre a quete una Samaritana, di cui furono figliuoli Antipa er Archelao,

er una figliuola, detta Olimpia. Fra quete mogli fi annouerauaparimente una


cleopatra di Gerualemme: della quale furono figliuoli Herode e Filippo. Et c'espar,
ancora Palla, di cuiriceue Fafael: e Fedra er Elpi, laquale glipartor due figli- ruh
uole, Rofana e Salome. Riceue altrefi di Marianna due altre figliuole. E que= ""
sta fu la famiglia di Herode: ma la fomma del gouerno fettaua ad Antipatro; . . . . .

ilquale era a tutti formidabile, non tanto per il podere, quanto perla maluagit antigare:

dcofiumi. Ilquale eragrandemente honorato da Feror, e da lui eglieraparis"*.


mente honorato. Ma Salomeera loro nimica; e fempre studiaua di tramarcoe Natura a
al fuo nome contrarie (perche quello fignificapace) non pacifica, m fandalos salome.

fa, ficome quella, che hauetain costume d'incitare altruia guerra, era rompe-,

reilegamidella parentelte della amicitia, Ella hauendo pinta tamoreuolezza, m


che era fra Antipatro er Ferora, diffe ad Herode, che queto loro amore proce= ::::::
deua da diiderio diteergli alcuna faude. Dicui intendendo estila calunnia, :**
benche nacoamente tra loramanteneuano la beniuolenza e la concordia,in palee
mostraliano digarire e diefjer dicordi. Ma per non ingannarono salome, las
quale fhiaua tuttiiloro occulti raunamenti, egli faceua noti al Re, e cofii bana

chetti, che tra esti facenamo, e tuttii egreti configli loro: de iquali egli ancora
intendeuala maggior parte.

Ma i Farileihauendofi fatta amica la doma di quello,come huomini fuperbi


di effere accurati offeruatori delle leggi della patria, erano al Re contrari. Per=
cioche hauendo tuttigli altrigiurato a Cearer ad Herode fedelt erobedienza;
queti olicio ricuarono, che erano da feimila. E, perche e uoleuano bene alla fatitel time

moglie di Ferora, prediffero, chel Regno farebbe tolto da D 1 o ad Herode, e "


dato a Feroraer a foi dicendenti. Ne quete parole furono ancora naftoea *******.
Salome,laquale tutte rapport a Herode. Et i Faristi effendo conuinti dalla fuaiac
cua, fu amazzato Bagoa e Caro, ilquale eraun fanciullo amato da Herode dibel=

Bagoa e Ca

tistima forma, e cofialtrigiouani della corte del Re, come conapeuclide fgreti. ::
* D1 por hauendo il Re ordinato il configlio; accus la moglie di Ferora di di-
werfidelitti: edipoi uolgendole parole a Ferora, diffe, per quete cagioni tudo= Herode

utui prima, che hora, rifiutarla:madiquiinanzi, ebai piacer di mostrare, :::::::


che feimio fatello, non laterraipiuteco. Ripoe egli, che diideraua piu tofio
dimorire, che di laciarlamoglie. Comand dipoi Herode ad Antipatro erala
...............

Hist. di Gio. Zonara,

1te

*1

PR I MA PART E ; DEL L'H I s T o R IE

la madre fila, che non deueje piutener pratica con Ferora, e fimilmente alle done

... ... ne, che non praticaero inieme : ilche e ben promifero di douer fare, non di
. . . . meno alcune uolte fi conuitauano. Ma Antipatro temendo l'ira del padre, chiefe

Antiir 34i che striuffero a Herode, che lui mandaff a Roma. E cofiil padre
* lo mand con donia Roma, egli diede a portar feco il tetamento, nel qnale alui
R: " era laciato il Regnos cr, oue eimancaff,ad Herode da lui riceuuto dalla figliuos

la del Pontefice.A Feroramon uolendo egli rifiutar la moglie,comand,che fi par

... tie. Ilquale andando nella fua Tetrarchia, giur di non ritornare in Gerualem=
me, je nondopo hauere intea la morte del fratello. Onde auenne, che inferman
: ' ' do il Re, egli per non rompere il giuramento, non uolle andare a uifitarlo. Ma
dipoi Herode, effendo Ferora amalato, and egli uolontariamente a uiitarlo.

:::*"*), o ka lamorte di Ferora, fu principio del male di Antipatro, facendo Dio,


i la uendetta del fratello. Precioche due honorati chiaui di Ferora pregarono He=
rode ; che non uoleffe laciar di uendicare la morte del fratello: percioche egliera
stato tolto diuita colueleno. Ilche parendacoa probabile, moe il Re a cercar
Denne peste di ritrarnemaggior chiarezza: e co furpote alla tortura donne nobili, e fera
*

" uili. Delle quali hauendo alcune fotenuto il tormento, unadiloroniunaltraco


.

farioe, fe non che ella haueua pregato I od I o, che la madre di Antipatro,


, fero
che era
autrice didiligente
que mali,
foe a imedefimi
tormenti.
Quetemartorij,
parole Jopin=
il Reapiu
inuitigatione:e
le donne
acgreffendoglii
dicos

uerfero ogni coa, i banchetti, i raunamentidinotte, e iragionamenti di Antip4=


tro hauuti con le donne di Ferora, l'odio del padre, i lamenti prejo alla madre,
chel padre troppo a lungo uiueje. Onde eglinon haurebbeniun diletto del Re=
gno, fe lo ottenee nella et di uccchio. Quete altre coe diceuano le donne, chel
padre offendeuano. . . . . . . . . . , , , , , , , , , , , ,
O N D E effendo Antipatro gia condamato nel uo animo, rifiut Dorida fu
moglie, e le fece togliere ogni uo ornamento, ilquale era di ualore di moltita=
, , , , , lenti. Sopra tutto iondimeno Antipatro fuoprocuratore infiamm Herode cons
:::" ": tra il figliuolo: hauendo appreole altre coe confeato etiando queto, che egli

asipats. haucua dato il ueleno a Ferora & rdinato, che affine, che egli non fo=
betta/le , lo porgee al padre. Et Ferora lo diede a feruare alla moglie. La
: F: moglie cio confeaua: ne andando togliere il teleno, figett di cima del tetto,
...

ne per quella caduta fu uccia. Rihauuta adunque, e da capo interrogata dal Re,
giur,che direbbe tutta la coa, come era duenuta. E diffe, che ella haueua hauuto

. . . il ueleno del marito; ilquale era stato apparecchiato da Antipatro contra liteo
. . . . fuo padre: ma effendo amalato Ferora, ev andato il fatello 4 uifitarlo, bo=
*:

. . . norandolo con la ua preenza, ueduta Ferora la ua beniuolenza, le commife,

che gli portaffe il ueleno, e in ua preenza l'abbruciaffe; crella ubito l'obedi ;


.

crabbruciatone

3 : D I GIOVANN I ZONA RA', , i :

4 11

crabbruciatone la maggior parte, he riferb alquanto per adoperarlo per fe


steffa; oue dopo la morte del marito foe dal Re trattata male. E cio detto, fe=
ce recare il uafo colueleno. Fu accuata fimilmente la moglie del Re, figliuola Moglie dei

del Pontefice; laquale egli ubito cacci uia, e fece cancellare il nome del figliuolo ****"*

dal tetamento, in cui, come di Re, era fatta mentione. E leuando il Ponteficato a Matthia fil
simone, figliuolo di Boeto, mie in fuo luogo Matthia, figliuolo di Theofilo. Fra glinois di
tanto uenne di Roma Bathilo chiauo di Antipatro, portando ueleno al padrone, Tee.
alla madre, er a Ferora: ilquale diffe alla tortura, che quel ueleno era mandato . *

affine,chefelpadre non hauefjepotuto uccidere il primo, con queto ei l'uccidee. "P":


Recaua anco di Roma lettere degli amici di Herode:nellequali Archelao e Filippo,
che dimorauano in Roma per dare opera agli studi, erano incolpati, che eglino
accuauano ilpadre della ucciion de fratelli, temendo a e medefini. Quete let=
tereerano state fatte criuerda Antipatro,corrompendo coloro congran quanti=

t didanari. Ma Herode nacondendo lira, comand, che eglia lui ueniffe, e ..." :
rammaricandofi feco della madre, diffe, ch'ei uoleua, ch'egli ne foffe giudice, ,
!
quando e fofferitornato. Hebbe Antipatro quete lettere in cilicia:ma hauen- . . .
do intefa in Tarento la morte di Ferora, fe ne dolfe forte, non per amore, che
effogli portaffe, ma perche egli, comehaueua promefjo, non haueua tolto diuita
Herode, prima che morije. Effendo arriuato al porto Auguto, cofi detto da ce
fare, bebbe inanzigli occhi i fuoi mali: perciocheniuno gli and incontra, negli
fu parlato da miuno. Ora giune in Gerualemme: e trou, che u eranel confi=
glio Varrone Pretore della Soria, fattoui uenire da Herode per conultar feco
|

delle coe, che alhora occorreuano. Entr nel palagio, hauendo ancora indoffa
la ueta di porpora, ammefjoui da portinai, iquali non ui laciarono entrar uerus
no de fuoi amici. E penando a che termino ; hauefje laciato ridurre, fiturb:

e piu quando, falutando il padre, e uolendoglifi auicinare, fu dalui facciato,


ilqualelo chiammicidiale de fatelli, e traditore: e che di cio il eguente gior- tipars.
no Varrone farebbe acoltatore e giudice. Partendofiegli cinto da tantimali, uens

nero a incontrarlo la madre, e la moglie, che era figliuola di quello Antiginer,


che regn aunti Herode. Dalle quali effendo informato di tutta la coa, fi ap

: '

parecchiaua algiudicio. Il eguente giorno Herode e Varrone fedettero nelTri=

bunale, eui fi riduerogli amici dell'uno e dell'altro, ev i parenti di Herode, e


gli accuatori di Antipatro, crancoi ferui dellamadre di Antipatro, recando est

fi una lettera di queta donna, in cui ella auertiua il figliuolo, che non ritornaje:
Percioche il padre haueua hauuto contezza di qualunque coa; e che il folo rifu= :!
gio, a cui poteericorrere, era Ceare. ondeguardaff di non uenir nellemani "patr.
del padre. Antipatro ingenocchiandofi humilmente inanzial padre, fupplican=

dolo, cheilo uolee acoltare, e dipoifacee di lui quella entenza, che glipa
-

1 1 a

P R I MA: PARTE: DELL'HIST O R IE

Antipatro refje, comand Herode, che egli fost menato preenza di tutti. Indicomin.
:::::::: c a rammaricarfi della celeraggine, che i uoi figliuoliufauano contra di lui,
""8" e della infelicit della ua uecchiezza, laquale sera abbattuta in Antipatro. Diffe,

appreo, ch'egli fimarauigliau, non apendo trouar la cagione, che hauefjein


dotto Antipatro a co fatta impiet; effendo egliordinato fuo fuccefore nel uo
tetamento; e , mentre ch'ei uiueua, haueupodere fopra ogni cofa. E ditanti

beneficigli rendeua un cotalmerito, che follecitauai uoi parenti ad ucciderlo.


nuolas da Dicendo Herode quete parole, le lagrime gli ucirono degli occhi. Nicolao Da
mateeno a maceno di ordine del Repree l'accua di Antipatro, raccontando ordinatamente
tutti i fuci dilitti: crancora molti altri parlarono contra di lui. Poi che Nicolao

utme al fine del uo arringo, Varrone ordin ad Antipatro, che ufaffela fue
difea. Ilquale gettatofi humilmente aterra, pregaua Dio, che dimostraffe la
fua innocenza. Ma non adducendo egli altro, che il tetimonio di D i o, ordi=
:,
fato da Var n varrone, che quiui firecaffeil ueleno, imponendo aduno, che era condan
-

nato a morte, che lo beueffe. Ilquale da colui beuuto, ubito cadde morto. Alhos

" ra varrone fi leu in piedi, e fi part del configlio. Herode fece pretamens
te legare Antipatro, e di lui a Roma friffe a Ceare. Fu trouata nel medefimo

:::" tempo una lettera da Antifilo fritta ad Antipatro di queto tenore. Aame tiha
mandato una lettera, enza hauer riguardo alla mia uita: che tu fai bene, che

quando io foi dicouerto, io incorrerei nel pericolo di due famiglie. Difidero.


---- -- che quello, che farai, titornia bene: Cercando il Re dell'altra lettera, negaua.
::::... il feruitor di Antifilo di hauerne piu hauuta. Ma fu uno, che gli uide il lembo
-

Lenen a
2:a:a
"
* .....

della uetada un latoricucito: e giudic, che iui foe la lettera; e cofi fu troud
"" # fue parole erano tali . Acme ad Antipatro . Ho critto al padre tuolet=

tere di quel tencre, che tu hai uoluto: egli ho mandato la copia di quelle, che sa
lome mand allamia padrona: lequali, come egli haur lette, fo bene, che salome
ne fia punita. La lettera mandata ad Herode fu altres tale.Efendomio Reaffati

cata, che non ti finaconda alcuntrattato, che fi machini contradite, thoman


data la copia d'una lettera fritta contra dite alla mia padrona con mio pericolo,
asme disui cn " utile, Era queta Acme dinatione Giudea, ma ferua di Liuia, moglie di
ferus.
Ceare. E cio faceua ella per eere stata indotta da Antipatro con gran fomma.
di danari. Ancora che Herode haueffeinanimo di far pretamente morire Antis

patro, come colui, che haueua procurato cofi gran nouit, e foe a cio incitato
da Salome; laquale battendofiil petto, diceua, cheila facee amazzare, fe egli

:: | ... trouaua alcuno inditio degno di fede, cheella hauefje operato coa ueruna contra
..... dilui: nondimeno acquet quell'impeto: e fattofi condurre inanzi il figliuolo.
che dinulla temeua, gli comand, che ripondefje. Ilquale recando ogni colpa in
Antifilo, da capo fu accuato per lettere da Herode inanzia Ceare,fignifican
|-

dogli

* D1 G I O V A N N I Z O N AR A * *

-,

213 .

deliancorale dicouere faudi di Acme, emandandogli la copia delle fue let=


tre. In questo tempo amalando il Re, fece tetamento , nel quale laci il ::*
Regno alminor figliuolo, odiando Archelao e Filippo per le calunnie loro date
da Antipatro. E non iperando di piu uiuere, effendo in et di fettanta anni, e
stimando di effere hoggimai frezzato, e che ognuno prendefje allegrezza delle

fue difuenture, diuenne fiero per queta occafine. Oltre a molte altre coe,
fatte far da Herode contra la legge haueugegli inanzialla porta delTempio con=
fagrata un'Aquila d'oro, non otante, che la legge uietaffe, che ui fi dedicaf. . .
fero imagini ne di huominine di animali, questa Aquila comandarono Giuda e :,:.
Matthia, dottimi Giudei, e grati alpopolo,perche ammarfirauano igouani nel. ::::::::::

lejedottrine, che di quelluogo fileuaff : percioche, quando sincorreffein :"****


alcun pericolo, beato farebbe colui, che morieper difea delle leggi. Mentre
quefie cofi fatte parole entrauano nelle orecchie de giovani, uenne una fala fa

ma, chel Re era morto. onde amezo giorno fu leuata uia tquila, e mace
rata con le fcure. Furono prefi moltigiouani, e Giuda e Matthia, come capi er reasi Mat
ihuetigatori di quel fatto, equafi gladiatori. E condottiinanzia Herode, furo- : * ua=
no interrogati, fe hauefjero hauuto ardire di rimouere ildcno del Re. Rifofero .

esti, che queto era futo fatto; e che niun fi doutua marauigliare, fe haueffero:
antepote le leggi di Mos hauute da D1 o a i fuoi decreti. Gli mand adunque
3 3

Herode legati in Gerico. E fatti uenire alla ua preenza i principali de' Giudei, Herode a
giacendo tuttauia nel letto, rinou la memoria de benfici, che effo loro haueua
fatto, e della edificatione del Tempio, dolendofi con alta uoce, che ancor uiuen=
do gli ueniua fatto oltraggio e dishonore, coltoglier uia le coe da lui donate, er
aggiungendo, che'l popolo, mentre che lui offendeua, fe stejo dannaua di facris
legio. Ma esti temendo la ua crudelt, differo, che coloro, che haueuano has
uuto ardire di farcotal coa, erano degni digatigo. Il Reuando uero gli altri

clemenza, tolfe il Ponteficato a Matthia, e lo diede a Giozar fratello di jua mos cios=arht,
glie; e liteo Matthia, come capo della feditione,e parimente altri, fece abbru.:
ciar uiui: Malainfermit diurniua plu afra, accioche eglipagaffe le pene delle
fie feleraggini: perciocbe un lento fuoco ardeua le fue interiora: eranoglfin
-

*
%|

4
|

4
?
**

teftini
e fettalmeute
elucidoulcerati;
gli tormentaua
i piedi.ueniua cruciato da doloricolici; er un cataro molle Infermit di

Aggiungeuafi una doglia acuta della piu baffa Herode.

parte del corpo, e certa putredinene genitali, oue abondauano i uermini. Apa

preo una strettezza intolerabile di petto, e uno peo annhelito era accompa
gnato dallo pafimo di tutti i membri. Et benche egli foe affiitto da cotanti, *

mali, mudriua pure ancora la peranza di uiuere, nerifiutaua alcuna forte di medicina. La onde facendoi portare di l dal Giordano, prefe l'acque calde di Cal. aeque di

lrroe: lequali oltre alle altre lor uirt, benuterendono la fanit. ogiui fattof"*,
* -

.. .

Hit, di Gio, Zonara.

ij

2 1 4:

P R IM A P A R T E

D E L LHIST O R I E

* .

metter da Medici in unuafo di olio, parue, che egli foffe per render l'anima.
Marihtuendo lo pirito, riportato in Gerico appreo gli altri mali gli fi aggiun,
fe la colera mera, altrimentimalinconia. Et effendo per morire, fece una cele=
scelerata rata deliberatione. Percioche bauendo fatto raunar tutti i principali del popolo,

:::::" gli fece ferrare in un luogo, doue correuano i cauali: er ordin a Salome, era,
fuo marito che ubito, ch'ei foe morto, gli facee amazzar tutti, affine, che

i popoli non firallegraffero della ua morte: matutti piangendo i fuoi, pareffe,


che egli ancora ueniffe pianto, e la fua morte foe bonorata di molte lagrime.
Quete parole dicendo, e congiuriandoloper D1 o, estipromifero di adempies
re il fuo comandamento.

--

F ka tanto furono apportatelettere di Roma,nelle quali egli er44uiato,che


Acme era stata uccia, e che la coa di Antipatro era rineffa nell'arbitrio del pa=
dre. Laqual nuoua rallegr Herode, e lo ricre alquanto . Ma crecendo i do=

::: lori opra modo, egli abandon il cibo:epreo un coltello, hebbe in animo di
rs: "" amazzarfi. E lo haurebbe fatto, fe un de circotanti comprendendola fia dea.
liberatione, non gli hauefje tenuto il braccio. Ilqualegridando, fileuungran
pianto e tumulto, credendo,chel Re fofemorto. Da queta peranzaripiglian=
do Ant patro l'uato animo, promie al guardiano della prigione di gran doni, fe.
. . egli lo laciaffe andare. Ilche rapportato a Herode, mand alcuni, che l'uccide/a

::"fro ; e da capo mut il testamento, laciando ad Antipa la Tetrarchia di Gal


lilea, e di Perea: ad Archelao il Regno: all'altro figliuolo Filippo,fratello di Ara
chelao, concedette la Tetrarchia di Gaulanitide, di Tracontide, di Bannea, e di

Panende e Giania: Azoto, e Fafeldon alla forella Salone. Cio fatto, hauens
do laciati a Ceare era Liuia fuamoglie doni di moltitalenti, il quinto giorno
dopo la ucciion di Antipatro, uc diuita. Regn Herode dopo la morte di An=
:::::editie tigono trentaquattro anni: dopo che da Romani hebbe il titolo di Re, trentafette.
teis.
O R A Salome or Alefja, prima, che fi fapee la faa morte, diedero liber-,

t a coloro, che erano rinchiui nel luogo, oue correuano i caualli, dicendo, che
il Re ordinaua, che d'indi ucendo andafferoagoderfi i lor benine campi: e que=

fio fu ungran beneficio da loro fatto alpopolo. Dipoi publicando la morte di


Herode, fecero leggere il tetamento, nelquale laciaua il Regno ad Archelao..
Ma Tolomeo, che teneua il foggello del Re, diffe, che quel tetamento non po=

teutualere,fenon foe confermato dall'autorit dicelare. Albora ubito leuan-,


dofi il grido, Archelao fu falutato Re, dopo che'l funerale del Re fu fatto,

:::" con Reale emagnificapompa. Ilquale dopo, che fu epelito, Archelao con lieti
gridi and nel Tempio, e fedendo nel feggio d'oro, fece alpopolo unhumano e

ar helaofa benignoparlamento. Ma non uolle prender la corona di Re da foldati, e pri:

::::"*" muearenon confermauailtetamento del padre: e fatto il acrificio,

DI G I O VAN NI Z O N A R A .

2 1 s

tomuito, Ma alcuni Giudeiraunati inieme filamentarono con un gran planto


della morte fatta dar da Herode a Matthia era gli altri, per hauere eglino leuas
uata l'Aquila d'oro. Et ordinato il configlio, chiefero ad Archelao, che facen

do gatigar coloro, la cui autorit ualeua preo Herode, uendicaffe la morte


loro: e primatogliee il Sacerdotio al Pontefice, ene faceffe un'altro fecondo la

legge, che foe di quell'honore di lui piu degno. Acconenti Archelao, per ri

mouer l'impeto loro, benchenon enza fuo dipiacere. E fece per il Capitano
de foldati intendere al popolo, che albora non era tempo di far queto: ma che
lo farebbe con piu ragione, quando gli farebbe confermato il Regno dalla auto=

riti di ceare. Maest leuandolauoce, e facendo tumulto, non laciarono, che :::**
ne il Capitano, neuerun'altro dicee coa alcuna, che apparteneffe a punire e res

primere la feditione. E nella feta degli Azimi fi ridue una gran moltitudi
memel Tempio per cagione di accrecer la dicordia. Da che fauentato Arche
lao, mand un Tribuno con una chiera di foldati ad acquetare il mouimento del

popolo: mai feditiofi facendo impeto contra i oldati, la maggior parte di esti
|*

lapidarono; epochi, tra quali fu il Tribuno, fcamparono feriti. Veggendo

adunque Archelao, che fe non fi riprineffe il folleuamento del popolo, nepos


teua nacere un gran male, uimand tutto l'eercito: dal quale tagliati a pezzi

da tremila, gli altri rottie cacciati fuggirono ne monti e diordine del Relacia= ::::
ta la feta, tutti ritornarono alle lor cafe. Archelao con la madre e con Salome,
forella di Herode, and a Roma, commettendo in tanto la fomma delgouerno alla Filipp la
fede di Filippo fuo fratello. D'altra parteauco Antipa, figliuolo di Herode,
and
a Romaincitandolo
per ottenere
eglia queta
il Regno,
per effergi stato delegato nel primo
tetamento,
Salome
peranza.
egno.
-

- Ess E N D o uenuti in Roma, alcuni prendendo il patrocinio di Archelao, er

alcuni di Antipa, Ceare diede il uo uoto ad Archelao. Mentre, chequeto fi


trattaus, fi hebbe nuoua: che i Giudei fi erano folleuati. Percioche nella feta sensumea

delle Pentecote, effendofi di loro raunati da ogni parte molte migliaia, i Romani :::* "
inieme con Albino Pretore furono affediati: iquali attaccato un fiero fatto
d'arme; hebberola uittoria. Ma i Giude occupando i portichi, che erano ap=

pre il Tempio, e lanciando dal diopra dardie partigiane, fecero a Romani


digran danno. Maesti attaccarono fuoco ne portichi, e lo accrebbero con le

gna inguia che effo fi pote accendere:leuandoi toto in altola fiamma, alcuni
caddero
altri tolti
in mezoer da
furono amazzati
con infieme
lancie e comitettiin
dardi: altri terra,
figettarono
nel fuoco:
altrinimici
fi cacciarono
lelo- y::ists
Giudei. de
ro fpademel petto: eniuno di coloro, che erano acefi fopra iportichi, ucirono
con la uita. I Romanidel theoro facro simpadronirono. E benche da "foldati
fu rubata una gran omma di danari; non dimeno Sabino hauendo coneruati sabia.
o

lij

21 6

P R I MA PARTE DEL L'HISTO R J E

quattrocentotalenti,gliport fuori. Ma quelli, che auanzarono dalla pugna,


cinero il palagio, e minacciarono di abbruciarlo, e di uccider tutti: ma fee fi,

partiuano, prometteuano di non offendere i Romani, ne Sabino. E molti della.


Rafo e Gra guardia
ribellandoi
andarono
fra loro.
Ma Rufoa ei Romani:
Grato, iquali
haue=,
uano tredel
milaRe,oldati
dell'eercito
di Herode,
fi ridujero
ne perques.
$O

fto i Giudei leuarono l'affjedio, ilquale fu francamente fotenuto da Sabino.Oltre.


oina a, a queti ci nacquero anco altri tumulti. Percioche Giuda, figliuolo di Ezechia,
gius:
di capitano de ladroni, ilquale fu preo da Herode difficilmente, fatto impeto nel.
Ezechia.
palagio di Gallilea preo a Sofai, delle arme, che quiui erano, arm i fuoi: e fu
atutti formidabile. Ma anco Simone,feruo di Herode, ma per altro bellhuos,
mo, e di notabile forza, meofi ne tumulti, hebbe ardire di prender la corona,
simone chia e dal concoro della moltitudine fu chiamato Re: onde abbruci e faccheggi Ges
******- rico, e molte cafe del Re. Ma Grato uenuto alle mani, ne uccife la maggior para
te,e tagli la teta almedefimo Simone. Oltre a cio fi mofjero ancora a lui tumulti,
da quali e quelli, che erano alla diuotione del Reev i Romani, furono moletati.
v A R R o N E hauendo inteo in Soria, in quale stato fi trouaua Sabino, ji
-

- -

affrettaua di dare aiuto a gli affediati in Giudea, eridotte tuttele fue legioniin
Tolemaide, mand il figliuolo con una parteaguerreggiar nella Galilea. Ilquale

effendo uincitore, trouandofi egli col rimanente dell'eercito in Gerualemme, poa


fe tanto fauento ne Giudei, che ei lastiando l'affedio, fi partirono. que di

Gerualemme accuati a Varrone della fatta guerra, rioero, chelpopolo fi


era raunato per cagiou della fea, ma che i foratieri haueuano moja la guerra.
La onde varrone mandando i foldati ne campi, inuetig de i capi del folleua=
oranaume, mento : e trouatine alqunti : fece metter: in cro da due mila. E d'intorno ad
: *** altri dieci milu a varrone, che meliaua l'eercito contradi loro, fi diedero. de:
eroge .

quali mandati a Roma i principali, furono fatti morir folamente quelli, che
mandatida parenti di Herode hautuano combattuto infiene con coloro; daiquali

era stato mojo il tumulto.


D o e o queto uennero a Ron tanbiciadori de Giudei: iquali, dato loro da
anlatia RS Ceare il configlio, effendo in fauor de i medefini da otto mil Giudei, che erano
in Roma, dimindarono la libert : e uolgendo l'accua contra la muluagit di He=
rode, lui non Re, mu Tiranno chiamauano. Percioche, quantunque i Giudei
.

"

calannie.5 feje uolte foero stati grauemente affiitti, diceuano, niunt miferia effer stata
Her eguale a quelle, che esti haueuino patto otto di lui: or Archelao, ilquale sti=
mauuno, che hauuto il Regno, doueffe effer piu moderato di Herode, onde con
molto diiderio l'haueuano chium tto Re, affine, che foje riputato baftardo f=

gliuolo di Herode, e di lui fi foje dimotro piu benigno, haueua fatto tagliare
... - pezzi nel Tempio tre mila huomini; e cio auanti, chel Regno gli foje stato
da Ceare

DI , GIOV A N N I ZO NA RA,

2 1 7

da Ceare confermato. Dopo quete parole dimandarono, che foffero liberati da

quel Regno e da co fatta feruit, e poti nella giuridition della Soria, non h4=
ueffero ad obedire ad altri, che 4 i Pretori de Romani, che estiin tai luoghi mali- ,
dauano., Hauendo fattagli ambaciadori de' Giudei queta dimanda, gli auocati
di Archelao difendendo l'uno e l'altro Re,co il padre,come il figliuolo,e rijon=
dendo a delitti oppoti, oppoero incontrario le rubellionie tumulti de' Giudei.
, o x a ceare non dichiar altrimenti Re Archelao; magli concedette la met

del Regno del padre; eglipromije, che oue lo amminitraffe con giutitia e bene :::::
lo farebbe anco Re, dandogli il rimanente. Della parte a lui conceduta fu la eti- red Arche

trata di feicento talenti e l'altramet diuif in due parti; e diedele ad Antipa, e": "
a Filippo, che erano gli altri figliuoli di Herode: dicheil primo cauaua di rendita cento, e l'altro dugento talenti. A Salome laci ilegati di Herode, e le diede ouens, ette
. habbe as
Acalone; de quali tutti luoghi ella ne traheua feffanta.

Farr i da ceare quetiordini,un gouanetto Giudeo, perche egli era fimile :

a al Airid Hri:ngenic.in/inp.gi

huomo cattiuo ecandaloo, affermaua,e effere Alejandro,figliuolo di Herode:di= dr


cendo, che quegli, che furonomandati ad amazzare amendue i fratelli, amaza
zarono altri, e queti due laciarono in uita , iquali erano stati empre occulti.

Con lequali parole comandaua a gli huomini; e in cotal guia mesti inieme un4
buona quantit di danari, e n'and alla uolta di Roma. Ma Ceare, che non crea
deua, che Herode fi bauefje laciato ingannare, facendoi uenire inanzi il finto
Alefjandro, non fu punto egli ingannato . Percioche cotui fomigliaua ben di

Misioa:

faccia Aleandro, figliuolo di Herode ; ma, perche egli haueua atteo a lauori di "*"
mano, era robuto e fodo, e non, come Aleandro, tenero e delicato. ora Cea
fare, dimandandogli, oue foe Aritobolo, rijofe, che egli era rimo in Ci=

pro, affine , che e a lui aueniffe alcuna coa contraria , in tutto non foje

"",

fpentala stirpe di Marianna. Ma Ceare, riducendolo da parte, lo eort a dir=


:

gli la uerit, promettendo chenontoffenderebbe, ilquale dicouerto langanno, ann, ac,


Ceare, ueggendo, che egli era buono da fotenner la fatica, lo condann in Galea fare.
atirare il remo, e fece uccidere il compagno. . . ., , , , , , .
A x c Ii E la o riceuuta la Tetrarchia, tolfe il facerdotio a Gioazar, figliuolo di Boetho , e la diede ad Eleazar,fuo fratello: e pree permoglie Glafira,
**

:
-

figliuola di Archelao, fratello di Aleandro, da cuiella haueuariceuuto figliuo-


li, crera uedoua. Era uietato dalla legge, che le mogli de morti fratelli, delle ********

quali effe haueffero hauuto figliuoli, fi maritaffero a fratelli. Ma poco dipoi


a Cee
::
Archelao priu Eleazar del Ponteficato; er in uoluogo mie Gefu, figluolo eufato
dicru
seis.
acetre
di
:
defudditi
accuato
fu
Nel
imperio
decimo
uo
anno
del
delt e di Tirauliide. Onde da lui citato in molta fetta, trattatai la ua caua, : T
.

2 1 8

PRIMA

PA RTE

D E L L'H I S T O R I E

segn di ar fu priuato della Signoria ,tolto ogni uo hauere, e mandato in efiglio, hauendo
"

egli conociuto quello auenimento prima in un fogno. Percioche gliparue diue

dere dieci grofje piche, e piene di grano, lequali erano mangiate da Buoi. E :
queto fogno effendo da altri efofio diueramente, Simone di profeione Effeo,
die, che quel fogno dimotraua, che le fue cofe erano per fare infelicemutamen=
to, Percioche i Buoi dinotano miferia, perche e fono di continouo eercitati nel=
le fatiche; e dinotano parimente mutatione di coe, effendo che arando la terra,
fottofopra la uolgono.Ele dieci fiche rappreentauano altretanti anni; iquali co
mefoero uolti, e fi hauefje raccolto tante fiate ilgrano,doueua effere il fine del
ss:
la
dominio di Archelao. Anco Glafira fua moglie hebbe certo fogno: di cui, co=
tira moglie
::::::::s me s' detto, era futo marito Alefjandro, fatello di Archelao. Morto lui, fi
marit a Giuba, Re di Africa, ilquale haueua rifiutata una fua moglie, detta Ma
rianna:e queto fece,hauendo hauuti figliuoli di Alefjandro.Parue adunque a que
fia donna,che Aleandro le foffeinanzise che la rimproueraffeconquete parole.
Certo tu hai ben dimotro Glafira, quel detto effer uero, che le mogli fono infea
delia imariti. Percioche effeitdomi tu data per mogliepolcella, er hauendo para
toriti di me figliuoli, ti fei maritata la feconda uolta: ne contenta di hauermi
|-

fatto queta uergogna, tu fei giaciuta col terzo poo: e queto mio fatello.
, Maio da capo a meritornandoti, ti liberer di queftobiafimo. Hauendola dona

:::::..." na raccontato cofi fatto fogno alle fue frue ;iui a poco fimori. Laparte,
sireni,

che era stata conceja ad Archelao, fu aggiunta alla Soria: e mandatouisirenio,


ilquale dicriuefje la Soria, e la Giudea,come congiunta al fuo tenitoro. Et i Giu=

dei, che per adietro non haueuano uoluto udir folo queto nome di dicrittione,4
conforti di Eleazaro Pontefice, rimsfero di contradire: ma un certo Gaulanite,
cauru, preo in ua compagniaunsadoco Faristo; empie la Giudea diguerre e di ladro=
en: ia mecci: percioche e diceuano, che l'etimation delle facult altruinon era altro,
:. che una feruit manifeta. E dimotrauano cotoro di prender cura delbene uni

jadronesti. uerale; ma in fatti procacciauano tutil loro particolare. onde feguitarono di


gran tumulti, e morti di molti etiandio de principali: e parte per cagion delle
guerre ciuili, e parte per quelle, che erano lor fatte da nimici, fouragiune la ca=

retia e la fame, pree di citt, rouine, er incendij. Percioche effendo antica=


ispreisdemente preo de Giudeitre forti di Filoofia, di Effeni, di Fariei, e di Sadducei;
::::...queta quarta fu introdotta da Giuda, e da sadoco. Percioche i Fariei uando
:::* cibi uili, non fi piegauano ad alcuna delicatezza, effendo accurati offeruatori
-

delle leggie degli ordini; rendeuano honore a uecchi, ne haueuano ardire di effer
contrari alle autorit loro. Affermauano, come se detto, il fato, ma attributua
no bene agli huomini forze da poder uincere i fuoimouimentier le inclinationi,

quandoei fi affaticaero. Affermauano le anime effere immortali; e che fotte


la terrat

D I GIOV A N N I ZONA R.A.

2 1 9

la terra haueuano darender conto di tutte le opere fatte in uita. La onde appo il

popolo erano in maggiorriputatione, er alla odisfattion de uoti, cr a facrifi=


ci, erano ammei, come fofitori cr interpreti.
* 1 sadducei stimauano le anime mortali, e che hauefjero a morire infieme con i potrina de

corpi:neofferuauano altro, che le leggi: e poneuano a uirt teffer contrarija *****


senatoriera Magitrati.E., fe alcuni di loro erano menati inanzia i Magitrati,
contra la uoglia loro cnnueniuano conentire a Fariei: altrimentinon farebbona
stati comportati dalpopolo. Gli Effeni attribuiuano a D1 o tutte le coe: cre= pettrina de
deuano la immortalit dell'anima, e honorauano la giutitia. Faceuano dont al s Enei.

Tempio. Ma in quello non acrificauano, nell'ordine delle uittime effendo diffe

renti datuttigli altri. Onde effendoei cacciati dal comun Santuario, facrificaa
uano priuatamente, fi dauano a lauori dellaterra, er haueuano lelor coe inco=
mune.oginci il piuricco non uiueua piu largamente del piu pouero: ne prendeud=

no mogli, ne comperauano fthiaui: stimando quetacoaempia, e quello occaion


di diffordia. Faceuanotheorieri, iquali haueuano carico di raccor lebiade, e

tutti i futti, che onoprodotti dalla terra. La quarta etta nelle altre Quarta fetta
conforme con i Fariei, mahanno quetiimpreo nelcuore un profondo diiderio
di libert: i cuidicepoli conocono olo per Prencipe e Signore I d d 1 o, sde=

gnandofi di attribuir quetititoli aglihuomini. Anzinon rifiutano ne morti,


ne ueruna forte di fupplicij, per non fi dipartire dalla lor legge. Di qui il pos
polo Giudeo per infirmit di pazzia, uenne in diperatione, fointo dalla uillaa
nia di Gefio Floro. Percioche hauendo fatto cilenio la ua dicrittione iluentes
fimo fettimo anno dopola uittoria, che hebbe ceare di Antonio preo di Attio

Promontorio, effendo oppreo Gioazar Pontefice dalla fattione del popolo, la


dignit a lui tolta, diedead Anna figliuolo di Sethenio. Et effendo Cilenio tor= Anna figliuo

nito a Romi,coponio amminitrilgouerno della Giudea. A cotuiuccee Marco :*"*


Ambibuco, a Marco Rufo Annio: fottoilqualemori Auguto,Imperador de Ro= Merte di
mani, il cinquanteimo anno del fuo Imperio, feimefi, e duegiorni. Hebbe per "g"
collega Antonio quattordicianni: e tenne folo l'Imperioquarantatre, o quaran=

ta quattro come uogiono alcuni: vie anni fettanta fette. Hebbe la Monar- risaien..
chia Tiberio, figliafiro di Ceare di Liuia: d cui fumandato valerio Gratoge- :
nerale in Giudea: ilqualetogliendo il Ponteficato ad Anna, cre Pontefice finael,"*'
figliuolo di Fabio. E cotuianco non molto dipoidi lui priuo, diede thonor del
facerdotio a Eleazar, figliuolo di Anna: epaffato l'anno, mife in luogo di cotui
simone, figliuolo di Camitbo. Ilquale effendo stato altretanto tempo nel Ponte= simone n.

ficatoglifu dato perfucceore Giueppe Caiafa. A Grato,hauendo egli undician ."


a.
Pilato.
a Roma, con
Pontio
uccee
ritornataoamicitia
di Giudea,
ilgoaerno
nitenuto
io. .
che effo
Tiberio
atempo,
hauendohauut
H E kod
a Tetrarca,

B|

P R I.M A * P A R T E

2 2

D E L LH I S T O R I E

era ancora priuato, come egli fu Imperadore, fabric una citt preo illago di
Genefareth, chi mandola dal fuo nome Tiberiade. Pilato douendo condur lefer=
pilato entr cito di cearea alle stanze in Gerualemme, di notte entr dentro la citt con le

::::::: bandiere, che hauewano le imagni di ceare: ilche dalla legge de Giudei era uie
bandere. tato. Laqual coa intea, core una gran moltitudinea Ceare, dimandando, che
elle foffero d'indi rimoffe, continuando i preghi per cinque giorni. A cui con=
trariando Pilato, dicendo, che in cio fi offenderebbe la maet di ceare, neri
, -,
manendo il popolo di pregare, il feto giorno facendogli tor di mezo da i folda
" " - ti, minacci loro, chegli farebbe tagliare a pezzi, fe non acquetafjero il tumula
... to. Ma eglinogettandofi a terra, differo, che erano permorir uolentieri. Pilaa
Animo de
:r, to marauigliandofi della fortezza loro, e dell'animo inuitto, che et haueu-no
*- -

- -

|-

in uolere offeruarielorleggi, ubito feceriportirleingini difare acerea.


: ora per fare uno Acquedotto, toleildanaio delTempio, onde per quetaca
de Giudei, gione fi raunarono molti, congridi, e quai con minaccie dicendogli, cheidos
uefje ceffare. Maegli impoe alle chiere de oldati, che portando otto habiti
2.x:) ----

fatti alla foggia de Giudei, alcune sferze toglieffero in mezo i Giudei, che tua
multuauano, crin tal modo gli fece dipartire. Ma cominciando eglino a dirgli
parole ingiurioe, dato il egno a foldati, ordin, che gli gatigajero, batten
dogli con quelle sferze. Maesti, ancora che foffero battuti, e fi trouaero fem
za arme, non laciauanopunto della loro otinatione; ma molti cadruano, e mola
ti dopo parecchie battiture,fi diparti. . . . :::::
*
-

" ,queto
tempo apparuenella Giudea etiandio il nostrosignoree Dio
::::::: G E s v C# kisto, di cui fi trouano quete parole di Giueppe nel x v 111,

"": libro delle antichit. Nacque incotaltempo Geuhuono apiente, e pure da

effer chiamato huomo. Percioche egli fece di mirabiliime opere, e fu Maetro


degli huomini, che abbracciauano la uerit; e molti Giudeie molti Gentili indus
*
**fe a eguitarlo. Queto fu quel C H ki s t o, ilquale da principali accuata
** prejo di noi, bauendolo Pilato fattomettere in Croce, coloro, che primalbaue
** uano amato, non ceffarono diadorarlo. Percioche dopo tregiorniapparue loro
** uiuo. La cui reurettione er altri infiniti miracolii diuini Profeti prediffero. E
** la nation Chritiana, che pree da lui il nome, non mancata infino al di dhoggi.
rs: Queto
Giueppe di ca s isto nelle fue antichit : Ma nella fua ora
Girgo: tione a i Greci;laquale ancocritta contra Platone,della cagione della uniuerfit,
|-|.

::"*" dicui etiandio San Giouani Damaceno ha fatto mentionene uoi Paralelli, dice
,
,

, , quete parole. Tutti igiuti eglingiuti faranno addotti alla parola di D 1 o. Per
, , cioche il Padre diede a lui la Pretura: cr egli eeguendo il uoler del Padre, uien
, Giudice,ilquale chiamiamo C H R Isto. Percioche non hauranno,o Greci,come
, , upi stimate, a dar la fentenza Minos, o Radamantho: macolui, che Dio e
il Padre

DI

G I O VAN N I Z O N A R.A .

3 1 1

it Padre orn di gloria.Di che altroue habbiamo trattato piu fottilmente a coloro,,,
iqualidifiderano di faper la uerit. Queti fecondo la uolont del padre, giudi= ,,
cando giutamente di ciacuno premier chiuque fecondo la qualit delle fue ope=,,
re. Al cui giudicio trouandofi tuttigli Angeli, e i Demoni, efdameranno ad una,
uoce : il tuo giudicio giuto. Dopo la cuiuoce (come conueneuole) ciacuno, .
haur il meritato guiderdone: coloro, iquali hauranno fattole buone opere, la ,, ,
eterna beatitudine; e quegli, che bauranno fatto lemaluagie, teterno uppli-, , .
cio. Iquali faranno condamnati nel fuocoeterno; e rodendo loro uermi il cor= ,,
po, enza conumarlo, iquali d'indi uciranno, far tormentata tanima perpe-,
9

tuamente. A quete parole, ne aggiune delle altre. In talguia di C H R 1st o


feriffe Giueppe
I n Roma una donna, detta Paolina, nobile e di fangue e di cotumi, abors Paolina R
-

deuole di ricchezze, dibella faccia, di et matura, cradorna di modetia, era:


stata data permoglie a saturnino, buomo inniuma costa lei inferiore. Delco= :::::::
ftei amore effendo preo Decio Mondo, honoratistimo caualiere, procurauacon Beaifiie.
doni di corromper la catit di queta donna, promettendole per una fola uolta, desio Mes
cheella uoleffegiacer feco, due mila dramme Attiche. Laqual coa ella rifiutana
do, tanto maggiormente queto caualiere fi accendeua del uo amore, in gaifa,
che egli fi deliber di torfi di uitacol non mangiare. Haueua cotui una ferua
del padre, detta Ida, laquale era maetra di fare ogni male. Ella con le fue pa= Ida.
role rimoje ilgiouane da quel fiero proponimento, e con le promeje lo rifior, - - -

dicendo, che a far l'intento fuogi batauano cinquanta mila dramme. Lequali
da leihauute, ueggendo, che con queta fomma di danari ella non poteualadona

na uincere, ma era deuotistima d'Ifide (che da Romani era riputata Dea) and
a trouare alcuni Sacerdoti di queta Dea, e promie di dar loro quei danari, quan
do esti poteero indur Paolina per uia di qual fiuoglia inganno a compiacer del
fuo amore a Mondo. Coftoro indotti dal danaio,prendono l'imprea. E di loro
il maggior di et, fu allagiouane ; ele afferm, chel Dio Anubide erainamoras

to di lei, e gli haueua impoto, che a lui lamenaffe. Fu opra modo caro alla
giouanelo hauere inteo, che quel Dio tamae: ediffe la coa al marito: ilquale
conocendo la modetia della moglie, le concee, che ellauiandaffe. Effendo ella.
peruenuta nel boco, oue era il Tempio di quel Dio, poiche uenne il tempo del :
dormire funelmedefino Tempio alla donna apparecchiato un letto, er ammor.

zati tutti ilumi, Mondo, chegia buona pezza inanzi quiui fi era nacoto fot
to nome di Anubide tutta lanotte fi tratul con effolei, er hauendo pienamene

te fatiatala ua amoroa uoglia, fi diparti. Ella ritornando a ca, raccontal.


marito la uenuta di Anubide, e narr fimilmentegloriandoi alle fue amiche, che

quel Dio eragiaciuto eco. Mail terzogiorno dopo, che queto era auenuto,

:
.

2 2 2

P R I MA , P RITE : D. EL LH I S T O R I E

, andandole Mondo incontra, le diffe: Paolina iobo dugento mila drammme ; e,


tu m'hai compiaciuto fenz alcun premio. Ma la ingiuria, che hai fatto a Mon=;
do, non appartiene punto a me, effendo che io ho preo il nome di Anubide. Dalle,

, quali parole comprendendo la donnalinganno, quarciatafi la ueta, che ella ba:


uena in doo, lo fece noto almarito. Ilquale fene rammaric a Tiberio. L'Im-:
Saferdeti di peradore trouata la faude fece mettere incroce i Sacerdoti, e parimente Ida:
:::::: fece ditruggere il Tempio, e ommerger la statua d'Ifide nel Teuere: e Mondo,
"" mand inefiglio, moderando ilgatigo con la clemenza per effer la colpa di amo-,
|

re. Quete coe auennero a Roma.

In Samaria nacque tumulto per queta cagione. Fu uno, che comand a Sa=

Mntecari maritani, che acendeero il monte Garizino, ilquale era famofiimo perope
"" : nione di Santit: promettendo didbuer dimotrarquiuii acriuafi,cauatida Mo
s. Iquali effendouifiraunati armati, Pilato mandandoui eercito, altri ne ucas,
samariani fe, altri cotrine a fuggire, e tagli4 pezzii piu nobilidiquelli, che egli haue=.

:::::::: ua fatto prigioni. I samaritani compareroauanti vitelioschera Pretore di


soria, er accuarono Pilato della ucciione deilor cittadini. Egli, dando il go=

lato.
-

Pilato

... uerno di Giudea a Marcello, impoe a Pilato, che andaffe a Roma a difenderfi,
mane ,
-

|-

: T,

::::::" inanzia Ceare. Ilquale ui and hauendo tenuta dieci anni l'amminitration de'
Giudei. Ma prima,ch'eglifi auicinaffe a Roma gia era eguita la mortedi Tiberio..
12 -

::

o xa vitellio nella folennit della Paqua, effendo magnificamente riceuuto.

seratlzme. in Gerualemme, rimie a gli habitanti il tributo dellebiade; e conenti, che la


ueta del Pontefice fi riponeffe nel Tempio, e rimanee preo a Sacerdoti, come,

gia fi faceua, effendo cotume 4 quel tempo di feruarfi nella fortezza nomata,
Antonia. Percioche Hircano Pontefice fu il primo, che fece fabricare preo il
Tempio una Torre, nella qualemen uauitas e ferb quiuila ueta Ponteficale,
come quella, che a eper l'ufficio apparteneua, Laqualcoa fu parimenteegui
tata da uoi fucceori. Ma Herode addimand quella Torre, hauendola piuma

gnificamente adornata, dal nome di Antonio fuo amico: e trouandouici la ueta,

|-

' ,

uela tenne. Elmedefimofece Archelao: el medefimoparimente ordinarono i Ro


mani, non fi partendo da quello eempio, ripomendola quiui otto il foggello de'
Sacerdoti, e de guardiani deltheoro: Retituendoiadunque ella nelle folennit

al Pontefice, e dopo ilgorno della feta nel medefino luogo tornandofia ferbar
la, Vitellio la concee al popolo: etogliendo il Ponteficato a Giueppe, altrimen

vitenie die ti detto Caifa, lo diedea Gionatha, figliuolo di Anna Pontefice. Et ilmedefino
:::: di ordine di Tiberio fece pace con Artabano Re de Parthi; ilquale mand Da
saha

uid fuo figliuolo per hotaggio con molti doni. A queta pace interuenne anco
Herode Tetrarca, e ferije a Ceare quello, che era auenuto. Ilche hauendo al
tres vitellio dimotr per uia di lettere, Ceare gli ripoe, ch'egli da Herode
-

D I GIOVANN I ZO NA R.A.

2. 2. 3.

sdegnato contra Herode, occul- vienis, ie.


haueua ogni coa intest. Per queto Vitelliol'Imperio,
fe ne uendic. Alhora gnate .2
mente nutr l'ira, e nel fine, tenendo Gaio

Filippo, fatello di queto, uenne ancora amortenel trenteimo anno dell'Imperio "*"":'
di Tiberio, hauendo trentafette anni tenuto il gouerno: huomo di ripofato inge. ::
in publicoaacdi ucire
erauo
e quello,
uero i Efudditi,
gno, moderato
de.
lui
fi richiamaua
alcuno
caminaua,
egli ilquale
fe; mentre
da pochi.
compagnato
di alcuna offea, egli facendo fubito porre in quel luogo la edia (percioche al:
cuni famigliariglie laportauano dietro) daua a colui audienza: e faceua punire
i maluagi, aoluendo coloro, che erano ingiuriati a torto. Ora, perche egli fi

mor enza figliuoli, Tiberio aggiune il uo dominio alla Prouincia di Soria. ,


: H e kod e Tetrarca and a Roma, o alloggi in caa di Herode, uo fa- Herode an

tello, ilquale nacque al Re Herode d'una figliuola disimone Pontefice: esinamo-


r di Herodiana, laquale era moglie del fatello, nata di Arfiobolo lor fratello, tieredena.
forella delgrande Agrippa; e le chiefe, ch'ella uoleje eer ua moglie. Promie ::::::

cofiei di douer cio fare, quando egli rifiutae la figliuola di Areta. Hauendo
eglino queto patteggiato, eston and a Roma, di donde eendo ritornato, la mo
glie Jua, figliuola di Areta, hauendo intea la trama, dimand, che foe man=

data a Matheronte:ilquale fu un catello, poto fail.confino delle terre di Her candis sa


rode e di Areta. Gliel concee Herode, non apendo, quale foe il uo intento, o Mache

Ella fe ne and in Arabia a tronare il padre: a cui efoje il penfiero, che Herode
d'intorno a lei haueua. D che Areta pree occaion delle nimicitie. E uenuta
uintigli Herodiani, e tutto il loroeerci= Rotta deue
l'una e l'altra parte a battaglia, furono
to tagliato a pezzi. Laqual cofa hauendo Herode critta a Tiberio, ei frie a di Hee
vitellio, che mouee guerra ad Areta, e che ouero lo prendee uiuo, o mandafa TO JE .
fela fuateta a Roma. Alcuni credettero, che l'ucciion dell'eercito di Herode
procedeste dall'ira di D1 o, per hauereegli fatto amazzare il Profeta San Gios
manni Battita. Di che criue Giueppe con quete parole. Herode fece cotui Giueppe di

uccidere, ilquale fu huomo da bene, fi come quello, che inegnaua a Giudei ::"
adorar conuera religione iluero I op 1 o, r a far le opere uirtuoe e giute,
e parimentea battezatfi, predicendo, che finalmente il battefimo farebbe rice
uuto. Temendo Herode, che la molta riputatione, che Giouanni haueua, non
foe cagione di folleuare il popolo: percioche pareua, ch'ei foe per far tutto

quello, chemedeimogli hauee impoto, giudic utile configlio, prima, che

asa

egli alcuna coa nuoua machinae, leuarlo diuita, affine, che, quando fi faceste
alcun folleuamento, egli alhora trouandofi dalle malefie impedito, di hauer tar=

..a

dato troppo non fi baueea pentire. Cofieendo Giouanniper opetto di He=":

rode mandalo a Macheronte, fu uccio.Ma i Giudei credettero, comeio dii, che !

rcitoportalog fo /crucndrtia di D1 ntra erode,


***

z = 4 p R IM A P A R T E D E L L'HI s roR IE
veme.cn o ka vitellio douendoguerreggiar contra Areta, uolendo patr la Giudea,
" " pregato da principali de Giudei, che non ui andae per lei, percioche ne uoi
stendardi erano molte imagini, lequali le leggi della patriauietauano, che fi pora

taero per il paee loro,cduffel'eercito per una gran pianura.Et egliinfieme con
. .

Herode and in Gerualemme per facrificare a Dro. E quiui fefitre giorni,ri

rasse 3, moe Gionatha dal Ponteficato, e post in fuauere Theofilo uo fratello.Il quara
:::::::::::
lettererimen
della morte
to giorno hauendoriceu
di Tiberio,
il popolo
indietro
to Pontefice giuramento
a fauorire autoGaio,
scriuefi
anco, per
l'eercito.aftretto
che
Augurio di
Arc 12 .

Areta hauendo offeruati gli auguri, hebbe a dire, che l'eercito non poteua far

quella guerra: perciocheinbreueil uo capitano eraper morire ; o chi hauel


comandato, o colui, a cui foe stato comandato, o quello, contra ilquale foe

statamoffa timprea. Ecofi vitellio fi part di Antiochia.


Historia di . Ma Agrippa, figliuolo di Arifiobolo, morendo Tiberio, uije in Roma.oue
Agrippa ni-

- -

:::::::::: effendo egli alleuato poco inanzi alla morte del grande Herode fuo auolo, era dis
uenuto famigliare di Druo, e uenuto alla notitia di Tiberio il figliuolo, e di An
***

tonia moglie del maggiore Druoper honor della madre Berenice. E perche egli

ire, i era magnifico e liberalistimo, mortalamadre, #endendo i danari, parteper e


:::::in por medefimo (percioche egli uiueua plendidamente) parte in donare, e la maggior

***

parte tuttauia negli sthiauidi Ceare, fu ridotto in pouert.


o ka Tiberio, effendo morto Tiberio fuo figliuolo, ordin, che gli huo=
mini della corte del detto non ueniffero alla fita preenza, accioche non gli ritora

. . ... najero amente la ua morte, e non gli defero cagione dirinouare il fuopianto.
Agrippa adunque affiitto fi per queto,come per il diagio,in che era caduto,tora
***
n in Giudea. Et effendo moletato da molti fuoi creditori, iquali gli dimandauan
i loro danari, non hauendo modo da fodisfare, entr in penfiero di ucciderfi. La

qual deliberatione fu comprea da Cipri ua moglie; figliuola di Fafael, nipote


per il fratello del Re Herode, nata di Salanfione, figliuola di Herode, laquale
egli haueuariceuuta di Marianna, da lui, come s' detto, fatta uccidere. Queta
cipriadunque opponendoialpenfiero del marito, fece intendere il fuo proponi
mento a Herodiade,moglie di Herode Tetrarca, e forella di Agrippa, pregando=
la, che ella gli fouueniffe, er inducefeilmarito ad aiutarla. Ma eigli diedere
ad habitar Tiberiade, affegnandogli certa quantit di danari per il fuo uiuere.
Pieerdiana Ma d'india poco, effendo nata contefa fra Agrippaev Herode, egli e nand a

::::::::Fla
che ficoahauena
da cuiper laMafamigliarit,
a Ro
dipoiper le calumnie
amicheuolmenta,ericeuuto.
ma,ccofuPretordisori
lui datefatto
dal fratel
de ,

::::::: lo Aritobolo, da cui diffordaua, diuenutogli Flacco nimico, dalmedefino uis


facciato, furidotto ad etrema pouert: onde propoe di nauigare in Italia; cr
ordin4 Marfia uo liberto,chei uedee da qualchelato di accattar danariin pre
.

ID I G I O V A N N I - Z O N A R A

2 2 5

flanza. Egli and a trouar Pietro fchiano poto in franchigia di Berenice, ma


dre di effo Agrippa. Ilquale Agrippagli diede uno critto diuentimila dram=
me Attiche, ma egli riceuutone meno due mila e cinquecento, uolendo nauigare

gli fu impoto da Herennio capitone; chei fi fermae infino a tanto, ch'egli


pagastetrecento mila argenti, della qual omma era aceare debitore. Egli fin
endo di uolere obedire, la notte fi picc dallito ; er arriuando in Aleandria,
Aleffandro
chiee ad Aleandro Alabarco, cheiglie ne pretae dugento mili. Ilqualea Alabarco.
lui dando repula, non rimaeperci di dar quella quantit di danaria Cipri ua
moglie, fi per l'amore, che ella almarito portaua, come per le altre fue uirt.

con laquale Agrippaandando in Italia, ritornata Ciprico figliuoli in Giudea,


fu humanamenteda cestrericeuuto. Ma hauendo dipoi hauutoceare lettere di
capitone, nelle qualiegli lo auiaua, come il detto, eendogli da lui imposto,
che retituiste trecentomila danari, de quali alui era debitore, era fuggito, Ce

fresdegnato, comand, chei non uenie alla ua preenza prima, che al debi
to non hauee odisfatto. Onde egli hauendone altretanti prefi in pretanza,c

eendo ucito del debito, dinuouo frequent la corte di Tiberio. Maeendogli


impoto da ceare, ch'egli fi riduceste al fuo nipote, e che lui honorae, fi mo

fir piuinclinato a Gaio nipote di Antonia, madre di Germanico, e di Claudio; cais

ilquile hebbe timperiodopo lui. E toeruinguia,che merit,ch'egli lo amae. "Assia.


o x a auenne, che, facendofi mentione di Tiberio, Agrippa preg D i o,
che facee, che toto Tiberio gli cedee l'Imperio. Onde hauendo intee le fue

parole un liberto, detto Eutico, and a Ceare, egli fece fapere, che egli haue= Butleo.
ua da dirglinon fo che, che apparteneua alla conferuatione della fua uita. Ma

Tiberio, fi come quello, che eralento in tutte le coe, non teneua conto etiandio ssies:ht=.
di coloro, iquali lo auifauano di quello, chea lui steo toccaua. Ne altres ri- :"****
fondeua : agli ambaciadori, affine, che effendo eglino toto epediti, nonue
nifero altri a recargli moletia. Ne daua ucceoria Capitani, e gouernatori,
chemandauain diuerfi luoghi, fe est prima non fi partiuano. E cio diceua di

fare per commodo de foggetti, accioche que minitri con la lunghezza deltempo
fatiando lauaritialoro, fofero piu tardia offendere altrui. E feguitaua in cio
E:emplotodil
l'eempio d'un ferito: ilquale, uolendo uno, moffo da piet cacciaruiale moche, Tiberio

che fi fermauano fu la ferita, uiet, che colui cio faceff. E dimandato, per to dalle Mde
che egli quel beneficio ricuaffe, ripoe, che, quando elle foffero ripiene di fan fehe:
gue, non l'offenderebbono:oue, che effendo prima facciate, tormerebbono a of
fenderlo con maggior puntura. Edella tardezza, ch'egli ufaua in cof fatte coe,
queto ne chiariimo fegno: che nello patio diuentidue anni, chei tenne tim=

perio, non mand in Giudeapiu, che due gouernatori; e queti furono Grato e one , r.
Pilato. Effendo adunque tale in tuttii uoimaneggi, non uolle anco dareudien
;
*-

Hit, di Gio, Zonara,

P R 1 M A PARTE DEL L'H Is T o R 1 E


za al Eutico. MaAgrippa preg Antonia, che facej, che Tiberio l'acoltaffe:
Tibero ho. percioche Tiberio , lei, come moglie del fratello Drujo, e molto piu per la jua
226

giouanetta
che hauendo
conciofia coa,
molto:rifiutando
caftit honoraua
:a:a:a:6
a rimari=il
Tiberio perduto
beliche
nozze, ella
le econde
rimae uedoua,
marito,
l& ,
tarfi la confortaje. Onde ella uije in modo, che pareua, che temee, che di lei

la fama mentije. Honoratala adunque Ceare fi per quete cagioni, come per
il beneficio da lei piu uolte fattogli di hauergli dicouerto le congiure di molti,
pregando cotei Tiberio, che Eutico interrogaffe, diffe Tiberio, io chiamo gli
Dei in mio tejtimonio, che le coe, che fi faranno, non auerranno di uolermio,

ma per cagione delle tue preghiere; e comand, che Eutico gli foe condotto
inanzi. Ilquale diffe. Agrippa, o Signore, fauellando con Gaio hebbe a dire.
rarote di Voglia I d d ro, che uenga il giorno, uel quale queto uecchio morendo, ordi
Agrippa.

ni te Prencipe di tutto il mondo: percioche Tiberio fuo nipote, leuandofi da te di


uita, non ci potr impedire. Alhora il mondo far felice, crioprincipalmente.

stimando Tiberio uere quete parole, fi addiraua ancora con Agrippa, ch'egli
fi foff: dato a honorar Gaio. E
egli trouandoi ancora in dost
::::::::: comand a uno de minitri, che lo legaje" Cofi
fo la ueta di porpora, legato fu condotto uia: cr ejendo fermato inanzialpala=
pa.

Tiberio fale" hauefje uoluto offeruar fuo nipote, e tutto

gio, appoggiandofi per ilgran dolore, che lo trafgeua, a un'arbore, doue erano
legati molti, auenne, che un Guffo uol opra quell'arbore. Ilqualeaugelloueduto
da uno de prigioni, dimand cotuial foldato, guardiano di Agrippa, chi foje
colui, che era uetito di porpora: cr ottenuto da uno de foldati di acco/targlifi,

ogelis, she gli diffe Giouane: ti fo apere, che toto fara liberato, e di piu otterrai una

: : grandistima dignit e podere: Ecoloro tichianeranno felice, che hora hanno di


e compastione Morrai in felicit, e lacieraia tuoi figliuoli di molte ricchezze.
Ma appi, che, quando da capo uedraiqueto augello, uerrei a morte dopo cinque
giorni. Mati prego, che, quando ti trouerai in coteta felicit, uegli hauer com=
paione di noi. Colui, che diffe quete parole, fu alhora dileggiato: ma dipoi
' ,. ,,
fu hauuto in ammiratione.
St E t t e Agrippa in prigione feimefi. E Tiberio, crecendo ilmale, da
cui era stato affalito, e trouandoi in grandiima debolezza, impoe ad Euodo
ordiae di Ti fuo liberto, ilquale stimaua molto che menaffe a lui i fuoi figliuoli,affine, che

*"

inanzialla f morte, fauellae conejo loro. Ma per non haueua figliuoli;


percioche Druo,uo figliuolo era morto,ma di luihaueaa riceuuto un nipote,detto

Tiberio, Gemello, e Gaio figliuolo di Germanico, fuo fratello.Ilqualegiouanetto,


er ammaetrato nelle buone dicipline; era amato cr honorato dal popolo per il
ualor del padre. Ora hauendo ordinato Tiberio, che que giouanettigli fofero

menati inanzilamattiladeldi eguente, ev hauendonci uo animodilciar l'im


*

perto

D I G I O V A N N I Z ON A R.A .

2 2 7

i
perio al nipote, diffe fingendo, che egli haueua un tale augurio, che gli Deida Astutia
Tibcrio.

rebbono l'Imperio a colul, che primo inanzi a lui compariffe. Et impoe a colui,
che haueua la cura del fanciullo, che lui menaffe prima, che giungefje l'altro,
inanzi alla fua preenza. Effendo uenuto il giorno, ordin a Euodo, che intro=

ducee il fanciullo, ch'egli trouffe alla porta.Egli trouandoui Gaio, lo adduje a


Tiberio: ilquale confiderando la diuina potenza, piane il nipote per perduto: e
-

benche dicio foe turbato, diffe a Gaio: ancora che Tiberio mi fia piu stretto
parente, io nondimeno e pergiudicio mio, e per uoler degl'Iddij do a te l'Imperio da
GaioTiberio
elette
de Romani: eti prego, che non uogli cordarti della parentela, che hai con Ti Imperadore
berio; ma, come parente lo tenghi. Percioche la prouidenza di D 1 o non lacia
trappaffar fenza uendetta le opere ingiute.
T i a E k 1 o dichiarato Gaio fuo fucceore nell'Imperio, iuia pochi giorni
fimor. Regn egli uentidue anni e fette mefi, er altretanti giorni. Effendo Morte di ri
ordinato Gaio Imperadore, i Romaniper il molto difiderio, che di cio hauetano, berio.
non poteuano creder, che Tiberio foje morto, ilquale haueua afflitti e fattimo=
rire molti gentilhuomini Romani, huomo iracondo, c uo a dar gaflighi capitaa
li per leggeriimi errori.
M A Rs 1 A, liberto di Agrippa,intefa la morte di Tiberio,core al padrone,et
in lingua Hebrea gli diffe, che era morto il Leone. Et egli ripondendo, che gli das
rebbe premio, sei gli dicee il uero, il Capo della guardia ueggendo Agrippa al=
legro, gli dimand, che nouit gli foffe auenuta. Et egli, che gia hauella fatto
feco amicitia, gli raccont il egreto. Onde colui prendendo feco comun piacere,
gli apport la cena. Mentre che esti mangiauano, uenne uno, che rec nuoua,
che Tiberio era uiuo. Onde il Capo dubitando del fatto fuo per la dometichez
za, ch'egliufaua con colui, cheera prigione per conto dell'Imperadore, coman=
d, che da capo ei fof legato. Ma il d feguente la fama della morte di Tiberio
'

fi ditee moltopiu: e Gaiomand due lettere, l'una al senato, ragguagliandolo ::::::::rip


parimente della morte di Tiberio, e della ua fucceione nell'Imperio : l'altra a P**

Pione gouernatore della citt; nelle quale gl'imponeua, che Agrippa foe leua=
to degli alloggiamenti, eritornato in quelle cafe, nelle quali egli fitrouaua, pri
ma ch'e' ueniffe legato. Ma Gaio facendo portare ilmorto corpo di Tiberio a Ro

ma, e epelitolo congrandiima folennit c honore,ubito uolle slegare Agrip=


pa: maglielo uiet Antonia; non perche le dipiaceffe, che egli foffe ciolto,
maper cura di cioglierlo, acciochenon pareffe, che egli firallegraffe della mor

te dell'Imperadore, fe fubito hauffe hauuta la libert. Ma dopo tre giorniand


Agrippa
atrouare Agrippa, a cui accorci i capegli, che erano fopra modo lunghi, elo greato
Re
uet di altre uete. dipoipotogli inteta la corona, lo fece Re della Tetrarchia di :r:,

Filippos aggiungendogliancoral. Tetrarchia di Liania: cangiando il ferroin ::"


P

2 28

pRIM A

P A R T E D EL L'H I S T O R I E

oro, gli diede una collana d'oro di tantopeo, quanto peaua la catena, che effen=
do in prigione portaud.

Ne , econdo anno della Monarchia di Gaio dimand Agripppa licenza di


condurfi al uo stato, promettendo di ritornare, poi che hauefje ordinate le co
fe del uo Regno. Laqual licenza ottenut: , fi diparti. Ma Herodiade portaua

::::::::: habito
inuidiadaallaRe,
felicit
fratello:
fpetialmente,
ella locheuideandando
con pompa
er
Pa .
dar del
ragione
al popolo:
e stimolquando
il marito,
a Roma
procacciaff di hauere uguale honore. Ilquale difiderando rimanerfi in iftato quie
to, la donna con maggiori punture lo follecitaua a fare ogni coa per cagion di
'Herode ua regnare: ne prima rinsk ; che olirink

Herode contra ua voglia, a figuire il

: diiderio di lei. And egli adunque infieme r la moglie a Roma: Ma apparec


chiandofianco Agrippa a quel camino, mand inanzi uno de fuoi liberti, ilqta=
le rec doni e lettere contra Herode all'Imperadore. Gaio trouandofi alhora per
auenturain una terra di Campagna, in un medefimo tempo hebbe inanzi Herode,

Istre di eleffe le lettere di Agrippa, nelle quali egli era accuato, che con Seiano hauefje
::: congiurato contra Tiberio, e con rtabano Re de Parthi contra listeo Gaio:
Herode.

adducendo per egno dicio, che Herode haueua poto nel luogo delle arme tanta

quantit di arme, che baurebbono pututo armar ettanta mila huomini. Gaio
moffo daquesta lettera, dimand Herode; fe foe uero quello, che fi diceuadi
taite arme. Affermando cio egli, credendo Gaio uera accua della congiura, lo
u.a.:..., fogli della Tetrarchia e di tutti i danari, ch'egli hautua , e ne fece dono ad
3:8 : Agrippa, lui condamnando a perpetuo efilio. Egli uero, che i danari, che ap

:::" partentuano a Herodiade, glie le concee: neuolle, che cila foe partecipe del
tefiglio del marito, per rietto di Agrippa fio fatello. Ma ella ringratiando
Gaio, diffe, che non era conueneuole, che abandonae il marito nelle coe auerfe,
effendo ella stata nellepropere ua partecipe e compagna.
o R A Gaio nel primo e nel fecondo anno fi port modetamente; ma inpro=
ceo di tempo uole effer tenuto cradorato per Dio. Effendonata dicordia fa
gli Aleandrini,i Giudei, er i Greci, tre ambaciadori da ciacunna delle parti
Ambaciats furonomandati a Gaio. Appio, uno degli ambaciadori degli Aleandrini, fra
::::" molte coe, ch'egli oppofea Giudei, aggiunequeta: che fabricando tutte le pro
-

uincie de Romani Tempier altaria Gaio, cr ordinandogli diuini honori, ei

foliriputauano uitupero di bonorarlo con itatue, e giurar per il fuo nome. Ma


::: Gaio non lastiando parlar Filone, capo dell'ambacieria de Giudei, ilquale uoleua
::::::: difendere il uo popolo, comand ch'egli fi dipartiffe: e dimot alhora affai,

:::::" deglieraperdre ilmatanno a Giudei. Filone, tutto che fi uedee uituperato,


daois. conforti Giudei, che stauano alla porta, aprender buono animo. Percioch
Gaio non offendeua loro, ma Iv D no. Ma l'Imperadore non gli parendo da
-

comportar,

D1

G IOV A N N I

Z ONA R A.

z 2 9

comportar, che i Giudei per D 1 o non l'adorafero, mand Penonio per fuca
ceffore a Vitellio, a cui impoe, che con grande eercito andando in Giudea, fa=
cee ponere la fua imagine nel Tempio. Ilche, oue i Giudei non uoleero con=
Penonio m
cedere, cio facee per forzadi arme. Penonio riceuuto ilgouerno di Soria, fi dato
da Ga
affrettaua a mandare ad effetto i mandati dell'Imperadore. Ma effendo uenuto in io gouerna
tore deila
Tolemaide, uennero a ritrouarlo molte miglaia de' Giudei, pregandolo, chei Soria
.

non gli contringefje a uiolar le leggi de' padri loro. E, fe egli non fiuoleua moa
uere da preghiloro, prima gli amazzaffe, e poi facee porre la statua dell'Im=
peradore. Rifoe Penonio: che fe egli cio hauefje a fare per autorita fua, po
trebbono esti ufar le loro ragioni. Ma, perche era decreto di Ceare, era metiero,
che eglino in quello fi acquetaffero. Dette quete parole, and in Tiberiade per
tentar gli animi de' Giudei. Ma quiui ancora uenne a incontrarlo una infinit de'

Giudei, pregandolo parimente, chei non facee loro ingiuria, e contaminaff la


citt loro con ueruna statua. Ma effendo dimandati da Penonio,e esti haueuano in
animo di combattere, riofero, che cio non uoleuano gia fare, ma ben piu tofio
Coftza
morire, che conceder, che fi uiolaero le leggi della lor patria: e con quete pa= Giudei,

de

role porgeuno lagola.


Ess en do s 1 per ipatio di quaranta giorni fatte quete coe, Aritobolo
fratello di Agrippa, or altri acto eletti, pregarono Penonio, che non uoleje ins
durre il popolo a diperatione, inguia, che ne hauefje a feguire qualche nouit;
ma fcriueffe a Gaio,come i Gudei non fi poteuano per niun modo indurre ad ac
cettar la statua, che forfe egli placandofi, cangerebbe uolont. Ma, fe egli con
tinouaffe nel fuo propoto, alhora poi faceje quello, che gli era futo commefjo.

A queta dimanda conentendo Penonio, frie a Gaio. ora creceua di giorno


in giorno molto piu la famigliarit e l'amicitiatra Agrippa,chefi trouaua a Ro Amicitia fra
Agrippa e
ma, e fra Gaio. Ilquale Gaio da lui inuitato e riceuuto a un folenniimo conui Galo.
to,egli marauigliandofi della fefa emagnificenza di tal conuito, gli diffe, chei
gli dimandaffe qualunque coa ei ueleua. A cui ripoe Agrippa. Gia non dima =
der io, che tu accreca le mie ricchezze: ma una gratia, che acquifiera tenome

di pietofo, er a me molta gloria. Ti prego adunque, che per cagion mia tu uoglia
riuocare il decreto,che hai commeo a Penonio,di far porre la tua statua nel Tems

pio de Giudea. Gaio recandofi a uergogna di mentire alla preenza di molti, glict
concee, ecrie a Penonio.Se egli infino alhora haueua rizzata la statua,che non

la rimouefje: ma fenon l'hauefje pota,che rimanee diporuila percioche eglinon


uoleua, che ella piu fi mettee pergradire ad Agrippa, ilquale haueua in molta
stima. E queto frie a Penonio, non hauendo ancora lette le fue lettere; nelle
quali egli lo auiaua, che i Giudei per cagion della statua fi erano folleuati. Da
che sdegnato, torn a criuere a Penonio, Perche tu hai antepoti i doni de'Gius
Hit, di Gio, Zonara.
P iij

Sdegno di
Gaio eontra
Penonio.

2 3 o

P R IMA P A R TE

D E L LHISTO R I E

dei a miei comandamenti, apparrcchiati alla tua difea: percioche io fon per dia,
motrare uno eempio in te, per ilquale i preenti cv i poteri imparino a non,
iprezzare i mandati degl'Imperadori. Quelle lettere non furono recate a Pe=,
... , nonio,uiuendo Gaio,ma dopo,che egli per lettere di altri intefe, ch'egli era morto.,
E s s E N D o stato uccio Gaio, come rubaldo huomo (di cui, come auenne la

Morte di Ga
io.

|-

morte, e chi fu colui, che l'uccife, dichiararemo in un'opera, oue fi criueran=


no le uite degl'Imperadori) Claudio per paura nacondendofi, fu da foldati trat=

|-

*to fuori ; e falutato Imperadore; Alquale effetto non fu di picciolo momento


laita di Agrippa. Cotui hauendo fermato il uo Imperio, ferm anco il Re=
gno di Agrippa: e lodandolo, gli aggiune tutto quel dominio, che haueua tenuto
Herode fuo auolo: cr a fuoi preghi conceste a Herode uo fratello il Regno di
::: chalcid. In queto tempo nacque fragli Aleandrinier i Giudei, che quiui has

dore.

|-

:*" bituano, dicordia e Jeditione. Perciocheeendo Gaio uero di loro, come s'
|-

...

detto, maldioto, erano moletati da Greci. Ma poi, che egli fu morto, ri=
pigliando esti animo, e prendendo le arme, Cludio crie al Capitano della cauda

leria dello Egitto, che acquetae il tumulto: cv indotto dalle preghiere di Agrip
pa, e di Herode, mand un decreto in Soria, in Aleandria, e nelle altri parti

, d del mondo, lequali obediuano a Romani, di queto tenore. Hauendo gia hauuto
i Giudeila medefima iuriditione, che hanno i cittadini di Aleandria, e di altre
citt , Gaio temerariamente, perche ei non uolfero come D 1 o adorarlo, glie
la leu. Maio ordino,che per la cotui ciocchezza ei non uengano pogliati del=
le loro antiche autorit, ma fiano a' Giudei conferuatiilor priuilegi interamen,
te: e queto a preghi del Re Agrippa e del Re Herode miei cariimi amici. Diede
anco licenza ad Agrippa, a cui baueua accreciuta la Signoria, diandar nel fuo
*
*

Regno. Ilquale peruenuto in Gerualemme, ree con i facrificigratie a D 1 o . E


la catena d'oro, che gli diede Gaio, appee opra il luogo, oue firiponeuano i
theori, per egno della potenza di D i o, ilquale atterra le coe grandi, er
efalta le humili. Fornito con grandiima folennit il acrificio, tolfe il facerdo=
tio a Theofilo di Anna, e diede queto honore a Simone, figliuolo di Boetho , cos

::: * gnominato canthera. Queto Simone hebbe due fratelli, el padredetto Boetbo:
la cui figliuola, come fi die di opra, al Re Herode fu maritata. E l'amore,
che gli portauano i cittadini di Gerualemme, premi col donar loro il tributo,che
sila fatto ge pagar foleuano per ciacuna coa. Fece general Capitano di tutto il fuo eercito

:" sila, ilquale era stato feco compagno di molte auerit.


O R A hauendo alcuni giouani Doritani, come audaci e temerari, pota la sta=

Dritani.

tua di Ceare nella Sinagoga de' Giudei, turbato Agrippa, ubito and a trouar
Penonio,Pretore di Soria: cr accus i Doritani. Cotui mandando il capo de co

lonelli, gl'impoe che conducee 4 lui coloro, che tal coa haueuano fatto: e
-

- ---

a 4.

impofe