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Parma Città

Una visita di Parma non può prescindere dal meraviglioso colpo d’occhio di Piazza Duomo,

dove la cattedrale, il Battistero e il Palazzo Vescovile creano un angolo medievale di rara suggestione.

Il Duomo (secc. XI-XII) è una delle più alte espressioni dell’architettura romanica padana, con

splendida facciata a capanna e pianta a croce latina; l’interno è ricco di capolavori: i più celebri sono senz’altro la cupola affrescata da Correggio (Antonio Allegri) con l’Assunzione della Vergine (1526-1539) e la Deposizione, prima opera scultorea datata di Benedetto Antelami

(1178).

L’impronta di Antelami è ancora più evidente nel Battistero (testimonianza tra le più significative del momento di passaggio dal romanico al gotico), costruito in marmo rosa di Verona su pianta ottagonale: l’artista ne diresse i lavori di edificazione e ne realizzò quasi per

intero

la

nota

e

pregevolissima

decorazione plastica.

A

poche

decine

di

metri

dalla

cattedrale

sorge

San

Giovanni

Evangelista,

edificio

rinascimentale (con facciata e campanile barocchi) che ospita straordinarie opere pittoriche: tra queste, in particolare, la cupola raffigurante il Transito di San Giovanni, affrescata da Correggio nel 1520-21, e alcuni affreschi di Parmigianino (Francesco Mazzola) nei sottarchi di

cappelle.

tre

Meritano senz’altro una visita l’intero Monastero di San Giovanni, con i suoi affascinanti

chiostri

benedettina.

rinascimentali,

e

l’Antica

spezieria

Ancora Parmigianino nella Madonna della Steccata, splendida chiesa rinascimentale di tipo bramantesco il cui tesoro maggiore è certo costituito dal ciclo decorativo dell’arcone del presbiterio, realizzato dal Mazzola nel 1530-39 sul tema evangelico delle Vergini sagge e delle Vergini folli, mentre l’altro “nume” cinquecentesco della città, il Correggio, è presente con un altro capolavoro nella Camera di San Paolo: la volta dell’appartamento della Badessa Giovanna Piacenza, da lui affrescata nel 1519 sotto forma di un pergolato allegorico memore di Mantegna ma anche di Leonardo, è uno degli esiti più alti del maturo Rinascimento italiano.

A breve distanza dalla Camera di San Paolo, in pieno centro, il possente Palazzo della Pilotta,

fatto costruire dai Farnese, ospita la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, il ligneo Teatro Farnese (tra i teatri storici più belli del mondo), il Museo Bodoniano e la

Galleria

(Correggio,

Parmigianino, Beato Angelico, Leonardo, Cima da Conegliano, El Greco, Van Dyck, Carracci, Sebastiano del Piombo, Tiepolo, Canaletto e così via), e poco più in là il neoclassico Teatro Regio, fra i più illustri d’Italia, testimonia dello stretto legame che unisce Parma e la musica

lirica. Ma altri e numerosi teatri, sia d'avanguardia che di tradizione, offrono stagioni di prosa,

balletto

qualità.

Nazionale,

certo

una

delle

più

importanti

pinacoteche

italiane

e

musica

concertistica

di

Parma non si esaurisce certo qui. Il visitatore non potrà tralasciare il Parco Ducale, magnifico esempio di giardino “alla francese” ricco di opere scultoree di Jean Baptiste Boudard, né il Palazzo Ducale che ne è circondato, ma anche il Municipio e il Palazzo del Governatore, affacciati sulla centralissima Piazza Garibaldi, il Museo Lombardi (con cimeli di Maria Luigia e Napoleone), la Pinacoteca Stuard, le chiese di Sant’Antonio, di San Sepolcro, dell’Annunciata e di Santa Maria del Quartiere, la Casa natale di Arturo Toscanini, la Casa della Musica, il Castello dei Burattini (con la splendida collezione dei Ferrari), l’Auditorium Paganini, la Certosa di Paradigna (appena fuori città).

In questo itinerario:

·Parma città medievale ·Parma città ducale ·Parma città contemporanea

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Uno scorcio della città (18Kb)

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Palazzo della Pilotta (17Kb)

Uno scorcio della città (18Kb) Palazzo della Pilotta (17Kb) Teatro Regio (21Kb) Il Battistero (16Kb) Via

Teatro Regio (21Kb)

(18Kb) Palazzo della Pilotta (17Kb) Teatro Regio (21Kb) Il Battistero (16Kb) Via Bixio in Oltretorrente (21Kb)

Il Battistero (16Kb)

Pilotta (17Kb) Teatro Regio (21Kb) Il Battistero (16Kb) Via Bixio in Oltretorrente (21Kb) link utili

Via Bixio in Oltretorrente (21Kb)

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"Errare": un Audio-Walk Il "percorso sonoro" che guiderà il turista nel centro storico di Parma Città d'arte dell'Emilia Romagna

nel centro storico di Parma Città d'arte dell'Emilia Romagna Chiesa abbaziale di San Giovanni Evangelista Parma
nel centro storico di Parma Città d'arte dell'Emilia Romagna Chiesa abbaziale di San Giovanni Evangelista Parma

Chiesa abbaziale di San Giovanni Evangelista Parma

Il complesso monastico di San Giovanni Evangelista è formato dalla Chiesa, dal Convento e dall'Antica Spezieria di San Giovanni.

Le origini risalgono al X sec., anche se è la facciata barocca a

definirne l'aspetto; il campanile sul lato destro fu aggiunto nel

1613. La chiesa, di retaggio classico, ha un impianto originario

romanico (si vedano i pilastri rivestiti in pietra grigia con capitelli scolpiti da Antonio da Parma). Il disegno architettonico pare frutto

di "suggerimenti" di umanisti dell'epoca (in particolare del

Grapaldo, autore di manuali d'architettura).

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Cupola

La chiesa ha pianta a croce latina, e tre navate sulle quali si aprono sei cappelle. Lungo la navata centrale corre il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio (1522-23) e realizzato da F. M. Rondani. Sempre del Correggio le decorazioni dei semi-pilastri, le decorazioni

del

sottarco della V cappella (con la rappresentazione di Dio Padre al centro e nei riquadri laterali

dei

SS. Pietro e Andrea), San Paolo caduto da cavallo, le decorazioni della crociera ed infine la

cupola con il Transito di San Giovanni (1520-24) completati dai Padri della Chiesa e dagli Evangelisti nei pennacchi. Sempre all'interno troviamo opere di autori di pregio quali: Michelangelo Anselmi, G. B. Merano, i fratelli Giacomo e Giulio Francia, C. Caselli, Gerolamo Mazzola Bedoli, C. Reggio, Antonio Begarelli (autore delle statue in terracotta), Antonio da Parma, E. Taruffi, I. Martini, C. Aretusi. Altra opera di grande valore è il Coro Ligneo (che presenta tarsie della città e

delle colline, strumenti musicali e oggetti) opera di M. Zucchi e dei fratelli Gianfranco e Pasquale Testa (1556). La sagrestia arredata con mobili del Seicento venne dipinta da Cesare Cesariano nel

1508. La navata sinistra è distinta da interessanti lavori giovanili del Parmigianino (1522): i Santi

insieme ai putti e ai bucrani presentano già il caratteristico ritmo sinuoso delle linee nelle morbide vesti. Nel monastero benedettino il primo chiostro è sorretto da leggere colonne ioniche; al secondo chiostro si accede dalla sala capitolare, ove si trovano due affreschi del Correggio; nel chiostro grande, o di San Benedetto, si conservano resti di affreschi del 1510 circa.

La biblioteca del monastero presenta ambienti cinquecenteschi affrescati e possiede circa 20.000 volumi, tra cui codici miniati del '400 e del '500.

Museo Archeologico Nazionale Parma

Viene fondato per volere di don Filippo di Borbone nel 1760 per conservare i reperti rinvenuti nella città romana di Veleia - municipio romano sulle colline piacentine . Gli scavi vennero avviati su indicazione del fratello di Filippo, Carlo, promotore degli scavi di Pompei e Ercolano, a causa del rinvenimento della "tabula Alimentaria", tutt'oggi esposta.

degli scavi di Pompei e Ercolano, a causa del rinvenimento della "tabula Alimentaria" , tutt'oggi esposta.

Nasce quindi come luogo conservativo di reperti provenienti dal territorio parmense, solo con il tempo si arricchirà anche di oggetti provenienti dalle collezioni dei Farnese e dei Gonzaga. Assumerà l'aspetto attuale grazie al prezioso intervento di Maria Luigia d'Austria e, a partire dal XIX secolo, dopo l'acquisizione di una delle più grandi raccolte di reperti preistorici dell'Italia settentrionale.

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Ingresso

Scheda pratica per "Museo Archeologico Nazionale"

 

Comune

Parma

 

Indirizzo

Palazzo della Pilotta - 43100 Parma

 

Informazioni

dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 ai numeri 0521/233718 – 282787

 

Orari di apertura

Da ottobre 2006 a maggio 2007 Chiuso il lunedì Aperto dal martedì al sabato: dalle ore 9 alle ore 13 Domenica e festivi: aperto dalle ore 15 alle ore 17. Dal 1 aprile al 30 maggio: Domenica e festivi aperto dalle ore 15 alle ore 18. Dall'1 giugno al 30 settembre 2007 Aperto solo la domenica e festivi Mesi di Giugno, Luglio e Settembre: aperto solo la Domenica dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. Apertura straordinaria il 2 giugno. Mese di Agosto: aperto solo la Domenica dalle 9,30 alle 12,30. Chiuso il 15 agosto

 

Giornate di apertura speciale:

 

8

dicembre: aperto mattino e pomeriggio

26 dicembre: dalle 9 alle 13

 

6

gennaio: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17

8

e 9 aprile (Pasqua): aperto mattino e pomeriggio

 

2

giugno: aperto mattino e pomeriggio

Settimana della cultura: aperto tutta la settimana compreso il lunedì mattina e

 

pomeriggio Giornate europee del patrimonio: (sabato e domenica) aperto mattina e pomeriggio Pomeriggi per conferenze ed attività didattica: due al mese periodo ottobre - maggio

Giornate di chiusura totale oltre ai lunedì:

 

24-25 dicembre

 

31

dicembre e 1 gennaio

1 maggio

15

agosto

Ingresso

Per scolaresche e gruppi è obbligatoria la prenotazione telefonando al n. 0521233718 – 0521282787 Per visite guidate a pagamento: Servizi Aggiuntivi Università di Bologna – Dipartimento di Archeologia. Informazioni e prenotazioni: 051/2097701 o cell. 33892845664 (dott.ssa Erika Vecchietti)

Casa natale di Arturo Toscanini

Parma

Il 25 marzo 1867 Arturo Toscanini nasceva in questa casa

dell’oltretorrente: un quartiere popolare, amante della musica,

fiero e politicamente irrequieto, al cui carattere Toscanini sarebbe rimasto per sempre legato. Riaperta il 16 gennaio 2007, la casa si presenta oggi profondamente rinnovata dal punto di vista museale

e anche della struttura, che però mantiene inalterate tutte le caratteristiche e l'atmosfera della vecchia casa natale.

Ogni stanza e ogni scorcio della casa raccontano aspetti della vita

e dell'opera del grande Maestro: “Parma e Toscanini”, “La sua

vita”, “L’immagine del mito”, “I suoi compagni di viaggio”,

“Toscanini, il disco e gli altri media”, "Gli anni della scala" e

"Altri ricordi

rinnovato e moderno: un luogo dedicato alla memoria e agli oggetti appartenuti al maestro e nello stesso tempo alla riflessione, un luogo in cui il documento storico e il prezioso oggetto di

famiglia sono affiancati dai più moderni strumenti della tecnologia multimediale.

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".

La casa si presenta oggi come un museo

Arturo Toscanini

Nasce a Parma nel 1867 e inizia la sua carriera come violoncellista. Si afferma come direttore d'orchestra a Rio de Janeiro nel 1889 e solo 9 anni dopo è direttore del Teatro alla Scala di Milano. Rimane in Italia fino al 1903 quando si trasferisce al Metropolitan di New York. dove rimane fino alla prima guerra mondiale. Il suo ritorno in Italia durò poco , decise infatti di trasferirsi in America per dissensi con il regime Fascista, e vi rimase fino alla morte avvenuta nel 1957.In america diresse la Filarmonica di New York e, dal 1936, l'orchestra della NBC. Grande interprete della musica di Verdi, Wagner, Beethoven, Brahms.

Scheda pratica per "Casa natale di Arturo Toscanini"

Comune

Parma

Indirizzo

Borgo Tanzi, 13 - 43100 Parma

Informazioni

tel./fax 0521.285499 E.mail info.toscanini@museotoscanini.it

Apertura

Da martedì a sabato: 9-13; 14-18 Domenica: 14-18 Lunedì: chiuso

Rocche e Castelli Scopri le leggende e misteri che custodiscono

Le rocche, le regge, le fortezze e i manieri della provincia di Parma (che costellano un po’ tutto il territorio) sono unanimamente considerati tra i più belli e i meglio conservati d’Italia. Per il turista non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta.

Nella fascia appenninica: la Fortezza di Bardi, seconda in Europa per dimensioni, maestosa sul suo sperone di diaspro rosso, presenta torri e camminamenti di ronda lungo le imponenti mura e, all’interno, una suggestiva piazza d’arme e numerosi saloni affrescati; il Castello di Compiano, posto sulla strada che collega l’Emilia alla Liguria e risalente all’anno Mille, domina il magnifico borgo ma anche l’intera Val Taro; il Castello di Corniglio, anch'esso in posizione dominante, offre la possibilità di pernottamento in un confortevole ostello.

Nella fascia collinare: il Castello di Felino, costruito nel IX secolo e in seguito ampliato, con il fossato e i torrioni angolari dà a chi lo visita il senso della potenza; il Castello di Montechiarugolo, maestosa struttura merlata del XII secolo nella valle del fiume Enza, conserva intatto tutto il suo fascino di testimone di cento battaglie; la Rocca di Sala Baganza, residenza dei conti Sanvitale sulle prime colline parmensi, ha al suo interno preziosi affreschi cinquecenteschi; il Castello di Torrechiara, edificato nel XV secolo da Pier Maria Rossi, è uno dei più estesi e meglio conservati d’Italia, e custodisce straordinari capolavori come la “Camera d’oro” (con affreschi attribuiti a Benedetto Bembo); il Castello di Varano Melegari è roccaforte strategica a salvaguardia della vallata del Ceno.

Nella fascia della Bassa parmense: la Reggia di Colorno, sontuosa e monumentale residenza dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d’Austria, fonde la bellezza dei cortili interni con la ricchezza delle sale affrescate e stupisce il visitatore con i giochi d’acqua dello splendido giardino alla francese; la Rocca Sanvitale di Fontanellato, la cui parte più antica è del XIII secolo, è in pieno centro e custodisce autentiche meraviglie, come il ciclo di affreschi della sala di Diana e Atteone firmati da Parmigianino; il Castello di Roccabianca, fatto edificare a metà del XV secolo da Pier Maria Rossi per l’amata Bianca Pellegrini (da cui trae il nome), è imponente e al tempo stesso elegante e ha all’interno numerosi dipinti di pregio; la Rocca dei Rossi di San Secondo, massiccia residenza nobiliare costruita tra il 1300 e il 1400, celebra nei grandiosi affreschi dell’interno le gesta e la potenza del casato dei Rossi; la Rocca Meli Lupi di Soragna, costruita nel 1385 e ancora oggi abitata dalla famiglia Meli Lupi, conserva una straordinaria collezione di mobili e arredi barocchi, oltre a decorazioni a fresco e cicli pittorici di Nicolò dell’Abate, Cesare Baglione, Ferdinando e Francesco Galli Bibiena.

Tanti gioielli, uno più bello dell’altro, coordinati dall’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza (www.castellidelducato.it). Magnifiche tappe di un suggestivo viaggio nel passato: al visitatore il piacere di intraprenderlo.

Castello di Bardi Bardi

La fortezza di Bardi, costruita nel IX secolo in posizione strategica sull'incrocio tra il Ceno e il Noveglia, ha inizialmente una funzione difensiva contro l'avanzata degli Ungari. L'attuale struttura della Rocca si deve agli ampliamenti eseguiti alla fine del '400 e commissionati da Manfredo Il Landi. Alla fine del '500 Federico Landi trasforma la fortezza medievale in una fastosa dimora signorile. Dopo la morte del principe Federico, l'edificio viene ceduto ai Farnese (1682) e diventa presidio militare e caserma, destinazione che manterrà fino al 1868, quando viene adibito a sede del municipio. Attualmente la Rocca è sede del Museo della Civiltà Contadina, del Museo del Bracconaggio ed è inserita nel circuito turistico dei "Castelli del Ducato". Ai piedi della fortezza si trova la Chiesa di San Francesco eletta da Federico Landi a cappella funeraria di famiglia. La chiesa è stata recentemente restaurata e adibita a sede del Centro Studi Valle del Ceno come spazio espositivo e centro convegni.

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Rocca dei Landi
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Scheda pratica per "Castello di Bardi"

Comune

Bardi

Indirizzo

Via al Castello - 43032 Bardi

Ingresso

Adulti: € 5,00 Bambini: da 6 a 14 anni € 3,00 Gruppi: (minimo 20 persone) € 5,00 con guida Scolaresche: € 5,00 con guida Agevolazioni e convenzioni: Ridotto Card del Ducato € 4,00

Orari di apertura

marzo, aprile, maggio, ottobre sabato 14/18*, domenica e festivi 10/18* (*19 con ora legale); giugno e settembre feriali 14/19, sabato, domenica e festivi 10/19; luglio e agosto tutti i giorni 10/19; novembre sabato 14/17, domenica e festivi 10/17. Altri periodi su prenotazione.

Informazioni

Tel. 0525.71368/349.4101448 - Tel/Fax 0525.71626 sito internet: www.diasprorosso.com e-mail:info@diasprorosso.com, protocollo@comune.bardi.pr.it

Note

Percorso di visita: corpo di guardia; l’androne; ghiacciaia; stalle; grotte; sale arredate; Museo della civiltà Valligiana; stanze dei vecchi mestieri; camminamenti di ronda (sale di tortura, cucina); piazza d’armi; scalinata e cortile d’onore; parte residenziale; cortile del pozzo; mastio. Servizi: visita guidata su prenotazione, visite guidate in lingua straniera su prenotazione, visita guidata in notturna su prenotazione (minimo 15 persone), accesso per disabili molto difficoltoso, possibilità di mangiare al sacco nella taverna del castello.

Castello di Felino Felino

Costruito nel 890 dal Nobile Marchese Luppone venne ampliato e fortificato raggiungendo il massimo splendore alla fine del XIV secolo con Pier Maria dei Rossi, famiglia così potente da poter

combattere con un Imperatore o trattare con un Papa. Furono signori di Felino per 133 anni, contesi ed imparentati con le più importanti famiglie dell'epoca, quali i Gonzaga, i Pallavicino, i Visconti. Arrivarono a possedere oltre 40 tra rocche e fortezze ed il loro stemma era un leone rampante, segno di forza

e di coraggio. Nel 1483 venne conquistato con l'inganno da

Ludovico il Moro che ne fece spianare fino alle fondamenta tutte

le fortificazioni e le cinta del castello. Il castello oggi conserva

integro lo schema quattrocentesco di pesante e robusta costruzione con mura a picco e larghi parapetti bastionati che uniscono i

torrioni.

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Entrata

In quegli anni fu aggiunta una cappella ed un oratorio a San Pietro,

tuttora esistente e affrescato con gli stemmi di vari casati che si succedettero; furono anche costruite, nel piano sotterraneo, le prigioni.

In quegli anni fu spesso ospite del Castello il grande Giovanni Medici conosciuto come "Giovanni

dalle Bande Nere". Nel 1502 venne venduto ai Pallavicino per 15.000 ducati d'oro. Poi vennero gli Sforza che dominarono sul Castello dal 1540 al 1600. Si succedettero varie famiglie nobili quali i Farnese, i Lampugnani, il Marchese du Tillot, fino ad arrivare ai Vescovi di Parma che lo

tennero dal 1775 al 1935.

All'inizio del secolo venne descritto dall'ultimo Vescovo che vi soggiornò "ridotto ad un mucchio di rovine, albergo di pipistrelli, di gufi e di topi."

Nel 1974 il Castello venne acquistato dagli attuali proprietari. Oggi, dopo oltre un ventennio di accurati restauri, si può ammirare in tutto il suo splendore. Suggestiva e potente è la sua illuminazione notturna al punto da essere visibile a chilometri di distanza.

Dal 10 ottobre 2004, nell’antico Castello di Felino, sarà inaugurato il Museo del Salame, dedicato

al

Strumenti per l’uccisione del maiale, mannaie e coltelli, tritacarne, macchine insaccatrici faranno bella mostra di sé accanto ad una selezione di immagini e foto d’epoca, completata da presenze… più moderne, come video e filmati sulla storia della produzione del mitico insaccato.

italiani.

più

rinomato

dei

salami

[Vai alla scheda]

Scheda pratica per "Castello di Felino"

Comune

Felino

Indirizzo

Strada al Castello, 1 - 43035 Felino (Pr)

Informazioni

Tel. 0521.336020 - Fax 0521.836845 e-mail: castellodifelino@piuhotels.com sito web: www.piuhotels.com

Orari di apertura

è visitabile parzialmente (mura esterne, corte) da marzo a dicembre dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18.

Ingresso

gratuito

Note

Servizio ristorante:

Ristorante “Locanda della Moiana” Coperti: 120/150 Chiuso lunedì e martedì Disponibilità per meeting, banchetti e cene di gala: capienza 400 persone

Reggia di Colorno Colorno

Già residenza estiva di Francesco Farnese, poi dimora prediletta

di Don Filippo di Borbone e della moglie Louise Elisabeth,

figlia di Luigi XV di Francia, che la rinnova e l'arreda sul nobile modello di Versailles, e ancora abitata da Maria Luigia d'Austria fino alla metà dell"Ottocento, è stata inaugurata come attrezzata sede di esposizioni di prestigio internazionale nel 1995, con la mostra dedicata al collezionismo farnesiano. Un complesso e lungo progetto di restauro, dovuto alle cure dell'Amministrazione provinciale di Parma e del Ministero dei

Beni Culturali tramite le Soprintendenze competenti, ha salvato lo stabile da uno sta to di assoluta fatiscenza, ne ha adeguato gli standard di sede espositiva, ma

sopratutto ha consentito di riscoprirne il fascino di regale dimora settecentesca, incastonata come una pietra preziosa nella pianura padana. E oggi è completata dal recupero di recente concluso del parterre all'italiana, che ne costituisce la fresca cornice fiorita. Proprietaria della Reggia di Colorno, la Provincia ha avvertito tutta la responsabilità di tramandare una storia secolare, la cui importanza ancora oggi si percepisce nella bellezza della sua architettura

e

essa contenuto.

< zoom Il giardino della Reggia >
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Il giardino della Reggia
>

di

quanto

è

in

Al programma dei restauri - che continuano da tempo sulla grande mole della Reggia, grazie

all’impegno costante della Provincia e al concorso di altri soggetti, quali la Regione Emilia

Romagna e il Ministero per i Beni e le Attività culturali - è stato affiancato un progetto d’uso, che

ha restituito una funzione pubblica all’intero complesso.

Un regolamento ha fissato le condizioni per l’utilizzo temporaneo - da parte di chiunque ne faccia richiesta - degli spazi agibili della Reggia Palazzo.

E’ invece stabile la presenza della biblioteca comunale di Colorno e delle associazioni CIDIEP e

GisForm, impegnate in attività scientifiche e formative.

Centro di eccellenza nella vita culturale parmense, la Reggia di Colorno ospita mostre e iniziative musicali nella cappella ducale di San Liborio, ricchissima di arredi di squisita fattura settecentesca.

E’ stato recentemente riaperto al pubblico il giardino storico della Reggia, appena restaurato. Ogni

anno, a primavera, viene allestita la Mostra dei Fiori "Nel Segno del Giglio", importante esposizione florovivaistica a livello nazionale, che registra la presenza dei più prestigiosi operatori del settore.

Scheda pratica per "Reggia di Colorno"

Comune

Colorno

Indirizzo

Piazza Garibaldi, 26 - 43052 Colorno

Informazioni e

Tutti i giorni escluso i lunedì feriali dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle

prenotazioni

18.00:

Tel. 0521.312545/313336 Fax 0521.521370 E.mail: reggiadicolorno@tiscali.it, info@anteaprogetti.it

 

sito web: www.comune.colorno.pr.it Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione almeno 30 giorni prima

Orari di apertura

Dicembre, gennaio e febbraio: sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17;

da

martedì a venerdì per gruppi su prenotazione

Marzo e novembre: da martedì a venerdì ore 11-15; sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17 Da aprile a ottobre: da martedì a venerdì ore 11-16; sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17 Chiuso lunedì non festivo

Ingresso

Visite guidate:

Intero: € 6,50

Ridotto: ragazzi dai 7 ai 18 anni, adulti oltre i 65 anni, card Castelli del Ducato

di

Parma e Piacenza, soci FAI e studenti universitari con tesserino € 5,50

Gruppi (almeno 15 persone) e scolaresche in visita d'istruzione: € 4,50 Omaggio: bambini da 0 a 6 anni, 1 accompagnatore per gruppo, portatori di

handicap con un accompagnatore, 2 insegnanti ogni 15 alunniin visita di istruzione, giornalisti con tesserino in corso di validità Famiglia: 2 adulti + 1 bambino fino a 14 anni di età € 13.50 Famiglia: 2 adulti + 2 bambini fino a 14 anni di età € 18.00 Famiglia: 2 adulti + 3 bambini fino a 14 anni di età € 22.50

Note

Percorso di visita: Piano Nobile, Cappella di S. Liborio e Appartamento nuovo del Duca Ferdinando di Borbone. L'itinerario non comprende il giardino storico, aperto dalle ore 7.00 al tramonto con ingresso gratuito Servizi: Laboratori didattici su richiesta - Book-shop - Ascensore e servizi per disabili: uno scooter elettrico è a disposizione per i visitatori con particolari necessità motorie (l’Appartamento del Duca non è accessibile ai disabili). Per ulteriori informazioni clicca qui

Rocca Sanvitale

Fontanellato

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Fuochi e Suoni sull'Acqua:
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la manifestazione di giugno

Rocca del feudo storico dei Sanvitale, famiglia tra le più cospicue dell'aristocrazia parmense fino ad oggi (i fratelli Giberto e Gianmartino erano stati fatti conti da Gianmaria Visconti nel 1404), fu eretta nei primi decenni nel XII secolo ma fortemente rimaneggiata nei secoli successivi.

La cinta esterna a partire dal torrione quadrato posto a nord - che in origine era molto più alto - fu costruita probabilmente dopo il

1386 e completata su pianta quadrata prima della metà del XV secolo. Nel torrione meridionale è posta una sala un tempo addetta a carcere che contiene uno schermo concavo su cui con gioco di prismi vengono filtrati i raggi di luce provenienti da una feritoia proiettano le immagini della piazza. Un divertimento dei Sanvitale che tuttora stupisce i turisti. Nelle numerose sale arredate si possono vedere preziosi mobili d’epoca, i ritratti della famiglia Sanvitale del XVII e XIX secolo (sala dei Sanvitale), ritratti dei Farnese del Settecento (sala dei

Farnese), dipinti di Giovan Francesco Nuvolone e Jean Sons (sala dei dipinti religiosi), l'antica

taverna dipinta alla maniera di Cesare Cesariano (ca. 1512), 288 mappe del Settecento che l’ultimo conte Giovanni Sanvitale regalò all’allora sindaco di Fontanellato Pompeo Piazza pochi mesi dopo la vendita del castello al Comune (sala delle mappe), una sala dipinta a grottesche da Giovanni Gaibazzi e Giuseppe Bossi nel 1861 (la sala risale architettonicamente alla fase più antica della rocca).

Un giardino pensile è stato ottenuto da una ristrutturazione operata da Luigi Sanvitale a metà degli anni Trenta del XIX sec. con l’abbattimento di una parte di un edificio preesistente. Ma non si può far finta che l'attrazione artistica più cospicua della Rocca non siano gli affreschi con le storie di Diana e Atteone dipinte nel 1524 da Parmigianino, accanto al quale è allestito un percorso didattico. Dal 30 ottobre 1999 sono state aperte 11 nuove stanze al piano terra del museo per un totale di 263 mq. di superficie netta espositiva.

E' nato, proprio in un'ala della Rocca, il primo e unico punto informativo nazionale di Tav:

Visitor Center Tav

Scheda pratica per "Rocca Sanvitale"

Comune

Fontanellato

Indirizzo

P.le Matteotti, 1 - 43012 Fontanellato

Informazioni

Tel. 0521.823220/829055 - Fax 0521.824042 E.mail info@fontanellato.org Sito web: www.fontanellato.org

Orari di apertura

ORARI: da aprile a ottobre feriali 9.30-11.30*/15.00-18.00*, domenica e festivi 9.30-12.00* /14.30-18.00*; da novembre a marzo chiuso il lunedì, feriali 9.30- 11.30*/15.00-17.00*, domenica e festivi 9.30-12.00*14.30-17.00* (*inizio ultima visita). Ingresso a pagamento. Visite guidate. Prenotazione obbligatoria per i gruppi.

Ingresso

A pagamento con visite guidate

In programma

Il Gusto della Cultura

sabato 11 aprile 2009

Maratonina 2 Castelli e 1 Abbazia lunedì 13 aprile 2009 ore 7.15

L'arte ai tempi del Correggio domenica 19 aprile 2009 ore 17.30

A tu per tu

Oratorio dell'Assunta domenica 10 maggio 2009 ore 17.30

A tu per tu

Oratorio dell'Assunta

eventi

domenica 24 maggio 2009 ore 17.30

Castello di Roccabianca Roccabianca

Fu Pier Maria Rossi, feudatario del paese, a volere l'erezione della Rocca nel sesto decennio del XV secolo: la leggenda vuole che il condottiero la dedicasse all'amante Bianca Pellegrini, da cui il nome derivò il toponimo del paese.

Si tratta di un castello di pianta regolare, quadrangolare, con i lati lunghi perpendicolari alle strade del paese che sboccano nella piazza del mercato (piazza Minozzi), in modo tale da trovarsi nel cuore dell'abitato. La natura evidentemente non solo romanticamente residenziale ma anche spiccatamente difensiva, e non avrebbe potuto essere altrimenti per un feudo posto all'incrocio di lotte sanguinose fra Rossi e Pallavicino, si nota dai possenti speroni angolari sull'asse meridiano, dal podio a tronco di piramide su cui poggia il fortilizio, dagli spioventi.

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La Rocca

Al di sopra del blocco murario spicca il mastio a due livelli, posto nel cortile dalla parte opposta dell'ingresso principale: la struttura

è analoga a quella di Torrechiara, Noceto, Varano Melegari e Castelguelfo. Gli elementi architettonici del complesso rivelano comunque le composizioni in epoche diverse e i rimaneggiamenti.

All'interno si trovavano una volta preziosi e celebri affreschi attribuiti a Niccolò da Varallo, con le Storie di Griselda (tratte dalla nota novella decameroniana) e il Ciclo astrologico, voluti da Pier Maria Rossi, e nel 1897 staccati e trasferiti nel Museo del Castello Sforzesco a Milano. Il soffitto della sala del primo piano dove erano ospitati gli affreschi conserva ancora un fondo azzurro-firmamento forse allusivo alle gesta rossiane. Recentemente restaurata, con recupero di soffitti a cassettoni del tardo XV secolo, è proprietà privata e visitabile solo su appuntamento.

Scheda pratica per "Castello di Roccabianca"

Comune

Roccabianca

Indirizzo

Piazza Minozzi - 43010 Roccabianca

Informazioni

Tel. 0521.374065/338.6310900 Fax 0521.876909 Servizio guide e didattica: 338.6310900 E.mail info@castellodiroccabianca.it Sito web: www.castellodiroccabianca.it

Orari di apertura

marzo sabato 14.30/17.30*, domenica e festivi ore 11 (visita unica) e 14.30/ 17.30*; da aprile a ottobre sabato 15/18*, domenica e festivi ore 11 (visita unica) e 15/18*; novembre e dicembre sabato 14.30/17.30*, domenica e festivi ore 11 (visita unica) e 14.30/17.30* (*inizio ultima visita). Feriali e gruppi con prenotazione obbligatoria, minimo 20 persone

Ingresso

Visite guidate:

Adulti: € 5,00 Bambini: fino a 14 anni € 2,50 Gruppi: (minimo 20 persone) € 3,50 Scolaresche: € 2,50 Agevolazioni e convenzioni: Ridotto Card del Ducato € 4,00

Note

Percorso di visita: Piano terreno: Portico d’onore con stemmi dipinti (sec. XV); Sala di Griselda con ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Decameron di G. Boccaccio (copie dal sec. XV); tre ambienti con dipinti e arredi dei secc. XVI-XVIII: Sala dei Feudi, dei Paesaggi, dei Quattro Elementi; Cantina del mastio (stagionatura culatelli e salumi); Sala dei Tini; Sala Rangoni con stucchi e dipinti (sec. XVI-XVII); Cantine sotterranee (produzione e invecchiamento aceto balsamico in fusti di rovere); Sala degustazione; Museo della distilleria. Piano Nobile: quattro ambienti arredati tra cui il Salone del Camino (già Teatro). Servizi: visite guidate in lingua straniera: solo su prenotazione (francese, inglese, tedesco), punto di ristoro, con degustazioni gratuite liquori tipici produzione propria, nelle vicinanze possibilità di visita a caseifici (parmigiano- reggiano), laboratori di produzione del culatello, itinerari personalizzati (storici, artistici, naturalistico-ambientali) Villaggio delle Fiabe: Attività per bambini e i ragazzi che nel corso dell'intera giornata saranno costantemente accompagnati dai simpatici protagonisti e spronati ad immergersi in vicende drammatizzate su una struttura dinamica. Il Villaggio delle Fiabe apre su prenotazione: dal 21 Aprile al 20 Giugno 2008, dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 10 alle ore 15.

In programma eventi Villaggio delle fiabe 2009 solo su prenotazione da mercoledì 1 aprile 2009 a venerdì 31 luglio 2009

Rocca dei Rossi San Secondo Parmense

Nel 1466, a quasi un secolo dall'acquisizione del feudo di San Secondo da parte della sua famiglia, Pier Maria Rossi si dedicò all'impresa di erigere una rocca che fungesse da elegante residenza e da struttura fortilizia del nucleo abitativo del paese Un affresco nel Castello di Torrechiara (altro maniero di Pier Maria Rossi) ci restituisce il progetto nel suo aspetto originale come una rocca fastosamente turrita, mossa da rivellini, ponti levatoi, lunette, e da un grosso mastio a due piani al centro, modificato e sopraelevato nel XVII secolo. Situata a ovest dell'abitato, la rocca si apre su un ampio piazzale.

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Novant'anni dopo la sua fondazione la rocca venne fortemente alterata dal duca Ottavio Farnese, che per arginare la riottosità di Troilo II Rossi demolì le strutture difensive e chiuse i fossati,

riducendola a mera dimora residenziale, secondo un progetto peraltro già avviato all'interno dallo stesso Troilo: tutte le sale del piano nobile vennero fatte affrescare dai migliori artisti del tempo, Bertoja, Campi, Baglione, Anselmi.

Oggi non è possibile stabilire con certezza le attribuzioni rispettive a causa della dispersione

dell'intero archivio privato rossiano nel corso dei secoli XVII e XVIII.

Del nucleo primitivo della rocca oggi restano parte delle merlature accecate. Nel XVI secolo, oltre

ai lavori al mastio, fu reimpostata la facciata, realizzandola a fronte di palazzo, di cui esistono

lacerti del cornicione agli angoli del mastio e il rivellino recuperato alla fine dell'Ottocento. In

facciata si vede un terrazzo settecentesco che sostituì la loggia del XVI secolo, di cui si vedono ancora le imposte delle volte.

Il torrione merlato di sinistra è frutto dei lavori tardo ottocenteschi (1895-1906), epoca in cui fu

separato dal mastio. Durante questi lavori che sacrificarono gran parte dell'antica struttura emersero tra l'altro i beccatelli del primo sporto del XV secolo (sinistra del mastio), simili a quelli del castello

di Roccabianca, anch'esso dei Rossi, e ancora visibili nell'affresco di Torrechiara.

Il portico e il loggiato sono del XVI secolo, decorati con Putti di scuola baglionesca. Il cortile trapezoidale (inizio XVI secolo) con portico a capitelli scolpiti e pilastri decorati a candelabri. La Sala delle gesta rossiane, a cui si accede dallo scalone d'onore ricoperto a botte, è interamente decorato da splendidi affreschi sulla volta (1565-70) di Prospero Fontana (Pier Maria Rossi che riceve la decorazione dell'Ordine di S.Michele) e di Cesare Baglione (le grottesche). Le pareti spettano ancora a Baglione (grottesche, il Leone di S.Marco e gli interi 2°, 6° e 7° in senso orario dal camino dei Fasti rossiani), mentre gli altri Fasti sono di Gerolamo Mirola (con paesaggi del Baglione) e Bertoja. Il fastigio in stucco (Efebi che reggono lo stemma dei Rossi) è di scuola bolognese. La stanza attigua è sempre del Baglione, con decorazioni a rocce costellate di uccelli, vasi ed esedre, come nel Palazzetto Eucherio Sanvitale a Parma.

Nel sottarco del loggiato a lato della Sala delle gesta si vedono resti di Putti e festoni attribuiti a Orazio Samacchini, che affrescò anche le tre stanzette che affacciano sul terrazzo.

La Sala dei Giganti (dalla decorazione nel riquadro centrale: Caduta dei Giganti, con Minerva, Prometeo, I Dioscuri che soccorrono l'esercito romano e le Cadute di Icaro e di Fetonte). La Sala di Mercurio rievoca temi della Farnesina a Roma (oculo), mentre alle pereti si trovano

allegorie delle Arti: l'ambiente pertiene probabilmente allo stesso pittore di scuola bolognese del

XVII secolo che ha affrescato l'adiacente Sala dei Nudi, un manierista di solida formazione romana.

La Sala dell'Asino d'oro, con affreschi del celebre episodio di Apuleio, presenta forti influssi mantovani.

La Sala della Giustizia ha grottesche e figure negli oculi, anch'esse di Baglione. La sala adiacente è decorata con la Storia del lupo e Paesaggi ovali.

Il Corridoio di Esopo, decorato con scene della favole, è dello stesso pittore che ha affrescato le

Sale di Mercurio e dei Nudi.

Danneggiata dal terremoto del 1983, la rocca è stata ristrutturata e consolidata e attualmente è, dopo il trasferimento del consiglio comunale, meta d'interesse per i numerosi visitatori, teatro per le visite guidate diurne e notturne, queste ultime realizzate con l'ausilio di numerosi figuranti in abiti storici.

Scheda pratica per "Rocca dei Rossi"

Comune

San Secondo Parmense

Indirizzo

Piazza Mazzini, 10 - 43017 San Secondo Parmense

Informazioni

Tel. 0521.873214/872147 - fax 0521.872757 E.mail turismo@comune.san-secondo-parmense.pr.it, info@cortedeirossi.it

In programma eventi Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 25 aprile 2009

L'arte ai tempi del Correggio domenica 26 aprile 2009 ore 17.30

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 30 maggio 2009

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 27 giugno 2009

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 29 agosto 2009

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 26 settembre 2009

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 31 ottobre 2009

Le dame, i cavalier, l’arme, gli amori… sabato 28 novembre 2009

Rocca Meli Lupi Soragna

Costruita nel 1361, la rocca dei principi Meli Lupi di Soragna si

presenta come un tozzo edificio quadrangolare con poderose torri merlate agli angoli con bugnati ai vertici e alle finestre risalenti al XVIII secolo, opera di Angelo Rasori, curatore dei restauri dell'edificio che in quell'epoca introdussero anche un nuovo corpo

di fabbrica nell'edificio, con la Galleria dei Poeti e l'Edificio

dell'Agenzia.

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Nel 1446 furono realizzate le sopraelevazioni dell'edificio e le affrescature a racemi nel voltone del portico del cortile. Nel 1680

il principe Giampaolo inserì ulteriori modifiche che inasprirono in senso fortilizio la struttura

rocca.

palaziale

della

Numerosissime sono le opere sparse in questa splendida residenza appartenente a una delle famiglie nobili più importanti dell'Italia settentrionale, nonostante qualche atto di vendita doloroso si sia reso necessario negli anni: si badi poi che solo una parte dell'edificio è visitabile, essendo in parte abitato

Lupi.

tuttora

dal

principe

Diofebo

Meli

Fra gli ambienti visitabili: la Sala Rossa, con sei paesaggi dipinti dal Brescianino (celebre pittore di

Battaglie del primo Settcento), e i ritratti di Giampaolo Meli Lupi e della moglie Ottavia Rossi; la Sala del Biliardo Antico, le cui pareti sono ornate di ritratti di famiglia, fra i quali il dipinto che raffigura la famosa Donna Cinerina; la scala del Draghi che porta al secondo piano; la Sala delle Donne Forti, col torno dei Meli Lupi; il Salone Baglione, con affreschi a grottesche realizzata da Cesare Baglione nel XVII secolo; il Gabinetto dorato con soffitto ligneo di Giuseppe Bosi (1701); la Sala degli Stucchi, con soffitto affrescato da Francesco e Ferdinando Galli Bibiena, i massimi architetti e scenografi emiliani del Settecento, con l'Apoteosi della famiglia Meli Lupi; la Galleria con gli affreschi di Francesco Bibiena sulla Storia del casato Meli Lupi (1696) e un Assunta affrescata da Ilario Spolverini (il pittore degli ultimi Farnese); la Galleria delle monache: ritratti

sec.).

della

famiglia

Farnese

(fine

XVII

Nel giardino ai trovano elementi di obelischi viscontei (XVII sec.). Un belvedere oggi purtroppo chiuso al secondo piano del lato posteriore fu realizzato all'inizio del Settecento. Alcune sale vengono adibite a conferenze, esposizioni, concerti, pranzi nuziali.

Nella cappella di S.Croce, adibita dal XVII a tomba di famiglia, l'epitaffio di Francesco Meli Lupi del 1699 recita: «Quivi giace a marcir entro l'avello / nudo, senza vigor, vile, fetente / un lupo per venir celeste agnello».

Scheda pratica per "Rocca Meli Lupi"

Comune

Soragna

Indirizzo

Piazza Meli Lupi, 5 - 43019 Soragna

Informazioni

Tel. e fax 0524.597964 - 597978 E.mail meli_lupi@libero.it Sito web: www.roccadisoragna.com

Orari di apertura

gennaio e febbraio 9/11* e 14.30/17.30*; da marzo a ottobre 9/11* e 15/18*; novembre e dicembre 9/11* e 14.30/17.30* (*inizio ultima visita). Chiuso il lunedì e altri giorni in occasione di manifestazioni che richiedano l’uso di molte sale della rocca.

Ingresso

Visite guidate:

Adulti: € 7,00 Bambini: da 6 a 13 anni € 3,50 Gruppi: (minimo 20 persone) € 6,00 Scolaresche: € 4,50 Agevolazioni e convenzioni: Ridotto Card del Ducato € 6,00; F.A.I. € 6,00; consorzio Acque Nuove Tabiano € 6,00

Note

Percorso di visita: sala del Baglione, sala d’Ercole (sala gialla), camera della sposa, cortile bocchirale, sala rossa, sala del biliardo antico, sala degli stucchi, cappella** **Galleria dei poeti, fortino, sala da pranzo, sala delle armi, galleria storica, scalone, grande galleria bibiena, sala delle donne forti, sala del trono, camera nuziale, salottino dorato. Servizi: visite guidate in lingua straniera (inglese e francese solo su prenotazione), book-shop, acceso a disabili limitato al pian terreno

Castello di Torrechiara Langhirano

Il Castello è stato colpito dal sisma dello scorso dicembre e attualmente sono in corso la messa in sicurezza e i restauri

degli

affreschi.

È senz'altro il castello più spettacolare, più strutturato e anche più frequentato della provincia parmense, e per questo anche sede di spettacoli estivi.

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Il maniero si trova a 278 m. s.l.m. su una piattaforma murata posta

al sommo di un colle terrazzato e coltivato alla sinistra del torrente Parma lungo la strada per Langhirano. Sicure notizie dell'esistenza di una struttura fortificata a Torrechiara si hanno solo dal 1259 quando il podestà di Parma ne ordina la demolizione, vietandone due anni dopo la riedificazione. L'attuale

castello in ogni modo venne realizzato nel 1448-60 da Pier Maria Rossi con una formula felicissima di fusione fra struttura difensive e residenziali che ne fanno tuttora una delle esperienze estetiche più piacevoli del territorio. La pianta è rettangolare, con quattro torrioni radunati nel nucleo collegati da mura merlate alla ghibellina (uno dei torrioni è doppio e sovrasta gli altri): in questo modo si definisce un cortile rettangolare (Cortile d'Onore, lato lungo m.26.55) che ha un lato porticato con volte a crociera e colonne in laterizio (primo ordine) e arenaria (secondo), corrispondente a quello del piano superiore.

Verso la fine del XVI secolo furono sovralzate le due logge sul fronte orientale facendone un

belvedere che domina su un amplissimo panorama e arricchisce di chiaroscuri l'architettura.

L'interno

è

ricchissimo

di

sale

affrescate.

- Sala di Giove. Affrescata da Cesare Baglione (fine XVI sec.) con la figura del padre degli dei sulla

volta e motivi a grottesche, putti, cartigli, architetture fantastiche. Alle pareti, altre decorazioni

sec.

- Sala del pergolato. Cesare Baglione affresca nella volta un pergolato e alle pareti figure

femminili,

sec.

naturalistiche

del

XVIII

con

a

cui

si

sono

sovrapposti

paesaggi

uccelli

del

XVIII

- Sala dei paesaggi. Decorazioni paesaggistiche entro ovati, con raffigurazioni di castelli, e

grottesche

pareti.

- Sala della Vittoria. Una Vittoria vola al centro della volta in uno squarcio di cielo. Le altre

raffigurazioni

- Sala degli Angeli. Al centro della volta, l'arma degli Sforza, e alle vele angeli che si affacciano da

balaustre.

- Sala del Velario. Un velario dipinto nella volta si raccorda con i peducci angolari a filari di serti.

Nelle

a grottesche.

collegate.

festoni.

alle

sono

strutturate

uccelli

e

nelle

entro

motivi

degli

architettonici

Sforza

altri

di

collegati

e

da

Nelle

vele

lunette,

con

stemmi

pareti,

S.Fiora

motivi

famiglie

-

Salone degli Stemmi. Volte e lunette a grottesche e stemmi di papi, sovrani e nobili legati ai Rossi

e

agli

Sforza

di

S.Fiora.

Nella

volta,

riquadri con angeli.

- Salone dei Giocolieri. Così detta dall'affresco di Baglione nel quale dei nudi su leoni si prodigano in acrobatici esercizi fino a formare una specie di piramide umana. Fregio con scene di battaglia e

figure

- Camera d'Oro, forse camera nuziale o forse cancelleria del castello (qui venne rogato certamente

il testamento di Pier Maria), è l'ambiente più celebre del castello e uno dei più alti esempi di camera votiva ed erotica (ammesso che fosse tale la destinazione) in Italia. Fu ricostruita nel 1911 da Amedeo Bocchi e Daniele De Strobel per rappresentare l'Emilia all'esposizione etnografica di Roma. Il ciclo di affreschi è concordemente attribuito a Benedetto Bembo, che affrescò una figura

pareti.

femminili.

Monocromi

con

architetture

e

grottesche

su

tutte

le

femminile (Bianca Pellegrini, amante di Pier Maria Rossi) in abiti da pellegrina, che percorre tutte

le proprietà rossiane, rappresentate con grande cura di particolari (nelle vele i possedimenti montani, nelle lunette quelli di collina e pianura). Al piano terreno del castello si trova l'Oratorio di S.Nicomede. Secondo le cronache Bianca Pellegrini e Pier Maria Rossi assistevano alle funzioni da una piccola tribuna lignea (ora al Museo del Castello Sforzesco di Milano) e qui si sarebbero fatti seppellire: due lastre di lapidi testimonierebbero la veridicità della notizia.

Scheda pratica per "Castello di Torrechiara"

Comune

Langhirano

Indirizzo

Borgo del Castello, 1 - 43010 Langhirano

Informazioni

Tel. e Fax 0521.355255 Pro Loco Tel. e Fax 0521.852242 e.mail: prolocolanghirano@libero.it sito web: www.comune.langhirano.pr.it

Orari di apertura

da gennaio a marzo dal martedì al venerdì 8/15.15*, sabato e domenica 9.00/16.15*; da aprile a settembre dal martedì alla domenica 8.30/18.45*; da ottobre a dicembre dal martedì al venerdì 8/15.15*, sabato e domenica 9.00/16.15* (*ultimo ingresso). Chiuso lunedì

Ingresso

Viste guidate solo su prenotazione Adulti: € 3,00 Giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per gli insegnanti delle scuole Statali italiane: € 1,50 Per i cittadini appartenenti all’Unione Europea di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65: gratuito Agevolazioni e convenzioni: Ridotto Card del Ducato € 3,00 + guida in omaggio

Note

Il castello è stato colpito dal sisma dello scorso dicembre e attualmente sono in corso la messa in sicurezza e i restauri degli affreschi.

Castelli e Rocche del Parmense

La Provincia di Parma conserva numerose testimonianze della sua antica storia. Rocche e Castelli presenti in questa terra dimostrano l'importanza che feudatari condottieri e nobili casate ebbero in tempi passati e ne testimoniano l'amore che essi avevano per la propria terra e l'ardore per difenderla. Venuti a mancare i presupposti per i quali, alcuni di essi, in epoca medioevale, furono costruiti, i signori dell'epoca, con l'ausilio di architetti e pittori,li trasformarono in eleganti residenze che ancor oggi si possono ammirare. Queste importanti costruzioni, considerate fra le più belle e meglio conservate d'Italia, si snodano in tre caratteristiche zone che illustreremo:

Castelli dell'Appennino

Fortezza di Bardi Seconda in Europa per dimensioni è car atterizzata da torri e camminamenti

Fortezza di Bardi Seconda in Europa per dimensioni è caratterizzata da torri e camminamenti di ronda lungo le imponenti mura. Una originale piazza d'armi costituisce l'interno del cortile principale. Numerosi sono i saloni affrescati. La fortezza di Bardi è una costruzione di notevole interesse sia a livello paesaggistico sia a livello architettonico.

Castello di Compiano Il Castello di Compiano risale all'anno 1000. E' costruito su di una altura dalla quale si domina il borgo medioevale e tutta la Valle del Taro. Ottimamente conservato, offre la possibilità di visitare le numerose stanze finemente arredate dall'ultima proprietaria la marchesa Lina Gambarotta, che all'atto della morte, lo ha donato alla sua comunità. In un ala del Castello recentemente ristrutturata è stato allestito un interessante museo unico, nel suo genere, in Italia.

Castello di Corniglio Costruito all'epoca della nascita dei Comuni rappresenta una tipica costruzione militare dell'epoca, edificato quindi a scopo prevalentemente difensivo,domina la meravigliosa e suggestiva vallata sottostante.

Castelli della Zona Collinare

vallata sottostante. Castelli della Zona Collinare Castello di Torrechiara Rappresenta uno dei più

Castello di Torrechiara Rappresenta uno dei più significativi e meglio conservati esempi di architettura castellare. Fatto edificare fra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi. Ricco di affreschi eseguiti da Cesare Baglione ospita all'interno la famosissima Camera d'oro opera di Benedetto Bembo nelle cui pareti è narrata la romantica storia d'amore fra Pier Maria Rossi e la sua amante Bianca Pellegrini come pure la potenza del Casato dei Rossi contenente la raffigurazione di tutti i Castelli di proprietà della famiglia.

Castello di Felino Risale al IX secolo e rappresenta una severa costruzione a pianta quadrata, cinta da un profondo fossato e da quattro torrioni ai lati. Ha subito recentemente un intelligente restauro. Ospita al suo intermo il museo del Salame di Felino.

Castello di Montechiarugolo Edificato nel XV secolo da Guido Torelli sui resti di un antico edificio risalente al 1200 presenta una struttura merlata collegata all'esterno da un ponte levatoio. Sono presenti all'interno splendide sale finemente arredate ed affrescate. Un imponente loggiato consente di spaziare su tutto il medio corso del torrente Enza.

Rocca di Sala Baganza Residenza dei Conti Sanvitale dal 1258 divenne proprietà dei Farnese a partire dal 1600. Recenti restauri hanno riportato alla luce le opere dei pittori Cesare Baglione, Orazio Sammacchini e Bernardino Ciampi. Particolarmente raffinata è la Sala dell'Apoteosi dipinta nel 1726 da Sebastiano Galeotti.

Castello di Varano Melegari E' una roccaforte strategica posta a salvaguardia della vallata del torrente Ceno. Costruito sui resti di un antico castrum romano restò di proprietà dei Pallavicino per numerosi secoli e nel 2001 fu acquistato dal Comune che lo ha sottoposto ad un importante restauro che ha riscoperto numerose sale ed affreschi.

Castelli della Bassa parmense

numerose sale ed affreschi. Castelli della Bassa parmense Reggia di Colorno Rappresenta una delle più prestigiose

Reggia di Colorno Rappresenta una delle più prestigiose residenze nobili italiane. Sontuosa e monumentale nell'aspetto fu abitata dai Sanseverino, dai Farnese che ne vollero il rifacimento della facciata opera di Ferdinando Galli da Bibbiena. Nella seconda metà del 700 Filippo di Borbone coadiuvato dall'architetto di Corte Petitot rinnovò gli arredi interni. Nel 1807 fu dichiarato "Palazzo Imperiale". Maria Luigia d'Austria in seguito al Congresso di Vienna divenne la nuova proprietaria della Reggia unitamente a tutto il Ducato. La Reggia è circondata da un imponente giardino voluto da Francesco Farnese e progettato agli inizi del XVIII secolo da Fernando Galli Bibbiena.

Castello di Fontanellato Edificato nel centro storico del paese, di struttura quadrata è circondato da un ampio fossato le cui acque provengono da sorgenti naturali. Dimora della famiglia Sanvitale sino alla metà del secolo scorso conserva all'interno l'appartamento nobile arredato con mobili e suppellettili risalenti al 1500, 600 e 700.Custodisce inoltre, una autentica meraviglia rappresentata nella Saletta di Diana da un ciclo di affreschi del Parmigianino dipinti per Paola Gonzaga e Galeazzo Sanvitale nel 1524.

Castello di San Secondo Parmense Massiccio edificio costruito alla metà del 1300, divenne dimora nobiliare della famiglia Rossi che lo fece abbellire dai migliori artisti dell'epoca. Di notevole importanza sono gli affreschi dell'imponente "Sala delle Gesta Rossiane" ove in alto è raffigurato Pier Maria Rossi inginocchiato davanti al re di Francia riceve il collare dell'ordine di San Michele; ai lati figurano dodici fatti della famiglia Rossi attribuiti a Jacopo Zanguidi detto Bertoja e al collaboratore Gerolamo Mirola; sul fondo un camino cinquecentesco in marmo rosso di Verone. Particolarmente interessanti sono "la Galleria di Esopo" e le numerse altre sale dai dipiti dai molteplici contenuti allegorici.

Il pasese di San Secondo, oltre che per la sua meravigliosa Rocca e il suo centro storico,

caretterizzato da portici tipicamente emiliani, è noto per i suoi prodotti tipici: la famosa spalla cotta

e la frizzante fortanina.

Castello di Roccabianca di struttura medioevale nel 1416 fu distrutto per poi essere ricostruito da Pier Maria Rossi passò quindi ai Pallavicino. Il Castello di Roccabianca fu infatti fatto atto costruire da Pier Maria Rossi nel 15° secolo in onore della sua amata Bianca Maria Pellegrini da cui trae il nome, è posto al centro del paese ed è circondato da un profondo fossato. All'interno esistono numerosi dipinti di pregio, ma la parte più importante degli affreschi appartenenti alla Camera di Griselda è stata staccata e trasferita nel Castello Sforzesco di Milano. Di tipica struttura merlata, al suo interno la meravigliosa camera della Griselda i cui affreschi presentano la figurazione delllo zodiaco e degli astri alludenti alle imprese di Pier Maria Rossi.

Rocca di Soragna Edificata nel 1385 per volere della famiglia Meli Lupi che ancor oggi vi risiede,

è una elengante dimora patrizia che conserva all'interno un prezioso patrimonio di mobili ed arredi barocchi. Finemente decorate sono le pareti del piano nobile con affreschi eseguiti da Nicolò dell'Abate, Cesare Baglioni e Fernando e Francesco Galli Bibbiena.

Rocca di Noceto Le origini del castello di Noceto, meglio conosciuto come Rocca, risalgono agli inizi del XII secolo, epoca in cui divennero signori del feudo Ugo e Folco d’Este figli del marchese Azzo II. Agli Este subentrarono i Pallavicino e, successivamente i Sanvitale. Oggetto di violenti dispute nel corso dei secoli tra le famiglie Pallavicino e Sanvitale, la Rocca fu conquistata per scalata dai soldati di Rolando Rossi, che ne divenne il nuovo proprietario nel 1447. In questo periodo vennero rafforzate le mura, allargati ed approfonditi i fossati, terrapienati i bastioni, per meglio resistere al fuoco delle bombarde nemiche. Il 26 aprile 1482, l’esercito sforzesco poneva l’assedio al castello ed il 3 maggio Pier Maria Rossi, vista impossibile ogni speranza di vittoria, dichiarò la resa. La Rocca fu quindi restituita ai Sanvitale. Passata in seguito ai Farnese, fu ceduta nel 1612 ai conti Dalla Rosa i quali, a loro volta, la permutarono con i Sanvitale in cambio del feudo Belforte. La famiglia Sanvitale ne rimase proprietaria fino al 1805 anno in cui subentrò la famiglia Santelli. Agli inzi del secolo scorso passò successivamente al demanio dello Stato ed infine, al Comune di Noceto che, dopo opportuni ed accurati restauri, l’ha restituita alla cittadinanza, istituendo, al suo interno Il Castello della Musica. Oggi la Rocca di Noceto ospita infatti una Discoteca storica derivante dal lascito Slavitz, un’ esposizione-museo di strumenti musicali e la prestigiosa ed internazionale Scuola di Liuteria, fodata dal grande liutaio Renato Scrollavezza.

Sono inoltre presenti, sul territorio parmense, numerosi altri imponenti castelli, quali quello di Castelguelfo, Tabiano, Scipione, Sissa, Busseto, Pellegrino Parmense, Ravarano che, pur essendo ben conservati e di notevole interesse storico artistico, non sono visitabili perché di proprietà privata.

Sabbioneta

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