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Pensare la politica

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Il conflitto tra le generazioni


Pietro Barcellona
docente emerito di Filosofia del Diritto all'universit di Catania

ono decenni ormai che il tema del rapporto tra genitori e figli, e pi in generale il rapporto tra le generazioni, alimenta un dibattito che sembra non trovare mai alcuna risposta adeguata. Gramsci era molto attento alle rivolte giovanili e giustamente, al di l del merito delle questioni sollevate dalle nuove generazioni, affermava che l'insorgenza del conflitto metteva in evidenza una inadeguatezza dei rapporti sociali esistenti che certamente non sapevano contenere e trasformare il confuso movimento degli studenti. Ma proprio a partire da queste considerazioni, che mettono in campo una riflessione sulle dinamiche sociali, il tema della capacit dei rapporti sociali esistenti di offrire uno spazio per contenere e trasformare le spinte creative del mondo giovanile non pu essere ridotto alla mediocre vicenda della candidatura di Renzi contro tutto il vecchio establishment del partito che vorrebbe destinare ad una rapida rottamazione. Un conflitto generazionale senza contenuti di proposta politica in cui soltanto l'et diventa titolo per candidarsi di per s un segno culturalmente reazionario. Certamente una pretesa fondata soltanto sulla propria giovane et una forma assai immatura e perdente di contestazione del ruolo dei cosiddetti padri. I padri, infatti, non sono soltanto le figure concrete con cui si fatta l'esperienza dell'infanzia e della giovinezza ma sono anche gli esponenti sociali del principio di realt e della rilevanza della memoria e della tradizione. Come negli anni '70 scriveva Davide Lopez in un piccolo libretto pubblicato da Jaca Book, dedicato al tema della contestazione giovanile degli anni '70 e intitolato Analisi del carattere

Un conflitto generazionale senza contenuti di proposta politica in cui soltanto l'et diventa titolo per candidarsi di per s un segno culturalmente reazionario.

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ed emancipazione: Marx, Freud e Reich, la pretesa di partire da zero e il culto del nuovismo autoreferenziale sempre il segno del persistere di una fantasia onnipotente di carattere narcisistico-infantile. Quando in Europa si cominciato a parlare della scomparsa dei padri (penso al bel saggio di Mitscherlich, Una societ senza padri), si inizi a manifestare nel contesto delle societ contemporanee la tendenza ad una dissociazione quasi patologica fra le tendenze istituzionali, espresse da tutte le classi dirigenti, e il desiderio primordiale di fare piazza pulita di tutto per realizzare ad ogni costo la propria autoaffermazione. Molti guai sono legati a questa vicenda: il prevalere nella discussione pubblica della finzione sull'analisi della realt; lo sfrenarsi di una forma di individualismo minimale, orientato unicamente al godimento immediato; l'emergere di spinte carismatiche e personalistiche in netto contrasto con l'istanza dialogicodemocratica che si voleva proporre all'intera societ. Tutti ricorderanno bene la lotta per la conquista del

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microfono in un'assemblea caotica senza regole e senza alcun ordine nei lavori. Da quella stagione cominciato il terribile vizio di parlare per parlare anche quando non si ha niente da dire e il successo personale si risolto in una pura affermazione del proprio potere senza alcuna vera trasformazione del tumulto delle passioni che certamente agitavano il mondo giovanile. Proprio in quell'epoca Sartre scriveva che l'ambizione dell'uomo contemporaneo era quella di essere figlio di se stesso, ma chi nega la paternit e la dipendenza della nascita da una coppia di altre persone destinato ad quel progressivo delirio megalomane che spinge la societ verso la frantumazione e la guerra di tutti contro tutti. Io sono una persona anziana assolutamente fuori da ogni gioco di potere e guardo al fenomeno di Renzi, come a tutti i fenomeni del giovanilismo, senza alcun pregiudizio, ma proprio per questo posso dichiarare senza alcun problema che non riesco a capire quale sia il senso della candidatura di Renzi poich nel suo discorso pubblico non appare mai alcun criterio di distinzione tra ci che pare giusto fare e ci che pare ingiusto e cio il tema centrale di ogni scontro politico: l'idea di una societ pi giusta rispetto a quella in cui ci si trova a vivere. Gi questa candidatura nasce dal disprezzo e dalla violazione delle norme statutarie dell'attuale Pd, il che non un buon segno perch vero che gli statuti dei partiti non sono testi sacri ma il solo modo serio di cambiarli un congresso con la presentazione di programmi diversi. Mandare a quel paese le regole dell'organizzazione alla quale si appartiene solo con la decisione estemporanea di autocandidarsi alle elezioni del Paese, in pratica significa recidere violentemente ogni legame con la tradizione alla quale si appartiene, dimenticando che la tradizione anche inconsapevolmente un pezzo della propria identit. Tutte le proposte di rivoluzionamento dei rapporti sociali hanno sempre assunto una tradizione di pensiero e una storia comune come premessa fondativa dell'istanza di cambiamento anche radicale. Se alle spalle c' soltanto il nulla anche il cambiamento sar di fatto un nichilismo vuoto. Capisco bene che la situazione nella quale viviamo ha prodotto nelle nuove generazioni un disagio senza precedenti e che lo sbandamento dei ragazzi e delle ragazze oggi una priorit della vera rinascita del paese ma, come la storia ci insegna, anche lo stesso parricidio mitologico si risolve mediante un recupero del rapporto con la nostra

Tutte le proposte di rivoluzionamento dei rapporti sociali hanno sempre assunto una tradizione di pensiero e una storia comune come premessa fondativa dell'istanza di cambiamento anche radicale. Se alle spalle c' soltanto il nulla anche il cambiamento sar di fatto un nichilismo vuoto.

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stessa nascita attraverso quella che Freud chiamava una trasformazione del padre reale in padre ideale. Perch Berlinguer rimasto nell'animo degli italiani come un grande uomo che aveva amato oltre la vita il suo partito e il suo paese? Perch anche le persone che lo avevano combattuto erano abituate a fare i conti con una personalit rigorosa e semplice che imponeva sempre il confronto sui contenuti. Mi viene da dire, forse con una certa superficialit, che i giovani che cercano spazio e visibilit sono figli della generazione di quanti oggi hanno 40 e 50 anni, che hanno rimosso completamente il problema della propria storia e delle propria generazione e hanno trasmesso alle nuove generazioni soltanto gli effimeri impulsi all'esibizione e alla visibilit televisiva. Per comprendere i giovani di oggi bisognerebbe analizzare la societ dei cinquantenni di oggi e del vuoto che hanno creato attorno a s. Per tali ragioni quella di Renzi mi appare una candidatura appesa nel vuoto che pu suscitare labili consensi emotivi ma che certamente danneggia il tentativo ancora troppo timido di Bersani di costruire una forza coesa, capace di porre le basi di una vera alternativa all'attuale fatalismo della grande maggioranza degli italiani. Un tempo tra di noi si considerava pi capace di dirigere chi sapeva unificare le parti diverse e garantire alle diverse opzioni la possibilit di esprimersi. Bisogna dirlo con franchezza, chi tende a produrre spaccature e conflitti non componibili con una mediazione pi alta, di per s mostra di non essere capace di guidare una grande forza politica.

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