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Linterfaccia operatore

Le segnalazioni standard e di sicurezza


Dossier sicurezza macchine

DossierSicurezzaMacchinen Redatto a cura della Attivit Controllo Industriale

Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

1.Introduzione,analisigeneralee direttivamacchine
Scopo del documento di fornire una guida alla corretta applicazione della Direttiva Macchine; per ciascun punto, quando necessario, vengono fornite delle precisazioni che ne facilitano linterpretazione o dei rimandi agli articoli della/e norma/e applicabili. Si tratta comunque di libere scelte Schneider, prevalentemente concentrate sui casi che prevedano applicabilit di propri prodotti, che non possono essere considerate a valenza legale. Per una completa analisi dei requisiti della norma e dellesigenza della macchina potrebbe essere necessaria la consultazione delledizione ufficiale di essa

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2.Riferimentigiuridici 2.1.Ladirettivamacchine 2.2.IlD.Lgs493/96Prescrizioni perlasegnaleticadisicurezza 3.Riferimentinormativi 3.1.Esigenzegenerali. EN292-1e292-2 3.2.Interfacciaoperatoree segnalazioninellequipaggiamento elettrico.EN60204-1 3.3.Codificadeidispositiviedegli attuatori.EN60073 3.4.Caratteristichedelle segnalazioni. Normecomplementari 4.LoffertaSchneiderElectric 5.Appendice

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Questa pubblicazione fa parte della collana "Dossier Sicurezza Macchine" coordinata dai Servizi Tecnici Centrali di Schneider Electric S.p.A. I Dossier Sicurezza rappresentano un agile strumento di lavoro frutto del patrimonio di esperienze e competenze aziendali. La collezione ha lo scopo di fornire informazioni pi approfondite ed essere un valido strumento di riferimento nei campi specifici delle apparecchiature elettromeccaniche, dell'elettronica industriale, del trasporto e della distribuzione dell'energia elettrica.

Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

1. Introduzione. Analisi generale e Direttiva Macchine


Nellinsieme costituito da uomo e macchina gli elementi che lo compongono devono interagire tra loro nel migliore dei modi, e con sinergia. Fra luomo e la macchina ci sar un notevole scambio dinformazioni, messaggi, azioni situazioni operative ed infortunistiche ed il loro transito rappresentato dallinterfaccia (fig.1) che non costituito solo da elementi fisici bidirezionali e/o dalle protezioni poste tra luomo e gli organi della macchina, ma anche da quelli astratti, conseguiti per via deduttiva dalluomo e dal computer (se nella macchina). Bisogna accennare, prima di affrontare laspetto tecnologico della questione, al concetto di comunicazione. Le origini della comunicazione risalgono agli albori del mondo animale, ed possibile definirla come quella situazione di scambio dinformazioni che provoca nelle entit emittenti e ricevente una modifica dello status. La comunicazione nel mondo animale, e quindi anche umano, realizzata con vari mezzi: visivi, sonori, chimici (odori), tattili. La comprensione reciproca si ottiene grazie a basi genetiche istintive -, negli organismi pi semplici, o in conseguenza dapprendimento di un codice comune; le basi genetiche anzidette non sono per totalmente soppresse dallapprendimento, vedasi ad esempio listintiva reazione di allerta in conseguenza di un violento rumore inatteso. I vari mezzi di comunicazione sono spesso usati in contemporanea tra loro (ad es. il gesto della mano mentre si invita una persona ad accomodarsi) per esigenze di chiarezza, ed questa unistintiva applicazione del concetto di ridondanza, duplicazione dei messaggi per essere sicuri di raggiungere il destinatario. Non bisogna dimenticare che nel mondo animale, e nel mondo umano delle origini (o al giorno doggi in particolari situazioni), uno dei principale scopi della comunicazione consiste nellallarme in caso di pericolo per attacco di predatori. La comunicazione quindi, concludendo questo breve cenno, un sofisticatissimo sistema, usato dallumanit con tale consuetudine da far dimenticare la sua complessit. quindi evidente che il progettista ha un compito molto delicato, deve fare molta attenzione nello studio della macchina perch dovr essere idonea a convivere e collaborare con caratteristiche e limiti fisici, sensoriali e psicologici delluomo oltre con i suoi
Informazioni.

Macchina.
Azioni.

Interfaccia.

Figura 1

aspetti soggettivi, ambientali e sociali. come se dovesse crearle unanima e quindi, come avviene nei rapporti interpersonali, pi lanima sar affine a quella dellutente, pi si creer feeling, comprensione e complicit tra loro. La macchina, insieme con la sua anima, agir bene con luomo se sar in grado di attirare la giusta attenzione, senza cio cadere agli estremi, la noia da un lato (che si raggiunge con lautomazione eccessiva) e lo stress (che la conseguenza di uneccessiva e prolungata concentrazione).Quindi, per avere una macchina a misura duomo, il progettista dovr partire dalla conoscenza delle prestazioni umane, nel suo significato pi ampio e quindi sia percettivo che attivo, e raggiungere la tecnologia per la scelta dellinterfaccia fisica (pulsanti, tastiere, selettori, lampadine, monitor ecc. ) e cognitiva (il programma del computer). Luomo agir verso la macchina usando moltissime sue parti, ripari mobili, organi di comando, elementi interni che dovranno essere sostituiti, corretti, riparati, apparecchiature elettriche ed elettroniche di comando e controllo. Gli organi di comando possono essere attuatori meccanici (pulsanti, leve) tastiere, attuatori virtuali che appaiono sui touch - screen. La fig. 2 la rappresentazione schematica generale di una macchina cos come riportata dalla EN 292/1, in cui sono presenti componenti interni e punti dinterfaccia con luomo in corrispondenza dei dispositivi di segnalazione, degli organi di comando, dei ripari di protezione e dei dispositivi di sicurezza. Interagendo con la macchina, luomo deve recepire informazioni inequivocabili ed i suoi

canali disponibili sono quelli sensoriali; visivo, acustico, tattile. Le informazioni possono presentarsi in forma attiva o passiva1, con i colori e le loro variazioni, i lampeggiamenti, con i contrasti, con cartelli dalle varie forme, con le marcature e le etichettature (visivo), con i cambi di frequenza e/o di intensit di livello sonoro, con vari tipi di suono e con il silenzio (acustico), con vibrazioni, rugosit, rilievi, forme, scatti e varianti di posizione (tattile) ecc. che studieremo man mano nel corso del testo. Per poter avere uninterpretazione omogenea delle informazioni, si sono dovuti creare dei codici a cui far riferimento. Ovviamente sia il progettista che lutente devono conoscere esattamente i codici, devono far riferimento ad una stessa normativa tecnica. I principi di codifica, pur esistendo normative2 a cui essere conformi, verranno concordati in fase di progetto tra costruttore ed utilizzatore, per poter permettere una certa uniformit fra le apparecchiature presenti in uno stesso impianto e/o reparto e/o stabilimento.
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Abitualmente, quando si parla di segnalazioni e/o dinterfaccia operatore si soliti pensare a pulsanti, display ed altri strumenti simili. Non cos per il normatore, che include nel concetto, giustamente, tutto ci che costituisce una forma di comunicazione tra la macchina e luomo, incluse quindi ad es. le etichette o le istruzioni per luso.

Largomeno viene trattato da un numero considerevole di norme. In questo documento per ovvie ragioni ne trattiamo solo alcune, ma in appendici riportato un sintetico elenco riepilogativo delle principali norme di riferimento.

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Interfaccia operatoremacchina

SEGNALETICA VISUALIZZATORI AVVERTIMENTI

COMANDI MANUALI (ATTUATORI) DISPOSITIVI DI COMANDO

SISTEMA DI COMANDO

IMMAGAZZINAMENTO ED ELABORAZIONE DATI LOGICA O ANALOGICA

Interfaccia operatoremacchina

SENSORI DISPOSITIVI DI SICUREZZA ORGANI DI COMANDO DELLA POTENZA (contattori, valvole, variatori di velocit, ecc.)

AZIONATORI DELLA MACCHINA (motori, cilindri)

PARTE OPERATIVA

ORGANI DI TRASMISSIONE ORGANI LAVORATORI

PROTEZIONI

Interfaccia operatore-macchina
Figura 2

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Infatti luniformit unimportante caratteristica antinfortunistica e ogni deroga pu minacciare quanto stato organizzato come misura di sicurezza. I codici devono essere conosciuti e recepiti da tutti gli utenti e devono essere spiegati nella documentazione abbinata allapparecchiatura, senza dare nulla per scontato. Nella comunicazione umana il colore uno dei mezzi pi efficaci per attirare lattenzione e per i segnali visivi vengono utilizzati il ROSSO, VERDE, GIALLO, BIANCO, BLU, GRIGIO, NERO, i cui significati e modalit vedremo in seguito. Ad integrazione del colore nel determinare il messaggio, si aggiungono la forma e la dimensione di ci che rappresentato visivamente. Il binomio colore forma porta ad una lettura immediata del messaggio, a colpo docchio. I cartelli che variano di colore e forma a seconda di ci che vogliono comunicare possono contenere dei pittogrammi (quelli relativi ai segnali di sicurezza sono normalizzati a livello internazionale) che possono essere oggetti, detti icone, oppure simboli, indicazioni di uno stato o condizione particolare, raffigurazione di un gesto o di un evento da evitare o vietare. I messaggi visivi svolgeranno bene la loro funzione se potranno essere letti in ogni loro parte senza malintesi; la dimensione quindi un elemento

fondamentale. Molte norme danno istruzioni sulle misure minime che il cartello deve avere per poter essere letto dalle varie distanze; in linea generale si va da un cerchio di diametro di 25 mm o quadrato da 50 x 50, per una visione da 50 cm. a 600 mm di diametro o 450 x 450 per distanze dellordine dei 25 mt. Nelle targhette abbinate ai segnali i caratteri devono avere unaltezza di almeno 6,5 mm nel caso che la distanza di lettura sia di 2 mt circa e sale a 12,5 e 20 mm per distanze rispettivamente di 4 e 6 mt. I segnali acustici3 possono essere di avvertimento o di sfollamento demergenza; perch possano essere riconoscibili devono essere udibili, discriminabili ed inequivocabili. I segnali tattili sono i meno usati e la loro codifica pu avvenire per la forma delloggetto, per la rugosit, per il rilievo dato alla sagoma o per la posizione di un oggetto relativamente ad un altro. Una segnalazione, ottica od acustica, specie se di allarme o di anomalia, deve perdurare per il lasso di tempo che possa garantirne la ricezione. Tutto ci che pu minacciare il corretto funzionamento della macchina o dellimpianto deve essere memorizzato nel dispositivo dallarme, affinch venga mantenuta attiva la segnalazione anche quando viene a mancare la causa che lha azionato.

Quando scatta lallarme la segnalazione visiva ed acustica. La ricezione da parte delloperatore deve essere confermata, cio loperatore deve premere lapposito tasto, e normalmente si spegne il segnale acustico e quello ottico mantiene la memoria dellevento. A questo punto le sequenze variano a seconda di ci che fa il segnale ottico, che pu o meno permanere al venire meno della causa dellallarme, oppure pu divenire pulsante da continuo o viceversa o, ancora, variare il ritmo della pulsazione. I dispositivi di segnalazione inerenti la sicurezza devono poter essere controllati rapidamente e periodicamente da personale specializzato, che pu essere loperatore stesso, o avvenire automaticamente. Nelle segnalazioni bisogna altres considerare anche tutte le informazioni non presenti direttamente sulla macchina, ma che raggiungono loperatore tramite il manuale distruzioni. Anchesso uninterfaccia tra le caratteristiche della macchina e lutente, meno immediato certamente, ma senza dubbio (se correttamente creato) molto pi dettagliato di una semplice lampada spia.
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Esiste una normalizzazione internazionale dei segnali dallarme, secondo sequenze ISA, che abbina segnali ottici ed acustici.

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2. Riferimenti giuridici
2.1. La direttiva macchine
risaputo che i sistemi di comando devono essere progettati e costruiti in modo da essere tanto sicuri ed affidabili da evitare qualsiasi situazione pericolosa. Il punto 1.2.2 all.1 della D.M. stabilisce che i dispositivi di comando devono essere chiaramente visibili, individuabili ed eventualmente contrassegnati da una marcatura adatta, facendo riferimento ai simboli grafici normalizzati nella UNI-ISO 7000, oppure di forma e colori convenzionali. Devono essere disposti in modo da garantire una manovra sicura, univoca e rapida e quindi posti in posizioni facilmente e velocemente raggiungibili e che non vi siano ambiguit nellazione comandata (p.e. lo stesso effetto pu essere raggiunto azionando due dispositivi diversi) e progettati in modo tale che il movimento del dispositivo di comando sia coerente con lazione del comando usando per esempio comandi intuitivi e adottando sensi di manovra normalizzati. Salvo che per alcuni casi, come per esempio un arresto demergenza e una consolle dapprendimento per i robot, i dispositivi di comando devono essere situati fuori delle zone pericolose; devono essere sistemati in modo che la loro manovra non causi rischi supplementari, progettati e protetti in modo che lazione comandata, se comporta un rischio, non possa aver luogo senza una manovra intenzionale, e fabbricati in modo da resistere agli sforzi prevedibili (con particolare attenzione allarresto demergenza ). Se il dispositivo di comando non ha unazione univoca, lazione comandata dovr essere chiaramente visualizzata ed eventualmente confermata. La macchina deve essere dotata di dispositivi di segnalazione ed indicazioni che loperatore, non solo deve conoscere per poterla far funzionare in modo sicuro, ma che deve essere in grado di vedere dal proprio posto di comando soprattutto se si possono verificare situazioni critiche a causa di sovrapressioni, sovratemperature, sovraccarichi, ecc. Inoltre, se ad esempio la macchina di grandi dimensioni e non completamente segregata, oppure se prevista la possibilit di accesso allarea pericolosa, loperatore dal posto di comando principale, deve potersi accertare che non vi siano persone esposte nelle zone a rischio; in caso contrario occorrer predisporre dei segnali di avvertimento sonori e/o visivi che precederanno ogni messa in marcia, affinch la persona esposta abbia tempo e mezzi per impedire rapidamente lavviamento della macchina stessa (aspetto previsto anche dal punto 3.6.7 della EN 292-2). Il punto 1.5.4 all.1 della D.M. prende in considerazione i rischi dovuti a errori di montaggio e rimontaggio di alcuni pezzi e prescrive che devono essere evitati grazie ad una progettazione mirata oppure mediante indicazioni figuranti sui pezzi e/o sul carter compresi quelli mobili se occorre conoscere il senso del moto per evitare rischi come ad esempio il senso di rotazione di un motore di una pompa. Raccomandazioni supplementari possono essere previste nelle istruzioni per luso. Se lorigine dei rischi pu essere dovuta ad un collegamento difettoso, la progettazione o le indicazioni figuranti sulle tabulazioni e/o sulle morsettiere devono rendere impossibili i raccordi errati di fluidi, compresi quelli dei conduttori elettrici. Errori di montaggio potranno essere evitati anche usando connettori elettrici di forma diversa a seconda del livello di tensione, diametri diversi degli allacciamenti secondo la pressione presente, tubazioni di diversi colori a seconda della loro destinazione (tipi di gas, fluidi, ecc.). Per lidentificazione dei conduttori elettrici possono essere usati nero, marrone rosso, arancio, giallo, verde, blu, viola, grigio, bianco, rosa, turchese. I cavi unipolari isolati dovrebbero essere codificati mediante i colori come segue; s Nero: circuiti di potenza in c.a. e c.c. s Rosso: circuiti di comando in c.a. s Blu: circuiti di comando in c.c. s Arancio: circuiti di comando dinterblocco alimentati da una sorgente di potenza esterna. Per dettagli sullidentificazione dei morsetti e/o dellestremit dei conduttori possono essere utili gli esempi riportati nella EN 60445. Al punto 1.7 all.1 della D.M. si prendono in esame le segnalazioni, e viene stabilito che per guidare una macchina le informazioni necessarie devono essere chiare e facilmente comprensibili. Non devono essere in quantit tale da accavallarsi nella mente delloperatore se il funzionamento difettoso di una macchina che funziona senza sorveglianza mette a repentaglio la sicurezza delle persone esposte, la macchina deve essere dotata di idonei segnali luminosi e/o sonori. I dispositivi dallarme installati sulle macchine dovranno essere percepiti con facilit e sicurezza, senza cio generare dubbi o ambiguit e loperatore dovr poterne verificare la costante efficienza. La D.M. prescrive anche la conformit ad eventuali disposizioni di legge relative a colori e segnali di sicurezza (citiamo a titolo desempio la Direttiva 92/58/CEE sui segnali di sicurezza). Se malgrado ladozione delle varie disposizioni alluopo, permanessero dei rischi, residui o potenziali, non evidenti (ad es. spurgo di circuito idraulico, sorgenti radioattive, ecc.) il fabbricante tenuto a costituire delle avvertenze, che devono utilizzare preferibilmente dei simboli comprensibili a tutti e/o essere redatte in una delle lingue del paese di utilizzazione, corredata su richiesta dalle lingue conosciute dagli operatori. La macchina deve essere corredata delletichetta didentificazione con i dati standard (serie, tipo, n serie, identificazione del fabbricante, marcatura CE ed anno di costruzione) ed inoltre, se viene utilizzata in atmosfera potenzialmente esplosiva, le apposite indicazioni. Cos pure, in funzione delle caratteristiche, sulla macchina devono esservi le indicazioni indispensabili alla sicurezza desercizio (frequenza massima di rotazione di determinati organi, dimensioni massime degli utensili impiegabili, masse, ecc.).In particolare, sulle parti che potrebbero essere movimentate, durante lutilizzo, con mezzi di sollevamento, bisogna indicare chiaramente la massa. Al punto 1.7.4 della D.M. previsto che le macchine siano accompagnate dalle istruzioni per luso che contengano, oltre alle indicazioni gi dette per letichetta (esclusa la serie), dati per facilitare la manutenzione ad es. indirizzi utili a tal fine -, le condizioni dutilizzazione, indicazioni sulle postazioni di lavoro che gli operatori possono occupare, le istruzioni per eseguire senza rischio varie procedure, come ad es.: s La messa in servizio s Il trasporto s Linstallazione s Manutenzione e riparazione s Istruzioni per laddestramento s Le caratteristiche essenziali degli utensili che possono essere usati

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s Se necessario devono essere messe in risalto anche le controindicazioni di utilizzazione. La D.M. illustra innumerevoli altre prescrizioni al riguardo, la cui trattazione dettagliata necessiterebbe di molto spazio; ci limitiamo quindi a rammentare che va posta attenzione alla lingua in cui vengono redatte, a quali schemi o altri documenti vengono allegati e a tutte le altre informazioni che possono contribuire a stabilire quel corretto rapporto tra uomo e macchina di cui accennato in apertura, tenendo nella massima attenzione il livello di formazione del probabile operatore.

2.2. Il D.Lgs 493/96 Prescrizioni per la segnaletica di sicurezza


Il D.Lgs 493/96 disciplina la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, nei settori dattivit privati e pubblici ad esclusione della segnaletica usata per regolare il traffico ferroviario, stradale, fluviale, marittimo ed aereo. Tali segnalazioni potremo quindi trovarle sulle macchine o in prossimit di esse o negli impianti di grandi dimensioni. Lart. 1 del suddetto D.Lgs definisce la segnaletica di sicurezza quella segnaletica che riferita ad un oggetto ad una attivit o ad una situazione determinata fornisce unindicazione od una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso od acustico, una comunicazione verbale o gestuale. I segnali di sicurezza possono essere di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio o di soccorso (che indica luscita di sicurezza o come raggiungere i mezzi di soccorso) e di informazione. Per colore di sicurezza si intende un colore al quale stato assegnato un significato determinato mentre per cartello un segnale che, mediante combinazioni di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o di un pittogramma, fornisce unindicazione determinata, la cui visibilit garantita da una illuminazione di intensit sufficiente a cui si possono aggiungere cartelli supplementari per fornire indicazioni complementari al principale. Ancora allart. 1 troviamo altre definizioni: quella del simbolo o pittogramma, che unimmagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegato su un cartello o su una superficie

luminosa, il segnale luminoso, che un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semi-trasparente, che illuminato dallinterno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa, e il segnale acustico, che un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale. Infine la comunicazione verbale, un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale, e il segnale gestuale che un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori. La segnalazione di sicurezza ha lo scopo di attirare lattenzione in modo rapido e di facile comprensione su oggetti o situazioni che possano provocare pericoli senza ovviamente sostituirsi ma aggiungendosi alle necessarie misure di protezione. Lart. 2 ne sancisce lobbligo per il datore di lavoro, nellart. 4 vengono illustrati gli adempimenti in materia di informazione e istruzione, e nellart.8 le sanzioni per gli inadempienti. Nellallegato I4 troviamo le prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza, Tabella1 Colore ROSSO Significato oscopo Segnali di divieto Pericolo allarme

le sue diverse utilizzazioni, intercambiabilit o complementarit. A seconda dei casi dutilizzo la segnalazione potr essere occasionale o permanente e, a parit defficacia, si potr godere di una certa libert di scelta fra i vari tipi di segnali nella loro intercambiabilit e complementariet. Le combinazioni complementari ammesse sono: segnali luminosi e acustici, luminosi e verbali, gestuali e verbali. Da sottolineare che, nella guida di persone nello svolgimento di manovre implicanti un rischio, limpiego di segnali gestuali o comunicazioni verbali sono concesse solo come occasionali. La tabella che segue riporta i colori di sicurezza con il loro significato, scopo e modalit duso.

I successivi allegati, da II a IX, definiscono i requisiti specifici cui devono essere conformi le varie tipologie di segnali; ne elenchiamo solo loggetto di ciascuno, non essendo pertinente alloggetto del presente dossier la trattazione dettagliata di tutti. Lall. II tratta dei cartelli segnaletici, il III le segnalazioni su contenitori e tubazioni, il IV le attrezzature antincendio, il V gli ostacoli, il VI i segnali luminosi, il VIII la comunicazione verbale ed il IX la comunicazione gestuale. In questa sede accenneremo soltanto agli all. II, VI e VII.
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Indicazionieprecisazioni Atteggiamenti pericolosi Alt, arresto, dispositivi dinterruzione demergenza. Sgombero.

Materiali ed attrezzature

Identificazione ed ubicazione antincendio

GIALLO O GIALLO-ARANCIO AZZURRO

Segnali di avvertimento

Attenzione, cautela. Verifica.

Segnali di prescrizione

Comportamento o azione specifica obbligo di portare un mezzo di sicurezza personale

VERDE

Segnali di salvataggio o di soccorso Situazione di sicurezza

Porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni, locali Ritorno alla normalit

Nota: Questa codifica colori valida anche per i segnali luminosi, ed il giallo o giallo arancio possono essere usati per lidentificazione dei recipienti contenenti sostanze o preparati pericolosi.

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La segnaletica deve corrispondere alle indicazioni del punto 5 dellall.I, cio la sua efficacia non deve essere compromessa da: 1) Presenza di altra segnaletica o di altra fonte emittente dello stesso tipo, che turbino la visibilit o ludibilit; ci comporta in particolare la necessit di : s Evitare di disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini gli uni agli altri s Non utilizzare contemporaneamente due segnali luminosi che possano confondersi s Non utilizzare un segnale luminoso nelle vicinanze di unaltra emissione luminosa poco distinta s Non utilizzare contemporaneamente due segnali sonori s Non utilizzare un segnale sonoro se il rumore di fondo troppo intenso 2) Cattiva progettazione, numero insufficiente, ubicazione irrazionale, cattivo stato, o cattivo funzionamento dei mezzi o dei dispositivi di segnalazione. I mezzi ed i dispositivi segnaletici devono mantenere le loro propriet e pertanto devono essere puliti, manutentati, riparati e sostituiti quando necessario. Il loro numero e la loro ubicazione sar in funzione dei rischi e delle dimensioni dellarea da coprire. Per le segnalazioni il cui funzionamento legato ad una fonte di energia, deve essere prevista unalimentazione di emergenza nelleventualit di uninterruzione di tale energia, tranne nei casi in cui il rischio venga meno con linterruzione stessa. Il segnale luminoso o sonoro deve avere la stessa durata dellazione di cui indica lavviamento e deve essere reinserito immediatamente dopo ogni utilizzazione. Nel caso che gli operatori interessati presentassero riduzione delle capacit uditive o visive (ad esempio per limpiego di protezioni individuali) devono essere adottate misure supplementari o sostitutive adeguate. Lallegato II riporta le prescrizioni generali per i cartelli segnaletici, caratteristiche intrinseche, condizioni dimpiego e modalit duso. Forma e colori dei cartelli da impiegare sono definiti al punto 3, in funzione del loro oggetto specifico (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio. I pittogrammi devono essere semplici e di facile comprensione; potranno essere leggermente diversi da quelli riportati al

punto 3 purch ne mantengano il significato e non creino ambiguit. I materiali impiegati devono resistere alle intemperie, agli urti e alle aggressioni da fattori ambientali. Dimensioni, propriet colorimetriche e fotometriche devono garantire una buona visibilit e comprensione; fino ad una distanza di 50 m. la formula per calcolare le dimensioni la seguente A>L2 /2000 ove A la superficie del cartello in m2 ed L la distanza in metri alla quale il cartello deve essere riconoscibile. Per le altre propriet bisogna fare riferimento alla specifica normativa UNI. La sistemazione dei cartelli deve tenere conto di eventuali ostacoli, ad altezza ed in posizione appropriata rispetto allangolo di visuale, allingresso dellarea interessata, in caso di rischio generico, ovvero nelle immediate adiacenze delloggetto pericoloso, in un luogo ben illuminato, accessibile e visibile. Se lilluminazione naturale fosse insufficiente pu essere opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale (tenendo conto delle prescrizioni in materia dal D.Lgs. 626/ 94. Ricordiamo che i cartelli vanno rimossi, qualora decada la ragione della loro persenza. Il punto 3, prima citato, illustra e definisce le caratteristiche dei vari cartelli; la tabella seguente ne sintetizza i principali punti. Per i segnali luminosi (all.VI) prescritto che la luce emessa deve essere adeguata allambiente, alle condizioni duso, non deve essere n abbagliante n troppo fioca. La superfice luminosa del segnale pu riportare un simbolo su un fondo determinato, nel qual caso il simbolo

dovr essere conforme a quanto riportato nellall. II, oppure essere di colore uniforme, ed in questo caso deve corrispondere alla tabella 1 (dallall. I, punto 4). La segnalazione luminosa pu essere continua o intermittente: se un dispositivo pu emettere entambi i segnali quello intermittente sar impiegato per indicare, rispetto a quello continuo, un livello pi elevato di pericolo o una maggiore urgenza dellintervento o dellazione richiesta. La durata di ciascun lampo e la frequenza di lampeggiamento di un segnale luminoso andranno calcolate in modo da garantire una buona percezione del messaggio e da evitare confusioni con altri segnali luminosi o con uno continuo. Se il segnale luminoso intermittente integra o sostituisce un segnale acustico i codici dei segnali dovranno essere identici. Qualora in cui il segnale luminoso sia utilizzato in caso di pericolo grave il dispositivo emittente dovr essere munito di comandi speciali o di lampada ausiliaria. Per i segnali acustici lall.VII prevede che il livello sonoro sia nettamente superiore al rumore di fondo, al fine di essere udibile, senza essere per eccessivo o doloroso. La durata degli impulsi, o la separazione tra impulsi e serie di impulsi, deve renderlo facilmente riconoscibile e distinguerlo nettamente da altri segnali acustici o dal rumore di fondo. Analogamente a quanto detto per i segnali luminosi, se un dispositivo pu emettere segnali a frequenza costante e variabile, questultima sar utilizzata per indicare un livello di pericolo pi elevato.

Tabella2 Cartelli di divieto Forma rotonda Pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda rossi Cartelli di avvertimento Forma triangolare Pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero Cartelli di prescrizione Forma rotonda Pittogramma bianco su fondo azzurro Cartelli di salvataggio Forma quadrata o rettangolare Cartelli per le attrezzature Forma quadrata o rettangolare antincendio Pittogramma bianco su fondo verde Pittogramma bianco su fondo rosso

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Cartelli di divieto

Vietato fumare

Vietato fumare o usare fiamme libere

Vietato ai pedoni

Divieto di spegnere con acqua

Acqua non potabile

Divieto di accesso alle persone non autorizzate

Vietato ai carrelli di movimentazione

Non toccare

Cartelli di avvertimento

Materiale infammabile o alta temperatura

Materiale esplosivo

Sostanze velenose

Sostanze corrosive

Materiali radioattivi

Carichi sospesi

Carrelli di movimentazione

Tensione elettrica pericolosa

Pericolo generico

Caduta con dislivello

Rischio biologico

Bassa temperatura

Sostanze nocive e irritanti

Raggi laser

Materiale comburente

Radiazioni non ionizzanti

Campo magnetico intenso

Pericolo di inciampo

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Cartelli di prescrizione

Protezione obblig. degli occhi

Protezione obblig. delle vie respiratorie

Protezione obblig. delludito

Casco di protezione obbligatoria

Calzature di sicurezza Guanti di protezione obbligatoria obbligatoria

Protezione obblig. del corpo

Protezione individuale obblig. contro le cadute

Obbligo generico (con eventuale cartello individuale)

Protezione obblig. del viso

Passaggio obblig. per i pedoni

Cartelli di salvataggio

Percorso/Uscita di emergenza

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

Pronto soccorso

Barelle

Doccia di sicurezza

Lavaggio degli occhi

Telefono per salvataggio e pronto soccorso

Cartelli per le attrezzature antincendio

Lancia antincendio

Scala

Estintore

Telefono per gli interventi antincendio

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

3. Riferimenti normativi
3.1. Esigenze generali. EN 292-1 e 292-2
Prima di entrare nellesame di dettaglio delle caratteristiche delle segnalazioni occorre affrontare alcuni aspetti funzionali delle macchine, molto spesso trascurati, soprattutto in relazione allargomento di questo dossier; parliamo di ergonomia e di istruzioni per luso e della relazione tra loro e con linterfaccia uomo - macchina. Al punto 4.9 della EN 292-1 vengono sottolineati i pericoli provocati dallinosservanza dei principi ergonomici in fase di progettazione della macchina, causando uno sbagliato abbinamento uomo macchina, manifestato da effetti fisiologici (risultanti p.es. da posizioni errate, sforzi ripetitivi o eccessivi), effetti psicofisiologici (causati da eccessivo o scarso impegno mentale, tensione, ecc.) derivanti dalla conduzione, sorveglianza o manutenzione di una macchina entro i limiti duso previsti, errori umani. Per uso previsto della macchina si intende quello per cui stata destinata, frutto della sua progettazione, costruzione e funzione, in conformit con le indicazioni fornite dal fabbricante e nellimplicito rispetto delle istruzioni tecniche del manuale duso, prendendo in considerazione per anche un uso scorretto5 ragionevolmente prevedibile. La progettazione di una macchina deve quindi prevederene lo studio in tutte le fasi della sua vita (costruzione, trasporto e messa in servizio, uso con relativa manutenzione, pulizia, ricerca dei guasti, funzionamento, messa fuori servizio, smantellamento ed eventuale eliminazione) nonch la preparazione delle istruzioni tecniche relative a tutte le fasi di vita anzidette (esclusa la costruzione)6. Secondo il tipo di rischio, del momento in cui le istruzioni potrebbero essere consultate dalloperatore e del progetto della macchina, bisogner valutare se sia necessario che le istruzioni possano essere riportate in tutto o in parte nella/ sulla macchina stessa e/o nei documenti di corredo (in particolare nel manuale distruzioni) e/o quali altri mezzi, segnali o avvertimenti vadano scelti. Queste istruzioni non possono per essere impiegate per compensare delle carenze di progettazione. In fase di progetto bisogna quindi determinare, nel modo pi completo possibile, i diversi modi duso della macchina e le diverse procedure dintervento degli operatori, al fine di
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poter associare a ciascun modo e procedura le adeguate misure di sicurezza. Bisogner logicamente informare ed avvertire gli utilizzatori sui pericoli residui e prescrivere i metodi di lavoro adeguatamente sicuri. Gi in fase di progettazione bisogner rispettare i principi ergonomici, per aumentare la sicurezza, laffidabilit e il buon rendimento della macchina; anche nel progetto base, stabilendo le funzioni delloperatore e della macchina (grado di automazione) si deve tenere conto di tali principi. Di conseguenza, per evitare disagi, sforzi, danni fisici o mentali, occorrer considerare le dimensioni del corpo (con le varianti da Paese a Paese) degli sforzi , delle posizioni assunte, del genere di movimenti e della loro ampiezza, della frequenza delle azioni cicliche7. Tutti gli elementi dellinterfaccia uomo macchina, quali gli organi di comando ed i dispositivi di segnalazione o di visualizzazione dei dati, devono essere progettati in modo che sia possibile una interazione chiara ed inequivocabile tra loperatore e la macchina. I comandi manuali devono essere progettati, collocati e identificati in modo che siano visibili, identificabili e adeguatamente contrassegnati (come gi visto che prescrive la D.M. al punto 1.2.2.; vedi ns. cap.2.1), ed il loro funzionamento non possa causare rischi aggiuntivi. Bisogna curare che la loro disposizione, corsa e resistenza allazionamento siano compatibili con lazione da svolgere, tenedo conto dei principi ergonomici, e prevedendo il possibile uso di mezzi di protezione personale quali guanti, scarpe, ecc.; la posizione dei pulsanti ed il movimento delle leve e/o volantini devono altres essere coerenti con leffetto. Se lorgano di comando atto a svolgere pi funzioni differenti, cio la sua azione non univoca (ad esempio una tastiera), bisogna visualizzare lazione comandata e, se necessario, renderla soggetta a conferma. Oltre ai principi ergonomici, in fase di progettazione vanno rispettati anche i principi di sicurezza, che per molti aspetti sono analoghi ai primi; di specifico a ci vediamo che i comandi manuali devono essere collocati fuori dalle zone pericolose, fatta eccezione per alcuni organi, quali pulsanti per arresto demergenza, pulsantiere dapprendimento, ecc , che alloccorenza sono collocati allinterno della zona pericolosa. La loro collocazione dovrebbe rendere possibile, in fase di azionamento (in

particolare i comandi davviamento), la visione dellelemento comandato. Vicino ad ogni comando di avviamento bisogna collocare un comando darresto; se si impiega un pulsante ad impulso per il comando marcia/arresto (in pratica quando il movimento si avvia con il tasto premuto e si arresta al rilascio) bisogna prevedere un comando darresto separato, se ad un guasto del comando, quando rilasciato, sussista un rischio conseguente. Se unavvio, comportante dei pericoli, possibile con pi organi di comando bisogna realizzare il circuito in modo che, in un determinato momento, sia attivo un solo comando. I dispositivi di segnalazione, i quadranti ed i visualizzatori devono essere progettati e collocati in modo che siano adatti alle caratteristiche percettive umane e leggibili dalla postazione di comando8.

Nella valutazione dei rischi in relazione al prevedibile uso scorretto occorrerebbe prendere in considerazione una trascuratezza normale (quindi non un deliberato proposito), le reazioi istintive delle persone esposte in caso di guasti o disfunzioni, il comportamento prevedibile di alcune persone (bambini o disabili) per certe macchine (soprattutto non professionali), il comportamento cge deriva dalla linea di minor resistenza durante lo svolgimento di un compito (che porta gli operatori ad utilizzare modi duso o tecniche dintervento pericolosi a causa delle difficolt tecniche).
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Nella preparazione delle istruzioni non devono essere inclusi usi della macchina che possono ragionevolmente risultare possibili in relazione alla sua destinazione e descrizione; esse dovranno contenere gli opportuni avvertimenti sul rischio intrinseco conseguente ad un uso della macchina in modi diversi da quelli descritti nelle istruzioni.
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A tal proposito ricordiamo brevemente che opportuno evitare alloperatore di dover assumere posizioni e/o movimenti faticosi, adattare le macchine (sopratutto portatili) allo sforzo, alle caratteristiche di movimento e anatomiche umane. Non vanno trascurati il rumore, le vibrazioni, gli effetti termici, lilluminazione (con particolare attenzione ali effetti stroboscopici) e va evitato il legare il ritmo di lavoro ad una successione automatica di cicli.
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Da questa posizione loperatore deve potersi assicurare dellassenza di persone in zone pericolose; in caso contrario lavvio dalla macchina deve essere preceduto da segnalazione visiva e acustica ed una persona esposta deve avere i mezzi per poter arrestare la macchina.

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Linformazione visualizzata deve poter essere adeguatamente rilevata, identificata ed interpretata; bisogna quindi attentamente valutare la sua durata, la chiarezza e comprensibilit, e che il messaggio sia inequivocabile. Gli avvertimenti o altri messaggi importanti devono essere comunicati con frasi normalizzate. Il punto 5.3 della EN 292-2 in sostanza ribadisce quanto gi visto nellesame del D.Lgs 493/96; i segnali luminosi (ed acustici) devono essere inequivocabili, emessi prima che si verifichi il pericolo e chiaramente percepibili e riconoscibili dalloperatore. A ci aggiunge che i dispositivi devono essere collocati in modo da rendere agevole il loro controllo e che nel manuale distruzioni devono esservi le prescrizioni relative a regolari controlli. Si raccomanda ai progettisti di porre attenzione al rischio derivante dalla saturazione sensoriale, provocata dallemissione troppo frequente di segnali, con conseguente neutralizzazione degli avvertimenti. consigliabile consultarsi spesso con lutilizzatore, anche per conoscere il contesto in cui la macchina va ad inserirsi. Relativamente alle marcature, pittogrammi e avvertimenti scritti il punto 5.4 della EN 292-2, riprende il punto 1.7.all.1 della D.M., precisando che, per permettere un uso sicuro, sulla macchina bisogna indicare anche informazioni come massima velocit delle parti rotanti, massimo diametro degli utensili, frequenza delle verifiche, ecc; le informazioni riportate direttamente sulla macchina dovrebbero essere indelebili, e rimanere leggibili per tutta la durata di vita prevista della macchina. Per le prescrizioni relative al manuale distruzioni si riconfermano le indicazioni della D.M. gi viste; per la stesura consigliabile usare caratteri leggibili, a colori o in grassetto per gli avvertimenti di sicurezza. La lingua da usare quella/e ufficiale/i del paese di destinazione; se si usano pi lingue, ogni testo deve essere ben distinto degli altri, pur restando un tuttuno tra loro e con le illustrazioni. infatti consigliabile corredarlo con illustrazioni esemplificative, seguendo la sequenza delle operazioni, completate da dettagli scritti che identifichino la collocazione dei comandi manuali. Per facilitare la comprensione pu essere utile presentare le informazioni in forma tabulare con i prospetti adiacenti ai testi relativi. Si consiglia luso di colori anche per i componenti che richiedono rapida identificazione.
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Il punto 5.5.3 illustra alcuni suggerimenti per la stesura delle istruzioni; cardine di tutto una corretta applicazione delle regole fondamentali della comunicazione, visti nellintroduzione. Le istruzioni dovranno riferirsi dichiaratamente al modello specifico di macchina. Dovrebbero essere preparate seguendo il processo di comunicazione vedere pensare usare, in modo da ottenere il massimo effetto e seguire la sequenza delle operazioni; bisognerebbe anticipare le domande come? e perch? e fornire le risposte. Dovrebbero essere semplici e concise, chiare ed espresse in termini coerenti, fornendo la spiegazione dei termini tecnici meno conosciuti. Se la macchina prevista per uso non professionale le istruzioni dovranno essere facilmente capibili da utenti non professionali, che dovranno essere informati, gi alla vendita dallimballo o da indicazioni sulla macchina, se sono richiesti mezzi personali di protezione. Le istruzioni devono essere durevoli e resistere alluso frequente da parte dellutilizzatore; pu essere opportuno scrivere da conservare per futuri riferimenti.

3.2. Interfaccia operatore e segnalazioni nellequipaggiamento elettrico. EN 60204-1


La norma EN 60204-1:1998 si applica alla realizzazione di equipaggiamenti elettrici (con tensioni nominali non superiore a 1000 VAC o 1500VDC e con frequenze nominali non superiori a 200Hz) ed elettronici e di sistemi per macchine non portatili, inclusi i gruppi di macchine che lavorano in modo coordinato. Lequipaggiamento considerato inizia dal punto di connessione dellalimentazione allequipaggiamento elettrico della macchina. Include specificatamente, senza per esservi limitata, gli equipaggiamenti elettrici delle macchine definite come insieme di parti o componenti di cui almeno uno mobile, collegate tra loro, con appropriati attuatori, circuiti di comando e di potenza della macchina ecc.,uniti tra loro per una applicazione ben determinata, in particolare per la trasformazione, il trattamento, la movimentazione o limballaggio di un materiale. La definizione si applica anche agli insiemi di macchine disposte e comandate in modo da avere un funzionamento solidale, per raggiungere uno stesso risultato, e allequipaggiamento intercambiabile che modifica la funzione della

macchina, commercializzato allo scopo di essere montato dalloperatore stesso su una macchina, o su macchine diverse, escludendo il caso in cui si tratti di ricambi od utensili9. Per il comando e controllo del funzionamento della macchina si usa il circuito di comando; in esso troviamo le apparecchiature di comando, cio gli apparecchi di manovra combinati con apparecchi di comando, misura, protezione e regolazione, con le relative interconnessioni elettriche e gli accessori involucri e strutture di supporto. Gli apparecchi di comando sono quei dispositivi utilizzati per comandare il funzionamento della macchina, per es. sensori di posizione, interruttori di comando manuali, rel, vavole a comando elettromagnetico ecc. Lattuatore, secondo la definizione al punto 3.1, quella parte del meccanismo dellapparecchio di comando cui viene applicata la forza esterna di manovra, pu presentarsi sotto forma di maniglia, pomello, pulsante, rullo, pistone, ecc.; alcuni non richiedono lapplicazione di una forza ma solamente unazione10. Il punto 10 tratta dellinterfaccia con loperatore e dei dispositivi di comando montati sulla macchina, e riporta le prescrizioni per i dispositivi montati allesterno (anche se solo in parte) degli involucri di comando e/o controllo. Per la scelta, il montaggio, lidentificazione e la codifica bisogna riferirsi alle EN 60073 ed EN 60447. Nei limiti del possibile, si ribadisce, i dispositivi di comando dovranno essere facilmente accessibili sia per il funzionamento che per la manutenzione e montati in maniera da rendere minima la possibilit di danneggiamento causato da eventi quali ad es. la movimentazione di materiali. Correttamente installati, linterfaccia operatore ed i dispositivi di comando devono essere in grado di sopportare le sollecitazioni generate dalluso cui sono destinate.

Precauzioni supplementari e speciali, deducibili in genere dalle specifiche norme, possono essere applicate agli equipaggiamenti elettrici di alcune macchine; p.e. se vengono usate in aria aperta, oppure se trattano materiale esplosivo od in atmosfere potezialmente esplosive, macchine o sistemi per cucire o per sollevamento, ecc.

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Lattuatore di macchina, invece, lorgano di potenza utilizzato per realizzare il movimento della macchina.

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

Le postazioni portatili o pensili ed i loro dispositivi di comando devono essere scelti e predisposti in maniera da ridurre il rischio di funzionamenti non intenzionali (a causa ad es. di cadute od urti). Il grado di protezione deve assicurare la protezione contro gli effetti di liquidi, vapori o gas aggressivi che si trovano nellambiente circostante la macchina, od in essa usati, ed impedire lingresso di agenti contaminanti come trucioli, polveri o altro11. Nellinstallazione bisogna curare che si trovino ad almeno 0,6 m sopra il piano di sevizio e siano facilmente raggiungibili da un operatore che si trovi nella sua normale posizione di lavoro, minimizzando la possibilit di una manovra non intenzionale ed evitando di porre loperatore in una situazione pericolosa mentre li manovra. Rammentiamo anche i sensori di posizione (p.e. finecorsa, interruttori di prossimit): sono quella parte che in un certo modo prolunga i nostri sensi, rilevando gli stati della macchina e trasmettendoli al circuito e quindi ai visualizzatori; essi devono essere disposti in modo che non Tabella3 Colore ROSSO Significato Emergenza

subiscano danni nelleventualit di oltrecorsa e, se impiegati in circuiti aventi funzioni relative alla sicurezza, devono funzionare ad apertura positiva. Il colore dei pulsanti deve rispettare il codice della tabella 3 seguente (tratta dalla EN 60204-1: 1998-04). evidente che per lavviamento i colori sono il bianco, il grigio, il nero con prefenza per il bianco, ammesso il verde e vietato il rosso. Il colore per i pulsanti darresto o interruzione demergenza il rosso. Per larresto normale i colori da impiegare sono il nero, il grigio ed il bianco con preferenza per il nero; il verde vietato, ed il rosso ammesso solo se non viene usato vicino ad un arresto demergenza. Il bianco, il grigio ed il nero sono impiegati anche per i pulsanti che provocano alternativamente lavviamento e larresto e per i pulsanti cosiddetti ad azione mantenuta (provocano cio lavvio quando sono premuti e larresto quando sono rilasciati); per entrambi sono vietati il rosso, il giallo ed il verde. I pulsanti di ripristino possono essere di

colore blu o bianco o grigio o nero, ma se sono usati anche come arresto/ disinserzione non v usato il blu. vietato il verde. Le funzioni dei dispositivi di comando, degli indicatori visivi e dei visualizzatori (in particolare se relativi alla sicurezza) impiegati nelle interfacce devono essere marcati in maniera duratura, o sui medesimi o in loro prossimit; tale marcatura pu essere oggetto di accordo tra fornitore dellequipaggiamento e utilizzatore (p.es. per omogeneit con altre macchine gi in uso). Va data la preferenza alluso di segni grafici normalizzati, riportati nella EN 60417.

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Il grado di protezione minimo contro i contatti diretti IPXXD, secondo la EN 60529.

Spiega zione Azionare in caso di condizione pericolosa o emergenza

Esempidapplicazione Arresto demergenza. Inizio della funzione demergenza

GIALLO

Anormale

Azionare in caso di condizione anormale

Intervento per sopprimere una condizione anormale. Intervento per riavviare un ciclo automatico interrotto.

VERDE

Normale

Azionare per avviare una condizione normale

BLU

Obbligatorio

Azionare in caso di condizione che richiede unazione obbligatoria

Funzione di ripristino

BIANCO Non viene attribuito GRIGIO nessun significato specifico Per lavvio generale delle funzioni ad eccezione dellarresto demergenza (vedere anche la nota) NERO

Avvio (preferenziale) Arresto Avvio Arresto

Avvio Arresto (preferenziale)

Nota: Quando viene usato un mezzo supplementare di codifica (p.es. forma, posizione, struttura) per lidentificazione degli attuatori a pulsante, lo stesso colore Bianco, Grigio o Nero pu essere usato per varie funzioni (p.es. Bianco per gli attuatori di avvio e arresto).

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Per i pulsanti in particolare raccomandato che siano marcati in prossimit, o meglio sopra essi stessi, con i segni grafici della tabella 4. Torniamo ad occuparci degli indicatori luminosi. A cosa servono? Dal punto 10.3.1 definiamo che per determinate manovre: s Segnalano attirano lattenzione delloperatore o indicano una manovra da eseguire. Per questo scopo abitualmente si usano i colori rosso, giallo, verde e blu s Confermano convalidano un comando o una condizione ola fine di un periodo di transizione o cambiamento. Si impiegano abitualmente i colori blu e bianco ed, in alcuni casi, il verde. La tabella 5 seguente, relativa ai colori degli indicatori luminosi e al loro significato rispetto alle condizioni della macchina il riferimento cui devono essere conformi le colorazioni degli indicatori luminosi (salvo accordi diversi tra fornitore ed utilizzatore). I colori possono avere significati diversi (come vedremo dalla EN 60073) purch nel rispetto di uno dei seguenti principi: s La sicurezza delle persone e dellambiente circostante s Lo stato dellequipaggiamento elettrico Potrebbe rendersi necessario evidenziare maggiormente il segnale, oppure anche solo per ulteriore

Tabella4
Avviamento o inserzione Arresto o disinserzione Pulsanti che provocano alternativamente avviamento e arresto o inserzione e disinserzione Pulsanti che provocano unavviamento o una inserzione quando sono premuti ed unarresto o una disinserzione quando sono rilasciati

distinzione, utilizzando delle luci intermittenti; si potr cos attirare lattenzione, richiedere unazione immediata, oppure indicare una discordanza tra il comando dato e lo stato reale dellapparecchiatura oppure ancora per indicare un cambiamento in corso, usando lintermittenza durante la fase transitoria. ribadita la raccomandazione allimpiego della frequenza pi elevata per linformazione avente priorit superiore; i valori dintermittenza e i rapporti impulso/pausa li vedremo anchessi pi avanti nella trattazione della EN 60073. La colorazione degli attuatori dei pulsanti luminosi deve essere conforme alle precedenti tabelle 3 e 5; potrebbero sorgere dei dubbi sullassegnazione di certune condizioni, nel qual caso preferibile optare per il bianco. Quello dellarresto demergenza il rosso non deve dipendere dallilluminazione della sua lampadina.

Anche per i visualizzatori, cio le unit di visualizzazione, gli indicatori dallarme, va curata la scelta e la posizione per garantirne la visibilit dalla postazione di lavoro; se ricoprono funzioni davvertimento raccomandato che siano intermittenti o rotanti e accompagnati da unavvisatore acustico. Il montaggio di potenziometri, commutatori e dei dispositivi di comando in genere dotati di un elemento rotante deve essere tale per cui sia impedita la rotazione della parte fissa, senza fare affidamento sulla sola resistenza dattrito. Al punto 10.6, per gli attuatori impiegati nelle funzioni davviamento, si ribadisce lesigenza di ridurre il rischio di manovre non intenzionali, curando attentamente la scelta e linstallazione dei dispositivi adoperati; nonostante ci permesso usare dei pulsanti a fungo per i dispositivi di comando a due mani.

Tabella5 Colore ROSSO Significato Emergenza Spiega zione Condizioni pericolose Azionedelloperatore Arresto immediata per trattare una condizione pericolosa (p.es. azionando larresto demergenza) GIALLO Anormale Condizione anormale Condizione critica imminente VERDE BLU Normale Obbligatorio Condizione normale Indicazione di una condizione che richiede unazione delloperatore BIANCO Neutro Altre condizioni: pu essere usato ogni volta che si ha un dubbio sullimpiego dei colori rosso, giallo, verde, blu. Controllo Controllo e/o intervento (p.es. ristabilendo la funzione desiderata) Facoltativa Azione obbligatoria

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

Per la specifica importanza nei confronti della sicurezza ai dispositivi, agli attuatori ed ai circuiti relativi alle funzioni demergenza va dedicata particolare attenzione. Per larresto e linterruzione demergenza sono utilizzabili vari tipi di dispositivi; interruttori con comando a pulsante, interruttori azionati dalla trazione di una corda e, limitatamente allarresto demergenza, interruttori con comando a pedale senza protezioni meccaniche. Tali dispositivi devono essere del tipo ad autoritenuta meccanica e contatti ad apertura positiva. Inoltre, esclusivamente per linterruzione demergenza, linterruttore con comando a pulsante pu essere racchiuso in un involucro con vetro frangibile. La caratteristica fondamentale dellarresto demergenza la sua rapida raggiungibilit; i dispositivi devono quindi essere facilmente accessibili, collocati in ogni postazione di comando delloperatore ed in altri punti operativi dove potrebbe risultare utile; unica eccezione i comandi senza fili, nei quali deve essere sempre previsto un dispositivo darresto che permetta un rapido intervento per prevenire situazioni pericolose, ma tale dispositivo non pu essere marcato o etichettato come arresto demergenza, anche nel caso la sua funzione lo fosse. Lattuatore del dispositivo deve essere di colore rosso, e leventuale sfondo sar giallo; se lattuatore un interruttore a pulsante deve essere a palmo o a testa di fungo. I circuiti darresto e dinterruzione demergenza possono essere ripristinati solo quando tutti i dispositivi eventualmente azionati sono stati riarmati. Anche i dispositivi di sezionamento dellalimentazione possono essere azionati localmente per fungere da dispositivo di arresto o interruzione demergenza se facilmente accessibili alloperatore e sono del tipo descritto in 5.3.2 a),b), o c)12. In tal caso i colori devono essere conformi alle prescrizioni prima citate. La collocazione dei dispositivi dinterruzione demergenza legata alla necessit dellapplicazione che ricoprono. Di solito sono collocati separatamente dalle postazioni di comando delloperatore, ma, nei casi in cui vi risultasse necessaria linstallazione, tale postazione non sar necessariamente equipaggiata di arresto demergenza dal momento che la funzione dinterruzione provoca unarresto demergenza di Categoria 0. Le indicazioni generali sulla marcatura, segnalazioni di avvertimento e

designazioni di riferimento sono esposte nel punto 17. Lequipaggiamento elettrico deve riportare il marchio o altra forma di identificazione del fornitore e, se necessario, marchi di certificazione; le suddette targhette per lidentificazione e/o per i dati, le marcature, e i segnali davvertimento devono avere una resistenza sufficiente a sopportare le condizioni ambientali. Tutti i contenitori, per i quali non sia evidente la presenza allinterno di dispositivi elettrici, dovranno essere marcati in maniera ben visibile su porta o coperchio, con una saetta nera su fondo giallo inserita in un cartello triangolare a bordo nero; questo segnale pu essere omesso solo nel caso di involucro equipaggiato di dispositivo di sezionamento dellalimentazione, postazione di comando, interfaccia operatoremacchina o un singolo dispositivo con il suo specifico involucro (ad es. un finecorsa). Oltre alle indicazioni gi dette, lequipaggiamento elettrico di comando di una macchina deve riportare lindicazione della tensione nominale, numero fasi e frequenza (se in AC), la corrente a pieno carico per ogni alimentazione13 ed il potere di interruzione di cortocircuito del dispositivo di protezione contro le sovracorrenti (se fornito come parte integrante dellequipaggiamento della macchina). Tutte le designazioni impiegate sui componenti, dispositivi di comando e controllo, involucri, ecc. devono essere riportate in maniera chiara sulla documentazione tecnica, impiegando i medesimi segni grafici e designazioni ( possibile un raggruppamento in determinati casi per ragioni di spazio); pu essere utile fornire anche lo schema relativo alla morsetteria di connessione dellinterfaccia. Tale obbligo non sussiste nel caso in cui la macchina abbia un solo motore, con una o pi pulsantiere e varie spie di segnalazione. Le caratteristiche funzionali dei dispositivi di comando, che non fossero evidenti dalla loro rappresentazione simbolica, vanno descritte e incluse nello schema, a lato del segno grafico o in una nota a pi di pagina. Qualche cenno ancora sulla documentazione, relativamente alle condizioni dimpiego; cos come prescritto dalla EN 292 per la macchina nella sua totalit, anche per lequipaggiamento elettrico bisogna indicare le condizioni normali di funzionamento, comprese le

caratteristiche dellalimentazione elettrica, informazioni su movimentazione immazzinaggio e trasporto, se necessario dati sullambiente in cui collocarlo, nonch sulluso non appropriato dellapparecchiatura. Le corrette procedure di messa in opera ed impiego vanno descritte in un manuale di funzionamento, che indicher le misure di sicurezza ed i modi impropri di funzionamento prevedibili. Nel manuale di manutenzione, in conclusione, vanno indicate le procedure corrette per la taratura, le ispezioni ed i controlli preventivi; i regolari controlli di cui si diceva prima, nei requisiti generali dalla EN 292.

12 Al punto 5.3.2 sono definiti i cinque tipi di dispositivi di sezionamento; i tipi impiegabili, cio a), b), o c) sono gli interruttori, gli interruttori-sezionatori e gli interruttori automatici. Sono esclusi i sistemi presaspina. 13 Il valore riportato non pu essere inferiore alla somma delle correnti a pieno carico di tutte le utenze che possono essere in funzione contemporaneamente.

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3.3. Codifica dei dispositivi e degli attuatori. EN 60073


Nella EN 60073 sono stabilite le regole generali per attribuire un unico significato ad alcuni colori e ai mezzi supplementari per i dispositivi indicatori e per gli attuatori in modo da: s Aumentare la sicurezza delle persone, dei beni e/o dellambiente, realizzando la sorveglianza ed il comando sicuri dellapparecchiatura, s Facilitare la sorveglianza ed il comando adeguati e la manutenzione dellapparecchiatura, s Facilitare il riconoscimento rapido delle condizioni di comando e la posizione degli attuatori. La norma di applicazione generale, nelle circostanze suddette, da casi semplici (come spie luminose di segnalazione, pulsanti, indicatori meccanici, LED o display) fino a stazioni di controllo estese con molteplici dispositivi. I principi generali di codifica devono essere stabiliti nel progetto del sistema e devono essere omogenei con quelli usati per altre apparecchiature dello stesso impianto o processo; i codici devono inoltre essere spiegati nella documentazione che accompagna lapparecchiatura o limpianto. Le codifiche che impiegano le tonalit cromatiche e/o le intermittenze devono essere usate con significati omogenei e per informazioni prioritarie. Possono essere impiegati mezzi supplementari e/o informazioni scritte sulle apparecchiature; ci obbligatorio qualora tra gli operatori vi chi non distingue bene i colori e nel caso che il significato dei colori sia in relazione con la sicurezza di persone o ambiente. Nelle tabelle seguenti troviamo le indicazioni sulle caratteristiche della codifica con colori ed i mezzi supplementari associabili:

Tabella6:codificaconcolori Codifica Mezzi Colori Luminosit Contrasto Tonalit Saturazione Caratteristiche

Tabella7:codificaconmezzicomplementari Codifica Mezzi supplemenari CODICI VISIBILI Forma Posizione Durata Figure (alfanumeriche, pittogramma, linee, simboli grafici) Forma (tipo di carattere, dimensione, ampiezza linea) Struttura (tipo della linea, ombreggiatura, punteggiatura) Ubicazione (assoluta, relativa) Orientamento (con o senza sistema di riferimento) Caratteristiche

Cambio delle caratteristiche


Alternanza del colore (intermittenza) Alternanza della forma (intermittenza) Alternanza della posizione (intermittenza) CODICI UDIBILI

Tipo di suono

Tonalit Rumori Messaggio parlato Frequenza selezionata

Frequenza Durata

Cambio delle caratteristiche


Alternanza di composizione delle frequenze Alternanza della pressione acustica Durata totale

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

Il colore attira facilmente lattenzione e per questo ad alcuni stato attribuito un particolare significato ma indispensabile alluomo che possa essere chiaramente identificabile e distinguibile, ed inoltre alcuni colori sono riservati solo ad applicazioni inerenti la sicurezza. La norma EN 60073 si occupa in particolare dei dispositivi indicatori e degli attuatori che hanno soltanto i seguenti colori: ROSSO, GIALLO, VERDE, BLU,

NERO, GRIGIO, BIANCO (il NERO impiegato anche per i dispositivi indicatori come display14 o indicatori meccanici). Il primo mezzo di codifica la tonalit cromatica cui si associano saturazione luminosit e contrasto. Se la codifica affidata al solo colore raccomandato che le sue coordinate non superino i limiti15 durante la vita prevista del componente; bisogna anche tener conto del fatto che il colore percepito il risultato della

combinazione tra luce emessa e luce incidente. Non proponiamo unanalisi delle tabelle relative allimpiego dei colori ed al loro significato, in quanto sostanzialmente analoghe a quanto descritto nelle precedenti tabelle 1, 3 e 5, ma esaminiamo i principi generali riguardo la codifica dellinformazione, cominciando dalla tabella seguente (riferimento normativo EN 60073 pag.19, punto 4.3.1, tabella 3):

Tabella8 S IGNIFICATO Colore Sicurezzadellepersone odellambiente ROSSO Pericolo Condizioni di processo Arresto immediata per trattare una condizione pericolosa (p.es. azionando larresto demergenza) GIALLO VERDE BLU BIANCO GRIGIO NERO Non attribuito alcun significato specifico Attenzione Sicurezza Obbligatorio Emergenza Anormale Normale Nessun significato particolare Nessun significato particolare Nessun significato particolare Condizionidiprocesso Statodellapparecchiatura

Per il BIANCO possibile usare i LED gialli o le lampade a scarica (neon), se non c rischio di confusione per loperatore; vanno evitati dubbi in genere per loperatore (ad esempio se si usano LED bianchi, gialli e verdi e ne sono presenti almeno due)16. Se i dispositivi indicatori connessi in parallelo sono montati in posti differenti oppure la stessa fonte dinformazione pu avere differenti significati, per questi dispositivi indicatori possono essere utilizzati colori differenti17. Il colore deve ovviamente essere scelto in funzione di ci che si vuole comunicare; il significato sar attribuito secondo la priorit che si dar ai vari criteri di sorveglianza e cio sicurezza delle persone e dellambiente, condizioni di processo, stato dellapparecchiatura. Qalunque criterio si impieghi, la scelta deve rispettare le tabelle 1, 3 e 5 senza creare incertezze nei significati. Tutto ci valido anche per i display (per comunicazioni che ricadano nei casi previsti dalla norma), con particolare attenzione al contrasto con i colori adiacenti e con il fondo; in caso di indicazioni relative alla sicurezza i colori devono essere

particolarmente brillanti, saturi e contrastanti, mentre possono essere pi tenui e meno saturi per le indicazioni a basso livello di priorit. Si pu prendere in considerazione anche luso di colonne o torrette luminose per segnalare lo stato della macchina; in tal caso la codifica sar sempre uniformata a quanto gi visto. Talvolta esse vengono usate per segnalazioni riferite esclusivamente al personale di manutenzione, ad es. per informare sulla possibilit o meno di accedere a determinate aree. importante non abbinare i due sistemi sulla medesima macchina o peggio sulla medesima colonna. Abbiamo gi esaminato, nella EN 60204, limpiego delle segnalazioni a luce intermittente; sono ammesse due frequenze dintermittenza, dette f 1 e f 2, e linformazione con la priorit maggiore dovr essere associata alla massima frequenza usata. Le fasce di frequenza utilizzabili sono da 0,4 a 0,8 Hz per f 1 (intermittenza lenta) e da 1,4 a 2,8 Hz per f 2 (intermittenza normale). Se si impiega una sola frequenza questa sar f 2; se vengono

impiegate due frequenze il rapporto tra esse, per una buona distinzione, deve essere compreso tra 1/2,5 e 1/5 (lideale 1 /4 cio ad es. 0,5 e 2 Hz).
14 Un discorso a parte riguarda i display alfanumerici o gli indicatori di testo. In essi vengono visualizzate una o pi righe contenenti dei messaggi predeterminati per comunicare allarmi, segnalazioni, diagnostica di stato ecc. Non possono dare indicazioni cromatiche e hanno dei limiti nella quantit di messaggi visualizzabili in contemporanea e ci ne rende difficile limpiego nella segnalazione di emergenze. Sono molto piu adatti per segnalazioni relative a valori di misura, in fase di predisposizione di un ciclo macchina oppure nella visualizzazione di valori predeterminati o variabili rilevati dai sensori. 15 Le definizioni esatte sono sulle ISO 3864 e CIE No. 2-2 (TC 1.6)1975 16 A tal proposito vedere nelle proposte Schneider Electric i nuovi Protected LED, che sgombrano il campo da dubbi, con una tecnologia sconosciuta allepoca della stesura della EN 60073 (1993). 17 Nota 3 alla tab.3 del punto 4.3.1. Il concetto verr ripreso e chiarito pi avanti.

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Anche il rapporto impulso/pausa influenza la percezione; la norma prescrive per f 1 che limpulso sia pi lungo della pausa e linverso per f 2 ma, pur accentando leventuale

eguaglianza cio 1/1, non vanno superati i rapporti 2/1 oppure 1/ 2. Se lintermittenza impiegata nei dispaly preferibile far lampeggiare lo sfondo anzich la scritta.

Abbiamo visto in precedenza, tab.7, i mezzi supplementari di codifica e le ragioni del loro impiego; la tabella seguente ne illustra alcuni esempi.

Codifica Mezzi Forma Tipi Cifra Alfabeti relativi Caratteri alfanumerici (lettere numeriche) (lettere maiuscole) (lettere minuscole) (lettere greche ecc.) Forme geometriche

Numero massimo di elementi raccomandati 100

Esempi 123 ABC abc

Osservazioni

20-40

Nota 1

Simboli grafici

20-40

Nota 2

Pittogrammi

20-40

% min

Nota 2

Linee

Configurazione

Serie di caratteri

Distorsioni lineari (caratteri obliqui, proporzione altezza/larghezza) Dimensione del carattere

Graduazione logaritmica consigliata Graduazione logaritmica consigliata

Spessore del tratto

Struttura

Tipi delle linee (punteggiatura, righe ecc.)

Tratteggi, punteggiatura, ombreggiatura ecc. nella rappresentazione a due dimensioni

(segue Tabella)

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

(seguito Tabella)

Codifica Mezzi Forma Tipi Posizione Alfabeti relativi Posizione assoluta

Numero massimo di elementi raccomandati 9

Esempi Alta, sinistra, bassa, destra Dallalto in basso da sinistra a destra

Osservazioni

Posizione relativa a unaltra informazione Orientamento Orientamento dei caratteri senza sistemi di riferimento Orientamento dei caratteri con un sistema di riferimento Tempo Cambio di forma nel tempo Cambio di colore nel tempo (solo intermittenza) Cambio di conferma nel tempo Frequenza (periodo di intermittenza) Rapporto impulso: pausa Rapporto di variazione Cambio di posizione nel tempo
Note:

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Possibilit di utilizzare pi elementi, per es. 60 in caso di orologi Lento, rapido, continuo, pulsante

0,5 Hz; 2 Hz

Vedi 4.4

1:1; 2:1; 1:2

Continuo, pulsante Continuo, a scatti

Trasferimento

1) I significati delle forme geometriche di sicurezza sono indicati in Tab. 3 della Norma ISO 3864. 2) I simboli grafici ed i pittogrammi sono riportati nelle Pubblicazioni IEC 417 e 617 e nella Norma ISO 7000.

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I dispositivi indicatori possono dare informazioni in merito ad uno stato della macchina che necessita di unazione oppure segnalare lesecuzione od il risultato di unazione; il significato dei colori secondo la EN 60073, come gi detto, non lo esaminiamo perch , in sostanza, analogo a quanto visto per le precedenti norme pur con qualche ampliamento; in sintesi vi si dettagliano le modalit che permettono limpiego dei medesimi colori per funzioni di volta in volta relative alla sicurezza piuttosto che allo stato del processo in corso. Particolari prescrizioni troviamo per gli indicatori meccanici, in termini di marcatura e colori. Le marcature devono adoperare simboli grafici normalizzati, in assenza dei quali potremo adottare parole od abbreviazioni. I colori degli indicatori meccanici con simboli grafici o parole, non avendo attribuito un particolare significato, possono servire a creare un contrasto tra simbolo e parole e/o fondo, al fine di migliorare la leggibilit. I colori consigliati sono il fondo BIANCO con lettere NERE per tutte le posizioni di uninterruttore, escluso lAPERTO per cui usare il fondo NERO con lettere BIANCHE. Se negli indicatori meccanici sono usati solo colori, senza quindi parole o simboli, la codifica sar analoga ai dispositivi trattati in precedenza. Anche per la codifica colori degli attuatori, nella EN 60073 troviamo le regole viste in precedenza con solo qualche precisazione che riportiamo; per gli attuatori che agiscono alternativamente come MARCIA e ARRESTO prescritto luso di BIANCO o GRIGIO o NERO, ed escluso il VERDE ed il GIALLO. Il ROSSO impiegabile se nellattuatore alla funzione ARRESTO associata la funzione Arresto demergenza. Gli stessi tre colori sono preferiti per quegli attuatori che provocano unazione quando sono premuti e larrestano quando sono rilasciati. Se gli attuatori sono identificati anche da mezzi supplementari di codifica (forma, posizione), possono avere il medesimo colore (solo tra BIANCO, GRIGIO e NERO) per funzioni differenti (ad esempio BIANCO sia per lAVVIAMENTO che per lARRESTO). Per il ripristino (ad es. utilizzati con i rel di protezione) previsto limpiego, oltre che del BLU, anche di BIANCO, GRIGIO o NERO purch tali attuatori non provochino anche larresto o la disinserzione.

Gli attuatori luminosi vengono distinti a seconda dei colori che presentano nella loro parte luminosa e cio: s Tipo A: attuatori aventi lo stesso colore sia spenti che illuminati. s Tipo B: attuatori che hanno un solo colore di illuminazione, che differente da quello spento ed entrambi i colori hanno significato. s Tipo C: attuatori che hanno pi di un colore di illuminazione, per esempio per indicare condizioni differenti, ma per i quali il colore di spento non ha significato. Il colore deve essere conforme ai casi precedenti, quindi alle tabelle gi viste, e se vi incertezza sul colore da assegnare preferibile optare per il bianco. Per la funzione di Arresto/ Disinserzione di emergenza il colore rosso deve essere dato dallattuatore stesso e non dallilluminazione della lampada. Vediamo le modalit dimpiego dei tipi prima citati: Per gli attuatori di tipo A) e B). s SEGNALAZIONE. Lilluminazione dellattuatore indica alloperatore che pu o deve manovrare lattuatore illuminato, oppure, in alcune applicazioni, che deve prima eseguire una determinata operazione ed in seguito manovrare lattuatore. La conferma della ricezione, o dellesecuzione dellordine dato manovrando lattuatore, averr tramite lo spegnimento della luce o con un cambio di colore o con tipi di codifica supplementari; si pu ad esempio sfruttare il cambio della frequenza di lampeggio od il passaggio da lampeggio a luce fissa e/o viceversa. La sequenza degli eventi sar quindi accensione dellattuatore manovra delloperatore. I colori per questimpiego sono BIANCO, GIALLO, VERDE, BLU. s CONFERMA. Manovrando unattuatore spento esso si accende per confermare la ricezione o lesecuzione dellordine; lo stato di acceso si manterr fino a ricezione di unordine contrario. La sequenza in questo caso quindi manovra sullattuatore, seguita da accensione dello stesso. In questa applicazione il lampeggio pu segnalare la fase di esecuzione dellordine, passando a luce fissa, o spegnendosi, ad ordine eseguito. Per questo impiego vanno previsti i colori BIANCO, GIALLO, VERDE e BLU.

Attuatori di tipo C). s Possono essere utilizzati in entrambe le modalit prima descritte, ma deve farsi la massima attenzione nellesaminare lapplicazione, onde evitare ogni possibile confusione. Impiegando i dispositivi per le due modalit si pu, infatti, provocare qualche errore, e ci va evitato ad es. differenziando nettamente gli attuatori o impiegando altri mezzi di codifica; in genere la norma considera poco soddisfacente luso degli attuatori per indicare la richiesta di unazione, preferendo unindicazione separata e il contributo di pi informazioni. Se un video a costituire linterfaccia, gli attuatori non saranno pi fisicamente presenti su pulsantiere e tastiera ma saranno virtuali, a colori, sul video stesso ed il loro azionamento avverr per contatto del dito in corrispondenza del pulsante virtuale. Il punto 6.3 prende in esame gli attuatori su video display a colori, per i quali la codifica del colore di fondo deve essere conforme alla norma stessa. Inoltre, nel caso di operazioni demergenza, occorre fare in modo che alloperatore, dal suo posto di lavoro o di manovra, siano visibili e attuabili in un tempo specificato.

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Linterfaccia operatore: le segnalazioni standard e di sicurezza

3.4. Caratteristiche delle segnalazioni. Norme complementari


In questo capitolo esaminiamo in forma pi o meno sintetica alcune norme complementari sulla questione in oggetto; come gi visto, largomento ben pi complesso di come pu apparire a prima vista, poich il cosiddetto fattore umano influenza moltissimo gli effetti che un messaggio pu avere. La codifica, lemissione, la percezione, la decodifica e linterpretazione sono una sintesi di ci che accade a qualunque messaggio, senza citare le parti che precedono e seguono, e cio il bisogno che genera il messaggio ed lazione che ne viene generata. evidente quindi lesigenza, nellambito della sicurezza delle macchine, di stabilire delle regole che riducano il pi possibile il rischio di verificarsi eventi che annullino in qualche modo il messaggio. La EN 981 ha lo scopo di fornire i mezzi per ridurre i rischi dovuti ad una cattiva interpretazione delle indicazioni di pericolo, sia visuali che acustiche, con un sistema di segnali di pericolo e

di informazione specifici che tengono anche conto delle priorit dellurgenza. Buona parte delle indicazioni ivi contenute sono rivolte ai costruttori di componenti, ma beneche siano note anche a chi costruisce macchine, poich possibile anche ad es. trasformare una segnalazione fissa in una lampeggiante. I segnali acustici e visivi devono essere rapidamente riconoscibili ed efficaci in tutte le condizioni ambientali previste per il loro utlizzo e a tal fine occorre tener presente che il suo riconoscimento influenzato da fattori fisici e psico-fisici. Occorre ridurre o eliminare i falsi allarmi, per evitare che il segnale manchi di credibilit. Per lintensit del segnale si rimanda alle EN 457 (sonori) ed EN 842 (luminosi)18. Il segnale deve essere inequivocabile anche in varie e difficili condizioni ambientali che possano perturbare il processo di riconoscimento; le varianti necessarie saranno ottenute con variazioni dellintensit o dello spettro della luce o del suono. Un essere umano normalmente non pu memorizzare molti campioni temporali di segnale, n ragionevole pensare

di usare luci bitonali come le analoghe sirene oppure, in analogia ai cinque colori impiegati nelle lampade, usare cinque tonalit. Di conseguenza, anche se esiste una certa analogia tra le variazioni dello spettro luminoso e quello sonoro, ci sono comunque dei grossi limiti nellimpiego pratico e quindi la similitudine fisica tra i segnali sonori e luminosi si dovr basare sulla variazione di durata come per i caratteri del codice Morse. La norma esamina le caratteristiche qualitative dei segnali in rapporto allimpiego e la tabella che segue (sintesi della tab.1 della EN 981:1996) riassume i criteri.

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Vedremo dopo qualche cenno sulla EN 457. La EN 842 descrive le esigenze generali dei segnali visivi dal punto di vista sostanzialmente progettuale. Non applicabile a visualizzatori di dati e pittogrammi.

Tabella9 Categoriadel messaggio PERICOLO Azione urgente Segnaliacustici Carattereperlafase attiva Bitonale Salva Tonalit alterne PRUDENZA Azione qualora Un solo suono a spettro costante, durata minima 0,3 sec. PRESCRIZIONE Due o tre suoni Continuo o alternanza di attivo e disattivo Blu Configurazionetemporale Continuo o alternanza di attivo-disattivo Alternanza di attivo-disattivo Continuo o alternanza di attivo-disattivo Alternanza di attivo e disattivo Giallo Segnaliluminosi

Rosso

azione necessaria diversi a spettro costante ANNUNCIO/ INFORMAZIONE Istruzione pubblica Suoneria a due toni Acuto-grave non ripetuto (seguito da istruzioni) Normalmente nessun segnale luminoso. Se necessario due lampi gialli. FINE ALLARME Pericolo cassato Suono a spettro costante Continuo, almeno 30 sec., successivo ad un segnale dallarme precedente. Verde

Nota: il sincronismo tra suono e luce non indispensabile, ma pu migliorare la percezione.

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Per le situazioni pi pericolose si useranno quindi segnali acustici con variazioni di frequenza (bitonali o alternanti); i segnali luminosi con intermittenze estremamente corte ma di alta intensit (lampi) giuocano un ruolo importante nellavvertimento, nei limiti dei criteri della EN 842. La riduzione della durata della luce riduce anche la sua brillantezza, effetto riscontrabile anche negli impulsi sonori inferiori a 0,2 sec; esse sono comunque talvolta preferibili per ragioni tecniche. Nella norma altre due tabelle dettagliano le particolarit dei segnali acustici e luminosi, illustrando le frequenze caratteristiche dei suoni prima illustrati e la relazione tra colore e messaggio; questultimo punto analogo in sostanza alle norme gi esaminate. I principi ergonomici di progettazione dei dispositivi di segnalazione e comando sono trattati dai pr EN 8941;2;3:1992. Nella parte 1 sono stabiliti i principi generali di interazione tra luomo e i dispositivi di segnalazione e gli organi di servizio, per garantirne lefficacia e per ridurre il pi possibile i rischi derrore umano, particolarmente importante se implicate salute e

sicurezza. La parte 2 (dispositivi di segnalazione) stabilisce le prescrizioni ergonomiche e d raccomandazioni sulla selezione, progettazione ed installazione dei dispositivi segnaletici visivi, sonori e tattili onde evitare rischi ergonomici legati alluso. Le macchine prese in considerazion sono quelle destinate sia alluso professionale che privato. La parte 3 fornisce una guida relativa alla selezione, progettazione ed installazione degli organi di comando, in modo tale da risultare idonei alle esigenze degli operatori. Anchessa applicabile agli organi usati in ambito professionale e/o privato, l dove la manipolazione di unorgano di servizio pu causare danni alla salute o alla sicurezza, sia in dipendenza diretta o in conseguenza di errore umano. La EN 457 fissa le regole per i segnali acustici di pericolo, le esigenze generali, la progettazione e le prove. Essa rivolta, come anche la EN 842, ai costruttori di segnali acustici di pericolo, ai progettisti di macchine ed a chi coinvolto nella stesura delle norme di tipo C. Oltre alle caratterizzazioni generali dei segnali si definiscono alcuni valori base che ne

stabiliscono la riconoscibilit e cio ludibilit, la discriminabilit e linequivocabilit;


s Ludibilit, che garantita da una pressione acustica di almeno 65dB, o da un valore superiore al rumore ambiente di almeno 15 dB. Bisogna peraltro considerare le possibili reazioni di paura se laumento della pressione acustica raggiunge o supera i 30 dB in 0,5 sec. Se inoltre il livello del rumore ambiente gi oltre i 110 dB necessario usare anche segnalazioni luminose. s La discriminabilit, che viene permessa dallimpiego di frequenze comprese tra 300 e 3000 Hz, con la massima energia intorno a 1500 Hz, per consentire la maggiore riconoscibilit anche a persone con problemi di udito. Per i segnali di pericolo preferibile usare un segnale pulsante, con una frequenza tra 0,2 e 5 Hz. s Linequivocabilit dipende dalla chiara differenziazione del segnale di cui in oggetto su altri segnali, e dal fatto che la sua tonalit nota alle persone che devono ricevere il messaggio.

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4. Lofferta Schneider Electric.


Nei capitoli precedenti sono state analizzate le prescrizioni legislative della direttiva macchine ed i requisiti normativi delle segnalazioni standard e di sicurezza, sottolineando limportanza di queste funzioni per la prevenzione dei pericoli e degli incidenti negli ambienti di lavoro. Riprendiamo il punto 1.2.2 all.1 della D.M. nel quale viene stabilito che i dispositivi di comando devono essere chiaramente visibili, individuabili ed eventualmente contrassegnati da una marcatura adatta. I progettisti Schneider hanno tradotto tale disposizione di legge in una gamma di prodotti completa di unit di comando e di segnalazione denominata Harmony, che si presenta con un design moderno ed ergonomico e permette di dimezzare i tempi di montaggio e cablaggio dellapparecchiatura. Gli elementi importanti nel dialogo uomo-macchina sono i segnalatori e i pulsanti luminosi, che devono trasmettere le informazioni a livello visivo con precisione, evitando tutte quelle situazioni potenzialmente in grado di dare origine ad interpretazioni errate. Fondamentale, quindi, per i delicati compiti che questi dispositivi devono svolgere, la tecnologia impiegata per generare la luce. A questo punto non ci resta che far luce sulla gamma Harmony Le lampade spia possono essere equipaggiate anche da un nuovo sistema brevettato Protected Led , che risponde ai requisiti previsti dal D.Lgs 493/96 all. VI, in quanto la luminosit della sorgente risulta adeguata ai diversi ambienti di lavoro. In ottemperanza alla medesima legge e in riferimento all. I, abbiamo realizzato i quattro colori previsti (tabella 1 pag. 6 rosso, giallo o giallo-arancio, azzurro, verde) in modo da soddisfare le prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza. In tecnologia led esiste anche la colorazione bianca, per cui la gamma colori completa in aggiunta alle numerose gemme colorate sostituibili, consente di rispondere alla prescrizione della EN 60073 ed EN 60204.

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Per ci che concerne i componenti luminosi, la gamma si compone anche di lampade ad incandescenza BA9S; risulta quindi interessante mettere a confronto le due sorgenti luminose: Il Protected Led disponibile in cinque colori differenti, mentre per le lampade ad incandescenza bisogna accontentarsi della luce bianca alla quale si applicano le gemme colorate, provocando per una riduzione della

qualit della luce a causa del filtraggio di alcune lunghezze donda. Lintensit luminosa del led superiore ed anche pi stabile, al variare della tensione di alimentazione, di quella della lampada. A parit di luce emessa il led protetto consente un bassissimo consumo (15 mA) garantendo una continuit di servizio con una durata fino a 100.000 ore di funzionamento contro le 6.000 ore della lampada ad incandescenza. Il

led protetto contro picchi di tensione, inversioni di polarit ed immune alle perturbazioni elettromagnetiche. Inoltre il Protected Led presenta: ingombro ridotto, versione sia a luce fissa che lampeggiante e alimentazione diretta 24Vac/dc, 48..120Vac e 230Vac.

La serie XB4-B, costituita da pulsanti e lampade spia diametro 22 con ghiera metallica cromata, si differenzia per la sua robustezza e pu essere fornita con una serie di capsule sostituibili colorate. Sono disponibili sei colorazioni diverse con o senza marcatura della capsula (in base alle tabelle della EN 60204-1 riportate in questo dossier alle pag.13) per rendere chiaro ed inequivocabile il comando del dispositivo. Il grado di protezione IP65 per cui i settori dimpiego sono molteplici.

per esempio il settore alimentare, chimico ecc Grado di protezione IP65 e ampia disponibilit per lidentificazione del dispositivo. Per entrambe le tipologie di pulsanteria lofferta molto ampia, volendo citare alcuni elementi aggiuntivi di cui si compone, troviamo: selettori luminosi e non (solo per questultimo tre tipi diversi: leva corta, leva lunga e a chiave), pulsanti doppi luminosi e non, pulsanti con testa circolare e quadrata, pulsanti a fungo per arresto demergenza, pulsanti idonei alla marcia e allarresto etc Completano la gamma le pulsantiere componibili della serie XAL: - XAL\K : pulsantiera in resina con coperchio giallo e fungo rosso per arresto demergenza, come prescritto dalla EN 418,

- XAL\D: pulsantiera in resina con 2 funzioni, esempio marcia-arresto o 3 pulsanti, quindi adatta per comandare movimenti up\down ed arresto. Per tutta la gamma Harmony possibile inserire direttamente sulla gemma colorata una serie di etichette aggiuntive con o senza testo. In alternativa possibile inserire tra il pannello di sostegno e la testa del pulsante un porta etichette antirotazione, sul quale viene inserita una scritta standard o personalizzata. Il testo disponibile nelle principali lingue internazionali ed eventualmente personalizzabile tramite il software SYS LABEL.

La serie XB5-A , formata da pulsanti e lampade spia diametro 22 con ghiera in plastica, si differenzia per il doppio isolamento e lottima resistenza agli agenti chimici. Ne consegue che la sua corretta applicazione diretta ad ambienti particolarmente aggressivi,

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Il software SYS LABEL permette di personalizzare il pannello operatore creando delle etichette predisposte per tutti i dispositivi di dialogo e segnalazione. Il software viene fornito con una libreria di simboli grafici conformi alle norme armonizzate di

riferimento; comunque possibile creare dei simboli particolari per esempio il logo aziendale associando testo e grafica nel formato BMP e WMF. Il software permette di tradurre il testo desiderato direttamente in 13 lingue, selezionando semplicemente la

lingua desiderata. Le etichette saranno poi stampate direttamente su fogli A4 pretagliati ed autoadesivi per essere inserite nel pannello frontale del quadro di comando. Una pellicola trasparente protegger le etichette dagli agenti esterni.

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Mediante lausilio del software SYSLABEL, si riesce ad attribuire la correta codifica per tutti i dispositivi che costituiscono linterfaccia tra loperatore e la macchina, rispettando le prescrizioni normative della EN 60073, EN 60447 ed EN60417, questultima riguarda lutilizzo di segni grafici (avviamento, arresto, etc) normalizzati. PROFIL , invece, una soluzione facile e pratica per i quadri di medie e piccole dimensioni; si presenta sotto forma di placche preforate in tre versioni a 4, 8 o 12 fori. Il pannellino ricoperto da un film plastico di colore grigio personalizzabile a richiesta e garantisce un grado di protezione IP 65. Esistono due tipologie di connessione tradizionale con connettore Phoenix oppure su bus ASI.

Le colonne luminose singole e componibili XVB (sostituiscono le XVA) sono elementi di segnalazione ottica e\o sonora utilizzati in particolare per segnalare a 360 e a distanza i diversi stati o sequenze di una macchina o di un impianto. Lelemento luminoso di segnalazione pu essere: fisso, lampeggiante e a tubo a scarica flash. In molte applicazioni si presenta lesigenza di dover diversificare la fase di lavoro, a tal proposito nella norma EN60073 viene ribadito limpiego di una frequenza pi elevata per linformazione avente priorit superiore, per cui gli aspetti fondamentali sono i valori dintermittenza e i rapporti impulso/pausa. Lelemento sonoro che pu equipaggiare le colonne XVB, dotato di uno switch che permette di variare la frequenza del suono. Si aggiunge a talr categoria di componenti, il dispositivo a luce rotante, XVR, fornibile in cinque colori con lampadina alogena (70W) o ad incandescenza (25W).

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Inoltre per la segnalazione di pericoli ed avvertimenti la gamma dei dispositivi sonori si completa con la sirena XVS, capace di emettere 106dB. Tali prodotti rispondono alla EN 292-2, che in sostanza ribadisce i prinicipi citati nel D.Lgs 493/96, ovvero vengono fissate le regole generali per attribuire un significato univoco ai dispositivi di segnalazione luminosi ed acustici. Per ci che riguarda lintensit e la variazione del segnale, i dispositivi sonori sono conformi alla EN457, mentre quelli luminosi alla EN842.

Mafelec, azienda che si specializzata nelle tastiere a membrana nel settore dei componenti per linterfaccia uomomacchina, entrata a far parte del gruppo Schneider nel 1998. Le tastiere a membrana sono personalizzabili con grafiche e colori in base alle esigenze del cliente rispondendo completamente alla EN 60073 ed EN 60447 per quanto riguarda la codifica, il montaggio e lidentificazione degli apparecchi di comando. I vantaggi principali sono lelevata resistenza agli agenti esterni come acqua, polvere, abrasivi, urti, raggi UV, olii e grassi; unottimo grado di tenuta stagna ed insensibilit alle vibrazioni. La tastiera ricoperta da un film plastico frontale realizzato in poliestere o in policarbonato ed i circuiti interni sono in oro o argento con contatti integrati o con microswitch. Le tastiere a membrana sono applicabili in tutti i settori: macchine utensili, imballaggio e movimentazione, apparecchiature di pesatura e misura, elettro-medicale, robotica e apparecchiature terziario e domestico (distributori automatici, montacarichi, fitness, bancario, ecc).

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5. Appendice.
Elenco delle norme in cui esaminata linterfaccia uomo macchina. Norma EN 292-1;2 EN 60073 EN 60047 EN 61310-1;2;3 IEC 417 EN 457 ISO 7000 EN 60204-1 EN 981 pr EN 894-1;2;3 EN 842 ISO 3461-1 ISO 3864 ISO 4196 Anno 1992 1993 1995 1996 1993 1993 1989 1998 1996 1992 1996 1988 1984 1984 Titolo Sicurezza del macchinario concetti fondamentali. Codifica dei dispositivi indicatori e degli attuatori con colori e mezzi supplementari. Interfaccia uomo macchina. Principi di manovra. Indicazione, marcatura e manovra. Simboli grafici da utilizzare per gli equipaggiamenti. Segnali acustici di pericolo Simboli grafici per gli equipaggiamenti Equipaggiamento elettrico delle macchine Sistemi di segnalazione acustica e visiva di pericolo ed informazione Principi ergonomici per la concezione dei dispositivi di segnalazione e comando. Segnali visivi di pericolo Principi di creazione simboli grafici Colori e simboli di sicurezza Simboli grafici. Uso delle frecce

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Lorganizzazione commerciale Schneider 2001


Area Nord Ovest Direzione di Area Via Orbetello, 140 - 10148 TORINO Tel. (011) 2281211 Tfax 2281311 - 2281385 C.so della Libert, 71/A - 14053 CANELLI (AT) Tel. (0141) 834084 Tfax 834596 (NetSpace) Tel. (0321) 467 520 Tfax 458 955 Viale Brigata Bisagno, 2/9 - 16129 GENOVA Tel. (010) 5702585 Tfax 5704358 Centro Direzionale Colleoni Palazzo Sirio Viale Colleoni, 7 - 20041 AGRATE BRIANZA (MI) Tel. (039) 6572111 (s.p.) Telex 301535 MAGGAL I Tfax 6056450 Crystal Palace 16 piano Via Cefalonia, 70 - 25124 BRESCIA Tel. (030) 2445911 Tfax 2425358 Centro Direzionale Padova 1 Via Savelli, 120 - 35129 PADOVA Tel. (049) 8062811 Tfax 8062850 Viale P. Togliatti, 25 - 40133 BOLOGNA Tel. (051) 6163511 Tfax 5163530 (NetSpace) Tel. (0522) 382900 Tfax 382055 Via Gagarin, 208 - 61100 PESARO Tel. (0721) 400554 Tfax 400361 Via Pratese, 167 - 50145 FIRENZE Tel. (055) 3026711 Tfax 3026725 Via Silvio DAmico, 40 - 00145 ROMA Tel. (06) 549251 Telex 620083 MAGGAL I Tfax 5411863 - 5401479 S.P. Circumvallazione Esterna di Napoli 80020 CASAVATORE (NA) Tel. (081) 7365155 Telex 301535 MAGGAL I Tfax 7365050 - 7371345 Via Martiri di Cefalonia, 6 - 95123 CATANIA Tel. (095) 483999 Tfax 471574

Ufficio Vendite di Canelli Ufficio Vendite di Novara Ufficio Vendite di Genova Area Lombardia Direzione di Area

Ufficio Vendite di Brescia

Area Nord Est

Direzione di Area

Area Emilia Romagna Marche

Direzione di Area

Ufficio Vendite di Reggio Emilia Ufficio Vendite di Pesaro Area Toscana Umbria Direzione di Area

Area Centro Sud

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Ufficio Vendite di Napoli

Ufficio Vendite di Catania

Schneider Electric S.p.A.

20041 AGRATE (MI) Italia Tel. (039) 6558111 Tfax (039) 6056900 Telex 301535 MAGGAL I www.schneider.it

In ragione dellevoluzione delle Norme e dei materiali, le caratteristiche riportate nei testi e nelle illustrazioni del presente documento si potranno ritenere impegnative solo dopo conferma da parte di Schneider Electric.

LEES DT C 308 A I

1-0101-5B