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Ragione Sociale

FASCICOLO TECNICO

DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE

Anno di costruzione

Indice
DATI IDENTIFICATIVI DEL FABBRICANTE........................................ 4
Targa di identificazione ........................................................................................ 14 Caratteristiche tecniche

..............ERRORE. IL SEGNALIBRO NON DEFINITO.

CAMPO DI APPLICAZIONE DIRETTIVA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DECRETO DI RECEPIMENTO) .................................... 6 NOTE DI CALCOLO, RISULTATI DI PROVE, CERTIFICATI .................. 9 OBBLIGHI DELLIMPORTATORE ...................................................... 16 GLOSSARIO .................................................................................... 16

DEDO srl - sede legale e operativa: Viale E. Martini, 39- 20139 Milano P. IVA/ C. Fiscale: 11847260152 - Cap. Soc. i. v. 45.400,00 euro tel. 02.5696311 www.dedosrl.it

Dati identificativi del fabbricante


Ragione sociale Sede Legale Recapiti P. Iva

Dati identificativi Prodotto:

Denominazione

Marca Modello Anno di prima commercializzazione

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DESCRIZIONE GENERALE DEL PRODOTTO


DESCRIZIONE: OCCHIALI (con o senza protezione laterale) Proteggono gli occhi e offrono protezione limitata alle cavit oculari. Nylon telaio leggero e lente avvolgente per la visione periferica. Lenti in policarbonato offrono un'eccellente protezione dai raggi UV e di impatto del blocco. Mini luce, adatto con numerose applicazioni, come ad esempio occhiali, casco, strumento hardware o qualsiasi altra applicazione che la luce mini potrebbe bloccare con esso. Facilit di installazione.

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Campo di applicazione Direttiva Dispositivi di Protezione individuale (decreto di recepimento)


1. Le norme del presente decreto si applicano ai dispositivi di protezione individuale, nel seguito indicati con la sigla DPI. 2. Agli effetti di cui al comma 1, si intendono per DPI i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che indossi o comunque li porti con s da rischi per la salute e la sicurezza. 3. Sono considerati DPI: a) linsieme costituito da prodotti diversi, collegati ad opera del costruttore, destinato a tutelare la persona da uno o pi rischi simultanei; b) un DPI collegato, anche se separabile, ad un prodotto non specificatamente destinato alla protezione della persona che lo indossi e lo porti con s; c) i componenti intercambiabili di un DPI, utilizzabili esclusivamente quali parti di questultimo e indispensabili per il suo corretto funzionamento; d) i sistemi di collegamento di un DPI ad un dispositivo esterno, commercializzati contemporaneamente al DPI, anche se non destinati ad essere utilizzati per lintero periodo di esposizione a rischio.

Categorie di DPI
1. I DPI sono suddivisi in tre categorie. 2. Appartengono alla prima categoria, i DPI di progettazione semplice destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve entit. Nel progetto deve presupporsi che la persona che usa il DPI abbia la possibilit di valutare lefficacia e di percepire, prima di riceverne pregiudizio, la progressiva verificazione di effetti lesivi. 3. Rientrano esclusivamente nella prima categoria i DPI che hanno funzione di salvaguardare da: a) azioni lesive con effetti superficiali prodotte da strumenti meccanici; b) azioni lesive di lieve entit e facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia; c) rischi derivanti dal contatto o da urti con oggetti caldi, che non espongano ad una temperatura superiore ai 50 C; d) ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attivit professionali; e) urti lievi e vibrazioni inidonei a raggiungere organi vitali ed a provocare lesioni a carattere permanente; f) azione lesiva dei raggi solari. 4. Appartengono alla seconda categoria i DPI che non rientrano nelle altre due categorie. 5. Appartengono alla terza categoria i DPI di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o lesioni gravi e di carattere permanente. Nel progetto deve presupporsi che la persona che usa il DPI non abbia la possibilit di recepire tempestivamente la verificazione istantanea di effetti lesivi. 6. Rientrano esclusivamente nella terza categoria: a) gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici; b) gli apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli destinati allimmersione subacquea; c) i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti;

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d) i DPI per attivit in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura daria non inferiore a 100C, con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione; e) i DPI per attivit in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura daria non superiore a 50 C; f) i DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dallalto; g) i DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attivit che espongono a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per altre tensioni elettriche.

Nota informativa del fabbricante


La nota informativa preparata e rilasciata obbligatoriamente dal fabbricante per i DPI immessi sul mercato deve contenere, oltre al nome e allindirizzo del fabbricante o del suo mandatario nella Comunit, ogni informazione utile concernente: a) le istruzioni di deposito, di impiego, di pulizia, di manutenzione, di revisione e di disinfezione. I prodotti di pulizia, di manutenzione o di disinfezione consigliati dal fabbricante non devono avere nellambito delle loro modalit di uso alcun effetto nocivo per i DPI o per lutilizzatore; b) le prestazioni ottenute agli esami tecnici effettuati per verificare i livelli o le classi di protezione dei DPI; c) gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati; d) le classi di protezione adeguate a diversi livelli a rischio e i corrispondenti limiti di utilizzazione; e) la data o il termine di scadenza dei DPI o di alcuni dei loro componenti;

Regole generali sullutilizzo dei DPI


Conservazione Rispettare le indicazioni del fabbricante sia a magazzino che in esercizio (temperatura, umidit etc.) Lutente deve essere istruito su come conservare i DPI distinguendo fra i personali e quelli ad uso collettivo Per DPI ad uso saltuario o necessari in caso di emergenza deve essere individuato il luogo di conservazione Porre particolare attenzione a eventuali date di scadenza Manutenzione Va dal semplice esame visivo al lavaggio, bonifica, sterilizzazione etc. Loperatore deve essere addestrato e seguire le istruzioni del fabbricante Utilizzare i ricambi originali La garanzia decade in caso di manutenzione errata o non autorizzata dal fabbricante

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Requisiti dei DPI


Oltre ai requisiti essenziali di salute e sicurezza nella scelta dei DPI necessario tenere conto delle caratteristiche specifiche del luogo di lavoro e dellutente e quindi non solo non comportare un rischio maggiore di quello che prevengono ma anche essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore e poter essere adattati allutilizzatore secondo le sue necessit. In caso di rischi multipli che richiedono luso simultaneo di pi DPI, questi devono essere tra di loro compatibili e tali da mantenere, anche nelluso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Sono poi da considerare tutti quegli elementi che rendono il DPI comodo e gradito alloperatore che sar di conseguenza pi invogliato ad utilizzarli e cio: Non devono creare impedimenti particolari o eccessivi alloperativit della persona Devono essere adattabili alla persona, comodi e ben tollerati Devono essere resistenti e il pi possibile economici Non devono avere parti pericolose Devono essere facili da indossare e da togliere in caso di emergenza La manutenzione deve essere facile e devono essere eventualmente resistenti alle operazioni di manutenzione. I DPI che vanno a contatto con lepidermide devono essere compatibili con la stessa.

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Note di calcolo, risultati di prove, certificati


Attestato di certificazione CE
Lattestato di certificazione CE latto con il quale un organismo di controllo autorizzato attesta che un modello di DPI stato realizzato in conformit alle disposizioni del presente decreto. Lorganismo di controllo verifica la conformit della documentazione tecnica di fabbricazione alle norme armonizzate di cui allart. 2 In caso di esito positivo degli accertamenti effettuati, lorganismo di controllo rilascia al richiedente lattestato di certificazione CE. Nellattestato sono indicati i risultati e le conclusioni dei controlli effettuati, nonch le descrizioni ed i disegni necessari per individuare il modello oggetto di certificazione CE.

La protezione degli occhi e del viso


La protezione degli occhi contro diversi pericoli che potrebbero danneggiare l'occhio o alterare la visione si pu realizzare con diversi dispositivi anche in funzione della necessit di proteggere lintero volto: Occhiali con o senza schermi laterali Occhiali a visiera/maschere Schermi facciali (incorporano generalmente fascia girotesta, protezione anteriore, elmetto, cappuccio di protezione o altro dispositivo di supporto adeguato) Schermi a mano per la saldatura (dispositivo a mano che protegge gli occhi, il viso e il collo). Elmetto per la saldatura (dispositivo indossato sulla testa, che protegge gli occhi, il viso, il collo e la parte superiore della testa completamente o in parte) I criteri di scelta che possono far preferire uno o laltro dispositivo sono illustrati in tabella:

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Tipo di rischio o caratteristica

Livello di protezione

Occhiali
Schizzi frontali Schizzi laterali Schegge frontali Impatti laterali Protezione di collo e faccia Indossabilit Accettabilit per l'utente Uso continuativo Da ANSI Z87(1979) Buono Scarso Eccellente Scarso Scarso Buono o molto buono Molto buono Molto buono

Occhiali con schermi


Buono Buono Buono Discreto Scarso Buono Buono Molto buono

Maschere
Eccellente Eccellente Eccellente Eccellente Scarso Discreto Scarso Discreto

Schermi facciali
Eccellente Buono o Eccellente Eccellente se di adeguato spessore In funzione della lunghezza Discreto Buono per brevi periodi Discreto Discreto

Particolare importanza rivestita dalloculare, che pu essere: Minerale (vetro) possono essere temperati chimicamente, termicamente o mediante altri procedimenti per assicurare una maggiore resistenza all'urto rispetto agli oculari minerali non temperati Organico (plastica) Laminato (costituiti da pi strati uniti insieme da un legante) Gli oculari possono essere ulteriormente classificati secondo i tipi di filtrazione, specifici per ogni tipo di rischio, e possono essere anche correttivi. In alcuni casi sono i rivestimenti superficiali che gli conferiscono caratteristiche supplementari.

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Individuazione del protettore


Per individuare il protettore adatto necessario stabilirne le caratteristiche in merito a: tipo di filtro: a seconda del rischio previsto; classe ottica del protettore: la migliore la classe 1, gli oculari di classe 3 non sono adatti ad impieghi prolungati e quelli di classe 2 sono indicati per utilizzi intermittenti; resistenza meccanica; campi di utilizzo; eventuali richieste di trattamenti antiappannanti o antiabrasione. La marcatura del DPI ne riassume le caratteristiche e conoscerne il significato necessario per orientarsi nella scelta nella vasta gamma dei protettori. Posizioni e simboli sono indicati nella norma e sono riportati, in questo testo, per ogni tipo di protettore. Tutti i protettori individuali dell'occhio ad eccezione di quelli utilizzati contro le radiazioni ionizzanti, i raggi X, le emissioni laser e le irradiazioni infrarosse emesse da sorgenti a bassa temperatura, hanno regole comuni riguardo alla marcatura. Montatura e lente devono riportare entrambe la marcatura. Essa costituita da un codice alfanumerico che pu avere fino a 7 posizioni, ma che non obbligatorio siano tutte presenti, ed il cui significato espresso nella seguente tabella:

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Posizione I (n di graduazione)

Descrizione Il primo numero rappresenta il tipo di protezione mentre il secondo, staccato da un trattino, la graduazione

Valore
Nessun numero

Significato I filtri per saldatura hanno solo la graduazione filtro per ultravioletti

Graduazione 1,2 - 16

1,2 - 5

2C

filtro per ultravioletti senza alterazione dei colori filtro per infrarosso

1,2 5

1,2 10

filtro solare

1,1 4

filtro solare con specifica protezione infrarosso

1,1 4,1

II III

Codice di identificazione del fabbricante Classe ottica del protettore Livello di resistenza meccanica 1 2 3 Nessun simbolo S F B A Uso continuativo Uso occasionale Uso raro Resistenza minima Robustezza incrementata Impatto a bassa energia Impatto a media energia Impatto a alta energia

IV

REQUISITI AGGIUNTIVI

VI

VII VII IX

VIII (facoltativo)

Resistenza allarco elettrico da corto circuito Non aderenza del metallo fuso e resistenza alla penetrazione dei solidi caldi Trattamento antiabrasione Trattamento antiappannante Resistenza agli impatti a temperature estreme (-5/+55 C) Oculari originali o di sostituzione

Presente solo per schermi facciali Solo se applicabile

K N T

Solo se applicabile Solo se applicabile Solo se applicabile

O V

Originale Di sostituzione

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Caratteristiche tecniche

Caratteristiche Materiale Misura Colore Resistenza meccanica Classe ottica

disegno

Classificazione
Numero Descrizione categoria Ente Notificato

Allegati al prodotto:
Numero Descrizione Rev.

Norme armonizzate applicate Norma/Spec Descrizione

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Targa di identificazione
La targa di identificazione della contiene: Denominazione e codice del tipo Marchio CE

Marcatura:

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Dichiarazione di conformit
Il fabbricante con sede in dichiara che cos designato

Modelli

Matricola

conforme a

Riferimento norme armonizzate:

Rappresentante Autorizzato in EU:

Luogo e data Nome: Cognome:

Firmatario (Legale Rappresentante)

(Firma)

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Obblighi dellimportatore

Estratto Guida Blu CE Le direttive "Nuovo approccio" stabiliscono che l'importatore (persona responsabile dell'immissione nel mercato) deve poter fornire all'autorit di controllo una copia della dichiarazione CE di conformit e rendere disponibile la documentazione tecnica. L'importatore (persona responsabile dell'immissione nel mercato) si assume tale responsabilit solo se il fabbricante non stabilito nella Comunit e non ha un rappresentante autorizzato sul territorio comunitario; egli deve pertanto ricevere dal fabbricante la garanzia scritta che i documenti saranno messi a disposizione su richiesta dell'autorit di controllo. Secondo le direttive nuovo approccio il fabbricante la persona responsabile della progettazione e della fabbricazione del prodotto al fine di immetterlo sul mercato comunitario per proprio conto. Le stesse responsabilit del fabbricante si applicano anche a qualsiasi persona fisica o giuridica che assembla, imballa, lavora o etichetta prodotti gi pronti al fine di immetterli sul mercato comunitario con il proprio nome. Il fabbricante il solo e unico responsabile della conformit del proprio prodotto alle direttive applicabili, sia che abbia progettato e fabbricato il prodotto personalmente sia che l'abbia immesso nel mercato a suo nome. In base alla direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti, per "produttore" s'intende: il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunit e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto; il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non stabilito nella Comunit o, qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunit, l'importatore del prodotto; La responsabilit civile per prodotti difettosi, cio il rimborso dei danni, spetta al produttore, termine che, ai sensi della suddetta direttiva, designa il fabbricante di un prodotto finito o di un componente del prodotto finito, il produttore di una materia prima o qualsiasi persona che, ad esempio apponendo un marchio registrato, si presenta come produttore dello stesso. Gli importatori da paesi terzi che immettono il prodotto sul mercato comunitario sono considerati come produttori ai sensi della direttiva sulla responsabilit per danni da prodotti. Il distributore che vende una macchina con il proprio marchio il fabbricante apparente del materiale: questa apparenza sufficiente a produrre effetti giuridici nei confronti di terzi ed in particolare dei consumatori privati.

GLOSSARIO

CONFORMITA Prima di immettere un prodotto sul mercato comunitario il fabbricante deve sottoporlo ad una procedura di valutazione della conformit prevista dalla direttiva applicabile al prodotto.
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VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA Ogni attivit relativa alla determinazione, diretta o indiretta, che i requisiti applicabili ad un prodotto siano pienamente soddisfatti. La valutazione della conformit dipende dallintervento della parte interessata (fabbricante) o di un terzo (organismo notificato) e riguarda la fase di progettazione, di fabbricazione del prodotto o entrambe. DOCUMENTAZIONE TECNICA La documentazione tecnica deve permettere di valutare la conformit del prodotto alle norme pertinenti e comprende unanalisi e una valutazione adeguate dei rischi. La documentazione tecnica deve specificare le prescrizioni applicabili ed illustrare, nella misura necessaria a tale valutazione, il progetto, la fabbricazione e il funzionamento del prodotto. La documentazione tecnica deve essere disponibile dal momento della immissione del prodotto sul mercato e deve essere conservata dal fabbricante o suo rappresentante autorizzato o persona responsabile dell'immissione del prodotto nel mercato comunitario non meno di 10 anni dallultima data di fabbricazione del prodotto e, qualora richiesta, deve essere esibita alle Autorit di vigilanza. DICHIARAZIONE DI CONFORMITA (CERTIFICATO DI CONFORMITA) Dichiarazione di conformit ovvero Certificato di conformit a seconda della direttiva di riferimento. La dichiarazione di conformit latto con cui il fabbricante dichiara, sotto la propria personale responsabilit, che il prodotto conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla/e direttiva/e europea/e ad esso applicabile/i. Essa deve contenere le informazioni necessarie ad identificare le direttive in base alle quali viene rilasciata, il nome del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunit o dellimportatore o persona responsabile della immissione del prodotto sul mercato, l'organismo notificato (ove previsto), la denominazione del prodotto ed il riferimento alle norme armonizzate o ad altri documenti normativi. La dichiarazione di conformit deve essere tenuta a disposizione delle Autorit di vigilanza da parte del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunit o dellimportatore o persona responsabile della immissione del prodotto sul mercato. La mancata presentazione della dichiarazione, su richiesta dell'Autorit di vigilanza, pu costituire motivo sufficiente per mettere in dubbio la presunzione di conformit di un prodotto ai requisiti essenziali della direttiva/e europea/e ad esso applicabile/i. ESAME CE DI TIPO E la procedura in base alla quale un Organismo notificato accerta e dichiara che un esemplare rappresentativo della produzione soddisfa i requisiti essenziali di sicurezza definiti nelle direttive ad esso applicabili. RAPPORTO DI PROVA Il rapporto di prova il risultato delle prove di laboratorio effettuate su prodotti oggetto di indagine, secondo quanto stabilito dalle relative norme ad essi applicabili. Il rapporto di prova contiene le seguenti informazioni: il numero del rapporto, la descrizione dettagliata del campione, la data di inizio e termine delle prove, i nomi delle prove e le metodiche di riferimento, i valori con le relative unit di misura, i limiti di legge o di specifica se esistenti ed applicabili - e relative fonti, eventuali annotazioni. Il rapporto di prova deve essere convalidato dalle firme del responsabile delle prove e del responsabile del laboratorio. MARCATURA CE La marcatura CE, istituita con la direttiva 93/68/CEE del 22 luglio 1993, un contrassegno che deve essere apposto su determinati prodotti per i quali ne prevista lapposizione dalla specifica normativa comunitaria di armonizzazione. Delle 29 direttive ad oggi adottate secondo i principi del nuovo approccio, 21 richiedono la marcatura CE. Lelenco delle direttive che richiedono lapposizione della marcatura CE disponibile sul sito: http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/standardization/harmstds/reflist.html
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La marcatura CE apposta dal fabbricante o dal suo rappresentante autorizzato stabilito all'interno della Comunit o dallimportatore o dal responsabile dell'immissione del prodotto sul mercato comunitario. La marcatura CE sui prodotti una dichiarazione resa da uno dei soggetti sopra menzionati con la quale si attesta che il prodotto: 1. conforme a tutte le disposizioni comunitarie applicabili; 2. stato sottoposto alle procedure di valutazione della conformit del caso. La marcatura CE obbligatoria e deve essere apposta prima che i prodotti ad essa soggetti siano commercializzati e messi in servizio, salvo il caso in cui direttive specifiche dispongano altrimenti. Se i prodotti sono disciplinati da diverse direttive che prevedono la marcatura CE, essa indica che si presume che i prodotti siano conformi alle disposizioni di tutte le direttive in questione. La marcatura CE deve pertanto essere apposta su: 3.tutti i prodotti nuovi, siano essi fabbricati negli Stati membri che in paesi terzi; 4.i prodotti usati e di seconda mano importati dai paesi terzi; 5.i prodotti che hanno subito modifiche rilevanti e che sono disciplinati dalle direttive come prodotti nuovi. La marcatura CE deve avere la forma indicata di seguito. Se la marcatura CE viene rimpicciolita o ingrandita comunque necessario rispettare le proporzioni. La marcatura CE non pu essere inferiore ai 5 mm. La marcatura CE deve essere apposta in maniera visibile, leggibile e indelebile sul prodotto o sulla relativa targhetta. Se ci non fosse possibile o giustificato per la natura del prodotto, deve essere apposta sull'eventuale imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento, qualora la direttiva applicabile ne preveda l'esistenza.

DISTRIBUTORE Qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione la cui attivit non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti.

RAPPRESENTATE AUTORIZZATO - FABBRICANTE Un fabbricante stabilito in un paese terzo ha la responsabilit, nella stessa misura di un fabbricante stabilito in uno Stato membro, di garantire che un prodotto venga progettato e fabbricato conformemente a tutte le direttive ad esso applicabili e di svolgere le procedure di valutazione della conformit richieste, qualora il prodotto sia destinato ad essere commercializzato o messo in servizio nel mercato comunitario. II fabbricante pu nominare un rappresentante autorizzato stabilito nella Comunit che operi per suo conto. Se il fabbricante non stabilito nella Comunit e non ha un rappresentante autorizzato nella stessa, l'importatore o il responsabile dell'immissione nel mercato del prodotto nella Comunit, assume gli obblighi posti in capo al fabbricante. RAPPRESENTANTE AUTORIZZATO Persona fisica o giuridica stabilita nella Comunit che ha ricevuto dal fabbricante un mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in relazione a determinati compiti. IMMISSIONE SUL MERCATO

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La prima messa a disposizione di un prodotto sul mercato comunitario, dove con messa a disposizione sul mercato si intende la fornitura di un prodotto per la distribuzione, il consumo o luso dello stesso nel mercato comunitario, a titolo oneroso o gratuito. IMPORTATORE Persona fisica o giuridica stabilita nella Comunit europea che immette sul mercato comunitario un prodotto originario di un paese terzo. MERCATO UNICO Il mercato unico una delle principali realizzazioni dell'Unione europea. Le restrizioni agli scambi e alla libera concorrenza sono state gradualmente eliminate fra gli Stati membri, il che ha contribuito all'innalzamento del tenore di vita. Il mercato unico non ancora diventato uno spazio economico unico: alcuni settori dell'economia, come i servizi pubblici, restano soggetti alle legislazioni nazionali. I singoli Stati membri dell'UE mantengono un'ampia sovranit in materia fiscale e di protezione sociale. Al mercato unico contribuisce una serie di politiche correlate che l'Unione ha attuato nel corso degli anni allo scopo di garantire che il maggior numero possibile di consumatori e imprese potesse godere dei vantaggi offerti dalla liberalizzazione dei mercati. NORMA ARMONIZZATA E una norma adottata da uno degli organismi di normazione europeo (CEN, CENELEC, ETSI), sulla base di un mandato della Commissione UE, pubblicata, per essere pienamente efficace, sulla Gazzetta Ufficiale della Comunit Europea, che prevede una procedura di informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche. NUOVO APPROCCIO Il Nuovo Approccio una tecnica legislativa che definisce i requisiti essenziali obbligatori di un prodotto al fine di garantire elevati livelli di sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei beni, lasciando la scelta delle soluzioni tecniche alle parti interessate (utenti, produttori etc.). Per la sua flessibilit, il Nuovo Approccio una tecnica molto efficace per promuovere la competitivit industriale, linnovazione dei prodotti e la libera circolazione delle merci nella Unione Europea. ORGANISMO NOTIFICATO Organismo di certificazione o Ente di certificazione o Laboratorio di Prova, autorizzato dallAutorit Governativa Nazionale e notificato alla Commissione Europea, per attuare i compiti legati alla applicazione delle procedure europee di conformit di prodotti e/o servizi. L'organismo notificato, pur essendo stabilito sul territorio dello Stato membro che lo ha notificato, pu svolgere attivit o disporre di personale all'esterno dello Stato membro o anche al di fuori della Comunit. I certificati rilasciati da sedi secondarie extra CEE devono essere sottoscritti dal responsabile tecnico o direttore tecnico del laboratorio dellOrganismo europeo notificato. Lelenco degli Organismi notificati viene pubblicato dalla Commissione Europea nella Gazzetta Ufficiale delle Comunit Europee e pu essere consultato nel sito http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando/ PAESE TERZO Con questo termine si indica uno Stato che non n uno Stato membro dellUnione Europea n uno Stato ad essa associato, aderente cio ad un accordo internazionale concluso con lUnione europea. PRESUNZIONE DI CONFORMITA Lapplicazione e la conformit ad una norma armonizzata, di cui sono stati pubblicati i riferimenti, conferiscono presunzione di conformit ai requisiti essenziali delle direttive di

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nuovo approccio applicabili, disciplinati da tale norma. L'applicazione delle norme armonizzate rimane volontaria nell'ambito delle direttive di nuovo approccio. PRODOTTO Qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attivit commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione, purch il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto. PRODOTTO SICURO Qualsiasi prodotto che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, compresa la durata e, se del caso, la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi, compatibili con l'impiego del prodotto e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone in funzione, in particolare, dei seguenti elementi: 1) delle caratteristiche del prodotto, in particolare la sua composizione, il suo imballaggio, le modalit del suo assemblaggio e, se del caso, la sua installazione e manutenzione; 2) dell'effetto del prodotto su altri prodotti, qualora sia ragionevolmente prevedibile l'utilizzazione del primo con i secondi; 3) della presentazione del prodotto, della sua etichettatura, delle eventuali avvertenze e istruzioni per il suo uso e della sua eliminazione, nonch di qualsiasi altra indicazione o informazione relativa al prodotto; 4) delle categorie di consumatori che si trovano in condizione di rischio nell'utilizzazione del prodotto, in particolare dei minori e degli anziani. PRODOTTO PERICOLOSO Qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro RAPEX Il sistema comunitario di scambio rapido di informazioni (RAPEX) una rete creata tra i 27 paesi membri dellUE pi lIslanda, il Liechtenstein e la Norvegia, al fine di assicurare la sicurezza del mercato interno europeo attraverso la collaborazione tra le autorit nazionali incaricate della sorveglianza dei mercati. Questo sistema garantisce che le informazioni sui prodotti di consumo non alimentari pericolosi, scoperti in uno stato membro, siano rapidamente comunicate a tutte le autorit nazionali e alla Commissione Europea per permettere lattivazione di tutte le misure necessarie per impedire la fornitura di tali prodotti ai consumatori. REQUISITI ESSENZIALI Fissano gli elementi necessari alla protezione dell'interesse pubblico. I requisiti essenziali sono vincolanti: solo i prodotti conformi ad essi possono essere commercializzati e messi in servizio. I requisiti essenziali devono essere applicati in funzione dei rischi insiti in un determinato prodotto. Ad uno stesso prodotto possibile applicare contemporaneamente varie direttive, nel caso in cui, per tutelare tutti gli interessi pubblici in gioco, devono essere applicati contemporaneamente i requisiti previsti da varie direttive. RICHIAMO DEL PRODOTTO Il richiamo una misura volta ad ottenere la restituzione di un prodotto pericoloso gi fornito o reso disponibile ai consumatori. Tale misura adottata dai produttori e distributori di prodotti di consumo qualora sappiano che un prodotto da loro immesso sul mercato presenta rischi per i consumatori ovvero tale misura pu essere ordinata o coordinata o, se del caso, organizzata con i produttori e i distributori da parte delle Autorit competenti. I produttori e i distributori hanno lobbligo di informare le autorit nazionali competenti in merito ai prodotti pericolosi da loro immessi sul mercato quando si realizzano le seguenti condizioni: - Il prodotto destinato ai consumatori o pu essere utilizzato dai consumatori; - il prodotto presenta rischi per i consumatori; - il prodotto sul mercato; - i rischi sono tali che il prodotto non pu rimanere sul mercato e i produttori e distributori hanno lobbligo di prendere i provvedimenti preventivi e correttivi opportuni. Il modulo di notifica da inviare
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allautorit nazionale competente dello Stato membro in cui stato commercializzato il prodotto pericoloso allegato alla decisione della Commissione del 14 dicembre 2004 ed disponibile sul sito web della Commissione Europea http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32004D0905:IT:NOT RISCHIO GRAVE Qualsiasi rischio grave compreso quello i cui effetti non sono immediati e che richiede un intervento rapido delle autorit pubbliche. VALUTAZIONE DEL RISCHIO LAutorit di controllo, al fine di decidere se una specifica situazione di pericolo causata da un prodotto di consumo costituisca un rischio grave, in una prima fase deve stabilire la gravit degli effetti concreti di un pericolo, che dipende sia dalla gravit del pericolo sia dalla probabilit che esso si concretizzi nelle condizioni duso prese in esame; in una seconda fase lAutorit di controllo deve valutare ulteriormente la gravit degli effetti concreti del pericolo a seconda del tipo di consumatore e, per i normali adulti, valutare se il prodotto sia corredato di opportune avvertenze e protezioni. In conclusione, quindi, la combinazione sequenziale degli indici collegati alle due fasi precedentemente esposte costituisce la valutazione complessiva del rischio. Per ulteriori approfondimenti possibile consultare il sito: http://ec.europa.eu/consumers/cons_safe/action_guide_it.pdf RITIRO DAL MERCATO Il ritiro dal mercato una misura volta ad impedire la distribuzione e lesposizione o lofferta di un prodotto pericoloso al consumatore. Tale misura ordinata dalle Autorit competenti nei confronti di produttori e/o importatori qualora vi sia un prodotto che non rispetta i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa ad esso applicabile. Il produttore o importatore al quale viene notificato un provvedimento di ritiro dal mercato, al fine di rintracciare facilmente i prodotti oggetto del provvedimento restrittivo deve essere in grado di stabilire una correlazione tra i prodotti forniti ed i clienti (tracciabilit del prodotto) cos da poter avviare rapidamente le procedure di ritiro dal mercato. Le Autorit competenti svolgono controlli presso il produttore o importatore al fine di accertare che gli stessi abbiano effettivamente ritirato il prodotto dal mercato. SANZIONE E la conseguenza giuridica tipica che l'ordinamento collega all'illecito, ossia alla violazione del precetto. Il dovere, posto in capo ad un soggetto, di sottostare alla sanzione detto responsabilit. UNIONE DOGANALE L'unione doganale l'elemento essenziale del mercato comune. L'istituzione di un'unione doganale, ultimata nel 1968, costituiva l'obiettivo principale dopo la firma del trattato di Roma. Le misure pi importanti prevedevano: l'eliminazione di tutti i dazi doganali e di tutte le restrizioni tra gli Stati membri; l'introduzione di una tariffa doganale comune (TDC), applicabile in tutta la Comunit europea alle merci provenienti dai paesi terzi (le entrate cos ottenute fanno parte delle risorse proprie della Comunit); la politica commerciale comune come componente esterna dell'Unione doganale (la Comunit parla con voce unanime a livello internazionale). Sono state elaborate procedure e regole comuni ed stato introdotto un documento amministrativo unico (DAU), destinato a sostituire i diversi documenti precedentemente utilizzati. Con l'entrata in vigore del mercato unico nel 1993, sono stati aboliti sia i controlli regolari alle frontiere interne che le formalit doganali. Pertanto, la riscossione delle accise, dell'IVA e la raccolta di dati statistici non rientrano pi tra le competenze dei servizi doganali degli Stati membri. UNIONE EUROPEA LUnione Europea (UE) unorganizzazione di tipo sopranazionale ed intergovernativo, che dal 1 gennaio 2007 comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1 novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo percorso delle Comunit Europee precedentemente esistenti. LUnione Europea ha il compito di organizzare in maniera
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coerente e solidale i rapporti tra gli Stati membri e i loro popoli. I grandi obiettivi che persegue sono i seguenti: - promuovere il progresso economico e sociale, lo sviluppo sostenibile, uno spazio senza frontiere interne e ununione economica e monetaria che comporti a termine una moneta unica; - affermare la sua identit sulla scena internazionale (aiuti umanitari europei ai paesi terzi, politica estera e di sicurezza comune, intervento nella gestione delle crisi internazionali, posizione comune in seno alle organizzazioni internazionali); - rafforzare la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini dei suoi Stati membri, istituendo una cittadinanza dellUnione (che completa la cittadinanza nazionale senza sostituirsi ad essa e conferisce al cittadino europeo diritti civili e politici); - conservare e sviluppare lUnione quale spazio di libert, sicurezza e giustizia in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone; - mantenere e sviluppare lacquis (diritto acquisito comunitario). Lacquis linsieme dei diritti e degli obblighi giuridici e degli obbiettivi politici che accomunano e vincolano gli Stati membri della Unione europea. Gli organi principali dellUnione comprendono il Consiglio dellUnione europea, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio europeo e la Banca centrale europea. VIGILANZA La vigilanza effettuata dalle Autorit nazionali designate dagli Stati membri. Le Autorit, per quanto di competenza, sono incaricate di eseguire controlli atti a verificare la conformit dei prodotti immessi sul mercato comunitario o nazionale con la pertinente legislazione comunitaria o nazionale a loro applicabile.

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