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FAIR PLAY FINANZIARIO BREVE GUIDA

di Rado il Figo

BLOG-IN DENTRO LO SPORT


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PREMESSA
Quasi due anni sono passati dalla stesura della mia prima breve guida al fair play finanziario. Un arco di tempo forse limitato ma sufficiente perch si verificassero fatti tali da dover mettere mano a una seconda versione, ampiamente riveduta e corretta. In primo luogo, sono ritornato su alcune mie maldestre interpretazioni e traduzioni che, pur non inficiando troppo i concetti di fondo, rappresentavano ugualmente delle imperfezioni di cui mi scuso con chi ha letto la prima guida e con chi lha messa in rete. Imperfezioni venute a galla anche grazie al sempre prezioso confronto seppur mediato da internet con altre persone interessatesi allargomento in modo non superficiale, unico mezzo per verificare e vagliare le proprie considerazioni e idee. Inoltre, collavvicinarsi della scadenza della prima applicazione, sono state pubblicate direttive e linee guida ufficiali per aiutare i club europei a districarsi in un impianto normativo su cui, infine, lUEFA ha apportato delle modifiche nel 2012 (e solo per questultimo si sarebbe reso necessario un aggiornamento). Ci detto, non ho la presunzione in questo scritto di aver perfettamente e correttamente analizzato ogni aspetto dellargomento, pur rappresentando (spero) un miglioramento rispetto alla prima versione: in effetti, pi di un punto rimane per me oscuro, e non esiter a esplicitare i miei dubbi in proposito, e non sono ancora certo di aver eliminato tutte le imperfezioni di cui sopra (al riguardo, sono sempre ben accette le eventuali segnalazioni). I tutti i casi, ritengo che abbia una sua validit perch rappresenta una lettura del fair play finanziario pi approfondita rispetto a quelle finora pubblicate dalla stampa sportiva. Approfondimento che ho cercato di non far sconfinare nel tecnicismo: la guida non vuol essere una lezione a uso e consumo degli esperti del settore (non essendolo io per primo) ma solo un aiuto per chi non mastica abitualmente termini di contabilit, economia, finanza e altre amenit consimili, per meglio orientarsi in una normativa che, almeno nelle intenzioni, destinata a produrre non secondari effetti sul calcio europeo, e di riflesso nazionale. Per tale motivo ho cercato di spiegare con concetti chiari e duso comune la portata di ogni definizione e regola: ovviamente, non ho ecceduto nel senso opposto, evitare la disquisizione dotta per finire nel pressapochismo. Inquadrata la corretta portata dei termini tecnici, questi saranno mantenuti: per essere ancora pi chiaro, una volta spiegato cosa sintende per debito, questo sar sempre chiamato debito, e mai perdita desercizio come spesso avviene, tanto che molti li ritengono dei sinonimi. Ritengo sia giunto il momento per i doverosi ringraziamenti per chi ha in vario modo contribuito affinch questa guida avesse (nuova) luce: in ordine sparso, ricordo Luca Marotta, il cui blog utilissimo strumento per avere una visione completa dei bilanci dei club, grazie soprattutto alle rielaborazioni da lui compiute; gli autori della Biblioteca del Tifoso Bilanciato, sito che merita indubbiamente una pi larga visione dal vasto pubblico di appassionati calcistici della rete, in particolare per avermi pazientemente sopportato e supportato finora (e
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per un paio di graditissime sorprese); e, buon ultimo, Simone, una delle poche persone a interessarsi di sport a tutto tondo e non limitatamente al calcio (al contrario di me), che gentilmente ospita alcuni miei scritti nel suo blog, ritenendoli (finora) coerenti collo spirito con cui lo cura (cosa che mi fa, inutile negarlo, un gran piacere).

COME TUTTO EBBE INIZIO


Si vuole che tutto inizi il 21 maggio 2008 quando Platini sbigott nel leggere lentit dei debiti iscritti a bilancio da Chelsea e Manchester United, in quel momento impegnati al Luniki di Mosca nella finale di Champions League. Pur conservando il personale dubbio che il Presidente dellUEFA avesse, come comunemente avviene, confuso i debiti colle perdite desercizio, concetti tecnici profondamente diversi, tant che i maggiori club europei lhanno indirizzato pi correttamente verso queste ultime, lo scopo finale chiarissimo: estendere il valore del gioco leale e pulito, il fair play per lappunto, oltre il terreno di gioco. Chi scende in campo deve contare esclusivamente sulle sue forze, non potendo avvalersi di aiuti esterni di qualsivoglia natura; in particolare, si deve impedire a una squadra di allestire una rosa competitiva agendo nel mercato dietro la promessa di elargire enormi quantit di denaro sia ai giocatori per lingaggio proposto sia ai club di provenienza come prezzo per il loro acquisto, senza per essere in grado di sostenerne il peso economico in modo durevole nel tempo. Ovviamente, non vietato offrire cifre altissime per accaparrarsi il meglio che il catalogo calciatori offra: semplicemente, si vuole impedire (il pi possibile) che le offerte non siano poi onorate, totalmente o parzialmente, generando creditori non pagati. Creditori che possono essere: i calciatori, cui non pi pagato lo stipendio faraonico accordato; i club venditori, cui non pi saldato il salatissimo prezzo che erano riusciti a spuntare; i finanziatori della stessa squadra, quando questa ha acceso dei debiti per poter agire sul mercato, cui non si garantisce pi n la remunerazione (glinteressi) n il rimborso di quanto prestato. La strada scelta far diventare lattivit calcistica, o meglio ancora lattivit delle squadre di calcio, unattivit economica vera e propria, capace di generare in modo costante reddito perch sistematicamente in grado di conseguire ricavi di entit superiore ai costi sostenuti. Una squadra di calcio deve quindi operare potendo contare sulle sue sole forze, che sono diverse da quelle dei suoi soci: quando questi sono regolarmente chiamati di anno in anno a ripianare le perdite, nel mondo del calcio quasi consuetudine e quotidianit, per unimpresa economica normale linequivocabile segnale che lattivit esercitata non rende e si dovrebbe abbandonare. Daltronde bene ricordare che quando le perdite superano dei limiti prefissati, richiesto lintervento dei soci ma questo non necessariamente si tradurr nel loro ripianamento, potendo tranquillamente limitarsi a una presa datto ovvero alla scelta di cessare lattivit. Chiusura dei battenti che, per, non deve avvenire a scapito delle ragioni dei creditori per non sconfinare nel fallimento vero e proprio. Lo spunto utile per evidenziare che perdita desercizio e fallimento sono concetti diversi, per quanto anchessi comunemente accostati tanto da apparire quali sinonimi. Un facile esempio chiarir la differenza: Alfa compra un bene da Beta pagandolo (subito) 800 e lo rivende a Delta per 500. Alfa in perdita di 300, perch il costo sostenuto (800) supera il ricavo conseguito (500); tuttavia Alfa non in fallimento in quanto non esistono suoi creditori insoddisfatti, essendo stata Beta pagata
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subito e quindi non essendo sorto alcun debito (o meglio, il debito stato immediatamente onorato). Viceversa, se Alfa compra da Beta un bene per 800, ottenendo di pagarlo fra un anno, e lo rivende a Delta per 500 con pagamento posticipato di due anni, Alfa ha s ora un utile di 300 ( indifferente sul piano economico quando i prezzi di acquisto e di vendita siano effettivamente versati) ma il prossimo anno fallir non essendo in grado di pagare Beta, Pagina | 4 perch ricever da Delta quanto necessario (e pure oltre) solo lanno successivo. In effetti, nei club pi della natura economica dellattivit, soggetta anchessa allaleatoriet (nello specifico individuabile nei risultati sportivi), manca quasi del tutto limprenditorialit ai soggetti che li dirigono, nonostante quasi sempre questi coincidano cogli stessi soci, cio con coloro che primi fra tutti dovrebbero essere pi che interessati al conseguimento di un utile per remunerare il capitale investito. Lesperienza italiana sui diritti tv emblematica pensando ai problemi sorti nel momento della loro contrazione (che si pu inquadrare nel rischio imprenditoriale), a causa, in modo preponderante, dello sperpero degli stessi avvenuto nel passato (vera e propria mala gestione dei ricavi ottenuti). Nonostante Platini abbia dichiarato di aver ricevuto il consenso dei maggiori club europei, ragionevolmente ci si pu attendere che la normativa sul fair play finanziario non sar accettata in modo unanime da tutte le realt coinvolte. Il rischio concreto, e gi effettivamente occorso, che qualcuno sappigli a qualche risvolto zoppicante, e ve ne sono, per recarsi dalle autorit comunitarie a chiedere la verifica del rispetto della libert di concorrenza, spauracchio sbandierato, spesso con efficacia, contro normative sportive ritenute a vario titolo sgradite. E quando si muove lUnione Europea, lUEFA ha sempre dimostrato di adeguarsi, anche quando non direttamente coinvolta: si pensi alla celeberrima sentenza Bosman, che formalmente vincola solo la federcalcio belga, ma i cui effetti si sono estesi allintero calcio europeo e che ha costretto la stessa confederazione ad abrogare ogni limitazione riguardante limpiego di giocatori stranieri nelle sue competizioni per club. Anche senza ricorrere agli organismi europei, vi sono altri mezzi di persuasione per poter limare punti ritenuti non piacevoli: la lega russa, p.es., s gi mossa richiedendo di aumentare il limite dei contributi dei soci e delle parti correlate dagli attuali 40.000.000 di euro a 55.000.000. Facile immaginare che se altre leghe europee di peso maggiore o paragonabile a quella russa dovessero muoversi in tale direzione (anche se al momento tutto fermo), lUEFA si troverebbe costretta quanto meno a trattare per evitare di perdere partecipanti di spicco dalle proprie competizioni, con relativo detrimento nei suoi stessi incassi (leggasi, cessione dei diritti tv per Champions ed Europa League). Lattesa rivolta verso le misure concrete che lUEFA adotter quando saranno coinvolti club di spicco: le sanzioni l applicate rappresenteranno un valido banco di prova della seriet e della convinzione dedicate a questa innovativa normativa.

INQUADRAMENTO SORVEGLIANZA

NORMATIVO

PERIODO

DI

Il fair play finanziario (financial fair play), dora in avanti fpf, previsto e disciplinato dal Regolamento UEFA sulla Concessione delle Licenze ai Club e il Fair Play Finanziario (UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations), dora in avanti RLFPF, e costituisce uno dei requisiti necessari alliscrizione alle coppe europee che si sono via via affiancati al titolo
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sportivo (piazzamento utile nei tornei nazionali, variabile a seconda della posizione della federazione dappartenenza nel ranking UEFA, ovvero la vittoria in Champions o Europa League), e oggi comprendenti la concessione di una apposita licenza (licence), lindipendenza da altri club partecipanti ai tornei UEFA e il non coinvolgimento in atti e fatti volti allalterazione del risultato sportivo di una partita. Requisiti, si pu affermare, addirittura pi importanti dello stesso titolo sportivo: infatti, se non li si rispetta, pur avendo conseguito il Pagina | 5 titolo necessario, non ci si pu iscrivere alle coppe dellUEFA; viceversa, rispettandoli, ci si pu iscrivere pur essendo privi del titolo sportivo. Di fatto la partecipazione ai tornei europei concessa ai club in regola coi requisiti che hanno conseguito un titolo sportivo il pi vicino possibile a quello richiesto (ovviamente, facendo salva la vicinanza corrispondente alluguaglianza). Il fpf per un requisito ulteriore e posteriore: ulteriore, poich si aggiunto a quelli sopra ricordati solo dalla corrente stagione 2013/14; posteriore, poich produce i suoi effetti solo rivolto al futuro. Per essere ancora pi chiaro: per poter partecipare alla Champions League o allEuropa League 2013/14 (e anche alla Super Coppa UEFA 2013) un club deve richiedere al licenziante (licensor) la licenza UEFA. Ottenutala, il club diventa licenziatario (licensee); lUEFA provvede quindi a vagliare tutti i licenziatari, con precedenza accordata in base al titolo sportivo richiesto, escludendo quelli non in regola coi requisiti dindipendenza e di probit, fino a stilare la lista (pi o meno) definitiva dei club partecipanti alle coppe. Solo questi ultimi sono successivamente valutati sul rispetto dei requisiti di sorveglianza (monitoring requirements), il principale dei quali quello dellequilibrio finanziario (breakeven requirement), cio se sono in regola col fpf. La successione delle tappe del processo di sorveglianza (monitoring process) per i tornei 2013/14 ancora pi esplicativa: entro il 30 aprile 2013 allAmministrazione UEFA deve pervenire la prima documentazione di tutti i club aspiranti alla licenza; fra l1 giugno e il 15 luglio 2013 i club licenziatari devono consegnare la documentazione utile per il fpf al licenziante che a sua volta, entro il 15 luglio, la girer allAmministrazione UEFA. Nel frattempo, il 2 luglio 2013 si saranno giocate le prime gare delle coppe (andata del 1 turno di qualificazione di Champions League); il processo di sorveglianza continua poi per lintera stagione, terminando solo il 31 maggio 2014. Considerando che le sanzioni da irrorare sono decise fra dicembre 2013 e aprile 2014, queste avranno effetto solo per le stagioni successive: chi ha partecipato alle coppe 2013/14 e non risultato in regola col fpf, sar punito solo dal 2014/15 in poi. A voler essere precisi, tuttavia alcune pene potrebbero avere effetto anche nella stagione in corso, come sar spiegato pi avanti; resta fermo il fatto che colpiranno sempre squadre che hanno ugualmente preso parte alle coppe pur non essendo in regola col fpf. Larco temporale soggetto, stagione per stagione, alla valutazione sul requisito dellequilibrio finanziario, definito come periodo di sorveglianza (monitoring period), copre in linea di principio tre periodi di rapporto (reporting periods), a tutti gli effetti coincidenti cogli esercizi sociali del club. Solitamente questi hanno durata annuale, anche se non coincidente collanno solare. Il motivo, intuibile, che seguono lo scorrere delle stagioni sportive, il cui inizio posto, almeno nelle realt europee, fra giugno e luglio: p.e.s., la FIGC ha una stagione calcistica che inizia l1 luglio di un anno e termina il 30 giugno del successivo. Tuttavia, esistono squadre con esercizio sociale fissato dall1 gennaio al 31 dicembre (come una qualsiasi impresa commerciale): oltre a quelli affiliati a federazioni con stagioni coincidenti collanno solare (p.es.: Finlandia, Irlanda e Svezia), vi sono i club obbligati alla redazione del bilancio
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consolidato perch facenti parti di un gruppo economico (in Italia ricordo i casi di Milan, legato alla Fininvest, e Sampdoria, legata allErg). Vi sono pure club con esercizio sociale inferiore o superiore a un anno: per questi, il RLFPF dispone che tutte le cifre presenti e utili per la valutazione del requisito dellequilibrio finanziario debbano essere conciliate colleffettiva durata del periodo di rapporto (p.es.: se lesercizio dura 6 mesi, le cifre presenti nel bilancio devono essere raddoppiate per essere validamente comparate). Analoga Pagina | 6 conciliazione avviene per chi tiene la contabilit in valuta diversa dalleuro: le cifre devono essere convertite al tasso ufficiale di cambio medio del periodo di sorveglianza, cos come pubblicato dalla Banca Centrale Europea o, se questa non dovesse pi divulgarlo, da altra fonte appropriata. Sintetizzando, posso definire esercizi sociali solari quelli che durano dall1 gennaio al 31 dicembre dello stesso anno, stagionali tutti gli altri. LUEFA per li divide in due diverse categorie, a seconda se la chiusura rientri fra l1 gennaio e il 31 luglio (1) e fra l1 agosto e il 31 dicembre (2). La distinzione assume importanza in particolare per lobbligo della redazione di un bilancio infrannuale e in caso di mancato rispetto del requisito dellequilibrio finanziario. Il primo aspetto entra in scena quando intercorrano pi di sei mesi fra la data di chiusura dellesercizio e quella in cui il licenziante dirama la lista dei licenziatari: in tal caso richiesto un bilancio infrannuale, cio un bilancio che copra un periodo di tempo che vada dalla chiusura dellesercizio a una data qualsiasi fino a quella della lista. In pratica, il licenziante deve avere a disposizione per le sue valutazioni un documento contabile non anteriore a pi di sei mesi. Il secondo aspetto, invece, sar ampiamente trattato nel prosieguo. Il periodo di rapporto principale, detto T, coincide collesercizio sociale terminante nellanno in cui comincia la stagione europea: p.es., per il 2013/14, T corrisponde al 2013 per gli esercizi solari, al 2012/13 per gli esercizi stagionali. bene precisare che, in entrambi i casi, ufficialmente sar sempre e solo definito come T. Conseguentemente, si parler di T-1, T2, T-3 e T-4 per individuare, rispettivamente, gli esercizi chiusi un anno, due anni, tre anni e quattro anni prima di T, e di T+1, T+2 e T+3 per gli esercizi che si chiuderanno un anno, due anni e tre anni dopo T. P.es., sempre per il 2013/14, T-1 corrisponde al 2012 (ovvero al 2011/12 per gli stagionali), T-2 al 2011 (2010/11), T-3 al 2010 (2009/10) e T-4 al 2009 (2008/09); T+1 al 2014 (2013/14), T+2 al 2015 (2014/15) e T+3 al 2016 (2015/16). Come anticipato, il periodo di sorveglianza racchiude i tre periodi di rapporto T-2, T-1 e T (quindi per il 2013/14, in teoria, il 2011, il 2012 e il 2013), almeno in linea di principio, perch in realt potrebbe limitarsi ai soli T-2 e T-1 o addirittura al solitario T-1, estendersi fino a comprendere anche T-4 e T-3, e senza dimenticare, infine, che potrebbero entrare in ballo anche T+1, T+2 e T+3 (ragione per cui ho provveduto a definirli tutti quanti). Un primo limite di portata assoluta limpossibilit di considerare ai fini del fpf qualsiasi periodo di rapporto anteriore al 2012, ancorch previsto dal RLFPF; pertanto, p.es., per il 2013/14 non sono utilizzabili n T-4 (corrispondente al 2009) n T-3 (2010) n T-2 (2011), cos per il 2015/16 sar inservibile T-4 (2011).

LE INFORMAZIONI SUL RENDICONTO FINANZIARIO


La prima tappa del processo di valutazione ai fini del fpf per il 2013/14 ha, come visto, scadenza posta al 30 aprile 2013, data entro la quale il licenziante deve sottomettere
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allAmministrazione UEFA le informazioni sul rendiconto finanziario (financial statement information) riferite al periodo T-1 (quindi al 2012 per il 2013/14) a sua volta ricevute da tutti i club cui ha rilasciato la licenza. Il licenziante, finora solo nominato, la federazione membro dellUEFA cui affiliato il club richiedente la licenza, che tuttavia pu delegare tale mansione alla lega organizzatrice il Pagina | 7 campionato di prima divisione. Per lItalia, quindi, il licenziante la FIGC e il possibile delegato, la Lega Serie A. Tuttavia, a evitare ogni possibile tentazione, leggasi il rilascio di licenze a club non meritevoli, lUEFA si riserva in ogni istante il diritto di sottoporre licenziante e club a una sua diretta verifica di conformit nellapplicazione delle norme da essa emanate. Le informazioni sul rendiconto finanziario, a tutti gli effetti, corrispondono al bilancio desercizio 2012 (ovvero 2011/12 per gli stagionali) cui si aggiungono altri dati ritenuti utili. Infatti, ne fanno parte: lo stato patrimoniale (balance sheet), dove sono registrate attivit e/o crediti, passivit e/o debiti e il capitale netto; il conto economico dei profitti e delle perdite (profit and loss account), dove sono registrati i costi e ricavi; i flussi di cassa (cash flow statement), dove sono registrate le entrate e le uscite dei mezzi monetari e loro assimilati (contanti, valori bollati, assegni, bonifici, movimenti nei conti correnti bancari e/o postali); la nota integrativa (notes), che illustra le principali politiche adottate nella gestione patrimoniale, finanziaria, economica e contabile del club; altre informazioni (other information), quali, a solo titolo desempio, la composizione dellorgano amministrativo, la propriet dello stadio nonch le opinioni espresse dal revisore contabile sul bilancio da questi certificato. Le informazioni riguardano il solo periodo T-1; essendo questa unincombenza con cadenza annuale, non necessario presentare nuovamente quanto gi sottomesso al licenziante e allAmministrazione UEFA in precedenza. In questo primo passaggio, quindi, si assiste solo a una raccolta di dati e documenti vari, senza alcun vaglio ai fini del fpf, se non per quel che riguarda lindividuazione dei club che ne saranno poi soggetti: infatti, le informazioni qui elencate servono al licenziante per il rilascio della licenza; toccher poi allUEFA ufficializzare i partecipanti alle sue coppe tra tutti i licenziatari in regola coi requisiti dindipendenza e probit, e dotati del necessario titolo sportivo (o gi di l), che saranno poi sottoposti alla valutazione ai fini dellequilibrio finanziario.

REQUISITO DELLEQUILIBRIO FINANZIARIO


La seconda tappa per il 2013/14 scade il 15 luglio 2013 (a coppe gi iniziate, come visto), data entro la quale il licenziante deve sottomettere allUEFA la documentazione necessaria per la valutazione del rispetto del requisito dequilibrio finanziario (break-even requirement), ricevuta dall1 giugno 2013 in poi dai club partecipanti ai tornei europei. In realt, come sar pi chiaro in seguito, vi sarebbe una precedente scadenza, fissata al 30 giugno di ogni anno,
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ma per esigenze di brevit e chiarezza espositive lho momentaneamente sospesa; per analoghe esigenze, evito di elencare tutta la documentazione qui prevista, ricordando solo che una parte gi stata consegnata nella precedente tappa, concentrandomi su quanto da essa ricavato ai fini del fpf, il cui processo valutativo comincia solo ora. Quanto raccolto quindi girato dallAmministrazione UEFA al Corpo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (UEFA Club Financial Control Body), da qui in avanti CoCo, che lo visiona ed elabora al fine di verificare se Pagina | 8 il club interessato rientri in almeno uno dei 4 indicatori considerati quali rivelatori di una possibile violazione dellequilibrio finanziario. da precisare che, per lappunto, sufficiente che il club valutato corrisponda anche a uno solo dei quattro profili affinch il processo valutativo continui: per chi, invece, risulta ora in regola, finisce tutto in questo momento. Sono di seguito illustrati i quattro indicatori, cui se ne aggiunge un quinto finale.

INDICATORE 1: ANDAMENTO DELLA GESTIONE ( GOING CONCERN )


Si viola lindicatore 1 se il revisore contabile ha espresso dubbi o perplessit di varia natura sullandamento della gestione alla luce delle informazioni sul rendiconto finanziario relativo a T-1 presentate allUEFA (il 30 aprile 2013 per la stagione in corso, come visto sopra). Opinione negativa che, ovviamente, non meccanicamente legata al risultato economico: laver conseguito un utile non sufficiente, in teoria, a evitare il richiamo del revisore, cos come laver subito una perdita potrebbe comunque essere valutato positivamente. Entrambi i risultati potrebbero, infatti, essere frutto di eventi assolutamente eccezionali e quindi potenzialmente irripetibili ovvero slegati dalla gestione corrente del club (si pensi alla dismissione di impianti sportivi come lo stadio). Sotto un altro punto di vista, dopo anni di perdite costanti, conseguire un utile potrebbe non essere comunque ritenuto un concreto segnale di unavviata inversione di rotta, mentre viceversa subire unaltra perdita potrebbe essere valutato come tale, tutto dipendendo dal giudizio espresso dal revisore sulle politiche gestionali del club.

INDICATORE 2: CAPITALE NETTO NEGATIVO ( NEGATIVE EQUITY )


Lindicatore 2 infranto se nellesercizio T-1 il capitale netto ha subito un peggioramento rispetto allesercizio precedente T-2. Premetto subito che qui non si applica la limitazione sopra esposta che vuole non utilizzabile per il fpf quanto riportato nei periodi anteriori al 2012, come sarebbe in questa stagione dove T-2 corrisponde al 2011. La presentazione delle informazioni sul rendiconto finanziario (a tutti gli effetti, il bilancio) , infatti, incombenza per il rilascio della licenza, dove non sussiste il limite del 2011; inoltre, non bisogna dimenticare che i documenti in questione devono essere stilati a doppia colonna, cio comparando, voce per voce, quanto registrato nellesercizio e in quello precedente (con cifre sono espresse in migliaia di euro). P.es.: nel conto economico del 2012 (ovvero 2011/12), per ogni costo e ogni ricavo indicata la cifra registrata nel 2012 (2011/12) affiancata a quella di competenza del 2011 (2010/11). Il capitale netto costituito dal capitale sociale, dai fondi di riserva (quote accantonate di utili passati non distribuiti ai soci), da altri fondi di varia natura (principalmente impegni volontari dei soci in vista di futuri aumenti di capitale o di ripianamento di perdite), dalle (eventuali) perdite pregresse ancora da ripianare e dagli (eventuali) utili portati a nuovo in attesa di
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deliberarne la destinazione. La strada preferibile affinch il capitale netto a T-1 non sia inferiore a quanto registrato a T-2 , chiaramente, che in T-1 si sia registrato un utile desercizio. Tuttavia ci si pu verificare anche in presenza di perdite, purch queste risultino inferiori allammontare complessivo di altre operazioni che vanno a toccare le voci del capitale netto senza per coinvolgere la gestione economica (costi e ricavi): si pensi a un aumento di capitale o alla stessa copertura delle perdite subite in precedenza. Anzi, si Pagina | 9 potrebbe subire un deterioramento del capitale netto pur conseguendo un utile, se questo , p.es., inferiore a quello portato a nuovo e poi integralmente distribuito ai soci (problematica che ritorner pi avanti). Inoltre, lo stesso nome dellindicatore porta qualche interprete a spingersi oltre alla mera lettera della sua definizione: vi sarebbe infrazione non solo se il capitale netto a T-1 inferiore a quello a T-2, ma anche quando, pur essendo superiore o uguale, rimanga negativo. Ci avviene quando le perdite, pregresse e (eventuali) in T-1, sono in termini assoluti superiori alle altri voci (capitale sociale, fondi di riserva e vari, utili portati a nuovo). Personalmente non seguo questa linea, confortato indirettamente da alcuni esempi forniti dalla stessa UEFA che, pur non riferendosi al presente indicatore, potrebbero essere applicabili per via analogica; non disconoscendo limportanza rivelatrice di un capitale netto negativo, ritengo per che osservazioni su questo dato siano e debbano essere comprese nellindicatore 1. In realt, come parzialmente accennato, questi primi due indicatori sono gi rilevati ai fini della concessione della licenza: tuttavia, lemersione, pure l, anche di uno solo di essi non ne impedisce il rilascio ma lo condiziona alla predisposizione dinformazioni finanziarie preventive (future financial information) che coprano almeno il trimestre successivo alla data di riferimento delle informazioni finanziarie annuali, ovvero infrannuali quando predisposte, al fine di dimostrare che il club possa proseguire nella sua attivit fino alla fine della stagione. Tali informazioni preventive, se da un lato permettono il rilascio della licenza, dallaltro non cancellano linfrazione, che quindi automaticamente riproposta ai fini del fpf; in altre parole, esistono dei licenziatari che sanno gi ufficialmente di aver violato il requisito dellequilibrio finanziario pur essendo regolarmente iscritti alle coppe.

INDICATORE 3: RISULTATO RELATIVO ALLEQUILIBRIO FINANZIARIO


Il club viola lindicatore del risultato relativo allequilibrio finanziario (break-even result), dora in avanti ref, quando presenta un disavanzo nellequilibrio finanziario (break-even deficit), dora in avanti dis.ef, in almeno uno dei due periodi T-1 e T-2. Si in dis.ef quando la differenza fra i ricavi determinanti (relevant income), dora in avanti r.det, e i costi determinanti (relevant expenses), dora in avanti c.det, negativa; quando invece positiva o nulla, si parla di avanzo nellequilibrio finanziario (break-even surplus), dora in avanti av.ef. In sintesi, se i c.det superano i r.det, si in dis.ef; in tutti gli altri casi, in av.ef. Una prima diretta conseguenza la seguente: un club che in T-1 in dis.ef, violer lindicatore 3 anche nella successiva stagione, dove sar sempre soggetto al vaglio del ref nellarco dei due periodi precedenti, ripresentandosi il dis.ef subito in T-1 (che diventer T-2). Bisogna prestare attenzione che mentre il risultato economico reale del club dato dalla differenza fra tutti i ricavi e tutti i costi, il ref la differenza fra r.det e c.det, cio quelle voci
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economiche che lUEFA ha ritenuto legate, pi o meno strettamente, alla sola gestione caratteristica del club. In realt solo una definizione di massima: scorrendo la lista dei costi e dei ricavi che rientrano fra i determinanti si nota che non tutti riguardino propriamente ed esclusivamente la sola attivit sportiva. Le rettifiche (adjustment) imposte mirano a escludere quelle voci economiche palesemente a essa estranee, nonch a premiare il club se investe in attivit considerate meritevoli in senso lato (da quelle che porteranno benefici nel lungo Pagina | termine allo stesso club, vedi la notissima questione della costruzione dello stadio di 10 propriet, a quelle destinate al bene della collettivit) e a punirlo quando d luogo a operazioni che depauperano il suo patrimonio (si veda la cessione dimmobilizzazioni materiali quali lo stesso stadio), oltre a cercare di correggere quelle voci che possono creare differenze fra un club e laltro esclusivamente a causa delle diverse legislazioni nazionali vigenti (si pensi al diverso peso fiscale imposto di Stato in Stato). Lillustrazione di c.det e r.det rinviata alla conclusione di questa guida: essendo la parte pi corposa dellintero lavoro, esporla gi qui, per quanto organicamente giustificato, avrebbe sicuramente fatto perdere il filo del discorso volto alla descrizione dei (primi) 4 indicatori del requisito dellequilibrio finanziario. Lindicatore 3 assai rigido: per infrangerlo sufficiente lessere in dis.ef anche in uno solo dei due periodi in esame, T-1 e T-2 (ridotti, per il 2013/14, come ampiamente visto, al solo T1) e a prescindere sia dellentit dello sforamento (i c.det potrebbero quindi superare i r.det anche per un solo centesimo di euro) sia del risultato ottenuto nellaltro periodo (dove si potrebbe pure aver conseguito un av.ef tale da poter largamente coprire il dis.ef del periodo in difetto). Unultima annotazione: nonostante la denominazione dellindicatore, o meglio laggettivo ivi usato, ripreso tale e quale da quanto usato per identificare il requisito, in realt si stanno valutando delle grandezze economiche e non finanziarie. In effetti, la versione inglese del RLFPF, che fa ufficialmente testo, parla di break-even, traducibile come (punto di) pareggio, concetto tecnicamente riferito al campo economico; tuttavia la versione francese, pi vicina a noi culturalmente, e a cui mi appoggio nelle mie personalissime traduzioni, parla di equilibre financier, e a tale (impropria) denominazione mi sono attenuto.

INDICATORE 4: DEBITI SCADUTI ( OVERDUE PAYABLES )


Infine, il club infrange lindicatore 4 se al 30 giugno dellanno T (il 2013 per il 2013/14) presenta dei debiti scaduti. questa la scadenza intermedia accennata pi sopra: si tratta della data entro la quale i club devono mettersi in regola con alcuni pagamenti. Ai fini dellindicatore 4 non rilevano tutti i debiti ma solo quelli verso determinati soggetti: altri club calcistici (e limitatamente a quanto legato allacquisto di giocatori), dipendenti (in senso lato; non solo calciatori professionisti ma anche personale amministrativo, tecnico, medico e addetto alla sicurezza), amministrazioni fiscali e sociali. Inoltre, anche nellambito circoscritto di queste categorie di creditori, interessano non tutti i debiti ma solo quelli sorti fino al 30 giugno T (verso gli altri club) ovvero prima del 30 giugno T (verso le altre categorie); e, allinterno di questi, esclusivamente quelli che dovevano essere saldati entro il 30 giugno T ma che non sono stati onorati.
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Lindicatore, pertanto, non infranto se il club ha debiti in essere al 30 giugno, ma quando questi sono stati lasciare scadere senza aver provveduto al pagamento. Infatti, una rateizzazione ottenuta da un creditore ha come conseguenza laccensione di un debito nei suoi confronti; tuttavia, se al 30 giugno T lammontare del debito corrisponde esattamente alle rate con scadenza successiva (dall1 luglio T in poi, quindi), non si ha alcuna violazione. Non rientrano nellindicatore quei debiti (verso quei determinati creditori) giunti a scadenza 11 il 30 giugno T che il club ha contestato intraprendendo vertenze giudiziarie davanti alle competenti sedi sportive, ordinarie e arbitrali, per motivazioni che il licenziante e/o il CoCo giudicano non palesemente infondate, cio aperte pretestuosamente solo per guadagnare tempo. Analogamente sono esclusi quei debiti scaduti sorti per vertenze giudiziarie intraprese contro il club per motivazioni altrettanto infondate, sempre a giudizio di licenziante e/o CoCo. Unaltra eccezione tocca quei debiti scaduti per i quali i club sia riuscito a ottenere una dilazione: non valgono accordi verbali n semplici mancate richieste di pagamento da parte del creditore, la cui volont di concedere una proroga necessita della forma scritta. Se dal lato soggettivo lindicatore denota una cert flessibilit (fanno testo solo i debiti scaduti verso certe categorie di creditori e riconoscendo le eccezioni appena viste), in quelli oggettivo e temporale ritorna la caratteristica rigidit: poco importano, infatti, la consistenza del debito (anche un solo centesimo porta alla violazione), il ritardo nel pagamento (anche un solo giorno sufficiente) e lanzianit del debito (che potrebbe essere sorto il 29 giugno T); rileva unicamente che al 30 giugno vi sia anche un solo creditore particolare insoddisfatto per un qualsiasi importo e da un indeterminato periodo di tempo. Anche questo indicatore, come i primi due, una sorta di riproposizione, seppur qui non perfettamente coincidente, di un requisito necessario per la licenza, per il cui ottenimento il club deve dimostrare al licenziante di non avere debiti scaduti (della stessa natura) al 31 marzo T sorti prima del 31 dicembre T-1. Il cambio delle date di riferimento per la scadenza e laccensione dei debiti impedisce di concludere, come fatto per gli indicatori 1 e 2, che vi sia un club licenziatario gi ufficialmente violatore dellindicatore 3; infatti, i debiti rilevanti ai suoi fini potrebbero tranquillamente essere sorti e/o scaduti, p.es., fra l1 gennaio e il 29 giugno T. Alcune annotazioni personali: non comprendo perch fra i creditori coinvolti dallindicatore non vi siano istituti di credito o altri soggetti che abbiano come attivit la concessione di fondi. Se il fpf nato per impedire lallestimento di rose altamente competitive salvo poi non riuscire a sostenerne il peso economico, comprensibile che fra i creditori interessati vi siano gli altri club, i dipendenti e le amministrazioni fiscali e previdenziali. Infatti, non si deve finanziare la rosa semplicemente non pagando i club di provenienza, i calciatori o i contributi fiscali e previdenziali (fra gli altri) ma nemmeno ricorrendo ad altre forme di debito. In pratica, ottenere fondi a prestito per pagare, per lappunto, i club di provenienza, i calciatori o i contributi fiscali e previdenziali, salvo poi non provvedere al loro successivo rimborso. Inoltre mi sfugge come il club possa fornire la necessaria documentazione al licenziante fra l1 giugno e il 15 luglio di ogni anno, quantomeno per quei debiti la cui scadenza fissata proprio a giugno (penso, per la realt italiana, al versamento dei contributi previdenziali per i dipendenti che deve avvenire il 16 di ogni mese)
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Concludo ricordando che contabilmente i costi sono registrati per il loro intero ammontare, a prescindere da quanto pagato, mentre i debiti solo per quanto ancora da pagare, a prescindere dal loro (iniziale) ammontare. P.es., se il club ha riconosciuto al calciatore un ingaggio di 3.000.000 ma gliene ha pagato solo un terzo, nel bilancio si rileva il costo per lingaggio per 3.000.000 e il debito verso il giocatore per 2.000.000.

IL QUINTO INDICATORE
Il CoCo si riserva in ogni momento di chiedere al club informazioni supplementari, indipendentemente quindi dallinfrazione o meno di uno dei quattro indicatori, anche se il RLFPF indica due condizioni per le quali tale richiesta, pur non rendendola obbligatoria, dovrebbe sempre avvenire. La prima occorre quando i costi per i dipendenti sono superiori al 70% dei ricavi totali (di tutti i ricavi, quindi, e non dei soli r.det); la seconda quando lindebitamento netto (net debt) superiore allintero ammontare dei ricavi; in entrambi i casi si fa riferimento a uno qualsiasi dei due periodi T-1 e T-2. Lindebitamento netto ha qui una definizione pi circoscritta di quella tecnica: la somma dei debiti per lacquisto dei giocatori, dei conti correnti passivi, degli scoperti bancari, dei debiti verso soci e parti correlate (come saranno pi avanti definiti) e di tutti i debiti per prestiti e finanziamenti vari al netto dei crediti per la vendita dei giocatori e dei mezzi liquidi o assimilati (cassa, cassa assegni, valori bollati, conti correnti attivi, ecc.). Di fatto il quinto indicatore, da me cos chiamato perch inserito nello stesso articolo (62) del RLFPF contenente la definizione dei 4 veri e propri, riconducibile alla mera discrezionalit del CoCo, lasciato libero di approfondire le sue valutazioni sia dove una formale applicazione delle norme non lo consentirebbe sia potendo chiedere documentazione ugualmente non prevista.

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GLI ALTRI REQUISITI DI SORVEGLIANZA


Linfrazione anche di uno solo dei quattro indicatori (ovvero quando il CoCo decide di usufruire del quinto) obbliga il club in violazione a produrre altra documentazione e a continuare nel processo di valutazione di rispetto dei requisiti di sorveglianza. A prescindere da quale indicatore sia stato infranto o da quanti siano stati violati, la documentazione , per, la medesima e devessere consegnata al licenziante affinch la giri al CoCo; per il 2013/14 ci deve avvenire entro il 15 ottobre 2013 ovvero il 17 marzo 2014 (la distinzione sar chiara pi avanti), anche se, in realt, anche qui vi una precedente scadenza fissata al 30 settembre 2013. I criteri di valutazione da qui adottati sono meno stringenti dei precedenti indicatori e non per il diverso arco temporale coperto ma perch cambia completamente il metro di giudizio. Non si pu, quindi, parlare dindicatori quali condizioni sufficienti cui fa seguito, per chi non li rispetta, unanalisi sulle condizioni necessarie: si rientrerebbe in tale ottica se, p.es., si richiedesse che il club sia in av.ef in almeno due dei tre periodi T-2, T-1 e T (condizione necessaria); chiaramente chi rispetta lindicatore 3, cio essere in av.ef in T-2 e T-1

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(condizione sufficiente), avrebbe gi risposto positivamente e non sarebbe pi soggetto al controllo. In prima approssimazione, la valutazione cui ora soggetto il club verte esclusivamente su un approfondimento degli indicatori 3 e 4, anche se non sono stati infranti; se, p.es., dalla documentazione supplementare richiesta fosse evidenziata una violazione dellindicatore 1 Pagina | (parere negativo del revisore contabile sullandamento della gestione) e/o 2 (capitale netto 13 deteriorato), riferendosi ovviamente a periodi diversi da T-2 e T-1, il club non sarebbe, in linea di principio almeno, considerato in violazione del fpf. Una prima serie di documenti supplementari deve dimostrare che il club non abbia debiti scaduti, nella stessa accezione e cogli stessi limiti dellindicatore 4, al 30 settembre T (2013) per tutte le obbligazioni sorte prima di tale data. Come precisato, tale incombenza destinata a tutti i club in violazione con almeno uno deglindicatori, e non solo per quelli che hanno infranto il quarto, cui questo criterio facilmente assimilabile. Una seconda serie di documenti supplementari, riassumibile nelle informazioni sui rendiconti finanziari relativi a T e T+1, rielaborata al fine di valutare il club in una sorta di evoluzione alleggerita dellindicatore 3 sul ref. Come si ricorda, lo infrange il club che non in av.ef sia in T-2 sia in T-1; tuttavia, in questa seconda tornata di controllo il club valutato in termini di avanzo aggregato nellequilibrio finanziario (aggregate break-even surplus), dora in avanti av.agg, e di disavanzo aggregato nellequilibrio finanziario (aggregate break-even deficit), dora in avanti dis.agg Av.agg e dis.agg sono la somma (positiva o pari a zero per il primo, negativa per il secondo) dei ref conseguiti nel triennio T-2/T-1/T ovvero nel quinquennio T4/T-3/T-2/T-1/T; infatti, il club ora considerato in regola col fpf se in: a) av.agg nel triennio; b) dis.agg nel triennio ma in av.agg nel quinquennio. Ho parlato di evoluzione alleggerita perch richiesto non lav.ef per ognuno dei 3 o 5 periodi in esame, come nellindicatore 3 (condizione fra laltro impossibile a priori, se il club lavesse infranto), ma solo che la somma dei ref sia non negativa. Un esito un po paradossale del cambio di metro di giudizio che, in teoria, pur non violando lindicatore 3 si potrebbe tranquillamente non essere in regola in termini di av.agg; basta, infatti, che in T si abbia un dis.ef di consistenza tale da coprire lav.agg del biennio T-2/T-1. Da ricordare che valendo il divieto di usare i periodi anteriori al 2012, per il 2013/14 lav.agg deve essere raggiunto nel solo biennio T-1/T; necessariamente chi ha infranto lindicatore 3 dovrebbe avere conseguito un av.ef in T. Il condizionale obbligatorio perch, continuando ad alleggerire, un club in dis.agg sia nel triennio sia nel quinquennio pu ancora rientrare fra chi in regola col fpf se il pi favorevole dei due dis.agg non supera in termini assoluti . 5.000.000, senza nessunaltra condizione, considerati quali scarto [comunque ]accettabile (acceptable deviation). Gi fermandoci qui, possiamo verificare che un club ottempera al requisito se consegue un av.ef sia in T-2 sia in T-1 ovvero se subisce un dis.ef di -1.000.000 per ognuno dei 5 periodi da T-4 a T oppure se subisce un dis.ef di -2.000.000 per ognuno dei periodi da T-2 a T e un av.ef di 500.000 in T-3 e in T-4. Se si vuole, anche strano che lo scarto accettabile sia una cifra fissa e non, invece, legato a una voce di bilancio; si parla, infatti, di uno scarto accettabile corrispondente a . 5.000.000 e non, p.es., al 50% dei ricavi totali. Una soglia che per i maggiori club europei pu (ancora) rappresentare una (relativa) bazzecola e non un dramma come per le squadre minori.
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Ancora peggio, a titolo personale, avviene proseguendo: infatti, il RLFPF prevede unulteriore (e non definitiva) scappatoia, provvedendo ad alleggerire pure lo scarto accettabile. Si continua a essere in regola se aggiungendo i contributi (contributions) dei partecipanti al capitale (equity partecipants) e/o delle parti correlate [al club] (related parties) al dis.agg, questo non risulti inferiore a -5.000.000. In altri termini, si deve rientrare nello scarto accettabile colla copertura operata dai contributi di questi due soggetti, dove i partecipanti al Pagina | capitale sono individuabili nei soci (e tali saranno dora in avanti chiamati) mentre per la 14 definizione delle parti correlate rimando a quando saranno illustrati i c.det e i r.det, in particolare quelli legati alle transazioni con queste. I contributi dei soci sono i versamenti effettuati a favore del club per lacquisizione di quote di capitale e nei fondi di riserva (il RLFPF parla del solo fondo sovrapprezzo ma ritengo sia estendibile a tutti). Per meglio chiarire, sono operazioni il cui effetto principale laumento del capitale netto: non un contributo lacquisto di quote di capitale di un socio da un altro socio (fosse questo lo stesso club, come possibile se questi avesse a disposizione azioni proprie); lo invece il versamento effettuato nel fondo per futuri aumenti di capitale, che (prima o poi) si realizzer, fosse anche e solo per ripianare le perdite. Sono altrettanto esclusi dai contributi i cosiddetti giri di posta, operazioni contabili in cui una voce del capitale netto sincrementa col decremento di unaltra (si veda il noto passaggio di riserve a capitale), appunto perch, trattandosi di movimenti interni allo stesso capitale netto, ne mantengono lammontare inalterato. I contributi delle parti correlate sono versamenti effettuati a titolo di liberalit (donazioni) a favore del club, purch incrementino (anche indirettamente) il capitale netto, e la parte eccedente il giusto valore (fair value) dei r.det derivanti da transazioni colle stesse parti correlate. Nella prima categoria vi rientrano espressamente le rinunce a eventuali crediti della parte correlata verso il club (solitamente trasformati in quote di capitale); per la seconda rimando nuovamente alla trattazione dei c.det e r.det. I contributi, da chiunque provengano, conoscono dei limiti: a) non devono superare complessivamente i 40.000.000 di euro per le stagioni 2013/14 e 2014/15, i 25.000.000 di euro per le stagioni dal 2015/16 al 2017/18 e una cifra ancora inferiore (da stabilire) per le stagioni dal 2018/19 in avanti; b) devono essere avvenuti in T-2, T-1 e/o in T; c) devono essersi concretati in effettivi versamenti di denaro o mezzi di pagamento assimilati; d) devono essere stati concessi senza apporre condizioni gravose per il club. Ai fini della lettera a), il dis.agg accettabile si estende al considerevole limite di ben 45.000.000 fino al 2014/15, per poi passare a -30.000.000 fino al 2017/18 e a un successivo e non ancora stabilito importo superiore per le stagioni ancora seguenti. Sempre a patto che quanto ecceda i -5.000.000 iniziali sia interamente coperto dai contributi. Se, p.es., nel 2017/18 il dis.agg di -6.000.000, si sar in regola se i contributi complessivi effettuati nei periodi dal 2015 al 2017 sono di almeno 1.000.000 di euro. Al contrario, con un dis.agg di 46.000.000 non si rispetter mai il requisito nemmeno se i contributi fossero del medesimo importo; infatti, sarebbero comunque considerati come di soli 40.000.000, insufficienti a far rientrare il dis.agg nello scarto accettabile di -5.000.000 (vi sarebbe ancora 1.000.000 scoperto).
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Per la lettera b), i contributi considerabili sono solo quelli avvenuti nellarco temporale del periodo di sorveglianza triennale, incongruamente anche qualora si stesse utilizzando il dis.agg del quinquennio. Tuttavia, i contributi eseguiti nellanno solare corrispondente a T (il 2013 per il 2013/14) sono sempre considerati come avvenuti nel periodo T. Leccezione mira a neutralizzare il vantaggio che, in questottica, hanno i club con esercizio sociale solare rispetto agli altri che adottano lo stagionale, e in particolare, per il 2013/14, per quelli con Pagina | chiusura fissata al 30 giugno 2013. Infatti, i primi vedrebbero automaticamente rientrare nel 15 periodo T qualsiasi contributo effettuato nellanno solare T; certezza che scompare nei secondi, perch se il contributo cadesse in una data posteriore alla chiusura desercizio, confluirebbe nel periodo T+1. Per esempio; un contributo effettuato il 30 settembre 2013, fa parte del periodo 2013 per i club solari e del periodo 2014 per i club stagionali con esercizio chiusosi il 30 giugno 2013. Il vantaggio dei club solari evidente: se il 15 luglio 2013 sanno di aver infranto lindicatore 3 o comunque di avere un dis.agg, hanno lintero 2013 per poter (eventualmente) correre ai ripari coi contributi, possibilit che sarebbe invece negata ai club stagionali con esercizio scaduto il 30 giugno 2013. I lettori pi attenti, tuttavia, dovrebbero essersi gi accorti di un bisticcio di date, qui reso ancor pi palese, cui rimando pi avanti. Per la lettera c), i contributi devono essersi tradotti in effettivi versamenti di denaro (o mezzi di pagamento assimilati) per poter essere presi in considerazione, nulla valendo a questi fini impegni a pagamenti futuri o mere dichiarazioni dintenti. P.es., un aumento di capitale non devessere solo deliberato e sottoscritto ma anche versato; se non stato interamente liberato, i contributi corrisponderanno alla sola quota versata. Ritengo, per, che qui vi debbano necessariamente essere delle eccezioni, in particolare riferite allunico esempio fornito dallo stesso RLFPF di donazione di parte correlata: la rinuncia a un credito verso il club, infatti, non seguita anche da un pagamento dellex creditore. Per la lettera d), i contributi non devono essere gravati da condizioni che si traducano in altri impegni a carico del club, cio contributi che, pur provenendo da soci e/o parti correlate (e in particolare dai primi), siano nel concreto debiti contratti dal club. quindi contributo dei soci la sottoscrizione di azioni di nuova emissione; non lo la sottoscrizione di obbligazioni. Le mie forti perplessit sui contributi toccano due aspetti. Il primo riguarda, nuovamente, i limiti stabiliti in cifre fisse (al di l della consistenza delle stesse) e non legati a voci del bilancio. Il secondo, pi pesante dal punto di vista concettuale, investe lo scopo stesso per cui stato approntato il fpf, facendolo vacillare. Se, infatti, il fine dichiarato responsabilizzare i club perch siano in grado, volenti o nolenti, di camminare colle proprie gambe senza il ricorso daiuti esterni, anche dei soci, non comprendo il senso di una norma che in situazioni compromesse, come pu essere inquadrato lo sforamento dallo scarto accettabile del dis.agg, non solo consenta lintervento dei soci ma, addirittura, limponga come lunico ammesso (eventualmente in concorso colle parti correlate). La mia obiezione, confortata dal parere di alcuni esperti, non riguarda i soggetti che devono porre in essere lo strumento richiesto, non potendosi richiedere lazione di altri diversi da soci (e parti correlate) ai fini della copertura, bens lo strumento stesso: ritengo sarebbe stato pi coerente collo scopo del fpf imporre di far rientrare il dis.agg nello scarto accettabile detraendogli glimporti relativi ad altre voci di bilancio come, p.es., i fondi di riserva preesistenti e non incrementati successivamente al solo scopo di adeguarsi al fpf.
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Svelo ora il bisticcio di date che avevo anticipato pi sopra: avendo a mente la scaletta per il 2013/14, sorge il dubbio su come i club con esercizio sociale terminante dopo il 30 settembre 2013 possano gi il 15 ottobre 2013 presentare le informazioni sul rendiconto finanziario 2013. Avevo gi chiarito che lUEFA divide i club in base alla chiusura dellesercizio in due categorie, a seconda se questa cada entro o dopo il 31 luglio: fermo restando che tutti devono dimostrare il 15 ottobre 2013 di non avere debiti scaduti al 30 settembre 2013, la rimanente Pagina | documentazione richiesta per gli altri requisiti qui esaminati devessere presentata 16 (ugualmente) il 15 ottobre 2013 solo dai club della prima categoria. Per quelli della seconda, tale incombenza spostata al 17 marzo 2014, anche qualora decidessero di anticiparla comunque al 15 ottobre 2013 basandosi su un bilancio al 2013 non certificato dal revisore contabile. Mi resta, tuttavia, scoperto un punto: non riesco, infatti, a capire come un club della prima categoria possa validamente usufruire della possibilit di considerare come ugualmente riferiti al periodo 2013 i contributi ottenuti dopo il 15 ottobre 2013. Se volessi tracciare ora i ritratti di chi in regola col fpf, otterrei delle fisionomie molto diverse. Basandomi per la stagione 2013/14 su un club solare, da un lato questo deve aver ottenuto un parere positivo sulla gestione 2012 dal revisore contabile, avere un capitale netto nel 2012 non inferiore a quello del 2011, avere un ref non negativo per il 2012 e non avere debiti scaduti al 30 giugno 2013; dallaltro lato, lo stesso club pu essere stato oggetto di un richiamo dal revisore per il 2012, avere un capitale netto deterioratosi nel 2012, aver conseguito un dis.agg 2012/2013 di -45.000.000 purch coperto per l88,89% dai contributi di soci e parti correlati avvenuti entro il 31 dicembre 2012 ma (almeno) non deve avere debiti scaduti al 30 settembre 2013. Si pu notare come, passando da un estremo allaltro, mentre per i debiti, che coinvolgono laspetto propriamente finanziario della gestione, si mantiene una certa rigidit, temporale (al peggio, se non si in regola al 30 aprile, concessa una proroga di 5 mesi per mettersi a posto sia nel pregresso sia per quanto nel frattempo sorto) e quantitativa (non esistono qui scarti accettabili: anche un solo centesimo di euro non onorato considerato violazione), per il ref, di periodo e aggregato, che tocca laspetto economico della gestione, lelasticit spinta forse oltre il dovuto. Non si tratta ancora, per, dellultimo estremo: riprendendo un tormentone di Corrado, infatti, non finisce qui.

GLI ALTRI FATTORI DA CONSIDERARE


Anche verso chi riuscito a sforare i limiti attenuatissimi del dis.agg, e pure usufruendo dei contributi di soci e parti correlate, il CoCo non pu emettere una decisione finale senza aver prima tenuto in considerazione una serie finale di altri fattori elencati nellAllegato XI del RLFPF. Solo dopo questultimo vaglio gli sar possibile adottare le misure appropriate previste dalle Regole procedurali governanti il CoCo (Procedural rules governing the UEFA Club Financial Control Body): un po beffardamente, pure aggiunto senza indugio (without delay). Se finora, a eccezione del primo e del quinto requisito, ci si sempre attenuti a criteri oggettivi, facendo quindi parlare cifre, numeri e date, nei 7 ultimi fattori da considerare (cui se ne aggiunge un ottavo provvisorio) entra in scena il massimo della discrezionalit, lasciando mano libera nel valutare e decidere al di fuori di paletti ben precisi. E senza dimenticare che il CoCo pu addirittura aggiungere altri fattori a quelli elencati nellAllegato.
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Daltronde anche difficile porre dei limiti validi in assoluto in tali contesti, come sar pi chiaro dopo averli illustrati. La linea di condotta da seguire che un club sar valutato pi positivamente (ma senza specificare quanto pi positivamente) di un altro se, a parit di ogni altra condizione, si pone rispetto a questo in condizione migliore (ma nemmeno qui specificando quanto migliore) sotto certi aspetti. Valutazione pi positiva che potrebbe arrivare anche a un giudizio di rispetto del fpf o avere un peso importante nella scelta della Pagina | 17 sanzione da affliggere.

FATTORE A): AMPIEZZA E TENDENZA DEL REF


Tanto maggiore il rapporto fra dis.ef e i r.det di un periodo di rapporto e/o fra il dis.agg e i r.det totali di un periodo di sorveglianza, tanto migliore sar la valutazione del club. Avr ugualmente un impatto positivo una serie di ref sempre maggiori (ma non necessariamente positivi) col trascorrere dei periodi di rapporto.

FATTORE B): IMPATTO DELLA FLUTTUAZIONE DEI CAMBI


Fattore applicabile solo ai club che adottano una valuta diversa dalleuro: correttamente il CoCo deve tenere nel debito conto limpatto dellandamento dei tassi di cambio negli sforamenti nel dis.agg, valutando se, p.es., questi si sono verificati semplicemente perch leuro si rivalutato durante il periodo di sorveglianza.

FATTORE C): REF PREVENTIVO


Una valutazione positiva pu essere strappata se il club prevede di conseguire un av.ef in T+1 in base alla documentazione sui rendiconti finanziari presentata quando s infranto almeno uno dei 4 indicatori. Per una pi accurata analisi, il CoCo pu spingersi a chiedere un piano gestionale che copra i periodi T+2 e T+3.

FATTORE D): ACCURATEZZA NEL PREVENTIVO


Il CoCo valuter pi positivamente il club capace di preparare realistici rendiconti finanziari preventivi, verificando quanto quelli eventualmente sottomessi nelle stagioni precedenti dal club si siano rivelati accurati, cio quanto le cifre preventivate si sono poi avvicinate a quelle reali.

FATTORE E): SITUAZIONE DEBITORIA


Anche il club che offre un adeguato servizio del debito pu sperare in una migliore valutazione. Il CoCo pu richiedere ulteriore documentazione, nonch avvalersi di particolari indici finanziari, per analizzare natura del creditore, anzianit del debito e capacit del club di sostenere con regolarit il pagamento deglinteressi passivi e il rimborso (delle quote) del debito.

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FATTORE F): FORZA MAGGIORE


Il dis.agg pu essere dipeso in una certa misura dal verificarsi di avvenimenti di natura straordinaria, ragionevolmente irripetibili e comunque totalmente al di fuori di ogni possibile controllo del club. Tanto maggiore questa misura, tanto migliore sar la valutazione.

FATTORE G): AMPIEZZA DELLA ROSA


Fattore introdotto dalla versione 2012 del RLFPF, la cui interpretazione applicativa mi lascia assai perplesso: preferito, a parit di ogni altra condizione, il club che abbia avuto in rosa al massimo 25 giocatori (esclusi gli under 21) in ognuna delle due ultime stagioni nazionali al termine delle quali ha ottenuto la qualificazione alle coppe europee. Se a una prima lettura, il fattore va a premiare chi non ha allestito rose oceaniche, facendo incetta di giocatori sottraendoli slealmente ai concorrenti di mercato, non vorrei che si finisse per ottenere un risultato altrettanto indesiderato. Infatti, di fronte a due club che presentassero cifre perfettamente identiche in bilancio, sarebbe preferito quello con una rosa minore, cio quello che in media ha elargito un ingaggio medio maggiore ai propri giocatori (!).

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FATTORE AGGIUNTIVO TRANSITORIO


Applicabile esclusivamente nelle stagioni 2013/14 e 2014/15 e a quei club che soddisfino contemporaneamente due condizioni. Per la prima, bisogna avere ref sempre maggiori (ma non necessariamente positivi) col trascorrere dei periodi di rapporto (significa che il ref di T devessere superiore a quello di T-1, che a sua volta devessere maggiore di quello di T-2, e cos via), a patto comunque di poter dimostrare di aver dato vita a una concreta strategia di rientro futuro nel fpf. Per la seconda, necessario avere o un av.agg o un dis.agg che rientri nello scarto accettabile, anche colla copertura dei contributi di soci e parti correlate, escludendo dal calcolo il ref al 2012 (sia per il 2013/14 sia per il 2014/15), e che questultimo sia non negativo escludendo dai c.det quelli relativi ai giocatori posti sotto contratto prima dell1 giugno 2010 (per evitare qualsiasi dubbio, non sono pi esclusi quelli che hanno subito delle rinegoziazioni dopo tale data). In linea di principio, il club che rispetti entrambe le condizioni non dovrebbe essere soggetto a sanzioni per il fpf.

RICAVI DETERMINANTI E COSTI DETERMINANTI


giunto finalmente il momento dillustrare quali siano i r.det e i c.det, la cui differenza determina il ref di periodo: lav.ef se positiva o nulla, il dis.ef se negativa. Su alcuni, proposti per primi, non mi soffermer molto ritenendoli facilmente interpretabili senza eccessive spiegazioni; altri invece, necessitano per vari motivi di una pi estesa trattazione. Da premettere che, in linea generale, sono esclusi dagli uni e dagli altri, anche se rientranti nelle categorie sotto elencate, tutti gli elementi non monetari, cio quelli non traducibili nel diritto di ricevere o nellobbligo di dare una quantit, determinata o determinabile, di denaro, fra i quali ricordo le rivalutazioni e le svalutazioni dimmobilizzazioni materiali e immateriali e delle rimanenze
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R.DET E C.DET SEMPLICI


Rientrano fra i r.det quelli da biglietteria (per ogni genere di gara, nazionale e internazione, di torneo o amichevole, compresi gli abbonamenti), sponsor e pubblicit, diritti di trasmissione (i principali sono gli arcinoti diritti tv ma sestendono a ogni genere di diffusione delle partite di ogni genere su ogni genere di mezzo di comunicazione), attivit commerciali (p.es.: Pagina | bar e ristoranti dello stadio e merchandising come la vendita di materiale vario col marchio 19 del club) nonch ogni altro ricavo operativo da attivit qui altrimenti non descritte come sovvenzioni, rendite, dividendi e ricavi da operazioni non calcistiche. Rientrano fra i c.det quelli di vendita e di acquisto di materiale vario e per le prestazioni a favore dei dipendenti (tutte le prestazioni e non solo lo stipendio propriamente inteso, e tutti i dipendenti e non solo i calciatori, comprendendo quindi il personale tecnico, amministrativo, medico ecc.).

R.DET E C.DET RELATIVI AI DIRITTI ALLE PRESTAZIONI SPORTIVE


Le operazioni legate ai diritti alle prestazioni sportive (player registrations), dora in avanti dpc, comunemente noti semplicemente come contratti o impropriamente come cartellini (per un retaggio risalente alla normativa ormai abrogata del vincolo sportivo), sono contabilizzate secondo due diversi metodi: quello per capitalizzazione e ammortamento (capitalisation and amortisation), dora in avanti C&A, e quello per costi e ricavi (income and expense), dora in avanti C&R. Col C&A, i dpc sono considerati delle immobilizzazioni immateriali e come tali sono iscritti fra le attivit di bilancio e il costo del loro acquisto spalmato collammortamento sullintera durata della vita utile del bene, che per i dpc coincide colla durata del contratto. La spalmatura solitamente a quote costanti, pari al rapporto tra costo dacquisto e anni di contratto (e successivi prolungamenti), ma sono ammesse anche quote decrescenti (come usa il Napoli). Al momento della cessione, per valutarne il risultato economico, si prendono in considerazione il prezzo di cessione e il valore netto contabile del dpc (costo dacquisto al netto delle quote di ammortamento fin l sostenute), e si procede a detrarre dal maggiore dei due il minore: se il prezzo superiore al valore netto, si ha una plusvalenza; viceversa, si ha una minusvalenza. Con tale metodo, r.det la plusvalenza e sono c.det le quote dammortamento e la minusvalenza. Col C&R, lacquisto dei dpc considerato un normale costo operativo, cos come la loro cessione un altrettanto normale ricavo operativo, e pertanto gravano interamente nel periodo in cui sono stati, rispettivamente, sostenuti e ricevuti. Con tale metodo, il prezzo di cessione r.det e il prezzo dacquisto c.det. Un esempio chiarir il diverso trattamento: si supponga di acquistare un giocatore per 1.000 in T, di garantirgli un contratto quinquennale (che scade quindi in T+4) e di venderlo in T+1 per 900. Sul piano economico, col C&A, in T si registra il costo della sola quota (costante) dammortamento di 200 (=1.000/5) e in T+1 il ricavo per una plusvalenza di 100, differenza fra prezzo di vendita (900) e valore netto contabile (800=1.000-200); col C&R, in T si registra lintero costo dacquisto di 1.000 e in T+1 il ricavo per lintero prezzo di cessione di 900. Chiaramente, il risultato economico aggregato il medesimo, una perdita di 100, sia col C&A
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(-100=100-200) sia col C&R (-100=900-1.000); tuttavia facilmente intuibile il peso esercitato dalla diversa distribuzione ed entit dei costi e dei ricavi relativi alla stessa operazione. In particolare si pensi a quando nel periodo di sorveglianza devessere ancora compreso T+1 (col C&R si sostengono maggiori costi per 800) ovvero non pi compreso T (col C&A si annotano minori ricavi per 800). Il RLFPF, sempre e solo ai fini del ref, lascia libero chi adotta il metodo C&R per i dpc di 20 passare al C&A, imponendo per che chi usa questultimo (obbligatoriamente o per scelta) di applicarlo anche a tutti gli altri r.det e c.det (ovviamente, dove possibile) e di mantenerlo da un periodo di rapporto allaltro.
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R.DET E C.DET RELATIVI ALLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI


Per le immobilizzazioni materiali si adotta sempre il metodo C&A. Rispetto ai dpc: a) le quote di ammortamento possono essere decrescenti, costanti o crescenti; b) il valore da spalmare il costo storico dacquisto al netto del valore di presunto realizzo (quanto si ritiene ragionevole incassare dalla vendita del bene al termine della sua vita utile aziendale dedotti i costi di smobilizzo e vendita) c) il processo dammortamento pu terminare anche prima che il bene sia ceduto o smobilizzato (cosa invece impossibile per i dpc). Alle immobilizzazioni materiali garantito un trattamento di favore sui costi nellottica di premiare quei club che investono per trarre benefici nel lungo periodo; a compensazione, i ricavi relativi subiscono un ridimensionamento. Per tale motivo non sono considerati c.det, con evidente vantaggio in termini di ref, le minusvalenze e le quote dammortamento, anche se per queste ultime il club lasciato libero se considerarle ugualmente come tali (mi sfuggono, per, i motivi che porterebbero a usufruire di tale facolt). I costi dei finanziamenti (interessi passivi) ottenuti per la costruzione dimmobilizzazioni materiali rientrano nei c.det solo per quella parte corrispondente ai ricavi dalleventuale impiego temporaneo di detti fondi (interessi attivi) finch il bene costruzione, e integralmente una volta terminata la costruzione. Pertanto, p.es., se si ottenuto un mutuo per costruire lo stadio, non si scalano glinteressi finch lo stadio non ultimato e non finch s rimborsato il prestito. Sul piano dei ricavi, si fa una distinzione se limmobilizzazione ceduta sia stata o no sostituita. Nel primo caso, la plusvalenza considerata r.det ma per un importo non superiore alla differenza fra prezzo di vendita e costo dacquisto della nuova immobilizzazione sostituta; se si dispone di questa solo in locazione/affitto, il costo dacquisto rimpiazzato dal valore attualizzato di almeno 50 canoni annuali. Nel secondo caso (mancata sostituzione) la plusvalenza ammessa come r.det per un importo non superiore alla differenza fra prezzo di vendita e costo storico dacquisto, ma solo se per i beni diversi dallo stadio e daglimpianti di allenamento. In pratica; se si vendono lo stadio e glimpianti di allenamento senza sostituirli, non si ha alcun beneficio in termini di ref, non conseguendo alcun ricavo; se si vende unimmobilizzazione materiale diversa, la plusvalenza ottenuta ridotta delle quote di ammortamento fin l sostenute.

R.DET E C.DET DA TRANSAZIONI COLLE PARTI CORRELATE


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Le transazioni colle parti correlate sono forse laspetto pi spinoso del fpf, non fossaltro per lampio spazio ricevuto nelle cronache sportive dalle cosiddette super auto sponsorizzazioni degli sceicchi elargite a favore del PSG e, in tono minore, del Manchester City. In effetti, i dirigenti del club francese hanno toccato un nervo particolarmente scoperto di tutta la presente normativa, e la risposta che lUEFA pare essere intenzionata a dare, a mio parere, Pagina | rientra perfettamente nella tradizione della cura peggiore del male. La normativa, sulla carta, chiara, semplice, lineare e tesa a sanare le eventuali storture di una problematica che potrebbe crearsi senza dare adito a ipotesi troppo fantasiose o relegate al campo dei meri casi di scuola; purtroppo lapplicazione pratica si pu rilevare, nei casi concreti pi verificabili, particolarmente ostica se non del tutto insuperabile, essendo legata esclusivamente a valutazioni prettamente soggettive. Le parti correlate (related parties) di un club, di cui ho rimandato finora la definizione, possono essere persone fisiche (persons) o enti dotati o meno di personalit giuridica (entities). Una persona fisica parte correlata del club se essa stessa ovvero un membro stretto della sua famiglia (ragionevolmente in grado dinfluenzare la persona o essere influenzata da questa: coniuge o compagno, figli, figli del coniuge o compagno, chiunque dipenda dalla persona o dal coniuge/compagno) ne ha il controllo (potere dindirizzare le politiche operative e finanziarie per trarne benefici) o il controllo congiunto (potere di veto sulle decisioni strategiche finanziarie e operative) o se vi esercita uninfluenza notevole (potere di partecipare alle decisioni di politica operativa e finanziaria non sconfinante nel controllo) o membro della dirigenza chiave (chi ha direttamente o indirettamente lautorit e la responsabilit di pianificare, dirigere e controllare lattivit) del club o di una sua controllante. Un ente parte correlata di un club se, in prima battuta: fa parte dello stesso gruppo (ragion per cui tutte le societ controllate e controllanti del gruppo sono reciprocamente parti correlate); una persona fisica parte correlata ne ha il controllo o il controllo congiunto o vi esercita uninfluenza notevole. Altre ipotesi tirano in ballo i concetti di associazione in partecipazione (joint venture), da qui in avanti ass.part, e di associato (associate): la prima un accordo dove due o pi parti intraprendono unattivit economica su cui hanno il controllo congiunto; il secondo un ente che, senza essere una controllata o un membro di unass.part, subisce linfluenza notevole di un soggetto definito investitore (investor). Ai fini del fpf, ass.part e associato si estendono anche alle controllate da questi. Alla luce di queste definizioni, un ente ugualmente parte correlata di un club se : lassociato o linvestitore del club o del gruppo di cui fa parte questultimo; in ass.part, lui stesso o il suo gruppo, col club o col gruppo di questultimo; in ass.part col club e una terza parte; in ass.part con una terza parte investitore del club; lassociato di una terza parte in ass.part col club. Infine un ente parte correlata del club se partecipa con questo o una sua parte correlata al medesimo piano o fondo pensionistico.
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Una parte correlata , perci, chi legato al club da un rapporto molto stretto di natura familiare, parentale, affettiva o giuridica; non lo chi ha rapporti (anche altrettanto stretti) prettamente daffari. Clienti e fornitori del club non sono parti correlate: i problemi, infatti, sorgono quando, al contrario, una parte correlata diventa cliente o fornitore del club. intuitivo che per i forti legami di cui sopra, le transazioni fra club e parti correlate sono a forte rischio di non avvenire alle normali condizioni di mercato, potendo uno dei due soggetti (non Pagina | necessariamente il solo club) spuntare condizioni pi favorevoli, che altrimenti non avrebbe 22 potuto ottenere senza lesistenza di detti rapporti. Per evitare ogni possibile raggiro della normativa, i c.det e i r.det devono essere ricondotti al loro giusto valore (fair value), che si sarebbe ottenuto se a operare fossero stati due soggetti fra loro estranei e in regime di normale concorrenza di mercato. Tuttavia, il fpf ammette solo rettifiche peggiorative del ref: sar quindi costo c.det il maggiore fra il costo applicato dalla parte correlata e il suo giusto valore, e r.det il minore fra il ricavo ricevuto dalla parte correlata e il suo giusto valore (come anticipato, potrebbe essere la parte correlata a spuntare condizioni migliori). Inoltre concede un recupero delleccedenza del ricavo effettivo rispetto al suo giusto valore, considerandola come contributo di parte correlata. Potremmo essere molto vicini al concetto di uscire dalla porta per rientrare dalla finestra ma non bisogna dimenticare una sostanziale differenza che ricordo con un esempio. Supponiamo che un club consegua un ricavo (configurabile come r.det) di 80.000.000 da una transazione il cui fair value sia di soli 30.000.000; se il cliente non una parte correlata (non necessariamente solo questa paga di pi), il club pu registrare un r.det di 80.000.000. Se il cliente una parte correlata, il r.det scende a 30.000.000 mentre leccedenza di 50.000.000 sar considerata contributo al massimo per 40.000.000 (dipende se vi sono stati altri contributi nello stesso periodo di rapporto). Come anticipato, la normativa, chiara sulla carta, ha gi conosciuto i primi intoppi applicativi (fra laltro, devo aggiungere, con relativa personale sorpresa): semplificando al massimo e andando subito al sodo, lo scoglio opposto dal PSG laver ricevuto da un amico del socio di riferimento un (enorme) ricavo riconosciuto al club francese per il ruolo di portabandiera del Qatar nel Mondo. Fugo ogni dubbio: anche per me un palese tentativo di (r)aggirare le norme (si veda laspetto, tralasciato per comodit, dellefficacia retroattiva assegnata al ricavo), tuttavia s rilevato utile per mettere allo scoperto alcuni punti deboli delle norma. Non parlo dellinquadramento contabile del ricavo: in qualsiasi ordinamento giuridico prevale sempre la sostanza sulla forma; una sponsorizzazione rimane tale anche quando le parti le danno un diverso nome, come in questo caso. Parlo, piuttosto, della natura del cliente e del fair value. Tutto semplice quando il cliente sicuramente una parte correlata ed esiste la possibilit di raffrontare con certezza il ricavo effettivamente ricevuto col valore di beni o servizi del tutto uguali o assimilabili. P.es., la moglie dellamministratore unico del club, sottoscrive un abbonamento: qui il cliente fuor di dubbio parte correlata e quanto ha speso facilmente raffrontabile coi prezzi praticati dal club per abbonamenti della stessa categoria di posti e della medesima durata e/o di uguale tipo di gara. Ma come comportarsi appena si esce dal sentiero pi facile? Nulla vieta, a rigor di norma, a un eccentrico miliardario di pompare soldi su soldi a un club, e a questo di contabilizzarli come r.det, tramite sponsorizzazioni semplicemente e unicamente perch la sua squadra del cuore, dove lunico legame tra lui e il club si riduce a una mera questione di tifo. Un rapporto amicale non n familiare n parentale n affettivo (almeno nellaccezione data dal fpf) ma potrebbe essere talmente stretto nella realt da essere tranquillamente paragonabile a questi; nel caso delleccentrico benestante non vi sarebbe per nemmeno questo. Inoltre, qual il giusto valore di una
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sponsorizzazione? Con e rispetto a quali parametri si pu stabilire quando la cifra elargita oggettivamente eccessiva e sproporzionata? Come detto, lUEFA, come pare aver lasciato trasparire in veste ufficiosa, sarebbe indirizzata verso una risposta foriera di gravi conseguenze: il giusto valore di una sponsorizzazione devessere rapportato alla tradizione del club, a prescindere se il cliente sia o no parte correlata. Il problema di verificare la correlazione fra sponsor e club, quindi, sarebbe Pagina | bellamente superato semplicemente ignorandolo, facendo tutto ricadere in una valutazione 23 (per forza di cose sempre soggettiva) legata allunico metro di giudizio dellalbo doro del club. Ma uno sponsor nello scegliere a chi voler abbinare il proprio nome, pu farsi guidare da altri criteri, diversi dai soli successi del passato (anche dellimmediato passato), come possono essere le aspettative vincenti future (sfruttando cos lessere stato il primo a credere a un club senza storia ma con un radioso avvenire) o condizioni congiunturali e/o del momento (si veda il continuo cambio di maglia di Beckham, col giocatore seguito nei suoi trasferimenti dai munifici sponsor, anche quando approdato in realt non certo di primo piano). Voler restringere la possibilit di ricevere sostanziose sponsorizzazioni solo a chi s fatto un nome per le gloriose stagioni passate, creerebbe una spaccatura fra club che potrebbero continuare a vincere per averlo fatto nel passato e club che, senza trascorsi di peso, non potrebbero nemmeno ambire a farlo nel futuro. Pare quasi che Platini, attento a valorizzare i club minori o di federazioni minori (si veda la riforma della Champions League), con una norma del genere abbia voluto garantirsi di poter prestare loro attenzione anche nel futuro impedendoli di spiccare il volo in alto. Senza contare che, come puntualmente verificatosi, qualcuno potrebbe chiedere allUnione Europea se questa linea di condotta non sia lesiva della concorrenza in ambito comunitario. Per superare glimpicci forse sarebbe stato preferibile gi prevedere un tetto massimo (in questo caso, espresso in cifre fisse) entro il quale le sponsorizzazioni sono considerate r.det e oltre il quale non possono pi influire sul ref.

R.DET E C.DET DA OPERAZIONI NON CALCISTICHE CORRELATE AL CLUB


Rientrano fra i r.det e i c.det anche tutte le voci legate a operazioni che, pur non essendo calcistiche, in ogni caso sfruttano a vario titolo il marchio, il nome, le strutture e glimpianti del club. Quali esempi, il RLFPF cita alberghi, ristoranti, centri di recupero fisico e altro di stanza nei locali di propriet del club, o nelle loro immediate vicinanze.

R.DET E C.DET FINANZIARI


Merita una riflessione linclusione dei dividendi (la quota di utile desercizio distribuita ai soci a remunerazione del capitale investito nel club) fra i c.det di natura finanziaria, a prescindere dal loro inquadramento contabile (in Italia, non sono costi ma debiti del club verso i soci). Una scelta perfettamente coerente nellottica dellautofinanziamento alla base del fpf: se un club distribuisce le proprie risorse, fosse anche ai propri soci, inevitabilmente se ne priva; pertanto quale migliore strada per andare avanti da soli se non trattenere ogni utile conseguito? Tuttavia, volendo introdurre, volenti o nolenti, il carattere dimprenditorialit nella gestione dei club di calcio per evitare che questi rimangano in mano (nella migliore delle ipotesi) a chi, da moderno mecenate, poco o per nulla interessato al rendimento economico, non si dovrebbe poi privare chi vuole investirvi della possibilit (perfettamente logica e anche qui
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coerente) di trarne profitto. La distribuzione degli utili ha cos due effetti negativi ai fini del fpf: da una parte, deteriora il capitale netto (vedi indicatore 2), dallaltra contrae il ref; pertanto la soluzione migliore per il club sarebbe, per lappunto, quella di aver soci del tutto disinteressati a essere remunerati (ovviamente, in tale veste). Il fpf vuole eliminare la figura del socio chiamato a intervenire solo per coprire perdite anno dopo anno, sostituendolo, di fatto, con uno cui richiesto un intervento una tantum a titolo gratuito. Sempre un Pagina | miglioramento, ma siamo ancora lontani da un approdo concettualmente ideale: senza 24 contare che mi difficile conciliare il dividendo c.det colle esigenze e le finalit dei club quotati in Borsa. Questa scelta, se non ho capito male, mirerebbe a scoraggiare le acquisizione con indebitamento, che non sono le situazioni in cui un club allestisce una rosa finanziandosi tramite debiti, bens i casi dove un soggetto acquisisce quote di un club (ne diventa socio o aumenta il proprio peso nel capitale) contraendo debiti garantiti dalle stesse quote o dal patrimonio del club, una pratica ultimamente usata nella realt inglese.

C.DET RELATIVI AD ATTIVIT DI SVILUPPO SOCIALE E DEL SETTORE GIOVANILE


Sono trattati assieme perch contengono parecchi aspetti in comune, il primo dei quali lessere attivit meritorie e quindi da premiare. I relativi costi non sono determinanti solo quando sono separatamente contabilizzati e quindi individuabili con precisione ovvero quando riguardano dipendenti dedicati a tempo pieno (cio esclusivamente) a tali attivit (fanno eccezione gli stipendi dei giocatori over 18, sempre considerati come c.det). P.es., non pu essere escluso dai c.det lingaggio del calciatore che si presta a fare da volto noto per promuovere una scuola calcio per bambini o un ciclo dincontri (gestito da club) contro la fame e la povert nel Mondo; viceversa si escludono gli stipendi deglistruttori della stessa scuola calcio, purch non altrimenti impegnati (al di fuori del settore giovanile) nel club.

C.DET FACOLTATIVI
Fra i costi che possono essere considerati determinanti a libera scelta del club (e rinnovo il mio stupore pensando a chi possa mai esercitarla), vi sono le quote dammortamento delle immobilizzazione immateriali (che vanno cos ad aggiungersi a quelle gi citate delle immobilizzazioni materiali) diverse dai dpc (p.es., i costi capitalizzati del vivaio) e gli oneri fiscali. Lesclusione di principio dai c.det degli ammortamenti, si riannoda al gi citato principio di premiare in tal modo chi investe in vista dutilit future. Per gli oneri fiscali, si lega al tentativo di neutralizzare dal ref la diversa normativa fiscale in vigore nei vari paesi toccati dallUEFA: a tutti gli effetti, il ref diventa un risultato economico pre tassazione. Tuttavia, ai fini del fpf non sono considerati oneri fiscali lIVA (in effetti, per la normativa italiana interessa la parte finanziaria e non leconomica, agendo il club quale sostituto dimposta) e i contributi sociali a favore dei dipendenti.

SANZIONI
A leggere le scadenze diramate dallUEFA per il 2013/14, il CoCo decider le sanzioni (di prima istanza) fra dicembre 2013 e aprile 2014, quindi potendo muoversi ben prima del 31
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maggio 2014 quando terminer il processo di valutazione sul rispetto del fpf. Come anticipato, sanzioni dal sapore di beffa, comminate a club che, riconosciuti come non rispettosi delle norme previste dal RLFPF, hanno ugualmente preso parte alle coppe europee. Ricordo, infatti, che sottoposti al fpf sono solo ed esclusivamente (colle rare eccezioni di cui pi sotto) le squadre cui stata rilasciata la necessaria licenza per prender parte ai tornei continentali. intuitivo immaginare lo stato danimo sia di quei club connazionali esclusi dallalveo Pagina | internazionale da chi non avrebbe dovuto accedervi sia di chi in quella stessa arena 25 continentale ha avuto come avversaria, magari soccombendovi, una squadra che non doveva prendervi parte. Le sanzioni, inevitabilmente rivolte al futuro per poter essere afflittive, sono variegate, comminabili anche in concorso fra loro e si dividono in due categorie. Nella prima rientrano quelle rivolte esclusivamente a colpire chi ha debiti in scadenza: multa compresa fra . 100 e . 1.000.000; esclusione dalle coppe per una stagione, la prima utile entro le successive 3 o 4, pena sospesa se i debiti scaduti a settembre risultino poi essere stati interamente saldati e non ve ne siano altri al marzo successivo. Nella seconda categoria rientrano quelle per tutte le altre violazioni: richiamo; ammonizione; multa compresa fra . 100 e . 1.000.000; penalizzazione di punti in classifica: suppongo applicabile solo a quei club coinvolti nei gironi di Champions o Europa League; mancata corresponsione, a titolo temporaneo o definitivo, dei premi in denaro per i risultati ottenuti nelle coppe; limitazioni nellinserimento di giocatori nelle liste UEFA (credo solo per la lista A): p.es., iscrizione di un numero inferiore di giocatori rispetto al massimo consentito e/o divieto di sostituirne dopo la fase a gironi; esclusione dalla competizione in corso (suppongo, se il club sia ancora in gioco) e/o da quelle future; revoca del titolo conquistato. In realt, nella seconda categoria ritroviamo le normali sanzioni previste dal Codice Disciplinare UEFA, a esclusione di quelle focalizzate su una singola partita (sconfitta a tavolino, ripetizione della gara, ecc.). Merita lultima, la revoca del titolo, un breve accenno sui possibili scenari negativi che aprirebbe. Infatti: se il titolo non fosse riassegnato (come accade in Italia), non si vede perch penalizzare in tal modo le altre partecipanti a un torneo vinto da chi non doveva nemmeno figurarvi; se invece fosse assegnato, presumibilmente alla finalista, ugualmente non si comprende perch premiare chi ha come unico merito, per effetto dei sorteggi, lessere stato lultimo a scontrarsi col club punito.

ESENZIONI
Il RLFPF ammette tre eccezioni per le quali alcuni club sono esclusi dal processo di valutazione ai fini del fpf. Le prime due toccano quei club che ottengono la licenza non sottoponendosi ad alcun processo di concessione o per aver lUEFA loro rilasciato un
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permesso speciale desenzione (valido per una sola stagione e per quello specifico club) oppure perch militanti in categorie inferiori alla massima nazionale (esenzione qui estesa anche chi comunque sottoposto ad un processo di concessione ma avente vincoli meno stringenti di quelli previsti per le squadre di prima divisione). La terza eccezione riguarda quei licenziatari che dimostrino di avere sia i c.det sia i r.det Pagina | inferiori a 5.000.000 di euro sia in T-2 sia in T-1.
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