Sei sulla pagina 1di 219

PADRONE DEL

TUO DENARO
Vademecum allautogestione finanziaria
dei propri risparmi ed investimenti

INTRODUZIONE

Il popolo risparmiatore italiano ormai abituato a


delegare ad altri quasi sempre le proprio scelte
finanziarie, e questo vale tanto per gli investimenti
quanto per decisioni critiche come la tipologia di mutuo
da sottoscrivere per acquistare una abitazione. Questo
comportamento di delega alla cieca a promotori finanziari,
gestori di patrimoni, sportellisti di banca o direttori di
filiale deriva da un retaggio culturale quasi genetico per
cui se ci affidiamo alla banca o ai suoi dipendenti
possiamo confidare nel nostro intimo di aver effettuato la
mossa giusta.
Aggiungiamo a tutto questo inoltre il fatto che il popolo
italiano in Europa il pi ignorante a livello di cultura
economico finanziaria, pertanto si preferisce mettersi
nelle mani di chi si ritiene sia considerato persona
preparata e qualificata per meglio consigliarci.
Oltre un decennio di scandali finanziari in Italia e nel
mondo in cui emerso inequivocabilmente come il
comportamento degli operatori ed intermediari finanziari
sia palesemente in conflitto di interessi con i piccoli
risparmiatori dovrebbe aprire definitivamente gli occhi a
tutti.

Aggiungo anche come la totale mancanza di intervento


punitivo da parte di autorit ed organismi di controllo
trasmette un senso di amara rassegnazione se non
sconfitta morale della serie ormai piuttosto che affidare i
miei risparmi al sistema del risparmio gestito (banche o
promotori) preferisco tenermeli sotto il materasso.
Luigi Einaudi diceva conoscere per decidere ed
proprio questo che manca oggi al popolo risparmiatore
italiano: la conoscenza di tematiche economiche e prodotti
di investimento. Su questa constatazione stato scritto
questo vademecum ovvero fornire risposte, strumenti,
metodo e disciplina necessari a farvi acquisire una
significativa dimestichezza a tutto quello che vi servir
dora innanzi per prendere decisioni di investimento e
gestire il vostro patrimonio. Lungi dal volervi insegnare a
diventare un operatore di borsa, il mio obiettivo
dimostrare in primis come non vi potete pi continuare a
delegare ciecamente ad altri il futuro e lintegrit delle
vostre masse di risparmio senza prima aver bene in chiaro
quali sono i rischi del mercato che state affrontando, in
che scenario macroeconomiche vivrete nei prossimi anni e
come seconda finalit trasmettervi un bagaglio culturale
che vi servir ad evitare ulteriori episodi di sodomia
finanziaria o ad evitare come un investimento sbagliato si
trasformi in un salasso finanziario.
A riguardo perci sar basilare conoscere non solo che
cosa sono e come funzionano i pi diffusi prodotti di
investimento presenti e proposti dal mercato, ma anche
imparare un modus operandi per affrontare qualsiasi
scelta di investimento sia proposta da un soggetto esterno
3

(banca, promotore, sportellista di filiale) sia selezionata


con diligenza e pazienza da noi stessi.
Mi piace sempre fare questo esempio per meglio
rendere lidea di come si approccia un piccolo
risparmiatore italiano che deve aprire un conto corrente
presso una banca: solitamente ci si rivolge presso una
filiale vicino la propria abitazione oppure ci si affida al
promotore finanziario od al direttore della tal banca solo
perch sono nostri parenti o vecchi compagni di scuola.
Purtroppo questo il peggio che si pu fare e durante
la lettura capirete il perch, mentre invece se dovete
acquistare una nuova automobile provvedete a fare il cosi
detto giro delle concessionarie, a provare in test lauto da
acquistare ed a valutare con periodici di settore i consumi,
i costi di manutenzione, assicurazione, tagliando e cos
via.
Se invece una persona a voi cara si deve sottoporre ad
una operazione di microchirurgia in day hospital e andate
a verificare quali sono le credenziali del medico chirurgo
che effettuer loperazione, chiedete almeno tre
consultazioni medici ad altrettanti dottori, vi fate
consigliare da parenti ed amici sui farmaci, sulla degenza,
in alcuni casi arrivate persino a conoscere quali sono le
cliniche ed i chirurghi migliori che effettuano loperazione
sul territorio italiano !
A questo punto chiediamoci perch non dedichiamo la
stessa cura, devozione ed impegno per scelte strategiche e
critiche come linvestimento del nostro denaro, il quale mi
potr servire in futuro per acquistare unabitazione,
sposarmi, acquistare unautomobile !
4

Nellimmaginario
collettivo
una
persona
particolarmente istruita e colta in materia finanziaria ed
economica vista come una sorte di vate, un individuo il
cui responso mi indicher la strada da seguire o
linvestimento da effettuare. Questa constatazione trova le
sue fondamenta sul fatto che in Italia non esiste
linformazione finanziaria visto che i principali
appaltatori pubblicitari dei media nazionali sono
compagnie telefoniche ed istituzioni bancarie.
Solo un percorso individuale di crescita e preparazione
i cultura finanziaria ed economica potr migliorare non
solo la preparazione dellitaliano medio ma soprattutto
impedir il riverificarsi di spiacevoli episodi di cronaca
finanziaria.
Sulla base di questa considerazione questo manuale
pertanto rivolto a chi sente di non essere preparato ed
informato finanziariamente, a chi stanco di vedersi
gabbato dallennesimo prodotto finanziario rifilato allo
sportello, a chi vuole imparare ad autogestirsi
finanziariamente e per finire a chi vuole diventare
padrone del proprio denaro.

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com

Primo Capitolo
CONOSCERE PRIMA DI INVESTIRE

Questo libro nasce come risposta alle centinaia di sfoghi


che ho avuto modo di ascoltare in questi ultimi cinque
anni da parte di piccoli risparmiatori ed investitori
italiani che mi hanno raccontato come sono stati gestiti i
loro capitali da banche, societ di gestione del risparmio,
promotori finanziari e persino da loro stessi.
I risultati ottenuti devo dire che sono piuttosto
deludenti: si va da gestioni di patrimoni che anno dopo
anno erodono il capitale con le loro esose commissioni di
gestione ad autentiche asset allocation (suddivisione di un
capitale da investire per tipologia di rischio ed orizzonte
temporale) completamente inefficienti a realizzare gli
obbiettivi
di
rendimento
richiesti
dal
singolo
risparmiatore.
In alcuni casi ho avuto modo di visionare dossier titoli
di alcuni milioni di euro stracarichi di obbligazioni a tasso
fisso di vari emittenti con varie scadenze e tipologie di
rendimento fatte acquistare o acquistate in un arco
temporale in cui i tassi di interesse erano in evidente fase
rialzista (dal 2002 al 2007): questo naturalmente
comportava trimestre dopo trimestre consistenti
svalutazioni del prezzo di mercato delle obbligazioni in
portafoglio. Non vi preoccupate torneremo pi avanti a
speigare perch non si deve investire in obbligazioni a
tasso fisso in un mercato che vede i tassi salire.

Sono rimasto anche molto colpito da casi di lavoratori


autonomi che si inventavano un modo per tirare avanti
nella loro nicchia di mercato per portare a casa 20.000
euro allanno in provvigioni di vendita, quando magari
avevano alle spalle un patrimonio mobiliare ereditato di
qualche milione di euro, il quale perdeva regolarmente
ogni anno il per cento. Della serie che senso ha
preoccuparsi di un lavoro che non offre pi di tanto
soddisfazione relazionale oltre che economica, quando si
potrebbe vivere di rendita semplicemente amministrando
razionalmente un patrimonio milionario (per chi ha la
fortuna di averlo ereditato o la bravura di averlo
costituito) ?
Rimane paradossale il comportamento tipico del
risparmiatore italiano medio che accantona montanti di
risparmio a forza di rinunce e sacrifici e poi delega
ciecamente senza tante preoccupazioni un terzo soggetto
affinch questultimo provveda ad amministrarlo.
Questo saggio economico pertanto non vi vuole
trasformare in consulenti finanziari o in gestori di
patrimoni per farvi iniziare un nuovo mestiere, quanto
punta a fornirvi una formazione ed una capacit di
analisi per imparare a gestire il rapporto con il mondo
istituzionale del risparmio gestito. Lobiettivo pertanto
di rendervi consci delle scelte che vi verranno proposte
allo sportello bancario o dal vostro promotore finanziario e
di essere in grado di poterle giudicare in termini di
effettiva opportunit per la remunerazione del vostro
denaro. Ulteriormente desidero che impariate ad

affrontare e gestire il rapporto relazionale con tutte le


persone che si occupano di gestire i vostri risparmi.
Non avete idea di quante volte mi sono sentito dire alla
domanda ma perch ti sei rivolto a questa banca o a
quella rete di promozione finanziaria la seguente
risposta perch ci lavora mio cognato o perch il direttore
di filiale frequenta la mia stessa palestra o stato mio
compagno di scuola. Oppure domande tipo ma perch
hai sottoscritto questo prodotto di investimento, risposta
perch me lo ha detto proposto la banca.
Situazioni molto pi gravi invece possono essere
descritte con casistiche di risparmiatori che non hanno
potuto smobilizzare il tal fondo di investimento quando i
mercati azionari scendevano vertiginosamente in quanto
sempre il personale della banca sconsigliava loro di
disinvestire in quanto gli indici azionari sarebbero presto
rimbalzati. Quanto sin qui raccontato rappresentano
chiari esempi di come in Italia la maggior parte dei piccoli
risparmiatori non sono padroni del loro denaro, ma
casomai banche e promotori fanno i padroni con il vostro
denaro ed i vostri risparmi.
Pertanto sulla base di questa constatazione, il percorso
di formazione di questo primo capitolo sar cos
strutturato: per primo capiremo come si guadagnano da
vivere banche e societ di gestione del risparmio e per
secondo ci soffermeremo sulle performance storiche e
sullefficienza del risparmio gestito negli ultimi ventanni.
Guadagnare senza rischiare

Non so quanti di voi ne siano a conoscenza, ma il business


di gestire il denaro altrui tra i pi redditizi al mondo,
terzo dopo la vendita di armi ed il traffico di sostanze
stupefacenti, tuttavia questi ultimi contemplano non
pochi rischi di mercato.
Il settore del risparmio gestito (banche, societ di
gestione, societ di intermediazione e reti di promozione
finanziaria) guadagna spudorate somme di denaro
gestendo il vostro e senza esporsi a rischi. I rischi infatti li
sostenete solo voi quando conferite le vostre masse di
risparmio affinch vengano investite in questo o quel
prodotto e nella speranza ti poter ottenere una qualche
forma di rendimento
Cominciamo con il fornire alcuni dati per svegliarvi dal
torpore innocente in cui stavate sognando: pensate che
banche & company forniscano il servizio di gestione ed
amministrazione di investimento senza nessuna
contropartita ? Purtroppo no, si fanno pagare e molto
profumatamente. In che modo ? Con le cosidette
commissioni di gestione, ingresso, smobilizzo e
performance.
Facciamo pertanto un esempio concreto che vi aiuter
a comprendere il funzionamento legale di questo salasso
che subiscono ogni tre mesi i vostri risparmi.
Immaginiamo di investire in un fondo di investimento
azionario (non vi preoccupate questo strumento di
investimento
verr
descritto
minuziosamente
e
tecnicamente pi avanti): supponiamo che ci venga
proposto un fondo di investimento specializzato in
obbligazioni di stato europee.
9

Questo fondo pertanto investe nei titoli di stato emessi


dai principali paesi dellUnione Europea, se voi
sottoscrivete quote di partecipazione al fondo per un
controvalore di 100.000 euro sappiate che il vostro
investimento sar soggetto ad una commissione di
gestione annua (ma prelevata alla fine di ogni trimestre)
dello 0,5 per cento (valore medio di una commissione di
gestione per un fondo di investimento di tipologia
obbligazionaria in titoli di stato).
Questo significa che ogni anno i vostri 100.000 euro
subiscono un prelievo di 500 euro per onorare la gestione
e la partecipazione al fondo in questione. Presupponendo
che il rendimento dei titoli di stato selezionati dal fondo
produca un rendimento medio annuo del 3 per cento,
lincremento netto che il vostro investimento realizzer
sar di 2.500 euro, quindi un controvalore di 102.500
euro.
Le commissioni di gestione rappresentano lonere che
la societ di gestione del risparmio richiede per
amministare il fondo: un compenso dovuto se ci
pensiamo un momento, in quanto rappresenta la
remunerazione economico a fronte della prestazione di un
servizio. Quello che veramente pochi risparmiatori sanno
che questo compenso ha natura assoluta e non
meritocratica: questo significa che la societ di gestione
applica la commissione di gestione alla consistenza del
fondo a prescindere dai risultati che riesce ad ottenere.
Normalmente sono pi basse sui comparti con basso
profilo rischio (ad esempio lo 0,5 % sui fondi monetari) e
aumentano con laumentare del rischio (ad esempio 0,8%10

1,5% sugli obbligazionari e 1,8%-2,5% sugli azionari e


flessibili).
Per chiarire questo pensiero vi porto un secondo
esempio molto istruttivo: immaginiamo di investire
100.000 euro in un fondo comune di investimento di
tipologia azionaria specializzato nelle nueve tecnologie. In
questo caso la commissione di gestione che pu essere
applicata pu arrivare anche al 3 per cento, essendo
loperato della gestione molto pi articolato nella
selezione delle azioni da detenere nel portafoglio del
fondo.
Vediamo a questo punto come vengono applicate le
commissioni di gestione su due possibili casistiche di
rendimento. Supponiamo ad una performance annua del
20 per cento del fondo, in questo caso il vostro
investimento subisce un incremento di venti punti
percentuali pertanto si porta a 120.000 euro. Questo
controvalore di mercato viene colpito dalla commissione di
gestione del 3 per cento per cui verranno addebitati 3.600
euro ed il vostro incremento netto totale pertanto sar
pari a 116.400 euro. Ricordate sempre che lea
valorizzazione delle quote che vedete sui giornali
finanziari dei fondi di investimento sono al netto di
commissioni di gestione e relative imposte.
Dopo un anno pertanto il vostro investimento risulta
aumentato di oltre 16.000 euro e presuppongo che vi
sentiate molto soddisfatti e contenti. Aspettatet a far
festa: stiamo parlando di un fondo azionario ! Il successivo
anno infatti il fondo ottiene dalla sua gestione una
performance negativa del 20 per cento, in buona sostanza
11

realizza una performance uguale e contraria al


precedente anno (anche se questo un esempio sappiate
che nella realt capitato pi di una volta). Questo
significa che i vostri 116.400 euro adesso sono diventati
90.327 euro ovvero 116.400 euro 23.280 euro (sono il 20
% di perdita sulla precedente valorizzazione) - 2.927 (sono
il 3 % di commissione di gestione).
Queste esempio vi ha appena fornito due grandi
insegnamenti: per primo se prima guadagnate il 20 % e
successivamente lo perdete, questo non significa che
ritornate in situazione di pareggio contabile, e per
secondo avete compreso che le commissioni di gestione
erodono lentamente nel tempo il vostro capitale a
prescindere dai risultati che ottengono.
Quindi per ricapitolare avete investito 100.000 euro in
un fondo azionario high tech sono passati 24 mesi e vi
ritrovate in equity negativa (significa che avete meno
denaro rispetto alla partenza) di quasi 10.000 euro e
senza che lo sappiate per vie dirette i vostri 100.000 euro
iniziali hanno generato proventi per oltre 6.000 euro alla
societ o banca che nel frattempo ha amministrato i vostri
capitali.
Come si diceva in apertura di capitolo la banca o chi
per essa amministrando il vostro denaro ha incamerato
un congruo profitto senza esporsi a rischi di alcun genere,
anzi facendo esporre voi ed i vostri risparmi alla volatilit
e perdite del mercato.
Avete capito perch adesso quando avete 20.000 euro
sul conto corrente depositati in pura liquidit vi chiamano
al telefono dalla filiale di banca e insistono sul fatto che
12

non sia conveniente mantenere quella giacenza ferma in


conto corrente: certo che non conveniente, ma per loro
che non incassano pertanto commissioni di gestione,
ricordate infatti che la giacenza di deposito per quanto sia
poco remunerata rappresenta sempre un costo di esercizio
per ogni azienda bancaria !
Non ho finito: sappiate che nel 2007 l'Ufficio Studio di
MedioBanca ha analizzato il pianeta del risparmio gestito
di banche ed affini, emettendo un pesante giudizio di
inefficienza. Tanto per fare un esempio lampante, se
tornassimo indietro di 20 anni ed investissimo 100 milioni
di lire del vecchio conio in BOT ed altri 100 milioni in
fondi comuni di investimento nella categoria azionari
italiani, ci troveremmo, trascorsi i due decenni, con oltre
420 milioni nel primo caso e con meno di 380 nel secondo !
L'investimento in titoli di stato ha reso notevolmente di
pi senza esporre a rischio di mercato l'investitore che
avesse optato per questa allocazione. Paradossalmente se
avessi investito a caso sui primi trenta titoli per
capitalizzazione di borsa (che nel loro complesso
rappresentavano landamento del vecchio indice MIB30) i
suddetti 100 milioni, dopo due decenni mi ritroverei con
quasi 900 milioni di vecchie lire !
Se qualcuno non lavesse ancora capito, questo
risultato
scaturisce
grazie
allapplicazione
delle
commissioni di gestione, le quali come abbiamo gi fatto
notare vengono applicate a prescindere dai risultati di
gestione ottenuti: questo significa prelevare sia in caso di
performance positive o negative. Evviva la meritocrazia !
Adesso capite perch insistono tanto allo sportello
13

bancario con il celebre motto che la borsa paga nel lungo


termine.
Certo che paga ! Solo che paga per la banca e non per
il risparmiatore che si rivolto ad essa: infatti quei 500
milioni che mancano all'appello (380 milioni con i fondi
gestiti e oltre 900 con il fai date a caso) rappresentano il
profitto che la banca ha realizzato mentre amministrava il
vostro denaro durante il periodo in questione !
Questo esempio ritengo sia molto istruttivo in quanto
fa comprendere palesemente quale sia la portata del
business nellamministrare il denaro altrui. Torneremo
tuttavia pi avanti sulle commissioni di gestione,
soprattutto quando affronteremo come selezionare i fondi
di investimento sulla base dei loro costi gestionali: non vi
preoccupate non cos difficile come sembra, assomiglia
molto allacquisto di una utilitaria sulla base dei consumi
di carburante e i costi di manutenzione ordinaria.
Oltre alle commissioni di gestione esistono altre due
tipologie di oneri allinvestimento, che tuttavia non
applicano tutte le societ di gestione (capirete pi avanti
il perch): mi sto riferendo alle commissioni di ingresso
e/o smobilizzo ed alle commissioni di performance.
Cerchiamo di analizzarle assieme.
Le prime rappresentano oneri che sostenete qualora
desideriate investire in un determinato fondo di
investimento, possono arrivare anche al 2 per cento della
somma investita. Significa che se investite 100.000 euro in
un fondo che ha commissioni di sottoscrizione (chiamate
anche di ingresso) al 2 per cento, il vostro investimento
effettivo risulta di 98.000 euro in quanto 2.000 euro
14

vengono subito trattenute dalla societ che gestisce o


distribuisce il fondo.
Mi raccomando adesso che lo sapete che nessuno di voi
si sogni si investire in un fondo che presenti questa
tipologia di commissioni in quanto il vostro investimento
non beneficia di alcun valore aggiunto sostenendo
allinizio questi oneri.
Antitetici alle commissioni di ingresso potete trovare
anche quelle di smobilizzo e/o uscita, in buon sostanza
dovete sostenere un onere per liquidare il vostro
investimento. Possono arrivare anche loro al 2 per cento.
A questo punto dovreste chiedervi ma per quale
ragione esistono ? Semplice: consentono alla banca o chi
per essa di tenervi molto pi vincolati, infatti il
risparmiatore stanco di deludenti risultati ci penserebbe
pi di una volta a trasferire tutto il patrimonio presso una
banca concorrente sapendo di dover sostenere quel tipo di
onere aggiuntivo ai loss sino a quel momento realizzato.
Mi raccomando pertanto evitate di investire in fondi
comuni di investimento che presuppongono commissioni
di ingresso ed uscita: quando tratteremo la figura ed il
ruolo professionale del promotore finanziario capirete
maggiormente la loro finalit !
Come ultima tipologia possiamo trovare anche le
commissioni di performance, le quali rappresentano il
premio che spetta al gestore, solo nel caso in cui riesca a
superare determinati obiettivi di rendimento in un
determinato arco di tempo. In buona sostanza questa
tipologia di commissioni deve ripagare il gestore qualora

15

ottenga un rendimento superiore alla media del mercato


sul quale il fondo investe.
La commissione di performance si traduce perci in un
onere aggiuntivo che grava sul fondo sfruttando due
parametri di analisi: la frequenza di calcolo della
commissione e il parametro di riferimento per calcolare la
performance, quello che in termini tecnici viene chiamato
il benchmark
Benchmark: chi costui ?
Per rendere pi ostica la comprensione del loro operato
tipico nel settore del risparmio gestito utilizzare termini e
nozioni di difficile comprensione per una persona con una
cultura finanziaria mediocre o inesistente. Non vi
preoccupate: esamineremo nelo specifico tute quelle voci
che vi creano inquietudine quando le leggete o qualcuno
ve le menziona.
Il benchmark un parametro oggettivo di riferimento,
che rimanda ad indicatori finanziari di comune utilizzo.
Consente di confrontare il rendimento del vostro
investimento (per esempio allinterno di un fondo) con il
rendimento medio che ha realizzato il mercato sul quale
avete investito. Un esempio chiarificher questo
strumento. Consideriamo che voi investiate in un fondo
azionario specializzato nella borsa italiana, questo
significa che tale fondo pu investire solo in azioni pescate
nel listino italiano. Un possibile esempio di benchmark
per questo fondo potrebbe essere lindice FTSEMIB ovvero
lindice di borsa italiano dei primi quaranta titoli per
16

capitalizzazione di borsa. Pertanto qualora dovr valutare


loperato del gestore del suddetto fondo confronter il
rendimento del fondo con il rendimento dellindice sullo
stesso arco di tempo. Verranno applicate commissioni di
performance (che devono in ogni caso essere menzionate
nel documento di sintesi che il proponente vi deve
consegnare
quando
effettuate
un
determinato
investimento) sulla parte eccedente leccesso di
performance. Quindi ad esempio se nel succitato caso, il
benchmark quindi lindice italiano FTSEMIB realizza in
un anno il 10 per cento di valorizzazione, mentre il fondo
su cui abbiamo investito realizza il 12 per cento, verranno
applicate commissioni di performance secondo quanto
previsto dal regolamento del fondo.
Esempio di calcolo della commisione di perfoamce
Prendere un esempio concre4to

Proviamo ad individuare il benchmark su un fondo che


esiste sul mercato, prendiamo ad esempio il fondo XXXX
(non vi preoccupate pi avanti vi insegner come e dove
trovare le informazioni dei fondi, le loro quaotazioni ed i
giudizi degli analisti indipendenti sulla bont del fondo).
Facciamo un esempio con un fondo preso
morningstar, e vediamo quale il suo benchmark

da

Il benchmark per come lo abbiamo sinora descritto


offre lopportunit di una comunicazione oggettiva e
17

trasparente tra chi gestisce e offre il fondo e il


risparmiatore, poich individua il profilo di rischio e le
opportunit del mercato in cui tipicamente il fondo
investe.
Lapplicazione delle commissioni di performance
tuttavia genera non poche casistiche di conflitto di
interessi con il gestore a fronte della loro frequenza di
calcolo in un arco temporale. Esaminiamo un altro
esempio.
Ipotizziamo un fondo che prenda molti rischi rispetto
al mercato e che attraversi un anno caratterizzato da
elevata volatilit con una performance particolarmente
positiva per i primi quattro mesi dellanno, ma negativa
per la restate parte dellanno, producendo nel complesso
finale un risultato negativo. Sappiate che con molta
presunzione al fondo saranno state applicate commissioni
di performance per le frazioni di tempo nel quale il fondo
ha fatto meglio del mercato (quindi il benchmark) !
Considerate a riguardo che le commissioni di performance
possono venire calcolate su base trimestrale, ma anche su
base mensile !
Capite pertanto voi stessi i conflitti di interesse che
potrebbero emergere con il gestore del fondo il quale
ricerca costantemente rendimenti a breve superiori alla
media del mercato, grazie pi a probabilit che bravura: il
compenso del gestore in parte rapportato alle
commissioni di performance
Questo lo spingerebbe a correre rischi eccessivi per
ottenere rendimenti di breve termine superiori al
benchmark e fa perdere di vista il vero obbiettivo del
18

fondo che deve essere il rendimento nel medio lungo


termine. Il mio consiglio rimane pertanto sempre lo
stesso: evitate fondi che abbiano commissioni di ingresso,
uscita, smobilizzo e performance.
Esiste un gestore che batte il mercato ?
Si, ma non nel lungo termine. Vi sembrer strano
sentirvelo dire ma questi super laureati alla tal universit
prestigiosa raramente ottengono nel lungo periodo
risultati migliori del mercato. Tranne la casistica dei
gestori di hedge fund che analizzeremo pi avanti,
statisticamente la maggior parte dei gestori di fondi
comuni di investimento ha performance inferiori
addirittura al benchmark (ecco perch non tutti applicano
le commissioni di performance).
La spiegazione a questo assunto la si trova per
semplice constatazione analizzando le performance dei
fondi pubblicati nelle testate giornalistiche di settore. Il
lento processo di erosione dei capitali investiti tramite le
commissioni di gestione rende nella pratica impossibile
superare il rendimento medio del mercato di riferimento.
Vi faccio un altro esempio che nasce dalla applicazione
di un metodo di simulazione statistica che si chiama
Monte Carlo (tecnica numerica elaborata da due
matematici alla fine degli a 40, il cui nome richiama
laleatoriet del celebre casin del Principato di Monaco).
Supponete di investire 100.000 euro in un fondo
specializzato in azioni italiane e contemporaneamente di
investire la stessa cifra in azione italiane in almeno dieci
19

azioni italiane prese a caso tra le quaranta ad alta


capitalizzazione. Rimarrete sconcertati nel sapere che il
rendimento del metodo Monte Carlo (ovvero il
campionamento stocastico casuale quindi lo scegliere a
caso le azioni) produce un rendimento superiore a quello
realizzato dal fondo amministrato da gestori esperti !
Se non ci credete guardate qui sotto:
fare esempio dei migliori tre fondi italiani nel 2008
e prendere a caso 3 volte dieci azioni italiane.
Inserire oneri di gestione e commissioni di vendita
Sembrer un paradosso ma il fai da te a caso si dimostra
pi redditizio ! Conoscere le percentuali in qualit di
commissione che applica il fondo sul quale ho deciso di
investire non sufficiente a valutare la sobriet dei costi
di amministrazione di un fondo: esistono infatti altre
tipologie di oneri che annualmente vengono prelevati
dalla massa gestita del fondo. Per dare un giudizio di
merito complessivo esiste il Total Expense Ratio (TER) il
quale include direzione, gestione del portafoglio, revisione
dei conti e costi aziendali come pubblicazione delle quote,
distribuzione e marketing del fondo. Il TER indicato in
percentuale rispetto al patrimonio del fondo.

Tabellina di TER di alcuni fondi

20

Sappiate tuttavia che per alcuni aspetti anche il TER non


riepiloga nel complesso tutti gli oneri che gravano sulla
gestione di un fondo di investimento. Non sono compresi
infatti i costi di negoziazione derivanti dalla compra
vendita di titoli da parte dei gestori durante la loro opera
di stock picking (selezione delle azioni da comprare).
Gestione attiva e passiva
Avviene sovente che quando si investe in un fondo di
investimento si conosca esclusivamente il nome del fondo,
della societ di risparmio che lo gestisce e la tipologia che
lo contraddistingue (azionaria, obbligazionaria, bilanciata
e cos via).
Tuttavia sarebbe opportuno soffermarsi a riflettere in
che modo effettivamente caratterizzata la qualit del
servizio di gestione.
Nellimmaginario collettivo si confida di affidare i propri
capitali ad una societ specializzata nella gestione del
risparmio affinch faccia ottenere risultati il pi possibile
elevati. Purtroppo questa constatazione fa comprendere
come il pubblico risparmiatore non conosca nello specifico
che cosa far la societ di gestione con il denaro ad essa
conferito. Se leggiamo nei prospetti informativi dei fondi
comuni
la
descrizione
dellobbiettivo,
troviamo
solitamente questa citazione: il fondo persegue finalit di
significativo incremento del capitale investito nel lungo
periodo e presenta caratteristiche di elevata rischiosit.
Niente di pi generico come potete vedere, pertanto se
non si comprende con precisione in cosa consiste il
21

servizio di gestione che soggiace ad una determinata


selezione di fondi di investimento non possibile stabilire
se il costi di gestione che saranno imputati al fondo
prescelto sono nella media o sono eccessivi.
Tralasciando quello che pu pensare il piccolo
risparmiatore e indipendentemente da quello che gli viene
raccontato dal promotore finanziario o allo sportello
bancario, chi sottoscrive un fondo comune di investimento
sta chiedendo al gestore di investire il proprio denaro
allinterno di un ben preciso mercato finanziario di
riferimento, il quale come abbiamo visto monitorato da
un parametro guida, il benchmark appunto.
Sostanzialmente si sta acquistando un processo di
diversificazione che consente di frazionare il capitale
conferito nel fondo in migliaia di titoli, sia essi azionari
che obbligazionari, a seconda della tipologia del fondo.
Questa peculiarit operativa denota che il gestore del
fondo persegue una gestione attiva sul capitale investito
ovvero seleziona e revisiona continuamente i titoli
migliori da mantenere in portafoglio. Lopera di selezione
presuppone la conoscenza e lapplicazione di metodologie
di analisi tecnica grafica e fondamentale del mercato,
oltre a severi criteri di market timing (intuire quando il
mercato in procinto di effettuare un rally oppure in
fase di declino).
La gestione attiva denota pertanto una molteplicit di
decisioni di investimento nel tempo, finalizzate a ottenere
una performance superiore a quella del benchmark. Per
fare questo il gestore deve esporre il portafoglio a un
rischio superiore a quello del benchmark sfruttando
22

soprattutto la potenzialit di un cambio di asset allocation


ovvero variare nel tempo la quantit ed i titoli in
portafoglio al fine di riuscire a cavalcare i trend positivi di
alcuni titoli. Statisticamente come abbiamo gi avuto
modo di vedere sono veramente pochi i gestori che battono
il benchmark.
Lopposto della gestione attiva la gestione passiva
che si pone lobiettivo di strutturare una strategia di
investimento con la quale il gestore di un fondo minimizza
le proprie decisioni di portafoglio al fine di quasi azzerare
i costi di transazione e l'imposizione fiscale sui guadagni
in conto capitale.
Nell'ambito di questa strategia comune replicare
l'andamento di un indice di mercato attraverso la
creazione di fondi che replicano l'andamento di un indice
azionario (questo il tipico caso degli Exchange Traded
Fund che esamineremo a breve).
Sostanzialmente se un fondo a gestione passiva, ad
esempio, ha lobiettivo di replicare la performance
dellindice italiano FTSE MIB, allora acquister tutti i
titoli presenti nel paniere dellindice menzionato
esattamente la stessa proporzione.
Uno dei principali vantaggi della gestione passiva
legato al minor numero di operazioni di compravendita di
titoli ed attivit finanziarie: questo riduce sensibilmente i
costi di negoziazione, pertanto a parit di rendimento del
parametro di riferimento, un gestore passivo otterr una
performance superiore a quella di un gestore attivo.
Un secondo vantaggio infine legato al fatto che la
minore frequenza delle compravendite permette di
23

rinviare la tassazione dei guadagni in conto capitale, che


vengono rilevati nel momento in cui le attivit finanziarie
sono cedute, come differenza fra il prezzo di acquisto e
quello di vendita.
Promotore sei un impostore
Il termine impostore deriva dal latino, pi precisamente
dal participio passato del verbo latino imponere il quale
ha come primo significato gabbare, ingannare o ricoprirsi
con menzogne e false dottrina di probit e saviezza.
Ritengo che nessun aggettivo nella lingua italiana
meglio qualifichi ci che oggi giorno rappresenta la figura
professionale del promotore finanziario. Iniziamo a
spiegare in che cosa consiste il suo operato e perch nata
questo mestiere prendendo spunto dalle definizioni che
vengono fornite ufficialmente dallANASF (Associazione
Nazionale dei Promotori Finanziari).
Il promotore finanziario l'unica figura professionale
autorizzata ad incontrare i clienti e potenziali investitori
al di fuori della sede di una banca, di una SIM (societ
intermediazione mobiliare) o di una SGR (societ di
gestione del risparmio).
Per poter intraprendere questo tipo di professione
obbligatorio iscriversi all'Albo Nazionale dei Promotori
Finanziari istituito presso la CONSOB (Commissione
Nazionale per le societ e la borsa).
La figura del promotore finanziario nata
ufficialmente nel 1991 con l'emanazione della legge 1/91
(la legge che ha istituito le SIM) che ha appunto istituito
24

l'albo sopracitato e l'immediata iscrizione nello stesso di


tutti gli operatori che avevano lavorato come "consulenti
finanziari" fino a quel momento.
Nella disciplina vigente viene sancito che il promotore
finanziario monomandatario (pu cio operare per una
singolo soggetto abilitato) e che pu agire solo come
persona fisica (non pu operare quindi come societ).
La societ per cui il promotore lavora responsabile in
solido per tutte le operazioni effettuate tramite il
promotore stesso, cio tenuta a rispondere di qualsiasi
azione, anche penalmente perseguibile, compiuta dal
promotore finanziario.
Il promotore finanziario non pu mai ricevere denaro
contante dalla sua clientela per il pagamento dei servizi
proposti; le uniche forme di pagamento ammesse sono
assegni bancari o circolari intestati alla societ per cui il
promotore opera (sempre muniti di clausola di non
trasferibilit), ordini di bonifico e strumenti finanziari
nominativi o all'ordine ( in questo caso devono essere
girati alla societ per cui opera il promotore).
Il promotore finanziario persegue l'interesse del cliente
e si astiene da comportamenti in contrasto con tale
obiettivo. Non sono giustificati comportamenti contrari
all'interesse della clientela da parte del promotore
finanziario,
anche
se
suggeriti
o
sollecitati
dall'intermediario per cui opera (rileggetevi con molta
attenzione questo capoverso perch lo chiameremo in
causa in pi occasioni) !
Il promotore finanziario ha l'obbligo di informare il
cliente sui costi reali, i benefici e i limiti dei servizi e dei
25

prodotti commercializzati e si astiene da affermazioni


fuorvianti sui risultati futuri dell'investimento.
Il promotore finanziario presta assistenza continuativa
al cliente. E' disponibile ad accogliere richieste di
informazioni, chiarimenti o consigli, indipendentemente
dal fatto che tale attivit possa essere funzionale alla
promozione di nuove operazioni. Il promotore finanziario
non accoglie richieste del cliente in contrasto con le norme
del presente Codice deontologico.
Questo quello che vi verrebbe trasmesso a livello di
informativa istituzionale qualora qualcuno desiderasse
comprendere cosa fa un promotore finanziario. Tuttavia
laspetto pi rilevante che si dovrebbe apprendere come
guadagna un promotore o come e da chi viene remunerato
il suo operato. Vediamolo allora nello specifico.
Tanto per iniziare, avete capito che il promotore
finanziario legato, attraverso un monomandato di
rappresentanza ad una sola banca o da una SIM o da una
SGR, nei confronti della quale si impegna a non
promuovere o distribuire i prodotti di altri concorrenti.

Il promotore percepisce pertanto la sua remunerazione


sotto forma di provvigioni di vendita sul volume dei
prodotti che riesce a collocare tra il pubblico
risparmiatore. Gi qui, possiamo fare una prima
osservazione per comprendere la loro remunerazione: i
prodotti che promuovono (come fondi, pac, index linked e
cos via) non hanno lo stesso tasso di provvigione, di
solito, i pi rischiosi per voi sono i pi remunerativi per
loro: per esempio se il vostro promotore vi fa sottoscrivere
un fondo azionario hightech piuttosto che un fondo
26

monetario questo produrr per lui provvigioni anche


quattro volte pi grandi le provvigioni che avrebbe
ottenuto se voi aveste invece investito nel fondo
monetario.
Il conflitto dinteressi sin troppo evidente: chi vi
assicura che il vostro promotore non vi faccia sottoscrivere
quel tipo di prodotto che magari a lui genera il massimo di
retrocessione provvigionale ? Nel dubbio, meglio starne
fuori.
Rimango a tal proposito piuttosto sconcertato quando
leggo nel codice deontologico del promotore finanziario la
seguente regola di condotta: il promotore finanziario ha il
dovere della trasparenza: fatta salva la ragionevole
salvaguardia dei propri interessi e nel rispetto dei propri
obblighi e diritti di riservatezza, fornisce ai suoi
interlocutori tutte le informazioni in suo possesso
necessarie alla salvaguardia dei loro interessi e allo
svolgimento dei loro compiti istituzionali.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse il termine fatta
salva la ragionevole salvaguardia dei propri interessi !
Come se questo non bastasse, immaginate che il vostro
promotore sia un soggetto dinamico, preparato (ne ho
conosciuti solo due sino ad oggi: tra laltro hanno
recentemente abbandonato la professione iniziale per
intraprendere
quella
di
consulente
finanziario
indipendente) e sapiente conoscitore dellandamento dei
mercati finanziari, pur tuttavia, se fosse a conoscenza di
un prodotto o forma di investimento particolarmente
interessante, offerto magari da una banca o SGR
concorrente, non potrebbe proporvelo. Eventualmente, se
27

la sua etica professionale fosse significativamente


ineccepibile, vi potrebbe indirizzare da un promotore a lui
concorrente (in quanto appartenente ad unaltra rete di
promozione e/o banca), ma con il rischio di perdervi
definitivamente come cliente investitore, nel qual caso voi
decideste di migrare tutte le vostre disponibilit su quella
stessa banca. Farebbe bella figura, ma perderebbe un
cliente.
Non dimenticate, a questo punto, le spiegazioni che
devono dare gli stessi promotori alle direzioni darea,
quando perdono un cliente per interruzione del rapporto
e/o migrazione verso un concorrente.
Nella maggior parte dei casi, invece, ho visto tutto il
possibile per screditare lavversario o il concorrente,
arrivando a dire che di quella banca non c da fidarsi, che
in passato i rendimenti erano stati mediocri, che il suo
personale incompetente e cos via.
Come se non bastasse, il promotore risulta essere
anche un professionista la cui opera di consulenza non
indipendente, in quanto anche qui, come per il settore
bancario, se la direzione di area della sua rete di
promozione ha deciso che per il prossimo trimestre si deve
raggiungere un determinato budget di raccolta su un
nuovo prodotto da poco emesso, state certi che il vostro
promotore vi telefoner, dicendovi che dovete smobilizzare
il vecchio fondo di investimento che vi aveva fatto
sottoscrivere alcuni mesi fa, per entrare in quello nuovo
fresco fresco che sta per uscire. Alla faccia
dellindipendenza e della trasparenza. Con molta

28

probabilit, sar un prodotto che contempla una


commissione dingresso per la sua sottoscrizione.
Adesso capite finalmente a cosa servono le
commissioni di ingresso di cui abbiamo parlato prima ?
Servono a pagare il vostro promotore. Eh s, perch,
quando investite 100.000 euro su un fondo azionario e vi
dicono che per entrare su questo fondo dovete pagare una
commissione pari al 2-4-5%, quel denaro serve per pagare
anche lo stesso promotore !
Mentre per quello che riguarda le commissioni di
gestione una parte residua serve a remunerare ed
incentivare anche la rete di vendita (quindi il promotore)
in virt della sua assistenza post vendita.
Accidenti che servizio brillante, pagate per non avere
nulla in cambio, anzi, per la verit, pagate per avere una
persona che, con il vostro denaro, far il possibile per
massimizzare il proprio tornaconto (raramente coincide
anche con il vostro, per non dire quasi mai).
Questo meccanismo di guadagno pu spiegare quanto
accaduto durante il mese di Ottobre 2008 in coincidenza
del fallimento Lehman Brothers, molti risparmiatori, che
richiesero al proprio promotore finanziario di smobilizzare
gli investimenti in fondi azionari, incontrarono non poche
difficolt, oltre a rassicurazioni che il mercato, pi avanti,
si sarebbe ripreso e che non era conveniente disinvenstire
cos, sullonda dellirrazionalit e della paura, unasset
allocation in fondi azionari, magari strutturata da pi di
qualche anno.
Certo che non era conveniente. Ma per chi ? Non di
certo per voi, quanto piuttosto per loro che incassavano
29

annualmente una parte della commissione di gestione che


gravava sul fondo. Se volete conoscere ulteriori episodi di
conflitti di interesse vi invito a leggere il Capitolo 7 del
mio primo saggio economico Duri e Puri: Aspettando un
nuovo 1929 in cui riportata la descrizione di prodotti di
investimento che hanno letteralmente truffato migliaia di
risparmiatori come i famigerati My Way e 4You.
Quanto vi ho sinora illustrato deve cominciare a farvi
comprendere come questa figura professionale a cui
magari vi siete appoggiati sino ad oggi presupponga
linstaurarsi di conflitti di interesse che sono simili a
quelli che potreste avere se veniste curati da un medico
che vi prescrive solo farmaci o medicinali che gli farebbero
ottenere delle regalie o degli omaggi dalla casa
farmaceutica che li produce.
Questo non significa che non dobbiamo mai fidarci dei
medici e delle loro prescrizioni o dei promotori e dei loro
prodotti di investimento, quanto piuttosto che ora dovrete
essere in grado di discernere su quanto vi verr proposto
sapendo a quali meccanismi economici asservito il
mondo del risparmio gestito.
Non sono tutti da mettere alla sbarra: esisteranno
sicuramente promotori validi e competenti, sta a voi
scovarli e metterli alla prova, evitando di delegare
ciecamente a loro le decisioni sulle vostre asset allocation,
soprattutto evitate di scegliere il vostro promotore perch
lo sono il vostro compagno di scuola o il cugino di vostra
moglie.
Questo ultimo suggerimento vi far magari sorridere
ma non immaginate nemmeno quanto sia propedeutico a
30

livello didattico: il rapporto che dovete instaurare con il


vostro promotore o con il vostro referente allo sportello di
banca deve essere il pi distaccato possibile, al limite del
glaciale, al fine di evitare pressioni a cui non potete
sottrarvi. Sapete in quanti mi hanno scritto dicendomi che
avrebbero voluto cambiare promotore o rivolgersi alla
concorrenza e non lhanno fatto perch magari ci giocano
assieme a calcetto o per evitare un incidente diplomatico
con la famiglia di vostra moglie perch suo cugino !
Solo con il distacco relazionale possibile giudicare in
completa serenit loperato del promotore che avete
precedentemente scelto e parimenti anche lo stesso
gestir con maggiore riverenza la fiducia che gli avete
accordato.
Mi raccomando tutto il rapporto e la
comunicazione deve essere sempre basato sul Lei e mai
sul Tu.
Non abbiate paura, ricordate che gli avete affidato i
vostri risparmi, semmai sar lui a sentirsi a disagio
qualora i prodotti che vi ha proposto non saranno in grado
di mantenere le promesse attese. Ad esempio non
aspettate che sia lui a fare la prima mossa nel proporvi
un determinato fondo o index linked sui quali puntare,
ma convocatelo a casa vostra e chiedetegli quali sono le
previsioni attese dallUfficio Studi della banca o SGR per
la quale lavora, fatevi consegnare un report finanziario,
esigete che vi sia fornito un quadro macroeconomico che vi
aiuti a valutare lo scenario futuro: ricordate che il
promotore al vostro servizio e non voi al suo.
Se desiderate comprendere come un prodotto che vi
viene offerto possa essere in conflitto di interessi fategli le
31

domande di rito ovvero quali commissioni sono caricate


su questo fondo oppure a quanto ammonta la
provvigione che percepirebbe se voi sottoscriveste il tal
prodotto. Non sentitevi in colpa, non ne avete motivo:
ricordate che in Italia i spiacevoli episodi di cronaca
finanziaria si sono verificati a causa di un bassissimo
interessamento e conoscenza delle vicende economiche da
parte del pubblico risparmiatore italiano.
Prendete tempo prima di decidere su quanto vi viene
proposto e soprattutto confrontate le performance ed i
costi di gestione del tal fondo che vi verr proposto con i
rendimenti e gli oneri dei primi fondi al mondo (nel terzo
capitolo vi insegno anche questo).
Diventate artefici del vostro successo nelle scelte
finanziarie e smettete di convincervi che dovete delegare a
qualcuno perch non trovate un paio dore ogni quindici
giorni per leggervi qualche quotidiano finanziario o per
monitorare come si sta evolvendo un determinato
investimento.
Se fate vedere a un promotore questo libro ad un
appuntamento per gestire il vostro patrimonio, vi dir che
io sono un pazzo, un catastrofista, una persona di cui non
ci si pu fidare. Strano. Dicevano cos anche tra il 2006 ed
il 2008 quando molti loro clienti allertati dalle
informazioni ed analisi indipendenti che trovarono scritto
sul libro Duri e Puri, riguardanti la circostanziata
possibilit che si sarebbe verificato un crash sui mercati
azionari, si precipitarono in banca esigendo lo smobilizzo
totale del tal fondo azionario e lestinzione della tal
gestione patrimoniale, richiedendo al tempo stesso di
32

spostare tutto linvestimento in obbligazioni di stato, fondi


di liquidit, certificati di deposito e cosi via.
Le risposte che ricevettero furono che non ci si poteva
fidare di uno scritto di tal fattura (bestseller per tre anni
consecutivi) che i loro ufficio studi sostenevano che non ci
sarebbe stato alcun crollo, che il mercato aveva i
fondamentali sani per continuare a crescere. Sappiamo
tutti come andata invece a finire.
Quanti di voi sono riusciti in quel momento ad essere
realmente padroni del loro denaro ? Veramente pochi, la
maggior parte ha perduto dal 30 al 50 per cento in meno
di un anno. Questo dimostra ancora una volta la mia tesi
che rende litaliano medio succube delle dicerie e
congetture che riceve allo sportello o dal suo promotore.
Scordatevi infine lidea che queste persone abbiano
chiss quale preparazione o cognizione sul reale stato
delleconomia in quanto la maggior parte del loro tempo
impiegato nella promozione ovvero nel cercare nuova
clientela e nel seguire quella gi acquisita. Ricordate
sempre che se fossero realmente consapevoli delle loro
capacit ed autorevolezza di analisi non dedicherebbero
un solo giorno a questo mestiere ma si specializzerebbero
per diventare consulenti finanziari indipendenti.
In questi anni ho conosciuto molti casi di promotori che
hanno abbandonato la cosiddetta professione e si sono
buttati nel mondo della consulenza indipendente. Questa
strada tuttavia non per tutti in quanto presuppone un
sostanziale cambiamento di vita ovvero da pseudo
dipendenti imbonitori attaccati al capezzolo di mamma
banca dovete trasformarvi in imprenditori di voi stessi,
33

sapendo che il vostro futuro tenore reddituale sar, oltre


che aleatorio, anche strettamente correlato ai risultati che
farete ottenere a chi richieder le vostre analisi.
Fee only planner: la consulenza indipendente
Il consulente finanziario indipendente (conosciuto nei
paesi anglosassoni con il termine di fee only planner
letteralmente consulente a parcella) rappresenta quel tipo
di professionista che ottiene la remunerazione al suo
operato esclusivamente dal cliente, essendo privo di
qualsiasi conflitto di interesse. Il fee only planner infatti
non percepisce provvigioni e/o commissioni di alcun
genere da banche, SIM o SGR in quanto completamente
svincolato dalla vendita di prodotti finanziari o
parabancari ed eroga un servizio di consulenza puro al
cliente, che continuer ad operare con il proprio appoggio
bancario di fiducia.
Mentre nei paesi anglosassoni un operatore presente
sul mercato da diversi decenni e quindi la sua
professionalit riconosciuta
dal mercato dei
risparmiatori e investitori, in Europa ed in particolare in
Italia questa figura ha iniziato ad essere presente solo
negli ultimi anni.
Dal punto di vista formale si pu parlare di consulenza
finanziaria indipendente qualora sussistano le seguenti
circostanze: remunerazione del servizio svolto a parcella,
assenza di provvigioni sulle operazioni ed infine nessun
legame con alcun intermediario (quindi assenza totale di
vincoli circa gli investimenti da consigliare).
34

Risulta piuttosto evidente pertanto come il fee only


planner si trovi in una posizione neutrale nei confronti
della sua clientela rispetto invece alla figura del
promotore finanziario il quale come abbiamo visto si
preoccupa pi di illustrare in generale le caratteristiche
del prodotto, che di consigliare talune precise operazioni,
avendo un interesse economico personale sugli
investimenti promossi.

Alla fine di ogni capitolo ci deve essere una tabellina che


dice COSA RICORDARE

35

Capitolo 2
IMPARARE AD AUTOGESTIRSI

Adesso che avete compreso come funziona il mondo del


risparmio gestito ed a quali leggi si prostituisce arrivato
il momento di imparare che cosa sono e come funzionano i
principali strumenti e prodotti di investimento che trovate
disponibili sul mercato o che vi possono essere proposti
allo sportello al fine di saperli sceglierli e riconoscerli
come validi per il raggiungimento dei vostri obiettivi di
rendita finanziaria.
Questo capitolo potrebbe sembrare scontato tuttavia
non immaginate nemmeno quante persone non abbiano
ancora ben presente la differenza sostanziale che esiste
tra unazione ed unobbligazione.
Negli ultimi dieci anni inoltre il panorama dei prodotti
finanziari ha subito un corposo arricchimento sia
nellofferta che nei mercati oggetto di investimento
diretto, pensiamo solamente alla possibilit attuale di
investire nel mercato delle materie prime con gli ETF o in
un paniere selezionato di titoli di stato ancorati
allinflazione. Pertanto iniziamo a passare in rassegna gli
strumenti tradizionali, partendo dei titoli azionari.
Che cosa sono le azioni ?
Le azioni di societ quotate in borsa sono titoli che
rappresentano la personale quota di propriet di
unazienda: infatti quando decidiamo di acquistare un
36

pacchetto di azioni in quel momento comperiamo una


piccolissima fetta di azienda. Pertanto gi da questo
sintetico incipit possiamo comprendere come investire in
azioni significa investire in un attivit imprenditoriale,
esponendoci pertanto a tutti i rischi a cui pu andare
incontro ogni imprenditore.

Linvestimento in azioni un investimento diretto per


antonomasia, soggetto ad elevata volatilit causa le attese
di profitto che sar in grado di fare lazienda su cui si
deciso di puntare (o in alcuni casi letteralmente di
scommettere).
Gi qui possiamo comprendere la difficolt: per
investire direttamente in azioni devo in primis avere un
quadro sui dati fondamentali dellazienda (fatturato,
debiti consolidati, concorrenza e cosi via), dopo devo
conoscere la strategia che intende percorrere per
aumentare la propria redditivit (apertura di nuovi punti
vendita, acquisizioni di concorrenti, penetrazione su
nuove aree geografiche) ed infine devo essere a conoscenza
(o presumere di ipotizzarlo) in che fase di mercato mi
trovo: trend rialzista o ribassista.
Immaginate infatti di acquistare le azioni di una
societ patrimonialmente molto solida e con fatturati in
ascesa, tuttavia se il mercato azionario in cui quotata ha
la potenzialit di scendere state pur certi che anche il
vostro titolo azionario far lo stesso. Per farvi un esempio
pi pratico, immaginate di acquistare azioni ENI a 16
37

euro con lindice italiano FTSE MIB a 22.000 punti,


qualora lindice scendesse a 20.000 punti (quindi una
perdita del meno dieci per cento) sarebbe molto plausibile
aspettarsi una perdita similare anche per il titolo ENI
(torneremo ad approfondire i problemi di correlazione con
gli indici azionari nel terzo capitolo).
Nellimmaginario collettivo risaputo che lacquisto e
la successiva vendita di un titolo azionario pu generare
una profitto chiamato plusvalenza dato dalla differenza
di prezzo dellazione tra lepoca dellacquisto e quella della
vendita. Su questa constatazione tuttavia necessario
distinguere tra due diversi approcci operativi: il
cassettismo (buy & hold) ed il mordi e fuggi (hit & run)
che affronteremo entrambi in dettaglio nel terzo capitolo,
il primo decisamente un approccio casalingo e speranzoso,
mentre il secondo molto tecnico e volto a cavalcare le
notizie positive ed il trend di un determinato titolo o
settore azionario.
Tuttavia linvestimento o la compravendita di azioni
possono anche produrre dei rendimenti periodici nel
tempo sfruttando il flusso finanziario derivante
dallincasso dei dividendi. Il dividendo la parte di utile
che viene distribuito da una societ ai suoi azionisti in
ununica soluzione annuale o in due soluzioni semestrali.
Hanno diritto alla riscossione del dividendo tutti gli
azionisti che possiedono il relativo titolo azionario il
giorno prima della data di stacco del dividendo, data che
solitamente differisce da quella di effettiva pagamento.
Il dividendo viene distribuito in maniera proporzionale al
numero di azioni possedute, in quanto ad ogni azione
38

viene assegnato un importo prefissato per ogni azione


posseduta dall'azionista.
Per il piccolo investitore che decide di detenere azioni
con lo scopo di incassare i dividendi nel tempo
opportuno conoscere che cosa accade al titolo che ha in
portafoglio il giorno che stacca dividendo. Infatti il prezzo
della quotazione rispetto allultima chiusura si contrae di
un importo pari al dividendo staccato.
Facciamo un esempio per comprendere questo
comportamento di mercato. Supponiamo di acquistare il
giorno prima dello stacco dividendi il titolo azionario
ENEL al prezzo di euro 5.00. Sapendo che il dividendo
erogato sar di euro 0.40, avremo come conseguenza che
il giorno dello stacco del dividendo la quotazione del titolo
si assester ad euro 4.60. Quanto sopra piuttosto
intuibile da comprendere infatti chi acquista il titolo
ENEL il giorno prima dello stacco acquisisce il diritto di
incassare il giorno successivo il dividendo dichiarato,
mentre chi lo compra il giorno dopo sconta dallultima
quotazione il controvalore del dividendo appunto, visto
che questultimo gi stato assegnato ad un terzo. Potete
rendervi conto di questo fenomeno semplicemente
osservando il grafico di borsa sottostante relativo allo
stacco dividendi di Giugno 2009.

39

I titoli azionari non sono tutti uguali, gli operatori


istituzionali sono soliti distinguere tra titoli ad alta e
bassa capitalizzazione, facendo riferimento con questo
termine al numero di azioni scambiate e presenti su un
determinato mercato borsistico, nella fattispecie si parla
di blue chips e di titoli sottili.
Alcuni esempi di blue chips italiane sono i titoli Fiat,
Telecom, Enel, Unicredito, Finmeccanica e cosi via:
sostanzialmente sono i quaranta titoli che compongono
lindice italiano FTSE MIB. Lorigine del termine blue
chip legata al gioco dazzardo, in cui la blue chip la
fiche con il valore pi alto. Sono invece chiamati titoli
sottili le azioni di societ quotate che hanno un fIottante
molto esiguo, quando con il termine flottante si
identificano il numero di azioni presenti sul mercato. Ora
considerate che per essere ammessa alla quotazione una
societ deve emettere in circolazione un numero di azioni
minimo pari al 25% del capitale, tale requisito deve poi
essere mantenuto dopo la quotazione.

40

I titoli sottili essendo soggetti a pochi scambi con bassi


volumi sono caratterizzati da unelevata volatilit, questo
significa che piuttosto comune notare sedute di
negoziazione con significative performance negative o
positive (-7 % oppure + 5%): questa considerazione vi deve
suggerire di allocare una parte molto contenuta del vostro
portafoglio in un titolo sottile per minimizzare il pi
possibile il rischio di mercato. Le blue chips invece
tendono ad avere allinterno di una singola seduta di
negoziazione la usuale volatilit tipica dei mercati
azionari, potete fare voi stessi un raffronto dal ticker di
borsa postato qui sotto.
Ticker di borsa con blue ckhip ed alcuni sottili

La domanda che mi viene spesso posta ad un seminario o


ad una conferenza : ma su cosa mi devo basare per
comprare unazione ? Le analisi cardine sono quella
fondamentale e quella tecnica: la prima valuta la societ
quotata in base alla sua redditivit e la seconda esprime
un giudizio sul trend che caratterizza i prezzi di un
determinato periodo di tempo (tratteremo questa parte
nel quarto capitolo).
Stando allanalisi fondamentale, uno degli indicatori
pi utilizzati per valutare la convenienza di un acquisto di
titoli azionari il rapporto P/E (price on earnings).
Con questo quoziente viene calcolato il numero delle
volte in cui il dividendo erogato sta dentro il prezzo di
mercato: per fare un esempio, un valore pari a 13-15
41

ritenuto normale (il prezzo dellazione pari a 15 volte il


dividendo erogato). Se il P/E superiore a 20 e oltre,
questo indica di norma un titolo sopravvalutato, mentre
valori attorno a 8-9 sono ricercati dagli analisti, perch
indicano titoli ancora sottovalutati dal mercato, che
potrebbero avere una ottime possibilit d crescita.
Nellesempio che abbiamo citato prima con il titolo Enel
che quota euro 5.00 ed eroga un dividendo di euro 0.40
abbiamo un rapporto P/E di 12,5 volte.
Da un altro punto di vista il P/E esprime anche il
tempo necessario perch i dividendi erogati ripaghino il
prezzo dell'azione; dopo tale periodo anche una vendita al
di sotto del prezzo iniziale (ad esempio se il titolo in
forte calo) conveniente poich gi dagli utili l'azionista
ha realizzato il suo profitto. Se il P/E 15, servono 15
anni di utili perch la societ ripaghi il prezzo versato con
gli utili, nell'ipotesi che vi sia sempre un utile all'anno.
Torneremo tuttavia nel terzo capitolo ad approfondire
come gestire un titolo in portafoglio e nel quarto capitolo
come evitare i classici errori che si commettono durante
una compravendita azionaria. Termino questo paragrafo
dandovi questo bagliore di luce per chi non ne fosse a
conoscenza ovvero che possibile guadagnare anche
investendo in azioni sapendo che il loro prezzo nelle
sedute successive sar caratterizzato da un trend
ribassista e quindi sfruttando la discesa dei mercati,
anzich subirla passivamente. Abbiate pazienza che nel
terzo capitolo la vostra curiosit sar sedata.
Investire in obbligazioni
42

Le aziende e gli enti pubblici che necessitano di fondi per


finanziare le proprie attivit possono chiedere
finanziamenti
presso istituti di credito ma anche
rivolgersi al mercato dei risparmiatori emettendo
obbligazioni.
Pertanto unobbligazione rappresenta una singola
frazione del prestito contratto da unazienda direttamente
con il mercato. Allemissione, lazienda debitrice definisce
il tasso al quale il prestito regolato, la periodicit del
pagamento degli interessi e la data di scadenza e
rimborso del prestito.
Sottoscrivendo obbligazioni il risparmiatore diventa
creditore della societ che le ha emesse e acquista il
diritto alla restituzione del capitale prestato, nel termine
e alle condizioni stabilite dallemittente.
Con cadenza periodica (trimestrale, semestrale o
annuale) viene previsto il pagamento degli interessi,
calcolati in base ad un tasso fisso oppure variabile. Il
tasso di interesse di solito tanto pi alto quanto pi
lunga la durata delle obbligazioni e tanto pi rischiosa
lentit del prestito.
I pagamenti periodici degli interessi si definiscono
cedole ed il servizio di incasso delle cedole solitamente
viene fornito dalla propria banca o dalla SIM attraverso il
proprio dossier titoli.
Esistono tuttavia anche obbligazioni senza cedola
tecnicamente definite Zero Coupon, in questo caso il
rendimento sar dato dalla differenza tra la somma
rimborsata alla scadenza ed il prezzo pagato allatto della
43

sottoscrizione del titolo. Facciamo qualche esempio:


supponiamo di sottoscrivere una obbligazione del Tesoro
Italiano chiamata CTZ (Certificato del Tesoro Zero
Coupon) in fase di emissione al prezzo di 94 in data 15
Marzo 2009, sapendo che mi verr rimborsato dopo 24
mesi al prezzo di 100. In questo caso quindi se volessi
investire 10.000 euro in CTZ verser 9.400 euro in fase di
sottoscrizione, mentre dopo due anni me ne verranno
restituiti 10.000 euro con un profitto lordo di capital gain
di 600 euro (a cui deve essere sottratta limposta di 12,5 %
pari a 75 euro).
Se volessi calcolare il rendimento effettivo ottenuto
dallinvestimento sufficiente rapportare la plusvalenza
realizzata (al netto delle imposte) al capitale
effettivamente investito per cui 525/9.400*100 = 5.50 %.
Questo tipo di conteggio tuttavia non contempla gli
oneri di negoziazione ovvero i costi di acquisto e rivendita
che vi addebita la vostra banca, i quali come vedremo nel
quarto capitolo in alcuni casi possono ridimensionare
notevolmente il rendimento finale a causa della loro
esosit. Tanto per darvi un anticipazione sappiate che
acquistare un obbligazione o un titolo di stato online con i
migliori servizi di banking e trading online italiani costa
appena 15 euro.
Le obbligazioni generalmente rappresentano un
investimento
abbastanza
sicuro
per
il
piccolo
risparmiatore, perch il valore di rimborso a scadenza
predeterminato al momento dellacquisto e non
dipendente dalle fluttuazioni del mercato. Si tratta,

44

pertanto, di un investimento a basso rischio e basso


rendimento.
Tuttavia le obbligazioni, come ogni investimento, non
sono completamente esenti da rischi e quindi
presuppongono un approccio prudente e consapevole in
quanto il cosi detto emittente (il soggetto che emette il
prestito) potrebbe non essere in rado di rimborsare il
prestito alla scadenza. A tal proposito sufficiente
menzionare lepisodio di cronaca finanziaria legato alle
tanto denigrate obbligazioni argentine i cui sottoscrittori
subirono sulla propria pelle la proclamazione di default
del debito pubblico da parte dello stato argentino (detto in
parole semplici lArgentina decise di non onorare i prestiti
che aveva contratto con il mercato). La storia ha poi
dimostrato che le obbligazioni in prima battuta venivano
offerte dallo stato argentino alle grandi banche daffari ed
ai fondi di investimento. Quando hanno iniziato ad
emergere i primi sintomi di irrequietezza finanziaria a
seguito degli interventi forzati del Fondo Monetario, le
banche, tra cui anche quelle italiane, hanno capito che
dovevano liberarsi di questi titoli che iniziavano a
scottare. A quel punto venivano offerti a pensionati,
casalinghe e tutti coloro i quali avessero disponibilit
liquide sostanziose: nello specifico i risparmiatori
credevano di comprare le obbligazioni al mercato invece
ricevevano quelle che avevano nei bilanci i gruppi bancari
desiderosi di liberarsi quanto prima di un titolo
obbligazionario destinato a prendere un bagno di sangue
(cos si dice in gergo finanziario di un investimento che
destinato a subire consistenti perdite).
45

Quanto accaduto con le obbligazioni argentine deve


spingere il piccolo investitore a dedicare molta attenzione
sulla scelta del titolo obbligazionario, approfondendo con
rigoroso acume sulla solidit dellemittente.
Allo scopo di rendere visibile il livello di rischio ai
potenziali investitori, le obbligazioni sono sottoposte a
rating, ovvero a una misurazione del rischio valutata
dalle tre grandi agenzie di rating internazionale, Moodys,
Fitch e Standard & Poors, di cui tratteremo pi avanti.
Il rating espresso con giudizi decrescenti in
riferimento allaffidabilit dellemittente, da AAA a C o
anche D, potete vedere voi stessi il rating rilasciato dalle
suddette agenzie ad una obbligazione molto peculiare, il
titolo di stato italiano a 3 mesi, il BOT.
INSERIRE RATING TRIPLICE DI U BOT PRESO DA
SCGEDA BOT
In buona sostanza le scale di giudizio di queste agenzie di
rating accertano la capacit di ripagare i debiti da parte
degli emittenti. Ad esempio, la tripla A indica il massimo
grado di tutela in fatto di sicurezza, mentre il non
investment grade significa che il rischio di possibile
insolvenza piuttosto elevato. A parit di tutte le altre
condizioni, i bond high yield hanno un rendimento
superiore, perch implicano un rischio maggiore.
Aspetto non secondario rispetto alla solidit
dellemittente e la tipologia di tasso a cui verranno
corrisposte le cedole ovvero un tasso variabile oppure
fisso. Facciamo subito questa premessa, se sottoscrivete
46

una emissione obbligazionaria a cinque o dieci anni non


detto che la manterrete in portafoglio per tutta la sua
durata sino alla data del rimborso, infatti potrebbero
emergere circostanze personali che vi obbligano allo
smobilizzo anticipato: in questa eventualit il prezzo di
mercato della vostra obbligazione molto correlato al tipo
di tasso che la caratterizza. Infatti nel caso fosse un tasso
fisso e dalla data della sottoscrizione il livello dei tassi di
interesse
fosse
salito,
il
prezzo
di
mercato
dellobbligazione sarebbe abbondantemente inferiore
rispetto al valore nominale. Viceversa il contrario.
Per questo motivo preferibile non allocare tutto il
portafoglio in uno o due tagli obbligazionari, ma preferire
la diversificazione che potrebbe garantire un fondo di
investimento obbligazionario, il quale mira ad equilibrare
sia in solidit che in redditivit il patrimonio del fondo a
fronte di cambiamenti del livello dei tassi e della
diversificazione settoriale e geografica dei titoli da
detenere.
Diversificare il rischio con i fondi
I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari
(nello
specifico
vengono
definiti
Organismi
di
Investimento Collettivo del Risparmio, indicati con
lacronimo letterale OICR) che raccolgono il denaro di una
molteplicit di risparmiatori: la massa di risparmio
raccolta (definita patrimonio del fondo) viene affidata per
la sua gestione ad una societ di gestione del risparmio
(SGR) la quale si occupa di effettuare concretamente le
47

operazioni di investimento in base alla tipologia di


investimento che caratterizza il fondo stesso.
Investire in un fondo comune di investimento pertanto
significa conferire i propri capitali allinterno di un grande
contenitore, i quali verranno utilizzati per lattivit di
compravendita di azioni, obbligazioni, valute e cosi via.
Lattivit di compravendita ovvero la gestione del
patrimonio del fondo spetta ad una SGR, societ di
gestione del risparmio, la quale separata ed autonoma
dal fondo stesso. Gli strumenti finanziari, i prodotti
finanziari e le disponibilit liquide che fanno parte del
fondo sono custoditi da una banca depositaria che vigila
sull'effettiva esistenza di tali valori ed accerta la
legittimit e la correttezza delle operazioni di emissione e
rimborso delle quote del fondo, il calcolo del loro valore e
la destinazione dei proventi dei fondi.
La banca depositaria esegue le istruzioni di
compravendita della SGR se queste non sono contrarie
alla legge, al regolamento e alle prescrizioni degli organi
di vigilanza. Il suo compito quindi di controllo e di
amministrazione. Il collocamento delle quote di
partecipazione al fondo pu essere effettuato, oltre che
dalla SGR, dagli sportelli delle banche e dai promotori
finanziari.
Ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote
del patrimonio del fondo (la quota la frazione di
patrimonio unitaria del fondo di investimento ed ha un
valore che cambia nel tempo in relazione all'andamento
dei titoli nei quali il fondo investe).

48

Indipendentemente dalla tipologia del fondo, tutti i


partecipanti hanno gli stessi diritti: i guadagni o le
perdite, dal momento che il fondo non garantisce un
rendimento certo (a meno di alcune tipologie particolari di
prodotti), sono in proporzione a quanto investito, o meglio,
in proporzione al numero di quote in possesso.
Assogestioni (ovvero l'associazione di categoria delle
societ di gestione del risparmio in Italia) ha elaborato
una classificazione dei fondi comuni di investimento con
lobiettivo di rendere trasparenti le caratteristiche
principali ed i principali fattori di rischio: a tal proposito
sono state identificate cinque macro categorie a seconda
della percentuale di detenzione di azioni minima e
massima allinterno del patrimonio del fondo.
Tipologia

Minimo

Massimo

Liquidit

0%

0%

Obbligazionario

0%

20 %

Bilanciato

10 %

90 %

Azionario

70 %

100 %

Flessibile

0%

100 %

Quindi per fare un singolo esempio, se prendiamo un


fondo flessibile sappiamo che questultimo pu investire
sia tutta la totalit del patrimonio direttamente in azioni
oppure decidere per strumenti decisamente diversi
lasciando a zero la componente azionaria. Ricordiamo
inoltre che ogni fondo non mai investito al 100 % in
quanto una percentuale del fondo viene lasciata liquida
per far fronte alle richieste quotidiane di smobilizzo.
49

Investendo attraverso i fondi comuni necessario avere


dimestichezza con termini tecnici come il NAV, acronimo
di Net Asset Value, il quale rappresenta il valore della
singola quota di ogni fondo e viene calcolato dalla
divisione del valore dell'intero patrimonio del fondo per il
numero delle quote in circolazione nel giorno di
valorizzazione. Il NAV viene pubblicato nelle principali
testate giornalistiche a tiratura nazionale, e di norma il
valore pubblicato si riferisce ai due giorni precedenti la
data della pubblicazione.
I fondi comuni di investimento nascono con lobiettivo
di consentire un elevato livello di diversificazione con
importi solitamente contenuti e, comunque, sempre
inferiori a quelli che sarebbero necessari al singolo
investitore per realizzare in proprio un simile livello di
diversificazione
Diversificare il proprio portafoglio o il capitale investito
(di questo parleremo con approfondimento nel terzo
capitolo) la necessit principale che dovrebbe avere un
piccolo risparmiatore per ridurre il proprio rischio ed
incrementare allo stesso tempo le probabilit di
raggiungere i propri obiettivi di rendimento.
Da questo punto di vista i fondi di investimento,
consentono
di ottenere un elevato livello di
diversificazione a pi livelli: immaginate a tal ragione di
investire sul mercato obbligazionario un importo di
100.000 euro in 20 tranche di 5.000 euro spalmati in titoli
di stato di vari paesi, piuttosto che investire lo stesso
importo su un unico taglio obbligazionario di un paese che
offre un rendimento allettante. Questo quanto accaduto
50

con il default argentino: il rimprovero che faccio a chi si


trovato vittima di questo scandalo (pur evincendo la
complicit del sistema bancario) di aver conferito la
quasi totalit del proprio patrimonio in un'unica
obbligazione, mentre si sarebbe dovuto allocare non pi
del 10/15 % della massa totale esponendosi con un solo
emittente.
Nel primo capitolo abbiamo gi affrontato la penosa
questione delle commissioni di gestione e del peso che
hanno sul rendimento finale: anche qui il consiglio che mi
sento di darvi quello di imparare a selezionare il gestore
del fondo e a non fidarvi del primo che capita. Nel quinto
capitolo scopriremo alcuni strumenti che ci possono
aiutare in queste scelte.
Termino questo paragrafo ricordando che per quanto
riguarda i fondi azionari, il loro rendimento
direttamente correlato allandamento dei mercati di
riferimento, per cui se investo su un fondo azionario
specializzato nellacquisto di azioni quotate sulle borse in
Europa e le previsioni per gli indici azionari europei sono
di flessione o di accentuata discesa, la quotazione del
nostro fondo non far altro che scendere, in quanto i fondi
comuni di investimento sono strumenti unidirezionali.
Per quanto riguarda invece i fondi obbligazionari sar
opportuno avere bene in mente le ipotesi di scenario
atteso per i tassi di interesse, infatti la quotazione di
unobbligazione a tasso fisso tende a deprezzarsi di circa il
10 % qualora i tassi di interesse subiscono un incremento
di un punto percentuale, e viceversa in caso contrario.

51

SICAV: ma cosa sono ?


Anche questo un acronimo che significa societ
d'investimento a capitale variabile, le quali hanno per
oggetto sociale linvestimento collettivo delle risorse
finanziarie raccolte presso il pubblico attraverso
lemissione di proprie azioni. La gestione del patrimonio
sociale affidata ad un consiglio di amministrazione.
Le SICAV si differenziano dai fondi comuni
dinvestimento principalmente per il fatto che il
sottoscrittore non acquista quote di partecipazione, ma
azioni della societ, con la possibilit di esercitare il
diritto di voto. I partecipanti di una Sicav hanno poteri
pi ampi rispetto ai partecipanti di un fondo comune
dinvestimento, visto il loro status societario e pertanto
possono incidere sulle politiche dinvestimento attraverso
lesercizio del diritto di voto.
Il capitale sociale delle SICAV varia quindi in ragione
delle richieste di sottoscrizione e/o rimborso, ma anche per
effetto delle plusvalenze e minusvalenze realizzate
durante la gestione. Le SICAV non dispongono di un
capitale nominale, in quanto il capitale della societ
rappresentato sempre dal patrimonio netto, il quale
costantemente variabile. Le azioni che vengono emesse
sono perci prive di valore nominale ed il loro valore
determinato in ogni momento dal rapporto tra il valore
netto delle attivit detenute in portafoglio ed il numero
delle azioni in circolazione.
Unaltra caratteristica molto attraente di questi
strumenti di investimento che li fanno scegliere
52

allinterno di una gestione patrimoniale o di un fondo di


fondi la possibilit di creare pi cassetti con tipologie di
investimento dedicate (tecnicamente si chiamano
comparti) per ognuno dei quali pu essere emessa una
particolare categoria di azioni. In questo caso, ciascun
comparto costituisce un patrimonio autonomo, distinto a
tutti gli effetti da quello degli altri comparti ed una volta
aderito ad un comparto si ha la possibilit di trasferire il
proprio investimento convertendo le azioni di un comparto
in quelle di un altro.
Solitamente i singoli comparti si comportano come se
fossero dei fondi di investimento ad elevata
specializzazione: si pu infatti spaziare da una specifica
area geografiche su cui investire ad uno specifico settore,
come il settore farmaceutico o minerario.
Le anomalie fiscali dei fondi di investimento
I fondi comuni d'investimento italiani hanno una
tassazione diversa da quelli di diritto estero, in quanto le
tasse vengono pagate direttamente dal fondo e non
vengono calcolate sull'effettivo guadagno realizzato dal
sottoscrittore.
Pochi sottoscrittori di fondi sanno infatti che pagano,
indirettamente le tasse anche su guadagni mai realizzati,
o perfino a seguito di perdite. Cerchiamo di spiegarlo con
un esempio. Immaginiamo che un fondo comune abbia 100
milioni di euro di patrimonio. Se il patrimonio del fondo a
seguito dellattivit di gestione realizza un incremento
annuo di euro 10.000.000 allora il fondo dovr pagare
53

euro 1.250.000 di imposta sotto forma di capital gain (12,5


%), portando il controvalore del patrimonio del fondo in
euro 108.750.000.
Attenzione: non abbiamo detto che il fondo ha
realizzato un profitto di euro 10.000.000, ma solo che ha
realizzato un incremento di valore: questo possibile in
quanto i titoli che deteneva hanno subito una aumento
generalizzato del 10 per cento delle loro quotazioni, per
cui se il patrimonio del fondo venisse liquidato
interamente, esso ammonterebbe ad euro 110.000.000, ai
quali poi dovrebbe essere sottratta limposta del 12,5 %.
Supponiamo adesso che lanno successivo la
performance realizzata sia di una diminuzione di valore
di euro 15.000.000 a seguito di una contrazione
generalizzata del prezzo delle azioni che si detengono in
portafoglio, a questo punto il patrimonio del fondo
ammonter ad euro 95.000.000, suddivisi in euro
93.750.000 (= 108.750.000 - 15.000.000) in qualit di
controvalore titoli ed euro 1.250.000 in qualit di
risparmio di imposta (il termine che trovate riportato
nel resoconto del fondo).
Pertanto una parte del fondo costituita di un bene
intangibile, il possibile futuro risparmio fiscale. Infatti
per meglio comprendere questa anomalia ritornando al
caso che abbiamo formulato, il nostro fondo da 100 milioni
andato a 110 (guadagno potenziale ma non effettivo, sul
quale
ha
tuttavia
pagato
imposte
reali),
e
successivamente ridisceso appena sopra 93 milioni, di
conseguenza limposta pagata lanno prima per un profitto
potenziale, ma non effettivo, deve essere rimborsata. Il
54

rimborso si manifesta sotto forma di credito per successivi


aumenti di valore. Infatti se il controvalore del patrimonio
del fondo risale nel successivo anno a 100 milioni,
limposta sotto forma di capital gain che dovr essere
riconosciuta verr compensata con il credito di imposta
precedente.
La presenza di crediti di imposta nelle pance dei fondi
unita allesigenza di mantenere liquida una parte del
patrimonio del fondo per far fronte alle richieste di
rimborso quotidiano ci forniscono una chiave di lettura sul
perch i gestori dei fondi mediamente hanno molte
difficolt a replicare le performance di un mercato preso a
riferimento. Infatti anche qualora il gestore fosse in grado
di replicare perfettamente la performance del benchmark
e potendo escludere il peso delle commissioni di gestione,
il gestore del fondo non investe mai il 100 % del
patrimonio dello stesso e questo lo porterebbe ad ottenere
una performance sempre meno efficiente.
Il consiglio operativo che mi sento di darvi sempre
quello di verificare preventivamente la composizione e la
consistenza del patrimonio del fondo in modo da ricevere
dalla societ di gestione una prima fotografia sulle
anomalie che abbiamo trattato sinora. Quanto sopra
possibile desumerlo dal documento di sintesi oppure da
una relazione trimestrale sullandamento del fondo,
richiedibile alla vostra banca o al vostro promotore.
Il piccolo risparmiatore solitamente non al corrente
di quanto stato analizzato sopra visto che il valore delle
quote dei fondi pubblicate sui quotidiani al netto di tutte
le spese e delle imposte che, per le persone fisiche, sono a
55

titolo definitivo. Questo significa che il risparmiatore che


disinvestendo ricava profitto non deve adempiere ad alcun
obbligo fiscale, in quanto il fondo ha gi provveduto a
versare anticipatamente limposta dovuta. A mio modo di
vedere, tuttavia, dovrebbe essere abbandonata la scelta di
tassare i guadagni in conto capitale, se soltanto se
effettivamente realizzati e non come avviene oggi se solo
maturati. Con lattuale impostazione lunico soggetto a
guadagnarci subito lamministrazione fiscale italiana,
che penalizza cosi facendo i risultati di gestione dei fondi
stessi a causa di fenomeni distorsivi legati alla gestione
dei crediti dimposta.
Exchange Traded Fund: cosa sono ?
Innanzitutto cominciamo con il dire che il termine ETF
lacronimo di Exchange Traded Fund, un termine con il
quale si identifica una particolare tipologia di fondo
dinvestimento con due principali caratteristiche:
negoziato in Borsa come un comune titolo azionario ed
assicura gli stessi rendimenti del benchmark di
riferimento.
Gli ETF sono caratterizzati dalla capacit di replicare
in maniera puntuale lindice od il paniere dei titoli a cui
fanno riferimento, inoltre permettono di operare su di
unampia scelta di strumenti, azionari ed obbligazionari
riferiti a diverse aree geografiche. In pratica lETF
consente, in maniera immediata, di prendere posizione su
un indice azionario, su un indice obbligazionario o su un

56

basket di materie prime, attraverso ununica operazione


di compravendita.
Questo strumento si presta bene anche allutilizzo da
parte del piccolo risparmiatore, visto che il lotto minimo
di negoziazione pari a una singola quota di ETF e per il
fatto che i costi di negoziazione sono indicativamente gli
stessi previsti per le azioni, quindi se utilizzate una
piattaforma di banking o trading online ve la cavata con
appena dieci euro ad operazione.
A differenza di un fondo comune di investimento, l'ETF
in grado di offrire un alto livello di trasparenza e di
flessibilit,
in quanto permette
di monitorare
costantemente l'andamento del proprio investimento visto
che la sua quotazione conoscibile in tempo reale. Nel
caso di un fondo comune di investimento invece la
valorizzazione delle quote avviene soltanto a fine seduta
di borsa e la sua comunicazione agli organi di stampa
avviene solitamente nei due giorni lavorativi successivi.
Per questo la possibilit di poter operare in modo
diretto sul mercato attraverso gli ETF consente di ridurre
al minimo i tempi morti intercorrenti tra la decisione di
investimento e smobilizzo, evitando cos di perdere
interessanti opportunit di profitto, per mancanza di
timing.
Parliamo adesso del profilo commissionale che
caratterizza gli ETF: la quasi la totalit dei fondi comuni
d'investimento italiani si caratterizza per uno stile di
gestione attivo che s contrappone a quello passivo di un
ETF. Questultimo infatti si limita a replicare
l'andamento dell'indice di mercato sottostante mentre un
57

fondo comune deve farsi carico di oneri di ricerca e di


analisi nel tentativo di offrire ai propri sottoscrittori un
rendimento aggiuntivo rispetto al benchmark.
L'assenza del gestore nella scelta dei titoli che
compongono il paniere di riferimento, rende lETF uno
strumento particolarmente conveniente dal lato dei costi
di gestione in quanto non sono previste commissioni
d'ingresso, d'uscita o di performance e le commissioni di
gestione annue sono significativamente molto contenute,
a riguardo osservate lesempio riportato qui sotto
Esempio commissioni etf fondo
Pertanto gli ETF offrono, rispetto ad un fondo comune
di investimento, un maggior livello di trasparenza ed
efficienza, in termini di costi di gestione, offrendo
all'investitore niente di pi che la replica di rendimento di
un determinato mercato finanziario o paniere di titoli.
A tal riguardo ritengo comunque opportuno
soffermarmi ad illustrare con maggiore approfondimento
questa capacit che hanno gli ETF di replicare un
determinato rendimento. In particolare dobbiamo
suddividere gli ETF in due gruppi: i replication based e
gli swap based. I primi sostanzialmente replicano un
indice perch detengono fisicamente i titoli che
compongono nella stessa proporzione il benchmark.
I secondi invece investono in strumenti derivati (gli
swaps appunto) con cui due controparti (solitamente
banche) sono daccordo nello scambiarsi due determinati
flussi finanziari. In questo caso, senza voler entrare nel
58

tecnicismo di funzionamento di questi strumenti,


opportuno sapere che acquistando un ETF di tipo swap
based si acquista un algoritmo matematico e pertanto la
bont dellETF risulta strettamente legata alla solidit
patrimoniale dellemittente e le sue controparti: lesempio
qui sotto vi servir a comprendere meglio quanto sopra.
Supponiamo di investire nel seguente ETF Lyxor Euro
Cah (ISIN FR0010510800) il cui obiettivo di gestione
quello di replicare landamento dellindice EUROMTS
EONIA Investable TM, cos si desume leggendo il
prospetto completo del fondo: questultimo viene
classificato come monetario area euro. Sempre spulciando
sulle informazioni riguardanti il collocamento e la
gestione del fondo, scopriamo che lindice di riferimento di
questo ETF il EUROMTS EONIA Investable TM, il
quale viene calcolato a partire dallindice EONIA
(European Overnight Index Average) che il tasso di
riferimento quotidiano dei depositi interbancari non
garantiti da titoli effettuati di giorno in giorno nella zona
Euro (questo tasso calcolato dalla Banca Centrale
Europea). Il benchmark dellETF ovvero lindice
EUROMTS EONIA Investable TM calcolato in tempo
reale da EUROMTS con una formula matematica qui
sotto riportata che evito di commentare, rimandandovi al
prospetto del fondo per conoscere il nome delle variabili in
esso contenute. Sulla strategia di investimento inoltre
viene riportato quanto segue: il fondo far ricorso
allacquisto di un paniere di titoli della zona Euro e nel
limite del 10 % del proprio attivo ad un contratto di
scambio a termine (lo swap appunto) negoziato di volta in
59

volta in grado di trasformare lesposizione ai titoli che


sono nellattivo del fondo in unesposizione allindice
EUROMTS EONIA Investable TM.

Tuttavia nella parte riguardante i possibili rischi che


emergono significative preoccupazioni se consideriamo che
questo ETF viene fatto rientrare nella categoria dei fondi
monetari area Euro. Attraverso questo fondo, linvestitore
si espone infatti in primis al rischio di perdita parziale del
capitale investito, nello specifico viene menzionato il
rischio di perdita in conto capitale poich il rendimento
dellindice EUROMTS EONIA Investable TM pu essere
negativo in condizioni di mercato estreme. In secondo
luogo ci si espone anche al rischio di controparte
risultante dallutilizzo da parte del fondo di strumenti
finanziari a termine conclusi con un ente creditizio:
pertanto il fondo dunque esposto al rischio che il citato
ente creditizio non possa onorare i suoi impegni relativi a
tali strumenti.
Quanto fin qui rappresentato vi deve servire per
comprendere pienamente la differenza sostanziale tra un
fondo comune di investimento ed un ETF, questa
differenza infatti va al di l della semplice diversa
modalit di gestione, attiva nel primo caso e passiva nel
secondo. Per questa considerazione molte societ
emittenti di ETF hanno iniziato a proporre prodotti
60

replication based e non swap based per rispondere


allincessante richiesta di sicurezza e trasparenza da
parte degli investitori. Dopo tutto investendo in un ETF
come nel caso del Lyxor Euro Cash
ci si ritrova
indirettamente ad avere in portafoglio un algoritmo
matematico avendo lesigenza di investire nel mercato
monetario !
Si consiglia, per questo motivo, di prendere prima di
investire sempre visione del Prospetto Semplificato e del
Documento di Quotazione predisposto dalla societ
emittente visto che opportuno conoscere il meccanismo
di funzionamento che consente al gestore del fondo di
replicare un determinato mercato. Come abbiamo visto
questo reso possibile attraverso il ricorso a contratti
swap tra controparti e lutilizzo di strumenti finanziari
negoziati fuori dai mercati regolamentati. Considerate a
riguardo che i tre grandi emittenti al mondo di ETF,
rispettivamente Lyxor, X-Trackers e iShares, sono
ciascuno di derivazione ed appartenenza bancaria: Societe
Generale, Deutsche Bank e Barclays Bank.
Ritornando alla nostra dissertazione iniziale, gli ETF
possono trovare impiego all'interno delle gestioni di
singoli patrimoni, oltre che in strategie di asset allocation
e di bilanciamento di portafogli, rivelandosi anche un
ottimo strumento di diversificazione degli investimenti,
permettendo al tempo stesso di ridurre il rischio relativo.
L'investitore pu acquistarli anche per fare del trading
sfruttando cos il movimento dello stesso fondo durante
sedute particolarmente volatili. Ricordiamo inoltre che
molti ETF consentono di ottenere rendimenti speculari
61

rispetto al mercato di riferimento in quanto utilizzano


tutte le potenzialit della struttura swap based.
Per farvi comprendere anche questo passo prendiamo
in considerazione il seguente ETF DB X-Trackers S&P500
Inverse (ISIN: LU0322251520), il quale collegato in
maniera inversa alla performance dell'indice azionario
S&P 500, pertanto una variazione positiva di questo
indice azionario si rifletter in una speculare variazione
negativa del fondo e viceversa. Quindi se si ritiene che il
mercato azionario statunitense possa avere una
performance negativa del meno 15 % nei prossimi sei
mesi, pu essere profittevole investire su questo ETF in
quanto questultimo si apprezzer del 15 %.
Naturalmente se la vostra proiezione venisse disattesa
e pertanto lindice S&P500 anzich scendere salisse del
pi 20 %, allora il vostro ETF realizzerebbe una
performance negativa del meno 20 %.
Essendo questo tipo di ETF basato su una architettura
swap based possiamo anche qui individuare rischi simili
a quelli menzionati per il precedente ETF e nella
fattispecie se ci soffermiamo a leggere il prospetto
descrittivo dei rischi del fondo troveremmo questa
constatazione: al fine di realizzare lobiettivo di
investimento, il fondo investir principalmente in valori
mobiliari e far uso di tecniche relative a strumenti
derivati, come i contratti di swap su indici, negoziati a
condizioni di mercato con una controparte swap, il tutto
conformemente a quanto previsto nei limiti agli
investimenti.

62

Pertanto viste le loro caratteristiche di funzionamento,


gli ETF si prestano a varie modalit dimpiego: sia per
investimento a medio/lungo termine e sia per operazioni
di vendita allo scoperto (short selling) al fine di prendere
una posizione ribassista sullindice di riferimento. La
possibilit di diversificare facilmente il portafoglio, la
precisione con cui viene replicato un determinato mercato
uniti ai bassi costi di gestione fanno si gli ETF siano
anche utilizzati per la costruzione di un piano di
accumulo attraverso versamenti periodici di modeste
entit. Dal punto di vista operativo ricordiamo che per
effettuare unoperazione di compravendita di un
determinato ETF sufficiente impartire lordine
attraverso la propria banca, il proprio promotore oppure
utilizzando i canali alternativi quali le piattaforme di
trading e banking online, non prima di essersi accertati
sui costi di negoziazione del proprio intermediario: a
riguardo torneremo nello specifico nel terzo capitolo.
Ritengo doveroso infine verificare il grado di liquidit
che ha lETF sulla quale si deciso di investire, infatti
oltre al normale rischio di mercato legato allandamento
del sottostante, per gli ETF esiste la possibilit che
lemittente lo liquidi da un momento allaltro a suo
piacimento. Questa eventualt pu accadere quanto un
ETF poco liquido ovvero non riscuote linteresse del
mercato. Con la dicitura poco liquido si suole far
riferimento al numero di compratori e venditori che
caratterizzano il mercato dellETF per svariati livelli di
prezzo.

63

METTERE BOOK ETF 2 ESEMPII


E fare commento sulo spread tra domanda e offerta

A tal ragione guardate i due book di negoziazione di due


ETF completamente diversi: il primo riguarda il
Accade piuttosto di frequente infatti che ETF poco liquidi
vengano cancellati dal listino, dopo essere stati molto
propagandati sulla stampa di settore o attraverso banner
pubblicitari a seguito di uno scarso successo nelle
sottoscrizioni. Pertanto sulla base di queste ultime
considerazioni il mio consiglio operativo quello di
preferire ETF sempre molto liquidi ed evitare di
posizionarsi su quelli dai sottostanti esotici o di ultima
creazione, i quali potrebbero avere uno spread troppo
elevato tra domanda ed offerta in caso di smobilizzo
oppure essere soggetti a rischio di liquidazione da parte
dellemittente.
ETC: investire con le materie prime
Gli Exchange Traded Commodity (ETC) sono fondi di
investimento che hanno lo scopo di replicare un
investimento diretto in un paniere di materie prime o in
contratti futures su materie prime (in inglese commodity).
Landamento di questi fondi
pertanto legato
all'andamento
della
materia
prima
sottostante,
64

esattamente come la quotazione di un ETF legata al


valore dellindice a cui fanno riferimento.
Attraverso un ETC possibile accedere direttamente
al mercato delle commodities senza che voi ricorriate
direttamente ai contratti futures i quali presuppongono
svariate problematiche tecniche, come le scadenze,
leffetto leva ed il margine di garanzia, oltre ad una
approfondita conoscenza dei mercati di riferimento.
Un ulteriore vantaggio degli ETC dato dalla
possibilit di investire nel mercato delle materie prime
senza preoccuparsi degli oneri e responsabilit dello
stoccaggio delle stesse. Immaginate infatti di voler
investire sul barile di petrolio o un prezzo del grano, se
linvestimento fosse puramente materiale dovreste essere
dotati di una cisterna per il petrolio e di un silos per il
grano. Piuttosto impensabile per un piccolo risparmiatore.
Gli ETC hanno subito una sempre pi crescente
utilizzazione sia da parte di gestori di patrimoni e sia da
parte di piccoli investitori a seguito delle ventate
inflazionistiche che hanno colpito i principali mercati di
approvvigionamento mondiali riguardanti materie prime
tanto metallifere quanto alimentari.
Il crescente assorbimento di materie prime da parte
dei due nuovi players gloibali, la Cina e lIndia, ha
generato un fenomenale rally delle quotazioni di quasi
tutte le materie prime. La crisi finanziaria del 2008 che
ha minato la stabilit e solidit dei pi grandi gruppi
bancari del mondo ha spinto moltissimi investitori a
riversare le loro attenzione sul bene rifugio per eccellenza

65

ovvero loro. Tra gli ETC pi trattati infatti abbiamo


quelli auriferi e quelli petroliferi.
Per farvi un esempio il seguente ETF LYXOR
Commodites CRB (ISIN: FR0010270033) consente di
prendere posizione al rialzo su un gruppo diversificato di
ben 19 materie prime, suddivise in tre comparti
strategici, prodotti energetici, agricoli e metalliferi
(principalmente petrolio, alluminio, gas, rame, soia,
grano, oro, zucchero e cotone). A mio modo di vedere gli
ETC possono essere considerati strumenti di allocazione e
diversificazione dalle notevoli opportunit grazie alla non
stretta correlazione delle materie prime con i principali
mercati di investimento quali quello azionario,
obbligazionario e monetario.
Gli hedge fund: questi sconosciuti !
Con il termine hedge fund possiamo individuare qualsiasi
fondo che non sia un fondo d'investimento convenzionale,
in altri termini qualsiasi fondo che utilizzi una strategia o
una serie di strategie diverse dal semplice acquisto di
obbligazioni, valute estere, azioni e quote di altri fondi, il
cui scopo il raggiungimento di un rendimento assoluto e
non un rendimento ancorato ad un parametro di
riferimento (il famoso benchmark).
Gli hedge fund vengono indicati spesso come strumenti
di investimento alternativi o meglio ancora come fondi
speculativi, sempre in contrapposizione con le forme di
gestione dei risparmio di tipo tradizionale, regolate da

66

leggi e regolamenti specifici che ne limitano l'operativit e


il rischio.
Il termine inglese hedge significa copertura o
protezione e, in effetti, questi fondi nascono proprio con
l'intento di gestire il patrimonio eliminando in gran parte
il rischio di mercato. La filosofia di un hedge fund infatti
quella di ottenere risultati di gestione positivi
indipendentemente dall'andamento dei mercati finanziari
in cui operano. Questo risulta possibile in quanto la loro
operativit si caratterizza per il ricorso a tecniche e
strumenti di gestione avanzati, spesso non adottabili dai
fondi comuni per motivi regolamentari: per questo motivo
sono soggetti ad una normativa meno limitata in termini
di prudenza rispetto a quella che vincola gli altri
operatori finanziari.
Una tipica operazione effettuata dagli hedge funds la
vendita allo scoperto la quale consente di realizzare un
profitto qualora un determinato mercato o strumento
finanziario sia oggetto di un trend ribassista (spiegheremo
nel terzo capitolo questa tipologia operativa).
Un ulteriore caratteristica degli hedge fund la
struttura commissionale degli oneri di gestione i quali
solitamente prevedono solo una commissione di
performance al raggiungimento di target di performance
prefissati.
Stante il loro grado di rischio e la loro complessit
operativa sconsiglio vivamente di investire in questi
veicoli a meno di possedere un ingente patrimonio
milionario e una elevatissima propensione personale al
rischio.
67

Per finire se qualcuno desiderasse comprendere gli


effettivi rischi che questi fondi possono alimentare anche
per la stabilit e volatilit dello stesso mercato, vi invito a
leggere il libro Anche i nobel perdono di Nicholas
Dunbar che racconta e descrive del fallimento del pi
grande hedge fund del mondo nel 1998 (il Long Term
Capital Management pi conosciuto come il Fondo
LTCM).
Il certificati di deposito: un retaggio del passato
I certificati di deposito bancari sono titoli che vengono
rilasciati da un istituto di credito a fronte del deposito di
una somma di denaro, vincolato ad una scadenza
determinata. Sostanzialmente un prestito a tempo
determinato che voi fate ad una banca la quale provvede a
remunerarlo con tasso di interesse prestabilito in
anticipo. La prassi bancaria vuole che linvestitore
acquisti un certificato dal taglio fisso, ad esempio 50.000
euro, il quale matura a scadenze prefissate, trimestre,
semestre o anno, un montante di interessi, ancorati ad un
tasso variabile o fisso.
Lemissione di certificati di deposito con scadenze
comprese fra tre mesi e cinque anni, viene effettuata
sempre nel rispetto della normativa della Banca d'Italia
sugli obblighi di riserva. Questo significa che i certificati
di deposito godono della garanzia prevista dal Fondo
Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 103.000 euro
per investitore.

68

Dal punto di vista fiscale sono soggetti ad una ritenuta


a titolo di imposta del 27 %: questo aspetto ovverro una
eccessiva onerosit fiscale, unita alla progressiva
proliferazione di prodotti di investimento alternativo come
i conti di liquidit online ha lentamente portato a
trasformarli in strumenti di allocazione del risparmio
ormai obsoleti. Consideriamo infatti che sino a 20/25 anni
or sono erano uno dei prodotti pi distribuiti presso gli
sportelli bancari e propagandati dagli stessi direttori di
filiale che desideravano offrire una soluzione di
investimento semplice, redditizia e soprattutto priva di
rischio per la loro clientela. La trasformazione del
panorama bancario italiano ha portato ad abbandonarli
preferendone altri molto pi redditizi, per la banca e non
per voi, come ad esempio le index linked.
Polizze index linked e sai cosa non compri
Sono polizze assicurative che, a fronte di un versamento
iniziale, prevedono la restituzione di un capitale alla
scadenza prestabilita, con una rivalutazione minima
garantita. Vengono spinte a livello commerciale puntando
sulla frase ad effetto capitale protetto e rendimento
garantito. Tuttavia come vedremo tra poco non vi
certezza n per il capitale protetto e n per il rendimento
garantito.
Dal punto di vista tecnico la compagnia assicuratrice
(che solitamente posseduta da un gruppo bancario)
ottiene questo prodotto unendo due strumenti finanziari:
un'obbligazione ed un contratto derivato (come lopzione
69

su un indice azionario): nello specifico pertanto viene


venduto al cliente un contenitore di strumenti
finanziari.
L'obbligazione provvede a generare un montante di
interesse a scadenze prestabilite, pensiamo anche ad una
semplice obbligazione di stato oppure ad una obbligazione
emesse da una qualsiasi azienda quotata in borsa.
Il contratto derivato, che solitamente risulta
unopzione, serve a creare il potenziale di rendimento
della polizza index linked in virt del verificarsi di un
determinato evento. Cercher di spiegarlo con un esempio.
Supponiamo la polizza index linked cos composta: una
obbligazione emessa da ENEL a 5 anni con una cedola
fissa del 5 % ed una opzione CALL sullindice S&P500 con
strike di 1.500 punti. Il sottoscrittore della index linked
decide di investire 10.000 euro su questo prodotto: che
cosa fanno la banca o la compagnia di assicurazione ?
Semplice: prendono 9.500 euro e li investono
nellobbligazione emessa da Enel ed investono 500 euro
acquistando lopzione sopra menzionata.
Ora, la opzioni sono strumenti molto sofisticati a
natura finanziaria derivata e senza entrare nelle
spiegazione tecnica del loro funzionamento (sapendo che
vengono
utilizzati
maggiormente
da
operatori
istituzionali)
possiamo
riportare
la
seguente
considerazione: lopzione CALL acquistata tender a
rivalutarsi tantissimo se il mercato di riferimento, quindi
lindice S&P500, riuscir ad avvicinarsi o a superare il
livello indicato nellopzione ovvero 1.500 punti di
quotazione. Immaginate infatti che in questo momento in
70

cui scrivo questo indice quota 1.000 punti, pertanto la


banca o la compagnia di assicurazione che hanno
strutturato la index linked confidano, secondo le loro
analisi, che nei prossimi cinque anni questo indice
azionario salir del 50 % (da 1000 punti a 1500 punti).
Se questo si dovesse verificare i 500 euro investiti
nellopzione potrebbero anche triplicare diventando 1.500
euro e di conseguenza la index linked genererebbe una
plusvalenza di 4.000 euro (2.500 euro di interessi prodotti
dallobbligazione e 1.500 euro di plusvalenza sullopzione).
Vediamo invece cosa succede se lindice di riferimento,
quindi lo S&P500, si mantiene invariato o addirittura
dovesse scendere contro le aspettative della banca. In
questa eventualit lopzione CALL acquistata tenderebbe
ad un valore di mercato prossimo allo zero ( una
peculiarit di questi strumenti, ovvero quello di annullare
il loro valore qualora il mercato non si muovesse secondo
le aspettative dellacquirente).
In questo caso la index linked produrrebbe un risultato
modesto ovvero appena 2.000 euro di guadagno
complessivo in cinque anni (dato dalla somma algebrica di
2.500 euro di interessi meno 500 euro di perdita
sullacquisto dellopzione). Ora capite perch i documenti
di sintesi di questi prodotti riportano sempre che il
rendimento della polizza index linked varier da un
minimo ad un massimo a seconda del verificarsi di un
determinato evento.
Al di l di queste considerazioni prettamente tecniche
che spiegano larchitettura di una index linked, desidero
soffermarmi sui possibili rischi a cui ci si espone
71

sottoscrivendo un contratto di questa portata. Il rischio


principale infatti linsolvenza o il default di chi emette la
componente obbligazionaria che fa da sottostante il
contratto. Nellesempio precedente il sottostante era una
obbligazione di ENEL e quindi la solidit di questa
obbligazione legata allazienda ENEL. Ora immaginate
di aver contratto una polizza index linked in cui il
sottostante era una obbligazione Lehman Brothers
(questo capitato a circa 40.000 risparmiatori italiani):
potete intuire voi stessi che fine hanno fatto i vostri
risparmi !
Vi faccio un esempio molto pi concreto per
comprendere questo aspetto tecnico molto critico per
comprendere la bont e solidit di quello che vi viene
proposto allo sportello o dal vostro promotore.
Se andate su You Tube e scrivete Pacchi alle Poste
nellarea di ricerca, vedrete come nellottobre 2008, molto
prima che scoppiasse lo scandalo su alcuni prodotti
distribuiti presso gli uffici postali italiani, allertavo i
partecipanti di un mio seminario come verificare la
solidit di una index linked. Nella fattispecie si trattava
di Programma Dinamico Ideale ovvero un contratto di
assicurazione sulla vita in forma mista a premio unico con
prestazioni indicizzate al valore di uno specifico titolo
strutturato denominato Ideale. Poste Vita (la compagnia
di assicurazione del gruppo Poste Italiane) avrebbe
investito il premio unico versato dal Contraente nel Titolo
strutturato Ideale con rating AAA di Fitch, emesso da
Programma Dinamico S.p.A. (lemittente del titolo

72

obbligazionario)
nellambito
di
unoperazione
di
cartolarizzazione.
Traduco quanto avete letto qui sopra: presso gli
sportelli postali vi avrebbero potuto proporre una index
linked la quale aveva come sottostante una componente
obbligazionaria
legato
ad
una
operazione
di
cartolarizzazione.
Faccio notare che Fitch, la terza agenzia di rating al
mondo dopo Moodys e Standard & Poors, emette un
giudizio di affidabilit massima (la tripla A)
sullemittente, quindi in sostanza ammette che le
operazioni di cartolarizzazione sono sicure ed solide.
Addirittura allinterno del documento di sintesi veniva
riportato al punto 4) riguardante lemittente ed il rating
del titolo la seguente dicitura: per incrementare il
rendimento del Titolo, lEmittente stipula dei contratti di
trasferimento del rischio credito con Credit Suisse First
Boston International (CSFBI) per cui se societ italiane e
estere, preventivamente identificate dalle parti, subissero
eventi di insolvenza, effettivi o potenziali, lEmittente
provveder a corrispondere un ammontare a CSFBI e a
ridurre proporzionalmente limporto della componente
obbligazionaria del Titolo da rimborsare a scadenza.
Questa index linked, assieme ad altre, emersa agli
onori delle cronache finanziarie perch risultava collegata
ai mutui subprime americani (dopo tutto ci si poteva
insospettire molto prima che scoppiasse la bolla
immobiliare solo per il fatto che il gruppo Poste Italiane
intratteneva rapporti con una banca americana citata per
lappunto nel documento di sintesi).
73

Per chiudere in bellezza non posso fare a meno di


menzionare la liberatoria di Poste Vita allinterno dellart.
7) del suddetto contratto che cita testualmente: Poste
Vita non presta alcuna garanzia in merito allammontare
delle prestazioni incluso il rischio di controparte.
Quanto
abbiamo
esaminato
fa
comprendere
limportanza di conoscere a fondo la struttura tecnica con
la quale viene costruita la vostra index linked: non potete
pi fidarvi di chi allo sportello vi rammenta che sono
prodotti sicuri e privi di rischio. Quello che dovete fare
dora innanzi e leggere attentamente ed esaminare il
documento di sintesi prima di firmare ed aderire alla
proposta contrattuale. Recentemente un lettore mi ha
inviato le caratteristiche di una index linked che il suo
promotore finanziario gli garantiva essere un prodotto
della serie buona notte e sogni doro.
Andando a spulciare le sue caratteristiche allarticolo
5) veniva riportata la seguente manleva: in caso di vita
dellAssicurato, alla scadenza del presente contratto, la
Compagnia corrisponder, un capitale il cui importo si
determina con le modalit illustrate al successivo articolo.
La Compagnia inoltre non offre alcuna garanzia di
restituzione del capitale assicurato, n di corresponsione
di un rendimento minimo e/o di nessun altro importo in
caso di vita dellAssicurato, a scadenza e durante la
vigenza del presente contratto. Pertanto, lentit delle
prestazioni corrisposte dalla Compagnia pu essere
inferiore al premio versato, qualora si verifichi un
deprezzamento del valore degli attivi destinati a
copertura. Il contraente assume sia il rischio connesso
74

allandamento negativo del Parametro di riferimento che


quello relativo alla solvibilit dellEnte Emittente in
relazione alla quale la Compagnia non offre alcuna
garanzia.
Vi mettono per iscritto che non sono responsabili su
eventuali default dellemittente e soprattutto che non
garantito proprio nulla: alla faccia del capitale protetto e
del rendimento garantito !
Infine per chiudere sullargomento verificate in
anticipo a quali penali siete soggetti qualora per
imprevisti finanziari doveste smobilizzare la polizza
prima della sua naturale scadenza: vi sono stati casi in
cui le penali viaggiavano a percentuali a due cifre
percentuali, ricordate sempre che nel dubbio il caso di
starne fuori oppure di cercare informazioni anche i rete
circa la validit del prodotto attraverso forum finanziari o
associazioni di categoria.
Il PAC un pac !
Il PAC un acronimo di Piano di Accumulo di Capitale,
esso rappresenta una formula di investimento consistente
nell'acquisto di quote di fondi di investimento attraverso
versamenti periodici, che possono essere mensili o
annuali.
Da un altro punto di vista possiamo concepirlo anche
come una sottoscrizione a rate di quote di un fondo e
proprio per questo motivo si tratta di un investimento che
ha gli stessi rischi del fondo in cui investe. In questi ultimi
anni i piani di accumulo sono stati molto sbandierati e
75

spinti a livello di marketing perch permettono di


investire anche a chi non dispone di un capitale iniziale
consistente, ma anzi desidera costruirne uno confidando
nel trend rialzista del mercato borsistico.
Per questa caratteristica, il piano di accumulo viene
spesso utilizzato come strumento di previdenza
integrativa: infatti versando costantemente importi
simbolici (anche 50 euro al mese) per un periodi di tempo
significativo (oltre 15 anni) allinterno di un fondo
azionario, si accumula un capitale che potr essere
interamente riscattato al momento della pensione oppure
reinvestito per generare una rendita finanziaria parallela
a quella pensionistica.
Sul piano commerciale, banche e promotori li
consigliano vivamente in quanto questi strumenti possono
ottenere un rendimento superiore a quello di un
investimento in ununica soluzione. Questo in teoria
sarebbe possibile grazie al processo di costituzione del
capitale da investire attraverso versamenti periodici che
producono, per via dell'andamento oscillatorio del valore
delle quote, un abbassamento del loro costo medio
d'acquisto. Immaginate infatti anzich di investire 10.000
euro in un'unica tranche in quote di un fondo di
investimento, di spezzettare questo capitale in 200 micro
conferimenti di 50 euro effettuati alla fine del mese. Tanto
per fare un paragone, osservando il grafico qui sotto,
considerate chi avesse investito 10.000 euro ad inizio 1999
e chi avesse investito la stessa cifra in 10 anni
acquistando 50 euro di quote ogni mese.

76

Il secondo si ritroverebbe con un prezzo medio di acquisto


notevolmente inferiore grazie ad una media ponderata
spalmata su dieci anni di quotazione.
Non finita. Quanto abbiamo appena descritto si
dovrebbe ottenere in teoria, infatti nella pratica dobbiamo
considerare i cosi detti caricamenti che applicano le
banche e le compagnie di assicurazione ad ogni
versamento periodico. Con il termine di caricamento si
intende un onere che viene prelevato dal versamento
periodico. A tal proposito mi gradito raccontarmi che
cosa mi ha scritto un ex promotore finanziario di una
nota banca online riguardo al peso in percentuale dei
caricamenti sui versamenti periodici.
Sappiate che sui piani di accumulo offerti da questa
banca quando voi conferite ogni mese 100 euro per il
vostro PAC, in realt la banca investe solo 90 euro, in
quanto trattiene come caricamento (ovvero come
commissione di investimento frazionato) i dieci euro.
Adesso capite il titolo di questo paragrafo ovvero che il pac
un pac ! Se andassimo a conteggiarle questi micro
77

caricamenti applicati ai versamenti periodici producono


commissioni di ingresso cumulate superiori rispetto alla
commissione di ingresso prevista per un investimento in
unica soluzione.
Il mio consiglio in base a quanto visto ora vi deve
invitare a verificare con il vostro proponente (sia esso
banca o promotore) se sono presenti ed a quanto
ammontano queste voci commissionali. A quel punto
dovrete richiedere e pretendere a quanto ammonta il loro
peso in percentuale sul capitale costituito alla fine del
piano di accumulo. Esempio se decidete di versare
mensilmente 50 euro per 10 anni avrete costituito un
capitale finale teorico di 6.000 euro (pari a 50 euro x 12
mesi x 10 anni): qualora il cumulo dei caricamenti sul
totale dei 120 versamenti fosse superiore ai 500 euro,
lasciate perdere e cercate dellaltro. Pi basso sar questo
importo pi elevato sar il vostro capitale finale.
Pronti contro Termine: su cosa si differenziano ?
I pronti contro termine (indicati anche con le sigle PCT o
P/T) sono contratti della durata da uno a sei mesi, con
massimo dodici mesi in cui una banca riceve da un
investitore un montante di liquidit a fronte della vendita
di titoli obbligazionari, impegnandosi nel contempo al loro
riacquisto a termine ad un prezzo prefissato.
Sono sempre stati considerati tra gli strumenti pi
utilizzati per investire la liquidit a breve termine vista il
loro semplice funzionamento e laliquota fiscale contenuta
al 12,5 %. Il rendimento di un P/T generalmente
78

inferiore all'andamento dell'EURIBOR (il tasso di


interesse medio delle transazioni finanziarie tra le
principali banche europee): in buona sostanza le banche
piuttosto che pagare, per esempio, un 3,00 per cento di
EURIBOR indebitandosi con una controparte bancaria
europea, preferiscono riconoscere il 2,80 per cento e
contrarre il debito con un risparmiatore.
Pur essendo unoperazione di compravendita piuttosto
trasparente, opportuno che sappiate come i PCT non
sono esenti da rischi e soprattutto non sono garantiti
nella tutela del capitale, infatti non sono coperti dalla
garanzia del Fondo Interbancario dei depositi, in quanto
ritenuti non operazioni di deposito, ma di puro
investimento. Cerchiamo di spiegarlo.
Con il contratto di pronti contro termine la banca cede
al risparmiatore un determinato ammontare di titoli di
credito (come le obbligazioni) a fronte del versamento di
contanti, e si impegna a riacquistarli ad un prezzo
prefissato ad una scadenza prefissata. Sulla base di
questa architettura si potrebbero verificare delle
spiacevoli sorprese: la pi plausibile il fallimento del
soggetto che ha emesso i titoli che la banca ci ha venduto.
Immaginate infatti di ritrovarvi le obbligazioni di una
societ quotata in borsa che fino a un mese fa era
considerata solidissima e oggi viene dichiarata fallita
(quello che accaduto con le obbligazioni Lehman
Brothers o con le obbligazioni General Motors).
Qualora si dovesse materializzare questa eventualit
sappiate che la banca potrebbe ritenersi sollevata
dall'obbligo di restituire quanto a noi dovuto, essendo
79

venute meno le condizioni iniziali di stipula del contratto,


di conseguenza vi ritrovereste con dei pezzi di carta
colorata che sul mercato non avrebbero alcun valore.
A tal ragione molti istituti di credito utilizzano come
oggetto della compravendita del PCT titoli obbligazionari
di basso rating oppure obbligazioni emesse dalla stessa
banca. La ratio di utilizzare una obbligazione di basso
rating insita nella convenienza di acquisto della stessa,
solitamente questi titoli hanno un prezzo di mercato
inferiore rispetto al valore facciale, per cui, ad esempio,
viene messo a disposizione una obbligazione corporate di
basso rating (junk bond) che stata emessa per 100.000
euro, ma ora ne vale 80.000 sul mercato e la stessa banca
se ne appropriata per 80.000 euro. Questo titolo diviene
oggetto di un PCT per un importo di 100.000 euro, in
quanto il valore dellobbligazione a scadenza in teoria
100.000 euro.
Per evitare di ritrovarsi vittima di questi episodi di
sodomia finanziaria, la variabile chiave che dovete
esaminare quando vi verr proposto un PCT il titolo
sottostante, quindi che cosa la banca in quel momento vi
vende con lobbligo di riacquistarvelo successivamente.
Il titolo sottostante pertanto deve essere u titolo di
indiscussa solidit, come un titolo di stato di un paese
occidentale ed inoltre deve essere separato dalla banca
che vi propone loperazione, in sintesi deve essere un titolo
che non risulta collegato in alcun modo con la stessa
banca: no quindi a sottostanti come le obbligazioni
bancarie emesse dalla stessa banca.

80

Per accertarsi di quanto sopra sar sufficiente


richiedere lestratto delloperazione di PCT in quanto sul
contratto proposto dalla banca deve essere indicato
loggetto della compravendita e quindi il titolo utilizzato
come sottostante.
La trasformazione del panorama bancario in Italia
Per capire lessenza dei prodotti che vi vengono proposti
allo sportello bancario o dal vostro promotore dovete
comprendere
come
le
banche
sono
diventate
silenziosamente in pochi anni mere erogatrici di servizi,
piuttosto che di denaro, fagocitandosi una con laltra.
Ma cosa successo allora al panorama bancario
italiano ? Come siamo arrivati noi italiani ad avere un
pool di istituti di credito, probabilmente i peggiori al
mondo, che si contendono ogni giorno il raggiungimento di
posizioni dominanti nel mercato ? Cosa successo in
meno di ventanni da infrangere per sempre il rapporto
fiduciario tra banca e cliente tanto che oggi il piccolo
risparmiatore italiano non si fida pi di nessuno ? Che
cosa ha trasformato le banche nel tuo peggior nemico ?
Per spiegare quello che successo dobbiamo tornare
indietro di oltre quindici anni quando il panorama
bancario italiano era costituito da una distesa prateria di
piccoli istituti di credito con spiccata vocazione
territoriale, nella quale spadroneggiavano anche tre
colossi nazionali, la Banca Nazionale del Lavoro, il
Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana, tre
banche storiche di diritto pubblico che erano presenti per
81

prestigio e diffusione capillare su quasi tutte le piazze


provinciali del paese con le loro mastodontiche agenzie di
sportello.
In quel tempo non esisteva lesigenza viscerale di
competere tra banche e banche, in quanto ogni istituto
aveva trovato una propria dimensione e sviluppo legato
alle caratteristiche del territorio ed a una propria
vocazione imprenditoriale.
Gli sportelli di banche differenti presenti su una stessa
piazza si facevano concorrenza sulle modalit di
erogazione del servizio e sul rapporto umano che si
instaurava con il personale che vi lavorava. Ventanni fa
sarebbe stato impossibile che un direttore di banca vi
proponesse di investire su unobbligazione strutturata
emessa da chi sa chi e per Dio sa cosa: i prodotti di
risparmio tipici proposti erano i titoli di stato, i pronti
contro termine, i certificati di deposito oppure le
obbligazioni emesse dalla stessa banca: prodotti a capitale
protetto e rendimento garantito.
I correntisti ed i risparmiatori erano trattati allora
come persone con specifiche esigenze sociali ed
imprenditoriali, e non come avviene ora alla pari di
insignificanti numeri di conto corrente a cui addebitare
costi ed oneri di fantasia congiuntamente allofferta di
una copiosa variet di prodotti porcheria.
Come siamo arrivati, allora, allattuale situazione di
mercato ? La risposta piuttosto semplice: ottimizzazione
dei costi e massimizzazione dei profitti. Le tanto osannate
dottrine sui processi di arricchimento facilitato che si
insegnano in quelle fabbriche di replicanti clonati, che
82

vengono definite business schools, hanno trovato prima


applicazione proprio nel mondo bancario.
Fu cos che alcune banche comprendendo la possibilit
di competere sui mercati internazionali in vista della
definizione di un grande mercato unico europeo iniziarono
ad unire le forze nelle maniere pi subdole: fondendosi ed
incorporandosi una con laltra.
Questo
processo
portava
ad
aumentare
spaventosamente la loro redditivit in quanto se gli attivi
dei patrimoni venivano sommati, lo stesso non avveniva
per i costi, i quali subivano invece un consistente
ridimensionamento (pensate solo alla chiusura di filiali
doppie sulla stessa piazza e licenziamento del personale
in esubero). Lentamente negli anni hanno preso forma i
gruppi bancari che conosciamo tutti ed allo stesso tempo
si sono verificati i grandi scandali finanziari che hanno
depauperato intere generazioni di risparmiatori italiani.
La necessit di conseguire utili e rendimenti sempre
pi crescenti ha spinto i grandi banchieri ad individuare
nuove aree di profitto senza compromettere o aumentare
lesposizione al rischio della banca: per quanto motivo
sono proliferate commissioni, oneri e costi per servizi di
base (che in molti paesi sono completamente gratuiti).
Parallelamente si sviluppato anche uno straordinario
mercato di prodotti porcheria per la gestione del
risparmio, infatti questi gruppi bancari si sono resi conto
che molto pi conveniente per i loro bilanci e per il loro
profitto, gestire i vostri risparmi applicandovi oneri e
commissioni senza cos esporre la banca in alcun modo al
rischio imprenditoriale.
83

Il marcio del sistema ha trovato la sua massima


manifestazione quando si deciso di utilizzare il budget,
come strumento di eccellenza per la pianificazione
aziendale dei profitti. Con il budget, infatti, si stabiliscono
a priori i risultati che il gruppo bancario deve conseguire
per massimizzare il suo profitto e a questo dictat si
devono prostrare tutti i dipendenti della banca, dai
funzionari ai cassieri.
Ecco perch non bisogna stupirsi se esistono banche
che concedono in comodato gratuito una Ferrari per una
settimana come bonus o incentive per il raggiungimento
del budget ad un direttore di filiale, se questo riuscito a
far sottoscrivere un determinato plafond di index linked !
Non mi dilungo sul personale di sportello, soggetto ad
un tasso di turnover improponibile (ogni mese avete un
referente diverso), nella maggior parte dei casi, vi trovate
di fronte a persone frustrate, impantanate in un lavoro
che non ha futuro, destinate per anni a contare il denaro e
gli assegni, oppure a passare carte su carte tra lo
sportello e la direzione amministrativa. Ecco il motivo per
cui non vi dovete fidare di quello che vi propongono:
perch quello che vi viene presentato, deve prima portare
ricchezza alla stessa banca.
Questa trasformazione del sistema bancario ha
tuttavia prodotto o indirettamente causato anche un
effetto collaterale, che forse non si era opportunamente
valutato: per la prima volta si venuto ad infrangere il
rapporto fiduciario che si riponeva nelle banche o nelle
persone che vi lavorano, dubitando profondamente su
tutto quello che viene raccontato od offerto allo sportello.
84

Mai come in nessunaltra epoca diventa una questione


di sopravvivenza economica essere realmente padroni del
proprio denaro e poterne disporre per esigenze e finalit
esclusivamente personali.
MIFID: ma a cosa serve ?
Con questo acronimo si vuole indicare la direttiva
comunitaria definita che dal 1 novembre 2007 ha
introdotto regole uniformi, a livello europeo, in materia di
servizi, prodotti di investimento e mercati finanziari.
La finalit quella di aumentare la tutela degli
investitori, offrire la massima trasparenza informativa e
sviluppare
lintegrazione
dei
mercati
finanziari,
rafforzandone lefficienza.
La MIFID (Markets in Financial Instruments
Directive) ha fissato alcuni principi a cui gli intermediari
finanziari, e quindi anche le Banche, si devono attenere
nelle prestazioni di servizi e attivit di investimento.
Sostanzialmente diventa un must definire la conoscenza e
lesperienza della propria clientela in strumenti
finanziari, i suoi obiettivi di investimento e la sua
situazione finanziaria, questo per poter offrire il prodotto
di investimento pi idoneo possibile al raggiungimento dei
propri obiettivi.
Per garantire la massima tutela agli investitori, la
MiFID stabilisce che gli intermediari suddividano la
propria clientela in tre categorie in base alla conoscenza e
allesperienza nellutilizzo degli strumenti finanziari,
rispettivamente clienti al dettaglio, clienti professionali e
85

controparti qualificate. Ad ogni categoria viene associato


un determinato livello di protezione in termini di
informativa da dare e da ricevere: risulta piuttosto
evidente che la massima tutela viene riservata ai clienti
al dettaglio, i quali normalmente non possiedono
approfondite competenze e conoscenze in materia
finanziaria.
Infine la MiFID prevede che la Banca e/o il promotore
forniscano informazioni, prima di offrire qualunque
servizio di investimento, per permettere ai clienti di
essere consapevoli della natura e degli eventuali rischi
dellinvestimento stesso.
Il fondo di tutela dei depositi: stiamo tranquilli ?
Nei precedenti paragrafi lo abbiamo menzionato, ma
vediamo di grazia in che cosa consiste. Il nostro paese
prevede per legge la presenza di un organismo di garanzia
che possa contribuire al mantenimento della stabilit
finanziaria evitando appunto comportamenti di bank
running (termine inglese che identifica una richiesta
contemporanea e massiva di rimborso dei depositi
presenti presso un determinato istituto di credito). Le
scene che abbiamo visto con i fallimenti delle banche
Northern Rock o Lehman Brothers rappresentano un
tipico esempio di bank runs ovvero traducendo
letteralmente una corsa alla banca per prelevare il
contante ivi depositato. La congiuntura macroeconomica
che ha caratterizzato il periodo 2008/2009 ha sollevato
non poche considerazioni e perplessit in merito ai
86

sistemi di tutela dei depositi attualmente in essere per


contrastare e gestire gli effetti di una crisi strutturale
dell'intero sistema creditizio.
In Italia il nome dellorganismo che si prefigge di
tutelare il sistema bancario riportato solitamente
sull'intestazione di ogni estratto di conto bancario ovvero
il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Il nome in
s dovrebbe gi rassicurare chi sta leggendo. In teoria
dovrebbe essere cos. Ma siamo certi che anche una sua
estrema applicazione pratica non consenta il salvataggio
di quanto depositato ?
Cominciamo con una buona notizia. L'unica,
purtroppo, a mio giudizio. L'Italia detiene l'assicurazione
con l'importo maggiore (103.000 euro) all'interno
dell'Unione Europea a copertura dei depositi presenti
presso i suoi istituti di credito. Altri paesi europei sono
molto meno virtuosi di noi, in Francia, per esempio, la
copertura di 70.000 euro, in Germania di 20.000 euro e
nel Regno Unito circa 45.000 euro. Per una volta tanto
l'Italia eccelle sugli altri.
Quello che dovremmo conoscere non tanto il
massimale assicurato dall'organismo di garanzia (che non
ha fatto altro che recepire una direttiva comunitaria la
quale imponeva un minimo di garanzia di almeno 20.000
euro), ma le modalit di intervento del fondo di garanzia
per far fronte alla stabilit e solidit del sistema bancario
italiano. Tanto per iniziare, sappiate che questo fondo non
un contenitore di liquidit e risorse finanziarie o meglio
ancora non una cassaforte che detiene oro, euro,

87

immobili e preziosi, come nell'immaginario collettivo si


pensa tutt'oggi. Niente di tutto questo.
Nella fattispecie infatti il Fondo Interbancario di
Tutela dei Depositi un consorzio obbligatorio di diritto
privato a cui aderiscono le circa 300 banche presenti nel
territorio italiano (tranne le banche di credito cooperativo
che hanno a loro volta un proprio fondo di tutela dei
depositi).
Un eventuale intervento di questo fondo a copertura di
un default finanziario di un istituto di credito italiano si
configura pertanto come un intervento congiunto in
comune partecipazione da parte di tutte le altre banche
che aderiscono al fondo attraverso l'immissione di
liquidit e/o fondi nel sistema o nella banca sventurata
ormai in crisi o insolvenza manifesta. In buona sostanza
questo fondo privo di risorse proprie. Il fondo, che
dovrebbe chiamarsi consorzio e non fondo a mio modesto
parere, si preoccupa di coordinare, a livello di tesoreria,
gli accantonamenti contributivi di cui ogni banca deve
rispondere in base al volume dei suoi depositi e ad uno
specifico livello di rischio. Questo tipo di approccio
presuppone una lentezza di intervento nell'effettuare
eventuali rimborsi nel caso del fallimento di un soggetto
bancario, a causa della necessit di raccogliere i
conferimenti da parte delle varie controparti bancarie,
sottolineando invece una preoccupante inefficacia in caso
di crisi strutturale dell'intero sistema bancario.
Questa considerazione infatti permette di intuire come
agisce il fondo a livello pratico: se una banca fallisce, tutte
le altre intervengono per sorreggerla attraverso il ricorso
88

a fondi propri appositamente accantonati (o almeno che


dovrebbero essere stati prudentemente accantonati).
Mentre nel caso di una crisi strutturale di un grande
gruppo bancario, il fondo risulterebbe sostanzialmente
incapace di intervenire. Questa incapacit deriverebbe da
uno stato di insolvenza che colpirebbe con effetto domino
una moltitudine significativa di banche aderenti al fondo
incapaci a loro volta di sostenere le prime in default.
In questa eventualit solamente un intervento
pubblico potrebbe essere in grado di salvare l'intero
sistema bancario. Per l'ennesima volta compare lo spettro
del prestatore di ultima istanza che attualmente in Italia
ed in Europa tuttora vacante, mentre in altri paesi ha
dimostrato esistere, come il Regno Unito o gli stessi Stati
Uniti, rispettivamente con le loro banche centrali.

89

90

Terzo Capitolo
COSTRUIRE IL PROPRIO PORTAFOGLIO

Dopo aver analizzato la struttura, il funzionamento e le


caratteristiche del risparmio gestito e dei suoi prodotti,
adesso preoccupiamoci di conoscere quali sono le basi per
costruire un portafoglio in base alle proprie esigenze e
dimostrare pertanto a voi stessi di essere padroni del
vostro denaro.
Questultima necessit potrebbe sembrarvi scontata,
tuttavia sappiate che la maggior parte dei risparmiatori
italiani investe senza aver bene presente lo scopo del suo
investimento. Cerchiamo di fare un esempio per
comprendere questo passaggio: siete giovani, avete
trentanni, vi sposerete tra 12/18 mesi, avete per questo
accantonato una modesto montante di risparmio che vi
servir per acquistare la vostra abitazione: cosa fareste ?
investite sul mercato delle materie prime con un ETF
oppure puntate ad un certificato di deposito vincolato a
scadenza trimestrale ?
Vi sembrer una domanda ridicola tuttavia sappiate
che ho visto innumerevoli casi di coppie di giovani ragazzi
che hanno dovuto rimandare la data delle nozze perch
avevano investito su una gestione patrimoniale in azioni
durante lavvento della new economy perch volevano
raddoppiare il capitale in pochi mesi e pertanto sposarsi
con pochi debiti sul groppone. Purtroppo non andata
cos. Anzi, quei quattro soldi che avevano investiti si erano

91

quasi tutti polverizzati con perdite che arrivavano anche


oltre il 60 %.
Piuttosto angosciato dai racconti di questi ragazzi, mi
sentii di chiedere loro perch avessero investito quasi
tutta la loro dote prematrimoniale in un mercato cos
rischioso e volatile. La risposta avrei dovuto aspettarmela.
Il loro promotore ed il personale della banca avevano
consigliato loro di investire in quella tipologia di fondi
perch negli ultimi trimestri stavano ottenendo
performance a due cifre e la probabilit che continuassero
a farlo sarebbe stata piuttosto elevata.
Laspetto ancora pi sconcertante emerge quando a
fronte di un cambio di rotta dei trend azionari, chiesero
allo sportello di banca di smobilizzare al pi presto per
evitare di perdere ulteriormente, ma venne loro
sconsigliato una tal operazione in quanto frutto di una
esuberanza emotiva. Sappiamo tutti come finita. Ancora
una volta si comprende come il conflitto di interessi abbia
avuto conseguenze molto deleterie sulle vostre tasche.
Infatti era conveniente allinizio per la banca ed il suo
promotore offrirvi quella tipologia di fondi visto il prelievo
commissionale a cui erano soggetti, e non era conveniente
(sempre per loro) che voi andaste a disinvestirli per
passare ad un prodotto pi prudente o forse consono alle
vostre effettive esigenze.
Adesso capite perch vi telefonano a casa quando
vedono che la giacenza del vostro conto corrente supera
abbondantemente i 30.000 euro per oltre un trimestre
sottolineando che non conveniente mantenere una tal

92

importo semplicemente sul conto. Conveniente per voi o


per loro ?
Cominciate pertanto ad abbandonare lapproccio
relazionale che avete avuto sinora con la vostra banca ed
iniziate a diventare realmente padroni del vostro denaro,
evitando di delegare solo perch non avete il tempo di
seguire con maggior rigore e cura la gestione dei propri
capitali.
Quali sono i tuoi obiettivi di investimento ?
Poche
risparmiatori
saprebbero
rispondere
con
convinzione a questa domanda, la maggior parte di loro
infatti investe il denaro per non lasciarlo dormiente sul
conto corrente o perch qualcun altro (banca o promotore)
gli hanno suggerito di farlo. Partiamo dalla constatazione
che non esiste un investimento adatto a tutti perch
ognuno di noi ha impegni finanziari, aspettative di
rendimento e propensione al rischio diversi uno dallaltro.
A mio avviso, comunque, ogni scelta di investimento
dovrebbe presupporre una meticolosa analisi delle proprie
disponibilit finanziarie rapportata agli impegni attuali e
futuri, al fine di comprendere quale ammontare di denaro
potrebbe perdere completamente senza intaccare i vostri
progetti di vita. Questa considerazione purtroppo non
viene quasi mai affrontata nello specifico. Se vero che
per il piccolo risparmiatore della strada gli obiettivi di
investimento sono semplicemente preservare il capitale ed
ottenere una modesta rendita finanziaria, non si capisce
come mai nei dossier titoli dellitaliano medio ci sono fior
93

di titoli azionari, index linked, obbligazioni esotiche ad


alto rendimento e fondi di fondi azionari.
Purtroppo la realt che si pu percepire evidenzia
come la pi banale esigenza di un investimento venga
assolutamente trascurata. Se gli italiani prestassero la
stessa attenzione ed acume che hanno quando acquistano
un automobile, con molta presunzione potremmo essere il
popolo finanziariamente pi colto ed efficiente.
Ma torniamo a noi, tre sono le variabili fondamentali
che possono permettervi di identificare il vostro obiettivo
per i prossimi investimenti: rispettivamente il tempo, il
rischio ed infine lattesa di rendimento. Quanti di voi si
interrogano chiedendosi ma che cosa mi aspetto se
investo in questo prodotto ?
Gi la risposta a questa domanda potrebbe indirizzarvi
a fare e non fare alcune scelte, se infatti per voi lobiettivo
principe solo lesigenza di non subire perdite in conto
capitale, allora la risposta alle vostre scelte di
investimento limitata idealmente a tre possibili
soluzioni: titoli di stato, certificati di deposito bancari o
semplicemente un conto di giacenza della liquidit.
Pertanto nella maniera pi assoluta dovrete allocare una
parte del vostro patrimonio in un fondo azionario o in una
obbligazione index linked (per i rischi possibili che
abbiamo potuto evidenziare).
Molto spesso quando siamo incerti e non sappiamo che
cosa scegliere innanzi ad un vasto panorama di prodotti
ed offerte di investimento, la strada migliore da
percorrere la scelta per esclusione sulla base di quanto
abbiamo detto prima. Il mio consiglio operativo di
94

sedersi e redigere con calma cosa pretendere


dallinvestimento della propria massa critica di risparmio
accantonata. Una volta identificato cosa desiderate
ottenere sar molto pi semplice indirizzarsi su
determinati prodotti presenti sul mercato.
Mi permetto di elencare alcuni dei possibili obiettivi
che potreste avere, ricordandovi anche come questi
condizioneranno fortemente il vostro stato emotivo
quando investirete a fronte dei risultati che otterrete:
preservare
il
capitale
accumulato,
proteggersi
dallinflazione, beneficiare di una rendita finanziaria,
incrementare ampiamente il capitale o recuperare perdite
pregresse subite in passato.
Dalla definizione degli obiettivi personali dipendono
tre variabili che definiscono il profilo finanziario di ogni
investitore: esse sono lorizzonte temporale, la
propensione al rischio e le aspettative di rendimento.
Qual il tuo orizzonte temporale ?
Viene definito orizzonte temporale larco di tempo nel
quale si valuta la bont di un investimento: solitamente
nella terminologia finanziaria si identificano tre possibili
orizzonti, breve, medio e lungo termine. Con breve
termine si indica un periodo temporale inferiore ai 12
mesi, per medio inferiore ai 60 mesi ed infine per lungo
oltre i cinque anni.
Quando prendiamo una decisione di investimento
dobbiamo avere ben presente quanto tempo potr durare
quel tipo di investimento, in quanto lorizzonte temporale
95

diventa una variabile determinante per la definizione di


una strategia di investimento e la scelta di un
determinato
prodotto.
Lorizzonte
temporale

determinato da singolari condizioni soggettive quali


contingenti impegni finanziari nellimminente futuro
(come lacquisto di unabitazione o di unautomobile) e
let del risparmiatore (un settantenne pensionato ha un
orizzonte temporale molto pi contenuto rispetto a quello
di un trentenne libero professionista).

Breve Termine
Conti di liquidit
Fondi monetari area euro
Titoli Zero Coupon
Pronti Contro Termine
Certificati di deposito
Medio Termine
Obbligazioni Corporate
Fondi bilanciati
Certificati del Tesoro
Index linked
Fondi di fondi
Lungo Termine
Azioni ed ETF su indici
Fondi flessibili
Piani di accumulo
Fondi azionari
Gestioni patrimoniali in fondi

96

Un fenomeno piuttosto frequente che si riscontra


dallanalisi di portafogli ed investimenti effettuati da terzi
la mancanza di coerenza spesso evidenziabile tra
orizzonte temporale e propensione al rischio. Tanto per
fare un esempio se l'orizzonte temporale di breve
periodo, l'investimento deve essere caratterizzato da un
basso livello di rischio, puntando soprattutto alla
conservazione del capitale: con poco tempo a disposizione
infatti vi potrebbe essere il rischio di non riuscire a
recuperare perdite causate da un esposizione al rischio
eccessiva.
Chi pertanto dovesse avere un orizzonte temporale di
breve periodo dovrebbe puntare su investimenti cosiddetti
risk free come i conti di liquidit o i titoli di stato a tre
mesi. Al contrario, in un orizzonte temporale di lungo
periodo possibile accettare rischi maggiori al fine di
accrescere il valore del capitale investito: quanto pi
lungo il proprio orizzonte temporale tanto pi elevato pu
essere il rischio assunto, in quanto maggiore la
probabilit di compensare eventuali perdite dovute ad
andamenti avversi del mercato. A tal proposito trovate
riportate sulla tabella i prodotti di investimento suddivisi
per orizzonte temporale secondo la loro naturale
vocazione ed efficacia.
Infine non dimentichiamo che esistono forme di
investimento che nascono essenzialmente basate su un
orizzonte temporale di lungo respiro come i piani di
accumulo: nonostante questo ho avuto tuttavia modo di
conoscere numerosi casi di risparmiatori che avevano
97

interrotto un PAC contratto da appena qualche anno per


investire la cifra smobilizzata nella tal azione sbandierata
in televisione o per sottoscrivere una index linked
proposta presso un nuovo sportello di banca.
Questo dimostra ancora una volta come non vengano
rispettate le basi e la coerenza logica prima di effettuare
qualsiasi investimento. Per darvi unidea ulteriore
immaginate che il vostro investimento sia come un piano
di studi per scuola superiore: lo dovete scegliere con cura e
profonda riflessione perch alla fine vi dovr portare a
conseguire un obiettivo di vita lavorativa o professionale.
Pensate perci ad uno studente che prima si iscrive ad
un istituto tecnico industriale per diventare perito,
successivamente abbandona gli studi per iscriversi alle
magistrali nella speranza di fare linsegnate ed infine
tenta lultima spiaggia con il liceo artistico per lavorare in
futuro alle Belle Arti !
Non avendo un obiettivo ben preciso e senza aver
pianificato attentamente il percorso temporale dei suoi
studi rischierebbe di trovarsi dopo cinque anni appena in
terza superiore, se non in seconda, in quanto gli anni di
tentato studio precedente non gli verrebbero riconosciuti
dal successivo piano di studi.
Se non avete ben chiari i vostri obiettivi ed il vostro
orizzonte temporale lasciate perdere ogni tipo di
investimento che non sia la giacenza dormiente sul
proprio conto corrente: altrimenti rischiereste di fare
come lo studente che gira a vuoto tra una scuola allaltra
sciupando il proprio tempo, e nel vostro caso a sciuparsi
sarebbe il vostro denaro.
98

Qual la tua propensione al rischio ?


La propensione al rischio rappresenta la disponibilit di
ogni singolo investitore a sopportare eventuali perdite del
proprio patrimonio a causa dell'andamento negativo del
mercato: quanto pi si propensi al rischio tanto pi si
disposti ad accettare che l'investimento non consegua i
risultati che ci si attendeva.
Nellimmaginario collettivo consuetudine ritenere che
quanto maggiore la possibilit di guadagno tanto
maggiore il rischio dell'investimento, in quanto il
potenziale profitto si pu tradurre in una perdita
altrettanto rilevante nel caso di andamento avverso del
mercato di riferimento.
Prima di effettuare un qualsiasi investimento si
dovrebbe pertanto valutare attentamente il rischio che si
in grado di sopportare: non esistono infatti investimenti
privi di rischi (anche i semplici titoli di stato potrebbero
riservare spiacevoli sorprese, Argentina docet). A fronte
dellinvestimento selezionato, il valore del proprio capitale
pu salire o scendere in modo considerevole in virt degli
scenari macroeconomici di mercato. Il grado di
oscillazione del controvalore di un investimento viene
definito con il termine di volatilit, questultima infatti
esprime lindice della variazione media percentuale del
controvalore dellinvestimento nel tempo.
In generale, gli investimenti volatili (come la
detenzione diretta di titoli azionari) tendono a crescere
pi velocemente degli investimenti privi di volatilit
99

(come un pronti contro termine), ma sono anche i pi


rischiosi, dal momento che non esistono garanzie sulla
dimensione e proseguo dei movimenti di rialzo rispetto ai
periodi di ribasso.
Sembrer una banalit ma molti investitori non hanno
una concreta consapevolezza del concetto di rischio, nella
fattispecie avere propensione al rischio significa essere
preparati e disposti a subire una o pi perdite di grandi o
piccole dimensioni. Sulla base di questa constatazione
piuttosto semplice conoscere la propria avversione al
rischio: se infatti non siete assolutamente disposti ad
accettare una qualsivoglia perdita sul capitale investito,
questo fa di voi un soggetto assolutamente avverso al
rischio e questo vi deve indirizzare verso soluzioni di
investimento risk free.
Assumersi dei rischi, alti o bassi che siano, ha delle
implicazioni che influenzano direttamente la nostra
emotivit e il nostro benessere interiore: parleremo nello
specifico pi avanti di questo aspetto comportamentale.
Non sono rari i casi in cui ci si lascia attrarre dalla
possibilit di ottenere rendimenti elevati investendo in
mercati ad alto rischio ma, in occasione di una
contrazione inaspettata, si liquida il portafoglio ai minimi
di mercato realizzando una pesante perdita. La
propensione al rischio pertanto oltre che essere soggettiva
anche emotiva in quanto di frequente tende a minare la
nostra stessa serenit e pianificazione di vita.
Immaginate a tal proposito di aver strutturato una
ambiziosa asset allocation in fondi azionari (rischio
elevato) ad inizio del 2007 confidando di raccoglierne i
100

frutti dopo 10 o 15 anni (orizzonte temporale di lungo


termine): tuttavia a fronte del crollo dei mercati
dellestate 2008 la vostra emotivit vi ha spinto a
smobilizzare tutte le posizioni azionarie, capitalizzando
una ingente perdita ed infischiandone della originaria
propensione al rischio che avevate valutato per voi stessi.
Pertanto il mio consiglio operativo quello di sedervi
sul divano di casa vostra con un block notes, effettuare
linventario delle vostre disponibilit finanziarie ed a quel
punto dare una risposta alla seguente domanda: se
perdessi il 10/20/30 per cento di questi capitali, la mia
vita cambierebbe ? soffrirei intimamente per aver perduto
cos tanto denaro oppure sono fermamente convinto di
rischiare una possibile perdita di queste dimensioni a
fronte di altrettante performance positive ?
Non esiste una risposta singola, ma un universo di
risposte, proprio perch ognuno di noi ha unemotivit
diversa uno dallaltro. Dalla vostra risposta tuttavia
potrete definire degli ambiti di investimento in cui vi
sentirete a vostro agio e sereni per le eventuali
conseguenze negative in termini di rendimento che
potreste ottenere.
Quali sono le tue aspettative di rendimento ?
Il rendimento indica lincremento o il decremento di un
capitale investito solitamente sotto forma di quoziente
percentuale. Pu essere espresso in termini relativi
rispetto ad un indice di mercato oppure in termini
assoluti. I rendimenti assoluti non sono molto utilizzati in
101

quanto non contemplano le diverse caratteristiche di


investimenti non omogenei: ad esempio, non corretto
confrontare il rendimento di un portafoglio azionario con
quello di un portafoglio obbligazionario per ovvie ragioni
legate ad un diverso grado di rischio.
Ogni risparmiatore ha delle proprie aspettative di
rendimento, le quali per devono essere coerenti con il
proprio orizzonte temporale e la propria propensione al
rischio. Alla fine anche una questione di scelta. Quanto
desideriate possa essere il vostro potenziale di guadagno
in termini percentuali ? Se mi dite una media del sette
per cento annuo allora titoli azionari e relativi fondi
risultano lo strumento pi idoneo a raggiungere questa
aspettativa, mentre se vi accontentate di un tre per cento,
per almeno sicuro, a questo punto potete puntare sia sui
conti di liquidit che sui titoli di stato (naturalmente
sempre se il livello dei tassi di interesse lo permette).
Naturalmente questo tipo di scelta dovr essere
rapportata appunto al vostro orizzonte temporale, se
potete impegnare il vostro denaro nel lungo termine sar
molto pi probabile che lattesa di rendimento si possa
effettivamente concretizzare, soprattutto se le vostre
aspettative di rendimento sono piuttosto elevate.
Proviamo a tal ragione a simulare un ipotetico
investimento per comprendere come il rischio ed il
rendimento debbano essere strettamente correlati.
Immaginate allora di investire
10.000 euro su un
determinato titolo azionario, perch avete letto una
recensione lusinghiera su un qualche periodico finanziario
che descrive le potenzialit di rialzo nel futuro del
102

suddetto titolo (quindi la vostra aspettativa di rendimento


significativamente elevata). Tuttavia nei successivi due
mesi il prezzo dellazione scende di un dieci per cento
portando il controvalore del vostro investimento ad
appena 9.000 euro. A questo punto sconfortati per il
risultato provvisorio ottenuto decidete di liquidare il titolo
per evitare che possa deprezzarsi ulteriormente ed al
contempo di reinvestire i 9.000 euro residui presso un
conto di liquidit online come il Conto Arancio.
Come possiamo interpretare quanto accaduto ?
Semplice, un impulso emotivo ha improvvisamente
azzerato la vostra propensione al rischio e questa
constatazione entrata in conflitto diretto con
laspettativa di rendimento che avevate in precedenza.
Parleremo con dovuto approfondimento dellaspetto
emotivo e le sue ripercussioni sulle nostre scelte di
investimento, ma tanto per darvi un anticipazione
sappiate che due sono i grandi motori che muovono
leconomia: lavidit di guadagnare denaro ed il timore di
perderlo, i quali richiamano rispettivamente ai concetti
ancestrali di piacere e dolore.
Il dolore molto pi potente ed efficace del piacere,
infatti nel caso di prima si preferisce far cessare la
sofferenza emotiva per un investimento che porta a
perdere denaro, piuttosto che pazientare per gioire del
godimento emotivo di un investimento molto
profittevole.
In linea generale, consuetudine affermare che ad un
elevato rendimento atteso corrisponde un elevato rischio,
e viceversa, un investimento a basso rischio ha
103

generalmente un rendimento contenuto. La strada da


seguire quindi quella di valutare congiuntamente le
potenzialit di rendimento e rischio finanziario di un
investimento, per individuare la combinazione tra questi
pi adatta alle proprie esigenze, evitando episodi di
conflitto emotivo.
Diversificazione e correlazione inversa
Quante volte abbiamo sentito dire di non mettere mai
tutte le uova in un solo paniere ? Non vi proverbio
migliore per esprimere uno dei principi cardine a cui
attenersi scrupolosamente quando si decide di investire
un proprio capitale. In poche parole dobbiamo
rigorosamente diversificare il rischio quando affrontiamo
linvestimento di un capitale.
Diversificare significa investire attraverso il ricorso a
differenti comparti di rischio i quali nelle medesime
condizioni di mercato, si comportino diversamente e
consentano di ridurre le probabilit di perdere. Pensate a
tal proposito di come i rendimenti storici del mercato
monetario, obbligazionario ed azionario abbiano sempre
manifestato differenti livelli di rendimento ed una bassa
correlazione fra di loro: questo possibile proprio per il
fatto che le diverse condizioni di mercato favoriscono
alternativamente una o laltra tipologia di investimento,
diversificare correttamente il portafoglio in diverse
attivit risulta premiante ai fini del risultato complessivo
dellinvestimento.

104

Ritengo sia abbastanza comprensibile il perch si


debba diversificare: inserendo nel proprio portafoglio
diverse tipologie di investimento, si rischia molto meno
che impegnando tutto il proprio capitale in un unico tipo
dinvestimento. Lesempio del paniere colmo duova in se
piuttosto intuitivo, basta infatti uno scivolone per
rompere tute le uova in un colpo solo e trovarsi
improvvisamente senza niente. Questo quello che
accaduto a chi ha investito tutta la liquidazione in
obbligazioni emesse dalla Parmalat: pur riconoscendo la
colpevolezza e complicit del sistema bancario, non
comunque accettabile in termini di rischio investire tutto
il proprio patrimonio in un solo contenitore.
La diversificazione non si esaurisce tuttavia nella sola
riduzione del rischio, deve consentire anche di
massimizzare le opportunit potenziali dei mercati. Chi si
limita a pochi investimenti limita infatti anche la
possibilit di cogliere le opportunit offerte dagli altri
mercati. Oltre allesigenza di diversificare troviamo
strettamente collegata anche la necessit di correlare
inversamente gli investimenti del nostro patrimonio.
Per correlazione si suole indicare la relazione tra due
variabili che porta la prima variabile a variare in funzione
della seconda. La correlazione pu essere positiva o
inversa: nel primo caso al variare della prima variabile
anche la seconda varia nello stesso verso, nel secondo caso
invece quando la prima variabile varia in un senso, la
seconda si muove in senso inverso.
La correlazione che hanno i vostri investimenti forse
pi importante della loro diversificazione: un esempio vi
105

chiarir il tutto. Immaginate di dover investire un


patrimonio di 50.000 euro puntando ad avere un rischio
medio alto ed una aspettativa di rendimento superiore al
10 % con un orizzonte temporale di cinque anni. A questo
punto provvedete ad investire nello specifico come indicato
qui sotto nella tabella riepilogativa.
Esempio: Diversificazione Correlata
Titoli azionari italiani

10.000

Titoli azionari tedeschi

10.000

Titoli azionari francesi

10.000

Fondi azionari europa

10.000

ETF indici azionari europa

10.000

Totale investito

50.000

Per quanto possa sembrare diversificato questo piccolo


portafoglio, in realt rivela una diversificazione inefficace
a causa della sua correlazione positiva. Questo significa
che tutti e cinque i comparti azionari si muoveranno
sempre nella stessa direzione, infatti se i titoli azionari
italiani salgono, allo stesso modo faranno quelli tedeschi e
quelli francesi. Non parliamo dei fondi europei che
riprendono a loro volta i panieri degli indici nazionali dei
diversi paesi menzionati. Gli ETF infine rappresentano
lapoteosi, in quanto replicano landamento dei fondi
europei.
In buona sostanza questo portafoglio pu salire perch
salgono tutti e cinque le allocazioni contemporaneamente
oppure scende perch avviene il contrario. In termini
finanziari si parla appunto di correlazione positiva, che
106

non consente di beneficiare di tutte le potenzialit del


mercato azionario. Un investitore accorto deve infatti
puntare ad avere una correlazione negativa al fine di
controbilanciare le esposizioni di rischio ed annullarle una
con l'altra e non sommarle scioccamente assieme.
Esempio: Diversificazione Non Correlata
Azioni Paesi Far Est

10.000

Azioni Minerarie ed Aurifere

10.000

Azioni Small Cap BRIC

10.000

Fondi Azionari Settore Energia

10.000

ETF Azioni America Latina

10.000

Totale investito

50.000

Una soluzione pi idonea al raggiungimento di questa


esigenza potrebbe essere dato da questo secondo
portafoglio che vedete qui sopra rappresentato. Pur
essendo indicati fondi e titoli azionari si riusciti a creare
una diversificazione correlata negativamente, infatti ogni
singolo comparto ha un andamento slegato a quello degli
altri: in caso di recessione economica potremmo assistere
alla performance negativa dei comparti che investono nel
Far East ed in America Latina, ma contemporaneamente
assisteremmo ad un rialzo delle azioni minerarie ed
aurifere. Oppure in caso di aumento sensibile del prezzo
del petrolio potremmo avere una contrazione dei fondi
Smal Cap BRIC (societ a bassa capitalizzazione che si
trovano in Brasile, Russia, India e Cina), ma al tempo
stesso una rivalutazione del comparto azionario

107

energetico per i maggior ricavi che otterrebbero le societ


petrolifere in seguito al rialzo del greggio.
Come vedete questo un esempio che ha finalit
didattiche, ma che potrebbe tranquillamente essere
implementato seriamente nella realizzazione di una
propria gestione patrimoniale. Naturalmente il fenomeno
della correlazione negativa tra comparti allinterno di una
singola gestione deve essere tanto pi accentuato quanto
pi si desidera la stabilit del patrimonio gestito.
La correlazione negativa deve essere ricercata anche
tra comparti obbligazionari suddivisi per tipologie di tasso
e valuta, non ha senso per esempio essere esposti
unicamente con titoli obbligazionari a tasso fisso
soprattutto in un momento in cui si ritiene possa essersi
esaurito un trend al ribasso di continui tagli dei tassi:
abbiamo gi visto le conseguenze a cui sono sottoposte le
obbligazioni a tasso fisso in queste occasioni.
La diversificazione pertanto non da sola sufficiente a
garantire la solidit e tranquillit di un portafoglio, deve
essere affiancata anche da una efficiente correlazione
negativa: su questo tema troverete molti sportelli di banca
o promotori piuttosto impreparati.
Il mio consiglio operativo rimane quello di farvi
proporre pi torte di investimento da pi controparti, che
provvederete ad esaminare con calma seduti nel divano di
casa vostra senza avere lassillo di qualcuno che vi spinge
a firmare in fretta per la relativa sottoscrizione. Ricordate
che la fretta una cattiva consigliere, pertanto dimostrate
a voi stessi ed agli altri che siete sempre padroni del
vostro denaro: ripeto, potete avvalervi dei suggerimenti e
108

proposte di un consulente esterno, ma dovr arrivare da


voi il dictat finale. Fate capire che esigete un determinato
tipo di risultato, non a livello di performance, ma in
termini di diversificazione correlata negativamente, al
fine di rendere il vostro portafoglio il pi possibile
immune da eventi avversi le vostre aspettative.
Emozione ed investimenti: la coppia che scoppia
Solitamente quando si investe denaro si convive con due
emozioni luna opposta dellaltra: il desidero di
guadagnare denaro e la paura di perderlo. Queste
emozioni vi portano a scontrarvi con il vostro peggiore
nemico: voi stessi. Il vostro alter ego purtroppo arriva ad
avere un ruolo determinante sui risultati che otterrete,
infatti statisticamente dimostrato che le persone molto
emotive sono quelle che solitamente perdono denaro con
frequenza maggiore a causa dellimpulsivit irrazionale
che le porta ad effettuare operazioni di investimento e
smobilizzo avventate. Capirete meglio nel quarto capitolo
questa problematica, per adesso vi anticipo solo che un
buon investitore tale perch caratterizzato da una
ferrea disciplina che gli consente di dominare le sue paure
ed i suoi desideri.
Saper gestire le proprie emozioni non cosa spesso
facile per ovvie constatazioni legate alla natura umana,
proprio per questo motivo alcune tipologie di investimento
non si addicono a chiunque. La realizzazione di cospicui
guadagni o di ingenti perdite ha ripercussioni sulla nostra
sfera emotiva oltre che sul nostro portafoglio: come vi pu
109

motivare un buon investimento allo stesso modo vi pu


abbattere uno particolarmente negativo. Sta ad ognuno di
noi esaminarsi intimamente e decidere quanto e cosa pu
generarci degli stati di sofferenza emotiva.
Personalmente ho conosciuto molte persone che hanno
vissuto con grande rancore personale le perdite realizzate
attraverso
investimenti
completamente
sbagliati:
addirittura alcuni hanno subito una separazione
matrimoniale con conseguente divorzio a causa di liti con
il coniuge per le perdite subite.
Lemozione purtroppo pu manifestare tutta la sua
potenzialit
distruttiva quando decidete di voler
autogestire le vostre finanze ed i vostri investimenti in
quanto vi fa scontrare con la vostra parte irrazionale (che
solitamente emerge quando si sotto pressione o in una
situazione di pericolo).
A riguardo le persone che
investono si possono dividere in due categorie, gli
speranzosi ed i timorati. I primi sono rappresentati da
tutti quelli che non vogliono mai smobilizzare un
investimento che sta perdendo perch non sopportano
lidea di realizzare una perdita (magari anche di piccole
dimensioni) e sperano sempre che prima o poi la perdita
verr riassorbita. A livello psicologico la capitalizzazione
di una perdita su una determinata operazione finanziaria
viene percepita come un fallimento o come una sconfitta
personale ed il vostro ego non accetta lidea che voi vi
possiate essere sbagliati su quella tipologia di
investimento. In questi casi linvestimento che allinizio
perdeva un meno 5 % pu lievitare nel tempo ad un meno
50 % a causa della vostra mancanza di decisione (ovvero
110

lo smobilizzo anticipato con contestuale capitalizzazione


della perdita).
La seconda categoria, quella dei timorati, invece
composta da tutti quelli preoccupati nel vedersi una
perdita inaspettata nonostante la bont delle loro analisi
o della validit dei suggerimenti ricevuti da terzi (banche
o promotori). Chi appartiene a questa categoria tende
solitamente ad agire molto razionalmente partendo da
unanalisi logica di fondo ineccepibile del tipo: avevo
investito per guadagnare perch lanalisi effettuata dava
elevate probabilit di successo, se sin da subito questo
non si verificato significa che la disamina iniziale non
era corretta, pertanto inutile intestardirsi su qualcosa
di sbagliato, meglio uscirne subito ora e puntare su
qualcosaltro.
Nella pratica quotidiana sappiate che la maggior parte
delle persone che investono appartengono alla prima
categoria ovvero a quella degli speranzosi, mentre alla
seconda solitamente fanno parte gli operatori di borsa, i
gestori fiduciari e tutti coloro che hanno una innata
capacit di gestione del rischio.
Solitamente il comportamento di un investitore
vincente in grado di gestire razionalmente le proprie
emozioni tende a fargli sperare che un piccolo guadagno
virtuale possa aumentare a dismisura e al contempo teme
che una piccola perdita virtuale possa trasformarsi in un
perdita ingente. Questo lo porta ad abbracciare il famoso
detto di borsa per cui bisogna lasciar correre i profitti e
tagliare subito le perdite (vi assicuro che non facile
rispettare con disciplina questo modus operandi). Di
111

contro invece un investitore improvvisato e senza


disciplina tende a fare lopposto ovvero tagliare subito i
piccoli profitti virtuali nella paura che possano svanire
velocemente e sperare che una piccola perdita virtuale
venga riassorbita nel tempo.
Torneremo con
approfondimento su questo tema proprio nel quarto
capitolo.
Alla fine un buon investitore anche un ottimo
psicologo di se stesso in quanto in grado di gestire
razionalmente anche il suo alter ego: non dimenticate
dora innanzi quando investirete di considerare quanto
abbiamo visto in questo paragrafo, non dobbiamo infatti
permettere che un investimento sbagliato o mal ponderato
allinizio possa influenzare il nostro stato danimo e la
nostra serenit emotiva.
Come realizzare un portfolio management
Questo paragrafo ha la finalit di fornirvi dei modelli di
allocazione a cui prendere spunto per realizzare un
proprio portfolio management. Con questo termine si
suole indicare la tipologia di gestione di un portafoglio con
pi comparti di investimento: abbiamo approfondito le
relazioni tra rischio, rendimento atteso, orizzonte
temporale e correlazione inversa, ora analizziamo tre
tipologie di portafoglio standard per classe di rischio
attraverso tre grafici a torta.
Presenteremo tre possibili esempi di portafogli ai quali
ispirarsi per costruirsi il proprio a secondo delle proprie
aspettative ed esigenze. Naturalmente non pretendo che
112

diventiate tutti consulenti e gestori di patrimoni, tuttavia


con questi modelli di portfolio management potrete
confrontare le offerte ricevute da banche o promotori e
richiedere determinate modifiche od integrazioni. Alla
fine lobiettivo dichiarato sempre lo stesso: dovete poter
essere in qualsiasi contesto padroni del vostro denaro.

Profilo generico di rischio basso


Titoli di stato 60
Obbligazioni corporate 20
Liquidit 10
PAC 10
Spiegare cosa c dentro, perch e cosa rischia un
portafoglio di questa portata, naturalmente sar vostra o
selezionare i singoli comparti o farveli consigliare dalla
vostra banca sempre ricordando quanto appreso nel 1 e 2
capitolo.
Profilo generico di rischio medio
Profilo generico di rischio alto

Queste indicazioni potranno sembrare scontate eppure


sappiate che nellesaminare numerosi portafogli non sono
mai riuscito ad individuare dalla loro composizione
globale la propensione di rischio del singolo investitore,
113

proprio perch il pi delle volte quanto era stato


sottoscritto era frutto della casualit o di un turnover di
portafoglio. In buona sostanza si compravano titoli, fondi
ed obbligazioni perch venivano consigliati di volta in
volta che ci si presentava allo sportello chiedendo come
investire i tali 20.000 euro di turno che giacevano
infruttiferi sul conto corrente o perch venivano proposti
dal promotore sulla base di politiche di marketing
relazionale. Nessuno aveva bene in mente come doveva
essere strutturato il proprio portafoglio ed a quale torta
(di quelle viste prime) doveva tentare di assomigliare.
Vi porto ad esempio il seguente portafoglio di un
investitore che si trovato a d ereditare lintero asse
ereditario della sua famiglia a seguito di un tragico
incidente automobilistico, il quale ha delegato in toto la
banca che deteneva i risparmi della sua famiglia con una
gestione patrimoniale molto dinamica (per non dire
sfacciata).
Torta caso pucci
Dopo due anni di gestione dirette potete vedere voi
stessi come la banca ha fatto acquistare fior di
obbligazioni e fondi azionari quasi di pari importo alle
prime: ho scoperto che le obbligazioni sono state cedute
dallo stesso portafoglio della banca al suo stesso cliente
(probabilmente perch ormai scomode in vista del rialzo
dei tassi) e che i fondi azionari facevano tutti parte dei
prodotti distribuiti allo sportello. Questa gestione
patrimoniale ha un costo annuo del 1,5 % a prescindere
114

dai risultati che riesce ad ottenere: tra laltro analizzando


il contratto di gestione ben riportata la man leva del
cliente circa le eventuali operazioni che venissero
effettuate in pieno conflitto di interessi. Un tipico conflitto
di interessi la banca che mi vende i suoi fondi azionari
perch deve realizzare volumi di sottoscrizione quando
magari la concorrenza ha un prodotto pi competitivo e
meno oneroso.
Adesso capite perch un modello di portafoglio pu
essere cos importante in quanto vi consente di avere un
parametro di paragone e di imitazione qualora desideriate
riprodurre un determinato tipo di risultato.
Considerate infatti che nel caso proposto, linvestitore
desiderava avere una rendita finanziaria certa nel tempo
e non intaccare il capitale: la gestione ha prodotto
esattamente lopposto.
Le tre pentole di Sir John Templeton
John Marks Templeton stato un pioniere di successo
dellindustria del risparmio gestito e nel settore dei fondi
di investimento vissuto durante lo scorso secolo: stato
uno dei primi fund manager statunitensi ad investire a
livello mondiale, puntando soprattutto sui paesi
emergenti. Ha creato una delle pi grandi societ di
gestione del risparmio del mondo sfruttando le sue
strategie di investimento, che ora fa parte della famiglia
di fondi statunitensi meglio conosciuta con il nome di
Franklin Templeton Invesments. Conosciuto in tutto il
mondo anche per le sue iniziative filantropiche come il
115

Templeton Prize, un premio in denaro destinato ai pi


importanti lavoro di studio e ricerca sulla dimensione
spirituale dellesistenza umana.

Prima

Seconda

Terzo

Pentola

Pentola

Pentola

Rischio

Rischio

Rischio

Basso

medio

alto

Ipotesi di
Rendimento
3%

Ipotesi di
Rendimento
7%

Ipotesi di
Rendimento
15 %

Titoli di Stato
Depositi
P/T

Obbligazioni
Fondi bilanciati
PAC

Azioni
Hedge Fund
ETF

Patrimonio
allocato

Patrimonio
allocato

Patrimonio
allocato

70 %

20 %

10 %

116

Una delle sue pi celebri citazioni stata buy when there


is blood in the streets ovvero compera quando vedi
scorrere il sangue nelle strade, riferendosi per
similitudine ai momenti di panic selling durante le sedute
di borsa con chiusure molto negative, in cui noto
possibile acquistare a prezzi quasi regalati a causa
dellemotivit irrazionale degli operatori di borsa.
Molto conosciuto anche il piano di investimento e
risparmio dei tre pentoloni che Templeton usava
raccontare per descrivere come si poteva creare un
portafoglio di investimenti strutturalmente solido ed in
grado di lievitare in maniera lenta e progressiva nel corso
degli anni.
Immaginate a tal proposito di suddividere il vostro
patrimonio in tre parti e di investire ciascuna allinterno
di tre pentoloni, ognuno dei quali caratterizzato da
tipologie di investimento omogenei per grado di rischio e
possibile rendimento: potete osservare la tabella
soprastante che riepiloga la strategia dei tre pentoloni.
Quello che interessante da sapere come vengono
alimentati i tre pentolini nel corso del tempo dopo la
prima allocazione che come potete vedere non uguale
per i tre contenitori: infatti il 70 % del patrimonio deve
essere posizionato nel primo pentolone, che pu vantare la
protezione totale del patrimonio unita ad una modesta
remunerazione.
Nella seconda pentola si investir il 20 % del proprio
patrimonio, puntando come potete notare anche voi su
prodotti obbligazionari e volendo anche qualche fondo
bilanciato: la finalit quella di poter ottenere una
117

remunerazione almeno doppia rispetto a quella della


prima pentola. Infine il terzo pentolone sul quale dovr
essere investito non oltre il 10 % del vostro patrimonio
liquido puntando su investimenti piuttosto rischiosi, ma
anche molto remunerativi. Non finita: ora viene il bello.
Il profitto annuo che trarrete dal secondo pentolone dovr
essere suddiviso in due parti uguali che dovranno essere
reinvestite rispettivamente
nel primo e nel terzo
pentolone. Cos facendo creerete le premesse per una
crescita razionale, robusta e redditizia nel tempo, in
quanto se vi fermate a riflettere come sono investiti i
vostri capitali vi renderete conto che oltre i 2/3 sono
investiti in strumenti a protezione del capitale (come ad
esempio un titolo di stato europeo) e solo 1/10 investito
in mercati volatili e molto rischiosi.
Attraverso questo meccanismo di allocazione per
comparti di rischio diverso, potrete alimentare di continuo
il vostro salvadanaio, rappresentato dal primo pentolone,
e beneficiare dei forti periodo di rialzo dei mercati
azionari (quando questi si verificheranno) sfruttando
linvestimento ponderato per epoche temporali diverse.
Sar infatti il terzo pentolone (quando non ve lo
aspettate) ad apprezzarsi notevolmente nel tempo
sfruttando la volatilit ed emotivit dei mercati: volendo
anche qui potete replicare il reinvestimento degli utili del
terzo pentolone, allocandone una met allinterno del
secondo pentolone.
La ratio di queste allocazioni vi deve portare a dormire
sonni tranquilli visto che supponendo per assurdo che la
parte di investimento pi rischiosa dovesse azzerarsi, il
118

vostro stile di vita e le vostre potenzialit di spesa non


muterebbero affatto infatti vi trovereste con una perdita
complessiva di appena un decimo che pu essere
recuperata
facilmente
nel
tempo
(capiremo
successivamente nel quarto capitolo il problema del
recupero delle perdite).
Per quanto possa essere avvincente ed al tempo stesso
molto banale, sappiate che nella realt odierna sono
pochissimi i risparmiatori che prendono spunto dal
sistema dei tre pentoloni di Templeton: solitamente infatti
ho avuto modo di vedere situazioni diametralmente
opposte ovvero un frazione del patrimonio (20/25%)
investito in titoli di stato ed il resto (75/80%) allocato in
gestioni di patrimoni a rischio medio alto con fondi
azionari o peggio ancora titoli azionari acquistati con il
fai da te sulla base del sentito dire.
Le tre pentole di Templeton possono dare veramente
molta soddisfazione e gratificazione personale perch
rappresentano con grande facilit come diversificare
razionalmente il proprio portafoglio: lunico onere che vi
competer sar la selezione specifica di cosa inserire nel
secondo e nel terzo pentolone, a riguardo il quarto
capitolo ci fornir gli strumenti per imparare a cercare il
prodotto pi a voi idoneo.
La strategia Core Satellite
Una strategia di allocazione molto utilizzata dai gestori di
patrimoni la strategia di core satellite il cui obiettivo
principale quello di suddividere il patrimonio da gestire
119

in due parti fra di loro collegate. La parte principale del


patrimonio (il core ovvero il nucleo) investita in comparti
a capitale protetto e rendimento garantito (quali possono
essere i titoli di stato o i fondi monetari), mentre la
restante parte viene a sua volta suddivisa in allocazioni di
capitale (i satelliti appunto) correlate negativamente fra
di loro. Immaginate a tal proposito un pianeta ed i suoi
satelliti: lo scopo principe di questa strategia garantire
oltre ad una efficiente diversificazione anche una cospicua
protezione al patrimonio investito. Il core infatti deve
rappresentare il pianeta, e pertanto deve avere una
dimensione considerevole rispetto ai satelliti.
Potete esaminare la seguente allocazione di core
satellite che avevo proposto durante un seminario
finanziario nellestate del 2007 appena dopo il fallimento
della Northern Rock e lo scoppio della bolla finanziaria
sui mutui subprime negli States.
Come potete osservare il 40 % del portafoglio era stato
allocato nel Bund ovvero il titolo di stato tedesco a dieci
anni ritenuto pi sicuro al mondo in quel momento:
questo investimento rappresentava quindi il core del
patrimonio in quanto garantiva il patrimonio protetto ed
un rendimento allora piuttosto appetibile.

120

I satelliti invece erano costituiti da quattro comparti di


pari dimensione ma uno disgiunto dallaltro in termini di
rischio ed aspettativa di rendimento: sostanzialmente
erano correlati negativamente. Lo scopo di questa
allocazione era volto alla preservazione del capitale
accumulato a fronte di un successivo peggioramento del
quadro macroeconomico che alcuni analisti, tra i quali
anche il sottoscritto, si aspettavano per i successivi
semestri (ricordo che un anno dopo si verific il fallimento
della Lehman Brothers).
Naturalmente per ogni epoca ed ogni propensione al
rischio sarebbe ipotizzabile realizzare una allocazione di
core satellite una diversa dallaltra. Lo scopo di questo
paragrafo di illustrarvi la possibilit di strutturare per
il vostro patrimonio una allocazione di core satellite,
partendo da un nocciolo duro attorno al quale vengono
affiancati tre o pi comparti di investimento non
121

correlato. Sta a voi adesso in poi pretendere dal vostro


promotore o richiedere allo sportello della vostra banca di
essere soddisfatti in termini di asset allocation, andando a
specificare magari che desiderate un modello di
portafoglio sul genere core satellite.
Buy & hold oppure hit & run ?
Quando si decide di costruire un portafoglio composto di
investimenti di varia natura, oltre a considerare la
propensione al rischio ed allorizzonte temporale,
necessario definire il comportamento di gestione di chi
investe, a riguardo infatti possiamo individuare due stili
di gestione possibili: il cassettismo (buy & hold) oppure
il mordi e fuggi (hit & run).
Il cassettismo si caratterizza per uno stile di gestione
improntato su una bassa movimentazione e rotazione del
portafoglio (in alcuni casi anche una volta ogni due anni):
viene rappresentato in lingua inglese dalla dicitura buy
& hold che fa capire letteralmente in cosa consiste ovvero
compra e conserva. I cassettisti sono investitori che
investono senza lutilizzo di grandi metodologie di
selezione, semplicemente acquistano e mantengono in
portafoglio quanto stato loro raccomandato da un
analista finanziario oppure perch ne hanno avuto notizia
allinterno di un periodico di settore o semplicemente
perch ritengono a livello personale che un determinato
tipo di investimento pu dare soddisfazione nel lungo
termine.

122

Solitamente sono investitori cassettisti tutti coloro i


quali puntano ad una remunerazione confidando sulla
rivalutazione generica che si ottiene nel lungo termine,
soprattutto quando si considerano investimenti di natura
azionaria. Per ovvie ragioni tecniche i cassettisti hanno
sempre unaspettativa rialzista sul mercato, proprio
perch confidano in un rialzo sistematico delle quotazioni
e dei prezzi nel lungo periodo. Possono essere considerati
cassettisti anche tutti coloro che non avvertono lesigenza
di dover rivedere le loro scelte di portafoglio nel breve
termine in quanto desiderano non vivere settimanalmente
con lo stress da posizione. Questultimo rappresenta lo
stato di tensione mentale ed emotiva a cui sottoposto
lorganismo a fronte di un continuo stato di allerta
riguardante gli investimenti effettuati. Questo spiega il
perch molti investitori preferiscono delegare in toto la
gestione del loro portafoglio visto che non desiderano
affaticarsi intellettualmente per conoscere e comprendere
le problematiche finanziarie dei loro investimenti,
ritenute generalmente ostiche per luomo comune.
Di parere esattamente opposto abbiamo gli investitori
mordi e fuggi che ricercano continuamente le migliori
opportunit che il mercato possa loro offrire: questo pu
valere tanto per linvestimento azionario tanto per quello
obbligazionario, pensate infatti alla volont di
smobilizzare un obbligazione di stato per sostituirla con
quella di un altro solo perch considerata pi sicura o pi
redditizia.
Chi sceglie questa strada naturalmente accetta di
essere costantemente sotto pressione, in quanto lobiettivo
123

che si prefigge quello di trovare il parcheggio pi


remunerativo o meno rischioso per il proprio denaro.
Questa tipologia di investitori a fronte della loro frenetica
ed incessante ricerca di maggior rendimento o minor
rischio viene tacciata impropriamente di essere fautrice di
speculazione finanziaria. In realt il loro comportamento
perfettamente consono al significato letterale proprio del
termine latino da cui deriva la parola speculazione ovvero
il participio passato del verbo specere quindi specula
che allora designava l'attivit di osservazione e guardia
dei soldati legionari. Pertanto il significato etimologico
dellitaliano speculare deriva dal guardare lontano con
attenzione. Linvestitore hit & run pertanto possiamo
dire che specula in quanto intento ad ottenere risultati
positivi sulla base della sua osservazione e delle sue
aspettative.
Oggi giorno invece il termine speculazione viene quasi
sempre associato erroneamente a fenomeni sociali o di
mercato considerati poco etici od in contrasto con il
concetto di giusto profitto. Sappiate che il termine
speculazione deve essere inteso invece come esclusiva
attivit di lucro derivante dallacquisizione e successiva
vendita di qualsiasi bene, oggetto o valore mobile
caratterizzato da un prezzo di acquisto ed uno di vendita.
Pertanto su questa base di giudizio sappiate che chiunque
potrebbe essere tacciato di speculazione, anche chi vuole
vendere la propria abitazione ad un prezzo superiore a
quello sostenuto per acquistarla tempo prima.
Non confondete a tal ragione lo speculatore finanziario
con lo sciacallo finanziario ovvero quel soggetto che non si
124

occupa di incrementare il valore di un patrimonio


attraverso una o pi forme di investimento, ma piuttosto
di appropriarsi di propriet e beni di investimento in
occasione di episodi ed eventi di portata eccezionale sui
mercati finanziari
A quali rischi ci possiamo esporre ?
Una ignorata comprensione dei rischi finanziari a cui ci si
pu esporre in questo o quellinvestimento pu causare dei
risentimenti legati allinsoddisfazione dei risultati
ottenuti. Molti piccoli risparmiatori investono senza
conoscere nello specifico i rischi a cui si stanno esponendo.
Ritengo doveroso pertanto soffermarmi su questo
paragrafo per illustrarvi ed analizzare i vari rischi di
mercato su cui possibile imbattersi. In linea di massima
il vocabolo rischio rappresenta la probabilit di subire
un danno (in questo caso economico) a fronte di un evento
inatteso. Questultimo pu verificarsi per svariate ragioni,
ciascuna delle quali identifica una diversa tipologia di
rischio. Vediamole ed analizziamole in rassegna una ad
una.
Rischio Emittente: il rischio specifico legato alle sorti
di un emittente di uno o pi strumenti finanziari, se
investo, per esempio, in obbligazioni di una grande banca
dinvestimento, le sorti del mio investimento saranno
direttamente collegate alle sorti della tal banca di turno.
Qualora investa tutto il mio patrimonio in un prodotto
finanziario emesso da un singolo emittente mi esporrei ad
un rischio piuttosto elevato in quanto se dovesse fallire
125

lemittente tutto il mio portafoglio si polverizzerebbe. Per


questo motivo come abbiamo gi ricordato non si deve mai
allocare tutto il patrimonio in un unico contenitore.
Rischio Mercato: rappresenta il rischio connesso
allandamento di un determinato mercato o settore
economico (immaginate a tal punto il mercato degli
investimenti cartolarizzati collegati ai mutui subprime
americani). Questo rischio ha natura generica implicita,
non esiste infatti un mercato privo di rischio. Quando si
costruisce un portafoglio sarebbe opportuno diversificare
anche per aree di Rischio Mercato: considerate a questo
punto un investimento nel mercato azionario ma
suddiviso per tipologie di titoli: azioni di societ
farmaceutiche, azioni di compagnie telefoniche e azioni di
societ petrolifere. Questa diversificazione mi potrebbe
consentire di avere una presunzione di rendimenti non
correlati e quindi di espormi con tre diversi gradi di
rischio in tre aree di business fra di loro separate.
Potrebbe infatti verificarsi che se il prezzo del greggio
dovesse scendere e quindi diminuire i profitti delle
compagnie petrolifere, la richiesta di medicinali potrebbe
subire unimpennata per circostanze inattese (pensiamo
al bombardamento mediatico creato con linfluenza suina
nel 2009).
Rischio Valuta: se effettuiamo investimenti in dollari
americani o in sterline inglesi, il controvalore del nostro
investimento sar influenzato anche dallandamento dei
rispettivi rapporti di cambio con la divisa europea. Non
detto tuttavia che il risultato finale possa essere pi che
positivo a seguito di uninfluenza favorevole del rapporto
126

di cambio, tuttavia per evitare spiacevoli sorprese si


potrebbero realizzare delle apposite coperture sul rischio
di cambio. In ogni caso chi lo desidera pu evitare di
esporsi su questo fronte semplicemente evitando gli
investimenti in valute estere.
Rischio Liquidit: questa tipologia di rischio non
spesso molto presa in considerazione, in buona sostanza
per smobilizzare uno strumento finanziario (obbligazione,
azione, index linked e cosi via) necessario che esistano
acquirenti interessati allo stesso. Se possediamo infatti
uno strumento finanziario che non viene scambiato sul
mercato molto frequentemente (o che magari non viene
scambiato affatto) ci si esponiamo al rischio di non poter
smobilizzarlo. Per alcune casistiche si riesce a risolvere il
tutto svendendo rispetto al prezzo presumibile di realizzo.
Il mio consiglio vi deve portare ad evitare questa
tipologia di investimenti, richiedendo sempre al vostro
interlocutore che garanzie vengono fornite quando ci si
appresta ad investire in strumenti caratterizzati da
questo tipo di rischio. Per esempio chi investe in
obbligazioni di banche di credito cooperativo o di banche
popolari potrebbe trovarsi un titolo non facilmente
liquidabile in quanto privo di mercato delle negoziazione:
per superare questa problematica molte banche si
mettono disponibili a riacquistare il titolo nei limiti di
importi prefissati. Il rischio di liquidit pu essere
presente anche nella compravendita di ETF se gli stessi
sono molto peculiari ed esotici come mercati di replica, in
questi casi sarebbe vivamente sconsigliato di investire in

127

questi, ma cercare delle


concorrenti pi trattati.

alternative

da

emittenti

Le agenzie di rating: ma servono davvero ?


E chi non le ha sentite citare almeno una volta,
soprattutto dopo i recenti scandali finanziari, Standard &
Poors, Moddys e Fitch: sono aziende private che si
occupano di svolgere attivit di indagine ed analisi
finanziaria al fine di poter dare un giudizio di merito (il
rating appunto) tanto ad un emittente quanto agli
strumenti finanziari che emette.
Standard & Poors, Moddys e Fitch sono le agenzie di
rating pi conosciute al mondo, di fatto dominano il
mercato dei giudizi di rating, rappresentando un
autentico oligopolio incontrastato: non a caso spesso la
stampa di settore le cita come le tre sorelle.
Il rating una valutazione dellaffidabilit creditizia e
quindi del grado di sicurezza che pu essere assegnato ad
una singola impresa o ad un paese sovrano: questo
giudizio viene formulato utilizzando la nota scala di
lettere che potete osservare qui sotto. Ogni agenzia ha
una propria nomenclatura circa le lettere utilizzate per
esprimere un giudizio di rating, tuttavia tutte e tre
convergono nellutilizzo dei rating pi utilizzati o richiesti,
per esempio la tripla A.

Rating

S&P

Moodys

Sicuro
128

Fitch

Pericolo

Sostanzialmente il ruolo dellagenzia di rating fornire


unopinione (come vedremo non sempre indipendente)
circa il grado di rischio e laffidabilit a restituire un
prestito che possono avere tanto uno stato quanto un
azienda che emettono ad esempio un prestito
obbligazionario. Pertanto ad un rating elevato corrisponde
una elevata probabilit di essere rimborsati da un
debitore
a cui ho prestato denaro sotto forma di
investimento (attraverso un titolo di stato o una
obbligazione decennale).
Attenzione comunque che il giudizio di rating non
rappresenta una certificazione assoluta sulla sicurezza
dellinvestimento, ma solo un giudizio di parte emesso da
un interlocutore di prestigio, che ha un approfondita
conoscenza e provata esperienza nelle analisi economiche.
Questa leggerezza nellinterpretazione del rating
spesso provoca degli spiacevoli episodi di incomprensione
soprattutto quando si investito in prodotti con rating
AAA (il massimo rating) rincuorati dalla fraterna
dialettica di chi magari lavora allo sportello bancario:
questo prodotto sicurissimo infatti AAA, quindi potete
stare tranquilli. Purtroppo le obbligazioni Lehman
129

Brothers erano AAA ed il loro rating elevato (discutibile)


non le ha salvate dal bagno di sangue che le ha
caratterizzate.
Tuttavia conoscendo come vengono commissionati i
rating che possono emergere fondati dubbi sulla effettiva
bont e validit dei rating assegnati. Infatti a riguardo
opportuno sapere che la richiesta di rating viene
commissionata da chi emette il debito. I singoli emittenti
pertanto interpellano le agenzie di rating richiedendo loro
lemissione di un giudizio a fronte di un corrispettivo
pattuito per lattivit desame, danalisi e di valutazione.
Senza essere dei premi Nobel in Economia ritengo che
qualsiasi persona di buon senso possa presumere
lesistenza di conflitti di interesse per ovvie motivazioni
sul rapporto che si instaura tra chi richiede e paga il
rating e chi si occupa di emetterlo sulla base di una
richiesta specifica.
Recentemente
lADUSBEF (www.adusbef.it) ha
sollevato non poche perplessit circa il loro operato e
soprattutto sulla efficacia dei giudizi emessi arrivando a
sottolineare come sempre pi spesso i loro giudizi o le loro
valutazioni si siano dimostrate errate o fuorvianti per i
risparmiatori che avessero seguito i loro giudizi.
A mio avviso i giudizi delle tre sorelle ormai non sono
pi tanto credibili e soprattutto imparziali, basta infatti
che ci soffermiamo a scrutare chi compone il loro
azionariato e chi siede nei relativi consigli di
amministrazione per comprendere il loro potere
mediatico. Senza appesantire la lettura con nomi e
cognomi di questo o quello, sappiate che troverete nei
130

rispettivi ponti di comando un pool di amministratori di


banche, societ che gestiscono fondi di investimento e
multinazionali che vanno dal settore petrolifero a quello
alimentare.
Alla fine si comprende abbastanza intuitivamente
come le agenzie di rating rappresentino in realt
unarticolata rete di rapporti di potere, attraverso i quali
banche e multinazionali controllano il sistema finanziario
del pianeta, esercitando un controllo assoluto attraverso
la determinazione dellaffidabilit finanziaria tanto di
unazienda che di uno stato.

131

Quarto Capitolo
DISCIPLINA E TECNICHE DI GESTIONE

Questo capitolo potrebbe sembrarvi inutile, soprattutto il


titolo magari vi suggerisce ilarit: nel vostro intimo
profondo infatti siete desiderosi di scoprire ed imparare le
tecniche ed i trucchi del market timing (quando il
momento di fare un investimento) oppure come investire
in azioni e cos via. Niente di pi errato. Prima dovete
imparare come la maggior parte delle persone perdono
denaro a causa di una totale mancanza di disciplina, sia
nella gestione degli investimenti profittevoli e soprattutto
in quelli perdenti.

132

Sappiate a questo punto che un buon investitore che


riesce a realizzare performance costanti nel tempo dalla
selezione di investimenti remunerativi ha come prima
qualit intrinseca una sistematica e metodica disciplina.
La torta che vedete riportata fa veramente capire quali
sono le risorse vincenti che devono essere oggetto di
attenzione e sviluppo al fine di consentirvi di conseguire
risultati profittevoli e soddisfacenti. La qualit pi
importante la disciplina, concepita come la capacit di
dominare i propri istinti e di governare il proprio
comportamento. La tecnica di gestione dellinvestimento
come potete vedere secondaria in virt del fatto che
esistono molteplici tecniche e strategie, le quali possono
far tutte conseguire risultati positivi a patto di essere
dotati di una severa disciplina.
Abbiamo gi dato nel terzo capitolo alcuni accenni
riguardanti il delicato equilibrio tra emozioni e disciplina
quando si effettua un investimento: adesso analizzeremo
pertanto nello specifico le regole di comportamento
operativo (disciplina) che dovranno supportare le vostre
decisioni al fine di trasformarvi in padroni del vostro
denaro.
Operare sempre con una strategia precisa
Iniziamo con la prima regola di condotta: ogni vostra
decisione di investimento non deve essere lasciata al caso,
non si deve investire se non si ha bene in mente la triade:
133

aspettativa di rendimento, propensione al rischio ed


orizzonte temporale. Mai comprare un fondo azionario o
sottoscrivere la tal polizza index linked perch lo si letto
di sfuggita sul qualche giornale, perch ne abbiamo
sentito parlare in palestra o perch ci stato proposto allo
sportello bancario.
Abbiamo avuto modo di analizzare svariate strategie
di investimento, forse quelle pi facilmente appetibili
possono essere la strategia di core satellite oppure la
strategia di allocazione con le tre pentole di Templeton.
Il vostro ego o un impulso irrazionale non devono
permettere
che
queste
allocazioni
strutturate
proporzionalmente vengano modificate o smobilizzate per
lasciar spazio a qualche consiglio o rumors di mercato che
avete udito nellaria.
Questa prima regola di comportamento costruisce le
fondamenta del vostro successo: scegliete pertanto
attentamente attraverso analisi e recensioni economiche
la strategia che consona ai vostri obiettivi ed
implementatela. Qualora vi serva un aiuto o un supporto
alle scelte richiedete laffiancamento del vostro promotore
o di un private banker della vostra banca, ma ricordando
sempre che questi soggetti non sempre vi consigliano
esclusivamente per il vostro tornaconto personale.
Ricordate che non dovete sentirvi a disagio nel
chiedere, questi soggetti hanno le redini del vostro
portafoglio, dovete alzare la voce e riprendervele, per
imporre voi dora innanzi qualsiasi scelta allocativa.
Non dimenticarti mai lo stop loss
134

Letteralmente stop alla perdita, con questo termine si


suole identificare una metodologia operativa finalizzata a
salvaguardare il capitale investito in un'attivit
finanziaria, nel caso in cui l'andamento del mercato
avesse una direzione avversa alle aspettative iniziali. Con
lo stop loss potete smobilizzare una posizione investita che
continua a perdere valore, questo vale tanto per i titoli
azionari che per i fondi.
Lo stop loss il pi efficace accorgimento che potete
adottare per la gestione del rischio di investimento, pu
essere conseguito anche attraverso un ordine di vendita
condizionata alla propria banca, ad esempio se il tal titolo
acquistato a 5 euro ad azione dovesse scendere a 4.80 euro
allora la posizione deve essere liquidata dufficio senza
interpellarvi. Come vedremo nel quinto capitolo la
maggior pate delle piattaforme di trading e banking
online forniscono questo strumento operativo. Nel caso
invece lo stop loss sia rappresentato dal raggiungimento
di un livello di allerta, sar essenziale per la gestione del
rischio rispettare con severa disciplina la strategia di
uscita che ci si era prefissata. Vi faccio un esempio:
supponiamo che investiate in un fondo azionario o
bilanciato, in base alla vostra propensione al rischio
potete mantenere queste posizioni in portafoglio din tanto
che non arrivino a perdere oltre il 15 %. Qualora si
verifichi questa eventualit dovrete prontamente e senza
indugio impartire lordine di smobilizzo attarverso il
vostro promotore o lo sportello bancario, esigendo che
vengano rispettate le vostre volont.
135

Ricordate quanto abbiamo detto nel primo capitolo


riguardo agli intermediari agli investimenti ? Loro
saranno i primi che vi diranno di non smobilizzare perch
secondo le loro analisi il tal mercato sar destinato a
risalire e cosi via: non dimenticate mai il danno economico
che cagionate a questi soggetti quando disinvestite il
vostro denaro. Pertanto la missione che avete sar sempre
quella di essere padroni del vostro denaro, in qualsiasi
momento.
Lo stop loss ha una funzione protettiva nei vostri
confronti in quanto vi deve mettere in condizione di poter
recuperare la perdita semplicemente spostandovi in un
altro investimento. Supponiamo che voi investiate in un
fondo azionario e questo inizi a perdere velocemente il 10
%, poi il 15 %, passando al 25 % e cosi via. Se non
interveniamo quanto prima rischiamo di compromettere
la possibilit di recuperare velocemente la perdita o
addirittura di non recuperarla pi affatto. Infatti mentre
per riassorbire una perdita del 10 % basta una
performance positiva del 12 %, per un meno 50 % occorre
un performance a tre cifre ovvero il 100 %.
Quanto serve per recuperare una perdita
ad un - 10 %

occorre un + 12 %

ad un - 20 %

occorre un + 25 %

ad un - 30 %

occorre un + 45 %

ad un - 50 %

occorre un + 100 %

Questo punto viene spesso ignorato o troppo poco


considerato, a causa di una scarsa o inesistente disciplina.
Sono moltissimi i risparmiatori italiani che si ritrovano
136

sul dossier titoli Telecom Italia a 8 euro (oggi vale un


euro), Seat a 2 euro (oggi vale qualche centesimo) oppure
Tiscali a 30 euro (oggi vale quasi zero), e lo stesso si
potrebbe dire per alcuni fondi azionari o addirittura
obbligazionari.
Lapplicazione dello stop loss deve essere ferrea e mai
negoziabile con se stessi. Ricordate che non otterrete mai
un performance del meno 30 % se al meno 5 % vi fermate
e cambiate investimento. Purtroppo se dobbiamo
applicare uno stop loss discrezionale, vale a dire che
dobbiamo essere noi ad impartire lordine di smobilizzo
alla banca, in quel momento ci scontriamo come abbiamo
gi visto con il nostro peggior nemico ovvero noi stessi.
Il nostro ego ci porter a non capitalizzare la perdita e
a rimandare a pi avanti la chiusura di una posizione in
perdita confidando e autoconvincedoci che ci sar magari
un rimbalzo di l a poco. Certo pu capitare, ma
solitamente capita che la perdita si amplifica e anzich
chiuderla ad un meno5 % la chiudiamo ad un meno 25 %
quando ormai rassegnati siamo costretti allo stop loss
della disperazione (tra poco approfondiremo questo
argomento).
Alla fine comprendete come la disciplina sia lelemento
chiave che evita di rovinarsi e di compromettere la
consistenza del portafoglio: pertanto il mio consiglio
quello di essere intransigenti con voi stessi, se siete
sposati, magari fatevi controllare dal coniuge in modo tale
che possa farvi pressioni psicologiche al fine di chiudere
un investimento che si dimostrato errato.

137

Ricordate infatti che il vostro ego tender a farvi


mantenere aperta la posizione, in quanto a livello
subconscio smobilizzare linvestimento viene visto come
un fallimento personale che genere dolore emotivo per la
realizzazione di una perdita.
Per questa considerazione tanti piccoli investitori e
risparmiatori perdono e continueranno a perdere denaro
con investimenti di vario genere, in quanto non sanno
gestire e governare le proprie emozioni e quindi non sono
padroni del loro denaro.
Infine per quanto concerne la dimensione dello stop
loss questultima nella maggior parte dei casi
discrezionale, quindi proporzionale alla propensione di
rischio di ognuno. Infatti potremmo avere chi una gestione
patrimoniale in fondi disposto a mantenerla anche fino
ad un meno 20 % mentre altri metterebbero un tetto pi
basso. Lo stop loss invece diventa quasi universale per
determinate operazioni effettuate nei confronti del
mercato azionario, soprattutto con i titoli. Vedremo nel
quinto capitolo che esistono dei segnali grafici per gli
indici azionari ed i titoli che fanno capire se un rialzo o un
ribasso possono proseguire, invertirsi o amplificarsi.
Sopprimi il tuo ego: non mediare
Mai mediare: questo un tipico errore che si commette
soprattutto con gli investimenti azionari solitamente in
seguito alle pressioni e consigli di promotori e sportellisti
banca. Cerchiamo tuttavia di spiegare con un esempio che
cosa significa mediare per chi non conoscesse questo
138

termine. Immaginate di acquistare le quote di un fondo


azionario a 10 euro ciascuna, investendo un importo
complessivo di 25.000 euro, tuttavia nei successivi tre
mesi a seguito di una contrazione degli indici azionari il
controvalore della quota si abbassa a 9 euro, quindi con
una perdita virtuale del 10 %. A quel punto decidete di
investire altri 25.000 euro per abbassare il valore di carico
delle quote del fondo che avete in portafoglio,
sostanzialmente effettuando unoperazione di mediazione.
Cos facendo infatti la media dacquisto totale diventa
di 9.5 euro per quota (nella terminologia finanziaria si
parla di un average down): in questo caso la perdita in
percentuale si dimezza passando dal meno 10 al 5 %, ma
non cambia in termini monetari infatti adesso anche se
avete una esposizione per 50.000 euro la perdita ammonta
sempre a 2.500 euro.
Quanto sopra si pu replicare anche per un qualsiasi
titolo azionario, basta infatti sostituire il valore di una
quota con la quotazione del titolo che avete in portafoglio.
Loperazione di mediazione espone linvestitore ad un
potenziale di perdita solitamente doppia rispetto a quella
preventivata allorigine, infatti nel caso presentato
immaginate che il vostro livello di uscita in stop loss fosse
pari al 10 % dellinvestimento: questo significa che la
soglia di perdita monetaria che avevate stabilito
preventivamente era stabilita in 2.500 euro.
Ora a seguito di un ulteriore aumento dellesposizione
vi ritrovate con uno stop loss sempre del 10 % ma
applicato ad un importo investito di 50.000 euro. Se il
mercato continuasse nella sua discesa (e di solito lo fa) vi
139

trovereste a smobilizzare il tutto con una perdita di 5.000


euro. Sappiate che esistono investitori impavidi i quali
provvedono a calmierare anche una seconda volta ovvero
acquistando altri 25.000 euro di quote e portando
lesposizione complessiva a 75.000 euro, pari a tre volte la
dimensione che si era stabilito in anticipo.
Le operazioni di mediazione non devono essere
effettuate nella maniera pi assoluta, in primis perch
alterano profondamente la vostra esposizione al rischio
rispetto a quanto avevate precedentemente deciso ed in
secondo luogo perch vi state scontrando con voi stessi a
livello emotivo ovvero piuttosto che realizzare la perdita
preferite alzare la posta confidando che le quotazioni
possano riprendersi. Un autentico errore da principianti.
Infatti
se
un
investimento
si
dimostra
controproducente e non conferma la bont delle vostre
analisi o dei suggerimenti che vi sono stati forniti deve
essere prontamente liquidato in quanto errato. A tal
proposito immaginate di aver ricevuto il consiglio di
investimento da parte del vostro promotore il quale vi
suggeriva il tal fondo azionario: ebbene se landamento
delle quotazioni non dovesse confermare la sua validit
dovrete appunto essere pronti (ecco ancora una volta la
disciplina) a smobilizzare il tutto e a sostituirlo con altro.
Non dimenticate che i mercati finanziari abbondano
quotidianamente di opportunit, non ha per questo
significato intestardirsi con una posizione che delude le
aspettative.
Fate attenzione comunque a non confondere
loperazione di mediazione con lo scaling di posizione.
140

Questo termine tecnico individua una strategia di


ingresso definita anticipatamente suddividendo limporto
da investire in due o pi tranche che saranno investite in
epoche temporali separate fra loro. Un esempio pratico vi
far comprendere questa operazione. Supponiamo che
abbiate deciso di investire 10.000 euro sul titolo ENEL.
Ora al posto di effettuare una sola transazione di
controvalore pari alla disponibilit liquida sopra indicata,
andremo a spezzare i 10.000 euro in quattro tranche da
2.500 euro ciascuna. Investiremo la prima tranche al
momento che riterremo opportuno e la seconda, solo se la
prima avr dimostrato la sua bont iniziando fin da subito
a rivalutarsi. Cos si far per la terza ed infine per la
quarta. Qualora invece lingresso con la prima tranche
dovesse dimostrarsi da subito unoperazione perdente,
dovremo abbandonare lipotesi di investire anche le
tranche successive e pertanto capitalizzare la perdita.
Lo scopo di questo approccio vi deve consentire di
realizzare consistenti profitti quando il trend di mercato
si dimostra dalla vostra parte, ad allo stesso tempo
conseguire perdite di modesta entit in quanto non siete
esposti per intero con tutto il capitale. Torneremo con
specificit su questa metodologia operativa allinterno del
quinto capitolo.
Dont fight the market
Letteralmente mai sognarsi di sfidare il mercato. Mai
intestardirsi su una posizione o un determinato
investimento che si dimostra da subito inefficiente o in
141

perdita: la ratio di questa regola disciplinare non


consentire assolutamente che una perdita del 5 % si
trasformi in una del 50 %.
Mai operare o mettersi contro il mercato con spirito di
rivalsa, perch le conseguenze sono statisticamente
devastanti. Se esce un outlook negativo su un titolo
azionario o il quadro macroeconomico di un determinato
settore su cui avete investito con fondi azionari paventa
un periodo di recessione economica inutile che
continuiate a mantenere aperta la posizione, dovete con
freddezza e disciplina smobilizzare e pensare ad altre
opportunit. Non pensate di mettervi contro il mercato
quando il sentiment degli operatori improvvisamente si
inverte, perch sarete spazzati al pari di uno tsunami.
Questo per esempio quanto accaduto durante il
settembre 2001 quando un evento assolutamente
imprevedibile (gli attacchi alle Torri Gemelli) si sono
trasformati in un detonatore ed hanno innescato nelle
settimane successive un furioso sell off. In quelle
circostanze continuare a rimanere con posizioni rialziste
sul mercato si sarebbe dimostrato un suicidio finanziario:
quando il clima di borsa muta improvvisamente
necessaria una impeccabile disciplina per evitare di
bruciarsi.
Tagliate le perdite e lasciate correre i profitti
Per dirla allinglese, cut your losses short and let your
profits run: questa la norma in assoluto pi difficile da
rispettare perch vi fa scontrare continuamente con due
142

emozioni fra di loro contrastanti: lavidit di guadagnare


denaro e la paura di perderlo. Gli operatori di borsa
professionisti temono la paura che una piccola perdita si
trasformi in una elevata e confidano nella speranza che
un piccolo profitto si trasformi in uno enorme.
Chi opera sui mercati ed investe improvvisando
solitamente tende a fare l'opposto ovvero spera che una
piccola perdita si riassorba velocemente e teme che un
piccolo profitto possa subito riassorbirsi velocemente.
Questa
errata
impostazione
disciplinare
porta
l'investitore non professionista a realizzare spesso pesanti
perdite dell'ordine del 40/60 % su comparti di
investimento che sono stati mantenuti senza stop loss.
Per implementare questa norma disciplinare dovete
avere una precisa strategia operativa, soprattutto se
trattate con i titoli azionari, pertanto ben chiari nella
vostra testa un livello ragionevole di profitto ed uno
sensato di perdita. Vedremo nel successivo paragrafo
come gestire un qualsiasi investimento a carattere
speculativo. Per ora iniziate a focalizzarvi nel voler
modificare il vostro approccio operativo: per ogni comparto
del vostro portafoglio dovrete stabilire dei paletti di uscita
sia in profitto che in perdita.
Questa scelta, che potete effettuare da soli sulla base
delle vostre convinzioni e analisi o con laiuto di un
consigliere esterno (promotore, banca, ufficio titoli e cos
via) vi deve mettere in grado di riuscire a cavalcare un
consistente movimento al rialzo.
Come gestire ogni posizione investita
143

Tratteremo in questo paragrafo come deve essere gestita


la posizione su un qualsiasi investimento a natura
speculativa, sia esso un fondo azionario, un ETF o un
comunissimo titolo azionario. Vi potr sembrare un
paragrafo noioso e superfluo, tuttavia sappiate che la
gestione di un qualsiasi investimento speculativo molto
pi importante della scelta del timing di ingresso o della
scelta della tecnica di ingresso: questo significa, a d
esempio,
che la disciplina nella gestione di un
investimento su un titolo azionario di gran lunga pi
strategica della tecnica utilizzata per acquistarlo o
selezionarlo. Cerchiamo di entrare nello specifico.
Ricordo ancora una volta che prima di effettuare un
qualsiasi investimento speculativo, soprattutto se a breve
termine, devono essere definiti in precedenza i vostri
obiettivi di profitto e di eventuale uscita in perdita.
Lesempio operativo che andremo a descrivere
considera un ingresso su un titolo azionario, tuttavia
sappiate che la stessa disamina deve essere effettuata
anche per le quote di un fondo di investimento o la
quotazione di un comparto ETF.

144

Per qualsiasi investimento dobbiamo sempre considerare


che il quantitativo della sottoscrizione o dellacquisto
possa essere suddivisibile idealmente in due tranche
uguali. Nellesempio esposto si ipotizza di investire un
importo di euro 50.000 acquistando 10.000 azioni ENEL
al prezzo di 5.00 euro. Il numero di azioni pertanto
divisibile in due lotti o tranche di 5.000 azioni ciascuno.
Se considerassimo invece un ETF o un fondo di
investimento, lanalogia sarebbe medesima, solo che al
posto del numero di azioni avremmo un numero di quote.
Ma torniamo a noi: una volta effettuata la
compravendita per tramite della vostra banca, del vostro
promotore oppure grazie alla vostra piattaforma di
banking online, sar necessario subito conoscere quali
sono i vostri livelli di uscita sia in profitto che in perdita.
Operando direttamente con un titolo azionario siamo
avvantaggiati in quanto possiamo inoltrare al mercato un
ordine pendente di vendita di 5.000 azioni (met del
portafoglio) al prezzo del primo target ovvero 5.20 euro. Di
contro dovremmo invece posizionare anche il livello dello
stop loss (ovvero lordine di vendita condizionato) per
lintero pacchetto di 10.000 azioni al prezzo di 4.90 euro.
A questo punto la nostra strategia pianificata almeno
parzialmente in quanto abbiamo fissato due paletti rigidi
che ci consentono di dormire sonni tranquilli essendo
certo lammontare della perdita massima realizzabile:
145

infatti o guadagneremo 1.000 euro (pari a venti centesimi


di capital gain per 5.000 azioni ) oppure ne perderemo
altrettanti (in caso di perdita infatti abbiamo un loss di
dieci centesimi per 10.000 azioni).
Vediamo a questo punto il comportamento da tenere
nel caso di entrambe le eventualit: partiamo dalla
casistica a noi avversa. Avete acquistato il titolo ENEL in
quanto dai consigli ricevuti o dalle vostre considerazioni
personali ritenevate che potesse salire, tuttavia il mercato
non vi d ragione ed il titolo inizia a deprezzarsi sino a
raggiungere il livello di stop loss. In quel caso uscite dal
mercato con una perdita di 1.000 euro, recuperabilissima
con un capitale investito di 50.000 euro. A questo punto
dovrete rianalizzare il sentiment di mercato e cercare
altre opportunit (evitate di rientrare sullo stesso titolo
perch saresti mossi da spirito di rivalsa per riassorbire la
perdita, meglio puntare su un altro cavallo che
intestardirsi su quello perdente).
Qualora invece il trend di borsa si manifesti positivo
vedrete le quotazioni salire fino al raggiungimento del
primo target di profitto individuato a 5.20 euro che vi
permetter di realizzare un gain parziale di 1.000 euro. A
questo punto la partita non si ancora chiusa infatti
avete ancora le altre 5.000 azioni in portafoglio che
andrete a blindare con la seguente exit strategy: se il
mercato continuer la sua salita il vostro prossimo target
sar il prezzo di 5.40 euro, mentre qualora si verifichi una
contrazione improvvisa ed inattesa ed il titolo inizi a
ripiegare allora lo smobilizzo avverr al prezzo originario
di acquisto ovvero a 5.00 euro.
146

Grazie a questa impostazione operativa, che blinda la


parte residua dellinvestimento, la vostra aspettativa si
limita esclusivamente ad un possibile ampliamento dei
profitti. Infatti in caso di ulteriore rialzo delle quotazioni
potrete realizzare altri 2.000 euro di profitto (quaranta
centesimi per 5.000 azioni), mentre qualora il mercato
dovesse inaspettatamente ritracciare la seconda tranche
si chiuder esattamente al prezzo originario di carico o di
acquisto, pertanto senza generare alcuna perdita.
Ipotesi di redditivit
Primo Target

1.000 euro

Secondo Target

3.000 euro

Posizione Stoppata

- 1.000 euro

Qui sopra trovate riepilogata una tabellina che riepiloga


la strategia di gestione cos come illustrata. Questo
approccio se rispettato con una ferrea disciplina
consentir di gestire al meglio sia il rischio e sia il
potenziale profitto che potrete ottenere da ogni tipo di
investimento speculativo, anche senza obbligarvi a
seguire giornalmente le quotazioni dei prezzi.
Con le agevolazioni della tecnologia odierna potete
infatti farvi avvisare con un SMS sul vostro cellulare
qualora un ETF, un fondo o un azione raggiungano un
determinato livello di prezzo.
Ipotizzate quindi di gestire con la stessa modalit
anche un fondo di investimento azionario: se per esempio
avete investito 100.000 euro nel Fondo Alfa e questultimo
dopo tre mesi dalla sottoscrizione vi sta facendo realizzare
147

una performance del 10 %, sarebbe opportuno


smobilizzare 55.000 euro per capitalizzare met del
profitto e lasciar correre i restanti 55.000 euro confidando
che il rialzo continui per la sua strada. Cos facendo
potrete chiudere senza sostenere perdite la restante parte
investita qualora il mercato dovesse ripiegare: pertanto in
ogni caso avrete ottenuto un profitto.
Nella maggior parte dei casi che ho analizzato ho visto
posizioni su fondi e titoli che sono arrivate prima a
guadagnare anche il 30/35% e successivamente a perdere
il meno 20%: non si deve MAI consentire che una
posizione in profitto si possa trasformare in una in
perdita. Se gestirete il vostro patrimonio con disciplina (a
prescindere di quello che vi potr essere consigliato)
sarete sempre in grado di poter recuperare eventuali
perdite subite.
Purtroppo questa metodologia operativa non molto
utilizzata appunto a causa di una mancanza di disciplina:
vi voglio rappresentare a riguardo come si comporta un
piccolo risparmiatore quando improvvisa con il fai da te o
con i consigli ricevuti da terzi.
X
X
X
X
X
Potete comprendere anche voi stessi che cosa accade: la
maggior parte delle operazioni consta di profitti dalle
148

dimensioni esigue, mentre le perdite sono sempre


piuttosto ingenti e realizzate in preda alla disperazione.
Sovente infatti chi si improvvisa speculatore riesce a
realizzare un notevole numero di operazioni con piccoli
gain a cui poi tristemente fa seguito anche una sola
operazione con una perdita abnorme. Il caso sopra esposto
si commenta da s: si acquistano 10.000 azioni ENEL a
5.00 euro con la speranza di un target molto ravvicinato a
5.10 euro per un gain complessivo di 1.000 euro, tuttavia
per quanto il target price sia cos vicino il mercato inizia a
scendere e si porta subito sotto il prezzo di carico. Gi qui
la nostra disamina non avrebbe pi motivo di continuare
a farci mantenere la posizione, tuttavia si spera che il
mercato possa rimbalzare nelle successive sedute per
chiudere la posizione almeno alla pari.
La spinta ribassista non si ferma e porta il prezzo in
area 4.80 euro, a questo punto confidando in un successivo
rimbalzo tecnico, si media la posizione acquistando altre
10.000 azioni con un prezzo di carico complessivo a 4.90
euro ed una esposizione di portafoglio per 20.000 azioni.
Con grande amarezza vediamo il mercato continuare a
scendere nelle sedute successive, spinti dallo sconforto e
soprattutto desiderosi di levarsi il bubbone dai pensieri
quotidiani si vendono tutte le 20.000 azioni a 4.70 euro,
capitalizzando una perdita complessiva di 4.000 euro.
La disciplina soprattutto e sopra tutto: se aveste
operato con disarmante severit nei vostri confronti
avreste posizionato anticipatamente uno stop loss che vi
avrebbe protetto da una perdita cos ingente.

149

Imparare a metabolizzare le perdite


Chi di noi non ha perso denaro con un investimento
sbagliato o mal gestito ? Tutti. Anchio. Quello di cui la
quasi totalit dei piccoli investitori hanno bisogno
imparare a metabolizzare le perdite realizzate. Sappiate
che non esiste un metodo o una strategia che non
consentono di perdere, la perdita fa parte della concezione
stessa di investimento: per ognuno che guadagna vi
qualcuno che perde, soprattutto sui mercati a forte
impulso speculativo, come i mercati azionari.
Non possiamo evitare le perdite, possiamo solo
imparare a gestirle sia dal punto di vista emotivo che
finanziario. Partiamo dal lato umano: perdere denaro non
fa bene allumore ed al vostro equilibrio mentale, infatti
tende ad abbattervi ed a vedere insormontabile qualsiasi
operazione volta al recupero della perdita. Alle persone
particolarmente sensibili fa di peggio: le porta a
sviluppare uno spirito di rivalsa con il mercato della serie
ho perso il 10 % investendo in obbligazioni, allora adesso
investo il doppio in titoli azionario e faccio il 20%. Ahim
succede veramente a pochi di realizzare questa missione.
Il pi delle volte operare con spirito di rivalsa porta ad
amplificare le perdite in quanto le azioni che si
intraprendono sono spinte da emozioni negative che non
consentono di operare con lucidit e razionalit.
Se utilizziamo una disciplina integerrima le perdite
non dovrebbero pi di tanto preoccuparci in quanto la loro
dimensione dovrebbe essere contenuta (grazie allutilizzo
degli stop loss): perdite di modesta entit non sono un
150

problema, si possono recuperare velocemente. Altro


discorso invece per perdite ingenti (oltre il 20 % del
capitale investito) in quanto richiedono strategie molto
rischiose per tentare di riassorbirle, e purtroppo accade
spesso di peggiorare la situazione.
La perdita deve essere metabolizzata, quindi accettata
ed assimilata dal vostro ego come necessaria per
lottenimento in futuro di altri profitti. Riflettiamoci un
momento: impossibile pensare di realizzare sempre e
solo guadagni, su questa base le perdite devono essere
concepite come dei tentativi di individuazione di
investimenti profittevoli. Per questo motivo utilizziamo
uno stop loss che ci obbliga ad abbandonare un comparto
che si dimostra da subito errato. Considerate per questo
la perdita anche come una sorta di pedaggio per correre
dietro a opportunit di investimento che si potrebbero
dimostrare pi che performante. La capitalizzazione di
una perdita non deve rappresentare una tragedia
personale, intrinseca allattivit di investimento:
immaginate le perdite come i costi di esercizio di
unazienda, senza le perdite non ci sarebbero i profitti.
Chi vive con angoscia leventualit di una perdita
dovrebbe evitare il pi possibile tutti gli investimenti che
comportano una percentuale di rischio e concentrarsi
sulle poche forme di impiego a rischio quasi nullo.
Purtroppo i nostri risultati finanziari condizionano la
nostra emotivit e questultima determina le nostre
future scelte di investimento: capite pertanto come il tutto
rappresenti un giro vizioso in alcuni casi anche
autodistruttivo. Se impariamo a gestire con disciplina i
151

nostri investimenti (qualunque essi siano) saremo sempre


in grado di controllare la nostra esposizione al rischio e
pertanto la dimensione delle possibili perdite.
Vediamo invece che ripercussioni ha finanziariamente
la capitalizzazione di una perdita. Premesso che quando si
perde, si desidera emotivamente recuperare quanto prima
ci che andato perduto (questo soprattutto sul mercato
azionario), sarebbe invece molto consigliabile effettuare
un periodo di riposo o di breve stacco: provvedete a
dedicarvi alcuni giorni per studiare quanto accaduto e
su quali altri mercati eventualmente concentrarsi, non
abbiate fretta di reinvestire, ricordate sempre che le scelte
di investimento devono essere effettuate a mente fredda e
senza pressioni alcune.
La domanda che spesso vi viene posta via email come
recuperare velocemente una perdita del meno 20/30%: gi
le pretese sono fuorvianti perch si tratta di individuare
una qualche forma di opportunit che rende pi del 40%
in pochi mesi. Lunica strategia che consente di
recuperare velocemente una perdita consistente comporta
un aumento corposo del volume investito. Vi faccio un
esempio: supponete che abbiate perduto 2.500 euro
investendone 25.000, ora prima possibilit avete quella di
alzare la posta dellinvestimento (oltre 50.000 euro) e
puntare su un comparto di investimento diverso. Se avete
perduto denaro con un investimento azionario su titoli
hightech, cercate un filone non correlato, come quello
energetico o quello farmaceutico. Se realizzerete almeno
un 5% con il nuovo montante investito sarete in grado di
coprire abbondantemente la perdita precedente.
152

Sconsiglio tuttavia di abbracciare ciecamente questa


tecnica in quanto vi pu esporre al rischio di amplificare
la perdita complessiva. Il mio consiglio qualora doveste
recuperare una perdita ingente quella di impiegare le
rendite finanziarie di investimenti privi di rischio in
forme speculative piuttosto audaci. Ad esempio: se avete
100.000 euro di BTP al 4 % utilizzate una volta allanno i
4.000 euro di interesse su strumenti molto volatili come
un ETF in leva o un titolo azionario acquistato in
marginazione (quindi con effetto leva) al rialzo: cos
facendo evitate di compromettere il capitale per
recuperare velocemente una perdita, al massimo infatti
rischierete di perdere la cedola annua.
Infine guardatevi bene da tutti coloro i quali vi
promettono o garantiscono di poter realizzare ingenti
profitti in poco tempo o di potervi far recuperare con la
stessa velocit perdite che avete gi sostenuto:
solitamente sono forme di investimento abusive o
completamente non regolamentate.
Short o long: due strategie operative a confronto
Nellimmaginario collettivo si ritiene che nei mercati
azionari si possa guadagnare esclusivamente se il trend
ascendente ovvero se le quotazioni dei titoli azionari
continuano a salire. Sappiate che non cos. Anzi,
solitamente si pu guadagnare molto di pi quando i
mercati scendono o meglio ancora crollano sotto il peso di
notizie o avvenimenti molto negativi.

153

Tutto questo possibile grazie alle operazioni di


vendita allo scoperto. Dal punto di vista delloperativit
tecnica di borsa le strategie operative si dividono
sostanzialmente in due tipologie: la strategia long e
quella short. La prima la conoscete nel funzionamento
anche voi: consiste nellacquisto di un qualsiasi valore o
strumento quotato (obbligazione, azione, fondo, ETF) con
laspettativa della successiva vendita ad un prezzo
superiore a quello di acquisto. Pertanto in gergo tecnico
sui giornali di settore, sui forum finanziari o sulle
piattaforme di trading online sentirete la frase andiamo
long su ENEL il che significa acquistare il titolo ENEL
per rivenderlo in epoca successiva.
La strategia short esattamente opposta consente di
realizzare un profitto beneficiano della discesa delle
quotazioni o dei prezzi, in gergo tecnico si suole dire
vendere allo scoperto (oppure short selling) ovvero
vendere un titolo azionario che non si possiede (grazie al
fatto che qualcuno lo presta temporaneamente) per poi
riacquistarlo successivamente lucrando sulla differenza di
prezzo. In buona sostanza per chi fa fatica a
comprenderne il tecnicismo, immaginate che la strategia
short consente di rovesciare il normale processo di
acquisto e successiva rivendita. Questo modo di operare
consente di poter effettuare un investimento (anche di
medio/lungo termine) che mira a speculare sulla
possibilit che un determinato comparto perda valore, in
quanto si ritiene che il prezzo al quale si riacquister in
futuro sar inferiore al prezzo della vendita.

154

Il rischio di questo investimento chiaramente


antitetico a quello di un investimento con strategia long
in quanto se la quotazione del titolo azionario o dellETF
dovesse salire, allora si realizzer una perdita
acquistando ad un prezzo superiore a quello a cui si
venduto.
Mi rendo conto che non di facile comprensione questa
strategia operativa in quanto inusuale per un piccolo
investitore, non si abituati infatti a pensare di poter
guadagnare se un qualsiasi bene oggetto di
compravendita perde valore. Cercher di spiegarvelo con
due esempi operativi utilizzando due strumenti di
investimento fra di loro affini: un titolo azionario ed un
ETF. Ipotizziamo che, a vostro modo di vedere oppure in
seguito ai consigli che avete ricevuto da terze parti, il
titolo TELECOM ITALIA al prezzo di 1.20 euro ad azione
rappresenti un caso di azione sopravalutata. Vi aspettate
pertanto che nei mesi successivi la quotazione sia
destinata a scendere: a questo punto attraverso la vostra
piattaforma di trading o banking online richiedete di
poter effettuare una vendita allo scoperto sul suddetto
titolo per un controvalore di 10.000 azioni.
A questo punto la vostra banca vi presta (alle
condizioni convenute) un pacchetto di 10.000 azioni e voi,
avendone il possesso momentaneo, provvedete a venderle
alla quotazione attuale ovvero 1.20 euro per azione,
incassando 12.000 euro.
Al momento del prestito la banca vi ricorda le
condizioni contrattuali di questo prestito titoli: dovrete
riconsegnare i suddetti titoli dopo 3/6/9/12 mesi e
155

sostenere commissioni di prestito pari al 1 % del


controvalore dei titoli prestati su base annua.
Ricordo che anche in questa tipologia di operazioni la
disciplina deve essere ineccepibile, pertanto dovranno
essere stabiliti in anticipo un livello profitto ed uno di stop
loss. Per ragioni di semplificazione espositiva, ci
concentreremo solo sul tecnicismo delloperazione.
Nel frattempo le settimane passano e dopo circa un
mese, il titolo TELECOM ITALIA inizia a deprezzarsi
come da vostra aspettativa portandosi al livello di 1.15
euro per azione. A questo punto soddisfatti del risultato
ottenuto decidete di chiudere la posizione di vendita allo
scoperto; acquistate 10.000 azioni al prezzo di 1.15 euro
per azione realizzando in questo modo un profitto di 500
euro: limporto cos calcolato: vendita (10.000 * 1.20 =
12.000 euro) acquisto (10.000 * 1.15 = 11.500). Appena
acquistate le azioni provvedete a restituirle alla banca che
ve le aveva prestate a tempo determinato e pagate la
relativa commissione pari in questo caso ad un mese di
prestito quindi 12 euro (120 euro annui/12mesi).
Loperazione andata a buon fine in quanto il mercato
si mosso secondo le vostre analisi, se invece questo non
si fosse verificato ed il titolo si fosse apprezzato
portandosi a 1.30 euro per azione, sareste stati obbligati a
ricoprirvi ovvero acquistare il titolo per estinguere la
posizione: in questa eventualit avreste tuttavia
realizzato una perdita pari a 1.000 euro. Ecco quindi
limportanza assoluta della disciplina a prescindere dalla
tecnica utilizzata. Quanto sopra stato volutamente
semplificato
nellesposizione
per
consentirvi
di
156

comprendere le fasi salienti di questo tipo di operazioni,


nella pratica il tutto si riduce a due click di mouse oppure
a due telefonate (una per vendere allo scoperto ed una per
lacquisto di ricopertura).
Pi semplice dal punto di vista della comprensione
limplementazione di una strategia short attraverso
limpiego di un ETF. Facciamo un esempio, se ritengo che
lindice italiano FTSE/MIB, il quale rappresenta
landamento
dei
primi
40
titoli
italiani
per
capitalizzazione di borsa, possa avere un rendimento
negativo nei prossimi semestri, allora posso investire
direttamente sul seguente ETF: Lyxor BEAR FTSE/MIB0
(www.lyxoretf.it) il quale ha unesposizione inversa a
quella dellindice italiano, pertanto se il mercato italiano
dovesse realizzare una performance del meno 10% allora
il suddetto ETF si apprezzerebbe del 10% e viceversa.
In buona sostanza nel caso di strategie short sugli
indici azionari possibile acquistare banalmente (al
telefono in banca oppure online con la propria piattaforma
di banking online) uno strumento finanziario che
strutturato per apprezzarsi in caso lindice sottostante
subisca una contrazione della sua quotazione.
Rimane a questo punto lincognita di come
comprendere se risulta pi opportuna una strategia long
oppure una short: di questo tratteremo nel quinto
capitolo, fornendo alcuni semplici ed intuitivi strumenti
per analizzare landamento e la probabile evoluzione di
una variabile quotata.
Squali e parco buoi: lo sviluppo di un trend
157

Mi voglio soffermare ad illustrarvi che cosa accade quando


si sviluppa un trend rialzista in borsa: ci soffermiamo
proprio sul comportamento del mercato azionario in
quanto proprio questultimo ha provocare ingenti perdite
nei portafogli dei risparmiatori italiani e speranzose
aspettative. Ho scomposto levoluzione di un ciclo rialzista
in dodici fasi in modo tale da farvi comprendere che cosa
avviene emotivamente al vostro umore e soprattutto
tecnicamente al vostro portafoglio investito. Ogni fase di
mercato idealmente rappresentata da una casella
colorata che individua anche un determinato sentiment
del mercato a seconda del colore di appartenenza.
Fase 1: il mercato inizia a consolidare in prossimit di
unarea di supporto o resistenza tecnica, solitamente
questo avviene al termine di una discesa o alla fine di un
periodo ad elevata volatilit delle quotazioni.
Fase 2: momento di incertezza, non ci sono notizie n
negative e n positive che possano far presagire una
proiezione di direzionalit futura, durante questa fase le
recensioni sulla stampa di settore si sprecano, troverete
tutto ed il contrario di tutto, analisti che suggeriscono
prudenza perch il mercato destinato a continuare la
discesa precedente oppure gestori di nicchia che
consigliano di entrare e prendere posizione al rialzo in
quanto gli indici azionari sono destinati a salire.
Fase 3: si assiste allimprovviso ad un breakout
rialzista ovvero ad un numero di sedute di borsa in cui
senza motivazione il mercato irrompe al rialzo e lancia un
segnale di svolta, proprio mentre tutti si stavano
chiedendo se nei successivi mesi avremmo avuto un
158

mercato orso o toro. Questo si verifica in quanto un


gruppo ristretto di operatori istituzionali (grandi banche
daffari o societ di gestione del risparmio o come avete
pi volte sentito le mani forti) ritengono che ci siano le
condizioni per una ripresa delle quotazioni e pertanto
decidono di muoversi in anticipo comportandosi come
autentici arieti. Il mercato a questo punto viene
decisamente caratterizzato da numerose sedute molto
positive accompagnate da volumi in crescendo di acquisto
titoli.
Questo
elemento
rappresenta
un
dato
inequivocabile che i grandi operatori stanno prendendo
posizione al rialzo, infatti sono proprio i loro acquisti
corposi che scuotono le quotazioni. Immaginateli come un
branco di squali che decidono di nuotare in una
determinata direzione alla ricerca di qualche preda.

159

Fase 4: a questo punto il mercato comincia ad essere


caratterizzato da un mood (umore) rialzista il quale
contagia anche altri operatori minori come societ
fiduciarie, fondi pensioni e societ di investimento di
nicchia: si assiste pertanto al proseguo del rialzo
alimentato da ulteriori acquisti. Nella stampa di settore
iniziano a comparire fior di analisi che spiegano il perch
del rialzo, come cavalcarlo e su quali titoli puntare.
Durante questa fase vengono allertate le reti di
promozione finanziaria in quanto i promotori dovranno
nei successivi mesi chiamarvi per invogliarvi ad investire
sui mercati azionari perch si sta manifestando un trend
rialzista.
Fase 5: durante questa fase i piccoli risparmiatori
iniziano ad accorgersi che il mercato azionario sta dando
grandi soddisfazioni a chi avesse investito qualche mese
prima, in rete e sui forum dei siti finanziari si trovano i
post di chi ha smobilizzato prontamente il BTP che non
rendeva quasi pi niente per impegnare il controvalore in
un paniere di azioni che sicuramente dovranno salire ed
in una gestione patrimoniale azionaria della tal banca di
turno, consigliatagli allo sportello di filiale per beneficiare
del rialzo.
Fase 6: leuforia caratterizza il mercato, i consigli ad
acquistare titoli si sprecano, ovunque si reclamizzano le
performance degli indici azionari, analisti su analisti
160

parlano di nuovi massimi per la fine dellanno e che si


innanzi ad uno dei pi consistenti rialzi degli ultimi
cinque anni. Al bar, in palestra, alla domenica a pranzo
dalla suocera, il gioved sera alla partita di calcetto
ognuno riporta e pubblicizza le proprie operazioni: chi ha
comprato appena due settimana fa adesso gongola con gi
un pi cinque per cento. Gli ultimi arrivati chiedono ad
amici e conoscenti che titolo conviene affrettarsi ad
acquistare o a che promotore rivolgersi per farsi seguire
nella gestione del portafoglio. Intanto mentre i piccoli
investitori continua a comprare a far incetta di titoli per
poter partecipare al rialzo che verr, in silenzio i grandi
operatori istituzionali smobilizzano i loro portafogli
vendendo i titoli precedentemente acquistati. In gergo
tecnico si descrive questa fase di mercato con il termine di
distribuzione infatti i grandi operatori letteralmente
distribuiscono un poco per volta i titoli azionari agli
acquirenti retail, cio voi. Due sono le domande chiave che
dovete sempre farvi per capire come funziona la borsa:
quando comprate azioni chi ve le sta vendendo ? e
viceversa, quando le vendete perch i mercati stanno
crollando chi ve le sta comprando ?
Fase 7: dopo innumerevoli rialzi la benzina che
alimentava il rally delle quotazioni sempre in salita
sembra finire, inizia ad alternarsi il segno delle giornate
di borsa, si percepisce una inquietante incertezza, sulla
stampa di settore vi chi parla di una salutare pausa per
ridare fiato alla ripresa de rally, i pochi analisti che
suggeriscono cautela o addirittura di beneficiare
delleventuale profitto sino ad ora maturato vengono
161

zittiti dal coro unanime dei convinti rialzisti. Gli indici


azionari faticano a salire perch le mani forti hanno
abbandonato larena, mancano i loro grandi quantitativi
di acquisto che mesi prima avevano mosso le quotazioni,
senza i volumi degli operatori istituzionali non vi sono
possibilit di proseguire nella salita.
Fase 8: molti piccoli operatori istituzionali che erano
entrati in fase 4 fiutano che i grandi players hanno
abbandonato la scena e pertanto decidono anche loro di
beneficiare dei profitti sino a quel momento maturati. I
loro ordini di vendita che si accavallano uno sullaltro
provocano un breakout ribassista ovvero si assiste ad una
rottura delle trendline che sostenevano il movimento di
rialzo iniziato molti mesi prima. La stampa di settore
inizia a parlare di salutari prese di beneficio che
consentiranno al mercato di riprendere la via del rialzo
con uno slancio rialzista pi pronunciato. Aumenta la
volatilit delle quotazioni infatti iniziano a vedersi
giornate di borsa con sostanziose contrazioni delle
quotazioni. Il tutto avviene con inaspettata rapidit
proprio come un acquazzone in piena estate, lumore degli
operatori cambia repentinamente, quello che sembrava
poter essere un rally interminabile comincia a far
sollevare alcune perplessit.
Fase 9: lo scarico dei portafogli aumenta di intensit
in quanto iniziano ad arrivare anche le richieste di
riscatto di fondi di investimento e smobilizzi da parte di
altri fondi speculativi. Il clima di borsa inizia a farsi
pesante, anche i giornali lanciano moniti sulle recenti
discese che sembrano non aver fine, instaurando un clima
162

di panico tra tutti coloro i quali detenevano titoli in


portafoglio o si erano esposti direttamente con titoli
azionari. Sui forum finanziari online si alternano i post
che predicono i vari livelli di supporto delle quotazioni per
quellindice o per quel titolo. Dal mercato arrivano rumors
di borsa che accennano allesistenza di una bolla
speculativa che si era andata gonfiando nei mesi
precedenti a causa di una esuberanza irrazionale sui
comportamenti di acquisto. I pi impavidi che avevano
acquistato con il fai da te perch ne avevano sentito
parlare al bar o in palestra allora tentano la carta del
riscatto calmierando i precedenti acquisti con altri titoli
comperati a prezzi che la stampa di settore considera
regalati. Sarebbe infatti una follia per tanti analisti, che
fino a qualche mese prima parlavano dellopportunit di
un rialzo senza fine, non acquistare ai prezzi attuali per
abbassare il prezzo medio di carico e beneficiare in fase
successiva dei tanto attesi rimbalzi tecnici.
Fase 10: nonostante si verifichino alcune sedute
moderatamente positive per alcuni giorni che consentono
un parziale recupero delle quotazioni, il trend ribassista
riparte con una violenza ancora pi accentuata rispetto a
prima. Sulla stampa di settore e persino sui periodici
settimanali compaiono copertine che illustrano scene di
panico allinterno dei pit (le arene di borsa dove si grida
buy o sell) con i brokers immersi in uno sguardo
desolato o con le mani nei capelli.

163

In pi occasioni vengono sottolineati i grandi crash di


mercato ricordando che statisticamente dopo un tot
percento di discesa si verifica un tot per cento di rialzo.
Proprio in questa fase di mercato il pubblico
risparmiatore che era entrato in fase 5 o 6 e che aveva
successivamente calmierato in fase 9, spinto soprattutto
dalla disperazione emotiva, decide di uscire dal mercato
capitalizzando le perdite. Gli ordini di vendita per
liquidare i portafogli ed i dossier titoli di solito vengono
dati al meglio, limportante abbandonare la nave che
affonda costi quel che costi. Lunica consolazione a cui ci si
aggrappa arriva dalla stampa di settore che menziona
ancora una volta come le previsioni fatte dalla tal banca o
dalla tal agenzia di rating sono state completamente
errate. Ancora una volta gli eccessi di mercato hanno
164

portato a comportamenti irrazionali che hanno spinto


allinverosimile in alto le quotazioni dei titoli.
Fase 11: dopo la tempesta arriva la quiete, terminano
le giornate con i pesanti segni negativi, abbastanza ovvio
pensandoci in quanto anche lultimo arrivato in borsa che
si trovato con il cerino in mano ha dovuto svendere per
liberarsene e pertanto non ci sono pi grandi volumi in
vendita che penalizzano le quotazioni. Iniziano a far
capolino timidamente alcune sedute positive che
rasserenano il clima, pur tuttavia il sentiment che prevale
lindecisione. La stampa di settore invita a non investire
e restare alla finestra per comprendere se effettivamente
la discesa terminata, si sprecano i consigli che invitano
ad investire sui fondi monetari o sui titoli di stato quello
che rimasto dopo aver capitalizzato le perdite subite.
Fase 12: lincertezza sembra svanire, il mercato e le
quotazioni iniziano a lateralizzare con movimenti
sussultori sia al rialzo che al ribasso, ritornano i volumi,
gli analisti riprendono a sentenziare sul perch successo
quello che successo e come posizionarsi nel futuro per
recuperare le perdite. Chi ha perduto denaro con la
precedente discesa chiude i dossier titoli, scioglie il
proprio mandato con il suo promotore finanziario,
estingue il conto di trading online (dopo il salasso subito)
e decide di parcheggiare tutto in un conto di liquidit, nel
frattempo continua a leccarsi le ferite.
Cerchiamo adesso di analizzare quanto accaduto,
facciamo pertanto alcuni calcoli: i grandi operatori (gli
squali) hanno acquistato in fase 3 ed hanno venduto in
fase 6, sostanzialmente hanno acquistato al minimo e
165

venduto al massimo. Gli operatori minoritari, fondi di


investimento e societ di risparmio, hanno acquistato in
fase 4 e venduto in fase 8, con un margine di guadagno in
ogni caso lodevole. Gli investitori retail (il parco buoi) ha
acquistato in fase 5/6 e venduto in fase 9/10, in ottica
perfettamente speculare ai grandi operatori di mercato.
La lezione che si deve imparare che la borsa non crea
ricchezza ma semplicemente la distribuisce: un antico
proverbio giapponese citava la borsa serve a separare gli
illusi dal loro denaro.
Infine dallosservazione grafica del trend idealizzato
potrete notare come levoluzione degli umori del mercato
non sia proporzionale o temporalmente uguale, infatti
durante i trend ribassisti la speculazione dimostra tutta
la sua capacit di detonazione grazie alla mancanza di
razionalit. Adesso capite perch nel linguaggio
giornalistico si suole parlare di salire con le scale e
scendere con lascensore riferendosi a due epoche
temporali fra loro disgiunte.

166

167

Quinto Capitolo
STRUMENTI E METODI OPERATIVI

Questo capitolo diviso in due parti: nella prima parte vi


illustrer che cosa sapere per scegliere i strumenti
operativi come ad esempio come scegliere il proprio
appoggio bancario, dove ricercare notizie ed informazioni
ed infine che cosa ricercare nei documenti di sintesi prima
di firmare qualsiasi proposta di investimento.
Nelle seconda parte invece forniremo un insieme di
conoscenza di base che ogni piccolo investitore dovrebbe
imparare per avere un minimo di capacit di lettura su
quanto sta accadendo a livello macroeconomico e
finanziario. Non vi preoccupate non voglio farvi diventare
degli operatori di borsa, ma solo mettervi in condizioni di
poter discernere su quanto vi verr un domani offerto o se
il vostro consulente/promotore hanno un minimo di
preparazione o sono dei meri venditori.
Nella fattispecie analizzeremo alcuni argomenti
proprio dellanalisi tecnica, chi vorr spingersi oltre potr
trovare vari titoli di approfondimento sulle note in
bibliografia.
Come scegliere il proprio appoggio bancario ?
Non vi sembrer vero tuttavia se la maggior parte di voi
dedicasse maggiore cura e devozione alla scelta del
proprio appoggio bancario, i risultati delle vostre
performance muterebbero decisamente in meglio.
168

Questo sarebbe possibile grazie ad un contenimento


degli oneri che sostenete per esempio quando investite
tanto su unazione quanto in un fondo comune di
investimento. Pochi a riguardo hanno ben chiaro a quanto
devono ammontare le commissioni per una determinata
operazione bancaria o di investimento.
Senza entrare troppo nello specifico, da pi sondaggi
che ho realizzato durante alcuni miei seminari, la
maggior parte dei piccoli investitori e risparmiatori
italiani sceglie il proprio appoggio bancario in base
rispettivamente alle seguenti motivazioni:
1)
2)
3)
4)
5)

perch nella tal banca vi lavora un


amico/conoscente/parente;
perch la banca con la filiale pi vicina alla
propria abitazione;
perch la banca sulla quale si appoggiavano i
loro genitori;
perch la banca convenzionata con il loro datore
di lavoro;
perch la banca della vostra provincia o
comunit.

Sembrer assurdo ma non trovo nessuno che scelga il


tal determinato istituto perch quello che propone le
condizioni migliori per effettuare e gestire i propri
investimenti. Lunica eventualit che si discosta da questa
disamina qualora voi richiediate lerogazione di un
mutuo per lacquisto della prima casa: in questo caso si
tende a non prediligere il primo arrivato ma a ricercare la
169

migliore allinterno di una rosa di proposte di vari istituti


di credito nella zona.
Cominciamo pertanto con la prima lezione di questo
capitolo: il vostro appoggio bancario nulla se non un
mero strumento. Con esso dovete riuscire tanto a gestire i
quotidiani oneri di economia domestica (bonifici, accredito
stipendio, emissione di assegni, domiciliazione di utenze e
cos via) sino ad arrivare alle opportunit di investire nei
mercati internazionali, tanto nella semplice obbligazione
italiana tanto al pi esotico fondo di investimento.
Tutto questo rappresenta un servizio di prestazioni
articolate che va al di l del semplice rapporto tenuta del
conto corrente. Dovete dimenticare definitivamente
pertanto le cinque motivazioni che avete letto prima che
determinano le scelte da a parte del popolo risparmiatore
italiano. Il vostro appoggio bancario dovr essere ricercato
tra le migliori opportunit presenti sul mercato, senza
tralasciare le offerte del mondo online.
Inoltre esistono numerosi casi di assoluta mancanza di
controllo della spesa
negli oneri di gestione, con
correntisti che pagano oltre 200 euro allanno per avere
quello che molte altre banche offrirebbero loro
gratuitamente. Non sarete mai padroni del vostro denaro
se non ne potrete disporre nella misura pi efficiente
possibile senza compromettervi di perdere le opportunit
che sono presenti dalla concorrenza. La vostra banca non
vostra moglie, non rappresenta una compagna di vita
eterna, qualora non vengano soddisfatte alcune esigenze
che ora elencheremo, il rapporto dovr essere tosto
troncato per iniziarne un altro con un partner pi
170

conveniente. Ricordate sempre che queste entit hanno la


momentanea disponibilit del vostro denaro, ma non la
propriet: il potere di disporne come e quando a proprio
piacimento nelle vostre mani. Mai come in questepoca
dovete sviluppare un comportamento discriminatorio ed
aggressivo nei confronti degli istituti di credito per
dimostrare sin da subito la vostra personalit.
Scordatevi lidea che il conto in banca sia una scelta
per sempre, anche perch con la revisione dei processi di
merito creditizio a seguito di Basilea 2 voi diventate un
numero che consente di trattare il rapporto tra la banca e
voi nella massima spersonalizzazione. Non vi motivo di
restare in un istituto di credito perch si amici del
direttore o perch si gioca a tennis con il responsabile
dellufficio fidi, tanto primo o poi quella persona sar
destinata ad abbandonarvi. Sono sempre pi frequenti i
turnover del personale: questo impedisce di stabilire una
cosiddetta familiarit con il personale dello sportello sulla
quale fare affidamento per lavvallo o lottenimento di
particolari benefici.
Abbiamo inoltre gi svelato sul primo capitolo molte
anomali e conflitti di interesse che caratterizzano chi
lavora allo sportello, non serve adesso continuare a
puntualizzare quanto. Pertanto il primo controllo che
dovete effettuare sulla bont del vostro conto corrente
verificare quanti e quali oneri gravano su di voi a fronte di
determinate operazioni.
Trovate qui sotto una tabellina che riepiloga i costi
riferiti ad una determinata operazione finanziaria che pu

171

interessare il vostro portafoglio per dare seguito ad una


determinata scelta di asset allocation.
Tipologia di operazione
Esecuzione Bonifico

Commissione
3 euro

Acquisto BOT

19 euro

Acquisto Azioni

10 euro

Acquisto ETF

10 euro

Sottoscrizione Fondo

15 euro

Ad esempio le prime due voci danno gi lidea se la vostra


banca conveniente oppure deve essere abbandonata
qualora a fronte di vostra richiesta nella rinegoziazione
degli oneri a vostro carico non riuscite a concordare un
allineamento ai valori espressi sopra.
Vi faccio questa considerazione la maggior parte delle
banche tradizionali esige una commissione di
intermediazione per lacquisto di un BOT pari allo 0,2 %
del controvalore delloperazione, questo significa che se
dovete investire 100.000 euro in un titolo di stato italiano
sosterrete 200 euro di commissioni per lacquisto (e
successivamente altri 200 euro quando lo vorrete
rivendere). Preambolo: qualcuno di voi a conoscenza del
costo industriale che ha per una banca effettuare questa
operazione ? Meno di 50 centesimi (secondo una recente
ricerca del Sole24Ore). Ora non vi pare uno sproposito
pagare 400 volte di pi ? Se effettuaste la stessa
operazione con una banca online (che consente
loperativit anche al telefono) il costo si sgonfierebbe a 19

172

euro, a prescindere dallimporto acquistato, quindi un


onere fisso.
Lo stesso si potrebbe dire per le compravendite
azionarie che possono costare anche fino allo 0,4 % del
controvalore (quindi 400 euro per comprare titoli azionari
per 100.000 euro di controvalore). Mentre se la stessa
operazione la effettuate voi stessi cliccando con il pulsante
del mouse sul servizio online del vostro home banking
potreste spuntare una commissione fissa di 5 euro.
Voglio stupirvi ancora di pi: nel caso si trattasse di
sottoscrivere un fondo comune di investimento (ammesso
che la tal banca possa distribuirlo) allora il salasso
sarebbe assoggettato anche alle commissioni di ingresso e
di successivo smobilizzo che abbiamo trattato nel primo
capitolo, il cumulo delle stesse potrebbe portare lonere
complessivo oltre il 2%. Mentre se effettuereste sempre la
stessa
operazione tramite una piattaforma
di
negoziazione ve la cavereste con 15 euro per landata ed
altrettanti per l ritorno.
Quello che ho potuto constatare riguardo alla presenza
di oneri eccessivi che gravano sui conti correnti e sulle
gestioni patrimoniale la necessit di far eseguire le
operazioni di investimento e smobilizzo al personale
bancario in quanto si ha timore di poter sbagliare nelle
operazioni di compravendita. Nella fattispecie la
preoccupazione principale legata alla paura di comprare
qualcosa di diverso rispetto a quello che si era pattuito.
Questo come sapete pu essere serenamente superato
utilizzando il codice ISIN che permette di individuare
unicamente qualsiasi strumento finanziario. Quindi se
173

comunicate alla vostra banca il codice ISIN o lo ricercate


attraverso la vostro piattaforma di banking online vi
verr restituito solo ed esclusivamente lo strumento
finanziario corrispondente allISIN inserito.
Ricordo inoltre che la maggior parte delle operazioni di
investimento e reinvestimento possono essere effettuate al
telefono con il supporto di un operatore che vi aiuta step
by step. Se volete ancor di pi allora potete ricorrere al
vostro promotore il quale dovr preoccuparsi di dare
seguito alle vostre richieste di sottoscrizione. In questo
caso prima di procedere negoziate fino allestremo
(paventando anche la chiusura del conto o lestinzione del
rapporto) le condizioni di negoziazione proposte al fine di
allinearle il pi possibile a quelle indicate sulla tabella
precedente.
Non necessario che cambiate banca in molti casi,
qualora disponete di somme in giacenza rilevanti (oltre
100.000 euro) potete pretendere la rinegoziazione delle
condizioni iniziali del conto (quindi oneri di gestione e
commissioni varie), pena lestinzione del rapporto e la
migrazione verso altro istituto concorrente.
Non avete idea di quanto questo possa rappresentare
un fenomenale potere contrattuale che avete nei confronti
della banca: tuttavia per realizzare questa strategia non
dovete affezionarvi alla tal banca o alla tal persona che
lavora allo sportello, n tanto meno al vostro promotore.
Lo ricordo ancora una volta: dovete essere freddi e
glaciali, soprattutto mantenere il pi possibile sempre
toni e comportamenti riservati, mai dare del TU al
direttore, ma sempre del LEI con pacata referenza.
174

Questo vi consentir di poter interrompere il rapporto


in qualsiasi momento, in quanto non siete legati da
sentimentalismi o rapporti umani che vanno al di l del
banale formalismo. Io cos la penso, se realmente volete
essere padroni del vostro denaro.
La convenienza di investire online
Da quanto illustrato nel precedente paragrafo avete
intuito limportanza di usare uno strumento quale un
conto corrente a costi ed oneri competitivi, se cos non
fosse verrebbero compromesse le possibilit di gestire
efficientemente i vostri investimenti. Al momento in Italia
le offerte bancarie con condizioni di tenuta conto e di
negoziazione migliori sono proposte quasi tutte da banche
che hanno scelto per strategia aziendale di puntare al
canale online. Qui sotto trovate una tabellina
riepilogativa a mio modo di vedere dei migliori operatori
italiani, la maggior parte dei quali ho avuto modo di
testare ed utilizzare personalmente per pi anni.
Banche online
Banca Fineco

www.fineco.it

Banca Sella

www.sella.it

IW Bank

www.iwbank.it

We Bank

www.webank.it
SIM online

Directa Sim

www.directa.it

Millennium Sim

www.millenniumsim.it

Twice Sim

www.twice.it
175

We Trade Sim

www.wetrade.it

Investire online sui fondi


www.onlinesim.com
Online Sim
www.fundstore.it
Banca Ifigest
Come primo step, cercate di verificare se la vostra banca
propone condizioni similari a quelle dei migliori
competitors del mercato, qualora evidenziaste profonde
differenze dovete provvedere ad estinguere subito il conto
ed aprirlo in uno di questi sopra elencati.
Per farvi un esempio molto pratico con Banca Sella
potete acquistare titoli azionari a soli 5 euro per eseguito
a prescindere dallimporto della transazione. Con IW
Bank potreste vedervi rimborsati parte delle commissioni
di gestione sui fondi che sottoscriverete attraverso il loro
servizio di intermediazione fondi. Con Online Sim potrete
investire su oltre 2600 fondi senza sostenere in molti casi
commissioni di ingresso e smobilizzo. Con Directa Sim
potete appoggiare loperativit di negoziazione titoli al
vostro conto aperto presso una banca aderente al circuito
di credito operativo. Come vedete potete avere ogni genere
di facilitazione e miglioramento commissionale, non esiste
la banca migliore o la piattaforma preferibile in assoluto
ad altre, ognuno si specializzato su una determinata
offerta. Al momento in cui scrivo io utilizzo il servizio di
WeTrade e di Millennium Sim.
Non dovete temere nellaffrontare queste scelte, in
partenza drastiche, per evitare ulteriori sodomie
finanziarie nel futuro dovete rendervi il pi possibile
indipendenti
e
consapevoli
delle
scelte
che
176

intraprenderete, anche sulla base di suggerimenti o


consigli operativi provenienti da terzi.
Ricordate infine per non scoraggiarvi eccessivamente a
fronte di cambiamenti radicali che saresti costretti a fare,
che potete anche continuare a mantenere il vostro attuale
rapporto bancario con il tal istituto sotto casa vostra,
limportante tuttavia che utilizziate un servizio di
negoziazione dalle condizioni competitive.
Questo significa che per non mutare improvvisamente
le vostre abitudini, certezze o relazioni sociali, potete
utilizzare il vostro attuale conto corrente per il minimo
indispensabile tipo laccredito dello stipendio e la
domiciliazione delle utenze, ma affiancare a questultimo
un altro conto bancario online per poter godere dei
benefici ed opportunit che lintermediaizone multicanale
offre. Quindi gli acquisti di ETF, di fondi, obbligazioni,
azioni o altro verr effettuato con il secondo conto online,
diventando perci uno strumento operativo dalla massima
efficienza per gestire il vostro patrimonio.
Dove e come posso informarmi
Una volta appurato come muovervi tecnicamente dovete
provvedere al vostro costante aggiornamento finanziario.
Attenzione, questo non significa che dovete leggere ogni
giorno per due ore il Financial Times in inglese, quanto
piuttosto che dovete dedicare allinterno di un mese
qualche momento per ricercare informazioni sugli
investimenti che avete gi effettuato oppure su quelli che
avete intenzione di effettuare.
177

A questo punto molti entrano in una fase di panico,


perch devono compiere quello che agli italiani piace
molto poco ovvero leggere (a meno che non si tratti della
Gazzetta dello Sport) ! Se torniamo indietro a 10/15 anni
or sono le notizie finanziarie ed il commento ai possibili
scenari economici attesi nel futuro erano argomenti molto
tecnici rivolto ad un pubblico di nicchia molto colto ed
istruito almeno finanziariamnete parlando.
Oggi tutto profondamente diverso grazie allesistenza
prima del world wide web (www) e dopo alla
proliferazione di migliaia di siti a pagamento e non che
offrono grafici, quotazioni, commenti ed analisi
sullandamento dei mercati finanziari.
Siti italiani di informazione finanziaria
www.morningstar.it
www.fondionline.it
www.wallstreetitalia.it
www.soldionline.it
www.finanza.com
www.finanzaonline.it
Siti americani di informazione finanziaria
www.prudentbear.com
www.cbsmarketwatch.com
www.economist.com
?????
Qui sopra trovate un elenco di siti italiani ed esteri che
offrono gratuitamente tantissimi servizi propedeutici
allinvestimento diretto oltre a quello di aggiornamento
continuo sul panorama planetario. Potete trovare tanto
una o pi valutazioni da parte di alcuni operatori circa un
178

determinato titolo azionario quanto lanalisi di rischio per


un particolare fondo obbligazionario distribuito dalla tal
societ di gestione. Se poi mi mettete a cercare in rete per
varie famiglie di parole chiave troverete centinaia di
forum e blog finanziari che consentono addirittura di
interagire con i moderatori e gli altri lettori. Per esempio
il forum pi conosciuto e frequentato in Italia quello di
Finanzaonline.it, il quale diviso per sottocategorie ed
argomenti di discussione: possibile pertanto registrarsi
gratuitamente e poter postare quesiti, domande o
perplessit che vi assillano oppure leggere le risposte a
quanto hanno gi postato altri lettori.
Prestate sempre comunque molta attenzione a tutti
coloro che esprimono pareri o consigli nascondendosi
dietro ad un nickname anonimo, lo stesso vale anche per
la miriade di bloggers che trovate in rete e che si
improvvisano redazionalisti economici promotori di
investimenti a due cifre senza rischio alcuno: solitamente
si nascondono fregature o tentativi di gestione del vostro
denaro
attraverso
comportamenti
al
limite
dellabusivismo economico.
Infine nei confronti dei rapporti di investimento che
gi intrattenete con le vostre banche, ricordatevi di
pretendere ed esigere sempre informative ed analisi di
mercato del loro ufficio studi: tutte le banche provvedono a
produrre adeguati report informativi, solitamente a
cadenza trimestrale, richiedeteli e fateveli spiegare se non
li ritenete esaurienti o comprensibili alla lettura.

179

Conti di liquidit: i pi cliccati


Da circa tre anni sono balzati agli onori della cronaca
perch prima ci stanno bombardando di pubblicit
assillante e secondo stanno spopolando in rete e nei
portafogli degli italiani. I cosidetti conti di liquidit o
conti di deposito hanno soppiantato molte tipologie di
investimento sicure a breve termine come i titoli di stato a
tre mesi o i fondi monetari. Hanno il vantaggio di avere
alcun tipo di onere (nemmeno limposta di bollo) e di
garantire la tutela del deposito attraverso la segregazione
dello stesso. Sostanzialmente questi conti di liquidit sono
dei meri parcheggi di denaro a tempo indeterminato che
consentono di ottenere rendimenti superiori alla media di
rendimento dei titolo di stato a breve termine.
Qui sotto vi ho riportato i cinque conti di deposito online
pi conosciuti in Italia, ogni tiplogia di conto collegato
ad un gruppo bancario, ad esempio il tanto pubblicizzato
Conto Arancio ha come banca di riferimento la banca
olandese ING, mentre il Conto Conto un prodotto della
Cassa di Risparmio di Genova.
I migliori conti di liquidit in Italia
www.bancaifis.it
Conto Rendimax
Conto Arancio

www.ingdirect.it

Conto Santander

www.santander.it

Conto Che Banca

www.chebanca.it

Conto Conto

www.contoconto.it

180

La sicurezza di questi conti direttamente collegata alla


protezione offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei
Depositi sino a 103.000 euro (a riguardo rileggete quanto
abbiamo sottolineato nel secondo capitolo circa il
meccanismo di funzionamento della tutela).
Infine queste forme di investimento a breve termine
essendo tutte basate sul canale distributivo online
garantiscono la certezza del deposito per quanto concerne
le transazioni dei fondi in quanto utilizzano per gli
accrediti un unico conto bancario di appoggio con la
medesima intestazione del titolare del conto deposito.
Questo significa che in caso di perdita da parte vostra
delle password dispositive o di un uso fraudolento il
denaro che si trova parcheggiato in questi conti pu essere
accreditato su un altro conto solo a voi intestato. Questo
rende impossibile pertanto la distrazione di fondi a vostro
danno, cosa che invece potrebbe accadere con un
normalissimo conto online qualora qualcuno si
appropriasse indebitamente dei vostro codici dispositivi.
Per questo motivo i conti di liquidit non possono offrire
altro che il solo servizio di parcheggio dei risparmi in
quanto sono dei meri conti di deposito e non di conto
corrente.
Imparare a leggere i documenti di sintesi

Inserire elenco dei conti corenti se,plici


Banco posta
181

Mediolanum
Banca perte

Monitorate i vostri investimenti


Tenete la contabilit ! Molti investitori sono impeccabili
contabili allinterno della loro famiglia, della loro
professione o ativit imprenditoriale, sanno sempre
quanto stanno guadagnando su quella determinata
partita di merce o sulla fornitura disposta per quel cliente
affezionato. Purtroppo non si pu dire lo stesso per la
gestione dei loro investimenti. In molti casi non sanno
nemmeno quanto stanno effettivamente guadagnando o
perdendo su una determinata allocazione. La risposta che
mi sono sentito dare pi frequentemente ai miei seminari
che la maggiorparte di accontenta dellestratto conto o
della relazione trimestrale che ricevono qualora abbiano
sotoscritto una determinata gestione patrimoniale.
In pi occasioni non si era a conoscenza se un
detrminato investimento stesse guadagnado o perdendo,
esemplare stato il caso di un investitore di Treviso il
quale mi interpell in quanto non riusciva a spiegarsi il
perch un fondo azionario americano che aveva
sottoscritto stesse perdendo il 5% quando nello stesso
182

periodo il mercato azionario statunitense stava


realizzando oltre il 5% di performance media. Semplice,
perch nello stesso arco di tempo il cambio euro/dollaro si
era apprezzato di oltre il 10% e questo provocava una
svalutazione di tutti gli investimenti quotati in dollari
americani. Quindi lui aveva guadagnato con una posizione
quotata in USD circa il 5%, ma al contempo doveva
contabilizzare
anche
una
perdita
valutaria
sullinvestimento di oltre il 10%, complessivamente quindi
contabilizzando il tutto in EURO una perdita del 5%.
Imparate quindi a monitorare ed a contabilizzare
personalmente la vostra situazione di portafoglio, non ci
vuole tanto, basta un semplice foglio di calcolo stile Excel
o Calc (fatevi aiutare da vostro figlio oppure imparate
quanto prima come usarli se non avete confidenza con
questi programmi di base).
Attraverso un foglio di calcolo potrete mantenere
aggiornata anche settimanalmente la situazione del
vostro portafoglio, semplicemente riportando le variazioni
di quotazione o dei prezzi di mercato tanto di un fondo che
di unazione. Ricordo che non necessario per questo
passare ore ed ore davanti ad un monitor ogni giorno,
possono infatti bastare pochi minuti alla fine di ogni
settimana per aggiornare il tutto prendendo prezzi e
quotazioni da qualsiasi quotidiano nazionale.
Alcuni fondamenti di analisi tecnica
Lattivit di studio dei mercati finanziari dal punto di
vista grafico al fine di individuare le tendenze future dei
prezzi di tutte le attivit quotate (azioni, obbligazioni,
183

valute, commodities, fondi comuni), allo scopo di


sfruttarle con profitto attraverso lutilizzo di adeguati
strumenti finanziari viene definita analisi tecnica.
Lo scopo dellanalisi tecnica pertanto molto pratico in
quanto volto allindividuazione dei punti di svolta dei
mercati finanziari al fine di trarne profitto. La base
dellanalisi tecnica riposta sulla constatazione empirica
che esistono tendenze ben definite individuabili
dallosservazione ed analisi grafica dellandamento dei
prezzi delle attivit finanziarie, che presentano in
maniera ricorrente formazioni grafiche dalle quali
spesso possibile presumere un certo andamento futuro.
Dalla scontro quotidiano sui mercati finanziari tra
compratori e venditori emergono infatti timori ed
aspettative discordanti sulle decisioni di posizionamento
in acquisto o vendita che non sempre hanno molto a che
vedere coi dati economici fondamentali.
Lanalisi tecnica utilizza come primo elemento di
giudizio limpostazione e la configurazione grafica che
caratterizzano landamento delle quotazioni di un
determinato valore sottostante, sia esso titolo indice
azionario, ETF, obbligazione e cos via. Analizzando un
qualsiasi grafico possibile da subito poter evidenziare un
movimento al rialzo o al ribasso e come questi movimenti
tendano ad arrestarsi in coincidenza di determinati livelli
di prezzo o quotazione in grado di interrompere
momentaneamente
la
direzione
precedentemente
intrapresa.
Tutta lanalisi tecnica, le sue possibili interpretazioni e
le sue attuali evoluzioni, poggiano le fondamenta su
184

quattro concetti teorici che servono a descrivere il


comportamento dei prezzi e le loro tendenze future: il
trend, il breakout, il supporto e la resistenza.
Il trend definisce direzione o la tendenza lungo cui si
stanno muovendo i prezzi o le quotazioni a livello grafico:
possono esistere tre tipologie di trend che caratterizzano il
grafico di un sottostante finanziario in un arco temporale:
il trend primario, quello intermedio e quello di breve
termine. Il trend primario rappresenta la tendenza
espressa graficamente a salire o scendere delle quotazioni
in un periodo di tempo superiore ad un anno. Il trend
intermedio pu essere individuato attraverso finestre
temporali du durata contenuta, allinterno delle quali il
trend assume una direzione opposta a quella principale.
Infine il trend di breve termine che rappresentano micro
oscillazioni che possono interessare qualche giorno od al
massimo qualche settimana, possono per questo essere sia
in sintonia con il trend primario che avversi allo stesso.

ESEMPIO GRAFICO CON TREND BEN DELINEATI

185

Il trend viene individuato graficamente attraverso le


cosiddette trend line che altro non sono se non linee rette
che congiungono massimi e minimi, crescenti o
discendenti: per questa considerazione possiamo avere
trendline rialziste o ribassiste. Una trendline pu essere
disegnata collegando almeno due punti in un grafico (due
minimi o massimi decrescenti) ed acquisisce sempre
maggiore validit ed efficacia man mano che reagisca al
raggiungimento delle quotazioni alla trend line stessa.
Le trend line sono molto utili in quanto consentono di
identificare i canali, i quali rappresentano un possibile
sentiero da percorrere nei successivi periodi da parte del
trend. Ogni canale si costruisce creando una retta
parallela ad una trend line preventivamente individuata.
Questa retta parallela tuttavia deve passare almeno per
un punto di massimo relativo nel caso di trend rialzista e
per almeno un punto di minimo relativo nel caso di trend
ribassista. La finalit del canale pertanto legata alla
possibilit di monitorare ed al contempo prevedere
loscillazione delle quotazioni nel tempo.

186

IMMAGINE DI CANALE

Quanto abbiamo menzionato per le trendline vale anche


per i canali, i quali quindi acquisteranno significativa
efficacia man mano che levoluzione grafica del sottostante
finanziario tenda ad essere respinta ogni qualvolta le
quotazioni si avvicinino ai bordi superiori od inferiori del
canale.
Limportanza di saper individuare graficamente un
canale, sia esso rialzista o ribassista, strettamente
legata alla necessit di avere dei segnali operativi per
supportare le nostre decisioni di investimento o
smobilizzo. A riguardo infatti la perforazione o rottura (in
termini tecnici breakout) di una trendline un chiaro
segnale che il trend in questione compromesso.

BREAK OUT DI TREND

187

Avere ben presente come un trend possa interrompersi


consente di implementare velocemnete strategie di uscita
in stop loss, in quanto il messaggio che viene trasmesso
un cambio di umore degli operatori di mercato che a
seguito di notizie o per considerazioni proprie mutano le
loro aspettative circa il futuro delle quotazioni. Quando
questo accade ci si trova innanzi a veri e proprie
inversioni di tendenza: mercati impostati al ribasso che
improvvisamente virano la tendenza al rialzo e viceversa.
Per chi effettua investimenti a medio lungo termine il
breakout di un trend primario deve rappresentare un
campanello dallarme che deve spingere a liquidare
quanto prima le posizioni sino a quel momento in gain e
concentrarsi sul reinvestimento dei profitto conseguiti.
Mi sono pi volte imbattutto nellanalisi di portafogli
che venivano mantenuti nella loro consistenza iniziale
nonostante fossero palesi dei cambi di direzione sui trend
primari: questo perch linvestitore di turno mi diceva non
seguire il mercato, oppure che la sua banca non gli aveva
dato informazioni al riguardo o peggio ancora che
confidava che prima o poi le quotazioni sarebbero riprese
a salire. Ancora una volta tuto questo esprime come il
piccolo investitore italiano non solo non sia padrone del
proprio denaro, ma sia completamente digiuno del minimo
indispensabile per muoversi sui mercati finanziari. Chi
investe denaro senza essere consapevole di quanto
abbiamo trattato nel terzo capitolo allora tanto vale che

188

vada al casin: la probabilit di guadagno in questi casi


pari a quella di una scommessa in un gioco dazzardo.
Ma torniamo a noi, dopo il trend ed il breakout, gli
altri due concetti chiave sono il supporto e la resistenza:
nel caso di un trend discendente, il livello nel quale si
assiste ad una interruzione del movimento ribassista si
definisce supporto. Un supporto pertanto un livello
grafico (a cui corrisponde un prezzo od una quotazione) in
prossimit
del
quale presumibile aspettarsi
uninversione del trend vista la maggior pressione dei
compratori rispetto ai venditori..

IMMAGINE DI SUPPRTO E RESISTENZA

Nel caso di un trend rialzista, il livello nel quale si assiste


ad una interruzione del movimento rialzista viene definito
resistenza. Una resistenza quindi un livello grafico in
189

prossimit del quale presumibile aspettarsi un


inversione del trend rialzista vista la maggiore pressione
dei venditori rispetto ai compratori. Supporti e resistenze
rivestono un ulteriore ruolo tecnico per la comprensione
dellevoluzione e dellandamento di un sottostante
finanziario. Qualora si verifichi un breakout ovvero una
rottura di tali livelli, il trend principale tender ad
accelerare la sua progressione ed acquister una
maggiore forza propulsiva.
A seconda che venga perforato un supporto o una
resistenza questo implica significative considerazioni sul
futuro andamento delle quotazioni: infatti le rotture di
livelli di prezzo chiave, sia essi supporti che resistenze,
determinano una sconfitta delle forze (compratori o
venditori) che si opponevano rispettivamente alla salita o
alla discesa delle quotazioni.
Infine sappiate che ad avvenuta rottura di un supporto
o resistenza questo si trasformer nel corrispondente
antitetico: quindi un supporto perforato al ribasso si
trasformer in resistenza qualora il mercato riprenda a
salire e viceversa.
Trend is your friend
Il primo pilastro dellanalisi tecnica la convinzione
secondo cui i mercati finanziari non si muovono in
maniera imprevedibile, quanto piuttosto seguono
tendenze e direzioni che possono essere individuate con
buona probabilit di successo.

190

Il detto trend is your friend ovvero il trend di borsa


tuo amico rappresenta la migliore constatazione per
avallare un determinato investimento o per prendere
decisioni circa uno nuovo. Ne abbiamo gi parlato nel
quarto capitolo dal punto di vista della disciplina, mai
sfidare il mercato e quindi mai prendere decisioni di
investimento avverse alla direzione che esse stanno
manifestando.
Graficamente possibile individuare un trend
congiungendo due o pi livelli di minimo crescenti (trend
rialzista) oppure due o pi livelli di massimo decrescente
(trend ribassista). La linea che supporta il trend viene
definita trendline ed tanto pi efficace nel sostenere la
direzione intrapresa dal mercato quanto pi sono i punti
di contatto che la individuano.

GRAFICO CON UN TREND

Ogni trend mantiene la sua validit fintanto che non inizi


a dare chiari segnali di esaurimento o di inversione, ad
esempio con la rottura di una trendline.
Prima di effettuare un investimento sul mercato
azionario di qualunque tipologia (singole azioni, fondi di
investimento, index linked e cos via) sarebbe di basilare
importanza comprendere se il mercato si trova in trend
oppure alla fine di un trend, questo per evitare
ovviamente di trovarsi dalla parte sbagliata. I prossimi
paragrafi saranno dausilio per imparare a come
191

riconoscere graficamente la persistenza ed il futuro


sviluppo di un trend oppure dove raccogliere le
informazioni
necessarie
a
formulare
questa
considerazione.
La teoria delle onde di Elliott
Prima di descrivere quali possono essere dei validi ausili
per comprendere il possibile andamento del mercato
azionario, desidero soffermarmi per illustrarvi la Teoria
delle Onde di Elliott, a mio avviso un argomento
propedeutico a quelli che succederanno in seguito.
Ralph Nelson Elliott lautore della teoria sul
comportamento ondulatorio dei mercati azionari che porta
appunto il suo nome: in qualit di analista americano
vissuto durante il Grande Crollo del 1929 si occup di
registrare come landamento di un indice azionario fosse
riconducibile ad un ciclo regolato al suo interno da leggi e
proporzioni che sono individuabili anche in natura. Elliott
intu la presenza di intervalli temporali tra momenti di
sviluppo di un trend a momenti di rafforzamento o
discesa, i quali si ripetevano ciclicamente mutando solo la
durata e lampiezza.
Sostanzialmente (per evitare di appesantire troppo
largomento e per una sintetica e semplificata esposizione)
la sua teoria descrive un trend di borsa, sia al rialzo che
al ribasso, attraverso uno sviluppo a cinque onde: tre onde
caratterizzate da una spinta propulsiva e due onde da una
spinta inerziale che porta il trend individuato ad
effettuare una correzione. Potete comprenderne il
192

comportamento dagli esempi grafici riportati qui sotto (in


caso di trend ribassista le onde si comportano
esattamente in maniera antitetica, quindi con le onde 1, 3
e 5 il mercato scende, mentre con le onde 2 e 4 il mercato
sale).

INSERIRE TREND DI ELIOTT soo al rialzo

Nel precedente paragrafo abbiamo compreso limportanza


che ha un trend in qualsiasi mercato finanziario:
conoscere con relativa convinzione in che fase di mercato
ci troviamo ci aiuter ad evitare perdite che si potrebbero
realizzare da uninversione del trend oppure ci dar il
giusto tempismo per prendere profitto su precedenti
investimenti. Non vi preoccupate non pretendo di farvi
diventare degli analisti in grado di saper individuare da
soli la struttura eliottiana ad onde su un determinato
mercato sul quale avete investito, per potreste cercare
193

informazioni per supportare le vostre decisioni, a riguardo


vedremo pi avanti da quali contenitori mediatici
possibile raccogliere questo genere di proiezioni
analitiche. Non dimenticate che in ogni caso potete
cercare suggerimenti ed ausilio sia dallufficio studi della
vostra banca che dal vostro promotore, i quali una volta
interpellati dovranno essere in grado di rispondervi e
fornirvi il loro scenario di analisi. Si noti come questa
analisi tenga conto anche dellemotivit degli investitori e
della loro comune psicologia.
La potenzialit del modello ondulatorio di Elliott viene
individuata nella palese capacit di riuscire a descrivere
le ventate speculative mosse dalle emozioni degli
operatori: la configurazione e lo sviluppo grafico
permettono infatti di comprendere come i mercati passino
dalleuforia, tipico sentimento rialzista, alla frustrazione e
al panico, caratteristiche dei ribassi.
A livello pratico pertanto sar necessario trovare
riscontro circa le proprie intenzioni di investimento con
lanalisi eliottiana per comprendere se la proiezione
grafica attesa del trend di mercato sia in sinergia con gli
investimenti in procinto di essere effettuati. Immaginate
infatti di voler investire con una strategia short (quindi
ribassista) su un indice azionario attraverso un ETF,
quando lanalisi eliottiana fa presupporre che stiamo per
completare londa 4 di un ciclo rialzista. Andremmo in
questo caso ad effettuare un investimento con un timing
completamente errato, in quanto ci aspetterebbe il
movimento di onda 5 che proietterebbe lindice al rialzo,
quindi il nostro ETF si deprezzerebbe di continuo giorno
194

dopo giorno. Volete capire quanto sono preparate le


persone che vi stanno seguendo il portafoglio titoli o vi
propongono la tal gestione patrimoniale ? Semplice,
metteteli alla prova, chiedete loro in che onda dovremmo
presumibilmente trovarci sullindice S&P500 prendendo
un arco temporale di sviluppo a 5 anni. Resterete
sbalorditi nel sentire quanti di loro vi risponderanno: le
onde di Elliott ? e chi sarebbe ?
Un aiuto pratico ed istantaneo: le medie mobili
Sulla base di quanto abbiamo visto sino ad ora, possiamo
comprendere limportanza di trovarsi con un investimento
in
trend che possa beneficiare nel tempo delle
opportunit di un rialzo o ribasso (se con strategia short)
prolungato. Lanalisi tecnica ci ha dato attraverso il
concetto di trendline uno strumento grafico che ci
consente di identificare lo sviluppo di un trend. La teoria
ondulatoria di Elliott ci permette di focalizzarci sulle
spinte propulsive di un trend per consentirci di investire
con il timing pi opportuno.
Tutto questo tuttavia richiede tempo ed attivit di
ricerca, oltre che di analisi grafica anche semplicemnete
per disegnare le trendline, i canali ed ipotizzare la
seguenza ondulatoria di Elliott. Qualora desiderassimo un
indicatore grafico di immediato utilizzo, di facile lettura e
ad aggiornamento automatico nel tempo allora possiamo
utilizzare le medie mobili.
Queste ultime sono medie solitamente aritmetiche di
una serie di dati omogenei (prezzi o quotazioni), calcolate
195

semplicemente sommando i valori della serie e dividendo


il tutto per il numero delle osservazioni. Ad esempio, se
voglio calcolare la media mobile a 10 periodi su un grafico
giornaliero, dovr sommare i prezzi o le quotazioni (si usa
prendere il dato di chiusura a fine giornata) degli ultimi
10 giorni e dividere il risultato per dieci.
Quanto sopra descrive il procedimento di calcolo della
media mobile giornaliera a 10 periodi, ma potreste
utilizzare anche una media a 50 periodi, in questo caso
dovreste considerare quindi i dati di chiusura delle ultime
cinquanta giornate di borsa. Non vi preoccupate non vi sto
chiedendo di registrare e calcolare minuziosamente a
mano ogni giorno la media mobile, in quanto a questo ci
pensa qualsasi piattaforma per grafici o qualsiasi sito
nche offre la possibilit di selezionare a piacimento un
proprio grafico. Vedremo nel successivo paragrafo dove
trovare queste opportunit, concentriamoci pertanto sul
suo uso.

INSERIRE GRAFICO CON MEDIA MOBILE


Trend al rialzo ed al ribasso

196

La media mobile viene utilizzata dagli analisti grafici in


qualit di linea di tendenza ovvero un espediente grafico
che permette di identificare a quali prezzi un trend,
rialzista o ribassista, rimane sostenuto o delimitato.
Per convenzione la media calcolata a 10/15 sedute
identifica la tendenza di breve termine, quella a 75/100
sedute la tendenza di medio periodo, infine quella a 200 il
trend di lungo termine (molto importante come vedremo).
La lunghezza del periodo di osservazione determina la
caratteristica della media mobile: veloce (10/15 sedute),
lenta (75/100 sedute) e molto lenta (oltre 100 sedute). Una
media veloce quindi si riferisce ad un orizzonte temporale
piuttosto ristretto e viene definita appunto veloce in
quanto tende ad essere pi reattiva (per ragioni di calolo
aritmetico) rispetto ad una lenta, quindi con molte
osservazioni.
In ogni caso questo libro non vuole insegnarvi a
diventare analisti tecnici od operatori di borsa
indipendenti, quanto piuttosto fornirvi quella base
conoscitiva per imparare almeno a saper leggere i mercati
finanziari. Su questo intento verranno volutamente
tralasciate molti argomentazioni di natura tecnica
sullargomento, limitandoci ad un uso con grafici a time
frame giornalieri, settimanali o addirittura mensili. Il mio
intento di insegnarvi lesistenza di questi indicatori
grafici che vi possono aiutare a comprendere che aria tira
197

in un determinato mercato finanziario o se un titolo


azionario ben impostato al rialzo, prima che voi
decidiate di investirci direttamente o per suggerimento di
una terza parte.
Per fare questo necessario sapere per esempio
limportanza che riveste la media mobile a 200 giorni, la
pi utilizzata per descrivere il trend di fondo nel lungo
periodo o la sua possibile approssimazione nel tempo: a
questa media guardano molti interlocutori di mercato,
soprattutto gestori di fondi.

GRAFICO MEDIA A 200 GG

Molto significativo ai fini dellinvestimento risulta essere


come possono utilizzarsi le medie mobili per
linterpretazione dei movimenti di mercato. Nella
fattispecie riveste molta importanza il verificarsi di un
incrocio tra due medie mobile, ad esempio una veloce ed
una lenta. Se infatti una media mobile veloce taglia al
rialzo una media mobile lenta, questo deve essere
interpretato come un segnale rialzista, mentre se la
media mobile veloce taglia al ribasso la media mobile
lenta, si generer un segnale ribassista: il grafico qui
sotto vi consentir di comprendere questo pensiero.

198

GRAFICO CON INCROCIO MEDIE

Qualora approndirete questi argomenti con manuali di


analisi tecnica potrete comprendere come sia possibile
utilizzare le medie mobili rapportandole ai soli prezzi,
visto che quando questi ultimi incrociano una o piu medie
mobili inviano anche loro un segnale di pericolo o di
allerta. Nello specifico utilizzando ad esempio una sola
media mobile a 100 giorni, evidenzieremo un segnale
rialzista quando i prezzi o le quotazioni incroceranno dal
basso verso lalto la media mobile viceversa il contrario
per un segnale ribassista.
Altrettanto efficace lusanza di considerare le medie
mobili come possibili livelli di supporto o resistenza, a
riguardo proprio la media mobile a 200 giorni funge da

199

supporto dei prezzi per il movimento che si sta


delineando.
Se utilizzate su orizzonti temporali sufficientemente
ampi (6 mesi o 2 anni) possono diventare un vostro leale
alleato per individuare la tendenza di fondo o lo sviluppo
di un trend, limportante che non le utilizziate per
implementare esclusivamente strategie di entrata su
determinati investimenti, ma solo come supporto o
conferma per le vostre decisioni di smobilizzo o
mantenimento delle allocazioni gi effettuate.

Dove procurarsi i grafici


Borsaitalia
Soldionline
Yahoo.it
Prorealtime
Borsaplus.it

200

La correlazione tra gli indici

la correlazione tra gli indici


fare scaletta se sale uno salgono anche gli alrtri
lo sp500 fa da guida
il paper trading per imparare

Il book di negoziazione

Se non li sapete creare chiedeteli, alla vosra banca o il


vostro promotore, ve li devono rpdurre, se non lo fanno
lasciate perdere e cercate oltre, li trovate anche con un
quasiasi servizio online yahoo, prorealtime, soldionline,
borsa italia e cosi via oppure presso un qualsiasi

http://www.ifaworld.it/
elenco fee only planner

i forum delle associazioni dei consumatori


adubef
aduc
201

Spiegare che sono famoso perch ho prevsito la crisi


Destrieor
Deltoro holding
Potere pareteciapre ai miei seminari che si fanno
Guardare i miei dvd
Il trading online: ma realmente un affare ?
Certo che lo , ma non per voi ! ma per chi ve lo propone,
sapete quanto guadagnano con le commissioni, in alcuni
casi lovertrading porta afior di commisioni, si sono
inventati lo scalping, ricordate che uno strumento che
serve per mettervi delle opportunit a servizio della
vostra vita e non il contrario

202

Libri consigliati per migliorare la propria cultura


economico finanziaria:
no logo
le candele giappnesi
money management
e la borsa e la vita
dunbar
titoli da trading library
film da guardare
rogue trader
wall strreet
una poltrona per due
un kkm da wall street
the bank
i banchieri di dio
diario di un saccheggio

203

CONCLUSIONI

LAUTORE

204

205

GLOSSARIO

Analisi Tecnica: metodologia di analisi di titoli o indici


rappresentativi di indici di mercato, che si focalizza sulla
storia passata di variabili conosciute, come i prezzi dei
titoli o i volumi di contrattazione. Analizzando
l'andamento passato di queste variabili, l'analisi tecnica
permette di effettuare previsioni sull'evoluzione futura dei
prezzi o sull'andamento generale del mercato,
supportando cos le decisioni operative.

Analisi Fondamentale: studio e valutazione dei dati di


bilancio e di conto economico di unimpresa. Mediante
questa analisi possono essere valutate le potenzialit
future dellazienda sotto osservazione e da qui la
convenienza ad effettuare investimenti su di essa.

Asset Allocation: Processo in cui si definisce la filosofia a


cui riferirsi nella scelta di investimento al fine di
soddisfare al meglio i propri obbiettivi. Scelto il
benchmark cui parametrarsi, si selezionano gli strumenti
finanziari (strumenti del mercato monetario, titoli di
stato, obbligazioni, azioni ecc) e i singoli titoli con cui
concretizzare la scelta di investimento. Il punto di
approdo la ripartizione del proprio patrimonio in un
determinato numero di ETF.

Asset manager: ' il gestore di patrimoni. Spetta a lui,


tramite l'attivit di asset allocation, definire le politiche
206

tese a massimizzare il rendimento di un portafoglio e a


minimizzarne i rischi, coerentemente con le politiche di
investimento definite. Il suo compito infatti quello di
investire il denaro della clientela.

Azioni: sono strumenti finanziari che rappresentano quote


di partecipazione al capitale sociale di imprese costituite
sotto forma di societ per azioni, in accomandita per
azioni o di societ cooperativa per azioni a responsabilit
limitata. Le azioni si distinguono in ordinarie che
permettono di esercitare i diritti di azionista, privilegiate
che conferiscono diritto di prelazione sugli utili e nel
rimborso del capitale ed il diritto di voto solo nelle
assemblee straordinarie- di risparmio, che garantiscono il
dividendo minimo garantito nella misura del 5% del
valore nominale delle azioni, mentre il voto viene espresso
solo nella assemblea degli azionisti di risparmio.

Banca depositaria: banca in cui viene depositato il


patrimonio del fondi comuni di investimento. Oltre a
custodire i titoli e le disponibilit liquide, effettua il
regolamento degli acquisti e delle vendite dei titoli, di
divisa e di altri valori mobiliari, accredita le sottoscrizioni
e addebita i rimborsi di quote effettuati dai risparmiatori
ed effettua la custodia dei certificati di partecipazione ai
fondi stessi. La Banca dItalia inoltre, affida alla Banca
depositaria anche il compito di controllo sulla congruit
delle operazioni effettuate dalla societ di gestione e la
verifica del rispetto dei limiti di investimento in attivit
finanziarie fissati dalla legge.
207

Book di negoziazione: una tabella che generalmente


presenta le ultime cinque offerte in acquisto e in vendita
di un titolo, ed i rispettivi volumi

Broker: un intermediario finanziario che permette di


negoziare titoli e prodotti finanziari in generale

Borsa: comunemente intesa come il luogo in cui si


scambiano i titoli delle societ quotate, anche se ormai
tutte le contrattazioni avvengono su una rete telematica.
Di conseguenza, la Borsa si identifica con il mercato
azionario. In senso pi esteso, le Borse valori sono il luogo
in cui si scambiano titoli (ma anche valute) appartenenti
alla categoria dei cosiddetti valori mobiliari.

Buoni ordinari del Tesoro: titoli di Stato privi di cedole,


emessi a breve termine con scadenza fino a 12 mesi.

Buoni del Tesoro poliennali: titoli di Stato a tasso fisso


con cedola semestrale emessi dal Tesoro per la copertura
del debito pubblico con durata compresa tra i 2 e i 30
anni.

Cartolarizzazione: una emissione di obbligazioni con il


pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a
scadenza pagati con il flusso di cassa generato da un
portafoglio di attivit finanziarie (mutui, crediti di carte
commerciali, contratti di leasing) possedute dalla societ
veicolo (v.) che emette la cartolarizzazione. Ogni
208

cartolarizzazione divisa in varie tranche di bond con


rating diversi (dalla AAA fino alla BBB o anche meno)
sulla base del differente rischio di credito. In Italia la
materia regolata dalla L. 30.4.1999, n. 130 e successive
modificazioni (v. anche Cdo).

Capital gain: termine inglese che viene utilizzato per


indicare i guadagni in conto capitale. Altrimenti detto
plusvalenza, esso espresso dalla differenza (positiva) tra
il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un
determinato titolo. Alla possibilit di un capital gain, le
azioni e le obbligazioni affiancano sempre una
remunerazione periodica. Nel caso delle azioni tale
remunerazione data dai dividendi, in quello delle
obbligazioni dal flusso di cedole. Dal primo luglio '98 i
capital gain sono soggetti a un'imposizione del 12,5%.

Capitalizzazione di Borsa: valore della societ quale


risulta dalla quotazione delle sue azioni moltiplicata per il
numero delle azioni stesse.

Commissione di gestione: commissione prelevata dal


gestore quale compenso per la propria attivit di gestione.

Commissione di performance: onere aggiuntivo che


sopportato, se previsto dal prospetto, da un investitore che
sottoscrive quote o azioni di fondi comuni nel caso che il
gestore ottenga un risultato finanziario maggiore rispetto
al benchmark di riferimento dichiarato.

209

Commissione di sottoscrizione: importo trattenuto dalla


Sgr sul capitale investito al momento della sottoscrizione.
Tale commissione applicata a discrezione della Sgr. I
fondi Soprarno non sono soggetti a commissioni di
sottoscrizione

Commissione di smobilizzo: importo pagato dal


sottoscrittore e trattenuto dalla Sgr o dal collocatore in
occasione del disinvestimento dal fondo. Soprarno non
applica commissioni di uscita. I soli collacatori hanno la
facolt di applicare una commissione di uscita per i fondi:
Soprarno Sp-Mib, Soprarno DJ Euro Stoxx 50, Soprarno
S&P 500, Soprarno Nikjkei 225 e Soprarno Pronti
Termine

Commodities: termine inglese utilizzaato per esprimere il


conetto di materie prime che possono essere oggetto di
operazioni finanziarie le pi diverse sotto forma
digaranzia di finanziamenti, contratti a termine con
riferimento alla loro materialit o indicizzati al loro
valore,contratti derivati di protezione ecc.

Collocatore; soggetto preposto al collocamento di servizi o


prodotti finanziari. Pu essere una societ di gestione del
risparmio, una banca o una societ di investimento
autorizzata all'esercizio dell'attivit di collocamento.

Covered warrant: titolo con il quale si acquisisce il diritto


di acquistare (call) o vendere (put) una determinata

210

quantit di attivit sottostante ad una certa data e ad un


certo prezzo.

Deflazione: fenomeno caratterizzato da una riduzione del


livello generale dei prezzi.

Denaro: prezzo al quale un operatore disposto a


comprare un determinato quantitativo di titoli o contratti
Le prime contrattazioni si svolgevano intorno al 1500
nella citt belga di Bruges in un palazzo dove abitava la
famiglia van De Bourse e da qui deriverebbe il nome
''borsa.'' Quelli che acquistavano offrivano DANARO,
quelli che vendevano offrivano la LETTERA cio il
documento cartaceo e da qui la diffusione dei due termini
DANARO e LETTERA Ancora oggi sono diffusi questi due
termini, danaro e lettera; il danaro rappresenta quello che
siamo disposti a pagare per acquistare delle azioni, la
lettera , invece, la richiesta di danaro da parte del
venditore:Ad esempio: se la migliore offerta di acquisto
di 14 euro, si dice che il danaro 14, mentre la lettera si
riferisce alla richiesta del venditore ed di 14.02.

Diversificazione: indica la strategia che mira a ridurre


l'esposizione a rischi non sistematici (e cio quelli che
l'investitore pu controllare, al contrario di quelli non
controllabili detti sistematici). Per esempio l'investitore
pu controllare se il proprio capitale viene investito in
mercati emergenti o in altri investimenti rischiosi, ma
non pu controllare le oscillazioni del mercato globale. La
diversificazione implica quindi l'investimento in una
211

variet di strumenti finanziari e di categorie di fondi. Un


portafoglio
diversificato
deve
includere
azioni,
obbligazioni e beni reali diversificati settorialmente e
geograficamente. L'obiettivo assicurare che l'eventuale
"underperformance" di un'area sia compensata da una
"overperformance" di un'altra area.

Eonia (euro overnight index average): rappresenta la


media ponderata dei tassi dinteresse sulle transazioni
overnight non garantite effettuate nel mercato
interbancario dellarea delleuro da un gruppo selezionato
di banche

Exchange traded funds: fondi comuni di investimento che


hanno la stessa composizione di un determinato indice di
borsa- i certificati rappresentativi delle quote sono
ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato

Fondi comuni di investimento: patrimonio indiviso di una


pluralit di partecipanti, ciascuno dei quali possiede una
quota proporzionale all'importo che vi ha versato. Il
patrimonio del Fondo viene investito in valori mobiliari, le
cui caratteristiche dipendono dalla tipologia del Fondo
stesso. Il valore della quota non deriva da un prezzo
formatosi sul mercato, ma ottenuto facendo il rapporto
tra il valore netto del patrimonio del Fondo e il numero di
quote in circolazione. Qualora il Fondo preveda
periodicamente il riparto degli utili di gestione ai
Sottoscrittori, viene definito a distribuzione dei proventinel caso opposto, viene identificato come Fondo ad
212

accumulazione. Inoltre, i Fondi comuni possono essere: aperti, se il Sottoscrittore pu effettuare versamenti o
chiedere rimborsi in qualsiasi momento- - chiusi, se i
rimborsi sono possibili solo ad una scadenza prefissata.

Fondi pensione: fondi che erogano prestazioni


previdenziali in favore dei lavoratori di unimpresa,
settore o categoria professionale, volti a integrare o a
sostituire il trattamento pensionistico pubblico.

Future: contratto a termine con il quale si assume


l'obbligo di acquistare o di vendere ad una certa data ed
ad un certo prezzo l'ammontare del bene sottostante al
contratto. Il prodotto finanziario oggetto del contratto pu
essere rappresentato da merci, tassi d'interesse,
obbligazioni, indici azionari e valute.

GPF: acronimo di gestioni patrimoniali in fondi. Le G.P.F.


sono un servizio di gestione finanziaria, attraverso il
quale il risparmiatore conferisce mandato al gestore di
investire il proprio patrimonio in quote di fondi e Sicav.

Hedge Fund: fondo d'investimento che applica spesso


tecniche e strategie d'investimento non convenzionali
tramite l'impiego di derivati, vendite allo scoperto e
assunzioni di credito, ottenendo cos un effetto leva. I
rischi che ne derivano possono essere molto elevati. A
causa della sua bassa correlazione con gli investimenti
tradizionali, un hedge fund in molti casi un eccellente
strumento di diversificazione.
213

Indice: un indicatore che misura l'andamento medio di


una serie di variabili (per esempio i prezzi dei beni di
consumo, oppure le quotazioni dei fondi comuni o quelle
delle azioni quotate ad esempio alla Borsa di Milano).

Investitori istituzionali: societ ed enti che effettuano


sistematicamente investimenti in strumenti finanziari o
in immobili- ad esempio: le compagnie di assicurazione, i
Fondi pensione, gli OICVM e i servizi di gestione di
patrimoni mobiliari su base individuale

IPO: acronimo di initial public offering ovvero offerta


pubblica iniziale, ' l'offerta iniziale di titoli al pubblico da
parte di una societ che sta per essere quotata su un
listino ufficiale.

ISIN: un codice internazionale che


univocamente tutti gli strumenti finanzari.

Junk bond: pbbligazione di scarsa qualit ad alto rischio il


cui rimborso a scadenza pu non essere garantito a causa
dellaprecaria situazione finanziaria dellemittente. I junk
bond hanno un rendimento superiore a quello di altri
titoli areddito fisso.

Leva Finanziaria: rapporto tra il controvalore di mercato


delle posizioni nette in strumenti finanziari ed il
controvalore del patrimonio affidato in gestione

214

identifica

Liquidabilit: attitudine di un'attivit finanziaria ad


essere prontamente trasformata in denaro senza alcuna
perdita di valore. Essa dipende dall'ampiezza e dallo
spessore del mercato in cui scambiata.

Market maker: intermediario finanziari specializzato, il


cui compito quello di garantire liquidit e spessore al
mercato. Esso ha di solito obblighi quantitativi di
presenza continuativa sul mercato e, a volte, di
competitivit dei prezzi in acquisto (denaro) e in vendita
(lettera) a cui si impegnano a concludere le transazioni.

Mercati emergenti: paesi asiatici, economie latinoamericane, economie di transizione dellEst europeo, paesi
medio-orientali e africani selezionati.

NAV acronimo di Net Asset Value: il valore attribuito al


patrimonio netto. Il patrimonio netto rappresenta
linsieme degli strumenti finanziari, valorizzati al valore
di mercato, che costituiscono il fondo.

Obbligazione: titolo che incorpora un diritto di credito del


Sottoscrittore verso una societ che ha emesso un
prestito: il Sottoscrittore ha diritto al pagamento di
interessi sull'importo dato a credito e al rimborso del
capitale ad una scadenza prestabilita o su richiesta
dell'emittente. Un'obbligazione pu essere emessa alla
pari, sotto la pari o sopra la pari.

215

Opzione: contratto tra due soggetti con il quale uno


accorda all'altro il diritto (ma non l'obbligo) di acquistare
o vendere un prodotto finanziario, a condizioni prefissate
di prezzo e scadenza. L'acquirente del diritto paga alla
controparte un premio che rappresenta il corrispettivo per
la facolt che gli viene riservata. Le opzioni possono
essere di due tipi: di acquisto-call e di vendita-put. Il
prodotto finanziario oggetto del contratto pu essere
rappresentato da valute estere, monete e metalli preziosi,
tassi d'interesse, titoli, indici di borsa.

PAC - Piano di Accumulazione : modalit di sottoscrizione


di quote di Fondi comuni che consiste in una serie di
versamenti dilazionati nel tempo, la cui periodicit e il cui
ammontare sono pianificati dal Sottoscrittore stesso.

Prospetto Informativo di un Fondo Comune: documento


che la Societ di Gestione di un Fondo deve consegnare
tassativamente a coloro che intendono sottoscrivere il
suddetto prodotto. Il Prospetto Informativo contiene tutte
le informazioni relative al Fondo comune, quali le
modalit di funzionamento, gli oneri a carico dei
Sottoscrittori e i compiti della Societ di Gestione, della
Banca Corrispondente e della Banca Depositaria. Pu
essere unico per tutti i tipi di Fondi offerti da una stessa
societ, purch per quei Fondi sia stato stabilito un solo
regolamento

Rating: l'indicatore del grado di solvibilit di un


soggetto debitore quale uno Stato o un'impresa. I pi
216

importanti rating sono quelli elaborati dalle societ


statunitensi Moody's e Standard & Poor's. Essi esprimono
il merito di credito degli emittenti di prestiti
obbligazionari sui mercati internazionali. La tripla A
(AAA) indica il massimo dell'affidabilit del debitore: i
voti scendono progressivamente su AA, A, BBB, BB, B. La
tripla C (CCC) il rating che si assegna ai debitori assai
inaffidabili.

Scalping: operazione di compravendita di strumenti


finanziari a breve termine, effettuata con lo scopo di
conseguire unrapido profitto.

Spread: con questo termine normalmente si indica: la


differenza tra due tassi di interesse; lo scarto tra le
quotazionidenaro e lettera nelle contrattazioni in titoli; la
maggiorazione che lemittente di valori mobiliari riconosce
inaggiunta ad un tasso di riferimento.

Stock picking: l'attivit di selezione dei titoli azionari


che si presume possano rivalutarsi in modo pi rapido,
praticata dai gestori. Uno dei principali criteri guida dello
stock picker, ossia del gestore di un fondo o di un
patrimonio, di stimare il prezzo teorico delle societ
quotate.

Supporto: nel grafico delle quotazioni di un valore


finanziario si possono rilevare dei livelli di prezzo che, in
qualche maniera, ostacolano il proseguimento della
tendenza in corso: questi ostacoli prendono il nome di
217

supporti e resistenze. In altri termini, il supporto non'


altro che un livello che si oppone al proseguimento di un
trend discendente: visivamente, si pu osservare che il
titolo arresta la sua discesa, tentenna, rimbalza una o piu'
volte per poi invertire la rotta o proseguire
definitivamente nella direzione iniziale

Switch: meccanismo che consente al sottoscrittore di


passare da un fondo ad un altro di una stessa societ di
gestione

Tasso ufficiale di sconto (Tus): tasso d'interesse praticato


dalla Banca Centrale sui finanziamenti concessi al
sistema bancario in forma di apertura al credito, risconto
di titoli o anticipazioni.

Volatilit: indica la rischiosit di un investimento. Quanto


pi uno strumento finanziario volatile, tanto maggiore
laspettativa di guadagni elevati, ma anche il rischio di
perdite. La deviazione standard lindicatore di volatilit
pi frequentemente integrato allinformativa sulla
redditivit dei fondi. Essa permette di misurare quanto
un determinato fondo abbia probabilit di allontanarsi dal
suo andamento medio. Linformazione sulla variabilit dei
rendimenti indispensabile per valutare la performance
dei fondi.

Zero coupon: titolo senza cedole (coupon), gli interessi


vengono pagati tutti in una volta alla scadenza del titolo e
sono costituiti dalla differenza fra prezzo di emissione e
218

prezzo di rimborso. Le quotazioni di uno zero coupon,


durante la sua vita, oscillano pi sensibilmente di quelle
di un normale titolo con cedole al variare dei tassi di
mercato, perch la mancanza di interessi periodici da
reinvestire accentua il bisogno di allineare il rendimento
con un calo o con un aumento del prezzo di Borsa.

219