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ARCHEOLOGIA E BIBBIA

di Giacomo Tumbarello
L'uomo da sempre e in tutti i paesi, ha manifestato interesse per il proprio passato. Molti studiosi oggi ritengono che attraverso lo studio del passato si possa comprendere meglio il presente. La ricostruzione storica degli eventi dipende principalmente dalla disponibilit di documenti e testimonianze scritte. L'archeologia spesso viene in aiuto alla storia fornendo reperti che completano e confermano le testimonianze fornite dai documenti cartacei. I documenti storici ci tramandano informazioni e notizie solamente delle civilt che hanno sviluppato una scrittura e una letteratura e, bench alcune letterature, come quella greca per esempio, ci informa anche suoi popoli barbari vicini, da dire che la maggior fonte di informazione su popoli meno civilizzati che non hanno sviluppato una scrittura, ci viene dall'archeologia. L'origine dell'archeologia risale a circa 2.500 anni fa quando Nabonedo, l'ultimo re di Babilonia che regn dal 556 al 539 a.C. comp scavi nel tempio di Shamath a Sippur nel tentativo di scoprire chi lo aveva costruito. Sua figlia, Ennigaldi-Nanna che fu una collezionista di antichit, espose la sua collezione in quello che possiamo definire il primo museo del mondo, nella citt di Ur, in prossimit dell'Eufrate. Tucidide, storico greco vissuto dal 460 al 395 a. C. c.a., racconta nei suoi scritti dello scavo di antiche tombe compiuto dagli Ateniesi nell'isola di Delo, nel mare Egeo, e dallo studio dei manoscritti ivi rinvenuti. L'archeologia la scienza che studia reperti e le testimonianze giunte sino a noi dal passato, con lo scopo di ricostruire usi, costumi ed eventi del passato, nel modo pi completo. Possiamo definire l'archeologia (archeo+logia) quella scienza o disciplina che studia la formazione e lo sviluppo delle civilt passate dell'uomo, ovvero, studio dell'antichit, al fine di ricostruire le civilt attraverso la testimonianza della cultura materiale quali le arti figurate, monumenti, oggetti, iscrizioni recuperate attraverso le procedure di scavo. Tuttavia essa non si limita allo scavo, che solo il pi noto fra i molti aspetti di questa scienza, ma si occupa anche della datazione e della classificazione dei manufatti, dell'individuazione dei luoghi, ecc. Secondo una definizione pi recente possiamo aggiungere che l'archeologia la scienza che studia testimonianze storiche di culture e civilt, nonch di insediamenti e giacimenti, terrestri e subacquei, conosciuti o conoscibile prevalentemente attraverso la scoperta di resti materiali. Tra le grandi suddivisioni dell'archeologia in senso geografico, dobbiamo annoverare l'archeologia classica, che studia le civilt dei popoli del Mediterraneo in particolare del mondo greco romano dalle origini fino al medioevo, l'archeologia del Vicino Oriente relativa alle civilt dell'Asia Anteriore antica dall'Anatolia fino all'Iran, l'archeologia del Medio ed Estremo Oriente interessate le antiche civilt dall'Iran al Pacifico e le culture delle steppe russe e siberiane, l'archeologia pre-colombiana che studia i resti dei grandi imperi dell'America centromeridionale e delle civilt a questi imperi contigui, l'archeologia preistorica o paletnologia, l'archeologia subacquea che si occupa dei resti archeologici, soprattutto impianti portuali, che sono stati sommersi dalle acque, nonch del recupero di navi naufragate e dei loro carichi. L'archeologia subacquea porta alla conoscenza dei commerci e delle tecnche navali degli antichi e si distingue da quella terrestre per i differenti metodi di ricerca e di scavo. Sono stati rilevati insediamenti palafitticoli nei laghi europei, i porti fenici di Tiro e Sidone. Limitati sono sinora i recuperi di navi antiche tra cui si ricorda alcune navi vichinghe, due navi di Calligola e, nella zona delle isole dello Stagnone in Sicilia Occidentale, il recupero della nave punica, considerata il pi antico esemplare di nave da guerra

recuperato, custodito attualmente nel museo di Marsala. Specialit con proprie tradizioni di studio risalenti alle prime manifestazioni settecentesche della ricerca archeologica sono: l'archeologia cristiana, che consiste di solito nello studio dei monumenti cristiani dalle origini sino ai primi secoli del Medioevo, l'etruscologia, l'egittologia, l'assiriologia, e la papirologia, che vanno tuttavia considerate come discipline non esclusivamente archeologiche. Ramo dell'archeologia orientale l'archeologia biblica, che si prefigge una migliore comprensione dei testi scritturali, i cui limiti cronologici vanno dall'et dei patriarchi (sec. XVIII a. C.) al sec. I d.C., in un'area geografica comprendente la Palestina e le zone medio-orientali con essa strettamente collegate. L'archeologia biblica identifica le localit bibliche, ricostruisce l'ambiente in cui vissero i personaggi biblici, conferma particolari mediante il riscontro di un personaggio o episodio biblico in documenti storici di altri popoli orientali, fornisce collegamenti con documenti letterari e archeologici di questi popoli. Caratteristica dell'archeologia biblica lo scavo del "khirbet" (basso cumulo) e del "tell" (collina), che nascondono gli antichi insediamenti in strati sovrapposti corrispondenti alle varie epoche. Pioniere dell'archeologia biblica fu il geografo E. Robinson che nel 1838 identific molte localit bibliche. Aprirono l'epoca degli scavi F. de Sauley (dal 1850 al 1863) e C. Clermont-Ganneau; nel 1867 Ch. Warren fece il primo scavo scientifico sotto le mura di Gerusalemme: Nel 1865 fu fondata la Palestine Exploration Fund, che compose la prima carta topografica della Palestina, e nel 1870 la America Palestine Exploration. I primi risultati in campo strettamente archeologico si debbono a Flindes Petrie (dal 1890) che, sulla base del metodo stratigrafico, si serv della ceramica per tentare una cronologia palestinese. Nel 1892 fu fondata l'Ecole Biblique e nel 1898 la Deutsche Orientgesellschaft. Dopo la prima guerra mondiale fu creato un Departement of Antiquities; tra il 1918 e il 1938 si ebbe il periodo d'oro dell'archeologia biblica. Inizi i lavori anche la America School of Oriental Reserch; W. F. Albright fiss definitivamente la cronologia palestinese. La scuola archeologica formatasi attorno a questo archeologo particolarmente propensa a vedere corrispondenze tra i testi biblici e i reperti archeologici; quella germanica; capeggiata da A. Alt e da M. Noth, invece molto pi cauta e, dal punto di vista scientifico, con ragione, anche se le stata spesso rimproverata un'esagerata prudenza. In ogni caso l'archeologia biblica, come le sue consorelle, lavora con metodi scientifici e non si propone fini apologetici di sorta, per cui sarebbe ingiusto sospettarla di mancanza di senso critico. Per condurre le sue indagini l'archeologia contemporanea si avvale di numerose altre discipline diacroniche a volte assai minute come la filologia ( per la conoscenza delle fonti), l'epigrafia, la topografia, la numismatica, le antichit (nel senso specifico di studio degli usi e dei costumi pubblici e privati). L'archeologia si avvale delle scienze chimiche, fisiche e naturali anche per altre ricerche. L'analisi della composizione chimica dei materiali pu spesso chiarire l'origine geografica di un reperto. Si vanno sempre pi affermando tecniche di analisi basate sulla spettroscopia di emissione e sull'attivit neutronica. Le analisi polliniche e dei leghi fossile e subfossile, nonch delle ossa degli animali, indicano al flora e la fauna del periodo nonch il suo clima e sono perci utilizzabili nel campo preistorico e della paleoecologia. Sino al secolo scorso e inizi di questo, la figura chiave in questa disciplina era quella dell'archeologo che era un factotum, uomo di ampie conoscenze. Oggi invece si va sempre pi affermando la necessit del lavoro di quipe, ove, accanto agli archeologi interessati ai singoli aspetti della cultura antica, operano gli specialisti delle discipline storiche e filologiche, nonch fisici, chimici, fotografi, informatici. Quanto agli aspetti tecnici del momento acquisitivo e conservativo, che si sono fortemente sviluppati in seguito al generale progresso dei metodi di scavo e di restauro, della ricerca aerofotografica, elettromagnetica e paleonaturalistica e alle crescenti applicazioni dell'informatica all'archeologia. Per individuare resti archeologici senza effettuare scavi il sistema oggi pi largamente usato quello della fotografia aerea o aerofotogrammetria e il metodo prende il nome di prospezione archeologica. In particolari condizioni di stagione, di umidit del suolo, di stato delle colture, risultano evidenti nella fotografia sia l'andamento delle murature antiche (sopra le quali la vegetazione di solito pi rada e il terreno assume tonalit diverse) sia le cavit, come per esempio fossati preistorici (dove la vegetazione cresce pi rigogliosa) All'esame stereoscopico di pi fotografie aeree della stessa zona si collegano pi dati desunti da altre fonti (notizie storiche, saggi di scavi) per giungere alla restituzione aerofotogrammetrica

della zona. Altro metodo impiegato quello delle prospezioni magnetiche basate sulla misurazione, generalmente mediante magnetometri a protoni, dell'intensit del campo magnetico del terreno, la quale pu variare quando nel suolo sono sepolti resti antichi. Al limite tra prospezione e svaco sono le prospezioni stratigrafiche, che consistono nell'eseguire fori nel terreno a mezzo di apposite sonde a rotazione, che individuano i materiali archeologici sepolti nei diversi strati. Recentemente sono state usate delle sonde a circolazione di acqua compressa che fa risalire in superficie i frammenti antichi. Infine si ricorda una sonda fotografica, il cosidetto "occhio di Minosse", che permette di fotografare l'interno delle tombe a camera. Per la datazione dei reperti archeologici, in aggiunta ai metodi tradizionali, basati o sul confronto dell'oggetto da datare con altri gi noti, si sono usati nuovi sistemi di datazione. I pi noti sono quello del carboni 14 (C14) che si rivelato soprattutto importate, nonostante i possibili errori, per la datazione di materiali preistorico fino a 50-70.000 anni or sono, e il metodo della termoluminescenza per la datazione della ceramica Dal punto di vista storico si ha notizia dei rinvenimenti effettuati volontariamente a scopo collezionistico, come quelli effettuati in scavi di saccheggio nelle necropoli di Corinto da parte di coloni inviati da Cesare, che intendeva in questo modo arricchire le raccolte arecheologiche e artistiche romane. Dopo il crollo dell'Impero Romano nel V secolo d.C. e fino al Medioevo, lo studio del passato conobbe un lungo periodo di eclissi in cui si tramandavano notizie solo di eventi vicini nel tempo e la maggior parte di conoscenze storiche, riguardanti eventi remoti, si basavano essenzialmente sulle scritture bibliche. In questo periodo non ci fu alcuno interesse per la ricerca di manufatti relativi al passato, anzi da dire che la paura superstiziosa degli oggetti nascosti nella terra, far sistematicamente distruggere ogni reperto archeologico accidentalmente rinvenuto. Fu durante il Rinascimento che l'interesse per l'antico, suscitato da letterati, poeti e artisti, spinse architetti, pittori, scultori, antiquari e persino semplici uomini di cultura alla ricerca di resti archeologici, statue, epigrafi e monete che vennero disegnati, recuperati e sistemati in collezioni. Dal XVI secolo in poi, molti studiosi si dedicarono allo studio delle rovine romane in Italia. Agli inizi del 1700 gli scavi compiuti ad Ercolano e Pompei, sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 72 d.C. portarono alla luce moltissimi interessanti reperti. A met 700, l'archeologia diventer scienza di avanguadia grazie al contributo di J.J. Winchelmann, che elaborer la teoria del neoclassicismo destinata ad avere tanta parte nelle vicende rivoluzionarie di fine secolo: il movimento, indirizzato ora per la prima volta verso l'antica Grecia, appare favorito dalle scoperte della citt di Pompei ed Ercolano appena menzionate, dalla ripresa degli scavi a Roma e soprattutto dalle prime esplorazioni di viaggiatori in Grecia. In epoca napoleonica, l'antico filone dell'antiquaria, irrobustito dalla speculazione neoclassica, costituisce i germi dell'archeologia filologica. Napoleone Bonaparte con la sua campagna militare del 1798, conclusasi con la battaglia del Nilo, ebbe il grande merito di aver portato in Egitto insieme ai soldati una squadra di storici, artisti e linguisti che furono incaricati di osservare, registrare, catalogare e interpretare monumenti e manufatti. Grazie a questa squadra di esperti, Napoleone riport all'attenzione del mondo occidentale la pi grande civilt del passato:l'antico Egitto. La scoperta pi sensazionale avvenuta nel 1799 fu il ritrovamento della Stele di Rosetta, una lastra di pietra di Basalto con su inciso un decreto del re Tolomaco V, datata 196 a.C.. Il testo scritto in greco e egiziano la cui traduzione permise nel 1924 di decifrare e comprendere il sistema di scrittura geroglifico degli egizi. Scritta in tre lingue, due diverse forme di egiziano antico e in greco, la Stele risult per gli studiosi uno strumento prezioso. Subito dopo tale scoperta l'orizzonte di interesse degli archeologi si estese anche nel Vicino Oriente, Babilonia e Israele, dando inizio allo studio dell'archeologia orientale. Caratteristica di questo periodo la ricerca delle antichit preistoriche e preclassiche. In questo ambito di studi trova la prima e necessaria applicazione il metodo di scavo razionale e scientifico basato sulla successione delle ere geologiche. La speculazione filologica viene ora affiancata dall'analisi tecnica dell'evoluzione del nudo o tipologico -stilistico, che tende a raggruppare i prodotti artistici secondo tipi accertati filologicamente. In questo

periodo si elabor il sistema delle et della pietra, furono coniati i termini di Paleolitico, o prima et della pietra, e Neolitic, o et della pietra nuova, e la suddivisione delle et del bronzo e del ferro. Ad inaugurare le esplorazioni a Babilonia e Ninive, fu Claudius James Rich, diplomatico inglese residente a Bagdad che mise insieme la prima collezione di sigilli e iscrizioni assire e babilonesi. Nella Bibbia la storia della Palestina non ci viene narrata in modo sistematico e di facile lettura. Molte volte il testo ricco di particolari, altre volte vago e impreciso e altre volte ancora perfino contraddittorio. L'archeologia applicata alla Bibbia si rivelata uno strumento di grande importanza per lo studio del testo sacro. A differenza della civilt Greca e Egiziana che lasciarono monumenti maestosi e imponenti, quali i Templi di Agrigento, il Partenone ad Atene, o le piramidi in Egitto, nella Palestina la maggior parte di materiale invece sepolto nel sottosuolo. Nel 1839 E. Robinson ed Eli Smith studiosi americani, intrapresero il primo studio ad orientamento biblico. Robinson studiando i luoghi di Israele riusc ad identificare molte citt nominate nella Bibbia, mentre nel 1890 Sir William M. Flinder Petrie gett le basi della modena archeologia. Dopo alcuni scavi fatti a Gerico, l'interesse dell'archeologia si concentr su Gerusalemme. Tra il 1867 e il 1870 Chaler Warren rintracci le fondamenta della mura del Tempio distrutto nel 70 d.C. dalle armate romane di Tito e Vespasiano. Warren scavando in profondit scopr che la fisionomia della citt era cambiata nel corso dei diciannove secoli. La morfologia del paesaggio mediorientale caratterizzato dalla presenza di collinette chiamate tell.Queste collinette sono state considerate per molto tempo delle formazioni geografiche naturali, ma Sir W. Petrie scopr che queste erano delle collinette artificiali, costruite dall'uomo e che contengono resti e testimonianze preziose del passato. Egli dimostr che i tell non erano altro che i resti di antiche citt e villaggi costruite sulle rovine di insediamenti precedenti. Petrie ha il merito di aver stabilito due principi dell'odierna archeologia, che consentono la datazione dei siti e dei ritrovamenti: il metodo "stratigrafico" e la "tipologia delle ceramiche". Un progetto che dur quattordici anni fu la ricerca della citt-fortezza di Meghiddo e della citt di Gerico famosa per il crollo delle mura raccontato nel libro di Giosu. Per quanto riguarda l'et dell'uomo, sino a circa 200 anni fa, la versione della creazione dell'uomo raccontata nel Vecchio Testamento era universalmente accettata e indiscussa. l'arcivescolo di Armagh (Irlanda) James Ussher, nel 1650 fiss, in base ad alcuni calcoli basati sulla Bibbia, la data della creazione dell'uomo intorno al 4004 a.C. cio circa seimila anni fa. Questa data ancora oggi sostenuta da parte di alcuni cristiani. Date le conoscenze dell'epoca tale data fu ritenuta attendibile, ma con l'accrescersi delle scoperte geologiche, paleontologiche e della conoscenza in genere, tale datazione cominci ad essere discussa e apparve sempre meno in linea con una lettura letterale degli eventi raccontati nei primi capitoli del libro della Genesi. Ora da dire che la Bibbia non un libro scientifico da cui poter ricavare dati tecnici sulla creazione dell'uomo e del mondo. I primi capitoli della Bibbia non vogliono raccontare come letteralemte sono andate le cose, ma lo scrittore ispirato da Dio non fa altro che sviluppare una teologia della creazione, attingendo anche a fonti extrabibliche. Un aiuto nella comprensione del testo biblico venuto proprio dall'archeologia, che, con la scoperta delle tavolette di terracotta contenente il racconto dell'epopea babilonese di Gilgamesh , e il racconto babilonese di "Enuma Elish", hanno fatto capire meglio il racconto della Genesi. Inoltre, la data della creazione dell'uomo fissata da Ussher a seimila anni fa, stata confutata dall'archeologia con gli scavi di Gerico i quali hanno stabilito tale citt la pi antica del mondo, la cui datazione viene fissata intorno all'anno 9000 - 8000 a.C. E' da dire per, che, quando ricorriamo all'archeologica per comprendere meglio la Bibbia, dobbiamo procedere con cautela. I biblisti e gli esegeti hanno discusso moltissimo intorno a come si formata la Bibbia e a come i vari libri sono giunti sino a noi nella loro forma attuale. Dalla scoperta di altri libri e scritti avvenuta in Egitto, Babilonia e presso altri popoli, essi hanno potuto capire molto sulla trasmissione del testo sacro. Gli scritti pi antichi che riguardano il Vecchio Testamento furono trovati per caso nel 1947 da un giovane pastore beduino nelle grotte di Qumran presso il mar morto, in delle giare che contenevano i rotoli di una

biblioteca attribuita agli Esseni. Tali rotoli datati tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. contengono tutti i libri del Vecchi Testamento ad esclusione di quello di Ester. Questi libri, come si pu facilmente intuire, sono le copie di testi scritti secoli prima e tramandati attraverso la scuola dei copisti. Le scoperte pi eclatanti e pi ricche di informazioni che l'archeologia ha effettuato in Medioriente sono i documenti scritti che testimoniano delle diverse civilt del passato. Ovviamente tutte le forme di scrittura, siano esse su papiro o pergamene, sia scritte su tavolette o scritte sulle pareti di tombe, monumenti o abitazioni, pongono agli archeologi e ai linguisti il problema dell'interpretazione. Questi documenti riportano nomi di re, personaggi, luoghi, parlano di guerre, invasioni, carestie, descrivono costumi e comportamenti sociali. In questo caso, compito principale dell'archeologia biblica quello di confrontare i dati scritti con tutte le informazioni date dalla Bibbia e mostrarci come fosse il mondo biblico. Sembra che la prima lingua messa per iscritto sia stata quella sumerica. Subito dopo fu la volta di quella accadita o semitica per indicare l'assiro e il babilonese. Queste lingue erano scritte con caratteri cuneiformi cos come anche altre lingue semitiche occidentali in Siria e Palestina. Concludiamo questa sezione che ci ha condotti idealmente lungo le coordinate dell'archeologia e nella presentazione di tale scienza. Dopo che lo scavo concluso e i reperti sono stati fotografati, identificati e catalogati, dopo una comparazione con altri documenti e reperti, dopo che tutti gli specialisti interessati hanno preparato i loro rapporti, il direttore degli scavi presenta in delle pubblicazioni un resoconto finale del lavoro fatto. Poich la pubblicazione della scoperte comporta molto tempo, a volte passano molti anni tra la scoperta e la pubblicazione definitiva su riviste e libri. Nel frattempo pu succedere che nuove scoperte vengano fatte e che portano a modificare certe teorie e certi risultati. L'archeologia biblica non ha fini apologetici, n di ipercritica nei confronti della Bibbia, essa non altro che una scienza che col suo metodo ci aiuta a compendere meglio il testo biblico. Biblical Archaeologist, 4500 Massachusetts Avenue NW, Washington, DC 20016-5690