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4- ERODOTO

Riassunto libro
1- LA VITA: Alicarnasso, 484 a.C. – Turi, 425 a.C.

Tre città segnano l’incerto itinerario della biografia di ERODOTO :


 ALICARNASSO, colonia greca sulle coste dell’ASIA MINORE, dove lo storico nacque e
trascorse parte della sua giovinezza. Fondazione dorica ma che si arricchi’ di elementi
ionici. Fu a lungo soggetta all’impero persiano che la governò con il tramite di alcuni
tiranni. Dopo le guerre persiane entrò a far parte dell’impero ateniese e compare tra le
città tributarie della lega delio attica a partire dal 454. L’ambiente era molto stimolante
perche recepiva i fermenti culturali greci e accoglieva le influenze orientali.
 TURI, colonia panellenica sorta nel 444/443, per volere di PERICLE, sul luogo dell’antica
SIBARI nell’ITALIA MERIDIONALE. ERODOTO partecipa alla sua fondazione e diventa
cittadino. Si dice che sia morto li.
 ATENE, associata ad ERODOTO sulla base di alcune notizie (amicizia con SOFOCLE che gli
dedica un epigramma, somme ricevute come compenso per la recitazione di parti della sua
opera), l’appartenenza al clan PERICLEO, sulla ricezione da parte del pubblico ateniese della
sua opera ( si trovano tracce in TUCIDIDE, SOFOCLE e ARISTOFANE). Era quindi tra i molti
intellettuali di spicco che affluirono da ogni parte del mondo nell’ATENE PERICLEA.
Le date di nascita e morte non sono note : PER LA DATA DI NASCITA, nell’antichità si faceva perno
sull’unica data conosciuta e cioè quella della fondazione di TURI, immaginando che essa
coincidesse con il momento dell’AKME’, ovvero il momento di maggiore maturità della vita di un
artista, collocato intorno ai 40 anni, si risali quindi al 484 come probabile anno di nascita. PER LA
DATA DI MORTE il buio è ancora piu fitto, illuminato solo dagli indizi contenuti nell’opera. Fa
riferimento piu volte ad avvenimenti dei primi anni della GUERRA DEL PELOPONNESO e la
citazione piu recene è del 424.
La sua famiglia era di origine aristocratica, probabilmente con connessione con l’elemento cario
che popolava la regione di ALICARNASSO. All’opposizione a LIGDAMI (tiranno di ALICARNASSO) la
famiglia dovette l’esilio che fu costretta a patire durante la giovinezza dello storico. Questo è un
punto che lo accomuna alle vicende di tanti storici greci, costretti all’esilio dalla propria patria. Per
questo motivo punto fondamentale della sua biografia sono i numerosissimi viaggi in tutto il
mondo greco, in oriente, in egitto, in scizia. Gli studiosi, tranne pochi che mettono in dubbio le
affermazioni delle “STORIE”, accettano la veridicità dei viaggi, effettuati prima degli anni della
maturità, NEGLI ANNI 50 E 40 DEL 5 SECOLO.
Uomo di grande curiosità intellettuale, a contatto con i grandi fermenti culturali della propria
epoca. Per capire davvero chi fosse dobbiamo rifarci al testo dell’opera della sua vita : LE STORIE.

2- LE STORIE:
LE STORIE sono di notevole dimensioni per l’epoca in cui vennero redatte ( testo piu grande del
doppio rispetto all’ILIADE) e nessuna opera in prosa lo eguaglierà fino al 4 SECOLO inoltrato. LE
STORIE furono scritte in DIALETTO IONICO con frequenti atticismi forse aggiunti dopo la sua morte.
Lo stile è limpido, molto vario e con una semplicità nella forma arcaizzante (poche metafore) tale
da risultare molto adatto per mettere in risalto le grandi doti di narratore dello scrittore.

LA DIVISIONE IN 9 LIBRI :
La divisione utilizzata per questi libri, nonostante non sia ineccepibile, si è mantenuta nel tempo e
riguarda i filologi alessandrini dell’età ellenistica. Furono divise in 9 libri, attribuendo a ognuno il
nome di una delle MUSE. E’ difficile riassumere il contenuto dell’opera anche per la ricchezza di
“EXCURSUS”.
PROEMIO: Nel quale ERODOTO pone le premesse metodologiche del suo lavoro e accenna al tema
generale dell’opera, lo scontro EUROPA-ASIA e il conflitto che da sempre oppone i GRECI ai
BARBARI, individuandone le premesse di età mitica.
LIBRO PRIMO: Con un brusco salto temporale volto a tralasciare gli eventi mitici, passa a parlare di
CRESO, colui che per primo tra i barbari conquistò le città greche dell’ASIA MINORE. Il “LOGOS”
incentrato sulla figura dell’ultimo re dei MERMNADI occupa la prima parte del libro e accenna
anche alle vicende dei primi re della dinastia lidia. Poi prosegue con il racconto di GIGE e
CANDAULE, novella di gusto orientale e il dialogo tra SOLONE e CRESO sul problema della felicità,
momento tra i piu alti della RIFLESSIONE ERODOTEA SUL DESTINO UMANO. Segue poi il “LOGOS”
su CIRO il GRANDE e le VICENDE di formazione del regno MEDO-PERSIANO. Il nesso riguarda il
fatto che CIRO, nel 546 pose fine al REGNO DI CRESO, impossessandosi delle città greche della
costa asiatica.
LIBRO SECONDO: Il 2 libro si apre con il regno di CAMBISE, successore di CIRO sul trono persiano.
La piu grande impresa del suo breve e tormentato regno fu la conquista nel 525 dell’EGITTO.
Questo è uno spunto che ERODOTO accoglie per affrontare il piu famoso e lungo dei suoi “LOGOI”,
relativo alla storia e all’etnografia egiziane che occupa UN INTERO LIBRO. Dopo un’introduzione di
taglio geografico-geologico, ERODOTO parla degli usi e dei costumi del paese del NILO, ne
ripercorre per sommi capi la storia millenaria e in maniera molto vasta dell’ultima dinastia, la
26esima.
LIBRO TERZO: Il 3 libro si apre con la narrazione della conquista dell’EGITTO da parte di CAMBISE
dopo il cenno all’inizio del libro precedente e con le altre vicende di questo re. Poi troviamo il
primo dei “LOGOI” dedicati all’isola di SAMO, conosciuta da ERODOTO. Lo storico poi torna alle
vicende dell’impero persiano, parlando del turbolento periodo che viene dopo la morte di
CAMBISE e si conclude con l’ascesa al trono di DARIO. Qui si colloca il cosiddetto “LOGOS
TRIPOLITIKOS”, discussione tra i “MAGGIORENTI PERSIANI” su quale fosse la forma di governo
migliore da dare ai persiani, se DEMOCRAZIA, OLIGARCHIA, MONARCHIA. I capitoli che seguono
poi descrivono le strutture amministrative dell’impero persiano e il libro si conclude con le vicende
dei primi anni del regno di DARIO.
LIBRO QUARTO: Il 4 libro contiene i “LOGOI” su due grandi regioni che furono oggetto delle mire
espansionistiche di DARIO: LA SCIZIA, che attrae lo storico per l’esoticità dei costumi degli Sciti, la
LIBIA, con all’interno di quest’ultimo LOGOS la storia della colonia di CIRENE. Con il 4 libro,
secondo una delle scansioni piu plausibili dell’opera, si conclude la parte nella quale l’accento è
posto sulle vicende dei barbari.
LIBRO QUINTO: Il 5 libro è stato visto come una sorta di “cerniera”, dove ERODOTO seguendo la
storia dell’impero persiano e delle sue province, affronta quella che costitui’ l’evento epocale nei
rapporti tra GRECI e PERSIANI, in quanto fu la causa delle successive guerre, cioè LA RIVOLTA
IONICA del 500-494 che lo storico affronta con atteggiamento critico verso i rivoltosi. Le vicende di
questa sono intervallate dai primi LOGOI relativi alle due piu grandi città della Grecia, Sparta e
Atene delle quali vengono seguite le vicende degli ultimi decenni del 6 SECOLO. L’occasione per
introdurre le vicende storiche è la visita che fece il capo dei rivoltosi nelle due città per cercare
aiuto, ovvero Aristagora.
LIBRO SESTO: Con il 6 libro entriamo nella seconda parte dell’opera dedicata alla narrazione delle
spedizioni persiane in GRECIA. Gran parte del libro tratta delle vicende della spedizione di DATI e
ARTAFRENE del 490 culminate nella battaglia di MARATONA. Poi ci sono accenni alle vicende che
interessano ATENE,SPARTA ed EGINA in quegli anni e la conclusione rigugarda un “BREVE
EXCURSUS” sulle tristi vicende di MILZIADE successive al trionfo di MARATONA.
LA PARTE FINALE DELL’OPERA: LA SPEDIZIONE DI SERSE : Gli ultmi 3 libri usano un impianto
cronologico piu tradizionale nel quale ERODOTO segue il grande scontro tra GRECI e PERSIANI,
iniziato con i preparativi da parte del nuovo re SERSE e poi si concentra sui poco piu di due anni di
scontri ( TERMOPILI, ARTEMISIO, SALAMINA, PLATEA, MICALE) che determinarono la grande
vittoria dei GRECI sui PERSIANI, in un’epopea che segnò profondamente le vicende successive del
mondo ellenico. Il tutto si chiude con la presa di SESTO da parte delle forze coalizzate dei GRECI
dopo la battaglia di MICALE del 478, episodio minore che ha fatto dubitare sulla completezza
dell’opera.

3- TRA ORALITA’ E SCRITTURA:


Alcuni elementi ell’opera ci riportano all’ambiente culturale dell’età arcaica, nel quale L’ORALITA’
era il mezzo di “trasmissione” e “fruizione” della conoscenza e conservazione della memoria
storica. Queste tracce sono ad esempio:

 La composizione anulare per cui il racconto degli avvenimenti segue un andamento


circolare e ritornando alla fine al punto dal quale aveva preso le mosse.
 L’associazione periferica per cui i nessi tra i vari argomenti sono simili a quelli propri
della conversazione e contribuiscono a dare l’impressione di una certa casualità nella
successione dei vari temi e di una narrazione frammentata, decentrata
 Lo stile paratattico povero di subordinate
 Tono ingenuo dato dall’andamento novellistico, frammenti di saggezza popolare sparsi e
un’organizzazione apparentemente caotica della materia.
Si tratta di caratteristiche formali di grande importanza che contribuiscono al fascino che il testo
conserva. Tutto questo va al di la del sottolineare che ERODOTO utilizzò fonti orali come altri dopo
di lui oppure che si affidò per la divulgazione della sua opera a pubbliche e fortunate recitazioni di
passi piu che alla diffusione del suo testo scritto. Infatti questo è un riflesso che sembra vivere
nella sua stessa esposizione, dove sembra rivolgersi piu a ideali ascoltatori che lettori. Si immagina
quindi un ERODOTO LOGIOS, cioè conoscitori di LOGOI, e quindi dotto. Una figura insomma, che
fosse presente e depositaria della memoria storica della comunità.
Un aedo in prosa ( il cantore dell’antica tradizione epica) : ERODOTO ha dei profondi
con la tradizioe culturale dell’arcaismo, quasi a farne “UN AEDO” in prosa, eccezionalmente
dotato. Puo’ essere considerato colui che per la 1 volta “traduce” nel medium della scrittura un
vasto patrimonio di tradizioni, racconti, storie, interagendo con esso e superando la sue inevitabile
frammentarietà con lo scegliere un argomento unificante, le guerre persiane, capace di
coinvolgere e interessare tutto il mondo greco. Questo diciamo che costituisce l’aspetto piu
promettente e in continua evoluzione degli studi erodotei. La sua nomea di ultimo grande erede e
interprete della tradizione arcaica si porta con se una riflessione intensa sulla sua interazione con i
movimenti intellettuali e suoi contemporanei ( medicina ippocratica e sofistica).

Una struttura letteraria complessa : Erodoto ha ben chiaro la struttura complessiva del
testo e la sua organizzazione interna che solo in apparenza sembra “confusa”. Infatti, piu la si
analizza e piu ci risulta “raffinata” e “sapiente”. Numerosissimi sono nel testo i rimandi interni che
sono la testimonianza di un’architettura complessa e rispettata. Erodoto è uno scrittore e sa di
esserlo e il fatto che per un testo di tali dimensioni fosse impossibile raggiungere una diffusione
significativa e che le performances orali siano state decisive per la fama di Erodoto non mettono in
dubbio l’intento di Erodoto di essere uno scrittore.

Il problema della composizione delle storie : La vera domanda da farci per capire il
percorso intellettuale di ERODOTO è qual è il rapporto tra il “TESTO” delle pubbliche recitazioni e il
“TESTO” a noi pervenuto che non pensiamo sia diverso da quello che circolava in GRECIA
perlomeno a partire dalla fine del 5 SECOLO. Ponendo la domanda in un altro modo potremmo
dire : ERODOTO era conscio fin dall’inizio della struttura della sua opera e delle sue finalità o
maturò tale consapevolezza nel corso degli anni ? Forse il problema è legato ai suoi viaggi :
Problema legato a quello dei suoi viaggi: itinerari di conoscenza oppure con la finalità dello studio
del tema dell’opera, cioè lo scontro tra GRECI e BARBARI ?

Questione erodotea : Si arriva proprio a parlare di una “QUESTIONE ERODOTEA”, ad


imitazione forse della piu celebre questione omerica. Anche in questo caso si fronteggiano
“ANALITICI” e “UNITARI”.

 GLI ANALITICI ( o sparatisti ) Che hanno come esponente principale FELIX JACOBY,
ritengono che ERODOTO abbia maturato la consapevolezza del suo ruolo di storico
attraverso un lungo processo. Inizialmente troviamo l’ETNOGRAFO, IL GEOGRAFO che sulla
scia delle ricerche intraprese nell’ambiente culturale ionico, indaga sui popoli non greci
redigendo “MONOGRAFIE” come quelle sugli EGIZIANI, SCITI, forse progettando una
PERIEGESI, ad imitazione di ECATEO. Solo successivamente queste ricerche sui singoli temi
si sarebbero saldate in un PROGETTO UNITARIO, che farà di ERODOTO uno storico, ovvero
lo storico delle guerre persiane.
 GLI UNITARI con qualche sfumatura di differenza, concordano sulla sostanziale UNITA’
dell’opera e sul fatto che l’autore ha sempre concepito il suo lavoro, fin dall’inizio in modo
unitario e non frammentario. Questo perche si individua un MOTIVO UNIFICATORE.
Ora, LA POSIZIONE UNITARIA sembra preferibile anche perche è davvero impossibile distinguere
nel periodo in cui LE STORIE vennero redatte, IL GEOGRAFO o l’ETNOGRAFO dallo STORICO e
anche per un altro motivo, il fatto l’opera, nonostante incongruenze, ripetizioni e saldature,
mostra un’UNITA’ DI FONDO. Validare questa ipotesi però non deve far pensare ad ERODOTO
come un moderno ricercatore e infatti in questo senso sembra valida l’ipotesi che vuole separare
un primo ERODOTO, VIAGGIATORE, AEDO IN PROSA, DA UN SECONDO ERODOTO,
DETERMINATO A METTERE PER SCRITTO QUANTO AVEVA APPRESO NEL CORSO DELLA SUA VITA.
La frattura non andrebbe vista tra “2 diverse ispirazioni” alla redazione di opere scritte come
vorrebbero gli ANALITICI ma semmai tra :
 l’ERODOTO CHE ACCUMULA CONOSCENZE E LE TRASMETTE ALMENO IN PARTE ORALMENTE
 IL REDATTORE DELLE STORIE, SUMMA DELLA SUA ESPERIENZA

IL FATTORE UNIFICANTE: Se si cerca di determinare il motivo unificante piu evidente


dell’opera verrà individuato nella storia dell’impero persiano e nella sua progressiva espansione
nel corso della 2 metà del 6 secolo, tesi esplicata per la prima volta da GAETANO DE SANCTIS. In
quest’ottica il mondo greco, che diventa protagonista a partire dal 5 libro, non è che l’ultimo con il
quale i PERSIANI entrano in contatto con intenti di conquista, l’ultimo di una serie che ha inizio
cinquant’anni prima, con la caduta del regno di CRESO. Alle guerre persiane quindi viene dato un
risalto particolare, occupando piu di un terzo dell’intera opera. LE STORIE quindi appaiono come
un sapiente gioco d’incastro, nel quale alle vicende dell’impero persiano si sovrappone, senza
forzature, nel corso della seconda parte, la storia del mondo greco e della sua impresa “epocale”
che domina il secondo decennio del 5 secolo.

4- ERODOTO A LAVORO:
Non sapremo mai come Erodoto lavorasse. Erodoto è storico in un periodo che ancora non
conosce la storia; quindi non può essere considerato come uno storico moderno, perché ha fini,
metodi e risultati diversi.
 PERIODO RELATIVAMENTE BREVE : ERODOTO sceglie di limitare le sue ricerche ad un
periodo relativamente breve: una scelta di storia “quasi” contemporanea (tre generazioni
che precedono la guerra, tramite testimonianze di quanti erano presenti o ne hanno un
ricordo), che trovava la sua ragion d’essere nella natura delle fonti con cui era necessario
confrontarsi. Successivamente sarà resa piu rigorosa e ristretta da TUCIDIDE e dall’altra
rimane una delle opzioni fondamentali della storiografia greca.

 AUTOPSIA : La visione diretta era ritenuta il modo migliore per assumere informazioni e
o acquisire conoscenze. Ma era impossibile rendersi conto di persona di tutto ciò che
era degno di nota. In generale sembra, per Erodoto, avere un elevato grado di
attendibilità, anche se alcune volte egli appare dipendente da altri o addirittura
inventa (caso molto raro).

 AKOE’, TESTIMONIANZA ORALE : La testimonianza orale o AKOE’, raccolta e trascritta, è la


fonte più impiegata nelle STORIE. E’ una scelta comune agli storici dell’antichità, che
privilegiano l’informazione raccolta oralmente rispetto a quella rinvenuta in uno scritto.
ERODOTO adotta questa pratiche e nelle STORIE riferisce di conversazioni con moltissime
persone. Lui non può garantire l’attendibilità di tutti i suoi informatori e in molti casi è
costretto a servirsi di interpreti (perché conosce solo il greco). È parzialmente cosciente dei
limiti della sua ricerca, ma il suo atteggiamento non è quello di chi insegue solo la verità. Ha
il dovere di riferire quello che si dice ma non il dovere di crederci : questa sarà la regola per
tutta la mia opera. ERODOTO quindi si avvicina ai moderni antropologi, pronti a registrare
tutto, perché nulla cada nell’oblio. Il compito di separare informazioni veritiere o no, il
lavoro dello storico può essere poi svolto da altri. A volte se ne incarica Erodoto stesso, che
non manca di esprimere la propria opinione; a volte il compito di giudicare viene lasciato ai
posteri, ai lettori.

CON QUESTE PREMESSE METODOLOGICHE CHE DIFFERISCONO DAGLI SCOPI DI UN’OPERA


STORICA MODERNA, IL LIVELLO DI ATTENDIBILITA’ RAGGIUNTO NELLE STORIE E’ ALTISSIMO,
NONOSTANTE I TENTATIVI DI DIMOSTRARE IL CONTRARIO DA PARTE DI UNA NUTRITA PARTE DI
DETRATTORI.
FONTI SCRITTE : Le fonti scritte anche se nella pressochè totale assenza di archivi “ufficiali” ,
esistevano. La citazione di alcune iscrizione che ERODOTO trovò nel corso dei suoi viaggi,
servendosi di interpreti quando occorreva, rientra nelle precedenti categorie di fonti recepite
attraverso visione diretta o consultazione di testimoni.
IL DISCUSSO RAPPORTO CON LA STORIOGRAFIA PRECEDENTE : L’unico “collega” citato da
ERODOTO è ECATEO DI MILETO che viene tratteggiato in modo ironico e con critica. Questo perche
gli storici non ameranno mai citare i loro predecessori ( ad esempio TUCIDIDE non citerà mai
ERODOTO) e se lo faranno sarà per criticarli e metterne in luce le manchevolezze. E’ materia di
discussione sapere entro quali limiti sia stato usato ECATEO e anche altri come DIONIGI DI MILETO,
CARONE DI LAMPSACO, ELLANICO. Si va da opinioni che immaginano ERODOTO novello OMERO
operare in assenza di testi scritti in prosa precedenti o contemporanei e quindi con il titolo di
PADRE DELLA STORIA, a opinioni diametralmente opposte che tendono ad esaltare l’importanza
degli storici dai quali ERODOTO avrebbe potuto attingere. C’è poi da considerare la letteratura
storiografica e la presenza di opere poetiche che contenevano informazioni sulle guerre persiane
che ERODOTO avrà usato in qualche modo. Ne è un esempio il ritrovamento dei frammenti poetici
di SIMONIDE su PLATEA e altri eventi delle guerre persiane. Ma l’originalità delle STORIE, la loro
straordinaria complessità e profondità rispetto a precedenti tentativi sono comunque troppo
evidenti per poter essere messi in dubbio dalla scoperta di qualche punto di contatto con testi
contemporanei o precedenti.

5- LA CONCEZIONE ERODOTEA DEL MONDO:


Per capire quali fossero le motivazioni che spinsero ERODOTO a portare a termine la sua opera e
quale fosse la sua IDEA DEL MONDO, abbiamo come riferimento il testo stesso delle STORIE.
Il proemio Nell’incipit delle Storie “ Questa è l’esposizione delle ricerche di ERODOTO di
ALICARNASSO ( di TURI) perché gli eventi umani non svaniscano con il tempo e le imprese….” Lo
storico accenna ad uno scopo tanto vasto e vago essere irrealizzabile: impedire che quanto di
grande è stato lasciato sulla terra al passaggio dell’uomo cada nell’oblio. Ad esso aggiunge uno
scopo più limitato: comprendere i motivi per i quali i Greci e i barbari si sono affrontati. E’ stato
notato come il primo scopo sia talmente ambizioso da superare l’ambito che noi riserviamo alla
ricerca storica, ma d’altra parte non dimentichiamo che ERODOTO agiva in un contesto ancora ben
lontano dall’aver individuato il concetto di “storia”. Il secondo obiettivo è quindi piu rispondente e
aderente alle finalità storiche perche si riallaccia all’esperienza epocale delle guerre persiane.
ERODOTO non è l’inventore del concetto di CASUALITA’ STORICA ma è il PRIMO che abbia osato
affrontare una RICERCA COSI AMPIA, in senso spaziale e cronologico, che abbia cercato delle
connessioni profonde tra gli avvenimenti, la ricerca delle cause e le motivazioni che hanno portato
allo svolgimento di determinati eventi in quel preciso modo. Nel fare questo egli è riuscito a
superare uno dei limiti piu evidenti dei suoi predecessori, considerando anche i tentativi orientali
precedenti all’esperienza greca, ovvero : l’accedere sempre e solo al proprio punto di vista, della
propria comunità o impero senza mai considerare l’altro, inteso come inferiore e non degno di
attenzione. ERODOTO CONSIDERA SULLO STESSO PIANO I GRECI, CON LE LORO REALIZZAZIONI E I
BARBARI, CIOE’ I POPOLI NON GRECI : PERSIANI, EGIZIANI SOPRATTUTTO. E’ un relativismo privo di
ogni pretesa di superiorità del suo mondo sugli altri. In una società come quella greca, che dopo le
guerre persiane aveva ereditato la sua “CORTINA DI FERRO”, un atteggiamento come quello di
ERODOTO verso il dialogo, all’incontro di culture diverse, non poteva che suscitare sospetto. Da
qui ad esempio le accuse di essere PHILOBARBAROS, amico dei barbari ( accusa resa celebre da
PLUTARCO) e quindi nemico dei Greci. Nell’occuparsi di temi vasti e complessi ERODOTO è guidato
da un atteggiamento equilibrato e disincantato verso le vicende umane, religioso e ricco di una
fortissima tensione etica. ALLA BASE DELLA VISIONE ERODOTEA DEL MONDO C’E’ LA COSCIENZA
DELLA FRAGILITA’ DEI DESTINI UMANI, IN BALIA DELLA VOLONTA’ DEGLI DEI. La divinità è
imperscrutabile anche se a volte è possibile interpretarne i segni grazie a prodigi, oracoli e sogni.
Ad essa però non è possibile opporsi. Molte delle grandi storie narrate nel corso dell’opera sono la
conseguenza del CONCETTO DI MISURA E NECESSITA’ PER L’UOMO DI NON SUPERARE I LIMITI PER
INCORRERE NELLA VENDETTA DEGLI DEI. Ne è un esempio il racconto del RE EGIZIO AMASI e
l’amico POLICRATE, tiranno di SAMO. Attraverso novelle di sapore arcaico, ERODOTO si eleva ad
una dimensione filosofica universale : le sue riflessioni sul destino umano, la sua serenità e la sua
imparzialita’ nel dare giudizi sono tutt’altro che banali e ancor meno superficiali. Dal punto di vista
prettamente politico ERODOTO è inafferabile : c’è chi sostiene una sua convinta adesione alla
democrazia ateniese sulla base dell’asserzione : “CHI DUNQUE DICE CHE GLI ATENIESI SONO STATI
I SALVATORI DELL’ELLADE, NON E’ TROPPO LONTANO DAL VERO”, dove scegliendo la
sopravvivenza dell’ELLADE nella libertà sono stati loro a risvegliare tutto il resto del popolo greco,
si devono ricordare anche i numerosi casi in cui egli critica le imperfezioni della democrazia,
nell’episodio rivolto ad Aristagora “ INFATTI SEMBRA PIU FACILE INGANNARE TANTI CHE UNO
SOLO.

6- ERODOTO OGGI:
Oggi qual è il valore dell’opera erodotea ? Qual è il posto delle STORIE nella storiografia ? Non è
risposta facile, soprattutto se consideriamo l’ambiguità che ha sempre contraddistinto ERODOTO:
grande affabulatore, celebrato performer e padre della storia secondo la celebre definizione di
CICERONE ma anche scrittore poco affidabile secondo CICERONE e un po' tutti gli intellettuali
dell’antichità. Anche oggi quindi c’è qualche spazio per giudizi ambivalenti. Una corrente di
studiosi vedere ERODOTO come un grande scrittore ma un pessimo storico, accusato di inventare
le sue fonti e travestire un’opera notevole ma di fantasia con i panni di un’opera storica. Questa è
fortunatamente una corrente minoritaria. Ciò che prevale è un giudizio di ammirazione,
apprezzato sia per le sue doti di narratore che di storico. Questo perche da una parte le
conoscenze del mondo orientale si precisano e riconosciamo l’attendibilità delle sue notizie e
osservazioni e poi perche il suo modo di fare storia cosi libero, privo di steccati è molto piu vicino
alle moderne concezioni storiografiche di quanto non lo sarà il metodo rigorosamente selettivo di
TUCIDIDE. ERODOTO quindi si è posto domande e ha cercato risposte facendo ricerche e
giudicando le fonti, e tutto questo con grande serenità e onestà, con una visione del mondo attiva
e profonda. ERODOTO è rispettoso della dimensione religiosa dell’uomo ma è conscio della
solitudine di esso nel cosmo.

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Fonte youtube:
ERODOTO è considerato il padre della storia ma occorre tuttavia osservare che sebbene egli fu il
primo a scrivere un’opera storica che c’è rimasta in maniera completa, non fu il primo in assoluto a
scrivere opere in prosa. Bisognerà osservare quindi chi c’era prima di ERODOTO. Senza dubbio il
contributo culturale piu imporante venne dai LOGOGRAFI, logografo significa scrittore di LOGOI
cioè di discorsi, termine che va interpretato in questo caso con “VICENDE” e “STORIE” e sotto
questo nome vanno una serie di scrittori di inizio 5 SECOLO, soprattutto in ambito IONICO, che
raccolgono in forma prosaica storie, leggende, descrizioni geografiche per poi esporle
pubblicamente in delle recitazioni pubbliche. Dal punto di vista culturale non siamo molto lontani
dal panorama OMERICO che si riproponeva di raccontare, ripetere e illustrare le azioni grandi del
passato perche non scomparissero dalla MEMORIA COLLETTIVA. Senza dubbio il piu famoso ma
anche il primo a rompere con la tradizione dei logografi è ECATEO di MILETO vissuto tra la metà
del 6 e l’inizio del 5 secolo. Nonostante di lui non siano state tramandate opere integrali, abbiamo
due titoli che ci rimangono:
- LA PERIEGHESIS, una descrizione, un racconto di una peregrinazione attorno
all’ECUMENE, cioè la terra conosciuta
- LE GHENEALOGHIE, un tentativo di razionalizzare tavole cronologiche in serie
cronologiche tutto il patrimonio mitico e storico precedente.
Il tentativo di ECATEO e del movimento culturale che in lui vede il suo portavoce è quello di
spostare e trasferire l’attenzione da quello che chiamiamo MYTHOS a quello che chiamiamo
LOGOS, cioè dalla storia e dalla cultura tramanda attraverso racconti, i quali forse potevano
adombrare delle realtà storiche ma erano essenzialmente prodotti di fantasia, quindi il passaggio
da questo mondo concettuale del mito a quello del logos, logos inteso qui come parola dotata di
razionalità e quindi da ECATEO in avanti con un processo tutto sommato sinuoso, assistiamo
sempre di piu al prendere importanza del ragionamento a discapito del racconto mitico. L’uomo
greco quindi entra lentamente nella fase “RAZIONALISTICA” e “RAZIOCINANTE” che lo
contraddistinguerà nell’ETA’ CLASSICA. Questo tentativo di rendere la storia razionale porta con se
una serie di necessità:
- Verificare direttamente i fatti di cui si parla. Questo ovviamente non è possibile per i fatti
antecedenti alle vite degli scrittori
- Le fonti vengono ascoltate direttamente dalla voce di chi vive o è vissuto nei luoghi di cui si
sta parlando, e quindi per raccontare una nuova battaglia questa storiografia cercherà di
andare a parlare se non i superstiti della medesima ma almeno con le persone che
vivevano in quel luogo. Ecco perche la verifica delle informazioni deve costantemente
essere integrata da un esame autoptico, un esame in cui lo storico percorre miglia e miglia
per andare a osservare di persona conformazioni geografiche, monumenti e resti di ciò di
cui sta parlando. Questa apertura al lontano, all’esotico porta anche ad una conoscenza e a
un lento apprezzamento dei costumi delle altre popolazioni che portano a quel relativismo
che poi sarà tipico dell’impianto sofistico e che si inizia a formare già da ERODOTO
Relativismo nel senso che ERODOTO riconosce che le usanze e i costumi dei singoli popoli hanno
un valore relativo rispetto al sistema culturale che le accoglie.
VITA DI ERODOTO :
Nasce nel 484 in ASIA MINORE ad ALICARNASSO, da dove viene senza dubbio il suo dialetto ionico
e in questo periodo ci sono in svolgimento le guerre persiane. Quando esse hanno un loro termine,
dagli anni 70 in avanti, ERODOTO inizia i suoi viaggi che lo porteranno a vedere gran parte del
mondo conosciuto.
Nel 444 partecipa alla fondazione di TURI, colonia panellenica in MAGNAGRECIA. Entro questa
data deve aver stretto forti rapporti con l’elitè culturale ateniese, infatti sappiamo che fu amico di
PERICLE e stretto amico e compagno di SOFOCLE.
Nel 430 probabilmente morirà probabilmente a TURI in MAGNA GRECIA dove si racconta sia la sua
sepoltura.
Emblematicamente le storie si aprono con episodi mitici che danno origine al conflitto greco-
persiano. ERODOTO qui cerca di razionalizzare il mito raccontando come le storie mitiche di
rapimenti come EUROPA, di IO ed ELENA altro non siano che il segno lasciato nel mito da una
storia di rapimenti reali, vuoi di principesse greche o persiani, magari rapimenti incrociati che
portarono ad un’ESCALATION di vendetta, recriminazioni che poi portarono alla guerra di troia.
Chiaramente l’inizio è figlio della cultura del suo tempo, ovvero il tentativo di tenere il mito come
elemento importante ma contemporaneamente rivedendone lo statuto del suo livello di verità. Il
mito c’è, è un dato di fatto ma non è un racconto culturale, quanto piuttosto un modo degli antichi
per tramandare delle verità storiche. Secondo nucleo delle storie di ERODOTO è la storia di CRESO,
del regno di LIDIA. CRESO, immagine dell’uomo che si crede felice e potente e da qui il famoso
LOGOS di CRESO e SOLONE e la sua lenta caduta e disfatta fino alla sconfitta per mano di CIRO.
Parallela alla caduta di CRESO c’è invece l’ascesa di CIRO, figlio di medi e persiani, lui è di padre
persiano e di madre meda, riesce a far trionfare il popolo persiano su quello medo che all’epoca
teneva la leadership dell’area, e la crescita e l’ampliamento dell’impero persiano oltre gli angusti
confini della persia è il racconto del 3 grande logos di ERODOTO, che porta il lettore sui campi di
battaglia contro le popolazioni dominante dell’epoca. Infatti CIRO per fondare il suo impero deve
sconfiggere non solo la città e l’impero di BABILONIA ma anche tutte le popolazioni piu remote
verso l’occidente, settentrione e quindi troviamo molte decrizione etnografiche e vicende curiose
nella conquista travolgente di CIRO dell’intera area che poi diventerà dell’impero persiano. Dopo
la morte di CIRO avvenuta nella terra dei MASSAGETI, si apre il secondo libro con la descrizione
dell’EGITTO. Lo spunto è dato dal fatto che CAMBISE, primo successore dell’impero persiano, fu
colui che conquistò l’EGITTO non senza numerose difficoltà. Questo è spunto per una lunga
descrizione etnografica dell’EGITTO, molto dettagliata che occupa tutto il libro 2. CAMBISE è
diciamo il re pazzo e scriteriato che in un turbine autolesionista finisce per porre fine alla propria
vita cercando di offendere in maniera sacrilega gli dei EGIZIANI. All’interno della vicenda di
CAMBISE c’è una digressione interessante sulla storia di SAMO e sul tiranno POLICRATE, con il
tentativo arcinoto di trovare una medietà. E’ famosa la storia di POLICRATE e AMASI, re/ faraone
d’EGITTO, il rapporto tra i due e il consiglio del faraone di gettare il piu prezioso dei suoi tesori nel
mare, onde ristabilire una medietà tra SFORTUNA/FORTUNA dato che a POLICRATE andava tutto
bene. Deve tornare quindi nel mondo dei mortali, i quali godono di alterne fortune e sfortune.
L’anello tornerà nella pancia di un pesce imbandito in una tavola e questo sarà il segno di una
imminente sfortuna perche gli dei restituiscono il pegno di POLICRATE e gli mostrano che la sua
fine è prossima. Il passaggio da CAMBISE a DARIO, suo successore è portato avanti con una storia
interessante, ovvero la congiura dei maghi. Due maghi, cioè due sacerdoti dei medi, cioè PATIZEITE
e SMERDI uccidono il fratello di CAMBISE, SMERDI e si sostituiscono a lui fingendo una ribellione
interna alla famiglia imperiale. La guerra poi porterà alla morte di CAMBISE, e colui il quale
scoprirà la sostituzione di persona e riporterà il regno a delle sorti positive sarà DARIO. Un uomo
NOVUS, fattosi con le sue mani, non della famiglia regnante, porta lancia del precedente
imperatore diverrà imperatore dell’impero persiano. I libri 3 e 4 sono tutti su DARIO, si racconta
l’avvento al potere attraverso lo schieramento di questa congiura e poi le sue conquiste nella zona
settentrionale. Il libro 5 racconta l’inizio del conflitto storico tra GRECI e PERSIANI, infatti durante
l’impero di DARIO scoppia la rivolta ionica, gli IONI ( i greci D’ASIA) non vogliono piu essere
sottomessi all’impero persiano e tentano di ribellarsi. Mandano quindi richieste di aiuto ai greci di
terra ferma e questa è l’occasione per ERODOTO di fare una digressione sullo STATO di ATENE e di
SPARTA in quell’epoca. Abbiamo in questo libro, in particolare, il racconto della figura di
PISISTRATO e di come successivamente alla buona legislatura di SOLONE, PISISTRATO ottenne il
potere con la forza e diede comunque inizio ad un regno per cosi dire “ ILLUMINATO”, rovinato poi
dai figli IPPIA e IPPARCO, i quali guasteranno il buon nome del padre, portando la tirannide al
punto da dover essere soppressa dai tirannicidi ARMODIO e ARISTOGITENE. Il libro 6 vede la
conclusione della fase preliminare della rivolta ionica e la spedizione punitiva che segue questa
rivolta che è la GUERRA PERSIANA DEL 490. DARIO vuol punire ATENE che si è intromessa tra se e
gli IONI, sbarca quindi a MARATONA in ATTICA dove riceve la carica degli ATENIESI comandati da
MILZIADE, i quali contro ogni aspettativa e con il grido DEI EXIENAI, bisogna uscire, riesce a
spingere un’offensiva direttamente contro i persiani, i quali vengono sbaragliati e presi di sorpresa
con una carica in corsa a distanza di oltre 1 km dai pesanti soldati oplitici ateniesi. Con gli eventi
immediatamente successivi si conclude il libro 6. Il libro 7 arriva al culmine del racconto eroico
nello scontro tra GRECI e PERSIANI con la morte di DARIO nel 485 e l’ascesa di SERSE. Come ben
sappiamo la prima di queste battaglie è quella delle TERMOPILI dove gli SPARTANI e un altro
contingente peloponnesiaco tengono il passaggio delle TERMOPILI per alcuni giorni ma poi in
seguito al tradimento di un greco che mostra un sentiero per aggirare questo passo, i guerrieri
greci sanno di essere sul punto di essere aggirati e quindi vengono mandati a casa, tranne un
contingente di 300 SPARTIATI capitanati da LEONIDA che trovano la morte resistendo fino
all’ultimo ai persiani.
- Il libro 8 vede invece le due battaglie navali importanti, la prima A CAPO ARTEMISIO per
evitare la circumnavigazione delle TERMOPILI, vinta dai greci che resistono e costringono la
flotta persiana a fare un giro molto lungo e che darà tempo agli ateniesi di evacuare
dall’attica e portarsi a salamina, laddove si prepara la trappola di TEMISTOCLE. Nella
battaglia di SALAMINA, raccontata nel libro 8, SERSE e la sua flotta vengono fatti a pezzi,
SERSE è spaventatissimo e balza giu dal trono e trova la fuga, mentre l’esercito navale
persiano viene distrutto nell’ingorgo di SALAMINA. Il libro 9 vede la conclusione delle
battaglie decisive per la sconfitta relle resistenze persiane nell’EGEO, in particolare la
battaglia terrestre di PLATEA, schiacciante vittoria dei greci e quella di MICALE portata fino
alle coste dell’ASIA MINORE. Del 78 l’ultimissima propagine della storia di ERODOTO è la
conquista si SESTO e ABIDO, due roccaforti persiane sull’ELLESPONTO.
STORIOGRAFIA ERODOTO : Il modo di far storia di ERODOTO. ERODOTO è il primo che nei suoi
studi, nei suoi viaggi, approfondisce i racconti, gli elementi folclorici, gli elementi tradizionali
dei singoli popoli. Fa questo grazie all’esame AUTOTTICO che fa nei suoi viaggi. L’ETNOGRAFIA,
cioè lo studio dei popoli, delle loro leggi e delle loro tradizioni è dunque al centro della sua
riflessione storica. E’ per questo che in ERODOTO potremmo vedere alcuni elementi,
soprattutto dallo studio dell’etnografia, dallo studio delle singole leggi dei popoli ad un certo
“RELATIVISMO” quindi nella adesione a modelli culturali e potremmo vedere una certa
apertura a quello che poi verrà chiamato RAZIONALISMO, cioè il predominio sull’elemento
logico su quello tradizionale, religioso, culturale. Questa cosa non è del tutto vera però perche
accanto ad uno studio “DISINCANTATO”, LAICO, dei fenomeni culturali, c’è un costante
riferimento al DIVINO  TO PHEION. Il divino è una specie di forza invisibile e priva di
connotati personalistici, il divino è ciò che unisce l’uomo quando egli, per colpa della propria
HYBRIS ( tracotanza) si pone al di sopra della legge degli uomini, una legge che relega l’uomo
ad un ambito di influenza particolare, cioè quello della successione tra eventi fausti ed infausti.
L’uomo che per colpa della sua HYBIRS incappa nell’invidia divina (Phthonos ton theon)
facendo un passo al di la dei propri limiti incappa nella punizione. Questo DIO, PHEION, questo
divino che sconcuassa le sorti degli uomini si pone anche come elemento regolatore, infatti il
DIO è TARASSEI, sconvolgente, porta ad uno sconvolgimento, ad un cambiamento costante. E’
quindi anche il garante dell’alternanza nelle fortune tra gli imperi. CRESO credeva di essere il
piu grande e cadrà per opera di CIRO. L’impero persiano crederà di essere il piu potente ma poi
verrà sconfitto dai GRECI. La storia dunque continua a intrecciarsi con il soprannaturale ed è
per questo che in ERODOTO convivono da una parte esami molto precisi e molto lucidi dei
rapporti di forza tra le POLEIS, le forze politiche in campo, ma è anche presente una forte,
fortissima rilevanza dell’elemento soprannaturale. Infatti in ERODOTO vediamo continuamente
la sottolineatura di sogni, di visioni, di portenti, insomma si pone proprio in un atteggiamento
di confine tra l’atteggiamento favoloso che lui stesso chiamerà THONPHODES, cioè il bello da
raccontare tipico dell’attegimento OMERICO, per la voglia di raccontare l’elemento
straordinario, fantastico, meraviglioso e invece la RAZIONALITA’ IONICA che lo spinge piu verso
un’analisi fredda, piu oggettiva della storia. Questa ambivalenza e duplicità di ERODOTO che
non si può risolvere in nessun modo è proprio il segno del suo essere contemporaneamente un
continuatore delle idee precedenti e un innovatore rivolto verso il futuro. Ad ogni modo
intrecciate e cucite all’interno di questa grande cornice storiografica ci sono le famosissime
NOVELLE, cosa si intende per novella ? In realtà è un termine assolutamente anacronistico,
tuttavia i greci avevano un termine per definirlo “logoi”, che è molto ambiguio. Sono
sostanzialmente nel novelle di piccoli gruppi tematici che si inseriscono all’interno della grande
narrazione dove ERODOTO si concede il piacere di indulgere nel racconto particolare di un
singolo fatto interessante,curioso, che in qualche modo attrae la sua attenzione. Le novelle
hanno si, una funzione didascalica e vengono inseriti in esso elementi fondamentali per la
comprensione della storia come ad esempio HYBRIS, ATE ( acciecamento) l’OFTONUS,
l’individa che il dio porta verso l’uomo troppo felice che non conosce i propri limiti. Accanto ad
un evento funzionale che permette al lettore di entrare all’interno del mondo concettuale di
ERODOTO, c’è anche un elemento del piacere del racconto.Non dobbiamo dimenticare infatti
che la narrazione dei libri di ERODOTO era pensata originariamente per un’esibizione pubblica.
In queste esibizioni pubbliche ERODOTO faceva leggendo le proprie opere e la novella,
elemento interessante e intrigante, costituiva per l’ascoltatore un elemento attraente che
permetteva magari anche a contenuti storici piu ampi e difficili di essere veicolati attraverso
l’attenzione indotta da queste pause narrative. La lingua di ERODOTO è lo IONICO, una prosa
ad arte, cioè una prosa non certo vicina a quella del parlato dell’epoca ma continuamente
impreziosita da arcaismi, da elementi anche tratti dalla lingua omerica e poetica. Questa lingua
IONICA tutto sommato comprensibile anche per un ascoltatore attico non gli viene soltanto
dalla sua città materna ma anche per il fatto che lo IONICO si era venuto caratterizzando come
la lingua della prosa, infatti fino ad ERODOTO e lui compreso, qualsiasi scrittore di prosa, storia
ma anche contenuto scientifico gira attorno alla lingua IONICA e anche la filosofia di ambito
presocratico. Vediamo quindi in ERODOTO una figura a cavallo tra due mondi, tra il mondo del
piacere, del racconto mitologico/ epico e sensazionalistico che vedeva in OMERO il suo
campione e dall’altro l’attento raccoglitore di una serie di fermenti di stampo razionalistico che
venivano in quel momento a sbocciare in area ionica. ERODOTO, con le sue teorie relativiste e
con la sua visione dei popoli porterà ATENE verso il dibattito tra verità assolute e verità relative
che poi sarà il punto di approdo del dibattito tra SOFISTI e PLATONE.

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