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IL GORGIA

RIASSUNTO
Il Gorgia si svolge nella casa di Callicle, ad Atene dove Gorgia ospitato e dove Socrate si reca, insieme a Cherefonte, per ascoltare una delle famose orazioni di Gorgia e per constatare se quello che dice Gorgia (fatemi qualsiasi domanda e io vi risponder) corrisponde alla realt dei fatti. I personaggi presenti in questo dialogo sono naturalmente Socrate e Gorgia, aiutati poi da personaggi minori come Polo, allievo di Gorgia, Callicle, politico e padrone di casa, e Cherefonte, discepolo di Socrate. Il dialogo si divide in quattro scene precedute da un prologo che svolge una funzione introduttiva. PROLOGO Socrate arriva nella casa di Callicle insieme a Cherefonte, ma Gorgia ha appena terminato la sua orazione. Socrate vorrebbe sapere da lui in che cosa consiste la sua arte, ma disposto ad intraprendere una discussione con lui solo se accetter di essere breve e di non dilungarsi troppo in questioni che potrebbero essere brevi. PRIMA SCENA- IL DIALOGO TRA SOCRATE E GORGIA Socrate inizia ad interrogare Gorgia sulla sua disciplina e lo incalza continuamente con domande che fanno seguire a Gorgia il pensiero di Socrate. Gorgia afferma che la retorica ha come oggetto i discorsi sulle cose pi grandi e migliori cose umane, ma che, a differenza delle altre arti, non ha oggetti di altro tipo. La retorica la capacit di persuadere che crea credenza a che viene usata nei tribunali e nelle assemblee pubbliche quando si parla del giusto e dellingiusto, ma ammette che esistano dei retori che badano solo ai loro interessi personali e non alla giustizia. Un buon retore invece deve necessariamente conoscere cos la giustizia e chi si reca da lui per diventare suo discepolo potr imparare come distinguere il bene dal male. Per Socrate per questo punto in contraddizione con quello che Gorgia ha detto precedentemente, perch chi conosce la cosa giusta da fare, non pu scegliere liberamente di fare il male (come i retori che non badano alla verit). SECONDA SCENA- IL DIALOGO TRA SOCRATE E POLO Polo sintromette nella discussione perch vede che il suo maestro in difficolt e cerca di giustificarlo sostenendo che stanco. Socrate, a questo punto, invita Polo a discutere con lui e lo provoca dicendo che secondo lui la retorica non unarte, ma solo pratica e la paragona alla culinaria. Polo, indignato, esalta il potere che i retori hanno nella polis perch, come i tiranni, fanno ci che vogliono. Socrate interviene dicendo che i retori e i tiranni non fanno ci che vogliono tutti gli uomini (cio il bene), ma fanno ci che sembra il meglio, compiendo cos uningiustizia e facendosi odiare dal loro stesso popolo. Alla fine di questa scena entra in campo la teoria di Socrate che ha caratterizzato tutta la sua vita: meglio subire uningiustizia piuttosto che commetterla. TERZA SCENA-IL DIALOGO TRA SOCRATE E CALLICLE Callicle sconvolto da questa conclusione di Socrate e sintromette nel discorso affermando che questa sua convinzione va contro la legge di natura, che vede il danno subito senza possibilit di difesa come la cosa peggiore che possa capitare. Le leggi, secondo Callicle, sono state create dagli uomini deboli per frenare lavanzata dei forti, il loro predominio e il loro diritto a governare e invita Socrate ad abbandonare lo studio della filosofia per dedicarsi alla politica e alla vita nella polis. La fondamentale domanda di Socrate (chi vuole governare deve sapere dominare se stesso?) apre la strada per una discussione su due diversi stili di vita: quello dedito al piacere (proprio di Callicle) e quello basato sulla temperanza (seguito da Socrate). Socrate intraprende quindi un ragionamento per dimostrare che bene e piacere non sono la stessa cosa e porta lo stesso Callicle ad ammettere che si sono piaceri buoni e utili e piaceri cattivi e dannosi; per distinguere questi due tipi di piaceri c bisogno di un esperto, ma non pu essere il retore perch prima ha dimostrato che la retorica non unarte. Socrate spiega poi che il buon retore e il buon politico dovrebbe ispirarsi ad un modello ideale di giustizia, ma a questo punto Callicle si rifiuta di continuare a discutere con Socrate che intraprende un monologo su questo

argomento, accontentando Gorgia. QUARTA SCENA-IL MONOLOGO DI SOCRATE In questultima parte ammette che la retorica pu effettivamente salvare un uomo in tribunale, ma lo scopo di questo non quello di scampare alla pena, quello di vivere nel modo pi onesto possibile; le strade da intraprendere per Socrate sono due: 1 se si accusati ingiustamente, non si deve temere la condanna perch lanima onesta e gli Dei riconosceranno lonest; 2 se si commessa ingiustizia, la cosa migliore da fare espiare la colpa in modo da poter risanare lanima dal male commesso. Poi sposta di nuovo il discorso sulla politica e afferma che un buon uomo politico deve conoscere e praticare larte di rendere migliori gli uomini, ma nessuno dei grandi politici del passato ammirati da tutti lo ha saputo fare: essi, infatti, sono stati cacciati dai loro stessi cittadini. Questo per Socrate significa che questi politici hanno fatto il contrario di quello che ci si aspettava da loro. Socrate ammette a Callicle di poter rischiare la condanna a morte perch non conosce la retorica (e quindi non saprebbe difendersi da un'eventuale condanna) e lui lunico che esercita la vera arte politica ad Atene, non ricevendo niente in cambio; il filosofo per non ha paura della morte perch la sua vita stata segnata dallonest e dalla giustizia e giunger pura nellaldil. Il monologo si conclude con un mito che descrive i destini, i premi e le punizioni che le anime riceveranno quando saranno giudicate nellaldil. COMMENTO: il Gorgia il dialogo che ho letto con pi facilit e dove il linguaggio era di pi immediata comprensione forse perch questo dialogo impostato su discussioni con risposte brevi da parte degli interlocutori. E curioso notare come Socrate riesca a portare tutti i suoi interlocutori dalla sua parte, come riesca a farli cadere nei suoi tranelli e indurli in errore per far loro ammettere che si sbagliavano. La potenza di Socrate in questo dialogo di riuscire a far ammettere da tutti che lui ha ragione anche su delle cose che loro normalmente non avrebbero neanche preso in considerazione ( meglio subire uningiustizia che commetterla). Mi ha stupito che lavversario pi difficile da battere per Socrate non sia stato Gorgia, un abile e notissimo sofista, ma Callicle, un politico, ma il fatto che alla fine della sua discussione dichiari di non essere pi interessato a parlare probabilmente sta a significare che vedeva che Socrate stava per vincere e non voleva essere battuto sulle sue convinzioni cos apertamente come gli altri.