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Il testamento di Posidippo e le laminette auree di Pella Author(s): Laura Rossi Reviewed work(s): Source: Zeitschrift fr Papyrologie und Epigraphik,

Bd. 112 (1996), pp. 59-65 Published by: Dr. Rudolf Habelt GmbH, Bonn (Germany) Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20189770 . Accessed: 25/11/2012 07:53
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Il testamento
I recenti ritrovamenti hanno nuovamente

di Posidippo
auree

e le

laminette

auree

di Pella

di laminette attirato

in tombe di varie citt? della Macedonia,

degli studiosi sul problema della corne risulta dall'articolo appena apparso di M. W. Dickie1. gi? note, queste Di tutte le nuove laminette, senza dubbio la pi? interessante ? quella ritrovata proprio a Pella tomba di fine IV sec?lo, che ha un'iscrizione disposta su tre righe: l'attenzione e d?lie altre laminette

e soprattutto a Pella, e natura di della destinazione in una

<DEPIE<DONHI myxthz noiEiAinnoE eyxebhz


a Pella, basandosi sul di culti misterici se ne serve per dimostrare l'esistenza soprattutto nuove recano o il laminette inciso che vi figura: infatti tutte le altre dativo OEPIEOONHI semplice o nome o di l'associazione Dickie del Come il defunto entrambi2. MYITHI, semplice appellativo va come un non inteso della laminetta il dativo OEPXEOONHI sottolinea, gen?rico "dativo giustamente con 1'an?logo dativo che in relazione titolare del culto, ma va in vece messo di dedica" alla divinit? sulle laminette di Pelinna eKvge) e inteso quindi (e?7ietv <?>?po?(p?va a' on Bcxkxio? awo? compare Dickie corne: "di'a Persefone" con o "all'attenzione di Persefone". Le forme cio? quelle il solo nome o il solo appellativo di Dickie mi interpretazione di non considerare, di Persefone sempre della nuova essere MYITHE, senza pi? sintetiche d?lie altre laminette, sarebbero forme abbreviate dello stesso dubbio convincente, di Pelinna cos? corne e degli la sua

Questa messaggio. naturale conclusione Graf, il culto mist?rico

sembra

sulla scorta d?lie laminetta distinto

laminette

studi di F.

che questa linea interpretativa potrebbe E' chiaro che le nuove laminette di Pella escatologico

da quello di Dioniso3. Tuttavia, penso e definita meglio. approfondita sono da inquadrare nello stesso ?mbito religioso misterico

ritrovamenti sia in area le altre laminette auree gi? note dai precedenti cui appartengono d?lie iscrizioni, cio? il tipo della laminet che italiota4: id?ntico infatti ? il supporto materiale greco-egea corne comune dal ru?lo senza dubbio rilevante nel e divinit? di la menzione Persefone ? anche ta aurea, nelle laminette di Thurii si parla infatti di "prati sacri e boschi di Perse culto. Come gi? ricorda Dickie, X? fone" (taipxovcx? i?po\)? Kal aXo?a 'tappa' del viaggio <I>?pG?cpov??a?5) e della dea come prima nell'aldil? situazione (vuv ?' Ik?ti? quest'ultima t?kco rcap' ?yvriv <I>?pa?(p?v?av / co? |i? rcp?cppcov 7t?|i\|/T) ?'?pa? ?? ?\>ay?cov6), che si ritrova anche nelle due laminette di Pelinna7.

1M. W. quasi completa state ritrovate Lilibaki-Akamati, tomba 1992, del pp.

Dickie, relativa altre due

The

in Pella, ZPE 109 (1995), dove si ritrova anche la bibliograf?a pp. 81-86, Mysteries e Pella. Vorrei a Egion, Metone ancora che a Pella sono d?lie varie laminette scoperte segnalare con l'iscrizione una in una tomba di fine IV sec?lo, del nome della morta, laminette: HrHIIZKA (M. Dionysiac alle

Arc?

II sec?lo, 137-143).

e un'altra AEMQ in una 6, 1992, pp. 127-135), xrjv TorcoYpocipia Kai xa veicpoia?pe?a rn? U?XXaq, senza O B' iscrizione AEMQ 6, (P. xa<po? rn? apparentemente paice?oviKO? Chrysostomou, UeXXaq, terza laminetta il nome BOTTAKOI, ? stata rinvenuta in una tomba di un'altra Una ?urea, con inciso

localit? macedone (Th. Savopoulou, O B' TOKpiK? rup?oc tti? to?prcac Ilaiovia?, AEMO 6,1992, pp. 425-431). 2 Dickie, pp. 81 s. 3 Dickie, pp. 82 s. 4 Cf. G. Pugliese Carratelli, Le lamine d'oro 'orfiche',Milano 1993.
5 Th. IV, v. 6 (le laminette sono citate secondo l'edizione di Pugliese Carratelli, cit. n. 4).

II, vv. 6-7. Ma un riferimento a Persefone ? da vedersi probabilmente (cf. G. Zuntz, Persephone, Oxford 1971, p. k?Xkov 306) anche nel vocativo %0ov?cov ?aaiXeia del v. 1 di Th. I?III e di R., come pure neU'espressione ?eorcoiva? ?' t>rc?
e?i)v %8ovia? ?aaiXeiac di Th. I, v. 7 (cf. Zuntz, op. cit., p. 319).

6 Th.

7 Pa e Pb, v. 2. Lo studio pi? recente su queste laminette di Pelinna ? diM. Tortorelli Ghidini, Dioniso e Persefone nelle Mathesis e Philia. Studi in onore diM. Gigante, Napoli 1995, pp. 79-85. lamine d'oro di Pelinna, in

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L. Rossi

La maggior parte degli i culti misterico-escatologici Kai ?aKxoi eXvoe d?lie tavolette invece

studiosi

? oramai d'accordo

nel riconoscere

una connessione

molto

stretta tra

d?lie laminette auree e il dionisismo, connessione dal [ivoxai confermata e dal gi? citato ?i7t?iv cm Bcxk%io? aw?? o' della laminetta di Hipponion <?>?pa?cpovqc essere senz'altro in questo stesso contesto possono laminette di Pelinna; inserite anche le rinvenute a Olbia, dove ? la menzione di Dioniso. inequivocabile tra il mondo mist?rico di queste laminette Pi? controversa ?

di osso

e l'orfismo, corne dei rapporti possibili la questione con e a dalla cautela cui alcuni studiosi tendono riserve servirsi di dalle evidente 'etichet appare questa la linea di coloro che ritengono mi sen to di condividere che le laminette auree ta'8. Personalmente, di tipo 'orfico', nel quale risulta pienamente ad un ?mbito mist?rico possano essere ricondotte giustifi ? un dato acquisito di Dioniso/Bacco cata tanto la presenza ormai da (la cui importanza nell'orfismo che tanto frequentemente compare nelle laminette. tempo), quanto soprattutto quella di Persefone, Persefone ? una presenza decisamente rilevante tra le divinit? del pantheon orfico: basti ricordare che nelle Teogonie orfiche la dea ? considerata lamadre di Dioniso. ? dedicato il XXIXo Inno orfico, ma della dea si parla anche in altri luoghi degli Inni: la forma A <?>epae(p?vr| attestata ? (oltre che in 29.1, 16) in 70.3 e 71.3, 5 Q.; Oepaecp?ve?a in 24.11,46.8, 57.10 Q.; flepaecp?v?i in 43.7, Oepae(p?vr|
53.3, 57.5 Q.; ?epae?p?ve?a in 30.6,41.5,44.6 Q.

Linforth9 fa osservare come la stessa figura di Orfeo venga esplicitamente connessa dalla tradizione antica con la dea Persefone e con il suo culto. Nella letteratura orfica, infatti, a parte il gi? ricordato Inno 29, esisteva anche un poemetto sul ratto di Persefone (frr. 47-53 K.). Pausania, inoltre, dice (3.13.2) che a Sparta sorge il tempio di Kore Soteira, che secondo alcuni fu costruito da Orfeo, secondo altri da Abari. Ma lamaggior parte dei legami menzionati dagli antichi riguarda il ru?lo di Orfeo nell'istituzione dei culti eleusini. Gi? nel Reso si accenna che Orfeo ad Atene pvatripicov te tcov ?rcoppriTcov cpav?? ??ei?ev (vv. 941-944) e che "la figlia di Demetra" ? d?bitrice alla Musa di onorare i compagni di Orfeo (vv. 962-966); in [Dem.] 25.11 Orfeo ? ? x?? ?yicoToVca?Tjp?vTetax?? KaxaSei?a?; Diodoro, dopo aver affermato che Orfeo porto i culti di Dioniso e Demetra dall'Egitto (1.96), dice che, quando Eracle fu iniziato ai misteri eleusini, il figlio di Orfeo Museo presie deva al rito (4.25.1), mentre in 5.77.3 Orfeo viene visto come il fondatore dei misteri di Eleusi e Samotracia; ilMarmor Parium (FrGHist 239 ep. 14) ricorda che dieci anni dopo che Demetra aveva insegnato la coltivazione dei campi agli
Eleusini e che Trittolemo aveva celebrato la prima rcporipoaia, Orfeo compose un poema sul ratto di Persefone e l'anno

seguente Trittolemo istitu? imisteri di Eleusi: nonostante non sia stato il fondatore del culto, ad Orfeo spett? comunque un ruolo non meno importante, dal momento che fu l'autore del poema che celebrava proprio ilmito (lepo? taSyo?) oggetto di
quel culto; cenni tardi alia 41.a connessione e in Teodoreto Orfeo-Eleusi (Graec. son? qff. cur. anche 1.21). in Clemente Alessandrino (Protr. 2.20.1-21), in Proclo a proposito di Pl. Apol.

del testo della laminetta, Dickie nell'analisi passa Proseguendo e soprattutto a Pella, come dimostrato comune in Grecia nOZ, molto di Pella, della il famoso alessandrino

al nome

del defunto,

nOZEI?III archeolo un

da altre recenti

scoperte

giche dell'agor?. Come gi? l'?ditrice della laminetta, lo stesso Dickie ricorda un illustre Posidippo
originario Posidippo epigrammatista e, se pur con cautela, ? tentato di stabilire

l?game famili?re tra il poeta (che si data tra gli ultimi anni del IV sec?lo e i primi decenni del III) e il
(la cui tomba ? di fine IV sec?lo): "I find it hard to accept that there were two persons from Pella with the same name who were alive in the same period, were initiates in the myste to each other."10 ries and bore no relationship laminetta Pur non condividendo che il poeta alessandrino ma sono tuttavia d'accordo con l'ipotesi di Dickie quest'ultima argomentazione, un non iniziato ai misteri, solo alla luce degli ultimi potesse essere realmente sulla base di un testo elegiaco che Dickie, nei versi seguendo Lloyd-Jones, definisce

ritrovamenti, accolto

soprattutto

la Gcppay?c di Posidippo (SH 705)11. Per comodit? del lettore riporto il testo del carme cos? come ?
nel Supplementum Hellenisticum, con qualche modifica iniziali12:

8 Sul problema cf.W. Burkert, Neue Funde zurOrphik, Informationen zum altsprachlichen Unterricht 2 (1980), pp. 27 S. Cole, New Evidence for theMysteries of Dionysos, GRBS 21 (1980), pp. 223-238. 42; 9 I.M. Linforth, The Arts of Orpheus, Berkeley-Los Angeles 1941, pp. 189-197. 10 Dickie, p. 84. 11 Dickie, pp. 83 s. 12 Rispetto al testo di Parsons e Lloyd-Jones, seguo Barigazzi nell'accogliere la letturaOoi?cp / xpuaoMpifl ai vv. 1 s. e 'OMpjcq) al v. 3; Friedrich per auvaeipcrce del v. 5. Per un esame dettagliato dei numerosi problemi presentati da questa

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// testamento

di Posidippo

e le laminette di Pella

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E? ti KaA,?v, Mo?aai XpuaoMpT) Uapvr\?ov

7to?,vr|xi?e?, t?rcap? Ooi?cp ekX[v]exe KaGapo?? ouaaiv ?v? rcx?x[a]c; r\ rcap' 'O?u^rccp

vicp?evxoc

x?? xpiex(e)???p%op,evai0D|i?tax[?], BcxKxcp v?v ?? IIoa?[i]S?7i7ccp axuyep?v aDvae?paxe yflpac


Ypa\|/?|i?vai ^ipjc?vexe ??Xxcov ?v xpua?aic; ae?iaiv. ei? ?? x? ?ri?ric GKOTiia?, 'E?aKcovi?e?,

10

] ? ?aivexe xe?%eariiTcC aXa?e? K?i au rioa(?)?8i7C7c?v rcox' ?cpi?,a(o), Kw0ie, Atito?? D


tcpr||icpTivicpi?VTOiK?iat xo? Ilapioi). Kal kccx' ?iio?, o? x' eTciytrjacov]

?oA [.^^yyyyyx\\\mx^yyyyyyyyyyyy.
Toir|v ?KXprja(a)i?xe Kai ?? ??wcov icavaxr|aai[?]
cpcovTiv ?0a(va)rr|v, ?cppa |X?Ti\if\o(?oi coava, Maicr|8ov??

15

20

o? x' 'Aairi?n?ari? Y(e)ixove? rfiovo?. Ile?Xa?ov y?vo? ?|iov eoijxt 8? ?i?Xcv ??iaacov t?|icpcot Xaocp?pcoiKei|ievo? eiv ?yopfji. ?XX' eux |i?v riap(i)r|i ?o? ?r|Sovi Xvypbv ?cp . [ v?pxx Kax? y^riv?covo?Kpua Keiy? %?c?[v] Kai axev?%cov,Si' ?|iov ?? cpi?,ov ox?pxx [

20A
20B [J.v-[

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a?x?p ?y

HT|?? xi? o\>v %Evai ?aKp\)ov.

Ta??p,av0uv yiipa? hdgxik?v oi|xov ?rci

?Ko?|ir|v

oripxoi Kai Xa i rcavxi 7to0eiv?? ?cov, ?aKiKCOv ?v jcooai Kai ?p0o?7iTi? ?v' o|ii?,ov 25 Kai ?,??7tcov xekvoi? ? p,a Kai ?A?ov ?pxSv.

lacunosa e pertanto di difficile comprensione) Si tratta di un'elegia che costituisce, (purtroppo molto a mio avviso, il testamento di Posidippo i propri successi prima come poeta, poi corne uomo: ricordando e meriti poetici, egli chiede una statua che eterni la sua fama rendendola immortale e si augura quindi di a nell'Isola dei Beati dopo aver lasciato ai figli tutte le sue ricchezze. Questo giungere da Radamanto riguardo all'interpretazione degli ultimi ai versi finali dell'elegia (vv. 21-25), Riguardo gi? Burkert13, dopo la scoperta della laminetta di un aveva tra e la iep? o?o? il confronto proposto iidgxiko? oip,o? di cui parla Posidippo Hipponion, a diffe della laminetta, ma aveva ritenuto che iidgxiko? in Posidippo, percorsa dai \voaxai Kai ?aK/oi renza del testo di Hipponion, fosse soltanto un epitheton ornans: "... la via che porta all'Elisio ? la via i (ivoxai. Questa seguono di giovane Posidippo, Egesippo, che i buoni verso Rhadamanthys'14. non fu segreta. Un contempor?neo promessa, per lo meno, poco pi? scrisse (AP 7,545): 'Si dice che sulla via dal rogo a destra Ermete mena i buoni, al posto dei \ivcxav, e gi? in Posidippo all'Elisio Qui giungono grandi linee il contenuto del carme, ma credo che si possa aggiungere qualcosa di pi? preciso versi rispetto alla semplice menzione che ne fa Dickie.

elegia e d?lie soluzioni finora proposte, cf. H. Lloyd-Jones, The Seal of Posidippus, JHS 83 (1963), pp. 75-99 e A. Barigazzi, Il testamento di Posidippo di Pella, Hermes 96 (1968), pp. 190-216 (entrambi gli studiosi forniscono la bibliograf?a completa suirelegia). 13 W. Burkert, Le laminette auree da Orfeo a Lampone, inAtti del XIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Napoli 1975, pp. 81-104. 14Vv. 1 s., xtjv ?no nDpm?fj? ?v???ia cpaai ic?XevBov/ 'Eppflv to?? ?yaGov? ei? *Pa?apav8\)v ayeiv.

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L. Rossi

l'espressione poeta doctus

'm?stico'

rimane

soltanto

che sa il linguaggio e ?aK%oi dev'essere interpretata senza dubbio nello come qualcosa di molto Burkert sembra quindi intendere il iidgxiko? del testo di Posidippo simile al di in suo svuotando modo del questo gen?rico ?ya0o? Egesippo, puaxiK?c significato proprio. Tuttavia, se si esamina la documentazione relativa all'uso di (idgxik?c, e simili dal V al II |?\>gxt|c, |roaxr|piov sec?lo a. C.16, si pu? notare siano pregnante, chiaramente come

un epitheton Nel mitico-religioso.

? un consacrato, ma un testo di Hipponion, per?, la sacra via dei \ix>gt?l\ .. ."15. stretto senso rituale di quest'espressione ornans', Posidippo

non

questi termini siano sempre usati in senso proprio e, per cos? dire, cio? sempre contestualizzati in ?mbito specificamente mist?rico (molto uno l'uso di di termini ? un c'? che traslato, spesso eleusinio)17. Quando questi sempre segnale come Aristofane, sottolinea lo spostamento: dal suo ?mbito t?cnico a quello trasportando ?pyia dei misteri nuova Modgcov la direzione in cui va inteso il per segnalare par?dico poetici, aggiunge se stesso e la lucerna "iniziati" definendo (Ran. 356)18, alio stesso modo Meleagro, alie 7iavv?x?oec20 di Cipride, aggiunge la menzione della dea proprio per far capire come stato trasportato in un ?mbito fino ad allora estraneo, cio? quello dei 'misteri' amorosi. termine Data ai kcojioi19 e il termine sia

e considerato non c'? nessun segnale che faccia che nell'eleg?a di Posidippo questa situazione, uno suo senso di ad dal mi sembra che pensare spostamento p/oaxiK?c proprio ad uno metaf?rico, avremmo di senso motivazioni molto forti affermare che il del o termine sia indebolito per bisogno innanzitutto, ma a venire; favorire un'interpretazione 'piena' dell'aggettivo iidgxikoc: in questi ultimi versi dell'elegia sta della ormai Posidippo parlando propria morte, prossi in secondo c'? anche un'insistenza sulla luogo, oltre al concetto di giustizia post mortem, come correttezza in morale sottolineato dalla vita, presenza propria (che dell'aggettivo ?p0oe7tr|c intendo corne "colui che dice cose giuste"21) e dall'affermazione di lasciare i propri b?ni - come ? ovvio e giusto - ai figli; infine, viene menzionato la cui presenza ? attestata nell'aldil? 'orfico'. Radamanto, Non si vede che cosa possa dunque di che in versi abbia voluto pensare impedir? questi Posidippo contrario, della sua rettitudine morale alla menzione di una sua effettiva iniziazione 'svuotato'. Al il contesto sembra

l'affermazione collegare mist?rica22.

15Burkert,a?.

n.

13, p. 85.

16 IImi? esame comprende per l'et? classica i tragici, i comici, i principali storici e oratori; per Teta ellenistica Callimaco, Teocrito, Apollonio Rodio, gli autori contenuti inCAeSHe gli epigrammatisti dt\YAntolog?a Palatina. 17Per fare solo qualche esempio, inAr. Ach. 764 paxmKo? ? riferito ai porcellini sacrificali (xo?poi), inAesch. fr. 387 R. al rito (z?Xoq), in Hdt. 8.65 al grido rituale "Igckxo?; in Eu. Hf. 613 vengono menzionati x? pvaxcov ?pyta e la quasi
totalit? d?lie occorrenze dei termini in Tucidide ? nel libro VI, nella sezione relativa alla violazione d?lie Erme. Per 1'?poca

ellenistica, in Filico di Corcira troviamo x?j%0ov?qt puaxim Aripnxp? xe Kai <?>epae<p?vrj (SH 676, vv. 1 s.); in Ermocle x? p?v aepv? xfj? K?prjc p\)axrjpia (CA p. 174, v. 5); inErmesianatte f) xe noXvv p?axrjaiv 'E^eva?vo? nap? n??av / e?aap?v Kp\)(p?(uv e^e?p?petA,oy?cov(fr. 7.17 Powell).
18 Cf. K. 19 AP J. Dover, Aristophanes. Frogs, Oxford ? puaxnc 1993, p. 359. Kcopcov, axopyfj? GKvXa xa?' ?icp?paae. 5.191.7 s., K?rcpi, aoi MeAiaypo?, / acov

20 AP 6.162 "AvGep? coi Me?iaypoc


21 persone Lloyd-Jones, anziane. cit., p. 95, pensa invece

??v auprcaiaxopa Xx)%vov, / K\mpi cpi^rj, p^axrjv a v G?xo rcavvuxi?cov.


ad un'allusione ad una correttezza di dizione rispetto al xpavW?ew tipico delle

22 Certo ? da considerare anche il fatto che probabilmente nell'antichit? esisteva una sorta di topos relativo al destino dei poeti dopo lamorte, resi quasi immortali dalla loro poesia e pertanto destinati ad un 'aldil?' a parte, identif?cabile (o comunque molto simile) con TElisio/ Isola dei Beati: se forse un'anticipazione del topos si pu? scorgere in Saffo fr. 55 V., esempi chiari son? AP 7.27.1, ein? ?v pampeaoiv, 'Av?icpeov; AP 7.407.8, a?vGprjvoc pampcov iepov a^ao? ?pfjc, a proposito di Saffo; T an?nimo epitafio di Filico di Corcira (Page, Gr. Lit. Pap. 106, testo tra l'altro con di versi tratti comuni all'elegia di Posidippo); il nuovo Simonide (fr. 22W.2). In particolare, lo stesso Parsons, pubblicando questo nuovo testo di Simonide nel vol. LIX (1992) dei papiri di Ossirinco, avanzava l'ipotesi che il luogo vagheggiato da Simonide fosse lo stesso di Posidippo (p. 46). Secondo me ? significativa in particolare la grande somiglianza tra il v. 7 del frammento simonideo e il v. 22 del carme di Posidippo: in (secondo la ricostruzione diWest euay?cov ?' ?v?pcov ??] ??o? rcoM?ev?pov ?Ko?pr)v) entrambi i casi ricorre infatti lo stesso verbo (kv?opai), nello stesso modo (ottativo) e nella stessa posizione del verso (alla fine), immediatamente preceduto dal complemento di moto a luogo (lTsola dei Beati e Radamanto).

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// testamento di Posidippo e le laminettedi Pella

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un fatto interessante, A questo punto vale la pena sottolineare in questo gi? accennato da Dickie23: non fa alcun riferimento testo Posidippo ad Alessandria, i legami con la sua terra natale. bens? accentua non essere di da i si ricordato tutti bens? da tutti i Macedoni Greci, pr?occupa (vv. 14 s.) e i Egli, infatti, versi mente iniziali definite son? pervasi noXir\xibEq di ricordi son? orgogliosa legati ai luoghi di origine: al v. 1 infatti leMuse e ai vv. 3 s. il poeta affianca nel ricordo la propria partecipazione ad agoni

poetici prestigiosi corne quelli di Delfi con quella a feste trieteriche in onore di Dioniso aile falde
Ma allora la scoperta della laminetta di Pella ci fa riflettere: considerando che la presenza dell'Olimpo. a e a non di iniziati Pella ? provata culti misterici che c'? alcun motivo valido per svuotare il significato nel viene che anche a culti di la di adesione carme, spontaneo pensare (LiDaxiKO? proprio professione e misterici da parte di Posidippo costituire quindi un'ulteriore afferma possa rientrare in questo quadro zione dei suoi legami con la patria d'origine. sono piuttosto forti e meriterebbero A mio par?re, infatti, questi legami nell'elegia di essere esami a proposito d?lie feste in di quanto sia stato fatto finora. Ad esempio, nati un po' pi? approfonditamente

onore di Dioniso aile quali si riferisce il poeta, la presenza di culti dionisiaci sull'Olimpo ? stataritenuta
da alcuni studiosi inaccettabile a causa dell'assenza di attestazioni relative a feste trieteriche in onore del

dio sulmonte24, ma ? sufficiente ricordare leBaccanti di Euripide (vv. 410-412 e 560-566) per fugare
si riferisce ad una comunque ogni dubbio sulla presenza di un culto di Dioniso Posidippo sull'Olimpo25. svoltasi vicino (napa) all'Olimpo: festa dionisiaca di quale localit? si potrebbe trattare? E' abbastanza a con la da 'rilanciata' Archeiao citt? di in onore di Zeus e l'istituzione feste Dion, pensare spontaneo delle Muse26, feste celebrate ancora ai tempi di Alessandro27, delle feste finora note. figura tra le divinit? dedicatarie Ma poetici, divinit? assume cibili non ? tanto importante, quanto invece precisare secondo me, identificare anche se in verit? il nome di Dioniso non

patrona dei poeti ai nostri occhi una valenza

una precisa localit? come sede di questi agoni che mentre qui Dioniso ? ricordato insieme alie Muse e ad Apollo come e della poesia, alio stesso tempo viene ricordato con di l'epiteto BaK^o?, che pregnante e quasi t?cnica, visto Del resto ? assodato come delle dottrine il suo uso nei testi misterici ricondu il culto di Apollo abbia influenzato, 'orfiche', ma ? importante anche ricordare quanto le

ad un'area

dionisiaco-'orfica'28. la formazione

insieme

al dionisismo,

Muse e i luoghi della Pieria e dellaMacedonia vicini alia patria di Posidippo siano legati alia leggenda
di Orfeo.

Tuttavia, non mi sembra che l'ipotetica esistenza di questo topos letterario indebolisca l'interpretazione dell'elegia di Posidippo in senso strettamente religioso: negli altri testi, infatti, manca un segnale cos? forte come il puaxiic?c usato da Posidippo. Se anche dunque si vuole supporre che Posidippo (da bravo poeta doctus) si sia uniformato ad un modello
letterario non abbia alla preesistente riguardo a caratterizzare esitato in un contesto non pi? sorte oltremondana in quanto propria poeta, non in maniera il modo nuovo chiara ed evidente solo letterario, ma soprattutto religioso. si pu? fare a meno in cui si serviva di notare del topos, come egli rifunzio

nalizzandolo

23

Dickie, pp. 83 s.

Lloyd-Jones, cit., pp. 82 s., che risolve il problema leggendo un improbabile nap' 'OMprcov intendendolo riferito al mitico flautista e non al monte; ma gi? nell'edizione del testo in SH Lloyd-Jones e Parsons contemplano in
apparato haeremus). perlomeno T ?ventualit? che il riferimento possa essere al monte (at si haec ad Olympum montem. spectant

24 Cos?

25 Per le attestazioni della presenza di Dioniso


pp. 77-109. 26Diod. 27 Arr. Sic. An. 17.16.3-4. 1.11.1.

in Macedonia, cf.W. Baege, De Macedonum sacris, Diss. Halensis 1918,

28 Ricordo di nuovo Fespressione p?axoc? Kai ?aicxoi della laminetta di Hipponion e la frase eirce?vOepaecpova g oxi BaKxio? a?x?? ?Xvge d?lie laminette di Pelinna.

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L. Rossi

Nella

tradizione

antica,

oltre

la Tracia,

anche

la zona macedone

dell'Olimpo

e in particolare

la Pieria

erano

considerate

patria di Orfeo29: non a caso si credeva che lamadre di Orfeo fosse una Musa (Calliope30), e ben tre citt? della regione (Dion, Leibethra e Pimpla) si contendevano l'onore di essere state il luogo in cui Orfeo nacque, mor? o semplicemente soggiorn?. A venu stadi da Dion, infatti, si mostrava la tomba di Orfeo31. Leibethra non solo veniva indicata gi? nelle Bassaridi di Eschilo32 corne il luogo in cui leMuse seppellirono Orfeo e dove si trovava lo ?oocvov di cipresso con la sua immagine, protagonista di un prodigio quando Alessandro parti per la spedizione inAsia33, ma anche corne il luogo in cui le Argonautiche orfiche fanno soggiornare Orfeo34 e da cui lo fanno partir? al seguito di Giasone35, nonch? quello in cui la
scena della sua morte ? ambientata da Conone36. Pimpla37, infine, era nota sia corne luogo di soggiorno di Orfeo38, sia corne

quello della sua nascita39 e sepoltura40. Come del resto ha sostenuto M. Di Marco41, va inoltre considerato che sotto Archelao la figura di Orfeo fu sottoposta
intenzionalmente dalla dinast?a macedone ad un processo di 'pierizzazione', in opposizione alie tradizioni che la legavano

con la Tracia: ? noto infatti che il primo poeta a citare laMusa Calliope come madre di Orfeo fu Timoteo (Pers. 236), il quale soggiorno appunto alia corte di Archelao, e ancora pi? evidente ? il caso di Euripide che, mentre nt\Y Ipsipile^ colloc? Orfeo inTracia, nelle Baccanti43 (composte durante il periodo macedone) lo connette all'Olimpo. Mi sembra che questo processo di rivendicazione alia Macedonia delle origini del culto orfico abbia avuto successo, se ? proprio il simulacro di Orfeo a dare presagi funesti alia partenza di Alessandro per la spedizione inAsia. Nell'?mbito di questa iniziativa di Archelao credo che si possa forse inquadrare anche Tistituzione a Dion di quelle feste
in onore di Zeus e delle Muse celebrate ancora ai tempi non di Alessandro: perch? un caso anche Orfeo non potrebbe aver avuto la sua

parte in queste feste in cui alle sue 'madrine' spettava il posto di onore e che si svolgevano proprio in una di quelle citt? pi?
fortemente legate alla sua leggenda?44 E forse ? semplicemente che Arriano ricordi consecutivamente sia il

sacrificio fatto da Alessandro Oltre

in occasione di queste feste, sia l'episodio del simulacro di Orfeo4^.

alla presenza di una parola pregnante come B?K%oc, va notato che il colore 'orfico' di questi anche dalla scelta di termini che sembrerebbero primi versi ? forse sottolineato quasi tecnici. L'epiteto non come riferito ad ? cos? si (v. 2), infatti, Apollo XpDoo?,\>pr|? fr?quente potrebbe pensare (dato che la attributo del dio e l'oro ? ilmateriale lira ? tradizionale divino per eccellenza), visto che in tutta la lette ratura greca ho verificare ricorre solo tre delle per quanto potuto cinque volte, quali in scritti ricon orfico: si trova riferito ad Apollo in un Inno orfico (34.3 Q.) e alio stesso Orfeo in AP ducibili all'?mbito

29 1230

Eu.

Ba.

560-566; op.

Ap. cit.,

Rh.

1.25; Conon,

narr.

1. Cf. K. Ziegler,

s. v. Orpheus,

RE

coll.

1200-1316,

in particolare

coll.

s.; W.

Baege,

pp.

182-184.

30 Tim. Pers. 234; PI. Resp. 364e; Ap. Rh. 1.23-25.


31 Paus. di versione 9.30.7-8, fornisce ma anche 9.30.9, esempio dove si dice Orfeo invece fosse che la tomba si trovava nelle vicinanze locali. di Leibethra: nello un ottimo di corne conteso dalle tradizioni Indicativo la duplicit? senso stesso

anche il racconto di 9.30.9-11, a proprosito deiroracolo di Dioniso riguardo la sepoltura di Orfeo e la diversa risposta degli abitanti di Leibethra e di Dion.
32 Cit. 33 Plut. in [Eratosth.] Alex. 14.5. Catast. 24: kn\ xo?? Ka?,o\)p?voi? Aei?eGpoic.

34 V. 50. 35 V. 1381:ma
e Tracia, contenuto cf. M. del suo 45.

qui si sta parlando deiromonima citt? della Tracia. Sul problema di questi toponimi 'doppioni' traPieria
Thracius Orpheus, di prossima pubblicazione. Sono grata a M. Di Marco per avermi anticipato il

Di Marco, lavoro.

36 Narr.

37 In Epicarmo (fr. 41 K.) Pimpleia ? vista come madre delle Muse. 38 Strabo 7.330.17.
39Ap.Rh. 1.25.

40 Strabo 7.330.18.
41 M. Di Marco, cit.

42 V. 259 e 1619 Cockle. 43 Vv. 560-564.


44 Cos? Ziegler, An. cit., col. 1232; O. Gruppe, considerare in Roscher, anche Lex. Myth., s. v. Orpheus, la madre col. 1083. era dedita secondo la tradi 45 Arr.

1.11.1-2.

Bisogna

che Olimpiade,

di Alessandro,

zione antica a culti orfici e dionisiaci (Plut.Alex. 2.5; cf. anche Ateneo 560f e 659f) e che Derveni, luogo di ritrovamento del
famoso papiro, si trova proprio inMacedonia.

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// testamentodi Posidippo e le laminettedi Pella

65

7.617 e Ps.-Aristot. xpiexri? (e non xpiexripiK?c) del v. l'aggettivo Peplos 48.1 (= Test. 124 K.)46. Anche come va notare Barigazzi47, face nell'Inno ed ? significativamente 4 ? poco fr?quente attestato, gi? anche Y Inno orfico 30.5 Q., dove l'epiteto ? riferito proprio a Dioniso orfico 53.5 Q., cui io aggiungerei e non, gen?ricamente, al kc?|lio? come nel caso precedente48. sembra che Posi dunque, visti i contenuti del carme e l'uso proprio di iidgxik?c, ma se da un lato la una sua patina fortemente escatologica; eleg?a dippo abbia voluto infondere nella la possibilit? che Posidippo recente (e continua49) scoperta di laminette auree proprio a Pella conferma se non anche un iniziato a quei culti misterici di ?mbito quantomeno fosse realmente dionisiaco, In conclusione, a lui precedente50, i forti dall'altro gi? attestati nella citt? almeno a partir? dalla generazione present? nel carme fanno anche sorgere il forte sospetto che questo credo legami con la patria d'origine a di Posidippo fosse saldamente legato proprio a Pella. Se cos? fosse, questo attaccamento religioso in linea con tutti quegli ricordi e abitudini acquisite nella terra natale sembra perfettamente religiose 'orfico', accenni che non son? sempre e soltanto tipici gi? del primo periodo ellenistico, contro la cultura ufficiale ma anzi molto spesso vera e propria pol?mica epicorica pura eziologia, un caso una grande ripresa della non nel III ci ? sec?lo sia di infatti che centri dai potere: grandi guidata o di citt? o confedera di sovrani ellenistici locale in prosa51 o dell'epos locale, celebrativo storiografia accenni alie realt? locali secondo cui questo linee interpretative cio? quella di Lloyd-Jones dell'eleg?a, e quella di libro di epigrammi identificato sulla vecchiaia53 testo sarebbe una acppay?c ad un non meglio che considera invece l'elegia come il testamento po?tico di Posidippo54, mi sembra senz'altro Barigazzi, con un secondo me ci sarebbe addirittura una sorta di doppio testamento, la seconda. Anzi, preferibile uomo: come il Posidippo tra il Posidippo poeta si pr?occupa della sorte poeta e il Posidippo parallelismo e desidera che il suo nome acquisti fama immortale la morte alia della sua poes?a dopo grazie e alla statua che deve eternarlo (vv. 16 ss.), cos? il Posidippo uomo delle Muse e di Apollo benevolenza della si pr?occupa dalla sua religione. L'alessandrino sua citt? natale propria sorte personale e spera di arrivare a quello che era il Taradiso' predicato zioni greche52. tra le due Perianto

che lo portarono ad allontanarsi dalla dunque, nonostante gli avvenimenti Posidippo, e a soggiornare suo in diverse parti della Grecia fino al arrivo in Egitto, rimase comun suo non di dimenticando fino il mondo mai al all'ultimo que quanto origine, legato luogo religioso della sua Pella*.

Roma

Laura Rossi

46 Le altre due ricorrenze sono Ar. Thesm. 315 e SEG IV.467.20 (263 d. C). Questo esame del termine ? gi? inLloyd
Jones, 47 cit., p. 81. cit., p. 197, n. 1. Barigazzi,

48

Comunque anche Y Inno orfico 53 Q. esalta Dioniso nella forma di 'Apcpiexri? Bockxo?.
1.

49Cf.n.

50 Secondo me non ha nessun peso l'identit? del nome del poeta con quello del morto della laminetta: si tratta corne si diceva - di una semplice coincidenza dovuta ail'enorme diffusione del nome Posidippo. 51 E. Gabba, Storiografia greca e imperialismo romano, RSI 86 (1974), pp. 625-642, in particolare pp. 628 s.
52 K. Ziegler, 53 Lloyd-Jones, 54 Barigazzi, L'epos cit., cit., ellenistico. p. 96. Un capitolo dimenticato dellapoesia greca, Bari 1988, pp. 16-25.

Desidero ringraziare il prof. Albio Cesare Cassio e la prof.ssa Bruna Marilena Palumbo per avermi guidato nello studio del testo di Posidippo.

pp. 213-216.

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