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Un iniziato sotto un tumulo a Cuma?

Author(s): Ana Isabel Jimnez San Cristbal Reviewed work(s): Source: Zeitschrift fr Papyrologie und Epigraphik, Bd. 161 (2007), pp. 105-114 Published by: Dr. Rudolf Habelt GmbH, Bonn (Germany) Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20191291 . Accessed: 26/11/2012 06:06
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Un

iniziato

sotto

un t?mulo
archeologici

a Cuma?*

1. Gli elementi 1883 venne

ed epigrafici

Nel

nel Fondo Corr?ale di Cuma lo scavo di una d?lie grandi e rare tombe a concluso cassa o a capanna che sono state oggetto Si tratta di un'ampia d'indagine archeologica.1 c'erano quattro rettangolare formata da lastroni di tufo e coperta con lastre simili e inclinate. AU'interno a coltello.2 Il carattere monumentale nicchie di lastre di tufo disposte d?lia costruzione, che ricorda schiena ad una classe sociale appartenessero quello d?lie tombe etrusche, permette di supporre che i committenti se il sepolcro ? stato datato a partir? dal VI sec?lo a.C, il corredo funerario trovato di alto livello. Anche al suo interno ? del IV o III sec. a.C; una tale constatazione permette di ipotizzare che la tomba sia stata riutilizzata Sulla o dai Sanniti faccia o dai Romani.

la p?rete settentrio levigata d?lie due lastre che formavano tomba, un po' al di sopra del l?culo che si trova su questo lato, era stata incisa una iscrizione di una sola linea lunga 1,572 m. Le lettere, eleganti nella loro forma arcaica, lunghe in media 7 centi erano dipinte in rosso; tuttavia, gi? al momento metri e profonde 4 millimetri, d?lia scoperta restavano tracce d?lia colorazione. L'iscrizione deve essere datata sicuramente all'ultimo solo pochissime quarto nale d?lia del VI l'inumazione nostra se sappiamo che durante la sfortunatamente cremazione, quanto un iscrizione ad tipo specifico di sepoltura.4 sec. a.C.3 Anche il VI ed il V sec. a.C. a Cuma non resta?o tracce che possano tanto si praticava aiutarci a riferire la

interna e sostanzialmente

2. L'iscrizione con l'alfabeto e redatta

? composta L'epigrafe vere cos? il testo:

euboico

in dialetto

i?nico.5 Con Dubois

possiamo

trascri

La

in modo vn? ? testimoniata sporadico nel dialetto i?nico d?lia Magna Grecia.7 A livello sem?ntico, l'uso d?lia preposizione tm? invece di ?v si spiega con come qualcosa che ricopre i resti funerari e non come qualcosa che li il fatto che la tomba ? concepita i La del presenza segno per la iota muta ? presente nelle abitudini epigrafiche contenga. dell'epoca.8 Nella in genere, bara;9 in epigraf?a, invece, pu? denominare il luogo lingua comune K?ivr] significa, a ciascun cadavere in un ipogeo o tomba comune.10 Tenendo conto di questo significato si

h\)7T\) T8l K?,?V8l TOW81 ?,8VO? hVKX)6 soluzione di -o finale in -u nella preposizione

assegnato
*

11 presente ? stato redatto grazie en articolo al progetto di ricerca: HUM 2006-09403/FILO. y escatologia Cosmogon?a Vorremmo las religiones del Mediterr?neo oriental: il Prof. Alberto Bernab? procesos. semejanzas, diferencias, ringraziare e il Prof. Ennio il testo e supportato le nostre argomentazioni, Sanzi per la revisione italiana e della forma per av?re discusso di quanto al confronto scientifico andavamo elaborando. per la constante disponibilit? Sogliano ulteriori tombe 2 sopra. 3 Jeffery 1 Per Gabrici 1884, 352-356. a tetto o a schiena ign?rate tipica 1913, dagli 570 studiosi e fig. 213 ci sono argomenti dagli che scavi lasciano clandestini. e la quarta posta di traverso al di propender? per l'esistenza di

perch?

"prof?nate" disposte

Si tratta di una disposizione

che prevede

tre nicchie

longitudinalmente

1961

(19902),

240,

n? 7 considera

gli anni

525-500

a.C.

come

data probabile,

cos? anche Arena

1989,17

n? 11.

4 Cf. Gabrici 1913,574. 5 Sogliano 1884,353; Buck 1955, n? 11;Landi 1979,228 n? 11.
" Dubois 1995, n? 18 raccoglie 1924,33; 1884,353. 947 Dubois Per questo b, d; Dion. la bibliograf?a 1995, n? 39,41. si veda, e. g., Od. 4. 297; 4.403; 14.474. e le diverse edizioni precedenti. 7Cf.Bechtel 8 9 Sogliano

uso di wc? Hal. 8. 59.

E. g. PL Lg. XII

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A. /. Jim?nez

San Crist?bal

al di sopra del l?culo settentrionale.11 sono addossati alle pareti.12 La i letti funerari (cio? le K?lvai) in menzione di una K?ivr| 'letto sepolcrale' anche un'iscrizione della vicina Napoli.13 compare TOYTEI ? stato interpretato come avverbio o un determinante Il tema pronominale dimostrativo.14 iscrizione toota {keoxiv corrisponda 'giace'.16 Il punto pi? discusso dell'iscrizione la parola Xevoq, per la quale sono state ?, senza dubbio, tre spiegazioni diverse. Cos?, alcuni studiosi l'hanno interpretato come 'sarc?fago', altri corne proposte un antroponimo e altri, meno numerosi, corne un riferimento a un membro d'un gruppo religioso coito pertinente rivedere le interpretazioni possibili e cercare di stabilire il il suo valore in altri documenti e del termine ?Tjvo? tenendo presente letterari ed epigrafici, significato e senza le abitudini funerarie 1'atmosfera di fin Cuma naturalmente, dimenticare, questo religiosa t?pica nella condizione d'iniziato. Sembra dal VI sec?lo a.C. 3. II significato In greco il senso abituale attivit? diverse. Nell'inno vacche ? quello di h)v?c, a Hermes omerico non sorprende in una colonia eubea.15 In genere viene accettato che il h?rcu finale

la collocazione meglio comprenderebbe camere tombali del tipo etrusco Nelle

della

nostra

del vocabolo

?T|vo?

il valore di Febo Apollo.17 Tuttavia, zato per la spremitura dei grappoli d'uva, e, per estensione, il luogo in cui si realizza questa attivit?.18 come tra il di quelli che interpretano Xr\v?q fa leva sulla similitudine Infatti, la posizione 'sarc?fago' un usato il nella L'esistenza d'un ed contenitore rito vendemmia.19 sepolcro sarc?fago implicherebbe che si troverebbe in per il sarc?fago di tipo h\v?q, ipotizzabile le abitudini funerarie cumane dei secoli VI e V a.C. ricordate. Dal punto di vista archeo il fatto che il presunto sarc?fago posto nella KA,?vr| non sia stato trovato durante lo scavo regolare la stessa sarebbe essere legato al fatto che la tomba sia stata riutilizzata nei secoli successivi all'incisione del cosa

vasca o madia di contenitore, che pu? essere usata per i Xr|vo? son? gli abbeveratoi in cui possono dissetarsi le pi? fr?quente di ?,r|vo? ? quello di tino, il recipiente utiliz

d'inumazione; sintonia con logico, potrebbe


testo.

Purtroppo possono essere

del ?tjvo? cumano l'interpretazione se pensiamo in particolare ignorati,

come che non presenta altri problemi 'sarc?fago' a al fatto che l'uso del sarc?fago forma di strigilato

10 11

Dubois

1995, 1884, l'uso

n? 27.

Si veda

anche

IG XII 1887,

5. 593,6.

Cf.

Sogliano Guarducci

1884,353-354. 1974,144 K?avn indica '"letto (fun?bre)', termine

Sogliano con collegato 12 Gabrici 13 14 Dubois Per

353-354;

Roberts le salme

n? 177. Secondo quasi

di deporre

sui letti di pietra,

in un banchetto

ultraterreno".

1913,572-573. 1995, n? 27, 1884, si veda ca. 400 354 anche a.C. sarebbe 1887, n? anche una forma d?rica, l'uso del digrafo giacch? 4 4 n? TOYTEI 1898, interpreta n? 11. 1994,122; si veda anche ?vcoo)6a -oucorne ? an?malo il femminile nelle di

Sogliano

l'avverbio Roberts 1905,493 1939,

arcaiche; epigrafi cos? anche Collitz-Bechtel owo?; 15 Bechtel 1924,168; Lejeune Dubois 1995, n? 19.

177a; Hoffmann Buck 1955,100; 1955,192, Arena

n? 5269; 380; Buck

in un'altra

epigrafe:

16Gi? Kaibel 1890 n? 871; Hoffmann


636;21.23. 17 h.Mere. 103-104. Il senso di vasca

1898, 4 n? 4; Ribezzo
si trova anche

1920, 82 n? 8; Dubois
in tre iscrizioni

1995 n? 18 cita i paralleli di Od. 4.


databili intorno alla meta del

probabilmente

di Delos

secondo sec?lo a.C: ID 3 1412, fra 22; ID 1417, A col. I 147; ID 1423 B fra col. II4.
18 Theoc. l'uva". In molti 7. 25; papiri 79. 25. 28; Diod. Sic. 3. 63. 4 (si veda significa PRein tino: PTeb "dove Tcaxe?xai X 887 onov oxocipiAri infra p. 109); Hsch. IV 583 fr. 1.7, III 1, 814 I 3,41 10, 12, a.C); PRyl (ca. 239-227 (= PFlor. 227. 257 PLond. II n?. 401, 13 (116-111 id.fr. si pesta 2.

Xr\v6q

50, 54,73 (ca. 170 a.C.); SB XVI 13038. 3 (s. I a.C); PAberd 66. 4 (21 d.C); PSI 918.4 (38-39 d.C); POxy. 502.36-37
d.C); PMerton 17 (s. II d.C); Gignac n? 871; 54. 14-15 14-15, d.C); cf. Mayser 1934,87; 19 Kaibel 1890, quello di tino o pressa, 1981,39; Preisigke 1925-1931 1905, s.v. 493; s.v. Xnvo?. Dubois 1995, 51-52. Nel N. T. A,t|vo? ha il senso di sarc?fago

(164
a.C),

Collitz-Bechtel 19886

cf. Bauer-Aland

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vasca

? ben testimoniato nell'et? per la spremitura dell'uva imp?riale.20 La forma d?rica Xcxvo? con e e da Siracusa in epigrafi provenenti dalla Macedonia valore di sarc?fago compare specialmente e ellenistico, i termini databili nel medesimo storico21. Nel periodo greco classico invece, periodo son? e il sarc?fago pensa che il 0r|Kri, A,?pvoc?; soprattutto aop?c22. Dubois frequenti per nominare valore

si trovi documentato di A,r|v?c come 'sarc?fago' gi? nel V sec?lo a.C. in un passo di Ferecrate23, e che ritorni nel II s. d.C, il testo del in una spiegazione di Frinico l'atticista che sembra glossare In ogni caso, il passo di Ferecrate resulta essere una testimonianza c?mico.24 isolata, anche se la attestata ha segnalato ? ben dai Turcan di A,r|v?c come nozione 'sarc?fago' lessicografi posteriori.25 giustamente l'inizio del con forma di Xrjv?c ? documenta tra la fine del II sec. e che l'adozione del sarc?fago un ? stata motivata dal fatto che il ?,r|vo? era oramai diventato III s. d.C., e sicuramente come sepolcro con un particolare In Diodoro s?mbolo che pote va essere utilizzato significato religioso.26 e poi in Cornuto si trova l'eco di esegesi stoiche che mettono in relazione la leggenda di Dioniso Zagreo con le diverse fasi della vendemmia annuale: lo smembramento del dio figli della Terra come i Titani, pesta?o l'uva; le membra di Dioniso raccolte da Rea.27 Uno i contadini, del dio al momento smembrato il vino scolio ? paragonato i alia raccolta; sua crat?re la nel recupera int?grit? di Alessandria attesta

vendemmiatori, proprio come che durante vecchio puramente

di Clemente

la vendemmia, in memoria poema libresca.28 in bevanda ?

scioglieva d.C., la speranza sia un'invenzione autunno propio

del III sec?lo per i fedeli del dio, almeno dall'inizio In ogni caso, Frinico prova che il simbolismo di rinascere. funerario della Xr|v?c non stesso luogo in cui ogni inumare nel nello studiosi Facendosi moderni.29 tino, degli il grappolo dalla d'uva (in greco, che ?oipix;30), i fedeli di Dioniso speravano di rinascere

che l'adozione possibile di immortalit? significasse

di pestare i grappoli, stando nei tini intonavano un e questo prova che l'allegoria non era dai Titani, a sarc?fago si del tino in cui Dioniso smembrato

era smembrato come Bacco.

Indipendentemente della ?rjvo? l'adozione

periodo abbastanza sostenere che il vocabolo

si voglia attribuire a queste interpretazioni allegoriche, o no da questa simbologia come sarc?fago, motivata rinvia ad un concreta, cumana. Inoltre, sembra difficile tardo e soprattutto molto posteriore all'iscrizione cr?dibilit? ?r|vo? abbia avuto il significato di sarc?fago gi? nel VI sec?lo a.C. e che un

20 Si vedano gli studi di Turcan 1966, 62-66,1983,


a forma di ?nvo? erano usati una

e Chiarlo 1974; Panofsky 1964,34 pensa che i sarcofagi di terracotta


romana. non di et? ci sarebbe imp?riale rimasto e alcuni alcun per difendere esemplare a forma larnakes cretomicenei

Tuttavia, prima dell'occupazione tra il X^v?q tale ipotesi. Per la possibilit? di una lontana parentela come quelli da Milato, di vasca, cf. Perrot-Chipiez 1894,454.

21 InMacedonia: IG X 2. 1, 524, 525, 544, 557, 561, 562, 563, 565, 566, 573, 579, 583, 597, 598, 602, 608, 618, 894, 1000; cf. Robert 1974,235, n. 356; in Siracusa: IG XIV 150,5.
22 Si veda, ad esempio, Plu. Is. et Os. 362 C; Varr. ap. Aug. Civ. Dei. 18, 5; Pollux 10, 150 oopo? ? sin?nimo di ?nvo?, cf. Daremberg-Saglio 23 Pherecr. Fr. 1911,1072. 5.

24Phryn.P,Sp.88,8. 25 Poli. 10, 150; databile nel III sec.

Hsch. d.C,

X 886. cf. Audollent

Lo

stesso 1904,

valore n? 242,

si

legge

forse

su una 19122,

tabella n? 4,

di defixione 1992,

19; W?nsch

19; Gager

e da Cartago proveniente n? 10, 19 (traduce 'wine

Tremel 2004, n? 61,19. troughs'); 26 Turcan 1966,62-65,532-534; 27 Diod. Sic. 3. 62. 6; Corn. ND

Pailler 30 (62,

1995,38-39. 10s Lang, 274 Ramelli), cf. Eisler 1925, 230-231; Jeanmaire 1951, 372, 377

378; Nilsson
1312-1315. (//. 6.135-137): 28 Schol. 11,64,7 29 30 Botrys

1916, 192-193;
In termini Heraclit. in Clem. Al. Alleg. Protr. canzone

1949, 224-225,

1950, 348; Panofsky


anche gli antichi

1964, 34-35; Turcan 1966, 540-541; Chiarlo 1974,


allegoristi la fuga di Dioniso dell'attacco di Licurgo

di vendemmia

interpretavano loe. cit. 35; Corn. 183, 61-65 Marcovich,

cf. Nilsson l'uva veniva

1949, pigiata

224-225; nel tino.

Simon

1962,

1427.

Si veda

anche

AP

che parla Phryn. PS

d'una

bacchica

cantata mentre di Xr\v?q

p 88, 8. II simbolismo del figlio

funerario

ha suggerito Dioniso

interessanti in Nonn. D.

considerazioni 18.7,12,41.

a De Ruyt

1936,169.

? il nome

di Stafylo

che accompagna

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A. I. Jim?nez

San Crist?bal

come l'interpretazione 'sarc?fago' un testo c'? il che del "sotto l?culo" poco probabile questo potesse essere oggetto perch? tipo la possibilit? d'una iscrizione tombale;31 inoltre, egli considerava inverosimile che con ?T|vo? si volesse a un tino dionisiaco collocato nella nicchia sottostante al letto funerario e con funzione fare riferimento credeva di Xr)v?cov, un'iscrizione dubbio A cio? luogo in cui trova posto di tal carattere e di tali misure. di ?,r|vo? come lettura come la ?,r|vo?. Nemmeno in questo In vista di tutte queste difficolt? e conviene, che caso sarebbe stata posta in l?gico mettere le altre proposte.

del sia sparito durante parecchi secoli, ad eccezione romana. nell'et? riapparire imp?riale critico D'altra del sec?lo scorso Ribezzo parte, gi? all'inizio tal valore

controverso

passo

di Frinico,

per

sembra

l'interpretazione differenza della della

tomba, l'interpretazione i casi, si riferirebbe al defunto il fatto che ?T|vo?, in entrambi sepolto in loco. Un tale uso mostra Cuma che locale di sarebbe conforme all'epigrafia epigr?fico esempi paralleli nei quali il nome in un'iscrizione del defunto appare iscritto sul letto funerario o klin?. Ad esempio, incisa sulla faccia in comune interna di alcuni blocchi sec?lo di tufo leggiamo simile molto a.C.32 Un'iscrizione nella vicina e in un'altra Ae|??%apic; Kpixo?oA,ec a quella cumana, sebbene posteriore entrambe (IV-III si datano sec. a.C), al VI ? stata

all'interno

pertanto, riconsiderare alluderebbe ad un presunto oggetto 'sarc?fago', deposto come antroponimo o come denominazione di un iniziato hanno 'sarc?fago'

rinvenuta

necropoli 8V T?l 7lpC0T8lK?UV?l

di Napoli:33

le? ?? ?e^t?v ?ai?vTi 0YOIXQTEI E(\))|Li?p(po\)


evecmv Tocmr|v rnv di ?rjvo? si tratta della prima proposta che risulta antroponimo interpretativa la pi? diffusa -,34 presenta il problema che il nome proprio Arjv?c o Afjvo? non sia a Pompei, stessa Campania, in un'iscrizione datata tra il I a.C. ed il I d.C. in greco. Nella KA?vrjv jit| o'?yev. come L'interpretazione essere anche documentato (e quindi molto

il latino Lenus.35 Invece in alia nostra epigrafe cumana) appare documentato posteriore femminile Ambracia, Afjvoc.36 Per superare questa 1'antroponimo gi? nel IV sec?lo a.C. ? attestato essere un errore invece di si che fosse all'inizio difficolt?, pens? Afjvo? A?voc,37 oppure che dovesse di Arivayopri?,38 inteso come ipocoristico congetture oggi ritenute non pi? valide. Pi? real?stica, invece, sembra nella mete Molpi, incisa che in alcune iscrizioni rinvenute di collegare Xryv?c con Ar|va?o?, un antroponimo la possibilit? in un'epigrafe Per esempio, della legato al culto dionisiaco.39 regione di Olbia appare intimamente dei il padre del presidente del collegio sacerdotale del V sec. a.C. con Arjvoc?o? si denomina E ancora pi? che porta un nome 'dionisiaco'.40 su uno specchio e datata intorno al 500 a.C.:41 interessante risulta un'altra iscrizione di Olbia

31Ribezzol920,82n?8. 32 Gabrici 1913,572ss.,

fig. 211

e 212

rispettivamente;

Dubois

1995,

n? 17a-b.

33 Dubois
KA-e?vTi K^auo?ou

1995, n? 27 (IG XIV n? 788; CIG n? 5835). Si veda anche nella zona di Licia CIG n? 4246, 4250 (f)] u?OT|
? Kai f) 8[e]?i? ?), 4264; cf. Hoffmann 1898,4 n? 4.

Sogliano 1884, 354-355; Roberts 1887, n? 177; Hoffmann 1898, 4 n? 4; Ruesch 1911; Gabrici 1913, 572ss., fig. 213; Landi 1979, n? 11;Arena 1989,17 n? 11. Schwyzer 1923, n? 791; Buck 1955, n? 11; Jeffery 1961 (19902),238,240,n?7; 35 CIL IV 9127.
36 Afjva 37 Sogliano 38 Hoffmann 39 Secondo Arjva?o? derivato SEG sarebbe 17 n? 304, n? 307 dai s. III a.C; Fraser-R?nne coloni con corinti scarsa 1957, 113-114 n? 2, n? 5. Secondo K?hler 1891, 150 l'antroponimo stato portato 1884,354-355 1898,4 Hoffmann da ra n? 4. 1907, Af|vaia e Afjva 1021, Afjvo? e collegato con il mese sarebbero di Anvaicov forme cf. Fick abbreviate 18942,299, del vecchio s.v. Af|vaio?; e fr?quente cf. anche nomine n. 51. atico dal Peloponneso.

34

accoglienza.

40 Dubois
41 Dubois

1996, n? 2 ?iovoao?copo? ? Anvai?.


1996, n? 92.

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Ariiicovaaaa Ar|va?o e?ociKai Ar|va(i)o? At|(i?kX6 e?a?


eiail Demonassa, figlia di Leneo, euai, e Leneo, figlio di Democles, con le cerchie come un oggetto si pu? collegare lo specchio, orfiche42 L'epigrafe suggeriscono e l'espressione nel culto di Bacco,43 simb?lico la testimonianza antica del ?\>a?, grido cultuale,44 pi? ben noto dalle fonti dionisiache ed orfiche fin dall'et? classica.45 ? suggestivo il fatto che in alcune d'et? Alcuni testi letterari 1'antroponimo Ar)va?o? appaia gi? legato al culto dionisiaco.46 come la funzione di di confermano nella tradizione orfica; Dioniso, epiteto Ar|va?o? nei inni cosiddetti orfici.47 cos?, infatti, possiamo leggere che Ariva?o? derivi da Xr\v?q.4S Tuttavia, Dal punto di vista ling??stico non si pu? sostenere il successiva senza dubbio popolare molto diffusa, motivata di Sicilia, per esempio, Diodoro che racconta, della vite e la pigiatura dei grappoli d'uva nei tini (leno?), e per questo iscrizioni antiche

teonimo appare legato al tino in forza di un'etimologia dai vincoli serrati che uniscono Dioniso col vino.49 Dioniso venne insegn? la coltivazione chiamato Leneo.50

delle del nome proprio Ariva?o? procede da ?rjvai, una denominazione 'baccanti', L'etimologia nome mese le feste Lenee di Dioniso,51 il del inven?ale dalla quale derivano anche Ar|vaia: Arjvauov: e sacro il al nel quale hanno luogo queste celebrazioni,52 dedicato dio.53 Tanto Arjvatov: promontorio come son? comune ati?state i bene I testi pi? nella fin derivati dall'et? antica. suoi Xfjva? lingua parole antichi, due frammenti di Eraclito, suggeriscono inoltre uno stretto l?game di vocaboli come ?fjvai o

42 Infatti si trattadel OF 564 nell'edizione dei frammenti orfici di Bernab? 2005. 43West 1983,156-157 (= 1993,167); Seaford 1987,77; Versnel 1990,140; Dubois 1996, n? 92, p. 143ss.; Dettori 1996,
301; Burkert 1998, 396-397; si veda anche Lada-Richards 1999, 34-36. Cf. altri esempi in connessione con l'orfismo:

PGurob 30 (OF 578); PSoc. Ital. 850 (OF 310); Clem. Al. Prot. 2. 17. 2. Per i vincoli di Dioniso
Rapsodie si veda cf. OF 309, anche Tortorelli Ghidini Zamora 358ss.; 1975, orfiche, con specchi, e una pisside una danza bacchica di avorio databile augustea rappresentano uno specchio Titano cf. Simon che offre a Bacco alia presenza dei Cureti, 1962, 1421ss.; 2000, 314-326. al V 1976, in torno Ker?nyi

e lo specchio nelle
Due sec. d.C. rilievi di et? un 66 B; esibisce fig.

265-266,

Volbach 1976, n? 95;West


44 Per Dubois 1996,

1983 (= 1993), fig. 5 (b).


eia? sarebbe un'errore di scrittura al posto di e?a?. Sull'epigrafe cf. anche West 1983, 156 (=

145

1993, 167); Versnel


2005,495-496. 45 esempio: II grido cultuale

1990, 140; Dubois


eva? 1294, e le sue 994;

1996, 143ss.; Dettori 1996, 301; Burkert 1998, 396-397; Jim?nez San Crist?bal
ev?i o e??v son? s.v. ben euhan, documentad s.v. euhoe. in riferimento Per le fonti al culto orfiche di Dioniso, D. ad

varianti E. Bacch.

Aristoph.

Lys.

Th.

141; ThLL con

si veda:

18. 260

(OF 577 I);Harp. Lex. 117 Keaney (OF 577 X); Orph. H. 49. 1, 54. 5, 11. Cf. West
in un'iscrizione anche compare che 591) attesta l'esaltazione 280. 4" Dubois 1996,119 n? 70 cita ilMare anche Nero: esempi e.g. SEG 30, altri svincolati 883 da legami a.C); dionisiaci, IOSPEI2 33 di Perinto comporta (OF 661) indicazioni cf. Wankel rituali per onorare il grido. Sul grido, 1976,1142;

1983, 156-157 (= 1993, 167). Il grido


il dio. Plu. 1982,156; conv. Quaest. Bremmer 671 F (OF 1984,279

Henrichs

prospicente IV a.C). 47 Orph. H. 50 tit, 5; Orph. H. 52, 2, cf. Ricciardelli di Dioniso in ordine alfab?tico anche appare disposti 1302,13. 48 Frisk 19732, s.v. ?flvai; Chantraine 1968,

settentrionale

(ca. 400

provenienti (sec. III-II

dalle a.C);

cita CIRB

situate

nella

zona 16 (s.

1056,1,1.

2000, Leneo,

ad

loc.

cf. Apollod.

In un epigramma (AP 9, 524, 12) con parecchi epiteti n? 244, F 133; Suid. X 457; Zonar. FGrHist. p.

s.v. Xfjvai.

49 Casadio 5^ Diod. Sic.

1999,11-43. 3. 63. 4; cf. Diod. Sic. 4. 5. 1. 5. Si veda anche St. Byz. p. 413,14 s.v. Ariva?o?* ?y v ?iovuaoi) ?v ?ypo??,

?nb xfj? ?tivo?; Suid. a 273 ? Aiovuao?. rcap? xo aeieaBai ?v x i Xr\v(oi. 51 E.g. Aristoph. Ach. 1154-1155; PL Prt. 321 ?; Plu. Fr. 71a, 71b Sandbach; Orph. H. 54. 9; Hsch. ? 1887; Suid. X 456.
In riferimento 52 Noto al certame in gi? testi o agone fin leneo si veda: Aristoph. Op. Dubois SIG3 504; Ach. si veda 1996, 1029 n? 99. (334/3-331/0 1953,37-39. a.C); Schol. in Aristoph. Ach. 202,204; Phot. s.v. 504; Apollod. anche Plu. Hist. Fr. lia. 17 Ariva?o?, Sandbach. cf. Dubois 1996,119. Anvecov ? letterari al 450 da Esiodo, in Olbia: D. Epigr?ficamente

documentato 53 E.g.

in torno

a.C. a.C);

Anva?ov;

Sannyr. Fr. 2 (s. V e 4933; EMs.v. Hsch.

21,10,7;

?fjvaiov.

Cf. Pickard-Cambridge

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110

A. I. Jim?nez

San Crist?bal

e lenai la troviamo anche nel titolo tra baccanti La stessa relazione Xr\v?x?,(u con i culti misterici.54 una e che potrebbe rubrica che risale alio stesso Teocrito, delYIdillio 26 di Teocrito: AHNAI H BAKXAI, e non con nel quale i fedeli erano chiamati culto di Dioniso in questo modo riferirsi ad un particolare nomi comuni.55 E in un frammento di Posidonio ? ancora sin?nimo Afjvai il paragone delle Afjvai con le baccanti e suggeriscono riflettono la relazione tra il verbo ?,r|va'i?co e lo smembramento di Dioniso, mito centrale della teogonia orfica.57 Due glosse di e lenai e dimostrano di Esichio la sfera sem?ntica baccanti pertanto che tale l?game non equiparano Strabone, il vocabolo di Alessandria venne meno si mette nel corso dei in relazione secoli.58 La voce Ar|vi? si traduce come baccante con A,r|vo?, 'tino', secondo quello che gi? nell'antichit?, leggiamo, e inoltre in per esempio, (II?I sec. a.C), un'eco d'iniziati dionisiaci.56 del quale si pu? ritrovare in Alcuni scoli a dei testi di

Clemente

popolarmente e nella Suda59. Eustachio Tutti bacchica

che dei ?rjvai nome comune almeno di Diodoro col cio? Siculo. Senza tino, Arivaiov) Ar|vaia, gi? nell'opera ^rvvo?, di Ribezzo adesso riprendere l'antica interpretazione dimenticare tutti questi dati, possiamo che indico, cumana denomi la possibilit? che l'espressione sebbe ne senza troppo successo, ?r|vo? nell'iscrizione nasse un iniziato, un seguace di un culto bacchico.60 come equi Il nome ?T|vo? sarebbe stato utilizzato valente maschile tal valore in altri

il l?game antico della corroborano questi esempi tanto le nonch? conessioni del termine principale

famiglia

lessicale

con la sfera di ?ijvai suoi derivati (Arjva?o?;,

singolare di baccanti, Xfjvai. Non ci sono esempi paralleli d'un maschile ?T|vo? con un essere ma attenuata tra aile difficolt? conessioni testi, questa grazie pu? frequenti e Arjva?o?, corne ricordato. Pertanto, quello che era in realt? un nome comune, h\v?q, Xr\v?q, afjvai una denominazione ha potuto essere considerato adatta a un fedele di alla dionisiaca, legato religiosit? Dioniso. a Cuma gi? alla fine del VI sec?lo di Ribezzo l'esistenza di culti misterici implicherebbe L'ipotesi una sua se una ha validit? si che un'altra iscrizione che funeraria datata poco a.C, pensa possibilit? zona: di la orfici nella 450 a.C), (ca. prova presenza tempo dopo

xov ?e?axxe-?nivov o\) G?jLit? ?vio?Ga Ke?oGai i ju?


? lecito giacere qui a chi non sia diventato bacco.61 il fatto di manifestare, in nota riflette ehe ha per il defunto Questa l'importanza proprio epigrafe di essere stato iniziato e di av?re adempito gli obblighi del la condizione relazione alla sua sepoltura, una laminetta con l'iscrizione d'oro alcuni dei fedeli orfici portano culto. Ugualmente \i\)cxr\q, Non 'iniziato', condizione per potere d'iniziato, essere identificati dichiara nell'aldil? dai custodi il fedele di av?re accettato e dagli un modello d?i infer?.62 Facendo di vita valere la sua bios, specif ico, Vorph?kos

54 Heraclit. tradizione secondo giochi 2002a, orfica,

Fr.

87 Marcovich cf. Casades?s

(B 1995;

14 D.-K.;

OF 2004, A), molto

587,

656

III); Heraclit. Per

Fr.

50 Marcovich

Betegh anche Plu. Is. et Os. 362 (si veda e a riferimenti di parole celati, etimologici 2003. 105-111 ;Brisson testo 26, Fr. tit., cf. Gow 370, 36, ad loc. 10, 3,

325-348. cf. Sider simili

problem?tica Casades?s 1997, 145-146; 2002, a quelli che si leggono nel PDerveni

l'identificazione

Forse (B 15 D.-K.). tra Ade e Dioniso 104. Eraclito XIII 4-10, fa ricorso

di nel a

cf. Bernab?

55 Theoc. 56 menadi, 57 74. Posid.

cf. Strab. 16, 289. Protr. in Protr.

10. Per

altri esempi

in cui

lenai

designa

il corteo

dionisiaco

d?lie

baccanti

o d?lie

si veda AP Schol.

9, 248; Al.

in Clem. anche

183, 61-65 194,48.

Marcovich,

cf. Bernab?

2002b

con bibliograf?a.

Schol.

in Clem.

Al.

Protr.

199,

Si veda

Schol.

58Hsch. A, 885, A,880.


59 Eust. 60 Ribezzo d'un Corn, ad II. 2. 259,16; Suid. X 459, cf. anche Et. Gen., 1972, Et. Paru., une Et. Gud., niche EMs.v. une Anvo?. inscription r?v?le la pr?sence

1920,

82 n? 8. Si veda

anche

Festugi?re

16 "sous

tombale,

initi? du dieu". 61 Dubois 1995,52 n? 19 (OF 652). Per l'interpretazione orfica, cf. Turcan 1986; Jim?nez San Crist?bal, in stampa.

62 Cos? nella laminetta di Hipponion OF 474 (ca. 400 a.C.) e in altre pi? brevi procedenti da Pella e Aigai (Acaia) OF
496 b-3, di et? ellenistica, cf. Pugliese Carratelli 1993,30-31,2001,65-66; Bernab?-Jim?nez, 2001,211-212.

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Un

iniziato

sotto un t?mulo a Cuma?

Ill

la cui osservanza post mortem.63

divinit?,

con la l'identificazione questa qualit? corne i di culti misterici si deduce da fondamentale per seguaci questi soteriologica in si il ha laminette di laminette orfiche. due Thurii saluta fedele che alcune espressioni d?lie Cos?, sua mentre nella lamina di Hipponion il vero privilegio dei la di alla condizione morte,64 raggiunto 9eo? con sono nominalmente la divinit? alla Dioniso ? di anche devoti: quale quello paragonarsi ?ocK%oi l'attesa Il fedele nel rituale di Bacco orfico Ad Inoltre, il dio, a sua volta, ? ?ocK%ioc, come il suo fedele. ? lo stesso ?ocKxoc, mentre ? fr?quente la caratterizzazione dei sacerdoti con qualificativi propri della il termine vvKxinoXoq, 'che vaga di notte, nottivago', che in Eraclito esempio, chiamati una denominazione caratteristica di Dioniso

gli ha fatto ottenere A livello ling??stico

la qualit?

richiesta

per potere acceder? si manifesta mediante

a uno

stato di beatitudine

Bacco.65

divinit?

principale.

designa gli officianti, designa Dioniso Zagreo in un frammento dei Cretesi di Euripide;66 gli officianti
orfici, in alcune occasioni, con le corna di toro.68 Tenendo vengono ?ouicoXoi,67

le ?rjvai della sfera bacchico-orfica col termine Xr|vo? e la presente i legami che uniscono cumana sec. a.C, non sembra attestata cultuale della del di orfici nell'atmosfera meta V presenza prima di ?,r|vo? abbia finito con lo scegliere un che il defunto per cui fu incisa l'iscrizione illogico congetturare la condizione in modo simboliche tale da rivendicare d'iniziato termine dalle profonde connotazioni giunto esperto a identificarsi scrivesse propio in maniera con Dioniso Leneo. Non credo necessario err?nea Afjvo? invece di Ar)va?o?. al dio nella tradizione pu? fornire pensare che un incisore poco L'alternanza degli epiteti Bock%o?69 e una valida

BaK%io?70 riferiti nella creazione di vocaboli:

prova della flessibilit? e non che designa gli iniziati orfici.71 ?ocK%ioc quello ?ocK%oc femminile caratterizzare le l'esistenza Inoltre, ?ijvai per dell'aggettivo seguaci di Dioniso pu? av?re reso pi? facile la preferenza per un qualificativo maschile corne ?,r|vo? che esprimesse con una maggiore con Bacco. chiarezza a livello formale l'identificazione ? il termine D'altra

indistintamente

di questo iniziato ad una cerchia cultuale orfica simile a parte, la possibile appartenenza testimoniata dall'iscrizione del di ?poca leggermente quella posteriore, pu? anche ???a%%?D|jivoc, trovare una giustificazione nel fatto che la famiglia lessicale di ?fjvai risulta legata alia tradizione orfica in momenti diversi e in molti degli esempi che abbiamo analizzato; cos?, l'antroponimo Leneo in una

delle iscrizioni di Olbia del V sec?lo a.C e negli inni orfici databili probabilmente tra il II ed il III sec.
d.C72 E altrettanto dimensione che collega si pu? dire dei citati frammenti di Eraclito, tradizionalmente ricondotti ad una e ovviamente raccolta dallo scoliasta di Clemente di Alessandria orfica,73 deH'etimologia il verbo alio di smembramento mito centrale delle Dioniso, espressamente ?,r)va??co

quale si veda Pugliese Carratelli 1976,235-248 (= 1990,403-419); Jim?nez San Crist?bal 2005,100-117. 64 OF 4SI Ge?? ?y?voi) ?? avOpamou; OF 488 o??ie Kai uaKapiax?, 0eo? ?' eani ?vxi ?poxoio. 65 OF cf. 414, 16. Si vedano anche le lamine di Pelinna (OF 485-486) nelle quali Dioniso viene chiamato BOck%io?, Ricciardelli 1992,30; Pugliese Carratelli 1993,62-64,2001,114-120; Bernab?-Jim?nez 2001,100.
66 Heraclit. 67 PGurob 68 61-73; S. Fr. Fr. 25, 87 Marcovich; cf. Hordern Taie E. Ba. E. Cret. 2000,139. anche in un crat?re di Thurii, compare rappresentazione et Rom. Io. Plu. Aet. Grae. 299 B. 743; Lyr. 5; cf. Ker?nyi 1976, fig. 114; B?rard 1976, Fr. 472,11 Kannicht (OF 567).

63 Sul

959 Radt. anche

si veda

69 La denominazione di ?aK%oc designa sia Dioniso


l'iniziato (si vedano alcuni esempi ? attestata infra n. 71). nelle laminette di Pelinna 70 La forma Bock%io?

(E. Ba. 623, 1020, Hipp. 560s, IT 164, IA 1061; S. OT 211) sia
(OF 485-486); S. Ant. 154; E. Ba. 67,195,225, 366, 528, 605,

632, 998, 1124, 1145, 1153, 1189, Cyc. 519, 521, Ion 716, 77 953; Antiph. 234 K.-A.; Ar. Ach. 263, Th. 988. Si vedano le varianti Bock^b?oc in S. OT 1105; Hdt 4. 79; e BocKxeuc in S. Ant. 1121. Per i dati epigrafici si veda la discusione su Dioniso
BaKxeu?, Bock%?io? Bock%io? e Boik%o? in Graf 1985,285-291 e il libro recente di Jaccottet 2003, con indici.

71 Heraclit. Fr. 87 Marcovich; E. Cret. Fr. 472, 15Kannicht; PL Phd. 69c (OF 576); laminetta di Hipponion OF 474,
15-16; PI. Phd. 69c.

72 Ricciardelli
73 Heraclit. Fr.

2000, XXXI.
87 Marcovich, cf. n. 54.

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112

A. I. Jim?nez

San Crist?bal

teogonie teogonica

orfiche. orfica

Per ultimo, il termine l'uso come

come ?rjvo?

? stato detto assume

non si de ve dimenticare che nella tradizione all'inizio, un valore simb?lico ne che permette di giustificare specifico che non solo indica parlante locale), ma rimanda anche alia

eziologicamente Possiamo l'esistenza condizione Come

concludere defunto

d'un

sarc?fago. dicendo che ?T|vo? risulta una designazione in altri esempi dell'epigrafia (fatto abituale

d'iniziato,

in alcune

d'un culto orfico, probabilmente laminette orfiche, il defunto non scrive an?nimo f?sico ma che rinunzia come

di chi giace nella tomba del Fondo Corr?ale. il nome proprio perch? questo non ha nessuna al simbolo del vivere mondano dell'anima liberata.74 La e prende similitudine un di

Si tratta d'un morto importanza. nuovo nome non come distintivo

indicazione

il fedele abbia voluto rivendicare anche ?T|vo? col teonimo Ar)va?o? induce a pensare che alla sua morte la propria identificazione col dio. II fatto che sia questa iscrizione sia l'epigrafe funeraria cumana evidenzino la n?cessita avvertita dal defunto iniziato di distinguersi dai non iniziati dopo la morte ? alia credenza che proprio la morte dovuto sicuramente significa per gli iniziati Yincipit della nuova e vera vita. Senza dubbio, un'altra analizzata. buona ragione che giustifica la monumentalit?, l'accuratezza e dell'iscrizione

l'eleganza

Bibliograf?a R. Arena, La documentazione


48.

epigr?fica

antica delle colonie

greche della Magna

Grecia, ASNP

19,1, 1989, 15

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W.

Burkert,

Die

neuen

orphischen

Texte:

Fragmente,

Varianten,

Sitz

im Leben,

in W.

Burkert,

L.

Gemelli

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eub?ennes.

Colonies

ioniennes.

74

Pugliese

Carratelli

1975,230;

Bernab?-Jim?nez

2001,72.

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Un

iniziato

sotto un t?mulo a Cuma?

113

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Jim?nez

San Crist?bal

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Universidad

Complutense

de Madrid

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Isabel

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