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Centro Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea

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LA VOCE DEL CIFR NUMERO 97 SETTEMBRE 2012 Direttore responsabile: Valerio Benelli valerio.benelli@fastwebnet.it Registrazione: Tribunale di Milano n.202 del 1 aprile 1996 Editore: presso il Presidente Onorario Egidio Errani-Via Grattacoppa,293 48020 SAVARNA RA Stampa: Tipografia Vigan di Vigan Stefania & C. Via Don Minzoni,14 - 20865 USMATE VELATE MB In questo numero:
Lettera del Presidente La Posta da Campo per le quattro divisioni della Giuseppe Marchese R.S.I - capitolo 1 Donne prigioniere: dov la loro posta? Maria Marchetti La Regia Nave Puglia La Resistenza Tedesca I nuovi assetti territoriali dopo la Prima Guerra Mondiale: la Repubblica dellAustria tedesca 1944: tempo di sbarchi I falsi della Resistenza Francese (1942/1944). Il fumo fa veramente male Un secolo di storia italiana - 1912 2012 Massimo Santonastaso Giovanni Cuomo Stefano Domenighini pag. pag. pag. pag. pag. Angelo Di Stefano Giovanni Cuomo pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. Gianni Cuomo pag. pag. pag. 1 2 9 13 15 16 20 23 24 28 34 35 43 45 47 48 48

La Resistenza in Francia 1936-1940 Gli anni dei Patti, degli impatti e dei Gianni misfatti Il CIFR in azione Riceviamo e pubblichiamo 85 Reggimento Addestramento Volontari Chieti Chi siamo Convocazione Assemblea Straordinaria

LA VOCE DEL CIFR il notiziario, non in commercio, riservato ai soci del Centro Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea (C.I.F.R.). Gli articoli vanno inviati, in copia, al Presidente Ignazio Lavagna. Non si assumono responsabilit per gli scritti pubblicati che impegnano esclusivamente i loro autori. Il Comitato di Redazione si riserva la facolt di modificare o pubblicare parzialmente gli scritti inviati che, comunque, non verranno restituiti. ammessa la riproduzione degli articoli citando questa rivista.

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Lettera del Presidente


Cari Amici e Consoci sono trascorsi pi di 8 mesi da quando assunsi la presidenza del CIFR e debbo dire che, nonostante le difficolt, la nostra associazione ha continuato a svolgere la propria attivit in modo soddisfacente. Dopo lintensa attivit svolta nel 2011, e la scomparsa del Presidente Pastormerlo, ci si poteva aspettare una fase di stallo ma non stato cos. Lanno 2012 iniziato abbastanza bene, abbiamo preso parte ed organizzato alcune manifestazioni importanti, tra le quali mi piace ricordare quella di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia), la mostra tenutasi nel carcere di Bollate, le mostre di Genova, per il 25 Aprile, la nostra partecipazione alla manifestazione di Spotorno per lanniversario della Repubblica, la recente mostra di Motegridolfo in collaborazione con il museo della Linea dei Goti e col Comune ed infine la partecipazione alla semifinale del Campionato Cadetti di Filatelia, che si svolger a Codroipo, con la collezione del socio Luigi Pirani. La rivista La Voce del CIFR, dopo qualche difficolt ha iniziato un percorso che ha suscitato consensi, sia allinterno della nostra associazione sia dai collezionisti di altri sodalizi ed anche allestero. Di tutto ci va dato merito ai numerosi collaboratori ed in particolare al socio Gianfranco Mazzucco, che col Suo impegno ci assicura un prodotto grafico di indubbio valore. Ci avviamo alla realizzazione della Assemblea Straordinaria, che per rispettare i principi di democrazia, ai quali il nostro sodalizio si ispira dovr aver sede in una localit che consenta al maggior numero di soci di prendervi parte. A fronte di tre opzioni proposte, alla fine si scelto quella pi centrale e con minor costo, quindi la scelta caduta su Bologna. Lassemblea si terr, a Bologna, presso il Cinema Odeon, il 20 ottobre prossimo. I dettagli sono specificati nella pagina della Segreteria. Stiamo procedendo con la definizione del Memorial Pastormerlo e si spera di concludere durante lassemblea. Come vedete gli impegni ed il lavoro non mancano, sono certo che andremo avanti,grazie anche allimpegno di tutti. Ignazio Lavagna

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LA POSTA DA CAMPO PER LE QUATTRO DIVISIONI DELLA R.S.I.


Giuseppe Marchese
CAPITOLO I LA NASCITA DELLE DIVISIONI (Dicembre 1943 - Aprile 1944)

8.9.1943 la data fatidica dellarmistizio e conseguentemente del crollo della struttura militare del centro nord dellItalia e nelle altre zone di occupazione. Il 15 settembre seguente nasce la Repubblica Sociale Italiana e infine il 27 Ottobre vengono sciolte le Regie Forze Armate e vengono nuovamente organizzate le forze armate del nuovo Stato. Ma gi il 29 settembre 1943 in Germania c chi pensa di utilizzare una parte dei militari italiani per la formazione di quattro divisioni cacciatori. 1) Il Fhrer ha ordinato lallestimento di 4 divisioni italiane cacciatori. Queste divisioni saranno composte come le analoghe divisioni tedesche. 2) Per il loro allestimento si considerano in primo luogo unit italiane di buon livello che gi allinizio si sono dichiarate disposte a combattere dalla nostra parte. Queste unit non

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vanno addestrate come unit di sicurezza ma devono essere messe a disposizione del Comando Supremo dellEsercito per lallestimento delle 4 divisioni cacciatori. 3) Prima che possano essere emesse le procedure per lallestimento delle 4 divisioni necessario avere unidea delle truppe e del personale italiano che si possono avere a disposizione. Pertanto il Comando Supremo Ovest. il Comando Supremo Est, il Comando Supremo Sud-Est, il Gruppo di Eserciti B, il Comandante Militare della Francia e il Comandante Militare Sud-Est dovranno comunicare al pi presto il numero dei soldati fedeli allAsse che possono essere utilizzati per la formazione delle 4 divisioni cacciatori. 1 Ma questo progetto di costituire le nuove unit con elementi fedeli allAsse evidentemente non un percorso facile perch presuppone luso di forze armate di un futuro Governo amico. Scartata questa ipotesi il 15 Ottobre viene emanata una nuova direttiva da parte del Comando Supremo dellEsercito tedesco. Il nuovo progetto indirizza il reclutamento verso i militari italiani internati con le seguenti modalit: Il Fhrer ha ordinato la costituzione di formazioni italiane costituita da internati militari. I) ......Bisogna pertanto iniziare lopportuna propaganda tra gli internati militari. Si devono inserire organizzazioni locali fasciste che secondo le esperienze tratte sinora, possono garantire una buona efficacia. Nei campi bisogna selezionare fascisti ed appartenenti alla milizia che siano atti ad effettuare una buona propaganda....... . II Nella scelta degli internati militari che si offrono si deve procedere con criteri molto rigorosi. Internati militari che lascino sospettare atteggiamenti non combattivi vanno scartati. Bisogna scegliere di preferenza: a) internati che abbiano ricevuto decorazioni tedesche appartenenti alla milizia o appartenenti al Corpo di Spedizione italiano in Russia c) appartenenti alle classi giovani. ................................ 2 Ma anche la soluzione di trovare il personale delle costituende divisioni presso gli internati non viene attuata probabilmente perch costoro non vengono ritenuti affidabili e, cosa ancor pi grave per i tedeschi, scarsamente motivati. Alla fine gli incontri tra le Delegazioni italiana e tedesca portano a elaborare un progetto secondo il quale si trarranno dai campi di concentramento tedeschi un primo nucleo di ufficiali e sottufficiali per formare i quadri delle Divisioni (circa 12.000) uomini. Il rimanente personale verr fornito dalla chiamata alle armi di classi giovani In base a nuove discussioni avute con il maresciallo Graziani si stabilito che per la formazione del nuovo esercito italiano si possono impiegare anche militari internati italiani. I) Verr formata una Commissione per la selezione degli ufficiali internati. La Commissione sar composta da personale italiano e tedesco. ........................................ IV) Tutti i volontari italiani che troveranno impiego nei reparti italiani avranno vitto, alloggio e paga come i pari grado tedeschi. 3 Tale direttiva interna allEsercito tedesco viene formalizzata il 16 ottobre con un protocollo di intesa, del seguente tenore: 1) lO.K.W. si impegnava di equipaggiare, armare e addestrare quattro divisioni italiane
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(una alpina e tre di fanteria) in tutto 52.000 uomini con le seguenti modalit: si costituir a Berlino una commissione mista italo tedesca; si recluteranno alcune migliaia di sottufficiali, graduati e soldati anziani volontari, atti al servizio di istruttori. Con tali elementi si costituiranno i nuclei di istruttori in quattro campi di addestramento divisionale messi a disposizione dallO.K.W. I nuclei saranno addestrati da altrettanti nuclei di istruttori tedeschi. Dopo di ci si faranno affluire dallItalia le reclute per completare lorganico divisionale. 2) Il Governo italiano si impegnava di chiamare alle armi le classi 1924, 1925, 1926 e 1927. 3)..................... 4) Il Governo italiano si impegnava inoltre di organizzare circa 30.000 uomini tra artiglieria di montagna, genio e artiglieria contraerei, da porre a disposizione come unit italiane ausiliarie delle forze armate tedesche in Italia, principalmente per la difesa aerea e costiera. 5) Il trattamento delle truppe italiane sarebbe stato in ogni caso identico a quello delle truppe tedesche, ma era inteso che tutto il trattamento era a carico del Governo repubblicano. Tuttavia tale decisione concordata fin per avere risvolti politici negativi per la Repubblica Sociale Italiana accusata di avere lasciato nei lager della Germania migliaia di italiani. Come contro mossa venne teorizzato la proposta al comando tedesco di trarre dai campi di concentramento gli elementi volontari necessari per la riorganizzazione di un certo numero di divisioni. Le forze armate tedesche - proseguono gli storici del regime - si opposero a questo progetto e alla fine dovette essere accettata la proposta germanica, che port al reclutamento degli elementi per come detto sopra. 4 Sembra di capire da un ristretto numero di documenti darchivio che le autorit tedesche proseguirono in forma autonoma i loro piani di armamento dei soldati italiani e poi informarono le autorit della R.S.I. Il 6.11.43 le forme armate germaniche emanano le seguenti direttive: 1) Come nucleo base del nuovo esercito italiano verranno addestrati in Germania 4 divisioni e 10 sezioni di artiglieria (possibilmente da montagna). La formazione avverr come segue: a) Internati militari italiani (possibilmente di classi giovani) che si presentino volontariamente b) Soldati e reparti fedeli allAsse c) Reclute delle classi 1924-26 2).. 3)......................... 4) Verranno formate 3 divisioni sul tipo di una Divisione cacciatori tedesca e una divisione alpina. 5).......................... 6) Per laddestramento sono previste le seguenti localit:

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7) 8) Previsioni per laddestramento.

f) Si addestrano innanzi tutto le 3 divisioni di fanteria tra le quali si sceglier il personale adatto per la 4^ Divisione alpina che verr quindi assegnato a questultima Divisione.5 Tuttavia dovettero sorgere delle difficolt nel reperimento dei quadri e delle reclute presso i campi di concentramento se il 18.1.1944 il Comando Supremo dellEsercito comunicava: 1) Lapprontamento delle 4 divisioni italiane viene effettuato a scaglioni. Con il comandante della Wehrmacht in Italia fu stabilito quanto segue per linvio delle reclute e dei quadri dallItalia:

Biglietto Feldpost spedito l8.12.43 da Feldpost 47017 assegnato al gruppo artiglieria Colloridi. Senza bollo di partenza, porta il briefstempel con la scritta Austellungsstab V del campo di Heuberg dove sar addestrata poi la Divisione Italia. Il mittente indica di essere un artigliere alpino. Se ne deduce che in questo periodo nel campo si effettuava un addestramento preparatorio per istruttori. I l biglietto stato censurato con la censura chimica (tracce nel testo) e con la censura militare (fascetta). La data la pi precoce finora nota.

Malgrado la chiamata alle armi delle classi dal 1923 al 1927 il gettito dei coscritti non fu sufficiente a coprire il fabbisogno militare. Restavano ancora da formare tre divisioni e per trovare gli altri 51.000 uomini si dovette ricorrere alla chiamata alle armi delle classi 1921 e 1922.
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Le fonti di parte (Pisan) parlano di fervore patriottico alla chiamata alle armi, ma si dubita che ci sia stato entusiasmo da parte dei coscritti di partire per la Germania. Tale atteggiamento negativo nel rispondere alla chiamata alle armi trova riscontro nel documento che segue:

Tra laltro la decisione di ritenere disertori di fronte al nemico chi non rispondeva alle armi una esagerazione giuridica tipica di un periodo in cui pi che la legge valeva la forza. Con laffluenza delle classi giovani (1926 e 1927) e anziane (1921 e 1922) si riusc a completare lorganico. La data di approntamento finale delle divisioni fu cos fissata:

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La composizione delle divisioni italiane, come si detto, ricalcava il modello tedesco di una Divisione cacciatori e di una Divisione alpina per la Monte Rosa. Si riporta la composizione delle 4 unit italiane.6 Composizione divisioni di fanteria italiane

Composizione della 4^ divisione alpina

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Nellaprile 1944 la situazione non pienamente soddisfacente e il programma di addestramento slitta per deficienza di organico. Infatti la Divisione Monte Rosa ha 16.000 uomini di organico in luogo degli oltre 18.000 previsti. La Divisione San Marco ha in forza 12.000 uomini in luogo dei 15.400 previsti. Le Divisioni Littorio e Italia hanno in organico solamente i quadri, 3.000 e 3.500 uomini rispettivamente, mentre le reclute che dovevano arrivare allinizio e a fine di marzo non sono ancora stati assegnati. situazione delle forze nellAprile 1994

La progammazione sub in seguito qualche ritardo per cui il periodo di istruzione finale fu il seguente:

1 2 3 4 5 6

Comando Generale dellEsercito. Telegramma del 26.9.43 Bundesarchiv-Militrchiv Fondo R W 5 volume 425/2 Bundesarchiv-Militrchiv Fondo R W 4 volume 508a Bundesarchiv-Militrchiv Fondo R W 4 volume 508 a Giorgio Pisan - Storia delle forze armate della Repubblica Sociale - edizioni Visto Milano 1982. Rapporto del 6.11.43 Bundesarchiv-Militrchiv Fondo R H 31 volume 6 Comando Supremo dellEsercito Berlino 18.1.44 - Bundesarchiv-Militrchiv Fondo R W 5 volume 425. (continua)

Si ringraziano lautore, Giuseppe Marchese, e Ronerto Monticini, direttore de Il Postalista rivista filatelica on line, per aver concesso lautorizzazione alla pubblicazione di questo articolo.

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Donne prigioniere: dov la loro posta?


Maria Marchetti

opo una dozzina di anni che colleziono la posta dei prigionieri di guerra, per me diventato difficile trovare nuovi spazi di ricerca, esplorare strade non ancora battute. Eppure, bastato cambiare per un attimo il modo di guardare la collezione, spostare lo sguardo dal servizio postale alle persone che se ne servirono, per trovare lo spazio per una piccola ma intrigante indagine: che fine ha fatto la posta delle donne internate nei campi durante la II guerra mondiale? Perch cos rara? Restringendo il campo al contesto italiano, le situazioni in cui si verific linternamento di donne nei campi di prigionia furono poche, ma abbastanza significative. Attraverso lesame di alcuni documenti postali cercher di passarle in rassegna e di capire perch cos improbabile imbattersi in una lettera scritta da una donna, mentre non lo altrettando trovarne una diretta ad una donna internata . La prima situazione in cui si presume di trovare posta di donne internate quella relativa alla Gran Bretagna, dove, con la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, trentamila italiani emigrati per lavoro divennero stranieri nemici. Furono internati nei campi nellisola di Man, dove, tra gli altri, vi era anche il Womens Internment Camp. Non per nota posta di donne italiane da esso proveniente, probabilmente ne furono internate assai poche e la loro posta, diretta a congiunti anchessi internati in Gran Bretagna e coinvolti in un successivo trasferimento per mare verso il Canada e lAustralia, non ebbe che scarsissime possibilit di essere conservata. Analoga situazione si verific in Egitto, dove ugualmente esiste un campo delle donne, dal quale non si conosce corrispondenza, mentre discretamente abbondante quella proveniente da campi per civili dove furono internati gli italiani maschi residenti in Egitto. In Etiopia la caduta dellAfrica Orientale Italiana nel corso del 1941 e la restituzione del Paese al Negus provoc linternamento nei campi amministrati dagli inglesi delle donne e dei bambini delle famiglie che vi si erano trasferite, attratte dalla speranza di una vita migliore di quella che conducevano in Italia. Mentre i maschi furono rapidamente trasferiti nei campi dislocati nelle colonie inglesi, linternamento delle donne non fu immediato, tanto che nel mese di dicembre del 1941 molte di loro risultavano ancora nelle loro case in Addis Abeba, come evidente dalla posta ad esse indirizzata. Per le donne ed i bambini, la prigionia ebbe una durata limitata, dettata dalla necessit di allontanarle da Addis Abeba, restituita alla sovranit etiopica nel febbraio del 1942, e di raggrupparle nellattesa del rimpatrio, che avvenne nel giugno del 1942 con le missioni delle navi bianche, patrocinate dalla Croce Rossa. (nota 1) I campi destinati a raccogliere le donne erano a Dire Daua e ad Harar, citt dellEtiopia sulle quali gli inglesi mantennero lamministrazione militare pi a lungo rispetto al resto del territorio. Il numero delle internate e i mesi di internamento sono tali da generare una discreta quantit di posta, infatti non mancano lettere dirette a donne internate nei: campo concentramento donne - campo case francesi - campo concentramento aereoporto, campo evacuati avio, tutti a Dire Daua. E nota pure una lettera diretta ad una donna nel campo di Amaresa, nella zona di Harar. Si tratta sempre di posta diretta alle donne, spediLa Voce del Cifr settembre 2012 9

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fig. 1 Biglietto postale utilizzato dai prigionieri di guerra in India scritto il 17/05/1942 nel campo n. 28 di YOL, diretto al Campo Concentramento donne Aereoporto Dire Daua (A.O.I.). Non essendo stato possibile recapitare il biglietto alla destinataria nel campo di Dire Daua, perch nel frattempo era stata rimpatriata, fu spedito alla Croce Rossa di Roma (timbro circolare rosso), che lo reindirizz al suo nuovo recapito in Italia.

ta dai loro mariti, fidanzati, padri o fratelli che si trovavano in stato di prigionia nei campi del Kenia, del Somaliland, dellIndia. (fig. 1) Il contenuto delle lettere inviate dagli uomini pu essere ben riassunto dalla seguente trascrizione di una parte di quella illustrata nella figura 1: ...Tu come stai? La bambina? Cerco sempre nei giornali un accenno ad una vostra eventuale partenza ma non c mai nulla e nemmeno si preoccupano di farci sapere nulla, n la Croce Rossa n altri.... Spero sempre di ricevere un telegramma che mi comunichi il vostro imbarco. Sarebbe un bel sollievo sapervi in salvo.... Ma la posta spedita dalle donne, dov? In qualit di internate di guerra fruivano delle garanzie della Convenzione di Ginevra del 1929 per i prigionieri di guerra, non vi motivo per pensare che a loro non fosse concesso di scrivere. Eppure, a fronte di una discreta quantit di posta ad esse diretta, conosco una sola lettera spedita da una donna, internata nel campo evacuati di Harar. E un po difficile da spiegare, lunica ipotesi che, trattandosi in maggioranza di posta diretta a congiunti internati anchessi, ebbe poche possibilit di essere conservata, considerate le condizioni di vita nei campi e i frequenti trasferimenti a cui i maschi furono sottoposti. Unaltra ipotesi, che si affianca alla prima senza escluderla, che i maschi abbiano avuto meno cura nel conservare la corrispondenza, essendo la conservazione delle cose legati agli affetti un tratto pi femminile che maschile. Il contesto italiano vide anche la prigionia di donne straniere in Italia, cittadine di Stati con cui il nostro paese era entrato in guerra, donne inglesi in particolare. La busta che presento scritta da una di esse, internata nel campo di Venarotta in prov. di Ascoli Piceno. E affrancata per 2 lire e 50 centesimi, nonostante godesse dellesenzione sia della tariffa ordinaria, in quanto posta di internato civile di guerra, sia della tassa aerea, in virt di uno speciale accordo con la Gran Bretagna, riguardante la posta aerea spedita dalItalia, tanto dai prigionieri britannici, militari o civili, che dai familiari dei prigionieri italiani detenuti in Gran Bretagna. Anche ignorando le esenzioni, sarebbero comunque bastati 2 lire e 25 centesimi, la tariffa in eccesso di 25 centesimi. Da notare la presenza del timbro in cartella posta per internati civili di guerra via Roma Lisbona, un timbro
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Fig. 2 Lettera spedita il 13/04/1943 da Venarotta, diretta a miss. M.B. Jack, in Gran Bretagna. Al centro il timbro in cartella blu Posta Aerea per internati civili di guerra Via Roma Lisbona, sul lato sx il nastro della censura civile inglese e sul retro quello dellUfficio Censura Posta Estera I di Roma. Un ritaglio del retro della busta con lindirizzo della mittente, sig.ra Constance Jack

specifico della posta aerea dei P.O.W. diretta in Gran Bretagna. (fig. 2) Nei campi allestiti in Italia furono internate anche donne ebree, profughe dai paesi occupati dai tedeschi, le quali, fino allArmistizio dell8 settembre 43, trovarono in essi un rifugio ad una persecuzione pi feroce. Anche donne provenienti dalle zone della Jugoslavia occupate dal Regio Esercito furono rinchiuse nei campi italiani, deportate, sia pure in misura assai inferiore ai maschi, nel ten-

Fig. 3 Lettera spedita ad una donna internata nel campo di Servigliano (AP). Esente da affrancatura, porta il timbro circolare nero dellUfficio Censura Posta Estera I di Roma e quello viola con lo stemma sabaudo del comando del campo.

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Fig. 4 Lettera diretta alla prigioniera matricola. 102 Barbara P. nel 370 P.O.W. Camp di Riccione, spedita il 06/08/1946, affrancata 4 lire per il primo porto e 10 lire per il servizio espresso.

tativo di stroncare la resistenza della popolazione. La busta presentata fu sicuramente diretta ad un internata che rientra in uno dei due casi sopradescritti, difficile comprendere se nel primo o nel secondo. Non nemmeno da escludere che si trattasse di una donna che aveva entrambe le caratteristiche. (fig.3). Un altro scenario che vide delle donne italiane finire internate a causa della guerra quello delle ausiliarie della R.S.I. che, in numero limitato, risulta 367, furono rinchiuse dagli Alleati alla fine della guerra. I campi inizialmente loro destinati furono il PWE 339 di San Rossore e il PWE 334 di Scandicci, ma la presenza di internate della RSI rilevabile anche in altri campi, per es. nel R. Civilian Internee Camp di Collescipoli (Terni) e nel 370 POW camp di Riccione. Si tratta di posta rara, poich piccoli furono i numeri, senza distinzione di quantit tra posta spedita dalle donne o posta ricevuta. (fig. 4) Gli scenari fin qui descritti hanno in comune il fatto che le prigioniere fruivano delle garanzie della Convenzione di Ginevra. Esistono altri scenari che videro donne imprigionate a causa della guerra o delloccupazione del territorio, scenari ancor pi tragici di quelli fin qui descritti, basti pensare alle donne ebree rastrellate per essere inviate nei campi di sterminio, alle donne partigiane catturate, oppure alle donne delle zone dellIstria o della Dalmazia imprigionate sia dopo l8 settembre 43, che dopo la fine della guerra. Si tratta di scenari in cui le prigioniere non godevano di alcuna garanzia e solo per le prigioniere ebree stata rintracciata qualche corrispondenza, alle altre piuttosto improbabile che sia stato concesso di scrivere alla famiglia e di spedire attraverso un servizio postale regolare. Pur circoscrivendo lambito della ricerca al periodo delle seconda guerra mondiale e limitandolo allItalia, gli scenari descritti non esauriscono le possibilit di rinvenire documenti postali. Credo che, con pazienza, si possa costruire un piccola collezione, per contribuire a gettare un po di luce su un aspetto, sicuramente secondario, ma non certo insignificante.

Nota 1: dal mese di aprile 1942 al mese di agosto 1943, 4 navi con le insegne della Croce Rossa effettuarono 3 viaggi dallItalia ai porti dellAfrica Orientale e ritorno per rimpatriare 30.000 donne, bambini e invalidi.
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La Regia Nave Puglia


a cura di Stefano Domenighini
mpostato nel 1893 nel cantiere dellarsenale navale di Taranto (su progetto del Gen. Masdea), lAriete Torpediniere Puglia fu varato nel 1898 e completato nel 1901: il 3 giugno inizi la sua attivit con una crociera in Australia e in Estremo Oriente. Fino alla fine del 1912 comp numerose missioni nelle Americhe ed in Estremo Oriente. Rimase in disponibilit fino allo scoppio della Grande Guerra, venendo attrezzato come posamine. Partecip al conflitto mondiale e dallArmistizio fino al 1 giugno 1921 fu destinato a Spalato. Fu radiato nel 1923.

CARATTERISTICHE TECNICHE Dislocamento Dimensioni Apparato motore Velocit Combustibile Autonomia Protezione Armamento Equipaggio normale: 2.358 tonn pieno carico 3.096 tonn. lunghezza: 88,2 (ft.) 83,2 (pp.) mt. larghezza: 12,4 mt. immersione: 5,4 mt. 4 caldaie, 2 motrici alternative, 2 eliche potenza: 7.000 Hp. 17 nodi. 500 tonn. Di carbone. 4.000 miglia a 10 nodi. orizzontale 50 mm. 4 pezzi da 152/32 mm., 6 da 120/40 mm., 8 da 57 mm., 8 da 37 mm., 2 mitragliere e 3 tubi lanciasiluri. 257 uomini.

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Attualmente possibile ammirare al Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera - BS) parte della nave; DAnnunzio volle salvarne il ricordo anche perch ad essa legato un fatto darme accaduto alla fine della Grande Guerra e che grande eco ebbe allora: luccisione del Capitano Tommaso Gulli e del Motorista A. Rossi avvenuta a Spalato nel 1920. Tommaso Gulli (Capitano di Corvetta) Medaglia dOro al Valor Militare alla Memoria Comandante della Regia Nave Puglia a Spalato, avendo avuto notizia che i suoi ufficiali erano assaliti da una folla di dimostranti, si recava prontamente a terra con motoscafo,consciamente esponendosi a sicuro rischio di vita, col solo nobile scopo di proteggere e ritirare i suoi ufficiali. Fatto segno a lancio di bombe e scarica di fucileria, bench ferito a morte, nascondeva con grande serenit di spirito la gravit del suo stato e, con contegno eroico e sangue freddo ammirabile, manteneva lordine e la disciplina fra i suoi subordinati, evitando che nelleccitazione degli animi il MAS con cannone e poi la PUGLIA colle artiglierie usassero rappresaglia. A bordo sottoposto ad urgente operazione chirurgica, moriva poco dopo, fulgido esempio di alte virt militari. Spalato, 11 luglio 1920. Come ben noto le R. Navi erano dotate di ufficio postale di bordo. La Puglia ebbe in dotazione due bolli per la timbratura della corrispondenza del tipo a doppio cerchio con lunette rigate: essi sono abbastanza simili tra loro e differiscono sostanzialmente per la dimensione dei caratteri (pi piccoli nel primo tipo) e per il tipo di fregio presente nella parte inferiore della corona (losanga allungata nel 1 e stelletta nel 2). Il primo tipo venne usato dal 1901, il secondo si conosce usato dal 1908 fino alla seconda met del 1921. Vennero usati anche tre timbri di censura: uno lineare su due righe e due in cartella.

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Cartolina illustrata spedita da Spalato il 5 agosto 1919 per Roma. Impostata a bordo della nave Puglia, venne verificata dal censore e quindi lavorata dallufficio postale di bordo.

Fonti consultate: www.marina.difesa.it; Il servizio postale a bordo delle R. Navi a cura del Ten. Col. O. Pieroni; Il servizio postale della Marina Militare di G.Marchese.

La Resistenza tedesca
Charlotte Eisenbltter (Berlino-Charlottenburg, 7 agosto 1903 Berlino, 25 agosto 1944) stata una antifascista tedesca. Proveniente da una famiglia della classe operaia, divenne un'ottima atleta specializzata nel salto in alto. In seguito aderisce al KPD e, grazie alla possibilit di muoversi dalla Germania per lo sport praticato, nel 1941 porta clandestinamente a Berlino il programma dell'Internazionale Comunista. Precedentemente Charlotte Eisenbltter era divenuta la compagna di Werner Seelenbinder. Per le organizzazioni clandestine che lottavano contro i nazionalsocialisti nei Paesi Bassi era entrato con funzione di coordinatore Alfred Kowalke del KAPD la Eisenbltter gli aveva procurato alloggio segreto ed inoltre, aveva creato le condizioni per un incontro segreto tra Alfred Kowalke e Werner Seelenbinder in modo tale che Kowalke entrasse in contatto con Robert Uhrig. Venne catturata da agenti Gestapo nel 1942 e trucidata nel carcere di Berlino nell'agosto 1944. (da Wikipedia)
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I nuovi assetti territoriali dopo la Prima Guerra Mondiale: la Repubblica dellAustria tedesca
Angelo Di Stefano
on la sconfitta dellAustria - Ungheria nella prima guerra mondiale si svilupparono in Austria forti spinte centrifughe: il Vorarlberg aspirava allannessione alla Svizzera, il Salisburghese chiese di passare alla Germania (che rifiut la proposta), in Tirolo meridionale (fig. 1 e 2) e gli irredentisti premevano per lunione allItalia, la Carinzia era rivendicata dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (fig. 3). Limperatore Carlo I (fig. 4) and in

Fig. 1. Francobollo dAustria del 1916 soprastampato Regno dItalia/Trentino/ 3 nov. 1918

Fig 2. Francobollo dItalia del 1906 soprastampato Venezia Tridentina e nuovo valore in moneta austriaca

Fig. 3. Regno dei Serbi, Croati e Sloveni 1920, emissione regionale per la Slovenia: uomo che spezza le catene e allegoria della libert. Fig. 4. Limperatore Carlo I su un francobollo di posta militare di Bosnia Erzegovina del 1917

esilio con la famiglia sullisola portoghese di Madera, dove morir nel 1922 a soli 35 anni e in Austria venne proclamata la repubblica, che prese il nome di Repubblica dellAustria Tedesca (fig. 5) (Republik Deutschsterreich) (fig. 6 e 7).

Fig. 5. Mappa dellAustria Tedesca


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Fig. 6. 1918, francobolli del 1916-18 soprastampati Deutschsterreich

Fig. 7. 1919: banconota da 20 corone del 1913 soprastampata Deutschsterreich.

Essa si form sui territori di lingua tedesca dellimpero, e includeva i territori dellattuale Austria (escluso il territorio gi ungherese che fu poi chiamato Burgenland), comprendeva formalmente anche il Tirolo meridionale (Welschtirol, corrispondente allattuale Trentino Alto Adige oltre ai comuni di Cortina dAmpezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia che passarono nel 1923 al Veneto, Tarvisio, la Stiria meridionale con la citt di Marburgo, i Sudeti e la citt morava di Jihlava (Iglau), ovvero tutti i territori di lingua tedesca in Cisleithania, sui quali per lAustria Tedesca non pot di fatto mai esercitare la propria amministrazione in quanto vennero occupati e poi annessi ad altri stati successori dellimpero (fig. 8, 9 e 10). Fig. 9. Il 5 novembre 1918 le truppe del Regno dei Serbi, Croati e 1919: il palazzo del Sloveni invasero la Carinzia. La controffensiva austriaca port Parlamento
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Fig. 8. 1919, emissione per lAustria Tedesca: allegorie della nuova repubblica

allarmistizio di Graz il 5 gennaio del 1919 e il successivo trattato di Saint Germain stabil che le sorti della Carinzia sarebbero state decise con un referendum (fig. 11). Questo si tenne il 10 ottobre del 1920 nella cosiddetta zona A, rivendicata dal Regno dei Serbi, Croati e sloveni. Nonostante il 68% della popolazione fosse costituito da Sloveni, il 59% dei votanti opt per la permanenza in Austria. Il 40% quindi degli Sloveni carinziani scelse la continuit storica e territoriale invece che un cambiamento dettato da ragioni etniche e linguistiche. Intanto la conferenza di pace precedente il trattato di Saint Germain del 10 settembre 1919 aveva imposto alla nuova repubblica il semplice nome di

Fig. 10. 1921: cartolina illustrata da Villach per Trieste

Austria, in modo da inibire anche nella forma qualsiasi proposito di anschluss con la Germania, esplicitamente vietato nel trattato stesso. Il nome di Austria Tedesca venne tuttavia mantenuto, anche se il successivo 21 ottobre il governo austriaco ratific il trattato di Saint Germain. Si realizz cos il passaggio dei Sudeti, della citt di Iglau e dellestrema parte settentrionale dellAlta Austria alla Cecoslovacchia, del Tirolo meridionale e di
Fig. 12. Francobollo del Reich del 1941 soprastampato sterreich
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Fig. 11. 1920: valori precedenti soprastampati Krnten Abstimmung (Carinzia- votazioni)

Tarvisio al Regno dItalia e della Stiria meridionale al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. LAustria mantenne istituzioni democratiche fino al 1933, quando il Cancelliere federale Engelbert Dollfuss, seguendo lesempio fascista, sciolse il parlamento. Dollfuss venne assassinato nel 1934 in un attentato nazista, in quanto contrario allannessione dellAustria alla Germania. Il paese venne comunque annesso al Reich nel 1938 e fino alla fine del secondo conflitto mondiale (fig. 12). Segu un periodo di occupazione alleata fino al 1955, quando lo stato divenne nuovamente indipendente.

Campagna di tesseramento 2013


Ordinario 39 - Sostenitore 45 - Benemerito minimo 50
I soci troveranno allegato il bollettino di Conto Corrente Postale N 17609207 intestato a "CIFR- via Gerolamo Ratto ,43/17-16157 GENOVA

oppure a mezzo bonifico Banco Posta IBAN IT05H0760101600000017609207 ricordandosi, in questo caso, di segnalare loperazione di pagamento.
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1944: tempo di sbarchi


Giovanni Cuomo
li sforzi per sconfiggere in Europa, la Germania hitleriana e lImpero giapponese nel Pacifico, si stavano facendo sempre pi insistenti e consistenti, prova ne il gran numero di operazioni anfibie che si svolsero in questo 1944. La pi grande per importanza militare, sociale e politica, fu certamente quella poi definita come il giorno pi lungo: lo sbarco in Normandia, codificato come Operazione Overlord (Sovrano o Signore feudale, Anziano Signore). In Italia, invece, gli Alleati, lanciarono lOperazione Shingle (Targa), sbarcando sulle spiagge di Anzio, il 22 gennaio. Questo sbarco doveva supportare le truppe angloamericane che stavano risalendo lo stivale per giungere in breve tempo alla liberazione di Roma e il conseguente arretramento sempre pi a nord delle forze tedesche. Non fu cos; per parecchi mesi gli Alleati furono impastoiati in una lunga e logorante guerra per poter conquistare la posizione strategica di Cassino, difesa abilmente e con grande eroismo dai diavoli verdi tedeschi: i paracadutisti. Churchill, era un grande sostenitore di Shingle e della Campagna dItalia, mentre i vertici militari alleati, cominciavano a considerare quello italiano un fronte secondario. Era comunque necessario lapertura di un secondo fronte; come ardentemente richiesto dal dittatore comunista Stalin e tutto quindi riconduceva alla Normandia. In pi lo sbarco di Anzio lasci i capi militari alleati col fiato sospeso, tanto da temere un reimbarco, visto la tremenda reazione della Wermacht. Winnie Churchill boll Shingle con una delle sue celebri frasi: Avevo sperato di lanciare sulla spiaggia un gatto selvatico, invece solo una balena arenata! Ora lasciamo la fronte italiana e passiamo dallaltra parte del globo: nel Pacifico. Anche qui il Comando alleato sta studiando e lanciando innumerevoli operazioni di sbarco. Il teatro operativo immenso, in questa incredibile distesa dacqua vi sono migliaia e migliaia di isole, isolotti, atolli tutti a formare arcipelaghi pi o meno strategicamente importanti ed occupati dalle truppe giapponesi. Parecchi di questi lembi di terra saranno conosciuti anche dal grande pubblico, nel dopoguerra saranno immortalati in una vasta letteratura bellica e cinematografica; la gente verr a conoscenza anche di un Corpo del tutto speciale, quello dei Marines la fanteria di marina degli Stati Uniti dAmerica: chi non ha mai fischiettato almeno una volta linno dei Marines, lanci la prima pietra! Il primo arcipelago ad essere interessato ad unoperazione anfibia fu quello delle Isole Marshall. Dopo una minuziosa quanto intensa ricognizione aerofotografica, lAmmiraglio Nimitz e il suo Stato Maggiore, erano pronti a varare e porre in esecuzione i piani operativi per gli sbarchi delle forze americane per occupare le Marshall e sloggiare i nipponici. Questi ulti-

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mi subirono terrificanti bombardamenti aerei e navali che indebolirono e ne scardinarono le difese. Le operazioni, iniziate verso la fine di gennaio 1944 si conclusero con il pieno successo americano verso la fine di febbraio, perfettamente in linea con quanto prog r a m m a t o dallAmmiraglio Nimitz. Su questi territori, di grande valenza strategica per il prosieguo della guerra nel Pacifico, ora sventola la bandiera a stelle e strisce. Inoltre limportante e strategica base navale giapponese di Truk, una vera spina nel fianco degli Alleati, stata finalmente devastata e distrutta rendendola totalmente fuori servizio per sempre. Come Nimitz era impegnato nelle Marshall, MacArthur iniziava la sua offensiva nella Nuova Guinea nel mese di Aprile; bisogna per ricordare che precedentemente, a gennaio, gli americani erano sbarcati nelle Isole dellAmmiragliato. La lotta per la conquista dei territori della Nuova Guinea, fu spietata e dura, lorografia di quelle zone permetteva ai difensori giapponesi azioni di guerriglia assai temibili, comunque anche questa campagna si concluse positivamente per gli Americani. Alla fine di luglio, il generale MacArthur poteva dire daver raggiunto il suo obiettivo: la conquista del litorale nord della Nuova Guinea. A met giugno, una poderosa flotta anfibia americana era in avvicinamento a Saipan; era iniziata loperazione per la conquista delle Isole Marianne e di Palau. Limpresa non fu facile, il nemico si difendeva con tenacia e con bravura, lavanzata dei marines fu alquanto lenta. In cielo in terra e in mare si combatteva disperatamente, tuttavia la vittoria finale si avvicinava. Il 21 giugno, la battaglia per le Marianne si poteva dire vinta e conclusa; inoltre laviazione imbarcata giapponese era da considerarsi annientata. A luglio anche latollo di Guam e di Tinian cadevano in mano americane. A settembre, i marines sbarcavano e conquistavano Peleliu. In questo stesso mese, MacArthur li faceva sbarcare a Morotai (Isole Molucche): questa azione era il naturale proseguimento delloffensiva in Nuova Guinea. Il mirino era adesso puntato sulle Filippine. I Shell return!! (io ritorner!) cos disse e promise ai Filippini, MacArthur prima di abbandonare, per ordini superiori, lisola. La promessa si stava avverando. Il 20 ottobre le
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forze anfibie americane sbarcavano sulle spiagge dellIsola di Leyte. Gli scontri aeronavali e quelli terrestri furono terribili e sanguinosi. Le flotte dei due schieramenti si combattevano con determinazione, furono battaglie aeronavali che entrarono nella leggenda della marineria e dellaviazione. La lotta per la conquista totale delle Filippine si protrarr sino allestate del 1945. Torniamo indietro allinizio di questo 44. Anche in Europa si stanno prospettando degli sbarchi alleati. Il pi celebre, per importanza, organizzazione, strategia, imponenza dellapparato bellico, numero di navi e tutto ci che ne consegue, fu senza dubbio Overlord, ovvero lo sbarco in Normandia. I tedeschi pur sapendo che questo sbarco avverr, furono tratti in inganno da tutta una serie di finte informazioni lasciate opportunamente filtrare dagli Alleati e quindi intercettare dai centri di ascolto germanici, i veri obiettivi dello sbarco furono perci stornati e il nemico si concentr su false localit. Capo supremo fu nominato il generale americano Dwight Ike Eisenhower. Oltre 4300 saranno i mezzi da sbarco che partendo dai porti inglesi dovranno attraversare la Manica. Settecento le navi da guerra. Impressionante la copertura aerea. Ecco, succintamente il quadro di battaglia degli Alleati: XXI Gruppo dArmate (maresciallo B. L. Montgomery) con la 1^ armata americana (generale Omar Bradley) e la 2^ armata inglese (generale Miles Dempsey). In comando alle forze navali lAmmiraglio sir Bertrand Ramsey, mentre le forze aeree sono sotto il comando del maresciallo dellAria sir Trafford L. Leigh- Mallory, mentre quelle strategiche sono comandate dal generale americano Caarl Spaatz. Avversari i tedeschi del Gruppo dArmate B del maresciallo Erwin Rommel, mentre il comando supremo spetta al maresciallo Gerd von Rundstedt. Gli avvenimenti sono fin troppo noti, sembra quindi superfluo ripetere la sequela di eventi iniziati da quando gli Alleati misero piede sulle spiagge della Normandia, i nomi convenzionali di questi lembi di terra diverranno presto famosi: Sword, Gold, Juno, Omaha e Utah. Il via fu dato il 6 giugno 1944: era scattato il DDay. Ci vorr ancora un anno per penetrare nel cuore della Germania nazista, altre tragedie, altri lutti, altre sofferenze, migliaia e migliaia di soldati che la morte render fratelli, eroi, codardi, atei, credenti, giovani nel fiore della vita e anche
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anziani, tutti saranno coinvolti nellenorme pentolone satanico per ballare questo sabba di distruzione. Il 15 agosto viene attuato il piano dinvasione della Francia meridionale, gli Alleati sbarcheranno in Provenza (operazione Anvil e poi Dragoon). Le forze che sbarcheranno appartengono alla 7^ armata franco-americana. La difesa tedesca non rigida, parecchi reparti hanno iniziato il ripiegamento verso nord, facilitando cos la penetrazione degli Alleati. Diverr presto famoso con il suo 2 corpo francese il maresciallo Jean de Lattre de Tassigny: liberatore di Tolone e Marsiglia e di Strasburgo, quando con abile manovra sventer la minaccia di von Rundstedt.

I falsi della Resistenza Francese (1942/1944).


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Il lotto stato aggiudicato a 750 .

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Il fumo fa veramente male


Massimo Santonastaso

uando Cristoforo Colombo e i suoi compagni di avventure, sbarcati in America, videro stupefatti che i nativi aspiravano fumo da un cartoccio di foglie di mais (cicr), contenente delle foglie secche (tabac), ardente ad una estremit, non si resero conto che stavano assistendo alla nascita di una epidemia che avrebbe portato prematuramente alla tomba centinaia di milioni di esseri umani nei secoli successivi. Sarebbe stata questa la vendetta postuma dei nativi delle Americhe del Sud e del Nord che ripagavano, con gli interessi, gli Europei per il crudele genocidio loro inferto. Sembra che il primo vero fumatore europeo fosse un certo Rodrigo de Jerez, imprigionato dallInquisizione spagnola dopo che i suoi familiari lo denunciarono spaventati per aver visto del fumo diabolicamente uscirgli dalle narici e dalla bocca. Nel 1604 re Giacomo I dInghilterra scrisse e fece pubblicare la sua invettiva contro il tabacco in cui, forse antenato degli epidemiologi, descriveva per la prima volta e con cura i danni che il tabacco poteva arrecare alla salute. Allinizio dell800 il sigaro divenne popolare in Inghilterra, ma fu pi tardi soppiantato dalla pi economica sigaretta, cos come avvenne nel resto dEuropa. La regina Vittoria detestava il tabacco, ma appena dopo la sua morte il figlio e successore Edoardo VII, che evidentemente la pensava in maniera ben diversa, fece accomodare i suoi amici in un salone di Buckingham Palace con un sigaro e annunci loro: Signori, potete fumare!. Durante gli anni 30 il regime nazista, ritenendo che le spese da sostenere per le cure da patologie da fumo fossero inutili e gravose per il governo, rivolse la sua attenzione al tabacco, concludendo che rappresentasse la causa pi importante di cancro ai polmoni: il cancro fu dichiarato il primo nemico dello stato e il III Reich svilupp unaggressiva campagna contro il fumo. Inoltre labitudine era considerata negativa per il cittadino ideale della Germania hitleriana: il tabacco fu definito reliquia di uno stile di vita liberale e masturbazione polmonare.Vennero istituiti severi controlli, assieme a restrizioni sulla pubblicit e divieti a fumare in molti luoghi di lavoro, negli uffici governativi, negli ospedali e in seguito anche su tutti i treni ed autobus nelle citt. I nazisti, come si vede, furono tenaci avversari del fumo di sigaretta; peccato che non lo furono altrettanto nei confronti dei gas. Negli Stati Uniti il biologo Raymond Pearl dimostr gli effetti negativi del tabacco gi nel 1938. Dagli anni cinquanta in poi le comunit mediche e i governi condussero campagne per sensibilizzare lopinione pubblica, evidenziando gli effetti negativi di questa abitudine. Negli anni 60 furono introdotte sul mercato sigarette dotate di filtro e con un minor contenuto di nicotina, ma questa iniziativa non incontrava il favore dei consumatori e stent parecchio a riscuotere successo. Nel 1964, a seguito di studi del Surgeon General, che confermavano la possibile dannosit del consumo di sigarette, vennero introdotte leggi che richiedevano la presenza di etichette di avviso sulla loro pericolosit sui prodotti a base di tabacco e ponevano limitazioni alla possibilit di pubblicizzarli. Ma la lotta contro le Ditte (spesso multinazionali) produttrici di sigarette sempre stata molto difficile, arrivando, come nel nostro Paese, allassurdo che addirittura il maggiore o unico imprenditore nazionale del tabacco era (ed ) lo Stato. Lo stesso Stato che si accollava e si accolLa Voce del Cifr settembre 2012 24

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la (con le tasse dei suoi cittadini, fumatori o non fumatori) tutte le spese sanitarie per cercare di riparare i danni provenienti dal fumo del tabacco. Daltra parte il giro daffari legato ai prodotti da fumo ammonta, in Italia, a circa 16 miliardi di euro allanno: una montagna di denaro Fig. 1 - Trittico ripartita tra i produttori cui va circa il 20% del prezzo al dettaglio, lo Stato (al quale fra accise e IVA va oltre il 70%) e lesercente che ne percepisce il 10%. Socialmente il fumo ha rappresentato in passato il simbolo di una vita di lussi e fasti. I media hanno spesso ritratto belle donne ed attori carismatici mentre fumavano, aumentandone cos il fascino. Fenomeno che si scoperto poi essere non del tutto casuale, ma piuttosto una pubblicit indiretta, con divi del cinema pagati dalle aziende del tabacco. Fino agli anni 50-60 del secolo scorso nel nostro Paese (ma non solo) il fumo era riservato esclusivamente al sesso maschile: le donne fumatrici erano identificate come pervertite, di facili costumi e/o arroganti femministe o ricche borghesi assurdamente tese al pieno egualitarismo con laltro sesso. Impugnare la sigaretta e fumarsela era un atto propriamente maschile, anche per la sua simbologia fallica: incominciare a fumare segnava il passaggio allet adulta, come andare alla visita di leva militare, come incominciare a bere alcool o andare al bordello. Questi riti iniziatici venivano consumati in compagnia, alla ricerca della complicit dei molti e della conseguente pubblicit al proprio varcare la soglia del passaggio dalladolescenza allet adulta. Quanto prima detto non patrimonio solo del passato, ma in discreta parte ancora presente oggi. Anche Italo Balbo, celebrato artefice dei voli di massa transatlantici immortalati nei Trittici, i francobolli tra i pi belli della storia filatelica mondiale (fig.1), era un accanito fumatore di sigarette, come si pu vedere in molte fotografie o filmati che lo ritraggono. In una sua foto (fig. 2) lo si vede con limmancabile cicca in bocca; di lui si scopre che usava le sigarette anche con intenti scaramantici. Accendeva una sigaretta prima della partenza con il suo aeromobile (di solito il suo amatissimo idrovolante S.M 55), poi la spegneva e la riponeva nella tasca della giubba. Quando raggiungeva la meta, sceso dallaereo, finiva di fumare il mozzicone, che, qual suo nume tutelare, laveva accompagnato lungo il periglioso viaggio. Ma per altri due eroi della Fig. 2 - Italo Balbo nostra Aeronautica prebellica il fumo risult
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essere dannoso. Umberto Maddalena (fig. 3), partecipante alle Crociere Transatlantiche balbiane e scopritore nellArtide della Tenda rossa, dove i superstiti del Dirigibile Italia del Generale Umberto Nobile, ormai disperati e stremati attendevano soccorsi. Il suo aereo il 19 marzo 1931 esplose in volo nei cieli di Tirrenia, perch Maddalena, essendo un irriducibile fumatore, accese una sigaretta nel velivolo in cui, nella parte inferiore della cabina di guida, era presente un accumulo di vapori infiammabili provocati dalle esalazioni del combustibile. Accanito fumatore, Maddalena non riusciva ad astenersi dal consumare le sue sigarette neppure durante il volo e, con laccensione di un fiammifero, provoc una detonazione per ignizione. Un altro grande nostro aviatore, il Generale Francesco De Pinedo (fig. 4), nel 1927, nel corso della sua Crociera nelle Americhe, mentre era alla fonda con il Fig. 3 - Umberto Maddalena suo Idrovolante (lSM 55 Santa Maria) nel porto del lago di Roosevelt in Arizona il 6 aprile 1927, lo vide distrutto da un incendio scatenato da un inserviente che gett il fiammifero acceso per fumare una sigaretta, nel mare in cui si era riversata la benzina dai serbatoi dellaeromobile. Il fuoco e il fumo videro questi tre aviatori accomunati: Balbo mor il 28 giugno 1940 nellincendio del suo aereo abbattuto ufficialmente da fuoco amico sullaeroporto di Tobruk. Maddalena, come prima detto, mor nel Fig. 4 suo aereo nel 1931 e De Pinedo mor il 3 settembre 1933 precipitando con il suo aereo sovraccarico di benzina, che stava decollando dallaeroporto di New York diretto a Baghdad e che nellurto prese fuoco. Anche la Filatelia, e da molti anni, sta prendendo parte alla lotta contro il fumo. Sono ormai pi di 70 le Nazioni (su 192 che siedono allONU) che hanno emesso francobolli contro labitudine del fumo. Stranamente (ma, a pensarci, forse non stranamente) fino al 2011 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna non hanno partecipato a questa campagna. LItalia,

Fig. 5
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dopo lemissione della serie velatamente pro tabacco (1950: Conferenza Europea del Tabacco) e quindi pro fumo (fig. 5), nel 1982 si schierata tra i Paesi contrari alluso continuativo del fumo di tabacco (fig. 6, 7 e 8). In questi ultimi dieci anni, nel nostro Paese sono stati fatti molti passi in avanti nella lotta al fumo: vedasi i decreti del 2005 di divieto di fumare nei locali e nei mezzi pubblici, con un conseguente calo delle vendite di derivati dal Fig. 6 tabacco del 3,5%. In totale dal 2001 la vendita complessiva ha subito una riduzione di quasi il 10%. Questo dato ha determinato un miglioramento dello stato di salute del nostro popolo. E certo, comunque, che lo sforzo maggiore deve essere compiuto con serie e continue campagne di educazione al non uso dei derivati del tabacco, nei confronti dei nostri giovani (sia nel senso di non iniziare il vizio o nel senso di interromperlo). Fig. 7 Fig. 8

Nel mese di luglio scomparso il nostro Consocio e amico Ermes Bertani, da oltre trentanni membro attivo del nostro Sodalizio. Con i Soci del C.I.F.R. di Reggio Emilia fu instancabile organizzatore di mostre e manifestazioni filateliche volte alla divulgazione degli ideali di libert e solidariet a cui si ispira la nostra Associazione, collaborando anche alla stesura della nostra rivista fin da quando era intitolata Cronaca Viva. Il C.D. ed i soci del C.I.F.R. porgono alla Sig.ra Bertani ed ai familiari le pi sentite condoglianze.
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Un secolo di storia italiana - 1912 - 2012


Giovanni Cuomo

uesta una piccola veloce cronistoria di quello che successe un secolo orsono in questo nostro stivale italiano non ancora totalmente unito, mancano, infatti, regioni come il Trentino, il Sud Tirolo che sar poi chiamato Alto Adige in omaggio allitalianit, Trieste, lIstria e la Dalmazia. LItalia vuole porre radici in quel territorio nordafricano, ove gi la Roma imperiale domin con le sue legioni, questa regione, la Libia, sar anche chiamata Quarta sponda e sullonda emotiva di una canzone che diverr presto celebre Tripoli, bel suol damore cantata dalla bellissima Gea della Garisenda che appariva in scena vestita del solo tricolore, ecco che i nostri soldati iniziano la guerra contro lImpero ottomano padrone da tempo del territorio libico. Nel frattempo, a Torino, i lavoratori del settore automobilistico sono in sciopero, unagitazione che finir in un fallimento. E il 23 febbraio, quando il Parlamento dichiara ufficialmente che: La Camera, con animo riconoscente ed orgoglioso, manda un saluto ed un plauso allEsercito e alla Marina che, segnalandosi nel mondo, mantengono alto lonore dItalia!. Con una larghissima maggioranza, la Camera approva la legge sulla sovranit italiana in Libia. I socialisti con Filippo Turati sono invece assai critici, anche se 13 di essi, approfittando dello scrutinio segreto hanno votato a favore della legge, mandando su tutte le furie Turati e altri dirigenti del partito (a distanza di cento anni mi sembra che le cose negli ambienti politici non siano poi tanto diverse, la politica talvolta proprio un compromesso: do ut des, io ti do tu mi dai.d.r.) Scontro navale nelle acque di Beirut, due navi turche sono affondate dalla Regia Marina ad opera di nave Garibaldi e nave Ferruccio, il comando era affidato al contrammiraglio Thaon De Revel. La Gran Bretagna, teme che il conflitto fra Italia e Turchia diventi un evento incontrollabile e che possa incendiare tutto il Mediterraneo. Gli Inglesi, temendo per i loro interessi, si stanno adoperando con le due nazioni in guerra per evitare lallargamento del conflitto. Nel mese di marzo, gli Italiani effettuano bombardamenti sulle posizioni turche utilizzando i dirigibili. Sbarcano anche due battaglioni di ascari eritrei, le nostre truppe di colore in pi di unoccasione hanno dimostrato lealt e attaccamento allItalia. NellOasi delle Due Palme, nelle vicinanze di Bengasi, infuria una cruenta battaglia. Sono in campo per lItalia fanteria e squadroni di cavalleggeri, alla fine le truppe italiane riescono a sconfiggere quelle turche. I sovrani dItalia presenziano al Pantheon allannuale celebrazione funebre a suffragio di Re Umberto I, mentre si recano al mesto servizio, un giovane anarchico, tale Antonio
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DAlba, attenta alla vita dei sovrani sparando contro la carrozza reale. Fortunatamente non vi sar alcun ferito, lattentatore gi noto alle forze dellordine per precedenti per furto. A Roma viene approvata la legge sul monopolio statale dellassicurazione sulla vita. Lattivit sar gestita dallIna. Nel mese di aprile viene inaugurato il ricostruito campanile di San Marco a Venezia, il precedente era crollato al suolo dieci anni prima. Continuano le operazioni militari in Libia. Vengono sbarcati altri quattro reggimenti di fanteria e uno di bersaglieri. Lutto nellarte: il poeta Giovanni Pascoli muore a Bologna a soli 56 anni, le cause vengono attribuite al bere eccessivo che gli avrebbe procurato un cancro al fegato. Dilaga il movimento futurista, il pittore Umberto Boccioni, pubblica il Manifesto della scultura futurista. Anche se non accaduta in Italia, la tragedia del transatlantico inglese Titanic, che affonda urtando nella notte contro un iceberg al largo di Terranova durante il suo viaggio inaugurale sulla rotta Southampton-New York, lascia esterrefatti il pubblico di tutto il mondo. Sono circa 1600 i morti, su oltre 2300 persone fra passeggeri ed equipaggio; muoiono anche trenta italiani che svolgevano a bordo della nave le mansioni di camerieri. Scomposizione di donne a tavola di Umberto Boccioni; Linee-forza del pugno di Boccioni di Giacomo Balla.

Sempre nellambito del conflitto Italo-turco, truppe italiane comandate dal generale Ameglio sbarcano a Rodi, la bellissima e affascinante isola delle rose nonch la pi estesa di tutte le isole che compongono lArcipelago del Dodecanneso. Sullisola presente un presidio di circa duemila soldati turchi; dopo una certa resistenza, pi che altro formale, i soldati turchi si arrendono. A Roma i politici intanto discutono sulla riforma elettorale, tra i vari temi c anche il compenso che va pagato ai politici (che novit! Anche cento anni dopo la solfa non cambia. n.d.r., I voti si devono pesare e non contare F.Schiller) Lo Statuto Albertino, infatti, decretava allarticolo 50 che: Le funzioni di Senatore e di Deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione od indennit.
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Filippo Tommaso Marinetti pubblica il Manifesto tecnico della letteratura futurista. La Pro Vercelli vince il campionato di calcio. (a destra lemblema del sodalizio calcistico). A giugno, la Camera approva la legge sul suffragio universale, riservato ai soli elettori maschi (le donne sono ancora escluse) che dovranno avere minimo, 21 anni, saper leggere e scrivere ed essere in regola con il servizio militare; lanalfabeta potr votare solo dopo aver compiuto i trenta anni di et presentandosi al seggio elettorale con la scheda elettorale gi pronta ed infilarla in una busta appropriata inventata dal deputato Bertolini. Verr pure decretato che il compenso devoluto ai parlamentari sar di lire seimila annue. In Libia affluiscono nuovi rinforzi per le truppe italiane: sono contingenti cammellati (meharisti) che dovranno compiere missioni ricognitive nel deserto. A ovest di Tripoli, nellOasi di Zanzur gli Ottomani hanno radunato una forza avvicinabile ad una divisione; i soldati italiani attaccano i reparti turchi e dopo pesanti scontri riescono a sconfiggere il nemico; le truppe italiane potevano vantare sul determinante supporto dellartiglieria. Soldato ascaro di fanteria. meharista

Giacomo Balla dipinge Compenetrazione iridescente. Felice Casorati espone alla Biennale di Venezia la sua opera Le signorine . Umberto Saba pubblica Trieste e una donna.

. Francesco Severi pubblica Il principio della conservazione del numero.


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Gino Severini dipinge Geroglifico dinamico del Bal Tabarin


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Giovanni Gentile pubblica Sommario di pedagogia come scienza filosofica.

Viene proiettato il film Quo Vadis? di Enrico Guazzoni, probabilmente il primo kolossal della cinematografia nazionale. Grandi avvenimenti politici in questo luglio 1912: il Parlamento approva listituzione di un nuovo Ministero, quelle delle Colonie. A Reggio Emilia, lastro nascente della politica italiana, tale Benito Mussolini, chiede allassemblea del Partito socialista italiano riunito a Reggio Emilia, lespulsione dal partito della corrente riformista di destra, lassemblea approva la richiesta del futuro duce. Gli espulsi costituiscono il Partito riformista italiano, i pi illustri aderenti sono: Ivanoe Bonomi, Leonida Bissolati e Angiolo Cabrini. Gli Italiani conquistano paesi e territori, i Turchi sono braccati e talvolta si ritirano quasi senza sparare. La Regia Marina con una squadra di cinque torpediniere sotto linsegna del capitano di vascello Enrico Millo, forzano lo stretto dei Dardanelli alla caccia di naviglio nemico. Nel mar Rosso lincrociatore nave Piemonte con la scorta dei cacciatorpedinieri, nave Artigliere e nave Garibaldino distruggono affondandole sette cannoniere turche. Accaniti combattimenti per il possesso di Misurata, citt della Tripolitana. Alla fine i Turchi sono costretti ad arrendersi. LImpero ottomano non ha solo problemi bellici con lItalia, ma anche con altre nazioni balcaniche come la Bulgaria, il Montenegro e lAlbania. Il Re Ferdinando di Bulgaria e il Re Pietro di Serbia ordinano la mobilitazione dei rispettivi eserciti per contrastare le truppe turche.

Le Olimpiadi di Stoccolma vedono gli atleti italiani vincitori di 3 medaglie doro (2 nella ginnastica e una nella scherma) una medaglia dargento e due di bronzo.

Dopo la caduta di Zuara, lultima roccaforte turca in Libia, Italia e Turchia finalmente siedono al tavolo delle trattative di pace. Sede dellincontro Caux, in Francia. Mentre le trattative italo-turche proseguono serrate anche in settembre, nella penisola stiLa Voce del Cifr settembre 2012 31

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valiana impazza la moda per un nuovo tipo di gonna, molto pi aperta sul davanti, attillata e corta. Qualche personalit religiosa insorge contro questa moda, dichiarando che dovrebbe essere vietato laccesso nelle chiese alle donne che indossano un tale capo di abbigliamento. Il Papa Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto 1835-1914 promulga unimportante enciclica la Singulari Quadam, relativa ai sindacati operai in Germania. A Losanna, in ottobre, plenipotenziari italiani sanciscono il definitivo trattato di pace con la Turchia. La sovranit italiana sar operante su Tripolitania e Cirenaica, tale potere sovrano riconosciuta da tutte le potenze europee. Se con lItalia la Sublime Porta ha stipulato un trattato di pace, la stessa ha gravi difficolt nei Balcani, dove il Montenegro le ha dichiarato guerra; la Bulgaria marcia su Adrianopoli; Grecia e Serbia premono per lautonomia della Macedonia. Nel mese di novembre, a Valona viene proclamata lindipendenza dellAlbania; Salonicco strappata dai greci allimpero ottomano. La Turchia, data la situazione disperata del suo ormai fatiscente impero riesce ad ottenere un armistizio di quindici giorni nei Balcani. A dicembre, Benito Mussolini viene nominato direttore del giornale LAvanti! organo di stampa del Partito socialista italiano. A Londra le trattative di pace fra stati balcanici e la Turchia iniziano sotto cattivi auspici; i delegati ottomani dichiarano di non avere in quel momento precise istruzioni da parte del loro governo per intavolare trattative di pace con i greci: in realt sembra un banale tentativo per guadagnare del tempo, comunque notorio latavico odio esistente fra greci e turchi. A Torino, la Fiat rende operativa la prima linea di montaggio nel suo stabilimento.

LItalia politica nel 1912

Il Re dItalia Vittorio Emanuele III - Il presidente del Senato Giuseppe Manfredi Il presidente della Camera Giuseppe Marcora - Il presiden-te del Consiglio e ministro degli Interni Giovanni Giolitti foto non disponibile

Il ministro degli Esteri Antonio Patern -Il ministro di Grazia e giustizia Camillo Finocchiaro Aprile - Il ministro della Marina Amm. Pasquale Leonardi Cattolica Il ministro della Guerra Gen. Paolo Spingardi
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Il ministro del Tesoro Antonio Salandra - Il ministro delle Finanze Luigi Facta - Il ministro dellAgricoltura Francesco Saverio Nitti - Il ministro della Pubblica istruzione Luigi Credaro

Il ministro dei Lavori pubblici Ettore Sacchi - Il ministro delle Poste e telecomunicazioni Teobaldo Calissano - Il presidente di Confindustria Luigi Bonnefon

Lamministratore delegato della Fiat Giovanni Agnelli Il direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini

Il mondo politico nel 1912

Il presidente degli Stati Uniti William Howard Taft - Lo zar di Russia Nicola II Il papa Pio X - Il segretario di stato Vaticano Rafael Merry del Val y Zulueta

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Il presidente della Repubblica popolare cinese Sun Yat-sen - Il Re dInghilterra Giorgio V - Il primo ministro inglese Herbert Henry Asquith - Limperatore austroungarico Francesco Giuseppe foto non disponibile

Il primo ministro austroungarico Karlvon Strgkh -Limperatore della Germania Guglielmo II - Il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann Hollweg - Il presidente della Repubblica francese Armand Fallires .

La Resistenza in Francia
Jean Moulin (Bziers, 20 giugno 1899 Metz, 8 luglio 1943) stato un militare, partigiano e antifascista francese, eroe della Resistenza francese. Nominato prefetto d'Eure-etLoir a Chartres, viene arrestato nel giugno del 1940 dai tedeschi, perch si rifiuta di arrestare dei soldati africani della guardia di finanza francese. Tenta il suicidio, tagliandosi la gola con dei frammenti di vetro, conservando un cicatrice che nasconde sotto una sciarpa. Politicamente schierato a sinistra, revocato dal Regime di Vichy il 2 novembre 1940 e messo in disponibilit. Si installa nella sua casa familiare di Saint-Andiol (Bouches-duRhne) ed entra nella Resistenza francese. Raggiunge Londra nel settembre 1941 sotto il nome di Joseph Jean Mercier e vi incontra Charles de Gaulle, che lo incarica di unificare i movimenti della resistenza. Viene paracadutato nelle Alpi nella notte del 1 gennaio 1942. Usa gli pseudonimi di Rex e di Max. Nel febbraio 1943 ritorna a Londra in compagnia del generale Delestraint, capo dell'Arme Secrte. Riparte il 21 marzo 1943, incaricato di creare il Consiglio Nazionale della Resistenza (CNR), l'equivalente italiano del Comitato di Liberazione Nazionale. La prima riunione si terr a Parigi il 27 maggio 1943. Viene arrestato il 21 giugno 1943 a Caluire-et-Cuire (Rodano), nell'abitazione del dottor Dugoujon, dove stava tenendo una riunione con i principali capi della Resistenza francese. Rinchiuso all'Htel Terminus di Lione, interrogato e torturato da Klaus Barbie, capo della Gestapo, muore nei pressi di Metz, sul treno Parigi-Berlino che lo stava conducendo verso la deportazione in campo di concentramento. (da Wikipedia).
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1936-1940 Gli anni dei Patti, degli impatti e dei misfatti


Gianni
Otto von Bismarck, che fu primo ministro della Prussia dal 1862 al 1890, divenendo poi nel 1867 capo del governo della Confederazione Tedesca del Nord e successivamente nel 1871, con la nascita dell'Impero Tedesco, nominato primo Cancelliere diventando cos il principale e autorevole artefice dell'unificazione della Germania, quindi, personaggio tuttaltro che sprovveduto nonch profondo conoscitore dellintimo umano, soleva dire: Losservanza dei patti tra le grandi nazioni trova il suo limite quando la si sottopone alla prova della lotta per lesistenza. Nessuna grande nazione potr essere indotta a sacrificare la propria esistenza sullaltare della fede nei patti. E strano come talvolta i concetti dei grandi uomini vengano spesso ignorati. Se lItalia o perlomeno i suoi geniali politici di allora si fossero ricordati della massima bismarckiana avrebbero firmato il famoso Patto dAcciaio con la Germania? A loro volta se a Germania, Unione Sovietica e lImpero giapponese sovveniva il medesimo ricordo, avrebbero sottoscritto i rispettivi patti? Vediamo il primo di questi accordi: esso quello che normalmente definito come Patto Anti-Comintern. Esso fu firmato dal Terzo Reich di Hitler e lImpero giapponese. Questa alleanza politica fu firmata il 25 novembre 1936, un anno dopo vi avrebbe aderito anche lItalia fascista, nasceva cos il Ro.Ber.To. ovvero lAsse Roma-Berlino-Tokyo. Lo scopo di questo accordo trilaterale era una cooperazione intesa a difendersi contro il comunismo, quindi scambio dinformazioni e pressioni sullopinione pubblica contro linternazionale Comunista. Laccordo prevedeva azioni antisovietiche nel caso che uno dei paesi membri fosse stato aggredito dallURSS. Ladesione dellItalia, avvenuta il 6 novembre 1937, sarebbe stata la prima fase del cosiddetto Tripartito formalizzato il 26 settembre 1940. Al Patto Anti-Comintern avrebbero aderito anche altri Paesi della sfera nazi-fascista come lUngheria, che avrebbe siglato laccordo il 25 febbraio 1939, quindi fu la volta del Manchukuo (uno stato fantoccio creato dopo il conflitto cino-giapponese del 1932 dallImpero nipponico.) vi aderir anche la Spagna di Franco dopo la conclusione della guerra civile spagnola. Per in mezzo a questo trattato vi era anche quello di non aggressione firmato il 23 agosto 1939 dai ministri degli esteri di Germania e URSS, rispettivamente Joachim von Ribbentrop e Vjaeslav Molotov. Questo patto rese alquanto inoperoso lAnticomintern, addirittura si crearono momenti di crisi fra Germania e Italia, in quanto questultima voleva inviare armi ed equipaggiamenti alla Finlandia che era in stato di guerra contro lURSS mentre la Germania era contraria a questi aiuti e perci creava difficolt agli italiani. Soltanto con lapertura delle ostilit fra Germania e URSS, il patto Anticomintern avrebbe ripreso vigore. Il 25 novembre 1941, quinto anniversario della
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firma, il patto sarebbe stato solennemente celebrato con ladesione di Bulgaria, Croazia, Danimarca (occupata dai tedeschi) Romania e Slovacchia. Il patto avrebbe visto la sua fine al termine della seconda guerra mondiale, quando Germania e Giappone si dichiararono sconfitte dagli Alleati firmando la capitolazione finale. Il 22 maggio 1939 fu siglato quel trattato passato alla storia come il Patto dAcciaio. Questa alleanza fra lItalia fascista e la Germania nazista riporta la firma rispettivamente del Ministro degli Affari Esteri Conte Galeazzo Ciano di Cortellazzo e quella del Cancelliere del Reich Tedesco; Joachim von Ribbentrop. Interessante e curioso quello che si legge nel Preambolo di questo documento: si parla di pace e di mantenimento della pace, quando di l a pochi mesi la Germania invader la Polonia con la complicit dellUnione Sovietica che parteciper con vorace allegria alla spartizione della nazione polacca. Altro punto interessante quellarticolo 5 in cui si dice espressamente che alle parti contraenti assolutamente vietata una pace separata Le Parti contraenti si obbligano fin da ora, nel caso di una guerra condotta insieme, a non concludere armistizi e paci se non di pieno accordo fra loro. Fu questo a scatenare lodio dei gerarchi nazisti contro lItalia dopo che questultima aveva firmato larmistizio con gli Alleati quell8 settembre 1943. Per la verit anche la Germania non rispetter taluni articoli del trattato: ad esempio larticolo 1 testualmente recita: Le Parti contraenti si manterranno permanentemente in contatto allo scopo di intendersi su tutte le questioni relative ai loro interessi comuni o alla situazione generale europea. Sappiamo tutti che Hitler informava Mussolini solamente a cose fatte, quindi disattendendo gli accordi a tal punto che il Duce esclam: Hitler mi informa sempre a cose gi fatte, ora lo ripago della stessa moneta! La moneta fu il tragico conflitto italo - greco. Non entriamo nei dettagli degli altri articoli, sette in tutto, diciamo solo che il Patto dAcciaio aveva una validit decennale e fu firmato a Berlino il 22 maggio 1939, Anno XVII dellEra Fascista. Laccordo era a carattere sia difensivo che offensivo e perci ambedue i contraenti dovevano fornirsi reciprocamente quegli aiuti politici ed economici, se nel panorama internazionale fossero sorte complicazioni che potessero recare danno e nocumento agli interessi vitali delle due nazioni. Naturalmente erano compresi anche sostanziosi aiuti militari in caso di guerra, aiuti militari che la Germania, assai avanzata sul piano degli armamenti, non fu di certo prodiga nei confronti dellalleato; pur non dimenticando che a risolvere il conflitto con la Grecia fu il decisivo intervento delle armi tedesche, cos come lintervento di Rommel e dellAfrika Korps durante la campagna nellAfrica settentrionale. Interessante nel preambolo la citazione e il riconoscimento dellinviolabilit della frontieLa Voce del Cifr settembre 2012 36

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ra al Brennero (i sacri termini che la natura pose a confine: come si diceva durante la Grande Guerra) allItalia veniva anche riconosciuto quello spazio vitale che la Germania simpegnava a rispettare e ad non infrangere. Ovviamente come tutti gli accordi internazionali vi era anche un protocollo segreto in cui veniva rimarcata lalleanza politica, economica, militare e culturale con iniziative complementari. La storia ci ha tramandato che Galeazzo Ciano aveva intravisto dei trabocchetti in questa alleanza ma comunque dovette apporre ugualmente la sua firma; anche noto che attraverso una lettera inviata a Hitler, conosciuta come il memoriale Cavallero ovvero il generale di Stato Maggiore che avrebbe consegnato il messaggio, Mussolini faceva presenta al capo nazista limpreparazione militare dellItalia in quel momento, per arrivare ad un punto bellico soddisfacente, sosteneva Mussolini, sarebbero occorsi ancora due o tre anni. La conferma che patti, alleanze, trattati sono solamente carta da stracciare labbiamo il giorno successivo alla firma del Patto dAcciaio quando Hitler tenne un consiglio di guerra per la pianificazione definitiva dellattacco alla Polonia del 3 settembre prossimo. Non solo di questo attacco alla Polonia, lItalia non era informata, ma neppure dellaltro patto, quello stretto sempre da Ribbentrop con il russo Molotov, il famoso patto di non aggressione, conosciuto anche come accordo Hitler-Stalin. LItalia avrebbe avuto tutte le ragioni di denunciare laccordo, non essendo stata consultata come prevedevano gli accordi e quindi evitare dimbarcarsi in un terribile conflitto, purtroppo Mussolini non era di questo avviso e dopo nove mesi di angustiata e sofferente non belligeranza il 10 giugno 1940, il Duce dal balcone di Piazza Venezia a Roma, annunci lentrata in guerra dellItalia fascista a fianco della Germania nazista, contro le demoplutocrazie europee, Francia e Inghilterra. Abbiamo parlato del Patto Molotov-Ribbentrop, esso era un trattato di non aggressione fra la nazione tedesca e lUnione Sovietica. Laccordo fu firmato a Mosca, il 23 agosto 1939, dal Ministro degli Esteri sovietico Vjaeslav Molotov e dal Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop; in esso venivano definite le rispettive aree di influenza ignorando le libert e i diritti dindipendenza delle altre nazioni; esempio eclatante la vergognosa e ignobile spartizione della Polonia oltre a quelle occupazioni territoriali gi eseguite dalla Germania nei confronti della Cecoslovacchia con laccordo di Monaco del 1938 e lannessione austriaca. Non bisogna dimenticare che tutti questi accordi furono stipulati in virt di quel trattato di pace scaturito a Versailles dopo la conclusione della Grande Guerra 1915-18; un trattato che non diede i risultati sperati, sia per i vincitori ed anche per i vinti e per laffermazione del comunismo in Russia che dovette accettare la perdita di immensi territori, come la Finlandia, lEstonia, la Lituania e la Lettonia che prima della Rivoluzione bolscevica appartenevano allImpero zarista e che ora si erano costituiti in nuovi stati. Questa nuova situazione geografica nacque per lappunto dalla Conferenza di Monaco del 29 settembre 1938, svoltasi fra Hitler, Mussolini, Chamberlain per lInghilterra e Daladier per la Francia, questi ultimi due erano convinti che, accettandone le sue richieste, Hitler poteva essere contento e la minaccia di un conflitto sarebbe stata allontanata definitivaLa Voce del Cifr settembre 2012 37

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mente, infatti, dopo un anno la Germania aggred la Polonia, confermando che la massima di Bismarck era sempre attuale, e secondo le convenienze, applicata. Per la verit bisogna dire che i francesi e gli inglesi cercarono di addivenire a degli accordi con i sovietici per contrapporsi alla sorgente egemonia nazista ma Stalin stava contemporaneamente negoziando anche con i nazisti e in verit nutriva forti sospetti circa le reali intenzioni di Francia e Inghilterra; perci le trattative si risolsero in un fallimento. Il dado ormai era tratto, la guerra era dietro langolo che occhieggiava sbavando famelica pensando gi a quanta bella carne fresca di giovani soldati lavrebbero nutrita.

C una celebre vignetta britannica che raffigura Hitler e Stalin scambiarsi un inchino sopra il cadavere della Polonia, dalla bocca di Hitler esce la frase La feccia della Terra, suppongo? e Stalin replica dicendo: Il sanguinario assassino dei lavoratori, presumo?. Il 28 settembre 1939, la Polonia era ormai distrutta e smembrata; per conservare una sopravvivenza alla popolazione ed una facciata di indipendenza, Estonia, Lettonia e Lituania, dovettero siglare con lUrss un Patto di assistenza e mutua difesa tale trattato permetteva allArmata Rossa Unione dinsediare proprie truppe nei tre stati baltici; quindi un accordo russo-tedesco, riconosceva che la gran parte della Lituania sarebbe stata sottoposta alla sfera dinfluenza germanica. La Finlandia, che avrebbe dovuto anchessa sottoscrivere il patto, lo rifiut, pertanto il 30 novembre fu attaccata dallUnione Sovietica. Fu un conflitto tra Davide (lEsercito finnico) e Golia (lArmata Rossa) ma questo non spavent i finlandesi, perfettamente addestrati e attrezzati per un confronto che avrebbe avuto il suo apice durante linverMaresciallo no infliggendo pesanti perdite alle truppe sovietiche, fu cos che Mannerheim lUrss sospese il confronto, rinunciando alloccupazione dei ter- comandate in capo ritori finlandesi in cambio della regione della Carelia. dellesercito finnico. Giungiamo cos nel giugno 1941, quando la Germania ruppe il trattato con i sovietici dando il via allOperazione Barbarossa. Germania e Unione sovietica erano in guerra. Quasi istantaneamente anche la Finlandia entr in guerra contro i sovietici, in pratica continuando il confronto di due anni prima.
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Vignetta satirica inglese che ironizza su quella strana alleanza fra Hitler e Stalin, entrambi calzano lo stesso stivale, per vogliono andare in direzioni opposte: Hitler indica loriente, mentre Stalin vuole dirigersi verso loccidente.

Vediamo ora quello che fu chiamato Patto Tripartito. Esso fu firmato a Berlino il 27 settembre 1940 dai governi di Germania, Italia e Impero del Giappone, venivano cos stabilite le rispettive aree dinfluenza in Europa (Germania e Italia) e Asia (Giappone). A tale scopo gli articoli 1 e 2 dellaccordo recitano: Art. 1. Il Giappone riconosce e rispetta il compito direttivo dellItalia e della Germania per lo stabilimento di un nuovo ordine in Europa. Art. 2. LItalia e la Germania riconoscono e rispettano il compito direttivo del Giappone nello stabilimento di un nuovo ordine nella pi grande Asia orientale. I restanti quattro articoli prevedono scambi dinformazioni, aiuti di ogni genere, sostegno ad una delle nazioni firmatarie nel caso subisse unaggressione militare, istituzione di commissioni tecniche congiunte, ecc. La durata del Patto sar di dieni anni dalla data della sottoscrizione. Il Trattato termina con la seguente formula: Fatto in triplice copia a Berlino, il 27 giorno di Settembre 1940, 19 anno dellera fascista, corrispondente al 27 giorno del 9 mese del 15 anno dello Showa (il regno dellImperatore Hirohito.) Avendo iniziato questo articolo con la citazione del conte Otto von Bismarck concludiamo con celebri frasi di altrettanti uomini famosi e non solo politici, sono tutte espressioni che ben si adattano al clima politico di quegli anni, per a pensarci bene si adattano e si adatteranno a qualsiasi periodo storico, presente e futuro. La differenza tra i repubblicani e i democratici americani? I primi corrono dietro ai soldi. I secondi dietro a tua sorella. Anonimo
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Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. Quando si dice che si daccordo su una cosa in linea di principio significa che non si ha la minima intenzione di metterla in pratica. Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte. Otto von Bismarck

In politica la stupidit non un difetto. Labilit non serve a molto senza lopportunit. In politica, unassurdit non uno svantaggio. Ogni soldato francese porta nella sua giberna il bastone di maresciallo di Francia.attribuito a Napoleone Bonaparte I Una Costituzione dovrebbe essere breve e oscura. Napoleone Bonaparte I

Quando chi sta in alto maledice la guerra, le cartoline precetto sono gi state compilate La legge fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessit non permette di rispettarla. B. Brecht

Lenin era un erudito come del resto Stalin e Hitler. Mao Tse-tung ha persino composto versi. Cosaltro hanno in comune questi uomini, oltre al fatto di aver compilato liste di prescrizione, pi lunghe di tutte le letture da loro fatte? Joseph Brodsky

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Labilit politica labilit di prevedere quello che accadr domani, la prossima settimana, il prossimo mese e lanno prossimo. E di essere cos abili, pi tardi, da spiegare perch non accaduto. Vorrei dire alla camera quello che ho detto a coloro che sono entrati a far parte di questo governo: non ho nulla da offrire se non il sangue, la fatica, il sudore e le lacrime. Voi mi chiedete qual il nostro scopo? Vi risponder con una sola parola: vittoria, vittoria ad ogni costo, vittoria nonostante il terrore, vittoria, per quanto la strada sia lunga e faticosa; perch senza la vittoria non potremmo sopravvivere. Winston Churchill

Poich un politico non crede mai in quello che dice, quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso. Charles De Gaulle

Le masse sono abbagliate pi facilmente da una grande bugia che da una piccola. Adolf Hitler

Un cretino un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono un partito politico. Franz Kafka

Una volta deciso che la cosa pu e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo. Abraham Lincoln Chi rompe non paga e si siede al governo. Leo Longanesi

Governare far credere. Niccol Machiavelli

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I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole latto di fede. Indro Montanelli

Anche per i pi grandi uomini di stato fare politica vuol dire improvvisare e sperare nella fortuna. Bisogna aver buona memoria per poter mantenere le promesse. Un politico divide lumanit in due classi: strumenti e nemici Il ch significa che ne conosce una sola, la seconda. Friedrich Nietzsche

A proposito di politica... ci sarebbe qualcosa da mangiare? Tot (Principe Antonio de Curtis)

Come possiamo terminare questo articoletto dalle ben modeste pretese? se vero che di ogni cosa, fatto o misfatto si deve trarre un insegnamento e una morale, ebbene questa potrebbe essere la seguente; Ecco, io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono lAlfa e lOmega, il Primo e lUltimo, il Principio e la Fine. (Apocalisse Epilogo 22, 12-13)

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Il CIFR in azione
Si conclusa con un notevole successo la mostra storico-filatelica Da Garibaldi alla Seconda Guerra Mondiale allestita nelle sale Espositive Palace, per ricordare la festa della Repubblica, dal Circolo Filatelico Spotornese, dallUnione Filatelica Ligure con la collaborazione del Comune di Spotorno. La manifestazione si svolta dal 2 giugno al 10 giugno ed stata inaugurata dal Vice Sindaco ed Assessore al turismo, Signor Francesco Riccobene, il quale ha sottolineato il proficuo lavoro svolto dal locale circolo filatelico che ha contribuito e contribuisce al prestigio della cittadina, facendosi divulgatore di cultura, non solo collezionistica. Alla mostra hanno partecipato i seguenti collezionisti: Sandro Bocchino, con una selezione della propria collezione di oggettistica militare e di uniformi, il prof. Giancarlo Michelucci con la collezione In memoria di Garibaldi, unampia rassegna di documenti, oggettistica varia, cartoline depoca e postali che raccontavano la vita e le imprese dell Eroe dei Due Mondi, Claudia Massucco con una collezione sulla Croce Rossa, sulle attivit in pace ed in guerra e soprattutto sulle infermiere volontarie, il prof. Piero Giribone, con la collezione La Resistenza a Savona, un interessante insieme di documenti e materiale filatelico in parte inedito, con un particolare riguardo alle emissioni dei Patrioti della Valle Bormida. Il Cifr era presente con le collezioni di Franco Foroni La donna nella resistenza e Preti ribelli per amore di Libert che sono state apprezzate dai visitatori. Infine Francesco Maggi con la collezione dei Giornali di Trincea una panoramica sulle pubblicazioni dedicate ai militari italiani e stranieri, nella Prima Guerra mondiale, collezione che ulteriormente incrementato con alcune cartoline in franchigia ed altri giornaliinediti..

A Schio, dal 22 Giugno al 1 Luglio, si svolta la 32a Mostra Filatelica e del Collezionismo in concomitanza con la Fiera Franca del Collezionismo. Alla mostra filatelica hanno partecipato soci del CIFR ed amici del nostro sodalizio. Tra i soci: Circolo Filatelico di Falconara, con la collezione Israele; Roberto Gottardi, con Chiese e santuari del Veneto; Eredi Gilberto Binaghi, con Indiani dAmerica; Luigi Mobiglia, con Sovrano Militare ordine di Malta.
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Non ... solo ... francobolli. Questo il titolo scelto per la mostra organizzata dallAssociazione Culturale Collezionistica Ivanhoe Aldrighi , nostra associata, in occasione delle festivit patronali di San Pietro,svoltesi dal 3 al 5 Luglio scorso. La scelta del titolo della manifestazione si rivelata indovinata, visti i collezionisti partecipanti ed i materiali esposti. La mostra ha evidenziato e dimostrato che hobbies e collezionismo significano molte cose,tutte diverse ma al tempo stesso ugualmente interessanti. Lesposizione si apriva con la pittura, con due opere del pittore Matteo Anselmo, per la cartofilia era presente Dino Ravera, con le cartoline depoca, che illustravano levoluzione del paesaggio dai primi del Novecento sino ai giorni nostri. Roberto Frosi presentava una serie di automodelli ed una selezione di oggetti dellartigianato russo. Per i giochi di abilit, alcuni di derivazione africana, esponeva A. Bruzzese,mentre per il Gioco degli Scacchi erano esposte alcune originali scacchiere di Irene Tesini. Non poteva mancare il modellismo navale, con alcuni modelli di imbarcazioni a vela ed a remi, realizzati dai modellisti Muzioli e Malerba. Per il settore delle etichette ed erinnofili, erano esposte alcune antiche etichette di vini tipici, di Tiziana Allara, mentre per il ferromodellismo, il collezionista E. Fabiano presentava una serie di modelli e di impianti ferroviari. Non poteva mancare la parte dedicata alla filatelia, alla quale ha dato il proprio contributo, il nostro Domenico Bignone, che ha presentato una selezione di materiale dedicato alla ricostruzione post bellica dell Italia. La selezione comprendeva le Cartoline del prestito della Ricostruzione, francobolli ed annulli relativi al Piano ERP, agli aiuti dellUNRRA, sino alla costituzione della Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio, per giungere poi alle emissioni per lunificazione europea. Nel complesso stata una bella iniziativa, che ha avuto un buon successo ed una larga affluenza di visitatori, il che fa ben sperare per il futuro. I.L. Alla semifinale del Campionato Cadetti di Filatelia, che si svolger a Codroipo, dal 25 al 28 Ottobre, nella categoria Minicollezioni, parteciper Luigi Pirani, con la collezione La Repubblica dellOssola, di 12 fogli. La collezione stata iscritta come CIFR. Montegridolfo un caposaldo della Linea dei Goti, poi divenuta nota come Linea Gotica; qui, il 31 agosto, gli Alleati attaccano e vincono la forte resistenza tedesca. A ricordo si svolta, il 25 e 26 agosto, una mostra filatelica sul periodo 1943-1945. Alla mostra hanno partecipato i soci Cifr: Egidio Errani con Corpo Polacco in Italia, Corpo Italiano di liberazione e La deportazione; Gastone Benini con Internati Militari Italiani 1943-1945; Franco Napoli con La transizione. Servizio Postale Civile nei territori Italiani dal Regno alla Repubblica (1943-1946); Luigi Pirani con I francobolli del CNL.

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Riceviamo e pubblichiamo
Miei carissimi amici del Cifr, posto che anche noi a Falconara avevamo intenzione dintitolare la nostra associazione ad una nostra ragazzina, appassionata di filatelia, morta di leucemia a 15 anni e proprio nel giorno in cui intendeva festeggiare con le amiche questa importante data. Posto che altri soci avevamo intenzione dintitolare la nostra associazione ad un nostro carissimo amico, lamico di tutti: Davide Santilli, una pietra miliare del nostro circolo. Posto che molti altri hanno inoltrato nel tempo tante richieste perch il nostro sodalizio avesse avuto modo di ricordare un qualche importante nome che nel tempo ha dato lustro alla nostra attivit. Ci detto, non tutte, ma tante figure potevano ben titolare la nostra associazione, ma quale scegliere? Quali logiche seguire? La scelta di per s impone di accreditare qualcuno a scapito di qualchedunaltro. Sarebbe cosa possibile senza turbare le coscienze? In questo caso, senza disturbare lo statuto, e senza fare concessioni alluno anzich allaltro, perch non escogitare il modo di ricordarli tutti? Intitolare premi, incontri, manifestazioni, che si ripetono continuamente nel tempo mi sembra una cosa pi adeguata, forse anche pi giusta e magari meno discriminante. E pi che vero che oggi piangiamo una FIGURA come il nostro amato Gianfranco Pastormerlo, ma nel tempo non ne potremmo avere una simile? La titolazione dellassociazione ad uno solo dei due creerebbe un distinguo in partenza. Altri accorgimenti l ricorderebbero entrambi ed un po sempre! Nella nostra associazione abbiamo anche unaltra difficolt, e non trascurabile: lampiezza. Da un lato si configura come un aspetto positivo: lavere tanti associati ed in ogni dove senza dubbio lobiettivo di qualsiasi sodalizio; ma il rovescio della medaglia sta nel fatto del come fare per interpretarli tutti? Ci sono le riunioni, ma queste hanno il loro valore laddove possono essere partecipate dal maggior numero dei soci, quando costoro sono dispersi in ogni dove, lassemblea diventa un diritto di pochi, ovvero di coloro che sono in condizione, per vicinanza fisica e per ovvi altri motivi di poterla vivere. A mio parere, la logica costruttiva impone di sentire tutte le voci. Ed oggi i mezzi non mancano! Questo mio scritto buttato gi di getto, potrebbe essere meglio articolato e supportato da una pi ampia rappresentazione descrittiva, ma in questo specifico momento mi manca il tempo di farlo, tuttavia queste due scarne righe gi danno unidea dei mio (nostro) punto di vista, meglio ancora sarebbe il poterlo esporre a voce in un eventuale dibattito. Per il momento mi limito a questo esposto volante, ma con lintento di ritornarci sopra in maniera serena, nel frattempo vi abbraccio con laffetto di sempre. Luigi Santini Carissimo Presidente, vengo dal leggere sulla Voce del Cifr il verbale dellAssemblea degli associati tenutasi il 31 marzo 2012 dalla quale risulta la sconcertante ed inusuale proposta di intitolare il sodalizio al compianto ed eterno amico Gianfranco Pastormerlo. Addirittura, leggo, che sar tenuta una prossima riunione assembleare per modificare lo statuto in tal senso. Tu sai quanto ero legato a Gianfranco e cosa ho dovuto passare per agevolarlo nella sua personale conduzione dellassociazione, accentratore qualera, e sono primo tra tutti a richiedere che sia degnamente ricordato, ma non commettiamo lerrore di snaturare il senso ed i contenuti degli scopi dellassociazione a cui, per ideali, abbiamo deciso di appartenere. Tutti sappiamo chi era e che cosa era Gianfranco per il Cifr e cosa ha fatto per esso, e quale perdita sia stata (persona insostituibile per abnegazione e generosit), ma non confondiamo i sentimenti e la stima per luomo con uno strumento e simbolo, quale unassociazione, portatrice di elevati valori morali. Tra laltro, conoscendolo, dubito che, se ancora vivente, avrebbe accettato una
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proposta del genere. Chi nel 1976, quando venne fondato il Cifr, decise di costituirlo ebbe la lungimiranza di realizzare uno strumento giuridico che attraverso la passione collezionistica, nel tempo (e sono passati oltre 35 anni) potessero essere ricordati e tramandati, alle future e successive generazioni, valori quali la libert, la resistenza e la consapevolezza di essere uomini liberi in quanto capaci di vivere liberi in un mondo libero rispettando gli altri. Egidio Errani, unico fondatore ancora vivente, te lo pu confermare. Cos come non si capirebbe perch, ed anchessi ne avrebbero allora pieno diritto, alla morte dei fondatori non si pensato di intitolare il cifr ad ognuno di loro. Spero e confido che la passione e lardore del momento sia superato dalla razionalit e che si torni sui propri passi, valutando degnamente una proposta alternativa, non escluso la tua. In realt quello che si dovrebbe fare a mio avviso da subito per ricordare e celebrare costantemente e degnamente Gianfranco, oltre che garantire continuit alla Voce del Cifr, quello di non disperdere il suo importante lavoro collezionistico, patrimonio del Cifr, assicurandosi che le sue collezioni (con sforzi anche economici da parte del Cifr o di suoi associati), quantomeno quelle pi significative con tematica cara al nostro sodalizio, non si disperdano. Continuare ad esporre le sue raccolte, cos come lui le ha pensate, nelle mostre ed in ogni occasione ci sia possibile, sicuramente lunico modo per portare avanti il suo messaggio in linea con quello dellassociazione filatelica alla quale ha dedicato gran parte del suo tempo, anche, consapevolmente, sottratto al lavoro ed allaffetto dei suoi cari. Luigi Pirani

Ho preso atto della discussione avvenuta in Assemblea per ricordare il nostro ex Presidente Gianfranco Pastormerlo. Ho conosciuto Gianfranco solo in occasione di eventi assembleari o quando entrambi facevamo parte del Consiglio Direttivo e nellultimo periodo, dopo la mia assunzione della responsabilit della rivista e debbo riconoscere in lui molte qualit, soprattutto umane. Non sono daccordo con chi sostiene che Pastormerlo colui che ha fatto di pi per il Cifr. La presenza di soci fondatori ancora fra i nostri iscritti non mi sembra cosa di poco conto e credo sia cosa su cui riflettere. La proposta di modificare la denominazione del CIFR, obiettivo di una prossima Assemblea straordinaria, non mi trova favorevole, sia per lestensione della denominazione (e dellItalia contemporanea) a cui mi opposi anche alcuni anni fa quando venne proposta, sia con linserimento del nome di Gianfranco poich non ritengo sia questo il modo migliore per ricordarlo. Certamente, entrando nella mentalit dei proponenti, una volta inserito il nome della intestazione dellAssociazione, ci si tolti il pensiero e poi si pu anche pensare ad altre mille cose. Altre associazioni consimili, che hanno avuto dirigenti validi che sono scomparsi, non hanno minimamente pensato di modificare la propria ragione sociale aggiungendo il nominativo del dirigente penso al CIFT o allAICPM o allAICAM- ma si sono indirizzati verso soluzioni che hanno ricadute anche nel tessuto associativo. La proposta della Presidenza di un premio filatelico mi trova pi favorevole. Io per avanzo una proposta: non rivolgiamolo al dirigente, o al giornalista che di premi possono averne anche in altre sedi ma rivolgiamolo ai giovani, magari con una sezione riservata in occasione della mostra sociale annuale, con collezioni a un quadro. Secondo me sarebbe il modo migliore per ricordare Gianfranco, avvicinando i giovani alla nostra associazione e alla nostra tematica e forse anche rispettando anche uno dei dettati statutari del nostro sodalizio. Questa la tesi che sosterr in Assemblea e che al momento voglio presentare ai soci. Valerio Benelli

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Gianni Cuomo

Il 123 Reggimento Fanteria Chieti costituito il 1 marzo 1915, alla formazione della Brigata Chieti. Partecipa alla Grande Guerra e il II battaglione del Reggimento ha lonore di entrare in Trento liberata. Smobilitato e sciolto il 1 gennaio 1920. Rinasce dopo 65 anni , nel febbraio 1985, assumendo il nome di 123 Battaglione Fanteria Chieti affidandogli Bandiera e tradizioni del 123 Reggimento. I suoi compiti sono puramente addestrativi. Nel 1992 diviene 123 Battaglione Chieti. Nel settembre 1997 coopera formando il 123 Reggimento Chieti. Dal 2007 inquadra il 57 Battaglione Abruzzi. La Bandiera di guerra decorata di una Croce di Cavaliere dellOrdine Militare dItalia. Motto araldico: Con rinnovato ardor.

Attualmente nel Chieti inquadrato con compiti addestrativi anche il 57 Battaglione Abruzzi. Le Campagne di Guerra: 1866 (Terza Guerra dIndipendenza); nel 1870 (Roma); 1915-18 (Grande Guerra); 1940-43 (Seconda Guerra Mondiale); 1943-45 (Guerra di Liberazione). e ricompense: 1 Ordine Militare dItalia; 3 Medaglie dArgento al V.M. e una croce di Guerra francese con palma. Motto araldico: Nella Bandiera la mia gloria.

Stemma araldico del 57 Battaglione Abruzzi

Mostrine 123 Reggimento Chieti


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Mostrine 57 Battaglione Abruzzi


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CHI SIAMO Il Centro Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea stato fondato nel 1976. Vi aderiscono i collezionisti di francobolli, interi postali, affrancature meccaniche, annulli postali, cartoline maximum e memorabilia riguardanti la storia dal XX secolo ad oggi, in tutte le sue specialit: dalle guerre mondiali alle missioni di pace contemporanee ed agli interventi umanitari. Per lanno in corso ladesione costa 39 euro (socio ordinario), 45 euro (socio sostenitore) oppure con un versamento minimo di 50 euro si diventa socio benemerito. Si ha diritto a ricevere il trimestrale LA VOCE DEL CIFR di 48 pagine con articoli dei soci, oppure tratti da pubblicazioni straniere, ed a partecipare alle Mostre sociali. Per maggiori informazioni contattate la Segreteria / Relazioni esterne i cui recapiti sono indicati nella pagina a fianco, oppure consultate il sito www.cifr.it o scrivete allindirizzo di posta elettronica nestor46@alice.it . I versamenti vanno effettuati sul conto corrente postale 17609207 intestato a CIFR-Via Gerolamo Ratto, 43/17-16157 GENOVA oppure a mezzo bonifico Banco Posta IBAN IT05H0760101600000017609207 ricordandosi, in questo caso, di segnalare loperazione di pagamento. COMUNICAZIONI DELLA SEGRETERIA

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA


L'Assemblea Straordinaria del CIFR convocata per il giorno

20 Ottobre 2012
a Bologna, presso il Cinema Odeon, in via Mascarella 3. L'assemblea si intende convocata in prima convocazione alle ore 8,00 e in seconda convocazione alle ore 10,30. Ordine del Giorno Discussione per eventuale modifica dello Statuto del CIFR Proposta Istituzione "Memorial Pastormerlo" Ricerca di un Nuovo "WebMaster " Si invitano i Soci che si fermeranno per il pranzo a darne comunicazione, per tempo, al Presidente o al Vice Presidente o al Segretario
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C.I.F.R. CENTRO ITALIANO FILATELIA RESISTENZA E STORIA CONTEMPORANEA


Sede: c/o Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE

Presidente Onorario Egidio Errani Via Grattacoppa, 293 48020 Savarna RA Presidente Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE tel. 0106982013 - 3493286055 - nestor46@alice.it Vice Presidente Roberto Marastoni - Via A. Pozzi, 25 - 42042 Fabbrico RE tel. 05221716066 3474186600 - marastoniroberto@libero.it Segreteria/Relazioni Esterne/Eventi Manifestazioni/Servizio novit per soli Soci Giovanni Cuomo Via Brodolini, 3 20834 Nova Milanese MB tel. 036242980 - 3472968081 - giovanni.cuomo@email.it Vincenzo Ferrari - Via Ungaretti, 4 - 20060 Bussero MI tel. 0295039634 3388652030 - vincenzo.ferrari@alice.it Consiglieri Maria Teresa Battizzati - Via Ariberto, 21 - 20123 Milano MI tel. 028361739 - 3402218146 - m.battizzati@gmail.com Stefano Domenighini Via Montello, 54/A - 26013 Crema CR tel. 037380388 - skipper.65@tiscali.it Roberto Gottardi Via del Roccolo, 16 - 20862 Arcore MB tel. 039617946 - 3391679521- roberto.gottardi@libero.it Italo Greppi - Via Ponte, 19/G - 25134 Brescia BS tel. 0302304270 - bitossi41@libero.it Maria Marchetti Via Gazzolo, 62 - 25082 Botticino BS tel. 0302692326 - mar22mar@gmail.com Massimo Santonastaso Via Celante, 110 - 31029 Vittorio Veneto TV tel/fax. 0438550032 -3391853829 - msantonastaso@libero.it Servizio Offerte/Scambio fra Soci Mauro Mirolli Via Garibaldi, 1 15044 Quargnento AL tel. 0131219534 3803588193 - mauromirolli@msn.com Sito internet: www.cifr.it webmaster fabiov@fastwebnet.it

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La Posta Da Campo per le quattro divisioni della R.S.I


Giuseppe Marchese articolo a pagina 2