Sei sulla pagina 1di 52

nuova voce_copertina_1_2.

qxp

Giugno 2015

03/06/2015

15.17

Pagina 1

108

nuova voce_copertina_1_2.qxp

03/06/2015

15.17

Pagina 2

LA VOCE DEL CIFR


NUMERO 108
GIUGNO 2015
Direttore responsabile: Valerio Benelli
valerio.benelli@fastwebnet.it
Registrazione: Tribunale di Milano n.202 del 1 aprile 1996
Editore: presso il Presidente Onorario Egidio Errani - via Grattacoppa, 293
48020 SAVARNA RA
Stampa: Coop. Tipograf s.r.l. corso Viglienzoni 78r - 17100 Savona SV .
In questo numero:
Lettera del Presidente
Albo dOro della Filatelia Italiana;:
Egidio Errani
Leccidio della missione Tellini 1923

pag.

pag.

Alberto Caminiti

pag.

Nuovo spazio ai francobolli C.L.N.

Luigi Pirani

pag.

Addio a Roosevelt
Nino Barberis
La Repubblica Partigiana delle Langhe ed il
Luigi Pirani
servizio postale comunale di Dogliani
Le donne italiane e la Grande Guerra
Massimo Santonastaso

pag.

10

pag.

12

pag.

14

Quando la semplicit diventa eroismo


Giovanni Stefanoni Cuomo
I partigiani e i francobolli della Valle Massimo Santonastaso
Bormida
A la guerre comme a la guerre
Nino Barberis

pag.

20

pag.

23

pag.

31

Papba Sultan
Anche gli angeli possono essere condannati
a morte
1945 - 2015: Il Ricordo
Il Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti
Automobilisti
Iris e Silvio

Gian Franco Mazzucco


Giovanni Stefanoni Cuomo

pag.

33

pag.

34

Rosario DAgata
Giovanni Stefanoni Cuomo

pag.

36

pag.

38

Massimo Santonastaso

pag.

41

Primo caduto italiano nella Grande Guerra

pag.

46

Il CIFR in azione
Appello di Collaborazione e di Amicizia-

pag.
pag.

47
48

LA VOCE DEL CIFR il notiziario, non in commercio, riservato ai soci del Centro
Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea (C.I.F.R.).
Gli articoli vanno inviati, in copia, al Presidente Ignazio Lavagna.
Non si assumono responsabilit per gli scritti pubblicati che impegnano esclusivamente i
loro autori. Il Comitato di Redazione si riserva la facolt di modificare o pubblicare parzialmente gli scritti inviati che, comunque, non verranno restituiti.
ammessa la riproduzione degli articoli citando questa rivista.

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 1

Lettera del Presidente


Cari Amici e Consoci,
sono oltremodo felice di segnalare il prestigioso riconoscimento che stato tributato al
Nostro Presidgiente Onorario, Egidio Errani, che lo scorso 2 maggio, nel corso della manifestazione filatelica di Cesena, ha ricevuto lattestato riguardante lAlbo dOro della
Filatelia Italiana, del quale fa ora parte a tutti gli effetti. E questo un riconoscimento meritato, che fa onore ad Egidio Errani ma anche a tutto il CIFR.
Altra notizia importante quella riguardante il Catalogo Specializzato dei Francobolli del
C.L.N.,che giunto alla stesura definitiva. A questo volume hanno collaborato alcuni
nostri soci,il volume edito dalla Editrice Filatelia Due Torri ed stato curato da Massimo
Orlandini.
Stiamo cercando di stipulare un accordo che permetta ai soci di acquistare il suddetto catalogo, ad un prezzo conveniente.
Per quanto riguarda lattivit di mostre e manifestazioni, siamo nel pieno dellattivit
espositiva,infatti abbiamo realizzato, con gli amici di Morbegno, una mostra sul
Centenario della Prima Guerra Mondiale, a cui far seguito due mostre, una a Lavello
(Lecco) e laltra Zibido San Giacomo (MI).
Con lUnione Filatelica Ligure, continua la collaborazione per la mostra itinerante dedicata al Centenario della Prima Guerra Mondiale, che si cercher di portare in diverse parti
della citt sia nella provincia di Genova. Sempre nellambito di questa collaborazione,
alcuni soci hanno partecipato, il 24 maggio, a Spotorno, alla mostra dedicata ai Caduti
Spotornesi della Prima Guerra Mondiale.
Mentre per quanto riguarda il 70 anniversario della Liberazione, lamico e consocio
Roberto Saccagi, ha realizzato a Rivalta sul Mincio (Mn), una mostra storico-filatelica,
che comprendeva documenti storici, documenti postali e filatelici, oggetti e fotografie, una
realizzazione ottima che ha riscosso notevoli apprezzamenti, un esempio da seguire ed
imitare.
Tra tante notizie positive, un piccolo neo e cio il calo dei soci e la non florida situazione finanziaria, per questo mi permetto di fare un appello ai soci che non hanno ancora
rinnovato la quota annuale, vorrei che ricordassero che il CIFR, non pu contare su
Sponsor di alcun genere ma che la sua forza st nellapporto fattivo e concreto di tutti i
soci.
Il Presidente
Ignazio Lavagna

La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 2

Albo dOro della Filatelia Italiana

Egidio Errani
Durante il palmares, nellambito della cena organizzata per Milanofil dalla
Federazione fra le societ filateliche italiane, stato iscritto, nellAlbo dOro della
Filatelia Italiana, il nostro Presidente Onorario Egidio Errani con le seguenti motivazioni
Collezionista dagli anni Settanta, contagiato dalla passione che voleva instillare
nella figlia, si dedicato soprattutto ai francobolli e alle vicende dei Comitati di
Liberazione Nazionale, grazie anche alla sua attivit, ventenne, di combattente
partigiano per la Patria. Co-fondatore nel 1976 e presidente per un trentennio del
Centro Italiano Filatelia della Resistenza di cui ora Presidente onorario
stato un attivissimo organizzatore filatelico, nonch espositore. Con le sue varie
collezioni ha partecipato sinora a 322 mostre, 98 delle quali organizzate da lui
direttamente, in ogni dove dItalia. Attivissimo anche come scrittore, ha pubblicato assieme a Maurizio Raybaudi il catalogo di riferimento per i francobolli CLN,
nonch numerosi articoli sulla guerra civile spagnola e sulla guerra di liberazione. stato insignito del Gran premio Lucio Manzini a San Daniele del Friuli.
Ancora oggi che let non permette pi una partecipazione attiva come un tempo,
linteresse e la passione per la filatelia costante, partecipe e viva.
La formalizzazione stata fatta il 2 maggio a Cesena.

Il Presidente della
Federazione Societ
Filateliche Italiane,
Piero Macrelli, consegna a
EgidioErrani la medaglia e
il diploma di iscrizione
allAlbo dOro della
Filatelia Italiana.

La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 3

Edmondo
Magnani
Piero Macrelli
Egidio Errani

Massimo
Orlandini
Egidio Errani
Luigi Pirani

Il CIFR non pu che essere felice di questo riconoscimento e ci complimentiamo


con lamico Egidio, siamo anche convinti che tutto ci sia, seppur indirettamente,
un riconoscimento al CIFR ed alla sua attivit.
Ad Multos Annos caro Egidio.

La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 4

Missioni militari italiane allestero

Leccidio della missione Tellini - 1923


Alberto Caminiti

Antefatto.
Il 27 agosto 1923 una nostra Missione militare composta dal Gen. Enrico Tellini, da tre
ufficiali superiori italiani e dallautista-interprete albanese, venne barbaramente trucidata
da (presunti) briganti albanesi lungo la strada che da Giannina andava a Kakavia, in territorio greco, nella localit di Zepi. Tellini era stato prescelto in quanto aveva comandato a
Valona il contingente militare alleato ed aveva precedenti diplomatici quale Addetto militare dAmbasciata (Castelnuovo Garfagnana 1871 Giannina 1923). La missione agiva
in quella zona su incarico ricevuto dalla Conferenza degli Ambasciatori di Parigi (organismo del Consiglio Supremo Alleato), presieduta dall ex Presidente della Repubblica francese Raymond Poincar, col compito di determinare i confini tra Grecia ed Albania.
Ricordiamo che lAlbania si era da poco resa indipendente dall Impero ottomano. Allora
era a capo del governo italiano (dal 31.10.22) Benito Mussolini che reggeva anche (fino
al 1929) linterim del Ministero
degli Esteri. Egli prese immediati
provvedimenti dordine diplomatico e militare. Invi minacciosi
ultimatum al regno di Grecia tramite il nostro Ambasciatore ad
Atene, nonch un rapporto alla
Societ delle Nazioni per riferire
sulleccidio e sulle conseguenti
responsabilit elleniche. Inoltre
diede ordine allAmmiraglio
Emilio Solari ed alla sua
Achille Beltrame illustr su La Domenica del
Corriere Sett. 1923 leccidio e lo sbarco del
nostro contingente doccupazione a Corf

Divisione Navale di cannoneggiare per


rappresaglia la cittadina di Corf (vi furono 10-15 civili uccisi) e di procedere alla
successiva occupazione dellisola greca,
che dur dal 29-8 al 27-9- 1923 (cosiddetto Incidente di Corf). I governi
greco ed albanese si palleggiarono le
responsabilit del massacro, imputandolo
ad un semplice episodio di comune briLa Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 5

gantaggio, senza alcun riferimento politico. Tutto il mondo politico e diplomatico europeo
era per consapevole che tale ipotesi era menzognera, in quanto n dai cadaveri n dallautomobile che li trasportava erano stati rubati borse, documenti o beni personali.

Conseguenze.
Il massacro sarebbe potuto passare sotto minore rilevanza internazionale, ma concorsero
allepoca talune motivazioni politiche che ne ingigantirono la portata. Chiariamo:
Mussolini al suo primo incarico di Primo Ministro voleva dare prova di polso energico e
di piglio sicuro. In pratica Corf rappresent il debutto della politica estera fascista che in
momenti successivi porter alloccupazione dellAlbania stessa, alle campagne coloniali
ed alla famigerata alleanza con Hitler.
Complessi e contrapposti interessi internazionali, in un contesto di forti tensioni diplomatiche, premevano sui Balcani. La Gran Bretagna e la Francia soffiavano sul fuoco onde
ridurre linfluenza italiana in quellarea. LInghilterra in particolare era da sempre la
tutrice del regno di Grecia e voleva una Grande Grecia ampliata con nuovi territori
tolti al vinto Impero ottomano ed alla Bulgaria.
La repubblica dAlbania, vaso di coccio fra tanti pesanti di metallo, non gradiva loperato italiano nel regolamento dei propri confini, considerandolo a priori una diminutio di
prestigio ( avrebbe voluto trattare direttamente con la Grecia ).
Tutte queste componenti, sotterranee o apertamente dichiarate, portarono per qualche
giorno ad una crisi militare di pi ampia portata, ossia al rischio di una guerra tra Italia e
Grecia. Subentrarono poi fortunatamente gli energici interventi di organismi internazionali
(Poincar su tutti) che gettarono acqua sul fuoco e fecero pressione sulla recalcitrante
Atene ed infine si giunse ad un accomodamento che salvava le contrapposte onorabilit.
La Grecia vers la rilevante ( per quei tempi ) somma di 50 milioni di lire-oro su una
Banca svizzera a favore del Governo italiano quale risarcimento per leccidio subito ed il
12 settembre dello stesso anno la Conferenza
degli Ambasciatori stabiliva le modalit per una
solenne cerimonia funebre in onore delle vittime
delleccidio che si sarebbe svolta a spese della
Grecia al Falero alla presenza di autorit dalto
rango alleate, italiane ed elleniche. Ricordiamo
che il Falero uno dei due porti di Atene, ad 8
km. dalla capitale (il Pireo laltro porto). Cos di
fatto avvenne. La Regia Marina, imbarcati i distaccamenti doccupazione (5.000 uomini) evacu
Aprile 1907: il panfilo reale con V.E.III e
lisola di Corf il 27.9.1923.
La Villa dell Achilleion a Corf era il palazzo la Regina Elena entra nel porto del
estivo imperiale degli Asburgo e lImperatrice Falero in visita ufficiale al Re di Grecia
Sissi vi passava regolarmente le sue vacanze.
La popolarit di Sissi era talmente vasta in
Europa che tutti i turisti in visita a Corf facevano la coda per visitare gli splendidi giardini di tale palazzo.
La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 6

Postcard greca depoca con vista


del Giardino dellAchilleion di
Corf (vedi sotto)

Vi fu un ulteriore addentellato
diplomatico, sconosciuto ai pi:
la Societ delle Nazioni volle che
dallepisodio si traesse una
norma giuridica dordine internazionale ed insedi nel 1924 un
Comitato di giuristi di varie
nazionalit col compito di decidere su quando uno Stato sia
giuridicamente responsabile di
un evento tragico e dannoso subto da cittadini stranieri sul proprio territorio. Gli esperti fissarono un principio legale ancor
oggi valido ed inglobato nella
Carta dellONU. E il seguente:
uno Stato giuridicamente responsabile per danni a beni o persone straniere verificatisi

Il colonnato dell Achilleion a Corf (cartolina illustrata 1914 viaggiata).


La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 7

Fig.6 - Monumento ai Caduti per la Libert , a Corf (Cartolina illustrata nuova 1920).

sul proprio territorio, solo se NON ha


preso tutte le pi appropriate disposizioni in vista della prevenzione di
quel crimine.
Una cosa purtroppo dispiacque allopinione pubblica italiana del tempo
(fascista o no): i veri responsabili (la
matrice poteva essere indifferentemente greca od albanese) non furono
mai trovati n catturati. A Tellini ed
agli altri suoi compagni di missione
italiani caduti sul campo, purtroppo,
non venne mai resa giustizia!
Bibliografia: Andrea Giannasi:
Leccidio Tellini (Ed. ProspettiveCivitavecchia 1988)
Sitografia:
w w w. i t . w i k i p e d i a . o r g / w i k i /
www.encarta.msn.com/encyclopedia
www.storiacontemporanea.ilcannocchiale.it/ www.europaorientale.net/
www.prassi.cnr.it/

La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.18

Pagina 8

Nuovo spazio ai francobolli C.L.N.


Luigi Pirani
Ad oltre trentanni dalla pubblicazione di un catalogo prioritariamente dedicato ai francobolli dei C.L.N., in occasione del 70 della Liberazione dellItalia dal giogo Nazi-fascista,
a Veronafil di fine maggio uscir liniziativa editoriale di Massimo Orlandini dal titolo
Catalogo Specializzato sui Francobolli dei C.L.N.. Lopera, di ben oltre 300 pagine,
stata realizzata con il Patrocinio del C.I.F.R. ed in collaborazione con la Redazione della
Voce del C.I.F.R. ed ha interessato e coinvolto sia collezionisti specializzati in quella
tematica, sia commercianti e sia periti del settore. Gi a Milanofil nellaprile di questanno il progetto editoriale era stato presentato in una sua forma embrionale attraverso la consultazione di una primissima bozza del catalogo, e con sorpresa, ha riscosso linteresse di
molti e la disponibilit di tanti a fornire notizie, documenti ed informazioni. In particolare, a riguardo, stata segnalata dallautore la particolare collaborazione fornita dal perito
della provincia di Brescia Giorgio Bifani e lopinione storico filatelica di Fabio
Vaccarezza, che apre il volume, con la sua personale e, nel contempo, entusiasmante
modalit di vivere il mondo della filatelia e di fare collezionismo. Entrando nel merito e
nellimpostazione del catalogo, nonch nella rappresentazione delle diverse emissioni si
nota la presenza di una prima suddivisione tra emissioni documentate e/o decretate ed
emissioni non documentate, con abbondante spazio dedicato anche a queste ultime. Poi in
relazione a quelle documentate si osserva che stata operata una successiva suddivisione
tra emissioni precedenti, concomitanti e successive alla liberazione al fine di ordinarle e
raggrupparle non solo per lettera dellalfabeto, ma bens per periodo storico. Infine a differenza dei lavori specializzati che lhanno preceduto, il catalogo riporta allinizio di ogni
emissioni decretata i documenti che le riguardano e ci per calare lemissione sin da subito nel proprio contesto anche storico. Il catalogo si presenta quindi ricco di iniziative e di
informazioni nuove o conosciute da pochi, a dimostrazione che lopera ha altres finalit
di tipo divulgativo sullargomento, oltre a non essere, tra laltro, parco di immagini e
riproduzioni.
Novit costituiscono, inoltre, linserimento dellemissione di Ravenna tra i francobolli dei
C.L.N. decretati, e la giusta collocazione dellemissione di Mantova tra le emissioni locali post liberazione approvate dalle autorit alleate che operavano localmente, a conferma
di eventuali permessi rilasciati dai prefetti, e disconosciute successivamente dal Ministero
delle Poste. Il catalogo quindi dedica un interessante capitoletto allemissione PSI
Mantova, allemissione IV Centenario del Concilio di Trento, allemissione del Congresso
filatelico di Venezia, tutte dellautunno 1945, oltre alla mancata emissione dei francobolli in occasione della Mostra di Milano del 1946, organizzata con il patrocinio del CLN di
quella citt, sulla Resistenza.
Sono riportate altres, in uno spazio specifico, informazioni ed illustrazioni di novit connesse al recente ritrovamento di un importante archivio storico-filatelico sullemissione
della Valle Bormida. Lautore nella prefazione cita testualmente: Sono consapevole che
non sar un lavoro esaustivo, e che si dovr mettere nuovamente mano per migliorarlo ed
implementarlo, spero di poterlo fare in futuro con il contributo di tanti altri e non solo di
La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 9

quelli che ad oggi lo hanno gi fatto, a dimostrazione del fatto che lopera realizzata
avr ancora bisogno di essere perfezionata e con limpegno morale dellautore di migliorare nel tempo il suo lavoro, con il contributo di quanti lo vorranno aiutare, atteso che gli
argomenti trattati, non essendo mai stati approfonditi negli anni, riservano ancora oggi
liete ed interessanti sorprese, oltre a continue nuove ed emozionanti scoperte.
In linea con lobiettivo quindi di ricercare ulteriore collaborazione ed informazioni dai
collezionisti e da tutti coloro che avranno modo di consultare e vedere il catalogo, sono
stati inseriti anche documenti non postali di posta partigiana interna consegnati a mani
o con staffette e notizie e riproduzioni di missive sottratte dai partigiani e recuperate dalla
X Mas operante allepoca, in particolare alla fine del 1944, nel Triveneto.
Infine il catalogo si dedica alle emissioni locali e di recapito non approfondendo pi di
tanto i relativi ambiti, rinviando ad una futura edizione eventuali arricchimenti anche di
documenti postali.
Da ultimo, ma non meno importante, si segnala: - che lopera stata dedicata a ricordo del
compianto Gianfranco Pastormerlo, gi presidente del C.I.F.R., prematuramente scomparso alcuni anni fa, collezionista del settore e profondo sostenitore circa la necessit di divulgare e far conoscere queste emissioni, - che stato riservato degno spazio alla notizia delliscrizione di Egidio Errani, presidente onorario del sodalizio sulla resistenza, nellAlbo
doro della filatelia, lo stesso riconoscimento che alcuni anni fa, allorch
ne era ancora presidente in piene
funzioni, venne attribuito anche al
C.I.F.R. e - che stato celebrato limportante contributo che Flavio
Pistarino ha fornito alla filatelia ed
alle emissioni patriottiche in questi
ultimi anni con il suo ricordo e la sua
esperienza di vita vissuta in quel
della Valle Bormida allepoca dellemissione dei francobolli dei C.L.N.
di quelle localit dellalessandrino.
Non resta quindi che invitare tutti
coloro che fossero interessati o incuriositi a sfogliarlo per assaporare,
pagina dopo pagina, documento
dopo documento, informazione dopo
informazione, quanto la filatelia pu
ancora riservare per chi amante e/o
alla costante ricerca di novit o di
temi ancora in parte inesplorati, unitamente ad un po di storia del nostro
paese, non sempre a fondo conosciuta, che perch no, anche in filatelia,
per chi colleziona francobolli, non Copertina del catalogo sui francobolli dei C.L.N.
di Massimo Orlandini
dovrebbe guastare mai
La Voce del Cifr giugno 2015

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 10

Addio a Roosevelt
Nino Barberis

La prossima primavera saremo seppelliti da emissioni celebrative del termine del 2 conflitto mondiale. Lopportunit troppo ghiotta per lasciarsela scappare: nelle consulte di
tutto il mondo, cio dove si spremono le meningi per trovare una motivazione dignitosamente accettabile per propinarci qualche francobollo o unintera serie con relativo foglietto, sotto sotto stanno pensando che un occasione cos . chiss quando si presenter
ancora.
Settantanni fa, quando il massacro stava per aver termine, moriva improvvisamente uno
dei protagonisti, quello che aveva dichiarato guerra al Giappone, e naturalmente ai suoi
alleati, come giustificata ritorsione al
proditorio attacco a Pearl Harbour, che
avrebbe dovuto mettere fuori gioco
mezza Marina degli Stati Uniti, sgombrando ogni ostacolo dal Pacifico.
Francis Delano Roosevelt, Presidente
degli Stati Uniti, sofferente da tempo,
moriva improvvisamente il 12 aprile
1945, a Warm Springs, Georgia, dove
si trovava per una breve vacanza,
senza avere la soddisfazione di celebrare la vittoria. Il Vice-Presidente
Harry S. Truman prendeva immediatamente il suo posto, secondo la
Costituzione degli Stati Uniti.
Sicuramente la filatelia si ricorder
anche di Roosevelt, ma io vorrei riesumare un documento filatelico unico ed
irripetibile - ancorch artificioso - realizzato, come diremmo oggi, in tempo
reale, creando un documento che,
come pochi altri similari, meritano di
essere ricordati per la loro originalit.
Fig. 1
Proprio in quei giorni, il commentante
filatelico inglese N. G. Baldwin aveva avuto una pensata straordinaria. Naturalmente,
come tutti, sperava che tutta la manfrina della guerra stesse per finire e ide una soluzione filatelica unica ed irripetibile per la fase conclusiva. Fece ricorso nientemeno che ad un
corrispondente neo-zelandese e gli chiese di spedirgli ogni giorno un Airgraph, sul cui originale era stato applicato un ritaglio di giornale nel quale si fornivano le informazioni
essenziali sullandamento delle ostilit. Si doveva trattare di un giornale di provincia (di
La Voce del Cifr giugno 2015

10

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 11

Carterton), che riservava quotidianamente un piccolo spazio per quelli che in Europa si
stavano coscienziosamente scannando.
Ogni messaggio veniva numerato e la raccolta completa arriva ad oltre 100: quello che
riguarda la morte di Roosevelt - che viene mostrato in fig.1 - uno dei primi (reca il n.3).
Come riferimento, quelli del 22 aprile, che si riferiscono alla conquista di Bologna, hanno
i numeri 45, 46 e 47.
Dopo la guerra la collezione completa venne offerta sul mercato, ma dato il prezzo vertiginoso che veniva richiesto, non trov acquirenti. Proposta successivamente a pezzi singoli, tutto and letteralmente a ruba da parte di collezionisti interessati a specifici argomenti o a specifici settori operativi.
E estremamente curioso anche il fatto che al Presidente Roosevelt si riferisce un analogo
documento, realizzato in tuttaltra localit e su iniziativa di filatelisti dilettanti. E un
Airgraph probabilmente viaggiato nel 1943, scritto da un soldato polacco in Inghilterra ed
indirizzato in USA a Charles Cwiakala, che fu per lungo tempo mio corrispondente, padre
di un noto perito filatelico dei nostri giorni. Sfrutta sostanzialmente la medesima idea,
mostrando un foglietto ricordo della Citt del Vaticano, dove riprodotta leffige di
Roosevelt (fig.2). Questo non certamente un pezzo unico, ma ignoro quanti ne possono
essere stati realizzati.
Mi fa piacere poter mostrare questi due pezzi sicuramente inconsueti, come contraltare
alla massa di materiale realizzato in grande serie, con motivazioni spesso risibili, fatte
apposta per succhiare soldi dalle tasche dei collezionisti.

Fig. 2

La Voce del Cifr giugno 2015

11

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 12

La Repubblica Partigiana delle Langhe


ed il servizio postale comunale di Dogliani.
Luigi Pirani
La Repubblica Partigiana (zona liberata) delle Langhe si venne a formare fin dai primi giorni del
settembre 1944 ed ebbe vita sino alla met di novembre del medesimo anno. Interessava una vasta
zona nella parte est della provincia di Cuneo ai confini con lastigiano, lalessandrino ed il savonese. Da met di ottobre e per qualche giorno nel mese di novembre 1944 annover nel suo territorio anche la citta di Alba. In essa, per iniziativa delle forze partigiane ove predominante era la
fazione riconducibile al patriota Mauri, fu molto sentita e forte la necessit di porre in essere un
autogoverno civile che funzionasse capillarmente a livello locale: nei maggiori centri presero cos
vita e forma le G.P.C. ossia le Giunte Popolari Comunali, col compito di organizzare la vita quotidiana in quei territori, ove a comporle erano chiamati rappresentanti delle diverse categorie economiche e sociali.
Non solo, al fine di garantire lordine pubblico, venne altres assicurato dalle diverse fazioni partigiane un servizio di polizia ed addirittura verso la fine del mese di ottobre in Alba si costitu un
Ufficio unico di P.S. per coordinarne le azioni fra autonomi e garibaldini.
Assicurare invece il servizio postale in quelle zone risult da sempre difficile, in ogni caso come
nella quasi totalit delle repubbliche partigiane, ci si avvaleva per il recapito della corrispondenza
degli uffici postali gi in essere e del personale ivi impiegato. Tuttavia un Comune che si distinse
dagli altri in tema di consegna delle missive, fu quello di Dogliani. E noto, da tempo, che a
Dogliani, tra lautunno 1944 e linverno 1944/45, fu attivato un servizio di recapito curato dal
Comune con applicazione di una speciale marca avente la dicitura Comune di Dogliani
Segnatasse Postale, oltre allindicazione del valore (L.0,50 o L.1 a seconda che ad essere conse-

Fig.1

La Voce del Cifr giugno 2015

12

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 13

gnata fosse rispettivamente una cartolina o una lettera). Si ritiene che la marca fosse applicata
allatto della consegna al destinatario da parte del messo comunale che, dopo aver ritirato presso lufficio postale la corrispondenza da consegnare, recapitava la posta ed annullava manualmente il segnatasse postale ad avvenuta riscossione del dovuto (e ci anche attraverso lindicazione dellimporto dellesazione ricevuta). Pochissimi sono i documenti postali che presentano questa caratteristica, tutti affrancati con marche riportanti scritte stampate di colore nero di cui il pi datato,
costituito da una cartolina proveniente da Piobesi dAlba, stato annullato in partenza il 22 settembre 1944, mentre il pi recente, proveniente da Cuneo, risulta annullato allarrivo a Dogliani il
27 gennaio 1945. Gli altri documenti postali noti presentano anchessi la caratteristica di essere
missive con destinazione Dogliani e provenienti da Cuneo o da Mondov, fatta eccezione per la
busta riprodotta in fig.1.
Infatti, questultima, trattasi di una busta con solo annulli in partenza da Dogliani (del 6 novembre
1944) e nessun timbro di arrivo al verso ove la marca apposta risulta stampata in colore blu/azzurro, anzich nero, ed essere stata applicata prima della consegna (visto che parte di uno dei timbri
messi dallufficio postale ne tocca un piccolo lembo), seppur successivamente annullata anche con
due righe oblique. I francobolli che compongono laffrancatura, non corrispondono ad alcuna tariffa postale, poich assommano a Lire 2,80, ma presentano una soprastampa da definirsi privata
composta su tre righe dal tenore 44 / G.P.C. / Dogliani ed apposta, pare, manualmente, oltre ad
avere la caratteristica di essere stati applicati a testa in gi (a mo di sfregio nei riguardi di chi li
aveva emessi e di ci che rappresentavano). La lettera indirizzata a P:S: 48^ Garibaldina - Zanna
Giusto con destinazione Langhe (sua sede).
Uno studio accurato della busta ed un approfondimento storico del documento ha consentito di
apprendere le seguenti ulteriori informazioni:
1. la sigla G.P.C. apposta nella soprastampa altro significato non ha che quello di Giunta Popolare
Comunale: a Dogliani come in altri paesi del territorio facente parte della repubblica partigiana
ne fu istituita una sin dal settembre 1944;
2. Zanna Giusto, il destinatario della missiva, seppur negli archivi dellIstituto Storico di Cuneo un
simile nominativo non risulta, si pu identificare, con buona certezza, nel patriota Giusto che
faceva parte della 48^ Brigata Garibaldi ed era stato nominato Commissario di Polizia facente
capo a detta fazione partigiana. Il suo nome si trova riportato nel verbale del 20 ottobre 1944 che
riporta la costituzione in Alba del comitato unificato di P.S., quale commissario garibaldino
comandante del servizio di polizia della rispettiva formazione;
3. il 6 novembre 1944 la zona era ancora di fatto controllata dalle forze partigiane, che solo alcuni
giorni dopo, a seguito di offensive nazi-fasciste, dopo la rioccupazione di Alba, sferrate a partire
dal 12 novembre 1944, venne rioccupata, ritornando sotto il controllo della R.S.I..
Riguardo al servizio postale comunale di Dogliani a tuttoggi non risultano essere state trovate o
fornite ulteriori precisazioni circa leffettivo periodo in cui funzion, come esattamente era organizzato, chi ne decise lattivazione e quale ne fu lesatto intento, ovvero quale furono le precise
motivazioni che indussero a porlo in essere. Tuttavia tenuto conto della prima data duso conosciuta
che era, come gi riportato, la fine del settembre 1944 e che allepoca la zona era gi stata liberata
dalla forze partigiane, a meno di smentite documentali future, si pu convenientemente supporre e
significare che il servizio fu inizialmente attivato allorch era operante la Giunta Popolare
Comunale e quindi che si pu anche trattare di una iniziativa riconducibile e/o riferibile ad un
periodo di autogoverno della popolazione locale fuori egida e controllo della R.S.I., e ci indipendentemente dal fatto che sia o meno stata decisa o autorizzata dalle autorit partigiane dellepoca,
le quali quantomeno, se non lhanno favorita, non lhanno nemmeno osteggiata. Di fatto poi, il servizio trov continuit anche dopo la parentesi della zona liberata dai patrioti facendo supporre che
lo stesso possa essere proseguito anche sino a ridosso del termine del conflitto mondiale.
La Voce del Cifr giugno 2015

13

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 14

Le donne italiane e la Grande Guerra


Massimo Santonastaso
Sul fronte occidentale, subito dopo lentrata in guerra dellItalia avvenuta il 24 maggio
1915 e larresto dellavanzata tedesca sulla Marna (prima battaglia della Marna, dal 5 al
10 settembre 1915), il fronte si stabilizz con gli eserciti nemici bloccati allinterno di trincee. (fig. 1).
Raramente nelle azioni di guerra
furono coinvolti i civili dei vari
paesi in guerra, come invece avvenne durante il 2 conflitto mondiale.
Si verific quindi una netta distinzione fra il fronte vero e proprio,
dove avvenivano i combattimenti e
Fig. 1: Foglietto Australiano con la descrizione del
dove i soldati erano coinvolti in una
reclutamento dei giovani, il loro addestramento e la
continua carneficina, e il fronte
partenza per i teatri di guerra
interno, dove invece la vita proseguiva quasi normalmente, come prima dello scoppio della guerra. Lo scrittore francese
Henri Barbusse nel suo romanzo del 1915-1916 Le feu (Il fuoco) scrisse: Ho due paesi.
Siamo separati in due paesi stranieri luno allaltro: il fronte, laggi dove ci sono troppi
infelici e la zona lontano dai combattimenti, qui, dove ci sono troppe persone contente.
I soldati, legati fra loro dallincubo della morte incombente, si sentivano separati da tutti
gli altri che erano rimasti a casa e che venivano considerati quasi come degli imboscati.
In Italia il fronte interno, tenendo conto che circa sei milioni di uomini erano stati richiamati e che quindi le donne erano diventate la netta maggioranza dei civili, era prevalentemente un fronte femminile. Centinaia di migliaia di donne, in qualit di madri, sorelle,
figlie e mogli, si trovarono a
dover sopportare il dolore e il
lutto per i loro uomini feriti o
uccisi in battaglia e dovettero partecipare rassegnate al processo di
santificazione della guerra, che,
in quanto conflitto della Nazione
e del Popolo contro lodiato
nemico invasore, esigeva un tragico sacrificio collettivo. (fig. 2 e
3).
Le donne dovettero per anche
Fig. 2: La didascalia dice: La Vittoria di Roma/Ritrova
farsi carico di tutto il lavoro che
lardua strada/ Squassa la rossa chioma/Serra in pugno
non poteva pi essere fatto dagli
la spada. F. Salvatori. LItalia che una bella donna a
cavallo, con i capelli rossi (?) e la spada e guida la cari- uomini, chiamati a difendere i
confini dItalia.
ca dei soldati: bersaglieri, fanti, alpini.
La Voce del Cifr giugno 2015

14

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 15

I movimenti femministi considerarono la mobilitazione


femminile in tempo di guerra come un passo decisivo
verso lemancipazione. In effetti la partecipazione alle
attivit produttive conferiva alle donne una nuova
coscienza del loro ruolo che era in contrasto, e, col tempo
lo sarebbe stato sempre di pi, con la negazione di molti
diritti civili e politici.
Era necessit della guerra moderna coinvolgere tutta la
popolazione: tutti dovevano sentirsi al fronte, sia quelli in
trincea che quelli a casa.
Chi era scettico o addirittura dissentiva apertamente
andava perseguito da una legislazione che si rifaceva a
quella militare.
In particolare nelle retrovie e nelle zone limitrofe, nelle
zone industriali (fino a Milano e a Torino) e, dopo
Caporetto, in pratica in tutta lItalia settentrionale si
determin una vera e propria dittatura militare. Vennero
Fig. 3: La didascalia afferma:
condannati pi di 60.000 civili dai tribunali militari. Si
Tanto pi care alla madre
scaten una vera caccia alle streghe: ad esempio furono
ITALIA quanto pi lungo fu il
inquisiti i genitori di una bambina che aveva invocato
vostro soffrire sotto lodiato
Ges affinch facesse finire la guerra.
straniero. E la madre Italia che
Le donne dunque dovettero affrontare anche questa dura si rivolge alle sue figlie, Trento e
repressione, ma andarono incontro a una vera e propria
Trieste e le abbraccia
rivoluzione del loro ruolo sociale sia sul piano reale che
promettendo a loro che si
simbolico, nella famiglia, nel lavoro, nella considerazioricongiungeranno.
ne e nellautostima di loro stesse.
Naturalmente vi furono diversit a carattere regionale e sociale. Infatti le donne delle classi popolari, soprattutto le contadine (la grande maggioranza dei soldati erano contadini),
si trovarono in pi gravi difficolt, in quanto erano costrette ad affrontare una enorme
mole di lavoro a causa dellassenza delluomo di casa, continuando ad allevare i figli o
custodire i vecchi genitori e accollandosi le incombenze burocratiche e fiscali, di solito
appannaggio del sesso maschile. A questo proposito va notato che, su una popolazione di
4,6 milioni di uomini che lavoravano nellagricoltura, 2,6 milioni vennero richiamati alle
armi; ne restavano quindi 2,2 milioni di et superiore ai 18 anni, ai quali aggiungere 1,2
milioni di adolescenti tra i 10 e i 18 anni. A fronte di questi vi erano 6,2 milioni di donne
di et superiore ai 10 anni. Fu quindi inevitabile che loccupazione femminile contadina
andasse a riempire i vuoti lasciati da quella maschile.
Le donne che abitavano in citt furono soprattutto impegnate come operaie nelle fabbriche, pi spesso nella lavorazione di cannoni, bombe, proiettili, motori di auto e di aerei.
Molte vennero chiamate ad affiancare e anche sostituire gli uomini in moltissimi settori
delle attivit economiche, in alcune delle quali mai si era vista la loro presenza. Divennero
impiegate nelle banche e nelle assicurazioni, autiste di camion o altri automezzi o conduttrici e bigliettaie di tram; entrarono come impiegate negli uffici delle amministrazioni
pubbliche e private, nelle professioni. Ci furono anche esempi di musiciste e direttrici
dorchestra, ma anche di boscaiole (fig. 4, 5 e 6).
La Voce del Cifr giugno 2015

15

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 16

Fig. 4: Donne che saldano la calotta delle bombe.


Fig. 5: Donna dentista.

Fig. 6: Donne che


impacchettano le cartuccie.

Dovettero quindi affrontare anche lavori pesanti e pericolosi, ma guadagnarono spazi di


libert dalla tutela familiare. (fig. 7)..
Le donne appartenenti alla classe media riuscirono ad evadere dal chiuso del nucleo familiare, dove erano solo madri e spose, impegnandosi nel
sociale con un riconoscimento pubblico del loro operare.
Naturalmente questo ingresso femminile nei lavori e
negli ambienti che erano assoluto appannaggio del
sesso maschile provoc diffidenze, commenti, proteste.
Le donne venivano spesso accusate in molte aziende di
essere delle sgualdrine che vivevano nel lusso e che
erano oggetto di favoritismi da parte dei loro superiori.
Lattivit che in quegli anni ottenne la maggiore propaganda e i maggiori favori da parte della mentalit diffusa e dominante fu quello di tipo genericamente assistenziale. Erano attivit del tutto volontarie e non retribuite. In esse trovavano la loro manifestazione la tradizione caritativa cattolica e la solidariet laica.
Questo impegno delle donne rispondeva anche alla
Fig. 7: Corpo di ausiliarie,
immagine di madre e sorella, che la cultura imperanformato da donne dai 15 ai 60
te voleva che fosse la caratteristica storicamente conanni, addette al trasporto di
solidata della donna nella nostra societ.
rifornimenti al fronte

La Voce del Cifr giugno 2015

16

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 17

Fig. 8: Florence Nightingale, la fondatrice


dellassistenza infermieristica moderna.

Ma anche le istanze del femminismo, che era un movimento di


recente istituzione, punt al pieno riconoscimento di questa attivit,
nella consapevolezza della grande importanza che nella vicenda bellica avrebbe avuto questo ruolo femminile.
In questo settore, il ruolo femminile che rispondeva allimmagine
pi tradizionale della donna fu quello di infermiera. Allo scoppio
della guerra la Croce Rossa, che gi nel 1908 aveva fondato la prima
scuola italiana per infermiere, si mosse per organizzare un corpo
infermieristico che doveva prestare la sua opera nelle retrovie e negli ospedali militari. Nel
1917 erano in servizio volontario quasi 10.000 infermiere della Croce Rossa; un uguale
numero vennero reclutate da altre associazioni di soccorso. Anche il ruolo dellinfermiera
rispondeva allo stereotipo dellancella caritatevole, che con la dolcezza tipicamente femminile si prendeva cura del corpo e dellanimo del soldato ferito(fig. 8, 9 e 10).
Fig. 9:
Linfermiera il
tramite fra Dio
e il soldato,
langelo della
carit cristiana

Fig. 10: Linfermiera


nella sua missione di
assistenza agli eroi
eroica anchella

La trasfigurazione angelica dellinfermiera era congeniale anche alla rimozione delle possibili implicazioni di ordine sessuale cui il suo contatto con i corpi maschili, previsto dal
mansionario, poteva facilmente far pensare. Ma era anche vero che il ceto sociale medioalto-borghese delle infermiere era un potente freno al coinvolgimento sessuale con soldati che, nella stragrande maggioranza, appartenevano a ceti popolari-proletari, che mai
avrebbero potuto concepire e tanto meno manifestare per quelle donne unattrazione erotica.
Alle infermiere era proibito invece accudire gli ufficiali feriti (salvo le emergenze) in
quanto questi erano del loro stesso ceto e, quindi, non vi sarebbe stata nessuna remora di
casta a rapporti sessuali. Anche le attivit infermieristiche diedero la possibilit alle
donne di uscire dal chiuso della famiglia tradizionale e del ruolo femminile consolidato da
La Voce del Cifr giugno 2015

17

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 18

secoli di sudditanza nei confronti del maschio. Spesso le infermiere andavano nelle retrovie, lontane dalla loro casa centinaia di chilometri e per molti mesi; inoltre intrecciavano
relazioni con persone di diversa educazione e spesso di pi elevato portato culturale.
Vi fu anche unattivit di volontariato di tipo sociale e caritativo che vide protagoniste le
donne di estrazione borghese e aristocratica, le cosiddette dame visitatrici, ad organizzare gli Uffici Assistenza e gli Uffici Dono che avevano il compito di aiutare e confortare le famiglie dei militari o questi stessi nelle retrovie e negli ospedali. Il loro operato
viene descritto anche dalla scrittrice Paola Baronchelli Grosson, nota come Donna Paola
nel suo La donna nella nuova Italia: Hanno borsette e reticelle sempre colme di cento
piccole inezie: . E le dame e le donne sono l, torno torno: hanno anchesse lacrime
negli occhi, ma sorridono e quegli uomini fanciulli sorridono anchessi, tendono le
mani ghiotte, .. si lisciano i capelli col pettinino ma a quei semplici fanciulloni ricordano la beata et laggi dove sperano di poter tornare. Questa funzione materna si
esplic anche nei laboratori di cucito e nelle confezioni di indumenti militari, anche di lana
della quale organizzavano la raccolta e negli Uffici Notizie, che mettevano in contatto i
soldati con le loro famiglie. (fig. 11).
In conclusione, allinizio della guerra nellimmaginario generale prevalse il valore della
mascolinit, rappresentato dallo stereotipo del soldato maschio forte e coraggioso che
affrontava il nemico in continui duelli. (fig. 12).
Ma con il passare del tempo,
quando si comprese che la guerra era una carneficina fatta di
sangue, terrore, sporcizia in cui
cera una forma di eroismo non
rispondente allarchetipo classico e popolare, prevalse la considerazione del ruolo femminile
nella molteplicit dei suoi aspetti. Per, contro il pericolo della
emancipazione
femminile
incombente, la propaganda del
potere (lo Stato, le classi
Fig. 11: Due donne, di cui lanziana chiaramente una
popolana, con la scritta in alto in latino: Custod la casa dominanti, la Chiesa) continu
a imporre limmagine tradizioe fil la lana indica la donna dal comportamento
nale della donna: madre o fidanirreprensibile e, nel nostro caso, patriottico.
zata o sposa delluomo al fronte.
A lui doveva dedicare la propria vita, difendendo il focolare domestico come devota e
fedele custode dellintegrit della famiglia tradizionale, con i ruoli maschile e femminile
resi intoccabili. Il clero, la borghesia tradizionalista al potere e il proletariato maschile
anche di fronte al constatato aumento delle nascite illegittime, che si verific durante la
guerra, che poteva essere la manifestazione dellinizio di una libert sessuale da parte della
donna, rinforzarono lo stereotipo femminile che storicamente era stato imposto alla societ. Se alle donne venne negata ogni libert sessuale, nelle immediate retrovie furono dislocate case di piacere, per dare libero sfogo ai naturali desideri dei giovani uomini combattenti.
La Voce del Cifr giugno 2015

18

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 19

La logica conseguenza fu la trasmissione delle


malattie veneree alle legittime spose e fidanzate, in
occasione delle licenze.
I mutamenti della vita sociale femminile che si verificarono durante la Grande Guerra perdurarono nei
decenni successivi, resistendo in parte anche alla
volont restauratrice del fascismo nel ventennio
successivo.
Alla fine della guerra il movimento femminista italiano, che allo scoppio del conflitto aveva trasferito
il suo impegno nella mobilitazione dei comitati di
sostegno allo sforzo bellico, si rimise in moto per
presentare le sue rivendicazioni, fra cui soprattutto
il diritto al voto.
La Camera nel 1919 approv la legge che riconosceva il diritto al voto amministrativo e politico alle
italiane.
Ma poi i maschi italiani scelsero il fascismo e le
donne tornarono ad essere considerate gli angeli del
focolare, votate alla riproduzione della razza.
Dovettero attendere la Liberazione dal nazi-fasci- Fig. 12: Il giovane italiano giovane,
smo nel 1945, alla quale contribuirono spesso con il atletico e bello, segue la tradizione
sacrificio della vita, per iniziare a veder riconosciuti i eroica risorgimentale che collega
loro diritti civili.
il 1848 al 1915.
Rappresenta lidealizzazione del
soldato italiano agli inizi della guerra.

Bibliografia:
Gibelli Antonio: La Grande Guerra degli Italiani. 1915-1918. BUR Rizzoli Storia. 1998.
Isnenghi Mario, Rochat Giorgio: La Grande Guerra. 1914-1918. La Nuova Italia. 2000.
Gentile Emilio: Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della Grande Guerra. Editori Laterza. 2014.
Sturani Enrico: La donna del soldato. Limmagine della donna nella cartolina italiana.
Museo Storico italiano della Guerra. Rovereto.2006.

La Voce del Cifr giugno 2015

19

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 20

La Grande Guerra
Quando la semplicit diventa eroismo
Giovanni Stefanoni Cuomo

In ogni conflitto, bellico o non bellico, vi sono sempre della pagine che se pur coraggiose, eroiche, di grande sprezzo del pericolo, di generoso altruismo, restano misteriosamente sconosciute o limitate alla conoscenza di pochissimi, il tempo poi non fa altro che ricoprire in un dolce oblio questi avvenimenti. E il caso delle Portatrici carniche, di queste
donne friulane della Carnia, ma anche non propriamente friulane, che furono autrici di
imprese di valore, di fratellanza, di solidariet umana, attaccamento alla Patria. Gi il
vivere o forse sarebbe meglio dire il sopravvivere in quelle terre a quellepoca era unautentica battaglia quotidiana; il terreno non offriva grandi risorse, gli uomini migravano in
altri posti per riuscire ad ottenere un lavoro, che se pur pesante e oscuro, permetteva loro
dinviare qualche soldo a casa, alla propria famiglia. Il 24 maggio 1915, quando lItalia
entra in guerra contro le Potenze Centrali (lImpero
asburgico di Francesco Giuseppe, lImpero germanico del Kaiser Guglielmo II), si delineano i vari fronti di guerra. Nella Carnia, dal Comando Supremo
Italiano denominata Zona Carniae in Val fella sono
dislocati vari Corpi e Specialit dellEsercito
Italiano. Vi sono localit che diverranno celebri per
le battaglia che si succederanno: il Monte Peralba,
lAlto Tagliamento, il Degano (il torrente Dean, in
friulano). Strategicamente, se gli Austriaci fossero
riusciti a dare una decisa spallata a questa zona, essi
si sarebbero trovati una porta spalancata attraverso la
quale avrebbero potuto dilagare verso il territorio
italiano come unonda che non incontra ostacoli o
scogli. Per capire limportanza di questa Zona
Carnia, basti pensare che dopo poche settimane di
combattimento, la Bandiera dell8 Reggimento
Alpini fu decorata di Medaglia dArgento al Valor
O l o rompi
Militare, per leroico comportamento degli Alpini
Motto dell8 Reggimento Alpini,
dei Battaglioni Tolmezzo e Val Tagliamento. I luonel 1915.
ghi, come Pal Piccolo, il Pal Grande e il Freikofel,
videro le gesta di questi Battaglioni e sono entrati di diritto nella leggenda delle Penne
Nere. Latente cera comunque un pericolo, che le ardimentose azioni dei soldati italiani
restassero fini a se stesse, addirittura, inutili a causa di una serie di disfunzioni logistiche
che non avrebbero permesso un regolare approvvigionamento di qualsiasi materiale, dalle
vivande alle munizioni; in base a questi semplici ragionamenti il Comando italiano decise che per sopperire a queste carenze, sarebbe stato utile appoggiarsi ai civili, abitanti di
La Voce del Cifr giugno 2015

20

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 21

quelle localit; fu cos che per le operazioni di rifornimento alle prime linee, portando tutto ci che occorreva, se ne fecero carico, divenendo protagoniste in
quelle eroiche e pericolose attivit quelle donne friulane che passeranno alla storia come le Portatrici carniche. Esse si recavano presso i magazzini militari
posti nelle immediate retrovie e secondo le necessit
stabilite dai comandi, riempivano le loro gerle e sincamminavano su per quei sentieri alquanto rischiosi,
sia per il pericolo di scivolamento su quei percorsi
estremamente stretti dove non esisteva alcun appiglio,
dove pi che camminare quello era scarpinare, per
erano sentieri che in certi tratti erano ben riparati dal
fuoco nemico e queste Donne, dobbligo utilizzare
la D maiuscola, dalle giovanissime attorno ai quindici anni, alle pi anziane sessantenni, iniziarono la loro
storia e leggenda. Con un sorriso dolcissimo, un
aspetto deciso e sicuro di ci che facevano, una disciplina da fare invidia a reparti militari, con una voglia di portare aiuto a chi stava combattendo per una parola che loro stesse
avevano magari sentito poche volte: la Patria, ma che sentivano vibrare nei loro cuori, per
una Bandiera con tre bellissimi colori, nel cui mezzo, sul bianco immacolato cera uno
stemma con una corona, di cui avevano sentito magari qualche volta parlare, ebbene, esse
non sapevano di politica, ad esse non interessava, si sentivano soldati se pur senza mostrine; portavano un bracciale ove era stampigliata lunit militare di appartenenza.
Alle prime ore del mattino caricavano le gerle, che a pieno carico pesavano fra i 30/40
chili, se le posano sulle spalle come gli zaini e sincamminavano verso i reparti combattenti, se necessario avrebbero agito in ogni momento del giorno, a qualsiasi ora e con qualsiasi tempo. Spesso, al ritorno, trasportavano le barelle sui cui giacevano soldati con gravi
ferite, oppure le salme dei caduti che avrebbero portato nei cimiteri di guerra a fondo valle.
I soldati divennero in breve il loro figli, i fratelli, i nipoti, a cui diedero amore, confidenza, simpatia, affetto; alcune di queste Donne, furono ferite e lammirazione dei vari
comandanti italiani cresceva di giorno in giorno. La Patria si ricorder di loro solamente
nel 50 anniversario della fine della Grande Guerra, quando alle sopravvissute sar riconosciuto i medesimi benefici previsti per i combattenti a cui sarebbe spettata lonorificenza dellOrdine di Vittorio Veneto (Cavaliere di Vittorio Veneto). Concludiamo questo sintetico racconto, raccomandando a chi potrebbe capitare di soggiornare in Carnia, sia per
lavoro, sia per diletto, sia di passaggio, di recarsi a Timau, e visitare il locale Tempio
Ossario, dove tumulata la salma di Maria Plozner Mentil, portatrice carnica, colpita a
morte il 15 febbraio 1916, da un cecchino austriaco appostato a Casera Malpasso; la donna
era madre di quattro figli, mentre il marito era al fronte.
A Paluzza sorge la Caserma degli Alpini che porta il suo nome; ; lunica caserma in Italia
intitolata a una donna. Nel 1991 con lo scioglimento del Battaglione Val Tagliamentio la
caserma rimase vuota. Dopo circa dieci anni di abbandono, la propriet, da statale pass
al Comune di Paluzza che ne concesse una parte al locale Gruppo A.N.A. Pal Piccolo che
se ne prese cura.
La Voce del Cifr giugno 2015

21

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.19

Pagina 22

Paluzza - Monumento a Maria Plozner Mentil

A Timau, nel 1992 fu eretto un monumento a


ricordo di Maria Plozner Mentil e a tutte le
Portatrici carniche. Questo un pezzo di storia
italiana, semplice e disadorna di tanti fronzoli e
orpelli; la semplicit dellAltissimo che viveva
nellanima di quelle donne cento anni orsono

Timau- Monumento a
Maria Plozner Mentil

Nel 1997 il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi


Scalfaro, ha conferito Motu Proprio, a Maria Plozner
Mentil, la Medaglia dOro al Valor Militare, come rappresentante di tutte le Portatrici, con la seguente motivazione:.
Madre di quattro figli in tenera et e sposa di combattente sul fronte carsico, non esitava ad aderire, con encomiabile spirito patriottico, alla drammatica richiesta rivolta
alla popolazione civile per assicurare i rifornimenti ai combattenti in prima linea. Conscia degli immanenti e gravi
pericoli del fuoco nemico, Maria PLOZNER MENTIL
svolgeva il suo servizio con ferma determinazione e grande spirito di sacrificio ponendosi subito quale sicuro punto di riferimento ed esempio per tutte le portatrici carniche,
incoraggiate e sostenute dal suo eroico comportamento. Curva sotto il peso della gerla,
veniva colpita mortalmente da un cecchino austriaco il 15 febbraio 1916, a quota 1619 di
Casera Malpasso, nel settore ALTO BUT ed immolava la sua vita per la Patria. Ideale rappresentante delle portatrici carniche, tutte esempio di
abnegazione, di forza morale, di eroismo, testimoni umili e
silenziose di amore di Patria. Il popolo italiano Le ricorda
con profonda ammirata riconoscenza. 29 aprile 1997
D.P.R.
La Batteria comando e supporto logistico del 3
Reggimento Artiglieria Terrestre (montagna) intitolata a
Maria Plozner Mentil.
La Voce del Cifr giugno 2015

22

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 23

I partigiani e i francobolli della Valle Bormida


Massimo Santonastaso
La Valle Bormida viene attraversata dal fiume che le d il nome e che si chiama cos per
un antico toponimo che lo indicava come il fiume dalle acque calde.
Dopo l8 settembre 1943 i nazisti, gi presenti con numerose divisioni ai nostri confini
nazionali, dilagarono dovunque in alta Italia. Anche nella Valle Bormida arrivarono e
occuparono le postazioni strategiche. Misero in atto unazione repressiva di inaudita ferocia: sostituirono il confino e il carcere di mussoliniana memoria con la deportazione nei
lager nazisti, con le fucilazioni e le impiccagioni, precedute da crudeli torture, dei ribelli
e degli inermi civili.
Gi poco dopo l8 settembre del 1943, nella Valle ebbe inizio una sanguinosa lotta fra le
truppe nazifasciste, che la presidiavano in quanto era attraversata da importanti vie di
comunicazione stradali e ferroviarie, e i partigiani, che lottavano per la liberazione della
loro terra, la sua indipendenza e lavvento della democrazia. I primi combattenti iniziarono ad organizzarsi contro i nazifascisti nei mesi di settembre/ottobre 1943 in bande,
costituite da pochi uomini, chiamati Ribelli o Patrioti.
Con il passare del tempo, le bande divennero brigate e poi divisioni e i Ribelli si chiamarono Partigiani (derivato dal russo partizan, che significava difensore di una parte o
di un partito politici). I Partigiani per numero, organizzazione, armamento e capacit tattica divennero militarmente pericolosi, soprattutto a partire dalla primavera del 1944.
Nel frattempo alla fine del settembre del 1943 si era costituito a Torino il Comitato di
Liberazione Nazionale del Piemonte, che assunse lincarico di coordinamento delle molte
formazioni partigiane che si stavano organizzando in tutta la regione. Il C.L.N., che si articolava in varie Commissioni (per la stampa, la propaganda, ecc.),
prevedeva anche un Comitato Militare che assicurava consulenze
tecnico-tattiche ai combattenti. Questo Comitato poteva contare
sulladesione dei rappresentanti dei partiti politici presenti nel CLN
e di ufficiali del Regio Esercito che, dopo larmistizio, avevano
scelto di entrare nelle formazioni partigiane. Queste ultime erano le
Divisioni Garibaldi, Giustizia e Libert, Matteotti e
Autonome. I loro componenti avevano idee politiche molto
diverse, ma combattevano uniti contro lo stesso nemico e per la
stessa causa: labbattimento della dittatura, la cacciata dei nazisti
Fig. 1:
invasori, la libert e la democrazia.
Tenente Piero Boldi Il Comitato Militare, che assunse il nome di Comando Militare,
della
divise il Piemonte in otto zone militari, nominando per ognuna un
Divisione Giustizia e comandante. Questa ulteriore riorganizzazione si era resa necessaLibert Paolo
ria anche per il fatto che vi era un continuo aumento degli aspiranBraccini. Ucciso
ti partigiani, in quanto vi erano molti disertori dallesercito repubnellottobre del
blichino e molto numerosi erano i renitenti alla leva bandita dal
44 a Montaldo
famigerato Graziani, ministro della difesa di Sal.
Bormida
La Voce del Cifr giugno 2015

23

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 24

Uno dei tanti impegni che il CLNAI (il Comitato di Liberazione Nazionale dellAlta
Italia) affront gi il 2 giugno del 1944, fu quello contenuto in un disposto inviato ai CLN
regionali e provinciali, di assumere la direzione della cosa pubblica lordine pubblico, la produzione, gli approvvigionamenti, i servizi pubblici e amministrativi..
[Legnani M: Politica e amministrazione nelle repubbliche partigiane. INSML, 1968].
Questa decisione derivava dalla constatazione che i nazifascisti, in quei momenti, si stavano progressivamente ritirando dai centri abitati che occupavano, portandosi al seguito
gli amministratori locali, sia per lavanzata degli Alleati lungo la penisola e il conseguente spostamento di truppe naziste per far loro fronte, e sia per la guerriglia partigiana che
procurava continue perdite in uomini e mezzi.
Per tali motivi i partigiani liberarono alcuni territori, che avevano necessit estrema in quei
frangenti di essere guidati da organi politico-amministrativi. Questa funzione venne quasi
sempre sostenuta e organizzata dai Commissari politici delle unit patriottiche, che poterono avvalersi per le incombenze istituzionali dei tanti quadri intellettuali e professionali
che parteciparono alla Resistenza nel Piemonte.
Durante i mesi estivi e autunnali del 1944, nel Piemonte (favorito dalla prossimit con la
Svizzera e la Francia e, soprattutto, dalla sua conformazione orografica) furono costituite
numerose zone libere dagli invasori. Fra queste zone libere gli storici hanno individuato alcune Repubbliche Partigiane sulla base di alcuni criteri che sono: a) la durata dellattivit politico-amministrativa non inferiore al mese; b) il territorio superiore ai 1000
chilometri quadrati; c) la popolazione superiore a 10.000 abitanti; d) iniziative di governo
effettivamente realizzate.
Nellestate del 1944 i partigiani riuscirono a scacciare i nazifascisti da due zone della
Valle, una sul suo versante destro e laltra sul versante sinistro. In questultima si costitu
una Repubblica Partigiana, la Zona liberata delle Langhe e del Monferrato, che si configur come piccolo stato nel corpo della Repubblica Sociale di Mussolini, stato fantoccio
dominato e guidato dai nazisti.
Il versante sinistro della Valle Bormida venne compreso nella zona libera delle Langhe che
aveva un territorio di circa 200 chilometri e che venne occupato da settembre a met
dicembre 1944 dalle unit partigiane. Queste erano rappresentate dalle Divisioni Garibaldi VI e XVI, con il supporto
delle VIII e XIV; dalle Divisioni Autonome I e II, con il contributo di altre due Divisioni; da alcune Divisioni Giustizia e
Libert con il supporto di alcune Divisioni Matteotti.
La popolazione presente nel territorio era superiore ai 40.000
abitanti, di cui circa 20.000 nella sola Valle Bormida; la
maggioranza era costituita da contadini.
Il primo compito che i partigiani dovettero assolvere nella
zona libera fu la riorganizzazione della vita politica, civile ed
economica. Si provvide subito alla regolamentazione dellapprovvigionamento . A questo fine vennero creati degli
Uffici di Intendenza che, per ogni formazione partigiana,
Fig. 2:
provvedevano alla raccolta e allo smistamento dei materiali,
Giovanni Daziano (Ivan)
che andavano stivati presso depositi di riserva dislocati nei Caduto nella difesa di Alba
reparti periferici.
il 2.11.44.
La Voce del Cifr giugno 2015

24

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 25

Come spesso successe in altre zone del Piemonte e dellItalia del nord, nonostante le disposizioni del CLNAI sopra accennate, i comportamenti fra le Divisioni Autonome e quelle Garibaldine furono difformi.
Gli Autonomi, che non avevano i Commissari politici, presenza caratteristica delle
Divisioni Garibaldine, operarono quasi solo militarmente, affidando il governo amministrativo alla burocrazia comunale rimasta in servizio. Solo verso la fine della loro occupazione indissero lelezione di nuovi Consigli comunali.
I Garibaldini, attenendosi alle indicazioni del PCI e del CLNAI, promossero la formazione di Giunte popolari comunali e sovra-comunali per il governo delle comunit cittadine.
Gi nel mese di settembre del 44 erano state elette le Giunte popolari comunali che costituirono le legali e uniche autorit con il risultato di risvegliare le masse dalla loro ventennale apatia e a farle partecipare attivamente alla vita pubblica [APC Fondo
Direzione Nord - Fondazione Istituto Gramsci-Roma in Le Repubbliche Partigiane, a
cura di Carlo Vallauri- Laterza Editore-2013].
La Repubblica Partigiana and rapidamente strutturandosi con unarticolazione tipica di un vero e proprio stato, Infatti vi erano: le Intendenze
che provvedevano al vettovagliamento; la Delegazione civile, organismo sovra-comunale, che interveniva nei rapporti con e tra i comuni e
si interessava della fiscalit; i Carabinieri che avevano aderito alla
Resistenza garantivano lordine pubblico; avvocati e giudici che amministravano la giustizia; due ospedali e i medici condotti che garantivano
Fig. 3:
un efficiente servizio sanitario. Erano inoltre attive le scuole, che dipenPaolo Farinetti devano dal coordinamento didattico di un Consiglio scolastico.
comandante
Questo piccolo stato per mancava di una capitale che, individuata in
della
Alba, risultava ancora occupata dai nazifascisti che sloggiarono solo il
21 Brigata
10 ottobre. Lingresso dei partigiani in citt dest un enorme entusiaMatteotti
smo. Il 26 ottobre venne fondato il CLN delle Langhe, che assunse il
Fratelli
ruolo di giunta di governo della citt.
Ambrogio.
Nel dopoguerra: Il 2 novembre 44 i nazi-fascisti tornarono ad occupare Alba, sconfiggendo i Garibaldini che la difendevano. I nazi-fascisti da pi di venti
vicesindaco di
giorni stavano operando dei rastrellamenti nel tratto inferiore della Valle
Alba e
imprenditore
Bormida, riuscendo a sconfiggere duramente una delle Divisioni di
(1922-2009).
Giustizia e Libert, con successive impiccagioni e fucilazioni dei molti
partigiani catturati.
Il 2 dicembre venne rioccupata Nizza Monferrato difesa dai Garibaldini.
I partigiani, inferiori in numero ed armamenti, furono costretti a ritirarsi da tutti i centri
abitati che avevano occupato e a rifugiarsi sui monti e le colline.
Le esperienze delle Repubbliche Partigiane ebbero alcuni aspetti negativi, come la precariet degli organismi amministrativi e, in qualche caso, il prevalere delle differenze ideologiche sul bisogno assoluto di unit di intenti e di pratiche di governo. Ma molto superiori furono gli aspetti positivi: un approccio, per molti il primo, allautogoverno e alla
democrazia, la possibilit di intravvedere lemancipazione sociale, lo stringersi di rapporti di aiuto e solidariet fra partigiani e civili, che trovarono la loro piena realizzazione nella
rivolta di popolo sul finire della guerra.
Altri aspetti positivi si realizzarono in alcuni comuni, in cui si era verificata lelezione
La Voce del Cifr giugno 2015

25

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 26

delle Giunte popolari per alzata di mano, senza distinzioni di censo e di genere (le donne,
non abituate a votare, si rivelarono attive partecipanti alle elezioni).
Anche i preti intervennero attivamente allesperimento democratico: molte chiese vennero aperte per le assemblee popolari, per le riunioni o per le lezioni scolastiche.
In quelle zone furono attuate anche delle misure assistenziali a favore dei poveri con la
fornitura a basso prezzo di generi di prima necessit, oppure a favore degli sfollati con la
messa a disposizione di alloggi o, infine, con lerogazione di compensi aggiuntivi a impiegati e operai che, essendo aumentato il costo della vita, non ce la facevano a sfamare le
loro famiglie.
Vi sono da segnalare altri aspetti positivi. Fra i partigiani vi erano molti stranieri, come i
componenti della missione dello Special Forces britannico (emanazione del Comando
inter-forze per le operazioni speciali alla dipendenza del Ministero della Difesa britannico) fra i quali un ufficiale, il maggiore Temple, che mor nella difesa di Alba. La presenza del maggiore Temple rappresentava un riconoscimento ufficiale dei partigiani e della
loro effettiva cobelligeranza.
I Garibaldini, su iniziativa del PCI, subito dopo il ritiro dalle zone libere, provvidero a una
pi capillare organizzazione dei resistenti in squadre, per esempio attraverso lorganizzazione delle S.A.P. (Squadre di Azione Patriottica). In ogni paese venne costituito un CLN,
con i compiti di organizzazione militare dei resistenti, di informazione sulle mosse del
nemico e di aiuto ai civili..
Per tutto linverno i nazifascisti si scatenarono alla ricerca dei resistenti, che anche a causa
dellaumento dei delatori vennero uccisi in gran quantit sia in combattimento sia dopo la
loro cattura (fig. 1, 2 e 3).
In questi pericolosi frangenti, prima sommariamente descritti, vissuti fra agguati, scaramucce, assalti ai nemici di nero vestiti, fughe, compianti per i compagni morti, feriti o fatti
prigionieri, i CLN della Valle Bormida, facendo seguito a quanto indicato dal CLNAI il 2
giugno del 1944 e ribadito in una circolare del CLN Piemonte dell8 novembre, si riunirono segretamente a Castelnuovo Bormida. In questa riunione si discusse il che fare dal
punto di vista istituzionale e amministrativo dopo la liberazione della Valle dalle truppe
dellinvasore e cio come affrontare i problemi importantissimi e di vitale importanza
riguardanti lagricoltura, i trasporti, gli approvvigionamenti e anche la comunicazione, fra
i cui presupposti vi erano la posta e i francobolli. Dopo una quindicina di giorni, nellambito di unaltra riunione segreta e pi ristretta, si affront in particolare il problema della
comunicazione postale e quindi quali francobolli utilizzare per bollare la corrispondenza.
Venne riferito che il fabbisogno di affrancature raggiungeva il totale di circa 90.000 lire,
cifra considerevole per i tempi e per gli uomini che dovevano accollarsela. Venne progettato che prima di tutto si doveva procedere alla sovrastampa di francobolli della RSI, quelli dei Monumenti distrutti, perch erano prontamente disponibili presso gli Uffici Postali
e le rivendite autorizzate e perch la loro sovrastampa, per cancellare i fasci littori e la
scritta Repubblica Sociale Italiana, sarebbe stata relativamente facile e praticabile anche
in clandestinit. Si pensava inoltre di stampare nuove affrancature che celebrassero la lotta
partigiana, per le quali ci voleva pi tempo per la loro composizione, pi soldi (per lacquisto della carta, della gomma arabica e tutti gli strumenti necessari) e pi tempo per la
stampa, che, bene ripetere, era clandestina ed estremamente pericolosa per la stessa vita
di chi la effettuava.
La Voce del Cifr giugno 2015

26

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 27

Ci vollero quattro mesi per vedere i nuovi francobolli della Valle Bormida, che vennero stampati in una tipografia clandestina di Castelnuovo Bormida, propriet di un meccanico elettricista, Eugenio Machetta, che la mise a disposizione gratis. Nella tipografia gli
strumenti per la produzione delle affrancature erano datati, se non rudimentali, e tutti funzionanti a mano: una macchina per stampa del 1906, un torchio della fine ottocento e un
perforatore ad una sola fila.
Vennero comperati i fogli di francobolli della RSI a Torino in rivendite diverse e non pi
di sei alla volta per non ingenerare sospetti. La sovrastampa era rossa per i 30 e i 50 centesimi e nera per gli altri valori. La dicitura sovrastampata era: Patrioti/Valle
Bormida/1943-45, in diversa combinazione e allineamento. (fig. 4, 5 e 6).

Fig. 4: Monumenti distrutti della RSI sovrastampati in nero.

Fig. 5: idem,
non emesso

Fig. 6:
Monumenti
distrutti della RSI
sovrastampati
in vermiglio

Per i francobolli nuovi si affid la produzione dei clich ad una ditta di foto-zincatura di
Alessandria, che doveva assemblarli riproducendo due figure di guerriero e la statua del
Teseo del Canova. I clich non dovevano riportare scritte per non insospettire eventuali
ispettori o potenziali delatori. La riproduzione dei guerrieri non piacque; quella del Teseo
presentava una zampa del Minotauro sotto il suo piede sinistro, errore che risult ineliminabile ma che non ne blocc la stampa. Infatti Teseo piaceva in quanto nella mitologia
greca era limmagine del giustiziere, delluccisore di mostri e del politico avveduto e giusto: era quindi il simbolo pi appropriato per la lotta di Resistenza che si voleva celebrare.
I problemi si moltiplicarono, in quanto mancavano la carta gommata e i colori. La prima
venne prodotta dopo che delle lunghe ricerche scovarono la necessaria gomma arabica. I
secondi vennero trovati ad Alessandria e a Torino, dopo lunghe e difficili ricerche. La
La Voce del Cifr giugno 2015

27

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 28

stampa dovette essere fatta con il


torchio perch la stampatrice non
funzionava. Alla fine, dopo mesi di
attesa, i francobolli furono pronti:
erano spesso mal centrati, con evidenti difformit di colorazione, con
la vignetta spesso incompleta e con
molteplici sbavature. Insomma i
francobolli erano piuttosto brutti e
rozzi: ma nelle condizioni in cui
videro la luce non ci si poteva
aspettare di pi e poi non si doveva
considerare la bellezza delle immagini ma il loro significato. (fig. 7).
Il clich con i guerrieri era stato
Fig. 7: Statua di Teseo.
scartato e venne sostituito da un
altro preparato a Torino recante limmagine della Vittoria Alata, che venne portato in bicicletta alla tipografia di Castelnuovo. Qui venne usata la macchina stampatrice, ma la gommatura risult solo in una parte degli esemplari perch la gomma arabica nel frattempo era
terminata ed era impossibile trovarne dellaltra. (fig. 8 e 9).

Fig. 8: Statue del Perseo e della Vittoria Alata (emessi con gomma e senza gomma)

La Voce del Cifr giugno 2015

28

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 29

A Torino venne anche ordinato un altro clich che riproduceva la


statua del Perseo di Cellini che mostrava la testa della Medusa da
lui decapitata. Si voleva rappresentare limminente catastrofica
sconfitta del nemico invasore. La qualit delle affrancature stampate fu pi accurata, anche se con due soli colori; gli ornati e le
diciture erano quelle della serie della Vittoria Alata.
Il 22 aprile, quando la serie del Perseo era stata ormai stampata,
il nemico nel corso di un rastrellamento arriv molto vicino alla
tipografia (che distava circa 2 chilometri dalla caserma della
GNR). I suoi occupanti, temendo una perquisizione, gettarono in
un pozzo nero i clich, quasi tutti i fogli dei sovrastampati da 10
Fig. 9:
centesimi, pi della met delle tirature e quasi tutte le prove. (fig.
Variet non dentellata.
5).
Nei giorni successivi si svilupp la rivolta generale nella Valle, che venne liberata con lingresso dei Partigiani a Castellazzo Bormida il 25 aprile e ad Alessandria il 26. In questo
stesso giorno il CLN di Castelnuovo Bormida eman il decreto in cui si dichiaravano
fuori corso i francobolli della RSI e si riconosceva lufficialit delle emissioni dei
Patrioti della Valle Bormida. Questo decreto venne assunto dai CLN di tutta la Valle e il 6
maggio anche da quello di Alessandria. (fig. 10, 11).

Fig. 10: Lettera spedita il 3 maggio 45 da Castellazzo Bormida a Strevi.


La Voce del Cifr giugno 2015

29

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 30

Fig. 11: Lettera spedita il 3 maggio 45 da Castellazzo Bormida a Strevi

Queste affrancature patriottiche ebbero validit solo per circa un mese, in quasi tutta la
Valle. Il 20 maggio 1945 il Governo Alleato (lA.M.G. Allied Military Government of
occupied territories), che era subentrato ai C.L.N. nellamministrazione dei territori liberati, dichiar la sospensione della legittimit dei francobolli dei Patrioti della Valle
Bormida, ordinando che le affrancature postali dovevano essere fatte con i francobolli del
ricostituito Regno. Circa la met dei valori dei Patrioti della Valle Bormida venne persa,
come scritto sopra, il 22 aprile; una parte delle rimanenze venne distrutta perch ritenuta
difettosa o venne dispersa come regalo/ricordo. Tutti i francobolli che restarono finirono
negli album dei collezionisti e dei commercianti.
Naturalmente, essendo cos precari i mezzi di progettazione e di stampa di questi francobolli, ne esistono numerose variet, difficilmente reperibili e con quotazioni di catalogo
spesso elevate. Come sempre sta alla passione e al portafoglio del collezionista affrontare le difficolt citate. Il libro di riferimento, sia storico che soprattutto filatelico, I
francobolli dei partigiani della Valle Bormida di Roberto Garavelli, Editori la Provincia
di Alessandria e lIstituto per la storia della resistenza e della societ contemporanea della
provincia di Alessandria. Larticolo pi importante in merito allargomento qui trattato
quello del pi autorevole studioso di filatelia italiano, Franco Filanci su Storie di Posta del
maggio-giugno 2002 dellEditoriale Olimpia, dal titolo LItalia filatelica e i francobolli
dei CLN. Un capitolo troppo trascurato della storia postale italiana. Filanci d come titolo del paragrafo riguardante le emissioni in oggetto Valle Bormida, cose fatte per bene
e il suo incipit cos si presenta E la pi seria e storicamente valida fra tutte queste emissioni, come appare da vari documenti dellepoca e soprattutto dalle corrispondenze effettivamente viaggiate in tariffa .
Un altro esperto di Valle Bormida il nostro consocio Luigi Pirani i cui scritti sono comparsi sulla Voce del CIFR (ad esempio nel numero 99 del marzo 2013) e su altre Riviste
filateliche.
La Voce del Cifr giugno 2015

30

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 31

A la guerre comme a la guerre


Nino Barberis
Il titolo una tipica espressione francese che significa che una cosa, quando la si deve fare,
la si deve fare sul serio. In questo caso vorrei riferirmi ad informazioni di prima mano,
prive di deformazioni politiche o di parte, sulla situazione degli stranieri negli Stati Uniti,
durante la seconda guerra mondiale. Tutto quanto riferito ha solo connotazioni filateliche; non viene da una fonte che ha interesse a valorizzare una tesi o a demonizzarne unaltra. La fonte la rivista American Philatelist, che pi volte abbiamo .... saccheggiato
dato lestremo interesse di gran parte dei suoi contenuti.
Sul numero di dicembre 2008 leggo un articolo di Richard Sheaff, dal titolo Detention of
Enemy Aliens (Detenzione di stranieri nemici), dal quale traggo - traduco liberamente - alcuni passaggi.
Negli Stati Uniti dAmerica, negli anni 40, in forza dell Aliens Enemy Act del 1798,
cap.50, sez.21-24 del Codice degli Stati UNiti (tuttora in vigore), i cittadini di Paesi nemici potevano essere removed (verbo che ha un vasto spettro di significati, da rimuovere a spostare, allontanare, eliminare) in caso di guerra dichiarata, invasione o
minaccia di invasione degli Stati Uniti. A tutti i tedeschi, giapponesi e italiani fu richiesto
di registrarsi e migliaia furono arrestati e inviati in campi di detenzione. Furono pure
imprigionati cittadini americani di discendenza tedesca, giapponese o italiana.
Molti sanno del vergognoso trattamento che fu inflitto ai nippo-americani durante la 2a
G.M., particolarmente nel West. Meno noto il trattamento altrettanto ingiusto a cui furono sottoposti circa 3.300 italo-americani e 11.000 persone di discendenza tedesca.
Ho cominciato a conoscere qualcosa sullargomento quando ho iniziato delle ricerche
sulla lettera del 1947 qui mostrata. Stavo portando avanti uno studio sulla corrispondenza
militare con lindicazione Free e notai la dicitura Free Civil Internees Mail.
Il mittente aveva,
verosimilmente, un
cognome tedesco e
si trovava ad Ellis
Island (Porta dingresso per il sogno
americano). Ellis
Island era per uno
dei vari posti dove
tedeschi ed italiani naturalizzati o no si trovavano internati e privati dei
diritti dei cittadini americani. Molti erano stati prelevati dalle loro abitazioni senza un
dichiarato motivo. In certi casi anche le loro famiglie li avevano volontariamente raggiunti
nella loro detenzione, non essendo in grado di sostenersi da sole.
La Voce del Cifr giugno 2015

31

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 32

Lindirizzo del mittente era O.R.R./Ellis Island, N.Y.. 0. R. R. significa Offce of


Refugee Resettlement (cio, alla buona, ufficio per la risistemazione dei rifugiati,
N.d.T.). Dalle mie ricerche risulta che 1O.R.R. stato costituito con un Act del 1948 e
quindi non mi spiego purch questa dicitura esisteva gi su una lettera del 1947. Nel
novembre del 1945 molti internati trattenuti negli Stati Uniti furono rilasciati e tutti quelli non liberati furono sistemati nei campi di Crystal City, Texas e di Ellis Island.
Successivamente, nel 1947 il campo di Crystal City fu chiuso e tutti gli internati rimasti quasi tutti di origine tedesca - furono inviati ad Ellis Island. Lultimo fu rilasciato, o trasferito, nel 1948.
Una ragione per la quale tutto largomento rimasto relativamente sconosciuto da ricercarsi nel fatto che il governo degli Stati Uniti chiedeva agli internati, prima di rilasciarli,
di sottoscrivere un giuramento segreto, sotto minaccia di deportazione, che li impegnava
a non parlare della loro esperienza.
LAutore cita anche due siti dove, volendolo, si possono ottenere informazioni pi dettagliate.
Per me sarebbero anche bastate, ma quasi a girare il coltello nella piaga ho trovato sul successivo numero di marzo 2009 della stessa rivista, una lettera di un lettore, Bruno
Colapietro di Binghamton, N.Y., che riproduco integralmente:
Ho letto con interesse larticolo di Mr. Sheaff sul numero di dicembre 2008. Mio padre e
mia madre emigrarono negli Stati Uniti nel 1930 ed entrambi, poco dopo divennero cittadini americani. Io sono nato a Endicott nel 1935.
Voglio sottolineare limpatto dellarticolo di Mr. Sheaff. Per prima cosa, anche se i miei
genitori erano cittadini americani, non potevano tenere in casa una radio ad onde corte
durante la guerra perch erano italiani.
Secondo. Nellappartamento sovrastante al nostro viveva un italiano che non era cittadino
americano. Era nel 1943 ed io avevo otto anni. Ricordo distintamente che una volta tre
poliziotti in uniforme e tre uomini in borghese arrivarono alle 11 di notte, frugarono nellappartamento e trovarono una macchina fotografica Browne. Fu immediatamente
arrestato, caricato su un furgone e per due mesi la sua residenza ci fu sconosciuta.
Naturalmente sua moglie rimase sconvolta. Finalmente fu rilasciato, non avendo trovato
niente a suo carico; era stato trattenuto in un centro di detenzione nello stato di New York,
ma senza possibilit di contatti con lesterno. Questi erano gli Stati Uniti.
Anche se sono passati 65 anni ricordo nei dettagli quella notte. Naturalmente il trattamento
che veniva praticato alle famiglie giapponesi era ancora peggiore.
Ancora una volta si evidenzia come la filatelia possa innescare un processo di ricerca che
pu portare anche molto lontano. Dal semplice indirizzo di un internato rilevato su una lettera si pu arrivare anche a scoperte sconvolgenti, su dettagli che sono reperibili, magari
deformati, solo su opere specializzate.
Ripeto, non c alcuna arrire pense politica in questa segnalazione: vuole essere solo
una ulteriore prova che la filatelia non solo il ficcare le novit in un album a caselle fisse,
ma pu diventare il pretesto per ricerche impegnate e loccasione per scoperte sconvolgenti.
La Voce del Cifr giugno 2015

32

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 33

Papba Sultan
Gian Franco Mazzucco
Davidovic Papba Sultan (1898 - 1980) Nel 1942 lArmata Rossa era in azione nel Caucaso
meridionale con l88 Reggimento di fanteria. Nel settembre, a Nalchik, Papba fu preso
prigioniero dai tedeschi e trasferito prima in Polonia, poi in Germania ed infine in Italia.
Durante il viaggio in treno verso lItalia, Papba riusc a fuggire e si un alle unit partigiane Garibaldine, agendo nella zona ligure e nella citt di Levanto. Nel 1946 rientr in
patria, mori a 82 anni e fu sepolto nel villaggio di Esther Sukhum.
Notizie desunte dal sito del Ministero degli affari Esteri della Repubblica Abkhazia
http://mfaapsny.org/it/newsit/detail.php?ID=851#sthash.enHKaaA6.dpuf

LAbcasia un territorio caucasico della Georgia


de facto indipendente, proclamato Stato dai fautori della separazione, con alcuni riconoscimenti
internazionali. La capitale Sukhumi o nella lingua abcasa Akua (Suchum). Confina a nord con la
Russia, a est e sud-est col resto della Georgia e si
affaccia a ovest e sud-ovest al Mar Nero. Le lingue
ufficiali sono la lingua abcasa e la lingua russa.

La Voce del Cifr giugno 2015

33

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 34

Anche gli angeli possono essere condannati


a morte.....
Giovanni Stefanoni Cuomo

Edith Louisa Cavell (Swardeston, 4 dicembre 1865Schaerbeek, 12 ottobre 1915). La sua


morte fu un autentico assassinio perpetrato dai Tedeschi; la donna svolgeva le mansioni di
infermiera britannica occupandosi dei feriti inglesi, ma non solo, Edith in virt del suo
mandato con grande senso umanitario cur e soccorse anche quelli nemici durante il conflitto in terra belga. Laccusa rivoltale fu quella di aver supportato e dato un concreto aiuto
per la fuga di circa duecento soldati inglesi e francesi. I Britannici e non solo, approfittarono a livello propagandistico di tale assassinio, che
effettivamente sollev ondate dindignazione in tutto il
mondo. Leroica infermiera commemorata in
Inghilterra il 12 ottobre, giorno della sua morte. Edith
ebbe uninfanzia e una giovinezza bella e semplice,
amava i fiori e gli animali, oltre ad essere una brava
pattinatrice su ghiaccio, eccelleva anche nella danza,
nel disegno e nella pittura. Di forti sentimenti religiosi,
nutriva un animo molto altruista, verso i meno fortunati; a ventitre anni visit un ospedale mentre era in
vacanza in Baviera, interessandosi vivamente della
professione infermieristica.
Fu quando aveva raggiunto i trenta anni di et che cap qual era la sua vera vocazione: fare
linfermiera. Dopo un ciclo addestrativo, fu inviata con altre sue colleghe a occuparsi di
unepidemia tifoide in una localit inglese, i colpiti dalla malattia erano circa 1700, di questi, per le assidue e appropriate cure di Edith e delle sue colleghe, riuscirono a salvarsi in
quasi 1600. Oramai Edith era lanciata in questa sua professione che interpretava con grande cognizione, cercando sempre dimparare studiando, informandosi, e poi oltre alle capacit professionali, utilizzare quello che le veniva dal cuore: lamore per il prossimo. Per la
sua attivit era anche allestero, infatti, fu in Belgio che in collaborazione con un suo
conoscente medico, crearono una scuola per infermiere. Era lagosto del 1914 quando la Germania invase
il Belgio: era scoppiata la Prima Guerra Mondiale.
Edith era a Bruxelles e prefer rimanere nella capitale
belga e prestare la sua opera nella clinica dove svolgeva la sua attivit sanitaria, la clinica fu trasformata
in ospedale della Croce Rossa, quindi potevano essere ricoverati quei soldati rimasti feriti, sia tedeschi, sia
belgi. Lavanzata tedesca era inarrestabile, perci
parecchi soldati inglesi e francesi rimasero tagliati
Cinquantenario della scuola per
fuori; lospedale di Edith, come gi detto accoglieva
infermiere belga
chiunque, non solo quelli feriti, ma anche quelli sbanLa Voce del Cifr giugno 2015

34

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 35

dati che poi attraverso fortunate vie di scampo riuscivano a raggiungere il territorio olandese, ancora neutrale.
Lorganizzazione, anche con lausilio di notevoli personalit come la principessa Marie de Cro e la contessa
Jeanne de Belleville, funzionava abbastanza bene, ma i
Tedeschi avevano intuito lesistenza di una rete che evitava la prigionia ai soldati alleati, perci dopo accurate
indagini andarono a colpo sicuro, quando arrestarono
Edith e altri componenti di questa struttura. Per la veriA sinistra: Florence
t, quando i Tedeschi perquisirono lospedale di Edith
Nightingale
non trovarono nulla di compromettente, la donna aveva
a destra Edith Cavell
anche evitato di raccontare dellorganizzazione alle sue
dipendenti infermiere, proprie per evitare un loro coinvolgimento; ma gli inquisitori tedeschi fecero credere che loro ormai sapevano di tutto e
di pi, perci se essa confessava probabilmente, anzi sicuramente, altri implicati nella faccenda avrebbero evitato il carcere. Edith cadde nella trappola e proprio per questo suo spirito umanitario, prefer confessare e accollarsi tutte le colpe. Nei capi di accusa pes
soprattutto il fatto che i soldati inglesi aiutati da Edith a fuggire, fossero poi rientrati in
patria, quindi in una nazione nemica della Germania. Edith Cavell fu condannata a morte,
lesecuzione da eseguirsi nel pomeriggio dell11 ottobre. A nulla valse lintervento dellambasciata di Spagna quale nazione neutrale, lo stesso fecero gli Stati Uniti, allepoca
ancora neutrale.
A guerra finita, gli Inglesi riesumarono la salma di Edith dal luogo di sepoltura e rimpatriata in patria. La famiglia volle che i resti di Edith fossero tumulati a Norvick. Prima
della traslazione in Inghilterra, a Bruxelles vi fu una cerimonia funebre a cui parteciparono anche il principe Leopoldo e la consorte principessa Astrid del Belgio. Truppe britanniche scortarono il feretro al porto di Ostenda ove fu imbarcato sulla HMS Rowena che
salp per Dover dove giunse il 15 maggio; quindi Edith fu
trasportata alla Cattedrale di Norwick, ove fu sepolta. Al
funerale partecip la famiglia reale britannica.

In Canada le stato
dedicato un monte, il
Monte Edith Cavell

Memoriale eretto a Londra, in St. Martins Place a ricordo di Edith Cavell. Sul piedistallo si leggono le ultime
parole pronunciate da Edith poco prima dellesecuzione.
Il patriottismo non abbastanza: non devo serbare odio
n rancore verso nessuno.
La Voce del Cifr giugno 2015

35

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 36

1945 - 2015: Il Ricordo


Rosario DAgata
Nel 2015 cade lanniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. LItalia stata
sicuramente la nazione che meno ha commemorato filatelicamente e celebrato i suoi eroi
e gli eventi in confronto alla Francia ed altre nazioni. Forse perch nazione perdente? Mi
sembra un obbligo morale opportuno e doveroso anche verso i nostri figli ravvivare il
ricordo: non dobbiamo mai lasciarlo sfiorire, perch non succedano mai pi quelle crudelt che nulla hanno di umano.
Si continuano a emettere francobolli dedicati a personaggi, che, seppure importanti, non
hanno mai messo a repentaglio la propria esistenza al servizio degli altri, e li si commemora in ogni occasione: grandi scrittori, politici, inventori. Si dimenticano coloro che
effettivamente hanno offerto la loro vita per la libert. Non dico che non bisogna commemorare i grandi, ma occorre anche non dimenticare gli eroi; i veri eroi, anche piccoli, che
sono pi grandi dei grandi.
E puro eroismo quello di Salvo dAcquisto (fig.1) che, per salvare 22 persone scelte a
caso dai tedeschi dopo un rastrellamento per vendicare due soldati tedeschi morti per lo scoppio di una bomba, si offr volontario autoaccusandosi di un qualcosa non commesso.
I 7 Fratelli Cervi, celebrati nel 2005 pure dal Kirgyzistan con un
francobollo (fig.2,e 3), trasformarono il loro cascinale in un
porto sicuro per antifascisti e partigiani feriti nonch per i prigionieri stranieri sfuggiti ai nazifascisti. Fra questi, Anatolij
Tarassov, soldato sovietico fatto prigioniero e successivamente
instradato in un campo di prigionia italiano. Da qui riusc a fuggire assieme al tenente Viktor Pirogov, trovando rifugio nella
cascina dei Cervi. I due ex soldati dellArmata Rossa scriveranno un libro sulla loro vicenda e sulla famiglia Cervi dal titoFig.1 Sacrificio di
lo Sui monti dItalia. I Cervi furono presi dai fascisti e passaSalvodAcquisto
ti per le armi. Il padre, nellapprendere la notizia, ebbe a pronunciare la storica frase: Dopo un raccolto ne viene un altro.
Non si pu non ricordare i martiri delle fosse Ardeatine (fig.4) a cui voglio accomunare
anche la Gullace (fig.5) che, nel tentativo di dare un tozzo di pane al marito catturato dai
tedeschi dopo un rastrellamento per lattentato di via Rasella a Roma, fu uccisa freddamente, sotto gli occhi del figlioletto, di don Pietro Pappagallo e di suo marito, ucciso poi
alle Fosse Ardeatine.
Che dire della strage di
Marzabotto (fig.6) sotto il cui
nome viene indicata la strage
Fig.2 e 3.
I Fratelli Cervi
La Voce del Cifr giugno 2015

36

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 37

nei paesi circonvicini, in cui furono uccisi 1830 persone, di cui 95


avevano meno di 16 anni, 110
meno di 10 anni, 22 meno di 2 anni
e 8 meno di un anno. La vittima
pi giovane aveva 14 giorni di
vita!!! Il suo nome era Walter
Cardi.
Anche lultimo Questore di Fiume,
Palatucci (fig.7) stato un eroe che
ha salvato moltissimi ebrei inviandoli nei campi di accoglienza
Fig.4
Fig.5 Teresa Gullace
ecclesiastici nel sud Italia, aiutato
Le Fosse Ardeatine
in questo anche dallo zio vescovo.
Fu catturato e instradato nel campo di concentramento di Dachau. Quando il brigadiere di pubblica sicurezza Pietro Capuozzo apprese del treno che avrebbe
portato a Dachau il suo Questore, aiutato da un collega della polizia ferroviaria, raggiunse i carri piombati
e, camminando su e gi per il marciapiede, lungo i
vagoni, discuteva animatamente con lamico nella
speranza che Giovanni lo sentisse e potessero cos
salutarsi per unultima volta. A un tratto gli cadde un
Fig.6 La strage di Marzabotto bigliettino tra i piedi e sent la
voce di Palatucci: Capuozzo, accontenta questo ragazzo.
Avverti sua madre che sta partendo per la Germania. Addio.
Raccolto sul binario della morte, quel bigliettino con indicato
famiglia e via di Trieste resta lultimo segno e testamento spirituale di un funzionario che ha speso
tutta la vita per gli altri.
E ancora il commerciante Perlasca,
lo Schindler italiano, che inventandosi la carica di console generale spagnolo, mentre si trovava a Budapest
dopo la fuga del vero console spagnolo, salv ben 5218 ebrei. Questi
Fig.7
due ultimi sono inscritti nello Yad
Giovanni Palatucci
Vashem uomini giusti fra i giusti.
Che dire poi dei martiri delle foibe, persone buttate ancora vive
nelle foibe carsiche dai titini come Norma Cossetto, don
Fig.8 Giorgio Perlasca Angelo Tarticchio, le sorelle Radecchi ed altri ancora mai ricordati filatelicamente
Credo che sarebbe opportuno che la filatelia celebri molto di pi i nostri eroi, di qualunque fede politica essi siano. Se oggi siamo una nazione libera lo dobbiamo a loro, piccoli
Uomini grandi Eroi. Grazie.
La Voce del Cifr giugno 2015

37

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 38

Il Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti


Automobilisti
Giovanni Stefanoni Cuomo

Manca poco pi di un mese alla dichiarazione di guerra agli Imperi Centrali (AustriaUngheria, poi Germania) il 24 maggio 1915. In prossimit di questo evento, si forma a
Milano un reparto para-militare con il nome di Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti
e Automobilisti. Una commissione militare valuter questa formazione di volontari per
stabilire se essa sar idonea per il suo impiego al fronte e in quale zona doperazioni. La
curiosit di questo reparto che vi fanno parte nomi famosi in campo artistico, essi sono
i fondatori di quella nuova forma darte che si sta affermando e conosciuta come il futurismo. Sono nomi gi famosi o che lo diverranno; basti citare il pittore Umberto
Boccioni, Anselmo Bucci, il giovanissimo architetto Antonio SantElia e lo scrittore
Filippo Tommaso Marinetti. Il movimento futurista ha nel suo credo culturale delle precise mete: quali il dinamismo, lesaltazione del nuovo con il disfacimento del vecchio, lodio alle
debolezze, anche la gastronomia
doveva divenire futurista. La
maschia baldanza delluomo, la
cui piena mascolinit doveva essere matrice di un esasperato nazionalismo e quindi ben venga la
guerra, la sola igiene del mondo
come affermava Marinetti, nel
Manifesto del Futurismo, apparso sul giornale Le Figar nel
1909. Passato un certo tempo ad
addestrarsi, il Battaglione Lombardo V.C.A. raggiunge la sponda orientale del Lago di Garda,
ovvero limmediata retrovia del
fronte trentino. Nel frattempo
alcuni suoi componenti furono
congedati, mentre altri, per via
della mobilitazione generale
ed essendo ragazzi di leva, furoBattaglione Lombardo
Volontari Ciclisti, riprese da
http://digilander.libero.it/sitographics/futurismo_dossocasina.html
La Voce del Cifr giugno 2015

38

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.20

Pagina 39

no chiamati ad assolvere il servizio


militare vero e proprio. Ai futuristi
gi presenti nel Battaglione, se ne
aggregarono anche altri, come i celebri
pittori: Mario Sironi, Achille Funi,
Carlo Erba, Ugo Piatti, e Luigi Russolo
che era anche musicista. Limpiego operativo in unazione di guerra del
Battaglione V.C.A. avvenne il 24 ottoAntonio SantElia, Umberto Boccioni
bre 1915, quando con il Battaglione
e Filippo Tommaso Marinetti
Alpini Verona parteciparono alla battaglia di Dosso Casina conquistando questa importante posizione nei pressi dellAltissimo
di Monte Baldo. Il 1 dicembre 1915 il Battaglione Volontari Ciclisti Automobilisti fu
sciolto. I componenti furono congedati per essere poi richiamati nei reparti regolari del
Regio Esercito. Alcuni di essi furono gravemente feriti, altri morirono sul campo di battaglia come Antonio SantElia (Como, 30 aprile 1888 Monfalcone, 10 ottobre 1916). Il 10
ottobre 1916, SantElia con il suo plotone si lanci allattacco contro il nemico a Quota 85
di Monfalcone, venendo colpito a morte da una fucilata. Alla sua memoria gli fu concessa la seconda Medaglia dArgento al Valor Militare; la prima laveva meritata a Monte
Zebio. E tumulato a Como. Anche Carlo Erba (Milano, 4 gennaio 1884 Battaglia
dellOrtigara, 12 giugno 1917) mor eroicamente sullOrtigara. Nel gennaio 1916, Erba
arruolato negli Alpini col grado di sottotenente. Sar ferito, decorato sul campo e promosso tenente. In seguito a Punta Vallero, porter in salvo due alpini rimasti gravemente
feriti; per questa coraggiosa e altruistica azione si meriter una Medaglia di Bronzo al
Valor Militare, e un encomio solenne. Nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1917, gli alpini
sono comandati a un assalto alle difese austriache dellOrtigara, Carlo Erba sar colpito a
morte da una scheggia di granata. Purtroppo il luogo, ove la salma sar tumulata provvisoriamente, nei giorni successivi sar martoriata e stravolta dallartiglieria austriaca. I resti
di Carlo Erba non saranno pi ritrovaia. Alleroico tenente degli Alpini Carlo Erba, sar

Francobolli, che non


sono francobolli, ma
semplici chiudi-lettera, che ricordano
limpresa di Dosso
Casina, del
Battaglione
Lombardo Volontari
Ciclisti
(Dalla collezione
privata di Pietro
Galdangelo (Somma
Lombardo-VA)

La Voce del Cifr giugno 2015

39

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 40

concessa la Medaglia dArgento al Valor Militare alla Memoria. Mario Sironi (Sassari, 12
maggio 1885 Milano, 13 agosto 1961) Parteciper alla Grande Guerra come ufficiale del
Genio e come collaboratore al giornale di trincea Il Montello.

La civilt del lavoro


dipinto di Mario Sironi

La lettera dellartigliere al
fronte
Opera di Filippo Tommaso
Marinetti

Scomposizione di figura di
donna a tavola
opera di Umberto Boccioni

Interessante documento testimoniante lammissione al Corpo Volontari Ciclisti Automobilisti


(Dalla collezione privata di Pietro Galdangelo Somma Lombardo (VA)
La Voce del Cifr giugno 2015

40

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 41

Iris e Silvio
Massimo Santonastaso

Iris Versari nacque il 12 ottobre del 1922 a Portico-San Benedetto, un piccolo paese della
vallata del Montone vicino a Forl, che allora contava poco pi di 3000 abitanti, che svolgevano attivit artigianali e prevalentemente agricole. (fig. 1)
La famiglia di Iris era di poveri contadini da generazioni e
dopo qualche anno si trasfer in un paese non lontano,
Tredozio, nella valle del Tramazzo che aveva sempre costituito una zona di passaggio fra la Romagna e la Toscana.
Proprio per questa particolarit geografica che consentiva
un facile passaggio fra le due regioni, in quella zona venne
formata una delle prime basi partigiane della Romagna.
I genitori e i fratelli maschi di Iris si impegnarono nel lavorare la terra del podere Tramonto. (fig. 2)
Iris venne inviata, poco pi che adolescente, come era tradizione fra le famiglie di contadini, in citt, a Forl, a prestare servizio in una famiglia benestante. Allora Iris era gi
una bella giovane donna: aveva lunghi capelli neri, folti ed
ondulati, due intensi occhi verdi, un bel viso con una mimi- Fig. 1: Iris Versari nel 1943.
ca molto vivace e sempre sorridente, due orecchie piccole
da cui pendevano degli orecchini, unico
pegno pagato alla civetteria. Nonostante
fosse di corporatura minuta e di aspetto
gracile, era molto resistente alle fatiche e
molto determinata nelle sue idee e nelle
sue azioni. Presto dovette abbandonare
il lavoro di domestica, in quanto venne
fatta oggetto di attenzioni da parte dei
padroni. Torn quindi a casa e al lavoro
dei campi con una cocente umiliazione e
con lamara constatazione che chi aveva
pi soldi e pi potere tentava sempre di
Fig. 2: La casa del Podere Tramonto,
prevaricare il pi debole. La sua vita
dove abitava Iris con la sua famiglia.
divenne ancor pi confinata allinterno
del nucleo familiare, scandita dalle fatiche dei campi e dei lavori domestici, con una crescita intellettuale lasciata alla sua solitaria meditazione. Non aveva la possibilit di intrecciare amicizie extrafamiliari n femminili n tanto meno maschili.
Nonostante tutto riusc a crescere nel convincimento che il mondo in cui stava vivendo era
fondamentalmente iniquo e oppressivo e che andava conquistata la giustizia e la libert.
Fu per questo che, allindomani dell8 settembre 1943, divenne la staffetta della formazione partigiana di Tredozio, che si era formata ed aveva sede operativa in casa sua.
La Voce del Cifr giugno 2015

41

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 42

Ai primi di gennaio del 44 entr come partigiana combattente nella resistenza romagnola al fianco di Silvio Corbari, nella Banda che prendeva il nome dal suo comandante e
che riusc ad occupare Tredozio e rendere il paese zona libera (detta allora anche
Repubblica Libera) per undici giorni. Ma poco dopo, a seguito di un vasto rastrellamento da parte dei nazifascisti, la Banda venne colta di sorpresa e i suoi componenti
furono fucilati o deportati in Germania. Solo Silvio Corbari, Iris Versari e pochi altri partigiani riuscirono a sfuggire alla cattura o alla morte. (fig. 3)
Anche la famiglia di Iris sub la vendetta dei nazi-fascisti: i suoi genitori, colpevoli di aver
dato asilo ai partigiani, furono deportati in un
campo di sterminio tedesco, dal quale ritorn
solo la madre; i suoi fratelli vennero dispersi.
Fra Iris e Silvio Corbari fu amore a prima
vista che rimase intenso e profondo fino
allultimo, bench luomo fosse sposato dal
1942 e avesse anche un figlio di un anno.
Silvio Corbari era nato a Faenza il 10 gennaio
1923, in una famiglia di condizioni modeste.
A 14 anni gi era al lavoro in unofficina
meccanica. Aveva una grande passione: il
teatro; infatti divenne attore dilettante, abile
soprattutto nei travestimenti. Questa abilit e
le sue capacit recitative gli permisero di
condurre a termine parecchie imprese, conosciute come le beffe di Corbari. (fig. 4)
Fig. 3: La Banda Corbari.
In una di queste beffe si travest da colonI primi due da sinistra sono Iris e Silvio
nello nazista e attravers tutta Faenza su
unAprilia scoperta, rivolgendo il saluto romano ai molti fascisti che incontrava e che in
risposta scattavano sullattenti. In unaltra delle sue beffe, essendosi diffusa la voce che
fosse morto, si travest da ufficiale della Guardia Nazionale
Repubblicana, attravers la piazza di Faenza allora di
punta ed entr in un bar che era soggiorno abituale dei
fascisti locali. Questi lo riconobbero ma non ebbero il
coraggio di affrontarlo bench fossero numerosi, per cui si
bevve il suo caff e usc indisturbato. Questa e altre vicende entrarono nelle storie che i contadini raccontavano intorno al fuoco o nelle stalle oppure nelle allusioni che gli
avventori delle osterie si facevano a mezza bocca, per non
essere ascoltati dalle spie fasciste.
La popolarit di Corbari e della sua Banda aument a dismisura. Il suo mito correva e cresceva in tutta la Romagna
e non solo; la gente era con lui, lo informava, lo aiutava con
provviste, rifugi, assistenza sanitaria. Anche i sacerdoti Fig. 4: Silvio (Sirio) Corbari.
erano quasi tutti con lui, anche se non era tra i loro fedeli.
Probabilmente queste imprese andavano anche in parte ad appagare il gusto dello spettacolo popolare che Silvio aveva coltivato nella sua esperienza teatrale.
La Voce del Cifr giugno 2015

42

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 43

Furono numerosi i combattimenti che la Banda intraprese con i nazifascisti, di cui era
diventata lincubo principale.
Rimane famosa la finta resa che Silvio (il cui nome di battesimo era Sirio) Corbari volle
fare nelle mani del console della milizia Gustavo Marabini di Forl. Questi era tutto soddisfatto perch pensava di avere convinto Corbari a tradire, avendogli promesso un posto
da comandante in una brigata nera, mentre a Iris era stata concessa una carica a Roma. Il
console accompagn verso Forl Corbari e Iris in auto, abbandonando ogni prudenza, con
la sola presenza dellautista e senza scorta. Quando lauto raggiunse un posto pi isolato,
Silvio rivel al caporione fascista che la sua resa era una trappola e lo giustizi con un
colpo alla nuca, lasciando libero lautista.
Nei mesi della loro attivit i componenti della Banda Corbari realizzarono molte imprese
e portarono a termine tanti colpi di mano, da far credere di essere cento volte pi numerosi. In realt il loro numero era di circa dieci (raggiunsero il massimo di trenta).
Nonostante ci, riuscivano a tenere in scacco mezza Romagna e una parte della Toscana.
Assaltarono caserme dei carabinieri, della Guardia nazionale e le case del fascio, disarmando centinaia di fascisti e nazisti.
Uno dei segreti di questi successi era la forte
coesione fra i partigiani, che non solo erano
combattenti per la stessa causa contro lo stesso
nemico, ma anche fra loro amici. Fra questi
ultimi soprattutto vanno ricordati Adriano
Casadei, devoto e fraterno seguace di Silvio e i
fratelli Tonino e Arturo Spazzoli. Unaltra fonte
di successo era costituita dal fatto che la Banda
agiva con una quasi totale autonomia, scegliendo democraticamente al suo interno le modalit
e i luoghi delle azioni belliche. Non cera un
buon rapporto fra Corbari e il CLN locale, n e
tanto meno con i partiti che lo componevano. Fig. 5: Unaltra foto della Banda Corbari.
Silvio infatti si definiva un comunista romantico, ma non voleva aver rapporti con i partiti politici di Faenza, nemmeno con il PC di
quella citt. Infine va menzionato il fatto che i componenti della Banda conoscevano perfettamente il territorio in cui si muovevano. (fig. 5)
Il 15 agosto del 44 un certo Franco
Rossi, un losco soggetto che era stato
cacciato dalle formazioni partigiane in
quanto incolpato di rubare nelle case dei
contadini e che in seguito risult essere
diventato una spia dei fascisti, riusc con
linganno a rintracciare Corbari a Ca
Cornio, una casa di contadini vicina a
Tredozio. (fig. 6)
Rossi, giunto al cospetto del comandanFig. 6: CaCornio oggi..
te Silvio, si profuse in grandi lodi per la
La Voce del Cifr giugno 2015

43

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 44

Banda e i suoi componenti e chiese di essere ammesso a farne parte. Corbari, nonostante
non fosse convinto della buona fede del Rossi, lo ospit, in attesa di decisioni sul suo
conto. Poi lasci Ca Cornio in quanto doveva prelevare, insieme ad altri, cibo e munizioni. In casa rimasero Iris e Rossi. Costui, durante la notte si allontan di nascosto, rubando
il mitra che Silvio aveva regalato a Iris. Quando questa si accorse della fuga della spia e
della sparizione del suo mitra, non potendo rimanere disarmata, si procur un vecchio
mitra Sten. Ma quando Iris tent di caricarlo, essendo difettoso, fece partire un colpo che
la fer alla gamba sinistra poco al di sopra del ginocchio. Verso mezzanotte tornarono
Silvio, Spazzoli e Casadei e trovarono Iris ferita e in preda a forti dolori. Erano stanchissimi e per di pi con Iris ferita decisero di non allontanarsi dalla casa, pur sapendo che il
Rossi era scomparso. Alle cinque del mattino successivo il contadino che li ospitava si
accorse che la casa era circondata dai nazi-fascisti e diede lallarme. I nemici irruppero
allinterno del fabbricato e un ufficiale nazista riusc ad entrare nella stanza dove giaceva
Iris, che spar subito uccidendolo. Dallesterno facevano fuoco con mitragliatrici e mortai oltre che con le armi leggere. I partigiani non avrebbero potuto resistere a lungo.
Avevano per una via di fuga: da una porta sul retro avrebbero potuto farsi rotolare lungo
una scarpata, attraversare una boscaglia e raggiungere un torrente, il Tagliata, lungo il
quale avrebbero forse trovato scampo. Ma Iris era ferita, non si reggeva in piedi, nonostante si sforzasse, e tanto meno poteva correre. Silvio voleva portarla con s, tenendola
fra le braccia, nonostante che Iris lo implorasse di lasciarla l e di fuggire, di porsi in salvo.
Quando Silvio venne di nuovo impegnato nel rispondere al fuoco nemico, con il mitra e
le bombe a mano, Iris si spar alla testa, per consentire al suo uomo di fuggire..
Chi raccont questi fatti riferisce che Silvio disperato baci per lultima volta la sua Iris e
si lanci lungo la scarpata dietro ad Adriano e Arturo che lavevano preceduto. Una tempesta di fuoco li insegu e Arturo venne ferito gravemente alle gambe e al ventre. Silvio
arriv in fondo alla scarpata con le caviglie e un ginocchio slogati; non riusciva a rimettersi in piedi, era sfinito e disperato. Adriano torn indietro per aiutarlo, ma Silvio inciamp lungo la sponda del torrente e and a sbattere la testa contro un masso, fratturandosi il
cranio. Adriano allora se lo caric sulle spalle, cercando di sfuggire ai nazisti, che per
poco dopo li catturarono e li caricarono su un camion per portarli a Castrocaro.
Intanto i fascisti avevano trovato il cadavere di Iris e le avevano sfondato il cranio con il
calcio dei fucili.
Il 18 agosto Silvio Corbari ancora privo di conoscenza venne impiccato sotto i portici
della piazza del Municipio di Castrocaro. Adriano Casadei lo abbracci per lultima volta
e si mise da solo il cappio al collo; ma la corda venne tirata con troppa foga e si spezz.
Allora si rimise la fune al collo e disse ai fascisti che lo circondavano, ad alta voce e in
dialetto romagnolo: Siete marci anche nella corda.
Nel pomeriggio dello stesso giorno i corpi vennero trasportati a Forl dove vennero appesi a dei lampioni nella centralissima Piazza Saffi come monito per la cittadinanza. Il giorno dopo vennero appesi anche i corpi di Arturo Spazzoli e di Iris Versari. Li lasciarono
cos per alcuni giorni, esposti alla piet della gente e al ludibrio dei fascisti. (fig. 7 e 8)
Dopo qualche giorno venne ucciso anche Tonino Spazzoli, fratello di Arturo, anchegli
appartenete alla Banda Corbari. La formazione pass sotto il comando di Romeo, fratello
di Silvio, e continu a combattere fino al novembre del 1944, quando arrivarono le truppe degli Alleati.
La Voce del Cifr giugno 2015

44

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 45

Fig. 7: I corpi di Silvio Corbari e Iris Versari


appesi allo stesso Lampione in piazza Saffi a Forl.

Fig. 8: Il corpo di Iris appeso al lampione.


Sullo sfondo, in basso e a sinistra,
si vedono due fascisti che ridono soddisfatti.

I due lampioni ai quali vennero appesi i cadaveri


di Iris, Silvio. Adriano e Arturo sono rimasti
come erano allora in un angolo di piazza Saffi a
Forl.
CaCornio stata acquisita dalla Provincia di Forl-Cesena ed diventata un museo a
memoria della Banda Corbari e di tutti i martiri della Resistenza italiana; in primavera ed
estate ospita attivit educative e didattiche.
Iris stata insignita della medaglia doro al valor militare nel 1978. Anche questanno, il
18 e 19 agosto, verr ricordata a Forl. Le sono state dedicate canzoni, articoli di giornali
e riviste, libri, convegni, iniziative scolastiche; le sono state intitolate vie e scuole.
Iris e le persone di cui s fatto breve cenno in queste righe avevano tra i 20 e i 22 anni:
oggi le definiremmo giovanissimi, dei ragazzi. Questi ragazzi presero decisioni gravose,
sfidarono un potente nemico, vissero in continua fuga in mezzo a grandi pericoli incom-

Fig. 9: I francobolli commemorativi/chiudilettera del Comitato Pro Vittime Politiche di


Iris Versari, Silvio Corbari, Adriano Casadei e Tonino Spazzoli.
La Voce del Cifr giugno 2015

45

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.21

Pagina 46

benti, nellansia di trovare un riparo e di che sfamarsi, misero a repentaglio la loro integrit fisica, le loro stesse vite e quelle dei loro cari. Tutto ci per un ideale, per cacciare
gli oppressori dal nostro Paese e per dare ai loro concittadini, qualsiasi fosse il loro orientamento ideale e la loro fede, la democrazia nella libert e nella giustizia.
Purtroppo lItalia filatelica li ha completamente ignorati. Sono stati ricordati solo in alcune vignette emesse dal Comitato Pro Vittime Politiche nel lontano 1946. Allora il Direttore
delle Poste chiam queste vignette francobolli commemorativi, ma venne subito redarguito dal suo Ministro, il reazionario Mario Scelba, che ricord a tutti che quelle immagini celebrative di nostri eroici compatrioti non erano degne di essere definite francobolli,
ma che dovevano essere chiamate solo e per sempre chiudilettera. Ma proprio vero che
il tempo un ottimo giudice: Scelba? E chi era costui? (fig. 9)
Lutopia come lorizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Cammino
dieci passi e si allontana di dieci passi. Lorizzonte irraggiungibile. E allora, a cosa
serve lutopia? A questo: serve per continuare a camminare. Eduardo Galfano. (da Pino
Cacucci 1)
Bibliografia
Cacucci Pino: Ribelli. Feltrinelli.2001.
Grementieri Carla: Iris Versari e la Resistenza delle donne. Vespignano Editore. 2004.

Primo caduto italiano nella Grande Guerra


Allalba del 24 Maggio 1915, lEsercito Italiano varca la frontiera sul fiume Isonzo. Le
ostilit con lEsercito Austro-Ungarico sono iniziate. A fine giornata le truppe italiane
hanno occupato Caporetto, le alture tra lIndrio e lIsonzo, Cormons, Versa, Cervignano e
Terzo. Il nemico si ritira distruggendo i ponti incendiando i casolari Truppe della IV
Armata occupano tutti i passi di confine in Cadore. Dal Forte Verena, 2.019 metri in cima
al monte omonimo, linea di confine fra Italia e Trentino austriaco, parte il primo colpo di
cannone da parte italiana. Ore 04.30; confine Italo-Austriaco. Sul Monte Colovrat, nel
comune di Drenchia (attuale provincia di Udine) un proiettile austriaco colpisce a morte
lAlpino Riccardo Di Giusto (o Giusto) (Udine 1895 - Drenchia 1915). la prima vittima
italiana della guerra. Riccardo Di Giusto (o Giusto) prestava servizio nell8 Reggimento
Alpini/Battaglione Cividale. Nella
notte del 24 maggio il Cividale muove
verso il territorio nemico. Il reparto con
Di Giusto deve dirigere sul Monte
Natpriciar e occuparne la vetta; il nemico, reagisce e un colpo di fucile uccide
allistante Riccardo Di Giusto. Sepolto al
campo santo di San Volfango, nel 1923 fu
traslato allinterno del Tempio Ossario di
Udine. Un monumento a Passo Solarie
ricorda il luogo della sua morte.
La Voce del Cifr giugno 2015

46

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.23

Pagina 47

Il CIFR in azione
Rivalta sul Mincio (MN9
In occasione delle celebrazioni per il 70 anniversario della Liberazione e della fine della
Seconda Guerra Mondiale in Italia, si tenuta a Rivalta sul Mincio (MN) la mostra della
collezione di Roberto Saccagi 28 Ottobre 1922 2 Maggio 1945 La marcia di un popolo verso la Libert. Organizzata dal Gruppo Culturale Rivalta, con il patrocinio del
Comune di Rodigo e dellANPI provinciale di Mantova .
Inaugurata il 25 Aprile dal Sindaco di Rodigo Ing. Gianni Chizzoni, alla presenza del
Presidente del CIFR Ignazio Lavagna e del Consocio Roberto Marastoni.
La mostra (francobolli, cartoline, lettere,
giornali, libri e oggetti originali dellepoca) rimasta aperta fino a Domenica 10
Maggio, stata un successo.
Molti i visitatori che si sono succeduti
nei tre
fine settimana
n e l l a
s a l a
Ascari
sulle rive del Mincio, molto apprezzato stato anche il
materiale fotografico esposto.
Lusinghieri e numerosi gli apprezzamenti che i visitatori
hanno voluto tributare al lavoro di Roberto e del Gruppo
Culturale tutto. Bravo molto bella, ben allestita, continua
cos per non dimenticare, importante che si tenga viva la
memoria di quanto successo i commenti pi frequenti.
Domenica 10
Roberto Saccagi,
maggio,
in
Ignazio Lavagna
occasione della
Roberto Marastoni
chiusura della
mostra sono stati donati a Roberto Saccagi
dallAssessore Comunale Patrizia Chiminazzo
un diploma e un piatto in ceramica a ricordo
della manifestazione, offerti rispettivamente dal
Gruppo Culturale e dal Centro Sociale, e una
graditissima lettera di ringraziamento da parte
del Sindaco di Rodigo in persona.
Un ringraziamento particolare al Circolo Fotografico Rivaltese e alla Pro Loco Amici di
Rivalta per la fattiva e importante collaborazione, per il materiale e le attrezzature messe
a disposizione che hanno permesso la realizzazione al meglio dellevento.
Alla fine un rinfresco per tutti offerto da Roberto vista la concomitanza con il giorno del
suo 62 compleanno.
La Voce del Cifr giugno 2015

47

nuova voce 108.qxp

03/06/2015

15.23

Pagina 48

Appello di Collaborazione e di AmiciziaCari Amici,


pervenuto al nostro centro, un appello ed una richiesta di collaborazione ed amicizia, da
parte di alcuni collezionisti cubani, del Circolo Filatelico dellAvana. Sono intenzionati ad
effettuare scambi di francobolli ed altro materiale filatelico ed informazioni.
Trascrivo qui di seguito indirizzi e nominativi, se qualcuno dei nostri soci volesse contattarli direttamente:
Gracile Leyva Alvarez de la Campa,collecionas paises Cuba nuevos, Tematicas : Medicina y
salud,nuevos o vinculados con el tema. Ofrece sellos de Cuba, nuevos o cancellados. Direccin
Circolo Filatlico Habana Vieja-Apartado 2222, Habana 6- La Habana -Cuba wendyvaldes@informed.sld.cu
Hilda Vila Sainz-Baranda. Colleziona pases :Francia,Brasil,Canada Estados Unidos,Japon,
Venezuela.Nuevos despus de 1920 e pueden ser cancellados anterior a 1920.Collecionas temticas: gatos, ONU, UNESCO nuevos y cancellados y documentos vinculados con el
teancellma.Offrece seris completas de Cuba nuevas o cancelladas.Sellos seltos cancellados de
Cuba y universales. Observaciones : contactar por e.,mail para concertar condiciones del canje.
Circolo Filatlico Habana Vieja, Apartado 2222, Habana 6, La Habana, CUBAhildaprofesora@isa.cult.cu
Eduardo Alvarez Seiijas Desea sellos nuevos de Espana de 1998-2012, Iran 1950-1963, colonias espanolas.Offrece :series completas de Cuba,nuevas o cancelladas y series tematicas universales,nuevas o cancelladas. Circolo Filatelico Habana Vieja- Apartado 2222, Habana 6 La Habana
Cuba edualvarez@informed.sld.cu
Seriocha Amaro Valds Colecciona tmatica Fauna en sellos nuevos. y documentos vinculados
al tema.Ofrece sellos nuevos y cancellados de Cuba y de la tematica fauna. Circolo Filatlico
Habana Vieja.Apartado 2222, Habana 6, La Habana. Cuba. amaro@ecologia.cu
Jess de la Caridad Diaz Paz.Colecciona paises: Cuba sellos nuevos. Tematicas : El Papa sellos
nuevos. Puede ofrecer sellos de Cuba nuevos y cancellados. Circolo Filatelico Habana Vieja,
Apartado 2222,Habana 6, La Habana.Cuba.
Pablo Elvio Borrato Gonzalez. Colecciona paises : Cuba , peru (despues de 1980) nuevos y cancellados. Temticas: pintura,flora,fauna,olimpiadas, UPAEP, WWF, arquitectura, religon, navidad,
ulinaria, nuevos y cancellados.Observaciones. todo el material que se envie tien que ser en serie
completas. Circolo Filatelico Habana Vieja. Apartado 2222, Habana 6, La Habana, Cuba.
Jos Gabriel Simon Dolz. Colecciona paises Cuba sellos nuevos. Temticas : el Arte militar, sellos nuevos y documentos vinculados al tema. Puede ofrecer :sellos de Cuba nuevos o cancellados.
Circolo Filatlico Habana Vieja. Apartado 2222,Habana 6, La Habana, Cuba hildaprofesora@
isa.cult.cu
Marilin del Rosario Ruiz Ros. Colecciona temticas . aviacin.Sellos nuevos y documentos relacionados al tema. Puede ofrecer sellos de Cuba nuevos o cancellados. Circolo Filatlico Habana
Vieja,Apartado 2222, Habana 6, La Habana, Cuba rosalina@instec.cu
David Orlando de Quesada Oliva.Colleciona temticas :mamiferos y documentos vinculados al
tema.Sellos nuevos.Puede offrecer .sellos de Cuba, nuevos o cancellados. Club Filatlico Habana
Vieja. Apartado 2222, Habana 6 , La Habana, Cuba dayreneb@informed.sld.cu

La Voce del Cifr giugno 2015

48

nuova voce_copertina_3_4.qxp

03/06/2015

15.15

Pagina 1

C.I.F.R.
CENTRO ITALIANO FILATELIA RESISTENZA
E STORIA CONTEMPORANEA
Sede: c/o Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE
Presidente Onorario
Egidio Errani Via Grattacoppa, 293 48020 Savarna RA
Presidente
Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE
tel. 0106982013 - 3493286055 - nestor46@alice.it
Vice Presidente
Vincenzo Ferrari - Via Ungaretti, 4 - 20060 Bussero MI
tel. 0295039634 3388652030 - vincenzo.ferrari@alice.it
Segreteria
Irene Anna Tesini - Via Durante 95/2 -16157 Genova
cellulare 333-6509703 - email irene.tesini@gmail.com
Consiglieri
Massimo Santonastaso Via Celante, 110 - 31029 Vittorio Veneto TV
tel/fax. 0438550032 -3391853829 - msantonastaso@libero.it
Italo Greppi - Via Ponte, 19/G - 25134 Brescia BS
tel. 0302304270 - bitossi41@libero.it
Revisori dei conti
Valerio Benelli - Via Bilancioni 9- 47900 Rimini (Rn)
tel. 0541/788146-cel. 34513477927 -3403017360- valerio.benelli@fastwebnet.it
Probiviri
Franco Fanci - Viale Cappuccini 116- 66034 Lanciano (Chieti)
tel. 087241993-cellulare 3474486093. e.mail franco.fanci@yahoo.it
Luigi Pirani - via Bologna 54-40017 San Giovanni in Persiceto (Bo)
tel. 051/825484- cellulare 338-6424853. email luigpir@tin.it
Umberto Rossi - Via Della Liberta' 23/3- 16012 Busalla (Ge)
tel. 010/9641406- cellulare 349-6029672Servizio Scambio fra Soci
Mauro Mirolli Via Garibaldi, 1 15044 Quargnento AL
tel. 0131219534 3803588193 - mauromirolli@msn.com
Delegati regionali
per il Veneto
Massimo Santonastaso Via Celante, 110 - 31029 Vittorio Veneto TV
tel/fax. 0438550032 -3391853829 - msantonastaso@libero.it
per lEmilia-Romagna
Franco Foroni - via Terenziani 9 - 42123 Rivalta RE - tel. 0522560320

nuova voce_copertina_3_4.qxp

03/06/2015

15.15

Pagina 2

Fotografia tratta da Wipedia, lEnciclopedia libera

(articolo a pagina 20)