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Chi dugnu chi sugnu!


Bimestrale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XII - n 4 - ( Luglio - Agosto ) 2010
Ed. Resp.: Catania Francesco Paolo, Bld de Dixmude , 40/ bte 5 (B) 1000 Bruxelles - Tl & Fax: +32 (0)2 2174831 - Gsm: +32 475 810756

LES SICILIENS CELEBRES

Roberto Alagna

Pagina 3

e media siciliani

La Sicilia e la sua storia


Pagine 4 & 5

In memoria del Banco di Sicilia


Una lunga tormentata storia
Pagine 15 & 17

Pagine 6, 7 & 8

Proposta di legge Affogando dalla parte di iniziativa popolare Lingua, cultura della fogna

Ch.e de Louvain, 1030 Bruxelles - Tl.: 02 733 72 68 - Gsm: 0475 63 28 86

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Affogando dalla parte della fogna


on. Napolitano, memorabile il suo pezzo - "l'URSS porta la pace" - apparso sull'Unit, all'indomani dell'intervento sovietico a Budapest, oggi Presidente della Repubblica, ha avuto la buona idea di iniziare da Marsala le celebrazioni dell'Unit d'Italia, ed un popolo di sudditi senza dignit si attivato per riempire la piazza di tricolori ( e la Trinacria? ) e di bimbi festanti, tutti rigorosamente in camicia rossa (poi dici le camicie...) in ricordo dell'illustre "Garibardo" e dei suoi Mille galantuomini. I sudditi siciliani si sono attivati come in un reality in costume d'epoca, oggi tanto in voga perch la televisione ci guida ed avvelena, e cos hanno legittimato, per l'ennesima volta, le menzogne storiche dello sbarco degli agguerriti liberatori a Marsala, dopo che da tre giorni in citt non c'era pi uno, dicasi un solo, distaccamento borbonico (i carabinieri a piedi erano La storia ufficiale che stati trasferiti addirittura ad Agrigento, Napolitano ha per ordine di un generale traditore, retoricamente ripetuto e passato poi al servizio del regno che oggi riteniamo necessiti sabaudo, more solito). finalmente di una La storia ufficiale che Napolitano ha rivisitazione obiettiva, non parla sicuramente dei retoricamente ripetuto e che oggi legionari ungheresi, vera riteniamo necessiti finalmente di una forza militare della rivisitazione obiettiva, non parla spedizione, rimasti a lungo sicuramente dei legionari ungheresi, al servizio di casa Savoia, vera forza militare della spedizione, altro che i mille rimasti a lungo al servizio di casa sciampagnoni estasiati dal Savoia, altro che i mille sciampagnoni marsala, n delle due navi estasiati dal marsala, n delle due navi inglesi che hanno protetto, inglesi che hanno protetto, dal porto, dal porto, lo sbarco dei lo sbarco dei garibaldini, n della flotta garibaldini, n della flotta da guerra inglese che seguiva i due da guerra inglese che battelli di Rubattino e le navi sabaude seguiva i due battelli di di supporto, consci dell'inaffidabilit di Rubattino e le navi sabaude quei "patrioti". Ma nella Storiografia di supporto, consci ufficiale tutto appare in linea con la dell'inaffidabilit di quei salomonica suddivisione dei buoni da "patrioti". Ma nella Storiografia ufficiale tutto una parte e dei cattivi dall'altra, con appare in linea con la buona pace, alla fine, della verit. salomonica suddivisione dei La Storia poi si morde la coda buoni da una parte e dei rivedendo oggi quei marsalesi in cattivi dall'altra, con buona camicia rossa, pronipoti certamente di pace, alla fine, della verit. quei fieri marsalesi che, di tutta la vicenda garibaldina dello sbarco, avevano capito l'antifona e si erano premurati di affiggere sulle finestre delle loro case un cartello con s scritto "domicilio inglese". Bene avrebbe fatto, a questo punto, Napolitano piuttosto a ricordare, pur tra gli incensi delle celebrazioni dell'Unit, altre date importanti, come quella dell'11 maggio del 1943, giorno in cui Marsala subiva oltre mille vittime per opera del bombardamento inglese della citt, e, visto che si trovava in Sicilia, quella del 15 maggio 1946, anniversario dello Statuto di Autonomia, quello si' anniversario importante per la Sicilia e per i siciliani, al di l di ogni retorica nordista sull'Unit. E veramente oggi questo Paese appare s unito, ma non nel segno dell'Unit solidale, quanto invece nel segno del malaffare che ci sommerge tutti, italici e siciliani, responsabili delle fortune di una classe dirigente interscambiabile, corrotta e ladrona. Se i giudici di Perugia, dopo 40 giorni, hanno scarcerato il signor Anemone, certamente lo hanno fatto dopo che il galantuomo ha vuotato il sacco che profuma di fogna, in nomine nomen. Dopo Scajola, lo stesso che avrebbe dovuto difendere, a nome del governo, l'occupazione e il sito industriale di Termini Imerese, (che volete aspettarvi?) ritorna quindi in primo piano ancora Bertolaso, che sembra avere imbrogliato su tutta la linea, ed oltre 400 personaggi legati alla politica, alla forze dell'ordine, alla magistratura

L'

e persino alla Chiesa, a dimostrazione che il sistema Italia arrivato veramente alle fogne. Un sistema di affari politico-malavitoso che fa passare anche la mafia per associazione goliardica, altro che stereotipo del vecchio mafioso, rigorosamente siciliano, tanto cara alla volgata corrente!. Il Paese si arrabbatta tra crisi economica preoccupante, spasmodica ricerca di occupazione, da parte soprattutto dei giovani, ma la classe politica, la "de-generazione italia", si divide, tra figli e nipoti, assunzioni, ristrutturazioni milionarie, tangenti d'oro, affari e ingenti guadagni. Il Parlamento italico, qualunque cosa si possa dire, appare deleggitimato e la sola via d'uscita oggi sembrerebbe un ritorno alle urne. Vicenda per senza speranza per i cittadini perch, anche se si tornasse a votare, la legge vigente premierebbe sempre e comunque i soliti noti, pur confidando alla fine di un sussulto da parte degli elettori che decidessero di mandare tutti a casa e a....lavorare. In Sicilia, la lotta di potere cui Lombardo sembra voler resistere, spacciando per campagna anti-autonomista l'offensiva interna che attenta il suo potere, silenzia per i gravi problemi economici che continuano ad affliggere l'Isola. Aziende e cooperative inventate dal genio dei millantatori politici per accaparrarsi i soldi che oggi sono finiti e mettono in crisi a Palermo l'AMIA, gi fallita, la GESIP, con i suoi 1900 occupati e una perdita netta di 1 milione di euro mensili, in liquidazione, con la conseguenza che, per evitare la bancorotta, il Comune aumenta ICI e TARSU, sempre sulle spalle e alla faccia dei contribuenti, mentre si manifesta in tutta la sua vergogna lo scandalo SPO e della parentopoli legata a questa societ: 97 figli di famiglia assunti senza concorso alla faccia dei figli di nessuno che cercano lavoro e che cominciano a preparare le valigie per una nuova diaspora, l'ennesima, la cui responsabilit ricade pardossalmente sugli stessi che, alla vigilia delle elezioni, hanno afffollato le segreterie politiche di quei candidati che oggi assurti a posti di potere, elargiscono a figli e parenti la manna a cui essi stessi sono stati delegati. Passata la festa, gabbatu lu santu. La magistratura ha il suo bel da fare, sempre che al Guardasigilli non riesca, obbedendo al suo mentore, di far passare quella riforma del processo penale che, vietando le intercettazioni, segnerebbe la fine delle indagini, segretando gli illeciti, con buona pace di Scajola, Bertolaso, e tutti gli innumerevoli collusi che siedono oggi anche negli scranni parlamentari italiani ed europei. Nonostante le indagini oggi in evidenza a Palermo, nonostante le inchieste, nessuna condanna, restano sempre al loro posto. LALTRA SICILIA si chiede: ma dove sono i soldi che mancano ai bilanci di questa societ comunali? Chi li ha rubati? E se affiorano le responsabilit, come mai questi amministratori non vanno in galera? Ormai stiamo affogando alla porta delle fogne, ci stanno abituando a tutto e ci accorgiamo con sconcerto che Italia e Sicilia si assomigliano pur nel liquame. Restiamo per fiduciosi nel risveglio della coscienza critica della gente e della presa di coscienza della sola possibilit che le si offre per sanare questa immoralit dilagante: cambiare la classe politica con il voto o gettarla a mare con i forconi.

Eugenio Preta

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La Sicilia e la sua storia


"L
a liberazione della potenza atomica ha cambiato tutto, tranne il nostro modo di pensare", ha affermato nel 1951 lo scienziato contemporaneo Albert Einstein, Premio Nobel per la Fisica. Perch cito questa frase dell'insigne studioso tedesco, quale introduzione ad una sintesi come questa, che parla della grande isola mediterranea e della sua storia? Ho citato questa frase per il semplice motivo che, quando si parla della Sicilia, la maggior parte delle persone (anche di apprezzabile cultura), difficilmente rifugge dalla tentazione di identificarla in blocco con la mafia; ed uno storico inglese, Denis Mack Smith, non ha esitato a scrivere che, secondo lui, tutta la storia di Sicilia si spiega unicamente con la mafia, fin dalle sue pi remote origini, mentre, com' noto, la mafia operante in Sicilia solo dal periodo spagnolo, che lo stesso periodo in cui la mafia esisteva anche in Lombardia, come ci dimostrano i vari episodi del celebre romanzo di Alessandro Manzoni, intitolato I promessi sposi, che tutti conoscono. Un popolo di circa cinque milioni di abitanti, qual quello siciliano, viene pertanto accomunato in toto ad un gruppo spregevole di feroci e sanguinari delinquenti, il cui motto spietato Il miglior perdono la vendetta, come io ho intitolato un mio recente libro sull'evoluzione storica e linguistica della mafia, edito da Mondadori. Senza per nulla minimizzare, e tanto meno giustificare, il fenomeno delinquenziale della mafia, sar bene per chiarire che la storia della Sicilia non solo costituita dalla storia dei suoi malfattori, perch invece, ad un esame sereno ed imparziale, e soprattutto documentato, della sua storia, risulteranno chiari ed evidenti i numerosi contributi che la Sicilia ha dato, nel corso dei secoli, al comune progresso. Un noto scrittore francese, Roger Peyrefitte, ha scritto nel 1952 nel suo libro Du Vesuve l'Etna che "nessuna isola erge sull'orizzonte della nostra civilt una fronte pi radiosa della Sicilia. Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il pi fulgido centro del mondo mediterraneo". In effetti, la Sicilia, nei tre periodi della sua storia in cui ha espresso la cultura mediterranea nella forma greca, in quella araba e in quella normanno-sveva, stata veramente alla avanguardia del progresso, perch nel periodo greco produsse geni come Archimede, i cui contributi scientifici nel campo della fisica, della matematica e del calcolo infinitesimale sono a tutti noti, e sono tuttora validi; ed uno dei creatori del pensiero umano il filosofo siciliano Gorgia da Lentini, che sbalord perfino gli ateniesi con la sua dialettica. La Sicilia greca ebbe le pi belle monete del mondo antico, con i tetradrammi di Siracusa, coniati dagli artisti siciliani Eveneto e Cimone; e delle tre metropoli del mondo mediterraneo nel periodo classico, una si trovava in Grecia, ed era Atene, ma due si trovavano in Sicilia, ed erano Siracusa, i cui splendidi monumenti attestano la sua grandezza, ed Agrigento, la patria del filosofo Empedocle e dell'architetto Feace, e che il grande poeta greco Pindaro defin "la pi bella citt dei umani nei loro riti religiosi. Tale era il rispetto che i siciliani avevano per la vita umana! Nel periodo arabo, i siciliani stupirono l'Europa, inondandola dei meravigliosi tessuti fabbricati negli opifici di Palermo, e facendo conoscere l'uso della carta al posto della pergamena; rivoluzionarono il gusto, introducendo l'uso delle paste alimentari, prodotte a Trabia presso Palermo, come sappiamo per testimonianza del geografo arabo Idrisi; insegnarono i sistemi di irrigazione e di canalizzazione delle acque; fecero della Sicilia il centro mediterraneo pi frequentato per commerci e per scambi; incrementarono la cultura con scuole di diritto e con cenacoli di poesia; e fu il generale siciliano AL-Jawar a fondare, il 9 luglio 969, la citt egiziana del Cairo. Con i Normanni e con gli Svevi, la Sicilia divenne veramente un modello per l'Europa. Per precisa testimonianza dello storico inglese Herbert A. Fisher, che nella sua History of Europe ha scritto che "il regno normanno di Sicilia era il meglio organizzato di ogni altro governo europeo dell'epoca", assistiamo in Sicilia alla nascita dello Stato in senso moderno, perch fu proprio in quest'isola che si ebbe il primo parlamento europeo gi nel 1129 con Ruggero II (mentre in Inghilterra il parlamento organizzato in tre "bracci" come in Sicilia cominci a funzionare solo nel 1264, per disposizione di Simone di Montfort sotto re Enrico III); si ebbe il primo stato burocratico, che si basava sui funzionari statali, e non sull'organizzazione feudale di vassalli, valvassori e valvassini: si ebbe il primo stato laico, indipendente dalla Curia romana fin dal 1097; e soprattutto si attu, fin dal secolo XII con i Normanni, ma gi da prima con gli Arabi, quello spirito di tolleranza religiosa e di coesistenza civile, che al 1598 - cio quattro secoli dopo avrebbe fatto la gloria della Francia, con l'editto di tolleranza di Enrico IV. La Sicilia normanna e sveva ebbe studiosi come Enrico Aristippo da Catania, che precorse l'umanesimo traducendo Aristotele e Platone; ed a Palermo, alla corte di Federico Il di Svevia, nacque la letteratura italiana, come sappiamo per l'autorevole testimonianza dello stesso Dante Alighieri nel suo trattato De vulgari

Nel periodo arabo, i siciliani stupirono l'Europa, inondandola dei meravigliosi tessuti fabbricati negli opifici di Palermo, e facendo conoscere l'uso della carta al posto della pergamena; rivoluzionarono il gusto, introducendo l'uso delle paste alimentari, prodotte a Trabia presso Palermo, come sappiamo per testimonianza del geografo arabo Idrisi; insegnarono i sistemi di irrigazione e di canalizzazione delle acque; fecero della Sicilia il centro mediterraneo pi frequentato per commerci e per scambi; incrementarono la cultura con scuole di diritto e con cenacoli di poesia; e fu il generale siciliano ALJawar a fondare, il 9 luglio 969, la citt egiziana del Cairo.

mortali".
La Sicilia greca ebbe commediografi come Epicarmo, che "invent" la commedia; poeti come Stesicoro di Imera, che fu chiamato "l'Omero della poesia lirica", e Tecrito, che Virgilio apertamente chiamava suo maestro; e politici come Agtocle, che per primo tent l'unificazione delle regioni meridionali d'Italia; e storici come Diodoro d'Agira, che per primo scrisse una storia universale; ed il primo trattato gastronomico del mondo fu scritto dal siciliano Archstrato da Gela nel IV secolo a.C.: ma la pagina pi bella della storia della Sicilia antica - e purtroppo la meno conosciuta - quella del trattato di pace del 480 a.C., in cui i siciliani vincitori imposero ai vinti cartaginesi, dopo la battaglia di Imera, la rinunzia ai sacrifici

eloquentia.
Non solo nei tre periodi accennati dal francese Peyrefitte, ma anche in altre numerose occasioni, il popolo siciliano ha dato insigni contributi al progresso civile, con luminosi esempi di amore per la libert,

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di rispetto per la democrazia, e di autentico culto per l'umanit. Tra i molti episodi che potremmo citare, ci sia consentito di ricordare almeno l'unanime ribellione popolare del Vespro siciliano, con cui l'isola il 30 marzo 1282 riconquist la sua libert, cacciando per sempre gli odiati oppressori stranieri; e l'eccezionale azione politica espressa dalla rivoluzione antiborbonica del 184849, quando la Sicilia si diede una Costituzione veramente liberale e democratica, che poneva il Parlamento al di sopra del re, perch il re non aveva la facolt n di sciogliere n di sospendere il Parlamento, mentre il Parlamento poteva dichiarare decaduto il re (e lo fece il 13 aprile 1848, dichiarando decaduto il re borbone Ferdinando II, e chiamando sul trono di Sicilia il principe Alberto Amedeo di Savoia). Quanto al culto dell'umanit, ci sia permesso ricordare almeno quattro cose, e cio che nel 1580 un sociologo siciliano, Argisto Giuffredi da Palermo, propose l'abolizione della pena di morte, anticipando di due secoli il pensiero di Beccaria, e ricollegandosi al trattato di Imera del 480 a.C.; che nel 1735 due donne siciliane, Genoveffa Bisso e Isabella Bellini, scrivevano gi di femminismo, anticipando di oltre mezzo secolo le prime femministe francesi (e nel 1737 apparve in Sicilia un grosso libro di quasi 400 pagine, intitolato Apologia filosofico-storica, in cui si mostra il sesso delle donne superiore a quello degli uomini); che nel 1787 l'insigne studioso tedesco Volfango Goethe, dopo aver visitato a lungo la Sicilia, scriveva che "L'Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito, soltanto qui la chiave di tutto"; e che nel 1824 fu un siciliano, Pietro Pisani da Palermo, a capire per primo in Europa che i matti non erano indemoniati, ma soltanto malati di mente, e come tali li cur nella "Real Casa dei Matti" da lui creata a Palermo. Il tempo non ci consente di approfondire maggiormente la documentazione storica, che possa partitamente illustrare tutti i contributi apportati dai siciliani al comune progresso. Ma chi a Torino innalzasse gli occhi alla grandiosa basilica di Superga, sappia che stata costruita da un siciliano, l'architetto messinese Filippo Juvarra, cui si debbon pure molte altre cose, come il castello di caccia di Stupinigi e la facciata di Palazzo Madama e il Palazzo Reale di Madrid; che la stessa Universit di Torino stata riformata in senso europeo nel 1719 da un siciliano, Francesco D'Aguirre da Salemi; che a Bologna la pi bella fontana cittadina, quella del Nettuno, stata realizzata nel 1566 dal palermitano Tommaso Laureti; che a Firenze l'Osservatorio Ximeniano stato fondato nel Settecento dallo scienziato trapanese Leonardo Ximenes; che il Policlinico di Roma stato fondato dal romano Guido Baccelli e dal siciliano Francesco Durante; che la monumentale "Enciclopedia Italiana" stata realizzata dal lombardo Giovanni Treccani per la parte finanziaria, e dai due siciliani Giovanni Gentile per la parte culturale e Calogero Tumminelli per la parte editoriale; e concludiamo qui un elenco che rischia di diventare troppo lungo, e noi non vogliamo che i lettori si infastidiscano, sospettando che noi si voglia fare del popolo siciliano un popolo di "primi della classe". Lungi da noi una simile idea. Ma un popolo che ha dato musicisti come Bellini, la cui melodia Wagner defin come "la pi pura che sia mai sgorgata da cuore umano"; scrittori come Verga, Capuana, Rapisardi e Tomasi di Lampedusa; poeti come Quasimodo, Premio Nobel 1959; drammaturghi come Pirandello, Premio Nobel 1934; scienziati come Ettore Majorana per la fisica, Filippo Eredia per la meteorologia, e Stanislao Cannizzaro per la chimica; industriali come i Florio; politici come Crispi, Orlando, di San Giuliano e Sturzo; educatori come Giuseppe Lombardo Radice e filosofi come Giovanni Gentile e folcloristi come Giuseppe Pitr, non pu essere considerato in blocco come mafioso e sanguinario; e non neppure bello che gli si dica, come complimento (anche se espresso in perfetta buona fede) l'insulsa frase "Ma lei non sembra siciliano!", che dimostra solo una cosa, e cio che non si conosce nulla n della storia n della cultura n della civilt dei siciliani: onde si corrobora il significato altissimo dell'esortazione di Albert Einstein con cui abbiamo iniziato queste note, affinch ci si decida una buona volta a "cambiare il nostro modo di pensare" anche nei riguardi della Sicilia, attraverso una conoscenza scientifica e documentata, per rendere giustizia a questa grande, bella e tormentata isola mediterranea, ancora cos poco conosciuta nella sua autentica realt storica e civile, completamente deformata e stravolta dai fatti delinquenziali che in essa si sono verificati e che purtroppo continuano a verificarsi. La Sicilia non desidera di essere giudicata in base a vieti pregiudizi, ma nella sua realt effettiva, nel bene e nel male. E forse ha colto veramente nel segno la scrittrice francese Edmonda Charles Roux, vincitrice nel 1966 del prestigioso premio Goncourt con un romanzo di ambiente siciliano, quando ha affermato che "Nel bene e nel male, la Sicilia l'Italia al

superlativo".

Santi Correnti
(Riposto 1924 - Catania 27/08/2009)

"L'intera Sicilia una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?" [ Leonardo Sciascia ]

Repetita iuvant

ARTICOLO 15 dello Statuto Siciliano


1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione Siciliana. 2. L'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della pi ampia autonomia amministrativa e finanziaria. 3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l'esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.

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Campagna per una nuova politica del lavoro in Sicilia

Il mondo quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per linerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno l a guardare. [ A Einstein ]

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VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT
Pochi mesi fa Giuseppe Tornatore ha incontrato un gruppo di studenti a Catania per presentare il suo ultimo lavoro. L'occasione servita anche per ribadire il concetto dell'importanza dello studio del nostro dialetto nelle scuole. L'ALTRA SICILIA - ormai 3 anni fa - ha espresso il proprio punto di vista a tal riguardo con una proposta di legge di iniziativa popolare su LINGUA, CULTURA E MEDIA SICILIANI (ART.12 dello STATUTO) cui ancora nessuno tra i nostri politicanti ha dato riscontro. Sottoscriviamo le parole di Tornatore, con l'augurio che qualcuno ascolti almeno le sue parole.

Proposta di legge di iniziativa popolare Lingua, cultura e media siciliani


Articolo 1 1) costituita una Commissione Linguistica per il Siciliano, composta da 9 persone, designate dal Governo regionale tra i pi insigni studiosi della lingua siciliana, con il compito di redigere: a) un manuale di ortofonia e ortografia standard del siciliano; b) un vocabolario fondamentale della lingua siciliana con un lessico non significativamente inferiore per numero a quello dei corrispondenti dizionari della lingua italiana; c) una grammatica standard della lingua siciliana che comprenda la morfologia e la sintassi, nonch le espressioni stilistiche idiomatiche pi caratteristiche del Siciliano. 2) La Commissione operer per un decennio dalla sua istituzione ed organizzer in piena autonomia i propri lavori; deve sin dalla sua istituzione, pubblicare delle direttive provvisorie che rendano possibile l'applicazione della presente legge. 3) Nella piena autonomia scientifica dei suoi componenti la Commissione dovr rispettare i seguenti indirizzi: a) l'ortografia del siciliano deve essere etimologica, sia pure con alcune convenzioni fonetiche, quando queste corrispondano a pronunce generalizzate nell'isola, razionale e, laddove possibile, semplice; deve prescindere da quanto fissato dall'ortografia italiana; b) il siciliano standard non deve essere n troppo rigido rispetto alle varianti esistenti n troppo flessibile, indicando, per ogni questione aperta, le soluzioni standard, di cui alcune consigliate, quelle ammesse ma non standard e quelle vernacolari o non ammesse; c) il siciliano standard deve tenere nel massimo conto il siciliano letterario per i registri pi formali ma accettare una versione colloquiale o pi moderna per i registri meno formali; d) quando si deve scegliere tra pi soluzioni e quando la tradizione letteraria non sovvenga si dovr scegliere la pi diffusa, ferma restando la possibilit di registrare, come sopra riportato, le soluzioni non standard ma comunque ammesse; e) la standardizzazione deve essere massima in relazione alla struttura morfologico-grammaticale ed al lessico "grammaticale", ovvero articoli, pronomi, aggettivi non qualificativi, verbi ausiliari e servili, avverbi, preposizioni, congiunzioni, rifuggendo tanto da solecismi o idiotismi quanto da troppo recenti assimilazioni alla lingua italiana; f) nel lessico non "grammaticale", ovvero nomi, aggettivi qualificativi, verbi non ausiliari o servili, si deve sempre preferire il termine siciliano, anche se relativamente desueto dal parlare comune, rispetto al calco dalla lingua italiana ovvero si deve attribuire contenuto semantico diverso ai due termini corrispondenti. 4) La Commissione produrr volumi completi che riportano le soluzioni individuate e pi concisi prontuari didattici destinati alla divulgazione. 5) Alla cessazione dei lavori della Commissione la Regione potr costituire un'Accademia Linguistica Siciliana "Giuvanni Meli" con compiti adeguati al monitoraggio di una lingua ormai pienamente vivente. Articolo 2 Presso tutte le Facolt di Lettere e presso tutti i centri linguistici d'ateneo attivato l'insegnamento di Lingua Siciliana. Articolo 3 1) Ad iniziare dal secondo anno scolastico successivo a quello in corso alla promulgazione della presente legge nelle scuole primarie dell'Isola obbligatorio l'insegnamento della lingua, della letteratura, della civilt di Sicilia nonch quello della storia di Sicilia. 2) L'insegnamento di lingua, letteratura e civilt di Sicilia dev'essere pari a tre ore settimanali ed essere recuperato da altre attivit curricolari secondo quanto sar stabilito con decreto dell'Assessore regionale ai beni culturali ed ambientali e per la Pubblica Istruzione. 3) L'insegnamento di Storia di Sicilia dev'essere pari a 2 ore settimanali ed aggiuntivo rispetto ad altre attivit curricolari. 4) Nellultimo anno della scuola primaria introdotto lo studio dello Statuto della Regione Siciliana. Articolo 4 1) In tutte le scuole secondarie di ogni ordine e grado inserito un insegnamento di tre ore settimanali di lingua e civilt siciliana; nelle scuole ad indirizzo umanistico tale insegnamento sostituito da un insegnamento settimanale di quattro ore di lingua e letteratura siciliana. 2) In tutte le scuole secondarie di ogni ordine e grado inserito un insegnamento di tre ore settimanali di Storia di Sicilia; in tutti i programmi di educazione civica inserito lo studio dello Statuto della Regione Siciliana. 3) Nelle scuole secondarie ad indirizzo giuridico ed economico gli insegnamenti di diritto dovranno contenere una parte relativa al diritto pubblico costituzionale ed amministrativo siciliano. 4) L'Assessore regionale ai beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, sentito il Ministro della Pubblica Istruzione, emaner un regolamento attuativo per il presente articolo. Articolo 5 1) Ai superiori insegnamenti provvedono, ove possibile, maestri e professori della stessa scuola. 2) I direttori didattici all'inizio dell'anno scolastico stabiliscono giorni ed ore destinate ai suddetti insegnamenti. 3) Ove non si possa provvedere con il personale insegnante della stessa scuola, possono essere autorizzate da parte dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, su motivata richiesta, supplenze esterne. 4) Ogni altra norma attuativa disposta

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dall'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione. Articolo 6 All'applicazione delle norme degli articoli da 1 a 5 provvede con proprio decreto l'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, sentita la competente commissione dell'Assemblea Regionale. Articolo 7 1) L'italiano e il siciliano sono entrambe lingue ufficiali della Regione Siciliana. 2) Le leggi e i regolamenti della Regione Siciliana sono redatti in lingua italiana ed in lingua siciliana; della legislazione previgente solo lo Statuto sar tradotto in lingua siciliana. 3) I provvedimenti amministrativi della Regione, dei suoi organi, degli enti locali e degli enti pubblici siciliani, saranno redatti obbligatoriamente nelle due lingue ufficiali, decorso un periodo transitorio ed applicazioni sperimentali secondo le norme attuative della presente legge. 4) Le pubbliche amministrazioni, nella corrispondenza con i cittadini, e negli avvisi pubblici, useranno obbligatoriamente le due lingue ufficiali. 5) Tutte le insegne dei pubblici uffici, i segnali stradali e le indicazioni nei locali pubblici, nei servizi pubblici e nei locali aperti al pubblico saranno obbligatoriamente scritte nelle due lingue ufficiali; la Regione potr adottare misure incentivanti nei confronti di quelle imprese che porranno l'indicazione della merce esposta o di beni e servizi indicati nei cataloghi in lingua siciliana. 6) La Regione potr emanare regolamenti per il trilinguismo unicamente per i comuni di origine albanese o galloitalica. Articolo 8 1) La Regione Siciliana si dota di un proprio servizio radiotelevisivo pubblico autofinanziato per i nove decimi dalla raccolta pubblicitaria. 2) Detto servizio pubblico non potr eccedere una quota di ascolti superiore al quaranta per cento su base regionale; si provvede ogni triennio alla verifica di tali risultati. 3) Il servizio radiotelevisivo sar esercitato per mezzo di una speciale societ di capitali le cui quote saranno per met di propriet della Regione e per met dei Comuni in ragione di una ponderazione che tenga conto della popolazione, dell'estensione e del reddito dei diversi Comuni; si proceder ad una revisione triennale di tale ponderazione di quote; il consiglio di amministrazione, con mandato quadriennale, sar composto da sette componenti cos designati: a) uno dal Presidente dell'Assemblea Regionale, con funzioni di presidente della societ; b) due dallAssemblea in modo che almeno uno non sia espressione della maggioranza di governo; c) tre dai Comuni a maggioranza delle quote da essi detenute; d) uno dalle associazioni dei siciliani non residenti nel territorio della Regione. 4) Il servizio pubblico radiotelevisivo siciliano dedicher non meno di un terzo del proprio palinsesto alle trasmissioni in lingua siciliana o sulla lingua siciliana o di educazione alla lingua siciliana, ivi comprese le produzioni tradotte o con i sottotitoli. 5) Il servizio pubblico radiotelevisivo siciliano sar ispirato al pluralismo delle opinioni, alla democrazia ed ai valori di cui ai principi fondamentali della Costituzione; le finalit pubbliche non dovranno trascurare quelle commerciali necessarie a garantire lautofinanziamento dell'ente. 6) Il servizio pubblico radiotelevisivo siciliano avr un palinsesto per almeno la met di produzione propria o realizzata in Sicilia. 7) Le norme attuative del presente articolo e del precedente saranno approvate con decreto del Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni dell'Assemblea Regionale. Articolo 9 1) All'onere derivante dalla presente legge previsto in euro 10 milioni si provvede con i fondi del capitolo di bilancio destinato a nuove iniziative legislative; in caso di incapienza potranno essere distolti fondi dai capitoli per trasferimenti ad enti o istituzioni culturali o per la formazione professionale, con preferenza per questi ultimi, nella prospettiva di una razionalizzazione degli interventi nel settore. 2) Potranno, laddove gli oneri derivassero da esigenze di organico, utilizzarsi con trasferimento dipendenti in eccedenza presso altre amministrazioni della Regione o in enti che dipendono dalla Regione per il loro sostentamento ovvero anche mediante procedure concordate con le rappresentanze sindacali; tali trasferimenti dovranno in ogni caso essere funzionali all'attivit da svolgere. Articolo 10 1) La presente legge sar pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana. 2) fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Projet de loi d'initiative populaire sur la langue, la culture et les mdias siciliens
Le texte est traduit de l'italien par Jacques Leclerc

Article 1er 1) Une commission linguistique pour le sicilien est constitue, compose de neuf personnes dsignes par le gouvernement rgional parmi plusieurs spcialistes minents de la langue sicilienne avec obligation de rdiger : a) un manuel d'orthophonie et d'orthographe normalises du sicilien; b) un vocabulaire fondamental du sicilien avec un lexique significativement non infrieur en nombre celui correspondant aux dictionnaires de l'italien; c) une grammaire normalise du sicilien, qui comprend la morphologie et la syntaxe, ainsi que les expressions stylistiques idiomatiques plus caractristiques du sicilien. 2) La Commission fonctionnera durant une dcennie comme institution et organisera ses travaux en toute autonomie; de par son institution, elle doit publier des directives provisoires pour rendre possible l'application de la prsente loi.

3) Dans la pleine autonomie scientifique de ses composantes, la Commission devra respecter les critres suivants : a) l'orthographe du sicilien doit tre tymologique, soit aussi avec quelques conventions phontiques, lorsque celles-ci correspondent des prononciations gnralises dans l'le, rationnelles et, l o c'est possible, simples; elle doit faire abstraction des conventions tablies par l'orthographe italienne; b) le sicilien normalis ne doit pas tre ni trop rigide par rapport aux variantes existantes ni trop flexible, en indiquant, pour chaque problme prsent, les solutions standard, quelques conseils parmi les variantes acceptes mais non standard et les variantes vernaculaires ou non admises; c) le sicilien normalis doit tenir compte le plus possible du sicilien littraire pour les registres plus formels, mais accepter une version familire ou plus moderne pour les registres moins formels;

d) lorsqu'il faut choisir entre plusieurs solutions et lorsque la tradition littraire n'intervient pas, il faudra opter pour la variante la plus rpandue, tout en ayant la possibilit d'enregistrer, comme il est rapport ci-dessus, les variantes non standard, mais de toute faon admises; e) la normalisation doit tre la plus grande en relation avec la structure morpho-grammaticale et le lexique grammatical, ou avec les articles, pronoms, adjectifs non qualificatifs, verbes auxiliaires et semi-auxiliaires, adverbes, prpositions, conjonctions, en vitant aussi bien les solcismes ou d'idiotismes que les trop rcentes assimilations la langue italienne; f) dans le lexique non grammatical ou les noms, adjectifs qualificatifs, verbes auxiliaires ou semiauxiliaires, le terme sicilien doit toujours avoir la prfrence, mme s'il est relativement dsuet comme usage commun, par rapport au calque de la langue italienne, ou il faut attribuer un contenu

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smantique diffrent aux deux termes correspondants. 4) La Commission doit produire des volumes complets rapportant les solutions choisies et des manuels didactiques plus concis destins la vulgarisation. 5) la clture des travaux de la Commission, la Rgion pourra constituer une Acadmie linguistique sicilienne "Giuvanni Meli" avec des tches adaptes la normalisation d'une langue maintenant pleinement vivante. Article 2 L'enseignement du sicilien est mis en action dans toutes les facults de Lettres et de tous les centres linguistiques universitaires. Article 3 1) la suite de la deuxime anne scolaire suivant celle de la promulgation de la prsente loi, il devint obligatoire d'enseigner dans les coles primaires de l'le la langue, la littrature, la civilisation de la Sicile ainsi que l'enseignement de l'histoire de la Sicile. 2) L'enseignement de la langue, de la littrature et de la civilisation de Sicile doivent correspondre trois heures hebdomadaires et tre rcupr par d'autres activits relatives au programme d'tudes, selon qu'il sera tabli par dcret par l'assesseur rgional aux biens culturels, l'environnement et l'Instruction publique. 3) L'enseignement de l'histoire de la Sicile doit correspondre deux heures hebdomadaires et additionnel dans le respect des autres activits relatives au programme d'tudes. 4) Dans la dernire anne de l'cole primaire, l'tude du statut de la Rgion sicilienne est introduite. Article 4 1) Dans toutes coles secondaires de chaque ordre et degr, un enseignement de trois heures hebdomadaires sur la langue et la civilisation siciliennes est institu; dans les coles orientation humaniste, cet enseignement est remplac par un enseignement hebdomadaire de quatre heures sur la langue et la littrature siciliennes. 2) Dans toutes les coles secondaires de chaque ordre et degr, un enseignement de trois heures hebdomadaires sur l'histoire de la Sicile est institu; dans tous les programmes d'ducation civique, le Statut de la Rgion sicilienne est tudi. 3) Dans les coles secondaires orientation juridique et conomique, l'enseignement du droit doit contenir une partie concernant le droit public constitutionnel et administratif sicilien. 4) L'assesseur rgional aux Biens culturels et environnementaux et l'Instruction publique, de concert avec le ministre de l'Instruction publique, promulguera une rglementation de mise en application du prsent article. Article 5 1) Dans l'enseignement suprieur, il faut pouvoir, l o c'est possible, des matres et des professeurs de la mme cole. 2) Au dbut de l'anne scolaire, les directeurs pdagogiques fixent les jours et les heures destins aux susdits enseignements. 3) L o il n'est pas possible de prendre les mesures ncessaires avec du personnel enseignant de la mme cole, il peut tre autoris, de la part de l'assesseur rgional pour les Biens culturels et environnementaux et pour l'Instruction publique, de faire appel, sur demande motive, des supplants extrieurs. 4) Toute autre mesure d'activation est labor par l'assesseur rgional pour les Biens culturels et environnementaux et pour l'Instruction publique. Article 6 Au sujet des mesures relatives aux articles 1 5, il est prvu un dcret appropri de l'assesseur rgional pour les Biens culturels et environnementaux et pour l'Instruction publique, aprs consultation de la Commission comptente de l'Assemble Rgionale. Article 7 1) L'italien et le sicilien sont les deux langues officielles de la Rgion sicilienne. 2) Les lois et les rglements de la Rgion sicilienne sont rdigs en italien et en sicilien; dans la lgislation prsentement en vigueur, seul le Statut sera traduit en sicilien. 3) Les mesures administratives de la Rgion, de ses organismes, entits locales et entits siciliennes publiques, doivent tre rdiges obligatoirement dans les deux langues officielles, au cours d'une priode transitoire et des applications exprimentales en vertu des rgles de mise en vigueur de la prsente loi. 4) Les administrations publiques, dans leur correspondance avec les citoyens ainsi que dans les avis publics, emploient obligatoirement les deux langues officielles. 5) Toutes les enseignes des services publics, les panneaux routiers et les indications dans les tablissements publics, dans les services publics et les tablissements ouverts au public sont obligatoirement rdigs dans les deux langues officielles; la Rgion pourra adopter des mesures incitatives pour les entreprises qui apposeront en sicilien des indications sur leurs marchandises exposes ou des biens et services indiqus dans les catalogues. 6) La Rgion pourra adopter des rglements sur le trilinguisme uniquement pour les communes d'origine albanaise ou gallo-italique. Article 8 1) La Rgion sicilienne est dote d'un service de radiotlvision public autofinanc pour les neuf diximes par la collecte publicitaire. 2) Ledit service public ne pourra pas excder une cote d'coutes suprieure 40 % sur la base rgionale; ces rsultats doivent tre vrifis tous les trois ans. 3) Le service de radiotlvision sera gr par une socit spciale capitaux dont les parts seront la proprit moiti de la Rgion et moiti des communes en raison d'une pondration qui tienne compte de la population, de l'extension et du revenu des diffrentes communes; il sera procd une rvision triennale de ces pondrations des parts; le conseil d'administration, avec un mandat quadriennal, sera compos de sept participants ainsi dsigns : a) du prsident de l'Assemble rgionale, avec des fonctions de prsident de la socit; b) deux membres de l'Assemble de sorte qu'au moins l'un d'eux ne soit pas reprsentant de la majorit gouvernementale; c) trois membres des communes majorit des parts qu'elles dtiennent; d) un membre des associations de Siciliens non rsidents dans le territoire de la Rgion. 4) Le service public de radiotlvision sicilien consacrera pas moins du tiers de sa grille des programmes aux transmissions en sicilien ou sur la langue ou l'instruction sicilienne, y compris les productions traduites ou avec sous-titres. 5) Le service public de radiotlvision sicilien sera inspir par le pluralisme des opinions, la dmocratie et les valeurs issues des principes fondamentaux de la Constitution; les objectifs publics ne devront pas ngliger les objectifs commerciaux ncessaires pour garantir l'autofinancement de l'organisme. 6) Le service public de radiotlvision sicilien aura une grille des programmes dont au moins la moiti sera sa production propre ou ralise en Sicile. 7) Les rgles d'activation du prsent article et de l'article prcdent seront approuves par dcret du prsident de la Rgion, en consultation avec les commissions comptentes de l'Assemble rgionale. Article 9 1) En raison des frais drivant de la prsente loi, il est prvu 10 millions d'euros fournis avec les fonds au chapitre du budget destin des nouvelles initiatives lgislatives; en cas d'incapacit, il peut tre possible de dtourner des fonds des chapitres par des transferts des organismes ou des institutions culturelles ou pour la formation professionnelle, avec une prfrence pour ces derniers, dans la perspective d'une rationalisation des interventions dans ce secteur. 2) Il sera possible, l o les frais dcoulent des exigences d'effectifs, d'employer par transfert dpendant d'un surplus de la part d'autres administrations de la Rgion ou d'organismes qui dpendent de la Rgion pour leurs besoins ou mme au moyen de procdures tablies avec les reprsentations syndicales; ces transferts devront, dans tous les cas, tre fonctionnels des activits pour se dvelopper. Article 10 1) La prsente loi est publie dans la Gazette officielle de la Rgion sicilienne. 2) Il est fait obligation quiconque de la respecter et de la faire respecter comme loi de la Rgion.

Nelle scuole si studia il latino, il greco, linglese, non vedo perch non si dovrebbe studiare il siciliano che la nostra lingua. Una lingua, tra laltro, che rimane pressoch intatta da quasi mille anni: qualsiasi siciliano di oggi, infatti, non trova alcuna difficolt nel comprendere gli scritti in siciliano di qualsiasi epoca, anche i pi antichi. Una lingua che va insegnata e tramandata ai nostri figli: lo dico sempre nei miei spettacoli di non vergognarsi a parlare siciliano. Quei genitori che proibiscono ai propri figli di esprimersi in siciliano ignorano la ricchezza culturale di questa lingua; in Sicilia ogni cosa che si fa cultura, persino il parlare: il lessico della nostra lingua ingloba prestiti dalle pi svariate lingue, a testimonianza della nostra ricca storia. [ Sas Salvaggio ]

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Scicli (RG)
Comme tant dautres villes de la rgion, Scicli, une ancienne cit sicule, dut tre reconstruite aprs le sisme de 1693. A lcart des circuits touristiques, elle offre, au milieu dun cirque de collines, un bel ensemble ddifices baroques civils et religieux. Thatre de la drision et de la folie, la faade du Palazzo Beneventano de Scicli a de quoi surpendre. Le bizarre et le grotesque font de ces figures inquitantes de vritables caricatures. On ne sait si le sculpteur a voulu se moquer des modles qui lont inspir ou des passants qui dcouvrent ces masques grimaants comme leur double dans un miroir. Patrick de Panthou, SICILE 2003

onde en 1640 par les Jopp quelques gisements minrau durant le sicle dernier. Parmi ses Purgatorio, tous du XVIIme sic lglise qui surgit dans la partie ex

Gole Alcantara (particolare) - Foto: Angelo Savoca (Giardini-Naxos)

Sant'angelo di Muxaro - La Necropo

Uno splendido tramonto sul mare di Trapani - Foto: Leandro Ciuffo

Cianciana (AG)

polo, Cianciana devint successivement fief des Bonanno. Grce la dcouverte de ux elle connut une priode de grand dveloppement conomique et urbanistique s monuments on peut signaler le palais des Joppolo, la Chiesa Madre et la Chiesa del cle. Lancien nom de la petite cit fut S. Antonio di Cianciana. A ce saint est ddie xtrme de la ville.

Morreale Le Clotre

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Castelbuono - Il castello dei Ventimiglia

Particolare del Maestoso tempio di Cristo Re a Messina. Foto: Vito Manzari

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LES SICILIENS CELEBRES

LISOLAPOESIA

ROBERTO ALAGNA
Roberto Alagna, est n en France Clichy-sousBois, dans le dpartement de la Seine-SaintDenis, le 7 juin 1963, cependant ses parents taient tous les deux des immigrants siciliens. Roberto Alagna est class parmi les tnors. Roberto Alagna a chant dans les plus grands opras, comme La Traviata, Le Trouvre, Don Carlos, de Giuseppe Verdi, Carmen de Georges Bizet, La Tosca, La Bohme de Puccini, Faust de Gounod, Cyrano de Bergerac d'Alfano, Les Contes d'Hoffmann d'Offenbach, Romo et Juliette de Gounod, etc sur diverses scnes lyriques, comme La Scala de Milan, le Royal Opera House de Londres, lOpra Bastille de Paris, le Metropolitan Opera de New York. Roberto Alagna revient, avec une compilation de chansons traditionnelles siciliennes, ralis par Yvan Cassar. Abballati - Parla pi piano - Mi votu - Ciuri, ciuri - Carrettieri - Li pira - A lu mircatu - Sicilia bedda - Lu me scicareddu - N'tintiriti -Si maritau Rosa Vitti 'na crozza - Ninna Nanna Dans une interview, Roberto Alagna, en parlant de ce nouvel album Sicilien, dit, je le cite, Je me suis soudain senti Sicilien en enregistrant ce disque, comme je m'tais soudain senti Franais en chantant La Marseillaise. C'est le disque d'un fils de Siciliens cherchant ses racines ! Cest le disque qui me ressemble le plus, de Sicilien, il dit, Je vais le chanter jusqu la fin de mes jours. Il va devenir mon image. Je ne renie pas mon premier amour, lopra, mais je voudrais que, dsormais, quand on pense Roberto Alagna, on pense ces chansons siciliennes. Quand je ne pourrai plus chanter lopra, je pourrai toujours monter sur scne et parler ces chansons ! . Un CD, qui fera sans nul doute plaisir tous les siciliens ! et qui sera un excellent cadeau, pour tous les italiens de souche se trouvant loin de leur pays lItalie, de leurs racines et de leur terroir. La Sicile est vritablement une terre de traditions, c'est le fruit d'un hritage pluri culturel, qui passe par la transmission de croyances, de rites, de coutumes, d'un savoir faire et d'un art de vivre. Goethe disait, On ne peut se faire une ide de l'Italie sans voir la Sicile. C'est en Sicile que se trouve la clef de tout . (...) La Sicilia, ancora una volta gettata fuori da interessi economici e mediatici esterni, rientra prepotentemente con un siciliano eccellente, come eccellenti sono tutti i siciliani, specialmente quelli che hanno trovato nella Diaspora di un popolo, la loro storia personale. Ricordate poi che la televisione italiana non riesce a riempire il suo palinsesto serale ed capace di elargirci serate di filmati registrati o di Porta a Porta che parla di diete dimagranti o di processi ormai passati in prescrizione, tanto sono datati? Ebbene dovremmo prendere esempio dalla televisone francese. Perch, direte voi ? Perch sono riusciti a mandare in onda, in seconda serata, su France 3, canale nazionale, uno spettacolo musicale dedicato ad un tenore siciliano, Roberto Alagna. E beh, direte voi? C' cari siciliani che lo spettacolo era completamente in lingua siciliana, con qualche breve spiegazione dei testi fatta dallo stesso Alagna in perfetto francese, sua lingua di adozione. Canzoni, cantanti e musicisti che, in uno spettacolo programmato da una televisione francese, si esibiscono in lingua siciliana, beh sarebbe impensabile in Italia! E non il solito intrattenimento di cantastorie regionali, ma uno spettacolo di gran classe con tanto di orchestra e di corpo di ballo, testi, luci e sceneggiature che hanno fatto sentire i siciliani ed erano tanti, tra i tantissimi spettatori francesi deliziati dalle

SICILIA
Ti vogghiu beni ca tu si me Mamma, tu mi criscisti e mi facisti omu, e nta lu cori miu c la to fiamma e nta la vucca mia c lu to nnomu. Sicilia bedda, terra di li sciuri, di zagara daranci profumata, ccu Tirrenu e Ioniu fai lamuri, di lu Miditirraniu si la nnamurata. Se lu Stivali ti desi la pidata e ammari ti ittau ppi ffunnari, Scilla e Cariddi tanu sullivata, tu si mpurtanti, e non poi anniari. Ti manca sulamenti la curuna, ma di li genti tu si ncurunata, nun c stata a stu munnu na pirsuna ca t vistu e poi nun turnata. Di tuttu lu munnu tu si canusciuta ppi lu clima e la to pusizioni, sempri di virdi e oru si vistuta, onuri e vantu di la pupulazioni. Catacombi, chiesi e monumenti dantica civilt; architittura suni li provi comu documenti di la to storia, di la to figura. La storia to comu na catina di guerri, martirii e opprissioni, ma tu si stata sempri malandrina, ta libiratu di tanti nvasioni. Mamma di vati, scienziati e artisti, ca nta lu munnu ccianu la so storia, sunu Siciliani, figghi to chisti, si fannu onuri e resta la mimoria. Qualcunu de litturi mi po diri ca cci su figghi fora carriggiata, succedi puru nfamigghia, senza vuliri, ca nu figghiu po pigghiari mala strata. Sicilia di tri pedi simbulata e di na facci comu na divina, Trinacria di lantichi fusti chiamata e di lu munnu tu si la Rigina.

canzoni della Ignazio Santagati tradizione siciliana dal suo libro SCIURI DI CAMPAGNA rivisitati da un tentore di estrema professionalit - orgogliosi di appartenere alla loro Sicilia. Una terra che molti hanno dovuto abbandonare per inventarsi il futuro, ma una terra sempre impareggiabile anche se ormai alla merc di tanti e veri nemici che cercano soltanto di distruggerla, a meno che i siciliani non decidano di opporsi ritrovando la loro dignit perduta e ricominciando quel percorso di orgoglio identitario che Roberto Alagna ha saputo indicarci dagli schermi di una televisione . Ufficio Stampa - 25 maggio 2010 LALTRA SICILIA Antudo

LALTRA SICILIA, ricorda che la storia dell'emigrazione fatta di pagine gloriose, di sacrifici, di uomini perbene, di fatica e di onore, e parla sempre dell'Isola, ma anche fatta dagli approfittatori, da chi, speculando sulla condizione di "esule", inganna i siciliani all'estero e ne carpisce la fiducia e il voto, mentre rimane a Roma o a Palermo ad inventarsi nuove enzogne. [Eugenio Preta]

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SENZA COMMENTO
La cedola di iscrizione di Silvio Berlusconi alla Loggia Massonica P2

DECALOGO PER IL PERFETTO UNITARIO


1) SONO UNITARIO - perch la Sicilia stata per l'Italia una ricca colonia e perch, come tale, tutto deve dare e nulla deve esserle concesso. Questo "Onore", che l'Isola mia ha goduto per oltre 16 lustri, ardentemente desidero che Ie sia concesso in perpetuo. 2) SONO UNITARIO - Anche a cagione dell'irrefrenabile "amore" che per noi, miserabili sudici, hanno professato e professano i "grandi" fratelli nordici. Questi infatti, con commovente premura e "delicatezza", hanno ognora carezzato il nostro orecchio chiamandoci coloniali, marocchini, mafiosi, briganti, beduini, incivili, barbari, ignoranti, bastardi, ecc., epiteti troppo... lusinghieri perch vi si possa rinunziare senza sentirci terribilmente straziato il cuore... 3) SONO UNITARIO - Per tutto il bene che I'Italia mia adorata mi ha prodigato durante il suo "delizioso" dominio e per Ie diecine e diecine di migliaia di morti, feriti, mutilati e dispersi cha la Sicilia ha avuto nelle varie guerre, risoltesi poi sempre a beneficio dei "cari fratelli" di lass. 4) SONO UNITARIO - per i miliardi di lire di tasse, dal contribuente siciliano con frenetica gioia versati all'erario italiano, dietro formale impegno del patrio governo che non si sarebbe mai permesso di restituirceli sotto forma di opere pubbliche, ospedali, ecc., il che ci avrebbe profondamente offesi e umiliati. 5) SONO UNITARIO - Perch l'Italia mi ha sempre "maternamente" impedito di commettere cattive azioni, quali, ad esempio, quella di sviluppare Ie industrie in Sicilia per migliorare il mio tenore di vita e quello dei miei figli. Delitto che mi sono ben guardato dal commettere anche perch non mi sarebbe stato certo perdonato. 6) SONO UNITARIO - Perch Ie modeste industrie che ero riuscito a creare di nascosto (oh! come ne son pentito!) furono coscienziosamente perseguitate e soppresse, con mezzi pi o meno legali" dall'italiana benevolenza. 7) SONO UNITARIO - Perch l'oro di una delle pi forti organizzazioni bancarie europee (Banco di Sicilia), oro che involontariamente avevo avuto il torto di accumulare, con il sudore e con il sacrificio di tutta la mia vita e di quella delle generazioni che mi precedettero, mi venne graziosamente sottratto dai miei sempre pi cari "fratelli settentrionali", i quali pero "onestamente" me lo restituirono tutto sotto forma di carta e col disprezzo degli ingrati. Bisogna esser proprio insensibili per non sentirsi salire prepotenti lacrime di riconoscenza per la "magnanimit" con cui fummo alleggeriti dello incomodo aureo peso!... 8) SONO UNITARIO - Perch l'amministrazione delle ferrovie dello stato, piuttosto che buttarli via, invia a noi i vagoni vecchi, malandati e fuori uso e noi in cambio, con gli stessi vagoni, per esprimere il nostro giubilo, ci lasciavamo asportare gran parte dei nostri prodotti. 9) SONO UNITARIO - Perch amo la tirannia, il caos, lo sfacelo, benefici di cui non avrei potuto godere se l'ltalia non ci avesse regalato il suo fascismo e con esso la guerra, con Ie conseguenze della pi completa e perfetta rovina materiale e morale che la penisola abbia vista da che Iddio la cre. 10) SONO UNITARIO - per tutte queste e altrettanti ragioni: inoltre perch sono un figlio spurio; perch rinnego e disprezzo la mia Isola meravigliosa, la cui civilt rifulse prima di quella di Roma, perch infine sofferenze e strazi sono per me motivo di grande conforto e di sadica crudelt, tanto che faccio voti on de siffatti patimenti siano goduti, con moltiplicata intensit, dai miei figli e dalle generazioni che verranno. Siciliani di tutte le categorie e di tutti i colori politici non prestate dunque orecchio ai separatisti, delinquenti e folli. Essi non sanno quello che dicono; essi vorrebbero delittuosamente strapparvi a quest'era di ignavia e di voluttuosi dolori cui l'lsola nostra felicemente soggiace. Gridate con me: "Abbasso l'indipendenza della Sicilia e VIVA l'unit d'ltalia, la sola che pu garantirci sempre miseria, sfruttamento e nuove, immense, sublimi sciagure!" (Dal libro di Girolamo Barletta - Attilio Castrogiovanni - l'uomo della rabbia - pag. 42/43)

Le saviez-vous que PHA, le sac plastique sans plastique


es chercheurs siciliens du Parc scientifique et technologique de Sicile ont cr un sac en matriau composite de papier, mlang un biopolymre novateur dorigine microbienne. Appel PHA, ce polymre se dgrade en moins de six mois, alors quil faut entre vingt et deux cents ans un sac traditionnel pour arriver au mme rsultat. PHA est naturel, rsistant et impermable, prcisent les deux biologistes siciliennes qui lont brevet, Manuela Fragal et Rosa Palmieri. Les sac est prsent dans le pavillon italien de lExposition universelle de Shangha. (LE FIGARO MAGAZINE7 MAI 2010)

Risate a denti stretti


Un tale, pieno di debiti, va in chiesa e si rivolge a Dio: - Signore, cosa sono per te cento milioni? - Per me sono dieci centesimi. - Signore, che cos per te leternit? - Per me un attimo. - Signore, ti prego, mi puoi prestare dieci centesimi? - Aspetta un attimo!... Un tale entra in un negozio di giocattoli. - Buon giorno... Vorrei una barbie per la mia nipotina. - Abbiamo tutti i tipi di Barbie: Barbie al mare, Barbie sulla neve, Barbie infermiera, Barbie in abito da sera, Barbie sposa, Barbie divorziata.... - E quanto costano? - Venti euro. - La mia nipote ne ha tante, ma certamente non ha Barbie divorziata. Prendo quella, ecco i venti euro. - Ne costa cinquanta. - Non aveva detto venti? - Le altre si, ma Barbie divorziata costa di pi. - Perch? - Perch ha la casa di Ken, la macchina di ken, i mobili di ken... Dopo aver spinto per almeno mezz'ora la pesante ruota che ha scolpito nel granito, un uomo preistorico arriva allufficio brevetti annunciando: - Ho inventato lernia !

Caro Amico, dopo che mi hai letto, non mi buttare... Dimostra il tuo alto senso di civismo... Regalami a qualche amico o parente. Aiuterai cos la mia diffusione. Grazie.

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In memoria del Banco di Sicilia. Una lunga tormentata storia


l Banco di Sicilia stato la Banca dei Siciliani, la banca pubblica, praticamente per secoli. Esso nasce ufficialmente con le "Reali Casse di Corte" di Palermo e Messina, succursali del Banco delle Due Sicilie (di Napoli) dotate di ampia autonomia contabile ed organizzativa (1843). Nascevano per sostituire le gloriose ma ormai inadeguate banche comunali delle due maggiori citt siciliane: la Tavola di Palermo (nata nel 1551) e la Tavola di Messina (nata nel 1587). La prima era la terza banca pubblica del mondo per anzianit, aveva praticamente inventato la "moneta di banco" (con le sue "polizze", antenate della cartamoneta) e svolgeva funzioni di Tesoreria per l'intero Regno di Sicilia, in pratica una banca centrale ante litteram. Sebbene non vi sia una stretta successione giuridica tra il Banco di Sicilia e le due antiche Tavole, vi fu per una stretta successione funzionale, visto che immediatamente le funzioni di Tesoreria pubblica e le principali funzioni "sovrane" passarono alle Casse di Corte appena istituite e che le Tavole vennero messe in liquidazione entro gli anni '50 del XIX secolo con passaggio in massa dei depositi da esse al Banco. Nel 1848 il Governo Siciliano rivoluzionario espropria le due Casse e le riunisce nel "Banco Nazionale di Sicilia" sotto forma di societ anonima, parte di propriet del Regno di Sicilia ricostituito, parte propriet di privati. L'anno successivo le quote sociali del "Banco" a seguito del ritorno del governo duosiciliano sono confiscate e riportate nelle mani del tesoro napoletano, ma l'autonomia giuridica del "Banco" mantenuta. L'anno dopo ancora (1850) il "Banco" costituito in ente pubblico con il nome di "Banco dei Regi Dominii al di l del Faro" con funzioni di Banca centrale per il territorio della Sicilia (di fatto uno stato confederato a Napoli) e questa comunemente considerata la sua data di nascita ufficiale. La dittatura garibaldina, oltre alla confisca di circa un terzo delle riserve auree del Banco per pagare i debiti di guerra e le spese straordinarie, ne cambia il nome in "Banco di Sicilia" eretto in "ente morale". Nel contempo istituisce un'altra banca pubblica, radicata nel territorio, e destinata ad un ruolo anch'esso non meno importante: la Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per le Provincie Siciliane, nel tempo diventata semplicemente la Sicilcassa. Nei primi anni dopo l'annessione all'Italia il Banco continua ad operare come istituto di emissione secondo le modalit antiche del Regno delle Due Sicilie, emettendo cio i cosiddetti "Titoli apodissari", ancora non molto diversi dalle "polizze" che la Tavola di Palermo aveva inventato tre secoli prima, ma teoricamente all'ordine e non

al portatore come le vere e proprie banconote moderne. Nel 1867 viene ufficialmente riconosciuto al Banco il diritto di emissione in senso moderno e di banca centrale per il territorio siciliano del Regno d'Italia. Dopo una prima gestione "scandalosa" del Banco nei primi anni posteriori all'Unit esso progressivamente diventa una delle banche pi importanti d'Italia grazie alla bilancia commerciale costantemente attiva della Sicilia e grazie all'opera infaticabile e rigorosa di Emanuele Notarbartolo che la governa sino al 1893, anno del suo assassinio. Nel 1870 autorizzata ad aprire filiali fuori da Palermo e Messina e progressivamente si irrobustisce. Il Banco resta lontano dallo scandalo della Banca Romana e, grazie anche al suo diverso ordinamento giuridico, riesce a mantenere insieme al Banco di Napoli, il diritto di emissione anche dopo la costituzione della Banca d'Italia alla fine del secolo. Nella sua progressiva espansione arriva a svolgere funzioni di banca centrale anche nei possedimenti libici per mezzo della Banca di Tripoli dalla stessa controllata. Nel 1926 le funzioni di emissione vengono accentrate alla Banca d'Italia e le riserve auree e valutarie del Banco confiscate alla Sicilia. Il Banco per mantiene assieme al Banco di Napoli il diritto di emettere vaglia cambiari e altri titoli speciali all'ordine riservati alla sola banca centrale, come confermato dalle leggi collegate al codice del 1942. Nel 1936, in occasione della pubblicizzazione della Banca d'Italia, ottiene una congrua partecipazione al capitale della stessa. Nel 1946 si vede riconosciute dallo Statuto speciale della Regione Siciliana funzioni costituzionali, all'art. 40, in materia di gestione delle riserve valutarie siciliane per mezzo di apposita "Camera di Compensazione" e, implicitamente, di Tesoreria "naturale" nonch finanziatore dei disavanzi della Regione Siciliana in collaborazione con la Sicilcassa. La parte dello Statuto relativa alla restituzione alla Sicilia delle proprie riserve valutarie per il tramite del Banco non stata per mai attuata. Negli anni della Repubblica il Banco si sviluppa

lentamente ma costantemente in un clima di rigido oligopolio del sistema bancario italiano. Nonostante la complessiva subalternit rispetto al sistema bancario settentrionale mantiene il proprio posto di rilievo tra i maggiori istituti di credito italiani, apre filiali in tutta Italia (escluso il Mezzogiorno continentale) e in particolare nel Triveneto, nonch all'estero, con una presenza, negli anni '80, che bene o male va da Singapore a Los Angeles. Ma il "Banco dei siciliani" non sopravviver al vento della globalizzazione ed alla caduta del Muro di Berlino. Si inizia nel 1990 con la trasformazione (a rigore incostituzionale, viste le funzioni garantite dallo Statuto siciliano) in societ per azioni e trasferimento del pacchetto azionario alla neocostituita "Fondazione Banco di Sicilia". Nel 1992 con una ricapitalizzazione determinata da politiche aziendali non sempre consistenti con la sopravvivenza a lungo termine dell'istituto, avallate "misteriosamente" dalla Banca d'Italia, entra nel capitale sociale la Regione Siciliana stessa, rendendo la "politica" quanto mai determinante nella gestione del Banco. Ma il colpo avviene nel 1997, nell'apparente indifferenza generale. L'occasione data dalle condizioni "comatose" dell'altro grande istituto bancario pubblico siciliano, la Sicilcassa, la cui gestione scandalosa non era stata mai oggetto di alcuna reprimenda da parte dell'istituto di vigilanza. La Sicilcassa viene "salvata" con i soldi dello Stato, padrone del Mediocredito Centrale. Ma il Mediocredito, anzich "comprare" direttamente la Sicilcassa "costringe" il Banco, che pure allora avrebbe avuto spalle solide senza partner continentali, a salvare "Sicilcassa" con i suoi soldi. In pratica Mediocredito (e quindi il Tesoro italiano) entrava come socio principale nel Banco, e questo, con i nuovi capitali, acquistava e incorporava Sicilcassa. La Regione patteggiava, da socio di minoranza insieme alla Fondazione dei modesti patti parasociali: la nomina di alcuni consiglieri di amministrazione, la permanenza in vita del Banco come istituto autonomo per soli 12 anni successivi al 1997! Da quel momento in poi il Banco entra nella fase terminale della sua vita, soltanto dilazionata nel tempo ma gi decisa. Nel 1998 i grandi alberghi siciliani, cuore del patrimonio del Banco, vengono svenduti all'immobiliare di Caltagirone con il pretesto che le banche dovevano fare solo attivit bancaria. Nel 1999 il tesoro si disfa del Mediocredito centrale cedendolo alla Banca di Roma. Il "Banco", indirettamente, cessa di essere banca pubblica e finisce in mano di privati. Poco a poco le funzioni collaterali del Banco sono spostate da Palermo a Roma, ad esempio il centro
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LISOLALIBRI

Terroni. Tutto quello che stato fatto perch gli italiani del Sud diventassero meridionali"
di Pino Aprile

o non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni antiterrorismo, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libert di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico (). Ignoravo che, in nome dellUnit nazionale, i fratelli dItalia ebbero pure diritto di saccheggio delle citt meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma. E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile. Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragon la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di Tamerlano, Gengis Khan e Attila. Un altro prefer tacere rivelazioni di cui lEuropa potrebbe inorridire. E Garibaldi parl di cose da cloaca. N che si incarcerarono i meridionali senza accusa, senza processo e senza condanna, come accaduto con glislamici a Guantnamo. () Tutto a norma di legge, si capisce, come in Sudafrica, con lapartheid. Io credevo che i briganti fossero proprio briganti, non anche ex soldati borbonici e patrioti alla guerriglia per difendere il proprio paese invaso. Non sapevo che il paesaggio del Sud divenne come quello del Kosovo, con fucilazioni in massa, fosse comuni, paesi che bruciavano sulle colline e colonne di decine di migliaia di profughi in marcia. Non volevo credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa li istituirono gli italiani del Nord, per tormentare e farvi morire gli italiani del Sud, a migliaia, forse decine di migliaia (non si sa, perch li squagliavano nella calce), come nellUnione Sovietica di Stalin. Ignoravo che il ministero degli Esteri dellItalia unita cerc per anni una landa desolata, fra Patagonia, Borneo e altri sperduti lidi, per deportarvi i meridionali e annientarli lontano da occhi indiscreti. N sapevo che i fratelli dItalia arrivati dal Nord svuotarono le ricche banche meridionali, regge, musei, case private (rubando persino le posate), per pagare i debiti del Piemonte e costituire immensi patrimoni privati. E mai avrei immaginato che i Mille fossero quasi tutti avanzi di galera. Non sapevo che, a Italia cos unificata, imposero una tassa aggiuntiva ai meridionali, per pagare le spese della guerra di conquista del Sud, fatta senza nemmeno dichiararla. () Ignoravo che lo stato unitario tass ferocemente i milioni di disperati meridionali che emigravano in America, per assistere economicamente gli armatori delle navi che li trasportavano e i settentrionali che andavano a far la stagione, per qualche mese in Svizzera. Non potevo immaginare che lItalia unita facesse pagare pi tasse a chi Terroni. Tutto quello che stato fatto perch gli italiani del Sud diventassero stentava e moriva di malaria nelle caverne dei Sassi di Matera, rispetto ai meridionali (edito da Piemme, euro 17,50). Il volume di inserisce nella vasta pubblicistica che rivisita le vicende della Unit dItalia, della quale si celebreranno i proprietari delle ville sul lago di Como. Come potevo immaginare che stessimo cos male, nellinferno dei Borbone, 150 anni il prossimo anno. Tutto ci che il Sud dovette subire (e ancora subisce) a che per obbligarci a entrare nel paradiso portatoci dai piemontesi ci vollero favore del Nord. orribili rappresaglie, stragi, una dozzina di anni di combattimenti, leggi FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno del 22 Marzo 2010, sezione Cultura. speciali, stati dassedio, lager? E che, quando riuscirono a farci smettere di l progetto stato pensato per coniugare la PASTA MADE IN SICILY preferire la morte al loro paradiso, scegliemmo piuttosto di emigrare a milioni qualit del nostro grano duro con la sicurezza (e non era mai successo)? () Io avevo sempre creduto ai libri di storia, alla CERTIFICATA E GARANTITA alimentare, e per offrire un valore aggiunto al leggenda di Garibaldi. prodotto finito da ripartire tra tutti i componenti Non sapevo nemmeno di essere meridionale, nel senso che non avevo mai attraverso accordi di filiera. I produttori che attribuito alcun valore, positivo o negativo, al fatto di essere nato pi a Sud o forniranno allindustria pastaria frumento siciliano pi a Nord di un altro.() di elevato pregio, privo di elementi contaminanti Si scritto tanto sul Sud, ma non sembra sia servito a molto, perch ogni come le micotossine, dannose alla salute, battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi una battaglia persa saranno premiati con appositi contratti. dice Nicholas Humphrey (Una storia della mente). Perch non riprendi una I pastifici aderenti al progetto Pasta di grano duro delle tante pubblicazioni meridionaliste di venti, trentanni fa, e la ristampi tale siciliano di qualit certificata: Bia (Resuttano e quale? Cl) Cerere (Enna) - Colletti (Corleone Pa) Chi si accorgerebbe che del tempo passato, inutilmente?, suggeriva Ferla (Canicattini Bagni Sr) - Gallo Primeluci (Mazara del Vallo Tp) - Giglio ottantanni fa a Piero Gobetti, Tommaso Fiore che poi, per fortuna, scrisse (Palermo) - Tomasello (Casteldaccia Pa) - Valledoro (Valledolmo Pa) Un popolo di formiche. ()

Oggi, nuovi fermenti animano una ricerca di verit storica, non solo meridionale, che viene dal basso, pi che dalle aule universitarie o dalla politica, dalle istituzioni. Non facile capire dove questo possa portare; se a un revanscismo uguale e opposto al razzismo nordista di Lega e collaterali, o a una comune crescita di consapevolezza e conoscenza: un nuovo meridionalismo non solo meridionale (e sarebbe un ritorno alle origini, perch nacque nordico, specie lombardo). Noi non sappiamo pi chi fummo. () Ed accaduto che i meridionali abbiano fatto propri pregiudizi di cui erano oggetto. () Serve rivangare vecchie storie? Non sono cos vecchie da aver smesso di far male e produrre conseguenze: la storia di oggi ancora quella di ieri. La nostra fu interrotta e si pu riannodarla solo nel punto in cui venne spezzata. Non si pu scegliere la ripartenza che pi conviene. Quel che gli italiani venuti dal Nord ci fecero fu cos spaventoso, che ancora oggi lo si tace nei libri di storia. () La questione meridionale, il ritardo del Sud rispetto al Nord, non resiste malg rado la nascita dellItalia unita, ma sorse da quella e dura tuttora, perch il motore delleconomia del Nord. () La Germania Ovest, gi nei primi anni di riunificazione con la pi povera Germania Est, spese, nei territori orientali, una cifra cinque volte superiore a quella che costata in questi cinquantanni la vituperata Cassa per il Mezzogiorno (Se il Nord, Agazio Loiero); e ogni anno vi investe quanto gli Stati Uniti, con il Piano Marshall, inviarono dopo la guerra, per la ricostruzione dellintera Europa. Era lunico modo per far confluire la ricchezza dellOvest dallaltra parte, sino a pareggiare il livello, in ventanni. L si volle; e il di pi dellOvest non era stato rubato allEst. () Paolo Rumiz (...) in La secessione leggera, riporta le parole di un suo amico di Sarajevo: Non stato il fracasso dei cannoni a uccidere la Iugoslavia. stato il silenzio. Il silenzio sul linguaggio della violenza, prima che sulla violenza. (...) La tardiva scoperta di essere meridionale mi ha rivelato un assurdo: i meridionali traggono il nome da quel che gli manca: il Sud. () Lestremo lembo di alcune regioni, che il sentimento proprio e altrui percepisce al confine del mondo, chiamato, in Galizia come in Cornovaglia o in Bretagna: Finisterrae. In Italia un posto cos in Puglia, a Santa Maria di Leuca. La Puglia un dito di terra lungo quasi quattrocento chilometri, ma largo poco pi di trenta, verso Leuca. Significa che non solo ci manca il Sud (Finisterrae), ma altre due direzioni, lEst e lOvest, sono appena abbozzate. Si intuisce altro, da qui, a cui non pensi se hai intorno un orizzonte completo e percorribile. Pu trattarsi della direzione negata della vita. Un settentrionale pu volgere gli occhi e cercarsi il futuro in ogni parte. Un meridionale, no: costretto a guardare solo verso Nord: dalla storia, dalleconomia figlia di quella storia, e persino dalla geografia. Pino Aprile

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In memoria del Banco di Sicilia. Una lunga tormentata storia

informatico, etc., lasciando per il momento in Sicilia solo il core business. Nel 2002 si riorganizza il gruppo bancario romano sotto il nome di Capitalia. La Regione e la Fondazione assurdamente vendono le loro partecipazioni dirette nel Banco, che diventa del 100 % sotto il controllo di Capitalia, e si accontentano di una partecipazione infima in cambio nel capitale complessivo di quest'ultima. Capitalia utilizza questo controllo per farsi cedere a prezzi nominali tutti gli edifici storici del Banco e della Cassa di Risparmio, di valore praticamente inestimabile, frutto del lavoro e del sacrificio di generazioni di Siciliani, che ora finiscono nelle mani dei grandi banchieri privati, letteralmente con un tratto di penna. Nel 2007 Capitalia si fonde in Unicredit. Alla Regione e alla Fondazione vanno in concambio quote ancor pi irrisorie nel patrimonio di questo colosso bancario privato (lo 0,6 % a testa). Unicredit sulle prime fa intendere di voler mantenere autonomia al Banco, ma costringe lo stesso a rinchiudersi nei confini della Regione Siciliana, cedendo tutti gli sportelli fuori dall'Isola e centralizzando tutte le istruttorie di concessione di credito di una qualche minima rilevanza sempre fuori dall'Isola. Il Banco ormai un'ombra. La crisi del 2008 e la persistenza dei patti parasociali costringono Unicredit a dilazionare il colpo finale. All'aumento di capitale sociale di Unicredit per far fronte alla crisi partecipano anche Regione e Fondazione per non perdere le loro ragioni relative di capitale. Nel 2010 viene decisa la soluzione finale: il Banco entro l'anno sar fuso per incorporazione in Unicredit. L'ultima presidenza del Banco, coraggiosa su altri fronti, sar ricordata per il sussiegoso silenzio su questa vicenda. Ne restano tre vestigia, ricordo di un passato in cui la storia delle istituzioni finanziarie si faceva anche in Sicilia: il "marchio", che forse sar ancora esposto negli sportelli siciliani per ingannare la clientela, come una vera e propria mummia dietro cui si nasconde un feroce sciamano sanguinario, predatore dei risparmi siciliani che devono essere investiti a favore del solito "maledetto" Nord; la partecipazione della Regione in Unicredit ed in altri minori istituti bancari Irfis, Ircac, Crias - seme per la speranza di ricostruzione di una vera "Banca di Sicilia"; la fondazione Banco di Sicilia, il cui patrimonio ancora solido e la cui guida ancora in mani pi che attive, che lascia ancora qualche speranza per il futuro dopo il "fondo" che stato toccato in questo torno di millennio. Questi i fatti, i fatti storici, quasi senza nessun commento. Nessun popolo potr mai prosperare senza una banca propria, e la Sicilia ormai politicamente matura per costruirsene una. Cos non era vent'anni fa, quando l'assenza di un soggetto politico siciliano consent al peggior ascarismo di compiere un crimine che nemmeno i saccheggiatori garibaldini e postunitari ebbero il coraggio di fare. Ma la nuova Banca di Sicilia sar solo erede morale del vecchio Banco. Questo, in quanto tale, non pi. Non esiste pi e non lo si pu fare risuscitare. I Siciliani, un p commossi, ne danno la mesta notizia. Il miglior modo per ricordarlo guardare avanti e non ripetere mai pi gli errori di questa brutta storia. Massimo Costa

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lautonomia politico mafiosa che prima gentilmente avevano offerto al Governo siciliano, poich non aveva pi senso. LISOLA - Bld. de Dixmude, 40/ bte 5 - 1000 Bruxelles Troppi galli in un pollaio non vanno bene e con tutti questi soldi riciclati non si capisce pi quali sono quelli della mafia e quelli legali delleconomia del nord. Allora bisogna sciogliere le briglie alla Magistratura, che prima era visionaria quando parlava di mafia, e sperare na volta e per tutte, dobbiamo assumerci larduo e coraggioso compito di che qualche Magistrato trovi il coraggio di lottare questa organizzazione criminale. spiegare, nella speranza che il popolo siciliano si vergogni, dei danni e Vedete come siete ingrati? delle nefandezze che abbiamo causato a tutto il popolo Italiano, che per Vi rendete conto che siamo un popolo indegno? I governi Nazionali vogliono illuminarci facendoci diventare un popolo evoluto ed colpa nostra e nelle peggiori classifiche economiche Europee e mondiali. Bisogna cercare di inchiodare questa popolazione assurda dei siciliani nelle sue Europeo e noi che facciamo? responsabilit e dimostrargli che sono stati e perseverano, ancora oggi, a essere Gli manchiamo di rispetto con questa terra indegna che stata addirittura capace di partorire due uomini come Falcone e Borsellino. Due INGRATI nei confronti dei Governi Nazionali filo-nord che hanno come obiettivo la Magistrati che hanno fatto un pool dinvestigazione e che generosa volont di aiutarci e sostenerci con compassionevole solidariet. si sono inventati lattivit antimafia in Sicilia e addirittura Per spiegare meglio lingratitudine dei siciliani dovremmo cominciare a informare il esportata come esempio nel mondo. nostro popolo della sua storia risalendo a 150 anni fa ma, per non annoiare gli Due Magistrati che sono stati capaci di entrare nel mondo eruditi (chiddi ca sannu a storia), partiremo dal periodo risalente alla fine della della mafia convincendo esponenti della stessa seconda guerra mondiale. La Regione Siciliana, abitata da una popolazione irrequieta, esigente e lamentosa organizzazione a collaborare con la Giustizia e addirittura ottenevano anche il ha ottenuto come regalia anche la straordinaria concessione di uno statuto rispetto dei medesimi imponendo lo Stato. Insomma, due Magistrati che sembravano dei bravi ragazzi e che ci hanno fatto sognare, invece, anche qui speciale come eccesso di zelo da parte della Repubblica Italiana. Il popolo siciliano, dopo la seconda guerra mondiale, non memore e irriconoscente abbiamo deluso i nostri benefattori del nord. dei trascorsi 80 anni di buon governo piemontese (pieno di riguardi, agi e E questa la cosa che mi offende di pi come siciliano perch anche loro si sono favoritismi) ha voluto dimostrargli, con strani personaggi rivoltosi come Antonio dimostrati ingrati e si sono messi in testa di non farsi i caz...i suoi. Vi rendete Canepa e Andrea Finocchiaro Aprile, che noi non volevamo approfittarci pi conto? della loro nobilt danimo e si sono dovuti imporre con un esercito volontario Si sono permessi di indagare sul riciclaggio degli abnormi capitali della mafia, che hanno fatto da padrini ai potenti delleconomia e della finanza che non sono fondando lE.V.I.S. per non volere lautonomia. Per fortuna i vari politici siciliani che hanno formato gli esecutivi che si sono siciliani ma lombardo-piemontesi in consorteria con i politici della partitocrazia succeduti nella nostra Regione Siciliana non hanno mai tradito gli interessi massonica Nazionale. Non c pi mondo! partitocratici Nazionali filo-nord anche se in cambio ricevevano il pesante onere Volevano violare la terra santa dei nostri colonizzatori (scusate, volevo dire benefattori). della baronia politica del governo Siciliano. Noi siciliani non possiamo capire i problemi che ci potevamo avere dal gravame Roba da EROI, ma da sciagurati che mancano di rispetto, vi rendete conto che dei vantaggi e del benessere se applicavano lautonomia a noi concessa per brutta figura abbiamo fatto con i boss della finanza del nord? Abbiamo dovuto subire questaltra umiliante lezione e farci insegnare in maniera bont dello Stato Italiano. Dobbiamo essere grati alla classe dirigente siciliana che per curare la nostra esplosiva, dai polentoni, che la mancanza di rispetto e la violazione della privacy immagine in continente si mossa in maniera servizievole e per esclusivo si pagano con la vita. Effettivamente non c pi mondo e per me che sono interesse del nostro popolo, che essendo ingordo e rozzo non potr mai capire le siciliano da crisi didentit. Per fortuna che esistono i politici siciliani dei due schieramenti partitocratici gesta nobili e le finezze dei nostri politici locali! Non abbiamo nemmeno apprezzato a dimostrazione della nostra ingratitudine nei Nazionali che, alloccorrenza, diventati professionisti dellantimafia, sono confronti dei vari governi Nazionali le delicatezze che hanno usato nei riguardi intervenuti impegnandosi con enorme sacrificio per salvarci limmagine nel Paese della mafia, che oltre ad averla favorita con impunit per farla pascolare e rimettere la sporcizia sotto il tappeto che la Sicilia. indisturbata nei nostri ambiti sociali e politici (sin dalla costituzione della Paolo Amico, @ Repubblica Italiana) si sono impegnati a sostenerla politicamente in tutti gli affari economici della Pubblica Amministrazione. Abolire la borsa ? Grande e generoso il nostro Paese : loro volevano i nostri voti per governare a borsa nasce per mettere in contatto i risparmiatori con le imprese: i primi lItalia interessata alle politiche filo-nord e si sono serviti della mafia, noi volevamo investono, le seconde hanno bisogno di finanziamenti. Ma oggi non pi lindipendenza e loro ci hanno dato 50 anni di governi ombra e di autonomia cos: i flussi di denaro sono a doppio senso ed ultimamente il flusso netto va mafiosa, (siamo un popolo incontentabile). dalle imprese alla borsa attraverso il buy-back (=comprare proprie azioni per Sappiamo tutti che i tempi cambiano e in una societ sempre pi europea e con la aumentarne il valore e quindi i dividendi) .A sua volta questa pioggia di denaro caduta del muro di Berlino che ha stravolto gli equilibri del mondo la nostra amata sugli azionisti crea nuova richiesta di investimenti che non vanno verso Patria italiana non poteva che pensare ai fratelli buzzurri siciliani e proiettarci l'economia reale ma sempre pi spesso verso i mercati finanziari secondari. verso una societ pi civile ed occidentale, ma per fare questo bisogna togliere Se le cose stanno cos ci si domanda a che serve la borsa oltre che ad arricchire

Per farci conoscere il vostro parere indirizzate le vostre lettere a:

SICILIANI: UN POPOLO DI INGRATI ?

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una minoranza, quando: - non d nessun servizio sociale - non sostiene l'economia reale specie nei progetti a lungo termine - non ha alcun interesse a migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti delle imprese - le sue crisi si ripercuotono sull'economia reale. In sostanza se per la maggioranza della popolazione un danno, quali sono gli argomenti a favore della necessit di questa istituzione? Giovanni Maniscalco, @

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