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Bureau de Dpt: Bruxelles X

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P912772

Bimestrale (sauf Juillet - Aot) di cultura, polica, informazione della diaspora siciliana - Anno XIV - n 5 - Novembre Dicembre 2012 Ed. Resp.: Catania Francesco Paolo, Bld de Dixmude , 40/ bte 5 (B) 1000 Bruxelles - Tl & Fax: +32 (0) 2 2174831 - Gsm: +32 475 810756

Quirinale, ma quanto ci costi!

LETTERA APERTA
al Presidente della Regione Siciliana
eletto con il 13,28 % dei suffragi reali dei siciliani con 4 liste

Quirinale, ma quanto ci costi!


Sapete quanto costa agli italiani il Quirinale? No. E probabilmente non lo sapremo mai, dal momento che tale voce di spesa segretata (perch?).

Bimestrale (sauf juillet - aot) di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno XIV - n 5 - Novembre - Dicembre 2012

La metafora del treno


di Eugenio Preta
treno, nell'immaginario collettivo rievoca il viaggio, il trasporto, la distanza, ma anche la fretta dell'arrivo, l'abulia della partenza, il raccorciamento del cammino e delle ore, la velocit, la possibilit di essere dovunque, l'allontanamento, il cambiamento. Davanti agli occhi ci sfilano le immagini della stazione con il suo mondo variopinto, forse anche l'odore della polvere e le liti di don Camillo e di Peppone, indimenticati personaggi del buon Giovannino Guareschi, gli sbuffi di un vecchio treno che viene sempre dal nord. E poi le arance offerte ai finestrini, quando il treno rallentava la sua rincorsa e vecchie bagnarote vendevano grossi "partualli" della Piana, quasi a ricordarti che si entrava in una dimensione pi umana ma pi indigente e poi le gallerie che si infittivano, la luce del sole che non filtrava pi dai finestrini ma solo si udiva il rumore sordo di quella nenia tum-tum che alla fine finiva in un botto di aria e di luce e quello stretto indispensabile si apriva come un ventaglio di meraviglie a stanchi viaggiatori, felici finalmente della vista del faro, dell'Isola, dell'approdo dei ferribot, della conclusione di un viaggio interminabile. Sembra di rivedere quegli arrivi del treno che viene dal nord, ai tempi di quel miracolo economico che aveva rigenerato la Diaspora, perch al sud il miracolo era dato non da chi restava, ma da chi andava via, si spaesava e poi mandava qualche soldo a casa fino a quando non richiamava presso di s la famiglia ed allora se ne perdevano le tracce, come negli anni '20 si erano perdute quelle di intere generazioni di siciliani che partivano per la " Merica ". Ma un treno di oggi quello che viaggia al sud, sempre uguale con i suoi ritardi stabilizzati e la sua sporcizia atavica, treno del sud per la gente del sud che non merita la dovuta attenzione di benemeriti lombrosiani, mentre in continente si viaggia in Tgv e persino in treno 'ferrari', l'Italo del figliastro dell'avvocato, padrone d'Italia come i Savoia lo erano stati un secolo prima. Ora per arrivato Grillo a ricordare a noi, gente distratta,che queste ferrovie siciliane sono da dopoguerra (la 1a), che non esistono orari da rispettare - il fatto stesso che ci sia un treno di per se stesso gi un miracolo - che, democraticamente, non esistono le classi, che basta trovare uno strapuntino e poi incrociare le dita per sperare di arrivare per tempo alla coincidenza con la corriera, s ancora l'autostradale, perch queste ferrovie siciliane non hanno ancora una rete capillare e ti abbandonano ad esempio a Caltanissetta invece di servire tutta la Val di Noto.

Il

Per andare a Catania... anche se meno economico rispetto allautobus, il viaggio in treno ha una durata minima di 2 ore e tre quarti (distanza di 100 km), con vagoni risalenti agli anni 60, sporchi, senza riscaldamenti o aria condizionata, con il motore che spesso si surriscalda e deve rallentare la sua gi lenta corsa nelle salite di Enna. Se poi viaggi di domenica, non ci sono biglietterie aperte, eccetto quando in funzione il bar della stazione. Trenitalia non dimostra nessuna sensibilit per gli utenti siciliani, ad esempio non fa niente per incentivare gli studenti a viaggiare in treno con abbonamenti speciali anzi, ha ridotto il numero dei treni del servizio regionale in Sicilia: dal 29 luglio ben 38 in meno, taglio che ha comportato la riduzione di 500 posti di lavoro fra personale Trenitalia e del settori appalti. Ma noi siamo stanchi di dire sempre le stesse cose: questo treno nella sua metafora racchiude tutta l'indifferenza politica e sociale verso la Sicilia, scarsa considerazione favorita da questa Casta che avrebbe dovuto occuparsi delle cose di Sicilia, piuttosto che di salario e di prebende. Ospedali sull'orlo della chiusura o costruiti laddove s ce n'era bisogno, ma poi abbandonati, Comuni in ginocchio, giovani in ambascia, ferrovie allo sfascio senza che ce lo dica Grillo, viabilit da terzo mondo, famiglie affamate ed ora tutti pronti a prendere in giro i cittadini invece di cominciare a proporre soluzioni per il territorio al di l di partiti ed appartenenze. Solo per la Sicilia. Purtroppo siamo davanti alla prova lampante di tutto quello che la nostra indifferenza ha voluto. Abbiamo sopportato con indifferenza l'annullamento di tutto il nostro sistema sociale, economico, politico e civile senza essere stati capaci di alzare la testa, di fare sentire la nostra rabbia, tanto che hanno pensato di poter fare quello che volevano della terra impareggiabile gettandoci in un vuoto assoluto, il nulla che accompagna il nostro vivere quotidiano dove non abbiamo neppure la minima idea di come iniziare a cambiare, forse perch nella trsiste accezione gattopardesca semplicemente non vogliamo cambiare. Cos restiamo indifferenti mentre paria e furbastri gi imbandiscono i loro teoremi per continuare il mangia-mangia lasciando ai margini delle decisioni la gente perbene che non sa per indignarsi. Povera Terra: forse non ci resta che scovare in cantina quella valigia di cartone che tanti anni fa ha vinto l'indifferenza e ci ha fatto fuggire. Perch abbiamo avuto bisogno ancora una volta d'un forestiero, un altro invasore per sentire vibrare
( Segue a pagina 4 )

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(Segue

dalla pagina 3)

La metafora del treno


ancora la nostra dignit? Perch abbiamo aspettato ancora un uomo del Nord che si dice indignato per i treni lumaca - mentre al nord c' persino Italo - che si dice sbalordito perch ci mancano le autostrade mentre al nord viaggiano a 4 corsie che ci rinfaccia la mancanza di porti, noi che siamo circondati dal mare, ci ricorda i 3 soli aeroporti esistenti per un'utenza di oltre 5 milioni di abitanti. Pensiamo sia giunto il momento di portare avanti una vera battaglia per il territorio, innanzitutto senza i lacci continentali e dopo aver sanzionato col voto i paria e che ci hanno svenduto la terra e fatto perdere l'avvenire. Riprendiamoci la nostra Autonomia, gridiamo la nostra indignazione, risvegliamoci da questo sonno invadente, dal torpore che condanna la nostra terra e, ancora un passo in avanti, dichiariamo ormai l'Indipendenza dell'Isola. Solo cos potremmo ricominciare a parlare di futuro e di lavoro, la vera chiave di volta per rendere liberi i nostri giovani, dare futuro alle nostre famiglie e finalmente vendicare la terra impareggiabile. Eugenio Preta

Eliogabalo

er interpretare i risultati elettorali di domenica 28 ottobre, cercheremo di dare risposta alle seguenti 4 domande: 1. Chi NON andato a votare ? 2. Chi NON ha votato Miccich ?

3. Chi NON ha votato Crocetta ? 4. Chi ha votato per Cancelleri ? Andiamo nell'ordine. Alla prima domanda, tutti hanno gi dato la risposta pi scontata, quella che pi li aggrada: l'astensione una protesta contro questo sistema politico, contro questi politici (che poi nello specifico siciliano lascia intendere prevalentemente Lombardo). Una risposta funzionale a chiss quali progetti di riscrittura costituzionale (incluso annullamento dello Statuto Siciliano) ed alla giustificazione del successo di determinate forze politiche apparentemente verginee. Una cosa incontrovertibile per che in Sicilia pi della met dell'elettorato non sembra partecipare delle logiche clientelari sempre propagandate come anima di questa terra (evito di commentare coloro i quali per non ammettere ci cominceranno a sostenere che la mafia si astenuta). Questa semplice considerazione comunque non ci rende allineati con l'interpretazione corrente dell'astensionismo siculo: nessuno ancora ci pu garantire che quel crollo non sia invece dovuto alla mancanza di piccioli nelle tasche dei partiti ( gi, la crisi colpisce anche loro). Il risultato lo stesso (la fine della moderna democrazia parlamentare, non solo di una classe politica), ma la dinamica sarebbe molto differente. A questo aggiungiamo un altro pensierino: se vero, come lasciato intendere dagli stessi giornali di sistema, che il 18% di Cancelleri espressione di ulteriore voto incondizionato, allora la percentuale di siciliani liberi dal giogo clientelare sarebbe ancora maggiore. In pratica non si capirebbe pi come la casta (e la mafia) abbiano potuto governare dal dopoguerra ad oggi. Passiamo al punto due. Tra i voti conteggiati per i partiti della coalizione di Miccich e quelli dello stesso candidato presidente, vi uno scarto negativo di circa il 5%, con Musumeci che aveva anticipato il dirottamento di voti di area Lombardo su Crocetta. E questo ci porta al punto 3. Chi non ha votato per Crocetta ? E s, perch se la denuncia di Musumeci corretta, per Crocetta vale lo stesso discorso di Miccich: senza i voti di Lombardo il saldo sarebbe negativo pi o meno del 5% (va rilevato che in questo caso senza il dirottamento di cui sopra il presidente sarebbe oggi proprio Musumeci). A chi sono andati questi voti ? Siamo cos arrivati all'ultimo punto: l'unico ad avere beneficiato del voto disgiunto stato Cancelleri. Di nuovo siamo intorno al 5%. Voto libero, o qualcuno ha mandato un ordine da Roma ? D'altronde abbiamo visto tutti che Berlusconi si beccato la sua prima condanna non appena si azzardato a chiamare Lombardo per suggerirgli di non votare Miccich. Ovviamente quella discussa solo una delle possibili interpretazioni. Di sicuro c' che quel 5% vagante sa molto poco di voto libero e molto assai di italica liberal-democrazia. Un 5% che ha dato ai siciliani il loro imperatore decadente gi incaprettato per l'ecatombe sotto la lama del politico che pi di tutti riassume in s le idiosincrasie ed i difetti (ma anche i pregi, per chi li sa apprezzare) del nostro popolo: Raffaele Lombardo. Il Consiglio dell'Abate Vella

La Grecia fallisce per il suo debito, la Sicilia fallisce per il suo credito verso lo Stato italiano che gli presta come elemosina solo una parte di ci che gli deve, ma non pareggia mai il conto. La Regione Siciliana vanta un credito di un miliardo di euro nei confron dello Stato italiano e le stesse imprese siciliane hanno un credito di 5 miliardi di euro. La Sicilia potrebbe vivere meglio senza l'Italia, ma l'Italia non potrebbe vivere senza la Sicilia. Se la Sicilia dovesse andarsene, costrea dal malfunzionamento dello Stato e delle istuzioni, sarebbe l'inizio di un domino cui seguirebbero altre Regioni e la ne dell'Italia, forse la sua balcanizzazione. (Beppe Grillo)

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5 LETTERA APERTA al Presidente della Regione Siciliana


eletto con il 13,28 % dei suffragi reali dei siciliani con 4 liste
identitario non pregiudica l'azione in campo istituzionale, sociale, economico, e cos via. Possiamo darle un elenco di questioni in cui la seguiremo giorno per giorno? Dia in queste cose il segnale di un cambiamento: 0. Restituzione alla Sicilia della sua Alta Corte (la numeriamo "O" perch senza questo non si pu far nulla); Applicazione integrale, passo dopo passo, dello Statuto; "Uso" dello Statuto con riforme legislative in ogni campo della vita associata per creare una Sicilia moderna e forte; Istituzione di un sistema tributario siciliano completamente autonomo da quello nazionale come consentito dallo Statuto per realizzare la migliore delle fiscalit di vantaggio; Attribuzione alla Sicilia di tutti i benefici, proventi, tributi, derivanti dall'estrazione di idrocarburi, dalla loro raffinazione, e dalla produzione di energia elettrica con benefici tangibili ripartiti tra il settore pubblico, le imprese e le famiglie; Politiche industriali che spezzino la spirale assistenziale, saltando le intermediazioni parassitarie continentali, con un aumento di profitto per le imprese isolane e la diminuzione del costo della vita per i consumatori siciliani; Politica delle infrastrutture, in particolare per quelle di trasporto (del "ponte" non ce ne importa nulla, se non lo fa, tanto meglio, se lo fa, chieda i soldi a Berlusconi); Politica monetaria e creditizia autonoma nei limiti concessi dallo statuto (partecipazione della Sicilia ai benefici di creazione di moneta in Europa in funzione di popolazione e PIL, controllo sulle nostre banche); Snellimento progressivo del "burosauro" della pubblica amministrazione con concentrazione della manodopera sui servizi realmente qualificanti e con una qualificazione della forza lavoro pubblica (basta con le raccomandazioni che producono voti!); Progressiva introduzione del bilinguismo italiano - siciliano; Riforma della scuola in senso identitario; Politica dei "simboli" dell'autonomia siciliana (cfr. sopra); Legalit; Gestione seria del territorio, dell'ambiente, dei beni culturali; Sanit e servizi pubblici a costi e livelli qualitativi degni di un paese civile; Utilizzo delle risorse derivanti dallo smobilizzo del "moloch" pubblico e dal progressivo ampliamento della base contributiva per gestire il profondissimo disagio sociale: disoccupazione, emarginazione, etc;

9. 10. 11. 12. 13. 14.

"Voglio dire chiaramente a chi ancora avesse dei dubbi, che io ho gi scelto con chi allearmi, con il popolo siciliano".
Si cominci allora dai simboli:

renda festivo o semi-festivo o solennit civile l'appuntamento annuale del 15 maggio, Festa dell'Autonomia, che noi da qualche anno abbiamo cercato di onorare nel boicottaggio generale; lo faccia per con sobriet, senza inutili vanaglorie o sprechi di denaro pubblico, ma con una mirata azione volta a far sentire, almeno una volta l'anno, ai Siciliani il ritrovato orgoglio di essere tali; faccia sventolare in ogni dove la nostra Bandiera Siciliana: il nostro vessillo ci abbracci in ogni dove come nelle altre nazioni "quasistato" europee: la Catalogna e la Scozia, tanto per fare esempi riconosciuti; se la Trinacria, nostro simbolo secolare, gi nella bandiera, adotti l'Aquila fridericiana, per secoli simbolo del Regno di Sicilia, coniato sino nelle monete, come nuovo stemma della Regione: la continuit col passato, con le nostre radici, il miglior viatico per avere un futuro.

1. 2.

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Si dir che queste ed altre iniziative identitarie (lo Statuto, la storia e la cultura, la lingua siciliana nelle scuole, oppure la riforma di una toponomastica sin troppo "coloniale") non portano moneta, non danno risposta immediata ai tanti drammi dei Siciliani. Non vero. Non vero perch l'identit rende una terra interessante e visitata dall'estero, e non vero perch il riscatto

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16. Voto per i Siciliani della diaspora (Italia + Estero) per le prossime elezioni regionali ed amministrative; 17. Costituzione di un Dipartimento per i Siciliani della diaspora e una vera Consulta, democraticamente eletta, a rappresentare i diritti delle nostre comunit allestero; 18. Soppressione della legge 4 giugno 1950 n 55 e della legge 5 giugno 1984 n 38, che regolamentano l'emigrazione siciliana; 19. Soppressione degli uffici provinciali e comunali che dovrebbero tutelare, studiare e coadiuvare l'emigrazione.
E ci fermiamo qua perch 5 anni bastano appena ad avviare le riforme sopra indicate. I siciliani che ricevono la nostra posta, in Sicilia e nel mondo, saranno informati su tutto, senza peli sulla lingua.

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Ufficio stampa - LALTRA SICILIA

La Sicilia ha bisogno di uomini forti di quel pensiero politico che fa della politica lo strumento dello sviluppo economico e sociale. ( Francesco Paolo Catania )

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Radici storiche dellAutonomia siciliana

La Sicilia Provincia dellImpero


di

Massimo Costa

Confederazione italica e la Gallia cisalpina furono differenza del confine amministrativo amministrativamente riunite e sottomesse interno, quello sul Siculum Fretum (lo allautorit della Repubblica senatoria, ormai sotto Stretto di Messina) era un vero e la tutela del Principe. Per, formalmente, lItalia proprio confine politico, ancorch rest sempre distinta dalle province che nel tempo interno allo Stato romano. aveva conquistato. La Sicilia fu per la prima volta nella sua storia Anche in epoca tardissima, ai tempi del Corpus laboratorio politico. La formula della Provincia, Juris di Giustiniano, la legge recitava Italia non infatti, una volta brevettata per la Sicilia, sarebbe est provincia sed domina provinciarum (da cui la stata usata di l a poco per la Sardinia et Corsica donna di province di cui parla Dante nella sua e via via per gli altri possedimenti romani, sino a Commedia). Cio formalmente non era una diventare il modo normale per organizzare le Massimo Costa provincia nemmeno quando, alla fine del VI secolo conquiste di una formazione politica dai confini dopo Cristo, nella sostanza era ridotta ad un sempre piampi. possedimento dei greci bizantini. Diverso era stato per lItalia. Questa era stata associata a Roma in una Confederazione con vincoli differenziati Diverso il discorso per la Sicilia. e complicatissimi, diversi da citt a citt. Con il noto Divide et La Sicilia resta provincia romana praticamente per mille anni. Le impera ad alcuni municipi era stata data la piena cittadinanza istituzioni provinciali e municipali che trovarono gli arabi nel IX romana, ad altri quella latina (una sorta di cittadinanza di serie secolo d.C. erano ancora nientaltro che i fossili rattrappiti B), ad altri ancora un vincolo federale, in pratica unalleanza dellantica civilt greco-romana ormai in rovina. stabile come quelle che la stessa citt di Roma concludeva con Non ci dilungheremo qui sui fatti storici che interessano questo citt e stati fuori dalla Penisola: Messina, Marsiglia, Atene, per lunghissimo periodo. Quel che ci interessa sottolineare che la costruzione politica che i romani in parte trovarono e in parte fare solo tre famosi esempi. Se gi nellantichit greca la distinzione tra Italia e Sicilia, e tra costruirono rimase sostanzialmente immutata durante tutto Italioti e Sicelioti, era stata netta e politica, non certo solo questo arco di tempo. geografica, ma pur sempre nel quadro di una sicura comunanza Dovremmo forse evidenziare che il Pretore a un certo punto si culturale, in epoca romana la frattura tra Sicilia e Italia totale: chiam Proconsole e poi, passando per il Conte del periodo lo Stretto di Messina segnava a Sud, come il Rubicone e lArno a Ostrogoto, si arriv al Patrizio bizantino? La sostanza era sempre la medesima: un governatore veniva Nord, lo spartiacque tra dominatori e dominati. nominato da fuori, teneva nella vecchia Siracusa la propria Nel tempo queste differenze per andarono sfumando. Dopo la guerra sociale (ai tempi di Mario e Silla) la cittadinanza residenza, nessuna partecipazione politica era consentita ai romana fu estesa a tutti i Socii italici mentre la cittadinanza siciliani, nemmeno dopo aver avuto con Caracalla la cittadinanza latina da allora in poi fu graziosa concessione per alcune citt e romana, se non allinterno delle magistrature municipali, la Sicilia aveva lobbligo di contribuire con derrate, tributi ed armi popoli alleati. Cesare, ad esempio, concesse la cittadinanza romana a tutti gli alle esigenze dellImpero di cui faceva parte. abitanti della Gallia Cisalpina (i Padani diremmo oggi) ma La Sicilia allora era nazione fra le nazioni. Ovviamente non nel lasci che questa provincia permanesse non integrata con lItalia senso ottocentesco e romantico, ch sarebbe antistorico e fuori ed amministrata sempre dallesterno. Lo stesso celebre politico e luogo. Ma nel senso in cui lo erano lEgitto, le Gallie, la Siria, generale ai siciliani concesse solo la cittadinanza latina, forse lAcaia (Grecia), lAfrica (la Tunisia) e cos via. Era a tutti gli per una minore affinit linguistica di un popolo ancora in gran effetti un paese, parte integrante del pi vasto Impero universale. parte di lingua greca. Con il tempo le differenze tra cittadini italici e sudditi provinciali Le poche volte in cui il dominio fu scosso fu quasi sempre per sfumarono del tutto e lImpero si trasform in uno stato rivolta interna e, in queste, la dimensione geopolitica propria potenzialmente universale, sebbene sempre diviso in della Sicilia non fu mai dimenticata, o forse pisemplicemente nazioni (con termine moderno) chiamate Province. Le province era dettata dallabitudine e dai confini geografici naturali. erano qualcosa di diverso da quel che sintende oggi con il Nella prima rivolta servile, ad esempio, lo schiavo Euno si termine. Erano a tutti gli effetti amministrazioni simili a quelle di proclama Re di Sicilia con il nome di Antioco, unendo in tal uno stato e molto spesso erano nientaltro che ex-stati modo il ricordo della monarchia siriana, dalla quale provenivano sottomessi: cos lAsia, ex regno di Pergamo, cos lEgitto, cos il molti schiavi come lui, con il confuso ricordo di unantica monarchia siciliana ellenistica. Ponto, cos come abbiamo visto la stessa Sicilia. In questo lento passaggio da impero italiano a monarchia Nel Basso Impero, ai tempi di Diocleziano per lesattezza, alle universale lItalia cominci a divenire di fatto una provincia Province si aggiunsero sovrastrutture di coordinamento dai come le altre gi sotto Augusto, quando la vecchia confini pi vasti: le diocesi. La Sicilia viene assegnata
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dipendere dallamministrazione romana doccidente (che ora non esiste pi, nemmeno nella variante barbarica), la provincia di Sicilia prende a dipendere da Bisanzio, che altro non che la nuova sede dellamministrazione imperiale. A parte la bislacca ed effimera idea di Costante II, nel secondo VII secolo, di fare di Siracusa la nuova capitale dellImpero, ci che avrebbe mutato irreversibilmente la storia dellIsola, trasformando lImpero greco-romano nientemeno che in un mediterraneo Impero Siciliano, lunica nota di rilievo sugli ultimi secoli romano-bizantini data dalla progressiva autonomia che assume il Thema, come ormai i greci chiamavano la Provincia: chiesa autocefala, milizia e armata provinciale propria a fianco di quella imperiale, zecca propria, e

In memoria della sua eroica loa per la libert, la ci di Enna ha ereo nel Castello di Lombardia un monumento allo schiavo Euno colto nellao di spezzare una pesante catena.
come la Rezia (Svizzera) e il Norico (Austria) alla diocesi Italia, cos come poi, molto pi tardi, analoga struttura di coordinamento per breve tempo legher la Sicilia bizantina allEsarcato italiano di Ravenna. Qualche storico romantico e patriottardo ha potuto cos segnare alla fine del III secolo d.C. lampliamento del concetto di Italia fino a comprendere anche le maggiori isole. Devo dire che non sono molto daccordo. Se cos fosse allora anche il Marocco, dallora in avanti, sarebbe dovuto essere considerato Spagna e la Svizzera Italia. Le Diocesi in realt furono costruzioni effimere e burocratiche, come poi sarebbe stato lo stesso Esarcato bizantino. Di fatto la Sicilia dipese prima o poi direttamente dallamministrazione centrale dellImpero e rest sempre separata dallamministrazione italiana. Nemmeno la breve parentesi barbarica rappresenta una vera rottura istituzionale. I re romano-barbarici riconoscevano sempre lalta autorit imperiale e la vigenza del diritto romano per i cittadini conquistati. Fu cos in tutto lOccidente e fu cos pure in Sicilia. Quando Odoacre depose lultimo imperatore romano non si proclam Re dItalia n dichiar che lImpero Romano era finito, come ingenuamente si lascia credere in molti manuali. Semplicemente invi in Oriente le insegne imperiali, riconoscendo da quel momento solo lautorit dellImperatore Zenone, e si consider solo Re degli Eruli, come poi Teodorico lo sarebbe stato degli Ostrogoti. Si deve a Odoacre il ripristino delle autorit provinciali siciliane, e la loro sottomissione alla nuova corte di Ravenna, ormai totalmente in mano ai barbari, dopo una breve scorribanda dei Vandali che erano riusciti a creare il caos ma non a ricostruire alle loro dipendenze unamministrazione dellIsola. V da dire, per, che durante il periodo gotico (Eruli e Ostrogoti) la sola citt di Lilibeo fu tolta allamministrazione della provincia e riunita a quella dei Vandali in Africa, come ai tempi dellantica Cartagine. Con larrivo del generale Belisario non cambia molto: anzich

Imperatori propri! Proprio cos: la Sicilia dellultimo impero bizantino si scopre infatti sempre pi separatista e nomina, con bizzarre insegne imperiali che allora erano lunica forma di potere conosciuto dai nostri avi, ben tre Imperatori di Sicilia che per qualche anno danno filo da torcere ai Romei (i Romani dOriente o Bizantini). Ma la Sicilia, a differenza dei ducati italiani di Venezia o Amalfi, non ce la fa a sganciarsi da Costantinopoli: troppo grande e importante per passare inosservata, troppo piccola per vincere da sola contro lImpero, troppo lontana da Bisanzio per costituire un reale problema per le lotte di potere nella capitale, troppo vicina per essere abbandonata come tocc alla remota Sardegna. Cos sar solo linvasione saracena che caccer per sempre le insegne imperiali dallIsola. Ma luscita di scena dalla storia della Provincia o Thema di Sicilia sar sofferta, lenta, secolare, come un albero che secca, si spacca e crolla poco per volta: man mano che i Saraceni avanzano, dopo l827, lautorit del patrizio si restringe sempre pi, sinch la stessa Calabria accorpata allamministrazione Siciliana tanto poco resta della Sicilia vera e propria. Nell878 cade Siracusa, e insieme ad essa cade quanto in essa sopravviveva dellantico regno siceliota e della provincia romana: una delle due grandi stagioni della Sicilia, prima di quella del Regno di Sicilia, che finisce per sempre. Appendice sar la caduta di Taormina nel 902 con una simmetria soprendente: a Naxos, nel 734 a.C., era cominciata, poco prima che a Siracusa, la grande storia dei Greci di Sicilia, e a Taormina, la nuova Naxos, sarebbe cessata la storia degli ultimi greci imperiali, non molto dopo che Siracusa era caduta. Ovviamente la Sicilia come amministrazione provinciale continuava a vivere per qualche tempo in terra di Calabria, peraltro popolata anche da moltissimi profughi dellisola, ma ormai la vera Sicilia era solo provincia teorica, in partibus infidelium, e a nulla valse la scorribanda di Giorgio Maniace nel primo XI secolo, se non a dare una fugace illusione, il fantasma di un tempo che ormai era andato per sempre. Ma la Sicilia greco-romana, uscita per sempre dalla storia viva, avrebbe lasciato le sue tracce profonde nella storia che ancora doveva essere scritta. La Reconquista della Sicilia era infatti ormai motivo di controversia internazionale e la sua natura giuridica di antica provincia romana o di antico regno sarebbe stata fondamentale per la giustificazione ideologica della sistemazione politica da dare alla stessa. (2. Continua)

Massimo Costa

Nel prossimo numero: LEmirato di Sicilia

... soltanto un popolo consapevole delle radici della propria ident pu costruire con ducia il suo futuro.
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Iene, sciacalli e piccoli giuda!


E, in effetti, ripuliscono lambiente dalle carcasse dei grossi erbivori abbattuti dai grandi predatori, per quanto non tutte le iene si cibino di sole carogne, questo va detto! Le iene, come del resto gli sciacalli e gli avvoltoi, sono state per secoli viste, nellimmaginario collettivo, come presaghe di eventi infausti, sfortuna, morte e quantaltro. Sebbene, nella realt, siano loro ad essere spesso sfortunate, costrette, come sono, a cedere i loro banchetti ai prepotenti leoni! Come detto, anche lo sciacallo si ciba di carogne e ci ha fatto s che venisse iconograficamente rappresentato come il signore della morte e delloltretomba. Il dio egizio Anubi, ad esempio, era raffigurato con un corpo umano e la testa di uno sciacallo. Non saprei dire se sia stato per la sua bruttezza, o meno, che venne successivamente sostituito col pi gradevole Osiride! Nel linguaggio comune, col termine sciacallo ci si riferisce spesso a coloro i quali riescono, puntano regolarmente a trarre vantaggi dalle difficolt altrui. Giuda Iscariota, figlio di Simone, , per eccellenza ed immancabilmente, il dodicesimo, lultimo apostolo di Ges Cristo. Sempre in coda, del resto, cosa potrebbe pretendere, trad per soli trenta denari! Il dio egizio Anubi

ellaccezione comune, le iene sono gli spazzini della savana, insieme a sciacalli ed avvoltoi.

innocente. Ma quelli dissero: Che ci riguarda? Veditela tu!. Ed egli, gettate le monete dargento nel tempio, si allontan e and ad impiccarsi. (Matteo 27, 3-5)
La maggior parte dei cristiani vede Giuda ancora ed esclusivamente come un traditore e questa laccezione che, nel linguaggio comune, quel nome ha assunto. Ma non mancano le eccezioni, le belle e luminose, sebbene isolate, eccezioni, aggiungerei io. Don Primo Mazzolari, Don Primo Mazzolari presbitero, scrittore e partigiano italiano, vissuto tra la fine dellOttocento e la prima met del Novecento, anticip, per certi versi, alcune delle istanze del Concilio Vaticano II (Chiesa dei poveri, libert religiosa, pluralismo, ), non disdegnando il rifiuto di ogni forma di ingiustizia e di violenza (durante la guerra, nascose e protesse dapprima ebrei ed antifascisti, successivamente anche alcuni fascisti). Nellomelia del gioved santo del 1958, un anno prima di morire, gli si rivolse con le parole Giuda, fratello nostro! Caterina Fieschi Adorno, o Caterina da Genova, mistica e santa vissuta nella seconda met del Quattrocento e ricordata per le sue opere di misericordia verso poveri ed ammalati, sosteneva che Ges, in uno dei suoi incontri mistici, le avesse rivelato di come, per la sua grande misericordia, Giuda fosse stato perdonato! Vi sono esseri, poi, che incorporano un p tutte le caratteristiche sopra viste! Personaggi inclini a tradire anche chi li accoglie a braccia aperte, in amicizia e con mente scevra da qualsivoglia sospetto. E non tradiscono necessariamente per trenta denari, talvolta gi sufficiente il soddisfacimento della loro infinita ambizione! Di norma, per, sono poco propensi al pentimento, tant che, per loro, riterrei preferibile lutilizzo dellappellativo giuda rigorosamente in minuscolo, ho troppo rispetto per quellaltro, di Giuda, un uomo che semplicemente sbagli, come in tanti sbagliamo, e che fu lacerato dal rimorso! Inoltre, di preferenza non agiscono alla luce del sole, in piena sincerit, ma approfittano delle difficolt altrui come gli sciacalli o, meglio, come la rappresentazione iconografica degli sciacalli, anche inducendole, queste difficolt! Ogni tanto, capita che qualcuno, tra loro, faccia la fine della iena, costretta a lasciare il banchetto al leone di turno!

E subito, mentre ancora parlava, arriv Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: Quello che bacer, lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta. Allora gli si accost dicendo: Rabb e lo baci. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. (Marco 14, 43-46)
Matteo narra, anche, del pentimento di Giuda e del suo rimorso, gett via il denaro e si impicc.

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Ges era stato condannato, si pent e riport le trenta monete dargento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: Ho peccato, perch ho tradito sangue

Arturo Frasca

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Niscemi (CL) - Breve storia del Muos

Il

Mobile User Objective System (MUOS) un potentissimo sistema di comunicazione militare di ultima generazione messo a punto dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Una centrale Muos in costruzione proprio nella riserva naturale Sugherata di Niscemi in provincia di Caltanissetta. (vedi foto sotto). In Sicilia, dunque. Limpianto sarebbe

avranno come protagonisti gli aerei senza pilota e i missili telecomandati a distanza, che partiranno in buona parte dalla grande base aerea siciliana di Sigonella. Il 6 ottobre scorso nel pieno delle proteste dei cittadini di Niscemi, la procura di Caltagirone aveva ordinato il sequestro dei cantieri dei lavori del Muos per violazione delle norme ambientali. Per, giusto qualche giorno fa, il tribunale de l l a Libert di Catania ha annullato il decreto e ha dato di nuovo il via ai lavori. Il progettino innocente degli Usa comprende quattro impianti Muos in tutto il mondo. Uno in Australia, uno in Virginia, uno nelle isole Hawaii e uno in Sicilia, appunto. A parte Niscemi, le altre tre basi sono dislocate in zone desertiche.

costituito da torri radio e antenne dal diametro di 18,4 metri e dallaltezza di 149 e servir a gestire centri dintelligence, radar, velivoli senza pilota, missili da crociera, cacciabombardieri e altri strumenti di guerra non guerreggiata. Il Muos nasce da un patto bilaterale tra Italia e Usa del 2001 con il governo Berlusconi, ratificato nel 2006 dal governo Prodi che ha dato mandato alla regione siciliana di occuparsi dei nulla-osta necessari a unarea in cui vige lassoluto divieto di edificazione. Il Muos una mostruosit; pericoloso per lambiente ed pericoloso per la salute delluomo. Ma, soprattutto, completa la colonizzazione militare americana della Sicilia, sar lo strumento con cui si condurranno le future operazioni di guerra, quelle che

Niscemi (CL) : in 4000 per dire NO al MUOS

Dalla Sicilia sono passati in tanti e tutti dovranno passarci. I greci vi hanno inventato la dialettica, i latini vi hanno ambientato il mito, gli arabi i colori e la conversazione, i Normanni la grandezza. Gli americani no, loro nella Sicilia ci vedono solo un deserto. Unici a non ascoltare e capire la ninfa Aretusa: Sicaniam peregrina colo, sed gratior omni haec mihi terra solo est. La Sicilia la abito da straniera, ma mi pi cara di qualunque altra terra. Detto ci, non c giornale in Italia che racconti la storia del Muos.
Pietrangelo Buttafuoco (ilFoglio.it)

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BASTA VOLERLO !

ur sussistendo nella legislazione italiana la legge costituzionale dello Statuto Siciliano, tutto rimasto come prima con laggravante di avere svuotato di ogni serio contenuto tale legge fondamentale, travisandone la lettera e lo spirito e ci con il beneplacito e senza alcuna rimostranza degli ascari di destra, di sinistra e di centro, di sopra, di sotto, di lato che da sempre hanno gestito lautonomia. Il Popolo Siciliano dal 1946 ad oggi non riuscito ad esprimere un raggruppamento politico sicilianista, che avesse rappresentanti nellassemblea regionale, nel parlamento nazionale romano e meno che mai nel parlamento europeo, per far sentire la voce di questo nostro popolo e reclamare lattenzione dei nostri diritti e delle nostre prerogative proclamati e sanciti solennemente nella legge costituzionale anzidetta. In compenso abbiamo avuto ed abbiamo una marea di sigle, di associazioni e di partitini capitanati da generali senza soldati, con la conseguenza che nessuno riesce a varcare nemmeno la soglia di un qualsiasi consiglio comunale siciliano e meno che mai dei parlamenti anzidetti dove si potrebbe e si dovrebbe far sentire la nostra voce. La via da seguire quella della ricerca del consenso politico dei Siciliani attraverso lorganizzazione unitaria di tutti i gruppuscoli sicilianisti in un soggetto politico credibile, attivo, dinamico e battagliero. Tutto il resto (carte, proclami, memorandum, appelli ecc.) si risolve in un parlare tra di noi, per come i fatti ci confermano. Ci rendiamo conto che il problema non di facile soluzione, ma certamente non impossibile: basta volerlo ! ( laltrasicilia.org )

Langolo della poesia


I spiriti
Na sira mentri facia na passiata p via chi nni porta o campusantu mi ncuntraiu allangulu d strada cu du spiriti, chi mi vinni puru u scantu. Picch nisciti a fari scantu a genti? ci dumannaiu allura prontamenti. Vuiautri siti morti anticamenti; lassati npaci a cu resta viventi. Ma nui nuddu sconzu vinemu a fari. Niscemu a sira sulu pi vaddari, pi vidiri qual u cumpurtari di chiddi chin terra ancora jannu a stari. E chi vidistu, curiusu dumannai. Vittimu putrunaria e malu fari, nvidia, gilusia e tanti guai, ngratitudini e amuri pi dinari. Nt famigghi mancanza di rispettu; amici pi sfruttari sulamenti; pi la comunit nun c affettu ma sulu egoismu dogni genti. Tutti vannu a scola a studiari e su tutti lauriati o diplomati, a sapienza per nun sannu amari e da cultura nun sunnu innamurati. A vui chi vintiressa chi viditi? ci rispunniu i garbatamenti. Vui siti morti, stativi unni siti, lassati npaci a tutti li viventi. Nuiautri ancora avemu tantu amuri pi chiddi chi pigghiaru u nostru sangu; nto cori nui sintemu un gran duluri, vidennu tanta genti nta lu fangu. Ma chi diciti, spiriti di morti vui siti! Comu umbra sulamenti. Nui mangianu e bivemu a bona sorti e semu fatti i carni ch viventi. Mangiari e biviri cuntenti su cosi che fannu puru lanimali. Nun sunnu cosi sulu pi la genti. Li fannu puru i scecchi e i maiali. Non la carni chi fa viva a genti ma u spiritu chi duna a tutti affettu, a forza chi fa girari a nostra menti e lamuri chi tinemu nta lu pettu. Amicu nostru, vui non capiti nenti picch da vera vita siti gnuranti. Nuiautri semu spiriti viventi, vui siti cadaviri ambulanti. Peppino Ruggeri (Arba sicula)

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ALTANATU

ugura a li so clienti Natali Bonu e un felici N

URA

i e amici un ovu Annu 2013

E se mi chiederanno perch amo La SICILIA, rispondero... Guardala di notte, vivila di giorno, ascoltala d'estate e sognala d'inverno... Allora forse capirai !

Castello di Partanna (TP) - Eugenio Scaglione

Gole dellAlcantara Alessandro Catalano

Lipari - Gianfranco Tinteri

Castelmola (Taormina) - Melania Russo

Aci Trezza (CT) - Maurizio Grasso

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Agrigento, il grande imbroglio dellacqua


da Salvatore Petrotto, ex Sindaco di Racalmuto, riceviamo e volentieri pubblichiamo
uesta la mia denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica di Agrigento a febbraio del 2011, per quanto riguarda la scandalosa gestione del settore acque e rifiuti nellAgrigentino. Ancora aspetto risposta, malgrado si siano perpetrati ulteriori danni economici e gestionali per ulteriori svariate decine di milioni di euro. Perch la Procura della Repubblica di Agrigento, a distanza di anni, non ha proceduto contro chi ha commesso delle evidenti illegalit, degli evidenti reati che hanno cagionato dei danni economici, a cittadini ed ai Comuni per centinaia di milioni di euro? Leggete quanto scrivevo alla Procura della Repubblica nel febbraio del 2011.
Favara, Aragona, Raffadali e gli altri Comuni del Consorzio Voltano erano, contemporaneamente, soci di Girgenti Acque e componenti dellorgano consortile, cio lAto idrico che celebr la gara. Ricordo, a questo punto, non so se solo a me stesso che il Prefetto Postiglione port un esempio lampante di ci che avvenne. Disse che come se unintera giunta comunale appalta un servizio ed una parte degli assessori che fanno parte di quella giunta si aggiudicano tale servizio Ma al di l di tale palese conflitto, si registr anche un ingiusto commissariamento dellAssemblea dellAto, che consent questa ed altre ingiuste decisioni, quali quella della diminuzione del capitale sociale, mentre cera la gara in corso. Insomma, ricordo un lungo braccio di ferro tra Sindaci in pieno conflitto dinteressi e Sindaci il cui conflitto lo spostarono in direzione del Tar e del Cga e tra questi ultimi il sottoscritto chiedendo se tutto ci era possibile. Ed allora, lattuale assessore regionale, Gaetano Armao, ricordo sempre, non so se solo a me stesso, fu chiamato dallallora Presidente della Provincia, lattuale On Enzo Fontana, nella qualit di Presidente dellAto idrico, ad esprimere un parere legale riguardante la stipula del contratto con Girgenti Acque. Ovviamente, il parere fu favorevole. Si disse allora, ed strano che il Sindaco di Agrigento non se lo ricordi e forse in pochi se lo ricordano ancora che se non si fosse immediatamente firmato quel contratto tutti e 43 i Comuni interessati avrebbero perso i finanziamenti previsti nel cosiddetto Pot, il Piano cio per il rifacimento di tutte le reti idriche e fognarie dellintera provincia agrigentina. Correva lanno 2007 e quel famoso Pot prevedeva una spesa di oltre 120 milioni di euro che facevano parte dei fondi destinati al settore da Agenda 2000/2007, per mettere mano a tutti gli impianti idrici e fognari di tutti e 43 i Comuni dellAgrigentino. Bisognava correre per spendere quei soldi! Si disse anche che i Comuni, privi di risorse, visto che avrebbero dovuto compartecipare alla spesa nellordine di non meno del 30%, integrandola con propri fondi di bilancio, non erano in grado di far fronte a tali rilevanti incombenze economiche e che solo Girgenti Acque avrebbe potuto mettere mano al portafoglio, mettendo a disposizione questo famoso trenta per cento che, a conti fatti, corrisponderebbe ad almeno 36 milioni di euro. Avete visto come finita: siamo nel 2011, sono trascorsi 4 anni da quando lallora Presidente della Provincia e dellAto idrico, On Enzo Fontana, previo parere dellinsigne avvocato Gaetano Armao (attuale assessore regionale allEconomia della Regione Siciliana, di corsa e contro il volere di 20 Sindaci, si affrett a firmare quel contratto, perch si disse che il 2007 era lultimo anno utile per utilizzare quei finanziamenti. Il risultato, a distanza di 4 anni, lo conosciamo tutti quanti. I soldi europei sono rimasti a Bruxelles, le nostri reti idriche continuano ad essere un eterno colabrodo, lacqua continua ad arrivare nelle case quando pu, compatibilmente con le rotture di ogni genere, le bollette per i cittadini e le cartelle pazze sono schizzate alle stelle. Mi risulta strano e mi stupisce il fatto che il sindaco di Agrigento non si ricorda nulla di tutto questo. Si vuol sapere, se non ho capito male, dallattuale Presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio DOrsi, se Girgenti Acque, direttamente e senza compartecipare alle spese, deve eseguire i 25 milioni di lavori per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, cos come le centinaia di milioni di euro che verranno spesi in tutti i Comuni della provincia. Lo dovremmo chiedere, evidentemente, a chi con quel contratto, contestato da

ispiace costatare che il Sindaco di Agrigento non ha mai letto cosa prevede il contratto stipulato tra lAto idrico e Girgenti Acque. Ci riferiamo alla realizzazione di nuove opere idriche nei Comuni gestiti da una spa, di cui fa parte il Comune di Agrigento, assieme agli altri Comuni del Voltano, del Consorzio Acquedottistico io che, ai tempi dellaggiudicazione per trentanni del servizio idrico-integrato in tutte 43 Comuni della provincia di Agrigento, se la cantava e se la suonava, contro il volere di venti Sindaci e tra questi il sottoscritto, che allora, e cio alla fine del 2007, presentarono ricorso contro detta aggiudicazione, avvenuta in pieno conflitto di interessi. A chi non ha memoria, ricordo che, persino lallora Prefetto, Umberto Postiglione, dopo qualche mese dal suo insediamento, in Provincia di Agrigento, sottoline pubblicamente in pi di un organo di stampa e nelle televisioni agrigentine, questa palese stortura, questa mostruosit giuridica consistente in una gara in cui i Comuni di Agrigento,

(Segue alla pagina 18)

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16 A SUD DEI TERRONI


Considerazioni su TERRONI di Pino Aprile
di Alphonse Doria
In questo esperimento le porte erano aperte, bastava uscire dalla prigione, per gli attori partecipanti, sia detenuti che carcerieri, essere liberi, ma non lo hanno fatto, sono rimasti addentrati nei ruoli e rimasti cos vittime del loro personaggio, da ambo le parti. Un po come noi Siciliani, abbiamo la porta verso la libert aperta, ma rimaniamo nel nostro ruolo di colonizzati lo stesso. Una sola proposta elettorale sicilianista credibile, ancora non si riusciti a formularla. Sono sicuro quando si riuscir a dare una unit a tutte le forze sicilianiste per una offerta di governabilit attuabile e sicura nel ruolo che lo attende di contrapposizione con il sistema colonizzatore, il Popolo Siciliano risponder ad unanimit positivamente. Quindi siamo noi ad essere prigionieri nelle nostre menti, prima liberiamoci noi e poi gridiamo Libert agli altri. Torniamo allOpera di Pino Aprile, in poche parole veramente magnifica per capire i vari meccanismi del laboratorio Italia, come e perch si diventati meridionali, una nuova identit etnica. Ha ben documentato gli eventi disastrosi storici del cos detto risorgimento, senza laria del revisionista, ma solo di chi attesta la palese verit storica al di l della propaganda scolastica prima post unitaria, poi fascista, repubblicana e sempre massonica. Allora mi sono detto: perch TERRONI di Pino Aprile stato sdoganato dal sistema Stato? La Rai sia televisione e radio, i giornali nazionali, tutti intervistano Pino Aprile! Come mai? Perch? Cosa lo differiva da la grande produzione in tema di tanti illustri e bravi autori? Preciso che non so chi veramente Pino Aprile posso dire quello che penso e penso che una persona sicuramente onesta. Ancora non ero arrivato nella mia lettura a Pagina 295, dove lAprile scrive un grande preambolo tra separatismo e federalismo consensuale, dopo paventa la favola dei trenta uccelli da soli, in contrapposizione alle macro regioni, due tre, quattro. Infine precisa: Sarebbe un disastro, ma meno disastroso andarsene che farsi cacciare. E potrebbe essere linizio di una serie di separazioni. Ch al Sud, la Sicilia coglierebbe loccasione per affrancarsi e diventare finalmente quello stato insulare al centro del Mediterraneo, con porti franchi e possibilit di incontrollati commerci, come mafia chiede. Una sorta di Cuba di Fulgencio Batista (casini e casin, affari dogni specie, poche tasse e impunit) fra Europa e Africa In poche parole la soluzione di Pino Aprile la stessa gi assegnata dai poteri forti: una Italia delle macro regioni Nord, Centro e Sud. La Sicilia? Pino Aprile annulla totalmente tutto ci che ha scritto nelle precedenti pagine caricando un pregiudizio razziale su i Siciliani, lo stesso di cento cinquanta anni fa, quando i Piemontesi ci etichettarono: mafiosi! Allora, in conclusione, anche in una Italia federale delle tre macro regioni la Sicilia deve rimanere succube del ruolo di colonia del Sud! Come quando nel 1848 il Popolo Siciliano insorto per lIndipendenza in nome della Libert legittima della propria Nazione e cacci via i Napoletani borbonici. La resistenza siciliana nel 1849 contro la violentissima e crudele rioccupazione borbonica del 1849 stata gloriosa e di tutto il popolo. Ma lo stesso noi Siciliani abbiamo dovuto soccombere, perch soli e senza attitudini militari. Solo per questo il Popolo Siciliano ha creduto allo sbarco garibaldino, perch non si era rassegnato, come non lo ancora nonostante la continua propaganda contraria. Anche Pino Aprile assegna a noi Siciliani il ruolo di mafiosi. Per questo non meritiamo la libert, lautonomia, lindipendenza, non possiamo autodeterminarci, non possiamo essere autori della nostra storia, padroni del nostro destino, perch siamo dei mafiosi. E per Pino Aprile e per tutti gli altri, lassioma che della nostra indipendenza ne faremmo una patria di crimini peggio del peggiore film di mafia, girato a nostre spese. Per i Siciliani i casin sono vietati, perch diventerebbero una lavanderia della mafia, come se la mafia trasportasse i suoi narcodollari con la carriola e cos gli verrebbe pi vicino trasportarli. Cos n Taormina detentrice di antica licenza, o Agrigento, Trapani, Ragusa o chicchessia, non hanno i loro casin. Per nei bar, ovunque vi sono slot machines e gratta e vinci. Ecco il pericolo paventato! La Sicilia pu diventare una sorta di Cuba di Fulgencio Batista! Aprile fa un preciso r i f er i m e n t o al p er s o n ag g i o c i ta t o nellapparizione del film Il padrino - Parte II di Francis Ford Coppola, quando conclude affari con Hyman Roth e Michael Corleone. Ormai questa ipotesi la risaputa calunnia dei colonizzatori, si sente lodore nauseabondo di parole morte Come scrive Aprile stesso a Pagina 302. E vado a spiegare il perch. Noi

ogl io pr e c isa r e qua lc he m ia impressione su uno o due righe del libro straordinario, senza dubbio, necessario: TERRONI di Pino Aprile (Edizione Mondolibri S.p.A. Milano su licenza EDIZIONE PIEMME S.p.A. Milano - Anno 2010). Straordinario perch spiega in maniera inequivocabile i meccanism i della colonizzazione del Nord al Regno delle Due Sicilie e perpetrati ai danni dei Popoli del Sud e della Sicilia lungo tutti questi cento cinquantanni dItalia. Pino Aprile nel suo libro non d al lettore altre vie, altre soluzioni politiche alla questione meridionale che lautonomismo, facendo sue le parole di Guido Dorso a Pagina 284: la soluzione del problema meridionale quindi non potr avvenire se non sul terreno dellautonomismo. Ogni altro tentativo o ci conduce nel vecchio sistema della carit statale o minaccia di sballarci nel separatismo. LAutore continua il discorso ed sicuro che lo stesso Dorso vedendo le azioni leghiste nel Nord balzerebbe lui stesso nel separatismo. Cosa poteva essere il Sud con le stesse infrastrutture del Nord? Si chiede Aprile, a Pagina 218, e proprio questa ipotesi fa la differenza. Voluta: perch non si mai pensato allItalia come una e aglitaliani come aventi uguali diritti e, persino uguali capacit. Ecco dove nasce il pregiudizio razziale su tutti i meridionali! Ecco perch sussiste per alibi dello sfruttamento. Insomma soprattutto unOpera onesta e un po daltonica, perch mancano le malefatte della sinistra di potere al Sud. Dal mio modesto punto di vista, ha argomentato bene il pregiudizio razziale su i Popoli Meridionali. Analisi validissima confrontando il laboratorio Italia con lesperimento psicologico dei ruoli assegnati del Professore Philip Zimbardo allUniversit di Stanford. Questo esperimento molto conosciuto tanto di essere stato celebrato con un film (Aprile menziona) The experiment. Il film del 2010 un remake statunitense del The Experiment Cercasi cave umane del 2001, tratto dal libro di Mario Giordano Black Box (romanzo) tratto, pi che ispirato, sullesperimento carcerario di Stanford.

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Siciliani, piccoli e grandi, maschi e femmine, Siciliani dItalia e Italiani di Sicilia, tutti quanti sappiamo cos la mafia. Questa mafia frutto di un triste connubio perpetrato ai danni di tutto il Popolo Siciliano dallUnit dItalia a oggi, tra il potere istituito in tutte le varie forme con chi si assunto il ruolo di oppressore territoriale. La mafia non stata mai indipendentista! Neanche nel secondo dopo guerra quando mostrava una momentanea di sudditanza al signorotto locale, tanto quanto bastato per il passaggio di potere, pronta ad assumere il suo ruolo con il nuovo potere istituito e con i partiti che lo hanno rappresentato. La mafia esclusivamente unitaria! La mafia ha compiuto il suo primo delitto a spese di Giovanni Corrao, comandata dallintelligence piemontese, ed ha continuato ancora e ancora, e ancora non si fermata.Se la mafia fosse stata indipendentista, o separatista, al Parlamento Siciliano non ci sarebbero stati rappresentanti dei partiti italiani e derivati. La mafia lo sa che se la Sicilia raggiungesse lindipendenza, lautodeterminazione, il suo ruolo finirebbe. Potrebbe essere utilizzata dal Potere solo per destabilizzare per causare eventi a giustificare una oppressione del Potere con gli strumenti ritenuti opportuni. Noi Siciliani sappiamo da che parte sta la mafia nella linea di demarcazione tra la legittimit, (altri la chiamano legalit, ormai una parola istituzionalizzata ed ha perso il suo significato) e la disonest. Il Potere ha oltrepassato questa linea di demarcazione quando ha deciso di colonizzare la Sicilia con tutti i mezzi disponibili compreso la mafia. Quando un magistrato serio incomincia ad addentrarsi nella questione siciliana o sullargomento mafia, si accorge di essersi seduto, con tutta la sua scrivania, proprio su questa linea di demarcazione. Le cose da fare sono due: o si alza e se ne torna a casa, si mette le pantofole e si guarda lultimo episodio de Il commissario Montalbano, oppure apre larmadio ed incomincia a tirare fuori tutti gli scheletri contenuti dentro. Laltro ieri sono stato a Taormina, cos, per un viaggio di piacere con mia moglie. E inutile a dirsi del piacere infinito che si prova a stare in un posto magico come questo, tra bellezze naturali, paesaggistiche e culturali. Amo cos tanto la mia Terra che quando posso me la godo. Ho viaggiato con linee autobus. Siamo saliti a Siculiana e scesi ad Agrigento, costo a persona solo andata, 2,70 ditta Salvatore Lumia s.r.l., poi preso lAgrigento per Catania / Aeroporto con la ditta Sais Trasporti S.p.A. costo 13,00, poi per Taormina con la ditta Etna Trasporti 7,50 per un totale di 23,20. Insomma diciamolo a parole povere, viaggiare in Sicilia una avventura! Scendere e salire, fare i biglietti, aspettare le coincidenze, correre e palpito di cuore. Quando il minimo per un turismo pi agevolato, per una fattibilit di sviluppo interno da potere realizzare e la comunicabilit dei siti. Ma anche questo il prezzo che la Sicilia deve pagare per lUnit dItalia. Questo fa riflettere il perch Agrigento non ha sviluppo turistico nonostante il grande capitale culturale che si ritrova. Perch Agrigento un isola nellisola! Mi viene in mente la soluzione consigliata nel 2007 da degli ingegneri Statunitensi facenti capo ad un service di problemi logistici per agevolare le visite dei turisti da Taormina ad Agrigento La soluzione offerta dagli stessi ingegneri che hanno proposto al primo cittadino di Agrigento di collegare i due centri tramite una linea turistica di elicotteri in grado di ridurre ai minimi termini i tempi di percorrenza. Dico io, ma stiamo scherzando? Questi ingegneri, visto che mancano i collegamenti stradali, ferroviari, consigliano lelicottero come se dovessero visitare un luogo dove la civilt ancora non arrivata Nei negozi e bancarelle di souvenir tra tante altre cose ho visto pure, a dir la verit non solo a Taormina, le magliette de Il Padrino. Questo significa qualche cosa! Sicuramente il film ha danneggiato la nostra immagine internazionale di Siciliani. Ma sono sicuro che non ci sia poi questa gran domanda da parte degli stranieri di capi dabbigliamento con Marlon Brando o Homar Simpson nella parte de Il Padrino. La verit che il Siciliano entrato nel ruolo assegnato dal pregiudizio e pensa sensato ricavarne qualche soldo, non riflettendo abbastanza del danno economico di quellimmagine. Magari vi potranno mai essere forse turisti delusi di non avere avuto la consapevolezza dincontrare un boss in carne ed ossa, cos si consolerebbero con un souvenir che non ha niente a che fare n con la Sicilia n con i Siciliani, ma con il pregiudizio su noi Siciliani. Una immagine stereotipata, ignorante, folkloristica e razzista. La stessa, malgrado tutto, del nostro Pino Aprile su Terroni. Mi ricordo allinizio dellavventura NOI SICILIANI nel 1995 quando sventolavamo la bandiera del Vespro, allestita dalle nostre donne, venivamo etichettati come mafiosi. Abbiamo dovuto insistere per farla uscire da questo pregiudizio appiccicato dalle forze politiche avverse e dal potere colonizzatore, perch storicamente tutti i sindaci mafiosi del dopoguerra ce li caricarono addosso al M.I.S. ben sapendo che la verit non era solo don Cal Vizzini, ma innumerevoli personaggi democristiani distribuiti capillarmente in tutta lisola. Ora mi sembra ieri. Per manifestare la mia idea di libert della mia Nazione Sicilia devo ancora controbattermi con il pregiudizio razziale dellodioso binomio, che non mi va di ripetere. Voglio solo consigliare a tutti i Siciliani che propongono una offerta elettorale di non bussare alla mia porta se nel loro stemma vi la parola SUD, come Forza del Sud, Partito del Sud, Lega Sud, Noi Sud, eccetera, eccetera. Con tutto il rispetto per il Popolo Campano, il Popolo Calabrese, il Popolo Pugliese, il Popolo Siciliano si trova a sud dellEuropa, a Nord dellAfrica a centro del Mondo. Pino Aprile in una intervista de La Stampa del 31 Maggio 2010 a Josephine Condemi alla domanda: E che ruolo ha secondo lei anche il mantenimento di un certo status quo mafioso al sud? Rispose: Lunit dItalia ha visto un connubio fortissimo fra massoneria, imprenditoria settentrionale e delinquenza meridionale, che proprio grazie allappoggio, alla connivenza, alla complicit del nascente stato divenne potente, divenendo la mafia cos come noi la conosciamo. Lo diceva Chinnici, che la mafia prima dellunit dItalia cos come stata dopo non esisteva. Se ci pensiamo, e proviamo a fare la somma tra massoneria, mafia e imprenditoria del nord, potete infilare una serie di nomi e cognomi. Perch ancora oggi cos. Perch la mafia (come diceva Salvemini, i delinquenti del sud) gi allora erano il braccio armato di un potere che quello l, che compatto, che rimasto quello da 150 anni per tenere a bada, controllate, le popolazioni del sud e non solo. Le conclusioni le tiro io: MENO ITALIA MENO MAFIA! PIU SICILIA PIU LEGGITIMITA! Ecco che le parole di Paolo Borsellino citate da Pino Aprile, come apertura e chiusura del suo libro, per ogni Siciliano sono un monito di speranza che non cesser mai, perch glielo dobbiamo, perch era seduto proprio su quella linea di demarcazione e non ha scelto di tornare a casa infilarsi le pantofole e mettersi davanti la televisione, invece ha aperto larmadio! Borsellino riferendosi alla sua Sicilia disse: Un giorno questa terra sar bellissima! Come aveva scritto quasi cinquantanni prima Antonio Canepa : "La Sicilia ai Siciliani, pacifica, laboriosa, ricca, felice, senza tiranni e senza sfruttatori.". Sono morti ammazzati tutte e due lottando per la Sicilia e i Siciliani. Sono vivi tutte e due in ogni Siciliano che crede nel loro onore e nonostante tutto non si rassegna. Alphonse Doria

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(Segue dalla pagina 15)
ait rant - Tr Reustau eur

Agrigento, il grande imbroglio dellacqua


oltre 20 Sindaci, dallallora Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, ha inteso a mio parere travisare e raggirare le vigenti normative in materia. Sono stati presi in giro tutti quei Comuni che si sono battuti contro questa mostruosit giuridica, consistente in un colpo micidiale non solo alla democrazia ed allautonomia gestionale dei Comuni, ma anche nella violazione della bench minima intelligenza di cui eravamo dotati. Che fine ha fatto chi, come me, ha tentato di contrastare decisioni quali quelle degli Ato rifiuti? Bisognava attendere che lattuale gestione dei rifiuti svuotasse le tasche dei cittadini? E che cosa abbiamo riservato ai bilanci dei Comuni in soli tre anni? Buchi che in Sicilia ammontano ad un miliardo di euro, trascinandoli tutti quanti al fallimento, ossia al dissesto finanziario. E per le famiglie? Mio fratello, a Lucca, in Toscana, paga ottanta euro lanno di tassa sui rifiuti; un mio amico, a Milano, paga 100 euro, noi in provincia di Agrigento paghiamo mediamente il 400% in pi, ossia pi di 400 euro lanno ogni famiglia. Non parliamo delle aziende. Ebbene, anche con lacqua non cos? Si sta tentando di far gestire direttamente, senza gara, dei fondi pubblici ad una strana societ per azioni che si chiama Girgenti Acque? Si dice per migliorare il servizio? Mah! Paghiamo le bollette dellacqua tra le pi care dItalia: E dire che son gi passati tre anni da quando Girgenti Acque ha fatto bingo, prendendosi carico della gestione di 43 Comuni. Ed ora? Tutti i finanziamenti pubblici, senza compartecipazione finanziaria da parte di questa specie di spa, li dobbiamo far gestire a chi? Cari colleghi Sindaci, caro Presidente della Provincia Eugenio DOrsi, la lezione Ato rifiuti non servita a niente. Ancora non abbiamo capito che i costi dei nostri servizi pubblici schizzano alle stelle a causa delle massicce ingerenze deleterie di alcune ben individuate aziende private agrigentine? Il regime di monopolio viene ancora garantito, ad esempio, con le illegittime proroghe dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti al costo di 40 milioni lanno per ogni proroga.

La Direction vous souhaite un Joyeux Nol et un Bonne Anne 2013


Boulevard Lambermont 330 1030 Schaerbeek

Mi riferisco ai 19 Comuni dellAto AG 2 di cui fa parte il mio Comune e la citt


capoluogo, Agrigento. Vi sembra normale tutto questo? E normale passare di monopolio in monopolio, come nel caso di Girgenti Acque, oltre che dellAto rifiuti, assicurando ad alcuni ben individuati soggetti privati esorbitanti guadagni e garantendo degli scadentissimi ma costosissimi servizi pubblici, con terribili perdite per cittadini e Comuni? Ed in che modo si garantisce questo insopportabile e costosissimo disastro gestionale? In barba a tutte le leggi regionali, statali e comunitarie! In base ed in virt di quale legge si possono garantire due o pi anni di proroga al costo di 40 milioni lanno, senza gara alle societ che operano per lAto rifiuti AG 2? Ma stiamo scherzando? E la stessa cosa con la gestione dellacqua. Quale legge o contratto pu mai consentire ad alcune ditte private, nascoste sotto lombrello di una spa, di ottenere senza gara appalti pubblici per centinaia di milioni di euro senza gara, senza alcun ribasso. Oh! Ma dove viviamo, nella Repubblica Autonoma di Agrigento? Di queste scandalose gestioni vorrei che tutti gli organi di informazione e non solo si occupassero, per spiegare il perch la provincia di Agrigento tra le ultime in Italia in Tutto, ma la prima in assoluto riguardo ai suoi costosissimi servizi pubblici, quali rifiuti ed acqua. Con i risultati che sappiamo. I nostri paesi e le nostre citt sono le pi sporche dItalia e lacqua nelle case arriva e non arriva, arriva e non arriva, arriva e non arriva! Ma le bollette, quelle normali e quelle pazze, le pi care dItalia, arrivano, arrivano, arrivano sempre, regolarmente. Basta Basta Basta!

Salvatore Petrotto
ex Sindaco di Racalmuto

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MINESTRONE DI VERDURE
Ingredienti:
1 zucchina - 50 gr. di bieda - 50 gr. di verza - basilico q.b. - 1 carota - 2 patate - 1 cipolla - 6 pomodorini (Tipo ciliegina) - 100 gr. di piselli - 100 gr. di fagioli Qualche pezzo di pecorino - olio di oliva q.b. sale e pepe.

CARCIOFI E PATATE AL FORNO


Ingredienti:
1 rametto di rosmarino - 1 spicchio daglio - 2 cucchiai di olio extravergine di oliva - timo - origano - sale fino pepe - 500 g di piccole patate novelle - 4 carciofi - limone

Preparazione:
Lavare il rametto di rosmarino, asciugarlo con carta da cucina, separare le foglie e tritarle con una mezzaluna su un tagliere piuttosto finemente. Sbucciare lo spicchio daglio e tagliarlo a fette. In una capace terrina mettere l'olio ed un cucchiaino piccolo di rosmarino tritato, timo ed origano. Unire un pizzico di sale, una grattugiata di pepe e laglio. Lavare le patate sotto acqua corrente e pelarle. Man mano che sono pronte metterle in una ciotola piena dacqua fredda. Lavare i carciofi, togliere le foglie dure pi esterne fino ad ottenere i cuori formati solo da foglie chiare e tenere, tagliare le punte. Lasciare il gambo di 10 centimetri di lunghezza. Tagliare i carciofi a met, eliminare il fieno (se presente) e spellare il gambo togliendo la parte esterna pi coriacea con un pelapatate. Metterli in una terrina piena dacqua acidulata con mezzo limone man mano che sono pronti, per evitare che anneriscano. Preriscaldare il forno a 200 C. Finito di preparare le verdure, scolarle, tamponarle con uno strofinaccio e metterle nella ciotola dellolio aromatico. Mescolare accuratamente e riporre in una pirofila da forno di misura assieme a tutto il fondo dolio della terrina. Cuocere nel forno caldo per 30-40 minuti circa. Se le patate tardassero a gratinare titare fuori i carciofi e metterle sotto il grill per qualche minuto.

Preparazione:
Pulisci tutte le verdure e riduci a pezzi di piccola e media grandezza. Metti tutto in una pentola con acqua a coprire e aggiungi qualche pezzetto di pecorino. Lascia cuocere per due ore. Puoi servirlo in questa maniera o con l'aggiunta di un filo di olio di oliva a crudo e un p di parmigiano grattugiato.

PENNETTE ALL'ARRABBIATA
Ingredienti:
400 gr di pasta tipo penne rigate; 500 gr di pomodori maturi e sodi; 2 spicchi daglio; un cucchiaino di peperoncino secco frantumato; 4 cucchiai di olio extravergine doliva; un mazzetto di prezzemolo, sale.

Preparazione:
Lavate i pomodori e sbollentateli in acqua bollente per 2 minuti, poi lasciateli intiepidire qualche istante, quindi spellateli e tagliateli a pezzi. In un tegame fate soffriggere gli spicchi daglio e, quando saranno dorati, unite il pomodoro a pezzi, mescolate bene per lasciare insaporire sul fuoco, poi togliete laglio e abbassate la fiamma, salate e unite il peperoncino. Lasciate cuocere per circa 8 minuti, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura unite il prezzemolo tritato e spegnete. Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata, poi scolatela e versatela nel tegame con il sugo. Mescolate bene per fare insaporire la pasta e servitela subito.

INVOLTINI ALLA SICILIANA


Ingredienti: 4 fettine di carne di vitello (400 gr circa) 4 cucchiai di pangrattato - 2 cucchiai di pecorino grattugiato - Un cucchiaio di pinoli tritati - 4 foglie di alloro - 4 cucchiai di olio di oliva - sale - pepe. Preparazione: Tagliate in 4 parti le fettine di vitello, spianatele bene e regolarizzate la forma in modo da avere dei rettangoli. In un tegame fate rosolare il pangrattato con 2 cucchiai di olio, poi aggiungete il pecorino grattugiato e i pinoli, mescolando bene. Spalmate le fettine con questo composto,dopo averle salate e pepate. Piegate in due i rettangoli di carne e infilzateli 4 alla volta sugli spiedini di legno. Fate cuocere gli involtini sulla brace o su una bistecchiera ben calda per 3 minuti rigirandoli da entrambe le parti.

"PIZZINA - LE RICETTE DI TANO "


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Quirinale, ma quanto ci costi!


Sapete quanto costa agli italiani il Quirinale? No. E probabilmente non lo sapremo mai, dal momento che tale voce di spesa segretata (perch?).

di C. Alessandro Mauceri

unica dato messo a disposizione dei cittadini la comunicazione annuale con cui il Quirinale illustra al Governo limporto di cui ha bisogno senza spiegare nulla su come vengano spesi i soldi. Sta di fatto che nel corso degli anni tale somma ha continuato a crescere, senza che mai sia stato segnalato un taglio e senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento dei dati conosciuti E allestero? Come ci si comporta ad esempio in Gran Bretagna? I bilanci di Buckingham Palace sono messi a disposizione di tutti i cittadini, nei minimi dettagli, su internet allindirizzo www.royal.gov.uk/output/ page3954.asp, con tutte le voci relative ad entrate ed uscite. Ricordate la polemica sullobbligo, da parte dei partiti, di far certificare i propri bilanci e, in particolare, i dati relativi alle spese coperte grazie ai contributi elettorali (che anche se aboliti dal referendum sono stati dati di nuovo chiamandoli solo rimborsi!)? Ebbene, di tali certificazioni si sono perse le tracce (tranne una o due eccezioni, a essere del tutto sinceri). Nel Regno Unito, invece, la sovrana, pur non avendo nessun obbligo che lo imponesse, ha deciso non solo di fornire ai cittadini tutti i particolari del bilancio, ma addirittura di far certificare questo bilancio dalla KPMG! Come sarebbe bello se anche nel nostro

Paese fosse possibile vantarsi di una simile trasparenza Ma non basta. Cosa ha fatto in Gran Bretagna il primo ministro in considerazione del fatto che il Paese attraversava un momento di crisi? Ha tagliato le somme e la copertura delle spese, ovvio (per loro, certo non per i nostri governanti), col risultato che la spesa pubblica per la Corona passata da quasi 132 milioni di euro nel 1991-1992 ai meno di 57 milioni di euro odierni. Gi un decennio fa un rapporto interno del 2000 metteva a confronto la presidenza italiana con gli equivalenti europei. Nel 2000 il personale in servizio per il Quirinale era composto da 931 dipendenti diretti pi 928 altrui avuti per distacco, per un totale di 1.859 addetti. Gli operai (falegnami, tappezzieri, orologiai) impegnati nelle manutenzioni di Buckingham Palace erano 15, compreso il supervisore. Dai dati rilevati risult che la presidenza tedesca che ha compiti istituzionali simili alla nostra, ad esempio, aveva dimensioni molto pi contenute: 50 addetti alle tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Contro i quasi duemila addetti del Quirinale. E, di conseguenza, il costo, 18 milioni e mezzo di euro, per le casse pubbliche tedesche era molto inferiore (un ottavo) di quello italiano. Si potrebbe pensare che sia la Gran Bretagna a costituire leccezione. E invece non cos. Se si guarda ai dati della Francia la situazione non cambia. Il presidente francese, che pure esercita poteri superiori rispetto al Presidente della Repubblica italiano, non superava, militari inclusi, i mille dipendenti (923, per lesattezza). Ovviamente, anche in questo caso, i

"Per evitare che la crisi degeneri siamo tutti chiamati a fare dei sacrifici..."
(Giorgio Napolitano, 19 luglio 2012) Parole sagge e responsabili, signor Presidente... Ma quando sar Lei per primo ad esser "desempio" per tutti noi Italiani ???

costi per le tasche dei cittadini erano enormemente minori di quelli del nostro Paese. Anzi, il nuovo presidente, con una nota che rende lidea della politica adottata, ha affermato che i dirigenti di molti uffici pubblici percepiscono uno stipendio gi abbastanza elevato e quindi non hanno bisogno di ulteriori benefit come le auto di servizio. Di fatto, ha tolto le auto blu. Oggi il nostro Paese affetto da una delle pi gravi crisi che si ricordi a memoria duomo. Appare ovvio, quindi, che alle ristrettezze che devono sopportare i cittadini faccia seguito una riduzione delle spese anche per il Quirinale, anche considerando che tali somme, come dimostrato prima, erano gi ingenti (per usare un eufemismo). Ebbene, dopo quel rapporto interno che evidenziava lelefantiasi della struttura, in Italia i costi non solo non sono diminuiti, ma hanno continuato, anno dopo anno a crescere. Lunica voce rimasta costante, negli ultimi dieci anni, il compenso annuo del Presidente della Repubblica, che anzi si ridotto di quasi la met in termini effettivi da quando, nel 1996 per decisione dellallora Presidente, Oscar Luigi Scalfaro, stato reso soggetto a tassazione. Dunque, anche lattuale Presidente, Giorgio Napolitano,

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COMUNICATO
DIRITTO DI VOTO PER CORRISPONDENZA AI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO
el corso del 2013 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano, che vedranno coinvolti anche i cittadini italiani residenti all'estero, chiamati ad eleggere i propri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, votando per i candidati che si presentano nella Circoscrizione estero. Si ricorda che il VOTO un DIRITTO tutelato dalla Costituzione ltaliana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n.459, i cittadini italiani residenti all'estero, iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione estero, possono VOTARE PER POSTA. A tat fine, si raccomanda quindi di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato. E' POSSIBILE IN ALTERNATIVA SCEGLIERE DI VOTARE IN ITALIA PRESSO il PROPRIO COMUNE, comunicando per iscritto la propria scelta (OPZIONE) al Consolato entro i termini di legge. La scelta (opzione) di votare in ltalia vale solo per una consultazione elettorale. Chi desidera votare in ltalia deve darne comunicazione scritta al proprio consolato ENTRO lL 31 DICEMBRE dell'anno precedente a quello previsto per la scadenza della legislatura (aprile 2013), quindi entro il 31 dicembre 2012. ln caso intervenga invece uno scioglimento anticipato delle Camere, I'opzione pu essere inviata o consegnata a mano entro il 10 giorno successivo alla indizione delle votazioni. ln ogni caso l'opzione DEVE PERVENIRE all'Ufficio consotare NON OLTRE I DIECI GIORNI SUCCESSIVI A QUELLO DELL'INDIZIONE DELLE VOTAZIONI. Tale comunicazione pu essere scritta su carta semplice e - per essere valida - deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell'elettore. Per tale comunicazione si pu anche utilizzare l'apposito modulo disponibile presso il Consolato, i Patronati, le associazioni, il COMITES oppure scaricabile dal sito web del Ministero degli Esteri (www.esteri.it) o da quello del proprio Ufficio consolare. Se la dichiarazione non consegnata personalmente, dovr essere accompagnata da copia di un documento di identit del dichiarante. Come prescritto dalla normativa vigente, sar cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare. Gli elettori che scelgono di votare in ltalia in occasione delle prossime elezioni politiche, ricevono dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare - presso i seggi elettorali in ltalia - per i candidati nelle circoscrizioni nazionali e non per qelli della Circoscrizione Estero. Se si sceglie di rientrare in ltalia per votare, la Legge NON prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all'interno del territorio italiano. La scelta di votare in ltalia pu essere successivamente REVOCATA con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all'Ufficio consolare con le stesse modalit ed entro gli stessi termini previsti per l'esercizio dell'opzione.

L'UFFICIO CONSOLARE E' A DISPOSIZIONE PER OGNI ULTERIORE CHIARIMENTO

Ambasciata dItalia - Cancelleria Consolare - Rue de Livourne 38 - 1000 Bruxelles


percepisce unindennit dimezzata. Tutto il resto, invece, aumentato. Non solo sono aumentati i corazzieri, ma il personale di ruolo che salito a 1.072 persone. E cos il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente e dei compendi: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1.086. Cio 382 in pi rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Ci che desta, o almeno dovrebbe destare perplessit (ma allora come mai non ne parla nessuno?) sono stati gli aumenti delle spese che i cittadini devono pagare per il Quirinale (senza peraltro sapere neanche quali siano e a cosa siano dovuti) che gi erano ben maggiori di quelli delle altre nazioni europee. Nel 1986 la Presidenza della Repubblica costava poco pi di 73 milioni di euro (cifra gi rivalutata tenendo conto dellinflazione), nel 1997 i costi per il Quirinale erano saliti a 117 milioni di euro. Dieci anni dopo costa pi di 220 milioni di euro (di cui oltre 160 milioni di euro dovuti a spese per il personale che supera le duemilacento unit) con un aumento del 91%. E ci mentre tutti gli altri Paesi europei stanno riducendo le proprie spese per le sedi presidenziali o similari. Per comprendere limportanza che comporterebbe la riduzione di questa voce di spesa basti pensare che la famosa spending review per il 2012 prevede circa 4,5 miliardi di euro, ossia basterebbe dimezzarle spese per il Quirinale per ridurre le somme da recuperare mediante tassazione a carico dei cittadini di circa il 2,4%. E non poco. C. Alessandro Mauceri (linksicilia.it)

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SICILIANA
LA MIA VERA NATURA

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