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SCUOLA PRIMARIA STATALEnuovo

SCUOLA PRIMARIA STATALEnuovo

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SCUOLA PRIMARIA STATALE DI RIONERO IN VULTURE

PRESENTA

E INVECE NO! SONO ARRIVATO PRIMA IO …

SONO ARRIVATO PRIMA IO …

Progetto scolastico biennale di natura sociostorica Delle classi II sezioni C-D- N.M.O.(alunni n° 42) Anno scolastico 2005/2007

Varlotta Vaccaro

Filomena

Maria
Catenacci

Pasquale

Volonnino

Giuliana Gruosso Antonio

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dr. Matteo Alfredo Bocchetti

Con la cortese collaborazione della dottoressa Rosalba Ciriello

Direttrice del museo archeologico nazionale del Vulture - Melfese

Il presente progetto si regge su un’esperienza squisitamente educativa se le risposte dell’uomo ai propri bisogni rimangono immutabili nel corso dell’evoluzione storica dell’uomo stesso. Quindi il punto fondamentale è il concetto di bisogno, che muove tutto l’agire umano, sia nei rapporti con gli altri, sia nei confronti dell’ambiente. Dopo la scoperta dell’identità fisica e psicologica sia personale che dell’altro come individuo diverso,ma nello stesso tempo simile a noi,analizzeremo i bisogni e le risposte dell’uomo all’interno di gruppi organizzati con regole,ruoli e finalità ben precise. Al problema :” le risposte ad alcuni bisogni sono cambiate col passare del tempo?”. Gli alunni formuleranno le loro ipotesi che verificheranno attraverso la ricostruzione della storia personale. Inoltre questa esperienza maturerà nei bambini una iniziale consapevolezza dell’esistenza di un insieme di tradizioni, le quali ci faranno sentire parte di una comunità che ha una sua memoria e delle radici storico-culturali quale base della nostra identità .

PREMESSA

Le finalita’
 Favorire

il passaggio dalla cultura vissuta alla cultura come ricostruzione intellettuale.  Apprendere le conoscenze relative ad un mondo contadino quasi scomparso.  Acquisire un corretto approccio alla ricostruzione storica attraverso una metodologia specifica basata sull’analisi,lettura ed interpretazione delle fonti.

 Comprendere

la relazione esistente tra la ricerca storica e antropologica con i principi fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale, in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

OBIETTIVI
 Conoscere

il passaggio dalla cultura vissuta alla cultura come ricostruzione intellettuale.  Comprendere che l’uomo modifica l’ambiente in relazione ai suoi bisogni.  Acquisire i concetti di trasformazione e di adattamento.  Comprendere che i bisogni fondamentali non cambiano con il passare del tempo.  Comprendere che le risposte date ai bisogni variano col passare del tempo.

 Individuare

le trasformazioni operate dall’uomo sull’ambiente in risposta ai bisogni.  Scoprire i mutamenti verificatisi nelle più diffuse tecnologie.  Far constatare che ogni giudizio e discorso storico devono basarsi sulla conoscenza di fonti da reperire con comportamenti di ricerca.  Realizzare una presentazione multimediale di tutto il lavoro.

Concetti Trasversali
 Ambiente  Tempo  Spazio  Bisogno  Trasformazione  Adattamento  Testimonianza  Fonte  Norma  Legge  Ricostruzione  Durata

CONTENUTI
o

o o o o o

Le sequenze dei processi di lavorazione che consentono di trasformare determinate materie prime in prodotti finiti di uso quotidiano (dall’uva al vino,dal frutto alla marmellata ecc..) Le storie dei cibi ricorrenti nell’alimentazione infantile . Gli alimenti diffusi in passato e quelli consumati ai giorni nostri. Le modalità con cui si svolgeva il lavoro agricolo dei nonni. I giocattoli d’epoca e di oggi. Le differenze fra l’abbigliamento di un tempo e quello attuale.

      

L’organizzazione scolastica di ieri e di oggi. Le tradizioni perdute e quelle conservate nel tempo. Classificazione dei documenti e dei resti adoperati nel corso dei lavori precedenti. Il patrimonio storico: una risorsa per tutti. Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Art.117 (riguardante le competenze regionali ) recita: Comma 3 […] Valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali. […]

ORGANIZZAZIONE E METODOLOGIA DI LAVORO
Il punto di partenza del lavoro sarà la storia personale dei bambini che raccoglieranno informazioni,documenti e reperti che saranno analizzati,schedati,classificati e ordinati sulla linea del tempo. I reperti usati saranno utilizzati per allestire un “ Baby Museo” in classe, scoprendo che i bisogni non cambiano,ma con il passare del tempo cambiano le risposte. La conclusione del lavoro stimolerà la nascita di un nuovo problema :”COME ERANO SODDISFATTI I BISOGNI AL TEMPO DEGLI ANZIANI?” Si organizzerà un questionario per chiedere informazioni agli anziani, per verificare le loro ipotesi sarà necessario ricercare nuove fonti:documenti,foto e molti reperti,importante sarà la catalogazione e la tutela dei reperti che saranno ordinati seguendo un criterio:

a) b) c) d) e)

f)

Cronologico (in ordine di tempo, dal più antico al più recente ). Tipologico (per tipo di materiale utilizzato). Funzionale (tenendo conto all’uso al quale il reperto era destinato). Organizzare il luogo, con semplici arredi, sul quale sistemare il materiale raccolto. Preparare dei cartoncini, sui quali scrivere il numero d’ordine progressivo,il nome e l’uso dell’oggetto. Catalogare i reperti indicando il numero d’ordine progressivo,la descrizione dell’oggetto e il nome del proprietario.

Le informazioni raccolte verranno raggruppate in relazione ai bisogni. I bambini così scopriranno cosa mangiavano,come cuocevano i cibi,come si vestivano, com’ erano organizzate : la vita scolastica, il lavoro,le tradizioni, le feste al tempo dei nonni. Gli alunni troveranno la conferma che i bisogni con il passare del tempo non cambiano,ma cambiano le risposte:

E’ IL PUNTO DI ARRIVO DELLA RICOSTRUZIONE DI UN QUADRO DI CIVILTA’ CON OGGETTI ORIGINALI CHE SARANNO ESPOSTI IN UN MUSEO IN FUNZIONE DEI BISOGNI CHE SODDISFANO.
Pertanto con gli alunni si è avviata una ricerca per il recupero e la ricostruzione di ambienti di vita relativi al passato delle proprie famiglie,coinvolgendo i genitori , i nonni , gli anziani di casa e del vicinato e i conoscenti.

La ricerca si è sviluppata partendo dal racconto dei ricordi del passato, insieme si è intrapreso un viaggio nella memoria, molte coinvolgente per i partecipanti anziani, pertanto,molto sentito anche dai bambini che hanno conosciuto le loro radici,non attraverso una mera rappresentazione folklorica,bensì attraverso la trasmissione fortemente emotiva del racconto familiare;oltre che attraverso la specificità scientifica della ricerca e del recupero.Il materiale raccolto sul territorio testimonia la vita quotidiana delle nostre campagne,qual’era nelle sue miserie fino agli anni ‘60 e oltre. Attrezzi da lavoro,utensili da cucina, giochi dei bambini,strumenti dai nomi quasi dimenticati,ma anche odori e sapori remoti che ci ricordano le nostre radici e sono memoria di una civiltà sconosciuta ai più giovani.Sono riportati in vita con ricostruzioni di lavori di una volta,modi usi e tradizioni agricole che conservano ancora intatto il fascino del rapporto: “Uomo-Lavoro-Natura” faticoso e antico. E’ ricostruita la “casa”: uno spazio esiguo dove famiglie,spesso numerose vivevano il quotidiano scandito da tempi,usi e costumi che assumono per noi un sapore magico e rituale. Il contatto visivo tattile e semantico con la molteplicità degli oggetti recuperati e il lavoro di ambientazione, durante l’allestimento conducono gli alunni ad “appropriarsi” del museo contadino chiamandolo “Nostro Museo”.

a)

OPERATORI : Ins. Varlotta Filomena

Raccolta-testimonianze Vaccaro Maria Classificazione e tabulazione dei dati. Catenacci Pasquale Aspetto organizzativo : Gruosso Antonio allestimento Volonnino Giuliana museo-realizzazione di un prodotto multimediale

Raccolta reperti

b)

GENITORI : N. (84)

Le “antiche ricette” Preparazione dei dolci

Stand degustazione dolci tipici

c)

Operatori Esterni :)

Soprintendenza Archeologica della Basilicata (Direttrice Museo di Melfi) per l’allestimento del museocatalogazione.

Biblioteca Comunale di Rionero in Vulture per l’ubicazione del museo.

Locali presso biblioteca G.Fortunato Stoffe,tavoli,mezzo di trasporto per i reperti,carte e cartoncini di vario tipo. Acquisto di ingredienti,contenitori; cottura forno per la realizzazione dei dolci tipici di un tempo (angolo degustazione) Stampe a colori-macchina digitale Proiettore-computer per presentazione multimediale in cd

Cartucce a colori

Risme di carta per fotocopie Carta ciclostile per inviti Realizzazione di un prodotto multimediale

STORIA O.S.A. GEOGRAFIA Osservare e confrontare O.S.A. oggetti di oggi con quelli del passato. (Raccolta classificazione di fonti finalizzate al  Confrontare la vita sociale attuale con “nostro museo”). Leggere e interpretare le testimonianze del quella delle generazioni precedenti per passato presente sul territorio identificare somiglianze e differenze Distinguere e confrontare alcuni tipi di fonti Comprendere l’interdipendenza tra storiche. Utilizzare le fonti storiche per ricostruire un uomo e ambiente primo quadro di civiltà “Il mondo contadino” Identificare le trasformazioni prodotte dall’uomo e dal tempo.

Unità di Apprendimento

ITALIANO O.S.A. La storia delle cose Leggere e comprendere e approfondire lo stile di vita delle famiglie di un tempo,le abitudini alimentari,la divisione dei compiti , usi e tradizioni. RELIGIONE O.S.A. Conoscere gli oggetti religiosi di un tempo. MATEMATICA O.S.A. Raccogliere e classificare dati, rappresentarli in tabelle e istogrammi. CONCETTI TRASVERSALI STRUTTURATI TRASFORMAZIONE-TEMPO SUCCESSIONECONTEMPORANEITA’ BISOGNO - CICLICITA’ EVENTO – FONTE – DOCUMENTORICOSTRUZIONE - DURATA

SCIENZE O.S.A. Riconoscere tipi diversi di trasformazioni Trasformare materiali Usare attrezzi per trasformarli USCITE SUL TERRITORIO VISITA AL MUSEO CONTADINO

OBBIETTIVO FORMATIVO Individuare nella storia di persone vissute nello stesso tempo e nello stesso luogo gli elementi di costruzione di una memoria comune

Ed. All’affettività O.S.A. Attivare modalità relazionali positive con gli adulti: la collaborazione nella vita familiare. Ed. Alla cittadinanza Conoscere i principali elementi che concorrono a costituire feste, usanze e tradizioni

PRODOTTI TIPICI
RICORRENZE

Le ricette della nonna

La castagna
C’è un frutto rotondetto di farina ne ha un sacchetto , se la mangi non si lagna ….Questo frutto è la …

Intervista ai nonni
Certo! e perché no? Devi sapere che …. Dai nonno mi racconti quando eri piccolo se mangiavi le castagne ?

… Tutti da piccoli mangiavano le castagne perché a quei tempi non c’erano molte cose da mangiare. Alcuni nonni si riempivano le tasche mentre andavano in campagna, altri le utilizzavano come pane :” il pane dei poveri ….” così veniva chiamato.

In quale modo le cucinavate ?
Le cucinavamo in vari modi : crude, appena raccolte, perché erano tenere e facili da sbucciare;lesse nell’acqua con la buccia, con un pizzico di sale; lesse senza buccia con qualche fogliolina d’alloro e un pizzico di sale; all’avarola , cioè arrostite nella pentola con la buccia dopo averle tagliate un pochino per non farle scoppiare; arrostite sulla brace del camino; arrostite nei forni a legna dopo averle messe nei grandi “rutul”per poi mangiarle durante l’inverno. Per farle rimanere fresche si mettevano nella sabbia.

Intervista ai nonni
Ricordi ? Fammi pensare…Ah..! Hai ricordi particolari ?

I nonni nel mese di ottobre,quando c’erano le belle giornate andavano tutti insieme a raccogliere le castagne. Anche i bambini e i ragazzi del quartiere si riunivano e andavano a raccoglierle. Era una festa per tutti, grandi e piccoli, si mangiavano all’aria aperta e si tornava a casa al tramonto.

Quando andavamo a scuola ci riempivano le tasche del grembiule di castagne cotte e le mangiavamo a merenda . Anche le nonne quando mettevano a cuocere le castagne chiamavano i nipotini e mangiavano tutti in allegria.

Il Castagnaccio Antico
1 kg di castagne

Ricette

Procedimento Ingredienti Cuocere le
castagne,sbucciarle e schiacciarle nel mortaio Mescolarle sul fuoco con il vino cotto , lo zucchero e un pò di cannella.

500 gr.di zucchero Vino cotto che riceve Un po’ di cannella

Il Castagnaccio Moderno
Ingredienti
1 kg di castagne 600 gr . di zucchero 150 gr. cioccolato fondente due tazzine di caffé una bustina di cannella una bustina di cacao amaro 2 buste di vanillina vino cotto per impastare

Procediment o Si sbucciano le castagne e si

mettono a bollire per circa un’ora,poi si privano dell’altra buccia e si schiacciano per bene. Si rimettono nella pentola sul fuoco con tutti gli altri ingredienti mescolando continuamente per pochi minuti finché la crema non è amalgamata. Unire l’impasto con il vino cotto e infine conservare nei barattoli.

Dalla castagna al castagnaccio
A scuola abbiamo preparato il castagnaccio come lo facevano un tempo le nostre nonne. I maestri hanno bollito le castagne, dopo aver tolto la buccia e la pellicina, le hanno schiacciate nel passatutto ed hanno così ottenuto la farina di castagne.

Ed ancora
Poi seguendo la ricetta della nonna di Stefano abbiamo messo la farina di castagne in una pentola e abbiamo aggiunto gli ingredienti …..

 zucchero  cioccolat

o fondente  cannella  cacao amaro  vanillina  caffé

E’ stata davvero una bella giornata !
Abbiamo messo la farina di castagne sul fornellino girando lentamente con un cucchiaio di legno finché non è diventata densa.

Però quanta fatica !

Si passa alla seconda fase

E si inizia a mescolare

E finalmente si mangia

Abbiamo assaggiato il castagnaccio sul biscotto e ci è piaciuto.

Ricetta

Calzoncelli fritti di castagne ingredien procedimen 500 gr. di farina Amalgamare la farina con tutti ti to gli ingredienti, stendere una 50 gr. di sugna
50 gr. di zucchero 2 uova un pizzico di cannella vino bianco per l’impasto castagnaccio
sfoglia sottile, mettere il castagnaccio, chiudere la sfoglia e friggere i calzoncelli nell’olio bollente.

Ricetta
Ingredienti
1 kg. di farina 2 pugni di zucchero 3 uova 2 buste di cannella 1 bicchiere d’olio Vino bianco per l’impasto
castagnaccio

Cavzuncidd

Procedimento

Sulla spianatoia mettere la farina,aggiungere le uova, la cannella, lo zucchero e l’olio. Versare il vino bianco poco alla volta finché l’impasto diventi omogeneo. Prendere il matterello e un pezzo di pasta per volta, stendere una sfoglia sottile. Con un cucchiaino mettere sulla pasta il castagnaccio, chiudere e fare delle forme quadrate.Friggere e spolverare con lo zucchero a velo.

Ricetta
Calzoncelli al forno Ingredienti
1 kg. di farina 5 uova 20 gr . scarsi di ammoniaca per dolci 150 gr. di burro o margarina Un bicchiere di latte 300 gr. di zucchero castagnaccio

Procediment o

Amalgamare la farina con tutti gli ingredienti, stendere una sfoglia sottile, mettere il castagnaccio a cucchiaiate e fare i calzoncelli, friggerli nell’olio bollente.

MARMELLATA DI CASTAGNE Ingredienti
1 kg. di castagne 600 gr. di zucchero Vino cotto. Un po’ di cacao

L’uva
Questa è l’uva. E’ bianca o nera. Ma se si trasforma in vino può durare una vita intera.

Va bene …..

Dai nonno mi racconti come veniva utilizzata l’uva?

L’uva veniva utilizzata per fare il mosto , il vino cotto , il vino , il mezzo vino “la r ’ spens”,la mostarda; inoltre i grappoli freschi venivano appesi e fatti appassire per mangiarli durante l’inverno e utilizzarli per la m’glièccich’ (torta di polenta).
Se mi ricordo bene. ..... Facevate la mostarda? Come si preparava?

...... La mostarda si faceva con pochi ingredienti. Si premevano gli acini dell’uva che venivano schiacciati su l “s’tazz “ poi venivano bolliti con lo zucchero sul fuoco del camino . Si mescolava bene finchè diventava una crema densa.
Come veniva utilizzata

In vari modi

DALL’UVA ALLA MOSTARDA
In classe abbiamo schiacciato gli acini dell’uva

DALL’UVA ALLA MOSTARDA
Abbiamo messo a bollire la polpa passata

al setaccio per eliminare i semi. Poi abbiamo unito le bucce, aggiungendo lo zucchero facendo

DALL’UVA ALLA MOSTARDA

DALL’UVA ALLA MOSTARDA

DALL’UVA ALLA MOSTARDA

Si mescola di tanto in tanto fino ad ottenere un composto cremoso.

DALL’UVA ALLA MOSTARDA

La mostarda delle nostre mamme
Ingredienti
 Uva

nera quanto ne porta

 Zucchero 1 2

pezzo di cioccolato fondente o 3 bustine di vanillina

Mostaccioli con il vino cotto
ricetta moderna

Ingredienti
           

Procedimento

1 kg. di farina 450 gr. di zucchero 1 bustina di ammoniaca 1 buccia di arancia grattugiata 1 busta di cacao amaro 1 busta di cacao dolce 1 bicchiere di olio 1 busta di cannella 1 busta di chiodi di garofano 400 gr. di mandorle tostate 2 tazzine di caffé Vino cotto quanto ne riceve

Mettere sulla spianatoia la farina e zucchero. Aggiungere il cioccolato fatto a scagliette, le mandorle tritate e il resto degli ingredienti. Infine aggiungere il vino cotto per l’impasto.

I mastazzul’ ch’ lu vin’ cutt
          

1 kg. di farina 300 gr . di zucchero 1 bicchiere di olio 1 cucchiaino di caffé in polvere 500 gr. di noci tostate 1 cucchiaio di cannella la buccia grattugiata di arancia e mandarino 1 busta di cacao amaro 1 busta di cacao dolce 1 busta di lievito vino cotto quanto ne riceve

ricetta antica Ingredienti Procedimento

In una grossa scodella mettere: la farina, lo zucchero, la cannella, il caffè in polvere, il cacao, le noci tritate e poco per volta aggiungere il vino cotto finchè l’impasto diventi omogeneo. Tagliare l’impasto, formando dei pezzi allungati, schiacciare e dare la forma di rombo. Ungere la teglia avendo cura di mettere i rombi distanziati uno dall’altro e farli cuocere a 150° per circa un quarto d’ora.

Ingredienti 1 kg. di farina

Ricetta Cavzuncidd

Procedimento

2 pugni di zucchero 3 uova 2 buste di cannella 1 bicchiere d’olio vino bianco per l’impasto

Sulla spianatoia mettere la farina, aggiungere le uova, la cannella, lo zucchero e l’olio quindi versare il vino bianco poco alla volta finché l’impasto diventi omogeneo. Prendere il mattarello e un pezzo di pasta per volta e stendere una sfoglia sottile . Con un cucchiaino mettere sulla pasta la mostarda, chiudere e fare delle forme quadrate.Friggere e spolverare con lo zucchero a velo.

Ricorrenza dei defunti

E’ passato tanto tempo..

Che cosa facevate da piccoli nel giorno dei morti?

I nonni quando erano piccoli andavano al cimitero con i genitori. Portavano i fiori che avevano raccolto il giorno prima in campagna e i lumini per i defunti. C’erano anche le lanterne a olio e si accendeva lo stoppino. Al cimitero c’era chi pregava, chi piangeva, noi bambini guardavamo le altre tombe .

In casa si preparava in grosse pignatte il grano cotto nel vino e le castagne. Ai poveretti che bussavano alla porta il giorno dei defunti a chiedere l’elemosina, si davano patate crude, granoni al forno e granturco cotto. I poveri portavano sacchi o secchi di latta per raccogliere le offerte ; poche persone davano i soldi perché ce n’erano pochi . A quei tempi non c’erano le macchine perciò si andava a piedi al cimitero.

Che bella domanda!

Come si festeggiava il Natale?

…..Il Natale si festeggiava in casa insieme a tutta la famiglia. La nonna e le zie friggevano le pettole e i calzoncelli “cavzuncidd”. Si preparavano i mastazzul’ e i mastazzulett’. La cena era a base di verdure : i senap e il baccalà a ciambotta con i porri che venivano cotti con il fuoco sopra e sotto, l’anguilla e lu capton . Si comprava il pesce semplice (la fra aglie ) per le famiglie più povere, si cuocevano gli spaghetti con le alicette. Si lasciava tutto il cibo avanzato sul tavolo, si copriva, perché la notte si raccontava che passava un angelo per benedirlo. Nel camino si metteva un ceppo grande che doveva durare per tutta la notte; il nonno raccontava storie vere e inventate ai nipotini, si giocava a carte, a tombola e al gioco dell’oca. Prima della mezzanotte si andava in chiesa per ascoltare la Messa della notte di Natale.

Babbo Natale non c’era!

C’era Babbo Natale ? E la Befana ?

C’era solo la Befana che portava nella calza qualche biscottino fatto in casa , mastaccioli, fichi secchi, ceci, una mela, un mandarino , noccioline e qualche caramella, una bambola di pezza , una trottola per i bambini più fortunati o una bambola fatta con l’impasto dei biscotti ricoperta di zucchero. I bambini scrivevano la lettera a Gesù Bambino e ai genitori e la mettevano sotto il piatto del papà . Ma per i bambini cattivi c’era nella calza cenere e carbone, quelli veri!

CONCLUSIONE
Al tempo dei nostri genitori, nonni e bisnonni si festeggiava già il Natale. Non tutti scrivevano la lettera a Babbo Natale. I nostri genitori, come noi, ricevevano tanti giocattoli; i nostri nonni qualche giocattolo; i nostri bisnonni solo dei dolcetti. Dalle nostre interviste abbiamo capito che: la festa del Natale si è mantenuta nel tempo, ma è cambiato il modo di festeggiare tale ricorrenza.

Ricetta
Calzoncelli con ripieno di ceci

Cavzuncidd 2 kg. di ceci schiacciati
2 kg. di ceci schiacciati 2 buste di cacao 200 gr . di cioccolato 2 bicchierini di rum 2 tazze di caffé 500 gr. di zucchero Amalgamare tutti gli ingredienti, ottenere la crema e conservarla nei barattoli di vetro. Preparare la sfoglia per i calzoncelli e friggerli in olio abbondante.

Ingredienti 2 kg. di farina 2 kg . di zucchero 16 uova

Ricetta Torroncini

Procedimento

1 kg. di mandorle tritate 1 kg. nocciole tritate 2 buste di lievito pane degli angeli

Sulla spianatoia mettere la farina, aggiungere lo zucchero, le nocciole, le mandorle. Fare un buco in mezzo e aggiungere le uova una per volta e iniziare ad impastare finchè non si ottiene un impasto omogeneo. Formare dei pezzi lunghi e sottili, tagliarli ,metterli nella teglia, cuocerli per circa un

PAN D’UVA
Ingredienti
1

Procedimento
Disporre la farina sulla spianatoia, fare un buco in mezzo, aggiungere lo zucchero, l’uvetta, (messa a bagno precedentemente), il sale ,il latte , il lievito sciolto nell’acqua tiepida e iniziare l’impasto. Aggiungere poco per volta dell’acqua tiepida che servirà per ottenere un impasto omogeneo. Formare dei pezzi a forma di panini non molto grandi, metterli nella teglia e cuocerli nel forno.

KG. di farina gr. di zucchero

150 1

bustina di lievito di birra
1

cucchiaino di sale po’ di latte gr. di uvetta

Un

100

Biscotti col cucchiaio
Ingredienti
1

Procedimento
In una ciotola lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, il latte,l’ammoniaca,il lievito e la buccia del limone. Versare pian piano la farina fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido. Disporre l’impasto a cucchiaiate in una teglia, avendo cura di distanziarli tra di loro. Ungere la loro superficie con latte e spolverare con lo zucchero. Cuocere a 200 ° per 7 – 8 minuti circa.

KG. e mezzo di farina gr. di zucchero

150 60 1 2

gr. di ammoniaca

bicchiere di olio bicchieri di latte

Limone

grattugiato e spremuto
10

uova

 

1 kg. di farina

Ingredienti

P’CCILATIDD

Una “noce” di lievito naturale 4 uova Semi di finocchio Sale e acqua tiepida quanto basta 1 bicchiere da acqua di olio di oliva

  

Sulla spianatoia mettere la farina, aggiungendovi tutti gli altri ingredienti e impastare con acqua tiepida. Lasciare lievitare l’impasto per circa un’ora. Ricavare piccole pagnottelle che verranno scaldate in acqua salata con l’aggiunta di poco olio. Cuocere in forno preriscaldato a temperatura massima ( come il pane ).

Procedimento

 

1 kg. di farina

Ingredienti

FRISELLINI

150 gr . di lievito naturale 5 uova 1 bicchiere di zucchero Semi di finocchio 1 bicchiere di anice

   

In un recipiente sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, l’anice, i semi di finocchio ed il lievito (sciolto a parte con acqua tepida). Versare la farina fino ad ottenere un impasto nè troppo duro né troppo morbido, impastare per 3 quarti d’ora. Sulla spianatoia stendere dei bastoni ricavati dalla pasta e dare una forma circolare. Lasciare riposare per circa 2 ore e poi scaldare in una pentola con acqua bollente e mezzo bicchiere di olio. Man mano che i frisellini saliranno in superficie, si faranno scolare e asciugare. Il giorno dopo saranno cotti in forno per circa 15 – 20 minuti a

Procedimento

Ingredienti
 

PETTOLE

Procedimento

2 kg. di farina 500 gr . di lievito naturale 2 cucchiai di sale 1 kg. di patate passate Un cucchiaino di zucchero Mezzo bicchiere di olio

  

Sulla spianatoia mettere la farina aggiungendo il lievito (sciolto precedentemente in acqua tiepida), le patate, l’olio, il sale e lo zucchero. Una volta che l’impasto nè troppo duro nè troppo morbido , si mette a riposare per circa 1 ora e mezza. Formare dei bastoncini non troppo sottili e friggerli in olio bollente arrotolandoli.

Ingredienti

SCARTDDAT
Procediment o Mettere sulla spianatoia la
Mettere sulla spianatoia la farina,aggiungere lo zucchero, le uova,l’olio, il burro sciolto , il sale e il lievito; col vino bianco iniziare a impastare fino a quanto ne riceve. Quando l’impasto diventa omogeneo, non troppo duro, formare delle striscioline e arrotolarle su se stesse. Dopo averle fritte metterle ad asciugare e versare con il vino cotto o miele.

1 kg di farina 250 gr . di zucchero 4 o 5 uova mezzo bicchiere di olio una bustina di cannella 50 gr. di burro vino bianco tiepido e secco quanto basta una presa di sale una presa di lievito

IL CARNEVALE
E’ una parola! Sono passati tanti anni! Però mi ricordo che.. Come vi travestivate a Carnevale?

Ci travestivamo coi vestiti vecchi dei genitori e dei nonni; i maschi si travestivano da femmine e le femmine si travestivano da maschi. Ci si truccava con la carta velina rossa e il carbone. Ogni anno si inventava qualcosa di diverso: un anno facevamo un funerale con un finto morto e finti parenti che piangevano; un altro anno un matrimonio finto ; l’anno successivo un matrimonio finto con un maschio travestito da donna e l’uomo da sposa e tutti gli invitati andavano dietro . Arrivati in piazza si festeggiava ballando fino a mezzanotte .

Inoltre qualcuno metteva il mantello nero del nonno “ lu pastran” e un cappellaccio con attaccati dei laccetti e delle treccine di stoffa colorata che arrivavano fino a terra ; altri si travestivano da soldato, carabiniere, zingara, ladri o da pastore prendendo un giaccone vecchio e un bastone “ la parro ‘cc’ l ‘ “.

Dove si andava mascherati?
Si andava di casa in casa , dopo aver girato travestiti per le strade suonando i campanacci.Si improvvisavano dai parenti e dagli amici delle scenette e si recitavano delle filastrocche . Si riceveva la salsiccia, uova, nocelle, soppressata, frutta secca , ceci arrostiti , fichi secchi, semi di zucca, la pizza con pezzi di lardo “ z ’ ngaridd , mele “l’municeddo ”.Si spruzzava farina e acqua alle persone.

Quali dolci si preparavano a Carnevale? I dolci si preparavano in casa ed erano di diversi tipi : le scart’ ddat , delle focacce che si mangiavano con la salsiccia, le frittelle dolci di patate , fichi secchi, u’sanghnacc’, i cav’ zun cu la r’ cott , le chiacchere ch’ lu vin’ cutt, tozzette di mandorle.

Le ciambelle
Ingredienti 1 Kg. di farina 800 g. di patate lesse schiacciate 8 cucchiai di zucchero 100 g. di sugna 100 g. di latte (oppure il succo di due arance) 2 cubetti o 10 g di lievito di birra

Procedimento Lasciare lievitare l’impasto per due ore. Preparare delle ciambelline e friggerle in olio bollente.

TARALLINI CON IL VINO
Ingredienti 1 Kg. di farina 250 g. di zucchero 1 cucchiaino di bicarbonato 100 g. di sugna Vino bianco (quanto ne riceve la farina) 250 g. mandorle abbrustolite e tritate.

TOZZETTE CON VANILLINA
1 KG . FARINA 5 UOVA 30 G. DI AMMONIACA 1 BICCHIERE DI OLIO 250 G. MANDORLE FRULLATE 2 BUSTE DI VANILLINA UNIRE GLI INGREDIENTI E TAGLIARE A PEZZETTI DOPO COTTI.

Il sanguinaccio “U’ sanghnacc’
Ingredienti 1 litro di sangue di maiale 1 litro di latte intero 1 kg. di zucchero 1 cucchiaino di sugna o un po’ di burro 150 gr. di cioccolato fondente Una stecca di cannella Un pugno di farina Il tutto a fuoco lento . Con la crema di sangue si poteva fare la pizza, oppure si metteva nelle budella con l’aggiunta di uva passa e si lessava.

CONCLUSIONE
Il modo di festeggiare il Carnevale è cambiato nel tempo. -Ci sono poche differenze tra noi e i nostri genitori. -Anche i nostri genitori , come noi acquistavano il vestito e i dolcetti nei negozi ,partecipavano alle feste e conoscevano le stesse maschere che conosciamo noi. I nostri nonni si travestivano con costumi realizzati con vestiti vecchi, mangiavano solo dolcetti preparati in casa, non partecipavano a feste e conoscevano le maschere tradizionali.

Detti di carnevale
Zizz’, zizz’, zizz’, ramm’ n’ pok’r’ sav’zijzz; s’n’ m’n’ vù rà, k’s’ pòzza strafucà. Zia zia zia dammi un po’ di salsiccia: se non me ne vuoi dare che si possa strafocare Karn’ val’, chijn’ rùnt’, krammatijn’ facijm i kunt, r’ facijm’ k’la penn’, Karn’ val t’ pòzz’n mbenn’ Carnevale pieno di unto, domattina facciamo i conti, li facciamo con la penna, Carnevale possano impiccarti T’ s’ fatt’ lu ricc l’mbrond ma s’ figl’r’ zappator’ pigl’ la zapp’ e va a zappà, zapp’,zapp,.!!! Le ragazze si vestivano da signora ricca e si facevano i riccioli (boccoletti) sulla fronte recitando una cantilena. Ti sei fatto il ricciolo in fronte, ma sei figlia di zappatore, prendi la zappa e vai a zappare zappa zappa !! Bona ser’ patròn r’ la cas’, ramm l’uv’ ca m’ai’ prumis Ntoppch’, ntroppch’ a lu scannidd ramm’ l’uv e lu p’cc’ latidd: - S’ manc’ m’lu vù rà, ch’t’ pozza’ strafucà. Buonasera signore della casa dammi l’uva che mi hai promesso sbatti e inciampi allo sgabello, dammi l’uva e il pane di Pasqua- Se non me lo vuoi dare che ti possa ingozzare. Na cupa cupa ven’ ra Salern’ a la sav’ zijzz fa v’ nì i virm ‘ Veng’ ra mont’M’lone so’ nu vecch ‘ cu lu baston’ s’ n’ m’ n’ vù ra’ na cosa bon’ t’ romb r lastr cu lu baston. Vengo da MonteMilone sono un vecchio con il bastone se non mi vuoi dare una cosa buona ti spacco i vetri con il bastone

PRODOTTI TIPICI

LA STORIA DEL PANE DAL GRANO ALLA FARINA
 PRIMA

…. Il contadino semina il grano  Successivamente le spighe crescono  In seguito il grano è maturo e si raccoglie  Infine il grano si porta al mulino e viene macinato

Visita al mulino del sig. Pinto
PESA

Prima il grano viene portato al mulino nei sacchi e viene pesato sulla bascuglia.

PULITURA

 Successivamente

il grano passa nella macchina della pulitura e viene pulito da tutte le impurità.

MOLITURA

 In

seguito il grano viene macinato cioè viene schiacciato da grossi rulli.

SEPARATORE
 Infine

nel separatore si separano le varie parti del grano : la farina , il farinaccio e la crusca . La farina si usa per fare : il pane , i panini, la pizza e la pasta. Il farinaccio si usa per fare il pane e biscotti integrali. La crusca si usa come alimento per animali.

La storia della polenta
Prima le spighe venivano raccolte dai contadini. Successivamente le spighe si mettevano ad essiccare al sole. In seguito i chicchi si toglievano dalle pannocchie e si raccoglievano in grandi cesti. Dopo il grano si macinava con una ruota di ferro tirata da un asino.

Infine con la farina di granoturco veniva preparata la polenta.

Che bei tempi !

Dov’ erano i mulini a Rionero ?

I mulini a Rionero erano quattro :
a Via Roma c’era il mulino di Frascolla; al piano delle Cantine c’era il mulino di Di Lucchio; poi c’era il mulino ad acqua di Sicuro , un altro vicino all’ospedale.

Da dove proveniva il grano? Come si trasportava al mulino ?

Il grano proveniva dai campi dove i contadini lo coltivavano. Il grano si metteva nei sacchi , si caricava in spalla, sul dorso dei muli o sui carretti e si portava al mulino.

Come si macinava?
Veniva macinato sotto delle grosse ruote di pietra azionate dai cavalli o dai buoi o veniva macinato nei mulini ad acqua, sfruttando la corrente dei fiumi o l’energia del vento.

Quali prodotti uscivano dopo la macina

?

Dalla macina uscivano la farina per il pane e per la pasta che si faceva in casa , la semola , il farinaccio, la “caniglia “(cioè la crusca) che veniva data agli animali : le galline, i maiali ecc..

Dove si conservava la farina di grano ?
La farina veniva conservata in casa, in apposite casse di legno “lu’ m’ bastapan “ oppure in grossi sacchi di tela. Il grano veniva conservato nel cascione ( che aveva la forma di un armadio) o nel granaio.

Quante volte si andava a macinare il grano?
Si andava a macinare una volta al mese o quando c’era la necessità.

Come veniva pagato il mugnaio?
Veniva pagato con i soldi o con una parte della farina ricavata dalla macina o con i prodotti della terra.

Dove si poteva acquistare la farina ? Si comprava dal mugnaio o dai contadini.

Un tempo

Per fare il pane , si setacciava la farina di grano tenero per separarla dalla crusca, si preparava il lievito “lu crescent “.

Dove veniva impastato?

Il pane veniva impastato su “ lu tumpagn “ e “ r sc’canat “ venivano messe nella fazzatora, che era una vasca di legno, contenuta do”lu m’ bapastapan “. Si faceva con la farina, le patate, il sale, l’acqua e “lu crescent”. Dopo si lasciava lievitare la pasta per tre ore e “ r sc’canat “ erano rotonde

Oltre al pane cosa si faceva?
Oltre al pane si facevano “ i cucul “ le focacce con l’olio, senza olio , con il pomodoro e anche con l’origano.

Come e dove lo portavano ?
La pasta si divideva in “ scanat “ su una tavola lunga tre metri che la “ furnar “ andava a prendere nelle case.

Il pane si cuoceva ogni quindici giorni.

Quante volte si faceva il pane ?

Quanti forni c’erano in paese ?
In ogni rione c’era un grande forno che poteva cuocere da 20 a 30 “ scanat “.

Si prenotava per cuocere il pane ?

Dove si portava appena cotto? Dove si poteva acquistare?

Si prenotava il forno il giorno prima perché la “ furnar “ doveva sapere quante ne doveva cuocere.

pane appena cotto si consegnava a chi l’aveva impasta erano le donne che facevano solo il pane per vendere.

Oggi . . .

Visita al forno “La Forneria dei Sapori”
La preparazione dell’impasto

Prima si mettono nell’impastatrice tutti gli ingredienti: farina,acqua, lievito e sale.

Successivamente la pasta si mette sul tavolo d’acciaio e si fanno le varie forme: ciambelle, quadratini, rosette , pizze.

Preparazione del pane

Infine il pane si mette a cuocere nel forno per mezz’ora Si mangia .....

Visita al pastificio del Vulture
La semola di grano duro viene messa con l’acqua nell’impastatrice, poi l’impasto passa in una macchina formatrice che dà la forma alla pasta attraverso un dischetto.

La pasta viene fatta asciugare negli essiccatoi. Infine viene confezionata nelle buste trasparenti e messa nei cartoni.

Questo pastificio produce pasta biologica cioè il frumento viene prodotto in modo naturale senza l’aggiunta di sostanze dannose per la nostra salute. Quindi questa pasta è più buona delle altre.

RICORRENZE (SAN GIUSEPPE, LA PASQUA) TRASFORMAZIONE – LA STORIA DEL LATTE – LE RICETTE

A San Giuseppe.. .

Perché si facevano i fuochi a San Giuseppe?

Si facevano i fuochi per festeggiare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera. In cima al falò “lu casazz “ veniva issata una bambola che simboleggiava l’inverno. Se la bambola bruciava tutta d’un colpo ci sarebbe stata un’annata brutta; se invece bruciava lentamente ci sarebbe stata un’annata buona.

Si preparava qualche dolce o piatto particolare? Si preparavano piatti a base di legumi , ravioli con la ricotta dolce, pizze con la ricotta salata, zeppole con la crema. Quanto tempo prima si iniziava la preparazione del falò ? La preparazione del falò iniziava un mese prima. Ogni rione organizzava il proprio falò e si faceva la gara a chi riusciva a farlo più grande. Gli uomini e molti ragazzi andavano nelle vigne a raccoglievano “ r’ zeppr “ cioè tralci delle viti che erano state potati. Si raccoglievano i rami degli alberi potati “r’ troppl” pezzi di albero tagliato . Si caricava la legna e le fascine sui “train” carretti e si trasportavano in paese. Durante il pomeriggio della festa si preparavano i falò accatastando le fascine sui pezzi degli alberi tagliati .

Le donne preparavano “la pup “, la bambola di pezza piena di petardi “i trun “. “La pup “ che si metteva sul falò rappresentava l’inverno che bruciava, scoppiava e andava via per lasciare il posto alla primavera , inoltre rappresentava la purificazione degli spiriti maligni. La sera si accendeva il falò e grandi e piccoli si radunavano intorno festosi e le donne recitavano il rosario . Quando il fuoco era consumato e rimaneva solo la cenere ogni persona ne portava un po’ a casa come benedizione del Santo.

LE ZEPPOLE
 600

g. di zucchero  350 g. (sugna o burro )  14 uova  900 g. di acqua  Un pizzico di sale Procedimento
Bollire l’acqua e mettere la farina e il pizzico di sale. Girare e lasciare sul fuoco per 5 o 6 minuti, fare raffreddare, mettere le uova e lavorare l’impasto. Dare la forma rotonda e friggere in abbondante olio bollente.

La Pasqua al tempo dei nonni
La Pasqua si festeggiava ... Come si festeggiava la Pasqua?

La Pasqua si festeggiava in famiglia. Si partecipava ai riti religiosi. Il giovedì santo si andava in chiesa per assistere al rito della lavanda dei piedi e per ascoltare la messa. Si assisteva poi al rito dell’ultima cena , il sacerdote rappresenta Gesù che consacra il pane e il vino che diventano il sangue e il corpo di Gesù. Il venerdì si partecipava alla via Crucis, una processione che ricorda i momenti della passione di Gesù, poi si andava nelle chiese a visitare i sepolcri. Il sabato santo si partecipava oppure si assisteva alla processione , alle dieci tutte le chiese , dopo aver acceso sul sagrato della chiesa un falò, suonavano le campane a distesa per annunciare la resurrezione di Gesù e la gente ovunque si trovasse si prostrava baciando la terra. Dopo questo momento tutti i bambini gioivano perché finalmente potevano mangiare i biscotti e i taralli che i giorni precedenti le mamme avevano preparato nelle case. I bambini andavano in giro per le case del rione con un cestino chiedendo le uova agitando nelle mani rumorosi campanacci. Nelle case preparavano i letti con le lenzuola ricamate, coperte di seta e al centro mettevano le uova, che poi il prete avrebbe preso, oppure il dolce tipico di Pasqua “lu panar “ in attesa che il prete passasse per la benedizione della casa. Il giorno di Pasqua ci si recava a messa con il vestito buono e poi le famiglie si riunivano a casa per il pranzo di Pasqua.

Si, alcuni di noi partecipavano come figuranti:

Partecipavi alla procession e del sabato santo ?

chi faceva l’ancella,chi la Madonna, chi il legionario , il nonno di Irene suonava la tromba nella banda; altri partecipavano come spettatori.

........ Come si vestivano i figuranti ?
I personaggi si vestivano con abiti diversi da quelli di oggi. Erano semplici vesti bianche come quelle dei preti e si sfilava per il paese portando sulle spalle la croce e la statua della Madonna Addolorata. Inoltre c’erano i bambini che suonavano le “troccole”e quelli che portavano i ramoscelli di ulivo. I soldati indossavano i calzari e le armature del tempo romano. Altri figuranti indossavano cappucci e vesti bianche. I costumi erano conservati nelle parrocchie.

........ Quali dolci si preparavano ?
Si preparavano piatti a base di verdura e di carne :” lù vrret ’ “il tipico pane di Pasqua con semi di finocchio selvatico “ lù p’ccilatidd “ , molti però facevano il digiuno pasquale. Si preparava come dolce la “scarcedda “, un grande biscotto a forma di cesto “lù panar”e la bambola “la pup “.L’impasto era fatto di farina, zucchero , uova, latte , e olio e si formava un biscotto a forma di cestino. Al centro si metteva la mostarda e sopra si sistemava l’uovo crudo che durante la cottura diventava sodo e poi il tutto veniva ricoperto con una glassa di zucchero montata con l’albume “ lù c’ lepp “. La “pup “, la bambola per le bambine era fatta con lo stesso impasto ed era ricoperta di granelli di zucchero colorato “la s’ mndell”. Questi erano i dolci dei bambini perché a quei tempi non c’erano le uova di cioccolata .

........
Le uova che ricevevano i bambini erano sode , venivano colorate con il carbone “lù t’ zzon “ e mangiate il giorno di Pasqua; altre uova venivano colorate e messe in un cestino con il nome di ogni bambino .

Lù v’ rrett torta rustica
         

Agnello Cardi Uova Pecorino Sugo di carne Olio Sale Peperoncino piccante “tacciaridd “ Aglio, cipolla Pecorino

Unire i pezzi di agnello soffritto nell’olio con i cardi lessati Aggiungere le uova, il pecorino, il sugo di carne e impastare . Far cuocere per molto tempo ... e buon appetito!

U’ Panàr’ r’ Pasqu’ Il cesto pasquale

       

1 kg di farina 400 gr. di zucchero 7 uova 100 gr. di burro 2 bustine di vanillina 30 gr. di ammoniaca limone spremuto quanto basta 1 bicchiere di latte

Lavorare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido. A questo punto, staccare una piccola quantità di pasta e modellarla a mo’ di ciambella. Con la pasta avanzata, formare due trecce da disporre a forma di croce sulla ciambella. Al centro della croce, inserire un uovo crudo ed infornare il tutto a 180° per circa mezz’ora. Nel frattempo, preparare una glassa montando due bianchi d’uovo e aggiungendo a poco a poco lo zucchero fino ad ottenere una crema fluida e densa con cui decorare il cesto. Infine decorare il tutto

Oggi la Pasqua si festeggia in famiglia ; si assiste ai riti della settimana santa , la benedizione delle palme , la lavanda dei piedi,l’adorazione eucaristica,la via Crucis, la santa messa di Pasqua. Si gustano in questo periodo le prelibatezze pasquali, piatti tipici rioneresi, le colombe pasquali ricoperte di cioccolato e uova di cioccolato con la sorpresa . Alcune persone approfittano delle vacanze di Pasqua per fare viaggi e gite in altre città ; a Pasquetta vanno a fare la scampagnata.

VISITA ALL’AZIENDA ZOOTECNICA DI SARACENO AD ATELLA

In questa azienda si allevano le vacche da latte razza Frisone (Frisia), regione tra l’Olanda e la Germania, o pezzata nera.

Qui si produce il latte fresco, viene pastorizzato , cioè riscaldato a 60 ° e poi raffreddato,contiene tutte le vitamine e dura 6 o 7 giorni.

Invece il latte a lunga conservazione (UHD) viene riscaldato ad alte temperature così le parti buone del latte vengono bruciate.

Il latte
prodotto

Una parte viene data al vitello

L’altra parte viene utilizzata nei caseifici per fare i formaggi

I vitellini appena nati bevono il colostro, il primo latte,ricco di anticorpi,che li protegge dalle malattie. Dopo vengono tolti dalla mamma e messi nel nido, nutriti con il poppatoio che contiene latte in polvere.

Sala mungitura

12 mucche da una parte

12 mucche dall’altra

La mattina alle 4

Il pomeriggio alle 16 ( dura 10 minuti )

Si ricavano 33 l. al giorno. In 305 giorni, 100 quintali. Il pavimento , prima della mungitura , viene bagnato perché stimola la pipì delle mucche. Il latte appena munto, con dei tubi, passa nel REFRIGERATORE.

STALLA
La stalla è formata da 500 mucche e si divide in 3 parti:  Mucche da mungitura Le mucche non hanno le corna (vengono tolte a 2 mesi )  Mucche da riposo Le mucche dormono nelle cucce  Vitellini giovani Animali da rimonta Tutte le mucche mangiano un piatto unico,mangime e fieno …

La visita al caseificio

MUNGITURA
Latte

Prima il latte viene raccolto nelle aziende : le macchine mungono le mucche e il latte viene raccolto nei contenitori refrigeranti per evitare che si generano i batteri.

In seguito il latte viene messo in un grande pentolone, polivalente, a una certa temperatura, si aggiunge il caglio una sostanza ricavata dallo stomaco dei capretti e degli agnelli giovani e si riscalda a vapore. Si ha così la cagliata.

Lavorazione del latte

Lavorazione della cagliata
Successivamente la cagliata viene messa negli scorsoi, appositi contenitori con buchi per far raffreddare l’impasto e per far scorrere l’acqua. In seguito viene tagliuzzata, messa in contenitori a 90° nell’acqua, si gira con un bastone e si forma così la pasta filata. Poi viene tirata, intrecciata e lavorata con le mani.

Mozzarelle, bocconcini, treccioni, treccine, nodini appena fatti vengono messi in acqua fredda.

BIANCA (per mozzarelle…)

LA CAGLIATA

GIALLA (per i caciocavalli ….)

Dal siero, la parte gialla del latte, si prepara la panna, la ricotta ed il burro.

Chi portava il latte ?

Il latte

Il latte lo portava…

Il pastore portava il latte con le pecore e le capre e lo mungeva all’istante perché la gente non si fidava del latte nel bidone per la presenza di acqua. Il pastore percorreva le strade del paese con la campanella chiedendo chi voleva comprarlo. Dove era contenuto e come lo misuravano ? Il latte era contenuto in grossi bidoni di alluminio e di latta. Si misurava con il misurin, un bicchiere di latta di varie misure: da un quarto “m’suridd “, da mezzo litro chiamato la “m’sur “ e da un litro . Il latte costava poco,10 lire al litro. Prima di consumarlo che si faceva ? Prima di consumarlo si bolliva, per verificare se era fresco e per far morire i batteri. Poi si faceva raffreddare e si colava. Quanto tempo si poteva conservare? Il latte si poteva utilizzare nell’arco di 24 ore , di notte si metteva fuori sul davanzale perché non c’era il frigorifero .

Quali prodotti si ricavavano dal latte ? Dal latte i pastori ricavavano : la ricotta, il cacioricotta “ cas’r’cott’ “, il caciocavallo “Ccs’cavadd’ “ pezze di formaggio pecorino, lu “ scavrat’ “, il pecorino andato a male “ lu furmagg’ quagl’ “. Questi formaggi venivano fatti direttamente dal proprietario delle mucche e delle pecore, che lui stesso vendeva . I prodotti si conservavano con il sale per farli resistere più a lungo visto che non c’era il frigorifero. Come si consumavano i prodotti ? La ricotta si mangiava fresca con il pane, ma quando c’era una festa veniva unita al sugo e alla pasta. Inoltre si preparavano i ravioli : “cav’zun “ e la pizza di ricotta. Il formaggio fresco veniva mangiato con il pane, se stagionato grattugiato sulla pasta. Il latte veniva usato la mattina a colazione con pezzetti di pane “la zupp’ r’ latt’ “, poi per fare i biscotti la crema e i tagliolini fatti in casa per la festa dell’Ascensione .

Preparavi il sugo e quante volte in una settimana ?

Preparavo il sugo una sola volta alla settimana, la domenica per fare la pastasciutta e si consumava in giornata perché non si poteva conservare . Inoltre si preparava nei giorni di festa più importanti dell’anno.

Interviste alle nonne
Come veniva usato ? Il sugo veniva usato per condire le orecchiette, strasc’nat ‘ , triidd’, laghn’,pasta fatta in casa condita con lù cas’r’cott’ o formaggio pecorino.

Quali erano gli ingredienti?

L’olio o sugna, pezzetti di lardo di maiale o salsiccia , carne di animali che si allevavano in casa (galline , conigli,maiali) o pezzi di agnello o capretto con l’osso, cipolla ,aglio,basilico, sale e conserva di pomodoro.

Interviste alle nonne
Chi forniva i pomodori ? I pomodori si coltivavano nei terreni di proprietà oppure si compravano dai contadini che ne producevano di più.

Come venivano utilizzati ?

I pomodori venivano mangiati freschi , affettati e conditi con sale e olio e spremuti sulle fette di pane;maturi e cotti per fare la conserva e la salsa; secchi per conservarli sott’olio.I pomodori non maturi si appendevano su di un filo di ferro intrecciati e consumati durante l’inverno.

Come venivano conservati?

I pomodori venivano conservati in bottiglie o vasetti di creta o in vetro “ bucca’cc’ “ e messi in cantina o nella dispensa o nelle ceste in un angolo della casa.

La conserva si vendeva nei negozi e quanto costava?

Si vendeva sfusa ed era contenuta in barattoli da 10 Kg. Il negoziante la metteva col cucchiaio in una carta oleata e costava 5 lire circa.

I pomodori piccoli venivano lavati e schiacciati con le mani, si mettevano a bollire sul focolare nella caldaia di rame . A metà cottura si metteva una cipolla e una testa di sedano e prima di colarli si metteva il sale . Appena cotta si passava al setaccio e si metteva nella” spasa” ad asciugare al sole . Quando diventava dura si conservava per tutto l’anno nei vasi di terracotta e sull’orlo si metteva un filo d’olio e due foglie di fico.

Visita al conservificio CLEMATIS

PREPARAZIONE DEI SUGHI

Visita al conservificio CLEMATIS

PREPARAZIONE DEI SUGHI
Prima in grossi pentoloni viene preparato il sugo. Gli ingredienti sono : pomodori in scatola, olio , cipolla , prezzemolo,sale, aglio,peperoni o melanzane e si fanno cuocere per un po’ di tempo.

Imbottigliamento del sugo

In seguito attraverso dei tubi il sugo pronto viene messo nei barattoli , che sono stati lavati con cura da una macchina.

CHIUSURA E BOLLITURA

Successivamente i barattoli vengono chiusi con coperchi e bolliti , in questo modo il sugo si conserva a lungo.

Etichettatura e impacchettatura

Infine le macchine mettono l’etichetta con la data di scadenza , impacchettano i barattoli che sono pronti per essere portati al supermercato.

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