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Essere bigotti non va bene, ma nemmeno

farsi prendere per fondelli.

ANTONIO DAL MUTO


a.dal.muto@alice.it
349-35.80.890

Accenni biografici

Romano di nascita ha vissuto ad Ariccia. Da tempo, vive e lavora a Cesena.


E maestro dArte Pittura e Disegno diplomatosi presso l Istituto Statale dArte di Marino;
possiede la qualifica di Architetto Interior Designer; ha frequentato la Facolt di Architettura a
Firenze; Critico dArte;

E autore di Storie di Citt a Fumetti:

Ha realizzato una poderosa 5 volumi Storia a fumetti di Cesena, Rimini, Ravenna e


Forl. Dalle Origini allUnit dItalia pubblicata dalla locale Casa Editrice Ponte vecchio.
Il premio Nobel Dario Fo lo ha citato nella sua opera Storia di Ravenna. Ha pubblicato la
Storia di Ariccia Antica assieme ai curatori dei testi dott. Alberto Silvestri e d.ssa
Maria C. Vincenti, fumetto sponsorizzato dalla Provincia di Roma, Comune di Ariccia (RM) e
dallArcheoclub locale per diffondere la conoscenza del territorio nella popolazione scolastica e
non.
Storia di Sarsina Antica. Dalle Origini all XI secolo; Storia di
Castrocaro. Dalle Origini alla costruzione della cittadella di Terra del
Sole; Storia di Comacchio e Storia di Anzio a Fumetti. Dalle Origini a
Nerone; Storia di Cervia a Fumetti. Dalle Origini allEt
contemporanea. Cesena nell800, ricostruzione grafica dei siti urbani
demoliti;

E vignettista e caricaturista:
Ha collaborato con il settimanale Corriere Cesenate e con TeleRomagna,

attualmente collabora con Videoregione; con TELECOUNTRYNEWS la TV on WEB con


sede a Genzano; con lOSSERVATORE LAZIALE giornale on line

E Scenografo:

Sue sono le scenografie realizzate negli anni 90 per il festival della


Canzone romagnola E Campanon ( Il Campanone).

E Pittore_
Nella sua pittura predilige la figura e il paesaggio, ma anche realizzazioni
tematiche come la Mostra sulla Shoah fatta a Cesena nel 2004 e poi a
Forl e a Cervia tra il 2006 e il 2008. Lintera collezione ora di propriet
dllAss. ANPI di Comacchio
E ritrattista:
Sue sono la Galleria di uomini illustri legati allamministrazione comunale cesenate.
Dal Risorgimento allultimo sindaco in carica (1835 -2008) di propriet
dellamministrazione comunale ( messa in magazzino);
la Galleria degli abati del monastero di Santa Maria del Monte di Cesena. Dal 1888
allultimo abate in carica (1888-1999) di propriet del Monastero omonimo;
la Galleria dei parroci della Parrocchia di SantEgidio di Cesena. allultimo parroco in
carica (1954 2009) di propriet della Parrocchia omonima ( e riposta in armadi).
Ritratto di Gianni Agnelli, di propriet dellomonima famiglia;
Ritratto del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, di propriet della stessa;
Ritratto di Marco Pantani, di propriet della famiglia Pantani ed esposto presso lo
Spazio Pantani a Cesenatico;

Ritratto di famiglia di Marina Berlusconi di propriet della stessa;


Ritratti di Ferrari, Agnelli, Montezemolo, Schumacher e Barrichello di propriet della
Ferrari sede di Maranello;
Ritratto di papa Giovanni Paolo II di propriet della Fabbrica di San Pietro
Ritratto di papa Benedetto XVI di propriet della Fabbrica di San Pietro;
Ritratto di papa Francesco di propriet della Fabbrica di San Pietro

E Saggista
Molte sue opere si trovano su SCRIBD. COM e sono
scaricabili e disponibili gratuitamente

RIFLESSIONI SULLOPERA INCHIESTA SU GESU


Il mondo non cos semplice o, perlomeno, cos facilmente leggibile nel
campo della religiosit o delle credenze: oltre alle pressioni indotte da
sette, movimenti per il potenziamento della mente umana, leggi Ron
Hubbard, religioni ispirate, quelle tradizionaliste o di provenienza
americana, movimenti ufologici, reverendo Moon ecc. esistono
pubblicazioni o trasmissioni televisive che sono peggiori di un semplice
approccio ad una corrente dalle presunte pretese salvifiche: peggiori,
perch pi sottili e tortuose nel loro divincolarsi dialettico che non
conosce confronto ; parliamo del revisionismo che non ha matrici religiose
ma laiche. La grande esplosione di letture che affollano le librerie
permette di trovare accanto a testi di elevato interesse altri di
serpentina maliziosit che mirano, anche senza palesarlo, a demolire la
fede cristiana nel lettore credente, magari debole di fede o impreparato,
con argomentazioni che debbono, hanno la necessit, di essere vagliate
attentamente, poich decontestualizzano, come in questa opera di Augias,
il soggetto posto in esame dalla sua cornice magmatica dal quale nato e
fuso.
Non dobbiamo dimenticare che anche queste esperienze fanno parte di
quel sudore della fronte che occorre versare per tornare laddove siamo
stati cacciati, ossia nella patria perduta in cui la conoscenza e la
comprensione della essenza creativa rappresentano le piante da frutto.
Dobbiamo tornare a riattaccare la mela strappata dal ramo.
E Inchiesta su Ges Chi era luomo che ha cambiato il mondo - di
Corrado Augias e Mauro Pesce, cos come alcune trasmissioni televisive,
ultima delle quali quella della La7, condotta da Gad Lerner che, il giorno
19 marzo 2008, cerc di far passare la Resurrezione di Cristo come
Simbolo ipotesi portata avanti dallospite Paolo Flores dArcais. E tutto
sotto gli occhi di due prelati silenziosi incapaci o messi nelle condizioni di
non replicare adeguatamente. Queste produzioni sono accomunate dalla
stessa tesi denigratoria mediante una mirata analisi dei Vangeli, ma al
contempo, la sfida che il negazionismo porta non pu che indurre la
voglia di ragionare dei credenti per smascherare gli ipocriti
ragionamenti .
Espressioni revisioniste diremmo, accomunate dallo stesso target:
rimettere in discussione le verit fondamentali della fede, contando

sullignoranza in questo campo degli ascoltatori o lettori. Quella di


Augias-Pesce, portata avanti, a nostro parere, con una disincantata,
quanto arzigogolata analisi sui vangeli, porta ineluttabilmente,
pericolosamente e irrispettosamente a confondere le idee di chi non ha
adeguata capacit di analisi. Irrispettosamente anche nei riguardi
dellonest intellettuale e della qualit dellanalisi che meriterebbe un
argomento cos importante.
Per questo che il metodo di comparazione e deduzione appare il pi idoneo
a fare il pelo e contropelo ai due autori.
Ma veniamo ai fatti analizzando alcuni passi dellopera di Augias.Pesce.
Gi dal sottotitolo: Chi era luomo che ha cambiato il mondo si lascia
intendere il seguente messaggio: Ges era un uomo e non certo Dio,
anche se ha influenzato la Storia dellumanit; e nel corso della
lettura, questa impostazione, cercher di diventare realt. Non,
sospettate gi, cari lettori, lombra antica della negazione della divinit di
Cristo? Nel risvolto interno della copertina, tra le altre cose leggiamo:
fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli
non ha mai detto di volerla fondare una affermazione del tutto
gratuita, tesa a imporre un punto di vista che vorrebbe far passare il
cristianesimo, sin dalle sue origini, come linvenzione di un manipolo di
avventurieri, i quali, aggiungiamo noi, mirarono ad un proprio tornaconto (
infatti che senso ha dare a questa invenzione, in nome di Cristo, se Cristo
stesso non laveva mai pensata o voluta, secondo Augias? ). Quale fu
questo tornaconto ci sfugge, anche perch molti, in nome di Cristo, furono
messi a morte o scelsero il martirio a cominciare da Pietro e Paolo. E
questo il secondo esempio del tentativo di revisione laica del messaggio
di Cristo; ma come non ricordare le parole dette da Cristo Andate: ecco
io vi mando come agnelli in mezzo ai lupiin qualunque casa entriate,
prima dite: Pace a questa casa LC 10, 3-5 .
Ora, proviamo ad immaginare un qualcuno che avesse chiesto ad uno di
questi discepoli inviati a portare la Parola del Signore, Chi vi manda?
cosa avrebbero potuto rispondere se non Ci manda Ges il Messia,
lUnto, il Cristo. E chi inviato da Cristo discepolo di Cristo , per
forza di cose, cosa se non un cristiano? Almeno cos la pensava Flavio
Giuseppe, ebreo romanizzato del I secolo d.C. e autore dellopera Le

guerre Giudaiche che per la prima volta chiamo cristiani i discepoli di


Cristo
E interessante, inoltre, notare la metodica di analisi che accomuna molti
di questi autori o conduttori o ospiti televisivi: si rifanno ai Vangeli; citano
versi che, secondo loro, giustificherebbero le loro ipotesi, ma non
prendono in esame i versi che metterebbero in crisi i loro stessi esercizi
di riflessione. Ecco perch ho pocanzi accennato a una mirata analisi
dei Vangeli.
Nella Premessa dellopera in esame, dal titolo Molte domande, alcune
risposte riportata una citazione di Harold Bloom - eminente
Professore di Letteratura americana e Critico letterario - che cos suona:
E possibile che Ges sia stato un enigma anche per se stesso. Non
occorre, credo, sottolineare che quando si sceglie una citazione tra le
tante, se ne sceglie una e la si decontestualizza per renderla pi
vicina agli obiettivi che si vuole raggiungere con le proprie
dissertazioni. La citazione di Bloom, quindi, racchiude in se il leit motiv , la
portante su cui si svilupper il discorso, anima di tutto il contenuto del
libro: ossia che Cristo Ges stato s un importante personaggio storico,
ma anche un enigma per se stesso; stato un uomo tra gli uomini; nato e
morto definitivamente, diventando un mito. Come Pantani.
Scorrendo le pagine nella lettura dellopera, i concetti espressi, si parla
della numerosa mole di scritti su Ges, pervenutici sia interi che in
frammenti, ribadendo, giustamente, come il Nuovo Testamento, cos come
lo conosciamo, stato definito nel IV-V secolo, pur non sottacendo che
gi prima del suddetto periodo i contenuti del N.T. - la qual cosa non fa
che indebolire la presunzione di una loro stesura tarda - erano in
circolazione, sparsi, ma noti alle varie comunit che ne custodivano
gelosamente e attentamente il contenuto. Entriamo cos nel vivo
dellanalisi di questa opera. Vediamone alcuni argomenti trattati nel libro
da Augias e dal prof. Pesce.
PRIMO ARGOMENTO
I Vangeli
E evidente ed inevitabile che una grande mole di scritti venissero
prodotti da chiunque fosse in grado di scrivere ed erano assai pochi
allora coloro che sapevano usare la penna - dopo la morte di Cristo. Non
deve meravigliare se si dice che dei Vangeli a noi noti, non siano gli

originali scritti lasciatici da Luca, Marco, Matteo e Giovanni; ma questo


non significa che non li hanno scritti loro: non esistono prove che
affermano che essi non centrano; e verosimile che degli scritti originali,
memorie degli apostoli da tramandare, fossero state fatte pi copie per
distribuirle alle sempre pi numerose comunit cristiane; e non deve
meravigliare che nel copiare alcuni abbiano commesso errori o addirittura
fatto aggiunte in buona fede o in mala fede, aggiungendo, magari, episodi
ricevuti dalla tradizione orale o da altre fonti, magari gnostiche.
Includendo tra i tanti manoscritti anche quelli artatamente modificati per
combattere il messaggio di Salvezza o per proporne una differente
visione. Ricordiamo ci che scrisse alla comunit dei Galati - Gal. 1,6 Paolo di Tarso: Mi meraviglio che cos in fretta passiate ad un
altro Vangelo. In realt, per, non c ne un altro. Soltanto che vi
sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un
vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema
(escluso dalla comunit - N.d.R.) I tentativi di corrompere il messaggio di
Cristo sono, dunque, gi contemporanei alla prima predicazione degli
apostoli. Leresia nata contemporaneamente alla predicazione: studiare
le forme eretiche significa, per analisi indiretta, identificare le verit
evangeliche e trovare conferma di ci che il N.T. contiene.
Rifiutiamo quindi la lezione che Augias vuole trasmettere con
questopera che i Vangeli hanno un grado di attendibilit, riguardo le
verit fondamentali, discutibile! Poich le opinioni espresse in merito,
anche se condivise da una parte degli scienziati di Critica testuale
sono e rimangono opinioni; di rispetto, ma opinioni.

SECONDO ARGOMENTO
Lebraicit di Ges
Pi avanti Augias si meraviglia del fatto che Ges, in genere, non venga
considerato ebreo: questa la scoperta dellacqua calda. Ges era ebreo,
un ebreo che ha rispettato la legge fino a quando ebbe inizio la sua
missione. Onde per cui, la domanda, studiata a tavolino, da Augias e
rivolta al prof Pesce Ho limpressione che il credente di una confessione

cristiana percepisca quasi sempre come una scoperta questa ebraicit


voglia comunicare la sensazione di una presunta scarsa dimestichezza con
le scritture da parte di chi pone la domanda, altrimenti Augias avrebbe
saputo, al contrario, che Cristo porta a compimento quel Piano di Salvezza
iniziato con la liberazione degli ebrei dalla schiavit dEgitto.
Lignoranza dei testi biblici una cosa, la consapevolezza dottrinale
unaltra. Ai fini della Salvezza tenere a mente che Ges era un ebreo
irrilevante; non c quindi alcun bisogno di re-inserire Ges allinterno del
Giudaismo. Queste sono cose che lasciamo ai dottori della speculazione
linguistica e storica, ma che non sono fondamentali ai fini della fede.

TERZO ARGOMENTO Fin dove arriva laudacia delle ipotesi


Leggiamo a pag. 29 le parole del prof Pesce: Quando ha insegnato il
Padre nostro, egli (Ges - N.d.R.) non pensava di dover morire per i
peccati degli uomini. Non c molto da discutere su queste parole: prima
si invoca la difficolt della procedura scientifica per spiegare la
formazione del Nuovo Testamento, poi si ha la presunzione di essere nella
mente di Ges, facendo intendere che il Messia non sapeva del suo ruolo
salvifico. E a proposito della figura di Cristo Salvatore, il prof. Pesce
chiama in causa il grande riformatore Melantone tralasciando di
specificare, chiaramente, in maniera divulgativa, che Melantone fu un
grande pensatore ma anche luterano/calvinista e quindi la sua posizione su
Cristo/eucarestia non associabile a quella della Chiesa cattolica. Un
puzzle che fuorviante quando manca di esatte istruzioni.

QUARTO ARGOMENTO
Ges leader politico
Il modo in cui viene affrontata la figura di Ges cos articolata da
sembrare unoperazione di smontaggio a cui segue un montaggio
differente dalla condizione di partenza; condizionato dai se e dai ma,
si lascia il lettore poco accorto e poco avvezzo alla riflessione( quello che
fa il successo editoriale in campo religioso di Augias) un senso di

smarrimento. Prova ulteriore ne il brano che troviamo a pag. 57 in cui il


prof Pesce d la sua risposta sulla ipotetica figura di Ges come capo di
un partito antiromano: Esiste anche una forte corrente di pensiero
secondo la quale lintera azione di Ges mirava a una rivoluzione politica, a
sollevare cio il popolo ebraico contro i romani e riferisce di uno
scrittore inglese, tale S.G.F. Brandon, che ipotizza come lazione
evangelica di Paolo sia la spiritualizzazione dellopera politica di Cristo,
tralasciando, ancora una volta, di dire che Brandon era s uno studioso, ma
anche un pastore anglicano, quindi, con una visione distante dalla fede
cattolica, un pastore della fede cos preparato, ma non in grado di porsi
una domanda topica: Ma come si fa ad essere seguaci di una chiesa,
quella anglicana, fondata da un passionale adultero e omicida quale fu
Enrico VIII ?
Continuiamo: chiss perch non cita mai le figure straordinarie della
Chiesa Cattolica il prof Pesce? E chiss perch non si tiene conto, in
questo contesto, della frase di Ges detta davanti a Ponzio Pilato: Il mio
regno non di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i
miei servitori avrebbero combattuto perch non fossi consegnato ai
Giudei; ma il mio regno non di quaggi Gv. 18, 36
Le motivazioni del sistema fuorviante, messo in piede dal duo AugiasPesce, le troviamo in questa specifica evangelica, che contraddice lipotesi
di Brandon, plasmate dalla e sulla metodica di analizzare solo le cose che
sembrano convalidare le ipotesi espresse e non quelle che le mettono in
dubbio presenti nello stesso contesto analizzato.
La riflessione continua citando un altro studioso, Oscar Cullmann, ma,
finalmente, si dice che protestante. Questa specificazione chiarisce, a
caduta, come qualsiasi giudizio su Ges dato da un protestante sia, in
partenza, condizionato dalla sua fede tuttora scismatica rispetto al
magistero della Chiesa Cattolica Romana.

QUINTO ARGOMENTO
La nascita di Ges
In questo confronto fatto di domande e risposte, si cerca di ri-creare la
figura storica di Cristo, smontandone, filologicamente, quella divina, non

facendosi mancare la voglia di insinuare il dubbio, nel lettore beone, che


Cristo sia stato messo al mondo da un parto normale. Il primo passo
quello di svilire la famosa profezia di Isaia il profeta Is 7,14: Il
Signore stesso vi dar un segno. Ecco: la vergine concepir un figlio e
lo chiamer Emanuele ( Dio con noi N.d.R.).
E a proposito della nascita di Ges, il prof. Pesce fa notare pag 90
che la parola ebraica Almh significa semplicemente giovane donna e che
nella traduzione dei Settanta, ci fu una impropria traduzione, testuali
parole resa da un traduttore non molto preciso con Parthenos,
Vergine. (questo ritornello lo ritroviamo nei dialoghi con il prof. Vannini
nellaltra opera di Augias Inchiesta su Maria )
Chiediamoci ora 1) come possiamo definire il traduttore non molto
preciso visto che non lo conosciamo, non sappiamo se fosse greco, o
ebraico di lingua greca, per esempio; 2) ma, soprattutto, il profeta Isaia
dove che vede la potenza di Dio, richiamandosi al parto di una
giovane donna? Come fa a considerare profezia le sue parole che hanno
come soggetto la cosa pi banale di questo mondo, nel senso pi normale e
usuale come la nascita di un figlio da una giovane donna? E questo un
segno? Dov quella straordinariet che merita anche la profezia? Tutto
diventa possibile se si tralascia il considerare il contesto biblico e la
natura della profezia che stimolta non da doti psico-emotive ma
dallazione dello Spirito Santo, colui che stato, , e sar colui che rende
le parole scritte utili a comprendere un regno che non di questo mondo;
il regista, lo sceneggiatore di un evento che s inserito nella storia ma
che va oltre la storia. Ovviamente, se la tal cosa non viene presa in
considerazione dai due scettici materialisti, inutile analizzare figure come
Cristo e come Maria, Madre di Dio. Se non consideriamo questo, tutto
vano e tutto, come viene ipotizzato nel libro, impossibile. Tutto
verrebbe ricondotto ad una mera esperienza storica delle scritture,
una narrazione di antichi fatti al pari della Bhagavad Gita o del
poema di Gilgamesh. Un semplice quanto inutile tentativo di illudersi
che oltre la vita esista il compimento e il senso della stessa in
funzione di scenari pi ampi.
Leggiamo, pag 95, e comprendiamo come lipotesi su espressa ha
lobiettivo di rendere banale e artefatto tutto il messaggio di Salvezza.
La continua citazione dei vangeli apocrifi fa il resto. E qui, il lettore

accorto dovrebbe porsi una domanda e fare una riflessione che porta a
due domande ben precise:
1) Se i Vangeli secondo gli autori del libro in esame - hanno un grado
di attendibilit ancora da verificare, allo stato attuale labile, che
senso ha, allora, citare i vangeli apocrifi come elemento di
misurazione della figura di Cristo?;
2) Tenendo conto che, secondo la coppia Augias-Pesce, se i vangeli
contenuti nel N.T. danno solo ipotesi altrettanto lo saranno gli
apocrifi, slegati teologicamente tra loro e contaminati da visioni
dottrinali estranee a quelle del N.T. e soprattutto non riconosciuti
dalla Chiesa come attendibili?
La necessit di porsi queste due domande d poi la risposta e la misura del
valore della discussione tra Augias e Pesce.
Ridicole appaiono, inoltre, le osservazioni fatte in merito ai versetti
contenuti nel Vangelo di Giovanni Gv 6,41: Io sono il pane disceso dal
cielo costui non forse Ges, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo
il padre e la madre. Come pu dunque dire: io sono disceso dal cielo?
. Le riflessioni in merito a ci, fatte dagli autori, sembrano insinuare che
levangelista Giovanni non dia credito alla nascita, di Ges per opera dello
Spirito Santo, considerandolo figlio di un parto normale. Ma, diciamo noi:
se Ges stesso si raccomand, durante la sua missione, di non dire chi
egli fosse, facendo intendere che fino alla sua manifestazione egli
intendeva vivere come uomo tra uomini, perch i due autori vogliono a
tutti i costi tradurre lo stupore dei compaesani di Ges come la prova
provata della sua nascita tra doglie sangue e liquidi amniotici, ipotizzando
situazioni che non hanno riscontro documentabile? Ditemi quale uomo pu
dire, sempre dal Vangelo di Giovanni GV 14, 23: Se uno mi ama,
osserver la mia parola e il Padre mio lo amer e noi verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui.? Un uomo come lo intendiamo noi
verrebbe giudicato pazzo, ma sicuramente non avrebbe risorto Lazzaro e
non avrebbe guarito i lebbrosi solo con un atto di volont.

SESTO ARGOMENTO
I fratelli di Ges
Si cita il famoso brano di Marco Mc 6,2: Venuto il sabato incominci a
predicare nella Sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e
dicevano: non costui il carpentiere, il figlio di Maria, fratello di
Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone, e le sue sorelle non stanno
qui con noi?.
Il brano viene citato da molte dottrine, annunciatrici di particolari
messaggi di salvezza, ma separate dalla Chiesa di Roma, per sostenere, in
maniera approssimativa e lontano da una accurata indagine linguista, che
Ges fosse il primogenito di una numerosa famiglia (vedi i Testimoni di
Geova e Augias). Occorre rammentare una cosa molto importante: in quel
tempo la parola fratello veniva usata anche per indicare i cugini o,
addirittura per indicare una comunione di comunanza spirituale. I negri di
America, oggi, non si chiamano fra loro fratello?
Comunque, se leggiamo in Matteo Mt 25,40 In verit vi dico: ogni
volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi
piccoli lavete fatta a me comprendiamo immediatamente il senso
della parola. Allora, non tendenzioso ribattere sui fratelli di Ges
usando il testo di Marco per negare, tralaltro, la verginit di Maria?
Persino Calvino cos si espresse: Secondo il costume ebraico si
chiamano fratelli tutti i parenti. E tuttavia Elvidio si mostrato
troppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perch in
qualche punto si fatta menzione di fratelli di Cristo (Calvino,
Commento in Matteo 13,55)
Ecco dunque, i molti significati che nella cultura giudeo-ebraica la parola
fratello poteva assumere:
Fratello", cio figlio degli stessi genitori: p.es. Caino e Abele (Gen 4,1-2);
Esa e Giacobbe (Gen 25,24-26, dove si tratta propriamente di gemelli);
Mos, Aronne e Miriam (Nm 26,59);
"fratellastro", cio fratello dello stesso padre ma madre diversa: p.es. i
dodici figli che Giacobbe ebbe da quattro donne diverse (Gen 35,22-26;
37,4; 42,3; 42,4; 42,13);
"parente" o "cugino", cio generico appartenente alla cerchia familiare
(cugino di vario grado, nipote = figlio del figlio, nipote = figlio del
fratello): p.es. Abramo chiamava 'fratello' suo nipote (figlio del fratello)

Lot (Gen11,27;13,8;14,14;14,16), e lo stesso dicasi per Labano verso suo


nipote Giacobbe (Gen29,15). In 1Cr23,22 il termine 'fratelli' viene usato
per indicare i figli del fratello del padre, cio i cugini di primo grado; in
Lv10,4 indica i figli del cugino di primo grado;
"membro di una stessa trib", intendendo con trib i 12 raggruppamenti
etnici relativi ai figli di Giacobbe-Israele: p.es. Nm8,26; 2Sam19,11-13);
"amico" o "alleato", in particolare nei momenti avversi: p.es. 2Sam1,26;
1Re9,13; Pr17,17;
"collega", cio individuo accomunato da un medesimo incarico di tipo
religioso, civile, militare: p.es. 2Cr31,15; 1Re20,32; 1Sam30,23;
"prossimo", cio individuo di pari grado sociale verso il quale si hanno
precisi obblighi morali: p.es. Ger 9,3; Ez 47,14;
"compagno nella fede", significato che nella successiva tradizione
cristiana dar origine al termine 'frate': p.es. Dt1,16; Sal 133,1 (Sal132,1
nella ordinazione della Vulgata, ripresa anche dalla Bibbia CEI).
In ultima analisi, gli autori facendo riferimento , al verso, riportato nel
libro pag 112 e che si riferisce a ci che scrisse Paolo ai Galati Gal
1,19: Giacomo, il fratello del Signore nascondono non dicendolo
che Giacomo e Giovanni sono figli di Zebedeo e non certo di Giuseppe!!!
Pi chiaro di cos!! Ma nulla di tutto ci sottolineato da Augias e Pesce,
perch occorre fare sensazione e portare il lettore sulle loro tesi!!! Come
al cinema o in televisione, dove si usano i trucchi per far credere qualsiasi
cosa.

SETTIMO ARGOMENTO
Ges taumaturgo
Leggiamo a pag 134 Si potrebbe dire che Ges stato un mistero non
solo per gli altri, ma anche per se stesso
Questa presunzione di psicoanalisi fatta a distanza di duemila anni tocca
il culmine quando il prof Pesce afferma a pag 135 testualmente: anche
se Luca, nellepisodio della trasfigurazione, sembra suggerire che egli
abbia invocato Elia e Mos perch gli chiarissero il suo destino futuro
Siamo sicuri che sia Luca ad insinuare una cosa del genere o il prof
Pesce, che lavora di fantasia in barba a tutte le regole dettate dallonest

intellettuale? Si d di Cristo una personalit da sprovveduto: risuscita


morti, fa guarigioni, ma non sa che cosa fare il giorno dopo e nemmeno che
valore abbia la sua missione fino a quel momento!

OTTAVO ARGOMENTO
Il processo
Nelle pagine che trattano questo argomento si arriva a stabilire che i
fatti, relativi alla cattura, al processo, Pilato ecc. riportati dai Vangeli
sembrerebbero invenzioni come risulta dalla domanda posta da Augias:
possibile che questi fatti siano stati volutamente falsificati?
La risposta del prof Pesce fa intendere un atteggiamento nei redattori o
copisti non propriamente e volutamente falsificatore, ma come frutto di
convinzioni personalissime; leggiamo pag 157, 158 li porta ad
introdurre elementi storicamente non avvenuti gli autori hanno
certamente trasformato o creato una serie di episodi che, di fatto, non si
verificarono Il risultato lo stesso!! I vangeli sono frutto della
fantasia dei copisti. Ma non esistono prove che attestino le
affermazioni di Pesce!! Ricordiamolo questo.
Anzi!!! Mi vengono in mente le parole scritte da Svetonio (Claudio 25 11),
il quale rifer come lImperatore Claudio cacci da Roma gli Ebrei e i
Giudeo-cristiani che a causa di un certo Chresto con le loro
continue e violente assemblee mettevano in pericolo lordine pubblico. E
Paolo incontr a Corinto una coppia di giudeo-cristiani cacciati da
Roma, Aquila e la moglie Priscilla. Il fatto avvenne a pochi decenni dalla
morte di Cristo, quindi come possono Augias e Pesce dire che larresto, la
condanna e la morte di Cristo siano evento non avvenuti, ma immaginati dai
copisti? Cosa questa se non, a mio parere, disonest intellettuale?
Ecco, si vuole suggerire al lettore beone che molto probabilmente, anche
senza prove contrarie che tutto discutibile. Come affermare che
LOdissea che conosciamo non realmente quella che ha scritto Omero.
Secondo gli autori quindi, il messaggio di Salvezza, per il quale molti si
sono fatti martirizzare, hanno versato il loro sangue, non altro la
risultante di molteplici pareri e trasformazioni o invenzioni dei copisti,
carta straccia in poche parole!

Se fosse vera lasserzione, del prof. Pesce, allora, cari lettori, stracciate
pure quelle pagine dalla vostra Bibbia, poich le opinioni personali non
hanno potere di salvezza! E i vari personaggi che hanno testimoniato
Cristo nella storia, dalla decapitazione di San Paolo, la crocefissione di
Pietro, sulla cui tomba fu eretta la Basilica Costantiniana, San Francesco,
Don Giovanni Bosco, San padre Pio che della Passione di Cristo hanno
fatto la loro gioia e croce quotidiana, possiamo dedurre, alla luce di
quanto affermato, che sono stati tutti ingannati, o per lo meno si sono
illusi, autoesaltandosi, a questo punto, non spiritualmente, ma
psichicamente, isteria in poche parole, nelle loro meditazioni sulla
Passione stessa di Cristo!

NONO ARGOMENTO
La Trasfigurazione e la Resurrezione
Se molti episodi evangelici sono considerati invenzioni dottrinali come
potrebbe essere considerata, dai due autori, la resurrezione di Cristo,
punto di arrivo e di partenza del Piano di Salvezza iniziato seimila anni
prima? Come una semplice ipotesi di isteria individuale o collettiva! A
tal proposito, il duo cita un eminente studioso, tale Adolf Holl, teologo
viennese ancora una volta, per, si dimentica di dire che fu cacciato
dalluniversit in cui insegnava per le sue teorie dottrinali. Quindi, stando
cos le cose, le affermazioni del dott. Holl sulle apparizioni spirituali
stimolate anche da particolari droghe leggi a pag. 177 danno il
senso della qualit culturale e del procedere nella riflessione che i due
autori intendono dare della resurrezione. Poi, quando si parla di Paolo e
della sua folgorazione sulla strada per Damasco, del fatto che da
persecutore di cristiani divenne uno strenuo difensore del Vangelo e il
primo degli apostoli, leggiamo, del prof. Pesce, testuali parole:
personalmente soggetto ad avere visioni, come quella celeberrima sulla
via di Damasco ( a proposito della quale si parlato di un possibile attacco
epilettico) e ancora a proposito della Resurrezione: Si potrebbe
facilmente obiettare, ed stato fatto, che la Maddalena era talmente

presa o innamorata di Ges che crede di vederlo in quel giardino, in una


di quelle che sono state definite visoni isteriche o allucinazioni.
Queste affermazioni scatenano nel lettore attento altre riflessioni e
domande del tipo: Perch gli stessi non hanno il coraggio di affermare,
per esempio, che i tre pastorelli di Fatima erano isterici e allucinati?
E cos di Bernardette Soubirous? Comunque il vezzo di fare analisi
mediche a distanza di duemila anni rimane una costante, ed insinuare che
Paolo probabilmente poteva essere un epilettico d la misura della
qualit scientifica delle parole riferite dal dott. Pesce che , non
dimentichiamolo docente presso lUniversit di Bologna e storico del
Cristianesimo e noto biblista. Il resto delle considerazioni, basate sulle
sue affermazioni riportate con Augias, le lascio al lettore.
Ma non solo: molte esperienze sarebbero frutto di pratiche esoteriche,
come nel caso della Trasfigurazione utile, a parer loro, a Ges, per
capire cosa dovesse fare i giorni a seguire. Leggiamo infatti a pag
184: Mi domando spiega il prof. Pesce - influenzato anche dalle
ricerche di mia moglie Adriana Destro, che insegna antropologia a
Bologna, se non ci troviamo di fronte ad una vera e propria forma di
trasmissione di esperienze esoteriche a un ristrettissimo gruppo di
seguaci si spiegherebbero anche le apparizioni del risorto, che, di per
s, sono delle visioni; il prof. Pesce introduce, poi, lantropologico
sospetto di una pratica di negromanzia attuata da Ges a proposito del
colloquio con Mos ed Elia. La scientificit dellanalisi ha toccato il suo
culmine!!! Ci piacerebbe anche sapere che tipo di ricerche ha fatto la
moglie del dott. Pesce per capire esattamente, senza lombra del dubbio,
cosa sia successo duemila anni fa. Ma ci preme sottolineare la
disinvoltura, degli autori, nellaprire al lettore la possibilit, la via, alla
consistenza ipotetica della negromanzia e dellesoterismo allinterno
del messaggio cristiano: per gli autori appare molto pi reale poter
parlare con i morti definita come esperienza antropologica e, al
pari, attraverso pratiche esoteriche, di non bene identificata
procedura, colloquiare con profeti defunti, piuttosto che considerare
levento di Paolo sulla via di Damasco come un intervento divino.
Facciamo una piccola e semplice considerazione: Se la Trasfigurazione
una balla; se Cristo un uomo nato, morto e sepolto come tutti; se il senso
dellaldil un evento isterico, come si fa a credere nella sopravvivenza

dellanima e quindi ipotizzare un regno dei morti con cui poter dialogare?
Ma se questi illuminati autori ipotizzano lesistenza del regno dei morti,
garantita, secondo loro, dallesperienza negromantica ed esoterica, allora
esiste un aldil, un mondo ove la materia non esiste cos come la vediamo;
un mondo ove lo spirito del defunto continua ad esistere e con esso la
personalit dello stesso Ergo: allora, esistendo un aldil, esiste anche
Dio e con Dio un piano di Salvezza e con esso la realt salvifica di
Cristo. E questo per la semplice constatazione che se esiste ed
teorizzato il mutuo soccorso, dettato o dalla piet o da un amore tra di
noi terrestri con corpo, pensabile, allora, come reale e vero che possa
esistere un mutuo soccorso che parte dal mondo dello spirito per arrivare
su questa dimensione: un aiuto dei fratelli incorporei verso chi ancora ha
il corpo e vive nel disagio delle tenebre. Concludendo: chi pu dire che
oltre il regno dei morti non ci sia nulla? Che oltre il regno dei morti non ci
sia il Regno della Pace da cui part millenni orsono il Piano della Salvezza?
Augias e Pesce ce lo possono dire visto che hanno accertato o ipotizzato
che a far tornare Elia e Mos su questa Terra stato sufficiente un rito
negromantico da parte di Cristo. Grazie Augias grazie prof Pesce, ci
avete dato la prova che esiste la vita oltre la morte!!

DECIMO ARGOMENTO
Il lascito di Ges
Appare sempre pi sconcertante la disarmante analisi condotta, a botta e
risposta, tra i due autori del libro, attraverso affermazioni come quella a
pag 200, ove si legge testualmente: il cristianesimo e, in
particolare, il cattolicesimo si sono via via impregnati di pensiero
neoplatonico, con un monoteismo solo apparente, che ha ripristinato in
realt un pantheon di entit divine attraverso il culto di figure
intermedie Queste affermazioni non possono far sorridere pensando,
come persone, culturalmente preparate, possano confondere la figura di
un santo con una di tipo paganeggiante, tale da rievocare il pantheon di
ellenica memoria, dove la situazione era radicalmente differente; tutti
sanno che i santi, persino la Madonna, si venerano ma Dio e Cristo si

onorano. Eppure si procede con questo registro che ha come obiettivo


finale lesaltazione storica di un evento fine solo a se stesso; come evento
storico appunto. E basta. Augias, in questo capitolo vedi pag 213
artatamente pone una domanda di cui sa gi la risposta. Ci riferiamo alle
seguenti parole: Come si pone Ges di fronte al male che sembra
dominare il mondo? Qualsiasi cristiano, anche il meno fervente, conosce
che Cristo ha abbracciato il mondo, cos comera, CON TUTTI I SUOI
MALANNI e sacrificandosi lo ha riscattato lasciandoci il suo messaggio di
redenzione, di invito al pentimento per iniziare il processo di
trasformazione: da uomo vecchio a uomo nuovo. Ma questo appare troppo
dottrinale per i due, poich il prof Pesce, a cui vanno i nostri complimenti
per dimostrare la profonda conoscenza della psiche di quel Cristo che
visse duemila anni fa, risponde: Dio gli appare anche incomprensibile.
Per tutta la vita cerca di sapere che cosa Dio voglia; alla fine si
sente abbandonato e non capisce perch Dio lo destini a una fine
ingiusta, a una sconfitta umiliante oltre che a patimenti atroci. In
questa risposta c quel ricamo finale che completa la personale quanto
atea visione Cristoclasta dei due, facendo passare per epilettici, allucinati
tutti coloro che si sono santificati e che hanno avuto dialoghi mistici,
documentati, dalla Chiesa, con Cristo stesso. Linsegnamento dottrinale e
teologico, quindi, per Augias e Pesce, sembrerebbe essere vano, perch
basato su documenti manipolati e poco attendibili e dove Cristo appare
come un fallito!
Ne esce, quindi, una figura di Cristo come uno che si trov coinvolto, per
caso, allinterno di un disegno che non comprendeva; tralasciare, in questa
analisi, frasi che invece danno lesatto contrario fa parte di quel metodo
pi volte richiamato; di dimostrare, infine, un uomo morto e sepolto,
grande uomo ma ridotto in polvere dal tempo. Nulla contano le parole
dette da Ges nella notte tra gli ulivi: allontana da me questo calice
amaro ma sia fatta la tua volont quindi evidente che Cristo si sia
volontariamente immolato, conoscendo la Volont del Padre, e no che sia
caduto in un fraintendimento. Poteva fuggire quella notte da
Gerusalemme.
Una prova di ci che affermiamo la troviamo a pag 204, ove di Ges si
dice, alimentando sempre la pianta del dubbio, le seguenti frasi: se sono
di Ges le frasi che il Vangelo di Matteo gli attribuisce sul giudizio

universale, quando i malvagi saranno finalmente puniti: da ultimo Ges


non filosofo e neanche teologo Ecco, dunque, laffermazione che
conferma la loro visione: Ges non Dio incarnato, ma un semplice uomo, e
quindi non pu avere una visione o conoscenza teologica di Dio! Nulla
valgono per i due le parole, tra le tante, che Ges pronunci Gv 14, 24.
Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che ascoltate
non mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Quindi Ges sapeva quale era ovviamente la sua missione: riferire le
parole che il Padre gli aveva detto per la Salvezza delluomo!! E queste non
valgono perch mostrano la ridicolezza delle affermazione del duo BlaBla.
Conseguentemente, anche Paolo si sbagliato o a curato i suoi interessi
quando scrive agli efesini: lefficacia della sua forza che egli
manifest in Cristo, quando lo risuscit dai morti e lo fece sedere alla
destra nei cieli, al di sopra di ogni principato Ef. 19-20
Ma al troppo non c mai fine. Sentiamo, o meglio, leggiamo cosa dice il
prof Pesce a proposito del battesimo di Ges: Il fatto che Ges vada
a farsi battezzare da lui (Giovanni battista N.d.R.) rivela che anchegli
avvertiva il bisogno di rinnovamento, di una conversione interiore. Al
Cristo totalmente uomo, i due sembrano aggiungere un altro elemento:
Cristo Ges talmente umano che probabilmente aveva qualche
scheletro nellarmadio e, Giovanni battista, gli ha dato la possibilit di
iniziare un cammino di conversione! Questo lasciano intendere le frasi
appena lette e lasciamo fare a voi, o lettori, ulteriori riflessioni. Non
importa se Giovanni il battezzatore disse di Ges che, egli, il
battezzatore, non era degno nemmeno di sciogliere i lacci dei suoi calzari.
A due non importa.
Ma, tanto meno importa e si tralascia la risposta che Ges d ad un
Giovanni meravigliato, che si chiede come mai colui che salver il mondo va
a farsi battezzare come un semplice peccatore: Lascia fare per ora,
perch conviene che cos adempiamo ogni giustizia. In questa frase c
la piena conoscenza e consapevolezza di Cristo sulla sua missione,
secondo quanto profetizzato nel V.T.; Cristo sa di doverne rispettare il
piano e le tappe.
E i cieli si aprirono in quelloccasione e Dio parl dicendo Questi il
figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto Ges non aveva

bisogno di ricorre alla negromanzia, come teorizzato dal professore


precedentemente, per conoscere la sua missione e non come si scrive a
pag 218 Ges cerca rivelazioni e in qualche caso le ottiene.
Probabilmente le condizioni meteorologiche palestinesi avranno
influenzato sulla capacit di ricevere o meno rivelazioni!
Non il caso di tirare a lungo lanalisi di questa fondamentale quanto
scientifica ed importante discussione per la cultura italiana tra Augias
e Pesce.
Riteniamo che il lettore abbia compreso la qualit scientifica della
dissertazione su Cristo.
Ma le brutte abitudini non si perdono facilmente. In una recente
trasmissione televisiva, se ben ricordiamo intitolata Enigmi, andata in
onda nel dicembre del 2007, il conduttore, guarda un po, sempre Augias,
introduce i telespettatori ad una riflessione su Cristo con questa
domanda, tratta dal Vangelo, che Ges pone ai suoi discepoli: e voi che
dite chi io sia? ricordate? Ebbene, ascoltate le parole noi ci si
aspettava che Augias continuasse ricordando la risposta di Pietro tu
sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, invece no. Augias tralasci di
leggere questa risposta fondamentale per la conoscenza evangelica di
Cristo e cominci la sua tiritera Cristoclasta arrivando a parlare di
leggende che vogliono Cristo invecchiato e sepolto in India o in Giappone
con figli e nipoti. La solita pasta, la solita cultura lobbistica di una
Italia culturalmente in declino ed autolesionista! Oltre che
autoreferenziale per fini economici.

CONCLUSIONI
Al termine della nostra disamina, riportiamo le edificanti frasi pag. 237
- uscite dalla illuminata penna di Nicola Pesce, che vogliono mostrare e
dimostrare la tesi di un Cristo morto e sepolto nella pi acuta sconfitta
personale e morale:
In questo libro mi sembra di aver sostenuto, in grande sintesi, che
Ges era un ebreo ( scoperta della famosa hot water N.d.R.) che non
voleva fondare una nuova religione. Non era cristiano ( come dire che
un macellaio uno strenuo difensore della vita delle mucche N.d.R.). Era
convinto che il Dio delle Sacre Scritture ebraiche stesse cominciando

a trasformare il mondo per instaurare finalmente il suo regno sulla


terra ( erano, al tempo di Ges, circa da 1500 anni che il popolo ebreo
sera incamminato verso la Terra promessa. E se lui era Ebreo N.d.R.):
era del tutto concentrato su Dio e pregava per capire la sua volont e
ottenere le sue rivelazioni, ma era anche del tutto concentrato sui
bisogni degli uomini, in particolare i malati, i pi poveri e coloro che
erano trattati in modo ingiusto (quanto umano lei da Fantozzi
N.d.R. ) Il regno di Dio non venne e, anzi, egli fu messo a morte
(Ma non avevano i due affermato nelle pagg 157-158 li porta ad
introdurre elementi storicamente non avvenuti gli autori hanno
certamente trasformato o creato una serie di episodi che, di fatto, non si
verificarono?) messo a morte dai romani per motivi politici. I suoi
discepoli, che provenivano da ambienti i pi vari, ne diedero dallinizio
interpretazioni differenti. Si interrogarono sulla sua morte fornendo
spiegazioni diverse e molti di loro si convinsero ( la solita tirata in ballo
dellisteria di scuola ottocentesca che accomuna gli apostoli con le
verginelle non maritate, ma vogliose? N.d.R.) che egli fosse risuscitato
i fondamentalismi, di qualunque tipo dimostrano la propria debolezza
culturale e la devastazione mentale che operano.
Con queste battute finali, Pesce, in pratica, ci lascia intendere che tra
questi fondamentalismi ci sia anche la Chiesa Cattolica, rappresentante,
quindi, di una religione fondamentalista, perch fondata su Cristo,
animata da persone con debolezza culturale e con un patrimonio mentale
devastato. Dobbiamo ritenere, se essere cristiani significa essere
fondamentalisti, che papa Ratzinger ( oggi papa Francesco N.d.R.) sia il
rappresentante della comunit cristiano-cattolica che ha la mente
devastata? Ci risponda prof Pesce.
Ai lettori lardua sentenza!
Antonio Dal Muto, sperando di aver reso un buon servizio al lettore
Anno 2008