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Essere bigotti non va bene, ma nemmeno farsi prendere per i fondelli.

ANTONIO DAL MUTO a.dal.muto@alice.it 349-35.80.890

Accenni biografici
Romano di nascita ha vissuto ad Ariccia. Da tempo, vive e lavora a Cesena. E maestro dArte Pittura e Disegno diplomatosi presso l Istituto Statale dArte di Marino; possiede la qualifica di Architetto Interior Designer; ha frequentato la Facolt di

Architettura a Firenze; Critico dArte;

E autore di Storie di Citt a Fumetti:


Ha realizzato una poderosa 5 volumi Storia a fumetti di Cesena, Rimini, Ravenna e Forl. Dalle Origini allUnit dItalia pubblicata dalla locale Casa Editrice Ponte vecchio. Il premio Nobel Dario Fo lo ha citato nella sua opera Storia di Ravenna. Ha recentemente pubblicato la Storia di Ariccia Antica assieme ai curatori dei testi dott. Alberto Silvestri e d.ssa Maria C. Vincenti, fumetto sponsorizzato dalla Provincia di Roma, Comune di Ariccia (RM) e dallArcheoclub locale per diffondere la conoscenza del territorio nella popolazione scolastica e non. Storia di Sarsina Antica. Dalle Origini all XI secolo; Storia di Castrocaro. Dalle Origini alla costruzione della cittadella di Terra del Sole; Storia di Comacchio e Storia di Anzio a Fumetti. Dalle Origini a Nerone; Storia di Cervia a Fumetti. Dalle Origini allEt contemporanea. Cesena nell800, ricostruzione grafica dei siti urbani demoliti;

E vignettista e caricaturista: Ha collaborato con il settimanale Corriere Cesenate e con TeleRomagna,


attualmente collabora con Videoregione; con TELECOUNTRYNEWS la TV on WEB con sede a Genzano; con lOSSERVATORE LAZIALE giornale on line

E Scenografo:

Sue sono le scenografie realizzate negli anni 90 per il festival della Canzone romagnola E Campanon ( Il Campanone).

E Pittore_ Nella sua pittura predilige la figura e il paesaggio, ma anche realizzazioni tematiche come la Mostra sulla Shoah fatta a Cesena nel 2004 e poi a Forl e a Cervia tra il 2006 e il 2008. Lintera collezione ora di propriet dellAss. ANPI di Comacchio E ritrattista:
Sue sono la Galleria di uomini illustri legati allamministrazione comunale cesenate. Dal Risorgimento allultimo sindaco in carica (1835 -2008) di propriet dellamministrazione comunale ( messa in magazzino); la Galleria degli abati del monastero di Santa Maria del Monte di Cesena. Dal 1888 allultimo abate in carica (1888-1999) di propriet del Monastero omonimo; la Galleria dei parroci della Parrocchia di SantEgidio di Cesena. allultimo parroco in carica (1954 2009) di propriet della Parrocchia omonima ( e riposta in armadi). Ritratto di Gianni Agnelli, di propriet dellomonima famiglia; Ritratto del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, di propriet della stessa; Ritratto di Marco Pantani, di propriet della famiglia Pantani ed esposto presso lo Spazio Pantani a Cesenatico; Ritratto di famiglia di Marina Berlusconi di propriet della stessa; Ritratti di Ferrari, Agnelli, Montezemolo, Schumacher e Barrichello di propriet della Ferrari sede di Maranello; Ritratto di papa Giovanni Paolo II di propriet della Fabbrica di San Pietro; Ritratto di papa Benedetto XVI di propriet della Fabbrica di San Pietro; Ritratto di papa Francesco di propriet della Fabbrica di San Pietro.

E Saggista Molte sue opere si trovano su SCRIBD. COM e sono scaricabili e disponibili gratuitamente

RIFLESSIONI SULLOPERA DI C. AUGIAS E M. VANNINI INCHIESTA SU MARIA

Ogni qual volta si decide di intraprendere una riflessione su contenuti legati alla fede cristiana, occorre non dimenticare almeno 2 cose essenziali: 1) il Cristianesimo si fonda sulla nascita e sulla RESURREZIONE di Cristo Ges; 2) il Cristianesimo ha come lettura la Bibbia e della Bibbia

essenzialmente i 4 Vangeli, gli Atti degli Apostoli, le Lettere e il Libro dellApocalisse o Rivelazione, ossia le Sacre Scritture. Detto questo, occorre sottolineare che lapporto degli esegeti, dei santi e dei teologi durante la Storia e dellumanit e del Cristianesimo NON HANNO AGGIUNTO NULLA DI NUOVO alle Sacre Scritture, al messaggio della Salvezza, ma ne hanno aiutato la comprensione. Con questa premessa si rende necessario sottolineare che opere come quelle di Corrado Augias si possono anche leggere, ma occorre farlo con senso critico a causa di quelle che a mio, nostro parere, sono delle vere e proprie incongruenze ( a cui Augias ci ha ormai abituato con le sue opere di argomentazione sul Cristianesimo). Lautore, per avere successo, necessita di lettori dotati di una buona dose di ignoranza in merito (puri beoni) o di sprovvedutezza. E non si tratta di dividere i lettori in due fazioni contrapposte: i credenti e i non credenti, ma di sottolineare che lonest intellettuale basata sulla logica fondamentale quando si parla di analisi. Qualunque essa sia. E questo lo abbiamo gi sottolineato in precedenza, analizzando unaltra opera di Augias, Inchiesta su Ges scritta assieme al dott. Pesce.

Conseguenza che le opere di Augias si debbono leggere con le pinze per smascherare quelli che definisco artifizi, usati con lo scopo di portare i lettori, quelli sprovveduti di capacit critica, verso le sue tesi che, come vedremo, emergono da discussioni che a nulla conducono. Non dimostrano alla fine nulla. In questa riflessione trattata secondo il metodo del pelo e contropelo ci poniamo, mi pongo, non tanto come i credenti bacchettoni, ma come amanti della logica per cui le Sacre Scritture o sono considerate in toto o in toto sono rigettate. Non possibile affrontare frazioni argomentali delle Sacre Scritture slegandole dal contesto, quello legato alla Rivelazione soprattutto, e non solamente enfatizzare il suo percorso storico, culturale, secondo la visione, magari dello scettico o del materialista ateo. Con pregiudizio. Non importa se Augias, per irrobustire la sua visione, la sua tesi, affianca degli studiosi: il suo intento demolitivo appare evidente sin da subito anche se, in certi momenti, lo stesso studioso chiamato in causa gli d filo da torcere. Considerate questa mia riflessione come il lavoro di un commissario di polizia, come un Montalbano per esempio, che analizza le affermazioni fatte dai testi e le compara, le analizza secondo il metodo deduttivo per armonizzare le stesse su una visione non distorta, ma certamente coerente con lambiente incriminato.

LAutore, sperando di aver reso un buon servizio a chi legger questa disamina Anno 2013

RIFLESSIONE SUL PRIMO CAPITOLO Carte in tavola pag 17 Augias parte in quarta sottolineando lassurdit, dal suo punto di vista, insita nel fatto che Maria, essendo Madre di Dio, oltre che figlia, anche madre del Padre e dello Spirito Santo in quanto Dio uno e trino (Trinit) E dice pag 18: Un quadro, come si vede, dimmensa complessit,

inconcepibile in termini di pura ragione e che anzi in quei termini non pu nemmeno essere riferito data la sua evidente assurdit. Assurdit
creata per necessit, continua in cui la le regole e la logica non valgono

pi. Questa di per s gi una risposta logica se riferita al fatto che il


messaggio della Rivelazione non nasce da un prodotto culturale umano, ma dallatto di amore che dal mondo dellinvisibile, dal mondo dello Spirito, ci stato dato. Donato. Se pensiamo che 100 anni fa posare il piede sulla Luna era unidea, un pensiero affidato alla fantasia, come si pu pensare di comprendere con la ragione la profondit del Creato e la sua realt invisibile che definiamo spirituale? Eppure, nonostante i detrattori, sulla Luna abbiamo posato il piede e verr il momento che comprenderemo le cose dello spirito, quelle che Augias definisce assurdit. Augias si mette cos nei panni di coloro che - e la Storia ne piena - hanno negato il possibile, il futuro, ignorando che ci che luomo riesce ad immaginare ( mi riferisco alla Luna e magari anche a Giulio Verne) diventa anche possibile. Pensiamo a Dio, cui nulla impossibile. A tal proposito vorrei riprendere un brano tratto dal libro di Padre Amorth, il famoso esorcista, dal titolo: Lultimo Esorcista. A pag 120-121 leggiamo: Suor

Gisella diventata un serpente. Striscia sui gomiti e sulle ginocchia con una agilit non umana. Striscia per tutta la stanza. Passa sotto le gambe delle consorelle. Sotto la scrivania e le sedie. Si infila sotto il letto e ritmicamente tira fuori la testa prima da una sponda poi dallaltra Striscia velocissima Tira fuori la lingua come un serpente che vuole sputare veleno. E sputa, in effetti, chiodi, viti, forbici,

oggetti di ferro di varie dimensioni; e ancora, a pag 163 leggiamo: Un giorno entra nel suo studio ( si tratta dello studio di uno psicologo, tale Walter Cascioli N.d.r.) un ragazzo con disturbi di vario tipo. Mentre il paziente sta parlando, Walter nella sua mente formula una preghiera: Signore Ges libera questa persona. La reazione immediata: Il giovane si alza dalla sedia. Il corpo si gonfia fino a diventare enorme. E in faccia a Walter emette un ruggito enorme. Un ruggito da leone ; per concludere a pag 221-222
leggiamo: Il dialogo continua con un botta e risposta durissimo. Il

diavolo infuriato per lincontro con il papa, ma nello stesso tempo si sente forte, perch lesorcismo di Giovanni Paolo II non riuscito a sconfiggerlo. Si sente forte e vuole dimostrarmi di essere tale. Sabrina si alza dalla sedia dove lho accomodata. Si dirige verso di me. Mi supera di lato senza guardarmi. Va diritta verso la parete dietro di me. E orizzontalmente, come fosse la cosa pi naturale di questo mondo, si mette a camminare sul muro in direzione del soffitto. Cammina contro ogni legge di gravit. E poi scende come se nulla fosse..
Appare chiaro come lo spirito, in questo caso maligno, una volta afferrato il corpo, questo diventa uno strumento dellintelligenza spirituale. e lo pu anche diventare tale sotto la guida del Santo Spirito. Paradossalmente ci rendiamo conto che Satana nei posseduti non fa altro che dimostrare la potenza dello Spirito sul corpo!! Quanto pi lo Spirito Santo potr fare?. Se il diavolo fa cose strabilianti, ed una creatura, cosa mai potr fare Dio? A Dio nulla impossibile e Maria era piena di Grazia ossia piena di Spirito Santo. Gi questa riflessione sarebbe sufficiente per comprendere come Maria fu una creatura particolare predestinata dallo Spirito di Dio a diventare Madre di Dio. Di quel Dio che San Paolo ci ricorda si umili fino ad assumere sembianze umane. Quindi la comprensione della maternit di Maria affidata esclusivamente allazione dello Spirito Santo e non alla ragione umana che

non riesce nemmeno a risolvere certi quesiti di pura matematica e che ancora non ha una visione completa della Relativit di Einstein. Per Odifreddi invece no, essendo matematico comprende, dice lui, anche la totalit del pensiero di Dio con la matematica. Due pi due fa quattro e abbiamo compreso Dio!! Ma la logica, strumento donato da Dio alla sua creatura pi preziosa, luomo, in grado, attraverso il sistema della comparazione e deduzione, di aiutarci a rimanere nel campo dellarmonia del pensiero che, se paragonato ad una complessa figura geometrica, la logica indicherebbe il pensiero essere come una figura armonica in tutte le sue parti. Un perfetto Poliedro. Senza incongruit e debolezze estetiche. Cos il pensiero, la riflessione sulle Sacre Scritture, se tale deve essere come una complessa si, ma armonica figura geometrica. Invece la caratteristica del discorso, paragonabile ad un poliedro con turbe genetiche, riferita alla teologia dedicata alla madre di Augias nelluso di termini come allusioni ; a volte vaghe ; mal tradotta ; fonti povere e contraddittorie (pagg 18-19) necessari per predisporre il lettore beone e sprovveduto alle sue tesi. Ma non solo: nella trasmissione Pane Quotidiano- RAI 3 del 23 settembre 2013, Augias, intervistato, fa riferimento ai cattolici come disinformati e vittime della sconoscenza . In parole povere: si denigra, si sminuisce, si confonde loggetto della discussione per giustificare le proprie convinzioni e predisporre il lettore beone ad accettare le sue tesi. Praticamente come dire che tutti sono degli imbecilli e che solo io sono il migliore. Anche un imbecille capirebbe limbecillit di tale affermazione. Questa non la giusta procedura per un giusto approccio alla materia. A qualsiasi materia. E vale anche dal punto di vista laico.

Andiamo oltre. A pag 20 leggiamo: Ritengo anche che chi partecipa di

una fede, parola di grande impegno, non debba farsi troppe domande n troppe risposte. Ma come!! Non ha forse scritto Giovanni nel suo vangelo
GV. 8, 32: Conoscerete la Verit e la Verit vi far liberi? Ma la Verit proviene dal Padre e dal Figlio mediante lo Spirito Santo. Se crediamo che questa cosa sia assurda, allora TUTTA LA SACRA SCRITTURA E ASSURDA!! Voglio dire che non si pu negare una parte della Sacra Scrittura, poich essa tutta concatenata dalla e nella visione del messaggio della Salvezza. Quindi, il cristiano deve porsi le domande e cercare risposte: il messaggio della Salvezza non esclude la conoscenza che parte della nostra eredit promessa. Chi non si pone domande non avr risposte. Chiedete e vi sar dato, cercate e

troverete, bussate e vi sar aperto (Lc 11,9) Questo passo, caro


Augias, non lo ricordi? Anche il cristiano sincero sente il bisogno di capire e per la comprensione si rimette allo Spirito Santo e al magistero della Chiesa nella quale, in questa funzione, non presenta contraddizioni. Nella prima domanda posta allo studioso Vannini, Augias tra le altre cose parla di costruzione dellimmagine di Maria, quella che poi ha portato a professare il dogma della Verginit nel 1950. Messa cos, la cosa, in questi termini, c da stupirsi come questa costruzione sia rimasta, nonostante, le eresie, le guerre, gli sfaceli, le lotte interne alla Chiesa, le separazioni ecc. immune da tutto ci: sono cambiate le generazioni, ma chiss come mai essa, la costruzione, sia riuscita a rimanere fedele al suo iter, percorrendo la Storia con tutti suoi accidenti per arrivare al suo compimento nel 1950. Se fosse stata cosa umana avrebbe subito modifiche, rotture nella continuit, in quanto umana, soggetta e suscettibile di fallimento. Con saggezza, per, Vannini risponde adeguatamente e senza pregiudizi, sottolineando come la fede, non significa muta fiducia, ma il movimento dellintelligenza, ovvero di

tutta lanima, ragione compresa, verso lAssoluto, e perci essa non genera credenze pi o meno ingenue, surrogatorie del sapere storico-scientifico

e destinate, peraltro, ad essere sconfitte ne contrasto Gi questo


sufficiente a fermare Augias nella sua tesi della creduloneria e della sconoscenza . Non dimentichiamo che la Fede, assieme alla Speranza e la Carit, una virt teologale. E che la Fede un giorno cesser quando la Verit manifester se stessa. Fino a quel momento sar la fede a muovere lintelletto e a bussare a chiedere a cercare E il professor Vannini continua citando pag 22-23 - le parole di Hegel:

Il coraggio della verit, la fede nella potenza dello spirito. Luomo, che spirito, pu e deve ritenersi degno delle cose pi elevate, deve avere la pi completa fiducia nella grandezza e potenza del suo spirito; con questa fiducia niente vi sar di refrattario e resistente da non svelare il suo intimo . Ovviamente nel rapporto tra uomo e Dio.
Nel primo capitolo, nonostante Augias esca dal primo incontro con il professore, alquanto malconcio, egli insiste nel ritenere il binomio Vergine-Madre una assurdit anatomica . Abbiamo visto cosa pu fare del corpo lo spirito malefico di Satana, come pu plasmarlo in forme differenti dallusuale per la natura umana, e se ad agire fosse LA PIENEZZA dello Spirito Santo, la Verginit di Maria (prima, durante e dopo) non vi apparir pi assurda. Ma andiamo avanti.

RIFLESSIONE SUL SECONDO CAPITOLO LA VERGINE pag 25

Con la prima domanda, con la quale si invita il prof. Vannini a ripercorrere storicamente il culto alla Vergine Madre, Augias getta il primo seme per indebolire lattenzione e la fede nel lettore, seme rappresentato da queste parole, pag 26: che la posizione della Chiesa sul tema si sia per

cos dire attenuata negli ultimi decenni. Credo di poter dire che anche questa sia una conseguenza del Concilio Vaticano II, che ha rivalutato gli aspetti umani della figura di Ges, vedendolo come un essere divino, anche per come un uomo del suo tempo e del suo paese, cio un ebreo rimasto tale per sempre, cio fino alla morte.
Quindi Ges, sarebbe si un essere divino, ma in fin dei conti condizionato dalla sua natura umana e dalla cultura della regione: un ebreo fino alla morte ( attenzione: qui la frase fino alla morte tendenziosa, poich Augias ritiene che Cristo sia morto e si sia decomposto come tutti gli esseri umani nella tomba). A tal proposito ricordiamo le parole di San Paolo, nella lettera ai Filippesi Fil. 2, 6 pur essendo di natura divina, non consider un tesoro geloso la sua uguaglianza a Dio e inoltre nella lettera ai Corinzi 1Cor 15, 14: Se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione ed vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni, di Dio, perch contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato E io aggiungo, che se Cristo non fosse risuscitato allora Dio sarebbe una invenzione, poich nessuno lo avrebbe rivelato, come invece Ges ha realmente fatto!! L umanizzazione, che Augias attribuisce ad una virata della Chiesa in tema di Teologia, si riversa (e ti pareva) anche su Maria con queste parole: Come per riflesso, anche la figura di Maria si umanizzata,

donna tra le donne, potrebbe aver conosciuto anche lei il travaglio e le lacerazione del parto
Gli argomenti di questo capitolo tentano cos di demolire il dogma della Verginit della Madre di Dio, considerandola come un prodotto di una affermazione teologica legata ai tempi ossia, la credenza fu e venne modulata in base alla cultura del tempo, del periodo storico. Augias chiede al prof Vannini, pag 27: Professore, in parole povere, mi sta dicendo che

la Chiesa stessa crede oramai solo fino a un certo punto a questo dogma?
E il professore risponde: Di fatto, al livello che possiamo chiamare

dotto, non ci si crede pi .


Caro Vannini, ci deludi!! Qui, in questa risposta s insito il chiaro aspetto del negazionismo, scaturito dal razionalismo puro alla San Tommaso (credo se tocco), ma occorre sottolineare che il livello dotto di ci che si scrive e si dice in merito allargomento NON APPARTIENE AL MAGISTERO DELLA CHIESA, ossia il Papa nella sua posizione di difensore della Verit e della Fede legata al messaggio della Salvezza - come si vorrebbe far credere al lettore beone - MA A QUELLA GENERAZIONE (da sempre presente, sin dal primo annuncio della Verit da parte di Cristo) DI DOTTI che hanno lavorato e lavorano CONTRO LA CHIESA E CONTRO IL SUO SERVIZIO DI ANNUNCIO DELLA VERITA. Anche in buona fede!! Nellopera di Padre Amorth, precedentemente citata, lo stesso autore parla di un incontro, a Roma, in Vaticano, con un noto cardinale - non ne fa il nome per rispetto ( sicuramente appartenente al livello dotto citato) che candidamente chiede allesorcista come fa a credere ancora al demonio! E va oltre, rispondendo ad una osservazione di padre Amorth, che gli esorcismi narrati nei Vangeli per opera di Cristo vanno intesi come episodi simbolici!! Questo il razionalismo di certi comparti della Chiesa!

E questo anche il punto della situazione, ma attenzione: latteggiamento del livello dotto che vede coinvolta la rivisitazione del Dogma sulla Verginit della Madre di Dio da parte di teologi e altre figure di sapienti che hanno intrapreso la strada dellincongruenza, NON COINVOLGE LA CHIESA, LA QUALE RIMANE FEDELE AL DOGMA CHE, MATURATO LUNGO UN PERCORSO DI QUASI DUEMILA ANNI, FU DEFINITO, UNA VOLTA PER TUTTE, DA PIO XII, CON LA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA, NEL 1950. Quindi, la domanda posta da Augias: che la Chiesa stessa crede oramai

solo fino a un certo punto a questo dogma? chiaramente tendenziosa e


falsa: sono i dotti posti al di fuori, si pongono al di fuori, del Magistero della Chiesa, che hanno messo in discussione il dogma. E questo non conta, ma fa danno nei confronti dei deboli nella fede. Una grande responsabilit che in Augias trova eco!!! Un esempio sul lavoro marchingegnoso e spesso machiavellico di alcuni teologi progressisti su cui riflettere - non per giudicare - viene dalla interpretazione che Vannini d del lavoro del sacerdote Stefano De Fiores, recentemente deceduto. Secondo Vannini, essendo stato curatore, il De Fiores, di due edizioni del Nuovo Dizionario di mariologia - Edizioni Paoline - una del 1985 e laltra del 2009, per il fatto che n ella edizione del 1985 il De Fiores dedic allargomento Vergine ben sessanta pagine, mentre in quella del 2009 lo stesso argomento venne trattato in otto pagine, si ha la certezza, scrive Vannini a pag 27 che limpianto

dogmatico scomparso, prevale uno sguardo che definirei antropologicoculturale Si conclude invitando a pensare la verginit di Maria in una prospettiva simbolica, misterica che rimanda essenzialmente alla carit, al servizio del figlio. In poche parole, Vannini mette nella penna
di De Fiores il concetto che Maria non fu altro che la fedele sacrestana di Ges . Ma De Fiores non pu controbattere perch deceduto!!

Per, possiamo tenere conto di due cose: 1- Se Vannini avesse ragione, allora saremmo dinnanzi a uno dei tanti casi che vedono teologi di grande cultura perdere la fede e, se sacerdoti, si spretano ( io stesso ho avuto una relazione epistolare, scaturita dopo aver letto due sue opere, con un sacerdote teologo italiano, posto sui pi alti livelli di studio dellesegesi e della teologia, al punto tale da essere in grado di insegnare in Germania, nelle universit che si tolse, depose, labito talare). E affermo questo, perch leggendo parti dellopera del De Fiores, dal titolo Maria nella vita dello Spirito edizioni Piemme si ha tuttaltra impressione che non un ridimensionamento della figura di Maria; 2- Se Vannini, invece, ha torto allora andasse a farsi benedire, poich in ambedue i casi saremmo di fronte alle elucubrazioni di individui che NULLA HANNO A CHE FARE CON IL MAGISTERO DELLA CHIESA E CON IL DOGMA DELLA VERGINITA DELLA MADRE DI DIO. Ma Augias non demorde e cita anche lo scrittore dissacratore Milan Kundera e brani tolti dalla sua opera Linsostenibile leggerezza dellessere portando il discorso a livelli direi paleolitici della teologia, che si commentano da soli per la banalit del tema: la merda e Dio. Se Dio ha creato luomo a sua immagine somiglianza, allora Dio ha gli intestini e quindi usa la carta igienica almeno una volta al giorno. Limmagine che Augias ha di Dio ferma alluomo dalla barba bianca!! Infantile!! Pag 30. Non vale la pena soffermarci su questo, anche perch il concetto di somiglianza delluomo a Dio cos ampio che meriterebbe di superare la augiassica quanto puerile fase gastro-enterica. Vale la pena invece soffermarsi sulle citazione relative alla profezia di Isaia 7, 14: Pertanto il Signore stesso vi dar un segno. Ecco: la vergine concepir e partorir un figlio, che chiamer Emmanuele . richiamata dal Vannini, il quale ritiene, come tanti altri detrattori, che la versione biblica che i settanta fecero traducendo le Sacre Scritture dallebraico in lingua greca, contiene un errore: invece di tradurre la parola ebraica almah = giovane donna nel corrispettivo termine greco,

usarono la parola greca parthnos = vergine. Vannini afferma pag 31 : E un errore. In ebraico vergine nel senso di virgo intacta, donna che non

ha conosciuto un uomo, si dice betulah... Errore? I Settanta furono


saggi appartenenti alle 12 trib di Israele che furono mandati da Tolomeo II il Filadelfo ad Alessandria di Egitto per tradurre la Torah in greco. Si era nel III secolo a.C. Ora, riflettiamo un momento, chiedendoci: Ma che profezia sarebbe quella di Isaia se avesse inteso detto una giovane donna avrebbe dato alla luce un figlio? Anche noi siamo in grado di fare questa profezia visto che al mondo di giovan i donne che mettono al mondo figli ce ne sono a milioni!! Differente sarebbe stato se Isaia avesse detto a Re Acaz Tua moglie metter al mondo un maschio e gli darai per nome. Ma non and cos. I Settanta, o chi per loro, intesero esattamente come le parole di Isaia fossero legate alla nascita di un re nella Casa di Davide e questa profezia era legata alla nascita di Cristo, coerentemente con le altre profezie di altri profeti. Ricordiamolo: i Settanta vissero nel III secolo a.C e non dopo la nascita di Cristo, per cui si sarebbe potuto sospettare un adattamento delle parole di Isaia!! Augias chiama poi in causa il Protovangelo di Giacomo. Ma sappiamo che la Chiesa non considera che i quattro Vangeli ( Marco, Luca, Matteo e Giovanni) come i soli veritieri. Gli altri sono solo Vangeli romanzati utili alla lettura ma non alla Salvezza. Per cui, sono le sue, solo osservazioni sui contenuti del protovangelo inutili e senza alcuna utilit teologica. A pag 33, Augias chiede: Sta pensando alla nobile filosofia stoica,

immagino. In riferimento a certe filosofie che privilegiano il distacco


dalle passioni, la castit. Vannini risponde alla domanda: Lo stoicismo, ma

non solo: anche il platonismo sono paradigmi etici per i quali risulta assolutamente coerente un modello di purezza e verginit Questo
discorso per sottolineare come lellenismo con le sue lezioni pagane abbiano influenzato, secondo Augias e il professore, il messaggio di Salvezza neotestamentario ( a pag 839 del Nuovo Dizionario di

Teologia, edizioni Paoline Ed. 1979, si legge: E inconcepibile che questi racconti impregnati di mentalit ebraica, siano stati influenzati da un mito ellenico di nascita verginale. Lambiente giudeo -cristiano non avrebbe tollerato una simile intrusione). Ma poi si afferma, con la domanda di Augias: Il che non avviene per nellebraismo. La risposta di Vannini : No, anzi, per la cultura ebraica la verginit degli adulti,

maschi o femmine, il non aver procreato, era considerata una maledizione. Per il Talmud un uomo non sposato a ventanni era considerato maledetto da Dio Questa risposta non un semplice interloquire, ma evidenzia
chiaramente che, essendo gli evangelisti ebrei, non potevano essere influenzati dallellenismo al punto tale da inventarsi la verginit di Maria sulesempio dei modelli greci, conseguenti allamplesso tra Zeus e donne mortali. Lo ricorda Vannini che la verginit nella religione ebraica segno di mancanza di rispetto nei confronti di JWHW (Jahweh), il quale maledice gli scapoli impenitenti. E allora di cosa stiamo parlando? Ma non solo, qui abbiamo anche la risposta alla polemica tendenziosa aizzata da Augias sul fatto che Maria avesse altri figli e quindi non poteva essere vergine. Augias non perde tempo, saltiamo alcune osservazioni di poco conto e leggiamo a pag 36 la domanda-osservazione che pone a Vannini: Forse la

dottrina si troppo ostinata nella difesa della verginit di Maria, tanto che le Scritture non dicono niente sul mantenimento di quella condizione dopo lAnnuncio Giuseppe sarebbe stato il vero sposo di Maria. Uomo notevolmente pi anziano di lei egli non prende parte alla fecondazione di sua moglie, n si mai congiunto con lei almeno fino alla nascita del bambino Giuseppe diventa cos il padre putativo , cio presunto di Ges Laltra conseguenza quella, molto discussa, dei fratelli di Ges risulta invece fondamentale ai fini della verginit . Possiamo provare a definirla nei termini pi attendibili?
Ges aveva fratelli? Questa in buona sostanza largomento stimolato da Augias. Prima di leggere e riflettere sulla risposta di Vannini, occorre

richiamare il concetto su esposto e che riporto qui pari pari: Lo ricorda Vannini che la verginit nella religione ebraica segno di mancanza di rispetto nei confronti di JWHW (Jahweh), il quale maledice gli scapoli impenitenti. Giuseppe, affermando che era molto pi anziano di Maria ( Maria poteva avere sui 17 anni e Giuseppe almeno 35 se si interpreta quel molto pi anziano) e secondo il concetto riportato in neretto non possiamo che avere tre condizioni: 1- Giuseppe era un Esseno e quindi segu la via della castit, fino a che non gli fu promessa in sposa Maria; 2 Giuseppe era vedovo e aveva gi dei figli; 3 Giuseppe era un reietto perch arriv fino ad unet che lo si poteva definire come maledetto da Dio perch non sposato e senza prole ( vedi la disperazione di Zaccaria Lc 1, 5-20) Ma Giuseppe viene definito da Matteo 1, 19 che era giusto quindi, la situazione di Giuseppe pu solo soddisfare la seconda condizione, quella della vedovanza, poich la setta degli Esseni, nella comunit ebraica non era vista di buon occhio, infatti gli Esseni vivevano una vita monastica lontano dalle citt, nel deserto, per una scelta esistenziale, teologica ben precisa estranea alla mentalit ebraica. Se Giuseppe fosse stato un Esseno non si sarebbe di certo sposato. Per coerenza con la scelta fatta. Quindi, se Ges aveva fratelli e sorelle questi erano di Giuseppe e di un suo precedente matrimonio. Un ipotesi questa verosimile per la condizione di fondo della mentalit ebrea summenzionata. Ma questa una situazione che viene superata da unaltra considerazione e che estrapolo dalla mia riflessione su Inchiesta su Ges dello stesso Augias disponibile su questo stesso sito (SCRIBD.COM), in cui spiego il concetto della parola fratello. Riporto qui testualmente ci che scrissi: Si cita il famoso brano di Marco Mc 6,2: Venuto il sabato incominci a predicare nella Sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: non costui il carpentiere, il figlio di Maria, fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone, e le sue sorelle non stanno qui con noi? .

Il brano viene citato da molte dottrine (Vedi Testimoni di Geova), annunciatrici di particolari messaggi di salvezza, ma separate dalla Chiesa di Roma, per sostenere che Ges fosse il primogenito di una numerosa famiglia. Occorre rammentare una cosa molto importante: in quel tempo la parola fratello veniva usata anche per indicare i cugini o, addirittura per indicare una comunione di comunanza spirituale. Se leggiamo in Matteo Mt 25,40: In verit vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi piccoli lavete fatta a me comprendiamo immediatamente il senso della parola. Allora, non tendenzioso ribattere sui fratelli di Ges usando il testo di Marco per negare, tralaltro, la verginit di Maria? Persino Calvino cos si espresse: Secondo il costume ebraico si chiamano fratelli tutti i parenti. E tuttavia Elvidio si mostrato troppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perch in qualche punto si fatta menzione di fratelli di Cristo (Calvino, Commento in Matteo 13,55) Ecco dunque, i molti significati che nella cultura giudeo-ebraica la parola fratello poteva assumere: Fratello", cio figlio degli stessi genitori: p.es. Caino e Abele (Gen 4,1-2); Esa e Giacobbe (Gen 25,24-26, dove si tratta propriamente di gemelli); Mos, Aronne e Miriam (Nm 26,59); "fratellastro", cio fratello dello stesso padre ma madre diversa: p.es. i dodici figli che Giacobbe ebbe da quattro donne diverse (Gen 35,22-26; 37,4; 42,3; 42,4; 42,13); "parente" o "cugino", cio generico appartenente alla cerchia familiare (cugino di vario grado, nipote = figlio del figlio, nipote = figlio del fratello): p.es. Abramo chiamava 'fratello' suo nipote (figlio del fratello) Lot (Gen11,27;13,8;14,14;14,16), e lo stesso dicasi per Labano verso suo nipote Giacobbe (Gen29,15). In 1Cr23,22 il termine 'fratelli' viene usato per indicare i 68 figli del fratello del padre, cio i cugini di primo grado; in Lv10,4 indica i figli del cugino di primo grado; "membro di una stessa trib", intendendo con trib i 12 raggruppamenti etnici relativi ai figli di Giacobbe-Israele: p.es. Nm8,26; 2Sam19,11-13); "amico" o "alleato", in particolare nei momenti avversi: p.es. 2Sam1,26; 1Re9,13; Pr17,17; "collega", cio individuo accomunato da un medesimo incarico di tipo religioso, civile, militare: p.es. 2Cr31,15; 1Re20,32; 1Sam30,23;

"prossimo", cio individuo di pari grado sociale verso il quale si hanno precisi obblighi morali: p.es. Ger 9,3; Ez 47,14; "compagno nella fede", significato che nella successiva tradizione cristiana dar origine al termine 'frate': p.es. Dt1,16; Sal 133,1 (Sal132,1 nella ordinazione della Vulgata, ripresa anche dalla Bibbia CEI). In ultima analisi, facendo riferimento al verso, riportato nel libro pag 112 e che si riferisce a ci che scrisse Paolo ai Galati: Giacomo, il fratello del Signore Gal 1,19 ricordiamo: Giacomo e Giovanni sono figli di Zebedeo e non certo di Giuseppe!!! Pi chiaro di cos!! Ma nulla di tutto ci sottolineato da Augias e Pesce, perch occorre fare sensazione e portare il lettore alle loro tesi. Come al cinema o in televisione, dove si usano trucchi per rendere credibile lincredibile. Ecco, come avete potuto constatare, Augias non demorde e continua a percorrere la strada della sua lotta contro il Credo della Chiesa di Roma, ma anche Chiesa universale, con fare che assai poco ha di intellettualit, ma molto ha, secondo quanto si legge, di povert culturale, almeno nelle procedure espositive. La risposta, tralaltro assai prudente, di Vannini, su questo tema, la seguente: Posso certo esporre alcuni dati e prospettare alcune ipotesi ( attenzione: ha detto ipotesi N.d.r), per con una premessa. La dibattuta

questione dei fratelli pu essere risolta in due o tre modi diversi, come subito vedremo. Ritengo onesto riconoscere che la soluzione dipende soprattutto dalla scelta fatta a priori, ovvero dalla tesi ( attenzione: ha detto tesi N.d.r.) che si vuole sostenere. Personalmente, dunque, mi asterrei da un giudizio complessivo.
Questa la risposta che mette KO Augias: Vannini non si fa coinvolgere. La disamina che ne segue non ha cos pi alcuna importanza.

Vorrei, per sottolineare unultima cosa, linsistenza di Augias a sostenere la non verginit di Maria, battendo il chiodo sul termine primogenito

riportato nel vangelo di Luca 2,7 Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, ma Vannini gli risponde che primogenito nella cultura ebraica usato anche per i figli unici. (pag 40)

RIFLESSIONE SUL TERZO CAPITOLO TERRA DISRAELE pag 42

Questo capitolo una disamina geografica, storica e di costume; ha aspetti interessanti ma non nuovi; il sottolineare che i Vangeli non sono stati scritti dai noti evangelisti, nel senso che gli originali che sono giunti sino a noi non sono quelli scritti di pugno dagli evangelisti cosa nota, ma nulla toglie che essi siano copie degli originali scritti di loro pugno, ma andati perduti; copie che poi venivano distribuite presso le comunit cristiane, che fino ad allora si erano accontentate dei racconti della tradizione orale, a partire dal I secolo d.C. Si sottolinea nelle ultime pagine del capitolo che il ruolo della donna, nel mondo ebraico, era di totale sottomissione alluomo. Vero. Come nellattuale societ araba tradizionalista e come nella Sicilia degli anni 50, inizi anni 60 ( la Sicilia fu governata dagli arabi per circa due secoli) si esponeva il lenzuolo macchiato di sangue come prova di una prima notte di nozze regolare. Tutto questo vero, ma anche vero che con Ges, le cose cambiano e cambiano quando, come si ricorda a pag 64, Ges disse che i due saranno una sola carne Mc, 10, 6. Essere una sola carne significa parit di funzione, di intenti, di diritti e di doveri: Ges mette la donna allo stesso livello, non solo un fatto di unione rituale, ma funzionale, ESISTENZIALE.

Viene, inoltre chiamato in causa San Paolo pensando di lui come la fonte ispiratrice di misoginia della Chiesa cristiano-cattolica, ovvero di considerazione scarsa nei confronti della donna. E vero che nellarco di duemila anni, la donna nella societ cristiana ha subito vessazioni, ma anche vero che nella Chiesa vi sono donne proclamate dottore della dottrina cristiana, elevandole ad un rango superiore. Ma se leggiamo San Paolo, ad esempio in Galati 3, 19 ci accorgeremo come la Legge mosaica, e quindi le norme relative al ruolo delle donne, appesantito dalle regole imposte, aggiunte, dagli scribi, siano state superate dalla funzione della fede e della filiazione divina che proviene dalla fede. San Paolo va letto in tutto il suo percorso epistolare e non a tappe. Quelle che fanno comodo.

RIFLESSIONI SUL QUARTO CAPITOLO SECONDO MATTEO, SECONDO LUCA pag 65

Ritengo doveroso, visto che in questo capitolo si parler dei Vangeli, introdurre largomento di riflessione con alcune notizie che sintetizzano la realt storica degli stessi. Per far questo prendo le stesse nozioni dalla mia opera sulle Eresie di ieri e di oggi disponibile su questo stesso sito. Ecco quindi le informazioni storiche sui Vangeli:

I Vangeli
I 27 libri canonici delle Scritture Greche furono scritti nel greco comune dell'epoca. Sembra per che il libro di Matteo sia stato scritto prima nell'ebraico biblico, a beneficio degli ebrei. Cos dice Girolamo, traduttore biblico del IV secolo, aggiungendo che il libro fu in seguito tradotto in greco. Probabilmente fu Matteo stesso a farne la traduzione,

poich, avendo lavorato alle dipendenze delle autorit romane come esattore di tasse, conosceva senza dubbio il latino e il greco. Gli altri scrittori cristiani della Bibbia, Marco, Luca, Giovanni, Paolo, Pietro, Giacomo e Giuda, scrissero tutti in koin, la lingua comune, viva, compresa dai cristiani e dalla maggioranza della popolazione del I secolo. L'ultimo dei documenti originali fu scritto da Giovanni verso il 98 d.C. Per quanto si sa, nessuno di questi 27 manoscritti originali in koin giunto fino a noi. Degli originali ci sono pervenute copie, copie delle copie e famiglie di copie, che formano un'immensa riserva di manoscritti delle Scritture Greco-Cristiane.

Vangelo secondo Matteo


Il Vangelo secondo Matteo era destinato alle prime comunit cristiane di origine ebraica. Lo si evince dalla frequenza con cui sono riportate le citazioni dall'Antico Testamento. Matteo o Levi era un pubblicano, cio esattore delle tasse, si sa che Ges lo chiam mentre sedeva al banco delle imposte e nulla toglie che egli stesso tradusse, poi, come gi accennato, in greco ci che aveva scritto in ebraico. D'altronde, lavorando Matteo per lamministrazione romana, ragioniere della tasse, aveva, sicuramente, una cultura superiore alla maggioranza analfabeta. Questo Vangelo, ricco di parabole, contiene il celeberrimo discorso della montagna, e che rappresenta, per cos dire, il testamento di Cristo e la nuova visione del mondo redento. Luomo non pi obbediente e seguace del Dio degli eserciti ma, semplicemente, del Dio dellAmore. Ges, novello Mos, sale sul monte, promulgazione della nuova volont di Dio, e, cos Ges, come Mos, maestro della Legge, rivela il suo magistero, ma con una sostanziale differenza: non pi una legge scritta sulla pietra, ma la Rivelazione che essa scritta nel cuore di ogni uomo. La dottrina di Ges viene promulgata come compimento di quella mosaica e con essa si confronta in una serrata disamina che rappresenta il superamento della legge antica, ne esplicita il significato profondo e ne stabilisce i parametri, ormai universalizzati: per il cristiano, l'obbedienza

a Dio non trova pi un supporto visibile scritto, ma deve superare la materia entrare nella sfera spirituale, mediante la fede, ed incontrare la volont dello stesso Dio: "Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come perfetto il Padre vostro celeste" Mt 5,46-48.

Vangelo secondo Marco

Il Vangelo di Marco, nel canone della Bibbia, il secondo dei Vangeli sinottici del Nuovo Testamento, attribuito a San Marco Evangelista. L'opera descrive la vita di Ges dal battesimo da parte di san Giovanni Battista alla resurrezione, concentrandosi particolarmente sull'ultima settimana della sua vita. E quel Marco che, secondo la tradizione, fu discepolo anche di Pietro - 1 Pt 5,13 - e suo interprete, secondo Papia, che, in un passo trasmessoci da Eusebio di Cesarea, afferma: Marco, divenuto interprete di Pietro, scrisse accuratamente, ma non in ordine, quanto si ricordava di ci che il Signore aveva detto o fatto. Il Vangelo di Marco fu scritto principalmente per i cristiani di cultura greca. Dalla critica interna del testo si evince infatti la preoccupazione per la spiegazione delle tradizioni giudaiche e per la chiarificazione delle parole aramaiche utilizzate, come: (talitha cum, 5,41); (corbn, 7,11); (abb, 14,36).Pu cos essere spiegato anche il ricorrere di latinismi, che si incontrano nel testo, quali: ("soldato della guardia, 6,27), (sextario 7,4), ("moneta", 12,42), ("centurione", 15,39). Il capitolo 16 del Vangelo venne aggiunto durante il II sec; noto tra gli esegeti come La finale di Marco e fa parte delle scritture ispirate; ritenuta canonica. Una giustificazione a questa aggiunta viene dalla constatazione come il racconto di Marco si fermasse bruscamente al

versetto 8 e che lattuale finale sia stata aggiunta per colmare una lacuna verificatasi chiss come e chiss quando. Comunque questo brano evangelico fu riconosciuto gi dal II secolo da SantIreneo e da Taziano. Se non si pu provare che sia opera di mano di Marco, viene, dalla Chiesa, universalmente riconosciuta come una autentica reliquia, dai contenuti coerenti con il racconto evangelico, della prima generazione cristiana.

Il Vangelo secondo Luca


L'autore del terzo vangelo non un apostolo ma si tratta quasi certamente del discepolo di Paolo di Tarso. Luca era anche un colto medico, originario di Antiochia di Siria. Paolo lo cita in alcune sue lettere, chiamandolo "compagno di lavoro" (nella Lettera a Filemone 24) e indicandolo nella Lettera ai Colossesi 4,14 come "caro medico". Mentre in un duro carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che ormai tutti lo hanno abbandonato, meno uno: "solo Luca con me" (4,11). E questa l'ultima notizia certa dell'evangelista. Alcuni esegeti sottolineano come Luca d nel suo racconto della vita di Ges, anche notizie storiche necessarie per tramandarne la Verit su Ges allinterno della realt storica contemporanea a Ges stesso. Nel 3 capitolo, infatti, levangelista racconta: : Era l' anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare: Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell' Iturea e della Traconitide; Lisania governava la provincia dell' Abilene, 2 mentre Anna e Caifa erano i sommi sacerdoti. In quel tempo la parola di Dio Lc 3,1 La datazione della composizione del Vangelo di Luca oscilla tra il 70 e l'80. Alcuni propendono per una datazione alta e ritengono probabile che esso sia stato scritto prima del martirio di san Paolo, avvenuto attorno al 67 in Roma. Questa datazione si deduce dal fatto che l'altra opera lucana facente parte del Nuovo Testamento, gli Atti degli Apostoli inizia proprio con un richiamo al preesistente Vangelo dello stesso autore e che essa si conclude con la narrazione della prigionia di San Paolo in Roma, senza alcun cenno alla sua condanna ed esecuzione. Un altro dato che

porterebbe ad una data pi tarda il seguente passo di Sant'Ireneo: "Luca ha consegnato in un libro il Vangelo che Paolo predicava" per dedurne che esso indicherebbe che l'evangelista abbia composto l'opera dopo il martirio dell'Apostolo.

Il Vangelo secondo Giovanni


L'ipotesi tradizionale, che identificava l'anonimo autore del vangelo - il discepolo che Ges amava -, con l'apostolo Giovanni inizia a partire dalla fine del II secolo. Sant'Ireneo, fu il primo ad attribuire quel quarto vangelo che circolava nelle comunit dei nazareni a un 'Giovanni', non l'apostolo per la verit, ma il 'discepolo'. Infatti verso il 180 scrisse: Giovanni, il discepolo del Signore, colui che ripos sul suo petto (Gv 13,3), ha pubblicato anche lui un Vangelo mentre dimorava ad Efeso in Asia (Adversus Haereses III, 1, 1) E evidente come poco importi, per la nostra fede, la disquisizione su Giovanni apostolo o Giovanni il discepolo che Ges amava, poich chi ha scritto il Vangelo fu testimone dei fatti narrati . Eusebio, comunque, riportando questa notizia, ritiene che Ireneo si basasse sulle testimonianze di San Policarpo vescovo di Smirne (morto martire a Roma nel 155), il quale avrebbe conosciuto personalmente Giovanni (stavolta l'apostolo) essendone stato discepolo. Questo ci anche confermato da Ireneo medesimo, che, nella sua lettera a Florino, ricorda il suo incontro con Policarpo ed il fatto che Policarpo raccontava della sua dimestichezza con Giovanni e con le altre persone che avevano visto il Signore (Historia Ecclesiastica V, 20, 4). Ireneo ricorda anche che Policarpo fu eletto vescovo di Smirne dagli apostoli, e Tertulliano asserisce che egli fu fatto vescovo proprio da Giovanni. Queste affermazioni incontrovertibili dimostrano come alcuni storici, viaggiando liberamente nel mondo delle ipotesi su chi ha scritto questo o qual vangelo, tacciano su pietre miliari della storia come queste testimonianze.

E certo che il Vangelo secondo Giovanni possiede un alto grado di misticismo e di speculazione spirituale.

E per concludere, inseriamo anche alcune note sugli scritti e sui vangeli apocrifi per avere un quadro chiaro anche su essi:

Gli Apocrifi nel Nuovo Testamento


Come accennato nelle prime pagine di questa opera, moltissimi furono gli scritti di contenuto cristiano che, in seguito, vennero chiamati apocrifi. Tali scritti hanno, la stragrande maggioranza, solo un contenuto culturale ma non teologico, poich risultano contaminati da dottrine che non sono in sintonia con la Rivelazione cristiana insegnata da Madre Chiesa Romana fin di primi secoli. I tre criteri usati dalla Chiesa cristiana antica per considerare un testo canonico nell'ambito del Nuovo Testamento sono stati: Paternit apostolica: attribuibile all'insegnamento o alla diretta scrittura degli apostoli o dei loro pi stretti compagni; Uso liturgico: testi letti pubblicamente nei riti liturgici delle prime comunit cristiane; Ortodossia: testi che rispettino le verit dogmatiche di fede (Unit e Trinit di Dio, Ges Cristo vero Dio e vero uomo...). Gli Apocrifi del Nuovo Testamento sono solitamente divisi in base a contenuto, genere e ambiente d'origine nelle seguenti categorie: I Vangeli Apocrifi -cristiani

Atti apocrifi Atti di Andrea; Atti di Andrea e Mattia; Capitolo 29 degli Atti degli Apostoli - descrive l'arrivo dell'apostolo Paolo in Bretagna dove predica a una comunit israelita; Atti di Barnaba; Atti di Bartolomeo e il martirio di Bartolomeo; Atti di Santippe e Polissena; Atti di Filippo; Atti di Giovanni; Atti di Marco; Atti di Matteo; Atti di Paolo; Atti di Paolo e Tecla; Atti di Pietro; Atti di Pietro e Andrea; Atti di Pietro e i Dodici; Atti di Pietro e Paolo; Atti di Pilato; Atti di Simone e Giuda; Atti di Taddeo; Atti di Timoteo; Atti di Tito; Atti di Tommaso Molti di questi Atti hanno forti influenze gnostico-esoteriche, docetiste, manichee ed encratiche Encratiti: persone che praticarono la continenza - chiamati da Sant'Ireneo di Lione Egkrates e da Clemente Alessandrino e Sant'Ippolito di Roma Egkratetai, furono una setta gnostica orientale che si diffuse in Gallia e Spagna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Ecc Vedi lopera Adversus Christum. Le Eresie di Ieri e di oggi di Antonio Dal Muto- SCRIBD.com

Ora possiamo continuare la nostra disamina del quarto capitolo. Augias non perde tempo per deformare la verit evangelica contenuta in Matteo. Parlando della promessa sposa, Maria, scrive Augias pag 65:

visibilmente in cinta. Le parole di Matteo Mt 1,18- dicono invece:


prima che andassero a vivere insieme si trov incinta per opera dello Spirito Santo. Quel visibilmente che Augias ha scritto, lo ha scritto per deformare la verit evangelica, in quanto, per coerenza con quanto asserito a proposito delle usanze ebree in materia di fedelt coniugale, se Maria fosse stata visibilmente incinta prima di sposarsi, lo sarebbe stato anche per la comunit in cui viveva e non solo per Giuseppe. Quindi sarebbe successo uno scandalo enorme. Si tenga presente che le vesti femminili di allora coprivano molto il corpo della donna a causa di

larghe vesti e di mantelli, quindi lo stato di gravidanza della donna con quelle vesti sarebbe stato visibilmente constatabile solo al quinto-sesto mese. Augias prosegue richiamando in causa la profezia di Isaia, di cui abbiamo gi parlato, che aver profetizzato che vergine e non una giovane donna frutto di un errore. Ma non sarebbe stata una profezia, visto che al mondo di giovane donne che partoriscono figli ce ne sono in continuazione. Potremmo dire che quella di Isaia, letta come fa Augias e i suoi degni commentatorii, una profezia che mai si avverer, perch nonprofezia, ma una banalit dialettica!! La lettura segue con la puntualizzazione che le figure di Maria e di Giuseppe vengono trattate, nei Vangeli, marginalmente, specialmente quella di Giuseppe. Proviamo a ragionare un momento: il messaggio di Salvezza compiuto da Ges Cristo la conclusione dello stesso messaggio iniziato con Abramo, qualche millennio prima. Tutto il Vecchio Testamento imperniato su eventi preparatori allavvento del Messia e quindi il Messia lattore principale!! Non credo che occorre aggiungere altro se non che la figura di Maria, Madre di Dio, nella storia di questi ultimi duemila anni, abbia ancora ha, il suo preciso ruolo di Madre delle creature di Dio, gli uomini, che attraverso le apparizione note (riconosciute valide dalla Chiesa) sta portando avanti il messaggio della Redenzione e Salvezza di Cristo e in Cristo solo. Ecco che la critica portata avanti da Augias, fa acqua da tutte le parti poich dimentica che il Messaggio evangelico ancora in atto; un messaggio che va visto in prospettiva a partire da quello cartaceo. Vannini fa inoltre una dichiarazione che non si riscontra nella posizione della Chiesa a proposito degli apocrifi pag67 ma anche i numerosi

altri

cosiddetti

apocrifi

che

dobbiamo

comunque

prendere

in

considerazione seppur dotati di qualche riferimento storico, sono eminentemente teologici, scritti, come abbiamo gi detto, parecchi anni

dopo la morte di Ges. Lintroduzione a questo capitolo, contiene, avete


letto, alcune notizie sugli apocrifi e avrete anche letto, come vi ho riferito a proposito degli apocrifi, che: Tali scritti hanno, la stragrande maggioranza, solo un contenuto culturale, letterario, ma non teologico, poich risultano contaminati da dottrine che non sono in sintonia con la Rivelazione cristiana insegnata da Madre Chiesa Romana fin di primi secoli. Ecco, questo basta per comprendere che quelle contaminazioni (gnostiche, manichee) hanno s pretese teologiche, ma non sono della teologia confermata dagli scrittori cristiani dei primi secoli a partire da San Paolo, coerentemente con i Vangeli Sinottici che conosciamo e che sono quelli che la Chiesa ha riconosciuto essere gli unici e ispirati!!

Per quanto riguarda le parole di Vannini, nel proseguo immediato della lettura: dobbiamo tener presente che, fin dallinizio, non c

stato un solo cristianesimo bens molti non possono essere


interpretate come ci vorrebbe far credere; vale a dire, che se manchiamo di leggere gli scritti apocrifi la confusione regner sovrana in merito ai Vangeli ufficiali. Ma, aggiungiamo noi, in quanto alla testimonianza delle divergenze esistenti nelle varie comunit cristiane, nel primo secolo, ci sono le Lettere di San Paolo le quali rimettono in ordine le cose in funzione del Vangelo di Cristo che egli, San Paolo, non dimentichiamolo mai, HA RICEVUTO DIRETTAMENTE DA CRISTO nellepisodio avvenuto sulla via per Damasco. Possiamo quindi affermare che le Lettere di San Paolo costituisco il primo Vangelo che nulla ha di incoerente con queglaltri quattro, anzi, riportano alla teologia contenuta dai quattro vangeli. NON SERVE ALCUNA DISAMINA DEGLI APOCRIFI per capire o aggiungere qualcosaltro alla teologia evangelica. Giustamente Vannini aggiunge: Ai vangeli interessa esprimere la fede in Ges, lUnto,

il Messia ovvero, dal greco, il Cristo.., Ma non sono daccordo con quanto
scrive poi di seguito a queste frasi dunque il loro scopo diffondere una

pi o meno elaborata teologia.. E molto riduttiva la visione dei Vangeli

che ne d Vannini ( contaminato da Augias?), sorretto forse da Augias, fedele alla sua visione distorta che coincide con la tesi di questo libro. La teologia contenuta nei vangeli non poco elaborata, ma essenziale al racconto della vita di Cristo. Ed essenziale quanto basta, poich nella promessa fatta da Cristo che la rivelazione ha, avr, un suo seguito e quindi la lezione teologica ha e avr un suo sviluppo nella promessa che ritroviamo in San Paolo quando dice che siamo destinatari delleredit promessa in quanto figli di Dio. E lo scopriamo leggendo i versetti del vangelo di Luca Lc 24,45 Allora apr loro la mente allintelligenza delle Sacre Scritture e in Giovanni Gv 14, 26: ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre mander a mio nome, egli vi insegner ogni cosa e vi ricorder tutto ci che vi ho detto. Quindi, dalla teologia essenziale contenuta nei vangeli si passa alla Teologia rivelata che non e non potr mai essere disarmonica con quella scritta. Per questo affermai sin dallinizio che le Sacre Scritture o si accettano in toto o in toto si rifiutano, senza fare dei distinguo. Come pretende di fare Augias. Da pag 67 a 69 la intellettuale quanto acculturata disamina della coppia (che scoppia in molti punti) Augias-Vannini scende a livello di borgata romana riportando alla luce dicerie sorte tra le comunit giudaiche e cristiano- giudaiche del primo secolo, secondo le quali, Maria sarebbe stata una prostituta e Ges, addirittura figlio di un centurione romano noto come pantera Mi sembra di sentirle le voci dei borgatari giudei a Roma dire: Ges, er fijo der Pantera. A chi serve portare alla luce il gossip di duemila anni fa?. Pur sapendo che tra le due comunit non scorreva buon sangue? Le malelingue cerano allora come ora. Addirittura lImperatore Claudio, come ci riferisce Svetonio (Claudio 11 25), cacci i giudei da Roma perch, bisticciando continuamente con i giudeo-cristiani, mettevano in pericolo la sicurezza pubblica a causa di un certo Chresto. E questo gli ebrei di allora se lo legarono al dito, tanto da far sospettare che le

accuse nei confronti dei cristiani a proposito dellincendio di Roma, sotto Nerone, fu alimentato da loro, al punto, si suppone, che denunciarono alle autorit Pietro. Questa ipotesi trova sostegno nel quarto Vescovo di Roma (il papa) tale Clemente Romano che, scrivendo una lettera alla comunit dei Corinti, rifer che Pietro fu messo a morte per invidia e gelosia Gelosia da parte di chi se non dalla comunit giudea che non vedeva di buon occhio le conversioni e le guarigioni che Pietro compiva. Ovvie quindi le malelingue. Ma se non vengono spiegati i retroscena, queste dicerie verranno prese dai beoni - il pubblico di lettori che alimenta il successo di Augias con libri come questo come ipotesi da prendere sul serio. Proseguiamo la lettura e a pag 70: i due si soffermano sulla genealogia di Ges, scritta da Matteo allinizio del suo Vangelo, sottolineando il contrasto morale tra le figure femminili veterotestamentarie contenute in essa e il risultato finale: la nascita di Ges. Per esempio, tra le donne presenti nella genealogia vi Raab: la troviamo nel cap 2 del libro di Giosu dove si dice che era una prostituta, ma si comprende che la stessa si converte al Dio di Israele, tanto da rimettere a lui, attraverso i personaggi nominati, la vita dei suoi familiari. La genealogia va intesa solo come mezzo per far comprendere che Ges proviene dalla Stirpe di David, il quale discende da Abramo, colui dal quale, fu promesso, nascer una discendenza numerosa come i granelli di sabbia: i figli di Dio per mezzo di Cristo. Uninesattezza ( in buona fede? In mala fede? ) viene riportata a pag 71, a proposito della nascita di Ges in funzione della discendenza. Vannini dice Matteo scrive che X ( il padre) gener y (il figlio) per Maria

leggiamo (Mt 1,16) che Giacobbe gener Giuseppe, sposo di Maria, da cui fu generato Ges. Ora, se la lingua italiana mi ben chiara, noto una
forte differenza da quanto riferito da Vannini a quanto scrive la Bibbia di Gerusalemme nel versetto nominato; infatti leggiamo: Giacobbe gener

Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale nato Ges chiamato Cristo non da cui che potrebbe far intendere che da Giuseppe, essendo le parole sposo

di Maria poste tra virgolette, come fosse una

puntualizzazione secondaria, fu generato Ges. Matteo, avete letto, scrive - Bibbia di Gerusalemme - dalla quale nato. Questo mi pare si chiami fare il pelo e contropelo. Infatti, questa differenza fa propendere che lerrore sia in malafede, poich Vannini aggiunge: Tutto

ci, come dicevamo, contribuisce a tenere in certo modo nellombra tutta la vicenda.
Augias prosegue nel suo intento demolitore della figura di Maria e chiede a Vannini, pag 71: Abbiamo gi citato una circostanza alla quale si pensa

poco e che anzi si tende spesso , pi o meno intenzionalmente, a sottovalutare. Tutti i vangeli, canonici o apocrifi che siano, sono stati scritti parecchi anni dopo i fatti che, ciascuno a suo modo, narrano e da autori che non ne sono stati testimoni diretti. Per chi ha una conoscenza
anche approssimativa dei Vangeli, ci si rende conto, leggendo questa prima parte di domanda augiassiana, per come posta, sia molto approssimativa. Sugli apocrifi abbiamo gi detto che sono racconti romanzati o presentano una teologia che poco o nulla ha con quella riconosciuta dalla Chiesa; per quanto riguarda i vangeli ufficiali, sappiamo che i tre, detti sinottici, ossia quello di Matteo, Marco e Luca, sono detti tali, poich narrano fatti sostanzialmente paralleli e simili. E tanto per rispondere allaffermazione : si tende spesso, pi o meno intenzionalmente a sottovalutare che nella Bibbia di Gerusalemme, Ediz 1971, a pag 2074 cos scritto: Dei quattro Vangeli canonici, i primi tre presentano tali somiglianze tra loro che si possono benissimo mettere in colonne parallele e abbracciare con un colpo docchio: da qui il nome sinottici . Il Vangelo di Giovanni ha invece un taglio molto pi mistico e teologico sin dal prologo, ma non per questo in contrasto con gli altri tre. Falsa quindi laffermazione generica che: che ciascuno a suo modo,

narrano ( i fatti), facendo intendere cos che usano punti di vista

differenti e distanti tra loro. E per rispondere allaffermazione insita in questa prima parte di domanda da autori che non ne sono stati

testimoni diretti., sempre sulla Bibbia di Gerusalemme leggiamo - pag


2074 -: La tradizione della Chiesa, attestata sin dal II secolo, li attribuisce rispettivamente a San Matteo, San Marco e San Luca. Sappiamo per che gli originali scritti dai testimoni diretti non ci sono arrivati, ci sono arrivate copie di copie, ma questo non esclude che le fonti originali fossero state scritte dai testimoni dei fatti. Ovviamente, poi, nel copiare, senza la tutela di una guida unica, furono aggiunte specificit estranee tanto da far debordare i tanti scritti nelle letteratura apocrifa. La Chiesa, nel corso della storia, ha saputo estrarre dalle tante supposizioni evangeliche i soli scritti coerenti tra loro e veritieri. Augias proseguendo nel suo discorso, Pag 72basato su approssimazioni, deborda con: Proprio per questo loscurit che circonda

la vicenda dei due sposi, Maria e Giuseppe, la scarsit delle notizie, per di pi contraddittorie, che li riguardano, a me sembra particolarmente significativa. Nella teologia che progressivamente viene costruita, Maria occupa un ruolo molto marginale. Anzi, se non sbaglio, una decisa reticenza nei suoi confronti permea tutti i primi testi che conosciamo. Vannini
incalza sottolineando la marginalizzazione delle figure di Maria e di Giuseppe anche da parte di San Paolo, ricordando come lultimo degli apostoli, Paolo appunto, scrisse nella lettera ai Galati 4,4-5 Dio mand suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge prendendo le parole nato da donna come la conferma della totale umanit sia di Cristo che di Maria. Egli ribadisce inoltre: Manca un qualunque accenno al

concepimento e alla nascita verginali, o comunque a un qualche evento eccezionale che segni la venuta al mondo di colui che Paolo indica peraltro come il Figlio di Dio Il metodo di analisi della coppia Augias-Vannini
appare conforme allintenzione di dimostrare, attraverso lanalisi delle Sacre Scritture che Maria era totalmente donna e Cristo totalmente uomo ( a questo punto le scritture non sarebbero pi Sacre per ovvie

ragioni) e per far questo frammentano le stesse, spezzando la visione dinsieme della realt cristologica. In tema di evento eccezionale San Paolo ha scritto e come!! Leggiamo, giusto per fare qualche esempio, 1Cor 8,6. Per noi c n solo Dio, il Padre, dal quel tutto procede e noi siamo per lui; e un solo Signore Ges Cristo, in virt del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui Qui sottintesa la divinit di Ges grazie al quale esistono tutte le cose; il Logos di Giovanni; altro esempio nella Lettera ai Filippesi Fp 2, 6-8 . Il quale, pur essendo di natura divina, non consider un tesoro geloso la sua eguaglianza a Dio, ma spogli se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umili se stesso facendosi obbediente fino alla morte a e alla morte di croce Ecco levento eccezionale che a Vannini e ad Augias mancava!!! Qui Paolo non dice nato, ma apparso e se le parole hanno un senso, lo stesso senso che Vannini d a nato da donna dovrebbe soffermarsi sulla parola apparso con la stessa metodologia. Forse scoprirebbe come il parto verginale di Maria abbia veramente qualcosa di sovrannaturale. E il lasciare in ombra la figura di Giuseppe ha un senso se ricordiamo che San Paolo stato evangelizzato direttamente da Cristo e da Cristo ha ricevuto la sua missione. Appare insidiosa la riflessione che Augias espone pag 79: Se capisco

bene, lAnnunciazione ha dunque, per Luca, un significato essenzialmente simbolico e Vannini aggiunge: Simbolico e, ripeto, teologico. Ora
occorre riflettere sul significato di teologia, cosa la teologia e cosa espone la stessa. Se per teologia intendiamo la scienza delle supposizioni su Dio e sulla sua azione salvifica, allora la materia la possiamo comparare alla fantascienza; se invece pensiamo che teologia sia la scienza che rivela lazione di Dio, la concretezza delle sue azioni ecc. allora parliamo di cose concrete e quindi, nulla hanno di simbolico. Questo quello che penso io in virt della fede e della certezza che Cristo risorto; in virt della certezza espressa da San Paolo di cui

Luca stato discepolo e che quindi, per tornare ad Augias, non pu aver inteso nulla di simbolico nel messaggio della salvezza. Nella lettera ai Filippesi 2, 9 san Paolo scrive: Per questo Dio lha esaltato e gli ha dato il nome che al di sopra di ogni altro nome; perch nel nome di Ges Cristo ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclami che Ges Cristo il Signore Ecco questa la teologia che appartiene al cristiano. Cosa sostanziale e non simbolica. Per quanto riguarda il simbolismo, eventualmente, questo va ricercato nel Vecchio Testamento poich gli eventi narrati sono avvenuti in funzione della venuta di Cristo e ad egli essi richiamano e non perch simbolici sono da considerarsi non avvenuti, ma perch il percorso del messaggio della Salvezza ha avuto un suo inizio in Abramo e il suo termine lo ha avuto in Cristo: un percorso che ha avuto linguaggio diverso, ma dettato da una mente unica, quella di Dio per cui improntata e legata alla futura Rivelazione. Quello che abbiamo detto vale anche per il seguito dei discorsi affrontati dai due.

RIFLESSIONI SUL CAPITOLO QUINTO IL MISTERIOSO GIOVANNI pag 82 Se chi legge non ha ancora capito che Augias un non credente che vuole demolire le Sacre Scritture per renderle solo Scritture, nellinizio di questo capitolo ne avr la prova. Infatti ecco come comincia pag 82:

Dobbiamo affrontare il testo sublime ( chiss cosa intende per sublime


N.d.R.) e complicato del quarto vangelo detto di Giovanni. E molto diverso

dai tre che lo precedono. Gi in Marco, Matteo e Luca i riferimenti e gli episodi hanno pi un valore allegorico che non storico o biografico
Queste affermazioni sono pane per i suoi lettori preferiti: i beoni! Quindi per Augias i tre vangeli sinottici sono essenzialmente allegorici . Quindi Cristo solo unallegoria del bene che vuole vincere sul male. E il vangelo di Giovanni addirittura molto pi che allegorico, a nzi, In Giovanni

questo allontanamento dai fatti concreti di cui tessuta ogni esistenza, compresa quella di Ges, diventa pressoch totale continua Augias: che non possa, anzi debba, essere letto in chiave metaforica o simbolica. Altro che bottiglie vuote. Insomma la Parola di Dio pura allegoria: un
trattato di simbologia fantacristiana!! Ma Vannini non ci casca, forse perch comprende che Augias lo vuole, forse, far cadere nella trappola. E cos risponde- pag 83- a questa osservazione: Come nei tre sinottici,

dicevo, anche nel quarto vangelo sono presenti dei particolari che fanno capire come lautore, chiunque sia stato, era a conoscenza di fatti precisi della vita di Ges. Ad esempio, nel capitolo primo, parlando della chiamata dei due primi discepoli, levangelista dice: Era circa lora decima (cio verso le quattro del pomeriggio). Una notazione che non ha nessun senso ai fini del racconto e che si giustifica solo in forza di un ricordo personale, o comunque di una testimonianza diretta Ecco, Augias ha il suo
ben servito: il Vangelo di Giovani presenta ambientazione storica e temporale! Altro che allontanamento dai fatti concreti. Vannini continua con il realismo conoscitivo della materia: Questo un po il problema

tenere presente che si tratta di documenti teologici e storici insieme


In poche parole, sono fatti narrati realmente accaduti e che hanno valore teologico nellottica della salvezza. E questo incedere non si discosta dalla nostra realt terrena, in cui fatti storici hanno anche valore politico in funzione degli obiettivi che i protagonisti si pongono. Qualsiasi evento ha sempre pi di un significato. E questo forse strano? Fa sorridere Augias quando sottolinea: Questa sua osservazione

introduce un tema importantissimo, la differenza tra la fede percepita dai semplici e quella elaborata dai sapienti Fa sorridere, perch la
fede dei semplici che ha maggiore successo, mentre quella dei sapienti spesso arriva nella perdita della stessa. Infatti, guarda caso San Paolo ricorda Isaia 29, 14 nella prima lettera ai Corinzi 1,19: Distrugger la sapienza dei sapienti e annuller lintelligenza degli intelligenti . Ma anche Augias a far sorridere per gli sfondoni che dice!! Faccio un passo indietro a proposito pag 82 per evidenziarne uno nell osservazione fatta: Questo pone agli esegeti parecchi problemi interpretativi, apre la

strada a differenti modi di intendere la narrazione, nel nostro caso rischia di allontanare il lettore non specialista dal fascino del racconto .
Cari cristiani, se non siete degli specialisti, degli esegeti non avete speranza di comprendere il Vangelo di Giovanni!! Dio purtroppo ci ha donato la fede ma non la specializzazione!! Comunque, per coerenza, continuo a chiedermi cosa intende Augias per fascino del racconto, se il valore che attribuisce ad esso allegorico, lontano dai fatti, quindi un romanzetto di fantascienza teologico-cristiana. Bah! La lettura procede secondo un incedere di supposizioni che nulla hanno a che vedere con la fede cristiana quanto, piuttosto, con il metodo scientifico che pesa, soppesa, analizza, sminuzza, trita e alla fine il risultato non pu essere che un banale pugno di mosche. Ma tra le righe si nasconde sempre il tarlo che vorrebbe minare la fede del lettore poco accorto. Infatti, il solito Augias, in maniera quasi luciferina direi, afferma che pag 86 -: Gli uomini che si ritengono investiti da una grande

missione -religiosa, ma anche sociale e politica- da arrivare a trascurare i rapporti affettivi anche con i familiari pi stretti riferendosi al fatto
che nelle Nozze di Cana, -Gv2,3-4, Ges si rivolge alla madre, che gli chiese di intervenire, perch il vino era finito, con un Che c tra me e te donna? Ma Cristo non appartiene agli esseri umani che hanno missioni da compiere per salvare un lembo della storia e del tempo; Ges Dio e la sua missione salvare tutta lumanit, presente e futura. Infatti Augias non prende in esame le parole di Giovanni che Vannini ha riportato, ossia che Ges-Logos Dio, perch resterebbe muto se le accettasse. Allora meglio aizzare il polverone. E Augias lo fa, continuando sulla strada bianca, quella non asfaltata e la polvere continua ad alzarsi. A pag 90, egli dice: Qui Maria, stando alla

lettera del testo, dimostra il grandioso amore materno capace di superare le bizzarrie, gli sgarbi di suo figlio
Sinceramente, possiamo veramente credere che Ges fosse capace di essere sgarbato con la madre? O addirittura additarlo per atteggiamenti bizzarri? Solo i patacconi possono crederlo, poich ad Augias sfugge e, credo, in malafede, la visione totale della missione di Cristo in funzione del messaggio della Salvezza. Io sono venuto a fare la volont del Padre mio E in fatto di simbologia, si insiste, che Maria simboleggia la nuova alleanza, occorre ribaltare il concetto: in realt lArca dellalleanza che simbolo di Maria; con Maria si ha la concretizzazione ultima della vera alleanza, preconizzata con il simbolo dellArca, dentro la quale la Legge scritta sulla pietra, simbolo della Legge scritta nel cuore. Ma da sempre! I cuori e la coscienza, come sappiamo agivano gi al tempo della Legge scritta sulla pietra. Con Ges e Maria si ha la rivelazione del mistero nascosto da secoli, come scriver San Paolo, ossia che la Legge Dio lha scritta da sempre nei cuori delluomo, poich da sempre luomo figlio di Dio. Ma essendo duri di cuore, gli israeliti, come rimprover loro Mos, fu necessario usare simboli per arrivare gradualmente alla Verit-Cristo.

Occorre tenere a mente questo per non fraintendere quando si dice che alcuni passi del vangelo di Giovanni simboleggiano. Caso mai essi rivelano la realt simbolica di eventi del Vecchio Testamento. Gli interventi di Vannini stimolati dalle riflessioni di Augias proseguono sul retto modo di porsi anche se il simboleggiare rispecchia un modo di vedere rovesciato.

RIFLESSIONI SUL SESTO CAPITOLO LA BAMBINA MARIA pag 93 Per ragionare sullinfanzia di Maria, Augias non trova meglio, come al solito, che consultare dei testi apocrifi come fossero vangelo, nel senso attendibili. Abbiamo gi detto in merito agli apocrifi e non torniamo sulargomento. Di questo capitolo vorrei soffermarmi invece sulle parole di Augias a pag 101, che cos si esprime: il mito di Maria stato

costruito proprio per venire incontro a questo bisogno di umana dolcezza, di fiducia, di abbandono nella consolazione di un grembo materno Ecco,
Maria, la Madre di Dio diventato un mito (talaltro il sottotitolo dellopera) e come i miti confinano, ovviamente, con il territorio della leggenda. Il vocabolario Oli-Devoto d della parola MITO una definizione precisa: Fatto esemplarmente idealizzato in corrispondenza di una carica di eccezionale o diffusa partecipazione fantastica o religiosa Quanto capace di polarizzare le aspirazioni di una comunit o di unepoca elevandosi a simbolo privilegiato e trascendente. Esempio: il mito di Napoleone. Maria Madre di Dio un mito? O la figura che, legata a Cristo, introduce concretamente nellumanit la reale possibilit di riscatto delluomo, donandogli la possibilit di riscoprirsi nella sua vera natura, quella di Figlio di Dio, per il quale la morte non fu pensata?

EVA, lARCA e MARIA sono le tre chiavi di lettura per comprendere il messaggio della salvezza. Eva, donna spirituale per mezzo della quale luomo conobbe la separazione da Dio, dividendo cos lo spirito dal corpo e con questa divisione conobbe il bene e il male: Gn 3,7 Allora gli si aprirono gli occhi e si accorsero di essere nudi ; lArca dellalleanza, linizio del cammino a ritroso per riconquistare larmonia creativa e costituzionale delluomo mediante lubbidienza alla Legge di pietra. Il primo passo della riconciliazione dei figli di Eva e di Adamo, ossia dei figli delluomo; Maria, donna piena di grazia a cui lo spirito d la pienezza della sua femminilit pensata ab inizio da Dio. Cristo, nato da Vergine e Immacolata, immune al peccato, la donna che non coglie il frutto della separazione, ma che schiaccia sotto il suo calcagno la causa della separazione da Dio, il serpente-satana, attraverso il quale, Cristo, con la sua resurrezione ha riconquistato il corpo a Dio, mettendo luomo nella condizione di riacquistare la sua dignit primordiale di Figlio di Dio, passando attraverso la conversione del cuore. Ecco il rapporto tra queste tre donne, di cui lArca dellalleanza la donna-simbolo. Qui non c il mito, ma la realizzazione di un processo di riconquista della natura umana nel pieno rispetto del progetto iniziale della creazione. E questa graduale riconquista a segnare il passo alla e della storia, allevoluzione intellettiva dellessere umano. A pag 102, Vannini ricorda Flavio Giuseppe, ebreo romanizzato, che riporta alcune nozioni legate alla figura della donna in seno alla Legge veterotestamentaria: La donna, dice la Legge, inferiore alluomo in

tutte le cose. Cos essa deve ubbidire, non per essere costretta, ma per essere comandata, perch alluomo che Dio ha dato potere Credo, a
questo punto, che si capisca benissimo, dopo quanto detto sul rapporto tra le tre figure femminili, come arcaica sia la Legge di pietra che dispone la

gerarchia della donna in seno alla societ ebraica; si comprende che una transizione legata ad una fase intermedia tramontata per sempre e che la figura vera in seno alla Legge del cuore, sia Maria, carne viva e vivo spirito. E i due saranno una carne sola Parit quindi assoluta tra uomo e donna. Il resto del capitolo si disperde tra i mille aspetti di cultura antica che si racconta da s chiaramente.

RIFLESSIONI SUL SETTIMO CAPITOLO UNO SPOSO PER MARIA pag 105

Il discorso qui si fa descrittivo degli usi e costumi in tema di matrimonio nella societ contemporanea a Maria e Giuseppe. Quello su cui vale soffermarci la definizione che levangelista Matteo d di Giuseppe, Mt 1, 19: Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla come ricorda Vannini pag 106 - legando questi versi al concetto di adulterio che si aveva allora e alle conseguenze che ne scaturivano secondo i dettami della Legge: esporre allinfamia e alla lapidazione la donna adultera. Ora, se uno sposo si accorge che la moglie incinta di un altro uomo e pu ripudiarla, poich la Legge mosaica che lo dice, e osservare questa norma, giocoforza pensare che renda il marito osservante della Legge stessa, quindi un buon seguace della religione ebraica. Almeno in questo frangente. Ora, se Giuseppe non osserv questa pratica legale, ovviamente disubbid alla Legge, eppure levangelista dice di lui che era un giusto. Viene spontaneo domandarsi allora se coloro che osservavano la

Legge in questo frangente fossero ingiusti. Osservanti ma ingiusti. Pu una Legge spingere un uomo che la osserva ad essere considerato ingiusto? No di certo! Allora, perch Giuseppe fu un giusto? Perch egli comprese che Maria era innocente pur nella sostanzialit del fatto; perch aveva compreso che la giovinetta non era una donna concupiscente, facile alle passioni. Essendo piena di Grazia aveva riempito il cuore di Giuseppe che, sebbene, disorientato, non capiva, ma sicuramente ebbe la sensazione che qualcosa di poco chiaro, ma non peccaminoso, ci dovesse essere e per questo decise di non obbedire alla Legge mosaica. Giuseppe fu quindi un non osservante, un disubbidiente, ma giusto. Egli incarn i primi sintomi di una Legge superiore, quella scritta nel cuore e per questo fu il padre putativo di Cristo che rivel il mistero taciuto per secoli eterni Rm 16, 25, ossia che la vera Legge era scritta, da sempre, nei cuori e non nella pietra. Mos, quando istitu la lapidazione per le adultere lo fece, fu quasi costretto, perch riconobbe la durezza di cuore del suo popolo. Langelo riveler a Giuseppe il mistero di quella gravidanza. A pag 108, Vannini, richiama il passo evangelico di Giovanni 8, 3-11, quello che parla della donna adultera che rischia di essere lapidata, ebbene, mi riallaccio a tale passo non tanto per ribadire cosa accadeva ad una donna adultera in quei tempi ( attualmente accade nel mondo mussulmano), ma per richiamare alla mente, la riflessione fatta al capitolo precedente sulla tesi augiassiana che vedeva un Ges sgarbato, rivolgersi alla Madre col termine di donna. Ebbene in questo passo, Ges, dopo aver disperso la folla con la famosa frase Chi senza peccato scagli la prima pietra, si rivolge alladultera con Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ecco dunque che il termine donna assume un senso molto ampio che non il distacco a cui Augias si riferiva nellepisodio delle Nozze di Cana; il termine donna sembrerebbe assumere il significato di un riconoscimento pieno della personalit del soggetto.

Ma andiamo oltre. Il dialogo tra i due prosegue con il solito riferimento agli apocrifi che per Augias darebbero molte risposte. Ma che valore hanno queste risposte se la Chiesa non riconosce a questi vangeli che un valore culturale? Un valore legato a scrittori dei primi secoli, interessante, ma non fondamentale ai fini della fede e non teologico? Inutile quindi parlarne se non per fare chiacchiere salottiere o, come si capisce leggendo, per riempire di argomenti il libro e che non hanno nulla a che vedere con la figura di Maria. Addirittura Augias chiama in causa un autore, tale Ernest Renan, che ha scritto un opera dal titolo Vita di Ges e che scrivendo, riferisce Augias pag 113 - come Ges non fece miracoli nel paese in cui abitava, Mt 13-53, perch, riferisce: vi si conosceva troppo la sua famiglia, che godeva cos poca considerazione, tanto da rendere meno credibile la sua autorit. Degno compare di Augias questo Renan, se afferma tali cose. E vero, Ges non fece miracoli per la loro incredulit, ma se Dio libert, come pu forzare la volont di coloro che non credono a lui? Ges non fece miracoli, perch coloro che lo conoscevano e conoscevano la sua famiglia non chiesero nulla. Inoltre come pu Renan affermare che la famiglia di Nazareth, la Sacra Famiglia, fosse tenuta in scarsa considerazione? Non se ne ha traccia nel Vangelo di Matteo e tanto meno nei versetti richiamati. Controllate. Il capitolo continua richiamando apocrifi e altre opere interpretative di questo o quellautore che esulano dalle Sacre Scritture. A noi interessa laderenza logica alle Scritture e il punto fermo: o si accettano in toto mediante una visone allargata o si rifiutano in toto. Non possono esserci parti logiche e parti illogiche.

RIFLESSIONI SULLOTTAVO CAPITOLO La nascita di Ges pag 119 Lesordio che Augias fa in questo capitolo, colora di non senso la sua analisi. Egli dice- pag 119: Abbiamo detto, e qui opportuno ripetere,

che Maria anche una donna come milioni di altre A Lourdes e a Fatima,
tanto per fare un esempio chi apparso, La sora Lella? La comare della socera? Come direbbe Tot: Ma ci faccia il piacere! Ma guarda caso, Augias continua a ignorare sostanzialmente le Sacre Scritture per rivolgersi a, testuali parole: Infatti, a parte i pochi testi ufficiali,

disponiamo di una ingente mole di tradizioni, scritti o tramandati oralmente, che raccontano queste sue prerogative. Abbondano anche fonti letterarie, alcune chiaramente sacre, altre di tipo pi narrativo, alcune provenienti dalla tradizione cristiana, altre da differenti culture religiose. Se fosse per me, il discorso si chiuderebbe qui. Come si pu
dare retta a tutto questo armamentario letterario su Maria che non fatto che ti tesi, ipotesi, tradizioni ecc. che nulla hanno a che fare con i

pochi testi ufficiali, come dice Augias, ma che sono i soli che la Chiesa
riconosce? Ma come direbbe Tot a proposito di Pasquale: Voglio proprio vedere come va a finire. Infatti Augias stesso riconosce a pag 125, che su certi argomenti: Non

so se il caso di addentrarsi ulteriormente in questo vero e proprio ginepraio, le fonti sono sterminate e contraddittorie. Per, al contempo,
si serve di varie fonti sterminate e contraddittorie per sostenere le sue tesi. Questa di per se stessa una grande contraddizione metodologica. E ne abbiamo subito un esempio da Vannini che, forse risente di una leggera contaminazione augiassiana, chiama in causa lo Pseudo Vangelo di Matteo, un apocrifo, che narra come dalla grotta in cui la sacra famiglia si sarebbe dovuta riposare, uscissero dei draghi. Ma- Pag 126.: Ges

scese dal grembo di sua madre e si mise dritto in piedi davanti a i draghi:

essi si misero ad adorare Ges. Ma di cosa stiamo parlando? Vi pare una


analisi scientifica quella che i due stanno facendo? Ma, imperterriti, vanno avanti citando i miracoli dello Pseudo Vangelo, che Ges compie. Ma a chi giova? Sicuramente ai creduloni che poco avevano, in origine, del monachesimo spirituale come lo intendiamo noi oggi, ma molto di superstizione o di una conoscenza teologica molto approssimativa contaminata da culture tribali locali. Il discorso prosegue richiamando il Corano, il libro sacro dellIslam, in cui Maria sar Madre di Al Masih Isa Ibn Mariam, ossia Il Messia Ges Figlio di Maria. Ma qui, sappiamo, non viene considerato Figlio di Dio, ma solo un profeta e per di pi senza padre. Cosa dire di questo racconto coranico che tiene di gran conto la figura della Vergine Maria, ma che non riconosce Ges come il Cristo Figlio di Dio, il Dio incarnato e fatto uomo? Mi vengono in mente le parole scritte da San Paolo Se anche venisse un angelo a darvi un vangelo diverso da quello che io vi ho dato, sia maledetto. Ebbene, il Corano fu consegnato a Maometto da un angelo. Non aggiungo altro.

RIFLESSIONI SUL NONO CAPITOLO Il transito pag131

Questo capitolo, affrontando il tema dellassunzione di Maria in cielo, si sgonfia su se stesso dal momento che prende di petto largomento con gli immancabili testi apocrifi e usando tradizioni, leggende, ipotesi per spiegare levento. Un argomento concreto, nel senso dellopera di demolizione della figura della Madre di Dio, lo fornisce Vannini pag 133 citando: Perch il mito e il culto progressivamente costruiti attorno

alla figura di Maria posero, tra gli altri problemi, quello di come farla

morire. Ancora una volta si suppone che personaggi della Chiesa


Cattolico-cristiana si siano passate, nei secoli, le consegne su come trovare il giusto modo per creare una favola da dare in pasto a superstiziosi creduloni. E questa soluzione fu determinata definitivamente nel 1950 con il Dogma dellAssunzione in cielo. Per, si ricorda, gi presente fin dal 453- pag 134- a Gerusalemme, una Festa dellAssunzione, come riferisce lo stesso Vannini. Quindi non si comprendono le sue parole quando parla di un culto costruito progressivamente e di come farla morire. Il Concilio Ecumenico Vaticano II, nella sua Lumen Gentium, ribadisce lAssunzione in cielo di Maria, come modello della resurrezione a cui destinata lumanit credente. E la riconquista di quella parte separata dal peccato originale: il corpo. In poche parole, questo capitolo risponde a nulla.

RIFLESSIONE SUL DECIMO CAPITOLO Il culto pag 143 Augias riporta allattenzione un apocrifo per dire che Maria era la ricca

figlia di Gioacchino e Anna pag 144- passando da serva umile dei


Vangeli canonici; ma questo cosa centra con il culto? Evidenzia per come la presenza della Madonna, nella storia, si sia adeguata ai tempi, evolvendosi e trasformandosi per mezzo di scrittori che avevano intenti narrativi: la spiritualit da sempre condizionata dalla cultura del tempo, ma il tempo non condiziona la concreta realt spirituale della Madre di Dio che rimane tale e quale nel corso dei secoli; e questo non che la scoperta dellacqua calda. Quello che sconcerta la minimizzazione che lo stesso Augias fa della Madonna, affermando: Questa mutevolezza la

prova pi forte della necessit della sua presenza. Ribadisce, credo, le

affermazioni che avevo anticipato, aprendo il dialogo, quando ho sottolineato il bisogno di una figura come la sua in una religione ( e in una Chiesa) dove la presenza maschile prevalente. In poche parole, il culto
sarebbe sorto per una reazione al maschilismo. Questa concezione rafforza sempre pi lidea che Augias, sembra, sia fornito di un bagaglio teologico molto, ma molto infantile. D'altronde scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica che lignoranza delle Sacre Scritture ignoranza di Cristo. E a far eco a queste parole sono le parole del predicatore francese Maurice Zundel (1897-1975) che ricord la posizione della Chiesa che in tema di culto mariano, esso rigorosamente cristocentrico. Il centro del culto mariano Cristo!! La bolla Ineffabilis Deus afferma proprio questo: Sublimiori modo

redemptam: essa (Maria) nata da Ges prima che egli nascesse da


Lei: Questo il fondamento della Theotokos o Madre di Dio: Madre e figlia di Dio-Cristo. Ora avendo a mente il fondamento cristiano-cattolico, ma anche ortodosso, possiamo meglio apprezzare la qualit delle riflessioni della coppia Augias-Vannini. Al di l delle citazioni che rapportano Eva a Maria, la prima donna e lultima in seno al cammino della Rivelazione, si nota c ome la riflessione di Augias arriva ad un livello organico fisiologico, denunciando come egli stesso sia contaminato dai pregiudizi. A pag 146 leggiamo di Augias: ...i

mitici progenitori erano entrambi vergini. Di necessit, intendo, perch essendoci solo loro due, sempre secondo il racconto biblico, se Eva era Vergine non poteva non esserlo Adamo.
La nota nr 1della Bibbia di Gerusalemme, Genesi, a proposito della creazione, ci ricorda quanto segue: Questa racconto della creazione, attribuito alla fonte sacerdotale, pi astratto e teologico del seguente (racconto N.d.r.), vuole dare una classificazione logica ed esauriente degli esseri Gli esseri vengono allesistenza per lappello di Dio, secondo un ordine crescente di dignit, fino alluomo Ecco, i

significati sono ben altri che non la preoccupazione della presenza di unimene intatto in Eva!! Ma Augias costruisce le sue tesi per uno scopo ben preciso e, quindi, il tacere sui significati pi ampi, fa parte dei suoi obiettivi. Cos come artatamente semplicistica lanalisi che Augias fa della posizione di SantAgostino sullatto sessuale in rapporto al peccato originale. Augias non fa riferimento alla posizione di San Paolo su questo argomento. Il discorso poi si ampia su elementi storici e sui comportamenti umani di personaggi storici che pi o meno, letteralmente, hanno tradotto certi passi biblici e su pareri che nulla centrano con la reale posizione della Chiesa su Maria. C una affermazione fuorviante e grave di Vannini pag 150- che dice: Nel mondo cattolico la tradizione ha unimportanza pari a quella della

Scrittura Roba da matti!! Un conto dire che la manifestazione di


affetto a figure religiosi che si attuano con le processioni sono presenti nella Chiesa, un conto dire che le stesse valgono come il Vangelo. Ma se Vannini intellettualmente onesto, cosa che io credo, dovr pur ammettere che le tradizioni in duemila anni in seno alla Chiesa sono cambiate: quello che si faceva nel seicento o nellottocento, tanto per fare un esempio, ora non si fa pi. Basti pensare alle numerose Confraternite che esistevano prima che Napoleone le abolisse del tutto per imperio; mentre le Sacre Scritture sono sempre rimaste al centro della fede. Si coglie, in Vannini, unaltra, a mio parere, contraddizione in quel che segue: a pag 150 leggiamo che il Culto a Maria viene a partire dal 440 , poich prima, i cristiani del tempo, dedicavano la loro attenzione cultuale ai martiri, poi, nella pagina seguente si legge: A Nazareth, nel

sottosuolo della Basilica dellAnnunciazione, sorta nel luogo dove una ininterrotta tradizione orale ( si badi bene: ha detto ininterrotta) indicava il luogo della visita dellangelo, scavi contemporanei ( dal 1955)

hanno portato alla luce una chiesa giudeo-cristiana, luogo del culto mariano (si badi bene: culto mariano N.d.R.), nonch graffiti del II-III secolo. In una di queste scritte si legge, in lettere greche il saluto dellangelo Chaire Mari, Ave Maria. In un altro una pellegrina scrive sullintonaco ( come fanno oggi i turisti su certi monumenti N.d.r.) il nome suo e dei parenti, testimoniando di aver compiuto riti di devozione: Prostrata sotto il santo luogo di Maria, subito scrissi l i nomi, ornai il simulacro di lei Quindi vero che il culto spontaneo dei pellegrini
nato da subito e forse quello ufficiale della Chiesa dal V secolo. Questo non pu che evidenziare un atto di amore esercitato nei confronti della Madre di Dio e non, come citato da Augias allinizio, una necessit costruita per controbilanciare la presenza maschile nella Chiesa. Vedete cari lettori, in generale, quando gli arroganti considerano gli altri ignoranti, lasciano lungo il loro cammino una scia di errori tali che, leggendoli uno per uno, ci si rende conto della prosopopea, a mio parere, in tema di presunzione. Vannini, per smarcarsi da Augias ricorda un papiro egiziano della fine del III secolo in cui si riconosce la Verginit di Maria e il suo ruolo di Madre di Dio, ben prima che il concilio di Efeso (V secolo) riconoscesse ufficialmente questo ruolo. Questo sarebbe di per s stesso sufficiente a terminare qui il discorso. Ma Augias non demorde, egli deve demolire la Verginit di Maria e rafforzare il concetto di mito della stessa; non importa se il papiro egiziano citato pocanzi riporta anche questa preghiera: Nella necessit

non respingere le nostre suppliche, ma liberaci nel pericolo, tu solo casta, tu solo benedetta., perch dice pag 151 Sul culto della verginit come abbiamo visto c uninsistenza che fa capire quanto e quando a lungo lillibatezza sia stata considerata importante attribuendo alle genti del
III secolo una mentalit da siciliano anni 50 o da mussulmano integralista dei nostri tempi - che vuole la donna vergine e poi violenta le donne degli

infedeli - trascurando del tutto laspetto spirituale del ruolo della Madre di Dio, genitrice di Cristo (generato non creato). Ad Augias laspetto spirituale non importa, importa conoscere le circostanze concettuali che gravitano attorno allimene. Continua poi citando unepistola di un certo Tito che parla della figlia di Pietro Noi conosciamo, perch contenuta nella Bibbia, solo la Lettera a Tito, scritta da San Paolo, ma una Lettera di Tito no. Ancora una volta Augias, incapace, volutamente incapace, di affrontare largomento con la sola Bibbia in mano, si rivolge agli apocrifi: in parole povere, vuole risolvere il tutto con il nulla. E per quanto riguarda losservazione a pag 152 dello stesso, cito le parole scritte che si riferiscono alla lettera di Tito: dice chiaramente quale fosse importanza addirittura ossessiva

della castit preso i primi cristiani. questa stimola due riflessioni:


la prima: ma che storico Augias se non tiene conto di come la societ romana ( e per societ romana intendo quella del mondo di allora, tutto intero, poich i Romani avevano romanizzato tutto il mondo di allora) avesse costumi cos liberi al punto tale che ladulterio, se esercitato per puro divertimento era ammesso, come era ammessa lomosessualit sfrenata e i riti orgiastici?; La seconda riflessione: un cristiano di allora, essendosi convertito alla realt spirituale secondo i dettami della Rivelazione, cosa avrebbe dovuto fare se non difendere linnocenza, intesa cristianamente, dei propri figli e delle proprie mogli? Quella era ossessione? Ma non solo, per far apparire come le preoccupazioni teologiche nate attorno la figura di Maria, Madre di Dio, fossero di antica data, Augias chi cita? Cita Nestorio pag 152 che non fu altro che un eretico condannato some tale dal Concilio di Efeso!! La discussione tra i due continua e Vannini riporta Augias sui retti

binari, anche se laffermazione che Augias fa a pag 158, ribadisce la sua

contrariet alla fede mariana, scrive infatti: Il movimento di liberazione

della donna, compreso quello cattolico, rigetta limmagine della Vergine, quale risulta da certa letteratura devozionale (Marialis cultus); rifiuta limmagine materna, soprattutto respinge lideale irrealizzabile e frustrante di VergineMadre Beh, se il movimento di liberazione della
donna rifiuta la figura di Maria, cos come Augias ha scritto, io non lo so, ma so di certo che se vero che anche quello cattolico rifiuta questa immagine, allora quello non cattolico, ma un movimento che ha usurpato tale titolo!! Testimonianza, ancora una volta, lennesima, della volont di Augias di dare contro la figura di Maria, come Madre di Dio nella frase su riportata e messa in neretto, coinvolgento il mondo cattolico in antitesi alla posizione della Chiesa nel suo ruolo magistrale. Insomma, se passa la visione di una Chiesa divisa al suo interno a causa di verit telogiche, Augias ha vinto!! Sugli ignoranti per.

RIFLESSIONI SUL CAPITOLO UNDICI I dogmi pag 159

Augias esordisce con una serie di finizioni riguardo il significato di dogma facendo emergere il senso, il significato che dogma significa, semplicemente, che non si pu mettere in discussione la verit contemplata dal dogma, e che tale concetto pag 160 - risulti inaccettabile per chi crede che: debba farsi strada illuminando via via il

cammino

davanti

s,

sbagliando,

prendendo

sentieri

traversi,

ricominciando da capo se serve, conquistando a fatica alcune limitate certezze sempre con lobiettivo, la speranza, di trovarne di nuove.
Beh, ad essere sinceri, solo questa riflessione reca con s tutta una serie di riflessioni, diremmo esistenziali e private, di pertinenza legittima a

ciascun individuo, che rapportate al concetto di dogma rivelano la pi assoluta estraneit. Il cammino di ogni persona se costellato di errori o devianze di percorso, non pu certo definirsi illuminato, e la speranza di trovare soluzioni migliori ai propri problemi, secondo Augias, non corrisponde ad un cammino sicuro, ma piuttosto allavanzare, o indietreggiare, sperando di essere nella direzione giusta senza esserne consapevoli. Quindi, si evincono delle contraddizioni che sono tipiche dellesperienza individuale, ma al contempo si evidenzia anche come le esperienze individuali siano differenti le une e le altre, perch semplicemente individuali. Non esiste una verit trovata individualmente che possa essere verit per tutti. Il dogma assume quindi una valenza universalistica, un faro nella notte, dettata e basata sulla fede, nel nostro caso, in Ges Cristo che ha rivelato UNA SOLA VERITA valida per TUTTI gli uomini anche se vissuta individualmente. La funzione del dogma raccogliere sotto una unica Verit, Ges Cristo, tutto il genere umano attraverso il tempo, la storia passata, il presente e la storia che si scriver in futuro. Ma il dogma non sar mai un elemento frenante, poich la storia insegna che le vite dei cristiani, vissute in ambiti storici differentissimi e in ambiti culturali altrettanto differentissimi sono accomunati tra loro dallunico punto di vista: Ges Cristo. Sono le esperienze dei cristiani di sempre, riconosciuti o meno santi, che con la loro vita hanno testimoniato il pulsare della Verit dogmatica tramite il sangue e il sudore di unesistenza intelligente e anche intellettuale, in cui il dogma ha stimolato la sete di ricerca e di immedesimazione con la Verit universale. Quindi, quando Augias afferma pag 160- che: Due

modi opposti di affrontare le incognite della conoscenza: la ragione e il dogma; fondato questultimo su affermazioni apodittiche e senza prova, ipotesi trasformate in verit indiscutibili. Afferma una contraddizione
sostanziale e anti-intellettuale, poich esattamente lopposto: una pacata riflessione ci suggerisce che il dogma stimola la ragione!! Ne sono testimonianza la quantit enorme di opere che ci hanno lasciato i

grandi, nel nostro caso, del cristianesimo, che hanno penetrato il mistero dogmatico attraverso elucubrazioni che hanno costituito i pilastri del pensiero umano e non solo ecclesiastico. Basti pensare a SantAgostino e a San Tommaso con la sua Summa Teologica. Ma lo stesso San Paolo che ha svelato il senso concreto della Rivelazione. Il dogma stimola lintelletto!! Il dogma muto nei confronti degli scettici. Questultimi se sfidati dal concetto di dogma, per discuterne, finiscono per immergersi in pensieri contraddittori. Come Augias. Ma sicuramente non ordina, il dogma, il silenzio della ragione, come vorrebbe far intendere Augias. Seguendo la lettura pag 162 - viene tirato in ballo il filosofo tedesco Feuerbach, assertore della tesi che la religione elemento antropologico e come tale gli uomini, naturalmente, hanno inventato Dio per necessit esistenziali, mentre Vannini cita il Maestro Eckhart un religioso filosofo, teologo e mistico del XIII secolo e ne cita una frase Prego Dio che mi liberi da Dio. Prima di spiegare questa invocazione occorre dire che la frase esatta, estrapolata da una sua famosa predica, Prego Dio che vi liberi da dio Quindi, il secondo Dio con la minuscola e per una ragione fondamentale: questo dio non altro che la falsa immagine che abbiamo di Dio, del vero Dio, unimmagine fatta di elementi distorti del tipo Dio ti punir Dio ti mander allinferno che condizionano, hanno condizionato lumanit per molto tempo, cio oscurano la vera visione di Dio. Dio colui che ricorda Eckhart e come tale la ragione pu, immergendosi in esso, nel pensiero di esso, un pensiero infinito e che quindi, qualsiasi approccio se fatto con amore della conoscenza, sotto lala di Cristo e della Madre di Dio, Maria, in grado di generare gradualmente, nella mente, Dio stesso, perch Dio vive nel figlio, nellumanit. Come vedete il concetto assai pi profondo e quindi questo sorvolare della coppia su certi particolari e situazioni con nomi altisonanti, pu impressionare, ma il lettore pigro, che non ama approfondire e che prende tutto per oro colato.

Vannini prosegue nella sua riflessione sui dogmi e Augias aggiunge di suo un: Tutto

ci

per

pura speculazione filosofico-teologica, senza

fondamento nelle scritture


Ma vi pare possibile che la Chiesa abbia dogmatizzato la figura di Cristo e di Maria senza tener conto delle Sacre Scritture? Dobbiamo approfondire questa affermazione imbecille o dobbiamo ricordare i numerosissimi passi della Bibbia in cui appare chiaro che Cristo vero Dio e vero uomo e che Maria Madre di Dio? Un cristiano accorto sa che tale affermazione priva di fondamento, chi crede poco o non crede, dovrebbe confidare nella logica, asettica, da commissario che mette insieme le prove trovate sulla scena del crimine per capire come ha agito lassassino e chi , per arrivare a capire lassurdit augiassiana. In questo caso non serve la fede, ma lonest intellettuale. Vannini si smarca per, ma Augias, come direbbero a Roma: carintogna! ossia e insiste di nuovo con il dogma della Verginit di Maria. Per certi versi Augias ricorda Dario Fo, che infarc moltissimi dei suoi interventi da affabulatore con narrazioni sui papi, la Chiesa e il sesso, dando limpressione di essere un perseguitato da e di tali argomenti. E anche Vannini carintogna, in questo caso, poich rispuntano i soliti apocrifi a spiegare tutto. C una cosa che dovremmo domandarci. Ma perch le Sacre Scritture, per i due, non sarebbero affidabili, mentre gli apocrifi lo sarebbero? Visto che sono sempre citati? Strano eh? Continuando a leggere, si scopre come la noia cominci a sostituire linteresse per la lettura, insistendo sullassurdit della Verginit di Maria. Augias tra le altre cose dice pag 165 -: Linsistenza

sullintegrit dellimene a me sembra un residuo barbarico e nella pagina


seguente: Ripeto il mio punto di vista: farsi invadere dalla sessualit,

pensare con insistenza allattivit e al modo in cui la vita sessuale si esplica, mi sembra tipico di una societ repressa, prigioniera dei suoi tab Ma dal punto di vista della fede listinto dato da Dio, dunque,

perch ritenerlo offensivo o improprio? Cosa ci dicono queste parole? A


me fanno venire in mente quel buonismo ipocrita che vorrebbe la piena libert sessuale, ma poi esercitare la propria consistenza moralistica quando listinto spinge a stuprare, a azioni orgiastiche e pornografiche o pedofile che danneggiano la sfera privata. E esagerata la consecutio? Ragioniamoci sopra: chi deve stabilire le regole affinch listinto che

dato da Dio, ricorda Augias, debba essere ingabbiato? Nei confronti di


chi? Chi deve agire e nei confronti di chi? Listinto non ha intelletto proprio, anzi tende a dominare lintelletto; negli animali esercita pienamente il suo ruolo, negli uomini deve essere ingabbiato per tante ragioni. Allora chi ci dir quale modo sar il migliore per ingabbiarlo? La Legge degli uomini, che non fa la morale, ma impone le pene! Ovvio. Ma la Legge di Dio, ossia la legge dellamore universale basato sul rispetto della persona come essere spirituale e corporeo: Non fare agli altri ci che non vuoi sia fatto a te! pu ingabbiare listinto. La Legge degli uomini non si preoccupa dellimmoralit dellazione, ma i danni che lazione comporta. Listinto sessuale, quando prende il sopravvento sappiamo a cosa porta: Yuri Gambirale, come Santa Maria Goretti, vittima dellistinto sessuale quello che ci ha dato Dio. In poche parole, per comprendere il senso del discorso estremizziamone i parametri: da una parte lazione incontrollata delistinto con tutte le sue conseguenze; dallaltra la scelta verginale di un comportamento attuato per una scelta damore. In mezzo ai due comportamenti, gli alti e i bassi delle esperienze personali, a volte piacevoli a volte assai dolorose. Quindi, in questo senso, ecco che la Verginit vista come dono di Dio non pu essere considerata caratteristica di una societ repressa e piena di Tab ( che sono frutto della cultura di un tempo e di un periodo storico, e ogni periodo storico ha e avr i suoi tab che spesso nascono dalla mala interpretazione ), ma la presa di coscienza di una mente che vuole liberarsi dal dio eckhart iano per far germogliare nella sua mente e nel suo cuore il Dio vero colui

che , il Cristo-uomo, luomo nuovo, larchetipo adamitico pensato ab

inizio.
Giustamente Vannini pag 167 risponde ad Augias con queste parole:

Invece laffermazione della verginit di Maria si comprende nel suo pieno significato proprio in rapporto alla spiritualit umana. Ci che sfugge alla sua interpretazione, caro Augias, che il figlio nasce dal Padre in eterno (Gv 1,1) e da Maria nel tempo. Ma c un terzo fattore , una terza essenziale nascita che avviene in ogni istante, nel presente, ed quella del Logos nel cuore del credente; senza questa nascita le prime due non servono a nulla.
Queste parole sono sufficienti a pensare come Augias sia arrossito per limbarazzo quando gli stato fatto notare con garbo ci che sfugge

alla sua interpretazione.. che equivale in buona sostanza a dire: Lei un


ignorante in materia. Ma le pagine scritte non permettono di vedere i colori dei volti Ora Augias che dimostra di essere prigioniero di tab in tema di verginit, poich si sottrae ad argomentare la cosa per il verso giusto, ossia la fede e la mistica, paragonando questi due campi, allinterno di una corretta dialettica, come un gioco di prestigio Si affronta a pag 168, il tema della Maternit divina, ma questo passo ricalca gli eventi storici e la lotta alleresia nestoriana, quindi un dato di fatto inconfutabile. Ovviamente Augias critica che la decisione presa in seno al Concilio di Efeso nel V secolo, paragonandola ad una atto politico, volont imperiale. Senza prendere in considerazioni gli ambiti storici in cui atto politico e volont imperiale hanno significati spiegabili mettendo da parte le contaminazioni inevitabili della nostra cultura contemporanea. LImperatore era la massima autorit in campo sociale politico e religioso, capace di intendere e di volere e quindi aveva voce in capitolo cos come il papa ha voce in capitolo negli affari della Chiesa, ma non dello Stato, per esempio, italiano. E il Dogma della Maternit Divina, riconfermato a

Calcedonia qualche decennio dopo, coerente con quanto riportato dalle Sacre Scritture e non come afferm Augias qualche pagina pi addietro pag 162 Tutto ci per pura speculazione filosofico-teologica, senza

fondamento nelle Scritture. E sufficiente osservare una cosa semplice,


logica: se la divinit di Cristo, vero Dio e vero Uomo e la Verginit di Maria, Madre di Dio, non avessero fondamento nelle Sacre Scritture, ebbene, con queste, scusate il termine, potreste tranquillamente pulirvi il fondoschiena, perch non servirebbero a nulla e le potremmo sostituire con la Bhagavad Gita o con il mito di Gilgamesh, che servono altrettanto a nulla, ma giusto per cambiare tipo di lettura. Augias insiste e riprende- pag 170 il Battaglia, dizionario che d la sua definizione di dogma, ricordando che: come verit assoluta e

indiscutibile; opinione professata con esaltata convinzione o supina acquiescenza a unautorit, con rinuncia a ogni esame critico Abbiamo gi
ribadito come sia assolutamente falso che i dogmi della fede cattolica invitino alla rinuncia di ogni esame critico, poich le biblioteche di tutto il mondo sono piene di scritti di teologi, saggisti, santi ecc Ma oltretutto, in questa definizione del Battaglia, c una contraddizione fondamentale: infatti egli scrive opinione professata Ora se la lingua italiana ha un suo senso, la parola opinione non altro che un parere personale ( le riunioni di condominio sono un esempio di quante opinioni o pareri si danno su un solo argomento), e quindi o Battaglia avrebbe dovuto scrivere opinione professata e imposta da una autorit a tutti o dobbiamo credere che la sua definizione di dogma sia poco chiara, poich, a mio parere ( ecco unopinione) non pu riferirsi ad un dogma di na tura teologica, poich, la storia insegna che questi, i dogmi, non sono stati imposti di punto e in bianco, ma sono frutto di una lunga limatura, discussioni accese, protrattasi nei secoli in cui non ha agito una sola autorit, ma molte autorit papali, riunite sotto una sola ombra: la Chiesa di Cristo, coerentemente con le Sacre Scritture. I dogma sono Verit s

assolute, ma che si offrono alla discussione nel senso che invitano le coscienze a comprendere, con laiuto dello Spirito Santo ( non dimentichiamo che senza di esso, il nostro parlare vano) a far germogliare Dio dentro di noi. Le Sacre Scritture ribadiscono che verr il tempo in cui tutto verr svelato e che nulla sar nascosto e questo va inteso e in senso escatologico e in senso di sviluppo, di crescita spirituale personale. San Padre Pio la testimonianza diretta, ancora viva testimonianza, di cosa Dio pu fare in un uomo. E questultimo aspetto richiama la risposta che segue, di Vannini, il quale ribadisce una verit fondamentale: non esistono due realt separate, la soprannaturale e quella naturale; ambedue si compenetrano e in misura diversa per ognuno di noi animano la mente umana . Per questo la teologia va pensata in termini antropologici, poich luomo destinato ad riacquistare la sua vera natura, grazie alla Rivelazione e alla conversione, per cui la divinit pensata come un evento antropologico che agisce nel presente e agir nel futuro fino alla manifestazione dei figli di Dio come ci scrive San Paolo. Lo scetticismo di Augias raggiunge un valore molto alto, quasi una posizione di arroganza nei confronti di Vannini. A pag 170 leggiamo: E la

sua

interpretazione, professore, per

lappunto

mistica. Legittima

ovviamente. Giudicata con elaborazioni intellettuali, ma anche, diciamo, dalla elasticit dei riferimenti scritturali ai quali si pu far dire quasi qualsiasi cosa, basta scegliere i versetti giusti..
Beh, non quello che sta facendo Augias per dimostrare le proprie tesi? Spezzetta i concetti; dimentica la visione di insieme delle Sacre Scritture, attinge ai Vangeli apocrifi e fa riferimento a Bart Ehrmann, teologo protestante ( i protestanti non riconoscono la Verginit di Maria, anzi non attribuiscono a Maria il ruolo di Madre di Dio) si sceglie i versetti giusti e poi rimprovera il professore di interpretazione? Ecco, questa unaltra prova che Augias ha bisogno di lettori ignoranti , disattenti e beoni per prosperare con le sue tesi. Ma soprattutto sembra

non aver capito il concetto antropologico della teologia. Ges stesso disse: Chi vede me vede il Padre, per dire che Dio ha realmente creato luomo a sua immagine e somiglianza e che questa somiglianza si rivela nella bont e amore infinito che Cristo mostra fino allaccettazione della morte di croce; il suo perdonare e calarsi nella miseria umana che ha dimenticato la sua parte spirituale di Figlio di Dio; che ha compassione; che guarisce con il tocco delle mani; che scaccia il principe del male dal cuore; che mette a disposizione s stesso per dire alluomo: Io sono la Vita, la Via, la Verit. Io sono, appunto, il Dio-Logos. Augias poi cita Umberto Galimberti, filosofo e psicologo, nonch scrittore, e il suo libro La religione dal cielo vuoto, come se le opinioni e i contenuti espressi in questopera potessero rivelare chiss cosa. Sono opinioni e basta. Opinioni di un uomo tra i miliardi di uomini esistenti, Quello che conta lo dice anche Vannini pag171-: Per, le ripeto, quello

che conta la propria esperienza, che in questo caso soprattutto esperienza interiore Vero. La ricerca spirituale, la preghiera e la
meditazione sulle Sacre Scritture, dalle danno di vita altri, a esperienze ma non in personalissime, differenti esperienze

contraddizione tra esse, poich provengono dallo stesso anelito spirituale. Le pagine che seguono investono le dispute medievali su quello che secoli dopo sar il dogma dellImmacolata Concezione, ossia Maria nata senza peccato originale, Augias fa entrare nel discorso riferimenti che vorrebbero enfatizzare il dogma come bufala inventata per necessita

populi , Vannini dal suo canto si sforza di mantenere la discussione entro i


binari di una logica coerentemente teologica. Il Dogma verr proclamato l8 dicembre del 1854 ad opera di Pio IX, in un periodo di forti tensioni e che vedranno da l a pochi anni crollare lo Stato della Chiesa ad opera dei noti attori risorgimentali. Ma la proclamazione del dogma rappresent lultima tappa di un lungo viaggio di speculazioni e dibattiti teologici

sviluppatisi nella bufera dei pro e dei contro. Noi non siamo cos dotti da affrontare il discorso, ma poniamoci una semplice domanda, coerentemente con le Sacre Scritture: Se langelo annunciatore disse a Maria: Ave o piena di grazia non forse lecito pensare che se Maria fosse nata col peccato originale e quindi con tutte le conseguenze connesse, come legoismo, la vanit, i difetti, i particolari punti di vista caratteriali ecc. non sarebbe stata appellata in quel modo? S arebbe stata lo stesso PIENA di grazia? Io credo di no, poich la macchia del peccato originale avrebbe occupato una porzione dello spirito e del corpo di Maria rendendola umana al punto tale da poter essere una mistica magari, ma non in grado di generare la totalit del Cristo. Le mistiche sappiamo mostrano porzioni di divinit, quindi porzioni di Cristo in funzione del bene comune (i carismi e il corpo mistico ricordato da San Paolo) ma non la totalit del Cristo. Per quanto riguarda lAssunzione al Cielo anchesso argomento dibattuto a lungo nei secoli se Maria Madre di Dio, Arca dellalleanza, Tempio di Dio, Chiesa, come poteva marcire nella polvere, tanto pi che era Piena di Grazia? Sarebbe stata una contraddizione in termini di teologia fondamentale. Elia fu rapito dal Merkadesch, il carro di fuoco di Dio. Con lo spirito, nel mondo dello spirito natura ampliata in Dio- le leggi della natura - ambiente umano a noi noto - cos come le conosciamo non valgono pi. Ricordate San Padre Pio che, quando entrava in estasi (ci sono ancora testimoni viventi), si sollevava da terra?; San Giuseppe da Copertino (1603-1663), conosciuto come il santo che vola. La potenza di Dio infinita e stiamo ancora a discutere se Maria ascesa con il corpo in cielo.

RIFLESSIONI SIL DODICESIMO CAPITOLO La Grande Madre pag 183

Questo capitolo una rassegna di antropologia culturale da cui vengono estrapolate le figure ancestrali e pagane legate al culto della fertilit, della nascita e procreazione, riconducibili al culto della Dea Madre. Certo, innegabile che culture primitive prima e pagane poi, nel mondo classico e orientale, avessero nelle loro tradizioni questo culto che sparito!! Giustamente Vannini, a pag 194, conclude, incalzato da Augias che vorrebbe dal professore una ammissione che il Culto di Maria sia una trasposizione di quello antico e pagano, come: la somiglianza delle

forme non significa necessariamente identit di origine. Ovvero non si possono sempre spiegare manifestazioni analoghe o parallele deducendone una derivazione o influsso diretti delluna o dellaltra.
E ancora:

Contesto solo la tesi ( appoggiata da Augias N.d.r.) che il culto di Maria derivi unicamente da una trasposizione cristiana del culto pagano alle divinit femminili. Gli studi di liturgia comparativa tra il culto delle dee (fenicie, cananee, greche, egiziane, babilonesi, eccetera) e il culto cristiano di Maria mostrano la radicale diversit di questultimo rispetto ai precedenti.
E questa presa di posizione di Vannini chiarisce del tutto quale rapporto possa esistere tra il culto antropologico della Grande Madre e quello spirituale di Maria. Anche perch il richiamo della dea Kal pag 189 appare totalmente fuori luogo, direi irrispettoso il solo pensiero di avvicinare la figura di Maria a quella di Kal. Questultima infatti rappresenta la parte distruttiva del ciclo creativo della visione induista; ella chiamata la Nera e porta al collo una collana di teschi per indicare distruzione e morte. E il corrispettivo Jin nel ciclo del Tao. Il discorso continua chiamando in causa Jung e i suoi studi sul profondo che passa attraverso lanalisi delle simbologie e degli archetipi che

riposano nel nostro inconscio. Io non sono uno studioso n della psicanalisi junghiana n dellantropologia culturale, ma questo non conta, e vale per tutti, poich credo che Maria, a differenza delle figure femminili nelle altre realt, ormai storiche, sia una figura sempre presente, nel senso che sviluppa, nel rapporto tra cielo e terra, tra uomo e Dio, il senso del futuro legato alla salvezza in Cristo: Maria realt Cristocentrica, quindi rapportabile solo con la teologia e la rivelazione; nulla ha a che fare con tradizioni e comportamenti fortemente localizzati dal punto di vista culturale, poich la sua figura universale. Si conclude il discorso rispettando i dettami della discussione salottiera , anche se non si affronta nel senso giusto il concetto della verginit di Maria come premessa al concepimento di Cristo-Dio e quando riferita a modello per lumanit questo, il modello, non pu bloccare la maturazione del credente, come afferma Vannini a pag 200, poich la figura di Maria, per il credente rappresenta il motore potente della piet materna universale advocata nostra- che conduce a Cristo e quindi alimenta le speranze di credenti che vivono in questa valle di lacrime. E vero altres che alcune manifestazioni della fede possono apparire antichizzate da tradizioni che starebbero bene come soggetto di studi nel settore dellantropologia culturale (come la festa dei serpenti a Cucullo, piccolo centro, isolato nei secoli trascorsi e arroccato ad antiche tradizioni pagane, e per questo un unicum) ma quello che conta la disposizione dellanimo, lintimo grido di salvezza, di riscatto, di richiesta di giustizia, la disperazione delle persone che hanno abitato la Storia deluomo. La storia continua e con essa il grido di speranza in un mondo che la vuole uccidere, come fa Augias che cerca di demolire lafflato spirituale del credo cristiano nel cuore di coloro che hanno fede debole e scarso raziocinio dovuto alle differenze intellettuali e culturali limitate anche per le difficolt del vivere. Ecco perch ho premesso che la mia intenzione di affrontare questo argomento sarebbe stato scevro dal

bieco bigottismo, ma che avrei usato un metodo analitico e comparativo basato essenzialmente sulla coerenza scritturale e dottrinale. Quella a cui la mia cultura e il mio modo di ragionare mi permette. Escludo la fede per un attimo e faccio come farebbe il Commissario Montalbano quando porta avanti le sue indagini liberandosi dallinfausto pregiudizio e dei giudizi affrettati. Quindi anche questo capitolo si conclude con un nulla di fatto: le tesi di Augias non attecchiscono.

RIFLESSIONI SUL TREDICESIMO CAPITOLO Maria femminista- pag 202

E incredibile come Augias, nellintrodurre questo capitolo, si inventi teorie, basate su pareri personali, quindi, valide entro un raggio culturale di appena un paio di metri, per appiccicare alla figura di Maria anche una componente femminista di matrice sociale. Come se Maria fosse un puzzle in cui i pezzi sono stati costruiti man mano che lHomo religiosus sinventava nuove formule. A pag 202 scrive: Come abbiamo avuto

occasione di osservare (?), Maria era associata nei passati secoli della cristianit a unimmagine risoluta, di grande fermezza, vorrei dire virile se laggettivo non fosse infido. Con landare del tempo limmagine si come infiacchita, via via sostituita da una Maria molto diversa, vale a dire languida, rassegnatamente malinconica, confinante talvolta con la faciloneria e la credulit, direi femminile dando al termine il significato pi corrivo. Negli stessi ambienti cattolici pi avanzati ( e cosa vuol dire
pi avanzati? N.d.R.)

questa

trasformazione stata

giudicata

negativamente. Praticamente Augias ha preso lucciole per lanterne nel


senso che artatamente tende a sottolineare che Maria che si deforma,

eludendo il fatto che linterpretazione delluomo, nel corso dei secoli, che modificandosi, deformandosi sotto spinte culturali, ha dato e d della Madre di Dio. E bene sottolineare che Maria la stessa di sempre: Madre di Dio e Madre di tutta lumanit che si inchina a porgere ad essa il proprio figlio, il Salvatore, Cristo Ges. E la piena di grazia da sempre e cos sempre sar. Luomo si rivolge a lei con linguaggi differenti, condizionati dalla condizione personale quanto dal bacino culturale e storico in cui vive. E questo non pu essere oggetto di critica tale da scomodare gli ambienti pi avanzati in ambito cattolico. La preghiera e la devozione hanno aspetti corali, ma anche aspetti personali. Un inciso, questi ambienti pi avanzati che sono citati da Augias non sappiamo chi sono, sappiamo solo che stanno esprimendo pareri personali che non intaccano lazione di insegnamento della Chiesa. E di questi ambienti a noi non interessa. Si passa poi a discutere dellinsegnamento religioso nelle scuole, ma non nelluniversit, come in Germania, e siccome questo insegnamento affidato, per accordi fra Stato e Chiesa vedi pag 203 - alla Chiesa Cattolica, ovviamente questo non pu che essere visto, da Augias e Vannini, come un segno di immobilismo e di mancato progresso. Ma facciamo una piccola riflessione in merito chiedendoci: Ma che insegnamento sarebbe stato, quello della religione cristiana, se fosse stato impartito da persone come un Testimone di Geova o a uno che la pensa come Augias ? Che per lui, come ha scritto in Inchiesta su Ges oltre che praticare riti di negromanzia, Cristo , poi, finito nella tomba come tutti i mortali? Non vi sembra logico che la Chiesa vegli sullinsegnamento della religione cristiano-cattolica e sulla sua ortodossia? Appare quindi ben chiaro che si vuole portare il lettore a sostenere lidea che la religione possa essere insegnata da tutti , cristiani e non. E come dire che alla scuola del PCI, quando cerano i centri di formazione politica, linsegnamento potesse e dovesse venire

affidato, in grazia allidea democratica sulla libert di insegnamento, anche ad un Indro Montanelli buonanima e ad un Andreotti, buonanima pure lui! Ma ci faccia il piacere (Tot) Augias!! Ci faccia il piacere anche il professore Remo Cacitti, chiamato in causa da Augias. Il discorso va avanti sostenendo che la nuova Mariologia vuole portare Maria ad incarnare la lotta femminista; un uso ad personam quindi per rimodellare Maria. E quindi gi ancora con le grandi dee, le dee madri e le divinit femminile della fecondit. E poi ancora Engels, Fromm, Malinowski. Ma che cazzecca con la Theotokos? Qui siamo tornati alle figure totemiche che si arricchivano di simboli in base alla concezioni tribali di coloro che lo costruivano, ricavandolo, da un tronco di albero. Mi sembra un bel passo indietro da parte dei due. Augias fa notare pag 205- per sottolineare come la donna fosse considerata un oggetto, che il comandamento ( uno dei dieci) Es 20,17, disponeva Del tuo prossimo non desidererai la casa. La donna, la serva, il

bue senza fermarsi a riflettere che Dio parla del tuo prossimo ossia
di chi ti sta vicino e che i comandamenti, dal valore universale, erano dati ad un popolo che viveva in tende, popolo migratorio, in cui linvidia, il desiderio di possedere passava per la moglie, magari pi bella della propria,(non accade anche oggi?) di uno della trib (in senso di suddivisione del popolo ebraico) per andare a finire al bue, che dava sostentamento alla famiglia ( oggi non si rubano i camion e le auto che servono per lavorare?) Quindi dov la sottigliezza analitica di Augias? Non vi pare come sia leggermente tendenziosa richiamare la famiglia patriarcale ormai morta e seppellita? Quindi rispolverare la supremazia delluomo sulla donna, che pur vera in certe culture arretrate come la mussulmana integralista, non ha nulla a che vedere con Maria, la Piena di Grazia davanti alla quale gli uomini di tutti i tempi si inginocchiano e si anche inginocchiato Dio-Padre, tramite il suo Angelo chiedendo di ospitare nel suo grembo Cristo. Anche questo capitolo non porter a nulla. Sar inconcludente.

C un passo della lettura in cui Augias richiama un evento biblico che riguarda il Re Davide, leggiamo a pag 206: Il re David danza seminudo

con delle giovani davanti allArca dellAlleanza, probabile ricordo delle danze orgiastiche del matriarcato essendo lArca un chiaro simbolo del ventre materno Se facciamo attenzione a quello che scrive Augias,
quando vuole dimostrare qualcosa di specifico, cita la fonte; quando vuole nascondere qualcosa non cita la fonte, si mantiene sui generis. Andando a leggere sula Bibbia 2Sam 6, 14 e 6,20, ci rendiamo conto che il senso totalmente diverso da quello che Augias voleva far intendere al suo lettore. Infatti nei primi versetti citati leggiamo testualmente: Davide danzava con tutte le sue forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod e nei secondi versetti: Bellonore si fatto oggi il re di Israele a mostrarsi scoperto davanti agli occhi del le serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla! Bene, la risposta che Davide dar a Mikal figlia di Saul, per questo rimprovero : Lho fatto dinnanzi al Signore che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la tua casa; ho fatto festa davanti al Signore. Anzi mi abbasser anche pi di cos e mi render vile davanti ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro, io sar onorato! Dunque la danza fu un atto cosciente di espressione di lode al Signore presente nellArca e non unistintiva danza tribale riconducibile ai riti orgiastici richiamati da Augias. LEfod, era la veste di lino legata alle spalle; sul petto il quadrato doro con le dodici gemme sui cui era il nome delle dodici trib di Israele. Solo i sommi sacerdoti potevano portarlo. Quindi la danza di Davide fu anche danza sacerdotale. E la sua umiliazione davanti alle serve una parafrasi dellumiliazione di Cristo davanti al povero, allumile, allumanit sofferente, resa schiava come le serve e che proprio in costoro Dio esalter Cristo. Beati i poveri..

Vannini sembra dare una risposta da cui pare percepire un vago sapore di sottile ironia fatta nei confronti di Augias, con luso del condizionale. Si parla poi di teorie riconducibili alla fase ultima dellespressione mariana, scomodando le ipotesi junghiane. A legger bene le parti dialogali che seguono ci si rende conto come il tutto finisce per sconfinare col discorso nel campo delle teorie e delle ipotesi che non danno nulla e non contribuisco ad alcunch. A pag 207 Vannini chiama in causa Jung e la sua concezione simbolica del mascolino e femminino; ebbene tutto questo si riallaccia direttamente anche alla simbologia della Legge dei Cinque Elementi del Tao, in cui lenergia Yang rappresenta il mascolino, la forza e il fuoco, il sole e lenergia crescente ecc mentre laspetto Jin il femminino, lacqua, la luna, lenergia che scende e si nasconde Ma occorre sapere che questa visione, per lo pi simbolica, rappresenta una chiave di lettura, assieme alle tante altre del mondo mitologico e non, legata allantica cultura cinese, e se ha un fondamento, non tanto nelle diciture, quanto nello studio della circolazione energetica, possiamo anche dedurre che CristoUomo e Maria-donna e Madre di Dio rappresentano, sono, possono rappresentare concretamente lo spessore chiamato pianeta Terra. Maria stratagemma della realt creativa, della quale noi conosciamo, perfino in minima parte, quel granello di sabbia, Madre di Dio, non quindi uno come si legge a pag 210, enfatizzato da Augias,

stratagemma creato, par di capire, a tavolino dalla Chiesa per ristabilire un certo equilibrio tra il ruolo predominante del mascolino e il femminino. In definitiva, a parer mio, la dualit Cristo-Uomo e Maria-Madre di Dio, rappresentano gli archetipi reali svelati nellambito della Rivelazione; sono i pilastri fondamentali della creazione spirituale, dellinvisibile e della creazione nel visibile. In buona sostanza il loro ruolo cos universale, trascendente che, azzardo, vale anche per tutte le razze aliene presenti negli universi. Nella totalit della creazione. Cristo e

Maria-Madre di Dio hanno acquisito un valore tale che fanno parte s della Terra e della sua storia, ma contemporaneamente agiscono in tutto luniverso. Cristo larchetipo di tutte le creature intelligenti assimilabili alluomo come creatura pensante. E che ancora non conosciamo. Il capitolo presenta punti ridondanti sui concetti delle antiche divinit pagane, ma almeno termina con una seria riflessione di Vannini sulla Madre di Dio.

RTIFLESSIONI SUL CAPITOLO QUATTORDICI Le altre Marie pag 215

E interessante scoprire come Augias ami mistificare, ingarbugliare lingarbugliabile, per il gusto di sostenere le sue tesi insostenibili. Un esempio evidente, tra i tanti, lo troviamo immediatamente allinizio di questo capitolo. Egli esordisce con: Nelle Sacre Scritture compaiono

numerose donne che si chiamano Maria. Non sempre facile distinguere luna dallaltra, perch i testi sono a volte imprecisi o contradditori e
Vannini risponde dimostrando che le Sacre Scritture, citate da Augias, permettono in realt lidentificazione esatta dei personaggi di nome Maria; egli cita infatti sette Maria di cui solo due sono la stessa persona ( dato certo) e poi abbiamo la 1) Maria di Gerusalemme, madre di Giovanni detto Marco ( At 12, 11-17); 2) la Maria collaboratrice di San Paolo ( Rm 16,6 ); 3) la Maria di Betania, sorella di Marta sorelle di Lazzaro (Lc 10, 38-40) e 4) quella che Augias, per rafforzare la sua tesi sulla confusione scritturale, dice pag 217 C poi una misteriosa

Maria di Cleofa che, ovviamente non misteriosa: infatti Vannini


ricorda che questa Maria la madre di Giacomo e di Giuseppe (Mc 15, 40 e Mt 27, 55). E veniamo finalmente alla Maria pi importante dopo la

Madre di Ges continua Augias, riferendosi a Maria di Magdala o


Maddalena ( Lc 8,1-3 e Gv 20, 1-16) che Augias assieme a Dan Brown, autore della pataccata americana intitolata Il Codice da Vinci dicono essere la moglie di Ges. (Dan Brown un evangelista come Augias?) Inoltre Augias tenta di far passare pag 219 - come fece anche nei confronti di San Paolo in Inchiesta su Ges, lipotesi dellisteria nella Maddalena, che crede di vederlo (Ges N.d.r) in una di quelle che sono

state definite visioni isteriche o allucinazioni Intanto non cita chi


definisce le visioni di Maddalena come isteriche o allucinazioni. E fa bene. Avrebbe sputtanato questi pseudo scienziati che sono in grado di fare diagnosi di squisita natura medica, senza avere sotto mano il malato che, anzi, distante da loro di duemila anni!!! Se il prof. Vannini avesse avuto davanti a s uno studente universitario in una sessione di esame, invece che Augias, probabilmente gli avrebbe risposto: Ma non dica puttanate!! Ritorni quando avr studiato la lezione.. E questo concetto lo ritroviamo nella sua replica ad Augias pag 220 - con : la seguo fino

ad un certo punto in parole povere si tratta di ipotesi senza fondamento n prova, dunque indiscutibili, nel senso letterale del termine: non possono essere discusse su un piano razionale. Avete letto bene: indiscutibili in
parole povere puttanate! E di queste puttanate ne troviamo abbondantemente disseminate nella sua opera Inchiesta di Ges. Augias maestro di arrampicate sullo specchio? Certo che si!! Infatti ecco la sua melliflua replica: Sono indiscutibili infatti. Sia in un verso sia

in un altro. Volevo solo ricordarlo. Ma come? Se nellaltra opera citata


ha dato, assieme a Pesce, dellisterico e allucinato a San Paolo per la visione sula via di Damasco. Con queste testuali parole: soggetto ad avere visioni, come quella celeberrima sulla via di Damasco ( a proposito della quale si parlato di un possibile attacco epilettico) e ancora: Si potrebbe facilmente obiettare, ed stato fatto, che la Maddalena era talmente presa o innamorata di Ges che crede di

vederlo in quel giardino, in una di quelle che sono state definite visoni isteriche o allucinazioni. Addirittura, in questultima frase, Augias ha fatto copia e incolla! Non si per niente sforzato nellarco di sei anni di articolare, di abbozzare una versione pi sviluppata, articolata, su questi fatti. Ma anche allora non ha detto chi fossero questi assertori delle visioni allucinatorie e isteriche. Contraddizioni di chi vuole fare lintellettuale in un campo che non il suo. Vannini, comunque, risponde a questultima affermazione che alla Maddalena affidato il compito di annunciare la Resurrezione di Cristo e questo ci porta ad unulteriore riflessione. Ricordate quando Augias insinua che il ballo di re Davide seminudo, viene affermato che riconducibile a memorie ancestrali e orgiastiche pag 206 Cap 13? Ebbene, cosa rispose Davide a colei che lo rimproverava di danzare, seminudo, umiliandosi davanti a delle serve? Re Davide rispose: Lho fatto dinnanzi al Signore che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la tua casa; ho fatto festa davanti al Signore. Anzi mi abbasser anche pi di cos e mi render vile davanti ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro, io sar onorato! Ecco, Davide verr onorato da quelle serve, umiliandosi e Cristo-Dio si umili morendo sulla croce, ma sar una ex prostituta, la Maddalena, uninfima donna per la societ di allora, a onorarlo, annunciandone la Resurrezione!! Questo il parallelismo che sfugge ad Augias e a Vannini. Per questo ho affermato sin dallinizio di questa complessa riflessione che la figura di Cristo va rapportata con il Vecchio Testamento; che la Bibbia o la si considera in toto o la si rifiuta tutta: mettere in discussione alcune parti significa mettere in discussione tutte le Sacre Scritture.

La discussione continua con un nulla di fatto; chiamare in causa i soliti vangeli apocrifi di scuola gnostica che tutto rende in simboli equivale a un nulla di fatto. Ma quello che pi fa ridere di Augias che volendo fare di questa opera un testo attendibile, su cui riflettere fino ad ora, come avete visto, non stato dimostrato nulla se non le arrampicate sullo specchio del maestro della manipolazione, almeno in questo frangente letterario egli scrive questo pag 221: Da questi famosi baci sulla bocca nata una

complessa, articolata leggenda

Ma se una leggenda, quella che Ges,

secondo i solito richiamo ad un vangelo apocrifa, in questo caso il Vangelo

di Filippo, a che serve ai fini della tesi? E come se un astronomo o fisico


dello spazio chiamasse in causa i viaggi di Gordon, eroe del fumetto degli anni 30 del novecento per spiegare alcune teorie. Tanto pi che se Maddalena, in questo vangelo apocrifa, assimilabile alla Sapienza o Sophia, ecco che i baci sulla bocca dati da Cristo cosa sono, nella visione gnostica, se non il contatto diretto e continuo che Cristo ha con la Sapienza? Quella Sapienza che sempre compagna di Cristo-Dio? Ma Augias piace sfrugugliare nella malizia, certificandosi come incompetente e coinvolgendo personalit serie come Vannini che, credo ma questo un mio parere - forse si intimamente pentito per aver accettato la discussione salottiera con Augias. Ovviamente Augias, per sostenere la tesi iniziale non ha pi argomenti, se non quello di chiamare in causa i Vangeli apocrifi per lennesima volta. E questo la volta del

Vangelo di Maria. Uffa!!


Di questo Vangelo, anchesso gnostico, Augias ricorda queste parole:

Sorella, sappiamo che il Salvatore ti amava pi delle altre donne. Dicci parole sue che ricordi e che tu, non noi, conosci pag 222 . Vale la pena
ricordare che un Vangelo gnostico e quindi farcito di simbologia? Lo spieghiamo noi ad Augias: ebbene Maria Maddalena la Sapienza che Cristo-Dio ama pi delle altre donne (leggi virt). Ma non occorre

scomodare i Vangeli apocrifi per sapere questo. Dal Libro di Siracide Vecchio testamento leggiamo Sir 1, 1 sullOrigine della Sapienza: Ogni sapienza viene dal Signore, ed sempre con lui. Ecco che la Sapienza compagna prediletta di Dio ed da Dio baciata sulla bocca perch (estensione del concetto) con la bocca che luomo esprime la sapienza che ha o che non ha. Il resto, la contesa con Pietro ( capo della Chiesa o comunit cristiana) sempre riferita al vangelo apocrifa, che Maddalena teme, ne ha paura, va intesa gnosticamente, nel senso che al Capo della comunit spetta il vagliare la sapienza che esce dalla bocca della comunit. Quindi la Sapienza teme il giudizio del Capo della Ecclesia. Quello che cerca di dimostrare Augias, tutto sommato, si pu tradurre in poche parole, ossia, che Cristo e Maria sono persone totalmente umane e hanno seguito la sorte degli umani: nascita, crescita e morte e Amen!! Per questo sottolinea che Queste contese e altre, anche le pi

accese, come quella celebre tra Paolo e Pietro, non mi dispiacciono e si


riferisce ai contenuti negli Atti degli Apostoli. Bisticciare per Augias sinonimo di umanit e quindi una prova che tutto il messaggio della cristianit solo una esperienza umana, bella, interessante, ma riconducibile alle esperienze storiche come la Scapigliatura milanese, lilluminismo francese, lidea, il sogno di una nuova Roma di Cola da Rienzo solo che ad Augias sfugge una cosa: le altre esperienze sono morte e decedute, il cristianesimo invece sono duemila anni che continua la sua opera. E forse questo Augias non lo capisce. A pag 223, Augias tenta di coinvolgere Vannini in un discorso sul Codice

da Vinci in cui la Maddalena appare come la compagna carnale di Ges, ma


Vannini taglia corto dicendo: Quel racconto lo lascio a lei. Lo studente

universitario Augias ancora una volta stato rispedito a casa in sede di esame!! Il capitolo continua poi con una discussione in cui emergono molti elementi che con il nuovo Testamento condividono solo nomi ma non la sostanza rigeneratrice del messaggio di Salvezza di Cristo. Anche questo capitolo porta a nulla.

RIFLESSIONI SUL CAPITOLO QUINDICESIMO Sogni, Visioni pag 229 Vediamo come viene trattato questo tema e se conduce alla tesi di Augias riguardo a Maria, come comune donna, mortale, anche se particolare. Augias introduce il discorso, definendolo come: uno dei misteri pi

antichi e diffusi della storia. Ho scelto questo passo della sua riflessione,
perch in esso c anche la risposta a tutte le riflessioni che verranno fatte in questo capitolo. Ma la risposta la sottolineeremo alla fine del discorso. La prima domanda che Augias di pone : Che cosa vede chi afferma di

vedere qualcosa che gli altri non vedono? Ovviamente la posizione laica e
atea di Augias tenter di condizionare gli interventi che verranno fatti da Vannini, comunque gi dalla prima riflessione dellautore, riflessione tipo: Fino a questo punto abbiamo esaminato aspetti sulla fede che si basano

essenzialmente sulle testimonianze o su elaborazioni intellettuali Affermazioni, pronunciamenti, asserite verit eterne che poco nulla distingue da una qualunque altra verit di tipo filosofico . E in questo
suo incedere Augias cade nelle contraddizioni concettuali e dialettiche;

perch mettere verit tra virgolette, riferendosi a quelle espresse filosoficamente? Evidentemente egli sa che queste verit non sono tali, se non mere opinioni, frutto di elaborazioni intellettuali e quindi perch raffrontarle con quelle della fede se hanno il valore di opinioni? Avrebbe dovuto virgolettare, per coerenza espositiva, anche le parole asserite

verit eterne che. Anche perch tali verit eterne invece molto
avrebbero in comune con quelle filosofiche: sarebbero punti di vista e opinioni anchesse. E continua Augias a fare premesse al soggetto del capitolo che gi di per s stesse espongono il lettore a non fare una esamina dei fatti oggettiva: vuole condizionare il lettore senza aspettare il parere di chi invece di mestiere su questi argomenti, ossia Vannini. Infatti, per far questo asserisce: non si tratta di leggere ci che sono

stati capaci di elaborare raffinate menti di teologi o ispirate fantasie di uomini santi. Una frase che parla da sola sul pregiudizievole punto di
vista augiassiano. Ma quando parla di visioni, tira in ballo il popolo, la

gente comune sottintendo come la visione sia solo ed esclusivamente


fenomeno isterico e di autosuggestione di pertinenza a gente comune, ma

anonima , in cui anonimato significherebbe senza il peso di una personalit


di spicco. Pu esserlo, aggiungo io, ma non solo questo. Ma poi, a pag 230, entra in contraddizione affermando ammissione comune che il

visionario veda davvero ci che afferma di aver veduto. Dico subito che condivido questo punto di vista. A questo punto il gomitolo della
riflessione ha perso il bandolo della matassa. E evidente. Per Augias gli

uomini santi vivono di ispirate fantasie, ma al contempo giusto credere


che ci che hanno visto lhanno veramente visto. Per fare un esempio: San Padre Pio molte volte ha dialogato con Ges, quindi, per Augias, vero che ci abbia dialogato, perch occorre credere che lha visto, ma, al contempo, la sua visione ispirata fantasia ( Ma poi ispirata da chi?)

La sua riflessione introduttiva, troppo lunga, quasi a voler egli stesso esaurire il discorso con esempi presi dallantichit cita Plutarco. Arriva poi, finalmente pag 233 a rapportarsi con il professore, il quale ricorda come il fenomeno delle visioni, sia costante sin dallantichit e in tutte le culture ( ricordatevi della nostra puntualizzazione iniziale a cui aggiungiamo la sottolineatura relativa ad un fenomeno che abbraccia tutte le culture). Fino a pag 237 il dialogo tra i due relativo a come la pensassero gli antichi autori e filosofi, fino a che Augias tira in ballo S.Agostino e S.Teresa dAvila, ma fa finta di niente, sorvolando, come fosse una cosa normale, laspetto della levitazione della santa (non saprebbe cosa dire!!) quando entrava in uno stato di contemplazione, arriva ad affermare: Aveva crisi, non so definirle mistiche o isteriche,

le due manifestazioni si assomigliano, che provocano contorsioni del corpo che lei stessa descrive in dettaglio nelautobiografia. Non si capisce
(anzi si capisce e fa capire come egli si ostini a sostenere tesi insostenibili) perch sorvoli il fenomeno della levitazione, fenomeno che abbatte tutte le leggi della fisica sui gravi, ossia sugli oggetti terrestri sottoposti a forza di gravit, per vincere la quale occorre la spinta e una accelerazione esterna. Tipo quella di un aereo. E parliamo di fenomeni legati allesperienza non alla ricerca, per esempio yoghica, la quale in molti punti di contatto con la spiritualit avanzata, pu rivelare come lUomo, nel bene e nel male ( esperienze demoniache) sia il punto di incontro di realt inimmaginabili ora. Augias sfiora, non lo prende in esame, il paradosso della presenza di una realt sovrumana ( nel senso che oltre la realt a cui siamo abituati) senza fare un minimo stop di riflessione sullargomento. Vi pare normale da parte di chi, con uno sforzo a dir intellettuale, vuole dimostrare inconsistenza della spiritualit, dellazione dello Spirito sulluomo, quando parla di santi che si sollevavano da terra quando entravano in estasi? A me sembra un atteggiamento chiaramente ambiguo che d il senso dello scarso

spessore culturale con cui, Augias, pretende di affrontare largomento Maria-madre di Dio. Tant che associa il misticismo allisteria. Inoltre, si sforza di sovrapporre le visioni mistiche delle sante con la sensualit e la sessualit, ovviamente repressa, delle stesse. Ci riferiamo a S.Teresa dAvila e a Gemma Galgani. Le risposte di Vannini sono compiute ed esatte poich indicano come lunione della personalit con la realt divina, nellestasi, sia una esperienza che coinvolge tutta la persona, corpo, emozione e spirito, e quindi usando il linguaggio a disposizione, lesperienza mistica della persona si esprime in termini umani e culturali del suo tempo. Il linguaggio degli angeli a cui si riferisce San Paolo, nel sui inno alla carit, un linguaggio che non entra in gioco, ma sottolineo questo solo per dire che o si parla lingue sconosciute, poste fuori anche dal contesto terrestre, indotte dallesperienza spirituale o ci si esprime con il linguaggio che si conosce. Questo, per, non deve essere oggetto di fraintendimento come invece Augias fa, citando, testuali parole, a pag 239: La pubblicistica cattolica tende in genere a sottacere gli aspetti

scopertamente
lesperienza in

erotici
toto

delle
e

visioni

di
il

Gemma
lettore

fraintendendo impreparato e

inducendo

conseguentemente beone, ad associare, magari lasciando un piccolo margine per pudore, ad una esperienza pornografica: lerotismo, osservato da fuori e non vissuto privatamente e pornografia camminano a braccetto nella nostra cultura contemporanea. E Augias figlio di questa cultura. Faccio un piccolo esempio per far capire come il senso del pudore cambi in rapporto ai tempi storici e culturali: Rimbaud, poeta francese dellOttocento un giorno port al Louvre, il museo, una prostituta, come la si intende per quel periodo, ossia un tipo di donna anche elegante, acculturata, la quale si scandalizz nel vedere opere pittoriche che rappresentavano donne nude. Giusto per capire il senso di sensualit e di sessualit in rapporto alla storia.

Inoltre, la sua asserzione che la pubblicistica cattolica tenda a sottacere ecc. ecc. dimostra la sua scarsa preparazione in tema di catechismo, poich i fini educativi sono ben altri nella formazione culturale della fede di un cristiano, non sono certo quelli di una ricerca mistica di un contatto erotico con ladil. Augias forse influenzato dalla spiritualit dello Yoga kamasutrico? Continuando a leggere, Augias fa scendere in campo Andreoli, noto psicanalista. Il risultato sarebbe stato lo stesso se avesse chiamato in causa Stalin a dire la sua su Dio e le esperienze mistiche: esperienza mistica uguale isteria compulsiva determinata dalla sessualit repressa. Insomma, questione di donnicciole che hanno il prurito vaginale. Quindi santit e isteria vanno a braccetto. A questo punto occorrerebbe ridare una definizione al concetto di Isteria. E in questo senso, fortunatamente, Vannini d una risposta equilibrata a pag 240- con queste parole: Vorrei far notare due cose: la prima che difficile

giudicare ci che non si conosce, di cui non si ha esperienza. La seconda il carattere puramente nominalistico dei termini della psicologia ( o meglio dire delle psicologie, visto che esistono centinaia di scuole) le cui definizioni vanno e vengono col tempo, accettate da alcuni e rifiutate da altri, e questo mi pare il caso di isteria . Ancora una volta lo studente
Augias stato respinto allesame!! Giustamente le contrapposizioni, come fa notare Vannini, sono anche allinterno della Chiesa e lo fa citando un teologo, Rahner, che ebbe una visione sostanzialmente diversa sul concetto naturale-soprannaturale. In questo caso valgono ancora le parole citate prima da Vannini, che non si

pu giudicare ci che non si conosce, Lesperienza mistica un fatto


privato!!. A cui ci puoi credere o non ci puoi credere, ma avere la presunzione di spiegarlo nel negarlo assurdo. La fede e la giusta conoscenza delle Sacre Scritture, giustificano il misticismo . Esso

ancora appartenente alla sfera sconosciuta, come natura antropologica (io sostengo da sempre che la realt delluomo trova la sua massima espressione nella Rivelazione, e una volta che avr trovato la sua piena espressione, la sua maturit antropologica ci si accorger che quella la vera natura umana in cui la contrapposizione materia-spirito non esister pi). Ora viviamo in e con una natura umana limitatissima, da cui la divisione della natura stessa in concetti. Ma quello che pi conta il non considerare isteria il misticismo, i soggetti di una esperienza sconosciuta di per e stessa, poich, come giustamente fa notare Vannini pag 241- come la materia conosciuta rappresenta solo il 6% del totale

esistente.. e non per questo se qualcuno ipotizza o sperimenta nuova


materia debba essere preso per isterico. In religione i pregiudizi, di cui ben fornito Augias, falsano la totalit della ricerca teologica e della riflessione su di essa. Tanto pi che ad una osservazione di Augias, Vannini risponde pag 243 in questa maniera: Guardi, Augias, che la

mistica non il terreno del visionario, dellirrazionale, ma, al contrario, la razionalit dispiegata fino in fondo la mistica la vera continuatrice della filosofia antica. Non si meravigli, dunque, se i grandi filosofi antichi, da Platone a Plotino, sono anche i maestri della mistica.
Il discorso continua con il solito alternarsi e si conclude con la citazione di Vannini che chiama in causa San Giovanni della Croce pag 247 che dice come Dio non si vede con gli occhi del corpo. Bene, anche questo capitolo termina con un nulla di fatto, nel senso della tesi iniziale al libro e richiamiamo lattenzione a quello che si scritto allinizio del capitolo, ossia che Augias, introducendo il discorso, definendo la visione come: uno dei misteri pi antichi e diffusi della

storia.; da di gi la risposta al problema. Infatti, se questo fenomeno


uno dei misteri pi antichi, noi aggiungiamo che, essendo tra i pi antichi e pi diffusi, allora, non appare un azzardo dire che nelluomo il confine con il mondo dello spirito da sempre sottile e fragile,

perch nella natura delluomo, evidentemente, avere a che fare con il soprannaturale. E questa la risposta, come dissi, che contenuta nella affermazione, fatta da Augias. Solo i limitati di mente causa dei pregiudizi, possono pensare al soprannaturale come un evento esclusivamente isterico.

RIFLESSIONI SUL CAPITOLO SEDICESIMO Apparizioni Pag 248

Questo capitolo piuttosto breve, avrebbe meritato maggior attenzione, ma sin dalle premesse di Augias appare chiaro come le visitazioni di Maria appartengano alla sfera confinante con le allucinazioni, poich nessuno in grado di garantire sullautenticit delle visioni. Nemmeno chi le ha. Quindi il fenomeno, soprattutto se collettivo, per Augias, il risultato di uninconscia richiesta di aiuto che si concretizza con le apparizioni. Non sarebbe, per Augias, un atto damore di Dio, mediante Maria, ma una materializzazione di pulsioni inconsce smosse dallo stato di necessit del povero individuo assieme alla massa di pag 249 ceti

popolari e tra i fedeli di pi modesta condizione Si riaffaccia, quindi, la


tesi che la religione, la fede, siano appannaggio dei poveracci, degli ignoranti e di etnie dallo scarso contenuto culturale e altrettanto scarso

conto in banca. Augias viaggia su livelli alti e quindi pu solo permettersi, oltre al non sentire la necessit del soprannaturale, quindi esente dal pericolo di visioni, di sentire forte la necessit di togliere la speranza a questi ceti infimi e limitati della societ. Augias non si rende conto di una cosa: se questi ceti, limitati culturalmente e banalizzati dalla condizione popolare, realizzassero o si convincessero che le tesi di Augias sono veritiere, ebbene i tanti Augias che ci sono in Italia o nel mondo, avrebbero finito di vivere serenamente nelle loro isole dorate, poich a trarre certe conclusioni si fa presto. Comunque, le apparizioni di Maria sembrerebbero anche una necessit, diremmo, di catalogo. Nella stessa pagina egli cos scrive: Una figura

femminile caratterizzata da dolcezza materna, capace dincarnare il volto affettuoso e comprensivo della fede, mancava allebraismo e mancava per conseguenza anche nel primissimo cristianesimo Ecco una spiegazione
molto ferrata e scientifica: oltre alla limitazione intellettuale, cera la necessit di avere nellebraismo e nel primo cristianesimo, una figura come Maria. Quindi CONTRADDIZIONE- il fenomeno dalle radici dell inconscio, per i limitati, passato a fenomeno organizzativo per le comunit; apparizioni a comando, in poche parole. Ad Augias forse sfugge che lebraismo, checch ne dicano gli ebrei stessi ( su questo termine ebreo c molta disinformazione e voluta distorsione. Ad esempio, gli ebrei della comunit romana, parlando recentemente delle deportazioni dissero che ad essere deportati, da Roma, furono ebrei e cittadini romani, lasciando intendere che gli ebrei fossero non romani. E sbagliato!! Gli ebrei sono italiani di religione ebraica e basta. Sono Romani di religione ebraica, o Ferraresi di religione ebraica. E come dire che essendo mia nonna materna austriaca, anzi austro-ungarica, io sono austro-ungarico, pur essendo Romano di nascita.) comunque, ad Augias, dicevo, sfugge che lebraismo, come religione superata e quindi non aveva o ha alcuna necessit di sviluppare ed elaborare una figura come Maria; ella appartiene al Cristianesimo. Mi viene in mente la vicenda del

Capo Rabbino di Roma, tale Israel Zoller che nel 1944, durante una preghiera in Sinagoga, rifer egli, gli apparve Ges che gli disse: Questa lultima volta che stai qui. In pratica Cristo fece fare a Zoller un passo avanti, quello definitivo, una specie di passaggio tra le acque del Mar Rosso, portandolo verso la reale terra promessa, la conclusione del messaggio di Salvezza. Si fece battezzare nel 1945 e assunse il nome di Ernesto Zolli. Su di lui si scaric ovviamente il risentimento della comunit ebraica romana. Il Cristianesimo la superazione dellebraismo e la sua fine come messaggio di salvezza. Augias, in questa lunga introduzione allargomento, si lascia andare pag 249 - anche ad affermazioni per le quali non fornisce i riferimenti. Dice infatti: Negli ultimi tempi, a partire dallOttocento, nella devozione

mariana si sono accentuati alcuni caratteri che allinterno della Chiesa sono stati definiti leziosi. Il sentimento diventato sentimentalismo, il culto popolare talvolta scivolato nella superstizione, la richiesta di protezione ha sconfinato nellidolatria. E, a parer mio, questa, una
riflessione contorta, poich prima usa la parola Chiesa con la C maiuscola, facendo intendere che la degenerazione cultuale appartenga alla totalit della chiesa mondiale e poi dice talvolta. Beh, questo non dice che il nulla, poich il talvolta non contraddice la posizione magistrale della Chiesa su Maria, il popolo pu anche talvolta apparire esternamente lezioso, ma coerentemente con laffermazione che non si conosce quanto di vero o di isterico ci sia in una apparizione, Augias, coerentemente, ripeto, dovrebbe anche dire che non possibile conoscere la condizione del cuore di chi implora aiuto e protezione al cielo anche se allinterno di quella espressione cultuale che pu apparire, per lui, idolatrica. Quindi le sue affermazioni fanno acqua da tutte le parti. Ma per sottolineare la bont delle sue affermazioni richiama alla discussione la compostezza, la seriosit, delle comunit cristiane del nord Europa pag

250 pi vicini al mondo protestante, che sul tema avevano

manifestato una diversa sensibilit. Beh, anche in questo caso, Augias, si


d la risposta da solo: sappiamo che i protestanti non considerano affatto Maria come viene considerata nella Chiesa Cattolica, quindi la richiamata vicinanza dei Vescovi cattolici del Nord non pu che essere una contaminazione che li allontana - sempre che sia vero, poich anche in questo caso Augias non fornisce alcun riferimento documentato - li allontana dalla posizione magistrale della Chiesa di Roma espressa dallEnciclica papale Lumen Gentium, che Augias fa apparire come frutto di un compromesso tra protestanti e Vescovi del nord. Infatti asserisce:

I secondi erano contrari ( i protestanti N.d.r.); alla fine si arriv ad un compromesso, anche se non mancarono riconoscimenti nei confronti della Madonna, come testimonia la costituzione dogmatica Lumen Gentium La Lumen Gentium la posizione presa dalla Chiesa Paolo VI anno 1964con la quale stabilisce, tra le altre cose, il ruolo di Maria nella Chiesa, INDIPENDETEMENTE da come la pensavano allora e la pensano oggi, i protestanti. Il resto della conversazione col professor Vannini ha il sapore di un risciacquar di nozioni e conoscenze che non portano a nulla se non alla conclusione, espressa da Augias che pag 257 La devozione

mariana sentita e praticata in modo diseguale, legata com alle culture locali. Circostanze che portano alla ricerca di un compromesso che tenga in piedi difficilissimi equilibri. Come infatti avvenne anche al Concilio
(Vaticano II N.d.r.) Ancora una volta, in questa ultima battuta, lautore tiene a sottolineare, a far passare il messaggio, che la comunit cristiana cos divisa al suo interno, tanto che lo sforzo delle autorit centrali mirato a mantenere stabile quellequilibrio che il famo come ce pare in tema di culto mariano, mette in pericolo. Assurdo! Egli stesso si contraddice quando afferma che la devozione mariana sentita e praticata in modo diseguale a causa delle culture locali, poich vorrebbe dare ad intendere che a queste differenze corrispondan differenti posizioni teologiche. Falso!! Vero , invece, ed inevitabile, che una

comunit africana o brasiliana, rispetto a quella italiana, esprimer, gioco forza, la sua devozione in maniera differente a causa del differente modo di esprimere la devozione, ma questo non tocca e non intacca assolutamente la posizione della Chiesa in tutto il mondo cristianocattolico sul ruolo di Maria-Madre di Dio, punto di riferimento importantissimo nella Chiesa in nome di Cristo.

RIFLESSIONI SULCAPITOLO DICIASSETTESIMO Tempi e luoghi pag 258

Questo capitolo, che sin dalle iniziali battute fornisce elementi di profonda riflessione e mi riferisco alle parole del prof Vannini pag259 a proposito della suora Catherine Labour che ebbe sin dal 1830 visioni in cui Maria, apparendole, la informava sui gravi disordini che sarebbero successi con la Rivoluzione del luglio 1831 per cacciare dal trono CarloX. Dico che queste poche parole meriterebbero una profonda riflessione poich viene di fatto smentita la posizione di Augias che nelle apparizioni vede una condizione di bisogno inconscio che favorisce le allucinazioni. Qui Maria ha predetto alla Labour eventi futuri, regolarmente accaduti. Ma su questo fatto Augias, ovviamente non si sofferma. Mette per in discussione lo stato mentale di Bernadette, la pastorella che a Lourdes incontrer Maria nella grotta nellanno 1858. Augias, dopo aver evidenziato la miseria economica in cui la famiglia vive e il disagio che si

ripercuote sulla ragazzina con uno stato di salute interessato da malattie tipiche della sottonutrizione, a pag 262, scrive: Senza fare illazioni

possiamo comunque affermare che le condizioni psicologiche di tutti i ragazzi coinvolti erano di particolare fragilit, condividevano uno status psicologico che pu facilitare laccesso al soprannaturale (qualunque cosa voglia dire) o pi semplicemente a quella forma di evasione da realt penose o difficili che si ha quando sogniamo ad occhi aperti.
Oltre a sottolineare il vezzo di fare diagnosi mediche in campo psicologico, senza il soggetto presente ma piuttosto lontano nel tempo Augias si contraddice, poich parte col dire che non vuole fare illazioni e termina con considerazioni che vanno oltre le illazioni. Ragioniamo un momento: un bambino o bambina che viveva in un paesotto francese della seconda met dellottocento; che non conosceva alcuna cosa che potesse esistere al di fuori delle mura del paese; che non aveva giornali o televisione a mostrare angoli di mondo fantastici cosa poteva mai sognare ad occhi aperti? Quella era la normalit e in quella si cresceva, gli unici sogni erano forse le aspirazioni a diventare come qualcuno che viveva in quel paese, che si conosceva bene: una signorina ben vestita che passeggiava in carrozza; la bambola o il trenino di legno ecco, forse questi erano i sogni che i bambini, che non conoscevano scarpe, in quella realt potevano fare, ma questi desideri non sono sufficienti a smuovere il soprannaturale. Ovvio. Quindi la tesi di Augias che il soprannaturale appannaggio, una risposta inevitabile, di chi vive situazioni disagiate (chiss perch non hanno visioni i carcerati?) e di chi appartiene ad un ceto inferiore in ambito culturale e in ambito economico. Roba da libro Cuore insomma. Ma se anche cos fosse, non fu il Re Davide a dire che le serve ( cio gli umili e i schiavi) lo avrebbero esaltato? E Davide chi era se non un umile pastorello che Dio elesse al rango di Re dIsraele e dalla cui discendenza nacque, fu generato, Ges Cristo? E Ges Cristo non forse colui che

trova maggior spazio nei cuori degli umili, degli ultimi? Ecco che questa condizione, a differenza di quella impostata da Augias diventa la condizione migliore per avvicinarsi a Dio o per meglio dire, affinch Dio si avvicini al soggetto, ma non la condizione di per S stessa a far scattare il meccanismo visionario. Continuando nella sua riflessione Augias, si meraviglia della:

elementarit delle immagini da loro descritte. A questi visionari appare

sempre una signora giovane e bella, vestita di bianco mi sembrano francamente immagini che somigliano a ci che pu immaginare un bambino quando pensa ad una creatura celeste
Oltre a contestare il fatto che Maria appare di giovane aspetto, Augias si meraviglia del linguaggio semplice dei bambini. Allora, viene spontaneo chiedersi: Ma costui ci fa o ci ?. E s, perch gli sfugge ( si fa per dire, poich lo sa benissimo ma non conviene evidenziarlo) che quei bambini, appartenenti alla classe infima dei nullatenenti e degli analfabeti, non per loro colpa, non conoscevano i banchi di scuola, riservati dalla societ di allora solo ai seminaristi e ai figli dei nobili o di chi, nel ceto medio, poteva permettersi di pagare un precettore. E perch allora si meraviglia? Beh, facile comprendere che egli vuole condurre il suo affezionato lettore beone sulla posizione della fantasticheria e immaginazione che avrebbe animato i pastorelli di Lourdes, per far passare il messaggio che anche queste visioni sono frutto di un tentativo isterico di uscire dal disagio sociale. Ma fortunatamente Vannini a riportare la discussione nel giusto ambito intellettuale e culturale, facendo notare ad Augias ( e al lettore beone) che Maria, quando si present ai bambini, disse pag 264 Io sono lImmacolata Concezione Parole di grande peso e significato che furono appositamente messe sulla bocca di questi bambini per far comprender ai grandi che la visione era autentica. Come potevano questi bambini parlare in quel modo? Che ne sapevano dellImmacolata Concezione? Le avranno sentite nel catechismo?

Limmacolata concezione fu un dogma fissato dalla Chiesa appena quattro anni prima e mi sembra poco probabile che la lezione catechistica sia arrivata in cos poco tempo in un paese di periferia in cui gli obiettivi dei curati di allora non erano il raggiungimento della conoscenza teologica, ma il livello di devozione che permettesse di superare le necessit della Comunione e della Cresima. La discussione guidata da Augias vorrebbe giungere alla conclusione che i miracoli sono frutto di una fede trasformatasi in superstizione, e cita Spinoza come se fosse un autore di un libro sul catechismo della Chiesa cattolica, ma Vannini lo contraddice. A pag 265 egli replica: la fede

la conoscenza dello spirito nello spirito, e non chiede miracoli. Infatti un


cristiano non chiede miracoli cos tanto per chiederli, ma se lo fa, chiede lintervento dellAmore di Dio per risolvere un caso pietoso, pur sapendo che tutto rimesso alla volont di Dio stesso. Rimane comunque valido linvito di Ges: Chiedete e vi sar dato, bussate e vi sar aperto che ha fatto a tutti noi duemila anni fa. Chiedere sempre lecito se non si tratta di esaudire bisogni egoistici. Arriva il momento della disamina del concetto di miracolo e, ovviamente Augias espone il suo punto di vista di grande scetticismo e arriva a citare Chesterton, un inglese di cui mi sfugge il ruolo che ebbe nella sua Inghilterra, ma non mi interessa nemmeno conoscerlo ai fini di questa discussione, poich le sue parole sul meccanismo che fa scattare o non scattare il miracolo sono opinioni personali che esulano dalla riflessione sulle Sacre Scritture. Fatima e Medjugore sono i soggetti degli argomenti successivi. Riguardo a Medjugore la Chiesa non si ancora espressa e quindi inutile parlarne. Resta il fatto che anche questo non porta acqua alle tesi di Augias e quindi si conclude con un nulla di fatto.

Il capitolo successivo riguarda i Volti di Maria nellArte pag 277 un capitolo su cui non ci soffermiamo, poich ha il sentore di una passeggiata in un museo. Lo stesso dicasi del capitolo diciannove Poesia, musica, cinema pag 297 in cui qualsiasi tesi esposta da poeti, musicisti e registi, nel bene e nel male, rimangono atteggiamenti culturali fini a s stesse.

RIFLESSIONI SULLE CONSIDERAZIONI ULTIME Marco Vannini Maria: diversi livelli di comprensione pag 319

Con incedere pacato e ponderato, il prof. Vannini trae le sue conclusioni sul tema affrontato. Egli giustamente sottolinea come questa rgomento, che vede come oggetto di discussione Maria, la Madre di Dio, non pu essere affrontato se non con la libert dai pregiudizi che largomento richiede. Dice infatti: Ci necessario per ogni ricerca storica condotta

onestamente, ossia non per difendere testi precostituite, ma molto rilevante nel caso specifico, in quanto, come abbiamo notato, qui si richiede di sospendere quelle opinioni filosofiche, scientifiche, religiose cui siamo fortemente legati, giacch su di essi si fondano i valori primari della nostra vita e i modi essenziali del nostro agire. E a
pag 320 afferma che: Un argomento di storia religiosa richiede dunque

esperienza religiosa, e anche questo non sempre facile. Osservazioni,

affermazioni che riconducono ad una onest intellettuale scevra dai pregiudizi che con Augias, da Augias, non sono mancati. Come abbiamo visto. La figura di Maria, vero, finita per rappresentare un archetipo, larchetipo della figura femminile allinterno della visione contenuta nel messaggio della Salvezza, ma esso, dice Vannini, non pu essere assimilata alle figure femminili del paganesimo come Artemide, Iside, Cibele e addirittura Kali: o altre dee-madri

cui si voluto spesso

assimilarla.
La figura di Maria, quindi, non pu che essere ricondotta che nelle Sacre Scritture canoniche o apocrife dice Vannini, e qui non mi trova daccordo per il semplice per quello che abbiamo riferito sul significato della letteratura apocrifa in rapporto al magistero della Chiesa. Comunque, importante sottolineare come tale figura trovi significato esclusivamente allinterno di ci che i Vangeli canonici riportano e in vicinanza e correlazioni con le altri parti della Bibbia. E questo rafforza la mia affermazione che non si pu parlare di Maria escludendo il resto delle Sacre Scritture, poich tutto correlato: la sua figura fa assumere forti simbolismi, se rapportata allAntico Testamento, ad elementi come il Tempio, lArca, ma assume concreti significati, nella carne e nello spirito, se la si accetta in funzione del Nuovo Testamento: Maria Madre di Dio e Immacolata Concezione (la piena di grazia). Appare dunque riduttivo soffermarsi - per certi aspetti direi offensivo per quanto riguarda la verginit di Maria, sul punto di vista dellanat omia. Ma non sono daccordo con Vannini quando a pag 323, afferma: Che una

donna possa concepire e partorire restando vergine sul piano fisico impossibile, e pure che una mortale generi un figlio divino. Non sono
daccordo non per motivi di rispetto al dogma e nemmeno per bigottismo o fede irragionevole, ma per quellanalisi a cui mi ispirato, sin dallinizio, assimilabile ad una investigazione poliziesca. Ricordo che lo Spirito pu plasmare il corpo in mille modi, pu su di esso fare tutto: lazione m alefica

nelle possessioni, come ho riferito a proposito dellopera di Padre Amorth, ne d testimonianza. Ma pensiamo solo alla resurrezione di Lazzaro che come ci riporta il vangelo era morto da quattro giorni e gi puzzava. Oppure pensiamo alla levitazione che va contro ogni legge fisica. Come abbiamo detto. Ma di questi aspetti, espressioni e azioni dello Spirito sul corpo i due non si sono soffermati. Lo abbiamo fatto noi per fare appunto il pelo e contropelo. Non mi dilungo e non ripercorro le chiamate in causa del professore di personaggi come Vico, Hegel, Silesius, Porfirio, Nitzsche, Goethe, poich fanno parte di quella cultura che agisce da tessuto connettivo, che riempie i vuoti tra le fondamenta del sistema, ma non sono lessenzialit nella dinamica della realt. RIFLESSIONI SULLE CONSIDERAZIONI ULTIME Corrado Augias Una Madre damore voluta dal popolo pag 331

Ovviamente la riflessione di Augias parte dallanalisi materialista della figura di Maria e di Cristo: la sua un ottica visiva , sensitiva e non accetta la considerazione che gli aspetti terreni di Maria e di Ges possano essere la punta di eisberg di una realt ultraterrena di cui non abbiamo, vero, alcun sentore, ma ne avvertiamo la presenza. Non nemmeno una sfida camuffata per condurre il lettore che nonostante i tentativi di smontare la figura di Maria, riconducendola a donna normale, per far vincere, alla fine, la verit spirituale. Virgilio ebbe la disavventura di diventare autore cristiano solo perch, parl di vergine e di casta; venne fagocitato da pensatori che lo fecero diventare un iniziatore della religione cristiana ( secondo Augias), ma non secondo la Chiesa. Ma ad Augias sufficiente per iniziare il suo discorso di materializzazione anzi di materializzare la figura di Maria.

Non desiste nel soffermarsi ancora sulla traduzione da Giovinetta o Govane donna in Vergine operata dai Settanta e sul quale concetto abbiamo detto che non sarebbe stata una profezia quella di Isaia se avesse detto che una giovane donna partorir un bimbo, perch tal cosa accadeva e accade continuamente. Ma occorre sempre tenere conto, che i Settanta nel tradurre, guardarono alla totalit delle Sacre Scritture relative allA.T. La riflessione dellautore passa poi per lo scetticismo riguardo al perch non stato riferito che Ges dopo essere risorto non sia andato a trovare la madre. Ma possiamo dimostrare che questo non sia avvenuto? Solo perch non se ne parlato? Si meraviglia, inoltre, Augias per le poche informazioni che abbiamo su Maria nei Vangeli. Ma non si sofferma sulla riflessione che il Messaggio di Salvezza non limitato solo alla carta vergata e poi stampata, il messaggio di Salvezza in corso e Ges lo ha detto Io sar con voi fino alla fine del mondo e con noi c Maria attraverso le apparizioni, quelle che il magistero della Chiesa ha riconosciute autentiche, apparizioni che passano per la stessa metodologia per cui Cristo-Dio invi i lebbrosi guariti al tempio, per sottoporre la sua azione guaritrice, allufficialit del parere dei sacerdoti. Dio si sottomette alla libert delluomo che, essendo stato creato a stessa immagine e somiglianza di Dio, esercita la sua libert coerentemente con la genetica creatrice. Dio ha rimesso alluomo, alla Chiesa il potere di sciogliere o di legare sia in terra ce in cielo, facendo assurgere luomo alla dimensione universalistica dellessenza creastiva. Non ha alcun valore la giustificazione addotta che se il discorso scivola sulla mistica allora tutto pu accadere, in parole povere: anche gli asini volano. Ma sfugge ad Augias che la mistica la strada della realt che al di l delle cose visibili in cui la realt diventa ancor pi realt. Nel misticismo si disvela una realt pi ampia e sempre pi ampia e sempre pi ampia, ma al contempo svela che le realt che non vediamo sono le

realt delluomo, realt che si avvicinano allarchetipo di Cristo man mano che luomo evolve. Non esclusivamente un percorso spirituale, ma attraverso la riflessione e lesperienza mistica la realt oggettiva che ci circonda si arricchisce di significati pi ampi. Parimenti alla fisica delle particelle che approfondendo la conoscenza della materia d alla materia stessa significati sempre pi ampi. Ma il pregiudizio non abbandona Augias che cerca di fare dei saltelli per affermare la sua verit ma riesce solo a zampettare in maniera anche goffa, bench rispolveri la sua nozionistica in tema di filosofia o conoscenza di particolari testi storici. E non importa anche se chiama in causa autori, secondo lui, autorevoli: costoro espongono solo pareri e opinioni personali, contaminati dalla visione protestante della vita e della Salvezza come in Paul Tillich. Vale come il due di picche laffermazione, che pare condivisa anche dal prof Vannini, che il culto di Maria sia stato ufficializzato dalla Chiesa per volont popolare. E le apparizioni riconosciute valide dalla Chiesa avvenute prima dellaffermazione dei dogmi dove le mettiamo? Basta un esempio, la Vergine di Guadalupe, apparizione del XVI secolo in un Messico appena conquistato dagli spagnoli. La Chiesa non adotta Maria perch il popolo che lo vuole, la Chiesa adotta Maria, perch Maria ha adottato lumanit tutta e alla Chiesa, quella che lega e scioglie, non rimasto che riconoscere questo fatto. Non se la prenda Augias, in conclusione, se abbiamo seguito il suo consiglio e se il caso criticate. Noi lo abbiamo fatto, con la speranza di averlo fatto con quel metodo logico che la deduzione e la comparazione, il metodo analitico, pretendono e che esclude qualsiasi pregiudizio.

Antonio Dal Muto