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PROGETTI FINANZIATI

La Prima Scuola

Nato sulla scia del film La prima neve, e fortemente voluto da JoleFilm e ZaLab
(www.zalab.org), La prima scuola un concorso per progetti pedagogici a favore delle
scuole primarie e dinfanzia. I tagli alla scuola pubblica, hanno pesantemente condizionato
la vita dei bambini e il lavoro di educatori e maestri, con ripercussioni particolarmente gravi
nelle zone periferiche pi svantaggiate. Laddove le famiglie non possono compensare la
penuria di risorse, i bambini stanno perdendo stimoli e opportunit a loro necessari.
Finanziare laboratori e progetti nelle scuole significa mantenere viva l'attenzione sulla
scuola, contribuire a coprire un vuoto pubblico, ma anche riportare nelle mani degli
insegnanti che vivono a stretto contatto con i bambini, la possibilit di elaborare interventi
adeguati al loro sentire, alla loro cultura, alla situazione in cui vivono. La raccolta fondi
partita dallimpulso di ZaLab e Jolefilm ha raggiunto 35.000 euro e ha permesso di
finanziare 11 laboratori su 159 candidature pervenute. La selezione avvenuta in seguito
alla formazione di unapposita commissione la quale stata incaricata di redigere un
bando per le modalit di accesso. Il progetto stato reso possibile grazie al generoso
sostegno di JoleFilm, Masi Agricola, 360degrees e Parthnos Distribuzione. Per pi info
su bando, commissione e partner visita il blog ufficiale:
www.laprimascuola.wordpress.com







Chi ha paura del lupo cattivo?
CITT Ronta, FI, Toscana
SCUOLE Direzione didattica di Borgo San Lorenzo, plesso Antonio Cinti di Ronta
CLASSI COINVOLTE due classi, 40 alunni
PROPONENTI Artetica Toscana, Ischetus s.c.r.l., CSDL Centro per lo Studio e la
Documentazione del Lupo, Arianna Felicetti, Daniela Albisani, Simona Scotti, Matteo Marson

I bambini in azione durante un laboratorio passato
LABORATORIO Chi ha paura del lupo cattivo? ha come attivit principale lorganizzazione di un
laboratorio permanente di video-documentario e ha come tema principale la convivenza tra uomini e
lupi. La scuola di Borgo San Lorenzo una piccola scuola a tempo pieno con ununica sezione alle
pendici dellAppennino tosco-emiliano. Il laboratorio parte dallesplorazione del bosco alla ricerca di
tracce lasciate dai lupi con lutilizzo di foto-trappole. Negli ultimi anni le incursioni dei lupi negli
allevamenti sono aumentate. Essendo gli indennizzi per i capi predati insufficienti, si sviluppata una
certa intolleranza che si esplica in bracconaggio per la soppressione dei lupi stessi. Il laboratorio vuole
essere un modo per arginare la tendenza a sopprimere ci che diverso e incontrollabile da noi. Cuore
del problema la percezione del diverso e dello sconosciuto e di ci che non si pu controllare o
sottomettere per via di una natura libera e indipendente. Obiettivo ultimo: trasmissione delle
competenze tecnico-artistiche per la realizzazione autonoma dei racconti audiovisivi e trasformare in
video di tutta la documentazione raccolta dai bambini durante il laboratorio
TERRITORIO Ronta una frazione di 1000 abitanti del comune Borgo San Lorenzo, in provincia
di Firenze, e giace ai piedi dellAppennino Tosco-Romagnolo. Si situa nel Parco Giogo Casaglia e ospita
un sito archeologico etrusco. Da Ronta passava la linea gotica. I lupi attaccano gli allevamenti pi a valle
dove c Borgo San Lorenzo, ma vivono nei boschi intorno a Ronta. Il territorio stato colpito negli
ultimi anni da una crisi idrica: il torrente Farfareta, che popolato da gamberi dacqua dolce e trote, si
spegne totalmente destate apparentemente a causa dei lavori della TAV. Inoltre, lassetto idrologico
stato cambiato da quando stato terminato il lago artificiale di Bilancino.


La camera chiara, museo instabile di narrazione
permanente
CITT Genova, Liguria
SCUOLE IC Cornigliano, plesso Ferrero (quartiere Cornigliano), insegnante Angela Maltoni; IC
Centro Storico, plesso L. Garaventa-Don Gallo (quartiere Centro Est), insegnante Federica Terminiello
CLASSI COINVOLTE una prima e una seconda, 50 alunni
PROPONENTI Gruppo di studio e lavoro Atelier Parapluie, Progettazione e coordinamento a
cura di Francesca Traverso, Associazione Culturale La Stanza

Immagine prodotta allinterno di un laboratorio passato
LABORATORIO La camera chiara un laboratorio che prevede un percorso parallelo tra due scuole
genovesi, una a Cornigliano, laltra nel centro storico. Il linguaggio artistico si intreccia alla maieutica
reciproca di Danilo Dolci, indagando come l'apprendimento nasca dalle domande e dal bisogno di
svelare la curiosit del quotidiano e la parte onirica intrinseca nell'uomo. Partendo da un percorso di
ricerca-azione con esperti (matematica: Laura Basso, territorio: Maddalena Bartolini) si vuole indagare
come il metodo maieutico crei apprendimento significativo, al di l dell'argomento. Fasi del laboratorio:
1) primo incontro di maieutica con la partecipazione di Amico Dolci; 2) Laboratori artistici; 3)
Progettazione e realizzazione di una mostra didattica sul territorio (grande separ di legno semovibile
meccanico) che a sua volta generer un nuovo cerchio maieutico. Temi dei laboratori artistico maieutici:
La citt circolare in citt ricerca sul quartiere, per verificare l'idea e la percezione del bambino e della
sua concezione di periferia. Concentrare e concentrarsi ricerca sui simboli primordiali, sul
significato e su come nascono gli archetipi della matematica, collegata alla parte emotiva.
Non contrapporre la citt
terrestre
alla citt del cielo.
Profeti hanno sognato la
citt
e moltitudini non hanno
inteso:
non sopra le nuvole,
una citt di terra che
respira.
La costruisce chi la sa sognare
pur col cuore gonfio di fatica...
La citt nuova inizia
dove un bambino impara a
costruire
provando a impastare sabbia
e sogni
inarrivabili

Danilo Dolci
TERRITORIO Il laboratorio tratta implicitamente la frattura centro-periferia di Genova. Il
quartiere di Cornigliano, in particolare, incastonato tra lacciaieria Oscar Sinigaglia Ilva Italsider (in
parte in dismissione), laeroporto Cristoforo Colombo, lautostrada e il polo di elettronica DIXET.

Utopie elementari e di confine
CITT Rosignano Solvay, LI, Toscana, Trento, TN, Trentino Alto-Adige, Mazara del Vallo, TP,
Sicilia
SCUOLE I Circolo didattico di Rosignano Solvay, plesso Europa; scuole partner: IC 4 Trento,
plesso Clarina e I Circolo Didattico Santa Caterina di Mazara del Vallo, scuola Daniele Aiello
CLASSI COINVOLTE 4 classi, 80 alunni
PROPONENTI Patrizia Cinagli, Antonella Dematt, Giovanna Faes, Luca Mori

Momento creativo e maieutico di un laboratorio passato
LABORATORIO Utopie elementari e di confine un laboratorio filosofico incentrato sulla
rielaborazione di cosiddette utopie di confine, cio utopie che, partendo dalle peculiarit di ogni
singola scuola, permettano di rielaborare la distanza che intercorre tra ci che siamo e ci che
vorremmo essere. I punti su cui fanno leva i proponenti sono legati ai temi dellimmigrazione e delle
cosiddette seconde generazioni, lavorando su tre territori geograficamente significativi: al centro la
classe di Rosignano, che presenta il 50% di alunni stranieri; al nord la classe di Trento, che ha un 30%
di alunni di seconda generazione; al sud Mazara del Vallo, uno spazio in cui la frontiera italo-tunisina
vissuta nella quotidianit. La costruzione dellutopia viene accompagnata da diverse attivit quali: la
costruzione di una cassetta delle lettera e il conseguente avvio di una corrispondenza allinterno della
classe; la rielaborazione dei messaggi attraverso la loro correzione; lanalisi dei comportamenti e delle
dinamiche relazionali che si creano tra gli alunni. In un secondo momento verr avviata una
corrispondenza inter-classe tra le tre citt. A partire dagli stimoli della corrispondenza e con lavvio di
una discussione aperta si cercher di portare la classe a prendere una posizione circa la costruzione di
una citt immaginaria. Lungo larco di questo percorso i proponenti giudicano importante organizzare
alcuni incontri tra i formatori stessi e i genitori degli alunni anche per analizzare eventuali difficolt del
gruppo-classe. Criticando lidea di scuola che imbottisce le menti, il laboratorio sollecita le tendenze a
problematizzare: in tal senso si ritiene fondamentale lesercizio ad immaginare possibilit diverse dal
reale, a pensare come potrebbero andare diversamente le cose, a ragionare in termini controfattuali, a
valutare il quasi e le possibilit alternative di mettersi alla prova per apprendere.
TERRITORIO Trento una citt di 116.000 abitanti e la scuola Clarina, situata in un quartiere di
prima periferia, rappresenta il plesso pi a Nord tra i vincitori del bando. Rosignano Solvay (LI) un
paese sulla costa livornese di circa 16.000 ab.. Mazara del Vallo (TP) ha circa 50.000 abitanti e
rappresenta il plesso pi a Sud tra tutti i partecipanti.

Giardino delle farfalle
CITT Cernusco sul Naviglio, MI, Lombardia
SCUOLE IC Piazza Unit dItalia, plesso A. Manzoni
CLASSI COINVOLTE quattro classi, 100 alunni
PROPONENTI Sara Marrone, Ileana Cestarelli, Nicoletta Cornali, Rosaria Cosentino

Maestre e alunni del laboratorio passato
LABORATORIO Giardino delle farfalle un laboratorio che va oltre la semplice cura di un orto.
Nasce nel 2010 come percorso dedicato a un alunno diversamente abile. Negli anni successivi stato
volutamente allargato alle classi della scuola di Cernusco, mantenendo loriginaria attenzione verso la
disabilit e lavorando su un particolare senso di responsabilit collettiva. Al laboratorio finanziato
partecipano quattro bambini diversamente abili, ciascuno dei quali viene accompagnato durante le
attivit da due compagni di classe. Le pratiche del laboratorio vogliono dunque raggiungere il duplice
obiettivo di essere strumenti terapeutici e socializzanti e di avvicinare i bambini ai ritmi della natura
rispetto al contesto urbano. Per il perseguimento di questi fini vengono utilizzate piante perenni
aromatiche: lavanda, timo, salvia, elicriso, rosmarino, piante rustiche come la buddleja (albero delle
farfalle) e fiori annuali come zinnie e cosmos. Il giardino viene coltivato con prodotti naturali, alcuni dei
quali sono veri e propri macerati prodotti appositamente in aula dagli alunni. previsto lo studio delle
malattie delle piante e losservazione degli insetti, api e farfalle che sono attirati da esse. Infine, vi sar
un momento dedicato agli aspetti culinari, indicando quali usi si possono fare in cucina con le piante
dellorto.
TERRITORIO Cernusco sul Naviglio un comune di circa 30mila abitanti situato a Est di Milano
nel territorio storicamente conosciuto come Martesana. Il naviglio della Martesana, che passa appunto
da Cernusco, stato progettato da Leonardo Da Vinci e risale alla met del Quattrocento.





Parole perdute, parole ritrovate
Percorsi tra storie, arte e territorio
accompagnati dagli asini
CITT Rho, MI, Lombardia
SCUOLE IC Fabrizio De Andr, plesso Salvo DAcquisto
CLASSI COINVOLTE tre classi quarte, 58 alunni
PROPONENTI Passi e crinali asdc, Michele Giussani, Antonia Petrone, Adelaide Pascotto,
Gianbattista Di Bari, Martino Marianna

Foto di un laboratorio passato
LABORATORIO Parole perdute, parole ritrovate un laboratorio che vuole definire e ridefinire il
significato di alcune parole coi bambini. Le parole prescelte dovranno essere rappresentate con
immagini e disegni e con tecniche artistiche quali il quipu e il kamishibai. Nel processo giocano un
ruolo importante due asini, che vengono portati nel cortile della scuola, dove viene allestito un piccolo
recinto in cui vivranno per alcuni mesi. Si tenta qui di sviluppare un discorso relazionale individuale io-
asino (identit e incontro con laltro) e di gruppo bambini-asini (collaborazione e dinamiche di gruppo).
I bambini esploreranno Rho insieme agli asini e, in particolar modo, visiteranno luoghi in cui
coabitano elementi di antropizzazione e elementi naturali; luoghi naturali chiusi tra il cemento della
citt; luoghi perduti che hanno avuto un significato particolare per il territorio. Alla fine del percorso
con gli asini, i bambini dovranno realizzare delle storie con il kamishibai e il quipu e cercheranno di
scrivere i significati e le definizioni delle parole scelte allinizio del laboratorio.
TERRITORIO Rho un paese di 50mila abitanti in provincia di Milano. Il 10% dellExpo2015
situato sul suo territorio, in cui arriveranno la linea M1 della metropolitana e i treni ad alta velocit. C
ancora incertezza sul periodo post-Expo, ma il rischio di unulteriore cementificazione alto. Si
prevede che unarea verr adibita a verde e case popolari e circa 500.000 ettari verranno destinati a uso
residenziale e servizi.



Dalla pagina al mondo
CITT Ferrandina, MT, Basilicata
SCUOLE IC Francesco DOnofrio Ferrandina
CLASSI COINVOLTE 4 classi, 80 alunni
TAGS Centro di Cultura per lEducazione Permanente U.N.L.A., Antonio La Cava, Domenico
Martoccia, Francesco La Cava, Erminia Pinto

Linizio del laboratorio segnato dallarrivo del Bibliomotocarro
LABORATORIO Dalla pagina al mondo mette i bambini di fronte alla possibilit di trasformare un
libro in un film o in un cartone animato. La potenza di questa idea ha la duplice utilit di avvicinare i
bambini sia alla lettura che alla rielaborazione per immagini della storia stessa. Il primo passo del
laboratorio dunque teso a far conoscere dei libri ai bambini. Il maestro La Cava, promotore del
laboratorio, ha costruito una piccola biblioteca ambulante sul retro della sua Ape car e da anni si sposta
di paese in paese per far conoscere i libri ai bambini. Le due opzioni presentate alle classi sono:
trasformare un testo letterario in un racconto cinematografico, dalla scrittura di soggetto e
sceneggiatura alle riprese e al montaggio; realizzare un cartone animato a partire da un testo, in cui i
bambini disegnano e animano personaggi e sfondi. Se da una parte c un chiaro intento tecnico e
artigianale nellapprendere un nuovo mestiere, dallaltra vi un chiaro stimolo alla fantasia e alla
creativit. Inoltre, questo laboratorio anche un modo per apprezzare il lavoro che viene svolto dietro
la realizzazione di un film e per accrescere la propria consapevolezza critica di fronte a ci che
trasmettono i media mainstream.
TERRITORIO Ferrandina dista circa 40 chilometri dal capoluogo Matera. Sebbene Ferrandina sia
connessa alla linea Salerno-Taranto, il collegamento ferroviario con Matera non mai stato completato.
Questo uno dei limiti infrastrutturali che tra le altre cose pregiudicano laccesso alla cultura in
Basilicata.




Un cavallo ad arte
CITT Napoli, NA, Campania
SCUOLE IC Ruggero Bonghi, plesso Ascarelli (quartiere Gianturco)
CLASSI COINVOLTE una prima e una terza, 30 alunni
PROPONENTI Raffaella Lavanga, Simone Picardi, Diego Paura

Manifestazione di piazza coi manufatti realizzati durante il laboratorio
LABORATORIO Un cavallo ad arte si prefigge di realizzare un cavallo in cartapesta di dimensioni
reali allinterno di unaula della scuola. Data la grandezza, il cavallo costretto in una condizione di
clausura, senza possibilit di uscita dalla stanza. Al termine della realizzazione dellopera, i bambini
allestiscono laula con racconti e disegni che rappresentano il cavallo nella letteratura e nellarte. Tra i
racconti che vengono proposti ai bambini per stimolare suggestioni assume un ruolo importante la
storia di Marco Cavallo di Franco Basaglia. Per usare le parole degli educatori napoletani: il cavallo
nell'immaginario comune un animale libero e fiero che ha infinite possibilit di fronte a s mentre
corre libero, ma rinchiuso in una stanza non pu che rappresentare solo il desiderio di libert e
realizzazione. Lobiettivo del laboratorio quello di far rielaborare ai bambini la condizione sociale del
loro quartiere allinterno della citt. Gianturco un quartiere dormitorio che, come tale, pu limitare
aspirazioni e sogni. I bambini devono essere consapevoli che le vie per appropriarsi della propria
esistenza e del proprio territorio possono essere percorse senza dover necessariamente abbandonare
il luogo fisico in cui ci si trova.
TERRITORIO Gianturco (che prende il nome da Via Emanuele Gianturco) un quartiere
napoletano che confina per met con i binari della ferrovia e ha subito negli ultimi decenni un processo
di deindustrializzazione che lha portato oggi a una condizione di quartiere dormitorio. La scuola
inserita nel rione Luzzati, oggi abitato da numerose famiglie cinesi. Dallaltra parte dei binari il quartiere
prosegue. In via Emanuele Gianturco 101 si trova il CSOA Officine 99, aperto nel 1991, ambiente dal
quale escono i 99 Posse. Questa parte cosiddetta dei quattro ponti, che definiscono i suoi punti
daccesso. Pi problematica invece la presenza in via Brecce di SantErasmo di accampamenti
informali dalle condizioni abitative precarie.


Esperimenti di cinema Il denaro
CITT Ponte San Nicol, PD, Veneto, Selva di Progno, VR, Veneto, Marano di Napoli, NA,
Campania
SCUOLE IC Ponte San Nicol, plesso Marconi di Roncaglia; scuole partner: IC Tregnano-Badia
Calavena, plesso Ederle di San Bortolo delle montagne e III circolo didattico Marano di Napoli G.
Siani, plesso Siani
CLASSI COINVOLTE 4 classi e due pluriclasse, 90 alunni
PROPONENTI Raffaella Traniello, Nicola De Vincenzo, Antonella Rossi, Giovanni Gatto, Simona
Cazzato, Simonetta Garzotto, Ilenia Busti, Pina Baiano

Fase di montaggio di un laboratorio passato
LABORATORIO Esperimenti di cinema un laboratorio di video partecipato che intende trattare il
tema della ricchezza coi bambini. Non solo il denaro in senso stretto a essere preso in considerazione,
ma anche i concetti di status symbol, diseguaglianze sociali e cose che non hanno valore monetario. A
una fase di brainstorming e scrittura, seguir la registrazione audio delle idee e la condivisione tra le tre
scuole coinvolte dei ragionamenti effettuati. Il percorso si conclude con la realizzazione di un video in
stop-motion, con regia e montaggio a cura della referente di progetto. Questi esperimenti avranno
luogo in tre diverse scuole situate in tre contesti diversi: una scuola di un paese di campagna alle porte
di una media citt settentrionale; un plesso montano ogni anno a rischio chiusura; una scuola in un
paese ricco di storia alle porte di una grande citt del Sud. Le diverse sedi pongono sfide aggiuntive ai
singoli laboratori, permettendo ai formatori di confrontarsi su pensieri che escono da territori differenti
e pongono i bambini nella condizione di dialogare su un comune terreno di lavoro creativo. Alla fine,
infatti, previsto un incontro tra i gruppi appartenenti alle tre diverse scuole.
TERRITORIO Ponte San Nicol un comune di circa 13mila abitanti ai confini della citt di
Padova. San Bortolo (Selva di Progno, VR) una localit montana a 900 metri slm in cui vivono circa
300 abitanti. Marano di Napoli ha 60.000 abitanti e si trova a pochi chilometri da Napoli.



Libri mai visti
CITT Roma, Lazio
SCUOLE IC Daniele Manin, plesso Di Donato (quartieri Esquilino); IC Alberto Manzi, plesso A.
Manzi (quartiere Pigneto/Torpignattara)
CLASSI COINVOLTE due quinte elementari, 40 alunni
PROPONENTI Associazione genitori, scuola Di Donato, ELSE, edizioni libri serigrafici e altro,
Marco Carsetti, Francesca Colonia, Luigia Giovannangelo, Valeria Cavallini, Paola Gagliarducci, Alessia
Castaldi, Emilia Martinelli

La preparazione delle illustrazioni del libro
LABORATORIO Libri mai visti riproduce un laboratorio artigianale editoriale allinterno di due
scuole romane con macchine serigrafiche e tirabozze tipografici. Lobiettivo finale quello di produrre
libri illustrati in cui ogni pagina disegnata e raccontata dai bambini. Di particolare valore
lassociazione di una certa manualit allinterno di un luogo di lavoro con il trattamento di un tema a
loro caro: la famiglia. Da una parte infatti, prevista la visita delle classi alle Edizioni Else per
permettere una miglior comprensione del contesto lavorativo. Dallaltra il contenuto del libro verter
sulla tema della famiglia e verr rielaborato durante discussioni e uscite fuori dalla scuola. Lemersione
della visione dei bambini relativa alle diverse origini familiari ha la potenzialit di smascherare alcuni
pregiudizi attuali e pu svelare alcuni meccanismi delle relazionali che intercorrono tra insegnanti e
genitori. Sono previste alcune attivit per facilitare la trattazione del contesto familiare e per far entrare
la realt nelle pagine scritte, quali la costruzione di marionette di cartone che rappresentano un membro
della famiglia e la realizzazione di storie con il Kamishibai.
TERRITORIO I quartieri in cui si ubicano le due scuole sono lEsquilino e la parte del Pigneto che
confina con Torpignattara, zone caratterizzate da spazi urbani con pochi alberi e attraversati da strade
congestionate di automobili. Inoltre, sono entrambi conosciuti per lalto tasso di famiglie straniere
residenti, ma questa non una criticit in s. Anzi, il discorso sulla famiglia pu arricchire e ampliare la
consapevolezza e la comprensione del mondo che circonda tanto i bambini, quanto gli adulti.


Re-Act, la terza vita delle cose
CITT Orte (VT), Lazio, Terni (TR), Umbria
SCUOLE IC Isola doro, plessi di Orte e Orte Scalo, Direzione didattica G. Mazzini, plessi Mazzini,
Vittorio Veneto e Anita Garibaldi
CLASSI COINVOLTE dieci classi, 230 alunni
PROPONENTI E.Di.T. - Educazione Diritti Territorio Societ Cooperativa Sociale, Arciragazzi
Castelli In Aria, S.A.M.I. - Spazio Accoglienza Mediazione Integrazione, Lucio Mattioli, Manuela Di
Loreto, Maura Natali, Massimo Trasarti, Elisabetta Giovenali

Attivit preliminari di un laboratorio di trash art
LABORATORIO Re-Act un laboratorio articolato che prevede la (ri)scoperta della manualit, il
riciclo di rifiuti o materiali abbandonati e la valorizzazione della cooperazione tra bambini. La terza
vita sta a indicare il riciclo del rifiuto in qualcosa di nuovo. Gli educatori del laboratorio propongono,
infatti, un percorso di trash art, con la costruzione di opere darte a partire da materiali di scarto. In
questo percorso importante la ricerca dei materiali, che avverr sia nei locali della scuola sia nelle
soffitte e negli scantinati di Terni e Orte. Avviene infatti unattenta ricerca di materiali abbandonati
allinterno della scuola, negli scantinati, nella mensa, e prosegue poi in citt, nelle cantine, negli
sgabuzzini, nelle soffitte, nei garage. In un secondo momento, i bambini discutono e ricercano i luoghi
migliori dove esporre le opere. Ogni bambino dovr realizzare un piccolo manufatto che verr
successivamente assemblato a tutti gli altri per formare una grande singola opera darte. Il processo
decisionale tra i bambini e tra bambini e insegnanti viene integrato dal confronto con le famiglie e da un
successivo incontro con gli alunni delle altre scuole. Infine, il laboratorio prevede una parallela
esplorazione della citt, al fine di individuare il miglior luogo in cui allestire una mostra pubblica dei
manufatti realizzati.
TERRITORIO Terni e Orte distano lun laltra 30 chilometri circa. Sono immersi nel tipico
paesaggio collinare del centro italico. A Terni ci sono molte opere contemporanee esposte in luoghi
pubblici, per questo il laboratorio potrebbe contribuire a uneducazione allarte diffusa.


Lultima scuola
CITT Selva di Progno, VR, Veneto
SCUOLE IC Tregnano-Badia Calavena, plesso Ederle di San Bortolo delle montagne
CLASSI COINVOLTE due pluriclasse, 22 alunni
PROPONENTI Giulia Roncari, Serafino Caloi

La localit di San Bortolo (VR)
LABORATORIO Lultima scuola un vero e proprio lavoro di ricerca darchivio e di
documentazione circa lo spopolamento di San Bortolo (VR) tra gli anni 50 e 70. La ricerca svolta dai
bambini viene affrontata in termini storici, statistici, antropologici e sociologici. Il laboratorio si avvicina
a un modello di inchiesta sociale il cui sguardo infantile pu offrire numerosi spunti di riflessione. Non
ci vuole essere un valore giudicante nel lavoro di ricerca, lobiettivo non quello di valutare
qualitativamente la situazione presente rispetto a quella passata, ma di acquisire gli strumenti necessari
per analizzare in maniera critica avvenimenti storici che spesso travolgono le persone senza lasciargli il
giusto tempo per rielaborare ci che sta accadendo. Aspetto peculiare del laboratorio il
coinvolgimento della biblioteca comunale, fortemente voluta dagli insegnanti. Sar la biblioteca a
fornire dati e a sostenere lo svolgimento delle attivit. A conclusione del laboratorio viene allestita una
mostra allinterno della scuola. Per non ridurre la ricerca al solo San Bortolo, i proponenti hanno
coinvolto anche altre scuole del territorio (Velo Veronese, San Mauro, Badia Calavena, Tregnago, Selva
di Progno). Tutte svilupperanno, in varie modalit, il tema dello spopolamento e i suoi risvolti, con la
conseguente chiusura delle piccole scuole, e produrranno materiali utili ad allestire una piccola mostra
di fine anno, ciascuna nel proprio plesso. Si creer in tal modo una rete di scuole unite da un progetto
comune che esporr, ciascuna a suo modo, i risultati della ricerca, ad un tempo comune e differenziata.
Lultima scuola, dunque, mette in risalto la questione dei plessi montani e pone in essere un modello
innovativo di scuola come punto di riferimento delle comunit.
TERRITORIO San Bortolo una localit montana a 900 metri slm in cui vivono circa 300 abitanti.
Il paese appartiene al comune Selva di Progno (VR). Il territorio inserito nella Val dIllasi e si trova a
ridosso della Lessinia.