Sei sulla pagina 1di 171

UNIVERSIT DELLA VALLE DAOSTA

UNIVERIT DE LA VALLE DAOSTE




Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

Indirizzo Scuola dellinfanzia






TESI DI LAUREA


Lorto scolastico: un possibile ponte
tra bambini e natura






Docente relatore:
Prof. Fabrizio Bertolino


Candidata:
Stephanie Bonin
Matricola: 09 A01 290


ANNO ACCADEMICO 2013-2014


RINGRAZIAMENTI


Desidero innanzitutto ringraziare il professor Fabrizio Bertolino, relatore di questa tesi
di laurea, per la disponibilit e la cortesia avute nei miei confronti, e per gli spunti di
riflessione, i consigli e laiuto fornitomi durante la stesura.

Ringrazio inoltre le insegnanti delle scuole dellinfanzia Oreste Marcoz di Aosta, Saint
Marcel e Verrayes per avermi accolta e tutti i bambini, i veri protagonisti della mia
indagine.

Un pensiero particolare a tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo
cammino. Innanzitutto ai miei genitori, che con il loro continuo sostegno mi hanno
permesso di raggiungere questo traguardo. Un grazie anche a Didier e Nicolas, i miei
cugini, per avermi fornito importanti spunti sui quali riflettere, a mia sorella per
lincoraggiamento continuo, a Gaia e Matteo, i miei nipoti, che con il loro affetto hanno
reso questi mesi di lavoro pi leggeri e a Loris per aver sempre creduto in me.

1
INDICE


INTRODUZIONE 3

CAPITOLO 1
I bambini e la natura
8
1.1 Bambini e natura: un legame spezzato 8
1.2 La mia esperienza personale: alcuni ricordi 23

CAPITOLO 2
La rappresentazione della campagna: disegni e parole dei bambini
33
2.1 Immagine di fattoria e mondo rurale fornita dai vecchi e nuovi
media
33
2.2 Analisi delle rappresentazioni in bambini della scuola dellinfanzia 36
2.2.1 Il dialogo iniziale con le insegnanti 38
2.3 Strumenti e metodologie di ricerca 48
2.4 Analisi dei risultati relativi alla prima fase dellindagine 51
2.5 Analisi dei disegni 55
2.6 Analisi dei dialoghi 71
2.7 Analisi di un elemento specifico: lorto 80
2.8 Alcune considerazioni generali 88


2
CAPITOLO 3
Gli agri-internauti: alla scoperta dei giochi on line sul mondo rurale
91
3.1 Mi invento giocatrice 94
3.1.1 La fattoria domino 95
3.1.2 Il gioco Farmerama 100
3.2 Riflessioni di secondo livello 128

CAPITOLO 4
Dal campiello allorto scolastico
134
4.1 Lorto scolastico 140
4.2 Alcune proposte di orto scolastico 144
4.2.1 Orti di Pace 146
4.2.2 Orto in Condotta 149
4.2.3 Mi Coltivo. Orto a scuola 152
4.2.4 Orti scolastici F.A.O. 154
4.2.5 Uno strano professionista: Emilio Bertoncini 155

CONCLUSIONI 161

BIBLIOGRAFIA 167

SITOGRAFIA 169



3

INTRODUZIONE


Questo lavoro di tesi rappresenta la conclusione del mio percorso di studi per
diventare insegnante di scuola dellinfanzia, iniziato nellanno scolastico 2009/2010
presso lUniversit della Valle dAosta.
Nella scelta dellargomento da sviluppare devo ammettere che lunica cosa certa fin
dallinizio era la volont di concentrarmi sui bambini, con i quali spero di lavorare a
breve e, sulla natura, come contesto indispensabile per una crescita equilibrata. Eccomi
dunque ad incontrare il professor Fabrizio Bertolino, per concordare una tematica: Gli
spazi esterni alle scuole? Gli asili nel bosco? I parchi avventura? Lorto scolastico?
Nonostante mi fossero state presentate molte proposte, la scelta stata facile ed
immediata. Sentendo parlare di orto scolastico, infatti, ho subito pensato ai racconti di
mia madre, educatrice allasilo nido di Nus, la quale, insieme alle colleghe, ha realizzato
e tuttora realizza un piccolo orto con i bambini. Ecco dunque, che la volont di saperne
di pi sullargomento per poter confrontarmi con lei (e perch no, poterle offrire
suggerimenti) legata al fatto che si tratta di uniniziativa che mi piacerebbe
intraprendere durante la mia futura carriera lavorativa, hanno fatto si che iniziassi il mio
percorso di ricerca.
Il primo passo stato di approfondire il rapporto tra bambini e natura. Infatti, uno dei
maggiori problemi che molti educatori, pediatri, genitori denunciano, sicuramente il
progressivo distacco dei bambini di oggi dal mondo naturale, con tutte le sue
conseguenze. La vita che essi vivono, infatti, molto spesso non risponde alle loro
esigenze: sedentaria, solitaria, confinata in spazi chiusi, regolata dai ritmi frenetici degli
adulti.
Ma i bambini non vogliono questo, almeno non tutti! Tra le cose di cui i bambini
sentono principalmente il bisogno vi sono quelle che non si possono comprare, come
laria, la terra, lacqua, lerba, le piante, gli animali
1
. Peccato che gli adulti, molto
spesso, sembrano non voler ascoltare tali necessit, preferendo avviare i loro figli verso

1
Louv R. (2006), Lultimo bambino nei boschi, Rizzoli, Milano: p. 7

4
una vita sempre pi estranea a tali elementi. Lunica colpa che possiamo attribuire ai
bambini dunque quella di essere nati al giorno doggi.
Il problema che ho preso in esame nella prima parte della mia tesi assume una
particolare rilevanza anche in letteratura: il rapporto tra bambini e natura da sempre
stato al centro dellattenzione di numerosi autori. Infatti gi Rousseau parlava di
educazione naturale per i piccoli e dopo di lui, vari studiosi si sono soffermati su tale
questione. A Pestalozzi dobbiamo il merito di aver istituito una nuova scuola, in
Svizzera, nella sua tenuta agraria, la quale accanto allistruzione di base introduce una
buona formazione professionale in campo agricolo. Froebel citato per il suo
Kindergarten, mentre Dewey distingue le esperienze primarie (approccio diretto alla
conoscenza), da quelle secondarie (approccio indiretto). La Montessori, inoltre, ha il
merito di aver posto lattenzione sullimportanza delle esperienze dirette per sanare la
rottura proprio tra bambini e natura, delle attivit svolte allaria aperta e del bisogno
primario di interazione con il mondo naturale. Negli stessi anni della Montessori anche
le sorelle Agazzi introducono importanti novit allinterno della loro scuola infantile
fondata a Mompiano: tra le altre, vengono infatti effettuate attivit di giardinaggio e di
allevamento di animali domestici. Infine, pi di recente, Gardner ha introdotto, tra le
altre intelligenze, anche quella naturalistica. Nel primo capitolo ho approfondito questi
autori, ho cercato di individuare le cause e le conseguenze del distacco fra bambini e
natura soffermandomi in modo particolare su quello che Richard Louv ha chiamato
Disturbo da Deficit di Natura. Come ultimo, ho voluto arricchire il tutto riportando
alcuni tra i ricordi pi vivi della mia infanzia riferiti alle principali esperienze con
lambiente naturale.
Una volta circoscritto ed approfondito la problematica, ho proseguito il mio lavoro
riflettendo sui possibili ponti, cio quelle esperienze, quei contesti, capaci di favorire un
collegamento, un riavvicinamento, un recupero della natura nella vita dei bambini. Tra
gli altri, ho deciso di analizzarne due in particolare: il mondo dei giochi on line e
lesperienza dellorto scolastico.
Ma prima di calarmi in tale analisi ho sentito la necessit di avvicinarmi alla mia
futura professione esplorando proprio un contesto in cui si possono costruire solidi
ponti: la scuola dellinfanzia!

5
Nel secondo capitolo ho quindi deciso di condurre unindagine in tre scuole
dellinfanzia valdostane al fine di farmi unidea generale del rapporto che i bambini
hanno con lambiente naturale (in particolar modo con la natura coltivata e allevata, cio
con lambiente rurale), ma anche per scoprire se il materiale presente, le attivit
proposte e le uscite sul territorio, in qualche modo influiscono sulla rappresentazione
che loro stessi possiedono di tale mondo. A tale scopo ho proposto la realizzazione di
disegni raffiguranti la fattoria ed ho condotto brevi dialoghi, svolti con le insegnanti
prima e con i bambini poi. La scelta delle scuole campione ha previsto la presenza una
scuola di montagna (Scuola dellInfanzia di Verrayes capoluogo), una di citt (Scuola
dellinfanzia Oreste Marcoz di Aosta) e di una terza, la scuola dellinfanzia di Saint
Marcel, essendo presente in tale paese il Centro Agricolo Dimostrativo.
Un primo ponte sul quale ho voluto soffermarmi e che si sta facendo strada negli
ultimi anni riguarda dunque il mondo della tecnologia, riferendomi in particolare ai
giochi on line. Infatti, ogni soggetto coinvolto nei processi di educazione e formazione
delle nuove generazioni, deve confrontarsi con la sempre crescente diffusione dei nuovi
media. Ecco che questi ultimi rappresentano una modalit alternativa con la quale i
bambini imparano, incontrano le cose ed i fatti della realt, si relazionano tra di loro. Le
nuove generazioni, dunque, nel costruirsi la rappresentazione del mondo rurale,
risultano sempre pi privi di un ancoraggio con tale realt, la quale viene per
influenzata da tutta una serie di altri elementi tra i quali i browser games.
Ma lesperienza vissuta in rete pu essere sostitutiva dellesperienza diretta? Il
contesto agricolo [] da luogo di vita, sostentamento, lavoro condiviso dalla quasi
totalit degli italiani, andato incontro ad una radicale trasformazione, venendo ad
assumere i tratti di uno spazio estraneo, se non per i pochi rimasti o per i nuovi
tornati
2
. Abbiamo dunque degli agri-internauti che passano ore davanti allo schermo in
solitudine ma che non sanno pi usare le mani. Ecco dunque che Zavalloni afferma
limportanza di fare esperienze vive, concrete, non virtuali. Sono esperienze
apparentemente semplici, banali, elementari, ma che spesso sono bandite dalla vita dei
nostri studenti.

2
Bertolino F., Piccinelli A., Perazzone A. (2012), Extraterrestri in campagna. Quando insegnanti e
ragazzi sbarcano in fattoria didattica, Negretto editore, Mantova.

6
Nel terzo capitolo, mi sono quindi concentrata sulla rappresentazione che due giochi
on line, Farmerama e La Fattoria Domino, forniscono del mondo agricolo ai loro
piccoli utenti. Al fine di analizzare le principali caratteristiche di entrambi mi sono
calata nei panni della giocatrice e, senza la pretesa di esaurire largomento, ho elaborato
alcune considerazioni utili per riflettere su alcuni simboli e scenari che dominano
limmaginario del mondo agricolo nei bambini di oggi.
Il secondo ponte tra bambini e natura che ho voluto prendere in considerazione
riguarda in modo particolare gli orti scolastici rivelatisi una valida soluzione per cercare
di assottigliare il pi possibile il divario. Nel quarto capitolo ho dunque voluto da un
lato mostrare come liniziativa degli orti scolastici non sia nuova, essendo gi presente
agli inizi del 900, seppur con finalit differenti, e dallaltro presentare alcune fra le pi
rilevanti proposte inerenti al tema: Orti di pace, Orto in condotta, MiColtivo.Orto a
scuola, Orti scolastici F.A.O. e lesperienza del dott. agronomo Emilio Bertoncini.
Riavvicinare i bambini al mondo naturale infatti non risulta impossibile, e la sfida
deve partire dagli adulti, in primo luogo dai genitori ma anche dalla scuola dove i
piccoli trascorrono gran parte del loro tempo. Ecco dunque che il grande interesse (fig. 1
e 2) dimostrato oggigiorno nei confronti dellorto (nelle sue diverse forme: Ortoterapia,
Orto urbano, Orto carcerario, ecc.) se declinato in orto scolastico pu effettivamente
diventare il punto di partenza per una sinergia tra scuola e territorio in primis, oltre che
per unefficace cooperazione tra insegnanti e genitori/familiari.






7



Fig. 1: Il manifesto del
Festival degli orti tenutosi dal
07 Giugno al 08 Giugno 2014,
a Monza (Mi). I visitatori di
tale Festival sono stati accolti
da un orto verticale della
misura di 6 metri di altezza.
Nonostante una delle iniziative
consisteva nel permettere ai
bambini di mettere le mani
nella terra, nessun particolare
riferimento stato fatto agli
orti scolastici.
Fig. 2: Il manifesto di
OrtinFestival tenutosi dal 30
maggio al 2 giugno 2014 nella
Reggia di Venaria (To): si tratta
di un immenso orto
contemporaneo allaria aperta e
in serra, strutturato in diverse
sezioni. Purtroppo tale Festival
non ha preso in considerazione
lorto scolastico.

8


CAPITOLO 1

I BAMBINI E LA NATURA


Oggi molto probabilmente un ragazzo sarebbe in
grado di sciorinare una serie di informazioni sulla foresta
pluviale amazzonica, ma non saprebbe dire quando stata
lultima volta che ha esplorato un bosco da solo o si
sdraiato in un campo ad ascoltare il rumore del vento o a
guardare le nuvole in viaggio.
(Louv, 2006: p. 22)


1.1 Bambini e natura: un legame che si sta spezzando
Negli ultimi anni stiamo andando incontro ad un fenomeno che pochi si sarebbero
aspettati: si sta, infatti, creando una significativa frattura fra le nuove generazioni e la
natura. Il gioco nei prati, le passeggiate nei boschi o lungo fiumi e torrenti, le
camminate ai laghi, ai colli o alle cime, il contatto con gli animali, sono esperienze
sempre pi rare nei bambini di oggi. Le nuove generazioni stanno dunque crescendo
senza un vero contatto con la natura e sempre pi spesso possibile notare un senso di
disagio o smarrimento quando si trovano allaria aperta. Infatti, come afferma Louv nel
suo volume Lultimo bambino nei boschi, per le nuove generazioni la natura pi
unastrazione che una realt, sta diventando in misura sempre crescente qualcosa da
guardare, consumare, indossare e ignorare.
Il rapporto tra il bambino e la natura stato al centro dellattenzione di molti
studiosi. Nellimpossibilit di compiere unanalisi puntale, effettuer una breve
rassegna storica al fine di illustrare come ci sia sempre stato un interesse nei confronti di
tale tema.
Per cominciare, gi Rousseau (1712-1778) sottolineava limportanza della natura
nelleducazione dei piccoli, parlando di educazione naturale. Infatti il concetto che vi
alla base la forte opposizione tra natura e cultura: allo stato di natura, contrariamente a
quello di cultura, lindividuo vive in una condizione di uguaglianza e libert. Ecco

9
perch leducazione, secondo lautore, deve essere necessariamente naturale, a diretto
contatto con la natura, lontano dalla societ corrotta degli adulti e quindi fondata
sullinsieme delle facolt umane e intellettive dello stato originario delluomo.
Rousseau ritiene essenziale il metodo utilizzato dagli insegnanti, il quale deve essere
coerente con levoluzione naturale del soggetto, seguendo i ritmi dello sviluppo
individuale. Ecco uno dei tanti consigli che il filosofo offre allinterno del saggio
Emilio o delleducazione: rendete il vostro allievo attento ai fenomeni della natura;
in breve lo renderete curioso; ma per nutrire la sua curiosit non affrettatevi mai a
soddisfarla. Ponete le questioni alla sua portata e lasciate che sia lui a risolverle.
3

Successivamente altri autori hanno sottolineato limportanza del rapporto con la
natura fin dai primi anni di vita. In modo particolare, Pestalozzi (1746-1827), traendo
spunto dal pensiero di Rousseau, sottolinea limportanza di una educazione del bambino
autenticamente naturale. Dopo una prima esperienza come agricoltore senza successo,
Pestalozzi, insieme alla moglie, istituisce una nuova scuola a Neuhof, in Svizzera, nella
sua tenuta agricola. La particolarit risiede nellintrodurre, accanto allistruzione di
base, una buona formazione professionale (in campo agricolo e manifatturiero):
lapprendimento avviene mediante losservazione e il naturale esercizio dei sensi.
Pestalozzi definisce inoltre il ruolo delleducatore, il quale assume il compito di aiutare
il bambino ad esternare e sviluppare le sue facolt innate, accompagnandolo
armoniosamente nel suo sviluppo intellettuale e morale, ponendo quindi laccento sulle
nozioni pratiche a discapito di quelle astratte.
4

Discepolo ideale di Pestalozzi ed ammiratore di Rousseau, il pedagogista tedesco
Fredrich Froebel (1782-1852), ha tra i meriti quello di aver creato i giardini
dinfanzia. Il suo primo Kindergarten venne istituito nel 1840 a Blankenburg, nel nord
della Germania. Tale ambiente educativo, non pu essere paragonato n ad una casa di
custodia (lasilo), n ad una scuola elementare precoce, ma viene identificato come una
nuova istituzione con specifiche finalit, programmi e metodi: corrispondente
allodierna scuola dellinfanzia. Questi giardini sono gestiti da una maestra considerata
giardiniera che coordina le attivit. Il giardino rappresenta una comunit educativa

3
Citazione contenuta allinterno del saggio di Rousseau J.J. (1954), Emilio o delleducazione, La
Nuova Italia, Firenze e riproposta allinterno del volume di Oliverio A., Oliverio Ferrarsi A. (2011), A
piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere, Giunti, Firenze.
4
Nozioni tratte dal sito: www.parodos.it/news/pestalozzi.htm. Parodos un magazine elettronico
dedicato al mondo del libro.

10
centrata sul bambino ed strutturato intorno alla coltivazione di piante, al rapporto con
gli ambienti naturali ed al gioco. Ognuno dovrebbe poter disporre di un suo pezzo di
terra in quanto la coltivazione delle piante incoraggia i bambini a crescere in armonia
con la natura e ne sviluppa il senso di responsabilit.
5
Secondo la pedagogia di questo
autore, inoltre, il bambino stesso viene paragonato ad una pianta da coltivare, che deve
crescere in piena libert, senza condizionamenti o imposizioni da parte delleducatore
che viene considerato lintermediario tra leducando e la natura. Di fondamentale
importanza, per questo autore, il primo approccio che il bambino instaura con la
natura, in quanto da tale relazione si possono ricavare insegnamenti fondamentali per
una crescita fondata sul rispetto per gli altri e per lambiente.
6

Un contributo significativo viene fornito anche da Maria Montessori (1870-1952),
che ha sempre sostenuto limportanza fondamentale del rapporto del bambino con la
natura in educazione
7
. Il suo metodo didattico, ideato per la prima infanzia, prevede
attivit allaria aperta fuori dalle abituali aule scolastiche, losservazione della natura, la
coltivazione delle piante e lallevamento degli animali. Lo scopo di tale insegnamento
non solo quello di favorire lo sviluppo fisico dei bambini attraverso il movimento, ma
anche di sviluppare una conoscenza approfondita dei prodotti orticoli che verranno poi
utilizzati, successivamente, come arricchimento per la mensa scolastica. Gi in quegli
anni, la Montessori ha intuito come i bambini vivessero separati dalla natura, entrando
raramente in contatto intimo con essa. Lei stessa afferma che non sufficiente
conoscere la natura studiandola o ammirandola, ma diventa fondamentale farne
esperienza diretta: il bambino ha bisogno di viverla in prima persona. Essi dunque non
si accontentano di osservarla, ma necessitano di poter cercare, scoprire, intervenire: i
bambini sono profondamente contenti di agire, di conoscere, di esplorare () essi
desiderano mettere in diretto rapporto la loro attivit con i prodotti della natura ()
perch con lattivit che essi stessi fanno sbocciare germogli carichi di bellezza della
propria piccola personalit.
8
Le esperienze di cui parla la Montessori (raccolta di frutta

5
Tratto dal libro: Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2011), A piedi nudi nel verde. Giocare per
imparare a vivere, Giunti, Firenze.
6
Tratto dal sito: www.apprendimentocooperativo.it/?ida=11257, a cura del Ce.Se.Di (Centro Servizi
Didattici, della provincia di Torino).
7
Informazioni tratte dal libro Ferraris A., Oliverio A. (2011), A piedi nudi nel verde. Giocare per
imparare a vivere, Giunti, Firenze e dal sito www.montessoriinpratica.it/web/content/nell-orto-e-cucina-
con-maria-montessori
8
Tratto dal libro: Maria Montessori, (1999), La scoperta del bambino, Garzanti, Milano.

11
e verdura, la ricerca delle fragoline tra le foglie, la cura degli animali, il tenere puliti i
viali e le aiuole, il raccogliere foglie secche e classificarle a seconda di differenti
caratteristiche ecc.) si pongono dunque il fine di far nascere quel godimento che si
prova quando il proprio impegno contribuisce alla nascita di una nuova vita, di far
crescere la soddisfazione riguardo al proprio lavoro (preceduta dallattesa, dalle cure,
delle responsabilit e preoccupazioni), di far cogliere le relazioni fra le cose e quindi
sviluppare il sentimento che ogni cosa strettamente collegata su questo pianeta e di far
riflettere sul ritmo della natura: sono necessari tempo, cura, pazienza perch un seme
deposto in un vasetto metta radici e dia vita a una piantina, perch dopo i fiori vengano
i frutti, perch le uova si schiudano e nascano i pulcini.
9

Maria Montessori, infine, denuncia uniperprotezione degli adulti nei confronti dei
bambini che in questo modo non hanno la possibilit di vivere la natura in prima
persona.
[] La natura, in verit, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono
laria e il sole come nemici mortali. Si teme la brina notturna come un serpente
nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto lincendio.
(Montessori, 1999: p.74)

Quindi un secolo fa, la Montessori parlava di distacco tra bambini e natura, della
necessit di esperienze dirette per sanare tale disagio, di uscire dalle aule scolastiche per
svolgere le attivit allaria aperta, del bisogno di interazione con il mondo naturale, di
una iperprotezione dei genitori a riguardo. Ma cosa penserebbe la Dottoressa, se avesse
la possibilit di vivere nella societ attuale, lei che gi nei primi anni del 900 sosteneva
tali idee? E perch noi che riconosciamo tanta importanza alla Montessori da inserirne
limmagine su una moneta e su una banconota (fig. 1), sembriamo indifferenti rispetto a
questi problemi?



9
Tratto dal saggio Il bambino e la natura in cinquantanni della rivista Vita dellinfanzia contenuto
nel libro: De Santis L., (2010), In giardino e nellorto con Maria Montessori. La natura nelleducazione
dellinfanzia. Fef Editore, Roma.

12

Fig. 1: Banconota da mille lire in uso negli anni 90 dello scorso secolo
(da collezione privata).

Un altro pedagogista che si occupato del rapporto delluomo con la natura John
Dewey (1859-1952), il quale distingue le esperienze primarie, ossia quelle che
richiedono un approccio diretto alla conoscenza, dalle esperienze secondarie, basate su
un approccio indiretto. Secondo tale autore, lindividuo non deve rimanere uno
spettatore passivo, ma al contrario deve poter interagire con il mondo che lo circonda,
agendo e reagendo su di esso. Gi ai suoi tempi, egli denunciava un mondo che stava
diventando sempre pi improntato sulla tecnologia (sebbene ancora molto lontano dai
livelli attuali), con il conseguente rischio di una perdita significativa delle esperienze
primarie (quali ad esempio il toccare, il sentire, il vedere, lassaggiare, il percorrere
ecc.) sostituite sempre di pi da quelle secondarie (ad esempio quelle fornite dalla
televisione), non fruibili quindi in prima persona. Unimportanza di rilievo, invece, deve
assumere lesperienza diretta, la quale deve essere permessa e sostenuta
dalleducazione, partendo dalla quotidianit nella quale il soggetto vive. Questultima si
rivela educativa nel momento in cui produce lespansione e larricchimento del
bambino. Una sostituzione sistematica e sconsiderata delle esperienze primarie con
quelle secondarie nei primi anni rischia, secondo Dewey, di spersonalizzare la vita
umana.
10

Un importante contributo ci viene fornito dalle sorelle Agazzi, Rosa (1866-1951) e
Carolina (1870-1945), le quali introducono la denominazione Scuola Materna a partire

10
Tratto dal libro: Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2011), A piedi nudi nel verde. Giocare per
imparare a vivere, Giunti, Firenze.

13
dal 1895. Il termine materno sta ad indicare latteggiamento affettivo della maestra, la
quale propone essenzialmente esercizi di vita pratica. Le sorelle fondano una scuola
infantile a Mompiano, in provincia di Brescia, allinterno della quale si introducono
importanti cambiamenti rispetto alla scuola tradizionale: le lezioni vengono ridotte al
minimo, cosi come lutilizzo di libri e lavagne, introducendo, tra le altre, attivit di
giardinaggio e di allevamento di animali domestici. Il giardino viene dunque ad
assumere un ruolo significativo allinterno di tale metodo educativo, in quanto in
grado di occupare piacevolmente i bambini in un lavoro utile e allaria aperta, di far
sperimentare in loro la soddisfazione nel veder nascere un frutto o una verdura come
opera del loro impegno, educando il loro senso di responsabilit.
11

Limportanza della natura in educazione ci viene evidenziata anche da Howard
Gardner, tuttoggi professore allUniversit di Harvard, che nel 1983 formula la sua
Teoria delle Intelligenze Multiple. Inizialmente egli ha ipotizzato lesistenza di sette
diversi tipi di intelligenze: linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale,
cinestetica, intrapersonale e interpersonale. Nel corso degli anni 90 ha poi aggiunto
altri due tipi di intelligenza: quella esistenziale, ma soprattutto quella naturalistica.
12

Questultima pu essere definita come larte di arrangiarsi nella natura, come il saper
riconoscere, classificare ed entrare in relazione con gli organismi viventi e gli oggetti
naturali. Essa si manifesta nelle persone che hanno cura ed agiscono a stretto contatto
con gli organismi viventi.
13
Coloro che presentano tale intelligenza amano coltivare e
prendersi cura delle piante, allevare animali, stare allaria aperta; essi sono sensibili ai
fenomeni naturali ed ai problemi connessi con lambiente. Al fine di favorire tale
intelligenza, dunque, risulta indispensabile creare occasioni affinch i bambini possano
entrare in contatto diretto con il mondo della natura
Gli autori appena citati sono solo alcuni tra coloro che si sono occupati del rapporto
tra il bambino e la natura, ma credo siano sufficienti per testimoniare limportanza che
tale argomento ha rivestito fin dal passato.
Inoltre, anche in Italia tale tema stato studiato ed analizzato da diversi autori. Tra
quelli contemporanei possiamo citare: Luigina Mortari (Ecologicamente pensando.

11
Tratto dal sito www.enciclopediadelledonne.it/impresa.php: tale enciclopedia si propone di
divulgare la conoscenza delle donne che hanno fatto la Storia.
12
Tratto dal libro: Louv R. (2006), Lultimo bambino nei boschi, Rizzoli, Milano.
13
www.homemademamma.com/2009/04/18/la-teoria-delle-intelligenze-multiple-lintelligenza-
naturalistica/.

14
Cultura ambientale e processi formativi, 1998; Per una pedagogia ecologica, 2001),
Albertina Oliverio e Anna Oliverio Ferraris (A piedi nudi nel verde, 2011), Francesco
Tonucci (La citt dei bambini, 1998), Daniele Zavalloni (I bambini e la natura, 1996),
Gianfranco Zavalloni (La pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e non violenta,
2008), Fabrizio Bertolino, Annamaria Piccinelli e Anna Perazzone (Extraterrestri in
campagna. Quando insegnanti e ragazzi sbarcano in fattoria didattica, 2012), Raffaele
Mantegazza (Il colore del grano. I bambini e la natura, 2008), Malavasi Laura
(L'educazione naturale nei servizi e nelle scuole dell'infanzia, 2013).
Allattenzione concessa da tutti gli autori sopra citati al rapporto tra bambini e natura
sembra non corrisponde ancora un adeguato riscontro da parte di insegnanti, genitori ed
operatori sociali. Infatti tale legame non prossimo a dare segni di miglioramento ma al
contrario continua a spezzarsi sempre di pi. A dimostrazione di tale affermazione
possiamo citare i risultati di uno studio condotto dalla rivista In a bottle in occasione
della Giornata mondiale dellalimentazione. Dallarticolo
14
pubblicato in data 20
Novembre 2013, emerso che un bambino su due in Italia, non conosce lorigine
naturale degli alimenti. Incuriosita da tale studio ho contattato via mail la redazione di
In a bottle chiedendole maggiori informazioni in merito, e con grande disponibilit mi
stato inviato il comunicato con i dati complessivi della ricerca che riporter
integralmente di seguito:
Un bambino su 2 bocciato in alimentazione e idratazione
Il formaggio ha i buchi, le verdure sono surgelate e i legumi servono per giocare
a tombola. La stragrande maggioranza dei bambini non conosce lorigine di cio
che mangia e secondo le mamme limmagine dei vari alimenti e mediata dalla
loro fantasia
Le verdure? Vengono raccolte dagli alberi (16%). La dieta mediterranea si chiama
cosi perch la segue chi abita sulle sponde del mar Mediterraneo (14%). Le uova?
Crescono sui bancali del supermercato (19%) e sono di cioccolato (18%). quello
che si sentono rispondere le mamme dai loro figli, - bambini di et compresa tra i
5 e gli 11 anni - che dimostrano di saperne poco o nulla dellorigine e della natura
di prodotti alimentari e acqua.
quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it), realizzato in
occasione della Giornata Mondiale dellAlimentazione, condotto con metodologia

14
Articolo pubblicato nel sito: www.icampielisi.com/1/category/bambini/1.html. In a bottle un
magazin ondine sponsorizzato dalla San Pellegrino: esso dedicato ai valori dellacqua minerale e pi in
generale alla risorsa acqua.

15
WOA (Web Opinion Analisys) su circa 1.400 mamme tra i 20 e i 45 anni attraverso
un monitoraggio online - su principali social network, blog, forum e community a
loro dedicate - per capire quanto i loro figli - in et compresa tra i 5 e gli 11 anni -
ne sanno di sana alimentazione e idratazione.
Quanto i bambini conoscono gli elementi basilari per unalimentazione sana e
nutriente? Parlando di formaggio, secondo il 24% delle mamme i loro figli
ritengono che e il cibo preferito dei topi, il 19% che nasce nel banco frigo del
supermercato e per il 14% ha i buchi. Anche sulle uova le osservazioni sono
strampalate: per il 43% le fanno nascere le galline, altri pensano che dentro
hanno la sorpresa e sono di cioccolato (18%), mentre il 19% delle mamme si
sente rispondere dai loro figli che crescono al supermercato e sono colorate.
Stessa sorte e toccata ai legumi: il 27% delle mamme dice che i loro figli li
mangiano quando le fanno arrabbiare, mentre ci sono bambini che pensano che
sono semini da cui nascono piante (14%). Non mancano poi quelli che li
associano al gioco della tombola (23%) o a cui fanno schifo (17%).
E cosa pensano invece delle verdure? Le mamme dicono che sono bocciate senza
speranza. Per il 47% dei loro figli hanno un pessimo sapore mentre per uno su 2
(52%) puzzano. Per il 16% poi nascono dagli alberi mentre per il 23% sono
quelle surgelate che si trovano nei supermercati. Banchi frigo che per i bambini
danno i natali anche ai pesci, come afferma il 22% delle mamme. Ce poi chi
pensa che essi vivono nelle pescherie (13%) e negli acquari (19%), mentre
per uno su 4 (26%) diventano poi a forma di bastoncino. Suscita ilarita anche
lidea che si sono fatti della dieta mediterranea: secondo il 56% delle mamme i
loro figli pensano che e quella che fanno i grandi per dimagrire; il 32% la
associa al non mangiare per non ingrassare, mentre 6 su 10 (61%) pensano che
viene fatta mangiando cose schifose. Ce infine chi (14%) afferma che e tipica
di coloro che abitano nel Mar Mediterraneo.
Quanto ne sanno invece di acqua e idratazione? Sullacqua emergono affermazioni
tra le piu bizzarre: un bambino su 3 (31%), secondo le mamme, dice che lacqua
si trova sempre in frigorifero, per il 26% nasce nel rubinetto, mentre per il
18% lacqua che si beve e quella raccolta durante le piogge. Emerge poi che
oltre 6 mamme su 10 (62%) spiegano che per i loro figli lacqua e tutta uguale
e che lacqua con le bollicine fa male perch pizzica la lingua e la bocca (28%).

I bambini di oggi fanno dunque fatica a credere che le uova, il formaggio e le
bistecche non sono prodotti artificiali realizzati dal supermercato, ma anche a credere
che il latte sia un prodotto che proviene dalla mungitura delle mucche e non una bibita
come la Coca Cola o laranciata.
Quali possono essere, dunque le cause di questa rottura? Quale la loro origine?
possibile identificarne molte e tra di loro interconnesse, alcune di pi strutturali
(come la progettazione degli spazi urbani per gli adulti e la tendenza sempre maggiore
della scuola di rinunciare alle esperienze dirette in natura) ed altre meno (come la
mancanza del tempo libero e le paure eccessive dei genitori).

16
Innanzitutto, sono sempre pi i bambini e gli adolescenti che crescono imprigionati
in citt dominate da smog e traffico e, sempre meno costruite a misura di bambino. Fino
a qualche decennio fa, nelle nostre citt, infatti, i bambini potevano giocare allaperto,
in spazi verdi, piazze e strade. Erano questi i luoghi dove ci si sentiva a proprio agio e
dovera possibile trovare dei compagni per divertirsi insieme. Da qualche decennio,
invece, il quadro ha cominciato a mutare ed oggi sono la maggior parte i bambini che
vivono pressoch unicamente in spazi interni: piazze e strade sono state invase dal
traffico e dallinquinamento, gli spazi pubblici sono diventati pericolosi e, nel costruire
nuovi quartieri, non si tenuto conto delle esigenze di crescita dei bambini.
15
La citt
ha cos perso le sue caratteristiche e, stravolgendo tutti i concetti di equilibrio, di
benessere e di stare insieme propri di un tempo, diventata infida e pericolosa per i
giovani di oggi. Gli ambienti di vita quotidiana, dunque, sempre pi si discostano dai
bisogni delle nuove generazioni e questo un primo grido dallarme.
La perdita di contatto con la natura, oltre ad essere la conseguenza delle
trasformazioni urbanistiche, in parte, anche dovuta allo stile di vita che si diffuso
negli ultimi anni. Da un lato bambini super impegnati con la scuola ed i compiti,
dallaltro genitori che, a causa del lavoro e quindi del poco tempo a disposizione per i
propri figli, vogliono offrire a questultimi una variet di stimoli, tra i quali poter
scegliere, sin dalla pi tenera et (sport, musica, danza,). Tonucci allinterno del suo
libro La citt dei bambini denuncia tale criticit:

Se sommiamo i due rientri pomeridiani a scuola previsti dai moduli, la
probabile lezione di catechismo, due o tre attivit volontarie e i compiti, i
pomeriggi del bambino sono tutti compromessi. Rimane una fascia di unoretta
prima di cena e questa di solito se la prende a televisione (Tonucci, 1996: p. 53).

Come possono trovare un po di tempo per una partita a calcio nel parco dietro casa,
per una passeggiata in mezzo al verde o per un giro in bicicletta con gli amici?
Ecco alcune frasi tratte dalla canzone Le tagliatelle di nonna Pina che ribadiscono
tale situazione:

[]. oltre la scuola cento cose devo fare, inglese, pallavolo e perfino latin-
dance e a fine settimana non ne posso proprio pi la situazione grave ed anche

15
Tratto dal libro: Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2011), A piedi nudi nel verde. Giocare per
imparare a vivere, Giunti, Firenze.

17
i miei amici sono tutti un po stressati per il troppo lavorar. Vogliamo star con
mamma e pap, ma intanto mi hanno iscritto anche a un corso di kung-fu
sfruttando lora buca fra chitarra e ciclo-cross, veramente troppo, io non ce la
faccio pi
16


Troppo spesso, tutti questi impegni non corrispondono per ai bisogni psicofisici e
affettivi dei bambini, diventando, al contrario, causa di stress, in quanto essi si ritrovano
schiacciati dal ritmo forsennato della vita: fanno fatica a riposare, anche se si sentono
affaticati, mangiano troppo in fretta, ma soprattutto manca loro del tempo libero.
Questultimo essenziale per i piccoli che hanno bisogno di momenti per giocare
liberamente, senza regole imposte dai grandi, nei quali sentirsi padroni del proprio
operare. A sostegno di tale affermazione vorrei citare Gianfranco Zavalloni
17
, il quale
nel suo manifesto I diritti naturali di bimbi e bimbe individua come primo il diritto
allozio:
Siamo in un momento della storia umana in cui tutto programmato,
curriculato, informatizzato. I bambini hanno praticamente la settimana
programmata dalle loro famiglie o dalla scuola. Non c spazio per limprevisto.
Non c, da parte dei bambini e delle bambine, la possibilit di qualcosa di
autogestito, di giocare da soli. C bisogno di un tempo in cui i bambini siano soli,
in cui imparino a vivere il sistema delle regole, imparando da soli a gestire i
piccoli conflitti. E questo senza la presenza eccessiva degli adulti. solo cos che
si diventa adulti sani
18
.

E sono proprio questi momenti che i bambini dovrebbero avere la possibilit di poter
vivere immersi nella natura. Infatti per crescere armoniosamente essi hanno bisogno di
libert, spensieratezza, aria aperta, spazi verdi, alberi sui quali potersi arrampicare,
distese di prati dove poter correre ecc. Contrariamente a quanto troppi genitori credono,
il troppo impegno non migliora i loro bambini ma li rende solo apprensivi, sfiduciati,
deboli, insicuri, ma soprattutto non autentici protagonisti della loro vita.
La soluzione a questo problema, come cita Richard Louv nel suo libro, potrebbe
essere quella di fare in modo che i genitori non considerino il tempo che viene trascorso

16
Le tagliatelle di nonna Pina un brano scritto e composto da Gian Marco Gualandi, nel 2003,
interpretato da Ottavia Dorrucci e vincitore del 46 Zecchino d'Oro.
17
Gianfranco Zavalloni stato per 16 anni insegnante di scuola dellinfanzia, diventando poi dirigente
scolastico in provincia di Frol Cesena. autori di numerosi libri tra i quali: Zavalloni G. (2008), La
pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e non violenta, EMI, Bologna e Papetti R. e Zavalloni G.
(2004), Piccoli gesti di ecologia, Editoriale Scienza, Trento.
18
Tratto dal sito http://www.dirittinaturalideibambini.org. Esiste anche un libro intitolato I diritti
naturali dei bambini e delle bambine, riscritti da loro stessi (Zavalloni G. e bambini, Anima Mundi
Editrice, 2006), contenente la traduzione in 5 lingue (albanese, arabo, cinese, italiano e rumeno) dei
diritti.

18
in natura come tempo libero, ma come un investimento essenziale per il benessere dei
propri figli. In fin dei conti, quello che determina il mondo interiore di un bambino,
sono le esperienze vissute nel vero senso della parola, quelle spontanee e istintive, che
egli vive come protagonista nella relazione con il mondo e non quelle che si fondano
sulle conoscenze acquisite attraverso i corsi e le lezioni, programmate nei minimi
dettagli dagli adulti. Tale concetto viene ribadito da Tonucci nel suo volume La citt dei
bambini nel quale afferma che il tempo libero, per i bambini di oggi, scomparso e ne
individua una possibile causa: sono gli ipotetici pericoli fuori dalla porta di casa che
spingono i genitori a proteggere i loro figli impedendogli di uscire da soli, associata al
fatto che le migliori condizioni economiche permettono la loro iscrizione alle tante
scuole pomeridiane possibili.
Come accennato sopra una fondamentale importanza viene ad assumere la paura che,
quotidianamente, affligge i genitori di oggi, nel lasciare troppa libert ai loro figli. Tale
timore comprensibile, vivendo in una societ nella quale facile vedere pericoli
ovunque, soprattutto fuori di casa, i quali vengono sottolineati in modo non influente
dalle cronache (criminalit, traffico, furti, rapimenti, ecc.). Questi adulti, dunque,
nonostante la maggior parte di essi faccia parte di una generazione che ha potuto ancora
vivere a contatto con gli elementi naturali, si ritrovano a mettere un guinzaglio al
proprio figlio impedendogli di diventare esploratore del proprio territorio. Ma anche
vero che se non permettiamo al bambino di sperimentare un qualche rischio non potr
mai dire di aver vissuto. Senza contare, poi, che tale paura, se manifestata in modo
eccessivo, rischia di diventare una grande minaccia per il figlio. Questa paura degli
adulti viene ribadita da Lorenzoni
19
in una sua intervista intitolata Recinti dogni
storia
20
: io penso che siamo un paese di vecchi impauriti, attratti dal desiderio di
recintare e sigillare il mondo dellinfanzia. Egli continua con laffermare che i bambini
si sporcano sempre meno e sembra che stiano vivendo in un mondo sterilizzato e
liofilizzato. Questo mondo non rappresenta per le necessit dei bambini i quali hanno,
invece, bisogno di poter allargare le braccia senza scontrarsi con barriere o limitazioni,

19
Franco Lorenzoni, nato a Roma nel 1953, maestro elementare. Nel 1980 ha fondato insieme ad
altri la Casa-laboratorio di Cenci, in Umbria: un luogo di ricerca educativa ed artistica che si occupa di
tematiche ecologiche, interculturali e di integrazione. Lorenzoni ha pubblicato diversi volumi, tra i quali
Con il cielo negli occhi (Marcon, 1988; La Meridiana, 2005) e Lospite bambino (Theoria, 1994,
Nuova Era 2004) e collabora alle riviste Cooperazione Educativa, Gli Asini, Lo straniero, Eco.
20
Intervista pubblicata su Una citt a cura di Gianni Saporetti (gennaio 2013): si tratta di un mensile
di interviste e foto.

19
di sentirsi liberi di poter fare le proprie esperienze senza il controllo costante di un
adulto. La natura risulta perfetta nella sua imperfezione: fango, sassi, acqua, ortiche,
polvere ecc. non sono da vivere come minacce ma come occasioni di crescita alle quali
non si pu rinunciare. Tutto questo senza aver la paura che il bambino si sbucci le
ginocchia, che venga punto, graffiato o colpito, e ancora peggio che si bagni o si
sporchi, permettendo cos le mille esperienze che la natura offre loro per confrontarsi
unicamente con loro stessi. Al contrario, invece, quando i piccoli manifestano le loro
esigenze quali ad esempio tirare la coda al gatto, bagnarsi le scarpe nelle pozzanghere,
sporcarsi le mani con il fango, lanciare i sassolini, scalare le rocce, calpestare i campi o
spaventare i piccioni, gli adulti sono sempre pronti a porre fine al tutto con grida e
minacce. Lesperienza pratica e il rischio dellavventura non contano nulla in confronto
allordine, alla pulizia, alla sicurezza e al decoro. Infatti la maggior parte dei bambini
non pi libera di rapportarsi autenticamente con la natura in quanto fra questi due poli
vi si interpongono numerosi vincoli quali divieti, interdizioni, consigli e suggerimenti.
La parola dordine ovunque: guardare e non toccare!
21

Un altro fattore da prendere in considerazione sicuramente il mondo della
tecnologia. La nuova generazione, infatti, viene definita digitale, ossia cresciuta tra
smartphone e tablet, ADSL e Internet mobile, touchscreen e app. Diventa cos la regola
che i bambini imparino prima a scaricare ed utilizzare unapplicazione piuttosto che
allacciarsi le scarpe o andare in bicicletta. Sono i nativi digitali, i ragazzi nati dopo il
2001 per cui il mondo si divide in on line, che il loro, e off line, che tutto il resto
22
:
ecco come descrive questa nuova generazione Gianni Giuli, responsabile del Sert di
Macerata. Essi si sentono a proprio agio navigando in Internet e si ritrovano smarriti in
mezzo ad un prato o in mezzo ad un bosco: lambiente naturale che dovrebbe essere
lambiente dove pi ci si sente a proprio agio diventa un completo estraneo. I bambini
di oggi conoscono e capiscono il mondo stando seduti davanti ad uno schermo: non vi
pi la curiosit di fare scoperte, esperienze, di esplorare lambiente in prima persona.
Ecco perch essi sanno tutto sulla foresta pluviale amazzonica, nonostante non sia un
ambiente a loro prossimo, ma non sono in grado di descrivere il bosco che si trova a
pochi passi da casa loro o non sanno da dove derivano le uova. Qualcuno potrebbe dire

21
Louv R. (2006), Lultimo bambino nei boschi, Rizzoli, Milano
22
www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/2013/11/06/977596-tecnologia-giovani-dipendenza.shtml
(Quotidiano.net)

20
che Internet ha sostituito i boschi in termini di spazio creativo, ma nessun ambiente
elettronico stimola tutti i sensi. Allo stato attuale la Microsoft non ancora riuscita a
riprodurre il codice delle natura (Louv, 2006). Tutto ci non significa che la tecnologia
riveste esclusivamente ruoli negativi per i bambini, ma soltanto che il suo utilizzo non
deve essere cos totalizzante e massiccio da eliminare le esperienze vissute in prima
persona. Non deve dunque manifestarsi il rischio per il quale il mondo tecnologico
svaluti quello naturale, in quanto questultimo offre ai bambini una cos vasta gamma di
possibili occasioni che estrometterlo dalla loro vita o ridurne drasticamente la portata
comporta un impoverimento esperienziale (Oliverio Ferraris, 2011).
Tali affermazioni possono essere rivolte anche verso la scuola: anche in questo caso
non possiamo fornire alla tecnologia esclusivamente un ruolo negativo allinterno delle
aule scolastiche, in quanto se introdotta occasionalmente, pu diventare un efficace
mezzo per la costruzione di nuove conoscenze. Limportante, dunque, che essa non
diventi il mezzo privilegiato per lapprendimento dei bambini. Il rischio pi grande
rispetto allintroduzione delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali) in classe, come
sottolinea Lorenzoni nella sua intervista, riguarda il loro utilizzo come strumento del
lavoro didattico quotidiano e dunque il fatto che gli schermi possano diventare il
principale strumento di relazione con il mondo. I bambini, soprattutto quelli che
frequentano la scuola dellinfanzia e le prime classi della scuola primaria, hanno infatti
bisogno di svolgere attivit vicine alla realt: usare le mani, toccare la creta e la terra,
piantare dei semi in un giardino ecc.
23
Inoltre limportanza di tali esperienze e del
contatto dei bambini con la natura viene citata anche allinterno dei Programmi
Ministeriali. Ecco uno spezzone tratto dalle Indicazioni per il curricolo per la scuola
dellinfanzia e per il primo ciclo di istruzione del 2007: Lapprendimento avviene
attraverso lesperienza, lesplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli
oggetti, larte, il territorio e le sue tradizioni, attraverso la rielaborazione individuale e
collettiva delle esperienze e attraverso attivit ludiche.
24

Il ruolo della natura nelleducazione risulta dunque di fondamentale importanza, non
solo in termini di apprendimento ma di sviluppo della persona nella sua globalit. Infatti
stato dimostrato che trascorrere del tempo allaria aperta comporta dei benefici in
termini di sviluppo fisico, di benessere mentale, di istruzione, di abilit personali e

23
Intervista pubblicata su Una citt a cura di Gianni Saporetti (gennaio 2013).
24
Tratto dal sito: www.edscuola.it/archivio/norme/programmi/indicazioni_nazionali.pdf

21
sociali. Quando sono immersi nella natura, i bambini si trovano in balia di molti stimoli
sensoriali esterni: suoni, odori e colori che diventano i compagni di avventura del
bambino aiutandolo a conoscere il mondo circostante, a divertirsi, ma anche a rilassarsi
e concentrarsi. Il contatto con la natura infatti istintivo per i bambini (forse ci vale
anche per gli adulti) e se essi riusciranno a creare dei collegamenti fra concetti appresi a
scuola ed esperienze avvenute in natura, gli apprendimenti risulteranno sicuramente
arricchiti e avranno maggiori possibilit di rimanere nella mente degli alunni.
Bisogna, inoltre, dare loro la possibilit di scoprire il fascino e la magia che
lambiente naturale rappresenta, permettendo loro, quindi, di crescere con maggiore
consapevolezza e rispetto. solo attraverso un diretto contatto con la natura che essi
saranno in grado di sviluppare sentimenti e atteggiamenti rispettosi e protettivi del
mondo in cui tutti viviamo. Infatti, accanto alla meraviglia il bambino dovr rendersi
conto che il mondo naturale un elemento di estrema fragilit, cos come gli uomini che
lo abitano, i quali devono dunque preservare il loro contesto di vita, difendendolo e
proteggendolo.
Un altro fenomeno molto importante da tenere in considerazione, in quanto le
conseguenze che ne derivano hanno effetti significativi sulleducazione, quello che
Louv chiama Disturbo da Deficit di Natura. Richard Louv, uno dei pi apprezzati
educatori americani ha coniato tale espressione nel 2005 per esplicitare la mancanza di
contatto con la natura. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di un disturbo
endemico delle societ odierne dove i bambini trascorrono gran parte del loro tempo
seduti, a scuola, davanti ad un videogame o alla televisione, in macchina in mezzo al
traffico ecc. Le cause di tale disturbo si riferiscono alla carenza di esperienze a diretto
contatto con la natura, e quindi con alberi, piante, animali, fiori e tutto ci che concerne
gli spazi verdi. Le conseguenze pi frequenti che si manifestano nei bambini con tale
disturbo si riferiscono alla difficolt di concentrazione, allo stress, allinsicurezza, alla
diffidenza, al soprappeso, ma anche problemi legati alla sfera delle relazioni personali e
della socializzazione. Louv sostiene inoltre che vi sono dei disturbi che possono essere
correlati al rapporto deficitario con lambiente naturale, ed in particolare si riferisce
allAdhd, ossia il deficit di attenzione e iperattivit ed alcune manifestazioni
dellautismo. Per dimostrare tali affermazioni, leducatore afferma che sono state
compiute delle ricerche dallo Human-Environment Research Laboratory dellUniversit

22
dellIllinois, in grado di dimostrare la diminuzione di sintomi del deficit di attenzione a
seguito di una esposizione quotidiana al verde dellambiente: i vantaggi migliori
derivano dal tempo trascorso negli ambienti con erba ed alberi. Al contrario ambienti
sprovvisti di vegetazione non hanno nessuna influenza su tale disturbo. Frances Kuo,
appartenente al gruppo di ricerca, afferma che il trascorrere del tempo nel verde ha
numerosi vantaggi: ampiamente accessibile da tutti, non produce effetti collaterali ed
poco costosa. Questi bambini, dunque, riusciranno a concentrarsi meglio tanto pi
riescono a stare a contatto con il verde e di conseguenza, ad ottenere risultati migliori e
comportamenti pi favorevoli in ambito scolastico. Il bambino che avr avuto la
possibilit di correre per i prati, di arrampicarsi sugli alberi, di fare lunghe passeggiate
nel bosco e dunque di aver consultato il grande libro della natura, sar in grado di
prestare maggiore attenzione alle lezioni dellinsegnante, molto di pi di colui che avr
trascorso la sua infanzia tra giochi, televisione, videogiochi, sempre tra le quattro mura
di casa. Distrarsi, dunque, insegna a concentrarsi. A fondamento di tale scoperta, vi
una nuova ricerca condotta dai coniugi Stephen e Rachel Kaplan, psicologi ambientalisti
allUniversit del Michigan, nel 1989.
25
Essi si ispirarono al filosofo e psicologo
William James, il quale, nel 1890, individu due diversi tipi di attenzione: diretta e
indiretta, questultima chiamata anche fascinazione, sollecitata in particolare da
ambienti ampi e naturali. Tali studiosi hanno dimostrato che lattenzione diretta, come
quella che viene richiesta in modo particolare a scuola, risulta essere pi efficace e
facilmente attivabile nei bambini che hanno sperimentato, fin dalla loro infanzia,
situazioni che richiedevano lattivazione dellattenzione indiretta. Tali scoperte risultano
essere di particolare rilievo in quanto dimostrerebbero che il disturbo del deficit di
attenzione ed iperattivit, oggigiorno sempre pi comune, in realt figlio proprio del
Disturbo da Deficit di natura. Gli ambienti naturali e di conseguenza la facolt di
riuscire a lasciarsi attrarre ed affascinare da essi, sono dunque elementi indispensabili
per uno sviluppo dellattenzione indiretta, tanto da essere definiti come ambienti
rigenerativi. Al contrario, i Kaplan affermano che una troppa esposizione allattenzione
diretta porta allaffaticamento della stessa con conseguenti comportamenti impulsivi, di
agitazione, irritazione ed incapacit a concentrarsi. In aggiunta Stephen spiega nella
rivista Monitor on Psychology che possiamo far riposare lattenzione diretta quando

25
Louv R. (2006), Lultimo bambino nei boschi, Rizzoli, Milano.

23
troviamo un ambiente in cui lattenzione automatica, vale a dire un ambiente che
esercita un certo grado di fascinazione
26
.
Considerando quanto detto prima e quindi il fatto secondo il quale il contatto con la
natura riduce i sintomi dellADHD, allora perch non pensare che potrebbe valere il
contrario e quindi che unadeguata infanzia trascorsa nel verde potrebbe prevenire
linsorgere di tale disturbo?
Se una fanciullezza trascorsa con semplicit, libert, spensieratezza, in armonia con
la Natura, contribuisce al vigore mentale e alla forza fisica, allora, forse, le esperienze
naturali dovrebbero essere la regola per ogni genitore ed insegnante che si trova in
relazione con il bambino. Non vi un monte ore complessivo che pu essere indicato
per il tempo trascorso in contatto con la Natura in quanto le ore ad essa dedicate non
saranno mai in abbondanza.

1.2 La mia esperienza personale: alcuni ricordi
Per quanto riguarda la mia esperienza personale, essendo nata nel 1990, in Valle
dAosta, credo di poter collocare la mia infanzia e la mia adolescenza allinterno di una
zona intermedia, dove il rapporto con la natura era ancora presente ma in qualche modo
cominciava a dare i segni di rottura. Ritengo utile, illustrare brevemente la famiglia
dove sono cresciuta. Infatti sono stata educata da un padre, inizialmente falegname, poi
dipendente presso lazienda siderurgica di Aosta Cogne Acciai Speciali e da una
madre fin da subito educatrice dellAsilo Nido di Nus. Entrambi i miei genitori, oltre al
proprio lavoro, hanno sempre cercato di portare avanti, al meglio, le tradizioni dei loro
genitori ed in particolare la cura dei prati e quindi la produzione del fieno, lattenzione
per le vigne e la coltivazione di orti ed alberi da frutto.
Ripensando al mio passato, quindi, non posso definirmi una nativa digitale ma
neanche totalmente estranea alla tecnologia, non posso definirmi una cittadina, essendo
cresciuta in un piccolo paese con gli stili di vita che ci comporta ma neanche una
contadina come lo era mia nonna. Posso dunque affermare di essere nata in una zona e
in un tempo di passaggio, allinterno della quale importanti cambiamenti si sono
susseguiti con un ritmo frenetico e senza tregua.
Innanzitutto, la televisione rivestiva gi allora uno spazio significativo: non

26
Rebecca A. Clay, Green Is Good for You, Monitor on Psychology, 32, n. 4, aprile 2001.

24
mancavano di certo i cartoni animati (come Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo,
Holly e Benji, Calimero o Sailor Moon), i film disney (ad esempio La carica dei 101, Il
Re Leone o A bugs life), le serie televisive (come Baywatch o Dawsons Creek) o i quiz
televisivi (come la Ruota della Fortuna). Mi ricordo che i miei genitori mi
permettevano di guardare i cartoni animati allincirca una mezzora appena rientrata da
scuola, durante la merenda. Mentre per quanto riguarda il momento della cena, la regola
sempre stata, e lo tuttoggi, il telegiornale regionale. Infine, prima di andare a
dormire (mai pi tardi delle 21.30), era abitudine guardare tutti insieme Sarabanda, un
quiz musicale trasmesso su Italia 1 nellorario dellaccess prime time, ossia antecedente
alla prima serata.
In quegli anni le nuove tecnologie cominciavano a farsi sentire allinterno della
societ. Non cerano ancora gli mp3 o gli Ipod ma la musica poteva essere ascoltata con
il walkman; non si scaricavano le canzoni da Internet con Emule, ma si registravano
dalla radio su di una musicassetta, tagliando la maggior parte delle volte, pezzi di esse.
Erano i primi anni in cui il cellulare cominciava a diffondersi largamente tra la gente:
mediamente, il primo si aveva intorno ai 12 anni e quindi, da piccoli, gli amici si
chiamavano ancora bussando alla porta o telefonando a casa e non inviando un sms. Era
abitudine fare la collezione delle schede telefoniche (che conservo ancora gelosamente
in camera mia: fig. 2), ma le prime ricariche della Omnitel, Tim e Wind cominciavano
ad avere il sopravvento.



Fig. 2: La mia raccolta di schede telefoniche.

Inoltre, sono i primi anni delle macchine fotografiche e delle videocamere digitali. I
passatempi preferiti dei bambini cominciavano ad essere i videogiochi: sono infatti gli

25
anni dellesplosione del Supernintendo, della Playstation, del Gameboy, del Tamagotchi
ecc. Mi ricordo il mio vicino di casa, pi piccolo di sei anni, che voleva sempre venire a
giocare con me perch avevo il Gameboy: qualsiasi altro gioco proponevo non era
alquanto attraente. La parola Internet era ancora sconosciuta per la maggior parte delle
persone, ma i computer cominciavano ad essere presenti in molte case: la funzione
principale era la scrittura di documenti tanto che venivano interpretati dalla gente come
delle macchine da scrivere evolute. Attorno al computer si diffondono poi tutta una serie
di periferiche come la tastiera, il mouse, la stampante, lo scanner, i lettori CD ecc. fino
ad arrivare alla fine degli anni 90 con la diffusione del web e quindi del modem.
Altri significativi cambiamenti che iniziavano a farsi sentire riguardano il tempo
libero. Erano gli anni in cui i parchi giochi iniziavano a svuotarsi: erano sempre meno
infatti i bambini che ne facevano uso. Sempre meno erano anche i giovani per le strade,
a correre e a giocare con il pallone. Alluscita di scuola non cera quasi pi tempo per
fermarsi qualche momento con i propri compagni allaria aperta, in quanto si avevano i
minuti contati per arrivare puntuali al corso di ginnastica, piuttosto che il corso di
musica, di nuoto o di tennis. Personalmente, ritengo di essere stata fortunata in quanto
ho avuto modo, nonostante frequentassi il corso di pallavolo per due pomeriggi la
settimana, di poter trascorrere del tempo libero a giocare allaperto, oltre lorario
scolastico, con i miei amici. Il merito lo devo sicuramente ai miei genitori, in quanto mi
ricordo perfettamente i musi lunghi che mi venivano quando volendo frequentare anche
il corso di ginnastica artistica e volendo cantare nel coro del paese, essi non hanno dato
ascolto alle mie richieste, ritenendole un impegno troppo notevole da poter gestire. Solo
crescendo ne ho capito la ragione e mai avrei pensato di doverli ringraziare per questo.
A questo punto unaltra riflessione mi viene in merito: cosa penseranno, una volta
cresciuti, tutti quei bambini ai quali sono invece stati imposti tutti questi impegni?
Posso comunque ritenermi soddisfatta, in quanto durante la mia infanzia non
mancato il contatto con la natura. Una prima fortuna stata, a mio avviso, lessere nata
e cresciuta a Fnis, un comune della Valle dAosta situato allenvers a circa 13
chilometri da Aosta, che per le sue dimensioni mi ha permesso di beneficiare ancora di
un certo legame con la natura: basti pensare, ad esempio, che da casa mia il bosco dista
circa 50 metri. Unimportanza predominante devo per legarla alla Valle di Clavalit,
una valle laterale del Comune di Fnis, che dista circa 30 minuti da esso. La strada per

26
giungervi accessibile alle automobili e si trova del tutto immersa nei boschi tanto che
si rimane stupiti, una volta giunti in cima a circa 1500 metri di altitudine, di potervi
trovare un pianoro cos grande ed abitato. A farvi da padrone senza ombra di dubbio la
punta Tersiva, con i suoi 3515 metri di altezza, che separa il territorio di Fnis, con
quello di Cogne e con quello di Champorcher. Fin dalla pi tenera et ho, infatti,
trascorso molto del mio tempo in questo luogo fantastico, avendoci i miei genitori
costruito una seconda casa. Ancora adesso il mese di aprile che inaugura la salita a
Clavalit, una volta sciolta la neve ed aumentate le temperature, mentre il mese di
ottobre ne chiude la stagione. Ci sono state occasioni particolari per le quali siamo saliti
in inverno, come ad esempio per festeggiarvi il capodanno, ma si tratta di rarit. Un mio
amico ha battezzato la nostra casa di Clavalit come la casetta di Biancaneve e i sette
nani in quanto circondata da molti alberi (pini, abeti, larici e betulle) e si trova a pochi
passi dal torrente. Allincirca intorno al mio decimo compleanno, a pochi metri di
distanza da casa nostra, stata costruita una stalla dalpeggio, tuttoggi abitata. Alcuni
avrebbero potuto storcere il naso, soprattutto per lodore che le mucche emanano.
Personalmente, sono stata molto contenta di tale novit in primo luogo per la
compagnia che tali animali riescono ad infondere, ma soprattutto perch mi ha dato
modo di conoscere da vicino la realt degli alpeggi. Inoltre, quando mi svegliavo a
Clavalit e quindi quando cominciava la mia giornata, nella stalla vicino quante cose
erano gi successe. Molte volte mi capitato ed mi capita ancora adesso di aprire gli
occhi quando le mucche partono al pascolo: cosa di pi bello che svegliarsi con il suono
dei loro campanacci al posto della sveglia abituale della radiosveglia o del cellulare?
Allora poi pensando, mi rendo conto che loro, per meritarsi la colazione devono prima
consegnare in cambio il latte ai padroni e che quindi la loro sveglia (sia degli animali
che degli allevatori) sicuramente suonata molto prima della mia. Per fortuna che nel
primo pomeriggio possono riposarsi un momento! Peccato per, che verso la prima
met di luglio la mandria si sposta in un alpeggio situato pi in alto, ad una altitudine di
circa 2000 metri, per poi ritornare, verso la fine di agosto, alla prima dimora per
scongiurare il pericolo di nevicate precoci e dopo la met di settembre rientrare alle
stalle di partenza. Ho imparato dunque che il latte prodotto dalle mucche di alpeggio e
di conseguenza tutti i prodotti associati ad esso, pi gustoso del tradizionale e che
quindi il cibo che gli animali assumono ha molta influenza in merito.

27



Fig. 3: Io davanti alla casa di Clavalit e sullo
sfondo lalpeggio in costruzione.

A Clavalit non arriva la corrente elettrica, dunque non esistono televisioni o
computer. Il cellulare prende solo in alcuni punti isolati. Fino a pochi anni fa,
questultimo poteva essere ricaricato grazie ad un gruppo elettrogeno che permetteva
anche di passare la serata con un po di luce. Tale macchinario, in quasi tutte le case,
stato sostituito negli ultimi dieci anni dai pannelli solari. Tutta questa lontananza con il
mondo abituale, a mio avviso, stimola un contatto vero e proprio con la natura. Infatti,
ad esempio, prima di andare a dormire non si guardano film o cartoni ma si fanno e si
sono sempre fatte passeggiate talmente rilassanti che non possibile tornare a casa
prima che si faccia buio. Per quanto riguarda il pomeriggio, tempo permettendo,
sempre valsa la regola del gioco allaria aperta: da piccola ho sempre potuto utilizzare la
bicicletta, giocare a nascondino, costruire garages con la terra e con lacqua, giocare a
rotolarmi nelle distese di erba con mio cugino. Tutto ci senza la paura delle
automobili, senza la paura di sporcarmi le mani ed i vestiti e senza la paura di
sbucciarmi le ginocchia o incidermi la pelle.
Un momento della giornata, inoltre, era sempre dedicato al grosso formicaio, situato

28
a pochi metri dalla casa: era infatti abitudine portarvi le briciole per le formiche che da
anni ormai si erano instaurate sul nostro territorio. Non poteva mancare la caccia alle
fragoline di bosco da raccogliere per arricchire la macedonia, ma che finivano per essere
gustate immediatamente, o le scorpacciate di mirtilli dopo che mia mamma mi insegn
che facevano bene alla vista. Inoltre, una passeggiata al giorno era labitudine e la meta
preferita sempre stata la cascata che, nonostante sia cambiata di anno in anno, ha
sempre offerto uno spettacolo indescrivibile: mi ricordo che facevamo a gara per chi
riusciva ad avvicinarsi il pi possibile alla caduta per sentire gli schizzi dellacqua
rinfrescare la propria pelle. Unaltra meta molto ambita era anche lo stagno delle rane,
che per, purtroppo, nel corso degli anni ha cominciato a regredire. La sfida era
sicuramente il riuscire ad acchiapparne una e tenerla in mano per qualche secondo. Chi
non ha mai provato a prendere dei girini in un secchiello per portarli a casa e creare loro
un nuovo habitat? stata sufficiente una prova, vedendoli morire tutti, per capire che
non si sarebbe pi dovuta ripetere: infatti ricordo ancora oggi la sensazione che ho
provato sentendomi responsabile della morte di tali creature.
Alcuni giorni si decideva inoltre di organizzare, insieme ad alcuni cugini, delle
camminate in montagna: la maggior parte delle destinazioni erano dei laghi, ma anche
colli, vecchi alpeggi o cime. Cosa c di pi bello dellascoltare il fischio delle
marmotte e se si fortunati vederle correre da una tana allaltra? Del vedere un
camoscio, uno stambecco o un cerbiatto sul prato e stare immobili per non farsi sentire e
dunque per poterli ammirare per pi tempo? Del meravigliarsi davanti alla bellezza di
una pianta di Genepy o di una Stella Alpina? Di poterle annusare? E ancora, cosa c di
pi bello del rumore dellacqua che si fa strada nel torrente? Ma soprattutto, quando la
sete comincia a farsi sentire e le riserve nello zaino sono finite, la speranza di trovare
anche solo un piccolo ruscello per poterla assaporare? Del colore dei laghi? Del tirare i
sassolini, e fare a gara per chi riesce a fargli fare il maggior numero di salti sulla loro
superficie? Per non parlare dei pesciolini che, a volte, si riescono ad intravedere
sottacqua. Cosa c di pi bello di arrivare in cima ad una vetta (nel mio caso la punta
Tersiva) e vedere il mondo da un'altra prospettiva? Di sentirsi come un uccello che vede
il tutto dallalto? Di doversi sedere al riparo, dopo la salita, avendo la sensazione di
cadere dallaltra? Di calpestare pezzi di terreno ancora ricoperti di neve nonostante sia
estate? Ma anche la paura che nasce in quei pezzi di sentiero sotto i quali si vede solo il

29
vuoto e dire Ce lho fatta, quando non ci avresti mai pensato prima? Di spaventarsi
alla vista di una vipera, ma poi rendersi conto che se non viene disturbata davvero un
animale innocuo? Cosa c di pi bello dellarrivare a casa distrutti, con i calli ai piedi
ma orgogliosi di esserci riusciti e meravigliati da ci che si potuto osservare? Credo
che lo spettacolo che la natura pu offrire ai nostri occhi sia unico ed imparagonabile.
Sarebbe comunque riduttivo, considerare le esperienze vissute a Clavalit come le
uniche a contatto con la natura. Infatti, ricordo le giornate passate allaria aperta con la
mia amica dinfanzia ad esplorare le case non pi abitate del villaggio, facendo finta di
esserne noi le padrone. Ricordo le pannocchie raccolte e sgranocchiate alla fermata del
pullman, prima di andare a scuola, o al rientro quando, al mese di maggio, venivamo
fermati da un ciliegio, lungo la strada, pieno di frutti maturi. Non sono, di certo mancati
giochi quali nascondino, rialzo, prendere ecc. nei prati intorno a casa. Come dimenticare
poi le avventure con mio cugino: alluscita di scuola, era abitudine correre a casa, fare
veloce merenda per poi uscire con lui a giocare. Tra gli altri mi ricordo in modo
particolare, quando, una volta arrivata la neve, ci costruivamo la pista per scendere con
il bob; lanno in cui abbiamo creato un grosso igloo nel prato di casa facendo finta di
essere per qualche giorno degli eschimesi o lestate in cui ci siamo costruiti una nostra
casetta dove poterci rifugiare.
Un ricordo va poi ai miei nonni paterni e ai fiori che avevano davanti a casa: mi
avevano acquistato un piccolo annaffiatoio cos quando andavo ad trovarli potevo fare
anchio la mia parte. Inoltre essi avevano un pollaio con alcune galline ed io speravo
sempre di arrivare in tempo per recarvi con mio nonno a prendere le uova della
giornata: avevo per paura di entrare cos lo aspettavo davanti alla porta sperando di
vederlo uscire con il sorriso e con le mani piene. Non posso poi dimenticare la mia
nonna materna, con le sue mucche, i suoi conigli e le sue galline. Quanto mi divertivo a
rinchiudermi nello sgabuzzino dove teneva i conigli e a dar loro il fieno da mangiare.
Per quanto riguarda le mucche, ho sempre fatto molta fatica ad entrare nella stalla in
quanto era molto piccola ed avevo paura della loro reazione, ma quando un giorno,
nato un vitellino, la curiosit di poterlo osservare da vicino ha preso il sopravvento. Da
non dimenticare poi le giornate passate con mio cugino a curiosare, esplorare e
fantasticare sulle case abbandonate, non molto distanti dalla dimora di nostra nonna, ma
anche le numerose capanne che fabbricavamo tra gli alberi, sentendoci cos al riparo da

30
tutti e da tutto. Molti ricordi, ancora, riguardano il mese di giugno, ossia il periodo
durante il quale si facevano i fieni: di certo da piccola laiuto che fornivo era
praticamente nullo, ma mentre i grandi lavoravano, io e mio cugino ci divertivamo a
scalare i sassi (che allora ci sembravano giganteschi), ad esplorare il territorio
circostante (un anno abbiamo scoperto una sorgente di acqua a pochi metri dal prato),
ad arrampicarci sulle balle di fieno appena prodotte, sentendoci al sicuro una volta
arrivati in cima, a far navigare le foglie nel ruscello ecc. Senza dimenticare le volte che
mio zio ci portava con lui ad irrigare i prati: tutti e tre con gli stivali per non bagnarci i
piedi. Nel prato di casa, invece, gli stivali non servivano: ancor pi bello camminare
scalzi sopra un terreno derba ricoperto dacqua. Forse se un bambino di oggi leggesse
tali descrizioni potrebbe pensare appartenessero ad un suo coetaneo di met 900, ma
credo che per molti bambini della mia et di Fnis, ma anche di altri paesi, siano state
esperienze del tutto normali e allordine del giorno. Avendo io oggi 23 anni, posso
quindi spingermi ad affermare che le trasformazioni sociali sono avvenute e si stanno
susseguendo in tempi strettissimi.
Devo ammetter che non sono mancati anche i ricordi che posso classificare come
spiacevoli, ma che in realt mi hanno insegnato tanto. Non dimenticher mai, le volte
che mi sono recata a far visita a mia nonna senza sapere che ad aspettarmi cera un
signore che stava uccidendo il suo coniglio, magari proprio quello a cui il giorno prima
avevo dato da mangiare. Oppure quando, una volta allanno, veniva fatta uccidere una
mucca e tutti insieme ci riunivamo attorno ad un tavolo per dividere la carne. Non
stato facile superare ed accettare tale situazione, ma comunque fin da piccola ho sempre
avuto idee chiare da dove proviene la carne di cui ci nutriamo, anche quella che si
compra nei supermercati.
Un ricordo speciale va senza ombra di dubbio ai miei genitori, in quanto se ho avuto
la possibilit di sperimentare tali situazioni appena descritte , essenzialmente, merito
loro. Essendo loro cresciuti in una generazione, che Richard Louv, definirebbe come
lultima che ha goduto di un rapporto intimo e confidenziale con la terra e lacqua
(Louv, 2006), hanno sempre cercato di far crescere questo sentimento di rispetto ed
amore per la natura, anche in me e mia sorella. Di certo non posso paragonare la mia
esperienza con la loro, avendo ascoltato i loro racconti, ma posso ritenermi fortunata di
aver avuto queste possibilit che ormai, con il passare degli anni, sembrano scomparire

31
a passi da gigante. Infatti, fin dalla pi tenera et, ho sempre avuto la possibilit di
aiutare mia mamma nellorto: la cosa che preferivo fare era raccogliere le fragole ed i
fagiolini. Oppure quando si raccoglievano i pomodori per poi farne la passata: in questo
caso il mio aiuto era alquanto misero, se non per contare i vasetti finali prodotti. Verso
la fine del mese di agosto, invece, raccoglievamo tutta la verdura seminata, la pulivamo
e preparavamo dei sacchetti da mettere in congelatore cos da poterne utilizzare anche in
inverno. Da non perdere, era sicuramente la semina e la raccolta delle patate, in quanto
adoravo mettermi gli stivali di gomma per poter camminare senza problemi sulla terra
del campo, ma soprattutto mi divertivo a scoprire ed a fantasticare sulle grandezze e
sulle forme particolari dei prodotti che raccoglievo: la pi comune era il cuore. Mi
ricordo, inoltre, i pomeriggi passati con mia mamma, rinchiuse nella vecchia stalla, a
scegliere le patate: dividevamo quelle buone da quelle che davano segni di voler
marcire e mettevamo da parte le pi piccole in quanto mio nonno le avrebbe fatte
cuocere per le galline. Inoltre, ricordo, quando raccoglievamo le castagne e le noci
dallalbero: queste ultime venivano poi pulite, organizzando una serata in compagnia, in
quanto mio nonno ne avrebbe successivamente prodotto lolio. Il ricordo che
maggiormente associo a mio pap, sicuramente la vigna. Andavo spesso a trovarlo
mentre stava lavorando, ma senza fermarmi troppo. Il momento che, al contrario, non
mi perdevo era quello della vendemmia: da piccola, passavo la maggior parte del tempo
a mangiare i chicchi duva, ma con il passare degli anni ho cominciato a dare un
contributo maggiormente significativo. Ricordo la tranquillit e la pace che regnava in
mezzo ai filari dovera proprio il canto degli uccelli a fare da padrone. Inoltre, avendo in
casa una stufa a legna, un passatempo di mio padre era proprio quello di procurarsi il
combustibile. Mi ricordo dunque che mi capitato di accompagnarlo a perlustrare i
nostri terreni per individuare se vi erano degli arbusti che potessero essere abbattuti. Fin
da piccola, ho sempre aiutato, una volta ottenuti i pezzi da mettere nella stufa, ad
accatastarli sotto la tettoia. Ho dunque imparato che prima di poter bruciare la legna
dellalbero abbattuto devono passare alcuni anni e che dietro vi un grosso lavoro di
preparazione. Mio nonno diceva sempre: La legna comincia a scaldare molto prima di
essere bruciata!.
In conclusione, ritengo opportuno, dunque, ai fini di una futura professione con
bambini che stanno crescendo in questa nuova realt, sempre pi lontana dalla natura,

32
ripensare anche alla mia di infanzia per riuscire a prenderne gli aspetti pi importanti
che ormai vengono, in molte situazioni, trascurati e riportarli nel presente. importante,
inizialmente, riuscire a mettersi nei panni dei bambini con cui si lavora e dunque
immedesimarsi in loro per poter poi creare un percorso che possa essere daiuto.
Bisogna intervenire, il prima possibile, cercando di sviluppare di nuovo, fin dalla pi
tenera et, un atteggiamento positivo ed aperto verso la natura. Di certo, la scuola non
pu essere la sola ad occuparsi di tale questione, avendo bisogno dellappoggio dei
genitori in primis ma della societ in generale. Le sfide devono comunque partire da
qualcuno e la scuola ha tutti i requisiti per poterne dare linizio.

33


CAPITOLO 2

LA RAPPRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA:
DISEGNI E PAROLE DEI BAMBINI

In questo capitolo vorrei soffermarmi in modo specifico sulla relazione tra bambini e
campagna ed in particolare sulle rappresentazioni che possiedono di tale mondo. Il tutto
con laiuto di unindagine che ho svolto in tre scuole dellinfanzia valdostane scelte in
base a caratteristiche che illustrer di seguito. Ho deciso di lavorare esclusivamente con
i bambini di 5 anni dopo aver presentato il compito, realizzare un disegno della fattoria,
a mio cugino Nicolas di 4 anni e frequentante il secondo anno della scuola dellinfanzia
di Introd. A Nicolas non sono mancate le idee, ma fin da subito ha chiesto il mio aiuto
per disegnare i vari elementi promettendomi che lui li avrebbe poi colorati.
Notando il suo entusiasmo allattivit ho capito subito che il chiedere il mio aiuto nel
disegnare non era segno di disinteresse ma di reale difficolt. Ecco il motivo per cui,
dopo questa prima sperimentazione e dopo aver chiesto consiglio alle insegnanti, ho
ritenuto di non rivolgermi ai bambini pi piccoli per evitare che la difficolt del
disegnare limitasse fortemente la possibilit di esprimere la loro idea di fattoria.

2.1 Immagine di fattoria e mondo rurale fornita dai vecchi e nuovi media
Ognuno in base alle proprie esperienze, dirette o mediate, costruisce e via via
trasforma una sua personale idea di mondo rurale. C chi quotidianamente immerso
nella situazione e quindi ne conosce le mille sfaccettature, c chi nonostante non viva a
diretto contatto con esso, ne ha comunque indagato i segreti, e c chi, cresciuto in un
ambiente urbano non lo vive, non lo conosce affatto, ma nonostante ci ne ha una
rappresentazione, unimmagine.
Fino agli anni 30 e 40 la vita rurale e lesperienza della campagna erano
strettamente legate alla realt quotidiana dei bambini
27
. Quasi la totalit delle famiglie,

27
Tratto dallarticolo Fattorie didattiche (p. 29) a cura di Bertolino F., Piccinelli A. e Perazzone A.,
pubblicato dalla rivista Psicologia contemporanea, Luglio-Agosto 2012, n 232. Si tratta di un numero

34
infatti, apparteneva (lavorandoci o vivendoci in prossimit) a tale mondo. Nel corso
degli anni, tale situazione ha subito numerosi cambiamenti: gi intorno agli anni 70
infatti, le esperienze legate allagricoltura, cominciano a non essere pi cos comuni
come in passato. Le scuole sono tra le prime a risentire di tale cambiamento in quanto
lagricoltura viene a ridursi a semplice argomento di studio sui libri e per creare un
collegamento reale con tale mondo iniziano a rendersi necessarie delle uscite dalla
scuola per incontrare il contadino nella sua fattoria. Ai nostri giorni questo distacco
tale che giochi virtuali, libri per linfanzia e cartoni animati diventano per molti bambini
il primo incontro (e talvolta lunico) con il mondo agricolo. Il problema risiede nel fatto
che tutte queste produzioni hanno la tendenza ad idealizzare il mondo rurale, spesso
fornendone unimmagine distorta. Infatti esso viene ad assumere i connotati di luogo
sospeso, pulito e soleggiato, in cui si sta bene, spazio mitico, fatto di colori sgargianti,
felicit, convivenza pacifica e amichevole tra animali diversi (Bertolino, Piccinelli,
Perazzone, 2012: 29). Il tutto ha, dunque, alimentato modi di pensare e operare che
risultano sempre pi stereotipati e allinterno dei quali molti aspetti possono essere
ignorati: il bisogno di pulire la stalla dal letame, la minaccia della grandine o dellarsura
alle coltivazioni, luccisione degli animali,
Che problema c? sufficiente non introdurre tali elementi ed il gioco fatto.
Non vi dunque lo sforzo di descrivere la realt, ma ammesso eliminare o
modificare i particolari che il produttore del gioco o lautore del libro ritengono
scomodi. Possiamo dunque affermare che dalla met del secolo scorso nel nostro Paese,
come in tutti quelli che hanno raggiunto un determinato sviluppo tecnologico ed
economico, si verificata unimpressionante accelerazione dei processi di
simbolizzazione indotti dalla diffusione dei mezzi di comunicazione
28
. Limmaginario
che si viene a creare pu collocarsi tra un quadro idilliaco del mondo rurale (giornate di
sole splendente, colori vivaci, azioni svolte in luoghi puliti ecc. )
29
ed uno che

con un approfondimento sul tema Ecologia e benessere, allinterno del quale sono presenti 3 articoli
relativi alla Vita nel verde.
28
Vanzo A., Trabuio A, Delloste L. (2007), Guardiamoci intorno e sporchiamoci le mani.
Proposte di percorsi di educazione allambiente dalla scuola dellinfanzia in su, Gruppo Perdisa Editore,
Bologna. Si tratta di un testo di educazione ambientale che coniuga teoria e attivit pratica, contenente
numerosi stimoli per gli insegnanti. Esso si presenta suddiviso in 3 parti: 1. Impariamo a conoscere
lambiente; 2. Il giardino della scuola. Come viverlo, come trasformarlo; 3. I comportamenti e gli
atteggiamenti.
29
Tratto dal volume Extraterrestri in campagna. Quando insegnanti e ragazzi sbarcano in fattoria
didattica di Bertolino F., Piccinelli A. e Perazzone A., Negretto Editore, Mantova (2012): p. 137. Tale

35
rappresenta la realt agricola in modo arretrato e marginale. Infatti come afferma Paola
Falteri nel suo libro Ho visto i buoi fare il pane, lattivit agricola associata per lo pi
ad arretratezza e marginalit: nel complesso connotata come uneconomia di
autoconsumo, a gestione famigliare, esercitata su appezzamenti ridotti,
presumibilmente di piccola propriet
30
.
Inoltre lesplosione di internet e dunque la facilit nel disporre di una grande variet
di informazione ci porterebbe a pensare che i bambini di oggi siano pi colti rispetto a
quelli di ieri. Ma la conoscenza molto di pi di una semplice disponibilit di
informazione, in quanto richiede la capacit di stabilire un corretto rapporto tra i
simboli usati (parole ed immagini) e la realt fisica e sociale a cui si riferiscono
(Vanzo, Trabuio, Delloste, 2007). Non possibile, dunque eliminare il contatto diretto
con la realt che viene identificata come la condizione essenziale per dare senso ai
simboli.
La vita moderna circoscrive i nostri sensi a tal punto che riusciamo a percepire
quasi soltanto attraverso gli occhi e preferibilmente nello spazio limitato di uno
schermo o di un monitor (Louv, 2006: 215). Paradossalmente, diventa dunque di
estrema importanza bilanciare nei bambini di oggi le esperienze relative al mondo
virtuale, sempre pi dominanti, con quelle proprie del mondo reale, per non negare la
possibilit di godere di tutti i vantaggi e benefici che questultimo pu regalare loro.
Nessuna immagine o rappresentazione, per quanto possa essere ben definita ed attenta ai
dettagli, pu sostituire la realt vissuta in prima persona: com possibile riprodurre gli
odori della fattoria? La sensazione di toccare il pelo caldo di una mucca? La fatica del
contadino? Il gusto del latte appena munto o del formaggio che viene prodotto?
necessario sporcarsi le mani per cogliere alcune caratteristiche dei terreni dai quali
attingono vita le piante, () la fragilit, la flessibilit, lelasticit e la robustezza dei
fusti, (...) bisogna abituare lo sguardo a notare le infinite sfumature dei colori ();
importante avvertire profumi ed odori che suscitano inconsciamente desideri e
repulsioni (Vanzo, Trabuio, Delloste, 2007).



libro parte dalle osservazioni raccolte in Fattoria con i ragazzi e raccoglie lanalisi di quaderni, libri per
linfanzia, cartoni animati oltre che dati ricavati da documenti, articoli e ricerche.
30
Falteri P., (2005), Ho visto i buoi fare il pane, Coldiretti, Roma: p. 111. Il volume si propone di
indagare limmaginario del mondo agricolo nei libri di testo della scuola primaria.

36
2.2 Analisi delle rappresentazioni in bambini della scuola dellinfanzia
Con quali occhi guardano il mondo i bambini? Quale idea di paesaggio agricolo
hanno? Quali sono le loro rappresentazioni? Come si relazionano alla terra, al fango,
alle piante, agli animali, ai loro escrementi, ai profumi, alle puzze, allo sporcarsi? E
ancora, le rappresentazioni di mondo rurale che vengono fornite dai media e dai libri
influenzano in qualche modo lidea che i bambini se ne fanno o ne sono indifferenti?
Ecco ci che mi interessa indagare visitando tre scuole dellinfanzia della Valle
dAosta: una scuola di citt, collocata nel comune di Aosta, una di montagna, a
Verrayes, ed infine la scuola dellinfanzia di Saint Marcel, in quanto proprio in questo
paese ha sede un Centro Agricolo Dimostrativo.
Tra le varie istituzioni di Aosta, ho condotto la mia indagine allinterno della scuola
dellInfanzia Oreste Marcoz (fig. 1).


Fig. 1: Scuola dellInfanzia Oreste Marcoz di Aosta.

Tale scuola si trova in via Monte Grivola ed composta da 4 sezioni miste (3, 4, 5
anni) allincirca di 20 bambini ciascuna. Nello specifico ho deciso di incontrare la
sezione A in quanto, durante il mio percorso di tirocinio svolto in Universit, ho avuto
modo di conoscere ed apprezzare linsegnante Paola Giannarelli che mi ha accolta
nuovamente con grande disponibilit.
Tra le scuole di montagna, ho contattato la scuola dellInfanzia di Verrayes
Capoluogo (fig. 2).


37

Fig. 2: Scuola dellInfanzia di Verrayes Capoluogo.

Si tratta di un piccolo paese che dista circa 25 chilometri da Aosta, situato a 1000
metri di altezza. Verrayes conta allincirca 1350 abitanti e si serve di due scuole
dellinfanzia che prendono il nome della frazione nella quale sorgono: una situata nel
Capoluogo (raggruppa i bambini che vivono nella zona alta del paese uniti ai bambini di
Saint Denis) ed unaltra in frazione Champagnet (raccoglie i residenti della zona bassa).
Come accennato in precedenza la mia attenzione si rivolta esclusivamente alla scuola
di Verrayes Capoluogo, la quale composta da due sezioni miste per un totale di 25
bambini.
31

Infine, lultima scuola considerata localizzata a Saint Marcel, un paese che dista
circa 10 chilometri a est da Aosta (fig. 3).


Fig. 3: Scuola dellInfanzia di Saint Marcel.

31
Vorrei ringraziare le insegnanti Neyroz Oriana, Pizzichemi Rossella, Masini Daniela e Farys Alma
per la loro accoglienza e disponibilit.

38

Allentrata del paese ha sede il Centro Agricolo Dimostrativo ossia una struttura
regionale che si occupa della coltivazione sperimentale di erbe adatte al clima della
Valle dAosta, ma anche di apicoltura e orticoltura. Esso si propone di seguire tutte le
varie fasi di crescita delle piante, dalla semina o trapianto al taglio o raccolta, fornendo
pratici consigli ed informazioni ad agricoltori, ma anche a semplici appassionati e
scolaresche. Ho ritenuto interessante effettuare lindagine anche in questa scuola per
analizzare se, in qualche modo, tale centro influenza le rappresentazioni dei bambini.
La scuola composta da due sezioni, le quali vengono scomposte dalle insegnanti
durante le attivit pi strutturate in tre gruppi (uno che raggruppa i bambini di 3, uno
quelli di 4 ed uno quelli di 5 anni), ognuno dei quali lavora separatamente.
32


2.2.1 Il dialogo iniziale con le insegnanti
Prima di condurre la mia indagine con i bambini ho ritenuto necessario un breve
dialogo con le insegnanti di tutte le scuole al fine di conoscere in primo luogo se
largomento Fattoria fosse stato trattato durante il corrente anno scolastico o
comunque negli anni precedenti. In caso di risposta affermativa ho voluto scoprire su
quali elementi hanno posto maggiormente lattenzione e conoscere se la scuola ha
organizzato uscite pertinenti con tale argomento, in particolare allinterno di fattorie
didattiche. In ultimo, ho ritenuto interessante indagare i giochi (in modo particolare
quelli da tavolo) ed i libri relativi alla fattoria, presenti nelle varie scuole, al fine di
svelare se essi mostrano una qualche influenza sullimmagine che i bambini hanno del
mondo rurale.
Di seguito illustrer quanto emerso in ogni scuola.

Scuola dellInfanzia Oreste Marcoz di Aosta (sezione A)
Il tema dominante dellanno scolastico in corso le fiabe e le favole, quindi nessun
accenno stato fatto alla fattoria se non, in misura ridotta, quando hanno lavorato sulla
fiaba I tre porcellini: in questa occasione linsegnante si soffermata sul materiale
con cui sono state costruite le varie case e sui porcellini, il loro habitat e la loro
alimentazione.

32
Vorrei ringraziare le insegnanti Pieiller Elisa, Blanc Gabriella, Pedroni Daniela e Campobasso
Barbara per la loro accoglienza e disponibilit.

39
Inoltre, nonostante non si tratti di un esperienza prettamente legata alla fattoria,
ritengo sia importante citare la visita didattica effettuata il 21 marzo a Quart al vivaio
forestale Abb Henry prevista nellambito del progetto di divulgazione ambientale
Le favole in collaborazione con il CFVDA, dove i bambini hanno avuto la possibilit
di sperimentare la semina di alcune piantine, in particolare lerba canina: ogni bambino,
munito di paletta, bastone e vaso aveva il compito di trapiantare una piantina allinterno
di un fustellato, aggiungervi della terra ed infine annaffiarla. La giornata proseguita
con un approfondimento sulle radici e sulla loro funzione, su come si nutrono le piante e
sul ruolo che il concime riveste, per terminare con la visita al vivaio ed in particolare
alla serra.
Uninteressante iniziativa intrapresa dagli insegnanti di tale sezione, iniziata nel mese
di marzo, consiste nel mettere da parte i semi delle mele mangiate a merenda, i quali
verranno poi consegnati a ciascun bambino che avr il compito, a casa propria, di
seminarli in un vaso: un riscontro finale previsto a scuola a distanza di qualche
settimana.
Largomento fattoria stato trattato in modo pi approfondito durante il Concours
Cerlogne dellanno scolastico precedente, nonostante facesse parte di un progetto pi
ampio denominato Les animaux. Infatti un iniziale approfondimento stato fatto sugli
animali della Valle dAosta supportato da un intervento del Corpo Forestale, per poi
passare agli animali della fattoria. Sono dunque stati esaminati tutti questi animali
lavorando in modo particolare sulle loro differenze. Si sono soffermati sulla stalla,
quindi sulle differenze tra le stalle di una volta e quelle di oggi. Come conclusione del
progetto hanno fatto visita, nel mese di maggio, alla Maison Bruil di Introd ossia
unantica casa rurale che offre la possibilit di osservare i diversi ambienti delle case di
un tempo come ad esempio il solaio, la crotta, il peillo e le zone di essiccazione.
Dopo la visita, i bambini hanno potuto prendere parte allAtelier du Got dove hanno
avuto la possibilit di osservare e sperimentare il processo di trasformazione del latte in
formaggio, con unattenzione particolare agli odori, ai sapori ed agli utensili utilizzati.
In ultimo, sempre nel mese di maggio, stata effettuata una uscita alla fattoria didattica
La Reina a Pollein. Tale esperienza prevedeva la visita alla fattoria e ai vari animali
che la abitano, seguita da un progetto dal titolo Les produits alimentaires: le fromage

40
che ha permesso ai bambini di scoprire da dove proviene il latte e cosa si pu fare con
esso, seguito da una degustazione di alcuni prodotti.
Al contrario, durante lanno scolastico 2011\2012 (quando i bambini che ho preso in
considerazione per la mia indagine avevano 3 anni) stata organizzata la visita a La
Maison des Anciens Remedes" di Jovancan ed in particolare il laboratorio di Lanta
Melie ha permesso ai bambini di scoprire alcune erbe officinali, soffermandosi sui
diversi odori che presentano. Lobiettivo principale di tale progetto era quello di
avvicinare i piccoli alle erbe ed alla natura in generale. In conclusione di giornata hanno
potuto sperimentare la semina di alcune piantine.
Per quel che riguarda i giochi relativi alla fattoria, i bambini della scuola dellinfanzia
di Aosta dispongono di tre differenti puzzle, due dei quali ad incastro, pi semplici (fig. 4
e 5) ed uno pi complesso a forma di mucca
33
, costituito da 24 pezzi (fig. 6).


Fig. 4, 5 e 6: I puzzle della scuola dellinfanzia di Aosta.

Inoltre essi hanno a disposizione una piccola stalla ed alcuni animali, con i quali
possono divertirsi e creare la loro fattoria (fig. 7).


Fig. 7: La stalla e gli animali giocattolo
presenti nella scuola di Aosta.

33
Puzzle, Djeco, Paris, 24 pezzi, dai 3 anni in su.

41

Infine, fra i libri a disposizione a scuola si trovano un album da colorare intitolato
Nella vecchia fattoria ed alcuni riguardanti la fattoria: Fattoria (fig. 8), La fattoria (fig.
9), La fattoria (fig. 10), Dans le jardin de grand-pre (fig. 11), La gallina e La mucca
(fig. 12)
34
.


Fig 8, 9 e 10: Libri sulla fattoria presenti nella scuola di Aosta.


Fig. 11 e 12: Libri sulla fattoria presenti nella scuola di Aosta.

Scuola dellInfanzia di Verrayes capoluogo
Il tema Fattoria stato trattato dai bambini di Verrayes, durante il corrente anno
scolastico, esclusivamente allinterno di un progetto in lingua francese. Infatti
linsegnante ha proposto una storia sulle avventure di un bambino che entra per la prima
volta in fattoria. Essi hanno dunque imparato la traduzione dei vari animali in francese
ed hanno lavorato sulle caratteristiche di questi ultimi, costruendo un cartellone finale

34
Wolf M., (2010), Fattoria, Dami Editore, Collana Damini, dai 3 anni, 24 p., Illustrato cartonato (fig.
8); Farina S., (2002), La fattoria, Istituto geografico DeAgostini S.p.a., Novara, Collana Amici Animali
(fig. 9); Remondi A., (2010) La fattoria, Emme edizioni, Trieste, Collana Primi libri, 48 p., Illustrato
cartonato, 3-4 anni (fig. 10); Ubac C. e Giffo B., Dans le jardin de grand-pre, Nathan (fig. 11); La
gallina, DeAgostini, Collana Gli animali della fattoria e La mucca, DeAgostini, Collana Gli animali dei
prati (fig. 12).

42
dal titolo La ferme, nel quale sono presenti dei disegni e dei ritagli di giornali
appartenenti a tale ambiente. Possiamo infatti, ad esempio, notare alcuni maiali
allinterno del recinto, dei cavalli, delle mucche, le galline con i pulcini, un cane, ma
anche degli alberi e una signora che sta annaffiando il proprio orto (fig. 13).


Fig. 13: Il cartellone La ferme realizzato dai bambini della scuola dellinfanzia di Verrayes.

Inoltre, un altro progetto che presenta spunti pertinenti al tema in questione, riferito
al Concour Cerlogne, che questanno presenta il titolo A la dcouverte de nos
communes et des leurs produits typiques. I prodotti tipici di Verrayes, scelti delle
insegnanti insieme con i bambini, sui quali hanno deciso di lavorare sono:
1) le patate: in quanto molti bambini possiedono un campo a casa. Essi si sono
soffermati inizialmente sul processo di semina per poi spostare lattenzione sugli utilizzi
di tale prodotto, analizzando alcune ricette;
2) luva: la scelta di tale prodotto riguarda soprattutto i bambini che abitano a Saint
Denis in quanto un paese ricco di vigneti. Essi hanno posto lattenzione alla
trasformazione delluva in vino e succo (dalla vendemmia al vino);
3) il mais: in quanto vicino alla scuola vi un grande campo di mais e lanno
scolastico precedente (2012\2013) i bambini hanno assistito alla trebbiatura;

43
4) la sarieula (il timo selvatico): questa erba aromatica, tipica di Verrayes, molto
utilizzata nella cucina locale ed alla quale dedicata unintera festa nel mese di maggio
(Feta de la sarieula), non ancora stata affrontata;
5) il vischio: anche questo prodotto, un elemento tipico della tradizione celtica,
caratteristico di Saint Denis e protagonista di una festa nel mese di dicembre, deve
ancora essere analizzato.

Sempre per quanto riguarda il Concours Cerlogne, durante lanno scolastico
2012\2013, i bambini hanno lavorato sugli animali in generale per poi soffermarsi in
modo pi specifico sugli animali della fattoria, i quali sono stati esaminati e tradotti nel
dialetto locale.
Durante lo stesso anno le insegnanti hanno proposto ai bambini un progetto del titolo
Aria, Acqua, Terra e Fuoco, durante il quale hanno approfondito ognuno dei Quattro
Elementi. Per quanto riguarda lelemento Terra, dopo aver raccolto dei sassolini in
passeggiata, i bambini hanno costruito un muretto che delimitasse unaiuola dove, in
seguito, hanno seminato alcuni fiori. Accanto a ci, inoltre, stato costruito un piccolo
orto circondato da una rete e da alcuni paletti di legno (fig. 14 e 15).


Fig. 14 e 15: Lorto e laiuola costruiti dai bambini di Verrayes, davanti a scuola durante
lanno scolastico 2012\2013.

Al suo interno i bambini hanno potuto seminare pomodori, melanzane, insalata,
salvia e rosmarino e . un rosaio, avendo a disposizione alcuni vasi, qualche
annaffiatoio e le ciabatte apposite per calpestare la terra (fig. 16).

44



Essi hanno potuto assistere al processo di crescita delle semenze fino alla fine del
mese di giugno (termine della scuola), oltre il quale tutto il lavoro svolto si interrotto
bruscamente. Per cercare di rimediare a tale fatto, ogni bambino ha seminato in un
piccolo vaso, un seme di zucca che, ha poi portato a casa cosicch anche durante lestate
ha potuto prendersi cura di una piantina. Tale progetto ha preso il via anche durante il
corrente anno scolastico, durante la prima settimana di aprile, con la nuova semina.
Non stata fatta nessuna visita a fattorie didattiche negli anni frequentati dai bambini
che ad oggi hanno 5\6 anni.
Infine, a scuola, i bambini hanno a disposizione un gioco riguardante la fattoria: esso
costituito da alcuni elementi appartenenti a tale ambiente (stalla, trattori, cavalli,
maiali, mucche, cane, capre in miniatura) che danno la possibilit ad ogni bambino di
creare la propria fattoria su misura, inserendo o togliendo ci che preferiscono (fig. 17).


Fig. 17: Il gioco riguardante la fattoria presente nella scuola di Verrayes.
Fig. 16: Il materiale che i
bambini di Verrayes hanno a
disposizione per prendersi
cura del loro orto.

45

Essi possiedono, inoltre, alcuni libri a riguardo, i quali per, il giorno dellincontro,
erano in un armadio non accessibile ai bambini: Dans la ferme, La poule qui pond des
patates e Conoscere la fattoria
35
(fig. 18).


Fig. 18: Libri sulla fattoria presenti nella scuola di Verrayes.

Scuola dellInfanzia di Saint Marcel
Durante il corrente anno scolastico, 2013/2014 i bambini stanno seguendo un
progetto relativo agli animali del bosco, arricchito da un numero significativo di
interventi da parte del Corpo Forestale della Valle dAosta, dunque poco spazio stato
assegnato al tema Fattoria. Un richiamo ad essa viene da un progetto in lingua
inglese, durante il quale i bambini hanno imparato la traduzione dei nomi delle specie
animali appartenenti a tale ambiente e non solo: alcuni cartelloni raffiguranti tali animali
ed accompagnati dal loro nome in inglese, sono appesi alle pareti della sezione.
Un progetto inerente agli animali della fattoria stato svolto durante lanno
scolastico precedente (2012\2013). Innanzitutto, a scuola, le insegnanti hanno lavorato
con i bambini sui vari animali che abitano le fattorie, concentrandosi in modo
particolare sulle loro caratteristiche fisiche, sulla loro alimentazione e su cosa essi
producono. Tale progetto stato ripreso in lingua francese, in maniera semplificata,
prendendo il titolo di Pilou la ferme. Il tutto iniziato dalla lettura di una storia:

35
Lemayeur M.C., Alunni B., Beaumont E., Dans la ferme, Fleurus Editions, Paris Cedex, 10 pages,
couverture cartonne: Sur chaque page, une question est pose et l'enfant dcouvre la rponse en image
en soulevant un rabat; Piquemal M. (2007), La poule qui pond des patates, Milan Poche, Album jeunesse
ds 6 ans: A quoi sert une poule si elle ne pond pas dufs ? Cest ce que se demande le fermier en
colre. Elle ne pond pas ? Eh bien, on la mangera. Vite vite ! La poule doit absolument trouver une
solution ; Conoscere la fattoria, Lito editrice , Illustrazioni di John Francis.

46
Le jeune chien Pilou vit paisiblement dans une ferme. Mais, un beau matin, il se
rend compte que sa maman a disparu, et part donc sa recherche A travers cette
histoire, les enfants dcouvriront les animaux qui vivent dans une ferme (leur
alimentation, leur habitat, leurs petits), mais aussi le travail des fermiers dans
les champs, le verger, le potager, etc.

Come conclusione del progetto, nel mese di aprile, i bambini hanno effettuato due
uscite per avere un riscontro sul territorio di tutto il lavoro svolto. Innanzitutto hanno
visitato la fattoria didattica Maison Rosset a Nus, dove hanno potuto osservare le
caratteristiche e le differenze inerenti allalimentazione degli animali quali le mucche, le
galline, i maiali, i cani, oltre che a partecipare al laboratorio di trasformazione dal latte
al formaggio ed alla preparazione del gelato. In conclusione di giornata essi hanno avuto
la possibilit di degustare alcuni prodotti ed in particolare diversi tipi di formaggio e il
gelato che avevano prodotto. La seconda uscita sul territorio prevedeva la visita alle
stalle di Laych, una frazione di Saint Marcel a circa 1500 metri di altitudine. In
giornata i bambini hanno avuto loccasione di visitare la stalla delle mucche e quella
delle capre, oltre alla cantina dove vengono conservati i vari formaggi. Essi hanno
inoltre assistito alla produzione del formaggio ed a conclusione di giornata hanno
degustato una toma fatta esclusivamente con il latte di capra da confrontare con una
seconda contenente anche latte di mucca.
Per quanto riguarda il materiale presente allinterno della scuola relativo alla fattoria,
i bambini possono divertirsi con una tombola
36
riferita ai versi degli animali tra i quali
sono presenti anche quelli della fattoria (fig. 19).



36
Tombola I versi degli animali, Jeux Nathan, Artigues-prs-Bordeaux (France), da 2,5 a 5 anni, 1-6
giocatori, contiene 1 cassetta e 2 tombole con fotografie.
Fig. 19: La tombola I
versi degli animali
presente nella scuola di
Saint Marcel.

47

Essi possono inoltre sperimentarsi con Il gioco grande della fattoria
37
che consiste
nel realizzare un puzzle e compiere un percorso costituito da tanti cerchietti colorati che
attraversano la fattoria. I protagonisti sono animali-peluche che si muovono sul percorso
in base al numero indicato dal dado lanciato (fig. 20).






Fig. 20: Il gioco gigante della
fattoria presente nella scuola di
Saint Marcel.





Infine, a scuola, presente un solo libro dal titolo I segreti della fattoria
38
(fig. 21).




Dopo questo primo incontro con le insegnanti delle varie scuole, vorrei fare alcune
considerazioni. Innanzitutto, non si notano significative differenze n per quanto
riguarda le esperienze, n per il materiale presente a scuola. Tutte infatti, durante gli

37
Il gioco grande della fattoria, Liscianigiochi, Teramo, Bravo bravissimo, 3-6 anni.
38
Flamini L. (2005), I segreti della fattoria, EdiBimbi, Legnano, pp. 40, Cartonato, disegni, finestre,
dai 2 anni in poi
Fig. 21: Il libro
presente nella scuola di
Saint Marcel.

48
ultimi tre anni, hanno lavorato sulla fattoria. Durante lanno corrente le insegnanti di
Verrayes e di Aosta si sono concentrate maggiormente sulla semina e sul processo di
crescita della piantina, integrate con uscite didattiche ed esperienze sul campo, anche se,
il tutto, senza nessun riferimento specifico allambiente fattoria. Al contrario a Saint
Marcel si lavorato su tuttaltro argomento: gli animali del bosco.
Per quanto riguarda lanno scolastico precedente, invece, alcune somiglianze
raggruppano le tre scuole, soprattutto in riferimento al tema del Concours Cerlogne:
Les animaux. Infatti tutte si sono soffermate, tra gli altri, anche sugli animali della
fattoria e sulle loro caratteristiche. Una differenza riguarda invece le uscite didattiche, in
quanto le scuole di Aosta e Saint Marcel hanno visitato una o pi fattorie didattiche
mentre quella di Verrayes non vanta questo tipo di esperienza.
Una significativa riflessione riguarda a mio avviso, la tendenza, gi a partire dalle
insegnanti, ad abbinare alla fattoria esclusivamente il mondo animale. Alcuni accenni
allintroduzione dellorto in fattoria si possono notare nel cartellone prodotto dai
bambini di Verrayes (fig. 13) dove, tra i vari animali troviamo anche del verde (nessun
albero presente per da frutto) ed una signora che sta annaffiando un pezzo di terra e,
a Saint Marcel, con il progetto Pilou la ferme dove un richiamo stato fatto al
lavoro dei campi. Entrambe queste iniziative per non sono state approfondite.
Inoltre, possiamo notare che tutte le scuole possiedono, ma non abbondano di giochi
relativi alla fattoria. Differenze maggiori si registrano invece per quanto riguarda i libri:
i bambini di Aosta ne possiedono 6, quelli di Saint Marcel 1 solo, mentre quelli di
Verrayes 3, tra i quali La poule qui pond des patates, indicato per i bambini dai 6 anni
in su. La presenza di testi e giochi nelle scuole permetter quindi ad ogni bambino di
poter svolgere il compito che gli sar richiesto, anche nel caso in cui non avesse mai
visitato una fattoria dal vivo.
Dopo queste prime informazioni, dunque, non ritengo possibile evidenziare
significative differenze che possano differenziare significativamente i bambini di una
scuola piuttosto che laltra nei risultati della mia indagine.

2.3 Strumenti e metodologie di ricerca
Vorrei premettere che la scelta delle scuole campione con precise caratteristiche (mi
riferisco in particolare al binomio scuola di citt / scuola di montagna), non mi

49
permetter di fare delle generalizzazioni, ma comunque sar interessante per analizzare
due diversi tipi di realt che troviamo in Valle dAosta.
Come accennato in precedenza ho deciso di rivolgere la mia attenzione
esclusivamente ai bambini di cinque anni, frequentanti il terzo o il secondo anno della
scuola dellinfanzia.
Avendo chiari gli obiettivi della mia ricerca, ossia indagare limmagine che i bambini
hanno di fattoria e scoprire le esperienze dirette/indirette che hanno avuto rispetto a tale
ambiente, ma ancor pi in particolare rispetto lorto, ho dato il via al mio lavoro. Come
primo passo mi sono preoccupata di verificare che il termine fattoria fosse contenuto
allinterno dei primi dizionari, ossia quelli rivolti a bambini a partire dai 4\5 anni di
et e relativi allapprendimento delle prime parole: ad ognuna di queste ultime
associata unillustrazione. Tali dizionari sono colorati, vivaci, contengono molte
immagini e sono scritti in grande, il tutto con il fine di dare la possibilit al bambino di
poterne usufruire autonomamente
39
. Sarebbe stato interessante fare un approfondimento
in merito, ma non essendo essenziale al fine del mio progetto, ho deciso di farne una
rapida analisi di alcuni: in ognuno ho scoperto il termine fattoria. Infatti, ad esempio
allinterno del Primo dizionario. Ogni parola una storia di Richard Scarry
40
, il
vocabolo fattoria, non solo presente ma uno dei pochi ad occupare una pagina intera
(fig. 22). Possiamo dunque affermare che gi a 5 anni (se non prima) i bambini
dovrebbero conoscere tale termine.


39
Informazioni tratte dal sito: www.mammeonline.net/phpBB3/primi-dizionari-per-piccolini-
t352672.html dove una lessicografa (che si occupa della redazione, revisione, progetto, aggiornamento di
dizionari) risponde alle domande degli utenti, riguardo ai primi dizionari per bambini. La data dei
messaggi presi in considerazione il 6 febbraio 2008.
40
Scarry R. (2002, Prima edizione: 1966), Primo dizionario. Ogni parola una storia, Arnoldo
Mondatori Editore, Milano, per ledizione italiana. Titolo dellopera originale Storybook Dictionary.
Edizione italiana a cura di Olga Bonato. Tale libro adatto alla lettura autonoma da parte di bambini dai 5
anni in su, grazie al corredo illustrativo di facile e immediata comprensione. Attraverso tavole tematiche,
questo libro contribuisce allistruzione di base del bambino.

50

Fig. 22: Scarry R. (2002), Primo dizionario. Ogni parola una storia.

A questo punto, ritengo opportuno cominciare con lillustrare la prima fase
dellindagine che sono andata a svolgere. In tutte e tre le scuole, seduti in cerchio, mi
sono inizialmente presentata spiegando ai bambini che sono prossima a concludere il
mio percorso di studi allUniversit della Valle dAosta, ma che per fare ci avrei avuto
bisogno del loro aiuto. Per fortuna tutti hanno accolto positivamente la mia richiesta,
permettendomi di illustrare loro il compito: fare il disegno di una fattoria!
Senza aggiungere altre spiegazioni, ho chiesto ai bambini di chiudere per alcuni
secondi gli occhi e di pensare a ci che avrebbero voluto inserire allinterno del loro
disegno. Dopodich, i bambini si sono seduti ai tavolini che per questioni di spazio ed
organizzazione erano disposti uno vicino allaltro: a Saint Marcel 4 o 5 bambini per
tavolo, ad Aosta tutti insieme, mentre a Verrayes divisi in due gruppi da 3. Ecco dunque
che in ogni scuola mi sono permessa di esplicitare limportanza di non avere disegni
tutti uguali in quanto non mi sarebbero stati daiuto. Dopodich, quando ogni bambino
aveva davanti a s un foglio A4 e i pennarelli, ho dato il via alle realizzazioni. Durante
tale attivit, munita di carta e penna, mi spostavo da un tavolo allaltro annotando le
affermazioni e le domande che riuscivo a captare. Per quanto riguarda il ruolo delle
insegnanti si sono notati atteggiamenti diversi: ad Aosta, infatti, mi stata lasciata
lintera gestione dellattivit, a Saint Marcel linsegnante interveniva per richiamare il
silenzio o per fornire le risposte alle domande dei bambini mentre a Verrayes, si
spostava da un tavolo allaltro richiamando anchessa qualche volte il silenzio.

51
Avendo poi deciso di integrare i disegni con un dialogo, a turno, al termine della
propria realizzazione ho scambiato qualche battuta con ogni bambino, cercando uno
spazio il pi possibile tranquillo. Ho scelto di utilizzare tale metodologia in quanto lho
ritenuta la pi funzionale vista let dei bambini: un questionario non sarebbero riusciti
a completarlo autonomamente, ed unintervista sarebbe risultata troppo impattante. I
dialoghi sono stati registrati nelle scuole di Saint Marcel e Verrayes permettendomi di
riprendere con calma ci che emerso. Infatti, a Saint Marcel ho avuto la possibilit di
recarmi con un bambino alla volta nel salone e quindi dialogare in estrema tranquillit,
in quanto linsegnante si occupava della gestione degli altri. Per contro ad Aosta, non
potendomi appoggiare a questo supporto ho dovuto effettuare il dialogo individuale, in
sezione, dove alcuni bambini stavano finendo il disegno ed i pi piccoli (non coinvolti
nel progetto) stavano giocando: il troppo rumore non mi ha pertanto permesso di
registrare. Anche a Verrayes ho effettuato il dialogo nella sezione: con i primi due
bambini non ci sono stati particolari problemi in quanto i loro compagni stavano
terminando il lavoro, con gli altri 4 invece, il rumore di sottofondo cominciava ad
alzarsi in quanto linsegnante aveva concesso loro di giocare.
In particolare, per ogni bambino mi sono posta di etichettare gli elementi inseriti
allinterno del suo disegno, di conoscere se avessero visitato una fattoria (ed in caso
positivo scoprire le attivit effettuate) o partecipato alla coltivazione di un orto.

2.4 Analisi dei risultati relativi alla prima fase dellindagine
Prima di riportare i risultati inerenti ai disegni ed ai dialoghi, ho ritenuto funzionale
dedicare una parte iniziale allanalisi delle informazioni registrate durante la fase di
presentazione e durante la realizzazione vera e propria del lavoro, il tutto suddiviso per
ogni scuola. Ho cominciato con la scuola di Saint Marcel, essendo la prima alle quale
ho fatto visita.

1) Scuola dellinfanzia di Saint Marcel
Luned 17 marzo 2014, il giorno in cui mi sono recata in tale scuola, erano presenti
14 bambini di 5 anni e 2 assenti, sul totale delle due sezioni. A quanto riferito dai
bambini, confermato anche dalle insegnanti, sono proprio questi ultimi a possedere una
fattoria. Ho potuto lavorare con i bambini di tale scuola durante la seconda parte della

52
mattinata e quindi dalle 10 alle 11.30 e non essendo riuscita ad effettuare il dialogo con
tutti, sono tornata nel pomeriggio dove ho trascorso altre 2 ore.
Tutti i bambini si sono dimostrati disponibili alla mia richiesta di aiuto, ma quando
ho spiegato loro il compito, dalla bocca di molti uscito un oh oh, spiegando che si
trattava di un disegno proprio difficile da realizzare. A questo punto intervenuta
linsegnante titolare, suggerendo ai bambini di guardare le rappresentazioni appese al
muro (fig. 23) dove sono raffigurati 13 animali, di cui almeno 10 specificatamente
riferibili al contesto della fattoria (maiale, pecora, mucca, cane, cavallo, gallo, anatra,
topo e gatto) e 3 di altri ambienti (rana, leone e gufo).

Fig. 23: I disegni degli animali appesi alle pareti della sezione di Saint
Marcel effettuati allinterno di un progetto in lingua inglese.

Tutti hanno dunque cominciato il proprio lavoro ad eccezione di una bambina che mi
riferisce di non sapere cosa disegnare. Ho quindi provato ad incitarla nuovamente
chiedendole di riflettere e pensare a dove possa aver visto una fattoria. Dopo qualche
minuto anche quest ultima ha iniziato il proprio disegno. Durante le loro realizzazioni,
spostandomi da un tavolo allaltro, ho annotato alcune frasi che i bambini si sono
scambiati a proposito dellargomento:

- Ma la fattoria grande vero? chiedendo al vicino di banco
- Sono rotonde le rotoballe? chiedendo al vicino di banco
- Si, ma ci sono anche quelle quadrate, in risposta alla domanda precedente
- Il trattore ha le ruote molto grosse!
- Questo trattore sparge il letame!

53
- Io disegno tanti animali nella mia fattoria!
- []

2) Scuola dellinfanzia Oreste Marcoz di Aosta
Come accennato in precedenza, la scuola dellinfanzia Oreste Marcoz conta 4 sezioni
che lavorano, ad eccezione dei grandi progetti, in modo separato. Ho scelto quindi di
concentrare la mia indagine sulla sola sezione A, allinterno della quale sono presenti 6
bambini di 5 anni. Il giorno in cui vi ho fatto visita, venerd 21 Marzo 2014, erano per
assenti 2 bambini, motivo per cui ho deciso di incontrare altri 2 bambini di 5 anni
compiuti, bench frequentanti solamente il secondo anno. Ho trascorso in questa scuola
lintera mattinata, anche se il lavoro vero e proprio con i bambini cominciato solo
dopo la merendina e quindi verso le 10, fino alle 12 circa.
Anche in questa scuola tutti i bambini si sono dimostrati disponibili ad aiutarmi e
dopo aver verificato che tutti sapessero cosera una fattoria e aver concesso di pensare
per alcuni secondi ad occhi chiusi cosa inserire nel proprio disegno, ho dato inizio al
lavoro senza che emergessero segnali di difficolt. Munita di carta e penna, ho annotato
le prime considerazioni in merito:

- Io disegno i maialini nel fango; Il fango marrone; Disegno anche delle macchie
marroni sul maialino perch si sporcato;
- Le mucche possono essere marroni;
- Possono essere anche panna cotta le ho viste su un libro che ho a casa: risposta
di un bambino allaffermazione precedente ed aggiunge: Non ne ho mai viste qua!
- []

Inoltre, durante la loro realizzazione una bambina mi ha svelato di aver visto una
fattoria con la scuola lanno precedente, cos come mi aveva riferito linsegnante
precedentemente. Anche i suoi compagni, quindi, sentendo tale affermazione mi hanno
riferito di esserci stati loro stessi. Ecco perch ho deciso di farmi raccontare tutti
insieme lesperienza a La Reina di Pollein. Chiedo inizialmente se si ricordano in
quale fattoria didattica si sono recati, ma nessuno ha saputo riportarmi il luogo esatto.
Mi riferiscono di aver visto degli animali ed in particolare le mucche allinterno della
stalla, un maiale, una capra ed un cavallo. Domando se hanno solamente visto tali

54
animali o hanno avuto modo di interagire con essi e mi rispondono di averli anche
accarezzati. Una bambina infine ricorda di aver provato a produrre del formaggio ed un
altro ricordandosi tale esperienza afferma che, per merenda, sono stati dati loro un
pezzo di formaggio e del pane con la marmellata.

3) Scuola dellinfanzia di Verrayes capoluogo
La scuola di Verrayes conta la presenza di 8 bambini di 5 anni, distribuiti su due
sezioni, ma il giorno che ho effettuato la mia indagine, luned 31 Marzo 2014, 3 di loro
erano assenti. Sono riuscita ad incrementare leggermente il numero aggiungendo al
lavoro 1 bambina che, nonostante abbia gi compiuto i 5 anni, frequenta ancora il
secondo anno di scuola. Ho trascorso in tale scuola lintero pomeriggio.
Anche a Verrayes, non si sono rilevati particolare confusione o disorientamento
quando ho richiesto loro di disegnarmi una fattoria. Linsegnante ha chiesto ad ogni
bambino Sai cos una fattoria? e tutti hanno risposto in modo positivo. Dopo aver
dato modo di pensare a cosa inserire nella propria realizzazione ho chiesto ai bambini di
posizionarsi ai tavoli e nel mentre che consegnavo i fogli necessari per il disegno a
ciascuno, essi hanno cominciato a cantare, in modo autonomo, la canzone Nella
vecchia fattoria, citando la mucca, il cane, la pecora ed il maiale. Terminata la canzone
hanno dato via al proprio compito e, come per le altre scuole, anche in questa ho
annotato le prime riflessioni in merito:

- Io disegno il recinto
- Io invece disegno il filo con i picchetti perch mio zio ha quello
- Com la coda del cavallo? chiede al suo vicino
- Ma lo sai ben, lunga! in risposta alla domanda precedente
- Mio zio ha solo mucche, manzi vitelli e cani
- Le mucche hanno le corna di ossa vero maestra?
- Si vero, non si possono spaccare, neanche con le pietre, in riferimento alla
domanda precedente
- []

Essendo la scuola di Verrayes lultima nella quale mi sono recata, ho deciso di
introdurre una novit. Infatti, a seguito di una prima analisi dei disegni realizzati dalle

55
altre due scuole ho notato come fossero presenti quasi esclusivamente animali,
costruzioni ed elementi del paesaggio. Infatti, su un totale di 20 bambini (14 di Saint
Marcel e 6 di Aosta) che hanno realizzato il disegno, una sola ha inserito lorto. Una
prima ipotesi poteva consistere nel pensare che la maggior parte di essi non lha
disegnato perch non ne conosce lesistenza, ma essa stata subito smentita dal dialogo
successivo, quando 17 di loro (12 di Saint Marcel e 5 da Aosta) dichiarano di aver gi
visto un orto dal vivo. La maggior parte quindi ne a conoscenza, ma sembra non sia un
elemento appartenente alla fattoria. Ecco il motivo per il quale, dopo un confronto con il
mio relatore di tesi ho deciso di piegare unestremit del foglio (un po meno di un
terzo), da riservare ad un eventuale aggiunta dellorto nel caso in cui i bambini non
lavessero gi disegnato spontaneamente. Nessuna domanda stata posta riguardo a
questa particolare disposizione del foglio. Analogamente alle altre due situazioni,
nessuno allinterno della propria fattoria ha introdotto lelemento orto.
Quando tutti hanno finito il proprio disegno, ho fatto notare ai bambini che avevo
piegato il foglio ed ho chiesto loro: Sapete cos un orto? Secondo voi, possiamo
aggiungerlo nel vostro disegno?. Un solo bambino ha esitato nel rispondere alla
prima, cosicch linsegnante ha tradotto il termine in dialetto valdostano: ecco che tutti
rispondono positivamente ad entrambe le domande. Si mettono, dunque, al lavoro per
arricchire la propria realizzazione, riempiendo cos anche lo spazio bianco.

2.5 Analisi dei disegni
Raccolti i disegni delle varie scuole (6 di Aosta, 6 di Verrayes e 14 di Saint Marcel),
ho cominciato ad analizzarli mostrando attraverso tabelle e grafici sia alcuni risultati
complessivi che distinti in base alla scuola. Per ogni disegno ho conteggiato il numero
degli elementi inseriti per poi soffermarmi sul significato e sulla tipologia. Per far ci ho
innanzitutto dovuto ragionare su cosa considerare elemento e grazie allaiuto degli
autori dei disegni ho potuto pormi delle regole precise da seguire: qualora siano stati
rappresentati pi elementi uguali, ad esempio numerose mucche o pi persone, essi
sono stati considerati come un solo elemento, cos come nel caso di dettagli (caminetto,
porta,) riconducibili ad una stessa unit (casa) (fig. 24). Una particolare precisazione
va fatta per i disegni di Verrayes, i quali contengono in pi, rispetto agli altri, la

56
rappresentazione dellorto e dei suoi elementi: ho ritenuto corretto conteggiare questi
ultimi in modo separato, in quanto non sono stati inseriti spontaneamente dai bambini.
Nel disegno sotto riportato esemplificato il conteggio degli elementi grazie al
dialogo effettuato con And, lautore del disegno, di cui si riporta uno stralcio:
Io: And. cos hai disegnato di bello?
And: il cane (6) i maiali (4) la pecora (5) un anatra (7)le balle di fieno
(3) il sole (2)
Io: E questa cos invece?
And: La stalla con la porta (1)


Fig. 24: Conteggio degli elementi del disegno di And (Saint Marcel).

Nel disegno esemplificativo (fig. 24) si possono notare due maiali e due balle di
fieno conteggiate come un solo elemento ciascuno. Inoltre la porta della stalla non
stata presa in considerazione, ritenendola parte di questultima. Infine, nonostante il
bambino non mi avesse espressamente indicato di aver disegnato il laghetto ho
comunque ritenuto opportuno identificarlo come elemento a s, poich chiaramente
distinguibile.
Prima di riportare nel dettaglio i risultati, vorrei soffermarmi su una peculiarit che
ho riscontrato in alcuni disegni. Infatti, nonostante le mie raccomandazioni iniziali
sullimportanza di compiere individualmente il proprio lavoro, si pu notare la presenza
di realizzazioni uguali, in particolare, a Saint Marcel ed Aosta (fig. 25 e fig. 26). Un

57
problema facilmente evitabile con un maggiore spazio a disposizione e la presenza di
ulteriori figure adulte.





Fig. 25: Disegni di Saint Marcel: il primo in alto rappresenta
loriginale (Eri), mentre il secondo quello copiato (Ana).


Mi sono accorta della forte somiglianza solo durante il dialogo con Ana., la quale mi
ha confessato di non aver mai visto una fattoria dal vivo ma neanche in libri e cartoni
animati. La curiosit di venire a conoscenza di come avesse fatto a realizzare un disegno
con tutti questi elementi, mi ha portata a scoprire che la bambina stata aiutata dal suo
vicino di banco Eri.


58



Fig. 26: Disegni di Aosta: il primo in alto rappresenta
loriginale (Mat), mentre il secondo quello copiato (Ale).

Per quanto riguarda tali disegni, mi sono accorta della loro somiglianza durante la
realizzazione. Ribadendo ai bambini che i disegni uguali mi sarebbero stati di poco
aiuto, la bambina ha cercato di introdurre elementi nuovi rispetto al compagno, ma
successivamente ha di nuovo sbirciato dal disegno vicino. Spicca in ogni caso un tratto
grafico (vedasi il maiale e il gallo) personale ed originale.

Dopo aver chiarito i possibili dubbi di conteggio, ho costruito una tabella riassuntiva,
divenuta punto di partenza per le successive elaborazioni (tab. 1): la prima colonna si
riferisce alla scuola, la seconda allautore del disegno (sono riportate solo le prime tre
lettere del nome) e la terza agli elementi inseriti nelle realizzazioni (tra parentesi il
numero totale).


59
Tab. 1: Conteggio elementi inseriti nei disegni
SCUOLA DISEGNO ELEMENTI INSERITI
Saint
Marcel
GabT.
Prato; stalla; un giudice (una persona); trattore; rotoballe;
furgone; mucca; letame (8)
MatC. Prato; sole; cielo; stalla; sbarra; cane; cavallo; gallo; maiale (9)
And
Sole; stalla; balle di fieno; cane; due maiali; pecora; anatra,
lago (8)
Luc
Sole; cielo; montagne; casa; due mucche; cane; trattore;
rotoballe; cavallo; pap; maiale (11)
MatT.
Gatto, pecora; mucca; capra; maiale; anatra; cane, bambino;
prato (9)
Gio
Gallo; mucca; anatra; maiale; cavallo, gatto; pecora; cane;
sole; prato; cielo; pastore (12)
Ire
Coniglio; 2 cavalli; 2 balle di fieno; 2 ciotole con acqua;
recinto; anatra; casa del fattore; sole (8)
AurP. Maiale; pecora; mucca; cavallo; sole; cielo; recinto (7)
AurS.
Pulcino; 2 cavalli, maiale; pecora; gallo; cane; recinto;
contadino; fieno; sole; cielo; paglia; orto (13)
Ana
Fattoria; pulcino; gallina; pecora; toro; cavallo; cane; trattore;
fienile; sole; cielo; erba (12)
Eri
Erba; sole; cielo; gatto con il suo cucciolo; 2 capre; 2 pecore;
contadino; trattore; cane; gallina; pulcino; mucca, toro;
cavallo; stalla, fienile (16)
Leo Pecora; erba; stalla; trattore; uomo (5)
Gab
Io e pap; cane; cavallo; recinto; la mia casa; stalla; erba;
laghetto; anatre; uccello; nuvole; sole (12)
Lis Stalla, coniglio; cane; cavallo (4)
Aosta
Bea Recinto; cavallo; cane; gatto; gallina; asino; alcuni amici (7)
Lor Toro; mucca; gallina; stalla (4)
Ale
Gallo; pulcino; gallina; maiale; fango; mucca; anatra; lago;
stalla; nuvole; sole (11)
Dan
Maiale; fango; albero; mele; nido; fiori; stalla; mucca; pulcino;
uova; anatra; lago; erba; nuvole (14)
Mat
Gallo; stalla; capra; anatra; lago; mucca; vitello; pony;
pulcino; gallina; maiale; fango; nuvola (13)
Con
Nuvole; stalla; asino; albero; fieno; mucca; erba; maiale; fango
( 9)
Verrayes
Rap
Padrone della fattoria; legna; trattore; girafieno; un mucchio di
paglia; forca; casa del padrone; cancello; cavallo; mucca;
maiale; erba; cestino per mungere (13)
Yar
Mucche con orecchie e corna; cielo; sole; nuvole; albero di
foglie; filo (6)
Sop Tante galline; gatto; lago (3)
Gre
Cavallo; mucca con macchie e corna; cielo; sole; galline;
stagno; gallo; farfalle; uccello; recinto (10)
Cor
Paglia; casa; cavallo; cielo; sole; galline; due laghi; cane; forca
(8)
Emm Recinto; lago; anatra; pastore; pollaio; galline; uova (7)

60

Il grafico 1 evidenzia il numero totale di elementi inseriti nei diversi disegni
individuati secondo i criteri di scelta precedentemente esplicitati. I tre diversi colori
permettono di identificare le tre differenti scuole.

Elementi inseriti all'interno del proprio disegno
0
1
2
3
4
5
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
Ndi elementi
N


d
i

b
a
m
b
i
n
i
Saint Marcel
Aosta
Verrayes

Graf. 1: numero di elementi inseriti da ciascun bambino nel proprio disegno (diversit).


possibile individuare i disegni con il maggior numero di elementi e quelli con il
minor numero per ogni scuola (tab. 2):

SCUOLA
DISEGNO CON MENO
ELEMENTI
DISEGNO CON PI
ELEMENTI
Saint Marcel 4 (Lis) 16 (Eri)
Aosta 4 (Lor) 14 (Dan)
Verrayes 3 (Sop) 13 (Rap)
Tab. 2: Disegni con il numero maggiore e minore di elementi delle tre scuole.

Si registra un ampio intervallo, ma non significative differenze tra scuole n per
quanto riguarda i disegni con il maggior numero di elementi e ne tanto meno per quelli
con il minor numero. Quindi al fine di un confronto pi puntuale, ho anche calcolato la
media del numero di elementi inseriti nei disegni suddivisa per scuole (tab. 3).


61

SCUOLA MEDIA
Saint Marcel 9,57
Aosta 9,66
Verrayes 8,16
TOTALE (St.M. + Ao + Ve) 9,42
Tab. 3: Media del numero di elementi dei disegni suddivisa per le tre scuole.


Dalla tabella precedente notiamo che, non vi sono significative differenze neanche
fra le medie delle tre scuole: lo scarto maggiore risulta fra Verrayes (media: 8,16) e
Aosta (media: 9,66) ed pari a 1,5.
Considerando il totale dei disegni senza distinzioni per scuole, notiamo un ampio
intervallo rispetto al numero di elementi inseriti allinterno del disegno: da un minimo
di 3 (Verrayes: fig. 27) ad un massimo di 16 (Saint Marcel: fig. 28).



Fig. 27: Disegno con il numero minore di elementi (Verrayes:
Sop): 1 = tante galline; 2 = un gatto; 3 = stagno.


62

Fig 28: Disegno con il numero maggiore di elementi (Saint Marcel: Eri): 1 =
contadino; 2 = trattore; 3 = cavallo; 4 = mucca; 5 = pulcino; 6 = gallina; 7 = toro; 8 =
cane; 9 = gatto con cucciolo; 10 = 2 pecore; 11 = 2 capre; 12 = erba; 13 = stalla; 14 =
fienile; 15 = cielo; 16 = sole.

In un secondo momento mi sono soffermata sul contenuto dei disegni, analizzando le
varie tipologie di elementi inseriti: soggetto umano, orto, letame, fango, legna, cielo,
nuvole, sole, montagne, laghetto, prato, fiori, mele, albero, nido, uova, ciotole dacqua,
rotoballe, balle, paglia, fieno, farfalle, uccelli, gatto, coniglio, capra, asino, anatra,
pulcino, gallina, gallo, pecora, maiale, pony, cavallo, vitello, toro, mucca, cane, cestino
per mungere, forca, furgone, girafieno, trattore, cancello, filo, recinto, pollaio, fienile,
stalla e casa. A partire dalle 51 tipologie individuate sono state individuate dove
possibile delle aggregazioni. Un paragrafo a se, come ultimo, verr dedicato
esclusivamente allorto, con lanalisi dei disegni e dei dialoghi riferiti a tale particolare.

Lelemento denominato soggetto umano compare, seppur con frequenze
notevolmente diverse, in disegni di tutte e tre le scuole. Su un totale di 26 bambini, uno
o pi soggetti umani sono stati inseriti da 11 e pi precisamente 8 di Saint Marcel, 1 di
Aosta e 2 di Verrayes (graf. 2).

63
Disegni che presentano un soggetto umano
0 2 4 6 8 10
SOGGETTO
Nbambini
Saint Marcel
Aosta
Verrayes

Graf. 2: Disegni che presentano un soggetto umano.

Di seguito riporto gli 11 bambini che hanno inserito un soggetto umano:
- Gab.T. (Saint Marcel): e poi c la persona
- Luc (Saint Marcel): questo il pap quello che tiene la fattoria
- Mat.T. (Saint Marcel): un bambino
- Gio (Saint Marcel)::.. il pastore
- Aur.S. (Saint Marcel): ...ho disegnato il contadino che sta guardando gli animali
- Eri (Saint Marcel):il contadino che guida (il trattore) va via da un suo amico
a comprare delle rotoballe perch lui non ha limballatrice
- Leo (Saint Marcel): un uomo
- Gab (Saint Marcel):io nella fattoria. pap con una mucca
- Bea (Aosta): i miei amici
- Rap (Verrayes): il contil padrone della fattoria che stava spaccando la
legna
- Emm (Verrayes): un pastore

Si nota come la variet di soggetti inseriti allinterno dei disegni notevole. Alcuni
bambini hanno fatto riferimento ad una sfera personale alludendo ad esempio a loro
stessi, al pap o agli amici, altri hanno utilizzato o hanno cercato di utilizzare termini
pi specifici dellambiente quali contadino o pastore, ed altri ancora sono rimasti sul
vago alludendo ad una persona o ad un uomo. Interessante notare, inoltre, come Gab di
Saint Marcel si disegna con suo pap nella fattoria anche se nella realt essi non vivono
in tale situazione.

64
Proseguendo lanalisi degli elementi presenti nei disegni ho deciso di costruire 5
diverse categorie: 1. Animali; 2. Nutrimento ed escrementi degli animali; 3. Le diverse
case; 4. Attrezzi e mezzi agricoli; 5. Il paesaggio.
Di seguito illustrer una per una le varie categorie.

1. Animali (graf. 3)
Elementi presenti nel disegno: Animali
0 5 10 15
CANE
MUCCA
TORO
VITELLO
CAVALLO
PONY
MAIALE
PECORA
GALLO
GALLINA
PULCINO
ANATRA
ASINO
CAPRA
CONIGLIO
GATTO
UCCELLI
FARFALLE
Verrayes
Aosta
Saint
Marcel

Graf. 3: Categoria 1: gli animali.

Gli elementi di questa categoria vengono inseriti da un gran numero di bambini di
tutte le scuole: possiamo infatti affermare che, su 26 disegni totali, sono presenti 111
animali (una media di 4,2 animali per disegno). Inoltre possibile notarne anche una
buona diversit: sono rappresentate 18 unit tassonomiche: uccelli, farfalle e ben 16
specie diverse, in particolare, cane, mucca (toro, vitello), cavallo (pony), maiale, pecora,
capra, coniglio, anatra, gatto, gallina (gallo, pulcino) e asino.
Prendendo in esame la categoria animali una precisazione deve essere fatta sui 14
disegni di Saint Marcel in relazione al suggerimento fornito dallinsegnante di sbirciare
gli animali appesi al muro. Sembra infatti interessante indagare quanto tale consiglio
abbia influenzato i disegni dei bambini. Ecco dunque che riporto di seguito le tipologie
di animali appese al muro affiancate dal numero di bambini che le hanno inserite nei
disegni delle tre scuole (tab. 4).

65

ANIMALE
APPESO
AL MURO
(St. Marcel)
ANIMALI NEI DISEGNI
St. Marcel Aosta Verrayes
Cavallo 10 1 3
Cane 10 1 1
Pecora 8 0 0
Maiale 7 4 1
Mucca 6 5 3
Anatra 5 3 1
Gallo 3 2 1
Gatto 3 1 1
Topo 0 0 0
Rana 0 0 0
Leone 0 0 0
Gufo 0 0 0
Tab. 4: Corrispondenza tra disegni appesi al muro e quelli realizzati dai bambini.

Come si pu vedere le rappresentazioni appese al muro hanno inevitabilmente
influito sui prodotti dei bambini di Saint Marcel, in quanto alcuni di essi si presentano
frequentemente (soprattutto il cane, il cavallo, la pecora ed il maiale che sono stati
inseriti da almeno la met dei bambini). A mio avviso, per, questi animali sono tra
quelli che maggiormente si accostano allimmaginario di fattoria. Infatti ad eccezione
della pecora che comparsa esclusivamente nei disegni di Saint Marcel, il cavallo, il
maiale e la mucca contano presenze elevate anche nelle scuole di Aosta e Verrayes.
Nonostante tale evidenza, comunque, i bambini che hanno ascoltato il consiglio della
loro insegnante non hanno compiuto un semplice lavoro di copia\incolla, ma sono stati
attenti a cosa fosse pertinente inserire. interessante infatti notare come gli animali
appesi al muro, ma non inerenti alla fattoria (rana, leone, gufo), non siano stati inseriti
da nessun bambino, compresi quelli di St. Marcel che al contrario hanno inserito anche
animali non appesi sul muro della classe (tab. 5):

ANIMALE NON
APPESO AL MURO
NUMERO DI BAMBINI CHE LO
HANNO DISEGNATO
Pulcino 3
Gallina 2
Capra 2
Toro 2
Coniglio 2
Uccelli 1
Tab. 5: animali disegnati dai bambini di St. Marcel e non appesi al muro.

66

Di seguito riporto il disegno di Gio, la quale ha confessato di aver realizzato il suo
prodotto basandosi esclusivamente sul consiglio dellinsegnante (fig. 29). Compaiono 8
dei 12 animali appesi in classe, evidenziando per che la bambina nel compiere il suo
lavoro ha chiaramente effettuato una scelta riguardo la pertinenza o meno dellanimale
da inserire.


Fig. 29: Disegno di Gio. dove si osservano 8 degli gli animali appesi al muro della classe:
1 = gallo; 2 = mucca; 3 = maiale; 4 = cane; 5 = pecora; 6 = gatto; 7 = cavallo; 8 = anatra.

2. Nutrimento ed escrementi degli animali (graf. 4)
Elementi presenti nel disegno: nutrimento ed escrementi degli animali
0 1 2 3 4
LETAME
CIOTOLE D'ACQUA
FIENO
PAGLIA
BALLE
ROTOBALLE
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 4: Categoria 2: nutrimento, prodotti ed escrementi degli animali.

67
Il grafico 4 mostra i prodotti che lanimale introduce ed espelle. Rispetto agli
escrementi, si rileva un solo elemento, il letame, inserito da un bambino, Gab. di Saint
Marcel (fig. 30):



Riporto di seguito un pezzo di dialogo relativo allintroduzione di tale elemento:
Io: Questo cos?
Gab. : un trattore che fa delle rotoballe e poi si gira e schizza il letame..
Io: Quindi questo trattore fa sia le rot
Gab.: rotoballe che schizza il letame..
Io: A cosa serve il letame?
Gab.: Per far crescere le piante.

Per quanto riguarda il nutrimento gli elementi appaiono pi ricchi e diversificati: si
nota, in particolare, una importante presenza dei derivati dellerba (rotoballe, balle,
paglia e fieno) che sono stati inseriti complessivamente da 9 bambini, mentre le ciotole
dacqua sono state realizzate da un solo soggetto.

3. Le diverse case (graf. 5)
Elementi presenti nel disegno: le diverse case
0 2 4 6 8 10 12 14
NIDO
POLLAIO
FIENILE
STALLA
CASA
Verrayes
Aosta
Saint
Marcel

Graf. 5: Categoria 3: le diverse case.
Fig. 30: Un pezzo del disegno
di Gab. (Saint Marcel),
raffigurante il trattore che da un
lato fa le rotoballe e dallaltra
schizza il letame. la freccia rossa
indica tale elemento.

68
Dal grafico 5 possiamo notare come la stalla sia la casa che predomina sulla altre:
essa infatti presente nella met dei disegni (N=13), ma esclusivamente tra quelli di
Saint Marcel e Aosta.
Una prima considerazione personale riguarda proprio questultimo risultato: infatti i
bambini che hanno disegnato la stalla appartengono alle due scuole che hanno visitato
una fattoria didattica, mentre nessuno di Verrayes ha inserito gli animali nella loro casa,
disponendoli invece allaperto, (come probabilmente pi comune vedere nel loro
paese se non possiedono essi stessi una fattoria): a mio avviso dunque, le diverse
esperienze dei bambini si sono registrate anche nei loro disegni.

4. Attrezzi e mezzi agricoli (graf. 6)

Elementi presenti nel disegno: attrezzi e mezzi agricoli
0 1 2 3 4 5 6 7
FURGONE
GIRAFIENO
TRATTORE
CESTINO PER MUNGERE
FORCA
CANCELLO
FILO
RECINTO
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 6: Categoria 4: attrezzi e mezzi agricoli.

Il grafico 6 mostra come il recinto e il trattore siano stati inseriti da 6 bambini
ciascuno. Altri attrezzi e mezzi agricoli sono stati inseriti, ma con una frequenza assai
ridotta. Soffermandosi in modo particolare sulle risposte di Verrayes possibile notare
come i termini utilizzati siano maggiormente specifici, come ad esempio il girafieno, il
cestino per mungere e la forca (fig. 31).


69

Fig. 31: la forca disegnata da Cor. e Rap. (Verrayes).

Allinterno di tale categoria possiamo dunque trovare elementi che hanno la funzione di
contenere gli animali (recinto, filo e cancello), i quali potrebbero essere considerati anche come
un prolungamento delle case, ed altri attrezzi che servono per compiere il lavoro in fattoria, tra i
quali spicca il trattore. A mio avviso, questultimo ha ottenuto un certo riscontro in quanto il
poterne guidare uno dal vivo considerato come il sogno di molti bambini, soprattutto per i
maschi.

5. Il paesaggio (graf. 7)

Elementi presenti nel disegno: il paesaggio
0 5 10 15
LEGNA
FANGO
FIORI
MELE
ALBERO
MONTAGNE
LAGHETTO
PRATO
SOLE
NUVOLE
CIELO
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 7: Categoria 5: il paesaggio.

70

Il grafico 7 mostra come in molti disegni sono stati inseriti elementi del paesaggio ed
in particolare il sole, il prato ed il cielo raggiungono o sorpassano le 10 presenze.
Una prima domanda nasce spontanea proprio in relazione alle 14 presenze del sole
(pi della met): Ma in fattoria fa sempre bello? Per rispondere a questa domanda,
innanzitutto ho preso in considerazione anche le nuvole ed ho notato che comunque
vengono disegnate da 6 bambini. Inoltre, mi sono permessa di rivolgere la domanda
precedente ad alcuni bambini di Saint Marcel: in tutti i casi la risposta stata no.
Per fortuna!
Alcune ipotesi si sviluppano a riguardo. La scelta di realizzare una bella giornata pu
essere stata influenzata dal tempo che faceva il giorno della visita alla fattoria didattica
con la scuola (mi riferisco soprattutto ai 4 bambini di Aosta, che hanno disegnato le
nuvole), ma anche dallimmaginario che i libri ed i cartoni forniscono in relazione a tale
argomento: lambientazione infatti essenzialmente diurna, in giornate di sole
splendente presumibilmente primaverili o estive (lerba verde, il cielo azzurro)
(Bertolino, Piccinelli, Perazzone, 2012: 137).

Da unanalisi globale dei grafici sopra riportati possiamo notare che alcuni elementi
sono stati inseriti da un numero maggiore di bambini (a superare le 10 presenze sono: il
soggetto umano, la stalla, il cane, la mucca, il cavallo, il maiale, il prato derba e il sole)
ed altri, invece, da uno solo (il pollaio, il filo, il gira fieno, il furgone, la forca, il cestino
per mungere, il vitello, il pony, le farfalle, il fieno, le ciotole dacqua, il nido, le mele, i
fiori, le montagne, la legna, il letame e lorto).
Tra gli elementi che hanno ottenuto il maggior numero di presenze ci sono la mucca
(fig. 32), il cavallo ed il sole che vengono inseriti da 14 bambini (pi della met).


71

Fig. 32: tutte le mucche disegnate dai vari bambini.

Dalle immagine sopra riportata possibile notare alcune differenze nella
riproduzione delle mucche. Innanzitutto esse sono state colorate con colori differenti,
dal nero, al giallo, al grigio e al pezzato, anche se vi una netta prevalenza di quelle
marroni. Interessante risulta il fatto che tutti i bambini di Saint Marcel hanno utilizzato
il marrone proprio come il colore della mucca appesa alla parete, ma anche il colore
dominante tra le mucche valdostane. Inoltre, ad eccezione di due disegni, esse vengono
rappresentate con le corna. Solo il disegno in alto a sinistra mostra, invece, le
mammelle.

2.6 Analisi dei dialoghi
Per quanto riguarda i dialoghi effettuati con i bambini ho cercato di lasciare loro la
libert di raccontarmi ci che desideravano, individuando per alcuni aspetti prioritari di
indagine su cui indirizzare la discussione nel caso non fossero emersi spontaneamente
dai bambini.
In primo luogo, ho voluto scoprire se il bambino avesse gi avuto delle occasioni di
vedere una fattoria dal vivo (graf. 8).


72
"Hai gi visto una fattoria dal vivo?"
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Verrayes Aosta Saint Marcel
N


d
i

b
a
m
b
i
n
i
SI
NO

Graf. 8: Risultati relativi alla domanda: Hai gi visto una fattoria dal vivo?

Il grafico soprastante mostra una prevalenza di bambini che dichiarano di aver gi
avuto modo di vedere una fattoria dal vivo (N= 18; 69%), rispetto a coloro che
affermano di non aver mai avuto questa occasione (N=8; 31%). Tra questi ultimi, la
maggior parte proviene dalla scuola dellInfanzia di Saint Marcel, dove essi
rappresentano il 50%, mentre a Verrayes la percentuale si abbassa al 16,6%, per
annullarsi ad Aosta dov pari al 0%.
Interpretare tali dati non stato semplice soprattutto per quanto riguarda la sincerit
delle risposte: in casi dubbi, dunque, mi sono accertata ponendo ulteriori domande a
riguardo. Con i bambini di Aosta non ci sono stati particolari problemi in quanto tutti
avevano visitato una fattoria con la scuola lanno precedente. Neanche a Verrayes sono
sorti troppi dubbi in quanto i bambini che mi hanno risposto positivamente, hanno
integrato la loro risposta con ulteriori informazioni. Problemi maggiori, invece, si sono
riscontrati con alcuni bambini di Saint Marcel, in quanto mi sembrato che inizialmente
essi non comprendessero la domanda. Ecco ad esempio uno spezzone di dialogo
effettuato con Gab.:

Io: Gab., ma tu lhai gi vista una fattoria dal vivo?
Gab.: Solo una volta, da Gianni ma per non so dov la fattoria..
Io: Quindi lhai vista da Gianni?
Gab.: Si che nel pollaio ci sono le galline della nonna Eugenia.
[] : il discorso si spostato sul pollaio
Io: Quindi, non sei mai andato in una fattoria?
Gab.: No, mai, solo vista da lontano


73
Dopo queste ulteriori domande e dopo alcune precisazioni su dove avesse visto gli
elementi che ha realizzato nel suo disegno (Ho visto il trattore che andava qua, di la,
dritto, gi, andava da tutte le parti e ho visto anche le rotoballe), ho inserito Gab. tra
coloro che mi hanno risposto positivamente alla domanda Hai gi visto una fattoria dal
vivo?.
A seguito di tali risultati ho notato come il termine Fattoria, contrariamente alle mie
aspettative, non sia cosi chiaro per tutti i bambini. Devo per precisare che tale
impressione mi sorta esclusivamente con alcuni bambini di Saint Marcel: infatti dopo
una iniziale risposta negativa, alcuni di essi hanno cambiato idea quando ho chiesto loro
Neanche la fattoria di Maurizio o Matilde (due loro compagni) non hai mai visto?. Ho
potuto comprendere che il cambio di risposta non era un modo per compiacermi in
quanto hanno aggiunto altri particolari in merito. Ecco lesempio di uno spezzone di
dialogo con un bambino di Saint Marcel che chiarisce quanto detto prima:

Io: Eri, sei gi stato in una fattoria?
Eri.: No
Io: Mai? ma come hai fatto a farmi un cos bel disegno allora?
Eri.: Ho pensato e abbiamo un gioco a scuola della fattoria
Io: Capito, e non sei mai andato a casa di Maurizio?
Eri.: Siiii, ho visto due trattori e la stalla con la porta e dallaltra parte c un altro
buco per quello lho disegnata cos.
Io: Quindi sei andato in una fattoria, vero?
Eri.: Si da Maurizio, per ha due cani e mi fanno paura..
Io: Nella stalla invece sei gi entrato?
Eri.: si si e ho pure visto i vitellini poi sono perfino andato dentro a giocare,
per io prima avevo un po paura.. e poi invece sono andato.
Io: Poi hai visto altro?
Eri.: si ho visto un toro e poi ho visto anche che gli hanno legato le code. Per
mi sono dimenticato una cosa
Io: Cosa?
Eri.: di disegnare lerba qui, perch cos le mucche possono mettere gi la testa
e mangiare

Inoltre ho riflettuto sulla differenza fra la scuola di Aosta e Saint Marcel, le quali,
entrambe, hanno vissuto lesperienza in una fattoria didattica nellanno scolastico
precedente. Tutti i bambini di Aosta si sono ricordati di tale esperienza, raccontandomi
alcuni particolari, mentre tra quelli di Saint Marcel nessuno vi ha fatto riferimento:
infatti coloro che hanno risposto di aver visto una fattoria dal vivo, mi precisano di

74
averla vista da amici. Di seguito riporto uno stralcio di conversazione effettuata con i
bambini di Aosta relativa alluscita didattica alla fattoria La Reina di Pollein:

Io: Vi ricordate in quale fattoria siete andati con la scuola?
Bambini: Eh no..
Io: Non importa, invece vi ricordate cosavete fatto?
Dan.: Si abbiamo visto gli animali
Io: Quali animali avete visto?
Dan.: le mucche
Mat.: i maiali la capra
Ale.: e il cavallo.
Io: E questi animali li avete solo visti o ci avete fatto qualcosa insieme?
Mat.: Solo guardati e alcuni accarezzati

A questo punto ho differenziato le successive domande in base alla risposta fornita
precedentemente. Nel caso questultima fosse stata affermativa, ho continuato con il
chiedere ai bambini di raccontarmi la loro esperienza, domandato loro: Coshai fatto in
fattoria?. Al contrario, con coloro che mi hanno risposto negativamente, ho voluto
indagare da dove avessero preso gli elementi necessari per realizzare il disegno ed in
particolare se essi avessero visto una fattoria nei libri o nei cartoni animati.
Inizio con il mostrare i risultati relativi alla prima domanda, la quale stata posta ad
un totale di 18 bambini: 5 di Verrayes, 6 di Aosta e 7 di Saint Marcel (graf. 9 ).
Ci sono stati bambini che hanno segnalato una sola azione, mentre altri che hanno
riferito pi azioni. Calcolando la media delle risposte distinta per le tre scuole si ricava
che: a Saint Marcel pari a 1 in quanto 7 bambini mi hanno segnalato in totale 7 azioni,
ad Aosta si alza leggermente, arrivando a 1,3 (6 bambini e 8 risposte), mentre a
Verrayes la media delle azioni compiute raggiunge il 4,2% (5 bambini e 21 risposte).


75
"Cos'hai fatto in fattoria?"
0 2 4 6 8 10
L'ho guardata
Ho raccolto le uova
Sono entrato nella stalla delle mucche
Ho provato a mungere
Ho dato latte e fieno ai vitelli
Ho aiutato a portare il bidone del latte
Sono salito sul cavallo
Ho accarezzato il cane
Ho spazzolato i cavalli
Ho toccato il maialino
Ho toccato la gallina
Ho provato ad accarezzare l'asinello
La mucca mi ha leccato la mano
Gioco con i vitellini
Metto fuori le galline
Metto fuori le mucche
Vado al pascolo
Porto via il letame
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 9: Risultati relativi alla domanda: Coshai fatto in fattoria?

Il grafico 9 mostra, inoltre, come lattivit svolta dalla maggior parte dei bambini che
hanno visto una fattoria dal vivo stata il solo guardare, citata da 9 bambini, seguita
dalla raccolta delle uova da 4 e dallentrata nella stalla delle mucche da 3. Inoltre
emerge chiaramente, che tra i bambini di Saint Marcel solo uno ha fatto unesperienza
(raccolto le uova) diversa dal solo osservare. Pi eterogenee risultano, al contrario, le
azioni riferite dai bambini di Verrayes ed Aosta.

Una considerazione particolare, a seguito dei risultati dei grafici 8 e 9, va fatta a
proposito dei bambini di Saint Marcel. Infatti, oltre al fatto che la met di essi dichiara
di non aver mai visto una fattoria, coloro che invece rispondono in modo affermativo
riportano, la semplice esperienza del guardare, con una sola eccezione per la raccolta

76
delle uova. Sembra delinearsi uno scenario in cui i bambini di St. Marcel, rispetto a
quelli di Verrayes ed Aosta, abbiano una relazione meno evidente con il mondo rurale.
I dialogo seguenti, condotti tutti a Saint Marcel, rinforzano lipotesi fatta (da
precisare che lultima conversazione una tra le pi ricche di dettagli):

1.
Io: Luc. lhai gi vista una fattoria dal vivo?
Luc.: Si sono andato una volta in fattoria, ma non mi ricordo con chi
Io: Ti ricordi invece coshai fatto?
Luc.: Lho solo guardata.

2.
Io: Leo. hai gi visto una fattoria dal vivo?
Leo.: No.
Io: Neanche la fattoria di Maurizio o Matilde, non hai mai visto?
Leo.: Si, sono andato da Matilde.
Io: E cosa mi racconti?
Leo.: Ho visto una mucca e dei agnellini.

3.
Io: Ire. lhai gi vista una fattoria?
Ire.: Si, perch io e Matilde siamo grandi amiche e mi ha invitata al suo
compleanno (Matilde ha una fattoria)
Io: Capito, ci vai spesso da Matilde?
Ire.: Ogni tanto ci vado
Io: E qualche volta aiuti Matilde nella fattoria?
Ire.: Giochiamo sempre insieme..
Io: Ho capito, e cosa c di bello in questa fattoria?
Ire.: Ho visto due cani e tre gattiho visto le mucche le capre, i vitellini e le
galline

Una seconda considerazione riguarda invece le altre due scuole (Aosta e Verrayes).
Analizzando le azioni compiute dai bambini possiamo notare una differenza nella
tipologia: i bambini di Aosta infatti riportano azioni che si riferiscono, per la maggior
parte al toccare, al contrario quelli di Verrayes segnalano veri e propri lavori che hanno
condotto in prima persona (tra le altre il portare via il letame, andare al pascolo, mettere
fuori le mucche e le galline, portare il bidone del latte, dare da mangiare ai vitelli,
provare a mungere). Anche in questo caso si pu infatti supporre che le esperienze
raccontate dai bambini di Aosta facciano riferimento alluscita didattica effettuata con la
scuola o comunque ad unoccasionale visita di una fattoria, mentre quelli di Verrayes

77
sembrano essere parte attiva del mondo rurale. Di seguito riporto alcuni dialoghi a
sostegno di questa ipotesi (2 per Aosta e 2 per Verrayes):

1. Dan. (Aosta)
Io: Dan, lhai gi vista una fattoria dal vivo?
Dan.: Si, sono andata dai miei nonni che hanno una fattoria in montagna
Io: Ci vai spesso dai tuoi nonni?
Dan.: No perch sono lontani, ci vado alcune volte in estate e in primavera poco
in inverno..
Io: Cosa c di bello nella fattoria dei nonni?
Dan.: Hanno i maiali, le pecore una capra che per morta voleva fare un
piccolo ma morta.. poi le galline, papere e pulcini
Io: Quanti animali! Hai fatto anche qualcosa nella fattoria?
Dan.: Si, ho toccato il maiale anche la gallina ma si spaventata poi una volta
ho raccolto le uova con i miei cugini.

2. Ale. (Aosta)
Io: Ale., lhai gi vista una fattoria dal vivo?
Ale.: Si alcune volte dallo zio..
Io: E cosa c nella fattoria dello zio?
Ale.: Aveva una capra e una capretta.. anche le mucche. e la pecorella prima
Io: Ho capito, hai mai aiutato lo zio?
Ale.: no..
Io: E nella stalla sei gi entrata?
Ale.: no, cera troppa puzza(*) ho toccato le mucche fuori..
(*) Un bambino che ha ascoltato la nostra conversazione ha cos ribadito: Ma
normale!

3. Cor. (Verrayes)
Io: Hai gi visto una fattoria dal vero, Cor.?
Cor.: Si ho una fattoria ho i vitelli, il gatto, le galline, il cavallo e il cane
Io: Capito, ed ogni tanto aiuti mamma e pap?
Cor.: Si, aiuto la mamma a pulire e fare tutto e il pap nella fattoria
Io: Cosa fai con pap nella fattoria?
Cor.: Mungio le mucche, do la paglia, il fieno Poi porto i bidoni in fondo alla
fattoria
Io: Ma che brava.
Cor.: poi metto fuori le galline, vado a prendere le uova sai che ieri ne ho
raccolte 6?
Io: Wow ne hai raccolte tante allora..
Cor.: Eh si, perch se le metti fuori fanno le uova
Io: E del cavallo invece cosa mi racconti?
Cor.: Ci salgo sopra invece al cane gli faccio le carezze
Io: Dei vitellini non mi hai raccontato niente invece.
Cor.: Si, qualche volta metto fuori le mucche e vado con pap

4. Yar. (Verrayes)
Io: Hai gi visto una fattoria dal vero, Yar.?
Yar.: Si, mio zio ha una fattoria per ha solo mucche, manzi e vitelli..
Io: Capito, ed ogni tanto vai ad aiutare lo zio?
Yar.: Si, tutti i giorni..

78
Io: Che bravo.. Cosa aiuti a fare?
Yar.: Vado in stalla
Io: E cosa fai in stalla?
Yar.: Gioco anche un po con i vitelli poi ho provato a mungere
Io: Davvero? E ci sei riuscito?
Yar.: Si e poi lho aiutato quando portava il bidone..
Io: Dove lavete portato il bidone?
Yar.: Non lo so arrivato il camion del latte e lha portato via..
Io: Ma che bravo poi aiuti a fare altro?
Yar.: Si, do anche da bere ai vitelli..
Io: Cosa dai da bere ai vitelli?
Yar.: Latte, prima davo il latte e adesso anche il fieno perch sono gi grandi
tutti grandi.. due femmine e due maschi ogni tanto mangiano anche lerbasai
quelli che prima erano manzi adesso sono tutte mucche.
Io: Molto interessante! Vuoi raccontarmi altro Yar.?
Yar.: Si, lo zio ha 3 stalle e tanti prati dove porta le mucche al pascolo Adesso le
lascia dentro.. un altro giorno le porta fuori cos sono pronte per la battaglia
Ah.. porto anche il letame nel porto il letame.
Io: Dove lo porti il letame?
Yar.: In mezzo al prato cos cresce lerba.

Passo ora ad analizzare la domanda che ho posto ai bambini che hanno affermato di
non essere mai stati in una fattoria ma che comunque sono riusciti a realizzare il disegno
in modo pertinente. Ho quindi voluto scoprire da dove avessero ricavato le conoscenze
per lo svolgimento del compito, chiedendo loro: Anche se non dal vivo, hai comunque
gi avuto modo di vedere una fattoria, ad esempio nei libri o nei cartoni animati? Se si,
ti ricordi in quali? Nel pronunciare tali domande sono consapevole di aver ingabbiato la
loro risposta allinterno di due categorie ben precise: i libri e i cartoni animati. La scelta
non stata per casuale in quanto esistono un alto numero di libri e cartoni sulla fattoria
rivolti a bambini della scuola dellinfanzia e molto spesso tali media rappresentano uno
dei primi contatti con il mondo rurale. Inoltre ho pensato che il chiedere di disegnare
possa evocare nella loro mente, pi facilmente, rappresentazioni a loro volta grafiche al
fine di compiere lattivit. Tale domanda stata posta ad un totale di 8 bambini: 7 di
Saint Marcel e 1 di Verrayes. Ecco quanto emerso (graf. 10 e 11):


79

"Ho visto la fattoria nei libri..."
0
1
2
3
4
5
6
Si No
Saint Marcel
Aosta
Verrayes

"Ho visto la fattoria nei cartoni
animati..."
0
1
2
3
4
5
6
Si No
Saint Marcel
Aosta
Verrayes

Graf. 10 e 11: Risultati relativi alla domanda: Anche se non dal vivo, hai comunque
gi avuto modo di vedere una fattoria, ad esempio nei libri o nei cartoni animati?

Si nota come vi sia una maggioranza di bambini che hanno visto la fattoria nei
cartoni animati (N=5) piuttosto che nei libri (N=3). Risulta doveroso precisare che
alcuni bambini hanno risposto positivamente per entrambe le categorie (N=3) mentre
altri in modo negativo in ambedue i casi (N=3).
Un approfondimento stato fatto con i bambini che hanno risposto affermativamente
a tali domande: in modo particolare ho chiesto loro se riuscivano a riferirmi anche il
titolo del libro o del cartone dove hanno visto una fattoria. Per quanto riguarda i libri,
una sola bambina, di Saint Marcel mi ha segnalato, che diverse volte, ha consultato il
libro presente a scuola, dal titolo I segreti della fattoria. Al contrario, tutti gli altri
bambini che hanno risposto affermativamente, non sono riusciti a riferirmi anche il
titolo esatto. Per quanto concerne i cartoni animati, invece, le risposte sono state tre: la
bambina di Verrayes mi ha svelato di aver visto la fattoria in Shaun, vita da pecora,
mentre due bambini di Saint Marcel hanno citato Piccolo grande Timmy
41
e Geronimo
Stilton:

Io: Hai mai visto una fattoria dal vivo, Mat. T?
Mat. T: Io no, per mio fratello Danilo si ci andato con la scuola..
[]
Io: Quindi non sei mai stato in una fattoria.. Hai comunque avuto occasioni di
vederla da altre parti, ad esempio nei libri o nei cartoni animati?
Mat. T: Si, lho vista in tutti e due.

41
Il piccolo grande Timmy dal titolo originale Timmy Time un cartone animato inglese per bambini
in et prescolare, una commedia creata da WGBH-TV e Aardman Animations. Ha cominciato ad andare
in onda nel Regno Unito il 6 aprile 2009, mentre in Italia stata trasmessa da Disney Junior nel 2009. La
serie uno spin off di Shaun vita da pecora. Questo cartone conta 78 episodi totali allincirca di 10
minuti ciascuno, privi di dialogo.

80
Io: E ti ricordi anche il titolo di qualcuno?
Mat T.: Il cartone di Geronimo Stilton..
Io: Benissimo, invece qualche titolo dei libri?
Mat. T: Non mi ricordo il titolo..

Una precisazione va fatta per i 3 bambini (tutti di Saint Marcel) che hanno affermato
di non aver mai visto n un libro n un cartone animato con la fattoria. Siccome essi,
hanno realizzato un disegno con elementi pertinenti ho voluto scoprirne di pi: una
bambina (come visto precedentemente) ha ammesso di aver copiato dal disegno del
vicino, unaltra di essersi aiutata con i disegni appesi al muro (in effetti ogni animale
disegnato corrisponde ad uno attaccato alla parete) mentre per quanto riguarda lultimo
bambino, avendo dei problemi a parlare, non sono riuscita a svelare il mistero.
interessante dunque notare come, nonostante alcuni bambini dichiarano pi volte
di non aver mai neanche visto una fattoria dal vivo, essi abbiano reperito le
informazioni necessarie da altre fonti, ed in particolare dai media. Questi ultimi,
effettivamente sono presenti nella vita dei bambini (si pensa gi solo al materiale
presente a scuola, illustrato nella prima parte del capitolo) ed influenzano il loro modo
di costruirsi una rappresentazione di fattoria. Il problema per risiede nel fatto che al
grande investimento nelle peculiarit editoriali non sembra corrispondere un analogo
sforzo degli autori sul piano dei contenuti (Bertolino, Piccinelli, Perazzone, 2012: 137),
rischiando di fornire quindi immagini stereotipate, idilliache e distorte della realt.

2.7 Analisi di un elemento specifico: lorto
Ho deciso di dedicare un intero paragrafo allorto in quanto riveste una certa
importanza allinterno dellindagine che ho condotto ed della tesi in generale. Dopo
aver analizzato i 14 disegni dei bambini di Saint Marcel e i 6 di Aosta ho annotato
un'unica presenza dellorto. A realizzarlo stata Aur. S, una bambina di Saint Marcel
(fig. 33).


81

Fig. 33: disegno di Aur.S. (Saint Marcel): unica bambina ad aver inserito
lorto spontaneamente. La freccia bianca indica tale particolare.

Riporto il pezzo di dialogo riferito a tale elemento:
Io: e invece questo cos? (indicando nella direzione della freccia)
Aur. S: Le carote
Io: Le carote?
Aur. S: Si, perch piacciono ai cavalli
Io: Quindi nella tua fattoria hai disegnato l orto?
Aur. S: Si
Io: Capito, te hai fatto le carote, ma pu esserci anche altro nellorto?
Aur. S: Si linsalata

Come affermato in precedenza, a seguito dei risultati sopra esposti (1 solo orto in 20
disegni), nella scuola di Verrayes ho introdotto una novit: ho piegato il foglio in modo
da lasciare uno spazio vuoto da dedicare ad uneventuale aggiunta dellorto (fig. 34).


82




Fig. 34: il primo disegno mostra il foglio piegato, mentre
il secondo aggiunge la parte con lorto (Rap.).

Non avendo rivelato la presenza dellorto in nessun disegno, ho chiesto se fosse stato
pertinente aggiungerlo nella parte ancora bianca del foglio. Su un totale di 6 bambini,
tutti hanno risposto positivamente allintroduzione di questo particolare nella loro
fattoria.
Analizzando tali disegni si rileva come in tutti sia presente della terra, mentre le
piante variano da bambino a bambino: i pomodori e le carote sono le pi diffuse,
ognuna disegnata da 4 bambini. In misura minore troviamo, invece, linsalata, i
peperoni, le fragole, i cavoli, le zucche e le patate. Inoltre un bambino ha aggiunto
dellacqua sul terreno (fig. 35).


83

Fig. 35: lorto disegnato da Yar (Verrayes).

Di seguito ho inserito il disegno dellorto con il maggior numero di elementi prodotto
da Emm (fig. 36). Ecco cosa mi ha raccontato:

Emm: Ho disegnato la terraHo fatto le patate di giallo poi ho fatto
anche le zucche i pomodori le fragole Questo pap che annaffia
anzi no, un pupazzo di paglia per gli uccelli.


Fig. 36: lorto disegnato da Emm (Verrayes)

Di seguito allanalisi dei disegni, vorrei riportare i risultati ricavati dai dialoghi.
Infatti dopo aver conversato con tutti i bambini sulla fattoria in generale, ho concentrato
lattenzione sullorto, chiedendo loro Hai gi visto un orto dal vivo?. Nellelaborazione
dei risultati ho deciso di mantenere la suddivisione in due grafici differenti, a seconda se
hanno/non hanno visto una fattoria dal vivo. Anche per quanto riguarda tale domanda si
ripresentato il rischio di una risposta positiva al fine di compiacermi. Ecco il motivo
per cui, non mi sono fermata alla sola risposta, ma ho chiesto a tutti bambini di
raccontarmi alcuni particolari a riguardo.

84
Hai gi visto un orto dal vivo?
(rivolto a coloro che hanno visto una
fattoria)
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Si No
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 12: Risultati alla domanda: Hai gi visto
un orto dal vivo? rivolta ai bambini che hanno
visto una fattoria nella realt.

Il grafico 12 mostra come, ad eccezione di un bambino di Aosta, tutti coloro che
dichiarano di aver visto una fattoria dal vivo (18 bambini), hanno anche avuto
loccasione di vedere un orto nella realt, con una percentuale pari al 94%.

Hai gi visto un orto dal vivo?
(rivolta a coloro che non hanno mai visto
una fattoria)
0
1
2
3
4
5
6
Si No
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 13: Risultati alla domanda: Hai gi visto
un orto dal vivo? rivolta ai bambini che non hanno
mai visto una fattoria nella realt.

Il grafico 13 mostra invece i risultati ottenuti dai bambini che non hanno mai visto
una fattoria e chiarisce come tra questi (8 bambini totali), sono in 6 ad aver visto un orto
nella realt, pari al 75%.
Passando a una lettura globale dei risultati possiamo, dunque, notare una chiara
prevalenza di bambini che hanno gi avuto loccasione di vedere un orto dal vivo: su un

85
totale di 26 bambini, sono infatti 23 ad aver risposto con un Si, corrispondente
all88%. Paragonando tale percentuale a quella ottenuta dalle risposte affermative alla
visita di una fattoria (69%), derivata dal grafico 8, si nota come ci siano pi bambini che
dichiarano di aver visto un orto rispetto a quelli che dichiarano di aver visto una fattoria.
Per quanto riguarda un confronto fra le varie scuole, a Verrayes hanno riposto tutti
positivamente, mentre ad Aosta ed a Saint Marcel sono solo tre i bambini
(rispettivamente uno e due), che affermano di non averne mai visti anche dopo una
breve spiegazione fornita dalla sottoscritta. Ecco un pezzo di dialogo, con una bambina
di Saint Marcel, esemplificativo di quanto affermato:

Io: E un orto dal vivo, lo hai gi visto?
Gio.: No, mai visto..
Io: Sai cos un orto?
Gio.: No
Io: Un orto un pezzo di terra dove si possono coltivare le verdure, i frutti non
ne hai mai visti?
Gio: No

Nellelaborazione dei dati riportati nel grafico 13, non sono sorti particolari problemi
per quanto riguarda la sincerit della risposta: tutti e 23 i bambini che hanno dichiarato
di aver visto un orto dal vivo hanno arricchito la loro risposta con ulteriori particolari.
Infatti molti hanno affermato di avere loro stessi un orto a casa, altri ancora di averlo
visto dai nonni, dai zii o dai vicini di casa: nessuno si fermato alla sola risposta
affermativa. Ecco alcuni spezzoni di dialogo che chiariscono quanto appena detto:

1. Mat. C. (Saint Marcel)
Io: Hai gi visto un orto dal vivo, Mat.?...[silenzio]... Dove puoi seminare le
verdure, la frutta
Mat. C.: Si.. Io ho il mio orto ma non pianto linsalata
Io: Davvero? Cosa pianti?
Mat. C.: delle piante..
Io: Quali ad esempio, ti ricordi?
Mat. C.: Ho una pianta di lamponi adesso per morta, perch li abbiamo
mangiati tutti

2. Ale. (Aosta)
Io: Hai gi visto un orto dal vivo, Ale..?
Ale.: Si, mia zia ha lorto semina le verdure e i fiori e ci porta i piselli
Io: E tu lhai mai aiutata la zia?
Ale.: Lho solo guardata e ho aiutato a raccogliere

3. Gre. (Verrayes)
Io: Gre., lhai gi visto un orto dal vero?

86
Gre.: Si ce lha mio nonno..
Io: Tu lo aiuti il nonno qualche volta?
Gre.: Lo aiuto a piantare le cose ah anche pap ce lha..
Io: E aiuti anche pap?
Gre.: Lo aiuto a raccogliere le patate e le altre verdure

Passo ora ad analizzare pi precisamente le varie esperienze che i bambini hanno
compiuto allinterno dellorto (o dei vari orti a seconda che ne avessero visto pi di
uno). La domanda Cosa fai o hai fatto nellorto? stata rivolta ad un totale di 23
bambini (graf. 14). Ecco cosa emerso:

"Cosa fai o hai fatto nell'orto?"
0 5 10 15 20
Guardo
Semino
Innaffio
Raccolgo
Ho fatto i ruscelli
Gioco con la terra
Ho bruciato tutto
Controllo sempre se cresce qualcosa
Porto la verdura al mercato
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 14: Risultati relativi alla domanda: Cosa fai o hai fatto nellorto?

Come per le esperienze in fattoria, anche in questo caso bene precisare che nel
rispondere a tale domanda, alcuni bambini hanno evidenziato una sola azione, mentre
altri numerose.
Fra tutte le attivit riportate emerge la semina, sperimentata da 15 bambini, seguita
dalla raccolta praticata da 14 e dallannaffiatura e dal semplice guardare riferite da 11
soggetti. Inoltre si nota come tra i bambini di Saint Marcel e Verrayes le attivit ad
essere citate maggiormente sono la semina e la raccolta, mentre ad Aosta stato il
guardare. Interessante riportare alcuni pezzi di dialogo inerenti a tale domanda:

1. Lor. (Aosta)
Lor.: Ho un orto a casa, ma ho bruciato tutto perch le lumache cattive hanno
mangiato tutto Ma adesso piantiamo di nuovo i semi
Io: Hai voglia di raccontarmi come fai a piantare i semi?

87
Lor.: Si Abbiamo preso un trattore e girato la terra.. poi abbiamo piantato le
fragole, mele, zucchine, pomodori, peperoni, melanzane, albicocche Poi con le
girandole gli abbiamo dato da bere

2. Emm. (Verrayes), durante tale conversazione si inserita anche
linsegnante:
Emm.: Ho un orto a casa
Io: E tu ci vai ogni tanto nellorto?
Emm.: Si vado a prendere le verdure Pap ha piantato tantissime fragoline ci
sono anche dei pomodori melanzane carciofi
Insegnante: Ascolta Emm. ma sei andata anche tu al mercato con pap?
Emm.: Si, ma mi annoiavo

3. Luc. (Saint Marcel)
Io: Coshai fatto nellorto?
Luc.: Si Ho seminato..
Io: Ti ricordi come hai fatto?
Luc.: Si ho fatto quello con il bastone, ho fatto cos (facendo delle righe con le
braccia) tac, tac, tac
Io: Ah ho capito forse, hai usato la zappa per fare i ruscelli?
Luc.: Siii

Unultima domanda stata posta hai bambini nel caso non avessero disegnato lorto
allinterno del proprio disegno chiedendo loro se fosse stato pertinente aggiungerlo.
Tale domanda stata posta ad un totale di 25 bambini (graf. 15):

"Possiamo aggiungerlo l'orto nella fattoria che hai
disegnato?"
0
2
4
6
8
10
12
Si No
Verrayes
Aosta
Saint Marcel

Graf. 15: Risultati relativi alla domanda: Possiamo aggiungerlo lorto
nella fattoria che hai disegnato?

Il grafico mostra i risultati relativi allinserimento o meno dellorto allinterno della
fattoria. Nonostante una sola bambina lo avesse disegnato senza suggerimento (alla

88
quale dunque non stata posta questultima domanda), una buona percentuale degli altri
bambini risponde positivamente ad un suo eventuale inserimento: sono infatti 21, pari
all84%. Ecco un esempio di scambio di battute effettuate con Luc. un bambino di Saint
Marcel:

Io: Secondo te Luc., nella tua fattoria possiamo aggiungerlo un orto?
Luc.: Si ma non lho fatto perch non cera pi spazio

Al contrario 4 bambini, 1 di Verrayes e 3 di Saint Marcel, non ritengono pertinente
questaggiunta al loro disegno. Considerando in modo pi specifico questi 4, possibile
notare che 2 di essi (1 di Aosta e 1 di Saint Marcel) sono proprio quelli che affermano
di non conoscere e di non aver mai visto un orto, mentre gli altri due, pur conoscendolo,
ritengono lo stesso di non doverlo inserire. Ecco un frammento di dialogo effettuato con
una bambina di Saint Marcel:

Io: Aur. potremmo aggiungerlo un orto nella tua fattoria?
Aur. P: No, non va bene
Io: Lo sai cos un orto?
Aur. P.: Si, ho un orto a casa..
Io: E ogni tanto vai anche te nellorto?
Aur. P.: Si
Io: Si? e coshai fatto?... hai gi seminato?
Aur. P.: Si, ho seminato linsalata


2.8 Alcune considerazioni generali
La prima considerazione generale che ritengo necessario fare riguarda il fatto che
nessun bambino ha inserito allinterno del proprio disegno degli elementi evidentemente
non appartenenti allambiente fattoria. Certo, come illustra il grafico 1, ci sono disegni
pi ricchi di dettagli ed altri meno, ma comunque il tutto risultato pertinente con la
consegna iniziale.
Spicca una netta presenza di animali in tutti i disegni, questo a dimostrazione che
quando i bambini (ma non solo) sentono la parola fattoria associano immediatamente ad
essa la mucca, il maiale, le galline, le pecore, ecc. Qualcuno poi ha aggiunto anche altri
particolari (come ad esempio il trattore, la stalla, il recinto, le balle di fieno ecc.). Al
contrario, invece, lorto stato inserito spontaneamente da una sola bambina di Saint
Marcel, cos come gli alberi da frutto (in particolare con le mele) inseriti da due sole

89
bambine di Aosta. Nella mente dei bambini, posso affermare, che a predominare
lequazione Fattoria = Animali.
Una considerazione particolare ritengo essenziale farla a riguardo dei bambini di
Saint Marcel. Infatti a seguito delliniziale difficolt a cominciare il disegno e dellaver
copiato molti elementi da quelli appesi al muro, al fatto che la met dei bambini dichiari
di non aver mai visto una fattoria dal vivo e che laltra met dichiari quasi
esclusivamente di averla guardata senza aver compiuto particolari azioni, sono giunta
alla conclusione che tra tutti, i bambini di Saint Marcel sono quelli ad aver un minor
contatto con il mondo rurale. Inoltre, il fatto che nessun bambino mi abbia riferito
luscita effettuata alla fattoria didattica La Reina lanno precedente, mi ha fatto riflettere
su come non sia sufficiente il solo proporre un qualcosa ai bambini per farlo
interiorizzare. Dal racconto delle insegnanti infatti sembra che lesperienza vissuta a
Nus dai bambini di Saint Marcel non sia stata cos diversa da quella vissuta a Pollein dai
bambini di Aosta, anzi in pi i primi hanno avuto la possibilit di visitare unaltra
fattoria: ci si sarebbe quindi aspettati risultati simili, al contrario il quadro complessivo
si invertito. Proseguendo invece con lindagine verso lorto si sono riscontrati risultati
maggiormente affermativi, rispetto allesperienza diretta raccontata dai bambini. Oltre
ad essere in molti ad aver visto un orto, anche le esperienze compiute al suo interno,
infatti, non si limitano al solo guardare come in precedenza ma svelano veri e propri
lavori effettuati. Nessun riferimento stato fatto al Centro Agricolo Dimostrativo.
Sempre riferita allorto ritengo opportuno fare una considerazione particolare. Infatti
fin da subito, tale elemento stato considerato dal mio relatore di tesi e da me come una
sottocategoria della fattoria, ma dallanalisi dei primi disegni abbiamo subito notato
come la nostra idea non abbia trovato il riscontro atteso nei prodotti dei bambini. Questa
affermazione sostiene la tesi sopra esposta secondo la quale nellimmaginario di fattoria
occupano il primo posto gli animali.
Una riflessione di ordine generale che vorrei approfondire in questa ultima parte
riguarda la presenza degli animali. Dai grafici non emerge, in quanto non sono
evidenziati singolarmente i vari elementi inseriti da ciascun bambino, anche se da una
lettura approfondita della tabella 1 si pu notare come la maggior parte dei bambini
abbia inserito un solo animale per tipologia. Tali rappresentazioni si discostano
notevolmente dalle aziende agricole moderne, le quali si sviluppano verso

90
specializzazioni, ma si avvicinano a ci che molti agriturismi e fattorie didattiche
propongono in particolare ai bambini e ragazzi, ossia la fattoria zoo in cui sono presenti
pochi esemplari ma di tante specie (Bertolino, Piccinelli, Perazzone, 2012: 138).
Infine avendo analizzato precedentemente il materiale che ogni scuola possiede in
riferimento alla fattoria possiamo affermare come questo non abbia influenzato
significativamente il lavoro svolto dai bambini se non in due occasioni: una dichiara di
aver tratto delle informazioni dal libro I segreti della fattoria e laltro dal gioco da
tavolo con il quale si divertono qualche volta.
Sicuramente sarebbe stato possibile effettuare un lavoro pi approfondito riguardo i
dati ricavati da tale indagine, ma a mio avviso questo capitolo gi mostra come anche la
Valle dAosta non esente dal problema del distacco tra bambini e natura. Nonostante i
risultati ottenuti siano molto disparati, essendoci bambini che dichiarano di non aver
mai visto n una fattoria n un orto dal vivo e bambini che invece sono immersi in tale
mondo, nel complesso per si intuisce come la maggior parte di essi non abbia un vero e
proprio contatto con il mondo rurale.

91


CAPITOLO 3

GLI AGRI-INTERNAUTI: ALLA SCOPERTA DEI GIOCHI ON LINE
SUL MONDO RURALE

Negli ultimi anni si creata una situazione in cui le generazioni di giovani genitori,
ed a maggior ragione dei loro bambini, sono privi di un ancoraggio alla realt delle
imprese agricole, delle coltivazioni, dellallevamento. Poco per volta il distacco da
questa realt stato metabolizzato e si assistito ad una progressiva idealizzazione
spesso distorta o addirittura fantastica del mondo rurale (Bertolino, Piccinelli,
Perazzone, 2012).
Un significativo contributo nel creare tali rappresentazioni stato fornito dai libri per
linfanzia, dai cartoni animati e recentemente dellesplosione di giochi virtuali fruibili
attraverso diverse periferiche: computer, consolle, Ipad, cellulari ecc. possibile
trovarne di molte variet ed per questo che ho deciso di fare una ricerca navigando in
Internet. Sul sito, www.gioco.it, sono presenti una grande quantit di giochi appartenenti
a differenti categorie: da quelli di abilit, ai puzzle, ai quiz, ai giochi sociali, di
avventura, di azione, di macchine, ecc. Nella funzione cerca, digitando il termine
fattoria, risultano 37 giochi che ho classificato allinterno della tabella che segue:

Tabella 1: Giochi appartenenti alla categoria Fattoria
GIOCO DESCRIZIONE CATEGORIA
PERT
INEN
ZA
1 World of Zombies
Fai rivivere i morti viventi con un po di
terrificante divertimento in una fattoria!
Multigiocatore:
Giochi sociali
No
2
Lospedale degli
animali da fattoria
Aiuto! Questi teneri animali da fattoria hanno
bisogno delle tue capacit come veterinario per
riprendersi.
Al femminile:
gestione fattoria
No
3
La parata in
fattoria di Jojo
Dai una mano daiuto a JoJo per radunare tutti
gli animali!
Abilit No
4 Cane da fattoria
Che lupo vestito da agnello: acchiappa tutte le
pecore prima che scada il tempo e non farti
cogliere in flagrante dal contadino
Abilit No
5 La fattoria domino obbligatorio giocare con il cibo Puzzle No
6
La fattoria di
Fabiola
La musica fa girare il mondo! Specialmente per
questa contadina che suona il banjo..
Puzzle No

92
7 Grigliate in fattoria
Carne grigliata a cena? Solo se il maialino
riesce a fare centro!
Abilit No
8
My Wonderful
Farm
Seminare, innaffiare le piante e fare il raccolto
pu essere divertente? Puoi scommetterci la
fattoria!
Al femminile-
Gestione fattoria
Si
9 Il mio ranch
Corri a divertirti allaperto in questa bellissima
fattoria!
Al femminile-
Gestione fattoria
Si
10
Rosy Creativity:
Farm Decoration
Questo gioco creativo ospita un intero cortile
pieno di divertimento nel decorare!
Al femminile-
Gestione fattoria
No
11
Farm Frenzy 3: Ice
Age
Lasciati i raggi del sole alle spalle e viaggia
verso il Polo Nord!
Al femminile-
Gestione fattoria
No
12
Goodgame Big
Farm
Monta sul trattore e fai un salto alla fattoria
frequentata da tutti i tuoi amici.
Multigiocatore-
Giochi sociali
Si
13 Eroe della fattoria
Nella fattoria si stanno covando delle grandi
sorprese
Puzzle-Oggetto
nascosto
No
14
La strada per la
fattoria
Collega lintera comunit agricola per
aumentare la produttivit!
Puzzle-Trova il
sentiero
No
15 Sfida in fattoria
Hai gi mangiato la tua dose quotidiana di
verdure?
Puzzle-Colora i
blocchi
No
16
Frenesia da
fattoria: eroi
vichinghi
Abbandona lascia, prendi laratro e dedicati
allagricoltura!
Gestione del
tempo
No
17 Decora la fattoria
Le fattorie non devono essere pratiche
Devono solo avere un aspetto da cartolina
Giusto?
Al femminile-
Decorazione
No
18 Abbina fattoria 3
Ti aspetta un mondo di rompicapi e succulente
verdure. Riuscirai a smaltire tutto questo cibo
salutare?
Puzzle-
Mahjiong
No
19 Farmerama
Quando si parla di giochi di fattoria divertenti e
con la grafica stupenda.
Multigiocatore-
Gestione della
Fattoria
Si
20 Youda Farmer
Eccoti tutte le gioie e i dolori di una fiorente
fattoria a conduzione familiare E anche gli
odori!
Al femminile-
Gestione fattoria
Si
21
Farm Frenzy 3:
American Pie
Metti al lavoro questi chiassosi robot e preparati
per un bel raccolto pieno di divertimento e
risate!
Al femminile-
Gestione fattoria
Si
22
Ranch Rush 2:
Saras Island
Experiment
Perlustra un fantastico pezzo di terra accanto al
mare e trasformalo in una storia di successo!
Al femminile-
Gestione fattoria
No
23 Farm Frenzy 2
Pianta i semi e aggiungi un po dolio di gomito:
vedrai cos la tua terra trasformata.
Gestione del
tempo
Si
24 The farmer
Gestisci la tua fattoria piantando i semi di frutta
e verdura e vendendo le uova.
Al femminile-
Gestione del
tempo
Si
25 Sheep Catcher
Salva i soffici animali della fattoria dal lupo
travestito da agnello!
Abilit-
Acchiappatutto
No
26 Farm Girl Dress up
Dopo aver dato uno sguardo a queste bellezze di
campagna vorrai comprare la fattoria!
Al femminile-
Sfilata di moda
No
27
Farm Frenzy 2:
Pizza party
Scatenati con questa fattoria e poi sforna una
bella pizza bollente!
Gestione del
tempo
No
28 Farm TD
Quando la fattoria viene attaccata il momento
di far lavorare SUL SERIO i braccianti come
torri di difesa
Azione- Difendi
la torre
No
29
Farm Frenzy 3:
American Pie
La banca vuole pignorare la fattoria della
nonna.. A meno che tu e i robot non riuscite a
salvarla..
Gestione del
tempo
Si

93
30
La mucca alla
moda
Dai alla mascotte della tua fattoria un look che
far muggire di gelosia tutte le altre mucche
Al femminile-
Sfilata di moda
Abilit-Giochi
con animali
No
31
Farm Frenzy 3: Ice
Age
Mentre affronti gelide minacce dovrai nutrire e
accudire i pinguini e altri animali polari.
Gestione del
tempo
No
32 Virtual Farm
Scegli le colture, lavora la terra, irriga i campi,
raccogli quanto hai prodotto e porta le merci al
mercato!
Gestione del
tempo
Si
33
Yuoda Farmer 3:
Seasons
La tua fattoria stata ridotta di nuovo in
macerie ora di ricostruirla!
Gestione del
tempo
Si
34 My Farm life 2
Aiuta Lisa ad affrontare le sfide uniche di una
fattoria su un tetto, coltivando i raccolti,
allevando le mucche, raccogliendo i prodotti
della terra!
Gestione del
tempo
Si
35 The Joy of farming
Aiuta Joy a trasformare la sua desolata fattoria
in Fattoria dellanno! Coltiva deliziose verdure
e trasformale nei prodotti che i clienti
desiderano.
Gestione del
tempo
Si
36
Yuoda Farmer 3:
Seasons
La tua fattoria stata ridotta di nuovo in
macerie ora di rimboccarsi le maniche e
ricostruirla!
Al femminile-
Gestione del
tempo
Al femminile-
Gestione
Fattoria
Si
37 Funny Farm
Muggisci di gioia durante la tua deliziosa
avventura in mezzo alle mucche e ai prodotti
lattieri!
Multigiocatore-
Giochi sociali
Si

Sono molti dunque i giochi virtuali relativi allagricoltura: dai risultati inseriti
allinterno della tabella precedente si pu per notare che, molte volte, il contesto
fattoria rimane solo sullo sfondo (si vedano ad esempio le descrizioni n 4, 5, 6, 7, 22,
27, 30, 31). Infatti nella maggior parte di questi giochi non si viene a contatto con un
mondo agricolo, ma gli elementi di questultimo servono esclusivamente da contorno. Il
criterio che mi sono posta nella scelta della pertinenza o meno, stato quello di provare
a giocare per qualche minuto al fine di rendermi conto se davvero lo scopo dei 37 giochi
fosse quello di creare e prendersi cura di una fattoria o se al contrario quest ultima
rappresentasse esclusivamente lo scenario del gioco.
Considerando quelli pertinenti, possibile affermare che, tra di essi, alcuni hanno
una notevole popolarit, come ad esempio Funny Farm, che risulta essere il pi giocato
allinterno del sito www.gioco.it con 44,707,729 volte alla data del 10 Novembre 2013.
Quelli citati sono solo alcuni giochi relativi alla fattoria, infatti ne esistono molti altri
che non compaiono in questo sito, come ad esempio Farmscapes, Uomo da fattoria, My
Horse Farm, Best farm, Lagricoltore ecc. Tra gli altri Farmville riscuote molto
successo ottenendo 39.102.554 Mi Piace su Facebook (10 Novembre 2013).

94
Qual limmagine che si fanno, i bambini, del mondo rurale attraverso i giochi
virtuali? Quali sono i punti di forza e quali invece i punti di debolezza di questi giochi?
In questo capitolo ho cercato di affrontare queste domande.

3.1 Mi invento giocatrice
Nonostante io sia parte di questa nuova generazione digitale, il mio interesse (e
quindi anche la mia dimestichezza) rispetto al mondo virtuale sempre stato limitato.
Gli unici ricordi riguardano il game boy regalatomi per il compleanno dei 10 anni: mi
divertivo a giocare con i pokemon o a tetris, ma tra la scelta di trascorrere ore davanti
uno schermo ho sempre preferito giocare a nascondino allaria aperta. Poich durante la
mia infanzia, non ho avuto loccasione di sperimentarmi in giochi virtuali riguardanti
lagricoltura, lunico modo per comprendere lidea che i bambini di oggi si fanno di
questo mondo attraverso le nuove tecnologie stato quello di tentare di calarmi nei loro
panni provando in prima persona lattivit di giocare on line. Limportanza dunque
sullesperienza diretta: la sperimentazione di nuove situazioni, compiti o ruoli rendono
il soggetto un protagonista attivo, il quale facendo ricorso alle proprie risorse e
competenze, mira al raggiungimento di uno o pi obiettivi prefissati in precedenza. In
questo modo mi sono avvicinata il pi possibile ai bambini.
Ho dunque deciso di cimentarmi in due giochi, La fattoria domino e Farmerama,
scelti per le loro differenti caratteristiche. Nel primo, infatti, il contesto rurale solo un
pretesto in quanto il gioco potrebbe funzionare con qualsiasi altra ambientazione,
mentre il secondo propriamente riferito al mondo dellagricoltura. stato, inoltre,
motivante cimentarmi in questa nuova esperienza in quanto Farmerama un prototipo
di gioco molto di moda non solamente tra i bambini ma anche tra persone pi grandi.
Leggendo i commenti inseriti sul sito infatti possibile farsi anche unidea dellet dei
giocatori: la variet molto ampia, in quanto si trovano bambini\ragazzi (Tigno02 12
anni; Gigino2005 9 anni; gufo99 15 anni ecc) come utenti che hanno superato gli
anta (Lucy65 - 48 anni, Silvi1960 - 53 anni, Mev62 - 51 anni, Piccolastella_63 -50 anni,
Tarty66 - 47 anni, Kimco - 52 anni, ecc)
42
.



42
Informazioni tratte dal sito: www.flashgames.it/farmerama.html

95
3.1.1 La fattoria domino
La fattoria domino viene classificato nella categoria Abilit. possibile giocare
scegliendo la propria lingua, mentre la grafica non pu essere modificata: obbligatorio
giocare col cibo e con gli animali. La figura 1 illustra come questo gioco si presenta al
primo livello.


Fig. 1: "La fattoria domino" allinizio del primo
livello (www.gioco.it/gioco/La-fattoria-domino.html).


In ogni tessera sono raffigurate varie qualit di frutta (banane, arance, ciliegie, ecc) e
verdura (carote, peperoni, zucche, ecc), ma anche animali (lumache, mucche, pulcini,
serpenti ecc) ed oggetti che abitualmente indossa un contadino (stivali e cappello). Gli
oggetti aumentano sia come numero che come variet di disegni passando ai livelli
successivi.
Lo scopo del gioco quello di cliccare su due tasselli della fattoria con la stessa
immagine per eliminarli dallo schermo compiendo al massimo tre linee rette orizzontali
o verticali, come mostra la figura 2. Il livello superato se, prima dello scadere del
tempo nessuna tessera ancora presente sullo schermo.


96

Fig. 2: "La fattoria domino" a met del primo livello
(www.gioco.it/gioco/La-fattoria-domino.html).


Le tessere devono, quindi essere eliminate in un tempo ben preciso e quest ultimo
andr ad incidere anche sul punteggio ottenuto: minore sar il tempo impiegato,
maggiore sar il punteggio. La figura 3 mostra la fine del primo livello di gioco.


Fig. 3: "La fattoria domino" alla fine del primo livello
(www.gioco.it/gioco/La-fattoria-domino.html).

La difficolt diventa sempre maggiore passando da un livello allaltro a causa dei
seguenti motivi: aumentano, come gi accennato sopra, il numero di tessere e le variet
di immagini ed inoltre, se durante il primo livello, i tasselli mantengono la loro
posizione originaria, a partire dai livelli successivi si spostano in diverse direzioni
affinch quelli eliminati non creino dei buchi fra i restanti (ad esempio nel terzo livello,
quando alcune tessere vengono eliminate, i buchi vengono coperti facendo spostare le

97
rimanenti met a destra e met a sinistra, mentre nel quinto livello si spostano in alto e
in basso ecc.).
Il gioco presenta una musica di sottofondo e degli aiuti: infatti, chiedendone uno
vengono segnalate le caselle che possono essere eliminate. Si inizia la partita con 7 aiuti
a disposizione ed ad ogni livello superato possibile guadagnarne un altro.
In tutto ci sono 10 livelli: il gioco deve essere terminato in una volta sola. possibile
prendersi una pausa ma non possibile salvare la partita e terminarla successivamente.
In La fattoria domino limportanza principale , senza dubbio, concessa al gioco
domino, mentre per quanto concerne la fattoria in s, essa rimane sullo sfondo: le
tessere, infatti, potrebbero contenere qualsiasi altra immagine senza compromettere il
meccanismo e lobiettivo del gioco.
Inoltre, viene rappresentato lo stereotipo del contadino il quale indossa stivali e
cappello e utilizza pala e secchiello: unimmagine vecchia di agricoltura, che non
rappresenta pi la realt dei nostri giorni. Analizzando poi le altre icone possibile
evidenziare che sono rappresentati frutti che non possono crescere in una stessa fattoria:
ad esempio, banane, arance, angurie e zucche. Inoltre la scelta nella rappresentazione
degli animali rimane ambigua: tra gli altri compaiono infatti lumache, gufi, serpenti
(non propriamente animali della fattoria) e ad esempio non troviamo maiali, capre e
galline.
Credo sia utile, al fine di comprendere lidea che i giocatori si sono fatti di La
fattoria domino, mostrare gli ultimi commenti riportati, suddivisi in 3 differenti
categorie. Ecco i risultati:

COMMENTI POSITIVI:
- bellissimoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
- carino
-
- bello
-
- Bello
- Bellissimo!! Oooo

98
- Molto carino
- Rilassante
- ma dai questo gioco pi bello di dream pet link
- forte ma non finisce maiiii
- disegnano bene ed facile
- il gioco simpatico ma dura un eternit
- troppo bello

COMMENTI NEGATIVI:
- Molto noioso!
-
- ma x voi bello questo gioco???????
-
- nn sa di niente sto gioco !!!!!!
- hai ragione vero251197 (in riferimento al commento precedente)
- sto gioco non per niente bello
- questi giochi sono praticamente tutti uguali, ci si cava gli occhi e basta
- finitoooooooooooo!!!! ma non era per niente divertente!!
- non mi piace!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
- fa schifo
- bleah
- identico agli altri no?? CHE DUE P
- non lo sopporto
- che skifoooooo uno skifo totale!!

COMMENTI NON PERTINENTI:
- ciao
- Buon pomeriggio a tutti
- maaaaaaa
- coco ci.
- bvsfgnpbfpnbhiv bfhv aphdfbv oadfhjbv hf uregfhoerubgq r ghboela

99
- chi ha un fidanzato? chi ce l'ha mi chieda l'amicizia e mi spieghi come ha fatto a
diventare la sua fidanzata.
- via questa pubblicit del cavolo in mezzo al gioco!!!!!!!!!!!!!!!INSOMMA si pu
giocare o no??????????????
- condivido ...... non ne possooooooo pi ( in riferimento al commento
precedente)

Analizzando i commenti possibile notare una certa variet in merito: alcuni
mostrano lentusiasmo dei giocatori, altri noia ed altri ancora non sono riferiti
propriamente al gioco. Tutti i commenti risultano essere molto corti e semplici: nessuno
approfondisce le dinamiche del gioco, ne in positivo, ne in negativo.
Nessuno di essi si sofferma n sugli oggetti rappresentati nei tasselli, n sul contesto
in generale, a testimonianza quindi del fatto che lambiente fattoria non essenziale allo
scopo del gioco.
Concentrandosi in modo particolare sul modo di scrivere, si pu ipotizzare che let
dei giocatori non molto elevata in quanto vengono utilizzate le modalit di scrittura
proprie dei giovani come luso di emotion, la sostituzione di per con la lettera x, la k al
posto di ch e le abbreviazioni (nn al posto di non).
Il punto di forza di questo gioco consiste nel richiedere al giocatore di esercitare le
proprie abilit logiche e spaziali. Viene richiesta anche una forte concentrazione in
quanto vi un conto alla rovescia: bisogna quindi compiere tutte le mosse prima che
esso scada. Al contrario, oltre al scarso e fuorviante legame con la fattoria, come altro
punto di debolezza possiamo citare la monotonia: aumenta la difficolt ma la regola
sempre la stessa.
In conclusione, essendo stata io stessa una giocatrice di La fattoria domino vorrei
segnalare che ho incontrato molti problemi nel capire il funzionamento del gioco
essendo le istruzioni contenute nel Come giocare alla Fattoria domino superficiali. Una
volta capite le dinamiche ho cominciato la partita ma gi dal secondo livello ho provato
noia e disinteresse. Ho deciso comunque di provare a terminarlo: dopo due tentativi ho
raggiunto il mio scopo ma alla fine del decimo livello avevo mal di testa e gli occhi
stanchi. Mi sono subito chiesta se ne valesse la pena e la risposta stata senza dubbio

100
di no! Credo che non giocher pi alla Fattoria Domino in futuro potrebbe
essere il mio commento da inserire sul sito.

3.1.2. Il gioco Farmerama
Farmerama un gioco nato per essere fruito su internet. Negli ultimi anni stato
prodotto dalla Ravensburger anche il rispettivo gioco da tavola. Ecco come viene
descritto: Seminare e poi raccogliere, allevare e nutrire gli animali; chi riuscir a
coltivare i campi pi redditizi? Chi far la raccolta pi sostanziosa? Il contadino pi
bravo sar il vincitore della gara. Da soli o in squadra vivrete unappassionante sfida!.
La mia analisi si rivolger esclusivamente al gioco on-line:

Non c' niente di meglio dell'aria di campagna e ora hai la chance di coltivare
frutta e ortaggi nonch di allevare animali in una fattoria tutta tua.
Scappa dalla citt alla scoperta della vita di campagna: svegliati al canto del
gallo e costruisci la fattoria dei tuoi sogni. Se ami gli animali e la natura, questa
la vita che fa per te: un sacco di animali da allevare e di frutta e altri prodotti da
coltivare.
Libera la fantasia: potrai dare il tuo tocco personale a campi, prati, alberi e
recinti di animali.
Grazie alla fertilit del terreno, sfrutta al massimo le potenzialit di un ricco
raccolto, prepara il mangime per i tuoi animali, ripulisci stalle e recinti e usa il
letame come concime per i campi che cos resistono meglio ad acquazzoni e
temporali. Solo le piante pi sane e resistenti garantiscono un abbondante
raccolto!
Allora, appassionati della vita in campagna, pronti con zappa, forcone e stivali
di gomma, ora di correre a lavorare nei campi!
43


una premessa, a mio avviso, accattivante ed uno dei motivi per il quale, fra le
tante scelte disponibili, ho deciso di giocare a Farmerama. Altre motivazioni riguardano
sicuramente lassenza sia del download che dellinstallazione (ai fini del gioco
sufficiente essere sempre connessi ad una rete telematica, con il vantaggio che non
occupa, cos spazio sul proprio computer), la popolarit (927.967 Mi Piace su Facebook
alla data del 19 Maggio), i premi che ha vinto (ad esempio: Winner Best Online Game)
e la grafica. Dopo aver effettuato la registrazione che consiste nel scegliere il proprio
nome utente e la password e digitare la propria email, inizia il gioco vero e proprio:
fortunatamente un tutorial iniziale mi ha illustrato le principali azioni che potevo

43
Tratta dal sito: http://it.board.bigpoint.com/farmerama/forumdisplay.php?f=1261

101
compiere, passo dopo passo, facendomi superare fin da subito il primo livello. Ho poi
cominciato a giocare in prima persona ed ecco come si presenta la mia fattoria agli inizi:


Fig. 4: Il gioco di "Farmerama" (www.farmerama.it/?action=internalGame). Lo
spazio centrale della schermata verr personalizzato da ogni giocatore con campi da
coltivare, alberi e con recinti per animali.

Nella schermata iniziale (fig. 4), in alto, sono gi presenti alcuni edifici: la masseria,
il fienile, il mulino, la cisterna, il silo e il letamaio. Il cartello Mappa (in alto a sinistra),
permette al giocatore di uscire dalla propria fattoria e scoprire il mondo circostante. In
alto a destra possibile trovare un mezzo agricolo: cliccando su di esso possibile
attivare gli assistenti che alleviano il lavoro in fattoria.
A sinistra, sono presenti le icone relative alla gestione dei campi ( possibile crearne
di nuovi e spostare o eliminare quelli esistenti), allinventario (dove sono immagazzinati
tutti gli acquisti), allo shopping (dove possibile acquistare i prodotti desiderati) e alla
banca (dove possibile fare grandi affari). La parte destra della schermata invece
destinata al contatto con i vicini, ognuno del quale contrassegnato con un proprio
stendardo: ognuno pu personalizzarlo come meglio preferisce, sia nella forma che nel
disegno.
Lo scopo del gioco quello di guadagnare Punti esperienza che permettono di
passare al livello successivo. Interessante rilevare che per un bizzarro meccanismo,

102
forse funzionale alle dinamiche del gioco ma assai distante dalla realt, una
percentuale di quanto viene raccolto viene convertito in Punti Esperienza (PE).
44

Ad ogni livello (96 totali) sono disponibili nuovi animali e nuove sementi per le
coltivazioni ma, per poterli acquistare importante guadagnarsi anche Nichelini o
Fiorini (denaro del gioco).
Inoltre passando di livello si acquisisce, di volta in volta, una nuova professionalit
45
:
tra queste ultime alcune sono reali (come ad esempio contadinello, zappatore, mietitore,
lavorante agricolo, fattore, ortolano ecc.) ed altre frutto della fantasia (in un qualsiasi
vocabolario della lingua italiana non troviamo termini quali vermicoltore, finocchiaro,
diserbatore, agrumista, ecc.). Ogni professionalit comunque sembra essere scelta in
modo da definire un ruolo ben preciso: in alcuni livelli, il giocatore assume il ruolo di
essere colui che (ad esempio pianta, zappa, falcia, innesta, ecc.), in altri diventa
lesperto di un particolare settore (di tuberi, di cereali, di suini, di agrumi ecc.) ma
troviamo anche professionalit pi generali come il contadinello, il fattore e il
bracciante.
Nella tabella seguente vengono mostrate le prime 40 professionalit:

Tabella 2: le professionalit di Farmerama.
Livello Professionalit
1 Fringuellino
2 Contadinello
3 Fruttino
4 Bracciante
5 Zappatore
6 Piantatore
7 Vermicoltore
8 Fattore
9 Topo di campagna
10 Rastrelliere
11 Finocchiaro
12 Lavorante agricolo
13 Mietitore
14 Stalliere suini
15 Piccolo erborista
16 Grande erborista

44
Bertolino F., Piccinelli A., Perazzone A. (2012), Extraterrestri in campagna. Quando insegnanti
e ragazzi sbarcano in fattoria didattica, Negretto editore, Mantova.
45
Tratto da sito http://it.board.bigpoint.com/farmerama/archive/index.php/t-451118.html.

103
17 Verduriere
18 Floricoltore
19 Falciatore
20 Innestatore
21 Diserbatore
22 Esperto seminatore
23 Sterminatore di lumache
24 Esperto di tuberi
25 Esperto di cereali
26 Stalliere puledri
27 Agrumista
28 Raccoglitore di frutti di bosco
29 Esperto erborista
30 Ortolano
31 Mastro macinatore
32 Maestro degli agrumi
33 Cementiere
34 Cavoliere
35 Esperto di suini
36 Esperto in tulipani
37 Esperto verduriere
38 Piscicoltore
39 Vivaista
40 Raccoglitore di funghi

Fin da subito ho capito che non si sarebbe trattato di un gioco semplice. Infatti non ci
si limita a coltivare i propri terreni e ad accudire gli animali, ma ci sono diversi
meccanismi che lo rendono molto vario ed articolato (ad esempio la possibilit di
contatto con i vicini cio con altri utenti che si sono creati la propria fattoria, la
possibilit di vendere i propri prodotti al mercato, la possibilit di andare in citt ed
assumersi particolari incarichi al consorzio ecc.). Dopo essermi sperimentata nel gioco
per alcune ore ed aver colto le prime dinamiche, ho deciso che per compiere unanalisi
approfondita di Farmerama, sarebbe stata utile la realizzazione di un diario nel quale
ogni giorno annotare i meccanismi di gioco, levoluzione della mia fattoria ed alcune
riflessioni. Per ogni data ci sar una prima parte del testo narrativa e scritta in corsivo
che rappresenter il diario vero e proprio, seguita, da una parte pi riflessiva. Il diario
cominciato con circa due settimane di ritardo dal primo accesso al gioco, durante le
quali non mi sono occupata della mia nuova fattoria.

104

DIARIO
Alla scoperta di Farmerama

La mia esperienza come giocatrice di Farmerama ha inizio il 31 Maggio 2013.
Ecco la frase che ha catturato la mia attenzione: bello respirare l'aria pulita della
campagna, ma ricorda: non c' tempo da perdere. Infila subito gli stivali di gomma e
comincia a lavorare: in fattoria c' sempre qualcosa da fare!. proprio da qui che il
mio nuovo lavoro ha avuto inizio: fin da subito comincio a coltivare i miei campi e a
prendermi cura delle galline, senza il bisogno di infilare nessun stivale.

10 GIUGNO 2013
da due settimane che non mi occupo della mia fattoria e al posto dei
girasoli seminati precedentemente trovo solo erbacce (fig. 5): nessun
guadagno (perdita di tutte le semine) e lavoro in pi (con un semplice
click sul terreno per il lavoro viene svolto automaticamente senza
nessuna fatica!).


Fig. 5: le erbacce cresciute, avendo lasciato troppo tempo i prodotti
maturi nel campo (www.farmerama.it/?action=internalGame).

Per fortuna, i due meli, il faggio, le galline ed i conigli, al contrario,
hanno dato i risultati sperati.

105
Dopo aver raccolto tutti i prodotti, devo sgomberare il pollaio e laia dal
letame ma affinch galline e conigli comincino nuovamente il conto alla
rovescia per la loro produzione, hanno bisogno di mangime. Visto che non
ne ho pi a disposizione devo produrne al mulino: ciascun animale ha le
proprie esigenze quindi esso sar diverso a seconda della specie (per la
produzione del mangime dei conigli ho bisogno di fieno e carote, mentre per
quello delle galline di grano). Ogni mangime richiede un determinato
periodo di preparazione ed possibile produrne un solo tipo alla volta.
Decido poi di seminare nuovamente il mio campo con ci che ho a
disposizione: insalata, girasoli, avena, carote, grano, fieno e miglio. Ogni
pezzo di terreno avr un disegno diverso a seconda del prodotto seminato.
Aspetto 5 minuti ed ecco che tantissime teste di insalata bucano il terreno.
Aspetto altri 5 minuti e compaiono le carote e il grano. Cos via, fino ad 1
ora e 15 minuti in cui anche il miglio mi dona i suoi prodotti. E tutto questo
senza bisogno ne di acqua e ne di concime!

Fin da subito possibile fare alcune considerazioni. Innanzitutto una particolare
attenzione va posta ai prodotti che ottengo da semine, alberi ed animali. Infatti nessun
problema emerge con le carote e linsalata in quanto raccolgo le rispettive produzioni e
neanche con le galline in quanto producono le uova. Analizzando, per, gli acquisti che
potr fare nei prossimi livelli alcune domande riguardanti in modo particolare gli
animali nascono in me: le anatre hanno bisogno di 8 ore per fornire il loro contributo,
ma cosa producono? E i conigli? E i maiali? Le dinamiche del gioco prevedono che
ogni semina, animale o pianta produca dei Punti Esperienza, senza tenere conto se
effettivamente nella realt essi forniscano o meno dei prodotti. Ma le discrepanze con il
mondo reale non sono finite.
Unaltra considerazione pu essere fatta, sempre in merito al punto precedente: nella
realt, ad esempio maiali e conigli, non maturando alcun prodotto, vengono allevati con
lo scopo di essere uccisi per poter gustare la loro carne. Infatti un proverbio contadino
afferma che del maiale non si butta via niente (coppa, lardo, pancetta, prosciutto,
salame, salsiccia, cotechino ecc.). Nel gioco di Farmerama, per, questa possibilit
non viene presa in considerazione: tutti questi ricavi non vengono introdotti in quanto
implicano la morte dellanimale, la quale viene considerata un elemento tab per i
bambini (Bertolino F., Piccinelli A., Perazzone A., 2012: 147). Un possibile rimedio per
mascherare tale argomento sarebbe quella di non introdurre tali animali. Ma come

106
sarebbe una fattoria senza questi? Senza ombra di dubbio impoverita e meno
accattivante ed per questo che la soluzione risiede nel far produrre qualcosa di
immaginario anche ad essi, creando confusione in alcuni giocatori non esperti nel
settore.
Al contrario possiamo evidenziare alcuni punti di forza che si presentano fin da
subito ai miei occhi. Il primo riguarda la cura degli animali e quindi il fatto che, dopo la
raccolta, ogni recinto necessita di essere sgombrato dal letame e che per far ripartire la
produzione indispensabile il mangime. Questi elementi sono pertinenti con la realt.
Inoltre la precisione rispetto alle diverse immagini del campo, a seconda della semina
che scelgo, permette una buona aderenza al mondo reale. Anche la durata di
maturazione differenziata e varia notevolmente a seconda del prodotto che viene
seminato. Ho, per, deciso di fare un approfondimento su tale tema per rilevare la
corrispondenza tra prodotto e tempo di maturazione nel gioco e nella realt (tab. 3).

Tabella 3. I diversi tempi di maturazione dei prodotti nel gioco e nella realt
46

PRODOTTO
TEMPO DI MATURAZIONE
GIOCO REALT
Insalata 00.05 h 1-2 mesi circa: dipende dalla qualit
Carote 00.10 h 2-3 mesi circa
Grano 00.10 h 7-8 mesi circa
Girasoli 01.00 h 4-5 mesi circa
Mais 01.29 h 3-5 mesi circa: dipende dalla qualit
Sedano 01.44 h 5 mesi circa
Patate 01.54 h 4-5 mesi circa
Cetrioli 02.00 h 1-2 mesi circa
Finocchi 02.30 h 3-6 mesi circa: dipende dalla qualit
Fragole 03.00 h 3 mesi circa
Pomodori 03.15 h 3-4 mesi circa
Basilico 03.22 h 3 mesi circa: la prima raccolta

Analizzando i dati, possibile notare che non vi una proporzionalit tra i tempi
decisi dai produttori del gioco e quelli della realt. Infatti, in Farmerama, le carote ed
il grano necessitano di un uguale periodo di maturazione mentre, realmente, vi una
differenza di 6 mesi circa: le carote necessitano di un quarto del tempo invece utile al

46
Ho ricavato i tempi di maturazione reali delle piante consultando il testo di Buckingham A., (2009),
Il tuo orto naturale, Tecniche Nuove, Milano. Ho inoltre preso contatto con il gestore dellazienda
agricola Au potager de Grand-mre (Fnis, Valle dAosta), il quale mi ha completato le informazioni.

107
grano. Nel gioco, anche le patate, rispetto alle fragole, necessitano di 01.05 h in meno
per maturare: al contrario nella realt i ruoli si invertono in quanto la fragola che
matura prima.

11 GIUGNO 2013
Arrivo in fattoria e la prima operazione che compio raccogliere le mele
mature sugli alberi. Grazie ad esse ottengo i punti necessari per passare al
quinto livello: da bracciante sono diventato zappatore, posso procurarmi, in
aggiunta mais e more ed ho guadagnato un fiorino.
Raccolgo poi le uova dal pollaio: quando clicco sullicona
corrispondente sento anche il verso delle galline (sembra quasi di essere in
un pollaio vero!).
Mi servono carote per produrre il mangime dei conigli, ma non ne ho pi
a disposizione. Vado quindi nelle serra e con 150 nichelini mi compro 50
sementi di carote. Visto che ci sono perch non provare a comprare anche
more e mais: il prezzo per sale.

Un primo punto di forza che appare sicuramente lutilizzo di suoni. Il verso delle
galline quello che ha catturato per primo la mia attenzione ma molti altri suoni propri
della fattoria vengono riprodotti: i suoni dellaria aperta come un leggero venticello, il
brusio delle foglie o il cinguettio degli uccelli ma anche i versi degli altri animali ed il
rumore del trattore. Sicuramente si tratta di suoni artificiali e programmati ma, secondo
il mio punto di vista, aiutano a farsi unidea pi vicina alla realt dellambiente agricolo.

13 GIUGNO 2013
Entro in fattoria convinta di poter raccogliere per la prima volta mais e
more ma trovo solo erbacce: sono passate pi di 24 ore dalla loro
maturazione.
Visti i numerosi campi pieni di erba decido di provare ad attivare
lassistente che compie il lavoro al posto mio, ma sfortunatamente costa 15
fiorini per 24 ore ed io non ne ho abbastanza.
Decido allora di comprarmi lalbero misterioso con 200 Punti
Esperienza (PE): lo pianto e devo aspettare 5 ore per scoprire la sua vera
natura. In fattoria tutto ha un prezzo (fiorini, nichelini o punti esperienza).
Semino di nuovo mais, more, grano, insalata e carote. Prima di uscire
dalla mia fattoria aspetto di raccogliere gli ultimi tre prodotti in quanto in

108
pochi minuti sono maturi: via via che la verdura cresce cambiano anche le
immagini sullo schermo (fig. 6). Per quanto riguarda il mais e le more
spero di arrivare in tempo domani prima che spuntino le erbacce.


Fig. 6 : linsalata seminata ad un minuto di distanza per
mostrare le differenti immagini relative ai tempi di maturazione
(http://farmerama.bigpoint.com/?action=internalGame).

Una riflessione riguarda la comparsa delle erbacce, che si formano se le semine non
vengono raccolte entro le 24 ore dalla loro maturazione, facendo scomparire tutti i
prodotti seminati. Sicuramente i tempi non corrispondono alla realt ma comunque,
questa regola molto importante in quanto mostra come vi un tempo di raccolta ben
preciso, passato il quale si rischia di perdere tutti i propri prodotti. La perdita non
avverr sicuramente, come nel gioco, in tempi rapidissimi e improvvisi, ma a lungo
andare la conseguenza potr essere la stessa. Per quanto concerne gli animali, ma anche
gli alberi, si pu notare come i prodotti non vanno persi, al contrario della verdura, se
lasciati troppo tempo a maturare: logiche diverse nel gioco, ma non in natura!
Un punto di forza che presenta il gioco, riguarda le diverse immagini che compaiono
sullo schermo (fig. 6) durante il percorso di maturazione (i primi 3 campi a sinistra
mostrano solo i ruscelli nei quali sono state seminate le insalate e spostandosi verso
destra si nota come con gradualit si sviluppano le teste di insalata): ritengo dunque
questo elemento molto importante in quanto illustra che anche la frutta e la verdura
hanno diverse fasi di crescita.

109
Nonostante non sia riuscita ad attivare gli assistenti, decido comunque di fare un
approfondimento visitando la pagina che ne spiega il funzionamento. Lattivazione
degli assistenti consente con due semplici click di risparmiarsi il lavoro in fattoria.
Infatti fanno loro tutto il necessario, da raccogliere, a seminare, fino a pulire i recinti e
dare cibo e acqua agli animali. Licona per la loro attivazione rappresentata da un
trattore: non si tratta dunque di assistenti umani ma di macchinari che, dopo una
semplice impostazione, svolgono tutto il lavoro. Essi per hanno un prezzo: costano 15
Fiorini e sono attivi 48 ore oppure si possono trovare gli abbonamenti che per devono
essere pagati in Euro con la carta di credito
47
. Per quanto riguarda lutilizzo dellEuro
esso verr preso in considerazione nella giornata del 18 giugno 2013. Avendo quindi
lattivazione un costo sempre bene riflettere, in base al denaro a disposizione, se un
buon investimento o meno. A mio avviso, anche nella realt a volte ci accade in quanto
ci sono molti proprietari che assumono dipendenti per aiutarli nelle mansioni
quotidiane: meno lavoro ma anche meno guadagno.

14 GIUGNO 2013
Con grande soddisfazione raccolgo per la prima volta mais e more: sono
lunghe a maturare ma quando le raccolgo mi regalano molti PE necessari
per salire di livello. Infatti mi mancano solo 172 punti per passare dal
quinto al sesto livello.
Oggi decido di prendermi un giorno di riposo ed uscire dalla mia
fattoria. Mi sufficiente ciccare sul cartello mappa e scopro tutto un altro
mondo. Infatti ho la possibilit di andare alla Ruota della Fortuna, in visita
dalla pecora Caterina, al Pirate Cove, a Bahamarama, alla radura, al
tralcio magico, al giardino, al quartiere artigianale, ai Poderi incolti ed in
citt (cinema, mercato, consorzio, falegnameria ecc). La maggior parte di
questi luoghi sono per accessibili solamente da livelli superiori, dunque
non riesco ad approfondire largomento.

Si pu quindi uscire dalla propria fattoria per scoprire altri mondi paralleli ad essa.
Alcuni verranno presentati successivamente, in modo veloce, mentre qui vorrei
concentrare la mia attenzione su uno di quelli che ritengo pi significativo:
Bahamarama. Si tratta di unisola tropicale che si pu raggiungere solamente una volta

47
Informazioni tratte dal sito: http://it.board.topkani.fi/farmerama/showthread.php?p=4245006

110
ottenuto il brevetto di volo
48
. Giocare in Bahanarama molto simile al comune gioco in
fattoria, con aggiunte qualche difficolt: le erbacce crescono pi in fretta (dopo 9 ore),
la valuta di gioco sono i Nichelini tropicali, piove spesso ed i campi sono spesso
allagati, i livelli ricominciano da 0 e il sistema di PE varia rispetto alla fattoria.
Laspetto che subito noto lattenzione posta ai cambiamenti climatici: infatti, mentre
in fattoria splende sempre il sole, a Bahamarama possibile che si verifichino anche
situazioni di pioggia, avendo possibili effetti sui campi seminati. Si tratta dunque di un
aspetto molto vicino alla realt. Il progettista dunque sembra aver voluto introdurre un
elemento di incertezza che effettivamente si manifesta nella realt, nonostante il
contesto sia fantastico (fig. 7).


Fig. 7 : lisola di Bahamarama dove posso dar vita ad una nuova azienda
(http://en.board.bigpoint.com/farmerama/showthread.php?t=528261).


Ritengo comunque interessante la creazione della mappa e quindi la possibilit di
usufruire di luoghi alternativi alla propria fattoria. Alcuni di essi sono fantastici (ad
esempio il Pirate Cove e la Ruota della Fortuna), ma altri sono molto realistici, come ad
esempio la citt, la banca, la falegnameria, il consorzio ecc. Anche nella realt infatti, il
contadino non rinchiuso nella sua fattoria ma pu e deve concedersi anche dei
diversivi.



48
Personalmente non ho mai ottenuto il brevetto di volo e dunque non sono mai entrata in
Bahamarama, ma incuriosita da tale luogo ho cercato informazioni inerenti, allinterno del sito
www.Farmerama.it.

111
15 GIUGNO 2013
Oggi inizio la giornata nel migliore dei modi. Infatti dopo aver raccolgo
tutta la mia produzione ho guadagnato il sesto livello diventando
Piantatore. Grazie a questa nuova carica ho lopportunit di acquistare
il sedano, la stalla delle capre e lalbero di noci, ma per mia sfortuna non
ho abbastanza nichelini per tutto. Dovr lavorare duro nei prossimi giorni!

Particolarmente interessante risulta essere il meccanismo per il quale ad ogni livello
viene associata una professionalit diversa. Si potrebbe dunque pensare che durante il
sesto livello, essendosi guadagnati il titolo di Piantatore, alcuni meccanismi del gioco
si possano modificare, concentrandosi in modo particolare sullambito indicato dalla
professionalit (ad esempio: possibilit, essendo esperto in materia, di occuparsi delle
piante del vicino che non si trova allo stesso livello con le relative ricompense oppure
guadagnarsi labilit di saper ottenere maggior guadagno dalle proprie sementi): al
contrario non vi alcun cambiamento. Divento dunque esperto di un settore senza per
ottenere nessun guadagno aggiuntivo.

16 GIUGNO 2013
Ho deciso di fare visita alla pecora Caterina che ogni giorno, dopo aver
mangiato una fetta di torta in compagnia, regala qualcosa di diverso. Oggi,
in serbo per me ce lattivazione gratis di tutti gli assistenti. Allora bisogna
approfittarne: semino tutti i campi e ne creo di nuovi. Grandi ricompense
senza alcuno sforzo. La produzione ottima in pochissimo tempo. Inoltre
tutte le volte Caterina regala un tentativo gratis per giocare alla Ruota
della Fortuna. Decido di provare subito: faccio girare la ruota e vinco del
concime extra.

Perch Caterina una pecora e non qualsiasi altro animale? Perch nella fattoria vi
unelevata presenza di pecore? Incuriosita da questi dubbi, ho voluto cercare una
risposta, scoprendo che il logo di Farmerama Shaun the Sheep, una famosa serie
animata britannica prodotta dalla Aardman Animations e trasmessa per la prima volta in
Gran Bretagna nel 2007. Questa serie priva di dialoghi, infatti gli animali si esprimono
attraverso i loro versi e gli esseri umani attraverso borbottii incomprensibili, come se
fossero visti ed ascoltati dagli animali stessi. Ecco la trama della storia:

112
La serie racconta della vita di una piccola fattoria della placida campagna
inglese, vivacizzata dall'intraprendenza della pecora Shaun, che coinvolge le altre
pecore e gli animali da cortile in sempre nuove avventure, con la frustrazione e
talvolta la complicit del cane da pastore Bitzer, che dovrebbe mantenere l'ordine
e invece spesso si fa coinvolgere dalle idee di Shaun, e la totale inconsapevolezza
dell'allevatore, che non ha alcuna idea di quanto accada nella sua fattoria, anche
perch una fortissima miopia spesso gli confonde la percezione della realt
49
.

Infine, vorrei soffermarmi alcune righe sulla Ruota della Fortuna. Si tratta di una
grossa ruota, posizionata allaria aperta e circondata da campi di grano. Il meccanismo
per metterla in moto un po bizzarro: infatti, cliccando su play si sentir il rumore
dellaccensione di un trattore, che tirer la corda, facendola girare. Diversi premi
possono essere guadagnati, tra i quali il mangime extra, i nichelini, i PE, dellacqua, gli
attrezzi per la falegnameria ecc. A mio avviso si tratta di un luogo interessante per
quanto riguarda alcune dinamiche del gioco: infatti il ricevere dei regali invoglia a farvi
uso giornalmente. Inoltre, con la possibilit di poter acquistare nuovi tentativi, vi
sicuramente anche un guadagno maggiore per il produttore del gioco. Ma nella realt,
allinterno di una fattoria, questa Ruota della Fortuna a cosa pu essere paragonata?

17 GIUGNO 2013
Provo una grande soddisfazione per labbondante raccolto! Decido poi
di provare ad utilizzare il concime extra vinto alla Ruota della Fortuna.
Semino quindi del grano e vi applico il prodotto: le piante crescono pi
rapidamente del 50%. Inoltre altri prodotti producono lo stesso effetto: il
concime fa crescere le piante pi rapidamente del 5%, il concime speciale
di Susanna aumenta i punti esperienza e il raccolto ottenuto da piante ed
alberi, con il concime turbo di Susanna gli alberi crescono pi velocemente
del 35%, mentre lacqua permette a piante ed animali di crescere pi
velocemente del 20%.

Innanzitutto la prima considerazione riferita allimpiego del concime. Allinterno
del gioco esso viene utilizzato per velocizzare i tempi di produzione, ma nella realt la
sua funzione appare unaltra: i concimi, infatti, sono dei composti a funzione
fertilizzante usati in giardinaggio e in agricoltura per apportare al terreno e alle piante
importanti sostanze nutritive
50
. Il concime dunque non ha la funzione di velocizzare i

49
Tratto dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Shaun_-_Vita_da_pecora
50
Tratto dal sito: www.giardinaggio.net/giardinaggio/concime/concimi.asp

113
tempi ma di migliorare la qualit e la quantit del raccolto. Il gioco dunque fornisce
unimmagine distorta della sua reale funzione. Al contrario risulta pertinente la sua
formazione in quanto deriva dal letame accumulato dagli escrementi degli animali: la
sua trasformazione, per, non viene trattata allinterno del gioco. Infatti, quando si
sgombera il recinto dal letame si nota un aumento della rispettiva quantit allinterno
del letamaio. Quando poi ci troviamo di fronte ad un campo seminato, abbiamo la
possibilit di ricoprirlo di concime ai fini di velocizzarne la produzione: posizionando il
cursore sullicona corrispondente si pu notare la quantit disponibile ed essa la stessa
del letamaio, ma il collegamento fra queste due icone viene a mancare.
Un altro punto su cui interessante porre attenzione riguarda lutilizzo dellacqua
che in questo gioco non obbligatorio al fine della maturazione delle sementi, in quanto
ha la sola funzione di aumentare la velocit di crescita: nella realt nessuna semente
riesce a crescere e dare i suoi frutti senza questa importante risorsa. Essa non viene
ritenuta indispensabile neanche per la sopravvivenza degli animali, avendo anche in
questo caso la sola funzione di far ottenere prima i loro prodotti. Ma quale animale pu
sopravvivere senza acqua? Considerare lacqua come un elemento accessorio per
lagricoltura credo sia uno dei punti di debolezza pi significativo di tale gioco.

18 GIUGNO 2013
Con i nichelini che ho guadagnato non riuscir mai a comprarmi
lalbero di noce XL (1800 nichelini), allora mi devo accontentare della
stalla delle capre che costa 500 nichelini.
Ormai a corto di denaro mi dirigo in Banca sperando di risolvere la
situazione: rimango sbalordita nel vedere che possibile acquistare fiorini
o nichelini, pagando il corrispettivo in euro, con una semplice telefonata o
con un messaggio (ad esempio 45 fiorini a 1,83 ). Se sono fortunata per
riesco a trovare il necessario scontato, RISPARMIANDO (fig. 8)!


114

Fig. 8: Il negozio di Farmerama dove posso fare acquisti con soldi veri
(http://farmerama.bigpoint.com/?action=internalGame).

interessante evidenziare che pi alto il livello, pi i prodotti che posso comprare
hanno prezzi elevati, il tutto, sempre in relazione anche con il tempo di maturazione ed i
Punti Esperienza che si ottengono. Salendo di livello devo acquistare prodotti sempre
pi cari, che necessitano di un tempo di maturazione sempre pi lungo, ma che in
compenso mi regalano un numero maggiore di PE.
Tale meccanismo dunque finalizzato alle dinamiche del gioco ma non del tutto
aderente alla realt: infatti per quanto riguarda il prezzo delle sementi non vi una
differenza cos netta, ad esempio, tra il costo di una bustina di carote (nel gioco: 1
quantit = 3 nichelini) ed una di basilico (1 quantit = 35 nichelini), nonostante il tempo
di maturazione sia minore o maggiore
51
.
Inoltre proseguendo nel gioco, ci si potrebbe aspettare che il costo delle sementi,
come degli alberi e degli animali, diminuisca, contrariamente a quanto avviene nel
gioco. Ma, fin quasi da subito si nota come in Farmerama, pi si sale di livello, pi il
tutto aumenta: aumentano i prezzi dei prodotti, aumentano i tempi di maturazione e
produzione, aumentano i PE che si ottengono, aumentano i PE necessari per passare da
un livello allaltro ecc.
Un ulteriore aspetto da sottolineare riguarda la possibilit di utilizzare lEuro, e
quindi soldi veri, per proseguire nel gioco. Ecco un chiaro esempio di meccanismo di

51
Anche in questo caso ho contattato il gestore delazienda agricola Au potager de Grand-mre, il
quale mi ha informata che, a parit di quantit, il prezzo del basilico leggermente inferiore a quello delle
carote: il contrario di quanto viene espresso nel gioco.

115
guadagno dei produttori. Credo inoltre che siano molti giocatori disposti a spendere del
denaro: si tratta in media di 4-5 Euro alla volta, ma che alla fine del gioco rischiano di
diventare cifre spaventose. Sicuramente ai produttori del gioco conviene fare queste
proposte in quanto, se non avessero mai venduto alcun pacchetto avrebbero cercato di
cambiare formule e prezzi. Ma fintanto che ci sono contadini disposti a spendere del
denaro vero, perch cambiare? Bisogna anche ammettere che non indispensabile dover
spendere del denaro per avanzare nel gioco, in quanto ad esempio la verdura, gli alberi e
gli animali potrebbero essere comprati anche al mercato con Nichelini o Fiorini (di cui
si parler nelle date del 30 luglio e del 5 agosto 2013): ma sicuramente per guadagnare
questi ultimi ci va pi tempo che non a inserire i dati della propria carta di credito.

11 LUGLIO 2013
Sono trascorse circa 3 settimane dalla mia ultima visita in fattoria ed
ecco che mi arriva la prima ed unica mail da Farmerama il 6 Luglio 2013:
chiss di cosa si tratta! Il titolo recita A luglio Farmerama si tinge di
rosso, bianco e blu!. Incuriosita decido di leggerne il contenuto:

Ciao stephanie061990!
arrivato il 4 luglio e con lui anche levento di Farmerama per il giorno
dellIndipendenza degli Stati Uniti! Porta a termine una divertente quest
52
per
aiutare gli animali a celebrare questa giornata con un bel picnic rosso, bianco e
blu! Dal 4 al 9 luglio vinci fantastiche ricompense e mostra a tutti il tuo lato
patriottico!
Ma il divertimento a Farmerama non finisce qui! La famosa leggenda francese
del campanaro di Notre Dame arriver in fattoria dal 10 al 15 luglio. Aiuta il buon
Quasitopo a dimostrare il suo amore per la bella Esmegatta raccogliendo le
campanule pi belle di tutti i campi.
Unisciti ai festeggiamenti!

Quando leggo la mail il tempo ormai scaduto, quindi non posso fare
altro che eliminarla.

Perch Farmerama ha deciso di inviarmi una mail proprio il 6 Luglio? Forse perch
ha paura che voglio abbandonare la mia fattoria? In effetti la prima volta che il gioco
mi viene a cercare. Nella mail inoltre vengono introdotti due nuovi personaggi, mai

52
Con questo termine si intende un qualsiasi tipo di evento deciso dal Master per creare un'avventura
verso un qualsiasi obiettivo che serve per delineare la trama. Il Master pu far mutare gli eventi della
storia per ogni singolo PG (personaggio giocante) o per l'intero gruppo.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Glossario_dei_giochi_di_ruolo)

116
comparsi prima allinterno del gioco: Quasitopo e Esmegatta. Essi infatti richiamano
lattenzione dei personaggi della leggenda di Notre Dame, Quasimodo ed Esmeralda, i
quali prendono le sembianze di un topo e una gatta. Il motivo di tale novit per non mi
chiaro, non avendo avuto lopportunit di parteciparvi.

19 LUGLIO 2013
Nonostante siano ormai quasi due mesi che trascorro del tempo nella
mia nuova fattoria (con visite irregolari), non mi ero mai preoccupata del
letamaio. Clicco sul simbolo corrispondente e mi appare un numero:
80\100. Per capire di cosa si tratta vado a cercarne il significato cliccando
sul simbolo delle impostazioni nella schermata iniziale:

Che puzza nel letamaio! Ma il letame un concime utile per le piante,
affinch possano crescere e fiorire. Le piante concimate resistono meglio ai
temporali. Dopo ogni allevamento, devi ricordarti di ripulirlo dal letame, a
tutto vantaggio dell'ecosistema. Il letamaio pu contenere al massimo 100
quintali.

Leggendo la prima frase mi fermo un momento a riflettere. Che puzza nel letamaio!:
nella realt sar pur vero ma in Farmerama come pu essere riprodotto un odore?
Dunque, lolfatto, che in una fattoria reale un senso molto sollecitato, nei giochi
virtuali perde tutta la sua importanza. La puzza del letamaio solo un esempio di ci
che possibile trovare in una fattoria: lodore specifico dei diversi animali, il profumo
dei fiori, dellerba secca o di quella umida, delle sementi, il latte appena munto, lodore
del mangime, del mosto, dei formaggi e dei salumi, ecc. Una fattoria virtuale non
riuscir mai a simulare questo puzzle di profumi e puzze rimanendo, sotto questo punto
di vista, molto lontana dalla realt.

24 LUGLIO 2013
Il mio desiderio della giornata sarebbe quello di procurarmi lo stagno
delle anatre: peccato costi 800 nichelini ed io non ne abbia abbastanza.
Cerco allora di trovare un modo per guadagnarmeli. Sarebbe facile:
sufficiente andare in banca e acquistarne con i soldi veri ma questa non la
mia intenzione. Faccio allora un giro in citt ed ecco che trovo un modo
alternativo: mi infatti sufficiente guardare un breve filmato per ottenere

117
una ricompensa che posso scegliere tra nichelini, punti esperienza o fiorini.
Questa la premessa: Godersi un bel film ed ottenere una ricompensa?
Cosa vuoi di pi dalla vita?! Per ogni video che guardi ricevi una
ricompensa: puoi vederne fino a 3 al giorno. Attenzione per: La
ricompensa si riceve solo se si guarda il video fino alla fine. Basta ciccare
su play ed inizia la produzione! Buon divertimento e buona visione!.
Sicuramente nascono in me delle previsioni sul tipo di filmato: penso
infatti si tratti di video in qualche modo collegati con la fattoria. Con mia
grande sorpresa, clicco su Play e mi godo un filmato di 1.43 minuti
sulla pubblicit della Nivea. Rimango stupita ed incredula.

Dopo questa nuova scoperta, nasce in me una riflessione negativa verso quanto
sperimentato. Infatti credo sia del tutto inappropriato lintroduzione di tali pubblicit,
che con il gioco non hanno nulla a che vedere. Sarebbe stato sufficiente inserire filmati
relativi al mondo agricolo, ad esempio riguardanti fattorie reali, affinch tale idea
risultasse pertinente. Il problema risiede nel fatto che molto probabilmente, inserendo
questi ultimi, i produttori del gioco non avrebbero ricevuto nessuna ricompensa: si
tratta, infatti, esclusivamente di meccanismi di guadagno, a danno del gioco in s.
Andando ad approfondire tale tematica ho trovato una pubblicazione dello staff in
merito: per questi e per altri problemi derivanti dal cinema noi dello staff non
possiamo e non abbiamo i mezzi per potervi prestare soccorso. Noi possiamo solamente
raccogliere le informazioni ed inviarle alla sede la quale poi segnala il video al partner
che lo pubblica nei nostri cinema il quale procede a togliere il video che crea
problemi
53
. La gestione del cinema risulta dunque gestita da partner esterni al gioco:
chiss quanto il produttore di Farmerama chieder in cambio dando loro questa
importante vetrina di pubblicit!

29 LUGLIO 2013
Decido di fare visita alla masseria, ledificio che si trova nella
schermata iniziale in alto, e scopro che si tratta di un luogo nel quale i
clienti vengono a farmi visita per comprare i miei prodotti. Essi possono
venire fino a 6 volte al giorno e se attivo lurlatore possono arrivare 5
clienti in pi. Ho una commissione: un cliente mi chiede 15 mele, 60 carote
e 6 galline in cambio di 20 punti clienti, 180 nichelini e 420 punti

53
Tratto dal sito http://it.board.bigpoint.com/farmerama/showthread.php?t=738455

118
esperienza. Accetto la proposta e il premio mi viene consegnato
immediatamente. Mi vengono poi proposte altre commissioni ma non ho
ancora tutto il necessario per poterle accettare.

Una prima considerazione riguarda lutilizzo del termine Masseria per indicare
questo particolare luogo. Tale termine infatti lequivalente di fattoria utilizzato nel sud
Italia e in modo particolare in Puglia, in alcune zone della Campania, della Basilicata,
della Calabria e dellentroterra della Sicilia. Anni fa, era lespressione di
unorganizzazione geo-economica legata al latifondo, abitata spesso anche dai
proprietari terrieri. Essa comprendeva inoltre, gli alloggi dei contadini, le stalle, i
depositi per foraggi e i raccolti
54
. Assurdo sembra quindi il recarsi presso unaltra
fattoria per vendere i propri prodotti. Inoltre importante sottolineare che, il rapporto
non si viene a creare con altri giocatori, ma con personaggi fittizi (fig. 9), entrando
dunque in relazione esclusivamente con i produttori del gioco.





Fig. 9: Esempi di clienti fittizi che
propongono alcune commissioni in
masseria.
(http://farmerama.bigpoint.com/?action=i
nternalGame).




30 LUGLIO 2013
Per fortuna ho scoperto la Masseria: in questo modo ho una motivazione
maggiore per coltivare piante ed allevare animali ricavandone un
guadagno: una bella ricompensa per tutto il lavoro svolto!
Una delle commissioni di oggi mi richiede 6 galline, 60 patate, 15 mele e
15 noci: mi mancano solo le noci, ma facendo un calcolo approssimativo mi
accorgo che non riuscir mai ad averne abbastanza prima che scada

54
Definizione tratta dal seguente sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Masseria

119
lofferta. Decido allora di fare visita al mercato e trovo diverse proposte:
tra le tante, una proprio adatta a me. Infatti, mi mancano 8 noci e con 255
nichelini riesco a comprarne 10 da un altro utente. vero ho dovuto
spendere dei nichelini, ma la ricompensa stata sicuramente allaltezza
della situazione.

La principale differenza che distingue il mercato dalla masseria la natura dei
clienti: infatti nel primo caso gli scambi avvengono con altri giocatori e non con
personaggi inventati dai produttori. Ritengo importante sottolineare che entrambi, per,
introducono una novit al gioco: la fattoria non pi un sistema autoreferenziale, ma
diventa utile per lesterno. Infatti lo scopo della produzione non risulta pi, solamente,
interno alla propria fattoria ma si allarga ad altre realt.

5 AGOSTO 2013
Essendo molto soddisfatta di aver scoperto il mercato decido di provare
anchio a vendere qualche prodotto. Mi dirigo dunque in citt sperando di
concludere qualche affare. Avendo a disposizione molte carote ne offro 20 a
93,60 Nichelini. Il prezzo unitario mi viene suggerito dal gioco: io posso poi
alzarlo o abbassarlo a mio piacere. Decido di abbassarlo leggermente
pensando di avere pi possibilit di vendere il mio prodotto. Inoltre, in
basso, mi viene mostrato il prezzo totale, il -10% di tasse e lincasso
effettivo. Una volta cliccato sul bottone Offri un avviso mi chiede se
sono daccordo che mi venga trattenuto il 10% delle provvigioni altrimenti
possibile abbandonare il progetto. Io accetto, sperando che altri utenti
vengano a comprare le carote al mio banco del mercato.

Ritengo interessante la possibilit di scegliere il prezzo con cui vendere i propri
prodotti, avendo a disposizione il prezzo unitario proposto. Infatti, viene
riproposta fedelmente la logica di tale meccanismo nella realt in quanto ogni
contadino pu scegliere il proprio prezzo tenendo conto della media generale,
sapendo che se lo mantiene pi basso ha pi possibilit di vendita, ma meno
guadagno e se lo tiene pi alto la situazione si invertir.
curioso sottolineare inoltre, lintroduzione delle provvigioni in quanto
rendono il meccanismo del gioco pi aderente alla realt quotidiana.



120
7 AGOSTO 2013
Oggi decido di fare visita alla Falegnameria, accessibile dallottavo
livello: al suo interno possibile costruire sia recinti (fig. 10) che centri di
produzione. Questi ultimi permettono di ottenere diversi prodotti come:
uova, latte, miele, ecc. Una volta costruito il centro di produzione esso si
trover nellinventario, e da qui sar possibile prenderlo e posizionarlo sul
terreno dove avr inizio la produzione. Per ottenere i prodotti sar
necessario fornire da 1 a 3 animali corrispondenti (in base al centro di
produzione) e il mangime: ci che stato impiegato per la produzione non
verr restituito. Se non si hanno mangime e/o animali sufficienti
necessario produrli nella propria fattoria o acquistarli al mercato.
Decido di entrare e vedere se posso creare qualcosa, ma vengo subito
bloccata in quanto non ho abbastanza attrezzi e materiale per costruire
alcun recinto. Vi sono differenti modalit per ottenere il necessario per la
costruzione: ad esempio vincendo le cassette degli attrezzi (XL e XXL) alla
Ruota della Fortuna, comprandole presso le risorse agricole, ricevendole in
regalo da vicini e/o amici ecc. In questo momento per devo abbandonare il
mio progetto iniziale, in quanto nessuna delle varie opzioni mi permette di
risolvere la mia situazione.


Fig. 10: Recinto per la cova Arancione.


121
Per quanto concerne la falegnameria, a mio avviso, un elemento superfluo
allinterno del gioco: non lo ritengo infatti indispensabile nella fattoria. Se pensiamo
alla realt infatti, credo che pochi contadini abbiano la necessit e la possibilit di
recarsi loro stessi in falegnameria per costruirsi i recinti degli animali. Infatti, essa
presentata allinterno del gioco, come un luogo aperto a tutti e dove ciascuno,
portandosi il materiale necessario pu costruirsi autonomamente il proprio recinto o
centro di produzione. Ma davvero nella realt esistono falegnamerie di questo tipo?
Per quanto riguarda la produzione, invece, le dinamiche del gioco sembrano
allontanarsi dalla realt, in quanto, come si vede dalla figura 10, lelemento essenziale
per ottenere un uovo (e naturalmente anche PE) il mangime. Ma le galline non hanno
la necessit di bere? Una perplessit infatti nasce in merito allacqua, la quale
considerata nuovamente un elemento superfluo ai fini delle produzioni, in quanto
riveste lunico ruolo di far diminuire i tempi di attesa.
Mi viene comunque da pensare che lintroduzione di questo luogo sia,
principalmente, pensato per un maggiore guadagno del produttore, in quanto ad esempio
alla Ruota della Fortuna risulta pressoch impossibile vincere tutto il necessario
esclusivamente attraverso i tentativi gratis: infatti pi volte ho vinto singoli elementi,
quali ad esempio chiodi, martelli o pezzi di legno, ma mai sufficienti per costruirmi
anche il pi economico dei recinti o centri di produzione.

9 AGOSTO 2013
Faccio visita alla mia fattoria ed ecco subito una bella news:

Ora si che il lavoro in fattoria da i suoi frutti! Per un breve periodo ricevi PE
doppi per il raccolto dei campi!
Che cosa aspetti? Corri nei campi, metti al lavoro e intasca pi PE per tutti i
raccolti!

Meno fatica e pi guadagno? Mi metto subito al lavoro: semino dunque
tutti i campi che avevo a disposizione e ne creo di nuovi al fine di riempire
lintera fattoria.

Introducendo questa novit, a mio avviso, saranno molti i giocatori, che durante tale
periodo trascorreranno molto pi tempo nella loro fattoria: io stessa ne ho approfittato e

122
sono tornata pi volte nello stesso giorno a compiere il mio lavoro. Posso dunque
ammettere di essere stata la prima a cadere nella trappola del produttore, il quale, in
qualche modo mi ha forzato a giocare. Questo un chiaro esempio di fidelizzazione al
gioco. Nel volume di Marc Prensky, Mamma non rompere sto imparando, ci si
sofferma in modo particolare su come un gameplay
55
riesca a mantenere la motivazione
nei suoi utenti e la risposta risiede nel coinvolgere il giocatore in ogni momento:
trasformando ogni secondo in una sfida, intellettuale o emotiva. la sfida continua, a
livello di contesto e utente, che crea la motivazione
56
. Ed ecco che in questo caso la
sfida sta proprio nel coltivare il maggior numero di campi per ottenere PE doppi e
passare pi in fretta al livello successivo.

10 AGOSTO 2013
Eccomi giunta al quattordicesimo livello ed, insieme agli altri guadagni,
ricevo una stellina che mi permette di fare visita allalbero della saggezza.
Sopra di questo albero si trovano delle rune, cio delle icone che
permettono laccesso alla saggezza. Esse possono essere di diverse forme
ed ognuna mostra un determinato numero di stelline, le quali permettono di
acquisire una saggezza. Questultima pu manifestarsi sotto forma di
risorse, nuovi poderi oppure abilit come ad esempio quella di allevare pi
in fretta. Purtroppo per, avendo una sola stellina, non posso acquisire
nemmeno una saggezza: dovr tornare quando ne avr guadagnate delle
altre.

Una prima considerazione riguarda il fatto che le saggezze possono essere acquisite,
solamente a gioco avanzato. Una dinamica che sembra quindi suggerire che si pu
accedere alla saggezza
57
solo attraverso una lunga esperienza e duro lavoro. La
saggezza di un contadino si viene dunque a creare con lesperienza e con il lavoro: saper

55
Il quale include tutte le attivit e strategie che i game designer impiegano per raggiungere e
mantenere il giocatore coinvolto e motivato affinch completi ogni livello ed infine lintero gioco.
56
Prensky M., (2007), Mamma non rompere sto imparando! Come i videogiochi preparano tuo figlio
ad avere successo nel ventunesimo secolo!, Multiplayer.it Edizioni, Perugia: pag. 102. Questo volume
destinato a scardinare un comune pensiero: ossia lidea che tutti i videogiochi facciano male e alimentino
comportamenti violenti e diseducativi.
57
Saggzza s. f. [der. di saggio]. Lessere saggio; capacit di seguire la ragione nel comportamento e
nei giudiz, moderazione nei desider, equilibrio e prudenza nel distinguere il bene e il male, nel valutare
le situazioni e nel decidere, nel parlare e nellagire, come dote che deriva dallesperienza, dalla
meditazione sulle cose, e che riguarda soprattutto il comportamento morale e in genere lattivit pratica.
(www.treccani.it/vocabolario/saggezza/)

123
leggere le lune e le stagioni, saper ascoltare i bisogni della propria terra, sapere quand
il momento migliore per seminare e quello per raccogliere. Tutti questi saperi non
possono essere imparati esclusivamente attraverso la teoria, in quanto lagito, in questo
caso, diventa indispensabile. Ed infatti nella realt nessuno pu improvvisarsi
contadino.

12 AGOSTO 2013
Oggi sono entrata in fattoria in compagnia: infatti con me venuto mio
cugino Didier di 6 anni. Dopo avergli fatto visitare il tutto, molte domande
mi sono state rivolte. Fra le tante vorrei citarne due, a mio avviso le pi
significative. Per prima cosa, essendo lui appassionato di mucche, mi ha
chiesto come mai non ne avessi ed io gli ho spiegato che in questo gioco
posso acquistarne solamente giunta al ventesimo livello. Lui mi ha
domandato allora: Perch devi aspettare il ventesimo livello? Gli altri
animali hai ben potuto comprarli!
La seconda consiste in una riflessione. Ho mostrato a mio cugino come
si semina linsalata. Dopo 5 minuti labbiamo raccolta e lui ha esclamato:
Ma linsalata della nonna ci mette pi tempo per crescere!. Ed io non ho
potuto fare altro che dargli ragione.
Ha comunque concluso dicendomi che la mia fattoria molto grande e
bella.

Devo ammettere che questa esperienza con mio cugino mi ha fatto capire che
Farmerama attira ed incuriosisce anche bambini piccoli. stato interessante
confrontarmi con lui in quanto egli stesso possiede una mini-fattoria con un cavallo, un
pony e una capretta nana. Aiuta spesso la mamma nella pulizia della stalla, nel dare da
mangiare ai suoi animali e nel preparare il fieno per linverno. Ero dunque curiosa,
essendo lui a contatto con il mondo rurale, di osservare se notava delle differenze con la
realt ed infatti le domande non sono mancate. La pi significative stata: Perch non
puoi ancora acquistare una mucca?. Mi sono chiesta se vi un reale motivo per il quale
alcuni animali possono essere acquistati prima degli altri, ipotizzando che vi sia un
legame con il loro reale valore: la gallina (la prima che posso acquistare) ha un valore
inferiore ad una capra, ed una capra inferiore ad una mucca. La tabella seguente mostra
il prezzo di alcuni animali, acquistabili con i Nichelini, ordinati a seconda del valore:


124
Tabella 4. Il prezzo dellanimale nel gioco Farmerama
ANIMALE PREZZO (per singolo animale)
Gallina 220 Nichelini
Coniglio 350 Nichelini
Capra 500 Nichelini
Anatra 800 Nichelini
Tacchino 1200 Nichelini
Pecora 1600 Nichelini
Maiale 1900 Nichelini
Mucca 2400 Nichelini
Cavallo 2900 Nichelini
Pesce 3400 Nichelini
Ape 4200 Nichelini
Pavone 4800 Nichelini
Struzzo 5000 Nichelini
Asino 5300 Nichelini
Castoro 6200 Nichelini

Dallanalisi della tabella precedente nascono in me alcune perplessit. Infatti, ad
esempio, concordo con la scelta del prezzo che va aumentando per pecore, maiali,
mucche e cavalli, ma non riesco a spiegarmi perch agli asini (un asino maschio adulto,
non castrato, di taglia piccola non eccedente i 115 centimetri costa circa 600 euro)
58

venga attribuito un valore cos superiore rispetto ad un cavallo (per un cavallo base il
prezzo non scende al di sotto dei 1000 euro)
59
. Inoltre noto fin da subito che la scelta dei
prezzi non proporzionale in quanto ad esempio, nel gioco, un cavallo (2900 nichelini)
equivale allincirca al prezzo di 13 galline (1 = 220 nichelini), mentre nella realt
lequivalenza risulta essere molto differente, allincirca 1 cavallo = 200 galline
60
. Mi
metto poi nei panni dei creatori del gioco e mi accorgo che non facile stilare una lista
precisa in quanto i prezzi dei vari animali oscillano enormemente rispetto alla razza.
Nonostante ci, la tabella mostra gli animali che possono essere attribuiti alla razza
inferiore e dunque si trovano tutti allo stesso livello. Infatti, per ognuno di essi, il

58
Tratto da www.cibocanigatti.it/animali-da-cortile/asini/vendita-asini.asp
59
Tratto da www.iltuocavallo.it/elenco_cavalli.php?cavallo_in_vendita_lkpPage=7: si tratta di un sito
dedicato alla compera ed alla vendita di cavalli. Per molti animali il prezzo solo su richiesta ma qualora
viene mostrato esso non scende mai al di sotto dei 1000 euro.
60
Calcolando che in media una gallina costa 5 euro.

125
giocatore ha la possibilit di scegliere fra diverse qualit dello stesso: ad esempio, il
pollaio pu costare 220 Nichelini se quello semplice, 880 Nichelini se quello giallo e
11 Fiorini se si acquista quello arancione. Naturalmente se il prezzo superiore, anche il
guadagno aumenter. Mi sembra unottima idea per affrontare la questione delle varie
razze che si presenta anche nella realt.
Tra gli animali pi cari inoltre, troviamo ad esempio il castoro, una razza esotica:
probabilmente il prezzo proporzionato alla lontananza dal paese dorigine, anche se
rimane il fatto che tali animali non hanno ragione desistere allinterno di una fattoria.

29 AGOSTO 2013
Eccomi giunta al diciottesimo livello: con esso ho guadagnato la mia
ventesima stellina che mi permette di accedere allalbero della saggezza.
inizio quindi dalla prima runa a forma di rombo. Lalbero mi regala
2000 Nichelini e mi dice di utilizzarli con saggezza. In cambio mi chiede 20
stelline.

Dopo tutta la premessa positiva fatta, in riflessione al diario del 10 Agosto 2013,
riguardo alle saggezze, una grande delusione nasce in me. In cambio di 20 Stelline,
lalbero mi regala 2000 Nichelini: una triste saggezza che offre valore esclusivamente
al denaro. Da quanto emerso dalle riflessioni precedenti la saggezza legata
allesperienza, mi chiedo dunque il motivo di tale scelta. Sono quindi davvero 2000
Nichelini (o 2000 Euro) che mi permettono di diventare pi saggio? Al posto di
introdurre il denaro non avrebbero potuto, per esempio, fare in modo che il contadino,
avendo acquisito una saggezza, riuscisse ad ottenere pi profitto dai propri campi?

10 SETTEMBRE 2013
Ho continuato a giocare per alcuni giorni a Farmerama senza annotare
nulla nel mio diario in quanto i meccanismi del gioco non hanno subito
modifiche. Limportante guadagnare punti esperienza che permettono di
passare al livello successivo dove posso ottenere nuovi prodotti. Lunica
novit risiede nel fatto che a determinati livelli possibile scoprire nuovi
luoghi, ma per conoscerli tutti dovrei terminare il gioco.
Sono un po stufa e demotivata e decido dunque di interrompere la mia
carriera di giocatrice. Ecco come si presenta la mia fattoria (fig. 11).


126

Fig. 11: La mia fattoria al termine del percorso
(http://farmerama.bigpoint.com/?action=internalGame).


Avendo terminato il mio diario, come ultimo, credo che per comprendere ancora
meglio Farmerama, sia utile conoscere le impressioni degli altri giocatori: come per La
Fattoria Domino ho dunque analizzato alcuni commenti al gioco. Dopo una lettura
globale ho deciso di suddividerli in differenti categorie affinch lidea generale
comparisse subito agli occhi. Ecco i risultati:

COMMENTI POSITIVI:
- ficoooooooooooooooooooooooooooooooo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! il number one
- bellooo!!!!!
- bellissimooooooooooo
- abbastanza carino
- bello !
- forte!
- bellissimo
- bellissimoooooo!
- stra bello!


127
COMMENTI NEGATIVI:
- pi bello funny farm
- carino ma un po' noiosetto
- Simpatico ma snervante allo stesso tempo. Ci si perde moltissimo tempo e
spesso non si ottiene nulla, non da soddisfazioni questo gioco! Preferisco di gran lunga
giochi come Travian!

COMMENTI NON PERTINENTI
- ti adoro cuoricinomio123 !!!!!!!!!!!!
- Buona domenica a tutti
- ciao!
- buon anno!

Dai commenti sopra riportati non emerge nulla di particolarmente interessante in
quanto si esprimono esclusivamente opinioni rispetto alla preferenza o meno del gioco,
se non addirittura commenti totalmente estranei a Farmerama. Non facile dunque farsi
unidea di quello che i giocatori pensano a riguardo di Farmerama. Si possono infatti
notare commenti sia positivi che negativi: entrambi per, non vengono, analizzati in
modo dettagliato, ad eccezione di uno, lultimo fra quelli negativi, che spiega le
motivazioni di quanto espresso.
Di seguito invece, ho riportato altri commenti che risultano essere maggiormente
significativi, suddivisi a loro volta in due categorie:

COMMENTI RELATIVI ALLE REGOLE ED AI MECCANISMI DEL GIOCO:
- gi la seconda volta che ho lerba
- ciao ragazzi mi inviate il cigno?andate sull'icona del negozio, cercate cigno e
poi invio. sono a livello 52, grazie, contraccambier
- se uno di voi mi dar 200 fiorini io vi dar 2000 monete
- ho piantato il mais, l'ho raccolto e ora nn c' piu'???
- ma farmerama come si gioca? io mi sono iscritta ma per avere acqua e
mangime nei pollai cosa bisogna fare? sono nuova non ci capisco un tubo grazie
anticipatamente chi pu darmi una gentile risposta

128
- mi servono 100 df come faccio non ne ho pi e i miei genitori non mi permettono
di comprarli

COMMENTI RIFERITI ALLA RICERCA DI VICINI ED AMICI (AI FINI DEL
GIOCO):
- aggiungetemi
- inviatemi lamicizia, ho 13 anni
- ciao per chi vuole essere il mio vicino di fattoria e scambiare regali il mio nome
okoiuzumaki
- cerco amici dagli 11 anni in su
- ciao a tutti ho iniziato a giocare da poco e mi servirebbero dei vicini. grazie a
tutti
- cerco amici

Questi ultimi commenti, dunque, sono destinati al chiedere informazioni necessarie
per proseguire di livello o al cercare lamicizia o la vicinanza di altri utenti.
Particolarmente significativo risulta essere il commento di un bambino/ragazzo il quale
per procedere nel gioco ha bisogno di spendere del denaro ed i suoi genitori negano lui
questa possibilit. Inoltre emergono la difficolt nel cominciare il gioco ed alcune
precise dinamiche, quali ad esempio la crescita dellerba o lo scambio di denaro. Per
quanto riguarda i commenti relativi agli amici/vicini si nota come essi siano una parte
importante nella prosecuzione del gioco, se cos tanti utenti decidono di ricercarli tra i
commenti.

3.2 Riflessioni di secondo livello
In questo ultimo paragrafo vorrei proporre alcune riflessioni che ho chiamato di
secondo livello, ossia quelle riflessioni formulate a freddo dopo la conclusione del
gioco.
Ma prima di effettuare tale riflessioni vorrei dedicare qualche riga alla presentazione
dei giochi on line. Questi ultimi vengono anche definiti con lespressione inglese
browser games, in quanto non necessitano di essere installati su un disco rigido del
computer, ma esclusivamente accedendo a internet attraverso un browser, per lappunto

129
(un programma che consente di usufruire dei servizi in rete). Alcuni di questi giochi
richiedono la creazione di un nickname (un nome reale o di fantasia che viene scelto dal
giocatore) ed una password che consentiranno laccesso al gioco. Molti altri invece
richiedono una registrazione, durante la quale lutente deve compilare un modulo con i
propri dati personali ed un indirizzo di posta elettronica per attivare il proprio account
(un insieme di informazioni che indicano a quali file e cartelle ha accesso il giocatore).
Altri ancora non necessitano di nessuna procedura particolare, essendo usufruibili fin da
subito in rete: si tratta per lo pi di giochi che possono essere terminati nel breve
periodo, i quali dunque non richiedono un salvataggio. I due giochi nei quali mi sono
sperimentata appartengono a queste ultime due categorie: in Farmerama ho dovuto
creare il mio account, mentre in La Fattoria Domino non mi stata chiesta nessuna
registrazione per iniziare il gioco. Tutti questi giochi hanno per una caratteristica
comune: essi si fondano su un meccanismo particolare di mediazione, la quale comporta
una forma di rappresentazione della realt, dove gli oggetti presi in considerazione
spesso subiscono delle modificazioni.

In modo particolare Farmerama mi ha permesso di riflettere su particolari aspetti
caratteristici del gioco stesso, ma anche su aspetti che in generale accomunano la
maggior parte dei giochi on line. Cominciando da questi ultimi, il primo punto su cui
vorrei soffermarmi riguarda lesperienza diretta che viene a mancare in Farmerama
come in tutti i giochi virtuali. Essa una componente fondamentale per lo sviluppo del
bambino in quanto richiede il coinvolgimento della persona come protagonista delle
attivit. Lesperienza diretta si fonda dunque sulla pratica, sul vivere e provare, sullo
sperimentare qualcosa in prima persona. Il bambino ha bisogno di sentirsi responsabile
di quello che sta succedendo, deve poter andare incontro a rischi e non rimanere sempre
protetto in questo caso dallo schermo del computer, dalle pareti di una stanza. Infatti, a
tutti i bambini piace avere le mucche ed i maiali nella propria fattoria virtuale e non
hanno nessun problema a pulire la stalla e a dare loro da mangiare, ma chi di loro ha
davvero il coraggio di avvicinarsi a questi animali? Un gioco virtuale, per quanto possa
essere ben creato non potr mai sostituire unesperienza in una reale fattoria. Gianfranco

130
Zavalloni
61
, infatti, afferma limportanza di fare esperienze vive, concrete, non virtuali.
Sono esperienze apparentemente semplici, banali, elementari, ma che spesso sono
bandite dalla vita dei nostri studenti
62
.
Unaltra riflessione che vorrei fare riguarda i cinque sensi, essendo essi inseparabili
dal lavoro del contadino. Una nota positiva va a Farmerama per lattenzione rivolta ai
suoni e quindi il ruolo attivo delludito. Al contrario per uno dei deficit maggiori di
tale gioco riguarda proprio lassenza del tatto, dellolfatto e del gusto. Essi sono tre dei
cinque sensi fondamentali nel lavoro della fattoria e in questo gioco vengono a mancare
completamente. La loro importanza viene sottolineata anche da Zavalloni che inserisce
tra i suoi 10 diritti naturali di bimbi e bimbe anche il diritto agli odori e il diritto alluso
delle mani. Riguardo al primo egli afferma che stiamo annullando ogni diversit
olfattiva ed evidenzia limportanza degli odori che devono essere sviluppati fin dalla
tenera et in quanto sono esperienze che accompagnano tutta lesistenza. Per quanto
concerne il secondo, egli lo descrive come uno dei diritti pi disatteso della societ di
oggi ed afferma che poche sono le occasioni per i bambini di sviluppare la manualit.
Non credo ci siano soluzioni che possano risolvere questa mancanza ed quindi questo
un punto di debolezza di tutti i giochi virtuali riguardanti lambiente agricolo. Di
seguito, invece, mi soffermer pi nello specifico su Farmerama.
Per primo, passando ad esaminare la semina dei campi alcune perplessit emergono.
Come primo aspetto si nota la facilit con la quale vengono svolti i lavori quotidiani:
infatti sufficiente un semplice clic sul mouse, stando seduti alla propria scrivania, per
seminare un intero campo di ortaggi manualmente, senza laiuto di alcun trattore. La
fatica e il sudore che prova un contadino a lavorare la sua terra non possono
minimamente essere riprodotti. Inoltre, un altro punto di debolezza che viene subito
notato la velocit con la quale crescono le sementi: sono sufficienti pochi minuti per
poter raccogliere i prodotti. Questo aspetto molto distante dalla realt, nella quale
bisogna aspettare molti giorni per avere dei risultati. Sarebbe comunque impensabile di
creare un gioco allinterno del quale vengano rispettati i tempi reali: sarebbe troppo
lento e noioso e non credo riuscirebbe ad eguagliare il successo che ormai hanno

61
Gianfranco Zavalloni, dirigente scolastico in provincia di Forl Cesena, e in precedenza insegnante
della scuola dellinfanzia, lautore di: I diritti naturali dei bambini e delle bambine, riscritti da loro
stessi., Anima Mundi Editrice, 2006).
62
Zavalloni G. (2008), La pedagogia della lumaca, Editrice Missionaria Italiana, Bologna: p. 45.

131
raggiunto tali giochi. In un qualche modo il gioco ripropone i ritmi che la societ stessa
sta imponendo ai suoi cittadini. Christoph Baker nella prefazione del libro di Gianfranco
Zavalloni, La pedagogia della lumaca, propone alcune metafore per indicare il mondo
nel quale viviamo, a mio avviso la pi significativa la seguente: un treno ad alta
velocit che per ha due difetti, non ha ne un conducente ne dei freni. Come possiamo
quindi permettere che siano proprio i giochi on line a cambiare il modo di giocare e
quindi di vivere dei cittadini?
Una riflessione particolare riguarda inoltre il clima. In Farmerama non troviamo
alcun riferimento al cattivo tempo, se non allisola di Bahamarama, che potrebbe
influire negativamente sui campi: mai nessun imprevisto mette a rischio il proprio
raccolto. I fattori climatici (sole, pioggia, vento, temperatura ecc.), in una fattoria reale,
sono fenomeni che non possono assolutamente essere ignorati: tra gli altri, lacqua (la
pioggia) per i contadini quasi sempre sinonimo di benedizione dal cielo (Zavalloni,
2008: 32). Si viene dunque a creare unimportante divaricazione tra il gioco e la realt.
Un altro aspetto, a mio avviso, importante la presenza del mercato, nel quale ogni
giocatore pu vendere o acquistare prodotti in cambio di denaro (Nichelini). Esso pu
ricordare i mercati del contadino della realt, nei quali possibile acquistare prodotti
a km 0 con tutte le conseguenze positive che ci comporta: dal sapore migliore (freschi
e privi di conservanti) al diretto contatto con il produttore, ma anche alleliminazione di
tutti i passaggi della filiera agroalimentare con un forte abbassamento delle emissioni e
quindi dellimpatto ambientale e economico del prodotto
63
. Oggigiorno, infatti, sono
sempre maggiori le quantit di cibo, ed in particolare di frutta e verdura, che vengono
gettate nellimmondizia e molto spesso si tratta di alimenti che non appartengono al
periodo dellanno in questione o che provengono da zone anche molto lontane.
Lespressione mercato contadino nasce verso la fine degli anni Novanta e si intuisce fin
da subito che uno scopo di tali mercati quello di dare la priorit ai piccoli produttori e
dunque di distinguerli nettamente dalle strutture dedicate al commercio allingrosso.
Lintroduzione del mercato allinterno di Farmerama credo dunque che possa aiutare a
maturare, nei suoi giocatori, lidea di acquisto di prodotti a km 0.
Inoltre, il gioco di Farmerama offre la possibilit ai propri contadini di acquistare
determinati prodotti o servizi pagandoli con soldi reali. A mio avviso si tratta di un

63
Tratto dal sito Farmers Market, la guida per fare la spesa dal contadino:
www.greenme.it/approfondire/guide/6087-farmers-market-guida?showall=&start=1

132
punto di debolezza. Ritengo efficace la scelta di utilizzare Nichelini e Fiorini per fare
acquisti in quanto anche una fattoria reale ha bisogno di denaro per funzionare.
Laggiunta delleuro crea disorientamento, in quanto in un primo momento diventa
difficile capire se si tratta di denaro vero o meno: con il procedere del gioco, per,
questo procedimento diventa sempre pi chiaro.
Laspetto appena illustrato insieme alle pubblicit, introdotte al cinema, relative agli
sponsor sono esclusivi meccanismi di guadagno del produttore del gioco. Questi aspetti
non passano inosservati ai giocatori che esprimono le proprie lamentele. Ecco tre
esempi di commenti:

1) Citazione di ozappator1971

qual' la soluzione? o smetti di giocare o spendi soldi (e nn poki).
Con la crisi economica ke in atto (senza voler fare i conti in tasca a nessuno ma
nelle mie si) spendere soldi per un gioco ke non ti da nulla e ke invece di rilassare
ti fa innervosire credo ke nn ne valga proprio la pena ... resta l'altra
scelta.
E nn venitemi a dire ke solo un gioco perk i giochi sono fatti per divertirsi e qui,
secondo il mio modesto parere, il divertimento sta diventando davvero misero.
E si lamenta uno ke sono due anni ke ci gioca e ha visto crescere la fattoria.
Beh! mi sono sfogato, ho detto la mia e rifletter sulle mie scelte future come
ognuno di voi far le proprie.
L'unica cosa ke salvo di questo gioco aver avuto la possibilit di interloquire e
conoscere delle persone stupende ... e tra queste qualcuna diventata speciale.

2) Citazione di ozappator1971

La soluzione sta nel fatto ke noi poveri utenti lamentosi non conosciamo i reali
introiti economici della BP. Per questo possiamo lamentarci fink vogliamo.
Basta pensare, facendo un ipotesi, ke bastano 5 eurini al mese moltiplicati per
svariate migliaia di utenti a far incassare migliaia di eurini alla BP. Senza
ovviamente contare gli sponsor. Non dico ke nessuno debba pagare soldi veri,
perk una libera scelta. Sicuramente hanno + importanza questo numero di
utenti invece del numero di ki non spende neanke un centesimo.

3) Citazione di Guzzetta (in riferimento al commento precedente)

Concordo, ho 53 anni e gioco su farmerama perch in un certo senso, mi rilassa,
non essendo il solito game spara spara, ammazza ammazza e sono uno di quelli
che non caccia un centesimo. Per due motivi:
1) i soldi mi servono per la famiglia (siamo in 4)
2) c' pi gusto raggiungere traguardi e livelli con le sole forze , senza aiuti
economici.

133
Per, questo sistema di elevare le quest al quadrato in pochi giorni, fa andare
fuori di testa. Sei costretto a scegliere quale fare...
64


Si pu notare dunque un certo disprezzo nei giocatori che si lamentano degli introiti
economici che stanno alla base del gioco. Nonostante tutte le critiche effettuate, per,
essi non hanno smesso di giocare.

A conclusione del capitolo posso affermare che esistono tanti e diversi giochi on line
riguardanti la fattoria. Tra tutti questi, ho scelto di sperimentarmi in prima persona in
due specifici: un primo, La Fattoria Domino, il quale per stato abbandonato
immediatamente, essendo la fattoria esclusivamente un elemento di contorno e quindi
non significativo allo scopo del gioco, ed un secondo, Farmerama, che invece mi ha
dato modo di compiere diverse riflessioni. Come primo, dopo essermi calata nei panni
di una contadina on line, mi sono resa conto che nel gioco sono emerse rappresentazioni
reali (quali ad esempio la crescita graduale della verdura, la necessit di sgomberare le
stalle dal letame, la presenza del mercato ecc.), e rappresentazioni distorte (quali ad
esempio luso superfluo dellacqua, la funzione del concime di far crescere pi
velocemente le sementi, la durata di maturazione dei prodotti, il valore degli animali,
limmagine di unagricoltura del passato dove il lavoro viene effettuato manualmente
ecc.), notando anche lassenza di alcuni elementi importanti (quali ad esempio
lallevamento degli animali per luccisione, il cattivo tempo, la presenza di macchinari
moderni per svolgere le normali attivit ecc.). Possiamo dunque affermare che tutte
queste rappresentazioni seguono un preciso schema di mediazione scelto dal produttore
del gioco, il quale ha lenorme potere di decidere quali elementi e come inserirli (se
pertinenti o meno alla realt). Ma i produttori hanno mai pensato allidea che tali
rappresentazioni forniscono ai bambini? Forse un adulto che ha gi compiuto esperienze
dirette in una fattoria in grado di distinguere gli elementi reali da quelli distorti, ma i
bambini che stanno incontrando tale mondo per le prime volte cosa interiorizzeranno?


64
Commenti tratti dal sito: http://it.board.topkani.fi/farmerama/showthread.php?p=3269069.

134


CAPITOLO 4

DAL CAMPICELLO ALLORTO SCOLASTICO


Di recente, tra le varie iniziative possibili in ambito scolastico per far fronte al
problema del distacco dei bambini con la natura, emerge quella riferita allorto
scolastico. La possibilit, durante le ore scolastiche di coltivare e prendersi cura di un
pezzo di terra, non sembra per essere una novit, ma al contrario sembra che si stia
prendendo spunto da ci che oltre un secolo fa era gi scritto nei programmi
ministeriali.

Di giorno in giorno cresce in me la speranza che ai maestri
rurali sia concesso, possibilmente vicino alla scuola, un campicello, il
quale, mentre porga loro qualche vantaggio economico, serva altres
per insegnare, colla nozione dellalfabeto, norme pratiche di arte
agraria; e che nelle scuole urbane il lavoro educativo renda agile la
mano e prepari lingegno alle commozioni gentili dellarte, alle
onorate vittorie dellindustria. Ma non cos che laula scolastica
diventi officina o piccola maestranza di unarte speciale; il lavoro, di
cui discorro, illuminato dallesempio dei giuochi e delle occupazioni
geniali immaginate da Federico Frbel per let infantile, tende a
creare, non soltanto nei figli dellartigiano, la facolt di dirigere
lazione ad uno scopo e a introdurre nel costume il principio di
moralit che vivere operare.
65


Lestratto sopra riportato si riferisce ai Programmi del 1894, varati del ministro
dellIstruzione Pubblica Guido Baccelli. La novit di tali programmi risiede
nellintroduzione di esperienze di lavoro educativo. Infatti essendo riconosciuta al
lavoro una valenza formativa, i bambini devono essere, nelle scuole rurali, formati per
diventare, fin da subito, nuovi agricoltori. Interessante, inoltre, il richiamo ai giochi ed
alle occupazioni introdotte dal pedagogista tedesco Federico Frbel, il quale centanni
prima ha inventato il Kindergarten.

65
Civra M, (2002), I programmi della scuola elementare dallUnit dItalia al 2000, Marco Valerio
Editore, Torino: p. 217. Si tratta di un testo nel quale Marco Civra commenta i programmi dallUnit
dItalia al 2000: in appendice vengono inoltre riportati i testi originali.

135
Per unulteriore dimostrazione dellimportanza del lavoro nelle scuole, utile citare
la Circolare n30 del 28.04.1899, la quale rappresenta il completamento, sempre ad
opera di Guido Baccelli, del concetto di lavoro scolastico, dedicato specificatamente al
mondo rurale. Tale scopo si evince gi a partire dal titolo: Istruzioni e programmi per
linsegnamento delle prime nozioni di agricoltura, del lavoro educativo, dei lavori
donneschi, delligiene e delleconomia domestica nelle scuole elementari. Essi dunque
nascono per definire le istruzioni per il lavoro agricolo e per il lavoro cosiddetto
manuale educativo. Si parla dunque di una scuola agricola nella quale dai bachi alle
crittogame, dai fertilizzanti alle leguminose, la precisione didattica in campo agricolo
degna di un corso professionale, giustificata dallintento di preparare, nelle scuole
rurali, il bambino a divenire contadinello e le bambine - fra ricami e cucina - a
preparare il corredino (Civra, 2002: 63).
Limportanza di poter usufruire con i bambini di un campo vicino alla scuola viene
ribadita anche allinterno dei Programmi del 1905 (R.D. n. 45 del 29 gennaio 1905).
Questi ultimi introducono le scuole popolari, che si rivelano essere delle scuole senza
sbocchi che hanno il compito di rendere effettivo lobbligo scolastico e di avviare i
ragazzi a occupazioni manuali
66
. La finalit dunque quella di dare unistruzione
concreta a chi non prosegue gli studi, avviandolo, dopo due anni, al lavoro.

Se la scuola possiede un campicello sperimentale, vi si far la
prova di varie colture, massime delle annuali, con particolare
riguardo ai sistemi di concimazione. N disdegni il maestro di
servirsi, ove il campicello manchi, degli esperimenti nei comuni vasi
di terracotta, come si largamente praticato, e con buon successo, in
Francia. Specialmente adatto questo espediente per dimostrare gli
effetti della concimazione chimica, dove dandone in giusta misura,
dove in eccesso, dove in difetto, e dove non dandone affatto. Il sistema
dei vasi si presta poi a preferenza del campiello per dimostrare i
vantaggi della buona esposizione, collocando per esempio due
medesime piante, luna bene e laltra male. In ogni caso il maestro
pu trar profitto dalla visita dei campi meglio coltivati nei dintorni
(Civra M., 2002: 322-323)

Questo estratto suggerisce come la possibilit di coltivare un campo durante lanno
scolastico rivesti una particolare importanza: in questo caso un riguardo maggiore

66
Informazioni tratte dal sito:
www2.comune.venezia.it/tuttoscuola/timeline/testi/1905_programmi_orestano.htm in cui viene
documentata la mostra "Dietro la lavagna - Generazioni a scuola 1866 - 1977" che si tenuta al Centro
Culturale Candiani-Mestre dal 15 marzo a 4 maggio 2003.

136
dedicato ai sistemi di concimazione. Nel caso in cui, non sia per possibile per il
maestro usufruire di un terreno da coltivare, i programmi suggeriscono una soluzione
alternativa, ossia la semina nei vasi di terracotta, affiancata da una visita ad un campo
presente nei dintorni: in questo modo tutte le scuole hanno la possibilit di fare
esperienze riguardanti la coltivazione.
Contemporaneo ai programmi esposti precedentemente troviamo un testo intitolato Il
campiello scolastico con il quale gli autori Azimonti e Campi vogliono offrire un
manuale di agricoltura pratica per i maestri. Infatti, essi affermano che per promuovere
un significativo sviluppo dellagricoltura, necessario offrire e diffondere unistruzione
agraria: un valido contributo pu essere offerto dai Maestri delle scuole elementari; ma
occorre avere idee chiare intorno a quanto questo genere di istruzione possa giovare ed
intorno allorganizzazione che bene essa abbia, affinch possa recare giovamento
67
.
Da questa prima citazione si deduce come lo scopo della coltivazione di un campo sia lo
stesso espresso anche allinterno dei Programmi Ministeriali: la formazione di futuri
agricoltori al fine di un progresso del settore agricolo. Gli autori continuano,
concentrandosi in modo particolare sul ruolo che riveste il Maestro:

Innanzitutto condizione indispensabile una discreta e soda
coltura agricola del Maestro, procacciatasi con la lettura di buoni
libri, con lassistere a conferenze e con la osservazione continua dei
fatti e dei fenomeni agricoli. Ci ammesso, distinguiamo i Maestri
delle scuole urbane da quelli delle scuole rurali, e inoltre quelli che
hanno a disposizione loro un appezzamento di terra, sia pur piccolo,
che chiameremo anche noi campiello o campo-scuola, da quelli che
non lhanno (Azimonti E. e Campi C.,1902: 3-4).

Questa distinzione tra i vari maestri stata fatta al fine di individuare i veri
destinatari del volume. Gli autori infatti affermano che i Maestri della scuole urbane
possono contribuire scarsamente al raggiungimento dello scopo (progresso
dellagricoltura), mentre tra quelli appartenenti alle scuole rurali distinguono due
tipologie: chi non possiede e chi possiede un orto. Azimonti e Campi assegnano ai primi
la funzione di far conoscere a parole poche cose, non lasciando sfuggire nessuna
occasione propizia (passeggiate campestri ecc.) per accennare a un qualsiasi vocabolo

67
Azimonti E. e Campi C. (1903), Il campiello scolastico: impianto e coltivazione: manuale di
agricoltura pratica per i maestri, Ulrico Hoepli, Milano: 175 pagine.

137
tecnico agricolo riferentesi a materiali od a pratiche importanti, mentre per quanto
riguarda i secondi si esprimono cos:

Chi dispone invece di campo-scuola, ha la possibilit di un
insegnamento oggettivo che gli rende assai pi facile lopera e certo il
risultato. a questi Maestri che noi intendiamo rivolgerci senzaltro.
(Azimonti E. e Campi. C., 1903: 4)

Le finalit prettamente legate alla formazione di nuovi lavoratori che migliorino
leconomia del Paese si deduce anche dallestratto che segue:

Nel campo-scuola il Maestro dovr poi occuparsi soltanto di
quelle colture che sono le principali del luogo e che perci danno
impronta allagricoltura del Comune e forniscono la pi parte del
reddito netto. []
Non il caso di pretendere grandi cose: baster che il fanciullo
esca dalla Scuola con un po pi di amore alle cose agricole, con
qualche nozione chiara e soprattutto con la mente snebbiata da
preconcetti e fiduciosa nel progresso. Se il campo-scuola potr
contribuire, o direttamente, od indirettamente, in quella qualsiasi
misura che dipender dallabilit del Maestro e dallintelligenza degli
allievi, ad una maggiore diffusione di quelle poche convenientissime
pratiche agricole, che dovunque si possono adottare, si potr dire che
esso ha corrisposto ad usura a quanto da lui si attendeva.

Sembra dunque indiscussa la finalit che il campiello scolastico rivestiva poco pi di
centanni fa. Essendo ancora, il settore agricolo uno dei maggiormente diffusi
allinterno della societ, la scuola aveva il compito principale di avvicinare i bambini al
mondo del lavoro, regalando loro nuove conoscenze che avrebbero poi sperimentato nel
futuro: il tutto in vista di un sempre maggiore progresso!

Tale finalit vengono esplicitate anche nel volume di Catarsi, Storia dei programmi
scolastici della scuola elementare (1860-1085)
68
, il quale in riferimento ai campielli
scolastici introdotti da Baccelli, afferma come sia evidente la volont di mettere la
scuola nella condizione di contribuire al rilancio dellagricoltura italiana.
Si nota dunque una certa intenzionalit conservatrice di Baccelli nei confronti
dellagricoltura, in un periodo dove lindustria comincia il suo incalzante sviluppo:

68
Catarsi E. (1990), Storia dei programmi scolastici della scuola elementare (1860-1085), La Nuova
Italia, Scandicci, Firenze, pag.:51

138
Torniamo ai campi! lappello rivolto alle scolaresche
69
. Sempre allinterno dello
stesso volume viene citato Pietro Pasquali (1847 1921), pedagogista italiano, il quale
sostiene il fatto che in tal modo (con la creazione dei campielli scolastici), i bambini
avrebbero imparato quelle nuove tecniche agrarie che avrebbero migliorato anche il
lavoro dei loro genitori i quali, in questo modo, avrebbero potuto apprezzare
ulteriormente le utilit della scuola ed accettare pi volentieri che la stessa sottraesse i
loro figli dal lavoro dei campi (Catarsi, 1900: 52-53). La proposta di Baccelli per, non
ottenne i risultati sperati e linsuccesso divenne via via sempre pi evidente.
Un altro periodo storico degno di essere menzionato in questa sede per limportanza
assegnata al lavoro agricolo quello fascista. Ecco un esempio di spezzone di un
articolo (Lazione delle scuole rurali)
70
tratto da La Stampa del 19 novembre 1935,
dove viene spiegato come le insegnanti, tra gli altri, avevano il compito di tenere delle
conferenze con lintera popolazione, stimolandola ad ottenere il maggior profitto
possibile dai campi, il quale potr essere utilizzato nei momenti pi difficili che si
preparano per lItalia:
Per dare lesempio, circa una trentina di insegnanti di scuole che
dispongono il campiello scolastico, hanno trasformato
lappezzamento di terreno coltivato a fiori in un vero e proprio orto i
cui frutti serviranno per integrare la refezione scolastica.
[]
Le scuole di Maione, di Volpino, Mecca di Monastero e Boschi da
Barbina hanno in questi giorni raddoppiato gli allevamenti (galline,
conigli, colombi, ecc.) che oltre ad avere uno scopo didattico, hanno
quello commerciale, in quanto il prodotto pu essere venduto ed il
ricavato servire per lacquisto di altri generi occorrenti per la
refezione di alunni bisognosi.

Da queste prime trascrizioni si possono gi dedurre delle differenze nelle finalit
della coltivazione dei campicelli scolastici rispetto alla fine dell800 e linizio del 900.
Lattenzione infatti si sposta dalla formazione di nuovi agricoltori ad una necessit di
avviare una ricca produzione di viveri in vista del futuro. Oltre che di tempi difficili si
parla anche, pi in generale, dellimportanza del lavorare i campi al fine di una
indipendenza economica del Paese, come si legge da un articolo (Lautarchia e le
scuole rurali) de La Stampa pubblicato il 14 febbraio 1938:

69
Appello tratto dallarticolo di La Stampa, Scuola, due secoli di battaglia, pubblicato il 24 settembre
1998.
70
Tutti gli articoli di La Stampa sono tratti dal sito www.archiviolastampa.it/

139
Come si vede, le scuole di campagna non solo servono da modello
ai contadini ansiosi di sempre utili conoscenze, ma forniscono ai
piccoli che saranno i lavoratori di domani i mezzi per ottenere dalla
terra ove sono nati e intendono rimanere sempre maggiori frutti per il
proprio benessere ch indissolubilmente legato allindipendenza
economica nazionale.

Un ultimo articolo (Le 108 scuole rurali della nostra provincia), sempre de La Stampa
pubblicato il 9 dicembre 1940, ribadisce limportanza di un orto scolastico dove cresce
la verdura che viene utilizzata per la refezione e degli allevamenti che rendono
qualcosetta: tutto questo insieme di studio, di collaborazione, di lavoro conferisce alle
scuole rurali un aspetto di piccola societ operosa che si innesta nel vasto mosaico
delle varie attivit della Nazione.

Al giorno doggi dunque lo strumento rimane lo stesso, vale a dire la coltivazione di
campi nelle ore trascorse a scuola, ma a cambiare profondamente sono le finalit di tale
progetto. Infatti si visto come un primo momento, a cavallo del secolo scorso, la
coltivazione di un orto aveva lo scopo principale di preparare gli alunni alla vita futura
formando nuovi agricoltori che conosceranno cos i fatti pi importanti dai quale muove
il progresso dellagricoltura moderna: possiamo riassumere il tutto con finalit
professionalizzante del campo. Durante il regime fascista, si deducono invece scopi che
riguardano pi propriamente la produzione. La scuola addirittura considerata una
piccola societ operosa: si fa dunque riferimento alla produzione di viveri per affrontare
i futuri momenti difficili del Paese, ma anche per una indipendenza economica
nazionale. Da una finalit produttiva (di auto-sostentamento), che potrebbe etichettare
la funzione del campo in tale periodo, si passa ai giorni nostri ad una finalit ancora
differente, che potremmo definire educativa. In seguito, quest ultima verr illustrata pi
nel dettaglio, allinterno dellanalisi di alcune proposte, ma prima ritengo necessario
fornire unintroduzione pi approfondita sulla concezione attuale di orto scolastico.
Innanzitutto questultimo va inserito allinterno di una pi ampia categoria, la quale
contiene tutti i nuovi scenari che si sono fatti strada negli ultimi anni per far fronte al
problema del distacco dei bambini dallambiente rurale (e pi in generale dalla natura).
Sono molte infatti le iniziative di educazione ambientale nate e pensate come ponte fra
questi due mondi: le fattorie didattiche, gli agrinidi, le agritate, i mercati contadini e
gli orti scolastici.

140
Approfondir esclusivamente questi ultimi, analizzando alcune proposte
propriamente riferite allambiente scolastico (Orti di Pace, Orto in condotta, Orti
Scolastici F.A.O., ecc.) e tralasciando quelle situazioni in cui il protagonista sempre
lorto, ma al quale non sono associate finalit educative come Ortoterapia, Orto
urbano, Orti Sociali, Orti carcerari, Orto X Mille ecc. Questi progetti, come si deduce
dalla loro denominazione, fanno riferimento a scopi ancora differenti, spaziando da
finalit sociali a finalit terapeutiche: infatti ad esempio la Ortoterapia rappresenta uno
spazio terapeutico dove persone con disagi fisici e mentali possono giovare dei benefici
ricavati dal lavorare la terra. Oltre alla diversit delle finalit, queste proposte, mostrano
come lorto si stia spostando ed instaurando anche in contesti nuovi, non propriamente
rurali: lOrto urbano, ad esempio, quellorto che viene coltivato in citt e rappresenta
una realt in continua espansione
71
.

4.1 Lorto scolastico
Ma cos quindi un orto scolastico? Una prima definizione ci viene data da Anna
Oliverio Ferraris allinterno dellarticolo I giochi, il verde, la citt tratto dalla rivista
Psicologia contemporanea: gli orti scolastici sono piccoli appezzamenti di terreno in
cui i bambini di et prescolare e scolare possono coltivare piante e ortaggi anche in
citt e quindi sperimentare ritmi diversi da quelli convulsi del traffico automobilistico,
organizzare delle attivit in un ambiente sereno e silenzioso, vivere momenti di calma.
Inoltre afferma, che nel 2012, in Italia, gli orti scolastici hanno raggiunto allincirca
le 400 unit. Dalla definizione riportata si deduce chiaramente come lo scopo di tali
iniziative non si riduce alla semplice conoscenza di piante e ortaggi, ma come afferma
Silvia Bonino, si tratta in modo pi profondo di educare il bambino attraverso la
coltivazione delle piante
72
andando ad incidere su aspetti importanti dellindividuo, che
riguardano gli atteggiamenti, il modo di pensare, le relazioni con lambiente e anche

71
Per maggiori informazioni leggere larticolo di Giovanni Tomasin, Lorto urbano va di moda e fa il
tutto esaurito pubblicato il 5 maggio 2014 sul sito:
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2014/05/05/news/l-orto-urbano-va-di-moda-e-fa-il-tutto-esaurito-
1.9160280 o il capitolo 3 del volume di Arossa A., Bolzacchini P., Giraudo E. (2010), Il piacere
dellorto, Slow Food editore, Cuneo.
72
Tratto dal volume di Bonino S., (2012), Il mio giardino semplice. La facile arte del giardinaggio in
famiglia, Giunti Editore, Firenze.

141
con le altre persone
73
. La stessa autrice afferma inoltre che solo la pratica del
giardinaggio pu permettere di assimilare questi insegnamenti, che non possono essere
interiorizzati attraverso alcuna lezione teorica, per quanto ottima di qualit (Bonino,
2012: 18). Ma a quali insegnamenti si riferisce la Bonino? Allinterno del suo volume Il
mio giardino semplice lei stessa sembra voler offrire al lettore una sorta di decalogo,
ossia mettere in evidenza una serie di principi da seguire durante la coltivazione di orto
con i bambini. La seconda delle tre parti del libro, intitolata Crescere con le piante:
pratica del giardinaggio educativo, infatti suddivisa in 10 capitoli, ognuno dei quali
riferito ad un particolare insegnamento (la struttura di ognuno prevede una introduzione
pi teorica seguita da consigli di ordine pratico): Comprendere lunit della vita,
Conoscere ed accettare il ciclo della vita, Conoscere ed accettare il ciclo delle stagioni,
Imparare a prendersi cura di un essere vivente, Imparare il senso di responsabilit,
Imparare a tollerare la frustrazione e a pazientare, Imparare a pensare, Imparare ad
accettare i limiti, Confrontarsi con la vita reale, Imparare larmonia: oltre lindividuo.
La coltivazione delle piante dunque diventa il pretesto per tutta una serie di altri
insegnamenti, che spaziano in vari campi. Andando maggiormente nel dettaglio
possiamo inizialmente soffermarci sul saper prendersi cura di un qualcosa,
assumendosi dunque una responsabilit riguardo la vita di esseri diversi da noi (e pi in
generale dellambiente): per quanto riguarda gli ortaggi, essi hanno bisogno di ricevere
acqua, luce e attenzioni con regolarit e anche una piccola disattenzione pu causare dei
danni irreparabili. Ma non sempre la causa dellinsuccesso pu essere riferita a chi si
prende cura delle piante in quanto anche agenti esterni possono influenzare la buona
riuscita del lavoro: un esempio sicuramente una improvvisa grandinata. I bambini
impareranno dunque a sopportare gli insuccessi e a farvi fronte in modo positivo
(Bonino, 2012: 25).
Vivendo in un mondo frenetico che potremmo definire del tutto subito, dettato da
ritmi rapidissimi, lorto insegna ai suoi coltivatori la facolt del saper aspettare per
ottenere i risultati: prendersi cura di un piccolo pezzo di terra oppure coltivare la
piantine nei vasi anche un modo per imparare ad avere pazienza, perch ci vuole

73
Articolo di Silvia Bonino, Crescere con le piante contenuto allinterno della sezione Vita nel verde
della rivista Psicologia contemporanea, direttore Anna Oliverio Ferraris, N 232, Luglio-Agosto.

142
tempo prima che i semi crescano, cos come ci vuole tempo prima che un fiori si
trasformi in un frutto (Nicoletti, 2009: 12).
74

Collegata con lavere pazienza sicuramente la speranza nel futuro in quanto
quando si semina una piantina o un alberello, vi sempre la speranza che esse riescano
a crescere e a svilupparsi nel migliore dei modi.
Durante la coltivazione di un orto si impara inoltre il ciclo vitale di un organismo che
seppur con tempi diversi uguale al nostro: nascita, crescita, maturazione, declino e
morte. Nellorto possiamo osservare tutte queste diverse fasi: possiamo seguire lo
sviluppo di una pianta dal seme al primo virgulto, la crescita del gambo e delle foglie, i
germogli, i fiori e i frutti, e quando guardiamo linterno di un frutto, vediamo che
contiene in s i nuovi semi, cos ricomincia il ciclo della vita (Capra, 2005: 27). Il ciclo
vitale della pianta, pu essere paragonato a quello degli essere viventi, diventando
unoccasione per affrontare anche temi delicati. Infatti la morte uno degli aspetti pi
difficili da affrontare con i bambini ed al giorno doggi sempre pi spesso tale
argomento considerato tab: lesperienza dellorto risulta dunque essere un ottima
possibilit per un avvicinamento pi dolce e graduale, affrontando la morte come
condizione normale a cui tutti gli esseri viventi vanno incontro (Bonino, 2012: 25).
Lorto scolastico pu anche diventare unottima alternativa ai cibi precotti che ormai
molte scuole offrono come pranzo ai loro bambini. Daniele e Gianfranco Zavalloni
denunciano tale aspetto allinterno del volume A scuola di ecologia nelle fattorie
didattiche biologiche, dove affermano:

Nelle scuole italiane, anche dove presente la mensa, si stanno sempre di pi
perdendo occasioni per ricucire questo legame (n.d.: fra il luogo dove si produce e
dove si consuma il cibo). Ci si appella ai falsi miti delligiene o del risparmio. Si
stanno sempre pi togliendo dalle scuole lesperienza della mensa e della cucina.
E sempre pi si porta il cibo precotto ai ragazzi che si fermano a pranzo [].
Centralizzando i punti di cottura di questi cibi, il pranzo viene servito a scuola con
le vaschette di plastica o di alluminio. [] E poi si producono rifiuti, perdendo
unoccasione unica per far capire ai ragazzi da dove viene il pane quotidiano.
(Zavalloni D. e G., 2001: 4-5)


74
A proposito di tempo: Stamattina Anna mi ha mostrato i progetti per un giardino che deve terminare
a breve e che deve essere realizzato presentando subito un aspetto adulto, con alberi di dieci e pi anni e
cespugli enormi e costosissimi. Non capisco. Non capisco come ci si possa privare del piacere pi grande
che pu dare un giardino, che vederlo crescere. Se ne elimini il tempo, cosa ti rimane? (Luisa Pulcher, Il
tempo un albero che cresce, Instar libri, 2009: p. 136).

143
Gli autori parlano di ragazzi, ma la situazione non cambia se prendiamo in esame
scuole dellinfanzia e scuole primarie.
Lorto scolastico diventerebbe dunque una ottima occasione di educazione
alimentare, dando la possibilit ai bambini, oltre che di mangiare prodotti freschi e sani,
di capire da dove viene il cibo e di gustare ci che loro stessi con fatica, impegno e
responsabilit hanno coltivato. Ed ecco che possono nascere delle sorprese nel vedere
bambini gustare insalata, zucchine e pomodori, proprio perch si tratta di verdure da
loro stessi seminate e raccolte. A tal proposito vorrei riportare le risposta fornita dal
fisico e scrittore austriaco Fritjiof Capra alle domande: Come sono generalmente le
reazioni dei bambini alla creazione dellorto scolastico? C qualche episodio che
ricorda in particolare? contenuta nel suo volume Ecoalbabeto. Lorto dei bambini:

Abbiamo scoperto che le reazioni dei bambini allorto scolastico sono
assolutamente incredibili, e sono molti gli episodi di cui ti potrei raccontare. Dato
che sono gli stessi bambini a progettare e coltivare lorto (naturalmente, con
laiuto degli insegnanti), sviluppano un grande senso di propriet verso lorto e ne
hanno grande cura. Dovresti vedere lentusiasmo con cui i bambini mangiano la
verdura che hanno coltivato, quando magari fino a quel momento non gli mai
piaciuta mangiarla! Unaltra cosa che abbiamo notato che come conseguenza
del progetto aumenta il livello di collaborazione allinterno della comunit, mentre
diminuisce il tasso di violenza e criminalit. Tutto questo acquista significato se si
pensa a una pedagogia che si concentra sul nutrire una comunit. (Capra, 2005:
6-7)

Ecco dunque che lautore ribadisce quanto detto prima a proposito dellentusiasmo
nel nutrirsi di prodotti coltivati da loro stessi ed introduce un nuovo beneficio prodotto
dalla coltivazione di un orto a scuola: la collaborazione tra i bambini che prendono
parte al progetto. Anche Nadia Nicoletti tra gli obiettivi dellorto scolastico individua la
realizzazione di un prodotto comune attraverso attivit di cooperazione
75
. Essendo,
infatti, lo scopo e le finalit del progetto le stesse per tutti, essi saranno portati
maggiormente a collaborare tra di loro per raggiungere risultati pi soddisfacenti
possibili: la competizione, in questa sede, non ha modo di esistere.
Infine laspetto forse pi importante derivato dalla coltura di un orto scolastico si
riferisce alla possibilit di un confronto con la vita reale ed agendo su tale realt i
bambini possono recuperare ritmi pi tranquilli e rilassati, che aiutano a superare la
tendenza alla frenesia e alliperattivit indotta dagli strumenti elettronici e dal mondo

75
Nicoletti N., Una lunga storia di scuola, di bambini e di orti, in Zavalloni G., (2010), Orti di pace.
Il lavoro della terra come via educativa, Editrice Missionaria Italiana, Bologna: p. 53.

144
virtuale (Bonino, 2012: 26). Troppo spesso le attivit che si propongono ai bambini
rimangono slegate dallesperienza diretta. Proprio questo aspetto richiama quanto detto
nellintroduzione e quindi che lorto scolastico pu diventare un possibile ponte tra
bambini e natura, un progetto per cercare di avvicinare nuovamente questi due mondi.
Coltivare dunque un esperienza interessante, affascinante, educativa, a volte
rilassante, altre volte faticosa, ma di quella fatica che ti fa sentire bene, ti fa sentire di
aver fatto qualcosa di utile, di importante. A tutte le et, in moltissimi contesti diversi
76
.

4.2 Alcune proposte di orto scolastico
Di seguito presenter alcune proposte nate al fine di promuovere la creazione di orti
nelle scuole. Tra di esse le principali sono: Orto di Pace, Orti in Condotta, Orti
scolastici F.A.O., MiColtivo.Orto a scuola e lesperienza del dott. agronomo Emilio
Bertoncini. Ma prima di entrare nel dettaglio vorrei mostrare un collage di alcuni loghi e
locandine che dimostrano quanto lorto didattico/scolastico stia diventando
unesperienza diffusa e importante nelle scuole (fig. 1).









76
Consoli V., (2010), Coltivare piante e interessi, allinterno del volume In giardino e nellorto con
Maria Montessori. La natura nelleducazione dellinfanzia, Fef Editore, Roma.

145



Fig. 1: Alcune locandine che vedono come protagonista lorto a scuola.

146

Si noti come tra le varie proposte per i bambini, emerge anche la locandina Lorto
biologico a scola la quale rivolta alla formazione degli insegnanti.

4.2.2 Orti di Pace
Orti di Pace un progetto, ideato e realizzato da Gianfranco Zavalloni, maestro
prima e dirigente scolastico poi. Lidea di creare un orto scolastico a scuola si
concretizzata per la prima volta nel 1988 quando diede vita, insieme ai bambini della
scuola dellinfanzia di Sorrivoli in provincia di Forl-Cesena, ad un orto vero e proprio.
Tale progetto sostenuto dalla convinzione dellautore che la scuola dovrebbe avere
un rapporto stretto con la terra, definendo questultima come una grande maestra che ci
insegna soprattutto ad avere pazienza e a rispettare i ritmi naturali
77
. Zavalloni inserisce
tale iniziativa allinterno di un contesto dove i bambini vivono sempre meno
lesperienza di contatto non solo con lambiente naturale ma anche con il mondo della
produzione da cui vengono il pane, il cibo e tutto ci di cui ogni giorno abbiamo
bisogno
78
. Ecco dunque che lorto pu diventare uno strumento indispensabile per la
formazione dei giovani, potendo essere considerato un ottimo aggancio per sviluppare
tanti aspetti delle discipline classiche della scuola: la letteratura, la storia, la
geografia, larte, la matematica, la scienza, la religione, le lingue straniere e perfino la
musica
79
.
Nel 2000, in veste di dirigente scolastico, ha dunque partecipato al progetto Un orto
biologico a scuola, promosso dallAssessorato allAgricoltura della regione Marche,
con il quale si diede inizio ad un finanziamento per la nascita degli orti nelle scuole. Il
primo convegno sugli orti scolastici Orti didattici biologici, giardini della biodiversit
si svolto nel 2004, a Cesena, e in tale occasione Zavalloni ha lanciato lidea di un
progetto di rete nazionale sugli orti scolastici biologici, seguito tutti gli anni a venire da
altri convegni annuali. Durante il quinto nasce lespressione Orti di Pace allargando
lidea di orti, non solo allambiente scolastico, ma anche ad altre esperienze come ad
esempio gli orti negli ospedali, nei conventi, nelle carceri e nelle citt
80
.

77
Zavalloni G., (2010), Orti di pace. Il lavoro della terra come via educativa, Editrice Missionaria
Italiana, Bologna: p. 11.
78
Ivi: p. 23.
79
Ivi: p. 15.
80
Ivi: p. 29-30.

147
Nel 2006, il progetto di Zavalloni si arricchisce di un sito web: www.ortidipace.org
(fig. 2). Questultimo stato ideato e promosso da Pia Pera, scrittrice, traduttrice
giornalista e tuttoggi responsabile delliniziativa, spinta dal desiderio di poter
comunicare ci che la natura pu insegnare alluomo.


Fig. 2: Il logo del sito www.ortidipace.org.

Tale sito diventato il punto di riferimento dove potersi scambiare informazioni,
raccontare esperienze personali e pubblicare in rete, progetti di orti didattici, sociali e
terapeutici che sono stati realizzati.
In unintervista di Sebastiano Guanziroli del 7 settembre 2010
81
, ecco come risponde
Pia Pera alla domanda: Come nata lidea di Orti di pace?

E un progetto che ho pensato circa cinque anni fa perch volevo trovare uno
strumento che permettesse di diffondere lidea e la pratica di creare orti sociali e
orti nelle scuole mettendo in contatto le persone. Lobiettivo di Orti di pace era
ed aiutare le persone a passare dalla voglia di fare al fare, perch sapevo che
tanti avevano il desiderio di creare orti ma si fermavano davanti a ostacoli di tipo
pratico. Il progetto ha avuto successo perch hanno collaborato in tanti, e ora
diventato un luogo di incontro a pi voci.

Ma le motivazioni che hanno portato Pia Pera a creare tale progetto ci vengono
fornite dalla stessa allinterno di un suo articolo dal titolo Orti di Pace uscito sul
numero 19 della rivista Gli Asini
82
. In questa occasione, racconta lincontro con

81
Intervista pubblicata sul sito wisesociety.it/incontri/pia-pera-coltivare-la-terra-per-trovare-la-pace/.
La piattaforma multimediale di Wise Society il luogo di confronto di persone interessate a comunicare e
conoscere modelli innovativi e positivi per migliorare la qualit della vita, secondo un modo di agire, e
non solo di pensare, fondato su rispetto (di s degli altri, delle regole e dellambiente), condivisione,
responsabilit e gestione equilibrata delle risorse.
82
Larticolo uscito sul numero di gennaio-febbraio 2014. La rivista Gli asini, bimestrale di
educazione e intervento sociale, diretta da Luigi Monti, affronta i temi della scuola, dellimmigrazione,

148
Gianfranco Zavalloni etichettandolo come il pioniere degli orti scolastici e come colui
al quale deve le sue prime riflessioni sul tenere un orto a scuola visto come un modo per
avvicinare i bambini alla terra e quindi alla Natura. Dopo il dialogo che insieme hanno
tenuto con le insegnanti promotrici dellorto nella loro scuola di Cesena, e dopo un
pensiero ai suoi ricordi dinfanzia, Pia Pera ha deciso di aiutare Zavalloni nella
divulgazione dei progetti che stavano nascendo in alcune scuole italiane. Ecco che nel
marzo 2006 lancia la proposta di creare un sito, www.ortidipace.org per lappunto, che
diventasse una sorta di rivista on line aperta alla collaborazione di tutti, per meglio
sostenere la voglia di creare orti nelle scuole (Pera, 2014). Durante la prima
presentazione del progetto a Livico Terme, Zavalloni present alla collega Nadia
Nicoletti, maestra elementare che teneva lorto a scuola e da questo incontro nacque
lortogiornale, una rubrica dedicata alla pubblicazione di esperienze didattiche
sullorto
83
: il primo ad essere pubblicato, in data 4 giugno 2007, si intitol Una rosa per
sognare: Lijang Rose. Dal 2007 ad oggi (22 maggio 2014) sono stati pubblicati 56
articoli. Lautrice afferma limportanza di avvicinare i bambini al lavoro della terra in
quanto insegna la competenza del saper fare e dal quale si possono ricavare numerosi
spunti in tanti ambiti disciplinari:

Per fare un esempio, quando faccio un orto posso misurarlo, per dividerne gli
spazi e questa geometria che far con i bambini pi grandi. Ma posso osservare
il ciclo di una pianta dalla semina al raccolto dei frutti e questo un contenuto
scientifico. Poi, se voglio posso scrivere e raccontare le varie esperienze, tenere un
giornalino e questo rientra nella linguistica. Ma posso fare molto altro. Diciamo
che una bellissima attivit di tipo trasversale. Questo non poco, se pensiamo
che spesso, per fare amare le attivit ai bambini, noi insegnanti dobbiamo lavorare
molto con la fantasia
84
.

Un ultimo approfondimento ritengo interessante farlo sul nome che stato scelto per
tale progetto: Orti di Pace. Infatti, se nessun dubbio sorge sentendo la parola orto in
quanto rappresenta il luogo nel quale vengono svolte tutte le attivit citate dal progetto,
maggiori curiosit nascono nellaccostamento al termine Pace. Sempre durante
lintervista effettuata a Pia Pera, Sebastiano Guanziroli vuole chiarire questo

della politica verso i giovani e gli adolescenti, delle forme alternative di educazione e inclusione sociale.
Per maggiori informazioni consultare il sito www.asinoedizioni.it/products-page/abbonamenti/479-2/.
83
Per consultare gli articoli: www.ortidipace.org/?cat=18
84
Nicoletti N., Una lunga storia di scuola, di bambini e di orti, in Zavalloni G., (2010), Orti di pace.
Il lavoro della terra come via educativa, Editrice Missionaria Italiana, Bologna: p. 48.

149
interrogativo formulando la seguente domanda: Coma mai si fa riferimento a una
parola importante ma impegnativa come pace?. Ecco la risposta:

Il senso multiforme. Da una parte c un riferimento a quelli che una volta
venivano chiamati orti di guerra, creati per pura sopravvivenza, e che mi
auguro non abbiano pi motivo di esistere. Poi si fa riferimento al coltivare la
pace interiore, che predispone alla vita pacifica e alla pace in senso pi ampio.
Lorto rasserena e aiuta a fare comunit. Magari si inizia col parlare di semi e si
finisce col conoscersi meglio. Anche la pluralit di colture un fattore di pace.
(Pera, 2014)

Daltronde il titolo dellintervista a Pia Pera Coltivare la terra per trovare la pace.

4.2.1 Orto in Condotta


Fig. 3: Il logo di Orto in Condotta.

Orto in condotta (fig. 3) un progetto ideato e creato da Slow Food, unassociazione
no-profit fondata da Carlin Petrini nel 1986, la quale conta allincirca 100.000 membri
in 150 differenti paesi del mondo. Essa si pone lobiettivo di promuovere il consumo di
cibo buono (da mangiare, per le sue qualit organolettiche, ma anche per i valori
identitari e affettivi che si porta dietro), pulito (perch prodotto in modo ecosostenibile
e rispettoso dellambiente) e giusto (perch conforme allequit sociale durante la
produzione e la commercializzazione)
85
.
Liniziativa di Slow Food Italia Orto in Condotta si ispira agli school gardens
promossi a loro volta da Slow Food Usa, su idea di Alice Waters. Il primo nasce a
Berkeley, California, a met degli anni Novanta. In Italia il progetto prende avvio nel
2004 divenendo lo strumento principale delle attivit di educazione alimentare e

85
Per maggiori informazioni: www.slowfood.it/1/cosa-e-slow-food

150
ambientale nelle scuole
86
e alla fine del 2005, distribuiti su tutto il territorio nazionale si
potevano contare una cinquantina di orti scolastici. Il numero aument rapidamente
87

passando a 100 unit nel 2007 a 183 nel 2008, per arrivare attualmente a 435.
La denominazione Orto in condotta evoca lotto in condotta (fig. 4): da un lato si
vuole richiamare lorto, ossia lo strumento principale per lo sviluppo del progetto e
dallaltra si fa riferimento al termine condotta, preso per il suo significato medico di un
tempo, ossia unarea geografica omogenea in cui operare, una comunit
88
.









Fig. 4: Il richiamo allotto in condotta.

Il progetto infatti, prevede la partecipazione non solo di studenti ed insegnanti, ma
anche genitori, nonni e produttori locali, i quali diventano tutti protagonisti: si viene
dunque a creare una piccola comunit di apprendimento con lo scopo di trasmettere alle
nuove generazioni alcuni saperi legati alla coltura e alla salvaguardia dellambiente.
Liniziativa Orti in Condotta si presenta di durata triennale ed ogni anno le attivit
ruotano intorno a tematiche ben precise:

1 anno: lorto e leducazione sensoriale;
2 anno: leducazione alimentare e ambientale;
3 anno: la coltura del cibo e la conoscenza del territorio.


86
Info da: www.slowfood.it/educazione/pagine/ita/pagina_orto.lasso?-id_pg=128
87
Dati ricavati dal colloquio con Carlo Petrini intitolato Dagli school gradens ai futuri
alimentari, la speranza nei giovani (p. 71) allinterno del volume In giardino e nellorto con Maria
Montessori.
88
Definizione tratta da Il piacere dellorto. Tradizionale, decorativo, urbano, educativo, a cura di
Slow Food Editore. Il volume propone idee e soluzioni per un orto slow.

151
Gli Orti in Condotta vengono festeggiati a livello nazionale l11 novembre, giorno
dedicato a San Martino, durante il quale tradizionalmente si riposava dai campi e si
partecipava alla messa (fig. 5).


Fig. 5: Logo della sesta festa nazionale di Orto in Condotta.

Orto in Condotta dunque solo una delle tante iniziative proposte da Slow Food,
illustrata in una pagina apposita (intitolata SlowFood Educa) allinterno del suo sito
internet (www.sloowfood.it), accessibile dalla sezione Ragazzi. Tale vetrina prevede
una presentazione del progetto, come diventare Orto in Condotta, lillustrazione del
percorso formativo da seguire, la rete nazionale ed internazionale, il progetto Mille Orti
in Africa, la rassegna stampa, il giornalino dell Orto in Condotta, la festa nazionale e
gli sponsor del progetto.
Si tratta di unesperienza interessante, che si sta diffondendo sempre di pi, negli
ultimi anni, sul territorio italiano. Peccato per che nessun progetto di Orto in Condotta
sia ancora stato attuato in Valle dAosta: speriamo che al pi presto anche le nostre
scuole si impegnino per dar vita a tale iniziativa.







152
4.2.3 Mi Coltivo. Orto a scuola

Fig. 6: Il logo di Mi Coltivo. Orto a scuola.

Mi Coltivo. Orto a scuola (fig. 6) un progetto avviato nel 2012 dalla Fondazione
Riccardo Catella, nellambito del proprio programma civico pluriennale I Progetti della
Gente il quale prevede la realizzazione di interventi per un miglioramento della qualit
degli spazi pubblici, come un valido contributo alla qualit stessa della vita e alla
socializzazione della citt
89
. La stessa Fondazione ha deciso di dare avvio a tale nuova
iniziativa, a seguito del progetto effettuato tre anni prima (2009) intitolato I bambini
disegnano la citt: dove emerso che molti bambini hanno espresso il desiderio di
potersi prendere cura di alcuni orti allinterno dei loro quartieri. Nel 2011, la
Fondazione Riccardo Catella ha dunque stilato un accordo con EXPO 2015 S.p.a. per la
realizzazione del progetto Mi Coltivo. Orto a scuola che stato presentato in una
Conferenza Stampa nel marzo 2012.
La principale finalit di tale progetto la promozione di una corretta e sana
alimentazione nei bambini attraverso lesperienza diretta negli orti didattici creati nei
cortili delle loro scuole (pubbliche e cittadine), permettendo inoltre una riqualificazione
degli spazi esterni. Esso, ha una durata pluriennale e si realizza attraverso due aree di
intervento integrate fra di loro (fig. 7):
1. Realizzazione degli orti: questarea prevede la riqualificazione delle aree verdi
nei cortili delle scuole e la creazione di orti didattici al loro interno, la
progettazione, guidata da esperti, con docenti e alunni, delle colture e del
calendario delle attivit orticole, lideazione di un programma per la cura, la

89
Le informazioni contenute allinterno di questo sottoparagrafo sono state estratte dal sito
www.micoltivo.it

153
manutenzione ed il riavvio annuale degli orti che coinvolga le famiglie ed il
territorio circostante le scuole e il supporto di orticoltori professionisti per la
manutenzione e il riavvio degli orti per 3 anni;
2. Realizzazione didattica: il progetto prevede la partecipazione dei 3 ordini di
scuola (dalla scuola dellinfanzia alla scuola secondaria di primo grado). Un
obiettivo del progetto infatti rendere lorto un ecosistema al centro della
scuola, in grado di auto-sostenersi nel tempo da un punto di vista biologico,
organizzativo, economico e sociale. Il tutto richiede un coinvolgimento dei
dirigenti e degli insegnanti fin dalla fase di progettazione. La realizzazione
didattica prevede quindi da un lato una formazione per gli insegnanti, da parte
di esperti, sulla progettazione didattica e sullorticoltura e dallaltra la
definizione, da parte degli insegnanti stessi, di un percorso didattico per gli
alunni integrato nellambito della loro progettazione scolastica.


Fig. 7: La progettazione del progetto Mi Coltivo. Orto a scuola nelle due scuole pilota.

Le scuole a cui fa riferimento la figura precedente sono due Istituti comprensivi di
Milano, in quanto questultima stata scelta come promotrice del progetto.
- Istituto Comprensivo Renzo Pezzani di Via Martinengo (fig. 8)

154
- Istituto Comprensivo Italo Calvino di Via Frigia (fig. 9)


Fig. 8-9: Gli orti delle due scuole pilota di Milano.

Infine tale progetto, oltre a godere di un sito web specifico, www.micoltivo.it,
supportato anche da una pagina Facebook, creata nel 2012 e che ad oggi (22 maggio
2014) conta 494 Mi Piace.

4.2.4 Orti scolastici F.A.O.
LOrganizzazione delle Nazioni Unite per lalimentazione e lagricoltura, in
acronimo F.A.O., ha il compito di sensibilizzare, promuovere ed attuare politiche
internazionali per combattere la fame nel mondo aiutando ad accrescere i livelli di
nutrizione, migliorare la produttivit agricola, la qualit della vita delle popolazioni
rurali e contribuire quindi alla crescita economica
90
. La F.A.O venne fondata nel 1945
in Canada e dal 1951 la sua sede a Roma: attualmente conta 190 Stati e lUnione
Europea. Durante un incontro avvenuto in data 18 giugno 2007, nella sede centrale della
F.A.O. a Roma sono stati mostrati i risultati e le conclusioni del progetto Gli orti
scolastici come elemento centrale nelle dinamiche comunitarie, leducazione
ambientale ed una nutrizione sana (TCP/BRA/3003). In tale data si sono affrontati
diversi temi tra i quali Integrare leducazione degli studenti e delle comunit

90
Citazione tratte da: www.ilpaesepossibile.org/public/file/0611_udicon%202.pdf. Si tratta di un
approfondimento su cosa si intende per F.A.O ad opera di Helenia Palma, Responsabile Servizio Civile,
U.Di.Con Nazionale. Esso si trova allinterno de Il Paese Possibile. Gente dei campi, il mensile della fna
Confsal (Federazione Nazionale Agricoltura).

155
circostanti attraverso gli orti scolastici, Organizzare la comunit scolastica
attraverso team di gestione, Realizzare un processo partecipativo e validare tre
manuali per gli insegnanti ecc.
91
.
Lo scopo principale di tale progetto quello promuovere uneducazione per i
bambini ed i ragazzi che si faccia carico di combattere e prevenire alcuni dei pi comuni
problemi di salute, tra questa fascia di popolazione, quali ad esempio lobesit e la
malnutrizione.
Gli orti scolastici permettono uneducazione sistemica degli studenti e dellintera
comunit: essi infatti coinvolgono, oltre ai bambini, gli insegnanti, i nutrizionisti, i
cuochi, gli agricoltori e coloro che si occupano della gestione locale. Il termine
educazione sistemica rimanda al volume di Capra, Ecoalfabeto, allinterno del quale
lautore afferma che il pensiero sistemico costituisce il nucleo dellecoalfabeto, la
struttura concettuale che ci permette di integrare i suoi vari elementi.
Infine grazie a tale progetto sono sorti sul territorio nazionale 20 nuovi orti scolastici,
accompagnati da strategie metodologiche innovative, da nuovi materiali didattici e da
una formazione specifica per gli insegnanti su ambiente, cibo e nutrizione
92
.
Interessante, infine, segnalare una specifica pubblicazione della F.A.O in merito
allapprendimento che avviene in giardino per listruzione di base: Revisiting garden-
based learning in basic education
93
.

4.2.5 Uno strano professionista: Emilio Bertoncini
Dopo una prima ricerca bibliografica inerente gli orti scolastici sul web, una figura
ricorrente ha catturato fin da subito la mia attenzione: Emilio Bertoncini. Egli infatti
viene citato allinterno dei siti www.ortiscolastici.it, www.aicare.it (AICARE: Agenzia
Italiana per la Campagna e lAgricoltura), www.ecolandsrl.it, sulla pagina Facebook
Orti scolastici (1.172 Mi Piace) ecc. Curiosa di scoprirne di pi su tale autore ho
dato il via alla mia ricerca, spaziando da un sito web allaltro.
Emilio Bertoncini (fig. 10) un agronomo iscritto allalbo professionale e una guida
ambientale. Tra i vari impegni, svolge numerose attivit di educazione ambientale in

91
Informazioni tratte dal sito www.fao.org/erp/erp-activities-en/erp-2007/erp2007-10/it/
92
Ivi.
93
Il documento integrale ed in lingua inglese si trova al sito: www.fao.org/sd/erp/revisiting.pdf


156
campo aperto, oltre a curare alcuni orti scolastici ed essere lanimatore del sito
www.ortiscolastici.it.


Fig. 10: Emilio Bertoncini durante un suo progetto con bambini della scuola dellInfanzia.

Scopro inoltre che nel 2005 ha fondato una societ allinterno della quale opera
tuttoggi: Ecoland. Essa viene definita come una realt imprenditoriale giovane e
dinamica che opera nei settori dellambiente e del turismo con servizi avanzati ed
innovativi
94
. Tale societ attua dei progetti per unutenza adulta e per la scuola. Rispetto
a questultima propone dei percorsi educativi che possono essere personalizzati a
seconda dellet dei bambini con i quali ci si trova ad interagire (dalla scuola
dellinfanzia alla scuola secondaria) o al programma didattico svolto in ambito
scolastico. Lo scopo di Ecoland quello di accostare alla didattica lesperienza diretta
sul territorio:

Ogni percorso di educazione ambientale pensato per lutenza scolastica
strutturato in maniera tale da affiancare lezioni teoriche di avvio del progetto ad
escursioni e visite guidate in cui i ragazzi fanno esperienza diretta sul campo e nel
territorio delle tematiche presentate in aula; a completamento di ci in molti casi
prevista lesecuzione di attivit pratiche inerenti il progetto affrontato
95
.

Tra i progetti che possono essere attuati dalla varie scuole, Emilio Bertoncini
propone la realizzazione di orti scolastici definendoli come dei luoghi in cui si coltivano

94
Citazione tratta da www.ecolandsrl.it/chi_siamo.php il principale sito di Ecoland.
95
Citazione tratta da www.ecolandsrl.it/educazione/per_la_scuola.php

157
saperi e sapori. Tale iniziativa viene rivolta sia ai bambini della scuola dellinfanzia che
ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado: sicuramente cambier il livello di
approfondimento ma il lavoro sulla rete di relazioni che caratterizzano la comunit
biotica sulla Terra, cos come la comunit umana attorno all'orto accomuner tutti i
livelli. Ma perch creare un orto a scuola? Bertoncini afferma che coltivare un orto a
scuola corrisponde a coltivare dei saperi che hanno a che fare con i gesti, con un
apprendimento esperienziale che le generazioni pi giovani non sempre hanno modo di
sperimentare
96
. Si tratta dunque di un modo diverso di imparare, facendo esperienze
legate alle piante, scoprendo il funzionamento di una comunit, limportanza dei beni
collettivi, riflettendo su concetti proprio delleducazione ambientale ed alimentare,
imparando il rispetto delle regole, il tutto superando la divisione tra insegnante ed
allievo. Si fanno dunque esperienze allaperto, integrate da fasi in cui, come dice
lautore lorto entra a scuola, ad esempio inventando racconti, parlando di storia
(essendo molti ortaggi che noi oggi utilizziamo precolombiani), riflettendo su temi quali
la malattia e la morte, disegnando e dipingendo.
97

Linteresse di Bertoncini verso gli orti scolastici nasce durante lanno scolastico
2007/2008, cos come lui stesso ci racconta nellintervista di Nazareno Giusti allinterno
del sito www.loschermo.it (quotidiano online) in data 15-04-2014. Di seguito riporto la
prima parte
98
:

E.B.: All'epoca mia figlia frequentava la scuola dell'infanzia e io proposi di
provare a fare un orticello. Davvero non sapevo dove saremmo finiti, anche perch
all'inizio la solita burocrazia ci ha frenati.

N.G.: Poi cosa successe?

E.B.: Mi venne l'idea di realizzare l'orto in cassoni (due grandi contenitori ad
altezza bambino, larghi un metro e lunghi tre metri) (fig. 11) e un rapporto
davvero speciale tra l'animatore dell'orto, cio io, le insegnanti e le bidelle. E' qui
che abbiamo fatto il salto di qualit dal fare l'orto siamo passati ad utilizzare l'orto
della scuola come strumento per la didattica. Certo, in qualche caso si deve
affrontare la sfida della totale assenza di terreno e della scarsit di spazi
soleggiati. Per facilitare il coinvolgimento dei bambini nei lavori dell'orto in
alcune scuole abbiamo iniziato a coltivare alcuni settori dei prati attorno alla
scuola.

96
Citazioni tratte da: www.ecolandsrl.it/educazione/orto_scolastico.php
97
Informazioni tratte dallintervista di Keane Keane a Emilio Bertoncini su
www.youtube.com/watch?v=xHH715ifg4c.
98
Intervista tratta dal sito www.loschermo.it/articoli/view/51886 (quotidiano online).

158


Fig. 13: Lorto a cassettoni di Emilio Bertoncini.

N.G.: L'orto diventato, cos, protagonista della programmazione
scolastica...

E.B.: Proprio cos, l'orto ha fornito spunti per le attivit di carattere creativo,
come per un primo approccio alle scienze e, infine, ispirando i personaggi della
tradizionale sfilata di carnevale. L'orto stesso si adeguato alla programmazione
e agli stimoli forniti dalle insegnanti. Sono comparsi il grano per fare la farina e le
arachidi i cui semi sono stati portati da una delle maestre e cos via.

N.G.: Come si evoluta la cosa?

E.B.: I due cassoni posizionati in bella vista all'ingresso della scuola sono
diventati gradualmente la meta dei bambini nei momenti di pausa, la prima cosa
da controllare quando si arriva scuola, il luogo della meraviglia e dello stupore di
fronte a quanto accadeva. E l'orticoltura si adeguata per diventare un'insegnante
essa stessa: piante sradicate anzitempo per osservare le radici, frutti smontati,
piccoli assaggi.
[]

N.G.: Oggi viviamo nell'era di internet e anche voi avete voluto essere
presenti in rete...

E.B.: Si nell'ultimo periodo si fatta avanti l'idea di creare un sito per
raccontare quello che facciamo. E' nato, cos, Ortiscolastici.it. Si tratta di uno
spazio web che ospita informazioni di carattere generale e periodiche cronache e
riflessioni che scaturiscono dal lavoro fatto nelle scuole. Esso ospita inoltre una
pagina in cui sono segnalate altre esperienze. Dopo il sito nata la pagina
Facebook e con questi strumenti in pochi mesi abbiamo raccolto oltre 6.000 visite
sul sito da varie parti d'Italia e non solo.

La finalit di Emilio Bertoncini non dunque tanto quella di fare lorto ma di
insegnare ai bambini attraverso lorto. Grazie alla collaborazione di sponsor, amici e

159
colleghi vari, il progetto venne esteso a 6 scuole in provincia di Lucca: 5 scuole
pubbliche e 1 privata
99
.
Inoltre Bertoncini ha di recente pubblicato un volume intitolato Orticoltura (eroica)
urbana
100
(fig. 14):



Fig. 14: Il volume di Emilio Bertoncini.

Ecco come questo libro viene descritto:

un urlo liberatorio lanciato da parte di chi, ogni giorno, cerca di
migliorare questo nostro strano mondo senza gettare via ci che ha di buono. un
inno alla consapevolezza che ognuno di noi nel suo piccolo possa fare qualcosa e
che la somma di tanti piccoli "qualcosa" possa essere una rivoluzione pacifica e
fondamentale: quella della riappropriazione della capacit di produrre il proprio
cibo. Orticoltura (eroica) urbana un libro scritto per chi non penserebbe mai di
leggerlo: coloro che vivono in citt e pensano che coltivare un orto sia un'impresa
impossibile.

Infine possiamo quindi affermare che lo strano professionista di cui anticipavamo nel
titolo in realt un grande agronomo che ha fornito interventi di uno certo spessore

99
Informazioni tratte dallintervista di Keane Keane a Emilio Bertoncini su
www.youtube.com/watch?v=xHH715ifg4c.
100
Bertoncini E., (2014), Orticoltura (eroica) urbana, MdS Editore, Viareggio, 248 pagine, illustrato,
brossura, reparto di Giardinaggio-Orticoltura.

160
anche per quanto riguarda la coltivazione di orti a scuola: lintreccio di tale attivit con
la maggior parte delle materie scolastiche, la realizzazione di orti in scuole di grandi
citt, limportanza dellesperienza diretta, ma anche limpegno nella diffusione delle
informazioni, rendono Emilio Bertoncini un protagonista nel suo settore.

In conclusione del capitolo, dopo aver approfondito lorto scolastico e le varie
iniziative che si stanno attuando in merito sul nostro territorio, ritengo che non vi pi
alcun dubbio nel ritenere il campo come una possibile soluzione per un riavvicinamento
dei bambini al mondo rurale. Molti potrebbero ancora affermare: le ore a scuola non
sono mai sufficienti neanche per finire il programma, figurati se c del tempo da
dedicare alla coltivazione di un orto! Essi per non immaginano che tale iniziativa ben
si inserisce anche allinterno delle materie scolastiche (e non solo): essendo possibile
fare due cose in una perch non approfittarne?


161


CONCLUSIONI

Che il rapporto tra bambini e natura abbia sempre rivestito una grande importanza fin
dallantichit evidente, come evidente che un distacco si stia sempre pi accrescendo
con il passare del tempo. Servono quindi delle soluzioni, le quali devono arrivare al pi
presto, perch pi grande una ferita e pi sar lungo e difficile il cammino per sanarla.
Le vittime di questo problema sono dunque i bambini, ma essi sono anche gli unici che
da soli non possono fare nulla per migliorare la situazione. Infatti, in quanto cittadini
digitali iperprotetti, nonch abitanti delloccidente, presentano stili di vita che escludono
un vero contatto con la natura sia selvaggia/spontanea che allevata/coltivata.
I bambini (ed ormai anche i loro giovani genitori) non hanno idea di cosa si stanno
perdendo ma neanche dei rischi che invece corrono se tale legame viene a mancare: da
un lato il Disturbo da Deficit di Natura e dallaltra la difficolt a sviluppare sentimenti
ed atteggiamenti rispettosi e protettivi nei confronti dellambiente.
Se non si ha la possibilit di vivere determinati tipi di esperienze, come si potr
sentirne la mancanza? E di conseguenza trovare le ragioni e le motivazioni per
pretenderle e farle proprie?
A chi si rivolge lappello quindi? Gli attori coinvolti possono essere molti, ma il
ruolo principale per promuovere un cambiamento affidato ai genitori e alla scuola. Ed
proprio questultima su cui ho deciso di concentrare la mia attenzione (attraverso
unindagine condotta in tre differenti scuole dellinfanzia valdostane), in quanto
contesto privilegiato dove creare ponti tra bambini e natura: il tutto, ovviamente, nella
consapevolezza che leducazione e la crescita dei piccoli sono sempre il prodotto di
azioni messe in atto da diversi fronti.
Grazie a tale indagine, condotta nelle tre scuole dellinfanzia di Saint Marcel, Aosta e
Verrayes ed illustrata nel secondo capitolo, ho potuto farmi unidea effettiva di come il
problema del distacco tra bambini e natura (ed in particolare mondo rurale) sia
realmente presente anche sul territorio valdostano. Infatti un primo dato sorprendente
riguarda il fatto che su un campione di 26 bambini, il 31% dichiara di non aver mai
visto una fattoria dal vivo: e pensare che viviamo in Valle dAosta, una piccola regione,

162
dove le fattorie sono ancora ben presenti e facili da raggiungere. A rendere pi
problematico lo scenario dellindagine sono i risultati ricavati dalla maggior parte dei
bambini che invece hanno avuto contatti con una fattoria, i quali dichiarano di non aver
compiuto vere esperienze, reali lavori al suo interno, limitandosi spesso ad osservare e
in alcuni casi ad accarezzare degli animali. Per fortuna uno spiraglio di luce arriva dalla
scuola di Verrayes, definibile di montagna, dove dai disegni e dai dialoghi con i
bambini emergono attivit vere e proprie che si compiono quotidianamente in fattoria
(mungere, andare al pascolo, consegnare i bidoni del latte, pulire la stalla dal letame
ecc.)
Non volendo fare generalizzazioni posso comunque spingermi ad affermare che il
luogo in cui si vive riveste ancora una certa importanza rispetto alle esperienze che i
bambini fanno ed ecco perch a Verrayes, comune di montagna, di origine contadina,
ma dove ancora tuttoggi leconomia si basa essenzialmente su piccole imprese di varia
tipologia (tra le quali le imprese agricole), il distacco con il mondo rurale sembra essere
meno grave di quanto non lo sia nella citt di Aosta dove le occasioni di sperimentare la
natura allevata e coltivata sono sicuramente minori.
Ma il luogo fisico non lunica variabile a influenzare le esperienze dei bambini in
quanto, come emerge dai capitoli centrali della tesi, sempre pi i nuovi media, stanno
conquistando un posto donore per quanto riguarda la conoscenza del mondo da parte
dei piccoli. Si visto come alcuni bambini, pur dichiarando di non aver mai visto una
fattoria dal vivo sono comunque riusciti a realizzare il disegno, facendo ricorso alle
informazioni ottenute dai libri e dai cartoni animati. Si tratta di strumenti che il bambino
incontra ogni giorno e ai quali dobbiamo aggiungere sicuramente anche i videogiochi ed
i giochi on line. Tra questi ultimi, a seguito di una breve ricerca tra quelli riferiti
allambiente contadino, ne ho selezionati due, di diversa tipologia, nei quali
sperimentarmi: un primo, La Fattoria Domino, presto abbandonato visti gli scarsi (e
fuorvianti) legami con il mondo rurale e Farmerama, approfondito maggiormente
essendo lo scopo del gioco proprio la gestione della fattoria. Purtroppo per anche nel
caso di questo secondo gioco i progettisti hanno perso unoccasione per mostrarne
fedelmente la realt. Farmerama non propriamente adatto ai bambini della scuola
dellinfanzia, ma si tratta di una tipologia di gioco con il quale essi molto probabilmente
verranno a contatto nel giro di pochi anni.

163
Inoltre, alcune delle considerazioni formulate per questultimo possono essere estese
a molti giochi dello stesso genere, compresi quelli rivolti ai pi piccoli. In particolare,
ho avuto modo di riflettere sul concetto di mediazione
101
, per lappunto quella dei media
nei confronti della realt: loggetto preso in considerazione, in questo caso il mondo
rurale, viene trasformato e declinato in elementi metaforici e simulati. La realt viene
dunque sostituita con una sua rappresentazione fittizia. La maggiore o minore aderenza
che si vuole creare con il mondo reale pertanto vincolata dal progettista del gioco (ma
anche dellautore del libro e del cartone animato), anche se una totale uguaglianza delle
esperienze non potr mai essere raggiunta: come si possono riprodurre i vari odori? I
gusti? E la fatica?
Possiamo dunque affermare che Farmerama, come tutti gli altri giochi simili,
rappresenta la volont di ristrutturare e riconcettualizzare la realt, semplificandola e
rendendola accessibile a tutti. Perch in tali giochi non viene mostrato lallevamento
degli animali ai fini di una loro uccisione? Perch in queste fattorie splende sempre il
sole e nessun fenomeno climatico mette mai, ad esempio, a rischio il proprio lavoro?
Perch la pioggia considerato un elemento superfluo per gli agricoltori virtuali? Il
gioco dunque rafforza lidea che questultima sia un elemento negativo essendo
associato al cattivo tempo, quando invece per i contadini si tratta di una benedizione dal
cielo
102
. Questi sono solo alcuni esempi ricavati dallesperienza di giocatrice in
Farmerama ma essi sono sufficienti per far comprendere come gli ideatori ed i
produttori, piuttosto che sperimentarsi nelle varie difficolt, preferiscono invece
escludere tali aspetti dal gioco.
Eppure nella realt sono situazioni intimamente connesse con il mondo rurale e con
la nostra vita in generale. In questo modo il gioco falsifica la realt, fornisce
rappresentazioni impoverite e distorte del mondo rurale, genera stereotipi e luoghi
comuni.
Se pensiamo infatti a Farmerama, essi crederanno che ancora oggi nelle fattorie il
lavoro dei campi venga svolto per lo pi manualmente, senza lutilizzo di trattori e di
mungitrici meccaniche, che lacqua sia un elemento superfluo per la crescita delle

101
Damiano E. (2013), La mediazione didattica. Per una teoria dellinsegnamento, FrancoAngeli
Editore, Milano.
102
Zavalloni G. (2008), La pedagogia della lumaca, Editrice Missionaria Italiana, Bologna.


164
sementi, che il concime serva per ridurre i tempi di raccolta e non per migliorare la resa
del prodotto, che nessun imprevisto metta mai a rischio il proprio raccolto, che gli
animali vivano in eterno. Sicuramente tali giochi presentano anche elementi positivi, tra
gli altri i diversi tempi di maturazione delle verdure, la necessit di sgomberare le varie
stalle dal letame, la presenza del mercato, i versi degli animali, ma essi non possono
comunque essere lo strumento principale utilizzato dai bambini di oggi per conoscere la
realt: lesperienza diretta, vissuta attraverso tutti e cinque i sensi, e il contatto con le
cose reali di cui i bambini sentono principalmente il bisogno, non possono essere
sostituiti da nessun clic. Infatti, come afferma Louv, perdere il contatto con la natura
impoverisce i sensi, limita i rapporti umani, debilita il pensiero e inaridisce la
spiritualit (Louv, 2006: 13).
I giochi on line, i libri, i cartoni animati, pi in generale i media non possono dunque
rappresentare le prime ed uniche occasioni di contatto con il mondo rurale dei bambini,
ma possono essere considerati un ponte, semprech siano mediati da adulti consapevoli
e intrecciati con esperienze dirette nellambiente reale. Facciamo dunque riferimento ad
una doppia mediazione: la prima da parte dei media nei confronti della realt e la
seconda da parte degli adulti nei confronti dei media.
Una domanda mi viene spontanea: davvero necessaria questa doppia mediazione?
non sarebbe pi semplice e pi valorizzante costruire contesti, ideare attivit in cui far
vivere ai bambini, in special modo quelli di tenera et, esperienze dirette con il mondo
reale, in cui siano loro stessi i protagonisti?
Particolarmente significative nel farsi carico di tale problema sono quelle nuove
iniziative che si stanno diffondendo in ambito rurale come gli agriasili, gli agrinido e le
fattorie didattiche. Devo per evidenziare che se queste ultime non sono pensate e
programmate nei minimi dettagli ed inserite allinterno di un progetto pi ampio
rischiano di rappresentare situazioni episodiche e di essere presto dimenticate dai
bambini. Ho notato tale criticit quando ho incontrato i bambini di Saint Marcel, tra i
quali la met mi ha riferito di non aver mai visto una fattoria nella realt, nonostante
lanno precedente con la scuola ne avessero visitate due (ma anche coloro che hanno
risposto affermativamente non fanno riferimento a tali esperienze!). Come mai queste
ultime sono cadute nelloblio? Eppure si tratta di esperienze potenzialmente molto
motivanti, dove i bambini hanno potuto oltre che osservare e toccare gli animali, anche

165
sperimentarsi in prima persona nella produzione del formaggio. Com possibile che in
nessun bambino sia rimasta traccia di quello che stato fatto? Tali riflessioni sono la
dimostrazione di come non sia affatto banale riuscire a catturare lattenzione dei
bambini e far si che le esperienze che essi vivono in prima persona vengano custodite
gelosamente nella loro memoria.
La battaglia molto pi impegnativa di quanto possa sembrare e servono impegno,
tempo, continuit, e sinergia tra contesti educativi per affrontarla nel migliore dei modi.
La scelta dunque di concentrarmi nel quarto capitolo, in modo particolare sulla
creazione di orti scolastici fondata sul fatto che questi ultimi richiedono un impegno
continuativo ai bambini e non possono essere realizzati senza il coinvolgimento
dellintera istituzione scolastica.
Dallindagine effettuata nelle varie scuole emerso come lorto, nonostante non
venga ritenuto indispensabile allinterno di una fattoria, sia ancora comunque un
elemento abbastanza vicino ai bambini valdostani, la maggior parte dei quali racconta di
averne uno a casa propria, dai nonni o dagli zii. Nessun particolare riferimento per
stato fatto alla coltivazione degli orti a scuola: neanche tra i bambini di Verrayes i quali
durante lanno scolastico precedente ne hanno realizzato uno. Probabilmente le
esperienze che essi vivono a casa sono pi spontanee e significative e prevalgono su
quelle compiute a scuola. Nonostante lefficacia del progetto possa essere maggiore o
minore in relazione alla localit in cui si trova la scuola (pi efficace ad Aosta che non a
Verrayes), in ogni caso, lorto scolastico sar in grado di regalare vantaggi, benefici e
sorprese a tutti i suoi partecipanti.
Attraverso un lavoro di ricerca storica che ho compiuto su varie documentazioni,
emerso come gli scopi della coltivazione dellorto a scuola siano cambiati
profondamente, passando da una finalit professionalizzante (preparare il bambino a
diventare contadinello) ad inizio del Novecento, a una finalit di auto sostentamento
(conferisce alle scuole rurali un aspetto di piccola societ operosa) durante il
ventennio fascista, fino ad arrivare ad assumere finalit prevalentemente educative ai
nostri giorni (educare il bambino attraverso la coltivazione delle piante...). Si tratta
dunque di uno strumento che, permetter agli alunni un contatto vero con la natura con
tutti i benefici e vantaggi che questo comporta (tra gli altri il saper prendersi cura, il
saper aspettare, il comprendere il ciclo vitale, lassumersi delle responsabilit, il

166
tollerare le frustrazioni, ecc.) dal quale si possono inoltre ricavare numerosi spunti in
tanti ambiti disciplinari (dalla storia alla scienza, dalla matematica alla linguistica).
Lesperienza di orto scolastico fin dalla scuola materna oltre a tutti i benefici che offre
nel breve periodo, permetter anche, ai bambini che in futuro giocheranno a
Farmerama, che guarderanno cartoni animati e sfoglieranno libri inerenti al tema, di
distinguere gli elementi fedeli alla realt da quelli distorti: in questo modo essi
diventeranno capaci di riconoscere autonomamente le storture ed i limiti che
incontreranno.
Al termine di questo lavoro di tesi posso dunque affermare che la motivazione
iniziale che mi ha spinto ad affrontare nello specifico gli orti scolastici, ossia quella di
poter in un futuro presentare tale iniziativa con la scuola dove mi trover a lavorare, si
sicuramente rafforzata: non si tratta infatti di unutopia, in quanto dallanalisi effettuata
in riferimento alle diverse proposte di orto scolastico gi esistenti, emerso che tale
progetto, con un po di buona volont, la voglia di mettersi in gioco e laiuto di esperti,
pu essere intrapreso da tutti gli insegnanti, diventando un ottimo strumento di
conoscenza e di crescita per i bambini.
Concludendo dunque, vero che i bambini e la natura rappresentano due sponde
separate di uno stesso fiume, ma vero anche che questultimo pu essere dotato di
numerosi ponti: alcuni possono essere traballanti e con delle buche (ad esempio quello
dei giochi on line) necessitando quindi di maggiori cautele, mentre altri potenzialmente
pi solidi, come quello dellorto scolastico. La realizzazione della sola struttura da parte
di specialisti nei vari settori non per sufficiente in quanto i bambini hanno bisogno di
un adulto che li prenda per mano e li accompagni verso la sponda opposta: ed ecco che
educatori, insegnanti e genitori vengono ad assumersi questo importante compito.

167


BIBLIOGRAFIA


Arossa A., Bolzacchini P. e Giraudo E. (2010), Il piacere dellorto. Tradizionale, decorativo,
urbano, educativo, Slow Food Editore, Cuneo.
Azimonti E. e Campi C. (1903), Il campiello scolastico: impianto e coltivazione: manuale di
agricoltura pratica per i maestri, Ulrico Hoepli, Milano.
Bertolini P. e Pranzino V. (2003), Pedagogia scout, attualit educativa dello scoutismo,
Edizioni scout Nuova Fiordaliso, Roma.
Bertolino F., Piccinelli A. e Perazzone A. (2012), Extraterrestri in campagna. Quando
insegnanti e ragazzi sbarcano in fattoria didattica, Negretto Editore, Mantova.
Bertolino F., Piccinelli A. e Perazzone A. (2012), Fattorie didattiche, in Psicologia
contemporanea, n. 232, luglio-agosto.
Bertoncini E. (2014), Orticoltura (eroica) urbana, MdS Editore, Viareggio.
Bonino S. (2012), Crescere con le piante, in Psicologia contemporanea, n. 232, luglio-agosto.
Bonino S. (2012), Il mio giardino semplice. La facile arte del giardinaggio in famiglia, Giunti
Editore, Firenze.
Bottani M. L. (2003), Educazione ambientale: lesperienza dello scautismo, Edizioni scout
Nuova Fiordaliso, Roma.
Buckingham A. (2009), Il tuo orto naturale, Tecniche Nuove, Milano.
Capra F. (2005), Ecoalfabeto. Lorto dei bambini, Stampa Alternativa, Viterbo.
Castoldi M. (2010), Didattica Generale, Mondadori Universit, Milano.
Catarsi E. (1990), Storia dei programmi scolastici della scuola elementare (1860-1085), La
Nuova Italia, Scandicci (Fi).
Civra M, (2002), I programmi della scuola elementare dallUnit dItalia al 2000, Marco
Valerio Editore, Torino.
De Santis L. (2010), In giardino e nellorto con Maria Montessori. La natura nelleducazione
dellinfanzia, Fef Editore, Roma.
Falteri P. (2005), Ho visto i buoi fare il pane, Coldiretti, Roma.
Frabboni F., Galletti A. e Savorelli C. (1978), Il primo abbecedario: lambiente. Per una nuova
scuola dellinfanzia, La Nuova Italia Editrice, Firenze.
Lorenzoni F. (2013), Recinti dogni sorta, in Una citt, gennaio.
Louv R. (2006), Lultimo bambino nei boschi, Rizzoli, Milano.
Montessori M. (1999), La scoperta del bambino, Garzanti, Milano.
Nicoletti N. (2009), L' insalata era nell'orto. L'orto a scuola e nel tempo libero, Salani, Milano.
Oliverio A., Oliverio Ferraris A. (2011), A piedi nudi nel verde. Giocare per imparare a vivere,
Giunti, Firenze.

168
Oliverio Ferraris A. (2012), I giochi, il verde, la citt, in Psicologia Contemporanea, n. 232,
luglio-agosto.
Papetti R. e Zavalloni G. (2010), Piccoli gesti di ecologia, Editore Scienza, Trieste.
Pera P. (2014), Orti di Pace, in Gli asini, n. 19, gennaio-febbraio.
Prensky M. (2007), Mamma non rompere sto imparando! Come i videogiochi preparano tuo
figlio ad avere successo nel ventunesimo secolo!, Multiplayer.it Edizioni, Perugia.
Pulcher L. (2009), Il tempo un albero che cresce, Instar libri, Torino.
Ritscher P. (2002), Il giardino dei segreti, Edizioni Junior, Bergamo.
Ritscher P. (2011), Slow school. Pedagogia del quotidiano, Giunti Scuola, Milano.
Scarry R. (2002), Primo dizionario. Ogni parola una storia, Arnoldo Mondatori Editore,
Milano.
Seymour J. (2010), Vivre la campagne. Lessentiel, De Bore, France.
Seymour J. (2012), Lorto e il frutteto secondo natura, Mondadori Electa, Firenze.
The EarthWorks Group (2005), Cinquanta cose da fare per aiutare la terra. Manuale per
proteggere il nostro pianeta e i suoi abitanti (cominciando ora), Salani, Milano.
Tonioni F. (2011), Quando internet diventa una droga. Ci che i genitori devono sapere, Giulio
Einaudi editore, Torino.
Tonucci F. (1987), Bambini si nasce, La Nuova Italia, Scandicci (FI).
Tonucci F. (2005), La citt dei bambini, La Nuova Italia, Scandicci (FI).
Vanzo A., Trabuio A. e Delloste L. (2007), Guardiamoci intorno e sporchiamoci le mani.
Proposte di percorsi di educazione allambiente dalla scuola dellinfanzia in su, Gruppo
Perdisa Editore, Bologna.
Zavalloni G. (2008), La pedagogia della lumaca, Editrice Missionaria Italiana, Bologna.
Zavalloni G. (2010), Orti di pace. Il lavoro della terra come via educativa, Editrice Missionaria
Italiana, Bologna.
Zavalloni G. e Zavalloni D. (2001), A scuola di ecologia nelle fattorie didattiche biologiche,
Distilleria Ecoeditoria, Forl.

169


SITOGRAFIA


http://wisesociety.it: La piattaforma multimediale di Wise Society il luogo di confronto di
persone interessate a comunicare e conoscere modelli innovativi e positivi per migliorare la
qualit della vita, secondo un modo di agire, e non solo di pensare, fondato su rispetto,
condivisione, responsabilit e gestione equilibrata delle risorse (ultima consulta il 23 maggio
2014).
www.aicare.it: sito dellAgenzia Italiana per la Campagna e l'Agricoltura Responsabile e Etica
(ultima consulta il 22 maggio 2014).
www.archiviolastampa.it: sito dedicato allarchivivio storico del quotidiano La Stampa (ultima
consulta il 3 giugno 2014).
www.asinoedizioni.it: sito dedicato alla rivista bimestrale Gli asini (ultima consulta il 23
maggio 2014).
www.ecolandsrl.it: sito principale di Ecoland, una realt imprenditoriale che opera nei settori
dell'ambiente e del turismo (ultima consulta il 23 maggio 2014).
www.farmerama.it: sito dedicato al gioco on line di Farmerama (ultima consulta il 20 maggio
2014).
www.gioco.it: sito dedicato ai giochi online gratis e per tutti (ultima consulta il 20 maggio
2014).
www.greenreport.it: quotidiano per uneconomia ecologica (ultima consulta il 30 novembre
2013).
www.ilrestodelcarlino.it: quotidiano net (ultima consulta il 13 aprile 2014).
www.inabottle.it: In a bottle un magazin online sponsorizzato dalla San Pellegrino: esso
dedicato ai valori dellacqua minerale e pi in generale alla risorsa acqua (ultima consulta il
24 maggio 2014).
www.loschermo.it: quotidiano ondine (ultima consulta il 23 maggio 2014).
www.micoltivo.it: sito dedicato al progetto MiColtivo. Orto a Scuola (ultima consulta il 23
maggio 2014).
www.ortidipace.org: sito dedicato al progetto Orti di Pace (ultima consulta il 23 maggio 2014).
www.ortiscolastici.it: il blog dedicato agli orti scolastici e alle esperienze di orticoltura didattica
(ultima consulta il 23 maggio 2014).
www.slowfood.it: sito principale dellassociazione no-profit Slow Food nata in Italia nel 1986
(ultima consulta il 23 maggio 2014).
www.terraemadre.com: La rete mondiale di comunit del cibo (ultima consulta il 25 novembre
2013).