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NUOVA

MU
SE
OLo
giA
Giugno 2009 - N 20
Con gli indici dei volumi 1-20

Rivista semestrale di Museologia


Giornale ufficiale
dellAssociazione Italiana di Studi Museologici
www.nuovamuseologia.org
sped. in abb. post. 70% Milano
Nuova Museologia
n. 20, Giugno 2009
Sommario
Segreteria
Via V. Foppa 16 - 20144 Milano
Telefono 02.4691589 - fax 02.700406383
E-mail nuovamuseologia@iol.it
pag. 1 La crisi del modello americano
Direttore Responsabile Giovanni Pinna
Giovanni Pinna

Redazione e impaginazione pag. 2 Patrimonio culturale e identit:


Claudia Savoiardo unesperienza di partenariato
Silvia Caldarini Mazzucchelli
Promozione e sviluppo
Carlo Teruzzi

Relazioni esterne
pag. 7 Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico
Andrea Candela
Donatella Lanzeni
Via Chiossetto, 16 - 20122 Milano
Telefono e fax 02.76004870
E-mail donalanz@tiscali.it pag. 12 Le fonti del Diritto Museale.
Un vademecum per gli operatori
Progetto grafico Enzo Varricchio
Antonia Pessina

Stampa
Bine Editore s.r.l.
pag. 15 LARC di Pierre Gaudibert (1967-1972)
C.so di P.ta Vittoria, 43 - 20122 Milano
Pietro Rigolo
Telefono 02.55025312

Associazione Italiana di Studi Museologici pag. 17 Nuova Museologia.


Via V. Foppa 16 - 20144 Milano Indice dei Volumi 1-20
Telefono 02.4691589 - fax 02.700406383
E-mail studi.museologici@libero.it
pag. 25 Sistemi Museali
Nuova Museologia aperta alla Denise La Monica
collaborazione di quanti si interessano
alla problematica dei musei. Gli articoli
proposti vanno inviati alla Segreteria. pag. 29 Unesperienza didattica
al Museo Diocesano di Rieti
Registrazione del tribunale di Milano Ileana Tozzi
numero 445 del 18.06.1999

Salvo indicazione contraria i singoli autori sono proprietari


del copyright dei testi.
Nessun articolo pu essere riprodotto, anche parzialmente,
pag. 31 Viaggi scientifici, musei e la ricchezza delle nazioni
senza l'autorizzazione dell'autore. Giovanni Pinna
La Redazione declina ogni responsabilit in merito alle
notizie contenute nelle inserzioni pubblicitarie.
pag. 35 Libri
ISSN 1828-1591 a cura di Giovanni Pinna
EDITORIALE

La crisi del
modello americano
Istituzioni chiuse, esposizioni ridotte o annullate, personale licenziato,
opere vendute, questi gli effetti pi appariscenti della crisi finanziaria
sui musei statunitensi, secondo un articolo del quotidiano Le Monde che
il 4 maggio scorso ha ripreso i risultati della conferenza annuale
dellassociazione dei musei americani (AAM) tenutasi a Filadelfia alla fine
del mese di aprile.
La tempesta finanziaria fa scricchiolare il modello americano di
gestione dei musei i quali, come noto, sono per lo pi fondazioni private
che non traggono il loro reddito da sovvenzioni pubbliche ma da altre fonti,
soprattutto finanziamenti privati e redditi derivati da investimenti in
borsa e nelledilizia, quelli che maggiormente sono stati decimati dalla crisi.
Questa ha colpito piccole e grandi istituzioni costringendole a drastici tagli
di bilancio e a un ridimensionamento dellattivit e degli organici: il museo
darte moderna di Seattle ha perso il principale finanziatore, listituto di
credito Washington Mutual coinvolto nella crisi; gli interessi bancari su
cui faceva affidamento il museo Vanderbilt sono passati da 1,2 milioni
a 100.000 dollari; la Getty Foundation ha perso 1,5 miliardi di dollari,
pari al 25% dei suoi introiti e ha annunciato una drastica riduzione dei
dipendenti; il Metropolitan Museum di New York ha visto ridursi i suoi fondi
di 800 milioni di dollari e come conseguenza ha licenziato 250 impiegati
e ha chiuso dieci punti di vendita; lo Stato Federale ha abbassato del 70%
il contributo alla Smithsonian Institution che ha anche visto scendere di
1 miliardo e 800 milioni di dollari i contributi dei privati; il museo dello
sport di New York ha portato i libri in tribunale e il MoMa ha soppresso il
10% del personale.
La crisi economica che ha messo in evidenza la fragilit dei musei
americani dovrebbe far riflettere sulla maggiore solidit del modello
europeo che consiste in musei pubblici certamente pi poveri ma nello stesso
tempo pi solidi, poich anche nei momenti di recessione non possono essere
abbandonati al loro destino in quanto istituzioni inseparabili dalla
societ di cui rappresentano luoghi di memoria e di identificazione. Negli
ultimi due decenni uneconomia sostanzialmente in crescita ha prodotto
un eccezionale sviluppo delle attivit dei musei americani, grandi
realizzazioni architettoniche e laumento a volte smisurato delle collezioni;
ci ha indotto alcune imprudenti scuole di pensiero economico a ritenere
che lapplicazione delle stesse regole ai musei europei fosse la soluzione
sia per permettere lo sviluppo della loro attivit, sia per liberare gli enti
pubblici dallonere del loro finanziamento. Ci avvenuto anche in
Italia, a Venezia, a Milano e a Torino, per esempio; dobbiamo sperare che
la crisi non si accanisca contro queste fondazioni e che in futuro nuove
fondazioni museali siano precedute da un dibattito al tempo stesso
economico e culturale.

Giovanni Pinna

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Patrimonio culturale e identit:


unesperienza di partenariato
Silvia Caldarini Mazzucchelli

Il progetto-pilota intitolato Patrimonio culturale e iden- la didattica dei beni culturali. Ma non solo. Documentare la
tit si sviluppa nella cornice del corso di formazione nazionale nostra esperienza vuol dire anche scommettere sulla sua
Vivere il bene culturale - Conoscenza ed esperienza del be- trasferibilit di modalit operativa, che, pur variando conte-
ne culturale nel territorio in attuazione del Protocollo tra il nuti e contesti, crediamo possa essere utile anche ad altri col-
Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), il Ministero per i leghi nella scuola, nei musei, nelle biblioteche, nelle so-
Beni e le Attivit Culturali (MiBAC), la Seconda Universit de- printendenze e nelle universit4.
gli Studi di Napoli, lUniversit degli Studi della Tuscia e di
quello fra MPI e RAI per la valorizzazione dei beni cultura- La pre-progettazione: gli obiettivi condivisi
li e artistici del territorio1. Listituzione museo stata il filo conduttore della ricerca-
Gli attori del progetto sono il Liceo classico Paolo Sar- azione articolata in quattro moduli afferenti al tema posto dal
pi di Bergamo in partenariato con una rete di istituzioni ci- titolo e declinato nelle diverse istituzioni culturali, intese come
viche e statali: lAccademia Carrara-Museo, lAteneo di Scien- depositarie di beni materiali e immateriali, di testimonianze, di
ze, Lettere ed Arti, la Biblioteca Civica Angelo Mai, il Civi- concettualizzazioni e di interpretazioni che le riguardano5.
co Museo Archeologico, il Museo Storico e la Soprintendenza Nella fase di pre-progettazione, abbiamo formalizzato gli
per i Beni Archeologici della Lombardia2. obiettivi generali con uno sguardo pedagogico e culturale in
I destinatari sono un gruppo classe omogeneo di 19 funzione dei destinatari, in unet in cui si formano le abi-
alunne/i di 15 anni, nel cui curricolo progettazione e valu- tudini comportamentali dei cittadini: sensibilizzarli alle pro-
tazione dellattivit proposta entrano a pieno titolo. blematiche della tutela, educandoli a riconoscere i valori sto-
rici, estetici e identitari del patrimonio tramandato, creare le
Premesse dellazione didattica condizioni di una didattica operativa entro le istituzioni cul-
La modalit del partenariato3 stata per tutte le istituzioni turali cittadine vuole dire modificare la percezione di estra-
culturali coinvolte loccasione di interazione progettuale e ope- neit rispetto a queste ultime e fare s che musei, bibliote-
rativa finalizzata a unazione educativa sui temi della tutela che e accademie divengano mete non solo per approfondi-
e della valorizzazione del patrimonio culturale. Ciascuno re le materie studiate, ma anche in funzione del loro essere
dei soggetti ha mantenuto distinte le proprie specificit, ma patrimonio culturale e risorse per una conoscenza ap-
con un orizzonte di riferimento comune nella finalit e nel- profondita del territorio. In questottica si genera un ap-
lo spirito di fondo, in coerenza con gli orientamenti delle re- prendimento localizzato e non localistico, che d lopportunit
centi normative nei diversi ambiti istituzionali. Sono state mes- di sviluppare esperienze di educazione alla cittadinanza at-
se sul campo competenze differenziate per realizzare un traverso il recupero dellidentit territoriale.
percorso con precise caratteristiche condivise:
che manifesti una correlazione effettiva fra attivit svol- Strategie e strumenti della comunicazione
te dentro e fuori dallaula entrambe certificabili nellam- Chiunque viva la pratica quotidiana dellinsegnamento
bito del curricolo scolastico; abituato a considerare alcune condizioni come irrinunciabili
che favorisca uninterazione sinergica tra i saperi di cui per la valenza formativa della proposta didattica: la chiarez-
ciascuna istituzione portatrice, superando le tradizionali bar- za dei contenuti; la continuit tematica tale da consentire unela-
riere disciplinari; borazione soddisfacente dellargomento; il clima relazionale
che possa diventare buona pratica condivisa di azio- disteso conseguente alla definizione chiara e coerente del gra-
ne didattica, stabile e coerente con la programmazione cur- do di libert concesso alle/agli allievi nelle modalit di com-
ricolare (con e per le discipline caratterizzanti). portamento e di interrelazione. Mi soffermo su alcune opzioni
Raccontare la nostra esperienza vuole contribuire alla scom- specifiche del progetto nelle sue diverse fasi.
messa di chi si cimenta, attraverso uninfinit di vie possibi- Ambiente e contesto. Presso le istituzioni culturali e nel
li, in un percorso di ripensamento di saperi, di ruoli e di at- contesto urbano stato possibile attivare le/gli studenti in una
tivit con la prospettiva di formulare pratiche condivise nel- forma di lezione in presenza dei beni culturali, che non si

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limitasse per ai classici interventi di guide e/o di relatori ester- reali, che recano il segno dei contesti, delle relazioni e dei
ni e al tradizionale metodo imperniato su lezione magistrale saperi specifici di cui ciascuna istituzione portatrice.
e presa di appunti. parso pi stimolante strutturare labora-
tori che coinvolgessero i partecipanti nelle attivit di tutela che Modulo 1. Museo e memoria storica
si svolgono entro le istituzioni. Il problema pedagogico as- La lezione dialogata con il direttore e la responsabile
sume cos dimensioni molteplici: i concetti di bene e di pa- della didattica nel convento di S. Francesco e la visita al
trimonio culturali acquistano una dimensione concreta e di- Museo Storico in Rocca hanno affrontato il complesso le-
ventano occasione di incontro con le professionalit nei di- game fra passato, presente e futuro nei musei di storia e
versi ambiti istituzionali6. Inoltre gli oggetti-documenti (ma- hanno proposto una visione dinamica di unistituzione tra-
nufatti, testi scritti, allestimenti, attivit di studio ecc.) sono spe- dizionalmente preposta alla salvaguardia della memoria col-
rimentati nella loro dimensione materiale e immateriale7, ca- lettiva e alla formazione di una coscienza storica.
lati in unesperienza temporale complessa in cui si incontra- Gli interventi procedono per problemi e per soluzio-
no passato (let dei documenti tramandati), presente (la di- ni, legandosi ai temi del rapporto museo-territorio, delle
mensione operativa hic et nunc) e futuro (la responsabilit dinamiche storiche e della comunicazione museale: le ra-
della tutela per i posteri). Infine i fruitori percepiscono i luo- gioni degli allestimenti, la selezione e i raggruppamenti de-
ghi deputati alla tutela come il precipitato di un percorso gli oggetti-documenti, la multimedialit come forma di co-
culturale8. Contesto e modalit sinergica non solo sono fun- municazione, lindividuazione e il rapporto con il pubbli-
zionali alla trasmissione di saperi, ma diventano un riferimento co. Lesperienza dunque si configurata come loccasio-
educativo culturale, civile e sociale. ne del confronto interpretativo sulleredit culturale.
Metodo e strumenti. Al posto di un meno incisivo si-
stema di apprendimento manualistico, gli alunni hanno spe- Modulo 2. Il patrimonio culturale come frutto di
rimentato luso corretto degli strumenti di indagine e di re- decisioni-azioni
lazione, le competenze critiche per passare dalloggetto-do- Negli spazi solenni della Biblioteca Civica Angelo Mai
cumento alla storia. Sono stati messi in condizione di se- e della sede storica dellAteneo si creata loccasione per
lezionare e di decidere il valore delle informazioni raccolte, riflettere sui concetti di eredit culturale e di identit in una
di discutere gli interrogativi, di interpretare i dati con meto- dimensione storicizzata attraverso lesame dei documenti
di opportuni; hanno sperimentato come il patrimonio di sa- darchivio. Ho voluto trasmettere la consapevolezza che il
peri delle istituzioni culturali si possa trasformare in un pa- patrimonio9 non solo un insieme di materiali che espri-
trimonio di esperienze cui ciascuno pu contribuire, traen- mono la cultura di chi li ha prodotti; ha anche una dimensione
done beneficio. immateriale, in quanto frutto nei secoli di decisioni-azio-
La motivazione allapprendere stata favorita dalla ge- ni selettive, finalizzate al riconoscimento, alla salvaguardia,
stione cooperativa dei partecipanti. Si deciso insieme di at- alla valorizzazione e alla trasmissione.
tribuire significato alle esperienze e fin dallinizio tutto sta- In particolare le delibere del Consiglio cittadino con-
to reso esplicito, dal calendario, agli argomenti, agli obietti- servate nella Biblioteca Civica attestano fin dal XVI seco-
vi, facendo cogliere il valore e lutilit dellesperienza. Ci non lo le istanze sociali, culturali ed economiche che determi-
solo ha favorito lapprendimento, ma soprattutto ha genera- narono la formazione del concetto di patrimonio cultura-
to aspettative e il desiderio di padroneggiare le abilit in gio- le e delle istituzioni preposte alla sua tutela10. Nei docu-
co, in una dimensione di ricerca comune. Inoltre per capire menti consultati gli alunni hanno constatato che i resti del
la realt dei partecipanti e per stimolarne la capacit di at- passato sono indicati come bene pubblico e che la loro
tenzione stata loro affidata la documentazione selettiva (con salvaguardia un dovere della comunit civile. Nei se-
telecamera-macchina digitale) delle fasi pi significative coli il patrimonio culturale assume un significato colletti-
dellesperienza. vo e identitario continuamente ri-significato dalla comunit
locale (studiosi, istituzioni, ma anche comuni cittadini che
I contenuti: quattro segmenti dellazione didattica hanno vissuto i luoghi). Per noi lidentit presente ha coin-
Limpianto del progetto modulare, organizzato come per- ciso con la memoria di cui appropriarci: non si tratta di no-
corso integrato, ma diviso in segmenti autonomi per dare ri- stalgia o di erudizione, ma di unazione di cittadinanza com-
salto alle specificit delle esperienze presso le singole isti- piuta con la consapevolezza che siamo il risultato di unere-
tuzioni culturali. Nella sua segmentazione programmata il pro- dit culturale.
getto valorizza lautonomia scolastica attuando le forme di Schede di quesiti hanno offerto agli allievi un metodo
flessibilit opportune. Secondo tale logica i moduli sono di ricerca e non saperi gi confezionati: li hanno guidati a
pensati come opzioni culturali, corrispondenti a esperienze cercare nei documenti come gli intrecci di contenuto (og-

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getti selezionati) - contenitore (luoghi delle raccolte) - for- ta quotidiana che abbondano nei musei locali il passato pu
ma (criteri espositivi) in epoche diverse hanno espresso le essere restituito nella sua tangibilit attraverso un metodo che
istanze del presente e le aspettative per il futuro della col- ne rivela il significato.
lettivit in relazione al recupero del proprio passato.
A conclusione del modulo nella sede storica dellAte- Modulo 4. Dietro le quinte del museo
neo i partecipanti hanno presentato in forma dialogata Le pratiche quotidiane per proteggere, per restaurare,
con la presidente dellistituzione i risultati conseguiti. Ta- per esporre, per incrementare il patrimonio culturale e
le prospettiva ha responsabilizzato ciascuno a contribuire per promuoverne la conoscenza e lo studio sono state tra-
alla ridefinizione del patrimonio culturale nella sua con- dotte in un percorso nei depositi e nei laboratori dellAc-
temporaneit. cademia Carrara-Museo a cura del direttore e della re-
stauratrice. I partecipanti hanno percorso spazi normalmente
Modulo 3. Metodi di documentazione archeologica preclusi al pubblico, teatro di specialisti di varie compe-
della ceramica tenze, scoprendo in una modalit dialogica e coinvolgen-
Attraverso unazione didattica complessa due sono stati i te la complessit delle operazioni richieste dalla tutela. Co-
contenuti comunicati, luno di tipo normativo-istituzionale, lal- s i contenuti si sono fissati nella memoria attraverso lespe-
tro di tipo metodologico. rienza mirata dei luoghi,
Quanto al primo aspet- dei manufatti (dipinti e
to, se pure, come detto in collezioni di oggetti dar-
precedenza, tutti noi cit- te) e degli incontri con di-
tadini abbiamo il diritto di verse professionalit.
fruire del patrimonio e il Infine una nuova
dovere di salvaguardar- esperienza di studio in-
lo, a questo punto era ne- dividuale su una selezio-
cessario sottolineare lar- ne di medaglie ottocen-
ticolato intervento delle tesche ora nei depositi
istituzioni preposte alla dellAccademia Carrara-
tutela, partendo dai prin- Museo, ma nel XIX se-
cipi guida della Costitu- colo esposte nel Museo
zione italiana nellenun- enciclopedico del conte
ciato dellarticolo 9 e nel- Paolo Vimercati Sozzi, ci
le disposizioni sui vari ha consentito di aprire
ambiti dello Stato e degli una parentesi importante
enti locali (articoli 117 e Una fase del laboratorio di documentazione del materiale sul tema del collezioni-
118). In relazione ai reperti ceramico presso il Civico Museo Archeologico di Bergamo. smo artistico, archeolo-
da studiare11, stato spie- (Foto Silvia Caldarini Mazzucchelli) gico e antiquario13.
gato agli alunni come
lazione congiunta della Soprintendenza per i Beni Ar- Come e che cosa importa verificare e valutare?
cheologici della Lombardia e del Civico Museo Archeolo- Perch lesperienza potesse esprimere compiutamente
gico forma gli archivi del territorio, che il luogo nel qua- la propria valenza didattica si sono rese necessarie due ti-
le si sono stratificate le tracce della storia. pologie di verifica: formativa e sommativa, lultima ar-
La visita guidata a una selezione di vetrine del museo e, ticolata in due fasi.
presso il laboratorio e i depositi dello stesso, lo stage incentrato Il monitoraggio in itinere dei processi di apprendi-
su frammenti ceramici provenienti da campagne di ricogni- mento attraverso capillari accertamenti formativi ha offer-
zione di superficie hanno trasmesso ai partecipanti un me- to le informazioni necessarie per gestire la classe e i sin-
todo di indagine e fatto cogliere le molteplici valenze cultu- goli allievi, recuperando in tempi utili le difficolt.
rali dei manufatti12. Apprendere un metodo vuole dire non La necessit di formalizzare i risultati in termini di va-
solo trasformare gli oggetti in opportunit di conoscenza, ma lutazione curricolare si espressa nella verifica sommati-
anche sviluppare un atteggiamento favorevole a una situa- va finale. Questa stata articolata in quattro sezioni, i cui
zione di apprendimento in museo e sfatare i comuni pregiudizi descrittori14 definiscono le prestazioni attese e il modo per
che legittimano solo una fruizione suggestiva, a caccia misurarle, selezionando obiettivi di apprendimento corri-
cio di capolavori. Negli oggetti spesso frammentari della vi- spondenti a standard educativi vicini ai bisogni della scuo-

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la e tenendo anche conto di quanto elaborato dagli studi strumentalizzato come attrazione per il turismo di massa. In-
di didattica museale15. In funzione del progetto attuato, fatti il museo il luogo della memoria, dove molti visitatori
stato interessante accertare per la competenza di settore guardando gli oggetti contenuti in esso si identificano e si
lampliamento delle conoscenze disciplinari, storiche, isti- sentono parte di una comunit e di una nazione. Per que-
tuzionali e la consapevolezza dei contesti in cui opera- sto deve essere aperto a tutti e a tutti deve essere offerta lop-
to; per la competenza di fruizione lacquisizione di co- portunit di emozionarsi, di provare rispetto, ma soprattut-
noscenze procedurali per esplicare i significati degli og- to di incuriosirsi in questo luogo magico e speciale.
getti/documenti, la comprensione delle potenzialit del La disponibilit a svolgere un lavoro di comprensione at-
bene culturale, la percezione delle istituzioni come patri- traverso la visita museale si percepisce nelle osservazioni di
monio di conoscenze. Lorenzo, che riconosce ai reperti [...] seppur frammentari unim-
La tipologia di quesiti a scelta multipla accerta i conte- portanza storica notevole e che sente lesigenza di trovare
nuti in uno spazio e in un tempo accettabili per la compila- accanto alle vetrine [...] precisi riferimenti relativi alla storia
zione; alcune delle domande sono per integrate da rispo- e al periodo di produzione. Questo ci conforta sul fatto che
ste aperte che diano prova di scelte consapevoli. I quesiti a una didattica bene impostata pu trasformare laspettativa di
risposta aperta, spesso relativi allinterpretazione di immagi- una visita al museo da esclusivamente suggestiva a funzionale
ni fotografiche e di disegni allapprendimento.
archeologici, consentono Irene vorrebbe trova-
inoltre di acquisire indi- re nei musei [...] una se-
cazioni sulleffettiva com- zione dedicata alla vita
plessit dellintervento e quotidiana nella quale,
sullinterrelazione di tutti i grazie anche ad appositi
suoi aspetti. pannelli espositivi, si mo-
inoltre importante stra lutilizzo di oggetti
attribuire preventivamen- oggi purtroppo fram-
te un peso percentuale mentari. Sarebbe interes-
differente ai descrittori e sante se durante alcune vi-
alle singole domande ol- site le guide facessero
tre a fissare delle soglie mi- toccare questi cocci e ne
nime che consentano tra- spiegassero la funzione.
sparenza nel misurare gli Alessandra apprezza
errori e i dati da valoriz- che per coinvolgere lo
zare e al tempo stesso spettatore, non necessa-
che diano una percezio- Attivit didattica a gruppi nel Civico Museo Archeologico di riamente uno specialista,
ne esatta dei punti forti e Bergamo. (Foto Silvia Caldarini Mazzucchelli) alcuni musei esibiscono
deboli della preparazio- [...] tecnologie multime-
ne e che orientino efficacemente verso gli sforzi da affrontare diali e schede con notizie interessanti che riguardano le
per recuperare e raggiungere i livelli attesi attraverso suc- opere.
cessivi interventi differenziati16. Interrogata poi sui criteri di esposizione dei manufat-
A conclusione del progetto, un test, condotto in forma ti Stefania osserva: Sicuramente anche i frammenti sono
anonima per garantire ai compilatori il massimo livello di degni di essere musealizzati, ma necessario scoprire dei
libert espressiva, stato concepito per rilevare lefficacia criteri espositivi per valorizzarli. Non basta esporli, per-
del servizio educativo in considerazione delle diverse sfe- ch la maggior parte dei visitatori si sentirebbe delusa nellos-
re dellesperienza e del vissuto dei partecipanti17. servare tali reperti privi di valore estetico. Perci, a mio
parere, bisognerebbe valorizzarli mediante alcune espe-
Dal punto di vista degli studenti: il museo che vorrei rienze personali e dirette [...]: per esempio attivit didat-
Nella verifica sommativa, alcune osservazioni dei com- tiche [...] sensibilizzerebbero i visitatori a provare rispet-
pilatori sono davvero incoraggianti perch esprimono la ca- to anche per reperti di cos poco valore. Emerge la con-
pacit di riflessione propositiva maturata e la disposizione fa- sapevolezza che il museo rispondendo alle necessit co-
vorevole assunta. noscitive del visitatore lo rende progressivamente parte-
Stefania argomenta: [...] il museo non solamente un luo- cipe alla ri-semantizzazione della storia culturale della co-
go polveroso, o un luogo delite, o tanto meno pu essere munit cui appartiene18.

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Davide infine non vuole perdere il contatto con gli al- zione a stampa sul prossimo numero delle Notizie Archeologiche Ber-
lestimenti storici e nemmeno con il riferimento al conte- gomensi (XVI, 2008), con i dettagli normativi, con le diverse fasi delle
attivit didattiche e con i contributi dei partner istituzionali.
sto per gli oggetti esposti: Io esporrei le medaglie nelle
5. Si veda la definizione di museo di ICOM, ottobre 2004, Assemblea Ge-
medesime modalit espositive del conte Paolo Vimercati nerale di Seoul.
Sozzi nellOttocento [...]. Per la ceramica, ricostruirei un pic- 6. Si veda anche Cicala V., Ferorelli V., Galloni V., Tovoli C., IBC: Io amo
colo terreno di campagna da cui affiorino in parte i coc- i Beni Culturali, IBC, XV, 2007, 4.
ci e in cui chi visita il museo pu trasformarsi in un ar- 7. Pomian K., Collezionisti, amatori e studiosi. Parigi-Venezia XVI-XVIII
cheologo. secolo, Il Saggiatore, Milano, 2007, pp. 15-20, Tra il visibile e linvisibile:
Listanza apparentemente erudita in realt propone una la collezione.
caratterizzazione culturale delloggetto e del museo in quan- 8. argomento di urgente attualit come dimostra il documento elabora-
to risultato di un sistema di valori, di idee, di motivazioni to da ICOM Italia e sottoscritto da tutte le Associazione museali italiane,
Milano 14/06/2008, Mostre-spettacolo e Musei: i pericoli di una mono-
e di successive e progressive ri-significazioni. cultura e il rischio di cancellare le diversit culturali, consultabile sul si-
Per quanto riguarda infine il test conclusivo al proget- to di ICOM Italia, alla pagina http://www.icom-italia.org//index.php?op-
to, i fattori pi valorizzati dalle risposte confermano, con tion=com_content&task=view&id=223&Itemid=186.
approvazione pressoch unanime, le scelte di contenuti e 9. Sulletimologia: Bortolotti A., Calidoni M., Mascheroni S., Mattozzi I., Per
di metodi per favorire apprendimenti consapevoli e moti- leducazione al patrimonio culturale, op. cit., pp. 19-24.
vati: le modalit operativa e laboratoriale, il dibattito con 10. Caldarini Mazzucchelli S., Sul contributo della riflessione antichistica
una gestione coordinata degli interventi, il procedere per alla definizione dellidentit locale, in: Storia Economico e Sociale di Ber-
gamo-I primi millenni. Dalla Preistoria al Medioevo, vol. 2, tomo I, pp.
problemi ben enucleati, le informazioni ricavate attraver- 14-53, Bolis, Bergamo, 2007. Abstract in: http://www.fondazionestoriae-
so strumenti procedurali e operativi codificati, la bibliografia conomicabergamo.it/tomo.asp?IDPROD=3&COLLANA=1&VOLU-
aggiuntiva per approfondimenti autonomi poi condivisi. Al- ME=2&TOMO=1&CAPITOLO=3. Caldarini Mazzucchelli S., Il culto delle me-
cuni luoghi di lavoro sperimentati rispetto alla realt dau- morie storico-archeologiche locali nellAteneo, in: LAteneo dallet napo-
la in pochi casi hanno suscitato perplessit per la manca- leonica allunit dItalia. Documenti e storia della cultura a Bergamo, Edi-
zioni dellAteneo, Bergamo, 2001, pp. 181-207.
ta definizione delle postazioni di lavoro cui normalmente
11. Si tratta di una selezione di materiali di et romana di propriet stata-
a scuola gli allievi sono vincolati. le, provenienti dalle campagne di ricognizione di superficie effettuate a
partire dagli anni Settanta del Novecento nel territorio della bassa pianu-
Silvia Caldarini Mazzucchelli insegna Storia dellarte presso il ra bergamasca (collezione Aschedamini).
Liceo Classico Paolo Sarpi di Bergamo (silvia.caldarini@istru- 12. Lo sviluppo dello stage a cura di C. Salimbene e di D. Selmi come
zione.it). indica la Convenzione del 28/11/2007 tra MiBAC - Direzione Regiona-
le per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia; MiBAC - Soprin-
tendenza per i Beni Archeologici della Lombardia; Comune di Bergamo
- Civico Museo Archeologico; Liceo classico P. Sarpi.
1. Protocolli dintesa stipulati il 23 novembre 2006 e il 13 marzo 2007. So-
13. Caldarini Mazzucchelli S., Paolo Vimercati Sozzi (1801-1883): colle-
no seguiti il bando relativo alla Prima Scuola di Archeologia, Beni cul-
zionista e antiquario, Bergomum. Bollettino della Civica Biblioteca An-
turali e territorio MPI nota 4875, 15 maggio 2007; e lOrdinamento mini-
gelo Mai di Bergamo, Anno IC, 2004, nn. 1-2, Bergamo (ed. 2005), nello
steriale 2 ottobre 2007 Scuola-Universit: un laboratorio di ricerca-azio-
specifico pp. 74-76.
ne.
14. D1: conoscere gli aspetti caratterizzanti lambito dei beni culturali. D2:
2. Coordino il progetto in qualit di docente di Storia dellarte presso il
riconoscere alcune categorie specifiche di beni culturali (provenienza, ti-
Liceo Classico P. Sarpi di Bergamo, su indicazione del MPI-Diparti-
pologia, metodi di documentazione, lessico). D3: conoscere i problemi di
mento per listruzione-Direzione generale ordinamenti scolastico-Autonomia,
restauro, di conservazione e di tutela dei beni culturali. D4: saper appli-
protocollo n. 8607, Roma 27 agosto 2007. Hanno contribuito alla proget-
care e rielaborare criticamente le conoscenze e le competenze acquisite.
tazione e/o agli incontri didattici: Silvana Agazzi, Cristina Ambrosini,
Adriana Bortolotti, Giulio Orazio Bravi, Sandro Buzzetti, Stefania Casini, 15. Vertecchi B., Prospettive dello sperimentalismo nella didattica musea-
Delfina Fagnani Sesti, Maria Fortunati, Mauro Gelfi, Giovanna Govoni, Cri- le, in: Nardi E. (a cura di), Imparare al museo. Percorsi di didattica mu-
stina Longhi, Vittorio Lorioli, Luigi Malnati, Elena Mazzacchera, Maria seale, Napoli, 1996, p. 124. Nuzzaci A., Musei, educazione, apprendimento.
Mencaroni Zoppetti, Lucia Patt, Miriam Rondi, Cristina Salimbene, Daniele La didattica nel museo: un progetto culturale ed educativo, fondazione Ber-
Selmi, Giovanni Valagussa. gamo nella Storia, Museo Storico, Museo & Storia, 2001.
3. Bortolotti A., Calidoni M., Mascheroni S., Mattozzi I., Per leducazione 16. Per un totale di 60 punti assegnati le percentuali sono state cos di-
al patrimonio culturale. 22 tesi, Franco Angeli, Milano, 2008, con parti- stribuite: D1 11/60, soglia minima di sufficienza (da ora = smds) 6,5; D2
colare riferimento alle pp. 46-51. Inoltre: Donna A. M., http://www.co- 21/60, smds 12; D3 16/60, smds 9,25; D4 12/60, smds 6,75. La smds com-
mune.torino.it/museiscuola/esperienze/formazione.htm. plessiva di 34,5 punti.
4. Il progetto segnalato in: http://www.pubblica.istruzione.it/newslet- 17. Gli ambiti indagati riguardano i seguenti aspetti: aspettative, organiz-
ter/allegati/119_new.pdf; http://www.bergamo.istruzione.lombardia.it/dal- zazione delle attivit, contesto e aspetti emotivo-relazionali, risultati-be-
lescu07.htm; www.liceosarpi.bg.it/, sezione Eventi; http://www.comu- nefici; efficacia della verifica, contributi e commenti autonomi.
ne.torino.it/museiscuola/esperienze/index.htm. prevista la pubblica- 18. Antinucci F., Ben(i) comunicati?. Prima delle parole, IBC, X, 2002, 4.

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Tutela e valorizzazione
del patrimonio geologico
Andrea Candela

Nellesteso panorama di studi e ricerche incentrate sul pologico, scientifico o semplicemente geo-naturalistico6. Si-
territorio, specialmente in chiave locale, sono andate de- mili orientamenti di gestione del territorio si sono imposti
finendosi specifiche tipologie di valorizzazione e tutela dellam- come strumenti essenziali di una pi consapevole com-
biente, sia scientifico-naturalistiche che pi squisitamente prensione delle linee di sviluppo contemporaneo (relazioni
culturali. Si pensi, ad esempio, a quella di ecomuseo1, di tra tecniche, cultura, societ, economia, territorio) e di
recente al centro di pi ampie riflessioni orientate al con- fruizione dellambiente.
servazionismo2; una metodologia di intervento non inva- Sulla scia di tali considerazioni di base e di una serie
sivo e di riqualificazione del territorio, in riferimento a cir- di iniziative, come quelle relative alla geoconservazione7,
coscritte comunit locali, indubbiamente tra le pi appro- purtroppo non ancora consolidate nello scenario dei beni
priate nel riconsi- culturali italiani, vie-
derare il paesaggio3 ne illustrata nel pre-
quale luogo di re- sente lavoro una
lazioni e stratifica- metodologia di in-
zione di memorie, dagine storica atta
ambienti/ecosiste- alla valorizzazione
mi, tradizioni col- culturale e alla tu-
lettive di cultura tela dellambiente
materiale, di sape- montano e di siti
ri e conoscenze. geo-naturalistici
Daltra parte, se- che, direttamente
condo la definizio- correlata alla Sto-
ne suggerita da Gio- ria delle Scienze
vanni Pinna: [Gli della Terra, si arti-
ecomusei] sono na- cola nella proposi-
ti, e nascono anco- zione di percorsi
ra, per volont del- storico-naturalisti-
le comunit locali, ci. Un approccio di
non sono imposti Il percorso Vulcano di Grantola. (Rielaborazione Andrea Candela) studio e ricerca sul
per creare avveni- territorio in chiave
menti di richiamo, per attirare il turismo di massa, o per storico-scientifica che, oltre a garantire la pianificazione di
creare un business culturale, ma prendono origine dalla ne- interventi pi mirati alla conservazione ambientale (tute-
cessit che ogni comunit ha di ricercare le proprie radici la, gestione, promozione), delinea un settore di analisi
e di stabilire la propria identit4. Gli ecomusei sono an- storiografica, storica e geografica, che rientra di diritto in
dati, dunque, strutturandosi sulla base delle reciprocit quellambito di indagine afferente alla storia sperimentale
venute a essere tra istituzione museale e territorio locale, della scienza8. Non se ne trascuri inoltre lefficacia nel
comprendendo parallelamente fattori ambientali e antro- completare una serie di attivit atte alla musealizzazione
pici. Inoltre la crescita di interesse verso i temi della con- territoriale, quali quelle ecomuseali o di recupero di strut-
servazione dellambiente e del paesaggio, nonch del tu- ture produttive correlate alla storia delle tecniche e della
rismo responsabile5, come mezzi di sviluppo ecocompati- cultura materiale o allarcheologia industriale9.
bile, ha reso pi manifesta lesigenza di azioni atte alla tu- Lo spunto sulla base del quale andata articolandosi
tela delle variet etno-culturali e, al contempo, di aree e la pianificazione di alcuni itinerari storico-scientifici in am-
siti particolarmente significativi dal punto di vista stori- biente montano stato rappresentato dal progetto di ricerca
co/archeologico, artistico/architettonico, demoetnoantro- sorto dalla collaborazione tra lUniversit degli Studi dellIn-

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subria (sede di Varese) e lIMONT (Istituto Nazionale del- ricchi e importanti apparati iconografici), seguita la stesu-
la Montagna, oggi Ente Italiano della Montagna EIM). Le ra di un primo elenco degli scienziati-viaggiatori in ambien-
indagini cos predisposte hanno consentito la raccolta e lela- te montano.
borazione di unampia documentazione storica relativa al Sulla base del materiale documentario visionato, sono sta-
viaggio scientifico in montagna, una tipologia di osserva- te poi definite differenti tipologie di viaggio scientifico (bo-
zione geologica e naturalistica ben definita che, specialmente tanico, mineralogico, minerario, geo-litologico, vulcanologi-
tra XVIII e XIX secolo, determin le premesse indispensabili co, zoologico, paleontologico, topografico). Laddove le fon-
per divenire un vero e proprio movimento di scoperta ti in possesso lo hanno reso possibile, stata redatta una pri-
delle Alpi e, pi in generale, dellecosistema montano, fa- ma classificazione dei siti oggetto di osservazione scientifi-
vorendo al contempo la piena maturazione epistemica del- ca tra Settecento e Ottocento.
le Scienze della Terra. Il progetto di ricerca dal titolo An- stato successivamente realizzato un database dove so-
guana. Museo dellUomo e della Montagna, attivato nel 2006, no state riportate, oltre alle note biografiche e bibliografi-
stato approvato dal MIUR nellambito delle iniziative per che relative al singolo scienziato-viaggiatore: data/e del/i
la diffusione della cultura scientifica, rendendo possibile viaggio/i, itinerario compiuto (quando ricostruibile), tipo-
la realizzazione di un database relativo agli scienziati-viag- logia di viaggio.
giatori in montagna tra Settecento e Ottocento, con parti- Si sono cos identificati alcuni siti delle Alpi e degli Ap-
colare attenzione allesplorazione dellarco alpino e preal- pennini particolarmente significativi in relazione al viaggio
pino. I dati storici e cartografici emersi nel corso degli stu- scientifico in montagna e, soprattutto importanti nello sviluppo
di hanno inoltre permesso di elaborare un primo, ma si- storico delle Scienze della Terra. Nellesaminare la rilevanza
gnificativo, itinerario storico-geologico10. di un bene geologico, non solo storico-scientifico, non
dovrebbero essere inoltre trascurati alcuni parametri di ba-
Le fasi della ricerca se, quali: area di estensione, grado di conservazione, espo-
Tale metodo di interazione tra storia della scienza e ter- sizione, valore didattico/comunicativo, rarit ed estetica (bel-
ritorio, essendo ancora poco praticato in Italia11, manife- lezza/spettacolarit del luogo)12.
sta un inevitabile carattere progettuale. Si proposto, per- Sulla base di tali considerazioni sono stati individuati al-
tanto, un modello pilota che, rifacendosi alla controversia cuni geositi particolarmente interessanti nel panorama del-
scientifica sorta tra XVIII e XIX secolo a proposito dellesi- le esplorazioni geo-naturalistiche sette-ottocentesche, tra i qua-
stenza di un antico vulcano nei pressi degli abitati di Gran- li possibile segnalare: i trappi13 di Intra, gli affioramenti
tola, Cunardo e Fabiasco, ha consentito la ricostruzione di basaltici della Valle Alpone, le fessurazioni colonnari di Mon-
un percorso storico-scientifico nellarea prealpina a nord te Rosso14, il Monte Baldo, le serie stratigrafiche di Predaz-
di Varese. Sebbene la ricerca palesi unevidente natura zo (Canzocoli), le formazioni porfiriche (porfidi) della Val-
embrionale, non si trascuri tuttavia che la pianificazione di ganna e della Valceresio (nei confronti di questultima loca-
attivit orientate alla riqualificazione culturale del territo- lit si potrebbero pianificare interventi di riqualificazione e
rio sulla base di conoscenze storico-naturalistiche non si riallestimento in chiave museale delle aree estrattive smes-
limita a una mera speculazione teorica. La considerevole se e oggi in stato di abbandono)15.
quantit di fonti documentarie (diari e relazioni di viaggio, In seguito si proceduto al recupero e alla catalogazio-
cronache relative allimpiego economico e produttivo del ne del materiale iconografico (schizzi, incisioni, sezioni ecc.)
paesaggio, opere a stampa e manoscritte di carattere geo- e cartografico, soprattutto cartografia storica, mappe catastali
naturalistico, iconografia, cartografia storica, statistiche (Catasto Teresiano e Nuovo Catasto Cessato o Cessato Cata-
ecc.) prodotte in relazione alle peculiarit naturali, geo- sto del Lombardo-Veneto), tavole cartografiche dellIstituto
morfologiche e antropiche della penisola italiana, sulla Geografico Militare (IGM), cartografia del Regno Lombardo-
scia dei numerosi provvedimenti intrapresi tra Settecento Veneto e planimetria mineraria di scavi attivi nel periodo sto-
e Ottocento al fine di amministrare le risorse del territo- rico considerato. Le fonti cartografiche e iconografiche so-
rio, ne manifestano infatti leffettiva realizzabilit. no state fondamentali nella ricostruzione del sistema viario
Le fasi dellattivit di ricerca si sono quindi strutturate se- sette-ottocentesco (sentieri, mulattiere, tratturi, strade posta-
condo le modalit di seguito riportate. li, strade comunali ecc.).
Alliniziale individuazione, raccolta e analisi di materia- Per ci che concerne la ricognizione cartografica, oltre
le documentario biografico e bibliografico di interesse stori- allArchivio Centrale di Roma e ai singoli archivi di Stato, segnalo
co (repertori biografici, monografie, testi di storia del terri- per la vastit del patrimonio: la Cartoteca e Fototeca dellIstitu-
torio, diari e relazioni di viaggio, opere storico-scientifiche to Geografico Militare (Firenze)16 e la Cartoteca e Fototeca del
manoscritte e a stampa, queste ultime spesso corredate da centro di documentazione del Touring Club Italiano (Milano)17.

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Sulla base di una prima e generale ricostruzione di alcuni c. Raffronto tra testi scritti e fonti cartografiche (mappe del
itinerari, lattivit di ricerca si di poi concentrata su un uni- Catasto Teresiano e del Lombardo-Veneto dei comuni cen-
co sito (modello pilota): larea montuosa a nord di Varese. suari di Grantola, Fabiasco, Cunardo e Ferrera, tavole IGM
A proposito del geosito, cos definito, si operato nel mo- e carte topografiche recenti). Tale procedura ha consenti-
do seguente. to di tracciare su carta topografica un primo itinerario. Si
cita, a titolo di esempio, uno dei tanti passi utilizzati nel-
a. Individuazione delle singole localit oggetto di osser- la ricostruzione del percorso. Nella contrada della quale
vazione scientifica, sulla base dei riferimenti presenti nei ci occupiamo, il luogo pi famigerato e reso celebre per
testi a stampa e manoscritti. stata identificata nel Mon- le osservazioni che il dotto professore Cavalier Pini fu il
te di Castelvecchio, tra i comuni di Fabiasco, Cunardo e primo a farvi e che di poi divenne loggetto delle perlu-
Grantola, larea di mag- strazioni di altri molti na-
giore interesse storico-geo- turalisti, lo spazio com-
logico, oggetto delle prin- preso tra Cunardo e Gran-
cipali analisi di quegli scien- tola. La strada che unisce
ziati che, tra Settecento e questi due paesi, e che era
Ottocento, esplorarono la linteressante per il natu-
regione delle Prealpi lom- ralista, fu abbandonata, al-
barde occidentali interes- lorch volendosi porre in
sandosi alla questione del comunicazione con essi
vulcanismo estinto e del anche il paese detto la Fer-
processo di litogenesi di rera fu necessario il for-
porfidi e porfiriti. Tra gli marne unaltra pi como-
scienziati possibile an- da, ma senza paragone pi
noverare: Louis Benjamin lunga e che non presenta
Fleuriau de Bellevue (1761- quegli oggetti istruttivi che
1852), Ermenegildo Pini si trovano nella prima. Sup-
(1739-1825), Carlo Amo- poniamo che questa co-
retti (1741-1816), Dodat nosciuta sotto il nome di
de Dolomieu (1750-1801), strada vecchia frequentata
Giuseppe Gautieri (1769- ancora da quelli che viag-
1833), Giambattista Brocchi giano a piedi, perch mol-
(1772-1826), Scipione Brei- to pi breve si scelga in pre-
slak (1750-1826), Christian ferenza allaltra. La distan-
Leopold von Buch (1774- za tra Cunardo e Grantola
1853), Jean Baptiste lie si pu dire occupata da
de Beaumont (1798-1874)18. una sola bassa montagna,
tagliata in diversi pezzi, e
b. Esame comparativo del- separata al nord-est da Fa-
la cartografia storica (spe- biasco e da Cugliate, per-
cialmente Catasto Teresia- tinenze del monte di Vi-
no e Cessato Catasto del Deodat De Dolomieu, Viaggio nelle Alpi, a cura di conago, al sud-ovest da
Lombardo-Veneto) con le ta- Enrico Rizzi, con un saggio introduttivo di Luigi Zanzi, Mesenzana e Ferrera, di-
vole IGM e le carte topo- Fondazione Enrico Monti, Varese 2006. ramazioni del Monte S.
grafiche pi recenti. I con- Martino20.
fronti realizzati hanno permesso di cogliere variazioni
sia nel sistema viario, e pertanto nelle vie di accesso al d. Ricognizione sul terreno. Sono state analizzate lacces-
sito di interesse storico-scientifico, sia nella toponomastica. sibilit e la fruibilit della sentieristica esistente. Non si tra-
Il Monte di Castelvecchio era, per esempio, noto anche scuri infatti che il progressivo abbandono delle aree mon-
come Monte Cuco; dagli abitanti di Cunardo era inoltre tane, rurali e boschive, ha fatto s che sentieri e mulattie-
chiamato Monte Bruciato, mentre da quelli di Ferrera re, soprattutto se poco frequentati, siano stati invasi dalla
Sasso Nero19. vegetazione. facile, perci, perderne le tracce. Daltra par-

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te non si trascuri come, talora, le vie percorse dai viaggiatori ria della scienza e delle tecniche, scienze naturali e geo-
del passato riprendano lattuale sviluppo stradale. comunque grafiche, scienze demoetnoantropologiche) che, superan-
possibile ritenere, verosimilmente, che i tratti nei pressi del do quegli approcci storiografici di ricostruzione storica del
Castelvecchio abbiano conservato il tracciato originario. Le territorio meramente antropocentrici, pone al centro del-
fonti hanno altres permesso lindividuazione di alcuni sin- le proprie riflessioni lambiente e le complesse intercon-
goli siti verosimilmente oggetto di osservazioni litologiche nessioni delle comunit umane con lecosistema di ap-
tra XVIII e XIX secolo. Al contempo sono stati raccolti al- partenenza. Oltre a profilarsi una pi ampia definizione
cuni campioni geologici significativi, ovviamente dal pun- di biodiversit che riconosca, nei molteplici adattamenti
to di vista storico. culturali, dinamiche e variabili storiche, evolutive ed eco-
geografiche24, si prospetta al contempo una vera e propria
e. Linsieme delle analisi condotte ha permesso di formula- storiografia della natura, in relazione alla quale le risorse
re alcune ipotesi complessive a proposito dei cambiamenti naturali possano altres divenire oggetto di pi mirati in-
ecostorici che avrebbero potuto interessare larea esaminata. terventi conservativi.
Sulla base infatti dei dati ricavati dal rilievo cartografico e da
alcune considerazioni generali sulle successioni vegetali os- Andrea Candela lavora presso lUniversit degli Studi
servate, stato possibile supporre che i versanti del Castel- dellInsubria (Varese-Como).
vecchio siano stati oggetto di periodiche attivit di disboscamento
(piuttosto controllate)21, presumibilmente protrattesi fino al-
la prima met del Novecento.
1. Sulla scia delle numerose iniziative intraprese dalla Nouvelle Musologie,
la denominazione di ecomuseo stata proposta dai museografi fran-
In futuro il lavoro di ricerca potrebbe proseguire piani- cesi Hugues de Varine e Georges-Henri Rivire negli anni Settanta del
ficando interventi che conducano gradualmente alleffettiva Novecento, come concetto in continua evoluzione, al quale, talora, si
musealizzazione dellitinerario predisposto, coinvolgendo sono affiancate le definizioni di muse de socit, museo del terri-
innanzitutto il Corpo Forestale dello Stato (CFS), affinch la torio o museo di identit. Per approfondire: Maggi M., Falletti V., Gli
sentieristica venga resa completamente percorribile. Potran- Ecomusei. Che cosa sono, che cosa possono diventare, Allemandi & C.,
Torino, 2000; Massarente A., Ronchetta C., Ecomusei e paesaggi. Espe-
no quindi essere predisposte attivit di conservazione e di rienze, progetti, ricerche per la cultura materiale, Lybra, Milano, 2004;
tutela dellambiente, e di valorizzazione del sito in termini Gambino R., Conservare, innovare: paesaggio, ambiente, territorio,
turistico-culturali. UTET, Torino, 1997.
Gli interventi di allestimento dei percorsi escursionistici 2. Cfr. Schmidt di Friedberg M., Larca di No. Conservazionismo tra na-
potrebbero contemplare la realizzazione di contenuti illustrativi tura e cultura, Giappichelli, Milano, 2004.
tramite lutilizzo di strumenti didattici e divulgativi tradizio- 3. Si intende per paesaggio un territorio antropizzato, dove la storia
nali (cartelli, guide, brochure), oppure mediante limpiego delluomo si intreccia con il substrato naturale. Inoltre, secondo la defi-
di piattaforme che prevedono luso delle nuove tecnologie: nizione introdotta da Eugene P. Odum nel 1989, si intende per paesag-
gio un sistema di ecosistemi interagenti. Per una introduzione ai temi delleco-
portale web, GPS, mappe interattive, podcasting. Definen- logia del paesaggio, si consulti: Ingegnoli V., Fondamenti di ecologia del
do ulteriori percorsi storico-naturalistici, si potrebbe pianifi- paesaggio, CittStudi Edizioni, Milano-Torino, 1993.
care anche attivit orientate alla realizzazione di circuiti vir- 4. Prefazione, in: Maggi M., Falletti V., Gli Ecomusei, op. cit., pag. 5.
tuali o di prodotti multimediali relativi alla storia del viaggio 5. Per unintroduzione alle questioni relative al turismo responsabile (op-
scientifico in montagna. posto al turismo di massa): Pattullo P., Minelli O. (a cura di), Vacanze eti-
Non si trascuri, infine, che una parte consistente degli che. Guida a 300 luoghi di turismo responsabile, Einaudi, Torino, 2006.
itinerari individuati si sviluppa nei pressi di aree o siti par- Si veda anche il numero monografico di Natura, rivista curata dalla So-
ciet Italiana di Scienze Naturali: Androne F. (a cura di), Dalla tutela am-
ticolarmente significativi per la storia delle tecniche e del- bientale e faunistica allo sviluppo sostenibile: esperienze di ricerca e ge-
la cultura materiale (miniere, cave, forni/fucine, carbo- stione partecipativa in Africa e Madagascar, Natura, vol. 95, fasc. 2, giu-
naie, mulini, magli idraulici)22, il cui valore demoantropo- gno 2006.
logico o dal punto di vista dellarcheologia industriale po- 6. Per una definizione di bene culturale, sulla base delle linee guida in-
trebbe favorire lallestimento di parchi geo-minerari ed trodotte dal World Heritage Committee (WHC), istituito nel 1972, si rimanda
ecomusei, la valenza dei quali si rivela sia nella riqualifi- a: Panizza M., Piacente S., Geomorfologia Culturale, Pitagora Editrice, Bo-
logna, 2003, pp. 213-239; Bravo G.L., Tucci R., I beni culturali demoet-
cazione ambientale, sia nel mantenimento di quelle iden- noantropologici, Carocci, Roma, 2006.
tit geografiche venute a essere dal complesso intreccio tra 7. Insieme di interventi atti alla conservazione di siti geologici e geo-
storia umana e geostoria23. morfologici (geositi) di eccezionale valore dal punto di vista scientifi-
Sulla base delle considerazioni enunciate, ritengo si sve- co o comunicativo/divulgativo, quali per esempio: affioramenti di stra-
li uno stimolante settore di ricerca interdisciplinare (sto- totipi, strutture sedimentarie, formazioni ignee, pieghe ecc. Sulla defi-

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nizione di geoconservazione, rimando nuovamente al lavoro di Mario ebbe particolare importanza come materiale da costruzione. Le forma-
Panizza e Sandra Piacente: Panizza M., Piacente S., Geomorfologia Cul- zioni porfiriche di Cavagnano e Cuasso al Monte furono, per esempio,
turale, op. cit., pp. 213-221. impiegate per la pavimentazione di numerose citt italiane e svizzere
8. Kragh H., Introduzione alla storiografia della scienza, Zanichelli, Bo- (Milano, Bologna, Como, Novara, Locarno e Lugano) prima dellintro-
logna, 1994, pp. 176-185. duzione dellasfalto.
9. Per una prima introduzione ai temi dellarcheologia industriale: San- 16. 36.000 carte, di cui 8.000 pre-unitarie e 28.000 dal 1861, 430.000 fo-
de T.A., Industrial Archaeology, Penguin Books, Harmondsworth, 1978; tografie e 180.000 aerografie. Dati aggiornati al 1990.
Negri A., Negri M., Larcheologia industriale, DAnna G., Messina-Firenze 17. 10.000 carte dal XVIII secolo a oggi e fotografie forestali e paesag-
1978; Borsi F., Introduzione allarcheologia industriale, Edizioni Offi- gistiche dal 1898. Dati aggiornati al 1990.
cina, Roma, 1978; Tognarini I., Nesti A., Archeologia industriale. Log- 18. Per ci che concerne le esplorazioni geo-naturalistiche condotte tra
getto, i metodi, le figure professionali, Carocci, Roma, 2003. Settecento e Ottocento nellarea delle Prealpi lombarde, e per la rico-
10. Il progetto di ricerca si posto quale obiettivo principale la valo- struzione del contesto storico-scientifico coevo, segnalo il mio studio
rizzazione e la diffusione del patrimonio culturale, delle identit loca- di prossima pubblicazione: Candela A., Alle origini della Terra: i vul-
li, dei saperi e delle conoscenze sulla montagna italiana, articolandosi cani, le Alpi e la Storia della Natura nellet del viaggio scientifico, In-
in tre attivit distinte. Per ci che concerne le attivit dellEIM, si veda subria University Press, Varese (2009). Sullattivit magmatica che inte-
il sito: http://www.inrm.it/. La ricostruzione degli itinerari di viaggio dei ress lattuale regione delle Prealpi lombarde occidentali durante il pe-
naturalisti sette-ottocenteschi rientrata nellambito dellAttivit 3, riguardante riodo Permiano si veda: Candela A., Ricerche di archeologia mineraria
la realizzazione di un Archivio della montagna italiana. A tal proposi- nellarea occidentale delle Prealpi Lombarde: scenari di conservazione
to, possibile consultare il relativo indirizzo web: http://www.bosgra- e riqualificazione del paesaggio culturale, Geostorie, anno XVI, nu-
fica.com/Anguana/. mero I, 2008, pp. 77-128.
11. In Italia, lesempio pi noto rappresentato dal Sentiero Spallan- 19. Nelle attivit di ricerca sul territorio, i toponimi sono altres utili nel
zani che, sebbene non riproponga fedelmente litinerario compiuto dal- definire levoluzione storica di un luogo, indicandone talora le pecu-
lo scienziato scandianese durante lesplorazione dellAppennino Reg- liarit e le caratteristiche antropico-morfologiche o geo-naturalistiche (for-
giano nel 1762, ha comunque il merito di identificare alcuni siti visi- mazioni rocciose, idrografia, viabilit, attivit produttive, culti ecc.). Su
tati a scopo scientifico dal naturalista. Sulle caratteristiche del Sentie- questi temi: Moreno D., Dal documento al terreno. Storia e archeolo-
ro Spallanzani, vero e proprio museo storico-geologico allaperto: Gia- gia dei sistemi agro-silvo-pastorali, Il Mulino, Bologna, 1990.
notti L., Sentiero Spallanzani. Trekking in 7 tappe nellAppennino 20. Breislak S., Osservazioni sopra i terreni compresi tra il lago Maggiore
Reggiano, Comune di Scandiano & Provincia di Reggio Emilia, 2004 e quello di Lugano alla base meridionale delle Alpi, Memorie dellImperial
(2a ed.). Reale Istituto del Lombardo Veneto, V, Imperial Regia Stamperia, Mila-
12. Panizza M., Piacente S., Geomorfologia Culturale, op. cit., p. 213 e no, 1838, p. 47.
seguenti. Si noti come gli Autori manifestino una certa insofferenza nei 21. Con molta probabilit le attivit di taglio furono indotte dallesten-
confronti dei forti ritardi culturali e legislativi in tema di salvaguardia sione di seminativi, pascoli e arati. Vi erano anche boschi da ceduo.
del patrimonio geologico. Entrambi imputano tale situazione allidea co-
mune secondo la quale il bene geologico, per la sua apparente immu- 22. Le esplorazioni scientifiche che coinvolsero i versanti alpini e ap-
tabilit nello spazio e nel tempo, non necessiti di alcuna tutela. Ciononostante, penninici, specialmente a partire dal XVIII secolo, furono talora intra-
denotano: In alcuni paesi la geoconservazione stata oggetto di alcune prese con lo scopo di censire le risorse del territorio.
leggi gi fin dai primi del Novecento: tuttavia la prima Associazione eu- 23. Si pensi al Museo della Miniera di Prali (Val Germanasca, Piemonte),
ropea per la promozione nata solo nel 1988 (European Working al parco minerario di Traversella nel Canavese (Piemonte), o al per-
Group for Earth Science Conservation), che si trasformata in ProGeo corso minerario di Chuc e Servette (Saint Marcel, Valle dAosta). Su
nel 1993. Nel 1996 prende avvio un progetto Geosites, per iniziativa questi temi, si veda: Massarente A., Ronchetta C. (a cura di), Ecomu-
della IUGS (International Union of Geological Sciences), sotto il patro- sei e paesaggi. Esperienze, progetti e ricerche per la cultura materia-
cinio dellUnesco, con lobiettivo di realizzare un inventario informa- le, op. cit., pp. 152-200; Maggi M., Falletti V., Gli Ecomusei, op. cit.,
tizzato dei pi importanti siti geologici su tutta la Terra. Infine lAsso- Torino, 2000.
ciazione Internazionale dei Geomorfologi (IAG), ha istituito un Working 24. Sebbene il concetto di biodiversit abbia una connotazione soprat-
Group sui Geomorphological sites. A partire dalla fine degli anni 60 tutto biologica ed ecologica, nei confronti della specie umana possi-
inizia a svilupparsi anche in Italia una cultura protezionistica riguardo bile individuarne anche un carattere culturale inteso come insieme di
i beni geologici; [...], tuttavia, soltanto con gli anni 90 che inizia a for- adattamenti culturali che gruppi di individui (popolazioni, singole co-
marsi a tutti gli effetti una cultura scientifica nel campo della geo-va- munit ecc.) elaborano in risposta alle pressioni selettive dellambien-
lorizzazione cfr. pag. 220. A proposito invece delle relazioni tra beni te. Tali adattamenti, per quanto manifestino modalit espressive comuni,
geologici e beni archeologici, si vedano le considerazioni presenti in: sono determinati da fattori spazio-temporali contingenti e sono perci
Cremaschi C., Manuale di geoarcheologia, Laterza, Roma-Bari, 2000.
determinati dal contesto biogeografico e storico. Nel corso degli anni
13. Trappo deriva dallo svedese trapp, scalino-scalinata, termine re- Sessanta e Settanta del Novecento tali considerazioni sono state sviluppate
lativo alla forma a gradini di colate basaltiche sovrapposte e successi- da alcuni settori di indagine storica e demoetnoantropologica, quali il
vamente erose. materialismo culturale e lecologia culturale. Si veda a tal proposito: Steward
14. Nellarea degli Euganei sono gi state intraprese alcune iniziative in J.H., Teoria del mutamento culturale, Bollati Boringhieri, Torino, 1977;
termini di riqualificazione storico-culturale, sebbene pi che altro in- Harris M., Materialismo culturale. La lotta per una scienza della cultu-
centrate sugli aspetti minerari. A tale proposito: Lazzari C. (a cura di), ra, Feltrinelli, Milano, 1984; Ingold T., Ecologia della cultura, Meltemi,
Mineralogia e ricerca mineraria dal Quattrocento ad oggi, Societ Coo- Roma, 2001; Warnier J.P., La cultura materiale, Meltemi, Roma, 2005;
perativa Tipografica, Padova-Venezia, 2002. Pavanello M., Sistemi umani. Profilo di antropologia economica e di eco-
15. Il porfido cavato dai siti estrattivi della Valceresio e della Valganna logia culturale, Cisu, Roma, 2005.

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Le fonti del Diritto Museale.


Un vademecum per gli operatori
Enzo Varricchio

La crescita di interesse politico-economico per i musei ha numero 433, recante misure urgenti per il funzionamento dei
determinato, negli ultimi anni, lesigenza di legiferare e re- musei statali. Disposizioni in materia di biblioteche statali e
golamentare minuziosamente un settore da sempre basato sul- di archivi di Stato.
le prassi degli operatori pi che sulla normazione formale. 3. Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali
nata cos una nuova branca del diritto dei beni e delle 13 aprile 1993.
attivit culturali, il Diritto Museale1, cio lo studio delle nor- Disciplina dellapertura al pubblico e del funzionamento dei
me e della casistica giurisprudenziale che disciplinano listi- monumenti, musei, gallerie, aree e parchi archeologici, par-
tuzione, la gestione e la fruizione di quei particolari luoghi chi e giardini storici dello Stato.
della cultura detti musei2, finalizzati a individuare, conserva- 4. Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali
re, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale nazionale, 8 aprile 1994.
sia materiale che immateriale, attraverso una serie di attivit Tariffario dei biglietti in applicazione della legge numero 4
coinvolgenti diverse competenze professionali. del 1993 e del regolamento dapplicazione Decreto Ministe-
Dinanzi al progressivo intensificarsi di provvedimenti e di- riale numero 171 del 1994.
sposizioni in materia, appare opportuno facilitare la ricognizione 5. Legge 17 ottobre 1996 n. 534 pubblicata nella Gazzetta
del panorama normativo da parte degli operatori, sintetizzan- Ufficiale del 22 ottobre 1996 n. 248.
do le principali e pi recenti fonti del Diritto Museale. Nuove norme per lerogazione di contributi statali alle isti-
Con tale espressione si intende linsieme di atti o fatti che tuzioni culturali.
lordinamento giuridico abilita a produrre diritto oggettivo, 6. Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali
creando, modificando ovvero estinguendo le norme giuridiche. 24 marzo 1997 n. 139 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
Le fonti sono organizzate in una gerarchia, a seconda del gra- 28 maggio 1997 n. 122.
do di importanza e della forza di prevalenza, con al vertice Regolamento recante norme sugli indirizzi, criteri e moda-
le norme costituzionali. lit di istituzione e gestione dei servizi aggiuntivi nei musei
Coesistono con le fonti nazionali altre fonti di diritto in- e negli altri Istituti del Ministero per i beni culturali e ambientali.
ternazionale, dal contenuto precettivo pi o meno vincolante 7. Legge 15 maggio 1997 n. 127 (cd Legge Bassanini)
per gli Stati sovrani. pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 1997 n. 113.
In questa sede, vengono prese in considerazione esclu- Misure urgenti per lo snellimento dellattivit amministrativa
sivamente le cosiddette fonti atto, cio quelle derivanti e dei procedimenti di decisione e di controllo.
dallattivit dei soggetti titolari del potere normativo, tralasciando 8. Legge 25 marzo 1997 n. 78 pubblicata nella Gazzetta
le cosiddette fonti fatto, ovvero quelle scaturenti da usi o Ufficiale del 29 marzo 1997 n. 74.
consuetudini. Queste ultime sono assai diffuse nel settore mu- Soppressione della tassa dingresso nei musei statali
seale sotto forma di best practices e meriteranno miglior ap- 9. Legge 8 ottobre 1997 n. 352 pubblicata nella Gazzet-
profondimento in altra occasione. ta Ufficiale del 17 ottobre 1997 n. 243 - Supplemento Ordi-
nario n. 212.
Le principali e pi recenti fonti del Diritto Museale so- Disposizioni sui beni culturali.
no, dunque, le seguenti. 10. Decreto del Ministro per i beni culturali e ambienta-
1. Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali li 11 dicembre 1997 n. 507 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 giugno 1988. del 12 febbraio 1998 n. 35.
Recepimento della risoluzione del Consiglio delle Comunit eu- Regolamento recante norme per listituzione del biglietto
ropee 20 dicembre 1985 per lestensione ai cittadini di tutti gli dingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichit,
Stati membri della CEE del libero ingresso ai musei italiani. parchi e giardini monumentali dello Stato.
2. Legge 14 gennaio 1993 n. 4, pubblicata nella Gazzet- 11. Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112 pubblica-
ta Ufficiale del 15 gennaio 1993 n. 11 (cd. L. Ronchey). to nella Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 1998 n. 92 - Supple-
Conversione in legge del Decreto Legge 14 novembre 1992 mento Ordinario n. 77 (Articoli 148-150).

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Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Sta- Art 7 Statuto dei Beni Culturali e istituzione della Patrimo-
to alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I del- nio dello Stato spa.
la Legge 15 marzo 1997 n. 59. 22. Legge del 16 ottobre 2003 n. 291 pubblicata nella Gaz-
12. Decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio zetta Ufficiale del 29 ottobre 2003 n. 252.
1998 n. 322 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 settembre Disposizioni in materia di interventi per i beni e le attivit
1998 n. 208. culturali, lo sport, luniversit e la ricerca e costituzione del-
Regolamento recante modalit per la presentazione delle la Societ per lo sviluppo dellarte, della cultura e dello spet-
dichiarazioni relative alle imposte sui redditi allimposta re- tacolo - ARCUS S.p.a.
gionale sulle attivit produttive e allimposta sul valore ag- 23. Decreto Legislativo 8 gennaio 2004 n. 3 pubblicato
giunto, ai sensi dellarticolo 3, comma 136, della Legge 23 nella Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2004 n. 11.
dicembre 1996 n. 662. Riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivit cultu-
13. Decreto Legislativo 20 ottobre 1998 n. 368 pubblica- rali, ai sensi dellarticolo 1, della Legge 6 luglio 2002, n. 137.
to nella Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1998 n. 250. 24. Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 pubblica-
Istituzione del Ministero per i beni e le attivit culturali, a nor- to nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2004 n. 45 - Sup-
ma dellarticolo 11 della Legge 15 marzo 1997 n. 59. plemento Ordinario n. 28.
14. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarti-
28 settembre 1999 n. 375 pubblicato nella Gazzetta Ufficia- colo 10 della Legge 6 luglio 2002 n. 137.
le del 27 ottobre 1999 n. 253. 25. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali
Regolamento recante modifiche al Decreto Ministeriale 11 di- 28 febbraio 2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15
cembre 1997, numero 507, concernente norme per listitu- marzo 2005 n. 61.
zione del biglietto di ingresso ai monumenti, musei. Ministero per i Beni e le Attivit Culturali. Modifiche ed in-
15. Decreto Legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 pubblica- tegrazioni al Decreto 6 febbraio 2004, concernente la verifi-
to nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1999 n. 302 - Sup- ca dellinteresse culturale dei beni immobili di utilit pubblica.
plemento Ordinario n. 229 (Articolo 99, II comma). 26. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni 9 febbraio 2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5
culturali e ambientali, a norma dellarticolo 1 della legge 8 aprile 2005 n. 78.
ottobre n. 352. Ministero per i Beni e e le Attivit Culturali. Procedure, mo-
16. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali dalit e condizioni per lassunzione da parte dello Stato del-
25 luglio 2000. la copertura dei rischi, derivanti dal prestito di beni cultura-
Costituzione del Gruppo tecnico di lavoro per la realizzazione li per mostre e manifestazioni, ai sensi dellarticolo 48, com-
delle proposte atte a definire gli standard qualitativi per i musei ma 5, del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, recan-
la cui gestione viene trasferita alle regioni, province e comuni. te il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
17. Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 27. Proposta di legge Regione Lombardia n. 51 presen-
2000 n. 441. tata il 27 Giugno 2005.
Regolamento recante norme di organizzazione del Ministe- Istituzione del sistema museale regionale.
ro per i beni e le attivit culturali. 28. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
18. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali 23 febbraio 2006 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 mar-
10 maggio 2001 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 ot- zo 2006 n. 55.
tobre 2001 n. 244. Approvazione dei modelli per il rilevamento dei danni, a seguito
Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di eventi calamitosi, ai beni appartenenti al patrimonio culturale
di funzionamento e sviluppo dei musei. 29. Decreto Legislativo 24 marzo 2006 n. 156.
19. Direttiva del 27 settembre 2001 n. 84. Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo
Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione ai beni culturali, pub-
diritto dellautore di unopera darte sulle successive vendi- blicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2006 n. 97 - Sup-
te delloriginale. plemento Ordinario n. 102 (Rettifica Gazzetta Ufficiale del 24
20. Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 pubblicata maggio 2006 n. 119).
nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2001 n. 248. 30. Decreto Legislativo del 24 marzo 2006 n. 157 pubblicato
Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2006 n. 97 - Supplemento
della Repubblica Italiana. Ordinario n. 102.
21. Legge del 15 giugno del 2002 n. 112 pubblicata nel- Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22
la Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2002 n. 193. gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio.

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31. Decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali 37. Decreto del Ministero per i Beni e le Attivit Cultu-
20 aprile 2006 n. 239 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del rali 29 gennaio 2008.
26 luglio 2006 n. 172. Attuazione dellart. 14 del D.L. 159/2007.
Modifiche al regolamento di cui al Decreto Ministeriale 11 38. Decreto Legislativo 62/2008 e Decreto Legislativo
dicembre 1997 numero 507. 63/2008 (in Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2008 n. 84), in vi-
32. Legge 19 febbraio 2007 n. 19 pubblicata nella Gaz- gore dal 15 aprile 2008.
zetta ufficiale del 5 marzo 2007 n. 53 - Supplemento Ordi- Modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio (Rifor-
nario 57/L. ma Rutelli).
Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla protezione
e la promozione delle diversit delle espressioni culturali, fat- Andranno aggiunte allelenco le norme in materia di fe-
ta a Parigi il 20 ottobre 2005. deralismo in corso di discussione. La molteplicit delle fon-
33. Decreto Legge 28 dicembre 2006 n. 300 convertito ti citate pone complessi problemi di interpretazione e di coor-
in Legge n. 17 del 26 febbraio 2007. dinamento, ai quali chiamata a fornire soluzione lattivit
Legge 26 febbraio 2007, n. 17, Conversione in legge, con mo- della Giurisprudenza, in primis della Corte Costituzionale, uni-
dificazioni, del Decreto Legge 28 dicembre 2006, n. 300, re- tamente alla Dottrina, peraltro ancora scarna al riguardo.
cante proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
Disposizioni di delegazione legislativa. Gazzetta Ufficiale Enzo Varricchio avvocato in Bari, presidente del Centro
del 26 febbraio 2007 n. 47 - Supplemento Ordinario n. 48. Studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio.
Art. 3-ter. (Proroga di termine in tema di prova di idoneit
per la qualifica di restauratore di beni culturali).
34. Legge 27 settembre 2007 n. 167 (in Gazzetta Ufficia- 1. Sullargomento si veda: Varricchio E., Il Diritto Museale, ontogenesi di una
le del 12 ottobre 2007n. 238), in vigore dal 13 Ottobre 2007, disciplina giuridica, Nuova Museologia, n. 18, 2008, pp. 2-7. Inoltre: Luther
di ratifica della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio J., Principi per il diritto dei musei pubblici in Italia, Fondazione Giovanni Agnel-
li, Torino, 1995.
culturale immateriale, firmata a Parigi il 3 novembre 2003.
2. Art. 101 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004 e
35. Decreto Legge 1 ottobre 2007 n. 159 (collegato alla successive modifiche).
legge finanziaria 2008 sui servizi aggiuntivi museali) art. 14. Istituti e luoghi della cultura
36. Decreto del Presidente della Repubblica 26 novem- 1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche
bre 2007 n. 233. e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.
Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e 2. Si intende per:
le attivit culturali, a norma dellarticolo 1, comma 404, del- a) museo, una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed
la Legge 27 dicembre 2006 n. 296. espone beni culturali per finalit di educazione e di studio [omissis].

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LARC di Pierre Gaudibert


(1967-1972)
Pietro Rigolo

Animazione-Ricerca-Confronto: questo il nome scelto didattica del museo. Oltre agli spazi per le esposizioni, ven-
da Pierre Gaudibert per la nuova sezione del Muse dArt Mo- ne allestita una sala polivalente con sedute e palco mobili,
derne de la Ville de Paris, da lui fondata e dedicata alle nuo- per concerti e spettacoli.
ve tendenze in arte, musica, teatro, jazz, danza e, successi- ARC oltre che un nome, vuole essere un manifesto, un
vamente, fotografia e cinema1. programma dazione. Animation racchiude in s lidea di un
Listituzione nasce nel 1967, in seguito alla volont da par- progetto museale nuovo, volto da una parte a rendere il mu-
te della Direction des Beaux-Arts, de la Jeunesse et des seo una piattaforma aperta ad accogliere tutte le forme di crea-
Sports della Municipalit di Parigi di creare dei luoghi volti zione che non possono trovare spazio in altre sedi, e dallal-
alla presentazione dellarte contemporanea, in seguito ai tra alla trasformazione del museo stesso da tempio, solen-
passi gi mossi in questa direzione a livello statale con la crea- ne e inibitore, a forum, luogo di incontro e di scambio. Gau-
zione delle Maisons de la Culture e del Ministre des Affai- dibert insistette perch i curatori (in francese conservateurs,
res Culturelles, nel 1959. Il panorama parigino rispetto allar- termine chiaramente legato a una concezione museale anti-
te prodotta da artisti viventi, infatti, risultava composto uni- quata che sembra limitare il loro ruolo alla mera salvaguar-
camente da poche gallerie commerciali, per la maggior par- dia delle opere) venissero chiamati animateurs, vocabolo che
te ancora legate a unastrazione informale erede dellEcole significativamente sposta laccento sulla sfera del sociale. il
de Paris, e dal programma di mostre curate da Franois termine stesso cultura sempre inteso dallautore in ter-
Mathey presso il Muse des Arts Dcoratif. Viene deciso mini etno-antropologici, come tout le champs de valeurs,
quindi di aprire allinterno del museo civico di arte moder- mythes, reprsentations, croyances, conceptions, modles, tra-
na una sezione specializzata. ditions, comportements, attitudes, modes de vie, gots dune
Gaudibert segue il progetto fin dalle sue prime fasi, di- socit3, di cui le opere darte tradizionalmente intese co-
scutendone con alcuni dei pi aggiornati professionisti stituiscono una minima parte.
dellepoca; sappiamo, infatti, che nel 1967 incontr Edy de Se la parola animation portatrice di riflessioni sullisti-
Wilde, allora curatore allo Stedelijk Museum di Amsterdam, tuzione, recherche delinea il tipo di eventi che il museo in-
Pontus Hulten, direttore del Moderna Museet di Stoccolma tende ospitare, caratterizzati da un alto grado di sperimen-
e Harald Szeemann, che dirigeva la Kunsthalle di Berna. tazione che rende difficile una loro classificazione: spettacoli
Lo statuto, di mano dello stesso Gaudibert, prevede di danza contemporanea nei giorni di inaugurazione delle
unassoluta indipendenza nella gestione dei finanziamenti, che mostre, in cui i ballerini interagiscono con le opere, labora-
hanno come unica provenienza il Comune di Parigi. Questo tori pratici per il pubblico, passeggiate-concerto lungo le sa-
fu causa di gravi problemi di fondi, tanto che spesso le ope- le con piccole orchestre che accompagnano i visitatori del-
re non potevano venire assicurate, i trasporti avvenivano con la mostra, light shows allesterno del museo.
mezzi di fortuna e gli animatori, a parte Gaudibert e Suzan- Infine confrontation esplica lidea di nuovo pubblico
ne Pag, la sua assistente, prestavano un servizio gratuito. cara a Gaudibert: un pubblico attivo, partecipe, che entri in
Allo stesso tempo per questa situazione consent una tota- contatto diretto non solo con le opere, ma anche con gli ar-
le libert nella scelta delle proposte da ospitare, almeno fi- tisti. Di qui per esempio la serie Premire Rencontre, serate
no al celebre episodio di censura del 19712. volte alla presentazione al pubblico di giovani artisti, e del
Lattivit fu frenetica: pi di 100 mostre ed eventi in 5 an- loro lavoro.
ni, per quel che riguarda solo le arti plastiche. Ogni sezio- Cercando di inquadrare lARC in un contesto internazio-
ne era curata da un diverso animatore, e Gaudibert ben pre- nale, notiamo come negli stessi anni diverse istituzioni ini-
sto coinvolse gli studenti dellUniversit Paris 5-Nanterre, ziassero a dimostrare interesse verso le tendenze contemporanee:
dove aveva una Cattedra di Storia dellarte contemporanea, i gi citati Kunsthalle di Berna, Moderna Museet di Stoccol-
nel redigere le note informative che venivano distribuite al ma, Stedelijk Museum di Amsterdam rappresentano insieme
pubblico allentrata di ogni mostra. Gli stessi studenti orga- allARC e allICA (Institute of Contemporary Art) di Londra i
nizzarono conferenze e seminari, incrementando lattivit primi nuclei di sperimentazione del nuovo museo darte con-

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temporanea, volto allapertura verso un pubblico pi vasto sibilit di svolgere unazione culturale che non si riduca a giu-
e alla creazione di conoscenza e di cultura, piuttosto che al- stificare il sistema, n addirittura a integrare le istanze sov-
la mera presentazione e conservazione di opere darte. Listi- versive, ma che sia una vera forza di sviluppo sociale e di
tuzione museale di conseguenza tende a non essere pi un crescita.
luogo di consacrazione per artisti gi affermati, ma si volge Rispetto ai critici dellepoca, i suoi scritti si caratterizza-
alla produzione e alla ricerca. no quindi per uno spiccato interesse verso la sfera del so-
significativo sottolineare come tutti questi grandi atto- ciale e del politico; i suoi riferimenti non sono tanto storico-
ri culturali fossero allepoca in contatto tra loro, venendo a artistici, quanto sociologici, Louis Althusser e Pierre Bourdieu
formare una vera e propria rete di amicizie e, di conse- primi fra tutti.
guenza, di mostre itineranti. Possiamo affermare che la ricerca di Gaudibert si svilupp
La particolarit di Gaudibert rispetto ai suoi colleghi ci- quindi in diversi campi: riflessione sociologica e politica, ri-
tati forse quella di essere stato fortemente legato nelle scel- cerca nel panorama artistico parigino e partecipazione a es-
te allambiente parigino, e in particolare alle tendenze figu- so, proposizione di nuovi oggetti e di nuovi modi di espor-
rative, oggi in parte dimenticate dalla storiografia internazionale, re oggetti tradizionali, presentazione di grandi artisti inter-
rappresentate dal Salon de la Jeune Peinture e dal gruppo nazionali pressoch sconosciuti in Francia. A tale proposito
della Nouvelle Figuration (pi tardi Figuration Narrative), que- vanno ricordate le prime grandi retrospettive francesi mai tri-
stultimo creatosi attorno al direttore della rivista Opus In- butate a Soto, a Andy Warhol e a Lucio Fontana4 e il lancio
ternational, Grald Gassiot-Talabot. del giovane Christian Boltanski e del gruppo Support-Surfa-
Dal punto di vista delle scelte presentate allARC, quin- ce5. La sua attivit stata fondamentale nel proporre un di-
di, Gaudibert sembra rimanere spesso ancorato a una visio- battito sul valore, la posizione e il ruolo dellarte contemporanea
ne dellarte piuttosto tradizionale. a livello istituzionale.
Per quanto riguarda la predilezione spiccata da parte del Sicuramente il suo contributo nella riformulazione cora-
curatore per la pittura figurativa, essa va spiegata anche con le avvenuta sul finire degli anni Sessanta dei compiti e del
il fatto che in quegli anni, caratterizzati da una sclerosi della significato del museo stato di primaria importanza, nono-
ricerca parigina ancora ferma a proposizioni informali, un ri- stante il suo impegno nel campo delle arti visive abbia avu-
torno al figurativo rappresentava un atto di rottura, la possi- to esiti controversi e sia stato limitato nel tempo.
bilit di una direzione nuova. Daltro canto, va anche rico-
nosciuto che il suo interesse per larte non nasce da unattenzione Pietro Rigolo dottorando in Studi sulla rappresentazione
verso gli aspetti formali, estetici dellopera, quanto dalla pos- visiva presso il SUM Italia - Universit di Siena, e collabora
sibilit insita nella cultura in genere di sbalordire il pubblico, con lUniversit IUAV di Venezia in qualit di assistente
facendo successivamente affiorare una coscienza di classe che alla didattica. Si occupa prevalentemente di storia dellarte
spinga a prendere parte alla lotta rivoluzionaria. La formazione contemporanea e di storia delle esposizioni del XX secolo.
dellautore stata soprattutto sociologica, e la sua crescita
avvenuta in organismi culturali militanti, quali Peuple et Cul-
1. Il faut donc bien souligner que notre souhait serait de considrer lARC
ture e Tourisme et Travail. Nel contesto culturale parigino de- comme un lieu en perptuel mouvement, une sorte de lieu de passage
gli anni Sessanta, Gaudibert si pone allinterno di una corrente assez bruyant, encombr dobjets, o tout le monde parle, sexplique, se
di stampo anarchico-poetico di vaga matrice surrealista che rencontre (je pense lagora ou encore la grande place de Marrake-
rivendica la libert individuale (sia creativa che sessuale) e la ch). Pierre Gaudibert in: Pavis Y., Vers le muse du futur-entretien avec
presa di coscienza e realizzazione dei propri desideri e pul- Pierre Gaudibert, Opus international n. 28, 1971, pp. 27-33.
sioni come base per una rivoluzione che porti alla liberazio- 2. Il 30 settembre 1971, in occasione dellinaugurazione della mostra Mo-
numensonges di Mathelin, la Prefettura di Parigi ordina la rimozione di
ne dellintera societ. In questo senso Gaudibert interessa- due tele del pittore, ritenute offensive della morale pubblica e dello Sta-
to al processo artistico, come asserzione di unindividualit to Francese. Esse avevano per soggetto la tomba del Milite Ignoto pres-
sovrana che giunge a riformulare il mondo. so lArco di Trionfo e lEliseo, residenza del Presidente della Repubblica.
Spostando lattenzione sui testi di questautore, pochi in 3. Gaudibert P., De lordre moral, Grasset&Fasquelle, Paris 1973, p. 125
quegli anni sono cos lucidi nellaffermare la fine dellege- (Tutti gli insiemi di valori, miti, rappresentazioni, credenze, concezioni,
monia parigina, sopraffatta dallo sviluppo dellarte america- modelli, tradizioni, comportamenti, attitudini, modi di vita e gusti di una
societ).
na, la crisi dellEcole de Paris, la distanza del grande pub-
4. Si tratta rispettivamente delle mostre Soto, 10 giugno-21 agosto 1969,
blico dallarte, il settarismo dellarte da copertina (quel sem- Fontana, rtrospective, 10 giugno-6 settembre 1970, e Warhol, 16 di-
pre nuovo che maschera limmobilit dei rapporti sociali e cembre 1970-14 gennaio 1971.
di classe) e il pericolo di un intervento statale nella gestio- 5. Boltanski&Sarkis, Moments 1 2 3 e Support-Surface, entrambe dal
ne della cultura. Tutti i suoi scritti sono unanalisi della pos- 13 settembre al 15 ottobre 1970.

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Nuova Museologia - Indici dei volumi 1-20

Indice per volume pag. 35 Giovanni Pinna - Il controllo politico e sociale dei musei.
pag. 38 XXV Convegno ANMLI sulla sicurezza nei musei.
Volume 1, settembre 1999 pag. 38 XXV Convegno ANMLI Musei 2000. Formazione universitaria e
pag. 1 Giovanni Pinna - Nuova Museologia. professionalit museale
pag. 2 Horst Bredekamp - Il museo di se stesso. pag. 39 Anna Maria Visser Travagli - I musei in Italia esistono?
pag. 5 Gianluigi Dacc - La Sindrome Bipolare dei Musei Civici. Per un atto di fondazione del museo italiano.
pag. 8 Vittorio Falletti, Maurizio Maggi - La confusione regna a Venaria?
pag. 11 Andrea Pinna - Problemi relativi alla riproduzione on line di Volume, 3 novembre 2000
opere museali protette dal diritto dautore. pag. 1 Giovanni Pinna - Formazione e frustrazione professionale.
pag. 14 Maria Laura Tomea Gavazzoli - Standard di risorse e modelli di pag. 2 Jean-Yves Marin - Mostrare le origini dellEuropa.
eccellenza nel museo italiano. pag. 4 Cristina De Benedictis, Alessandro Coppellotti - Il ruolo
pag. 18 Daniele Jalla - Standard di qualit e di risorse per i musei. delluniversit nel rinnovamento del museo.
pag. 30 Appello di Antropologia Museale. pag. 6 Fabio Maniscalco - I musei del Kosovo al termine del conflitto.
pag. 30 Sophie Sutherland - Appello del National Museum Directors pag. 8 Anna Chiara Cimoli - LEcole du Louvre fra mito e realt.
Conference (UK). pag. 10 Maria Camilla De Palma - La Nuova Frontiera dei musei etnologici.
pag. 31 Giovanni Pinna - Musei, saperi e culture. pag. 14 Maria Laura Tomea Gavazzoli - Museo e non-museo.
pag. 32 Giovanni Pinna - Lazzaro Spallanzani al Castello Visconteo di pag. 16 Gianluigi Dacc - La museologia fra nuove leggi e new economy.
Pavia e leterna sofferenza dei musei universitari. pag. 18 Maria Teresa Balboni Brizza - Il museo come forma complessa.
pag. 33 Silvia Mascheroni - Verso un sistema nazionale di educazione al pag. 32 Giovanni Pinna - Ricordo di Fredi Drugman.
patrimonio culturale. pag. 33 M.A. - Caravaggio, la luce (e le ombre) della cultura lombarda.
pag. 34 Organizzazione e scopi dellICOM. pag. 34 Giovanni Pinna - Cuore di mamma.
pag. 34 Attivit dellICOM ITALIA. pag. 35 Antonio Guerci - Il Museo di Etnomedicina dellUniversit di Genova.
pag. 35 Gli obiettivi generali dellICOM ITALIA. pag. 35 Giovanni Pinna - Il saccheggio burocratico.
pag. 36 Meeting del Comitato Internazionale dellICOM DEMHIST. pag. 36 Carlo Teruzzi - Sicurezza nei musei, considerazioni e bilancio a
pag. 38 Organizzazione e scopi dellANMLI. quattro anni dallentrata in vigore del D.Lgs. 626/94.
pag. 39 Attivit dellANMLI. pag. 36 Ingresso gratuito per i soci ICOM ai musei italiani non statali.
pag. 38 I musei universitari.
Volume 2, giugno 2000 pag. 39 Pubblicazione degli atti del XXIII Convegno ANMLI.
pag. 1 Giovanni Pinna - Non vendete i nostri musei! pag. 39 Anna Maria Visser - La mostra LItalia dei cento musei.
pag. 2 Enric Franch - Il linguaggio espositivo: tre tipologie di base. pag. 40 Chiara Silla - Il Museo dei Ragazzi di Firenze a Palazzo Vecchio:
pag. 4 Giovanni Pinna - Tipologie di esposizione. un progetto di riorganizzazione museografica e di comunicazione.
pag. 8 Hans-Martin Hinz - Passato e futuro del Deutsches Historisches
Museum. Volume, 4 giugno 2001
pag. 10 Maria Xanthoudaki - La visita guidata nei musei: da monologo a pag. 1 Giovanni Pinna - La rivoluzione francese.
metodologia di apprendimento. pag. 2 Giampiero Comolli - Lideologia del flusso vitale: una visita
pag. 14 Piergiorgio Frasca - Stress e organizzazione del lavoro. al Miasma di Helsinki.
pag. 16 Sergio Gentili, Angelo Barili, Pierluigi Ambrosetti - Un museo per pag. 5 Gianluigi Dacc - Le mappe smisurate degli ecomusei.
i fossili di Pietrafitta. pag. 9 Maurizio Maggi - Ecomusei, musei del territorio, musei di identit.
pag. 18 Patrick J. Boylan - I musei di fronte al definanziamento. pag. 12 Gnter Knerr - La Sezione Carta del Deutsches Museum.
pag. 29 Giovanni Pinna - Omaggio a Bruno Zevi. pag. 14 Carmen Dolores Chinea Brito - I musei dellisola di Tenerife.
pag. 29 Giovanni Pinna - LItalia ha perduto larchivio Vercelloni. pag. 17 Paolo Biscottini - Chi spettina la dama del Pollaiolo?
pag. 29 Giovanni Pinna - Piccoli, curiosi o sconosciuti: il Museo delle pag. 19 W.Michael Blumenthal - ...prima dellapertura.
Anime del Purgatorio a Roma. pag. 22 Lorenzo Teruzzi - Divieto di matrimonio.
pag. 30 Giovanni Pinna - A proposito del merchandising museale. pag. 30 Maria Gregorio - I bambini sono imbecilli?
pag. 30 Giovanni Pinna - Che cosa succede alla museologia dOltralpe? pag. 31 Giovanni Pinna - Talebani!
pag. 32 Giovanni Pinna - Proposta per un museo delleditoria. pag. 32 Maria Gregorio - Le parole sono pietre.
pag. 32 Maria Xanthoudaki - Progetto europeo per la formazione pag. 32 Maria Xanthoudaki - Il silenzio doro.
alleducazione allarte. pag. 33 Giovanni Pinna - Scuole di museologia.
pag. 33 Attivit dellICOM ITALIA. pag. 34 Giovanni Pinna - La musealizzazione delle Poste Italiane.
pag. 33 Carlo Teruzzi - Un vocabolario sulla sicurezza nei musei. pag. 35 Convegno annuale DEMHIST.
pag. 34 DEMHIST 2000, convegno annuale del Comitato Dimore Storiche-Museo. pag. 35 19 Conferenza Generale dellICOM, Barcellona 1-6 luglio 2001.

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pag. 36 Elena Corradini - Progetto Museologia on line. pag. 9 Claudio Silingardi - I musei della Resistenza in Emilia Romagna.
pag. 37 Appello al mondo dei musei. pag. 16 Fabrizio Ago - Il sistema museale egizio del Cairo e di Gizah.
pag. 37 Per costituire il CECA-Italia. pag. 18 Peter Davis - Biodiversit e musei scientifici.
pag. 38 Per un Comitato Italiano dello Scudo Blu. pag. 23 Manuela Schiano - Una stanza chiamata museo.
pag. 38 Ingresso gratuito per i soci ICOM ai musei italiani non statali pag. 27 Marialaura Parma - Intervista a Harald Szeemann.
(nuove adesioni). pag. 29 Andrea Perin - Dallarcheologia alletnografia e viceversa.
pag. 39 Giovanni Pinna - I musei scientifici fra ricerca e comunicazione. pag. 36 Associazione Nazionale Archivistica Italiana - Appello per lArchivio
Centrale dello Stato.
Volume, 5 novembre 2001 pag. 36 Giovanni Pinna - Un museo itinerante patagonico.
pag. 1 Giovanni Pinna - Finanziaria! pag. 37 Gigliola De Martini, Mauro Rossetto - Una rete per i musei storici
pag. 2 Daniele Pisani - LItalia della ricostruzione. lombardi.
pag. 7 Enric Franch - Musei e comunicazione. Il caso Guggenheim di Bilbao. pag. 39 Massimo Carcione - Lo Scudo Blu Italiano avr sede allUNESCO.
pag. 10 Maurizio Maggi - Giochi di luci e ombre: il Museo Nazionale del pag. 39 Appeal to assist the national Museum of Afghanistan.
Cinema. pag. 39 Jacques Perot - Shanghai Charter. Museums, Intangibile Heritage
pag. 13 Nadia Barrella - I musei dinteresse locale della Campania. and Globalisation.
pag. 17 Ron Chew - Mostre temporanee a impatto sociale.
pag. 19 Maria Teresa Balboni Brizza - Acchiappasorci o pifferaio magico? Volume 8, giugno 2003
pag. 29 Maria Gregorio, Ugo Iorio - Ho preso su tutto.... pag. 1 Giovanni Pinna - Il vaso di Pandora.
pag. 30 Giovanni Pinna - Pericoli in mostra. pag. 2 Sonja Moceri - Storici dellarte e architetti: un dialogo necessario.
pag. 30 Agnese Visconti - E adesso chi abiter la Reading Room? pag. 8 Kazouki Ohara - Lidea di ecomuseo in Giappone.
pag. 31 Maria Teresa Orengo - Notte dinsonnia. pag. 9 Giovanni Pinna - Musei e patrimonio immateriale.
pag. 32 Cristina Alloggio - Muri da museo. pag. 10 Glenda Cinquegrana - Valorizzazione culturale e valorizzazione
pag. 33 Maria Laura Tomea Gavazzoli - Il museo italiano verso il modello economica.
internazionale dellICOM. pag. 14 Emanuela Rossi - Parola dordine: dialogo.
pag. 34 Massimo Carcione - Blue Shield-Scudo Blu. pag. 18 Marinus Schouten - La privatizzazione dei musei olandesi.
pag. 36 Barcelona 2001. pag. 21 Eleonora De Filippis - Problemi di comunicazione: due mostre a
pag. 39 Paola Nicolin - Museo e societ nellEuropa degli anni trenta: confronto.
allorigine dellICOM. pag. 32 Giovanni Pinna - Sul diritto di riproduzione.
pag. 32 Museo Tattile Statale Omero - Vietato non toccare.
Volume, 6 giugno 2002 pag. 33 Appello per il Museo di Antropologia di Madrid.
pag. 1 Giovanni Pinna - Il reimpatrio dellobelisco. pag. 34 Declaration on the importance and value of universal museums.
pag. 2 ICOM ITALIA - Considerazioni sulla situazione dei musei italiani. pag. 35 Giovanni Pinna - Media e comunicazione scientifica.
pag. 6 Sebastiano Barassi - Kettles Yard, museo o stile di vita? pag. 35 Giovanni Pinna - Saccheggio al museo di Bagdad.
pag. 9 Roberta Cafuri - Memoria e identit culturali nei musei africani. pag. 36 Audizione dellICOM ITALIA alla Commissione Cultura del
pag. 17 Fabio Perrone - Le collezioni di strumenti musicali in Italia. Senato.
pag. 20 Barbara Faedda - Sul museo della moda. pag. 38 A proposito del libero accesso al patrimonio culturale italiano.
pag. 25 Eusebi Casanelles - Linnovazione in Catalogna: la tecnologia nel pag. 39 Protocollo di collaborazione fra ICOM ITALIA e Legambiente.
suo contesto. pag. 40 Massimo Carcione - In dirittura darrivo la costituzione della Croce
pag. 29 Julia Beltrn de Heredia Bercero, Antoni Nicolau i Mart - Barcellona: Rossa dei beni culturali .
il museo di storia della citt.
pag. 36 Giovanni Pinna - Muse Guimet. Volume 9, novembre 2003
pag. 36 Marialaura Parma - La Villa des Arts a Casablanca. pag. 1 Giovanni Pinna - Uscita o ingresso?
pag. 37 Sonja Moceri - Pu il museo diventare unimpresa? pag. 2 Sara Monaci - Comunicazione integrata al Museo Nazionale del
pag. 38 Florian Hufnagl - Sul museo del design. Cinema.
pag. 39 Roberto Togni - A proposito di museologia e di museografia. pag. 5 Marinus Schouten - Musei funerari.
pag. 7 Marialaura Parma - Intervista a Susi Hakmian sul Museo
Volume, 7 novembre 2002 Nazionale di Beyrouth.
pag. 1 Giovanni Pinna - Libero accesso in libera chiesa. pag. 10 Maurizio Maggi - Visitatori, pubblico, comunit.
pag. 2 Gigliola De Martini - Il museo per la storia. pag. 12 Elena Cao - Tra memoria e attualit.
pag. 4 Gianluigi Dacc - Musei della storia oggi. pag. 14 Claudia Lamberti - Il web del museo: proposte per uno standard.
pag. 7 Otello Sangiorgi - Il Museo del Risorgimento di Bologna. pag. 17 Vittorio Falletti - Il cantiere museale: strategie di comunicazione.

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pag. 19 Fabio Scirea - Il gusto della luce. pag. 5 Hale zkasim - Origine e primi sviluppi dei musei turchi.
pag. 21 Anna Catalani - Oggetti di religione: lintangibile patrimonio Yoruba. pag. 9 Nevra Ertrk - Prevenzione terremoti nei musei di Istanbul.
pag. 25 Giovanni Pinna - Il museo un luogo di mistificazione? pag. 12 Andrea Perin - Elogio della disarmonia.
pag. 33 Giovanni Pinna - The Best in Heritage. pag. 15 Barbara Sibilio Parri - LAccountability del museo.
pag. 33 Maria Xanthoudaki - Progetto europeo SMEC. pag. 18 Amalia Gioia - Le antiche navi di Pisa: un open air museum.
pag. 34 Giovanni Pinna - Bambini accorrete! pag. 20 Maria Teresa Balboni Brizza - Ripartire dalloggetto.
pag. 35 Giovanni Pinna, Cristina Canovi - Percorsi virtuali nella pag. 22 Stefania Ruello - Gibellina Nuova. Musei nuovi?
progettazione museale. pag. 24 Antonella Tricoli .- Musei e Monumenti della memoria.
pag. 36 Giovanni Pinna - Discorso sullo stato dellICOM ITALIA. pag. 28 Antonella Trotta - Memory Falls.
pag. 38 Marialaura Parma - Barcellona: il Museo Egizio e la Fondazione Godia.
Volume 10, giugno 2004 pag. 39 Giovanni Pinna - Una scelta museologica discutibile.
pag. 1 Giovanni Pinna - Parliamo di architettura.
pag. 2 Marcella Beraudo di Pralormo - Il museo delle mostre. Volume 13, novembre 2005
pag. 6 Hugues de Varine - Museo evolutivo o museo a termine? pag. 1 Giovanni Pinna - Dalla museologia alla progettazione.
pag. 8 Matteo Stagnoli - Continueremo a chiamarli Musei? pag. 2 Silvia Battaglini, Fulvia Donati - Sulla musealizzazione
pag. 11 Matteo Mainardi - La nuova sede dei Musei Civici di Vigevano. archeologica e scientifica.
pag. 15 Paola Ciocca, Maurizio Maggi - Museo Egizio e dintorni. pag. 6 Lucio Esposito - Museo Correale di Terranova: memorie e progetti.
pag. 20 Aleksandra Prodanovi e Ana Gari - Il Museo di Arti Africane di pag. 12 Andrea Cardone - Musei e Musica nel XIX secolo.
Belgrado. pag. 15 Matilde Russo - Standard museali nella provincia di Catania.
pag. 22 Serafina Pennestr - Dai villaggi coloniali al museo etnografico. pag. 19 Guillermina Fernndez, Aldo Guzmn Ramos - Leredit culturale
pag. 24 Vincenza Ferrara - Una rete per i musei universitari. degli scalpellini italiani.
pag. 26 Giovanni Pinna - Reti e Sistemi Museali. pag. 23 Sergio Todesco - Sui musei delluomo. Note estravaganti.
pag. 36 Giovanni Pinna - LICOM ITALIA lascia Nuova Museologia. pag. 25 Denis Isaia - La visita guidata: modelli, varianti e criticit.
pag. 36 Barbara Sibilio - LAzienda Museo: dalla conservazione del pag. 28 Maria Elena Palmegiani - Il Museo dellOlio della Sabina.
valore alla creazione di valori. Convegno Internazionale, pag. 38 Raffaella Fontanarossa - La nuova sezione didattica di Palazzo
Firenze 6-7 novembre 2003. Rocca a Chiavari.
pag. 37 Marialaura Parma - Casa-taller Durancamps a Barcellona. pag. 39 Giovanni Pinna - Perch non possiamo vedere ci che vogliamo?
pag. 37 Cristina Lupinelli - I musei di Pesaro pi accessibili grazie alla rete. pag. 40 Giovanni Pinna - Fragili musei universali.
pag. 38 Domenico Facchini - Dalla ricerca al museo e viceversa.
21 gennaio 2004: in morte del professor Dinu Adamesteanu. Volume 14, giugno 2006
pag. 39 Pascal Blanchard - Museo delle immigrazioni o museo delle colonie? pag. 1 Giovanni Pinna - Il dio della museologia genera mostri.
pag. 2 Maurizio Maggi - Museologia e complessit.
Volume 11, novembre 2004 pag. 7 Sandra Casellato - Musei scrigni di storia: lisola che non c pi.
pag. 1 Giovanni Pinna - Avviso ai lettori. pag. 10 Gianluca De Felice - Standard museali per la Piazza del Duomo
pag. 2 Sebastiano Barassi - La conservazione dellarte contemporanea. di Pisa.
pag. 7 Giulia Gelmini - ZOOM Kindermuseum, Vienna. pag. 14 Enzo Varricchio - Il Mouseion, M.I.T. ante litteram.
pag. 9 Daniela Marinaro - Musei darte e disagio sociale. pag. 16 Francesca Pellegrino - Il museo della citt oggi.
pag. 14 Paola Pozzolini - Il MUBA di Milano. pag. 18 Rosa Maria Zito - Da rudere a museo.
pag. 17 Francesca Pellegrino - Il museo garibaldino di Marsala. pag. 23 Giovanna Baleani - La conservazione dei patrimoni darte privati.
pag. 21 Carlo Teruzzi - La prevenzione incendi nei musei. pag. 26 Eleonora De Filippis - Curare larte in Rete.
pag. 23 Elena Lucchi - Strategie di conservazione preventiva. pag. 30 Marta Masini - Il relitto del Pollux.
pag. 26 Daria Calpena Marcos, Alessandro Ravotto - Museografia di recupero. pag. 37 Giovanni Pinna - Credibilit.
pag. 29 Luigi Granata - I musei napoletani in rete. pag. 38 Antonio Piva - Museologia e museografia al museo Ala Ponzone
pag. 31 Giuseppe Caruso - Educazione ambientale outdoor e indoor. di Cremona.
pag. 38 Laura Fiesoli - Edumusei. pag. 40 Laura Bergamino - Il museo come luogo del sorriso.
pag. 38 Maria Teresa Orengo, Maurizio Canepa - Il Cristo degli Abissi.
pag. 40 Giovanni Pinna - I risultati della mistificazione economista. Volume 15, novembre 2006
pag. 1 Giovanni Pinna - Il vero e il falso.
Volume 12, giugno 2005 pag. 2 Carlo Teruzzi - Dalledificio storico al museo.
pag. 1 Giovanni Pinna - Reale o virtuale? pag. 5 Paolo Biscottini - Sulla lucertola e la sua coda.
pag. 2 Tomur Atagk - Recenti sviluppi di museologia turca. pag. 8 Elisabetta Fiore - Ecomusei e sviluppo sostenibile.

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pag. 11 Riccardo Rosati - La redenzione degli oggetti: il Museo Mario Praz. Volume 18, giugno 2008
pag. 14 Guido Rosato - Larcheologia industriale del porto di Genova. pag. 1 Giovanni Pinna - Musei di impresa.
pag. 16 Laura Fanti - La didattica alla GNAM negli anni di Palma Bucarelli. pag. 2 Enzo Varricchio - Il Diritto Museale, ontogenesi di una disciplina
pag. 21 Alexandra Pan - La catalogazione dei beni culturali dellAlto Adige. giuridica.
pag. 25 Silvano Zamboni - Aree e parchi archeologici in Trentino. pag. 8 Monica Perillo Marcone - Lionello Venturi e i musei.
pag. 29 Claudia Lamberti - Dal museo al memoriale. pag. 14 Iaki Daz Baleardi - Immagine e redditivit: il Guggenheim di
pag. 33 Laura Bergamino - La schegnetta, strumento per la strategia Bilbao.
didattica del museo. pag. 17 Matilde Russo - Il collezionismo a Catania nel Settecento.
pag. 39 Francesca Pellegrino - Marsala: la citt nel museo. pag. 21 Irene Fabbri - MAMbo e la comunicazione: pragmatismo o idealismo?
pag. 40 Carlo Teruzzi - Appunti di viaggio: il museo di Salina. pag. 24 Ivan Norscia, Elisabetta Palagi - Museologia multisensoriale.
pag. 28 Giulia Camin - Che cosa si intende per diletto?
Volume 16, giugno 2007 pag. 30 Sebastiano Barassi - Cesare Brandi e la conservazione dellarte
pag. 1 Giovanni Pinna - Evviva il Grande Fratello! contemporanea.
pag. 2 Giovanni Pinna - I musei di storia naturale e la cladistica. pag. 38 Maria Luigia Pagliani - Le Muse des monuments franais.
pag. 5 Caterina Albano - Tra arte e scienza. pag. 38 Anna Vaglio - Giuseppe Garibaldi. Sulle tracce di un mito al
pag. 8 Giovanna Baleani - Tre secoli in tre ore. Museo del Risorgimento di Milano.
pag. 11 Cinzio Gibin - La storia naturale contro il pregiudizio. pag. 39 Lexception franaise en question.
pag.13 Iefke van Kampen - Il museo del cardinale Flavio Chigi, a Formello.
pag. 15 Andrs Carretero Prez - DOMUS: modello di gestione della Volume 19, novembre 2008
documentazione museale. pag. 1 Giovanni Pinna - Le idi di marzo sono giunte. S, Cesare, ma
pag. 19 Giuseppe Caruso - Lerbario del Museo di Storia Naturale di Vienna. non trascorse.
pag. 22 Chiara Peyrani - Una nuova architettura per i musei naturali. pag. 2 Andreas Henning - La Gemldegalerie Alte Meister di Dresda su
pag. 26 Pietro Tamburini - Il pregio dellimperfezione. Second Life.
pag. 30 Enzo Varricchio - Preistoria e archeomitologia del museo. pag. 4 Aldo R.D. Accardi - Natura e Artificio negli interni museali.
pag. 37 Giovanna Baleani - I benefattori dellOspedale Maggiore di pag. 9 Maurizio Maggi - Lalbero e i suoi frutti: lecomuseo ancora un
Milano hanno trovato una sede. museo?
pag. 38 Francesca Vannozzi - Per un museo dei mezzi di comunicazione. pag. 13 Enrica Dardes - La Guggenheim experience.
pag. 38 Carlo Teruzzi - Conferenza annuale dellICMS in Polonia. pag. 18 Enzo Varricchio - Il patrimonio immateriale nella legislazione
pag. 38 Percorsi museali Scienza dellAcqua. italiana.
pag. 39 Esprit Sphrique. pag. 22 Lorenzo Guzzardi, Giancarlo German Bozza - Musei e
pag. 39 Laura Fanti - Itinerari tattili nei musei: lesempio del Museo del archeologia subacquea in Sicilia.
Vetro di Altare (Savona). pag. 26 Annalisa Porzio, Valeria De Laurentiis, Ornella Schiappa,
Ciro Massaro - La Sala DAI a Palazzo Reale di Napoli.
Volume 17, novembre 2007 pag. 29 Ileana Tozzi - La Pinacoteca diocesana di Rieti.
pag. 1 Giovanni Pinna - Prodromi del centro milanese delle culture pag. 32 Maria Teresa Balboni Brizza - Al museo si pu ancora provare
extraeuropee. meraviglia?
pag. 2 Saverio Panini - La progettazione dei musei darte contemporanea. pag. 39 Salvatore Zappulla - Rivive lantico maniero di Calatabiano (Catania).
pag. 7 Fabiana Di Cerbo - Interculturalit e museo. pag. 39 Giovanni Pinna - Autonomia universitaria e museologia.
pag. 11 Maria Luigia Pagliani - Il Museo della Marineria di Cesenatico.
pag. 14 Claudia Pecoraro - Il Museo dellArazzo di Bayeux ovvero il Volume 20, giugno 2009
museo come ipertesto. pag. 1 Giovanni Pinna - La crisi del modello americano.
pag. 18 Riccardo Rosati - Il museo Andersen e il sogno di una capitale mondiale. pag. 2 Silvia Caldarini Mazzucchelli - Patrimonio culturale e identit:
pag. 21 Delia Romano - I musei monastici in Italia. unesperienza di partenariato.
pag. 24 Silvia Salvati - Modelli didattici a confronto. pag. 7 Andrea Candela - Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico.
pag. 26 Paolo Togninelli - Museo, paesaggio culturale e identit collettiva. pag. 12 Enzo Varricchio - Le fonti del Diritto Museale. Un vademecum
pag. 29 Pier Federico Caliari - Un museo del presente e il problema per gli operatori.
della storicit. pag. 15 Pietro Rigolo - LARC di Pierre Gaudibert (1967-1972).
pag. 38 Marialaura Parma - Il nuovo museo darte contemporanea di pag. 17 Nuova Museologia - Indice dei Volumi 1-20.
Buenos Aires. pag. 25 Denise La Monica - Sistemi Museali.
pag. 39 Spartaco Gippoliti - Chi ha paura della biodiversit? pag. 29 Ileana Tozzi - Unesperienza didattica al Museo Diocesano di Rieti.
pag. 40 Giovanni Pinna - Acronimi. pag. 31 Giovanni Pinna - Viaggi scientifici, musei e la ricchezza delle nazioni.

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Indice per Autore Cao E. - Tra memoria e attualit. Volume 9, 2003, pag. 12.
Carcione M. - Blue Shield-Scudo Blu. Volume 5, 2001, pag. 34.
Accardi A.R.D. - Natura e Artificio negli interni museali. Volume 19, 2008, pag. 4. Carcione M. - Lo Scudo Blu Italiano avr sede allUNESCO. Volume 7, 2002,
Ago F. - Il sistema museale egizio del Cairo e di Gizah. Volume 7, 2002, pag. 16. pag. 39.
Albano C. - Tra arte e scienza. Volume 16, 2007, pag. 5. Carcione M. - In dirittura darrivo la costituzione della Croce Rossa dei be-
Alloggio C. - Muri da museo. Volume 5, 2001, pag. 32. ni culturali. Volume 8, 2003, pag. 40.
Associazione Nazionale Archivistica Italiana - Appello per lArchivio Centrale Cardone A. - Musei e Musica nel XIX secolo. Volume 13, 2005, pag. 12.
dello Stato. Volume 7, 2002, pag. 36. Carretero Prez A. - DOMUS: modello di gestione della documentazione
Atagk T. - Recenti sviluppi di museologia turca. Volume 12, 2005, pag. 2. museale. Volume 16, 2007, pag. 15.
Balboni Brizza M.T. - Il museo come forma complessa. Volume 3, 2000, pag. 18. Caruso G. - Educazione ambientale outdoor e indoor. Volume 11, 2004, pag. 31.
Balboni Brizza M.T. - Acchiappasorci o pifferaio magico? Volume 5, 2001, Caruso G. - Lerbario del Museo di Storia Naturale di Vienna. Volume 16,
pag. 19. 2007, pag. 19.
Balboni Brizza M.T. - Ripartire dalloggetto. Volume 12, 2005, pag. 20. Casanelles E. - Linnovazione in Catalogna: la tecnologia nel suo contesto.
Balboni Brizza M.T. - Al museo si pu ancora provare meraviglia? Volu- Volume 6, 2002, pag. 25.
me 19, 2008, pag. 32. Casellato S. - Musei scrigni di storia: lisola che non c pi. Volume 14,
Baleani G. - La conservazione dei patrimoni darte privati. Volume 14, 2006, 2006, pag. 7.
pag. 23. Catalani A. - Oggetti di religione: lintangibile patrimonio Yoruba. Volu-
Baleani G. - Tre secoli in tre ore. Volume 16, 2007, pag. 8. me 9, 2003, pag. 21.
Baleani G. - I benefattori dellOspedale Maggiore di Milano hanno trovato Chew R. - Mostre temporanee a impatto sociale. Volume 5, 2001, pag. 17.
una sede. Volume 16, 2007, pag. 37. Chinea Brito C.D. - I musei dellisola di Tenerife. Volume 4, 2001, pag. 14.
Barassi S. - Kettles Yard, museo o stile di vita? Volume 6, 2002, pag. 6. Cimoli A.C. - LEcole du Louvre fra mito e realt. Volume 3, 2000, pag. 8.
Barassi S. - La conservazione dellarte contemporanea. Volume 11, 2004, pag. 2. Cinquegrana G. - Valorizzazione culturale e valorizzazione economica. Volume
Barassi S. - Cesare Brandi e la conservazione dellarte contemporanea. 8, 2003, pag. 10.
Volume 18, 2008, pag. 30. Ciocca P., Maggi M. - Museo Egizio e dintorni. Volume 10, 2004, pag. 15.
Barrella N. - I musei dinteresse locale della Campania. Volume 5, 2001, pag. 13. Comolli G. - Lideologia del flusso vitale: una visita al Miasma di Helsinki.
Battaglini S., Donati F. - Sulla musealizzazione archeologica e scientifica. Volume 4, 2001, pag. 2.
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storia della citt. Volume 6, 2002, pag. 29. Dacc G. - La museologia fra nuove leggi e new economy. Volume 3, 2000,
Beraudo di Pralormo M. - Il museo delle mostre. Volume 10, 2004, pag. 2. pag. 16.
Bergamino L. - Il museo come luogo del sorriso. Volume 14, 2006, pag. 40. Dacc G. - Le mappe smisurate degli ecomusei. Volume 4, 2001, pag. 5.
Bergamino L. - La schegnetta, strumento per la strategia didattica del museo. Dacc G. - Musei della storia oggi. Volume 7, 2002, pag. 4.
Volume 15, 2006, pag. 33. Dardes E. - La Guggenheim experience. Volume 19, 2008, pag. 13.
Biscottini P. - Chi spettina la dama del Pollaiolo? Volume 4, 2001, pag. 17. Davis P. - Biodiversit e musei scientifici. Volume 7, 2002, pag. 18.
Biscottini P. - Sulla lucertola e la sua coda. Volume 15, 2006, pag. 5. De Benedictis C., Coppellotti A. - Il ruolo delluniversit nel rinnovamen-
Blanchard P. - Museo delle immigrazioni o museo delle colonie? Volume to del museo. Volume 3, 2000, pag. 4.
10, 2004, pag. 39. De Felice G. - Standard museali per la Piazza del Duomo di Pisa. Volume
Blumenthal W.M. - ...prima dellapertura. Volume 4, 2001, pag. 19. 14, 2006, pag. 10.
Boylan P.J. - I musei di fronte al definanziamento. Volume 2, 2000, pag. 18. De Filippis E. - Problemi di comunicazione: due mostre a confronto. Volume
Bredekamp H. - Il museo di se stesso. Volume 1, 1999, pag. 2. 8, 2003, pag. 21.
Cafuri R. - Memoria e identit culturali nei musei africani. Volume 6, 2002,, De Filippis E. - Curare larte in Rete. Volume 14, 2006, pag. 26.
pag. 9. De Palma M.C. - La Nuova Frontiera dei musei etnologici. Volume 3, 2000,
Caldarini Mazzucchelli S. - Patrimonio culturale e identit: unesperienza pag. 10.
di partenariato. Volume 20, 2009, pag. 2. De Martini G. - Il museo per la storia. Volume 7, 2002, pag. 2.
Caliari P.F. - Un museo del presente e il problema della storicit. Volume De Martini G., Rossetto M. - Una rete per i musei storici lombardi. Volume
17, 2007, pag. 29. 7, 2002, pag. 37.
Calpena Marcos D., Ravotto A. - Museografia di recupero. Volume 11, 2004, de Varine H. - Museo evolutivo o museo a termine? Volume 10, 2004, pag. 6.
pag. 26. Di Cerbo F. - Interculturalit e museo. Volume 17, 2007, pag. 7.
Camin G. - Che cosa si intende per diletto? Volume 18, 2008, pag. 28. Daz Baleardi I. - Immagine e redditivit: il Guggenheim di Bilbao. Volume
Candela A. - Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico. Volume 20, 18, 2008, pag. 14.
2009, pag. 7. Ertrk N. - Prevenzione terremoti nei musei di Istanbul. Volume 12, 2005, pag. 9.

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Esposito L. - Museo Correale di Terranova: memorie e progetti. Volume 13, Lupinella C. - I musei di Pesaro pi accessibili grazie alla rete. Volume 10,
2005, pag. 6. 2004, pag. 37.
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18, 2008, pag. 21. 2000, pag. 33.
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NUOVA

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Perin A. - Elogio della disarmonia. Volume 12, 2005, pag. 12. Pinna G. - I risultati della mistificazione economista. Volume 11, 2004, pag. 40.
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Volume 7, 2002, pag. 39. Pinna G. - Una scelta museologica discutibile. Volume 12, 2005, pag. 39.
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dal diritto dautore. Volume 1, 1999, pag. 11. Pinna G. - Il dio della museologia genera mostri. Volume 14, 2006, pag. 1.
Pinna G. - Nuova Museologia. Volume 1, 1999, pag. 1. Pinna G. - Credibilit. Volume 14, 2006, pag. 37.
Pinna G. - Musei, saperi e culture. Volume 1, 1999, pag. 31. Pinna G. - Il vero e il falso. Volume 15, 2006, pag. 1.
Pinna G. - Lazzaro Spallanzani al Castello Visconteo di Pavia e leterna Pinna G. - Evviva il Grande Fratello! Volume 16, 2007, pag. 1.
sofferenza dei musei universitari. Volume 1, 1999, pag. 32. Pinna G. - I musei di storia naturale e la cladistica. Volume 16, 2007, pag. 2.
Pinna G. - Non vendete i nostri musei! Volume 2, 2000, pag. 1. Pinna G. - Prodromi del centro milanese delle culture extraeuropee. Volume
Pinna G. - Tipologie di esposizione. Volume 2, 2000, pag. 4. 17, 2007, pag. 1.
Pinna G. - LItalia ha perduto larchivio Vercelloni. Volume 2, 2000, pag. 29. Pinna G. - Acronimi. Volume 17, 2007, pag. 40.
Pinna G. - Omaggio a Bruno Zevi. Volume 2, 2000, pag. 29. Pinna G. - Musei di impresa. Volume 18, 2008, pag. 1.
Pinna G. - Piccoli, curiosi o sconosciuti: il Museo delle Anime del Purga- Pinna G. - Le idi di marzo sono giunte. S, Cesare, ma non trascorse. Volume
torio a Roma. Volume 2, 2000, pag. 29. 19, 2008, pag. 1.
Pinna G. - A proposito del merchandising museale. Volume 2, 2000, pag. 30. Pinna G. - Autonomia universitaria e museologia. Volume 19, 2008, pag. 39.
Pinna G. - Che cosa succede alla museologia dOltralpe? Volume 2, 2000, Pinna G. - La crisi del modello americano. Volume 20, 2009, pag. 1
pag. 30. Pinna G. - Viaggi scientifici, musei e la ricchezza delle nazioni. Volume 20,
Pinna G. - Proposta per un museo delleditoria. Volume 2, 2000, pag. 32. 2009, pag. 31
Pinna G. - Il controllo politico e sociale dei musei. Volume 2, 2000, pag. 35. Pinna G., Canovi C. - Percorsi virtuali nella progettazione museale. Volume
Pinna G. - Formazione e frustrazione professionale. Volume 3, 2000, pag. 1. 9, 2003, pag. 35.
Pinna G. - Ricordo di Fredi Drugman. Volume 3, 2000, pag. 32. Pisani D. - LItalia della ricostruzione. Volume 5, 2001, pag. 2.
Pinna G. - Cuore di mamma. Volume 3, 2000, pag. 34. Piva A. - Museologia e museografia al museo Ala Ponzone di Cremona.
Pinna G. - Il saccheggio burocratico. Volume 3, 2000, pag. 35 Volume 14, 2006, pag. 38.
Pinna G. - La rivoluzione francese. Volume 4, 2001, pag. 1. Porzio A., De Laurentiis V., Schiappa O., Massaro C. - La Sala DAI a Palazzo
Pinna G. - Talebani! Volume 4, 2001, pag. 31. Reale di Napoli. Volume 19, 2008, pag. 26.
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Pinna G. - Il reimpatrio dellobelisco. Volume 6, 2002, pag. 1. Redazionale - Organizzazione e scopi dellICOM. Volume 1, 1999, pag. 34.
Pinna G. - Muse Guimet. Volume 6, 2002, pag. 36. Redazionale - Gli obiettivi generali dellICOM ITALIA. Volume 1, 1999, pag. 35.
Pinna G. - Libero accesso in libera chiesa. Volume 7, 2002, pag. 1. Redazionale - Meeting del Comitato Internazionale dellICOM DEMHIST.
Pinna G. - Un museo itinerante patagonico. Volume 7, 2002, pag. 36. Volume 1, 1999, pag. 36.
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Pinna G. - Musei e patrimonio immateriale. Volume 8, 2003, pag. 9. Redazionale - Attivit dellANMLI. Volume 1, 1999, pag. 39.
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Pinna G. - Uscita o ingresso? Volume 9, 2003, pag. 1. Redazionale - XXV Convegno ANMLI Musei 2000. Formazione universitaria e
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Pinna G. - The Best in Heritage. Volume 9, 2003, pag. 33. Redazionale - XXV Convegno ANMLI sulla sicurezza nei musei. Volume 2,
Pinna G. - Bambini accorrete! Volume 9, 2003, pag. 34. 2000, pag. 38.
Pinna G. - Discorso sullo stato dellICOM ITALIA. Volume 9, 2003, pag. 36. Redazionale - Ingresso gratuito per i soci ICOM ai musei italiani non statali.
Pinna G. - Parliamo di architettura. Volume 10, 2004, pag. 1. Volume 3, 2000, pag. 36.
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Redazionale - Convegno annuale DEMHIST. Volume 4, 2001, pag. 35. Tamburini P. - Il pregio dellimperfezione. Volume 16, 2007, pag. 26.
Redazionale - 19 Conferenza Generale dellICOM, Barcellona 1-6 luglio Teruzzi C. - Un vocabolario sulla sicurezza nei musei. Volume 2, 2000, pag. 33.
2001. Volume 4, 2001, pag. 35. Teruzzi C. - Sicurezza nei musei, considerazioni e bilancio a quattro anni
Redazionale - Appello al mondo dei musei. Volume 4, 2001, pag. 37. dallentrata in vigore del D.Lgs. 626/94. Volume 3, 2000, pag. 36.
Redazionale - Per costituire il CECA-Italia. Volume 4, 2001, pag. 37. Teruzzi C. - La prevenzione incendi nei musei. Volume 11, 2004, pag. 21.
Redazionale - Ingresso gratuito per i soci ICOM ai musei italiani non statali Teruzzi C. - Dalledificio storico al museo. Volume 15, 2006, pag. 2.
(nuove adesioni). Volume 4, 2001, pag. 38. Teruzzi C. - Appunti di viaggio: il museo di Salina. Volume 15, 2006, pag. 40.
Redazionale - Per un Comitato Italiano dello Scudo Blu. Volume 4, 2001, pag. 38. Teruzzi C. - Conferenza annuale dellICMS in Polonia. Volume 16, 2007, pag. 38.
Redazionale - Barcelona 2001. Volume 5, 2001, pag. 36. Teruzzi L. - Divieto di matrimonio. Volume 4, 2001, pag. 22.
Redazionale - Considerazioni sulla situazione dei musei italiani. Volume 6, Todesco S. - Sui musei delluomo. Note estravaganti. Volume 13, 2005, pag. 23.
2002, pag. 2. Togni R. - A proposito di museologia e di museografia. Volume 6, 2002, pag. 39.
Redazionale - Appeal to assist the national Museum of Afghanistan. Volume Togninelli P. - Museo, paesaggio culturale e identit collettiva. Volume 17, 2007, pag. 26.
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2003, pag. 33. Tomea Gavazzoli M.L. - Museo e non-museo. Volume 3, 2000, pag. 14.
Redazionale - Declaration on the importance and value of universal museums. Tomea Gavazzoli M.L. - Il museo italiano verso il modello internazionale
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Redazionale - Audizione dellICOM ITALIA alla Commissione Cultura del Tozzi I. - La Pinacoteca diocesana di Rieti. Volume 19, 2008, pag. 29.
Senato. Volume 8, 2003, pag. 36. Tozzi I. - Unesperienza didattica al Museo Diocesano di Rieti. Volume 20,
Redazionale - A proposito del libero accesso al patrimonio culturale italiano. 2009, pag. 29.
Volume 8, 2003, pag. 38. Tricoli A. - Musei e Monumenti della memoria. Volume 12, 2005 pag. 24.
Redazionale - Protocollo di collaborazione fra ICOM ITALIA e Legambiente. Trotta A. - Memory Falls. Volume 12, 2005, pag. 28.
Volume 8, 2003, pag. 39. Vaglio A. - Giuseppe Garibaldi. Sulle tracce di un mito al Museo del
Redazionale - Percorsi museali Scienza dellAcqua. Volume 16, 2007, pag. 38. Risorgimento di Milano. Volume 18, 2008, pag. 38.
Redazionale - Esprit Sphrique. Volume 16, 2007, pag. 39. van Kampen I. - Il museo del cardinale Flavio Chigi, a Formello. Volume
Redazionale - Lexception franaise en question. Volume 18, 2008, pag. 39. 16, 2007, pag. 13.
Rigolo P. - LARC di Pierre Gaudibert (1967-1972). Volume 20, 2009, pag. 15 Vannozzi F.- Per un museo dei mezzi di comunicazione. Volume 16, 2007, pag. 38.
Romano D. - I musei monastici in Italia. Volume 17, 2007, pag. 21. Varricchio E.- Il Mouseion, M.I.T. ante litteram. Volume 14, 2006, pag. 14.
Rosati R. - Il museo Andersen e il sogno di una capitale mondiale. Volume Varricchio E. - Preistoria e archeomitologia del museo. Volume 16, 2007, pag. 30.
17, 2007, pag. 18. Varricchio E.- Il Diritto Museale, ontogenesi di una disciplina giuridica. Volume
Rosati R. - La redenzione degli oggetti: il Museo Mario Praz. Volume 15, 2006, pag. 11. 18, 2008, pag. 2.
Rosato G. - Larcheologia industriale del porto di Genova. Volume 15, 2006, pag. 14. Varricchio E.- Il patrimonio immateriale nella legislazione italiana. Volume
Rossi E. - Parola dordine: dialogo. Volume 8, 2003, pag. 14. 19, 2008, pag. 18.
Ruello S. - Gibellina Nuova. Musei nuovi? Volume 12, 2005, pag. 22. Varricchio E. - Le fonti del Diritto Museale. Un vademecum per gli operatori.
Russo M. - Standard museali nella provincia di Catania. Volume 13, 2005, pag. 15. Volume 20, 2009, pag. 12
Russo M. - Il collezionismo a Catania nel Settecento. Volume 18, 2008, pag. 17. Visconti A. - E adesso chi abiter la Reading Room? Volume 5, 2001, pag. 30.
Salvati S. - Modelli didattici a confronto. Volume 17, 2007, pag. 24. Visser A.M. - La mostra LItalia dei cento musei. Volume 3, 2000, pag. 39.
Sangiorgi O. - Il Museo del Risorgimento di Bologna. Volume 7, 2002, pag. 7. Visser Travagli A.M. - I musei in Italia esistono? Per un atto di fondazione
Schiano M. - Una stanza chiamata museo. Volume 7, 2002, pag. 23. del museo italiano. Volume 2, 2000, pag. 39.
Schouten M. - La privatizzazione dei musei olandesi. Volume 8, 2003, pag. 18. Xanthoudaki M. - Il silenzio doro. Volume 4, 2001, pag. 32.
Schouten M. - Musei funerari. Volume 9, 2003, pag. 5. Xanthoudaki M. - La visita guidata nei musei: da monologo a metodolo-
Scirea F. - Il gusto della luce. Volume 9, 2003, pag. 19. gia di apprendimento. Volume 2, 2000, pag. 10.
Sibilio B. - LAzienda Museo: dalla conservazione del valore alla creazione di valori. Xanthoudaki M. - Progetto europeo per la formazione alleducazione allar-
Convegno Internazionale, Firenze 6-7 novembre 2003. Volume 10, 2004, pag. 36. te. Volume 2, 2000, pag. 32.
Sibilio Parri B. - LAccountability del museo. Volume 12, 2005, pag. 15. XanthoudakiM. - Progetto europeo SMEC. Volume 9, 2003, pag. 33.
Silingardi C. - I musei della Resistenza in Emilia Romagna. Volume 7, 2002, pag. 9. Zamboni S. - Aree e parchi archeologici in Trentino. Volume 15, 2006, pag. 25.
Silla C.- Il Museo dei Ragazzi di Firenze a Palazzo Vecchio: un progetto di Zappulla S. - Rivive lantico maniero di Calatabiano (Catania). Volume 19,
riorganizzazione museografica e di comunicazione. Volume 3, 2000, pag. 40. 2008, pag. 39.
Stagnoli M. - Continueremo a chiamarli musei? Volume 10, 2004, pag. 8. Zito R.M.- Da rudere a museo. Volume 14, 2006, pag. 18.

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NUOVA

Sistemi Museali
Denise La Monica

Il concetto di sistema museale stato formulato in ri- tribuiva la funzione di promuovere lo scambio e la colla-
sposta ai problemi del museo italiano e dei suoi rapporti borazione tra musei in un contesto in cui gi si stava ri-
istituzionali1. Nellattuale contesto politico forse utile flettendo, anche in occasioni pubbliche, sul tema della
provare a delineare una valutazione di queste iniziative. Il collaborazione tra musei. Non a caso, daltra parte, gi la
fenomeno dei sistemi o reti museali infatti in evidente svi- stessa Regione Piemonte aveva approvato una norma che
luppo, spesso disciplinato e promosso dalla legislazione di disciplinava le biblioteche, immaginandone unorganizza-
rango regionale. Naturalmente non semplice formulare zione a sistema, finalizzata allerogazione dei servizi secondo
un bilancio e non possibile farlo in maniera univoca; si determinati standard (L.R. 58, 28 agosto 1978; L.R., 78, 19
possono per proporre alcune piste di ricerca e alcune va- dicembre 1978). Lintento era quello di garantire una ca-
lutazioni di natura storico-politica. pillare distribuzione della cultura ai cittadini5. Ancora, nel
1979 la Regione Puglia, ispirandosi alle due leggi lombar-
Ruolo dei musei e soluzioni proposte. de, varava una norma sui musei (L.R. 21/1979), con cui di-
Dallo Stato alle Regioni sciplinava anche il concetto di sistema museale (L.R. 21,
La Costituzione concepiva in stretta contiguit musei 12 aprile 1979). Tale norma venne parzialmente abrogata
e biblioteche di enti locali, riconoscendoli come materia alla fine degli anni Ottanta, fu poi rimessa in vigore nei pri-
di competenza regionale (art. 117). Si poi sperato che listi- mi anni Novanta e ancora oggi il principale riferimento
tuzione delle Regioni e lattribuzione a esse dei musei di giuridico per i musei pugliesi. Nel 1980, a sua volta, la To-
enti locali o di interesse locale consentisse una gestione scana approvava una legge sui musei e prevedeva la pos-
pi mirata ed efficace degli stessi2. Contestualmente si so- sibilit per gli enti locali di associarsi su base territoriale
no sviluppate riflessioni sulla possibilit di rendere il mu- per costituire sistemi museali di natura associativa (L.R.
seo un organismo attivo e ben funzionante3. Negli anni Set- 89, 04 dicembre 1980, art. 12). Questa soluzione si confi-
tanta le Regioni hanno elaborato proposte ampie di orga- gurava cos come tratto caratterizzante la politica cultura-
nizzazione di musei, biblioteche, archivi e centri di lettu- le toscana. Nello stesso anno, 1980, anche la Liguria disponeva
ra. La visione proposta era quella di uninterrelazione ca- che gli enti locali potessero formulare alla Regione proposte
pillare di questi istituti, che dovevano diventare lo strumento per la creazione di sistemi museali, provvisti ciascuno di
della promozione culturale a livello locale. Si sviluppava un Centro responsabile del coordinamento (L.R. 21, 20
la riflessione sulla necessit di aggregare e collegare ta- aprile 1980, art. 8)6.
li istituzioni, esprimendosi ora in termini di sistemi bibliotecari Negli anni Settanta e Ottanta, allepoca del progressi-
e museali, ora di consorzi e comprensori4. Si punta- vo adeguamento delle norme regionali ai decreti delega-
va cos ad unificare diverse componenti in funzione della ti, queste indicazioni relative allorganizzazione di musei
resa di un servizio culturale. su base territoriale risentivano della strutturazione delle bi-
La Regione Lombardia classificava i musei, ispirando- blioteche in sistemi bibliotecari7. Non a caso, infatti, al-
si alle indicazioni della legge nazionale 1080/1960, e in una cune delle Regioni menzionate avevano gi approvato
legge regionale del 1974 introduceva la possibilit per i co- norme ad hoc: nel 1973 la Lombardia (L.R. 41, 4 settem-
siddetti musei minori di consorziarsi tra loro o di con- bre 1973), nel 1977 Calabria (L.R. 8, 26 maggio 1979) e Abruz-
venzionarsi con musei maggiori per condividere il con- zo (L.R. 22, 1 giugno 1977), nel 1978 Piemonte e Liguria
servatorato (L.R. 39, 12 luglio 1974, art. 6). In seguito, nel (L.R. 61, 20 dicembre 1978), nel 1979 Puglia (L.R. 22, 17
1977, la medesima Lombardia introduceva nella normati- aprile 1979), Molise (L.R. 16, 02 maggio 1979) e Veneto (L.R.
va regionale lespressione sistema o aggregazione museale 82, 5 settembre 1979). In questi anni dunque linteresse per
e prevedeva la possibilit di sostenere domande di contributo i musei era contiguo a quello per gli altri strumenti di dif-
per azioni promosse non solo da un istituto museale, ma fusione della cultura, come archivi, biblioteche, emerote-
anche da unaggregazione di musei (L.R. 41, 25 agosto 1977, che e cineteche. Era dunque in questo contesto culturale
art. 3). Analogamente nel 1978 la Regione Piemonte si at- che si sviluppava il concetto di sistema museale, princi-

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MU
NUOVA
palmente in funzione dei cittadini residenti e della diffu- stente e convinta dagli anni Settanta del secolo scorso al
sione della cultura. Oltre a queste Regioni, che riuscirono Duemila; altre, al contrario, solo pi recentemente si so-
ad approvare norme organiche sui musei e sui sistemi mu- no dedicate a questi temi.
seali, altre, come la Calabria (Progetto di legge 278/3 di ini- Si deve pure ricordare che dalla fine degli anni Novanta
ziativa della giunta regionale, 11 luglio 1984, art. 10), pre- il contesto istituzionale e normativo cambiato completa-
pararono analoghe proposte di legge, senza riuscire per mente: scompare la materia regionale dei musei e biblio-
ad approvarle. teche di ente locale; le competenze, prima esclusivamente
A livello nazionale la Regione Umbria pi di altre regionali, vengono ripartite in modo diverso, in base alle
aveva lavorato a questo tema. La legge umbra 35/1990 ha materie-funzione (D.Lgs. 112/1998, art. 149 e 152; L.C.
funzionato da caso pilota, introducendo la concezione del 3/2001, art. 117), poich allo Stato spetta la tutela, anche
sistema museale regionale. Negli stessi anni 1989-1991 dei musei di ente locale; alle Regioni spetta invece la va-
era nelle intenzioni dei vertici ministeriali che questa lorizzazione. Questo riassetto delle competenze non ha de-
norma regionale ispirasse una legge per il sistema mu- terminato per un allentamento dellinteresse delle Regio-
seale nazionale in corso di elaborazione da parte della ni su questo settore. In primo luogo le Regioni si erano gi
ministeriale Commissione Covatta. Il disegno di legge dotate negli anni precedenti di una normativa di settore,
Covatta si inseriva in un biennio in cui erano stati pre- pi o meno specifica, e di strutture amministrative appo-
sentati altri disegni e progetti di legge sui musei e pi in site. In secondo luogo, il concetto di valorizzazione si pre-
generale sui beni culturali8. La norma nazionale era pen- stato molto, soprattutto in una prima fase, ad interpreta-
sata come legge-quadro a cui le Regioni avrebbero do- zioni elastiche da cui sono derivati contrasti sulla sua
vuto adeguare le loro normative. Ma la mancata appro- applicabilit. Puntando quindi su questi aspetti le Regioni
vazione della legge nazionale priv le Regioni di questo hanno continuato a promuovere politiche per i musei lo-
testo di riferimento. cali e a incoraggiare la progettazione e limplementazione
Nonostante ci, lespressione si era, nel frattempo, dif- dei sistemi museali.
fusa sul territorio nazionale, determinando un vasto svi- Questa crescita di interesse ha coinciso con ladesione
luppo delle iniziative locali. Negli anni Novanta il con- a una concezione del museo anche come grande attrat-
cetto di sistema museale stato infatti disciplinato da tore dei flussi turistici e come strumento di sviluppo eco-
numerose leggi regionali9 e le Regioni, dal canto loro, so- nomico nonch di ri-organizzazione del territorio e di ri-
no state il principale protagonista nella promozione nei definizione dellimmagine urbana. In questa linea, si incontrano
loro territori di ipotesi aggregative. Tale sviluppo sta- diverse declinazioni del rapporto tra museo e territorio. Tal-
to spontaneo e intenso, determinando cos conseguen- volta alcune realt esterne diventano museo in senso la-
ze positive in alcune direzioni, ma portando con s an- to: i laboratori artigiani, le cave di ardesia, le raccolte pri-
che rischi in altre. Tra i vantaggi vanno indicati lo svi- vate vengono musealizzate e sono inserite in reti o percorsi
luppo dellattenzione su e per i musei. Questo fenome- culturali o musei allaperto. Talaltra nella progettazione re-
no stato spesso spontaneo, promosso dagli stessi enti gionale si incontra il concetto di musealizzazione del ter-
subregionali, Province e Comuni, e interpretato come stru- ritorio (Liguria) o di museo diffuso (Marche). Si tratta in
mento risolutivo delle condizioni dei musei, ma anche del- definitiva di tentativi diversi, ma legittimi, di rafforzare i le-
la situazione economica locale. La messa a disposizione gami tra musei minori e territorio, rendendoli presidi
da parte delle Regioni di finanziamenti destinati alle so- della tutela. Il risvolto negativo di questo dinamismo dal
luzioni sistemiche ha stimolato laggregazione dei musei basso per la difficolt dei controlli, necessari soprat-
(Marche, Lombardia, Umbria), anche per facilitare il com- tutto nel momento in cui le azioni vadano a incidere in ma-
pito della loro gestione. Talvolta le Regioni hanno usa- niera irreversibile sul patrimonio e impieghino sostanzio-
to il meccanismo dei finanziamenti ad hoc come incen- si fondi pubblici. Ci tanto pi importante nel momen-
tivo. Alcune Regioni (Lazio, Lombardia, Toscana) hanno to in cui la pubblica retorica sui sistemi museali cresca
utilizzato il regime della finanziabilit condizionata alla in maniera esponenziale, inglobando anche motivazioni qua-
presenza di determinati requisiti come spinta per lag- li la redistribuzione dei flussi turistici o il rilancio delleco-
gregazione e il miglioramento degli istituti museali. Al- nomia locale. La mancanza di una condivisa precisazione
tre volte le politiche regionali sono state poco inclini al del concetto determina quindi la sua ampia e variabile dif-
decentramento dei propri compiti (Veneto). Risulta quin- fusione, ma talvolta anche la sua deformazione in funzio-
di evidente che i risultati delloperato normativo regio- ne delle singole circostanze regionali o locali. Il concetto
nale sono stati assai differenziati, anche perch alcune sistema museale potrebbe essere usato come etichetta per
Regioni hanno lavorato a questi temi in maniera persi- ottenere finanziamenti e una progettazione troppo semplificata

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MU
NUOVA

potrebbe falsare la complessit territoriale e orientarsi trop- Nella messa a disposizione dei servizi possono esse-
po verso lattrattivit turistica. Ma, soprattutto, la mancan- re individuate diverse gradazioni di interazione, dalla pi
za di regole determina difficolt nei controlli e rischi di di- stretta, come la gestione integrata e totale dei servizi de-
spersione dei fondi. cisi da un ente unico e sottoposti a una sola guida scien-
tifica, a una pi larga, in cui solo alcuni aspetti promo-
Rapporto tra obiettivi e risultati zionali sono concordati, lasciandone indefiniti e non co-
Nel concepire il sistema museale come strumento per gestiti altri. Questa seconda soluzione quella pi adot-
migliorare la condizione dei musei, solitamente gli obiet- tata dalle piccole reti, montane o rurali. Esse si prefiggono
tivi indicati negli at- di garantire laper-
ti ufficiali apparten- tura in determinati
gono a due ambiti: orari e di creare
amministrativo-con- strumenti informa-
tabile e culturale. tivi minimi. Talvol-
Appartiene al pri- ta si riesce a isti-
mo ambito lotti- tuire un biglietto
mizzazione delle ri- cumulativo o mo-
sorse strumentali, fi- dulabile; altre volte
nanziarie, umane; vengono realizzate
appartiene invece al audioguide o pic-
secondo lesigenza cole iniziative pro-
dei servizi per il mozionali. Episodi
pubblico. In realt la di questo tipo si rin-
stessa ottimizzazio- tracciano nel terri-
ne delle risorse do- torio marchigiano
vrebbe permettere (Leggere il territo-
di disporre di mez- rio, Musei parte-
zi aggiuntivi da de- cipati, La Valle
stinare alla realiz- dellArte e Rete
zazione di servizi. museale Valmarec-
Dunque il primo chia)10. Raramen-
obiettivo appare in te questi soggetti
stretta contiguit e, riescono a realiz-
per cos dire, stru- zare le cosiddette
mentale al secondo. economie di scala e
La creazione di una spesso trovano dif-
comunicazione e di ficolt nel garantire
unimmagine unita- continuit nella ge-
ri dovrebbe inoltre stione ordinaria. Al-
consentire di colle- cuni casi marchi-
gare in maniera pi giani, per esempio,
stretta il patrimonio sono stati avviati
museale al territo- con finanziamenti
rio di appartenen- straordinari; spes-
za, creando in tal so per si sono
modo una fisiono- bloccati dopo due o
mia culturale territoriale. Dati questi obiettivi ottimizza- tre anni, a volte terminando, altre volte riconfigurandosi
zione delle risorse tramite realizzazione di economie di sca- in maniera pi leggera. Si pu citare la rete Leggere il
la e miglioramento dei servizi al pubblico ci che si pu territorio, gestita dalla Comunit montana Monti Azzur-
fare allo stato attuale ragionare sul modo e sulla misu- ri: dopo tre anni di gestione integrata dei servizi a cari-
ra in cui sono stati raggiunti attraverso lo strumento del co del fondo comune, Leggere il territorio si riorga-
sistema museale. nizzata, ha cambiato nome e ha deciso di gestire con i fon-

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MU
NUOVA

di comuni solo il sito internet. In tal modo i servizi sono 3. Bartole S. (a cura di), Le regioni alla ricerca della loro identit cul-
decisi e gestiti autonomamente da ciascun museo e la re- turale e storica, Giuffr, Milano, 1999; Mansi A., La tutela dei beni cul-
turali, Cedam, Padova, 1998, pp. 218-231; Mangiameli S., Le materie di
te si riconfigura in maniera meno impegnativa: solo cos
competenza regionale, Giuffr, Milano, 1992, p. 29; DAtena A., Fun-
Leggere il territorio riuscita a sopravvivere. Non so- zione amministrative delle Regioni, in: Enciclopedia giuridica Trecca-
no state per raggiunte le ipotizzate economie di scala, ni, XIV, Roma, 1989, poi pubblicato di nuovo in: Costituzione e Regio-
che avrebbero dovuto fornire risorse aggiuntive da inve- ni. Studi, Milano, Giuffr, 1991, pp. 244-267; Il trasferimento delle fun-
stire nel miglioramento dei servizi. zioni amministrative dello Stato alle Regioni a statuto ordinario e le Re-
Per fare un bilancio, si ritiene che sia ormai necessa- gioni a statuto speciale, Atti del Convegno di Lignano, 20-21 maggio 1972,
Giuffr, Milano, 1972.
rio elaborare una legge quadro che accolga i minimi co-
4. Nicolini (Nicolini P., La legislazione regionale sui beni culturali
muni denominatori delle norme regionali sui musei e sui (1970-1977), in: Rossari A., Togni R. (a cura di), Verso una gestione dei
sistemi o reti museali. Naturalmente una norma o una de- beni culturali come servizio pubblico. Attivit legislativa e dibattito cul-
finizione non sono elementi risolutivi, di per s, ma pos- turale dallo stato unitario alle regioni (1860-1977), Milano, 1978, pp.
sono permettere almeno di definire condizioni precise per 170) menziona un Convegno tenutosi a Bologna nel maggio del 1976
lerogazione degli stanziamenti in funzione della costitu- in cui fu discussa la prima relazione della Commissione Ministeriale pre-
sieduta da Massimo Severo Giannini; un altro fu tenuto a Milano il 20
zioni di reti o sistemi museali. dicembre del 1976; un terzo fu organizzato dai presidenti delle Giunte
regionali a Milano nel gennaio del 1977; un quarto si tenne a Bologna
Loccasione di queste riflessioni stata il progetto Analisi del- nel marzo del 1977.
le politiche delle Regioni italiane in materia di sistemi museali 5. Atti del Convegno sui beni culturali (Torino, 1-2 luglio 1977), Tori-
(LARTTE, Scuola Normale Superiore di Pisa) diretto dal profes- no, s.d., intervento di L. Tassinari, Assessore allIstruzione e Cultura del-
sor Salvatore Settis e finanziato dalla Fondazione Monte dei Pa- la Regione Toscana, p. 71.
schi (2006-2007). Queste valutazioni sono gi state in parte 6. Carla Bodo, in: Rapporto sulla politica culturale delle Regioni, Fran-
espresse in occasione del Convegno tenutosi alla Scuola Normale co Angeli, Milano, 1982, p. 66, sottolinea che la norma era molto avan-
zata e prefigurava una organizzazione dei musei in sistemi, coordina-
(4 dicembre 2007). Per informazioni sul progetto si pu far ri- ti con la corrispondente organizzazione delle biblioteche. La L.R.
ferimento al sito istituzionale http://sistemimuseali.sns.it. 21/1980 stata integrata e modificata dalla L.R. 34, 23 dicembre 1981.
Su questa: Fo S., La gestione dei beni culturali, Giappichelli editore,
Denise La Monica laureata in Lettere Classiche alla Scuola Torino, 2001, p. 372.
Normale Superiore di Pisa, coordinatore del gruppo di 7. La costituzione in sistemi delle biblioteche era stata postulato co-
ricerca Tutela del patrimonio culturale: storia e attualit mune a tutte le leggi regionali, ma nel 1982 la situazione non era mol-
to cambiata rispetto alla fase precedente, Carla Bodo, in: Rapporto sul-
presso il LARTTE (http://lartte.sns.it, Laboratorio Analisi, la politica culturale delle Regioni, op. cit., pp. 74-75.
Ricerca, Tutela, Tecnologie ed Economia per il patrimonio 8. Progetto di legge C6398, di iniziativa del Presidente del Consiglio
culturale). Giulio Andreotti (X legislatura), presentato alla Camera in data 12 mar-
zo 1992 e da assegnare alle Commissioni, corrispondente al progetto
di legge S0548, presentato in Senato su iniziativa del senatore Luigi
Covatta (PSI) in data 5 agosto 1992. Nel corso della X Legislatura fu-
rono presentati alla Camera il Progetto di Legge C5628, in data 24 apri-
1. Pinna G., Reti e sistemi museali, in Nuova Museologia, 10, 2004,
le 1991, corrispondente al Progetto di Legge S3211, firmato Chiaromonte-
pp. 26-29; Jalla D., Il museo contemporaneo. Introduzione al nuovo
Argan. Questo disegno di legge fu poi riproposto dal senatore Chia-
sistema museale italiano, UTET, Torino, 2003, pp. 105-109; pp. 91-
rante nella XI Legislatura come S0572 con alcune modifiche. Infine il
92; Fo S., La gestione dei beni culturali, Giappichelli editore, Tori-
no, 2001, pp. 371-375; Sistemi museali in Italia: analisi di alcune espe- Progetto di legge S1162 fu presentato il 21 aprile 1993 a firma De Ro-
rienze: le prime tappe di un lungo cammino, Centro Studi del Tou- sa-Zecchino.
ring Club, Milano 2000; Meneguzzo M., Regioni e sistemi culturali lo- 9. A titolo esemplificativo si ricordano alcune norme pi recenti in
cali. Quali modelli organizzativi per la governance del settore, in: Gros- materia di sistemi museali, emanate da alcune Regioni nel corso de-
si R., Meneguzzo M. (a cura di), La valorizzazione del patrimonio cul- gli anni Novanta: L.R. 61, 9 agosto 1999, Abruzzo; L.R. 31, 26 aprile
turale per lo sviluppo locale. Primo rapporto annuale Federculture, 1995, Calabria; L.R. 12, 23 febbraio 2005, Campania; L.R. 18, 24 mar-
Touring Club Italiano, Milano, 2002, pp. 28-41; Meneguzzo M., Bag- zo 2000, Emilia-Romagna; L.R. 42., 24 novembre 1997, Lazio; D.C.R.
dadli S., Le reti nel settore cultura, in: Grossi R., Meneguzzo M. (a cu- 52, 09 ottobre 2001, Programma pluriennale 2001-2003, Liguria; L.R.
ra di), op. cit., pp. 113-133; Bocci C., Introini L., Maiorana R., La cre- 35, 29 aprile 1995, Lombardia; L.R. 6, 24 marzo 1998, Marche; A.P.Q.,
scita dei sistemi museali locali, in: Grossi R., Meneguzzo M. (a cura 9 marzo 2000, Molise; L.R. 44, 26 aprile 2000, Piemonte; L.R. 21, 12
di), op. cit., pp. 91-99. aprile 1979, Puglia; L.R. 35, 3 maggio 1990, e L.R. 24, 22 dicembre
2. noto che il trasferimento effettivo delle funzioni amministrative pre- 2003, Umbria.
se il via solo molti anni dopo la disposizione costituzionale, ovvero con 10. Per indicazioni pi precise si rimanda al sito internet sistemimuseali.sns.it
la legge delega 281/1970 cui fece seguito, tra gli altri, anche il D.P.R. e ad Analisi delle politiche delle Regioni italiane in materia di sistemi
3/1972. Tale trasferimento fu completato con la successiva legge dele- museali, Atti del Convegno del 4 dicembre, Scuola Normale Superiore,
ga 382/1975, a sua volta integrata con il conseguente D.P.R. 616/1977. Pisa, in corso di pubblicazione.

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MU
NUOVA

Unesperienza didattica
al Museo Diocesano di Rieti
Ileana Tozzi

Non mai troppo presto: parafrasando il celebre as- Quelli che tecnicamente sono definiti traguardi per
sunto del compianto maestro Alberto Manzi, che ebbe il lo sviluppo delle specifiche competenze si flettono ade-
merito di contribuire attraverso la TV degli anni Cin- guatamente allesigenza posta allinterno del laboratorio
quanta a debellare lanalfabetismo, il I Circolo Didattico di didattica museale: il Campo desperienza Il s e lal-
ha promosso dintesa con il Museo dei Beni culturali ec- tro propone per il bambino lo sviluppo del senso di ap-
clesiastici della Diocesi di Rieti una serie di attivit che partenenza a una comunit e a una tradizione di cui so-
hanno come obiettivo lalfabetizzazione artistica dei pi no parte integrante i temi esistenziali e religiosi, il Cam-
piccoli. po desperienza Il corpo e il movimento prevede leser-
Gli alunni della scuola dellinfanzia Marconi, Maraini citazione e la maturazione delle potenzialit sensoriali,
e Molino della Salce, hanno cos compiuto la loro prima conoscitive, relazionali. Segue il Campo desperienza
visita a un museo varcando dei linguaggi, della creati-
le porte dei severi ambien- vit e dellespressione che
ti del complesso romanico fa ricorso alla pluralit di
che comprende la cattedra- forme, mezzi e strumenti
le basilica di Santa Maria della manipolazione e del
Madre di Dio, il battistero di disegno. Il Campo despe-
San Giovanne in Fonte, il pa- rienza I discorsi e le pa-
lazzo dei papi, in cui si sno- role propone lacquisizio-
da il percorso espositivo fra ne di fiducia e lo stimolo
antiche sculture, preziosi di motivazioni nellespres-
oggetti duso liturgico, piviali sione di emozioni e nella
damascati dai brillanti rica- produzione di domande. Il
mi in filo doro e dargento, quinto e ultimo Campo
affreschi strappati dalle fa- desperienza, La cono-
tiscenti mura di chiese ab- scenza del mondo, pre-
bandonate, tele e pale dal- vede il consolidamento del-
tare di grande suggestione. I leoni nellinterpretazione di Veronica. (Museo dei Beni la capacit di raggruppare
A questo approccio, so- culturali ecclesiastici della Diocesi di Rieti, attivit del e ordinare secondo criteri
speso fra curiosit e timi- laboratorio di didattica museale) diversi, collocare corretta-
dezza, vissuto con la spon- mente nello spazio ogget-
taneit ingenua che anima le piccole menti e scalda i cuo- ti e persone, seguire correttamente un percorso.
ri semplici dei cinque anni, hanno fatto seguito le varie at- Il bambino di cinque anni, dunque, si orienta nel tem-
tivit di laboratorio, condotte in collaborazione simbiotica po della vita quotidiana, riferisce eventi del passato recente
fra scuola e museo. Il progetto, infatti, stato realizzato se- dimostrando consapevolezza della loro collocazione tem-
lezionando alcuni fra gli obiettivi del Piano dellOfferta For- porale, prova interesse per gli artefatti tecnologici, li esplo-
mativa predisposto dallistituzione scolastica per lanno ra e sa scoprirne funzioni e possibili usi. curioso, esplo-
2008/2009 per informare la prassi operativa dei Campi rativo, pone domande, discute, confronta ipotesi, utilizza
desperienza, definiti dai pedagogisti come i luoghi del Fa- un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni
re e dellAgire del bambino. Sia pure in misura diversa e o le esperienze.
con modalit specifiche, sono coinvolti nella didattica mu- Questa la premessa teorica a cui si sono ispirati tan-
seale tutti i cinque Campi, Il s e laltro, Il corpo e il mo- to la scuola, quanto il laboratorio museale, portando a
vimento, Linguaggi creativit ed espressione, I discor- sintesi lesperienza attraverso la visita degli ambienti,
si e le parole, La conoscenza del mondo. preparata con cura dalle insegnanti, attesa con lemozione

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MU
NUOVA

che traspare dal disegno in cui il gruppo dei bambini si bre pareti di pietra e brillare sugli affreschi delle nicchie.
dispone ordinato entro la guardia della preside e della Il catino in bianco marmo di Carrara, mirabilmente scol-
maestra Rosa, raffigurate come figure dautorit da cui si pito da un anonimo artista in cui un esperto del calibro
attende informazione, sicurezza e protezione, ma percepite di Enrico Guidoni riconosceva il giovane Michelangelo,
come sorridenti e rassicuranti. Anche la somiglianza ga- colpisce i bambini che ne tentano la raffigurazione me-
rantita da una precoce attenzione ai dettagli: occhiali ton- diante una prospettiva schiacciata, astratta ma indubbia-
di, capelli lisci a caschetto per la preside, pantaloni e ca- mente efficace.
pigliatura ondulata per la maestra Rosa. Nel battistero sono disposte le sculture di legno, pro-
Il cammino dalle sedi scolastiche al Museo diocesano dotte nel tardo medioevo dagli anonimi ebanisti dellAp-
breve, bench reso insidioso dal traffico urbano di una pennino, che attraggono irresistibilmente la curiosit dei bam-
qualsiasi mattina dinverno. Si arriva presto sul sagrato bini. Limmagine della Madonna seduta in trono, che offre
della cattedrale, sovrastata dallimponente torre campana- alladorazione dei fedeli il Bambino Ges facilmente
ria che marca il profilo della citt. compresa nellesperienza affettiva dei piccoli che amano
Il maestoso, severo complesso romanico, di grigia pie- rifugiarsi in seno alla mamma per trovarvi calore, conso-
tra calcarea appena ingentilito dal gioco delle bifore, del- lazione e conforto. La madre celeste maestosa, solenne
le colonnine, degli archetti rampanti, rischiarato da bian- nella postura e nelle vesti. Viene raffigurata nei suoi tratti
chi frammenti marmorei mirabilmente lavorati a bulino e essenziali, le vesti lunghe e colorate come quelle di una
scalpello dagli anonimi arti- principessa o di una fata, il
sti del tardo medioevo, col- bambino in grembo. La co-
pisce limmaginazione dei rona che ne cinge il capo
bambini, che ne rappresen- lelemento che pi attrae i pic-
tano le volumetrie con straor- coli visitatori, capaci di os-
dinaria efficacia. servare con singolare acume
Lordine paratattico gli oggetti che il divino bam-
preciso nella raffigurazione bino stringe nelle mani. Qual-
grafica di Bruno e di Maikol, cuno, pi attento o pi spi-
cinque anni ciascuno, che ag- gliato degli altri, pone la do-
giungono colore agli edifici manda: Ma Ges Bambino
e al cielo, attraversato da giocava con la palla?. Los-
uno sfolgorante arcobaleno. servazione pertinente: nel-
A ogni ambiente la cat- la mano destra, infatti, il
tedrale, il battistero, la crip- Bambino tiene una piccola
ta, il palazzo papale, la pi- sfera rossa, nella sinistra un
nacoteca si associa lele- Il complesso museale secondo Bruno. (Museo dei Beni piccolo libro. Il significato
mento che pi ha attratto la culturali ecclesiastici della Diocesi di Rieti, attivit del simbolico dei due oggetti
curiosit e la fantasia dei laboratorio di didattica museale) la Sfera/Mondo e il Libro
bambini. I leoni in marmo di Sapienziale presto detto,
Carrara, pregevoli resti del portale del XII secolo varcan- per essere poi oggetto di riflessione e di approfondimen-
do il quale si accedeva alla basilica inferiore, pi tardi in- to durante le attivit didattiche della settimana.
clusa nella sovrastante costruzione della pi grande aula Ed bello per gli adulti, per gli operatori della scuola
a croce latina, vengono per lo pi antropomorfizzati, en- dellinfanzia e del museo, soffermarsi a pensare che pro-
fatizzando la criniera, le zampe ungulate, il profilo. prio come il Bambino Ges anche questi bimbetti hanno
Larmadio-reliquiario, con i Santi dipinti sugli sportel- il mondo fra le mani.
li, i reliquari tabellari custoditi allinterno, viene raffigura- Ma la nostra generazione ad avere la responsabilit
to con singolare realismo. Elena disegna le croci astili pre- di consegnarglielo: questo approccio precoce ai luoghi
ziose come gioielli, tratteggiandone pazientemente i bor- della conservazione e della custodia dei beni culturali ec-
di con una centinatura colorata che imita la lavorazione a clesiastici vuole essere un contributo perch le generazioni
bulino e cesello. future siano sensibili al bene, al vero, al bello.
I bambini attendono in silenzio che si apra la porta
del battistero: quando i battenti si schiudono, la luce fred- Ileana Tozzi direttrice del Museo dei Beni culturali
da piove lentamente dallalto, fino ad accendersi sulle sca- ecclesiastici della Diocesi di Rieti.

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MU
NUOVA

Viaggi scientifici, musei


e la ricchezza delle nazioni
Giovanni Pinna

noto che io non sono un esperto di viaggi scientifi- rante il primo conflitto mondiale. La ragione di ci, al di
ci e tanto meno dei viaggi oltre quello di Ulisse che l del fatto che si debba o meno criminalizzare la scien-
hanno solcato in lungo e in largo i mari e gli oceani. Sol- za per gli effetti negativi di alcuni suoi risultati, risiede nel-
lecito perci la pazienza dei lettori e li prego di conside- la sua sudditanza al potere economico e politico.
rare questo mio articolo solo una libera divagazione sul Ci vale anche per le indagini sulla Natura che si so-
tema delle implicazioni politiche ed economiche che i viag- no svolte dal XVII al XIX secolo, che hanno straordina-
gi di esplorazione hanno avuto nel corso della storia. Di- riamente ampliato le conoscenze sulla biologia e sulla geo-
vagazione forse banale, ma che mi permetter di collegare logia del pianeta e hanno fatto nascere strabilianti teo-
la storia dei viaggi scientifici e delle esplorazioni a quel- rie capaci di modificare la concezione che luomo ha di
la dei musei, un tema questultimo di cui mi occupo da se stesso.
qualche tempo. In questo breve intervento intendo sotto- I viaggi e le esplorazioni che hanno solcato le terre, e
lineare due punti, peraltro non nuovi: che le scoperte soprattutto i mari, fra il XVII e il XIX secolo furono qua-
scientifiche vere o false che siano nascono o sono co- si sempre il prodotto della competizione fra le nazioni eu-
munque accelerate dai conflitti politici o economici; che ropee, che, oltre ad affrontarsi in scontri terrestri e marit-
i musei, e le collezioni che essi contengono compresi timi, si batterono per la conquista di nuovi territori, per
naturalmente i musei e le collezioni naturalistiche , nel- lapertura di nuovi mercati e per affermare la propria su-
lo stesso tempo creano e rappresentano la ricchezza del- premazia. Per combattere questa guerra, solo allappa-
le nazioni. renza incruenta, era infatti necessario conoscere, esplorare,
solcare i mari, disegnare le mappe del mondo e piantare
Scienza e conflittualit la propria bandiera su terre prima sconosciute. Dopo la
Un recente libro di Jacob Darwin Hamblin1 ci ricorda sconfitta dellInvincible Armada dellagosto 1588 che ri-
che la nascita della teoria della tettonica a placche ha le dimension la potenza navale della Spagna, le vie del mon-
sue radici nella scoperta dellespansione dei fondi ocea- do si aprirono a Inghilterra, Francia e Olanda che a par-
nici avvenuta negli anni Sessanta del secolo scorso grazie tire dal XVII secolo poterono iniziare la costruzione dei
al rilevamento del fondo degli oceani effettuato per mo- loro imperi coloniali, venendo spesso alle mani per gran-
tivi militari dalla marina statunitense, mentre in un volu- di e piccoli lembi di terra nelle Americhe, nelle Indie
me sui dinosauri2 misi in evidenza, come era gi apparso Orientali, nel sud Atlantico e nel Pacifico. Alla costruzio-
evidente a molti, che il successo della teoria meteorica ne degli imperi miravano i viaggi di Cook e di Fitz-Roy,
sullestinzione dei dinosauri, pubblicata nel 1980, nove an- e quelli del conte de La Prouse e di Bougainville, per ci-
ni prima del crollo del muro di Berlino, fu dovuto alle fa- tare solo i pi famosi.
si terminali della Guerra Fredda. Alla Guerra Fredda dob- Lo studio della fauna e della flora non era la finalit
biamo dunque sia la straordinaria teoria della tettonica a principale dei viaggi intrapresi soprattutto dalle Marine di
placche, e tutto ci che ne seguito, sia la bislacca idea Francia e Inghilterra. Tali studi divennero tuttavia una
che un meteorite possa aver causato lestinzione dei di- consuetudine, poich accorti politici videro in essi una nuo-
nosauri (e di molte altre specie viventi), idea che fu so- va e inesplorata fonte di potere. In questi viaggi a bordo
stenuta dallestablishment governativo americano, fra cui delle navi dellAmmiragliato e della Marine Royale non man-
la NASA, per giustificare la politica delle Guerre Stellari cavano naturalisti e disegnatori, imbarcati a volte a lo-
di Ronald Regan. ro spese con lincarico di descrivere piante e animali e
Il fatto che la conflittualit implichi unaccelerazione di riunire collezioni che sarebbero andate ad arricchire i
della ricerca scientifica una costante storica che accomuna musei nazionali presenti nelle capitali degli imperi. Rispetto
in un unico abbraccio gli specchi ustori di Archimede, le alle esplorazioni effettuate da spagnoli e portoghesi nei
ricerche nucleari effettuate durante il secondo conflitto mon- secoli precedenti, si tratt di unimportante rivoluzione in-
diale e gli studi di Fritz Haber sui gas per uso militare du- tellettuale che pose le basi delle scienze naturali e permise

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NUOVA

il loro progredire, sviluppando quellinteresse per la co- viaggio forse anche grazie alla scoperta del cacao, e so-
noscenza che avrebbe portato alla fondazione di sempre prattutto del modo di preparare la cioccolata (la celebre
pi numerosi musei naturalistici e alla nascita delle societ Sir Hans Sloanes Milk Chocolate) mise insieme le col-
scientifiche. lezioni che permisero di fondare il pi prestigioso museo
Questa consuetudine si protrasse fino a quasi tutto il del mondo. Medico della Compagnia Orientale delle In-
XIX secolo, come dimostrano i viaggi attorno al mondo del- die Olandesi era Paul Hermann cui si deve il primo stu-
la fregata austriaca Novara (1857-1859) e della fregata ita- dio della flora di Ceylon; impiegato nella stessa compa-
liana Magenta (1865-1868), effettuati con lo scopo princi- gnia e poi governatore olandese dellisola dal 1752 al
pale di addestrare alla navigazione ufficiali e cadetti e di 1757 era Joan Gideon Loten che fece eseguire un serie di
portare nelle pi lontane regioni del globo le bandiere del- 154 acquarelli sulla biologia di Ceylon, ora al British Mu-
le due nazioni. Due nomi, Novara e Magenta, che richia- seum. Le funzioni esercitate da queste persone al servizio
mavano lantica competizione fra Austria e Italia, ciascu- di compagnie commerciali o delle amministrazioni colo-
no dei quali ricordava una battaglia vinta contro il rivale. niali rendono evidente che anche le loro ricerche scien-
Allo stesso modo la spedizione del Challenger (1872-1876) tifiche sono state, in modo pi o meno diretto, il prodot-
non fu esclusiva- to di conflittualit
mente scientifica, politiche o com-
poich il compito merciali. Anche se
pi importante affi- non mancarono viag-
datole era il son- giatori solitari Von
daggio dei fondi Humboldt, Walter
oceanici per lo svi- Bates e Alfred Wal-
luppo della telegra- lace per esempio
fia sottomarina. Nel- spinti solo dallamo-
la stessa maniera do- re della scienza e fa-
po la seconda guer- cilitati da cospicui
ra mondiale la Ma- patrimoni personali
rina americana ha o dallaiuto di so-
esplorato le profon- ciet scientifiche
dit marine a scopo Politica, pro-
militare. gresso della scien-
Oltre alle marine za, sviluppo delle
militari, anche altri conoscenze e ricer-
soggetti concorsero ca dellautorevolez-
ad ampliare la co- za culturale ed eco-
noscenza del mondo nomica da parte del-
naturale. Medici, im- le nazioni si mesco-
piegati di compagnie larono dunque nel-
commerciali, ammi- Museo Maritim, Barcelona. (Foto Nuova Museologia) la maggior parte dei
nistratori e militari viaggi di esplora-
inviati nelle colonie si dedicarono allo studio di faune e zione. In particolare, a partire dalla fine del XVII secolo,
flore esotiche, alcuni per passione, altri certamente per vin- entr a far parte della politica degli Stati il concetto di au-
cere la noia delle monotone giornate tropicali. Molti rea- torevolezza culturale; molti governi si resero conto cio
lizzarono collezioni che hanno reso celebri alcuni musei che lautorevolezza culturale poteva essere considerata
e produssero, grazie ai loro disegnatori e acquarellisti una risorsa con influssi positivi sui rapporti commerciali
come avevano fatto i disegnatori imbarcati i volumi e politici con le altre nazioni.
contenenti lillustrazione di mondi esotici che sono stati
fonte di studio per i loro contemporanei e sono oggi pre- La ricchezza delle nazioni
ziose chimere per i ricchi bibliofili. Come non ricordare Nella storia delle nazioni vi sempre stata una stretta
per esempio che medico del duca dAlbermarle governa- concordanza fra la potenza economica e militare e la ca-
tore della Giamaica era Hans Sloane, che descrisse la sto- pacit di produzione scientifica, che, riportando il tutto nel
ria naturale di quellisola3 e che negli anni successivi al suo quadro dellorganizzazione degli Stati, si traduce nel fatto

32
MU
NUOVA

che a una forte capacit produttiva in termini economici e numents of this kind which it possesses, though the wealth
di espansione commerciale e a un robusto apparato mili- which produced them has decayed, and though the ge-
tare corrispondono sempre potenti macchine culturali. nius which planned them seems to be extinguished, perha-
Gordon Childe4 sostiene che la scienza come larte ps from not having the same employment5. Egli voleva
si svilupp quando la rivoluzione neolitica mise a di- significare, nel 1776, poco pi di ventanni dopo la fon-
sposizione delle comunit un surplus di risorse che pote- dazione del British Museum e un anno dopo la fine del
vano essere spese per affrancare alcuni individui artisti secondo viaggio di Cook, che lautorevolezza culturale di
e scienziati dal lavoro connesso alla produzione di ci- un Paese essenziale al suo sviluppo economico, e che
bo. Secondo Childe, dunque, allinizio la capacit produttiva, le istituzioni culturali, i palazzi e le opere darte sono gli
e quindi leconomia, fu il propulsore di arte e scienza. Per- strumenti per la costruzione di tale autorevolezza.
sonalmente non posso che concordare con il celebre ar- noto che i musei sono le istituzioni che, grazie allac-
cheologo australiano, ma sono convinto che il rapporto fra cumulo e alla rielaborazione intellettuale di oggetti di
produttivit economica e produzione scientifica e artisti- scienza, darte e di storia, conservano e comunicano la me-
ca fu ribaltato quasi subito con lo sviluppo delle prime so- moria, lidentit e la storia delle nazioni, di aziende, di grup-
ciet complesse e pi etnici o di orga-
con la nascita dei pri- nizzazioni religiose,
mi Stati-nazione. A a seconda della ti-
Sumer, ad Assur, a pologia del museo e
Menfi e a Tebe lar- della sua forma isti-
te e la scienza non tuzionale. La loro
erano gi pi un pro- azione di comuni-
dotto secondario del- cazione si svolge
la potenza economi- sempre su un du-
co-militare, ma rap- plice binario, verso
presentavano esse linterno e verso
stesse elementi di ac- lesterno della na-
celerazione di questa zione, dellazienda,
potenza che gioca- delletnia, del grup-
vano il loro ruolo po che li ha espres-
promuovendo la cre- si. Essi sono quindi
scita dellautorevo- al tempo stesso stru-
lezza del re e del fa- menti di afferma-
raone. zione dellidentit e
Nel mondo mo- mezzi di espressio-
derno il rapporto fra ne di autorevolezza
sviluppo culturale e Allegoria del colonialismo sulla facciata del palazzo dellex Muse di nazioni, aziende o
potere economico National del Arts dAfrique et dOcanie di Parigi. gruppi. La loro azio-
ribaltato in favore di (Foto Nuova Museologia) ne ha dunque un ef-
questultimo; le po- fetto politico: allin-
litiche culturali della maggior parte dei Paesi europei so- terno rafforza la legittimit dei governi nel caso delle na-
no al servizio dello sviluppo degli scambi commerciali e zioni o della propriet nel caso delle aziende, verso lester-
della conquista di nuovi mercati, poich si compreso che no impone, o cerca di imporre, lautorevolezza della na-
lautorevolezza culturale pi forte degli eserciti. Ci no- zione, del gruppo, dellazienda. Attraverso limposizione dellau-
to da tempo, come dimostrano le parole di Adam Smith: torevolezza culturale i musei giocano come Adam Smith
Noble palaces, magnificent villas, great collections of avrebbe suggerito un ruolo importante per leconomia di
books, statues, pictures and other curiosities, are fre- un Paese o comunque del soggetto di cui il museo
quently both an ornament and an honour, not only to the espressione. Solo le nazioni cieche possono considerare i
neighbourhood, but to the whole country to which they musei come una fonte di reddito diretta turismo, gadget
belong. Versailles is an ornament and an honour to Fran- e cartoline illustrate.
ce, Stowe and Wilton to England. Italy still continues to Tutto ci mi porta a concludere, come daltro canto la
command some sort of veneration by the number of mo- realt dimostra, che non pi del tutto vero che i paesi

33
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NUOVA

ricchi posseggono i musei migliori e pi grandi, ma ve- ti i musei coloniali, che ebbero un possibile modello
ro invece che i musei scientificamente e culturalmente pi nellEsposizione Universale di Londra del 1851 e che fu-
autorevoli rendono pi ricche le nazioni che li posseggono. rono quelli metropolitani al tempo stesso testimonianza
In questa cornice di uso politico ed economico dei storica, espressione dellidentit nazionale e del legame
musei si inquadrano i movimenti di grandi e piccole na- fra la madrepatria e le colonie e, ancora una volta, stru-
zioni di tutto il mondo, oggi impegnate in una guerra le mento di espansione economica della nazione6. Le Mu-
cui armi sono musei sempre pi potenti, pi belli e pi se Colonial ha scritto Susan Legne, riferendosi al mu-
appariscenti e la cui posta in palio la vittoria sulla con- seo coloniale di Haarlem peut tre considr comme
correnza. lexpression directe des intrts conomiques et sociaux
Anche nei secoli che ci hanno preceduto i musei han- des lites hollandaises, une poque o le colonialisme
no giocato ruoli analoghi: essi furono fondati per racco- tait trs largement accept comme une partie intgran-
gliere e conservare le collezioni che rappresentano la me- te de lidentit nationale hollandaise7. Con la trasformazione
moria delle nazioni e il cui accumulo doveva servire, as- delle colonie da territori di puro sfruttamento in nuovi
sieme allaumento della produzione culturale e allallargamento mercati e sulla spinta della nuova classe coloniale bor-
della capacit di co- ghese di immigrati
municazione, a crea- dalla madrepatria,
re legittimit per il questultima fu co-
potere e autorevo- stretta a lasciare par-
lezza per la nazio- te dei prodotti scien-
ne. Cos, allo svi- tifici e artistici sur
luppo degli imperi place. Sorsero cos
ha sempre corrispo- i musei delle colo-
sto lo sviluppo di nie. Nelle principa-
musei che avevano li citt australiane,
lo scopo di rappre- neozelandesi, ca-
sentare il potere im- nadesi e indiane, e
periale nei confron- nelle capitali dellIn-
ti dei sudditi e la sua docina e delle In-
potenza nei confronti die olandesi furono
dei popoli stranieri: istituiti musei che
non vi nessun im- avevano il duplice
pero che non abbia scopo di rappre-
costruito il suo mu- sentare la classe di-
seo e non lo abbia rigente locale che
ingrandito durante veniva affrancandosi
tutto il periodo del- Lautore del giacimento di Gadoufaou, Niger 1972. dalla madrepatria, e
la propria fioritura. In che iniziava a ri-
Europa gli imperi francese, inglese, spagnolo, austriaco, vendicare sempre maggiori autonomie, e di mostrare
russo e ottomano hanno avuto i loro musei imperiali, e in nello stesso tempo ai sudditi della colonia il potere
America altri musei altrettanto potenti seppure diversi dellimpero8. Era quindi evidente che, almeno allinizio,
dal punto di vista socio-intellettuale hanno avuto, e tali musei non potessero che essere dei facsimili dei mu-
hanno ancora, la funzione di rappresentare la potenza eco- sei metropolitani, non solo nellarchitettura e nel modello
nomica e le velleit espansionistiche del Nuovo Impero. organizzativo, ma anche nel personale specializzato che
In questi musei entravano le collezioni che i naturalisti por- spesso veniva reclutato nella madrepatria, come ha sug-
tavano dai loro viaggi, e ogni collezione costituiva un ul- gerito Susan Sheets-Pyneson9.
teriore incremento dellautorevolezza della nazione: la di- La fine del colonialismo nel secondo dopoguerra for-
mostrazione della forza di esplorare il mondo in nome nisce la prova decisiva del valore politico ed economi-
dellumanit e il segno del possesso fisico e intellettuale co dei musei. Labbandono delle colonie da parte delle
di terre lontane. nazioni europee ha infatti decretato da un lato la fine del-
Espressione del connubio fra viaggi scientifici, pote- la maggior parte dei musei coloniali metropolitani nati
re politico e opportunit di sviluppo economico sono sta- come trofei di guerra, quali il Museo Coloniale del Mi-

34
MU
NUOVA

nistero dellAfrica Italiana e il Muse National des Arts dAfri- re sorprende che proprio gli eredi dellIlluminismo
que et dOcanie10 di Parigi, dallaltro laffrancamento dei pretendessero il controllo totale ed esclusivo di un im-
musei dOltremare, che, trasformatisi in musei naziona- menso giacimento paleontologico, perpetuando lottica
li, hanno iniziato una nuova carriera al servizio dellau- coloniale della bandiera piantata sulle rive che aveva gui-
torevolezza, della credibilit e delleconomia nelle nazioni dato le nazioni europee alla conquista degli imperi.
di nuova indipendenza11. Tuttavia il colonialismo cultu- Suffira-t-il de mettre le pied sur un terrain commun
rale con i suoi risvolti economici non stato del tutto eli- pour sen prtendre aussitt le matre ? ha scritto Rou-
minato dai musei occidentali, ma ha preso altre forme; seau Suffira-t-il davoir la force den carter un moment
ha puntato sullestetica come forma di riaffermazione di les autres hommes pour leur ter le droit dy jamais re-
una visione eurocentrica delle culture altre, come nel venir? Comment un homme ou un peuple peut-il sem-
nuovo Muse du Quai Branly12, o sulla cooperazione parer dun territoire immense et en priver tout le genre
culturale, i cui frutti contribuiscono ad accrescere il po- humain autrement que par une usurpation punissable, pui-
tere dei musei europei e quindi la ricchezza delle nazioni squelle te au reste des hommes le sjour et les aliments
cui essi appartengono13. que la nature leur donne en commun? Quand Nuez Bal-
boa prenait, sur le rivage, possession de la mer du Sud
Ma la guerra continua... et de toute lAmrique mridionale au nom de la couronne
Nel 1972 un viaggio scientifico italiano al giacimen- de Castille. tait-ce assez pour en dpossder tous les ha-
to di Gadoufaou nel Niger alla ricerca di dinosauri, di bitants et en exclure tous les princes du monde? Sur ce
cui facevo parte, fu bloccato dalla Francia, che in que- pied-l, ces crmonies se multipliaient assez vainement;
gli anni era un buon suggeritore del governo del Paese, et le roi catholique navait tout dun coup qu prendre
noto per le sue importanti miniere di uranio14. Lintermediario possession de tout lunivers, sauf retrancher ensuite de
di questa operazione fu il Musum National dHistoire Na- son empire ce qui tait auparavant possd par les au-
turelle di Parigi i cui paleontologi gi da tempo esplo- tres princes15.
ravano Gadoufaou e pretendevano di mantenerne il
monopolio. Al di l dei significativi risvolti politici la Giovanni Pinna presidente dellAssociazione Italiana di
Francia sviluppava allora un proprio potenziale nuclea- Studi Museologici.

1. Jacob Darwin Hamblim, 2005 - Oceanographers and the Cold War: Di- 10. Nato nel 1931 per lExposition Coloniale di Parigi come Muse
sciples of Marine Science. University of Washington Press, Washington. permanent de Colonies, esso ha cambiato pi volte nome e obiet-
2. Giovani Pinna, 2000 - Declino e caduta dellimpero dei dinosauri. tivi: nel 1935 divenne Muse de la France dOutre-mer, nel 1960 fu
Il Saggiatore, Milano. chiamato Muse des Arts Africains et Ocaniens, nel 1990 assunse
3. A voyage to the Islands Madera, Barbados, Nieves, S.Christophers and il nome di Muse National des Arts dAfrique et dOcanie, e infi-
Jamaica with the Natural History of the Herbs and Trees, Four-footed ne nel 2007 stato trasformano nella Cit Nationale de lHistoire de
Beasts, Fishes, Birds, Insects, Reptiles, &c. Of the last of those Islands. lImmigration.
By Hans Sloane, London 1707-1725. 11. Nlia Dias, 2000 - Muses et colonialism: entre pass et prsent. In:
4. V. Gordon Childe, 1942 - What Happened in History. Penguin Books. Dominique Taffin, Du muse colonial au muse de cultures du mon-
Harmondsworth. de. Muse national des Arts dAfrique et dOcanie, Paris, pp. 15-33.
5. Adam Smith, 1776 - An Inquiry into the Nature and Causes of the Negli anni Sessanta e Settanta in molti Paesi di nuova indipendenza
Wealth of Nations. II.3.39. privi di musei delle colonie sorsero musei nazionali del tutto nuovi,
come nel Niger (Giovanni Pinna, 1974 - Il Museo Nazionale del Niger
6. Sabine Cornelis, 2000 - Le muse du Congo belge, vitrine de laction coloniale
a Niamey. Natura, 65 (3-4), pp. 238-246).
(1910-1930). In: Dominique Taffin, Du muse colonial au muse de cultures du
monde. Muse national des Arts dAfrique et dOcanie, Paris, pp. 71-86. 12. Valentina Lusini, 2004 - Gli oggetti etnografici tra arte e storia. Lim-
maginario postcoloniale e il progetto del Muse du quai Branly a Pa-
7. Susan Legne, 2000 - Identit nationale et culture autres: le Mu-
se colonial comme monde part aux Pays-Bas. In: Dominique Taf- rigi. LHarmattan Italia, Torino. Sul museo di Quai Branly si veda an-
fin, Du muse colonial au muse de cultures du monde. Muse natio- che: Giovanni Pinna, 2007 - Un museo senza nome. Museologia Scien-
nal des Arts dAfrique et dOcanie, Paris, pp. 87-101. tifica, NS vol.1 (1): 141-147.
8. Si veda a questo riguardo il capitolo Il museo del libro di Bene- 13. Chi veramente detiene il potere nelle organizzazioni internaziona-
dict Anderson Comunit Immaginate. Origine e diffusione dei nazio- li quali lInternational Council of Museums?
nalismi. Manifestolibri, Roma, pp. 179-186 (titolo originale Imagined 14. Giancarlo Ligabue, Giovanni Pinna, Augusto Azzaroli, Philippe Ta-
Communities, Versom London 1991). quet, 1972 - I dinosauri del Tener. Longanesi, Milano.
9. Susan Sheets-Pyneson, 1988 - Cathedrals of Science. McGill-Queens 15. Jean-Jacques Rousseau, 1762 - Du contrat social, ou principes du
University Press, Kingston and Montreal. droit politique. Libro I, capitolo 9.

35
MU
MESSAGGIO
PROMOZIONALE

Il Museo Diocesano di Livorno


Marco Rossi

Il Museo Diocesano stato al- a finto marmo di scagliola unar-


lestito nel Seminario Gavi, nel cuo- te in cui eccelsero i maestri artigiani
re della nuova citt dellOtto- livornesi tra le monocrome raf-
cento livornese, fuori dalla cinta mu- figurazioni dei padri della chiesa
raria buontalentiana. Il ritorno dei sulle pareti e le vivacissime poli-
Lorena sul trono toscano (1814) cromie degli sfondati della volta,
segn una svolta importante per Li- era stato predisposto un allesti-
vorno che riacquist i suoi privilegi mento che non interferisse con il
di porto franco (1828). Lespan- gusto neoclassico.
sione dei sobborghi al di l della Nel 2006, al tempo del vesco-
cinta medicea comport la nascita vo, monsignor Diego Coletti, la
di una citt nuova che Curia Vescovile di Li-
si arricch di teatri, di vorno mi incaric del-
chiese e di opere pub- la redazione del pro-
bliche e private di ri- getto. A una prima
lievo. fase di grande entu-
Il gusto neoclas- siasmo, segu una sta-
sico che segn lar- si e il progetto di al-
chitettura nellet del- lestimento sembr
la Restaurazione Lo- naufragare. Soltanto
renese (1814-1859) si- nel 2008 con linse-
gl emblematicamen- diamento del vesco-
te il disegno del Se- vo, monsignor Simo-
minario progettato da ne Giusti, il progetto
Gaetano Gherardi. I riprese il via. La for-
lavori di edificazione te riduzione econo-
iniziati negli anni Qua- mica e i tempi ristretti
ranta giunsero a com- per la realizzazione
pimento il 21 no- e per la progettazio-
vembre 1851. ne esecutiva, hanno
Per ospitare il nuo- imposto una notevo-
vo museo, la Curia individu gli spa- le semplificazione e variazione del
zi posti a piano terra sulla destra progetto iniziale.
dellingresso principale, risparmiati
dalle distruzioni della seconda guer- Obiettivi
ra mondiale. La bella cappella Obiettivi del progetto iniziale
pubblica, dedicata ai principali erano:
dottori della Chiesa dOriente e 1. il restauro conservativo delle
dOccidente, ricordata dal Piom- cromie originarie e degli apparati
banti, ha assunto la funzione di decorativi presenti sotto scialbo;
perno del sistema espositivo mu- 2. leliminazione delle parti in-
seografico. In questo vasto spazio congrue aggiunte nel corso del
di gusto neoclassico, con colonne Novecento;

36
MU
MESSAGGIO
PROMOZIONALE

3. la progettazione di strutture Vetrine


espositive leggere, privilegiando Il carattere austero dellam-
unesposizione a rotazione degli biente ottocentesco mi aveva sug-
oggetti di minore valore artistico, gerito di porre gli oggetti entro
in modo da stabilire un dialogo vetrine dal disegno essenziale ri-
tra opere, spazio e luce. ducendo allosso la struttura por-
tante. Le lastre di vetro, portate si-
Il progetto prendeva vita no a terra, avrebbero permesso di
dallidea di percorso quale veico- annullare ogni barriera orizzonta-
lo di conoscenza e di scoperta, en- le tra spettatore e opera. Le ope-
fatizzando il passaggio di scala tra re di notevole valore artistico era-
gli ambienti e le relazioni spaziali no inserite quali punti focali
tra linterno e lesterno. dellesposizione.
Una volta risolto latrio attraverso Lambiente doveva rimanere
mirate operazioni progettuali, lat- in penombra, modulando la luce
tenzione si era spostata verso lo spa- in rapporto al differente carattere
zio angusto, posto tra latrio e la ex di ogni oggetto esposto. Una luce
cappella. Lo spazio era stato con- morbida e pi uniforme doveva ac-
cepito come una sorta di installa- carezzare le decorazioni.
zione di arte contemporanea dove La volont espressa dalla com-
suoni, colori in movimento e un ric- mittenza in corso dopera relativa
co apparato didattico, dovevano allesposizione a rotazione del-
accogliere lo spettatore. le opere minori ha determinato il
Allinterno della ex cappella, i naufragio dellidea guida iniziale.
pannelli espositivi si disponevano Grazie alla professionalit e allespe-
perpendicolarmente alle pareti del- rienza della ditta di allestimento Ber-
la sala, come ideale continuazione nini, incaricata di realizzare lalle-
delle paraste, per non interferire vi- stimento museale in tempi gari-
sivamente con le decorazioni ot- baldini, stato possibile studiare
tocentesche. una diversa tipologia di vetrina,
Nella parte conclusiva della sa- che ha risolto le esigenze del com-
la erano sistemate su piani sospe- mittente creando degli oggetti
si da terra delle importanti scultu- espositivi dalla forte autoreferen-
re lignee di gusto barocco, prove- zialit, superata dalleleganza del-
nienti dalla chiesa della Valle Be- le scelte tecnologiche Bernini.
nedetta, in modo da rappresenta-
re scenograficamente una sorta di
macchina teatrale, ricreando lar- Marco Rossi architetto, si occu-
tificio delloriginaria collocazione. pa di pianificazione urbanistica,
Un ricco apparato didattico a se- con particolare riguardo alla pro-
rigrafie murali arricchiva lo spazio blematica del recupero dei centri
dedicato ai bambini. Gli oggetti li- storici, di progettazione architet-
turgici desueti e curiosi erano in- tonica e di restauro.
seriti in prismi di vetro che si li-
bravano nellaria in un gioco tra
realt e rappresentazione, tra ope-
ra e serigrafia.
Il visitatore usciva passando dal Bernini Spa ha sede in via Milano 8,
chiostro dove nella stagione estiva 20020 Ceriano Laghetto (Milano). Tel
potevano essere organizzate mostre 02.96469293. Fax 02.96469646. E-mail
di arte contemporanea. info@bernini.

37
LIBRI
a cura di Giovanni Pinna

Recensioni lia, dei problemi derivanti da un tardivo censimento dei mu-


sei e delle normative in tema di destinazione duso. La discussione
si sposta poi sul rapporto che si instaura tra le diverse con-
dizioni di storicit del materiale esposto e quelle della pre-
Arte e espressione. Studi e ricerche sulla psicologia dellarte esistenza quale contenitore dei manufatti, risolvibile grazie al-
di Alberto Argenton, Il Poligrafo, Padova, 2008, 313 pagine, le scelte strategiche a opera dei curatori che attraverso lalle-
30 euro stimento creeranno un diaframma tra il contenuto ed il con-
Esiste un tipo di esperienza psicologica che accompa- tenitore. Un breve excursus sullistituzione museale, sul pro-
gna costantemente lesistenza umana e viene definita per- blema dei musei locali, sulla definizione di museo in quan-
cezione dellespressione: un fenomeno quello dellespres- to istituto e sugli standard di riferimento applicati al caso spe-
sivit che pu essere indagato in maniera paradigmati- cifico di Orvieto chiude il libro.
ca nella creazione artistica e nelle sue molteplici realizza-
zioni e derivazioni.
Gli studi e le ricerche presenti in Arte e espressione si Storie di oggetti. Scritture di musei. Riflessioni ed esperienze tra
collocano nellambito della psicologia dellarte, disciplina Puglia e Basilicata
che ha come oggetto di indagine i processi cognitivi coin- di Ferdinando Mirizzi, edizioni pagina, Bari, 2008, 231
volti nella produzione artistica e nella fruizione estetica. Il pagine, 15 euro
quadro teorico e metodologico privilegiato quello, di im- Nel quadro delle vicende collegate alla storia della
pronta gestaltista, dello psicologo Rudolf Arnheim (1904- museografia demoetnoantropologica italiana e ai muta-
2007). Autore di un testo Arte e percezione visiva di- menti nel modo di concepire le cose nei musei e di con-
venuto ormai un classico ma anche di una serie di altret- siderarne le funzioni, il volume presenta linsieme delle ri-
tanto fondamentali contributi inerenti a gran parte dei me- cerche, delle riflessioni e delle esperienze dellautore
dia espressivi. Sviluppando questo approccio, attraverso los- nellultimo venticinquennio su oggetti, musei, collezioni in
servazione di molteplici oggetti artistici, che spazia lun- Puglia e in Basilicata.
go tutto larco della storia dellarte grafica e pittorica occi- Dopo aver ricostruito le forme documentabili di collezionismo
dentale, e mediante lanalisi delle relative strategie rap- etnografico e le prime realizzazioni museografiche nelle due
presentative di carattere dinamico ed espressivo ricon- regioni, lautore si sofferma sulla figura intellettuale di Gio-
ducibili ad aspetti basilari della percezione, quali la fun- vanni Battista Bronzini, che ha legato in Puglia e in Basili-
zione bilaterale del contorno, il complemento amodale, lobli- cata la sua teoria museografica a un concreto lavoro di con-
quit Argenton fornisce nuove indicazioni relative al sulenza scientifica e di progettazione di musei. Litinerario pro-
funzionamento dellattivit cognitiva. posto continua con riflessioni sul senso dei musei che si ispi-
dalla quarta di copertina rano alla nozione di civilt contadina, con lattenzione riservata
alle memorie della Societ Economica di Terra di Bari qua-
li fonti utili per la conoscenza degli strumenti del lavoro agri-
Larte nellarte. Il riuso architettonico di edifici storici. Il Museo colo e al problema della contestualizzazione degli oggetti cu-
Greco di Orvieto stoditi ed esposti nei musei etnografici, con lanalisi della rie-
di Rosaria Alessandra Cirimondo, Clueb, Bologna, 2009, vocazione scenica del ciclo della semina di Gravina di Pu-
120 pagine, 12 euro glia e delle produzioni di etnografia nativa di Antonio Cimi-
Dai dati Istat sul recupero edilizio del capitale finanzia- no ad Acerenza. Il volume si conclude con la presentazione
rio e dai concorsi banditi per gli architetti affiora che lItalia del progetto di riallestimento del Museo della Cultura Arb-
sempre pi attenta al reimpiego di palazzi antichi per ripristinarne reshe a San Paolo Albanese e con una riflessione sui colle-
una nuova funzionalit. Ci comporta una serie di problemi zionisti etnografici e sul valore biografico e la funzione evo-
attinenti a un progetto di adeguamento al nuovo e al contempo cativa degli oggetti.
la necessit di interventi conservativi che fermino il degrado dalla quarta di copertina
delledificio. La conversione di Palazzo Soliano nel Museo Gre-
co a Orvieto rappresenta un esempio di come si sia lavora-
to per trovare adeguate soluzioni attraverso un progetto fles- Il museo nel curriculum di storia
sibile, nel rispetto dello spazio storicizzato e del suo conte- a cura di Maria Teresa Rabitti e Carla Santini, Franco
sto. Dopo uno sguardo agli strumenti legislativi che permet- Angeli, Milano, 2008, 157 pagine, 16,50 euro
tono lindividuazione e il riconoscimento di una pre-esisten- Indicazioni nazionali e direttive europee sollecitano la
za, il libro discute della tutela del patrimonio artistico in Ita- scuola a favorire negli allievi leducazione al patrimonio

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culturale presente sul territorio nazionale, di cui i musei Allestire per comunicare. Spazi divulgativi e spazi persuasivi
sono certamente parte significativa e diffusa. Ma come di Massimo Malagugini, Franco Angeli, Milano, 2008, 128
costruire effettivamente un dialogo tra scuola e museo? Qua- pagine, 18 euro
li compiti spettano alla scuola e quali sono specifici del mu- Questo volume nasce con lobiettivo di offrire un valido
seo? Il testo, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e gra- supporto alla progettazione di allestimenti espositivi, af-
do dalla scuola dellinfanzia alla seconda superiore e frontando questioni metodologiche e pratiche che possono
agli operatori museali sensibili alle problematiche didatti- suggerire un percorso mentale consapevole, a ogni livello di
che, offre riflessioni sul significato delleducazione al pa- progetto, del valore comunicativo dellallestimento stesso. Con
trimonio culturale e propone ipotesi curricolari di uso del lallestimento si attua una comunicazione estremamente com-
museo in sintonia con il processo di apprendimento de- plessa fra ci che si espone e il fruitore, consentendo al cu-
gli allievi, corredandole con esempi di percorsi al museo ratore dellevento, per mezzo del lavoro del progettista, di
realizzati con metodologie differenti: copioni, quadri di ci- far giungere il messaggio, specchio di una consapevole idea
vilt, processi di trasformazione, costruzione di concetti. critica. Mostrare per conoscere e per far conoscere il con-
Chiudono il volume alcune esperienze di laboratorio com- cetto che sta alla base di ogni evento espositivo sulle tracce
piute con insegnanti ed operatori museali durante la scuo- dellidea stessa di museo quale strumento di conoscenza sug-
la estiva di Arcevia. gerito da Le Corbusier. Mostrare per divulgare e mostrare per
dalla quarta di copertina commercializzare: in entrambi i casi, pur con un fondamen-
to culturale ben diverso, si deve informare e portare a co-
noscenza, in altri termini, comunicare. Loggetto della co-
Il design per i beni culturali. Pratiche e processi municazione pu essere unidea, una sensazione, un concetto,
innovativi di valorizzazione un prodotto, un suggerimento o un consiglio, ma sempre,
di Eleonora Lupo, Franco Angeli, Milano, 2009, 199 pagine, affinch ci si verifichi, lo spettatore deve instaurare una con-
22 euro nessione con quello che gli viene mostrato e con lambien-
La valorizzazione dei beni culturali oggi un ambito te che a lui lo mostra.
profondamente dinamico e transdisciplinare, cui il design Il testo si articola in tre parti, delle quali la prima pone
in grado di portare innovazione, sia a livello della regia le basi per la conoscenza della storia delle museografia e del-
del processo, come connessione di interessi tra le caratte- le grandi esposizioni al fine di affrontare, nella seconda, il
ristiche di un bene culturale o di un sistema di beni e la tema relativo alle mostre temporanee. Larchitettura effime-
comunit che dello stesso bene responsabile e fruitore, ra e di breve durata rappresenta il concetto di temporaneit
sia sul piano delle pratiche e delle tecniche operative di che alla base di ogni esposizione, sia di carattere divulga-
valorizzazione attraverso le competenze specifiche del tivo e culturale, sia di carattere commerciale. Nella terza
progetto, quali ad esempio comunicazione, allestimento, parte si affronta il tema progettuale ragionando dapprima in
lighting design per i beni culturali. termini linguistici e spaziali e, successivamente, in termini tec-
Il testo vuole quindi essere uno strumento per com- nico-pratici.
prendere il sistema del design per i beni culturali, delineando,
a partire dallosservazione critico-analitica di progetti ec-
cellenti e dalla presentazione di sperimentazioni progettuali LExhibition Design nelle organizzazioni
in contesti reali, il passaggio da una visione per compe- di Guido Muneratto, Franco Angeli, Milano, 2008, 123
tenze ad una visione per processi, e proponendo un con- pagine, 20 euro
cetto di valorizzazione design oriented, che espliciti e ren- Questo libro, come quello che lo ha preceduto sul Vi-
da progettabili ed attivabili le relazioni tra il contesto, il be- sual design, nasce dallincontro tra universit e mondo del-
ne culturale e la comunit in cui collocato, attraverso mo- le organizzazioni (aziende e istituzioni). A partire dal rapporto
delli e strumenti operativi ed applicabili. tra complessit e comunicazione, mette in luce il contribu-
Allindagine fenomenologia affiancata una rifles- to dellExhibition design, in quanto progetto di comunica-
sione critico-analitica che traduce modelli teorici in zione organizzata, allinterno delle strategie comunicative dim-
strumenti e processi di valorizzazione di concreta ap- presa, fattore cruciale di successo per qualsiasi organizzazione
plicazione, rendendo il testo non soltanto una riflessione che intenda svolgere un ruolo di rilievo nel panorama eco-
disciplinare ma un supporto operativo e didattico sul te- nomico-sociale in cui opera.
ma del design e della ricerca di design per i beni cul- Muovendosi tra le relazioni pubbliche e il Design, lo
turali. studio di Muneratto si propone di mostrare come lExhi-
dalla quarta di copertina bition design sia un terreno di incontro tra saperi diversi

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e si offre pertanto allattenzione di quanti per motivi di stu- aziendali della teoria del colore e della semiotica. Giunge co-
dio o per ragioni professionali sono chiamati ad affronta- s ad approfondire il processo di pianificazione dellattivit
re le problematiche connesse con la progettazione di al- di visual merchandising che, in una logica di creazione del
lestimenti. I tre casi di studio compresi nel volume (la mo- valore, si modella sulla dinamica relazione tra ambiente e si-
stra triesteannicinquanta, gli stand fieristici della Moro- stemi cognitivi, affettivi e comportamentali del cliente. Nel
so, i punti vendita della Illycaff) intendono infine forni- corso dellintera opera, la trattazione teorica accompagna-
re una panoramica sufficientemente ampia e articolata del- ta da continui riferimenti a casi aziendali italiani e stranieri
le possibili applicazioni dellExhibition design in ambito cul- che permettono al lettore di cogliere gli sviluppi manageriali
turale e commerciale. dei temi esposti.

Atmosfera e visual merchan- Effetto museo


dising: ambienti, relazioni ed di Stefania Zuliani, Bruno
esperienze. Il punto vendita Mondadori, Milano, 2009,
come luogo e strumento di 121 pagine, 16 euro
comunicazione Il museo darte con-
di Karin Zaghi, Franco temporanea oggi uno
Angeli, Milano, 2008, 312 dei luoghi pi discussi
pagine, 36,50 euro allinterno del sistema in-
Il volume dedicato al- ternazionale dellarte.
la gestione del punto ven- Muovendo dallanalisi
dita, interpretato come luo- delle radicali trasforma-
go e strumento di comu- zioni che nel corso del
nicazione. Un ambiente Novecento ne hanno se-
volto a valorizzare liden- gnato la fisionomia e le
tit dinsegna e il posizio- funzioni, il volume pro-
namento dellofferta com- pone una riflessione ar-
merciale mediante il go- ticolata sugli aspetti cru-
verno della relazione clien- ciali dellattuale dibatti-
te-prodotto-spazio. Lungi to critico.
dallessere semplicemen- Lo sviluppo, davvero
te una macchina per ven- esuberante, delle mostre
dere, il punto vendita in e delle grandi rassegne;
grado di stimolare le emo- la crisi della critica dar-
zioni del cliente per coin- te e laffermarsi della
volgerlo in unesperienza professionalit, ancora
gi di per s appagante. A imprecisata, del curato-
tal fine deve per trasfor- re; il ruolo degli artisti e
marsi in un luogo di per- il loro attivo intervento
manenza, permeato da nella decostruzione del-
unatmosfera rilassante e, lo spazio museale, la pre-
al contempo, stimolante, senza determinante del
dove lattivit di visual merchandising si fonda sui principi pubblico e la necessit di proporre nuove, pi efficaci
della creativit e dellinnovazione. strategie educative: questi e altri sono i temi che il sag-
Con questi presupposti, il lavoro di Karin Zaghi si svi- gio, attraverso il confronto tra voci e prospettive diver-
luppa lungo il percorso di progettazione dello store design. se, affronta, restituendo la complessit di uno scenario
Stabilite le linee guida per la definizione del concept, iden- che si mostra incerto e, per questo, carico di promesse
tifica le determinanti dellatmosfera, indagando le implicazioni e possibilit.

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