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Le Rune e la Scienza sacra Introduzione Chi mastica almeno un poco di studi tradizionali, potrebbe non esitare a definire gunoniano

lapproccio presente in molte delle pagine a seguire. E tuttavia gunoniano non significa nulla, e Ren Gunon sarebbe il primo a non capire il senso di questa definizione. Ci non toglie che lo studioso di Blois rappresenti un caso pi unico che raro nella letteratura novecentesca, e che il suo modo di procedere, originale poich cos rigoroso, abbia fatto involontariamente scuola. E qui sta il nocciolo, la vera essenza: chi meglio di Gunon in Occidente ha parlato della Scienza sacra e delle sue manifestazioni simboliche in modo cos aderente alle informazioni che gli erano state trasmesse? Giusto per fare due nomi, e cogliere le importanti differenze: Julius Evola si protese eccessivamente verso la dimensione politica e le sue personali simpatie ideologiche, e la distanza necessaria da una materia cos delicata venne spesso meno; Titus Burckhardt annebbi invece i contorni della dottrina con un afflato quasi religioso, dato dalla sua conversione allIslam. Il lavoro di Gunon che, bench se ne dica, allIslam non si convert mai, come molti hanno proditoriamente voluto e fatto credere, dunque quanto di pi neutro e neutrale rimanga sul territorio degli studi tradizionali, e non pu che essere il riferimento pi accreditato per chi voglia tracciare una ricostruzione di un corpus di simboli da ascrivere a tale ambito, come appunto lo sono i Futhark runici; fermo restando che in questo caso si tratta di una materia decisamente fraintesa nel corso dei secoli, soprattutto in quello che ci ha preceduto. Innanzitutto lo stesso Gunon, a quanto se ne sa fino a oggi, le rune non le sviscer mai, sipotizza per non finire nel calderone ideologico scoppiato negli anni tra le due guerre, compromissione involontaria che avrebbe ulteriormente sporcato il senso dei suoi studi1. Basta infatti vedere come
E insomma verosimile che Gunon intendesse a tutti i costi evitare ogni tipo di fraintendimento ideologico allorch le rune diventavano uno dei vessilli pi esportati dalla cultura magica del Reich, fenomeno che sorvoleremo con alcuni rimandi bibliografici. Evidentemente Gunon non voleva dare eccessivo spazio a una cultura esoterica, la cui analisi avrebbe rischiato di comprometterlo e di capovolgere totalmente la portata del suo messaggio, dato il rilievo che, delle rune e della tradizione germanica, veniva dato negli ambienti di Hitler. Ci non toglie che lo stesso Gunon attendesse segnali dalla Germania, ma mentre nella maggior parte dei casi la temperie ideologica nazista era intesa nei circoli occulti dellepoca con estrema curiosit, se non con un senso dattesa messianica, riesce difficile pensare che Gunon fosse interessato al fenomeno Hitler, ritenendo questultimo il salvatore di un mondo in dissoluzione. Tuttal pi egli doveva pensare che Hitler potesse agire come facilitatore della crisi contemporanea, fornendo il colpo di grazia alla degenerazione del Kaly-Yuga. Ci in parte spiegherebbe il coinvolgimento di Gunon nel cosiddetto affare dei Polaires, a cui fa un rapido riferimento anche Giorgio Galli nel suo recente Hitler e la cultura occulta, RCS libri, Milano, 2013 (p. 25); sulla questione dei Polaires rimandiamo anche a http://www.superzeko.net/doc_incanus/IncanusLAffaireDeiPolaires.pdf. sensato concludere che Gunon si dedicasse tanto pi agli argomenti della metafisica tradizionale e di quelle tradizioni maggiormente fedeli alla dottrina primordiale, in un periodo storico in cui, gi complici teosofismo e spiritismo, lapproccio esoterico alla realt, con tutte le ovvie incomprensioni del caso, diventava addirittura la base su cui poggiava lesperienza della figura politica pi pericolosa del tempo.
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vengano interpretate oggigiorno le rune per capire il livello al quale siamo giunti nel frattempo. Esse sono alloccorrenza gemelle dei Tarocchi, ovvero rientrano nellesperienza divinatoria, dal quale anche il sottoscritto non immune, tanto per essere chiari; oppure troneggiano quali simboli di unidentit destroide ed litaria; e ancora figurano come icone di un revival neo-pagano o servono come strumento di diagnosi psicologica, come se lesperienza spirituale ad altro non si riducesse che ai tratti di uno psichismo inferiore. Addirittura sono presentate come segni del buon umore, al punto da essere definite alloccorrenza rune celtiche o rune magiche, in ossequio ai revival tanto in voga che comunque fanno sempre presa in un periodo, come il nostro, sensibile a qualsivoglia merchandising esoterico. Non che siano mancati in questi anni degli approfondimenti accreditati e interessanti sulle rune, ma allora accaduto che esse venissero per lo pi ricondotte, sebbene citando analogie con altre diramazioni tradizionali, al mondo germanico e norreno. E se ci e sacrosanto, e comprensibile, per chi scrive non abbastanza: ecco perch in questa opera di investigazione dei significati intrinseci delle rune, delle rune dentro le rune verrebbe quasi da dire, adotteremo tutta la neutralit possibile giovandoci di quel noi, che non appunto gunoniano ma semplicemente tradizionale. Un noi che tuttavia non nasconde nessuna filiazione diretta: le considerazioni alle quali si giunge in questa miscellanea sono date dal confronto tra le informazioni presenti in Gunon, e in alcuni studi sulle rune debitamente citati, e quanto il sottoscritto riuscito a captare osservando le rune, notando analogie numeriche, fonetiche e strutturali. La convinzione che questo sia inevitabilmente un lavoro in movimento e lattuale analisi un fermo immagine di quanto stato possibile recuperare fino ad ora. In ogni caso andiamo a dedicarla a chiunque abbia ancora la pazienza di guardare oltre la superficie: se non possiamo arrestare le lancette della nostra epoca, se non altro crediamo sia possibile tentare unopera di focalizzazione, avvicinandoci, almeno in linea di principio, al senso originale che questi simboli dovevano possedere. Qualche barlume di verit, anche in tempi di cos acuta sconnessione, pu contribuire a fare perlomeno un po di pulizia. Pure solo per una manciata di individui e per ristretti ambiti dellesistenza.

Daltro canto, linteresse per le rune e lesoterismo nordico non manc appunto in Julius Evola che, tuttal contrario di Gunon, era disposto a incrociare i suoi studi tradizionali con la portata ideologica delle rivoluzioni della destra dellepoca. Anche se Marco Zagni, documenti alla mano, ha dimostrato delle evidenti differenze di prospettiva che, dopo qualche interessamento preliminare, convinsero i piani alti di Ahnenerbe, il collegio del Reich dedicato agli studi scientifici, esoterici e antropologici, a non approfondire oltre i legami con lo studioso italiano. Evola poteva diventare uno stretto collaboratore dellorgano SS, ma ci non accadde. Si veda in proposito Marco Zagni, La svastica e la runa Cultura ed esoterismo nella SS Ahnenerbe, Mursia, Milano, 2011; con riferimento specifico alle pagine 273-275.

Il Futhark antico come codice iniziatico e riproduzione dei cicli cosmici Purtroppo le rune, per luso che se ne fa oggigiorno, un livello quasi esclusivamente magico, divinatorio e psicologico2, a causa del processo di distorsione operato dai nazisti (che ne hanno verosimilmente subito le ripercussioni per il cattivo utilizzo3), che prosegue peraltro con attribuzioni politiche e ideologiche che non colgono minimamente le basi di partenza dei simboli in questione, ma anche in ragione della gelosia di un certo tradizionalismo germanico/nordico che le ha ridotte a segni identificativi di una cultura precisa -il che seppur comprensibile (anche perch accade
Un utilizzo che riguarda in parte anche il sottoscritto, nellindividuazione delle energie e delle correnti sottili che caratterizzano le vicende delle persone a cui gli capita di leggerle. Le rune possono indubbiamente fornire loccasione per una crescita individuale, e rispondere a dilemmi insoluti del proprio io. Quanto questo abbia a che fare un percorso spirituale aderente alla Tradizione, la risposta non pu essere che negativa, e chi scrive ne assolutamente cosciente. 3 Un cattivo utilizzo che tuttavia non esclude che alla base della temperie ideologica, che poi diede vita al Nazismo tra la prima e la seconda guerra mondiale, ci siano stati degli studi di recupero dellantico significato delle rune, tra cui ad esempio quello operato da Guido Von List, mistico e poeta che influenz poi tutta la generazione che si accorp attorno al messianismo deviato del Fhrer. Il problema che negli anni delle bnd e del neo-misticismo pagano, proprio le rune furono ricondotte quasi esclusivamente al patrimonio germanico, peraltro sporcandosi con quegli influssi teosofici e pseudo-spiritualisti di cui lo stesso Von List fu interprete. Sullargomento si rimanda, tra gli altri, a Giorgio Galli, Hitler e il Nazismo magico Le componenti esoteriche del Reich millenario, RCS Rizzoli, Milano, 1989. Si tratta di uno sguardo sui retroscena che portarono alla leadership hitleriana che peraltro lo stesso Galli ha avuto modo di ribadire, e sistematizzare, nel suo recente Hitler e la cultura occulta. Non questa la sede per approfondire largomento, fermo restando che lassociazione tra rune e esoterismo deviato fu uno dei tratti portanti di quella corrente pangermanista che sfoci nella seconda guerra mondiale. Sulla questione della cultura tedesca prima dellavvento del Nazismo rimandiamo anche allampio studio di George L. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, Il Saggiatore, Milano, 2008, che pur mantenendo un approccio pi storico, e se vogliamo materialista, al problema, consente di capire lo scenario sociale e ideologico su cui si innesc la rivoluzione nazional-socialista. Pi in dettaglio, con particolare riferimento agli studi di Ahnenerbe, ovvero lorgano ufficiale SS incaricato di organizzare le ricerche razziali, esoteriche e geopolitiche del Nsdap, si rimanda al gi citato Marco Zagni, La svastica e la runa, e al contributo di Gianfranco Drioli, Ahnenerbe Appunti su scienza e magia del Nazionalsocialismo, Ritter, Milano, 2011. Spiace, per chi scrive, vedere le rune ancora cos pesantemente associate al fenomeno nazista; ci non toglie che le rune, come tutti gli elementi prodotti dalla Scienza tradizionale, abbiano ormai da tempo subito una distorsione. Per ci che concerne la questione nazionalsocialista, va quantomeno ribadito che ridurre le rune a un prodotto germanico, sebbene le stesse come fenomeno storico (che comunque rimane assolutamente secondario rispetto allinquadramento nei solchi della Tradizione) non possano essere scisse da questa stessa realt, parimenti pericoloso perch la storia tedesca pervasa da un misticismo romantico, che nelle derive pi basse ha causato appunto quel messianismo sanguinario di cui sopra. Le rune sono state storpiate come meri elementi magici, come veicoli di potenza, una miscela pericolosa se unita alla componente eroica, e talvolta pesantemente irrazionale, del geist tedesco. Sarebbe auspicabile, sebbene ormai le lancette del tempo si siano spostate troppo in avanti, riuscire a ragionare sui simboli in questione, cogliendone non solo il chiaro rimando alla cosmogonia germanico/norrena, ma capendone anche il retaggio di partenza, che quando si studia la Tradizione sempre quello pi importante. 3
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ed accaduto con ogni ambito tradizionale) non sufficiente4- non sono da tempo ricondotte5 allambito pi credibile del loro significato, quello della Scienza sacra6. Come anticipato nellintroduzione, proprio abbinando allo studio di Ren Gunon la conoscenza dei significati delle rune, pur anche inserite nelle limitazioni di cui sopra, vi modo di ripristinare lorigine di questi simboli che, lungi dallessere un prodotto esclusivo della cultura germanica, al limite localizzano un processo di trasmissione7 che va riportato alle specifiche di un retaggio pi antico. Nel corso di questa analisi cercheremo soprattutto di recuperare gli indizi, neanche tanto sepolti, che giustificano la definizione di codice iniziatico di simboli a proposito del Futhark germanico, precisando come la sequenza del pi antico alfabeto8 runico non possa sussistere senza nemmeno una delle sue parti e sia di fatto infallibile, perlomeno nellottica del messaggio che intende veicolare. Alluderemo pertanto al significato di alcune di queste sue componenti, ma sempre nel rispetto di un inquadramento generale che ha lo scopo di riportare le rune a casa propria, ossia in un serbatoio di tipo tradizionale. E in questo primo capitolo, concentrandoci in particolare su ci che questi segni, coerentemente allopera di Gunon, possano dirci sulla scansione ciclica delle ere e sul loro funzionamento, soprattutto alla luce del delicato passaggio che stiamo vivendo oggi.

Non si possono in effetti comprendere le rune come fenomeno mito-storico e culturale, se non si recuperano testi come lHvaml e la Vlusp Saga insieme ai passaggi dellEdda di Snorri Sturluson. A tal proposito si rimanda a Snorri Sturluson, Edda, a cura di Giorgio Dolfini, Adelphi, Milano, 1975.

Proprio il confronto tra riduzione e riconduzione, che abbiamo utilizzato in questo paragrafo iniziale, d la misura, anche linguistica, di come la riduzione si compia nel momento in cui le cose non sono ricondotte, come dovrebbe essere, alla loro vera origine. 6 Un tentativo del genere fu al limite quello operato dallo svedese Johannes Bureus (1568-1652), profeta del goticismo, che nel corso del XVII secolo escogit una sorta di cabala runica, teorizzata nei sistemi dellAdulruna, in cui alcuni di questi segni furono ricollegati allermetismo, al pensiero di Paracelso e al Rosacrocianesimo di quegli anni. Parimenti va osservato che, pur nellinteresse delloperazione, le rune ne uscirono anche fin troppo allontanate dal loro contesto di origine, diventando i codici di unescatologia cristiano/ebraica piuttosto lontana dalla cosmogonia nordica. Bureus addirittura arriv a proclamare le rune quale manifestazione originaria del sapere divino, un approccio che si inseriva chiaramente nel processo didentificazione culturale operato alla corte di Gustavo Adolfo, sovrano di quella Svezia che fu astro nascente dello scacchiere europeo ai tempi della Guerra dei Trentanni. Chiunque volesse rispolverare il sincretismo operato da Bureus sulle sue rune gotiche, pu ad ogni modo consultare lo studio di Thomas Karlsson, Le rune e la kabbala, Atanr, Roma, 2005. Avremo modo di tornare sul senso di questa trasmissione e di riferirla, per ci che concerne le rune, ai significati di Raido. 8 Poich di alfabeto si tratta.Futhark nasce dalla composizione delle prime sei rune, proprio come la parola alfabeto prende notoriamente la sua denominazione da alpha e beta, le prime due lettere dellalfabeto greco. 4
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Innanzitutto le rune accreditate come originali, quelle propriamente appartenenti al Futhark germanico9 (altrimenti detto antico, per lappunto), sono ventiquattro. Tale cifra rimanda, ad esempio, ai Vecchi dellApocalisse10 e ai Trthamkara, come osservato dallo stesso Gunon in una nota del suo Il Re del Mondo11. I Trthamkara, i cosiddetti attraversatori del guado, sono i maestri del Giainismo12, coloro che hanno varcato le acque inferiori per raggiungere lilluminazione, cos come del resto i Vecchi dellApocalisse presiedono a una rivelazione che consente il ritorno di un sapere originale. Che cosa sono dunque le rune, sempre nel numero di ventiquattro, se non strumenti atti ad attraversare quel guado o ad aprire quei sigilli apocalittici che in qualche modo devono ricondurre a una rivelazione di tipo trascendente? utile ricordare che anche realt che abbiano preso il sentiero della decadenza, o che abbiano affrontato derive significativamente critiche, sono riuscite nel corso delle ere a individuare forme, pi o meno alte, di conservazione. Pensiamo solo al simbolo dellArca di No, vascello/Graal temporaneo che ha consentito alla Tradizione di mantenersi nel passaggio da una fase ad unaltra. Le rune, comparse in un periodo recente, al di l delle loro origini13, che qui interessano relativamente essendo ogni disciplina che rimanda in qualche modo alla Tradizione un episodio avulso dalla storia per come la si intende comunemente, hanno proposto temi che si riallacciano a una metafisica superiore, sebbene le simmetrie poste in atto dal Futhark abbiano anche messo in luce un decadimento rispetto a unet qualitativamente pi elevata, e oramai perduta.
E di cui emanazione successiva sono lo Younger Futhark, altrimenti detto Futhark Scandinavo, e l Anglo-Saxon Futhark, ripreso poi dallo stesso Tolkien nellelaborazione dei codici linguistici della sua opera. 10 Giovanni li descrive cos: Intorno al trono cerano altri ventiquattro troni, e su di essi sedevano ventiquattro anziani vestiti di tuniche bianche, con corone doro sul capo; cit. Apocalisse, 4,4. 11 Cfr. Ren Gunon, Il Re del Mondo, Adelphi, Milano, 1977; nota 4 p. 19.
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Sullargomento, tra i tanti, Carlo della Casa, Il Giainismo Bollati Boringhieri, Torino 1993. Lo Jainismo o Giainismo una corrente affermatasi nel VI secolo a.C. grazie a Vaddhamana (599527 a.C.), pi noto come Mahvira grande eroe e considerato l'ultimo di un guruparampara o lignaggio di ventiquattro maestri, appunto, noti come Jina o vincitori. Sul passaggio delle acque, si rinvia sempre a Ren Gunon, Simboli della Scienza sacra, Adelphi, Milano, 1990; in particolare, lomonimo capitolo, p. 297 e sgg. Lo stesso Gunon, peraltro riconducendo il Giainismo a una corrente eterodossa, ne affront alcune peculiarit dottrinali in un passo del 1925, inserito originariamente nella prima edizione di Luomo e il suo divenire secondo il Vdnta, La liberazione secondo i Jaina, poi incluso nella raccolta La Tradizione e le tradizioni, Edizioni Mediterranee, Roma, 2003, p. 106 e sgg. Le teorie pi accreditate collocano la nascita delle rune nel Nord Italia, come esito dellincontro tra correnti dialettali germaniche e la lingua etrusca. Altre teorie, che sono tuttora esito di controversie, hanno posto le rune, alternativamente, come eredit greca, se non addirittura come prodotto indigeno di una cultura squisitamente germanica. Non questa la sede per affrontare largomento, che anzi mira piuttosto a capire in che modo il Futhark germanico possa contenere riferimenti che rimandano a una trasmissione pi remota. Sulle radici archeologiche, antropologiche ed etimologiche delle rune, si rimanda in ogni caso a Mario Polia, Le rune e gli di del Nord, Il Cerchio Iniziative Editoriali, Rimini, 1983.
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Date queste premesse numeriche14 e deontologiche, particolare importanza riveste la runa numero dodici, Jera , che di fatto identifica il perno centrale del Futhark antico. Jera riproduce lidea tradizionale di Dharma, larmonia della ruota universale, e la ripartizione dei suoi influssi contrastanti, ma complementari, che nella cosmogonia nordica si qualificano nellintervento del ghiaccio e del fuoco15. Jera, in quanto mozzo della ruota runica, tramanda ovviamente i saperi tradizionali riferiti al polo immobile inteso come sole dai dodici raggi16. Coronati da questo numero, praticamente in tutte le tradizioni, sono i rappresentanti di un ordine superiore che si riflette sulla terra. I dodici Aditya ind (nati da Aditi, ossia l Invisibile17) ad esempio, ma il numero lo stesso dei Patriarchi dIsraele, da cui le trib corrispondenti18, degli Apostoli, in quanto emanazione del Cristo Sole, dei cavalieri di Art, che guarda caso si riuniscono attorno a una tavola rotonda, raffigurazione terrena di quel sole spirituale che giustappunto l invisibile Aditi. Anche la mitologia nordica pone Odino come Dio dei dodici19, ossia nelle vesti di apice uranico che da Asgard irradia i suoi raggi su tutto il corso della manifestazione. Avremo modo di chiarire come questa posizione di preminenza non consenta tuttavia di considerare Odino il principio trascendente in s stesso, bens al limite una sua intercessione secondaria. Tornando a Jera, essa in ogni caso una riproduzione del Dharma e dei suoi movimenti attorno al punto originale della ruota20, armonia che nella sua gittata pi

Che non sono peraltro le uniche su cui valga la pena di insistere: il Futhark antico infatti suddiviso in tre raggruppamenti, gli aett, da otto rune ciascuno. Anche i gi citati Younger Futhark e Anglo Saxon Futhark presentano nella loro estensione il multiplo di otto, conservando al loro interno rispettivamente sedici e trentadue simboli. 15 Torneremo sul significato del fuoco e del ghiaccio, anche in chiave ermetica; basti per ora un riferimento al Taoismo e alla azione analoga dello yang e dello yin. 16 Per approfondire questi argomenti si rinvia a Simboli della Scienza sacra, capitolo 40, La Cupola e la Ruota, p. 226 e sgg. 17 Cfr. Il Re del Mondo, nota 12, p. 45. 18 12 che si moltiplica fino a 144.000, cifra simbolica dei servi segnati in fronte da Dio in occasione dellapertura dei sette sigilli. 144.000 in questo caso dato dalla moltiplicazione di 12.000 membri per ognuna delle 12 trib dIsraele. Cfr. Apocalisse 7, 4-8. I dodici sono Thor, Baldur, Njiord, Frey, Heimdall, Bragi, Tyr, Hoder, Vidar, Vali, Ull e Forseti. Odino sopra di loro, in quanto padre di tutti gli Dei, Allfdr. Sulla mitologia nordica si rimanda in particolare a Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi, Milano, 2008. Quanto al consiglio dei dodici, esso si ritrova anche presso il lamaismo, con i Namshan che costituiscono il collegio litario del Dalai Lama (cfr. Il Re del Mondo, p. 44). 20 In questo senso il suo valore molto simile a quello dello swastika, che incarna, al di l dei fraintendimenti solari citati dallo stesso Gunon, il movimento di rotazione attorno allasse immutabile. Cfr. Simboli della Scienza sacra, capitolo 8, Lidea del Centro nelle tradizioni antiche, p. 63 e sgg. Va anche precisato come il 12 sia il numero che consente la misurazione del cerchio, la ruota appunto. Avremo modo di tornarci in corso dopera riprendendo anche i sistemi di numerazione taoisti.
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bassa dirige le ripartizioni del calendario terrestre21. Jera, per lambivalenza del suo simbolo , partecipa inoltre ai significati ricondotti sempre da Gunon alla figura di Giano, che viene notoriamente raffigurato come bifrons e quale detentore di due mazzi di chiavi: dorate le une, argentee le altre22. Le prime concernono i grandi misteri, in qualche modo solari, che si rifanno direttamente al linguaggio ineffabile della sostanza metafisica. Mentre le seconde, di questo messaggio principale, sono soltanto unemanazione riflessa, lunare, riguardando i piccoli misteri, altrimenti detti misteri di Iside, e rappresentando unintroduzione alla via iniziatica e alla conoscenza della natura naturata, senza tuttavia vantare un contatto immediato con il retaggio superiore. E pertanto interessante notare come Jera presidi il periodo dellanno che va dal 13 al 27 di dicembre23. Il 13 di dicembre, come noto, il giorno di Santa Lucia, il pi buio dellanno. Questo climax di oscurit ambientale precede il ritorno del Sol Invictus del 21 dicembre, quello che nel simbolismo di Giano chiamato Janua Coeli, porta dunque direttamente immessa nellordine celeste24. Il percorso di Jera nasce frattanto, e non potrebbe essere altrimenti essendo Jera un simbolo dellinfallibilit ciclica, da un passaggio dal buio alla luce, come del resto accade con la nascita del mondo manifesto che si compie in virt dellintervento del Principio universale su una matrice caotica e soltanto potenziale25. Daltro canto Jera, nel suo
Dodici del resto sono i mesi in un anno (come i corrispondenti segni zodiacali) e Jera infatti ha lasciato in eredit parole come jahr, year, che designano appunto la parola anno. Questo 12 equivale peraltro al numero delle porte del Ming-tang, detto infatti anche Casa del calendario, il palazzo dellimperatore cinese che soleva animare le fasi dellanno proprio attraverso appositi appostamenti rituali allinterno del suo palazzo, che era evidentemente concepito come riproduzione della struttura macrocosmica. Su questi passaggi si rimanda a Ren Gunon, La Grande Triade, Adelphi, Milano, 1980, p. 136. Si tratta di unopera dedicata a chiarire le analogie tra il ternario della tradizione cinese (Tien-ti-jen) e le produzioni corrispondenti della Scienza tradizionale dellOccidente. Sul Taoismo si invita anche alla consultazione di Matgioi, La Via Metafisica, Luni Editrice, Milano, 2005. Da notare come fu proprio Matgioi (letteralmente Occhio del giorno vero nome Albert Puyou) a iniziare Gunon alla dottrina taoista. 22 Cfr. Il Re del Mondo, p. 32. Sulla figura di Giano, anche lapprofondimento in Simboli della Scienza sacra, p. 117 e sgg. 23 Tutte le ventiquattro rune del Futhark antico vigilano su un periodo bisettimanale del calendario annuale. Ovviamente tale corrispondenza vale anche per periodi pi estesi di un ciclo, precisazione che andremo a riprendere nel corso di questo primo capitolo. 24 Non affatto casuale che Gunon collochi linizio del calendario della Thule Iperborea il 21 dicembre, mentre il polo centrale, ma secondario e successivo, di Atlantide fissa questa ricorrenza allequinozio di autunno, il 21 settembre. Lallontanamento dalla data del solstizio dinverno indizio di un sintomatico distanziamento dalla Tradizione originale, conservata in forme sempre meno dirette. Cfr. Ren Gunon, Forme tradizionali e cicli cosmici, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974; in particolare il capitolo La situazione della civilt atlantidea nel <<Manvantara>>, p. 37 e sgg. 25 Su questo passaggio e sulla sua indeterminatezza temporale si rimanda alle riflessioni di Gunon in Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi. Basti per ora questo cenno alla creazione delluniverso manifestato: Questa produzione anche assimilata, da tutte le tradizioni, ad un <<illuminazione>> (il fiat lux della Genesi), mentre il <<caos>> simbolicamente identificato con 7
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simbolismo, aderisce anche allo Janua Inferni, ovvero a quella fase discensionale del ciclo solare, in cui lastro principale cala dintensit: questo tragitto, come noto, si compie appunto dal solstizio destate fino al successivo 21 dicembre, prima che un nuovo corso ascensionale riprenda il suo cammino, secondo dinamiche opposte e complementari26. Tale avvicendamento, oltre che microcosmico, soprattutto ciclico e conferma il tratto discensionale che ogni era (o Jera) deve necessariamente seguire: Gunon indica questo simbolo essenziale per spiegare il rapporto che vige tra il nucleo principiale della creazione (il punto centrale) e la sua manifestazione pi bassa (la circonferenza); tanto pi la circonferenza si allontana dal centro, tanto pi il Principio originale e i suoi legittimi rappresentanti prendono le distanze da coloro che si sono scordati (nel senso che non sono pi accordati con le frequenze superiori) della vera dottrina. tale, evidentemente, la realt del Kaly-Yuga, che da tempo non ammette pi quei collegi dei dodici che possano dirsi, in modo autenticante, intermediari regolarmente investiti di conservare il legame tra il centro e la periferia. Da questo punto di vista, il simbolismo di Jera chiaramente riconducibile anche alle attribuzioni del Re del Mondo. Nellomonima trattazione Gunon spiega come il diretto rappresentante del soffio divino si sia ritirato in seguito alla decadenza dellumanit e allavvenuto taglio di quel ponte (da cui loriginario ruolo di Pontifex proprio del Re del Mondo) che univa la Terra con le regioni del Cielo27. Queste lande paradisiache -Paradsha significa Contrada suprema- erano, il passato dobbligo, collegate a quelle inferiori proprio tramite le dodici porte di Gerusalemme, a testimonianza del compimento di una Salem (pace, da cui appunto Jerusalem) davvero universale. Pi nello specifico la Shekinah -letteralmente la presenza del divino- si attuava attraverso la Pace (Misericordia) e la Giustizia (Rigore), che sono le caratteristiche principali che un Re del Mondo debba possedere. Queste qualit sono rappresentate rispettivamente dalla colonna di destra e di sinistra delle Sephiroth, di cui la Shekinah sintesi28. Si pu peraltro adattare questa immagine
le <<tenebre>>: si tratta della potenzialit a partire dalla quale si <<attualizzer>> la manifestazione, cio, in definitiva, il lato sostanziale del mondo descritto anche come il polo tenebroso dellesistenza, mentre lessenza ne il polo luminoso, poich la sua influenza ad illuminare effettivamente questo <<caos>> per ricavarne il <<cosmo>>().; Cfr. Ren Gunon, Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, Adelphi, Milano, 1982, cit. pp. 32-33. Allinterno della mitologia nordica questo avvicendamento rappresentato dalla morte di Baldur, il figlio prediletto di Odino, che viene mortalmente ferito da una freccia di vischio scagliata da suo fratello Hodur, che essendo cieco chiaramente personificazione di quel sole calante che culmina nello Janua Inferni. Cecit di Hodur che peraltro da ricondurre chiaramente a quella di Santa Lucia, patrona del giorno pi buio dellanno e ancella delliniziato Dante durante il suo viaggio nella Commedia. Anche questo un tema sul quale avremo modo di spendere qualche altra parola. 27 Un cielo che gradualmente si celato, bisticcio linguistico che aiuta a capire come la decadenza abbia reso occulto ci che prima era manifesto. 28 Cfr. Il Re del Mondo, p. 30. E peraltro naturale che la Shekinah si manifesti attraverso la Gloria o Pace/Misericordia e il Rigore/Giustizia. Queste qualit riguardano il senso interiore (il Cielo) ed 8
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introducendo una delle varianti del Re del Mondo, ossia quella del Melki-Tsedeq, che re di Salem nella misura in cui egli adopera la sua mano destra, quella portatrice appunto di Pace e di Misericordia. Tale lessenza di una dimensione che non ha ancora rinnegato la sorgente da cui proviene e che vive pertanto una fase ascendente del suo ciclo, di Janua Coeli per cos dire. Mentre la Giustizia (o Rigore), capacit della mano sinistra del Melki-Tsedeq, riguarda il versante inferiore della manifestazione terrena, o Janua Inferni29, essendo il Rigore e la Giustizia strumenti necessari in una realt che ha avviato, qualunque il livello, un processo di decadimento30. Il valore della doppia mano, peraltro, riconduce proprio alla tradizione germanica, attraverso la figura del dio Tyr, che patrocina i significati della runa Teiwaz , la numero 17 del Futhark antico31. Tyr infatti colui che sacrifica la sua mano destra per consentire lincatenamento del lupo Fenrir, il nemico infernale che il giorno di Ragnark inghiottir Odino, ovvero il sole cosmico. Lanalogia del mito chiara: la mano destra, come nelle valenze del Melki-Tsedeq, rappresenta la garanzia della Pace, e proprio per servirla Tyr consuma la sua ordalia. Gli rimane in dotazione la sola mano sinistra, quella del sovrano di Giustizia, e infatti come tale Tyr interpretato nella cultura germanica e norrena32. Questo impoverimento di prerogative dimostra viepi linnesco di un valzer di decadenza che allontana la Pace dalla terra, facendola sostituire con la Giustizia (o Rigore), competenza di una societ che ha tagliato le trasmissioni con la Grazia divina e che oramai ammette il delitto come violazione di un ordine che ha subto in ogni caso un corto-circuito. Amministrare la legge parimenti meritorio, ma chi lo fa deve essere consapevole del livello inferiore in cui si ritrovato ad agire, perch la sua stessa mansione forzata da uno sgretolamento, in assenza del quale non si renderebbe necessaria la sua stessa funzione. La scalata di Odino quale signore di Asgard, del resto, sintetizza proprio il passaggio da unera solare, rappresentata dal Tyr delle origini, a una fase lunare, legata alla
esteriore (la Terra) della manifestazione divina. Il senso addotto il medesimo dellespressione Gloria in excelsis Deo, et in terra Pax hominibus bonae volutantis della tradizione cristiana. Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 79. Questa immagine ci riporta anche al valore complementare di Janua Coeli e Janua Inferni, che abbiamo visto pocanzi a proposito di Jera. Per quanto riguarda il tema del Melki-Tsedeq, che andiamo ora ad introdurre, si rimanda invece al capitolo VI di Il Re del Mondo, intitolato appunto Melki-Tsedeq, p. 55 e sgg. 29 Questo avvicendamento parallelo al possesso del doppio mazzo di chiavi che abbiamo precedentemente riferito a Giano. 30 Si potrebbe dunque riassumere che ogni fase della manifestazione conosce un ingresso elevato, pi direttamente collegato alla porta celeste, la cui qualit varia (e decade) man mano che il ciclo procede. Vedremo come il capovolgimento dello Janua Coeli con lo Janua Inferni possa del resto identificare il punto pi lontano, e di maggior decadimento, rispetto agli esordi realmente celesti di una determinata epoca. 31 Teiwaz che anche la runa che apre il terzo aett e che come tale incarna i valori di un equilibrio perfetto, concetto che avremo modo di chiarire e di specificare. 32 Il marted, essendo Tyr il Marte dei germani, rimasto tuttora nella cultura popolare come giorno ideale per perorare le proprie cause in tribunale. 9

rigenerazione attraverso la morte, il che equivale a un allontanamento progressivo da una dottrina pi elevata. Odino, che prima di rendersi Dio un eroe di nome Ygg, ottiene tramite il sacrificio dellYggdrasil33 una sapienza che in lui era, al limite, soltanto latente: la trascendenza di Odino un fatto acquisito, impresa dopo impresa, come pu esserla la Grazia per qualsiasi altro eccellente iniziato34. La caduta che si verificata insomma resa palese proprio dalla necessit di tale riconquista. Che poi vi sia nella religione nordica un tratto anche spiccatamente solare, ci equivale a una reminiscenza che da ricondursi alla naturale proiezione verso un Pantheon che non smette di esercitare la sua legittimazione superiore. A tal proposito, lo stesso Odino pu essere considerato una versione successiva del Melki-Tsedeq, e alla luce di questa parentela vanno valutate le sue attribuzioni trinitarie35. Odino, oltre a essere se stesso, infatti vili, ossia volont iniziatica, e v, ovvero portatore del sacro. Si tratta di immagini che corrispondono ad alcuni aspetti del Melki-Tsdeq, anchegli uno e trino nellaccorpare le qualit dellAdoni-Tsedeq, Signore di Giustizia, e del
Sacrificio sullalbero, che oltre a fare il paio con limpiccato dei Tarocchi, rimanda chiaramente al passaggio dalla mortalit allimmortalit operato dal Cristo tramite il martirio sulla croce, nesso sul quale torneremo approfondendo la runa Nauthiz. Bisogna del resto notare come Yggdrasil significhi letteralmente cavallo di Ygg, laddove proprio il cavallo rappresenta lanimale sciamanico per eccellenza, o per figurazione, o come supporto reale in cerimoniali specifici. Si pensi al rito del volsi, che consiste nel produrre incantamenti su un pene di cavallo imbalsamato per propiziare la fertilit; oppure allutilizzo dei crini di cavallo nei cerimoniali di estasi sciamanica. Sullargomento si rimanda allo studio di Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dellestasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974. Sul volsi e sullo sciamanesimo runico, degno dattenzione lo studio di Freya Aswynn, Northern Mysteries & Magick Runes & Feminine Powers, Llewellyn Publications, Woodbury, 1990. Sul volsi, nello specifico, il riferimento a pagina 74. 34 Questa idea viene del resto confermata dallo stesso significato del nome Odino. Edred Thorsson, tra gli altri, lo fa originare dal proto germanico Wdh-an-az, in cui Wdh entusiasmo numinoso mentre an significa colui che maestro di qualcosa (az invece semplicemente un grammatical ending). Si capisce da questa sintesi come Odino sia letteralmente colui il quale specializzato nel padroneggiare un entusiasmo divino, un furore di tipo iniziatico, da cui appunto laltro significato che si d comunemente al nome di Odino, ossia quello di furore. Cfr. Edred Thorsson, Runelore A Handbook of Esoteric Runology, Weiser Books, San Francisco, 1987, p. 10. Tutta lepopea odinica, daltro canto, pervasa da imprese eroico/iniziatiche: oltre al sacrificio dellYggdrasil, va menzionata la cerca del mead, dellIdromele; celebre poi lordalia dellocchio sinistro, che Odino getta nel pozzo di Mimir. Tale atto rappresenta la rinuncia alla vista profana per acquisire l insight o vista interiore. Anche se in effetti la chiusura di un occhio potrebbe riguardare anche il processo di decadenza cui abbiamo accennato. 35 Attribuzioni peraltro certificate dal valknut, sigillo odinico che composizione simbolica di tre triangoli e che fa il paio con il triangolo capovolto con dentro il 3 con cui rappresentato ljn Chakra, il terzo occhio. Sul valore esoterico del 3 come cifra, al di l di livelli intermedi secondari, dei principali passaggi iniziatici, si rinvia a Gunon, Simboli della Scienza sacra, p. 77. Sullapprofondimento dellesoterismo dei chakra si rimanda a Arthur Avalon, Il Potere del Serpente, Edizioni Mediterranee, Roma, 1968. Mentre sul significato del valknut, tra i tanti, valga linterpretazione riportata da Nigel Pennick in Tradizione Nordica, Atanr, Roma, 1990. Il valknut, a pagina 240, descritto come il potere di tre volte tre, il che si riallaccia, ancora una volta, alla completezza delle attribuzioni di un Re del Mondo o, perlomeno, alle facolt di un eccellente iniziato. 10
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Kohen-Tsedeq, Sacerdote di Giustizia, sebbene un parallelo troppo specifico possa comunque risultare azzardato36. Sia Melki-Tsedek che Odino sono ad ogni modo sintesi di facolt complementari, e in ci rispondenti di un piano superiore. Ma nel caso del secondo, si tratta di una qualificazione ottenuta a fatica, e che si sviluppa tra luci e ombre, condizione alterna che davvero non appartiene a un centro originale; tanto vero che Odino, in quanto wanderer e seeker, quel pellegrino/sciamano che va in cerca di una luce che andata perduta e che pertanto costringe a una sorta di vacanza spirituale. Proprio una delle prassi pi diffuse della religione nordica in fin dei conti lo sciamanesimo, che lo stesso Gunon identifica come secondario rispetto ai riti dei primordi, a causa dei suoi contatti con un magismo di tipo pi basso37. Wotan daltro canto non potrebbe essere nemmeno interpretato a dovere se non fossero investigate le sue peculiarit ermetiche, tra correnti alte e basse, snodo che ne segna appunto il divario dal dio Tyr delle origini38 e sul quale avremo modo dinsistere tra poco.
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Cfr. Il Re del Mondo, pp. 60 e 61. Cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, il capitolo 26, Sciamanismo e stregoneria, p. 173 e sgg. 38 La radice di questo dio germanico della giustizia infatti riferibile a quella del Dyus Pitar vedico, poi trasferitasi in Zeus/Deus. Cfr. Georges Dumzil, Gli di dei Germani - Saggio sulla formazione della religione scandinava, Adelphi, Milano, 1974. Tyr in origine era quindi il padre celeste (analogamente allo Zeus/Giove greco-romano) o addirittura una divinit androgina (ne accenna Freya Aswynn in Northern Mysteries & Magick ci torneremo in un prossimo capitolo). Ad ogni modo Tyr, proprio tramite la sua runa tutelare, conferma le prerogative iniziali: Teiwaz , nel suo evidente simbolismo assiale, del resto da intendersi come spartiacque tra le forze contrastanti del fuoco e del ghiaccio. Questa totale aderenza alle immagini dellasse e alla centralit della stella polare, di cui Teiwaz rappresentazione, rendono bene lidea di quali moventi incarnasse il dio Tyr delle origini. A sostituirlo nel ruolo di padre degli di giunge poi il pi misterioso Odino, divinit dei morti e degli sciamani. Anche questo avvicendamento suggerisce lallontanamento dal Cielo, e il prevalere di una dottrina oscurata. Lo stesso Gunon (Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 110) fa derivare il termine Woden o Wotan dalla parola Budha, letteralmente saggezza (qualcosa in effetti dinferiore rispetto alla Misericordia) che in India equivale peraltro al pianeta Mercurio, quello appunto caro anche a Odino, che di fatto accorpa le qualit dellErmete/Mercurio e patrocina il Wednesday, il mercoled, letteralmente il giorno di Wotan e di Mercurio. Non che la saggezza sia da considerarsi qualit di basso rango, rappresentando anzi la vera conoscenza, il lato esoterico della sapienza - a tal proposito si rimanda al saggio Conosci te stesso, compreso nella raccolta di Ren Gunon, Il Demiurgo e altri saggi, Adelphi, Milano, 2007, p. 71 e sgg., dove appunto la saggezza viene definita come qualcosa di superiore alla semplice filosofia. Siamo tuttavia al punto di partenza: Odino equivale a un iniziato eccellente che deve recuperare una conoscenza pi alta, andata oramai perduta. Mentre appunto Tyr, traendo la sua radice dal Dyus Pitar, incarna un retaggio pi antico e originale. Odino, in quanto signore dellaquila e del serpente, daltro canto tutore, al contempo, delle correnti ascensionali -che rappresentano la reminiscenza dello stato primordiale- e discensionali -che confermano la caduta rispetto a questa condizione pi elevata- ed dunque, sempre analogamente a Hermes, genio ambivalente, laddove lo stesso Hermes da una parte messaggero degli di e, dallaltra, guardiano psicopompo. Tale duplicit corrisponde ai due serpenti arrotolati sul caduceo proprio di Mercurio, che parimenti incanala valenze diurne e notturne. Del resto Odino nel Medioevo e nellet Moderna rimane come signore della misteriosa Wild Hunt, o caccia 11

Queste energie alterne sono ovviamente le stesse di Jera, ambivalenza palese anche quando si consideri la dodicesima runa come esito di due Kenaz affiancate. Sono infatti proprio due rune Kenaz a creare lordito simmetrico di Jera, simbolo che, ancora una volta, pu essere interpretato solo ammettendo un doppio livello di apprendistato; uno inferiore, diremmo terreno, e uno superiore, di origine sacra. Kenaz, che la runa numero 639, di fatto la met di Jera, sia che prevalga il suo significato pi alto, corrispondente in qualche modo allo Janua Coeli, sia che si manifesti quello pi limitato, che equivale poi allo Janua Inferni. Kenaz in ogni caso fuoco di conoscenza, unattribuzione che non smentisce il valore riferito da Gunon alla radice kan40, intesa come sapienza/potenza spirituale e intellettuale, a cui fa daltro canto riflesso, come sua rispondenza pi bassa, il termine qan, che identifica invece il potere materiale. In effetti Kenaz la runa del poter fare e del conoscere (to can e kennen), ma questa facolt pu essere interpretata su due piani differenti. Il principale concerne un livello di illuminazione spirituale, di cui Kenaz propriamente la torcia; trattasi del focus sacro di una comunit tradizionale, come nel caso delle Vestali romane. Mentre quello secondario d preminenza alle capacit artigiane, al fuoco forgiatore di Vulcano e Tubalcain41, nomi
selvaggia, una processione di morti (quelli dellanno precedente) che aveva luogo ogni autunno, tra novembre e dicembre, e che in qualche modo relazionata al capodanno celtico o Samhain. Gran cerimoniere e guida di questa masnada era Odino nelle vesti di Oski (realizzatore di desideri). La Oskorei (cavalcata di Oski) era verosimilmente un rito di celebrazione e di esorcizzazione dei morti che anticipava i riti agrari di dicembre. Sulla caccia selvaggia, si rimanda in particolare allo studio di Jean Claude Schmitt, Religione, folklore e societ nellOccidente medievale, edizioni Laterza, Bari, 1988, pp. 151-205. Sui riti agrari e i contatti con questa oscura leggenda nordica e sue successive interpolazioni, Carlo Ginzburg, I benandanti Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Einaudi, Torino, 1996 e 2002. Sulla Oskorei, in particolare, il riferimento di Vincent Ongkowidjojo nel suo Secrets of Asgard An Instruction In Esoteric Rune Wisdom Mandrake of Oxford, Oxford, 2011, p. 42. 6 che propriamente numero di equilibrio tra forze alte e basse; si pensi al sigillo di Salomone, stella appunto dai sei vertici, esito di un triangolo superiore e di un triangolo inferiore, che di fatto identico alla complementariet della grotta e della montagna. Cfr. Simboli della Scienza sacra, il capitolo 31, La Montagna e la Caverna, p. 189 e sgg. Sul valore del 6 quale manifestazione del Cielo (mentre il 3 ne lessenza), le annotazioni di Gunon in La Grande Triade, che in ogni caso avremo modo di specificare in uno dei prossimi capitoli. 40 Cfr. Il Re del Mondo, p. 63. 41 Il fuoco presente in molti simbolismi tradizionali come fattore appunto di illuminazione (fuoco divino) e come fattore di riscaldamento, in cui appunto il calore rimane come residuo inferiore del principio di luce. Sul duplice valore del fuoco come Aor e Agni, si rimanda ad alcune osservazioni di Gunon in Forme tradizionali e cicli cosmici, pp. 33-35. La stessa Kenaz si avvale del resto di una duplice qualit: in quanto Kenaz essa appunto il fuoco esterno; in quanto Kaunaz essa la pustola, il fuoco dunque interno; in merito anche Secrets of Asgard (p. 47) e Le rune e gli di del Nord (p. 61). Quanto al sacrificio di Tyr, pocanzi menzionato, va precisato come il suo gesto sia assolutamente accostabile alla mano messa sul fuoco, come segno di espiazione, da Muzio Scevola che infatti detto il mancino: anche a lui, analogamente a Tyr, rimane la mano di Giustizia, la sinistra, mentre quella di Misericordia, che indica un livello pi alto, va perduta. La 12
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che entrambi contengono la radice da cui deriva Kenaz o Cen, ossia come viene identificata la stessa nel Futhark anglosassone. Secondo questo punto di vista, Jera torna dunque nellorizzonte di una duplice qualit, da una parte esito della mano misericordiosa, degna appunto di un fuoco superiore che amor divino e che scaturisce direttamente dalla porta celeste42; figlia di un fuoco minore, che concerne appunto le possibilit materiali della fiamma, invece la fase calante di Jera, che riguarda una realt sempre pi profana; immagine che, nella sua volgarizzazione estrema, coincide con quellet del ferro gradualmente dominata dallessenza minerale a dispetto di quella vegetale43, con progressivo avvicinamento al baratro della porta infernale. Viceversa, almeno in linea di principio e nella sua fase ascendente, Jera giustifica la presenza di un Re del Mondo a ridosso dei tre livelli della manifestazione: quello corporeo, il Mahnga, quello dellanima o Mahtm quello infine dello spirito o Brahtm o Brahmtm44. Solo il comando simultaneo su questi tre versanti, che corrispondono anche alle facce di Giano45, determina il ruolo del Re del Mondo, ossia di colui che agisce conformemente al mozzo della ruota. Jera , come abbiamo detto, una rappresentazione di questo ordine di cose e difatti conserva il riferimento al terno principale anche nel suo numero. Il 12 infatti dato dalla moltiplicazione tra il 3 e il 4, laddove il primo specifica la tripartizione universale che abbiamo appena sottolineato46, mentre il 4 un numero di compimento terreno: quattro sono gli
leggenda romana e il mito nordico rappresentano pertanto quel decadimento da un fuoco superiore a un fuoco minore, peraltro oggettivato dal susseguirsi delle fasi ascensionali e discensionali ammesse da Jera. Per approfondire questi passaggi, con evidenti richiami al ruolo simbolico proprio di Vulcano e Tubalcain, si rimanda al capitolo Significato della metallurgia (p. 149 e sgg.) in Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi. 42 Si veda in questo senso il valore cognitivo dellamore e della carit presso Dante, che poi diretta emanazione delle fiammelle dello Spirito Santo delle celebrazioni di Pentecoste. Ulteriore, e conseguente riferimento, quello alla sostanza di Ignis come equivalente dellAgni vedico. Cfr. Ren Gunon, LEsoterismo di Dante, Adelphi, Milano, 2001 p. 98, nota 1. 43 Sulla povert del ferro e di un regno minerale che si serve di un fuoco inferiore e svilito, rispetto alla purezza dellalchimia vegetale, si rimanda in particolare allappena citato capitolo di Gunon, Significato della metallurgia, in cui evidente il riferimento alla degenerazione di un mondo sempre pi legato alla lavorazione del metallo, assunta come uno dei sintomi pi manifesti della solidificazione inerte del mondo contemporaneo. Daltro canto, proprio alla pi antica alchimia vegetale, viene rapportata la produzione della bevanda dimmortalit, presente nelle varie tradizioni come haoma, amrita, soma o appunto mead. Cfr. Simboli della Scienza sacra, capitolo 53, LAlbero della Vita e la bevanda dimmortalit, p. 287 e sgg. Sullimportanza del simbolismo vegetale, nella stessa raccolta, il capitolo 9, I fiori simbolici, p. 72 e sgg. 44 Analogamente questi livelli corrispondono al valore dei tre Re Magi. La stessa tripartizione si ritrova peraltro nel Lamaismo con il Dalai-Lama, il Tashi-Lama e il Bogdo- Khan. Cfr. Il Re del Mondo, p. 43. 45 Le due facce visibili di Giano corrispondono ai livelli visibili delle manifestazioni del Re del Mondo: quello delle chiavi dorate, potere sacerdotale; quello delle chiavi argentee, potere regale. La terza faccia, che pur onnipresente sfugge, rappresenta la simultaneit di queste attribuzioni nella figura appunto triplice dello stesso Rex Mundi. 46 Una dottrina di tipo tradizionale non potr infatti che seguire un ordine totalmente subordinato allo Spirito (Brahtm) che a sua volta guider lanima (Mahtm), che parimenti, in un moto a 13

elementi (come le porte stagionali) e quattro sono i punti cardinali che dipartono dal cuore della croce (il quinto elemento o quintessenza)47, tanto che nella tradizione celtica si parla, a proposito della sacra isola dIrlanda, di terra dei quattro Signori48, da intendersi sempre come cifra che risponde alla proiezione di un Centro originale. Il 4 del resto il numero quadrato, alla seconda o secondario rispetto al 3, che invece un numero primo. Linquadramento -altro termine che a questo punto si spiega da solo- sulla terra di un Principio trascendente dunque anche quadratura del cerchio, ossia manifestazione attraverso il 4 delle promesse del 3, che per moltiplicazione produce appunto il 12 di Jera. Come ha spiegato Gunon, la moltiplicazione nei sistemi di numerazione qualcosa che va del resto oltre la semplice aggregazione di fattori, che riguarda invece laddizione e concerne una pura azione di presenza. La molteplicit, al contrario, descrive la potenzialit dellessenza del numero, quindi di fatto la sua capacit produttiva e in divenire49. Ecco perch il 12 di Jera diventa tanto pi attivo nei confronti del Cielo e, daltro canto, esso pu essere letto anche come 1 + 2, il che riconduce sempre al ternario dellordine superiore50. Se viceversa il 4 prende le distanze dal 3, esso taglia i ponti con il perno metafisico, divenendo un cubo privo di vita e di irradiazioni realmente vivificanti51. Non a caso Eihwaz , la tredicesima runa, avvicendandosi giustappunto a Jera, per quella che una delle sequenze pi significative dellintero Futhark antico, ha puntualmente a che fare con la caduta delluomo e, nello specifico, con lermetismo, una dottrina che, proprio ammettendo tale caduta, invita a riprendere un cammino di risalita verso il Principio divino52. Tale condizione di perdita e di confinamento guarda anche al simbolismo del luz, il nocciolo dellalbero di mandorlo, o esso stesso albero di mandorlo, che viene citato nel libro della Genesi a proposito del sogno di
cascata, preveder quanto necessario compiere attraverso le funzioni del corpo (Mahnga). Cfr. Il Re del Mondo, p. 37 e sgg. 47 Su queste considerazioni si rimanda a Ren Gunon, Il Simbolismo della Croce, Rusconi, Milano, 1973. Avremo peraltro modo di tornare sullargomento nel prossimo capitolo. 48 Cfr. Il Re del Mondo, p. 93 e nota relativa, la numero 18. 49 Cfr. La Grande Triade, p. 77. 50 Su queste logiche numeriche si rimanda anche al simbolo della cosiddetta triplice cinta druidica, che di fatto comprende tre quadrati, per un totale di dodici lati, tanto che Gunon la definisce analoga della Gerusalemme Celeste e delle sue dodici porte. Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 80. 12 che peraltro sempre lo stesso degli Apostoli e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, ovvero ordini garanti in Terra del mandato celeste. Come del resto dodici sono biblicamente i frutti dellalbero della vita e nella, teologia cristiana, gli equivalenti frutti dello Spirito Santo. 51 Unimmagine molto chiara che Gunon restituisce in un capitolo dedicato, Dalla sfera al cubo, proprio nel testo in cui egli ha voluto con pi puntualit analizzare la decadenza del ciclo attuale; cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, pp. 135-140. Anche in altre occasioni Gunon tratta il 4 come cifra terrena identificante il globo del mondo. Si rimanda in particolare al capitolo Il quatre de chifre in Simboli della Scienza sacra, p. 345 e sgg. 52 Per questo motivo lermetismo considerato dallo stesso Gunon una dottrina, per forza di cose, secondaria rispetto alla Tradizione originale, il che non comporta necessariamente una critica, trattandosi semmai di una annotazione tecnica. Si vedano in proposito gli articoli comparsi in Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 99 e sgg. 14

Giacobbe circa la definizione di un centro terreno che possa essere rispondente dei piani divini53. Il luz, inteso come nocciolo che nasconde un midollo, va ritrovato peraltro, in una totale corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, quale osso duro, indistruttibile54, alla base della colonna vertebrale, proprio come la Kundalini induista, sede dunque di quellenergia vitale che s dono di immortalit55, ma a condizione che venga purificata fino allocchio centrale di Shiva o urn56, ovvero il terzo occhio, attraverso le ruote dei chakra o kamala57. Gli alchimisti rendono questa immagine attraverso la formula del Vitriolum, ovvero Visita inferiora terrae, recfiticando invenies occultum lapidem, veram medicinam; letteralmente: penetra nelle viscere della terra e, percorrendo il retto sentiero, scoprirai la pietra occulta, vera medicina. In termini ermetici si tratta di sublimare la pietra grezza per poter (ri)trasformare il proprio metallo personale in elisir di lunga vita. Eihwaz , con le sue acque inferiori e le sue acque superiori58, riassume proprio queste operazioni di innalzamento e di alleggerimento rispetto ai pesi del corpo e agli influssi psichici pi bassi, e come tale pertanto riconducibile allo gnosticismo del dio Thot e ai dettami della Tavola Smeraldina59. Lo smeraldo del resto equivale allurn e a quella pietra che era confitta nella testa di Lucifero prima della caduta. Questo stesso smeraldo piovuto in terra, divenendo poi anche Graal, ennesimo simbolo di una tradizione che va recuperata, riconquistata, come suggerito dalle quest della letteratura medievale60. Daltro canto il Graal,

Cfr. Genesi, 28, 18-19. Sul luz in quanto Beith-El anche il capitolo dedicato da Gunon in Il Re del Mondo, pp. 69-77 e, ancora una volta, i riferimenti alle pietre del fulmine e alle armi simboliche in Simboli della Scienza sacra, p. 155 e sgg. 54 Lo stesso Gunon riferisce la credenza che a tale osso rimanga legata lanima dopo la morte fisica e ci fino alla risurrezione. 55 Non casuale che immortalit sia quasi identico a immoralit, a testimonianza di come lenergia vitale del luz o della Kundalini (letteralmente il serpente arrotolato) sia la porta tanto verso le correnti pi alte tanto verso quelle pi basse. La runa Eihwaz, peraltro, costante simbolo di questa sottile ambivalenza. 56 Urn che anagramma proprio di runa, termine, questultimo, che in verit viene fatto originare dal tedesco raunen, sussurrare, verbo che riguarda indubbiamente le modalit di trasmissione di informazioni di tipo iniziatico. Runa di fatto significa segreto, e segreto ai pi del resto laccesso al terzo occhio, che consente allindividuo spiritualizzato di raggiungere la totale fusione con il Principio trascendente. Sulla stessa parola luz, in quanto correlata a tutto ci che segreto, coperto, avviluppato, sempre Gunon, Il Re del Mondo, p. 70. 57 Ivi, p. 76. 58 Su questa distinzione, soprattutto in termini di metafisica superiore, si invita a consultare Ren Gunon, Gli stati molteplici dellessere, Adelphi, Milano, 1996, p. 105. 59 Sulla Tabula smaragdina, si rimanda alla traduzione di Dario Chioli in http://www.superzeko.net/tradition/TabulaSmaragdina.html. 60 Sullesoterismo del Graal e sulle sue rilevanze ermetiche si rimanda a Julius Evola, Il mistero del Graal, Edizioni Mediterranee, Roma, 2002, con particolare riferimento al paragrafo 15, p. 101 e sgg., dedicato alla pietra luciferina e il paragrafo 27, Il Graal e la tradizione ermetica, p. 193 e sgg. Sul ciclo del Graal, nei suoi rapporti con lIslam, si rimanda invece a Pierre Ponsoye, LIslam e il Graal Studio sullesoterismo del Parzival di Wolfram Von Eschenbach, Edizioni SE, Milano, 15

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similmente al vascello di No, un centro itinerante, un simbolo di redenzione verso una dottrina che non avendo pi un palese punto di riferimento (poich luomo si allontanato dal Principio originale) si manifesta come elemento vacante che solo i mystes pi meritevoli sapranno ritrovare. Tale testimonianza per analogia nascosta nelluomo, appunto in quel nocciolo di luz che va risvegliato e selezionato fino al raggiungimento del soffio superiore che in lui quale diretta emanazione del Brahtm. Con ci, lidea di pietra caduta (come lo smeraldo confitto nella testa di Lucifero, che equivale alla perdita transitoria del terzo occhio da parte delluomo) conforme al significato di betile, di roccia piovuta dal cielo, un termine che ha origine sempre dal passo di Giacobbe test citato, dove la pietra che si chiamava appunto Luz viene rinominata Beith-El, letteralmente Casa di Dio61. Le dimore sacre sulla terra, in quanto diretta proiezione del pensiero divino, sorgono infatti spesso da una pietra oppure attorno a essa: il caso pi celebre ovviamente quello della Kaabah islamica. Il genere di questi betili rimanda alla stabilit di Jera quale perno regolatore: la pietra fondamentale che d origine a un edificio sacro analogamente la manifestazione quaternaria di un principio ternario; laltare stesso una pietra che riconduce in Terra ispirazioni di ordine superiore62. Mentre la pietra angolare, altrimenti detta caput anguli (testa dangolo), che non va appunto confusa con quella prima (ma solo in ordine cronologico) delle fondamenta, lultimo mattone delledificio, quello che non riguarda, per parafrasare le parole di Gunon, larte della squadra, bens quella del compasso63; essa chiave di volta e certifica la realizzazione del tempio64. Si pu pertanto affermare che la prima pietra del tempio il luz non ancora reintegrato, laddove quella angolare denota tutte le caratteristiche del luz purificato, del nocciolo distillato in elisir di lunga vita. Viepi assistiamo a una forte corrispondenza tra operazioni di base e di coronamento, a conferma delle valenze ermetiche che si compiono nello snodo tra Jera ed Eihwaz. E anzi lecito ipotizzare che Jera lasci in deposito quel lapsit exillis che la runa Eihwaz si fa carico di nobilitare, inaugurando le operazioni di risalita: la pietra caduta deve tornare al Cielo, onde originariamente promana, questa del resto lessenza del percorso iniziatico65.
1989 e 1998. Sempre su questi argomenti, con molte delle nozioni qui citate, anche Il Re del Mondo, il capitolo V, Il simbolismo del Graal, p. 47 e sgg. 61 Il mattino seguente Giacobbe si alz presto, prese la pietra che aveva usato come guanciale, la drizz in piedi e vi vers sopra dellolio per consacrarla a Dio. Chiam quel posto Betel (Casa di Dio), mentre prima il suo nome era Luz. Cfr. Genesi, 28, 18-19. 62 Pietro, analogamente, la pietra su cui poggia la prima sistematizzazione del messaggio di Cristo. 63 Si tratta chiaramente di una distinzione che rimanda alle qualit limitate del quadrato rispetto al cerchio, come abbiamo gi avuto modo di osservare pi volte. 64 Sul simbolismo della pietra angolare, si rimanda al capitolo dedicato in Simboli della Scienza sacra, p. 238 e sgg. 65 Le stesse correnti ascensionali e discensionali che Jera ammette da un punto di vista temporale, al di l della scansione considerata, Eihwaz le ripropone invece da un punto di vista spaziale, sebbene questo ambito sia molto pi che meramente fisico, riguardando di fatto le ascese e le discese dello spirito dellincarnato. 16

A tale riconquista pu essere riferita anche una versione parallela di Eihwaz, spuria se vogliamo, ossia il wolfsangel , letteralmente dente di lupo, o angolo di lupo a questo punto, il che rimanderebbe proprio al caput anguli di cui abbiamo appena detto. Non unosservazione cos azzardata dal momento che proprio il wolfsangel, prima di essere integrato nellaraldica germanica, o peggio ancora quale insegna di lite naziste66, connotava gli emblemi delle fratellanze dei liberi muratori. Tutto ci riconduce i significati della runa Eihwaz a ridosso dellarchitettura sacra, i cui contatti con lermetismo sono stati peraltro messi in evidenza anche dallingente studio di Fulcanelli sulle dimore filosofali67. Nelle derive pi basse del folklore apotropaico, il dente di lupo rimasto inoltre come talismano protettivo contro gli attacchi dei licantropi e i morsi dei lupi. Sarebbe pi opportuno far risalire questa interpretazione a quella della Eihwaz originale, intesa come runa di sublimazione ermetica del luz che ritorna alla sostanza metafisica, distillando dal veleno del serpente della Kundalini lelisir della vita eterna. Sarebbe cos possibile capire il vero significato dellantidoto contro il lupo, che di fatto sintetizza la lotta intestina (tra carne e spirito tra pietra grezza e metallo prezioso) che deve affrontare colui il quale voglia davvero reintegrarsi nello spirito. Solo il candidato meritevole pu infatti compiere il suo allontanamento dallo stato famelico della bestia/lupo, scansandone i morsi, intesi come decadenza e come caducit inevitabile nei confronti di quelle malattie e di quegli appetiti che caratterizzano lesistenza profana, e che viceversa luomo illuminato sa respingere altrettanto naturalmente68. Tale operazione si compie rectificando69, secondo la formula del Vitriolum, ossia ripulendo gradualmente il piombo saturnino del proprio corpo fino alla (ri)conquista del terzo occhio. Tale risalita in qualche modo concerne il triplice livello di competenze che abbiamo menzionato a proposito del Re del Mondo, gerarchia che Eihwaz ha modo di riprodurre con il suo perno centrale che di fatto rimescola e contiene le correnti basse e alte di sinistra e di destra70. una questione che Gunon affronta ad esempio
Con il dente superiore a sinistra, in quanto Opfer, simbolo del sacrificio, o con il dente superiore a destra, in quanto Eif, zelo ed entusiasmo, la runa Eihwaz, resa ovviamente in orizzontale, entr nella simbologia di alcune lite naziste http://it.wikipedia.org/wiki/Simboli_runici_adottati_dalle_SS. 67 Cfr. Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali e linterpretazione esoterica dei simboli ermetici della Grande Opera, Edizioni Mediterranee, Roma 1972 e Le Dimore Filosofali, 2 volumi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1973. 68 Il termine wolfsangel potrebbe del resto essere tradotto, inglesizzandolo, anche come lupo/angelo, a conferma di quel delicato snodo che si compie tra il demone e langelo che albergano in contemporanea nella pasta delliniziato. La bestia, al di l delle qualifiche di base del soggetto, sempre pronta a sbranare quella parte pi nobile che mira allelevazione. La runa Eihwaz ha proprio lo scopo di ricordare questi inconvenienti del mestiere. 69 Torneremo sullargomento nel capitolo dedicato a Raido e ai problemi di orientazione. 70 Questi tre fattori potrebbero peraltro corrispondere alle tre piramidi di Giza che lo stesso Gunon ha ipotizzato essere deposito dellantica tradizione ermetica. Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 115 e sgg. Piramide che fa del resto il paio con il simbolo della montagna e della grotta, altre 17
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nellEsoterismo di Dante, ponendo laccento su quello che comunque un tema invariabile: la ricorrenza della tripartizione cosmica, che ovviamente coincide con altrettanti stadi iniziatici71. Dipende soltanto dal livello qualitativo dellepoca che si prende in esame. Un Krita-Yuga/Satya-Yuga, o equivalente et delloro, proprio per laderenza tra il soffio divino e le sue manifestazioni terrene, esclude la presenza delle cosiddette acque inferiori alla base del triangolo: perfino la materia corporea gode qui di una luce bastante a qualificare lirradiamento di un principio superiore. Il Melki-Tsedeq, in un simile stato di grazia, agisce come intermediario di questo rapporto, rappresentandone il fulcro in Terra. Nel momento in cui il vertice di tale triangolo si ritiri invece per lavvenuto allontanamento dai precetti della sapienza originale, la tripartizione subisce uno smottamento che ben visibile proprio nella cosmogonia nordica. I suoi regni sono infatti nove, suddivisi comprensibilmente in tre macroregni, classificati altrettanto pianamente in supremi, mediani, inferiori. Midgard, la Terra, insieme a Muspelheim e Nifelheim, le zone seminali che attraverso lo scontro/fusione di fuoco e ghiaccio hanno portato alla nascita della sostanza manifestata, inserita nelle zone di mezzo, anzi essa stessa Terra di mezzo72. Tale processo, che dietro le apparenze della nobilitazione conserva in verit le ragioni del declassamento, non si verificato perch Midgard si sia avvicinata ulteriormente allasse immobile; anzi, semmai proprio per il contrario, ossia per linsorgere, a causa della decadenza del genere umano, di un regno delle energie inferiori, che rischia ora di inghiottire ci che un tempo era in stretto contatto con la porta celeste73. Trattasi insomma di una condizione di caduta che lo stesso Dante ha modo di ricalcare attraverso le tre cantiche della Commedia: se vero che il viaggio del poeta anche individuale, ossia di natura ermetica e mistica (nel senso veramente iniziatico del termine), pi in generale la sua conceptio universalis non pu essere compresa senza cogliere lesilio che luomo ha subto, meritatamente, nei confronti della Gerusalemme celeste. LInferno non dunque soltanto, per interpretazione analogica, la condizione di partenza del mystes che si deve

testimonianze dellinnalzamento iniziatico da una base a un vertice di sapienza. La stessa etimologia di Piramide (come ha notato Giuliano Kremmerz in La Scienza dei Magi, Volume Primo, Edizioni Mediterranee, Roma, 1975, p. 75) rimanda al concetto di pyr, fuoco, in questo caso quella fiamma spirituale che abbiamo citato a proposito di alcuni aspetti della runa Kenaz. Questultima poi di fatto un triangolo, simbolo che ancora una volta coincide con quello della piramide/montagna. La stessa pira funebre, presso i popoli antichi, aveva del resto lo scopo di bruciare la parte corruttibile della carcassa corporea per far ascendere in Cielo il residuo spirituale. 71 Questa suddivisione corrisponde alle tre fasi alchemiche, nigredo, albedo, rubedo, ed presente anche nellorganizzazione del Futhark che, come abbiamo detto, prevede tre aett da otto rune ciascuno. 72 Terra di mezzo che equivale peraltro alla Mediolanum celtica e al luogo di fantasia delle epopee di Tolkien. Sulletimologia di Mediolanum, tra gli altri, Marco Fulvio Barozzi, I Celti e Milano, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 1991. 73 Non chiaramente una condizione che riguarda la sola mitologia germanica, essendo noti anche i casi della cosmogonia greca o sumera, tanto per fare due esempi tra i tanti possibili. 18

reintegrare, ma pure quellabisso su cui si affacciata lintera umanit nel suo distanziamento dalla vera dottrina74. Le tre rune successive a Eihwaz esemplificano peraltro proprio questa condizione di caduta e di necessaria risalita, di fatto sviluppando ed estendendo i concetti presenti in sintesi allinterno della runa che le precede. Pertho , la numero 14, il pozzo in cui luomo si smarrito, e nel quale i propri talenti e le proprie sapienze si confondono alle acque inferiori dellamnesia e ai residui psichici di una realt in decomposizione75; questo stato corrisponde sotto certi aspetti alla manifestazione corporea del Mahnga. Algiz , runa numero 15, invece il ponte arcobaleno che va rimontato in direzione del soffio trascendente. Larcobaleno (Bifrst76 nella tradizione germanica) in ogni metafisica tradizionale un avamposto di comunicazione verso lalto: Algiz, runa numero 7 del secondo aett77, infatti sigillo del sacerdote, di colui che varca le acque inferiori di Pertho -in questo senso larcobaleno totalmente complementare al simbolo dellarca di No, che quelle acque inferiori le domina in un periodo di passaggio78- in direzione della porta celeste; tale originariamente la prerogativa del Sacerdote di Giustizia, KohenTsedeq, alfiere del Mahtm79. E daltro canto Sowulo , la runa numero sedici, ossia 1 + 6, da cui sempre la cifra dellarcobaleno che corrisponde ai Dwpa, le sette terre/ere primordiali che dipartono dal Mru ind, montagna bianca e polo centrale80, rappresenta proprio il nucleo dello spirito, Brahtm, quel sole incorporeo da cui provengono i dodici raggi di Jera. Ma cosa accade se viene a mancare il ruolo di mediazione che abbiamo notato con Jera, ossia se viene a decadere sulla Terra un centro che sia davvero diretta
Torneremo pi avanti sui valori di questo decadimento, analizzando nello specifico le caratteristiche delle ultime due rune del Futhark antico. 75 Non casualmente Pertho deriva verosimilmente dalletimologia della parola celtica che significa mela, ossia quert. Losservazione da attribuirsi a Vincent Ongkowidjojo nel suo Secrets of Asgard, p. 80 e sgg. La mela identifica chiaramente la caduta, la cacciata dal Paradiso Terrestre, la perdita di una conoscenza originale. Approfondiremo il valore di questo passaggio in un capitolo successivo dedicato alla runa Algiz in rapporto proprio con Pertho. 76 Bifrst che, con un po di coraggio, potrebbe essere tradotto come ghiacciato due volte, ossia in entrambe le direzioni, a conferma di come il ponte tra Terra e Cielo sia stato vittima di uninterruzione che impedisce le comunicazioni tra il livello superiore e quello inferiore. Fermo restando che il livello superiore continua, pur non rivelandosi manifestamente, a dirigere, come nellordine delle cose, tutto ci che necessario al compimento del quadro inferiore. 77 7 come i colori dellarcobaleno, di cui il principale il bianco. Si rinvia in tal senso a Simboli della Scienza sacra, p. 300 e sgg., il capitolo I sette raggi e larcobaleno. 78 Su questa complementariet la nota 10, a pagina 104, in Il Re del Mondo. 79 Chiariremo pi avanti come proprio la runa Algiz abbia evidenti contatti con la regalit sacerdotale delle origini. 80 Sullimportanza di queste sette terre o ere, Forme tradizionali e cicli cosmici, in particolare il capitolo I, p. 11 e sgg. opportuno notare come le sette ere si moltiplichino in quattordici, di modo che ogni era, allinterno di un ciclo completo o Kalpa, ammette anche il suo capovolgimento, precisazione affatto casuale in vista delle conclusioni alle quali giungeremo in questo primo capitolo. 19
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proporzione della dottrina originale o di sue, pur successive, produzioni? La ruota accelera a tal punto che, perlomeno a un livello inferiore, si smarrisce la presenza del mozzo, del medio che la fa girare, del Manu che, pur non partecipando alla ruota, ne determina il movimento. La runa che suggella questa contrazione improvvisa nel Futhark antico Dagaz rapporto con Jera. , la ventiquattresima e ultima81, cifra che la pone in diretto

, e di cui tratta Gunon in alcune note di Il Re del C un simbolo in particolare 82 Mondo , che ora pu tornarci utile come paragone. Gunon lassocia alla fusione dellalpha e dellomega, in quanto essenza del Cristo, e in generale lo qualifica come sintesi del Principio, del mezzo e della fine. Inoltre esso suggerisce anche la crasi della formula dellAve Maria, peraltro con notevoli somiglianze con il monosillabo dellOm o Aum. Per quello che interessa qui, ci sono inoltre dei curiosi indizi che ci permettono di ritrovare lessenza di Dagaz rispetto a unaltra runa posizionata nelle sue vicinanze allinterno del Futhark antico: trattasi di Inguz , la runa numero 22.

Si nota subito come il rombo centrale proprio del simbolo coincida con Inguz, 83 che a suo modo delinea la metafisica del figliolo divino , dellHorus nato dalle nozze sacre o chimiche. Questo ruolo nella mitologia nordica assunto da Yngwie, o Frey, che corrisponde a Pan, il Dio tutto delle religioni classiche84. Inguz dunque uovo del mondo, ricettacolo in cui sono racchiusi tutti i germi della manifestazione. Ci rende in effetti Inguz ideale mediazione tra alpha e omega, tra il Principio e la sua attuazione terrena, tra il divino nulla di Kether e il regno manifestato di Malkuth85. Per dirla in termini runici, Inguz si pone come incontro tra lessenza vibratile di Ansuz
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e la manifestazione visibile di Othila

, rispettivamente rune

Non tutte le esegesi del Futhark antico sono concordi nellinserire Dagaz in ultima posizione, preferendole Othila. Nel presente studio i valori di Dagaz, in quanto runa numero 24, sono cos simmetrici, perfino nelle opposizioni, a quanto riferito su Jera, che non sarebbe possibile immaginare unaltra collocazione, che comunque la pi corretta secondo la nostra interpretazione, dal momento che Dagaz consente un uscita dal ciclo che con Othila sarebbe sostanzialmente impossibile. Ora capiremo il perch. 82 Si tratta della 14 a p. 23 e della 6 a p. 40. 83 Ing nella onomastica germanica e nordica significa del resto figlio di. Si pensi ai casi di Ingmar, Ingeborg, Ingrid, tutti nomi derivati da questa radice. 84 Una figura che sarebbe appunto il caso di spiegare, al di l delle volgarizzazioni successive, come rappresentazione dellunione tra il principio attivo, Purusha, e quello passivo, Prakriti. E in effetti Inguz interpretabile anche come la chiusura di due Kenaz, ossia come fusione di un fuoco superiore e di un fuoco inferiore. La compenetrazione di due Kenaz in Inguz evidente anche nellaltra versione con cui si soliti rappresentare la ventiduesima runa. Inguz, in quanto uovo del mondo, dunque unione del maschile e del femminile, delle fasi ascensionali e discensionali, rispettivamente dello yang e dello yin. 85 Sulle Sephirot oltre a Gunon, Il Re del Mondo, p. 63, si rimanda anche a Gershom Scholem, La Cabala, Edizioni Mediterranee, Roma, 1982. 20

numero 4 e 23 del Futhark antico. Avremo modo di tornare su questo rapporto in un capitolo dedicato, basti per ora specificare come Ansuz coincida con lnd, il respiro che Odino emana attraverso la sua lancia (wand86), il soffio vitale che procede dallessenza metafisica; Othila di questo respiro rappresenta invece la materializzazione inferiore, lomphalos riconoscibile che sanziona la casa di Dio sulla Terra. E del resto evidente, anche a livello etimologico, laccordanza tra Othila e Beith-El; il cerchio di Othila focalizza proprio la fondazione del tempio, porzione del suolo che riflesso diretto, pi o meno potente, di un polo trascendente identificato in questo caso dal sussurrare di Ansuz87. Inguz , sempre rimanendo in tale prospettiva, il risultato del principio attivo di Ansuz (Purusha) che ha fecondato la materia passiva e terragna di Othila (Prakriti). E, tornando a quanto accennato sul simbolo , parimenti il mediatore ideale tra Cielo e Terra, immagine del Re del Mondo, colui che invariabile mezzo tra le regioni dello spirito e quelle del corpo. E tuttavia Dagaz inghiotte questa compartecipazione, annullando la manifestazione di Inguz e trasformando in ostinatamente binarie quelle attribuzioni trinitarie che abbiamo visto essere presenti anche in Odino, inteso quale perno di ordine e di conservazione dellarchitettura universale, e che chiaramente afferiscono il ruolo prestabilito del Melki-Tsedeq e del Cristo88. Dagaz , di contro, super-

sintesi di , accozzare violento di alpha e omega, di inizio e fine, senza pi nessuna chance di mediazione; occultamento dunque anche della terza faccia di Giano, che lascia sul campo gli opposti del Janua Coeli e del Janua Inferni ( evidente nel simbolo), perch ogni verosimile transizione venuta a mancare. Ovvero Dagaz toglie di mezzo, o meglio dal mezzo, un potere che prima di allora tratteneva, impedendo un simile esito, che si risolve nella libera contesa di forze definitivamente opposte. In termini molto simili, pur essendo distanti gli ambiti e la specifica valenza di quanto viene tolto di mezzo, si esprime Massimo Cacciari nel suo ultimo saggio, intitolato appunto Il potere che frena89.
Da cui wanderer appunto, avventuriero dello spirito, proprio in virt della sua wand, la lancia, che chiaramente, in quanto simbolo assiale, riproduce un processo di riavvicinamento al Centro immobile. Odino, portando in giro la sua lancia, diffonde il soffio di Dio e lo rende fruibile in una zona terrena, rappresentata appunto dal cerchio di Othila, in questo caso alter ego femminile proprio dellasta virile. 87 La caduta della pietra sacra, del betile, assolutamente simmetrica alla discesa di questo soffio che vivifica la materia inerte del mondo finito. 88 Ci riferiamo, come sottolineato precedentemente, a Odino in quanto tale, in quanto vili e in quanto v, in quella attribuzione trinitaria che avvicina lAllfdr al pi antico Melki-Tsedeq. 89 Cfr. Massimo Cacciari, Il potere che frena, Adelphi, Milano, 2013. Si tratta peraltro di un testo uscito nel giro di pochi mesi con unedizione allargata e rivista: evidentemente allautore la materia pare urgente e particolarmente attuale. Non questa la sede per trattare di teologia politica, che lambito del saggio in questione, ci non toglie che il sunto di tali giudizi, su un piano simbolico, riguardi anche lessenza di Dagaz, che rappresenta quel rapido volgere degli eventi che proprio Cacciari sintetizza cos: () unaltra potenza sembra operare nello spasmo di questo tempo 21
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E difatti il giorno di Ragnark descritto come il reciproco annullamento tra le energie della creazione e quelle della distruzione, o meglio, visto il graduale impoverimento che ha subto la manifestazione cosmica, tra le forze della resistenza e quelle della dissoluzione, del ghiaccio e del fuoco, come preminente appunto nella concezione di questa specifica mitologia. Odino viene inghiottito dal lupo Fenrir e vendicato da suo figlio Vidar, che in questo senso Odino stesso, e analogamente gli altri rappresentanti di questo duplice ordine di cose si danno reciproca consunzione90. Il grande medium, rappresentato appunto da Inguz, che di tale ambivalenza di forze summa, viene meno e per un attimo la ruota cosmica, qui giunta al suo estremo rintocco, si ferma. Trattasi di quel cruciale capovolgimento che segna il passaggio da unepoca allaltra. Si coglie del resto, sempre nelle simmetrie di Dagaz , lassottigliamento a imbuto di una fase per consentire lemergere di una nuova era che si riapre proprio dal punto in cui quella precedente era terminata; da notare, peraltro, come il simbolo possa essere letto sia da sinistra che da destra, scavalcando le problematiche specifiche di circumambulazione rituale in dote alle singole tradizioni, questione che avremo modo di riprendere pi avanti riguardo ai significati della runa Raido91.
ultimo, sulla cui durata vano congetturare una potenza che raffrena lapocalisse, il disvelarsi perfetto dellEmpio. Ma quando colui che la incarna sar tolto di mezzo, allora, nulla restando fra lAvversario e il Signore Ges, verr finalmente questultimo a condannare tutti coloro che non hanno creduto alla sua verit, ivi, cit. p. 13. In un altro punto del saggio Cacciari scrive: Ogni medietas destinata a crollare nellora apocalittica, ivi, cit. p. 60. Questa medietas non viene necessariamente intesa nel senso del Melki-Tsedeq per come ne abbiamo parlato fino ad ora, ma di tutti quegli aspetti del katechon, di poteri dunque che trattengono, siano essi manifestazioni dellImpero politico, della Chiesa militante o perfino dellEmpio in nuce. In ogni caso qui interessante anche il riferimento allora apocalittica, manifestandosi appunto Dagaz in una manciata di ore, 24 per la precisione. 90 Thor abbatte il serpente Jrmungandr, ma soccombe per il suo veleno. Heimdall, protettore del Bifrst, sconfigge Loki, ma viene ferito fatalmente dallo stesso. Analogamente Frey e Surtr si danno morte reciproca, e cos via. Da un punto di vista iniziatico questo superamento, per annullamento, di forze complementari e opposte rappresenta il raggiungimento del terzo occhio, inteso come suprema sintesi delle qualit ambivalenti di partenza. Dagaz annuncia dunque, alloccorrenza, anche una nuova era dello spirito individuale, fermo restando che in questa sede ne stiamo analizzando soprattutto le valenze cicliche. 91 In questa doppiezza di direzione, Dagaz una sorta di clessidra posta in orizzontale. In effetti con il compimento di Dagaz viene a mancare ogni sicurezza di conservazione di un qualsiasi status quo. Tale valore tanto pi lampante nel momento in cui si legga Dagaz quale opposizione dei due triangoli, inferiore e superiore, che determinano la figura di Inguz . Ci che nelluovo cosmico complementare, con la fine di una manifestazione diventa inconciliabile. Lo stesso Mercurio, secondo una sintomatica immagine simbolica (si veda in proposito la nota 9 a p. 49 in La Grande Triade), proprio attraverso la sua bacchetta (simbolo assiale) ricompone due serpenti che stanno litigando: questo riordinamento consente la manifestazione facendola procedere dal caos. Dagaz, daltro canto, porta alle estreme conseguenze il litigio dei due serpenti, in vista proprio di una nuova processione dal caos. Lopposizione di vita e morte in Dagaz presente anche nel simbolo dellascia bipenne che di fatto nella sua parte superiore coincide con Dagaz. Ascia bipenne che peraltro riprende il doppio significato del vajra, la pietra fulmine che da una parte accorda la vita e, 22

Tutte queste immagini rendono perfettamente la necessit del solo e unico possibile raddrizzamento per come lha affrontato Gunon nellintroduzione al suo Regno della Quantit e i Segni dei Tempi: () ma poich tale <<raddrizzamento>> presuppone che si sia giunti al punto darresto in cui la <<discesa>> interamente compiuta, e in cui <<la ruota cessa di girare>> (almeno in quellistante che segna il passaggio da un ciclo ad un altro), bisogna concludere che, fin quando questo punto non sar effettivamente raggiunto, queste cose non potranno essere comprese dalla maggioranza della gente, ma soltanto dallesiguo numero di coloro che saranno destinati, in una misura o in unaltra, a preparare i germi del ciclo futuro92. La discesa di un triangolo di Dagaz dunque totalmente funzionale allaccrescimento dellaltro, congiuntura che segna davvero linizio dellet successiva, per quanto ci riguarda il ritorno del Krita-Yuga/ Satya-Yuga o analoga et delloro. Come Gunon lascia ampiamente intendere nei capitoli conclusivi della sua opera pi significativa a riguardo93, ogni tentativo di creare un nuovo presunto centro spirituale prima di questa fine, ovvero nei tempi del Kaly-Yuga, va letto come unimpostura, cio come lestremo capovolgimento del polo primordiale e della sua dottrina94. Questa prospettiva corrisponde del resto, ancora una volta, allestremo decrescere di un triangolo di Dagaz, e in pratica alla sostituzione contro-iniziatica dello Janua Coeli con lo Janua Inferni95. Ci presuppone di fatto il compimento definitivo del ciclo di Jera che, oltre a rappresentare lanno solare, davvero accostabile al grande anno che Gunon, riferendolo ai Greci e ai Persiani, quantifica tra i 12.000 e i 13.000 anni di durata96, ossia una cifra che in qualche modo riporta sempre al 12 di Jera. Dagaz, sotto questi riguardi, dunque contemporaneamente lopposto e il compimento di Jera, situazione che peraltro viene a coincidere nel momento in cui la ruota cessa di girare e attua il suo raddrizzamento. Ma cosa accade prima di questo estremo cambio di rotta? Othila97, essendo la runa che precede Dagaz, stabilisce un approdo, di qualunque entit esso sia, prima che la ruota volga verso un nuovo ciclo. Othila dunque lestrema quiete prima della tempesta, lultima solidificazione prima della dissoluzione finale. Othila anche,
dallaltra, la distruzione, a seconda della direzione, celeste o terrena, che intraprende nel suo atto, ambivalenza che peraltro coincide sempre con la co-abitazione delle due differenti porte solstiziali, che tuttavia in Dagaz non conoscono pi la necessaria mediazione di Jera, giungendo perci al reciproco schianto. Ci torneremo in occasione dellultimo capitolo. 92 Cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, cit. p. 13. 93 Ivi; si vedano soprattutto i capitoli 36-40, pp. 237 - 270. 94 Tracce di questo genere sono evidenti anche nel fatto che il leone emblema sia del Cristo che dellAnticristo, tanto vero che la cifra 666, che identifica proprio la Bestia, anche numero solare. 95 Cfr. Il Re del Mondo, nota 8, pp. 103-104. 96 Per la precisione, 12.960; su questo genere di ragionamenti rimandiamo al primo capitolo di Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 19 e sgg. 97 E bene precisare come il significato che attribuiremo a Othila in questi paragrafi riguardi soprattutto il suo valore ciclico e il senso della sua posizione allinterno del Futhark antico. Questo trattamento non smentisce alcuni significati della stessa Othila, bens li relativizza allinterno di unindagine che in questo capitolo, e non solo, ha inteso prendere le rune come tasselli di un unico corpo e quindi con una precisa funzione normativa. 23

beninteso in un ciclo qualitativamente pi alto, lultima Thule (Othila, Tula, Tul, lanalogia evidente), ossia un omphalos che manifestazione pi o meno diretta del Centro delle origini. Othila ad esempio Atlantide, sebbene pi antica di essa sia la Thule degli Iperborei, che Gunon colloca a Nord, in quella che considerata la provenienza autentica della vera Tradizione98. Tuttavia il presente Manvantara, come naturale nellandamento ciclico delle ere, si concluder con il punto pi basso dellattuale Kaly-Yuga. E dunque lecito presumere che la Othila dei nostri tempi, runa normalmente identificante una sopravvivenza del germe primordiale, funzioni in questo caso nelle vesti di anti-Othila, ossia quale capovolgimento della casa di Dio, del Beith-El di Giacobbe. Proprio Gunon, in Il Re del Mondo99, cita linversione di Beith-El in Babel, da cui Babilonia, regno dominato dalla menzogna, antipasto fraudolento della rivelazione; peggior inversione prima del raddrizzamento100. Solo una falsa Othila, una Othila capovolta, potr dunque annunciare il baratro definitivo del presente Manvantara e consentire finalmente il ritorno del vero Chakravart, colui che fa girare la ruota senza parteciparvi101. Essendo Othila runa di centro e di inquadramento, ma anche di estrema solidificazione e accumulo, vi da credere che la Othila del Kaly-Yuga non possa che proporre un ingolfamento condotto alle estreme conseguenze, dato dalla sostituzione di ogni principio vivificante con la materia contro-iniziatica. Non si tratter in questo caso del v odinico, o di qualsiasi altro soffio proveni-ente dallEnte supremo (da cui appunto solo pu provenire unilluminazione di tipo
Cfr. Il Re del Mondo, pp. 95-96, dove appunto la Tula iperborea viene distinta da quella atlantidea. 99 Ivi, p. 104. 100 Ovviamente tra le fonti di Gunon c lApocalisse di Giovanni. Peraltro, sempre da questo genere di capovolgimento, deriva Babele, di cui la torre e le innumerevoli lingue rappresentano il sintomo di un falso protendersi verso Dio, dunque di un transitorio trionfo delle forze del caos e delleversione. 101 Nella nota 81 avevamo alluso alle teorie che pongono Othila come runa conclusiva del Futhark antico. Ci smentirebbe la chirurgica simmetria che vige tra Jera e Dagaz, e sancirebbe lapprodo immutabile di qualsivoglia ciclo, il che impossibile dato che nella natura delle rotazioni cosmiche che ogni fase, una volta giunta allo stadio terminale, conosca un ribaltamento, rappresentato in questo caso da Dagaz, che comprensibilmente quel Ragnark che irrompe sullo status quo di Othila. Se anche ammettessimo che Othila sia il ritorno al Centro primordiale dopo il ribaltamento di Dagaz, che presupposto di alcuni studi runici, cadrebbe tuttavia il significato di nuovo inizio rappresentato dalla prima runa Fehu, il fuoco primigenio, che in questo senso decisamente pi coerente con le istanze corrosive di Dagaz, nonch sua diretta emanazione. Essendo Othila runa di profonda circoscrizione, ogni approdo spirituale, persino il pi alto, dovrebbe dunque dirsi definitivo, affermazione che smentirebbe linfinit delle possibilit dei piani divini e la conseguente dinamicit delle fasi cicliche. Una simile affermazione non regge anche quando la si analizzi da un punto di vista ermetico, essendo ogni dissoluzione legata a una coagulazione, e viceversa. Dagaz rappresenta unestrema dissoluzione che in diretto rapporto con la coagulazione precedente, Othila appunto, e quella che la segue, Fehu, che di fatto rappresenta il nuovo germe del manifestato. E insomma impossibile ammettere che un ciclo si concluda senza subire quella dissoluzione che la riconduca per un attimo negli ambiti del non-manifestato. Sul rapporto necessario che vige tra solve e coagula, tra dissipazione e condensazione, si rimanda alle osservazioni di Gunon in La Grande Triade, p. 55 e sgg. 24
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superiore), bens di una forza psichica infinitamente pi bassa. Teniamo presente che la Inguz sbranata da Dagaz
, in quella corrispondenza che abbiamo stabilito con

il simbolo , compresa proprio nella parte superiore di Othila , a ulteriore conferma di come, normalmente, la casa di Dio in Terra sia diretto riflesso del germe dellintera manifestazione, in accordo reciproco con lasse cosmico. Questo in termini generali, mentre se affrontiamo il decadimento che le stesse rune hanno subto nel corso dei secoli approdiamo a conclusioni diametralmente opposte. Proprio Inguz, peraltro da alcuni studiosi delle rune che evidentemente sottovalutano il problema e lo danno oramai per assodato102, viene descritta quale varco astrale, ossia come porta capace di immettere al pi in quella dimensione sottile che rappresenta il vertice della metafisica contraffatta di un mondo che ha tagliato i ponti con il piano superiore, e che Gunon invita a non equivocare, da psichismo che , in spirituale103. Othila, del resto, nella sua figura ricorda la cruna dellago di cui parla sempre Gunon in Simboli della Scienza sacra, identificandola come porta solare104, quale accesso davvero esclusivo, pertugio che sintetizza la qualificazione necessaria a colui che voglia realmente indagare i grandi misteri105; pietra insomma angolare che conclude un tragitto di risalita. Si tratta di una annotazione legittimata anche da una delle poche immagini che costellano le pubblicazioni attuali di Gunon: proprio nel capitolo dedicato alla pietra angolare in Simboli della Scienza sacra vi il riferimento a unillustrazione tratta dallo Speculum Humanae Salvationis106, che mostra due muratori nellintento di depositare un caput anguli che ha giustappunto la forma romboidale di Inguz107. Questultima del resto proprio la chiave di volta di Othila, ossia la runa che riassume e sanziona, per le sue accordanze col betile, le attribuzioni dellarchitettura sacra.

La dimensione sottile cos legata al corpo e alle sue vicende, da non poter in nessun modo essere confusa con una vera attivit spirituale, che proprio nel distacco dal corpo, e dalle sue limitazioni, attua il suo percorso di risalita. 103 Cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, con riferimento al rispettivo capitolo, La confusione tra psichico e spirituale, p. 231 e sgg. 104 Come abbiamo detto in precedenza, una delle rappresentazioni del simbolo della porta stretta la <<cruna dellago>> (). Lespressione inglese needles eye, letteralmente <<occhio dellago>>, particolarmente significativa al riguardo, poich lega pi direttamente questo simbolo ad alcuni suoi equivalenti, quale l occhio della cupola nel simbolismo architettonico: si tratta di raffigurazioni diverse della porta solare>, designata anche come Occhio del Mondo . Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 294. 105 Origine della parola mistero che qui assume un valore tanto pi significativo. Gunon la fa ricavare direttamente dal tacere e dall essere silenziosi, condizione originariamente di ci che inesprimibile e che dunque riguarda le pi alte ragioni dello spirito. Anche la parola mito va ricondotta a ci che muto, che cio non si pu rivelare, e che quindi trova manifestazioni analogiche di rappresentazione. Cfr. Gli stati molteplici dellessere, p. 45, nota 1. 106 Che un trattato, anonimo e illustrato, di teologia, attribuito al periodo tardo medievale. 107 Cfr. Simboli della Scienza sacra, pp. 245 e 246. 25

102

La specifica valenza di Othila

data anche dal fatto che essa composta da due

rune Sowulo , runa del Brahtm, ossia di un movimento perfetto attorno allo swastika, che del resto proprio dallintreccio di due Sowulo formato. Lo stesso avviene con Othila: in essa, a sinistra per chi guarda, vi una Sowulo ascendente, che identifica appunto il polo immutabile; mentre quella di destra una Sowulo discendente, coincidendo con lo specchio terrestre del non manifestato. chiaro che se Othila viene capovolta si attua una totale inversione di questo rapporto ed questa del resto lessenza del Kaly-Yuga giunto allo stato terminale. In una Othila dritta proprio il suo essere chiusa da due Sowulo qualifica del resto la condizione della realt visibile, rivolta da una parte verso la luce superiore e dallaltra verso il suo riflesso pi basso, un cordone sanitario che da entrambi i lati garantisce e fortifica108; chiaramente la solidit di queste mura direttamente proporzionale alla fase ciclica che si sta verificando109. A maggior ragione dopo queste osservazioni, lanti-Othila attuale deve rappresentare una pietra angolare posta al contrario, ossia il vertice di una piramide inversa -lo si nota proprio capovolgendo Othila ; una porta solare che oramai al limite porta lunare, quella condizione a cui ridotta la stessa Inguz, che del resto di Othila polo centrale e superiore. Inguz, da sigillo macrocosmico che era, veicola attualmente il regno dello psichismo inferiore110, che la fase odierna ha fatto assurgere a via
da notare peraltro come la Sowulo discendente e la Sowulo ascendente che compongono Othila corrispondano alle tracce circolari presenti nel simbolo della doppia spirale e ai due sensi di rotazione dello swastika. Questi segni peraltro coincidono a loro volta con lo yin e lo yang, laddove il primo rappresenta la manifestazione passiva che equivale alla Sowulo discendente, mentre lo yang riguarda il polo attivo della manifestazione di cui la Sowulo ascendente simbolo analogo. Le due Sowulo in cui si scompone Othila di fatto riprendono lintegrazione tra Cielo e Terra, tra corso ascendente e discendente della manifestazione, di cui la ventitreesima runa appunto sintesi. peraltro interessante notare come le due Sowulo possano formare Othila cos come intrecciarsi nello swastika. Se consideriamo Sowulo come serpentina di energie ambivalenti, giungiamo anche alla conclusione che due Sowulo sono in fondo i serpenti attorcigliati attorno al caduceo ermetico. E a loro volta questi due serpenti concernono le fasi di Janua Coeli e Janua Inferni, che proprio attraverso il simbolismo di Giano abbiamo riferito ai due mazzi di chiavi, dorato uno, argenteo laltro. Diventa quindi tanto pi significativo che una versione alternativa dello swastika, il cosiddetto Swastika clavigero, sia costituito da quattro chiavi intrecciate. Lo stesso Gunon riporta del simbolismo, pi raro, di uno Janus Quadrifrons, che di fatto, oltre alle porte solstiziali, accorpa anche quelle equinoziali. Su tutti questi significati si rimanda in particolare al capitolo V e VI di La Grande Triade, pp. 46-64. 109 Cos al sole spirituale corrisponde del resto quel sole fisico che gli edifici sacri, gli edifici propriamente di Othila, seguono nella loro orientazione. Sullorientazione degli edifici sacri rispetto ai movimenti del sole si rimanda alla gi citata opera di Fulcanelli e ai riferimenti presenti nella sezione di Simboli della Scienza sacra dedicata al simbolismo costruttivo, p. 221 e sgg. 110 Inguz, anche nella mitologia nordica e germanica, incarna del resto le qualit del regno di Vanaheim e delle sue divinit, dette per lappunto Vani, entit lunari e figlie della Prakriti, laddove il sole del s superiore investe gli Di di Asgard, gli Asi (dal sanscrito Asu, potere vitale), quei dodici che sono emanazione diretta del principio attivo di Purusha. Va peraltro notato che anche qui si tratta di interpolazioni successive che hanno reso solare ci che originariamente era 26
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superiore, da camminamento infinitamente pi basso che , il tutto per ignoranza nel senso che se ne ignora davvero lesistenza- delle vie ammesse dalla metafisica tradizionale. E del resto sono molti coloro che possono varcare la porta astrale, mentre ridotta e significativa quelllite che pu attraversare con merito la porta solare di cui Othila, attraverso il suo needles eye, , almeno in teoria, diretta rappresentazione. Ci non preclude, tuttavia, anche degli altri ragionamenti su Othila rispetto alle fasi di ciascun ciclo. Ribadiamo del resto come ogni Manvantara, qualunque sia la sua qualit di fondo, segua un processo calante, peraltro sempre pi rapido nelle sue fasi ultime, come sottolineato da Gunon111. Othila di fatto il punto pi contratto e rigido di questa discesa, e di essa anticipa la fine. Al contempo Othila , e sar sempre, perlomeno in via del tutto generale, anche unultima Thule, incarnando, quanto meno, una sacca liminale di resistenza e di concentrazione di determinate facolt. Ci rende Othila lestremo baluardo statico di una fase in cui le mura di Asgard non sono pi rese flessibili dalla qualificazione, rischiando pertanto di crollare a ogni sobbalzo, quando in verit lunica soluzione, in tutti i sensi, sarebbe una vampata capace di immettere in una nuova era. Se non altro, proprio tra le linee di queste attribuzioni, troviamo la prospettiva secondo cui la Othila dei nostri tempi pu essere guardata da coloro che sono persuasi di avere ereditato i barlumi di un senso superiore. Per costoro Othila sar ancora un poco dritta e agir da selezionatore di quanto merita di accedere alla fase successiva, uno strumento atto insomma a separare il grano dalla pula o il grano dal loglio, a seconda dellimmagine che si preferisce evocare. E quindi duplice, a seconda del punto di vista con cui si vive il fenomeno, il ruolo di accumulazione compiuto da Othila, fermo restando che tali sono le sue prerogative, qualunque sia il livello delle forze immesse. Nel caso sintendano le energie pi basse, Othila giostra quale apice negativo, agendo propriamente da finto centro, come camuffamento in cui la quantit equivoca la qualit della vera essenza metafisica112.
lunare, in quanto gli Asura vedici rappresenterebbero, rispetto ai Dva, forze di tipo discensionale, a conferma di come appunto Odino sia una divinit della caduta che assume tratti olimpici nella sua risalita, mentre il Tyr delle origini imparentato ai Dva celesti. Sullopposizione tra Dva e Asura si rimanda sempre a La Grande Triade, p. 51 e sgg. 111 Dice nello specifico Gunon della fine del ciclo attuale: Quel che vogliamo dire che, a seconda delle diverse fasi del ciclo, serie di avvenimenti tra loro paragonabili non si compiono in durate quantitativamente uguali; ci appare soprattutto evidente quando si tratta di grandi cicli, dordine ad un tempo cosmico e umano, ed uno degli esempi pi notevoli si ritrova nella proporzione decrescente delle durate rispettive dei quattro Yuga, il cui insieme forma il Manvantara. E proprio per questa ragione che attualmente gli avvenimenti si svolgono ad una velocit che non trova riscontro nelle epoche anteriori, velocit che va aumentando senza posa e continuer ad aumentare fino alla fine del ciclo; si tratta di una specie di progressiva <<contrazione>> della durata, il cui limite corrisponde al <<punto di arresto>> al quale abbiamo fatto allusione altrove (); Cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, cit. p. 46. 112 Quantit che, come spiega Gunon, la matrice ideale sulla quale vengono naturalmente costruite le logiche contro-iniziatiche. Cfr. Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, ancora con riferimento ai capitoli citati alla nota 93. 27

Daltro canto, lOthila della presente fase, nelle sue residue valenze positive, pu servire a selezionare i pochi ma buoni che meritano di passare oltre, nella speranza che le sue propriet coagulanti consentano anche lavvicinamento e la solidariet (che del resto sempre solidificazione ) delle parti migliori rimaste in atto. Trattasi del resto di quellesiguo numero di coloro che saranno destinati, in una misura o in unaltra, a preparare i germi del ciclo futuro di cui dice Gunon113. In ogni caso la sedimentazione di Othila e delle sue farraginose mura alla fine sar spazzata da un movimento repentino, quello di Dagaz. Dagaz, vale la pena di ricordarlo, non dunque casualmente la runa 24, proprio come ventiquattro sono le ore del giorno: tag e day, nomi di uso comune, derivano proprio da Dagaz intesa quale giorno dellapocalisse e del rientro della Gerusalemme celeste in Terra. Una Gerusalemme che, attraverso il raddrizzamento della ruota, succeder al suo esatto inverso, la Babilonia della dannazione. La stessa idea presente in alcune immagini della Commedia: Dante discende nellultimo girone infernale, nel punto di maggiore solidificazione delluniverso, rappresentato dalle ghiacchiate del Cocito, su cui simpone linerme corpo di Lucifero caduto, che di fatto rappresenta il capovolgimento dellasse cosmico114. Risalendo proprio lungo il tronco di Satana, egli raggiunge il punto in cui il cosmo/ruota si raddrizza in direzione del Purgatorio, che di fatto contiguo, ma in opposizione, rispetto allInferno115. Sempre Gunon in questo simbolismo ha rinvenuto le fasi della Grande Opera, ossia dellestrema coagulazione -il ghiaccio del Cocito, appunto- e del solve, il fuoco dellascensione, tanto vero che Dante si alleggerisce di peso man mano che si avvicina alle vette dellEmpireo116. Analogamente Othila rappresenta lestrema solidificazione delle ghiacchiate del Cocito, un rallentamento allennesima potenza prima che Dagaz, che viceversa laccelerazione improvvisa, giunga con il suo turbine di fuoco, nella mitologia nordica apportato dal demone Surtr, a rigenerare il mondo in decomposizione. Una visione che conforme alle pi importanti tradizioni e che pone Dagaz come quel fal cosmico che procede direttamente dallaccumulo di scorie fermentate nel

Sempre Gunon in Simboli della Scienza sacra, lomonimo capitolo 46 (p. 259 e sgg.), allude alla necessit di riunire ci che sparso. Basti come accenno, tuttavia assolutamente coerente al discorso che stiamo facendo. 114 Questa immagine peraltro fa il paio con quella del gigante Aurgelmir, o Ymir, dalla cui carcassa viene ricavata larchitettura di Midgard nella mitologia nordica. Sono aspetti sui quali torneremo in riferimento alla runa Uruz e al valore dello smembramento iniziatico. 115 I coni dellInferno e del Purgatorio sono simboli complementari ai triangoli che compongono il sigillo di Salomone e che corrispondono anche alla montagna e alla grotta, immagini che abbiamo gi menzionato. Di fatto lInferno rappresenta il triangolo capovolto, il cuore delluomo, la caverna della caduta, il luz grezzo che deve raddrizzarsi per potersi ricongiungere con la montagna divina, di cui evidentemente il Purgatorio dantesco rappresenta lanticamera sulla via della risalita verso il Paradiso. La runa Berkana, la numero 18, partecipa proprio a questa ambivalenza simbolica, che avremo modo di chiarire pi avanti. 116 Cfr. LEsoterismo di Dante, p. 99 e sgg. Sullargomento si rinvia anche allo studio di Bruno Cerchio, LErmetismo di Dante, Edizioni Mediterranee, Roma, 1988. 28

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ghiaccio di Othila: sarebbe insomma impossibile lazione purificatrice di Dagaz se non ci fosse prima lestrema solidificazione della runa che la precede117. La dottrina runica insegna del resto come non sia possibile capovolgere Jera, come del resto non possibile farlo con Dagaz, mentre Othila pu subire questo trattamento118: un finto vertice, essendo il Kaly-Yuga unepoca da leggere al contrario rispetto alla Tradizione, questa lunica condizione per sancire la fine del presente ciclo. Soltanto la menzogna definitiva potr annunciare il ritorno della verit autentica, proprio come soltanto attraverso il Satana incavato nel punto pi basso delluniverso Dante poteva sperare di giungere alla reale reintegrazione del suo spirito. Ci, in termini macrocosmici, corrisponde al raddrizzamento della ruota dopo che essa avr raggiunto il punto pi basso della sua cavalcata119, un fenomeno al quale noi gradualmente stiamo assistendo, al di l del tempo che occorrer aspettare prima che una nuova era abbia davvero inizio.

Ecco perch la materializzazione del caos dovr raggiungere prima il vertice massimo, diventando fattore indifferenziato su pi livelli, prima che si possa operare una dissoluzione salvifica. In virt di questo ragionamento si capisce ancora di pi il valore del ghiaccio e del fuoco presso la concezione dellesoterismo nordico. 118 Le rune che non possono essere capovolte sono 9 e coincidono con i mondi della cosmogonia nordica. Si tratta di Gebo, Hagalaz, Nauthiz, Isa, Jera, Eihwaz, Sowulo, Inguz e Dagaz. 119 Proprio attraverso la runa Raido, il senso della cavalcata (to ridein inglese) e il senso della ruota (rad in tedesco) comunicano le proporzioni del tragitto cosmico. Ci torneremo in un capitolo dedicato. 29

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Nauthiz e Jera, le linee del drago Come ha sottolineato di recente il professore Carlo Maletti, in un interessante articolo comparso sul suo blog120, i principali draghi/serpenti della mitologia norrena, Nidhggr e Jrmungandr, identificherebbero anche delle precise traiettorie geomantiche, note appunto come linee del drago (ley lines). Tali linee circoscriverebbero quei bacini in cui fino al 2012 si sono verificate con pi frequenza le attivit sismiche che hanno colpito il nostro pianeta121. Proprio Nidhggr e Jrmungandr sono rappresentati da due rune poste quasi in sequenza nel secondo aett del Futhark antico. Esse sono Nauthiz e Jera che, come evidente, condividono con i due serpenti le lettere iniziali; e non solo. Nidhggr infatti il serpente attorcigliato alle radici dellalbero cosmico Yggdrasil, e ne mina la stabilit (che dunque stabilit delluniverso tutto) con unattivit incessante di erosione e rosicchiamento. A questa funzione sabotatrice equivalgono i significati che si sviluppa appunto in altezza, lasciando intendere la verticalit di Nauthiz dellYggdrasil, tuttavia contemplando anche dei disturbi, ovvero una diagonale che propriamente taglia in due la solidit di questo axis mundi. Ci torneremo tra breve, specificando le analogie di questo simbolo con quello della croce122. Viceversa Jera simbolo che abbraccia, che contiene girando attorno al suo contenuto, come capita al serpente Jrmungandr, che nella mitologia nordica posizionato a cingere il cosmo intero123, il che del resto accade anche in altre tradizioni124; inoltre chiara la radice comune tanto a Jera che a Jrmungandr.
http://www.professorcarlomaletti.it/loki-jormungandr-nidhoggrun-trattato-sulla-scienzageomantica-degli-antichi-popoli-germanici/. 121 Come ha modo di sottolineare Maletti in un modello grafico visitabile al link di cui sopra, Nidhggr avrebbe come sua area di competenza il cuore dellAsia, il tutto secondo dinamiche che corrono dallItalia alla Cina, tramite la Turchia; e, viceversa, Jrmungandr estenderebbe il suo dominio allintera area del Pacifico, lambendone le coste. Se consideriamo che gli stessi di Asi hanno chiara parentela con la parola Asia, intuiamo per quale ragione i popoli del Nord guardino cos intensamente verso Oriente. 122 Inevitabile il rimando allo studio di Gunon, Il Simbolismo della Croce, con particolare attenzione al capitolo XXV, denominato appunto LAlbero e il Serpente, p. 189 e sgg. 123 Jrmungandr noto del resto anche come Midgard, ossia il mondo delluomo in quanto Terra di mezzo. Pi in generale, Jera la runa di Midgard, come ha fatto notare Freya Aswynn associando le rune che non possono essere capovolte ai nove luoghi cosmici in cui si suddivide luniverso della mitologia norrena. Cfr. Northern Mysteries & Magick, con riferimento allo schema di pagina 143. 124 Unimmagine evidente ad esempio quella delle due teste serpentine che realizzano il simbolo del Tao, con il bianco e il nero dello yang e dello yin. Del resto, anche in molti miti cosmogonici, il serpente agisce quale artefice della creazione. Luovo cosmico della tradizione celtica, noto come Glain, appunto fecondato da un mitico serpente originatore, che ha valenze propriamente telluriche, il che rientra nei ragionamenti di questo capitolo. Sul simbolismo celtico si rinvia, tra i tanti, a Sabine Heinz, I Simboli dei Celti Il fascino magico di un popolo straordinario, Edizioni Il Punto dIncontro, Vicenza, 2000; sulla parte dedicata al simbolismo del serpente, p. 23 e sgg. 30
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Nauthiz/Nidhggr e Jera/Jrmungandr scandiscono dunque i due principali movimenti cosmici, quelli di rottura e quelli di conservazione, rispettivamente in verticale e in orizzontale, unambivalenza che, sotto altri piani, riguarda anche le attivit telluriche, che possono manifestarsi secondo moti ondulatori, orizzontali appunto, come sussultori, ossia prevalentemente in verticale125. Jrmungandr nello specifico definisce la stabilit fino a quando, nel giorno di Ragnark, esso ascender alle vette di Asgard per darsi morte reciproca con Thor. La minaccia di Jrmungandr si colloca pertanto nellambito delle alte, altissime frequenze, mentre il basso profilo di Nidhggr non ne esclude tuttavia lattivit quotidiana, finanche a raggiungere picchi di rilevante intensit. Grandi e piccole scosse, analogamente, caratterizzano il prodursi del ciclo terrestre e in questa ottica i serpenti cosmici, e le rispettive rune, agiscono e fungono come indicatori e misuratori; i moti di assestamento sono affare di Jrmungandr, che per anche il serpente che nel giorno del giudizio dar lo scossone definitivo; fino a quel giorno Nidhggr produrr invece le azioni pi significative, rappresentando una minaccia costante, ma non ancora decisiva. Vediamo in che modo le rispettive rune confermino tali impostazioni di massima. Nauthiz sottintende il rosicare di Nidhggr nelle profondit della manifestazione, ossia secondo logiche che riguardano lo sviluppo spaziale; ci conferma la limitatezza delloperato di Nidhggr: la stessa condizione umana, almeno in principio, non soggiace a dei limiti di spazio, mentre chiaramente schiava degli indici di tempo. Quello runico regolato da Jera, in quanto polo centrale dellintero Futhark, andando a coordinare gli opposti e linterscambio/sovrapporsi delle ere: analogamente Jrmungandr con le sue spire abbraccia dinamiche di accompagnamento del tempo terrestre; tale presa costante fino a quando il filo del cronometro non sar reciso dal Ragnark. Jera e Nauthiz ci nonostante convivono, anzi il loro un decorso assolutamente naturale: quanto regolato nel tempo, si evolve nello spazio, cos come ci che attraverso le stagioni si estrinseca negli ambiti fisici del manifestato. Ambiti che nella mitologia norrena si formalizzano nei nove mondi posizionati lungo lYggdrasil su cui Odino si capovolge per nove notti e nove giorni; come si nota, abbiamo lo stesso numero a descrivere una condizione spaziale e una temporale, a conferma dellintreccio tra le prerogative di Nauthiz e quelle di Jera. Lesperienza di Odino, che coincide con la rinuncia alle tenebre dellignoranza, poi chiaramente comune alla postura dellappeso dei Tarocchi e si abbina facilmente a quanto abbiamo detto circa lavventurarsi di Dante e Virgilio sul tronco di Lucifero, per poi infine invertirsi e transitare oltre. A tal proposito Nauthiz, in virt della sua forma , rievoca altrettanto chiaramente il simbolo della croce. I due segni che sintersecano in
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Chi scrive chiaramente non sismologo: questi superficiali riferimenti indicano tuttavia la profondit dosservazione della Scienza tradizionale. Poich davvero di scienza si trattava: le cognizioni geomantiche consentivano di prevedere i fenomeni tellurici, che venivano studiati e recepiti come avviene oggi con i moderni sismografi. Anche se oggi, a differenza di migliaia di anni orsono, lintervento delluomo capace di provocare catastrofi che un tempo erano fondamentalmente naturali. 31

essa creano un ordito centrale che nodo iniziatico126, nonch esito della fusione tra le forze attive dello spazio verticale (macrocosmico) e le correnti passive di quello orizzontale (microcosmico); allo stesso modo il Cristo deve assaggiare lorizzontalit, ovvero la provvisoriet della condizione terrestre, prima di ricongiungersi con la verticalit che riconduce al Principio. La morte il nodo centrale da sciogliere, il traguardo da tagliare: il decesso sulla croce collima con la rinuncia alla profanit e a un livello di esistenza considerato inferiore127. Similmente , Odino sullYggdrasil opera in quanto Ygg, ossia da uomo, facendo s che la cifra spaziale dei nove mondi e quella temporale delle nove notti e dei nove giorni gli procurino loccasione per transitare in direzione della vera conoscenza128. Nauthiz, a tal riguardo, la runa numero 10: un risultato che in questo caso specifico fornito dalla somma di quelluno che Ygg/Odino con il 9 dello spazio e del tempo designati dallYggdrasil129. Nella runa Nauthiz si compie cos lincontro tra luno e il resto della manifestazione. Cristo, secondo le medesime logiche, per tornare a essere uno (identico con il Padre), deve attraversare il corso dellintera manifestazione, che nella croce si esplica appunto nellincontro tra asse verticale e piano orizzontale; la croce, come del resto lalbero, una sintesi del creato che il mystes deve caricare su di s sulla via della salvezza, gesto che effettivamente il Messia compie prima di essere immolato. Nidhggr, in riferimento a tali ordalie, peraltro anche il serpente/drago, equivalente del Satana cristiano, che leroe deve affrontare sul suo cammino di redenzione e che coincide con figure ricorrenti in questo genere di discorsi: si pensi al mito di Sigurr e allIdra contro cui muovono Giasone e gli Argonauti; del resto, solo sconfiggendo
Nauthiz d del resto origine allinglese knot, che appunto significa nodo. Gunon, a proposito del simbolismo dei legami e dei nodi, si esprime non a caso in questi termini, con riferimento particolare al cosiddetto filo del strtm () il quale, tanto dal punto di vista macrocosmico quanto dal punto di vista microcosmico, collega tutti gli stati desistenza fra di loro e al Principio comune. [] Il tracciato di tale linea pu anche essere pi o meno complicato, il che di solito corrisponde a modalit o ad applicazioni particolari del suo simbolismo generale: cos, il filo o il suo equivalente pu ripiegarsi su se stesso in modo da formare intrecci o nodi; e nel complesso della struttura ogni nodo rappresenta il punto in cui agiscono le forze determinanti la condensazione e la coesione di un aggregato che corrisponde a questo o quellaltro stato di manifestazione, di modo che si potrebbe dire che il nodo a mantenere lessere nello stato considerato e che il suo scioglimento provoca la morte immediata a tale stato; daltronde ci risulta espresso molto chiaramente dal termine <<nodo vitale>>. Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 349. 128 Nauthiz rievoca quindi il mantra del cos in Cielo, cos in Terra, che poi chiaramente identico a quanto riportato nella Tabula Smaragdina: cos in alto, cos in basso. Nauthiz, in quanto croce e nodo iniziatico, identifica lincontro di questi due piani differenti; fermo restando che soltanto colui che se ne assuma il sacrificio potr ascendere alle conoscenze pi elevate. 129 Ricordiamo che analogamente il viaggio di Dante nella Commedia si attua attraverso novantanove cantiche pi una introduttiva. Quellintroduzione riguarda appunto l uno, liniziato, leroe individuale: mentre le novantanove cantiche vanno intese quali livelli di espiazione ed elevazione. La somma finale del 100 della Commedia coincide peraltro con il 10 di Odino lungo i nodi di Nauthiz. Il 10, al quadrato o meno, sempre un ricongiungimento con lUnit divina, un nuovo inizio per lindividuo rinato.
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la vanit e la decadenza del suo drago interiore, leroe pu accedere a un lignaggio glorioso. Sono temi che ritroveremo in alcuni significati della runa Uruz. Non solo: il 10, nel simbolismo della circonferenza , rappresenta la somma del punto centrale, che l Unit metafisica, con il resto della circonferenza (il 9), che invece immagine della manifestazione130. Raggiungere quel Centro significa diventare Uomo trascendente o Universale, ossia essere realmente, e pertanto realizzarsi nellidentit con Dio131. Come ovvio, la stessa croce regge perfettamente la struttura della circonferenza: questo simbolo , che poi confluito nella cosiddetta croce celtica, era gi presente come ruota solare nel Neolitico. Analogamente Nauthiz , a tendere, pu essere delimitata da un cerchio, e del resto la cifra che la riguarda, il 10, assicura la sua aderenza a questo tipo di rappresentazioni. Inoltre simpone in Nauthiz anche la scansione del 4: come accade per la croce, essa intreccio dei quattro elementi, delle quattro stagioni e dei quattro punti cardinali, mentre il suo centro coincide appunto con la quintessenza, che per trasposizione il cuore di Odino o di Cristo, a seconda dei casi. Entrare in quel cuore, simbolicamente, significa avere stretto il vincolo iniziatico. Peraltro, come ha notato Gunon, il 10 e il 12 sono anche alla base dei sistemi di numerazione taoista: il 10 come proporzione della circonferenza e il 12 come cifra del quadrato, bench

Scrive a tal proposito Gunon, trattando della lettera araba ed ebraica Nn: Daltra parte, la figura circolare completa abitualmente pure il simbolo del numero 10, dove 1 il centro e 9 la circonferenza ().; cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 144. Anche Matgioi (La Via metafisica, p. 23) segnala come i sessantaquattro ideogrammi dellYijing (o I King) formino una circonferenza; se consideriamo che 64 d come risultato 10, non usciamo dai ragionamenti che stiamo facendo. Va daltro canto rilevato come il simbolo che per Matgioi incarna meglio i valori indefiniti del Principio assoluto sia la linea retta infinita, che in effetti non soggiace alle limitazioni della circonferenza (ivi, pp. 37 e 38). E ci del resto assolutamente sensato, dato che il 10 della circonferenza va piuttosto riferito alla totalit della manifestazione che, pur derivata dal Principio, non pu essere in nessun modo confusa con esso, rappresentandone soltanto uno dei molteplici aspetti. 131 Questa la definizione che offre Gunon dell Uomo Universale, distinguendolo dal semplice uomo vero, ossia colui che abbia realizzato in s tutte le possibilit previste dal nostro mondo, ponendosi di fatto come sintesi della manifestazione: Perci opportuno riservare la denominazione di <<uomo trascendente>> a colui che talora stato chiamato <<uomo divino>> o <<uomo spirituale>> (cheun-jen), cio a colui che, essendo pervenuto alla realizzazione totale e alla <<Identit Suprema>>, propriamente parlando non pi uomo, nel senso individuale della parola, perch ha superato lumanit ed totalmente libero dalle sue condizioni specifiche, come pure da tutte le altre condizioni limitative di qualsiasi altro stato di esistenza. Costui quindi diventato effettivamente l<<Uomo Universale>>, mentre non si pu dire altrettanto dell<<uomo vero>>, che di fatto si identifica soltanto con l<<uomo primordiale>>; tuttavia, possiamo affermare che questi gi almeno virtualmente l<<Uomo Universale>>, nel senso che, non avendo pi da percorrere altri stati in modo distintivo perch passato dalla circonferenza al centro, per lui lo stato umano dovr necessariamente essere lo stato centrale dellessere totale, anche se non lo ancora in maniera effettiva. Cfr. La Grande Triade, cit. pp. 150-151. 33

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questa interpretazione non sia del tutto univoca, a conferma dellinterdipendenza costante che si stabilisce tra i numeri della Terra e quelli del Cielo132. La cifra di Nauthiz, e della circonferenza, torna viepi nella Tetraktys pitagorica, che produce sempre il 10, secondo questa combinazione: 1+2+3+4. Possiamo allora dire che i quattro spazi delimitati da Nauthiz e dalla croce coincidono con i differenti passaggi di questa addizione. Gunon, in Simboli della Scienza sacra, riferisce del resto la Tetraktys alla manifestazione universale che si riassume appunto nel 4 che 10; il che, detto altrimenti, potrebbe essere definito quadratura del cerchio, dal momento che il 4 indubbiamente misurato dal quadrato, ma che la sua stessa presenza nella Tetraktys riconduce al 10 che, come abbiamo visto, cifra della circonferenza. Daltro canto, il senso della Tetraktys propriamente di natura circolare: luno che produce il 10 di fatto rappresenta il ritorno allUnit attraverso la possibilit di tutti i numeri, ossia di tutti gli aspetti della manifestazione133. Deduciamo come Nauthiz partecipi a questo tipo di ragionamenti essendo delimitata appunto da quattro estremit, da quattro passaggi analoghi a quelli della Tetraktys, e producendo quale somma il 10, che in effetti il suo numero, nonch cifra dellunit che si esprime tramite il tutto della circonferenza. Tornando alle tradizioni germaniche e nordiche, Nauthiz si offre infatti come sigillo del cosiddetto Need-Fire134, un rito di purificazione collettiva che si compiva attraverso il fuoco: il fal sacro, attorno al quale venivano fatti trascorrere tutti i membri della comunit -per consentirne la rinascita/preservazione-, veniva acceso da due gemelli
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Si rimanda in tal senso a quanto precisa Gunon; si sta chiaramente parlando del 10 e del 12: Qui peraltro si verifica un nuovo scambio, per il fatto che, in certi casi, il numero 10 viene attribuito al Cielo e il numero 12 alla Terra, quasi a indicare una volta di pi la loro interdipendenza rispetto alla manifestazione o allordine cosmico propriamente detto, sotto la duplice forma delle relazioni spaziali e temporali; non insisteremo ulteriormente su questo punto, che ci porterebbe troppo lontano dal nostro tema. Segnaleremo soltanto, come caso particolare di tale scambio, che nella tradizione cinese i giorni vengono contati a periodi decimali e i mesi a periodi duodecimali; ora dieci giorni sono <<dieci soli>>, e dodici mesi sono <<dodici lune>>; i numeri 10 e 12 sono perci rispettivamente messi in rapporto il primo con il Sole, che yang o maschile, e corrisponde al Cielo, al fuoco e al Sud, e il secondo con la Luna, che yin o femminile, e corrisponde alla Terra, allacqua e al Nord.; ivi, cit. p. 79, nota 11.

A proposito della tradizione taoista, si pu sottolineare il significato di una formula del Tao-teKing :<<uno ha prodotto due, due ha prodotto tre, tre ha prodotto tutti i numeri>>, il che equivale ancora a dire che tutta la manifestazione come avvolta nel quaternario, o, inversamente, che esso costituisce la base completa del suo sviluppo integrale; cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 101. Non a caso Gunon, in altra sede (Forme tradizionali e cicli cosmici, pp. 16-17), riferisce proprio la Tetraktys, o meglio il suo inverso, alla ripartizione del Manvantara, laddove l 1 finale che ne risulta equivale alla fase del Kaly-Yuga, mentre liniziale Krita-Yuga o Satya-Yuga ha valore 4; la totalit del 10 rappresenta invece lintero Manvantara, di modo che le annotazioni su Nauthiz assumono qui anche valore temporale oltre che spaziale; ma si tratta di una compenetrazione naturale, proprio nella relazione tra Nauthiz e Jera, nesso che avremo modo di chiarire proprio nel corso di questo capitolo. 134 A tal proposito Northern Mysteries & Magick (p. 48) e Secrets of Asgard (p. 64. e sgg.). 34

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sacri, noti come Alcis135; essi si servivano di due legnetti che chiaramente coincidono con i segni che determinano la struttura della stessa Nauthiz. A questo punto interessante osservare nella sequenza del Need-Fire proprio la riproduzione delle quattro fasi della Tetraktys. LAlcis che appicca il fuoco nasce infatti come individuo singolo (la cifra 1) - viene poi coinvolto nella fusione binaria con il suo pari (la cifra 2), che produce appunto per attizzamento la fiamma del fuoco sacro, che di fatto loro figlio (la cifra 3) - figlio di purificazione e prosperit di cui va per inciso a beneficiare lintero insieme della comunit (la cifra 4). Analogamente, dall Unit metafisica (l1) derivano il principio attivo e passivo, Purusha e Prakriti (il 2), che a loro volta generano il corso della manifestazione (il 3), matrice che a quel punto si sviluppa autonomamente (il 4), garantendo lo sviluppo del ciclo136. Lo schema chiaramente valido anche a livello microcosmico: lessere umano nasce come singolo individuo (1); se si unisce a un compagno/a (2) genera un figlio (3), da cui prende avvio potenzialmente un ulteriore grado di produzione (4)137. La somma sempre 10, nellequivalenza alla Tetraktys e a conferma dei ragionamenti sviluppati attorno a Nauthiz e a tutti quei simboli che proprio nel 10 spiegano la totalit della manifestazione. Il rito del Need-Fire aveva del resto lo scopo di preservare questo ciclo e di propagarlo, stagionalmente, di anno in anno, a tutela della vita e della sopravvivenza della comunit. Nel residuo di un cerimoniale edulcorato rinveniamo i tratti di un insegnamento tradizionale, come del resto naturale che sia. Se Nauthiz e Nidhggr rappresentano dunque lo spazio cosmico, con i suoi sovvertimenti e le sue prove, Jera e Jrmungandr sono gli emblemi del crisma stagionale che si ripete, proprio come auspicato dal Need-Fire: Jera, in quanto runa numero 12, a testimonianza della regolarit del calendario nonch garante di quegli ordini che si instaurano sulla terra, attingendo da una fonte divina138. Come detto in precedenza, il 12 di Jera fornito dalla moltiplicazione del 3 (cifra celeste e sferica) con il 4 (cifra terrena e quadrata). Se dunque Nauthiz quadratura del cerchio in
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Connotazione sacerdotale che ovviamente partecipa ai significati di Algiz, e sui quali avremo modo di tornare in un capitolo dedicato. 136 Tale immagine viene restituita nel Taoismo con due triangoli, uno superiore e uno inferiore aventi la base in comune: questa unione va di fatto a formare il rombo, con appunto quattro estremit che corrispondono alle altrettante fasi della Tetraktys. Nel capitolo precedente, abbiamo notato come questa stessa immagine sia di fatto licona della runa Inguz , anche intesa come

composizione centrale e medietas del simbolo . Peraltro se i due triangoli vengono fatti compenetrare, invece che adagiare sulla stessa base, otteniamo il sigillo di Salomone che, come noto, indica le medesime reciprocit tra Cielo e Terra. 137 Nellesoterismo islamico invece i quattro livelli sono presentati in questo modo: Allinizio dei Rasil Ikhwn E-af, i quattro termini del quaternario fondamentale sono cos enumerati: 1 il Principio, designato come El-Br, il <<Creatore>> (il che indica che non si tratta del Principio supremo, ma solo dellEssere, in quanto principio primo della manifestazione, che daltronde effettivamente lUnit metafisica); 2 lo Spirito universale; 3 lAnima universale; 4 la Hyl primordiale.; cfr. Simboli della Scienza sacra cit. p. 99. 138 Sulle valenze di Jera, e sulle ripetizioni cicliche, con profonde analogie con quello che il simbolismo di Giano, si rimanda a quanto trattato nel capitolo precedente. 35

quanto 10, Jera lo in quanto 12, solo che Nauthiz tale negli ambiti di natura spaziale, mentre la simmetria tra quadrato e cerchio in Jera si sviluppa secondo direttive temporali, di era in era, o di Jera in Jera come abbiamo gi avuto modo di sottolineare nel primo capitolo139. Consideriamo inoltre che allinterno del Futhark antico Nauthiz e Jera sono intervallate da Isa , la runa numero 11. Isa lio delleroe che scampato alle prove di Nauthiz, e che finalmente pu accedere ai misteri del tempo, alle facce di Giano, di cui custode Jera. Questo io eroico ha superato le insidie del drago Nidhggr, conservandosi integro, di ghiaccio, come del resto il nome di Isa suggerisce. Essendo Nauthiz runa di fuoco, capiamo come la successiva Isa rappresenti di fatto un suo residuo alchemico, di una materia distillata e pura sopravvissuta alle fiamme della consunzione. In effetti in Isa luomo convive, oramai, con leroe: la numerologia ci viene ancora in supporto, dal momento che Isa propone l11 come cifra. Trattasi di un nuovo principio, e di una combinazione binaria, dati dall 1+1, nel senso che, oltre alla natura umana, colui che approdato alla condizione di Isa porta dentro di s, quanto meno in fieri, anche le possibilit dellimmortale. Isa dunque il riassunto di una natura pi unaltra natura: a ci corrisponde l11 che la denota e il 2 che ne somma. Una cifra pronta in dettaglio ad affrontare la simultaneit temporale contenuta nel 12 di Jera che, dopo averlo gi spiegato nel capitolo precedente, riguarda il grande anno dei Persiani e dei Greci, che lo quantificavano intorno a una durata di circa 12.000 anni. Jera dunque jahr, year, piccolo anno, ma anche ciclo ben pi ampio: essa in questo rievoca lidea di mantello protettivo, adagiato sul creato come una soffice coperta, eppure il veleno di Jrmungandr sar fatale a Thor, contribuendo alla fine sancita dal Ragnark. Perch proprio Thor? Perch il dio del tuono il protettore delle messi e di quel giardino terrestre di cui di fatto la porta; door, tor, si dice del resto in inglese e in tedesco. Ma quello dell essere porta propriamente anche il valore di Jera nella sua relazione con Janua Coeli e Janua Inferni, gli ingressi annuali, e ciclici, di Giano che abbiamo gi discusso. Jrmungandr agisce quindi come complice assoluto, ovvero quale unico credibile oppositore: il miglior connivente della stabilit cosmica, proprio perch commisurato alle strutture di Jera e allazione garante del martello mjllnir brandito da Thor, diventa il nemico pi efficace, poich sullordine che egli fonda il suo disordine. Anche se in verit le sue origini tradiscono il caos che esso si porta in grembo: Jrmungandr infatti generato da Loki, dio del fuoco e dellinganno; Loki a cui del resto associato il termine nordico che identifica la stregoneria, logr, cos come ogre, nel moderno inglese, rimasto a indicare l orco, il grande spauracchio. E infatti, nel giorno fatale, Jrmungandr irrompe sullo status quo, proprio come la stregoneria, che forma di manomissione del sistema naturale.
Sui valori proprio del 10 e del 12, come sistemi di calcolo nella tradizione cinese, si rimanda alla nota 132. In effetti il calcolo decimale riguarda una stima attuata nello spazio (si pensi anche alle unit di misura del nostro sistema metrico), laddove il 12 cifra del calendario e dellannualit, porzioni pi propriamente legate allo scorrere del tempo. 36
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Tuttavia, anche nella sua scalata allAsgard, Jrmungandr opera in conformit delliter ciclico, chiarendo il senso di Loki come male necessario: le distruzioni alle quali contribuiscono queste forze riottose sono in fondo ancora anelli di costruzione, dal momento che al Ragnark seguir una nuova era, per di pi qualitativamente migliore. Del resto se collochiamo, come inevitabile, la valenza del Ragnark in una trasmissione secondaria rispetto alla dottrina primordiale, ci non toglie che questa versione della fine dei tempi debba annunciare comunque il ritorno allet delloro per come tradizionalmente va intesa. Si recuperino in tal senso le conclusioni del primo capitolo. A completamento di questi ragionamenti, interessante notare come allinterno del Futhark antico la Jera di Jrmungandr evolva in Eihwaz, ossia la runa che conserva i legami pi acuti con lermetismo, accogliendo nelle sue geometrie il serpente ascendente e quello discendente che ritroviamo nel caduceo di Mercurio, figura che abbiamo accostato a Odino sotto molti aspetti. Le correnti attive e quelle passive dei serpenti del caduceo possono del resto essere equiparate ancora una volta alla missione di Jrmungandr e Nidhggr, laddove il primo in Eihwaz scende dallalto, secondo dinamiche conservative, mentre il secondo, rosicchiando da sotto, incita al cambiamento necessario; si pu dunque ammettere che Eihwaz riassuma e normalizzi le attivit dei due draghi/serpenti di Nauthiz e Jera. In questo senso, Eihwaz anche proporzionale a Isa perch di fatto leroe glaciale, che ha resistito al fuoco purificatore di Nauthiz, prima, e che ha abbracciato la stabilit di Jera, poi, ora capace di condursi tra spazio e tempo, in quella corrispondenza tra spirali inferiori e superiori che conforme a molte dottrine tradizionali. Eihwaz peraltro la runa numero 13, quindi che pone l1 (leroe) a contatto del 3 (la dimensione celeste); ma 13 produce come somma il 4, che invece quadrato terreno. Eihwaz prevede pertanto che il mystes padroneggi entrambi gli ambiti, dacch egli ha superato le prove necessarie per arrivare a questo grado del suo cammino. Tornando a Jera: la runa di Jrmungandr, sotto i fuochi dellapocalisse, diventa il suo opposto, ossia Dagaz , il sigillo che porta in s lestrema opposizione di quegli elementi che in Nauthiz, Jera e Eihwaz giostrano armonicamente o perlomeno si compenetrano. Ma quando non pu pi compiersi laccordo che irrompe il disaccordo trasformativo. Ecco perch Dagaz, pur nella sua estrema e distruttiva carica, rientra comunque in un disegno superiore. Il suo 24 appunto quello delle ore di un giorno, di un esito rapidissimo, che da un momento allaltro cambia la forma e la sostanza di una macchina che procedeva da tempo. Se quindi la cifra del 24 quella esplosiva della rivoluzione, tra morte e rinascita, praticamente simultanee, Nauthiz e Jera sono invece rune dellordine manifestato, diversamente quadrature del cerchio, tra spazio e tempo ciclici. La somma dei loro valori numerici allinterno del Futhark antico (10 e 12) del resto il 22, proprio come le lettere dellalfabeto ebraico140, ma che per i discorsi che stiamo facendo soprattutto addizione dei
Baster qui notare come il 10 di Nauthiz, dato appunto dallincontro dei nove mondi con l uno che li attraversa, corrisponda alla cifra delle Sephiroth. Se consideriamo che queste sono le
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principali sistemi di calcolo della tradizione taoista, il che lo abbiamo approfondito alla nota 132. Essendo Nauthiz una quadratura del cerchio spaziale e Jera una quadratura del cerchio temporale, la loro unione non pu che realizzare quel 22 che in fondo cifra di una quadratura del cerchio totale, ossia contemporaneamente nel tempo e nello spazio, e questo appare valido tanto nel sistema taoista quanto per lintero Futhark germanico. E unosservazione che si motiva anche analizzando la struttura complessiva di questultimo: esso, come noto, costituito da ventiquattro simboli; tuttavia, se escludiamo la prima e lultima runa, ci rimangono appunto ventidue segni. Ma perch dovremmo produrre questa esclusione? Semplicemente perch la prima e lultima runa di fatto non partecipano al corso della manifestazione. Linaugurale Fehu, e la appena citata Dagaz, sono fuori dalla norma, ovvero dal tempo e dallo spazio; esse sono agli estremi del ciclo evolutivo, rappresentandone gli ingressi: la porta dentrata (Fehu) e duscita (Dagaz) sono daltro canto caratterizzate dallo stesso fuoco, che trae linfa dalla medesima origine. Ecco perch nel giorno di Ragnark (Dagaz) il fuoco di Surtr confluir in quellincendio che dar origine a una nuova era, sotto gli auspici di Fehu; del resto chiara lassonanza tra Fehu e feuer. Le ventidue rune rimanenti sono in sostanza quelle che hanno a che fare con levolversi temporale e spaziale della manifestazione. Tale ciclo inizia con la seconda runa, Uruz, simbolo di forza controllata, delluomo che domina la bestia: prima esigenza pratica di una civilt che intenda sopravvivere in un territorio poco ospitale, e in questo senso chiaro come tutta la tradizione runica, pur nei rimandi alle trasmissioni precedenti che anzi siamo qui a chiarire, fiorisca ed evolva in pieno Kaly-Yuga. Daltro canto Othila, runa degli spazi sacri, esterni e interni, quel rifugio salvifico, quell Ultima Thule idealizzata sulla scorta proprio delle antecedenti produzioni, che luomo cerca di raggiungere prima che sia troppo tardi. Tanto Uruz che Othila indicano perlomeno una qualche stabilit, un essere cerniera che senza dubbio non attiene Fehu e Dagaz. Resta di fondo lidea di un codice che al suo interno propone tregue ed evoluzioni, crisi e rinascite, tutte altrettanto necessarie. Simboli di questo frammentario equilibrio, tra scosse e ricomposizioni, ferite e rimarginazioni, sono Nauthiz e Jera, garanti dello spazio e del tempo, pilastri della terra, cifre del 22 che concernono il Futhark conservativo e manifestato, laddove Fehu e Dagaz ne rappresentano gli antipodi evolutivi, in nascita e in morte, in vitalit e in consunzione. Non sorprende che questi stessi pilastri, come ha giustamente notato il professor Maletti, siano al contempo capisaldi e piedi dargilla del gigante terrestre. Ci che sostiene il mondo, del resto, anche ci che pu sancirne la fine al momento opportuno: Jrmungandr e Nidhggr rientrano in questa logica. Ecco perch le stirpi nordiche (e non solo loro ovviamente) erano cos attente ai movimenti della terra e cercassero in qualche modo di esorcizzarli, e imbrigliarli, attraverso le funi strette della loro peculiare geomanzia.

emanazioni del soffio divino, tra realt fisica e metafisica, capiamo una volta di pi la non casualit della posizione di Nauthiz allinterno del Futhark antico e le valenze sottili della sua simbologia. 38

Pi in generale, va notato come, secondo la tradizione cinese, sia detto cammino del Drago quello che riporta luomo a contatto del Centro supremo141. Nauthiz e Jera, e rispettivi draghi, rappresentano in definitiva anche le tappe fondamentali nella prospettiva terrestre, ossia quella temporale e spaziale, di questo percorso, scandendone i passaggi focali. Ed ecco allora che Jrmungandr e Nidhggr diventano i compagni di viaggio, non solo del movimento cosmico, ma anche del singolo preso nella sua strada di risalita verso la coscienza e la liberazione integrali.

Scrive Matgioi a proposito degli I King: Ci sono dunque tanti spartiti umani quanti sono gli esagrammi, vale a dire sessantaquattro. Esaminiamo in dettaglio il <<passaggio del Drago>> attraverso Qian, esagramma della Perfezione in s. Non solo costituir un esempio analogico, ottimo da seguire per la spiegazione metafisica degli altri esagrammi, ma soprattutto dal primo esagramma che i magi e filosofi hanno tratto, in tutti i campi della saggezza umana, i loro princpi fondamentali e i loro migliori insegnamenti. Il Drago, <<intelligenza dalle modificazioni infinite, simbolo delle trasformazioni della via razionale (Dao) dellattivit espressa da Qian>> (Yijing, cap.I par.8, commento di Chengze), si posa sulla prima linea (linea inferiore e positiva, poich essa , come tutte le altre linee dellarcano, senza soluzione di continuit); essa rappresenta il punto di partenza dellinizio degli esseri. il Drago nascosto.; cfr. La Via metafisica, cit. p. 51. Si segnala, per comprendere meglio il passo appena riportato, che Qian indica appunto la perfezione attiva. Qian la perfezione in s del Principio, al di l delle rappresentazioni che ne fa luomo, che rientrano invece nellambito della perfezione passiva, denominato Kun. Tornando al Drago: esso, nella tradizione cinese, rappresenta la possibilit di elevarsi, di spiccare il volo, laddove il pesce lemblema della retrocessione e della limitatezza, essendo costretto a rimanere in acqua. Il Drago nascosto comunque solo il primo passo di sei differenti livelli che condurranno il saggio, dalla contemplazione allazione. Ovvero: bisogna agire solo quando si realmente pronti e consapevoli circa le proprie capacit. Lapice dunque incarnato dal Drago volante; scrive Matgioi: luomo dotato occupa la situazione superiore che gli conviene; giunto alle vette dellintelligenza, guarda benevolmente al di sotto di s gli altri uomini dotati di virt, per aiutarli grazie al proprio esempio e per associarli alla propria potenza. Quando si nella pienezza dei propri mezzi, bisogna agire. (ivi, cit. p. 56). E sintomatico che Matgioi associ allet delloro questo stato di cose, lasciando tuttavia intendere che esso tuttaltro che definitivo, dal momento che al Drago volante segue quello planante, emblema di colui che debba, al caso, ritrarre il proprio intervento, per non sbagliare eccedendo nelle sue azioni, e questo perch la bellezza infinita difficile da conservare (ibidem.). 39

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Gebo e Wunjo e il monogramma di Cristo e Costantino Ren Gunon in Simboli della Scienza sacra, tra i tanti segni, ripercorre anche le
142 attribuzioni del quatre de chiffre , marchio che stato individuato sui lavori dei tagliapietre, cos come sulle opere di pittori di vetrate e arazzieri143. La relazione tra il quaternario e la croce labbiamo investigata pocanzi, a proposito della runa Nauthiz: la stretta parentela tra il 4 e la croce, lo si nota bene, allora tanto pi evidente nel quatre de chiffre, al punto che in corso di trattazione Gunon arriva ad associarlo al monogramma di Cristo. Vediamo cosa dice Gunon a proposito di questultimo: Abbiamo gi spiegato come vadano distinti il monogramma semplice e quello detto costantiniano: il primo composto da sei raggi opposti a due a due a partire da un centro, cio da tre diametri, uno verticale e gli altri due obliqui, e come Monogramma di Cristo lo si considera formato dallunione delle due lettere greche I e X; il secondo, che allo stesso modo unisce le due lettere X e P, ne deriva immediatamente grazie allaggiunta, sulla parte superiore del diametro verticale, di un occhiello destinato a trasformare la I in P, ma che ha anche altri significati, e si presenta del resto in parecchie forme diverse. Ci rende ancora meno sorprendente la sua sostituzione con il quatre de chiffre, che in definitiva solo una ulteriore variante144. Contrariamente a quanto scritto da Gunon, i due monogrammi sono oramai spesso confusi, ma se ci atteniamo allestratto appena riportato, proprio il monogramma di

Costantino

a interessarci per la contemporanea presenza della X e della P, che di

fatto sono equivalenti visive (non fonetiche145) delle rune Gebo e Wunjo , tanto pi che queste ultime sono collocate in sequenza allinterno del Futhark germanico, nella settima e ottava posizione del primo aett. Se andassimo dunque a realizzare una bind rune, ossia una runa legata, avvalendoci di Gebo e Wunjo, otterremmo un simbolo molto simile proprio al monogramma di Costantino. Cerchiamo di capire le

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Quatre de chiffre che riproponiamo qui in una delle sue varianti. A tal proposito, si informa che il simbolo in questione stato riprodotto e licenziato in base ai termini delle licenze Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo e come tale stato utilizzato, senza subire alterazioni, nel rispetto delle condizioni ivi ammesse. La paternit dellopera da attribuirsi allutente Namitsu http://commons.wikimedia.org/wiki/File:GA_quatre.gif?uselang=it che tuttavia non a conoscenza delluso e del trattamento che la sua opera ha ricevuto in questa sede.

Cfr. Simboli della Scienza sacra. Nello specifico, si tratta del quatre de chiffre nel capitolo 67, p. 345 e sgg.
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Ivi, cit. p. 347. Dal momento che nel greco la X ha il suono chi e P quello di rho, mentre Gebo equivale alla lettera G e Wunjo alla W, come le loro iniziali del resto indicano. 40

possibili analogie anche a livello di significato, introducendo brevemente i concetti di base delle due rune. Gebo mette a confronto il triangolo della manifestazione inferiore con quello della manifestazione superiore, che peraltro ritroviamo esattamente pi sopra nella variante del quatre de chiffre che abbiamo riportato: e in ogni caso tali immagini ricalcano il sigillo di Salomone e il rombo che sintetizza la Grande Triade taoista . Basta infatti trascinare a piacimento i triangoli aperti che costituiscono Gebo per ottenere identit con questi due simboli. Lopposizione tra gli estremi presenti in Gebo del resto la stessa che riguarda i rami e le radici di un albero, a conferma della vicinanza di Gebo ai valori dellYggdrasil citati trattando di Nauthiz, e che possono peraltro essere estesi anche al vajra ind146. Gebo, volendo, inoltre formata da una serie di Kenaz , runa che consiste chiaramente in un triangolo aperto. Kenaz la numero 6, precedendo dunque Gebo: non ne svisceriamo qui i valori, ma abbiamo gi avuto modo di precisare nel primo capitolo come Kenaz, nel suo essere calderone di fuoco, abbia attinenze con lathanor alchemico e covi nuova vita in quanto Graal runico. Gebo attiene pertanto, conformemente ai significati generali che abbiamo attribuito al Futhark antico e alla runa che le fa strada, liniziazione e il passaggio da una dimensione inferiore a una dottrina superiore. Proprio il pertugio che segna lincrocio di Gebo, quellingresso a imbuto, a conferma della porta stretta che liniziato deve oltrepassare nella remissione dellignoranza e nel disvelamento della conoscenza. inoltre evidente che se raddrizziamo Gebo , otteniamo una croce, tornando quindi a citare alcuni dei ragionamenti che abbiamo appena formulato su Nauthiz e Jera, soprattutto nel loro essere, in qualche modo, quadrature del cerchio. Proviamo ad esempio a considerare Gebo come estrema semplificazione simbolica dellUomo Vitruviano di Leonardo che, si sa, inserito contemporaneamente nel cerchio e nel quadrato; dipende infatti soltanto dal punto di vista che si prende in esame, ovvero quello terrestre o quello celeste. Gebo , analogamente, sta bene tanto nel cerchio come nel quadrato, ed letteralmente la runa di chi pronto a dare se stesso per se stesso: in questa profonda disponibilit racchiuso il senso del verbo dare, geben o given, concetto dunque ereditato dalla settima runa del Futhark antico. Gebo, presa nel cerchio, identifica semmai la buona disposizione delliniziato nei confronti
Scrive a tal proposito Gunon: In uno dei nostri studi precedenti in cui si trattato del vajra, avevamo gi indicato questa somiglianza a proposito della triplicit che spesso si incontra nel simbolismo assiale, per rappresentare sia lasse stesso, che occupa naturalmente la posizione centrale, sia le due correnti cosmiche di destra e di sinistra che lo accompagnano, triplicit di cui sono un esempio certe raffigurazioni dell Albero del Mondo; facevamo notare che, <<in tal caso, la doppia triplicit dei rami e delle radici richiama ancora pi esattamente quella delle due estremit del vajra>>, che, come noto, sono a forma di tridente o trishla, ivi, cit. pag. 284. Una Gebo percorsa da un asse centrale darebbe pertanto vita a un simbolo pressoch identico, e peraltro in Gebo quellasse come se ci fosse. Il riferimento alle correnti di destra e di sinistra dellestratto qui sopra riportato evoca invece la struttura di Eihwaz padroneggia, facendo perno proprio sullasse centrale. , che appunto queste correnti le 41
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del Principio metafisico; Gebo nel quadrato, viceversa, la sua capacit di tornare ad agire, dopo aver raggiunto una pienezza superiore, nella manifestazione terrena. Ed del resto tale la sintesi dei concetti ermetici, allorch si parla di volatilizzare il corpo e corporizzare lo spirito. In ogni caso, questa relazione tra Gebo e la circonferenza, e la disponibilit verso il suo centro, spiega per quale motivo Gebo sia associata anche allanello: questultimo gift -termine sempre legato a Gebo147- e in tali termini viene ad esempio inteso da Boromir lanello di Sauron durante le consultazioni di Gondor, prima che si formi la fellowship of the ring148. Proprio lanello, in tempi antichi, era usato per suggellare unalleanza tra un signore (di qualsiasi livello) e il suo fedele servitore (di qualsiasi livello). Durante alcune cerimonie dinvestitura esso veniva inforcato con la spada, o comunque la consegna del loyalty ring si alternava alla solenne benedizione con la lama. Questi simboli erano assolutamente complementari, sovrapponendo un elemento virile (la spada) con uno femminile (il foro dellanello). Questo perch al subordinato si richiedeva una fedelt spassionata, di tipo femminile, oltre che una forza risoluta, se necessario violenta, di chiara matrice maschile. Se la spada veicolava spirito di azione e fermezza, lanello soppesava il concetto di passivit e obbedienza. E del resto Gebo identifica la disponibilit del triangolo inferiore nei rispetti di quello superiore: infilare lanello per il vero servitore equivale a giurare lealt eterna, inforcando un sentiero di sacrificio e dedizione personale totalmente esclusiva. Un patto solido che, perlomeno teoricamente, ancora lanello pretende dinculcare allinterno delle unioni matrimoniali: lanello vincola a un giuramento, a una promessa di fedelt rigorosa; una via stretta, appunto, avulsa da qualsivoglia tentazione e cedimento149. Per analogia, il cammino delliniziato, di colui che si sia votato alla causa, presuppone gli stessi vincoli di fedelt e le medesime rinunce: questo il significato di Gebo e della sua croce. Una croce personale che liniziato sceglie volutamente di portare, e che non viene pertanto imposta dagli eventi esterni e universali, come pu in qualche modo essere ritenuto a proposito di Nauthiz; ed forse questa la pi netta differenza tra la croce di Gebo e quella di Nauthiz. La successiva Wunjo, peraltro, riprende decisamente questi concetti, trasponendoli su un piano diverso. Innanzitutto di Wunjo non sfugge la qualit assiale. Riprendiamo un attimo Gunon da dove lo avevamo lasciato in apertura di capitolo: Tutto ci daltronde diventa chiaro se si osserva che la linea verticale nel monogramma di Cristo come nel quatre de chiffre in realt una figura dell Asse del Mondo; al suo
Cfr. Secrets of Asgard, p. 51 e sgg. Durante la consultazione di Rivendell, Boromir reclama lanello magico come dono fatto agli uomini liberi di Gondor: Cosa cimpedisce di pensare che il Grande Anello sia venuto nelle nostre mani per servirci proprio nellora del bisogno? (). Che lAnello sia la vostra arma, se ha tutti i poteri che gli attribuite. In verit lanello in Tolkien rappresenta un patto con la via oscura, quindi di fatto una contro-iniziazione. Cfr. J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Rusconi, Milano, 1977, cit. p. 337. 149 Se Gebo originariamente la runa del dare se stesso per se stesso di Wotan allora sintomatico che il matrimonio, che trasposizione in un altro ambito dei precetti di Gebo, sia detto in inglese wedding (si ricorda in tal senso che il Wednesday letteralmente il giorno di Odino).
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vertice, l occhiello della P , come l occhio dellago, un simbolo della porta stretta; e, per quanto riguarda il quatre de chiffre, basta ricordarsi del suo rapporto con la croce e del carattere ugualmente assiale di questultima, e considerare inoltre che laggiunta della linea obliqua che completa la figura congiungendo le estremit dei due bracci della croce, e chiudendo cos uno dei due angoli, collega ingegnosamente al significato quaternario, che non esiste nel caso del monogramma di Cristo, lo stesso simbolismo della porta stretta; e si dovr riconoscere che in questo fatto c qualcosa che si addice perfettamente a un marchio del grado di maestro.150 In effetti Wunjo segna un approdo, scandisce un passaggio, marchiandolo chiaramente e visibilmente, pure nel territorio. Essa ricorda del resto una bandiera, un vessillo, quindi qualcosa che stato lasciato deliberatamente per indicare una vittoria, una conquista, unappropriazione; Wunjo non a caso ha a che fare con il to win anche a livello etimologico151. Wunjo delimita in fondo uno spazio, come le erme greche, pietre di testa152, che avevano appunto lo scopo di tracciare i confini nelle zone di passaggio e a ridosso dei crocicchi. Esse erano sacre a Ermes, essendone una rappresentazione: proteggevano le aree liminali, quelle percorse dai viandanti e dai fuorilegge, che erano appunto entit in movimento come il dio psicopompo, peraltro parente stretto di Odino, di cui Wunjo senza dubbio un segno esemplare. Wunjo, analogamente alle erme, infatti runa di testa , a maggior ragione se confrontata con la sua gemella Thurisaz , che daltro canto invece una runa di pancia. Thurisaz, la terza del Futhark germanico, simbolo di frustrazione titanica, incarna la forza dirompente del martello mjllnir padroneggiato da Thor, ed appunto il fuoco di cui abbisognano gli di di Asgard per contrastare i giganti di
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Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. pp. 347-348. Sul simbolismo della cruna dellago, equivalente della porta stretta, abbiamo peraltro gi detto alla nota 104. Interessa qui notare piuttosto come Ananda K. Coomaraswamy parli a tal riguardo anche di treccia di Horus (ivi, p. 347, nota 9): un riferimento interessante, dal momento che Wunjo, in quanto palo della fertilit nei rituali agresti, associato al dio Frey, il Pan nordico, equivalente anche dellHorus egizio.

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E infatti nellantico inglese Wunjo nota come Wynn. La loro struttura abituale era proprio questa: un pilastrino quadrangolare sormontato da una testa. Il riferimento alla testa rotolante, immagine molto simile a una pietra come appunto poteva essere lerma, peraltro presente sempre in Ananda K. Coomaraswamy, nel suo studio Sire Gauvain e il Cavaliere Verde: Indra e Namuci, che qui riportiamo nella versione riproposta on line da Gianfranco Bertagni, http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/sir.pdf. In uno dei passi del Rigvda citato dal Coomaraswamy si legge appunto: Fa rotolare la Roccia del Cielo, prepara la tua (arma) appuntita di Soma, colpisci i demoni con la tua folgore (lapidaria) (RV., VII, 104, 9; AT., p. 26) - in altre parole, Decapita Namuci, che la luce sia!., ivi, cit. p. 1. Potremmo interpretare: viene detto lapidaria nel senso che la testa del decapitato Namuci resa una lapide, ossia una pietra. La roccia/testa del Cielo, cos come la folgore, entrambe qui presenti, rimandano senza dubbio al vajra e alle gi citate pietre del fulmine di cui Wunjo, anche a livello formale, rappresenta una variante, tanto pi nel suo rapporto con la gemella Thurisaz, che ora andremo ad affrontare. 43

Jotunheim. Essa pertanto furia incontrollata, scossa embrionale, materia informe e abbozzata, che liniziato riuscir a cristallizzare soltanto dopo aver ricevuto le debite trasmissioni spirituali; per dirla con una formula riconoscibile il combatti il fuoco con il fuoco, e tale turbinio di fiamme e vampate necessiterebbe senza dubbio di una mente fredda in cabina di regia. Wunjo, che sposta appunto il triangolo dalla pancia alla testa, certifica lavvenuta realizzazione di questo procedimento, conducendo il flusso imberbe e incostante ai livelli della maturazione e dellauto-controllo. Anche in quanto arma del Cielo, o pietra del fulmine, Wunjo segna un distacco dalla precedente Thurisaz: non pi lutensile di guerra maneggiato dallonesto, ma istintivo, Thor, bens da un sapiente che ha cognizioni superiori, ossia quellOdino che del resto di Thor anche il padre. Il passaggio alla testa, nello scambio tra le due rune, assicura tale avanzamento di abilit e prerogative, in chiari termini di successione iniziatica. Wunjo assume pertanto i valori appena citati col Gunon, ossia un marchio che testimonia il raggiungimento di un preciso grado sapienziale. Tanto vero che Wunjo va appunto a chiudere il primo aett, sancendo la fine di un livello per introdurne uno pi elaborato. E daltro canto il secondo aett si apre con Hagalaz , runa di morte e di rinascita; ovvero di catarsi estrema in vista di prove inedite e nuove gestazioni. Proprio nel simbolo di Hagalaz, nella linea centrale che collega le due perpendicolari, presente del resto lidea di un transito, del trait dunion che conduce, forse addirittura con una caduta di stile, da una fase allaltra dellesistenza: finito in un punto pi basso rispetto a quello di partenza, che in verit solo apparente, perch la qualit delliniziato in fondo gi mutata, costui deve riattrezzarsi per risalire la china. Ci indica tuttavia un estremo potenziale di completezza: Hagalaz in fieri unisce dualit contrastanti e opera da collante verso unidentit destinata a riassumere forze antitetiche o comunque molto distanti tra loro. Questo fa di Wunjo uninvestitura solo parziale sulla via delleroe, riportandoci a quanto abbiamo detto a proposito di Gebo e di tutti quei cerimoniali che stabilivano vincoli di fedelt tra signore e vassallo. La spada che nei riti dinvestitura inforcava lanello trova legittima stabilit e regime in Wunjo, di cui i rimandi assiali sono evidenti. Wunjo rilancia peraltro la questione della wand, ovvero la lancia di Odino, che nel folklre poi rimasta come il bastone dei desideri di San Nicola. Ma wand soprattutto ci che sparge lnd, il soffio di Odino, tanto che Wunjo, analogamente a Othila, circoscrive e rettifica uno spazio sacro: avremo modo di tornarci in un prossimo capitolo, riallacciandoci anche al significato di Laguz. Per ora, nellaccezione pi visiva del simbolo, notiamo che Wunjo realizza senza filtri lidea di asta che buca il bersaglio, o di spada che appunto inforca lanello, esito presente anche nelle giostre del Medioevo, ad esempio nel cosiddetto gioco dellanello che consisteva nel centrare con la lancia un cerchio tenuto sospeso da alcune corde. Era una prova agonistica che in alcune contrade si teneva proprio nei primi giorni di maggio, a rievocare forse, ai tempi di un calendario liturgico oramai

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cristiano, antichi retaggi pagani153: centrare un buco aveva del resto valore fecondante e di buon auspicio, sebbene in questo caso il gesto fosse trasferito in un ambito tutto sommato goliardico e auto-celebrativo, come quello distintivo dei tornei cavallereschi154. Se per spostiamo la relazione tra Wunjo e Gebo a un livello meno superficiale, il bastone e lanello identificano lamalgama del maschile e del femminile, o dell attivo e del passivo, motivi di completezza ricorrenti nellapprendistato tradizionale. E proprio grazie a un foro, che via stretta del cammino iniziatico, si stabilisce del resto la connessione tra le due. Lasola di Wunjo, locchiello della P gi citato col Gunon, stabilisce la continuit, se non la contiguit, con lanello di Gebo: ci che nella settima runa disponibilit al femminile a una missione pi alta, in Wunjo, per il tramite del cerchio della porta stretta, trasla nella verticalit assiale che invece indice dellestrinsecazione maschile di quanto prima era soltanto latente. La porta stretta in Gebo viene pertanto accettata e idealmente varcata, quantomeno proiettando le conseguenze e i sacrifici necessari; mentre in Wunjo viene effettivamente attraversata, nel segno della vittoria e della conquista del marchio che identifica il passaggio di grado. La fusione tra Gebo e Wunjo, rappresentando una chiara sequenza rituale, dunque la sintesi delle attitudini passive e attive che sono richieste sulla via dellelevazione spirituale: prima laccettazione e poi lazione; prima il rimettersi e poi ladoperarsi. Il monogramma di Cristo e quello di Costantino, di fatto, riprendono questa stessa duplicit, laddove la X appunto il sigillo del sacrificio sulla croce: transitare per questo anello stretto, concerne appunto laccettazione dellimpegno e ne proietta le responsabilit. La I o la P, a seconda della variante del monogramma considerata, interpretano invece lassumersi concreto del mandato e il superamento delle prove che esso prevede. Isa, la I, lo abbiamo visto nel capitolo precedente, distilla le qualit delliniziato scampato alla croce di Nauthiz: una runa quindi di soggetto e didentificazione con la propria individualit, in questo caso presa in derive di emancipazione spirituale. Il suo simbolo corrisponde del resto a I, il soggetto in prima persona singolare della lingua inglese. Ricordiamo per a tal proposito, sulla scorta di Gunon, che la lettera I rappresentava il primo nome di Dio per i Fedeli dAmore.155; secondo questa idea, lo studioso di Blois stabilisce un contatto tra la I e la G, per dimostrare la perfetta sovrapposizione tra Iod e God, laddove iod notoriamente anche lettera dellalfabeto ebraico. Ma nel Futhark antico le rune che
E infatti Wunjo associata ai riti del Maypole, palo della prosperit che veniva issato per indicare la rinascita della natura in maggio. Sul valore del Maypole si rimanda, tra gli altri, al gi citato Nigel Pennick, Tradizione Nordica, p. 289. 154 Cfr. Duccio Balestracci, La festa in armi Giostre, tornei e giochi del Medioevo Edizioni Laterza, Bari, 2001. Tra i tanti, viene citato il caso di Narni, dove appunto il gioco dellanello si teneva il 3 maggio in occasione di San Giovenale (p. 108). Altrove lesercizio invece attestato in occasione del Carnevale, festa comunque legata allabbondanza prima che sopraggiungessero le ristrettezze quaresimali. 155 Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 110. 45
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hanno il valore di I e G sono proprio Isa e Gebo, ed essendo questultima una X, torniamo esattamente ad ottenere la I e la X del monogramma di Cristo. Si pu inoltre ribadire che la I presenta chiare connotazioni assiali, mentre si vede che la G, nella sua forma arrotondata e dolce, rimanda a caratteristiche passive e femminili. Iod/I specificherebbe pertanto unidentit di principio, quasi unidentificazione con lUnit metafisica, mentre God/G designerebbe la manifestazione pi elevata di unet comunque decaduta, e successiva, rispetto al polo centrale delle origini, e in cui sono elementi divini mediati, pi adatti alla comprensione indebolita delluomo, a fare da battistrada lungo la via che riporta al solo e unico Logos; dalla G dunque che bisogna ripartire per tornare alla I. Del resto i Fedeli dAmore, ben consci dellavvenuto sgretolamento della primordiale dottrina nei meandri della realt terrena, si disponevano, se non altro in partenza, proprio in senso ricettivo, femminile, nei confronti del Principio assoluto156; valori che sono altrettanto evidenti nellattitudine di Gebo, rispetto a Isa e Wunjo, in quanto emblemi della divinit vista, se non dallalto, quanto meno in una direttiva ascensionale, laddove Gebo, come abbiamo visto, chiarisce una preliminare accettazione che vede il mystes pi come passivo che come soggetto, ed questa in sintesi la grande differenza di prospettiva tra Gebo e Wunjo, prese negli ambiti del cammino spirituale e del nocciolo a cui esso mira. Nel sigillo costantiniano sono semmai pi evidenti lo snodo e lessenza di questi passaggi, grazie allocchiello della P che equivale appunto al simbolismo della cruna dellago. E del resto tanto la P che la I sono icone dellaxis mundi e quindi concernono ogni elevazione che ambisca alla porta celeste. Ma se prendiamo il simbolo di una chiave e lo posizioniamo in verticale, otteniamo ancora una volta qualcosa di molto simile allimmagine della P e della stessa runa Wunjo, che dunque diventa automatico considerare come la chiave che apre uno specifico varco correlato a un altrettanto preciso grado iniziatico; si rimanda in questo senso anche a quanto esposto alla nota 108 sulle associazioni tra Giano, lo swastika e il simbolismo delle chiavi. Crediamo sia sufficiente per comprendere il significato della sequenza Gebo/Wunjo allinterno del Futhark antico. Vediamo piuttosto come accada anche ad altre rune di accostarsi alle forme proprie dellesoterismo cristiano.

Non questa la sede per approfondire la materia dei Fedeli dAmore nei loro sottintesi esoterici. Chi vuole documentarsi in merito pu tranquillamente rifarsi ai gi citati LEsoterismo di Dante di Gunon e LErmetismo di Dante di Cerchio. Su questo tema anche il paragrafo dedicato da Evola in Il mistero del Graal, p. 186 e sgg. 46

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J,H,S ovvero Jera Hagalaz Sowulo Il nome di Ges pu essere abbreviato con la sigla I,H,S oppure J,H,S. Il solito Gunon ha evidenziato nello scritto Alcuni aspetti del simbolismo di Giano157 come gi il Charbonneau-Lassay avesse menzionato un documento in cui il Cristo era rappresentato sotto le sembianze di Giano. La descrizione che ne d Gunon la seguente: In cima al medaglione interno figura il monogramma IHS sormontato da un cuore; il rimanente del medaglione occupato da un busto di Janus Bifrons, con un viso maschile e uno femminile, come si vede assai frequentemente; esso porta una corona sulla testa, e tiene con una mano uno scettro e con laltra una chiave.158 Lo abbiamo gi sottolineato in occasione del primo capitolo, a proposito della runa Jera: il mazzo di chiavi argentato (piccoli misteri) e quello dorato (grandi misteri) corrispondono rispettivamente alla statura regale e alla potest spirituale; il primo apre le porte del Paradiso Terrestre, mentre il secondo immette nel Paradiso Celeste. Ci pare evidente che, nellimmagine citata pocanzi con Gunon, lo scettro faccia le veci delle chiavi argentate. La figura simbolica del Melki-Tsedeq incarna peraltro entrambe le prerogative, realizzandosi in un individualit triplice e irripetibile che del resto lo stesso che la terza faccia di Giano. Tornando a Jera , essa prefigura, si detto, quellalternanza stagionale di Janua Inferni e Janua Coeli, che propria del simbolo del Janus Janitor: possedere queste chiavi significa accedere anche alle rispettive porte; porte che sono stagionali, sia che per stagioni si intendano i semestri del calendario annuale (nelle fasi di sole ascendente e discendente), sia che si faccia riferimento alle grandi epoche del ciclo terrestre. Per tali motivi Jera il polo del Futhark antico, suo orologio armonicamente coordinato su una coppia di opposti, che nel Taoismo sarebbe automatico associare allo yin e allo yang. Ed qui che labbinamento della J di Jera -che poi anche quella di Janus e Jesus (figure simili in quanto une e trine, e in quanto signori del tempo cosmico e promotori di un passaggio iniziatico)- con la H e la S diventa incalzante. Non del resto una coincidenza che Jera sia la quarta runa dellaett del Futhark germanico (il secondo) che si apre con Hagalaz e che si chiude con Sowulo . Sussistono poi pochi dubbi, guardando i simboli, sul fatto che Hagalaz sia una H e Sowulo una S, nel senso che entrambe, oltre al valore alfabetico, conservano con le lettere di pertinenza anche un rapporto marcatamente visivo. Hagalaz, lo abbiamo visto di sfuggita nel capitolo precedente, rappresenta quellestrema catarsi che insorge dopo i vertici raggiunti con Wunjo: la crisi necessaria che inaugura una nuova fase del cammino iniziatico. In una tale ottica, il mystes deve come scordarsi delle passate acquisizioni, che chiaramente fanno oramai parte della sua integrazione e che torneranno a manifestarsi nella loro profondit, e questo affinch egli non perda di vista il nuovo compito al quale demandato. Hagalaz, per trasposizione, la grandinata, hail in inglese: ma hail anche un saluto, un saluto donore, come di quelli che si offrono al signore al quale si giurata
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Presente in dettaglio come capitolo 18, p. 117 e sgg., in Simboli della Scienza sacra. Ivi, cit. pp. 117-118. 47

sacra fedelt, e ci riallaccia rapporti interessanti circa i significati di Gebo e di Wunjo, che abbiamo potuto riferire al mondo cavalleresco e ai suoi riti di vassallaggio. In sintesi Hagalaz un saluto beffardo alla morte e alle forze disgreganti, come a evocare quelle energie contrarie, ma in realt complici, che permettono allo spirito di consolidarsi. Hagalaz del resto la runa numero 9, e il 9, lo si notato pi volte, un numero di transizione iniziatica, tanto nella mitologia nordica -le nove notti e i nove giorni che Odino trascorre appeso a testa in gi sullYggdrasil- cos come nella Commedia, laddove le novantanove cantiche sono appunto il dedalo di prove che Dante iniziato deve affrontare sulla via della redenzione. Sowulo invece la runa numero 16 e descrive il sole spirituale, il s superiore, laquila che alberga sulla punta dellYggdrasil. Dante viene trasportato da unaquila alle porte del Purgatorio, e questo dettaglio si spiega del resto con la credenza che il solo animale in grado di mirare il sole senza accecarsi fosse proprio laquila; chiaramente il problema della vista attiene lattivazione del terzo occhio, della luce propriamente interiore, e sempre nella Commedia Dante ha un rapporto privilegiato con Santa Lucia159. Altro sigillo solare, anche se non questo il senso principale che gli abbiamo attribuito sulla scorta di Gunon160, lo swastika, che in effetti pu essere ricavato intrecciando due Sowulo : proprio il 16, che abbiamo anticipato essere il numero di questa runa, rappresenta la cifra dello swastika o fylfot161. In quanto serpentina di luce, Sowulo interpreta anche lesplosivit di Thor e del suo fulmine letale. Fulmine che equivalente del vajra, lattrezzo di Indra, cos come rassomiglia a tutte le armi uraniche oppure ai betili, le mitiche pietre cadute dal Cielo a indicare le sedi di Dio
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Dante non manca di riservare alla santa un ruolo fondamentale in tutta la narrazione. Ella appare gi nel canto II dellInferno; Beatrice chiede a Lucia di aiutare il Dante smarrito: Or ha bisogno il tuo fedele di te, e io a te lo raccomando(Inferno, Canto II, versi 97-98). Ma la santa della luce interviene anche altrove, in Purgatorio: nel canto IX, cifra non casuale, un Dante assopito (addormentato nellignoranza pregressa) viene condotto alla porta del Purgatorio per intercessione proprio di Lucia: lo trasporta la gi citata aquila, che di fatto incarna gli stessi valori visivi. Che qui si tratti di aprire una voragine nel buio, di varcare una porta di conoscenza, di aprirsi a un nuovo tipo di luce e di dottrina, prima di allora inaccessibili, confermato dallapparizione della santa siracusana: Venne una donna e disse: I son Lucia; lasciatemi pigliar costui che dorme; s lagevoler per la sua via (Purgatorio, Canto IX, versi 55-57). E infatti dopo che Lucia si congeda, Dante sottolinea come ella e l sonno ad una se nandaro (ivi, verso 63). Il passaggio di Lucia apre gli occhi e cancella il sonno dellignoranza. Per la cronaca, Santa Lucia, vissuta pare a Siracusa tra il 283 e il 304, mor martire durante le persecuzioni di Diocleziano. A proposito della venerazione di cui fu oggetto presso il padre, Jacopo Alighieri suggerisce come Dante fosse grato a Lucia per averlo guarito agli occhi da quel disturbo contratto per le troppe letture ai tempi della redazione del Convivio. Chiaramente, intesa lessenza iniziatica della Commedia, non possibile pensare che la presenza di Lucia sia giustificata soltanto a titolo di ringraziamento.

Che ripete infatti pi volte come lo swastika sia erroneamente considerato un disco solare, laddove invece il segno del Polo. 161 Cfr. Secrets of Asgard, p. 91. 48

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in Terra162. Ma Sowulo, dato che il 16 produce come somma il 7, legata anche agli altrettanti Dwpa, le regioni o cicli di esistenza che dipartono dal monte Mru163, che a sua volta un simbolo del Polo Nord, a conferma delle sovrapposizioni che di frequente si compiono tra i simboli solari e quelli propriamente del polo. Sowulo in ogni caso la runa del Centro da cui si propaga tutto il corso della manifestazione e come tale identica nei suoi significati al Cristo-Sole, che con la sua fiamma spirituale viene a diradare le ombre dellignoranza. Proprio questo riferimento ci consente di ritornare alla sigla I H S, o J H S che dir si voglia. Partiamo dalla seconda, visto che abbiamo introdotto i significati di Hagalaz e Sowulo in relazione a Jera. Jera la summa dello yin e dello yang nordici, ossia il ghiaccio e il fuoco, visto che il cosmo, secondo questa specifica mitologia, originato dalla contrapposizione/armonizzazione tra il fuoco di Muspelheim e i venti gelidi di Nifelheim. Essendo vitali, per i norreni, la luce e il calore del sole, il fuoco non pu che corrispondere al bianco yang, mentre linerzia degli interminabili inverni coincide con il nero yin164. Le prime due rune, Fehu e Uruz, si spartiscono le rispettive competenze, dando vita a una ciclicit elementale che peraltro una costante del Futhark antico, sebbene non sar questa loccasione in cui analizzeremo tale ambivalenza in modo sistematico. Tuttavia, se Jera suggella il Tao runico, particolare valore assumono Hagalaz e Sowulo nei suoi riguardi. Pure a livello numerologico: Hagalaz 9, Jera 12, Sowulo 16. Se sommiamo queste tre cifre otteniamo 37, ovvero 10, cifra dellunit pi la circonferenza, come abbiamo riferito per Nauthiz, e anche con grandi similitudini proprio con il cerchio del Tao . Non solo: Hagalaz la nona runa, ed preceduta quindi da otto rune, mentre Sowulo la runa numero 16: ossia otto ancora ne vengono dopo di lei prima che il Futhark
Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 160 e sgg. Si pu ravvisare ancora unaltra correlazione con i Manvantara (o ere dei successivi Manu, n.d.a), quella relativa ai sette Dwpa o <<regioni>> in cui si divide il nostro mondo. Infatti, sebbene questi siano rappresentati, conformemente al senso proprio della parola che li designa, come altrettante isole o continenti distribuiti in un certo modo nello spazio, bisogna guardarsi da uninterpretazione strettamente letterale, che li identifichi senzaltro alle diverse zone della terra attualmente conosciuta; essi, in effetti, non <<emergono>> simultaneamente, bens successivamente, il che vuol dire che uno solo di essi si manifesta nel dominio sensibile nel corso di un certo periodo. Se questo periodo un Manvantara, si deve concludere che ogni Dwpa dovr apparire due volte nel Kalpa (ossia lo sviluppo totale di un mondo, vale a dire di uno stato o grado dellEsistenza universale ivi p. 12, sempre per dirla con Gunon, n.d.a) (). Si tratta, in definitiva, di differenti stati del mondo terrestre, piuttosto che di <<regioni>> vere e proprie. Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, cit. pp. 13-14. 164 Vediamo cosa dice in proposito lEdda: Allora parl Iafnhr: <<Il Ginnungagap nella parte che volge a settentrione si riemp di ghiaccio pesante e greve e di brina e da esso esal gelido vapore; ma la parte meridionale del Ginnungagap ne fu preservata dalle scintille e dalla materia incandescente che sprizza da Muspellsheimr>>. Poi parl Thridhi: << E come il freddo e tutto ci che nemico proveniva da Niflheimr, cos tutto quanto era volto verso Muspellsheimr riceveva calore e luce() >>. Cfr. Edda, cit. p. 54. Nella nota 132 avevamo del resto riportato, sulla scorta di Gunon, come allo yang corrispondesse il fuoco e allo yin lacqua. Ma lacqua, per forza di cose, diventa ghiaccio nella realt ambientale del Nord europeo, e tale lessenza di Nifelheim.
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germanico si concluda; Jera sta in mezzo, tanto che esse creano un curioso ternario allinterno del secondo aett. E la simmetria evidente pure in termini di attribuzioni: Hagalaz la tempesta di ghiaccio, ossia il ghiaccio che agisce con lintensit del fuoco, in modo propulsivo. E ci tanto pi chiaro nellaltra raffigurazione con cui si soliti mostrare Hagalaz, . In tal caso la runa presenta una struttura assiale, che poi lIsa/ghiaccio, attorno alla quale ruotano almeno quattro Kenaz, vettori dunque di fuoco, a conferma di quanto abbiamo appena detto, sebbene tale spiccata co-abitazione di ghiaccio e di fuoco, in questo segno alternativo di Hagalaz, sottintenda estreme capacit di controllo e ri-ordinamento165. Sowulo, viceversa, la fiamma che si comporta con le cautele del ghiaccio; il fuoco che non brucia, ma che si attua nell illuminare, proprio perch morigerato da un flusso conservativo, di cui il ghiaccio detentore. Quella che in Hagalaz una completezza soltanto potenziale in Sowulo si ricompone quindi nellilluminazione dello spirito e del resto, in questo, essa corrispondente dei significati di Aor, ossia il fuoco inteso nella sua facolt luminosa, laddove Agni (come lIgnis latino) il fuoco considerato in tutte le sue caratteristiche, di luce e di calore166. Hagalaz proietta pertanto le ombre della paura e della crisi di chi non sa ancora come fondere gli estremi, Sowulo di contro li amalgama, illuminando tutto ci che lambisce; Jera, in quanto alternanza di Janua Coeli e Janua Inferni, armonizza luci e ombre nelle pieghe del tempo cosmico, facendo da tramite e da porta di passaggio tra le rune poste agli estremi di questo specifico ternario. Hagalaz e Sowulo sono in definitiva rune speculari, laddove Jera agisce propriamente da specchio, coadiuvando il ghiaccio con il fuoco. Se peraltro riprendiamo il cerchio del Tao167, possiamo andare ancora pi in profondit. Esso mostra infatti un puntino bianco allinterno del campo nero e, viceversa, un puntino nero sul campo bianco. Se adattiamo tale schema al Futhark germanico si pu asserire che il puntino bianco su campo nero sia rappresentato da Sowulo, il fuoco che non brucia poich circondato dal ghiaccio. E al contempo possiamo ammettere che Hagalaz sia il puntino nero su campo bianco, ossia quel ghiaccio che, preso in una tempesta di fuoco, si comporta in modo reattivo.
In questa rappresentazione Hagalaz pensata come chicco di grandine, con un asse che tiene appunto separate pi Kenaz, indicando quindi un contrappunto di ordine e stabilit, attorno a un potenziale di fuoco molto elevato. Ci determina il peso ordinatore che comunque Hagalaz attua nella sua essenza che, pur distruttiva, viene a rinforzare le qualit di chi se ne assuma il carico; cavalcare Hagalaz indubbiamente prerogativa degli iniziati in procinto di superare la prova. Su questo valore di Hagalaz, si veda in particolare Thorsson in Runelore: Hagalaz is the unification of all opposites into all-potential, cit. p. 121. Del resto anche nellaltra immagine di Hagalaz, , evidente la relazione tra il 2 terreno (le perpendicolari del segno) e il 3 celeste (la somma delle perpendicolari pi la diagonale centrale). La dualit di Hagalaz si fonda insomma su una ricomposizione che guardata dallalto, e il caos di Hagalaz in potenza soltanto transitorio, ponendosi anzi nellottica di un ordine davvero rigoroso. 166 Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, pp. 33-34. 167 Sul Taoismo, soprattutto nelle sue derive alchemiche, si rimanda a Lu kUan Y, Lo Yoga del Tao Alchimia e Immortalit, Edizioni Mediterranee, Roma, 1976. E a L-Tzu, Il Mistero del Fiore dOro, Edizioni Mediterranee, Roma, 1971. 50
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Di queste dinamiche Jera rimane il grande contenitore, il pi idoneo, tra i glifi runici, a rappresentare il dualismo del Tao assunto nella sua interezza e nella sua normalizzazione ciclica. A questo punto, possibile arrischiare anche un paragone con la trinit cristiana: Hagalaz sarebbe in tal caso il Cristo uomo, con le sue tentazioni da affrontare e il suo potenziale pi elevato ancora da compiere; Sowulo lo Spirito Santo, ovvero il fuoco spirituale che illumina e che rende attive le potenzialit insite nelluomo; e Jera, in quanto sintesi dei due opposti, lonnipotenza su tutto il manifestato, e in tutte le manifestazioni, del Padre; tutto questo chiaramente rimanendo nellambito di Grandi Triadi solamente successive rispetto a ununit originaria, indefinibile e indivisibile. E se invece consideriamo la sigla I H S, al posto di quella appena esaminata? Cadono ovviamente alcune simmetrie aritmetiche, dal momento che Isa la runa numero 11; eppure anche Isa, Hagalaz e Sowulo formano a loro volta un ternario. Chiaramente prima di procedere dobbiamo specificare il ruolo di Isa , che abbiamo peraltro gi anticipato nel secondo capitolo su Nauthiz, Jera e le linee del drago. Isa la runa delleroe sopravvissuto allordalia di Nauthiz, quellio che riuscito a sciogliere il nodo della morte, restando in vita, oppure proseguendo su un livello differente di manifestazione. Isa una runa caparbia, che indica i rigori dellinverno nordico e le modalit di opposizione a tale rigore. La sua forma tuttavia, a maggior ragione se estrapolata dalle logiche della mera sopravvivenza, riconduce a qualit spiccatamente assiali che nel capitolo precedente abbiamo riferito anche al monogramma di Cristo. Proprio la I compare del resto in questo simbolo, mentre la P gli si sostituisce allinterno del cosiddetto monogramma di Costantino. La I di Isa dunque connettiva tra Cielo e Terra: se in Nauthiz presente anche il piano orizzontale, quindi legato alle dinamiche terrene e passive, con Isa si impone lintegrit attiva del mystes sulla via della risalita. Isa allora un simbolo di identit con i piani superiori, sebbene tale attitudine si manifesti ancora in ambiti preliminari, nei quali lindividualit ben presente e ottenebra la causa della missione; tanto vero che Isa, nella tredicesima runa Eihwaz , si arricchisce di due correnti, una superiore e una inferiore, che esemplificano la variet del viaggio da intraprendersi e il differente tenore delle forze in atto. Isa pertanto, e senza dubbio, attrito e resistenza, e di una qualit greve rispetto allalleggerimento spirituale che ha da venire; tuttavia essa non pu essere considerata solo nelle sue valenze passive, perch la resistenza di cui essa dice tale principalmente rispetto al ritorno alla profanit e a quelle tenebre che sono state oltrepassate nellaffrontare i nodi cruciali di Nauthiz. Se Isa dunque inerzia, lo in modo attivo, proprio per garantirsi un processo di evoluzione, al di l degli influssi costanti del piano inferiore cui liniziato inevitabilmente, e comprensibilmente, sottoposto. E del resto laxis mundi, cos nitidamente presente in Isa, anche sintesi degli opposti che armonizza. un aspetto che si tende spesso a dimenticare analizzando il simbolo di Isa, ma come abbiamo preannunciato molte analisi runiche subiscono oramai soprattutto linflusso dellinterpretazione psicanalitica.
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In relazione a Hagalaz, Isa rappresenta infatti, quanto meno, una cristallizzazione, nel senso che il ghiaccio in movimento della nona runa con Isa acquisisce ordine e stabilit verticali: quella che era una dualit in transizione si ricompone inunit contenente . E con ci Isa ancora molto distante rispetto a Sowulo, mancando al suo ghiaccio la capacit di riflettere integralmente le possibilit delliniziato. Daltro canto Sowulo resistente e caparbia come il ghiaccio, ma decisamente non materia inerte, proiettando anzi la sovra-coscienza dellintellettualit pura. Ci non toglie che Isa, analogamente a Jera, possa stare a met tra Hagalaz e Sowulo: essa un palo ordinatore tra il caos lungimirante della prima e la solidit spirituale della seconda. Con entrambe spartisce il senso del ghiaccio, disciplinando quello in divenire di Hagalaz, e anticipando in questo Sowulo, bens al contempo condividendo con Hagalaz la natura di questo gelo, ancora fisico e sotto alcuni aspetti inerte, mentre in Sowulo esso assurge a diamante completamente sgrezzato. In Isa vi insomma quella ricerca dellintegrit che in Sowulo si certifica quale traguardo metafisico. Tornando al senso dellI H S (o J H S che dir si voglia), non ignoriamo come la vicenda del Cristo nei suoi simboli proceda di pari passo con questi significati, trattandosi di una lotta nellantitesi, tra situazioni critiche e densamente umane (Hagalaz e Isa), e illuminazioni che possono essere soltanto tali per chi si sia legittimamente riconosciuto figlio di Dio, al punto da raggiungere lidentit con il polo supremo (Sowulo). Tanto pi che la stessa Isa nella sua purezza claustrale fornisce un rimando alla Vergine immacolata che ha generato il Cristo, e lelemento femminile, sulla via iniziatica, come chiaro anche con la Beatrice dantesca, sempre un transito di purificazione in vista di mete superiori, nesso che peraltro andremo ad approfondire proprio nel capitolo a venire. Isa del resto suona come un nome femminile, ma al contempo, nella sua corporatura assiale, contiene il ricordo della croce, superata nella sua componente orizzontale e passiva. Infine, in Jera vi quellarmonizzazione degli opposti, ossia della natura terrena e di quella divina, delle due facce di Giano, che senza dubbio contraddistingue lesperienza del Cristo, egli stesso omologo del Janus, in quanto signore del passato, del presente e del futuro. Lungi da noi voler trasformare lesoterismo cristiano in quello germanico/norreno, o viceversa, tuttavia queste brevi note rientrano nellottica di quanto gi ampiamente assodato: ossia che una Tradizione comune abbia originato contenuti dal significato analogo, al di l delle distinte sfumature espressive. E un punto che andremo a sviluppare, se vogliamo anche a livello deontologico, in un prossimo capitolo dedicato a Raido, per ora ci occupiamo della chiara ambivalenza che attiva tra le rune Teiwaz e Berkana.

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Teiwaz e Berkana, lazione e il riposo del re Lo abbiamo gi fatto notare negli ultimi due capitoli, ossia come rune, poste in sequenza pi o meno ravvicinata allinterno del Futhark antico, dialoghino secondo logiche di opposizione complementare, proprio come lo yang e lo yin, il bianco e il nero, l attivo e il passivo. Teiwaz e Berkana, nellaprire il terzo aett del Futhark germanico, non sfuggono a questa peculiarit, portando forse al massimo livello le distinzioni/compenetrazioni del maschile e del femminile, anche con risvolti che, oltre a essere prettamente simbolici, hanno chiara attinenza con la realt pi fisica delle cose. Teiwaz e Berkana , dicevamo: gi osservando i loro segni, diventa automatico associare Teiwaz al modello assiale, con chiare ascendenze virili, mentre Berkana con le sue forme arrotondate evoca la capienza vitale della Grande Madre. Tanto pi che Teiwaz fa riferimento al dio Tyr, che come abbiamo visto nel lungo capitolo iniziale il vero erede, allinterno della cosmogonia nordica, del Dyus Pitar vedico, che trova peraltro i suoi equivalenti olimpici anche nello Zeus greco e nel Deus latino. Tyr, dunque, come padre celeste; un Tyr tuttavia spodestato, sostituito dalliniziato Odino, che sicuramente di Tyr va anche a riprendere le qualit di signore uranico, di Allfdr, ma con uninvestitura che stata appunto conquistata a fatica e che si motiva con lo scollamento che nel frattempo si verificato tra Cielo e Terra. A proposito di Tyr, e a conferma di questi discorsi, sussiste un elemento peculiare, che abbiamo gi riportato e che evidenzia una chiara delegittimazione. Lepisodio riguarda il feroce lupo Fenrir, nemico pubblico numero uno di Asgard e delle sue propaggini, che viene legato ricorrendo allo stratagemma di una corda magica fabbricata dagli gnomi168. proprio Tyr a infilare come garante la mano destra e giusta, the right hand, nelle fauci del lupo che, accortosi dellinganno e della sua impossibilit di liberarsi, gliela mozza. Questo sacrificio equivale del resto a quello di Muzio Scevola, il quale lascia consumare la sua mano destra nel fuoco fino a quando non ne rimane che un moncherino. Nella potenza del mito, che espressione del simbolo, si trovano tutti gli ingredienti per ricevere linformazione principale: ossia che qualcosa stato, per lappunto, manomesso; qualcosa inerente il rapporto tra luomo e il Principio metafisico originante. Perch se in tempi di ordine assoluto il Melki-Tsedeq, che abbiamo citato ampiamente nel primo capitolo, a governare con le sue due mani/facolt, di Pace (Misericordia) e di Giustizia (Rigore), nel momento in cui lumanit decade e rifugge dalle dottrine superiori, egli stesso, rappresentante del Cielo in Terra, smarrisce parte sostanziosa delle sue possibilit. E nella fattispecie perde una mano, la destra di

Dopo che Fenrir aveva rotto catene e legacci di ogni tipo, ne viene fabbricato uno magico, apparentemente un banale filo di seta, bens infrangibile poich realizzato dagli gnomi attraverso le formule magiche esercitate su del materiale di fatto non quantificabile; in sequenza: rumore di gatto, barba di donna, radici di montagna, tendini dorso, respiro di pesce e sputo duccello. Cfr. Edda, cit. p. 82.
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Pace, e gli resta soltanto quella di Giustizia, la sinistra, che la medesima poi in dotazione a Scevola e Tyr. Tyr giustappunto dio della giustizia in tempi di guerra e di conflitto, poich la pace venuta meno. E in unepoca in cui la legge si renda cos caparbiamente necessaria, al di l dei meriti di chi la esercita con rettitudine (memore della right hand andata perduta), indiscutibile lo stato di abulia che astringe a questa ostinata supervisione, che in tempi di luce non occorreva, essendo la pace una condizione dominante, insita automaticamente in una societ coordinata ai pi alti livelli. In effetti la runa Teiwaz , che titolare delle mansioni di Tyr, esercita le sue simmetrie nel nome del controllo. Lasse centrale, come hanno evidenziato molti runologi, una sorta di spartiacque tra le forze opposte della cosmogonia nordica, il ghiaccio e il fuoco169; Teiwaz da questo punto di vista anche Irminsul, albero spesso associato allo stesso Yggdrasil, di cui rappresenta di fatto una variante170. Teiwaz rimarca insomma alcune delle qualit che abbiamo evidenziato a proposito di Jera e Isa, rispetto a Hagalaz e Sowulo, nel capitolo precedente. Teiwaz palo cosmico, stella polare, ed noto che anche il simbolismo polare, come quello assiale pi evidente in Teiwaz, sia una manifestazione del grande Centro. Teiwaz poi indubbiamente runa di azione, ma non certo di un conflitto caotico come pu esserlo quello attribuibile a Hagalaz, che giunge per pulire laddove non pu esservi pi crescita. Teiwaz semmai il colpo del cecchino, di chi sa usare la scintilla secondo le logiche di una mente fredda, cio abituata a puntare il bersaglio con assoluta precisione, oltre che con forza, e soprattutto quando il momento strettamente opportuno. Teiwaz in sintesi lazione necessaria, il fendente secco di chi ha saputo agire a puntino, dopo anni di apprendistato e allenamento. Del resto Teiwaz va ad aprire il terzo aett, ed pertanto una runa triplice: peculiarit che palese anche nella sua struttura, che presenta appunto tre direttive perpendicolari . Linee che sono peraltro le stesse di Algiz , la runa del sacerdote, la numero 15. I due simboli in questo sono simmetrici e complementari. Solo che le tre direttive di Algiz sono rivolte al Cielo allunisono, esattamente come luomo preso nellatto di pregare, quasi dimentico della condizione terrena. Mentre in Algiz questi tratti specifici si riabbassano: come se le mani dellinvocazione fossero tornate ai fianchi per poter agire concretamente, in una battaglia o in un dibattimento; la posizione rituale si trasformata in una postura coinvolta negli affari del mondo: ovvero gli ideali di elevazione di Algiz sono maturati verso un intervento fisico, sebbene non
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Scrive a tal proposito Edred Thorsson nel suo Runelore: The cosmogonic force of Tr is expressed in the initial process necessary to the shaping of the multiverse: the separation or polarization of the cosmic substances that allows for the vital glories of manifestation between the poles of fire and ice. The T-rune describes the aspect of the cosmic column that keeps these separate, holding cosmic order, ivi cit. p. 128. 170 http://en.wikipedia.org/wiki/Irminsul Bastino queste note per intuire come lIrminsul fosse una sorta di tratto visibile, terreno, dellYggdrasil stesso. Di fatto, molti alberi germanici furono eletti a Irminsul in varie epoche, e da diverse trib, per precisi moventi cultuali. Al contempo va precisato come il nome Irminsul rimandi a una trib specifica, quella degli Herminones, citati anche da Tacito nel suo Germania. 54

casuale, anzi ispirato da un sacro vincolo o da un giuramento. In tal senso Algiz e Teiwaz partecipano a quelladagio ermetico che abbiamo citato precedentemente a proposito di Gebo e Wunjo: Algiz la spiritualizzazione del corpo, laddove Teiwaz in questo caso la corporizzazione dello spirito. Tanto vero che la runa che segue a Algiz, e precede Teiwaz, chiudendo il secondo aett, Sowulo, la quale fornisce sotto forma di saetta quelle armi olimpiche (vajra e pietre del fulmine) che contraddistinguono la missione regolarizzante proprio di Tyr/Teiwaz. Questultima insomma ardore e disciplina, andando a mediare alcune qualit delle due rune che aprono i primi aett: Fehu, runa della seminale scintilla di vita, e Hagalaz, ghiaccio critico e mortifero della palingenesi. Se Fehu vita tout court, e Hagalaz morte/rinascita, Teiwaz equilibrio di questi due opposti, palo garante tanto della conservazione della vita che della sua repentina trasformazione. Teiwaz quindi ago della bi-lancia, ossia possiede due lance, quella spirituale e quella guerriera, che finir tuttavia per prevalere, inteso il destino del dio Tyr, privato della mano di Pace e paladino attivo di un ciclo cosmico che fonda il suo significato sullattesa del Ragnark, ossia della battaglia finale. Il che ci consente pure di stabilire un parallelo con la figura del cavaliere templare, sacerdote quanto guerriero, conservatore quanto trasformatore in spirito e in carne, idoneo a tutelare la vita ma anche a strapparla. Negli ultimi anni il fenomeno del templarismo a tal punto esploso che non intendiamo partecipare al valzer delle teorie scioccanti e delle cospirazioni occulte. Ci sufficiente mettere in evidenza un rilievo simbolico degno di nota: come ha suggerito Freya Aswynn, la mano destra persa da Tyr potrebbe coincidere con labbandono del sesso femminile171. Dopo di che Tyr rimane come divinit virile: il sangue delle mestruazioni viene rimpiazzato da quello sparso in battaglia e dellandrogino, detentore di due lance, resta soltanto laspetto maschile. Chiaramente tale condizione di androginia, lungi dallessere valutata sul piano fisico, che solo un riflesso secondario, andrebbe vista in chiave ermetica e in tal senso ricollegata alla figura del Bafometto templare o del Janus Bifrons, che abbiamo visto essere anche rappresentato con una faccia maschile e un volto femminile, come del resto accade al simbolo equivalente del Rebis. Una variante che non viene peraltro smentita dalla runa che segue a Teiwaz, ossia Berkana , glifo della grotta e della montagna (da Berkana deriva il tedesco berg, montagna appunto), complementariet che identica a quella tra il triangolo inferiore e quello superiore che abbiamo trovato tanto nel rombo che ricompone la Grande Triade taoista che nel sigillo di Salomone. Restando in ambiti runici, Berkana si assume perci alcuni significati di Gebo; anche qui si tratta infatti di iniziazione, e quali ambienti, meglio della grotta e della montagna, anche dal punto di vista della natura fisica del culto, spiegano unincubazione di tipo misterico172?
Interestingly enough, there is some evidence that the original concept of Tyr was double-sexed and that like many of the Germanic gods had a feminine counterpart named Zisa. Tyr himself in this context was named Zio; cfr. Northern Mysteries and Magick, cit. p. 189. 172 Sulla montagna come luogo altro e di acquisizione misterica rispetto ai tratti normalizzanti della citt, si rinvia nello specifico allo studio di Richard Buxton, La Grecia dellImmaginario I 55
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Berkana, che simbolo della Grande Madre semper gravida, la grotta/montagna in cui il mystes fa il suo ingresso per rinascere a nuova vita. Se consideriamo Berkana in relazione a Teiwaz, possiamo dire che la prima offre al guerriero identificato dalla seconda il luogo di riposo, di passaggio, morte e rinascita. Molte epopee, non necessariamente germanico-norrene, presentano immagini di questo tipo: nella grotta leroe va a trovar ristoro, in attesa di una nuova battaglia, oppure proprio su di una montagna si compie il climax della sua impresa173. Berkana daltro canto segno della vita, della necessaria transizione nel grembo materno, e il suo albero di riferimento la sempre verde betulla, motivo particolarmente caro ai culti sciamanici e ai riti di fertilit: questo essere betulla di Berkana fa inoltre il paio con l essere albero di Teiwaz, che variante simbolica della quercia Irminsul. Ma mentre il guerriero con Teiwaz dimostra il suo valore effettuando sacrifici alla luce del sole, quelli relativi al campo di battaglia, con Berkana levoluzione avviene al buio, avvolta da un manto protettivo e rigenerativo che la placenta dellantro sacro. Berkana delle grotte e della montagna allora grembo iniziatico e, analogamente a quello femminile, deputato a culti di (ri)nascita e di (ri)definizione. Come dal ventre materno, da tali luoghi, dopo aver conseguito lapprendistato magico, si esce ridestati a nuova vita174. E qui, nel dettaglio, che si svolge lincontro tra il retaggio attivo virile e quello passivo femminile, e i ruoli frattanto sinvertono: nella grotta leroe si adegua a ricevere; egli stesso diventa femmineo, come abbiamo appunto sottolineato a proposito dellanello Gebo, che indica la disposizione delleroe a farsi imbevere di una luce superiore175. Per analogia la caverna il triangolo passivo di Gebo, laddove il triangolo attivo quello che identifica la vetta della montagna, e che si esprime chiaramente nella punta di Teiwaz . Berkana, questi due triangoli, in fondo li considera entrambi al suo interno , dal momento che il guerriero vi entra come femmina (la disposizione passiva nei confronti della grotta) e ne esce come maschio (la disposizione attiva nei confronti della vetta della montagna).
contesti della mitologia, la Nuova Italia, Firenze, 1997, con particolare riferimento al capitolo VI, Il paesaggio, p. 93 e sgg. 173 Si pensi solo al monte Cerchio dove la maga Circe accoglie Ulisse e i suoi compagni: il transito nellesperienza magica uno dei tratti iniziatici per eccellenza e consente alleroe di ritemprarsi nella sua odissea. Ovviamente tutti questi temi verranno ripresi anche dalle chansons medievali, in cui ad esempio il Mont Salvat rappresenta il punto di riferimento nella cerca del Graal. Lo stesso dicasi del resto per la montagna del Purgatorio dantesco, che di fatto antitesi dellanti-montagna che lInferno, cono scavato allingi sempre allinsegna di quella opposizione/complementariet tra triangoli che abbiamo pi volte evocato. Sul Montsalvatsche si rimanda in particolare allo studio di Julius Evola, Il mistero del Graal, con particolare riferimento al paragrafo 21, La sede del Graal, nello specifico p. 139 e sgg. 174 Berkana, peraltro, stata identificata anche come runa del dolmen, monolito arrotondato presso il quale si organizzavano sacralit varie; non cambia ovviamente il significato del rito di passaggio. Si veda in proposito Jan Fries, Helrunar A manual of rune magick, Mandrake of Oxford, Oxford, 1993, p. 384. 175 Lo stesso feto totalmente passivo nel grembo materno, al fine di ricevere il nutrimento e le forme necessarie per uscire alla vita. 56

Un passaggio non esclude quindi laltro, e ne abbiamo testimonianza anche in un romanzo di fiction, Eaters of the Dead176 di Michael Crichton, poi traslato nel film Il tredicesimo guerriero177. Scorriamo rapidamente il plot: dodici normanni (pi uno straniero, in questo caso un arabo), struttura che riporta al tribunale sacro degli Asi e pi in generale al numero simbolico delle collegialit celesti istituite sulla Terra, si scontrano con un popolo che vive nelle caverne, propriamente come gli orsi, e che adora una Grande Madre che trasposizione dellarchetipo femmineo originale. Giusto la parola orso, Bear in inglese - Br in tedesco, ha evidenti debiti etimologici con Berkana, grotta appunto di formazione misteriosa, in cui lelemento umano si fonde con quello animale. E qui giungiamo al trait dunion, ai cosiddetti berserk, guerrieri indemoniati che pensavano dintervenire in guerra sotto i sembianti dellorso o perlomeno indossando le effigi dellorso178, proprio come i dead eaters di Crichton che si agghindano con le pelli e gli artigli di questi animali179. Al di l della fiction, che comunque evidenzia tratti edulcorati di antichissimi costumi, curioso notare come lo stesso Art (Artos vuol dire orso in anglosassone180) possa aver conseguito una gestazione altra prima di assurgere a sovrano civilizzatore dei dodici Cavalieri della Tavola Rotonda181; un Art dunque da intendersi come uomo/orso iniziato ai misteri della caverna, da cui il futuro sovrano esce ritemprato a una nuova vita. Ma il guerriero orso, pi in generale, anche una manifestazione dello Kshatriya, successore demandato dei sacerdoti, i Brhmani, in unera qualitativamente inferiore. Tanto vero che la regione Iperborea, o semplicemente Borea (da cui sempre i contatti etimologici con Bear e Br), in questa fase successiva assume il nome di terra dellorso, laddove prima era nota come terra del cinghiale182. Art/orso dunque prototipo dello Kshatriya. Se analizziamo i simboli principali del mito che lo vede come protagonista, giungiamo peraltro a conclusioni analoghe. Art si emancipa infatti attraverso una spada che viene levata da una fessura in una roccia (una vulva per trasposizione), rimando alla virilit compiuta, che anche tema tipico delle fiabe183, ma pure
Cfr. Michael Crichton, Mangiatori di morte, Garzanti, Milano, 1977. Il tredicesimo guerriero, regia di John McTiernan, 1999. 178 Come specifica, tra gli altri, Nigel Pennick to go berserk equivale ad andare in battaglia indossando una camicia di pelle dorso. Cfr. Tradizione Nordica, p. 145. 179 Inoltre questi dead eaters, allinterno dei loro antri, sono titolari di un culto dei serpenti che del tutto analogo a quello dei Marsi del Circeo http://www.terremarsicane.it/node/5188 . E non del resto anche quella la zona dellUrsus arctos marsicanus, lorso marsicano? http://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_arctos_marsicanus . Vediamo peraltro subito come tutto questo riguardi il mito di Art, la cui ombra viaggia insomma dal Circeo al Nord Europa con estrema agilit. 180 Cfr. Tradizione Nordica, p. 149, ma i riferimenti allorso/Art sono ricorrenti in materia.. 181 Un po del resto come Odino, iniziato a specifici misteri prima di diventare Allfdr delle dodici divinit di Asgard. 182 Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 31. 183 Si rimanda nello specifico agli studi di Bruno Bettelheim, Il mondo incantato Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, Feltrinelli, Milano, 1977 e Giuseppe Gatto, La fiaba nella tradizione orale, CUEM, Milano, 2004. Chiaramente, per chi scrive, la trasposizione psicanalitica,
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immagine criptata che ancora una volta conduce alla complementariet di buco e attrezzo appuntito, di pieno e di vuoto, di vertice della montagna e di rotondit della caverna184. Leroe che entra, ed esce, dalla grotta misterica equivale dunque alla spada che entra e viene estratta dalla roccia, e alla Teiwaz che si unisce a Berkana, per poi oltrepassarne i limiti. Se il mystes non si rende di tanto in tanto femmina, ossia non si dispone a ricevere linsegnamento attivo, fallisce la sua missione. Solo attraverso fisiologiche fasi di passivit, letteralmente di incubazione, egli pu trasformare in azione lapprendistato di cui si imbevuto; esattamente come il Graal si appresta a ricevere il sangue di Cristo, balsamo rivitalizzante. Non a caso, il principio della fine per Art dovuto al tradimento di Ginevra185 con Lancillotto: nel momento in cui unaltra lancia, il simbolismo chiaro, sinserisce nel grembo iniziatico, loriginario detentore dei segreti viene di fatto sconfessato e il suo potere ridotto in balia degli eventi. La sapienza non pi praticata, a maggior ragione quando aggredita da una forza che giunge dal di fuori, si riduce a impotenza. Se questo un motivo cifrato che identifica i drammi intestini di cui preda liniziato, limmagine ripresenta anche i caratteri formali della lotta tra due contendenti per un unico trono, come nel caso del Rex Nemoriensis, il sacerdote di Diana presso il lago di Nemi186. Lautorit sacra del Nemoriensis si mantiene infatti viva e vigorosa perch costantemente messa in discussione da minacce esterne, costringendo alla pratica attiva. Viceversa la regalit di Art si trasforma in indolenza per lassenza di validi avversari. Tanto che Art, insieme ad Excalibur (la virilit attiva che torna ad emanciparsi), rivive gli antichi fasti soltanto nel momento in cui chiamato a fronteggiare la minaccia di Mordred: costui lo ri-vivifica perch sangue del suo stesso sangue187. Se la donna grotta/roccia il transito necessario per nuove fasi di apprendistato, tale simbolo ricorda che qualora liniziato non sia disposto a morire/rinascere, il suo potere pu venir meno ed essere messo in discussione188. Teiwaz e Berkana assieme
con particolare riferimento al testo di Bettelheim, solo lultimo step di un progressivo storpiamento di una nozione che inizialmente riguardava lincarnazione pi pura del simbolo. 184 La stessa spada, dopo lutilizzo, viene del resto infilata nella guaina, latino vagna; lanalogia evidente. 185 Evola fa originare il nome Ginevra da Quennuwar, da cui letteralmente deriva anche il titolo di regina. Nello specifico Quennuwar significa lo spirito bianco, a conferma delle sue valenze simboliche. Se la dama bianca viene violata, automatica infatti la corruzione della conoscenza originale e del potere inviolato che su di essa si fonda. Cfr. Il mistero del Graal, p. 61. 186 Torneremo ancora sul Nemoriensis, analizzando alcuni aspetti del simbolismo di Algiz. A livello bibliografico non possiamo che rimandare a James G. Frazer, Il ramo doro - Studio sulla magia e la religione, Bollati Boringhieri, Torino, 2012; in particolare il capitolo 1, Il re del bosco, p. 9 e sgg., e il capitolo 16, Diano e Diana, p. 199 e sgg., sebbene Frazer abbia modo di ritornare spesso su questo caso esemplare. 187 Sulla leggenda di Mordred vedasi le alterne ricostruzioni in http://en.wikipedia.org/wiki/Mordred Evola riporta, tra le altre, alcune leggende in cui Modred (sic), al pari di Lancillotto, sottrae Ginevra ad Art. Modred in questo caso agisce come nipote, senza che peraltro i significati cui abbiamo accennato vengano meno. Cfr. Il mistero del Graal, p. 62. 188 Anche da un punto di vista sociale, Berkana mantiene in bilico il valore della donna, tra sostegno regolare al marito, di cui nutre i figli, e antichi retaggi che la pongono sempre come altra, 58

rappresentano dunque il flusso eterno, del fuoco e del ghiaccio, del maschile e del femminile, dell attivo e del passivo. Essendo esse le rune numero 17 e 18 del Futhark germanico, la loro somma d 35, ossia per ulteriore trasposizione quell8 che possiamo intendere anche come simbolo dellinfinito . Del resto l8 al contempo il cubo di 2, ovvero un 2 che agisce sui tre livelli della manifestazione, favorendo un dispiegamento ciclico che si realizza appunto nella totalit della rappresentazione; la coppia Teiwaz/Berkana peraltro operativa allinizio del terzo aett, quindi la loro cifra indiscutibilmente l8. Finch sussister il dialogo tra le forze attive e passive delluniverso, tra Teiwaz e Berkana per lappunto, vi sar vita, morte, rinascita e trasformazione. In questo le due rune rappresentano i grandi archetipi di Purusha e Prakriti, essendo Teiwaz runa dellantico Padre celeste e Berkana segno della primigenia Dea Madre. Senza questo delicato equilibrio non vi sarebbe pi alcuna possibilit di conservazione e sviluppo, ed per tale motivo che lattesa del Ragnark cos sentita e decisiva. Ci torneremo in particolare nellultimo capitolo, ora affacciamoci su un altro importante dualismo, che di fatto specifica il sacro intervallo tra alpha e omega allinterno del Futhark antico.

primordiale, selvaggia rispetto a una comunit che va definendosi secondo istituzioni sempre pi accentuate. Ma il potere vitale del femmineo il carburante nascosto e necessario che continua a sgorgare nei momenti critici della trib, quando i grandi riti di preservazione e purificazione si compiono, lasciando riemergere quelle forze animali e istintuali che si annidano in ogni uomo. Sul ritorno del cavallo imbizzarrito si focalizza del resto la runa successiva a Berkana, Ehwaz, transito utile alla conquista della completezza da parte delliniziato in lotta con se stesso. Lo chiariremo nellultimo capitolo ponendo a confronto proprio Ehwaz con Mannaz. 59

Ansuz come Ankh, Othila come Omega LAnkh , o croce ansata, non pu essere distinto dal simbolismo pi generale della croce, rappresentandone una variante, al di l delle speculazioni che insorgono ogni qual volta vi sia la comparsa di un elemento mutuato dallantico Egitto. Per quanto ci riguarda, essendo lAnkh presente anche nei segni del Cristianesimo delle origini, esso non fa che confermare la continuit esistente tra i vari simboli appartenenti, in varie epoche, alla Scienza tradizionale. LAnkh, in quanto croce, chiave di vita, di vera vita, ossia lopposto di quella condotta nelle ombre dellignoranza: lepopteia, labbiamo detto con Nauthiz e riprendendo i due monogrammi, viene ottenuta dal Cristo con il sacrificio sulla croce, il pegno da pagare per ottenere limmortalit. LAnkh del resto assomiglia anche a una possibile bind rune189 tra Gebo e Wunjo, proprio sulle scie del monogramma costantiniano, prevedendo appunto la presenza di una struttura ad asse verticale munita anche di un occhiello che via stretta, che porta solare. Ma passiamo a uno dei temi di questo capitolo, ovvero le analogie che sussistono tra Ankh e Ansuz , la quarta runa; esse sono gi evidenti nel suono: Ankh, croce ansata, Ansuz. Questultima la runa di tutte le rune, poich rappresenta il sacrificio di Odino sullYggdrasil per ricevere il dono delle rune stesse, intese come quel viatico di conoscenza che ristabilisce i paradigmi della vera dottrina. Prima di Ansuz non vi la consapevolezza di un piano superiore. Le tre rune iniziali -Fehu, Uruz, Thurisaz- indicano le forze seminali del cosmo: esplosioni formative e intromissioni telluriche, genesi sorprendenti e scontri titanici. Fehu in quanto big bang primordiale; Uruz in quanto lotta contro lanimale interno ed esterno; Thurisaz nelle vesti di una manifestazione violenta che accomuna Thor ai giganti di Jotunheim, in quello che un contendersi la sopravvivenza. Sulle propaggini di un simile caos, ancora in gestazione, Ansuz a portare il soffio metafisico che anima le cose che, da embrionali e incomplete che erano, assumono un tratto conforme allidea originale. Ansuz del resto lo stesso che Ain-Soph (o EnSoph o Ein Sof)190, ossia il Principio assoluto nella sua infinitezza, prima di quella auto-manifestazione che produce il creato. Esso senza confini e inconoscibile: ci che d la vita e che contiene ci che ha determinato, senza che questo sia sufficiente a spiegarne lillimitatezza. Ansuz, analogamente, pu essere percepita in tutte le cose, ma non per questo vincolata ad esse; Ansuz nd (equivalente del prana, del qi, del pneuma e dello spiritus), mantra odinico, soffio vitale che anima ci che prima era inerte191: ad esempio il primo uomo e la prima donna, Ask ed Embla, gli Adamo ed
Lo abbiamo gi accennato: la bind rune un sigillo di rune creato, legando appunto, pi simboli del Futhark. Chiaramente il suo valore rafforzativo delle caratteristiche delle rune che la costituiscono. 190 Su Ain Soph si rimanda ai capitoli dedicati alla Cabala in Forme tradizionali e cicli cosmici, p. 49 e sgg. e allo studio di Gershom Scholem, Il Nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio, Adelphi, Milano, 1998. 191 Ansuz, come ha evidenziato Mario Polia in Le rune e gli di del Nord (p. 49 e sgg.), rimanda anche ad Asu, termine sanscrito che significa soffio vitale. Asu che facilmente possiamo riferire 60
189

Eva della mitologia nordica, un limpido barlume di coscienza nel traffico di unet oscura. Ansuz ha chiare attinenze pure con il verbo sacro: con la parola prima, con la lettera alpha, aleph o alif, a seconda delle circostanze; in principio era il Verbo recita lattacco del Vangelo di Giovanni192. Il respiro del grande polmone pronuncia la sua strofa inaugurale e la vita scorre in ogni cosa; Ansuz il compiersi del Logos193. Ansuz di rimbalzo la sentenza sacra che viene sillabata nei riti autentici: il respiro e la recita sono del resto parti essenziali del culto; proprio la respirazione anticipa lapertura della bocca, e il suono proferito evocazione delle forze sottili che dominano luniverso. Non un caso che Ansuz nel Futhark anglosassone sia nota con il nome di Os, che in latino significa bocca, cos come del resto gli omina sono presagi pronunciati con la parola. Os che promana nd pertanto Ansuz, runa del verbo magico, quel lato del vocabolario che non ha semplice valore semantico ma che assurge a stato di formulazione liturgica. Il suono, lungi da avere soltanto un significato, diventa atto mistico, in grado di determinare un cambiamento, pi o meno evidente, a seconda del potere dellofficiante e del cerimoniale dispiegato. La stessa ispirazione poetica, grazie ad Ansuz, diventa qualcosa di oggettivabile in parola. Ed luomo a beneficiarne, trasformandosi in folgorato ed in furente (Odino, tra le sue varie accezioni, significa anche furore). Ansuz in definitiva runa della comunicazione tout court: lo scaldo (il bardo nordico) tale perch ha succhiato alla fonte dellidromele (il mead) che del resto assimilabile al madhu; vedremo

anche agli Asi, gli di principali della mitologia nordica. Sulle peculiarit di Ansuz, in quanto soffio, va peraltro notata anche lassonanza con il termine Hamsa, il cigno che cova il Brah-mnda sulle Acque primordiali, il quale si identifica peraltro con lo <<spirito>> o <<soffio divino>>. Cfr. La Grande Triade, cit. pag. 50. Hamsa, analogamente a Ansuz, dunque il soffio dal quale diparte la creazione, laddove le acque effettivamente rappresentano il lato caotico e potenziale su cui si innesta tale intervento. Questa condizione di caos e indeterminatezza, come abbiamo visto, rappresentata dalle prime tre rune del Futhark antico. 192 Al principio cera colui che <<la Parola>>. Egli era con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era vita e la vita era luce per gli uomini. Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non lhanno vinta. Dio mand un uomo: si chiamava Giovanni; cfr. Giovanni, 1, 1-6. 193 Il gi citato Scholem spiega del resto in questi termini la produzione del creato, che poi essa stessa produzione del linguaggio: Nasce cos nellEn-Sof un movimento <<da s a s>>, in cui si esprimono quella delizia di s dellEn-Sof, ma insieme anche le potenzialit nascoste di ogni espressione. A partire da questo moto intimo incomincia a tessersi, nella sostanza stessa dellEnSof, la veste primordiale, in ebraico malbu. E questa la vera Torah originaria, nella quale -e ci davvero notevole- la scrittura, la segnatura nascosta in Dio, precede il discorso, cos che il linguaggio nasce, in ultima analisi, dal farsi suono della scrittura e non viceversa. Cfr. Il Nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio, cit. p. 68. E pi nello specifico: Quando lEn-Sof si ritrasse in se stesso, la veste della Torah originaria si ripieg e rimase nellEn-Sof quale forza primordiale di ogni dinamica del linguaggio: tuttavia, nello spazio originario generato da questo processo di contrazione (simsum), penetr la yod di uno dei Nomi suddetti e, concentrando la sua forza in quella sorta di punto da cui costituito, comunic il movimento del linguaggio a tutte le emanazioni e ai mondi che si stavano formando; ivi, cit. p. 69. 61

nel prossimo capitolo come Ansuz partecipi, allinterno di una formula specifica, al simbolismo della bevanda dimmortalit. Se Ansuz il soffio di Dio, viceversa Othila il contenitore che lo raccoglie, lampolla che lo preserva, lo spazio in cui esso si delimita e in cui esso garantito. Othila, come abbiamo avuto modo di vedere alla fine del primo capitolo, un sigillo di stabilit e di centramento: altro rispetto al movimento, tutto quanto sia rifugio e bivacco sacro. In effetti Othila pu essere vista come la fusione di due rune Raido , una di spalle allaltra, senza ovviamente la perpendicolare che regge la quinta runa, che tuttavia anche il tratto nascosto che determina la conformit di Othila allaxis mundi. Essendo Raido, tra le altre cose, icona del pellegrino santo, o anche rad, ossia la ruota del regolare svolgimento cosmico, potremmo intendere Othila come la risultante di due forze di moto opposto, e contrario, che si annullano vicendevolmente creando la stabilit assoluta. Se Raido punta del resto verso destra, nella right direction, essa indica il viaggio del carro solare, del cavaliere di ventura preso nel suo cammino iniziatico; mentre se Raido va verso sinistra, richiama la contro-iniziazione, la catabasi infera. Othila da questo punto di vista neutra; essa incasella lenergia dellapprendistato e della conoscenza ereditata in un posto preciso: fornisce al soffio di Ansuz i contorni di unorma riconoscibile. Una capienza che riguarda peraltro il sapere esoterico, quindi la trasmissione di uninfluenza spirituale lungo i canali di una societ di tipo tradizionale; ma anche un bagaglio di valori pi profani (perfino materiali) che un uomo, o una collegialit di uomini, ha ricevuto da coloro che sono venuti prima. infatti certo il rapporto che lega Othila alle parole edel/adel che in olandese e tedesco indicano il nobile, colui che possiede, in quanto eredita, una terra, dei beni e altri individui al suo servizio. Non solo tuttavia, almeno secondo la prospettiva originale, e questo fa di Othila il signum anche dello Kshatriya, oltre che del sacerdote, nel momento in cui si voglia considerare il nobile/guerriero come colui che si pone a tutela di una terra, intesa come porzione sacra vincolata a un diritto di tipo superiore, e per questa stessa terra egli combatta. Proprio una tecnica militare antica, ad appannaggio degli opliti ellenici e nota come othisms, consente di cogliere alcune analogie con il senso di Othila, che del resto sembra apparentata anche a livello etimologico con questi concetti. Il verbo greco otheo significa infatti spingere e tale era lessenza dellothisms, che stato paragonato allodierna mischia del rugby: esso vedeva gli opliti formare dei blocchi compatti che avevano lo scopo di impedire che lavversario guadagnasse terreno194. Othila, in base a tale prospettiva, spiegherebbe la funzione del respingere, dello spingere fuori, chiarendo la missione del milite tradizionale,

Si rimanda in tal senso allo studio di Peter Krentz, La battaglia di Maratona, Il Mulino, Bologna, 2011. Si tratta di uno studio meticoloso sulle condizioni storiche che portarono alla battaglia nella piana di Maratona tra i greci e i persiani. Ed anche un testo ben documentato sulle rispettive tecniche militari. Proprio da pagina 57, nel paragrafo Come combattevano i greci?, possibile ritrovare precise indicazioni sullequipaggiamento ellenico del periodo e testimonianze attendibili sulle strategie di combattimento, tra cui appunto anche quella nota come othisms. 62

194

in quanto ultimo baluardo di uno spazio sacro che, indipendentemente dalla sua portata fisica o spirituale, va protetto da ogni violazione esterna. Othila da leggersi quindi come estremo tab di una societ ideale, tanto che abbiamo gi spiegato nel primo capitolo come essa abbia a che fare con il grande regno sacrale della Tradizione, l Ultima Thule iperborea195. Senza che questi significati vengano peraltro meno, Othila pu essere intesa anche come summa di Gebo e Inguz . Se Gebo presuppone il dare/ricevere e Inguz sintetizza un patrimonio giunto a definitiva maturazione, possiamo appunto leggere in Othila la garanzia visibile della ricevuta trasmissione di un bagaglio superiore, al di l delle revisioni che esso ha ricevuto nel tempo. In quanto marchio sacro, Othila riprende anzi le peculiarit di Wunjo : questultima ha in comune con Othila locchiello della porta solare e il simbolismo del needles eye196. In effetti se si tirano le estremit inferiori di Othila , si ottiene qualcosa di molto simile alla cruna dellago e alla stessa runa Wunjo. Othila al limite una sanzione pi definitiva di quanto preannunciato da Wunjo, il suo vertice compiuto. E infatti il triangolo che corona tutta la struttura di Othila lapice della piramide superiore, quella che immette direttamente in Cielo, nell occhio della cupola. Solo la conclusiva runa Dagaz, con il suo improvviso moto, determiner il raggiungimento del terzo occhio, lunico rimasto in dotazione a Odino, sia che sintenda tale rivelazione da un punto di vista epocale o individuale. Othila lultimo passo stabile prima di questa immane rivoluzione e imprime sulla Terra quel centro che viene proiettato direttamente dal Logos: Othila omphalos, ombelico, sede della pietra sacra, il betile, capace didentificare il divino nella sfera umana. La parola betile, si detto, patrocina proprio il termine Othila che designa frattanto un polo incorruttibile, almeno nelle intenzioni, tanto che il non farne parte implica il non esistere. Othila contiene infatti nel suo germe etimologico i prodromi del suo opposto other: se qualcuno vuole sapere che cosa sia laltro, gli baster

Sullargomento, sinvita alla consultazione di Gunon, Il Re del Mondo, e di Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno, Edizioni Mediterranee, Roma, 1969, in particolare il capitolo Il <<polo>> e la sede iperborea, pag. 230 e sgg. Secondo alcune varianti, peraltro, il primo a riferire di questa misteriosa terra, poi associata ad Atlantide, fu lesploratore greco Pitea (che viaggi nel 300 a.C.) e che la colloc al largo delle Isole Britanniche, descrivendola come terra di fuoco e ghiaccio, un profilo assolutamente calzante con il nocciolo dellesoterismo nordico, che si fonda proprio su tale dualismo. 196 Needles eye che potrebbe essere interpretato anche come occhio del bisogno. Se consideriamo che Nauthiz la runa del Need-Fire, ma identifica anche il bisogno, inteso come nodo/legame che si viene a stabilire tra un soggetto e una determinata condizione dellesistenza, capiamo come il rilascio di questo nodo e lapertura di un asola equivalga a una liberazione e alluscita verso una nuova realt dellesistenza. In questo senso Wunjo e Othila rappresentano delle variabili, delle opportunit evolutive, rispetto alla trama ancora annodata prevista dal segno di Nauthiz. Si riporta in tal senso a quanto detto, con Gunon, nella nota 127 a proposito del strtm. 63

195

fare una sottrazione rispetto a Othila e al v odinico che essa sottintende197; ci che non rientra in tali pertinenze allora il non vivente, lillusorio, linnominato. Il termine v evidenzia di fatto la materializzazione del respiro di Odino, dell Ansuz che trasuda in Othila; in loro vi la prima e lultima faccia del mistero divino nel tratto della rappresentazione: in Ansuz secondo derive assiali, in Othila in base ai criteri della circonferenza. Sono entrambe rappresentazioni del Centro, che al limite ripropongono il dualismo di Purusha e Prakriti che abbiamo gi associato a Teiwaz e Berkana nel capitolo precedente: ossia ci che in Ansuz moto attivo/trasformativo (yang), in Othila prassi passiva/conservativa (yin). Le prime tre rune, pi la conclusiva, sono invece collaterali rispetto alla logica dellauto-manifestazione del Principio metafisico allinterno del ciclo terrestre. Un ragionamento analogo stato dedicato a Nauthiz e Jera: abbiamo infatti evidenziato come la loro somma produca il 22, ossia la cifra delle rune del Futhark germanico, senza considerare Fehu e Dagaz, intese come ingresso e come uscita dellintero corso. Tuttavia, in questo tipo di riflessioni, a Fehu e Dagaz sensato associare Uruz e Thurisaz, segni che abbiamo correlato a forze indefinite rispetto al soffio di Ansuz. Se questa getta il primo seme di spirito su un cosmo inconsapevole, pur nella sua fermentazione, Othila, daltra parte, la definitiva cristallizzazione di un procedimento ispirato dallalto, attenga esso un intero ciclo o un singolo individuo, e abbiamo visto nel primo capitolo in che termini, anche altamente degenerativi, questa solidificazione possa manifestarsi. Ci non toglie che soltanto dopo che Othila avr esaurito tutte le sue possibilit, avverr lestrema rottura, lo strappo di Dagaz. Ma questo altro argomento, che va al di l di Ansuz e Othila che sono pertanto lalpha e lomega del Futhark antico; del resto, anche a livello visivo, Othila attiene il segno dellomega . Afferma del resto il Cristo apocalittico: Io sono lalfa e lomega, colui che , che era e che viene, lOnnipotente198. In mezzo ad Ansuz e Othila, in quelle venti rune, c tutta la sostanza dellOnnipotente nel dispiegarsi della manifestazione, tanto che la somma di Ansuz, runa numero 4, e di Othila, la 23, d come risultato il 9, cifra che abbiamo pi volte associato a uno spazio, temporale o territoriale, di gestazione e compimento199. Soffermiamoci ora su Raido, la runa che segue ad Ansuz nel Futhark antico, chiarendo come la parola prima, intesa come Ain-Soph, trovi con Raido il pi regolare degli sviluppi e degli svolgimenti.

197

Scrive Edred Thorsson: The O-rune describes the ring-wall, the symbol of the enclosed land separated from all that around it and thereby made sacred (ON v). Dove ON sta ovviamente per Old Norse; cfr. Runelore, cit. p. 134. 198 Cfr. Apocalisse, 1, 8. 199 Ci siamo tornati spesso, in queste pagine, sul 99 delle cantiche dantesche, sui nove giorni e le nove notti trascorsi da Odino sullYggdrasil, come del resto sempre nove sono i mondi appesi allalbero cosmico. 64

Raido e il senso dellorientarsi Partiamo immediatamente da alcune lunghe note di Gunon, conservate nellarticolo Qabbalah che abbiamo tratto dalla raccolta Forme tradizionali e cicli cosmici. La radice QBL, in ebraico e in arabo, esprime essenzialmente il rapporto di due cose poste luna di fronte allaltra; da qui procedono tutti i diversi significati delle parole derivate, come, ad esempio, quelli di incontro e anche di opposizione. Risulta da tale rapporto anche lidea di un passaggio dalluno allaltro dei termini contrapposti, per cui si hanno idee come quelle di ricevere, accogliere, accettare, che si esprimono nelle due lingue con il verbo qabal; e di l deriva direttamente qabbalah, che vuol dire propriamente <<ci che ricevuto>> o trasmesso (in latino traditum) dalluno allaltro. Vediamo allora delinearsi, con lidea di trasmissione, anche quella di successione; ma bene rilevare che il senso primo della radice indica un rapporto che pu essere tanto simultaneo che successivo, tanto spaziale che temporale. Questa considerazione spiega il duplice significato della preposizione qabal in ebraico e qabl in arabo, che vuol dire, contemporaneamente, <<davanti>> (cio <<di fronte>> nello spazio) e <<prima>> (nel tempo)200. Poco pi avanti Gunon passa ad analizzare unaltra radice comune allarabo e allebraico: Si tratta della radice QDM, che esprime in primo luogo lidea di <<precedere>> (qadam), da cui tutto ci che si riferisce non solo ad una anteriorit temporale, ma ad una priorit di qualsivoglia ordine. Cos, per le parole derivanti da questa radice, si trovano, oltre ai significati di origine e di antichit (qedem in ebraico, qidm o qidam in arabo), quello di preminenza o di precedenza, ed anche quello di cammino, di progresso o di progressione (in arabo taqaddum); e anche qui la preposizione qadam in ebraico e qoddm in arabo ha il duplice significato di <<davanti>> e di <<prima>>. Ma il senso principale, in questo caso, designa ci che primo, sia gerarchicamente che cronologicamente; cos, lidea espressa con maggior frequenza quella di origine o di primordialit e, per estensione, nellordine temporale, di antichit: pertanto, qadmn in ebraico, qadm in arabo hanno il significato di <<antico>> nelluso corrente, ma, quando si riferiscono al dominio dei princip, devono essere tradotte con <<primordiale>>. Ancora a proposito di queste parole, opportuno segnare altre considerazioni non prive di interesse: in ebraico, i derivati della radice QDM servono anche a designare lOriente, vale a dire le regioni dell <<origine>>, quelle cio dove appare il sole nascente (oriens da oriri, da cui discende anche origo in latino), il punto di partenza del cammino diurno del sole; e, nello stesso tempo, anche il punto che si ha davanti quando ci si <<orienta>>, volgendosi verso il levar del sole. Cos, qedem significa anche <<Oriente>> e qadmn <<orientale>>; tuttavia non sarebbe lecito vedere in tali denominazioni laffermazione della primordialit dellOriente, dal punto di vista della storia dellumanit terrestre, poich, come spesso abbiamo avuto occasione di dire, lorigine prima della tradizione nordica, anzi <<polare>>, quindi n orientale n occidentale; daltronde, la spiegazione che abbiamo appena fornito ci pare esauriente. Aggiungeremo a questo proposito che le questioni di
200

Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, cit. p. 50. 65

<<orientamento>> hanno generalmente una notevole importanza nel simbolismo tradizionale e nei riti che si basano su tale simbolismo; esse del resto sono pi complesse di quanto si creda e possono dar luogo ad errori, perch esistono, in forme tradizionali diverse, parecchi modi di orientamento differenti. Quando ci si volge verso il sole nascente, come abbiamo appena detto, il Sud designato come il <<lato destro>> (yamn o yaman; vedi il sanscrito dakshina che ha il medesimo significato), e il Nord come il <<lato sinistro>> (sheml in ebraico, shiml in arabo); ma pu anche darsi che lorientamento sia fatto volgendosi verso il sole al meridiano, e allora il punto che si ha davanti non pi lOriente, ma il Sud: questo spiega perch, in arabo, il lato Sud, fra le altre denominazioni, ha anche quella di qiblah, e perch laggettivo qibli significa <<meridionale>>. Questi ultimi termini ci riportano alla radice QBL; e si sa che la stessa parola qiblah, nellIslam, designa anche lorientamento rituale, ed , in ogni caso, la direzione che si ha davanti. Un altro particolare piuttosto strano che lortografia della parola qiblah esattamente identica a quella dellebraico qabbalah. 201 Visto il tenore degli argomenti, meglio essere prolissi piuttosto che frammentari, anche per porre delle basi solide su ci che andremo dicendo su Raido. Ricongiungiamoci, anzi, ai suoi significati, cercando di stabilire delle analogie con quanto appena riportato. Raido la quinta runa del Futhark germanico e nel vocabolario anglo/tedesco ha originato termini come i verbi to ride e ritten. Raido dunque il percorso del cavaliere, colui che per antonomasia compie un viaggio etico, ossia right o recht, parole che designano valori come giusto, onesto, retto e corretto; ci che va a destra quindi di fatto right, destro e retto nello stesso momento202. Non si tratta soltanto di qualit umane, ma di condizioni imprescindibili che rientrano nel contratto stabilito con unentit superiore. Inoltre, come si pu notare dalla sua forma , Raido si sviluppa realmente, perlomeno nellottica dello spettatore, da sinistra a destra203. Ora, abbiamo appena detto con Gunon che certi problemi di orientamento, o meglio di orientazione, non possono essere sdoganati con definizioni aleatorie, tuttavia possiamo accennare al fatto che per andare a Oriente, ossia verso il sole nascente, ci si volga inevitabilmente verso la propria destra. Ed anche vero che, in alcuni passaggi del Taoismo, la via destra viene identificata con la strada che riporta al Cielo, ed quello che del resto nota sempre Gunon in un capitolo specifico di La Grande Triade, sebbene quanto riportato vada anche a chiudersi con alcune precisazioni che ribadiscono la complessit di qualsivoglia orientazione, dal momento che la destra e la sinistra variano a seconda che si prenda in esame la
201 202

Ivi, cit. pp. 51-53. La ricerca del cavaliere del resto perennial quest, quella del Graal e della conoscenza

salvifica: un elemento che viene messo in evidenza dalla runa successiva a Raido, Kenaz , quel fuoco prometeico che simbolizza appunto la cerca della verit e che rappresenta la torcia che illumina liter del santo viaggiatore. Sulle imprese del Graal rimandiamo ai testi gi citati di Evola e Ponsoye. 203 Cfr. Northern Mysteries & Magick, p. 23. 66

prospettiva dello spettatore di un oggetto o quella delloggetto stesso204. Ci non toglie che Raido operi la sua gittata in una direzione precisa, e proprio nellintenzione di orientarsi, ossia di tornare alle origini dal momento che, come abbiamo appena visto, la radice QDM designa al contempo le regioni orientali e quelle cosiddette dell origine. Questo rimettersi in carreggiata conforme peraltro al recupero della right hand lasciata da Tyr nella bocca di Fenrir: come sappiamo, giusto quella mano era garante della Pax universale, sulla scorta della missione in Terra, quale rappresentante celeste disegnato, del Melki-Tsedeq. Non solo: essendo Raido anche rad (tedesco e olandese), ossia la ruota, essa rientra nei simboli cosmici; scrive ancora Gunon: E noto che la ruota in genere un simbolo del mondo: la circonferenza rappresenta la manifestazione, prodotta dallirradiazione del centro; questo simbolismo daltronde naturalmente suscettibile di significati pi o meno particolarizzati, giacch, invece di applicarsi alla totalit della manifestazione universale, pu anche applicarsi soltanto a un certo ambito di essa. Un esempio particolarmente importante di questultimo caso quello in cui due ruote associate corrispondono a parti diverse dellinsieme cosmico; ci si riferisce al
() la tradizione estremo-orientale si trova in perfetto accordo con tutte le altre dottrine tradizionali, nelle quali effettivamente lOriente sempre considerato come il <<lato luminoso>> (yang) rispetto allOccidente e lOccidente come il <<lato oscuro>> (yin) rispetto allOriente; il mutamento nei rispettivi significati della destra e della sinistra, essendo condizionato da un mutamento di orientazione, insomma perfettamente logico e non implica assolutamente alcuna contraddizione. Questi problemi di orientazione sono peraltro assai complessi, perch non solo bisogna far sempre attenzione a non commettervi nessuna confusione tra corrispondenze diverse, ma pu anche darsi che, in una medesima corrispondenza, la destra e la sinistra abbiano entrambe il sopravvento da punti di vista diversi. Lo indica con la massima chiarezza un testo come il seguente: <<La Via del Cielo preferisce la destra, il Sole e la Luna si muovono verso Occidente; la via della Terra preferisce la sinistra, il corso dellacqua va verso Oriente () >>. Il passo (attribuito al Tcheou-li, n.d.a) particolarmente interessante, in primo luogo perch afferma, indipendentemente dai motivi che ne d e che devono essere intesi piuttosto come semplici <<illustrazioni>> desunte dalle apparenze sensibili, che la preminenza della destra associata alla <<Via del Cielo>> e quella della sinistra alla <<Via della Terra>>; ora la prima necessariamente superiore alla seconda e, potremmo dire, gli uomini sono venuti a conformarsi alla <<Via della Terra>> proprio perch hanno smarrito la <<Via del Cielo>>, fatto che indica molto bene la differenza tra lepoca primordiale e le ulteriori epoche di degenerazione spirituale. In secondo luogo, si pu scorgervi lindicazione di un rapporto inverso tra il movimento del Cielo e quello della Terra, in rigorosa conformit con la legge generale dellanalogia; ed sempre cos quando ci si trova in presenza di due termini che si oppongono in modo tale per cui uno di essi sia quasi un riflesso dellaltro, riflesso che invertito come limmagine di un oggetto in uno specchio lo rispetto alloggetto stesso, talch la destra dellimmagine corrisponde alla sinistra delloggetto e viceversa. Cfr. La Grande Triade, cit. pp. 67- 69. Sulle specifiche dellorientazione, si rimanda pi in generale a tutto il capitolo da cui abbiamo tratto questo brano, intitolato per lappunto Problemi di orientazione (p. 65 e sgg.); ed esse non sono di poco conto, proprio considerando il cambio di prospettiva che possibile adottare rispetto alle direzioni dei punti cardinali. Quelle che abbiamo voluto inserire in questo capitolo sono solo osservazioni indicative e di massima, spesso da considerare pi nel loro simbolismo letterale che in quanto foriere di effettivi comportamenti rituali. Daltro canto, notiamo che proprio la parola rito ha ancora una volta in s il germe di parole come right e retto. 67
204

simbolismo del carro, quale sincontra in particolare, molto spesso, nella tradizione ind().205. Raido difatti non soltanto ruota, ma anche carro: questultimo, in virt della sua struttura composita di elementi circolari, le ruote, e di strutture quadrangolari, la cassa, si pone quale riassunto ideale dellarchitettura delluniverso. In questo senso ci d conforto anche laritmetica sacra: abbiamo gi detto a proposito di Jera, come la sua cifra sia la risultante della moltiplicazione del 3, numero celeste, con il 4, numero della Terra. Il valore di Raido, il 5, prodotto daltro canto dalla somma del 2 (essenza del 4) pi il 3; ovvero, alcuni rilievi numerici di Jera sono gi presenti in Raido, anzi hanno qui la loro valenza originale dal momento che il 2 e il 3, anche nella tradizione taoista, sono rispettivamente le cifre della Terra e del Cielo206. Ma sempre in questa specifica tradizione, come rileva Gunon, il 5 e il 6 sono la Terra e il Cielo nella loro reciproca azione e reazione, dunque dal punto di vista della manifestazione che il prodotto di tale azione e di tale reazione207. Raido quindi da intendersi come rappresentazione della Terra rispetto al Cielo: e in ogni caso il 5 e il 6 sono considerati, sempre sulla scorta del Taoismo, come numeri congiuntivi, che esprimono cio la misura visibile, pi che lessenza, del 2 terreno e del 3 celeste208. Il 5 di Raido peraltro esito di una somma, e tale aggregazione di fattori, a differenza della moltiplicazione, nota Gunon, rappresenta una cosiddetta azione di presenza, laddove la molteplicit indica la potenzialit della sostanza, come gi avevamo sottolineato nel primo capitolo a proposito di Jera209. Raido allora passiva rispetto al soffio di Ansuz, per dirla tutta un suo ricettacolo, e avremo modo di chiarirlo fra poco, investigando anche altre analogie di significato. Ci non toglie che il rapporto privilegiato che Raido detiene nei confronti di ruota e carro confermi appunto questo suo ruolo congiuntivo tra Terra e Cielo. Tale esito si compie anche attraverso il raggio della ruota, che infatti, aritmeticamente parlando, detto radius, sia in tedesco che in inglese. Lo stesso raggio del sole, ray in inglese, conserva dei debiti etimologici nei confronti di Raido e il sole altro non , nelle sue raffigurazioni simboliche, che una ruota dotata di raggi. E del resto anche nella nostra lingua utilizziamo termini come radiazione o irradiamento (o irradiazione) nel senso di spandere o emettere raggi o altre componenti energetiche. Evidente inoltre la relazione tra ruota, carro e sole. Cart, in inglese carro, affine a quarter, il quarto, una suddivisione che pu riguardare i raggi della ruota, i quadranti dellorologio, che di fatto muovono le loro lancette verso destra, proprio come Raido che grazie ai suoi movimenti riunifica luomo con il Principio, che in fondo il mozzo della ruota210. Raido frattanto carro soprattutto in
205 206

Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 226. Essendo luno il numero che designa lunit metafisica, al di l della manifestazione, Gunon spiega: Perci, se il 2 il primo numero pari, come primo numero dispari sar considerato il 3, e non luno; di conseguenza, il 2 il numero della Terra e il 3 il numero del Cielo. Cfr. La Grande Triade, cit. p. 74. 207 Ivi, cit. p.76. 208 Ivi, pp. 77 e 78. 209 Ivi, pp. 77. 210 Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 227. 68

relazione al sole211, la runa Sowulo in questo caso, che, come lo swastika, simbolo del polo centrale, esso stesso mozzo della ruota212. Nella mitologia nordica il carro del sole trainato dalla dea Sunna, conosciuta anche come Sl: essa riprende il suo viaggio durante la festa di Yule, il Solstizio dinverno213. Abbiamo gi avuto modo di sottolineare nel primo capitolo come tale ricorrenza aprisse il calendario della tradizione primordiale, quindi anche in questa nota conservato un riferimento alla vera origine, nel senso proprio di principale orientamento. Il nome della Dea Sunna (da cui appunto il sun inglese) presenta inoltre dei solidi legami con il Sud214 e questo stabilisce perlomeno degli interessanti nessi con quanto riportato, sempre con Gunon, poco pi sopra: Quando ci si volge verso il sole nascente, come abbiamo appena detto, il Sud designato come il <<lato destro>>. Essendo Raido la runa del carro che recupera il sole nascente, ed essendo Sunna una divinit legata al meridione, questo spiegherebbe perch Raido si indirizzi verso il lato destro. Indirizzarsi verso il sole, e con il sole, equivale in ogni caso a seguire la regolarit (altro termine che deriva da ci che right, nel senso sia di retto che di destro) di un disegno superiore, anche se, come abbiamo visto, qualsivoglia conclusione circa i problemi di orientazione rischi inevitabilmente di essere parziale, se non erronea. Incuriosisce per, quantomeno, che il termine arabo Sunna identifichi allo stesso modo una consuetudine, unabitudine, un codice regolare, un dispiegamento della legge, secondi solo al Corano. Se consideriamo che il Corano la voce di Dio, proprio come lo Ansuz allinterno del Futhark antico, e che la Sunna islamica e Raido (in quanto vettore della dea Sunna) rappresentano entrambe unemanazione

Di carri ve ne sono peraltro molti nel novero della mitologia germanica. Nijrdr e i suoi figli Frey e Freya- vengono mostrati alla guida di un carro, motivo poi ripreso nei rituali propiziatori delle comunit nordiche: questi spostamenti terreni ripercorrevano i drammi cosmici, ricompattando la comunit di fronte al sacro, nei momenti pi difficili della stagione agricola. I carri nelle rappresentazioni cerimoniali venivano utilizzati per condurre lofficiante (nelle vesti del dio) in quei riti, soprattutto invernali, che servivano a benedire i campi in vista del risveglio primaverile. Un altro viaggio simbolico si compie del resto anche con Thor: costui dirige un carro guidato da capre (simbolo di ricchezza e di benessere). Cfr. Secrets of Asgard, p. 42. Sui rituali agresti si rimanda ovviamente anche al Frazer, in particolare ai capitoli dedicati alla morte e alla risurrezione dello spirito della vegetazione tramite i sembianti di un dio; si vedano gli approfondimenti su Adone, Attis, Osiride, p. 388 e sgg. 212 Ad un livello corporeo, le ruote connettive che si muovono tra Raido e Sowulo sono identificabili daltro canto come i chakra - si pensi soprattutto al plesso solare che riguarda proprio il genere di interconnessioni che indirizza Raido verso Sowulo. Nella mitologia norrena, del resto, lo scoiattolo che si sposta lungo lYggdrasil, per far interagire laquila e il serpente posti agli antipodi, noto come Ratatosk, nome in cui, ancora una volta, evidente la matrice della Rat/ruota di Raido. 213 Per inciso anche la parola tedesca che identifica il sole femminile, die Sonne appunto.
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Scrive a tal proposito Vincent Ongkowidjojo: The Sun Goddess is also named Sunna. Her name means in the south. Cfr. Secrets of Asgard, cit. p. 91. 69

della fonte principale, ossia il Corano e il verbo di Ansuz, individuiamo ulteriori, e singolari, analogie. La stessa circumambulazione rituale islamica procede del resto nel senso orario, o solare, come ha avuto modo di precisare Gunon nel gi citato capitolo di La Grande Triade dedicato allorientazione, mentre la circumambulazione polare va verso la parte opposta, in senso cio anti-orario, e questo accade ad esempio con la tradizione ind che del resto vanta un retaggio pi antico di quello islamico. Ovvero non sorprende che, analogamente, lesoterismo nordico segua la direzione oraria, rappresentando essa stessa una versione successiva della dottrina polare dei primordi215. In ogni caso, da qualunque punto di vista lo si voglia oggettivare, il carro di Raido quello che trasporta un qualcosa, un qualcosa propriamente verificatosi con Ansuz. Se Ansuz il primo soffio manifesto di Dio, il verbo sacro che presiede alla creazione, il viaggio di Raido non pu che motivarsi se non per ritornare a questo respiro originale, anche se chiaramente tale viaggio orario e deve percorrere, verso destra, tutto il Futhark che resta, pi la parte iniziale che la precede, volendo appunto intendere lalfabeto runico come codice iniziatico e schema della riproduzione ciclica, essenza che peraltro abbiamo gi ampiamente documentato nel primo capitolo. Tutto ci ovviamente alla base del senso tradizionale. Partiamo dallestrema volgarizzazione del termine per giungere alla radice del significato autentico: fuori dalle logiche sacre, nel corso delle epoche terrestri, il carro, o suo moderno equivalente, si affermato quale vettore tipico del commercio, ossia del trade, la parola inglese che designa il commercio e che verosimilmente apparentata anche alla rad/Raido di cui sopra. Trade del resto ogni trasmissione di beni portati in giro per un territorio pi o meno vasto, tanto che si parla di raggio dazione a proposito dellinfluenza che una specifica attivit riesce a produrre su un determinato spazio, e il raggio come sappiamo componente essenziale della ruota. Ma come abbiamo visto pi sopra, nei passaggi di Gunon in apertura, ci che nelle origini ricevuto o trasmesso, in latino noto come traditum: tradere significa perci trasmettere una tradizione e, proprio allinterno di questo verbo, noi riconosciamo la base rad che fa di Raido il vettore deputato a tramandare la tradizione delle origini, chiaramente sotto nuove forme, quelle che sono indicative dellesoterismo runico, ma sempre in quel movimento orientativo che cerca di tornare al nocciolo della questione, alla sostanza primordiale216. Pertanto se Ansuz la rivelazione della parola sacra, aleph o alif del Futhark germanico, Raido riprende letteralmente il discorso, tanto che in tedesco rede
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Ci non toglie che il Nord polare che Gunon riferisce come primordiale sia presente nei ricordi della stessa tradizione norrena; proprio in Othila il rimando alla Tul iperborea, lo abbiamo notato, assolutamente palese. E anche in Evola vi la traccia di questo retaggio comune, che in verit dovrebbe risultare automatico, considerando la tradizione nordica come unemanazione appunto successiva di una dottrina pi antica. Si veda in tal senso il gi citato capitolo sul Polo e la sede iperborea in Rivolta contro il mondo moderno, in particolare da pagina 232 in poi. 216 Per non parlare quindi di che cosa si ritrovato a denotare un termine che allepoca identificava la trasmissione pi alta: il trade odierno decisamente agli antipodi del tradere delle origini. 70

significa proprio discorso217. Bisogna anche precisare che rat e raad sono termini atti a indicare le assemblee delle antiche trib germaniche e olandesi, confermando il rapporto di Raido con il discorso, strumento di base in ogni tipo di conciliazione pubblica o privata. Tuttora il concetto di tavola rotonda, in conformit con il viaggio circolare di Raido, rappresenta un incontro di pi persone attorno a un tema specifico o ad un problema; in tempi remoti, se non mitici, si pensi al sacro concilio dei cavalieri di Art, proprio una simile tavolata doveva farsi carico della responsabilit di traghettare nella giusta direzione il destino di un intero popolo. Analogamente il giudice in olandese si chiama rechter 218, in quanto erede del rex in simili mansioni coordinatrici; tanto vero che il latino rego significa reggere, dirigere e guidare, cos come del resto regio indica contemporaneamente la direzione e la linea retta. Chi guida e regge nel senso pi nobile del termine, insomma non pu farlo che secondo certe direzioni e direttive. Ancora oggi il tribunale Vaticano noto come Sacra Rota, per rimanere in ambiti in cui chiara lattinenza tra il parlare, il giudicare e il muoversi rettamente, sia esso fisico o figurato; tutti significati che sono tipici della runa Raido, al di l delle imponenti screpolature di concetto che si sono verificate nel tempo. Tornando alla natura intima del parlare in quanto gesto del diffondere il verbo, un discorso che non venga pi tramandato oralmente tramite il rede, pu anche essere scritto e quindi letto (to read) e addirittura tradotto, e infatti un verbo latino affine a tutte queste radici, reddo, significa tradurre, ossia trasmettere/trasportare in unaltra lingua, oppure anche restituire, consentendo latto del ritornare, in questo caso a un senso che andato smarrito219. Ci alla vera base della tradizione e del suo rapporto con il linguaggio, che non dunque da intendersi se non come uno strumento designato a trasmettere un qualcosa che non poteva pi essere compreso e recepito sotto le precedenti modalit; la tradizione coincide dunque con la traduzione, nel momento in cui i significati originali siano resi secondo nuove possibilit espressive, senza che il valore effettivo ne esca mutato; e ci fa di ogni forma tradizionale in fondo una traduzione, in altre lingue e codici, di un sapere primo e comune. In gergo si dice del resto anche ritornare alle proprie radici e tanto litaliano radice (latino radix) quanto linglese root concernono le attribuzioni della rad e le sue basi linguistiche: la ruota daltro canto non fa che muoversi in direzione delle sue origini e solo un giro di lancette completo pu rappresentare un
Anche Polia (Le rune e gli di del Nord, p. 57) ritrova in molti derivati di Raido il legame con la parola e lenunciazione: raddar significa ad esempio avente la voce dun certo tono, cos come raddartl organo della parola e raddmar persona dotata di voce potente. Sempre Polia annota del resto: Posta nella serie dopo ANSUZ, RAID contiene in s lidea di suono e movimento e indica leffetto del disserrarsi della bocca divina, il prorompere del tuono (Odino il Tuonante) e linizio della rotazione universale; ivi, cit. p. 58. 218 Sui significati di Raido, anche in relazione ai concetti di ruota e tribunale, si rinvia nello specifico a Northern Mysteries and Magick, p. 23 e sgg. 219 Anche linglese translate, mutuandolo nellitaliano traslare, d il senso di qualcosa che stato appunto trasmesso e trasportato, restituendolo nel suo significato. Anche quando si traslano delle spoglie si agisce in teoria per dare una degna, definitiva, sepoltura che dovrebbe equivalere a un vero e proprio ritorno a casa. 71
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vero rientro al punto di partenza. Raido allora anche la legge delleterno ritorno, e in effetti parole come return cos come redemption ( sempre da rad) indicano il saldo, in chiave circolare, di un continuo moto ciclico che riguarda tutti gli aspetti della manifestazione. Nelle radici QBL e QDM Gunon ha del resto individuato sia ci che sta davanti (cio <<di fronte>> nello spazio) tanto ci che viene <<prima>> (nel tempo). Se intendiamo il viaggio di Raido come quello della ruota, effettivamente Ansuz le sta al contempo davanti nello spazio e prima nel tempo. Ovvero Ansuz quella fonte originale nei confronti della quale Raido tende il suo movimento orario pendente a destra; trattandosi di uno spazio circolare di fatto Ansuz sta davanti a Raido, e tuttavia altrettanto vero che Ansuz la precede allinterno del Futhark Antico (nel tempo dunque), anzi di fatto la determina e la specifica, suggerendone la parabola, che infatti al contempo parola e movimento. Il tragitto di Raido in definitiva fatto di parole220, di discorsi da tramandare, in quella directio che retta, dritta221, proprio come il raggio che unisce il centro della circonferenza con la circonferenza stessa, indicando una continuit con quel sapere originale verso il quale ci si orienta; Raido in tale ottica incondizionato ritorno a casa, propriamente alla tradizione primordiale. Ci chiaro anche sotto altri aspetti: se consideriamo che il gi citato verbo to read nel participio passato e nel passato si pronuncia come red, abbiamo unequivalenza fonetica con il colore rosso, in inglese red, in tedesco rot. Rendere rosso in inglese si dice to redden e ci chiaramente riguarda da vicino anche la tinta color rosso ocra che contraddistingue le antiche incisioni rupestri, tra cui quelle delle stesse rune. Si dice del resto, sotto derive magiche, che per energizzare le rune e renderle attive bisogna colorarle di rosso: questo rosso il sangue delle rune, e per analogia un corpo esangue un corpo senza vita222. Ma red o rot hanno ovviamente una chiara attinenza con rad e rat, ossia ci che circola regolarmente (come del resto fa il sangue allinterno del corpo) e che si muove rettamente, nel senso di una direzione che punta a riallacciarsi con il Principio metafisico. Per proiezione, colui che sincammina lungo la via stretta, ossia ancora una volta retta, del sentiero iniziatico, dovr omologarsi a questa traiettoria; il che ci porta anche alla formula del Vitriolum ermetico, che ribadiamo qui dopo averla menzionata nel primo capitolo: Visita inferiora terrae, recfiticando invenies occultum
Ci chiaro ad esempio nel verbo latino ire che significa andare, recarsi, ma che indica anche uno spargimento di notizie. Tra laltro Gunon nota come il verbo ire sia parte integrante di in-ire entrare, verbo iniziatico dal momento che initiatio deriva proprio da in-ire, il che riconduce del resto anche al valore di porta incarnato da Giano. Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 120. 221 La dritta ancora oggi nel gergo comune un consiglio di vitale importanza, uninformazione chiave per accedere al nocciolo di una situazione. La stessa ratifica un tentativo di riportare una dichiarazione nella corretta dimensione; e proprio ratifica conserva al suo interno un po tutte le radici che abbiamo avuto modo di analizzare fino ad ora. 222 E del resto il termine tedesco che indica il rosso, rot, ha attinenza anche con il brot, il pane, che in termini eucaristici il supporto fisico del sangue rosso di Cristo. 72
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lapidem, veram medicinam. Lesigenza di tale rectifcare quindi quella di tornare allorigine, ossia di orientarsi, il che, rimanendo in termine ermetici, poi lattuazione della cosiddetta rubedo, lopera al rosso. Il rectificare inoltre curiosamente affine alla pratica di rendere rosse (reddificare?!) le rune per attivarne il potere magico. Il colore rosso dunque a testimonianza che si stia procedendo in the red/right direction, ancora una volta nei riguardi di ci che stato autenticamente trasmesso per la primissima volta. Questo ci riporta a quanto detto pi sopra, tramite Gunon, circa la parola qadmn: Ma il senso principale, in questo caso, designa ci che primo, sia gerarchicamente che cronologicamente; cos, lidea espressa con maggior frequenza quella di origine o di primordialit e, per estensione, nellordine temporale, di antichit: pertanto, qadmn in ebraico, qadm in arabo hanno il significato di <<antico>> nelluso corrente, ma quando si riferiscono al dominio dei princip, devono essere tradotte con il <<primordiale>>. Il primo uomo non a caso lAdam Qadmn, e se analizziamo il senso proprio della parola Adam, sempre sulla scorta di Gunon, capiamo come il rosso che anima Raido e tutte le operazioni rectificanti sia giustappunto il colore delle origini, e quindi di quella Tradizione primordiale verso la quale ci si orienta in un viaggio di tipo iniziatico; scrive Gunon: Innanzitutto, si noti che, dal punto di vista linguistico, non ammissibile letimologia volgare, la quale giunge a far derivare Adam da adamah, che viene tradotto con <<terra>>; lipotesi inversa sarebbe pi plausibile; ma, in effetti, i due sostantivi provengono entrambi da una medesima radice verbale adam, che significa <<essere rosso>>. Adamah, originariamente almeno, non la terra in generale (erets), n lelemento terra (iabashah, parola il cui senso primitivo sta ad indicare l<<aridit>> come qualit caratteristica di questo elemento); propriamente largilla rossa che, per le sue propriet plastiche, particolarmente adatta a rappresentare una certa potenzialit, una capacit di ricevere delle forme; e il lavoro del vasaio stato spesso preso a simbolo della produzione degli esseri manifestati dalla sostanza primordiale indifferenziata. Per la stessa ragione, la <<terra rossa>> sembra avere una speciale importanza nel simbolismo ermetico, in cui essa pu essere vista come una delle raffigurazioni della <<materia prima>> (). Si aggiunga che la parentela fra una delle designazioni della terra e il nome Adam, preso come tipo dellumanit, si ritrova, sotto unaltra forma, nella lingua latina, in cui la parola humus, <<terra>>, vicina in maniera altrettanto singolare ai termini homo e humanus (). Quanto alla parola dam, <<sangue>> (che comune allebraico e allarabo), anchessa deriva dalla stessa radice adam: il sangue propriamente il liquido rosso, ed questa la sua caratteristica pi immediatamente evidente. La parentela fra tale designazione del sangue e il nome di Adam dunque incontestabile e si spiega da sola con la derivazione da una radice comune().223
Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, cit. pp. 43-44; pi in generale si rinvia allintero capitolo intitolato, per lappunto, Alcune considerazioni sul nome Adamo. Notiamo come ulteriore curiosit che, analogamente, sacred, sacro in inglese, qualcosa che evidentemente ha attinenza con il rosso, inteso appunto quale colore di unorigine davvero tradizionale.
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Il viaggio di Raido dunque rivolto verso il rosso, che equivale alle origini, alla materia prima e a ci che sta a Oriente nel senso di primordiale; anche il Sol Levante della bandiera giapponese del resto un cerchio denso e rosso. Nella prospettiva del Futhark antico, Raido punta proprio verso Sowulo, che identifica il sole del s superiore. Pi in generale, la rectificatione di questo Futhark si compie con Ansuz e prosegue con Raido: Odino si inverte sullYggdrasil giustappunto per cambiare rotta (route in inglese), termine gemello di retto. Lo stesso luz, nocciolo dimmortalit equivalente della Kundalini, si trova ad altezza dellosso sacro: ma osso anche os, bocca, come abbiamo precedentemente chiarito a proposito di Ansuz, che infatti nota come Os nel Futhark anglosassone. Proprio questo tratto del corpo umano quindi il bocchettone, il crocevia tra le energie superiori e quelle inferiori, o meglio infere, del corpo umano; il retto diventa retta via, qualora si decida di risalire la china: tuttaltra invece la sostanza qualora si inverta il cammino. Odino sceglie le correnti alte, rispetto a quelle basse, nella sua prova iniziatica: il capovolgimento chiaramente di prospettiva rispetto a una strada che andava nella direzione opposta, verso sinistra, nelle paludi di energie propriamente sataniche. Prima di Ansuz vi non di meno il caos, e nella sequenza del Futhark ci palesato dalla presenza della runa Thurisaz, che rappresenta lassalto titanico e nichilistico di Thor nei confronti dei giganti di Jotunheim. La palingenesi di Odino sposta invece la direzione del cosmo verso destra, inverte landamento della corrente sulle linee del right path; per analogia, attraverso Raido, il ritorno a Oriente un ricongiungimento con la vera nascita di Odino, qui nelle vesti di sole, tanto vero che il mondo si oscurer col Ragnark allorch Fenrir inghiottir lAllfdr. Per di pi Gunon, lo abbiamo riportato in apertura di capitolo, segnala come il verbo latino che identifica la nascita sia origo, analogo di orientis; in entrambi i termini vi la radice anche di rectus, da cui appunto il lato destro di Raido; senza contare che lauriga colui che conduce il carro, e proprio il carro una delle immagini che appartengono al simbolismo, e del sole e di Raido224. LAur di Auriga fa inoltre pensare all aurora, allAor, il fuoco spirituale, e allAurum, il sole ermetico, Sowulo nel Futhark antico, ovvero la runa maggiormente legata a Raido. La costellazione dellauriga, detta anche Cocchiere, peraltro vicina nei cieli proprio allOrsa Maggiore, il grande carro, e si presenta come un pentagono regolare: se consideriamo che Raido la runa numero 5, troviamo unaltra equivalenza degna di nota; lultima per il momento. Chiariti questi valori di Raido, possiamo infatti tornare ad Ansuz e alla sua presenza in una formula iniziatica legata al consumo di bevande dalle propriet specifiche.

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Si dice del resto anche rigare dritto, nel senso di comportarsi rettamente. Lauriga dunque colui il quale si assume le responsabilit di un viaggio retto, che riga dritto verso l oro spirituale e il sole, in qualche modo ancora una volta in direzione dellOriente della nascita e dellorigine autentica. 74

La formula ALU, la sapienza che si pu bere Quella dellALU, che ha dato il nome alle ale che possiamo consumare tuttora nei pub, era unintonazione magica che allinterno dei cerimoniali delle comunit di stirpe germanica rientrava in quei sacrifici che prevedevano unofferta votiva a base appunto di birra e in tutte quelle ritualit che sfociavano in libagioni di informazioni superiori225. La bevuta off-limits, nota come symbel -che conserva tuttora una valenza virile nelle societ di stampo anglo-sassone-, rivestiva presso queste genti un ruolo significativo, ponendosi come ulteriore fase di passaggio attraverso i ranghi della trib. Venire ammesso al drinking table presupponeva lessere diventato uomo, e come per i banchetti dionisiaci del vino tale prassi si risolveva in un assaggio (che praticamente lo stesso che passaggio) della conoscenza, e pertanto in un corrispettivo avanzamento tra i livelli di uno specifico cursus honorum. Il trittico ALU, scomposto da un punto di vista runico, incorpora del resto una sequenza precisa: Ansuz , Laguz e Uruz . Di Ansuz abbiamo ampiamente detto e vi ritorneremo ancora, in merito alla sua appartenenza a tale formula, non prima per di aver chiarito meglio i significati di Laguz e di Uruz. Laguz acqua, un sorso che scroscia da altezze superiori, con chiare valenze di purificazione. Da vette, giustappunto, come nel caso di Ansuz, che segno simile proprio a Laguz, nella forma e nellattivazione di un sapere magico per chi ne venga investito. Solo che Ansuz respiro, mentre la sostanza di Laguz liquida: liquida e catartica, come lacqua battesimale o lo scroscio infinito del diluvio universale226. Laguz dunque uniniziazione a cascata, che si trattiene poi nei recinti di un lago (Laguz appunto) o che si esprime per il tramite di un fiume227. Alcuni di questi significati possono essere rinvenuti anche nel simbolismo della lancia del centurione Longino: questultimo, come noto, era un soldato romano che secondo testimonianze ritenute apocrife penetr il costato di Cristo sulla croce per accertarsi che fosse morto. La descrizione biblica della penetrazione delle carni del Messia peraltro pi generica, senza che si faccia riferimento diretto a Longino: ma uno dei

Spiega Vincent Ongkowidjojo: In the main, Alu has a twofold ritual meaning. On the one hand it refers to an offering of beer. On the other hand, it refers to the mysteries of drinking the holy mead. Cfr. Secrets of Asgard, cit. p. 241. La formula ALU stata peraltro rinvenuta su bratteati cos come su monoliti, spesso chiudendo una specifica sequenza invocatoria. 226 Proprio il leccio lalbero che secondo la leggenda cresce per primo dopo il diluvio universale: leek in inglese, di cui evidente la parentela con il suono di lake/Laguz. 227 Lo stesso Gunon cita del resto pi volte il simbolismo del passaggio delle acque: nel testo che riportiamo Gunon si sta riferendo al fiume inteso come axis mundi; si ritrova qui limmagine della Laguz che scroscia dallalto, da vette celesti, in corrispondenza appunto dellasse del mondo. () il fiume celeste che scende verso la terra, e che nella tradizione ind designato con nomi come quelli di Gang e di Saraswat, che sono propriamente i nomi di certi aspetti della Shakti. Nella Cabala ebraica questo fiume della vita trova la sua corrispondenza nei canali dellalbero sefirotico, per mezzo dei quali le influenze del mondo di su vengono trasmesse al mondo di gi, e che sono anche in relazione diretta con la Shekinah, che equivale in fondo alla Shatki ().; cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 297. 75

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soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita usc sangue con acqua (Giovanni, 19, 34). Longino, dal greco logk (lancia)228, quindi per lo pi una figura simbolica. Attraverso il suo nome e il suo attributo, la lancia, egli ha a che fare con lacqua e quindi anche con Laguz, intesa come siero liquido che promana dallalto. Sangue e acqua in questo caso fuoriescono dal costato di Cristo, che in una posizione rialzata rispetto ai soldati romani e agli altri astanti: limmagine pertanto uguale a quella di Laguz 229. Parimenti, trattandosi del corpo di Cristo, non pu che essere un liquido superiore quello di cui stiamo parlando e infatti il sangue e lacqua rappresentano qui la palingenesi del redentore230. Lacqua e il sangue sono presenti anche nei riti dionisiaci, dove era usanza mescolare nel cratere lacqua con il vino, laddove il vino figurava quale sostituto del sangue, come nel rito eucaristico peraltro; senza considerare che vi qui unidentit specifica con quella stessa trasformazione operata dal Cristo, dallacqua al vino appunto, alle nozze di Cana. Come ha notato tra gli altri Jean-Robert Pitte, i greci designavano con la parola krasis questa mescolanza di acqua e vino, unusanza che rimasta poi in dote alla Chiesa Ortodossa231. Krasis significa per anche armonia, e non pu del resto che essere considerata armonica una composizione nata dallincontro tra lacqua e il sangue depositati nel costato di Cristo, colui che con il sacrificio della croce stabilisce de facto larmonia tra la vita e la morte, tra la fine e il nuovo inizio. Il sangue/vino chiaramente indica il sacrificio della carne, e lacqua il tocco dimmortalit che va a ripulire la ferita dando nuova linfa allimmolato che, dimentico del decesso, ora eterno nello spirito. La stessa acqua di Laguz da intendersi dunque in senso miracoloso, o perlomeno catartico. A tale acqua del resto affine il simbolismo del vascello, dellarca di No che affronta appunto le acque corrosive del diluvio universale. E omologo del simbolismo dellarca indubbiamente quello del Graal, che compare proprio sotto la croce, per mano di Giuseppe di Arimatea, che nella coppa leggendaria raccoglie lo spurgo della ferita di Cristo. Il cerchio si chiude se consideriamo che la lancia non soltanto un attrezzo militare, ma anche il nome di unimbarcazione, ossia di un supporto che solca e domina lacqua.

Cfr. Il Re del Mondo, nota 2 p. 48. Logk che tanto pi chiaramente rimanda a Laguz. Anzi, si potrebbe quasi intendere la forma di Laguz come la croce vista lateralmente, con il capo di Cristo abbassato dopo il trapasso. 230 Eperaltro noto come il sangue coagulato, ossia quello del morto, rilasci il plasma acqueo in modo ancora pi netto. 231 Cfr. Jean-Robert Pitte, Il Desiderio del vino - Storia di una passione antica, Edizioni Dedalo, Bari, 2010. Il riferimento cui accenniamo compare nella nota 25, p. 75. Anche Pitte osserva come lacqua mista al vino, presente nel rito dionisiaco, rievochi chiaramente la ferita del costato del Cristo procurata dalla lancia di Longino.
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Laguz , riassumendo, ricorda anche nella forma la lancia del guerriero232, e i suoi significati sono correlati agli effetti purificanti dellacqua: una sostanza magica, unaqua regis per dirla in termini alchemici, che cerca un suo contenitore, un suo Graal per lappunto. Come abbiamo sottolineato in precedenza, il Graal runico da intendersi con la sesta runa, Kenaz , la cui forma, se girata di 90 verso sinistra, di certo identificabile con un vaso; un vaso peraltro del fuoco, un athanor pi propriamente, al punto che la gemellanza/opposizione di acqua (mercurio) e fuoco (zolfo) di Laguz e Kenaz assume toni ermetici davvero interessanti, tanto pi rafforzati nel loro peso visivo dallalternanza del maschile e del femminile nella lancia e nella coppa. Questa relazione peraltro la stessa che vige tra la lancia che penetra e la ferita del costato di Cristo, che a sua volta identica al rapporto in atto tra Excalibur e la fessura da cui essa viene estratta. Non solo: in inglese la somiglianza tra la parola lancia, wand, e ferita, wound (wunde in tedesco), di nuovo emblematica di tutte queste costanti sovrapposizioni. La lancia produce insomma un suo elemento complementare: lattrezzo appuntito virile collima profondamente con il buco femmineo, che funge da incavo iniziatico; una dualit che su altri piani abbiamo gi investigato con Teiwaz e Berkana. Bisogna inoltre considerare che Excalibur deve la sua genesi anche ai reami dellacqua, essendone custode la leggendaria Dama del Lago, con chiari riferimenti ancora una volta a Laguz, che senza ombra di dubbio imparentata ai motivi che animano la cerca del Graal233.
A tal proposito, si rimanda anche alle considerazioni che abbiamo fatto a proposito della doppia lancia di cui detentrice Teiwaz, che del resto a livello iconografico formata da una Laguz che guarda verso destra e da unaltra rivolta invece verso sinistra. 233 La quest del Graal e lelemento della lancia, che ferisce ma che al contempo guarisce, sono stati del resto individuati come temi comuni dallo stesso Evola; riportiamo questo lungo passaggio per sistematizzare alcuni degli spunti che abbiamo fornito fino ad ora: Abbiamo gi accennato al complementarismo esistente fra lancia e coppa. Nelle figurazioni tradizionali del <<duplice potere>>, lo scettro spesso si confonde con una lancia, e il simbolismo della lancia, al pari di quello dello scettro, interferisce spesso col simbolismo dell <<asse del mondo>> e, per tal via, riporta agli ormai noti significati <<polari>> e regali. Ora, nel ciclo del Graal la lancia appare, appunto e propriamente, presso figure regali e presenta un doppio carattere: essa ferisce e essa guarisce. Ci richiede qualche spiegazione ulteriore. Nella saga, la lancia del Graal spesso insanguinata; talvolta pi che essere intrisa di sangue, essa stessa d origine ad una corrente di sangue. Di tale sangue, nel Diu Crne, il re si nutre. Nei testi pi tardi il sangue va ad assumere una parte sempre pi importante, tanto da far passare in secondo piano il recipiente che lo contiene e che originariamente aveva lui la parte essenziale. In tali testi, il Graal si fa Sangreal, col doppio senso di sangue reale del Cristo e di sangue regale. Negli elementi cristianizzati della saga la lancia del Graal viene infatti spiegata, talvolta, come quella con cui Ges fu ferito, e il sangue che da essa scorre sarebbe <<il sangue della redenzione>>, cio simbolizzerebbe un principio rigenerante. Ci non spiega per troppo il fatto, che la lancia ferisca chi, come Nescien, ha voluto conoscere troppo da presso il mistero del Graal, restando per questo, oltre che ferito, accecato. La vista ritorna e la ferita si chiude in virt del sangue che sgorga dal ferro della lancia, una volta che si sia riusciti ad estrarlo dalla piaga. Nel Grand St. Graal, al prodursi di tale fenomeno, un angelo risplendente dichiara, esser questo linizio delle meravigliose avventure che si svolgeranno nel paese ove si recher Giuseppe di Aarimathia, cio nella regione nordico-occidentale. Grazie a queste avventure <<i veri cavalieri si 77
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Tornando nello specifico alla lancia di Longino, questultima dunque essa stessa acqua, nel momento in cui produce il rilascio di una sostanza, di un misto di sangue e acqua che, proprio per la sua appartenenza al Cristo, portatrice di effetti miracolosi e rigenerativi, indizi di vera grazia celeste. Il vascello, per complementariet simbolica, invece quello strumento che consente di controllare questa conoscenza superiore e di indirizzarla a vantaggio di una personale elevazione: accanto alle discese del fiume celeste, Gunon parla del resto, riprendendo Coomaraswamy, della risalita verso la sorgente234. Anche approfondendo letimologia di altre parole, notiamo del resto lassonanza tra i termini lancia e acqua: la parola wand, che in inglese designa appunto la lancia, ha una struttura simile a quella di water (acqua) e wave (onda). Onda, inoltre, fa il paio con nd, il soffio di Odino/Wotan. Tanto pi che Odino il wanderer, il ramingo, in quanto detentore di una wand, di una lancia che, andando egli a zonzo, propaga appunto il suo respiro. Ovvero Odino trasla in giro il suo soffio, sacralizzando tutto ci che tocca e sanzionando cos i significati di Wunjo e Othila, rune del territorio marchiato da auspici superiori e dalla vittoria gloriosa, senza considerare che Wunjo ha una forma molto simile a quella di Laguz, ricordando ancora una volta la lancia. Ma essendo questultima anche un vascello, dobbiamo dedurre che Odino si sposti sia per terra che per mare, veicolando tanto il soffio quanto lacqua, senza che i connotati di tale investitura superiore vengano peraltro meno. Il dio norreno del mare, Nijrdr, infatti naturalmente anche dio dei venti, wind, da cui ancora le relazioni con wand e con wave235. Secondo una
distingueranno dai falsi cavalieri, la cavalleria terrestre diverr cavalleria celeste>>, e allora si ripeter il miracolo del sangue che scaturisce dal ferro della lancia. Anche lultimo re della dinastia di Giuseppe sar ferito in entrambe le cosce dalla lancia e non guarir che allarrivo di colui che scoprir il segreto del Graal, avendo la qualificazione a ci richiesta. In tale insieme, il sangue della lancia sembrerebbe dunque stare in relazione con la virt delleroe restauratore. Ma in questo testo si trova anche il riferimento, che la lanche aventureuse ferisce, nel senso di infliggere un castigo destinato a ricordare la ferita di Ges. Tutto ci sembra adombrare il tema <<sacrificale>>, verrebbe cio ricordata la necessit di una <<mortificazione>>, di un <<sacrificio>> come condizione preliminare a che lesperienza del Graal non risulti letale. Tuttavia in altri testi un tale tema si incrocia con quello della vendetta: la lancia, col suo sangue, ricorda una vendetta che il predestinato deve compiere: solo allora si avr, insieme al compimento del mistero, la pace, la fine dello stato critico di un regno. Cfr. Il mistero del Graal, cit. pp. 121-122. Si nota dunque come la lancia e il liquido che ne scaturisce siano correlati ai temi del sacrificio iniziatico e della rivelazione che ne consegue. Inoltre lacqua sempre presente nelle avventure del Graal, andando a circondare, a seconda dei casi sotto forma di fiume o di mare, la sede della coppa miracolosa; con riferimento sempre al testo di Evola, p. 138 e sgg., senza peraltro che sia necessario insistere oltre sul gi citato simbolismo del passaggio delle acque. 234 Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 297. 235 Anche un altro termine tedesco, wende, attinente con quanto detto pi sopra. Die Wende fu del resto la cosiddetta svolta che nel 1989 consent alle manifestazioni pacifiche di Lipsia di portare alla caduta del Muro di Berlino. Wind/Wende/Wave: in queste parole troviamo sempre il senso del mutamento e dellevoluzione, passaggi garantiti originariamente dallnd di Odino e dalla sua wand, il soffio e il suo vettore, garanti dellelevazione di tutto ci che terreno in conformit della pensata celeste. 78

leggenda, non a caso, lo stesso Nijrdr, prima di cadere in occasione del Ragnark, si segna il petto con una lancia, in perfetto stile odinico, questo allo scopo di procacciarsi limmortalit, e a conferma di tutti i significati esaminati a proposito delle ferite riportate dal Cristo sulla croce, perfino, anzi soprattutto, dopo la sua morte236. Se Laguz attiene un trasferimento dimmortalit, Uruz ne il suo definitivo contenimento, e lo capiremo tanto pi chiarendo i valori intrinseci dellALU. Uruz, per prima cosa, (anche) una runa di ghiaccio, e sottintende quindi limbrigliamento della mobilit di Laguz. In verit Uruz d luogo a una resistenza primigenia, e sperimenta le sue inerzie a contatto della Fehu che apre il Futhark, ovvero la scintilla che ha generato il cosmo. Di fatto, nelle prime due rune si riassume il necessario processo di scontro/convivenza tra ghiaccio e fuoco che determina gli equilibri della cosmogonia nordica; ovviamente tale opposizione, ricalcando quella tra yin e yang, ha valenze esoteriche di ben pi vasta portata. Tant, Uruz nel suo segno conserva sia lattrito del ghiaccio che lesplosivit del fuoco. Uruz mirino237, indirizzamento di una forza selvaggia, che trae propriamente le sue origini dalluro, mastodontico bue dei tempi preistorici che stato immortalato in diverse pitture parietali. Indubbiamente la sagoma di Uruz ricorda quella 238 dellimponente bovino visto di profilo o da davanti . Questo animale, oltre a essere cacciato per necessit, rientrava nelle prove iniziatiche che il giovane della trib doveva sostenere, e superare, per poter raggiungere lo statuto virile (Uruz-virus, lanalogia evidente). Daltro canto, Uruz capovolta identifica anche il recipiente in cui beveva il maschio per festeggiare il suo passaggio alla maggiore et: tale recipiente era il trofeo delluro ucciso, il suo capiente corno, il che spiega in modo tanto pi chiaro lappartenenza di Uruz a una formula che concerne appunto libagioni e offerte di bevande particolari. Ovvio che i significati di Uruz attengano poi anche lambito della contrattazione magica con lo spirito della bestia. E teoria diffusa, e credibile, che le pitture parietali fossero riti volti a catturare lanimale con un transfert magico: immobilizzare sulla parete la bestia, in questo caso luro, equivaleva alla chance di poterla freddare nella realt, durante il tiro al bersaglio della caccia; tanto vero che ancora oggi quando si parla di fare centro, in inglese si usa dire to hit the bulls eye. Uruz pertanto controllo dellesuberanza animale tout court, sia che tale supremazia venga rivolta contro la forza selvaggia degli animali esterni, o che invece sia esercitata per tenere a bada il proprio demone interiore. Da un punto di vista
Ovviamente non stiamo asserendo che Odino e Nijrdr siano la stessa divinit, ma semplicemente notando come alcune attribuzioni finiscano inevitabilmente per sovrapporsi, dal momento che ogni singola divinit, in ogni specifica mitologia, sempre la caratterizzazione di facolt che appartengono allessenza della manifestazione divina nella sua totalit. 237 Vincent Ongkowidjojo sottolinea in modo molto interessante come Uruz rappresenti una cooling force; in tal senso il suo essere ghiaccio, quello delle lande di Nifelheim, rende anche Uruz runa legata in qualche modo allacqua, il che spiega ancora in modo pi chiaro la connivenza di Laguz e Uruz allinterno della formula ALU. Cfr. Secrets of Asgard, pp. 31-32. 238 Cfr. Helrunar, p. 348. 79
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iniziatico, Uruz identifica il predominio del mystes sui suoi istinti e le sue energie ctonie. Ci viene in questo senso in soccorso anche il mito del Minotauro, appunto un toro (taurus-Uruz), che identifica -a maggior ragione che lardita impresa di Teseo si compie in un labirinto- lo scontro delleroe con le sue spinte ataviche, caotiche e inferiori. Solo la catabasi, con relativo dominio sul demone, pu consentire alliniziato di decollare verso dimensioni superiori. Lanimale freddato dentro il cuore del guerriero (nella sua caverna)239 dunque per trasposizione lanimale cacciato con successo nella realt esteriore, poich immobilizzato e congelato attraverso le figure rupestri dipinte sulle pareti della grotta. Che Uruz offra il fianco a correnti embrionali e materiche fintanto evidente: luro giustifica il nostro contatto con la terra, il nostro appartenere al genere umano; virus uomo, ma dice anche di una patologia che colpisce il corpo, pi in generale una forza da controllare; chi uomo per natura esposto alla malattia, alla vita e alla sua perdita. Ci che nasce, cresce e perisce viene del resto ben interpretato dalle corna mutevoli della luna che fanno il paio con quelle bovine. In fondo Uruz comunica da dove arriva Midgard, la terra, ossia dalla carcassa del gigante Ymir, altrimenti detto Aurgelmir, quellinvolucro, quel terriccio primordiale, fatto di fango e sangue, da cui proviene anche il corpo umano. Lo stesso Gunon, come abbiamo visto nel capitolo precedente a proposito dellAdam Qadmn, identifica del resto le origini del nome di Adamo in unetimologia comune che riconduce al sangue, alla terra e allargilla rossa. Tanto pi che Aurgelmir origina la terra con il suo smembramento240, processo virulento che assolutamente accostabile a quello prodotto dalle Menadi su alcune vittime della furia dionisiaca: da Penteo, mitico re tebano, allo stesso Orfeo, a seconda dei miti e delle leggende241, anche se tali trasmissioni vanno intese nel loro senso simbolico. E infatti molti di questi argomenti coincidono anche con quelle
Sullidentit del simbolismo del cuore e della caverna, si rinvia al capitolo dedicato in Simboli della Scienza sacra, p. 185 e sgg. 240 Ecco la descrizione che si trova nellEdda di Snorri: Essi presero Ymir e lo posero in mezzo al Ginnungagap e fecero di lui la terra, del suo sangue il mare e le acque; la terra fu tratta dalla carne e i monti dalle ossa, pietre e sassi li cavarono dai denti anteriori e da quelli posteriori e da quelle ossa che furono spezzate. Cfr. Edda, cit. p. 57; da notare come anche qui sangue e acqua si ricompongano infine nella medesima sostanza. 241 Alcuni episodi sono decisamente tragici, -li riporta Euripide, tra gli altri- quanto sintomatici di valenze superiori. Sotto leffetto del vino, o meglio della trance dionisiaca, Agave, madre di Penteo, re di Tebe, insieme alle sue baccanti, smembra il figlio. Penteo, per la cronaca, aveva rifiutato lospitalit a Dioniso, arrivando addirittura ad imprigionarlo. La morte per smembramento in verit un passaggio iniziatico: Penteo si nega a Dioniso, rifiuta insomma di conoscere, di partecipare alla crescita esoterica del suo culto e viene fatto a pezzi. Ma a pezzi viene fatta la sua ignoranza, la sua precedente incarnazione, prima che la sostanza migliore possa essere salvata e incubata a nuova vita. La stessa sorte tocca del resto, in alcune trasposizioni, a Orfeo, che dopo aver fallito la sua missione nellAde (dove aveva cercato di recuperare lamata Euridice), ironizza sul culto di Dioniso al punto da subire la stessa sorte di Penteo. Eppure Orfeo, da cui lOrfismo, una figura decisamente misterica: la vittima del sacrificio al dio si ricompone insomma nel dio stesso. Su Penteo anche Buxton, La Grecia dellimmaginario, p. 172. 80
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operazioni di gestazione che il candidato sciamano affronta nelle sue necessarie catabasi, come ha abbondantemente riportato Mircea Eliade a proposito delle credenze e usanze boreali242. Ecco allora che Uruz diventa veicolo di necessaria crisi e di nigredo iniziatica. Uruz e Aurgelmir nelle loro radici hanno a che fare con il prefisso ur, che concerne ci che estremamente antico. Gli stessi temi compaiono anche in Ouruboros e nella parola latina aurum. Come sappiamo, il primo il serpente che si morde la coda, lunione delle forze ascensionali e discensionali che riguardano la totalit della manifestazione; abbiamo gi avuto modo di associarlo al drago/serpente Jrmungandr, e in ogni caso non sfugge come il suo simbolismo spieghi leterno ritorno dei cicli cosmici. Mentre aurum pu rimandare all et delloro o ad altro ciclo equivalente nella sostanza, ossia qualcosa di cos assolutamente antico da risultare astorico. In questo ultimo caso emerge per anche la componente solare di Uruz. Innanzitutto va precisato come il bue sia, oltre che lunare, anche un animale del sole, come lo ad esempio lApis egizio o il toro nel culto di Mithra243; daltro canto, sempre nella simbologia egizia, lureo un serpente posizionato a ridosso del disco solare e che compare sul copricapo dei sovrani, indicando quindi un segno di testa, uninvestitura proveniente dal Cielo. Cielo che inoltre Urano, a conferma di come Uruz sia indubbiamente runa di terra, di spinte ctonie e di crisi iniziatiche, ma pure di anabasi solari; anzi, le seconde non potrebbero sussistere senza le prime. Riassumiamo dunque cos: in Uruz il guerriero trova una forza solare per resistere a tentazioni e incostanze di tipo lunare. In questa ottica lo smembramento la crisi iniziatica, che si risolve con la rinuncia delle tenebre interiori, con la sconfitta della paura primordiale. Limmagine tipica degli scenari misterici, e spesso associata a bevande sacre. Nel caso di Dioniso ci riferiamo al vino, in occasione delle ritualit nordiche troviamo la birra e lidromele: ci non di meno lestasi dellebbrezza rende colui che se ne imbeve pi sapiente, a seconda del suo grado, ma anche folle, furioso, esagerato; ed in tale frangente che si rende necessario domare luro, il Minotauro interiore. Chi non controlla leccesso di conoscenza pu tornare simile alla bestia, mentre chi tiene a bada la bevanda sacra si libera e si emancipa dalla condizione animale. Nella simbologia di Uruz, come del resto nelle mitologie dionisiache, sono conservati pertanto degli ammonimenti iniziatici ben precisi. Tali significati vengono appunto chiariti dalla ricostruzione della formula ALU, data dallunione di Ansuz, Laguz e Uruz. Laddove Ansuz la runa di quellnd pi volte
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Valga, tra le tante possibili, la descrizione dellestrema iniziazione di uno sciamano yakuta: () le membra del candidato vengono staccate e separate mediante un uncino di ferro: le ossa vengono pulite, la carne viene raschiata, le sostanze liquide del corpo vengono gettate via e gli occhi strappati dalle orbite. Successivamente tutte le ossa vengono nuovamente messe insieme e legate con del ferro. Cfr. Lo sciamanismo e le tecniche dellestasi, cit. p. 56. Si noti come la pulizia dei liquidi corporei e la sostituzione degli occhi di questa descrizione ricordino alcune immagini iniziatiche che abbiamo gi incontrato in precedenza. 243 Sul culto di Mithra, si rimanda nello specifico allinteressante studio di David Ulansey, I misteri di Mithra Cosmologia e salvazione nel mondo antico, Edizioni Mediterranee, Roma, 2001, in cui lapproccio al culto mithraico di natura prettamente astrologica, dal momento che Ulansey ne ricostruisce la sostanza simbolica in base ai calcoli delle precessioni equinoziali. 81

citato; nd inteso come soffio divino che d forma e significato, legittimazione superiore ad ogni aspetto della creazione. Ansuz che essenza del sacrificio di Odino, appeso per nove giorni e nove notti allYggdrasil per apprendere244 il codice delle rune. Le rune, in quanto archetipi dellidea universale, sono il suono che si fa significante di un mistero (runa significa proprio mistero), e in secondo luogo linguaggio fonetico e alfabetico: non casuale che il termine Ansuz inizi con la a e finisca con la z. Ansuz diventa cos la runa della parola, al di l degli ambiti: dal miraggio poetico che si rende strofa, allinvocazione sacerdotale che si attua come intervento sonoro, respirato e apostrofato, quindi capace di alterare le concatenazioni sottili di causa ed effetto. In tali derive essa forza altra, atta a rendere estatico e furente perfino il guerriero, il famoso berserk di cui si gi detto. Questa sapienza percorre in ogni caso una parabola discendente: allinterno dellALU, Laguz, in seconda posizione, materializza il viaggio verso il basso. Ci avviene attraverso uno scroscio a cascata, Laguz in tale logica il canale fluido che consente lo scorrimento delle energie supreme verso quelle inferiori, proprio come un fiume sprofonda in un lago sottostante per il tramite di una cascata. Ovvero ci che aereo e impalpabile in Ansuz, proprio per la sua vicinanza allidea prima, con il filtro di Laguz assume una consistenza materiale, liquida, consumabile dalliniziato245: la stessa immortalit del Cristo sulla croce si manifesta sotto forma di acqua e di sangue. Tale adeguamento si professa anche nella bevanda iniziatica, che scende dalle coppe di Odino verso la bocca assetata di conoscenza, favorendo una vera e propria imboccata dottrinale; imboccata che diventa poi propriamente imbeccata ad agire in una determinata direzione. E con imbeccata siamo a ridosso di becco, per trasposizione il cornuto, tanto che ci troviamo ancora nei territori fisici di Uruz, la detentrice deputata del corno della bevuta246. Allinterno della successione dellALU, Uruz organizza realmente questa resistenza transitoria, finalizzando lopera di contenimento. Da un punto di vista fisico, essa il corno strappato alluro dopo la caccia o la tauromachia, il supporto necessario alla bevuta del symbel; da un punto di vista simbolico, invece il controllo, la volont
La simmetria linguistica dellessere appesi per apprendere offre anche uno scorcio della misura sacra su cui spesso si fonda il nostro modo di comunicare. 245 Se peraltro consideriamo sulla scorta di Polia (il gi citato Le rune e gli di del Nord, p. 49) che ss (da cui sempre Ansuz) significa fonte, capiamo tanto pi la relazione tra sorgente, e relativa cascata, che intercorre tra Ansuz e Laguz. 246 Anche il mito wagneriano dei Nibelunghi del resto, letteralmente, imbevuto di questa simbologia. Le rune compaiono mescolate nellidromele e vengono bevute in molti episodi da corni magici. Si veda in tal senso la parte dedicata dalla Aswynn alle rune nel Sigdrifumal, il poema focalizzato appunto sulle vicende di Sigurr. Cfr. Northern Mysteries and Magick, con riferimento proprio alla formula ALU, p. 218 e sgg. Daltro canto Fulla (to fill, riempire fino allorlo) una delle servitrici di Frigga, moglie di Odino e Odino, insieme agli Einherjar del Valhalla, dispone di una riserva infinita di idromele grazie alla capra Heidrun. Heidrun in questo fa il paio con Amaltea, la capra che allatta e cresce lo Zeus bambino sul monte Ida a Creta. Heidrun nello specifico, consumando le foglie dellalbero cosmico Yggdrasil, produce a iosa dalle sue mammelle la bevanda dimmortalit. Non solo: il maschio della capra il becco/cornuto di Uruz, a conferma delle relazioni non casuali presenti nella sequenza dellALU. 82
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capace dindirizzare e conservare il flusso esorbitante di informazioni originato dallepifania di Ansuz ed esploso con la magia torrenziale di Laguz. Pi in generale, il senso pratico atto a dare una forma concreta al soffio di Ansuz e allacqua di Laguz: del resto, tanto laria che lacqua prendono le sembianze del recipiente che le contiene e la parola inglese shape (forma) ancora una volta gemella di ship, la nave, ossia il vascello che domina le acque della conoscenza, simbolismo su cui ci siamo gi soffermati. Non solo: il termine vessel, oltre a identificare proprio il vascello, anche vocabolo tecnico per indicare un recipiente, noto peraltro negli usi liturgici. Analogamente il tedesco schaft, che poi lequivalente dellinglese ship, chiude tutte quelle parole che indicano pi un insieme di valori che una sanzione fisica, dando appunto forma a ci che non lo prevede per la vastit dei concetti espressi: si vedano pochi esempi, quali la parola freundschaft (amicizia) e gesellschaft (societ). Schaft peraltro significa anche asta, con chiari rimandi alla solita lancia e allatto di misurare qualcosa che fino a quel momento giace nellindeterminazione. Uruz in effetti d una forma e una misura al flusso straripante di Ansuz e Laguz. Con Ansuz siamo ancora negli ambiti di ci che non misurabile, dellinfinito, laddove Laguz, manifestandosi come liquido, si predispone quanto meno ad essere contenuta; Uruz la conclusione necessaria dellALU, largine di una simile potenza in essere. Inoltre Uruz, come abbiamo visto, partecipa ai significati dello smembramento rituale, che un motivo presente proprio nella saga del mead. In alcune versioni esso deriva dallo spezzettamento compiuto dai pestiferi nani Fialarr e Galarr ai danni del gigante Kvasir, che a sua volta (narra lEdda)247 era stato creato come esempio di lungimiranza e saggezza per sancire la pace tra gli di Vani e gli di Asi248. Kvasir emerge propriamente dallo sputo delle stesse divinit: si tratta dunque dellennesimo fluido sapienziale, appositamente raccolto in un recipiente deputato a tale effetto. Per rimpossessarsi della dottrina di Kvasir, Odino deve tuttavia affrontare
Lepisodio, nelledizione a cura di Dolfini che abbiamo gi citato, si trova riproposto dalla pagina 131. 248 Lincontro/scontro tra Asi e Vani del resto un motivo che si apre a valutazioni di carattere ermetico, creando paralleli con il solve e coagula. In alcuni episodi delle saghe nordiche essi si affrontano, e in questo loro contendersi il potere vengono prodotti degli evidenti sottintesi simbolici. Gli Asi sono appunto gli di maggiori, quelli di un establishment conservativo, mentre i Vani (Freya e Frey sono i loro principali interpreti) sono figure legate a una concezione pi primigenia della vita (amore tout court e fertilit). Essendo la loro pace suggellata con lo scambio di ostaggi, la conclusione delle ostilit porta insomma a un arricchimento vicendevole. I Vani ne guadagnano in saggezza, ricevendo in dono la creatura pi intelligente che vi sia, Mimir (presso il cui pozzo Odino getter il suo occhio sinistro per ottenere lonniscienza); daltro canto ad Asgard, alla corte dellAllfdr, approdano Frey e Freya, entit legate alla vitalit della riproduzione e della trasformazione. Che cos questa, se non una visione figurata delle nozze alchemiche? Anche perch lo scontro tra Asi e Vani era stato originato dalla febbre delloro scatenata tra gli di dalla strega Gullveig, ennesimo elemento femminile che, come nel caso delle Menadi orfiche, si conferma vettore propulsivo atto a perforare una matrice solida al fine di rivitalizzarla. Lincontro tra due diverse componenti dellessenza divina ha dunque tutta laria di un processo di maturazione ermetica, tra scambi mobili (solve) e nuove identit acquisite (coagula). 83
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unappassionante impresa che vede come protagonisti il gigante Suttungr (che aveva soffiato il mead ai nani di cui sopra) e sua figlia Gunnldh. Innanzitutto Odino sotto le false sembianze di Blverkr, nome simile proprio a quello del furente berserk- diventa lavoratore presso il gigante Baugi, fratello di Suttungr, per il quale svolge il lavoro di nove uomini, numero che identifica una chiara operazione iniziatica. A servigio esaurito, Blverkr presta un trapano a Baugi e gli fa forare una pietra; a questo punto esso si trasforma in serpente e striscia dentro al buco fino a giungere alla residenza di Gunnldh, con la quale giace per tre notti (ennesima cifra non casuale, a conferma delle derive simboliche del racconto)249. In cambio dei favori amorosi, Odino riesce a farsi promettere tre sorsi del prezioso idromele, salvo svuotare con essi i rispettivi otri che lo contengono. Ci fatto, prende le sembianze di unaquila e vola via; Suttungr lo imita e Odino, incalzato, perde qualche goccia di mead che piomba sul mondo, andando a realizzare lispirazione che contraddistingue i pi illuminati tra gli uomini250.
Tanto pi che il serpente che passa per il buco della pietra ricorda per analogia lExcalibur arturiana, a conferma dei connotati virili dellemancipazione sessuale delleroe, in unavventura che ha come chiaro scopo la cerca della conoscenza. Abbiamo peraltro gi spiegato in che modo Art si colleghi allattivit del berserk, in occasione del capitolo dedicato al dualismo Berkana/Teiwaz. La presenza femminile dunque ancora una volta chiaramente simbolica: gli stessi cavalieri sulla via del Graal simbattono nella Dama del Lago, che metaforicamente lanima delleroe, e cos anche per la mitologia nordica, con Odino e altri eroi impegnati, a pi riprese, nella ricerca di una ragazza sulla via dellidromele. Su questi temi, si rinvia ancora una volta a Il mistero del Graal, in particolare il paragrafo 6 (p. 43 e sgg.), Sull<<Eroe>> e sulla <<Donna>>. 250 Anche nellepica omerica vi un episodio interessante da questo punto di vista. Ci riferiamo alle vicende del libro V, che vede come protagonista leroe greco Diomede. In questa sequenza Diomede dimostra una forza incontrollabile, tanto da riuscire a ferire sia Afrodite che Ares, intervenuti in battaglia a favore dei troiani. Tra i tanti, alcuni indizi della valenza iniziatica del racconto possono essere individuati nel fatto che Diomede riceva da Atena, sua protettrice, la possibilit di discernere correntemente le divinit scese in campo: bench la Pallade gli ingiunga di non attaccar briga con loro, il fatto stesso che egli riesca a vederli cifratura di quellapertura degli occhi che contraddistingue le avventure del mystes. Inoltre Diomede, ferendo Afrodite, produce luscita di un liquido che ha tutti i connotati della bevanda iniziatica; Omero lo descrive cos: () e flu dalla ferita l'icre della Dea, sangue immortale, qual corre de Beati entro le vene; chessi, n frutto cereal gustando n rubicondo vino, esangui sono, e quindi han nome dImmortali. Proprio questa associazione interessante, se si considera che letimologia del nome di Diomede fa pensare che egli sia appunto dio per il tramite del mead. Alla base delle imprese di Diomede si scorge dunque il simbolo dellebbrezza furente tipica del berserk che ha bevuto il Met. Non questa la sede per approfondire largomento, tuttavia qualche studioso ha voluto collocare la guerra di Troia nelle terre del Nord. Felice Vinci ha addirittura ipotizzato che la guerra di Troia avvenisse in una mitica citt posizionata sul Baltico. Cfr. Felice Vinci, Omero nel Baltico Le origini nordiche dellOdissea e dellIliade, Palombi Editori, 2008, Roma. Nella sua esposizione, che ovviamente non ha mancato di suscitare critiche nel mondo accademico e archeologico, lautore colloca la mitica Troia nei pressi dellattuale Tojia, vicino a Turku in Finlandia. E sposta le vicende dellIliade al XVIII secolo a. C.: le trasposizioni scritte del presunto Omero sarebbero quindi il frutto di interpolazioni e narrazioni orali durate svariate secoli, e le societ degli Achei e dei Micenei sarebbero sorte nellattuale Grecia dopo le migrazioni delle popolazioni discese dal Baltico, con appunto al seguito la loro tradizione epica e narrativa. 84
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La valenza esoterica di tale episodio consolidata dalla doppia metamorfosi di Odino, che diventa serpente e aquila, animali posti ai margini dellYggdrasil. Il serpente presente in quanto simbolo di auto-guarigione ed estrema vitalit si veda il riferimento alla Kundalini e al caduceo di Asclepio e Mercurio, questultimo figura analoga proprio a Odino in quanto signore dei morti. Laquila compare invece come identificazione del s superiore in una gittata di tipo ascensionale. Odino porta il mead da aquila, a conferma di come questa bibita riguardi le pi alte sfere dello spirito, mentre il serpente sprigiona lafflato vitale e corporeo della Kundalini, ed infatti sotto tali sembianze che Odino giunge allincontro amoroso con Gunnldh251. Riassumendo di nuovo, sotto diversa luce, Ansuz dunque la prima scintilla, il mead sotto forma di aquila252; Laguz identifica invece le gocce perse da Odino durante la sua fuga aerea; Uruz, in ultimo stadio, rappresenta quanto arriva effettivamente a terra e viene raccolto dagli uomini. La sostanza delliniziazione, analogamente, deve risolversi in una prassi che fornisca risultati concreti. La parola iniziazione indica del resto, in termini molto semplici, linizio di una azione; laddove il termine meditazione, anche solo fermandoci in superficie, concerne una preparazione, una riflessione, un comportamento comunque mediato rispetto alla prima incubazione. La formula dellALU sintetizza a dovere questo fraseggio: lispirazione superiore che viene versata sul mystes produce un effetto che va dosato e fatto scorrere secondo argini propedeutici; ne va della permanenza, e della reale penetrazione, della vera dottrina nella pasta delliniziato. Abbiamo fatto qualche salto nella mitologia greca, riprendiamo da questi stessi ambiti la trama del discorso per sviluppare alcune considerazioni sulla runa Algiz.

La stessa Edda poetica di Sturluson riporta peraltro come Mimir beva il met. E proprio presso il pozzo di Mimir, come si sa, Odino cede il suo occhio sinistro: la vista interiore e la bevanda sacra sono senza dubbio metafore dellaffinamento iniziatico. 252 E interessante notare peraltro come questo parallelo possa essere adattato anche alle rappresentazioni della musica sacra. Le notizie che riprendiamo qui sono riprese dallinteressante studio di Andrea A. Ianniello, Pietre che cantano Suoni e sculture nelle nostre chiese, Giuseppe Vozza editore, Caserta - Casolla, 2007, dedicato alle informazioni musicali contenute nelle sculture e nei sigilli delle chiese del casertano e del beneventano, supporti su pietra che creerebbero veri e propri frammenti di sinfonie, chiaramente dallalto valore simbolico. Un approccio che, come introduce Ianniello, si rif alle perizie condotte da Marius Schneider su alcune chiese della Catalogna. Citiamo un passo per essere pi precisi; si sta parlando della cattedrale di Ravello: Il rapporto si/fa/re (un movimento dissonante, vicino al rapporto del diavolo della musicologia medievale, come spiega lautore, n.d.a) si attua sotto laquila, cio il do, il Verbum, la Parola divina che rid la vita. E, in realt, il Verbo che consente al fatto demoniaco e diabolico, alla vittoria -apparente- delle Tenebre dell inghiottimento di essere trasformate, cio trasmutate, nella resurrectio (in greco anstasis).; ivi, cit. pag 60. Basta questo breve estratto per identificare laquila con la nota del do, quella originale che anima tutte le scale successive, come del resto accade allAnsuz/Ein-Soph di animare tutto il resto della creazione, a partire dal soffio originale del Verbum. Magari in futuro sar possibile analizzare in modo pi approfondito il rapporto tra le rune e i suoni, proprio giovandosi dellausilio di altre simbologie tradizionali. 85

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Atteone, A come Algiz Una premessa dobbligo: per chi scrive lepisodio mitologico altro non che un simbolo. La mitologia in questo senso un racconto cifrato, che tramite le sue immagini tramanda una conoscenza o un insegnamento di tipo tradizionale. Che poi tali saperi traslino anche in un rito specifico, ad memoriam, come viene rilevato dal taglio antropologico di molte opere sui costumi antichi o su quelle civilt che hanno conservato vestigia ataviche, questo solo un passaggio successivo, sempre pi dimentico, nel progressivo allontanamento, di quella nozione sacra che ha inaugurato il ciclo terrestre. Ci detto, abbiamo gi menzionato possibili paralleli tra alcuni simboli della mitologia greca e i segni runici, chiudiamo il cerchio con un altro episodio, narrato, tra gli altri, da Ovidio, sebbene il suo valore sia ancora una volta spiccatamente iniziatico: ci riferiamo alle vicende di Atteone, trasformato in cervo dalla furia di Artemide/Diana. Atteone un nobile tebano; un giorno, dopo aver fatto man bassa della cacciagione insieme ai suoi compagni, decide di prendersi una pausa rinfrescante e comincia a camminare nella selva, fino a quando, spinto dal suo fato253, si ritrova in una grotta dove vede Artemide nella sua nudit; in verit, secondo la narrazione di Ovidio, scorge appena, facendo subito da scudo alla verginea dea uno stuolo delle sue ninfe. Con ci, la signora dei boschi reagisce sdegnata: E come pronte le saette in mano non ebbe allor, lacque, che pronte avea, con le concave palme attinse, e in faccia gittolle ad Attone, e a lui spargendo dellonda ultrice il crin, queste soggiunse voci presaghe di sventura: Or vanne, narra, se li puoi, che mi vedesti ignuda!. E in cos dir cervine corna a un tratto spuntar gli fe su la bagnata fronte, e allung il collo, e gli aguzz le orecchie. In pi le mani, ed in sottili e lunghe gambe cangi le braccia, e il corpo tutto di liscio rivest macchiato pelo, e in cor la tema glispir254. Lepilogo, come sintuisce, tragico: Atteone viene scambiato per un cervo dai compari che non esitano a cacciarlo fino a quando il malcapitato non viene recuperato e sbranato dai suoi stessi cani. Per prima cosa palese il motivo dello smembramento
Unespressione, questultima, che potrebbe confermare le valenze mistiche di tutto il racconto. Lepisodio in questione stato tratto dalla raccolta a cura di Mario Geymonat, I miti straordinari di Ovidio, Ghisetti e Corvi Editori, Milano, 1987, cit. pp. 49-50.
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iniziatico, che abbiamo appena riferito anche ad Aurgelmir e a Kvasir, cos come attivo il tema della vendetta punitrice della dea o di rappresentanti di rango femminile (le Menadi orfiche e dionisiache) che comportano la morte violenta del mystes designato. La narrazione drammatica della fine di Atteone, lungi dallessere un episodio narrativo, dunque semmai la rievocazione di un antico rito di passaggio; lo conferma la presenza della grotta e dellacqua. Atteone, nel suo fatale girovagare, simbatte in un antro, tipico luogo di un culto misterico, ambito su cui non dobbiamo insistere oltre dopo le interpretazioni che abbiamo fornito su Berkana. In pi, la mutazione dello stesso si compie dopo che la dea gli ha gettato in faccia dellacqua, ossia dal momento che il candidato passato attraverso un lavacro rituale e catartico, e abbiamo appena visto che cosa ci comporti nellottica della Laguz/lancia/vascello. Questo tipo di battesimo favorisce la rinascita dolorosa; lallontanamento dallesistenza precedente, quella profana, sulle prime patito come uno strappo. Ma nella sostanza il vecchio corpo viene ripulito e rimodellato: tale del resto la gestazione che tocca in sorte alla carcassa di Ymir, che dopo lo smembramento si ricompone in Midgard. Ovvero la distruzione solo apparente per liniziato, essendo semmai vero il suo opposto, la reintegrazione nella totalit. Questo il significato pi alto, da cui procedono chiaramente successive diramazioni narrative, in base a una trasmissione che si manifesta, per avvenuta decadenza, in immagini sempre pi grondanti; in questo caso, la metamorfosi cervina. Tale avvicendamento non reale, bens lo si pu riferire allinglobamento sciamanico dello spirito dellanimale: la rivelazione ai misteri di Diana/Artemide255 si attua grazie allirruzione nelle spoglie delliniziato del cervo, animale totemico della divinit. La punizione con conseguente smembramento in realt una manifestazione dellestasi provocata dallincontro con la dea e dalla visione della sua essenza nuda, profonda, oltre i veli dellottenebramento, il che comporta la conoscenza dei suoi segreti mistici e la promozione a suo sacerdote. Tanto pi che lo stesso nome Atteone ha profonde filiazioni con theon, degli di, chiarendo appunto come il protagonista della vicenda sia riconsegnato alle cose divine attraverso questa crisi di trasformazione, che in verit non ha nulla di distruttivo, se non nei confronti della pregressa ignoranza. Se poi chiaramente vogliamo leggere in termini religiosi la vicenda, quindi sul gradino pi basso della gerarchia sacra, vi nellepisodio di Atteone linvito alla Eusebeia, quel santo timore riverenziale nei confronti della divinit, in quanto faccia dellessenza metafisica, che il genere umano non deve mai tralasciare; avremo modo di chiarirlo in relazione proprio ai rituali di caccia. Vi ad ogni modo una runa che richiama in particolare lapprendistato magico di Atteone: si tratta di Algiz . Algiz riferita allalce, quindi a corna cervine; e anche agli Alcis: questultimi, a quanto narra Tacito, erano venerati in un bosco a ridosso delle querce, di cui erano rappresentanti, ed erano approcciati da un sacerdote

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Su Diana e i suoi culti, si rimanda nello specifico ai capitoli gi citati alla nota 186 sul Rex Nemoriensis in Il ramo doro. 87

agghindato da donna. Questo rituale potrebbe insomma rientrare in una delle tante varianti delle nozze sacre, su cui ha insistito Frazer nei suoi studi256. Lidea fornita anche dalla runa che precede Algiz, ossia Pertho , simbolo del pozzo misterico in cui sono nascoste, galleggianti, le informazioni che non hanno ancora trovato compimento sulla via delliniziato257. Come ha giustamente notato Vincent Ongkowidjojo258-ne abbiamo gi brevemente accennato alla nota 75-, Pertho ha strette relazioni con la mela. Tale ricostruzione possibile partendo dalletimologia della parola celtica che significa mela, ossia quert: da cui pert e appunto Pertho, in quanto nel passaggio dal celtico allantico germanico la Q, che manca come suono nel tedesco, si trasforma in P259. Pertho quindi ricettacolo di dottrine segrete, anche nelle vesti di apple basket, unimmagine che, analogamente alla cornucopia, rimanda a un passato mitico di abbondanza e prosperit260. Apple, del resto, ha nella sua radice anche contatti con Avalon, la leggendaria isola dei sapienti, dove va a dimorare Art dopo la sua morte. Ma Art di fatto sta solo dormendo e, se consideriamo che Pertho un pozzo in cui galleggiano le informazioni abbozzate e le conoscenze da ritrovare, dobbiamo intendere il suo ritorno come sempre possibile. Pertho insomma una runa di accoglienza e di

Ivi, con particolare riferimento al capitolo 12, Il matrimonio sacro, p. 172 e sgg. Anche il paragone con il bussolotto dei dadi del resto autenticante dei connotati di Pertho, rafforzando i concetti di possibilit, casualit, indeterminazione relazionati al suo segno. Bussolotto che diventa poi anche grande contenitore delle rune, che abbiamo gi identificato come arcani delluniverso. E qui giunge solenne il legame con il ricettacolo magico, rappresentato ad esempio dal pozzo di Mimir, in cui lAllfdr getta il suo occhio sinistro (la luna) per ottenere lonniscienza. La calata nel sacro pozzo di Pertho, nel dettaglio, ridesta le conoscenze ottenute con il sacrificio dellYggdrasil. Ed infatti proprio alle radici dellalbero cosmico che si trova il pozzo di Urd, dove le Norne -Urd, appunto, interprete del passato, Verdandi (presente) e Skuld (futuro)- si riuniscono a rimescolare lintricatissimo paiolo del wyrd che unisce il destino di ogni singolo individuo al millenario patrimonio delle nozioni segrete. Pertho partecipa intensamente al significato di questo calderone illimitato, la cui origine si perde nella notte dei tempi e in cui sono stati racchiusi tutti i misteri della creazione e dei saperi originali. In questo senso la storia delluniverso un susseguirsi continuo di dati e di notizie, e infatti gli di di Asgard tengono consiglio proprio presso il pozzo di Urd, ossia dove contano di ritrovare barlumi di sapienza e di concetto. Pertho deve peraltro le sue facolt anche al calderone pi antico ed embrionale, il Ginnungagap, linforme crogiuolo da cui tutto ha avuto inizio. Pertho come Ginnungagap, come pozzo di Mimir e di Urd, pertanto matrice di quelle che sono le cosiddette memorie akashike, quel substrato profondo che sigilla gli indizi riservati che il genere umano deve recuperare sulla via della rinascita, nel suo ritorno al Paradiso Perduto, luogo della mela proibita. E capiremo ora il motivo di questo riferimento al pomo. 258 Cfr. Secret of Asgards, p. 80 e sgg. 259 Su questo tipo di passaggio, dalla Q alla P, si rimanda anche al gi citato Barozzi, I Celti e Milano, p. 52 e sgg. 260 Idun presso gli di nordici colei che si occupa di rifornire costantemente Odino, e compagni, delle mele dellimmortalit. Idun viene rappresentata proprio con un cesto e tale contenitore giustappunto la runa Pertho.
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transito, che come Berkana, di cui gemella261, mette in evidenza il versante femminile/passivo delliniziato. Naturale che dopo Pertho si inserisca nella sequenza runica un simbolo prettamente assiale quale lo Algiz, che identifica luscita dal pozzo e il rivolgersi verso il Cielo. In base a tale abbinamento, lecito vedere lazione degli Alcis/querce come elemento maschile sopraggiunto a fornire forza e temperanza (tale il valore simbolico della quercia) a un culto sbucato dalla vulva/mela di Pertho262. Una volta smarrita la valenza originale, il costume liturgico deve essere poi rimasto quale superstizione legata principalmente allo sciamanesimo di caccia: uneventualit che non smentisce linterpretazione dellepisodio di Atteone. Come abbiamo visto anche a proposito della runa Uruz, questi rituali si avvalevano del transfert magico che veniva stipulato con lo spirito dellanimale263. Atteone prenderebbe quindi la forma del cervo (totem della dea) per lo stesso motivo, ossia al fine di ricevere unapprovazione preventiva circa lo svolgimento regolare della caccia. Se in un culto remoto luomo contrattava direttamente con lo spirito della bestia, nel novero della religione greca (o romana) la stipulazione avveniva per il tramite della dea tutelare, ma il suo sacerdote, affinch la caccia potesse effettuarsi, doveva prima esso stesso mediarsi nellanimale tab, in questo caso il cervo. Tale metamorfosi poteva porsi al contempo come iniziazione del sacerdote e rituale propedeutico alluccisione dellanimale sacro alla divinit. Altre sono comunque le analogie che fanno rinvenire nel mito di Atteone lattendibilit di questi cerimoniali. Innanzitutto le mute dei cani erano figure realmente centrali nella caccia allalce, e nellepisodio di Atteone sono proprio i suoi cani a sbranarlo. Unulteriore similitudine inoltre ravvisabile nel fatto che le prede catturate vive venissero purificate nellacqua lacustre in attesa di essere sacrificate264. Anche tale passaggio di fatto identico a quello del racconto di Atteone, che viene bagnato da Diana prima di trasformarsi in cervo: e soprattutto si accorge di essere diventato tale allorch, durante la fuga, si specchia in un lago; pure in questo caso gocce di Laguz presiedono a una rivelazione sacra265. La runa Algiz, con la sua
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Pertho di fatto la versione aperta di Berkana , laddove Berkana rappresenta una gestazione completa, mentre Pertho specifica appunto una genesi che non ha ancora raggiunto la sua maturazione e che dunque da intendersi come prematura. 262 Forza e quercia che sono peraltro alla base delletimologia della parola druido. Proprio quert rimanda a Quercus robur, la quercia, simbolo assiale da cui deriva la stessa radice della parola druido (dal greco drus, da cui dru-vid, unione di forza -robur in latino- e saggezza), ovvero un legittimo rappresentante che la sapienza originale si occupa di preservarla e di tramandarla. Sulla quercia e il druidismo anche Gunon, Il Re del Mondo, nota 17 p. 25. Sul druidismo pi in generale, Jean Markale, Il Druidismo Religione e divinit dei Celti, Edizioni Mediterranee, Roma, 1991. Sui riti della quercia rimandiamo invece a Frazer, capitolo 15, p. 195 e sgg. 263 Uruz e Algiz hanno in comune peraltro delle relazioni con il simbolismo delle corna: del bue, delluro appunto, nel primo caso; del cervo nel secondo. Ci torneremo tra poco. 264 Cfr. Secrets of Asgard, p. 88. 265 Il cervo compare anche in alcuni episodi della quest del Graal; ad esempio: Nel Grand St. Graal Giuseppe di Arimathia e i suoi cavalieri, arrestati dalle acque, sono condotti magicamente senza affondare al di sopra di esse da un cervo bianco portato da un gruppo di quattro leoni. Cfr. Il mistero del Graal, cit. pag. 152. Il cervo qui sarebbe il Cristo, e i quattro leoni gli evangelisti, ci 89

forma cervide, rientra pertanto in tali dinamiche, cos come vi rientrano gli stessi Alcis, il cui intervento essenziale affinch i rituali di caccia si esercitino liberamente. Tuttavia le corna cervidi sono anche un segno distintivo della regalit: molte teste sono state trovate interrate assieme a questi copricapi rituali realizzati con le corna animali, di alci come di cervi. La stessa corona del resto verosimilmente unevoluzione di questi addobbi che identificavano i re sacerdoti delle antiche trib266. E qui emerge il simbolismo tradizionale, quello pi olimpico e solare di Algiz, che peraltro anticipa allinterno del Futhark antico proprio la runa Sowulo. Tale vocazione allordine, alla disciplina sacerdotale e al collegamento con il Logos confermata dal solido intreccio che intercorre tra Algiz e il Bifrst, il ponte arcobaleno che unisce Midgard con Asgard. Larcobaleno di solito ha sette colori e infatti Algiz la settima runa del secondo aett. Ma si dice anche che il Bifrst abbia tre colori principali, corrispondenti alle altrettante biforcazioni di Algiz. Tali sono del resto i livelli principali della tradizione iniziatica che, a sua volta, corrispondono alla triplice suddivisione macro/microsmica delluniverso. La struttura assiale di Algiz rappresenta viepi il Principio, mentre le tre biforcazioni distinguono la parte fisica, intellettuale e animica delluomo. In questo senso Algiz opera da tramite, conformemente al simbolismo del ponte, favorendo lallineamento interiore con Asgard, unantenna che proietta leroe verso i segnali metafisici. Nella mitologia norrena, ci accade soprattutto per intercessione di Heimdall, il guardiano del Bifrst. E infatti Algiz, per astrazione, proprio una sorta di angelo custode e il suo glifo d lidea di un essere alato, di un doppio santo, associabile al dimn e al genius. Algiz, non a caso, riferita anche alle valchirie, che sono da considerarsi entit tutelari discese sul campo di battaglia a proteggere i guerrieri pi valorosi o perlomeno a raccogliere le loro spoglie per traslarle nel Valhalla, dove essi attenderanno festeggiando, e allenandosi, il giorno di Ragnark. Le valchirie, in
non toglie che acqua e cervo ritornino come motivi di attraversamento delle acque in senso iniziatico. Ma il cervo, come ha notato Polia, anche legato allApollo iperboreo, indicando la resurrezione in quanto rientro al Centro spirituale originario. Cfr. Le rune e gli di del Nord, p. 85. 266 I tre denti superiori di Algiz peraltro richiamano ancora una volta la commistione di quei differenti livelli che concernono la manifestazione del Re del Mondo. Sebbene, indubbiamente, le origini di Algiz vadano poi relazionate anche con le attribuzioni dello sciamanesimo di caccia, soprattutto nei confronti dei cervidi, anche se di fatto proprio limpalcatura di questi animali ha originato le corone dei re sacerdoti. Tra corna e corona la somiglianza del resto palese, come evidenziato dallo stesso Gunon nel capitolo Il simbolismo delle corna (p. 170 e sgg.) in Simboli della Scienza sacra, rinvenendo in questi termini la medesima radice KRN. In ogni caso tale esteriorizzazione non smentisce lincontro di facolt regali e sacerdotali in un unico soggetto che in questo caso possiamo considerare immagine riflessa del Melki-Tsedeq delle origini. Sui re sciamani, e le loro attribuzioni, si rimanda ancora al vasto studio di Frazer, con il solito riferimento ai capitoli dedicati al Nemoriensis, ma anche con il rilievo del capitolo 2, Re sacerdoti, p. 19 e sgg., e 6, I re maghi, p. 106 e sgg. Sui nessi tra la runa Algiz e lo sciamanesimo, in generale, anche il contributo di Ongkowidjojo, Secrets of Asgard, p. 87 e sgg. 90

quanto vergini guerriere, ricordano peraltro molto profondamente lArtemide, con ancelle al seguito, dellepisodio di Atteone. Non solo: Algiz, in quanto arcobaleno, complementare al pozzo di Pertho e, il suo ergersi verso lalto, dellYggdrasil mette in evidenza i rami proiettati fino alle vette del Cielo, in un moto attivo di ascensione, laddove le radici, rivolte in basso, concernono la manifestazione passiva dello yin267. Il triangolo superiore, a dispetto di quello inferiore, ha insomma la netta prevalenza nelle traiettorie di Algiz268. Esaurita pi che altro la carica simbolica del linguaggio tradizionale, in cui Algiz il ponte percorso dalliniziato/sacerdote che migra verso lidentit con il polo superiore, nelle volgarizzazioni successive rimane la magia protettiva dei riti di caccia o comunque lidea dello specialista deputato all affaire sacro, con evidenti risvolti pratici per tutta la comunit. Uno di questi senza dubbio lambito della caccia, foriero di temuti tab: tali erano da reputarsi gli assalti non normalizzati nel cerimoniale; lazione non regolare diventava in automatico violazione. Il permesso di uccidere lanimale andava ottenuto attraverso una richiesta ufficiale che si compiva tramite il gesto sacro, da cui appunto letimologia della parola sacrificio, ossia sacer facere, rendere sacro. Algiz segno di tali garanzie, e lo diventa tanto pi nella protezione tout-court della comunit, se consideriamo che gli Alcis, come abbiamo gi visto, erano coinvolti nellaccensione dei fal rituali del cosiddetto
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Algiz riversa indica del resto laspetto femminile, mentre Algiz dritta sintetizza la variante maschile. Algiz capovolta luna, quindi anche incostanza (perch la luna cresce e decresce, e sparisce). Peraltro Algiz riversa diventa nel Futhark nordico (detto anche younger) runa indipendente, chiamata Yr, legata proprio al sovvertimento della componente uranica e virile. Tanto

vero che proprio una Yr, o una Algiz capovolta, realizza il simbolo della pace . Se consideriamo che, sulle tombe nordiche, Algiz dritta e Algiz capovolta indicavano rispettivamente la nascita e la morte, capiamo come il simbolo della pace sia in teoria tuttaltro che confortante. Ovvero la disciplina solare del sacerdote viene svilita in questo modo nel caos, lunare e psichico, della beat generation. Sul simbolo della pace, insieme ad altri elementi, come esito di quella prima et dellAcquario Woodstockiana (visto che molti lhanno fatta poi coincidere con lo snodo del 2012), si veda la ricostruzione di Enzo Pennetta e Gianluca Marletta in Extraterrestri Le radici occulte di un mito moderno, Rubbettino, Roma, 2011.
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Sul valore dellarcobaleno come ponte che collega Terra e Cielo anche Simboli della Scienza sacra, p. 334 e sgg. E di particolare rilievo il collegamento che Gunon fa tra il simbolismo dei sette raggi del sole e i sette colori dellarcobaleno. In verit i colori dellarcobaleno sono soltanto sei, creando unopposizione tra i tre colori principali e i tre secondari, che di fatto lequivalente di quella che riguarda i due triangoli del Sigillo di Salomone. Come abbiamo visto, il triangolo superiore e il triangolo inferiore (che sono poi la stessa cosa delle fronde e delle radici dellalbero), il principio attivo primario e quello passivo secondario, sono parte integrante dei significati di Algiz dritta e Algiz capovolta. Il settimo colore, che il raggio bianco, in verit il primo colore, quello che identifica il rapporto con il Polo centrale e originario, e che in Algiz corrisponde alla struttura assiale protesa verso lalto. In Gunon, peraltro, lassociazione dei sette colori dellarcobaleno anche con i sette giorni della creazione, laddove il settimo giorno, quello del riposo, in verit un rientro allorigine, e come tale coincide con il colore bianco, quello realmente solare, a cui del resto punta la stessa Algiz nel suo volgersi verso Sowulo, che di fatti le succede allinterno del Futhark antico. 91

Need-Fire, aventi appunto lo scopo di proiettare salvaguardia e prosperit sulla trib intera e sui suoi beni e possedimenti269. Luomo che chiede soccorso agli di, che si incanala nella loro direzione, tuttora del resto stende in alto le braccia in segno di preghiera; queste braccia, in tempi pi remoti, erano le corna cervidi indossate dal re sacerdote. In tale ottica va visto il passaggio di Atteone, iniziato ai culti di Artemide/Diana: tutela, abbigliamento e smembramento rituali (pur sempre mutazioni daspetto sulla via sacra) sono i grandi argomenti del mito di Atteone, che in parte la runa Algiz rievoca nelle sue simmetrie accondiscendenti al soffio di Odino, che tutto regola e decide. Fino a quando, in un giorno fatale, questa disposizione verr meno, come andiamo a chiarire analizzando la runa posta a conclusione del Futhark antico e, idealmente, anche di questo lavoro.

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Daltro canto proprio il dio cervide Cernunnos interagiva con la fertilit e la ricchezza delle trib celtiche. Cos come in generale il greco alk, da cui appunto Algiz, significa difesa, nel senso di ausilio superiore che giunge dagli di, il che rispecchia integralmente i valori che abbiamo appena messo in evidenza. Su questi nessi, Le rune e gli di del Nord, pp. 84 e 85. 92

Dagaz: fine ergo inizio Negli ultimi passi del primo capitolo abbiamo avuto modo di accennare al dibattito che riguarda le ultime due rune del Futhark antico, Othila e Dagaz, che vengono messe alternatamente in penultima e ultima posizione. Per chi scrive, Othila indubbiamente un approdo, e abbiamo visto di che qualit, tuttavia tale approdo troppo statico per soddisfare le esigenze di rinnovamento e trasformazione che caratterizzano qualsivoglia ciclo inteso in unottica tradizionale. Ecco perch Dagaz, che comunque a suo modo un arrivo, si presta perfettamente a questo necessario transito, realizzandosi come nuovo inizio e riconfluendo in Fehu, la prima runa. Tale continuit di natura ignea, essendo la scintilla finale del Ragnark anche la prima fiamma del nuovo corso. Basta del resto associare il simbolo di Dagaz ad alcune rune che la precedono per cogliere la portata di tale scollamento. Mannaz , ad esempio, runa della mankind e della menschheit, che propone peraltro la tripartizione che Georges Dumzil ha approfondito in merito al substrato delle societ indoeuropee, tra cui troviamo anche gli antichi germani270. E risaputo come lo studioso francese abbia individuato tre funzioni principali presso tali agglomerati. Ossia una religiosa e sacerdotale (a volte pure sovrana, il che riconduce a quanto detto a proposito del Melki-tsedeq); una di tipo militare; e infine una di genere produttivo (allevamento e agricoltura); di fatto tale divisione la stessa delle prime tre caste ind: Brhmani, Kshatriya, Vaishya. Mannaz suggerisce allora il proficuo incrocio di questi differenti livelli, vitali in modo diverso alla conservazione e alla proliferazione della specie comunitaria. Tutte sanzioni che si ritrovano nelle rune del terzo aett precedenti proprio a Mannaz: abbiamo visto come la coppia Teiwaz/Berkana contribuisca a mantenere saldi gli opposti attivi e passivi, e a intrecciarli anche nel tessuto sociale dello status quo. E del resto Ehwaz , la numero 19 che introduce proprio Mannaz, indica il culto sciamanico del cavallo, della vitalit che va mitigata tramite le redini di chi cavalca, di chi conduce il corpus sociale. Ehwaz fa del resto traboccare il lato femmineo e istintivo che abbiamo visto latente in Berkana; tale manifestazione documentata dalle gesta del cavallo. Bisogna tornare al mito greco per capire la relazione tra il cavallo e la pietra di Berkana: una simile epifania si lega alla scoperta dellacqua. Siamo sul monte Elikona e Pegaso libera la prima fonte dacqua con una poderosa zoccolata inferta a una roccia, motivo per cui proprio lo stallone animale caro a Posidone, il dio dei mari. Ma mare in inglese significa giumenta, cos come lincubo, ossia il demone/cavallo che sinterpone a incubare nuova vita nellassorto dormiente, per la precisione nightmare271. Del resto anche il quadro di Heinrich Fssli, noto come Lincubo, raffigura un cavallo in uno scenario notturno e spettrale.
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Cfr. Georges Dumzil, Matrimoni Indoeuropei, Adelphi, Milano, 1984 e lancora pi pertinente, per il presente studio, Gli di dei Germani - Saggio sulla formazione della religione scandinava, che abbiamo peraltro gi citato. 271 Su tutti questi aspetti si rimanda a Northern Mysteries & Magick, pp. 74-75. 93

Lassociazione tra Ehwaz (cavallo) e Laguz (acqua) evidente anche a livello iconico, visto che la prima la versione raddoppiata (e allo specchio) della seconda . Il seme del cavallo bagna dunque la terra facendola fruttare: presso le antiche trib norrene era duso il rito del volsi, che sincentrava sullinvocazione della fertilit recitata sul membro imbalsamato del cavallo. Ehwaz dunque di fatto accostabile alle dee dei cavalli e della fertilit, ad esempio, presso i Celti, Epona (equivalente Ehwana)272. Entrambe queste dee ammettono peraltro una triplice manifestazione che, in parte, spiega la posizione di Ehwaz allinterno del Futhark antico (terza runa del terzo aett) e che rilancia anche le questioni legate ai crocicchi e alle attribuzioni lunari. Ecate, che a livello etimologico si lega a Ehwana, ad esempio tanto dea della luna che dei crocicchi, ossia di quelle parti di territorio misteriosamente affacciate su un mondo altro, promiscuo, di cui non possibile tracciare con precisione i confini, e in cui costante il rimescolamento tra la vita e la morte, e convulso landirivieni di defunti e revenants. Ehwaz pertanto anche runa della morte (lopposto contiguo della vitalit) e del teletrasporto magico dei nightmares: signore di questo aldil indubbiamente Odino/Wotan, che si sposta sul cavallo Sleipnir (da cui sleep, il sonno, il grande contenitore degli incubi). Questo destriero ha otto zampe, come il numero di mondi, Midgard a parte, che realizza il tutto cosmico della mitologia nordica, e ha delle rune disegnate sui denti: esse indicano la portata sapienziale del suo viaggio, letteralmente a cavallo dei vari livelli desistenza. Mannaz, che giunge a completamento di Ehwaz, dunque una sua variante evoluta: essa limita laggregazione delle forze ctonie e determina un potere che controlla e trattiene, conducendo queste stesse spinte nellottica della civilt assestata su basi gerarchiche273. In tale prospettiva, e in relazione allultima runa che tema specifico di questo capitolo, essa presenta proprio nella sua parte superiore una piccola porzione di Dagaz. Ma questultima, in Mannaz , attraccata agli ormeggi: le perpendicolari laterali sono le aste che sostengono gli stendardi della comunit, che identificano il patto sociale e che comprovano la possibilit di ancorare, in unicona riconoscibile e unificante per tutti i membri del clan, un principio celeste, una forsennata saggezza che promana da vette superiori. Da questo punto di vista, Mannaz da intendersi come una Wunjo presa nellatto di specchiarsi in se stessa274, a conferma di un vertice che non soltanto individuale, ma comune rispetto ad altri concittadini e co-abitanti di un territorio marchiato dalla legge. Mannaz in
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Cfr. Secrets of Asgard, p. 108. Tornano in questo senso alcune considerazioni che abbiamo fatto a proposito del potere che frena, sulla scorta del recente saggio di Cacciari. Vedasi in dettaglio la nota 89. 274 Il parallelo interessante anche in base a quanto detto su Ehwaz, che con le sue divinit dei crocicchi ha a che fare con le erme, le pietre di testa citate a proposito di Wunjo, in quanto segnaposti dei confini nelle terre altre e nei luoghi aperti. Se in Wunjo sono sanzionanti, marcando esse il territorio, con Ehwaz, che identifica viceversa ci che pi propriamente sottile, larvato e in moto di continuo spostamento tra detti confini, la formalit delle erme viene messa in discussione. Essendo Mannaz una doppia Wunjo, capiamo una volta di pi come essa rappresenti la stabilit e la norma, laddove Ehwaz movimento e violazione di tale norma. 94

definitiva la normalizzazione del sostrato tradizionale nella societ terrestre, diremmo nei suoi aspetti pi armoniosi e quotidiani, laddove Othila introduce in modo pi solenne il senso di ultimo rifugio e di estremo baluardo sacrale. Un equilibrio che in ogni caso con Dagaz (ri)decolla, si stacca, fugge via, determinando la catastrofe, poich troppo assolute, e libere di darsi la caccia, sono oramai le forze messe in moto. Dagaz riassume di fatto il grande scontro di due triangoli: . Tali forme equivalgono alla volont magica che abbiamo visto agire in ardore nichilista e titanico, Thurisaz e Wunjo: la spinta del triangolo nella prima

mentre nella seconda trova obiettiva maturazione. Ma si tratta di scintille, benigne o maligne esse siano, che rientrano ancora in quel tipo di controllo che un essere umano sa esercitare. Viceversa le proporzioni scaturite con Dagaz riguardano uno status (individuale o ciclico) che non pu pi proseguire oltre, e che quindi deve ritrasformarsi attraverso una perentoria combustione. La stessa runa Gebo , nella sua presenza in Dagaz, porta il concetto di sacrificio sapienziale alle sue estreme conseguenze. Anche le Kenaz che formano Gebo, che tutto sommato sono aperte, in Dagaz diventano due athanor chiusi, calderoni in cui il fuoco talmente compresso da risucchiare le pareti dei suoi serbatoi; inevitabile, a questo punto, diventa limplosione. Tale la quintessenza del Ragnark, dove tutto tramonta in vista di una nuova aurora. LOdino/sole viene inghiottito da Fenrir, ucciso poi da Vidar, figlio dellAllfdr e sua trasposizione. Thor abbatte il serpente Jrmungandr, ma soccombe per il suo veleno. Heimdall, protettore del Bifrst, sconfigge Loki, bens viene ferito fatalmente dallo stesso. Analogamente Frey e Surtr si danno morte reciproca. I due triangoli contrastanti -la tentazione e la sua panacea, il veleno e il suo antidoto, le tenebre e la luce, la vanit intellettuale e la grazia divina, il caos e lordine- si inchiodano luno producendo un collasso cos estremo che allaltro, si puntano reciprocamente leterna sublimazione delle alterne forze equivale alla deflagrazione di tutto il creato. Del resto se ruotiamo di novanta gradi Dagaz otteniamo una clessidra letale, che segna il passare di un rapido giro di lancette, da cui day e tag, termini che riferiamo spontaneamente a Dagaz, runa numero 24 come le ore di un unico, semplice, decisivo giorno. Un olocausto che permette di accostare il simbolo di Dagaz a quello dellenergia nucleare: lidea che questa runa rappresenti un potere troppo pericoloso da maneggiare. Handle with care quanto mai pertinente in relazione a Dagaz; in questo caso uno scherzare col fuoco da parte delluomo potrebbe sommergerlo, marchiando unincisione indelebile nel corso della storia275. Anche tale aspetto si riverbera in Dagaz, che segna il passaggio da unepoca allaltra, con il suo triangolo sinistro che si assottiglia fino a riaprirsi in quello destro; e viceversa. La battaglia finale del resto una crisi necessaria per accedere a una nuova fase della
Anche il simbolo di alcuni cartelli di warning, come quello relativo allapertura della valvola del metano, identico a Dagaz, identificando lo sprigionamento di una forza che potrebbe risultare letale. 95
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manifestazione ciclica: in questo studio, soprattutto nel primo capitolo, abbiamo chiarito come lesoterismo nordico, con le sue immagini e i suoi simboli, racconti una fase discendente del ciclo terrestre. Il Ragnark, preso in questa ottica, da intendersi come un auspicio di reintegrazione nellet delloro o in suo stretto equivalente. Chiaramente non solo: il Futhark tutto, abbiamo specificato anche questo, un sunto del percorso iniziatico individuale; conformemente a tale prospettiva, Dagaz rappresenta lultima, disperata, iniziazione. Lidea dellestrema contesa spirituale rafforzata anche dallimmagine dellascia bipenne che si ottiene dalla sovrapposizione di Dagaz con la runa Algiz . Ascia bipenne che, come ha 276 mostrato Gunon , un simbolo accostabile al vajra, il fulmine ind, paradigma assiale di indistruttibilit e purezza. Essendo lascia anche sigillo solare prossimo al martello di Thor, questarma compare come attributo di una lotta non giusta, sacrosanta, dal momento che finalizzata a una morte sacra che si risolve in un nuovo concepimento per leroe che la impugna. Ci detto, Dagaz diretta emanazione di Sowulo in quanto serpentina solare : lenergia elettrica, gi potente, si tramuta in nocciolo nucleare. La via stretta che unisce i due triangoli di Dagaz peraltro quella porta solare, quel vertice di cupola, che abbiamo gi menzionato a proposito di Wunio e di Othila e che qui trova definitiva sanzione. Tale la portata esoterica di Dagaz: i due estremi infatti, la sfera intellettuale di Odino e la sua controparte magica, trovano nella runa finale una trascendenza pi alta, una sintesi ultra-perfetta. Ossia Dagaz lessere nella sua infinita inconoscibilit. Se Jera rappresenta lordine ciclico, Dagaz la sua manomissione: le due facce visibili di Giano si trasformano nella terza faccia, insondabile ed eterna nella sua continua mutazione. La porta conclusiva anche lingresso di un nuovo inizio.

* Nota allutilizzo delle immagini: tutte le immagini presenti in questa opera sono state, o realizzate dallautore, oppure tratte da Wikicommons, nel rispetto dei diritti di utilizzo, salvo segnalazioni nel caso dei simboli posti sotto specifica limitazione.

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Cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 161. 96