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Gilles Deleuze (1925-1995)


di Fabio Treppiedi

Gilles Louis Ren Deleuze nasce, il 18 gennaio 1925 a Parigi, da una famiglia di estrazione borghese. Nellimminenza della guerra, si trasferisce per un anno a Deauville dove incontra un giovane professore, Pierre Halbwachs, che lo introduce alla lettura di Baudelaire, Valery, Gide facendogli anche conoscere una realt, quella della cultura e dellimpegno politico, a lui estranea fino a quel momento. Sar lo stesso Deleuze, dopo molti anni, a dichiarare: allora che ho smesso di essere un idiota; prima di quellincontro, infatti, non era che un ragazzino mediocre a scuola e privo di interessi. Iscrittosi al liceo Carnot di Parigi, Deleuze approccia i primi testi di filosofia (soprattutto Platone) sotto la guida del professor Vial, mentre fra i coetanei si diffonde lo spirito della Resistenza contro loccupazione tedesca. Durante la prima met degli anni Quaranta, frequentando le classi preparatorie allcole Normale, Deleuze diviene allievo di Jean Hyppolite. Si tratta di un periodo denso di eventi e interessi filosofici tra i quali la partecipazione al collegio filosofico di Jean Wahl e le sedute di La Fortelle, un castello alle porte di Parigi in cui Mary-Madelaine Davy, specialista di mistica medievale, organizza incontri culturali a favore della Resistenza. Lei stessa presenta Deleuze a De Gandillac, Lacan e Klossowski come il nuovo Sartre. Frequenta la Sorbona sul finire delloccupazione tedesca, sotto la guida di Hyppolite e Alqui. Deleuze matura un atteggiamento critico nei confronti di entrambi in quanto espressione, ognuno a suo modo, di una filosofia poco vivace e troppo istituzionalizzata. Fu Sartre, figura non accademica, simbolo di cultura critica e innovativa, a rappresentare la vera novit per il giovane Deleuze. I primissimi scritti deleuziani, infatti, pubblicati su riviste minori tra il 1945 e il 1947, manifestano un forte ascendente sartriano che sfocer dapprima in una polemica, condivisa col filosofo de Lessere e il nulla, al mito umanista dellinteriorit e, poco dopo, in uneclatante rottura con lo stesso Sartre a causa della sua inaspettata difesa, nella conferenza Lesistenzialismo un umanismo, della centralit delluomo in filosofia. Con una netta svolta rispetto alla rigida formazione sorboniana (incentrata, soprattutto con Alqui, sui capisaldi della filosofia moderna), Deleuze concretizza nuovi interessi seguendo periodicamente i corsi di Georges Canguilhem a Strasburgo. Lautore de Il normale e il patologico , a partire da quegli anni, sar il fautore di uno stile filosofico (la cui massima espressione si avr con Foucault) che accoglie istanze scientifiche, storiche e sociologiche. Le dispute epistemologiche intorno al vitalismo, la lettura di Bergson e la scoperta del Pluralismo e dellEmpirismo anglo-americani (determinante fu qui linfluenza di Jean Wahl) costituiscono un milieu che permette a Deleuze di gravitare in un orizzonte di ricerca originale e alternativo rispetto alle tendenze filosofiche in ascesa negli anni Quaranta come lhegelismo di Kojve e di Hyppolite e la Fenomenologia husserliana. Da qui anche la scelta di dedicare a Hume la tesi (rielaborata e pubblicata nel 1953 col titolo Empirismo e soggettivit) per il Diplme dtudes superiures, ottenuto nel 1947 sotto la direzione di Hyppolite e Canguilhem. Deleuze sposa Fanny Grandjouan, dalla quale avr due figli e per quasi un decennio, sin dalla fine degli anni Quaranta, insegner nei licei. In questi anni, la sua ricerca si focalizza soprattutto su Bergson al quale dedica un paio di saggi pubblicati nel 1956. Successivamente ottiene un contratto al CNRS e un ruolo di assistente in storia della filosofia alla Sorbona per poi trasferirsi a Lione nel 1964 continuando a dedicarsi ad una densa e scrupolosa riflessione critica sulla storia della filosofia, scandita dalle monografie dedicate a Nietzsche (1962), Kant (1963), Proust (1964) e Bergson (1966), che condurr allelaborazione teorica della tesi principale di dottorato, Differenza e ripetizione, discussa e pubblicata nel 1968. Nel frattempo, intervenendo in due tra i pi importanti simposi su Nietzsche del Dopoguerra, a Royaumont (convegno da lui organizzato nel 1964) e a Cerisy-la-Salle nel 1972, inizia a rendersi noto come uno dei

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fautori della Nietzsche renaissance, l alba di una controcultura -come dir Deleuze nellintervento del 1972- immediatamente successiva alla pubblicazione delledizione critica di Colli e Montinari. Nello stesso anno di Differenza e ripetizione verr pubblicata la tesi complementare, Spinoza e il problema dellespressione, redatta sotto la guida di Alqui. La stesura della tesi principale, inizialmente intrapresa sotto la tutela di Hyppolite e dedicata al concetto di problema, ebbe un cammino pieno di esitazioni che indussero Deleuze ad optare per un tema differente e per Maurice De Gandillac come relatore. Differenza e ripetizione presenta un impianto dispirazione strutturalista, e a forte curvatura storica, teso a far emergere, nella sua pars destruens , il potere illimitatamente differenziante della differenza in s, potere del quale la rappresentazione classica non riuscirebbe a restituire il rapporto interiore con la ripetizione in quanto essenza inconcettualizzabile della differenza in s. Sullo sfondo di questa concezione della differenza vi anche il rifiuto deleuziano della dottrina ontologica dellanalogia entis a favore della tesi scotista dellunivocit sviluppata, con Spinoza e il Neoplatonismo moderno, secondo il paradigma dellespressione. Lorigine della subordinazione della differenza pura al falso movimento del blocco organico di identit e contraddizione va rintracciata, secondo Deleuze, nella scelta etica del platonismo in direzione di unimmagine del pensiero che a stento ha saputo arginare il dionisiaco della differenza rappresentandola nel simulacro ribelle alla logica apollinea del modello e della copia. Il rovesciamento del platonismo significa allora la possibilit di un pensiero senza immagine il quale, per la violenza di ci che costringe a pensare e non per il presupposto di una natura retta del pensiero e del pensatore, potr aspirare ad una genesi reale del pensiero nellatto stesso di pensare. Nella pars construens dellopera, Deleuze introduce un empirismo trascendentale (secondo un termine coniato agli inizi del Novecento in seno al neokantismo di Rickert) mirato a salvaguardare le essenziali e illimitabili variazioni della realt proprio attraverso un pensiero delle condizioni reali dellesperienza. Non pi solo possibili , come lo erano state per Kant, tali condizioni si configurano caso per caso ritagliando per ogni cosa il suo concetto appropriato, senza assurgere di necessit al rango di leggi, n acquisire unestensione maggiore rispetto a ci che si presume venga condizionato o fondato. Da qui le digressioni sul tema del metodo in filosofia attraverso le quali Deleuze introduce una drammatizzazione, in cui le Idee si fanno esperienza concreta, contrapposta al falso movimento della dialettica. Relativa a ci anche la critica al concetto di possibilit in favore dellidea bergsoniana di virtuale magistralmente riassunta nella formula di Proust: reale senza essere attuale, ideale senza essere astratto. Si possono iniziare cos a prefigurare altri dinamismi del pensare che potranno tenere conto sia di altre concezioni del tempo e delle sue sintesi (storicamente suggerite dal rovesciamento kantiano della subordinazione del tempo allo spazio, dalla dottrina nietzscheana delleterno ritorno e dalla psicanalisi), sia di unidea dinamica della soggettivit come apertura al preindividuale. Determinante, sul versante di questa trasformazione implicita del principium individuationis, stata per Deleuze la lettura dellopera di Gilbert Simondon, Lindividu et sa gense physico-biologique. Nel tentativo deleuziano di rimodulare i rapporti fra trascendentale ed empirico si impone lurgenza di ripensare la filosofia stessa attribuendo un ruolo non subalterno alle forze dellinconscio. Complementare a Differenza e ripetizione, nellunicit del momento teorico fondativo deleuziano di fine anni Sessanta, Logica del senso (1969) con cui Deleuze, a partire dagli spunti pi diversi (Carrol, la logica stoica, lo Strutturalismo, la dottrina husserliana della donazione di senso, linconscio lacaniano) integra la dimensione ontologica e storica di Differenza e ripetizione con una metafisica del puro evento ed una teoria della costituzione paradossale del senso. Sul finire degli anni Sessanta Deleuze viene chiamato, assieme a Foucault, Lyotard e altri, ad insegnare a Vincennes (Parigi VIII), una nuova realt universitaria aperta ai temi e ai dibattiti introdotti dalla contestazione del 1968. Al di l dellentusiasmo suscitato, per, dopo qualche anno il governo francese non ne sostenne pi le attivit di Vincennes dichiarandone implicitamente nulla lesperienza didattica e trasferendo Parigi VIII a Saint Denis, dove Deleuze insegn fino alla fine della sua carriera. Lincontro con lo psicanalista di scuola lacaniana Flix Guattari, risalente anchesso allinizio degli anni Settanta, segna linizio di una seconda fase della filosofia deleuziana. Deleuze e Guattari creeranno lo spazio di una nuova immagine del pensiero elaborata nellarco di tempo compreso tra la pubblicazione di Anti-Edipo (1972) e quella di Millepiani (1980), le due parti di un progetto a quattro mani intitolato Capitalismo e schizofrenia. Sono questi gli anni di un forte impegno politico e sociale di Deleuze che lo far esporre in merito a diversi avvenimenti nazionali e internazionali riuscendo, con stile e capacit critica, a non far scadere la sua indole militante e al contempo autonoma nello stereotipo del filosofo con la tessera di partito. Si possono ricordare, sotto questaspetto, la partecipazione al GIP (gruppo di informazione sulle prigioni ideato da Foucault), i

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proclami in favore dei gruppi omosessuali, della causa palestinese e, dalle pagine di Repubblica, in difesa di Toni Negri. Nel maggio del 1973, sullonda dello straripante successo che Anti-Edipo riscuoteva tra i giovani intellettuali, Deleuze giunge in Italia per una conferenza a Milano presso la libreria Sapere gremita, come le aule dei suoi corsi universitari, di studenti desiderosi di ascoltare il filosofo francese divenuto, in breve tempo, uno degli autori di riferimento dei movimenti del Settantasette. A proposito di Anti-Edipo , Deleuze e Guattari parleranno di una critica della ragion pura dellinconscio che muove, come si evince dal titolo, da una netta presa di distanza dalla psicanalisi, accusata di circoscrivere il desiderio alla vicenda familiare e di negare cos le reali potenzialit produttive dellinconscio. Se dal punto di vista storico e sociale tali limiti sono da addebitare alla subordinazione della psicanalisi ai poteri dello Stato e del Mercato, dal punto di vista filosofico, invece, la critica denuncia lesigenza di un approfondimento sui due versanti del desiderio e dei rapporti di potere. Linconscio non il teatro delle vicende di Edipo, ma una fabbrica di meccanismi che producono la realt stessa. Il desiderio limmanenza di ci che, oltre a permeare la soggettivit, non si distingue dal suo oggetto e non rinvia ad altro che a se stesso proliferando nelle macchine desideranti, forme in continua ridefinizione che veicolano il desiderio sui limiti tra lorganico e linorganico. La complessit di una tale produzione, per essere sondata e vissuta, urge di una pragmatica e di una metodica il cui primo compito dovr essere quello di smantellare, a partire dalla macchina desiderante, lo schema limitativo soggetto-oggetto proiettandosi preferibilmente su una prospettiva privilegiata come la schizofrenia, non pi come dimensione patologica ma come approccio teorico: constatato quanto il sociale contemporaneo viva immancabilmente dei rapporti di produzione del capitalismo, lindagine sul funzionamento delle istituzioni, viste alla luce dei meccanismi di potere e produzione che queste sviluppano con individui e societ, non pu che essere schizoanalisi. Il desiderio cos concepito non investe solo il corpo umano e animale come organismo di segmenti molari ma, pi in profondit, i flussi molecolari che si compenetrano nel corpo senzorgani (CsO). Millepiani ruoter proprio attorno a questa nozione mutuata da Antonin Artaud. Il secondo volume di Capitalismo e schizofrenia innesta sullo sfondo destrutturante e antipsicanalitico di Anti-Edipo , le linee critiche, dalla linguistica alla zoologia, attraverso cui giungere alla fusione sperimentale di teoria e pratica del desiderio che prender il nome di ontoetica o ontoetologia. Gi in Anti-Edipo, per Deleuze, il CsO presentava tutti i caratteri della sostanza immanente di Spinoza: gli organi, infatti, sono come gli ultimi attributi del CsO. Organi e CsO sono una sola e identica cosa, una molteplicit su cui il pensare non riflette ma di cui sperimenta leffettiva realt. Lungo questa via, per Deleuze e Guattari, si pu scongiurare il rischio frequente di scambiare il CsO per qualcosaltro, dato che non si tratta n di un corpo in frammenti n di un annullamento dellorganismo: questultimo, al contrario, rimane una condizione fondamentale dellesistenza, intrascendibile per il vivere. Si chiarisce cos perch Deleuze si rapporti alla soggettivit non per distruggerla per trasformarla. Alle morfologie arborescenti dei dinamismi che non si spingono oltre il dominio dellorganicit, della coscienza e della soggettivit, Deleuze e Guattari affiancano la sistematicit aleatoria del rizoma, cui saranno immanenti sia i il CsO che il corpo organico, tra di loro rapportati secondo una gamma di modalit sintetiche e relazionali (le sintesi disgiuntive, i concatenamenti, i divenire) che non sono afferrabili n dalla rappresentazione n tantomeno dalla dialettica. Millepiani animato da una descrizione del reale che si confonde con la sua concreta esplorazione, con le pratiche che lo disfano e lo ricreano continuamente: bisogna farsi un CsO operando la deterritorializzazione delle stratificazioni rigide dellorganismo, della soggettivit e della significazione linguistica senza che con ci si radicalizzi questo stesso operare che condurrebbe allirrazionalismo e alla morte. Pertanto, non allinsegna della sfrenatezza che dobbiamo vivere il desiderio ma, viceversa, nel segno della prudenza: non avremo mai vere deterritoralizzazioni in direzione del CsO se non nellimplicita capacit di riterritorializzare un organismo che bisogna conservare quanto basta perch si riformi a ogni alba. Loscillare continuo del CsO tra le superfici che lo stratificano e il piano che lo libera coincider allora col nostro stesso movimento vitale, col viaggio immobile tipico dei veri nomadi che si spostano pur rimanendo saldamente legati alla terra da cui muovono e alla quale ritornano. Un nomadismo che fa dello scrittore, ad esempio, lo straniero nella propria lingua come Kafka il quale, ebreo ceco di che scrive in lingua tedesca, inventa una lingua minore facendo balbettare il tedesco, deterritorializzando cio la lingua ufficiale. Il pensiero di Deleuze va assumendo i connotati di un criticismo sperimentale, di un filosofare immanente ai pi ai pi svariati ambiti desperienza: dalla psicanalisi alla politica, dalla scienza alle matematiche, dalla musica progressive rock al cinema, dal teatro di Carmelo Bene alla pittura di Francis Bacon. Questi motivi sperimentali della teoria sono differenti espressioni di quellempirismo trascendentale che si imponeva

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gi tra gli elementi pi originali di Differenza e ripetizione e la cui gestazione affondava le radici nel peculiare confronto deleuziano con la storia della filosofia iniziato col libro su Hume e proseguito fino a Logica del senso. Lempirismo trascendentale, pertanto, raccorda dinamicamente le diverse fasi della filosofia di Deleuze e ne restituisce lunit. Lesplorazione deleuziana dei diversi campi desperienza, soprattutto di quella artistica, coincider con un progressivo ritorno alla storia della filosofia come si nota, ad esempio, negli articolati commenti a Bergson presenti nei due volumi sul cinema scritti negli anni Ottanta. Il modo in cui Deleuze rimette in gioco i filosofi del passato, per, adesso animato da un nuovo intento rispetto alle monografie degli anni Sessanta. Alla luce di tutto ci che ha contraddistinto la riflessione successiva a Differenza e ripetizione, infatti, per Deleuze non si tratta pi soltanto di restituire ai filosofi del passato la loro autenticit, ma di mostrarne la piena attualit sviluppandone i concetti fino a un punto in cui nemmeno essi stessi si erano spinti. Questa inerenza della filosofia e dei filosofi storici allattualit e, soprattutto, allavvenire stesso messa in luce da Deleuze nel testo del 1988 dedicato a Leibniz cos come gi in quello su Foucault del 1986. Questultimo, nacque da un contributo che Deleuze pronunci in occasione della morte del filosofo de Le parole e le cose che allinizio degli anni Settanta, recensendo Differenza e ripetizione e Logica del senso, scrisse la celebre frase: ma un giorno, forse, il secolo sar [chiamato] deleuziano. Grazie a questo ritorno alla storia della filosofia, Deleuze arriver a mostrare, a dispetto dei giudizi della critica su Anti-Edipo e Millepiani, lo spessore dichiaratamente classico e sistematico della propria idea di filosofia. Deleuze concilier cos le linee di tensione che hanno animato tutta la sua ricerca fino a quel momento, dalla critica della soggettivit cartesiana allidea di un empirismo trascendentale connesso ad unontologia immanente. Non sussistendo pi un ego originario atto a segnare la frontiera tra esperienza ed essere, limmanenza oltrepassa definitivamente i limiti del soggetto e delloggetto, facendo del filosofare stesso una questione di stile, di messa in movimento dei concetti, glissando dal discorso trascendentale a quello ontologico: lontologia del virtuale, sotto questo aspetto, gi descrizione dellesperienza reale. Allinizio degli anni Novanta, Deleuze definir la filosofia creazione di concetti, capacit di inventare tagli nel caos attraverso cui il pensiero traccia a velocit infinita, di esperienza in esperienza, i molteplici piani di quellimmanenza assoluta che non deriva dalla trascendenza ma, al contrario, ne motiva il sorgere ponendosi come principio plastico e differenziale i cui gradi designano piani irriducibili, modi desistenza e di pensiero, possibilit di vita. Dopo il pensionamento avvenuto nel 1988 e la pubblicazione dellultima opera scritta con Guattari, Che cos la filosofia? (1991), Deleuze avvertir nella malattia polmonare, che lo tormenta da decenni, un impedimento sempre pi incisivo per le sue attivit. Pone fine alla sua vita, gettandosi dalla finestra del suo appartamento parigino, nella notte tra il 4 e il 5 novembre del 1995, lasciando incompiuto il suo ultimo libro dedicato a Marx. Negli ultimi anni, era stato quasi totalmente assente dalle scene pubbliche, dai dibattiti filosofici e dai convegni, che in verit non am mai preferendo piuttosto, fino a quando era stato possibile, il rapporto con gli studenti dei suoi corsi universitari e un denso lavorio privato di ricerca. Sul finire degli anni Ottanta concesse alla sua allieva Claire Parnet una lunga videointervista in forma di abbecedario che scelse di realizzare alla sola condizione che questa venisse resa pubblica solo dopo la sua morte. Dichiar in quelloccasione di essere stato un pensatore senza saperi di riserva, essendo pienamente convinto che tutto il suo pensiero fosse definitivamente contenuto nei testi che aveva pubblicato. Anche per questo motivo viet la diffusione dei corsi universitari, degli interventi non ufficiali e degli scritti anteriori al 1953. Solo qualche settimana prima della sua morte era stato pubblicato il suo ultimo brevissimo scritto, Limmanenza: una vita con cui, ripercorrendo i concetti pi importanti della sua filosofia, consegna ai lettori un vero e proprio testamento filosofico, un invito al pensare come a quella sempre nuova e mai meramente ripetitiva esperienza di apertura allimmanenza assoluta, potenza impersonale che vita.

OPERE Empirisme et subjectivit. Essai sur la nature humaine selon Hume , Puf, Paris 1953 [trad. it. di M. Cavazza, Empirismo e soggettivit. Saggio sulla natura umana secondo Hume, Cronopio, Napoli 2000] Nietzsche et la philosophie, Puf, Paris 1962 [trad. it. di F. Polidori, Nietzsche e la filosofia, Einaudi, Torino 2002] La philosophie critique de Kant, Puf, Paris, 1963 [trad. it. di M. Cavazza e A. Moscati, La filosofia critica di Kant, Cronopio, Napoli 2009] Marcel Proust et les signes, Puf, Paris 1964 [trad. it. di C. Lusignoli e D. De Agostini,

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Marcel Proust e i segni , Einaudi, Torino 2001] Nietzsche, Puf, Paris 1965 [trad. it. di F. Rella, Nietzsche, SE, Milano 1997] Le bergsonisme, Puf, Paris 1966 [trad. it. a cura di P. A. Rovatti, Il bergsonismo e altri saggi, Einaudi, Torino 2001, il volume comprende i due saggi del 1956] Prsentation de Sacher-Masoch, Minuit, Paris 1967 [trad. it. di G. De Col, Il freddo e il crudele , SE, Milano 2007] Diffrence et rptition, Puf, Paris 1968 [trad. it. di G. Guglielmi, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina, Milano 1997] Spinoza et le problme de lexpression, Minuit, Paris 1968 [trad. it. di S. Ansaldi, Spinoza e il problema dellespressione, Quodlibet, Macerata 1999] Logique du sens , Minuit, Paris 1969 [trad. it. di M. De Stefanis, Logica del senso, Feltrinelli, Milano 2006] Spinoza, Puf, Paris 1970 (seconda edizione riveduta, Spinoza. Philosophie pratique, 1981) [trad. it. dal testo della seconda edizione di M. Senaldi, Spinoza. Filosofia pratica, Guerini e Associati, Milano 1991] Anti-dipe. Capitalisme et schizofrnie, tome I, (con F. Guattari), Minuit, Paris, 1972 [trad. it. di A. Fontana, Anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia, Einaudi, Torino 2002] Kafka. Pour une littrature mineure, (con F. Guattari), Minuit, Paris 1975 [trad. it. di A. Serra, Kafka. Per una letteratura minore , Quodlibet, Macerata 2000] Dialogues (con C. Parnet), Flammarion, Paris 1977 [trad. it. di G. Comolli, Conversazioni, Ombre Corte,Verona 2006] Sovrapposizioni, (con C. Bene), Feltrinelli, Milano 1978 Mille plateaux. Capitalisme et schizofrnie, tome II, (con F. Guattari) Minuit, Paris 1980 [trad. it. di G. Passerone, Millepiani. Capitalismo e schizophrenia, Castelvecchi, Roma 2006] Francis Bacon. Logique de la sensation, La Diffrence, Paris 1981 [trad. it. di S. Verdicchio, Francis Bacon. Logica della sensazione,Quodlibet, Macerata 2008] Cinma 1. Limage-mouvement, Minuit, Paris 1983 [trad. it. di J. P. Manganaro, Limmagine-movimento, Ubulibri, Milano 1984] Cinma 2. Limage-temps, Minuit, Paris 1985 [trad. it. di L. Rampello, Limmagine-tempo, Ubulibri, Milano 2001] Foucault, Minuit, Paris 1986 [trad. it. di P. A. Rovatti e F. Sossi, Foucault, Cronopio, Napoli 2002] Le pli. Leibniz et le Baroque, Minuit, Paris 1988 [trad. it. di D. Tarizzo, La piega. Leibniz e il Barocco, Einaudi, Torino 2004] Pericls et Verdi. La philosophie de Franois Chtelet, Minuit, Paris 1988 [trad. it. di A. Moscati, Pericle e Verdi, Cronopio, Napoli 1996] Pourparlers 1972-1990 , Minuit, Paris 1990 [trad. it. di S. Verdicchio, Pourparler, Quodlibet, Macerata 2000] Quest-ce que la philosophie?, (con F. Guattari), Minuit, Paris 1991 [trad. it. di A. De Lorenzis, Che cos la filosofia, Einaudi, Torino 1996] Critique et clinique, Minuit, Paris 1993 [trad. it. di A. Panaro, Critica e clinica, Raffaello Cortina, Milano 1997] Lle dserte et autres textes. Textes et entretiens 1953-1974 (a cura di D. Lapoujade), Minuit, Paris 2002 [trad. it. di D. Borca, Lisola deserta e altri scritti. Testi e interviste 1953-1974, Einaudi, Torino 2007] Deux rgimes de fous. Textes et entretiens 1975-1995 (a cura di d. Lapoujade), Minuit, Paris 2003 BIBLIOGRAFIA SECONDARIA In lingua italiana: F. Riccio, Verso un pensiero nomade , Franco Angeli, Milano 1997; F. Zourabichvili, Deleuze. Una filosofia dellevento, Ombre Corte, Verona 1998; F. Agostini, Deleuze. Evento e immanenza, Mimesis, Milano 2003; A. Badiou, Deleuze. Il clamore dellessere, Einaudi, Torino 2004; M. De Beistegui, Limmagine di quel pensiero. Deleuze filosofo dellimmanenza, Mimesis, Milano 2007; P. Godani, Deleuze, Carocci, Roma 2009; S. Vaccaro (a cura di), Il secolo deleuziano, Mimesis, Milano 1997; M. Iofrida, F. Cerrato, A. Spreafico (a cura di), Canone Deleuze. La storia della filosofia come divenire del pensiero , Clinamen, Firenze 2008; In lingua francese: A. Gualandi, Deleuze , Les Belles Lettres, Paris 1998; F. Dosse, Gilles Deleuze et Flix Guattari. Biographie croise , La Dcouverte, Paris 2007; P. Montebello, Deleuze. La passion de la pense, Vrin, Paris 2008; A. Sauvagnargues, Deleuze. Lempirisme transcendental, Puf, Paris 2010; AA VV, Gilles Deleuze. Immanence et vie, Puf, Paris 1998; . Alliez (a cura di), G. Deleuze, Une vie philosophique, Sinthlabo, Paris 1998; P. Verstraeten, I. Stengers (a cura di), Gilles Deleuze , Vrin, Paris 1998; Y. Beaupatie (a cura di), Tombeau de Gilles Deleuze , Mille sources, Paris 2000; P. Marrati, A. Sauvagnargues, F. Zourabichvili, La philosophie de Deleuze, Puf, Paris 2005; Stefan Leclercq (a cura di),

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Aux sources de la pense de Gilles Deleuze , Sils Maria, Paris-Bruxelles 2005. In lingua inglese: M. Hardt, Gilles Deleuze, An apprenticeship in philosophy , Minnesota University Press 1993; C. Colebrook, Understanding Deleuze, Allen & Unwin, Crows 2002; T. May, Gilles Deleuze. An introduction, Cambridge University Press 2005; C. Boundas, D. Orlowski (a cura di), Gilles Deleuze and the theater of philosophy, Routledge, New York-London, 1994; P. Patton (a cura di), Deleuze, A critical reader, Blackwell, Oxford 1996.

PUBBLICATO IL : 05-04-2010 @ SCRIVI A Fabio Treppiedi TORNA AD INIZIO PAGINA

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