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Laura San, Un pensiero in esilio.

La filosofia di Rachel Bespaloff

http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2009-01/sano.htm

n.35 - gennaio 2009


Antomarini, Brunella, Pensare con lerrore. Il bersaglio mobile della conoscenza Bellofiore, Riccardo (a cura di), Da Marx a Marx? Un bilancio dei marxismi italiani del Novecento Cozzoli, Daniele, Il metodo di Descartes Jullien, Franois, Pensare lefficacia in Cina e in Occidente Monceri, Flavia, Pensiero e presente

Laura San, Un pensiero in esilio. La filosofia di Rachel Bespaloff. Napoli, 2007, pp. 244, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ISBN 978-88-89946-21-3.
Recensione di Francesca Rigotti 28-11-2008
pensiero dell'esilio, esistenzialismo, cultura ebraica
Indice L'autrice Links

Panikkar, Raimon, L'istituto presso la cui sede stato stampato il volume ovviamente il Laltro come esperienza beneamato e benemerito Istituto per gli Studi Filosofici, che ha di rivelazione

accolto il testo di Laura San, con prefazione di Remo Bodei, nella

Sandel, Michael J., sua collana dedicata a Momenti e problemi della storia del pensiero. Contro la perfezione. Diciamo subito di Rachel Bespaloff, pensatrice ancora pressoch L'etica nell'et sconosciuta, senza nemmeno una voce in Wikipedia, e sulla quale dell'ingegneria genetica San, Laura, Un pensiero in esilio. La filosofia di Rachel Bespaloff

questo libro il primo lavoro in assoluto pubblicato. Diremo poi dell'autrice, Laura San.

Rachel Bespaloff (1895-1949) impariamo da questo lavoro era un'ebrea ucraina emigrata in Svizzera, Francia e Stati Uniti, una Sorrentino, Vincenzo, Il filosofa non accademica di grande originalit e vigore, infilata pensiero politico di sbrigativamente finora, dai pochi autori che se ne sono occupati, tra Foucault gli esistenzialisti. Di matrice giudaica, credente piena di dubbi (non c' uscita tra ateismo e religione, scrisse), Bespaloff fu marchiata a Tolone, Oreste, Il fuoco (Braidotti) dall'esperienza dell'emigrazione e del nomadismo, sorriso di Adamo. Antropologia e religione dalla condizione di esule, rifugiata, senza patria, sempre alla ricerca in Plessner, Gehlen, di una terra irraggiungibile. Due i luoghi principali dell'esilio, che Welte e Guardini danno anche il titolo alle due parti in cui l'autrice del volume distribuisce, come vedremo, il materiale di analisi: gli anni francesi Torna all'indice del (1915-1942) e gli anni americani (1942-1949, anno della morte per numero suicidio). In realt v'erano stati un precedente brevissimo soggiorno a Kiev (i primi due anni, dopo la nascita in Bulgaria) e poi una permanenza ben pi lunga a Ginevra, quella degli anni formativi dei quali San nulla ci dice - non si dimentichi che si tratta comunque di una ricerca pionieristica - se non che l'autrice giovinetta vi studi danza e musica. A Parigi Bespaloff si inserisce nei circoli degli intellettuali di punta, nei quali erano presenti molti ebrei emigrati dalla Russia, e partecipa con entusiasmo alla vita intellettuale della citt, anche se le scelte di un marito tirannico la portarono a un certo punto lontano dalla capitale; se si pensa poi anche alla convivenza con una madre nevrastenica, che non andava d'accordo col marito di Bespaloff, si comprende come il quadro della sua vita familiare fosse infelicissimo, rallegrato

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Laura San, Un pensiero in esilio. La filosofia di Rachel Bespaloff

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soltanto dalla presenza dell'adorata figlia Noemi. Laura San, giovane e accurata studiosa del pensiero filosofico e gi autrice di altre impegnative monografie, sceglie di parlare di Bespaloff in primo luogo attraverso l'analisi dei testi, trattandosi di personaggio di cui si sa ben poco e di cui un'interpretazione di tipo ermeneutico sarebbe quasi incomprensibile. Ci sono quindi gli anni francesi e gli anni americani, che corrispondono pi esattamente a gli anni in cui Bespaloff scrisse questo e gli anni in cui Bespaloff scrisse quest'altro. In entrambi i paesi vennero scritti rispettivamente un libro monografico, alcuni articoli un po' di corrispondenza. Non tanto, ma Rachel Bespaloff non era una filosofa accademica, lavorava come insegnante di un'altra materia e aveva da badare a una famiglia impegnativa, alla casa e a tutte quelle incombenze che bon gr mal gr cadono addosso alle donne, filosofe e no. La fase europea vede comunque la produzione da parte di Bespaloff di studi su Kierkegaard, Heidegger di cui fu una delle prime lettrici e interpreti francesi - Malraux ed altri, tra i quali soprattutto Lev estov, filosofo russo del Novecento altrettanto poco conosciuto, anche se fu colui che a detta di Bespaloff produsse il suo risveglio filosofico prima di essere alla fine da lei ripudiato. La fase americana appare pi familiare al lettore normalmente erudito, dal momento che nomi e argomenti gli sono pi o meno noti. Bespaloff, poco dopo il suo arrivo negli USA trov lavoro nel collegio residenziale per ragazze (allora come ora) di Mount Holyoke, Massachusetts, grazie all'amico Jean Wahl (sul quale pure uscita di recente una monografia a cura di Riccardo Piaggio, Tra esistenza e pensiero. Saggio su Jean Wahl, il nuovo Melangolo, 2007). In quel periodo Bespaloff compose un saggio monografico sull'Iliade, che San sceglie di mettere a confronto con lo scritto composto da Simone Weil negli stessi anni e sullo stesso tema: L'Iliade poema della forza, redatto dall'estatica mistica francese alla fine degli anni '30 e stampato a Marsiglia nel 1941: Entrambe donne, entrambe di famiglia ebraica, entrambe esuli, entrambe destinate a una morte prematura, esse hanno avvertito la necessit di compiere un ritorno al proprio passato, attraverso il confronto serrato con uno dei maggiori poemi epici dell'occidente, scrive di esse San. Ma mentre nella Weil c' una chiara e decisa condanna della forza, in Bespaloff la guerra vista come necessaria e l'uso della forza come inevitabile nelle relazioni umane, all'interno come all'esterno di ogni collettivit: la guerra per Bespaloff parte integrante e irremovibile dell'esistenza, come hanno ripetuto e ripetono tanti autori (vedi oggi Oriana Fallaci o James Hillman) che sembrano non accorgersi come tanti fenomeni integranti e irremovibili dell'esistenza come la schiavit o l'oppressione delle donne, possono invece essere superati, e la storia l a dimostrarlo. come se la presenza di Dio nel pensiero di Bespaloff serva a lei per ribadire la responsabilit individuale da assumere nel momento del flagello inevitabile, come inevitabile fu l'esodo che la costringeva a vagare alla ricerca di un punto in cui fermarsi a riposare da quella infinita stanchezza fisica e mentale alla quale alla fine prefer e chi potrebbe darle torto- la morte.

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In conclusione diremo ancora che Laura San, con tempra di ricercatrice professionista di rara profondit e finezza si muove con perizia e competenza nei meandri del pensiero filosofico dello scorso secolo e non soltanto, ed in grado di fornirci del pensiero di Bespaloff e dell'ambiente filosofico del suo tempo e dei suoi luoghi una ricostruzione e anche in parte un'interpretazione assolutamente solida e appassionante. Grazie anche - lo diciamo perch una conoscenza importante anche se vieppi trascurata a una ricostruzione filologica ineccepibile, come si vede, tra l'altro, nel mirabile apparato delle note.

Indice
Avvertenza Prefazione di Remo Bodei Introduzione Parte prima Gli Anni Francesi Capitolo I 1.1 L'emigrazione russa a Parigi negli anni venti 1.2 Ne cherchez d'autre raison pour mon suicide que mon estrme fatigue Capitolo II 2.1 Un nuovo confine: Heidegger 2.2 L'autenticit del pensiero di Kierkegaard 2.3. estov di fronte a Nietzsche Parte seconda Gli Anni Americani Capitolo III 3.1 Pontigny-en-Amrique 3.2 Sulla violenza 3.3 Un esilio cronico Capitolo IV 4.1 Due donne e un libro 4.2 Vendetta e resistenza 4.3 Icona dell'ambiguit 4.4 La forza della guerra 4,5 La verit nella poesia Capitolo V 5.1 Rachel Bespaloff e Simone Weil 5.2 Fratelli nella stessa miseria umana Capitolo VI 6.1 Sartre: ambiguit dell'engagement 6.2 Morte e liberazione in Camus 6.3 Tracce di un testamento spirituale

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Epilogo Nota bibliografica

L'autore
Laura San Ricercatrice presso il Dipartimento di Filosofia dellUniversit di Padova. Le sue indagini sono indirizzate allesplorazione della filosofia italiana contemporanea nel contesto del pensiero europeo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Un daimon solitario. Il pensiero di Andrea Emo, La Citt del Sole, Napoli 2001; Andrea Emo. Il monoteismo democratico. Religione, politica e filosofia nei Quaderni del 1953, Bruno Mondadori, Milano 2003; Le ragioni del nulla. Il pensiero tragico nella filosofia italiana tra Ottocento e Novecento, Citt Aperta, Troina (EN) 2005. Ha inoltre curato la raccolta di saggi Le potenze del filosofare. Lgos, tchne, plemos, Padova, il Poligrafo, 2007.

Links
http://www.nybooks.com/nyrb/authors/11014

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