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\TTACCO A LIVORNO Seat eta soe ete) clea cantar aie peace es ql ondona Sona S48 ts 37a pot pe “Negeri ata Re motte trai Ce ee A comeunt atata in tripoa wieahaln icin coe: 1 CARI ALFREDO Ee ee ob ONCE rou ls ss alizeaioa da pa den one 1e di sbarco per i piroscafi, costruendovi sopra passerelle e pontili. A Livomo invece, i sschi ricorsero anche alla tecnica di far saltare quasi per intero le banchine e di ostruire relitti e mine gli ingressi del porto e molti degli specchi d'acqua intern. Non manco he l"impiego di armi non convenzionali, proibite dalle convenzioni internazionali, come appole esplosive (2). In un tempo relativamente breve, fu perd possibile per gli Alleati ripristinare almeno in Fagibilita di alcune darsene e permettere cos! Vattracco delle prime navi ()- Contemporaneamente ai lavori di ripristino del porto, furono messi in atto i prowedi nti necessari alla sua difesa e a quella della costa circostante contro eventual attacchi onavali avversari, Il 2 agosto fu posto in opera un radar (convenzionalmente radar bra”) sistemato su un’altura a circa 250 metri sul livello del mare a circa 3 miglia a sud MISMA di costruzione ital ‘ma con equipaggi tedeschi, Addestramento alla Scuola Pilot della X° Mas di Sesto Calende nel O44, (coll. M. Spertinid ‘ozzous oud je oot So0u o1sens un ip wsne> e wsodsos a1ass@ ananop ouOIZeIado,| UL (OWPRLEIY @ O1eD4!POW JeAN|IS OUISHIM OJeDs010W) 10E VHS, OI[ep o1euO>s (,9bIEUL, a4DUE ON—P “e505, 191 © OMNIS “71S, O10U Nid [op OIUOWEUOLZa,Od “ooWIOTOLIEG Wes OUN|'s) , ASS, Odn FAN eqns UBNOUAS anP PABDEqUL! a4> (OI OOSEA] CIOW =LLW) 92 IW UOD “eWH!>9q ap ovjesse,p ayeneu ouedas jap ejiqesuodses ‘oly ONeWY aIuEpLeWOD [ep ayuaw/eUs <} enOpUOD auOIsSHU BUN eyZAdS €7 ESE] FFL BIqWALOL Z IL eUEY|E aes eayAqndey ap sew PullDAq]P|Jap eUUN ep MOpUOD O1BULAN “nH HUM, ‘OD2eNe Hp HAMEL LUNDY “ouod jap anboe a} a 1859908 I a1eyBanu0s 4od esoupysUl-nue auOrZ nu! O1eZzI\NN BUUDA anaparoroW 2]o201d 1p 9 FoxBENUOD ONDYL! 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Anche {quest ultimo operatore fu catturato prima della conclusione della sua azione TI progetto di attaccare il naviglio alleato presente a Livorno fu ripreso dai tedeschi negli ultimi giorni di guerra Per la presentazione degli eventi relativi a questa azione ci siamo avvalsi di una rico- struzione di fonte britannica, redatta anche sulla base degli interrogatori dei superstiti tede- chi fatti prigionieri. Tutto il personale germanico faceva parte, secondo queste testimonian- Ye, della 611° flottiglia “Hitler Jugend”. Per Vazione furono utilizzati i mezzi d'assalto di Superficie disponibili, ovvero 17 in tutto. Si trattava di motoscafi siluranti e barchini esplosivi ditipo italiano ‘SMA e MIM (MTSMA 33, 34, 35, 401 € 505; MIM 41, 85, 86, 87, 95, 96, 100, 105, 107, 108, 583 e 6240) (4), Le unita furono radunate durante la notte frail 22 ¢ it 23 aprile 1943 a Portofino da dove partirono alle 21.30 della sera seguente in una sola for mazione disposta a “V” (5). Risultercbbe che gli equipaggi abbiano ricevuto soltanto istruzioni generiche sulla mis sione il cui obiettivo consisteva nel forzamento del porto di Livorno e nell'attacco alle navi che vi si trovavano orme Cinamento, Dopo l'attacco, i piloti degli MTM avrebbero dovuto essere recuperati in acqua agli ‘SMA e portati in salvo tentando di riguadagnare il largo e quindi nuovamente la costa ligure, Poco dopo aver lasciato Portofino, 'MTM 87 ebbe una grave avaria al motore ¢ fu affondato dal pilota che rientrd a tiva con i suo battellino di salvataggio. La notte eta tran- quilla e la luce diffusa della luna piena permetteva di distinguere anche piccole imbarcazio- ni sino a oltre 2.000 metri di distanza; la navigazione prosegui senza inconvenienti con le unit frazionate in due viduate dal radar "Zebra II maggtore R.D.Lowless prestava servizio nella centrale di controllo dell'artiglieric costiera britannica schierata a difesa di Livorno, quando alle 02.18 det 24 il radar rilevo due Serie di echi corrispondenti a “unita non identificate in posizione 8052", owero a circa 11 tiglia per 300 gradi dall’imboccatura meridionale del porto di Livorno. Dopo aver iniziate iI “tracclamento” dei bersagli, accertando che procedevano verso sud-est alla velocita d circa dieci nodi, alle 02.38 furono allertate le batterie costiere. Proseguendo nel tracciamento, venne stimato che le unita avversarie, probabilmente imbarcazioni veloci di piccole dimensioni, stavano dirigendo su due linee di fila parallele per attaccare Livorno. II forzamento delle ostruzioni del porto, soprattutto dopo che Vallar pre alle difese ormai era stato dato, poteva apparire agli inglesi di difficile attuazione ma tre flect-minesweepers (dragamine di squadra da poco meno di 1.000 tonnellate}, alla fonda in rada e probabilmente ben visibili alla luce lunare, avrebbero potuto diventare dei facili be sl te oltre a quelle eventualmente incontrate lungo la rotta di avvi rruppi sino a quando, giunte ormai al largo di Livorno, vennero indi A sinistea Kriegsmarine eatturato largo della Costa Azzura dal cacciatorpediieve USS Gleaves 2 ottobre 1944. Sopra: un particolare del posto «i pilotagio dello stesso mezzo. (US Navy off Ph. - col E Bagnasco} — | Note (continua) | (4) GIi-SMA, versione mio rata dei precedenti MTSM, “ppartenevano alle version! Coe “0 di questo mezzo, | ordinato nel 1944 dai tede- schi alla CAB. di Milano | ‘con scaft Baglietto ¢ SIAL Marchetti) in 97 esemplari dei quali almeno 40 conse, fgnati prima della fine del ‘confit Gi MIM erano del tipo *D" [CAD.L- Baglietio) 0° (SIAL-Marchett, facentt parte {din loo di 170 mezzi ord hati dalla Kriegsmarine det (quali 143 rsulterebbero com per gli “SMA, cedut alla Decima Mas della R.S.1 nde (6) Lo “SMA 35, robabilmen: | te per sopravwenute avarie, hon potendo partecipare allaztane, fu autodistrutto nelle acque di Postofino,