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Salerno

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CIRCOLARI del 01 GIUGNO 2012

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Roma, 24 maggio 2012 Circolare n. 163/CM/pt Oggetto: Chiarimenti IMU

Il Dipartimento delle Finanze del Mef, con la circolare n. 3/ DF del 18 maggio u.s., ha fornito chiarimenti sulla complicata disciplina dellIMU. Riportiamo, di seguito, le delucidazioni pi rilevanti: Le aliquote. I limiti minimo e massimo delle aliquote IMU stabiliti dalla legge costituiscono dei vincoli invalicabili per i Comuni, i quali nellesercizio della loro autonomia regolamentare, possono esclusivamente manovrare le aliquote, differenziandole sia nellambito della stessa fattispecie impositiva, sia allinterno del gruppo catastale, con riferimento alle singole categorie di immobili, nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione. Abitazione principale: Labitazione principale deve essere costituita da una sola unit immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale pi di una unit immobiliare distintamente iscritta in catasto. In tal caso, i singoli immobili vanno assoggettati separatamente ad imposizione, ciascuna per la propria rendita. Pertanto, il contribuente pu scegliere quale delle unit immobiliari destinare ad abitazione principale, con lapplicazione delle agevolazioni e delle riduzioni IMU. Per abitazione principale si deve intendere limmobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, l'aliquota e la detrazione per l'abitazione principale e per le relative pertinenze devono
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essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti. La finalit antielusiva della norma impone che la stessa sia interpretata in senso restrittivo, per impedire che, nel caso in cui i coniugi stabiliscano la residenza in due immobili diversi nello stesso comune, ognuno di loro possa usufruire delle agevolazioni dettate per l'abitazione principale e per le relative pertinenze. Se, ad esempio: nell'immobile in compropriet fra i coniugi, destinato all'abitazione principale, risiede e dimora solo uno dei coniugi (non legalmente separati) poich l'altro risiede e dimora in un diverso immobile, situato nello stesso comune, l'agevolazione non viene totalmente persa, ma spetta solo ad uno dei due coniugi; un figlio dimora e risiede anagraficamente in altro immobile ubicato nello stesso comune, e, quindi, costituisce un nuovo nucleo familiare, il genitore perde solo l'eventuale maggiorazione della detrazione. La norma per non stabilisce la medesima limitazione nel caso in cui gli immobili destinati ad abitazione principale siano ubicati in comuni diversi. Non viene pi riproposta per lIMU la possibilit di assimilare ad abitazione principale limmobile dato in uso gratuito a parenti in linea diretta o collaterale stabilendo il grado di parentela. La detrazione per l'abitazione principale e le relative pertinenze. I comuni possono aumentare l'importo della detrazione di 200 euro fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio, anche limitatamente a specifiche fattispecie meritevoli di tutela, fermo restando, ovviamente, i criteri generali di ragionevolezza e di non discriminazione. Solo nel caso in cui il Comune abbia disposto l'aumento della detrazione fino a concorrenza dell'imposta dovuta non potr fissare unaliquota superiore a quella ordinaria per gli immobili tenuti a disposizione. Maggiorazione detrazione per ogni figlio di et non superiore a 26 anni: Il diritto alla maggiorazione spetta fino al compimento del 26 anno di et, per cui si decade dal beneficio dal giorno successivo a quello in cui si verifica l'evento. Limporto di tale ulteriore beneficio, costituendo una maggiorazione della detrazione, si calcola con le stesse regole di quest'ultima e, quindi, in misura proporzionale al periodo in cui persiste il requisito che d diritto alla maggiorazione stessa. Tra le condizioni per godere della maggiorazione non vi quella del figlio fiscalmente a carico, ed i Comuni non possono neppure introdurla attraverso lesercizio della potest regolamentare.
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I Comuni non possono variare limporto della maggiorazione prevista per i figli. Le pertinenze: Per pertinenze dellabitazione principale si intendono esclusivamente quelle accatastate nelle categorie: - C/2: magazzini e locali di deposito; cantine e soffitte se non unite allunit immobiliare abitativa; - C/6: stalle, scuderie, rimesse, autorimesse; - C/7: tettoie. Il contribuente pu considerare come pertinenza dellabitazione principale soltanto ununit immobiliare per ciascuna categoria catastale, fino ad un massimo di tre pertinenze appartenenti ciascuna ad una categoria catastale diversa. Se la soffitta e la cantina, entrambe classificabili in C/2, sono accatastate unitamente allabitazione principale, il contribuente pu usufruire delle agevolazioni per labitazione principale solo per unaltra pertinenza classificata in C/6 o C/7. Pagamento IMU: Per il 2012: il versamento della la prima rata va effettuato entro il 18 giugno, senza applicazione di sanzioni ed interessi (nel caso in cui le novit nei criteri di calcolo e di versamento dellIMU abbiano comportato errori del contribuente), in misura pari al 50% dellimporto ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazioni; il versamento della seconda rata va effettuato entro il 17 dicembre, a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno, con conguaglio sulla prima rata. Sempre per il 2012, nel caso della scelta del versamento in 3 rate per labitazione principale: - Il versamento della prima e la seconda rata vanno effettuate rispettivamente entro il 18 giugno ed il 17 settembre, senza applicazione di sanzioni ed interessi (nel caso in cui le novit nei criteri di calcolo e di versamento dellIMU abbiano comportato errori del contribuente), in misura ciascuna pari ad un terzo dellimposta calcolata applicando laliquota di base e le detrazioni previste; - Il versamento della terza rata va effettuata entro il 17 dicembre a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno con conguaglio delle precedenti rate. Il pagamento dellIMU va effettuato con il modello F24 e, solo a decorrere dal 1 dicembre 2012, con apposito bollettino postale, approvato con decreto del Mef. Il contribuente pu scegliere di utilizzare leventuale credito risultante dal modello di dichiarazione 730/2012 per pagare
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lIMU dovuta per lanno 2012, mediante compensazione nel modello F24. Inviamo con la presente le slides sullIMU comprendenti i chiarimenti, esempi di calcolo e casi pratici elaborati dal Ministero dellEconomia e delle Finanze. Cordiali saluti. Mario Menditto (Segretario Nazionale)

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Alle FNP-CISL Regionali Alle FNP-CISL Territoriali Al Coordinamento Donne FNP-CISL Ai RR.TT. Reg.li e Terr.li FNP-CISL: - Loro Sedi Roma, 14 Maggio 2012 Circolare n. 150/MC/pt Oggetto: Attivit di sportello Inps

Vi informiamo che lInps sta riorganizzando ed ampliando le fasce orarie di apertura al pubblico dei propri sportelli, con lintento di rafforzare le funzioni di assistenza al cittadino, per effetto delluso degli strumenti informatici che, per lInps, sono diventati il canale privilegiato. La recente procedura di telematizzazione ha dimostrato di non essere in grado di smaltire, almeno per molti mesi a venire, il lavoro arretrato e quello corrente, in quanto gli interessati sono costretti a subire tempi di attesa eccessivamente lunghi, nonch recarsi, pi volte, presso gli sportelli Inps per ottenere una risposta al proprio problema. Pertanto, lorario di apertura al pubblico delle Sedi zonali stato fissato in 28 ore settimanali, di cui almeno 20 ore, dal luned al venerd (apertura antimeridiana); le restanti 8 ore, con apertura pomeridiana, per i Patronati e Consulenti legalmente riconosciuti. Lorario di apertura al pubblico per le Sedi territoriali di 20 ore settimanali, tutti i giorni dal luned al venerd. I Direttori provinciali nel rivedere lorario di apertura degli sportelli, tenendo conto che il nuovo orario dovr entrare in vigore entro il prossimo 1 settembre 2012, dovranno acquisire il parere dei rispettivi Comitati provinciali dandone, inoltre, comunicazione preventiva alle RSU ed alle OO.SS. territoriali. LInps, inoltre, ha previsto che, dal prossimo 1 settembre 2012, i Centri Regionali di Informazione e Consulenza (C.R.I.C) ed i Gruppi di Assistenza Informatica interna ed esterna (G.A.I.) osservino, per il servizio di consulenza a favore dei Patronati e delle Associazioni di Categoria il seguente orario: dal luned al venerd, presidio antimeridiano per almeno 20 ore settimanali e 8 ore per quello pomeridiano. Anche in questo caso, lInps dovr dare comunicazione preventiva alle RSU ed alle OO.SS. territoriali. Cogliamo loccasione per ribadire che lInps si impegnato a continuare la spedizione cartacea dellObis/M e delle eventuali variazioni dellimporto pensionistico conseguente a ricostituzioni, supplementi, ed altro, ma non in caso di variazione delle addizionali Irpef regionali o comunali. Cordiali saluti. Mario Menditto Segretario Nazionale

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DOSSIER SANITA

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INDICE Premessa Il debito della Sanit in Campania Le posizioni della Cisl Introduzione 1. Riduzione dei posti letto 2. Chiusura dei Pronto Soccorso 3. Attivit ambulatoriali e prestazioni in intramoenia 4. Liste di attesa e territorializzazione dei servizi 5. Il sovraffollamento e il congestionamento delle strutture ospedaliere 6. Lorganizzazione delle Aziende: strutture semplici e complesse 7. Procedure di acquisto beni e servizi 7 bis. Apparecchiature mediche La Sanit nelle 5 Province Napoli Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro Lavoro straordinario Servizio 118 Ospedale San Gennaro Ospedale S. Giovanni Bosco Ospedale Dei Pellegrini Ospedale S. Maria del Popolo degli Incurabili Ospedale S. Maria di Loreto Mare Ospedale Cardinale Ascalesi Asl Napoli 2 Nord Ospedale S. Maria delle Grazie di Pozzuoli Ospedale Anna Rizzoli di Ischia Asl Napoli 3 Sud Ospedale S. Maria della Misericordia di Sorrento Ospedale S. Leonardo di Castellammare Aziende di rilievo regionale Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon
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pag. 4 pag. 14 pag. 19 pag. 20 pag. 21 pag. 24 pag. 27 pag. 31 pag. 33 pag. 37 pag. 38 pag. 40

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Istituto Nazionale Tumori - I.R.C.S.S. Pascale Aziende di rilievo nazionale Ospedale del Mare Avellino Azienda Sanitaria Locale Ospedale di Ariano Irpino Ospedale G. Criscuoli di SantAngelo dei Lombardi Ospedale Di Guglielmo di Bisaccia Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale G. Moscati Benevento Caserta Azienda Sanitaria Locale Riassetto della rete ospedaliera di Caserta Salerno Azienda Sanitaria Locale Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali riuniti S. Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona Appendice Politiche di prevenzione e cura delle patologie oncologiche Strutture presenti sul territorio

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PREMESSA

Il debito della Sanit in Campania


La crisi economico-finanziaria globale ha assunto in Italia, in particolare in Campania, caratteristiche ancora pi gravi a causa di situazioni di deficit strutturale e di debito accumulate nel corso degli ultimi 10 anni, soprattutto nel settore della Sanit. Criticit del debito delle Aziende Sanitarie della Regione Campania Le situazioni critiche del debito sanitario, nella sua non corretta determinazione, possono essere ricondotte a cinque aree, senza che lelencazione di seguito riportato costituisca un ordine di priorit o prevalenza. 1) Debiti fuori bilancio dovuti a problemi di tracciabilit delle fatture Una criticit che si rinviene ed pi frequente nelle Aziende Sanitarie, con maggiore consistenza e minor efficienza organizzativa, costituita dal mancato riscontro di fatture (interruzione del ciclo delle fatture passive). Tali fatture, bench i relativi beni o servizi abbiano effettivamente concorso al circuito produttivo aziendale attraverso ordini, bolle e consegna non si rilevano in contabilit, perch il relativo documento (fattura) non viene rinvenuto. Talvolta, lo smarrimento pu avvenire quando il fornitore invia le fatture non indirizzandole al protocollo generale ma alla singola struttura aziendale (Distretto, Dipartimento, Ospedale) che nel ricevere il documento non lo faccia affluire successivamente al protocollo o al Servizio preposto alla loro registrazione (Gestione Economico Finanziaria). Segno evidente di tale fenomeno la presenza in bilancio di Sopravvenienze Passive riferite a fatture di annualit precedenti a quella di competenza. 2) Contenzioso del personale LAzienda deve fronteggiare unelevata conflittualit con il personale, sia di comparto che dirigenziale, in relazione a: esercizio di mansioni superiori, controversie nellinquadramento e mancato riconoscimento di ore di lavoro straordinario e diniego di
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indennit a vario titolo, anche significative. Spesso, la quantificazione in bilanci di tali oneri, attraverso opportuni accantonamenti, non viene effettuata con il ricorso a criteri di stima prudenziali, tenuto conto delleventuale livello di soccombenza che nelle procedure il Servizio Legale dovrebbe aver quantificato con sufficiente approssimazione. Nelle successive annualit, a conclusione del contenzioso, la stima si rileva inappropriata generando maggiore spesa. 3) Maggiori oneri per mancato pagamento Com noto, le Aziende versano in una situazione di perenne indebitamento, non essendo in grado di poter soddisfare, con regolarit, i pagamenti, causa anche le ridotte assegnazioni regionali (dovute anche ai ritardi dei trasferimenti nazionali). I fornitori aziendali, se dispongono di una discreta struttura legale, si affidano a procedure esecutive per il recupero dei crediti vantati e richiedono anche il riconoscimento degli interessi comunitari (tasso BCE maggiorato di 8 punti), oltre alle spese legali che lievitano a seguito di frazionamenti operati artatamente, dai legali di fiducia, per singole fatture o forniture, che, se riconosciute in giudizio, fanno conseguire onorari pi consistenti ai professionisti incaricati e conseguentemente causano un sicuro aggravio di spesa. La CISL ha chiesto, alla Presidenza della Giunta, che ai tavoli per la risoluzione del contenzioso sieda anche il Presidente dell'ordine degli Avvocati, che di fronte a operazioni "artate", che creano danno economico alla collettivit, chiamato ad intervenire con l'espulsione e/o la cancellazione dall'albo di quei professionisti. 4) Effetto di sentenze Le Aziende, per successive contestazioni nellaggiudicazione di gare, hanno dovuto poi ristorare per il danno arrecato taluni fornitori che, in sede giurisdizionale, si sono visti riconoscere il pregiudizio economico derivante da vizi nellaggiudicazione medesima. Altri oneri aggiuntivi si originano dal riconoscimento, in sede di giudicati amministrativi, di prestazioni sanitarie erogate dalla strutture accreditate in regime di
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convenzione, al di sopra delle limitazioni contrattuali imposte. Spesso si tratta di adeguamenti tariffari che le Aziende devono subire senza una diretta responsabilit, ma che determinano ulteriori esborsi. 5) Errori di registrazione Si tratta di un fenomeno molto marginale e pu consistere nella duplicazione della registrazione di un documento gi contabilizzato o nella errata trascrizione degli importi indicati in fattura, in aumento o in diminuzione. La presenza di un accurato sistema di controlli potrebbe ridurre la presenza di tali errori. Va precisato che tali divergenze si manifestano in fase di liquidazione, quando si ultimata la fase di riconoscimento del debito per procedere al suo pagamento. La CISL ha reiteratamente posto la necessit dellattivazione di un sistema di controllo e vigilanza, da affidare ad una struttura terza e qualificata, che ad oggi non ha riscontrato alcun esito. Si segnala, inoltre, una problematica legata alla gestione del debito. Il proliferare di procedure esecutive, allorquando i fornitori si soddisfano mediante pignoramenti effettuati presso lIstituto Tesoriere, rende difficile assicurare una rispondenza corretta tra i saldi contabili e leffettiva esposizione. In tale ambito, i pagamenti vengono effettuati prelevando le somme dalle disponibilit di cassa. Per tali operazioni, il Tesoriere emette, allesito, carte contabili di regolarizzazione dellavvenuta riduzione o estinzione del debito per i singoli fornitori soddisfatti. Questi documenti che hanno ridefinito lesposizione debitoria verso il fornitore interessato, per la sorta capitale, evidenziano ulteriori costi per oneri aggiuntivi e spese legali, che devono essere imputate al bilancio. Causa le difficolt nellanalisi delle carte contabili e la mancanza di risorse umane qualificate numericamente e qualitativamente, la ricostruzione non avviene in tempi compatibili con la redazione del bilancio, per cui le voci di rilevanza economica
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vengono determinate solo attraverso stime. Ci comporta sia il concorso a bilancio di costi non correttamente quantificati che uninattendibilit dei saldi dei fornitori, questultima, a cagione della mancata regolarizzazione delle carte contabili. Peraltro, non improbabile che, procedendo le aziende, nei pagamenti spontanei, (quelli che avvengono con regolare emissione di pagamento) vengano estinte anche quelle partite debitorie che erano gi state chiuse esecutivamente, originandosi duplicazioni di pagamento che determinano la necessit di recupero del credito oltre a profili di danno erariale.

Come rilevato dalla Corte dei Conti Sezione giurisdizionale regionale per la Campania, si tratta di una massa debitoria accumulatasi nel corso degli ultimi anni per spese inerenti la gestione del personale, il contenzioso, le attivit di staff, amministrazione e formazione, la spesa farmaceutica, lacquisizione di beni e servizi tramite appaltatori o soggetti accreditati. Nel 2009 il bilancio della Sanit si chiuso con un disavanzo non coperto pari a 322 mln , mentre quello per il 2010 si attestato su 397 mln , che sommato alla situazione debitoria consolidata ha portato il totale delle perdite a 719 mln . Si tratta di spese che in molti casi si sono configurate come danno erariale, con conseguente avvio di attivit di indagine (accertamenti istruttori e azioni di responsabilit) da parte della stessa Procura della Corte dei Conti, sviluppate in particolare nel corso degli anni 2010 e 2011. Gli accertamenti hanno evidenziato danni per circa 45 mln .

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Alcuni esempi di danno erariale:

ristrutturazione del debito: o la Regione Campania ha subito un danno di 9 mln a causa dellerrato accertamento del debito (da parte di SO.RE.SA) che lIstituto di cura Santa Maria della Piet di Casoria ha accumulato nei confronti dellASL ex Napoli 3 di Frattamaggiore;

riconoscimenti di benefici economici non consentiti e/o assunzioni in deroga al blocco di personale non necessario, non professionale, non selezionato. Tali danni sono stati evidenziati anche grazie allazione sinergica tra P.A. e Organizzazioni Sindacali: o indebita erogazione al personale infermieristico, da parte dellASL Napoli 1, dellindennit per terapie sub intensive, pari a 2,5 mln ; o conferimento di incarichi dirigenziali presso lex ASL Salerno 2 che ha arrecato un danno patrimoniale di 630 mila ;

premialit per il raggiungimento di obiettivi riconosciute al management per gestioni palesemente fallimentari: o lA.O. Cardarelli ha elargito indennit di risultato ai direttori generale, amministrativo e sanitario, nellarco degli anni 2001-2009, per 642 mila .

Emblematici sono, inoltre, i casi dellASL di Benevento, che ha corrisposto compensi per assistenza, pari ad oltre 1,3 mln , a cittadini deceduti, emigrati o non residenti; o del danno di 570 mila subito dallArsan per spreco di risorse pubbliche per un convegno su ristrutturazione edilizia ed ammodernamento tecnologico. Tutte risorse drenate alla collettivit, che se recuperate, avrebbero potuto limitare la pressione fiscale a carico dei contribuenti campani, costretti a pagare le addizionali regionali IRPEF e IRAP pi alte dItalia: rispettivamente 2,03% e 4,97%.

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Per quanto riguarda il Bilancio Regionale, anche questanno la Sanit graver per circa i 2/3: 10,1 mld stanziati dalla Finanziaria regionale 2012 a titolo di spese vincolate, su una manovra complessiva di 15,3 mld . Ci troviamo di fronte ad una situazione ingessata, che si strutturata nel corso del tempo: dal 2007 al 2010 il settore ha infatti prodotto circa 5,3 mld di debito consolidato. Negli ultimi anni, grazie allazione responsabile della Cisl di supporto alle Istituzioni e agli ingenti sacrifici chiesti alla collettivit, si sono avuti i primi segnali di miglioramento. Dal disavanzo di circa 770 mln registrato dal bilancio regionale nel 2009, siamo passati ai circa 400 mln nel 2010, mentre il 2011 si chiuso con circa 250 mln di deficit.

La Regione Campania si dovuta impegnare nellattivazione di provvedimenti finalizzati a ristabilire lequilibrio economico e finanziario gi a partire dal 13 marzo 2007, con la firma del Piano di Rientro dal Disavanzo per gli anni 2007-2009. Le prime verifiche effettuate dal Ministero della Salute nel 2008 e nel 2009, per, hanno denunciato ancora il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Sulla base di tali risultati, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Deliberazione del 28 luglio 2009, ha nominato il Presidente pro tempore della Regione Campania, Antonio Bassolino quale Commissario ad acta per lattuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione. Il 15 ottobre 2009 il Consiglio dei Ministri ha nominato il dott. Giuseppe Zuccatelli come Sub Commissario per lattuazione del Piano di Rientro della Regione Campania in affiancamento al Governatore Bassolino.

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Contestualmente alla nomina del Commissario ad acta, il Governo nazionale ha individuato una serie di interventi prioritari da adottare per ripianare la grave situazione economica della Regione, ovvero: 1. implementazione dei corretti procedimenti contabili e gestionali, sia a livello aziendale che regionale; 2. riassetto della rete ospedaliera e territoriale, con adeguati interventi per la dismissione/riconversione/riorganizzazione dei presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza; analisi del fabbisogno e conseguente revoca degli accreditamenti per le corrispondenti strutture private accreditate; 3. definizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati, secondo una stima puntuale del fabbisogno,; 4. reperire nel bilancio regionale risorse a copertura del disavanzo dellanno 2008, al fine di evitare lulteriore incremento delle aliquote fiscali regionali; 5. razionalizzazione e contenimento della spesa per il personale, con particolare riferimento al blocco del turn over alla rideterminazione dei fondi per la contrattazione integrativa aziendale e alla diminuzione delle posizioni organizzative e di coordinamento; 6. completamento del processo di razionalizzazione della spesa per lacquisto di beni e servizi, con particolare riferimento al sistema centralizzato di acquisti, alla standardizzazione dei beni e dei servizi da acquisire, alla ottimizzazione della rete logistica e distributiva; 7. razionalizzazione della spesa farmaceutica convenzionata, con prioritario riferimento alle misure per lincremento dellappropriatezza prescrittiva e della spesa farmaceutica ospedaliera, finalizzate al suo riallineamento agli obiettivi programmati in sede nazionale;
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8. definizione del fabbisogno di prestazione sanitarie e delle strutture sanitarie erogatrici: 9. verifica ed eventuale ridefinizione dei protocolli di intesa con le Universit pubbliche; 10. completamento del riassetto della rete laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale; 11. completamento dellassetto territoriale delle Aziende sanitarie locali; adozione dei nuovi atti aziendali con la definizione di centri unici di responsabilit delle principali funzioni, quali la gestione contabile, la gestione del personale e gli acquisti; 12. implementazione di un adeguato sistema di monitoraggio e controllo delle prestazione sanitarie, sia a livello aziendale che regionale; 13. definizione e programmazione degli investimenti per Interventi edilizi e/o tecnologici presso strutture preesistenti o da realizzare; 14. ricognizione della entit e natura del contenzioso passivo in atto, con conseguente determinazione del relativo fondo rischi; 15. conclusione delle procedure di accreditamento degli erogatori; 16. adozione delle tariffe per le prestazioni sanitarie; 17. introduzione di misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie in misura proporzionata al disavanzo residuo stimato per lanno 2009; 18. ricognizione dei provvedimenti approvati dagli organi regionali e aziendali in materia sanitaria; verifica della congruit con il Piano di rientro dei predetti provvedimenti regionali ed aziendali.

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In seguito delle elezioni regionali del marzo 2010, con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2010 stato nominato Commissario ad acta per la prosecuzione Piano di Rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione il Presidente della Giunta Regionale, on. Stefano Caldoro. In seguito alle dimissioni del Dott. Zuccatelli, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con Delibera del 3 marzo 2011, ha affiancato al Commissario ad acta due figure di Sub Commissari alla Sanit, nelle persone di Mario Morlacco e Achille Coppola. Il dott. Coppola si dimesso dallincarico il 20 febbraio 2012. Da questo breve excursus appare evidente che negli ultimi anni, proprio quelli pi complicati per la nostra regione, non stato possibile instaurare, anche a causa del continuo avvicendarsi negli incarichi, una interlocuzione costante e costruttiva con i responsabili della Sanit dellEnte Regione. Nonostante ladozione del Programma Operativo 2010 (Decreto del Commissario ad acta n. 41/2010), finalizzato al proseguimento del Piano di Rientro dai disavanzi sanitari, nel corso del 2010 la Regione Campania aveva gi sforato di circa 1,1 mld il Patto di Stabilit interno, con la conseguente applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. In particolare, lottavo decreto di attuazione del federalismo fiscale (D.Lgs. 149 del 6 settembre 2011, art. 7) ha previsto un sistema sanzionatorio per gli Enti che non hanno rispettato i parametri del Patto di Stabilit interno che si sostanzia nel: 1) versamento allo Stato dellimporto corrispondente alla differenza tra il risultato registrato e lobiettivo programmatico determinato; 2) divieto di impegnare somme per spese correnti, al netto di quelle per la sanit, in misura superiore allimporto annuale minimo dei corrispondenti impegni effettuati nellultimo triennio;

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3) divieto di ricorrere allindebitamento per gli investimenti. I mutui ed i prestiti obbligazionari, inoltre, dovranno essere corredati da una certificazione di attestazione dellosservanza del Patto di stabilit per lanno precedente. 4) divieto di assumere personale a qualsiasi titolo e con qualunque tipologia contrattuale, comprese le collaborazioni coordinate e continuative ed i contratti di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto (come gi stabilito dallart. 76 comma 4 del D.L. 112/2008).

La CISL della Campania, di fronte ad un simile contesto, ha scelto strategicamente di accompagnare una politica regionale del rigore, di contrasto agli sprechi ed alle inefficienze per individuare ogni possibile percorso in grado di recuperare risorse e costruire risposte concrete alla collettivit, con particolare attenzione alle fasce deboli. Lobiettivo primario realizzare condizioni strutturali di fuoriuscita dalla crisi attraverso processi di sviluppo del territorio ed efficienza dei servizi.

Lelaborazione di questo Dossier ha lo scopo principale di evidenziare dove, ancora, si annidano distorsioni del sistema e provare ad intervenire sollecitando tutti i livelli istituzionali ed i responsabili del settore Sanit ad unazione pi incisiva che ripristini innanzitutto le condizioni : di appropriatezza delle cure, di riorganizzazione del sistema territoriale, di riduzione degli sprechi, soprattutto nella prospettiva di una progressiva riduzione della compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini campani.
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LE POSIZIONI DELLA CISL La Cisl della Campania ha finora assicurato alliniziativa di riforma unazione di accompagnamento responsabile a fronte della quale non sono stati rispettati i seguenti impegni: Attivazione e potenziamento della rete territoriale dellassistenza Gestione e accompagnamento, attraverso la Cabina di Regia regionale, dellavanzamento dei Piani Attuativi nelle singole AA. SS. LL. Lassenza di concertazione territoriale con le OO.SS. di categoria ha di fatto prodotto ulteriori inefficienze e abbassato i Livelli Essenziali di Assistenza. Rivisitazione dei ticket secondo principi di progressivit e proporzionalit del reddito. Siamo fermi alla richiesta effettuata circa un anno fa, supportata da una proposta della Cisl, che attende ancora una risposta. Proprio in queste ore il Governo Monti sta lavorando allemanazione di un provvedimento che assume il principio della proporzionalit al reddito per il pagamento dei ticket. da stigmatizzare la superficialit ed il ritardo che ha caratterizzato lazione della Giunta Regionale sul delicato tema della compartecipazione alla spesa sanitaria, nonostante gli accordi sottoscritti con le Forze Sociali. Emanazione delle Linee Guida degli Atti Aziendali. Dopo un lungo confronto con le OO.SS. una bozza del testo stato inviato ai Ministeri competenti, ma i contenuti dellintesa raggiunta non sono stati ancora resi noti.

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Emanazione delle Linee di Indirizzo in merito allutilizzo dei Fondi Aziendali (materia contrattuale), in assenza del previsto confronto con le OO. SS., La gestione unilaterale della materia ha determinato, in molti casi, limpossibilit di garantire unefficace organizzazione del lavoro, con gravi conseguenze sulla qualit dei servizi. Lattivazione di un confronto sui contenuti del Decreto n. 77/2011 (in merito alla compartecipazione ai costi dei ricoveri presso le Residenze Sanitarie Assistenziali e i Centri Diurni Integrati), che di fatto ha scaricato i costi dei servizi agli utenti. Su questo piano la Cisl riuscita solamente ad ottenere che nelle Linee Guida, redatte dallAssessorato alle Politiche Sociali di concerto con la Struttura Commissariale, si prevede il vincolo per i Comuni ad impegnare le risorse disponibili, pena la perdita delle stesse, entro tempi definiti. Realizzazione dellintegrazione funzionale tra politiche sociali e politiche sanitarie. stata accolta la richiesta della Cisl per lavvio di un processo volto a ridisegnare gli Ambiti in corrispondenza con i Distretti Sanitari. La certificazione dei crediti vantati dal sistema della sanit privata (il cui ritardo sta generando procedure esecutive con consequenziale blocco di risorse e mancato pagamento degli stipendi, in alcuni casi procedure di licenziamento, degli operatori del settore e in altri la cessione a terzi dei crediti e delle attivit). Dagli ultimi accertamenti effettuati dalla Struttura Commissariale emerge la impossibilit di individuare una soluzione in tempi rapidi per il debito pregresso in quanto per 35 mila documenti contabili non possibile recuperare atti certi.

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La situazione attuale del credito complessivo maturato dalle sole case di cura pari a circa 800 mln . La Regione Campania si impegnata con unintesa sulle modalit di pagamento di tutti i crediti vantati dalle Case di cura per prestazioni erogate dal 01/01/2006 a tutto il 30/06/2011, per un complessivo ammontare di circa 470 mln , che fa riferimento soltanto ai crediti non oggetto di contestazioni. I 330 mln restanti, in aggiunta ai crediti maturati ad oggi, si prestano ad essere oggetto di azioni legali che, come anticipato in premessa, per effetto di sentenze esecutive gi emanate, producono ulteriori interessi ed oneri in danno ai bilanci delle AA.SS.LL. La Cisl della Campania per quanto sopra CHIEDE 1. Limmediata emanazione del Decreto per la rivisitazione dei ticket, in coerenza con gli indirizzi del Governo nazionale; 2. La riapertura del confronto con ogni Azienda Sanitaria Locale: a. per la verifica e leventuale modifica degli Atti Aziendali, b. per la concreta applicazione della contestualit della riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete territoriale dellemergenza; c. per la riorganizzazione complessiva del lavoro, con particolare riguardo agli organici funzionali, al precariato, allo straordinario, alle turnazioni ed allutilizzo dei fondi per la produttivit, mirato alla maggiore efficienza dei servizi;

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3. Lapprovazione della norma per listituzione del Fondo per la non autosufficienza. In esito alla petizione popolare indetta dalla Cisl e dalla FNP della Campania (che ha raccolto oltre 120 mila firme) il Consiglio Regionale, il 31 dicembre 2011, ha approvato un Ordine del Giorno, che impegnava la Giunta Regionale della Campania a destinare una parte delle dei maggiori introiti derivanti dallaumento del bollo auto alle politiche sociali, con particolare riferimento ad azioni ed interventi a favore di disabili e non autosufficienti. L8 maggio u.s. finalmente, su pressione della Cisl e della FNP Campania, la VI Commissione Consiliare ha espresso (allunanimit) parere favorevole sul Disegno di Legge per listituzione del Fondo per la non autosufficienza, che stato posto allordine del giorno della seduta del Consiglio Regionale programmata per il 16 maggio p.v. per lapprovazione definitiva. La Cisl e la FNP continueranno nel loro impegno e nella mobilitazione fino a quando liter di approvazione della legge non sar definitivamente concluso e la Campania, al pari di tutte le altre regioni italiane, avr finalmente una normativa sulla non autosufficienza, che interessa circa 260.000 cittadini campani. 4. Il completamento degli assetti manageriali delle ASL, con particolare riferimento alle Direzioni Sanitarie e ai Dipartimenti delle professioni sanitarie. 5. Il monitoraggio della spesa per acquisti di beni e servizi, che seppur centralizzata, manca di una puntuale verifica della congruit della stessa da parte della Struttura Commissariale; 6. La riduzione, previa verifica, delle strutture dipartimentali semplici in eccesso; 7. La immediata razionalizzazione delle prestazioni in intramoenia, cos come oggi viene previsto dalla normativa nazionale, riconducendole a una maggiore trasparenza, entro le mura ospedaliere;
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8. Riapertura del Pronto Soccorso dellOspedale S. Gennaro, in attesa della realizzazione dellOspedale del Mare, come da impegni assunti dal Commissario Straordinario dellASL Napoli 1; 9. Lattivazione di iniziative di armonizzazione delle politiche di gestione del personale finalizzate al corretto impiego delle professionalit, e con particolare attenzione alla verifica dellutilizzo delle risorse del salario di produttivit, a partire dal ricorso massiccio allistituto del lavoro straordinario; 10. La definizione concertata di criteri per la mobilit del personale, volta ad assicurare la piena corrispondenza tra i carichi di lavoro e gli organici funzionali di ogni singola struttura, per garantire lappropriatezza delle prestazioni e la qualit dellassistenza.

Il mancato accoglimento di tali richieste il risultato: di una indisponibilit del managment regionale e della dirigenza delle Aziende Sanitarie Locali, che a fronte della necessit di un confronto produttivo con le Forze Sociali, hanno privilegiato scelte unilaterali e atteggiamenti eccessivamente autoreferenziali, dellincapacit di gran parte dei soggetti preposti al governo del processo di riforma, da realizzarsi attraverso il dialogo e il confronto cui la Cisl della Campania non si mai sottratta con proposte di merito.

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INTRODUZIONE Il lavoro svolto dal Commissariato per lattuazione del Piano di rientro sanitario e dalle stesse Aziende Sanitarie Locali, in merito al processo di riorganizzazione della Rete Ospedaliera ed alla contestuale valorizzazione della rete territoriale dellassistenza, ad oggi non ha realizzato una vera riforma del Sistema Sanitario Campano. Il percorso attivato finora dal management delle AA.SS.LL. ha prodotto in concreto, esclusivamente, una politica dei tagli lineari, che ha comportato un inqualificabile abbassamento dei Livelli Essenziali di Assistenza per i cittadini. Nello specifico ha prodotto: 1. la riduzione su tutto il territorio campano dei posti letto per acuti, senza la conseguente trasformazione degli stessi in posti letto di lungodegenza e/o riabilitazione , cos come previsto e convenuto nelle intese tra le OO. SS. e la Presidenza della Giunta; 2. la soppressione di presidi di Pronto Soccorso; 3. il peggioramento della qualit e la riduzione della attivit ambulatoriali; 4. un allungamento insostenibile delle liste di attesa per i ricoveri in acuto; 5. il sovraffollamento e il congestionamento delle strutture restanti (in quanto gli stessi posti letto che sono stati ridotti devono far fronte anche ai bisogni di lungodegenza e riabilitazione); Inoltre, la Struttura Commissariale regionale non intervenuta per razionalizzare in maniera funzionale : 6. lorganizzazione delle aziende, in strutture semplici e complesse; 7. le procedure di acquisto di beni e servizi.

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1. RIDUZIONE DEI POSTI LETTO Il Piano di riassetto della rete ospedaliera previsto dal Decreto del Commissario ad Acta per la Prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario n. 49 del 27/09/2010 prevede per i posti letto per acuti un taglio di 2.402 unit, e un contestuale incremento di 953 posti letto per la riabilitazione e/o lungodegenza, che nei fatti non avvenuto. Contestualmente si prevede laumento di circa 1.000 posti delle Residenze Sanitarie Assistenziali, fondamentali decongestionare le strutture ospedaliere campane, attraverso ricoveri dedicati. La media nazionale di 4 posti letto per 1.000 abitanti, mentre quella regionale di 3,4 posti letto per 1.000 abitanti; in alcuni territori campani, poi, il coefficiente non arriva ad 1 posto letto per 1.000 abitanti, come ad esempio si verifica nei territori afferenti alle AA. SS. LL. Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud, e in particolare nelle Isole. Inoltre, la mancanza di una chiara distinzione tra il percorso cui dovrebbe essere avviato un paziente critico (che necessita, cio, di interventi emergenziali) e quello che dovrebbe seguire un paziente bisognoso di cure in elezione (ovvero specialistiche), implica che nei Reparti per acuti soggiornino spesso pazienti che dovrebbero essere curati altrove (ad esempio in Day Hospital o mediante assistenza domiciliare, ovvero in strutture di lungodegenza e/o riabilitazione). Tale situazione ha gravi ripercussioni anche sulla programmazione degli interventi da eseguire, poich i posti letto dedicati sono utilizzati per i pazienti acuti che vengono trasferiti dal Pronto Soccorso, con il conseguente allungamento delle liste di attesa.

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Ritardi si registrano anche nella realizzazione delle grandi strutture ospedaliere, previste dal Decreto n. 49/2010, che avrebbero dovuto sopperire proprio a queste disfunzioni. Alla luce di quanto appena richiamato, appare evidente che alla riduzione dei posti letto, attuata dal management delle AA.SS.LL., ai sensi del Decreto n.49/2010, non seguita un adeguata governance del sistema da parte della Struttura Commissariale che sta fortemente penalizzando la collettivit. Emblematico, a tal proposito, la completa assenza di una qualsiasi iniziativa in materia di prevenzione e il totale disimpegno per lincremento dellassistenza domiciliare che, hanno prodotto un ulteriore aggravio dei costi complessivi per i cittadini campani. Una giornata di ricovero in acuto costa, infatti, alla collettivit 700 , una in riabilitazione circa 250 ed infine l'assistenza domiciliare che, come noto, prevede costi di molto inferiori, pari a circa 100 al giorno.

2. CHIUSURA DEI PRONTO SOCCORSO Nel corso del 2011 sono stati chiusi, come previsto dal Decreto n. 49/2010, i Pronto Soccorso degli Ospedali: C. T. O. S. Maria del Popolo degli Incurabili San Gennaro senza la contestuale e programmata "apertura" dell'Ospedale del Mare, che avrebbe dovuto realizzare, anche, una razionalizzazione delle risorse umane ed una offerta di maggiore qualit dell'assistenza per la popolazione.
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Ladeguamento della rete territoriale dellemergenza su tutto il territorio, indispensabile dopo la chiusura delle postazioni di Pronto Soccorso Ospedaliere, non stato realizzato. Allo stato attuale, invece, lASL Napoli 1 ha provveduto a sostituire i Pronto Soccorso con postazioni PSAUT (primo intervento), lasciando credere all'utenza che i secondi siano equivalenti ai primi, ma cosi non . Questa gravissima inadempienza sta comportando il ricorso esponenziale di ricoveri verso alcune strutture dotate di Pronto Soccorso, come ad esempio l' A. O. R. N. A. Cardarelli ed il S. Maria di Loreto Mare, che sono gi in grande sofferenza per indisponibilit di posti letto. In alcuni presidi ospedalieri, inoltre, i pazienti stabilizzati presso i Pronto Soccorso attendono, anche diversi giorni, di essere trasferiti in altre strutture ospedaliere, distanti anche diversi chilometri. Ne esempio lOspedale Cav. Apicella di Pollena (ASL Napoli 3 Sud) in cui, in seguito alla chiusura del Pronto Soccorso, la Divisione di Medicina durgenza stata trasformata in Medicina Generale, che accoglie il flusso di pazienti provenienti da altri presidi. Il pi vicino il Santa Maria della Piet di Nola e si trova a circa 30 km di distanza. Il Pronto Soccorso del Santobono si trova in condizioni definite critiche dalla stessa Direzione dellAzienda e necessita di lavori urgenti di manutenzione. Da circa 5 anni, infatti, stato spostato nei locali dove prima cerano gli ambulatori, per cui i medici hanno difficolt a gestire le emergenze a causa di spazi angusti e stanze troppo piccole.

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La vicinanza del Pronto Soccorso con i locali del Reparto di Ortopedia crea non pochi disagi per la deambulazione dei pazienti, che spesso necessitano di barelle per essere trasportati. Per questo motivo la CISL della Campania ha pi volte chiesto un confronto con i Direttori Sanitari e Amministrativi delle singole strutture, ad oggi mai attuato in maniera concreta. Lultimo Pronto Soccorso, in ordine di tempo, ad esser stato chiuso quello dellOspedale S. Gennaro, decisione incomprensibile nell'immediato, se si considera la mole di utenza e la mancata integrazione della struttura nell'Ospedale del Mare. Una iniziativa dettata pi dal calcolo economico che dalla necessit di far fronte alla domanda di assistenza, che ha pericolosamente esposto e continua ad esporre gli operatori del PSAUT (in grado di gestire i soli codici bianchi - prestazioni non urgenti di competenza del medico di famiglia) nel fronteggiare gravi emergenze (codici rossi) che continuano ad arrivarvi. Se a questo, poi, si aggiunge che lo stesso personale continua ad essere utilizzato nelle strutture ex Pronto Soccorso, diventa palese la totale assenza di governo, di strategia tesa all'efficientamento delle strutture e all'appropriatezza della cura. Manca, dunque, un atteggiamento di responsabilit da parte dei Direttori Generali che non hanno effettuato una pianificazione degli organici funzionali. La Azienda dei Colli che, secondo il Decreto n. 49/2010, dovrebbe essere inserita nella rete emergenziale per decongestionare le altre strutture di Pronto Soccorso dalle emergenze infettivologiche, nei fatti non viene ancora utilizzata in tal senso. Anche in questo caso, a nostro avviso, si rivelato inadeguato il livello regionale di governo del sistema.
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La chiusura del Pronto Soccorso dellOspedale C. Ascalesi, programmata per il 31 dicembre 2011 stata posticipata nelle more della realizzazione di un triage (ovvero una struttura di prima accoglienza delle emergenze in arrivo) presso lOspedale S. Maria di Loreto Mare. Il 2 marzo 2012 la struttura di triage stata inaugurata, ma i risultati non sono stati quelli sperati: la media quotidiana di barelle nei corridoi di almeno 10 al giorno, mentre in alcuni giorni se ne registrano 14 (prima del sistema di smistamento erano 13). I pazienti, infatti, continuano a essere curati su lettighe mobili nei corridoi, spesso anche in assenza di cuscini e coperte. Il sistema del triage e lOsservatorio breve per il monitoraggio dei pazienti che necessitano un ricovero massimo di 24 ore non ha risolto il problema delle emergenze, poich, tra laltro, manca il personale infermieristico necessario per attivare gli 8 posti letto previsti e la gestione dei codici bianchi stata affidata ai medici di continuit assistenziale (ex Guardia Medica). Tale scelta appare in contraddizione con lo spirito della riforma, che mira a deospedalizzare lassistenza, in quanto i medici di continuit assistenziale, anzich potenziare il filtro territoriale ed evitare ricoveri impropri, si troveranno a prestare assistenza nelle strutture di Pronto Soccorso.

3. ATTIVIT AMBULATORIALI E PRESTAZIONI IN INTRAMOENIA Un elemento di riflessione la decadenza progressiva che si sviluppata negli anni del ruolo, e quindi della operativit, degli ambulatori specialistici territoriali, che nel tempo hanno perso la capacit di filtro verso le strutture ospedaliere.

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La disattenzione della Dirigenza della Sanit campana nei confronti delle esigenze strutturali, tecnologiche e delle risorse umane utili al buon funzionamento degli ambulatori territoriali hanno di fatto prodotto lo scavalcamento della struttura territoriale, producendo di fatto il ricorso ad intervento di pronto soccorso e di ricoveri impropri. solo il caso di richiamare che in Campania il12% di tutti i ricoveri (1.200.000 circa) improprio. Stiamo parlando di 144.000 ricoveri impropri. Sono evidenti le ricadute sul piano finanziario e sullallungamento delle liste di attesa. Sempre in rapporto ad unincapacit di governo dei delicati processi afferenti la Sanit della nostra regione il capitolo doloroso delle prestazioni in intramoenia. La Legge n. 120/2007 ha previsto una serie di adempimenti che le AA. SS. LL. e le Regioni avrebbero dovuto effettuare per consentire ai medici dipendenti del S. S. N. di esercitare la libera professione intramoenia in strutture pubbliche, con le relative modalit. Il termine del 31 gennaio 2010 inizialmente preventivato come scadenza per il passaggio al regime ordinario dellattivit libero professionale intramuraria (ALPI) stato successivamente prorogato fino al 31 marzo 2011 e, con D. P. C. M. del 25 marzo 2011, fino al 31 dicembre 2011. Dopo una ulteriore proroga al 31 dicembre 2012 sancita dal D. L. 216/2011, tale termine stato definitivamente fissato dal Governo centrale al 30 giugno 2012. Tale istituto resta ope legis una possibilit per: lutenza di scegliersi medico ed equipe per le proprie esigenze di salute, il personale sanitario di mettere a frutto fuori orario di lavoro le proprie competenze professionali con la giusta remunerazione, le strutture pubbliche di incamerare in maniera legale risorse economiche fresche per prestazioni aggiuntive a quelle istituzionali.
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Il fatto che, nonostante gli svariati miliardi di euro destinati dalla Regione alla creazione di strutture ad hoc (si veda a solo titolo di esempio la Delibera di Giunta Regionale n. 695 del 25/10/2010, con la quale si sono appostati circa 80 mln nel bilancio 2010 per la realizzazione e/o lammodernamento delle strutture per lattivit intramoenia), in numerosi ospedali della Campania (primo tra tutti lA. O. R. N. A. Cardarelli) vengono effettuate in Reparti ordinari, talora in condizioni al limite dellaccettabile. In queste condizioni, sembra quasi che l'onorario che gli utenti pagano (al personale sanitario, ma anche alle amministrazioni ospedaliere) diviene, in sostanza, una sorta di "tangente legalizzata" che serve di fatto a scavalcare le normali liste dattesa dellassistenza pubblica. La CISL Medici della Campania, allo scopo di permettere una concreta e dignitosa attuazione del disposto di legge in materia di attivit libero-professionale intra-muraria per i medici del SSN, ha proposto la riconversione "ad hoc" di alcune strutture ospedaliere, considerate non pi adeguate all'organizzazione dellassistenza pubblica dal Piano sanitario regionale. Ristrutturare, mettere a norma, ripensare adeguatamente limpianto del lavoro in plessi sanitari che fino ad ieri (o addirittura ancor oggi) hanno erogato servizi compatibili con le esigenze di salute della popolazione della nostra regione, potrebbe essere per le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere lunica via per garantire ambienti di lavoro sicuri e dignitosi. Inoltre si potrebbero assicurare, in questo modo, tempi ed orari adeguati a soddisfare lesigenza dei pazienti di scegliere liberamente il proprio dottore e, allo stesso tempo, quella dei medici di realizzare pienamente la propria professionalit. Per realizzare tale riconversione potrebbero essere impiegati i proventi della cosiddetta intra-moenia allargatadestinati in quota percentuale alle stesse strutture sanitarie ed ospedaliere (della quale, ad oggi, manca un reale monitoraggio).
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In tal modo, non solo sar rispettato un diritto dei medici e di tutti i cittadini, che nei fatti stato sistematicamente mortificato, ma si potr finalmente avviare un circuito virtuoso capace di ridurre le liste dattesa, i viaggi della speranza nonch leventuale malaffare, attraverso lafflusso di risorse economiche certe per la Sanit pubblica.

4. LISTE DI ATTESA E TERRITORIALIZZAZIONE DEI SERVIZI Necessit indifferibile per assicurare lefficientamento dei servizi erogati linsediamento in tutte le Strutture sanitarie, di efficaci meccanismi di "front office" con l'Utenza. Senza una semplificazione della gestione delle pratiche amministrative (di cui v appena qualche traccia nei provvedimenti gestionali) impossibile ridurre il notevole disagio ad esse collegato ed invogliare il ricorso alle strutture pubbliche da parte dellutenza, ottimizzandone limpiego. Il percorso che, in condizioni ordinarie, il paziente deve affrontare per usufruire di una prestazione sanitaria prevede diversi step: prima bisogna recarsi fisicamente dal medico curante per l'impegnativa, successivamente andare fisicamente allo sportello CUP per la prenotazione , poi dirigersi fisicamente allo sportello riscossione ticket e infine in ambulatorio per la visita, con tempi lunghissimi tra il primo e lultimo atto e con la conseguente tentazione di ricorsi a scorciatoie onerose o irregolari (la struttura privata o, peggio, il Pronto Soccorso o l'ospedale, con ulteriore aggravio di spesa).

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Affrontare nel merito l'emergenza sanitaria significa innanzitutto offrire in tempi celeri una cura appropriata, anche attraverso la valorizzazione e il rafforzamento della rete territoriale dellassistenza e della prevenzione, per risolvere lannoso problema delle liste dattesa, i cui tentativi di soluzione finiscono spesso per infrangersi nel concreto sulla barriera rappresentata dalle degenerazioni del sistema burocratico.

Le liste di attesa rappresentano un caso di rilevanza nazionale, e toccano cifre da record evidenziate di recente anche dalla stampa. Per lOspedale Vecchio Pellegrini - solo per citare un esempio - laspettativa media per un intervento ordinario si aggira intorno ai 9 mesi, con picchi di quasi 1.000 giorni di attesa per alcune branche specialistiche (come ad esempio la chirurgia della mano). Mentre per le attivit chirurgiche di elezione della divisione di Ostetricia e Ginecologia del S. Maria di Loreto Mare si aspettano anche 8 mesi per lasportazione di un utero fibromatoso, come conseguenza del blocco dei ricoveri determinato dall'emergenza barelle. La Cisl della Campania considera favorevolmente listituzione della Commissione Tecnica che avr il compito di elaborare un Piano Regionale per le Liste di Attesa, disposta con il Decreto Presidente Giunta n. 293 del 06/12/2011. Ad oggi la Commissione non si ancora insediata e quindi sono ancora lontane le iniziative da assumere per affrontare in maniera organica lemergenza delle lista di attesa. A solo titolo esemplificativo riportiamo di seguito i tempi medi delle liste di attesa della ASL Napoli 1 Centro e di alcune Strutture Ospedaliere:

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Specialistica Ambulatoriale Distrettuale Mammografia Ecografia TAC Visita ortopedica

Tempi medi di attesa delle prestazioni 40-60 gg. 40-60 gg. 40-60 gg. 40-60 gg.

Visite specialistiche P.O. S. Maria degli Incurabili visita reumatologica doppler gastroscopie e colonscopie ricoveri in regime di day surgery ricoveri di elezione in chirurgia visita ortopedica visita epatologica ecografie urodinamiche uroflussimetrie visite chirurgia cardiovascolare interventi chirurgici di ortopedia interventi chirurgici di ostetricia

Tempi medi di attesa delle prestazioni 4 mesi 3 mesi 3 mesi 2 mesi 1,5 mesi 1,5 mesi 2 mesi 1,5 mesi 4 mesi 3 mesi 3 mesi 5 - 6 mesi 6 mesi

Visite specialistiche P.O. dei Pellegrini chirurgia della mano oftalmico ortopedia chirurgia vascolare

Tempi medi di attesa delle prestazioni 1007giorni 1132 giorni 995 giorni 1170 giorni

Prestazioni in Pronto Soccorso a parit di personale: anno 2010 n. 31064 anno 2011 n. 59960

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Visite specialistiche P.O. San Giovanni Bosco visita reumatologica chirurgia dell'obesit gastroscopie e colonscopie ricoveri in regime di day surgery ricoveri di elezione in chirurgia visita ortopedica visita epatologica ecografie visite chirurgia cardiovascolare

Tempi medi di attesa delle prestazioni 6 mesi 2,5 - 3 mesi 3 mesi 3 mesi 2 mesi 2 mesi 3 mesi 2 mesi 3 mesi

Visite specialistiche P.O. San Paolo cardiologia ematologia urologia senologia gastroscopie e colonscopie ricoveri in regime di day surgery ecografie

Tempi medi di attesa delle prestazioni 60 - 90 gg. 40 - 50 gg. 60 gg. 8 mesi 30 - 40 gg. 30 gg. 60 - 90 gg.

Visite specialistiche P.O. S. Maria di Loreto Mare gastroscopie e colonscopie ricoveri in regime di day surgery ricoveri di elezione in chirurgia medicina interna ecografie visite cardiologiche interventi chirurgici di ostetricia

Tempi medi di attesa delle prestazioni 6 mesi 4 mesi 3 mesi 2 mesi 1,5 mesi 5 mesi 7 mesi

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Visite specialistiche e ricoveri P.O. San Gennaro urologia ricoveri in regime di day surgery ortopedia oculistica ostetricia medicina generale ematologia cardiologia dermatologia neurologia neurofisiopatologia radiologia chemioterapia oncologica chirurgia generale Otorino riabilitazione cardiologica

Tempi medi di attesa delle prestazioni 2 mesi 3 mesi 7 mesi 2 mesi 1 mese 1 mese 1 mese 1 mese 2 mesi 1 mese 3 mesi 3 mesi 50 giorni 2 mesi 1 mese 1 mese

5. IL SOVRAFFOLLAMENTO E IL CONGESTIONAMENTO DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE Attualmente il flusso delle emergenze viene dirottato, per la maggior parte, verso lOspedale A. Cardarelli, che genera una emergenza barelle tale da costringere circa 150 pazienti ad attendere un posto letto: si stima che in ogni reparto ci siano quotidianamente almeno 8 barelle. Analoga situazione di congestionamento stanno vivendo il "S. Giovanni Bosco", il "S.Paolo", lOspedale Vecchio Pellegrini" (dove nel 2011 si registrato un incremento di 1.000 utenze mensili in pi rispetto al 2010: da luglio a dicembre 2011 sono stati registrati 27.600 casi di pronto soccorso, contro i 20.000 effettuati nello stesso periodo del 2010).

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Nulli, seppur condivisi, i tentativi di interlocuzione con il Commissario della ASL Napoli 1, mirati a verificare e monitorare le vere cause strutturali della emergenza barelle, con il supporto delle OO. SS. aziendali. La perenne gestione delle urgenze, nella sanit campana, presenta molti altri aspetti gravi, alcuni dei quali indagati dalla Magistratura perch finalizzati a trasferire pazienti da strutture pubbliche a strutture private e/o convenzionate. La CISL ha pi volte suggerito che per razionalizzare la gestione della rete emergenziale nell'ASL Napoli 1 sarebbe utile provvedere allistituzione di ospedali di emergenza (S. Giovanni Bosco, Loreto Nuovo, S. Paolo, Pellegrini) e presidi di elezione, ovvero di elevata specializzazione (S. Maria degli Incurabili, S. Gennaro, C. Ascalesi). Operando in tal senso, si potrebbero indirizzare le richieste di acuti verso gli ospedali dedicati allemergenza per ammalati gravi, mentre quelle di cura per patologie complesse verso gli ospedali di elezione. Anche nellASL Napoli 1 la valorizzazione dei Distretti Ambulatoriali e la territorializzazione dei servizi resta il nodo centrale da affrontare, sul quale mancata una discussione di merito. evidente che realizzare il potenziamento della rete territoriale significa rendere pi efficiente lerogazione delle prestazioni, contenere il sovraffollamento degli ospedali campani, realizzare iniziative di prevenzione e presa in carico dellutente ed innalzare la qualit dellassistenza. In altre parole, coniugare la riduzione della spesa con linnalzamento della qualit dellassistenza. A questo proposito la CISL ha chiesto e continua a chiedere alla Struttura Commissariale di aprire un confronto volto a:
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Effettuare una mappatura delle strutture territoriali esistenti; Intervenire sulle condizioni infrastrutturali e le capacit operative degli ambulatori; Analizzare il numero dei medici e del personale che vi lavora, ovvero realizzare una calibratura degli organici funzionali delle aziende.

Appare, infatti, irrinunciabile una seria ed approfondita disamina dei veri risparmi che la politica dei tagli lineari fin qui adottata produce sui bilanci delle AA.SS.LL. Ci riferiamo alla spesa verso strutture convenzionate (diagnostica di laboratorio e strumentale, ricoveri, riabilitazione, ecc.) e di quella per le prestazioni extra-regionali, a cui sono costrette a far ricorso le AA.SS.LL. per mancati ammodernamenti tecnologici. Ci in relazione allassenza di una politica di investimenti per dotare le strutture ospedaliere delle attrezzature per la diagnostica, ovvero di azioni volte alla valorizzazione e ad un concreto potenziamento della rete territoriale di assistenza.

6. LORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE: STRUTTURE SEMPLICI E COMPLESSE Di estrema criticit lorganizzazione regionale delle AA. SS. LL. in strutture semplici e complesse, istituti previsti dalla contrattazione collettiva (art. 27 del CCNL Dirigenza Medica 1998/2001, art. 6 CCNL Area Dirigenza Medico - Veterinaria del S.S.N. 2006/2009) la cui assegnazione definita in modo autonomo dalle singole Aziende. Con il termine "struttura" si intende l'articolazione interna dell'Azienda alla quale attribuita, attraverso lAtto Aziendale, la responsabilit di gestione di risorse umane, tecniche o finanziarie, affidata a un dirigente medico.

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Le Strutture si articolano in: Dipartimenti Aziendali, ovvero le strutture individuate dallAzienda sanitaria per lattuazione di processi organizzativi integrati. Rappresentano il modello operativo delle aziende, attraverso i quali si svolgono le attivit professionali e gestionali. Sono affidate a un Capo Dipartimento, ossia un dirigente medico che ha il compito di gestire le risorse necessarie, sia umane che finanziarie, necessarie per lassolvimento delle funzioni attribuite. I Dipartimenti sono articolati, al loro interno, in strutture complesse e strutture semplici a valenza dipartimentale. Strutture Complesse (Unit Operative Complesse UOC) , caratterizzate da un elevato grado di autonomia gestionale e da piena responsabilit nella realizzazione di processi integrati. Sono considerate strutture complesse sia i Presidi Ospedalieri che i Distretti sociosanitari. Questi ultimi sono previsti dagli Atti Aziendali per assicurare i servizi di assistenza primaria relative alle attivit sanitarie e di integrazione sociosanitaria. La responsabilit di queste strutture affidata a un Direttore (che a seconda dei casi sar di Dipartimento, di Distretto Sociosanitario oppure di Presidio Ospedaliero). Strutture Semplici, che rappresentano sia le articolazioni interne delle Strutture Complesse, sia dei Dipartimenti o dei Distretti. Le Strutture Semplici a valenza distrettuale sono dotate di responsabilit ed autonomia nella gestione delle risorse (umane, tecniche o finanziarie). Per quel che attiene la Campania sono emerse situazioni di spreco di risorse pubbliche dovute a un eccessivo numero di Strutture Semplici e Strutture Complesse istituite sul territorio regionale.

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Il Ministero della Salute ha effettuato nellagosto 2011 (su rilevazioni effettuate al 31/12/2009) uno studio a cura del Sottogruppo di lavoro per la fissazione dei parametri standard per la definizione di strutture semplici e complesse del SSN ex art. 12 comma1, lett. b) del Patto per la Salute 2010-2012. Comparando i dati emersi nelle regioni italiane, il gruppo di lavoro ministeriale ha messo in rapporto la popolazione residente con il numero di Strutture Complesse non ospedaliere previste. Rispetto al parametro standard rilevato per quelle Regioni che non sono sottoposte al Piano di Rientro di 1 Struttura Complessa su 13.515 abitanti, nella nostra regione ne risulta 1 ogni 6.132 abitanti. Ovvero ci sono circa il doppio delle Strutture Complesse non ospedaliere. Infatti in Campania risultano in totale: 2.048 Strutture Complesse, di cui 1.100 ospedaliere e 948 non ospedaliere 9.845 Strutture Semplici, di cui 3.545 ospedaliere e 6.300 non ospedaliere. Il coefficiente che il Ministero ha stabilito come standard per il rapporto tra strutture semplici e strutture complesse di 1,31: la Campania ha lo standard pi alto, pari a 4,81. Si stima, infatti, che nella nostra regione ci siamo almeno 795 primariati di troppo: questo vuol dire che numericamente il numero delle strutture risulta
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notevolmente maggiore rispetto ai parametri fissati dal Ministero, e che quindi la Campania, deve adeguarsi attraverso una drastica riduzione delle stesse entro il 31 dicembre 2012. Sicuramente i dati forniti dal Ministero della Salute sono meritevoli di attenzione, ma devono essere letti in rapporto al contesto territoriale e nellobiettivo di una razionalizzazione di questi incarichi in rapporto alla funzionalit, nonch alla realt presa a riferimento. In sostanza se da un canto sono centinaia le Strutture Semplici ridondanti, spesso assegnate con troppa leggerezza, dallaltro diventa indispensabile unanalisi precisa dei modelli organizzativi e delle aree territoriali su cui intervenire, con particolare attenzione allidea di deospedalizzare lassistenza. Infatti, nellanalisi ministeriale non sono evidenziate le informazioni relative alle Strutture Semplici a valenza dipartimentale, che a fronte di un costo maggiore, potrebbero risultare fondamentali per lerogazione di servizi essenziali, in quei territori dove non ci sono altri presidi sanitari. Infatti la presenza di 6.300 Strutture Semplici non ospedaliere di fatto eccessiva se comparata al dato nazionale, ed per questo che la Cisl chiede alla Struttura Commissariale di effettuarne una revisione analitica, ma soprattutto funzionale, rapportata al reale fabbisogno di assistenza del territorio.

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7. PROCEDURE DI ACQUISTO DI BENI E SERVIZI In Campania le procedure di acquisto e fornitura di beni e attrezzature sanitarie delle AA.SS.LL. e delle AA..OO. avviene in maniera centralizzata, attraverso la So.Re.Sa SpA (Societ Regionale per la Salute), ente strutturale della Regione Campania Annualmente il volume delle gare espletate in Campania ammonta circa 2,4 mld (cfr. sito internet www.soresa.it) La procedura prevede una richiesta di acquisto da parte dellAzienda, ospedaliera o sanitaria, direttamente alla Struttura Commissariale Regionale, che entro 30 giorni tenuta ad autorizzare o meno lacquisto e/o la fornitura. Trascorso tale termine, in regime di silenzio-assenso, la So.Re.Sa (stazione appaltante) provvede al bando di gara; se limporto della fornitura inferiore ai 50.000 la stessa Azienda ad esperire la gara. La responsabilit di controllo sulla congruit dellacquisto e delle reali esigenze delleventuale fornitura , quindi, in capo alla Regione. Risulta evidente come, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, il censimento dei beni e servizi presenti nelle strutture sanitarie e il relativo controllo sulla spesa di fondamentale importanza per conoscere lo stato dellarte, comprendere il reale fabbisogno espresso dalla singola azienda e recuperare risorse per rendere un servizio di qualit alla collettivit. La Cisl fermamente convita che bisogna ricondurre le politiche degli acquisti ad una gestione unitaria, organica e coordinata, che tenga conto del reale fabbisogno tecnologico delle strutture, attraverso un monitoraggio di beni e servizi da parte della Struttura Commissariale regionale (sulla base del modello CONSIP, che prevede la razoionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi, attraverso lutilizzo di tecnologie informatiche e modalit innovative per gli acquisti).
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Resta evidente che in assenza di queste scelte anche questa spesa continua ad essere fuori controllo.

7 bis. APPARECCHIATURE MEDICHE Risulta estremamente insufficiente, in tema di apparecchiature mediche, lazione posta in essere dalla struttura commissariale per ladeguamento tecnologico delle apparecchiature in dotazione alle strutture sanitarie, drammaticamente necessario in Campania, per il quale - come gi detto manca un puntuale controllo degli acquisti ed anche un censimento di tutte quelle esistenti, funzionanti e/o dismesse.

La vicenda, ad esempio, dellacquisto di un singolo, ultramoderno apparecchio per la cura radioterapica di un limitato numero di tumori inoperabili, costato circa 9 milioni di euro, da parte dellIstituto per lo Studio e la Cura dei Tumori Fondazione Pascale rappresenta un episodio emblematico in merito. Secondo lAssociazione Italiana Oncologia Medica le cure oncologiche in Campania vengono erogate per il 60% dal territorio, il 20% dal Pascale, mentre il restante 20% dai policlinici universitari. LIstituto Pascale deve, quindi, far fronte a tutte le necessit che derivano dallaumento dincidenza delle patologie oncologiche nella nostra regione (pi di 40.000 casi allanno) con un apparecchio angiografico acquistato circa 20 anni fa e con un solo apparecchio TAC destinato a tutte le esigenze (mentre un nuovo apparecchio attende da mesi di essere messo in funzione). Ferma restando lautonomia finanziaria di cui gode lEnte (in quanto Fondazione),i n questa situazione, il management del Pascale, per giustificare la necessit dellacquisto della nuova apparecchiatura, da 9 milioni di euro, ha ritenuto di dismettere due apparecchiature radioterapiche (acceleratori lineari) con tredici anni danzianit, ma perfettamente funzionanti, pur di liberare locali ed usufruire di spazi liberi.
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In questo modo si ridotta di circa 2/3 la capacit di cura del Reparto di Radioterapia del Pascale, costringendo le pazienti bisognose di irradiazione per tumori alla mammella a rivolgersi ad altri centri, soprattutto privati e comunque di numero gi di per s insufficiente alle necessit della popolazione. Solo lazione di denuncia della Cisl ha evitato un ulteriore sperpero di denaro pubblico, bloccando lacquisto di tale costoso macchinario.

Il Rapporto dellIstituto Superiore della Sanit (Assicurazione di Qualit in radioterapia 02/20, scaricabile dal sito
http://www.iss.it/binary/publ2/cont/0220.1140606202.pdf )ed uno studio europeo (pubblicato sulla rivista Radiotherapy and

Oncology n.75/2005 pagg. 355-365) hanno evidenziato che per ogni milione di abitanti dovrebbero esserci almeno 7 Acceleratori Lineari, mentre in Italia la media di 5,4/1.000.000 ed in Campania di 4,8/1.000.000 (in alcune provincie come quella di Napoli si vicini alla media nazionale, nelle altre il dato drammatico). Proprio per questo motivo, sarebbe stato pi opportuno organizzare lupgrade tecnologico in modo pi razionale, garantendo prima gli standard quantitativi con lacquisizione di un nuovo acceleratore (il cui acquisto stato poi previsto a posteriori, ma a quanto risulta mai deliberato) e poi decidere di acquistare altre tipologie di macchinari, in modo da garantire ai pazienti dellIstituto un percorso terapeutico completo, cos come pi volte chiesto dalla CISL e mai ottenuto. La soluzione adottata dal managment del Pascale stata, invece, quella di ricorrere in extremis ad una convenzione con l'A.O. "C. Ascalesi"che ha sovraccaricato il Centro di Radioterapia dellOspedale C. Ascalesi, i cui Pazienti provengono gi per met da fuori ASL Napoli 1 (a causa di strutture insufficienti), e che ha ridotto anche le unit di personale a disposizione dellIstituto Pascale, poich sono gli stessi radiologi che effettuano il servizio esterno.

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LA SANITA NELLE 5 PROVINCE Tra le 5 province campane sicuramente quella di Napoli risulta la pi complessa, sia per la popolazione che vi risiede, sia per le strutture che vi fanno riferimento. Il nostro lavoro non vuole essere esaustivo di tutte le criticit presenti nel settore, ma un contributo concreto che le Categorie della CISL (FNP, FP, CISL Medici, Cisl Universit) hanno elaborato per cercare di far emergere le situazioni negative al fine di migliorarle e favorire lerogazione di adeguati servizi sanitari alla collettivit. Di seguito lanalisi delle situazioni territoriali.

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NAPOLI AZIENDA SANITARIA LOCALE NAPOLI 1CENTRO IL PERSONALE Come gi detto in premessa, lo sforamento del Patto di Stabilit da parte dellEnte Regione ha provocato come conseguenza il blocco totale delle assunzioni, cos come stabilito nel D.L. 112/2008 e confermato dal D. Lgs. 149/2011. Nella sola Asl Napoli 1 si passati dagli 11.000 dipendenti del comparto in forza nel 1993, ai soli 6.132 che attualmente risultano in servizio. A questi bisogna aggiungere gli ulteriori 900 esodi, gi formalizzati (richieste di pensionamento), che si verificheranno entro giugno 2012 a seguito dellultima manovra finanziaria. A questa complicata situazione di sottodimensonamento degli organici, in cui versano quasi tutte le strutture ospedaliere campane, si continua a far fronte attraverso ladozione di unico tipo di provvedimento, ovvero il ricorso al lavoro straordinario e la proroga del personale con contratti precari (attualmente circa 960). Con Decreto n. 87 del 23/12/2011 stato recepito laccordo tra gli Enti del Sistema Sanitario Regionale e le Organizzazioni Sindacali del 15/12/2011 per la valorizzazione delle esperienze professionali e la proroga per ulteriori 6 mesi (fino al 30 giugno 2012) dei contratti a tempo determinato scaduti il 31 dicembre 2011, al fine di garantire il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il fatto che non si ancora individuata una soluzione definitiva al problema,
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implica ancora oggi il ricorso al lavoro straordinario, alle assunzioni di personale con Co.Co.Co., che sono tra le prime voci di spesa che ha determinato il debito del sistema, oppure si continua a fare ricorso allimpiego,peraltro in settori vitali, di specialisti ambulatoriali, la cui situazione risulta critica, a causa del mancato rinnovo (dal mese di febbraio 2011) di molti dei contratti scaduti. Si tratta di circa 140 specialisti ambulatoriali nella sola provincia di Napoli, e di 250 che lavorano in tutto il territorio regionale e che sono in attesa di un percorso di stabilizzazione. La CISL ritiene: a) che il Tavolo nazionale con il Governo debba necessariamente realizzare unapertura allo sblocco del turn over, non pi rinviabile, per garantire adeguata assistenza e riconoscere uno stato di diritto altrimenti negato. b) insostenibile soprattutto questultima scelta anche alla luce del fatto che stabilizzare queste figure non comporterebbe costi aggiuntivi. Uno specialista ambulatoriale, infatti, percepisce in media 500 mensili in pi rispetto a un lavoratore strutturato con lo stesso inquadramento, in quanto considerato libero professionista. Non si tratta solo di una questione economica, ma soprattutto una questione di qualit e certezza dellassistenza. insostenibile la carenza di personale per alcune specialit essenziali e non vicariabili in quanto salvavita, come ad esempio per la Neurochirurgia. A Napoli, negli ultimi anni sono stati dimezzati i posti letto per lurgenza neurochirurgica: dai 130 posti letto si giunti a meno di 70, insufficienti a far fronte alla domanda di prestazioni. Dopo la chiusura di 2 Unit complesse presenti presso lA. O. R. N. A. Cardarelli, ne sono rimaste in funzione soltanto 3:
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- A. O. R. N. A. Cardarelli con 30 posti letto; - Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo con 21 posti letto; - Ospedale S. Giovanni Bosco con 15 posti letto. In tale contesto si consuma il paradosso per cui la Commissione Regionale per la valutazione dei casi di necessit in deroga al blocco delle assunzioni ha respinto la richiesta di copertura dei posti vacanti con contratti di Specialistica ambulatoriale per la mancanza di copertura economica. Nello scorso dicembre 2011, su iniziativa della Cisl della Campania, la struttura commissariale ha assunto limpegno a tuttoggi ancora disatteso per lemanazione di un bando per la copertura dei posti vacanti, Nelle more della procedura concorsuale stato disposto il rinnovo dei contratti agli specialisti ambulatoriali dellOspedale S. Maria di Loreto Mare. Per contro, sempre in tema di contraddizioni e incoerenze gestionali, nel corso del 2011 sono stati assunti o ri-assunti vari specialisti ambulatoriali (alcuni dei quali con provvedimenti che assolutamente non rispecchiano gli estremi dellurgenza) allinterno della stessa ASL NA 1 Centro. Solo a titolo di esempio, presso lA. O. R. N. A. Cardarelli stato pubblicato il 19 dicembre u.s. un provvedimento di autorizzazione per 38 ore settimanali per i Reparti di Anestesia e Rianimazione per la copertura di turni vacanti 4 trimestre 2011, che in termini economici corrispondono al costo per lassunzione di uno specialista. A fronte di queste palesi contraddizioni e nel rispetto degli Accordi tra la Regione Campania e le OO.SS. (per la realizzazione di linee guida per la mobilit delle varie professioni sanitarie, a seguito dei processi di ristrutturazione aziendale, e dellavvio di un percorso di stabilizzazione del personale precario )
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appare evidente la necessit di una programmazione a lungo termine del fabbisogno organico delle Strutture sanitarie campane con previsione degli esodi a 5 anni del personale. Secondo la Cisl della Campania, una vera riorganizzazione delle Strutture di assistenza ai vari livelli, passa attraverso la costruzione di un modello organizzativo funzionale al fabbisogno di assistenza territoriale, intervenendo su infrastrutture, tecnologie e prioritariamente sul fattore fondamentale che la risorsa umana. Solo unimpostazione su queste basi pu garantire efficacia, efficienza ed economicit dei servizi. Ma ad oggi nulla stato fatto. LAVORO STRAORDINARIO Il Commissario Straordinario della ASL Napoli 1 ha disposto tuot court la riduzione del 75% del fondo per lo straordinario a partire dal mese di gennaio 2012, causando gravi disservizi e disagi per il personale medico e paramedico, costretto a turni di lavoro massacranti per la forte carenza degli organici. Le ore di lavoro straordinario, infatti, sono indispensabili: per sopperire alla carenza strutturale di personale medico per sopperire alla carenza di personale infermieristico e tecnico. Questultimo troppo spesso demansionato e costretto a svolgere anche i compiti del personale socio sanitario. Un esempio concreto delle difficolt dovute al taglio delle ore di straordinario rappresentato dallOspedale San Paolo, che negli anni ha certificato uno storico di 180.000 ore di straordinario annue, corrispondenti al lavoro di circa 60 Operatori Socio Sanitari.
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LASL Napoli 1, invece, ha assegnato per il 2012 alla struttura ospedaliera soltanto 45.000 ore, nettamente insufficienti per lo svolgimento delle normali attivit di assistenza, se si considera la carenza di personale medico, infermieristico e di OSS, dovuta al blocco del turn over, di cui la struttura dovrebbe essere dotata. La Cisl della Campania, pur condannando le situazioni in cui si abusato del ricorso al lavoro straordinario, critica fortemente la decisione della Direzione della ASL Napoli 1, che ha agito in assenza totale di concertazione e di un confronto concreto con le Organizzazioni Sindacali. Durante la riunione del Tavolo Sanit del 7 febbraio 2012 la Struttura Commissariale, di concerto con il Commissario Straordinario Scoppa, ha recepito la richiesta della Parti Sociali di utilizzare listituto del lavoro straordinario anche in deroga al budget mensile, nelle more di una verifica puntuale degli organici funzionali delle aziende. Soltanto dopo una puntuale analisi degli organici funzionali si possono determinare i criteri per lassegnazione dei budget dello straordinario ed evitare di ridurre cos drasticamente la qualit dellassistenza erogata, come purtroppo si sta registrando.

SERVIZIO 118 Significativa la situazione di confusione in cui versa il settore dellEmergenza Territoriale 118 a Napoli, a causa della mancata interazione tra la Centrale Operativa, che risponde al numero 118, e la cosiddetta Continuit Assistenziale (ex Guardia Medica). Quando arriva alla Centrale 118 una richiesta di assistenza per un caso non grave (codice verde o addirittura bianco) non si riesce ad indirizzare al meglio il paziente, che costretto a chiamare la Continuit Assistenziale di zona, che a

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sua volta risponde ad un numero differente da quartiere a quartiere. Caso unico nelle grandi citt dItalia. Questo modello di organizzazione non solo impedisce una appropriata risposta per la cura dei pazienti, ma causa di una cattiva gestione delle emergenze che rende difficile anche il monitoraggio della diffusione delle varie patologie. Sul territorio cittadino, poi, si registra una forte carenza di ambulanze, che sono peraltro obsolete e mal ridotte, spesso senza neanche la radio di bordo. Le ultime 4 ambulanze, infatti, sono state acquistate nel 2007 e, pur percorrendo centinaia di km al giorno, non sono sottoposte ad ordinaria manutenzione. Inoltre, i farmaci e i presidi utilizzati per prestare soccorso sono depositati a bordo delle vetture senza rispettare la normativa per la conservazione termica con il rischio, quindi, che possano deteriorarsi. Dai dati in possesso delle nostre strutture sindacali aziendali emerge che sul territorio partenopeo sono presenti soltanto 12 ambulanze (pi due a Capri e Barra) medicalizzate (ovvero hanno un equipaggio formato da un medico, un infermiere e dallautista) che effettuano un servizio continuo H24. Altre 6 hanno un equipaggio composto solo da autista ed 1 infermiere. Di queste 6 ambulanze, solo 2 prestano servizio H24 (Miano e Pietravalle)e 4 prestano servizio H12. Di seguito uno specchietto riepilogativo delle postazioni PSAUT (ovvero le strutture di primo intervento, dove prevista lassistenza medica per casi di minore complessit, osservazione medica breve e piccola chirurgia) e di quelle SAUT (ovvero le postazioni di soccorso avanzato dove sono ubicate le ambulanze medicalizzate), presenti nella ASL NAPOLI 1.

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POSTAZIONI PSAUT E SAUT ASL NA1

POSTAZIONI PSAUT Aeroporto Pianura (amb. H12) San Gennaro POSTAZIONI SAUT Chiatamone Crispi Ferrovia Incurabili Loreto Mare Ponticelli S. Giovanni S. Paolo Scampia Vomero Capri Portici AMBULANZE SENZA MEDICO Bagnoli Carlo III Corso Europa Ges Miano Pietravalle
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orario h 24 h 24 h 24 orario h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 orario h 12 h 12 h 12 h 12 h 24 h 24

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Nonostante lazione di razionalizzazione e laccorpamento di alcune strutture complesse in Dipartimenti unici, come ad esempio Bilancio e GEF, Economato, Provveditorato, soppresse e accorpate nel Dipartimento Unico Amministrativo, sono state mantenute alcune funzioni dirigenziali, pur essendo stati aboliti i posti di funzione, causando spreco di risorse pubbliche. In tutto il territorio di riferimento della ASL Napoli 1, che per estensione il pi grande dEuropa, c un solo impianto per la risonanza magnetica, sito presso il Presidio Intermedio di Corso Vittorio Emanuele. Ne consegue, quindi, che i pazienti ricoverati presso qualsiasi struttura ospedaliera pubblica, in caso di necessit devono essere trasferiti per effettuare tale indagine diagnostica. Nella quasi totalit dei casi i pazienti sono sottoposti a risonanza magnetica presso uno dei laboratori privati convenzionati. Per sopperire a tale gravissima mancanza la Cisl propone la definizione convenzioni tra le AA.SS.LL. e le Aziende Ospedaliere Universitarie per lutilizzo di tutte le apparecchiature destinate agli esami diagnostici. stata prevista una riduzione dello straordinario per i 250 tecnici del Dipartimento di Prevenzione, che su delega della Procura della Repubblica operano un servizio di indagine per salvaguardia dei livelli di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, cos come previsto dalla normativa vigente. Il lavoro svolto da questo Dipartimento, quindi, di fondamentale importanza per le aziende del territorio napoletano e per i lavoratori, ed nello specifico si concretizza annualmente nellaccoglimento e gestione di: o 250 indagini su delega della Procura, ognuna delle quali dura circa 4/5 mesi o 500 esposti per denuncia o 300 pratiche per rischio amianto o 150 pratiche per malattie professionali o un numero imprecisato di incidenti mortali.
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OSPEDALE SAN GENNARO un presidio con alta diversificazione delle specialit ed lunico avere un centro multidisciplinare per la gestione del paziente diabetico complicato (diabetologia, chirurgia vascolare, oculistica, ortopedia e neuro fisiopatologia, a cui sono assegnati 4 posti letto). Purtroppo per la carenza di locali idonei e di personale impedisce il pieno funzionamento di tale centro. Il blocco operatorio risulta attualmente dimezzato nella produttivit. Fino al 1997, infatti, il San Gennaro disponeva di 2 sale operatorie di elezione (ovvero dedicate agli interventi programmati) ed una sala operatoria di emergenza (ovvero per i pazienti del Pronto Soccorso). A maggio del 1997 viene constatato che la sala parto non a norma con gli standard legislativi e il Pronto Soccorso Ostetrico viene chiuso. Il Direttore Sanitario dellASL Napoli 1 (che allepoca era il Dott. Remigio Prudente) ha dovuto disporre di utilizzare una delle 2 sale operatorie di elezione come sala parto, determinando il dimezzamento netto delle sedute operatorie e, di conseguenza, lallungamento (in alcuni casi il raddoppiamento) delle liste dattesa. Appare evidente il duplice danno, economico e sociale, alla comunit (con gli stessi operatori si potevano effettuare il doppio degli interventi chirurgici): o sia per i ritardi degli interventi, o sia per le condizioni (rischio di infezioni), dovute alla contiguit fra sala parto e sala operatoria, in cui fondamentale, come noto, una totale sterilizzazione per effettuare gli interventi. Il Day Surgery di Chirurgia, che nel 2011 ha registrato circa 1.300 accessi per interventi di tutte le branche specialistiche (tra questi circa 400 interventi di
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chirurgia), viene considerata organizzativa e non operativa, anche se di fatto lo . Avrebbe diritto a 2 posti letto dedicati che, ad oggi, non sono stati attivati assegnati, invece, alla Chirurga generale. Lassegnazione di tali posti letto al Day Surgery, che non comporta alcun costo per la Struttura, renderebbe sicuramente pi efficiente lerogazione delle prestazioni. Il reparto di Neonatologia, che presente soltanto in poche strutture ospedaliere campane, rischia la chiusura a causa di carenze organiche e strutturali. La Cisl della Campania condanna questa situazione, in cui il personale della struttura non pu lavorare per linadeguatezza delle infrastrutture e la mancanza di apparecchiature mediche.

OSPEDALE S. GIOVANNI BOSCO Dopo diverse denunce e segnalazioni dei Carabinieri del NAS alla Procura della Repubblica per le inadeguatezze strutturali, le 3 sale operatorie sono a rischio chiusura. La Direzione Sanitaria dellOspedale dovr effettuare tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza igienico-sanitaria degli ambienti, al fine di rispettare i requisiti minimi necessari per effettuare le operazioni chirurgiche. Le 2 sale operatorie destinate allelezione e quella destinata per le emergenze non hanno percorsi settici e asettici distinti, ovvero non c distinzione di percorsi destinati ai pazienti e quelli destinati al trasporto di rifiuti organici e materiali post operatori. evidente che in una situazione del genere, dove alto il rischio di infezioni per i pazienti e la sicurezza per gli operatori in ambienti dove

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si lavora anche 24 ore su 24, la Procura della Repubblica non poteva non intervenire. Si potrebbe invece recuperare una quarta camera operatoria, che attualmente destinata ad altro utilizzo.

OSPEDALE DEI PELLEGRINI La forte carenza di personale e il taglio dello straordinario ha portato al blocco dellambulatorio di oncologia, che tra laltro non risulta nellatto aziendale dellospedale. I pazienti, quindi, sono costretti a rivolgersi ad altri centri (il pi vicino quello dellOspedale S. Gennaro), contribuendo ulteriormente a congestionare le altre strutture. Lunico Pronto Soccorso Oculistico della Campania, che si trova proprio presso questa struttura in grave sofferenza e continua ad erogare servizi grazie al lavoro di 2 sole unit assegnate. La situazione scandalosa in cui sono costretti a lavorare gli operatori testimoniata dalla saltuaria carenza di materiale assolutamente necessario, come il filo da sutura o le lenzuola sterili per i pazienti o ancora il toner per stampare i referti medici.

Tutto ci, oltre a rappresentare un grave rischio per la salute degli operatori e degli utenti, contribuisce ad allungare oltremodo le liste di attesa per le prestazioni.

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OSPEDALE S. MARIA DEL POPOLO DEGLI INCURABILI Presso la struttura sono funzionanti i soli reparti di Medicina, Chirurgia e Ostetricia, per un totale di 60 posti letto per il Day Hospital, in cui lavorano 280 addetti (personale medico, infermieristico, socio assistenziale). La casa del parto e il centro dialisi (con 6 postazioni funzionanti) sono strutture di eccellenza in Campania, ma attualmente funzionano a singhiozzi a causa della mancanza di personale e per i locali fatiscenti in cui sono ubicati, che spingono lutenza a rivolgersi ad altre strutture, spesso private.

OSPEDALE S. MARIA DI LORETO MARE Il reparto di Neurochirurgia vive una situazione di grave sofferenza a causa della carenza di personale. Infatti in poco pi di 5 anni sono venuti meno (tra pensionamenti, decessi e trasferimenti) 6 neurochirurghi, di cui tre nellanno trascorso, senza che avesse luogo alcuna sostituzione. Anche per il personale infermieristico si registra una vacanza organica di 6 unit (in forza solo 18 sulle 24 previste), che non consente di assicurare, nella gran parte dei casi, la copertura dei turni sulle 24 ore. Proprio per linsufficienza del personale, la sala operatoria utilizzabile solo per 3 sedute, a fronte di un reale fabbisogno di almeno 5 sedute settimanali. Tutto questo comporta grave sacrificio e notevoli rischi per la salute dellutenza e degli stessi operatori.
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Ai 5 neurochirurghi, attualmente in servizio attivi per

le guardie H24, si

aggiungono altri due medici esonerati dai turni prolungati per motivi di salute, che si alternano tra reparto, sala operatoria e consulenze intra- ed extraospedaliere, rendendo quasi impossibile garantire le attivit ambulatoriali e determinando il ricorso massiccio allistituto del lavoro straordinario, con ulteriore aggravio di costi, per poter mantenere il minimo dei Livelli Essenziali di Assistenza. Solo per il mese di agosto 2011, ad esempio, sono state autorizzate 300 ore di straordinario, costate alla collettivit ben 18.000 euro. Tali risorse potevano essere impiegate per assumere nuovo personale medico, che avrebbe alleviato la mole di lavoro a cui sono costretti i neurochirurghi attualmente in servizio e, quindi, migliorato le prestazioni offerte ai cittadini. Le difficolt finanziarie ed i ritardi burocratici penalizzano fortemente la disponibilit di approvvigionamento di farmaci e di protesi chirurgiche (ad esempio per gli interventi vertebrali a seguito di un trauma), con gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini. Il reparto di Medicina in costante emergenza. I pazienti ricevono le trasfusioni di sangue o le terapie di ossigeno in barelle poste nei corridoi, spesso con tubi che necessitano di prolungamenti dalle bocchette poste nelle stanze e che sono effettuati con mezzi di fortuna (nastro adesivo o cerotti). Anche la somministrazione di medicinali che necessitano di pompe particolari e monitor per controllarne il dosaggio effettuata nei corridoi, dove non c lo spazio sufficiente per la collocazione dei monitor.

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OSPEDALE CARDINALE ASCALESI destinato a diventare il polo oncologico dellAsl Napoli 1, ma senza che siano state adottate decisioni programmatiche coerenti con tale futura mission. Si riscontrano, invece, alcune gravi criticit : o le sale operatorie, che sono state chiuse per 6 mesi, sono utilizzate a singhiozzo, o stato chiuso un reparto prestigioso ed importante come la Chirurgia Toracica, lasciando lospedale privo di tale specialit chirurgica. La Radioterapia dovrebbe diventare il fulcro naturale attorno al quale si organizzer la cura dei malati oncologici dellAsl Napoli 1, e per questo motivo ne andrebbero potenziate struttura, apparecchiature ed attivit. Il Piano Attuativo prevede la creazione di una Chirurgia ad indirizzo Oncologico da affiancare a quella ad indirizzo Gastroenterologico, che a tuttoggi non stata ancora realizzata. Per ottenere un approccio multidisciplinare, arma vincente per la cura dei tumori, si potrebbe prevedere il trasferimento della UOS di Oncologia dallOspedale S. Gennaro e raggruppare, in questo modo, le tre branche terapeutiche (Chirurgia-Oncologia-Radioterapia) in ununica struttura.

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ASL NAPOLI 2 NORD OSPEDALE S. MARIA DELLE GRAZIE DI POZZUOLI Il Centro di riferimento regionale di Diagnosi e follow-up malattia celiaca non riconosciuto formalmente dallAzienda quale Struttura organica alla realt aziendale, nonostante sia inserito nella Rete regionale dei centri di riferimento per la celiachia (vedi BURC n. 45 del 13 agosto 2007). Per la S.S.D. di Radiologia vascolare e interventistica, istituita con Delibera del 4 ottobre 2005, stata di fatto svuotata. Il responsabile della struttura ha chiesto ed ottenuto il trasferimento poich non ha mai potuto disporre di personale sanitario formalmente assegnato e, quindi, non ha mai potuto svolgere le previste attivit in emergenza.

OSPEDALE ANNA RIZZOLI DI ISCHIA Presso tale struttura sono impiegati 9 specialisti, che devono coprire turni di chirurgia e accettazione di Pronto Soccorso e garantire anche la reperibilit, lavorando di fatto circa 9 notti al mese. Due di questi medici hanno un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

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ASL NAPOLI 3 SUD OSPEDALE S. MARIA DELLA MISERICORDIA DI SORRENTO Nel 2009, approfittando dello spostamento del Reparto di Medicina per lavori di ristrutturazione gli spazi al 3 piano, spazioso e soprattutto dotato di vista sul mare, sono stati da allora occupati provvisoriamente dal Reparto di Ortopedia, che accoglie i pazienti da operare in intramoenia. Di conseguenza il Reparto di Medicina e quello di Chirurgia sono stati spostati al piano interrato (meno capiente) e accorpati, con il personale che costretto ad alternarsi in turni di guardia pomeridiani e notturni, e con i pazienti che sono costretti a una degenza promiscua. Inoltre, le strutture ambulatoriali e diagnostiche della Chirurgia sono state distaccate ad un piano diverso, causando ovvie problematiche logistico organizzative. Lattivit del Reparto di Anestesia e Rianimazione fortemente pregiudicata dalla richiesta di trasferimento di ben 8 medici anestesisti esperti (tre anestesisti sono andati a Castellamare, due a Capri, uno al Loreto Mare diversi chilometri lontano dalla residenza, un paio in pensione anticipata rinunciando addirittura alla quota previdenziale di fine rapporto). Teli esodi esprimono quantomeno un segnale di allarme, in quanto potrebbero derivare da una situazione di ingovernabilit della struttura, con grave danno per i Livelli di Assistenza in un settore cos delicato come quello della rianimazione.

La carenza di medici specialisti rianimatori ha creato disagi anche per il servizio di


emergenza 118, garantito da medici specialisti rianimatori dellASL Napoli 3, che lavoravano sulle postazioni rianimatorie presenti presso i vari ospedali. Per far fronte a tale situazione la Regione Campania contribuiva al pagamento del lavoro straordinario effettuato dai rianimatori. Il costo per tale servizio
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ammontava a circa 60 allora, per cui un turno di 24 ore costava circa 1.440 , un mese circa 43.000 , 3 mesi 130.000 . Nel mese di novembre 2011 la Struttura Commissariale, a causa dei noti problemi economici che costretta ad affrontare, ha deciso di revocare tale convenzione e, di conseguenza, il servizio di emergenza 118 stato assicurato dai soli medici non rianimatori dei SAUT e PSAUT. Tuttavia, per garantire il trasporto dei pazienti critici da una struttura ospedaliera allaltra (fino ad ottobre assicurata dai rianimatori del servizio 118), il Direttore del Servizio Assistenza Ospedaliera, in spregio delle norme per la contrattazione, ha deciso di stipulare, un accordo sindacale con il solo segretario aziendale dellAAROI (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani). Ai rianimatori del Presidio Ospedaliero di Sorrento sono stati assegnati 180.000 per 3 mesi: un tale budget di spesa non solo risulta palesemente pi oneroso, ma risultato di fatto inutile per lefficientamento del servizio. Infatti le ambulanze con i medici rianimatori non effettuano pi interventi sul territorio ma esclusivamente il trasporto interospedaliero dei pazienti critici (ad esempio infartuati), evenienza che accade in media 2-3 volte a settimana: uno spreco di risorse pubbliche che potrebbero essere destinate ad altri interventi. Il servizio di emergenza sul territorio, invece, continua ad essere svolto dagli altri medici (ad esempio chirurghi) in forza presso le strutture ospedaliere dellASL Napoli 3. Con i fondi impiegati per tale convenzione si potrebbe assumere altri medici specialisti, risolvendo cos i problemi di organico dellintero P.O. di Sorrento (ad esempio 4 medici del Pronto Soccorso, 3 rianimatori, 2 chirurghi, 1 ortopedico) ed evitare il ricorso al lavoro straordinario.

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OSPEDALE S. LEONARDO DI CASTELLAMMARE La struttura presenta gravi deficit strutturali: alcuni reparti, infatti, sono allocati in spazi angusti. Anche il Pronto Soccorso, che assicura il servizio ad un enorme bacino di utenza, non pu garantire le necessarie cure ai pazienti, proprio a causa degli spazi troppo ristretti (solo 3 stanze operative) nei quali i medici sono costretti ad effettuare gli interventi, anche in situazioni di promscuit. Manca alla struttura una TAC tridimensionale, fondamentale per una corretta valutazione di casi urgenti, come ad esempio gli ictus, per i quali la tempestivit dintervento indispensabile per salvare la vita alle persone.

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AZIENDE DI RILIEVO REGIONALE AZIENDA OSPEDALIERA SANTOBONO - PAUSILIPON. Il DH Oncologico del Pausilipon (struttura con 26 posti letto e oltre 6.000 accessi allanno, aperta H12 dal luned al venerd dalle ore 7:00 alle ore 19:00), ha come personale dedicato ai piccoli Pazienti: o 3 infermiere di mattina e 2 di pomeriggio, o Un solo medico responsabile che costretto ad effettuare turni di guardia troppo lunghi (pomeridiani, notturni e festivi per lintero dipartimento di riferimento). Il Reparto di Oncologia Medica (dove si effettuano chemioterapie ad alte dosi) condivide la struttura e i posti letto con la Chirurgia Oncologica, creando disagi al personale e mettendo a rischio la salute dei pazienti. Il DH Chirurgico (che prima era presso la struttura del Santobono) stato inserito negli spazi contigui al Reparto di Oncologia: in questo modo i bambini che si ricoverano per effettuare semplici interventi (che possono essere portatori di infezioni comuni ma potenzialmente letali per i pazienti immunodepressi, ovvero trapiantati di midollo osseo, leucemici etc), (Radiologia, corridoi, ascensori etc.). LAmbulatorio di Ortottica, unico sul territorio di Napoli per lo studio della motilit oculare, rilievo dellhandicap visivo nel plurihandiccapato e riabilitazione visiva (che afferisce allUnit Operativa di Oculistica ed effettua attivit didattica del Corso di Laurea triennale in Ortottica e assistenza in oftalmologia dellUniversit di Napoli Federico II) pur effettuando migliaia di prestazioni lanno, non presente nellorganigramma del nuovo Atto Aziendale. sono costretti a condividere con questi ultimi percorsi e strutture comuni

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ISTITUTO NAZIONALE TUMORI - IRCCS PASCALE I numerosi cantieri aperti negli ultimi anni allinterno dellIstituto hanno reso lambiente lavorativo nocivo per la salute degli operatori. A nulla sono valse le richieste di avviare percorsi a tutela dellincolumit dei pazienti e del personale. Lattuale direzione della struttura, pi volte denunciata per comportamento antisindacale, continua a generare un contenzioso legale di enormi proporzioni, alimentato anche dal ritardo sui pagamenti delle spettanze alle aziende fornitrici. In virt di un vantaggioso Protocollo dIntesa con la Regione Campania e grazie a vari altri stratagemmi, che hanno consentito allIstit uto di ricevere 20.000 negli ultimi 6 anni (di cui 10.000 giustificati da un provvedimento avente come fine il sostegno alla legalit ed alla cultura), ha indetto concorsi per coprire tutti i posti di Primario (superando ogni media nazionale in merito), due dei quali sono stati peraltro annullati per illiceit delle ammissioni dei candidati oggetto delle scelte discrezionali del management. Nellorganizzazione della struttura dellIstituto si era deciso di ridurre le Unit Interdipartimentali, che possono invece contribuire al contenimento dei costi (poich possono supplire alle funzioni delle Strutture complesse). Anche questa decisione stata poi revocata. LIstituto ha inoltre fatto ricorso in modo quanto meno opinabile al conferimento di incarichi esterni fiduciari ex art.15 septies comma 1, Dlgs. 502 del 31/12/1992 nonch ad una serie notevole di contratti di collaborazione esterna, mentre i posti di Dirigente medico di I livello sono stati coperti con mobilit discrezionale anche fuori regione, vista limpossibilit di bandire concorsi. Inoltre sono state indette nuove selezioni per titoli e colloquio: 11 nuove assunzioni di personale amministrativo, che sar impiegato presso la direzione
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scientifica e presso la segreteria dei Direttori Sanitari. Tale decisione appare stridente con la situazione di sottodimensionamento degli organici del personale medico, costretto a ricorrere al lavoro straordinario per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza.

AZIENDE DI RILIEVO NAZIONALE OSPEDALE DEL MARE Per la realizzazione di questa nuova struttura, che dovrebbe ospitare 500 posti letto in vista della dismissione dei presidi ospedalieri C. Ascalesi, San Gennaro, S. Maria degli Incurabili e S. Maria di Loreto Mare, i lavori sono fermi dallottobre del 2010. Il 21 dicembre 2011 lAutorit per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (con Deliberazione n. 110) ha evidenziato lenorme spreco di risorse pubbliche che si sta perpetrando per la realizzazione di tale struttura. Lesecuzione dellopera stata commissariata a causa dei gravi ritardi e dellandamento anomalo dei lavori (come si legge nella Deliberazione citata) e alla contrapposizione tra la ASL Napoli 1 e lazienda concessionaria dei lavori, dovuta ad una variante sul progetto (mai approvata dalla ASL), che ha portato ad un vero e proprio contenzioso. Con il Decreto n. 49/2010 del Presidente della Giunta Regionale per il riassetto della rete ospedaliera stata, poi, decisa la trasformazione dellOspedale del Mare da presidio ospedaliero ad Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale, con la previsione di opere aggiuntive da realizzare e conseguente incremento del 44% dei costi del progetto originario (che ammontava a circa 210 mln ). Il contenzioso scaturito da questa variazione del progetto ha rischiato di vanificare il cofinanziamento da parte di privati, che ammonta al 43% dei costi.
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AVELLINO AZIENDA SANITARIA LOCALE A 2 anni dallunificazione delle AA. SS. LL. non stato ancora predisposto latto aziendale esecutivo, n un piano sanitario organico. Negli ultimi 3 anni si registrato un decremento del 30% della presenza organica, dovuto principalmente al blocco del turn over: attualmente risultano in forza circa 3.000 dipendenti. Nonostante si tratti di unAzienda virtuosa, che ha chiuso il bilancio 2011 con un attivo di 20 mln , non si registrano investimenti volti ad incrementare e potenziare le reti distrettuali, territoriali e dellemergenza. La Cisl e la FP hanno pi volte chiesto un confronto con la Direzione Generale volto al superamento delle criticit del settore. Nel merito, sono state segnalate 6 aree di intervento: 1. Rafforzamento della rete dellassistenza territoriale e ospedaliera, definendo un Protocollo dintesa sullappropriatezza dei ricoveri, con lobiettivo di ridurre sensibilmente le liste di attesa; 2. Definizione della rete dellemergenza/urgenza tra le Aziende sanitarie e ospedaliere, in modo da garantire la miglior assistenza possibile per i cittadini irpini, riducendo cos il fenomeno della mobilit passiva e, di conseguenza, riducendo i costi a carico della collettivit; 3. Integrazione dellofferta pubblica con quella delle strutture private e delle cooperative socio-assistenziali, che operano sul territorio offrendo servizi di Assistenza Domiciliare Integrata, fondamentale per ridurre i ricoveri impropri;

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4. Verifica e analisi dei costi di gestione e programmazione nelle strutture sanitarie, al fine di limitare le esternalizzazioni e il ricorso a convenzioni esterne che costituiscono una delle principali voci di spesa; 5. Programmazione e calendarizzazione di interventi mirati allattuazione del piano di riordino delle rete ospedaliera, cos come previsto dalla normativa regionale; 6. Verifica degli organici funzionali, per una piena valorizzazione delle figure professionali in forza presso le strutture, per evitare il ricorso allo straordinario e migliorare la qualit dellassistenza,

La Cisl ha da tempo segnalato, anche al tavolo regionale, che per il solo Distretto di Atripalda si spendono circa 350.000 lanno per il fitto dei locali. In esito a tale denuncia il Commissario ha provveduto a dismettere il contratto di fitto, recuperando risorse da destinare alla qualit dellassistenza.

OSPEDALE DI ARIANO IRPINO La carenza di personale medico sta compromettendo il funzionamento dellintera struttura, causando un allungamento spropositato delle liste di attesa per le prestazioni e per gli interventi chirurgici: la media di 4/5 mesi anche per gli interventi oncologici. Infatti, a fronte di un fabbisogno di 13 anestesisti, necessario per garantire la turnazione completa su 24 ore, ne risultano in forza soltanto 6, e per questo motivo sono assicurati soltanto gli interventi di emergenza e/o di urgenza.

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La Struttura ospedaliera, inoltre, non dispone del primario delle unit operative di Chirurgia e Ortopedia. Il numero ridotto di medici in servizio, inoltre, ha causato la sospensione delle attivit in Day Hospital e del centro crisi offerte dallUnit Operativa di Salute Mentale, provocando gravi disagi ai pazienti che necessitano di cure psichiatriche e alle loro famiglie, costretti a rivolgersi a strutture che sono fuori dal territorio irpino o a chiederne il ricovero improprio. Il reparto di Neurologia pu contare soltanto su 1 primario e 2 medici a tempo determinato. Alle turnazioni notturne e festive si provvede mediante la guardia interdivisionale con lunit operativa di Medicina. I reparti Dialisi e Gastroenterologia denunciano le medesime carenze di organico. Le unit Rianimazione e Radiologia garantiscono lattivit attraverso limpiego di medici convenzionati. Le strumentazioni per la diagnostica sono inutilizzabili e di conseguenza: o Le prestazioni per Ginecologia, Gastroenterologia e Neurologia non possono essere assicurate; o Il servizio di Anatomia e patologica manca della risonanza magnetica; o Il reparto di Cardiologia, eccellenza della struttura, necessita di nuove attrezzature per effettuare le diagnosi.

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OSPEDALE G. CRISCUOLI DI SANTANGELO DEI LOMBARDI

La chiusura del Pronto Soccorso e del Reparto di chirurgia di questo plesso


ospedaliero avrebbe penalizzato sia i cittadini dellIrpinia che gli operatori sanitari (circa 64) costretti alla mobilit. Grazie allazione della Cisl della Campania, volta a rimodulare il piano di riordino della rete ospedaliera della provincia di Avellino, tale chiusura stata evitata. Infatti, la decisione di confermare il G. Criscuoli quale struttura ospedaliera di I livello, ripristinando non solo il Pronto Soccorso ma anche i reparti esistenti dovrebbe garantire lerogazione di servizi di emergenza adeguati al territorio. Con il Decreto n. 29/2012, infatti, si prevede il ripristino di: 20 posti letto di Medicina 20 posti letto di Chirurgia 20 posti letto di Riabilitazione Un servizio integrato di Ortopedia e Chirurgia. Ad oggi, per, non si ancora provveduto allattivazione di tali servizi. La recente inaugurazione dellelisuperficie dellOspedale rischia di rimanere inutilizzata, poich, ad oggi, non c uno PSAUT adeguato che intervenga per la prima stabilizzazione dei pazienti e, quindi, non c una reale utenza che potrebbe usufruire del trasporto durgenza.

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OSPEDALE DI GUGLIELMO DI BISACCIA

Diventer una struttura collegata a quella di S. Angelo dei Lombardi.


In particolare tale collegamento funzionale prevede lattivazione di diverse funzioni: SPS (Servizi per la salute), ambulatori territoriali, lungodegenza, RSA, hospice, PSAUT (Posto medico di primo intervento). Il concetto di collegato affida al piano attuativo la possibilit di riordinare ovvero riallocare i posti letto in capo allospedale di I livello. Per dare concretezza a tutto quanto previsto dalla Struttura Commissariale, diventa indispensabile unazione volta al recupero di risorse economiche e professionali, sia del comparto che dellarea medica, per assicurare il corretto funzionamento delle strutture e quindi unelevata qualit dei Livelli di Assistenza.

AZIENDA OSPEDALIERA DI RILIEVO NAZIONALE G. MOSCATI

LAzienda chiude il bilancio finanziario del 2011 con un avanzo di circa 300
mila . Annualmente si spendono circa 2,6 mln per convenzioni esterne e straordinario, risorse che si potrebbero risparmiare attraverso un ripianamento degli organici funzionali.

Le liste di attesa non risultano pi gestibili a fronte di una assai poco chiara
attivit intramoenia, con costi notevoli per lAzienda, che alcuni dirigenti medici erogano in dispregio della normativa vigente. Risorse che, se recuperate, potrebbero invece essere utilizzate per migliorare i servizi resi allutenza.

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La carenza organica di medici, infermieri e tecnici di laboratorio divenuta ormai


insostenibile e rischia di portare alla chiusura imminente di alcuni reparti e al blocco delle attivit ambulatoriali, costringendo i cittadini irpini a spostarsi presso altre strutture. Attualmente, infatti, lorganico dellOspedale carente di 35 medici, 60 infermieri e 10 tecnici di laboratorio.

Il personale infermieristico, in particolare, si ridotto notevolmente negli


ultimi anni: dai 719 infermieri in forza nel 2006 si passati ai 605 nel 2011, molti dei quali (circa 114) non possono svolgere le turnazioni nei reparti per motivi di salute, oppure sono impegnati per le attivit ambulatoriali. La situazione peggiorata in seguito alla scadenza, a fine aprile 2012, del contratto con la cooperativa che forniva 38 infermieri.

Proprio a causa di questa carenza organica non stato possibile attivare, cos
come previsto dal Decreto n. 49/2010: o n. 8 posti letto di osservazione breve al pronto soccorso per la riduzione di ricoveri inappropriati; o n. 4 posti di stoke (reparto semintensivo dedicato alla diagnosi ed alla cura dellictus cerebrale in fase acuta) o n. 4 posti letto di neurochirurgia; o n. 3 posti letto di postchirurgia (con tale mancanza vengono impropriamente ma necessariamente occupati i posti di rianimazione). Sempre a causa del sottodimensionamento degli organici si proceduto alla riorganizzazione di alcune attivit e reparti, con la conseguente perdita di circa 50 posti letto. A titolo di esempio: o Il Reparto di Gastroenterologia stato accorpato a chirurgia oncologica e dei n. 9 posti letto, solo sono 2 attivi.
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Per questo motivo le prenotazioni per visite e ricoveri hanno una lista di attesa media di 4/5 mesi; o Il Reparto di Cardiologia, Cardiologia Riabilitativa e Cardiochirurgia sono stati accorpati: da 25 posti letto iniziali solo 15 sono attualmente occupati. Anche per questo reparto la lista di attesa per prenotazioni 4/5 mesi. Inoltre, non si effettuato pi visite presso gli ambulatori per queste branche specialistiche e quindi i pazienti infartuati che necessitano di cure urgenti, indagini diagnostiche o ricoveri urgenti per bypass o angioplastica non trovano possibilit di cura e assistenza; o Il Reparto di Allergologia non ha infermieri dedicati; o Il Reparto di Chirurgia Vascolare stato accorpato a Medicina Generale e dai 21 posti solo 16 sono occupati; o Il Reparto di terapia radio metabolica non attivo, perch non ci sono infermieri dedicati. La forte carenza di personale riguarda anche i Tecnici di radiologia. Infatti attualmente si verifica la seguente situazione: 1. Per la Radioterapia i turni H24 sono coperti solo da 3 tecnici; 2. La Neuroradiologia ha in forza 3 tecnici; 3. Per le turnazioni e le guardie sono impegnati solo 6 tecnici di radiologia, per un costo pari a 300.000 necessario a coprire gli straordinari per tutte le turnazioni La necessit di ricorrere alla pronta disponibilit ed allo straordinario costa allAzienda circa 1.000.000 lanno. Lanalisi degli organici funzionali dellOspedale appare quanto mai necessaria e urgente per lo svolgimento delle attivit dellOspedale e per la conseguente rimodulazione della spesa per il personale.
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BENEVENTO Il riassetto della rete ospedaliera sancito dal Decreto Commissariale n. 49/2010 prevede un nuovo Presidio Ospedaliero, attraverso laccorpamento delle Unit Operative del S. Maria delle Grazie di Cerreto Sannita e del S. Giovanni di Dio di S. Agata dei Goti, in futuro a loro volta riconvertiti, insieme al complesso di S. Bartolomeo in Galdo, in Strutture Polifunzionali della Salute (SPS). Tali strutture sono attualmente in stato di completo abbandono, anche se continuano ad essere appostate risorse per la loro riconversione. Per il nuovo Presidio Ospedaliero S. Alfonso Maria dei Liguori, sito in S. Agata dei Goti e aperto ufficialmente il 1 novembre 2010, il piano prevede 100 posti letto, cos distribuiti: Unit operativa Cardiologia Chirurgia generale Geriatria Medicina generale Ortopedia e Traumatologia Terapia intensiva Oncologia 4 5 6 Ordinari 8 20 5 20 15 5 5 Day hospital 2 5 Day surgery

Ma di questi sono stati attivati solo 70, afferenti alle Unit Operative di Chirurgia Generale, Medicina e Ortopedia Traumatologia.

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LOspedale inserito nel circuito dellemergenza nonostante sia privo dei reparti di Rianimazione e Cardiologia, le cui attrezzature - mai utilizzate si trovano ancora nel plesso di Cerreto Sannita. La nuova struttura, molto grande, sotto utilizzata e rischia la chiusura a poco pi di un anno dalla sua inaugurazione, a causa dei costi di manutenzione e gestione che risultano essere troppo elevati.

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CASERTA AZIENDA SANITARIA LOCALE

Nominalmente a Caserta esiste una sola ASL, ma in realt ci sono ancora uffici
amministrativi separati e si registra la presenza di molti doppioni, quale conseguenza dellaccorpamento delle due ex AA.SS.LL., come ad esempio i due Dipartimenti di Prevenzione e le due Strutture Complesse di Igiene degli Alimenti. Il personale amministrativo di Aversa, infatti, non mai confluito in quello di Caserta.

Manca in tutto il territorio casertano una vera programmazione organica e


pianificazione delle attivit da erogare agli utenti e di esternalizzazione di beni e servizi, che sono invece decisi a cadenza periodica e secondo le esigenze del politico di turno che dai reali fabbisogni del territorio.

Lelevata spesa per fitti risulta essere la terza a livello regionale (subito dopo
la Asl Napoli3 Sud e la Asl Napoli 1), potrebbe essere ridimensionata, recuperando in questo modo risorse. La ASL paga circa 3,3 mln lanno per fitti passivi (come denunciato dal Corriere del Mezzogiorno il 31 marzo u.s.), ma non ce mai stato un piano di acquisto o di costruzione di immobili di propriet. Il Palazzo della Salute, immobile di sette grandi piani, costa di locazione circa un milione di euro allanno e limmobile in uso al Dipartimento di Prevenzione costa circa 300.000 allanno ( da considerare che il Comune di Caserta ha un vasto patrimonio immobiliare e quindi, al limite, sarebbe pi sensato e conveniente prendere in fitto immobili comunali e non quelli di privati),
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mentre a Capua lospedale stato dismesso e vi sono vasti spazi non utilizzati, ma lASL continua a tenere in fitto locali di privati. La Cisl e la FP hanno effettuato una forte azione di denuncia, grazie alla quale la spesa per fitti si ridotta nellultimo triennio del 37% La spesa per fitti potrebbe essere ridimensionata. Ad esempio: o lUnit Operativa di Salute Mentale che ha sede presso il Palazzo Orabona di Aversa potrebbe essere collocata presso la sede della ex ASL Caserta 2 (ex Ospedale Psichiatrico); o lUnit Operativa di Salute Mentale che a Capua ha sede presso il palazzo E. Fieramosca potrebbe essere spostata presso il dismesso Ospedale di Capua; o anche per la sede di Maddaloni dellUnit Operativa di Salute Mentale, per cui si pagano circa 100.000 lanno potrebbero trovarsi soluzioni meno dispendiose.

A peggiorare la situazione economica delle due Aziende Sanitarie delle Provincia di Caserta contribuisce lelevato contenzioso legale, spesso dovuto alla incapacit di gestione delle risorse umane, allingente ricorso a incarichi legali esterni, al ritardo dei rimborsi e ai pagamenti delle prestazioni di beni e servizi procrastinati nel tempo.

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RIASSETTO DELLA RETE OSPEDALIERA DI CASERTA Lattuazione del Decreto 49/2010 di riorganizzazione della rete ospedaliera campana sta causando notevoli disagi per la collettivit, costretta molte volte a spostarsi fuori provincia a causa dei lavori di riconversione e adeguamento delle strutture presenti sul territorio. Dei 1.490 posti letto che il Decreto 49/2010 assegna alla provincia di Caserta (a cui dovranno essere aggiunti i circa 500 del Policlinico in costruzione), ne sono stati attivati soltanto 1.000. Vi , quindi, una carenza strutturale di posti letto, come riassunto nella seguente tabella, che racchiude i p.l. complessivi delle 5 Province campane.

Citt

Posti Letto

Indice PLx1000 ab.

Napoli Benevento Avellino Salerno Caserta

9767 1050 1550 3810 2621

3,18 3,64 3,53 3,44 2,90

Per le Strutture Ospedaliere di San Felice a Cancello, Capua, Teano e Maddaloni sono stati eseguiti lavori edilizi per ammodernamenti e riconversioni, ma con scarsi risultati. Infatti sono stati ricostruiti interi complessi operatori (per il solo ospedale di Capua sono state costruite 3 sale operatorie) che non sono utilizzati e sono completamente abbandonati per riconversione delle attivit.

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o La struttura di San Felice a Cancello stata riconvertita in Ospedale di Riabilitazione, Lungodegenza, e Hospice. In considerazione delle caratteristiche funzionali di tale presidio, sarebbe opportuno integrarvi un polo oncologico, che attualmente manca sul territorio casertano. o Il Presidio Ospedaliero di Capua stato riconvertito in Ospedale di Comunit, vanificando, quindi, gli investimenti effettuati per la realizzazione del complesso operatorio allavanguardia. Tale struttura potrebbe, invece, essere utilizzata per effettuare ricoveri in Day Surgery o per le attivit in intramoenia. o Anche la struttura di Teano stata riconvertita in Ospedale di Comunit: manca per il personale medico (soprattutto medici riabilitatori). Sarebbe pi funzionale prevedere unintegrazione di tale presidio ospedaliero con le strutture di Sessa e di Piedimonte. o Le attivit svolte nellOspedale di Maddaloni saranno trasferite a quello di Marcianise, che risulta per inadatto alla confluenza dei servizi per il mancato completamento delledificio necessario allo scopo (che risulta incompiuto da circa 30 anni). Ladeguamento della struttura di Marcianise necessita di ulteriori investimenti, al momento improbabili, vista la carenza di risorse finanziarie. Inoltre, la permanenza del presidio di Maddaloni risulta fondamentale per favorire il decongestionamento delle atre strutture casertane, gi in sofferenza per lo scarso numero di posti letto attivati. o Per lOspedale di S. Maria Capua Vetere, che ha 70 posti letto, sono stati effettuati lavori edilizi per lammodernamento del vecchio e fatiscente

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plesso (utilizzando i fondi previsti dallart. 20 della Legge 67/1988 Finanziaria 1988). Attualmente il Decreto 49/2010 prevede per il plesso un incremento dei posti letto, che non pu essere realizzato a causa dei limiti strutturali, dovuti proprio ai lavori di edilizia lasciati incompiuti per mancanza di fondi.

o LOspedale di Aversa rappresenta un punto di riferimento non solo per la popolazione locale, ma anche per i numerosi cittadini che vi affluiscono anche dai territorio limitrofi (hinterland napoletano). Per questo motivo risulta fondamentale lattivazione di un servizio di emodinamica, che potrebbe ridurre i rischi a carico degli utenti assistiti. o La carenza di operatori specializzati in manutenzione e controllo dei beni da conservare e/o sostituire rende indispensabile il ricorso alle esternalizzazioni. Ci comporta laffidamento di questi servizi di gestione ordinaria mediante convenzioni e appalti, con conseguente spreco di risorse. Manca, per di pi, una verifica attenta sugli interventi e le sostituzioni realmente necessari. Altro spreco rappresentato dalla cattiva gestione dellOspedale Giudiziario (OPG) dove la gestione confusa dellutilizzo del personale costringe gli operatori sanitari, comandati dallOspedale di Aversa, ad effettuare centinaia di ore di straordinario mensili, violando tra laltro precise norme contrattuali, con gravi conseguenze sulla salute degli operatori stessi.

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SALERNO AZIENDA SANITARIA LOCALE Le ASL SA 1 SA2 SA3 sono confluite in ununica Azienda Sanitaria Locale Salerno. Di fatto, per, non si realizzata, come necessario, una reale armonizzazione della gestione delle risorse umane ed economiche. In pratica lAzienda ancora organizzata su 3 diverse strutture, di fatto

indipendenti tra loro. Sussistono, infatti, ancora: o 3 Comitati per la medicina di base o 4 responsabili del sistema di emergenza con 2 pseudo centrali operative oltre alle 2 previste dalla normativa regionale, con medici ed infermieri impegnati spesso solo per la redazione di turni. o Dipartimenti di Prevenzione con 3 responsabili e triplicazione di tutti i servizi: Sian (Servizio Igiene Ambiente Nutrizione) Epidemiologie Medicina del Lavoro Igiene Pubblica Prevenzione Sui Luoghi di Lavoro Servizi Veterinari/Igiene Alimenti Servizi Veterinari/Igiene Produzioni Zootecniche Servizi Veterinari/Sanit Animale Servizi Medicina di Base

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Si registra una difficolt generale allinstaurazione di corrette relazioni sindacali, finalizzate allefficientamento dei i servizi e alla trasparenza degli atti amministrativi. In contrasto con le norme contrattuali stata effettuata una distrazione di risorse dal Fondo di Comparto al Fondo Dirigenza, che ha comportato notevoli difficolt per lorganizzazione del lavoro. Di contro, in merito alla decurtazione intervenuta per chiara distrazione dei fondi dal comparto alla dirigenza, di circa 1.639.114, lASL Salerno ha provveduto ad investire le strutture Commissariali della Regione Campania. Ulteriore sperequazione riferita alle indennit chilometriche, erogate solo ai dirigenti, e negate al personale del comparto per lespletamento dellassistenza domiciliare e degli altri compiti di istituto, ovvero di una palese discriminazione salariale. Presso la Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno (ex San Leonardo ovvero Ruggi dAragona) sono state attribuite, in modo discrezionale, alcune posizioni organizzative, al di fuori delle previsioni degli istituti contrattuali. Anche su questa materia si evidenzia una gestione unilaterale e poco trasparente dellamministrazione del personale e delle risorse pubbliche. Al fine di recuperare la legittimit degli incarichi, sono state conferite posizioni organizzative trimestrali, in spregio alle norme contrattuali vigenti, che prevedono lapplicazione dellistituto almeno per un anno.

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Un ulteriore aggravio dei costi per la struttura derivato da scelte che hanno potenziato la struttura amministrativa (sono stati istituiti 8 Dipartimenti Amministrativi) senza alcun intervento di efficientamento dellarea sanitaria, ovvero di investimento sullorganizzazione del lavoro per garantire il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza. A conferma dellincoerenza delle scelte si registrato la opposizione dei provvedimenti da parte del Direttore Sanitario, che si rifiutato di controfirmare latto. Lassenza di unintegrazione funzionale tra lAzienda Ospedaliera

Universitaria, lASL e lUniversit degli Studi di Salerno genera una sorta di concorrenza tra le Aziende, che agiscono come se non appartenessero ad un unico sistema assistenziale, a discapito della qualit e dellefficienza dei servizi offerti allutenza. Mancano, infatti, i percorsi assistenziali allinterno dellazienda e mancano i punti di contatto e di collaborazione tra ASL Salerno e lAzienda Ospedaliera San Giovanni e Rugg DAragona. Si arriva al paradosso che alcuni pazienti ricoverati vengono trasferiti a strutture distanti decine di chilometri, pur di non uscire dallambito assistenziale della ASL. LASL di Salerno , inoltre, responsabile di una serie di comportamenti e provvedimenti amministrativi per il personale, che se gestiti correttamente avrebbero certamente evitato il contenzioso legale che invece si generato, con ulteriori costi per lAzienda. Alcuni casi esemplificativi: o Il 7 maggio 2008 alcune ostetriche, inquadrate come operatrici professionali coordinatrici di ruolo - (cat. D) hanno presentato ricorso al Tribunale di Nocera Inferiore perch lAsl non ha riconosciuto loro lindennit di coordinamento per la mansione svolta, n la progressione economica.
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LASL, che non si costituita in giudizio, stata condannata a pagare 19.525,24 oltre agli oneri accessori a ciascuna delle ricorrenti e alle spese legali (la cifra si aggira intorno agli 81.000 ). o Un dipendente del Consorzio di Bacino SA/1 ha chiesto ed ottenuto il trasferimento il trasferimento allASL SA 1, con inquadramento a un livello superiore. Il dipendente in questione ha successivamente vinto un ricorso al Tribunale di Nocera Inferiore, per il riconoscimento delle differenze stipendiali riferite al periodo 01/01/2005 al 31/08/2008, per un totale complessivo di 100.210,81 , che gravano sul bilancio dellASL. o Con la deliberazione n.1264 del 22/12/2011, in ottemperanza ad una sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore del 23/06/2010, stato riconosciuto un risarcimento di 79.413,24, per laffidamento di un incarico dirigenziale illegittimo. o Nel corso del mese di ottobre 2011 con le Delibere nn. 965,1003, 1026, 1027, 1028, 1029, 1030, 1031, 1032, 1033, 1034 e 1035 il Commissario Straordinario dellASL, ha provveduto ad istituire convenzioni con Enti ed Aziende esterne per la fornitura del servizio di medico competente ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Tali atti non solo non trovano riscontro in alcun consolidato assetto organizzativo, ma procurano una perdita economica per lASL, poich trasferiscono al servizio in regime di professione intramoenia anche le attivit prima svolte in regime istituzionale dai medici competenti della ex ASL Salerno 2 (in linea con le previsioni del CCNL). In esito a tali situazioni, la Cisl ha chiesto alla Struttura Commissariale Regionale di intervenire per rimuovere i responsabili degli atti illegittimi.
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AZIENDA

OSPEDALIERA

UNIVERSITARIA

OSPEDALI

RIUNITI

S.GIOVANNI DI DIO E RUGGI D'ARAGONA Grazie allazione della Cisl Universit stata costituita la Facolt di Medicina e Chirurgia dellUniversit degli Studi di Salerno presso il campus di Baronissi, dove sono concentrate le attivit didattiche e di ricerca, che interagisce con le altre aree di specialistica per offrire tutte le prestazioni assistenziali. stata, inoltre, creata la Cittadella della Scienza, con alcuni laboratori di ricerca di ricerca di elevata rilevanza scientifica a livello nazionale, come ad esempio il laboratorio di medicina Molecolare Genomica, in collaborazione con la Seconda Universit degli Studi di Napoli e lUniversit Federico Secondo di Napoli. Le attivit, svolte grazie a strumentazioni allavanguardia, sono focalizzate sulla biomedicina e le biotecnologie applicate alla medicina e in particolare su indagini di biologia cellulare, molecolare e morfologica in diversi settori: o Studio del carcinoma mammario ormone responsivo; o Epigenetica dei tumori; o Sviluppo di sistemi integrati per lanalisi dei dati genomici. LAmbulatorio di Gastroenterologia, che qualificato come Polo Universitario, svolge unimportante attivit assistenziale, offrendo ai pazienti assistenza per le patologie dellapparato gastrointestinale (es. celiachia, intolleranze alimentari, malattia di Crohn ecc), attraverso lutilizzo di tecniche innovati vedi ricerca. stato, inoltre, attivato un servizio di endoscopia per tutti i pazienti ambulatoriali e in regime di Day Hospital. Queste positive esperienze, per, sono negativamente condizionate dalla difficolt di interazione tra le lAzienda Ospedaliera e dellUniversit.

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A tal proposito al Cisl Universit ha aperto un dibattito con il governo accademico e il vertice manageriale dellAzienda Ospedaliera, per poter rimuovere gli ostacoli che impediscono sinergie utili allaumento della qualit dellassistenza.

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APPENDICE

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POLITICHE

DI

PREVENZIONE

CURA

DELLE

PATOLOGIE

ONCOLOGICHE

Il cancro rappresenta la seconda causa di morte in Italia (30%), dopo le patologie cardiocircolatorie (39%). Lincidenza sociale ed economica della patologia tumorale sul funzionamento dellassistenza in Campania aggravata dallassenza di una reale politica sanitaria regionale ed anche la cartina al tornasole del cosiddetto Servizio sanitario italiano a 2 velocit. L'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e l'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) hanno pubblicato il 6 dicembre u.s. il volume "I numeri del

cancro in Italia 2011", dove si evince che c unincidenza maggiore al Nord


rispetto al Sud (incremento del 30% di casi registrati), ma che la sopravvivenza complessivamente inferiore nel Mezzogiorno. Inoltre lAssociazione Italiana di Radioterapia Oncologica (AIRO) della Campania, con uno studio sullo stato della radioterapia campana effettuato in collaborazione con lAgenzia Regionale Sanitaria (ARSAN), ha rivelato che nel 2009 erano stati trattati da tutti i centri campani del settore (pubblici e privati) circa 8000 pazienti contro i 13.000 attesi. Nella migliore delle ipotesi gli altri 5000 pazienti sono stati curati fuori regione (con ulteriore aggravio per la spesa sanitaria regionale), mentre nella peggiore si tratta di malati oncologici che non hanno ricevuto una cura adeguata, con tutto ci che ne consegue sul piano umano ed economico. Uno studio del Censis del 2008 ha rilevato che il numero di centri di radioterapia rapportato alla popolazione in Campania pari alla media nazionale, ma il numero di prestazioni radioterapiche per 1.000 abitanti molto inferiore rispetto a quello di altre regioni, dove con meno centri si erogano pi trattamenti.
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Proprio per questo necessaria unazione di programmazione per le prestazioni radioterapiche e di armonizzazione tra i vari centri, sia pubblici che privati, che erogano questo tipo di servizi. Anche questa responsabilit grava sulla gestione del Sistema Salute in Campania.

A questo ambito si aggancia un altro cruciale aspetto critico della sanit campana evidenziato dalle patologie tumorali e rappresentato dalla mancanza di volont di prendere atto del contesto ambientale e di conseguenza epidemiologico della regione, omissione che continuer ad avere in futuro notevoli ripercussioni economiche sul Servizio Sanitario Regionale. Non possibile in questa sede affrontare esaustivamente il problema, ma sar sufficiente citare il recente lavoro scientifico denominato SENTIERI - Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, a effettuato dal Dipartimento Epidemiologia - Servizio Sanitario della Regione Lazio e del Ministero della Salute e pubblicato nel mese di settembre u.s. Da questo documento si evince che l'aumento di incidenza di tumori, malformazioni e malattie metaboliche nella nostra regione correlato alla presenza di siti di discarica di rifiuti urbani e industriali, oltre che stili di vita scorretti e inquinamento urbano. Alla luce dei risultati ottenuti e dellinsieme delle conoscenze epidemiologiche relative allarea del litorale Domizio Flegreo e dellAgro Aversano (costituito da 77 Comuni, con una popolazione complessiva di 1.314.222 abitanti al Censimento 2001), si raccomandano studi per la valutazione dellinquinamento ambientale presente nellarea, nonch indagini epidemiologiche con una componente di analisi di biomonitoraggio della catena alimentare in specifiche sub-aree. Tutto questo pu sembrare scontato, ma per la Cisl della Campania non lo , perch la sanit campana ed il livello regionale di controllo della stessa hanno rinunciato
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negli ultimi 20 anni ad diritto/dovere di monitorare la situazione ambientale per unefficace prevenzione primaria. La Delibera di Giunta Regionale n. 1293 del 27/08/2007, ha istituito il Registro Tumori Regionale, strumento ufficiale di raccolta dei dati di mortalit per tumore e dei dati per incidenza e sopravvivenza per questa patologia nella popolazione, ma non mai stato concretamente realizzato. Solo nellottobre 2010 (dopo tre anni dallemanazione della Deliberazione) stata convocata in Regione una riunione con tutti i capi di Dipartimento di prevenzione delle A.S.L. e i dirigenti dei Servizi di epidemiologia delle stesse, per essere sensibilizzati e soprattutto mettere a punto una struttura di coordinamento regionale, anche per monitorare lo stato di implementazione del registro tumori stesso nelle AA.SS.LL. Tale riunione non ha prodotto risultati significativi: infatti solo la ex ASL Napoli 4 ha a suo tempo istituito un registro tumori. Per la Cisl della Campania dare concretezza allistituzione del registro tumori appare un compito non pi procrastinabile, se si intende affrontare con seriet il problema dellassistenza al malato oncologico ed avviare percorsi di seria prevenzione, considerata anche la ragguardevole incidenza della spesa farmacologica per la terapia dei tumori.

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STRUTTURE PRESENTI SUL TERRITORIO


Il territorio della regione Campania suddiviso in 7 Aziende Sanitarie Locali, a cui fanno riferimento le strutture e i presidi ospedalieri. Con il Decreto del Commissario ad Acta per la Prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario n. 49 del 27/09/2010 si da inizio a un processo di riassetto della rete ospedaliera, prevedendo la riconversione, la dismissione e laccorpamento di alcune strutture.

NAPOLI Sul territorio napoletano ci sono 21 strutture ospedaliere, di cui 2 Aziende Ospedaliere di rilievo nazionale, 2 Aziende Universitarie e 2 Aziende di rilievo regionale, che non fanno capo alle AA. SS. LL., cos come di seguito elencato: AZIENDE DI RILIEVO NAZIONALE 1. Azienda Ospedaliera A. Cardarelli(Colli Aminei) 2. Azienda Ospedaliera V. Monaldi* (Camaldoli) AZIENDE UNIVERSITARIE 3. Azienda Universitaria Federico II 4. Azienda Universitaria Seconda Universit di Napoli

AZIENDE DI RILIEVO REGIONALE 5. Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon(Vomero) 6. Azienda Ospedaliera D. Cotugno* (Arenella zona ospedaliera) 7. Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Istituto Naz. Tumori Fondazione G .Pascale (Arenella zona ospedaliera)

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* NOTE
Come stabilito dal Decreto 49/2010 , nella nuova A. O. R. N. Ospedale dei Colli Monaldi Cotugno C.T.O. confluiranno sia le AA. OO. V. Monaldi e D. Cotugno che lOspedale C.T.O. - Centro Traumatologico Ortopedico.

ASL NAPOLI 1 CENTRO Commissario Straordinario Gen. Maurizio Scoppa


Quartieri di competenza: Arenella, Avvocata, Bagnoli, Barra, S. Carlo all'Arena, Chiaia, Chiaiano, Colli Aminei, S. Ferdinando, Fuorigrotta, S. Giovanni, S. Giuseppe, Insediamento 167, Isola di Capri, S. Lorenzo, Marianella, Mercato, Miano, Montecalvario, Pendino, Pianura, S.Pietro a Patierno, Piscinola, Poggioreale, Ponticelli, Portici, Porto, Posillipo, Scampia, Secondigliano, Soccavo, Stella, Vicaria, Vomero. Le Strutture Ospedaliere e i Presidi Sanitari Intermedi che fanno riferimento a questa Azienda sono: 1. Fondazione Evangelica Villa Betania (Ospedale classificato privato, Ponticelli) 2. Ospedale C.T.O. - Centro Traumatologico Ortopedico * (Colli Aminei) 3. Ospedale G. Capilupi di Capri 4. Ospedale dei Pellegrini (zona Pignasecca Centro Storico) 5. Ospedale S. Giovanni Bosco (zona Capodichino) 6. Ospedale S. Paolo (Fuorigrotta) 7. Ospedale Fatebenefratelli (Ospedale classificato privato, zona Posillipo) 8. Presidio Sanitario Intermedio Napoli Est (Barra) 9. Presidio Sanitario intermedio Loreto Crispi (zona Chiaia) 10. Presidio Sanitario Intermedio E. Aosta (zona Centro Sanit) 11. Presidio Intermedio di Via Vittorio Emanuele 12. Ospedale SS. Annunziata**(zona Centro Forcella) 13. Ospedale S. Maria del Popolo degli Incurabili** (Zona Centro p.zza Cavour)
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14. Ospedale S. Gennaro ** (zona Centro Sanit) 15. Ospedale C. Ascalesi ** (zona Centro Forcella) 16. Ospedale S. Maria di Loreto Mare** (via A.Vespucci)

** NOTE
Il riassetto della Rete Ospedaliera del Decreto 49/2010 prevede che questi ultimi 4 Ospedali confluiranno nelle nuova Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Ospedale del Mare. L Ospedale SS. Annunziata viene accorpato all A. O. Santobono Pausilipon.

ASL NAPOLI 2 NORD Direttore Generale Dott. Giuseppe Ferraro


Comuni di competenza: Acerra, Afragola, Arziano, Bacoli, Caivano, Calvizzano, Casalnuovo, Casandrino, Casavatore, Cardito, Casoria, Crispano, Frattamaggiore, , Frattaminore, Giugliano, Grumo Nevano, Isola di Ischia (Barano DIschia, Foria, Ischia, Laco Ameno, Casamicciola, Serrara Fontana) , Marano, Melito di Napoli, Monte di Procida, Mugnano, Pozzuoli, Procida, Qualiano, Quarto, S. Antimo, Villaricca.

Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 1. Istituto di Cura SS. Della Piet di Casoria (Ospedale classificato privato) 2. Ospedale civile G. Scotto di Procida 3. Ospedale A. Rizzoli di Ischia 4. Ospedale S. Giovanni di Dio di Frattamaggiore 5. Ospedale S. M. delle Grazie di Pozzuoli 6. Ospedale S. Giuliano di Giugliano
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ASL NAPOLI 3 SUD Direttore Generale Dott. Maurizio DAmora


Comuni di competenza: Agerola, Boscoreale, Boscotrecase, Brusciano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Castello di Cisterna, Cercola, Cicciana, Cimitile, Comiziano, Ercolano, Gragnano, Lettere, Liveri, Mariglianella, Mrigliano, Massa di Somma, Massa Lubrense, Meta, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Piano di Sorrento, Pimonte, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pomigliano DArco, Pompei, Roccarainola, S. Gennaro Vesuviano, S. Giorgio a Cremano, S. Giuseppe Vesuviano, S. Paolo Belsito, S. Sebastiano al Vesuvio, S. Vitaliano, S. Maria La Carit, S. Agnello, S. Anastasia, S. Antonio Abbate, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Sorrento, Striano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Tufino, Vico Equense, Visciano, Volla.

Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 1. Ospedale di Boscotrecase 2. Ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense 3. Ospedale di Gragnano 4. Ospedale Maresca di Torre del Greco 5. Ospedale R. Apicella di Pollena 6. Ospedale S. Maria della Piet di Nola 7. Ospedale S. Leonardo di Castellammare 8. Ospedale S. M. Misericordia di Sorrento

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AVELLINO Sul territorio avellinese presente lAzienda Ospedaliere di Rilievo Nazionale e di Alta Specialit S. Giuseppe Moscati.

ASL AVELLINO Direttore Generale Ing. Sergio Florio


Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 1. Ospedale S. Ottone Frangipanedi Ariano Irpino 2. Ospedale Di Guglielmo di Bisaccia 3. Ospedale A. Landolfi di Solofra 4. Ospedale G. Criscuoli di S. Angelo dei Lombardi

BENEVENTO Nella provincia di Benevento sono presenti 5 strutture ospedaliere, di cui una di rilievo nazionale e una di valenza regionale:

AZIENDE DI RILIEVO NAZIONALE 1. Azienda Ospedaliera G. Rummo AZIENDE DI RILIEVO REGIONALE 2. Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fondazione Maugeri di Telese Terme

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ASL BENEVENTO Direttore Generale Dott. Michele Rossi


Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 3. Ospedale SS. Maria delle Grazie di Cerreto Sannita*** 4. Ospedale S. Giovanni di Dio di S. Agata de Goti *** 5. Ospedale Sacro Cuore Fatebenefratelli(Ospedale classificato privato)

* * * NOTE
Il riassetto della Rete Ospedaliera del Decreto 49/2010 prevede la creazione del nuovo Presidio Ospedaliero S. Alfonso Maria dei Liguroi, sito in S. Agata dei Goti, in cui saranno confluite Unit Operative delle strutture:

S. Maria delle Grazie di Cerreto Sannita S. Giovanni di Dio di S. Agata dei Goti

CASERTA Sul territorio casertano sono presenti 10 strutture ospedaliere, di cui una di rilievo nazionale: AZIENDE DI RILIEVO NAZIONALE 1. Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione SantAnna e San Sebastiano

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ASL CASERTA Direttore Generale Dott. Paolo Menduni


Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 2. Ospedale F. Palasciano di Capua 3. Ospedale di Marcianise**** 4. Ospedale di Piedimonte Matese 5. Ospedale S. Giuseppe e Melorio di S. M. Capua Vetere 6. Ospedale di San Felice a Cancello 7. Ospedale di Maddaloni**** 8. Ospedale S. G. Moscati di Aversa 9. Ospedale S. Rocco di Sessa Aurunca 10. Ospedale di Teano

* * * * NOTE
Secondo il dettato del Decreto n. 49/2010 lOspedale di Maddaloni confluir nel Presidio Ospedaliero di Marcianise, al termine dei lavori di ristrutturazione di questultimo. Il Presidio di Capua, invece, confluir nell Ospedale S. Giuseppe e Melorio di S. M. Capua Vetere. SALERNO A Salerno sono presenti 17 strutture ospedaliere, di cui una di rilievo nazionale.

AZIENDE DI RILIEVO NAZIONALE 1. Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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ASL SALERNO Commissario Straordinario Col. Maurizio Bortoletti


Le Strutture Ospedaliere che fanno riferimento a questa Azienda sono: 2. Ospedale Castiglione di Ravello 3. Ospedale civile di Agropoli (*) 4. Ospedale DellImmacolata di Sapri 5. Ospedale L. Curto di Polla S. Arsenio 6. Ospedale di Roccaspide **** 7. Ospedale S.Luca di Vallo della Lucania 8. Ospedale Martiri di Villa Malta di Sarno 9. Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore 10. Ospedale M. Scarlato di Scafati 11. Ospedale Maria SS. Addolorata di Eboli ***** 12. Ospedale S. Maria della Speranza di Battipaglia ***** 13. Ospedale S. Francesco DAssisi di Oliveto Citra ***** 14. Ospedale A. Tortoradi Pagani ***** 15. Ospedale G. Da Procida di Salerno ***** 16. Ospedale Amico G. Fucito di Mercato S. Severino***** 17. Ospedale S. M. dellOlmo di Cava dei Tirreni *****

* * * * * NOTE
Dal dettato del Decreto 49/2010 le strutture dellOspedale S. M. dellOlmo di Cava dei Tirreni confluiranno in parte nel P. O. Martiri di Villa Malta di Sarno e in parte nell A. I. O. U. S. G. di Dio e Ruggi DAragona, dove confluiranno anche gli Ospedali G. Da Procida di Salerno e A. Fucito di Mercato S. Severino. Il Presidio Ospedaliero di Pagani A. Tortora sar invece accorpato allOspedale Umberto I di Nocera Inferiore.
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Al Nuovo Presidio Ospedaliero Unico della Valle del Sele convergeranno i seguenti presidi:

Ospedale di Roccaspide Ospedale Maria SS. Addolorata di Eboli Ospedale S. Maria della Speranza di Battipaglia Ospedale S. Francesco DAssisi di Oliveto Citra (*) confluisce anche Ospedale Civile di Agropoli ai sensi della deliberazione

n 1265 del 22/12/2011 con la quale si recepiscono le prescrizioni di cui al decreto del Commissario ad Acta n 73 del 24/10/2011

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FONDI COMUNITARI PER LO SVILUPPO DEL SUD

PIANO DI AZIONE COESIONE FASE II


Spunti per la stampa

Ministro per la Coesione Territoriale www.ministrocoesioneterritoriale.it Ufficio stampa tel: 066779.7668 066779.7815 e-mail: stampa.ministrocoesione@governo.it

Premessa Interventi per l inclusione sociale Cura dell infanzia Assistenza domiciliare integrata agli anziani Giovani per l inclusione sociale Lotta alla dispersione scolastica No profit per i giovani del Mezzogiorno Interventi per la crescita Giovani per la crescita Iniziative per l apprendistato e la condizione giovanile n allo studio n al lavoro Progetto Angels Nuovi finanziamenti per l autoimpiego e l imprenditorialit giovanile Competitivit e innovazione delle imprese Aree di attrazione culturale Giustizia civile celere Efficientamento energetico Tavola riassuntiva

pag. 3 pag. 6 pag. 7 pag. 9 pag. 11 pag. 13 pag. 16 pag. 17 pag. 18

Indice

pag. 18 pag. 20

pag. 23 pag. 24 pag. 27 pag. 30 pag. 33 pag. 35

Ministro per la Coesione Territoriale www.ministrocoesioneterritoriale.it Ufficio stampa tel: 066779.7668 066779.7815 e-mail: stampa.ministrocoesione@governo.it

Fondi comunitari per lo sviluppo del Sud: Piano di Azione Coesione Fase II
Le azioni varate oggi costituiscono una nuova fase del Piano di Azione Coesione. Il Piano lo strumento di riprogrammazione della spesa dei fondi strutturali (spending review) avviato nel 2011 e periodicamente aggiornato. In questa Fase II la riprogrammazione riguarda fondi gestiti dalle amministrazioni centrali dello Stato con l obiettivo principale di favorire la crescita e l inclusione sociale. Levoluzione del piano si sviluppata con la seguente progressione: Obiettivi ed azioni per Istruzione, Agenda Digitale, Occupazione e Ferrovie (15 dic 2011) I aggiornamento del piano (6 feb 2012) Fase II estensione del piano: inclusione sociale e crescita (11 mag 2012)

Spesa riprogrammata per il Sud


La Fase II del Piano di Azione Coesione sposta fondi sottoutilizzati o allocati su interventi inefficaci o ormai obsoleti, di Programmi operativi nazionali (PON) o Programmi operativi interregionali (POIN) e quindi gestiti dalle amministrazioni centrali dello Stato per un valore complessivo pari a:

2,3 miliardi di euro ca.

Ministro per la Coesione Territoriale www.ministrocoesioneterritoriale.it Ufficio stampa tel: 066779.7668 066779.7815 e-mail: stampa.ministrocoesione@governo.it

Destinazione della spesa per il Sud


Gli interventi finanziati con la Fase II del Piano di Azione Coesione riguardano 4 priorit: Inclusione sociale (cura dell infanzia e cura degli anziani non autosufficienti) Giovani (interventi per la legalit in aree a elevata dispersione scolastica, progetti promossi dai giovani nel privato sociale, auto-impiego e imprenditorialit, apprendistato e uscita da n allo studio n al lavoro , promozione metodi applicati di studio/ricerca nelle Universit attraverso ricercatori italiani all estero) Promozione sviluppo e innovazione delle imprese (promozione dell innovazione via domanda pubblica e dell export meridionale) Attrazione culturale (valorizzazione di 20 poli culturali ad alto potenziale di attrazione, sul modello del Grande Progetto Pompei) e 2 interventi minori: Riduzione dei tempi della giustizia civile Efficientamento energetico

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Piano di Azione Coesione Fase I Stato di avanzamento


La Fase I del Piano di Azione Coesione, avviata il 15 dicembre 2011, ha riprogrammato 3,7 miliardi di euro su dei programmi regionali cofinanziati con fondi strutturali su interventi a favore di istruzione, ferrovie, agenda digitale, occupazione di lavoratori svantaggiati e su un piano straordinario di riforma del sistema di formazione professionale in Sicilia. Lo stato di avanzamento il seguente: Istruzione - Gli atti per l impegno dei fondi verranno formalizzati a partire dal mese di giugno. Per ogni linea di intervento sono stati definiti gli indicatori di risultato che verranno rilevati e comunicati ai cittadini. Entro giugno verr completata l identificazione di oltre 100 micro aree ad elevata dispersione scolastica dove presente sia un adeguata capacit di intervento delle scuole sia un privato sociale capace di sostenere le iniziative. Ferrovie E stato predisposto lo schema generale di Contratto istituzionale di sviluppo con Rete Ferroviaria Italiana per la realizzazione delle opere con la realizzazione degli impegni da rispettare, rendendo esplicite le responsabilit di tutti i soggetti coinvolti nell attuazione degli interventi. Per la linea NA-BA-TA-LE stato predisposto anche lo specifico allegato tecnico, mentre per le altre linee (PA-CT, SA-RC, Rete Sarda) ne stata avviata la stesura. In collaborazione con RFI stato identificato un primo set di indicatori di risultato che, una volta comunicato, consentir ai cittadini di monitorare l avanzamento delle opere. Credito d imposta per l occupazione La conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto interministeriale di attuazione. Le Regioni potranno fissare entro 30 giorni le procedure per la concessione del bonus che andr utilizzato in compensazione dalle imprese entro due anni dalla data dell assunzione. Agenda digitale Il Piano Nazionale Banda larga attua le misure per il superamento del digital divide di primo livello. Per quanto riguarda le infrastrutture di rete a banda ultra larga, sono in corso le valutazioni e le analisi finalizzate alla notifica alla Commissione Europea. Infine, in corso un riesame dell assegnazione delle risorse per la realizzazione dei Data Center. Nel corso del mese di marzo stato inoltre aggiornato il Programma straordinario di riforma del sistema di formazione professionale in Sicilia, che sar messo a punto in via definitiva entro la fine del mese di luglio 2012, quando il Piano sar rimesso all approvazione definitiva degli Organi di Governo regionale.
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Interventi per l inclusione sociale

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Cura dell infanzia


per l inclusione sociale
(Ministro per la Cooperazione Internazionale e l Integrazione)

Quanto si investe? 400 milioni di euro


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Risultati attesi

18.000 nuovi posti nido entro il 2015


Ci si avvicina cos all obiettivo finale del 12% dei bambini presi in carico, corrispondente ad un fabbisogno totale di circa 40.000 posti, obiettivo che si raggiunge assieme ad interventi in corso ed impegni assunti con le Regioni

Obiettivi dell intervento


L intervento volto a promuovere per i servizi di cura il raggiungimento nel Sud di livelli di servizio minimi, coerenti con la strategia del Piano Nazionale di Riforma e misurati da appositi indicatori gi disponibili che consentiranno anche ai cittadini la verifica dell attuazione L intervento punta ad ampliare e migliorare i servizi esistenti Grazie a questo intervento si potranno costruire nuovi nidi e migliorare la carenza di gestione di questi servizi

Perch puntare proprio sui nidi d infanzia?


Perch il carattere dell individuo si FORMA NEI PRIMI TRE ANNI DI VITA ed necessario INVESTIRE SUL CAPITALE UMANO Per PREVENIRE IL DISAGIO, superare le DISUGUAGLIANZE di PARTENZA, ABBATTERE la SPESA SOCIALE FUTURA Per favorire i SUCCESSI SCOLASTICI e prevenire gli ABBANDONI Per dare la possibilit a tutte le DONNE di scegliere se lavorare o meno Per alleviare le preoccupazioni anche ECONOMICHE delle famiglie Per valorizzare le competenze del PRIVATO SOCIALE
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ADI Assistenza Domiciliare Integrata agli anziani


per l inclusione sociale
(Ministro per la Cooperazione internazionale e l Integrazione, Ministero della Salute, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali)

Quanto si investe? 330 milioni di euro


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Risultati attesi
Aumento delle prestazioni socio-assistenziali in favore degli anziani presi in carico dall Assistenza Domiciliare Integrata

Obiettivi dell intervento


L intervento punter a migliorare i servizi socio-assistenziali esistenti e crearne di nuovi a complemento del raggiungimento del target del 3,5% al 2015 di anziani presi in carico dall assistenza domiciliare integrata L intervento punter sulla formazione del personale

Perch puntare sull Assistenza Domiciliare Integrata nel Sud?


Per migliorare la QUALITA DELLA VITA degli anziani e tutelare la loro SALUTE Perch le politiche rivolte agli anziani favoriscono la permanenza al DOMICILIO anche dei soggetti pi fragili Perch necessario adeguare i SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI sul territorio all invecchiamento medio della popolazione Per alleviare le preoccupazioni anche ECONOMICHE delle famiglie Per dare la possibilit alle famiglie, e in particolare alle DONNE (le pi coinvolte, in caso di infermit di un familiare), di scegliere se accedere al mondo del lavoro
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Giovani
(Ministero dell Interno, MISE, MIUR)

Quanto si investe? 220 milioni di euro


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Linee d azione
Proseguendo la stagione degli interventi a favore dei giovani aperta con la prima fase del Piano d Azione Coesione (circa 1,5 miliardi per istruzione e formazione), e in linea con le indicazioni del Consiglio Europeo informale del 30 gennaio scorso, il Governo ha scelto di puntare ancora sui giovani. Interventi mirati all inclusione sociale: Lotta alla DISPERSIONE SCOLASTICA NO PROFIT per i giovani del Mezzogiorno Interventi mirati alla crescita: Nuovi finanziamenti per l AUTOIMPIEGO e L IMPRENDITORIALITA GIOVANILE Iniziative per l apprendistato e l uscita dalla condizione giovanile n allo studio, n al lavoro Progetto Angels : promozione di metodi applicati di studi e ricerca nelle Universit attraverso l azione di ricercatori italiani all estero

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Giovani - per l inclusione sociale

Lotta alla Dispersione scolastica


(Ministero dell Interno)

Quanto si investe? 77 milioni di euro

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Risultati attesi
Riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica a parit di contesto, e attivazione di tutte le energie formative ed educative presenti nel territorio.

Linee d azione
In questa particolare fase d attuazione del Piano di Azione Coesione, la strategia per il Mezzogiorno si concentra in oltre 100 micro-aree ad alto tasso di dispersione scolastica , attraverso elevata expertise e presenza di un privato sociale attivo. Si realizza attraverso: piccoli impianti sportivi: realizzare nuovi piccoli impianti sportivi ove, con un focus particolare sull importanza del rispetto delle regole e del fair play, promuovere la cultura della legalit attraverso corsi di educazione fisica e di formazione alla pratica sportiva Creazione di laboratori musicali

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Giovani per l inclusione sociale

No profit per i giovani del Mezzogiorno


(Ministro per la Cooperazione Internazionale e l Integrazione)

Quanto si investe? 37,6 milioni di euro


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Risultati attesi
Aumento dell accessibilit e della qualit di infrastrutture sociali, servizi pubblici, collettivi e la valorizzazione di beni pubblici. Maggiore progettualit e imprenditoria/occupazione sociale giovanile e delle categorie svantaggiate in azioni volte allo sviluppo delle risorse e dei beni pubblici del territorio. Diffusione della cultura della legalit, della propensione all inclusione sociale, del rispetto dell obbligo scolastico. Fasce giovanili maggiormente orientate al mondo del lavoro.

Obiettivi
Promuovere e sostenere progetti del privato sociale per il rafforzamento della coesione sociale ed economica dei territori delle Regioni Obiettivo Convergenza.

Linee d azione
Realizzazione di progetti di enti ed organizzazioni del privato sociale per l infrastrutturazione e l inclusione sociale finalizzate al raggiungimento dei risultati attesi.

Modalit d attuazione
Bandi di gara per la promozione, il sostegno e il finanziamento di iniziative promosse ed attuate da enti ed organizzazioni del Terzo Settore. Tali Bandi saranno di evidenza pubblica e sottoposti all applicazione di processi e criteri di selezione pretederminati e rigorosi.
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Interventi per la crescita

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Giovani per la crescita Iniziative per l apprendistato e l uscita dalla condizione giovanile n allo studio n al lavoro
(Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali)

Quanto si investe? 50 milioni di euro


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Risultati attesi
Il mercato del lavoro dei giovani italiani presenta caratteristiche strutturali che con la crisi economica si sono accentuate: alti tassi di disoccupazione accompagnati da bassi tassi di partecipazione. In questo contesto, un fenomeno ormai strutturale rappresentato dalla componente dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano n studiano o partecipano ad attivit di formazione. Il programma si prefigge di: aumento delle effettive opportunit di accedere a un esperienza lavorativa per i giovani aumento della consapevolezza da parte delle imprese del valore della risorsa giovani

Linee d azione
Interventi per la promozione di esperienze lavorative/professionalizzanti in favore dei giovani oltre i 18 anni, appartenenti al segmento di coloro che non sono occupati n inseriti in percorsi di istruzione e formazione (10 milioni). Interventi di promozione dell apprendistato e mestieri a vocazione artigianale attraverso incentivi alle assunzioni e strumenti volti a favorire la formazione on the job (40 milioni).

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Giovani per la crescita

Progetto Angels
Promozione di metodi applicati di studi e ricerca nelle Universit attraverso l azione di ricercatori italiani all estero
(Ministero dell Universit, dell Istruzione e della Ricerca)

Quanto si investe? 5,3 milioni di euro


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Risultati attesi
Miglioramento dei metodi di studio, ricerca e scrittura, e aumento della capacit critica e di richiesta da parte degli studenti Maggiore propensione del personale dei Dipartimenti universitari coinvolti dall intervento ad adottare pratiche di ricerca e insegnamento a passo con gli standard pi avanzati a livello internazionale; Maggiore attrattivit degli stessi Dipartimenti

Obiettivi
Mobilitare ricercatori italiani impegnati all estero (Angels) per: consentire agli studenti delle Universit del Sud di sperimentare metodi applicati e avanzati di insegnamento e ricerca propri di altri sistemi educativi, e contenuti di frontiera sviluppati da centri di eccellenza internazionale accrescere la domanda di qualit nell insegnamento e nella ricerca, rafforzando la capacit di critica costruttiva nei confronti dell offerta universitaria favorire la competitivit e l innovazione delle imprese del Mezzogiorno attraverso la formazione delle nuove e classi dirigenti
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Linee d azione
Il rinnovamento del Sud richiede un forte impegno delle proprie classi dirigenti nel superare pratiche e metodi obsoleti nel lavorare, nel fare impresa e nell amministrare. Il luogo primario dove si formano queste classi dirigenti l Universit. Il progetto promuove il contributo di un gruppo di circa 30-50 giovani ricercatori italiani impegnati all estero, chiamati a offrire le rispettive competenze presso 10-15 Dipartimenti universitari del Sud. Il programma si articola in tre fasi: gli Angels in cattedra: svolgimento di un programma di 40 ore tra lezioni e laboratori stage: partecipazione degli studenti degli Atenei del Sud a stage nelle Universit o nei centri di ricerca di provenienza dei docenti Angels disseminazione dell esperienza: trasmissione ai colleghi, da parte degli studenti che hanno effettuato lo stage, delle competenze acquisite nel corso della propria esperienza all estero.

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Giovani per la crescita


Nuovi finanziamenti per

l Autoimpiego e l imprenditorialit Giovanile


(Ministero dell Universit, dell Istruzione e della Ricerca)

Quanto si investe? 50 milioni di euro


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Competitivit e innovazione delle imprese


per la crescita
(Ministero per lo Sviluppo economico; Ministero dell Istruzione, dell Universit e della Ricerca)

Quanto si investe? 900 milioni di euro circa


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Risultati attesi
Lazione ha lo scopo di rifocalizzare il sostegno alla competitivit e all innovazione delle imprese nelle quattro Regioni dell obiettivo Convergenza (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania). I risultati attesi sono: maggiore competitivit del sistema delle imprese miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini grazie alla diffusione di tecnologie e metodi che rispondano alle grandi sfide dell innovazione sociale

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Linee d Azione
1. Sostegno al sistema produttivo nelle Regioni Convergenza. Il piano di interventi prevede di: sbloccare le risorse aggiuntive comunitarie assegnate al Fondo Centrale di Garanzia, rafforzando l operativit degli strumenti finanziari utili a favorire l accesso al credito per le piccole e medie imprese sostenere nuova l imprenditorialit giovanile e femminile attraverso le opportunit offerte dal D.Lgd 185/2000 e lo start up di imprese innovative favorire l attuazione di progetti strategici e di grandi dimensioni (attraverso l utilizzo del nuovo strumento dei Contratti di Sviluppo) promozione dell export meridionale 2. Sostegno agli investimenti in ricerca e innovazione da parte delle imprese, attraverso: sostegno alla domanda pubblica di ricerca e innovazione tramite il ricorso a nuovi strumenti e metodi, quali il Pre-Commercial Public Procurement (PCM), bandi di idee propedeutici alla pubblicazione di bandi commerciali innovativi stimolo alla progettazione di citt e comunit intelligenti (smart cities and communities) attraverso: azioni a favore dello sviluppo; adozione di tecnologie in particolare nell ambito dell energia sostenibile; finanziamento dei distretti tecnologici operanti sui territori
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Aree di attrazione culturale


per la crescita
(Ministero per i Beni e le Attivit Culturali; Regioni Convergenza)

Quanto si investe? 330 milioni di euro


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Risultati attesi
Miglioramento delle condizioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del Mezzogiorno Razionalizzazione delle condizioni di gestione e sostenibilit dei poli culturali oggetto dell intervento Adozione dell innovazione delle tecnologie e metodologie di conservazione e valorizzazione Rilancio dell attrattivit delle aree culturali oggetto dell intervento Sviluppo e rafforzamento della competitivit territoriale, anche in chiave turistica, attraverso interventi integrati caratterizzati da avanzata maturit progettuale

Obiettivi
Il Patrimonio culturale delle aree Convergenza si caratterizza per un elevata densit di aree archeologiche, musei e siti di eccezionale pregio architettonico con forti potenziali di attrazione a carattere nazionale e internazionale. Obiettivo dell azione quello di favorire lo sviluppo dei territori attraverso interventi per la valorizzazione delle risorse culturali locali.

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Interventi
Nell ambito del patrimonio museale, archeologico e architettonico delle Regioni Convergenza e in linea con i criteri di rilevanza strategica, di avanzata maturit progettuale/cantierabilit e di significativit per i territori regionali, sono in fase di verifica di fattibilit da parte delle Amministrazioni Centrali e Regionali le aree di attrazione culturale sulle quali realizzare gli interventi, quali ad esempio: in Calabria: il Polo museale di Sibari (CS), di Locri (RC), del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (RC) in Campania il Museo di Capodimonte, la Certosa di S. Martino e Castel S. Elmo (NA), il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Palazzo Reale e il Castello di Baia (Baia); in Puglia il Museo Archeologico della Daunia di Manfredonia (FG), Castel del Monte (BT), il Castello Svevo (BA), il Castello Carlo V (LE) ed il Polo museale di Taranto (TA) in Sicilia il Polo museale di Palermo (PA), il Polo museale di Siracusa e Ragusa, il Polo museale di Trapani, la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (EN)

Linee d azione
Gli interventi si caratterizzano per l adozione di una metodologia gi sperimentata in occasione di interventi simili in corso (Grande Progetto Pompei e Poli Museali di Eccellenza nel Mezzogiorno) che si basa principalmente su: Concretezza delle iniziative progettuali: vengono portate avanti prioritariamente gli interventi dotati di una progettazione avanzata a livello di progetto preliminare e/o immediatamente integrabile/aggiornabile attuazione rafforzata: la stazione appaltante beneficiata da un sistema di collaborazione istituzionale orientato alla facilitazione del processo di progettazione e realizzazione trasparenza e legalit, partecipazione e controllo (progetto aperto)
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Giustizia civile celere


per la crescita
(Ministero della Giustizia; Ministero della Funzione Pubblica)

Quanto si investe? 4,4 milioni di euro *


(*integrato da 2,8 milioni di euro di risorse nazionali)
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Risultati attesi
Riduzione dei tempi della Giustizia civile nel Mezzogiorno attraverso l attivazione del Processo civile telematico (PCT). Per quanto riguarda le notifiche telematiche, i risultati attesi sono : Riduzione significativa dei tempi di consegna tra una fase e l altra del procedimento di contenzioso civile, azzerando i rinvii di udienza determinati da mancata notificazione Riduzione, attraverso l implementazione delle notifiche telematiche, dei costi di gestione amministrativa sia per il tribunale interessato sia per i legali difensori delle parti stimato in un milione di euro all anno per le sole spese di spedizione cui aggiungere 12.000 ore di lavoro in meno a carico dell ufficio giudiziario Per quanto riguarda i decreti ingiuntivi telematici, i risultati attesi sono: Riduzione fino al 50-60% dei tempi medi generali di risposta al ricorso Riduzione dei costi di gestione e produzione del provvedimento, sia per l ufficio giudiziario che per gli studi legali Impatto positivo sull economia del territorio in quanto il contenzioso sotteso ai ricorsi per decreto ingiuntivo riguarda in particolar modo problematiche legate ai mancati pagamenti di prestazioni e servizi ed alla mancata consegna di beni

Soggetti coinvolti
Cabina di Regia. Il progetto condotto da uno steering commettee composto da un rappresentante di Giustizia, Funzione Pubblica, Coesione Territoriale, da un rappresentante del CSM, da uno della Banca d Italia e da un esperto di materie organizzative. Uffici Giudiziari. Il progetto rivolto a un gruppo di 23 Uffici Giudiziari selezionati sulla base di caratteristiche dimensionali ottimali, cos ripartiti: 15 in Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna; la totalit degli 8 Uffici Giudiziari situati in Abruzzo (territorio caratterizzato da numerose difficolt anche logistiche post-terremoto).

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Perch agire sui tempi della Giustizia al Sud?


La Banca d Italia ha stimato che la risoluzione di un contenzioso civile in primo grado richiede, nel Mezzogiorno, circa il doppio del tempo richiesto in media nel Centro-Nord. I tempi lunghi della Giustizia incidono direttamente sulle condizioni essenziali della vita dei cittadini, erodendo la fiducia nello Stato e l incentivo a pretendere giustizia. La durata prolungata dei tempi della Giustizia civile incide negativamente sulla propensione delle imprese ad avventurarsi in nuovi investimenti e sulla circolazione del credito, con un impatto complessivamente deleterio sulla vita sociale ed economica della regione. I tempi lunghi della Giustizia civile contribuiscono a disincentivare gli investimenti da parte di imprese estere nelle regioni del Mezzogiorno.

Come si interviene?
1) Attivazione del Processo Civile Telematico in tutte le 8 Regioni del Mezzogiorno (5,8 milioni di euro ca.) attraverso due azioni mirate: Diffusione del sistema di NOTIFICHE TELEMATICHE (3,3 milioni di euro ca.) Attivazione del sistema di gestione del flusso di lavoro dei DECRETI INGIUNTIVI IN FORMATO DIGITALETELEMATICO (2,5 milioni di euro ca.) 2) Analisi finalizzata a individuare le cause tecniche e organizzative che concorrono a determinare i tempi lunghi nella definizione delle cause civili nel Mezzogiorno e le eventuali serialit patologiche, con la conseguenza di un elevato arretrato (1,4 milioni di euro ca.)

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Efficientamento e innovazione energetica


per la crescita

Quanto si investe? 124 milioni di euro


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Risultati attesi
Aumento della quota del fabbisogno di energia coperto da fonti rinnovabili o da efficientamento energetico negli edifici e strutture pubbliche Miglioramento delle prestazioni energetiche, climatiche e ambientali delle citt Risparmio energetico nelle citt derivante dall aumento dell utilizzo di tecnologie innovative (esempio: sistemi di illuminazione pubblica) Aumento della quota di risparmio di energia coperta da microgenerazione da fonti rinnovabili e da cogenerazione

Obiettivi
Lazione volta in particolare alla realizzazione di un prototipo di Green e Smart City a partire da interventi in materia di risparmio energetico, energia rinnovabile e mobilit, sostenuti da adeguati investimenti nel campo delle tecnologie per l informazione e la comunicazione.

Linee d azione
Riqualificazione energetica degli edifici e delle strutture pubbliche Creazione di reti di distribuzione dell energia (smart grids) Promozione di una mobilit sostenibile urbana
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Sviluppo e promozione dell ICT Realizzazione d interventi di sostegno alle imprese Illuminazione pubblica

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Tavola riassuntiva

Riprogrammazione di 2.299 milioni di euro: destinazioni


Per l inclusione sociale Cura dell infanzia Cura degli anziani non autosufficienti Giovani Per la crescita
Autoimpiego e autoimprenditorialit 50,0 50,0 5,3 Interventi per la legalit in aree a elevata dispersione scolastica Progetti promossi da giovani del privato sociale

400,0 330,0
77,0 37,6

Giovani

Apprendistato e uscita da n allo studio n al lavoro Promozione metodi applicati di studio/ricerca nelle Universit attraverso ricercatori italiani all estero

Promozione sviluppo imprese, e ricerca Promozione innovazione via domanda pubblica Valorizzazione aree di attrazione culturale Riduzione tempi giustizia civile Interventi efficienza energetica aree urbane e naturali

740,7 150,0 330,0 4,4 * 124,0

Totale (*) Integrato da 2,8 di risorse nazionali Ministro per la Coesione Territoriale www.ministrocoesioneterritoriale.it Ufficio stampa tel: 066779.7668 066779.7815 e-mail: stampa.ministrocoesione@governo.it

2.299,0

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Dipartimento Politiche socio-sanitarie, Famiglia, Economia Sociale

Alle Fnp - Cisl Regionali Alle Fnp - Cisl Territoriali - Loro Sedi -

Roma 17 maggio2012 Circolare: n.156/ML/cs Oggetto: Il piano sociale del Governo per il Sud

Nellultima riunione del Governo (11 maggio 2012) stata decisa la riprogrammazione dei fondi comunitari per il mezzogiorno. Viene stanziato un finanziamento pari a circa 2,3 miliardi di euro nelle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Di questi, 845 milioni sono rivolti allinclusione sociale: linfanzia (400), anziani non autosufficienti per lassistenza domiciliare (ADI - 330), contro la dispersione scolastica (77) progetti realizzati dai giovani nel privato sociale (38). Gli altri stanziamenti (1.498 milioni) per lo sviluppo di imprese e innovazione. Per quanto riguarda gli interventi a favore degli anziani esprimiamo la nostra preoccupazione. Non vorremmo che gli obiettivi e i finanziamenti si riducessero alle sole ultime delibere del Governo. Il problema della non-autosufficienza molto pi complesso, ha un carattere emergenziale e nazionale. Si tratta di varare un piano nazionale sulla non autosufficienza, sullesempio di quanto gi avviato in paesi come la Germania, la Francia, la Spagna. Ovviamente non si pu tacere quanto per siano poco diffusi i servizi socio- assistenziali nel Paese. Per una maggiore conoscenza dei provvedimenti, si allegano le note tecniche predisposte dal Ministero per la Coesione Territoriale. Cordiali saluti Il Segretario Nazionale Attilio Rimoldi

Federazione Nazionale Pensionati Cisl - Via Castelfidardo 47, 00185 Roma Telefono 06/448811 - Fax 06/4452320 - E-mail posta@fnp.cisl.it - www.pensionati.cisl.it

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Dipartimento Politiche socio-sanitarie, Famiglia, Economia Sociale

Alle FNP-CISL Regionali Alle FNP-CISL Territoriali - Loro Sedi Roma, 9 maggio 2012 Circolare n.141/AR/cs Oggetto: Incontro Ministero del Lavoro e Sindacati sul Piano nazionale nonautosufficienza. Carissimi, luned 7 u.s. si tenuto, al Ministero del Welfare, lincontro unitariamente richiesto dopo lapprovazione della piattaforma sulla non autosufficienza nella riunione degli esecutivi unitari svoltasi il 4 aprile 2012. Allincontro con il Sottosegretario Prof.ssa Maria Cecilia Guerra oltre a FNP-SPIUILP erano presenti i Segretari Confederali di CISL, CGIL e UIL. Da parte nostra abbiamo ribadito lesigenza che: - le tematiche relative alla non autosufficienza diventino argomento centrale e prioritario nellazione di Governo; - la definizione dei livelli essenziali sia considerato un obiettivo indispensabile al fine di uniformare i livelli di prestazione su tutto il territorio nazionale e affermando luniversalit dei servizi; - la condizione di non autosufficienza sia articolata su differenti gradi di autonomia/dipendenza della persona; - lintegrazione socio sanitaria sia da realizzare nei contenuti e non solo nelle affermazioni; - la revisione dell'ISEE sia necessaria al fine di realizzare una maggiore equit nella compartecipazione ma attraverso un metodo di confronto che non prevede la mera esplicitazione di provvedimenti gi deliberati. Tutto ci indipendentemente dalle risorse disponibili che potranno essere elemento di discussione successivo. Dal canto suo il Sottosegretario, pur ribadendo le difficolt riguardo alle risorse, ha mostrato di condividere molto della nostra impostazione e ha affermato che si sta lavorando con i Ministeri della Salute e della Coesione Sociale per individuare risposte al problema della non autosufficienza. Lincontro si e' concluso con l'impegno del Sottosegretario a proseguire gli incontri per discutere sulla revisione dell'ISEE, sulle modalit per la classificazione della disabilita e della non autosufficienza e sulle proposte di metodo e di merito per la prosecuzione del confronto. Si e' trattato, quindi, di un incontro interlocutorio che sembra sancire la disponibilit al proseguimento di un confronto che ci auguriamo proficuo. Tant vero che stato fissato il proseguimento del tavolo di incontro con il Sottosegretario per luned 14 p.v. Con l'impegno di tenervi costantemente informati, cordialmente salutiamo. Il Segretario Nazionale Attilio Rimoldi
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Alle Fnp - Cisl Regionali Alle Fnp - Cisl Territoriali Loro Sedi Roma 16 maggio 2012 Circolare: n. 154/BM/cs Oggetto: iniziativa nazionale unitaria Siamo tutti pedoni Due anni fa, al Consiglio Generale di Riccione (1-3 Dicembre 2010), la Fnp ufficializz la sua piena adesione alla campagna nazionale SIAMO TUTTI PEDONI, in difesa dellutente debole della strada (anziani, ciclisti e bambini/e), promossa dallassociazione Antartide, sotto lalto Patrocinio del Presidente della Repubblica. Da quel momento, cresciuta la necessit di sostenere questa battaglia di civilt. Ogni anno, in Italia, vengono uccisi pi di 600 pedoni (1 su 5 ha unet superiore a 65 anni) e oltre 20.000 vengono feriti. A Roma, nel 2010, sono stati uccisi 43 pedoni e 2.252 sono rimasti feriti. La maggior parte sono vittime del mancato rispetto delle regole da parte di chi guida automobili e scooter. Purtroppo, anche i bambini sono molto colpiti dal fenomeno. Da ricordare lultimo tragico episodio dell11 gennaio del 2012, dove un bambino di 5 anni stato travolto da un suv, davanti ad un asilo in provincia di Lodi. Quasi il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce pedonali, nonostante le ultime modifiche del codice della strada riconoscano il diritto alla precedenza dei pedoni sulle strisce, con lobbligo di fermata, anche qualora il conducente veda una persona ancora sul marciapiede, intenzionata ad attraversare. Molti di quelli che chiamiamo impropriamente incidenti sono quindi evitabili. Dal 2011 ad oggi, numerose Fnp e Anteas territoriali hanno realizzato in tutta Italia iniziative di sensibilizzazione e divulgazione sui temi della sicurezza stradale insieme alle scuole, alla cittadinanza e alle istituzioni. Con la circolare unitaria n.4, del 02/02/2012, la campagna Siamo tutti pedoni ha assunto una veste a carattere nazionale e unitaria. Infatti, il 22 maggio p.v. a ROMA, insieme alla scuola media e primaria ISTITUTO COMPRENSIVO NINO ROTA, organizzeremo, con Spi/Cgil e Uilp/Uil, una giornata di sensibilizzazione sul tema. In questa realt scolastica, da anni opera un gruppo di volontari Anteas addetti alla regolazione del traffico, in entrata e in uscita, davanti alla scuola. La giornata del 22 maggio intende promuovere una cultura diffusa sul problema, a partire dal grande esercito pacifico degli alunni/e delle scuole Italiane. L avvenimento vuole far riflettere anche sul valore del camminare: camminare fa bene alla salute delle persone e della Terra! Chi cammina non inquina e non spreca energia.

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Liniziativa, a cui stiamo lavorando da mesi in stretta collaborazione con la Dirigente scolastica e alcune insegnanti (senza le quali nulla sarebbe stato possibile realizzare), consistita nel coinvolgimento di tutta la Scuola con l impegno particolare di alcune classi. Attraverso vari incontri con un educatrice del Centro Antartide, gli alunni/e e le loro insegnanti, hanno lavorato su alcuni temi: gli aspetti positivi e i problemi del camminare, i vantaggi dello spostarsi a piedi, lanalisi degli articoli del codice della strada, i diritti e i doveri del pedone, i pericoli della strada , etc. Successivamente, i bimbi e le bimbe, hanno organizzato una mini campagna di comunicazione interna alla scuola, recandosi nelle altre classi, spiegando la loro esperienza e distribuendo le cartoline e il libretto della campagna Siamo tutti pedoni. Il libretto verr inviato anche a tutte le famiglie con una lettera di accompagnamento firmata dalla dirigente scolastica. In contemporanea alliniziativa, verr allestita una mostra nel cortile della Scuola, con le cartoline disegnate dalle alunne/i, insieme ai fumetti di alcuni dei pi famosi vignettisti italiani, fotografie, pannelli con testi scientifici e divulgativi, dedicati al camminare e le istruzioni per essere dei "bravi pedoni". In allegato il programma della mattinata che si chiuder con una conferenza stampa organizzata da Spi- Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil. Cordiali saluti Il Segretario Nazionale Attilio Rimoldi

All.2

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Dipartimento Politiche Previdenziali, Fisco, Prezzi e Tariffe, Rapporti con gli Enti e i CIV

Alle FNP-CISL Regionali Alle FNP-CISL Territoriali Al Coordinamento Donne FNP-CISL Ai RR.TT. Reg.li e Terr.li FNP-CISL: AllUfficio Legale FNP-CISL e, p.c. Alla Presidenza INAS-CISL Nazionale - Loro Sedi Roma, 15 Maggio 2012 Circolare n. 151/SDI-MC/pt Oggetto: Recupero indebito pensionistico

Una recente sentenza della Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale per il Lazio, ha riconosciuto ad un pensionato la non restituzione della maggiore somma percepita su pensione non definitiva. In particolare, si tratta di un pensionato ex dipendente comunale, che ha percepito un trattamento provvisorio fino al 2011, calcolato dallINPDAP su retribuzioni superiori a quelle fissate con il PA-04, utili per la liquidazione del trattamento definitivo; questultimo sebbene correttamente ricalcolato e liquidato fin dal 2005, non ha mai dato luogo a diminuzione dellimporto della pensione. Solo agli inizi del 2011, lINPDAP, nellinformare dellindebito, provvedeva ad erogare la pensione definitiva nella somma inferiore. Il Ricorso, patrocinato dai legali della Federazione, ha trovato favorevole accoglimento presso il Giudice delle Pensioni, il quale ha riconosciuto lirripetibilit delle somme percepite in buona fede dal pensionato, per i motivi che il protrarsi del tempo ha ingenerato nello stesso un affidamento sulla legittimit delle somme attribuite e che limporto da recuperare poteva incidere in maniera considerevole sulla sua situazione economica. Questi principi trovano conferma nella sentenza Agrati c/Italia - CGCE del 07 giugno 2011 e nella sentenza QM n. 7/07 delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti nella quale, tra laltro, viene ribadito che il potere di recupero, da parte dellInpdap, non pu prescindere dai limiti temporali stabiliti dalla L. n. 241/90, laddove, trascorsi i termini entro i quali lAmministrazione deve intervenire, un provvedimento provvisorio si considera a tutti gli effetti, come se fosse definitivo. Tutto ci, anche, in virt del dettato di cui allart. 206 del DPR n. 1092/73, secondo il quale, essendo stati riscossi ratei di pensione risultati non dovuti, lAmministrazione non pu recuperare, salvo che la revoca o la modifica siano state disposte in seguito allaccertamento doloso dellinteressato. Nel caso in cui la predetta sentenza dovesse essere appellata, vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Cordiali saluti.

Mario Menditto (Segretario Nazionale)


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