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Salerno

CIRCOLARI del 20 marzo 2012

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Roma, 15 marzo 2012 Circolare n. 12 Oggetto: Documenti unitari

Alle Strutture Regionali e Territoriali Spi-Cgil /Fnp-Cisl /Uilp-Uil

LORO SEDI

Care amiche, cari amici, care compagne, cari compagni, le Segreterie nazionali di Spi, Fnp e Uilp hanno elaborato tre documenti su non autosufficienza, fisco e contrattazione sociale territoriale, che vi alleghiamo. Questi documenti rappresentano una sintesi delle posizioni delle singole organizzazioni e delineano delle linee guida condivise su tre temi di importanza fondamentale per i pensionati e gli anziani e per la nostra azione sindacale. Sulla base di queste linee guida, Spi, Fnp e Uilp intendono rilanciare su questi temi una fase di mobilitazione unitaria e di confronto con i cittadini e le istituzioni e chiedere l'apertura di tavoli di confronto con il Governo nazionale e con Regioni, Province e Comuni. Si tratta di linee guida, che contengono cio indicazioni generali che saranno ulteriormente approfondite e arricchite, anche a livello territoriale per quanto riguarda la negoziazione sociale, dal momento che le nostre strutture territoriali hanno una consolidata tradizione vertenziale, generalmente unitaria. Per quanto riguarda il tema, anch' esso fondamentale, del recupero del potere di acquisto di tutte le pensioni, ci sar un successivo approfondimento delle Segreterie nazionali, per valutare la possibilit di una iniziativa anche in questo campo e deciderne eventualmente contenuti e modalit.

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Le Segreterie nazionali di Spi, Fnp e Uilp hanno deciso di convocare il prossimo 4 aprile a Roma (presso il Centro congressi di via dei Frentani, con inizio alle ore 10) gli Esecutivi unitari per discutere e approvare i documenti e approfondire i temi collegati alla fase di mobilitazione. Cari saluti

Carla Cantone Segretario Generale Spi

Ermenegildo Bonfanti Segretario Generale Fnp

Romano Bellissima Segretario Generale Uilp

Allegati documenti

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NOTA DI INDIRIZZO PER LE POLITICHE FISCALI

A differenza di altri grandi paesi europei, che riservano agli anziani un trattamento impositivo agevolato, il fisco italiano colpisce i redditi da pensione con unimposizione pi elevata rispetto agli altri redditi. Nel 2009, ad esempio, il reddito medio del pensionato italiano si rivelato pari a 13.700 euro lordi allanno. Dopo essere passata per le aliquote e le detrazioni previste, questa cifra si trasforma in 11361 euro netti, mentre in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, a parit di potere dacquisto, pensioni dello stesso importo sono totalmente esenti oppure sono gravate da unimposta minima. Dunque, il pensionato italiano, con un trattamento lordo uguale a quello dei suoi omologhi tedeschi, francesi e spagnoli, si ritrova con un reddito netto disponibile pi basso del 15%. Questanomalia tutta italiana condiziona in negativo anche il confronto con gli altri paesi europei sulla sostenibilit della spesa previdenziale e, persino, sulle forme del suo finanziamento.

Il progetto di riforma fiscale deve tenere adeguatamente conto delle particolari tipologie delle famiglie dei pensionati: famiglie monoreddito, famiglie

monocomponente (persone sole) e situazioni di particolari fragilit come possono essere le famiglie con persone non autosufficienti, vedove e pensionati con trattamenti minimi, persone che percepiscono pensioni talmente basse da affrontare con molta difficolt la vita quotidiana e i bisogni che ne scaturiscono. Pertanto chiediamo ladozione di misure mirate al sostegno dei redditi attraverso un alleggerimento del carico fiscale sui pensionati, per una ritrovata equit, attraverso:

Spi-Cgil Via dei Frentani, 4/a 00185 ROMA Tel. 06444811

Fnp-Cisl Via Castelfidardo, 47 00185 ROMA Tel. 06448811

Uilp-Uil Via Po, 162 00196 ROMA Tel. 06852591

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Lequiparazione della detrazione per reddito da pensione a quella da lavoro dipendente (no tax area), con il contemporaneo innalzamento del tetto al di sopra degli attuali 8.000 euro;

Lintroduzione, per gli incapienti, cio coloro che per scarsit di reddito imponibile non possono usufruire delle detrazioni fiscali, di unimposta negativa, attraverso lerogazione di un assegno monetario. Gi da vari anni in alcuni Paesi dellOcse in vigore un simile "strumento fiscale";

Un aumento percentuale degli importi attualmente previsti per lassegno familiare (maggiorazione della pensione delle gestioni autonome) e per lassegno al nucleo familiare. Tali nuovi importi dovranno essere indicizzati, fermo restando la normativa vigente;

L aumento della detrazione per il coniuge a carico e linnalzamento fino a 40.000 euro della quota fissa prevista per i 15.000 euro.

Linnalzamento ad un importo pari al trattamento minimo annuo Inps dellattuale limite di reddito per essere considerati a carico, attualmente ancora fermo a 2.840,51 euro. Tale nuovo importo deve essere indicizzato;

La revisione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, agendo con particolare attenzione a favore delle persone, sole o a carico, portatrici di gravi handicap. A tal proposito, devono essere rivalutate le attuali agevolazioni fiscali per i non- autosufficienti;

Ai fini della semplificazione del sistema tributario e del rapporto tra fisco e cittadini, si richiede listituzione di una carta dei servizi fiscali che consenta laccesso alla posizione individuale;

A seguito dellintroduzione dellImu sulla prima casa, stata prevista una detrazione base pari a 200 euro e unaggiuntiva di 50 euro per ogni figlio di
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et non superiore a 26 anni (maggiorazione che non pu superare i 400 euro), requisito irrilevante per i nuclei familiari degli over65. Pertanto, le famiglie dei pensionati oltre a pagare per intero la nuova tassa sulla casa, si vedono aumentare il prelievo fiscale anche a seguito dellaumento della tassazione locale sullIrpef e della nuova tassa rifiuti (Res) e, infine, subiscono anche il blocco della perequazione per gli anni 2012 e 2013 per le pensioni di importo mensile superiore a 1.405,05 euro. Chiediamo, quindi, a favore dei pensionati lintroduzione di una detrazione dellImu sulla prima casa in relazione al reddito;

Lintroduzione di una nuova tassazione sui grandi patrimoni e sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax);

Il proseguimento della riduzione degli sprechi nella spesa pubblica, dei costi impropri della politica e delleliminazione degli enti istituzionali non pi in linea con il nuovo assetto federale;

Il proseguimento della lotta allevasione e allelusione fiscale attraverso linasprimento delle misure previste e lintroduzione di nuove, quale il contrasto dinteressi.

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Roma, 22 febbraio 2011 Oggetto: Note unitarie di indirizzo per la contrattazione sociale territoriale

Come ben sapete la Contrattazione Sociale con i Comuni sta sempre pi diventando un essenziale strumento per la tutela e la rappresentanza dei pensionati e dei lavoratori, per i trasferimenti di compiti e servizi. Inoltre lattuale crisi economica e finanziaria che il paese sta attraversando, per la quale il Governo sta intervenendo o si ripromette di intervenire con energici provvedimenti di politica finanziaria, rende sempre pi necessaria la ripresa delle iniziative delle organizzazioni sindacali dei pensionati SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL al fine di prendere in esame gli aspetti salienti dei provvedimenti gi approvati dal Parlamento o allesame del Governo, che dovranno essere integrate nella contrattazione e nel confronto con le istituzioni locali. Affrontiamo quindi gli aspetti inerenti alcuni temi di maggior rilievo, comuni a tutti i territori, che suggeriamo di includere nelle piattaforme. Lotta allevasione fiscale. Richiede un forte impegno sia a livello nazionale che a livello territoriale. I Comuni possono attivare patti antievasione utili anche per recuperare risorse per le proprie attivit. E opportuno rivendicare il diritto di informazione sui risultati conseguiti e la destinazione delle risorse recuperate a rafforzamento del sistema di welfare locale. La lotta allevasione fiscale comporta una stringente verifica sulle dichiarazioni ISEE in alcuni casi, come sappiamo, evasive. A tale riguardo occorre introdurre requisiti che tengano conto delle condizioni delle famiglie monopersonali, molto diffuse tra le persone anziane. Addizionali IRPEF, Rette e Tariffe Le Regioni e gli Enti locali possono o meno introdurre ulteriori aumenti delle aliquote fiscali, in questo caso chiediamo di introdurre elementi di progressivit legati anche al riconoscimento della penalizzazione che i redditi di pensione hanno subito con la differente applicazione della no tax-area a livello nazionale, con la mancata rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo nei prossimi due anni e da una normativa sulla rivalutazione delle pensioni inadeguata. In presenza di ripetuti avanzi di amministrazione va chiesta la riduzione delladdizionale Irpef e lampliamento della progressivit. Nel caso del pagamento di rette inerenti servizi sociali e di tariffe, lapplicazione dellISEE dovr configurarsi progressiva e di istantanea applicazione, favorendo le famiglie numerose e monopersonali.

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IMU - Affitti Per lapplicazione di questa tassa sullabitazione occorre richiedere detrazioni per pensionati soli o in coppia con reddito modesto (si potr definire la soglia di reddito) e per famiglie con persone disabili a carico. Occorre discutere lapplicazione della IMU per la seconda casa, in particolare in presenza di situazioni derivanti da migrazione o da altre condizioni di particolare disagio. Per quanto concerne gli affitti si ritiene che vada salvaguardato e rafforzato il fondo di sostegno per le persone in difficolt a causa dei bassi redditi disponibili. Integrazione tra servizi sociali e sanitari. I tagli ai fondi per il Servizio Sanitario Nazionale, la drastica riduzione delle risorse al Fondo per le politiche sociali e la sparizione del Fondo nazionale per la non autosufficienza graveranno pesantemente sulle persone fragili ed in particolare renderanno sempre meno efficaci e tempestivi gli interventi per gli anziani e per le perone disabili. Occorre verificare lo stato dellintegrazione dei servizi sociali e dei servizi sanitari che, se attuata rende proficuo lintervento e riduce la dispersione delle risorse messe in campo. In particolare lintegrazione deve essere promossa: - nella presa in carico della persona bisognosa di assistenza, la valutazione deve dare risposta adeguata alle sue esigenze assistenziali. - allatto delle dimissioni ospedaliere, quando la persona non autosufficiente o senza appoggio familiare viene dimessa dallospedale, ma non ancora in grado di vivere da sola. In quella fase necessario un intervento integrato per gli aspetti sanitari e sociali, attraverso lindicazione di un responsabile di caso che verifichi le condizioni familiari ed abitative e accompagni la persona nella fase di transizione stabilendo, insieme, la risposta alle specifiche esigenze. - per gli stessi motivi occorre un sistema di servizi integrati post acuzie (lungodegenze) e di riabilitazione che sono servizi molti importanti per la prevenzione della non autosufficienza. Promozione dei servizi per la domiciliarit Occorre predisporre risorse per lattivazione di servizi domiciliari per le persone fragili (anziani soli, persone con handicap) tenendo conto che le risorse da approntare per tali servizi sono di gran lunga inferiori a quelle da erogare per ricoveri in strutture pubbliche sociali o sociosanitarie.

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Social Card Nel ribadire le perplessit di SPI, FNP e UILP verso tale provvedimento gi adottato dal governo precedente, per quanto concerne la nuova social card sperimentale va richiesto un confronto sul progetto di utilizzo e sul regolamento che dovr definire diritti e doveri dei soggetti coinvolti, sar inoltre necessario monitorare lutilizzo di questo strumento. E una sperimentazione che durer un anno e che dovr essere attentamente valutata, la cui gestione demandata proprio ai Comuni di oltre 250.000 abitanti con un fondo aggiuntivo per il 2012 di 50 milioni di euro. Strutture residenziali per anziani Occorre monitorare attentamente tali strutture, nelle quali si compiono spesso abusi. E dunque opportuno chiedere lapertura di tavoli negoziali con le istituzioni ai vari livelli per la definizione di adeguati requisiti di idoneit e di accreditamento e per il successivo controllo del rispetto dei requisiti stessi. Trasporti Lutilizzo dei mezzi pubblici deve essere favorito per le persone anziane attraverso i dovuti adattamenti tecnici (difficolt nella salita e nella discesa) delle vetture, con abbonamenti speciali e prevedendo fasce orarie di gratuit. Le proposte rappresentate richiedono un confronto ed un rapporto costante con gli Enti locali. Sono infatti per lo pi i Comuni che debbono farsi carico e gestire gli interventi descritti necessario quindi, realizzare ai diversi livelli confronti e intese con le Associazioni dei Comuni. Per parte nostra si chieder un incontro con lAnci Nazionale e le altre associazioni dei comuni per far s che la trattativa assuma un carattere nazionale e sia volta alla predisposizione di una programmazione approfondita, ampia e condivisa. Le risorse necessarie per lattuazione degli interventi esposti sono in gran parte gi previsti dalle normative vigenti, bisogna renderle efficaci attraverso una riorganizzazione organica, per unaltra parte potranno essere ricavate da una revisione delle spese dei bilanci, da risparmi su spese inutili, da recuperi su sprechi della politica anche a livello territoriale, risparmi da attuare ad esempio sulle consulenze esterne, riduzione spese per commissioni varie, spese inutili e spesso non finalizzate a reali progetti o piani di sviluppo, come risulta dallinsieme di bilanci di parecchi comuni, enti locali, etc

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Roma, marzo 2012 Oggetto: Piattaforma unitaria non autosufficienza

La crisi economica mondiale apre voragini di povert e di precariet nella condizione materiale delle popolazioni ed espone gli individui e le famiglie allisolamento, allimpotenza ed alla disperazione. Le risorse dello stato sociale sono state cinicamente tagliate proprio mentre crescono le lacerazioni sociali e c pi bisogno di solidariet e di risposte forti in aiuto delle persone e delle famiglie. E opinione diffusa tra gli economisti che sia possibile uscire dalla crisi con unenergica azione dello stato per orientare le scelte dello sviluppo verso nuovi traguardi della qualit e dellinnovazione, per sostenere la domanda interna ampliando il potere dacquisto delle pensioni e dei salari, anche attraverso la riduzione della pressione fiscale, per promuovere lo sviluppo di una nuova domanda di beni collettivi, in particolare con la qualificazione e lestensione del welfare e della coesione sociale. La non autosufficienza, inserita in questo contesto, rappresenta uno dei grandi temi aperti e dare risposte certe e puntuali sarebbe un modo concreto ed etico per costruire un rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Con questo obiettivo le Organizzazioni Sindacali dei Pensionati e Confederali, di Cgil, Cisl e Uil avevano presentato la proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie con la quale si delineava un sistema di servizi e sostegni omogenei su tutto il territorio nazionale e si impegnava il governo ad approvare i livelli essenziali per la non autosufficienza (LESNA) come anticipazione dei livelli essenziali previsti dallart.117 comma 2, lettera m della Costituzione italiana che stabilisce allo Stato spetta la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Oggi, ad anni di distanza da quella iniziativa, il problema della non autosufficienza si propone con le caratteristiche di una vera emergenza sociale per il numero delle persone coinvolte e per il peso economico e sociale sostenuto dalle famiglie alle quali affidato il compito della cura. Per linsieme delle ragioni sommariamente esposte le Organizzazioni Sindacali dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo di attivarsi per realizzare un PIANO NAZIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA, che eroghi assistenza di carattere sanitario, sociale e socio sanitario integrato capace di venire incontro ai bisogni di milioni di persone che sono costrette ad affrontare da sole il carico della cura e dellassistenza prolungata delle persone disabili gravi, di avviare a soluzione la grande questione del lavoro sommerso dei care-giver, della qualit delle prestazioni dei servizi pubblici, della buona occupazione di migliaia di giovani e

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di donne al fine di realizzare la rete dei servizi che mancano e che devono diventare lossatura del nuovo welfare, nel quale la domiciliarit deve essere perseguita e aiutata e la residenzialit regolata su standard di qualit elevati e economicamente sostenibili dalle famiglie. Il Governo, a nostro parere, dovr affrontare tutto questo partendo dai bisogni e fuori delle logiche del solo rigore economico. La definizione di un Piano nazionale per la non autosufficienza deve tenere conto della legislazione in vigore con particolare riferimento ai contenuti della legge delega 42/2009 sul federalismo fiscale e dei relativi decreti attuativi. Linsieme delle norme prevedono lindividuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni per il sociale ( Leps ) affidata allo Stato e il passaggio, per Regioni e Comuni, dalla spesa storica ai costi standard relativi ai fabbisogni standard, articolati per obbiettivi di servizio. La complessit del quadro legislativo di riferimento unita allesigenza di assicurare diritti universali di cittadinanza, impone che il Piano nazionale, in una visione di Long Term Care contenga: 1) lindividuazione dellinsieme dei servizi essenziali per la non autosufficienza, capaci di dare risposta ai bisogni delle persone e realizzando servizi territoriali limitando il ricorso al ricovero ospedaliero; 2) la precisazione delle fonti pubbliche e/o private di finanziamento per la realizzazione dei Lesna; 3) la definizione dei rapporti interistituzionali tra Stato, Regioni e Comuni che, senza ledere le prerogative di autonomia precisi chi fa che cosa; 4) i diritti e i doveri dei beneficiari; 5) le modalit di controllo e di verifica degli standard delle prestazioni e dei risultati; 6) la definizione condivisa tra Stato e Regioni della condizione di non autosufficienza, valevole su tutto il territorio nazionale, articolando su differenti livelli il grado di autonomia/dipendenza della persona; 7) la composizione e le modalit di funzionamento delle unit di valutazione multidisciplinare; 8) lobbligatoriet del Piano individuale di assistenza fondato su una forte integrazione socio sanitaria; 9) la definizione del budget individuale di cura misurato sul grado di dipendenza della persona e corrispondente al costo standard; 10) lemersione del lavoro nero, grigio e sommerso che, nellambito della cura alla persona, ha raggiunto livelli insostenibili. Le 10 proposte delle OO.SS. dei Pensionati rappresentano una modalit concreta per creare lavoro, sostenere le persone e le famiglie, superare i dualismi territoriali, riformare lamministrazione pubblica e contribuire alla fuoriuscita del Paese dalla crisi.

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In questo quadro il piano nazionale per la non autosufficienza deve definire misure che possono essere adottate con effetto immediato e altre da destinare ad una attuazione di medio periodo ma sostenendole con destinazione di risorse strutturalmente certe. In questo modo si pu ampliare la gamma dei diritti universali di cittadinanza, adeguarli alla realt dei bisogni delle persone e collocare il welfare in un contesto pi moderno in grado di valorizzare il lavoro dei Care-giver familiari, le reti di prossimit, il ruolo delle reti primarie locali. Le OO.SS. dei Pensionati sui contenuti della piattaforma rivendicativa chiedono lapertura di un confronto con i Ministeri interessati (Welfare, Salute, Coesione sociale) e con la Conferenza Stato-Regioni.

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20 /0 3/2012

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Ai Segretari Generali Territoriali della FNP-CISL di Avellino -Benevento Caserta - Salerno Loro Sedi

Cari amici,

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Il gimno 20 marzo 2012 alle ore 19.45 il Segretario Generale della FNP - CISL Campania GIUSEPPE GARGIULO sar ospite a "CANALE 9" nella trasmissione televisiva "L'EMIGRANTE"di Luigi Necco 1 ove sar affrontato il tema della "NON AUTOSUFFICIENZA''. Vi segnalo questa notizia per vostra opportuna conoscenza e anche per una valida diffusione e partecipazione. Cordiali saluti.

Tel. 081.551.18.18 081.551.!;\9.36 Fax 081.551.53.85 - e-mail; fnpca.mp@tln.it Codice Fiscale 94036740630