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Salerno

CONTIENE MANIFESTO FESTA DELLA DONNA 2012

CIRCOLARI del 19 marzo 2012

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Roma, 08/03/2012

Circolare n. 09/2012

D.L. 02/03/2012 n. 16 (Semplificazioni tributarie)

1) E confermato che si decade dalla rateazione di un debito fiscale solo a seguito del mancato pagamento di due rate consecutive (art. 1, c. 2) 2) La fruizione di benefici fiscali, connessa ad una preventiva comunicazione, confermata anche in caso di omesso invio della suddetta comunicazione, purch non siano iniziate verifiche, accessi o attivit di accertamento e purch il contribuente che abbia i requisiti richiesti per fruire dellagevolazione, effettui la comunicazione entro il termine della prima dichiarazione utile versando contestualmente lammontare della sanzione di . 258,00. (art. 2, c. 1) 3) Sono ammessi al beneficio del 5 per mille anche quegli enti che, pur non avendo assolto in tutto o in parte a quanto richiesto dalla normativa, vi provvedano entro il 30 settembre, versando anche la sanzione di . 258,00. (art. 2, c. 2) 4) La comunicazione allAgenzia delle Entrate della dichiarazione dintenti ricevuta da un esportatore abituale, deve essere comunicata entro il termine della prima dichiarazione Iva. (art. 2, c. 4) 5) Viene abolito, dal 2012, il limite di . 3.000 per la comunicazione delle operazioni ai fini del redditometro, semplificando cos la comunicazione che diviene sostanzialmente analoga ad un elenco clienti e fornitori. (art. 2, c. 6) 6) Le comunicazioni relative alle operazioni con i paesi black list, dovranno essere effettuate solo se superiori ad . 500. (art. 2, c. 8) 7) Il divieto di utilizzo di contante per transazioni pari o superiori allimporto di . 1.000, non opera nei confronti di turisti stranieri, provenienti da paese diversi da quelli della CE, purch venga acquisita copia del loro passaporto e autocertificazione di non essere cittadino italiano n di uno dei paesi della CE. I soggetti che intendono aderire a tale disciplina (alberghi, ristoranti, negozi, ecc.) ne devono dare preventiva comunicazione telematica allAgenzia delle Entrate con modalit che saranno stabilite con decreto del direttore dellAgenzia delle Entrate. (art. 3, c. 1/2) 8) differito al 01/05/12 lobbligo, da parte di enti pubblici, di pagare con strumenti elettronici o bonifici bancari gli stipendi e pensioni superiori a . 1.000. (art. 3, c. 3) 9) Verr emanato apposito provvedimento per consentire di recuperare lIrap versata negli anni precedenti sul costo del lavoro (art. 4, c. 12)

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10) Con riferimento agli studi di settore, il ricorso allaccertamento induttivo puro, cio basato su semplici indizi (quindi non su presunzioni semplici dotate di gravit, precisione e concordanza), pu avvenire ove il modello degli studi di settore non sia stato presentato, ovvero indichi cause di esclusione e di inapplicabilit non esistenti. Si applica anche nei casi di infedele compilazione del modello, se tale infedelt comporta una differenza superiore al 15% o comunque a . 50.000, tra i ricavi risultanti dalla corretta compilazione dello studio di settore e quelli minori dichiarati. La norma particolarmente penalizzante, considerato che anche il mero errore di indicazione di una causa di esclusione, cos come la diversa valutazione di una di tali cause o dellappostazione di una voce di costo, possono portare allaccertamento induttivo puro. (art. 8, c. 4/5) 11) introdotta la previsione che lagente per la riscossione comunichi al contribuente, con raccomandata semplice, di avere preso in carico le somme, a seguito del mancato pagamento dellatto di accertamento esecutivo. (art. 8, c. 12) 12) introdotta limposta di bollo sui depositi bancari o postali di prodotti finanziari, nella misura dell1 per mille per il 2012 e dell1,5 per mille per il 2013. (art. 8, c. 13/15) 13) LIVIE, (imposta sul valore degli immobili allestero) che si applica con unaliquota ordinaria dello 0,76%, non dovuta se inferiore a . 200. Se limmobile si trova in un paese Ue o in un paese aderente al See (spazio economico europeo) e trasparente fiscalmente, limposta si applica sul valore determinato nello stato estero ai fini delle imposte sul patrimonio o sui trasferimenti. Negli altri casi si fa riferimento al valore di acquisto o al valore di mercato. (art. 8, c. 16 lett. e, f, g) 14) stato ridotto da . 10.000 a . 5.000 limporto entro il quale possibile effettuare la compensazione dellIva con altri tributi, anche prima della presentazione della relativa dichiarazione Iva. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate verrano regolati termini e modalit attuative. Nellincertezza sulla decorrenza, si invita ad applicare immediatamente il limite ridotto (art. 8, c. 18/21) 15) Lamministrazione finanziaria ora autorizzata ad accedere ai locali degli enti non commerciali e delle onlus, senza necessit di preventiva autorizzazione da parte del Procuratore della Repubblica (art. 8, c. 22)

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Roma, 12 marzo 2012 Circolare n. 80Bis/CM/pt Oggetto: Modalit tecniche di accesso alle banche dati, trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti residenti e di partecipazione all'accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

Un provvedimento del 27 febbraio u.s. dellAgenzia delle Entrate, predisposto dintesa con la Guardia di Finanza, INPS, Agenzia del Territorio e Conferenza Unificata, d attuazione a quanto disposto dallart. 1 del decreto legge n. 203/2005, che disciplina il processo di partecipazione dei Comuni allaccertamento fiscale e contributivo ed il riconoscimento di una quota delle maggiori somme relative a tributi statali o alle sanzioni civili, collegate al recupero dei contributi previdenziali ed assistenziali, riscossi a seguito di interventi che abbiano contribuito al buon esito dellaccertamento stesso. Il provvedimento specifica che le modalit di accesso da parte dei Comuni alle banche dati dellAgenzia delle Entrate e dellINPS, cos come la trasmissione da parte dei citati enti di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, sono di tipo telematico e saranno puntualmente definite mediante apposite Convenzioni di cooperazione informatica che i Comuni stipuleranno rispettivamente con lAgenzia delle Entrate e lINPS. I Comuni trasmettono esclusivamente in via telematica le segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento dei tributi statali allAgenzia delle Entrate o allAgenzia del Territorio o alla Guardia di Finanza, mentre quelle rilevanti ai fini
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dellaccertamento dei contributi previdenziali e assistenziali direttamente allINPS. Per la trasmissione allAgenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza delle segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento dei tributi statali, i Comuni si avvalgono dei servizi appositamente predisposti, messi a disposizione nellambito della procedura informatica fornita dallAgenzia delle Entrate a seguito della stipula delle Convenzioni di cui sopra tra i Comuni e lAgenzia stessa. Riguardo alla trasmissione allINPS delle segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento dei contributi previdenziali e assistenziali, i Comuni si avvarranno della procedura informatica appositamente predisposta e fornita dallINPS, a seguito della stipula delle Convenzioni di cui sopra, tra i Comuni e lIstituto. Sia le segnalazioni trasmesse allAgenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza che quelle trasmesse allINPS, contengono nome e cognome, codice fiscale o partita IVA dei soggetti, in relazione ai quali sono rilevati e segnalati comportamenti evasivi ed elusivi. Per la trasmissione delle segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento fiscale dei tributi statali allAgenzia del Territorio, i Comuni si avvalgono del Portale per i Comuni; le segnalazioni indirizzate allAgenzia del Territorio contengono anche gli identificativi catastali degli immobili interessati. Con riferimento alle segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento dei tributi statali, trasmesse dai Comuni allAgenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza, restano validi gli ambiti dintervento gi in essere con provvedimento emanato dallAgenzia delle Entrate nel 2007. Riguardo alle segnalazioni rilevati per le attivit istituzionali e di controllo fiscale dellAgenzia del Territorio, individuato, quale ulteriore ambito di intervento, quello della collaborazione per lindividuazione di ulteriori fabbricati che non risultano dichiarati al catasto. In relazione alle segnalazioni rilevanti ai fini dellaccertamento dei contributi previdenziali e assistenziali non dichiarati, trasmesse dai Comuni allINPS, specifico ambito dintervento quello del Contrasto al lavoro sommerso. Gli avvisi di accertamento notificati e gli accertamenti con adesione perfezionati, riferiti in tutto o in parte alle segnalazioni trasmesse dai Comuni allAgenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza, sono tracciati sino alla fase della riscossione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni correlati agli specifici elementi di rettifica o accertamento. A seguito della riscossione, la quota dei tributi statali, stabilita dallarticolo 2, comma 10 lettera b) del Dlgs n. 23/1, destinata ai Comuni che hanno contribuito allaccertamento, secondo le disposizioni del provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate n. 175466/08, e del decreto di cui al comma 7 dellart. 18 del Dl n. 78/10. Gli avvisi di accertamento notificati, riferiti in tutto o in parte alle segnalazioni trasmesse dai Comuni allINPS, sono tracciati sino alla fase della riscossione delle sanzioni civili, a

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seguito della quale, viene destinata ai Comuni che hanno contribuito allaccertamento - la quota di compartecipazione di cui al decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. I dati e le notizie raccolti, che sono trasmessi nellosservanza del Codice in materia di protezione dei dati personali, sono trattati secondo i principi di necessit, pertinenza e non eccedenza stabiliti dalla medesima normativa. Il trattamento dei dati contenuti nelle segnalazioni trasmesse dai Comuni riservato esclusivamente agli operatori dellAgenzia delle Entrate, dellAgenzia del Territorio, della Guardia di Finanza e dellINPS incaricati dei controlli. Nel caso in cui i Comuni, con particolare riguardo a quelli di minori dimensioni, promuovano, anche attraverso lANCI, la costituzione di strutture di servizio intermedie finalizzate al supporto dellelaborazione dei dati riguardanti le proprie entrate, sulle attivit di partecipazione allaccertamento dei tributi erariali, nonch alla facilitazione degli interscambi informativi con il sistema allestito dallAgenzia delle Entrate, i Comuni stessi possono conferire la gestione delle Convenzioni di cooperazione informatica a tali strutture di servizio. A seguito dellavvenuta comunicazione allAgenzia delle Entrate di tale conferimento, le strutture di servizio assumeranno ogni responsabilit connessa al trattamento dei dati su mandato dei Comuni interessati, assicurando laccesso agli operatori comunali sulla base degli stessi requisiti tecnici e di salvaguardia della sicurezza previsti dalle convenzioni vigenti. In tutte le Regioni stato siglato il protocollo dintesa tra Agenzia delle Entrate ed Anci per il contrasto allevasione fiscale e, allinterno delle stesse, accordi con i relativi Comuni. Di seguito un prospetto riassuntivo della situazione attuale:

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Regioni Emilia Romagna Toscana Lombardia Piemonte Liguria Veneto Friuli Marche* Lazio* Umbria* Abruzzo Campania Molise Basilicata Puglia* Calabria

Hanno siglato il protocollo 258 comuni (74%) 149 comuni (52%) Tutti i capoluoghi e numerosi comuni stato predisposto un vademecum 40 comuni 45 comuni (66% della popolazione) 4 capoluoghi e oltre 40 comuni 4 capoluoghi Siglato accordo nel 2008 e realizzati i corsi nel 2009 Intesa con il comune di Roma nel 2008 e realizzati i corsi nel 2010 Perugia accordo nel 2009 4 capoluoghi e circa 70 comuni Tutti i comuni capoluogo (in totale 42 intese con gli enti locali) Protocollo per tutti i comuni; 11 comuni Potenza + 6 comuni (circa 30% della popolazione) Bari, Barletta Circa 33 comuni (tra cui Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone) 47 comuni Protocollo con i 377 comuni, corsi nel 2010 dopo aver siglato il patto

Sicilia Sardegna

Fonte: Elaborazione Cisl- Dipartimento Democrazione economica, Fisco e Previdenza su dati dellAgenzia delle Entrate I dati sono suscettibili di ulteriori aggiornamenti * Relativamente a queste regioni non stato possibile trovare ulteriori informazioni, le quali potrebbero risultare incomplete.

Ricordiamo, inoltre, che in sede di conversione del Milleproroghe stato differito al 30 giugno p.v. il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2012 da parte degli enti locali. Di conseguenza, alla stessa data slitta il termine di deliberazione da parte dei Comuni delle aliquote dei tributi locali come lImu, laddizionale comunale allIrpef, nonch la tassa o tariffa sui rifiuti. Cordiali saluti. Mario Menditto (Segretario Nazionale)

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Alle Fnp - Cisl Regionali Alle Fnp - Cisl Territoriali Loro Sedi Roma 13 marzo 2012 Circolare: 81/AD/cs Oggetto: dossier non autosufficienza Il 2 marzo c.a. il Quotidiano Sanit ha pubblicato sul proprio sito un interessante studio sulla non autosufficienza. Il Dossier stima in 29,45 miliardi di euro la spesa sociale in interventi dedicati alla Long Term Care, per assistere circa 4,1 milioni ditaliani disabili e non autosufficienti (stima Censis). Tali risorse rappresentano l1,9% del Pil 2010 di cui circa due terzi (1,28%) erogati a soggetti con pi di 65 anni (circa 2,6 milioni di persone). La spesa per Long Term Care costituita dalla componente sanitaria pari al 46,4% della spesa complessiva, da una componente monetaria (indennit di accompagnamento) pari al 43,3%, e da una socio-assistenziale costituita dagli interventi socio assistenziali rivolti ai disabili e agli anziani non autosufficienti erogati a livello locale pari al 10,3%. In generale sono definite persone non autosufficienti coloro che sono principalmente affetti da artrosi e artrite (23%), ipertensione arteriosa (16%), osteoporosi (7%), diabete (6%), bronchite cronica ed enfisema (6%) e depressione e cataratta (ambedue 5%). Il dossier rende evidente come gli interventi per i non autosufficienti siano a livello nazionale assolutamente insufficienti, mentre al livello territoriale sono diffusi a macchia di leopardo, con interventi diversificati da Regione a Regione e da Comune a Comune. Alcune realt territoriali offrono delle prestazioni socio-sanitarie di prossimit di buon livello proponendo un mix dinterventi sia di tipo economico sia assistenziale. In altri territori, invece, lindennit di accompagnamento lunica forma di assistenza a favore della famiglia, a volte concessa in modo inappropriato, e i servizi socio-sanitari quali il SAD, lADI o lassistenza Residenziale a volte non sono neanche attivati, con lovvia conseguenza che il carico assistenziale quasi del tutto ricadente sulle famiglie. Qui di seguito riportiamo una sintesi dei contenuti del Dossier che pone alcune importanti riflessioni sulle prospettive del sistema sociale italiano alla luce anche della drastica riduzione delle risorse e della continua richiesta di assistenza da parte della popolazione anziana in continua crescita.

Laumento dei bisogni di assistenza Le stime prevedono unulteriore crescita della domanda assistenziale, anche in considerazione dellevoluzione del contesto demografico ed epidemiologico che vedr il peso degli ultra 80enni sulla popolazione complessiva passare dal 5,8% nel 2010 al 7,4% nel 2020 e al 13,5% nel 2050. La disabilit, per effetto dellinvecchiamento e delle patologie cronico degenerative, destinata ad un proporzionale aumento. Nel giro dei prossimi 8 anni i non autosufficienti dovrebbero gi raggiungere quota 4,8 milioni, pari al 7,9% della popolazione italiana, contro il 6,7% del 2010.
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Queste prospettive pongono il problema di chi potr assistere queste persone che rappresentano poco pi di un dodicesimo della popolazione. Ancora oggi, in moltissime situazioni, la famiglia a farsi carico della persona non autosufficiente, anche se i cambiamenti sociali pi evidenti nel Nord del Paese e in misura minore al Meridione ci preparano un futuro diverso. Non un caso che dal 2001 al 2008 il numero delle badanti in Italia cresciuto di 400.000 unit superando oggi quota 774.000, di cui 700.000 straniere. Una voce di spesa per le famiglie italiane che ha ormai raggiunto i 9 miliardi di euro secondo il rapporto del ministero del Welfare del 2010. Le famiglie, quindi, cercano soluzioni proprie, ma anche i servizi pubblici dovranno riorganizzarsi per rispondere alla crescente domanda. Dovranno crescere le risorse, sicuramente, ma non solo. Quello che lItalia non ancora riuscita a realizzare per lappunto un coordinamento normativo e operativo dei soggetti che intervengono nellassistenza agli anziani.

I tempi di attesa e il ticket socio-sanitario In alcuni casi i tempi di attesa possono variare dai 90 ai 180 giorni, con punte, nel Lazio, anche di 11 mesi. Per le residenze rivolte ad anziani autosufficienti, invece, il periodo di attesa va dai 30 ai 45 giorni mentre per quelle semiresidenziali diurni si arriva fino a 25 giorni. Da considerare anche limpegno economico degli utenti che sono chiamati comunque a compartecipare alla spesa. La media della compartecipazione in una struttura residenziale va da 1.100 euro fino a 1.400 euro al mese per quelle di tipo socio-sanitario. Il costo complessivo delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) stato stimato in 2.8 miliardi di euro. Le spese sono coperte per il 51,0% dal Servizio sanitario, per il 46,6% dallutente e per il 2,4% dai Comuni. Per un costo medio mensile di 2.951 euro che viene sostenuto: per 1.505 euro dalle Asl, per 1.375 dallassistito e per 71 euro dai Comuni. Il costo medio giornaliero risulta, secondo lo studio, essere di 97 euro. Per i Centri diurni, invece, il costo varia dai 250 euro fino agli 800 euro al mese previsti per quelli dedicati ai malati di Alzheimer. Dalla lungodegenza allassistenza domiciliare. Ecco tutti i servizi I servizi che oggi erogano assistenza agli anziani non autosufficienti, compresi in quella che internazionalmente si conviene definire come Long Term Care (LTC), comprendono oltre a quelli strettamente sanitari e di indennit economiche, anche tutte quelle prestazioni essenziali per la vita quotidiana del paziente (mangiare, lavarsi, vestirsi, scendere dal letto, ecc.). Linsieme delle prestazioni di LTC quindi molto eterogeneo, includendo sia prestazioni di alto contenuto specialistico, sia prestazioni di carattere assistenziale che richiedono soltanto una modesta specializzazione. I posti letto nelle strutture semiresidenziali in tutta Italia sono 45.549 si trovano per in gran parte al Nord: 14.312 nella sola Lombardia, seguita dai 9.119 del Veneto e dai 7.401 dellEmilia Romagna. Il Lazio si ferma a 1.492 e la Campania a 1.222. Scendendo ancora pi a Sud si arriva ai 229 della Calabria e ai 70 della Basilicata. Per i posti letto dedicati agli anziani il gap ancora pi evidente: in totale 12.653, ma tutti distribuiti in sole 13 Regioni. Ci sono quindi ben 6 Regioni e le 2 provincie autonome completamente sfornite di posti letto per lassistenza agli anziani nelle strutture semiresidenziali. Anche tra le 13 Regioni, tuttavia, le differenze sono consistenti. Se in Lombardia si trovano infatti 5.691 posti letto e in Emilia Romagna altri 3.621, per il Lazio il dato si ferma a quota 50 e in Campania scende a 40. Proporzioni simili anche per quanto riguarda le strutture residenziali, dove su un totale di posti letto pari a 201.108 si va dai 65.293 della Lombardia ai 60 del Molise passando per i 6.873 del Lazio e per i 1.695 della Calabria.
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Il dato confermato ulteriormente dal rapporto di utenti per 100.000 abitanti, che vede quasi tutte le Regioni del Centro Sud sotto la media nazionale di 508,4. E se in Italia lAssistenza domiciliare integrata (Adi) ha compiuto un forte salto avanti passando dai 385.278 casi trattati nel 2007 ai 442.129 casi trattati nel 2009 (+14,7%), tuttavia il Sud appare in ritardo anche su questo fronte. Quasi tutte le Regioni meridionali si posizionano infatti sotto la media nazionale di casi trattati pari a 3,66 anziani ogni 100. Unica eccezione, la Basilicata, con 5,07 anziani assistiti in Adi ogni 100. Tuttavia, per questo indicatore, sorprendono anche i dati di alcune Regioni come la Toscana, ferma al 2,22, il Piemonte, 2,31, e la Liguria, 3,45, nonostante sia proprio questultima la Regione con la maggiore quota di popolazione anziana e quindi quella da cui ci si aspetterebbe i migliori risultati in termini di assistenza. Le invalidit e le indennit di accompagnamento Lunico settore assistenziale dove il Sud a primeggiare risulta quello delle invalidit civili e delle relative indennit di accompagnamento con indice percentuali in raffronto al Nord nettamente superiori. Se la media italiana si attesta infatti a 7,8 beneficiari per 1.000 abitanti, tutte le Regioni meridionali superano questa soglia con le punte massime che si registrano in Sardegna (12,6), Calabria (11,7), Sicilia (10,8) e Campania (10,4). A nostro avviso i dati riportati nel Dossier mostrano le problematicit del sistema Welfare Italia, caratterizzato da un impiego iniquo delle scarse risorse e dalla mancanza di una progettualit nel disegnare un welfare di prossimit in grado di garantire universalmente, secondo equit, servizi assistenziali alle persone non autosufficienti e di supporto alle loro famiglie, permettendo cos una concreta conciliazione tra i tempi di cura e la qualit di vita della stessa famiglia. Per raggiungere tale scopo auspichiamo un rafforzamento della coesione sociale e una revisione del modello di Welfare da parte delle Istituzioni, in cui i bisogni della famiglia siano sempre posti al centro del modello sociale. Per una lettura completa del Dossier si rimanda al sito: http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5140231.pdf

Il Segretario Nazionale Attilio Rimoldi

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Roma, 14 marzo 2012 Circolare n. 82/SDI/pt Oggetto: incontro Inps su apertura c/c; O-bis M; CUD Elettrici

In data odierna si svolto un incontro tra le Segreterie Generali di FNP, SPI e UILP ed il Direttore Generale dellINPS per discutere delle nuove modalit di pagamento delle pensioni inferiori a 1.000,00 euro il cui ammontare, in occasione della corresponsione del rateo di tredicesima e quattordicesima, viene superato, nonch per coloro che sono impossibilitati ad aprire un c/c purch non autosufficienti. Il Direttore dellINPS per questultima categoria si impegnato ad inviare funzionari dellIstituto direttamente al domicilio del pensionato, anche ricoverato in RSA, per lautenticazione della firma. Considerata la delicatezza del problema, onde evitare possibili truffe, abbiamo chiesto di trovare idonee procedure. Con loccasione abbiamo chiesto notizie sullinvio dei modelli O-bisM che i pensionati, a tuttoggi, non hanno ancora ricevuto. Il Direttore ci ha informati che il ritardo dovuto a problemi organizzativi e che linvio avverr nei prossimi giorni. Infine, per quanto riguarda i pensionati provenienti dal Fondo Elettrici che, in questi giorni, hanno ricevuto la CUD/2012 senza indicazione del fringe-benefit sul consumo energetico, lIstituto ci ha comunicato che sta provvedendo allemissione ed allinvio della nuova certificazione comprendente il benefit in essere. Sar nostra cura tornare sugli argomenti trattati non appena avremo ulteriori sviluppi. Cordiali saluti. Mario Menditto (Segretario Nazionale)

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Roma, 14 marzo 2012 Circolare n. 83/CM/pt Oggetto: Rimborso Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale (Tia)

Il regime di prelievo relativo alla gestione dei rifiuti resta privo di un quadro coerente e uniforme, risultando ancora esposto al rischio di rilevanti contenziosi. LANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ed lIFEL (Istituto per le Finanze e lEconomia Locale), con una nota esplicativa del dicembre 2010, hanno fornito una ricognizione sullevoluzione nel tempo della normativa e della giurisprudenza riguardante la Tariffa di igiene ambientale (Tia), con riferimento alla sua natura di tributo o di corrispettivo: 1. Fin dalla sua comparsa nel panorama giuridico italiano, la Tariffa di Igiene Ambientale prevista dallart. 49 del Dlgs n. 22/1997 ha suscitato un ampio dibattito tra gli esperti del settore circa la sua natura e, di conseguenza, sullapplicabilit dell IVA. Nel corso dei primi anni di vigenza della nuova tipologia di prelievo per il servizio di igiene urbana, non si sono registrate rilevanti pronunce giurisdizionali, anche per effetto del numero relativamente esiguo di Comuni che avevano ritenuto, in vigenza del regime transitorio, di applicare sperimentalmente la nuova tariffa. Con il passare del tempo viene a pi riprese prorogato il regime transitorio, senza che il passaggio al regime TIA diventasse obbligatorio. 2. Aumentano progressivamente i Comuni che, nella propria autonomia, ritengono di applicare sperimentalmente la nuova tariffa e comincia a delinearsi una certa prevalenza, nella pur scarsa giurisprudenza, di uninterpretazione che

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vede affermare la natura tributaria della Tariffa e, di conseguenza, la non applicabilit dellIVA. LAgenzia delle Entrate, con R.M. n. 25/E del 5/2/2003, afferma la natura non tributaria della TIA, fornendo sostegno alla tesi della natura di corrispettivo della stessa, ed il conseguente assoggettamento allIVA. 3. Negli anni successivi, pur proseguendo il dibattito sulla natura effettiva della TIA, non si afferma una chiara posizione giurisprudenziale. La stessa Suprema Corte di Cassazione non prende posizione in maniera netta, almeno fino alla sentenza n. 17526 del 2007, che si pronuncia a favore della tesi che la TIA abbia natura tributaria. LAgenzia delle Entrate, con la R.M. 250/E del 17/6/2008, ribadisce la natura non tributaria della Tariffa ed il conseguente obbligo di applicazione dellIVA, smentendo la sentenza della Cassazione. La stessa Cassazione, peraltro, sembra avere un ripensamento nel porre alla Corte Costituzionale la questione di legittimit. 4. Si arriva cos alla Sentenza della Corte Costituzionale 238/2009, con la quale si afferma la natura tributaria della TIA e la conseguente non applicabilit dellIVA sul prelievo. La sentenza ha un impatto notevole nei confronti di tutti gli interessati: i rappresentanti dei consumatori, che sollecitano i contribuenti a richiedere lIVA versata e non dovuta; i Comuni e le Aziende che si chiedono, da un lato come gestire il pregresso (versamenti e rimborsi IVA, rapporti con lAgenzia delle Entrate) e, dallaltro, come gestire il futuro in assenza di un contesto normativo di gestione tributaria della tariffa. 5. Nel frattempo, il Codice ambientale (Dlgs n. 152/2006) ha abrogato la TARSU e soppresso la TIA ex Dlgs n. 22/1997, istituendo una Tariffa Integrata Ambientale (art. 238 del Dlgs n. 152/2006), la cui entrata in vigore tuttavia subordinata allapprovazione di un apposito regolamento attuativo nazionale e degli atti conseguenti. Nel frattempo restano in vigore le discipline regolamentari vigenti. 6. La natura tributaria della TIA viene, nel frattempo, ribadita dalla Corte Costituzionale con due diverse ordinanze del 2010. La Suprema Corte di Cassazione, a sezioni unite, si adegua a sua volta in maniera definitiva alla Sentenza della Corte Costituzionale 238/2009, dichiarando la natura tributaria della TIA (sent. n. 8313/2010) Anche lAgenzia delle Entrate si , di fatto, adeguata alla sentenza della Corte Costituzionale, confermando la natura tributaria della TIA e la conseguente inapplicabilit dellIVA al prelievo, in occasione della risposta ad un interpello (Dir.Centrale Normativa, Prot. N.954-52944 del 15/07/2010).

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7. Il legislatore, invece di risolvere i problemi gestionali posti dalla riconosciuta natura tributaria della TIA, ha ritenuto di procedere attraverso uninterpretazione autentica che appare di segno contrario, sia pure con riferimento alla sola nuova TIA. Con il comma 33 dellart. 14, del Dl. n. 78/2010, si stabilisce, infatti, che le disposizioni di cui allarticolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dellautorit giudiziaria ordinaria. Va anche ricordato, in proposito, che in sede di approvazione del citato decreto legge, stato accolto lordine del giorno n. 9/3638/55 con il quale si impegna il Governo: affinch la disposizione contenuta nel comma 33 dellarticolo 14 del disegno di legge in esame sia interpretata nel senso che la stessa trova applicazione, sino allentrata in vigore della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani prevista dallarticolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche con riguardo alla tariffa di igiene ambientale istituita con il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Linterpretazione recata dal decreto legge n. 78 non comporterebbe in s alcun effetto pratico, se non sui rapporti insorti successivamente allentrata in vigore della norma in materia di nuova TIA, che al momento dellemanazione del decreto non aveva ancora concreta attuazione, in assenza del regolamento di cui allarticolo 238, comma 6. Linterpretazione in questione si limita, in sostanza, ad affermare la natura di corrispettivo di un tipo di prelievo non ancora attivato, sul quale la citata sentenza C.Cost. n. 238/2009 si era espressamente astenuta dal pronunciarsi. 8. La circolare MEF dell11 novembre 2010. In assenza di norme legislative chiarificatrici, il Dipartimento delle finanze del Ministero dellEconomia e delle Finanze (MEF), con la circolare n. 3/DF dell11 novembre 2010, ammette lapplicazione della nuova Tariffa Integrata Ambientale TIA2 (art.238, Dlgs n. 152/2006) a partire dal 2010 e stabilisce per via analogica la natura non tributaria della TIA1 (art.49, Dlgs n. 22/1997), rilevando la continuit esistente tra la Tia1 e la Tia2. In effetti, la principale argomentazione adottata dal MEF consiste nella constatazione che la TIA2 [tariffa ex Decreto legislativo n. 152/2006, n.d.r.] pu in definitiva essere regolata dalle disposizioni inerenti la TIA1 [tariffa ex Decreto legislativo n. 22/1997, n.d.r.], circostanza che conduce a concludere che i prelievi presentano analoghe caratteristiche e che la volont del Legislatore stata, con lart. 14, comma 33, anche quella di dare nuova veste alla TIA1, nelle more dellemanazione del regolamento di cui allart. 238, comma 6. Pertanto, se alla luce delle nuove disposizioni i due prelievi sono regolati ormai dalle stesse fonti normative, non appare razionale attribuire alla TIA1 una

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natura giuridica diversa da quella della TIA2. Di conseguenza, se la TIA2 ha natura di corrispettivo, ed in quanto tale assoggettabile allIVA, non pu affermarsi diversamente per la TIA 1. La circolare non prende in considerazione le principali pronunce giurisprudenziali, quali la sentenza della Corte Costituzionale 238/2009, le successive ordinanze della stessa Corte e la sentenza, a sezioni unite, della Suprema Corte di Cassazione 8313/2010. In relazione a quanto premesso, ricordiamo che con sentenza n. 3756 del 9 marzo u.s., la Corte di Cassazione ha sancito linapplicabilit dell IVA alla Tia1, in quanto avente natura tributaria. Pertanto, possibile presentare istanza di rimborso dellIva indebitamente versata al gestore del servizio pubblico che ha applicato la tariffa o al Comune, nel caso in cui la tariffa sia stata applicata da questultimo. Bisogna per fare attenzione che si tratti di Tia1 e non della Tia2, definita, nellart.14 del DL 78/2010, tariffa soggetta ad IVA (e quindi non rimborsabile). I Comuni che hanno mantenuto la Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), sulla quale non vi alcuna applicazione di Iva, non dovranno rimborsare nulla. Alla luce della sopraesposta considerazione, appare ovvio che la materia pu formare argomento di discussione nella concertazione con i Comuni. Cordiali saluti. Il Segretario Nazionale Mario Menditto Il Segretario Nazionale Attilio Rimoldi

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La condizione della Donna oggi nel Salernitano: bisogni, servizi, risorse


INTRODUCE:

Giovanni DellIsola Segretario Generale FNP CISL Salerno


Saluti dalle Coordinatrici Donne: Rosmina Viscusi FNP CISL Salerno Patrizia Bonfiglio UST CISL Salerno Rosaria Romano FNP CISL Campania RELAZIONI:

Porfidio Monda Doc.Gestione Servizi Sociali Univ. Suor O.Benincasa Salerno Carla Narni Mancinelli Psicoterapeuta familiare
COORDINA:

Maria Pietrofeso Segretaria Provinciale UST CISL Salerno


CONCLUDE:

Giuseppe Gargiulo Segretario Generale FNP CISL Campania


Ore 9.00 Sala Genovesi della Camera di Commercio di Salerno - via Roma n29
Visita guidataOpere in Camera