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Editoriale

N 56 Marzo 2012

Trifir & Partners Avvocati

Anche il mese di marzo presenta importanti novit sul piano normativo per quanto riguarda il Diritto del Lavoro. Il 23 marzo scorso, infatti, stato approvato dal Consiglio dei Ministri - salvo intese - il disegno di legge su La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. Il disegno di legge propone rilevanti cambiamenti e modiche con riferimento ad alcune tipologie contrattuali (contratti a tempo determinato, di inserimento, di apprendistato, contratti a progetto, ecc.) nalizzati, da un lato, ad incentivare il ricorso ad alcuni di tali contratti (in primis lapprendistato) e, dallaltro, a disincentivare il ricorso ad altre tipologie contrattuali (come co.co.pro e contratti a termine). Il disegno di legge contiene inoltre, come noto, la riforma dellart. 18 Stat. Lav., oggetto di accesi dibattiti in queste ultime settimane, e degli ammortizzatori sociali nonch altre disposizioni a tutela di lavoratori anziani, delle lavoratrici, dei disabili e madri, ecc. Nella parte dellAttualit troverete una prima disamina del provvedimento con una focalizzazione sui principale aspetti. Per quanto riguarda la giurisprudenza si segnala una recente sentenza della Corte dAppello di Cagliari che sulla dibattuta questione del recupero dei beneci contributivi sui c ritenuti illegittimi dalla commissione europea ha ritenuto che decorrono i termini prescrizionali (quinquennali) stabiliti dalla normativa italiana. Si segnala poi uninteressante recente sentenza del Tribunale di Bergamo su un tema, purtroppo di notevole attualit, quale la richiesta di risarcimento danni per asserita esposizione ad amianto, e due sentenze del Tribunale di Milano relative ad una ipotesi di assenza non compresa nel periodo di prognosi indicato nel certicato medico, e, quindi, ritenuta non giusticata e alla determinazione dellindennit di risoluzione del contratto di agenzia. Nella sezione di Diritto Civile si dato spazio alle nuove prescrizioni per i gestori di siti web esclusivamente dedicati alla salute pubblicate sulla Gazzetta Ufciale n. 42 del 20 febbraio 2012, e ad una recente sentenza in materia di revocatoria fallimentare. La Sezione di diritto assicurativo propone una rassegna di decisioni di legittimit. Il Punto su. questo mese tratta del Contratto di Apprendistato con riferimento ai recenti interventi da parte delle Regioni e della contrattazione collettiva, una tipologia contrattuale che, come sembrerebbe emergere anche dal disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro, sembra destinata ad assumere un ruolo di primo piano. Marina Tona e il Comitato di Redazione composto da: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco

Diritto del Lavoro Attualit 2 Le Nostre Sentenze 4 Cassazione 9 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualit 10 Le Nostre Sentenze 11 Assicurazioni 12 Il Punto su 13 Eventi 16 Rassegna Stampa 17 Contatti 18

Diritto del Lavoro


A cura di Tommaso Targa

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Il progetto di riforma dellart. 18 stato licenziato


Il Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2012 ha approvato, salvo intese, il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita.
La

prima parte contiene misure per disincentivare labuso dei rapporti essibili e favorirne la trasformazione: per i contratti a termine, esclusione dellobbligo di indicare una causale per il primo contratto tra le stesse parti, ampliamento dellintervallo minimo tra un contratto e laltro (da 10 o 20 giorni, a seconda che il primo contratto abbia avuto durata superiore o inferiore a 6 mesi, dovrebbe passare a 60 o 90 giorni), prolungamento del periodo di possibile prosecuzione oltre la scadenza, inclusione delle somministrazioni nel conteggio dei 36 mesi di durata massima di rapporti a termine tra le stesse parti, prolungamento, da 60 a 120 giorni, del termine per limpugnazione, incremento del costo contributivo dell1,4%; per i contratti a progetto, inammissibilit per mansioni esecutive o ripetitive, irrigidimento della nozione di progetto ed esclusione del programma, divieto di recesso anticipato, presunzione semplice di subordinazione (se lattivit commissionata coincide con le mansioni dei dipendenti) e presunzione assoluta, in mancanza di progetto; per le partite IVA, presunzione di subordinazione dei rapporti durati oltre 6 mesi e in regime di sostanziale monocommittenza (oltre il 75% dei corrispettivi dallo stesso soggetto).

Sono previsti, poi, una revisione dellapprendistato, che nelle intenzioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, dovr diventare il contratto dominante per quanto attiene laccesso al lavoro da parte dei giovani con un meccanismo che ne subordina lutilizzo alla parziale stabilizzazione dei precedenti assunti (come accadeva per i CFL); sgravi contributivi per i contratti di inserimento degli ultracinquantenni, disoccupati da almeno 12 mesi; obbligo di comunicazione amministrativa preventiva, per il lavoro a chiamata e i part time verticali e misti; per questi ultimi, facolt unilaterale di ripensamento, a favore del lavoratore, per rilevanti motivi personali; misure correttive per il lavoro accessorio e gli stage; delimitazione dellassociazione in partecipazione ai soli familiari entro il 1 grado.
La

seconda parte riguarda la disciplina dei licenziamenti individuali. Tutto invariato (reintegrazione e pagamento delle retribuzioni perdute) in ipotesi di licenziamenti discriminatori, compresi quelli nei periodi di maternit e matrimonio, a prescindere dalle dimensioni del datore.

Per i licenziamenti soggettivi o disciplinari, il progetto distingue tre casi e conserva la reintegrazione solo per il primo: a) quando lillegittimit dipende da ragioni sostanziali (inesistenza delladdebito o difetto di proporzionalit della sanzione), ovvero motivato dalla malattia o sopravvenuta infermit, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione, ma il risarcimento limitato a 12 mensilit, detratto laliunde perceptum; b) nelle altre ipotesi di accertata illegittimit, prevista solo unindennit risarcitoria compresa tra 15 e 27 mensilit; c) nei casi di licenziamento viziato sotto il prolo formale, se laddebito sussistente, il lavoratore ha diritto a un indennizzo ridotto da 7 a 14 mensilit. In fase di stesura della legge, auspicabile una specicazione dei 3 casi. Non chiaro quale sia la fattispecie che ricade sub b), diversa sia dai licenziamenti infondati nel merito, che dalle invalidit procedurali. Sarebbe opportuno, inoltre, precisare la legittimit del licenziamento intimato, in costanza di malattia, per ragioni disciplinari che prescindono da essa.
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Nei casi di licenziamento per giusticato motivo oggettivo (ribattezzati economici, anche se la fattispecie non dovrebbe richiedere necessariamente unesigenza di contenimento dei costi), la reintegrazione esclusa, spettando al lavoratore, in ipotesi di accertata insussistenza della motivazione, solamente un indennizzo tra 15 e 27 mensilit, salva la prova dellintento discriminatorio del datore di lavoro (per cui si ricade nella prima ipotesi). Qui il disegno di legge prevede anche lintroduzione di una sorta di tentativo di conciliazione preventivo, poco convincente poich rischia di favorire comportamenti dilatori del lavoratore. Il disegno di legge prospetta, quindi, lintroduzione di un procedimento sommario dedicato ai giudizi di impugnazione dei licenziamenti, ma non fornisce indicazioni sui connotati del nuovo rito.
La

terza parte contiene un progetto di riforma degli ammortizzatori sociali. Lassicurazione sociale per limpiego (ASPI) destinata a sostituire, con carattere universale, le vigenti indennit di disoccupazione e di mobilit, con una durata da 12 a 18 mesi, conservando lattuale massimale dellindennit di disoccupazione ( 1.119,32). I lavoratori parasubordinati non dovrebbero beneciarne. La cassa integrazione straordinaria (CIGS) dovrebbe essere esclusa nei casi in cui non prevista la conservazione del posto di lavoro (cessazione di attivit).

, inoltre, prevista listituzione di fondi di solidariet per estendere gli ammortizzatori ai settori attualmente non coperti dalla CIGS (per cui negli ultimi anni si fatto ricorso alla cassa in deroga), consentire la messa a regime della CIGS negli ambiti per cui, sino ad oggi, si proceduto ad estensioni annuali con decreto ministeriale (agenzie di viaggio e vigilanza, imprese del commercio con pi di 50 dipendenti), e nanziare lesodo incentivato dei lavoratori a cui mancano no a 4 anni per il raggiungimento dei requisiti pensionistici.
Lultima

parte prevede misure volte a favorire le pari opportunit: la reintroduzione di formalit per le dimissioni rassegnate nei primi tre anni di vita del bambino (sulla falsa riga dellabrogata l. 188/2007); un congedo di paternit obbligatorio, pari a tre giorni continuativi, di cui usufruire entro i primi 5 mesi di vita del bambino; maggiori rigidit e controlli in materia di rispetto delle quote di riserva per i disabili; il diritto alla conservazione del permesso di soggiorno, a favore di immigrati licenziati, nch godono di una prestazione per disoccupazione.

Il disegno di legge si chiude con un progetto di intervento sugli strumenti di politica attiva del lavoro e la disciplina dei servizi per limpiego. Si preannuncia una primavera calda. Il dibattito si trasferisce in parlamento ove il disegno di legge potrebbe subire modiche e integrazioni, nonch sfociare in una pluralit di provvedimenti. Nelle prossime newsletter vi daremo conto dello stato di avanzamento dei lavori. La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (PDF) Comunicato Stampa del 23 Marzo 2012

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LE NOSTRE SENTENZE La sentenza del Mese

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NEI PROCEDIMENTI DI RECUPERO DA PARTE DELLINPS DEGLI AIUTI DI STATO CONNESSI CON I CFL RITENUTI ILLEGITTIMI DALLA COMMISSIONE EUROPEA SI APPLICANO I TERMINI PRESCRIZIONALI (QUINQUENNALI) STABILITI DALLA NORMATIVA ITALIANA (Corte dAppello di Cagliari - Sezione Lavoro, 9 marzo 2012) Prima di entrare nel merito della decisione si ritiene opportuno fare una breve premessa su un contenzioso che ha coinvolto numerose aziende sul territorio nazionale con riferimento ai contratti di formazione e lavoro largamente in uso sino allabolizione da parte della Riforma Biagi nel 2003. Ricordiamo che la disciplina previgente (la l. n. 863 del 1984 e successive modiche ed integrazioni) consentiva alle aziende di assumere con detta tipologia contrattuale giovani di et compresa tra i 16 ed i 32 anni beneciando di riduzioni contributive, del 25 o del 40 o addirittura del 100% a seconda dellubicazione territoriale dellimpresa. Con la decisione dell11 maggio 1999 la Commissione europea ha affermato che le riduzioni contributive riconosciute dallItalia, a decorrere dal novembre 1995, per lassunzione di lavoratori mediante contratti di formazione e lavoro previsti dalle leggi n. 863 del 1984, n. 407 del 1990, n. 169 del 1991 e n. 451 del 1994 costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune e con laccordo CE, a condizione che avessero riguardato: a) la creazione di nuovi posti di lavoro nellimpresa beneciaria a favore di lavoratori che non hanno ancora trovato un impiego o che hanno perso limpiego precedente, nel senso denito dagli orientamenti in materia di aiuti alloccupazione; b) lassunzione di lavoratori che incontrano difcolt speciche ad inserirsi o a reinserirsi nel mercato del lavoro (cd. categorie svantaggiate), intendendosi, come tali: i giovani con meno di 25 anni; i laureati no a 29 anni compresi e i disoccupati di lunga durata, vale a dire le persone disoccupate da almeno un anno. Per effetto di tale decisione, la Commissione stabiliva che lItalia dovesse prendere tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso i beneciari gli aiuti che, non soddisfacendo alle condizioni predette, devono ritenersi incompatibili con il mercato comune. In ragione di ci e delle successive condanne dello Stato Italiano da parte della Corte di Giustizia CE per il mancato ottemperamento, lo Stato Italiano per il tramite dellINPS ha proceduto al recupero (spesso indiscriminato) delle agevolazioni contributive concesse alle aziende che avevano assunto con contratti di formazione e lavoro. Il problema ha coinvolto numerose ed importanti aziende che, nelle proprie difese, hanno eccepito, tra laltro, lintervenuta prescrizione dei crediti richiesti dallINPS ed in via subordinata il mancato assolvimento dellonere della prova da parte dellINPS circa leffettiva ed esatta debenza delle somme richieste, nonch il legittimo afdamento da parte della Societ sulla regolarit delle agevolazioni a suo tempo previste dalla legge allora vigente. La Corte dAppello di Cagliari, nel confermare la decisione di primo grado, ha affermato un principio fortemente contestato dallINPS e controverso, secondo cui i beneciari degli aiuti contrari al diritto comunitario (e, quindi, anche le aziende) possono contrastare lazione di recupero promossa nei loro confronti anche sollevando leccezione di prescrizione dellobbligo di restituzione.
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Leccezione di prescrizione stata ritenuta soggetta alla disciplina nazionale, sia in ordine alle condizioni procedurali e di forma necessarie a sollevare leccezione, sia in ordine alle condizioni di sostanza, quali la decorrenza e la durata del termine di prescrizione. La Corte dAppello di Cagliari ha affermato che, come peraltro, statuito dalla Corte Costituzionale con la decisione 125/2009, lapplicazione della disciplina nazionale della prescrizione non pu essere ritenuta a priori in contrasto con il principio secondo cui lapplicazione del diritto nazionale non deve ledere la portata e lefcacia del diritto comunitario posto che il termine prescrizionale quinquennale risulta ragionevole secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e sufciente lungo perch lINPS potesse diligentemente attivarsi per il recupero degli aiuti di stato. A tale decisione se ne contrappongono altre di segno contrario di altri distretti di Corte dAppello (quali, ad esempio, Sassari o LAquila) e la vicenda del recupero delle agevolazioni contributive per i CFL potr trovare una soluzione denitiva verosimilmente con lintervento della Suprema Corte di Cassazione della quale daremo certamente notizia nella newsletter. (Causa curata da Luca DArco e Marina Tona)

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Altre sentenze

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LICENZIAMENTO DISCIPLINARE Non giustificata l'assenza non compresa nel periodo di prognosi indicato nel certificato medico, anche nel caso in cui detto certificato attesti una continuazione di malattia. (Tribunale di Milano, 26 gennaio 2012) Un dipendente aveva presentato pi volte al proprio datore certicati medici, in ciascuno dei quali non risultava coperto un giorno di malattia. Precisamente, accadeva che il certicato di continuazione della malattia non coprisse il giorno immediatamente successivo all'ultimo coperto dal certicato di inizio dell'evento morboso. La societ aveva contestato pi volte l'assenza ingiusticata al dipendente, il quale si era difeso asserendo che i certicati medici coprivano anche il giorno scoperto, perch trattavasi di continuazione di malattia. Per le suddette mancanze, il dipendente aveva subito una lunga serie di sanzioni disciplinari conservative, mai impugnate. In occasione dell'ennesima assenza ingiusticata, la societ datrice intimava il licenziamento per giusta causa, contestando la recidiva. Il dipendente impugnava sia il licenziamento che le sanzioni conservative, eccependo, con riferimento a queste ultime, la mancata afssione del codice disciplinare e, con riguardo al licenziamento, la mancata indicazione dei motivi, a seguito di richiesta rivolta alla societ ai sensi dell'art. 2, L. n. 604/66, nonch l'insussistenza della giusta causa, sostenendo, ancora una volta, che il giorno di assenza contestato era in realt coperto, perch, anche se non era formalmente compreso nel periodo di prognosi indicato dal medico, nel certicato era barrata la casella di continuazione della malattia. Il Tribunale ha respinto il ricorso, rilevando, sotto il prolo formale, che l'assenza ingiusticata costituisce violazione dell'obbligo di diligenza e dell'obbligo contrattuale di prestare l'attivit lavorativa, sicch non necessaria la pubblicit del codice disciplinare, non rientrando la condotta nelle ipotesi speciche previste dalla normativa secondaria, collettiva o legittimamente posta dal datore di lavoro e affermando, altres, che non applicabile l'art. 2, L. n. 604/66, in quanto la condotta addebitata e posta a fondamento del licenziamento gi stata specicata nella lettera di contestazione. Nel merito del licenziamento, ha ritenuto sussistente l'assenza ingiusticata, perch nel certicato di continuazione della malattia il giorno contestato non era incluso nel periodo di prognosi, n poteva ritenersi implicitamente compreso per il fatto che in esso certicato vi fosse l'indicazione di continuazione della malattia. In linea con la circolare INPS n. 147 del 15 luglio 1996, il Tribunale ha escluso che la barratura della casella continuazione comprovasse che il lavoratore era malato nel giorno non coperto dal certicato; in effetti - osserva il Tribunale - il dipendente poteva essersi ristabilito nel giorno non certicato come di malattia e aver subito una ricaduta nei giorni successivi. Il Tribunale ha, inne, osservato che il ricorrente non pu giusticare la propria buona fede, addossando la responsabilit al medico, atteso che, proprio in ragione delle precedenti contestazioni tutte relative alla medesima questione, ben avrebbe potuto chiedere al proprio medico di meglio precisare i certicati. Il licenziamento stato ritenuto legittimo e proporzionato anche in ragione della recidiva specica. (Causa curata da Marina Olgiati e Francesco Torniamenti)
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NEL CASO IN CUI UN LAVORATORE PROPONGA AZIONE RISARCITORIA NEI CONFRONTI DEL PROPRIO EX DATORE DI LAVORO AI SENSI DELLART. 2087 C.C., LAMENTANDO DI ESSERE ENTRATO A CONTATTO CON LAMIANTO E DI AVER CONTRATTO LA PROPRIA PATOLOGIA NEL PERIODO IN CUI HA LAVORATO ALLE SUE DIPENDENZE, LA SOCIET CONVENUTA PU FORNIRE IN GIUDIZIO LA RELATIVA PROVA LIBERATORIA, DIMOSTRANDO CHE LA STESSA INSORTA IN UN DIVERSO PERIODO (PRECEDENTE RISPETTO A QUANDO IL LAVORATORE STATO ASSUNTO) (Tribunale di Bergamo, 8 marzo 2012) Con ricorso al Tribunale di Bergamo, in funzione di Giudice del Lavoro, un lavoratore ha convenuto in giudizio la societ ex datrice di lavoro, al ne di veder riconosciuti i pretesi danni (patrimoniali e non) subiti a seguito della malattia (mesotelioma) riscontrata diversi anni dopo la cessazione del rapporto. La societ, che si costituiva in giudizio contestando integralmente le pretese avversarie, sosteneva che la patologia era stata contratta in un momento precedente a quello in cui il ricorrente aveva lavorato alle sue dipendenze e deduceva, in ogni caso, la propria assenza di responsabilit, anche in considerazione del fatto che negli anni in cui il lavoratore aveva lavorato per la societ (ovvero dalla ne degli anni 50), lamianto non era considerato sostanza nociva (ma era di uso comune ed anzi, in alcuni casi, veniva addirittura imposto dalle Autorit Pubbliche). Il Giudice, dopo aver sentito le testimonianze degli ex colleghi del ricorrente, disponeva Consulenza Tecnica, al ne di vericare la sussistenza del nesso di causa tra la malattia e lattivit lavorativa svolta. Al termine delle indagini peritali (in cui il CTU - a conferma delle argomentazioni e delle prove offerte dalla societ - rilevava che il lavoratore era stato sottoposto alle polveri damianto in un periodo precedente a quello dedotto dal ricorrente, ovvero allorquando - ancora allinizio degli anni 50 - lo stesso aveva lavorato presso terzi), il Giudice, accertata la mancanza di causalit tra lattivit svolta dal lavoratore presso la societ convenuta e la patologia contratta, rigettava integralmente la domanda del ricorrente. La decisione veniva assunta a seguito di unattenta analisi delle risultanze probatorie ed in aderenza dei principi di causalit giuridica, secondo cui, ai ni dellaccertamento del rapporto tra fatto ed evento lesivo, il principio di equivalenza delle cause viene superato qualora si accerti (sulla base di criteri scientici e probabilistici) che una determinata azione (o omissione) si pone come unico antecedente logico che ha determinato levento. (Causa curata da Vittorio Provera e Mario Gatti) CONTRATTO DI AGENZIA. INDENNIT DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO EX AEC E ART. 1751 C.C. (Tribunale di Milano, 8 marzo 2012) Quando un contratto di agenzia prevede che, alla sua cessazione, lagente abbia diritto al pagamento dellindennit di risoluzione del rapporto, quanticata in base allAccordo Economico Collettivo, tale previsione deve ritenersi valida, anche a seguito della sentenza CGCE 23 marzo 2006. La clausola del contratto individuale deve essere interpretata nel senso di riconoscere allagente un trattamento minimo garantito, che non esclude il suo diritto a rivendicare lindennit ex art. 1751 cod.

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civ., dimostrando la sussistenza dei presupposti previsti ex lege (sviluppo degli affari; mantenimento dei clienti, da parte del preponente, dopo la cessazione del rapporto). Tuttavia, quando lagente ha gi percepito lindennit prevista dallAEC, per ottenere il pagamento di una somma ulteriore ex art. 1751 cod. civ. deve fornire la prova rigorosa che limporto ricevuto iniquo, alla luce dei suoi pretesi meriti; ci vale specialmente nei casi in cui il rapporto di agenzia durato molti anni e, in costanza di essi, il preponente non ha registrato alcun sensibile incremento di fatturato, nella zona interessata dal mandato agenziale, mentre lagente ha comunque percepito a titolo di indennit di risoluzione del rapporto, una somma quanticata ai sensi dellAEC che rappresenta oltre il 70% del massimo di legge. Lagente ha diritto al pagamento delle provvigioni sugli affari da lui procurati, anche nel caso in cui il cliente ottenga la restituzione dellimporto pagato al preponente a fronte della difettosit della merce consegnata, salvo il caso in cui i vizi della merce siano imputabili a dolo o colpa dellagente, ovvero ad una cattiva informazione sulle caratteristiche del bene venduto. (Causa curata da Tommaso Targa)

ADR
se linstallazione degli strumenti di rilevazione della presenza dei dipendenti debba avvenire secondo le procedure di cui allart. 4 Stat. Lav. (quindi previo accordo sindacale/autorizzazione amministrativa). Si registrano sul punto due orientamenti contrapposti. Secondo un primo orientamento, tali strumenti non sono sottoposti al limite di cui allart. 4 Stat. Lav. pur realizzando un controllo sullattivit lavorativa, tale controllo sarebbe palese e non potrebbe essere ritenuto lesivo della riservatezza del lavoratore, che lo attiva volontariamente tramite latto della marcatura, in coincidenza con linizio e la fine della giornata lavorativa. Secondo un diverso orientamento rientrerebbe invece nella fattispecie prevista dall'art. 4 Stat. Lav.. Alla luce di quanto sopra, ragioni di prudenza inducono a considerare di esperire il procedimento ex art. 4 Stat. Lav. e ci a maggior ragione se attraverso linstallazione di un sistema automatico di rilevazione delle presenze si intenda non solo raccogliere dati necessari per la compilazione della busta paga, ma anche verificare eventuali inadempienze dei dipendenti da far valere a livello disciplinare (come ad esempio mancato rispetto dellorario di lavoro, ritardi, ecc.). Vi potrebbe essere il rischio, infatti, che, in adesione al secondo orientamento, eventuali contestazioni possano essere ritenuto illegittime.

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A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

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OSSERVATORIO SULLA CASSAZIONE


COMPUTO DELLE FERIE NELLAMBITO DELLA DURATA DEL PERIODO DI PROVA Con sentenza n. 4573 del 22 marzo 2012 la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui le ferie godute dal lavoratore in prova prolungano il periodo di osservazione nellambito della prova (al pari di altri eventi non prevedibili, come, ad esempio, la malattia, linfortunio, etc.), salva lipotesi che la fruizione delle ferie - nel caso di specie, le giornate del 23 e 24 dicembre sia stata precedentemente pattuita; risulta allora tempestivo il recesso comunicato dal datore di lavoro al lordo e non al netto dei giorni di ferie fruiti dal lavoratore, essendo irrilevante il differente piano feriale pattuito con le rappresentanze sindacali.

EFFICACIA DEL LICENZIAMENTO PER RAGIONI ORGANIZZATIVE Con sentenza n. 3547 del 7 marzo 2012 la Corte di Cassazione ha confermato il consolidato orientamento secondo cui, in caso di malattia sopravvenuta a seguito della comunicazione di licenziamento per ragioni organizzative, lefcacia del recesso sospesa per tutta la durata della malattia. Nel caso di specie, il dirigente - al quale era stato annunciato il licenziamento per ragioni organizzative - era riuscito ad evitare la lettura della lettera di licenziamento e la notica della medesima, lasciando intendere di voler raggiungere un accordo transattivo; dal giorno successivo alla predetta comunicazione, egli si era assentato per malattia (durata un anno). I giudici hanno rilevato che la prospettiva di perdere il posto di lavoro una tipica causa scatenante della sindrome ansioso-depressiva; il datore di lavoro - pur avendo dimostrato la sussistenza delle ragioni organizzative e, quindi, la legittimit del licenziamento - non ha tuttavia provato la premeditazione del dipendente volta a rendere temporaneamente inefcace il licenziamento mediante linvio del certicato medico, n tantomeno linesistenza della patologia ovvero la falsit delle attestazioni del medico. NULLIT DEL LICENZIAMENTO RITORSIVO DEL MANAGER Con sentenza n. 2958 del 27 febbraio 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto nullo il licenziamento di un manager, essendo stata accertata la natura ritorsiva del recesso. Nella fattispecie in esame, il licenziamento era stato motivato da ragioni organizzative; nel corso del giudizio , invece, emersa la sussistenza di numerosi indici di rappresaglia, da cui stato dedotto - con ragionevole certezza - che si trattava di un licenziamento ritorsivo derivante da un contrasto insorto tra il Presidente ed il dirigente licenziato, in quanto questultimo si era riutato di sottoscrivere il bilancio di una societ controllata nonch di distaccare alcuni dipendenti.

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Civile, Commerciale, Assicurativo


GARANTE PRIVACY: NUOVE PRESCRIZIONI PER I GESTORI DI SITI WEB ESCLUSIVAMENTE DEDICATI ALLA SALUTE
A cura di Andrea Beretta
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2012, sono state pubblicate le Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalit di pubblicazione e diffusione nei siti web esclusivamente dedicati alla salute: un provvedimento varato il 25 gennaio u.s. dallAutorit Garante per la Privacy, al fine di tutelare coloro che prendono parte a social network, blog e forum di discussione dedicati alla salute o seguono siti web relativi a tematiche sanitarie. Il sempre pi frequente ricorso alla rete, per confrontarsi su tali tematiche, ha posto la necessit di adottare un vero e proprio disciplinare di gestione dei dati personali degli utenti, soprattutto per scongiurare rischi connessi alla pubblicazione e alla diffusione on line dei dati relativi alla salute. I gestori dei siti interessati, dunque, con lentrata in vigore delle linee guida, avranno lobbligo di attivare una politica di piena trasparenza, in merito alla gestione dei dati personali e di adottare particolari misure di sicurezza, rispettando cos, anche in tal caso, la disciplina vigente in tema di protezione dei dati personali. Tali obblighi sono particolarmente rigorosi qualora i siti prevedano, quale condizione per laccesso, la registrazione obbligatoria. Infatti, vi , in tali ipotesi, lesigenza di salvaguardare anche i dati di iscrizione dellutente (quali, ad esempio, il nome e l'indirizzo di posta elettronica, la data di nascita, la residenza, il domicilio o altri dati utili all'identificazione dello stesso), oltre a quelli concernenti, pi specificatamente, la sua salute. In ogni caso (ossia anche con riguardo ai siti che non prevedono la registrazione obbligatoria), tra le diverse indicazioni delle Linee guida, riveste, peraltro, fondamentale importanza - e, quindi, merita particolare menzione - lavvertenza di rischio. Trattasi di un avviso obbligatorio che deve informare gli utenti sui rischi di esposizione delle proprie informazioni personali (le quali possono essere desunte anche in via indiretta, ossia, ad esempio, da particolari commenti, foto o video); nonch avvertire lutente di precisare sia se le informazioni dal medesimo inserite possano essere reperite o meno tramite motori di ricerca generalisti (google, yahoo, ecc.), sia se siano accessibili da tutti gli utenti Internet o consultabili dai soli eventualmente iscritti al sito in cui si sta navigando. L'utente dovr essere invitato a dare conferma di aver preso visione di tale avvertenza di rischio, mediante spunta di unapposita casella.
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LE NOSTRE SENTENZE
REVOCATORIA FALLIMENTARE - PROVA DELLA SCIENTIA DECOCTIONIS (Tribunale di Treviso, 9 febbraio 2012)

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Una recente sentenza del Tribunale di Treviso si pronunciata in ordine alla domanda di revocatoria fallimentare ex art. 67, comma 2, L.F. promossa dalla Curatela nei confronti di una societ che aveva ricevuto dei pagamenti a saldo e stralcio dalla fallita nei sei mesi antecedenti alla dichiarazione di fallimento. A sostegno degli elementi di prova circa la conoscenza dello stato di insolvenza in capo alla societ convenuta, la Curatela ha evidenziato che la fallita era stata messa in liquidazione, era stata segnalata alla Centrale rischi, aveva subito la revoca di tutte le linee di credito concesse, erano state iscritte ipoteche giudiziali a suo carico e, inne, aveva sottolineato il fatto che la medesima avesse concordato il pagamento delle merci fornite dalla societ convenuta in una minor somma rispetto a quella indicata in fattura. Il Tribunale ha ribadito che la conoscenza da parte del creditore dello stato di insolvenza del debitore deve essere effettiva e non meramente potenziale, con la conseguenza che, agli effetti della revoca, assume rilievo soltanto la concreta situazione psicologica del creditore e non pure la semplice conoscibilit oggettiva dello stato di insolvenza dellimprenditore. Tale conoscenza potr fondarsi, anche, su elementi indiziari, semprech questi, per i loro requisiti di gravit, precisione e concordanza, siano tali da far presumere leffettiva scientia decoctionis da parte del creditore. Nel caso concreto, il Tribunale ha ritenuto che il creditore non potesse essere a conoscenza dello stato di dissesto economico della fallita, in quanto la revoca dei di e la segnalazione alla Centrale rischi non sono comunicazioni pubbliche e la convenuta, non essendo un operatore economico qualicato, non poteva avere accesso a tali informazioni. Inoltre, la messa in liquidazione non indice dello stato di decozione cos come il ritardo di qualche settimana nel pagamento, in quanto la convenuta ha provato che rientrasse nel normale modus operandi della fallita. Inne, il pagamento di una somma minore di quanto effettivamente dovuto non un indice di difcolt economica, ma nel caso di specie, stato provato che il pagamento di un minor importo fosse stato concordato al solo ne di chiudere celermente la procedura di liquidazione. In conclusione, la domanda della Curatela stata respinta in quanto il Tribunale non ha ritenuto provata leffettiva conoscenza dello stato di insolvenza al momento dei pagamenti oggetto di revocatoria in capo alla societ convenuta. (Causa curata da Vittorio Provera e Giovanna Vaglio Bianco)

ADR
Il creditore ed uno dei debitori in solido, nel transigere la lite tra loro insorta, possono impedire agli altri debitori in solido di profittare degli effetti della transazione?
Larticolo 1304 cod. civ. prevede che di regola la transazione fatta dal creditore con uno dei debitori in solido non produca effetto nei confronti degli altri, se questi non dichiarano di volerne profittare. Tuttavia, recentemente la giurisprudenza ha stabilito che nel caso in cui lobbligazione solidale sia scindibile e non si tratti di solidariet pattuita nellinteresse di uno dei condebitori, la transazione pro quota tra il creditore ed un debitore solidale non possa coinvolgere gli altri condebitori, i quali, dunque, a nessun titolo avrebbero titolo per profittarne, fatti salvi gli effetti derivanti dalla riduzione del loro debito in conseguenza di quanto pagato dal debitore transigente (Cassazione civile, Sez. Unite, 30 dicembre 2011 n. 30174). Con riferimento al debito residuo da pagare, rimane dibattuto, in giurisprudenza, se in caso di transazione pro quota il credito verso gli altri condebitori si riduca in proporzione alla quota transatta o, diversamente, se il credito si riduca di una somma pari a quanto il creditore ha gi percepito a seguito della transazione.
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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano

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In tema di espropriazione forzata presso terzi, le modiche apportate dalle leggi n. 311 del 2004 ed 80 del 2005 (di conversione del D.L. n. 35 del 2005) PIGNORAMENTO al D.P.R. n. 180 del 1950 (approvazione del testo unico delle leggi PRESSO TERZI - CREDITI concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e DERIVANTI DA pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni) hanno comportato la RAPPORTO DI AGENZIA - totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico. Ne consegue che i crediti LIMITI derivanti dai rapporti di cui al n. 3 dell'art. 409 c.p.c. (nella specie, rapporto di agenzia) sono pignorabili nei limiti di un quinto, previsto dall'art. 545 c.p.c.. (Cassazione, 18 gennaio 2012, n. 685) Nel contratto di assicurazione sono da considerare clausole limitative della responsabilit, agli effetti dell'art. 1341 cod. civ. (con conseguente necessit di specica approvazione preventiva per iscritto), quelle che limitano le conseguenze della colpa o dell'inadempimento o che escludono il rischio garantito, mentre attengono all'oggetto del contratto - e non sono, perci, assoggettate al regime previsto dalla suddetta norma - le clausole che riguardano il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa e, pertanto, specicano il rischio garantito. (Cassazione, 16 marzo 2012, n. 4254) In tema di determinazione del reddito da considerare ai ni del risarcimento del danno per invalidit permanente, l'art. 4 del D.L. n. 857 del 1976, convertito in legge n. 39 del 1977 - dopo aver indicato (primo comma) i criteri da adottarsi con riguardo ai casi di lavoro, rispettivamente, autonomo e subordinato - , allorch stabilisce (terzo comma) che in tutti gli altri casi il reddito da considerare ai suddetti ni non pu essere inferiore a tre volte l'ammontare annuo della pensione sociale, ricomprende in tale ultima previsione non solo l'ipotesi in cui linvalidit permanente ed il conseguente danno futuro siano stati riportati da soggetti che non siano lavoratori autonomi o dipendenti, ma anche quella, pi generale, in cui il danno futuro incida su soggetti attualmente privi di reddito, ma potenzialmente idonei a produrlo. (Cassazione, 6 marzo 2012, n. 3447)
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CONTRATTO DI
ASSICURAZIONE CLAUSOLE DELIMITATIVE DEL RISCHIO VESSATORIET ESCLUSIONE

RISARCIMENTO DEL
DANNO PER INVALIDIT PERMANENTE DEL FIGLIO MINORE DISOCCUPATO

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IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera

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CONTRATTO DI APPRENDISTATO, PRIME NOVIT DALLE REGIONI E DALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA


Come noto, con il decreto legislativo 167 del 14 settembre 2011 si provveduto alla raccolta e riordino in apposito Testo Unico (TU) della disciplina inerente il Contratto di Apprendistato, abrogando le precedenti disposizioni, in gran parte contenute nella cosiddetta legge Biagi. Il TU dellApprendistato prevede quattro tipologie di contratto, con la chiara intenzione di superare le precedenti criticit: il Contratto di Apprendistato per la qualifica del diploma professionale, che permette ai giovani di completare il ciclo di studi ed riservato a persone di et dai quindici ai venticinque anni; lApprendistato di Alta Formazione e Ricerca, riservato ai giovani di et compresa tra i diciotto ed i ventinove anni, che consente sostanzialmente di conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore, un titolo di studio universitario, un dottorato, compiere un periodo di praticantato; vi poi lApprendistato Professionalizzante, senzaltro il pi utilizzato anche in base alla disciplina precedente, anchesso riservato ai giovani tra i diciotto ed i ventinove anni, il cui fine quello di consentire lacquisizione di una formazione improntata alla cosiddetta professionalizzazione dei giovani e, pertanto, ha prevalente scopo occupazionale. Infine, il Testo Unico ha introdotto una quarta figura di Apprendistato, di carattere trasversale, dedicata ai lavoratori posti in mobilit, a prescindere dallet anagrafica. Si tratta del contratto destinato alla qualificazione professionale dei lavoratori in mobilit, al fine di consentire ai medesimi di rientrare nel mondo del lavoro convertendo, aggiornando e specializzando le competenze gi possedute. Il Testo Unico riserva alle Regioni un ruolo importante nella disciplina dei Contratti di Apprendistato per la cosiddetta qualifica del diploma professionale e per quelli di Alta Formazione; mentre un ruolo pi importante riservato agli Accordi Interconfederali ed ai Contratti Collettivi di Lavoro stipulati a livello nazionale, per la disciplina del cosiddetto Contratto di Apprendistato Professionalizzante. stato previsto un regime transitorio di sei mesi (dal 25 ottobre 2011 al 24 Aprile 2012) durante il quale, in assenza di nuove disposizioni regionali e di Contratti Collettivi basate sul Testo Unico approvato nel 2011, si applicano, in via transitoria, le precedenti disposizioni normative e collettive. In tale contesto si segnalano talune novit recenti, aventi lo scopo di evitare che, terminato il periodo transitorio, si rimanga senza una disciplina che possa consentire il decollo di tale nuovo strumento, con il risultato di rendere vano tutto il lavoro fino a questo momento posto in essere. Cos, il 22 febbraio 2012 la Conferenza delle Regioni ha approvato uno schema di accordo nazionale per la regolamentazione dei profili formativi dellapprendistato per la qualifica del diploma professionale che, ora, dovrebbe passare allesame della Conferenza Stato Regioni per la definitiva approvazione.

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Il nuovo Contratto di Apprendistato per la qualica del diploma professionale , prioritariamente, nalizzata al conseguimento di qualiche triennali ed ha introdotto un monte ore minimo formativo obbligatorio, individuato in 400 ore annue di attivit di formazione interna o esterna allAzienda da attuare, sulla base di standard gi ssati, nel rispetto della normativa di riferimento. Questo impegno formativo pu essere ridotto nel caso di apprendisti di et superiore a diciotto anni, a cui siano stati riconosciuti crediti formativi in ingresso. In aggiunta a queste 400 ore obbligatorie, la contrattazione collettiva denir le modalit di erogazione dellulteriore formazione aziendale, nel rispetto del piano formativo individuale. Peraltro, a fronte di accordi intervenuti nel luglio 2011 e gennaio 2012 sempre nellambito della Conferenza Stato Regioni, si istituito un repertorio nazionale dellofferta di istruzione e formazione professionale, che fornisce un quadro comune allinterno del quale sono individuate ventidue gure nazionali per le qualiche e ventuno per i diplomi, con possibilit, comunque, per le Regioni di adattarle ai singoli fabbisogni territoriali. A questo punto le diverse Regioni ed i Contratti Collettivi dovrebbero recepire le disposizioni del Testo Unico e, per quanto concerne le leggi regionali, emettere i necessari provvedimenti. Nellambito della Contrattazione Collettiva si segnala che, attualmente, solo il Contratto Collettivo Nazionale per i dipendenti degli studi professionali del novembre 2011 ed il Contratto Collettivo per i Lavoratori delle Cooperative del settore Socio Sanitario Assistenziale Educativo, hanno recepito la nuova disciplina dellApprendistato, cos come modicata dal Testo Unico. Vale la pena di segnalare che il Contratto Collettivo per i dipendenti degli studi professionali e Societ di Servizi regolamenta in modo interessante la gura dellApprendista. Senza ripetere i punti salienti della regolamentazione gi noti (quali, ad esempio: la necessit della forma scritta con il cd piano formativo; limpossibilit di recedere dal rapporto sino allo scadere del periodo di formazione; la necessit del tutor; la possibilit di attribuire inizialmente un inquadramento inferiore a quello che sar assegnato al termine della formazione, ecc.), vogliamo concentrarci su alcuni particolari elementi inerenti la concreta disciplina della formazione contenuti nel Contratto Collettivo per i dipendenti di studi professionali e Societ di Servizi. a) Innanzitutto prevista la cosiddetta formazione trasversale, che riguarda sostanzialmente aspetti quali la valutazione del piano formativo; le capacit relazionali e di comunicazione; la conoscenza di seconda e terza lingua; la formazione sulla conoscenza del rapporto di lavoro e sullorganizzazione dello studio o dellImpresa; la sicurezza e ligiene del lavoro. b) A ci si aggiunge la cd formazione professionalizzante o di mestiere, che riguarda: la conoscenza dei servizi delle attivit di consulenza; la conoscenza delle basi tecniche e teoriche delle professionalit e delle attivit seguite, nonch la loro completa applicazione allinterno dello studio o della Societ di Servizi; la conoscenza e la capacit di utilizzo delle tecniche ed i metodi di lavoro, compresi gli strumenti e le tecnologie informatiche; la conoscenza e lutilizzo delle misure di sicurezza e di tutela ambientale. c) Parimenti interessante la circostanza che detto Contratto Collettivo prevede che la formazione, sia a carattere trasversale di base che a carattere professionalizzante, pu essere svolta anche in modalit e-learning ed il tal caso lattivit di accompagnamento potr essere resa in modalit virtuale, con strumenti di tele-afancamento e video comunicazione da remoto.
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In ogni caso lattivit formativa deve garantire lerogazione della formazione e lAzienda deve avere le risorse organizzative per trasferire le conoscenze e le competenze richieste dal Piano Formativo, assicurandone lo svolgimento in ambienti e strutture idonee, anche per quanto concerne le attrezzature tecniche. Si tratta, sicuramente, di elementi interessanti che - se estesi e recepiti anche dalle future discipline collettive delle Aziende dei settori Industriali e/o dei Servizi e del Credito - possono assicurare unefcace diffusione di tale istituto, che costituisce sicuramente un mezzo utile per favorire lentrata nel mondo del lavoro dei giovani. Non bisogna dimenticare che una delle ragioni che hanno ostacolato il ricorso al Contratto di Apprendistato risiede proprio nelle problematiche e criticit inerenti la formazione, tanto pi nellambito delle piccole e medie Imprese le quali - anche per ragioni di costi - non hanno di frequente la possibilit di strutturarsi in modo adeguato per garantire la presenza diretta di specialisti dedicati a tali scopi. La diffusione dei sistemi informatici e la possibilit di formazione e-learning possono consentire, dunque, di superare queste difcolt e garantire, a costi accessibili, unidonea e corretta formazione, nonch il controllo e certicazione della medesima. Ci si augura, pertanto, che lesempio venga seguito ed ancor pi sviluppato dalle parti, proprio con lo scopo di favorire lutilizzo di questo nuovo istituto, sicuramente utile per promuovere un consapevole inserimento (ed ora anche reinserimento) nel mondo del lavoro.

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Eventi
Forum delle Piccole e Medie Imprese
Telelombardia - 31 Marzo 2012 ore 23:00 Il Contratto di Apprendistato Avv. Vittorio Provera Archivio Puntate 24 Marzo 2012: Articolo 18 e Costo del Lavoro Avv. Vittorio Provera Messe in onda dal 31 marzo 2012 Telelombardia - sabato - ore 23:00 digitale terrestre canale 10 Sky canale 511 Antenna3 - venerd - ore 18:30 (replica) digitale terrestre canale 11 MILANOW - gioved - ore 13:30 (replica) digitale terrestre canale 191

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Rassegna Stampa

DirittoBancario.it: 29/03/2012 twitter @DirittoBancario Derivati: lart. 21 TUF tutela tutti, anche gli operatori qualicati di Francesco Autelitano Corriere della Sera: 23/03/2012 Finalmente una terza via: lindennizzo del licenziato Intervista a Salvatore Trir Il Mondo: 30/03/2012 Il DL Semplicazioni introduce novit sulla disciplina della responsabilit Intervista a Stefano Trir DirittoBancario.it: 28/03/2012 twitter @DirittoBancario I compensi del top management nelle societ quotate. In particolare: la nuova relazione sulla remunerazione di Francesco Autelitano e Francesco Cristiano Il Foglio: 27/03/2012 Licenziamenti alla berlinese Telelombardia: 24/03/2012 Forum delle Piccole e Medie Imprese Video: Articolo 18 e Costo del Lavoro Intervista a Vittorio Provera Dossier Lombardia - il Giornale: 22/03/2012 Intervenire sul costo del lavoro e la certezza del diritto Intervista a Salvatore Trir Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 20/03/2012 twitter @Diritto24 Contratto di apprendistato: prime novit dalle Regioni e dalla Contrattazione Collettiva di Vittorio Provera Dirigenti Industria ALDAI: Febbraio 2012 Il dirigente e il contratto di lavoro di Stefano Trir

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