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N°136|LUGLIO 2019

APPROFONDIMENTI

LE NOSTRE
SENTENZE

MASSIMARIO DI
GIURISPRUDENZA
CIVILE

BIBLIOTECA

RASSEGNA
STAMPA
& EVENTI

CONTATTI
APPROFONDIMENTI

IMPRESA DIGITALE, mento delle pratiche. Non solo, la procedura di


costituzione on line dovrà richiedere un tempo
NUOVE NORME massimo di 5 giorni per le società costituite da
PER LA COSTITUZIONE persone fisiche: termine portato ad un massi-
mo di 10 giorni negli altri casi.
ON LINE DI SOCIETÀ
E ancora, se la costituzione della società richie-
di Vittorio Provera de un capitale sociale (come avviene per la so-
cietà di capitali), la normativa dovrà assicurare
Ad esito di un complesso dibattito a livello eu- che il versamento possa essere effettuato on
ropeo, iniziato sin dal 2003, finalmente è entra- line sul conto bancario di istituto di credito che
ta in vigore la Direttiva (UE) 2019/1151, pubblica- opera all’interno dell’Unione.
ta sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 11 luglio
2019 che introduce modifiche alla Direttiva Da ultimo, la Direttiva introduce anche una se-
(UE) 2017/1132, con importanti novità in ordine rie di garanzie per contrastare frodi ed abusi
all’impiego di strumenti e processi digitali per nelle procedure on line, compresi il controllo
la costituzione di società e registrazione delle delle identità e della capacità giuridica delle
succursali. persone che procederanno alla costituzione
delle società, nonché il rispetto delle norme
Più precisamente, l’articolo 13 octies prevede sulle rappresentanza di enti e società con pos-
esplicitamente che gli Stati membri debbono sibilità, peraltro, di chiedere la presenza fisica
provvedere “affinché la costituzione on line del- dinnanzi a un’autorità competente.
le società possa essere completamente svolta
on line, senza che i richiedenti debbano com- Viene in ogni caso mantenuta l’eventualità di
parire di persona dinanzi a un’autorità o a qual- partecipazione di un notaio o avvocato nelle
siasi persona o organismo incaricato, a norma procedure di diritto societario, nella misura in
del diritto nazionale, di occuparsi di qualunque cui tali procedure possano comunque essere
aspetto della costituzione on line della società, espletate interamente on line.
compresa la redazione dell’atto costitutivo…”.
Delineato il quadro dei precetti generali, è di
Nel successivo articolo 13 nonies, si impone agli fondamentale importanza che si dia attuazio-
Stati membri di mettere a disposizione i model- ne alle incombenze riservate alla disciplina
li su portali o siti web per la costituzione on line nazionale, tra cui la sollecita predisposizione
delle società e per la registrazione delle succur- e messa a disposizione on line di moduli e
sali: modelli il cui contenuto verrà disciplinato modelli di cui sopra si è fatto cenno. Detti mo-
dalla legge nazionale. La Direttiva dovrà essere delli, se utilizzati, soddisfano anche il requisito
attuata entro il 1 agosto 2021, salvo proroga di un di adempimento dell’obbligo di disporre di
anno. E’ evidente che tale procedura consentirà atti costitutivi redatti e certificati in forma di
la riduzione di costi, tempi, oneri amministrati- atti pubblici.
vi, in particolar modo per le società di minore
dimensioni in cui, peraltro, diventa più gravosa La sfida per evitare che questo strumento non
anche la stessa presenza delle persone fisiche rimanga bloccato dalle lungaggini burocrati-
(leggasi soci e amministratori) per l’adempi- che è, dunque, aperta.

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APPROFONDIMENTI

INTELLIGENZA mento artificiale” è potenzialmente suscetti-


bile di impugnazione non meno del vecchio
ARTIFICIALE IN IMPRESA “licenziamento umano”, in quanto, ad esem-
E RESPONSABILITÀ pio, l’algoritmo nel misurare la produttività del
lavoratore potrebbe non aver preso in consi-
DELL’IMPRENDITORE derazione alcuni dati che, invece, fanno parte
della vita lavorativa: infortuni, pause di lavoro,
di Stefano Trifirò e Federico Manfredi errori scusabili, richieste di chiarimenti sullo
svolgimento del lavoro, permessi e altri fattori.
È, ormai, fatto noto che l’intelligenza artifi-
ciale sia chiamata a gestire sempre maggiori E anche qui – come in altri ambiti del diritto –
aspetti della vita dell’Impresa. In tale ambito, i si ripropone il problema: “Chi risponde quando
più evidenti profili di criticità si sperimentano la macchina sbaglia e produce danni ingiusti?”.
quando l’intelligenza artificiale viene investita
della “responsabilità” di decisioni rilevanti per Quindi, dopo il licenziamento, se si accerta
la vita dell’Impresa e dei suoi lavoratori. che il software ha sbagliato la misurazione, chi
è che risponde per la decisione presa automa-
Di recente sono, infatti, venuti alla ribalta me- ticamente dal computer, tenendo conto che
diatica molti casi in cui gli algoritmi chiamati magari quest’ultimo non è proprietà dell’a-
a decidere in autonomia le sorti degli investi- zienda né vi si trova all’interno?
menti, delle linee di prodotto e del personale
di primarie Aziende, si sono sbagliati, cagio- Sul punto noi riteniamo che nel diritto del lavo-
nando ingenti danni a quest’ultime. ro le soluzioni già adottate in ambito di illecito
civile non siano completamente esaustive.
In particolare, per ciò che attiene all’ambito
giuslavoristico, è stata ultimamente riportata la Attualmente, infatti, i software vengono parificati
notizia secondo cui in una nota Multinazionale ad un qualsiasi altro bene, inteso come cosa che
di commercio elettronico, il software, che trac- può formare oggetto di diritti ex art. 810 cod. civ.
ciava e raccoglieva dati circa la produttività dei Ciò ha rilevanti ricadute sul piano degli illeciti civili.
dipendenti, ha deciso autonomamente di li-
cenziare 300 dipendenti che risultavano essere Qualora, infatti, un software venga venduto e
sotto gli standard “ideali” impostati nel compu- cagioni dei danni a causa di un suo difetto “di
ter. In sostanza l’algoritmo ha agito come Diret- fabbricazione” sarà responsabile sia il produt-
tore del Personale ed ha licenziato i dipendenti tore per il danno da prodotto difettoso ex artt.
meno performanti in termini di “produttività”. 114-127 del Codice del Consumo, sia il vendi-
tore, anche privato, in garanzia per vizi della
Ma anche gli algoritmi, come visto, possono cosa venduta ai sensi dell’art. 1490 cod. civ. Ed
sbagliare, non con meno frequenza degli uo- ancora, qualora il software, ancorché funzio-
mini. Infatti, non bisogna dimenticare che le nando correttamente, cagioni un altrui danno
intelligenze artificiali non sono uomini, ma ingiusto sotto il profilo civilistico, incomberà in
vengono create e programmate da uomini, capo all’utilizzatore la c.d. responsabilità og-
utilizzando altresì criteri umani. gettiva per fatto della cosa ex art. 2051 cod. civ.
Tuttavia, come anticipato, nel caso di licenzia-
Ne è dimostrazione il fatto che il “licenzia- mento illegittimo la situazione è differente. In-

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APPROFONDIMENTI

fatti, a ben pensare, l’intelligenza artificiale non nozione di "insussistenza del fatto contesta-
cagiona direttamente il danno all’ex dipen- to", di cui all'art. 18, comma 4, st.lav. novellato,
dente, ma viene piuttosto erroneamente posta comprende l'ipotesi del fatto sussistente ma
come fatto alla base del provvedimento espulsi- privo del carattere di illiceità (Cass. Sez. Lav., 17
vo datoriale. Dunque, in detto caso la decisione maggio 2018, n.12102, in Giustizia Civile Massi-
del software è il fatto giuridico che, successiva- mario 2018; così anche Cass. Civ., n. 13383 del
mente la Società pone a fondamento dell’atto 2017; Cass. Civ., n. 29062 del 2017).
giuridico (illecito). Ciò con la conseguenza che,
in caso di “errore della macchina”, il rimedio sarà Ne consegue l’ipotetica inesistenza del dirit-
quello della “classica” illegittimità del licenzia- to della Società a procedere al licenziamento,
mento per insussistenza del fatto addebitato. ma nessuna responsabilità oggettiva secondo
Sul punto la Cassazione osserva, infatti che, La i canoni di diritto comune.

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APPROFONDIMENTI

RESPONSABILITÀ SOLIDALE cessazione dell’appalto, a corrispondere ai la-


voratori i trattamenti retributivi, comprese le
DEL COMMITTENTE PER quote di trattamento di fine rapporto, nonché
I CONTRIBUTI OMESSI i contributi previdenziali e i premi assicurativi
dovuti in relazione al periodo di esecuzione del
DALL’APPALTATORE: contratto di appalto, restando escluso qualsia-
NON OPERA NEI si obbligo per le sanzioni civili di cui risponde
solo il responsabile dell’inadempimento”.
CONFRONTI DELL’INPS IL
TERMINE DECADENZIALE L’art. 29 del D. Lgs. 276/2003 ha introdotto il re-
gime di solidarietà tra il committente, l’appal-
DI DUE ANNI DALLA tatore e l’eventuale subappaltatore, in caso di
SCADENZA DELL’APPALTO appalto di opere o di servizi, sia per quanto ri-
guarda le retribuzioni da corrispondere, sia per
quanto riguarda i contributi previdenziali ed i
di Enrico Vella
premi assicurativi dovuti.

La Suprema Corte di Cassazione, con la senten- In particolare, la solidarietà riguarda tutto il


za n. 18004/19 del 4 luglio scorso, si è pronuncia- credito retributivo e contributivo maturato
ta su un tema da tempo molto dibattuto e che con riguardo al periodo del rapporto lavorati-
ha fatto sorgere nella giurisprudenza di merito vo coinvolto dall’appalto. Inoltre, a differenza
contrapposti orientamenti interpretativi. di quanto accade ai sensi dell’art. 1676 c.c. –
che disciplina l’azione diretta che i dipendenti
In particolare, la pronuncia segna un arresto dell’appaltatore hanno nei confronti del com-
importante nell’orientamento maggioritario mittente per conseguire quanto è loro dovuto
seguito sino ad oggi dalle Corti di Appello. – detta solidarietà non è contenuta nei limiti
del debito che il committente ha verso l’appal-
La questione su cui i giudici di piazza Cavour tatore al momento della domanda. Va detto
si sono pronunciati concerne l’applicabilità però che, in relazione all’aspetto contributivo,
o meno del termine decadenziale bienna- il committente risponde soltanto del capitale,
le, previsto dall’art. 29, 2° comma, del D. Lgs. essendo espressamente esclusa la possibilità
276/2003, all’azione recuperatoria intrapresa per l’Inps chiedere nei suoi confronti anche le
dall’INPS nei confronti del committente/ap- sanzioni amministrative per omesso o ritarda-
paltatore, in relazione al mancato o inesatto to pagamento.
pagamento dei contributi da parte dell’appal-
tatore/subappaltatore. La ratio legis è quella di garantire il paga-
mento del corrispettivo e dei relativi oneri
La norma, oggetto di interpretazione, testual- previdenziali dovuti, prevedendo la possibi-
mente dispone che: “In caso di appalto di ope- lità di esperire azione diretta nei confronti
re o di servizi, il committente imprenditore o di un soggetto terzo, il committente/appal-
datore di lavoro è obbligato in solido con l’ap- tatore, che ha beneficiato della prestazione
paltatore, nonché con ciascuno degli eventuali lavorativa nell’ambito della quale tale credi-
subappaltatori entro il limite di due anni dalla to è maturato.

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APPROFONDIMENTI

Trattasi di una deroga generale al principio del- cadenza di due anni dalla cessazione dell’appalto.
la responsabilità diretta da parte del datore di
lavoro per il mancato pagamento delle spet- La Suprema Corte, a riforma di una sentenza
tanze, a maggior tutela del lavoratore; una nor- della Corte di Appello di Torino che aveva aderi-
ma, pertanto, eccezionale, che prevede limiti to al suddetto orientamento giurisprudenziale
precisi, così sintetizzabili: di merito maggioritario e consolidato, confer-
• esclusione dall’ambito applicativo della nor- ma il rafforzamento della garanzia dei lavora-
ma del committente persona fisica che non tori, prendendo le mosse dal principio secondo
esercita attività di impresa o professionale; cui l’obbligazione contributiva, ben diversa da
• esistenza di un contratto di appalto tra ap- quella retributiva, ha una sua piena e totale au-
paltatore/datore di lavoro e committente; tonomia, in quanto nascente dalla legge, essa,
• adibizione del lavoratore ad attività lavora- infatti, “ha natura indisponibile, e va commisu-
tive inerenti all’esecuzione dell’appalto; rata alla retribuzione che al lavoratore spette-
• maturazione, da parte del lavoratore, di un rebbe sulla base della contrattazione collettiva
credito retributivo/contributivo in diretta vigente (c.d. “minimo contributivo”)”.
conseguenza dell’esecuzione dell’appalto;
• rispetto del termine decadenziale di due La peculiarità dell’obbligazione contributiva,
anni dalla cessazione del contratto di ap- aggiungono gli Ermellini, “fa ritenere non co-
palto per la richiesta di condanna del com- erente con tale assetto l'interpretazione che
mittente al pagamento del dovuto. comporterebbe la possibilità, addirittura pre-
vista implicitamente dalla legge come effet-
L’individuazione dei soggetti creditori, come si to fisiologico, che alla corresponsione di una
può notare, non è compiuta dalla norma ma è retribuzione - a seguito dell'azione tempesti-
conseguenza della successiva interpretazione vamente proposta dal lavoratore- non possa
delle posizioni sostanziali identificate dall’arti- seguire il soddisfacimento anche dall'obbligo
colo in questione. contributivo solo perché l'ente previdenziale
non ha azionato la propria pretesa nel termi-
Senz’altro la norma in commento si riferisce sia ne di due anni dalla cessazione dell'appalto.
all’azione del lavoratore diretta ad ottenere il pa- Si spezzerebbe, in altri termini e senza alcuna
gamento delle retribuzioni maturate nel periodo plausibile ragione logica e giuridica apprezza-
di assegnazione all’appalto, sia quella dell’Inps bile, il nesso stretto tra retribuzione dovuta (in
per il versamento dei contributi maturati a favore ipotesi addirittura effettivamente erogata) ed
del lavoratore nel medesimo periodo. adempimento dell'obbligo contributivo, con
ciò procurandosi un vulnus nella protezione
Il punto discusso, come si diceva, riguarda pro- assicurativa del lavoratore che, invece, l'art. 29
prio quest’ultimo profilo; ossia l’applicabilità o cit. ha voluto potenziare.”
meno del termine biennale all’azione intrapresa
dall’INPS, in quanto aspetto non espresso. Partendo da tali premesse, la Cassazione ha
concluso affermando il principio per cui “Il ter-
Nella giurisprudenza di merito, l’orientamento mine di due anni previsto dall'art. 29, comma
prevalente che si era formato riteneva opponibile 2, D.Lgs. n. 276/2003 non è applicabile all'a-
anche all’Inps, per l’esercizio della propria azione zione promossa dagli enti previdenziali, sog-
relativa al credito previdenziale, il termine di de- getti alla sola prescrizione”.

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APPROFONDIMENTI

L’interpretazione oggi espressa segue l’orien- chiamati a rispondere per il mancato o ine-
tamento che la stessa Corte aveva elaborato satto pagamento dei contributi da parte degli
nel tempo in merito all’analogo art. 4 della appaltatori sembra prolungarsi nel tempo. Va
Legge 1369/1960, da tempo abrogato. detto però che, come sopra evidenziato, l’azio-
ne dell’Inps è comunque soggetta a un termine
Come si diceva, la sentenza segna un impor- di prescrizione normalmente quinquennale,
tante arresto nell’orientamento seguito da salvo il caso in cui il lavoratore interessato pre-
buona parte delle Corti di merito che, invece, senti denuncia di omessa contribuzione. In tal
ritenevano che anche l’azione dell’INPS doves- caso il termine di prescrizione a carico dell’Inps
se soggiacere al termine decadenziale di due passa da 5 a 10 anni. Resta dubbio se il lavora-
anni (e non solo a quello prescrizionale, che tore, essendo soggetto al termine biennale di
è più lungo e che, in linea di generale e salva decadenza di cui all’art. 29 del D. Lgs. 276/2003,
la denuncia del lavoratore, è di cinque anni) possa validamente presentare la denuncia di
stante l’eccezionalità della responsabilità soli- omessa contribuzione anche una volta decorso
dale del committente il quale, appunto, non tale termine. Infatti, se la decadenza prevista
ha rapporti diretti con i lavoratori dell’appalta- dalla norma in commento riguardasse anche
tore, e che, in base alla ratio della norma, può la denuncia, ciò comporterebbe per corollario
essere chiamato a rispondere solo in via del che, decorsi due anni dalla cessazione dell’ap-
tutto straordinaria, quale obbligato seconda- palto senza denuncia da parte del lavoratore,
rio, ed entro contenuti limiti di tempo. l’Inps potrebbe proporre azione nei confronti
del committente decorso il termine di prescri-
Il termine biennale era ritenuto sufficiente- zione quinquennale.
mente ampio per consentire all’INPS di avviare
l'azione recuperatoria presso il committente. Il rischio di azioni da parte dell’Inps anche oltre
Anche il Ministero del Lavoro con la circolare n. il termine di decadenza di due anni nei con-
5 dell’11.2.2011 lo aveva espresso a chiare lettere fronti dei committenti indurrà gli stessi, ove
ed era così allineato alle indicazioni dei giudici non opportunamente tutelati da intese spe-
di merito. cifiche, a rivedere le garanzie contenute dei
contratti di appalto ovvero selezionare imprese
Pertanto, sulla base della sentenza in com- maggiormente affidabili, con inevitabili riper-
mento, il rischio per i committenti di essere cussioni sui costi delle forniture.

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LE NOSTRE SENTENZE

E’ NULLO IL PATTO DI ritenuto di dubbia validità, considerando che il


lavoratore in questione - un manager di com-
NON CONCORRENZA provata e lunga esperienza - aveva sempre la-
POST CONTRATTUALE vorato nello stesso settore merceologico.

CHE INDIVIDUA LA D’altro canto, nel caso qui esaminato, l’aspetto


ZONA GEOGRAFICA DI di nullità del patto sul quale si è concentrata
la sentenza riguarda il profilo della sua esten-
OPERATIVITÀ DEL VINCOLO sione geografica. Infatti, oltre ad individuare
SULLA BASE DI UN una zona territorialmente definita (Italia), il
patto inibiva lo svolgimento di qualsiasi at-
GENERICO RIFERIMENTO tività lavorativa in qualunque altro territorio
A TUTTI I LUOGHI IN CUI estero ove fosse operante un cliente dell’ex
datore di lavoro. Secondo la sentenza,
SONO PRESENTI CLIENTI quest’ultimo aspetto è di per sé sufficiente
DEL DATORE DI LAVORO a comportare la nullità del patto di non con-
correnza perché rende impossibile determi-
Tribunale di Udine, sentenza nare ex ante l’ampiezza geografica del patto
24 giugno 2019 di non concorrenza: al momento della sotto-
scrizione del medesimo, il datore di lavoro po-
trebbe non avere ancora taluni clienti, successi-
Causa seguita da Tommaso Targa vamente acquisiti, la cui ubicazione geografica
comporta un’estensione ex post della zona di
Per giurisprudenza consolidata, di legittimità e di operatività del vincolo.
merito, il patto di non concorrenza post contrat-
tuale, stipulato ai sensi e per gli effetti di cui all’art. Inoltre, la nullità del patto è stata accertata con-
2125 cod. civ., deve contenere il vincolo entro de- siderando l’effetto combinato della ampiezza
terminati limiti di oggetto, di tempo e di luogo. oggettiva del medesimo (qualunque mansione
La sua ampiezza non può essere tale da com- in favore di concorrenti) e della zona geografica
primere totalmente l’esplicazione della concreta che - ferma la sua genericità - potrebbe poten-
professionalità del lavoratore, in limiti che non sal- zialmente riguardare una buona parte del mon-
vaguardino un margine di attività coerente con la do. In sostanza, il patto di cui si discute, se fosse
sua professionalità già acquisita e sufficiente per il valido, costringerebbe il lavoratore, per tutta la
soddisfacimento delle sue esigenze di vita. durata del vincolo, a restare disoccupato, oppu-
re cercarsi un’occupazione - difficilissima da tro-
Partendo da queste premesse, la sentenza in vare - in un settore diverso da quello ove egli ha
commento ha dichiarato la nullità di un pat- sempre svolto la propria attività.
to di non concorrenza che inibiva al lavoratore
lo svolgimento, in favore di società concorren- A tutto questo si aggiunge poi un aspetto ul-
ti, di qualunque mansione, anche differente teriore di nullità del patto, relativo alla deter-
da quella espletata in costanza del rapporto minazione del corrispettivo. Qui la sentenza in
di lavoro di cui il suddetto patto costituiva un commento, conformemente all’orientamento
vincolo accessorio. Già questo aspetto è stato ormai prevalente (Trib. Milano, 28 settembre

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LE NOSTRE SENTENZE

2010, Trib. Milano, 04 marzo 2009, Trib. Milano,


13 agosto 2007, Trib. Milano, 18 giugno 2001,
Trib. Milano 11 settembre 2004), ha ritenuto in-
valida la previsione del pagamento di un im-
porto fisso mensile, senza minimo garantito:
in questo modo, il corrispettivo è inevitabil-
mente aleatorio perché dipende dalla durata
del rapporto di lavoro e potenzialmente, in
ipotesi di breve durata del medesimo, potreb-
be rappresentare una somma palesemente
incongrua, specie se raffrontata all’ampiezza
del vincolo che già di per sé, per le ragioni di
cui sopra, è stata ritenuta eccessiva.

DOLO DELL’ASSICURATORE:
QUANDO LA POLIZZA E’
VALIDA
Trib. Milano 13 marzo 2019
aver accertato che la sottoscrizione apposta sulla
quietanza di riscatto della prima polizza era ef-
Causa seguita da Bonaventura Minutolo e Fran- fettivamente falsa (come dichiarato da un perito
cesco Torniamenti nominato in giudizio) ha escluso che tale circo-
stanza potesse aver inciso sulla formazione del
Il dolo dell’assicuratore non è causa di annulla- consenso dell’assicurato avendo, questi, espresso
mento della polizza assicurativa, se interviene la volontà di riscattare la vecchia polizza e di so-
in un momento successivo alla formazione del stituirla con quella nuova in epoca antecedente
consenso dell’assicurato a stipulare il contratto. alla falsificazione della quietanza. Era, invece, pro-
Il Tribunale di Milano, affermando il suddet- vato che l’assicurato fosse stato informato delle
to principio, ha respinto la domanda di un penali e dei costi che il riscatto della vecchia po-
assicurato che aveva chiesto l’annullamento lizza avrebbe comportato e che, nonostante ciò,
di una polizza vita sul presupposto che il suo avesse accettato tale operazione.. L’attore, in su-
consenso a stipulare la stessa fosse stato vizia- bordine, chiedeva al Tribunale la risoluzione per
to da artifici e raggiri dell’assicuratore. inadempimento di tutte le polizze che aveva in
portafoglio – anche quelle estranee alla suddet-
In particolare, l’attore aveva dedotto di aver ri- ta operazione - “per aver perso la fiducia” nella
scattato rilevanti importi da una polizza vita compagnia a fronte delle falsificazioni di cui so-
per investirli su una nuova; tale operazione pra. Anche tale domanda, però, è stata respinta
aveva però causato l’applicazione di alcune dal Tribunale: infatti, la generica perdita di fiducia
penali di cui l’assicurato non sarebbe stato nei confronti della controparte non può costitui-
informato. L’assicurato sosteneva, inoltre, di re, di per sé sola, valido motivo di risoluzione del
non aver mai sottoscritto la quietanza di ri- contratto essendo, a tal fine, necessario provare la
scatto dalla polizza vecchia e che la firma ivi sussistenza di specifici inadempimenti contrat-
apposta era stata falsificata. Il Tribunale, dopo tuali, nella fattispecie non dimostrati.

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LE NOSTRE SENTENZE

CONTRIBUTI INPS, GESTIONE vrebbe necessariamente coincidere con la pre-


sentazione della dichiarazione dei redditi in
SEPARATA: LA PRESCRIZIONE quanto, solo da quel momento, l’Ente viene a
DECORRE DALLA SCADENZA conoscenza dell’esistenza di un reddito su cui
calcolare la contribuzione dovuta, un tanto in
DEL TERMINE PER IL coerenza con quanto disposto dall’art. 2935 c.c.
VERSAMENTO In proposito, però, la Suprema Corte ha di re-
cente riaffermato “che tra il momento di esi-
Tribunale di Rovereto, 18 gibilità del credito ed il successivo momento
giugno 2019 in cui intervenga la dichiarazione dei redditi o
comunque l'accertamento tributario, munito di
valenza anche previdenziale, quella che si de-
Causa seguita da Barbara Fumai termina è una difficoltà di mero fatto rispetto
all'accertamento dei diritti contributivi; né può
La questione esaminata dalla sentenza in com- ritenersi che il diritto dell'ente previdenziale sor-
mento riguardava la corretta individuazione del gerebbe solo nel momento in cui il professioni-
dies a quo ai fini del computo della prescrizione sta si iscriva alla Gestione Separata, in quanto
in materia contributiva, in particolare, in relazio- l'obbligo di iscrizione, trattandosi di previdenza
ne alla contribuzione dovuta dai professionisti, obbligatoria, non dipende dall'iniziativa dell'in-
non iscritti ad altra forma di previdenza obbliga- teressato, ma dal maturare dei corrispondenti
toria, alla Gestione Separata. La soluzione non è fatti costitutivi (...) vale, dunque, la consolidata
univoca. Le Corti di merito si dividono tra quelle regola secondo cui l'impossibilità di far valere
che individuano la decorrenza della prescrizione il diritto, alla quale l'art. 2935 c.c. attribuisce
del credito contributivo nella data di scadenza rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza
del termine per il versamento dei contributi e della prescrizione, è solo quella che deriva da
quelle che, avallando la tesi dell’Ente previden- cause giuridiche che ne ostacolino l'esercizio
ziale, la individuano nella data di presentazione e non comprende anche gli impedimenti sog-
della dichiarazione dei redditi. gettivi o gli ostacoli di mero fatto, per i quali
il successivo art. 2941 c.c. prevede solo speci-
La prima impostazione è anche quella segui- fiche e tassative ipotesi di sospensione, tra
ta dalla giurisprudenza della Suprema Corte di le quali, salva l'ipotesi di dolo prevista dal n. 8
Cassazione in quanto il fatto costitutivo del dirit- del citato articolo, non rientra l'ignoranza, da
to è rappresentato dall’avvenuta produzione, da parte del titolare, del fatto generatore del suo
parte del lavoratore autonomo, di un determina- diritto, il dubbio soggettivo sull'esistenza di
to reddito anche qualora l’efficacia del predetto tale diritto, né il ritardo indotto dalla neces-
fatto sia collegata ad un atto amministrativo di sità del suo accertamento” (cfr. Cass. civ., sez.
ricognizione del suo avveramento. In altri termini, lav., 10 maggio 2019, n. 12532). Nella sentenza in
“il momento di decorrenza della prescrizione dei commento, il Tribunale di Rovereto si è unifor-
contributi in questione, ai sensi della L. n. 335 del mato all’orientamento della Corte di Cassazione
1195, art. 3, deve identificarsi con la scadenza del appena richiamato e ha affermando la tardivi-
termine per il loro pagamento e non con l’atto, tà dell’atto di costituzione in mora, ricevuto dal
eventualmente successivo con cui l’Agenzia contribuente, nella fattispecie, 5 anni e 11 giorni
delle Entrate abbia accertato un maggior red- dopo la scadenza del termine per il versamento
dito” (cfr. Cass. civ., sez. lav., 3 aprile 2019, n. 9270). dei contributi. L’avviso di addebito impugnato è
Per contro, l’INPS sostiene che il dies a quo do- stato conseguentemente annullato.

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MASSIMARIO DI GIURISPRUDENZA CIVILE

ASSICURAZIONI, LOCAZIO- automatica della domanda


Nell'ipotesi in cui la parte convenuta in un
NI, RESPONSABILITA’ giudizio di responsabilità civile chiami in causa
un terzo in qualità di corresponsabile dell'evento
a cura di Teresa Cofano dannoso, la domanda risarcitoria deve intendersi
estesa al terzo anche in mancanza di un'espressa
Contratto – richiamo della disciplina contenuta dichiarazione in tal senso dell'attore, in quanto
in un documento esterno la diversità e pluralità delle condotte produttive
Il richiamo della disciplina fissata in un distinto dell'evento dannoso non dà luogo a diverse
documento che sia effettuato dalle parti obbligazioni risarcitorie, con la conseguenza che
contraenti sulla premessa della piena conoscenza la chiamata in causa del terzo non determina
di tale documento ed al fine dell'integrazione il mutamento dell'oggetto della domanda
del rapporto negoziale nella parte in cui difetti ma evidenzia esclusivamente una pluralità di
di una diversa regolamentazione, assegna alle autonome responsabilità riconducibili allo stesso
previsioni di quella disciplina il valore di clausole titolo risarcitorio. (Cass. 25 giugno 2019, n. 16919).
concordate per effetto di una relatio perfecta. In
tal caso l'atto esterno viene fatto proprio dagli Danno non patrimoniale
stipulanti e messo su un piano di parità rispetto al Il danno catastrofale è comprensivo sia di un
contratto direttamente compilato e sottoscritto, danno biologico da invalidità temporanea
equivalendo il suddetto rinvio alla materiale totale (sempre presente e che si protrae dalla
trascrizione del suo contenuto nel contratto di data dell'evento lesivo fino a quella del decesso)
cui viene a formare parte integrante. (Cass. 19 sia di una componente di sofferenza interiore
giugno 2019, n. 16439). psichica di massimo livello (danno catastrofale),
correlata alla consapevolezza dell'approssimarsi
Responsabilità civile obbligatoria – massimale della fine della vita, che deve essere misurata
– rilevabilità d’ufficio secondo criteri di proporzionalità e di equità che
In tema di responsabilità civile obbligatoria tengano conto della sua particolare rilevanza
derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, ed entità. Pertanto, mentre nel primo caso la
nella fattispecie disciplinata dalla L. n. 990 del liquidazione può ben essere effettuata sulla base
1969, artt. 19 e 21, il diritto del danneggiato al delle tabelle relative all'invalidità temporanea,
risarcimento nasce, per volontà di legge, limitato, nel secondo caso risulta integrato un danno non
con la conseguenza che il relativo limite del patrimoniale di natura del tutto peculiare che
massimale, entro il quale è tenuta la compagnia comporta la necessità di una liquidazione che si
designata, non rappresentando un mero affidi a un criterio equitativo - denominato "puro"
elemento impeditivo od estintivo, ma valendo ancorché sempre puntualmente correlato alle
per l'appunto a configurare ed a delimitare circostanze del caso - che sappia tener conto
normativamente il suddetto diritto, è rilevabile, della enormità del pregiudizio sofferto a livello
anche d'ufficio, dal giudice e deve essere riferito psichico in quella determinata circostanza. Ai
alla tabella vigente al momento in cui il danno si fini della sussistenza del danno catastrofale, la
è verificato (Cass. 17 giugno 2019, n. 16148). durata di tale consapevolezza non rileva ai fini
della sua oggettiva configurabilità, ma per la sua
Giudizio di responsabilità civile - quantificazione secondo criteri di proporzionalità
Chiamata in causa del terzo – estensione e di equità. (Cass. 20 giugno 2019, n.16592).

11
BIBLIOTECA

I nomi di chi ha fatto l’Italia

A cura della Redazione Biblioteca

Quando si parla di riforma della Scuola


e dell’Università si entra sempre in un
ginepraio. Molteplici sono stati nel tempo
– e fin dall’inizio – i provvedimenti per (ri)
strutturare l’offerta formativa del nostro
Paese e, quasi sempre, o almeno a partire
dall’epoca delle grandi proteste, sono andati
incontro a profonde critiche da parte di
studenti, famiglie, docenti. Il tasto della
formazione dei giovani è assai delicato,
perché fonda la visione complessiva della
società e ogni possibile strategia per il futuro.

Nel 1952 a Roma veniva pubblicato, dopo


dieci anni di silenzio, l’Annuario della
Pubblica Istruzione in Italia, quando la
Pubblica Istruzione si chiamava ancora così. Si
tratta di un volume di grandissimo interesse
storico: oggi si dovrebbe “googlare” per ore
per ottenere tutte le informazioni in esso
sintetizzate. Intanto, il volume si apre con
l’elenco completo dei Ministri della Pubblica
Istruzione, da quando il Ministero fu creato con
Regie Patenti il 30 novembre 1847. Il primo fu
Cesare Alfieri di Sostegno (classe 1799, grande
amico di Carlo Alberto), ma poi si contano
nomi di raro prestigio come Luigi Carlo Farini,
Francesco De Sanctis, Cesare Correnti, Quintino
Sella, Antonio Segni (Ministro nel 1952, l’ultimo
registrato nel libro). Nel mezzo, si dà conto
dell’intervallo del Ministero dell’Educazione
Nazionale, che durante il fascismo (1932-1944)
fu istituito a sostituzione dell’altro.

12
BIBLIOTECA

Nel seguito il testo offre una vera e propria Vittore Pisani e Mario Fubini, alcune delle
fotografia dell’Istruzione in Italia nel personalità più note nel panorama degli studi
1952: Università, Accademie, Licei, Scuole, novecenteschi.
Biblioteche, Soprintendenze, Istituti, Scuole
professionali, Corsi per lavoratori di varia Il nostro esemplare, un po’ ingiallito, è in Studio
formazione. Sono registrati docenti, ruoli, con l’ex libris 3801. Ancora una volta dai nostri
incarichi, competenze trasmesse. In sostanza, scaffali esce una vera e propria testimonianza
il volume fornisce il piano strategico dell’intero dell’ampio comparto di persone competenti
Paese riguardo all’educazione nei primi anni e appassionate che, appena finita la guerra,
Cinquanta; il tutto diviso per città. E così, il ebbero il compito di formare le future
nome del Prof. Cesare Grassetti si rintraccia generazioni al mondo “moderno” (un mondo
facilmente tra i professori ordinari della Facoltà fatto di benessere, ma anche di sfide difficili)
di Giurisprudenza dell’Università di Milano, che di lì a poco si sarebbe presentato.
come cattedratico di Diritto del Lavoro. Nello Sfogliando il volume, la sensazione è che a
stesso anno, tra i suoi colleghi della Facoltà di scorrere sotto gli occhi sia l’elenco dei nomi di
Lettere si leggono i nomi di Luigi Castiglioni, chi ha davvero “fatto l’Italia”.

13
RASSEGNA STAMPA & EVENTI

IL DIES A QUO DELL'AZIONE DI RISARCIMENTO DEL "DANNO DIFFERENZIALE" DA MALATTIA PROFESSIONALE →


Diritto 24 | a cura di Tommaso Targa

IL DIVIETO DEL LICENZIAMENTO (RITORSIVO) PER IL LAVORATORE CHE RIFIUTA IL MUTAMENTO DELLA FASCIA ORARIA
DEL PART-TIME →
Diritto 24 | a cura di Tommaso Targa

ANCORA MODIFICHE INERENTI L'OBBLIGO DELLE S.R.L. DI DOTARSI DI ORGANI DI CONTROLLO, CONSEGUENZE PER I PIÙ
DILIGENTI →
Diritto 24 | di Vittorio Provera

CONTRIBUTI INPS, GESTIONE SEPARATA: LA PRESCRIZIONE DECORRE DALLA SCADENZA DEL TERMINE PER IL
VERSAMENTO →
Diritto 24 | commento di Barbara Fumai

IL PATTO DI NON CONCORRENZA POST CONTRATTUALE DEVE CONTENERE IL VINCOLO ENTRO DETERMINATI LIMITI DI
OGGETTO, DI TEMPO E DI LUOGO →
Diritto 24 | a cura di Tommaso Targa

RESPONSABILITÀ SOLIDALE DEL COMMITTENTE PER I CONTRIBUTI OMESSI DALL'APPALTATORE: NON OPERA NEI
CONFRONTI DELL'INPS IL TERMINE DECADENZIALE DI DUE ANNI DALLA SCADENZA DELL'APPALTO →
Diritto 24 | a cura di Enrico Vella

LICENZIAMENTI SENZA CRISI – MOTIVI ECONOMICI ANCHE CON BILANCI IN ATTIVO →


Italia Oggi | di Vittorio Provera

IMPRESA DIGITALE, NUOVE NORME PER LA COSTITUZIONE ON LINE DI SOCIETÀ →


Diritto 24 | di Vittorio Provera

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