Sei sulla pagina 1di 12

NEWSLETTER

N° 141 | GENNAIO 2020

APPROFONDIMENTI

LE NOSTRE
SENTENZE

MASSIMARIO DI
GIURISPRUDENZA
CIVILE

BIBLIOTECA

RASSEGNA
STAMPA
& EVENTI

CONTATTI
APPROFONDIMENTI

Corsi e ricorsi nella disciplina delle collaborazioni.


Una storia infinita
di Tommaso Targa

Tanto la giurisprudenza, di legittimità e di viene svolta. E se il criterio della soggezione


merito, quanto la dottrina, da ormai molti alle direttive non è sufficiente a qualificare
anni si affannano nel tentativo di ricostruire il rapporto, la giurisprudenza ha individuato
a livello sistematico i confini di quella “zona numerosi criteri accessori, finalizzati a con-
grigia” del diritto del lavoro, rappresenta- sentire una valutazione, talvolta equitativa,
ta dalle collaborazioni. Uno sforzo interpre- del caso concreto: la volontà delle parti, la ri-
tativo che ha fatto i conti, sin da quando il gidità di orario e retribuzione, l’assenza di ri-
legislatore ha introdotto le prime norme in schio di impresa, la proprietà degli strumenti
materia (prima in ambito processuale e pre- di lavoro, l’obbligo di esclusiva.
videnziale, poi sostanziale), con il ciclico mu-
tare delle disposizioni di riferimento. Così fino a che, nel tentativo di porre un fre-
no a un uso improprio e disinvolto del lavo-
Inizialmente, quando ancora mancava una ro parasubordinato, è sopraggiunto il lavoro
normativa specifica, l’ambito del lavoro pa- a progetto. Nella disciplina di tale forma di
rasubordinato veniva individuato a contrario, rapporto di collaborazione, contenuta nella
partendo dalla definizione di subordinazione “riforma Biagi”, il legislatore ha posto l’accen-
ex art. 2094 cod. civ.. In assenza di eterodire- to sul fatto che l’obbligazione del prestatore
zione, intesa come soggezione al potere con- d’opera non è di mezzi, bensì di risultato. Le
formativo, gerarchico e disciplinare del dato- intenzioni erano le migliori, eppure la nor-
re di lavoro, la prestazione lavorativa poteva mativa sul lavoro a progetto, nella sua appli-
essere ritenuta di natura autonoma. Se poi cazione pratica, da un lato ha esasperato i
tale prestazione comportava uno stabile rap- dubbi degli interpreti; dall’altro, proprio per
porto di collaborazione con il committente, queste incertezze interpretative e per gli al-
ed un certo grado di coordinazione da parte talenanti orientamenti della giurisprudenza,
di quest’ultimo, allora ci si trovava di fronte ha portato alla sostanziale estinzione di un
alla collaborazione coordinata e continuati- istituto, quello del lavoro parasubordinato,
va, la terza via, a metà strada tra lavoro di- a cui invece – nelle intenzioni del legislatore
pendente e lavoro autonomo. dell’epoca - avrebbe voluto dare nuovo slan-
cio. Non era chiaro cosa fosse esattamente
Tutta la giurisprudenza formatasi negli anni “il progetto o programma di lavoro o fase di
’80 e ’90 richiamava il principio, ripetuto esso” che avrebbe dovuto fungere da spar-
quasi come un mantra dalla Cassazione, se- tiacque tra le collaborazioni genuine e quelle
condo cui qualsiasi attività umana può esse- truffaldine. Ancor meno chiare erano le con-
re svolta in regime di subordinazione o au- seguenze dell’assenza del progetto: nella giu-
tonomia: la differenza non la fa il contenuto risprudenza poi divenuta prevalente, l’assen-
della prestazione, bensì la modalità con cui za del progetto comportava una presunzione

2
APPROFONDIMENTI

assoluta di subordinazione, con conversione Fatto sta che anche quest’ultimo tentativo di
ipso iure della collaborazione in rapporto di stabilire uno spartiacque tra subordinazione
lavoro subordinato a tempo indeterminato. e collaborazione ha avuto vita breve, forse
perché ci si è accorti che rischiava di pregiu-
Eppure, la disciplina del lavoro a progetto, così dicare le tutele di una categoria di collabora-
come integrata da successivi interventi nor- tori divenuta emblematica, quella dei riders
mativi, da ultimo la “legge Fornero”, conteneva e dei platform workers.
anche innovative forme di tutela per il collabo-
ratore. Ad esempio, il compenso non inferiore Così siamo giunti all’ennesimo recente inter-
ai minimi retributivi previsti dal CCNL (una an- vento normativo della L. 2 novembre 2019 n.
ticipazione del salario minimo); limitazioni alla 128 che ha modificato l’art. 2 del D.Lgs. 81/2015.
facoltà di recesso ante tempus; tutele in ipo- Il primo comma ha subito due interventi: i) è
tesi di gravidanza, malattia e infortunio; equo stato sostituito l’avverbio “esclusivamente” con
premio in ipotesi di invenzioni industriali. “prevalentemente” con riferimento alla natura
personale della prestazione svolta dal collabo-
Sennonché, nell’ambito del complessivo in- ratore; ii) è stato rimosso l’inciso “anche con
tervento riformatore del 2015 battezzato “jobs riferimento ai tempi e ai luoghi di lavoro”, lad-
act”, il lavoro a progetto è andato in pensio- dove la precedente formulazione della norma
ne, per fare posto alla nuova disciplina delle sulle collaborazioni - come si è detto - indivi-
collaborazioni, molto più sintetica delle pre- duava tale modalità di etero organizzazione
cedenti norme della legge Biagi, contenuta della prestazione lavorativa quale aspetto de-
all’art.2 del d.lgs. 81/2015. Anche questa volta cisivo nella qualificazione del rapporto.
il legislatore ha cercato di valorizzare un cri-
terio interpretativo a cui affidare il compito di È evidente che il legislatore, escludendo il ri-
faro nella nebbia. Prima c’era il progetto. Nel ferimento espresso ai collaboratori che pre-
jobs act è stato, invece, posto l’accento sul stano la propria attività all’interno della sede
luogo e tempo della prestazione lavorativa: la del committente e/o in fasce orarie stabilite
collaborazione non può essere genuina se la da quest’ultimo, ha voluto allargare la platea
prestazione si svolge stabilmente all’interno dei destinatari della tutela. Tale intento è an-
della sede del committente, e se quest’ulti- cor più palese laddove, sostituendo l’avverbio
mo determina i tempi della prestazione. Per “esclusivamente” con “prevalentemente”, il
la verità, questa centralità del criterio del luo- legislatore ha consentito la riqualificazione
go della prestazione non sembra poi così mo- come lavoro subordinato di prestazioni che
derna, in un mondo in cui si possono ricevere si svolgono in team, o addirittura avvalendosi
stringenti direttive con i moderni strumenti del “subappalto” di talune specifiche attività.
tecnologici, anche restando seduti sul divano
di casa. E in cui, all’interno delle aziende, ora- Fatto sta che il recente restiling dell’art. 2 del
mai la forza lavoro è sempre più liquida: tra d.lgs. 81/2015 sembra aver riportato indietro
dipendenti veri e propri, personale in distacco, le lancette dell'orologio. L'attuale disciplina
lavoratori somministrati, liberi professionisti. delle collaborazioni, essendo stato espunto
Insomma, non è detto che chiunque stia in l'accento su uno dei tanti indici rivelatori di
ufficio sia un dipendente; e nemmeno è det- subordinazione a cui il jobs act aveva voluto
to che uno non possa essere subordinato solo dare rilevanza, restituisce all'interprete la li-
perché svolge la propria prestazione lavorativa bertà di valutare la sussistenza della subordi-
al di fuori di tale ufficio. nazione, partendo dalla soggezione al potere

3
APPROFONDIMENTI

direttivo del lavoratore, e potendo poi consi- denza vorrà adottare nell'applicare i propri
derare ogni altro elemento rilevante nel caso consolidati criteri, potremo assistere a un
concreto, tra quelli che la giurisprudenza ne- risorgimento dell'istituto delle collaborazio-
gli ultimi decenni ha individuato quali ele- ni, con l'auspicio di non ritornare ai tempi in
menti accessori nell'ambito della qualifica- cui di esse si faceva abuso. Oppure potreb-
zione del rapporto. Specularmente, mentre be verificarsi l’opposto: le aziende, esaspe-
con la vecchia versione dell'art. 2 l'attenzione rate dai continui interventi normativi e dal-
era puntata sulla sede e il luogo della presta- la conseguente incertezza, saranno indotte
zione, per cui i committenti che avevano col- ad abbandonare l'utilizzo dell'istituto, tanto
laboratori operanti dall'esterno dell'azienda più che il medesimo non è nemmeno conve-
si sentivano in qualche modo graziati, ades- niente sotto il profilo dell'incidenza dei costi
so questo aspetto non può costituire un alibi fiscali e contributivi.
per giustificare collaborazioni non genuine.
Considerato il trattamento fiscale benevolo
È prevedibile che, valorizzando la libertà di cui beneficiano le partite IVA, è plausibile
dell'interprete, senza più presunzioni legali, che azienda e lavoratore, qualora decidesse-
aumenteranno anche l’alea dei giudizi e le ro di optare per un regime di lavoro autono-
oscillazioni della giurisprudenza. mo, con conseguenti reciproci rischi e limiti,
cercheranno perlomeno di massimizzare il
Per avere un assaggio di quello che potreb- vantaggio derivante dalla flat tax. Con l'au-
be essere lo scenario dei prossimi anni, ba- spicio che prima o poi, finalmente, il legisla-
sta leggere le più recenti sentenze sul tema. tore intervenga anche sul cuneo fiscale del
Nel caso Foodora, la Corte d’Appello di Tori- lavoro subordinato.
no (sentenza 4 febbraio 2019 n. 26) ha ricon-
dotto il rapporto dei fattorini alla disciplina
del lavoro dipendente, escludendo la sussi-
stenza di subordinazione ma accertando la
Il socio e amministratore di
collaborazione coordinata. Ha riconosciuto il s.r.l.s. non risponde per la
diritto al trattamento retributivo previsto dal
CCNL di settore, negando quello al ripristi-
sottocapitalizzazione della
no del rapporto di lavoro (perché i contratti società
erano a termine e sono cessati alla naturale
scadenza). Qualche mese più tardi, invece, il Di Vittorio Provera
Tribunale di Roma (sentenza 6 maggio 2019,
n. 4243) ha dato ragione ad un call center, Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 11105
escludendo la natura subordinata del rap- del 3 dicembre 2019, ha respinto le doman-
porto dei collaboratori in ragione dell’elasti- de formulate da un creditore sociale verso il
cità dell’orario di lavoro. socio ed amministratore di una S.r.l. sempli-
ficata ( s.r.l.s.) - con capitale sociale di 2.000
È altrettanto probabile che, in assenza di pa- euro- per pretesa responsabilità correlata
rametri normativi, sarà necessario attingere alla manifesta sottocapitalizzazione della so-
al diritto vivente costituito dalla giurispru- cietà, con impossibilità della stessa di adem-
denza negli ultimi decenni. piere agli obblighi contrattuali. La pronuncia
ha attestato - innanzitutto - che la funzione
A seconda della rigidità che la giurispru- di garanzia dei creditori sociali svolta dal

4
APPROFONDIMENTI

capitale sociale delle s.r.l. è stata indebolita E ancora, per il Tribunale, neppure può es-
con le riforme del 2012 e del 2013, che hanno sere imputata alla convenuta (in qualità di
consentito la costituzione di s.r.l.s. con capi- amministratore unico della s.r.l.s.) una re-
tale simbolico (introdotta al fine di diminuire sponsabilità ex artt. 2394 e 2476 cod. civ.
tempi e costi e seguendo uno schema mini- 6 co. Cod. Civ., per aver portato avanti l’at-
steriale standard). tività nonostante questa fosse in perdita,
compromettendo l’integrità del patrimonio
I Giudici di Milano hanno altresì precisato sociale e pur essendo emersa l’insufficienza
che, in base alla normativa vigente, la s.r.l.s del medesimo a soddisfare i creditori sociali.
è una semplice variante della s.r.l. , pertanto In argomento, la sentenza ha precisato che
vige il principio cardine secondo cui, per le l’obbligo di conservazione dell’integrità pa-
obbligazioni sociali, risponde la società con trimoniale in capo all’amministratore deve
il suo patrimonio, anche in presenza di so- essere coniugato con la “ fisiologica fatica
cio unico. Da ciò consegue che quest’ultimo ed i connessi rischi che connotano l’avvio di
non può essere chiamato a rispondere, ex una nuova attività imprenditoriale”: a tal fine,
artt. 2043 e 2476, 7 co., Cod. Civ. per i danni occorre far riferimento ai criteri per la veri-
arrecati ai terzi in ragione della semplice ma- fica ex ante dell’attività gestoria, tratti dagli
nifesta sottocapitalizzazione della società; insegnamenti della disciplina aziendalistica
poiché l’insufficienza dei mezzi patrimoniali e basati sulle buone prassi imprenditoriali;
non è di per sé un fatto illecito, in un contesto criteri a cui oggi è riconosciuto il rango di
in cui il legislatore ha incentivato proprio l’u- veri e propri obblighi di legge, con l’introdu-
tilizzo di tale forma societaria per sviluppare zione del secondo comma dell’art. 2086 Cod.
l’iniziativa economica e la nascita di imprese. Civ. (fra cui l’adozione di assetti organizza-
tivi, ammnistrativi e contabili adeguati alla
Diversamente ragionando verrebbe negato natura e dimensioni dell’impresa, nonché
il riconoscimento del beneficio della respon- l’attivazione di uno degli strumenti previsti
sabilità limitata a tali soggetti, cosicche gli per il superamento della crisi e prosecuzione
stessi sarebbero tenuti a rispondere per le dell’attività). Nel caso in esame, il Tribunale
obbligazioni assunte dalla società fino al mo- ha concluso che verso l’operato dell’ammini-
mento in cui non risultino accantonate risor- stratore non dovevano essere mosse censure
se patrimoniali pari ad almeno 10.000 Euro. per violazione di detti obblighi.

5
LE NOSTRE SENTENZE

Giunto il momento di prendere servizio pres-


Legittimo il licenziamento
so l’unità produttiva di destinazione, il lavo-
del lavoratore che si rifiuta ratore distaccato, nondimeno, cominciava ad
di prendere servizio presso assentarsi ingiustificatamente sino a che non
veniva licenziato per assenza ingiustificata e
la sede ove è stato distacca- insubordinazione.
to: inapplicabili le disposi-
Il licenziamento è stato ritenuto legittimo dal
zioni che limitano la facoltà Tribunale di Messina sia nell’ambito della fase
del datore di lavoro di tra- sommaria che di quella di opposizione, svolte
secondo il cosiddetto rito Fornero.
sferire il personale, poiché
il distacco per definizione Nell’ambito della fase di reclamo, il lavora-
tore ha ribadito le proprie doglianze, soste-
è temporaneo, dunque non nendo la pretesa insussistenza delle ragioni
assimilabile al trasferimento organizzative e produttive che hanno indotto
l’azienda a disporre il suo distacco, da lui qua-
(Corte d’Appello di Messina, lificato al pari di un trasferimento, nonché la
sentenza 5 dicembre 2018) persecutorietà della decisione lesiva del di lui
diritto ad assistere un familiare ex l. 104/1992.
Causa seguita da Tommaso Targa
La Corte di Appello di Messina ha rigettato
Conformemente a quanto previsto da un ver- la domanda del lavoratore reclamante, con-
bale di accordo sindacale, un dipendente ve- siderando non persecutorio e giustificato da
niva distaccato presso una unità produttiva effettive ragioni di crisi aziendale il provvedi-
diversa da quella di normale assegnazione e mento datoriale di distacco che, avendo una
provvedeva a controfirmare la relativa comuni- durata espressamente limitata, non era in al-
cazione aziendale “per ricevuta e accettazione”. cun modo assimilabile alla diversa fattispecie
di “trasferimento” e, pertanto, non era sogget-
to agli stessi limiti normativi.

Inoltre, la Corte ha sottolineato che la concre-


tezza delle ragioni datoriali erano conferma-
te dallo stesso verbale di accordo sindacale
che espressamente definiva “problematica” la
piena occupazione del personale in servizio
in quell’unità produttiva, stante una “rallenta-
ta ripresa dell’attività di riparazione e del per-
durare della mancanza di nuove commesse”.

In ordine, invece, alla necessaria assistenza


con continuità di un familiare, è stata invece
appurata dalla Corte l’inapplicabilità al recla-
mante della relativa normativa.

6
LE NOSTRE SENTENZE

dall’art. 21 TUIF. Da parte sua, l’assicuratore


Polizze Unit Linked. Contrat-
sosteneva che il contratto non costituiva uno
to assicurativo o strumento strumento finanziario ma era, invece, una
finanziario? polizza vita sicché gli obblighi informativi
da osservare erano quelli, più blandi, previsti
(Trib. Milano 12 novembre dall’art. 120 d.lgs. n. 209/2005 (Codice delle
2019, n. 10221/19) Assicurazioni). Tali obblighi, nella fattispecie,
erano stati adempiuti dall’agente.
Causa seguita da Bonaventura Minutolo e
Francesco Torniamenti Il Tribunale, accogliendo le difese della com-
pagnia, ha ritenuto - conformandosi alla re-
Il Tribunale di Milano, con la pronuncia in cente giurisprudenza della Cassazione (cfr.
commento, è stato chiamato a decidere se le Cass. n. 6319/2019) - che il contratto mante-
polizze assicurative c.d. “unit linked” (ovvero nesse una funzione assicurativa poiché, an-
le polizze che prevedono il versamento del che se a scadenza non era garantito il recu-
premio in titoli azionari e che non garantisco- pero di tutti i premi versati, la compagnia si
no, a scadenza, il recupero dell’intero capitale era assunta il c.d. “rischio demografico” ob-
investito) siano ordinari contratti di assicura- bligandosi a corrispondere immediatamente
zione ex art. 1882 c.c., oppure strumenti finan- l’intero capitale assicurato in caso di morte
ziari che, in quanto tali, sono sottoposti alla del contraente.
normativa prevista dal d.lgs. n. 58/98 (“TUIF”).
Per quanto sopra, il Giudice ha escluso che la
La differenza non è di poco conto. Infatti, Compagnia fosse tenuta a fornire all’assicu-
qualora alle polizze in oggetto sia attribu- rato, in fase precontrattuale, le informazioni
ita natura finanziaria, l’agente assicurativo dovute nel caso di proposta di acquisito di
dovrà, ai sensi dell’art. 21 TUIF, assolvere a prodotti finanziari.
rigorosi obblighi informativi, sia in fase pre-
contrattuale che in pendenza di contratto.
In particolare, prima di stipulare il contratto,
dovrà assumere le necessarie informazioni
dall’assicurato e accertarne la propensione al
rischio (c.d. “know your customer rule”), pro-
porre allo stesso un investimento adeguato al
suo profilo (c.d “suitability rule”) fornendogli
esaustive nozioni - in modo chiaro e traspa-
rente - sulle caratteristiche dell’investimento.
La violazione dei suddetti obblighi, da parte
dell’intermediario, può condurre anche alla
risoluzione del contratto di investimento per
inadempimento (cfr. Cass. 16/5/2016, n. 9981).

Nel caso di specie, l’attore citava in giudizio


la propria compagnia di assicurazione, chie-
dendo l’annullamento o la risoluzione per
inadempimento di una polizza “unit linked”
poiché l’agente assicurativo non aveva adem-
piuto ai suddetti obblighi informativi previsti

7
MASSIMARIO DI GIURISPRUDENZA CIVILE

spensiva della prescrizione, mentre la tutela


ASSICURAZIONI, LOCAZIONI,
del contraddittorio è assicurata ponendo la
RESPONSABILITA’ parte contro la quale è formulata l'eccezio-
ne nelle condizioni di difendersi deducendo
a cura di Teresa Cofano l'esistenza di eventuali atti rilevanti ex artt.
2941,  2942,  2943 e 2944 c.c. per tutto l'arco
Responsabilità ex art. 2051 c.c. e prevedibi- temporale preso in considerazione dal giudi-
lità del danno ce.
(Corte di Cass. ordinanza 13 gennaio 2020, n.347)
Quanto più la situazione di possibile danno è Cancellazione della Società – responsabilità
suscettibile di essere prevista e superata at- illimitata del liquidatore
(Cass. civile, sentenza 15 gennaio 2020, n.521)
traverso l'adozione da parte del danneggiato
delle cautele normalmente attese e prevedi- In tema di responsabilità del liquidatore nei
bili in rapporto alle circostanze, tanto più in- confronti dei creditori sociali rimasti insod-
cidente deve considerarsi l'efficienza causale disfatti dopo la cancellazione della società,
del comportamento imprudente del mede- ex art. 2495 c.c. comma 2, il conseguimento,
simo nel dinamismo causale del danno, fino nel bilancio finale di liquidazione, di un az-
a rendere possibile che detto comportamen- zeramento della massa attiva non in grado di
to interrompa il nesso eziologico tra fatto ed soddisfare un credito non appostato nel bi-
evento dannoso, quando sia da escludere che lancio finale di liquidazione, ma comunque
lo stesso comportamento costituisca un'eve- provato quanto alla sua sussistenza già nella
nienza ragionevole o accettabile secondo un fase di liquidazione, è fonte di responsabili-
criterio probabilistico di regolarità causale, tà illimitata del liquidatore verso il creditore
connotandosi, invece, per l'esclusiva efficien- pretermesso, qualora sia allegato e dimostra-
za causale nella produzione del sinistro. to che la gestione operata dal liquidatore evi-
denzi l'esecuzione di pagamenti in spregio
Corrispondenza tra chiesto e pronunciato del principio della par conditio creditorum,
(Cass. civile, sentenza 21 gennaio 2020, n.1149)
nel rispetto delle cause legittime di prelazio-
Non viola il principio dispositivo di cui all'art. ne ex art. 2741 c.c., comma 2. Pertanto, ove
2938 c.c., né quello di corrispondenza tra il il patrimonio si sia rivelato insufficiente per
chiesto ed il pronunciato di cui all'art. 112 soddisfare alcuni creditori sociali, il liquida-
c.p.c., la decisione del giudice di merito che tore, per liberarsi dalla responsabilità su di lui
accolga l'eccezione di prescrizione ordinaria gravante in riferimento al dovere di svolgere
del diritto azionato sulla base di una ragione un' ordinata gestione liquidatoria del patri-
giuridica diversa da quella prospettata dalla monio sociale destinato al pagamento dei
parte che ha formulato l'eccezione (ad esem- debiti sociali, ha l'onere di allegare e dimo-
pio, ritenendo che un determinato atto sia strare che l'intervenuto azzeramento della
privo di efficacia interruttiva). Infatti, in base massa attiva tramite il pagamento dei debiti
al principio iura novit curia, spetta al giudice sociali non è riferibile a una condotta assun-
individuare gli effetti giuridici dei singoli atti ta in danno del diritto del singolo creditore
indicati dalle parti, attribuendo o negando di ricevere uguale trattamento rispetto ad al-
a ciascuno di essi efficacia interruttiva o so- tri creditori, salve le cause legittime di prela-
zione ex art. 2741, c.c..

8
BIBLIOTECA T&P

Questione romana
A cura della Redazione Biblioteca

Forse oggi, quando si parla di “Questione ro-


mana”, la nostra mente è subito indirizzata
– potenza dei media – alla situazione difficile
in cui versa la capitale, tra buche nelle strade,
scandali amministrativi, problemi di spazza-
tura e chi più ne ha più ne metta. In realtà,
come è noto a tutti, la “Questione romana” è
ben altra cosa: con le varie annessioni del 1859
e del 1860 e l’avvio del processo che avrebbe
portato alla nascita dello Stato unitario italia-
no, si poneva l’interrogativo su come gestire
la sovranità su Roma e il problema, di seco-
lare dibattito, del potere temporale dei Papi.
Dopo l’annessione di Roma, la Santa Sede si
trovava infatti senza Stato e il Papa, allora Pio
IX, non poteva accettare nessuna proposta
di conciliazione: non quella di Cavour, non
quelle dei suoi successori. Ci volle Garibaldi
che, con la presa di Roma del 20 settembre
1870, pose fine a ogni imbarazzo, entrando in
città e facendo così evaporare qualsiasi ten-
tativo di composizione pacifica. La famosa
Legge delle Guarentigie del 1871, promulgata
unilateralmente dal Regno d’Italia, regolava
i rapporti Stato/Chiesa, ma non venne accet-
tata da Pio IX che, in tutta risposta, emanò
il suo non expedit con cui proibì ai Cattolici
la partecipazione alla vita politica dello Stato
italiano, marchiato come usurpatore e occu-
pante illegittimo della Santa Sede.

9
BIBLIOTECA

Ed è altrettanto noto come questa situazio- scorsi al Parlamento di Mussolini, prodotto


ne, in un contesto di forti spinte contrapposte della retorica fascista, stampati dalla Libreria
e interessi politici abilmente calcolati, venne del Littorio e da lui stesso sottoscritti (Roma
ufficialmente superata con i Patti Latera- 1929). Purtroppo la pagina anteriore della co-
nensi, firmati l’11 febbraio 1929 da Mussolini pertina editoriale è andata perduta (e con lei
e dal Cardinale Gasparri. Nel maggio dello l’ex libris del Prof. Grassetti), ma l’interno del
stesso anno il Duce andava in Parlamento a volume è integro e si può leggere la lunga in-
illustrare tali accordi, da ratificare da parte troduzione storica, che precede le veementi
di deputati e senatori. Nella nostra Bibliote- esortazioni di voto che Mussolini sottopose al
ca di Studio è conservata una copia dei Di- Parlamento fascista.

10
RASSEGNA STAMPA & EVENTI

CODICI ETICI: IL SUPPORTO DELLE ONG →


Avvenire | di Vittorio Provera – Trifirò & Partners Avvocati

QUANDO IN AZIENDA L'AMORE È VIETATO →


Milano Finanza | di Vittorio Provera – Trifirò & Partners Avvocati

CORSI E RICORSI NELLA DISCIPLINA DELLE COLLABORAZIONI. UNA STORIA INFINITA →


Diritto24 – Il Sole 24 Ore | di Tommaso Targa e Leonardo Calella – Trifirò & Partners Avvocati

IL TERMINE DI DECADENZA DI CUI ALL'ART. 32 DEL "COLLEGATO LAVORO" SI APPLICA ANCHE ALLA SOMMINISTRAZIONE →
Diritto24 – Il Sole 24 Ore | di Tommaso Targa – Trifirò & Partners Avvocati

POLIZZE UNIT LINKED CONTRATTO ASSICURATIVO O STRUMENTO FINANZIARIO? →


Diritto24 – Il Sole 24 Ore | di Bonaventura Minutolo e Francesco Tornamenti – Trifirò & Partners Avvocati

11
CONTATTI ROMA

MILANO
Piazza Giuseppe Mazzini, 27
00195
Tel.: + 39 06 3204744; + 39 06 37351176
Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052;
+39 06 36000362

Via San Barnaba, 32


20122 TRENTO
Tel.: + 39 02 55 00 11
Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052;
+39 02 55 013 295

TORINO
Via Galileo Galilei, 24
38122
Tel.: + 39 0461 26 06 37
Fax.: + 39 0461 26 44 41

Via Raimondo Montecuccoli, 9 BERGAMO


10121
Tel.: + 39 011 53 06 15
Fax.: + 39 011 51 19 137

PARMA
Via San Lazzaro, 46
24122
Tel.: +39 035 0041661
Fax.: +39 035 19837161

Strada XXII Luglio, 15


43121 PADOVA
Tel.: + 39 0521 23 94 65
Fax.: + 39 0521 23 0724

Contatti Online Passeggiata Conciapelli n. 6


Sito web: www.trifiro.info 35137
Indirizzo email: trifiro.partners@trifiro.it Tel.: + 39 02 55 00 11
LinkedIn: Trifirò & Partners Avvocati Fax.: + 39 02 54 60 391; + 39 02 55 185 052;
Twitter: @TrifiroPartners +39 02 55 013 295

12