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Argomenti trattati

  • prove di laboratorio,
  • categorie di legname,
  • classificazione meccanica,
  • classificazione a vista,
  • tipologie di legname,
  • resistenza legno,
  • campionamento legno,
  • legno lamellare,
  • valori caratteristici,
  • certificato di conformità
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  • classificazione meccanica,
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  • resistenza legno,
  • campionamento legno,
  • legno lamellare,
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  • certificato di conformità

Filename UNI1103502_2003_EIT.

pdf
NRIF AA018898
filename2 UNI1103502
UNI 11035-2:2003 - 01-02-2003 - Legno strutturale - Regole per la classificazione a vista secondo la resistenza e i valori caratteristici per tipi di legname strutturale italiani
IDcompl

ITEM3 LEGNO

NORMA TECNICA UNI 11035-2:2003


DATA 01/02/2003
AUTORI LEGNO

TITOLO Legno strutturale - Regole per la classificazione a vista secondo la resistenza e i valori
caratteristici per tipi di legname strutturale italiani
Structural timber - Visual strength grading rules and characteristics values for italian
structural timber population

SOMMARIO La norma identifica i più comuni tipi di legname strutturale italiani e, per ciascuno di
essi, indica regole da adottare per effettuarne la classificazione a vista secondo la
resistenza facendo riferimento anche alle prescrizioni generali riportate nella UNI
11035-1. Mediante la classificazione i singoli segati accettabili sono assegnati a
opportune categorie, a ognuna delle quali sono associati valori caratteristici di massa
volumica, resistenze e moduli di elasticità.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 79.040


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10D07

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA

STATO DI VALIDITA' In vigore

RIFERIMENTI NAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 11
PREZZO EURO Non Soci 32,00 Euro - Soci 16,00 Euro
Legno strutturale
NORMA ITALIANA Regole per la classificazione a vista secondo la UNI 11035-2
resistenza e i valori caratteristici per tipi di legname
strutturale italiani
FEBBRAIO 2003

Structural timber
Visual strength grading rules and characteristics values for italian
structural timber population

CLASSIFICAZIONE ICS 79.040

SOMMARIO La norma identifica i più comuni tipi di legname strutturale italiani e, per
ciascuno di essi, indica regole da adottare per effettuarne la classifica-
zione a vista secondo la resistenza facendo riferimento anche alle prescri-
zioni generali riportate nella UNI 11035-1.
Mediante la classificazione i singoli segati accettabili sono assegnati a
opportune categorie, a ognuna delle quali sono associati valori caratteri-
stici di massa volumica, resistenze e moduli di elasticità.

RELAZIONI NAZIONALI La presente norma, unitamente alla UNI 11035-1, sostituisce la UNI 8198:1981.

RELAZIONI INTERNAZIONALI

ORGANO COMPETENTE Commissione "Legno"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 13 dicembre 2002

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 5 UNI 11035-2:2003 Pagina I


PREMESSA
La presente norma è stata elaborata dalla Commissione "Legno"
dell’UNI, nell’ambito del Gruppo di lavoro "Legno strutturale".
La Commissione Centrale Tecnica dell’UNI ha dato la sua approva-
zione il 21 novembre 2002.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina II


INDICE

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI E DEFINIZIONI 2

4 PRESCRIZIONI GENERALI 2

5 REGOLE DI CLASSIFICAZIONE E VALORI CARATTERISTICI 2


5.1 Modalità di esecuzione della classificazione a vista .............................................................. 2
5.2 Scelta delle regole di classificazione e dei profili di valori caratteristici
appropriati .................................................................................................................................................... 2
5.3 Prospetti relativi alle regole di classificazione a vista secondo la resistenza
meccanica e ai valori caratteristici per tipi di legname italiani ......................................... 3
prospetto 1 Regole di classificazione da adottare per i diversi tipi di legname italiani di Conifera e di
Latifoglia .......................................................................................................................................................... 3
prospetto 2 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Conifera
corrispondenti alla definizione "Conifere 1" del prospetto 1........................................................... 4
prospetto 3 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Conifera
corrispondenti alla definizione "Conifere 2" del prospetto 1 ........................................................ 5
prospetto 4 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Latifoglia
corrispondenti alla definizione "Latifoglie" del prospetto 1 ............................................................ 6
prospetto 5 Valori caratteristici per i tipi di legname considerati nella presente norma ............................... 7

6 MARCATURA E CERTIFICATO DI CONFORMITÀ 8

APPENDICE A PROCEDURA PER LA DEFINIZIONE DI NUOVI TIPI DI LEGNAME E PER


(normativa) L’ASSEGNAZIONE DI VALORI CARATTERISTICI DI RESISTENZA
CONFORMI ALLA PRESENTE NORMA 9
A.1 Generalità..................................................................................................................................................... 9
A.2 Procedura..................................................................................................................................................... 9
prospetto A.1 Schema della procedura descritta nell’appendice A (normativa) per la definizione di
nuovi tipi di legname e per l’assegnazione dei relativi valori caratteristici ............................ 11

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina III


UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina IV
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente norma identifica i più comuni tipi di legname strutturale italiani e, per ciascuno
di essi, indica regole da adottare per effettuarne la classificazione a vista secondo la
resistenza facendo riferimento anche alle definizioni e prescrizioni generali riportate nella
UNI 11035-1.
Mediante la classificazione i singoli segati accettabili sono assegnati a opportune
categorie, a ognuna delle quali sono associati valori caratteristici di massa volumica,
resistenze e moduli di elasticità.
Le sigle delle singole categorie, anch’esse riportate nel seguito, sono strutturate in modo
da identificare univocamente ciascun tipo di legname strutturale italiano definito in base
alla presente norma.
Le prescrizioni contenute nel presente documento si applicano ai tipi di legname strut-
turale elencati nel prospetto 1.
Nota Le prescrizioni possono essere estese ad altri tipi di legname applicando la procedura riportata nell’appendice A
(normativa).
Le prescrizioni non possono essere estese a prodotti a base di legno quali per esempio
elementi strutturali di legno lamellare incollato oppure LVL strutturale, o altri.
La presente norma può essere applicata a elementi lignei già in opera, purché siano
soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
- l’elemento in opera deve appartenere a uno dei tipi di legname previsti nella
presente norma;
- la visibilità e l’accessibilità dell’elemento deve essere estesa ad almeno tre facce e a
una delle due testate;
- le regole di classificazione devono essere applicate alla parte resistente
dell’elemento, ottenuta defalcando dell’elemento reale tutte le zone degradate da
funghi e insetti e pertanto non più collaboranti.
Nota La presente norma di classificazione può consentire soltanto di assegnare l'elemento in opera a una delle
categorie da essa specificate, oppure di dichiarare che esso non risulta classificabile tramite la norma stessa.
La non classificabilità dell'elemento in opera tramite la presente norma non è condizione sufficiente ad
attestarne la non idoneità statica. Tale giudizio negativo richiede infatti ulteriori criteri di valutazione compren-
denti almeno l'analisi strutturale e lo studio delle condizioni ambientali e di rischio biologico.
La presente norma soddisfa tutti i requisiti previsti dalla UNI EN 518 per le regole di classi-
ficazione a vista secondo la resistenza.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
UNI 2853 Nomenclatura delle specie legnose che vegetano spontanee in
Italia
UNI 2854 Nomenclatura delle specie legnose esotiche coltivate in Italia
UNI 11035-1 Legno strutturale - Classificazione a vista di legnami italiani
secondo la resistenza meccanica: terminologia e misurazione
delle caratteristiche
UNI EN 338 Legno strutturale - Classi di resistenza
UNI EN 384 Legno strutturale - Determinazione dei valori caratteristici delle
proprietà meccaniche e della massa volumica
UNI EN 408 Strutture di legno - Legno massiccio e legno lamellare incollato -
Determinazione di alcune proprietà fisiche e meccaniche
UNI EN 518 Legno strutturale - Classificazione - Requisiti per le norme di
classificazione a vista secondo la resistenza

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 1


3 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano le definizioni fornite nella UNI 11035-1.

4 PRESCRIZIONI GENERALI
L'applicazione delle regole di seguito illustrate deve avvenire tenendo conto anche di tutte
le prescrizioni riportate nella UNI 11035-1.
I segati classificati a vista sono assegnabili a una determinata categoria solo se soddi-
sfano tutti i requisiti previsti per quella categoria. Se il segato non rientra in nessuna delle
categorie previste, deve essere scartato in quanto "non classificabile".

5 REGOLE DI CLASSIFICAZIONE E VALORI CARATTERISTICI

5.1 Modalità di esecuzione della classificazione a vista


La classificazione visuale deve essere condotta con le modalità seguenti:
a) esame a vista di tutte le facce e delle testate di ciascun segato;
b) applicazione a tutte le sezioni del segato di tutti i criteri di classificazione previsti dal
prospetto;
c) assegnazione del segato alla categoria peggiore fra quelle ottenute in b);
d) se il segato non rientra nella categoria minima anche per uno soltanto dei criteri di
classificazione, deve essere scartato in quanto "non classificabile".

5.2 Scelta delle regole di classificazione e dei profili di valori caratteristici appropriati
La classificazione di segati di una delle combinazioni specie/provenienza deve essere
condotta adottando la regola di classificazione prevista nel prospetto 1.
Tale prospetto indica:
- la combinazione specie/provenienza;
- la sigla di identificazione del materiale;
- la regola di classificazione appropriata (sono previste due distinte regole per le
Conifere e una sola regola riservata alle Latifoglie, da individuare fra quelle riportate
nei prospetti da 2 a 4);
- la categoria cui ciascun segato, una volta classificato, può essere assegnato; il
numero delle categorie varia a seconda della maggiore o minore efficienza con cui le
regole possono classificare le diverse combinazioni specie / provenienza;
- il relativo profilo resistente riportato nel prospetto 5, dal quale si possono desumere
i valori caratteristici di resistenza, rigidezza e massa volumica per ciascun tipo di
legname; questi valori sono ricavati conformemente alla UNI EN 384.
Nota La presente norma non include tabelle di assegnazione dei tipi di legname alle Classi di resistenza
riportate nella UNI EN 338. Questa scelta:
- è consentita dalla non obbligatorietà del sistema delle classi di resistenza;
- è opportuna, dato che i profili resistenti dei tipi di legname strutturale italiani sono riconducibili al
sistema delle classi di resistenza solo a prezzo di una significativa penalizzazione delle loro
effettive prestazioni. Il sistema delle classi di resistenza è infatti calibrato sulle caratteristiche delle
provenienze del Centro e del Nord Europa, più pesanti di quelle italiane a parità di resistenza e
rigidezza).

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 2


5.3 Prospetti relativi alle regole di classificazione a vista secondo la resistenza meccanica
e ai valori caratteristici per tipi di legname italiani

prospetto 1 Regole di classificazione da adottare per i diversi tipi di legname italiani di Conifera e di Latifoglia

Specie/Provenienza Sigla Regola di classificazione da adottare Categoria


Conifere
Abete1) / Nord9) A/N "Conifere 1" S1
S2
S3
1) 10)
Abete / Centro Sud A/C "Conifere 1" S1
S2
S3
4) 9)
Larice / Nord L/N "Conifere 1" S1
S2
S3
2)
Douglasia / Italia D/I "Conifere 2" S1
S2/S3
7)
Altre conifere / Italia CON/I "Conifere 1" S1
S2
S3
Latifoglie
Castagno3) / Italia C/I "Latifoglie" S
5)
Querce caducifoglie / Italia Q/I "Latifoglie" S
6)
Pioppo e Ontano / Italia P/I "Latifoglie" S
8)
Altre latifoglie / Italia LAT/I "Latifoglie" S
1) Comprende, senza distinzione, l’A. bianco (Abies alba Mill.) e l’A. rosso (Picea abies Karst.).
2) Varietà coltivate in Italia di Pseudotsuga menziesii (Mirb.) Franco.
3) Varietà da legno, governate a ceduo o ad alto fusto, di Castanea sativa Mill.
4) Larix decidua Mill.
5) Comprende, senza distinzione, la Rovere (Quercus petraea Liebl.), la Farnia (Q. robur L.), la Roverella (Q. pubescens Willd.) e il Cerro (Q. cerris L.).
6) Comprende il Pioppo bianco (sinonimo: Gattice) (Populus alba L.) e l’Ontano (Alnus incana Willd. e A. glutinosa Gaertn.). Non include i vari cloni di
Pioppo ibrido (Populus x euramericana (Dode) Guinier).
7) Segati di conifere italiane appartenenti ad altre combinazioni specie/provenienza. Si applica principalmente ai segati di Pino silvestre (Pinus sylve-
stris L.), P. silano (P. laricio Poir.), P. nero (P. nigra Arn.), P. marittimo (P pinaster Sol.), P. domestico (P. pinea L.), P. strobo (P. strobus L.), nonché ai
segati di Cipresso (Cupressus sempervirens L.) e di Cedro (Cedrus spp.) di provenienza italiana.
8) Comprende il Faggio (Fagus sylvatica L.), la Robinia (Robinia pseudoacacia L.), il Frassino (Fraxinus excelsior L.) e l’Olmo (Ulmus campestris L.).
9) Comprende le regioni alpina e dolomitica.
10) Comprende la regione appenninica peninsulare e le Isole.

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 3


prospetto 2 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Conifera corrispondenti alla
definizione "Conifere 1" del prospetto 1

"Conifere 1"

Criteri per la classificazione Categorie

S1 S2 S3
Smussi 1)
s ≤ 1/8 s ≤ 1/3 s ≤ 1/2
e comunque ciascun lato della e comunque ciascun lato della e comunque ciascun lato della
sezione, per almeno 2/3, non deve sezione, per almeno 1/3, non deve sezione, per almeno 1/4, non deve
essere interessato da smussi essere interessato da smussi essere interessato da smussi
Nodi singoli2) A ≤ 1/5 A ≤ 2/5 A ≤ 3/5
e comunque d < 50 mm e comunque d < 70 mm

Nodi raggruppati3) Ag ≤ 2/5 Ag ≤ 2/3 Ag ≤ 3/4


Ampiezza anelli ≤6 mm nessuna limitazione
Inclinazione fibratura ≤1:14 ≤1:8 ≤1:6
Fessurazioni:
- da ritiro ammesse, se non passanti ammesse senza limitazioni
- cipollatura non ammessa ammessa con limitazioni4)
- da fulmine, gelo, lesioni non ammesse non ammesse
Degrado da funghi:
- azzurramento ammesso
- carie bruna e bianca non ammesse
Legno di compressione fino a 1/5 della superficie o della fino a 2/5 della superficie o della fino a 3/5 della superficie o della
sezione sezione sezione
Attacchi di insetti non ammessi ammessi con limitazioni5)
Vischio non ammesso
Deformazioni:
- Arcuatura 10 mm ogni 2 m di lunghezza 20 mm ogni 2 m di lunghezza
- Falcatura 8 mm ogni 2 m di lunghezza 12 mm ogni 2 m di lunghezza
- Svergolamento 1 mm ogni 25 mm di larghezza 2 mm ogni 25 mm di larghezza
- Imbarcamento nessuna restrizione nessuna restrizione
1) s è il rapporto fra la dimensione obliqua dello smusso e il lato maggiore della sezione.
2) Si considera il nodo più grande del segato, e il rapporto A fra il suo diametro minimo d e la larghezza della faccia su cui tale diametro viene misurato.
3) Non considerare questo criterio per Abete/Nord e Larice/Nord. Per le altre combinazioni specie/provenienza considerare il rapporto Ag fra la somma
dei diametri minimi dei nodi compresi in un tratto di 150 mm e la larghezza della faccia su cui compaiono.
4) Generalmente non ammessa; soltanto per Larice/Nord e Abete/Centro Sud la cipollatura è ammessa se rmax < b/3 ed ε < b/6,
dove:
rmax il rapporto fra il raggio massimo della cipollatura e il lato minore b della sezione;
ε l’eccentricità, cioè la distanza massima del midollo rispetto al centro geometrico della sezione.
5) Ammessi solo fori con alone nerastro, oppure fori di Anobidi (purché l’attacco sia sicuramente esaurito) per un max. di 10 fori, distribuiti uniforme-
mente, per metro di lunghezza (somma di tutte e quattro le facce).

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 4


prospetto 3 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Conifera corrispondenti alla
definizione "Conifere 2" del prospetto 1

"Conifere 2"

Criteri per la classificazione Categorie

S1 S2/S3
Smussi 1)
s ≤ 1/8 s ≤ 1/2
e comunque ciascun lato della e comunque ciascun lato della sezione, per almeno 1/2, non deve essere
sezione, per almeno 2/3, non deve interessato da smussi
essere interessato da smussi
Nodi singoli2) A ≤ 1/5 A ≤ 3/5
e comunque d < 50 mm

Nodi raggruppati3) ≤2/5 ≤3/4


Ampiezza anelli nessuna limitazione
Massa volumica ρ > 380 kg/m3
Inclinazione fibratura ≤1:14 ≤1:8
Fessurazioni:
- da ritiro ammesse
- cipollatura non ammessa
- da fulmine, gelo, lesioni non ammesse
Degrado da funghi:
- azzurramento ammesso
- carie bruna e bianca non ammesse
Legno di compressione fino a 1/5 della superficie o della fino a 3/5 della superficie o della sezione
sezione
Attacchi di insetti non ammessi ammessi con limitazioni4)
Vischio non ammesso
Deformazioni:
- Arcuatura 10 mm ogni 2 m di lunghezza
- Falcatura 8 mm ogni 2 m di lunghezza
- Svergolamento 1 mm ogni 25 mm di larghezza
- Imbarcamento nessuna restrizione
1) s è il rapporto fra la dimensione obliqua dello smusso e il lato maggiore della sezione.
2) Si considera il nodo più grande del segato, e il rapporto A fra il suo diametro minimo d e la larghezza della faccia su cui tale diametro viene misurato.
3) Massimo rapporto fra la somma dei diametri dei nodi compresi in un tratto di 150 mm e la larghezza della faccia su cui compaiono.
4) Ammessi solo fori con alone nerastro, oppure fori di Anobidi (purché l’attacco sia sicuramente esaurito) per un max. di 10 fori, distribuiti uniforme-
mente, per metro di lunghezza (somma di tutte e quattro le facce).

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 5


prospetto 4 Regola per la classificazione a vista secondo la resistenza dei segati di Latifoglia corrispondenti alla
definizione "Latifoglie" del prospetto 1

"Latifoglie"

Criteri per la classificazione Categoria unica

S
Smussi 1)
s ≤ 1/4
e comunque ciascun lato della sezione, per almeno 2/3, non deve essere interessato da smussi
Nodi singoli2)
 d ≤ 70 mm
A ≤ 1/2 e comunque: 
 D ≤ 150 mm

Nodi raggruppati3) W ≤ 1/2 e comunque: t ≤ 70 mm


Ampiezza anelli nessuna limitazione
Massa volumica4) ρ > ρmin
Inclinazione fibratura ≤1:6
Fessurazioni:
- da ritiro ammesse con limitazioni5)
- cipollatura ammessa con limitazioni6)
- da fulmine, gelo, lesioni non ammesse
Degrado da funghi:
carie bruna o bianca non ammessa
Legno di tensione nessuna limitazione
Attacchi di insetti ammessi con limitazioni7)
Vischio non ammesso
Deformazioni:
- Arcuatura 10 mm ogni 2 m di lunghezza
- Falcatura 8 mm ogni 2 m di lunghezza
- Svergolamento 1 mm ogni 25 mm di larghezza
- Imbarcamento nessuna restrizione
1) s è il rapporto fra la dimensione obliqua dello smusso e il lato maggiore della sezione.
2) Si considera il nodo più grande del segato, e se ne misura il diametro minimo d, nonché il diametro massimo D. Si definisce inoltre A il rapporto fra
d e la larghezza della faccia su cui d stesso viene misurato.
3) Si considera la somma t dei diametri minimi dei nodi compresi in un tratto di 150 mm. Si definisce inoltre W il rapporto fra tale somma e la larghezza
della faccia su cui compaiono.
4) Si applichino i seguenti valori di ρmin : 395 kg/m3 per Castagno/Italia; 415 kg/m3 per Pioppo e Ontano/Italia; 510 kg/m3 per Altre latifoglie/Italia; 740 kg/m3 per
Querce caducifoglie/Italia.
5) Se passanti, sono ammesse solo su una testata, e con lunghezza max. pari a due volte la larghezza della sezione.
6) Generalmente non ammessa; soltanto per Castagno/Italia la cipollatura è ammessa se rmax < b/3 ed ε < b/6,
dove:
rmax è il rapporto fra il raggio massimo della cipollatura e il lato minore b della sezione;
ε è l’eccentricità, cioè la distanza massima del midollo rispetto al centro geometrico della sezione.
7) Ammessi solo fori con alone nerastro, oppure fori di Anobidi (purché l’attacco sia sicuramente esaurito) per un max. di 10 fori, distribuiti uniforme-
mente, per metro di lunghezza (somma di tutte e quattro le facce).

UNI 11035-2:2003 © UNI Pagina 6


prospetto 5 Valori caratteristici per i tipi di legname considerati nella presente norma

Proprietà Abete / Nord Abete / Centro Sud Larice / Nord Douglasia / Italia Altre Conifere / Italia Castagno / Querce Pioppo e Altre
Italia caducifoglie / Ontano / Latifoglie /
Italia Italia Italia

S1 S2 S3 S1 S2 S3 S1 S2 S3 S1 S2/S3 S1 S2 S3 S S S S
Flessione (5-percentile),
fm,k 29 23 17 32 28 21 42 32 26 40 23 33 26 22 28 42 26 27
MPa
Trazione parallela alla
ft,0,k 17 14 10 19 17 13 25 19 16 24 14 20 16 13 17 25 16 16
fibratura (5-percentile), MPa
Trazione perpendicolare

UNI 11035-2:2003
alla fibratura (5-percentile), ft,90,k 0,4 0,4 0,4 0,3 0,3 0,3 0,6 0,6 0,6 0,4 0,4 0,5 0,5 0,5 0,5 0,8 0,4 0,5
MPa
Compressione parallela alla
fc,0,k 23 20 18 24 22 20 27 24 22 26 20 24 22 20 22 27 22 22
fibratura (5-percentile), MPa
Compressione perpendi-
colare alla fibratura fc,90,k 2,9 2,9 2,9 2,1 2,1 2,1 4,0 4,0 4,0 2,6 2,6 4,0 4,0 4,0 3,8 5,7 3,2 3,9
(5-percentile), MPa
Taglio (5-percentile), MPa fv,k 3,0 2,5 1,9 3,2 2,9 2,3 4,0 3,2 2,7 4,0 3,4 3,3 2,7 2,4 2,0 4,0 2,7 2,0
Modulo di elasticità
parallelo alla fibratura E0,mean 12 000 10 500 9 500 11 000 10 000 9 500 13 000 12 000 11 500 14 000 12 500 12 300 11 400 10 500 11 000 12 000 8 000 11 500
(medio), MPa
Modulo di elasticità
parallelo alla fibratura E0,05 8 000 7 000 6 400 7 400 6 700 6 400 8 700 8 000 7 700 9 400 8 400 8 200 7 600 7 000 8 000 10 100 6 700 8 400
(5-percentile), MPa
Modulo di elasticità perpen-
dicolare alla fibratura E90,mean 400 350 320 370 330 320 430 400 380 470 420 410 380 350 730 800 530 770
(medio), MPa
Modulo di taglio (medio),
Gmean 750 660 590 690 630 590 810 750 720 880 780 770 710 660 950 750 500 720
MPa
Massa volumica
ρk 380 380 380 280 280 280 550 550 550 400 420 530 530 530 465 760 420 515
(5-percentile), kg/m3

© UNI
Massa volumica (media),
ρmean 415 415 415 305 305 305 600 600 600 435 455 575 575 575 550 825 460 560
kg/m3

Pagina 7
6 MARCATURA E CERTIFICATO DI CONFORMITÀ
Ciascun pezzo classificato deve essere marcato in modo indelebile, in modo da
presentare almeno le seguenti informazioni:
a) categoria;
b) specie o combinazione di specie;
c) produttore;
d) la sigla della presente norma di classificazione.
Nel caso in cui la marcatura venga rimossa in seguito a piallatura o ad altra lavorazione
superficiale, il pezzo deve essere di nuovo marcato con la classificazione originaria, con
l’indicazione di chi ha effettuato la lavorazione nella casella riservata al Produttore.
In circostanze eccezionali l’uso finale del legname può richiedere l’omissione della
marcatura per ragioni estetiche. In tali casi, quando il cliente richiede/ordina specifica-
mente legname senza marcatura, ciascun pacco di legname deve essere consegnato
corredato da un certificato di conformità riportante come minimo le seguenti informazioni
in aggiunta a quelle elencate sopra da a) a d):
e) numero di serie e data del certificato;
f) nome e indirizzo del cliente;
g) numero d’ordine di acquisto del cliente;
h) dimensioni e quantità del legname;
i) data in cui il legname è stato classificato.

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APPENDICE A PROCEDURA PER LA DEFINIZIONE DI NUOVI TIPI DI LEGNAME E PER
(normativa) L’ASSEGNAZIONE DI VALORI CARATTERISTICI DI RESISTENZA CONFORMI
ALLA PRESENTE NORMA

A.1 Generalità
La presente norma riflette lo stato dell’arte relativo ai tipi di legname strutturale di produ-
zione nazionale di più frequente impiego. La disponibilità di dati aggiornati ha reso
possibile la definizione di tipi di legname piuttosto specifici, mentre ha costretto a riunire
sotto raggruppamenti più larghi e indifferenziati tutti gli altri tipi di legname. È questo il
caso delle combinazioni di specie/provenienza denominati "Altre Conifere" e "Altre
Latifoglie".
È tuttavia possibile che nasca l’esigenza di definire ulteriori tipi di legname strutturale al
fine di valorizzare e differenziare le effettive risorse nazionali, mediante una o più azioni
fra quelle di seguito specificate:
- modifica o adeguamento delle regole di classificazione;
- modifica o adeguamento dei profili resistenti.
Questi nuovi tipi di legname potranno essere considerati conformi alla presente norma, e
utilizzati per gli scopi della presente norma, purché siano stati definiti in base alla
procedura descritta di seguito.

A.2 Procedura
Le fasi in cui si articola la procedura per la definizione di un nuovo tipo di legname
conforme alla presente norma sono schematizzate nel prospetto A.1.

A.2.1 Definizione della risorsa


I parametri minimi richiesti per definire la risorsa che si intende valorizzare costruendo
regole di classificazione "ad hoc" sono i seguenti:
- specie legnosa, o gruppo di specie legnose: più specie possono essere raggruppate
assieme purché sia resa effettiva la loro piena intercambiabilità ai fini dell’uso nelle
strutture. Non è ammessa comunque la formazione di gruppi misti di Conifere e
Latifoglie;
- area geografica di provenienza: la delimitazione dell’area geografica ha dirette
conseguenze sulle modalità di campionamento, che deve essere esteso a tutte le
zone comprese in tale area;
- dimensioni più comuni degli assortimenti: il campionamento deve riflettere nel modo
più accurato possibile la tipologia produttiva corrente dei segati destinati all’impiego
strutturale.

A.2.2 Campionamento
Dalla produzione ordinaria di segati destinati all’impiego strutturale dovrà essere effet-
tuato il prelievo di almeno un campione di elementi in dimensione d’uso per ciascuno degli
assortimenti prodotti.
Il campionamento deve essere eseguito in conformità alla UNI EN 384.
Si ricorda, in riferimento a quest’ultima norma, quanto segue:
- la numerosità dei campioni per la determinazione dei valori caratteristici è riferita a
ciascuna delle categorie in cui l’intera popolazione statistica (la risorsa da
valorizzare) è classificata, e non all’insieme della popolazione stessa. La numerosità
iniziale del campione, pertanto, deve essere stimata sommando le numerosità dei
campioni di ciascuna categoria, e aggiungendo un’ulteriore quota per tenere conto
degli inevitabili scarti;
- aumentando il numero dei campioni e la numerosità di ciascuno di essi, si ottengono
valori caratteristici via via meno penalizzanti.

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A.2.3 Regole di classificazione a vista
Deve essere precisato quanto segue:
- elenco dei requisiti considerati influenti sulla resistenza dei segati campionati o
comunque sul loro corretto impiego per l’uso strutturale;
- per ciascun requisito, laddove appropriato, i metodi di misurazione.
Quanto sopra deve risultare conforme alla UNI EN 518.
Nel caso in cui si voglia escludere dalla regola di classificazione uno o più requisiti previsti
dalla UNI EN 518, deve essere dimostrata la non influenza del requisito stesso ai fini della
resistenza e/o del corretto impiego strutturale dell’elemento.

A.2.4 Categorie
Per ciascun requisito elencato in A.2.3 devono essere specificati limiti di ammissibilità tali
da suddividere il campione in due sottocampioni: segati idonei e segati non idonei per
l’impiego strutturale (o "scarti").
All’interno dei segati idonei, inoltre, possono essere indicati ulteriori valori-limite tali da
ripartire il materiale in due o più categorie, ognuna delle quali costituisce un ulteriore
sottocampione. Ciascuna categoria è identificata da un numero cardinale, assegnando il
numero "1" alla categoria migliore, il numero "2" alla categoria immediatamente
successiva, ecc.
Deve essere precisata la distribuzione percentuale del campione originale fra i vari sotto-
campioni così individuati (rese di classificazione).

A.2.5 Prove di laboratorio


Le prove di laboratorio devono essere eseguite su ciascun elemento in dimensione d’uso,
in conformità alla UNI EN 408.
Le prove possono essere limitate ai soli sottocampioni relativi alle diverse categorie,
escludendo quindi gli scarti.

A.2.6 Determinazione dei valori caratteristici


L’elaborazione statistica dei risultati delle prove di laboratorio deve essere condotta
separatamente per ciascun sottocampione, conformemente alla UNI EN 384 (si ricordano
nuovamente i problemi di numerosità già citati in A.2.2.
A ciascuna categoria deve essere associato un profilo di valori caratteristici determinati in
conformità alla UNI EN 384.

A.2.7 Nuovi tipi di legname


Ogni combinazione Specie/Provenienza/Categoria ottenuta mediante la presente
procedura costituisce un nuovo Tipo di Legname.
Ad esso devono essere associati univocamente i seguenti elementi caratterizzanti:
a) una sigla di identificazione: essa ha di preferenza il seguente formato
SSSS/AAA#
dove:
SSSS sono le prime 4 lettere della denominazione UNI (secondo
UNI 2853 e UNI 2854) della specie o delle specie legnose
costituenti la risorsa da valorizzare;
AAA sono le prime 3 lettere dell’area geografica di provenienza;
# è il numero cardinale corrispondente alla categoria.
Nota La sigla di identificazione così assegnata è da ritenersi provvisoria; una sigla definitiva, stabilita anche
sulla base di criteri diversi da quelli sopra riportati, sarà associata ai nuovi tipi di legname inseriti nelle
future revisioni della presente norma.
b) un profilo resistente, cioè una colonna di valori caratteristici in analogia a quanto
riportato nel prospetto 5 della presente norma;

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c) una dichiarazione di conformità alla presente procedura, alla quale deve essere
allegata la documentazione relativa ai risultati delle fasi da A.2.1 a A.2.7.

prospetto A.1 Schema della procedura descritta nell’appendice A (normativa) per la definizione di nuovi tipi di
legname e per l’assegnazione dei relativi valori caratteristici

Risorsa da valorizzare
Poopolazione di segati caratterizzati da:
Specie 1, Specie 2, ..., Specie n
Provenienze geografiche, Assortimenti

Campionamento (UNI EN 384)


di elementi in dimensione d’uso strutturale

Classificazione a vista (UNI EN 518)


- requisiti che influiscono sulla resistenza
- misurazione dei requisiti
- limiti di ammissibilità per i requisiti

Categorie (UNI EN 518)


- N° categorie previste
- Rese di classificazione

Prove di laboratorio (UNI EN 408)


- Su elementi in dimensione d’uso
- Su tutti gli elementi campionati

Determinazione dei valori caratteristici (UNI EN 384)


- elaborazione statistica dei risultati
- profilo resistente di ciascuna categoria

Risorsa valorizzata
Un nuovo tipo di legname associato a ciascuna categoria:
- sigla (univocamente determinata)
- profilo resistente

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UNI
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di Unificazione dell’Industria e dei Ministeri.
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