Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
77 visualizzazioni14 pagine

Flusso Di Un Campo Elettrico

Caricato da

croxgiu
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
77 visualizzazioni14 pagine

Flusso Di Un Campo Elettrico

Caricato da

croxgiu
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

FLUSSO DI UN VETTORE ATTRAVERSO UNA

SUPERFICIE
Si definisce flusso elementare di un vettore v attraverso una superficie infinitesima di
area dA lo scalare:

𝑑𝜙 = 𝑣⃗ ∙ 𝑛̂𝑑𝐴 = 𝑣⃗ 𝑑𝐴⃗ = 𝑣𝑑𝐴 cos 𝜃


Dove n è il versore normale esterno all’ elemento di superficie. La normale uscente è
positiva. Il flusso del vettore attraverso una superficie finita è dato dall’integrale di
superficie

𝜙𝑣 = ∫ 𝑑𝜙 = ∫ 𝑣⃗ ∙ 𝑑𝐴⃗

Se la superficie è chiusa, il flusso si indica come:

𝜙 = ∮ 𝑣⃗ ∙ 𝑑𝐴⃗

Per il flusso del campo elettrico:

𝜙(𝐸0 ) = ∮ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑠⃗

𝜃:
- Se 𝜃 > 90° , il flusso è entrante;
- Se 𝜃 < 90°, il flusso è uscente;
- Se 𝜃 = 90°, il flusso è nullo.

LEGGE DI GAUSS
La legge di Gauss afferma che il flusso del vettore campo elettrico 𝐸⃗⃗ attraverso
un’ideale superficie, detta superficie gaussiana, è proporzionale alla carica netta
racchiusa all’interno della superficie:
𝑞𝑖𝑛𝑡
𝜙𝐸 = ∮ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝐴⃗ = 𝐿𝐸𝐺𝐺𝐸 𝐷𝐼 𝐺𝐴𝑈𝑆𝑆
𝜀0
La carica 𝑞𝑖𝑛𝑡 è la somma algebrica di tutte le cariche racchiuse dalla superficie.
Se la carica è positiva, lo è anche il flusso ed è uscente. Se è negativa il flusso è
entrante. Se la carica netta è nulla, lo è anche il flusso.
Il campo 𝐸⃗⃗ è quello generato da tutte le cariche presenti, sia interne che esterne alla
superficie gaussiana.

𝑞𝑖𝑛𝑡
⃗⃗⃗⃗⃗0 ) = ∫ 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ =
𝜙(𝐸
𝑆 𝜀0
Il teorema di Gauss dice che il flusso del campo elettrico è il rapporto tra la carica
netta ed 𝜀0 .
Con un’opportuna scelta della superficie gaussiana si può trovare in modo semplice il
campo elettrico dovuto a una distribuzione di cariche. È utile per rispettare la
simmetria del problema.
Gauss vale per qualsiasi campo che sia additivo (per cui vale il principio di
sovrapposizione) e che, per sorgenti puntiformi, sia radiale, inversamente
proporzionale al quadrato della distanza.

DIMOSTRAZIONE TEOREMA DI GAUSS


SS: dimostrazione
Possiamo dimostrare per una sola carica perché vale il principio di sovrapposizione.

mostrareHp:
per1 carica
solapuntiforme
carica perch
Q vale il principio di osvrapposizione
un forme Q ⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗
1 𝑄 1 𝑄 𝑄 𝑑𝑆𝑛
𝑑𝜙(𝐸0 ) = 𝐸0 ∙ 𝑑𝑆 = 𝑟̂ ∙ 𝑛̂𝑑𝑆 = cos 𝜃 𝑑𝑆 =
4𝜋𝜀0 𝑟 2 4𝜋𝜀0 𝑟 2 4𝜋𝜀0 𝑟 2
𝑑𝑆𝑛 = cos 𝜃 𝑑𝑆
𝑑𝑆 è la superficie gaussiana curva, 𝑑𝑆𝑛 è ortogonale. Con 𝑑𝑆𝑛
indichiamo la proiezione dell’elemento di superficie 𝑑𝑆⃗ sulla sfera di
raggio r e centro Q.

𝑑𝑆𝑛
Il rapporto rappresenta l’angolo solido 𝑑Ω del cono, con vertice
𝑟2
in Q, delimitato dall’elemento di superficie dS; per cui in definitiva:
𝑄
⃗⃗⃗⃗⃗0 ) =
𝑑𝜙(𝐸 𝑑Ω
4𝜋𝜀0
Integrando su tutta la superficie chiusa S si ha:
⬚ ⬚
𝑄 𝑄 𝑄
⃗⃗⃗⃗⃗0 ) = ∫ 𝑑𝜙 =
𝜙(𝐸 ∫ 𝑑Ω = 4𝜋 =
𝑆 4𝜋𝜀0 4𝜋 4𝜋𝜀0 𝜀0
Se come ipotesi avessi più cariche puntiformi:
Hp: più Q

𝑑𝜙(𝐸⃗⃗0 ) = 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ = (∑ 𝐸⃗⃗0𝑖 ) ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∑(𝐸⃗⃗0𝑖 ∙ 𝑑𝑆⃗) = ∑𝑑𝜙𝑖

Hp: più Q interne


𝑖𝑛𝑡
𝑄𝑖 𝑄𝑇𝑂𝑇
𝜙 = ∫ 𝑑𝜙 = ∫ ∑ 𝑑𝜙𝑖 = ∑ ∫ 𝑑𝜙𝑖 = ∑ 𝜙𝑖 = ∑ =
𝜀0 𝜀0
Hp: Q esterne
𝑑𝑆1𝑛 𝑑𝑆2𝑛
= 2 = 𝑑Ω
𝑟12 𝑟2
𝜋 𝜋
Mentre 𝑑𝜙2 è positivo (𝜃2 < ), 𝑑𝜙1 è negativo (𝜃1 > ), per cui la
2 2
loro somma è nulla.

Data una distribuzione continua di cariche con densità 𝜌(𝑥, 𝑦, 𝑧) si ha:



1 ⬚
𝜙𝑆 (𝐸⃗⃗0 ) = ∫ 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝜌(𝑥, 𝑦, 𝑧) 𝑑𝜏
𝑆 𝜀0 𝜏
𝑑𝑄
𝜌(𝑥, 𝑦, 𝑧) =
𝑑𝜏

𝑄𝑖𝑛𝑡
𝜙𝑆 (𝐸⃗⃗0 ) = ∫ 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ =
𝑆 𝜀0
Se la distribuzione continua di cariche è superficiale con densità di carica superficiale
𝜎(𝑥, 𝑦, 𝑧) allora l’integrale sul volume diventa di superficie.

1 ⬚
𝜙𝑆 (𝐸⃗⃗0 ) = ∫ 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝜎(𝑥, 𝑦, 𝑧)𝑑𝑆
𝑆 𝜀0 𝑆
Se la distribuzione continua di cariche è lineare con densità di carica lineare 𝜆(𝑥, 𝑦, 𝑧),
l’integrale sul volume diventa un integrale di linea.

1 ⬚
𝜙𝑆 (𝐸⃗⃗0 ) = ∫ 𝐸⃗⃗0 ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝜆(𝑥, 𝑦, 𝑧)𝑑𝑙
𝑆 𝜀0 𝑙
EQUIVALENZA TRA LEGGE DI GAUSS E LEGGE DI COULOMB
La legge di Gauss e la legge di Coulomb sono matematicamente equivalenti.
Come esempio prendiamo una carica puntiforme q chiusa da una superficie gaussiana
sferica. Se calcoliamo il flusso del campo elettrico generato da questa carica usando
la legge di Coulomb, otteniamo la legge di Gauss. Viceversa, se usiamo la legge di
Gauss, tenendo conto della simmetria sferica, otteniamo come campo elettrico per la
carica puntiforme quello previsto dalla legge di Coulomb.
Area sfera:4𝜋𝑟 2

S CI I NSF : SF NIF
NIF NN C C IC IC
, D ,NSI DI C ’ DI
D NSI IC C IC 𝜌 IC

𝑑𝑄
𝜌=
𝑑𝑉
4
𝑉𝜌 = 𝑄 = 𝜋𝑅3 𝜌
3
𝜋 𝜋 4
𝑄𝑖𝑛𝑡 = ∫0 𝜌𝑑𝑉 = 𝜌 ∫0 4𝜋𝑟 2 𝑑𝑟′ = 𝜌 𝜋𝑟 3
3

∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = 𝐸4𝜋𝑟 2
𝑆

𝑄𝑖𝑛𝑡 𝜌4𝜋𝑟 3
2
𝐸4𝜋𝑟 = =
𝜀0 3𝜀0
𝜌4𝜋𝑟 3
2
𝐸4𝜋𝑟 =
3𝜀0
1𝑄
𝐸= 𝑟
3 𝜀0
Per r>R, usando una superficie gaussiana sferica con r>R si ottiene ancora che il campo
è lo stesso di una carica puntiforme di carica q concentrata nell’origine.
LEGGE DI GAUSS: SIMMETRIA CILINDIRCA
Consideriamo un filo conduttore indefinito, su cui è disposta una certa quantità di
carica 𝜆 per unità di lunghezza.
Il campo elettrico E non può che essere perpendicolare alla superficie laterale del
cilindro, ed il modulo può essere determinato con la legge di Gauss.
𝑞𝑖𝑛𝑡
𝜙𝐸 = ∮ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝐴⃗ = 𝐸(2𝜋𝑟ℎ) =
𝜀0
𝑞𝑖𝑛𝑡 𝜆
𝐸= =
(2𝜋𝑟ℎ)𝜀0 2𝜋𝑟𝜀0

LEGGE DI GAUSS: SIMMETRIA PIANA


Campo in prossimità di una lamina isolante carica:
𝜎𝐴 𝜎
𝐸𝐴 + 𝐸𝐴 = => 𝐸 =
𝜀0 𝜀0
CAMPO TRA DUE LASTRE PIANE CONDUTTRICI
Se abbiamo una lastra conduttrice estesa con una carica in eccesso, sappiamo che la
carica si distribuisce sulle superficie esterna. Se la densità superficiale è 𝜎, il campo
sarà diretto fuori la lamina se la carica è positiva, verso la lamina se la carica è
𝜎
negativa, con modulo pari a 𝐸 = 1
𝜀0

Se ora avviciniamo le lastre per avere due conduttori affacciati, essendo in presenza
di conduttori, la carica in eccesso di un conduttore attrae (sono discordi) la carica in
eccesso dell’altro, col risultato che le cariche si distribuiscono con densità superficiale
doppia sulle due superfici interne.
La nuova densità di carica sulle interne sarà ora 2𝜎1 . Per cui il campo elettrico sarà:
2𝜎1 𝜎
𝐸= => 𝐸 =
𝜀0 𝜀0
Immediatamente fuori dalle lastre affacciate, essendo la densità di carica nulla sulle
superfici esterne, il campo elettrico sarà nullo.

D I S I N , D NIS ’ DI C IC
SUPERFICIALE
𝜎 𝜎 𝜎
𝐸0 = 𝐸1 + 𝐸2 = + =
2𝜀0 2𝜀0 𝜀0
LEGGE DI GAUSS: SIMMETRICA SFERICA
GUSCIO UNIFORMEMENTE CARICO
Con la superficie gaussiana sferica 𝑆2
𝑞 1 𝑞
𝜙𝐸 = 𝐸4𝜋𝑟 2 = => 𝐸 = (𝑟 ≥ 𝑅)
𝜀0 4𝜋𝜀0 𝑟 2
Con la superficie gaussiana sferica 𝑆1
𝜙𝐸 = 𝐸4𝜋𝑟 2 = 0 => 𝐸 = 0 (𝑟 < 𝑅)
Questo risultato, noto come teorema del guscio
sferico, si dice a parole:
Un guscio sferico carico uniformemente, attrae o respinge una particella fuori dal
guscio, come se tutta la carica del guscio fosse concentrata nel centro del guscio. Un
guscio sferico carico uniformemente non esercita nessuna forza elettrostatica su una
particella carica posta al suo interno.

’ N B
𝜕 𝜕 𝜕
⃗⃗≡ 𝑖̂
∇ + 𝑗̂ + 𝑘̂
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
È un vettore, sono applicabili prodotto scalare e prodotto vettoriale. Nabla può essere
applicato a funzioni della posizione sia scalari che vettoriali.
I modi basilari di applicare nabla sono 3:
1) Gradiente: nabla viene applicato direttamente a uno scalare e produce una
grandezza vettoriale
𝜕𝑉0 𝜕𝑉0 𝜕𝑉0
𝐸0𝑥 = − 𝐸0𝑦 = − 𝐸0𝑧 = −
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
2) Divergenza: prodotto scalare tra l’operatore nabla e il campo:
𝑑𝑖𝑣 𝐸⃗⃗ ≡ ∇
⃗⃗∙𝐸⃗⃗
3) Rotore: prodotto vettoriale tra nabla e vettore v:
⃗⃗×𝑣⃗

TEOREMA DELLA DIVERGENZA


Il flusso di un vettore 𝐸⃗⃗ attraverso una superficie chiusa S è pari all’integrale della
divergenza di 𝐸⃗⃗ calcolato sul volume 𝜏 racchiuso da S (teorema della divergenza):
⬚ ⬚
𝜙(𝐸⃗⃗ ) = ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝑑𝑖𝑣 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝜏
𝑆 𝜏

LA PRIMA EQUAZIONE DI MAXWELL


Partendo dal teorema della divergenza e applicando il teorema di Gauss:
⬚ ⬚
𝜙𝑆 (𝐸⃗⃗ ) = ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝜏
𝑆 𝜏

1 ⬚
∫ ∇⃗⃗ ∙ ⃗⃗⃗⃗⃗
𝐸0 ∙ 𝑑𝜏 = ∫ ρ(x, y, z)dτ
𝜏 𝜀0 𝜏
La prima equazione di Maxwell esprime la legge di Gauss in forma locale:
1
⃗⃗ ∙ ⃗⃗⃗⃗⃗
∇ 𝐸0 = 𝜌(𝑥, 𝑦, 𝑧)
𝜀0
POTENZIALE DI UNA CARICA PUNTIFORME
Si pone 𝑖(𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒) = 𝑟, 𝑓(𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒) = ∞, 𝑉𝑓 = 0 e si ha:

𝑞 ∞
𝑞 1∞
𝑉(∞) − 𝑉(𝑟) = − ∫ 𝐸𝑑𝑟 = − ∫ 2
𝑑𝑟 = − [ ] =>
𝑟 𝑟 4𝜋𝜀0 𝑟 4𝜋𝜀0 𝑟 𝑟
𝑞
=> 𝑉(𝑟) =
4𝜋𝜀0 𝑟
Se la carica è negativa, il potenziale è negativo. Questa relazione mostra che il campo
elettrico generato da una carica puntiforme è un campo conservativo: il suo integrale
di linea fra due posizioni A e B dipende solo dagli estremi di integrazione e non dal
percorso svolto.

ENERGIA POTENZIALE ELETTRICA


a forza elettrostatica è conservativa. ossiamo introdurre l’energia potenziale
elettrica per una carica tale che la sua variazione (cambiata di segno) è pari al lavoro
fatto dalla forza elettrica e non dipende dal percorso seguito:
Δ𝑈 = 𝑈𝑓 − 𝑈𝑖 = −𝐿
nche l’energia potenziale elettrica è definita a partire da un valore arbitrario di
riferimento. Normalmente si assume nulla all’ infinito, ovvero 𝑈𝑖 = 0(𝑈(∞) = 0). In
tal caso l’energia potenziale diventa il lavoro, cambiato di segno, fatto dalla forza
elettrica per portare una carica da infinito alla posizione finale:
𝑈 = −𝐿∞
a formula generale dell’energia potenziale elettrica è:
𝑈 = 𝑞𝑉
POTENZIALE ELETTRICO
Si definisce potenziale elettrico l’energia potenziale per unità di carica, che non
dipende dalla carica di prova ma dal campo elettrico:
𝑈
𝑉=
𝑞
Si misura in Volt:
𝐽
𝑉=
𝐶
La differenza di potenziale è:
Δ𝑈 𝐿
Δ𝑉 = Δ𝑉𝑓 − Δ𝑉𝑖 = =−
𝑞 𝑞
La variazione di energia potenziale di una carica che si sposta di un Δ𝑉 è:
Δ𝑈 = 𝑞Δ𝑉
Il potenziale elettrico spesso viene chiamato anche “tensione”.

SUPERFICI EQUIPOTENZIALI
Il luogo dei punti dello spazio aventi lo stesso potenziale elettrico è detto superficie
equipotenziale. Se una carica si muove su un percorso su una superficie
equipotenziale, il lavoro svolto dal campo elettrico su di esso è nullo:
𝑉𝑓 = 𝑉𝑖 => −𝐿 = 𝑞Δ𝑉 = 0
Per essere diverso da zero, q deve muoversi su percorsi che contemplano superfici
equipotenti diverse.
Questo superfici sono perpendicolari alle linee di forza del campo elettrico E. Se E non
fosse perpendicolare compierebbe lavoro.
POTENZIALE DA CAMPO ELETTRICO
𝑓 𝑓 𝑓
𝐿 = ∫ 𝐹⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = ∫ 𝑞0 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = 𝑞0 ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ =>
𝑖 𝑖 𝑖
𝑓
𝐿
=> = ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗
𝑞0 𝑖
𝐿
Poiché 𝑉𝑓 − 𝑉𝑖 = − si ha:
𝑞0

𝑓
𝑉𝑓 − 𝑉𝑖 = − ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗
𝑖

Al solito, si può assumere che il potenziale sia calcolato relativamente alla posizione
in cui esso è nullo, cioè all’infinito. In tal caso:
𝑓
𝑉𝑓 − 𝑉𝑖 (∞) = 𝑉𝑓 − 0 ≡ 𝑉 = − ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗

POTENZIALE DOVUTO A UN INSIEME DI CARICHE PUNTIFORMI


Il potenziale di n cariche puntiformi è una somma algebrica:
𝑛 𝑛
1 𝑞𝑖
𝑉 = ∑ 𝑉𝑖 = ∑
4𝜋𝜀0 𝑟𝑖
𝑖=1 𝑖=1

Potenziale di distribuzioni continue di cariche:


1 𝑑𝑞
𝑉 = ∫ 𝑑𝑉 = ∫
4𝜋𝜀0 𝑟

POTENZIALE DI UN CONDUTTORE CARICO ISOLATO


ll’interno di un conduttore carico isolato, la carica si distribuisce in superficie mentre
il campo elettrostatico all’interno è nullo. Il fatto che =0 all’interno del conduttore ci
porta a dire che il potenziale all’interno è costante, il conduttore è equipotenziale. er
ogni punto i e f interni avremo:
𝑓
𝑉𝑓 − 𝑉𝑖 = ∫ 𝐸⃗⃗ ∙ 𝑑𝑆⃗ = 0 => 𝑉𝑖 = 𝑉𝑓 = 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒
𝑖
Si arriva alla stessa conclusione ricordando che il campo è il gradiente del potenziale,
per cui se esso è nullo, il potenziale è costante.
n conduttore cavo (tipo un’auto) ha campo elettrico nullo all’interno, per cui può
essere usato per schermarsi dal campo elettrico esterno, come quello associato ad un
fulmine.
Ad esclusione dei conduttori sferici, la carica non si distribuisce uniformemente sulla
superficie. Sulle parti appuntite/spigoli, la densità di carica può essere molto alta, e lo
sarà anche il campo proporzionale ad essa.
In generale se A è una posizione di riferimento e P una generica posizione (x,y,z) si ha:
𝑃
𝐸0 ∙ 𝑑𝑙⃗ + 𝑉0 (𝐴)
𝑉0 (𝑥, 𝑦, 𝑧) = − ∫ ⃗⃗⃗⃗⃗
𝐴

Potenziale definito a meno di una costante arbitraria.


Per il potenziale elettrostatico generato da una carica puntiforme ferma, si fissa la
costante additiva tale che essa sia nulla all’infinito.
GENERALIZZAZIONE A PIU’ CARICHE: DISTRIBUZIONE DISCRETA E CONTINUA
𝑛
1 𝑄𝑖
𝑉0 (𝑟⃗) = ∑ 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎
4𝜋𝜀0 |𝑟⃗ − ⃗𝑟⃗|
𝑖
𝑖=1

1 𝜚(𝑥 ′ , 𝑦 ′ , 𝑧 ′ )𝑑𝜏′
𝑉0 (𝑟⃗) = ∫ 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑠𝑡. 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑠𝑢 𝑑𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖𝑜 𝑡𝑟𝑖𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒
4𝜋𝜀0 |𝑟⃗ − ⃗⃗⃗⃗ 𝑟′|

CAMPO ELETTRICO DA POTENZIALE


Il lavoro fatto dal campo su una carica di prova si può scrivere in due modi, che devono
essere uguali:
𝑑𝐿 = −𝑞0 𝑑𝑉 𝑑𝑉
{ => 𝐸 cos 𝜃 = − =>
𝑑𝐿 = 𝐹 ∙ 𝑑𝑠⃗ = 𝐹𝑑𝑠 cos 𝜃 = 𝑞0 𝐸 𝑑𝑠 cos 𝜃 𝑑𝑠
𝜕𝑉
=> 𝐸𝑠 = −
𝜕𝑠
Considerando che l’asse s sia, a turno, l’asse x, y e z, si ha:
𝜕𝑉 𝜕𝑉 𝜕𝑉
𝐸𝑥 = − , 𝐸𝑦 = − , 𝐸𝑧 = − =>
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
=> 𝐸⃗⃗ = −𝑔𝑟𝑎𝑑 𝑉 = −∇
⃗⃗𝑉
Se il campo 𝐸⃗⃗ è uniforme, si ha:
Δ𝑉 𝑉𝑓 − 𝑉𝑖 𝑉𝑖 − 𝑉𝑓
𝐸=− =− = 𝑉𝑖 > 𝑉𝑓
Δ𝑠 Δ𝑠 Δ𝑠
’operatore “gradiente” si indica con nabla (∇). Le sue componenti sono le derivate
parziali rispetto agli assi cartesiani:
𝜕 𝜕 𝜕
⃗⃗≡ (
∇ , , )
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
Sinteticamente scriviamo 𝐸⃗⃗ = −∇
⃗⃗𝑉

Se il potenziale è costante, le derivate sono nulle, per cui il campo elettrico è nullo.

Potrebbero piacerti anche