Sei sulla pagina 1di 61

APPUNTI

DI ELETTROMAGNETISMO

Ing. Enrico Mollica



1 Legge di Coulomb
2 Campo elettrico
3 Potenziale elettrico
4 Flusso del campo elettrico e teorema di Gauss
1) Carica puntiforme
2) Piano carico uniformemente
3) Sfera piena carica
4) Superficie sferica carica
5) Tratto rettilineo carico
5 Teorema di Coulomb
6 Conduttori ed induzione elettrostatica
7 Isolanti elettrici
5 Condensatori
6. CIRCUITI ELETTRICI
6.1 Leggi di Ohm
6.2 Leggi di Kirchhoff
7. MAGNETISMO
7.1 Campo magnetico
7.2 Legge di Lorentz (forza magnetica su carica in moto)
7.3 Forza magnetica su filo rettilineo
7.4 Momento su una spira e su bobina
7.5 Legge di Biot Savart
7.6 Forza su due conduttori rettilinei paralleli
7.7 Legge di Ampere
Campo magnetico filo rettilineo
Campo magnetico solenoide

7.8 Propriet magnetiche della materia


7.9 Legge di Faraday-Neumann-Lenz
7.10 Induttanza ed energia magnetica
7.11 Equazioni di Maxwell

1 Legge di Coulomb
Due cariche puntiformi q1 e q2 collocate a distanza r si scambiano due forze (uguali e opposte) di
modulo

La forza F1 la forza che la carica q2 esercita sulla carica q1 mentre la forza F2 la forza che la
carica q1 esercita sulla carica q2. Le due forze hanno stessa direzione (la retta che congiunge le
due cariche), stesso modulo e verso opposto (il verso attrattivo se le due cariche sono di segno
opposto e verso repulsivo se le due cariche hanno stesso segno). Per il terzo principio della
dinamica le due forze sono uguali e opposte.
Lunit di misura della carica elettrica che compare nella formula il Coulomb [C].
La costante espressa come

dove la costante dielettrica. Nel vuoto si ha che la costante dielettrica del vuoto

e quindi nel vuoto

In presenza di un mezzo dielettrico che separa le due cariche (sostanza con conducibilit elettrica
molto bassa) si ha che la costante dielettrica pari a

dove

la costante dielettrica relativa.


In presenza di pi cariche la forza elettrica totale agente su una determinata carica Q data dalla
somma vettoriale di tutte le forze di Coulomb prodotte dalle altre cariche. Ognuna di tali forze ha
modulo

essendo ri la distanza tra la carica Q e la generica carica qi.


Quanto detto finora si applica a cariche puntiformi. Nel caso di distribuzione continua di carica
si introduce una densit di carica di volume (nel caso in cui le cariche si trovino allinterno di un
volume), una densit di superficie (se le cariche sono distribuite su una superficie) o una densit
lineare (se distribuita su una linea):

2 Campo elettrico
Consideriamo una distribuzione di carica (costituita da cariche puntiformi oppure continua):
immaginando di collocare in un determinato punto dello spazio una carica puntiforme, positiva ed
unitaria (+1 C) si definisce vettore campo elettrico in quel punto la forza totale prodotta dalla
distribuzione di cariche.
Il campo elettrico prodotto da una carica puntiforme Q in un punto a distanza r abbiamo che

(infatti la carica virtuale collocata a distanza r pari a q = 1C)


Il vettore campo elettrico in quel punto ha direzione che congiunge il punto considerato e la
carica Q e verso uscente se Q > 0, mentre ha verso entrante se Q < 0 (infatti la carica virtuale q =
+1C positiva).

Il campo elettrico pu essere visualizzato con le linee di campo ovvero linee tangenti in ogni
punto al vettore campo elettrico in quel punto e con verso dipendente dal verso del campo
elettrico.
Nel caso di due cariche di segno opposto (dipolo) il campo elettrico ha landamento in figura:


Notiamo che il campo elettrico una grandezza virtuale nel senso che fisicamente non c
alcuna carica nel punto considerato (si immagina di collocarvi una carica unitaria e positiva e
quindi rappresenta una forza per unit di carica). Se si collocasse nel punto considerato una
carica reale q agirebbe una forza

3 Potenziale elettrico
La differenza di potenziale pari al lavoro cambiato di segno compiuto dal campo elettrico per
spostare una carica dalla posizione iniziale alla posizione finale. Risulta quindi che la differenza
di potenziale pari a

Osserviamo che se consideriamo una carica q reale il lavoro compiuto per spostarla pari a

Osserviamo inoltre che per definizione la differenza di potenziale pari alla variazione di
energia potenziale elettrico per unit di carica:

Se consideriamo il campo elettrico prodotto da una carica puntiforme Q abbiamo che


E possibile quindi definire il potenziale elettrico in una posizione r come

Lunita di misura

Ovvero il potenziale elettrico definito come il lavoro che il campo elettrico deve compiere per
spostare una carica dallinfinito (in cui V = 0 perch r tende a infinito) alla posizione r. Notiamo
che il potenziale elettrico (cos come lenergia potenziale) definito a meno di un valore di
riferimento (ad es. potenziale allinfinito). Quindi ha significato fisico la differenza di potenziale
tra due punti dello spazio e non il potenziale elettrico.
Notiamo che il potenziale elettrico totale prodotto da pi cariche in un punto dello spazio pari
alla somma dei potenziali elettrici prodotti dalle diverse cariche in quel punto:

4 Flusso del campo elettrico e teorema di Gauss


Definiamo il flusso del campo elettrico (in analogia con la portata volumetrica in fluidodinamica)
come

dove n rappresenta il versore normale uscente in ciascun punto della superficie.


Il teorema di Gauss afferma che, dato un campo elettrico in una certa regione dello spazio
generato da una distribuzione di carica (cariche discrete o continue), il flusso del campo elettrico
uscente da una arbitraria superficie chiusa pari alla somma delle cariche racchiuse in questa
superficie divisa la costante dielettrica:

Quindi sfruttando la definizione di flusso di campo elettrico ed il teorema di Gauss (scegliendo in


maniera opportuna una superficie chiusa) possibile ricavare il campo elettrico prodotto in ogni
punto da una distribuzione di cariche senza dover ricorrere alla somma vettoriale dei campi
elettrici delle diverse cariche.
Dimostrazione del Teorema di Gauss: consideriamo una carica puntiforme Q ed una superficie
sferica con centro nella posizione in cui collocata la carica e raggio r. Il campo elettrico
generato dalla carica Q a distanza r pari a (essendo e il versore che individua la direzione di
E).

Il flusso del campo elettrico attraverso un elemento di superficie sferica dS pari a

Avendo considerato una sfera i due versori sono paralleli dal momento che il campo elettrico
radiale:

Integrando otteniamo che

Possiamo estendere la dimostrazione ad una superficie di forma arbitraria S introduciamo


langolo solido

(si misura in [sterad] e il valore dellangolo solido che sottende una sfera 4)
dove dS la proiezione dellelemento di superficie arbitraria dS su una superficie sferica.
Il flusso del campo elettrico attraverso un elemento di superficie arbitraria dS pari a

Infatti dS rappresenta la proiezione dellelemento dS su una superficie sferica.


Integrando otteniamo quindi che

Il risultato si pu ulteriormente estendere ad N cariche interne alla superficie e si dimostra


inoltre che se le cariche sono esterne il flusso che attraversa la superficie chiusa nullo (risulta
infatti che le cariche esterne determinano un flusso entrante esattamente uguale a un flusso uscente
e quindi il flusso totale nullo).

1) Carica puntiforme
Sappiamo che il campo elettrico prodotto da una carica puntiforme Q ha in ogni punto direzione
radiale e pertanto se consideriamo una superficie sferica con centro nella posizione in cui
collocata la carica Q e raggio r abbiamo che il flusso del campo elettrico uscente da tale
superficie pari a

Nel calcolo del flusso si tenuto conto che il campo elettrico a stessa distanza r dalla carica Q
costante.
Applicando il teorema di Gauss abbiamo che

e quindi mettendo a sistema otteniamo che

2) Piano carico uniformemente


Consideriamo un piano infinito e carico uniformemente con una densit di carica . Osserviamo
che per simmetria il campo elettrico deve risultare perpendicolare al piano (infatti per ogni punto
esiste un punto con componente parallela al piano uguale e opposta e pertanto rimane solo la
componente ortogonale). Scegliamo come superficie un cilindro che taglia il piano, di area di
base A ed asse ortogonale al piano. Abbiamo quindi che la carica totale interna alla superficie
considerata pari a

Applicando la definizione di flusso e tenendo conto che a parit di distanza dal piano il campo
elettrico costante otteniamo che il campo elettrico attraverso ciascuna delle due superfici di
base pari a

Il flusso del campo elettrico attraverso la superficie laterale invece nullo perch sui punti di
tale superficie il campo elettrico ortogonale al versore normale (che ha direzione radiale).
Quindi il flusso totale pari a

Applicando il teorema di Gauss otteniamo quindi che

3) Sfera piena carica


Consideriamo una sfera piena uniformemente di raggio R carica con densit di carica di volume
. Calcoliamo prima il campo elettrico esterno alla sfera sfruttando il teorema di Gauss:
consideriamo una superficie sferica di raggio r > R e abbiamo quindi che la carica totale interna
pari a

Tenendo conto che per simmetria il vettore campo elettrico radiale abbiamo che il flusso pari
a

Applicando il teorema di Gauss otteniamo che il campo elettrico esterno varia con la legge

Quindi il risultato equivalente a quello di una carica puntiforme Q concentrata nel centro della
sfera.
Studiamo ora il campo elettrico allinterno della sfera considerando una superficie sferica di
raggio r > R.
In questo caso la carica totale interna

e quindi applicando il teorema di Gauss si ha che

Osserviamo che sulla superficie della sfera carica (ovvero per r = R) risulta che

4) Superficie sferica carica


Consideriamo una superficie sferica su cui distribuita una carica Q, ovvero una densit di
carica

Applichiamo il teorema di Gauss considerando una superficie sferica concentrica con r > R ed
otteniamo che la carica totale interna Q mentre il flusso del campo elettrico pari a

Otteniamo quindi che il campo elettrico esterno pari a (come nel caso della sfera piena carica)

Considerando invece il caso con r > R si ha che la carica totale interna alla superficie interna
nulla: dal teorema di Gauss risulta quindi che il flusso nullo e quindi il campo elettrico interno
nullo.
Osserviamo che sulla superficie della sfera carica (ovvero per r = R) risulta che

5) Tratto rettilineo carico


Consideriamo tratto rettilineo infinitamente esteso e carico uniformemente con densit di carica
lineare . Prendendo un cilindro con asse coincidente col tratto rettilineo si che il campo elettrico
(per simmetria) sempre perpendicolare alla superficie laterale del cilindro mentre risulta
parallelo alle superfici di base.
Applicando il teorema di Gauss abbiamo che

Il flusso attraverso la superficie cilindrica di raggio r ed altezza h pari a


(invece il flusso attraverso le superfici di base nullo perch il campo elettrico parallelo a tali
superfici).
Inoltre la carica totale interna pari a

Otteniamo quindi che

5 Teorema di Coulomb
Il campo elettrico in prossimit della superficie di un conduttore con densit di carica
superficiale

Il campo elettrico ha inoltre direzione perpendicolare alla superficie.


Dimostrazione: Consideriamo un cilindretto infinitesimo di area di base dA con asse
perpendicolare alla superficie del conduttore e che attraversa il conduttore: abbiamo che la
carica totale interna

Si ha inoltre che il flusso del campo elettrico attraverso la superficie di base esterna del cilindro

(il campo elettrico deve avere direzione perpendicolare alla superficie del conduttore perch se
avesse una componente tangenziale questa produrrebbe un movimento di cariche).
Applicando il teorema di Gauss si ottiene quindi che

6 Conduttori ed induzione elettrostatica


Un conduttore una sostanza caratterizzata dalla presenza di elettroni liberi nella banda di
valenza degli atomi del reticolo cristallino (conduttori di prima specie, come i metalli) oppure
sono specie ioniche che si fanno carico di trasportare la corrente elettrica (conduttori di seconda
specie, come gli elettroliti).
All'interno di un conduttore sono presenti cariche elettriche libere di muoversi, la cui velocit
media nulla in condizioni di equilibrio (elettrostatica) e quindi, non agendo forze che possano
accelerare le cariche in una determinata direzione, necessariamente il campo elettrico all'interno
del conduttore pari a zero. Tenendo conto di questo, sfruttando il teorema di Gauss, si ottiene
che le cariche elettriche (o meglio gli eccessi di carica) in un conduttore si dispongono
necessariamente sulle superfici esterne. Infatti se il campo elettrico interno nullo allora il flusso
del campo elettrico nullo e quindi nulla la carica totale interna.
Essendo il campo elettrico nullo si ha inoltre che la differenza di potenziale allinterno del
volume occupato dal conduttore nullo.

Quindi il volume occupato dal conduttore equipotenziale. Invece esternamente al conduttore, in


prossimit della sua superficie, il campo elettrico

Ponendo una carica Q > 0 di fronte a un conduttore per effetto del campo elettrico esterno si
determina uno squilibrio di carica nel conduttore (gli elettroni liberi migrano verso la carica Q
lasciando un eccesso di carica positiva dalla parte opposta del conduttore). In questa situazione
si ha una carica indotta. Lo spostamento di carica tale da annullare allequilibrio il campo
elettrico interno al conduttore (ovvero la distribuzione di carica indotta tale da ridurre
equipotenziale il volume occupato dal conduttore). Se le linee di forza che escono da Q non
terminano tutte sul conduttore si ha induzione parziale. Se invece tutte le linee del campo
provenienti da Q terminano sul conduttore si ha induzione completa.

7 Isolanti elettrici
Un isolante elettrico o dielettrico una sostanza la cui conducibilit elettrica estremamente
bassa: questa propriet dovuta al fatto che negli isolanti presente una banda energetica
proibita molto ampia e lenergia termica non basta ad eccitare a sufficienza gli elettroni per
andare oltre tale banda (pertanto la banda di conduzione rimane vuota).
Un materiale isolante caratterizzato da una costante dielettrica (o permittivit elettrica)

che descrive il comportamento in presenza di un campo elettrico esterno (effetto di


polarizzazione che porta alla formazione di un dipolo orientato che contrasta il campo elettrico).
Si introduce inoltre il vettore induzione elettrica (o spostamento elettrico)

5 Condensatori
Un condensatore costituito da una coppia di conduttori (armature) separati da un isolante
(dielettrico). La carica Q immagazzinata sulla superficie delle armature, sul bordo a contatto
con il dielettrico. In un condensatore ideale le due armature sono conduttori in induzione
completa (ovvero tutte le linee di forza che escono dallarmatura positiva attraversano larmatura
negativa). In questo caso quindi fornendo ad unarmatura una carica +Q > 0 viene indotta
sullaltra armatura una carica uguale e opposta -Q < 0.
Sfruttando il risultato ottenuto col teorema di Gauss per piano infinito uniformemente carico
abbiamo che allinterno del condensatore (assumendo armature sufficientemente estese e
trascurando effetti di bordo)

Infatti i campi elettrici delle due armature (uguali in modulo) allinterno del condensatore si
sommano perch hanno stesso verso. Esternamente invece il campo elettrico risultante nullo
(verso opposto).

Si definisce capacit del condensatore il rapporto tra la carica Q posseduta dalle armature e la

differenza di potenziale V che si viene a stabilire tra le due armature per effetto di questa
carica:

Lunit di misura della capacit elettrica il Farad [F] = [C / V]


La carica pari a

mentre la differenza di potenziale pari in modulo a

essendo d la distanza tra le due armature (spazio occupato dal dielettrico).


Otteniamo quindi che

Si vede che la capacit dipende esclusivamente da parametri geometrici del condensatore e dal
dielettrico.
La capacit di un condensatore pu essere aumentata utilizzando un dielettrico con maggiore
permettivit elettrica (costante dielettrica pi elevata), aumentando la superficie delle armature e
riducendo la distanza.
Oltre al condensatore lineare (armature piani paralleli) esistono altre configurazioni tra cui
quelle illustrate nella tabella seguente con la relativa capacit (che dipende dal dielettrico,
ovvero da e dalla geometria):

Condensatore cilindrico: costituito da due cilindri coassiali di raggi a e b e lunghezza L >> b


con stessa carica q sulle armature (induzione completa). Considerando una superficie cilindrica
di raggio r e lunghezza L tale che a < r < b e applicando il teorema di Gauss abbiamo che il
campo elettrico interno pari a

Il potenziale si ottiene integrando il campo elettrico secondo il percorso radiale in figura:

La capacit del condensatore cilindrico quindi


Condensatore sferico: costituito da due sfere coassiali di raggi a e b con stessa carica q sulle
armature (induzione completa). Considerando una superficie sferica di raggio r tale che a < r < b
e applicando il teorema di Gauss abbiamo che il campo elettrico interno pari a

Il potenziale si ottiene integrando il campo elettrico secondo il percorso radiale in figura:

La capacit del condensatore sferico quindi


Lenergia di carica di un condensatore U si ottiene integrando il lavoro elementare

che si deve compiere per portare una carica dq dallarmatura negativa a quella positiva:


La densit di energia associata al campo elettrico pu essere ottenuta dividendo lenergia di
carica di un condensatore lineare per il volume interno al condensatore:


Condensatori in serie: per due condensatori in serie la carica Q su tutte le armature in modulo

la stessa mentre la differenza di potenziale totale

Dalla definizione di capacit si ha che

Quindi la capacit del condensatore equivalente pari a


Condensatori in parallelo: per due condensatori in parallelo la differenza di potenziale V tra le
due armature la stessa mentre la carica totale pari a

Dalla definizione di capacit si ha che

Quindi la capacit del condensatore equivalente pari alla somma delle capacit dei due
condensatori:

6. CIRCUITI ELETTRICI

6.1 Leggi di Ohm
Si definisce corrente elettrica la quantit di carica che percorre un conduttore nellunit di
tempo:

Nel conduttore si ha una caduta di tensione (differenza di potenziale) data dalla prima legge di
Ohm:


La resistenza (che si misura in Ohm, []) data dalla seconda legge di Ohm:

dove la resistivit (dipendente dalla temperatura), l la lunghezza del conduttore ed S la



sezione.
Resistenze in serie: due resistenze in serie sono attraversate dalla stessa corrente mentre la
differenza di potenziale totale pari alla somma delle cadute di potenziale nelle due resistenze:

Quindi otteniamo che la resistenza equivalente per le resistenze in serie pari alla somma delle
resistenze:


Resistenze in parallelo: la differenza di potenziale V ai capi di due resistenze in parallelo la

stessa mentre la corrente totale pari alla somma delle correnti che attraversano le due
resistenze:

6.2 Leggi di Kirchhoff


1) In un qualsiasi nodo di un circuito la somma algebrica di tutte le correnti nulla (legge ai
nodi). Questa legge conseguenza del principio di conservazione della carica elettrica (in
condizioni stazionarie la carica non pu aumentare nel tempo in un nodo del circuito e quindi la
corrente entrante pari a quella uscente).
2) Lungo qualsiasi maglia di un circuito la somma algebrica dei tutte le tensioni nulla (legge
alle maglie).
Con queste leggi possibile risolvere un circuito, ovvero determinare tensione e corrente per
ogni bipolo. Occorre definire per ogni bipolo il terminale positivo e quello negativo in modo da
fissare il verso delle tensioni e delle correnti. Si adotta la convenzione degli utilizzatori:
per bipoli simmetrici (resistenze) la scelta del segno arbitraria
per bipoli non simmetrici (generatori) si segue il verso indicato per la tensione (corrente
da + a )

Considerando ad esempio il circuito in figura:



Si identificano i nodi e le maglie e si assegnano i versi per la corrente in maniera arbitraria (alla
fine del calcolo se il risultato positivo il verso scelto corretto altrimenti quello opposto).



Dalla legge ai nodi e dalla legge alle maglie abbiamo che


Per il segno delle tensioni si sceglie verso di percorrenza per ciascuna maglia, ad esempio
orario: si assegna segno positivo alla tensione (f. e. m.) del generatore se si percorre generatore
da a + mentre si assegna segno negativo alla tensione (caduta di tensione) della resistenza se si
percorre nel verso della corrente.

Inoltre applicando la legge di Ohm per le resistenze abbiamo che


Sfruttando le equazioni scritte sopra (in base alle incognite del problema) possibile risolvere il
circuito.

7. MAGNETISMO
7.1 Campo magnetico
Il campo magnetico generato da cariche elettriche in moto (corrente elettrica:
elettromagneti) o da portatori di momento magnetico intrinseco (elettroni: magnetismo nei
magneti permanenti).
Comunque creato il campo magnetico, le sue linee di forza sono sempre linee chiuse: non
esistono infatti monopli isolati (equivalenti delle cariche elettriche) ma solo dipoli (due
poli Nord e Sud).
Il fatto che le linee del campo magnetico sono chiuse implica che in condizioni stazionarie
il flusso del campo magnetico attraverso una superficie fissa nullo (linee entranti = linee
uscenti).
Avvicinando poli opposti si hanno forze attrattive mentre con poli uguali si hanno forze
repulsive.
Lunit di misura del campo magnetico Tesla [T] = N s / (C m)


N.B.: per convenzione le linee di forza escono dal polo Nord ed entrano nel polo Sud

7.2 Legge di Lorentz (forza magnetica su carica in moto)


Ponendo una carica q in moto con velocit V in una regione di spazio in cui agisce un campo di
induzione magnetica B essa subisce una forza data dal seguente prodotto vettoriale:


Osserviamo che essendo la forza magnetica ottenuta dal prodotto vettoriale tra vettore qV e
vettore B essa risulta ortogonale sia alla velocit che al campo magnetico. Essendo quindi
ortogonale alla velocit laccelerazione che si ottiene di tipo centripeto (in un riferimento
inerziale).
Notiamo inoltre che in quanto ortogonale alla velocit la forza di Lorentz non compie lavoro.

Uguagliando la forza di Lorentz con la forza centripeta otteniamo il raggio della traiettoria
circolare:

Analogamente otteniamo il periodo del moto circolare e la pulsazione (frequenza angolare):

Unapplicazione della forza di Lorentz lo spettrometro di massa: uno ione viene accelerato da
una differenza di potenziale V fino alla velocit V e viene poi fatto passare allinterno di una


camera in cui agisce un campo di induzione magnetica costante B ortogonale. Per la forza di
Lorentz lo ione compie una traiettoria circolare ed impatta su una lastra fotografica a distanza 2R
dalla fenditura di ingresso.


Uguagliando il lavoro fatto dal campo elettrico (cui associata la d.d.p. V) con la variazione di

energia cinetica ed applicando la forza di Lorentz otteniamo il rapporto tra carica e massa dello
ione:

7.3 Forza magnetica su filo rettilineo


Consideriamo un filo rettilineo percorso da corrente immerso in un campo magnetico come in
figura.


Analizzando un tratto L di filo abbiamo che (detta Vd la velocit di deriva degli elettroni)


Dalla definizione di corrente elettrica abbiamo che


Applicando la forza di Lorentz otteniamo


Ragionando in termini di prodotto vettoriale risulta quindi che

7.4 Momento su una spira e su bobina


Le forze che agiscono sui tratti AD e BC hanno modulo

Queste due forze hanno stessa retta dazione e quindi il momento risultante nullo (coppia di
braccio nullo).
Le forze che agiscono sui tratti AB e CD hanno modulo

essendo i due tratti ortogonali al campo magnetico.


Le due forze costituiscono una coppia di braccio

e pertanto il momento risultante

dove

larea della spira.


Notiamo che la spira tende a ruotare in modo da disporsi ortogonalmente al campo magnetico.
Se consideriamo una bobina (solenoide) costituita da N spire il momento complessivo

Definiamo un vettore momento di dipolo magnetico come

In questo modo possiamo riscrivere il momento su una spira con il seguente prodotto vettoriale:

Lenergia potenziale del dipolo magnetico definita (in funzione dellangolo ) dal prodotto
scalare

Notiamo che

e che


e quindi il lavoro per ruotare il dipolo di 180 pari a

7.5 Legge di Biot Savart


Consideriamo un circuito di forma qualsiasi : un elemento infinitesimo dS del circuito genera un
campo magnetico infinitesimo a distanza r dallelemento considerato pari a


dove

la permeabilit nel vuoto.



Come applicazione calcoliamo il campo di induzione magnetica di un filo rettilineo infinito:



Considerando un elemento infinitesimo di filo rettilineo abbiamo che il campo magnetico


Detta d la proiezione del vettore r in direzione x abbiamo che


Quindi otteniamo che


Integrando si ha che


Si ottiene quindi che il modulo del campo magnetico di un filo rettilineo infinito costante a
stessa distanza d dallasse del filo e decresce in maniera inversamente proporzionale a tale
distanza.

Applicando la definizione di prodotto vettoriale si ottengono la direzione ed il verso del campo
magnetico mostrati in figura (di cui sono illustrate alcune linee di forza).

7.6 Forza su due conduttori rettilinei paralleli



Il campo magnetico prodotto dal filo a alla distanza d (dove si trova il filo b)


Per effetto di questo campo il filo b subisce una forza


che ha modulo


Analogamente si ottiene che il campo prodotto dal filo b a distanza d


Si ottiene quindi che la forza che agisce sul filo a per effetto del campo prodotto dal filo b ha
sempre modulo


Si ottengono quindi due forze uguali e opposte: applicando il prodotto vettoriale otteniamo che
se le due correnti hanno stesso verso le forze sono attrattive
se le due correnti hanno verso opposto le forze sono repulsive

7.7 Legge di Ampere



La legge di Ampere afferma che la circuitazione del campo di induzione magnetica lungo un
arbitrario percorso chiuso pari alla somma algebrica delle correnti concatenate (correnti
interne alla linea chiusa) moltiplicata per la permeabilit magnetica del vuoto:


Dimostrazione legge di Ampere: consideriamo un filo percorso da corrente ed una linea chiusa
arbitraria al cui interno si trova il filo (corrente concatenata).
Possiamo approssimare ciascun elemento infinitesimo della linea con un tratto di circonferenza


Abbiamo inoltre dimostrato (legge di Biot-Savart) che il campo magnetico prodotto da un filo
rettilineo


Risulta quindi che la circuitazione del campo magnetico prodotto dal filo lungo la linea chiusa
pari a


Possiamo estendere il ragionamento a pi fili percorsi da corrente, di cui solo alcuni interni alla
linea chiusa: per i fili esterni la circuitazione del campo magnetico nulla mentre la corrente
concatenata totale pari alla somma algebrica delle correnti (come mostrato nellesempio in
figura).


Campo magnetico filo rettilineo

1) Campo magnetico esterno

Data la simmetria del problema scegliamo come linea chiusa una circonferenza di raggio r con
centro posizionato sullasse del filo:


Applicando la legge di Ampere otteniamo quindi il campo magnetico esterno in funzione della
distanza r:


2) Campo magnetico interno

Allinterno del filo consideriamo sempre una circonferenza con centro sullasse del filo e raggio
r < R: in questo caso che la corrente concatenata proporzionale alla sezione di cavo racchiusa,
ovvero


Applicando la legge di Ampere in questo caso abbiamo che


Di seguito riportato landamento del campo di induzione magnetica per un filo rettilineo:

Campo magnetico solenoide



Un solenoide una bobina di forma cilindrica formata da una serie di spire circolari molto vicine

fra loro e realizzate con un unico filo di materiale conduttore.


In un solenoide reale landamento delle linee di forza del campo magnetico quello illustrato in
figura


Si considera per semplicit un solenoide ideale di lunghezza infinita e spire strettamente vicine:
in questo caso il campo magnetico allinterno del solenoide costante e parallelo allasse del
solenoide (condizione vicina a quella reale al centro del solenoide) e allesterno del solenoide il
campo magnetico nullo.


Consideriamo la linea chiusa rettangolare in figura e applichiamo la legge di Ampere: la
circuitazione


Notiamo infatti che i tratti bc e da sono perpendicolari al campo magnetico e il prodotto scalare
nullo mentre per quanto riguarda il tratto ab abbiamo che il campo elettrico esterno nullo.

Tenendo conto che la linea chiusa considerata racchiude N spire otteniamo che la corrente
concatenata


dove n rappresenta il numero di spire per unit di lunghezza.

Applicando quindi la legge di Ampere otteniamo che il campo di induzione magnetica nel
solenoide

7.8 Propriet magnetiche della materia



Le linee di forza del campo magnetico sono chiuse e quindi il flusso del campo magnetico
attraverso una superficie chiusa sempre nullo: non pu esistere quindi allinterno della
superficie chiusa una carica magnetica (monoplo magnetico). La pi semplice struttura
magnetica che pu esistere un dipolo.

Gli elettroni sono caratterizzati da un momento dipolare magnetico


(associato al momento angolare intrinseco di spin).

Quando un elettrone si trova allinterno di una campo magnetico esterno possibile associare ad
esso unenergia potenziale di orientamento


Osserviamo che anche protoni e neutroni posseggono un momento dipolare magnetico ma il loro
contributo circa mille volte inferiore.

Gli elettroni allinterno degli atomi possiedono inoltre un momento di dipolo magnetico orbitale


(associato al momento angolare orbitale) e anche ad esso si associa unenergia potenziale


I due momenti dipolari si sommano vettorialmente e la risultante si somma con quelle degli altri
elettroni negli atomi. Per descrivere a livello macroscopico leffetto della magnetizzazione si
introduce il vettore magnetizzazione magnetica, definito come il momento magnetico risultante
per unit di volume:


Il legame tra vettore di induzione magnetica B, vettore campo magnetico e vettore di

magnetizzazione


dove


la permeabilit magnetica del vuoto e


la permeabilit relativa.


Diamagnetismo: in alcuni materiali (acqua, mercurio, oro, rame, argento) si ha casualit degli
orientamenti dei dipoli magnetici degli elettroni. In assenza di un campo magnetico esterno i
contributi dei dipoli magnetici si bilanciano e non si ha campo alcun magnetico proprio. Quando
presente un campo magnetico esterno vengono indotti dei momenti di dipolo che conferiscono
al materiale un debole campo magnetico opposto a quello esterno: per i materiali diamagnetici



Paramagnetismo: in determinati elementi (alluminio, ossigeno, platino) presente un momento
magnetico risultante permanente. Tuttavia anche in questo caso i contributi sono orientati
casualmente e quindi in assenza di campo magnetico esterno non presente un campo proprio.
Quando presente un campo magnetico esterno questo orienta i momenti magnetici degli atomi in
una determinata direzione conferendo al materiale un campo magnetico diretto come quello
esterno: in questo caso


Si osserva che lallineamento dei momenti dipolari aumenta allaumentare del campo esterno e

che tale allineamento diminuisce con la temperatura (legge di Curie).




Ferromagnetismo: in determinati elementi (Fe, Co, Ni) e loro leghe, nonostante la tendenza a
movimento casuale dovuto allagitazione termica, si manifesta una particolare interazione
quantistica detta accoppiamento di scambio che genera delle regioni (domini magnetici)
allinterno dei quali si ha un intenso momento magnetico. In presenza di un campo magnetico
esterno si ha un allineamento dei momenti magnetici dei domini dando luogo ad un forte momento
magnetico diretto come quello esterno.
Al cessare del momento magnetico esterno pu persistere questo momento magnetico. Inoltre al
di sopra della temperatura di Curie cessa laccoppiamento di scambio e il materiale presenta
solo paramagnetismo.
Per i materiali ferromagnetici la permeabilit relativa funzione del campo magnetico:


I materiali ferromagnetici sono caratterizzati da un particolare andamento del campo magnetico in
funzione del vettore di induzione magnetica. La relazione che li lega scalare in un materiale
isotropo, dal momento che in tal caso i campi assumono la medesima direzione (non
necessariamente lo stesso verso). La rappresentazione grafica di tale funzione detta ciclo di
isteresi:


A partire dal momento in cui i campi sono nulli, e dunque nulla la magnetizzazione del
materiale, il campo magnetico aumenta seguendo la curva di prima magnetizzazione, fino al
valore massimo Hm (saturazione).

Quando il campo magnetico diminuisce non ripercorrere la stessa curva ma la curva




Per H = 0 risulta quindi che il campo magnetico non ritorna ad avere un valore nullo, ma acquista
un'intensit pari a Br > 0 (si ha magnetizzazione residua): il materiale mantiene quindi una
propriet magnetica anche senza la presenza di un campo magnetico esterno.
Diminuendo ancora il campo magnetico si arriva al valore -Hc (campo di coercizione).
Diminuendo ulteriormente il campo magnetico anche linduzione magnetica diventa negativa e si
arriva al valore minimo del campo magnetico -Hm (minima magnetizzazione).
Ricominciando ad aumentare il campo magnetico si ottiene la curva a ciclo chiuso (isteresi)
come in figura.

La permeabilit magnetica in un dato punto della curva (che dipende dalla storia del materiale)
data da


Ogni materiale ferromagnetico segue il ciclo di isteresi: per cicli che via via sono pi stretti il
ciclo di isteresi si restringe via via fino a ritornare a zero. Questo significa che possibile
"smagnetizzare" il materiale ferromagnetico e riportarlo alla condizione iniziale in cui


7.9 Legge di Faraday-Neumann-Lenz



Definiamo flusso del campo magnetico attraverso la superficie della spira


Lunit di misura del flusso del campo magnetico il Weber = [Wb] = [T m].
La variazione del flusso del campo magnetico attraverso una spira determina una forza
elettromotrice indotta nella spira, tanto pi elevata quanto maggiore la variazione del flusso del
campo magnetico:


Osserviamo che essendo la forza elettromotrice pari al lavoro fatto dal campo elettrico si ha che


Quindi la variazione di flusso di campo magnetico produce un campo elettrico che ha linee di
forza chiuse mentre nel caso di campi elettrici prodotti da cariche statiche le linee di forza sono
aperte e vanno da + a .
Pertanto nel caso di campi elettrici indotti non possibile definire un potenziale (si parla di
f.e.m. indotta).

Come applicazione consideriamo una spira conduttrice rettangolare in moto con velocit V
allinterno di un campo di induzione magnetica B costante: abbiamo in questo caso che il flusso
del campo magnetico


Per la legge di Faraday la forza elettromotrice indotta nella spira


La spira conduttrice ha resistenza R e quindi in essa circola una corrente


Per effetto di questa corrente, essendo la spira immersa nel campo di induzione magnetica B sui

tratti della spira agiscono tre forze date dal prodotto vettoriale


Per simmetria si ha che


Pertanto la risultante delle forze agenti sulla spira


La potenza motrice che deve essere esercitata sulla spira per metterla in moto a velocit V pari
a

7.10 Induttanza ed energia magnetica



Si definisce induttore un elemento circuitale in grado di produrre un campo magnetico in una
certa regione dello spazio (ad es. un solenoide). Un induttore caratterizzato da uninduttanza
definita come rapporto tra il flusso concatenato e la corrente che circola nellinduttore


Nel caso di un solenoide il flusso concatenato con la bobina pari al prodotto tra il numero di
spire ed il flusso concatenato con una singola spira:


Osserviamo quindi che linduttanza (come la capacit) dipende solo da parametri geometrici e
dal mezzo.

Se consideriamo una bobina allinterno della quale circola una corrente non costante nel tempo si
ha una variazione del flusso magnetico concatenato con la bobina e si genera una f.e.m.
(autoinduzione):

Tale forza elettromotrice tale da contrastare la variazione di corrente nella bobina.


Lenergia immagazzinata in un solenoide (bobina) pari a

La densit di energia magnetica invece pari a


7.11 Equazioni di Maxwell


1) Flusso del campo elettrico (teorema di Gauss):
Il flusso del campo elettrico attraverso una generica superficie chiusa pari alla carica totale


interna alla superficie chiusa divisa per la costante dielettrica.


2) Flusso del campo magnetico:
Non esistendo una carica magnetica isolata ma solo dipoli le linee di flusso del campo
magnetico sono chiuse e pertanto il flusso del campo magnetico attraverso una superficie chiusa
nullo:


3) Circuitazione del campo elettrico (legge di Faraday):
La variazione temporale del flusso del campo di induzione magnetica attraverso una spira induce
una differenza di potenziale (che per definizione la circuitazione del campo elettrico lungo la
linea chiusa):


4) Circuitazione del campo magnetico (legge di Ampere Maxwell):
La circuitazione del campo magnetico pari alla somma del termine dovuto alla legge di Ampere
(prodotto della permeabilit magnetica per la corrente concatenata) e del termine dovuto alla
legge di Maxwell (termine di corrente di spostamento che consente di giustificare lesistenza di

onde elettromagnetiche).


Si osserva che in condizioni stazionarie abbiamo quattro equazioni disaccoppiate: il termine di
f.e.m. indotta della legge di Faraday nullo (la circuitazione del campo elettrico nulla: campo
conservativo) ed nullo anche il termine di corrente di spostamento della legge di Maxwell.
In generale invece (condizioni non stazionarie) le quattro equazioni risultano accoppiate e quindi
non possibile studiare il campo elettrico e magnetico indipendentemente: si parla di campo
elettromagnetico.
Se consideriamo un mezzo omogeneo ed isotropo, elettricamente neutro e perfetto e privo di
cariche libere localizzate, le equazioni di Maxwell che descrivono la propagazione del campo
diventano equazioni delle onde per il campo elettrico e magnetico. La velocit di propagazione
delle onde nel vuoto