Sei sulla pagina 1di 7

Francesco Bacone, filosofo della tecno-scienza

di Marco Pedrelli - marco.pedrelli@gmail.com - http://www.scribd.com/marcopedrelli

"Coloro che trattarono le scienze furono o empirici o dogmatici. Gli empirici, come le formiche, accumulano e consumano. I razionalisti, come i ragni, ricavano da se medesimi la loro tela. la via di mezzo quella delle api, che ricavano la materia prima dai fiori dei giardini e dei campi, e la trasformano e la digeriscono in virt della loro propria capacit. Non dissimile il lavoro della vera filosofia che non si deve servire soltanto o principalmente delle forze della mente; la materia prima che essa ricava dalla storia naturale e dagli esperimenti meccanici, non deve esser conservata intatta nella memoria ma trasformata e lavorata dall'intelletto. Cos la nostra speranza riposta nell'unione sempre pi stretta e pi santa delle due facolt, quella sperimentale e quella razionale, unione che non si finora realizzata" (F. Bacone, Novum Organum, 1620)

Scientia et potentia humana coincidunt, quia ignoratio causae destituit effectum. Natura non nisi parendo vincitur, et quod in contemplazione instar causae est, id in operatione instar regulae est. (F. Bacone, Novum Organum, 1620)

Spesso troviamo nel passato utili chiavi interpretative per i problemi di oggi. Il dibattito in corso in questi anni sul ruolo della cultura scientifica nel contesto sociale italiano, a cominciare dal mondo dellistruzione e della formazione, richiede uno sforzo particolare di discernimento per riconoscere le cause, anche lontane nel tempo, che sono alla base di nostri atteggiamenti o modi di pensare del tutto inadeguati. Atteggiamenti che si sono con il tempo consolidati e sui quali ora assai difficile intervenire. Suggerisco quindi, in questo breve contributo al dibattito, di riconsiderare con attenzione la figura e lopera di Francesco Bacone, protagonista di una stagione storica decisiva per la storia della scienza moderna e - pi in generale - della cultura occidentale. Ripercorrendo alcuni aspetti della sua filosofia cerco di mostrare come essa possa aiutarci a superare alcuni equivoci e blocchi culturali che affliggono il nostro Paese e che ne compromettono lo sviluppo. Un vuoto preoccupante In Italia molto scarso il numero di giovani in possesso di una solida preparazione tecnica o scientifica. Le statistiche ci informano periodicamente di quanto sia difficile, per unazienda meccanica o elettronica o informatica, trovare giovani diplomati da inserire nel proprio contesto lavorativo. "E' difficile pensare ad una scuola in linea con i tempi scriveva qualche anno fa Claudio Gentili, direttore dell'area Education di Confindustria che ignori la cultura economica e la realt del mondo delle imprese e del lavoro. L'una e l'altra hanno valenza fortemente educativa, centrata sui valori prima ancora che su
pag 1

comportamenti (libert di iniziativa, sviluppo, soddisfacimento dei bisogni essenziali, senso del lavoro ben fatto). A buon diritto questo sapere va inserito tra i saperi fondamentali della scuola del XXI secolo, come componente essenziale per l'inserimento sociale e lavorativo del cittadino in una societ ad economia di mercato e ad industrializzazione avanzata." 1 Al lamento del mondo industriale e produttivo, che non trova domande per la propria offerta di lavoro, fa da tragico specchio il grave problema dei cosidetti Neet. Il fenomeno pi adatto a raffigurare la posizione dei giovani del nostro tempo, probabilmente, - scriveva lo scorso 20 gennaio Ilvo Diamanti su Repubblica - quello dei Neet (l'acronimo che riassume la definizione inglese: Not in Education, Employment or Training). Quelli che "non" lavorano e "non" studiano. E non sono neppure impegnati attivit di "formazione" e "apprendistato". (...) Ebbene, i giovani (tra 15 e 29 anni) che si trovano in questa posizione - ambigua e periferica - sono oltre 2 milioni e 200 mila. Il 22%. 2 Da un lato aziende che cercano disperatamente ma senza successo diplomati tecnici e ragionieri, dallaltro giovani impreparati e demotivati oppure con una preparazione scolastica troppo diversa e lontana dalla cultura e dalla mentalit presente nel mondo produttivo e aziendale. Non c dubbio che ci si possa avvicinare alla soluzione del problema solo riconoscendo piena dignit e valore alla cultura scientifica e tecnica e promuovendone decisamente la capillare diffusione e il graduale potenziamento, con una attenzione particolare ai settori e agli ambiti che sul territorio dimostrano maggiore vitalit e potenzialit occupazionali. E di certo la Scuola deve fare la sua parte. "Scienze e tecnologia, ingegneria e finanza, design e spettacolo, ma anche le discipline giuridiche, mediche o legate alla formazione scrivevano qualche anno fa Silvano Tagliagambe e Vittorio Campione - sono tutti ambiti che riguardano le professioni e i lavori di oggi e, credibilmente, del prossimo futuro. Accentuare nel sistema educativo la capacit di accompagnare la formazione complessiva delle giovani generazioni in direzione di una creativit applicata a questi settori quanto oggi occorre e pu interrompere quel perverso destino che, nell'impianto educativo attuale, espelle sistematicamente un numero di studenti stabilmente fisso sul 20 percento del totale." 3 Le due culture La Scuola, soprattutto attraverso i suoi compiti di orientamento, pu svolgere un ruolo fondamentale nellaccompagnamento dei giovani nella direzione che abbiamo indicato. Di certo il compito non facile: si tratta infatti di intaccare e di mettere in movimento una mentalit ormai consolidata e sostanzialmente egemone, incapace di riconoscere adeguato valore alla cultura del fare, ai saperi di tipo scientifico e tecnologico. Di certo ad esempio - oggi ancora molto diffusa ed utilizzata, anche se non sempre in maniera esplicita o solo consapevole, una gerarchia di valore delle scuole superiori che vede il Liceo Classico - e quindi la cultura retorico/letteraria - in prima posizione seguito dal Liceo Scientifico e, infine, dai Tecnici e dai Professionali - nei quali le arti meccaniche trovano finalmente unadeguata considerazione.
1

C.Gentili, Umanesimo Tecnologico e Istruzione Tecnica", Armando Editore, 2007 http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2012/01/20/news/giovani_senza_luogo_e_senza_et-28479606/ V.Campione e S.Tagliagambe, Saper fare la scuola: il triangolo che non c'", Einaudi, 2008 pag 2

2 3

Il fenomeno della separazione tra le due culture, quella letteraria da una parte e quella scientifico tecnologica dallaltra, ha interessato in misura diversa tutti i paesi occidentali. In Italia questa divaricazione degenerata - per molti studiosi - in una vera e propria contrapposizione che ha penalizzato i saperi di tipo scientifico e ha snaturato la valenza integralmente umanistica insita nei saperi di tipo letterario, questo anche per lopera di Giovanni Gentile e per il ruolo da lui giocato nel gettare le fondamenta del nostro sistema scolastico. Il problema di fondo (...) la ricomposizione dellunit culturale - scriveva qualche anno fa Vittorio Pallotino - attraverso un armonico bilanciamento dei portati delle due culture, in particolare riconoscendo piena cittadinanza e pieno valore ad entrambe, come tuttavia non molti umanisti sono oggi disposti ad ammettere. Mantenere la separazione fra le due culture, in particolare sottintendendo uno status inferiore per quella scientifica, e continuare nella formazione di personalit prive delluno o dellaltro riferimento costituisce un reale pericolo per il futuro 1 La situazione infatti assai preoccupante. Non un caso se il filosofo Edgar Morin, a proposito dei rapporti tra cultura scientifica e cultura umanistica, abbia parlato recentemente di una vera e propria tragedia. Infatti, ha spiegato, la cultura umanista viene privata delle innumerevoli conoscenze apportate dalle scienze; e la cultura scientifica privata del potere di riflessione che proprio della cultura umanista. Ci troviamo quindi di fronte a due culture entrambe mutilate che avrebbero invece bisogno di interconnettersi in modo organico. Ancora una volta la Scuola deve fare la sua parte. Si richiede, a tutti i livelli e in tutti i gradi di istruzione un impegno straordinario nellattuare questa trasformazione di mentalit. Per noi, per la nostra scuola, - scriveva in proposito recentemente Franco De Anna - il compito fondamentale riscrivere una nuova paideia che superi e faccia giustizia della contrapposizione tra saperi umanistici e scientifici. (...) Restituendo senso ai primi, mortificati dal loro stesso uso sociale tradizionale di meccanismo di riproduzione delle lites, e superando il pesante giogo culturale che Croce e Gentile caricarono sul potenziale sviluppo della scienza italiana. 2 Bacone e le botteghe rinascimentali Si tratta allora di superare lmmagine, oggi ancora dominante in Italia, di una cultura che si identifica con il possesso pi o meno sicuro delle humanae litterae, e non anche con il sapere scientifico e tecnologico. Penso che sia necessario, per innescare e sostenere un processo di cambiamento culturale cos profondo, risalire allorigine del problema e cercare di comprendere dove trovano alimento e fondamento certi nostri giudizi e certe nostre attribuzioni di valore o disvalore. Il lavoro certamente vasto e arduo e di certo supera lintento di questo breve scritto: mi limiter semplicemente - nel seguito - a fornire alcuni spunti e alcune sollecitazioni intorno alla fase storica nella quale si suole collocare la nascita della scienza moderna e in modo particolare alla figura di Francesco Bacone. Gli storici riconoscono infatti negli anni nei quali vissero personaggi come Galileo Galilei, Francesco Bacone e Renato Cartesio - a cavallo tra il XV e il XVI

G.V.Pallottino, Il declino della cultura scientifica, 2004

http://www.educationduepuntozero.it/curricoli-e-saperi/deanna11-409640316.shtml
pag 3

secolo, rispettivamente in Italia, in Inghilterra e in Francia - un periodo decisivo per la nascita della scienza moderna in Europa. E in questo periodo che nasce, attraverso il graduale superamento del ricorso alla magia e alla superstizione, lapproccio scientifico moderno alla conoscenza e al sapere. La bottega artigiana medievale prima e rinascimentale poi - fino a quel momento poco considerata se non disprezzata dalla cultura ufficiale, di tipo libresco - assume via via unimportanza e una legittimazione nuova. Nelle botteghe rinascimentali europee, vere e proprie officine nelle quali lavoravano e collaboravano artigiani di grande esperienza e di straordinaria intelligenza creativa - basti pensare a Leonardo da Vinci - si erano via via sviluppate nuove idee sullUomo e sul progresso delle sue conoscenze. Da questi ambienti umili e laboriosi, pratici e creativi, - nei quali erano emerse e si erano affinate, lontano dai tipici luoghi di elaborazione e trasmissione del sapere come le Universit del tempo, - queste nuove idee sulla scienza e sul sapere furono lentamente portate al livello della consapevolezza filosofica e furono gradualmente inserite in contesti teorici vasti e complessi. A Francesco Bacone in particolare dobbiamo una filosofia che per la prima volta accoglie e pone in primo piano temi e idee che si erano andati affermando ai margini della scienza ufficiale, in un mondo di tecnici, costruttori e ingegneri. Quelli che potremmo considerare i due bisogni fondamentali delluomo nei confronti della Natura - essere in grado di conoscere le cose ed essere in grado di fare le cose trovano finalmente una nuova modalit di soddisfacimento e di realizzazione. Sia la Scienza che la Tecnologia - per usare espressioni e concetti di oggi - conoscono in questo periodo una fase di forte cambiamento e quasi di rifondazione. Sono infatti interessate dallingresso sulla scena del metodo scientifico, decisamente intenzionato a giocare un ruolo sempre pi importante, a scapito della magia e della superstizione. Lavvento del metodo scientifico, che in Galileo Galilei trova un rappresentante emblematico, avr effetti e conseguenze che andranno ben oltre i confini del sapere scientifico-tecnologico in senso stretto e dar inizio - come gli storici hanno ampiamente dimostrato - a cambiamenti radicali e decisivi per la storia dellEuropa e del mondo intero. Si fa strada e si afferma in quel periodo lidea che al fare debba essere riconosciuta una importanza e un valore maggiori che nel passato, che occorra superare lantica ostilit e il disprezzo della cultura letteraria e umanistica verso il sapere di tipo pratico, cos fortemente presente nel mondo delle botteghe e delle officine artigianali del Rinascimento. Il pensiero di Francesco Bacone, in particolare, prende le mosse da una valutazione delle arti meccaniche fondata su tre punti: 1) esse servono a rivelare i processi della natura, sono una forma di conoscenza; 2) le arti meccaniche crescono su s medesime, sono a differenza di tutte le altre forme del sapere tradizionale, un sapere progressivo (...); 3) nelle arti meccaniche, a differenza che nelle altre forme della cultura, vige la collaborazione, esse sono una forma di sapere collettivo. 1 Si affaccia per la prima volta sulla scena culturale europea - dominata fino ad allora da ununica matrice culturale, quella di tipo letterario - una cultura legata al fare, al pensiero creativo e trasformativo, al mondo degli ingegneri, degli artigiani, degli artisti. E questa nuova cultura trova nelle opere e nella filosofia di Francesco Bacone un contesto teorico solido, articolato, nel quale rispecchiarsi e riconoscersi. Come annota sempre Paolo Rossi lintera opera di
1

Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, Laterza, 1997 pag 4

Francesco Bacone rivolta a sostituire a una cultura di tipo retorico-letterario una cultura di tipo tecnico-scientifico. 1 Se ripensiamo allattuale situazione italiana, non solamente scolastica, che pi sopra abbiamo descritto ci rendiamo conto di quanto il pensiero di questo filosofo possa aiutarci a comprendere e a risolvere i gravi problemi che affliggono il nostro assetto culturale. Studiare e comprendere i mutamenti nel modo di pensare e di guardare al mondo che hanno avuto luogo in quel cruciale periodo storico fondamentale per chi si interessa di scienza e di tecnologia e in particolare del loro insegnamento e della loro divulgazione. Non mi riferisco solamente ad insegnanti e formatori che operano nel mondo della scuola e dellistruzione, ma a tutti coloro ai quali sta a cuore - per ragioni anche le pi diverse - la graduale diffusione nel nostro paese di una vera cultura scientifica e tecnica. Due atteggiamenti, uno stesso orizzonte C una seconda importante ragione, per cui il pensiero di Francesco Bacone si presenta di straordinaria attualit e quanto mai efficace per affrontare le questioni di oggi. Essa risiede nel modo peculiare con cui sono intese e descritte la Scienza e la Tecnica, o meglio quei distinti atteggiamenti del pensiero e dellintelligenza che verranno poi storicamente indicati con tali espressioni. Bacone vede la Scienza e la Tecnica come due aspetti di una stessa realt, riconoscibile nel mondo delle botteghe e delle officine rinascimentali. E vede chiaramente come il livello della comprensione teorica e quello della realizzazione pratica non siano in realt distinti ma facciano parte di un dinamismo naturale e necessario, che fa corrispondere ad ogni causa una conseguente regola e viceversa. Come spiega con grande efficacia Paolo Rossi, dal punto di vista di Bacone chiedersi se le verit scientifiche dipendano dai procedimenti impiegati per affermarle o dalla loro fecondit pratica per Bacone un dilemma privo di senso: una verit scientifica sempre feconda e questa fecondit dipende proprio ed esclusivamente dal suo carattere di piena verit. Le due gemelle intenzioni umane (scrive Bacone), la scienza e la potenza, coincidono in una sola e lignoranza delle cause provoca il fallimento delle opere: ci che in sede teorica vale come causa, in sede operativa vale come regola. Ci implica che a una causa che non possa contemporaneamente valere come regola non pu legittimamente applicarsi la qualifica di causa e viceversa 2 Il pensiero di Bacone appare profetico al lettore di oggi. Infatti la nostra lepoca nella quale Scienza e Tecnologia hanno conosciuto una fusione e una compenetrazione senza precedenti, lepoca che ha visto nascere il concetto di tecno-scienza. Lo schema tradizionale - Scriveva Domenico Parisi alla fine degli anni 80 - che la scienza viene
1

Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, Laterza, 1997 Il tipo di discorso filosofico elaborato nel mondo classico presuppone, secondo Bacone, la superiorit della contemplazione sulle opere, della rassegnazione di fronte alla natura sulla conquista della natura, della riflessione (...) sullindagine diretta ai fatti e alle cose. Si tratta per lui di mettere in crisi quel tipo di cultura nel cui ambito vengono considerati legittimi e possibili discorsi filosofici di quel tipo e di giungere, su queste basi, a una qualificazione dei compiti, dei fini e e dei metodi della filosofia diversi da quella che per secoli si era presentata connaturata alla ricerca filosofica.
2

Paolo Rossi, I filosofi e le macchine 1400-1700, Feltrinelli, 1962, (pag. 166) pag 5

prima e poi vengono le applicazioni e le tecnologie, cio in sostanza che si realizza uno scambio a una via: dalla scienza alla tecnologia. Oggi le cose stanno cambiando per almeno due ragioni. (1) In primo luogo la scienza ha sempre pi bisogno di fondamentali supporti tecnologici, di strumenti sofisticati di ogni tipo, e quindi il progresso scientifico risulta condizionato dal progresso tecnologico che mette a disposizione della ricerca scientifica gli strumenti di cui essa ha bisogno. Da questo punto di vista si stabilito un circolo di cause ed effetti che diverso dal modello lineare tradizionale di una scienza causa prima che produce tecnologia. (2) In secondo luogo, lintreccio tra scienza e tecnologia diventato in taluni casi per cos dire intrinseco. Sono sorte nuove discipline di grande importanza sia conoscitiva che pratica che non appaiono pi classificabili chiaramente come scienza o come tecnologia, ma sono piuttosto una mistura inestricabile di scienza e tecnologia. Ci riferiamo ad esempio allintelligenza artificiale e in generale allinformatica, delle quali difficile dire se abbiano come obiettivo primario la conoscenza di aspetti della realt (scienza) o la costruzione di prodotti e processi utili a qualche scopo (tecnologia) 1 Insomma la scienza e la tecnologia si influenzano e si alimentano a vicenda, alternando fasi e momenti di dipendenza ad altre di maggiore autonomia. Uno dei caratteri della scienza contemporanea - scrive Massimiano Bucchi, sociologo della scienza - infatti proprio la sua crescente intersezione con le attivit di sviluppo tecnologico, con scienziati che operano in settori spiccatamente applicativi ed ingegneri che operano nellambito della ricerca. (...) In questa interazione non pi solo la scienza a stimolare la tecnologia, ma anche la tecnologia a influenzare la scienza, contribuendo a individuare settori o argomenti meritevoli di ricerca scientifica o fornendo apparecchiature strumentali tali da rendere possibili o stimolare determinati esperimenti ed osservazioni 2 Francesco Bacone sembra quindi anticipare una realt che oggi vediamo realizzata nei contesti produttivi pi avanzati, dove non pi possibile - se non in modo artificioso distinguere tra ricerca di base e ricerca applicata, tra laboratorio scientifico e laboratorio tecnologico, tra scienziati e tecnologi. Molte sono quindi le ragioni che ci consentono di parlare di tecno-scienza e di una cultura scientifico tecnologica. E il caso comunque di accennare di passaggio al dibattito, per lo pi interno allarea disciplinare scientifico tecnologica, intorno alle specificit dei due approcci: quello scientifico da una parte e quello tecnologico dallaltra. In particolare stiamo assistendo in questi anni ad un costante e progressivo rafforzamento dei connotati epistemologici della Tecnologia come disciplina di studio e come materia di insegnamento nella scuola di base, anche attraverso laffermazione di elementi peculiari e distintivi rispetto allo statuto epistemologico della matematica o delle scienze (fisica, biologia, ecc). Il fenomeno culturale nel suo insieme complesso, articolato e plurimo, - scriveva alcuni anni fa Gabriele Righetto - ma nella prassi persiste un atteggiamento superato che assegna soltanto a due versanti culturali (talvolta tra loro conflittuali) unimmotivata egemonia. Si tratta da un lato della cultura umanistica (intesa generalmente come conoscenza complessiva del mondo umano, soprattutto nei suoi aspetti espressivi, comunicativi, psicologici, relazionali e mentali) e dallaltro della cultura scientifica (intesa come ricerca di una descrizione, modellizzazione e interpretazione appropriate della
1 2

D. Parisi, Non solo tecnologia, Il Mulino M. Bucchi Scienza e societ, Il Mulino (pag. 101) pag 6

Natura e del Cosmo, nei suoi aspetti macro e micro). Esiste invece una terza cultura, non solo con eguale dignit rispetto alle altre due, ma assai presente e operante nel contesto sociale. Essa la cultura tecnologica o Tecnologia. Impropriamente talora si confonde Scienza e Tecnologia, mentre si tratta di culture correlate e complementari, ma di fatto non coincidenti. 1 Ho menzionato questa importante e interessante linea di studio e di ricerca, di carattere pi epistemologico, per sottolineare come la dimensione tecnologica della cultura scientifica - quella che possiamo chiamare (con Righetto) cultura tecnologica o tout court Tecnologia - a causa della sua naturale e capillare presenza nei diversi contesti sociali, pu svolgere una funzione particolarmente efficace nel processo di ricomposizione - pi volte menzionato - tra cultura umanistica e cultura scientifica. Impegni e responsabilit Il pensiero di Bacone quindi ci soccorre in due difficili questioni, che per maggiore chiarezza espositiva sono state presentate, nel testo, in ordine opposto. 1) La relazione tra Scienza e Tecnologia: > Innanzitutto ci aiuta a comprendere gli elementi che - oggi pi che mai - accomunano le ragioni e le sorti della scienza a quelle della tecnologia. Guardando al mondo della scuola, e particolarmente alla formazione di base e al primo ciclo di istruzione fino alla scuola media, penso sia necessario e urgente che si diffonda la consapevolezza del profondo legame e della intrinseca complementariet esistente tra lapproccio scientifico e quello tecnologico. La legittima e fondamentale ricerca epistemologica e disciplinare, tesa a riconoscere e a valorizzare le specificit di ciascuna disciplina (la matematica, la fisica, la biologia, la tecnologia, ecc), deve per essere accompagnata dal progressivo affermarsi dellidea di una vitale interconnessione e interdipendenza tra i saperi dellarea tecnoscientifica. La responsabilit di questo progresso culturale interessa, oltre che le associazioni disciplinari e gli insegnanti che in esse si riconoscono, anche il mondo universitario, che ammette ancora la presenza di troppe divisioni e di troppi steccati. 2) La relazione tra Cultura Umanistica e Cultura Scientifica: > In secondo luogo ci aiuta a comprendere le ragioni della cultura scientifica e tecnologica, o potremmo dire tecno-scientifica, nei confronti dellancora egemone - almeno in italia cultura letteraria. E fondamentale per tutti - dentro e fuori dalla Scuola - impegnarsi seriamente per una effettiva riconciliazione e ricomposizione tra le due culture per evitare che sopravvivano squilibri e distorsioni culturali, se non addirittura mutilazioni, che avranno necessariamente gravi conseguenze sul futuro dei nostri ragazzi.

ing. Marco Pedrelli - marco.pedrelli@gmail.com Bologna, 7/2/2012

G. Righetto, Il sapere minimo in Tecnologia in TECHNE NOW, IRRSAE Sicilia e IRRSAE Emilia Romagna, 1999 pag 7