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Capitolo 3 Personalità

capitolo 3 psicologia della personalità

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Emanuela Lembo
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Argomenti trattati

  • inconscio,
  • spostamento,
  • preconscio,
  • conscio,
  • senso di colpa,
  • fissazione,
  • Freud,
  • sublimazione,
  • repressione,
  • disturbo post-traumatico
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  • senso di colpa,
  • fissazione,
  • Freud,
  • sublimazione,
  • repressione,
  • disturbo post-traumatico

Capitolo 3: prospettiva psicoanalitica

Le origini
Pierre Janet elabora concetti come quello di subconscio e dissociazione: ovvero un
meccanismo che la mente attua quando è sopraffatta da un evento traumatico per
allontanare l’affetto e il ricordo associato al trauma. Oggi il pensiero di Janet è
fondamentale per comprendere il Disturbo Post-traumatico da stress e nei
Disturbi dissociativi della personalità.

Si tratta di una prospettiva che assegna particolare valore ai processi di cui gli
individui non sono consapevoli. Propone una concezione unitaria, olistica,
complessa e dinamica della personalità. Il principale fondatore è Sigmund Freud
che adotta il metodo storico-clinico: l’oggetto di indagine è l’esperienza, narrata e
ricostruita, dal soggetto stesso al fine di individuare i principi del suo funzionamento
psichico. Nasce anche il termine di psicodinamica: approccio secondo cui la
personalità è costituita da processi e forze molteplici, in relazioni differenti tra loro e
passibili di cambiamento. In altre parole, la personalità è un insieme di forze
intrapsichiche sempre in movimento e talora in contrasto tra loro che agiscono a
livello inconscio indirizzando i comportamenti altrui. Nell’ introduzione alla
psicoanalisi, Freud afferma di aver dato la terza mortificazione al narcisismo
dell’umanità:
1. Copernico: l’uomo non è più al centro della terra;
2. Darwin: l’uomo non è un essere “superiore” ma è un prodotto dell’evoluzione;
3. Freud: l’uomo non è governato dalla “ragione”, o dal libero arbitrio. Vive in
tale illusione, ma è governato da forze inconsce incontrollabili (determinismo).
Tre regioni formano la topografia della mente:
1. conscio: per riferirsi alla parte della mente che consiste in ciò di cui siamo
consapevoli al momento attuale;
2. Preconscio: i pensieri del preconscio possono essere facilmente portati alla
consapevolezza;
3. inconscio: indica una parte della mente che non è direttamente accessibile
alla consapevolezza. L’inconscio è concepito come il deposito dei fenomeni
psichici che non sono diventati consci o che sono tornati allo stato inconscio a
causa di rimozioni.
Il funzionamento della personalità si basa sulle relazioni tra conscio, preconscio e
inconscio. Inoltre, Freud sviluppa un modello strutturale che regola il
funzionamento della personalità: si tratta di 3 istanze che interagiscono per creare il
comportamento:
1. ES: è l’istanza originaria della personalità, esistente sin dalla nascita, che si
riferisce agli aspetti ereditari, primitivi e istintivi. Risiede nell’inconscio e
rappresenta il “motore” della personalità. Segue il principio del piacere
secondo cui i bisogni vanno immediatamente soddisfatti per evitare la
tensione. Soddisfa, quindi, i bisogni secondo il processo primario, ovvero
formando un’immagine inconscia dell’oggetto o evento che potrebbe
soddisfare il bisogno.
2. IO - ego: l’IO deriva dall’ES ed è prevalentemente conscio e preconscio,
anche se in collegamento con l’inconscio. Cerca di soddisfare i bisogni
dell’ES tenendo conto delle condizioni ed esigenze della realtà esterna.
Segue il principio di realtà, prendendo in considerazione la realtà esterna
insieme ad impulsi e bisogni. Valuta il rischio di soddisfare il bisogno e se non
può essere soddisfatto lo rimanda a quando le condizioni sono più favorevoli.
Non mira ad eliminare il bisogno, ma a soddisfarlo quando possibile: esegue
l’esame di realtà> funzione intellettiva dell’IO che realizza piani di azione, ma
non ha un senso morale. La forza dell’io/ego è la capacità dell’IO di gestire i
conflitti tra ES e super-io e i vincoli della realtà.
3. Super-io: Rappresenta in senso morale l'incarnazione dei valori genitoriali e
sociali. Comprende l’io ideale, riferito alle regole di buon comportamento o
standard di eccellenza e la Coscienza relativa alle norme e ai comportamenti
che i genitori disapprovano o punivano. Se il soggetto trasgredisce vive un
senso di colpa. Il super-io opera in tutti e tre i livelli di consapevolezza e
spinge l’ES a prevenire o posticipare gli impulsi vietati; forza l’IO ad agire
moralmente e guida la persona verso il perfezionismo di pensieri, parole e
gesti.

Le pulsioni sono sempre attive fino a quando non si mette in atto un’azione che
consente lo scarico della tensione che generano. Se la pulsione non viene espressa,
la sua tensione permane. Se prevengo l’insorgere della pulsione o ne blocco la
scarica, la tensione permane. (Modello idraulico). Una pulsione ha due collegamenti:
un bisogno biologico e la sua rappresentazione psicologica. Freud ci parla di 2 tipi di
pulsioni:
1. Pulsione di vita o sessuale: insieme di pulsioni che riguardano la
sopravvivenza (evitamento fame e sete), la riproduzione e il piacere; la loro
energia si chiama libido.
2. pulsione di morte o Thanatos: innata ispirazione all’annullamento di sé da
parte dell’organismo, bloccata dall’ istinto di vita.
Quando l’energia si accumula, non può essere trattenuta ed è necessaria rilasciarla
(ingorgo idraulico). Avviene quindi il processo di catarsi> meccanismo che libera le
tensioni alla base di ansia ed emozioni negative. Il principio porta a due previsioni:
● Impegnarsi in un atto aggressivo riduce la tensione perchè l'impulso non è più
bloccato
● Questa tensione dissipa l’energia dell'impulso, la persona potrebbe essere
meno propensa a essere di nuovo aggressiva in futuro.

Freud considera l’angoscia come un segnale di allarme per l’IO che qualcosa di
negativo sta per accadere, quindi ha anche un valore positivo. Distinguiamo:
- Angoscia reale: associata ad un pericolo reale;
- Angoscia nevrotica: paura inconscia che impulsi dell’ES spingano a fare
qualcosa per cui saremo puniti;
- Angoscia morale: paura provata quando la soddisfazione di una pulsione
viene proibita dalla coscienza morale.
Se l’angoscia sale di livello, l’IO agisce in due modi: mette in atto strategie di azioni
per risolvere il problema (coping) o attiva i meccanismi di difesa che mediano tra
desideri, bisogni, affetti e impulsi da un lato e proibizioni interne e realtà esterna
dall’altro.
I meccanismi di difesa riescono a regolare l’omeostasi psichica, costituendo o
soluzioni innovative o rigide barriere. Questi sono:
- Repressione(o soppressione)= meccanismo cosciente; scaccio via un
pensiero o ricordo consapevolmente. La repressione può essere fatta
consapevolmente. Se eseguita inconsciamente viene chiamata rimozione. Il
meccanismo di difesa della repressione non funziona in modo totale e
pervasivo. So possono nascondere in parte dei ricordi stressanti, quindi si
evitare il recupero. Se si riesce a ricordarli si tratta di repressione parziale.
- Rimozione= meccanismo inconscio; il ricordo va nell’ inconscio.
- Negazione= rifiuto di credere che un evento è accaduto o esista. Si attiva
quando le persone sono sopraffatte da realtà minacciose.
Questi sono meccanismi di difesa che contrastano l’angoscia e il dolore. Nel lungo
periodo, però, assorbono l’energia pulsione, togliendola all’IO che non può investire
tale energia in altre attività.
- Proiezione: riduce l’angoscia in quanto i soggetti attribuiscono una propria
qualità inaccettabile ad un’altra persona. Proiettare consente di esprimere in
modo distorto una certa qualità negativa. Questa serve a 2 scopi: aiuta a
realizzare i desideri in una forma o in un'altra rilasciando un poco di energia
utile a reprimerli; Il desiderio emerge in modo che l'Io e il Super-Io non lo
riconoscono come appartenente al soggetto e la minaccia viene così schivata.
- Razionalizzazione: riduce l’angoscia attraverso una spiegazione razionale
del comportamento angosciante attivato o vissuto. Mantiene l’autostima del
soggetto.
- Intellettualizzazione: è la tendenza a pensare alle minacce in modo freddo,
analitico e distaccato. Si ha la separazione tra pensieri e sentimenti.
- Spostamento: si sposta l’impulso minaccioso su un altro vissuto come meno
minaccioso. Il desiderio sessuale verso un bersaglio poco appropriato è
spostato verso un bersaglio lecito.
- Sublimazione: è la trasformazione dell’ impulso in azioni accettabili. Non
agisce sull’angoscia a posteriori, ma sull’’impulso prevenendo in anticipo.
Pertanto è espressione di maturazione nel soggetto.

Sviluppo Psicosessuale
● Freud ritiene che le esperienze precoci siano cruciali nel determinare la
personalità adulta. Concepisce lo sviluppo della personalità come un
movimento attraverso una serie di stadi detti psicosessuali. L’individuo vive
in modo conflittuale gli stadi e, se il conflitto non viene risolto adeguatamente
avviene un processo chiamato fissazione: determina un'incremento
dell'energia in quello stadio e quindi una diminuzione della quantità di energia
disponibile per gli stadi successivi. Più è forte la fissazione, più la libido è
investita. Freud identifica:
● Lo stadio/fase orale: va dalla nascita ai 18 mesi. La zona erogena è la bocca
che media tutte le relazioni del bambino con il mondo. Il bambino si nutre
attraverso la bocca e trae piacere da tale azione. Si suddivide in due
sottostadi:
1) Fase orale incorporativa (nascita- 6 mesi) in cui bambino è totalmente
dipendente da ambiente
• se ambiente è benevolo il b. sviluppa ottimismo e fiducia
• se ambiente è ostile, il b. sviluppa pessimismo e sfiducia;
• se l'ambiente è troppo presente, eccessiva dipendenza.
2) Fase orale sadica (6-18 mesi) in cui il bambino trae piacere dal mordere e
masticare. Il bambino che supera tale fase in modo adeguato sarà in futuro meno
verbalmente “sadico” o sarcastico. Il soggetto con personalità “orale” tende a
rifugiarsi nel cibo, stempera lo stress mangiando le unghie e ha costante bisogno di
cure e sostegno.
● Stadio anale: va dai 18 mesi ai 3 anni. La zona erogena è l’ano e il piacere
deriva dalla defecazione. L’evento cruciale è il controllo degli sfinteri. Vincoli
esterni vengono imposti su spinte interne. È cruciale l'educazione al controllo
degli sfinteri. Sono possibili 2 approcci: 1) Sollecitare il bambino a controllare
nei tempi e spazi opportuni (rinforzo) 2)Punire e deridere ogni fallimento. La
triade anale: Tirchieria, Ostinazine e Rigidità.
● Stadio fallico: va dai 3 ai 5 anni. La zona erogena sono le parti genitali e il
piacere deriva dall’autostimolazione. Gradualmente la libido si sposta verso il
genitore di stesso opposto. (Complesso di Edipo: amore per la madre diventa
desiderio di possesso e odio e gelosia verso il padre, considerato rivale.
Timore del padre come angoscia da castrazione. Si reprime l'amore verso la
madre e si procede ad una identificazione con il padre). (Complesso di
Elettra: la bambina abbandona l’amore verso la madre e si rivolge al padre.
La consapevolezza dell’assenza del pene porta le bambine a sviluppare
l’aggressività verso la madre colpevole della castrazione e desiderio del
padre, quindi invidia del pene. Anche in questo caso, la bambina si identifica
con la madre e supera il complesso). Il superamento del complesso è
fondamentale perché consente all’adulto di comprendere le esigenze altrui.
● Periodo di LATENZA: dai 5 ai 12 anni, le pulsioni sessuali sono meno
aggressive e si sviluppano l’IO e il super-io.
● Fase genitale: si verifica in adolescenza tra i 12 e i 18 anni. Questo è l’esito
della risoluzione dei conflitti delle fasi precedenti. Si persegue il piacere non
solo per se ma anche per l’altro.

Psicoterapia
Il disagio psichico nasce dalle esperienze infantili a causa delle fissazioni a stadi
dello sviluppo psicosessuale; dalla repressione o rimozioni delle pulsioni di base; dai
traumi sepolti soprattutto della prima infanzia. La terapia deve far emergere i conflitti
rimossi e far scaricare l’energia ad essi associata. Si incontra spesso una
resistenza del paziente che è dolorosa, ma utile per superare il conflitto. La terapia
si fonda sul transfert processo per cui i sentimenti verso le persone significative per
il paziente sono spostati sul terapeuta e quindi occorre interpretare il transfert per
comprendere i “personaggi” del conflitto attraverso l’insight.
L’insight non è una comprensione intellettuale, ma la ri-esperienza della realtà
emotiva dei conflitti repressi, delle memorie e delle pulsioni inconsce. Affinché sia
utile, deve avvenire una catarsi emotiva ovvero un rilascio emotivo con
rielaborazione cognitiva.

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