D'onofrio Geofluid - 2016
D'onofrio Geofluid - 2016
Anna d’Onofrio
- Quali prove
- Quali parametri
•Conclusioni
LE PROVE DI LABORATORIO PIU’ NOTE: le classiche
Prova Triassiale
Obiettivo:
Determinare le caratteristiche di
resistenza (non la residua!)
e di deformabilità in tensioni efficaci
controllando le condizioni di drenaggio
e l’applicazione delle tensioni principali
in condizioni di assialsimmetria
Obiettivi: Obiettivo:
1) Determinare le caratteristiche di Determinare le caratteristiche di
compressibilità/rigonfiamento resistenza a taglio
1D (di picco, di stato stazionario, residua)
(legame costitutivo in condizioni su provini consolidati in condizioni k0
edometriche h impedita) mediante controllo di sforzi normali e
2) Determinare le caratteristiche di misura di quelli tangenziali
consolidazione
3) Ricostruire la storia tensionale del
campione
LA PROVA TRIASSIALE
E’ una prova in cui un provino cilindrico viene caricato applicando uno stato
tensionale esterno assialsimmetrico
vincoli misti
LA PROVA TRIASSIALE: la cella convenzionale
LA PROVA TRIASSIALE: la tradizionale
q B
q=sv-so
3
a A p
Difetti di questo percorso:
• Impone una variazione di p (difetto ai fini della
caratterizzazione per la modellazione
costitutiva)
• Impone un percorso non realistico (difetto ai
A B s fini di una caratterizzazione semplificata)
• Raggiunge la rottura per elevati valori di q
IL PERCORSO DI CARICO
A A
sv
B B
so
vuoti, e
0.750
indice dei
0.700 carico (OCR=1)
e
0.650 scarico (OCR>1)
0.600
300
0 200 400 600 800 1000
250
p'
200
Go (MPa)
150
100
50
0
0 200 400 600 800 1000
p'
Sebbene la prova triassiale non possa abbandonare il vincolo della simmetria radiale, è possibile concepire
apparecchiature che controllino e regolino in modo automatico ed indipendente le tensioni orizzontali e
quella verticale per consentirne qualsiasi combinazione
sv
A asse di simmetria
B
s3= sv
so
B
q=sv-so
s1= so so= s2
A p
sv sv
B A A B
so so
q=sv-so q=sv-so
B 2
3
A
3
A p p
B
2
LA PROVA TRIASSIALE : esempio di apparecchiatura evoluta
Suction cup
LVDT
Drenaggi
Interfacce
Air/H2O
CELL
LVDT
RAM CELL
Vol.
Gauge
2. Può essere usata in modo molto più esteso di quanto non sia fatto nella pratica
corrente se si passa alle celle a percorso di carico controllato (prove triassiali
evolute)
Effetto di bordo
trascurabile per
H/D=2
Vantaggi:
• ha una zona centrale non affetta dagli effetti di bordo
• consente la formazione e lo sviluppo di superfici di rottura
• consente la misura locale degli spostamenti
LA PROVA TRIASSIALE: difetti e rimedi sperimentali
Classica soluzione:
uso di membrane lubrificate
necking
Attrito pistone-boccola
400
300
Confronto tra misure del tipo 1, 2, 3 LVDT
GS8
200 GS1.5
ldt1
ldt2
100
1: LVDT esterno ldt avg
2: proximitor interno 0
0 2 4 6 8 10 12
3: LDT locale Deformazione assiale, a, (%)
300 40
700 LVDT - esterno
LVDT - esterno proximitor - interno
proximitor - interno
proximitor - interno
600 250 proximitor - interno
LDT - locale
LDT - locale 30
500 LDT - media LVDT
200
400
150 20
Media LDT
300
300
IDT
Argilla di Vallericca p’0=200 kPa
GS 8 mm
GS 1.5 mm
SOMMARIO: prove geotecniche di laboratorio
- Quali prove
- Quali parametri
•Conclusioni
PERCHE’ UNA CARATTERIZZAZIONE DEI TERRENI SOTTO AZIONI DINAMICHE
sismometro
effetti di sito subsidenza liquefazione frane
Moto sismico di
faglia riferimento
Stati di interesse:
taglio semplice (per le tensioni)
distorsionale (per le deformazioni)
pp
G
pp
WD
D
4WS
COMPORTAMENTO NON LINEARE E DISSIPATIVO
Dominio elastico
1 25
lineare
0.8 20
G/G0 D u/s '0
0.6 15
D (%)
0.4 10
0.2 5
lineare stabile
Dominio non
0 0
0.0001 0.001 0.01 0.1 1
deformazione tangenziale, (%)
All’aumentare di :
- la rigidezza G diminuisce
non reversibile
Liq.
No liq.
Du
1 f s tan (so Du) tan 0 Questa condizione si verifica per un rapporto
so tensionale decrescente con il numero di cicli.
LE PROVE DI LABORATORIO PIU’ NOTE: le cicliche
Tecnica di esecuzione:
f = 0.01-1 Hz
Prestazioni:
0.2
150
0 0
0 500 1000 1500 2000 2500
-0.1 -1
-0.2 50
εa =5%
-2
-0.3
0 50 100 150 200 250 300 350
-3
-0.4 -50
-0.5 -4 Ncyc
-0.6 -5 -150
Mean effective stress , p' (kPa)
Ncyc
0.6 1 150
q (kPa)
Ru =0.9
0.5 0.8
CSR
0.4
Ru 0.6 100
Excess pore pressure ratio, Ru
0.3 Ncyc
Cyclic stress ratio, CSR
0.4
0.2
50
0.1 0.2
0 0
0 500 1000 1500 2000 2500 0
-0.1 -0.2 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5
-0.2
-0.4 εa (%)
-0.3 -50
-0.6
-0.4
-0.6 -1
εa=5%
Ncyc
-150
Prove su campioni indisturbati di piroclastiti napoletane (p'=100 kPa, Δq=±60 kPa, f=0.006 Hz)
LA PROVA di TAGLIO SEMPLICE CICLICO - CSS
Tecnica di esecuzione:
Cicli di taglio semplice simmetrici a f costante.
È controllabile la sola tensione verticale sv
(stato tensionale di confinamento tipo k0)
f = 0.01-1 Hz
NGI
DSDSS
difficoltà misura tensioni normali orizzontali sr percorsi tensionali ?
distribuzione tensioni/deformazioni non-uniforme
Prestazioni:
Difficoltà nella misura delle pressioni neutre
direzione variabile delle tensioni principali = condizioni in sito
PROVA CSS: apparecchiature avanzate
0.25 0.56
40
-0.125 c=0.00038% -0.28 c=0.00098%
Gs=44.1 MPa
Normalised shear modulus, Gs /G0
Gs=32.6 MPa
1 25
9 D = 4.8 % 17 D = 8.6 %
(e) (f) (b)
(a)
-18
0.6-34 15
-0.04 -0.02 0 0.02 0.04 -0.1 Santa
-0.05Barbara
0 clay0.05
#1 0.1
60
0.4 90 Santa Barbara clay #2 10
Shear stress, (kPa)
ISMGEO
LA PROVA DI TAGLIO TORSIONALE CICLICO - CTS
Tecnica di esecuzione:
Mt= A sen(2ft)
sc Condizioni di taglio semplice riprodotte
q con cicli di coppia torcente a frequenza costante
Pre-sollecitazione:
- isotropa su provini pieni
- anche triassiale su provini cavi
f = 0.01-1 Hz
Aria
compressa
Convertitore E/P
LVDT
pressione di cella
CT
TMAC unità di
PC controllo e
alimentazione
PWP
DPT
Apparecchiatura di taglio torsionale
Trasduttori
ciclico e dinamico (UniNa) PWP= pressione neutra
PC=pressione di cella
DPT= variazioni di volume
CT= coppia torcente
LVDT= spostamenti assiali
Laser= Rotazioni della testa del provino
LA PROVA CTS: risultati sperimentali tipici
1,5 60
TS1
TS1
TS2 TS2
tensione tangenziale, (kPa)
-0,5 -20
-1 -40
-1,5 -60
deformazione tangenziale, (%) deformazione tangenziale, (%)
160 32
150
p’=270 kPa
TS4 50 100 20
TS5
80 16
TS6 0
-0,5 -0,4
TS7 -0,3 -0,2 -0,1 0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 60 G-cts 12
TS8 -50 D - cts
TS9 40 8
TS10
-100 20 4
TS11
-150 0 0
deformazione tangenziale, (%) 0,0001 0,001 0,01 0,1 1
deformazione tangenziale, (%)
Nucleo della diga di Campolattaro (Bn)
LA PROVA DI COLONNA RISONANTE - RC
steady-state free decay
sa M(t)= M0sen(2ft) (oscillazione forzata) (oscillazione libera)
Tecnica di esecuzione:
Idem come prova CTS
I0
(stessa apparecchiatura).
r 0.0035
Prove a frequenza:
L deformazioni tangenziali, (%)
sr G sr 0.0030 fr
• variabile (steady state)
exp N
0.1
D • non controllabile (free
deformazione, [%]
0.0025
0
0.0020
0.707max 0.05 decay)
0.0015
0
I n L L 0.0010
f = 10-100 Hz
0.0001 0.001 0.01 0.1 1 10 (%)
160 32
p’=270 kPa
100 20
(%)
G - cts
80 G - rc 16
60 D - cts 12
D - rc
40 8
20 4
0 0
0,0001 0,001 0,01 0,1 1
f crescente
f crescente
PROVA RC – CTS: risultati sperimentali
140
135 = 0.005%
130 Moto Moto sismico Traffico
125 ondoso
105
5
1004
0.001 0.1 10 4
frequenza, f (hz) 3
2
2
1
=0.0001%
0
0.01 0.1 1 10 100
0 frequenza, f (hz)
0.001 0.1 10
frequenza, f (hz)
150
0,6
100 0,4
50 0,2
RC 50 kPa RC 270 kPa RC 586 kPa
0
2,5 0,0
15
1
5
0,5
0 0
0 200 400 600 0,0001 0,001 0,01 0,1 1
p' (kPa) shear strain, (%)
Limi bianchi di Castelnuovo (AQ)
MODELLO GEOTECNICO