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CARATTERIZZAZIONE DEL TERRENO

PROVE MECCANICHE DI LABORATORIO

GEOTECNICA A.A. 2012-2013

Permettono la valutazione dei PARAMETRI di RESISTENZA e DEFORMABILIT necessari per la caratterizzazione meccanica delle terre (e per la progettazione di opere geotecniche). Condizioni di sollecitazione al contorno e di drenaggio Realizzare condizioni pi controllabili possibile (controllo degli spostamenti o controllo delle forze). Realizzare uno stato di sforzo e uno stato di deformazione uniformi, in modo da assimilare il campione di terreno ad un elemento di volume. Controllare le condizioni di drenaggio.
Prestazioni limitate:
Non possibile imporre uno stato tensionale qualsivoglia Una prova pu fornire solo alcuni parametri

PROVE MECCANICHE DI LABORATORIO


Principali peculiarit delle prove:

GEOTECNICA A.A. 2012-2013

! Deve essere possibile controllare e misurare separatamente sia tensioni totali ! sia pressioni interstiziali u, cos da poter risalire alle tensioni efficaci !; ! Deve essere possibile operare in condizioni sia drenate ("V!0 e "u=0) sia non drenate ("V=0 e "u!0), controllando i flussi dacqua e le deformazioni di volume; ! Si applicano tensioni normali attraverso piastre rigide o fluidi in pressione (questi ultimi agiscono su membrane molto deformabili che avvolgono ed isolano idraulicamente il provino), e tensioni tangenziali imponendo spostamenti e stati di sforzo deviatorico. Vengono eseguite con attrezzature e modalit standard o speciali:

standard

rispondono alle pi ricorrenti esigenze in merito alla definizione dei parametri geotecnici necessari alla caratterizzazione del comportamento delle terre; sono volte ad indagare particolari comportamenti (risposta alle piccole deformazioni, risposta in condizioni dinamiche)

avanzate

PROVE MECCANICHE DI LABORATORIO


PROVE STANDARD 1. PROVE DI TAGLIO DIRETTO

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2. PROVE TRIASSIALI

Permettono di raggiungere le condizioni di rottura e di simulare i meccanismi tensionali e deformativi che si verificano nel terreno in seguito alle condizioni di sollecitazione agenti. Con la prova di taglio diretto si ottengono i parametri di resistenza in tensioni efficaci: c e # (di picco e residui). Con la prova triassiale si possono determinare parametri di resistenza (in condizioni di picco e di stato critico, pi difficilmente in condizioni residue) e parametri di deformabilit. A seconda delle condizioni di prova i parametri possono essere riferiti a condizioni drenate e non drenate e a tensioni totali ed efficaci.

PROVE MECCANICHE DI LABORATORIO


1. APPARECCHIO DI TAGLIO DIRETTO Scatola di taglio N T
provino

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Il provino inserito allinterno della scatola di taglio, costituita da due telai orizzontali rigidi, che vengono fatti scorrere luno rispetto allaltro. Nel caso di materiale fine, il provino pu essere indisturbato o ricostituito in laboratorio. Nel caso di materiali a grana grossa, i provini possono essere solo preparati artificialmente. Per individuare l inviluppo di rottura si eseguono almeno 3 prove su 3 provini, aventi inizialmente stesso indice e ma in seguito consolidati sotto 3 diverse pressioni verticali.

piano di rottura dimensione provino: 60x60x25 mm Sollecitazioni: misure: N forza assiale T forza di taglio Cedimento verticale spostamento orizzontale relativo

PROVE DI TAGLIO DIRETTO


FASI DELLA PROVA

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1)! Consolidazione Applicazione di gradini di carico verticali Ni e misura degli assestamenti verticali nel tempo, al fine di valutare la fine del processo di consolidazione. I 2 telai rigidi sono mantenuti solidali tra loro. NB La cella che contiene il provino immersa in un contenitore pieno dacqua: lapparecchio opera in modo analogo ad un edometro. 2) Rottura per taglio (mantenuta costante la forza normale N applicata in consolidazione) Applicazione di uno spostamento orizzontale !h, a velocit controllata, a uno dei due telai, e misura della forza orizzontale T che sorge come reazione al movimento relativo, lungo la superficie di scorrimento che si genera nel provino in corrispondenza del distacco tra i due telai.
Imponendo una velocit di spostamento sufficientemente lenta, consentito alle "u che potrebbero generarsi di dissiparsi. In tali condizioni "=".

PROVE DI TAGLIO DIRETTO

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piastra ripartitrice di carico carta filtro griglia

leva Provino pesi

griglia carta filtro piastra di base

spostamento orizzontale imposto

N T

scatola di taglio dinamometro

parte mobile

parte fissa

PROVE DI TAGLIO DIRETTO


Risultati
Sul piano di rottura: ! ' =

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N A

!=

T A

inviluppo di rottura*

3 provini sottoposti a diverse "v

"v3

"v2 "v1
*luogo

"v1

"v2

"v3

dei punti che soddisfano la:

! = c '+ " 'tan # '

PROVE DI TAGLIO DIRETTO

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3) Resistenza residua La prova viene eseguita anche per la definizione dei parametri di resistenza residua, raggiunta per elevate deformazioni. La procedura sperimentale consiste nelleseguire numerosi cicli di taglio, in modo da sollecitare il provino lungo la superficie di rottura fino al raggiungimento di minimi valori di resistenza al taglio.
Si esegue un numero di cicli (almeno 5) tale da pervenire ad una curva tensione tangenziale-spostamento orizzontale caratterizzata dallo stesso valore di t di quello del ciclo precedente. La procedura piuttosto lunga e laboriosa in quanto necessario che alla fine di ogni ciclo il telaio mobile venga riportato nella posizione iniziale, senza che tra un ciclo e laltro si accumulino sovrappressioni interstiziali.

In alternativa, si pu operare con unattrezzatura differente, detta di TAGLIO ANULARE, nella quale un provino cilindrico cavo posto in una cella anchessa divisa in due parti, di cui una pu ruotare relativamente rispetto allaltra.

PROVE DI TAGLIO ANULARE


Condizionatori segnali trasduttori Sistema di acquisizione
CELLA DI CARICO 2 PANNELLO DI CONTROLLO MACCHINA DI TAGLIO

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TRASDUTTORE DI SPOSTAMENTO ASSIALE TELAIO PER LAPPLICAZIONE DEL CARICO ASSIALE TRAVERSA IMMOBILE PER LA MISURA DELLA COPPIA TORCENTE CELLA DI CARICO 1

PESI CARICO ASSIALE

PROVE DI TAGLIO ANULARE


CARICO ASSIALE

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CUSCINETTO

CUSCINETTO

LAMELLE FISSAGGIO PROVINO ALTEZZA PROVINO

CUSCINETTO PARTE IMMOBILE PARTE MOBILE

SUPERFICIE DI TAGLIO DEL PROVINO

PIETRA POROSA

PROVE DI TAGLIO ANULARE

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PROVE DI TAGLIO ANULARE

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Diagramma

$ - !h

$ $ [Mpa] [MPa]

!h [mm] ! h [Mpa]

PROVE DI TAGLIO ANULARE

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Parametri di resistenza a taglio

#p=22

#res=18 c

PROVE DI TAGLIO ANULARE


RESISTENZA AL TAGLIO DELLE ARGILLE

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Resistenza stato critico

PROVE DI TAGLIO ANULARE

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Resistenza al taglio residua delle argille

DS CK0D PRULLI (FI) S2 CI1

PROVE DI TAGLIO ANULARE

GEOTECNICA A.A. 2012-2013

Resistenza al taglio delle argille: Residuo (Skempton 1964)

PROVE DI TAGLIO ANULARE A.A. 2012-2013 Resistenza al taglio delle argille: Residuo (Lupini et al. 1981)
GEOTECNICA

PROVE DI TAGLIO DIRETTO


LIMITI DELLA PROVA

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1.! Non sono controllate le condizioni di drenaggio del provino e non misurata la pressione interstiziale. Come conseguenza i test devono essere condotti in modo che la rottura avvenga in condizioni drenate. Per fare ci lo spostamento imposto alla base della scatola di taglio deve essere applicato lentamente. Le velocit consigliate per la prova sono: argille v = 10-4 mm/s sabbie v = 0.02 mm/s 2.! Il provino forzato a rottura nel piano orizzontale di scorrimento. Per questo lo stato tensionale non pu essere definito in modo completo essendo nota solo la tensione normale e tangenziale sul piano orizzontale. Vi dunque lincertezza se la $ misurata sia la $max=1/2("1-"3)max o se rappresenta la $ff sul piano di rottura.

PROVE MECCANICHE DI LABORATORIO


2. APPARECCHIO DI PROVA TRIASSIALE La possibilit di controllare le condizioni di drenaggio e di imporre uno stato di sforzo e di deformazioni uniformi fanno s che sia la prova pi utilizzata. Una membrana isola il campione dallacqua contenuta nella cella, utilizzata per imporre uno stato tensionale isotropo; per applicare il deviatore degli sforzi si incrementa il carico assiale.
dimensione provino H/D=1.5-2-2.5 cilindrico: (76.2-38.1mm) Sollecitazioni: Pressione di cella Carico assiale

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acqua

Fa

Cella triassiale

provino

PROVE TRIASSIALI
Le estremit del provino sono in contatto con due pietre porose, collegate al circuito di drenaggio con due tubicini flessibili: Se la valvola aperta, sono permessi flussi in uscita e in entrata, quindi la dissipazione delle "u e le variazioni "V ; Se chiusa, disponendo esternamente un manometro, si misurano le "u generate nel provino.

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acqua provino

PROVE TRIASSIALI
La forza assiale applicata alla piastra superiore mediante unasta di carico o un pistone privi di attrito. Si misura con unopportuna strumentazione, cos come gli spostamenti "H del provino. Da essi, nota H0, si ricavano le deformazioni assiali.

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pistone senza attrito Trasduttore di spostamento verticale

acqua

Fa

provino

PROVE TRIASSIALI
SOLLECITAZIONI in condizioni di simmetria assiale: Fa "a "r D "r u "r H

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!r=!3: pressione di cella isotropa u: pressione neutra - back pressure Fa, !a= !1: carico assiale deviatorico

Fa !a =!r + A

pressione deviatorica: Fa/A="a-"r

Area corretta, riferita alla mezzeria del provino (variazione che larea A della sezione trasversale subisce per effetto della deformazione radiale %r)

"r "a

#V 1+ 1 " !v V0 A = A0 = A0 #H 1 " !a 1+ H0

Si assume nullo lattrito tra le piastre di estremit ed il provino e tra la membrana ed il provino ($zr=0)

PROVE TRIASSIALI
MISURE

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Misure dirette: pressione di cella, forza assiale trasmessa dal pistone, spostamento verticale del campione, pressione interna del campione (in condizioni non drenate) o il volume di acqua espulso dal campione (in condizioni drenate). Le deformazioni direttamente calcolabili sono:

deformazione assiale

!a =

!H H0

e volumetrica

!v =

!V V0

Misure indirette:

deformazione assiale

!r =

!v ! !a 2

NB deformazione volumetrica dedotta misurando il volume dacqua in entrata o in uscita dal campione saturo

PROVE TRIASSIALI
FASI DELLA PROVA

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Per comprenderle, necessario ricordare che le operazioni di prelievo, conservazione e preparazione dei provini possono indurre effetti di disturbo che rendono i parametri misurati diversi da quelli del terreno in sito. 1.! Saturazione del provino: 2.! Consolidazione ! Isotropa (C) ! Anisotropa (CA) ! Monodimensionale (CK0)

"u (back-pressure u0) ! r = ! a ! r ! ! a ! r = k o ! a "!a "!a "!a "!a > = = < 0, 0, 0, 0, "!r "!r "!r "!r = < > = 0 0 0 0

3.! Rottura (Drenata o Non Drenata) ! %a > 0 Compressione per carico Compressione per scarico ! %a < 0 Estensione per carico Estensione per scarico

PROVE TRIASSIALI
1) Saturazione del provino

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Affinch le variazioni di volume del campione possano essere dedotte dal volume di acqua in entrata o in uscita, necessario che le condizioni di saturazione siano mantenute nel corso della prova, assicurandosi che eventuali bolle daria o di gas rimangano in soluzione nellacqua. ! Flushing: si applica un flusso dacqua disareata allinterno del campione. ! Back pressure: si mantengono le tensioni efficaci invariate eliminando il volume di aria interna al provino aumentando la pressione. Questa tecnica si basa sul principio della compressibilit (legge di Boyle) e della solubilit (legge di Henry) dellaria in acqua, le quali aumentano con laumentare della pressione. Si applica una pressione idraulica denominata back pressure o contropressione (u0), che deve essere controbilanciata dalla pressione in cella, in modo che la differenza tra le due sia minima. Nelle successive fasi: u0=cost. ! C02: laria presente nel provino viene sostituita con C02 che viene fatta circolare attraverso le linee di drenaggio della cella triassiale. Essendo la C02 molto pi comprimibile dellaria risulta molto pi agevole saturare il provino mediante un successivo aumento di back pressure.

PROVE TRIASSIALI
2) Consolidazione

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Il provino viene sottoposto ad una compressione in condizioni isotrope o anisotrope rappresentative del problema in esame. Nel caso in cui avvenga con drenaggio permesso, a tutti gli effetti una fase di consolidazione (C). Nel caso avvenga a drenaggio chiuso, consiste in una compressione non drenata (applicazione di uno stato di sforzo totale senza variazioni di volume U). 3) Rottura Il provino viene portato a rottura secondo 4 differenti PERCORSI TENSIONALI, in condizioni drenate (D) o non drenate (U). CONDIZIONI DI DRENAGGIO ! TIPO DI PROVA
CONSOLIDATA DRENATA (CD: CID, CAD, CK0D): fase 2 e 3 in condizioni drenate CONSOLIDATA NON DRENATA (CU: CIU, CAU, CK0U): fase 2 drenata e 3 non drenata NON CONSOLIDATA DRENATA (UU): fasi 2 e 3 non drenate.

PROVE TRIASSIALI
3) Rottura

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La necessit di eseguire 4 differenti PERCORSI TENSIONALI: ! !

%a > 0 %a < 0

Compressione per carico Compressione per scarico Estensione per carico Estensione per scarico

"!a "!a "!a "!a

> = = <

0, 0, 0, 0,

"!r "!r "!r "!r

= < > =

0 0 0 0

risiede nel fatto di voler ottenere parametri meccanici riferibili alle reali condizioni in sito (i parametri geotecnici, a parit di natura del terreno e stato iniziale, dipendono da tali condizioni).
ES. i cinematismi in atto a monte di uno scavo fanno s che lungo una potenziale superficie di rottura, le condizioni possano essere simulate con prove di compressione per scarico. Nel caso di una parete che sollecita il terreno a monte, le condizioni sono simulabili in estensione per carico (e taglio semplice).

PROVE TRIASSIALI
FASE DI ROTTURA piano (p,q) invarianti di tensione q = "a-"r
%"a=0 %"r < 0 compressione COMPRESSIONE PER SCARICO ESTENSIONE PER SCARICO estensione %"a < 0 %"r = 0 Condizione iniziale isotropa scarico carico %"a>0

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%"r = 0 COMPRESSIONE PER CARICO

p= ("a+2"r)/3
ESTENSIONE PER CARICO %"a = 0

%"r >0

Di seguito, analizzeremo in dettaglio il significato di tali PERCORSI.

PERCORSI TENSIONALI Compressione per carico

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PERCORSI TENSIONALI Compressione per scarico

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PERCORSI TENSIONALI Estensione per carico

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PERCORSI TENSIONALI Estensione per scarico

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