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  • trasferimento di calore,
  • capacità termica,
  • risultati sperimentali,
  • massa,
  • calore fittizio,
  • calorimetro isolato,
  • esperimenti di Joule,
  • energia cinetica,
  • sistemi isolati,
  • calore ceduto
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CALORE

Se un oggetto ha una temperatura elevata si dice che è caldo e la parola “caldo” ci


richiama alla mente la parola calore. Se due corpi con temperature diverse sono messi
a contatto, il calore fluisce dal corpo più caldo a quello più freddo finché non
raggiungono la stessa temperatura e sono quindi in equilibrio termico.

Definizione: il calore è l’energia che fluisce da un corpo a temperatura maggiore ad


uno a temperatura minore. È una forma d’energia in transito, non ha senso dire che un
corpo possiede calore; la sua unità di misura è il joule.

Capacità termica
La temperatura di un corpo aumenta quando il corpo assorbe energia dall’esterno
sotto forma di calore Q (energia termica) o di lavoro.

Ad esempio la temperatura dell'acqua si può aumentare:


o Esponendo la sostanza ai raggi del sole (energia raggiante);
o Agitando l’acqua con un cucchiaino (energia meccanica);
o Mettendo il recipiente su un fornello (energia termica);
o Inserendo nell’acqua un filo metallico percorso da corrente (energia elettrica).

Gli esperimenti mostrano che l’energia assorbita e la variazione di temperatura T del


corpo sono direttamente proporzionali:

Q = C*ΔT

La costante di proporzionalità C è detta capacità termica del corpo.


Si osserva che Q > 0 se ΔT > 0 e Q < 0 se ΔT < 0

Definizione: la capacità termica di un corpo è l’energia necessaria per aumentare di


1K la sua temperatura. Unità di misura: J/K. La capacità termica, quindi, è il rapporto
tra l’energia che il corpo acquista (cede) e il suo aumento (diminuzione) di
temperatura.

Per esempio la capacità termica di un cucchiaino d’acciaio di 60 g è circa 14 J/K; gli


esperimenti mostrano che C è, infatti, direttamente proporzionale alla massa m, se
fornisco la stessa quantità di energia all’acqua contenuta in una pentola o in una
vasca l’aumento della temperatura è ben diverso. Allora:
C = c*m
La costante di proporzionalità c è il calore specifico della sostanza di cui è composto
il corpo.

Definizione: il calore specifico di una sostanza è l’energia necessaria per aumentare


di 1 K la temperatura di 1 Kg di quella sostanza. Unità di misura J/(Kg °C)
Legge fondamentale della termologia
Mettendo insieme le due relazioni precedenti si arriva a

Q = ΔE = c m ΔT

dove Q rappresenta il calore acquistato o ceduto dalla sostanza quando varia T.

Questa formula permette di calcolare la quantità di energia ΔE scambiata da una


quantità di massa m di una sostanza di calore specifico c quando la sua temperatura
cambia di ΔT.
Ci dice che l’energia scambiata è:
o Direttamente proporzionale alla massa della sostanza;
o Direttamente proporzionale alla variazione della T;
o Legata alla natura della sostanza (c).

La caloria e l’equivalente meccanico


Si prova sperimentalmente che un lavoro compiuto su un corpo gli accresce la
temperatura , ossia tale lavoro si è trasformato in calore (qualunque tipo di lavoro: per
vincere le forze di attrito, per comprimere un gas...); viceversa, in particolari
condizioni è possibile ottenere lavoro fornendo calore ad un corpo (macchine
termiche).
Si prova sperimentalmente che c'è equivalenza tra calore e lavoro, ossia sono due
aspetti diversi di una stessa entità.
La relazione tra energia (espressa in Joule) e calore (espresso in caloria) è stata
dimostrata sperimentalmente da James Prescott Joule (1818 – 1889) con un

dispositivo detto “Il mulinello di Joule”, con il quale


dimostrò che occorre compiere un lavoro di circa 4180 J per aumentare di 1 K la
temperatura di un kg di acqua (assunto poi come calore specifico dell'acqua).
Dopo avere esaminato gli effetti termici della corrente elettrica, Joule decise di
indagare gli effetti termici del movimento meccanico. Il mulinello di Joule è un
apparato di piccole dimensioni formato da un calorimetro contenente acqua, un
thermos che impedisce al calore di entrare e di uscire, all'interno del quale è inserito
un mulinello collegato all'esterno tramite un avvolgimento di funi e un sistema di
carrucole a due pesetti.
Quando il giunto che collega l'albero interno alle funi è stretto, i pesi scendono ed il
mulinello è azionato dal lavoro compiuto dalla forza peso delle masse. Dopo aver
ripetuto l'esperimento diverse volte Joule si rese conto che la temperatura all'interno
del calorimetro era aumentata. Si conclude quindi, a fronte dell'innalzamento di
temperatura, che tutto è avvenuto come se si fosse somministrato calore (cosa
peraltro impossibile perché il calorimetro è isolato termicamente) ed è quindi
possibile determinare il rapporto tra l'energia meccanica immessa e la variazione di
energia interna misurata in calorie intesa come calore fittizio introdotto, e dato dal
prodotto della massa d'acqua per l'innalzamento di temperatura.
Per mezzo di tale esperimento, Joule determinò un valore dell'equivalente meccanico
del calore pari a 4,41 J/cal, valore di straordinaria precisione per i tempi. Il valore
dell'equivalente meccanico della caloria oggi accettato è di 4,186 J/cal.
La questione fondamentale dell'esperimento fu quella sull'origine di tale calore,
ovvero da cosa scaturisse: i pesi inizialmente scendono con un'accelerazione simile a
g, ma quando aumenta la loro velocità, aumenta anche la resistenza idrodinamica che
l'acqua esercita sulle palette del mulinello. Ciò vuol dire che l'energia cinetica finale
dei pesi non è uguale alla loro energia potenziale iniziale, perché parte di questa
energia è stata dissipata per attrito all'interno del calorimetro ed è proprio tale energia
a determinare l'aumento della temperatura dell'acqua.
La grande scoperta sperimentale di Joule consistette nel fatto che il rapporto tra
l'energia dissipata e il calore creato rimaneva costante anche cambiando le masse.
L'esperimento confermò che si può aumentare la temperatura facendo anche un
lavoro.

In una trasformazione ciclica il rapporto tra il lavoro compiuto e il calore prodotto è


costante
L/Q=J

La costante J è detta equivalente meccanico del calore.

L’unità storica del calore, che non è prevista nel sistema S.I., è la caloria.

Definizione: una caloria (1cal) è la quantità di energia necessaria per innalzare la


temperatura di 1 g di acqua da 14.5 a 15.5 °C a pressione atmosferica (1.01*10 5 Pa),
da ciò deriva che il calore specifico dell’acqua è

1000 cal / (kg °C) = 1 kcal / (kg K)

I nutrizionisti forniscono il contenuto energetico dei cibi in kcal, ma spesso le


indicano come Cal. Quindi 1Cal = 1000 cal = 1 kcal.
1 cal = 4,186 J
questo fattore di conversione è conosciuto con il nome di equivalente meccanico
della caloria.

Calorimetro ed equilibrio termico


Uno strumento utilizzato per misurare i trasferimenti di calore è il calorimetro: un
contenitore di bassa capacità termica, tale da non assorbire molto calore, e ben isolato
termicamente. Il calorimetro viene riempito d’acqua in modo che un oggetto
introdotto nel contenitore scambi calore con l’acqua (massa macqua e temperatura Tacqua
misurate in precedenza). Di conseguenza, la temperatura dell’acqua varia fino a un
valore di equilibrio Te , misurato dal termometro e quindi si è in grado di calcolare la
variazione ∆T = T e −Tacqua
Dalla meccanica conosciamo il principio di conservazione dell’energia, secondo il
quale l’energia non si crea né si distrugge, ma si può solo trasformare da una forma in
un'altra. Allora avevamo a che fare con l’energia cinetica e potenziale, ora abbiamo
esteso il concetto di energia al calore, cioè energia che transita da un corpo ad una
temperatura maggiore ad uno a temperatura minore. Questo spiega come oggetti, a
temperature diverse, possano raggiungere una temperatura di equilibrio se vengono
posti a contatto. Se non c’è dispersione di calore verso l’esterno, il calore ceduto
dagli oggetti più caldi deve essere uguale al calore assorbito da quelli più freddi,
come previsto dalla conservazione dell’energia.

Sostanza fredda: m1 c1 T1
T1 < Te < T2
Sostanza calda: m2 c2 T2

Q ceduto = m2 c2 (Te – T2) < 0


Q acquistato = m1 c1 (Te – T1) > 0

per il principio di conservazione dell'energia:


Qc = - Q a

Qc + Q a = 0

m2 c2 (Te – T2) + m1 c1 (Te – T1) = 0 equazione dell'equilibrio termico

T e = (m2 c2 T2 + m1 c1 T1) / (m2 c2 + m1 c1 )

Se ho più sostanze sarà Q1 + Q2 + Q3 +...+ Qn = 0

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