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poter:e,

il ualore,Ia dignit, l'o'nore, I'attitudin'e:i''

(se si prende il teqriine in senso, dei suoi rnezzi presenti di ottqnere n; bene apparente futuro; e pu essere originale'o t.'l!*',n'dilt: Il-potere naturale consiste della superiorit delle. facolt' del corpq e della mente, come un grado straordinario li fgrza. irll"rru, prudenza, arte, eloquenza, liberalit, o nobilt' I ooter s'tr)mentali sono quelli che, acquistati mediante i poteri 'n"trr."li o grazie alla foruna, costituiscono i mezzt e- gli stru' t".ori p."icq"istare rnaggire potere: corne la nrchezzl;la" ,.p.rrdion., gii amici;e qgel segreto operare.dl Dio, * 4t uomini chiaano buona fortuna. -La natura del potere in" i"irl, ;qir" questo riguar'do, simile a quella della fama, che

Il potere:/l art uoffio

univers-ale) consiste

r"*fnat. per prime le facolt e le


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::;ffi; ii'a"i^li (ii-;;"' iL-"!in"ione), quindi gli elementi dili;;;" d'agti'animali (it senso, I'immagir -?;i; specifi"camente- umani il linguaggio, .la ragionee. l^ ;f*i:2! :l-g]::tf: pef rl cai toro 6, \"' 'r'tL' 'r'Lc"v" qv' a.pafte ffi ;#;;; ;ru;* dovrebbe essefe tatto iitll pati;o';' .[n esso..infatti.il ?,i:!f: ; caprforo-o, 9!" !:F. :,",".filosofo uolonari, ,o*uor*iiii mai: ;;;; ;";";-i.ti, tn".."nicistica d[a volont t .ot:[ t:tt::l*,:Ji; ifiri" i orimi fondamenti del relativismo etico t0 i ffi;;"idil'\.i'."pi*ti - pt-iale lt I'analisi della natura umana condottq rnornento'li sinte-si Nel primo' inf atti' il' :"rd=;;-;"' ti"- plrt * virt r> e relazioni umane. considerato
it-*.otro delle disposizioni, -espressione di rapporti di forza e di poterel ne! secon'lo' come
si

dispos

ili:iti:ii'

il suo potere consiste proprio in essi, '' ,, '1;11;ffi r'Jlgo.nza un iot.r., perclr. lpp"t.. come prude*. iiji,i La bellezza un potere, perch, essendo una plomessa 11t;,r;;ff di bene, raccomanda al favore, delle donne e degli estraneilt' ,.,,,",,. :s'',ii1iffi Le scienze sono poco potere, perch non conferiscono periorit,equindinonSonoriconosciuteinqualsiasiuomo. Anzi, in g.nr. non sono riconosciute .t. il pochi uominir.'.:lliii

privilegi, perch

e dguardo a poche cose; perch la narura della scienza 1al9;:'',i,] , che nessuno pu riconoscerla in un a'Iffo, senza possederla .','11'i;1 gi in buona misura. Sono invece un potere le arti di pubblica utilit, come la fortificazione e la costruzione di macchine da guerra, perch

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di
quest'ultimo..

'iii"'i". vera madre sia la scienza, e specialmente la matemati4, -la


Il

pure, r:' "r"rr'i;;;i e la levatrjce ., ',lll mano dell'arte,6ce, poich le .trae alla luce passa, agli occhi del volgo, per la madre, sono stirnate parto :.,r:i{

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aalore di un uomo , come per tutte le altre cose, il .' rrr ,lii'i;i suo prezzo, cio quanto si darebbe per I'uso del suo potere. Esso quindi non assoluto,. ma dipende dal bisogno e dal : giudizio:degli altri. Cosl un abile comandante di gran ptEZzo ',': :;;,t;,,,,t1 durante e nell'imminenza di una guerra, ma non in tempo di '.'l;,r.1X pace; e, un giudice dotto e onesto ha grande valore in pace, ' ,i,ij.li ma non in guerra. Come accade per le altre cose, il prezzq I i degli uornini determinato non dal venditore, ma dall'acqui-

di soiito onorare e dlsrJr:'Jrals. .'rrtir'-,ire a qualcuno un alto valore signiFea orarara; artrii';urrgiiene
camente ,chiamata

rente: un uomo, infatti, pu attribuirsi, come la maggior parte fa, il valore pi alto; ma il suo valore vero non superiore a quanto gli altri stimano. La manifestazione del valore che ci attribuiamo recipro'

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.f,ltr

uno basso, disonorarlo. Alto e basso, in questo caso, vanno intesi in riferimento a quanro ciascuno srim; il proprio valore. . _- II ,valore pubblico di un uomo, cio quello attribuitogli dallo Stato, detto comunemente dignit; e viene indicalo mediante incarichi di comando, cariche giudiziarie e impieghi pubblici; oppure mediante nomi e titoli introdotti al fine"di operare tale distinzione. - Pregare_r:n almo di un qualsiasi aiuto onorarlo, perch segno dell'opinione che egli abbia il porere di aiutarci; e quanto pi arduo questo aiuto, tanto maggiore I'onore. Obbedire onorare, perch si obbediscono solo coloro che si pensa abbiano il-ptere di aiutarci o aitaunn.guir*f , e quindi disobbedire disonorare a qualcuno de grandi doni onorarlo, perch si-Fare gnifica acquistare la sua protezione, e riconoscere il suo potere. Donare delle piccolezze disonorare, perch si tratta solo di un'elemosina, e mostra che si pensa'cire I'altro abbia bisogno di un piccolo aiuto. Promuovere con zelo il bene di qua,lcuno, perfino adularlo, onorarlo, come segno che cerchiamo da lui protezione o aiuto. Mostrarsi negligenti invece disonorare. Cedere il passo o il posto ad un alro, nel godimento di ,qualche bene, onorare, perch significa riconoscre un porere superiore al proprio; e avanzate delle pretese disonorare. Mostrare segni di amore o di paura nei riguardi di un altro onorare, perch sia I'amore che la paura rnanifestano ['attribuzione di valore. Invece disprezzaie, cio temere o amare qualcuno meno di quanto si attende, e quindi sottovalutarlo,
significa disonorarlo.

Credete a qualcuno e fare afidamento in lui onorarlo, come segno dell'opinione della sua virt e del suo potere; diffidare o non credere, significa disonorare. Dare ascolto al consiglio o in generale al discorso di qualcuno onorarlo, perch mostriamo di ritenedo saggio, elo-

o ingegnoso; assopirsi, andarsene o chiacchierare mentre parla, disonorado. Compiere nei riguardi di qualcuno le azioni che egli ritiene segni di onore, o che la legge e il costume rendono tali, onofare, perch, approvando I'onore reso da alui, si riconosce il potere da quelli riconosciuto. E rifiutarsi di mmpierle
quente
disonorare. Essere d'accordo con I'opinione

di un altro significa approgiudizio e la saggezza, e quindi onorarlo; essere in disaccordo disonorarlo, perch significa rinfacciargli un errore e (se il disaccordo su molte cose) la stoltezza. Imitare qualcuno onorarlo, perch significa approvare con decisione; imitare un suo nemico disonorarlo. Onorare quelli che un alro onora significa approvare il suo giudizio, e quindi onorare lui'stesso; onorate i suoi nevarne

il

mici disonorarlo.
Impiegare qualcuno come consigliere, o in azioni dificili, in quanto segno di un'alta opinione della gua saggezza; o del suo potere in genere; non impiegare, negli stessi casi, chi lo desidera signi6ca disonorarlo. Tutti questi modi di onorare sono naturali, tanto entro gli Stati che al di fuori di essi. Ma negli Stati colui o coloro che hanno la suprema autorit possono fare di quello che vogliono un segno di onore; e quindi vi sono altre specie
eignifica onorarlo,

e impudente, di disonore.
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Lodare, esahare o felicitare qualcuno significa onorarlo, Fgrch non si attribuisce valore che alla bont, al potere e alla felicit. cos insultare, deridere e compatire, disnorarlo. Rivolgersi a qualcuno rispettosamente, apparirgli innanzi umili e decorosi, sono segni di paura di offndere, e quindi di onore; padargli bruscamente, comportarsi in modo or..n.,

di onore. Un sovrano onora un suddito con qualsiasi titolo, ufficio, impiego o azione egli stesso consideri come segno della sua
volont di onorarlo. II re di Persia onor Mardocbeo otdnando che fosse con. dotto per le strade negli abiti e sul cavallo del re, incoronato, e precqduto da un principe che proclamasse: cos si t'a a colui

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il re uuole onoraret. E invece un altro rc di Fersia, o quello stesso in altra occasione, diede il permesso, ad uno
che
che lo chiedeva per un servizio resogli, di indossare un abito del re; ma aggiunse che lo avrebbe dovuto indossare come buffone di corte, e cos lo disonor. Quindi la fonte dell'onore civile nella stessa persona dello Stato, e dipende dalla volont del sovrano. Esso temporaneo, ed chiamato onore cioile, come ad esempio le magistrature, gli uffrci, e gli stemrni e gli scudi; e gli uomini onorano coloro che ne godono, perch come se avessero altrettanti segni del favore dello Stato; e questo favore un potere. onoreuole qualsiasi po$sesso, azione o qualit, che costituisca un argomento o segno di potere. Quindi essere onorato, amato o temuto da molti onorevole, in quanto argomento di potere; ed. disonoreuole essere onorato da pochi

Tutte le azioni e i discorsi che derivano o sembrano de- ,l iivare da molta esperienza, scienza, diacernimento, o ingegno, ' fono onorevoli, perch si tratta di altrettanti poteri. Le azioni le parole che derivano dall'emore, dall'ignoranza o dalla
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|i,.rtoltezza, sono disonorevoli. *';.;1 La gravit, in quanto sembra derivare dall'impiegare la ,ttllincnte in qualche afr.arc, onorevole, perch un impiego un Itegno di potere; ma, in quanto sembta derivate dalf intenzione "i+ir il.' dl apparire gravi, disonorevole. Nel primo caso essa come *ft: lr stabilit di una nave carica di mercanzia; nel secondo caso, {:" .# come quella di una nave zavotrata con sabbia o altro mate,

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tiale di scarto.
F.ssere cospicui, cio
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o da nessuno.

dominio e la vittoria sonci onorevoli, perch si acquistano con il potere; e la servit, per bisogno o per prur", disonorevole. La buona fortuna, se duratura, onorevole, in quanto segno del favore di Dio; e cosl la sforruna e le perdite sono disonorevoli. La riccltezza onorevole, perch potere; la povert, disonorevole. Magnanimit, liberalit, speianza, coraggio, confidenza sono onorevoli, perch derivano dalla coscienza del proprio potere; e disonorevoli sono la pusillanimit, la parsimonia, la paura, la diffidenza. La prontezza e la tempestivit nello stabilire sono onorevoli, perch consistono nel dsprezzo

Il

noti per ricchezza, pr cariche, per :.: azioni importanti o per qualsiasi bene eminente, onorevole, t: j.J', ln quanto segno del potere per cui si cospicui; al contrario, J,. essere osc-uri disonorevole. Nascere da genitori cospicui onorevole, perch si posLe azioni che procedono dall'equit, e /vengono accompagnate da qualche perdita, sono onorevoli, in quanto segni di magnanimit, perch la magnanimit un segno di potere. Al contrario I'astuzia, I'inganno e I'iniquit sono disonorevoli. ,La brama di grandi ncchezze e I'ambizione di grandi onori sono onorevoli, in quanto segni del potere di conseguirli; la brama e l'ambizione di piccoli guadagni e ayaltz= menti sono disonorevoli. N ha rilievo, per quanto riguarda I'onore, che un'azione, purch grande e difficile, e di conseguenza segno di molto potere, sia giusta o ingiusta: it'^fatti I'onore consiste solo nella opinione del potere. Cosl gli antichi pagani pensavano di,onorare grandemente gli di, e non di disonorarli. quando nelle loro poesie li rappresentavano nell'atto di violentare, rubare e compiere altre azioni gtandi, ma ingiuste o impure; al punto che di Gioue si celebrano soprattutto gli adulteri, e di Mercurio le frodi e i furti. A proposito di quest'ultimo, la pi
eono pi facilmente ottenere aiuti dagli amici dei propri ascendenti; al contrario, avere un'ascendenza oscura disonorevole,

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difficolt e pericoli. L'irresoluzione disonorevole, perch indica una sopravvalutazione dei picroli ostacoli e dei piccoli vantaggi. Infatti, se un uomo considera e soppesa una que. stione finch le circostanze glielo permettono, e non si risolve, *err.ret la differenza di peso deue piccola; e quindi egli deve
sopravvalutare cose di ben poca importanza; ci che costituisce

il da farsi di piccole

appunto la pusillanimit.

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Ester, 6,7-11.

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di,n611. aveva rubati gli armenti ai,pastori di Apollo.

fra gli uomini, finch non vennero costituiti dei ) grandi Stati, non si consider disonorevole fare il pirata o il ladrone. Anzi, come risulta chiaro dalle storie dei tempiir antichi, si trattava, fra i greci e fra gli altri popoli, di un,iir mestiere legittimo 2. Ancora oggi, in questa parte del rnondoi,lri', i duelli privati, sebbene illegittimi, sono onorevoli; e lo sar,'lt ranno sempre, finch non venga il, giorno in cui si attribuir
Anche

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i duelli sono spesso

onare a chi rifiuta la sfida, ed infamia a chi la lancia. Infatti

efietto del coraggio, e

il

coraglio si fondri

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sempre'sulla forza o sull'abilit, che costituisrono un potere; ahche se quasi sempre non sono altro che I'effrtto delle parole awentate e della paura del disonore di uno o di entrambi i combattenti, che, per svetatezza, sono. costretti a scendere in c,ampg onde evitare la disgrazia. [...]

maniere non intendo il decoro.del comportamento, cio comq salutare, come lavarsi la bocca o pu,lirsi t 0.n,1 inr, pubblico, e altre simili questiLoni di piccola moralei ma quelle' qualiq degli uomini, che riguardano il loro vivere insieme, in pace e in unit. A tale proposito dobbiamo considerare che la felicit di questa vita non consiste nel riposo di una mente: gc,ddisfatta. Infatti, non esiste alcun linis ultimus (fine ultimo)
Si tratta de\l'Inno ad Ermes. 2 H. ha probabilmenti pi.i"tri. il primo libro delle Storie di Tucidide (cfr: in patticolare'I,5), in-cui viene irattata I'antica storia della Grmia. 3 Manners, corrispondente, nella versione latina, a ,?tores, costumi, Si scelto di rendere il termine con << maniere >, per conservare I'ambiguit del significato che 1o stesso H. sottolinea'nlle orime riche del capitolo.
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o sumflzn'::btolntn"(;sommo bene); come quelli '6i' .,ri gt Oli16, i "i nei libri degli antich filosqfi morali; e I'uomo, i cui deSideri. 1 sono giunti;ad un termine, non pu vivere pi di guanto,,,,r:r vivrebbe se fossero cessati il senso e I'immaginazione. La felicit un continuo progresso del desiderio da un oggetto all'altro, in cui il conseguimento di un oggetto costituisce solo il modo per conseguirne un secondo. La causa di c che I'oggetto del desiderio umano non godere di qualcosa per una sola volta ed'un solo momento, ma assicurarsi per sempre il modo di soddisfare l proprio desiderio futuro. Perci le azioni voloqtarie e le inclinazioni di tutti uomini tendono non, ,; soloaprocufare'maancheadassicuraretrnavitadisoddisfa. zioni, e differiscono uncamente nel modo, che dipende in parte dalla diversit delle passioni, e in pffe dalla differente.., conoscenza o opinione che ciascuno ha delle cause che prol,', ducono I'effetto desiderato Cos in primo luogo pongo, come inclin azione generale di tutti gli uomini, un desiderio perpetuo e senza tregua di potere e potere, che cessa solo con la morte. La causa di ci non sempre la speranza di un piacere pi intenso di quello gi conseguito, o I'insoddisfazione per un potere moderato;1 , ma I'impossibilit di assicurare il potere d i miezzi di vivere bene che si hanno al presente, senza acquistarne ancofa di' ,' pi. Da ci deriva che i .e, il cui potere il pi grande" volgono i loro sforzi ad assicurarlo in patria con leggi o all'estero con guene; e dopo aver fatto questo, sono presi da un nuovo desiderio, alcuni, di fama pet nuo\ie conquiste; altri, di agio e piaceri sensuali; altr ancora, di ammirazione
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<sommo bene> o di un <fine ultimo> uno dei. ttatti che distingue l'etica e I'antropologia hobbesiana da quella classica. trl soggetto umano hobbesiano essenzialmente poietico, attivo, cfeatore; pi da vcino, necesstato dalla sua stessa struttura ad una continua'. ticeroa di nuovi fini: <<La lelicit, quindi (con cui intendiamo un piacere continuo) consiste, non nell'aver prosperato, ma nel prosperate (E., I,vii,7). Ma si noti che questa continua ricerca, che in E. ha cararrere essenzialmente edonistico, in l. appare mdiata dal calcolo, e quindi svolta, piuttosto che in Airc>i^^- maaconiri"t!3s {l'edonismo hobbesiano
L'assenza
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di un

ginazione),

inscindibile dalla tecila i!e.cariiri.r, a ,ieiia sensazione e in direzion- iiii ;. .;" . r,r,rirli:;-i,-a.

dell'inrtrra-

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r{{i,F1piirfi!
' , o adulazione per la loro eccellenza in qualche arte o abilit, della mente. ' I ..:r ' .' :' :ti.jjii,,tr) r:- r- +-' La competizione per la' ticchezza, I'onore, il comando o;j' ir",1.,,r,,, ,, altro potere inclina alla lotta, all'inimiczia e alla guerra, ', , p.r.h il modo in cui ogni competitore conseg,r. ci che
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deqidera ".,;,,, ,,,

uccidere, sottomettere, soppiantare o scactiare 11111,!

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reverenza verso I'antichit, perch si..lotta con,i vivi, . ngl con i'morti; e a questi si attribuisce il pi del dovuto, perch,r , t:,ii oscurino la gloria degli altri. ... piacer sensuale dispone gli uomini Il desiderio di agio e di obbedire ad un potere comune, perch per tale desideri,,Sir|l " abbandona la proezione che si pu sperare dalla propria
.

benefici maggiori di quslli: qhe pbssiamo sperar di ricambiare, dispone a smulare I'amore, e, in realt, a odiare in segreto; e ci riduce alla condizione di un debitore disperato che, sfuggendo alla vsta del suo creditote, gli augura in silenzio di andare a finire dove non possa vederlo pi, In' fatti i benefici obbligano, e I'obbligazione schiavit; e una

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i'1"[ ''ii- .1,i. n;r'uiauriil, ;

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gatitudine\ rappresenta un tale onore reso a chi obbligl, dQ


essere

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genere accettata come retribuzione. Anche ricevre: , benefici da un eguale o da un inferiore dispone ad amare,,,., finch c' ,prr^ni^ di ricambiarli; perch nellrintenzione di chi ''" li riceve si uatta di un'obbligazione di aiuto reciproco e reci1''.'

in

proco servizio. Da ci deriva l'emulazione per chi superer i'altro nel beneficiare, cio la lotta pi nobile e pi utile,

':l """il;;il;;; irffiiii. r non mischiando di nuovo le catte.


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in cui il vincitore si
vendica con
.si

o.

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"rri delle arti pacifiche inclina '

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il

compiace della sua vittoria, riconoscere la propria sconfitta"

e I'alro si

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a obbedire ad un potere comune, perch tale desiderio implica desiderio. dell'oio, e quindi della protezione da parte, ii,f'

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I f t. I I r. desiderio di lJe dirpo.r. a compiere azioni lodevoli, che piacciano a coloro del cui giudizio teniamo contor,,,1,,r

Avere fattq a qualcuno .rn m"1. maggiore, pu o si vuole riparare, inclina ad odiare chi soffre, perch da lui ci si deve attendere vendetta:o perdono, che sono en" '' trambi odiosi. La paura dell'oppressione dispone ad .attaccare preventi'

di

que'llo che,

vame'nte, o a cercare aiuto associandosi ad altri, perch non c' altro modo di assicurare la propria vita e la prorpria .

libert.

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se non possono vedere, possono almeno immaginare; e tutto ci che piacere nel senso piacere anche nell'immaginazione.

Neitumultienellesedizionisonomegliodispostiavincere quelli che diffidano della propria sotrigliezza, piuttosto c-he'l quelli che si sti,mano saggi o astuti. Questi infatti preferiscono discutere fra di loro, quelli, temendo di essere raggitati, colpire per primi; e nelle sedizioni, quando si sempre su-l- punto di combattere, unirsi e ricorrere a tutti i vantaggi della forza unostratagemmamigliorediognisottig|ezzad'ingegno I Cfr. Tucidide, Storie, IIIJI.
"':ri ,,.)

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vanagloriosi che traggono pi,acere dal supporsi uomini di valore, senza essere consapevoli di avere in s delle grandi capacit, sono inclini all'ostentazione, rna non all'azion., p.r-

I'ultima contro

pericoli che possono provenire da altri.

ch al primo pericolo

o alla prima difficolt si preoccupano

La mancanza di scienza, cio I'ignoranza delle cause, dispone o piuttosto costringe a rimettersi al parere ed all'autorit di un altro. Infatti tutti coloro che sono interessati alla verit,
se non hanno un'opinione propria, debbono rimettersi a quella di chi pensano sia pi saggio.di loro, e non abbia alcun mo-

solo che vnga scoperta la loro incapacit. . Invece quei vanagloriosi che stimano la propria capacit
secondo

I'altrui adulazione, o secondo la fortuna di un'azione

imprese arrischiate e, quando si profila un pericolo o una difficolt, a ritirarsi, se possono; infatti, non vedendo pi alcuna via di salvezza, preferiscono mettere in gioco l'onore, che si pu sempre salvare con qualche scusa, piuttosto che la vita, per la quale non c' rimedio. Gli uomini che hanno un'alta opinione della loro saggezza in materia di governo sono disposti all'ambizione, perch, senza un impiego pubblico nel consiglio e nella magistratura, perdono l'onore derivante da quella saggezza. Perci gli oratori eloquenti sono inclini all'ambizione, perch l'eloquenza appare, tanto a loro stessi che agli alffi, come saggezz. La pusillanimit dispone all'irresoluzione, e quindi a perdere le occasioni e le opportunit di agire. In{atti, se, dopo che si deliberato fino all'approssimarsi del momento di agire, non si ha ancora chiaro che cosa sia meglio fare, segno che la differenza dei motivi opposti non grande; e quindi non risolversi sgnifica lasciarsi sfuggire I'occasione per fermarsi a

precedente, senza fondare saldamente la loro speranza sulla vera conoscnza di s stessi, sono inclini ad avventurarsi in

rcalizzare le azioni per cui si richiede \a fona congiunta uomin'i. Infatti essa rende debole il loro sforzo, che va invece alimentato e nfforzato con la ricompensa. L'eloquenza e ltadulazione inclinano gli uomini a confidare in chi ne dispone, perch la prim'a appare come saggezza, la seconda come benevolenza. Se si aggiunge ad esse la reputazione militare, gli uomini saranno disposti ad unirsi e a sottomettersi a chi ha tante qualit, perch le prime due li garan tiscono contro i pericoli che possono proveni,re da costui, e

di

soppesare delle sciocchezze, co per pusillanimit. La parsimonia, pur essendo nei poveri una virt, impedisce

di molti

tivo di trarli in inganno. L'ignoranza del significato dell,e parole, cioe la rnanc nza di intelligenza, dispone ad accogliere in buona fede non solo le verit che non si conoscono, ma anche gli errori e, quel che peggio, le assurdit di coloro cui ci si af{ida. Infatti I'errore e I'assurdit non possono essere scoperti senza una perfetta intelligenza delle parole. Da ci discende che gli uomini danno nomi differenti a una stessa cosa, secondo la differenza delle loro passioni: cos, quelli' che approvano un'opinione privata, la chiamano opi nione; e quelli che non I'approvano, eresia; sebbene eresia non significhi alro che opinione privata, con solo un tono pi forte di collera. Da ci inoltre discende che gli uomini non possono distinguere, senza studio e senza molta intelligenza, fta l'azione unica di molti uomini, e le molte azioni di una moltitudine; cio, ad esempio, fra I'unica azione di tutti i senatori di Roma nell'uccidere Catilina, e le molte azioni di alcuni di essi nello uccidere Cesare. Perci essi sono disposti a prendere come azione del popolo, quella che non altro che una moltitudine di azioni compiute da una moltitudine di uomini, spinti, forse, e persuasi da un singolo. L'ignoranza delle cause e della costituzione originaria del diritto, dell'equit, della 'legge e della giustizia, dispone gli uomini a fare del costume e dell'esempio la regola delle loro azioni. In tale modo si considera ingiusto ci che costume punire, e giusto, ci della cui impunit o approvazione si pu addurre un esempio, o (come dicono barbaramente i giuristi, che sono gli unici ad usare questa falsa misura di giustizia)
un precedente; come
regola -delle buone

i bambini, insomma, che non hanno altra e delle cattive maniere che le pun'izioni
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66

inflitte dai loro'genitori e padroni: se non che i bambini restano costanti nella loro regola, e gli uomini no, perch, divenuti forti e ostinati, si appellano da costume alla ragione, e dalla ragione al costume, secondo quel che serve ai loro scopi; recedendo dal costume, quando if loto interesse lo richiede, e opponendosi alla ragione, ogni volta che la ragione si oppone a loro. Questo il motivo per cui la dottrina del diritto e del torto sempre disputata, con la penna e con la spada, mentre la dotrina delle linee e delle figure non 1o ; gli uomini non si curano infatti di quale sia la verit, in una materia che non si oppone all'ambizione, al profitto o alla concupiscenza di nessuno. Non dubito che se la proposizione: i tre angoli di un triangolo sono eguali a due angoli di un qaadrato fosse stata conraria al diritto di dominio di qualche uomo, o agli interessi di quelli che hanno dominio, essa sa' rebbe stata, se non disputata, certo soppressa con il dare alle fiamme tutti i libri di geom'etria, per quanto possibile
agli interessati
I.

ufficiali fiscali, e si uniscano a coloro che criticano il governo pubblico; con la conseguenza che, una volta che si sono impegnati oltre ogni speranza di rovare giustificazione, finiscono con I'attaccare la suprema autorit, perch temono la punizione o si vergognano di dover accettare il perdono. L'ignomnza delle cause naturali dispone alla credulit, al punto di credere spesso a delle cose im,possibili. Infatti, in tale caso non si sa nulla di contrario a ci che possano essere vere, perch non si in grado di rilevare I'impossibilit. Poich poi gli uomini amano essere ascoltati in comp^gnia, I:a credulit li dispone a mentire; cos che I'ignoranza, senz malanimo, da sola capace sia di fare credere a delle bugie, sia di farne dire, sia a volte di farne inventare. L'ansia del futuro dispone gli uomini a condurre ricerche sulle cause delle cose, perch la conoscenza di esse li mette meglio in grado di ordinare il presente al loro massimo
vantaggio.

L'ignoranza delle cause remote dispone

trbuire tutti gli eventi alle cause perch sono le sole che percepiscono. 'E perc accade ovunque

gli uomini ad atimmediate e strumentali,

che gli uomini oppressi dalle imposte sfoghino la loro ira sui pubblicani, cio sugli appailtatori, sugli esattori e sugli altri

La curiosit, o amore della conoscenza delle cause' volge I'u,omo dalla considerazione dell'effetto a'lla ricerca della cau' sa, e poi della'causa di quella causa, finch necessariamente si giunge al pensiero che vi una causa non cau'sata' ma eterna' che gli uomini chiamano Dio. Cos che impossibile condurrc
alcuna ricerca approfondita sulle cause naturali, senza con ci essere inclinati, a credere che vi un Dio eterno; sebbene gli uomini non possano avere nel{a mente alcuna idea corrispondente alla sua natura. Infatti un uomo, cieco dalla nascita, che' sente degli altri parlare di scaldarsi al fuoco, ed anzi egli stesso condotto a scaldarsi al fuoco, pu facilmente concpire ed assicurarsi che esiste in quel luogo qualcosa che gli uomini chiamano faoco, ed la causa ddl calore che sente; ma non pu immaginare quale sia il suo asPetto' n avere nella mente un'idea di esso, quale pu averla chi lo vede. Allo stesso modo si pu concepire, a partire dal'le cose visibili di questo mondo e dal loro ammirevole ordine, che esiste una causa di esse, che gli uomini chiamano Dio; senza con ci avere nella mente una sua idea o immagine.
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, I Quindi la scienza giuridica e politica la piri necessaria e la pi


dir'itto pu essere sottratto al conflitto degli interessi particolari, e si pu realizarc la pace. La pi difficile, perch in essa la verit si oppoe all'interesse, e I'interesse (che il principio -naturale e pi fte) alla vetit; cosl che le forze che tale scienza deve prmettete
essa

diffici

il

di

tutte le scinze. La pi

necessaria, perch

solo grazie

ad

valore prescritiivo di una simile scienza: finora gli uomini hanno edificato i loro Stati, come se costruissero case sulla sabbia; ma che essi abbiano sempre fatto cos, non una ragione perch ci si1 grugto-1 possibile trove, con l'osservazione e la riflessione, dei princpi di 'natuta tali che, ecc. {L., 144,2ll-2\.

anche quelle che creano il pi grande ostacolo alla sua elaborazione ed acquisizione. A tale impasse si sfugge proprio-assu' mendo dei princpi certi ed evidenti nella loro verit, e deduc-endo da essi il complesso i dei casi della legge di natura > (E.,Ep.dedj. Sulla ne: cessit, e sull'ideale, di una filosofia politica come scienza esatta H. titorna, nel corso di 1., varie volte. Ma sembra ora insistere, piu'ttosto ch su problemi metodologici (come in C., Prel.; De corp.,Y'1,7; De bon.,,Xr5)'

di controllare, sono

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