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N.

4/2023
Indice
Editoriale
INDICE 239 Il contenimento del consumo di suolo mediante il risanamento e il recupero di siti
contaminati e aree degradate: criticità e opportunità
Carlo Collivignarelli, Maurizio Tira, Mentore Vaccari

Articoli
VOL. 10 242 La sostenibilità ambientale ed economica del trattamento dei fanghi di depurazione:
NUM. 4 evidenze dalla letteratura
Stefano Puricelli, Andrea Franzoni, Marco Traversi, Mariasole Bannò, Roberto
2023 Canziani, Mario Grosso, Lucia Rigamonti

262 Valutazione di un servizio di pulizia professionale in ambito civile: analisi comparativa


microbiologica ed ambientale tra metodi tradizionali e “green”
Asia Rosatelli, Erika Bruno, Luciano Vogli, Beatrice Bandera, Cesare Buffone, Andrea
Ingegneria Franzetti
dell’Ambiente
per il 2023
272 Rassegna ed analisi delle variabili che influenzano le emissioni di ammoniaca dal settore
zootecnico
è sostenuta da: Elisabetta Angelino, Anna Gilia Collalto, Alessandro Marongiu

Comunicazioni tecnico-scientifiche
287 Il futuro dell’acqua e la nuova direttiva europea: tecnologie innovative e risparmio
energetico
Domiziano Ivan Basilico, Elisabetta Vacchelli

291 Economia circolare e sostenibilità locale: opportunità e vincoli per le piccole medie
imprese italiane
Chiara Fabris, Anna Mazzi

303 Sintesi del seminario di studio di ingegneria sanitaria-ambientale “esperienze di


economia circolare applicata al trattamento dei rifiuti”
Carlo Collivignarelli, Giorgio Bertanza, Sabrina Sorlini, Mentore Vaccari,
Alessandro Abbà, Claudio De Rosa

Pubbliredazionali
305 Sonde e apparecchiature da campo CID per rilevare: COD, SST, tensioattivi, volume
e velocità di sedimentazione dei fanghi
Arcangelo Ventura, Davide Ventura, Carlo Ventura

Rubriche
310 Informazioni dalle aziende
®
GEOSURVEYS
GEOPHYSICAL SURVEYS - STRUCTURAL TESTING - MONITORING

Veolia Water Technologies Italia S.p.A.

Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 I


Colophon Direttore responsabile
Stefano Caserini (Università di Parma)

IdA
Direzione scientifica
Stefano Caserini (Università di Parma)

INGEGNERIA DELL’AMBIENTE 4/2023


Elena Sezenna (Politecnico di Milano)
Roberto Canziani (Politecnico di Milano)

Comitato scientifico
Manuela Antonelli (Politecnico di Milano)
Arianna Azzellino (Politecnico di Milano)
Vincenzo Belgiorno (Università di Salerno)
Giorgio Bertanza (Università di Brescia)
Gianluigi Buttiglieri (Catalan Institute for Water Research,
Girona, Spagna)
Andrea Capodaglio (Università di Pavia)
Alessandra Carucci (Università di Cagliari) N. 4/2023
Stefano Cernuschi (Politecnico di Milano)
Paola Crippa (Università di Notre Dame, USA)
Giovanni De Feo (Università di Salerno)
Massimiliano Fabbricino (Università di Napoli Federico II)
Copyright
I testi sono pubblicati da Ingegneria dell’Ambiente
Francesco Fatone (Università Politecnica delle Marche)
con la licenza CREATIVE COMMONS Attribuzione –
Elena Ficara (Politecnico di Milano)
Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia
Paola Foladori (Università di Trento)
(CC BYNC-SA 3.0 IT)
Mario A. Gandini (Univ. Aut. de Occidente, Cali, Colombia) [Link]
Grazia Ghermandi (Università di Modena e Reggio Emilia)
Daniele Goi (Università di Udine) Chiunque è libero di:
Mario Grosso (Politecnico di Milano) ·C  ondividere – riprodurre, distribuire, comunicare
Giovanni Lonati (Politecnico di Milano) al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire
Claudio Lubello (Università di Firenze) e recitare questo materiale con qualsiasi mezzo e formato;
Francesca Malpei (Politecnico di Milano) ·M  odificare – remixare, trasformare il materiale
Salvatore Masi (Università della Basilicata) e basarsi su di esso per le sue opere;
Giulio Munz (Università di Firenze) alle seguenti condizioni:
Salvatore Nicosia (Università di Palermo) ·A  ttribuzione – Deve essere attribuita adeguatamente
Senem Ozgen (Laboratorio Energia e Ambiente, Piacenza) la paternità del materiale, fornendo un link alla licenza
Eleonora Perotto (Politecnico di Milano) e indicando se sono state effettuate modifiche.
Francesco Pirozzi (Università di Napoli Federico II) È possibile realizzare queste condizioni in qualsiasi
Alessandra Polettini (Università di Roma La Sapienza) maniera ragionevole, ma senza suggerire che il licenziante
Raffaella Pomi (Università La Sapienza, Roma) avalli il modo in cui il materiale è usato.
Marco Ragazzi (Università di Trento) ·N  on Commerciale – Non è possibile usare il materiale
Ezio Ranieri (Politecnico di Bari) per scopi commerciali.
Enrico Remigi (DHI, Merelbeke, Belgio) · S tessa Licenza – Se si trasforma il materiale o ci si basa
Lucia Rigamonti (Politecnico di Milano) su di esso, è fatto obbligo di distribuire il contributo
Paolo Roccaro (Università di Catania) così prodotto con la stessa licenza del materiale originario.
Francesco Romagnoli (Riga Technical Univ., Riga, Lituania) Il licenziante non può revocare questi diritti fintanto
Diego Rosso (University of California, Irvine, USA) che i termini della licenza sono rispettati.
Sabrina Saponaro (Politecnico di Milano)
Elena Sezenna (Politecnico di Milano) Editore
Fabio Tatano (Università di Urbino) COLORSHADE
di Cabrini Matteo M., Via Cristoforo Colombo, 7,
Sergio Teggi (Università di Modena e Reggio Emilia)
20068 Peschiera Borromeo (MI), Italia.
Davide Tonini (JRC Siviglia)
· Redazione e pubblicità: Loredana Alaimo, Tel. 329.3126157,
Vincenzo Torretta (Università dell’Insubria)
e-mail: redazione@[Link]
Mentore Vaccari (Università di Brescia)
· Registrata presso il Tribunale di Milano
Paola Verlicchi (Università di Ferrara) (n.108 del 21/3/2014)
Gaspare Viviani (Università di Palermo) · Per abbonamenti: Tel. 02.2847518, Fax 02.45482383,
Maria Chiara Zanetti (Politecnico di Torino) e-mail: amministrazione@[Link]
· Per informazioni: Prof. Roberto Canziani. Politecnico di
Comitato di redazione Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale
Stefano Cernuschi, Arianna Azzellino, Mario Grosso, (DICA), Sezione Ambientale, Piazza Leonardo da Vinci 32,
Giovanni Lonati, Lucia Rigamonti, Elena Sezenna 20133 Milano, Tel. 02.23996410
– e-mail: info@[Link]
Segretaria di redazione
Loredana Alaimo Pubblicato on-line il 31 gennaio 2024.
Finito di stampare in febbraio 2024,
Grafica e impaginazione presso Colorshade di Cabrini Matteo M.,
Loredana Alaimo Via Cristoforo Colombo, 7, 20068 – Peschiera Borromeo (MI)

II Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Editoriale
Foto di Wolfgang Borchers da Pixabay.
IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO
MEDIANTE IL RISANAMENTO E IL RECUPERO DI SITI
CONTAMINATI E AREE DEGRADATE:
CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ
Carlo Collivignarelli, Maurizio Tira, Mentore Vaccari
CeRAR – Centro di ricerca “Risanamento Ambientale e Recupero di aree degradate e siti contaminati”
Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica
Università degli Studi di Brescia

Le città italiane sono entrate da tempo in una fase sario prefigurare modelli di sviluppo fino ad ora sostan-
del tutto nuova rispetto al passato. Questa fase si apre zialmente inesplorati, ma di cui possono intravvedersi i
dopo alcuni decenni in cui le città hanno accompa- contorni, ben sapendo che la rigenerazione urbana ri-
gnato un ciclo economico sostanzialmente espansi- chiede un insieme d’interventi sincroni allo sviluppo
vo, tradotto in una progressiva estensione dei territo- economico, a partire dalle caratteristiche del contesto
ri urbanizzati. territoriale di riferimento nell’ottica della costruzione
Le urgenze poste dal cambiamento climatico e le di una strategia di sviluppo economico locale.
esigenze legate alla rigenerazione urbana mettono in I dati annuali sul monitoraggio del territorio mo-
crisi lo sviluppo quantitativo, spingendo per una nuo- strano che in Italia il consumo di suolo, invece di
va progettazione urbana, in cui qualità, welfare e so- rallentare, tende ad accelerare, avendo raggiunto nel
stenibilità non siano solo dei titoli retorici, e in cui le 2022 il picco degli ultimi 10 anni con circa 76,8 km2
risorse che il corpo sociale può mettere in campo ven- di nuove coperture artificiali (pari a circa 21 ettari al
gano indirizzate a vantaggio di tutti. giorno; SNPA, 2023a). Le aree più critiche sono con-
Il tema della rigenerazione riguarda la città nel suo centrate nelle zone periurbane e urbane, unitamente
insieme, dal centro storico alla città diffusa, ed è neces- alle aree nell’intorno del sistema infrastrutturale. La

Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 239


Editoriale crescita delle superfici artificiali è stata solo in piccola lizzazione di suolo vergine. La loro riqualificazione e
parte compensata dal ripristino di aree naturali, che rigenerazione territoriale rappresenta un’opportunità
ha riguardato 6 km2, facendo risultare ancora lontano per migliorare la qualità di vita nelle città, aumentan-
l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo netto, do la competitività dell’area e riducendo l’espansione
che, nel 2022, è quindi risultato pari a 70,8 km2, di cui urbana, nonché migliorando la qualità dell’ambiente
14,8 km2 di consumo permanente. Gli impatti del con- e i servizi ecosistemici, con benefici consistenti per la
sumo di suolo, come è noto, incidono fortemente sul- collettività (Vaccari e Villani, 2021).
la riduzione della capacità di adattamento al riscal- Il contenimento del consumo di suolo e il risana-
damento globale e sulla perdita di servizi ecosistemici, mento di aree degradate e siti contaminati non costi-
con un danno economico potenziale stimato in 7,8- tuiscono obiettivi fini a sé stessi, ma i due aspetti sono
9,5 miliardi di euro ogni anno. collegati da finalità unitarie e convergenti. La bonifica,
In questo quadro, emerge con urgenza la tematica infatti, deve essere concepita come indispensabile fase
del recupero delle aree degradate, soprattutto quando intermedia in vista di un pieno recupero funzionale
esse necessitino di interventi di bonifica. Purtroppo, dell’area (contaminata o semplicemente degradata),
non esiste un censimento aggiornato ed esteso a tut- che diventa il vero obiettivo finale, con conseguenti ri-
to il territorio nazionale delle aree abbandonate; in- sparmio di suolo, sviluppo economico, benefici sociali,
dagini ISTAT riferite al 2012 indicavano che le aree e che − con i relativi riflessi economici e sociali − de-
industriali dismesse in Italia rappresentano circa il ve fare da traino all’obiettivo intermedio (la bonifica).
3% del territorio nazionale, con una superficie com- Questo percorso virtuoso è oggi rallentato da nume-
plessiva di circa 9.000 km2, il 30% dei quali collocati rosi ostacoli, prevalentemente di carattere normativo,
in ambito urbano. È disponibile, invece, un quadro procedurale ed economico, che possono essere superati
aggiornato sui siti contaminati: quelli di competenza con interventi mirati (CeRAR, 2020). Un esempio in
locale in cui è previsto o è in corso un intervento di tal senso è stata l’introduzione delle procedure sem-
bonifica sono 3065, cui si sommano 3263 siti poten- plificate per le operazioni di bonifica (art. 242 bis del
zialmente contaminati e 42 Siti di Interesse Naziona- 152/06), che consente di completarle con tempi sen-
le (SNPA, 2023b). L’estensione totale di tali siti am- sibilmente inferiori rispetto alla procedura ordinaria
monta a circa 200.000 ettari di terreni e 77.000 ettari (Araneo et al., 2023).
di aree marine. Ulteriori e urgenti interventi sono però necessari, co-
La diffusione e rilevanza dimensionale delle aree de- me è emerso nel convegno “Il contenimento del con-
gradate e contaminate e la loro collocazione in aree sumo di suolo mediante il risanamento e il recupero
urbane o periurbane le rende un terreno privilegiato di siti contaminati e aree degradate” organizzato dal
su cui realizzare le principali trasformazioni urbane, CeRAR il 27 giugno u.s. presso il Consiglio Nazionale
soprattutto per contenere il consumo e l’impermeabi- degli Ingegneri di Roma:

Foto di Tim Hill da Pixabay.

240 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


è necessario prevedere un chiaro raccordo fra la di-

Editoriale
sciplina in materia di bonifiche e quella urbanisti-
ca, la quale deve introdurre anche a livello stata-
le degli strumenti finalizzati al contenimento del
consumo di suolo e alla rigenerazione urbana;
b isogna diversificare in modo significativo il regi-
me applicabile alle situazioni di contaminazione
storica;
è urgente rivedere la cogenza dei vincoli nelle aree
da salvaguardare: meno aree, ma più vincolate. Per
esempio, andrebbe analizzato l’esito di vincoli in-
diretti, quali quelli della Legge “Galasso” (1985);
Foto di falco da Pixabay.
l o stop al consumo di suolo non può essere disac-
coppiato dal progetto di territorio: nelle aree urba-
ne densificare è talvolta positivo, anche se si uti- Le proposte, formulate da relatori con lunga espe-
lizzano suoli naturali; nelle aree pregiate vanno rienza nel settore e condivise all’interno del centro di
inseveriti i vincoli (si veda il punto precedente); ricerca CeRAR, rappresentano una base di riferimen-
b isogna rivedere le norme urbanistiche affinché le to a cui, auspichiamo, il legislatore nazionale e, per
previsioni strategiche non implichino il versamen- quanto di competenza, quelli regionali possano rife-
to di imposte e siano così reversibili (definanziariz- rirsi per modificare le norme vigenti al fine di favorire
zazione dei diritti volumetrici); concretamente il risanamento e recupero funzionale
appare necessario introdurre procedure semplifica- dei siti bonificati e, con essi, il contenimento del con-
te per la riqualificazione di siti industriali dismessi sumo di suolo.
articolate in due fasi temporali: la prima, al termine
dell’attività industriale, finalizzata alla messa in si-
curezza del sito, la seconda, di completamento delle
Riferimenti bibliografici
attività di dismissione, da attuarsi quando sarà stata
individuata la destinazione finale del sito; • Araneo F., Bartolucci E., Pascarella F., Pinzin F.,
b isogna estendere la dichiarazione di pubblica Vaccari M. (2023). I tempi delle bonifiche: un
utilità alle aree degradate e dismesse ai fini dello fattore decisivo. Convegno CeRAR “Il contenimento
sblocco/accelerazione delle attività di recupero; del consumo di suolo mediante il risanamento e il
è necessario identificare meccanismi incentivanti recupero di siti contaminati e aree degradate”, 27
per il riuso di aree antropizzate per la localizzazio- giugno 2023, Roma. Disponibile sul sito:
ne dei nuovi investimenti, dando priorità ai siti bo- [Link]
nificati e alle aree industriali dismesse, o parzial- • CeRAR (2020). Proposte per favorire le bonifiche di
mente dismesse o in corso di conversione; siti contaminati in Italia. Documento elaborato dal
b isogna assicurare una maggiore perentorietà dei CeRAR – Centro di Ricerca “Risanamento ambientale
termini nelle diverse fasi endo-procedimentali e e recupero di aree degradate e siti contaminati”
ottenere dagli Enti proponenti la convocazione di dell’Università degli Studi di Brescia. Foroeuropa, n. 3,
Conferenze dei Servizi in modalità sincrona, anche vol. 2020, ISSN 2038-5161. Disponibile sul sito
[Link]
con modalità telematica;
b isogna imporre che anche gli Enti di controllo • SNPA (2023a). Consumo di suolo, dinamiche
si attengano, in particolare in fase di collaudo, ai territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2023.
protocolli di campionamento e analisi concordati Report SNPA 37/23, ISBN 978-88-448-1178-5
ed approvati nelle conferenze dei servizi; • SNPA (2023b). Lo stato delle bonifiche dei siti
b isogna prevedere l’eliminazione delle Concentra- contaminati in Italia: secondo rapporto sui dati
zione soglia di contaminazione nelle acque sot- regionali. Rapporti 387/23, ISBN 978-88-448-1166-2
terranee per ferro, manganese e solfati dalla Ta-
bella 2 dell’allegato 5 al titolo V Parte VI del [Link] • Vaccari M., Villani I. (2021). Sostenibilità e benefici
generati dagli interventi di risanamento e recupero
152/2006, in quanto la presenza di tali contami- di siti contaminati: analisi di un caso studio. In
nanti è spesso imputabile a fenomeni naturali; “Siti contaminati. Esperienze negli interventi di
si potrebbe riconoscere in capo ad ARPA la compe- risanamento”, a cura di M.R. Boni, C. Collivignarelli,
tenza al rilascio della certificazione di avvenuta bo- F.G.A. Vagliasindi, Ed. CSISA, Catania, febbraio 2021,
nifica, in sostituzione della certificazione provinciale. pp.301-307, ISBN 88-7850-025-9

Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 241


Acque e fanghi LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA
DEL TRATTAMENTO DEI FANGHI DI DEPURAZIONE:
EVIDENZE DALLA LETTERATURA
Stefano Puricelli1,*, Andrea Franzoni2, Marco Traversi2, Mariasole Bannò2,
Roberto Canziani1, Mario Grosso1, Lucia Rigamonti1
1
Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale.
2
Università degli Studi di Brescia, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale.

Sommario THE ENVIRONMENTAL AND ECONOMIC


I fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane SUSTAINABILITY OF SEWAGE SLUDGE
sono una tipologia di rifiuto che richiede un adeguato TREATMENT: EVIDENCE FROM THE
trattamento e smaltimento al fine di minimizzare odori, LITERATURE
emissioni e possibile trasmissione di malattie. Oltre agli
impatti ambientali, anche i costi hanno un ruolo di primo Abstract
piano. Si è deciso pertanto di approfondire i temi della Wastewater sludges are the product resulting from the
sostenibilità sia ambientale che economica del trattamento purification treatments applied to wastewater. These sludges,
dei fanghi tramite una revisione della letteratura scientifica. derived from sewage and industrial effluent treatment
Questa si compone di tre parti: processes, may have potential beneficial uses, but they
i) una revisione narrativa delle tecnologie per trattare i pose significant challenges due to their complex chemical
fanghi; ii) una revisione degli studi Life Cycle Assessment composition and possible contaminations. This study aims
(LCA) pubblicati tra il 2010 e il 2020; iii) una revisione to explore in detail various aspects related to wastewater
degli studi Life Cycle Costing (LCC) pubblicati tra il 2004 sludges, with a primary focus on environmental and
e il 2022. Sulla base della revisione di letteratura, è stato economic issues. This review consists of three parts:
possibile trarre alcune indicazioni. La digestione anaerobica i) a narrative review of sludge treatment technologies;
emerge come un metodo di pretrattamento che contribuisce ii) a review of Life Cycle Assessment (LCA) studies published
a minimizzare gli impatti ambientali ed economici associati between 2010 and 2020; and iii) a review of Life Cycle
a qualsiasi trattamento a cui venga applicata. Non è stato Costing (LCC) studies published between 2004 and 2022.
possibile invece giungere a una conclusione in merito al Based on the literature review, some indications can be
confronto tra impatti ambientali della mono-combustione drawn. One of the primary advantages of wastewater sludges
e dell’impiego agronomico. Sul fronte dei costi, la mono- is their potential use in agriculture as a fertilizer. These
combustione si configura come una delle opzioni più sludges contain essential nutrients such as phosphorus and
dispendiose per la gestione dei fanghi, mentre l’utilizzo nitrogen, which are valuable for plant growth. However,
in agricoltura risulta economicamente più vantaggioso. this approach can entail environmental risks if the sludges
L’opzione di co-combustione con rifiuti mostra risultati contain contaminants such as heavy metals, organic
positivi sia dal punto di vista ambientale sia economico. pollutants, or pathogens. Therefore, it is essential to carefully
Il compostaggio si posiziona a metà strada tra le varie assess the composition of the sludges before considering
opzioni dal punto di vista ambientale, mentre è tra le their application in agriculture to prevent potential harm
scelte più convenienti dal punto di vista economico. Lo to the environment and human health. Furthermore,
smaltimento in discarica è economicamente vantaggioso wastewater sludges can undergo various treatment
nel breve termine, ma ha benefici limitati nel lungo periodo. methods, each with specific environmental and economic
Inoltre, risulta spesso la soluzione meno favorevole nelle impacts. The use of methodologies such as Life Cycle
LCA. È rilevante infine sottolineare che i risultati degli Assessment (LCA) and Life Cycle Costing (LCC) is crucial for
studi LCA e LCC presentano una notevole variabilità e non comprehensively evaluating these treatment options. LCA
possono essere facilmente generalizzati a qualsiasi contesto. provides a detailed analysis of the environmental impacts
associated with each treatment method. On the other hand,
Parole chiave: Life Cycle Assessment, Life Cycle Costing, LCC examines the costs associated with these processes. A
trattamento acque, rifiuti, economia circolare, review. review of scientific literature reveals several noteworthy

* Per contatti: Piazza Leonardo da Vinci 32, 20133 Milano. Ricevuto il 13-10-2023. Correzioni richieste il 3-12-2023.
Tel 02.23996406. E-mail [Link]@[Link] Accettazione il 11-1-2024

242 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


trends and significant findings related to wastewater sludge concerns, as it can contribute to soil and groundwater

Acque e fanghi
management. For instance, anaerobic digestion emerges pollution, release greenhouse gases, and occupy valuable
as a beneficial pre-treatment method, as it not only reduces land resources. The extent of these impacts can vary
the volume of sludge but also produces biogas, a renewable significantly depending on the disposal site, the treatment
energy source. This method is advantageous in terms of both of the sludge before landfilling, and the implementation
environmental and economic impacts. Another treatment of mitigation measures. It is important to emphasize that
option is land spreading on agricultural fields, which is the results of LCA and LCC studies can vary considerably
economically advantageous due to reduced disposal costs. depending on local conditions, the technology used, and
However, it raises environmental concerns, particularly the composition of the sludges. Therefore, conducting
regarding potential soil and groundwater contamination. specific assessments for each case and carefully considering
Therefore, careful consideration of environmental the trade-offs between environmental and economic
safeguards is necessary when implementing this approach. impacts is essential. In conclusion, the management of
Co-incineration of sludges with other waste streams appears wastewater sludges is a complex challenge that requires
to be a promising solution, yielding positive results from a holistic approach. LCA and LCC methodologies provide
both environmental and economic perspectives. It not valuable tools for evaluating treatment and disposal options
only reduces the volume of sludge but also harnesses the comprehensively, enabling better decision-making based
energy content of the sludge for power generation. This on specific local circumstances. Ongoing research in this
approach contributes to resource recovery and waste-to- field is crucial for developing increasingly sustainable and
energy efforts. Composting is another option that falls within efficient solutions for wastewater sludge management. By
the average range for environmental impacts and is often considering the delicate balance between environmental
cost-effective. It involves the biological decomposition of protection and economic feasibility, we can work towards a
sludges into stable organic matter, which can be used as soil more sustainable and responsible approach to managing
conditioner or fertilizer. However, its feasibility depends on wastewater sludges, reducing their environmental impact,
the local conditions and on the availability of appropriate and maximizing their potential benefits.
infrastructure. On the other hand, landfill disposal results
the most cost-effective short-term option for sludge Keywords: Life Cycle Assessment, Life Cycle Costing,
management. However, it raises serious environmental wastewater treatment, waste, circular economy, review.

1. Introduzione gricoltura (33%), con il restante quantitativo inviato


I fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue a trattamenti termici e altre forme di recupero (e.g.,
urbane, nel proseguo denominati semplicemente compostaggio, riciclo come gessi di defecazione, ma-
“fanghi”, sono una tipologia di rifiuto speciale che ri- teriali per fornaci e cementifici) (Canziani, 2016; Mer-
chiede un adeguato trattamento e smaltimento al fi- zari et al., 2019). A causa dei limiti sempre più strin-
ne di minimizzare odori, emissioni e trasmissione di genti sugli scarichi degli impianti di depurazione delle
malattie. Oltre agli impatti ambientali, anche i costi acque reflue e della progressiva estensione del colletta-
di gestione hanno un ruolo di primo piano, dato che mento fognario, la produzione di fanghi è destinata ad
lo smaltimento dei fanghi pesa mediamente tra il 15% aumentare (Malacrida e Di Cosmo, 2015). Non sono
e il 40% sui costi di gestione di un impianto di depu- tuttavia da escludere contestuali riduzioni della quan-
razione delle acque reflue (Canziani, 2016). I fanghi tità di fanghi, grazie all’utilizzo di sistemi biologici a
sono il risultato di una catena di trattamenti applica- membrana, impianti a fanghi attivi a basso carico e
ti ai materiali sedimentati nelle vasche di trattamen- tecniche di minimizzazione (Collivignarelli, 2021).
to delle acque reflue: ispessimento, igienizzazione, In ottica di una riduzione degli impatti associati al
condizionamento, stabilizzazione aerobica o anae- trattamento dei fanghi, si è deciso di approfondire i
robica, disidratazione, eventuale essiccamento e stoc- temi della sostenibilità ambientale ed economica per
caggio. I tipi di trattamento utilizzati in Europa sono: mezzo di una revisione della letteratura scientifica.
utilizzo agronomico (34%), incenerimento (31%), Nello specifico, sono stati passati in rassegna articoli
compostaggio “e altre applicazioni” (12%), discari- che applicano le metodologie del Life Cycle Assessment
ca (12%) e altri utilizzi (10%) (EEA, 2022). Le scelte (LCA) e del Life Cycle Costing (LCC), le quali consen-
variano fortemente da nazione a nazione. In Italia, le tono di valutare efficacemente gli impatti ambientali
destinazioni principali sono la discarica (48%) e l’a- e i costi legati alle modalità di trattamento dei fanghi.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 243


Acque e fanghi 2. Materiali e metodi “studio di scoping” preliminare come raccomandato
La revisione della letteratura si compone di tre parti: da Tranfield et al. (2003). L’obiettivo è stato anche di
i) una revisione narrativa delle tecnologie per trattare valutare la dimensione e la rilevanza della letteratura
i fanghi; ii) una revisione sistematica degli studi LCA e ottenere criteri oggettivi per delimitare l’argomento
applicati al trattamento dei fanghi; iii) una revisione della revisione (Nguyen et al., 2020). La stessa stringa
sistematica degli studi LCC applicati al trattamento dei di ricerca è stata utilizzata sia per Scopus sia per Web
fanghi. Le revisioni sono state impostate con modali- Of Science, ed è la seguente:
tà differenti, come spiegato di seguito. Questo articolo, ( ( lcc OR ( life AND cycle AND cost* )) AND sewage
infatti, nasce come accorpamento di lavori distinti ese- AND sludge ))
guiti nell’ambito del progetto “Forme AvaNzate di Ge- La ricerca in Scopus e Web of Science, dopo aver eli-
stione dei fanghi di depurazione in un Hub Innovativo minato i doppioni, ha prodotto un set iniziale di 206
lombardo (FANGHI)” (Regione Lombardia, 2023). pubblicazioni. A seguito di un processo di selezione
condiviso dagli autori e dalle autrici, sono state in-
2.1. M
 etodologia della revisione delle dividuate 20 pubblicazioni ritenute coerenti con gli
tecnologie di trattamento fanghi obiettivi dello studio. Ulteriori informazioni riguardo
Questa revisione si configura come revisione nar- ai processi di individuazione e selezione delle pubbli-
rativa e offre una panoramica critica dell’argomento, cazioni sono disponibili nel materiale supplementare.
includendo anche un excursus sulle tecniche di mini- Gli studi analizzati hanno tutti come focus di inda-
mizzazione dei fanghi. gine l’applicazione dell’LCC ai trattamenti applica-
ti ai fanghi di depurazione. Nonostante ciò, gli studi
2.2 Metodologia di selezione degli studi LCA differiscono tra loro in base ai trattamenti applicati,
Gli articoli sono stati scelti ricorrendo a due recen- che siano incenerimento, spandimento in agricoltura,
ti revisioni sistematiche degli studi di LCA applica- smaltimento in discarica, digestione anaerobica, ecc.
ti al trattamento dei fanghi. In particolare, Teoh e Li o ancora la combinazione di diversi trattamenti. Per
(2020) hanno analizzato 67 LCA, mentre Ding et al. questo motivo è stata inserita in Tabella 3 una colon-
(2021) ne hanno incluse 37. Partendo quindi da- na dedicata alla definizione del trattamento utilizzato.
gli studi analizzati da Teoh e Li (2020) e Ding et al. Inoltre, lo studio dell’impatto economico di gestione,
(2021), ne sono stati selezionati 35, limitando il perio- trattamento e smaltimento dei fanghi di depurazione
do di pubblicazione al decennio 2010-2020. Il requisi- risulta spesso molto complesso e il risultato può varia-
to per includere un articolo nell’analisi era la presen- re sensibilmente a seconda della zona geografica in
za di almeno uno scenario concernente le tecnologie cui viene effettuato (Foladori et al., 2010). Di conse-
analizzate nel progetto FANGHI: mono-combustione; guenza le pubblicazioni analizzate sono state carat-
co-combustione; utilizzo agricolo; digestione anaero- terizzate anche in base al luogo geografico di studio
bica; e carbonizzazione idrotermica (HTC). Dalle pub- (i.e., contesto geografico oggetto di analisi).
blicazioni selezionate sono state estratte le seguenti in- Riassumendo, dalle pubblicazioni selezionate sono
formazioni, presentate successivamente in Tabella 2: state estratte le seguenti informazioni:
r iferimento bibliografico (autori e anno di pubbli- r iferimento bibliografico (autori e anno di pubbli-
cazione); cazione);
m etodo di valutazione degli impatti/categorie di f asi di processo analizzate;
impatto; r isultati ottenuti;
m etodi di trattamento dei fanghi; c ontesto geografico oggetto di analisi.
p rincipali risultati ottenuti;
c ontesto geografico oggetto di analisi. 3. Risultati e discussione
3.1. Tecnologie per il trattamento dei fanghi e
2.3. Metodologia di selezione degli studi LCC tecniche di minimizzazione
In questo caso gli articoli sono stati scelti seguendo 3.1.1. Utilizzo agricolo
la procedura proposta da Tranfield et al. (2003). Per I fanghi vengono usati da secoli per ammendare e
identificare le potenziali fonti da esaminare sono stati concimare i terreni coltivabili, riciclando in tal modo
utilizzati due database: Scopus e Web Of Science. Da- i nutrienti e le sostanze organiche derivanti dalla de-
ta la scarsa quantità di articoli individuati, non sono purazione delle acque reflue. Lo spandimento dei fan-
state inserite limitazioni riguardo al periodo di pubbli- ghi in agricoltura migliora le proprietà del terreno in
cazione. La costituzione della stringa di ricerca è stata termini di pH, contenuto di humus, porosità, capacità
oggetto di discussione e dibattito tra gli autori e le au- di scambio cationico e ritenzione idrica (Lederer e Re-
trici. Ciò ha permesso di superare la mancanza di uno chberger, 2010). L’apporto di materia organica contra-

244 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


sta il processo di desertificazione del terreno provoca- 3.1.2. Incenerimento

Acque e fanghi
to dalle coltivazioni monocolturali intensive e rende Si parla di mono-combustione quando i fanghi
il terreno più fertile. I fertilizzanti chimici reintegra- vengono inceneriti da soli. Si parla di co-combustio-
no il terreno degli elementi nutritivi ma, a differenza ne quando i fanghi vengono inceneriti assieme ad al-
dei fertilizzanti organici, non forniscono materia or- tro materiale combustibile in termovalorizzatori di
ganica. L’utilizzo agricolo è normato in Europa con rifiuti, cementifici o centrali a carbone.
la Direttiva 86/278/EEC, recepita in Italia con il [Link] A livello globale, per la mono-combustione dei
99/1992. I fanghi possono essere spanti tal quali o do- fanghi ci si avvale tipicamente di forni a letto fluido
po un processo di pretrattamento. I pretrattamenti più (Schnell et al., 2020). Altre tecnologie utilizzate sono
comuni includono la stabilizzazione chimica (con il forno rotativo, il forno a piani multipli e il forno a
aggiunta di agenti alcalinizzanti), la stabilizzazione griglia. Le ceneri, pari a circa il 30% della sostanza
biologica (aerobica o anaerobica) e la produzione di secca iniziale (Aradelli e Cantù, 2016), sono compo-
gessi e carbonati di defecazione (rispettivamente, sol- ste principalmente da silice, ossido di alluminio, os-
fato di calcio e carbonato di calcio). Questi ultimi so- sido di ferro, ossido di calcio e fosfato (Schnell et al.,
no correttivi agricoli ottenuti tramite idrolisi mediante 2020), mentre i metalli pesanti sono immobilizzati e
calce viva e successiva precipitazione tramite dosag- resistenti alla lisciviazione (Aradelli e Cantù, 2016).
gio, rispettivamente, di acido solforico o CO2 (Regione Le ceneri vengono smaltite in discarica, usate come
Lombardia, 2022). fertilizzante in agricoltura (a seconda del contenuto
Il rischio di contaminazione del suolo non può però di metalli pesanti), o come materiale per la produ-
essere ignorato. I fanghi sono rifiuti contaminati da zione di sottofondi stradali e manufatti per l’edilizia
metalli pesanti, idrocarburi aromatici policiclici (IPA), (Collivignarelli, 2021; Đurđević et al., 2019). La mo-
diossine e furani (PCDD/F), policlorobifenili (PCB), no-combustione dei fanghi è una promettente alter-
alogeni organici adsorbibili (AOX), residui di prodotti nativa all’utilizzo agricolo per il recupero del fosforo,
detergenti e farmaceutici, prodotti per l’igiene persona- un elemento richiesto per la produzione di fertiliz-
le, interferenti endocrini, steroidi sintetici, droghe, pe- zanti, mangimi e detergenti. L’importanza del recu-
sticidi, agenti patogeni (Ding et al., 2021; Kacprzak et pero di fosforo è dovuta alla limitata disponibilità del-
al., 2017; Schnell et al., 2020), microplastiche (Binel- le rocce fosfatiche dette fosforiti, destinate a esaurirsi
li, 2021; Ding et al., 2021) e altri inquinanti. Tali in- entro la fine del ventiduesimo secolo (Pradel e Aissa-
quinanti possono contaminare il suolo, le piante, e le ni, 2019).
acque sotterranee e di superficie. Per tale ragione, le Circa il 70% delle riserve è localizzato in Marocco
normative dei singoli stati prevedono limiti di concen- e Sahara Occidentale, il che può creare rischi di ap-
trazione degli inquinanti, limiti sulle quantità ammis- provvigionamento in caso di crisi geopolitiche (Pra-
sibili di fango utilizzato per ettaro e precise regole rela- del e Aissani, 2019). Il recupero e riutilizzo del fosfo-
tive allo spandimento (periodi, tipi di colture, ecc.). Con ro contenuto nei fanghi non è motivato soltanto dal
l’aumento dell’efficienza depurativa del trattamento previsto esaurimento delle riserve naturali, ma anche
acque e delle tecniche di rilevazione degli inquinanti, dal progressivo declino della qualità delle rocce fosfa-
ci si aspetta un aumento nella contaminazione dei fan- tiche estratte, contaminate inoltre da sostanze perico-
ghi. Per tale ragione, unitamente al rischio di smalti- lose come il cadmio e l’uranio (Lederer e Rechberger,
mento illecito dei fanghi nei terreni agricoli, i processi 2010). Il prezzo del fosforo è destinato quindi ad au-
di trattamento termico dei fanghi stanno guadagnan- mentare a causa della maggiore difficoltà di reperire
do crescente importanza fra i Paesi sviluppati. Questi fosforo di adeguata qualità (Pradel e Aissani, 2019),
processi infatti permettono di distruggere i componenti con conseguenti ricadute anche sui prezzi del cibo.
organici e non impediscono il successivo recupero del Inoltre, il recupero di fosforo dai fanghi riduce gli im-
fosforo. È tuttavia importante che la sostanza organica patti ambientali connessi all’estrazione di fosforo dal-
prelevata dai terreni coltivati possa ritornare al terreno, le miniere. Si stima che il fosforo potenzialmente re-
per evitarne un progressivo deterioramento qualitati- cuperabile dai fanghi in UE corrisponda allo 0,6-6%
vo. In quest’ottica, una strategia potrebbe essere quella del fosforo nei fertilizzanti usati in UE nel 2018 (EEA,
di destinare all’utilizzo agricolo soltanto fanghi di alta 2022). Risulta pertanto chiaro che per ridurre l’uso
qualità, ossia fanghi sottoposti a valori limite partico- dei fertilizzanti minerali non basterà fare affidamen-
larmente restrittivi; tale concetto è presente, ad esem- to ai soli fanghi ma bisognerà riciclare nutrienti an-
pio, nella legislazione lombarda (Regione Lombardia, che tramite letame, acque depurate e altre soluzioni.
2022). Un’altra strategia è l’uso del compost da fanghi Una disamina delle possibilità di recupero del fosfo-
come ammendante per terreni non dedicati alla catena ro da acque di scarico e fanghi è riportata in Egle et
alimentare (Liu et al., 2013). al. (2016), mentre un elenco delle opzioni tecnologi-

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 245


Acque e fanghi che per il recupero del fosforo è disponibile su https:// gassificazione. Le proporzioni fra il prodotto gassoso
[Link]/activities/p-recovery-techno- (gas non condensabili), liquido (bio-olio o tar) e soli-
logy-inventory. do (biochar) dipendono dai parametri di reazione.
Il recupero di fosforo dalle ceneri ha complessiva- I vapori condensabili tramite raffreddamento for-
mente minori impatti ambientali rispetto al recupero mano bio-olio. Il bio-olio può essere convertito in
dalla fase liquida e dai fanghi non inceneriti, secondo diversi tipi di combustibile o in materia prima per
lo studio di Amann et al. (2018). l’industria chimica tramite vari processi chimici e ca-
La co-combustione, al contrario della mono-com- talitici (Aradelli e Cantù, 2016; Brown e Brown, 2013;
bustione, non necessita della costruzione di un nuo- Ibarra-Gonzalez e Rong, 2019; Vienescu et al., 2018).
vo impianto realizzato ad hoc e può beneficiare di im- La combustione dei gas non condensabili fornisce, in
pianti esistenti condotti da personale già esperto. Un tutto o in parte, il calore necessario per riscaldare il re-
elemento di svantaggio risiede nel fatto che il recupero attore di pirolisi (Schnell et al., 2020). Il residuo soli-
di fosforo dalle ceneri da co-combustione è difficoltoso do può essere usato come fertilizzante, se conforme ai
poiché la cenere originata dai fanghi risulta mescola- relativi limiti normativi e se richiesto dal mercato. Ri-
ta alle ceneri originate dagli altri materiali. In aggiun- spetto al fosforo presente nelle ceneri da incenerimen-
ta, vi sono dei limiti tecnici alla quantità di fango mi- to, tuttavia, nel caso del biochar bisogna tenere in con-
scelabile, per via dell’aumento di emissioni inquinanti to una minore disponibilità per le piante (Schnell et
e, nel caso dei cementifici, del possibile peggioramento al., 2020). Il biochar, in aggiunta, può essere sfruttato
della qualità del materiale prodotto (Aradelli e Cantù, energeticamente in quanto è un prodotto carbonaceo
2016). Nei cementifici, il preventivo essiccamento dei combustibile. Infine, può prestarsi all’utilizzo come
fanghi è normalmente richiesto a causa dei problemi adsorbente per la rimozione di inquinanti (Regione
che un alto contenuto di acqua può arrecare durante Lombardia, 2022). In confronto all’incenerimento, la
la cottura del clinker (Schnell et al., 2020). L’uso di maggiore complessità tecnica, la minore capacità di
fango nei cementifici è limitato dal fosforo, che può trattamento e i maggiori costi hanno limitato l’utiliz-
peggiorare la qualità del clinker, e dal mercurio, pro- zo della pirolisi a un basso numero di impianti com-
blematico in termini di emissioni a causa della sua merciali (Aradelli e Cantù, 2016; Schnell et al., 2020).
elevata volatilità (Schnell et al., 2020). Nei termova-
lorizzatori di rifiuti, i fanghi possono essere co-incene- 3.1.4. Gassificazione
riti dopo essere stati disidratati, parzialmente essiccati La gassificazione è un processo termico che converte
o completamente essiccati. Nel primo caso sono utili a il fango mediante ossidazione parziale a opera di quan-
compensare l’alto potere calorifico del rifiuto, mentre tità controllate di aria, ossigeno e/o vapore. Gli agenti
nel secondo e terzo caso sono più facilmente misce- gassificanti convertono il fango a gas leggeri come CO
labili; nel terzo caso, tuttavia, la loro granulometria e H2. I prodotti della conversione sono: gas di sintesi
fine tende a farli cadere attraverso la griglia (Schnell (syngas), sostanze condensabili (tar) e biochar. Il pro-
et al., 2020). Nelle centrali a lignite e antracite i fanghi dotto principale è il syngas, una miscela di gas i cui
possono essere co-inceneriti, seppur con alcune limi- costituenti principali sono CO, H2 e CO2. Il syngas, dopo
tazioni legate alla composizione dei fumi e alla con- raffreddamento e purificazione, può alimentare calda-
taminazione dei residui. Un vantaggio delle centrali a ie, motori e turbine a gas, sistemi di cogenerazione, o
lignite rispetto a quelle ad antracite è che i fanghi disi- può essere sfruttato mediante co-combustione. Inoltre,
dratati possono essere essiccati insieme alla lignite, nei potrebbe essere utilizzato per produrre idrocarburi pa-
mulini per carbone (Schnell et al., 2020). Visto il pre- raffinici. Il calore necessario viene fornito, in tutto o in
visto progressivo abbandono delle centrali a carbone, parte, dalle reazioni di ossidazione parziale. Il fango
è comunque ragionevole attendersi un declino della può essere gassificato anche con un tenore di secco del
co-combustione dei fanghi in tali centrali. 25% (Aradelli e Cantù, 2016; Kwapinski et al., 2021),
ma la gassificazione è migliore con un fango preven-
3.1.3. Pirolisi tivamente essiccato (Aradelli e Cantù, 2016; Schnell et
La pirolisi è un processo endotermico di degradazio- al., 2020). Un processo ottimale di gassificazione pro-
ne termica che avviene in assenza di agente ossidan- duce un syngas ricco in H2, povero di gas inerti e privo
te (atmosfera inerte). Il fango richiede un preventivo di sostanze dannose per i catalizzatori, particelle e gas
essiccamento (Kwapinski et al., 2021; Schnell et al., condensabili (Pearson e Turner, 2012). Come per la pi-
2020) fino al 90% di sostanza secca (Regione Lom- rolisi, il biochar può essere utilizzato come fertilizzan-
bardia, 2022). La pirolisi può considerarsi come una te se conforme ai relativi limiti di legge. Inoltre, anche
tecnologia autonoma ma è bene ricordare che la fa- in questo caso si osserva una ridotta disponibilità del
se di pirolisi precede sempre le fasi di combustione e fosforo per le piante (Kwapinski et al., 2021). La gas-

246 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


sificazione non è ancora una tecnologia tecnicamente sigeno. Il preventivo essiccamento della biomassa non

Acque e fanghi
matura per i fanghi (Schnell et al., 2020) e lo si denota è quindi richiesto. L’HTC è tuttavia da considerare come
dal basso numero di impianti dedicati. un pretrattamento, che facilita le fasi di stabilizzazio-
ne e disidratazione. Infatti, l’HTC distrugge la struttura
3.1.5. Carbonizzazione idrotermica colloidale del fango e converte l’acqua legata (interna
La carbonizzazione idrotermica (hydrothermal car- alle cellule) in acqua libera (Fiori, 2020). Inoltre, le al-
bonisation, HTC) è un processo termochimico utile per te temperature sterilizzano e quindi stabilizzano i fan-
degradare biomasse a elevato contenuto di umidità co- ghi. Il processo avviene in acqua a temperature com-
me, per esempio, reflui zootecnici, fanghi municipali, prese tra 180 e 250 °C, pressioni comprese tra 10 e 50
fanghi dell’industria della carta e rifiuti del settore ali- bar, pH acido (3-7) e tempi di residenza dell’ordine del-
mentare. Il processo avviene in acqua in assenza di os- le ore (Đurđević et al., 2019; Meisel et al., 2019; Sch-

Tabella 1. Panoramica degli altri processi di trattamento applicabili ai fanghi.


Tipologia Processo Descrizione
Pretrattamento per ridurre umidità; riduce peso e volume, fino al 95% di tenore di secco
Essiccamento
(Teoh e Li, 2020); riduce costi di smaltimento.
Pretrattamento per migliorare disidratabilità e aumentare tenore dei solidi;
Condizionamento
a 170-250 °C per 15-60 minuti (Topal e Arslan, 2009); variante rapida fino a 220 °C
termico
per 10-30 secondi (Topal e Arslan, 2009).
Pretrattamento per migliorare digeribilità; anche chiamato THP – Thermal Hydrolysis
Process o termolisi; a 160-165 °C e 7-9 bar per 20-30 minuti (Cambi ASA, 2022;
Idrolisi termica Mills et al., 2014; Veolia Water Technologies, 2022); aumento biogas, aumento carico
organico alimentare, distruzione patogeni e miglioramento disidratabilità; necessita di
combustibili di supporto.
Processo termico alternativo all’incenerimento; in acqua a 150-360 °C
e 30-250 bar, usando ossigeno o aria (Fiori, 2020; Lombardi et al., 2017); sostanza
Processi basati
Ossidazione a organica trasformata principalmente in CO2 e vapore acqueo; disidratazione preventiva
sull’utilizzo di calore esterno
umido non necessaria; supercritica o sub-critica se temperatura e pressione superiori o inferiori
a 374 °C e 22,1 MPa (Aradelli e Cantù, 2016; Fiori, 2020); complessità gestionale,
alti costi e immaturità tecnologica (Aradelli e Cantù, 2016).
Liquefazione Anche chiamata HTL – Hydrothermal Liquefaction o pirolisi idrotermica (Xiu et
idrotermica / al., 2010); a 250-400 °C e 50-220 bar (Fiori, 2020; Teoh e Li, 2020); produzione di
pirolisi idrotermica hydrochar e bio-olio.
Gassificazione
Sub/supercritica a temperature inferiori o superiori a 374 °C (Fiori, 2020); minor
in acqua sub/
residuo solido rispetto ad HTC e liquefazione idrotermica.
supercritica
Letteralmente: “fusione dei fanghi”; a 1.200-1.500 °C (Teoh e Li, 2020); combustione
Sludge melting e solidificazione della materia inorganica rimanente a scoria vetrosa; distruzione
inquinanti organici e stabilizzazione inquinanti inorganici.
Trattamento di stabilizzazione in assenza di ossigeno; riduce putrescibilità; produzione
Digestione
di biogas valorizzabile termicamente o trasformabile in biometano; fango digerito
anaerobica
inviabile in agricoltura (tal quale o dopo pretrattamento) oppure a compostaggio.
Trattamento di stabilizzazione in presenza di ossigeno; riduce massa fango tramite
Processi basati sullo
Digestione aerobica conversione parziale in prodotti gassosi; co-digestione con rifiuto organico può
sfruttamento di naturali processi
/ compostaggio incrementare rimozione di solidi volatili (Teoh e Li, 2020);
biologici
compost utilizzabile come fertilizzante.
Processo aerobico alternativo all’essiccamento termico; sfrutta calore rilasciato dai
Bioessiccamento microrganismi; riduce consumo di combustibili (Cieślik et al., 2015); non è un processo
di stabilizzazione (Winkler et al., 2013).
Riduce contenuto microbico e biodisponibilità di alcuni metalli pesanti (Teoh e Li,
Stabilizzazione
2020); effetto temporaneo: dopo lo spandimento il pH scende a valori che consentono
chimica con calce
biodegradazione (Regione Lombardia, 2022); incremento di volume e peso.
Processi basati sull’utilizzo di
Produzione di
reagenti È possibile inglobare fanghi in clinker (per produrre cemento) o asfalto; è possibile
materiali da
produrre laterizi miscelando argilla.
costruzione
Ozonolisi Ozono per idrolizzare fanghi; facilita digestione anaerobica (Peroni et al., 2022).

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 247


Acque e fanghi nell et al., 2020; Teoh e Li, 2020). Il pH acido fa sì che da anteporre al recupero e smaltimento in discarica.
gran parte del fosforo venga trasferito alla fase liquida La minimizzazione comprende tecniche già conso-
e possa eventualmente essere precipitato (Reißmann et lidate (stabilizzazione, disidratazione, essiccamento
al., 2021). L’HTC è caratterizzato da basse rese gassose e termico, ecc.), miglioramenti di tecniche consolidate
alte rese solide. Il residuo solido è un prodotto carbona- (ispessitori dinamici, nuove centrifughe, nuove filtro-
ceo chiamato hydrochar, separabile dalla fase liquida e presse continue, nuove nastropresse ad alta pressione,
convertibile in pellet. L’hydrochar può potenzialmen- ecc.) e nuove tecniche (idrolisi enzimatica, trattamen-
te essere usato come biocombustibile solido, adsorben- to aerobico/anaerobico, ozonolisi, idrolisi termica,
te, ammendante del terreno e per produrre materiali ossidazione a umido, trattamenti biologici termofili,
avanzati (Fiori, 2020; Merzari et al., 2019). Il prodotto ecc.) (Collivignarelli, 2021).
gassoso principale è CO2 (>90%), ma in basse quanti-
tà (Kwapinski et al., 2021; Merzari et al., 2019). Il pro- 3.2. Studi LCA applicati al trattamento fanghi
dotto liquido separato deve essere smaltito o può essere La Tabella 2 riassume i risultati della revisione della
valorizzato con la digestione anaerobica, in modo da letteratura riguardo l’applicazione della LCA ai metodi
sostenere il fabbisogno termico dell’HTC (Merzari et al., comunemente utilizzati per trattare i fanghi di depu-
2019). La tecnologia HTC, pur non essendo molto dif- razione. Vista la grande variabilità che caratterizza gli
fusa, è già presente su scala industriale. studi LCA, stilare una classifica tra i metodi di tratta-
mento sarebbe un compito difficile e scientificamen-
3.1.6. Altri processi te non rigoroso. È possibile, tuttavia, riportare alcune
Oltre alle tecnologie di trattamento fin qui esamina- riflessioni.
te, vi è un’ampia casistica di soluzioni tecniche appli- L’analisi della letteratura non ha permesso di addive-
cabili ai fanghi che in Tabella 1 si vuole brevemente nire a una conclusione univoca sull’annoso dualismo
citare, per completezza. Alcuni processi possono essere tra mono-combustione e utilizzo agronomico. L’uti-
classificati come pretrattamenti, altri come trattamen- lizzo agronomico dei fanghi, digeriti o meno, com-
ti veri e propri. porta impatti che sono a volte minori e a volte mag-
Infine, lo smaltimento dei fanghi in discarica è per- giori di quelli della mono-combustione (Tabella 2).
messo, previo trattamento, ma la tendenza è quella di La co-combustione tende a fornire buoni risultati,
abbandonare tale pratica, conformemente alla gerar- a volte migliori dello scenario agronomico (Li et al.,
chia di gestione dei rifiuti. 2017a; Mills et al., 2014). Non emerge chiaramente se
la co-combustione sia una scelta migliore della mo-
3.1.7. Tecniche di minimizzazione no-combustione, anche per via delle molteplici appli-
Come raccomanda la gerarchia della gestione dei ri- cazioni della co-combustione: cementifici, termova-
fiuti (Parlamento europeo e Consiglio europeo, 2008), lorizzatori di rifiuti, fabbriche di mattoni e centrali a
la riduzione della produzione di fanghi è la strategia carbone (Tabella 2).

Tabella 2. Principali risultati degli studi di LCA sul trattamento dei fanghi pubblicati nella letteratura scientifica nel periodo
2010-2020 (modificato da Ding et al. (2021) e Teoh e Li (2020)). Sono stati selezionati i soli studi che includessero uno scenario
fra mono-combustione, co-combustione, utilizzo agricolo, digestione anaerobica e HTC. Legenda: A = agricoltura,
C = compostaggio, CC = co-combustione, CD = co-digestione anaerobica, D = discarica, DA = digestione anaerobica,
DI = disidratazione, E = essiccamento, I = incenerimento, MC = mono-combustione, OU = ossidazione a umido,
P = pirolisi, RSU = rifiuto solido urbano, SC = stabilizzazione chimica, THP = thermal hydrolysis process.

Metodo di valutazione
Metodi di Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
impatto
Utilizzo agricolo benefico con riferimento
Tossicità umana, ecotossicità
all’energia richiesta e al recupero di P, ma gli
acquatica, ecotossicità di acque
inquinanti organici non vengono distrutti;
dolci, ecotossicità terrestre,
• DA + SC + A mono-combustione con utilizzo agricolo delle
Lederer e emissioni di NOx in atmosfera,
• DA + CC ceneri ha risultati complessivamente simili, Unione
Rechberger accumulo di metalli pesanti
• DA + MC ma distrugge gli inquinanti organici; mono- Europea
(2010) nel suolo, uso complessivo di
combustione con invio delle ceneri in discarica e
risorse energetiche, recupero di
co-combustione non permettono il recupero di P;
P, efficienza di concentrazione di
mono-combustione con recupero di P dalle ceneri
sostanze inquinanti.
soluzione complessivamente più vantaggiosa.

248 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Acque e fanghi
Metodo di valutazione
Metodi di Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
impatto

Uso delle risorse, acidificazione, Compostaggio da preferire, in quanto ha minori


eutrofizzazione, cambiamento • C + A impatti dell’essiccamento in sei categorie
Sablayrolles
climatico, riduzione dello •E+A di impatto su otto; compostaggio peggiore Francia
et al. (2010)
strato di ozono, smog estivo, dell’essiccamento per le categorie di tossicità
ecotossicità, tossicità umana. umana e riduzione dello strato di ozono.

• MC Per emissioni di gas serra e recupero di P, la co-


•C+A digestione di fango e della frazione organica del RSU
• CC dà migliori risultati che il trattamento separato dei
Cambiamento climatico,
Nakakubo et • carbonizzazione (P) due rifiuti; soluzione complessivamente migliore è
recupero di fosforo, rischi per la Giappone
al. (2012) • E + CC pirogassificazione con recupero di P,
salute umana.
• CD + i precedenti a seguire il compostaggio; considerando i rischi
metodi per la salute, la prima soluzione causa minori
• CD + pirogassificazione emissioni di metalli pesanti.

Scenario con DA preferibile sia per emissioni


Cao e Cambiamento climatico, •E+P climalteranti che per consumo energetico; DA
Pawłowski consumo di energia primaria • DA + E + P riduce richiesta energetica di disidratazione ed Polonia
(2013) fossile. essiccamento; entrambi gli scenari evitano più
emissioni climalteranti di quelle che producono.

Produrre 1 GJ co-incenerendo fanghi in una


centrale elettrica a carbone causa maggiori
impatti ambientali rispetto a centrale a carbone
Hong et al.
ReCiPe • CC in 15 su 18 categorie di impatto, Cina
(2013)
a causa di ispessimento, disidratazione, trasporto
e combustione fanghi, nonché smaltimento
ceneri in discarica.

•D
Mono-combustione ha minor impatto su
•C
cambiamenti climatici, seguita da produzione
Liu et al. • CC
Cambiamento climatico di mattoni e compostaggio; compostaggio scelta Cina
(2013) • MC
ottimale sulla base di considerazioni ambientali,
• produzione di mattoni
economiche e di fattibilità.
• cementificio

Co-digestione anaerobica con frazione organica


Cambiamento climatico, del RSU, seguita da post-compostaggio del
•D
Righi et al. acidificazione, eutrofizzazione, digestato, è l’opzione ambientalmente più
• CD + D Italia
(2013) riduzione dello strato di ozono, sostenibile; riduzione volumi trasportati, risparmi
• CD + C
formazione di ozono fotochimico. energetici ed evitata produzione di fertilizzante
chimico grazie a compost in agricoltura.

Carbonizzazione del fango e co-combustione del


• DA + CC biochar con carbone complessivamente migliore
• DA + MC soluzione, seguita da co-combustione con RSU,
Wang et al.
IMPACT2002+ • DA + D discarica e mono-combustione; co-combustione Taiwan
(2013)
• DA + carbonizzazione con RSU ha minor impatto sui cambiamenti
(P) + CC climatici perché l’efficienza complessiva di
recupero energetico è maggiore.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 249


Acque e fanghi Metodo di valutazione
Metodi di Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
impatto
L’opzione di DA, essiccamento e co-combustione
Cambiamento climatico, in centrale a carbone è la più sostenibile
• DA + A
formazione di ozono fotochimico, economicamente e ambientalmente,
Mills et al. • THP + DA + A
eutrofizzazione, acidificazione, immediatamente seguita dall’opzione di DA, UK
(2014) • THP + DA + E + CC
uso di risorse minerali, uso di essiccamento e pirolisi; idrolisi termica prima di
• THP + DA + E + P
risorse fossili. DA migliora prestazioni economiche e ambientali
della sola DA.
Soluzione più adatta ambientalmente ed
economicamente è DA con disidratazione e
•D
incenerimento del digestato; schema vincente
•A
grazie a riduzione volumetrica e recupero
Xu et al. •I
ReCiPe, Impact 2002+. energetico in DA e incenerimento; discarica e Cina
(2014) •E+A
incenerimento hanno, rispettivamente, più alti
• DA + i precedenti
e bassi impatti ambientali; in tutti gli scenari
metodi
le categorie di tossicità umana ed ecotossicità
marina hanno i più alti impatti normalizzati.
Cambiamento climatico,
Ossidazione a umido con invio in discarica del
acidificazione, eutrofizzazione
Bertanza et • OU + D residuo solido e DA del residuo liquido dà vantaggi
(di acque dolci, marina, Italia
al. (2015) • DA + I ambientali ed economici rispetto a schema
terrestre), formazione di ossidanti
convenzionale di DA e incenerimento.
fotochimici.
Scenari con preventiva DA complessivamente i
meno impattanti; incenerimento preferibile a
•D
discarica; utilizzo delle ceneri in sostituzione del
Uso di suolo, cambiamento •I+D
Lam et al. clinker preferibile a smaltimento in discarica;
climatico, tossicità umana, • I + cementificio Cina
(2016) seguono, con medesimo ordine, gli analoghi
acidificazione, eutrofizzazione. • DA + i precedenti
scenari senza preventiva DA; DA riduce impatti
metodi
grazie a riduzione volume da trattare e a recupero
energetico.
Mono-combustione in forno a letto fluido ha
migliori performance di co-combustione in
cementificio per gran parte delle categorie di
Abuşoğlu et • DA + CC
IMPACT 2002 + impatto; co-combustione ha minore impatto Turchia
al. (2017) • DA + MC
su tossicità umana perché le ceneri vengono
immobilizzate nel clinker, mentre in mono-
combustione vengono inviate in discarica.
Impatto totale più basso per DA e successivo invio
a discarica del digestato; a seguire: incenerimento
•I
Alyaseri e in forno a letto fluido con recupero energetico,
ReCipe 2008 • DA + E + D Usa
Zhou (2017) DA e utilizzo agronomico del digestato,
• DA + E + A
incenerimento in forno a piani multipli senza
recupero energetico.
Complessivamente, co-combustione in
Acidificazione, cambiamento
cementificio ha impatti minori; a seguire:
climatico, uso di risorse • DA + A
Li et al. mono-combustione, co-combustione in centrale
abiotiche, ossidazione •E+I Cina
(2017a) a carbone, uso agronomico del digestato;
fotochimica, eutrofizzazione, • E + CC
ecotossicità vale 92-97% dell’impatto totale dello
tossicità umana, ecotossicità.
scenario agronomico, a causa dei metalli pesanti.
Con fanghi ad alto contenuto organico (70%
• DA mesofila SV/TS), da impatto più basso a più alto:
Acidificazione, cambiamento
• DA termofila (disidratazione + DA termofila) < (DA termofila)
climatico, uso di risorse
Li et al. • DI + DA mesofila < (disidratazione + idrolisi termica + DA)
abiotiche, ossidazione Cina
(2017b) • DI + DA termofila < (DA mesofila) < (disidratazione
fotochimica, eutrofizzazione,
• DI + idrolisi termica + DA mesofila); con fanghi a basso contenuto
tossicità umana, ecotossicità.
+ DA organico, scenario con idrolisi termica scende
all’ultimo posto.

250 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Acque e fanghi
Metodo di valutazione
Metodi di Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
impatto
Agricoltura ha i minori impatti in 5 su 10
categorie e i maggiori in ecotossicità terrestre
ed eutrofizzazione; incenerimento ha i
minori impatti in 4 categorie e i maggiori in
cambiamento climatico e riduzione dello strato
•A
di ozono; discarica ha i maggiori impatti in
•C+A
Lombardi et 3 categorie; ossidazione a umido ha i minori
CML 2 baseline 2000 •I Italia
al. (2017) impatti in ecotossicità terrestre e i maggiori in 3
•D
categorie; compostaggio ha risultati intermedi;
• OU
rispetto a scenario in cui 78% dei fanghi è
incenerito, 17% compostato, 2% utilizzato
agronomicamente e 4% inviato in discarica,
l’incenerimento totale dei fanghi riduce gli
impatti in tutte le categorie.
Soluzione più desiderabile è schema in cui il
Cambiamento climatico, uso di
fango viene processato per produrre biogas (DA)
risorse fossili, eutrofizzazione
•D e syngas (gassificazione del digestato essiccato)
Buonocore et di acque dolci, tossicità umana,
• DA + E da bruciare per generare elettricità e calore; oli Italia
al. (2018) particolato, formazione
• DA + E + gassificazione vegetali usati possono integrare richiesta di calore
di ossidanti fotochimici,
per essiccamento; categorie più impattate sono
acidificazione terrestre.
eutrofizzazione di acque dolci e tossicità umana.
Trattamento di fanghi e scarti di cucina; scelta
Cambiamento climatico, migliore è co-digestione, specialmente se il
•I
Chiu e Lo particolato, formazione biogas viene valorizzato tramite impianto a ciclo
• DA + I Cina
(2018) di ossidanti fotochimici, combinato anziché tramite cogenerazione; scelta
• CD + I
acidificazione terrestre. peggiore è invio a discarica degli scarti di cucina e
delle ceneri dei fanghi inceneriti.
Scenario base è l’uso agronomico di digestato
stabilizzato con calce (senza recupero del calore
Cambiamento climatico, da biogas); altri tre scenari (con recupero
riduzione dello strato di ozono, del calore del biogas) riducono impatti su
formazione di ozono (ecosistemi • DA + SC + A cambiamenti climatici, ecotossicità terrestre
Do Amaral et terrestri), acidificazione terrestre, • DA + E + A e tossicità umana; incenerimento incrementa
Brasile
al. (2018) eutrofizzazione di acque dolci, • DA + E + I + A formazione di ozono e acidificazione terrestre,
ecotossicità (terrestre, in acque • DA + E + I + D mentre uso agronomico di fango essiccato le
dolci), tossicità umana (effetti riduce; no differenze statisticamente significative
non cancerogeni). tra gli scenari per le altre categorie di impatto.
(N.d.A., l’uso agronomico di fango essiccato
risulta complessivamente la migliore opzione).
DA è opzione migliore perché non necessita di
energia per essiccamento termico; integrazione
• DA di DA e pirolisi è la seconda migliore opzione,
Li e Feng CML method, efficienza
•E+P seguita da pirolisi; energia ottenuta dalla Cina
(2018) energetica.
• DA + E + P combustione di bio-olio e gas di pirolisi non
sufficiente a soddisfare il fabbisogno di energia
dell’essiccamento.
Tecnologia combinante idrolisi termica e pirolisi
Cambiamento climatico, è la migliore, tenendo in conto gli impatti su
•D
acidificazione terrestre, cambiamento climatico e tossicità umana,
•I
Lishan et al. eutrofizzazione di acque dolci, costi di trattamento e smaltimento, consumo
• idrolisi termica + Cina
(2018) riduzione dello strato di ozono, di suolo e commerciabilità dei sottoprodotti; a
carbonizzazione (P)
tossicità umana, particolato, uso seguire: compostaggio, incenerimento di fango
•C
di risorse fossili. al 20%ss o invio in discarica di fango al 40%ss, e
incenerimento di fango al 40%ss.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 251


Acque e fanghi Metodo di valutazione
Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Metodi di trattamento* Principali risultati relativi alla LCA
geografico
impatto
Conteggiando anche la CO2 biogenica, in
ordine da impatto più basso a più alto: (DA
+ agricoltura) < (incenerimento senza
• C + miscelazione con
essiccamento termico o incenerimento dopo
terriccio + landscaping
Piippo et al. essiccamento termico con elettricità e vapore,
Cambiamento climatico • DA + A Finlandia
(2018) tranne in uno dei sei impianti di trattamento
•I
acque, dove il compostaggio è seconda migliore
•E+I
opzione) < (incenerimento dopo essiccamento
termico con elettricità e olio combustibile o
compostaggio).
Cambiamento climatico,
riduzione dello strato di
ozono, tossicità umana (effetti
cancerogeni, effetti non Scenario di incenerimento peggiorativo in 13/15
cancerogeni), particolato, categorie di impatto, eccetto per tossicità umana
Rigamonti
formazione di ozono fotochimico, (effetti non cancerogeni) e consumo di risorse
et al. (2018) • DA + A
acidificazione, eutrofizzazione idriche; migliorie impiantistiche e gestionali Italia
(studio non •E+I
(terrestre, di acque dolci, (principalmente il recupero di P dalle ceneri)
pubblicato)
marina), ecotossicità in riducono a 9/15 il numero delle categorie in cui
acque dolci, uso di risorse incenerimento è peggiore dell’uso agricolo.
minerali e fossili, uso di acqua,
uso complessivo di risorse
energetiche.
Focus su categorie di impatto più sensibili alla
scelta del fattore di sostituzione del fosforo;
consumo di risorse minerali più alto per
scenario del fango disidratato rispetto a quello
ten Hoeve et • DA + DI + A
ILCD delle ceneri, causa maggior uso di metalli per Danimarca
al. (2018) • DA + DI + E + I + A
costruzione attrezzatura per caricare e spandere
il fango; scenario del digestato peggiore di
quello delle ceneri sui cambiamenti climatici,
principalmente per emissioni N2O.
Incenerimento complessivamente migliore
Tossicità umana (effetti
o analogo a scenari di uso agricolo, in
cancerogeni, effetti non
particolare per tossicità umana, ecotossicità
cancerogeni), ecotossicità,
• DA + A ed eutrofizzazione marina; negli scenari di
Yoshida et al. eutrofizzazione (di acque dolci,
• SC + A uso agricolo, tossicità umana (effetti non Danimarca
(2018) terrestre, marina), acidificazione
• DA + I cancerogeni) ed ecotossicità sono le categorie
terrestre, particolato,
con i più alti impatti normalizzati; per
cambiamento climatico,
entrambe le categorie, impatti dominati da
formazione di ozono fotochimico.
emissione di zinco e rame nel terreno.
Pirolisi trattamento migliore di incenerimento
con recupero di energia elettrica, sia quando il
biochar sostituisce fertilizzanti in agricoltura
Barry et al. Cambiamento climatico, •I
che lignite in cementificio; biochar ha minor Canada
(2019) ecotossicità in acque dolci. •P
tendenza a rilasciare metalli pesanti rispetto
a ceneri e, in cementificio, i metalli pesanti
vengono inglobati.
Dal punto di vista ambientale, energetico ed
economico, co-combustione con RSU (con
Chen et al. Impact 2002+, Cumulative • E + MC
autoconsumo di energia per l’essiccamento) Cina
(2019) Energy Demand (CED • E + CC
è migliore di mono-combustione (senza
autoconsumo di energia per l’essiccamento).

252 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Acque e fanghi
Metodo di valutazione
Metodi di Contesto
Fonte degli impatti / Categorie di Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
impatto
Aggiunta di HTC a filiere di incenerimento e di
•A
utilizzo agricolo non dà vantaggi in termini di
• DA + A
gas serra e causa maggiori richieste energetiche;
Meisel et al. • DA + HTC + A
Cambiamento climatico tuttavia, ricircolo frazione liquida da HTC a Germania
(2019) •I
DA riduce significativamente le emissioni,
• DA + I
permettendo a scenario agricolo di risultare
• DA + HTC + I
migliore fra i 12 scenari.
Per cambiamenti climatici, in ordine da impatto
più basso a più alto: (disidratazione elettro-assistita,
essiccamento e incenerimento) < (disidratazione
Cambiamento climatico, • DI meccanica + A
meccanica e utilizzo agricolo) < (disidratazione
acidificazione, formazione • DI elettro-assistita + A
Zhang et al. meccanica, essiccamento e incenerimento)
di ozono fotochimico, • DI meccanica, E + I Italia
(2019) < (disidratazione elettro-assistita e utilizzo
eutrofizzazione (terrestre, di • DI elettro-assistita +
agricolo); disidratazione elettro-assistita riduce
acque dolci, marina). E+I
volume fanghi a spese di maggior consumo
energetico e aumenta impatti delle categorie di
acidificazione ed eutrofizzazione di acque dolci.
• CD Miscela di fanghi, rifiuti da cucina e rifiuti di
Cambiamento climatico,
Lee et al. •D giardino; co-digestione ha minori costi e impatti
acidificazione, eutrofizzazione, Usa
(2020) •C ambientali rispetto a discarica, compostaggio e
ecotossicità.
• CC incenerimento.

Cambiamento climatico,
acidificazione terrestre,
eutrofizzazione di acque dolci, • DA + A Rispetto a trattamento separato di fanghi e
Morero et al. tossicità umana, formazione di •C frazione organica del RSU tramite mix di DA,
Argentina
(2020) ossidanti fotochimici, particolato, •D compostaggio e discarica, co-digerire la totalità
uso di suolo urbano, uso di • CD + A dei rifiuti ha minori costi e impatti ambientali.
acqua, uso complessivo di risorse
energetiche.
Nello scenario base i fanghi vengono essiccati,
sottoposti a DA e inceneriti presso il depuratore,
mentre i RSU vengono inceneriti in un
Nakatsuka et • E + DA + MC termovalorizzatore poco distante; rispetto allo
Cambiamento climatico Giappone
al. (2020) • E + CC scenario base, co-incenerire fanghi essiccati
e RSU, inviando il calore recuperato a
essiccamento, riduce costi del 35% ed emissioni di
CO2 dell’1%.
Sia per categorie di impatto midpoint che
•C
Rostami et al. endpoint, compostaggio soluzione meno costosa
ReCiPe, CML (baseline) •I Iran
(2020) e complessivamente meno impattante, eccetto per
•D
eutrofizzazione delle acque dolci.
Per ogni trattamento un intervallo di recupero
di materia/energia (nullo, medio o massimo);
DA ha minori impatti in 11/18 categorie di
• DA + A impatto; pirolisi con massimo tasso di recupero
•C+A è seconda migliore opzione ma, con minori tassi
Tarpani et al.
ReCiPe 1.08 •I di recupero, incenerimento diventa la seconda UK
(2020)
•E+P migliore alternativa; per tassi di recupero medio
• OU e massimo, compostaggio è peggiore alternativa;
in confronto ai metalli pesanti, il contributo dei
prodotti farmaceutici e per l’igiene personale
sull’ecotossicità di acque dolci è trascurabile.
* Il processo di disidratazione è stato citato solo quando ritenuto necessario ad evidenziare le differenze fra gli scenari analizzati.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 253


Acque e fanghi La digestione anaerobica risulta generalmente un non si sia concentrato su una particolare zona geo-
pretrattamento che, grazie alla valorizzazione energe- grafica, bensì sull’intero panorama internazionale. In
tica del biogas e alla riduzione volumetrica consegui- questo senso, la valutazione economica svolta in di-
ta, riduce gli impatti di qualsiasi catena di trattamenti verse condizioni geografiche può influenzare i risul-
a cui venga applicata (Tabella 2). L’aggiunta dell’HTC tati ottenuti, come già suggerito da più autori (Collivi-
alle filiere di incenerimento e utilizzo agricolo non ri- gnarelli et al., 2020; Foladori et al., 2010).
duce le emissioni climalteranti (Meisel et al., 2019). Analizzando le metodologie di trattamento più comu-
Tuttavia, l’invio della frazione liquida a un processo nemente utilizzate, si può affermare che l’incenerimento
di digestione anaerobica rende l’inserimento dell’HTC risulta essere l’opzione più onerosa (Lee et al., 2020; Lun-
fortemente competitivo nel ridurre le suddette emissio- din et al., 2004; Rostami et al., 2020; Xiao et al., 2022).
ni climalteranti (Meisel et al., 2019). Il compostaggio Entrando più nel dettaglio, diversi studi propongono un
mostra risultati intermedi, risultando raramente l’al- confronto tra diverse opzioni di incenerimento, quali la
ternativa migliore o peggiore (Lee et al., 2020; Lishan mono-combustione di fanghi di depurazione, la co-com-
et al., 2018; Liu et al., 2013). L’essiccamento è un pre- bustione con rifiuti solidi urbani (RSU), la co-combu-
trattamento che, al contrario della digestione anae- stione in centrali a carbone e infine la co-combustione
robica, non è energeticamente autosufficiente; il suo in cementifici (Chen et al., 2019; Hong et al., 2013; Li et
utilizzo è indicato se vi sia un altro processo nelle vici- al., 2013; Lundin et al., 2004; Xiao et al., 2022). A causa
nanze che possa inviargli energia di recupero. degli elevati investimenti iniziali richiesti, la valutazione
Non è stato possibile trarre delle conclusioni in me- LCC indica come la mono-combustione risulti l’alterna-
rito alla stabilizzazione chimica. L’invio dei fanghi a tiva nettamente più dispendiosa (Chen et al. 2019; Xiao
discarica è quasi sempre la soluzione peggiore. In al- et al. 2022). Al contrario, grazie ai sussidi ricevuti per lo
cuni casi però l’uso della discarica come destinazione smaltimento dei RSU, la co-combustione con RSU appa-
dei residui di altri trattamenti risulta una scelta giu- re l’opzione più vantaggiosa da un punto di vista pretta-
stificata (Alyaseri e Zhou, 2017; Bertanza et al., 2015). mente finanziario (Chen et al., 2019).
Passando alle metodologie di trattamento più eco-
3.3. Studi LCC applicati al trattamento fanghi nomiche, si segnalano il compostaggio, lo spandi-
La Tabella 3 riassume i risultati della revisione della mento in agricoltura e lo smaltimento in discarica
letteratura riguardo l’applicazione dell’LCC ai metodi (Rostami et al., 2020; Tarpani e Azapagic, 2018; Xiao
comunemente utilizzati per trattare i fanghi di depu- et al., 2018; Zhuang et al., 2022;). Più nello specifico,
razione. Innanzitutto, va sottolineato come lo studio lo smaltimento in discarica offre costi di investimen-

Tabella 3. Principali risultati degli studi di LCC sul trattamento fanghi pubblicati nella letteratura scientifica.
Legenda: A = agricoltura, C = compostaggio, CC = co-combustione, CD = co-digestione anaerobica, D = discarica,
DA = digestione anaerobica, DI = disidratazione, E = essiccamento, I = incenerimento, MC = mono-combustione,
OU = ossidazione a umido, P = pirolisi, RSU = rifiuto solido urbano, SC = stabilizzazione chimica,
THP = thermal hydrolysis process.
Metodi di Contesto
Fonte Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
•A
• CC con RSU
• MC con recupero di L'applicazione agricola presenta il costo più basso tra le opzioni valutate; la co-
Lundin et al.
fosforo (Bio-Con) combustione presenta invece il costo più alto; minima differenza di costo tra Bio-Con Svezia
(2004)
• frazionamento con e Cambi-KREPRO.
recupero di fosforo
(Cambi-KREPRO) + MC
• DI
• DA
Murray et al. La digestione anaerobica tecnologia di trattamento ottimale da un punto di vista
•C Cina
(2008) economico; incenerimento opzione più onerosa tra quelle valutate.
•E
•I
• DI (con o senza DA)
• C (con o senza DA)
Hong et al. Gli LCC per gli scenari con digestione mostrano risultati migliori; incenerimento più
• E (con o senza DA) Giappone
(2009) economico rispetto a disidratazione ed essiccamento.
• D (con o senza DA)
• A (con o senza DA)

254 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Acque e fanghi
Metodi di Contesto
Fonte Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
Il beneficio economico ottenuto dalla co-combustione dei fanghi di depurazione
Hong et al. all’interno di una centrale elettrica a carbone è generato principalmente dalle entrate
• CC Cina
(2013) derivanti dai fanghi e dai sussidi per l'elettricità; la riduzione del consumo di carbone
ha contribuito in misura minima al beneficio economico.
• Scenario 1: C, D,
produzione di cemento.
• Scenari alternativi,
ottenuti tramite le
seguenti modifiche:
stabilizzazione mediante
essiccamento, maggiore Scenario 1 nettamente il più economico; le alternative incrementano i costi tra il 60%
Li et al. inclusione dei fanghi e il 95%; tra queste, i valori peggiori sono stati riscontrati per l’opzione che prevede
Cina
(2013) di depurazione nella una maggiore inclusione dei fanghi di depurazione per la produzione di cemento, sia
produzione di cemento per quanto riguarda i costi di trasporto, sia per quanto riguarda i costi operativi.
e utilizzo dei fanghi di
depurazione essiccati
o carbonizzati come
combustibile sostitutivo
per le centrali elettriche
a carbone.
•D Lo scenario combinato di trattamento dei fanghi con tecnologie di digestione
•A anaerobica, disidratazione e incenerimento è il metodo più adatto dal punto di vista
Xu et al.
•I economico per trattare i fanghi di depurazione grazie al recupero energetico; anche Cina
(2014)
•E+A la digestione anaerobica con seguente smaltimento in discarica ha ottimi risultati dal
• DA + i precedenti metodi punto di vista economico.
Più l’elettricità è costosa, più lungo deve essere il tempo di funzionamento del
Collet et al. • DA + tecnologia PtG processo di metanazione per essere competitivo con l’iniezione di metano dal biogas;
Francia
(2017) (Power to Gas) la riduzione del consumo di elettricità della fase di elettrolisi riduce
i costi di produzione.
• DA + A
Digestione anaerobica, pirolisi e ossidazione ad aria umida possono operare con
Tarpani e •C
un profitto con i costi complessivi del ciclo di vita negativi se tutti i loro prodotti
Azapagic •I UK
recuperati sono pienamente utilizzati; opzione migliore è il compostaggio;
(2018) •P
incenerimento è l’alternativa meno preferita.
• OU
Lo smaltimento in discarica presenta i costi minori, ma benefici ambientali più
• THP
scarsi; il rapporto costo/beneficio analizzato consiglia fortemente l’impiego della
Xiao et al. •I
tecnologia THP, seguito dal compostaggio e dall’incenerimento; Cina
(2018) •D
il trattamento tramite incenerimento presenta i costi più elevati
•C
fra le alternative analizzate.
La co-combustione con RSU è l’alternativa più economica nonostante i maggiori
Chen et al. • E + MC
investimenti iniziali, grazie ai sussidi ricevuti per lo smaltimento dei RSU che Cina
(2019) • E + CC
influiscono positivamente sul calcolo dei profitti.
• DA con
implementazione del Entrambi i sistemi sono economicamente sostenibili; tuttavia, il caso basato sul
Francini et al. pretrattamento di dark pretrattamento preliminare di dark fermentation seguito dalla digestione ha un
Italia
(2019) fermentation tempo di ritorno dell’investimento più breve e un valore attuale netto più elevato
• co-digestione con rispetto a quello della co-digestione.
frazione organica di RSU
• CD
Lee et al. •D Considerando i valori medi, co-digestione ha ottenuto il costo del ciclo di vita più
Usa
(2020) •C basso, anche considerando l’acquisizione del terreno; a seguire il compostaggio.
• CC
Medina et al. • THP + DA I costi stimati per l’opzione con HTC sono del 42% superiori rispetto all’alternativa
Europa
(2020) • DA convenzionale della digestione anaerobica.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 255


Acque e fanghi Metodi di Contesto
Fonte Principali risultati relativi alla LCA
trattamento* geografico
• due configurazioni
La configurazione 1 si basa sulla produzione di un flusso arricchito di PO4 dai fanghi
di linee di fanghi
tramite elutriazione negli ispessitori primari, mentre la configurazione 2 si basa sul
Roldán et al. finalizzate all’estrazione Non
processo WASSTRIP e il suo flusso arricchito di PO4 viene ottenuto meccanicamente
(2020) e al recupero del fosforo specificato
con ispessitori dinamici; nonostante la minore efficienza di recupero del fosforo, la
prima della digestione
configurazione 1 ha un costo del ciclo di vita inferiore rispetto alla configurazione 2.
anaerobica.
•C
Rostami et al.
•I Compostaggio più conveniente rispetto a incenerimento e discarica. Iran
(2020)
•D
Gli scenari presentano una buona fattibilità per l'implementazione; il processo di
Alves et al. gassificazione con conseguente produzione di energia elettrica risulta più vantaggioso Non
• gassificazione
(2021) rispetto allo scenario con produzione di idrogeno, nel breve periodo; quest’ultimo specificato
scenario risulta invece più favorevole alla fine della vita dell’impianto.
• cinque strategie di
gestione dei nutrienti
per la co-digestione di
fanghi di depurazione
urbani con rifiuti
organici ad alta
resistenza. Inoltre,
Orner et al. la gestione attuale Tutte le opzioni di recupero dei nutrienti valutate comportano un costo netto per
Usa
(2022) dei biosolidi (57% l'impianto, con i costi del capitale e dei materiali che superano notevolmente i ricavi.
applicazione al suolo,
36% discarica e 7%
compostaggio) è stata
confrontata con uno
scenario teorico in cui il
100% dei biosolidi viene
compostato.
• MC
• CC con RSU Mono-combustione alternativa nettamente più dispendiosa dal punto di vista
Xiao et al.
• CC in centrale elettrica a economico; al contrario, la co-combustione in cementificio presenta i costi minori in Cina
(2022)
carbone assoluto, sebbene non si discosti molto dalle alternative valutate.
• CC in cementificio
• applicazione del
pretrattamento Fenton e
US/UV/Elettro-Fenton a
Zhang et al. L'effetto dei pretrattamenti Fenton e US/UV/Elettro-Fenton sulla riduzione dei costi
diversi scenari: Cina
(2022) dell’LCC è stato evidente per ciascuna delle alternative valutate.
•D
•I
•A
• DA Il compostaggio e la pirolisi hanno un LCC previsto inferiore rispetto alle
•D alternative di trattamento concorrenti; il compostaggio ottiene costi del ciclo di vita
Zhuang et al. Nord
•I relativamente bassi grazie alla convenienza degli investimenti di capitale richiesti;
(2022) America
•C viceversa, la pirolisi riduce il costo del ciclo di vita grazie al recupero di risorse
•P preziose come energia, fertilizzanti e combustibili.
* Il processo di disidratazione è stato citato solo quando ritenuto necessario ad evidenziare le differenze fra gli scenari analizzati.

to contenuti, ma allo stesso tempo benefici ambientali di digestione anaerobica (Francini et al. 2019), inol-
ed economici molto limitati nel lungo periodo (Xiao tre, l’effetto dei pretrattamenti Fenton e US/UV/Elet-
et al., 2018). È stato inoltre studiato l’impatto di varie tro-Fenton sulla riduzione dell’LCC è stato evidente,
alternative di pretrattamenti subiti dai fanghi di depu- in particolare laddove il contenuto organico fosse più
razione (Francini et al., 2019; Hong et al., 2009; Zhang elevato (Zhang et al. 2022).
et al., 2022;) che sono risultati in molti casi impattanti Infine, anche la digestione anaerobica risulta es-
da un punto di vista economico. L’impiego della dark sere un’alternativa economicamente sostenibile, sia
fermentation ha reso meno dispendioso il processo se valutata singolarmente, sia se incorporata con al-

256 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Tabella 4. Livelli di raccomandazione dei principali metodi di trattamento dei fanghi analizzati dalla letteratura scientifica

Acque e fanghi
tramite LCA ed LCC. In verde = più consigliato. In rosso = meno consigliato.
Metodi di trattamento LCA LCC
Agricoltura
Co-combustione
Compostaggio
Discarica
Digestione anerobica
Essiccamento termico
Mono-combustione*
* Senza recupero di fosforo.

tre metodologie di trattamento in linee di processo La digestione anaerobica emerge come un metodo
più complesse (Hong et al., 2009; Murray et al., 2008; di pretrattamento che, sfruttando il biogas prodotto e
Tarpani e Azapagic, 2018; Xu et al., 2014;). riducendo il volume dei fanghi, contribuisce a mini-
In particolare, è stato dimostrato come l’aggiunta mizzare gli impatti ambientali ed economici associati
di tale processo ad alternative quali la disidratazio- a qualsiasi trattamento a cui venga applicato.
ne, il compostaggio, l’essiccamento e l’incenerimen- Non è stato possibile invece giungere a una con-
to, abbatta i costi di trattamento nel lungo periodo clusione univoca sul confronto tra gli impatti am-
(Hong et al. 2009). bientali di mono-combustione e impiego agrono-
mico. L’uso dei fanghi in agricoltura, che siano
3.4.Sostenibilità ambientale ed economica stati sottoposti o meno a digestione, presenta infatti
dei trattamenti dei fanghi impatti a volte maggiori e a volte minori rispetto
Stanti la variabilità degli obbiettivi fra gli studi ana- alla mono-combustione. Va tenuto in considerazio-
lizzati e la mancanza di un vero e proprio scenario ne il rischio di contaminazione dei terreni agricoli
convenzionale di riferimento, si è preferito non ope- da inquinanti, ma è altrettanto cruciale restituire
rare una, peraltro ardua, armonizzazione dei risulta- la sostanza organica ai campi coltivati per preve-
ti. In mancanza di un criterio oggettivo, si è preferito nirne il progressivo degrado. In prospettiva, una
sintetizzare le impressioni generali riportate nei para- possibile strategia potrebbe consistere nel limitare
grafi 3.2 e 3.3 tramite la Tabella 4, in cui è possibile l’impiego agricolo ai soli fanghi di alta qualità. Sul
visionare la lista dei principali metodi di trattamento fronte dei costi, la mono-combustione si configura
dei fanghi con un livello di raccomandazione che va come una delle opzioni più dispendiose per la ge-
dal verde (più consigliato) al rosso (meno consiglia- stione dei fanghi, mentre l’utilizzo in agricoltura
to). Ne è derivato che la letteratura scientifica tende a risulta economicamente più vantaggioso. La mo-
indicare la digestione anaerobica come il metodo di no-combustione rappresenta l’alternativa più pro-
trattamento più sostenibile sia ambientalmente che mettente all’agricoltura per quel che riguarda il re-
economicamente. cupero di fosforo. L’opzione di co-combustione con
Al contrario, la discarica e la mono-combustione sa- rifiuti mostra risultati positivi sia dal punto di vista
rebbero sconsigliate dal punto di vista, rispettivamente, ambientale sia economico.
ambientale ed economico. La mono-combustione, tut- L’essiccamento termico, a differenza della dige-
tavia, se viene abbinata a un processo di recupero del fo- stione anaerobica, richiede una fonte di energia
sforo, migliora le sue prestazioni ambientali (Lederer e esterna; risulta pertanto applicabile quando è di-
Rechberger, 2010) ed economiche (Lundin et al., 2004). sponibile una fonte di energia di recupero o rinno-
vabile nelle vicinanze.
4. Conclusioni Il compostaggio si posiziona a metà strada tra le
La revisione della letteratura fornisce un quadro opzioni dal punto di vista ambientale ed è tra le
aggiornato sulle tecnologie utilizzate per il tratta- scelte più convenienti dal punto di vista economi-
mento dei fanghi provenienti dalla depurazione co. Lo smaltimento in discarica è economicamente
delle acque reflue urbane. vantaggioso nel breve termine, ma ha benefici li-

[Link]/10.32024/ida.v10i4.482 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 257


Acque e fanghi mitati nel lungo periodo; inoltre, risulta spesso la  inelli A. (2021) Il progetto SLURP: Saggi biologici,
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Valutazioni di sostenibilità VALUTAZIONE DI UN SERVIZIO DI PULIZIA
PROFESSIONALE IN AMBITO CIVILE: ANALISI
COMPARATIVA MICROBIOLOGICA ED AMBIENTALE
TRA METODI TRADIZIONALI E “GREEN”
Rosatelli Asia1, Bruno Erika2, Vogli Luciano3, Bandera Beatrice3, Buffone Cesare3,
Franzetti Andrea1,*
1
Università di Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Piazza della Scienza 1, 20126, Milano, Italia.
2
Università di Milano Bicocca, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, 20900, Monza, Italia.
3
Punto 3 Srl, 44121, Ferrara, Italia.

Sommario EVALUATION OF A PROFESSIONAL


Le superfici contaminate rappresentano una delle CLEANING SERVICE IN A CIVIL CONTEXT:
vie principali attraverso cui virus e batteri possono MICROBIOLOGICAL AND ENVIRONMENTAL
diffondersi. Un buon protocollo di pulizia e sanificazione è COMPARATIVE ANALYSIS BETWEEN
fondamentale al fine di preservare una superficie igienica e TRADITIONAL AND “GREEN” METHODS
sanificata in spazi comuni così da limitare la trasmissione
di agenti patogeni. Tuttavia, il processo di sanificazione Abstract
e pulizia delle superfici può comportare degli impatti Surface contamination represents one of the main routes
ambientali significativi. In Italia, i Criteri Ambientali for virus and bacterial diffusion due to the presence of saliva
Minimi (CAM) rappresentano un importante strumento droplets, respiratory secretions, and viral particles which
normativo per promuovere la sostenibilità ambientale negli deposit on it. An optimal cleaning and disinfection protocol
appalti pubblici e privati. Nel contesto della pulizia e della is fundamental to preserve a hygienic and disinfected surface
sanificazione delle superfici, i CAM possono guidare verso in public areas, limiting, in this way, pathogen transmission.
l’adozione di prodotti e metodi a basso impatto ambientale, Nevertheless, cleaning and disinfection processes can lead
promuovendo pratiche più sostenibili. In questo lavoro, to significant environmental impacts such as raw materials
un protocollo “GREEN”, sviluppato secondo i CAM, è stato consumption, transportation of commodities and people,
valutato, mediante la sua applicazione in un contesto the end of life of the equipment, emissions, and waste
di pulizia civile. La valutazione è stata effettuata sia dal production due to packaging. Moreover, cleaning and
punto di vista ambientale attraverso un’analisi di Life disinfection activities lead to the consumption of electric
Cycle Assessment (LCA), che dal punto di vista igienico- energy for water heating and for powering the cleaning
microbiologico, quantificando i batteri eterotrofi totali a equipment, contributing to the emission of greenhouse gasses.
22°C e a 37°C a seguito di un campionamento esteso a In Italy, Minimal Environmental Criteria (Criteri Minimi
12 superfici presso l’edificio BL27 del campus Bovisa La Ambientali, CAM), published on the Italian Official Journal
Masa del Politecnico di Milano. Lo studio è stato effettuato on 01/29/2021, represent an important policy instrument to
in modo comparativo rispetto ad un protocollo di pulizia promote environmental sustainability in public and private
più tradizionale e ha dimostrato l’efficacia del protocollo tenders. Within the framework of the cleaning and disinfection
“GREEN”, adeguata alla destinazione dell’uso dell’area sector, CAM can lead towards the adoption of products and
considerata, nell’abbattimento e nel mantenimento delle processes with a low environmental impact, promoting more
cariche batteriche al di sotto del valore preso di riferimento sustainable proceedings. In this work, a “GREEN” protocol,
in questo studio di 80 UFC cm-2 e tramite l’analisi LCA has been developed, according to CAM policies, and evaluated
una significativa riduzione (29 g di CO2 per metro by applying it in the context of civil cleaning services. The
quadro) dell’impronta di carbonio, che nello scenario evaluation has been carried out both through a Life Cycle
di applicazione del protocollo all’intero cantiere pilota Assessment analysis (LCA) with an approach “from cradle
porterebbe all’abbattimento di 311 kg di CO2 emessa. to grave” and in terms of hygienic and microbiological
parameters with the quantification of heterotrophs bacteria at
Parole chiave: pulizia, sanificazione, sostenibilità, 22°C and 37°C in 12 sampled surfaces at BL27 building of the
LCA, microbiologia. Bovisa La Masa Campus in Politecnico of Milano. Each surface
was sampled in triplicate before and after its disinfection. This

* Per contatti: Piazza della Scienza 1,20126, Milano, Italia. Ricevuto il 2-10-2024. Modifiche sostanziali richieste il 27-12-2023.
Tel +39 02 6448 2927. E-mail [Link]@[Link] Accettazione il 17-1-2024.

262 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


location has been chosen as an example of civil environment ca il rischio di contaminazione crociata. La presenza di

Valutazioni di sostenibilità
as it comprises classrooms, connective spaces, services, offices, goccioline di saliva, secrezioni respiratorie e particelle vi-
cafeterias, libraries and reading rooms and because it was rali e microbiche sulle superfici può costituire una mi-
representative for surface typologies, degree of dirt and for the naccia tangibile per la salute pubblica, poiché tali agenti
frequency and methodologies used in civil cleaning worksites. patogeni possono rimanere vitali per un periodo di tem-
Preliminarily, also the presence of pathogenic bacteria which po considerevole (Kramer et al., 2006). L’attuale pande-
are fecal contamination indicators has been assessed on each mia di COVID-19 ha sollevato considerevole attenzione
surface with the quantification of [Link] and Clostridium sulla trasmissione del virus SARS-CoV-2 attraverso su-
perfringens. The study has been carried out in a comparative perfici contaminate. Studi hanno dimostrato che il virus
way with respect to a more traditional cleaning protocol and può sopravvivere su varie superfici, tra cui plastica, ac-
it demonstrated the effectiveness of the “GREEN” protocol, ciaio inossidabile e vetro, per periodi variabili da alcune
appropriate to the intended use of the considered area. As there ore fino a diversi giorni. Ciò ha sottolineato l’importan-
aren’t any standards or guidelines about the quantitative za di attuare procedure efficaci di pulizia e sanificazione
evaluation of microbial contamination found on surfaces, we per ridurre la potenziale diffusione dell’agente patogeno
considered the one used for restoration environments (80 UFC (Carraturo et al., 2020; Kampf et al., 2020; Marquès et al
cm-2) as a reference value as the location object of the study 2021). Il processo di pulizia, sebbene fondamentale, rap-
does not present particular issues. In fact, in almost all the presenta solo il primo passo nell’assicurare la sicurezza
samples we have taken from the 12 surfaces, the parameters delle superfici. Questo processo implica la rimozione vi-
relative to fecal contamination indicators were under the limit sibile di detriti e sporcizia, ma non necessariamente l’e-
of detectability (1 CFU cm-2), only in one of the three replicas liminazione dei patogeni. Al contrario, la sanificazione,
of SUP1 (classroom floor), 1 CFU cm-2 of C. perfringens has che coinvolge l’utilizzo di agenti chimici o fisici, si pone
been detected. The “GREEN” protocol guarantees a substantial come elemento chiave per l’annientamento dei microor-
reduction of the bacterial load and its maintenance under the ganismi patogeni e la conseguente riduzione del rischio
value of 80 CFU cm-2. Through the LCA analysis, this study di infezione (Decreto Ministeriale 274/1997). Diverse ca-
has also assessed a reduction of 29 g of CO2 per squared meter tegorie di agenti chimici vengono adoperate per la sani-
(18.4%) in the carbon footprint of the “GREEN” protocol with ficazione delle superfici, tra cui alcoli, composti a base di
respect to the traditional methodology. The value of this result cloro e Sali quaternari d’ammonio. Tuttavia, la scelta del
can be even more appreciated if considering the entire scenario prodotto sanitizzante e la sua concentrazione richiedono
of application of the “GREEN” protocol; in fact the application valutazioni ponderate. È cruciale garantire che l’agente
of the aforementioned cleaning service in the whole pilot site selezionato sia efficace contro l’agente patogeno target e
would allow the abatement of 311 kg of emitted CO2. che sia applicato correttamente, tenendo in considerazio-
ne il tempo di contatto necessario per l’azione antimicro-
Keywords: cleaning, disinfection, sustainability, LCA, bica (Assadian et al., 2021).
microbiology.
1.2. Impatto ambientale dei processi di pulizia
e sanificazione
Il processo di sanificazione e pulizia delle superfici
può comportare tuttavia una serie di impatti ambienta-
li significativi. L’utilizzo di prodotti, attrezzature e mac-
1. Introduzione chinari per l’espletamento del servizio è causa di mol-
1.1. Pulizia e sanificazione come strumento teplici impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita.
di sanità pubblica Per citarne alcuni: il consumo di materie prime, il tra-
La trasmissione di malattie attraverso superfici conta- sporto di beni e persone, il fine vita delle macchine, gli
minate è un fenomeno riconosciuto da tempo e rappre- scarichi e la produzione di rifiuti da imballaggi. E an-
senta una delle vie principali attraverso cui virus e batteri cora, le attività di pulizia e di ricondizionamento delle
possono diffondersi all’interno di comunità e popolazio- attrezzature sono fonte di consumi di energia elettrica,
ni (Otter et al., 2011). L’avvento della pandemia di CO- per scaldare l’acqua e alimentare le attrezzature di pu-
VID-19 ha enfatizzato in maniera significativa l’impor- lizia, e contribuiscono quindi alle emissioni di gas ser-
tanza di preservare una superficie igienica e sanificata, ra (Palabiyik et al., 2015). In Italia, i Criteri Ambientali
specialmente in spazi comuni, al fine di limitare la tra- Minimi (CAM) rappresentano un importante strumento
smissione di agenti patogeni. Le superfici in ambienti normativo per promuovere la sostenibilità ambientale
condivisi possono facilitare il passaggio di agenti infettivi negli appalti pubblici e privati. I CAM stabiliscono requi-
tra un individuo e gli altri. La frequente manipolazione siti che gli acquirenti pubblici e privati devono rispettare
di oggetti e superfici da parte di diverse persone amplifi- al fine di ridurre l’impatto ambientale dei prodotti, dei

[Link]/10.32024/ida.v10i4.480 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 263


Valutazioni di sostenibilità servizi e dei lavori appaltati. Nel contesto della pulizia e CAM − Criteri Ambientali Minimi, attraverso uno studio
della sanificazione delle superfici, i CAM, pubblicati in LCA − Life Cycle Assessment (Valutazione del Ciclo di Vi-
Gazzetta Ufficiale il 29/01/2021, possono guidare verso ta) comparativo della valenza ambientale e qualitativa
l’adozione di prodotti e metodi a basso impatto ambien- (igienico-microbiologica) del nuovo Protocollo “GRE-
tale, promuovendo pratiche più sostenibili. L’Analisi del EN” recentemente sviluppato per andare oltre la confor-
Ciclo di Vita (LCA) è un approccio metodologico utiliz- mità richiesta dai nuovi CAM Cleaning Professionale.
zato per valutare gli impatti ambientali di un prodot-
to, un servizio o un processo lungo l’intero ciclo di vita, 2. Materiali e metodi
dalla produzione al consumo e alla gestione dei rifiuti. 2.1. Area di applicazione
Nella valutazione dell’impatto ambientale della sanifi- Il caso di studio oggetto della presente analisi è rap-
cazione e pulizia delle superfici, l’LCA può fornire una presentato dal servizio di pulizia erogato da L’Operosa
visione completa degli effetti ambientali associati a di- presso l’edificio BL27 del campus Bovisa La Masa del
verse pratiche, consentendo di confrontare l’impatto di Politecnico di Milano, viale Raffaele Lambruschini 4,
processi tradizionali con quelli a basso impatto ambien- 20156 Milano (MI). Il cantiere di riferimento è quindi
tale (Van Lieshout et al., 2015). L’adozione dei CAM e un ambito di pulizia civile, composto da aule didatti-
l’utilizzo dell’LCA permettono di definire pratiche di pu- che, spazi connettivi, servizi, uffici, mense, biblioteche
lizia e sanificazione a basso impatto ambientale fina- e sale lettura. È stato scelto per questa analisi perché
lizzate a ridurre l’uso di prodotti chimici nocivi, a limi- rappresentativo della tipologia di superfici, del grado
tare l’inquinamento dell’ambiente acquatico e terrestre, di sporco, delle frequenze e delle metodologie adopera-
ad ottimizzare il consumo di acqua ed energia, contri- te nei cantieri di pulizia civili.
buendo alla riduzione delle emissioni di gas serra e alla
conservazione delle risorse idriche. Inoltre, l’adozione di 2.2. Protocollo “GREEN”
prodotti e metodi sostenibili può favorire la promozio- Il protocollo “GREEN” prevede l’utilizzo di prodotti e
ne dell’immagine aziendale, rispondendo alle crescenti attrezzature a minor impatto ambientale rispetto al pro-
aspettative dei consumatori per pratiche ecologiche. tocollo tradizionale. In Tabella 1 sono riportati i prodotti
e le attrezzature/macchinari per il protocollo “GREEN”
1.3. Obiettivo del lavoro e Tradizionale per le operazioni di pulizia effettuate.
Il presente lavoro si inserisce nel progetto CLEANING
− Protocollo “GREEN”, avviato dal Politecnico di Mila- 2.3. Analisi comparativa LCA
no in collaborazione con L’Operosa, con il supporto di La superficie dell’area campione dello studio di
Punto 3 Srl, Sutter SpA e Università degli Studi di Mi- analisi comparativa copre un’area complessiva di
lano − Bicocca, finalizzato a sviluppare un percorso di 10735.64 m2. In Tabella 2 sono riportati gli ambienti
valorizzazione dell’offerta dei servizi di pulizia in chiave e le aree di studio per l’analisi comparativa LCA.

Tabella 1. Caratteristiche di prodotti, attrezzature e macchinari utilizzati nel protocollo “GREEN” e quello tradizionale.

Protocollo Green Protocollo Tradizionale


Operazione pulizia Attrezzatura / Attrezzatura /
Prodotto Prodotto
Macchinario Macchinario
"detergente Ecolabel, "detergente Ecolabel
Detersione pavimenti −
diluito al 3% in lavatrice frangia piatta in poliestere diluito al 3% in secchio
Aree uffici, mense, aule frangia piatta in viscosa,
sapone, tensioattivi e poliammide, ultra- sapone, tensioattivi
didattiche, biblioteche e microfibra
anionici, tensioattivi non microfibra, Ecolabel anionici, tensioattivi non
sale lettura
ionici < 5 %" ionici < 5 %"
"detergente Ecolabel, "detergente Ecolabel
diluito al 3% in macchina diluito al 3% in macchina
Detersione pavimenti − lavasciuga in modalità lavasciuga in modalità
sapone, tensioattivi sapone, tensioattivi
Spazi connettivi ECO normale
anionici, tensioattivi non anionici, tensioattivi non
ionici < 5 %" ionici < 5 %"
Spazzatura a umido
pavimenti − Aree uffici,
veline impregnate
spazi connettivi, mense, - - -
monouso
aule didattiche, biblioteche
e sale lettura

264 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Valutazioni di sostenibilità
Protocollo Green Protocollo Tradizionale
Operazione pulizia Attrezzatura / Attrezzatura /
Prodotto Prodotto
Macchinario Macchinario
Spolveratura a umido,
altezza operatore, di arredi,
"detergente Ecolabel super
porte e punti di contatto panno multiuso in "detergente Ecolabel
concentrato, diluito al 6% panno multiuso in
comune − Aree uffici, spazi poliestere e poliammide, pronto all'uso
in flacone poliestere, microfibra
connettivi, mense, aule ultra-microfibra, Ecolabel tensioattivi anionici < 5 %"
tensioattivi anionici < 5 %"
didattiche, biblioteche e
sale lettura
"detergente Ecolabel super
Detersione banchi, piani panno multiuso in "detergente Ecolabel
concentrato, diluito al 6% panno multiuso in
di lavoro, lavagne − Aule poliestere e poliammide, pronto all'uso
in flacone poliestere, microfibra
didattiche ultra-microfibra, Ecolabel tensioattivi anionici < 5 %"
tensioattivi anionici < 5 %"
Aspirazione polvere −
- aspirapolvere - aspirapolvere
Biblioteche e sale lettura
Detersione e disinfezione detergente-disinfettante detergente-disinfettante
frangia piatta in poliestere, frangia piatta in viscosa,
pavimento − Servizi PMC, a base ipoclorito, PMC, a base ipoclorito,
ultra-microfibra, Ecolabel microfibra
igienici al pubblico diluito al 3% in vaschetta diluito al 3% in secchio
"detergente-disinfettante
PMC, a base ipoclorito,
Detersione e disinfezione detergente-disinfettante diluito al 3% in flacone
panno multiuso in
sanitari, pareti circostanti e ad azione disincrostante + panno multiuso in
poliestere e poliammide,
arredi − Servizi igienici al PMC, a base acido formico, detergente ad azione poliestere, microfibra
ultra-microfibra, Ecolabel
pubblico pronto all'uso disincrostante, a base acido
citrico, Ecolabel, pronto
all'uso"
detergente-disinfettante detergente ad azione
Disincrostazione dei
ad azione disincrostante disincrostante, a base acido
sanitari − Servizi igienici - -
PMC, a base acido formico, citrico e acido lattico,
al pubblico
pronto all'uso Ecolabel, pronto all'uso
"detergente enzimatico "detergente enzimatico
concentrato, Ecolabel concentrato, Ecolabel
tensioattivi non ionici 15 tensioattivi non ionici 15
− 30 %, sapone, tensioattivi − 30 %, sapone, tensioattivi
anionici 5 − 15 %" anionici 5 − 15 %"
"alcalinizzante ad alta "alcalinizzante ad alta
concentrazione, Ecolabel lavatrice professionale, concentrazione, Ecolabel lavatrice professionale,
Ricondizionamento tessili fosfonati, policarbossilati capacità 8 kg, cicli fosfonati, policarbossilati capacità 8 kg, cicli
< 5 %" lavaggio a 40 °C < 5 %" lavaggio a 60 °C
"disinfettante a base di "disinfettante a base di
ossigeno attivo e acido ossigeno attivo e acido
peracetico, PMC peracetico, PMC
sbiancanti a base di sbiancanti a base di
ossigeno > 30 %" ossigeno > 30 %"

Coerentemente con la norma ISO 14067, l’uni- del tipo “dalla culla alla tomba”, coerentemente con
tà funzionale utilizzata nello studio è quella definita la PCR 2011:03. Nel seguente diagramma sono indica-
dalla Product Category Rules (PCR) esistente per il ti i processi inclusi nello studio, suddivisi nelle tre fasi
sistema di prodotto in esame, ovvero: 1 metro quadro “upstream”, “core” e “downstream” (Figura 1).
di superficie media rappresentativa mantenuto pulito La metodologia di calcolo dell’analisi LCA compara-
per 1 anno. Nella definizione della superficie rappre- tiva è implementata attraverso il calcolo della catego-
sentativa sono stati tenuti in considerazione i differen- ria d’impatto Global Warming Potential (Potenziale
ti tipi di ambienti considerati nelle aree campione. I di Riscaldamento Globale o GWP) basata sul model-
confini del sistema adottati nel presente studio sono lo realizzato dall’Intergovernmental Panel on Climate

[Link]/10.32024/ida.v10i4.480 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 265


Valutazioni di sostenibilità Tabella 2. Ambienti e superfici di studio.

Area 3B Area 14
Area 2 Area 8 Area 15 Area 4
Area 1 Servizi Area 6 Biblioteche
Spazi Aule Aree esterne Aree TOTALE MQ
Uffici igienici al Mense e sale
connettivi didattiche non a verde Tecniche
pubblico lettura
463.26 3090.66 465.05 31.00 2177.28 1513.90 1716.13 1278.36 10735.64

Change. Tale modello valuta il contributo all’aumen- Le prove di lavaggio per le analisi microbiologiche so-
to di effetto serra, e quindi all’innalzamento della tem- no state condotte il 15/12/2022 per il protocollo tradizio-
peratura terrestre, di alcuni gas presenti in atmosfera nale e il 12/07/2023 per il protocollo “GREEN”. Per cia-
(nello specifico CO2, CH4, N2O, SF6, HFCs, PFCs), cor- scuna superficie è stato condotto il campionamento dei
relando la quantità emessa all’indicatore di categoria batteri attraverso tampone (SRK® Rinse Solution-CO-
“kg CO2 equivalenti”, attraverso l’utilizzo del fattore di PAN Diagnostic). Il campionamento è stato eseguito pri-
caratterizzazione specifico. Come previsto dalle norme ma e dopo l’utilizzo dei prodotti di pulizia, individuan-
UNI EN ISO 14040 –14044, per procedere con l’analisi do tre aree rappresentative. Per le superfici S1, S2, S4,
LCA comparativa è stato necessario portare a termine S8, S9 e S11 e S12 sono stati campionati 100 cm2 per
un campionamento in situ nel cantiere pilota per cia- ogni area; per le altre superfici le superfici campiona-
scuno dei due protocolli analizzati. Il suddetto cam- te prima e dopo il lavaggio erano equivalenti. I tampo-
pionamento è stato eseguito in due finestre temporali ni sono stati mantenuti nel liquido di conservazione in
consecutive di 29 giorni ciascuna, nei seguenti periodi: borsa termica e sono stati trasportati entro 4 ore presso
Protocollo Data inizio Data fine giorni il laboratorio di Microbiologia Ambientale dell’Univer-
Protocollo Tradizionale 11/11/2022 16/12/2022 29 sità di Milano − Bicocca. Si è operato successivamente
Protocollo Green 21/02/2023 27/03/2023 29 il distacco delle cellule batteriche dal tampone tramite
vortex e sono stati quantificati i seguenti parametri mi-
2.3. Analisi microbiologiche crobiologici in accordo con metodiche standard (Istitu-
La sperimentazione per la valutazione dell’efficienza di to Superiore della Sanità, Rapporti ISTISAN 13/37):
sanificazione delle superfici è stata condotta su 12 diffe- – B atteri eterotrofi totali a 22° C;
renti superfici in quattro differenti ambienti (Tabella 3). – B
 atteri eterotrofi totali a 37° C.

PROCESSI UPSTREAM PROCESSI CORE PROCESSI DOWNSTREAM


Trasporto dei beni di consumo (prodotti
chimici e tessili) verso il cantiere
Estrazione di materie prime ed energia
utilizzate per la produzione di beni di
consumo (prodotti chimici e tessili) e
beni durevoli (attrezzature e macchinari) Produzione di energia elettrica e termica
utilizzate nel servizio

Trasporto del personale addetto alle


Trattamento dei rifiuti e delle acque
Trasporto verso i fornitori pulizie e dei manutentori connesso alla
reflue
fornitura del servizi

Funzionamento e manutenzione del


Produzione di beni di consumo (prodotti servizio
chimici e tessili) e beni durevoli
(attrezzature e macchinari), inclusi i loro
imballaggi
Consumo idrico

Figura 1. Diagramma di illustrazione dei processi inclusi nei confini del sistema, suddivisi nelle fasi “upstream”, “core” e
“downstream”.

266 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Tabella 3. Ambienti e superfici di studio per le analisi microbiologiche.

Valutazioni di sostenibilità
AMBIENTE SUPERFICIE
[Link]
AULA STUDIO BL27.10 I PIANO
[Link]
S3. WC
[Link]
BAGNO UOMINI PIANO TERRA
[Link]
[Link]
S7. TELEFONO
UFFICIO (primo piano) S8. SCRIVANIA
S9. PAVIMENTO
S10. MANIGLIA ENTRATA
CORRIDOIO (entrata) S11. PAVIMENTO
S12. CESTINO RIFIUTI

I risultati sono riportati come Unità Formanti Colonia alla metodologia della pre-impregnazione in macchina
per cm2 o per unità di superficie (UFC per unità di super- per le frange destinate al lavaggio dei pavimenti. D’altra
ficie). Preliminarmente si è anche verificata la presenza parte, questa scelta risulta virtuosa perché assicura una
di batteri patogeni utilizzati come indicatori di conta- riduzione nel consumo delle attrezzature tessili non ri-
minazione fecale attraverso la determinazione dei para- condizionabili (usa e getta), e di conseguenza del rifiuto
metri microbiologici: generato. La maggiore riduzione in termini assoluti di
– E . coli tramite metodica standard (Istituto Superio- impatto è connessa alla riduzione nell’utilizzo dei pro-
re della Sanità, Rapporti ISTISAN 13/37). dotti chimici per la pulizia, dovuta alla maggiore con-
– C
 lostridium perfringens tramite Terreno Selettivo centrazione di quelli utilizzati nel protocollo “GREEN”.
m-CP (Biolife Italiana Srl) (Direttiva del Consiglio
Europeo 98/83/CE). 3.2. Analisi microbiologiche
Per la quasi totalità dei campioni analizzati i para-
3. Risultati metri E. coli e C. perfringens sono risultati essere al di
3.1. LCA comparativa sotto del limite di rilevabilità uguale a 1 UFC cm-2 o 100
I risultati dell’analisi LCA comparativa evidenziano UFC per unità di superficie campionata. Unicamente
come la Carbon Footprint of Product (CFP) del proto- per una delle tre repliche della superficie SUP1 (AULA
collo tradizionale risulti essere di 159 g di CO2e per ogni STUDIO BL27.10) effettuate prima della pulizia con il
m2 di superficie pulita all’anno, mentre quella del Pro- protocollo tradizionale il parametro C. perfringens è
tocollo “GREEN” è risultata pari a 130 g di CO2e, con risultato essere pari a 1 UFC cm-2. Questi risultati dimo-
una riduzione di 29 g di CO2e per ogni metro quadro strano la sostanziale assenza di indicatori batterici di
(18,4 %). patogenicità di origine fecale dalle superfici analizzate.
Il plusvalore ambientale del Protocollo “GREEN” è Per ciò che concerne l’efficacia di sanificazione, si ri-
ancora più evidente se si considera lo scenario di appli- portano in Tabella 5 i risultati della determinazione dei
cazione del protocollo all’intero cantiere pilota oggetto parametri microbiologici prima e dopo la pulizia, sia
del presente studio – l’edificio BL27 del Campus Bovi- per il protocollo tradizionale sia per quello “GREEN”.
sa La Masa del Politecnico di Milano. Dai risultati del- In figura 2 sono riportati i box plot dei risultati delle
la presente analisi comparativa si evince che il servizio conte dei paramenti microbiologici in cui si può osser-
di pulizia erogato in conformità al Protocollo “GREEN” vare la variabilità dei dati.
sull’intero cantiere pilota permette di evitare ogni anno Sono riportate in Tabella 6 le percentuali di abbatti-
l’emissione di 311 kg di CO2e. In Tabella 4 sono ripor- mento delle cariche batteriche dopo il lavaggio delle su-
tati i valori di CFP per gli aspetti del servizio di pulizia perfici. Nei casi in cui sono risultate cariche batteriche
considerati. Si può notare come nel protocollo “GRE- più alte dopo le operazioni di lavaggio è stato indicato
EN” si abbiano maggiori impatti nel consumo di ener- un abbattimento pari a zero. Dai risultati emerge come
gia e prodotti chimici da parte della lavatrice rispetto al per entrambi i parametri analizzati ci sia stato un gene-
Tradizionale, dovuti ad un numero superiore di cicli di rale abbattimento delle cariche dopo i lavaggi, sia con il
ricondizionamento dei tessili. Questo aspetto è associato metodo tradizionale sia con quello “GREEN” che non

[Link]/10.32024/ida.v10i4.480 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 267


Valutazioni di sostenibilità Tabella 4. Valori di CFP calcolati.
Δ% CFP o CFP
ASPETTO Unità di misura
Green Vs Tradizionale Green Vs Tradizionale
PRODOTTI CHIMICI PULIZIA -0.54 -189.00 kg CO2e / cantiere anno
CONSUMI ENERGETICI
0.20 106.00 kg CO2e / cantiere anno
LAVANDERIA
CARRELLO -0.83 -98.00 kg CO2e / cantiere anno
CONSUMO ENERGETICO
-0.41 -97.10 kg CO2e / cantiere anno
MACCHINARI
TRATTAMENTO ACQUE REFLUE 0.75 40.30 kg CO2e / cantiere anno
ATTREZZATURE TESSILI -0.59 -38.10 kg CO2e / cantiere anno
PRODOTTI LAVANDERIA 0.13 26.00 kg CO2e / cantiere anno
RIFIUTI IN PLASTICA -0.40 -24.70 kg CO2e / cantiere anno
TRASPORTO PRODOTTI PULIZIA -0.40 -6.41 kg CO2e / cantiere anno

presenta sostanziali differenze tra i due parametri inda- (S3) siano state più efficacemente sanificate dai processi
gati (batteri totali a 22°C e a 37° C). Per il trattamento di lavaggio. In questi casi, con l’eccezione del campione
tradizionale, nel caso dei batteri totali a 22°C il lavaggio S4 per i batteri a 37°C, i livelli di abbattimento a seguito
ha ridotto le cariche batteriche sulla superficie al di sotto dei lavaggi con processo tradizionale e “GREEN” sono
della rilevabilità in 7 casi sugli 11 analizzabili; per i bat- comparabili. Nel caso di superfici irregolari e/o corru-
teri totali a 37°C questo è successo in 5 casi sui 12 ana- gate quali lavandino, maniglia e telefono si osserva una
lizzati. A seguito del lavaggio con il processo “GREEN” minore efficacia di sanificazione e una minore effica-
le cariche batteriche sono sempre state rilevabili pur os- cia del processo “GREEN” rispetto a quello tradiziona-
servando abbattimenti superiori all’80% delle cariche le. Particolarmente rilevanti sono i casi del lavandino e
batteriche in 5 casi sia per batteri totali a 22°C sia per i del WC. Nel primo caso, ossia il lavandino, osserviamo
batteri totali a 37°C. In generale, emerge come le super- le più alte cariche batteriche e bassa efficacia di igieniz-
fici lisce e piatte quali i pavimenti (S1, S4 e S9) e il WC zazione in particolare per il trattamento “GREEN”; nel

Tabella 5. Valori medi dei parametri microbiologici per il trattamento tradizionale e quello “GREEN”. I risultati sono riportati
come Unità Formanti Colonia per cm2 per le superfici S1, S2, S4, S8, S9 e S11 e come Unità Formanti Colonia per unità di
superficie per le altre.
Batteri eterotrofi totali 22°C – CFU cm-2 Batteri eterotrofi totali 37°C – CFU cm-2
− superficie − superficie
Tradizionale GREEN Tradizionale GREEN
prima del dopo prima dopo prima del dopo prima dopo
lavaggio il lavaggio del lavaggio il lavaggio lavaggio il lavaggio del lavaggio il lavaggio
[Link] 13708 467 49 3 60025 17 111 13
[Link] 3533 <1 3 17 1933 <1 8 1
S3. WC 300 <100 58633 133 8300 <100 146100 400
[Link] 7 <1 245 77 531 <1 741 663
[Link] 24733 15867 385100 924000 766133 35200 795667 2454667
[Link] 3167 <100 7267 1433 9833 10100 30433 1500
S7. TELEFONO <100 <100 500 67 133 3333 167 133
S8. SCRIVANIA 111 <1 <1 1 84 <1 1 2
[Link] 70 306 14 14 37 34 2 4
S10. MANIGLIA
33 <100 767 833 17600 6833 467 133
ENTRATA
S11. PAVIMENTO 4 <1 148 22 17 <1 203 46
S12. CESTINO
100 1000 7800 400 200 400 12200 100
RIFIUTI

268 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


secondo caso (WC) si osservano alte cariche iniziali ed finalizzato, in ambienti non nosocomiali, alla disinfe-

Valutazioni di sostenibilità
alti livelli di abbattimento soprattutto per il trattamen- zione delle superfici, è assodato come la pulizia rimuova
to “GREEN”. In alcuni casi, le cariche batteriche sono fisicamente sporco, detriti e microrganismi dalle super-
risultate maggiori dopo il lavaggio rispetto ai valori ini- fici, riducendone la presenza e il potenziale di trasmis-
ziali. Questo risultato è dovuto alla variabilità della cari- sione. Infatti, l’efficacia dell’abbattimento della carica
ca batterica iniziale sulle aree analizzate. Infatti, le ana- batterica sulle superfici di edifici pubblici grazie alla
lisi sono state condotte su sei aree differenti, tre per le pulizia è un aspetto importante per mantenere un am-
analisi prima del lavaggio e tre per le analisi dopo il la- biente pulito e salubre. Mentre gran parte della ricerca
vaggio. Questo tipo di risultato è stato ottenuto 2 e 3 vol- in questo settore si concentra sulla persistenza di agenti
te nel caso del trattamento tradizionale, rispettivamente patogeni nosocomiali nelle strutture sanitarie, ci sono
per i batteri totali a 22°C e 37°C; nel caso del trattamen- anche prove che suggeriscono che la pulizia può ridurre
to “GREEN” questo risultato si è ottenuto 4 volte per i efficacemente la carica batterica sulle superfici domesti-
batteri totali a 22°C e 3 volte per i batteri totali a 37°C. che, compresi i batteri non patogeni. Una revisione siste-
matica condotta da Kramer e colleghi ha esaminato la
4. Discussione persistenza di diversi patogeni nosocomiali su superfici
Il presente lavoro ha l’obiettivo di comparare e valu- (Kramer et al., 2006). La revisione ha rilevato che le su-
tare la compatibilità di utilizzo in termini di efficacia di perfici possono fungere da fonte per focolai di infezio-
riduzione delle cariche batteriche, del processo di lavag- ni nosocomiali e la pulizia a base di detergenti e disin-
gio di superfici CLEANING − Protocollo “GREEN”, fettanti può aiutare a controllare questi agenti patogeni
rispetto al processo tradizionale. L’analisi LCA ha mo- (Kramer et al., 2006). In una revisione di Dancer, è sta-
strato come l’utilizzo del protocollo “GREEN” porti ad to sottolineato il ruolo della pulizia nella gestione del-
un significativo abbattimento dell’impronta di carbo- le infezioni acquisite in ospedale (HAI) (Dancer, 2014).
nio (CFP) rispetto all’approccio tradizionale con conse- La revisione ha evidenziato l’importanza della pulizia
guente riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti. e della disinfezione nel controllo di agenti patogeni co-
Nonostante il processo di pulizia non sia generalmente me gli enterococchi resistenti alla vancomicina (VRE),

Figura 2. Box-plot dei risultati delle determinazioni dei parametri microbiologici. I risultati sono espressi come Log10 di CFU
per unità di superficie o cm2. I dati al di sotto del limite di rilevabilità sono espressi come dato nullo. Il limite di rilevabilità per
le superfici S1, S2, S4, S8, S9 e S11 è pari a 1 CFU cm-2; per le altre superfici il limite di rilevabilità è pari a 100 CFU per unità di
superficie campionata.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.480 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 269


Valutazioni di sostenibilità Tabella 6. Valori medi di abbattimento delle cariche batteriche per il trattamento tradizionale e quello “GREEN”. Con NA sono
indicate le superfici in cui la carica batterica non è stata rilevabile prima del lavaggio.

Batteri eterotrofi totali 22°C − Abbattimento (%) Batteri eterotrofi totali 37°C − Abbattimento (%)
Campione Tradizionale GREEN Tradizionale GREEN
[Link] 96.6 93.9 99.9 88.0
[Link] >97 0.0 >95.0 91.7
S3. WC >67 99.8 >98.0 99.7
[Link] >86 68.6 >99.0 10.4
[Link] 35.8 0.0 95.0 0.0
[Link] >97 80.3 0.0 95.1
S7. TELEFONO NA 86.7 0.0 20.0
S8. SCRIVANIA >99 NA >99 0.0
[Link] 0.0 0.0 9.0 0.0
S10. MANIGLIA
>97 0.0 61.0 71.4
ENTRATA
S11. PAVIMENTO >75 85.0 >94 77.1
S12. CESTINO
0.0 95.0 0.0 99.2
RIFIUTI

Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MR- assimilabili ai reparti di degenza delle strutture ospeda-
SA) e Clostridium difficile (Dancer, 2014). Questi ri- liere) vengono proposti valori ottimali variabili tra 0.6 e
sultati suggeriscono che la pulizia può ridurre efficace- 2.5 anche in funzione delle diverse tipologie ambientali,
mente la carica batterica e contribuire alla prevenzione con un valore modale pari a 2 UFC cm-2. Per ambienti a
delle infezioni. Sebbene vi siano ricerche limitate che bassa criticità, come ad esempio uffici, zone di transito,
affrontino specificamente l’efficacia della pulizia delle ecc. il valore ottimale indicato è 5 UFC cm-2. Nel setto-
superfici in edifici pubblici non nosocomiali, è possibile re alimentare si nota una variabilità ancora maggiore,
applicare i principi di pulizia e disinfezione. Sebbene il dovuta probabilmente alla necessità degli operatori del
focus della pulizia nelle strutture sanitarie sia spesso sui settore di garantire uno standard di qualità quanto più
batteri patogeni, è importante notare che anche i bat- possibile specifico ed oggettivo. I valori indicati come ot-
teri non patogeni svolgono un ruolo nel mantenimen- timali per superfici sulle quali vengono preparati gli ali-
to di un ambiente sano. I batteri non patogeni possono menti variano da 0.08 a 10 UFC cm-2. Il valore di 80 UFC
ancora contribuire a odori sgradevoli, deterioramento cm-2 è stato riferito a superfici di ambienti destinati al-
delle superfici e potenziale contaminazione incrociata. la ristorazione (INAIL, 2017). Nell’ambito investigato di
Pertanto, sono essenziali pratiche di pulizia efficaci che un campus universitario non sono presenti criticità de-
prendano di mira sia i batteri patogeni che quelli non rivanti dall’utilizzo a fini di ristorazione, ma può essere
patogeni. Come emerge dalle linee guida INAIL (INAIL, utilizzato il valore sopra menzionato di 80 UFC cm-2 co-
2017) non esistono standard o riferimenti normativi per me valore riferito ad ambienti di ristorante. In Tabella 7
quel che riguarda la valutazione quantitativa dei livelli si riporta, limitatamente ai pavimenti e scrivanie/tavoli
di contaminazione microbica rinvenuti sulle superfici. in cui è stato possibile determinare il titolo batterico per
La maggior parte dei lavori reperiti in letteratura, ripor- cm2, la frequenza con la quale è stato superato il limite
ta valori finalizzati a valutare l’efficacia delle azioni di di 80 UFC cm-2, sia prima sia dopo il lavaggio.
sanificazione condotte. In questi lavori vengono defini- Questa analisi mostra come anche il protocollo
ti valori limite di contaminazione microbica differenti “GREEN” sia generalmente in grado di ridurre i su-
in funzione del parametro determinato e della destina- peramenti dei valori di riferimento di contaminazio-
zione d’uso. Si ritrovano valori molto stringenti per le ne microbica delle superfici, in particolare per i batteri
destinazioni d’uso nosocomiale e farmaceutico, mentre eterotrofi totali 37°C.
valori meno stringenti sono riportati per il settore ali-
mentare. Per ambienti critici (es. sale operatorie di ospe- 5. Conclusioni
dali e clean room) viene proposto dai diversi autori un Il protocollo “CLEANING GREEN” è stato specificata-
valore di carica batterica totale ottimale pari a 0.2 UFC mente sviluppato per ridurre l’impatto ambientale del
cm-2, per zone a rischio molto alto il valore ottimale è processo di pulizia e, allo stesso tempo, garantire ade-
0.04 UFC cm-2. Per ambienti a media criticità (ovvero guate capacità detergenti e di sanificazione. L’analisi

270 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Tabella 7. Frequenza di superamento dei valori di 80 UFC cm-2 per pavimenti e tavoli/scrivanie.

Valutazioni di sostenibilità
Limite 80 UFC cm-2 Batteri eterotrofi totali 22°C Batteri eterotrofi totali 37°C
Tradizionale GREEN Tradizionale GREEN
Prima del lavaggio 7/18 3/18 8/18 9/18
Dopo il lavaggio 2/18 1/18 1/18 2/18

LCA ha dimostrato e quantificato una significativa ri- • Istituto Superiore della Sanità (2013) Strategie di
duzione dell’impronta di carbonio. Considerata l’assen- monitoraggio dell’inquinamento di origine biologica
za di microrganismi patogeni indicatori di contamina- dell’aria in ambiente indoor, Rapporti ISTISAN 13/37.
zione fecale e che il campus universitario non presenta • Kampf G., Todt D., Pfaender S., Steinmann E. (2020)
criticità sanitarie o legate ai servizi di ristorazione, le Persistence of coronaviruses on inanimate surfaces
analisi microbiologiche condotte hanno mostrato co- and their inactivation with biocidal agents. Journal of
Hospital Infection 106: 678-697.
me il protocollo “GREEN” garantisca un sostanziale ab-
battimento delle cariche batteriche e il mantenimento • Kramer A., Schwebke I., Kampf G. (2006) How long do
di cariche microbiche adeguate alle destinazioni d’u- nosocomial pathogens persist on inanimate surfaces?
A systematic review. BMC Infectious Diseases 6:130.
so dell’area considerata. In conclusione, il protocollo
“GREEN” ha dimostrato, sia dal punto di vista dell’ana- • Marquès M., Domingo J. L. (2021) Contamination of
lisi ambientale, sia dal punto di vista dell’analisi micro- inert surfaces by SARS-CoV-2: Persistence, stability
and infectivity. A review. Environmental Research 193:
biologica, di essere conforme al CAM, nello specifico al
110559.
requisito premiante di cui alla lettera “e”.
• Palabiyik I., Ylimaz M. T., Fryer P. J., Robbins P. T.,
Toker O. S. (2015) Minimising the environmental
footprint of industrial-scaled cleaning processes by
Riferimenti bibliografici optimisation of a novel clean-in-place system protocol.
Journal of Cleaner Production 108: 1009-1018.
• Assadian O., Harbarth S., Vos M., Knobloch J. K., Asensio • Otter J. A., Yezli S., French G. L. (2011) The Role Played
A., Widmer A. F. (2021) Practical recommendations by Contaminated Surfaces in the Transmission of
for routine cleaning and disinfection procedures in Nosocomial Pathogens. Infection Control and Hospital
healthcare institutions: a narrative review. Journal of Epidemiology 32(7).
Hospital Infection: 104-114. • UNI EN ISO 14040:2006 Gestione ambientale −
• Carraturo F., Del Guidice C., Morelli M., Cerullo V., Valutazione del ciclo di vita − Principi e quadro di
Libralato G., Galdiero E., Guida M. (2020) Persistence riferimento.
of SARS-CoV-2 in the environment and COVID-19 • UNI EN ISO 14044:2006 Gestione ambientale −
transmission risk from environmental matrices and Valutazione del ciclo di vita − Requisiti e linee guida.
surfaces. Environmental Pollution 265: 115010.
• UNI EN ISO 14067:2018 Gas ad effetto serra −
• Dancer S. J. (2014) Controlling Hospital-Acquired Impronta climatica dei prodotti (Carbon footprint
Infection: Focus on the Role of the Environment and dei prodotti) − Requisiti e linee guida per la
New Technologies for Decontamination. Clinical quantificazione.
Microbiology Reviews, 27(4): 665-690.
• Van Lieshout K. G., Bayley C., Akinlabi S. O., von
• Decreto Ministeriale 7 Luglio 1997, n. 274, per la Rabenau L., Dornfeld D. (2015) Leveraging life
disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di cycle assessment to evaluate environmental in green
disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione cleaning products. Procedia CIRP 29: 372-377.
(GU Serie Generale n.188 del 13-08-1997).
• Decreto Ministeriale 29 gennaio 2021, Criteri Ringraziamenti
ambientali minimi per l’affidamento del servizio di
pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso Gli autori ringraziano il Politecnico di Milano,
civile, sanitario e per i prodotti detergenti. (21A00941) in particolare, Eleonora Perotto (Area Gestione
(GU Serie Generale n.42 del 19-02-2021). Infrastrutture e Servizi, Servizio Sostenibilità
Ambientale) per il coordinamento del progetto in chiave
• Direttiva del Consiglio Europeo 98/83/CE del 3
sostenibile, Giacomo Rossello e Roberto Castelli (Area
Novembre sulla qualità delle acque destinate al
Gestione Infrastrutture e Servizi, Servizio Gestione
consumo umano (GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32).
Patrimonio Edilizio-Campus Bovisa) per la gestione
• INAIL (2017) La contaminazione microbiologica delle degli aspetti logistico-infrastrutturali e il supporto nelle
superfici negli ambienti lavorativi. attività di campionamento.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.480 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 271


Aria ed emissioni RASSEGNA ED ANALISI DELLE VARIABILI CHE
INFLUENZANO LE EMISSIONI DI AMMONIACA DAL
SETTORE ZOOTECNICO
Anna Gilia Collalto, Alessandro Marongiu, Elisabetta Angelino*
ARPA LOMBARDIA, U.O. Inventario delle Emissioni in Atmosfera, Milano.

Sommario REVIEW AND ANALYSIS OF THE VARIABLES


L’ammoniaca è un inquinante atmosferico, che porta INFLUENCING AMMONIA EMISSIONS
all’acidificazione e all’eutrofizzazione del suolo e FROM LIVESTOCK
dell’acqua e contribuisce alla formazione di particolato
atmosferico secondario. Secondo le stime attuali Abstract
degli inventari delle emissioni nazionali e locali, gli Ammonia is an atmospheric pollutant that leads to the
allevamenti zootecnici e la fertilizzazione dei terreni acidification and eutrophication of soil and water and
costituiscono la principale sorgente di emissione di questo contributes to the formation of secondary atmospheric
inquinante. La normativa finalizzata alla riduzione e particulate matter. According to the current estimates from
controllo delle emissioni di ammonica interviene su national and local emission inventories, livestocks and
più fronti: fissando limiti ed obiettivi di riduzione delle soil fertilization are the main sources of this pollutant.
emissioni a livello nazionale e definendo degli standard Legislation aimed at reducing and controlling ammonia
di riferimento tecnologico per alcune tipologie di emissions intervenes on several fronts: setting limits
allevamenti zootecnici. and emission reduction targets at the national level and
Nel presente studio, i fattori di emissione medi nazionali defining technological reference standards for certain
per l’ammoniaca, riferiti all’ultimo aggiornamento types of livestock.
dell’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera In this study, the national average emission factors for
(ISPRA, 2023), sono stati confrontati con i risultati ammonia, referred to the latest update of the national
ottenuti dal software di supporto alle decisioni e alle inventory of emissions into the atmosphere (IIR 2023),
autorizzazioni a livello aziendale: BAT-tool Plus (CRPA, were compared with the results obtained from the decision
2021), che risulta ampiamente utilizzato nell’ambito support and authorization software at the farm level:
delle autorizzazioni integrate ambientali. Verificata BAT-tool Plus, which is widely used in the context of
quindi la compatibilità delle stime nazionali con quanto integrated environmental authorizations. BAT-tool Plus
ottenibile a livello della singola azienda, utilizzando was used to process two emission scenarios, corresponding
dati ottenuti da misure su scala mondiale e raccolti nel to a maximum (HE = high emissions) and a minimum
database DATAMAN, è stato possibile indagare la coerenza emission (LE = low emissions) scenario. The HE scenario
e l’allineamento dei fattori di emissione nazionali e delle was obtained by always inserting high emission and low
simulazioni aziendali, in un contesto geograficamente efficiency techniques, while the LE scenario was processed
molto più ampio. considering some of the best available techniques.
Le analisi statistiche su dati misurati effettuate in questo The compatibility of national estimates with what can
studio confermano l’influenza che svariati fattori hanno be obtained at the level of the single farm was here
sulle emissioni di ammoniaca dal comparto zootecnico, verified. Therefore, using data obtained from global scale
quali le variabili legate alle tecnologie degli allevamenti measurements and collected in the DATAMAN database, it
e di fertilizzazione, le caratteristiche chimiche e fisiche was possible to investigate the consistency and alignment
degli effluenti, i parametri meteorologici. of national emission factors and livestock simulations, in a
much wider geographical context.
Parole chiave: inquinamento atmosferico, The statistical analyses on measured data carried out
ammoniaca, effluenti zootecnici, fattori di emissione. in this study confirm the influence that various factors,
such as variables related to the level of technological

* Per contatti: Elisabetta Angelino, Via Ippolito Rosellini, 17, Ricevuto il 30-11-2023; Correzioni richieste il 15-12-2023; Accettazione
20124, Milano. Tel 0269666721. finale il 10-1-2024

272 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


implementation, the chemical and physical characteristics delle emissioni. Nel Tier 3, il livello più complesso, le

Aria ed emissioni
of manure and some meteorological parameters, have on conoscenze scientifiche più aggiornate sono imple-
ammonia emissions from the livestock. mentate in apposite procedure e modelli e ciò si tra-
Regarding the housing stage, the variables that mostly duce con un più alto livello di dettaglio che comporta
affect ammonia emissions are linked to the amount una maggiore disaggregazione delle attività e lo svi-
of nitrogen (N) excreted by the animal and to other luppo di modelli più sofisticati. La TFEIP (Task Force
characteristics of the animal shelters, such as the flooring on Emission Inventories and Projections), costituita
type and the ventilation system. da esperti da tutta Europa, si occupa di armonizza-
In reference to the storage, the presence of a cover on the re le metodologie di stima e reporting degli inventari
slurry and the type of the cover itself are the variables that redatti dagli Stati membri nell’ambito della Conven-
mostly affect ammonia emission rates. zione Internazionale per l’Inquinamento Transfron-
Finally, broadcast is the most emissive spreading method; taliero (CLRTAP) e di aggiornare le linee guida tecni-
the action of the wind may affect ammonia emissions when che del manuale.
the land distribution is not followed by any incorporation In Italia, nell’ambito dei tavoli tecnici nazionali di
of manure into the soil. It would be useful in the future to SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Am-
investigate the concomitance and associated influence of biente, Legge n. 132 del 2016) sono stati sviluppati di-
other factors, such as the time of incorporation of manure versi documenti di riferimento che declinano le linee
into the soil and some chemical-physical parameters of soil. guida internazionali nell’ambito nazionale (CTN_
ACE, 2001; SNPA, 2016; De Lauretis et al., 2012).
Keywords: air pollution, ammonia, manure Annualmente viene data la comunicazione delle sti-
management, emission factors. me dell’inventario nazionale delle emissioni, in accor-
do a quanto previsto nell’ambito della CLRTAP/UNE-
CE e dei relativi Protocolli di riduzione delle emissioni
e l’ultimo, IIR 2023, riferito al 2021 è stato pubblicato
nel 2023 (ISPRA, 2023).
L’allegato VIII della parte seconda del [Link]
1. Introduzione 152/2006 e s.m.i., elencando gli ambiti di applicazio-
In Italia, così come in Europa, le emissioni di am- ne della normativa e ricalcando la direttiva 96/61/CE
moniaca risultano legate principalmente all’agricol- del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione
tura e, in particolare, agli stadi emissivi che caratteriz- integrate dell’inquinamento (IPPC − Integrated Pol-
zano gli allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli lution Prevention and Control) e la direttiva 2010/75/
(ISPRAa,b, 2023; EEA/EMEP, 2019). UE (IED − Industrial Emissions Directive), considera
L’ammoniaca, insieme agli ossidi di azoto e di zolfo, nella voce “altre attività” anche gli allevamenti inten-
contribuisce alla formazione del particolato seconda- sivi di pollame o suini, che comprendano un nume-
rio più fine ed alla eutrofizzazione ed acidificazione ro di posti superiore a determinate soglie (40.000 posti
degli ecosistemi. Per questo, la riduzione delle emis- pollame, 2.000 posti suini dai 30 kg/capo in su, 750
sioni di ammoniaca in atmosfera è oggetto di una spe- posti scrofe). Nello stabilire le condizioni di autorizza-
cifica direttiva, nota anche come direttiva NEC − Na- zione per le installazioni di cui al capo II della diretti-
tional Emission Ceilings, recepita in Italia con [Link] va 2010/75/UE, fungono da riferimento le conclusioni
81/2018 che introduce degli obiettivi di riduzione per sulle BAT (BAT-C, 2017), dove sono anche forniti livelli
diversi altri inquinanti. di emissione associati alle migliori tecniche disponibi-
Il manuale EEA/EMEP costituisce il documento di li, i BAT-AEL.
riferimento per le stime, nell’ambito degli inventari Oltre che logico in termini concettuali, risulta utile a
nazionali e locali, delle emissioni in atmosfera. Nel livello operativo distinguere, nell’ambito delle attività
manuale EEA/EMEP si precisa come le emissioni in del settore zootecnico, diverse fasi, o stadi emissivi, co-
atmosfera possano essere stimate tramite algoritmi a me di seguito specificato:
differente livello di complessità, quest’ultimo definito 1. stabulazione o ricovero degli animali;
come Tier. Il Tier 1 rappresenta la metodologia più 2. stoccaggio degli effluenti;
semplice, impiegando dati statistici facilmente repe- 3. spandimento o distribuzione in campo degli ef-
ribili per descrivere l’intensità dei processi e fattori di fluenti.
emissione medi di default. Il Tier 2 prevede, invece, Già il BAT-tool Plus, applicativo sviluppato dal Cen-
l’utilizzo di fattori di emissione più specifici, definiti tro Ricerche Produzioni Animali per il calcolo delle
sulla base della tipologia e delle condizioni dei pro- emissioni di ammoniaca dagli allevamenti intensi-
cessi per l’area in cui viene sviluppato l’inventario vi di bovini, suini ed avicoli, (CRPA, 2021), calato nel

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 273


Aria ed emissioni

NH3_stab + NH3_stocc + NH3_spand

VARIABILI METEO: temperatura, velocità del vento, precipitazioni, radiazione solare, umidità relativa

• categoria animale • tipologia di refluo stoccato • tipologia di refluo sparso


•NH3_stab
consistenza allevamento
+ • quantità di refluo stoccato
NH3_stocc +• quantità di refluo sparso
NH3_spand
• peso medio per capo • tipologia di stoccaggio • tecnologia di spandimento
• alimentazione • tipo di copertura • velocità di applicazione
• quantità di azoto escreto • durata dello stoccaggio • tempo di incorporazione
VARIABILI METEO:ditemperatura,
• tecnologia stabulazione velocità del vento,
• superficie precipitazioni,
di stoccaggio radiazione
• sostanza seccasolare,
(DM) nelumidità
refluo relativa
• tipo di pavimento • pH del refluo • azoto ammoniacale totale nel
Stabulazione Stoccaggio Spandimento
• sistema di ventilazione • temperatura del refluo refluo (TAN)
• umidità relativa nel • sostanza secca (DM) nel • pH del refluo
ricovero refluo • proprietà del suolo (pH,
• temperatura media nel • azoto ammoniacale totale nel tessitura)
ricovero refluo (TAN) • velocità del vento
• temperatura ambiente • tipo di coltivazione

Stabulazione Stoccaggio Spandimento

Figura 1. Variabili che influenzano le emissioni di NH3 dagli allevamenti.

contesto aziendale, associa agli stadi di cui sopra di- considerando la gestione degli animali nei ricoveri, lo
verse variabili che possono influire sulla portata delle stoccaggio degli effluenti e la distribuzione in campo
emissioni di ammoniaca. degli stessi (ISPRA, 2023).
Con l’introduzione di dati misurati in differenti Pae- Il documento, nell’illustrare le fonti dei dati e le me-
si (fonte: DATAMAN), è stato possibile arricchire l’ana- todologie di calcolo alla base delle analisi condotte e
lisi e renderla statisticamente più robusta, ampliando dei risultati ottenuti, ricalca la struttura del manuale
il ventaglio di variabili e calando i confronti tra i fat- EEA/EMEP e fa riferimento al capitolo relativo alla ge-
tori di emissione per l’ammoniaca in un contesto in- stione degli effluenti zootecnici (3B), secondo la clas-
ternazionale. sificazione NFR (Nomenclature For Reporting); per-
La figura 1 riporta l’elenco delle principali variabili, tanto, sulla base della categorizzazione degli animali
che influenzano le emissioni per ciascuna delle tre di- lì presentata, si concentra sulle categorie delle vacche
verse fasi: stabulazione, stoccaggio, spandimento, oltre da latte (3.B.1.a), dei suini (3.B.3), delle galline ovaio-
alle variabili meteorologiche, come la temperatura e le (3.B.4.g.i) e dei polli da carne ([Link]).
la velocità del vento, che impattano, trasversalmente, Presenta, inoltre, una disamina sull’evoluzione del-
sulle tre fasi. le tecnologie di abbattimento delle emissioni di am-
moniaca nel tempo, mostrando le differenze tra i fatto-
2. Materiali e metodi ri di emissione negli anni.
2.1. L’ammoniaca nell’inventario nazionale L’approccio metodologico-operativo che sottende al-
Il rapporto sull’inventario nazionale delle emissioni la stesura dell’IIR è allineato al manuale EEA/EMEP
in atmosfera del 2023, IIR 2023, dedica il sesto capito- e alle Linee Guida dell’IPCC (EEA/EMEP, 2019; IPCC,
lo all’agricoltura e stima le emissioni di ammoniaca 2019). La Tabella 1 riporta i fattori di emissione medi

274 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Tabella 1. Fattori di emissione medi nazionali dell’ammoniaca dalla gestione degli effluenti zootecnici per il 2021.

Aria ed emissioni
NH3 [kg capo-1 anno-1] Stabulazione Stoccaggio Spandimento
Vacche da latte 16,73 13,54 11,81
Altri suini 2,38 1,61 1,11
Scrofe 4,86 3,45 2,39
Galline ovaiole 0,13 0,05 0,04
Polli da carne 0,08 0,05 0,02

nazionali per l’ammoniaca (Tier 2) espressi in kg ca- EMEP e sulle Linee Guida dell’IPCC, utilizzando, co-
po-1 anno-1, riferiti al 2021, relativamente alle catego- me approccio principale per le stime, le metodologie
rie animali di seguito considerate: vacche da latte, su- di calcolo proprie del metodo Tier 2. Le tre sorgenti
ini, scrofe, galline ovaiole e polli da carne. Il fattore di principali considerate nell’ambito di questo strumento
emissione totale, per ciascuna delle categorie animali, sono le seguenti: allevamenti (che comprendono fer-
è ripartito nei diversi stadi emissivi (IIR 2023). mentazione enterica e gestione degli effluenti), emis-
sioni da suoli agricoli e da combustione di stoppie.
2.2. Software per il calcolo delle emissioni ALFAMI (Ammonia Loss from Field-Applied Manu-
aziendali re) nasce al fine di comprendere e prevedere le emis-
Realizzato nell’ambito del progetto LIFE PREPAIR, sioni di ammoniaca derivanti dalla fase dello spandi-
il BAT-tool Plus permette di calcolare le emissioni di mento in campo del letame (Hafner et al., 2017). Il
NH3 e di GHG su scala aziendale (CRPA, 2021). progetto si compone di un dataset di misure di emis-
Il tool, basato sulle metodologie di calcolo proprie sioni da diversi Paesi che, con la versione aggiornata
del Tier 2, consente di stimare le emissioni provenienti di ottobre 2022, ha iniziato ad includere anche i dati
dagli allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli e dell’Italia; si compone inoltre di un modello che stima
scompone il valore delle emissioni totali (kg anno-1) le emissioni di ammoniaca dal letame applicato sul
nei contributi derivanti dai diversi stadi emissivi. campo, in funzione della quantità, proprietà, gestione
L’attività di applicazione del BAT-tool Plus si è arti- dello stesso e delle condizioni meteorologiche.
colata in due fasi: Sviluppato nell’ambito del progetto europeo Animal-
1. elaborazione di due scenari emissivi, inserendo Change, Farm AC (Farm Animal Change) è un modello
le caratteristiche per tre tipologie di allevamento flessibile e adattabile che simula i flussi di azoto e di
(bovini, suini e avicoli) sotto descritte; carbonio ed utilizza le metodologie di calcolo proprie
2. confronto tra i fattori di emissione ottenuti dalle del Tier 2 relativamente alle emissioni dalla gestione
simulazioni elaborate con il BAT-tool Plus e i fat- degli effluenti zootecnici. Per ciò che concerne il bilan-
tori di emissione medi nazionali pubblicati nell’I- cio di azoto, il tool, basandosi sul modello di flusso di
IR 2023. N che occorre negli allevamenti, combina dati di input
I due scenari emissivi corrispondono ad uno scena- e di specifiche variabili che descrivono l’allevamento
rio di massima (HE) e di minima emissione (LE). legato allo scenario di base; quindi, quantifica e resti-
Lo scenario HE è stato ottenuto inserendo sempre tuisce le perdite di azoto riferite allo scenario ottenuto
tecniche ad alta emissione e bassa efficienza, mentre applicando tale modello di flusso allo scenario di base.
lo scenario LE è stato elaborato considerando alcune Il Manure Management N-flow tool, sviluppato da
delle migliori tecniche disponibili presenti in BAT-tool Aether UK ([Link] possiede anch’es-
Plus e derivanti dalle BAT-C e dal documento tecnico so un approccio basato sul Tier 2 ed è stato concepito
UNECE-TFRN (Task Force for Reactive Nitrogen). al fine di calcolare le emissioni dei composti azotati da
Esistono a livello internazionale diversi software diverse sorgenti, che ricalcano l’organizzazione in ca-
analoghi al BAT-tool Plus per presupposti concettuali, pitoli delle attività di applicazione dei reflui e dei suoli
metodologie e tipo di risultati restituiti. del manuale EEA/EMEP.
Tra questi, si possono citare: AgrEE tool, ALFAMI, Farm
AC, Manure Management N-flow tool (TFEIP, 2023). 2.3. DATAMAN: un database di misure di
AgrEE tool (Agricultural Emission Estimation to- emissioni di ammoniaca dal settore
ol) nasce come strumento per calcolare le emissioni zootecnico
in atmosfera di inquinanti − ammoniaca, PM2.5, PM10, La principale raccolta di dati misurati sulle emis-
metalli pesanti, NOx, metano, ecc. − che derivano dal- sioni di ammoniaca dal settore zootecnico si trova nel
le attività agricole. Il tool si basa sul manuale EEA/ database DATAMAN, che nasce come progetto interna-

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 275


Aria ed emissioni zionale con lo scopo di sviluppare e popolare un data- Pertanto, è opportuno che tra i fattori che influenza-
base sulle emissioni di NH3 e GHG derivati dalla gestio- no le emissioni di ammoniaca dal settore zootecnico,
ne degli effluenti zootecnici e, conseguentemente, per vengano considerati anche alcuni parametri meteo-
ridefinire i fattori di emissione per gli inventari nazio- rologici, quali temperatura, umidità relativa, velocità
nali (Beltran et al., 2021; Hassouna et al., 2022; van del vento e radiazione solare. Tali fattori sono infatti in
der Weerden et al., 2021; van der Weerden et al., 2023; grado di influenzare la turbolenza nell’intorno della
Webb et al., 2021). sorgente emissiva.
In analogia agli altri strumenti di calcolo come Tali parametri, per lo più, risultano influenzare non
BAT-tool Plus, DATAMAN si articola in base a stadi una singola fase, ma, con peso e modalità diversa, tra-
emissivi ed inquinanti considerati. In termini opera- sversalmente più fasi (figura 1).
tivi, infatti, all’interno del database DATAMAN è possi- Ad esempio, la temperatura e l’umidità relativa
bile fare riferimento a tre diversi dataset, uno relativo a giocano un ruolo importante in tutte e tre gli stadi
ciascuna delle tre fasi di cui sopra: stabulazione, stoc- emissivi (stabulazione, stoccaggio e spandimento),
caggio, spandimento. poiché determinano la velocità e i tempi di reazio-
Comune ai tre dataset è l’ampio ventaglio di variabili ne dell’ammoniaca in atmosfera. In questo studio,
considerate (163 per la stabulazione, 146 per lo stoc- utilizzando le informazioni presenti in DATAMAN, i
caggio, 113 per lo spandimento), che è possibile suddi- fattori di emissione per l’ammoniaca sono stati cor-
videre in differenti categorie in base al tipo di informa- relati con la temperatura media e l’umidità relativa
zioni ad esse associate. Infatti, le informazioni possono registrate in alcuni ricoveri per animali per la fase di
riferirsi, tra le altre cose, al Paese, alla zona climatica stabulazione.
di appartenenza, alla specie chimica e ai dettagli rife- Per le fasi di stoccaggio e spandimento in campo dei
riti alle misure, ai tassi di emissione, alle categorie di reflui, sono stati considerati gli effetti della temperatu-
animali e alla descrizione delle stesse, ai fattori di emis- ra ambiente e della velocità del vento.
sione, a fattori di conversione e, infine, alle tecniche di
stabulazione, stoccaggio e spandimento applicate. 3. Risultati e discussione
Come riportato da Hassouna et al. (2022), la fase 3.1. I fattori di emissione nazionali e
alla quale sono associati più dati è la stabulazione, aziendali nel panorama internazionale
mentre la specie più rappresentata è quella dei suini. Vengono riportati in forma grafica i risultati del con-
Uno degli obiettivi del presente studio era mettere a fronto tra i fattori di emissione dell’ammoniaca per le
confronto i dati sulle emissioni derivati dal DATAMAN principali categorie di animali dalle tre fonti dei dati
con quelli forniti nell’IIR 2023 e quelli delle simulazio- prese in esame: DATAMAN, BAT-tool Plus e IIR 2023.
ni con il BAT-tool Plus. Per esigenze di confrontabilità, Rispettivamente le figure 2-a e 2-b riportano gli esiti
è stato quindi necessario uniformare le unità di misu- di tali confronti per vacche da latte e suini in crescita,
ra dei fattori di emissione per l’ammoniaca forniti dal mentre le figure 3-a e 3-b quelli per galline ovaiole e
DATAMAN in modo che fossero rapportabili con l’unità polli da carne.
di misura (kg NH3 capo-1 anno-1). Per fare ciò, sono sta- Relativamente al DATAMAN, si precisa che sono stati
te utilizzate le informazioni relative all’azoto escreto e omessi dall’analisi i fattori di emissione negativi e dal-
all’azoto al campo, informazioni specifiche per ciascu- la rappresentazione grafica gli outlier.
na delle categorie di animali indagate. I valori dell’a- Per le vacche da latte è stato possibile, grazie ai da-
zoto escreto sono stati ricavati dalle tabelle del BAT-tool ti disponibili, analizzare l’allineamento tra i fattori di
Plus, mentre i valori dell’azoto al campo dalla Tabella emissione per l’ammoniaca afferenti alle tre fonti dei
2, Allegato I, del DM effluenti (Decreto n.5046, 2016). dati, per tutte e tre le fasi; mentre, per i suini in cresci-
ta e le due categorie di avicoli, lo spandimento è stato
2.4. Le variabili meteorologiche omesso. Infatti, per alcuni suini e per gli avicoli, il da-
Le emissioni di ammoniaca che derivano dai reflui taset di DATAMAN relativo allo spandimento, dispone
degli allevamenti sono legate all’esposizione all’aria ancora di pochi dati e/o di dati non differenziati per
degli stessi. La modulazione temporale delle emissio- categoria animale.
ni di ammoniaca in un modello di trasporto chimico Le figure 2 e 3 sono strutturate nel seguente modo: i
dispersivo CTM (Chemical Transport Model) può esse- boxplot grigi, relativi ai dati di DATAMAN, fotografano
re stimata sulla base di variabili meteorologiche che l’ampia variabilità dei fattori di emissione per l’am-
mutano nel tempo, come riportato da diverse ricer- moniaca nel panorama internazionale, all’interno del
che (Ambelas-SkjøTh et al., 2004; Gyldenkærne et al., quale si collocano i dati italiani per il 2021, elaborati
2005; Huang et al., 2012; Hutchings et al., 2021; Reis da ISPRA nell’IIR 2023 (triangolino nero vuoto nelle
et al., 2011; Sutton et al., 2012). figure). Contestualmente, sono anche riportati i fattori

276 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Aria ed emissioni
(a) (b)
Figura 2. Confronto tra i fattori di emissione dell’ammoniaca (IIR 2023, scenari HE e LE dal BAT-tool Plus e range delle misure
del DATAMAN): (a) Vacche da latte; (b) Suini in crescita.

(a) (b)
Figura 3. Confronto tra i fattori di emissione dell’ammoniaca (IIR 2023, scenari HE e LE dal BAT-tool Plus e range delle misure
del DATAMAN): (a) Galline ovaiole; (b) Polli da carne.

di emissione per l’ammoniaca ottenuti dall’elabora- 3.2.1. Stabulazione


zione con BAT-tool Plus dei due scenari: HE (in figura, Effettuando un’analisi su tutto il dataset della sta-
max BAT-tool) e LE (in figura, min BAT-tool), come bulazione all’interno di DATAMAN, relativamente alle
spiegato nel paragrafo 2.2. emissioni di ammoniaca, è stata ottenuta un’ottima
I fattori di emissione nazionali si collocano, quasi correlazione tra il peso degli animali e il dato dell’azo-
per tutti i casi illustrati, all’interno dell’intervallo mi- to escreto (figura 4-a).
nimo-massimo elaborato con BAT-tool Plus. Esiste ed è positiva anche la correlazione tra il dato
dell’azoto escreto e il tasso di emissione per l’ammo-
3.2. L e variabili che influenzano le emissioni niaca, espresso come g N capo-1 giorno-1, sullo stesso
di ammoniaca dataset riferito alla stabulazione (figura 4-b).
Seguono la descrizione e gli esiti dell’attività svol- La scelta di rappresentare queste specifiche dipen-
ta nel presente studio di analisi della correlazione denze si deve a diverse motivazioni:
tra diverse variabili: meteorologiche, tecnologi- a llineamento con la letteratura esistente;
che, chimico-fisiche dell’effluente, considerando le b ontà della correlazione (figura 4-a);
differenti fasi di gestione dei reflui. Dove possibi- d ispersione interessante per approfondimenti (fi-
le, i fattori di emissione misurati in DATAMAN, so- gura 4-b);
no stati confrontati con i coefficienti di riduzione d isponibilità di dati in DATAMAN.
percentuale delle emissioni riportati nelle tabelle di Tuttavia, il valore di R2 minore nel caso della correla-
BAT-tool Plus. zione tra azoto escreto e tasso emissivo e la dispersione

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 277


160 200
Aria ed emissioni
180
140

160

tasso emissivo [g N/capo/giorno]


120
azoto escreto - kg/capo/anno 140

100
120

80 100

80
60

60
40
40

20
20

0 0
(a) 0 100 200 300 400 500 600 700 800 (b) 0 20 40 60 80 100 120 140 160

peso - kg/capo N escreto [kg /capo/anno]

Figura 4. Grafici di dispersione che mostrano (a) la correlazione tra il peso degli animali e il valore dell’azoto escreto e (b) la
correlazione tra l’azoto escreto e il tasso di emissione.

con paglia senza paglia


140
dati misurati - DATAMAN bat-tool
120
125%
100
FE [g N/capo/giorno]

100%
80
75%
60
FE

50%
40

20 25%

0 0%
pavimento di pavimento tutto pavimento pieno pavimento pavimento pieno pavimento tutto pavimento
terra fessurato parzialmente fessurato parzialmente
fessurato fessurato
(a) (b)
Figura 5. Confronto tra tipologie di pavimenti per (a) vacche da latte e (b) suini in crescita e influenza sui fattori di emissione
per l’ammoniaca.

dei punti, che mostra come ad uno stesso valore di azoto mentali raccolte in DATAMAN diminuiscono con pa-
escreto corrispondano più valori di emissione, hanno re- vimento totalmente e parzialmente fessurato rispetto
so necessario considerare la concomitanza e l’influenza al pavimento pieno. I fattori di emissione (FE), espres-
di ulteriori variabili legate alla tecnica di stabulazione. si come percentuale in ordinata, sono stati ottenuti
Pertanto, sono state considerate anche altre variabili, re- rapportando i valori di emissione associati ai diversi
lative, ad esempio, al tipo di pavimentazione e alla tipo- pavimenti, rappresentati in ascissa, al valore più alto
logia di ventilazione nei ricoveri degli animali. (quindi, in questo caso, il FE ottenuto col pavimento
L’analisi, condotta per vacche da latte, suini in cre- pieno). Figura 5-b riporta anche la variazione dei fat-
scita e avicoli, conferma quanto riportato nella prin- tori di emissione rispetto alle stesse tipologie di pavi-
cipale documentazione tecnica: l’AGD, ossia il docu- mentazione, ottenuti da BAT-tool Plus.
mento dell’UNECE Ammonia Guidance Document I grafici in figura 6, relativamente alla modalità di
(Bittman et al., 2014) e le BAT-C, ossia le conclusioni ricircolo dell’aria nei ricoveri di vacche da latte e suini
sulle migliori tecniche disponibili, in ambito zootecni- (a) e polli da carne (b), confermano che la ventila-
co (Decisione di Esecuzione (UE) 2017/302). zione naturale è la tecnologia più emissiva, con rife-
La figura 5-a mostra che, in relazione alle vacche da rimento sia ai dati misurati in DATAMAN (a), che ai
latte, i tassi emissivi più alti sono legati alla pavimen- coefficienti riportati in BAT-tool Plus (b), secondo le
tazione con paglia. modalità descritte per figura 5-b.
In relazione ai suini, in figura 5-b, le emissioni de- Sono state considerate, congiuntamente a questi
rivate dai dati di letteratura, ossia dalle misure speri- aspetti, anche la temperatura e l’umidità relativa.

278 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


vacche da latte suini

Aria ed emissioni
40
dati misurati - DATAMAN bat-tool
125%
35

30 100%
FE [g N/capo/giorno]

25
75%
20

15

FE
50%

10
25%
5

0 0%
ventilazione ventilazione ventilazione forzata ventilazione naturale ventilazione naturale ventilazione forzata
(a) naturale naturale + forzata (b) + forzata

Figura 6. Confronto tra modalità di ricircolo dell’aria (a) nei ricoveri di vacche da latte e suini e (b) nella stabulazione degli
avicoli e influenza sui fattori di emissione [FE] per l’ammoniaca.

0,15 0,2

0,113000085 0,113517909 0,15330307


0,108201429
0,15
FE [kg N/kg N escreto]

0,10 0,123294047
FE [kg N/kg N escreto]

0,08698476

0,1 0,091811561

0,065188772
0,05
0,05

0,00 0
(a) da 40 a 60 da 60 a 70 da 70 a 80 >80 (b) da 0 a 5 da 5 a 10 da 10 a 20 >20

Umidità % Temperatura °C

Figura 7. Istogrammi che mostrano, per dati misurati − fonte: DATAMAN − i valori medi dei fattori di emissione [FE] di
ammoniaca associati a specifici range di (a) umidità e (b) di temperatura.

In figura 7-b si mostra come, all’aumentare della In assenza di copertura sui liquami stoccati, i fatto-
temperatura registrata nei ricoveri degli animali, si ri di emissione, espressi in kg di azoto rispetto ai kg di
incrementano anche i fattori di emissione di ammo- azoto stoccato, sono i maggiori, seguiti da quelli asso-
niaca [FE]. Invece, la relazione tra umidità relativa ciati alla copertura con crosta naturale. La copertura
e fattori di emissione [FE], in figura 7-a, non sembra rigida e la copertura flessibile si configurano come le
mostrare un andamento lineare. tecniche di stoccaggio più efficienti.
Figura 9 è strutturata come figura 5-b: in ordinata
3.2.2. Stoccaggio sono riportati i FE (%) da stoccaggio dei liquami deri-
Come suggerito da Hassouna et al. (2023), sono sta- vati dai dati misurati raccolti in DATAMAN e rapportati
te indagate le relazioni tra tipologia di stoccaggio (in al valore più alto, e i FE associati alle medesime tipo-
particolare il tipo di copertura) ed emissioni di ammo- logie di copertura, in ascissa, ottenuti da BAT-tool Plus.
niaca. A partire dalle misure raccolte nel dataset rela- È stata indagata anche la correlazione tra il fatto-
tivo allo stoccaggio presenti in DATAMAN, figura 8 ri- re di emissione di ammoniaca e il pH dei liquami di
porta le emissioni di ammonica derivate da liquami bovini e suini all’inizio dello stoccaggio, sempre a
di suini e di vacche da latte, considerando le possibili partire dai dati misurati e raccolti in DATAMAN. Con-
modalità di copertura. Maggiori dettagli sui fattori di siderando due tipologie di stoccaggio, ovvero quella
emissione medi associati a tutte le diverse tipologie di in lagone e quella in serbatoio, e non contemplando
copertura registrate nel database sono forniti in Tabel- per gli effluenti alcun tipo di trattamento, è stato pos-
la MS1 (materiale supplementare). sibile osservare un rapporto di proporzionalità diretta

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 279


Aria ed emissioni lagone vascone serbatoio
0,9

0,8

0,7
FE [KG N/ KG N STOCCATO]

0,6

0,5

0,4

0,3

0,2

0,1

0
nessuna crosta copertura copertura copertura in copertura
copertura naturale flessibile con paglia argilla rigida

Figura 8. Fattori di emissione [FE] per l’ammoniaca ottenuti dalle misure raccolte in DATAMAN, in funzione delle principali
tecniche per lo stoccaggio dei liquami, in legenda, e diversi tipi di copertura.

dati misurati - DATAMAN bat -tool


125%

100%

75%
FE

50%

25%

0%
nessuna copertura con crosta naturale copertura copertura copertura
copertura paglia galleggiante rigida flessibile

Figura 9. Confronto tra diverse tipologie di copertura nello stoccaggio dei liquami e influenza sui fattori di emissione per
l’ammoniaca.

280 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


0,20

Aria ed emissioni
0,5

0,15
0,13
FE [kg N/kg N stoccato]

FE [kg N/ kg N stoccato]
R² = 0,7713
0,10
0,25
0,06
0,05 0,04

0,0003
0,00 0
da 0 a 5 da 5 a 10 da 10 a 20 > 20 0 5 10 15 20 25 30
Temperatura °C Temperatura °C
(a) (b)

Figura 10. (a) Valori medi dei fattori di emissione [FE] di ammoniaca in funzione della temperatura e (b) correlazione tra la
temperatura e le emissioni di ammoniaca.

(R2 = 0,6 calcolato rispetto all’intercetta) tra pH ed Tabella 2. Correlazione tra TAN e DM con il fattore di
emissioni di ammoniaca: maggiore è il pH di partenza emissione per l’ammoniaca dalla fase di spandimento a tutto
campo.
dei liquami e maggiori sono le emissioni misurate di
ammoniaca (figura MS2). Tale aspetto trova riscontro FE ~ TAN 0,72
Suini
nelle BAT-C, dove l’acidificazione dei liquami, ovvero FE ~ DM 0,72
l’abbassamento del pH, viene elencata tra le tecniche FE ~ TAN 0,77
Bovini
per abbattere le emissioni di ammoniaca dalla fase di FE ~ DM 0,73
stoccaggio degli effluenti.
Come per la stabulazione, anche per lo stoccaggio,
completano l’analisi le variabili meteo, quali umidità, rispettivamente del 10 e del 20 % dell’azoto presente
temperatura, radiazione solare e velocità del vento nel refluo.
Grazie ai dati misurati disponibili in DATAMAN, è Analizzando le stesse misurazioni raccolte in DATA-
stato possibile evidenziare una correlazione positiva MAN, inoltre, i fattori di emissione dell’ammoniaca,
tra il fattore di emissione per l’ammoniaca, espresso quando è stata considerata la tecnica di spandimento
in kg N kg N stoccato-1, e la temperatura, considerando a tutto campo, sono risultati direttamente proporzio-
solo i liquami senza copertura, che non abbiano subi- nali alla concentrazione dell’azoto ammoniacale to-
to alcun trattamento (figura 10). tale (TAN) e alla percentuale di sostanza secca (DM)
In questo studio non è stato possibile considerare dei liquami. Come è ragionevole ipotizzare, alte con-
allo stesso modo l’influenza del vento, a causa della centrazioni di TAN determinano un aumento delle
mancanza dei corrispondenti dati di velocità del vento emissioni. L’ulteriore osservazione riguarda il rappor-
rispetto ai valori di emissione. to tra le emissioni di ammoniaca e il contenuto di DM
nei liquami. Un aumento della sostanza secca ridurrà
3.2.3. Spandimento il tasso di infiltrazione nel terreno, allungando così la
Secondo un recente studio (van der Weerden et al., durata dell’esposizione dei reflui all’aria, cosa che a
2023), è possibile identificare tre principali fattori che sua volta contribuirà alle emissioni (van der Weerden
influenzano le emissioni di ammoniaca durante lo et al., 2023). La Tabella 2 riassume gli esiti dell’analisi
spandimento di liquami bovini e suini, come di segui- di correlazione, calcolata rispetto alla intercetta, tra i
to riportato: fattori di emissione dell’ammoniaca (FE) dallo span-
c ontenuto di sostanza secca (DM); dimento a tutto campo dei liquami di suini e di bovini,
a zoto ammoniacale totale (TAN); con TAN e DM. Nella elaborazione non sono stati con-
t ecnica di applicazione dei reflui in campo. siderati i valori negativi dei fattori di emissione e quelli
Analizzando i dati misurati presenti in DATAMAN che ricadevano nel 99-percentile più alto dei dati.
qualitativamente è possibile confermare che ai li- Figura 11 mostra per tutte le categorie di animali
quami siano associate emissioni relativamente più presenti in DATAMAN, ed in riferimento esclusivamen-
alte che non al letame solido palabile. Si può trovare te ai liquami, che lo spargimento a tutto campo senza
riscontro di ciò anche nelle tabelle del BAT-tool Plus, interramento è la tecnica più emissiva, seguita dalle
dove i fattori di emissione associati alla distribuzio- due differenti modalità di spandimento a bande. Sem-
ne in campo dei solidi e dei liquidi per i bovini sono pre in figura 11, analogamente alle figure 5-b, 6-b e

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 281


Aria ed emissioni dati misurati - DATAMAN bat-tool
125%

100%

75%
FE

50%

25%

0%
senza con scarificazione a raso in strisce a solchi aperti solchi chiusi solchi chiusi
interramento a a bande bande iniezione
tutto campo profonda

Figura 11. Influenza della tecnica di spandimento sulle emissioni di ammoniaca.

9, è riportato il confronto con i coefficienti tecnologici presa in esame la sola modalità di distribuzione de-
impiegati nel BAT-tool Plus. Si precisa che lo spandi- gli effluenti a tutto campo e, infine, come tipologia
mento a bande con scarificazione è stato considerato, di effluenti, sono stati considerati i solidi palabili, i
sulla base dei dati misurati disponibili in DATAMAN, liquami e la lettiera avicola.
non contemplando alcuna incorporazione degli ef- Inoltre, può essere utile considerare anche la varia-
fluenti nel terreno, a differenza delle modalità di di- bile relativa al pH del suolo. In questo studio, a partire
stribuzione rimanenti: a raso in strisce, solchi aperti e dai dati misurati nel DATAMAN, il fattore di emissio-
solchi chiusi. Anche in relazione alla fase dello spandi- ne per l’ammoniaca è stato considerato in relazione al
mento, completa l’analisi la valutazione del peso che pH del suolo. Il grafico di dispersione riportato in figu-
hanno le variabili meteorologiche. ra 12-b mostra come esiste ed è positiva la correlazione
A determinate condizioni, la correlazione tra la ve- tra le due variabili in gioco (R2 rispetto all’intercetta =
locità del vento (m s-1) e le emissioni di ammoniaca 0,77). L’analisi è stata condotta per i liquami applicati
(kg N kg N applicato al campo-1) risulta positiva e a tutto campo senza interramento, omettendo i valori
il corrispondente valore del coefficiente R2 calcola- negativi e quelli ricadenti nel 99-percentile più alto.
to rispetto all’intercetta elevato (figura 12-a). Sono Tuttavia, la dispersione dei dati rispetto alla retta di
stati omessi dall’analisi i valori negativi di emissione correlazione appare significativa in entrambi i grafici.
e quelli ricadenti nel 99-percentile più alto; è stata Ciò suggerisce la necessità di considerare le variabili

1
1
FE [kg N/kg N applicato al campo]

0,75
FE [kg N/kg N applicato al campo]

0,75
R² = 0,7183

0,5 0,5
R² = 0,7734

0,25 0,25

0 0
0 2 4 6 8 10 4 5 6 7 8 9
(a) velocità vento [m/s] (b) pH suolo

Figura 12. Correlazione tra emissioni di ammoniaca e (a) velocità del vento e (b) pH del suolo

282 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Aria ed emissioni
(a)

(b)
Figura 13. Alberi di regressione per le variabili nello spandimento dei reflui. a) Valutazione su tutte le possibili variabili,
b) Valutazione considerando tecnica e parametri meteorologici medi.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 283


Aria ed emissioni in gioco contemporaneamente, in una analisi di re- a fattori di emissione ancora più alti. D’altro canto, la
gressione multipla, come riportato in figura 13. velocità del vento non ha la stessa importanza quando
Gli alberi di classificazione e regressione sono sta- i reflui vengono applicati in campo mediante tecniche
ti ottenuti utilizzando la libreria “rpart” (https:// meno emissive quali lo spandimento a bande con sca-
[Link]/package=rpart) nel software statistico R rificazione o a raso in strisce, oppure a solchi, per cui il
(versione 4.0.3) − RStudio (2023.06.1). Maggiori ap- tempo di esposizione all’aria del refluo è minore.
profondimenti sull’influenza delle variabili meteoro-
logiche sono riportati in un recente lavoro (Marongiu 4. Conclusioni
et al., 2023). I due alberi riportati in figura 13 mostra- Prendendo in considerazione quanto disponibile ad
no che la scelta di una o dell’altra tecnologia di span- oggi nella bibliografia di settore, questo lavoro è stato
dimento è il primo discriminante sulle emissioni di condotto con l’obiettivo di verificare l’allineamento di
ammoniaca da questa fase. dati sulle emissioni di ammoniaca dal settore zootec-
Figura 13-a individua due gruppi separati di tecni- nico afferenti a fonti di natura diversa. Nello specifico,
che come primo livello di ramificazione: spandimen- sono stati considerati:
to a tutto campo e a bande con scarificazione da una i dati nazionali di sintesi contenuti nell’ultimo ag-
parte, e spandimento a raso in strisce, solchi aperti e giornamento dell’inventario nazionale delle emis-
solchi chiusi dall’altra. Quindi, per le tecnologie più sioni in atmosfera;
emissive (sulla destra dell’albero), il TAN viene ricono- i dati legati alle simulazioni di scenario elaborate
sciuto come primo attributo sulla base del quale effet- con il BAT-tool Plus;
tuare una partizione, visto che crea una ramificazione i dati derivanti da misure sperimentali condotte in
rispetto al valore di 0,86; mentre per le altre tecniche varie parti del mondo, raccolti in DATAMAN.
(sulla sinistra dell’albero), incide innanzitutto il pH Potendo dunque contare, da un lato su un data-
del suolo, e poi il TAN a pH maggiori. base così ricco e geograficamente esteso e dall’altro,
L’albero in figura 13-b riporta un secondo livello di sul dettaglio e sul livello di precisione garantiti dal
approfondimento e considera la relazione tra le emis- BAT-tool Plus, è stata poi condotta un’analisi quanti-
sioni di ammoniaca e le sole variabili meteorologiche. tativa, oltre che descrittiva, sulle variabili che possono
Sulla destra dello schema è presentata l’analisi per la influenzare le emissioni di ammoniaca nei tre stadi
tecnologia più emissiva, lo spandimento a tutto cam- principali che avvengono negli allevamenti di bovini,
po, mentre sulla sinistra vengono raggruppate tutte le suini e avicoli.
altre modalità. Quando gli effluenti vengono applicati In questo studio, relativamente alla fase di stabu-
a tutto campo, velocità del vento maggiori determina- lazione, si conferma che la quantità di azoto escreto
no fattori di emissione più alti. A tale livello di rami- dall’animale, che può dipendere dal peso dello stesso
ficazione, l’attributo su cui effettuare una divisione è e dalla dieta, ha una significativa influenza sulle emis-
la temperatura ambiente, che, incrementando, porta sioni di ammoniaca pur non essendo l’unica variabile.

284 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Infatti, anche le caratteristiche del ricovero, quali, • A mbelas-SkjøTh C., Hertel O., GyldenkæRne S. et

Aria ed emissioni
ad esempio, la tipologia di pavimentazione e la mo- al. (2004). Implementing a dynamical ammonia
dalità di ricircolo dell’aria, possono giocare un ruolo emission parameterization in the large-scale
importante sulle emissioni. Ad esempio, per i suini, i air pollution model ACDEP. J. Geophys. Res.,
109(D06306).
pavimenti totalmente o parzialmente fessurati parreb-
bero più efficienti dei pavimenti pieni. Una ventilazio- • A ngelino E., Costa M.P., D’Allura A. et al. (2013). Air
ne meccanica nei ricoveri sembrerebbe determinare quality influence of ammonia and nitrogen oxides
minori emissioni. emissions reduction over the Po valley. Convegno:
Proceedings of 15th International Conference on
In riferimento allo stoccaggio, la presenza (o l’as-
Harmonisation within Atmospheric Dispersion
senza) di una copertura sui liquami e il tipo di mate- Modelling for Regulatory Purposes, Madrid, 6-9
riale della stessa, sono le variabili che incidono mag- maggio 2013.
giormente sulle emissioni. In diversi casi, i coefficienti
 eltran I., van der Weerden T.J., Alfaro M.A et al.
•B
di abbattimento forniti dal BAT-tool Plus (cfr. figure
(2021). DATAMAN: A global database of nitrous oxide
5-b, 6-b, 9 e 11) sembrano essere confermati dalle ela- and ammonia emission factors for excreta deposited
borazioni sulle misure delle emissioni di ammonica by livestock and land-applied manure. J. Environ.
raccolte nel database DATAMAN. Qual. 2021, 50(2): 513–527.
Le principali tecniche di trattamento dei reflui, che
 ittman S., Dedina M., Howard C.M., Oenema O.,
•B
possono avere effetti sulla riduzione delle emissioni Sutton M.A. (eds) (2014). Options for Ammonia
di ammoniaca dagli allevamenti, sono descritte nel- Mitigation: Guidance from the UNECE Task Force on
le BAT-C: separazione meccanica, digestione anaero- Reactive Nitrogen, Centre for Ecology and Hydrology,
bica, tunnel esterno, digestione aerobica, nitrificazio- Edimburgo, Regno Unito.
ne-denitrificazione e compostaggio. Il BAT-tool Plus  entro Ricerche Produzioni Animali (CRPA), BAT-
•C
contempla la possibilità di valutare gli effetti del trat- tool – Un software per il calcolo delle emissioni di
tamento sulle emissioni. Il DATAMAN, pur non dedi- ammoniaca dagli allevamenti intensivi di suini e
cando a questa fase un dataset separato, considera il avicoli. Disponibile su: [Link]/battool
trattamento degli effluenti tra le variabili nelle fasi di  entro Ricerche Produzioni Animali (CRPA), 2021.
•C
stoccaggio e di spandimento. Futuri approfondimenti Software BAT-tool plus. Manuale di utilizzo. Progetto
sul tema potranno valutare l’influenza dei trattamenti LIFE_PREPAIR. Disponibile su: [Link]
sulle emissioni totali di ammoniaca da un allevamen- it/media/documents/crpa_www/Software/bat-tool/
to, considerando, in maniera integrata, l’intera filiera Manuale_BAT-tool_Plus_rev1.pdf
di gestione degli effluenti.  TN_ACE (2001). Linee guida agli inventari locali
•C
Lo spargimento a tutto campo senza interramento è di emissioni in atmosfera, Agenzia Nazionale per la
la modalità di distribuzione più emissiva ed in questo Protezione dell’Ambiente, RTI CTN_ ACE 3/2001.
caso l’azione del vento sembra influenzare maggior-
 ATAMAN − A Database of Greenhouse
•D
mente i tassi di emissione che non quando viene effet- Gas Emissions from Manure Management.
tuata la incorporazione. Disponibile su: [Link]
Dalle elaborazioni su dati misurati risulta che le [Link]/?AspxAutoDetectCookieSupport=1
caratteristiche del refluo e il pH del suolo influenza-
 ecisione di Esecuzione (UE) 2017/302 della
•D
no le emissioni di ammoniaca nella fase di distribu- Commissione del 15 febbraio 2017 che stabilisce le
zione in campo. Sarebbe utile approfondire in futuro conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT)
la concomitanza e l’influenza associata di altri fatto- concernenti l’allevamento intensivo di pollame
ri, quali, ad esempio, il tempo di incorporazione dei o di suini, ai sensi della direttiva 2010/75/UE del
reflui nel terreno e ulteriori parametri chimico-fisici Parlamento europeo e del Consiglio.
del suolo.  ecreto n. 5046 del 25 febbraio 2016.
•D
Criteri e norme tecniche generali per la disciplina
regionale dell’utilizzazione agronomica
degli effluenti di allevamento e delle acque
Riferimenti bibliografici reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione
agronomica del digestato.
• A grEE tool − Agricoltural Emission Estimation tool.  ecreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. Norme
•D
Disponibile su: [Link] in materia ambientale.
ugd/e5a9c7_eee53299f86948edac11147fc7134390.pdf
 e Lauretis R., Taurino E., Angelino E. et al. (2012).
•D
• A LFAM2 Project − Ammonia Loss from Field-Applied Qualità dell’ambiente urbano VIII Rapporto Edizione
Manure. Disponibile su: [Link] 2012, Emissioni in atmosfera: 138-143. Disponibile su:

[Link]/10.32024/ida.v10i4.492 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 285


Aria ed emissioni [Link] Estimate Ammonia Atmospheric Emissions. Preprints
statoambiente/VIII_RAPP_AREE_URBANE.pdf 2023, 2023090607. [Link]
•D irettiva 2010/75/UE/IED − Industrial Emissions preprints202309.0607.v1
Directive. •P  ain B. e Menzi H. (2011). Glossary of terms on
•D irettiva 2016/2284/UE/NEC − National Emission livestock and manure management 2011, Second
Ceilings. Edition.
•E MEP/EEA Air Pollutant Emission Inventory •R  eis S., Ambelas-SkjøTh C., Vieno M. et al. (2011).
Guidebook 2016: Technical Guidance to Prepare Why time and space matters-arguments for the
National Emission Inventories. improvement of temporal emission profiles for
atmospheric dispersion modeling of air pollutant
•E MEP/EEA Air Pollutant Emission Inventory emissions. 19th International Congress on Modelling
Guidebook 2019: Technical Guidance to Prepare and Simulation, Perth, Australia.
National Emission Inventories.
• S NPA (2016). Inventari regionali delle emissioni
•E MEP/EEA Air Pollutant Emission Inventory in atmosfera e loro articolazione a livello locale.
Guidebook 2019. Capitoli 3B e 3D. Disponibile su: [Link]
•G yldenkærne S., Ambelas-Skjøth C., Hertel O., [Link]/files/snpa/consiglio-federale/DOC78_
Ellermann T. (2005). A dynamical ammonia emission [Link]
parameterization for use in air pollution models. • S utton P., Chemel C., Griffiths S., Sokhi R.S. (2012).
Journal of Geophysical Research Atmospheres 2005, Investigation, using CMAQ, of sensitivity of air quality
110(7): 1–14. modelling to input ammonia emissions. Air Pollution

• FarmAC model. Disponibile su: [Link] Modeling and its Application XXII: 571-575.
•H  afner S.D., Pacholski A., Bittman S. et al. (2017). The •T  FEIP − Task Force on Emission Inventories and
ALFAM2 database on ammonia emission from field- Projections (2023). Disponibile su: [Link]
applied manure: Description and illustrative analysis. [Link]/
Agricultural and Forest Meteorology 258(2018): • v an der Weerden T.J., Noble A., de Klein C.A.M. et
66–79. al. (2012). Ammonia and nitrous oxide emission
•H  assouna M., van der Weerden T.J., Beltran I. et al. factors for excreta deposited by livestock and land-
(2023). DATAMAN: A global database of methane, applied manure. Journal of Environmental Quality,
nitrous oxide, and ammonia emission factors for 50(5):1005–1023.
livestock housing and outdoor storage of manure. • v an der Weerden T.J., Noble A., Beltran I. et al. (2023).
Journal of Environmental Quality, 52(1): Influence of key factors on ammonia and nitrous
207–223. oxide emission factors for excreta deposited by
•H  uang X., Song Y., Li M. et al. (2012). A high- livestock and land-applied manure. Science of the
resolution ammonia emission inventory in China. Total Environment 889.
Global Biogeochemical Cycles, 26(1). •W  ebb J., van der Weerden T.J., Hassouna M., Amon
•H  utchings N.J., Sommer S.G., Andersen J.M., Asman B. (2021). Guidance on the conversion of gaseous
W.A.H.A. (2001). A detailed ammonia emission emission units to standardized emission factors
inventory for Denmark. Atmospheric Environment and recommendations for data reporting. Carbon
2001, 35(11): 1959–1968. Management, 12(6): 663-679.
• I PCC, Guidelines for National Greenhouse Gas
Inventories. 2006. Volume 4 Agriculture, Forestry
and Other Land Use, Capitolo 10 − Emissions From
Livestock And Manure Management. Ringraziamenti
• I PCC, Refinement to the 2006 IPCC Guidelines for
Il lavoro descritto nel presente articolo è stato svolto
National Greenhouse Gas Inventories. 2019.
nell’ambito del “Progetto di monitoraggio delle
• I SPRAa, Italian Informative Inventory Report 2023. concentrazioni di ammoniaca dal comparto agricolo”
• I SPRAb, Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2021. richiesto ad ARPA Lombardia da Regione Lombardia e
National Inventory Report 2023. che prevede uno studio specifico di approfondimento
 isponili su: [Link] dell’impatto del comparto agricolo sulle emissioni
•D
di ammoniaca [Link]
it/inventario-nazionale/#Documenti Manure
progetto-ammoniaca-2017-oggi/. Si ringrazia la Direzione
Management N-flow tool. Disponibile su: https://
Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di
[Link]/publications/emep-eea-
guidebook-2019/part-b-sectoral-guidance-chapters/4- Regione Lombardia.
agriculture/manure-management-n-flow-tool/view
•M  arongiu A., Collalto A.G., Distefano G.G., Angelino Materiale supplementare è disponibile gratuitamen-
E. (2023). Application of Machine Learning to te all’indirizzo [Link]

286 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


IL FUTURO DELL’ACQUA E LA NUOVA DIRETTIVA

Comunicazione tecnico-scientifica
EUROPEA: TECNOLOGIE INNOVATIVE E RISPARMIO
ENERGETICO
Domiziano Ivan Basilico*, Elisabetta Vacchelli
Ricerca e sviluppo SDG s.r.l.

Sommario
L’articolo riporta i principali risultati del convegno
organizzato da SEAM engineering sul tema nella nuova
direttiva europea sulle acque reflue.

Parole chiave: acque reflue; direttiva europea;


microinquinanti; tecnologie innovative.

THE FUTURE OF WATER AND THE NEW


EUROPEAN DIRECTIVE: INNOVATIVE
TECHNOLOGIES AND ENERGY SAVING

Abstract
The paper summarizes the main contents of the conference
organized by SEAM engineering on the topic of the draft of
the new European wastewater Directive.

Keywords: waste water; European directive;


micropollutants; innovative technologies:

Figura 1. Convegno SEAM “Il Futuro dell’acqua”

Il 26 ottobre 2022 la Commissione Europea ha pre- standard più severi per la rimozione dei nutrienti
sentato una proposta di revisione della Direttiva sul (azoto e fosforo);
trattamento delle acque reflue urbane, che modifi- introduzione di trattamenti avanzati per la rimo-
ca e aggiorna la vigente Direttiva 91/271/CEE, che zione dei microinquinanti e adozione di un siste-
contribuirà in particolare al raggiungimento dell’o- ma di responsabilità estesa del produttore (EPR)
biettivo di inquinamento zero (riduzione dei mi- al fine di coprire i costi di tali trattamenti;
croinquinanti e delle concentrazioni allo scarico) e raggiungimento progressivo della neutralità

azzeramento dei consumi. energetica negli impianti di trattamento delle ac-
La proposta legislativa è una delle iniziative chiave que reflue;
previste dal EU zero pollution action plan for air, wa- incentivazione delle pratiche di riutilizzo dell’ac-
ter and soil, presentato nel maggio 2021. Essa punta qua e gestione dei fanghi (recupero di risorse e ma-
ad introdurre nuovi obblighi relativi a: teria), in ottica di maggiore circolarità dei sistemi;
incremento dei volumi di acque piovane trattate, Istituzione di reti di monitoraggio di patogeni e al-
al fine di minimizzare il contributo di inquina- tri elementi di carattere sanitario dalle acque reflue
mento attribuibile agli «stormwater overflows»; (WBE), per supportare le azioni di sanità pubblica.

* Per informazioni: SEAM engineering S.r.l.,


E-mail info@[Link] Ricevuto il 6-12-2023. Accettazione il 12-12-2023

[Link]/10.32024/ida.v10i4.493 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 287


Comunicazione tecnico-scientifica Tabella 1. Proposta di revisione della Direttiva Europea per il trattamento delle acque reflue.
2025 2030 2035 2040
Tracimazione delle acque Monitoraggio Piani integrati per Piani integrati per agglomerati Obiettivo indicativo UE
meteoriche e deflusso agglomerati superiori a a rischio compresi tra 10 a in vigore per tutti gli
urbano (acque piovane) 100.000 AE e per le aree 100.000 AE agglomerati superiori a
identificate a rischio 10.000 AE
Sistemi individuali o Ispezione regolare Standard UE per IAS n.a.
appropriati (IAS) per tutti gli
Stati Membri +
segnalazione per
Stati Membri con
elevati IAS
Agglomerati su piccola Nuove soglie per Tutti gli agglomerati n.a.
scala 1.000 AE superiori a 1.000 AE
conformi
Azoto e fosforo Identificazione Obiettivo intermedio per Rimozione N/P in tutti gli Rimozione N/P in tutte le
delle aree di rischio la rimozione di N/P per gli impianti superiori a 100.000 AE aree a rischio (comprese
(agglomerati tra impianti superiori a 100.000 + obiettivo intermedio per le tra 10 e 100.000 AE)
10 e 100.000 AE) AE + nuovi standard aree a rischio
Microinquinanti Definizione Aree identificate a rischio Tutti gli impianti superiori Tutti gli impianti a
di schemi di (10 – 100.000 AE) + a 100.000 AE attrezzati + rischio attrezzati con
responsabilità obiettivo intermedio per obiettivo intermedio per le aree trattamenti avanzati
estesi del gli agglomerati superiori a a rischio
produttore 100.000 AE
Energia Audit energetici per Audit per tutti gli impianti Obiettivo intermedio per la Raggiungimento della
gli impianti sopra sopra 10.000 AE + obiettivo neutralità energetica neutralità energetica e
100.000 AE intermedio della relativa riduzione
delle emissioni di gas
serra

È su questo tema che si è focalizzato un recente con- ce, ma che possono causare un serio impatto sull’am-
vegno organizzato da SEAM engineering. biente e sulla salute umana per le loro caratteristiche
La normativa è in continua evoluzione, nella Tabel- di mobilità, bioaccumulabilità e tossicità – che richie-
la 1 si riporta lo stato dell’arte ad oggi. deranno trattamenti dedicati, in quanto gli impianti
La vigente Direttiva 91/271/CEE si è concentrata di depurazione non sono progettati per rimuovere in
prevalentemente sull’inquinamento proveniente da maniera efficiente questo tipo di contaminanti, neces-
fonti domestiche, contribuendo in modo significativo sitando un adeguamento con l’inserimento di tratta-
a migliorare la qualità dei fiumi, dei laghi e dei ma- menti terziari e quaternari.
ri in Europa, e su impatti ambientali valutati secondo Nella revisione della Direttiva sono state proposte
criteri ancora validi. Tuttavia, gli sviluppi tecnologici e diverse misure che saranno progressivamente appli-
le conoscenze sullo stato dei corpi idrici e delle pressio- cate fino al 2040, tra cui l’obiettivo per gli impianti di
ni cui sono sottoposti, acquisiti negli ultimi trent’anni, ridurre le emissioni di gas climalteranti, dei consumi
ne rendono necessario l’aggiornamento. di energia fossile e di essere energeticamente neutri,
La proposta di revisione della Direttiva appare molto che rappresenta una sfida per il settore della depura-
ambiziosa, puntando a ridurre i limiti di concentra- zione delle acque reflue sia dal punto di vista tecnico
zione da raggiungere per lo scarico dei nutrienti, azoto che economico.
e fosforo, negli effluenti degli impianti di depurazione. Sarà infatti richiesto ai gestori degli impianti di svi-
Oltre agli obiettivi per la tutela dell’ambiente, nella luppare, nei prossimi anni, tutto il proprio potenziale
proposta di revisione della Direttiva, sono inclusi obiet- di efficientamento e ammodernamento dei trattamen-
tivi inerenti la tutela della salute umana, la riduzio- ti di depurazione, porgendo particolare attenzione
ne delle quali obblighi di recupero dei nutrienti dal- all’implementazione di sistemi volti al recupero di
le acque reflue, nuovi requisiti di monitoraggio per le materia ed energia.
microplastiche e nuove norme per i microinquinanti Nella proposta di revisione della Direttiva tutto ciò
emergenti – si tratta di contaminanti presenti in trac- viene preso in considerazione e incluso, in linea con i

288 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


2025 2035

Comunicazione tecnico-scientifica
Audit energetici per Obiettivo provvisorio
impianti superiori a per la neutralità
100.000 a.e. energetica

2030 2040
Audit energetici raggiungimento obiettivo
per impianti superiori di neutralità energetica
a 100.000 a.e. e relativa riduzione
dei gas serra
Figura 2. Obiettivi per il raggiungimento della neutralità energetica previsti nella proposta di revisione della Direttiva Europea.

principi definiti nel Green Deal europeo, anche al fine prodotto. In questo contesto, il contributo producibile
di una maggiore armonizzazione dei livelli di gover- dalle rinnovabili delle comunità circostanti, opportu-
nance dei sistemi di depurazione delle acque reflue namente incentivate, può essere determinante per rag-
urbane. Occorrerà infatti contribuire al raggiungi- giungere una effettiva neutralità energetica. L’energia
mento dell’obiettivo di inquinamento zero procla- da fotovoltaico, ad esempio, produce durante il giorno,
mato con il Green Deal europeo, allineandosi alle proprio quando gli impianti di depurazione richiedo-
nuove ambizioni in materia di ambiente e clima (in- no più energia.
coraggiare la circolarità delle risorse, sostenere natu- L’impatto della nuova Direttiva rappresenta quindi
re-based solutions, incrementare la digitalizzazione e una sfida per i gestori degli impianti di depurazione,
adottare misure che contribuiscano a ridurre le acque dato dall’aumento delle responsabilità e dalla neces-
reflue prodotte). sità di adottare nuove tecnologie e investire in nuove
Nella prospettiva di produrre energia in modo diffuso infrastrutture, per consentire il raggiungimento del-
e di integrare gli impianti con le comunità circostanti le nuove richieste normative riguardanti i limiti più
si sono introdotte le CER, o Comunità Energetiche Rin- stringenti in termini sia di qualità dell’acqua trattata
novabili, strumenti normativi che si propongono l’o- sia di quantità di emissioni consentite.
biettivo di promuovere un modello di produzione diffu- Attualmente sono presenti diverse tecnologie inno-
sa dell’energia mediante l’incentivazione economica a vative che si propongono di rispondere alle richieste
favore di chi investe in fonti rinnovabili e incrementa normative sempre più stringenti in termini di limiti
l’autoconsumo ed il consumo condiviso all’interno del- allo scarico, e che, allo stesso tempo, consentono di in-
la comunità rappresentata dalla CER. crementare l’efficienza di trattamento degli impianti
Le CER possono quindi rappresentare, per gli im- di depurazione delle acque reflue.
pianti di depurazione, l’occasione di ripensare al Tecnologie innovative sono, ad esempio, i processi a bio-
proprio “ruolo” energetico. Infatti, oltre a svolgere la massa adesa su membrana, che permettono di aumentare
funzione di depurazione delle acque reflue, questi im- la capacità di trattamento dell’impianto e di migliorare la
pianti possono compensare parte (anche notevole) dei rimozione dei nutrienti in modo semplice, rapido e modu-
propri consumi, producendo energia sfruttando fonti lare, garantendo allo stesso tempo la riduzione del consumo
rinnovabili come il biogas, il fotovoltaico e il calore di energia e la mitigazione delle emissioni di gas serra.

AZOTO FOSFORO
Concentrazione Concentrazione
6 mg/l 0.5 mg/l
Riduzione 85% Riduzione 90%

[Link]/10.32024/ida.v10i4.493 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 289


Comunicazione tecnico-scientifica Un’altra tecnologia innovativa, della quale è stato osser- litica tariffaria. A questo proposito ARERA (Autorità di
vato un significativo incremento delle applicazioni su scala Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) è interve-
reale, è quella che adotta biomasse granulari aerobiche, che nuta evidenziando la difficoltà e dando alcune indica-
sfruttando al meglio la capacità depurativa degli impianti, zioni anche in merito a un nuovo parametro tariffario
consente di ottimizzare gli spazi e ridurre sia le emissioni di in fase di preliminare valutazione per consentire que-
gas climalteranti, quali NO2, sia il fabbisogno di reattivi chi- sta fondamentale transizione.
mici, contenendo al contempo i consumi energetici.
Una sfida notevole infine riguarda anche l’ente che Gli atti del convegno sono disponibili sul sito di SEAM En-
deve guidare questa transizione con una adeguata po- gineering ([Link])

Figura 3. Momento di dibattito durante il convegno SEAM “Il Futuro dell’acqua”.

Figura 4. Locandina convegno SEAM “Il Futuro dell’acqua”.

290 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILITÀ LOCALE:

Comunicazione tecnico-scientifica
OPPORTUNITÀ E VINCOLI PER LE PICCOLE MEDIE
IMPRESE ITALIANE
Chiara Fabris, Anna Mazzi*
Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Padova

Sommario diffusion of circular initiatives are reported, with examples


Per favorire lo sviluppo dell’economia circolare nel tessuto and case studies related to several industrial sectors. In
industriale italiano è necessario investire in semplificazione, fact, EU policy directs the market towards recycling, to try
condivisione e innovazione. L’articolo traccia un’analisi to reduce the amount of waste to be treated and contain
critica dell’attuale stato dell’economia circolare in Italia, the consumption of virgin raw materials. Otherwise, it’s
sottolineando in particolare le difficoltà che le piccole- evident that at local level there are many obstacles that still
medie imprese si trovano ad affrontare nell’approcciarsi a affect companies and limit development and innovation.
questo ambito, e propone alcune soluzioni operative che Confusion of the regulatory framework and difficulty of
possono facilitare la diffusione di iniziative di circolarità finding support services are two of the main limitations
in diversi settori economici. Infatti, se da un lato la to circular innovation. The Italian economic context has
politica comunitaria indirizza il mercato verso il riciclo interesting potential for the development of the circular
per cercare di ridurre la quantità dei rifiuti da trattare e economy: two-thirds of our imports are intermediate
contenere il consumo di materia prima vergine, sono molti products, so greater access to materials and components and
gli ostacoli che ancora oggi condizionano le imprese e greater availability of services could be elements of further
limitano lo sviluppo di pratiche circolari: la confusione development of numerous industrial sectors. More organised
del quadro normativo e la difficoltà di trovare sul territorio and transparent market system would allow ann increasing
servizi di supporto sono due delle principali limitazioni number of companies to adopt circular solutions in the
all’innovazione circolare. Di contro, se opportunamente purchase of secondary raw materials and in encouraging
supportato da strumenti normativi e tecnici, lo sviluppo the return of waste materials to the market. Morover, in
dell’economia circolare rappresenta un’opportunità preziosa Italian context, circular economy is significant opportunity
di sviluppo sostenibile locale per il territorio nazionale. for sustainable local development, if adequately supported
by legislative and technical tools.
Parole chiave: materie prime seconde, riciclo, scarti
industriali, materie prime critiche, sostenibilità Keywords: secondary raw materials, recycling,
ambientale. industrial scraps, critical raw materials, environmental
sustainability.
CIRCULAR ECONOMY AND LOCAL
SUSTAINABILITY: OPPORTUNITIES AND
LIMITS FOR ITALIAN SMALL MEDIUM
ENTERPRISES

Abstract 1. Introduzione
To encourage diffusion of circular economy within Italian I principi di sostenibilità, circolarità e tutela dell’am-
industrial territory it’s necessary to invest in simplification, biente adottati dalla Commissione e dal Consiglio d’Eu-
sharing and innovation. This paper outlines critical analysis ropa, hanno come obiettivo quello di dissociare la crescita
of the Italian situation related to the diffusion of circular economica da un continuo approvvigionamento di ma-
economy, underlining difficulties to be solved by small and terie prime scarse e risorse non rinnovabili. Con il Green
medium enterprises interested to circular and sustainable Deal europeo, l’impegno assunto dai paesi dell’Unione
innovation. Some operative solutions to facilitate the Europea (UE) a conseguire l’obiettivo della neutralità cli-

* Per contatti: via Marzolo n.9, 35131, Padova. Ricevuto il 27-12-2023; Correzioni richieste il 3-1-2024;
E-mail [Link]@[Link]. Accettazione finale il 16-1-2024.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.494 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 291


Comunicazione tecnico-scientifica matica entro il 2050 è diventato un obbligo giuridico. A io e alluminio, reg. UE 2012/1179 contenente i criteri
tale scopo il Green Deal adotta un pacchetto di iniziative per i rottami di vetro e reg. UE 2013/715 contenente i
strategiche che riguardano diversi ambiti, tra cui l’am- criteri per i rottami di rame), l’Europa ha disciplinato
biente e il clima, l’energia e i trasporti, l’industria, l’agri- alcuni dei maggiori flussi di materiali, focalizzandosi
coltura e la finanza sostenibile (COM 62/2023). Tra le di- sugli elementi di input/output e sulle tecniche utilizzate
sposizioni europee, il Regolamento sulle Materie Prime nei processi di recupero, obbligando chi produce e chi
Critiche ha definito la cornice per trasformare i settori in- importa il rifiuto a dichiarare la conformità dei prodotti
dustriali, che a loro volta sono alla guida della transizio- agli standard richiesti.
ne verde: l’industria manufatturiera è riconosciuta come Altre tipologie di sostanze e materiali di scarto sono
il motore del cambiamento e la forza trainante per la cre- state regolate prima dal Ministero dell’Ambiente e del-
scita, l’innovazione tecnologica, la lotta ai cambiamen- la Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e poi dal
ti climatici e la sfida ambientale. L’UE mira, pertanto, ad Ministero della Transizione ecologica (MITE), attraver-
abbandonare lo schema lineare classico “risorsa-produ- so i [Link]. 5/1998 (come modificato dal D.M. 5 aprile
zione-scarto” a favore di un modello economico circolare, 2006, n. 186) per i rifiuti non pericolosi e 161/2002 per i
il cui punto di forza è riutilizzare i materiali in cicli suc- rifiuti pericolosi, ai quali tuttora si ricorre per il rilascio
cessivi, mantenendone il valore più a lungo possibile e ri- delle autorizzazioni in forma semplificata e per altri di-
ducendo gli sprechi (Mazzi, 2021). versi aspetti connessi alla gestione dei rifiuti, malgrado
L’end-of-waste (acronimo EoW), il cui termine rappre- risultino superati e siano antecedenti al Testo Unico Am-
senta letteralmente il “rifiuto cessato”, è un tassello fon- bientale, che li richiama agli artt. da 214 a 216.
damentale dell’economia circolare: esso è stato introdotto Negli anni si sono aggiunti numerosi altri decreti, come
dalla direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE (modifica- sintetizzato in Tabella 1: il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22 per
ta dalla dir. 2018/851/CE nell’ambito di un pacchetto di la cessazione della qualifica di rifiuto in relazione a deter-
misure sull’economia circolare) e rientra nella disciplina minate tipologie di combustibili solidi secondari, il D.M.
dell’art. 184 ter. del [Link] 152/2006 (cd. Codice dell’Am- 28 marzo 2018, n. 69 sulla cessazione della qualifica di
biente, o Testo Unico Ambientale – T.U.A.), che descrive rifiuto del conglomerato bituminoso. il D.M. 188/2020 per
le condizioni affinché la sostanza o l’oggetto possa essere la cessazione della qualifica di rifiuto di carta e cartone, i
utilizzata in uno specifico ciclo produttivo. L’EoW è un ob- [Link]. 62/2019 e 78/2020 regolanti, rispettivamente, la
biettivo chiave dell’economia del riciclo, perché è la tra- cessazione della qualifica di rifiuto dei prodotti assorbenti
sformazione dei rifiuti in risorse e consente la chiusura per la persona e della gomma vulcanizzata derivante da
del ciclo (Blois e Passeri, 2020). Ad oggi, dopo l’abrogazio- pneumatici fuori uso, il dm. 27 settembre 2022, n. 152, per
ne dell’art. 181 bis. del [Link] 152/2006 (che disponeva in la cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da
merito a quelle materie, sostanze e prodotti i quali, avendo costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine
subito un’attività di recupero, non potevano rientrare nel- minerale e, infine, in itinere, il decreto EoW (notificato EC
la disciplina dei rifiuti), la definizione di EoW ha assorbito il 5 luglio 2020) per i rifiuti inerti non pericolosi da spaz-
anche quella di materia prima-seconda. Infatti, se sotto- zamento stradale. Per il 2023 è prevista la fine dei lavori
posto ad un procedimento di recupero, incluso il riciclo per la definizione dei criteri EoW in materia di rifiuti tes-
e la preparazione per il riutilizzo e qualora soddisfi criteri sili, dopo che la Commissione Ambiente del Parlamento
specifici, il rifiuto torna a livello del prodotto sotto l’aspet- Europeo ha approvato l’invito della Commissione Euro-
to sia merceologico che giuridico, con riconoscimento di pea ad individuare specifici obbiettivi di prevenzione, riu-
materia prima-seconda e rientra in un nuovo ciclo di vi- tilizzo e riciclo per i rifiuti tessili. Entro il 2024 si prevede
ta, all’interno di un nuovo circuito produttivo. Inoltre, la che verranno definiti i criteri per i rifiuti della plastica.
lett. b. del 1° co. dell’art. 184 ter. del [Link] 152/2006 sulla Molte altre tipologie di materiali rimangono tuttavia
cessazione della qualifica di rifiuto ha posto l’accento sul prive di un regolamento e il potere conferito alle autori-
requisito della “commerciabilità” delle materie prime-se- tà regionali e a quelle da esse delegate (ex. artt. 208, 209
conde, specificando la condizione della «esistenza di un e 211 del Codice dell’Ambiente) di rilasciare o rinnovare
mercato o di una domanda per tale sostanza od oggetto». le autorizzazioni, ha portato ad una sorta di «federali-
smo dell’end-of-waste» (Castellano, 2017), ossia a deci-
2. I limiti del contesto attuale sioni assunte a livello locale spesso discriminatorie e più
I criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto ven- o meno cautelative nei confronti della salute e dell’am-
gono definiti secondo un preciso ordine gerarchico: (i) biente, fondate su giudizi arbitrari ed in contrasto tra
con regolamento europeo, (ii) con D.M. e (iii) dalle Re- loro. Questo, oltre a confondere, crea una disparità di
gioni caso per caso. trattamento tra imprese produttrici, alle quali le auto-
Con le tre direttive EoW (Reg. UE 2011/333 contenen- rizzazioni vengono negate o accolte in base al luogo in
te i criteri per alcuni rottami metallici quali ferro, accia- cui sono ubicati gli impianti.

292 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Gli ultimi anni, fortemente segnati da crisi sanitarie, nire ostacolata dalla competizione globale per le ma-

Comunicazione tecnico-scientifica
energetiche e politiche internazionali, hanno mostrato terie prime e per le materie prime critiche ( JRC, 2020).
i danni che possono derivare dall’interruzione delle ca- Impedire che la dipendenza dai combustibili fossili ven-
tene di approvvigionamento di determinati beni di con- ga presto sostituita da altre dipendenze strategiche è uno
sumo e in particolare dei beni strategici, che possono tra i primi obbiettivi e a tale riguardo si dovrà ridurre la
includere le cosiddette materie prime critiche, ossia: un dipendenza dalle materie prime per le catene del valore
insieme di materie prime di elevata importanza econo- industriale ed il benessere sociale, diversificando le fon-
mica per l’economia dell’Unione europea, ritenute es- ti di approvvigionamento, rafforzando l’approvvigiona-
senziali al funzionamento e per l’integrità di una vasta mento interno e lavorando sull’efficienza dell’uso delle
gamma di ecosistemi industriali, oltre che al funziona- risorse e sulla circolarità (COM 2008/699). Inoltre, rag-
mento del mercato interno e la cui disponibilità è for- giungere un certo livello di autonomia in questo senso,
temente a rischio per l’elevata concentrazione di forni- porterebbe ad un risparmio sulle importazioni da inve-
ture da parte di pochi paesi terzi (COM 2020/474). Da stire, ad esempio, per finanziare ulteriori iniziative a tu-
qui l’urgenza per l’UE di ridurre la dipendenza dai pa- tela dell’ambiente, creando così un cerchio nel cerchio.
esi stranieri. Per questo sarà necessaria una spinta sem-
pre maggiore verso un approvvigionamento attivo delle 3. cambiamenti necessari
materie prime critiche, oltre che sullo studio di soluzio- 3.1. Scarsità di risorse come volano della
ni per ridurre l’inquinamento e in particolare l’emissio- circolarità
ne di gas climalteranti, dal momento che si prevede un Per i prossimi decenni è prevista in Europa una for-
forte aumento sia dello sviluppo tecnologico, che della te impennata della domanda di materie prime critiche,
produzione manifatturiera, la quale rischia però di ve- le quali già oggi rappresentano per l’economia comu-

Tabella 1. Sintesi dei principali decreti ministeriali che disciplinano l’ambito EoW in Italia.

Codice e titolo Finalità Rifiuti considerati


Definisce modalità, procedimenti e metodi di recupero per i rifiuti non
D.M. 5/98 pericolosi, ammessi alle procedure semplificate. La norma dispone che i
Individuazione dei rifiuti non prodotti, le materie prime, o le materie prime secondarie ottenuti dalle attività
Oltre 200 materiali non
pericolosi sottoposti alle procedure di recupero o riciclaggio, devono presentare caratteristiche merceologiche
pericolosi
semplificate di recupero, ex. artt. 31 conformi alla normativa tecnica di settore o, alle norme commerciali e non
e 33 del [Link] 22/97 devono presentare caratteristiche di pericolo superiori a quelle dei prodotti e
delle materie che si ottengono dalla lavorazione delle materie prime vergini
D.M. 161/2002
Reg. attuativo degli artt. 31 e
Il decreto si riferisce ai rifiuti pericolosi e prevede di applicare quanto già
33 del [Link] 22/97, relativo
indicato dal D.M. 5/1998 riguardo all’attenzione per la salute dell’uomo
all'individuazione dei rifiuti Materiali pericolosi
e dell’ambiente, dando indicazioni per evitare situazioni di rischio e
pericolosi che é possibile
inconvenienti, e per garantire la tutela del paesaggio e dei siti di interesse.
ammettere alle procedure
semplificate
D.M. 14.02.2013, n. 22
La norma definisce i criteri specifici da rispettare affinché determinate
Reg. per la cessazione della
tipologie di combustibili solidi secondari (Css) cessino di essere qualificate Combustibili solidi
qualifica di rifiuto di determinate
come rifiuto e stabilisce procedure e modalità affinché le fasi di produzione secondari (Css)
tipologie di combustibili solidi
e utilizzo dei Css- avvengano senza pericolo per la salute dell'uomo e senza e oli usati
secondari (Css) − Attuazione art.
pregiudizio per l'ambiente.
184-ter del [Link] 152/2006
D.M. 28.03.2018, n. 69
Reg. per la cessazione della Il regolamento stabilisce i criteri specifici in presenza dei quali il Conglomerato
qualifica di rifiuto di conglomerato conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto, e non si bituminoso e granulato di
bituminoso, ex. art. 184-ter, 2°co. applica al conglomerato bituminoso qualificato come sottoprodotto. conglomerato bituminoso
del [Link] 152/2006
D.M. 188/2020
Carta e cartone,
Reg. per la cessazione Disciplina i criteri specifici per la cessazione della qualifica di rifiuto da
imballaggi di carta
della qualifica di rifiuto carta e cartone (definiti “carta e cartone recuperati”), mentre non incide né
e cartone, imballaggi
di carta e cartone, sugli aspetti quantitativi, né sulle condizioni per svolgere attività di recupero
compositi, imballaggi
ex. art. 184-ter, 2°co. secondo la procedura semplificata.
in materiali misti.
del [Link] 152/2006

[Link]/10.32024/ida.v10i4.494 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 293


Comunicazione tecnico-scientifica Codice e titolo Finalità Rifiuti considerati
D.M. 62/2019 Plastiche eterogenee a base
Reg. per la cessazione della di poliolefine, SAP (Super
Il decreto disciplina i criteri specifici in base ai quali le plastiche eterogenee
qualifica di rifiuto di prodotti Absorbent Polymer),
a base di poliolefine, il SAP1 e la cellulosa, derivanti dal recupero di rifiuti di
assorbenti per la persona (PAP), poliacrilato di sodio,
prodotti assorbenti per la persona, cessano di essere qualificati come rifiuto.
ex. art. 184-ter, 2°co. del [Link] cellulosa ad alto o a basso
152/2006 contenuto di SAP.
Pneumatici, gomma
D.M. 78/2020 vulcanizzata, sfridi di
La norma stabilisce i criteri specifici in base ai quali la gomma vulcanizzata
Reg. per la cessazione della gomma vulcanizzata che
derivante dal recupero di pneumatici fuori uso e gli sfridi di gomma
qualifica di rifiuto della gomma possono provenire sia dalla
cessano di essere qualificati come rifiuto.
vulcanizzata derivante da produzione di pneumatici
La norma non si applica alla gomma vulcanizzata
pneumatici fuori uso, ex. art. 184- nuovi, sia dall’attività
qualificata come sottoprodotto.
ter del [Link] 152/2006 di ricostruzione degli
pneumatici.
D.M. 27.09.2022, n. 152
Reg. per la cessazione della
La norma stabilisce i criteri specifici in base ai quali i rifiuti inerti Rifiuti inerti derivanti dalle
qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti
dalle attività di costruzione e di demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine operazioni di costruzione
da costruzione e demolizione e
minerale sottoposti ad operazioni di recupero, e demolizione e altri rifiuti
di altri rifiuti inerti di origine
cessano di essere qualificati come rifiuti inerti di origine minerale
minerale, ex. art. 184-ter, 2°co. del
[Link] 152/2006

nitaria un forte elemento di dipendenza da altri Paesi 3.2. Le opportunità dell’innovazione
(Figura 1). Si calcola, ad esempio, che la richiesta di sostenibile
litio, necessario per la produzione delle batterie, in tut- Un altro aspetto rilevante riguarda la sostituzione dei
to il settore della mobilità e per l’accumulo di energia, materiali più inquinanti ed il reimpiego di determinati
da qui al 2050, crescerà di 89 volte. Già oggi l’Euro- composti, come quelli presenti nei RAEE, allo scopo di
pa non è in grado di soddisfare più del 50% della do- massimizzare l’utilizzo e l’efficienza di quelle sostanze
manda di cobalto, mentre per le terre rare vi sarà un che, durante le fasi di estrazione e di lavorazione hanno
aumento della richiesta pari a 17 volte in più rispet- impatti significativi sull’ecosistema. Ricerca e innova-
to ad oggi e per il gallio, utilizzato per produrre i se- zione stanno offrendo una gamma sempre più ampia
miconduttori, la domanda crescerà di almeno 6 volte di prodotti alternativi, che consentono di ridurre l’uso
(Carrara et al., 2023). Per converso, la Cina detiene una di materiali inquinanti. Ad esempio, la lignina, costi-
posizione di quasi monopolio nell’estrazione degli ele- tuita da uno scarto della produzione della polpa di cel-
menti pesanti delle terre rare, che vengono utilizzati lulosa derivante dal legno potrebbe sostituire la grafite
nei magneti permanenti e per la raffinazione del ma- nelle batterie: con la lignina potrebbe essere possibile
gnesio, fornendo di tali materie prime il 97% del tota- produrre i transistor, che sono i componenti fondamen-
le importato dall’Europa; inoltre, il 63% del cobalto è tali di qualunque circuito elettronico e per i quali si sti-
estratto in Congo e la Cina provvede per il 60% alla sua ma per i prossimi anni una produzione di sei sestilioni
raffinazione. Il reperimento di questi materiali ha poi (Operamolla, 2017).
dei costi ambientali e sociali molto elevati. Il litio, ad La diffusione su tutto il territorio nazionale degli im-
esempio, richiede circa 1,2 milioni di litri d’acqua per pianti necessari al funzionamento delle nuove tecno-
estrarne 1 tonnellata dalla salamoia ed il costo per il logie, alle telecomunicazioni, per il passaggio alla mo-
recupero è ancora piuttosto elevato: circa 62$ per kWh, bilità elettrica e per la produzione di energia da fonti
contro un guadagno di 42$ per kWh (Ciez e Whitacre, rinnovabili presenterà, in un prossimo futuro, il proble-
2019). L’utilizzo del sodio, che presenta caratteristiche ma dello smaltimento delle componenti dismesse, oltre
chimico-fisiche molto simili e che si ricava dal mare, a quello dei rifiuti prodotti in fase di ammodernamento
potrebbe costituire una valida alternativa; assieme an- degli impianti già esistenti (IEA, 2021). Anche in que-
che ad altre soluzioni quali la geotermia, che abbina sto ambito la ricerca e sviluppo può contribuire in modo
alla produzione termoelettrica l’estrazione di minerale significativo nell’individuare soluzioni innovative per il
dalle brine, a ciclo chiuso e con ridotte emissioni, o la recupero dei materiali o per il loro riutilizzo, riducendo
tecnologia elettrocinetica, tutt’ora in fase di studio, ma gli impatti ambientali associati alla gestione del fine vi-
già utilizzata per l’estrazione di altri metalli più comu- ta di prodotti complessi e al contempo favorendo il riuti-
ni come, ad esempio, il rame (Battistel et al., 2020). lizzo di materiali preziosi (Cellura et al., 2023).

294 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Comunicazione tecnico-scientifica
Russia

Francia
Turchia
USA Spagna
Iran Cina

Congo
Brasile

Australia
Cile
Sudafrica

Con tecnologia Bing


© Australian Bureau of Statistics, GeoNames, Geospatial Data Edit, Microsoft, Navinfo, Open Places, OpenStreetMap, TomTom, Wikipedia, Zenrin

Figura 1. Paesi fornitori delle principali Materie Prime Critiche (elaborazione degli autori da JRC, 2020).

3.3. Tracciabilità del ciclo di vita dei materiali CE e che andrà gradualmente a sostituire la Direttiva
In continuità con altre disposizioni comunitarie in 2006/66/CE. Il fine è quello di incentivare il progres-
materia di ambiente e lotta al cambiamento clima- so tecnologico nel settore delle batterie, riducendo gli
tico, il Regolamento per le Materie Prime Critiche si impatti causati dalla loro produzione sull’ambien-
concentra sulle materie prime non energetiche e non te. Per la prima volta i requisiti obbligatori riguar-
agricole indispensabili a numerosi settori strategici, deranno l’intero ciclo di vita delle batterie al litio e
come il settore energetico, l’industria digitale, il set- si prevede una suddivisione delle batterie in gruppi a
tore aerospaziale, la difesa ed il settore sanitario: si seconda dell’applicazione per cui vengono progetta-
tratta di settori la cui continuità è strategica e di con- te. Inoltre, da maggio 2026, quelle con capacità su-
seguenza la disponibilità di materie prime è essenzia- periore ai 2kWh, immesse sul mercato europeo, per
le per garantire la tenuta del sistema economico in- essere conformi ai requisiti di tracciabilità e sicu-
ternazionale (COM 2023/160). La proposta è in linea rezza previsti dal regolamento, dovranno possedere
con le precedenti strategie europee ed è basata sulla il cosiddetto “battery passport”, documento digita-
valutazione delle criticità economiche e sociali lega- le finalizzato a rendere disponibili a tutta la filiera,
te alla dipendenza dei Paesi membri da materie pri- dai produttori agli utilizzatori finali e agli operatori
me non disponibili in Europa. Le azioni che fino ad addetti al riciclo, informazioni dettagliate sugli ele-
ora l’UE ha messo in campo non sono state tuttavia menti componenti tali prodotti e sulla tracciabilità
sufficienti a garantire un approvvigionamento sicu- di sostanze e componenti (Halleux, 2023). Sempre
ro delle materie prime critiche. La COM 2023/160 si sotto il profilo dell’identità dei materiali e della tra-
pone l’obbiettivo di semplificare l’estrazione, la lavo- sparenza per la tracciabilità dei prodotti vanno al-
razione ed il riciclaggio delle sostanze e dei materiali, tresì segnalate la COM 142/2022 sulla progettazio-
attraverso il rafforzamento delle diverse fasi della ca- ne ecocompatibile dei prodotti sostenibili, che verrà
tena del valore e la garanzia della libera circolazio- applicata ad una più ampia gamma di prodotti, e la
ne dei materiali nel mercato unico, pur tenendo alta direttiva 2017/821/CE sui minerali provenienti dalle
l’attenzione sulla tutela dell’ambiente e migliorando zone di conflitto, con la quale si richiede agli impor-
circolarità e sostenibilità. tatori di stagno, tantalio, tungsteno e oro di istituire e
A questo proposito, l’UE sta lavorando su diversi attuare politiche che affrontino gli impatti sui diritti
fronti. A giugno del 2023 ha affrontato la questione umani legati ai conflitti armati e sui diritti del lavoro
della tracciabilità di rifiuti complessi con una nuo- lungo la catena del valore.
va proposta di regolamento del Parlamento Europeo In tema di etichettatura e di comunicazione al mer-
e del Consiglio relativa alle batterie ed ai rifiuti del- cato, con la COM 166/2023, in particolare, il Parla-
le batterie, che ha modificato la direttiva 1020/2019/ mento europeo ed il Consiglio hanno denunciato

[Link]/10.32024/ida.v10i4.494 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 295


Comunicazione tecnico-scientifica che il 53,3% degli slogan ambientali utilizzati dalle che non agevola gli operatori economici e ostacola la
imprese contengono informazioni vaghe, fuorvian- capacità di aumentare le attività di estrazione, lavora-
ti ed infondate sull’impatto ambientale dei prodotti. zione e riciclo delle materie prime e con un mercato
Lo studio ha poi rilevato che il 40% delle indicazioni non strutturato degli EoW, incapace di fare fronte alla
tra quelle analizzate non erano comprovate e ciò per- domanda di materia prima.
mette (anche ad alcuni grandi marchi) di ingannare Nella comunità scientifica sono numerosi i pro-
i consumatori, che credono di operare delle scelte eti- getti di ricerca, di base e applicata, in tutti i settori,
che acquistando abiti fatti con: cotone organico, nylon per testare sempre nuove opzioni di riciclo di mate-
riciclato, risparmio di acqua, pelle rigenerata, quando riali, materiali sostitutivi, o maggiormente ecologi-
invece non è così (Della Rosa, 2022). ci, aprendo innumerevoli opportunità per il mercato.
Con riferimento allo sviluppo dell’economia circo- Parallelamente cresce il numero delle imprese che in-
lare, l’Italia ha buone possibilità per essere sfidante, vestono risorse e idee per sviluppare tecnologie e pro-
avendo un’economia caratterizzata dalla presenza di cessi volti a valorizzare gli scarti e i rifiuti, come di-
piccole e medie imprese, operanti soprattutto nel ma- mostrano i brevetti industriali depositati in Europa. I
nifatturiero, attente alle evoluzioni del mercato e par- partner europei stanno già iniziando a cogliere le op-
ticolarmente votate all’innovazione. portunità industriali e chi farà investimenti per pri-
mo e più velocemente, si assicurerà un posto di rilie-
3.4. I mprese italiane leader nell’innovazione vo in questo nuovo paradigma di sviluppo economico
circolare (Carollo e Rigamonti, 2019).
L’Italia, da sempre povera di materie prime, è una Per venire incontro alle realtà produttive italiane,
delle economie più circolari d’Europa (Figura 2). Nel servono dunque azioni coordinate da diversi soggetti
nostro Paese si ricicla circa il 68% dei rifiuti prodotti, economici e politici a livello locale e nazionale, che
in particolare rifiuti tessili, carta, metalli, vetro, ma- consentano di fare dell’economia circolare il volano
teriali da costruzione ed oli minerali usati. Per questi per uno sviluppo locale sostenibile.
ultimi, in particolare, vantiamo un primato avendo ri-
generato, solo nel 2021, il 68% delle 186.000 T di olio 4. Alcune proposte per uno sviluppo
usato conferito e nel 2022 il 65,5% pari a 177.400 T di circolare e sostenibile
olio processato nelle raffinerie, risparmiando così cir- 4.1. Servizi informativi diffusi e integrati
ca 82 milioni di Euro in importazioni di greggio. Dob- In primo luogo, è importante riconoscere che le
biamo però poi fare i conti con un sistema normativo aziende interessate a sviluppare progetti di economia

Circular material use rate


(%)
30

25

20

15

10

0
Un nia
Po a
Slo nia
lic ia

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da

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Figura 2. Percentuale di utilizzo di materiali provenienti da riciclo nei Paesi europei (elaborazione degli autori con dati da
Eurostat, 2022).

296 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


circolare necessitano di servizi informativi strutturati, 4.2. Strumenti normativi a supporto di

Comunicazione tecnico-scientifica
che consentano loro sia di operare scelte consapevoli, sia ricerca e sviluppo
di avvicinare offerta e domanda di materie prime-secon- Un secondo ambito di crescita per l’economia circo-
de, ottimizzando così i processi produttivi, i costi ener- lare in Italia riguarda le attività di ricerca e sviluppo,
getici, nonché l’impiego del personale, delle capacità e che necessitano di supporto consulenziale per risolvere
delle competenze di ciascuno e massimizzando i profitti. i vuoti normativi che inibiscono i percorsi autorizzativi
Operare in un’ottica di circolarità sarà fonte di ric- per nuove opzioni di recupero e riciclo. Se, in generale,
chezza per le imprese italiane, che potranno aumentare un contesto normativo lacunoso, confuso e discordante
l’efficienza della propria attività produttiva, grazie a dei può impigrire un qualsiasi spirito d’iniziativa, nel caso
sistemi di riutilizzo dei materiali e allo sviluppo di so- di specie, questo sta addirittura scoraggiando la volontà
luzioni alternative per la sostituzione di alcuni di essi. delle aziende ad attribuire un valore ai propri scarti e sta
Viceversa, quando i prodotti, al termine del loro ciclo di lasciando che una parte molto importante delle poten-
vita, non vengono adeguatamente reintegrati in regola- zialità di crescita dell’impresa italiana resti inutilizzata
ri circuiti di riciclo, il valore dei materiali che li com- (Fabris e Mazzi, 2018).
pongono viene irrimediabilmente perduto. Non è un caso che, tra i pilastri su cui si basa il piano
Questo potrà anche mettere un freno alla domanda industriale del Green Deal, vi sia la volontà di creare “un
interna di materie prime, venendo a crearsi una sorta contesto normativo prevedibile, coerente e semplificato”
di “riserva interna” per una maggiore autonomia gra- assieme ad un “commercio aperto per catene di approv-
zie alla capacità di auto approvvigionamento cui farà vigionamento resilienti”. È dunque evidente che rafforza-
seguito anche una riduzione delle importazioni ed un re la certezza del diritto per gli investitori e per le impre-
abbattimento dei costi. L’Europa, ad esempio, è già au- se, sia un passo fondamentale per promuovere la stabilità
tosufficiente nei minerali da costruzione; in particolare del mercato internazionale. D’altro canto l’Europa ha
nel settore del recupero dei granulati è uno tra i princi- sempre voluto favorire la creazione di un quadro legisla-
pali produttori mondiali di pietra di gesso e pietra natu- tivo e amministrativo chiaro e ciò anche al fine di crea-
rale, oltre a vantare un primato a livello mondiale nella re condizioni eque tra le imprese e i Paesi che vogliono
produzione di alcuni materiali industriali. Concentrar- accedere alle materie prime. La stessa Commissione Eu-
si sulle attività necessarie al recupero dei materiali, po- ropea sottolinea il fatto che una regolamentazione non
trebbe rivelarsi una valida alternativa anche per occupa- equilibrata può impattare sulla competitività, attraverso
re una grossa parte della forza lavoro già presente nelle l’imposizione di oneri inutili, oltre ad ingenerare sfidu-
aziende, se non addirittura portare all’apertura di nuovi cia, timori e incertezze sia nella domanda che nell’offer-
comparti e ciò è importante in vista dei cambiamenti do- ta. Un ambiente normativo chiaro, viceversa, costituisce
vuti all’avvento delle nuove tecnologie. Secondo le pre- un incentivo fondamentale per gli investimenti. Un tra-
visioni dell’Associazione Componentisti dell’Automotive guardo importante, dunque, deve essere quello di sem-
Europea (CLEPA − European Association of Automotive plificare le procedure di autorizzazione, rendendole più
Suppliers), ad esempio, il passaggio all’auto elettrica pre- snelle e prevedibili, di ridurne la durata e di eliminare
visto per il 2035, che indurrà all’abbandono dei moto- gli intoppi burocratici, venendo così incontro a chi ope-
ri termici, metterà a rischio molti posti di lavoro. Da qui ra all’interno di un mercato unico, pur senza abbassare
al 2040, solo in Europa, le competenze di 275.000 lavo- il livello di attenzione sulla conservazione e sulla salva-
ratori non saranno più necessarie, di questi 60.000 sono guardia dell’habitat e della salute umana.
in Italia. Il problema nasce dal fatto che la costruzione Molte poi sono le iniziative legislative che si concentra-
di un’auto elettrica richiede dal 25% al 35% di manodo- no sul trattamento ed il riciclaggio dei rifiuti provenien-
pera in meno. Specularmente, la Commissione Europea ti da prodotti che contengono materie prime critiche. La
calcola che, grazie all’economia circolare, nasceranno cornice normativa in tema di rifiuti (Direttiva 2008/98/
nuovi settori economici che potranno offrire all’incirca CE) ha messo l’accento sulla necessità di prevenire la
170.000 nuove occupazioni. La filiera della componen- produzione di rifiuti per i prodotti contenenti CRM ed in-
tistica in Italia rappresenta un’eccellenza mondiale e clude una disciplina sui flussi che le contengono. La di-
l’avvento dell’auto elettrica abiliterà comunque dei nuo- rettiva quadro sui rifiuti estrattivi 2006/21/CE, generati
vi settori industriali, come quello delle batterie, che darà dalle operazioni minerarie, ha richiesto agli operatori per
lavoro non soltanto a chi é stato formato nel campo della le strutture di deposito dei rifiuti attualmente in funzio-
progettazione e della produzione, ma anche a chi abbia ne ed agli Stati membri per le strutture di deposito dei ri-
acquisito delle conoscenze nel campo del riciclo; a patto, fiuti chiuse e abbandonate, di analizzare il potenziale di
ovviamente, di provvedere allo sviluppo di nuove tecnolo- recupero delle CRM nei rifiuti di estrazione. La direttiva
gie, capaci di trattare rifiuti difficili, o di recuperare ma- sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche,
terie prime di maggiore valore. (Larizza, 2023). 2012/19/CE, stabilisce regole per promuovere la prepara-

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Comunicazione tecnico-scientifica zione per il riutilizzo, il riciclo e altre forme di recupero anche COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Rici-
dei RAEE e ciò non solo al fine di contribuire all’uso effi- clo degli Imballaggi a base Cellulosica), con un progetto
ciente delle risorse, ma anche per il recupero delle mate- pilota rivolto al settore cartario, che sfrutta una tecnolo-
rie prime-secondarie, comprese quelle critiche. Inoltre, è gia in grado di tracciare i flussi dell’intera filiera (ossia:
in corso una revisione congiunta delle direttive 2000/53/ ogni balla che fuoriesce dall’impianto), compreso il trat-
CE, per i veicoli fuori uso e 2005/64/CE sull’omologazio- to intermedio a valle dell’impianto di recupero che, fino
ne dei veicoli a motore, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti ad oggi, era il solo rimasto scoperto. Il sistema si chia-
dei veicoli a fine vita e dei loro componenti e di aumenta- ma RFID ed è composto da un microchip che comunica
re la circolarità dei veicoli convenzionali ed elettrici che con gli altri componenti, quali l’antenna che, a sua vol-
contengono quantità significative di CRM. Sono anche ta, viene gestita da un controller che trasferisce i dati ad
stati introdotti requisiti specifici per migliorare la ricicla- un computer, al cloud e viceversa. Il microchip assume
bilità dei magneti permanenti nei veicoli. Infine, la pro- forme diverse e questo lo rende adattabile a diversi tipi
posta relativa alle pile e ai rifiuti di pile (COM 798/2020) di supporto, a seconda degli usi. Il RFID rileva in modo
contiene disposizioni specifiche per le CRM per le pile im- univoco, massivo e a distanza gli oggetti sia statici che in
messe nel mercato unico, in linea con il Reg. per le Mate- movimento, identificandoli automaticamente e riuscen-
rie Prime Critiche che mira ad incrementare la capacità do non solo a leggere, ma anche a scrivere i dati raccolti,
dell’Ue di rifornirsene. che vengono infine registrati su un’etichetta ed inseriti
nei documenti di trasporto (Fragali, 2023).
4.3. T racciabilità circolare, da risorse a rifiuti Un’ulteriore opportunità di sviluppo dell’economia cir-
a nuove risorse colare tra le imprese italiane riguarda tutte le iniziative a
Una terza linea di sviluppo dell’economia circolare sostegno della tracciabilità delle materie prime-seconde.
italiana riguarda i materiali recuperati, che necessita- I materiali che, cessata la qualifica di rifiuto, possono ri-
no di sistemi di tracciabilità che contengano informa- entrare nel mercato in sostituzione di altre materie prime
zioni precise e dettagliate sulle caratteristiche merceolo- vergini, devono riportare informazioni complete e consi-
giche dei materiali di origine, oltre che sui trattamenti stenti circa la loro precedente vita, così da poter essere uti-
cui vengono sottoposti durante le diverse fasi di produzio- lizzate in modo adeguato per ottenere nuovi prodotti, ga-
ne e recupero. Anche il fattore culturale gioca un ruolo rantendo la possibilità di verifiche circa composizione e
importante per incoraggiare imprese e consumatori ad provenienza. Lo stesso Green Deal esprime l’importanza
acquistare prodotti di “seconda vita”. Trasparenza e ga- di informare l’utilizzatore finale in merito alla sostenibi-
ranzia di sicurezza sono alcuni tra i fattori principali che lità, alla durata ed all’impatto ambientale dei prodotti,
possono garantire un nuovo mercato dei materiali recu- consentendogli così di operare scelte consapevoli.
perati. Ciò spingerà le aziende a vedere come una “risor- Le aziende possono ottenere concreti vantaggi dall’e-
sa” ciò di cui, ancora troppo spesso si disfano, per scar- conomia circolare se domanda e offerta di materie pri-
sa informazione, per cattiva gestione, o per mancanza di me-seconde consentono un utilizzo a pieno regime degli
opportunità. Lo stesso Parlamento ed il Consiglio, me- impianti, minimizzando i costi di produzione e massi-
diante proposta di regolamento n. 798/2020 hanno ri- mizzando gli investimenti legati alle innovazioni. Inol-
chiesto una maggiore trasparenza e più informazioni per tre, i benefici ambientali ed economici che si possono
gli utilizzatori finali sull’impronta ecologica delle mate- ottenere dalla chiusura del cerchio richiedono la mini-
rie prime critiche immesse nel mercato unico europeo. mizzazione delle fasi di trasporto, avvicinando le attivi-
Troviamo, ad esempio, le direttive 1272/2008/CE per la tà che producono gli EoW alle attività che utilizzano le
classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio di sostan- materie prime-seconde. Se questi elementi non vengono
ze e miscele e 1907/2006/CE sulle misure di riduzione ottimizzati, l’economia circolare rappresenta una sfida
dei rischi, che disciplina la registrazione, la valutazione, troppo rischiosa per le imprese e gli ostacoli al suo svilup-
l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche po superano le opportunità (Mazzi e Zampiero, 2019).
(REACh) per garantire la loro stessa sicurezza e quella
dei prodotti che le contengono e che circolano in terri- 4.4. Metriche per misurare la sostenibilità
torio europeo. Questo filone di norme, specificatamente ambientale della circolarità
dedicate, assume un’importanza particolare in alcuni Un ulteriore elemento di riflessione riguarda le moda-
degli utilizzi delle materie prime critiche, giacché tutela lità con cui si può misurare la sostenibilità delle opzioni
in maniera più stringente la salute dell’uomo e dell’am- di circolarità. Infatti, se tra le imprese sta emergendo l’e-
biente disponendo l’eliminazione delle sostanze tossiche sigenza di valutare l’opportunità di soluzioni di riciclo,
in linea con il Green Deal e la sostituzione delle sostanze anche il sistema economico nel suo complesso necessita
chimiche più pericolose contenute nei prodotti di consu- di nuovi strumenti per misurare la convenienza ambien-
mo e ad uso professionale. Di tracciabilità si è occupato tale associata all’utilizzo efficiente dei materiali e al tasso

298 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


di recupero e di riciclo degli scarti industriali. Nuove me- mercio di alcune materie prime-seconde. Un aspetto im-

Comunicazione tecnico-scientifica
triche di sostenibilità ambientale devono essere elaborate portante che riguarda tutti gli attori della filiera, diret-
per consentire a coloro che operano sul territorio di soste- tamente o indirettamente coinvolti, consiste nel rendere
nere cambiamenti verso l’economia circolare che garan- disponibili informazioni e dati relativi alla “storia” dei
tiscano uno sviluppo locale sostenibile; ne sono un esem- prodotti e dei materiali. Ogni soggetto sul mercato ha il
pio le iniziative volte a quantificare i benefici apportati diritto di ricevere informazioni consistenti circa l’origi-
dall’ecodesign dei prodotti e dai processi produttivi ripen- ne e i passaggi di ogni materiale; al contempo, ciascun
sati per un miglioramento complessivo delle performan- soggetto deve assumersi il dovere di trasferire informa-
ce di settore (Barbato e Rigamonti, 2023). zioni complete e trasparenti circa l’origine e le trasfor-
In merito, si può citare la strategia di CONAI (Con- mazioni di ogni materiale e componente. Codificare e
sorzio dei produttori e degli utilizzatori degli imballag- tracciare i materiali, le sostanze e i prodotti rappresenta
gi), volta a conseguire gli obbiettivi di riciclo dei rifiuti una delle conditio sine qua non per operare scelte con-
di imballaggio valorizzando l’eco-design e il “design for sapevoli e per sostenere uno sviluppo sostenibile dell’e-
recycling”. Si calcola, infatti, che le scelte adottate in fase conomia circolare.
di progettazione, incidano addirittura per l’80% sugli im- Dall’analisi fin qui condotta emergono dunque alcu-
patti ambientali che l’imballaggio può produrre durante ne raccomandazioni volte a snellire i percorsi burocra-
il suo intero ciclo di vita. tici e a favorire la piena conoscenza delle proprietà e
Nell’ottica di venire incontro alle aziende che, nel- degli utilizzi dei materiali, al fine di ottimizzare i pro-
le varie fasi di recupero e di riciclo dei materiali, devo- cessi di produzione e l’impiego delle risorse a disposi-
no ottemperare agli obblighi di legge, sono state attuate zione, di dare maggiore impulso al mercato delle ma-
diverse iniziative di supporto. CONAI, ad esempio, ha svi- terie prime seconde e al loro interscambio. In primis,
luppato delle “Linee guida per la facilitazione delle atti- appare necessario operare una raccolta dei criteri EoW
vità di riciclo degli imballaggi in materiale a prevalenza fino ad ora autorizzati, per disporre di una banca dati
cellulosica” (Picerno, et al., 2020). Accanto a queste, si ri- completa, che rappresenti l’intero territorio nazionale,
cordano altresì le linee guida SNPA, aventi l’obbiettivo di che sia costantemente aggiornata e facilmente fruibile.
agevolare le aziende nella comprensione della procedura I dati potrebbero essere attinti dal catalogo della piat-
per l’ottenimento delle autorizzazioni e per assicurare ar- taforma Recer del MATTM, dagli archivi degli uffici re-
monizzazione, efficacia ed omogeneità su tutto il nostro gionali preposti e dalle aziende che sperimentano nuo-
territorio, nel rilascio dei pareri e per pianificare e portare vi processi di recupero. L’attività verrebbe sia incontro
a compimento le ispezioni agli impianti di trattamento alle imprese, al momento di definire le loro scelte stra-
dei rifiuti (Mazzella e D’Alessandro, 2022). tegiche; sia potrebbe, in un immediato futuro, costitu-
ire un buon punto di partenza per la stesura dei nuovi
5. Conclusioni e sviluppi futuri decreti con cui si andranno a regolamentare le sostan-
Le aziende italiane, ed in particolare le piccole e me- ze ed i materiali tuttora privi di una disciplina ad hoc.
die imprese manifatturiere, necessitano di strumenti e di Nel primo caso, infatti, parteciperebbe a colmare il gap
incentivi che le rendano più resilienti e maggiormente normativo dovuto a delle leggi spesso contraddittorie e
preparate ad affrontare le sfide dell’economia circolare, a dei criteri il cui raggio d’azione copre soltanto alcune
delle materie prime critiche e della digitalizzazione (Fi- zone d’Italia; nel secondo caso, invece, andrebbe ad in-
gura 2). Questo, in particolare, ottimizzando l’uso del- tegrare i contenuti delle linee guida SNPA, aggiungen-
le risorse nei processi produttivi e risparmiando sui costi do sostanza agli stessi obbiettivi delle autorità regionali
dei materiali con un relativo aumento dei profitti. Serve per la tutela dell’ambiente.
inoltre un sistema normativo più chiaro e coerente, che È altrettanto importate integrare il lavoro con uno
non si limiti a tracciare i confini tra ciò che è lecito e ciò studio degli impatti ambientali e sociali evitati dagli
che non lo è, o a stabilire presupposti e condizioni, ma EoW, che derivano ad esempio dall’estrazione di deter-
che sappia anche farsi interprete delle attività d’impre- minate materie prime e/o materie prime critiche, te-
sa, attraverso una più approfondita analisi delle difficol- nendo in debita considerazione anche i rischi associati
tà che s’incontrano, in concreto, durante le diverse fasi a salute e sicurezza dei lavorati nei processi di riciclo
dei processi di produzione. Ad oggi, viceversa, la norma (Battiston et al., 2023). Il tutto fornirebbe un quadro
si presenta vaga, eccessivamente astratta e troppo lonta- dei costi e dei ricavi per il recupero dei materiali e una
na dai singoli contesti, generalmente non fornendo del- valutazione dei benefici sociali associati al recupero di
le soluzioni, ma limitandosi a stabilire dei vincoli. Nel materiali: tali informazioni, unite alla convenienza
complesso, la regolamentazione per la gestione dei ri- ambientale del riciclo, potrebbe guidare a scelte effet-
fiuti lascia troppo soli gli operatori e talvolta addirittura tivamente sostenibili, non solo dal punto di vista am-
limita le possibilità di innovazione circolare ed il com- bientale ma anche socio-economico.

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Comunicazione tecnico-scientifica Per dare maggiore equilibrio al mercato degli EoW e perati e dei rifiuti cessati (anche sui mercati esteri) e a
per ripensare i processi produttivi affinché diventi possi- promuoverne l’utilizzo (allungando, di conseguenza, il
bile dissociare l’incremento degli utili all’acquisto com- tempo della loro vita utile), consentirà anche una mag-
pulsivo di materia prima vergine, bisogna attribuire agli giore visibilità delle nostre imprese, senza lasciare indie-
scarti/sfridi il loro giusto valore e tale obbiettivo non può tro nemmeno i piccoli artigiani e gli artisti che utilizzi-
essere raggiunto senza una conoscenza adeguata circa: no, anche in piccole quantità, materiali recuperati per la
le migliori tecnologie disponibili per le attività di recu- realizzazione delle loro opere. Grazie a questo strumen-
pero e l’estrazione delle materie prime (in particolare to, tutti gli attori della filiera potranno fare rete, dando
di quelle cd. critiche) che consentono, ad esempio, un avvio ad un processo di contaminazione che con il tem-
minore consumo di acqua, minori rischi di subsiden- po potrà progressivamente autoalimentarsi e coinvolge-
za, o di abbassamento dei terreni, o di rilascio di com- re investitori, produttori, distributori e consumatori. Un
posti chimici; i case studies di successo (o “best ideas”) simile traguardo è in linea con gli stessi obblighi com-
in tema di riutilizzo dei materiali; le “best end-of-waste merciali e internazionali stabiliti dall’UE e con la po-
practice”, ossia le pratiche che utilizzano materiali fa- litica commerciale comune dei Paesi membri, la quale
cilmente riutilizzabili o riciclabili, progettati in funzio- al fine di rafforzare e diversificare l’approvvigionamento
ne anche alla loro possibilità di diventare materia prima di materie prime critiche, prevede l’opportunità di rivol-
seconda, o che consentono una maggiore efficienza in gersi ai mercati esteri, pur senza compromettere le nor-
fase di produzione; e i “best end-of-waste criteria”, ossia me commerciali e la concorrenza internazionale.
i criteri da cui si generano prodotti di qualità superiore. In questo contesto, sarà utile anche svolgere un’atti-
Altro nodo fondamentale è quello della tracciabilità: vità di disseminazione che consenta alle imprese di te-
per sostenere lo sviluppo di un mercato della circolari- stimoniare le proprie esperienze nel campo della circo-
tà è essenziale definire una procedura di codificazione larità, oltre che di valutare assieme anche alle autorità
alla quale le aziende potranno fare riferimento per scri- preposte i punti di forza e le fragilità che, in futuro, ri-
vere i loro codici che costituiranno il documento iden- chiederanno maggiori investimenti. La piattaforma for-
tificativo per tracciare i loro prodotti recuperati, quali nirà l’opportunità di farsi conoscere, di mettere in luce
sfridi e scarti industriali. Questi “passaporti” dovranno il proprio impegno nel campo della sostenibilità, cattu-
riportare l’intero ciclo di vita dei materiali: estrazione, rando l’attenzione anche di nuovi investitori e nuove fa-
fasi di lavorazione, utilizzo/scopo, smaltimento e infine, sce di stakeholder. La piattaforma avrà altresì l’effetto di
le attività di recupero svolte per il ritorno sul mercato. mettere in risalto sul mercato le imprese con i maggior
Dovranno essere indicati gli elementi estranei, eventual- “hot-spot” ambientali, ovvero le attività dove si concen-
mente presenti, gli agenti chimici, o le sostanze tossiche tra un consumo eccessivo di materie prime, e le impre-
con cui i materiali siano entrati in contatto e riportate se con i maggiori “soft-spot” ambientali, caratterizzate
puntualmente le proprietà e le caratteristiche dei mate- dalle migliori performance di circolarità.
riali e/o delle sostanze. Infine, la piattaforma potrebbe fungere da ulterio-
Prima di procedere alla stesura di un modello di codi- re garanzia di sostenibilità, non soltanto ambientale e
ficazione, bisognerà soffermarsi sulle singole definizio- circolare, ma più ampiamente anche sociale ed etica: le
ni di “sfrido” e “scarto industriale”, la cui natura e le aziende potrebbero essere chiamate a fornire prove ve-
cui caratteristiche incidono sui contenuti e sulle finalità rificabili dei loro comportamenti etici, dimostrando di
dell’etichetta che li accompagnerà. Questo non soltanto operare nel pieno rispetto dei diritti umani e dei lavora-
per garantire sicurezza, qualità e trasparenza dei rinati tori. Questo, tra l’altro, rispecchierebbe i propositi della
prodotti, ma anche e soprattutto per stabilire e sviluppa- COM 71/2022 (che modifica la direttiva 2019/1937/CE)
re un linguaggio comune, che unisca tutti gli operatori sull’obbligo di diligenza in materia di sostenibilità delle
della filiera, che potranno così interfacciarsi tra loro in imprese, con cui si prevede che le aziende forniscano ga-
modo massimamente efficace, chiaro, semplice e velo- ranzie adeguate sia in termini di rispetto dei diritti uma-
ce, indipendentemente dalle diverse competenze di cia- ni, sia sugli impatti ambientali negativi derivanti dalle
scuno. Si ritiene, infatti, che solo una condivisione am- proprie operazioni e lungo le catene del valore.
piamente diffusa delle esperienze e delle competenze sul
campo dei rifiuti recuperati, potrà portarci verso l’eccel- Riferimenti bibliografici
lenza delle performance di circolarità.
Per concludere, in accordo con quanto detto sopra,  arbato P.M., Rigamonti L. (2023). Analisi dei metodi
•B
la realizzazione di una piattaforma web open access, di integrazione degli indicatori economici e ambientali.
realizzata con tecnologie che garantiscano la massi- Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 3/2023, 149-164.
ma sicurezza e veridicità dei contenuti, oltre a favorire  attistel A., Palagonia M.S., Brogioli D., La Mantia F.,
•B
la compravendita degli scarti/sfridi, dei materiali recu- Trócoli R. (2020). Electrochemical methods for lithium

300 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


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Comunicazione tecnico-scientifica
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•C (css), ai sensi dell’articolo 184-ter., comma 2, del
Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
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bisogni fondamentali per garantire la crescita e creare marzo 2013.
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Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato di edifici pubblici. Gazzetta Ufficiale s.g. n.259 del 6
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tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e •D ecreto 28 marzo 2018, n. 69 regolamento recante
sostenibilità. disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di
 OM 798/2020 (2020). Comunicazione della
•C conglomerato bituminoso ai sensi dell’articolo 184-ter.,
Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che abroga Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2018.
la direttiva 2006/66/CE e modifica il regolamento (UE) •D ecreto 22 settembre 2020, n. 188 regolamento recante
1020/2019. disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto da
 OM 142/2022 (2022).Proposta di regolamento del
•C carta e cartone, ai sensi dell’articolo 184-ter, comma
Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Gazzetta
il quadro per l’elaborazione delle specifiche di Ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2021.
progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e •D ecreto 31 marzo 2020, n. 78 regolamento recante
abroga la direttiva 125/2009/CE. disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto
 OM 71/2022 (2022). Proposta di Direttiva del
•C della gomma vulcanizzata derivante da pneumatici
Parlamento europeo e del Consiglio relativa al dovere fuori uso, ai sensi dell’articolo 184-ter del decreto
di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Gazzetta Ufficiale n.
che modifica la Direttiva 1937/2019/CEE. 182 del 21 luglio 2020.
 OM 62/2023 (2023). Comunicazione della
•C •D ecreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (convertito con
Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al modifica dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 in s.o. n. 25,
Comitato economico e sociale europeo e al Comitato relativo alla GU 18 luglio 2020, n. 180) misure urgenti
delle regioni. Un piano industriale del Green Deal per in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia,
l’era a zero emissioni nette. nonché di politiche sociali connesse all’emergenza
 OM 160/2023 (2023). Proposta di regolamento del
•C epidemiologica da covid-19. Gazzetta Ufficiale s.g.
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce n.128 del 19 maggio 2020, suppl. ord. n. 21.
un quadro per garantire un approvvigionamento •D ecreto 27 settembre 2022, n. 152 regolamento che
sicuro e sostenibile di materie prime essenziali e che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto dei

[Link]/10.32024/ida.v10i4.494 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 301


Comunicazione tecnico-scientifica rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-
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Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che proprietà e prospettive, La Chimica e l’Industria online,
abroga alcune direttive. Gazzetta Ufficiale dell’Unione anno I, n. 3, 16-21.
Europea L. 312/3 del 22 novembre 2008. •P  icerno G., Bonori B., Del Curto B. (2020). Linee
•D irettiva 19/2012/CEE del Parlamento europeo guida per l’ecodesign: come facilitare il riciclo degli
e del Consiglio del 4 luglio 2012 sui rifiuti di imballaggi in carta e cartone. Ingegneria dell’Ambiente
apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee). Vol. 7 n. 3/2020, 251-253.
•D irettiva 821/2017/CEE del Parlamento europeo e del •R egolamento (CE) n. 333/2011 del Consiglio europeo
Consiglio del 17 maggio 2017 che stabilisce obblighi del 31 marzo 2011 recante i criteri che determinano
in materia di dovere di diligenza nella catena di quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere
approvvigionamento per gli importatori dell’Unione di considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CEE.
stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L. 94/2 del 8
originari di zone di conflitto o ad alto rischio – Gazzetta aprile 2011.
ufficiale Europea L. 130/1 del 19 maggio 2017. •R egolamento (CE) n. 1179/2012 della Commissione
•D irettiva 2018/851/CEE del Parlamento europeo e del europea del 10 dicembre 2012 recante i criteri che
Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica la direttiva determinano quando i rottami di vetro cessano di essere
98/2008/CE relativa ai rifiuti. Gazzetta Ufficiale considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CEE.
dell’Unione Europea L. 150/109 del 14 giugno 2018. Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L. 337/31 del 11
•D irettiva 1937/2019/CEE del Parlamento europeo e del dicembre 2012.
Consiglio del 23 ottobre 2019 riguardante la protezione •R  egolamento (CE) n. 715/2013 della Commissione
delle persone che segnalano violazioni del diritto europea del 25 luglio 2013 recante i criteri che
dell’Unione 26.11.2019 Gazzetta Ufficiale dell’Unione determinano quando i rottami di rame cessano di
Europea L. 305/17 del 26 novembre 2019. essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/
• Eurostat (2022). EU’s circular material use rate CEE. Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L. 201/14
slightly up in 2022. Eurostat [Link] del 26 luglio 2013.

302 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


SINTESI DEL SEMINARIO DI STUDIO DI INGEGNERIA

Comunicazione tecnico-scientifica
SANITARIA-AMBIENTALE “ESPERIENZE DI ECONOMIA
CIRCOLARE APPLICATA AL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI”
Carlo Collivignarelli1, Giorgio Bertanza1, Sabrina Sorlini1, Mentore Vaccari1,
Alessandro Abbà1,*, Claudio De Rose2
1
Università degli Studi di Brescia, Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica, Brescia.
2
Istituto di Studi Europei “Alcide De Gasperi”, Roma.

Sommario presentation was made (carried out by an expert from the


Il termine “economia circolare” è ormai entrato nella University world) illustrating waste recovery alternatives.
nostra quotidianità. Sebbene il Recupero di Risorse sia Then, a tangible example of circular economy was presented
applicato ormai da anni, specialmente dalle imprese, by the various participating companies.
tale concetto rappresenta un approccio importante per
garantire la sostenibilità di un ciclo produttivo. L’obiettivo Keywords: circular economy, waste recovery, research,
del Seminario di studio di Ingegneria Sanitaria-Ambientale industry, innovation:
svoltosi a Brescia il 15 dicembre 2023 è stato quello di
affrontare il tema della valorizzazione di risorse in alcuni
settori industriali del trattamento rifiuti. Per ciascuno
dei cinque ambiti presi in considerazione (fanghi di
depurazione, costruzioni, metallurgia, rifiuti urbani,
incenerimento dei rifiuti) è stato presentato un primo L’evento si è aperto con i saluti da parte del Prof. Giulio
intervento (svolto da un esperto del mondo universitario) Maternini, vicedirettore del Dipartimento di Ingegneria
di illustrazione delle alternative di recupero dei residui, Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica
a cui ha fatto seguito un esempio concreto di economia dell’Università di Brescia, e dell’Ing. Luca Giaccari, rap-
circolare presentato dalle diverse imprese partecipanti. presentante dell’ordine degli Ingegneri di Brescia. La pri-
ma parte del Seminario è stata coordinata dalla [Link]
Parole chiave: economia circolare, recupero rifiuti, Maria Chiara Zanetti (Politecnico di Torino) e dal Prof.
ricerca, industria, innovazione. Marco Ragazzi (Università di Trento).
Il Prof. Carlo Collivignarelli (Università di Brescia) ha
SUMMARY OF THE SEMINAR IN SANITARY- introdotto il tema del Seminario, citando alcuni esempi
ENVIRONMENTAL ENGINEERING di valorizzazione delle risorse dai rifiuti risalenti già ai
“EXPERIENCES OF CIRCULAR ECONOMY primi anni ’80 ed evidenziando come la sinergia tra Uni-
APPLIED TO WASTE TREATMENT” versità (in particolare le discipline ingegneristiche, voca-
te alla ricerca applicata) ed Impresa (in possesso di espe-
Abstract rienze già consolidate) possa portare alla realizzazione
The term “circular economy” is already commonplace in della prima parte del programma di economia circolare
our daily lives. Although Resource Recovery has been used (quello essenzialmente tecnico); ad esso deve poi far se-
for many years, especially by the industry sector, this concept guito la fase di implementazione economica e di ricono-
represents an important approach to ensure the sustainability scimento politico.
of a production cycle. The aim of the Sanitary-Environmental Per quanto riguarda il tema dei fanghi di depurazio-
Engineering seminar held in Brescia on 15 December 2023 ne, l’Ing. Stefano Bellazzi (Università di Pavia) ha esposto
was to address the issue of the valorization of resources in le alternative per il recupero di tali residui ed ha presenta-
some industrial sectors of waste treatment. For each of the five to i primi risultati di una ricerca sull’utilizzo dei fanghi
fields taken into consideration (sewage sludge, construction, stessi per la produzione di biochar da utilizzare nel setto-
metallurgy, municipal waste, waste incineration), an initial re del trattamento delle acque. A seguire, la [Link] Livia

* Per contatti: via Branze 43, 25123, Brescia. Tel 030 3711303;
Fax 030 3711312. E-mail [Link]@[Link] Ricevuto il 4-1-2024; Accettazione 11-1-2024.

[Link]/10.32024/ida.v10i4.495 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 303


Comunicazione tecnico-scientifica Molinari (Valli S.p.A.) ha presentato l’esperienza del recu- delle scorie e delle ceneri volanti derivanti dalla termova-
pero dei fanghi per la produzione di fertilizzante organi- lorizzazione dei rifiuti. Dal recupero di risorse materiali da
co rinnovabile, evidenziando come tale pratica, di antiche tali residui, costituiti da un 10% circa di metalli ferrosi e
origini, oggi venga condotta con tecniche moderne e con non ferrosi e dal 90% da frazioni inerti, è possibile ottene-
numerosi controlli lungo tutta la filiera (dall’impianto di re una serie di benefici ambientali ed economici. Antonio
depurazione sino all’applicazione sul campo) che garan- Amato (RMB S.p.A.) ha presentato le attività di recupero
tiscono il risultato sul piano ambientale. attuate presso la propria Azienda con un focus sul quanti-
In merito al settore delle costruzioni, la [Link] Sa- tativo di CO2 sequestrata dalle operazioni di maturazione
brina Sorlini (Università di Brescia) ha sottolineato l’im- controllata delle scorie. Ha inoltre riportato alcune con-
portanza del recupero dei rifiuti da costruzione e demoli- crete esperienze di utilizzo delle scorie recuperate e la me-
zione, sia per via delle notevoli quantità in gioco, sia per todologia di valutazione dell’ecotossicità prevista per la lo-
consentire la riduzione dei volumi delle discariche per il ro classificazione come End of Waste.
loro stoccaggio e delle cave deputate all’estrazione di ma- Il Seminario si è concluso con una discussione coordi-
teriali naturali. Sono stati presentati i risultati di alcune nata dal Prof. Mentore Vaccari (Università di Brescia) e
ricerche riguardanti la valutazione della conformità am- dall’Ing. Sergio Padovani (ARPA Lombardia). Ai parteci-
bientale dei rifiuti da costruzione e demolizione e dei be- panti (Giorgio Gallina – Regione Lombardia; Chiara Lan-
nefici ambientali ottenibili dalle operazioni di recupero. A zini – Confindustria Brescia; Paolo Avanzi – A2A S.p.A.;
seguire, il Prof. Giovanni Plizzari (Università di Brescia) Laura Cutaia – ENEA; Enrico Massardi – ANCE Brescia)
ha presentato l’esperienza di utilizzo di tali rifiuti per il è stato chiesto di evidenziare come si possono superare le
confezionamento di calcestruzzo: sebbene resista ancora criticità che molte volte limitano la piena applicazione
una certa diffidenza verso tali residui, una corretta pro- dell’economia circolare. È emerso che sono necessari:
gettazione ed uno studio accurato del mix design consen- – coraggio, sia da parte delle associazioni di cate-
tono di ottenere calcestruzzo idoneo per essere impiegato goria che dagli imprenditori;
nel settore delle costruzioni, ad esempio nelle pavimenta- – idoneo mercato per le risorse recuperate;
zioni industriali. – c ertezza dei tempi autorizzativi: le lungaggini
Per quanto riguarda il settore metallurgico, la [Link] burocratiche rappresentano una barriera;
Chiara Lanzini (Confindustria Brescia) ha presentato lo – p ragmaticità: l’eccessiva normazione nei mini-
scenario attuale, descrivendo i quantitativi e le tipologie di mi dettagli può essere controproducente;
residui che si originano dai processi metallurgici (scoria – innovazione e ricerca: è necessario studiare con-
nera, scoria bianca e polveri), gli attuali recuperi e le pro- tinuamente il tema per affrontare nuove sfide;
spettive future con le iniziative per decarbonizzare e ridurre – produttività: il settore dei rifiuti deve diventare
i consumi di materie prime. Il Dott. Sergio Magri (Fonde- sempre più un settore produttivo;
ria di Torbole S.r.l.) ha riportato l’esperienza della propria – semplificazione delle norme e dell’iter burocra-
Azienda evidenziando che è possibile attuare un recupero tico;
sia dei materiali in ingresso (attualmente pari all’88%) sia – u  niformità di applicazione delle norme: la dif-
dei rifiuti prodotti (nel 2022 pari al 92%). Ha inoltre ac- ferente declinazione della normativa a livello ter-
cennato ad alcuni progetti in corso, finalizzati a migliorare ritoriale può ostacolare l’economia circolare;
ulteriormente i risultati in termini di economia circolare. – disponibilità di impianti nelle vicinanze.
In merito al settore dei rifiuti urbani sono stati pre- In conclusione, alla luce di quanto emerso nel cor-
sentati dal Prof. Giorgio Bertanza (Università di Brescia) so del Seminario, il Prof. Claudio De Rose (Direttore
i risultati degli studi condotti dall’Università, in collabo- dell’Istituto di Studi Europei “Alcide de Gasperi”, Ro-
razione con l’allora ASM Brescia (oggi A2A), evidenziando ma) evidenzia che, anche per il miglioramento delle
il complesso sistema integrato della gestione dei rifiuti ur- operazioni di riduzione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti, si
bani nel Comune di Brescia e la sua evoluzione nel corso nota oggi una chiara tendenza a incrementare le azio-
degli anni. L’Ing. Paolo Avanzi (A2A S.p.A.) ha presentato ni volte a favorire l’economia circolare. Non bisogna
l’esperienza di A2A sia per quanto riguarda il recupero di però dimenticare il principio di utilità marginale, per il
materia (con un focus su frazione organica, carta, vetro, quale l’autorità deve legiferare con l’obiettivo di favori-
plastica e terre di spazzamento), sia in merito al recupero re un beneficio economico per l’impresa stessa.
di energia dalle frazioni da cui non è più conveniente re-
cuperare materiali.
Ringraziamenti
Da ultimo è stato affrontato il settore dell’inceneri- Si ringraziano tutte le persone che hanno contribuito
mento dei rifiuti, in particolare per ciò che riguarda la alla buona riuscita del Seminario di studio, nonché ai
gestione dei residui prodotti. L’Ing. Alessandro Abbà (Uni- partecipanti, a distanza ed in presenza, per un totale di
versità di Brescia) ha presentato le alternative di recupero circa 300 persone.

304 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Pubbliredazionale
SONDE E APPARECCHIATURE DA CAMPO CID
PER RILEVARE: COD, SST, TENSIOATTIVI, VOLUME
E VELOCITÀ DI SEDIMENTAZIONE DEI FANGHI
Ing. Arcangelo Ventura1, Ing. Davide Ventura2, Ing. Carlo Ventura3
1
A.D. CID
² Responsabile R&D
3
Responsabile tecnico

Il CID Ing Ventura Srl opera nel settore della ne, dovuta ai componenti utilizzati, alla struttura delle
depurazione delle acque reflue da oltre 40 anni sonde in acciaio inox, e al sistema di pulizia pneumati-
attraverso la progettazione e fornitura chia- ca automatica particolarmente efficiente.
vi in mano di impianti di depurazione e i Le Sonde CID funzionano collegandole alle apparec-
servizi di gestione degli impianti, grazie chiature CID nei modelli Mini, che produciamo da oltre
alle sonde e ai sistemi di telecontrollo di 20 anni e nel nuovo sistema smartCID.
propria produzione. L’esperienza ma-
turata nel campo della depurazione ha
permesso di realizzare sistemi di rileva-
zione da campo CID, coperti da Brevetto SONDA inoxCID mod. TE
Europeo, costituiti dalle sonde e appa- Per rilevazione in continuo ogni
recchiature per la rilevazione in conti- 2 sec. nell’acqua tal quale della
nuo di diversi parametri: [ppm] COD, concentrazione dei Tensioattivi Totali
Solidi Sospesi, Tensioattivi, e il misu- nel range: 0,5- 70 ppm.
ratore del Volume [cc/l] e Velocità di Il funzionamento prevede il
sedimentazione dei fanghi [m/h]. collegamento alla apparecchiatura
Nel presente articolo presentiamo più CID nei modelli Mini (prodotto
in dettaglio i nostri sistemi che sono par- da oltre 20 anni) e nel nuovo
ticolarmente indicati nella gestione e nel sistema smartCID.
telecontrollo degli impianti per la versati-
lità robustezza e assenza di manutenzio- Principio di misurazione
La sonda CID [Link]
è indicata per rilevare
i tensioattivi con potere
SONDA inoxCID mod. CODout schiumogeno che diminuiscono
È particolarmente indicata per il la tensione superficiale delle molecole,
controllo dell’acqua depurata in per cui si formano bolle piene d’aria
uscita da impianti di depurazione con cioè schiuma. La concentrazione di
trattamento biologico. tensioattivi totali rilevata dalla sonda con
La sonda immersa nell’acqua rileva la curva di default va da 0,5 a 8ppm. Per
in continuo i seguenti parametri: valori superiori è necessaria la verifica
COD, SST (Solidi sospesi totali), preliminare. La schiuma formatasi nel
BOD5. reattore passa nel vetrino di misurazione
Il funzionamento prevede attraversato dall’infrarosso dell’unità
il collegamento alla analogica che ne trasmette il segnale
apparecchiatura CID nei modelli al programma CID che lo elabora per
Mini (prodotto da oltre 20 anni) fornire la concentrazione in ppm dei
e nel nuovo sistema smartCID. tensioattivi.

Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 305


Pubbliredazionale Sistema smartCID

Apparecchiatura
Sonda smartCID Sonda TE Misuratore fanghi
CODout per Sonde CID Tensioattivi Vf30

Caratteristiche sistema smartCID L’importanza del Vf30 oltre che processuale è econo-
Il nuovo sistema smartCID, composto da apparec- mica poiché il trattamento e smaltimento dei fanghi
chiature e sonde, è stato ideato come sistema di control- di supero rappresenta mediamente il 35% dei costi ge-
lo sviluppato sulla nuova piattaforma CID open-source stionali dell’impianto.
che permette di integrare tecnologie eterogenee come A tale scopo il CID ING VENTURA SRL di Brescia ha
sonde, sensori, dispositivi di automazione industriale, messo a punto e brevettato la nuova apparecchiatura
telecamere e il Web per la condivisione dei dati. smartCID Vf30 per la rilevazione automatica della
quantità e velocità di sedimentazione dei fanghi ba-
Misuratore fanghi smartCID Vf30 sata su una complessa elaborazione delle immagini
 er rilevare in automatico
p scattate dalla telecamera sul cilindro da 1.000cc, riem-
la quantità di fango [cc/l] pito con la miscela di fango che giunge in sedimenta-
e la velocità di sedimentazione [m/h] zione, eseguita sulla media di tre linee di pixel definite
da 0cc a 1.000cc.
Generalità
Nella gestione degli impianti di depurazione biolo- Il misuratore fanghi smartCID Vf30 è indicato sia
gica uno dei parametri rilevato saltuariamente e ma- nei processi biologici che chimico-fisici di flocculazio-
nualmente dagli addetti alla gestione è il Vf30 [cc/lt] ne poiché i tempi per Vf, Vsed1, Vsed2 sono impostabili
cioè la quantità di fango prelevato in ossidazione che dall’utente nella tabella di configurazione.
sedimenta dopo 30min in cilindro o cono da 1lt. Il da- È composto da due armadi in termoresina IP65 as-
to permette di stabilire quando inviare i fanghi di su- semblati e provvisti dei componenti necessari. Alimen-
pero in eccesso nel processo depurativo e di indicarne tando a 220V si avvia automaticamente il ciclo com-
la quantità più probabile da smaltire. posto dalle fasi: carico, intervalli Vsed1 e Vsed2 per

306 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Sonde da campo per rilevazione in continuo
Interfaccia SmartCID per l’invio automatico dei dati registrati e visualizzati su pc, smartphone e tablet.

SONDA TENSIOATTIVI SONDA COD OUT Vf30 FANGHI


Per la rilevazione automatica Per rilevazione automatica Misura automatica del volume dei fanghi [cc/1]
in continuo di ppm Tensioattivi in continuo di: e velocità di sedimentazione [m/h]
ppm Solidi sospeso totali
A’
ppm BOD5, COD, Torbidità Brevetto 2021 n. 102021000028064
V I T
NO

Vf30 CID
2021-11-10 [Link]
Vf=cc 229
[Link]=m/h 0.21
SONDA TENSIOATTIVI

SONDA COD OUT

VF30 FANGHI

dal 1979

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Pubbliredazionale la velocità di sedimentazione [m/h], l’intervallo per Apparecchiatura CID mod. MINI
determinare il Vf30 [cc/l], scarico. Al termine del ci- L’apparecchiatura CID mod. Mini, che produciamo
clo i dati vengono visualizzati sul display e con gli al- da oltre 20 anni, permette il collegamento sia delle
larmi salvati sulla memoria microSD e inviati sia sul sonde inoxCID CODout e TE che qualsiasi altro sen-
database del server che su Telegram impostati dal sore oltre alle macchine presenti nell’impianto, con-
cliente, per renderli disponibili su pc, smartphone, sentendone il telecontrollo completo. È composta da
tablet in modo semplice e immediato. armadio in termoresina per posizionamento a parete
L’immagine del fango sedimentato nel cilindro ri- completo di PC industriale con Lcd 10” TFT con fun-
sulta importantissima poiché con i dati Vf30[cc/l] e zione touch-screen, barra alimentazione, moduli I/O.
Vsed [m/h] indica la qualità del fango (se ben sedi- Le sonde sono collegate alla morsettiera con il cavo
mentato o rotto a zone) determinante nel caso di di- speciale CID.
sfunzioni tipo bulking, permettendo di intervenire su- Alimentando a 220V. e collegando le sonde e le mac-
bito sui parametri di processo. chine la MINI inizia subito la rilevazione in continuo
Aprendo Telegram e cliccando sul gruppo imposta- ogni 2 sec. dei parametri, registrando ad intervalli di
to si visualizzano l’immagine del cilindro graduato tempo prefissati a piacere il dato rappresentativo di
col fango sedimentato, data e ora della rilevazione, ogni intervallo, e ad ogni ora lo stato macchine.
i valori del volume di fango Vf30 [cc/l] e della velo- Il programma Depura web permette di rilevare in
cità di sedimentazione [m/h], potendo inoltre scor- continuo i parametri e lo stato delle macchine colle-
rere lo storico delle immagini e dei dati rilevati. Te- gate e permette il telecontrollo via rete Ethernet o pro-
legram è stato scelto per smartCID perché grazie ai tocollo ftp per internet. Via ftp invia al server i files di
bot (programmi automatizzati che svolgono funzio- dati grafici ed allarmi registrati; tali dati saranno ac-
ni definite) permette di ricevere i dati e le immagini quisiti ogni minuto automaticamente dai pc di sorve-
su qualsiasi dispositivo; è una delle app di messag- glianza abilitati dotati del programma Accentra web.
gistica istantanea tra le più utilizzate al mondo gra- L’utente può impostare a piacere le soglie di allarme,
zie alla sua stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo, è scaricare i dati e i grafici in Excel o sfruttare le poten-
disponibile sia per iOS che per Android oltre ad avere zialità del telecontrollo.
una componente web molto utile che permette di uti-
lizzarlo da desktop.

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308 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


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batoi, digestori ecc.
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minio per digestori o qualsiasi altra
coperture in lega di alluminio per de- la massima sicurezza del personale costruzione in lega di alluminio.
puratori oltre che per edifici civili con • La vetroresina ha problemi per la Fra le migliaia di referenze anche la
centinaia di referenze in tutto il mondo salute durante la lavorazione: for- copertura Alugreca della vasca di os-
e migliaia di metri quadrati coperti. mazione di micropolveri giudicate sidazione 38 x 33 m del depuratore di
L’alluminio ha preso sempre più piede cancerogene negli USA. Torrevieja (Alicante) e la copertura
nelle coperture di depuratori rispetto al- • Al contrario della vetroresina l’al- Alusphere con Æ 53,45 m del centro
la classica vetroresina grazie alle sue ca- luminio è riciclabile al infinito e la commerciale di Rzesow (PL) inaugu-
ratteristiche ed ai suoi indubbi vantaggi: JSF Aluroofs garantisce per almeno rato nella primavera del 2022.
• L’alluminio non si degrada con la 50 anni le proprie coperture. JSF ALUROOFS è commercializzata in
luce ultravioletta e non trasmette la Dopo le ultime perturbazioni che han- Italia dalla Moreschini Rappresentan-
luce perché ha una bassa emissività no devastato il centro-nord dell’Italia ze snc, che da oltre 40 anni propone
termica. Quindi zero radiazioni ver- nell’estate 2023 facendo strage di co- sul mercato italiano la più vasta gam-
so l’interno e zero calore dall’ester- perture tradizionali in PRFV, l’utilizzo ma di macchinari di qualità per depu-
no verso l’interno. delle coperture JSF Aluroofs dà la mas- ratori civili ed industriali, per potabi-
• L’alluminio non fa scintille ed è quin- sima garanzia di resistenza anche alle lizzatori e per le energie rinnovabili.
di un materiale ideale ovunque ci sia- grandinate più estreme.
no pericoli di esplosione o di incendi. La JFS ALUROOFS produce una serie di Moreschini Rappresentanze snc
• Le leghe di Al non richiedono ma- coperture adatte a tutte le applicazioni: [Link]
moreschini@[Link]
nutenzione o alcun tipo di tratta- • Aluplan: coperture piane lisce per co-
mento nel tempo (vernici, gel ecc.)
• Le coperture hanno un basso profi-
lo con un minore volume di aria da
trattare.
• La struttura delle coperture in Al ga-
rantisce una qualità uniforme nel
tempo. Il processo di lavorazione delle
coperture in alluminio non determi-
na o provoca modifiche o danni alle
sue caratteristiche strutturali; le leghe
di alluminio sono fornite allo stabili-
mento di lavorazione con certificati
che attestano le prove effettuate per ga-
rantire la loro robustezza strutturale.
• Le coperture piane in lega di Al sono
estremamente versatili e possono es-
sere modificate ed adattate alle più
svariate situazioni di impiego senza
alterare le loro caratteristiche strut-
turali e sono a tenuta stagna.
• Sono leggere e facilmente smontabi-
li e amovibili dal personale che può
avere necessità di intervenire all’inter-
no delle vasche urgentemente. Botole,
porte, valvole antidepressione, apertu-

310 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


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ambientale e sociale. erni sistemi di canalizzazione. L’utilizzo di materie prime


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tutela della risorsa litalia (la Federazione delle imprese sto di crisi aggravato dagli effetti dei
idriche, ambientali ed energetiche) ha cambiamenti climatici, le eccellenze

R iduzione della frammentazio- invitato le proprie associate di siglare


ne, introduzione di parametri di un “Patto per l’Acqua”.
verifica Portiamo
gestionale, l’acqua a
consolidamento In occasione della Fiera Ecomon-
dell’industria idrica italiana associate
alla Federazione hanno deciso di fa-
re squadra per mettere al servizio del
100settore
industriale del euro l’anno di investimenti
e approccio per abitante
in- do di Rimini, Utilitalia ha presentato Paese le proprie competenze e capa-
100 gestori di media/grande dimensione
tegrato tra i diversi usi dell’acqua. So- l’iniziativa al ministro dell’Ambien- cità industriali. Sono 43 le aziende ad
no le quattro proposte di riforma del te e della sicurezza energetica Gil- aver già siglato il “Patto per l’Acqua”,
un’iniziativa che punta a compiere
RIFORMA DEL SERVIZIO IDRICO: ogni azione utile a sostegno di poli-
LE PROPOSTE DI UTILITALIA tiche nazionali di tutela ambientale
RIFORMA DEL SERVIZIO IDRICO: e della risorsa, di resilienza delle reti
LE PROPOSTE DI UTILITALIA e dei sistemi di approvvigionamento,
per garantire ai cittadini universalità
e qualità dei servizi offerti e gestioni
1 all’altezza delle future sfide.
Superare le gestioni in economia
“Come Utilitalia – ha spiegato il pre-
Garantire l’immediato trasferimento
alle Regioni dell’esercizio delle sidente di Utilitalia, Filippo Bran-
funzioni ed il mantenimento delle
stesse per tutta la durata dolini − ci siamo fatti promotori di
dell’affidamento a regime del
Servizio Idrico Integrato, in tutti quei una proposta di riforma del settore
territori in cui la legge Galli prima, e
il Testo Unico Ambientale dopo, non in quattro punti, espressione degli
sono mai state attuate e persistono
le gestioni in economia stessi gestori che intendono elevare il
livello degli investimenti e la quali-
tà dei servizi offerti ai cittadini. Le
nuove sfide poste dal cambiamento
2
Rafforzare le capacità gestionali climatico, insieme alle norme euro-
Utilizzare in tempi rapidi parametri
pee che stabiliranno standard am-
oggettivi di capacità gestionale
(ARERA) sulla base dei quali
bientali sempre più stringenti, im-
effettuare verifiche semestrali. Alla
verificata incapacità gestionale
pongono al comparto un cambio di
dovrà seguire una delibera
dell’EGATO che motivi la
passo: gli investimenti complessivi
prosecuzione della concessione,
oppure la sua revoca con
dovranno salire dagli attuali 4 mi-
contestuale affidamento a un nuovo
gestore con adeguato « rating » di liardi fino a 6 miliardi annui”.
capacità
Attraverso le proposte di riforma avan-
zate da Utilitalia si punta a raggiun-
gere l’obiettivo 100, arrivando a un
3 centinaio di gestori di media/grande
Favorire le aggregazioni
dimensione e a un livello di investi-
Favorire le aggregazioni tra aziende
rafforzando gli attuali assetti anche menti di 100 euro l’anno per abitan-
prevedendo incentivi economici e/o
le aggregazioni per riperimetrazioni, te, in linea con le migliori esperienze
valutando l’efficienza di affidamenti
per ambiti più ampi, non legati europee. “Con il ‘Patto per l’Acqua’ –
necessariamente a linee di
demarcazione di carattere
amministrativo e più aderenti alle
ha concluso Brandolini − le aziende
esigenze operative che hanno operato e reso possibile la
crescita del comparto in questi anni
si impegnano a fare un passo avan-
4
Sostenere un approccio integrato ti per garantire investimenti ade-
Prevedere, per favorire
guati alle sfide del climate change
l’adattamento delle infrastrutture
agli effetti dei cambiamenti
e chiedono al Governo di accompa-
climatici, un allargamento del
perimetro di attività dei gestori che
gnare questo percorso, fondamenta-
ricomprenda il campo delle
infrastrutture per il riuso, la gestione
le affinché anche i territori senza ge-
sostenibile delle acque meteoriche, il
recupero energetico e di materia, il store integrato possano crescere”.
drenaggio urbano e il governo di
infrastrutture di livello distrettuale
quali invasi ad uso plurimo e
interconnessioni sovraregionali Utilitalia
stampa@[Link]
[Link]

312 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Se sulla carta
hai qualcosa da
raccontare, la Paper Week
è il momento e il “posto”
giusto per farlo,
insieme a noi.

4a Edizione

Comieco – in collaborazione con la Federazione Carta e Grafica e Unirima


e con il patrocinio di ANCI e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Utilitalia –
dall’8 al 14 aprile 2024, promuove la 4° edizione della Paper Week:
una settimana di formazione, informazione e confronto per
affrontare da più punti di vista il grande tema della qualità della raccolta differenziata
di carta e cartone e presentare agli Italiani tutto il valore della filiera del riciclo.

HAI UNA STORIA DA RACCONTARE?


La Paper week è l’occasione per mettere le tue carte in tavola.
Nella passata edizione sono state oltre 80 le iniziative collaterali che sono entrate a far parte del
palinsesto! Stiamo lavorando all’agenda e se hai un’attività in linea con la Paper Week,
ti invitiamo a candidarla utilizzando l’apposito modulo che trovi su [Link].
Hai tempo fino al 9 marzo 2024.
Informazioni dalle Aziende Impianto fotovoltaico
di autoproduzione ibrido

È operativo il nuovo impianto foto-


voltaico targato Grastim JV, spe-
cializzata nel settore della decarbo-
nizzazione di complessi industriali,
situato nello stabilimento di Kohler
Engines a Reggio Emilia. L’inaugu-
razione della centrale fotovoltaica
rappresenta la prima materializza-
zione di un ambizioso progetto ibri-
do e di autoproduzione nato dall’ac-
cordo siglato tra Grastim e Kohler
Engines.
Il progetto prevede l’integrazione di
un impianto fotovoltaico da 860,2
kW, installato sulla superficie di co-
pertura dell’edificio SMUT (Bloc-
co A), con una produzione attesa di
1148 MWh. Composto da 1870 pan-
nelli da 460 W ciascuno, l’impianto
è parte di un accordo più ampio che Figura 1. Pannelli solari per l’impianto targato Grastim per lo stabilimento di
include anche una centrale di trige- Kohler Engines a Reggio Emilia.
nerazione da 2 MW, attualmente in
fase autorizzativa.
L’unione di questi due impianti avrà
notevoli riflessi ambientali ed eco-
nomici, prevedendo una significati-
va riduzione delle emissioni di CO2
fino a 1300 tonnellate all’anno, pari
al 19,5% delle emissioni energetiche
complessive del sito. Inoltre, si stima
un risparmio dei costi energetici fino
al 15%.

La centrale ibrida è predisposta per il


futuro: la possibilità di estendere il fo-
tovoltaico su aree di parcheggio e altri
edifici fino a ulteriori 2 MW è già con-
templata, mentre il modulo di cogene-
razione sarà “hydrogen ready”, in gra-
do di essere alimentato da idrogeno
fino al 20% nel fuel mix. L’idrogeno
verde, prodotto in sito mediante elet-
trolisi in caso di eccesso di produzione
fotovoltaica, potrà essere reinserito nel
Figura 2. Pannelli solari per l’impianto targato Grastim per lo stabilimento di
trigeneratore.
Kohler Engines a Reggio Emilia.
Grastim si impegna a sviluppare e inte-
grare soluzioni tecnologiche all’avan-
guardia per multinazionali industria- ra della CO2, il biometano e il “waste to Grastim JV
li impegnate nella decarbonizzazione power”. Kohler Engines
delle proprie attività produttive. Entra- Con questa operazione, Kohler Engi- [Link].
ta sul mercato come un player globale nes rafforza la sua strategia di focaliz- [Link].
nel campo della cogenerazione, Gra- zarsi sempre di più sulla sostenibilità, [Link].
stim prosegue il suo impegno non so- investendo in diverse soluzioni tec-
lo nel solare e nell’idrogeno, ma anche nologiche avanzate sulla strada della
in soluzioni innovative come la cattu- transizione energetica.

314 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


TRATTAMENTO DEI REFLUI INDUSTRIALI

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ECO-TECHNO SRL: VIA DEL LAVORO, 42 - 20874 BUSNAGO MB sales@[Link]


Tel. +39 039 6095 - 958 [Link]
Informazioni dalle Aziende HydraToZero, innovativo
progetto di tubature
sostenibili

C PC INOX, in collaborazione con


Team Stainless, ha presentato al-
la fiera Accadueo di Bologna un si-
stema composto da tubi e raccordi
completamente in acciaio inossida-
bile AISI 316L, caratterizzato da una
lavorazione unica che conferisce al
materiale delle corrugazioni in gra-
do di rendere il condotto flessibile e
curvabile, per adattarsi ad eventuali
asperità e tortuosità della zona di po-
sa e per permettere di assorbire mo-
vimenti tellurici di qualsiasi genere
una volta in opera.
Questa particolare conformazione dei
tubi in acciaio inossidabile consen-
te di azzerare quasi interamente lo
spreco idrico di strutture pubbliche
e private, permettendo di risparmia-
re non solo in termini economici ma
anche ambientali. L’acciaio inox AISI
316L scelto da CPC Inox si configura
come il materiale ideale per le tuba-
ture di nuova generazione anche per
le sue altre numerose qualità: è fles-
sibile, resistente, igienico, facilmente
riparabile, completamente riciclabi-
le e altamente durevole, con una vita Figura 3. Tubi e raccordi completamente in acciaio inossidabile AISI 316L con
corrugazioni in grado di rendere il condotto flessibile e curvabile
utile centenaria e un tasso di rottura
trascurabile.
L’ispirazione di HydraToZero provie- lia supera il 40% (fonte ISTAT), un da- La tecnologia HydraToZero è già sta-
ne dai sistemi di tubature adottati con to altamente migliorabile anche alla ta sperimentata con successo con 12
successo in Giappone, Taiwan e Co- luce dell’operato di altre nazioni euro- prove di posa in Lombardia, Toscana,
rea del Sud. Agli inizi del 1980, Tokyo pee come Danimarca e Olanda, dove Marche. CPC Inox ha inoltre già ot-
è stata una delle prime città ad adot- le perdite sono inferiori al 10% e che tenuto tramite gara d’appalto la co-
tare sistematicamente un complesso dimostrano come il risparmio idrico pertura di 460 allacci Inox da parte di
idrico in acciaio inox, raggiungendo sia possibile attraverso investimenti e Vivaservizi, società che gestisce la rete
il totale rinnovo in circa vent’anni. Le innovazione. L’anzianità delle reti di idrica della provincia di Ancona.
perdite sono scese dal 15% al 3% cir- distribuzione idrica italiana è il fattore Grazie al progetto HydraToZero, CPC
ca, una percentuale ulteriormente determinante dello spreco idrico e del- Inox ha vinto, fra le aziende finali-
migliorabile a fronte di alcune prese le frequenti rotture, in considerazione ste candidate, il premio Materials del
di utenza difficilmente sostituibili in del fatto che il 60% dei sistemi di tuba- premio BFWE Innovation Award, rico-
proprietà private, e le rotture del siste- ture ha più di 60 anni e un ulteriore noscimento nato dalla joint venture
ma idrico sono drasticamente crollate: 25% ne ha oltre 70. fra BolognaFiere e Mirumir destinato
in presenza di oltre 2 milioni di prese All’anzianità della rete idrica italiana alle innovazioni di prodotto, processo
d’utenza, si è passati da 90.000 rotture si aggiunge un tasso di rinnovo me- e servizio sviluppate da aziende che
all’anno ad appena 9000. dio praticamente nullo, pari allo 0,5%, operano nel mondo scientifico e delle
La scommessa virtuosa proposta da implicando un arco di rinnovo com- utilities.
questi paesi orientali, dove questo tipo pleto di oltre 200 anni. A perdite alte
di tubature in acciaio corrugato è re- e un rinnovamento esiguo la soluzio- CPC INOX
golarmente in produzione, è diventata ne può essere quella radicale di un si- [Link]
un progetto a tutto tondo sul quale in- stema innovativo e comprovatamente
vestire anche per CPC Inox. Le media efficace come quello in acciaio inossi-
nazionale delle perdite d’acqua in Ita- dabile.

316 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


Informazioni dalle Aziende
Figura 4. L’Atlante Arena a City Life.

Atlante inaugura la sua maggiore semplicità di utilizzo e tra- gettato da Novembre Studio con gran-
nuova stazione di ricarica sparenza dei prezzi. de attenzione ai temi dell’efficienza e
rapida a CityLife La stazione di ricarica si inserisce in sostenibilità. L’energia solare prodot-
un più ampio progetto di collaborazio- ta dall’impianto fotovoltaico alimen-

A tlante, la società del Gruppo


NHOA ([Link], già Engie EPS)
dedicata alla rete di ricarica rapida e
ne con CityLife. Atlante si occuperà in-
fatti della realizzazione di un impian-
to fotovoltaico che ricoprirà il nuovo
terà l’Atlante Arena con energia a zero
emissioni e a chilometro zero e sarà il
primo passo verso la creazione all’in-
ultra-rapida per veicoli elettrici, dal centro per il padel di CityLife, l’Atlante terno di CityLife di una vera e propria
2023 mette a disposizione degli oltre Arena, il modernissimo edificio pro- “comunità energetica”, integrata con
10 milioni di persone che ogni anno
visitano quest’area, la prima stazione
di ricarica rapida per veicoli elettrici
aperta 24 ore su 24 di CityLife.
La stazione è dotata di 4 punti di ri-
carica rapida e si prevede un succes-
sivo allargamento fino a 12 nuovi
punti di ricarica rapida e ultra-rapi-
da, non appena ottenute le autoriz-
zazioni amministrative necessarie.
La stazione di ricarica sarà anche
co-brandizzata con BMW e MINI e
immediatamente localizzabile, sia
tramite le principali applicazioni
di servizi per la mobilità elettrica,
che con le app dedicate ai clienti del
BMW Group, con cui è possibile ac-
cedere alla tariffa flat Active. Il pa-
gamento è facilissimo poiché, grazie
anche alla partnership con Master-
card, sarà possibile ricaricare il pro-
prio veicolo pagando anche tramite Figura 5. Da sinistra: Stefano Terranova, CEO di Atlante; Gabriele Tuccillo, CEO di
POS direttamente con carta di debi- Atlante Italia; Giorgio Lazzaro, Direttore Commerciale City Life; Roberto Russo, AD di
to, credito o prepagata, offrendo così SmartCityLife.

Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023 317


Informazioni dalle Aziende sistemi di accumulo, volta a decarbo- Trasformare i rifiuti in risorsa – Innovare, Collaborare, So-
nizzare l’intero complesso, includendo in risorsa – Innovare, stenere”, sarà ancora una volta allesti-
anche le stazioni di ricarica e le utenze Collaborare, Sostenere to alla Fiera di Bergamo, in uno spazio
adiacenti all’Arena. espositivo e congressuale di oltre 4000
Il progetto di CityLife nasce nel 2004
e rappresenta una delle aree di in-
tervento urbanistico più importan-
W aste Management Europe (a Ber-
gamo dal 9 all’11 aprile 2024) è
un evento di riferimento nel panorama
mq dove l’intera filiera dell’industria
della gestione dei rifiuti e del riciclo dei
materiali sarà ben rappresentata.
ti d’Europa, ai vertici mondiali per fieristico legato al tema dell’Economia La conferenza internazionale si svolge
l’alta vivibilità e la qualità architet- Circolare che mette insieme decisori po- nell’arco di tre giorni e offre completa
tonica e ambientale. CityLife è un’a- litici, organizzazioni globali e soluzioni copertura con relatori esperti, contri-
rea di oltre 360 mila metri quadri, innovative per affrontare le sfide della buti e interventi su vari temi, tra cui il
di cui 178 mila di parco pubblico, gestione dei rifiuti e guidare l’attuazio- miglioramento della sostenibilità am-
che include residenze e spazi com- ne delle varie attività in tale ambito. bientale, affrontare il cambiamento
merciali, oltre alle tre torri uffi- La prima edizione nel 2022 ha crea- climatico, i benefici economici legati
ci progettate da Zaha Hadid, Arata to un luogo di incontro annuale di va- all’economia circolare, l’approfondi-
Isozaki e Daniel Libeskind, ormai lore per l’Europa. La seconda edizio- mento di leggi e regolamenti.
landmark riconoscibile per lo skyli- ne nel 2023 ha ospitato molti nomi di Ampio spazio verrà dedicato alle nume-
ne milanese. spicco che hanno condiviso soluzioni rose presentazioni di tipo tecnico – scien-
La stazione di ricarica, accessibile per ridurre la quantità di rifiuti, au- tifico nel “Teatro” allestito all’interno del
anche alle persone a ridotta mobili- mentare la percentuale di riciclo e re- padiglione espositivo, grazie al contribu-
tà, sarà a disposizione 24ore su 24 e alizzare una vera economia circolare, to di espositori innovativi e di importanti
7 giorni su 7, fruibile da tutti i veicoli tra cui Amazon, IKEA, Deloitte, ENI, Università ed Enti di ricerca.
elettrici e compatibile con ogni stan- IBM per citarne alcune, oltre a rap-
dard di ricarica e provider di servizi presentanti delle istituzioni locali e
WME Waste Management
per la mobilità elettrica. internazionali. WME 2024 collegherà Europe
migliaia di professionisti uniti dal co- [Link]@[Link]
Atlante mune sforzo di garantire un pianeta
[Link] adatto alle generazioni future.
L’evento, incentrato per questa terza
edizione sul tema “Trasformare i rifiuti

Trasformare i rifiuti in Risorsa


Innovare, Collaborare,
Sostenere.

9 - 11 Aprile 2024
Bergamo, Italia

Scopri un mondo di opportunità


a WME 2024

[Link]

Organized by

318 Ingegneria dell’Ambiente Vol. 10 n. 4/2023


INDEX
Editorial
Mitigating land consumption through remediation and recovery of brownfields –
challenges and opportunities
VOL. 10 Carlo Collivignarelli, Maurizio Tira, Mentore Vaccari

NUM. 4
2023 Articles
The environmental and economic sustainability of sewage sludge treatment:
evidence from the literature
Stefano Puricelli, Andrea Franzoni, Marco Traversi, Mariasole Bannò, Roberto Canziani,
Mario Grosso, Lucia Rigamonti

Evaluation of a professional cleaning service in a civil context: microbiological


and environmental comparative analysis between traditional and “green” methods
Rosatelli Asia, Bruno Erika, Vogli Luciano, Bandera Beatrice, Buffone Cesare, Franzetti Andrea

Review and analysis of the variables influencing ammonia emissions from


livestock
Anna Gilia Collalto, Alessandro Marongiu, Elisabetta Angelino

Technical-scientific communications
The future of water and the new European Directive: innovative technologies and
energy saving
Domiziano Ivan Basilico, Elisabetta Vacchelli

Circular economy and local sustainability: opportunities and limits for italian
small medium enterprises
Chiara Fabris, Anna Mazzi

Summary of the seminar in sanitary-environmental engineering “experiences of


circular economy applied to waste treatment”
Carlo Collivignarelli, Giorgio Bertanza, Sabrina Sorlini, Mentore Vaccari, Alessandro Abbà,
Immagine Claudio De Rose
in copertina
di Shad0wfall
da Pixabay
ISSN e e-ISSN 2420-8256

Ingegneria dell’Ambiente per il 2023 è sostenuta da:

®
Veolia Water Technologies Italia S.p.A.
GEOSURVEYS
GEOPHYSICAL SURVEYS - STRUCTURAL TESTING - MONITORING

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