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PINDARO OLIMPICA I Ottima l'acqua, l'oro come fuoco acceso nella notte sfolgora sull'esaltante ricchezza:

Lacqua una cosa bellissima, come loro, che fa luce anche di notte, simile ad un fuoco acceso.

se i prem aneli a cantare, o mio cuore, astro splendente di giorno non cercare pi caldo del sole nel vuoto cielo n gara pi alta d'Olimpia celebriamo,

Se tu, o cuore, vuoi cantare le vittorie sportive (i premi), io dico che, cos come non si pu trovare una stella pi calda del sole, allo stesso modo non si pu trovare una gara pi nobile di quella di Olimpia.

onde l'inno glorioso incorona con pensieri di poeti: che gridino il figlio di Krnos, giunti alla ricca beata dimora di Hiron!

Quindi, ora puoi far indossare allatleta una corona fatta di poesia (l'epinicio), i cui versi parlino del figlio di Kronos (Zeus), e arrivino fino alla dimora di Ierone (cio raccontino degli antenati del vincitore).

Regale impugna uno scettro nella Sicilia ricca di frutti mietendo il sommo di ogni virt, e gioisce del fiore migliore della poesia canti onde spesso giochiamo adulti intorno alla mensa amica.

Lui (Ierone), potente in Sicilia, raccoglie i risultati di tutte le sue virt, e riceve, felice, celebrazioni da parte di noi poeti, noi uomini validi, quando ci riuniamo intorno al suo tavolo, per recitare i versi con cui ci allietiamo.

Ora togli la dorica cetra dal chiodo, se a te la gloria di Pisa e Phernikos soggiog la mente ai pensieri pi dolci:

Ora il momento di prendere la cetra, perch la vittoria olimpica di Ierone, dovuta al suo cavallo Ferenico, mi ha ispirato pensieri gradevoli:

quando sull'Alpheis balz porgendo senza sprone il corpo alla corsa e allacci il padrone al trionfo, il re siracusano lieto di cavalli.

il cavallo fece un grande salto e and al galoppo, senza bisogno di essere spronato, facendo trionfare il suo padrone, il re di Siracusa, che ama i cavalli.

E gloria gli splende nella maschia colonia del lidio Plops.

Questa vittoria gli porta ammirazione da parte di tutti i greci, qui ad Olimpia fiorente colonia fondata da Pelope, che proveniva dalla Lidia.

Bram l'eroe il possente Gaiochos Poseidn, quando dal bacile che monda Kloth lo tolse bello d'avorio la spalla scintillante.

Di lui s'innamor Posidone quando lo vide uscire dalla vasca dove la dea Cloto (una delle Parche, dee che decidono della nascita, della vita e della morte di ogni uomo), lo aveva lavato, appena nato, con una spalla d'avorio scintillante!

Molte le meraviglie, e certo oltre la verit traviano - voce di uomini - i miti adorni

Certi racconti mitologici sono belli e meravigliosi, ma vanno al di fuori dalla verit - sono frutto della fantasia degli uomini - e sono pieni di bugie.

di cangianti menzogne.

Grazia che crea dolcezze ai mortali infonde valore e dona sovente credito all'incredibile; ma i giorni venturi sono giudici accorti.

Il fascino delle storie mitologiche ingannano noi mortali in maniera dolce e ci fanno credere a ci a cui non si dovrebbe credere. Ma poi (dopo aver riflettuto), si pu giudicare pi lucidamente.

giusto che l'uomo pronunci dei numi il bello; minore la colpa.

Sugli dei si devono sempre dire cose positive: la colpa di parlare di argomenti cos elevati e sacri, in questo modo, diventa minore. O Pelope, figlio di Tantalo, ci che dir adesso di te contrasta con ci che di te dicevano gli antichi poeti

Figlio di Tntalos, dir di te contro gli antichi:

quando al banchetto armonioso in Sipilo amica il padre invit gli di a scambievole cena, ti rap il dio dal tridente splendido, vinto da passione, e su auree cavalle ti trasse all'altissima reggia di Zeus venerato: dove in tempo futuro venne anche Ganymdes per Zeus, allo stesso servigio.

Durante il banchetto in cui tuo padre invit a cena gli dei, per ricambiare il favore accordatogli, Positone, il dio dallo splendido tridente, decise di rapirti, perch preso da passione amorosa. Cos, trasportato da cavalli d'oro, sei arrivato alla reggia di Zeus, la stessa dove poi arriv anche Ganimede, che ebbe la tua stessa sorte: quella di fare il coppiere degli dei (per Zeus).

E come svanisti e pur cercandoti molto nessuno ti rese alla madre, sbito tra i vicini invidiosi qualcuno furtivo afferm che al colmo bollente dell'acqua una lama ti smembr, e con le ultime carni in tavola sbranato ti divorarono. Mai riuscirei a dir schiavo del ventre uno dei beati. Arretro.

Dunque sei scomparso (dalla terra): ti cercarono dappertutto, ma nessuno ti riaccompagn da tua madre. E allora, per invidia, si sparse la voce che qualcuno ti boll e ti fece a pezzi, e le tue carni furono servite in un banchetto! Ma io non oserei mai dire che un dio fu cos preso dal desiderio di cibo che si precipit a mangiarti, non accorgendosi di che cosa stava mangiando! Mi tiro indietro davanti a questa affermazione.

Nessun guadagno tocca ai blasfemi.

Sarebbe blasfemia (=offendere gli Dei), e certamente chi facesse ci non otterrebbe nessun guadagno (anzi...)

E se un uomo mortale i custodi d'Olimpo onorarono, quello fu Tntalos. Poi non seppe smaltire il peso della felicit, e s'attrasse ingordo rovina soverchiante, che sopra gli appese immane roccia suo padre, ed agogna a stornarla dal capo e vaga remoto dalla gioia.

Tantalo, invece, fu onorato dagli Dei (fu ammesso alla loro mensa). Per, successivamente, non riusc a meritarsi questa felicit ma fu avido (come si dice dopo, rub il nettare degli dei per donarlo agli uomini), e si attir da solo la sua rovina: come punizione il padre gli appese un'enorme roccia sul suo capo, e lui cerca continuamente di toglierla, ed sempre infelice.

Insanabile ha questa vita di pena incessante, quarto travaglio con altri tre: poich agli amici coetanei diede furto agli di - un banchetto

Questa punizione non si potr mai eliminare, la sua sofferenza non avr fine, ed inoltre ha altre punizioni: e tutto ci perch condivise con i suoi amici rubandoli agli dei! - il nettare e l'ambrosia che gli dei gli avevano offerto per renderlo immortale. 4

di nettare e ambrosia, con cui imperituro l'avevano reso.

Sbaglia se crede d'eludere il dio, operando, l'uomo.

Chi crede che sia possibile sfuggire a un dio, commette un errore.

Sospinsero il figlio gli di immortali di nuovo alla stirpe caduca degli uomini.

Infatti, gli dei immortali (per punirlo) fecero ritornare suo figlio Pelope tra la strirpe mortale degli uomini.

E quando nel rigoglio del corpo gli copr una nera lanugine il volto, pens a pubbliche nozze, a vincere al padre pisatide la nobile Hippodmeia.

E quando la barba gli copr il volto (=divent adulto), volle sposarsi, e allora dovette sfidare Enomao, il padre di Ippodamia, re di Pisa.

Venuto al bordo del grigio mare, solo nell'ombra chiamava il dio del tridente dal cupo rombo; e quello prossimo ai piedi gli apparve.

Allora va su una spiaggia ed invoca, solo, al buio, Posidone, il dio dal tridente che romba cupo, il quale gli appare, poco distante dai piedi.

Gli disse: Se gli amorosi doni di Kypra sono fonte di gioia per te, o Poseidn, irretisci la bronzea lancia di Oinmaos, e me sul pi rapido carro guida nell'Elide, e accostami alla vittoria.

E gli dice: Se anche tu hai piacere nel gioire dei doni di Afrodite, blocca con la rete la lancia di Enomao, e fai in modo che io possa vincere, facendomi correre rapido sul mio carro l, nellElide.

Perch tredici eroi pretendenti uccise e rimanda le nozze della figlia.

Gi Enomao ha ucciso altri tredici pretendenti, e con questa scusa rimanda il momento delle nozze della figlia.

Il grande rischio respinge un uomo codardo.

I vigliacchi allontanano da s il rischio.

Destinati alla morte, a che nel buio inerti smaltire invano una vecchiaia senza nome, lontani dalla gloria?

(Invece io penso che), visto che dobbiamo morire, prima o poi, non ha senso invecchiare senza gloria, senza un nome conosciuto.

Ora io a questa lotta andr; tu, d amico l'evento.

Quindi io voglio affrontare la lotta. E tu, rendimi favorevole levento

Disse cos - ed a parole efficaci ricorse. Onorandolo il dio gli diede un cocchio d'oro e corsieri instancabili d'ali.

Queste furono le sue parole, e furono efficaci. Il dio volle esaudirlo e gli diede un carro doro, e cavalli alati.

Vinse la forza di Oinmaos e la vergine a nozze; gener sei figli, prncipi ansiosi di gloria.

Cos riusc a sconfiggere la forza di Enomao, e a sposare Ippodamia, da cui ebbe sei figli, tutti desiderosi di gloria.

Ora ad offerte di sangue festive partecipa steso al letto dell'Alpheis. e la tomba meta di molti

Oggi la sua tomba, vicino al fiume Alfeo, meta di visite da parte di molti ammiratori e l vengono celebrati molti sacrifici in suo onore.

all'altare ospitale, e di lontano brilla nelle corse delle Oiimpiadi la gloria di Plops. L sono in lotta prontezza di piedi e tensione orgogliosa di sforzi:

Nelle gare di Olimpia risplende la sua gloria: nelle gare di corsa e di lotta.

per la vita avvenire chi vince ha deliziosa serenit dalle gare. Massimo viene ad ognuno il bene prodotto dal giorno.

Il vincitore riceve una gloria, che lo rende felice per tutto il resto della vita. Il bene che pu ricevere grandissimo.

Ed io incoronare lui con equestre canto con eolica melodia devo, certo che amico ospitale, tra gli uomini d'oggi, insieme pi esperto del bello e regale al potere mai orner con volute famose di inni.

Io, adesso devo incoronare il vincitore con un canto dedicato alle corse dei cavalli, e sono sicuro che non trover mai pi un amico cos gentile, regale e intenditore di poesia come Ierone da poter premiare, in futuro.

Provvido ai tuoi pensieri vigila il dio che t' prossimo, o Hiron. N mai desista; perch io miro a cantarti trovando ancora pi dolce col carro veloce una via alleata di parole, giunto alla luce del Krnion.

Il dio che ti protegge, o Ierone, ti ispira pensieri nobili. Spero che non smetta mai di farlo. Io voglio cantare in tuo onore dei canti ancora pi dolci.

Per me la Musa, per il mio vigore alleva un dardo poderoso. Altezze diverse per l'uomo: culmina l'ultima vetta coi re.

La Musa, la dea della poesia, mi offre unarma infallibile (la poesia). I re hanno il massimo potere che gli uomini possono raggiungere.

Non scrutare pi avanti. Possa tu d'ora innanzi incedere in alto ed io cos ai vincitori accostarmi insigne per maestria tra i Greci dovunque.

Non cercare altri guadagni. Spero che tu possa continuare ad essere in alto, ed io possa essere sempre pronto a dedicare epinici ai vincitori, ed essere famoso in ogni parte della Grecia