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Geostoria

Augusto riorganizzò l'amministrazione di Roma e dell'impero rendendola più efficiente attraverso una burocrazia organizzata e funzionari regolarmente stipendiati. Governò per 43 anni mantenendo l'appoggio del senato e del popolo attraverso la propaganda e distribuzioni di grano. Lasciò come erede Tiberio dando inizio alla dinastia Giulio-Claudia.

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Geostoria

Augusto riorganizzò l'amministrazione di Roma e dell'impero rendendola più efficiente attraverso una burocrazia organizzata e funzionari regolarmente stipendiati. Governò per 43 anni mantenendo l'appoggio del senato e del popolo attraverso la propaganda e distribuzioni di grano. Lasciò come erede Tiberio dando inizio alla dinastia Giulio-Claudia.

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Nel 29 a.C.

Ottaviano fece ritorno a Roma dove governò per 43 anni, finno alla sua morte ne
14d.C., egli riuscì a conservare il potere evitando di inimicarsi il senato e mantenendo l’appoggio
del senato e della plebe. Nel 27 a.C. Ottaviano restituì i poteri straordinari che gli erano stati
attribuiti durante la guerra con Antonio e proclamò la restaurazione della repubblica. Il senato lo
onoro con il titolo di Augustus, che Ottaviano aggiunse al suo nome.
Durante la sua vita pero augusto utilizzò sempre il titolo di princeps senatus.

Il principato augusteo si basava sulla finzione giuridica, infatti augusto non cancello le istituzioni
repubblicane, ma le svuoto di ogni reale significato.
Dal 31 al 23 augusto ricopri ben 8 anni di consolato e successivamente il ruolo di proconsole.
Si fece attribuire:
1. La facoltà di stipulare trattati di pace e di dichiarare guerra
2. La potestà tribunizia, ossia i poteri dei tribuni della plebe
3. La nomina a proconsole e l’imperium per tutte le province dell’impero, ciò garantiva ad
augusto il controllo dell’esercito
4. La facoltà di presentare i propri candidati per le cariche pubbliche
5. Ricevette i poteri dei censori e degli edili: in questo modo controllava le distribuzioni di
grano e i giochi dei gladiatori
6. Ottenne il compito, di amministrare la città di Roma e il controllo delle milizie
Augusto diede al proprio potere una connotazione religiosa, facendosi nominare a capo dei vari
colleghi sacerdoti e ricoprendo la carica di pontefice massimo.

Il successo di augusto si spiega grazie alla sua grande capacità di trovare un equilibrio tra i ceti che
componevano la società romana e di guadagnarsene l’appoggio.
Fece in modo di controllare il senato e di privarlo di ogni reale potere: ad esempio ridusse il loro
numero da 900 a 600, rimuovendo coloro di cui non si fidava. Inoltre, augusto era sempre il primo a
votare, ciò implicava un’influenza nel voto del prossimo.

I cavalieri trovarono nel principato augusteo nuove opportunità di ascesa sociale in quanto, augusto
sceglieva tra di loro molti dei suoi funzionari. I cavalieri, infatti, potevano puntare a posizioni di
potere che assicuravano guadagni elevati.
Augusto seppe anche conquistare il favore della plebe, ovvero la componente più volubile e
pericolosa per la facilità con cui poteva essere manipolata, augusto però li tenne a bada con la
politica del panem et circenses, ossia distribuzioni gratuite di grano e spettacoli tra gladiatori.

Augusto si assicurò l’appoggio dei soldati, garantendo il regolare arrivo della paga. Mantenne
sull’esercito un ferreo controllo. Durante le guerre civili e legioni vennero diminuite da 50 a 28 e le
affido a generali di cui si fidava.
A Roma rimase solo un contingente composto da 9000 soldati di indubbia fedeltà, i pretoriani, che
costituivano la guardia del corpo di augusto ed erano comandati dal prefetto pretorio

Augusto riorganizzo l’amministrazione di Roma e dell’impero rendendolo più efficiente, iniziò a


svilupparsi una burocrazia organizzata e formata da funzionari stipendiati regolarmente.
I compiti amministrativi e fiscali vennero affidati ai procuratori che il principe sceglieva tra i
cavalieri e i suoi liberti. Formò anche una cancelleria imperiale dove arrivavano tutte le
comunicazioni indirizzate ad augusto.
Il compito di amministrare Roma fu affidato ai prefetti e coordinati dal prefetto dell’urbe, al quale
spettava la responsabilità dell’ordine pubblico.
 Al prefetto delle acque, spettava la tutela degli acquedotti che rifornivano d’acqua la città
 Al prefetto dei vigili, spettava il servizio di vigilanza contro gli incendi, che erano molto
frequenti in una città in cui la maggior parte delle abitazioni era costruita in legno.
 Al prefetto dell’annona, spettava il ruolo di assicurarsi di far arrivare alla città i
rifornimenti di grano
Riformò anche l’amministrazione delle provincie he furono suddivise in senatorie e imperiali
Senatorie: antiche e pacificate, furono governate da proconsoli e proprietari scelti dal senato
Imperiali: di più recente acquisizione o disposte lungo i confini quindi con più possibilità di rivolte.

L’Europa centrale del tempo era un territorio non urbanizzato, Augusto procedette alla fondazione
di una nuova città. Fisso i confini dell’impero lungo il corso del Danubio e del reno.
Nel 9 d.C.→ disfatta di Teutoburgo
CLADES VARIANA→aumenta il nazionalismo tedesco
Publio quintilio varo, comandante di tre legioni che vennero intrappolate e massacrate dai Germani
e a cui vengono rubate le insigne.
Dopo questa sconfitta Augusto entrò in depressione, non voleva uscire di casa, si strappava i capelli
e decise di consigliare ai suoi successori di non spingersi oltre
20 a.C.→ accordo con i parti che delimitava le rispettive zone di influenza

Augusto riesce a riconquistare le insigne precedentemente perse nel 53 a.C. da Crasso

Grazie alla propaganda Augusto ottiene il consenso da parte dei romani. Leggittimo il proprio
potere presentandosi come il restauratore della repubblica e garante della pace e anche difensore dei
valori tradizionali:
 Morigeratezza dei costumi
 Rispetto della morale
 Rispetto della religione
 La difesa della famiglia
 L’attaccamento alla terra

LEGGI SUNTUARIE → limitavano l’ostentazione del lusso


Che si fece?
 Venne incoraggiata la natalità
 Venne punito severamente l’adulterio anche maschile
Ci furono pochi effetti pratici
MECENATE →ruolo fondamentale nella repubblica augustea
Fu un ricco e colto cavaliere che fu uno tra i principali consiglieri di augusto
Augusto non era però sempre e solo pronto ad aiutare chi lo aiutava ma anche punire che lo
infastidiva, infatti; uno dei casi più famosi riguarda Ovidio che nel 8d.C. fu inviato in esilio nel mar
Nero (forse per le sue poesie che facevano riferimento all’amore carnale.
Sorte peggiore tocco a Tito Labieno al quale nel 10 d.C. per ordine del senato i suoi scritti vennero
rimossi da tutte le biblioteche e dati alle fiamme
Altri tipi di propaganda: - monete
- statue
- epigrafi
250 immagini che lo ritraggono come un comandante vittorioso
Augusto promosse inoltre svariate opere pubbliche che resero Roma degna del suo ruolo da capitale
- FORO DI AUGUSTO →ampia piazza rettangolare chiusa
- TEATRO DI MARCELLO →inaugurato nel 17 a.C.
- ARA PACIS (altare della pace) →altare in marmo circondato da un imponente recinto
Recinto rettangolare decorato da rilievi
In uno c’è Enea, in un altro Romolo e Remo, in un altro la personificazione della terra e
infine c’è la processione dal quale si distingue augusto vestito da sacerdote e il resto della
sua famiglia

Giulia, figlia naturale di Augusto, madre Scribonia da cui Augusto divorzia il giorno stesso in cui
nasce la figlia per sposare Livia Drusilla che starà con lui fino alla morte.
Giulia essendo donna non può aspirare al trono, il prescelto è Marcello, figlio di Ottavia, la sorella
di augusto. Marcello sposa giulia, ma muore soltanto 2 anni dopo. Giulia allora sposa Marco
Agrippa, amico fraterno del padre dal quale avrà 2 figli, Lucio e Caio ma anche loro muoiono.
Successivamente augusto appoggiato da Livia sceglie come suoi successori Tiberio e Druso (nati da
un precedente matrimonio di Livia), Druso però morì combattendo in Germania e quindi augusto
adotto e indicò come proprio erede Tiberio, al quale però impone di adottare e indicare come suo
successore Germanico, figlio di Druso e quindi nipote di Tiberio. Con l’adozione di Tiberio nasce la
dinastia Giulio-Claudia, dal nome delle due gentes alle quali appartenevano rispettivamente
Augusto e Tiberio.
19 Agosto del 14 d.C. →muore Augusto a Nola (si pensa che sia stato ucciso dalla moglie con
dei fichi avvelenati)

Durante il principato di Tiberio, si scatenarono diverse lotte tra l’imperatore e il senato, che in breve
tempo si trasformarono in assassinii. Il sistema Augusteo si basava su un compromesso: il principe
governava come primus inter pares e rispettava il senato e i senatori.
Con alcuni dei successori di Augusto questo equilibrio entro in crisi dal momento in cui tentarono di
governare come sovrani assoluti. I senatori che si opponevano a questa politica assolutistica
venivano accusati di lesa maestà e venivano condannati a morte.
I senatori reagirono allora con l’organizzazione delle congiure per detronizzare gli imperatori e
sostituirli con membri delle famiglie imperiali.
Nelle lotte di potere un ruolo fondamentale lo svolsero i pretoriani che imponevano i loro candidati
attraverso anche le armi.
Alle congiure organizzate dai senatori si aggiunsero anche le lotte per il potere che si scatenarono
all’interno della famiglia del principe. Tiberio, ad esempio, fece uccidere i figli di Germanico
mentre claudio mando a morire la moglie. Ogni membro della famiglia regnante può sperare di
accedere al potere e quindi costituisce un potenziale pericolo che va eliminato.
Sebbene la mentalità romana non contemplasse la possibilità che una donna fosse nominata
imperatrice, ciò non evitò che figure come messalina e agrippina prendessero parte alle lotte
politiche. Di queste due donne abbiamo una visione parziale e distorta in quanto la loro voce e le
loro azioni ci sono arrivare attraverso gli scritti degli storici romani, le descrivono in modo
denigratorio, come donne prive di scrupoli e dissolute, incapaci di controllare i loro impulsi.
Si trattava di un insieme di accuse stereotipate che venivano utilizzate ogni volta che una donna
rischiava di infrangere il monopolio maschile del potere. La realtà era ben diversa, dove trattarsi di
donne intelligenti, capaci di destreggiarsi negli intrighi del tempo.

Tiberio, regnò dal 14 al 37d.C., Tiberio razionalizzò l’amministrazione dell’impero e aumentò il


numero dei funzionari che facevano parte della burocrazia imperiale.
Il principato di Tiberio fu contrassegnato dall’esplodere delle lotte per il potere. Tiberio era stato
costretto ad adottare Germanico, ma temendo la sua popolarità, Tiberio lo allontanò da Roma e lo
inviò in Siria.
14-16 d.C. →sconfiggendo Arminio aveva riconquistato due delle tre insigne, la terza verrà
recuperata nel 41 d.C. da Aulo Gabino Secondo.
19 d.C. →morì improvvisamente quando era da poco arrivato in Oriente, la responsabilità
Sulla sua morte verrà attribuita a Tiberio, che fu sospettato di averlo fatto
Avvelenare per eliminare un avversario.

Nel 26 d.C. probabilmente per sottrarsi al clima di tensione che gravava sulla capitale, Tiberio
lasciò Roma e si trasferì a capri. Il governo della città fu affidato a Lucio Elio Seiano, il prefetto del
pretorio, che avvio una feroce repressione di tutti gli oppositori. In breve tempo, Seiano concentrò
un enorme potere nelle sue mani, tanto che Tiberio sospettando un possibile complotto nel 31 d.C.
lo fece arrestare e giustiziare.

La stabilità dell’Impero Romano venne messa alla prova nella prima transizione del potere
imperiale. Scoppiarono molteplici rivolte sulle frontiere del Danubio e della Germania, dove
Germanico era stato imperatore
CALIGOLA →figlio di Germanico, pronipote di Tiberio

Piccola caliga →lo vestirono da piccolo soldato

Caligola prese a governare in modo assoluto, secondo il modello orientale. Introdusse a Roma i
culti e le cerimonie egizie pretendendo onori divini per lui e per la sorella, destino cifre assurde per
la costruzione di nuovi edifici, all’organizzazione di spettacoli pubblici e al finanziamento di
spedizioni militari fallimentari.
Caligola provoco una decisa opposizione da parte del senato, successivamente soprattutto alla
strana azione di nominare il suo cavallo senatore come dispetto al senato, facendo capire che era più
importante un cavallo rispetto a loro. Era al potere da soli 4 anni quando,
nel 41 d.C., fu ucciso in una congiura organizzata dai senatori e dai pretoriani. Dopo la sua morte il
senato ne ordino la damnatio memorie, ossia decretò che il suo nome fosse cancellato da ogni
iscrizione o monumento e che le sue statue fossero distrutte, così che di lui non ne rimanesse niente.

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