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Pubblicato da movimentorevolution

POSSIBILE CHE BELLE GRILLO FA “INDAGINE SU TUTTO” E NON SI GUARDA IN “CASA”

Beppe Grillo metti questo Post sul tuo blog.

Quelli dei meetup si sono accorti di una cosa interessante.

Da un Meetup:

È emerso casualmente da una pagina internet relativa al Curriculum di Cristina Rapisarda che è la moglie di Enrico Sassoon socio fondatore della Casaleggio Associati che la suddetta Cristina Rapisarda è “stata coordinatrice del Comitato Agenda 21 per Milano a fianco dell’Assessore all’ambiente Walter Ganapini.” [1] , la cosa acquisisce un senso ambiguo quando si viene a sapere che Ganapini il 21 Luglio scorso ha firmato un protocollo dintesa con lassociazione dei cementieri per incenerire i rifiuti. I cementifici cui si fa riferimento sono lItalcementi di Pontecagnano, Cementir di Maddaloni e Moccia di Caserta. e la Rapisarda insieme al marito Enrico Sassoon sono i fondatori di un agenzia di comunicazione (pubblicità) di nome Global Trends che ha fra i suoi clienti proprio l’Italcementi SPA [2] indagata per favoreggiamento mafioso [3], e quindi:

- Ganapini e la Rapisarda coordinavano Agenda 21

- La Rapisarda insieme al marito Enrico Sassoon -socio fondatore della Casaleggio Associati che gestisce il blog di Grillo e di Di Pietro- hanno fondato nel 1996 una società di comunicazione che sviluppa il marketing di Italcementi SPA

- L’assessore Ganapini ha firmato un protocollo di intesa - fra gli altri - anche con la Italcementi SPA di Pontecagnano per incenerire i rifiuti e percepire i CIP6

- La società che gestisce il blog di Beppe grillo -che è ufficialmente contro gli inceneritori- ha al proprio interno il responsabile del marketing proprio di Italcementi SPA che grazie a Ganapini ora potrà servire come inceneritore.

Urge chiarezza.

Integro questo post con un paio di notizie.

Primo: sul numero di luglio/agosto della Harvard Business Review, rivista il cui direttore responsabile è Sassoon e che è edita dalla Strategiqs Edizioni s.r.l., azienda della quale Sassoon è amministratore delegato, c’è una intera pagina della copertina che ospita una pubblicità commerciale della Italcementi. Quindi la Italcementi non solo si serve dei servizi della Global Trends, pagando, ma caccia fuori altri bei soldini per figurare come inserzionista su una rivista gestita dallo stesso Sassoon. Sono già diversi soldini che Sassoon percepisce da questa azienda in odore di mafia.

Quella inserzione ci svela anche un altro particolare: Italcementi group partecipa all’iniziativa per la Sostenibilità dell’Industria Cementiera in collaborazione con WBCSD (World Business Council for Sustainable Development) di cui è membro. Nel 2002 Italcementi group ha sottoscritto a Parigi l’“AGENDA FOR ACTION”, il primo protocollo che coniuga l’attività delle imprese cementiere con le politiche di Sviluppo Sostenibile. Lo WBCSD credo faccia parte del programma ambientalista che Al Gore sta promuovendo in tutto il mondo. Quanti volenterosi

industriali che hanno raccolto il messaggio ambientalista di Al Gore! A questo indirizzo, dell’Earthcouncil, si può trovare il link al sito del WBCSD:

L’Yarthcouncil è stato fondato tra gli altri da Jimmy Carter, Robert McNamara, e altri funzionari dell’Onu. Il Council si prefigge di raggiungere i “goals as they are framed in the Earth Charter, Agenda 21[vedi sopra la Rapisarda], and the United Nations Millennium Development Goals.”

Secondo: sui presunti legami mafiosi della Italcementi. Del gruppo Italcementi S.p.A fa parte la Calcestruzzi S.p.A.

Da Wikipedia:

Il sequestro della Calcestruzzi SPA

Agli inizi del 2008 il gruppo Italcementi rimane coinvolto in un’inchiesta giudiziaria che ha portato la magistratura di Caltanissetta al sequestro preventivo della controllata Calcestruzzi spa. Nel gennaio 2008 Mario Colombini, amministratore delegato della Calcestruzzi, è stato arrestato per truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni con l’aggravante di avere agevolato l’attività della mafia.[1] A fine febbraio vengono concessi gli arresti domiciliari dal Tribunale del riesame poiché vengono meno l’aggravante di aver favorito la mafia e l’intestazione fittizia di beni (oltre al dissequestro dell’intero capitale sociale dell’azienda).[2] Nell’ambito delle indagini, la Guardia di Finanza ha sequestrato l’ala dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta e una galleria dell’autostrada Palermo-Messina, costruzioni nelle quali si sospetta che Calcestruzzi abbia utilizzato materiale non conforme alle norme tale da minare la stabilità delle due opere.[3]

L’inchiesta ha successivamente portato la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, ad indagare l’amministratore delegato di Italcementi, Carlo Pesenti per concorso in riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, aggravati dall’avere avvantaggiato la

mafia.[4]

http://it.wikipedia.org/wiki/Italcementi

C’è inoltre una Calcestruzzi che viene citata numerose volte nel libro di Imposimato “Corruzione ad Alta Velocità”. E come si può leggere nel sito della Cacestruzzi S.p.A.: Attraverso unorganizzazione rigorosa la società ha contribuito alla realizzazione di importanti opere come le diverse tratte della TAV

Potrebbe trattarsi della stessa società.

Da pag. 63 del libro di Imposimato in poi: Ci sono altri collegamenti delle ditte che stavano lavorando per conto dell’IRI di Prodi nella costruzione della linea ferroviaria dell’Alta Velocità e che portavano a collusioni con la Mafia degli appalti in Sicilia. Una di queste società è la Calcestruzzi spa che fa capo alla holding ravennate di Raul Gardini. Lo Sco [servizio centrale operativo della polizia, n.d.r.] aveva già avuto modo di interessarsi della Calcestruzzi nel 1993 su incarico della Procura di Palermo. Era accaduto che diversi «pentiti» avevano parlato di questa società come di uno dei motori degli appalti dell’isola governati da Cosa Nostra. Già in quella occasione lo Sco aveva ricostruito l’iter storico dei contratti commerciali stipulati dalla Calcestruzzi con personaggi appartenenti alla Mafia siciliana, contratti che sempre secondo lo SCO non hanno seguìto «i princìpi di economicità tipici delle società con fini di lucro».

Ed ecco l’iter della Calcestruzzi SPA: nel 1982 la società ravennate acquista da Antonio Buscemi, rappresentante della famiglia mafiosa «Uditore-Passo di Rignano», personaggio che già compare nel rapporto su Mafia-appalti del 1992, preparato dal colonnello De Donno del ROS di Palermo quote della Cava Occhio SPA, che in seguito si trasformerà in un’altra società per azioni, la Generali Impianti. Due anni dopo sempre la Calcestruzzi acquisisce il 99% delle quote

della Calcestruzzi Palermo, di proprietà dello stesso Antonino Buscemi, di Salvatrice Patti, moglie

di Francesco Bonura considerato da numerosi «pentiti» di Mafia un «uomo valoroso» di Cosa

Nostra e di Aurelio Chiovaro, cognato di Vincenzo Piazza, definito dal «superpentito» Francesco

L’anno seguente – e

Marino Mannoia, persona molto vicina alla stessa famiglia di Buscemi[

siamo nel 1985 la società che fa capo a Gardini e ai Ferruzzi e quindi all’ENIMONT, acquista il complesso immobiliare di Pizzo Sella, una località vicino a Palermo che era appartenuta a Rosa

Greco, sorella di un «pezzo da novanta» della Mafia siciliana, Michele Greco, detto «il papa».

].

Ma gli affari della Calcestruzzi con esponenti di spicco di Cosa nostra non si fermano qui. Nel 1986 entra in società con la Finsavi SRL, altra società del solito Antonio Buscemi che ne condivide la proprietà con Galdolfa Patti, sorella di Salvatrice e quindi cognata di Francesco Bonura e di un capomafia di rango, come Salvatore Buscemi, all’epoca ritenuto il capo-mandamento della famiglia di «Uditore-Passo di Rigano».

Ma non è finita: nel 1988 la Calcestruzzi acquisisce alcuni giacimenti di marmo a Massa Carrara. Sono parte dei beni che l’ENI ha deciso di alienare. Per gestire quelle cave la stessa Calcestruzzi costituisce la società IMEG. Provate ad indovinare chi viene nominato tra i procuratori dell’IMEG? Semplice: Girolamo Cimino, cognato di Antonio Buscemi e Rosario Spera, già

dipendente dello stesso mafioso. [

Della Calcestruzzi e dei suoi affari con Cosa nostra parla

anche un altro pentito di Mafia, Leonardo Messina, perché tra il 1989 e il 1990 la società di Gardini acquista dei terreni utilizzabili come cave nella zona di Caltanissetta e precisamente a

Riesi. E l’attività dubbia e sospetta della Calcestruzzi in Sicilia continua fino al 1995, fino alla data

In sostanza si afferma che nell’Alta Velocità ci

di stesura del rapporto dello SCO all’antimafia.[

sono anche società, come la Calcestruzzi, accusate di essere controllate da Cosa nostra.[ ]

]

]

Anche qui sembra che quella Calcestruzzi sia la stessa azienda:

Quando Calcestruzzi cambia di proprietà il nuovo acquirente eredita con cave e stabilimenti anche le pericolose metastasi proliferate nellazienda con la gestione Ferruzzi-Gardini.

Ancora dal meetup:

Ganapini scrive un’introduzione per un libro della rapisarda :

“Le nuove norme sull’inquinamento idrico”, Milano, Pirola-Sole 24Ore, 1995 (prima edizione) e 1997 (seconda edizione), collana Attualità Ambiente diretta da C. Rapisarda Sassoon (prefazione

di W. Ganapini), pp. 242