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TRIBUNALE DI PALERMO

UFFICIO ISTRUZIONE PROCESSI PENALI


N. 2289/82 R.G.U.I.

ORDINANZA - SENTENZA

emessa nel p%ocedimento penale

CONTRO

ABBATE GIOVANNI

VOLUME

N.

14

706

Pag.2.632 -

CAPITOLO III

ALTRI onICIDI DELLA c.d. GUERRA DI nAFIA

- Pag.2.633 -

1.

Omicidio Di Cristina Giuseppe

(Volumi 151/C

e 151/D)

Il 30 maggio
nella

1978

alle

ci~ca

via Leonardo Da Vinci di Palermo, Giuseppe

Di Cristina veniva raggiunto


di

7,45

a~ma

da

numerosi

colpi

da fuoco esplosigli da sconosciuti e, di

li' a poco, decedeva nell'Ospedale "Villa

Sofia"

ove era stato immediatamente trasportato.


Sul
due

luogo

~ivoltelle

del

delitto venivano

cal.38,

ent~ambe

con i

~invenute
nume~i

di

matricola abrasi mediante punzonatura.


Dall'esame

due

delle

"Smith & Wesson special" con


ed

una

"Colt"

arguire

come

Cristina
fuoco

del

che

rivoltelle,
due

colpi

una

esplosi

con sei colpi esplosi, si poteva


la

prima

aveva

killel:,

appal:tenesse

tentato
al

di

quale

al

rispondel:e
apparteneva

Di
al
la

seconda.
L'autovettura
rinvenuta

lo

stesso

usata
giol:no

dai
in

killer
via

veniva
Ignazio

La

Silvestri.
sangue

sul

Pag.2.634 -

stessa

sedile

macchie

presentava

anteriore

lato guida, segno

evidente della reazione tentata dal Di


a

seguito

della

quale

il

di

killer

Cristina,
era rimasto

ferito.
Sul Di Cristina venivano
ad

personali,

effetti

rinvenuti,
assegno

un

oltre
di

c/c

n.0883868 della CRAM - agenzia di Boccadifalco


per

un

importo

Inzerillo

di

Salvatore

lit.5.000.000
e

tratto

sul

firma
c/c

di

dello

stesso, n.12040/0.
Oltre

tale

assegno, venivano rinvenuti

due vaglia cambiari emessi dal Banco di Napoli


agenzia

n.24

"Esposito

in

Ciro"

data 22.5.78, all'ordine di


con

nn.740172329/E

740172340/E per lit.10.000.000 ciascuno.


Si

accertava che il Di Cristina era giunto

a Palermo il

precedente

giorno

29,

dopo

aver

lasciato Riesi verso le ore 6,30 circa.


La

moglie

Antonina, ed il
pero',

della
fratello,

vittima,
Di

Di

Cristina

Legami
Angelo,

non erano in grado di riferire con chi il

Di Cristina fosse venuto in questo Centro


quale specifica ragione.

per

- Pag.2.635 -

La

donna,

in particolare, riferiva che il

marito,

partendo,

sarebbe

tornato

aveva

le
in

assicurato

giornata anche perche' quel

pomeriggio doveva assistere alla cresima


sua

che

di

Alle ore 21, comunque, il marito le

nipote.

aveva telefonato annunciandole che sarebbe


di

una

ritorno

solo

nella

mattinata

stato

del seguente

giorno.
Di

Cristina

riferiva

di

Angelo,

dal

aver appreso dal fratello della sua

venuta a Palermo alle ore 22


offerto

essendosi

suo,

canto

del

giorno

28

accompagnarlo,

di

e.

aveva

ricevuto un netto rifiuto.


Il Di Cristina. come
delle

prime

nessun

indagini,

albergo

di

accertato

non

Palermo

nel

corso

aveva pernottato in
e,

quindi,

doveva

essere stato ospite di amici.


Veniva

cercato Inzerillo Salvatore perche'

spiegasse

la

rinvenuto

sul Di Cristina , ma questi non veniva

trovato

causale

nella

moglie

propria

Spatola

dell'assegno

abitazione,

Filippa

maggio,

non

era

dato notizie di se'.

piu'

ment:re

riferiva

congiunto, uscito di casa verso le ore


30

di

che
8.30

c/c

la
il
del

rientrato, ne' aveva

- Pag.2.636 -

La Squadra Mobile faceva rilevare


abitazione

fosse

dell'Inze~illo

come

la

ubicata in via

Castellana, poco distante dalla via

Leonardo

da

Vinci, luogo dell'agguato al Di Cristina.


Si
f~atelli

accertava,

inoltre,

dell'Inzerillo,

che

Pietro

anche
e

Santo,

due
si

erano resi irreperibili.


Appreso

da

fonte

confidenziale che il Di

Cristina. nel pomeriggio del


si

giorno

29

maggio,

era recato in un deposito di oli combustibili


si

gestito da Montalto Salvatore.

provvedeva

sentire lo stesso.
Il

Montalto

riferiva che. effettivamente,

il Di Cristina, quel giorno.


era

venuto

avendo
Salvatore,

verso

le

ore

18,

nel suo esercizio commerciale e qui,

casualmente
aveva

di un autocarro
lit.25.000.000,

incontrato

Inzerillo

con questi concluso la vendita


per

il

prezzo

ricevendo

assegno di lit.5.000.000.

complessivo

dallo

stesso

di
un

Pag.2.637 -

Precisava il Montalto di
conosciuto

il

casualmente

Di Cristina circa nove anni prima

e, sempre casualmente, di
dallo

aver

aver

ricevuto

visite

stesso nel suo deposito; precisava pure di

non aver visto con quale tipo di autovettura


quel

venuto

giorno,

ne'

chi

di

Napoli,

lo

era
aveva

accompagnato.
La

Squadra

Mobile

intanto,

aveva

accertato che i

due vaglia cambiari emessi

dalla

agenzia

del

rinvenuti
gruppo

n.24

sulla

vittima,

31

di

Banco

contestualmente

facevano

analoghi

favore

Napoli,

di

parte di un

titoli
di

un

emessi
sedicente

"Esposito Ciro" e richiesti da La Pietra


il

quale

Gaetano

aveva versato la somma di 310 milioni,

ottenendo 31 titoli eon i numeri

da

E/740172312

a E/7 1+0172342.
Veniva

effettuata

una

perquisizione

domiciliare nella abitazione del La Pietra


accertava
aveva
importi

che

lo

richiesto
e

sempre

stesso,
vaglia

gia'

cambiari

si

in precedenza,
per

notevoli

presso la stessa Agenzia n.24

del Banco di Napoli: di tali operazioni si


oltre.

dira'

- Pag.2.638 -

Con

successivo

la

1978 (Vol.151/C/1 f.55),


Palermo

spontaneamente
per

che

~ife~iva

Cristina.
stessa

il

suo

L'Inze~illo,

Montalto, anche se si
C~istina

non

aveva

ottobre

Mobile

giugno

si

di
era

Salvatore

Inze~illo

il

Di

ovviamente, aveva dato

la

dei

ve~sione

27

Squad~a

il

p~esentato

giustifica~e

del

~appo~to

fatti

e~a

con

incont~o

gia'

acce~tato

resa

come

dal

il

Di

mai avuto la disponibilita'

di camions e, quindi, non aveva

potuto

venderne

alcuno al primo.

che,

Con

tale

nel

corso

abitazione
alcune

~appo~to

di

della

una

telefoniche

numeri

telefono

di

l'esattore

di

rife~iva,

inolt~e,

pe~quisizione

vittima,

annotazioni

si

e~ano

state

relative

ad

nella

~invenute

utenze

che, tra queste, vi erano tutti i

Salemi

di

Salvo

Antonino

compreso

"riservato" di via Ariosto 12 di Palermo,


di Salemi e quelli dei vari uffici.

quello
quello

- Pag.2.639 -

Salvo,

Il

sentito

rapporti con il Di
questi

in

Cristina,

merito

ai

riferiva

che

avendolo conosciuto circa due anni pz:ima


il

di

lui

con

rapporti,

cordiali

intercoz:revano

suoi

tz:amite

iz:atello Di Cz:istina Antonio, allora

segretario della sezione D.C. di Riesi, e che


stesso
nei

si

suoi

era
uffici

trasferimenti
esattorie

reato

di

lo

a tz:ovarlo qualche volta


Palermo

chiedergli

promozioni per dipendenti delle

pez:

interveniz:e

favore

di

contz:ibuenti moz:osi del suo Comune.


Le

acquisizioni

probatorie

piu'

importanti, comunque, dovevano

rivelarsi

quelle

relative

richiesti

da

La

tra

il

ai

vaglia

cambiari

Pietra Gaetano.
Si accertava, infatti, che costui,
marzo

1977 ed il novembre 1978, aveva richiesto,

a favore
estranee

di

persone
ignare,

ed

(circa

2.700.000.000
versamento
i.177))'

inesistenti

di

denaro

vaglia
tre

del

cambiari

miliardi) ,
contante

tutto
per
previo

(Vo1.151/C/1

Pag.2.640 -

L'esame dei nominativi dei


vaglia

detti

economia, non
specifico

(che,

per

vengono

negoziatori

evidenti

indicati

di

ragioni

come

di

numero

importo) fornisce un evidente spaccato

delle connessioni mafiose e

della

"compattezza"

delle

famiglie mafiose a quell'epoca,

unite

negli

e,

affari

saldamente

principalmente,

nel

traffico di stupefacenti.
I

riferimenti

specifici

a singoli vaglia

cambiari, comunque, possono essere rinvenuti


rapporti

del

7.5.79

(Vol.151/C/1

nei

f.171) e del

6.11.78 (Vo1.151/C/1 f.134.


Questi, comunque, alcuni dei negoziatori:
Medl:i

Giovan

Battista

di

Milano,

sospettato di traffico di stupefacenti;


Haiun Menasi, cittadino libico, titolare
a Milano di una agenzia Import -

Export;

- Ponzi Paolo, commerciante in preziosi

di

Torino;
Mal:celli Marcello, domo
legale Carne lutti di Roma;

presso lo studio

Indelicato
catanese

Antonia,

coniugata

Giuseppe, noto

Calde~one

stupefacenti su scala
Di

Pag.2.6~1

t~afficante

dal

amico

inte~nazionale,

Cristina e ucciso 1'8.9.1978; il

stato indicato

Buscetta

col

come

del

Calde~one

"capo

di

e'

della

famiglia" di Catania.
Calde~one

Antonino, fratello di Giuseppe

e con questi implicato negli stessi

t~affici;

- D'Angelo Giuseppe di Angelo,


di

quatt~o

vaglia

Inze;illo Pietro,
Santa

Fede~ico

Maria

Angelo, con
dopo

cambiari

f~atello

di

giratigli

famiglia

di Gesu', scomparso con il


Te~esi

l'omicidio

famiglia: di tale

Girolamo e Di
di

Bontate

plu~imo

da

Salvato~e;

della

Salvato~e,

negoziatore

F~anco

Stefano,

omicidio

si

di

f~atello

Giuseppe
lo~o

capo

t~attera'

in altra parte dell'ordinanza;


Gagliardi Francesco, nome fittizio usato
dal negoziatore di tre dei

vaglia

cambiari

con

l'ausilio di una carta d'identita' falsificata;

- Pag.2.642 -

Fa1detta
imputato

nel

p~esente

di

negoziato~e

di

l'impo~to

Luigi,

un

p~imo

edile,

imp~endito~e

penale,

p~ocedimento

di 26 vaglia per

g~uppo

265.000.000

nonche'

di

altri

numerosi vaglia dello stesso stock;


Francesco,

Coniglia~o

Palermo,

di

pregiudicato per assegni a vuoto;


- Milano Nunzio di Nicolo', della
Porta

di

Nuova

capeggiata

da

famiglia

Pippo

Calo',

imputato nel presente procedimento penale;


Sampino
Spada~o

Paolo.

cognato

Salvato~e,

titola~e

di

Tommasoj
Macaluso

"COALMA" di
del

Francesco

cui

gruppo

Maca1uso

legato

Pale~mo,

si

della ditta
Tommaso,

Spada~o

e' detto in

~isultava negoziato~e

a1t~a

di ZZ

pa~te;

vaglia

il
per

complessivi 220 milioni;


Mondello Giovanni di
in

fatti

Cassa

di

di

contrabbando.

Rispa~mio

Gi~olamo,

nella

coinvolto

rapina

e nell'omicidio della

alla

gua~dia

giurata Sgroi;
-

Vi~zi'

gi~atogli

da

Nicolo', negoziatore di un
So~bi

contrabbandie~e So~bi

Lo~eto;

nipote

vaglia
del

Domenico,

Arcudi
negoziatore

di

vaglia

oculista,

medico
per

complessive lire

35.000.000, vaglia, probabilmente,

consegnatigli

da Bontate Giovanni;
Cambria

Giuseppe,

fratello

di Cambria

Francesco, indiziato mafioso;


- Mondino Girolamo,

Iratello

di

Michele,

collegato con Bontate Giovanni;


Scarpaci
di

vendita

collegato

Pietro,

titolare di magazzini

all'ingrosso

con

Tommaso

abbigliamento

di

Spadaro,

negoziatore di

titoli per complessivi 50 milioni;


- Cillari
Antonino

Gaspare,

padre

Gioacchino,

dei

imputati

nel

procedimento penale e concordemente


altri

coimputati

come

trafficanti di droga in

due

tra

seno

piu'

noti

presente

indicati
i

da

piu' attivi

all'organizzazione

mafiosa.
Si
stock

di

Palermo,

poteva,
vaglia
ben

quindi,
per

rilevare come, su uno

675.000.000

605.000.000

negoziati

erano stati negoziati

dal Faldetta, dall'Arcudi, dallo Scarpaci


Macaluso.

dal

- Pag.2.644 -

Non

e'

di tutti i
titoli,

il

caso di riportare i nominativi

personaggi

che
dal

richiesti

localita' del Paese, ma


che

vaglia

La
solo

valuta

in

altre

sottolineare

oltre

al

"rivolo"

avevano

preso

direzioni, quali quella dei

contrabbandieri napoletani,
organizzato

vale

palermitana,

significative

negoziato

Pietra,

cambiari,

affluito alla mafia


altre

avevano

quella

del

crimine

romano e quella degli esportatori di

verso

banche

svizzere

o,

comunque,

deve

ritenere,

estere.
Di

somma

importanza

si

comunque, la enorme mole di


Balducci

Domenico

notissimi

personaggi

del

romano,

implicati

in

titoli

confluita

Diotallevi
crimine
molte

ed

Ernesto,
organizzato
inquietanti

vicende di questi ultimi anni.


Sul Balducci e sul Diotallevi vale la
riassumere
P.M. di

quanto

Roma

dr.

pena

riportato in requisitoria dal


Sica

nel

proc.

l'omicidio dello stesso Balducci.

Penale

per

- Pag.2.645 -

"Balducci

collegato

~isultato

italo -

finanzie~e

nonche'

con

ucciso in Roma - e'

Domenico
con

il

svizze~o

con

il

Ravello Ley,

Flo~ent

Pazienza

F~ancesco

Calo'

con

Flavio

Cazboni.
Lo

stesso

villa ed una
appena

ba~ca

uscito

off~iva

pe~

ospedale

inte~veniva

dal

al

pe~

finanzieze

ca~cere

facilita~e

p~ocuza~e

Roberto

di Lodi, come

il

una

Calvi
pu~e

trasfe~imento

si
in

in una clinica del detenuto Generale

Raffaele Giudice.

Si

intrometteva

liberta'

dello

stesso

per

far

ottenere

la

Calvi e per sistemare le

pendenze giudiziarie della coppia Ponti -

Lo~en,

nonche' di Vittorio Emanuele di Savoia.


Il

Balducci

si

se~viva

spesso degli aerei

della Soc. CAI, societa' di copertura

del

Sismi

(Servizio informazioni militari).


Legatissimo

al

Balducci,

per

amicizia e

affari, si rivelava Danilo Abbruciati, ucciso


Milano

in

alla vita di
Banco

in

un conflitto a fuoco mentre attentava


Robe~to

Amb~osiano.

Rosone, vice presidente

del

Pag.2.646 -

:1
1
'J

L'Abbruciati

e:z:a

un

pe:z:sonaggio di p:z:imo

piano del c:z:imine o:z:ganizzato :z:omano,


t:z:affico

di

e:z:oina

di

uomini

al

cocaina, inse:z:ito in una

c:z:iminale

oz:ganizzazione
centinaio

dedito

composta

t:z:a

un

da

quali

Giuseppucci

F:z:anco, anch'egli assassinato.

;~

,~

i
i
,

Il g:z:uppo Abbruciati
risultava

collegato

Fioravanti),

come

deposito di

armi

(Cavallini,

pure
e

agli

anche

"nera"

dell'eve:z:sione

Giuseppucci,

risultava

munizioni

poi,

ambienti
Alib:z:andi,

collegato al

custodite

negli

scantinati del Ministez:o della Sanita' di Roma.


Ernesto
di

fiducia

inca:z:icato
delle

Diotallevi
e

"cassie:re"

dell'investimento

ingenti

somme

illecite attivita'
Tra

:z:isultava
dello
e

essere uomo
Abbruciati,

del :z:iciclaggio

p:z:ovenienti

da

va:z:ie

del gz:uppo.

i l Balducci, il Diotallevi ed il Calo'

vi erano :z:appo:z:ti di amicizia e di affa:z:i, pe:z:


quali
Luigi,

il

terzo

si

attrave:z:so

nell'edilizia

ingenti

serviva
il
somme

t:z:affico di stupefacenti."

anche
quale

di Faldetta
investiva

procuratesi con i l

'l'

{'

Pag.2.647 -

Questi, dunque, erano


malavita

(e,

romana

personaggi

aggiungere,

deve

si

internazionale) ai quali erano

della

pervenuti

alcuni

dei titoli richiesti dal La Pietra.


Dal

Balducci, poi, alcuni titoli passavano

- senza firma di girata

Mattia

di

Guglielmi

Ugo,

Costantini Sergio e
concordemente,

Mastracca

Costantini

riferivano

di

Amedeo,

Vulci

Vittorio,

Savio

aver

quali,

avuto

dal

primo detti titoli come restituzione di

prestiti

( (Vo1.151/C/1

f.193) e

allo

stesso

effettuati

segg.)

Altro negoziatore dei titoli in


Sbarra

Danilo

esame

(Cart.77 (Vol.151/C/1 f.265)),

quale dichiarava di aver ricevuto


Balducci:

da

risultato

essere

implicato

con

notare

come

uomo
lo

di

stesso

anche

lo

fiducia
in

penale pendente presso l' A.G. di

un

vaglia

era
il
dal

Sbarra e'
del

Calo',

procedimento
Roma,

nonche'

indiziato nel presente procedimento penale.

- Pag.2.648 -

infatti,

Sbarra,

Lo

stato

e'

dallo stesso Salvatore Contorno


imprenditori
serviva

il

edili
Calo'

della
per

come

indicato
uno

degli

capitale del quale si


investire

il

denaro

proveniente da illecite attivita'.


Si

e'

detto

vaglia cambiari
napoletano
le

come

fosse

altra destinazione dei

quella

del

contrabbando

e cio' e' di tutta evidenza, dato che

relative

contanti,

somme

proprio

di Napoli, nelle

erano

state

nella
mani

versate,

in

agenzia n.24 del Banco

del

cassiere

Car1uccini

Pl:imo.
Prima

anCOl:a del La Pietra Gaetano, pel:o',

un altro napoletano, Rotello Antonio,


incaricato

di

eseguire

similari

era

stato

operazioni,

sempre presso la agenzia n.24.


Dagli atti
Rosario

ed

il Rotello
vaglia

del

proc.

Penale

Spatola

altri, si evince che, il 21.10.1977,


aveva

chiesto

cambiario

per

la

emissione

l'importo

8.500.000, mentre il successivo giorno


richiesto

c/

altri

vaglia

di

un

di
24

aveva

cambiari per un impol:to

complessivo di oltre 20 milioni.

- Pag.2.6lf9 -

Il primo vaglia. quello di Li:re


nonche'

uno di quelli richiesti il 2lf. 10.77. per

un importo di Lire 10.000.000,


da

8.500.000.

Montalto

Salvatore

venivano

versati

sul suo c/c intrattenuto

presso la CRAM - agenzia di Boccadifalco -.


Il Rotello. sentito come teste.
di

essere

un

disoccupato

guasi ogni giorno alla


pel:

centinaia

di

contrabbandieri

milioni

vaglia.

vaglia

nell'interesse

di

che

lo

20 mila lire al giorno.


Rotello

consegnava

li

agenzia

tabacchi

:ricompensavano con 15
il

di ave:r :richiesto

suddetta

di

Pl:ecisava

dichiarava

che,

ottenuti

immediatamente

i
ai

contl:abbandieri.
Un

altro

vaglia.

di quelli richiesti dal

Rotello il Zlf.10.77, perveniva al Di Cl:istina.


El:a. quindi. da lungo tempo
sistema

convogliati
cambiari,

Napoli

degli

"utili"

convertiti

in

il
che,

vaglia

venivano poi suddivisi tra molti degli

appa:rtenenti
c:riminose.

spal:tizione

di

collaudato

alle

varie

organizzazioni

- Pag.2.650 -

Lo

f.53)) dava

una
di

riferendo

signore

pregato

di

risibile

nome

"Don

volte

Roma

Mario"
Ciro",

richiesta

era

stata

la

quale,

lo

aveva

dei vaglia
ripetuta

quindi, non aveva piu' rivisto


Va

ricordato,

altrove,

il

Calo'

chiamare "Mario" e vale sempre la pena


che

nel

distinto

il

nome

"il distinto signore".


che,

un

suo

e,

fatti,

caso,

richiedere
Tale

cambiari.

per

Salvatore

"Esposito

come

dei

versione

incontrato,

fratello

presentatosi

Pietra Gaetano <Vol.151/C/1

aver

ristorante del

alcune

La

stesso

somma

convertita

dal

La

comunque,
si

faceva

ricordare
Pietra

si

aggirava su tre miliardi circa.


Sempre

nel

procedimento
emergeva

penale

la

negoziatore

corso

della
contro

figura
di

di

alcuni

istruzione
Spatola

Frigerio

del

Rosario,
Enrico,

dei titoli richiesti dal

La Pietra, per complessivi 160 milioni.


Il

Frigerio

privilegiati

di

era

uno

cui

si

dei

"canali"

servivano

le

- Pag.2.651 -

per

criminali

organizzazioni

esportare

capitali all'estero.
Detto dei vari canali attraverso i quali
proventi

illecite

di

convogliati

verso

organizzazioni

venivano

attivita'

appartenenti

vari

criminose,

bisognera'

alle

osservare

che, proprio in operazioni bancarie similari,


sono

ritrovati

molti

degli

stessi

si

personaggi

interessati ai vaglia cambiari richiesti

dal

La

Pietra.
Non

e'

qui

il caso di riesaminare quanto

gia' dettagliatamente esposto in


operazioni

finanziarie

del

Spadaro, ma vale rilevare


operazioni

vari

componenti

Nostra" - si
nel

corso

gruppo

che

di

anche

in

della

ritrovano
delle

venivano

ed i

Tommaso
queste

ridistrihuiti

organizzazione "Cosa

personaggi

gia'

tendenti

emersi

indagini relative all'omicidio

del Di Cristina e, segnatamente, nel corso


indagini

alle

attraverso le quali i proventi del

traffico di stupefacenti
ai

relazione

ad

individuare i

heneficiari dei vaglia

camhiari

per circa tre miliardi, dal La Pietra.

delle

negoziatori
richiesti,

Pag.2.652 -

infatti,

Ed,

collegati

al

movimento

ingenti somme manovrate da Tommaso Spadaro


suoi fiduciari,
La
il

da

ritroviamo:

Piet~a

quale

di

Salvatore, fratello di Gaetano,

negoziava

titoli

"Di

Cristina"

per

190.000.000 e un assegno di 3 milioni "Spadaro";


Macaluso

il quale, come visto,

Salvatore,

negoziava titoli "Di Cristina" per 220 milioni


assegni

"Spadaro"

per

diverse

centinaia

e
di

milioni;
Scarpaci Giuseppe, figlio
(che,

di

quel

Pietro

come visto, negoziava titoli "Di Cristina"

per 50 milioni)

negoziatore,

sua

volta,

di

assegni "Spadaro" per 30 milioni;


Strafile
negoziatoz:e
milioni

di

Antonio,
titoli

Cerignola,

di

"Di

Cz:istina"

pez:

90

e negoziatoz:e di vaglia "Spadaz:o" per 40

milioni, richiesti da Sampino

Giovanni,

cognato

di Tommaso Spadaro;
Milano
Nunzio

Salvatore,

(negoziatore

fz:atello
di

un

di

Milano
vaglia

Pag.2.653 -

"Di Cristina" per 5 milioni)


assegno

che

richiedeva

un

di 5 milioni, poi confluito nei depositi

dello Spadaroi
Mondello
vaglia

"Di

negoziatore

Gioyanni,

un

di

Cristina" di 5 milioni e negoziatore

di un assegno "Spadaro" di 10 milioni;


Faldetta Luigi,
Cristina"

negoziato~e

di

titoli

"Di

per centinaia di milioni e negoziatore

di titoli "Spadaro" per decine di milioni;


Barbaro
"Di

Giuseppe,

di

un

Spadaroi

il

Barbaro,

soci

di

titoli

per 10 milioni e negoziatore, tra

Cristina"

l'altro,

dei

negoziatore

assegno

di

milioni

10

dello

inoltre, e' risultato uno

apparenti

della

"Fiduciaria

di

certificazioni e revisiona1e" dello Spadaro.


Questo
finanziarie
dubbio,

esame
Spadaro

dello

come

meccanismo di
attivita'

breve

fosse

gia'

operazioni

dimostra,

collaudato

ridistribuzione

illecite

delle

dei

da

senza

tempo

il

proventi

di

evidenziato alla epoca

dell'omicidio del Di Cristina.

- Pag.2.654 -

Tutto
notevole

riscontro

oggettivo alle dichiarazioni

di Tommaso Buscetta circa la salda


tutti

clan

mafiosi,

proprio

vacillare

ulteriore,

un

costituisce

cio'

alleanza

tra

alleanza che iniziava a

con

l'omicidio

del

Di

Cristina.
ora, ricordare quanto affermato da

Varra' ,

Buscetta Tommaso in relazione al Di Cristina,


suo

ruolo

all'interno

di

"Cosa

al

Nostra" ed ai

suoi collegamenti:
"L'omicidio
costitui'

era

il

Cristina

motivo

di

attrito.

della

famiglia

di

e, com'e' noto, e' stato ucciso a Palermo.

il

fatto

particolarmente

adirato

che l'omicidio era stato commesso

nel suo territorio nel


stata

Di

capo

Salvatore Inzerillo era


per

Giuseppe

ulteriore

2uesto'ultimo
Riesi

di

lasciata

quale,

addiz:ittura.

era

l'autovettuz:a dei killers del Di

Cristina.
Egli mi disse che era quasi
commettere

l'omicidio

poteva

quest'ultimo

parte

e,

quindi,

avz:ebbe

che

era stato anche Salvatoz:e

Montalto, ma che non


faceva

sicuro

dovuto

aveva pz:ove certe in mano.

far

nulla

perche'

della sua "famiglia"


ucciderlo,

ma

non

Escludo

Pag.2..655 -

che potesse esse:re stato lo stesso


Da

Inze:rillo ad uccide:re Di C:ristina.

"commissione"
pa:rticola:re,
grave

vivacementp

p:rotesto'

l'Inze:rillo

con

(capo

della

dall'altro,

va

:rilevato

che

potuto

C:ristina in un t:ranello
esporsi

al

pericolo

amici,

pe:r

pe:r

attirare

farlo

di

in

Inze:rillo

benissimo

la

la

tex:ritorioi

suo

C:ristina e Bontate e:rano ottimi


avrebbero

con

commissione)

del

lato,

G:reco,

Michele

t:rasg:ressione

un

cui

il

sparire

Di

Di

senza

una uccisione in luogo

pubblico.
Da
allora

Michele
si

Greco

disse

che

dalla

il

"commissione"

Di Cristina e:ra stato

ucciso pe:r motivi

attinenti

al

suo

(Riesi),

che

egli

era

un

confidente

In :realta',

come

mi

territorio
dei

Ca:rabinieri.

Inzerillo,
fatto fuori
della

anche
dai

dissero

Bontate

ed

stavolta Di Cristina era stato


corleonesi,

commissione

ad

col

eccezione

Riccobono" ((Vol.12.4 f.32 e segg. J.

pieno
di

avallo
Rosario

- Pag.Z.656 -

Il Buscetta, nel tracciare la storia

della

relazione

fatti

associazione

in

ai

culminati nella c.d.

"strage

riferiva

del

commando,

Moncada

per

uffici

che
del

Cavataio,

faceva

parte

di

capeggiata

Riesi

uccidere

anche

un certo Caruso,
della

"famiglia"

dal Di Cristina. Precisava


sottolineare

presenza

come

una

l'organizzazione
che,

operante e
uccidere

persona

inequivocabile

sintomo

il

aggregazioni
intendevano

invece,

la

e'

spontanee
punire

non

era

determinazione

stata

l'operato

ricostituzione di "Cosa

sia

all'epoca,

Palermo

fra

necessario

la

Caruso

che,

mafiosa

Cavataio

il

che

il

per

di

frutto

di

personaggi

che

sconsiderato

criminale del predetto Cavataio, al fine


passaggio

negli
Michele

il Buscetta: " .... E vorrei


di

Lazio",

Viale
penetrato

macellaio di Villabate ed uomo


di

noti

procedere

come
alla

Nostra"

((Vo1.1Z4 f.108

ancora,

che

e segg.) ....
" .. Ho

appreso,

venne sospettato

di

avere

rivelato

il

Caruso

importanti

- Pag.2.657 -

notizie

strage

sulla

Carabinieri
soppl:esso

di

che,

e
con

Lazio

Viale

per

tale

conseguente

motivo,

sparizione

ai
venne

del

suo

cadavel:e.
Non

mi

risulta

che

fosse

stato ferito,

mentre so che l'iniziativa

di

e'

con

l'accordo

maniera

hanno

stata

altri

dei

che

cOl:leonesi

in

siffatta

farlo

scomparil:e
degli
voluto,

:j
punire

fOl:malmente,

sostanzialmente
Giuseppe

Di

Cristina
sua

un

che

si

delatol:e,

ma

avvertimento

era

"famiglia"
parte,

facente

giul:isdizione

presunto

lanciare

arruolare nella
Villabate,

un

(Palermo)

permesso di

un

giovane

quindi,

estl:anea

di

di
una

quella

di

Riesi.

Ricordo,
incontrai

anzi,

Palermo,

dell'Ucciardone,

che,

il

Di

nel

1974

nel

1975,

carcere

Cl:istina, il quale, nel

confermarmi il ruolo del Caruso in

viale

ignorava

fosse stato o

ancora

se

quest'ultimo

meno ucciso. Ed e' logico che


sapere

nulla,

poiche',

egli

non

dovesse

altrimenti,

avrebbe

potuto comprendere chi fossero gli


soppressione

del

Lazio,

autori

Caruso.

della
Del

- Pag.Z.658 -

io

resto
mia

mi guardai dal riferirgli quanto era a

conoscenza,

auto:rizzato

poiche'
dirgli

non
nulla

da

pa:rte

ecc.)

cui

da

spontaneamente,

dei

Salamone,

qualificati "uomini d'onore" (Bontate,


Badalamenti,

stato

ero

avevo

ricevuto,

informazioni"

le

(Vo1.1Z4 f.1Z4).

(Un

Buscetta
Damiano

alle

:riscontro
circa

dichia:razioni

partecipazione

la

di

del

Caruso

alla "st:rage di viale Lazio" si :rinviene

negli allegati XV e XVI alle dichia:razioni

dello

stesso Buscetta).
Confermava,
"
gli

Appresi
stava

successivamente,

dall'Inzerillo

che

il

sospetto,

che

egli

L'Inze:rillo,

dava il significato di
sia

all'uccisione

rinvenimento
assassini,

aveva

pu:rt:roppo non suffragato da p:rove,

che xosse uno degli auto:ri dell'omicidio


Cristina.

Montalto

molto vicino (aveva persino costruito

una villa accanto alla sua), ma


il

il Buscetta:

della
nel

suo

come
sfregio

del

Di

del

Di

ho gia' accennato,
cont:ro
Cristina,

vettu:r:a,
te:r:rito:rio.

usata

di

lui,

sia

al

dagli

Ribadisco

di

l
,

- Pag.Z.659 -

escludere

categoricamente

che,

sia

sia Bontate possano aver ucciso i l


al

quale

da

lunghissimo
Inoltre,

uno

loro,

saputo.

tra

Preciso,

l'amicizia
Bontate,

per

Di

Cristina,

tempo erano legati da

amicizia fraterna.
screzio

Inzerillo,

se

io

vi

fosse

certamente

amore

di

stato
l'avrei

verita',

che

del

Di

Cristina era soprattutto con

anche

se

erano

saldi

legami

con

Inzerillo" eeYol.124 f.130 e segg.).


Nel
agosto

corso

1984

Buscetta

dell'interrogatorio

(eYo1.124/A f.101

riferiva

altri

Cristina, completando la
utili

tratteggiare

segg.),

particolari

serie
il

del

di

potente

23
il

sul

Di

informazioni
capo

della

famiglia di Riesi:
"Come
Giuseppe

Di

ho

gia'

Cristina.

detto,

giudizio

di

conosciuto

all'Ucciardone, verso il

1975 quando egli venne a Palermo


il

ho

appello

per

affrontare
per

un

- Pag.2.660 -

omicidio

commesso

in

te%%ito%io di Ag%igento e

del quale egli mi diceva di essere innocente.


fu

Mi

presentato ritualmente come "uomo d'onore" ed

egli stesso mi confido' di esse%e il


"famiglia"

capo

della

di Riesi. Mi consiglio', fra l'altro,

di tenere una vita

sentimentale

ordinata,

piu'

pe%che' nel nost%o ambiente e%o molto c%iticato.


Era
parlava,

grande
in

Salvatore

amico

di Stefano Bontate e mi

termini

di

amicizia,

anche

di

Inzerillo,

da

lui %itenuto anco%a un

ragazzo.
Era compare di Giuseppe Calderone.
A questo punto, il G.l. da'
%ivelazioni

fatte

delle

da Giuseppe Di C%istina ad un

sottufficiale ed a un ufficiale
%app.

lettura

dell'Arma

(vedi

cc. di Gela, n.682/2-1977 del 21.6.1978) e

l'imputato dichiara quanto segue.


Noto con soddisfazione
riferito

trova

puntuale

propalazioni a suo tempo


Cristina.
nulla,

che

essendo

che

era

fatte

tutt'altro

molto

quanto

riscontro
da
che

intelligente

da

me

nelle

Giuseppe

Di

un

uomo da

stimato

- Pag.2.661 -

da Stefano Bontate e,

in

nell'ambiente

genere.

palermitano.
Del

la sua partecipazione (tramite

resto,

un suo uomo
Cavataio

d'onore)

all'uccisione

Michele

la dimostrazione lampante che il Di

e'

Cristina condivideva la diagnosi


al

di

Cavataio

che

attribuiva

la responsabilita' di aver messo in

ginocchio l'organizzazione mafiosa palermitana.


La
del

sua

Cavataio,

provincia,
rilievo
alla

partecipazione
pur

gli

per

La

"esecuzione"

parte

senz'altro

di

altra

meriti

di

"Cosa

Nostra"

nel

sua uccisione, a mio avviso, e'

adesso, alla stregua di quanto avvenuto dopo,


dimostrazione

avevano

lucidissimo

piano

ottimali

la

piu' evidente che gia' da allora i

corleonesi

Stefano

di

contribuito al risanamento ed

ricostituzione

palermitano.

facendo

acquis'

aver

alla

gia'
di

Bontate

fino

per

poterlo

prestabilito

un

progressivo isolamento di
a

creare

le

eliminare

condizioni

senza

alcuna

conseguenza.
Ed il Bontate, infatti. era
maggiore,

se

non

senz'altro
l'unico

il
che

- Pag.2.662 -

potesse

sez:iamente

ostacolare

pretese

le

egemoniche dei coz:leonesii moz:to il predetto,

la

mafia,

nel senso tradizionale, non esiste piu' e

si

in

e'

pz:esenza

pez:icolosissima
esita

di

Ovviamente,

vi

qualsiasi

ostacolo.

e' qualche discrepanza, in punti

non essenziali, fz:a le

Trattasi, pero',

mie

cc.

fatte ai

quest'ultimo,

potentissima

organizzazione criminale che non

eliminaz:e

ad

confidenze

una

di

dichiaz:azioni

le

da Giuseppe Di Cristina.

impz:ecisioni

dovute

al

fatto

marginali
che

di

non faceva

parte dell'organizzazione di Palermo".

sua

Il Buscetta,

inoltre,

conoscenza

circa

riferiva

quanto

personaggi

alcuni

implicati, come si e' visto, nel giro dei


cambiari

vaglia

z:ichiesti dal La Pietra e rinvenuti, in

parte, sul Di Cristina.


Parlava di Domenico
Faldetta

come

<Volo124 f.55),

uomini

Balducci
legati
<Volo 124

di

Luigi

Pippo

Calo'
f.69),

(Vol.12.4

Pag.2.663 -

f.70),

f.100)

(Volo 12.4

Tommaso

Spadaz:o.
Indicava
"famiglia"

in Caldez:one Giuseppe. capo della

di

Catania,

compaz:e

il

del

Di

allo stesso legato da foz:ti vincoli di

Cz:istina.

amicizia (Vol.12.4 f.70).


Sulle pz:opalazioni fatte
ai

Caz:abiniez:i

e,

comunque,

eliminazione

si

e' gia'

non
sia

v'e'

gz:ossi

Di

Cz:istina

detto in altz:a paz:te

dubbio

che

la

sua

da attz:ibuiz:e ai coz:1eonesi ed

alla commissione che


piu'

dal

in

ostacoli

lui
alle

vedevano

uno

dei

miz:e egemoniche dei

pI:imi.
Si e' tz:attato di una
come

cosi'

lucidamente

"moz:te

z:ifez:ito

annunciata",
dalla

stessa

vittima ai Caz:abinieI:i.
Del

:resto,

guaz:daspa11e.

Di

la

uccisione

Fede

dei

Napo1itano,

poco tempo p:rima, in un agguato a lui


aveva
che

definitivamente
la

"sentenza"

convinto

emessa

stava pe:r esse:re eseguita.

suoi

nei

il
suoi

due

avvenuta
destinato.

Di Cz:istina
conf:ronti

Pag.2.664 -

comunque,

E' ,

abbastanza

chiaro che tale

soppressione era stata decretata non


Di

~osse

Cristina

pro~onda

era

incalliti

la

perche'

un delatore, ma perche'
~rattura

sanguinari

tra

il

troppo

liggiani

omicidi

e il gruppo

"tradizionalista" del Bontate e dei suoi amici.


Il Di Cristina,
"delatore"

solo

affrontato

Colonnello
nefande

infatti,

quando

liggiani
dei

CC.

azioni

si

converte

in

dopo aver apertamente

rei

dell'uccisione

Russo

comprende

di
che

tante
per

del
altre

lui

era

finita.
Le

motivazioni

di

questa sua scelta sono

lucidamente riportate nel

rapporto

dei

CC.,

conclusione dell'esame delle sue propalazioni:


concedere

"

agli

investigatori

concreta possibilita' per fronteggiare il


leggiano,

che

criminali,

capaci,

spregiudicato

una

gruppo

considerava una accolita di pazzi


al

di

principio,

odiosi delitti di sangue

fuori
di
per

di

ogni

compiere
motivi

piu'
piu'

abietti

tornaconto criminoso (Scaglione, Russo, ecc.);

- Pag.2..665 -

lasciare

chiarezza alle sua spalle, nel

senso che la sua eventuale uccisione (decisa


suoi

irriducibili

nemici

soltanto

perche' era
del

insorto

contro

ten.col.

Russo) fosse interpretata nella maniera

giusta,

in

investigazioni

l'assurda

dai

eliminazione

guisa

che

fossero

rivolte

conseguenti

le

contro

veri

ai

suoi

responsabili;
rendere
"fedeli

un

amici",

coinvolti
polizia

nelle
che

di delitti
sempre

servizio
in

modo

postumo
che

indiscriminate

non

venissero

reazioni

di

seguono puntualmente il verificarsi


di

eccezionale

gravita'

che

quasi

rimangono avvolti nel piu' fitto mistero,

ovvero danno occasione

per

assurde,

contraddittorie

disparate

ipotizzare

le

piu'

causali"

(Allegati alle dichiarazioni di Buscetta,

XXXIX,

f.10S e segg.).
Del

resto

come

nel caso degli omicidi

Bontate ed Inzerillo - i corleonesi hanno


avuto

sempre

una giustificazione "ufficiale" per i

delitti piu'

importanti,

altri

accoliti

si'

da
una

offrire

loro
agli

versione

- Pag.2..666 -

dei

fatti

"formalmente",

che,

li

mettesse al

riparo da critiche. Tali giustificazioni,


sempre

erano

pretestuose,

attinenza con i

non

avendo

pero' ,
alcuna

veri motivi dei delitti da

tempo

decisi e pianificati.
Anche
essi

nel

avevano

caso

del

Di Cristina, quindi.

trovato

nelle

fatte

ai

quest'ultimo
giustificazione

ex

post

si

pensa

dichiarazioni

da

Carabinieri

una

l'omicidio

gia'

per

deciso.
Se,
attrito

poi,
tra

il

gruppo

tradizionalisti
persona,
del

era

diventa

rilascio

di

che uno dei motivi di

liggiani

dei

quello

dei

inquietante

ed

sequestri

di

anche

l'episodio

un sequestrato in Gela qualche

giorno dopo la morte del Di Cristina.


infatti,

Ed,

sequestrato
rilasciato

in

"giurisdizione
giorni

dopo

}l{ora

De

Milano

1'11.1.77

territorio
del

Di

Niccolo'

di

veniva

Gela

(sotto

la

Cristina)

appena

tre

l'omicidio

dello

stesso

(((Vo1.1S1/C/l f.2.86) e segg.).


Il
miliardi

sequestro fruttava agli autori svariati


e

le

indagini

conducevano

anche

ai

Pag.2..667 -

calabresi, le cui connessioni con il

gruppo

liggiani

di

nel

campo

dei

sequestri

dei

persona

ero. .. o note.
In via
potrebbe

del

tutto
che,

ritenere

quindi,

ipotetica,
essendoci

avversione della organi22azione per


di

persona in Sicilia, il

~ilascio

Gela veniva a costituire una

una
i

si

netta

sequestri

del De Nora a

giustifica2ione

in

piu' per l'eliminazione del Di Cristina.


Certo

comunque,

e',

che

il

Di Cristina

quel 30 maggio era venuto a Palermo per


parte

dei

proventi

milioni degli
"appoggiato"

ricevere

di illecite attivita'

assegni

"La

Pietra")

ai suoi fidatissimi amici

si

(i 20
era

In2e~illo

e Montalto.
E', comunque, probabile
gia'

sulla

consume~a'

dei
modo

via

del

sino in

corleonesi
facilitato

l'In2e~illo

quest'ultimo,

"tradimento"

fondo
dei

che

passando

che, poi,
dalla

parte

Greco - abbia in qualche

l'omicidio:
p~op~io

non
del

caso
Montalto

- Pag.2..668 -

dubitava

quanto verificatosi dopo sembrerebbe

dato ragione.

ave~gli

Non

sono,

vi

comunque,

prove

sulla

responsabilita' del Montalto in tale omicidio.


Si

documentazione

delle
grande

famiglie

mafiose

in

sequestrata

in

del

accordo

cui

Di

si

Cristina

riprova

dichiarazioni
che

della

del

legava

Buscetta
le

varie

le connessioni tra queste e

organizzazioni

romana

della

convincente

circa il

altre

l'esame

l'omicidio

una

fondatezza

che

bancaria
con

connessione
fornisce

detto

9ia'

e'

criminose,
era

quale

quella

andato ad inserire, con

grande autorevolezza, Pippo Calo'.


Si e' anche detto che le
dal

Di

C~istina

ai

riprova della serieta'


Buscetta

il livello

mostrano,
cui

corleonesi ed i
Nessun
del

Di

era

Carabinieri
delle

fatte

sano

altra

dichiarazioni

del

in tutta la loro crudezza,


giunto

lo

scontro

tra

"tradizionalisti".

dubbio.

Cristina

costoro e i

confidenze

quindi,

debbano

che dell'omicidio

rispondere

pz:oprio

loro alleati della commissione.

qualsiasi

"uomo

ma

d'onox:e",

al

px:estigiosi,

inver o,

Cx:istina,

Di

Il

Pag.2.669 -

quale.

tra

uno

e:x:Cl

dei

un
piu'

l'altro, andava il
con

mezito di avex: contribuito,

non

l'omicidio

del

Cavataio, a ricostitui:x:e "Cosa Nostra".


per

Prop:x:io
x:ealizzato

nessun

questo,

non

progetto

poteva

egemonico

essex:e
senza

contro di lui.
Il

suo

"px:estigio"

all'interno

ox:ganizzazione criminosa, come


dello

stesso

apparato

della sua Riesi, lo


suoi

funerali

si

pure

all'intex:no

folitico-istituzionale
poteva

misura:x:e

con

che, in negativo, impressionax:ono

l'opinione pubblica nazionale: scuole


chiusi,

della

ed

uzzici

la bandie:x:a della Democrazia Cristiana a

mezz'asta, una folla di politici

di

pubblici

dipendenti diet:x:o il suo fe:x:etro.


Pe:x:

l'omicidio

del

Di

connessi delitti di porto e


da

fuoco

di

furto

Giuseppe (Capi 60,


giudizio

Riina

61 ,

detenzione

dell'auto
62) ,

per

Cristina,

vanno

Salvatore,

di

di

armi

Scaglione
rinviati

P:x:ovenzano

- Pag.2.670 -

Bernardo.

Greco

Greco

Michele.

Salvatore. Brusca Bernardo, Scaglione

Ferra:ra
Salvatore.

Giuseppe, Geraci Antonino "Hene'", Madonia

Calo'

Francesco, Motisi Ignazio e Greco Leonardo.


E', invero, da escludere sembravano

indagini

come

prime

le

ipotizza:r:e

responsabilita' del gruppo dei suoi

una
amici

di

Salvatore Inzerillo in particola:r: modo.


Lo

stesso rinvenimento dell'auto usata dai

killers in Via Ignazio


che

sfocia

in

via

Silvest:r:i
Leonardo

da

una

e'

chia:r:amente

lancia:r:e

anche

capo

quella

di

un

una

luogo

Vinci,

dell'omicidio - in piena zona Uditore


Rigano,

strada

Passo

di

messa in scena per

"messaggio"

all'Inzerillo,

zona, al quale, in quel giorno,

il Di C:r:istina aveva fatto r.iferimento venendo

Palermo.
responsabilita' ,

La
preannunciato
Carabinieri,
imputati

sopra

dalla
va,

stessa
invece,

elencati.

dai

proprio

come

vittima
attribuita
quali

Cristina si sentiva, ormai, "braccato".

ai
agli

il

Di

Riferiva,

Pag.2.671 -

infatti,

il

Maggiore

Pettinato - all'epoca Capitano

dei

CC.

dell'Arma

che

raccolse le dichiarazioni del Di Cristina:


"
conto

Comunque
della

mi

gravita'

affermazioni

della

Di

non

che

preda

al

esseze

immediatamente
serieta'

delle

del Di Cristina. Peraltro notai con

chiarezza, anche se il
darlo

resi

vedere,

terrore;
come

mi
un

Cristina

cercava

di

questo ultimo era in

dava

l'impressione

animale

di

braccato .... "

((Vol.181 :f.250 e segg.).


Il Di Cristina, infatti, sapeva da ohi
braccato

indicando

nei

assassini.

lo

aveva
cozleonesi

era

chiaramente

ri:fezito,

suoi

"futuri"

- Pag.2.67Z -

2. Omicidio Di Noto Francesco

Alle

ore

anonima

telefonata
sparatoria
pelli

della

in

del 9 giugno 1981, con


segnalata

ven~va

verificatasi

ubicata

Agen~i

c~rca

11

via

presso

una

una conceria di

Messina

Montagna.

Squadra Mobile locali22avano detta

conceria al Civico 166 di Corso dei Mille e


nei

Gli

qui,

pressi di un cancello metallico, rinvenivano

posteggiata,
verso

con

il

senso

di

marcia

rivolto

l'ingresso della conceria, una Fiat 132 di

colore bleu.
Sull'asfalto, alla destra
rinvenivano

tre

proiettili

di

detta

deformati

auto,
ed

una

grande macchia di sangue.


I

punto

presenti riferivano che proprio


era

stato

fuoco Di Noto
stato

rimosso

quel

fatto segno a colpi di arma da

Francesco,
e

in

il

trasportato

cui

cadavere

era

all'interno degli

uffici della conceria.


Si apprendeva,
della

sparatoria,

inol~re,

che,

al

momento

all'interno della conceria vi

- Pag.2.673 -

erano

dipendenti

Zarcone

Nicolo', intenti a caricare

Giuseppe e Varisco
delle

pelli

su

un

autocarro.
Lo
verso

Zarcone

le

lavo%a%e

o%e

riferiva

quella mattina,

10,30,

dent%o

intento

al

distintamente cinque
fuoco

che

esplosi

deposito,
o

sei

colpi

all'esterno

ingresso e, acoo%so,

aveva

aveva

sentito

di

del

arma

da

cancello

di

%invenuto

il

CO%PO

esanime del suo datore di lnvoro.


Era

quindi,

OO%SO ad avvisare il fratello

della

vittima,

Di

altra

conceria

all'Acqua

sua

autovettura,

altri

congiunti

della

vittima,

Giacomo,

Noto

di

dei Corsari e, con la

era

si

titolare

recato

avvertire

ad

in via Oreto e l'alt:ro f:ratello


Di

sanitario

Vincenzo,

Noto

presso l'Ospedale di Carini.


Era

tornato verso le 12,30 ed aveva notato

che il CO%PO del Di

Noto

era

stato

rimosso

trasportato all'interno della conceria.


Escludeva
dell'omicidio

di
e

aver
di

visto

aver

gli

sentito

autori
un'auto

allontanarsi dopo la sparatoria.


Varisco

Nicolo'

versione dei fatti.

rendeva

una

identica

- Pag.2.674 -

Di Noto Giacomo riferiva

essere

dipendenti del fratello e, accorso, aveva


il

corpo

dello

stesso

circa

lo

sportello

notato

autovettura

lato guida aperto. Gli stessi

dipendenti gli avevano riferito di


sparare

dai

due metri dal

cancello d'ingresso accanto alla sua


con

stato

dell'omicidio

telefonicamente

informato

di

all'esterno

aver

sentito

stavano effettuando

mentre

un carico, ma di non

aver

visto

gli

esecutori

materiali dell'omicidio.
Di

Noto

Vincenzo riferiva di essere stato

avvertito dell'omicidio da suo


il

quale,

fratello

mezzo di furgone guidato da un suo

dipendente, si era recato all'ospedale di


ove

prestava

raggiunto
corpo

del

la

Giacomo

servizio.
conceria

fratello

ed

Entrambi
avevano

Carini
avevano

trovato

il

che giaceva riverso accanto

alla propria autovettura.


Credendo
vivo,

lo

conceria

che

avevano
ove,

il

fratello

fosse

ancora

trasportato all'interno della

constatatane

la

morte,

avevano

telefonato alla Polizia.


Rife:t:iva,

altresi' ,

acquistato di recente

che

diversi

la vittima aveva
appartamenti,

un

terreno

degli

pressi

nei

costruzione

Pag.2.675 -

di

u:E:Eici

un

vendita

pelli

acquistando

il

ove

Libe:rta'

intraprende:re

di

pe:r

Villabate

la

cent:ro residenziale, nonche'


via

in

intenzione
di

di

l'attivita'

campo

in

aveva
di

inte:rnazionale,

prodotto anche in Cina ove va:rie

volte si era :recato per indagini di me:rcato.


Anche Di
vittima

Noto

tosse

Giacomo

intenzionata

riferiva

come

ad editicare alcuni

appartamenti nella zona di Corso dei Mille su


un'area

di

di

come

la

di

proprieta' della moglie Targia Santa


recente

appartamenti

in

via

avesse

acquistato

due

Libe:rta', in uno dei quali

vi era la ditta "Ta:rgia Santa" pe:r

il

commercio

di pellami.
Ammetteva

che,

sia

lui

che i l fratello,

essendo originari della zona di Corso dei


conoscevano

fratelli

Bontate,

Marchese, ma che con gli stessi

vi

Mille,

Greco ed i
erano

stati

solo dei rappo:rti di pura e semplice amicizia.

- Pag.2.676 -

Targia

Santa. vedova del Di Noto.

che questi si dedicava


delle

pelli

costruttore
tale

sua

intenzionato
prossimita'

da

aveva

ed

attivita'

"il

raccolta

pallino"
aveva

uno

del

ripreso

imprenditoriale

edi:ficaz:e

della

alla

Recentemente

edile.

ad

tempo

~ife~iva

ed

era

stabile

in

via Conte Federico. ove aveva

acquistato un terreno.
Sia il

terreno

erano

stati

e~ano

intestate

che

intestati

Recentemente

altre

il

la

licenza

lei,

come puz:e a lei

attivita'

marito

edilizia

aveva

del

marito.

costituito

societa' "Sicilpelle" con sede in

via

della

unico.

quale

era

amministratoxe

Liberta'.

scopo di interessarsi di importazioni di


anche

dalla

Cina,

la

con lo
pellami

Paese nel quale il marito si

era recato in passato.


Escludeva, comunque, che il
avuto

rapporti

di

Salvatore Inzerillo

a~fari

marito

avesse

con Stefano Bontate o

recentemente

-, nonche' con i Greco di Ciaculli.

assassinati

- Pag.2.677 -

la

Per
doveva

Polizia.

essere

omicidi

in

posto

~amiglie

tale

rapporto

vecchi

altri

con

della

equilibri

esistenti

ma~iose

omicidio

seguito

vexificatisi

destabilizzazione di
alle

invece.

in

nella

delle quali il Di Noto era uno dei piu'

seno
zona e

eminenti

esponenti.
Dagli

accertamenti

patrimoniali e bancari

si evinceva la notevole disponibilita'

economica

il

risultava

del

Noto

Di

quale.

venditore ed acquirente

di

appunto.

innumerevoli

unita'

immobiliari.
personalita'

La

genericamente
esponente

di

indicato
spicco

dichiarazioni

di

ad
vari

loro contiguita' o per


famiglie.

dette

erano

la

Polizia

emergere

come

mafiose-

~amiglie

attraverso

soggetti che. per la


loro

in

Noto

Di

dalla

delle

cominciava gradatamente
le

del

appartenenza

grado

di

riferire

circostanze piu' concrete sulla vittima.


Calzetta Stefano
rifeI:iva
Bontate

come
fossero

dopo
stati

(Vol. 11

~.26)

l'uooisione
eliminati

per
di

primo
Stefano

molti

dei

- Pag.2..678 -

suoi amici piu'

fidati,

titolare

Francesco.

tra

quali

Di

Noto

di una conceria di pelli in

via Messina Montagne.


Tale dichiarazione del
del

collocazione

Di

Noto

Calzetta

circa

la

tra

amici

di

quelle

di

stefano Bontate, trovava

con~erma

Tommaso

quale

Buscetta

il

all'interno della famiglia di

gli
in

collocava
Corso

questi

dei

Mille,

ed in posizione di tutta preminenza.


Parlando

di

detta

famiglia

((Vo1.121f f.156) e segg.) il Buscetta ziferiva:


"Diversi anni addietro il capo
Chiaracane.

Alla

venticinque anni
interregno

~a,

poiche'

sua

morte,

vi fu un
la

lungo

anni,

periodo

di

omogenea.

Per

anni e credo dal 1971 al 1979 la reggenza

che

io

ad

un

certo

Franco

ho conosciuto personalmente negli

anni '60 e sul quale


dati

oltre

famiglia in questione e'

della famiglia fu affidata


Noto,

Pietro

avvenuta

molto turbolenta e tutt'altro che


lunghi

era

somatici:

posso

fornire

seguenti

attualmente dovrebbe avere 50-55

alto

circa

rnt.1,75,

portava

gli

carnagione

Pag.2.679 -

essendo

occhiali
chiara:

se

non

miope,

molto

erro commerciava in

pellame". Aggiungeva che, dopo tale periodo.


stato

nominato

persona di un

il

capo

Marchese.

era

di tale famiglia nella


forse

Filippo.

inteso

"milinciana".
Successivamente
riconosceva

( V 01 1 24 f. 317 )

nella

foto

il
il

Buscetta
"Noto

Franco"

del Di Noto Francesco (all.124), del

quale aveva gia' parlato

come

"reggente"

della

famiglia di Corso dei Mille.


Anche

Salvatore

Contorno

(Vol.1Z5 f.9) elencando i membri


di

Corso

dei

Mille.

(Vol.125 f.8) della

famiglia

indicava quale componente

della stessa Francesco Di Noto. "ucciso".


Come gia' si
"gue:r:ra

di

e'

mafia"

ripetutamente
non

ha

famiglie "perdenti" e famiglie


loro

interezza.

ma

ha

posto

di

"vincenti"

la

fronte
nella

interessato solo quegli

elementi che, per amicizia e fedelta'


Bontate.

detto.

Stefano
Salvato:re

Inzerillo,
potevano

Pag.2.680 -

Gaetano
opporsi

portata

avanti

Badalamenti

ed

strategia

di

alla
dai

altri,
egemonia

corleonesi, dai Greco e dai

loro accoliti.
Non v'e' dubbio che il Di
nel

novero

rientrasse

degli "amici" del Bontate ed in tale

qualita', nonche' per


goduto

Noto

che

lo

il

~restigio

aveva

portato

"reggente" della famiglia

di

in

ad

Corso

passato
essere il

dei

Mille,

dovesse essere eliminato.


La

sua

programma

uccisione

criminoso

"commissione"

deciso

nonche'

mafiosi,

primo

Marchese

che

dei
nel

capo

ed

da

attuato
alcuni

quali

dalla
elementi

proprio

Filippo

Di Noto - gia' reggente della

famiglia di cui ora


nominato

rientra chiaramente nel

il

"milinciana"

doveva

vedere

un

era

stato

pericoloso

conco:r:rente.
Pe:r tale omicidio e per i
di
93,

illegale
9 I.f

Michele,

delitti

deten2ione e porto d'armi (Capi 92,

vanno
Greco

rinviati
Ferrara

Salvatore, Riccobono Rosario,


Vernengo

connessi

giudizio

Greco

Salvatore,

Riina

Marchese

Filippo,
Pietro,

- Pag.2.681 -

Greco

Giuseppe

di

Nicolo'. Prestifilippo Mario

Giovanni. Provenzano Bernardo.


Scaglione

Salvatore,

Francesco.

Geraci

Giovanni.
Bonura

Lo

Calo'

Antonio

Brusca

Bernardo.

Giuseppe.

Madonia

"nene''',

Scaduto

Iacono Pietro. Montalto Salvatore,

Francesco,

Ignazio,

PullaJ::a'

Cucuzza

Salvatore,

Buscemi

Salvatore.

G.Battista.

Pul1.ara'

Savoca Giuseppe.
Giovanni,

Corallo

Bono

Giuseppe, Motisi Ignazio e Greco Leonardo.


Con

mandato

di

cattura n.372 dell'8.S.83

erano stati incriminati per


Zanca

Carmelo.

Vincenzo,

tali

Spadaro

Tinnirell0

delitti

Spadaro

Tommaso.

Benedetto.

anche

Tinnirello

Gaetano e Federico Domenico.


Non

essendo

emersi

elementi

responsabilita' contro questi ultimi. gli


vanno

stessi

proscio1.ti per non aver commesso il fatto.

ad eccezione di Zanca Carmelo e


che

di

vanno

SpadaJ::o

Tommaso

prosciolti con formula dubitativa per

le considerazioni gia' espresse.

- Pag.2.682 -

3.

Omicidio

Gnoffo

Ignazio

(Vol.4Z)

Severino

Vincenzo e Salvatore (Vol.43)

Il
nella

15 giugno 81, verso le ore 16,50 circa,

via

Cataldo

Ugo

Falcando,

Parisio,

veniva

mentre si accingeva a
1Z6

quale

sulla

all'altezza
ucciso

scendere
viaggiava

di

via

GnoIIo Ignazio

dalla
anche

sua
la

Fiat
moglie

Pillitteri Carmela.
Nel corso del
Gnoffo,

la

soccorsa
posto

donna

da

di

mortale

teso

allo

rimaneva gravemente ferita e,

passanti,

Pronto

agguato

veniva

accompagnata

al

Soccorso dell'Ospedale" Villa

SoIia".
Nella

immediatezza

sentiti

molti

pe ro ' ,

tutti

motivazioni

del

commercianti

diverse,

venivano

della zona i quali,

concordemente,

seppure

con

negavano di aver assistito

all'omicidio e solo qualcuno


udito i

fatto

ammetteva

colpi di arma da fuoco.

di

aver

- Pag.2..683 -

maggiore

Non

inquirenti con i

congiunti dello Gnoffo, i

non

dare

sapevano

gli

avevano

fo:rtuna

indicazione

quali

alcuna

sul

p:robabile movente del delitto.


Solo Maddaloni Rosario - datore
dello

:riferiva

Gnoffo

vittima tre anni p:rima


questa,

da

due

mesi,

discontinuita' nel
motivi

di

Cio',

era

ave:r

di

aver

lavoro

assunto
notato

la
come

aveva mostrato una ce:rta

lavoro,

salute,

giorni non si

di

di

mentre
piu'

giustificandol~

da

una

presentato

ventina
al

con
di

lavo:ro.

comunque, non lo aveva preoccupato, avendo

gia' deciso di licenziare lo Gnoffo.


Pillitteri,

La

z:istabilitasi,

rifez:iva

successivamente
che

il

dell'omicidio lei e suo maz:ito erano


negozio
un

diretti

al

di Via Cataldo Paz:isio e, avendo tz:ovato

posteggio

scendere

gio:rno

per

l'auto,

si

accingevano

quando si sentiva colpita alle spalle e

si accasciava al suolo.
Quasi contemporaneamente udiva degli

e,

poi,

veniva

alcuni passanti.

accompagnata

in

spari

ospedale

da

- Pag.2.684 -

La donna assumeva di non


di

precisare

essere

in

grado

chi avesse esploso i colpi di arma


specificava

da fuoco ed, anzi,


accorta

dell'agguato

secondo

Cipolla

donna,

da

teso

Guido

essi

di

non

essersi

al marito, anche se,

Vaccaro

acoompagnata

durante tutto il tragitto si

Rosario.

Villa

era

la

Sofia,

lamentata

per

l'uccisione dello stesso.


Pillitteri,

La
riferire
marito

circa
e

inoJ.tre,

rapporti

Inzerillo

precedente

11

individuati

nulla

intercorsi

Salvatore,

maggio,

voleva

anche

se

tra

ucciso
e:r:ano

il
il

stati

alcuni assegni girati dal secondo al

p:r:imo.
Anche in
elemento

assenza

rilevabile

di

un

dalle

qualsiasi
dichia:r:azioni

congiunti dello Gnoffo, gli inquirenti


grado

di

inquadrare

l'omicidio

delJ.a

vittima

ad

dei

erano

nel

della gue:r:ra di mafia in corso, stante


appartenenza

utile

in

contesto
anche

la

una

delle

del

datore

"famiglie" mafiose del palermitano.


Le stesse prime
di

lavoro

stato

di

dello

dichiarazioni

Gnoffo

disagio

erano indicative dello


della

vittima

che,

Pag.2.685 -

appunto, da due mesi

aveva

mostzato

una

cezta

nel lavozo, mentze da una ventina

discontinuita'
di giozni si eza

completamente

assentato

senza

daz notizie di se'.


invezo,

Ed

lo

constataze che i l

23

stefano

mentze

Bontate,

ucciso

Salvatoze

aveva

Gnoffo
apzile

eza

stato

ucciso

maggio eza stato

l' 1 1

due

mesi

ad

avere

qualche timoze pez la sua sozte, tanto che

anche

pzima

la
con

il

Inzezillo:

dovuto

Bontate,

aveva

caduto

cominciato

sua attivita' lavorativa ne risentiva, mentre


l'uccisione

ventina

dell'Inze:z:illo,

prop:z:io

una

di giorni prima del suo stesso omicidio,

aveva deciso di defilarsi, :z:inunciando

anche

al

lavoro.
:z:iscont:z:o

Un

cizca

Maddaloni,
Gnoffo,

lo

alle

dichiara2ioni

stato

di

disagio

del
dello

si poteva rilevare da quanto :z:ifezito da

Tommaso Buscetta.
Quest'ultimo,
"Badalamenti
Gnoffo

riferi'

Ignazio.

quest'ultimo
Palezmo

mi

faceva
che,

infatti,

Debbo
parte
nel

dichiarava:

anche sull'omicidio di
premettere
della

che

"famiglia" di
1963,

era

- Pag.Z.686 -

capeggiata da Angelo La
contrasti

fra

palermitane,
sciolta,

quest'ultimo
la

:famiglia

essendo

commissione che la
avvenuto,

di

seguito,

fosse

Ignazio

Gnoffo,

di

colpa

e~a

Gesu'),

di

1977,

dalla

quanto

era

diffusamente
a

La

in

Barbera.

della "famiglia", venne


di

di

apprezzare l'intelligenza e
il

tutto

att%ibuire

che

dei

venne

ritenuto

di

aggregato, quindi, a quella


(S.Ma~ia

Palermo

pa~lero'

da

seguito

e le alt%e famiglie

stato

cui

Ba~be~a.

Stefano

cui

ebbe

Bontate
modo

l'equilibrio:

di

verso

stefano Bontate, dando ulteriore prova

di buon senso, consenti' a Gnoffo di

ricostruire

la "famiglia" di Palermo di cui divenne capo.


2uando.
Inzerillo,

pertanto, vennero uccisi Bontate e


la

figura

preoccupazione.

essendo

di

Gnoffo

noto

il

destava

suo debito di

gratitudine ed il suo affetto per Bontate.


Calo' ,
volte

Pippo

su mandato della commissione, mando' piu'


a

diserto'

chiamare
gli

Gnoffo,

appuntamenti,

Calo' che non vi era

alcun

il

quale,

mandando
motivo

per

pe r o' ,
a dire al
cui

si

dovessezo
come

Pag.2..687 -

incontzaze.

Cio'

venne

intezpzetato

una pzesa di posizione contzo il Calo' e la

commissione e,

quindi,

ne

venne

decretata

la

fine.
Il

Badalamenti

mi

disse

che

Gnoffo era

stato ucciso, alla pzesenza della moglie,

mentze

stava

via di

per

salize

in

macchina

PaleJ::mo" (Volo 12.4 f.71) Successivamente,


che

Gnoffo,

lo

concoJ::demente
Inzerillo,
di

era

eroina,

G:z::eco,

da

una

(Vol.12.4 f.72.),

il

Buscetta

aggiungeva

quanto

riferitogli

secondo
stefano

Bontate

Salvatore

uno dei piu' attivi nel traxfico

insieme
Vernengo,

in

con

Giovanni
gli

Bontate,

Spadaro

ed

altri

(Vo1.1Z4 f.Z5Z).
Lo

confermava

stesso
i

ContoI.no

(Vol.125 f.55)

rapporti di amicizia esistenti tra

Stefano Bonta1:e e Gnoffo Ignazio.

Pag.2..688 -

Non vi puo' essere, quindi,


sul

dell'omicidio

moven~e

perche' la
nello

soppressione
arco

s~esso

Severino Vincenzo

dubbio

dello

dello

alcuno

Gnoffo

stesso

anche

avveniva

di tempo in cui scomparivano


e

Salvatore.

amici

dello

dell'omicidio

dello

Gnoffo e di Salvatore Inzerillo.


stesso

Lo

Gnoffo.
negli

infa~ti,

gio:r::no
Seve~ino

Ignazio

si

presentava

Uffici della Squadra Mobile di Palermo per

denunciare la
Salvatore

scomparsa

dei

da~o

Il Severino precisava
a

Vincenzo

trovarlo

notizie.

lo~o

che

casa

figli

senza

suo

terzo

figlio

Giovanni

coadiuvava nella conduzione della


via

Ruggerone

da

Palermo,

erano

minimamente

accennare ad una loro partenza da Palermo


il

quali, allontanatisi sin dal 28 o 29

maggio, non avevano piu'

venuti

figli

che

che

li

macelleria

di

non

aveva

avuto

notizie dei fratelli sin da quel giorno.


Successivamente,

in

data

(Vol.43 f.6), il Severino precisava che:

2.0.4.82.

P a g . 2. 6 8 9 .

i
le

figli,

trovavano

si

8.

il giorno 29 maggio 81. verso


nella

loro

macelleria,

insieme con il fratello Giovanni;


questi avevano detto che si sarebbero

a
assentati

per

breve

tempo,

senza

specificare

dove si recavano;
erano

usciti

dal

negozio

piedi

nessuno era ad attenderli;


- i
e

di

due erano amici di Salvatore

Gnoffo

Ignazio.

ma

Inzerillo

non era a conoscenza

della natura dei rapporti che intercorrevano

con

questi.
I

Severino,

fratelli

perche' amici di personaggi di primo


l'Inzerillo

proprio

quindi.

piano

come

e lo Gnoffo, non potevano non essere

stati soppressi.
I rapporti con il capo della "famiglia"
(Gnoffo)

Palermo-centJ::o
"famiglia"
dovevano

di

Passo

essere

ed

di

fatali

il

Rigano
ai

capo

della

(Inzerillo)

Severino

venivano sicuramente soppressi con il

di

quali

famigerato

metodo della "lupara bianca".


Del
Gnoffo,

resto
proprio

si e' gia' visto come lo stesso

in

concomitanza

con

- Pag.2.690 -

gli

omicidi

stefano

di
avesse

Inzerillo,

Bontate

Salvatore

mostrato di temere per la sua

vita e cio', sicuramente, non per caso.


Gli stessi, ripetuti, interventi
Calo'
per

di

Pippo

tesi, formalmente, a "convocare" lo Gnoffo


della

conto
da

avvertiti

commissione,

questo

stati

erano

ultimo come segnali sicuri

di una sua prossima eliminazione, tanto che,


potendo

nulla

di

sperare

buono

non

da

tali

convocazioni, aveva disertato gli appuntamenti.


Corallo Giovanni, poi, dal suo
poteva

essere

estraneo

canto,

non

alla eliminazione dello

Gnoffo, dato che pronta era la sua successione

capo della "zamiglia" di Palermo-centro.


L'omicidio

dello

Gnoffo

e'

riprova della tesi accusatoria secondo


la

"guerra

famiglie,
stefano
senza

di
ma

mafia"
una

Bontate,
alcun

appartenenza,

non

guerra
Salvatore

riguardo
erano

per
agli

una

sicura

la

quale

fu

una

guerra tra

tesa

ad

eliminare

Inzerillo e quanti,
la

"famiglia"
stessi

legati

di

da

- Pag.Z.691 -

"troppo

vincoli

per

saldi

"affidabili" nel contesto

po"terli

di

un

ri tenere
teso

progetto

alla egemonia dei corleonesi su "Cosa Nostra".


poi,

caso,

Hel

come

quello in esame, si

fosse trattato di un capo o di un semplice


d'onore",

era

necessario

della commissione
all'interno

appartenenza della
ultimi,

il preventivo assenso

dei

preminenti

stessa

della

"uomo

vittima

personaggi

"famiglia"
i

designata,

di
quali

lungi dal reagire, ne avrebbero preso il

posto.
Cio' comportava che
appunto,

la

guerra

senza

ulteriori

l'associazione
l'esempio

mafiosa

dello

nella

scontro

essere

un

ricambio

conseguenze

tra

altre "famiglie" mafiose aveva


potesse

mafia,

non scadesse in una generale guerra tra

"famiglie", ma si risolvesse in
quadri

di

dannoso

sua
i

di

nocive per
interezza:

La Barbera e le

insegnato
un

quanto

conflitto

generalizzato.
La
mirava
di

strategia
proprio

elementi

ad

dei

corleonesi,

quindi,

una sostituzione contrattata

vicini

al

Bontate

ed

Pag.2.69Z -

all'Inzerillo con elementi ai primi


che

si

si'

fedeli,

potesse ottenere il duplice risultato di

assicu~are

la

loro

egemonia

mantenere

la

massima armonia tra tutte le famiglie mafiose.


Eliminato
stesso

come

Giovanni

Gnotto,

Ignazio

capo

famiglia

Corallo,

il posto dello

veniva

preso

da

grande amico proprio di Pippo


aveva

Calo' con il quale, in tempi non sospetti,


lavorato in un negozio di tessuti.
Riferiva,

infatti,

Buscetta:

il

quanto concerne il Corallo posso


l'ho

conosciuto

negli

solo

dire

era

negozio
nemmeno

quindi,

Co:rallo,

e:ra divenuto
Infatti
Corallo

uomo

d'onore

me

motivo

da

detenzione

Gaetano

ed

costituito

ha

di

vera

Badalamenti

sorpresa
che

il

seguito dell'uccisione dello Gnoffo,


capo

non
e,

presso

di tessuti Giardini. Allora egli non

per

l'apprendere

che

anni '60 quando lavorava

come banconista, insieme con Pippo Calo',


il

"Per

avevo
in

della
piu'

famiglia
sentito

particolaJ:e,

di

Palermo.

perlare

dUJ:ante

la

del
mia

all'Ucciardone

Pag.2.693 -

nessuno

mi

aveva

detto che

e~a

uomo d'onore" (Volo 121.4 f.186>'


Cio' ,
l'interessamento
dello

Gnoffo,

doveva

spiega

quindi.
del
dato

preparare

Calo'
che,

la

nelle
in

anche
convocazioni
analisi,

ultima

successione a quest'ultimo

nella persona del suo amico Corallo.


Hon
l'omicidio

v' e'

quindi,

dubbio.

per

l'omicidio

cadaveri,

connessi

detenzione

delitti

di

Michele.
Salvatore,
Vernengo
Provenzano
Salvatore,

99,

100 )

Greco

Riccobono
Pietro,

debbano

Ferrara

per

e porto d'armi
(Capi

95,

rispondere
Salvato:re,

96,

Greco
Riina

Rosario, Marchese Filippo,

Greco

Bernardo,

fratelli

nonche'

usate nell'omicidio dello Gnoffo


98,

dei

degli stessi e per la

soppressione dei loro

97.

pe~

dello Gnoffo, per il tentato omicidio

della Pillitteri, per il sequestro


Severino,

che

Giuseppe

di

Nicolo' ,

B:rusca Bernardo, Scaglione


Calo'

Giuseppe,

Pag.2.694 -

Madonia

Francesco,
Giovanni,

"Nene''',

Scaduto

Montalto

Salvatore,

Giuseppe,

Cucuzza

Giovanni.

Lo

Pullara'
Salvato:r:e,

Bono Giuseppe, Motisi


Pullara'

Geraci

G.Battista

Ignazio,

Antonio

Iacono

Pietro,

Ignazio,

Savoca

Co:z::all0 Giovanni,
G:z::eco

Leonardo,

Presti:filippo

Mario

- Pag.2.695 -

4. Omicidio DI razio Giovanni eVo1.61)

Il 9 agosto 81 sulla

spiaggia

alle

ore

8,20

circa

di Ficarazzi, Di Fazio Giovanni,

mentre era di ritorno dalla pesca e si


ad

ormeggiare

l'imbarcazione,

accingeva

veniva ucciso da

tre sconosciuti che esplodevano al suo

indirizzo

numerosi colpi di arma da fuoco.


I

tre

provenivano

bordo di un motoscafo

dal

con

il

mare

ed

quale,

erano a
consumato

l'omicidio, si allontanavano.
Il

Di

Fazio

si

trovava,

dell'agguato, in compagnia
Zappulla
di

il

Giuseppe

essere

colpito

del

al

figlio

momento
naturale

quale riusciva ad evitare

tuffandosi

prontamente

in

acqua.
Veniva

effettuata,

fatto, una perquisizione


abitazione
dell'ucciso,

di
dato

Di

nella immediatezza del


domiciliare

Fazio
che

da

Pietro,
qualche

vittima occupava tale abitazione.

presso

la

fratello
tempo

la

Nel
in

una

Pag.2.696 -

della

co~so

busta

di

perquisizione, custodita

plastica,

pistola

cal.38

special

con

nume~o

di

il

cinque proiettili

rinveniva

una

fabbricata in Brasile e

matricola

inse~iti

Venivano,

si

alt~esi'

nonche'

ab~aso,

nel tamburo.
,

rinvenute

dieci

cartucce dello stesso calibro.


Zappulla,

Lo

dell'omicidio,

testimone

assieme al padre, si e%a


reti

che

la

che

ri:feriva

sera

oculare

quella

%ecato

mattina,

ritirare

le

precedente avevano gettato a

mare.
non

Al ritorno,
udito

l'improvvisa

appena

approdati,

aveva

esplosione di numerosi colpi

di arma da fuoco provenienti


contemporaneamente,

aveva

dalla

spiaggia

visto

e,

padre

il

accasciarsi sul fondo della barca.


Temendo

di

essere

colpito,

si

era

prontamente gettato in acqua.


Tornato

suoi congiunti
casa
padre

riva,
che

si

aveva

dato l'allarme ai

trovavano

nella

vicina

e con questi aveva tentato di soccorrere il


che,

trasportato

al

posto

di

pronto

soccorso della "Bandita", vi giungeva cadavere.

Pag.2..697 -

comunque,

Precisava,

di

non

aver

visto

nessuna barca avvicinarsi.


Giovanni,

Di Fazio
vittima,

che,

:r:iferiva

letto, aveva

udito

il

altro

figlio

t:r:ovandosi

fratello

della

ancora

gridare

dalla

spiaggia "hanno sparato a papa' I".


Prontamente
motoscafo

affacciatosi.

azzurro

con

aveva

visto un

manubrio

bianco

allontanarsi con tre persone a bo:r:do.


La

moglie

della vittima -

confermava tali dichiarazioni


durante

la

permanenza

Buscemi Iulia -

precisava

che,

nel villino del cognato.

il marito non aveva avuto contatti con est:r:anei.


Precisava,
solito

uscire

poter esse:r:e
mandato

di

inoltre,

che

il

marito

era

assai di rado in quanto temeva di


ar:r:estato

cattura

perche'

alla

colpito

da

un

cui esecuzione si era

sott:r:atto.
Gli inquirenti avanzavano l'ipotesi che
Di

Fazio

inso:r:ti
tabacchi.

fosse

stato

nell'ambito

soppresso
del

il

pe:r: cont:r:asti

cont:r:abbando

di

- Pag.Z.698 -

La

moglie

della

dal canto suo,

vittima,

escludeva che avesse continuato

gravitare

in

tali ambienti.
Calzetta
degli

omicidi

stefano

comunque,

stefano,
seguiti

Bontate,

alla

pa:z:lando

soppressione

annove:z:ava

Di

di

Fazio Giovanni

tra gli amici del boss di Santa Maria di Gesu'.


Genericamente,
:z:iferiva

come

infatti,

dopo

l'uccisione

fossero stati eliminati


tra

quali

Di

molti

Fazio

Calzetta

il
del

dei

Bontate

suoi

Giovanni,

amici,

ucciso sulla

spiaggia di Ficarazzi (Vol.11 f.26).


Sinagra
relazione

Vincenzo,

all'omicidio

"Ricordo che
indicato

il

come

dal
del

fratello

suo,

canto
Di

del

Fazio riferiva:
Damiano

che

ho

;)

cognato di Pietro Tagliavia venne

ucciso dal Tempesta mentre si t:z:ovava a mare


una

barca

Cio' se mal
sette

con

a pescare in compagnia di suo figlio.


non

ricordo

avvenne

circa

sei

mesi prima che io venissi arrestato. Me lo

racconto' Tempesta che mi


altri

in

disse

di

averlo

con

J.

'I

avvicinato

Pag.Z.699 -

con

un'altra

barca

dalla quale gli

sparo'.
i

Non ricordo se mi indico'


Tempesta

mi

disse

vendetta

poiche'

aveva

fatto

che

la

complici.

Il

lo

aveva

fatto

per

vittima

tempo

prima

gli

incendiare

un

magazzino

(Vo1.70 f.350)".

Le motivazioni della
Fazio

prospettate

dal

debbono ritenersi, come

soppressione

Calzetta
si

del

Di

dal Sinagra

vedra',

compatibili

tra di loro ed, anzi, complementari.


Non

v'e'

dubbio

come era agli Zanca ed


dei

che
agli

il Calzetta, legato
ambienti

di

Mille e di Piazza Scaffa, avesse raccolto la

notizia dell'omicidio del Di


alla

eliminazione

in

atto

Fazio

come

degli

consumare

l'omicidio

era

piu' spietati killers del Marchese volte

impiegato

dovuto

amici

Bontate: essendo, poi, stata raccolta la


che

Corso

del

notizia

stato uno dei


gia'

tante

per eliminare gli avversari dei

"vincenti" -, non vi

poteva

piu'

essere

dubbio sul movente reale dell'omicidio.

alcun

- Pag.2..700 -

Il

fatto

il Calzetta avesse indicato

che

il Di Fazio come amico del Bontate e'.


altamente
sempre

significativo.
indicato

dato

con

"raggruppamento"

comunque.
i l p:rimo ha

che

esattezza

appa:r:tenessero

quale

le

varie

vittime.
Se nell'ambiente

il

Di

Fazio

non

fosse

Bontate.

o,

comunque, come vittima della guerra di mafia,

la

stato

conosciuto

come

amico

del

sua fine sa:r:ebbe passata inosservata.


Il

Sinagra,

dal

canto suo. aveva app:r:eso

p:r:oprio dall'esecutore materiale del


motivazioni

delitto

le

"personali" che potevano ave:r:lo reso

anCOr piu' "felice" di commettere l'omicidio.


Il "Tempesta" e' stato semp:r:e
racconti

delle

sue

imp:r:ese

cugino, anche perche' non aveva


celarne

p:r:eciso

nei

criminali fatti al
ne'

motivi

pe:r

alcune. ne' motivi per millanta:r:ne altre

o esage:r:arne la portata.
Rimane, pero'. il fatto
kille:r:,

che

egli

era

un

con nessun potere di decisione autonomo.

- Pag.2..701 -

si'

che

mai

avzebbe potuto. quale "dipendente"

del Mazchese,
Fazio

senza

azbitzazsi
nessun

di

soppzimeze

il

Di

pezmesso del suo capo o del

"capo famiglia" della zona ove l'omicidio

doveva

esseze consumato.
Hon

quindi,

dubbio,

v'e'

che la sua sia

stata una piena confessione dell'omicidio del


Fazio.

il

quale

anche

attizato

ultimo,

tza

l'altzo,

zancori

Di

si era

peI:50nali

del

"Tempesta" pez avergli bruciato un magazzino.


L'omicidio

del Di Fazio, dunque, pur se va

asczitto a Sinagza
mateziale,

autore

ed attuati in

Vincenzo

di

Salvatore

come

si inquadra tza quelli decisi

costanza

della

guezza

di

mafia

contzo gli amici del Bontate e dei suoi alleati.


Pez

tale omicidio e pez i

di detenzione e
1 17) ,

di

porto

d'azmi

conness~

(Capi

delitti

115,

1 16 ,

vanno rinviati a giudizio Sinagza Vincenzo

Salvatoze,

Salvatoze,
Marchese

Gzeco

Riina

Michele,

Salvatore,

Filippo.

Gzeco

Fezzara

Riccobono Rosario,

Vernengo

PietI:o,

- Pag.2.702 _.

Greco Giuseppe di

Nicolo',

Prestifilippo

Mario

Giovanni,

Provenzano

Bernardo, Brusca Bernardo,

Scaglione

Salvatore,

Calo'

Antonino
Pietro,

"nene'",
Montalto

Pullara'
Bonura

Scaduto

Giovanni,

Salvatore,

Giovanni
Francesco,

Salvatore,

Giuseppe,

Corallo

Lo Jacono

Pullara'

Battista,
Buscemi

Geraci

Ignazio,

Savoca

Giuseppe,

Salvato:re,

Giovanni,

Cucuzza
Giuseppe,

Bono

Motisi Ignazio e Greco Leonardo.


Zanca

Carmelo

Spadaro

Tommaso

vanno

prosciolti

con

formula dubitativa, mentre vanno

prosciolti

pe:r

non

Spadaro

Vincenzo,

avere

commesso

fatti.

quest'ultimo

detenuto

fatto

Benedetto,

Tinnirello

Tinnirello Gaetano, Federico Domenico


Francesco,

il

Madonia

all'epoca dei

- Pag.2..?03 -

5.

Giuseppe

Inzeri Ilo

Omicidi

Pecorell a

81 ,

Salvato:re

Stefano <Vol.5 f.76).

Il

gio:rno

maggio

11

Inze:rillo - potente capo della famiglia di


di

Rigano

veniva

Passo

scovato dai killers mentre

usciva dall'edificio, all'inte:rno

del

quale

si

era incontrato con una sua amica, e ucciso.


La

soppressione

dell'Inze:rillo, seguita a

quella di stefano Bontate, segnava


g:ruppo

fine

del

degli avversa:ri dei corleonesi e l'inizio

di una spietata caccia a


ai

la

Bontate

agli

quanti
Inzerillo

fossero

legati

da

legami

di

questa

caccia

il

amicizia o di parentela.
Non poteva sottrarsi
figlio

diciassettenne

dell'Inzerillo - Giuseppe

- il quale, verso il 12

agosto,

da

di Pecorella stefano per

casa

in

compagnia

non fare piu' :ritorno.

si

allontanava

l,

Filippa,

Spatola
Giuseppe,

Pag.2..704 -

madre

Mannino

Elisabetta,

Pecorella stefano, si presentavano


della

Inzerillo

di

madre

negli

Squadra Mobile per esternare i

di

uffici

loro timori

circa detto allontanamento.


Chiamate di
per

formalizzare

due

donne

nuovo,
la

qualche

denuncia

rendevano

giorno

dopo,

di scomparsa, le

dichiarazioni

palesemente

contrastanti con la realta' dei fatti.


Spatola

Filippa,

oralmente riferito,
preoccupazione

contrariamente

dichiarava

alcuna

per

la

di

non

successivo

giorno

26

nutrire

sorte del figlio

che, partito il 12. agosto, le avrebbe


il

a quanto

telefonato

per informarla che si

trovava negli Stati Uniti.


Precisava,
sprovvisto

pero',

che

il

figlio

era

di passaporto e che era partito solo,

come pure precisava

che

il

Pecorella

non

era

fidanzato con la figlia.


Mannino

Elisabetta

che

il

figlio era partito da solo da Palermo il 17 o

il

18

agosto

dichiarava

senza comunicarle la destinazione o i

motivi del viaggio. Aggiungeva di non

sapere

se

- Pag.2.70S -

il figlio avesse o
con

la

meno

una

amorosa

relazione

figlia del defunto Inzerillo Salvatore o

se frequentasse la casa dello stesso.


Concludeva
Stefano

affermando

che

figlio

il

non era in possesso del passaporto e che

non aveva dato piu' notizie di se'.


Si
Squadra

faceva
Mobile

osservare

nella

nota

la insanabile contraddizione tra

le dichiarazioni formalizzate dalle due


quelle

della

dalle

s te s se

rese

donne

oralmente

qualche

giorno prima.
Secondo gli inquirenti, quindi,
ritenere

che

doveva

doveva

Inzerillo Giuseppe fosse caduto in

una imboscata tesagli per eliminarlo


lui

si

essere

stato

eliminato

che

con

anche

il

futuro cognato che si trovava in sua compagnia.


Tale ipotesi, secondo la Polizia,
verosimile

se

si

considerava

appariva

che

personaggi, gia' aderenti ai clan Inzerillo


Maggio,

si

molti
Di

erano resi irreperibili negli ultimi

giorni di maggio.

- Pag.2..70G -

Ed, infatti, proprio dopo la


Salvatore

Inzerillo,

si

era

uccisione

di

mostrata

la

drammaticita' della situazione per i


molti

dei

quali

si

erano

"perdenti",

precipitosamente

allontanati da Palermo lasciando tutto e tutti.


pero',

Che,

per

Stefano

Pecore Ila

Inzerillo

non

si

fosse

Giuseppe

trattato

di

allontanamento, lo si sapeva bene negli

ambienti

mafiosi.
Gia'

nel rapporto del 13 luglio 82, contro

Michele Greco + 160,


Filippa,

si

interpellata

riferiva

come

informalmente

del figlio,

venisse colta da malore

i.ntendere

che

mai

il

sulla fine
e

figlio

allontanato da casa per tanto

Spatola

lasciasse
si

tempo

sarebbe

senza

dare

alcuna notizia alla famiglia.


Si

riferiva,

altresi',

confidenziale si era appreso come i


fossero

stati

intercettati

presso l'hotel "Zagarella",


una

riunione

avevano dato
delle

tra

gli

inizio

famiglie

Bontate

passati ai "vincenti".

dove

strage
ed

da

due

fonte
giovani

da alcune "vedette"

esponenti

alla

che

era

in

mafiosi
ed

corso
che

esponenti

Inzerillo che erano

Pag.2.707 -

Ritenendo che i
spiare

convenuti.

due fossero sul


ne

era

posto

stata

per

decisa

immediatamente attuata la uccisione (f.37 e

ed
f.38

nel rapporto).
Sull'omicidio
riferiva:
Gaetano

"Come

dell'Inzerillo.
appreso

ho

Badalamenti.

poco

in
dopo

Salvatore Inzerillo venne ucciso


"scarpuzzedda"
ancora

I
i

l
t

il

la

seguito

l'omicidio
da

Pino

aveva

intenzione di vendicare la morte

potendo

benissimo
postuma

giustificazione
assassinio.

Inoltre.

di
a

del

essere

cio'

sia

stata

una

questo

dimostrazione
Greco

brutale
della

particolare

ferocia

"scarpuzzedda".

Badalamenti

mi riferi' che, prima di uccidere il

figlio dell'Inzerillo. Pino Greco gli taglio'

braccio

sarebbe piu' servito per uccidere Toto' Riina.

I[
j

di

Greco

perche'

sol

del padre; anzi. nemmeno e' sicuro che


vero,

da

figlio dell'Inzerillo.

giovanissimo.

manifestato

anche

Buscetta

destro

il

gli fece presente che non gli

- Pag.2.70S -

A tale barbaro gesto aveva assistito


Grado

Antonino,

il

quale,

ritenuto un alleato dei


accoliti

quei

corleonesi

anche

tempi, era
e

dei

loro

in quanto si credeva che avesse tradito

il Bontate, cosi' come avevano fatto i

familiari

dei Grado" (Vol.124 f.56).


Una
Antonino
nelle

riprova
al

presenza

della

momento

dichiarazioni

dell'omicidio
di

proprio nella villa dei

di
si

Grado
ritrova

Gennaro Totta il quale,


Grado

Besano,

aveva

sentito parlare di tale barbaro omicidio.


Anche

Salvatore Contorno riferiva quanto a

sua conoscenza sul fatto:


"Sono a conoscenza della morte
di

Toto'

Inzerillo.

notizia mi e' stata


quale

soggiunse

soppresso

Se
data

che

fatto

mal

non

da

Mimmo

il

predetto

scomparire

del

figlio

ricordo,

la

Teresi,

il

era

stato

insieme

con

il

figlio

di

certo

Pecorella.

fidanzato

con

la

figlia

di

Toto'

Inzerillo.

Sull'argomento

il

Teresi

non

aggiunse

(Vo1.1Z5 f.36).

ne'

io

gli

chiesi altro

- Pag.2.709 -

Tali dichiarazioni portano a


come

sicura

la

far

ritenere

soppressione dei due giovani ad

opera dei "vincenti". dovendosi rilevare come

le

stesse siano concordanti.


il Buscetta aveva appreso dal

invero.

Ed.

Badalamenti alcune circostanze


Giuseppe

Inzerillo.

ne'

avendo

della

fantasia

quest'ultimo

come presente al fatto

di

potevano queste essere

frutto della sua fantasia o


Badalamenti.

dell'omicidio

si

fosse

del

specificato

trovato

Grado

Antonino.
Quest'ultima

circostanza

e'

pienamente

confermata da Gennaro Totta il quale proprio


Grado

aveva

sentito

soppressione

del

racconto

il

giovane

dai
della

Inzerillo

(fasc.pers. f.SO).
Per

il

omicidio e
(Capi

sequestro dei due giovani. il loro

la

118.

119.

Greco Michele.
Salvatore.
Vernengo
Provenzano

soppressione

loro

cadaveri

120). vanno rinviati a giudizio

Greco

Riccobono
Pietro.

dei

Ferrara

Salvatore.

Riina

Rosario. Marchese Filippo.

Greco

Giuseppe

Bernardo.

di

Nicolo'.
B:r:usca

- Pag.Z.710 -

Bernardo,
Geraci

Scaglione

Antonio.

Scaduto

Pietro.

Montalto

Buscemi

Salvatore;

G.Battista;

Salvatore,

Giovanni,

Salvatore.

Savoca

Calo' Giuseppe.

Pullara'

Lo

Bonura

Jacono

Francesco,

Ignazio.

Pullara'

Giuseppe, Cucuzza Salvatore,

Corallo Giovanni. Bono Giuseppe, Motisi

Ignazio,

Greco Leonardo e Prestifilippo Mario Giovanni.


Madonia
avere

commesso

Francesco
il

va

fatto,

prosciolto
essendo

per non
detenuto

all'epoca dei delitti.

i.~.l
.l

Ij,

'J

Pag.2.711 -

6. Omicidio Badalamenti Antonino

Alle

ore

Carabinieri

di

rinvenimento

circa

19

Carini

di

(Vol.2/Q)

del 19 agosto 1981, i

ricevevano

noti2ia

del

un cadavere in localita' "Fondo

Croceo" di quel Comune.

effettivamente,
cadavere

di

individuato

in

detta

un

che,

accertavano

Carabinieri

localita'

individuo,

vi

era il

successivamente

in Badalamenti Antonino, disteso per

terra in prossimita' di una Fiat 127 allo

stesso

intestata.
La

vittima

si

trovava

del cancello di ingresso di


al

cui

un

in corrisponden2a
vasto

agrumeto,

centro, collegata da una strada in terra

battuta dipartentesi da detto

cancello,

vi

era

una villa.
La

vittima

alla testa e varie


corpo,

presentava
ferite

in

una

vasta

altre

ferita

parti

del

tutte prodotte da colpi di arma da caccia

caricata a pallettoni e di revolver cal.38.

~i

11

prime

Dalle

indagini

era

Badalamenti
mentre,

Pag.2..712 -

sceso

apprestava

stato

emergeva

raggiunto

dalla

sua
il

richiudere

che

dai

il

killers

autovettura,

si

cancello

la

con

chiave di cui aveva il possesso.


Attraverso
all'interno

una

fattura

rinvenuta

della villa, ed intestata a Randazzo

Giuseppe, si accertava come lo

stesso

fosse

il

formale intestatario della proprieta'.

Il

Randazzo

dichiarava

Altadonna Francesco, l'unico


immobili,

di

essere,

proprietario

con
degli

mentre il Badalamenti non aveva nessun

collegamento o interesse negli stessi.


Precisava di
con

gli

Accursio

immobili
di

875.000.000,

prezzo

aver

stesso

dal

Palermo
anche
era

acquistato

per
se

il

terreno

costruttore

Marrone

un

prezzo

nell'atto

stato

di

Lire

di vendita il

indicato

in

lire

400.000.000.

Specificava,

altresi',

che

l'

Altadonna

era proprietario di due ettari del fondo,


il

Badalamenti

gli

aveva

mentre
solo

l
1

:1

",1",.,

".'

l
l
\

!
"

':1,

- Pag.2..713 -

chiesto

di

giorno

potere

visitare

la

villa

qualche

cosi',

lo

aveva

Egli,

prima.

suggerendogli

autorizzato,

lavorante "Pino" che stava

di

cio'

farsi aprire dal

eseguendo

lavori

di

aratura.
All'interno

della

villa,

pero', venivano

rinvenuti indumenti appartenenti al


una

nonche'

lastra

torace effettuati in

di

esami

data

Badalamenti,

radiografici del

14.8.79

allo

stesso

Badalamenti.
di

Posto

fronte

a queste circostanze, il

Randazzo, successivamente, chiariva che circa


mese

mezzo

chiesto

di

dato

il

utilizzare

villeggiatura
aveva

prima,

della
le

chiavi

Badalamenti gli aveva


la

sua

un

famiglia
senza

per

villa
ed

la

egli gli

chiedere

alcun

compenso.
Anche

tale

tardiva

pero' ,

contraddetta

"Pino"

(La

da

dichiarazione veniva,
quanto

asserito

Fata Giuseppe) il quale affermava di

essere stato assunto dal Badalamenti


nel

fondo

dal

per

lavori

sin dal decorso mese di aprile e che,

in atto, sempre alle dipendenze del

Badalamenti,

stava

:1

-l

,I

Pag.2.714 !

effettuando

altri lavori in contrada "Cicirrito"

di Cinisi.
Anche

assumeva

l'Altadonna

atteggiamento

apertamente

omertoso, dichiarando

addirittura di non aver mai


il

Badalamenti,

un

conosciuto

in

vita

pur essendo stato accertato che

dello stesso era stato testimone di nozze.


La

ispezione

riservava

per

dovendo gli
presenza

comunque,

gli inquirenti notevoli sorprese,

stessi

di

villa,

della

un

constatare

complesso

che

si

adibito

era

in

riunioni

segrete di elementi di spicco della mafia.


La villa, infatti,

era

composta

da

vani

tutti

scarsamente arredati, con due stanze nelle

quali

erano

stati

sistemati,

due e tre letti con i


In
tra

una

altre

all'esterno,

mentre

lato,
le

stato

ai

nessuna
sistemato

sedie.

Di

apertura
un

tavolo

dette

sedie,

lati del tavolo in numero di

avevano

altre

piano terra, compresa

senza

otto

sistemate

tre per

del

era

rettangolare con
sei,

soli materassi.

stanza

stanze

rispettivamente,

due,

le

spalliere

sistemate

avevano le spalliere piu' alte.

regolari,

a capotavola,
i

.'

"

'I

- Pag.2.715 -

sul

Il Randazzo, sentito
che

il

tavolo

punto,

asseriva

si trovava in quella stanza solo

"per deposito" in quanto doveva essere


in

una

sistemato

stanza che doveva restaurare all'interno

dell'edificio in cui

abitava

e,

comunque,

non

era stato mai adoperato.


Precisava che le sedie erano dodici.
Che,

pero', la villa servisse per riunioni

e per sicuro rifugio lo si poteva arguire,


che

dalla

disposizione del tavolo e delle sedie

ineguali, anche
protetta

oltre

da

dal

fatto

che

la

stessa

era

un muro di cinta, da grate di ferro

alle finestre e da porte rinforzate da lamiere

chiuse con sbarre di ferro.


La

villa,

poi,

esclusiva pertinenza
questi

ne

aveva

non
del

le

poteva non essere di


Badalamenti

dato

che

chiavi d'ingresso, nonche'

aveva le chiavi di un armadio

metallico

muro

(Vo1.2/Q f.4J.
Il

Randazzo - che non ricordava nemmeno il

numero delle sedie


dichiarava

di

poste
aver

intorno
acquistato

al

tavolo
il

fondo

.1

dal

Marrone

risaliva

Pag.2.716 -

1979

nel

proprio

radiografia

la

a quell'anno

del

Badalamenti

rinvenuta nella villa.


rl

La

Fata

precisava

(Vol.2/Q f.16)

aver avuto le chiavi del fondo


Badalamenti

di

aver

direttamente

di
dal

notato che il Randazzo,

che pur saltuariamente veniva sul

fondo

stesso,

non entrava mai nella abitazione.


Tutto

cio', dunque, porta a ritenere. come

detto, che la villa fosse un luogo di riunioni


di

rifugio

di

esclusiva

pertinenza

della

di

viene

vittima.
Ulteriore
dalle

dimostrazione

risultanze

delle indagini bancarie svolte

sul conto di Alongi Giovanni nota

boutique

cio'

di

titolare

di

una

via Liberta' - di cui gia' si

e' detto in precedenza.


Presso
Banca

Sicula

l'Agenzia
veniva

n.1

di

Palermo

della

individuato un libretto di

deposito a risparmio al portatore

di

pertinenza

dell'Alongi.
Su
versato

tale libretto, tra gli altri, era stato


un

assegno

di

lire

4.000.000

emesso

Pag.2.717 -

dalla Sicilcassa - agenzia di


11

giugno

Francesco

1979
e

su

richiesta
di

all'o~dine

(Volo 13/S f.144),

- il

Ca~ini

(Volo 13/S

gio~no

di

Altadonna

Marrone

Accursio

f.162),

(Volo 13/S

f.163).
Tale assegno
del

terreno

riguarda

prop~io

l'acquisto

e della villa dalla quale proveniva

il Badalamenti al momento dell'agguato.


L'Alongi, dal canto
quest'ultimo

suo,

fosse

(Vol.10/S f.26) -

un

confermava
suo

(esame test.

come

cliente

dell'Altadonna

dell'Alongi).
La

vittima veniva indicata nel rapporto di

p.g. come il braccio destro


Badalamenti,

del

sino

Cesare,

al

suo

successore
famiglia
carica
Gaetano.

Gaetano

con questi non in buoni rapporti in

quanto, alla morte del fratello


Manzella

cugino

capo

(:r:ecte,

Cesare,

della famiglia di Cinisi

omicidio)

si

e:r:a

"sentito"

naturale del predetto come capo della


mafiosa,

era

stato

mentre,
chiamato

in

realta' ,

proprio

il

alla
cugino

Pag.2.718 -

generiche

Tali
confermate,

notizie

dovizia

con

di

particolari,

Tommaso Buscetta il quale - proprio


amicizia

con

Gaetano

venivano

per

Badalamenti

Bontate - era a conoscenza

delle

la

da
sua

Stefano

vicende

della

"famiglia" di Cinisi.
Parlando

di

detta "famiglia", il Buscetta

(Vol.124 f. 17) riferiva che il capo ne era


fino

stato

al 1978 Gaetano Badalamenti, poi sostituito

dal cugino Antonino nominato reggente.


I due, secondo il Buscetta, si
Antonino

avrebbe

fatto

di

tutto

tramontare definitivamente la stella

odiavano
pur
di

di

e
far

Gaetano

Badalamenti.
Lo

stesso

(Volo 124 f.66)


Gaetano

Buscetta

riferiva

Badalamenti

di

che

il

(Vo10124 f.65)
aver

appreso

cugino

reggenza

stato

incauto

nell'accettare

famiglia

di Cinisi in odio a lui. Il Badalamenti

era convinto che a far


potesse

la

era

da

uccidere
essere

il

cugino

della

non
stato

t
l

- Pag.2.719 -

alt:z:i

Rosario

che

Riccobono

su

mandato della

commissione e cio' perche' quest'ultimo

gli

era

molto vicino e ne conosceva tutte le abitudini.


Aggiungeva
fra i
ma

il

Buscetta

"Debbo dire che

due cugini vi era certamente

un'antipatia,

che, in ogni caso, era sempre p:z:efe:z:ibile per

Gaetano Badalamenti che a capo della famiglia


Cinisi
mai

vi

suo cugino, che non lo avrebbe

fosse

fatto

di

uccide:z:e

consegnato

nemico,

al

piuttosto che un estraneo.


Badalamenti,

Gaetano

l'omicidio del cugino. disse


ingenuo

nel

crede:z:e

posto a capo della

che

nel
che

commentare

era

stato

un

quelli che lo avevano

famiglia

di

Cinisi

fossero

suoi amici".
Quanto
attendibile
obiettivo

riferito
e

nelle

trova.

dal Buscetta e' altamente


comunque,

successive

un

riscontro

vicende

avutesi in

seno alla famiglia mafiosa di Cinisi.


Detta famiglia era,
una

delle

senza

dubbio

alcuno.

piu' potenti ed attive all'interno di

"Cosa Host:z:a" e cio' e' dimost:z:ato dal fatto

che

- Pag.2.720 -

il suo rappresentante, Gaetano


anche
a

il

1978,

nel

per

apprendere da nessuna fonte,

ragioni

pero' ,

Badalamenti,

rimaneva

ostacolo

alle

egemoniche

sia

il

t:raffico

mire
ruolo

dallo

potute

sebbene
pur

espulso

sempre

un

dei co:rleonesi,

stesso

assunto

nel

internazionale di stupefacenti, sia pe:r

gli innegabili appoggi


altri

non

veniva "posato".

dall'organizzazione,

per

era

capo della famigerata commissione sino

quando,

Il

Badalamenti,

che

poteva

ottene:re

da

membri della cosca a lui legati da vincoli

di parentela o amicizia.
Le vicende della famiglia
:rife:rite

:rappo:rto

nel

Partinico del 27.11.83


e,

comunque,

vale

la

dei

di

Cinisi

Carabinie:ri

((Vol.1/T i.60

pe:ro' ,

rilevare

nel

piu'

segg.)

ampio

stessa,

come tale scontro non

sia stato (e non sia) fine a se'


collochi

di

pena riassumere le tappe

salienti dello scontro all'interno della


facendo,

sono

stesso,

contesto

scatenata dai co:rleonesi pe:r il

lo:ro

ma

si

della lotta
p:redominio

su "Cosa Nostra".

,~~
~

'jl

"I

ii

;'i

in

Proprio
che,

dopo

Pag.Z.7Z1 -

coni:esi:o,

i:ale

gli

omicidi

del

dell'Inzerillo,

si

caccia a Gaei:ano

Badalameni:i

detto,

fosse

appare

ovvio

Boni:ate

scatenata
che,

anche

come

la

si

e'

sebbene "posato", godeva di grande potere

e si poneva come

ulte:riore

mire

alle

ostacolo

egemoniche dei corleonesi.


Questi,

specialmente attzaverso Provenzano

Bernardo, avevano stretto accordi di affari e


potere

con

componenti

alcuni

Badalamenti, quali Procopio Di


Angelo

Antonino,

Palazzolo

del

Maggio,
Paolo

di
clan

Pipitone
Savezio,

Mazzola Salvatore, ecc ..


Altri,

invece,

Impasi:ato

Giacomo,

Badalameni:i

Silvio,

quali

Gallina

Giuseppe,

Finazzo
Natale,

stefano,

Salvatore,

Vito,

Leona:rdo, erano rimasti fedeli al vecchio capo.


1.0

detto

dal

simpatia

stesso

Badalamenti

Buscetta,
per

il

pur

non

cugino,

Hino,

come

avendo
mai

si

gia'

nessuna
sarebbe

sognato

di

pag.Z.72Z -

tradirlo:

bruciata",

la strategia della "terra

quindi,

all'interno

veniva
clan

del

attuata
Badalamenti

significativamente, era proprio Mino


il

primo

anche
e,

Badalamenti

cadere tra coloro rimasti fedeli al

vecchio capo.
All'omicidio del

reggente

della

famiglia

di Cinisi seguivano altri delitti:


il

18

settembre

teso un agguato contro


Maggio

Giuseppe

Di

81, in Cinisi, veniva


Maggio

Procopio,

Di

Impastato Nicolo', cognato e

socio, questo ultimo di Badalamenti Antoninoi


1'1.10.81

in

Carini.

veniva

ucciso

Gallina Stefano, del cui omicidio si dira' olrei


il
Salvatore

in

30.10.81,

legato

ai

Cinisi,

fratelli

Mazzola

Pipitone

sfuggiva ad un agguatoi
il

9.10.81,

in

Palermo. veniva ucciso

Misuraca Calogero, del clan del Badalamentii


il 17.10.81, in
veniva

ucciso

Villagrazia
Marciano'

di

Carini,

Salvatore,

come

:r:irnasto,

Pag.2.723 -

Gallina

Stezano, dalla pa:r:te del

Badalamentii
il 20.12.81, in Terrasini, veniva
fidazzo

socio

Giuseppe,

ed

amico

ucciso

di

Gaetano

Badalamenti;
15.1.82,

il
veniva

in

Isola

Impastato

ucciso

femmine,

delle

Giacomo,

nipote

di

Gaetano Badalarnenti;
il 26.1.82 in Isola dell femmine,
ucciso

l'appuntato

dei

CC. in congedo Piombino

Nicolo' il quale, avendo


di

Impastato

veniva

assistito

Giacomo,

aveva

all'omicidio
fornito

ampia

collabo:r:azione agli inquirenti;


- il 26.11.82,

in

Cinisi,

veniva

ucciso

Badalamenti Salvatore, ziglio di Mino;


il

2.6.83,

Badalamenti

in

Silvio,

Ma:r:sala,

veniva ucciso

nipote

di

Gaetano

Badalamentii
1'8.10.83, in Cinisi, Di Maggio Procopio
szuggiva ad un
sparando
colpi:r:e
Salvato:r:e
Giambanco

secondo

attentato

killer,

su un gruppo di persone nell'intento di


il

Di
e

Maggio,
ferivano

uccidevano
Lo

Bello

Zangara

f:r:ancesco

- Pag.2..72.lt -

estranei.

totalmente

Salvatore.

tre,

organizzazioni mafiosei
15.11.83,

il

Salvatore,

Mazzola

in

Cinisi, veniva ucciso

gia'

sfuggito

precedente agguato e di cui si e '


il
di

veniva

Carini,

elemento
a

21.11.83,

un

ad

prima detto;

all'interno dell'ospedale

ucciso

Badalamenti

Natale,

di spicco all'interno del clan e legato

Gaetano

raggiunto

Badalamentii
da

cinque

lo

stesso

killers

veniva

all'interno della

stanza ove era ricoverata la moglie;


- il 22.11.83,
Palazzolo

Giacomo.

Banco di Sicilia di
mafioso

in

Cinisi,

veniva

ucciso

dipendente della agenzia del


quel

centro

figlio

del

Palazzolo Paolo, ucciso, a sua volta. il

2.9.61.
Questa

lunga

dimostrazione
egomonico

vuoto

piu'

dei

fedelissimi

di

intorno

dimostrazione
disegno.

catena

si'

di

lampante
per

corleonesi
Gaetano
allo
della
da

sangue

la

disegno

sopraffare

Badalamenti e creare il

stesso,
unicita'
non

del

e'

come

pure

e'

la

di tale criminoso

potere

pensare

Pag.2.725 -

mol~eplici~a'

di causali negli

Badalamenti,

di Gallina

omicidi

S~efano

piu'

olt~e.

Si

:r:itiene

o1:a

utile

posizione p:r:ocessuale di

dei quali

Altadonna

quali,

F:r:ancesco

Giuseppe

~eticenti

dichia:r:a2ioni, venivano denunciati,


arresto,

di

si

la

esamina~e

Randazzo

stato

Nino

e di Badalamenti

Silvio, delitti, questi ultimi due,


di~a'

di

a causa delle loro

per

di

~eato

il

in

favo:r:eggiamento personale (Vol.Z/Q %.84>.

e'

si

Gia'

tra

Accu:r:sio,

:r:isultanze

:r:appo:r:ti

Altadonna

p:r:op:r:ieta:r:io

cenno

relative

processuali
inte:r:co:r:si

fatto

Francesco

bancari
e

quest'ultimo

Mar:r:one

del

fondo

ove sorgeva la villa "bunker" del Badalamenti.


Dalla
al

noto

bancaria

documen~azione

Inze:r:illo

Salvatore

dall'esame del c/c

n.120400

stesso

Cassa

p:r:esso

Mon~eale,

aveva

la

all'ordine

segnatamente,

int:r:attenuto

dallo

Rurale ed Artigiana di

si acce:r:tava che

negoziato

e,

sequestrata

questi,

il

13.6.79,

presso detta Agenzia un assegno


di

se

stesso

di

Pag.2.726 -

lit.50 milioni,

:r:ichiedendo,

assegni

di

rCCREA

pa:r:i

che

negoziati

p:r:esso

l'Agenzia

Randazzo

n.1

cont:r:opa:r:tita,

importo

Carioti Giovanni
risultavano

in

di

all'ordine di

Giuseppe,
da

assegni

Mar:r:one Accu:r:sio

Palermo

della

Banca

Nazionale del Lavoro i l 14.6.79.


Si

accertava,

inolt:r:e,

che

firma di

ed,

inve:r:o,

girata del Carioti

fosse

questi

aver mai negoziato o ricevuto

negava

di

apocrifa

la

tali assegni.
I

citati assegni ICCREA per lit.50

venivano

acc:r:editati

nel

l'Agenzia n. 1 di Palermo
Lavoro,

del

c/c

della

intestato

n.2917,
Banca

Marrone

Passalacqua Ma:r:ia, insieme con

milioni

altri

p:r:esso

Nazionale
Accursio

titoli

di

credito per complessivi 250 milioni.


Hon
alcuni

e' i l caso di dilunga:r:si sull'esame di


di

((Vo1.2/Q f.36)

detti
e

titoli

:r:ileva:r:e come. t:r:a questi,


pe:r:

complessivi

ma

segg.',

15

ve

milioni,

di

vale la pena far


ne

fossero

cambio

costituenti

pa:r:ziale

tre,

emessi il 22.5.79

dalla Agenzia di Ca:r:ini della Cassa di


V. E. ,

c:r:edito

Risparmio

contropa:r:tita

del
di

33.000

Pag.Z.7Z7 -

Fxancesco.

Questi,

la

medesima

p~esso

effettuato

U.S.A.

dolla~i

da

Altadonna

aveva

inolt~e,

cambiato

1 ' 1 1 6 .79 ,

Agenzia,

altxi

14.555 dollazi U.S.A ..


Riassumendo
della

alcune

zisultanze

documentazionione

rilevare
dagli

che

non

assegni

provenivano

bancaria.

meno

cambio

da

Marrone

Accursio

di dollari U.S.A., e che

Migliore Salvatore

(uno

assegni

da

negoziati

poteva

si

145 milioni portati

di

negoziati

da

dell'esame

dei

richiedenti

degli

Accursio)

aveva

Marrone

effettuato numerosissime operazioni di cambio


valuta

estexa (dollari U.S.A.> pxesso la Agenzia

di Carini della Sicilcassa. Sentito


il

di

Migliore

operazioni

assexiva
a

di

favore

di

aver

come

teste.

effettuato tali

emigrati

negli

Stati

Uniti.
Un

assegno del

Miglio~e,

di lit.3.Z00.000,

tratto il 6.3.78 sulla Banca Popolaze di


era

stato

accreditato

nel deposito a risparmio

n.20949/31 della succursale 14 di


Cassa

di

Bontate.

Risparmio

di

Carini,

Palermo

pe~tinenza

della

di Giovanni

Pag.2.728 -

Si rilevava. ancora, che Migliore Pietro


ziglio

di

era

Salvatore

testimonianza per non


avesse

aver

imputato
voluto

di falsa

dire

chi

consegnato un assegno circolare di lit 10

milioni. emesso il 9.5.79 e negoziato da

Spatola

Rosario.
Sentiti

come

testi.

Randazzo

Marrone AccuIsio, concordemente


gli

assegni

affermavano

che

in questione costituivano parte del

prezzo di vendita di un
di

Giuseppe e

Villagrazia

di

agrumeto
Carini,

in

territorio

complessivamente

ammontante a 400 milioni.


Successivamente. pero', i
che

il

prezzo

due

ammettevano

era stato di 600 milioni. mentre

e' da credere che fosse superiore

anche

tale

cifra.
Il

Randazzo

dichiaIava

che

portanti la sua firma di girata gli


consegnati

da

Vitale

Gaetano Badalamenti)
interessato,

Salvatore
e

da

gli
erano
(del

Altadonna

quest'ultimo,

assegni
stati

clan

di

FIancesco

all'acquisto

dell'agrumeto del Marrone per 20 tumuli su 87.

- Pag.2.729 -

In
degli

ozdine

assegni

alla
da

causale

parte del Vitale, il Randazzo

dichiarava che il primo


vendere

gli

aveva

promesso

di

un terreno per 550 milioni ed egli aveva

versato, in contati, 200 milioni.


il

l'affare,
denaro (in
dato

consegna

della

in

Vitale

gli

assegni),
contanti

acquistare

Andato a

aveva

mentre

monte

restituito

lui

glielo

il

aveva

in quanto il Vitale intendeva

dollari

USA

da

inviare

al

nipote

negli Stati Uniti.


parte

la

risibilita'

di

tali

dichiarazioni, vi e' da osservare come si sia


fronte

al solito passaggio di denaro di illecita

provenienza,
qualsiasi
sempre in
volta

giustificato
causale

forma

con

pagamenti

restituzioni
ed,

disomogenea:

individuati

titoli

contante,

per

effettuati
invero,

restituiti

con

assegni per restituzione di

prestiti effettuati con denaro contante: mai


ci

una

di credito, questi

sono sempre assegni per prestiti


denaro

di

che

si possa imbattere in una operazione iniziata

e conclusa interamente con assegni.


Sulla
emesso

base
contro

di

questi

elementi,

l'Altadonna

veniva
ed

il

.'

- Pag.Z.730 -

Randazzo

mandato

per il reato di
la

illecita

di

cattura

n.93Z del 25.9.81

ricettazione,

provenienza

essendo

evidente

di quelle centinaia di

milioni che erano serviti ad acquistare il

fondo

dal Marrone per conto del Badalamenti.


Con

rapporto

del

27.11.83, i

della Compagnia di Partinico,


gli

altri,

il

Randazzo

Carabinieri

denunciavano,
l'Altadonna

reato di associazione mafiosa

tra

per il

eeVol.1/T f.GO)

segg. ) .
Evidenziavano
dei due con il
Gaetano

Carabinieri le connessioni

gruppo

Badalamenti

mafioso
e,

prime

facente

capo

di tutte, quelle

gia' esaminate in relazione all'omicidio di

Nino

Badalamenti.
Venivano,
acquisti

altresi', evidenziati i

immobiliari

effettuati,

numerosi

in

special

pero'.

faceva

modo, dal Randazzo.


L'indagine
emergere
immobiliare

il

bancaria,
ruolo

del

di
Randazzo

grande
senza

mediatore
nessuna

connessione con operazione di "ricic1aggio".

Non
potesse
tipo

Pag.~.731

essendo

emerso

nessun

elemento

che

giustificare l'accusa di associazione di

mafioso,

venivano

l'Altadonna

ed

provvedimenti,

con

scarcerati

Randazzo

il

rispettivamente, del 5.4.85 e del 13.3.85.


I due.
per

comunque,

rispondere

personale

dei

di

vanno rinviati a
reati

giudizio

favoreggiamento

di

ricettazione,

vanno

mentre

dal reato di cui all'art.416 bis C.P.

prosciolti

per non averlo commesso.


Tornando

all'omicidio

che

accertato
rientrava

la

degli

vecchio

capo

delitto

e per i

porto

d'armi

rinviati

alleati

Ga~tano

Badalamenti.
dello

stesso

criminoso

di

e dei congiunti del

Badalamenti.

per

tale

connessi delitti di detenzione e

(Capi

121,

12,Z,

123).

vanno

a giudizio Greco Michele. Greco Ferrara

Salvatore, Riina
Marchese

uccisione
programma

nel

eliminazione

del

Salvatore,

Filippo,

Riccobono
Pietro,

Greco

Giuseppe di Nicolo', Provenzano Bernardo.

Brusca

Bernardo.

Vernengo

Rosario.

Pag.2.732 -

Salvato:r::e,

Scaglione

Calo'

Antonio

"nene'",

Scaduto

Piet:r::o,

Montalto

Salvatore,

Buscemi

Salvatore,

G.Battista,

Giuseppe,

Giovanni.

Pullara'

Bonu:r::a

Lo

Ge:r::aci
vacono

F:r::ancesco.

Ignazio,

Pullara'

Savoca Giuseppe, Cucuzza Salvato:r::e ,

Corallo Giovanni, Bono Giuseppe, Motisi

Ignazio,

Greco Leonardo e Prestifilippo Mario Giovanni.


Madonia
avere

commesso

Francesco
il

va

fatto,

all'epoca dell'omicidio.

prosciolto
essendo

per non
detenuto

- Pag.2.733 -

7. Omicidio Gallina Stefano (Vol.1/V)

Il

1~

ottob%e 1981 - alle ore 13,30 ci%ca

- alcune teleionate anonime giunte alla


dei
poco

di

Ca~abinie%i

fosse

stato

Carini
consumato

Stazione

segnalavano come da
un

omicidio

nei

p%essi del passaggio a livello di detto Centro.


Ca%abinieri,

giunti

sul

posto,

constatavano che all'altezza del civico 21


Via

Provinciale

sostava

BMW

una

della
targata

PA-544227 - posta in mezzo a detta st%ada

con

senso di ma%cia verso la ss.113.


Sul
p%ivo di

sedile
vita,

anterio%e

Gallina

sinistro

Stefano,

giaceva,

dagli

stessi

Carabinie%i ben conosciuto pe%che' diifidato.


Si

apprendeva,

altresi',

della vittima, Simonetta


sua

volta

fe%ita

ed

Maria,
e%a

p%esso l'Ospedale di Carini.

che

la

e%a

rimasta

stata

moglie
a

accompagnata

- Pag.Z.734 -

della

cent~o

vezso

strada.

Palermo,

p~odo~ti

sportelli

pneumatico

di

fe:rma

numerosi

a:rma

al

di marcia

senso

il

ca:r:roz2e~ia.

fori

da

fuoco

mentre

sul
vetri

ante:riori erano frantumati e il

ante~iore

sinistro risultava forato.

Il Gallina. in
essere

era

presentava

parab:rezza e sulla
degli

con

colpi

da

detto,

come

L'au~ove~tu~a.

sede

autoptica.

risultava

stato attinto in varie parti del corpo da

sette proiettili cal.38.


In localita' "Foresta" di
inolt:re,

:rinvenuta

una

Alfa

completamente distrutta dal


p~ovvedevano

veniva,

Cal:ini,
Romeo

fuoco

ed

Giulietta
VV.FF.

a spegnerne le ultime fiamme.

L'auto

era

Natale ed allo

di

stesso

di

prop~ieta'

el:a

stata

Mercadanti

sottratta

la

notte del 18 agosto 1981 in Palermo.


T:r:attavasi,
usata
stante

dai
le

molto pl:obabilmente. dell'auto

killer

pe:r

l'agguato

Gallina,

al

modalita' della sua distruzione nello

stesso arco di tempo in cui era

stato

consumato

il delitto.
Simonetta
dell'omicidio,

Maria
verso

riferiva
le

ore

che
14 ,

il
dopo

giorno
aver

assistito

al

Domenico
il

Pag.2.735 -

matrimonio

presso

marito

"Foresta"

la

si

stava

ove,

nel

via,

la

nipote

dirigendo

ave:z:

localita'

in

ristorante "La Campagnola",

la

il
Bl'1W

banchetto
del

bloccato

cui

mezzo,

il

nuziale.

marito

sorpassata da altra autovettura i


dopo

Simonetta

chiesa Madre di Carini, con

si sarebbe dovuto tenere


Lungo

del

veniva

occupanti,
esplodevano

nume:z:osi colpi di a:z:ma da fuoco.


In preda al panico,
dare

la

donna

non

sapeva

nessuna altra utile indicazione sui kille:z:,

sulle armi adoperate o sulla dinamica del fatto.


Licastri Emilio
con

riferiva

che,

precedendo

la sua auto quella di Gallina stefano, stava


al

recandosi

ristorante

"La

Campagnola"

per

partecipare al banchetto nunziale.

circa

fe:r:roviario
senso

250 metri dal passaggio a livello

notava

t:z:asve:rsale

una

autovettura

:rispetto

all'asse

strada. Detta auto impegnava il senso


opposto

al

ferma

di

in
della

marcia

suo, anche se con la parte anteriore

:rivolta verso la SS.113.

- Pag.2.736 -

Notava, alt:esi', quattro uomini fermi


destro

margine

all'altro, intenti a
della

strada,

della

guardare

uno

verso

sul

accanto

il

centro

carreggiata, tanto da dargli l'impressione

che si fosse verificato un incidente stradale.


Subito dopo aver
comunque,

dopo

superato

ci:ca

60/70

colpi di arma da fuoco per


bloccava

il

suo

mezzo

detta

metri,

auto

e,

udiva

dei

cui,

istintivamente,

si

rannicchiava per

proteggersi.
Proprio
rumore

di

in

quel

momento,

percepiva

il

un'autovettura che proseguiva ad alta

velocita' in direzione della SS.113 e riusciva


legge:e,

a distanza di circa 40 metri, le ultime

due cifre della targa, indicandole in "38".


Il mezzo che si allontanava era
poco

prima

avvistato

fermo

in

lo

stesso

mezzo

alla

carreggiata ed era di colore giallo.


Il Licastri,
sceso

di

essersi

Gallina ed aveva
morto,
paI:ente.

mentre

quindi,

avvicinato

constatato
la

riferiva

moglie

come

alla

di

essere
BMW

questi

del
fosse

veniva soccorsa da un

- Pag.2.737 -

Sul

luogo

del

il

sop~aggiungeva

Ca~abinie~e Tao~mina

originario di Carini ed
stazione

di

poco

delitto.

in

servizio

Borgo

Palermo

dopar
Angelo -

presso

la

Nuovo - il quale

riferiva che:
le

ve~so

transita~e

ore

bordo

da Palermo per far

trovava

si

della sua auto, proveniente

rito~no

a Carini;

giunto a circa 200 metri dal passaggio


livello

di

Carini

aveva

notato

una BMW con a

bordo una donna in preda a forte agitazione;


- nel frattempo aveva notato a circa
metri

dalla

sua

auto

colore giallo con


appazente

eta'

15-20

una Alfa Romeo Giulia di

bordo

un

individuo

dalla

di 30-35 anni che effettuava una

repentiva invezsione di marcia per poi

dirigersi

velocemente verso Palermo;


aveva
di

grave

e,

intuito che era accaduto qualcosa


quindi,

l'inversione

riprendere

marcia,

di

all'inseguimento

effettuata

della

contatto

con

si

Giulia,
la

era

volta
posto

riuscendo

stessa

della zona industriale di Carini;

sua

nei pressi

- Pag.2.738 -

- aveva constatato che


impossibile
velocita'

zaggiungeze
sostenuta

dall'inseguimento.

gli

l'auto
ed

mentze

sazebbe

stato

che pzocedeva a
desistito

aveva
la

pzedetta

auto

imboccava lo svincolo autostzadale pez Palezmoi


comunque,

- eza r:iuscito.

zilevaze

il

numezo di tazga che indicava in PA-453236.te

immediate

indagini

tazga

appaztenesse

come detta
Alfa

Romeo

facevano

zilevaze

pzopzio

ad

una

Giulietta di coloze giallo intestata

ad Alimena Pzovvidenza. r:esidente in Isola

delle

Femmine, via Volta n.6.


Bzuno

Antonino

mazito

della Alimena -

dichiazava che detta auto eza stata pzelevata


mattino

del

ottobze

dal

figlio

il

Bzuno

Francesco.
Il Bzuno non veniva rintzacciato, ne' i
lui

genitozi

ezano
pez

indicazioni
concordemente,
uscito di
7-7,30.

casa

in

gr:ado

di fornize utili

localiz~~azlo

dichiar:avano
quel

che

ottobre

di

anche
lo

se.

stesso eza

vezso

le

oze

- Pag.2.739 -

La
Bruno

successiva

dava

esito

pexquisizione
negativo

proprio

ed,

in

casa del

essendo

stata

conseguenza

della

individuazione della "Giulietta"

gialla,

dovra'

ritenersi

stata

effettuata

come

in

negativa

fosse

anche la

ricerca della suddetta auto.


Si accertava, comunque, che
socio

una

di

denominata

impresa

"Immobiliare

di

il

Bruno

costruzioni

Sicania",

era
edile

insieme

con

Vitale Paolo e Biondo Salvatore.


Venivano

sentiti

dipendenti

impresa, Lo Cicero Vincenco,


e

Puleo

Costantino

concordemente,
Bruno

in

di

Tripiciano

(Vo1.1/V f.138)

affermavano

di

aver

Edoardo
i

quali,

visto

il

cantiere, di mattina, quel 1 ottobre e

di averlo, successivamene, r.ivisto verso


13/13,30

tale

mentre

le

ore

si trovava, solo, presso la sua

abitazione di via A.Volta, con la sua auto.


Risentiti lo stesso giorno
Lo

Cicero,

il

Tripiciano

ottobre,

ed

il

Puleo,

ammettevano di aver visto il Bruno solo verso


ore

del

ottobre,

il

le

mentre

- Pag.2.?QO -

escludevano

di

averlo

poi rivisto verso le ore

13-13,30, non sapendo spiegare il


precedente,
<Vol.

contrastante

f.139) -

<Volo

perche'

della

dichiarazione

f. 142.).

Campanella r.sco Paolo -

altro

dipendente

riferiva di aver visto il Bruno in cantiere il


30 settembre verso le ore 9 e di non averlo

visto,

nemmeno

il

giorno

di

assenza dello stesso Bruno era

Cesare

paga, in cui. in
stato

Paolo

dipendente della

~ltro

impresa - dichiarava il 6 ottobre


era

solito

dipendenti,
settimana

provvedere
e

retribuito

f.1Q5) .

dal Vitale <Volo


Di

piu'

cio'

alle

sino

che

il

Bruno

retribuzioni
al

sabato

dei
della

precedente. mentre l'ultimo sabato - 3

ottobre - erano stati pagati dal Vitale.


Precisava il De Cesare che nel corso
settimana

il

Bruno

non

visto in cantiere, mentre

erano

stati

tutti

precedente

era

della
stato

presenti

i giorni il vitale ed il Biondo i quali si

allontanavano dal cantiere


per fare colazione.

~olo

dalle 12 alle

13

I
'I

- Pag.Z.741 -

Esprimeva
giovedi'
stati

la

certez2a

che

ottobre il Biondo ed il

nel

cantiere

anche

Vitale

il

erano

e, come al solito, si erano

allontanati dalle 12 alle 13.


Questa

ultima

circostanza

la

bene in relazione al Vitale (Vol.1/V


Salvatore

Biondo

ricordava

(Volo 1/V

~.150)

(Vol.1/V %.153) contrariamente a quanto


dagli

altri

dipendenti,

riferiva

asserito

che il Bruno

era giunto in cantiere la mattina del


verso

le

ottobre

ore 9. Dopo qualche era, lui, i l Bruno

ed il Vitale si erano portati a circa

di

distan2a

recinzione

~.147).

di

dal
un

cantiere
villino

per
gia'

100

metri

tracciare
esistente

la
ed

avevano iinito detto lavoro verso le ore 14.


Avevano

consumato

e, successivamente,

erano

la

cola2ione sul posto


tornati

al

cantiere

dove si erano trattenuti sino alle ore 17.

Pag.2..742 -

Aggiungeva
cantiere,

che

seppure

il

per

Bruno
pochi

era

tornato in

minuti.

anche

successivi venerdi e sabato.


Vitale
f. 157)

(Vo1.1/V

Paolo

confermava

dichiarazioni
Bruno

il

riferire

rese

giorno

f.154)

(Vo1.1/V

sostanzialmente

le

dal Biondo sui movimenti del


1

ottobre

insisteva

nel

che loro tre erano stati a tracciare la

recinzione

avevano

ed

passato

insieme

la

giornata.
due

venivano,

arresto con

la

personale,

essendo

ovviamente,

imputazione

di

palese

relazione ai movimenti del Bruno

tratti

in

favoreggiamento
il

mendacio
nella

in

giornata

del 1 ottobre.
Si

provvedeva, comunque, a rintracciare il

proprietario del
avevano
Il

parla~o

villino

della

cui

recinzione

il Vitale ed il Biondo.

predetto

identificato per Luparello

Santo - dichiarava di aver incaricato il


il

Vitale

Biondo,
ed

il

Bruno

Pag.2..743 -

dei

lavori

di

recinzione

villino in contrada "Inserra" di

del

Palermo,

suo
vex:so

la zine di luglio primi di agosto.


Gli

stessi

dichiarato

di

avevano

non

acc~ttato,

potere

iniziare

ma avevano
subito

lavori perche' altrove occupati.


fine

agosto,

avendo

appartamento di via Cataldo


costretto

venduto

Parisio,

era

suo
stato

trsferirsi nel residence Marbela in

attesa che fosse reso abitabile il


villino

il

pe:ctanto,

e,

accellerare i

lavori di

aveva

suo

pregato

recinzione

predetto
i

tre di

agli

stessi

affidati.
Aveva,

quindi,

sicuramente prima della


recinzione

era

terra e che i
Dei

fine

di

notare

che

settembre,

la

gia' stata tracciata con calce e

lavori erano iniziati.


lavori

esclusivamente
Biondo,

potuto

mentre

il

il

si
Vitale,
Bruno

occupava

quasi

con l'assistenza del


era

presente

solo

saltuariamente.
Precisava

come fosse da escludere che i l 1

ottobre 1981 la recinzione con la linea di

calce

Pag.2.744 -

dovesse ancora esse:re


Le

indagini

accla:rato

come

cantie:re

la

(Vol.3/V f.83).
dunque,

ist:rutorie,

il

allontanatosi,

t:racc~ata

avevano

B:runo si fosse p:resentato in

mattina

del

non

stato

e:ra

e,

ottobre

piu'

visto, ne'

quel gio:rno. ne' nei successivi giorni.


Il tentativo di fo:rni:re un alibi
da

parte

dei

suoi

soci

mise:ramente naufragato:
stati

smentiti

dai

vitale
due,

della

gio:rnata

del

stati smentiti
del

dal

Bruno

Biondo era

infatti,

dipendenti

sulla p:resenza del Bruno in

al

della

cantiere

erano
impresa

nel

corso

ottobre. come pure erano


Lupa:rello

sulla

recinzione

villino pe:r t:racciare la quale tutti e t:re i

soci sarebbero :rimasti a lavorare sino

al

primo

pomeriggio di quel fatidico 1 ottobre.


To:rnando
segnatamente,
osservare

alla
alla

come

scena
BMW

sulla

del

del

Gallina,

stessa

si

e,
deve

fossero

state

striatura

dalla

rinvenute tracce di

una

lunghezza

sulla fiancata sinistra, dal

di

mt.2

parafango posteriore allo

lunga

delitto

sportello

posteriore,

Pag.2..745 -

p:r:odotta ve:r:osimilmente da collisione


(Vol.1/V f.48),

autoveicolo
ve:r:nice,

nonche'

con

alt:r:o

t:r:acce

di

presumibilmente beige.
disposta

Veniva
la

acce:r:tare

perizia

natura

pe:r:

tecnica

caratte:r:istiche

le

chimico-fisiche e meccaniche di

impronte

alcune

e t:r:acce esistenti sulla car:r:ozzeria della BMW.


Vo1.3/V f.2.42.)

Pe:r:ito

Il

riferiva come l'esame,


att:r:ezzatu:r:a,
l'impronta

avesse

effettuato
permesso

a:r:gomento

in

con

adeguata

di accertare che

consisteva

in

un

di smalto di finitura di tipo sintetico

"riporto

te:r:moindurente a tono cromatico giallo


doveva

segg.)

ritenersi

superficiale,
l'unita'

in

l'esito

di

un

andamento

ad
esame

ed

altra

ca:r::r:ozze:r:ia definita a mezzo

chia:r:o

di tipo

urto

continuo,
autovettu:r:a,
p:r:odotti

fra
con

sintetici

(smalti) a tono c:r:omatico giallo".

In
st:r:iatu:r:a

b:r:eve,
fosse

il
stata

Pe:r:ito

:r:ilevava

p:r:odotta

alt:r:a autovettu:r:a di colo:r:e giallo.

come

dall'u:r:to

la
con

- Pag.2.746 -

Depositata

la

relazione di perizia in cui

si e' detto, perveniva. in data 29.11.82,


una

istanza

dei

difensori

con

<Vo1.3/Y f.274)

la

conclusioni peritali,
opportuno

una

proprieta'

si

suggeriva

ispezione

al

fine

stato

sullo

quale, preso atto delle

della

dell'imputato

familiari,

di

della

Bruno

del

come

fosse

autovettura
possesso

in

"acquisire

di
dei

la certezza

caTrozzeria

della

verniciatura".
Veniva
"Giulietta" del
corso

dei

cosi' ,

fuori.
Bruno

che

numerosissimi

la

fantomatica

invano

cercata

controlli

accurate perquisizioni. ora risultava

nel
delle

essere

in

possesso dei genitori dello stesso.


Il

giorno

11

gennaio

83 venia conferito

allo stesso Perito il nuovo incarico


sulla

auto

di

perizia

"Alfa Romeo Giulia Nuova Super 1300"

targata PA-453236 <Vol.3/V f.283'.


La
permetteva

relazione
di

far

Yo1.3/V f.314)
naufragare

anche

segg.)

questo

- Pag.2.7't7 -

ulteriore

di

tentativo

maldestra

difesa

approntato dal Bruno e dai suoi genitori.


Rilevava, infatti, il Perito che:
di

trattavasi

una

berlina

con

carrozzeria in tono cromatico giallo;


denunciava,

l'autovettura
evidenza,

gli

ripristino
dello

esiti

di

interventi

in

tutta

estesi

di

della verniciatura e, in particolare,

smalto

prodotti,

di

mezzi

finitura,
d'opera

impiego

con

di

di tecniche in tutto e

per tutto diverse da quelle orginali;


lo

smalto

artigianali,

era

stato

dato

macroscopiche

film

di

vernice

difformita'

da

denunciavano

zona a zona della

carrozzeria, con variazioni comprese

micron
quelli

mezzi

(pistola ad aria compressa), mentre

gli spessori del

220

con

fra

100

e, comunque, di gran lunga superiori


originali,

normalmente

contenuti

in

rilevati

in

misura non superiore a 60 microni


gli
alcune zone
anteriori

spessori

maggiori,

circostritte,
e

cofano

quali

alloggio

posteriore,

interventi di ripristino

della

risagomatura dei lamierati;

fari

documentavano

carrozzeria

con

Pag.2.748 -

in

l'autovettura,
tracce

evidenti

atto,

fatti

di

non

mostz:ava

traumatici

anche

supe:rficiali e di modesta entita'i


le

attuali

condizioni

degli smalti di

finitura testimoniavano interventi di


avvenuti

in epoca compresa tra i

ripristino

12 ed i

16 mesi

antez:ioz:i alla data dell'accez:tamentoi


- i :riporti di smalto a suo tempo
sull'autovettura
non

avevano

impiegati

BMW

attinenza
per

(quella

520

alcuna

rilevati

del Gallina)

con

prodotti

definizione

l'attuale

della

be:rlina in esamei
questi
impiegati

ultimi,

dall'Alfa

alla gamma

di

diversi

da

quelli

Romeo, potevano appartenere

prodotti

usati

dalla

Fiat

per

alcune sue auto.


Bruno,

Il

dell'accertamento,
:riparare

la

cioe',

12

aveva

mesi

16

provveduto

p:rima
far

ca:r:rozzeria e a far :riverniciare di

giallo l'auto, con

prodotti

diversi

da

quelli

impiegati dalla casa costruttrice.


Cosi'
tracce

di

dell'impatto

facendo,
st:riature
con

la

l'imputato
:riportate
BMW

del

eliminava

le

caUSa

Gallina

-- Pag . 2 . 749 -

sostituiva

la vernice, sicche' non vi

corrispondenza alcuna tra le

tracce

lasciate

vernice

sulla

BMW

la

"Giulia": tali si rivelavano


trarre

dalla

perizia

accertamenti richiesti
dal G.l.

le
e

dal

piu'

~osse

di

vernice

della

sua

conclusioni

da

dai

successivi

ed

effettuati

P.M.

Vol.3/V f.3Z7) e segg.).


accertamenti,

Detti
effetuati

per

accurate

acclarare

ricerche

della

di individuare chi e

come

infa ttL
se

vi

venivano

erano

state

"Giulia" e per tentare


avesse

effettuato

lavori di "ripristino" sulla stessa.


Veniva

(Vo1.3/V f.328)

Ribaudo
nelle

sentito, innanzitutto, l'Ing. Ennio

due

perizie

Perito

- e questi riferiva che, per

eseguire accertamenti sulla "Giulia"


era

stato

rilevato

dell'Ufficio

del

a casa dallo avvocato Ganci

(difensore dell'imputato), il quale, con


auto,

lo

aveva

Bruno,

la

sua

condotto in Isola delle Femmine

davanti ad un garage.

.'

- Pag.2.750 -

Qui gli
si

stato

qualificato

e~a

ment~e

e~a

all'inte~no

stata fatta
Lo

trova~e

un

p~esentato

com
del

il

del

pad~e

garage

uomo

stesso

che

B~uno,

gli

era

l'auto.

stesso avv. Ganci gli aveva specificato

come il garage si trovasse a circa 200 mt.

dalla

abitazione del Bruno.


Precisava
di

g~ado

il

indicare

~ipa~azioni

Ribaudo
chi

rilevate

brillantezza

che le

non

avesse

essere

effettuato
e

sull'autovettu~a

comunque, queste risalivano


la

di

ad

epoche

piu'

recenti

le
che,

diverse:

degli smalti gli faceva

riparazioni

in

e~ano

dedu~~e

quelle

della parte anteriore dell'autovettura.


Il
di

Comandante

Partinico

svolgere
ga~age,

disposto

nonche'

pe~

pe~

anche

di

Carabinie~i

incaricato

individuare

individuare

riparazioni

veniva chiesto
militari

quindi,

veniva,

indagini

le

della Compagnia

il
chi

di

citato
avesse

sull'auto. Al predetto
indicare

nomi

dei

dell'Arma incaricati delle ricerche del

Bruno e della sua autovettura.


Con

il

rapporto

eeYol.3/Y f.330)

del

27

gennaio

1984

- Pag.2.751 -

la Compagnia cc. di Partinico indicava i

segg.) ,

nominativi dei Militari impegnati nelle

ricerche

di cui sopra.
lo

Con

rapporto

stesso

sequestro

l'avvenuto

si

dell'auto

segnalava

trovata

in

possesso di Tesauro Girolamo.


(Vo1.1/V

Quest'ultimo

f.345)

dichiarava

che:
nel

1981

dell'imputato)

Bruno

gli

aveva

Antonino
offerto

(padre

in

vendita

concordato

il

prezzo,

presentava

macchie

un'auto che deteneva in un garage;


provata l'auto e
l'aveva acquistata;
poiche'

l'auto

ruggine, aveva contattato un carrozziere

per

di
la

eventuale riverniciatura;
a
eseguire
rinunciato

causa
detta
ed

dell'estate 83, a

dell'alto costo necessario per


riveniciatura,
aveva
far

solo

vi

provveduto,

installare

l'impianto di alimentazione a gas;

sulla

aveva
prima
stessa

- Pag.2.752 -

nel

novembze

1983

del

aveva avuto un

incidente stzadale all'inczocio tza via

Leopazdi

e via Pipitone Fedezico;


mentze

eza

possesso

in

di

autovettuza, Bzuno Antonino gliela aveva


in

pzestito

pez

qualche

giozno

detta
chiesta

e, cosi', lui

gliela aveva data pez un 15 gioznii


- nessun altzo tipo di lavozo
effettuaze

sull'auto,

aveva

fatto

tzanne il citato impianto

a gas e la pulituza dei cazbuzatozi.


Bzuno Antonino (Vol.1/V
di

f.347)

avez venduto l'auto al Tesauzo con l'impegno,

da pazte di costui, di pezmetteze


di

dichiazava

eventuali

pezizie

sulla

infatti, ziottenuto la pzedetta


difensoze

(del

figlio)

la

esecuzione
Aveva,

stessa.
auto

gliene

quando
aveva

il

fatta

zichiesta.
Escludeva,

comunque,

di

avez

fatto

eseguire lavori su detta auto.


rl
f.354)
venduta

Tesauro,
aggiungeva
i

successivamente
che

l'auto
primi

gli

(Vol.1/V
era

mesi

stata
di

Pag.2.753 -

(1982),

quell'anno

d'inverno e che

in quanto ricordava che "era

nell'estate

Specificava

macchina".

io

che

avevo

gia'

l'autovettura

stata da lui ritirata in una autorimessa

la
era

sita

pochissimi metri dal caseificio del Bruno.


In

una ultima occasione precisava (Vol.1/V

f.365) che l'auto gli era


Bruno
aveva

il

stata

consegnata

dal

1 agosto 1982, lo stesso giorno in cui

subito

una

contravvenzione

perche'

sorpreso a circolare senza il bollo.


L'autovettura,
i

quindi,

primi dell'ottobre 1982 ed

l'aveva restituita
il

Bruno

non

gli

aveva specificato i motivi di questa richiesta.


Era

sicuro

di

non aver effettuato lavori

in detta auto in tutto il periodo in cui


stato
stessa

in

possesso,

auto

avesse

come

ne

era

pure escludeva che la

subito

riparazioni

nel

periodo in cui era stata riconsegnata al Bruno.


L'ing.

Ribaudo

(Vol.1/V

di aver compiuto accertamenti

f.364)
sulla

precisava

Giulia

del

- Pag.2.754 -

nelle

B~uno

o~e

antime~idiane

del

gio~no

ma~zo

1983 (Vol.1/V f.367).


I

Militari dell'Arma che aveva

alle ricerche e

del

concordemente,
accurate

B~uno

dichiaravano

sua

auto,

aver effettuato
mezzo,

del

((Vol.1/V

infruttuosamente,

della
di

anche

rice~che

pa~tecipato

ma

f.350) e segg.) nel

delle numerose perquisizioni.

co~so

Nessun
venne

B~uno

dalle

Ca~abinie~i,

che

fuori

sulla sua auto

cio',

dichiarazioni

dei

del tutto ovvio se solo si pone

e'

mente al fatto

del

l'auto

cercata

accuratamente

prescindendo

venuto

quindi,

dubbio,

che

il

proprio
notata

nome

dell'imputato

effettuando
sul

luogo

e~a

acce~tamenti

dell'omicidio

del Gallina.
Gli

accertamenti

del

Ribaudo, effettuati

nel marzo del 1983, evidenziavano come


di

ripristino

effettuati
ritenere

12/16
che

della
mesi
tali

vernice
p~ima:

lavori

proprio in epoca prossima e

lavori

erano

stati

cio'

porta

vennero

posterio~e

eseguiti
a

quella

dell'omicidio del Gallina.


j

".'
~

- Pag.2.755 -

L'auto,

subito

del Gallina, e%a


stata
del

stata

nascosta
B%uno,

dopo

in

si

l'impatto con la BMW

fatta

un

%ipa%a%e

ed

e%a

ga%age non di pe%tinenza

che

impossibile

stato

%inveni%la.
Se

il

B%uno,

av%ebbe

non

subito

avesse
messo

avuto nulla da
a

disposizione

degli inqui%enti detta auto.


Aveva,

invece,

occultato

non

di

%ive%niciatu%a
quando gia'

effettuati e, dopo olt%e 16 mesi,


conoscevano

si

acce%tarnenti
Gallina,

la stessa anche

c%omatici

aveva

dell'esame

tentato

peritale

diversita' delle

risultati

degli

effettuati sulla BMW del


di

sulla

vernici

gioca%e

la

stessa, sicuro della


e

della

eliminazione

delle striature.
Che

il

dell'omicidio
evidenziato

Bruno
del

anche

sia
Gallina,

dal

falso

l'auto%e

comunque,

e '

alibi allo stesso

fornito dal Vitale e dal Biondo e di


ampiamente detto.

materiale

cui

si

e'

- Pag.2.756 -

Giova
quel

ribadire

giorno

lo

videro

mentre

mattinata,

che i

dipendenti del Bruno

solo

nella

primissima

allontanarsi

videro

cantiere gli altri due soci solo per l'ora


colazione:

cio'

confermato

dal

affermato

che

stato

e '

Luparello

che

dal
della

ulteriormente
ha

decisamente

la recinzione del suo villino era

gia' stata effettuata molto tempo prima

di

quel

ottobre 81.
Individuato

uno

dell'omicidio

degli

si

allontanava

"Giulia" con la quale aveva,


il

Gallina

resta

da

materiali

proprio

sorpreso

precipitosamente

autori

con

mentre

bordo della

altri,

esaminare

atteso

il movente

dell'omicidio stesso.
Gallina
famiglia

stefano

apparteneva

ad

Ci "Malavita") tristemente famosa nella

zona di Villagrazia di Carini

per

vari

delittuosi.

suo

cugino

Gallina

Vito

stato ucciso in Fabriano


altro

suo

una

il

4.2.74,

episodi
- era

mentre

un

cugino - Gallina Giovanni - era stato

ucciso a Carini subito dopo, il 26.5.74.

- Pag.2.757 -

Gallina Salvatore,
Vito

fratello

dei

suddetti

e Giovanni, era stato tratto in arresto dai

cc. di Palermo il 22.10.80 perche'

implicato

fatti

stupefacenti,

connessi

al

traffico

mentre un altro Gallina


della

vittima,

cattura

pure

cugino

(n.220/S0)
per

Palermo

di

G. Io

Salvatore,

risulta essere latitante perche'

colpito da mandato di
dal

di

in

emsso

traffico

di

stupefacenti.
Pipitone
spicco

della

Angelo
mafia

Antonino
di

di

stupefacenti

dal G.I. di

Palermo):

di

Carini - e imputato nel

presente procedimento penale,


traffico

elemento

lo

e'

implicato

nel

(m.c. N.240/80 emesso


stesso

e'

un

altro

cugino della vittima.


Nell'agosto
l'abitazione
scoperta

del

una

1980,

del

predetto

raffineria

Alberto ed altri), mentre


abitazione

della

villa "bunker" di
il

18

mafiosa

agosto
di

Cinisi,

die tro

Pipitone

veniva

di

eroina

(Gerlandi

nei

pressi

di

raffineria

Badalamenti
81),

proprio

si

trovava

Antonino

reggente
succeduto

detta

della

la

(ucciso
famiglia
Gaetano

Badalamenti nel controllo di detta famiglia.

.~
..

'~

Pag.2.758 -

inquadra

per:Eettamente

eliminazione

dei

quindi,

si

strategia

di

Gallina,

del

L'omicidio

nella

":Eedelissimi"

Gaetano

di

Badalamenti.
Ed, invero, dopo la eliminazione di
dei

suoi

cugini,

alcuni

dopo l'arresto e la latitanza

di altri, Gallina Ste:Eano aveva assunto un


di

preminenza

venendo,

all'interno

cos i' ,

riferimento

ad

di

detta

famiglia,
punto

un

~sse:!:e

ruolo

di

e di :Eorza per tutti gli altri amici

del Badalamenti.
Non
isolare

va,
il

infatti,

potente

eliminati Badalamenti
Badalamenti
Badalamenti
Badalamenti

boss

dimenticato

(Marsala

Silvio

2.6.83),

(Car ini , 21 . 1 1 . 1 983 )

(20.2.84

Salvatore

Rep.:Eed

(Cinisi,

Badalamenti Antonino (Carini,

di

Gallina e'
anche

Badalamenti
altamente

Ted. )

19.11.1982)

18.8.1981).

La stessa successione cronologica


omicidi

per

di Cinisi siano stati

Natale
Agostino

come

Antonino

indicativa

se

tra
e

gli

Ste:Eano

rapportata

al ruolo assunto dai due all'interno della

:Eamiglia di Cinisi.

Secondo

Pag.2.759 -

quanto

riferito
emerso

oggettivamente

quanto

dal

Buscetta

dalle

relative all'omicidio di Badalamenti


si

questi

visto

e '

aveva

indagini
come

Nino,

sostituito,

decisione della commissione, Gaetano

per

Badalamenti

come capo della "famiglia" di Cinisi.


pero' ,

Trattavasi,

Badalamenti e, con l'ex


attivo,

rappresentava

sempre

pur

capo
una

ancora
minaccia

di

un

libero

ed

alle

mire

egemoniche dei corleonesi.


Badalamenti Mino viene,
e,

18 . 8 . 8 1

dopo

Stefano

anche
Natale,

altro

cos i' ,

ucciso

il

mesi. appena, viene ucciso

due

Gallina,

mentre

componente

Badalamenti

della famiglia, viene

ucciso nel novembre del 1983.


Il
valutato
di

Nino

latitanza

ruolo

del

proprio

Gallina,

Badalamenti,

e, quindi, nella
e

va

all'arresto

alla

di alcuni cugini del primo: tutto cio'

preminenza

amici

ripete,

in relazione alla soppressione

aveva posto il Gallina stesso


di

si

all'interno
logica

congiunti

del

in

posizione

del clan Badalamenti

dello
vecchio

eliminazione era inevitabile.

una

sterminio
capo,

degli
la

sua

- Pag.2.760 -

Per l'omicidio del Gallina, per il


di

omicidio

Simonetta

Maria,

nonche'

connessi delitti di detenzione e


(Capi

131 ,

Vernengo

Greco

Ferrara

Riccobono
Pietro,

Provenzano

Greco

Scaduto

Montalto

Salvatore,

Salvatore,

Salvatore,

Giuseppe

armi

Riina

Nicolo' ,

di

Brusca Bernardo, Scaglione


Giuseppe,

Calo'

"nene''',

Giovanni,
Bonurn

Pullara'

Geraci
Lo

Antonio

Jacono

Pietro,

Francesco,

Buscemi

Ignazio,

G.Battista, Savoca Giuseppe,


Corallo

di

Rosario, Marchese Filippo,

Bernardo,

Salvatore,

porto

per

132, 133), vanno rinviati a giudizio

Greco Michele,
Salvatore,

tentato

Pullara'

Cucuzza

Salvatore,

Giovanni, Bono Giuseppe, Motisi Ignazio.

Greco Leonardo, Bruno Francesco

Prestifilippo

Mario Giovanni.
Vanno

rinviati

a giudizio per rispondere

del delitto di favoreggiamento

personale

Salvatore e Vitale Paolo (Capo 134).

Biondo

- Pag.2.761 -

Madonia
delitto, va
fatto.

F~ancesco,

p~osciolto pe~

detenuto all'epoca del


non

ave~e

commesso

il

- Pag.2.762 -

8. Omicidio Patri cola Francesco (Vol.Z4/F)

Alle

ore

tramite il
notizia

15

"113"

di

circa
della

del

ottobre 1981,

Questura

perveniva

la

una sparatoria in questa via Messina

Marine, all'altezza del civico 291.


Sul

posto

e:Efettivamente,

indicato

fuoco

cranio

il

lunga

venivano

rinvenuto,

un individuo riverso all'interno

della autovettura
con

veniva

Fiat

127

targata

spappolato

caricata

rinvenuti,

da

PA-604474,

colpi di arma da

"lupara".

altresi' ,

Per

terra

pallettoni

di

piombo e due borre per cartucce.


L'Agente della Digos Imbesi
per

Luigi,

giunto

primo sul luogo del delitto, ri:Eeriva che si

era avvicinata una


Cardella

persona

Salvato:re

con:Eidato come al

identificata
la

momento

quale

della

gli

per
aveva

sparatoria

si

trovasse sul marciapiede opposto.


Il
della

Cardella

risultato essere i l genero

vittima

Pat:ricola

Francesco-,

- Pag.Z.763 -

subito dopo veniva

assunto

quanto

confermava

verbale,

riferito

ma

non

dall'Imbesi,

precisando di trovarsi, al momento del fatto,


suo

al

posto di vendita di frutti di mare sito poco

distante dal luogo del delitto.


Tutti gli altri
di

non

aver

testi

assistito

escussi

di

accertare

per

all'omicidio,

nessuna noti2ia utile poteva essere


fine

riferivano

la

dinamica

cui

raccolta

al

dell'omicidio

stesso.
Nessuno, in particolare, sapeva (o
riferire

se

allontanarsi

fossero
o

se

state

fossero

voleva)

viste

stati

auto

notati

gli

autori del crimine.


Sull'omicidio
e sul

movente,

dichiara2ioni

del

Patricola, sugli autori

riferiva
Sinagra

sin

dalle

Vincen20

erano

da

nella

di

2uesta
fabbrica

L'assassinio

ucciso

Peppuccio Spadaro e dal Senapa che

bordo

Kawasaki.

prime

di Antonino, il

quale precisava: " Patricola Ciccio fu


Romagnolo

sue

una

motocicletta

motocicletta
di

Tanino
di

era

Honda

conservata
Tinnirello.
Ciccio

- Pag.Z.764 -

Pat%icola

fu

dete%minato

suo figlio Stefano

dal fatto che indusse

scappa%e

sebbene

Filippo

Ma%chese gli volesse pa%la%e" eVol.1/F f.133).


Successivamente,
(Vol.1/F f.184)
questo

punto

Sinag%a (Vol.1/F f.183) -

aggiungeva

alt%i

dettagli:

"A

deside%o spontaneamente aggiunge%e

che p%op%io Piet%o

Senapa

Spada%o

autori anche dell'omicidio di

Ciccio

sono

gli

Pat%icola.

Ma%chese

che

Io

si

stesso

lagnava

Patricola avesse indotto


Stefano

con

pa%la%e.

In

cui

chia%i'

che

il

quanto

il

Pat%icola
un

mio

Ma%chese

che

abita

Romagnolo

che

faceva

mafia.

Peppuccio

fatto

fuggire

suo

Ma%chese
cugino

Filippo
che

il

figlio

deside%ava

Vincenzo

mi

lo voleva uccidere in
stefano

e%a

solito

uomo alto e mag%o sop%annominato

"l'ame%icano"
e

sentii
del

esso

%ealta'

f%equenta%e

assieme

le

case

parte

popola%i
della

di

vecchia

- Pag.2..765 -

cugino,

Mio

aveva

Filippo

mi

disse

intenzione

che

di

Marchese

il

chiedere

notizie

sulle cosche avverse e poi ucciderlo.


Come
furono

dicevo

seguite

le

lagnanze

dall'ordine

del

di

Marchese

uccidere Ciccio

Patricola - ordine che io sentii personalmente


in

quanto il Marchese e' solito parlare con tono

adirato ed a voce alta.


fu

L'ordine
da

arma

"Virzi '"

fuoco
ed

al

capo

mediante
di

predetti

utilizzarono

eseguito

una

fronte

Senapa

grossa

colpi
ai

di

bagni
Spadaro

motocicletta

che

fu

gettata a mare".
Gia'

in

(Vo1.11 f.2.2.)

precedenza
aveva

Calzetta

dato la stessa versione del

movente dell'omicidio del Patricola :


parlare
Zanca

dell'organizzazione
e

delle

collegate,

altre

diro'

venuto

di

e'

"Prima

agli

di

degli

criminale

famiglie

quanto

proposito del traffico

stefano

stessi

a mia conoscenza a

eroina

di

cui

sono

conoscenza frequentando assiduamente i

bagni Virzi' e conversando


abitualmente

vi

si

con

le

riuniscono;

persone
poiche'

che
godo

,.
1
:1

della

fiducia

di

di

ho

tutti,

appreso,

dichia~azioni ~ese

deduce dalle
Vi:r:zi'

Pag.2.766 -

ie~i

che

Toto'

Mat:r:anga Giovanni, quest'ultimo nativo

Piana

Albanesi.

da

ci:r:ca

stupefacenti

cioe'

degli

t:r:afficano

in

cocaina. Quella che io ho visto con i


e'

come si

cocaina

ma

so

che

anni

e:r:oina
miei

occhi

il Mat:r:anga commerciava

p:r:ima con Stefano Pat:r:icola in e:r:oina.


Pe~

inciso

Ste:Eano

Pat:r:icola

avversa:r:i
Stefano

dei

venne

che

il

ucciso

volevano

pad:r:e

pe:r:che'

di
gli

rintraccia:r:e

Pat:r:icola ed i l di lui pad:r:e si :r:i:Eiuto'


Stefano

si

t:r:ovasse.

In:Eatti

ave:r: eliminato Stefano Bontate, le famiglie

avve:r:sarie
famiglia

uccisero
di

uccidevano i

gli

tutti

grega:r:i

non

t:r:ovandoli

(Vo1.11 f.26),

elencando

Villag~azia

della

lo:r:o parenti".

Successivamente
tutti

di:r:e

Bontate

di indica:r:e dove
dopo

devo

amici

del

Bontate eliminati dopo la

sopp:r:essione di questo, includeva t:r:a le

vittime

anche F:r:ancesco Pat:r:icola.

'

- ....

Pag.2.76? -

dei

Pa~lando

"vincenti"

il Calzetta eVol.11 f.71)


dichia~ato

sono

"T~a

vita,

ma

in
~ale

ci~colazione,

faceva

il

ed

il

abitante

in

via

stefano

il

cui

gela~aio

alla

Ilardi)

ed

rivela~o,

come si

ricovera~o

suo

stato

dalla

fuo~i

che

Filippo

Patricola

Fede~ico,

Ciccio,

ucciso

p:z:e~endeva,

faceva

la

il

gela~eria

pe:z:che'

il

p~ima

a nome Filippo

(presso

marina

gia'
so che

pe~denti

autista

genitore,

luogo

non
ove

ha
era

suo figlio Stefano "


delle

segui~o

quanto

Comune,

del

Conte

e'

"pe~denti"

Sanf~atello Piet~o

villie~e

Capi~ummino

~ibadiva

e specificava:

anco~a

e dei

Calzetta,

con

dell'8.8.83,

mandato

si

dava

tale provvedimento

dichiarazioni
di

carico

elencati,

del

cattura
agli

n.372

imputati in

dell'omicidio

del

Patricola.
Le

successive

dichia:z:azioni

portavano alla emissione dell'ordine


del
Piet~o

2.1.84

contro

e Spada:z:o

Marchese

F~ancesco.

del

Sinagra

di

cattu:z:a

Filippo,

Senapa

- Pag.2.768 -

Va, innanzitutto, rilevato come


del

l'omicidio

Patricola non sia attribuibile ad un disegno

criminoso
citato

autonomamente

Marchese,

ma

posto

vada

bruciata

di

"Cosa

intorno

stefano

ai

Bontate

essere

inquadrato

generale disegno - deliberato


"commissione"

in

ed

dal

nel piu'

attuato

dalla

Nostra" - di fare terra


superstiti

alleati

di

e Salvatore Inzerillo che, come

Patricola Stefano, non riuscivano a sopprimere.


Certo

tali

consumati

da

"famiglia"

nel

risiedeva
in specie,
doveva

omicidi

associati
cui

venivano,
facenti

territorio

poi,

parte

vittima

la

doveva essere soppressa e, nel caso


non

occuparsi

v'era

dubbio

Filippo

che

del

crimine

Marchese, dato che il

Pratricola abitava nel fondo Spano', nella


cioe' ,

della

adiacente

zona,

a Corso dei Mille, controllata

dal primo.
Le concordanti dichiarazioni
e

del

del

calzetta

Sinagra. inoltre, mostrano come non fosse

esclusivo

interesse

Patricola

Stefano. Quest'ultimo, infatti, doveva

essere

del

Marchese

sequestrare

- Pag.2.769 -

"interrogato" al fine di fargli


era

sua

riferire

conoscenza circa le cosche rivali e,

sicuramente, doveva trattarsi di


di

un

calibro,

certo

attendersi
sarebbe

quanto

rivelazioni,

stato

un

dal
dato

sufficiente

personaggio

quale
che,

potevano

alt:rimenti,

ucciderlo

senza

il

previo sequestro.
Patricola Francesco, invece,
eliminato
fuggire

sia
il

come

punizione

figlio

quest'ultimo

Stefano,

doveva

ess:re

aver

fatto

per
sia

per

privare

di un sicuro appoggio logistico: il

cliche' della eliminazione dei congiunti e


amici,

come

per

Buscetta, per

degli

Giovannello Greco, per Tommaso

Salvatore

Contorno,

si

ripeteva

anche per Patricola Stefano.


Di

nessuna

utilita'

dei

congiunti

escussione

((Vo1.90 f.238)

segg.)

Rosaria

moglie

della

Stefano

escludeva

che

del

stesso.

alcuna

spiegazione

la

Patricola

la stessa Carde Ila

vittima

madre

di

quest'ultimo si fosse

allontanato su consiglio del primo e


dare

mostrava

si

non

sapeva

dell'allontanamento

Pag.'l..770 -

Nessun dubbio sulla


esecutori

materiali

Spadaro e Pietro
riferiva

con

del

Senapa.

dovizia

Francesco

crimine.
Il

di

Sinagra,

infatti.

paricolari l'incarico

dato agli stessi, in sua presenza, da


Filippo,

degli

responsabilita'

Marchese

l'uso della moto di grossa cilindrata e

la successiva eliminazione della

stessa

buttata

in mare.
Del

pari

vanno

mandanti

dell'omicidio

connesso

delitto

(Capi 135,
Salvatore,
Marchese
Giuseppe

136),

di

Filippo.

del

giudizio

Michele,

Salvatore,

i
del

e porto d'arma
Greco

Ferrara

Riccobono Rosario.

Vernengo

Pietro,

Greco

di Nicolo'. Provenzano Bernardo. Brusca

Bernardo, Scaglione

Salvatore,

Geraci

Antonio,

Scaduto

Pietro,

Montalto

Salvatore,

Buscemi

Salvatore,

Calo'

Giovanni,
Bonura

Pullara'

G.Battista, Savoca Giuseppe.


Corallo

Patricola

detenzione

Greco

Riina

rinviati

Giuseppe,
Lo

Iacono

Francesco,

Ignazio, Pullara'
Cucuzza

Giovanni,

Salvatore,
Bono

- Pag.2.771 -

Giuseppe

citati

Senapa

Pietzo,

Spadazo

F%ancesco nonche' Prestifilippo Mario Giovanni.


Vanno,
commesso

il

invece,

p%osciolti

pez

Madonia

avez

fatto, Spadazo Vincenzo. Tinnirello

Benedetto, Tinnirello Gaetano, Federico


e

non

Francesco

(detenuto

Domenico

all'epoca

del

delitto)
Vanno

prosciolti

con

formula

Spadaro Tommaso e Zanca Ca%melo.

dubitativa

- Pag.2.772 -

9.

Omicidi

Francesco

Il

Mafara

Giovanni

(Yol.Z/C)

Mafara

all'interno

della

Grado Antonino.

14

1981 ,

ottobre

"Calcestruzzi

Maredolce",

veniva

ucciso Mafara

Giovanni.
L'omicidio aveva
oculari

avuto

diversi

testimoni

e, pertanto, se ne poteva ricostruire la

dinamica.
Yillafrate Carmela Maria,
che,

riferiva

l'ingresso della
intenta

mentre

conversare
aveva

autobetoniere,

con
visto

particolare,

trovava

si

palazzina

in

adibita
alcuni

ad

presso
uffici,

autisti

sopraggiungere

di
due

giovani a bordo di una moto.


I

due

d'ingresso
giunta

una

si
e,

erano
quasi

fermati davanti la porta


contemporaneamente,

era

auto di colore rosso amaranto che si

era fermata vicino alla moto.


Il giovane che conduceva la
aveva

imbracciato

un

fucile

moto,
a

canne

allora,
mozze,

1
!
I

I,
.~

I
~]1

- Pag.2.773 -

mentre

giovane

l'altro

aveva

impugnato

rivoltella. ed avevano, quindi. intimato a

una
tutti

di mettersi con la faccia al muro.


Sbirciando,

aveva

visto

due

giovani

entrare negli uffici ove qualche minuto prima


era

diretto

Mafara

Giovanni

si

per compilare una

bolletta di consegna di calcestruzzo.


quindi.

Si erano.
subito

dopo

aveva

uditi

visto i

degli

spari

e.

due uscire e fuggire

con la moto.
Nulla la Villafrate sapeva
occupanti

della

poteva dire

se

autovettura
questi

riferire
rossa

avessero

sugli
nemmeno

meno

preso

parte alla sparatoria.


Intuendo
malviventi

era

Villafrate

si

che.
stata
era

ormai,
portata
recata

l'azione
a

dei

termine.

all'interno

uffici ed aveva dovuto constatare che

il

la
degli

Mafara

giaceva a terra. cadavere.


Dei
e

di

due
nessuna

identificazione.

giovani dava una descrizione vaga


utilita'

per

la

loro

- Pag.2.774 -

Queste

Villafrate

della

dichiarazioni piu' complete ed


dinamica

dell'omicidio

emergeva

erano

esaurienti

nulla

di

altri

le
sulla

ulteriore

dal

racconto

degli

Borgese

Giovanna

- moglie della vittima -

testimoni

oculari.

riferiva di aver appreso dell'omicidio mentre

si

trovava al lavoro presso la "Dagnino".


Precisava
fatto,

della

Maredolce",

che

il

marito

direzione

si occupava, di

della

"Calcestruzzi

mentre amministratore della societa'

era il fratello Mafara Giuseppe.


La donna, comunque,
l'omicidio

del

Mafara Pietro
famiglia,

che,

dopo

marito, ne' Mafara Giuseppe, ne'


si

erano

piu'

fatti

vedere

in

come pure non si era piu' fatto vedere


Francesco

Mafara

aggiungeva

che,

tra

l'altro,

era

di

p.g.

inoltzato

dalla

Bozgese

aveva

latitante.
Nel

zappozto

Squadra Mobile si rifeziva che la


ozalmente

zifezito

realta', avevano fatto


non

si

erano

piu'

che
avere
fatti

tze

cognati,

in

lozo

notizie,

ma

vedeze per motivi di

sicurezza, temendo per la loro incolumita'.

- Pag.2.775 -

Sempre

detto

in
come

evidenziato

rapporto,

nelle

tasche

della

fosse stato rinvenuto un assegno di


sulla

agenzia

C.R.A.M.

emesso a Palermo il 12.2.81


lire

di

veniva
vittima
tratto

c/c,

Falsomiele

per

un

ed

importo

di

2.300.000 da Pipitone Antonino in favore di

Di Paola Giuseppa.
Poiche' il Pipitone era socio della
Concret",

azienda venuta in concorrenza, insieme

con la "Maredolce

Calcestruzzi",

facente

Beton"

Marchese, se
Mafara

capo

ne

fosse

al

deduceva

maturato

con

gruppo
che

determinato

Pitarresi

Biagio,

"Edil
Filippo

delitto

del

nel quadro dei contrasti

anche

Natale", con gli omicidi

la
di

il

insorti tra le predette societa',


avevano

"Sicil

la

di

Valvola

contrasti
c.d.

Di

Peri

Onofrio,

che

"strage di
Giovanni,
nonche' di

Caruso Giuseppe.
Di tale grave fatto di sangue tappe

salienti

della

guerra

gia' detto altrove e, comunque,


inquadrare

l'omicidio

di contrasti economici.

di

una

delle

mafia - si e'

appare

inesatto

del Mafara in un contesto

- Pag.2.776 -

Si e' gia' parlato dell'importanza


dalle

famiglie

internazionale
detto

come

Mafara
di

Grado

stupefacenti

dette

riferimento

famiglie

specifico

assunta

nel
e

traffico

si

fossero

punti

"Cosa

di

gia'

e'

di

Nostra"

nell'ambito di tale traffico.


I

Mafara ed i

a Stefano

Bontate:

Francesco,

Grado, inoltre, erano legati


i

primi,

con

Salvatore

inseriti nella famiglia di Brancaccio

capeggiata, sino alla sua uccisione, da


Di

Maggio,

inseriti

secondi,

nella

Giuseppe

con Gaetano e Antonino,

stessa

famiglia

del

Bontate,

Santa Maria di Gesu'.


L'uccisione
tempora1mente,
Francesco

di

con
Grado

Mafara
la

Giovanni coincide,

scomparsa

Antonino

clan

"vincenti",

per

Mafara

ed e' da ritenersi

sicura la eliminazione dei due


dei

di

ultimi

ad

opera

quanto concordemente

riferito da vari coimputati.


Pur avendo, infatti, la
Giovanni
che

dichiarato
il

moglie

informa1mente

cognato

di

Mafara

alla Polizia

Francesco

- Pag.2..777 -

latitante - dopo la
e~a

fatto

uccisione

del

fratello

in famiglia, vi e' da

senti~e

si

c~ede~e

che lo stesso sia stato eliminato.


Gia'

Calzetta,

Stefano

omicidi

seguiti

alla

Bontate,

inseriva

la

Giovanni

la

degli

pa~lando

uccisione

di

Stefano

soppressione

di

Mafara

scomparsa di Mafara

F~ancesco

in

tale contesto.
Piu' specificamente, il Calzetta,

parlando

dei Vernengo, aggiungeva:


"Relativamente
quest'ultimo,
prima

alla

giorni

di

Ciccio

Vernengo

al

~ecai

presso l'abitazione di

Piet~o

(non

fratello

Ponte Ammiraglio. Cio' feci perche'

avevo appreso che


carcere

del

che

di

due

~icordo

inolt~e,

dell'uccisione

Mafara io mi

:famiglia

so

egli
se

era

appena

uscito

dal

di Mazara o di Marsala, ma

credo, comunque carcere mandamentale).


Nell'occasione trovai intento a
con

il

citato

Tempesta)
Antonino
del

Vernengo

Sinagra

si

(detto

Costantino

Mentre
Vernengo,

tali

conversare

mi

trovavo in casa

presento'

Ciccio

'

- ....

- Pag.2.773 -

Mafaz:a che,
bez:z:etto

z:icoz:do

pez:fettamente,

Questi,

bianco.

la

dal

Vez:nengo

Pietro

fz:ase "pezzo di mez:da" e nel contempo il

Mafaz:a si avvio' vez:so il Costantino e gli


che

altz:i

ez:avamo presenti baciandoci tutti quanti. Al

momento di baciaz:e Costantino, il


a

un

al momento di entz:az:e

in casa, venne apostz:ofato


con

calzava

Mafaz:a

toz:no'

baciaz:e il medesimo, accompagnando l'effusione

con la fz:ase testuale:

baciamoci un'altz:a

Cio' ,

significava

evidentemente,

il

volta.

desiderio

del Mafara di manifestaz:e

la

amicizia

e col Vez:nengo di cui,

col

Costantino

come ho detto,
Pz:esente

costui

ez:a

nell'occasione

sua

il

ez:a

Pietro, Vez:nengo Ruggiez:o,

sincez:ita'

bz:accio
puz:e

il

destz:o.

il cugino di

quale,

anzi,

ci

vez:so' da bere.
Dopo
io fui

essez:e

lasciato

z:imasto un poco a convez:saz:e,


solo

nella

stanza

da

pz:anzo

assieme

al Costantino e gli altz:i si allontarono

assieme

al

mezz'ora.

Mafara
Non

so

abbiano fatto; so
vidi

piu'

tornando
cosa

nel

soltanto
il

dopo

circa

frattempo
che

Mafaz:a

da

altra
costoz:o

alloz:a
e

non
che

- Pag.2.779 -

dopo

due

ucciso

il

gio~ni

all'inte~no

di

f~atello

della

costui venne

Calcest~uzzi

Ma~edolce"

(Vo1.11 :E.61)'

Quanto
i

l'alt~o,

Vernengo,

dal Calzetta

~ife~ito

legami

sicu~i

anch'essi
nel

raffinato~i,

del

t~affico

con

Mafa~a

pienamente

tra

confe~ma,

come

inse~iti,

di

inte~nazionale

stupefacenti.
Sulla

contemporanea

Francesco e
altri,

Grado

Antonino

(Vol.125 f.57)
cugino,
uccisione

di

(anch'egli
recarsi

precisava:

Bellini

ad

Giardini,

un
a

"Ho

Calogero,

Giovanni

mio

~ife~iva,

Contorno,

Salvatore

che

casa di Giovanni

tra

gli
quale

il
da

mio

il giorno della
Antonino

F~anco

appuntamento

Mafara

app~eso

Mafa~a,

cugino) e

di

scompa~sa

Mafa~a

G~ado

dovevano
Ve~de

Cro~e

P~estifilippo;

due non si e' saputo piu' nulla. Non escludo


il

Bellini

sia

stato

ucciso

ospitalita' a Grado Antonino.


ha
casa

detto,
di

il
esso

G~ado

e il

Bellini.

per

avere

Infatti,

Mafa~a

Questa

come

dei
che

dato
mi

erano usciti da
noti2ia

e'

- Pag.2.780 -

ben nota nell'ambito


questa

notizia

Io

familiaze.

telefonando

czedo

comunque da fuozi Palezmo - a casa


il

quale,

come

sapevo,

eza

vera

appzeso
da Roma e

del

ospitava

Ovviamente ho telefonato al
se

ho

Bellini

Bellini,

Mino

Gzado.

pez

sapeze

la notizia della scompazsa di Mino

Gzado, cugino di entzambi.


Mino

Gzado

eza

stato

da

dell'attentato

che

io

ciononostante,

era

rimasto

Evidentemente

riteneva

di

me

avevo

infozmato
e,

subito
a

Palermo.

non cozrere pezicoli

per la pzopzia incolumita'. 2uando gli dissi


sazei

andato

via

da

Palermo,

che

non mi estezno'

preoccupazione pez se stesso".


Oltze
Bellini

al]a

sulla

informazione

comune

sozte

ricevuta

del

Mafaza

dal
e del

Grado, vi e' da rilevaze come presso la villa


Vincenzo
Rosazio
Francesco

Gzado

D'Agostino,
Mafara

Besano
indicato

si

tzovasse
come

di

anche

autista

di

e cio' a maggioz riprova degli

stretti vincoli esistenti tza i due scompazsi.

- Pag.2.781 -

Il Contorno,
come

la

come

notizia

detto,

della

aveva

riferito

scomparsa dei due fosse

ben nota nell'ambiato familiare.


infatti,

Ed,

villa

di

Besano

Gennaro
era

Totta

,che

della

un assiduo frequentatore,

riferiva di aver appreso da

Vincenzo

Mafara

Antonino erano stati

Francesco

Grado

soppressi qualche ora prima


Mafara

uccisione

che

Questura

di

gli stessi due erano stati attirati

chiamato

(fasc.pers.
portava

ff.11,

addosso

la

d'oro con quadrante


aveva

"fasulinu"

27)e

questo

che

collana
azzurro

compagnia

del

un

ultimo

d'oro e l'orologio
"Piaget"

ehe

temendo

in

da

quanto

"fasulinu" e di suo padre dei

dell'uccisione

allontanarono

egli

due erano

quali avevano fiducia (fase.pers. f.27);


giorno

suo

"fagiolino"

regalato al fratello Ninoi che i

andati ad una riunione nulla


in

di

Palermo

in un tranello da tali "zio Filippo "ed


figlio

che

Giovanni e che i due avevano in comune un

magazzino nei pressi della


(f.10),

della

Grado

di

Giovanni

Palermo

che

il

Mafara

si

molti

dei

- Pag.2.782

personaggi appartenenti ai clan


che

quella

sera

molti

di

tanto

essi si trovavano a

bordo del traghetto per Villa


quello

perdenti,

S.Giovanni

che

stesso giorno era pure fuggito da Palermo

Rosario D'Agostino (fasc.pers. f.29).


Per
Mafara,
agli

le

famiglie

americani

della

poi,

spiegare,

Polizia

che

scomparsa

la

vincenti
questi

avevano riferito

era

responsabile

del

un

confidente

degli arresti e del

sequestro del denaro (fase.pers. f.30).


E' ,

dunque,

Francesco,

fuori

Grado

dubbio

Antonino,

che

Mafara

Mafara
Giovanni

siano stati soppressi proprio in connessione


la

guerra

di

eliminazione

mafia

degli

amici

con
del

la

con

specifica

Bontate

del

ancor

piu'

Contorno.
Cio'
chiaramente
Salvatore
segg.)

ivi

dalle

avuti

nel
con

inoltre,

successive

Contorno

parlando

trascorso

rileva,

si

il

del

dichiarazioni

di

quale ((Vol.125 f.197) e


periodo

carcere
Masino

di

detenzione

di Novara e dei colloqui


Spadaro

Gaetano

- Pag.2..783 -

Fidanzati.

riferiva:

differenza

dello

giunse

perfino

dalle

finestre

Gaetano

Spadaro.

ad

altercare

delle

che,

dire

"Debbo

con

Fidanzati

me

parlando

nostre celle (non vi era,

infatti, altra possibilita' di parlare tra noi).


Quando, in particolare. io espressi
di

fuoco nei confronti di Pietro Lo Iacono, che,

a mio avviso, era il responsabile


di

parole

Grado

Antonino e Franco Mafara, il Fidanzati

mi rispose che
Iacono
esso

ma

non

con

Fidanzati

Grado

dell'uccisione

che,

lui,
ad

secondo

dovevo

prendermela

perche'

con

era stato proprio

avvertire,

Milano,

quanto

aveva

non aveva
perche'
fosse

ma

anche

colpa
non

rammaricarmi

ad

ancora

affatto
essere

da

voleva

il Fidanzati egli

dell'uccisione

credeva

destinato

secondo

Hino

appreso

Salvatore Prestifilippo, la "commissione"


parlarglii

Lo

di
che

Hino

Grado

quest'ultimo

ucciso.

devo

una volta, perche' il Grado

non ha ascoltato i miei consigli.

Pag.2.784 -

Quando.

infatti.

foztunosamente
che tutti i
avevo

all'attentato. mi sono zeso conto

miei familiari cozzevano pericolo

ed

consigliato anche allo stesso Nino Grado a

non recazsi ad
non

scampato

sono

volle

reco' a

ziunione.

ascoltarmi

casa

(Lillo

alcuna

di

giunto

e.

mio

Egli.

cugino

invece,

a Palermo, si

Bellini

Calogezo

l'elettricista) dove, poi. venne rilevato

da Franco Mafara,
Bellini.

Da

secondo

alloza

si

quanto

mi

disse

il

sono perse le tracce di

mio cugino e di F%anco Mafaza".


E' evidente. dunque. che alla idea2ione
esecu2ione
abbiano

degli

omicidi dei Mafaza e del Grado

paztecipato

Iacono

ed

personaggi

quali

il

Lo

e che, quindi, tali delitti si inquadrino

proprio

nella

stzategia

della

eli:mina2ione

totale dei "pezdenti".


Pez

detti

omicidi

connessi delitti di

pozto e deten2ione d'armi (Capi


148,

149)

occultamento
giudi2io
Riina

di
di

sequestro
cadavezi,

145,

di
vanno

146,

persona
zinviati

147,

ed
a

Gzeco Michele. Gzeco Ferraza Salvatoze,


Salvatoze,

.'

- Pag.Z.785 -

Riccobono

Rosario.
Greco

Pietro.

Marchese

Giuseppe

di

Giuseppe.

Salvatore,

Geraci Antonio "Kene'". Scaduto

Giovanni. Lo Iacono Pietro.

Montalto

Bonura

Salvatore.

Francesco.

Ignazio. Pullara'
Cucuzza

Buscemi

G.Battista,

Salvatore.

Greco

(Capi1lt7.

Giovanni.

Francesco

due

erano

Bono
Motisi

Grado
anche

149)

148.

Prestifilippo Giovanni Celasse 'Z1)


quale

Giuseppe,

e, per i soli omicidi

(e connessi reati) di Mafara


Antonino

Pullara'

Giovanni,

Mario

Leonardo,

Salvatore.

Savoca

Corallo

Giuseppe. Prestifilippo
Ignazio.

Vernengo

Nicolo', Provenzano
Scaglione

Bernardo. Brusca Bernardo,


Calo'

Filippo.

casa

diretti

il

giorno

stesso

e'

fratello

del
della

scomparsa.

Ed,

invero,

Prestifilippo
quale

il

lo

Salvatore. residente a Milano, dal

Fidanzati

"commissione"
Prestifilippo

di

aveva

aveva

appreso

convocato
Giovanni,

che
il

la

Gz:ado:
dunque.

- Pag.2.786 -

proprio attraverso il fratello


aveva

convocato

casa

ivi recatosi con il

ed

il

Fidanzati

sua il Grado e questi,

Mafara,

era

stato

insieme

all'amico soppresso.
Tale

"coincidenza"

significativa in quanto mostra il


dei

Prestifilippo

nel

coinvolgimento

duplice

punto, evidenzia la assoluta

altamente

e'

omicidio e, sul

attendibilita'

del

Contorno.
Quest'ultimo,
Bellini

che

recarsi

il

infatti,

Grado

dal

conoscenza

il

come

Prestifilippo

veniva

Mafara

dovevano

Fidanzati,

per

Salvatore

"testa

incaricato

era

venuto

Grado fosse stato convocato

"commissione"

Milano la

il

appreso dal

casa di Prestifilippo Giovanni e solo

successivamente,

dalla

ed

aveva

di
di

il
il

ponte"

tramite

quale,
dei

prendere

essendo

di
a

Prestifilippo
contatti con il

Grado che, appunto, si trovava a Milano.

- Pag.2.787 -

Non

v'e',

quindi,

dell'omicidio

dei

due

Prestifilippo

Giovanni

alcuno

dubbio
debba
a

rispondere

casa

del

quale

che
anche
eIa

stato fissato il fatale appuntamento.


Vanno

prosciolti per non avere commesso il

fatto Madonia Francesco (detenuto


deli tti) ,

Tinnirello

all'epoca

Gaetano,

dei

Tinnirello

Benedetto, Spadaro Vincenzo e Federico Domenico.


Vanno

prosciolti

con

formula

Zanca Carmelo e Spadaro Tommaso.

dubitativa

- Pag.2.788 -

10. Omicidio Rugnetta Antonino


(VOL.20/F)

Il
18,30

gio%no

ci%ca,

%invenivano
%isultava

novemb%e

Agenti
una

della

Squad%a

Mobile

131 ta%gata PA-619110 che

Fiat

sott%atta

1981, ve%so le o%e

al

p%op%ieta%io

Za%cone

Angelo.
L'autovettu%a
pressi della Case%ma

si

t%ovava pa%cheggiata nei

della

Gua%dia

di

Finanza

"Cangialosi" di via Cavou%.


Ment%e

si

p%ocedeva

%iconsegna

alla

dell'autovettu%a allo Zarcone, nel CO%SO


sommaria

ispezione

accerta%e

eventuali

cofano

poste%io%e

della

stessa

danni,
veniva

al

di
fine

all'inte%no

di
del

%invenuto un sacco di

plastica dell'A.M.N.U. contenente il cadave%e


Rugnetta

una

di

Antonino, p%egiudicato per reati contro

il patrimonio e per contrabbando di t.l.e ..


Il CO%PO del Rugnetta si presentava con
caviglie
corda

le

legate con tre giri di corda di canapa,


che,

risalendo

lungo

la

schiena,

.'

andava

Pag.2.789 -

il

st~inge~e

collo

con

un

nodo

sco~soio.

Le

indagini

non

approdavano

concreti, anche perche' i


non

a risultati

congiunti del

Rugnetta

sapevano dare nessuna indicazione utile alle

stesse, ne' sembrava conducente l'indagine


ad

volta

accertare eventuali motivi di rancore serbati

alla vittima dalla famiglia della

moglie,

Sorbi

dal Rugnetta abbandonata circa dieci anni

Ma~ia,

prima.
La convivente del Rugnetta,
riferiva

Maria,

che lo stesso era uscito di casa quella

mattina verso le ore 8 a


targata

PA552119

pranzo,

ne'

Terrasini

Traina

non

era

si

ove

bordo
era

Fiat

rincasato

recato

avrebbe

della

alla

dovuto

127

per il

stazione

rilevare

di

alcuni

suoi congiunti.
L'auto

del

successivamente,
pressi dei Bagni
Le
~ilievo

Rugnetta

veniva

via

Messina

in

rinvenuta,
Marine

nei

Vi~zi'.

ci~costanze

possono

certe

di

individuar si

un

qualche
a)

nel

- Pag.2.790 -

ritrovamento

dell'auto

con

pressi della Caserma della


b)

nel

ritrovamento

pressi

dei

Bagni

il

cadavere

Guardia

di

nei

Finanza;

dell'auto del Rugnetta nei

Virzi'i

c)

nell'essere

il

Rugnetta un contrabbandiere di tabacchi.


Al

Rugnetta

accennava

Stefano Calzetta, il quale


l'uccisione

di

Stefano

una

prima

riferiva
Bontate

volta

come,

dopo
f.26)

(VOL.11

fossero stati eliminati

molti

tra

Antonino

"fatto trovare

di

un'autovettura

quali

cadavere

Rugnetta

all'interno

parcheggiata
Cavour, che

davanti
era

la

uomo

di

dei

suoi

Prefettura
fiducia

di

amici,

di

Via

Totuccio

Contorno".
Il

Calzetta

successivamente
quel
fosse
voluto

tipo
stato

ribadiva

(VOL.11

tali

f.70),

dichiarazioni
spiegando

come

di morte (per autostrangolamento) gli


riservato

rivelare

il

in

luogo

Contorno (VOL.11 f.73).

quanto

non

avrebbe

ove si nascondeva il

- Pag.2.791 -

Sinag%a
dete%minatosi
di

cui

era

Vincenzo
a

confessare

stato

gli atti delittuosi

autore,

rese

il

quanto a

lui

noto

sull'omicidio

<Vol.1/F

f.128).
di

un

12 novembre 83, riferiva


del

Rugnetta

Il Sinagra, infatti, diceva di

omicidio
pe%

assassinato

di

aver

"un

aiutato

uomo
un

che

uomo

vecchia mafia" soprannominato "Curiano"


appena

uscito

dal

carcere.

fu
della

che

Aggiungeva

vittima, con una scusa, era stata


cugino

prime

dalle

sin

dichiarazioni

sapere

Antonino,

di

era

che la

prelevata

dal

Sinagra Vincenzo e da Rotolo Salvatore ed

era stata

portata

in

un

magazzino

di

Piazza

Sant'Erasmo ove erano lui ed il cugino Antonio.


Semp%e

secondo

il

Sinag%a,

essere stato interrogato era


posto

nel

baule

di

proprietario solo in

l'uomo, dopo

stato

strangolato,

una Fiat 131 o 132, il cui


un

secondo

tempo

accorto della presenza del cadave%e.

si

era

- Pag.2.792 ..

Ricordava
telefonato
Guardia

di

vi

un

era

come
al

Filippo

Sicilia

avesse
o

alla

per avvertire che nell'auto


ma,

cadavere,

incompletezza

di

Giornale

Finanza

Marchese

causa

della

delle informazioni, l'auto non era

stata ritrovata subito.


Indicava

come

Marchese,

Rotolo,

citati

Antonio, Pippo
Filippo

autori

dell'omicidio
Sinagra

Marchese

nipote

Vincenzo
di

Marchese

Sinapa (Senapa), "Giovanne110 Greco"

e un non identificato "uomo grosso".


In un

successivo

il

f.160),

interrogatorio

Sinagra riferiva con maggior dovizia

di particolari il fatto e,
fosse

(VOL.1/F

stato

"cooptato"

nel
nel

raccontare

gruppo di Marchese

Filippo, aggiungeva di essere stato quasi


chiamato

ad

una

prima

impresa

nell'omicidio di un uomo

che

componente

avversa

Marchese.

della

cosca

come

aveva
a

subito

consistita
aiutato
quella

un
dei

- Pag.2.793 -

per

Quest'ultimo
cugino

Vincenzo

averlo

appreso

dal

veniva chiamato "Coriolano o


a

fuggire.

l'agghiacciante

racconto

Curiano della Floresta" e.

riuscito

era ancora latitante.


Cosi'

continua

del Sinagra: "La persona che l'aveva


non

la

io

conoscevo di nome e cognome e nemmeno di

vista. Il compito che a


parte

aiutato

me

venne

assegnato

da

di mio cugino Vincenzo fu di andare in una

casa

in

Piazza

condizione

di

S.Erasmo
indicare)

(casa

che

sarei

in

e di attendere li' una

persona che mi avrebbero portato con la scusa

di

fargli

di

una

vedere

contrabbando

per

cugino

spiego'

mi

partita

l'eventuale
che

la

di

sigarette
acquisto.

persona

certamente accettato. perche' si trattava


contrabbandiere

non

solo

di

avrebbe
di

prendere

cugino

effetti.
questa

da

ai Bagni Virzi'. lo e Sinagra Antonino

dovevamo aspettare al piano superiore mentre


mio

un

droga ma anche di

sigarette e mi disse che l'andava a


Spano'

Mio

con

Vincenzo andava Rotolo Salvatore. In

dopo

un

po'

persona

ritornarono
che

due

con
fu

fatta

al

salire

Pag.2.794 -

piano

superiore

e non appena

sbuco' dalla scala fu afferrata e legata da me

da mio cugino Antonio.


Sopraggiunsero

immediatamente

Vernengo. Filippo

Marchese,

Senapa

persone

Pietro,

Giuseppe
tutte

Pietro
Marchese,

che

conosco

personalmente. Con loro c'era un uomo grosso


non

fu

che

presentato e che non conosco ed un altro

uomo che mio cugino Vincenzo mi indico' col

nome

di Giovannello Greco".
Stante

la evidente erronea indicazione del

"Giovannello Greco" tra i


facente

capo

componenti

del

gruppo

a Marchese Filippo, il P.M. faceva

esaminare al Sinagra l'album fotografico


foto

n.72

l'imputato

riconosceva

il

alla

predetto

"Giovannello".
La effigie,
quella

di

come

essere

uno

co:z:rispondeva

:z:eal ta'

Greco Giuseppe n. a Palermo il 4.1.52.

("scarpuzzedda").
stesso

in

mentre

"Giovannello
scherzo

la

indicazione

dello

Greco" non poteva non

giocato

da

Enzo

Sinagra

"Tempesta" ai danni del cugino, il quale ultimo

- Pag.2.795 -

igno%ava

come

avversari

"Giovannello" fosse uno degli

il

ricercati

con

piu'

accanimento

da

Filippo Marchese e dai "vincenti".


quindi,

Continuava,

il

Sinag%a

suo

il

%acconto, aggiungendo:
quelle

"Tutte
allontana%e

pe%che'

pe%sone
avevano

fece%o

mi

intenzione

di

inter%oga%e l'uomo legato, tanto che il Greco


era

fornito

di

una

penna

oa%ta. D'alt%a pa%te io


portato

in

una

piano e

ho

potuto

veniva

rispondeva

di

un foglio di

allontanandomi

mi

sono

stanzetta adiacente allo stesso

richiesto

si nascondeva

si

senti%e
di

il

che

l'uomo

legato

indicazioni sul luogo dove

"Curiano

Coriolano".

Egli

di non sape%lo e pregava di libera%lo

promettendo che 10 av%ebbe

individuato

fatto

trova%e da loro.
Tutto

ad

un tratto pe%o', mi sono accorto

attrave%so una finestrella della


Greco

Giovannello

metteva al

collo

stanza

che

il

prendeva

una

co%da e gliela

tirandola

con

forza

agli altri che lo interrogavano.

assieme

- Pag.2.796 -

Dopo

che l'uomo fu ucciso venni richiamato

per aiutare Sinagra Vincenzo a


sulle
di

spalle

una

caricarsi

l'uomo

ed a portarlo dentro il bagagliaio

automobile

prossimita'

della

poi

che
Caserma

lasciammo

della

Guardia

Finanza di via Cavour. Si trattava di una


una

132

rubata

il proprietario
nel

cadavere

in
di

131

e poi ho letto sul giornale che


si

era

accorto

bagagliaio

che

c'era

soltanto

dopo

un
aver

portato la macchina in garage".


Concludeva il Sinagra che
avvenuto
verso

di

le

giorno

ore

per

la

del cadavere "in quanto


internata

"fatto"

era

e, precisamente, di mattina

10,30-11

preoccupazioni

il

che

non

vi

furono

segretezza del trasporto


la

casa

e'

abbastanza

peraltro se qualcuno vede non ha il

coraggio di parlare".
Prima
individuali

di

esaminare

le

responsabilita'

in ordine all'omicidio del Rugnetta,

occorre rilevare la perfetta concordanza


dichiarazioni

del

Sinagra

tra

le

quanto

oggettivamente emerso nel corso delle indagini.

- Pag.2.797 -

Come si e' gia' visto, l'iniziale


Squadra

della

Mobile

evidenziava

Rugnetta, contrabbandiere di
rinvenuto
tale

nel

auto

bagagliaio

era

stata

rapporto
che

t.l.e.,

era

il
stato

di una Fiat 131 e che

lasciata

in

via

Cavour

dinnanzi la caserma della GG. di FF ..


Il

cadavere

era stato scoperto solo in un

secondo momento, quando, nel riconsegnare


al

proprietario,

ci

si

era

l'auto

accorti del sacco

dell'A.M.N.U. posto nel cofano posteriore.


L'auto del
rinvenuta

in

Rugnetta,

Via

inoltre,

Sinagra

ed

il

dal

Rotolo

stata

Messina Marine nei pressi dei

Bagni Virzi', nel luogo ove,


al

era

come

preannunciato

cugino "Tempesta", quest'ultimo


avrebbero

dovuto

prelevare

la

vittima.
La

presenza

dell'auto

dinnanzi

alla

Caserma era stata comunicata alla GG. di FF.


una

telefonata

ed,

anonima

circostanza e' confermata dal


di

Palermo

14.1Z.83,

primi

Nucleo

infatti,

rapporto

Operativo

nel corso delle prime verifiche

riscontri

alle

stesso (VOL.1/F f.Z65).

con
tale

dei
in

CC.
data

dei

dichiarazioni del Sinagra

- Pag.2.798 -

Il Sinagra aveva
era

stato

consumato

riferito
nella

che

l'omicidio

mattinata e cio' e'

riscontrato dalle dichiarazioni della


del

Rugnetta

la

quale

invano

convivente

l'attese per il

pranzo.
La

perizia

famosa

tristemente

Piazza S.Erasmo
formazioni

sul

ha

in

rinvenuto

"camera

della

confermato

pilifere

sicuramente

cappio

umane

la

nella

morte"

di

presenza

di

sullo stesso, e cio'

relazione

tre

differenti

soggetti (VOL.156).
Dalla

relazione

di

perizia medico-legale

(VOL.20/F) si rileva come il Rugnetta


per

strangolamento,

ipotesi di
stesso

aveva

morto

senza nessun accenno ad una


Ed,

autostrangolamento.

Sinagra

sia

chiarito

invero,

che "i cadaveri

degli strangolati vengono legati con le mani e


piedi

dietro

la

schiena

(cosiddetti

incaprettati)

ritenete

come

e
non

pubblicano i

la

corda al collo
gia'

come

voi

giornali per dare

la morte per autosoffocamento bensi'


la

lo

perche'

e'

posizione piu' comoda per infilarli dentro un

bagagliaio o comunque dentro i sacchi.

.'

- Pag.2.799 -

L'operazione
immediatamente
persona

e'

invece
pal:te

dopo

mOl:ta.
una

con
mentre

legatura

di

viene

fatta

che ci si e' accorti che la


Lo

strangolamento

cOl:da

qualcuno

cappio

tiene

avviene

til:ata da una

per

piedi

la

inoltl:e,

di

vittima" (VOL.1/F f.173).


Il

Sinagra

aveva

riferito.

aver potuto osservare da


stanza

come

il

una

"Greco

finestrella
Giovannello"

strangolato l'uomo. Le foto dei luoghi


infatti,

come

da

una

finestra

della
avesse

mostrano,

della

stanza

adiacente a quella ove venivano "interrogate"


vittime

sia

le

possibile guardare in questa ultima

(VOL.1/A/F) .
Il movente dell'omicidio
indicato,

sia

dal

Sinagra

del
che

Rugnetta
dal

nella necessita' di conoscel:e ove si


"Coriolano

della

Contorno - e
racconto
le

cio'

Floresta"
e'

Calzetta,
nascondesse

alias

confermato

e'

dallo

Totuccio
stesso

del primo che distintamente aveva udito

domande

circostanza

rivolte

alla

vittima.

secondo

La

stessa
cui

- Pag.2.S00 -

"scarpuzzedda"
per

si

munito

come

di carta e penna

risposte,

eventuali

annotare

chiaramente

era

Rugnetta ci si attendesse

dal

l'indicazione di un indirizzo o di una


da

con

ricordare

indica

precisione

localita'
quindi,

e,

da

trascrivere.
materiali

Autori
Rugnetta

dell'omicidio
senza

stati,

sono

dubbio

del
alcuno,

Sinagra Vincenzo di Antonino e

Sinagra

(che,

S.Erasmo erano in

nella

attesa

casa

del

Piazza

Rugnetta),
e

Salvatore

di

Rotolo

Sinagra
Salvatore

Antonino

Vincenzo
(che

ebbero

prelevare il Rugnetta), Pietro Vernengo,


Marchese,

Filippo

Giuseppe Marchese e 5enapa Pietro (che

sopraggiunsero appena il Rugnetta


nella

di

citata

"scarpuzzedda"
strangolare

casa),
(che

venne

portato

Greco

materialmente

Giuseppe
ebbe

il Rugnetta) ed un "uomo grosso", di

cui si dira' in seguito.


La
imputati

responsabilita'
siccome

di

tutti

gli

altri

componenti la "commissione"

di "cosa nostra" all'epoca del fatto, secondo

le

.'

- Pag.2..801 -

concordi dichiarazioni di
di

Tommaso

perche'
della

si

Buscetta

l'omicidio
serie

Salvatore

del

Contorno

ritiene

Rugnetta

sussista

faceva

parte

di delitti - programmata ed attuata

- tesa a far terra bruciata intorno

Salvatore

Contorno, di cui la vittima era uomo di fiducia.


Pur

non

avendo

saputo

riferire Rugnetta

vita e Traina Maria nessun elemento


rapporti

tra

ai

il Contorno ed il Rugnetta (VOL.91

f.61) e (VOL.91 f.62.), non


causale

relativo

v'e'

dubbio

che

la

del delitto deve rinvenirsi nel non aver


(o

saputo

voluto)

il

secondo

riferire

Marchese

ove

generiche

dichiarazioni

specifico

racconto del Sinagra costituiscono una

si

nascondesse
del

il

al

primo:

Calzetta

le
lo

inconfutabile prova di detta causale.


Oltre ai citati imputati,
Greco

Michele,

Salvatore,

Greco

Riccobono

Ferrara

pertanto,

anche

Salvatore, Riina

Rosario,

P:rovenzano

- Pag.2.S02 -

Beznazdo, Bzusca Beznazdo , Scaglione

Salvatoze,

Giuseppe, Gezaci Antonino, "Nene'" Scaduto

Calo'

Giovanni, Montalto Salvatoze,


Salvatoze,

Buscemi

Giuseppe, Cucuzza
Bono

Giuseppe,

Bonuza

Pullaza'

Salvatoze,

Fzancesco,

Ignazio,
Cozallo

debbono

del

Antonino,

sequestzo
e

Giovanni,

Motisi Ignazio, Gzeco Leonazdo e

Pzestifilippo Mazio Giovanni

omicidio

Savoca

di

del

Rugnetta
fuzto

dell'auto

zispondeze

di

del

suo

Zazcone

Angelo.
Come
tza

gli

si e' detto, il Sinagza zifeziva che,


autozi

dovesse

dell'omicidio

annovezazsi

un

del

Rugnetta,

"uomo gzosso", alla cui

identificazione si giungeva

con

sicuzezza

dopo

una sezie di dichiazazioni.


Esaminando
fascicolo
f.190)

del

l'album fotogzafico allegato al


pzocedimento

((VOL.1/F

zetzo) (n.10), nella foto n.44 il Sinagza

ziconosceva l'individuo con


lisci

penale

che

eza

sempze

capelli
con

il

bianchi,
Mazchese

- Pag.2..803 -

che

aveva

~icordato

nell'episodio

conce~nente

il Rugnetta.
Tale foto

rit~aeva

le

sembianze

di

Zanca

Onofrio.
Piu'
la foto

n.48,

nell'indicare
che aveva
e

(n.13), il Sinagra, esaminando

oltre

ammetteva
la

di

foto n.44 come quella di colui

pa~tecipato

all'omicidio

"E'

aggiungeva:

certamente

grosso che si accompagna


che

io

ho

menzionato

sopp~essione

capelli

spesso
in

del Rugnetta.

sembrano

l'individuo

sbagliato

esse~si

e'

al

certamente

l'uomo

Ma~chese

presenza

piu'

Rugnetta

costui

pa~ticolare

Di

molto

del

per
i

la
suoi

brizzolati,

lui

ma

non

il

p~ecedente".

T~attavasi

Nel
esaminando
n.97

della foto di Argano Filippo.

co~so
alt~e

di
foto,

alt~o

il

inte~rogatorio,

Sinagra

foto

(VOL.1/F f.374) riconosceva una persona che

il cugino Antonio gli aveva indicato


come

nella

in

ca~cere

facente

- Pag.2..804 -

parte

della "mafia vincente". La foto era quella

di Argano Gaspare.
Nel corso di una
avutasi

ricognizione

15.1.84,

il

il

di

persona

Sinagra riconosceva in

Argano Filippo colui che aveva

partecipato

omicidi

Rizzuto

di

Buscemi

Rodolfo,

agli

Matteo e

Rugnetta (VOL.2./A f.338).


Successivamente
(VOL.70 f.349):

il

"2uanto

Sinagra
agli

precisava

Argano posso dire

con certezza che la persona di tale nome


riconosciuto

in

sede

ho

di confronto e' colui che

partecipo' all'omicidio
Rugnetta.

che

di

Buscemi,

Rizzuto

Successivamente al mio trasferimento a

Paliano,

conversando

leggendo

su un giornale che fra gli arrestati vi

era un
anche

Argano,
se

che

col

ricordo

fratelli

chiese

molto

chiamava Gaspare,

se

conoscevo

gli

di costui, in numero di tre, dei

quali uno, che egli chiamava


era

costui,

la S.V. mi fa presente che l'arrestato

e' invece Filippo, mi


altri

Calzetta,

vicino

ai

Greco

Filippo,
di

mi

disse

Ciaculli.

Mi

- Pag.2.S0S -

chiese

quindi

se

per caso non mi ero sbagliato

indicando un Argano per un altro.


chiamava

si

Filippo

fattezze (grosso con

la

me

Mi

ne

faccia

disse

che

descrisse
scura,

le

basette

pronunciate e brizzolate).
Nel

sentirne la descrizione ho ritenuto di

ravvisare

in

questa

persona

quella

che

vidi

partecipa%e all'omicidio di Pedone e Manzella".


Nell'inte%%ogato%io

14.4.84,

del

il

Sinagra (VOL.71 f.147), precisava ancora:


"La S.V. mi
circa

chiede

ulteriori

chiarimenti

i fratelli Argano e mi invita ad esaminare

l'album fotografico contenente le immagini


persone

denunciate

Esaminate

dette

entrambe

le

delle

nel processo c.d. dei "162".

foto

%ilevo

persone

di

che

io

cui

conosco

alle

contrassegnate coi numeri 97 e 99 che la S.V.


ha

fatto

di

leggere

foglietto
fratelli

osservare
i

nomi

foto
mi

senza darmi la possibilita'


che

di

carta.

Argano

che

ha
Si

io

coperto
tratta

ho

con

un

proprio

dei

menzionato

nei

- Pag.Z.SOG -

miei precedenti interrogatori. Noto pero' che


foto

n.99

stata

e'

la

sicuramente eseguita molto

tempo fa poiche' l'Argano che essa raffigura

e',

in realta', piu' anziano.


Chiarisco
presente

che

Gaspare

inoltre.
la

foto

ora
n.97

nell'omicidio

Rugnetta

Argano

Filippo,

quello

degli

che

riconobbi

la

come

coinvolto

posto a confronto con


S.V.

mi

dice

essere

Gaspare,

cosicche'

lo

credendo pero' che fosse quest'ultimo.


sono

ricordato

che

l'altro

era invece coinvolto nell'omicidio Pedone

Manzella,

l'arrestato
persona da me

tuttavia
fosse

poiche'

proprio

ritenuta

ritenevo

Gaspare

coinvolta

che

mentre

la

nell'omicidio

e Manzella era l'altro fratello non posto

con me a confronto perche' non


che

Argano

Argano che era stato arrestato, lo

Successivamente mi

Pedone

Argano
e

scambiai per il fratello

raffigura

e la foto n.99 raffigura Argano Filippo,

che io indicai uno degli

Argano

che la S.V. mi fa

quest'ultimo

attribuii

arrestato,

dissi

era Filippo. In buona sostanza


al

Filippo

la

- Pag.2.S0? -

partecipazione
invece

all'omicidio

coinvolto

Rugnetta

cui

era

Gaspare ed attribuii a Gaspare

la partecipazione all'omicidio Pedone e

Manzella

cui era invece coinvolto il Filippo".


In

relazione ad Argano Gaspare, il Sinagra

riferiva

(VOL.?1

aggiungere

"Voglio

fa

interrogatorio
dichiarato

al

notare
del

indicatomi
alla

presente

io

che

che

nel

verbale

28.12.1983

P.M.

appartenente

di
da

averlo
mio

mafia

essere

conosciuto

cugino

in

cugino come persona


vincente.

Faccio

non ho potuto cosi' dichiarare


bene

prima

arrestato. Evidentemente dichiarai al

giudice di conoscere quella persona


mostrata

di

avrei

io

in quanto io gli Argano li conoscevo

di

ancora

qualcosa circa Argano Gaspare, stante

che la S.V. mi

carcere

F.148)

che

mi

era

in fotografia per avermela indicata mio


in

carcere

perche'

la

scambiai

per

persona diversa da uno degli Argano".


Evidente,
causato in gran

dunque,
parte

l'errore
dalle

foto

del
non

Sinagra,
recenti

degli imputati Argano.

.~'

- Pag.2.S0S -

infatti,

Ed,

(VOL.SO f.201) il

Sinag~a,

non

~ecenti,

n.1

al n.2
fui

esaminando

recanti

"La

raffigu~ati, dichia~ava:

al

successivamente
alt~e

foto

nominativi

dei

fotog~afia

~affigu~a A~gano Gaspa~e

posto

f~atello.
pa~tecipo'

conf~onto,

Sono

ben

agli

con

scambiandola
che

ce~to

cui

e quella di cui

Filippo, cioe' la persona

A~gano

di

pe~

A~gano

cui
il

Gaspa~e

omicidi di Buscemi e Rizzuto ed

a quello di Rugnetta.
Cosi' come sono
partecipo'

invece

Manzella. Nei miei


e'

creata

che

ce~to

all'omicidio
p~ecedenti

confusione

Filippo

A~gano

di

Pedone

interrogato~i

e
si

in quanto, come ho detto,

io avevo fatto confusione

tra

ora

quello che dico, tanto

sono

ben

certo

piu' che non posso piu'


finalmente

potuto

di

fare

due.

Tuttavia

confusione

avendo

osservare contestualmente due

recenti fotografie di entrambi gli

A~gano".

E', quindi, indubbio che dell'omicidio


Rugnetta

debba

rispondere

del

Argano

- Pag.2.809 -

Gaspare,

mentre

Argano

Filippo,

raggiunto per

tale omicidio dall'ordine di cattura del


deve

essere

2.1.84,

prosciolto per non aver commesso il

fatto.
Con
prosciolti
Benedetto,
Domenico,

la

stessa

formula

Spadaro

Vincenzo,

Tinnirello
raggiunti,

debbono

Tinnirello
Federico

Gaetano.
per

tale

essere

omicidio,
n.372,

dal

mandato di cattura

dell'8.8.83.

Lo

e Madonia Francesco, detenuti

Jacono

Pietro

nonche'

all'epoca del fatto.


Vanno

prosciolti

con

formula

Zanca Carmelo e Spadaro Tommaso.

dubitativa

- Pag.2.810 -

11.

Omicidi Mandala'

Emanuele
lenna

(Yol.45),

Michele

Pietro

feresi F.sco Paolo

(Yol.101),

(Yol.32),

D'Agostino Ignazio

Francesco

eYol.47),

(Yol.1/A),

Calogero

(Yol.1/E),

Di

(Yol.46),

Fresco

(Yol.34),

Giovanni
Di

Mandala'

Corsino Salvatore

Mazzola

Fresco

Francesco

(Yol.31),

Bel lini

(Vol.112).

Salvato%e

Conto%no,

"soldato"

famiglia di Santa Ma%ia di Gesu', e%a

della

legato

al

Pag.2.811 -

capo della predetta, Stefano Bontate, da


di

vincoli

amicizia molto saldi, sicche' i suoi rapporti

con

lo

stesso

non

necessitavano

di

essere

mediati dal "capo decina" , ma erano diretti.


Tale

privilegio

era accordato dal Bontate


e

ad un "soldato" che, per la sue capacita'


vincoli

di

famiglia

amicizia, aveva assunto in seno alla

mafiosa

pertanto,

per

un

notevole

poteva

"peso"

ritenersi

che,

massima

di

affidabilita'.
Il

Contorno,

dimostrato

la

tratto

sua

ampia

collaborazione

con

contribuito

fornire

acquisizioni

in

arresto,

disponibi1ita'
Magistratura

la

ha
alla

ed

ha

ulteriori riscontri alle

probatorie

nel

presente

procedimento penale.
riprova,

Una

diretta

ed

sullo spessore del personaggio e,


sua

attendibilita',

cosche

"vincenti"

raggiungere

il

veda il capitolo
dello

stesso) ,

quindi,

sulla

stata data dalle stesse

e'

le

inconfutabile,

quali,

non

riuscendo

Contorno con i propri killer (si


relativo
hanno

al

tentato

fatto

omicidio

scempio

dei

suoi

Pag.2.812 -

congiunti e dei suoi amici con una sequenza

imp~essionante

il

Pe~

Giovannello
Tommaso
della

di omicidi.
pe:r

G:reco, pe:r Gaetano Badalamenti e pe:r

Buscetta

veniva

o, comunque, di

attuata

la

st:rategia

allo scopo di

"te~~a b~uciata",

suppo~to

come

cosi'

Conto~no,

p:riva~lo

di

"stana~lo"

qualsiasi

eventuale

logistico nel caso avesse deciso di far

:rient:ro a Pale:rmo pe:r :rio:rganizzare le

fila

dei

"pe~denti".

pe:rve:rso

Il

disegno

c:riminoso

"vincenti" non ha :rispa:rmiato, nemmeno in


caso,

moltissime

vittime

innocenti,

est:ranee a t:raffici illeciti, la cui


e:ra

quella

di

esse:re

legate

al

dei
questo

del tutto
sola

colpa

Conto:rno

da

in un b:reve a:rco

di

pa:rentela o da vincoli di amicizia.


La via Conte
tempo,

e'

quanti, come

Fede~ico,

stata

lette:ralmente

detto,

av:rebbe:ro

":ripulita"
potuto

dare

da
un

aiuto al Conto:rno.
Gia'

gli

O:rgani

di

Polizia non avevano

avuto dubbio alcuno nell'inquadra:re tutti


omicidi

nella

logica

t:remenda

della

questi
"ter:ra

bzuciata"
stesso.

Pag.2.813 -

intozno
sin

al

dalle

(Volo 12.5 f.49),

latitante
pzime

sue

aveva

Contozno

e lo

dichiazazioni

confezmato questa ipotesi

accusatozia.
In
apzile

un
85

successivo

zappozti

rifezendo:

intezcozsi

13

con

le

"Mazzola Emanuele eza da me

conosciuto in quanto della


lui

del

((Vol.12.5 f.163) e segg.) il Contozno

speci:ficava
vittime,

intezzogatozio

stessa

bozgata.

Con

ho avuto anche dei zappozti commezciali dato

che commezciava in cavalli e bestiame vazio


me.

E,

quindi,

volte,

scambievolmente animali. Questi

ci

come

vendevamo

nostzi

zappozti

ezano ben conosciuti da tutti.


Io

avevo

una

stalla

in

loca1ita'

Chiavelli.
Detta stalla eza di pzopzieta' di
deceduto

Ienna.
Ienna

Michele,

societa'

di

Domenico

pez cause natuzali. :fzate1lo di


con

il

quale.

impoztazione

ed

io

avevo

una

espoztazione

di

cazni, intestata la zelativa licenza alla

moglie

dello

Ienna.

stesso

Detta

Pag.~.814

duro'

societa'

sino

al

1976

poi fu

dichiarata fallita.
Bellini Calogero era mio
in

cugino

acquisito

quanto aveva sposato Contorno Rosa, figlia di

Salvatore, fratello di mio


cugino

anche

dei

padre.

Grado

in

fratelli Grado sono figli di


altra

sorella

di

mio

comunemente

chiamato

elettricista.

Prima

Era

pertanto

quanto

tutti

Contorno

Antonina,

padre. Il Bellini veniva


"Lilla"

ancora

ed

era

era alle dipendenze

dell'Acquedotto.
Mandala'
fratello

Francesco

era

figlio

di

un

di mia madre Mandala' Rosaria. Mandala'

Pietro era il figlio di detto Francesco.


Schifaudo Antonino, che
essere

accorso

immediatamente

la

S.V.

dice

dopo l'uccisione

di Mandala' Pietro, era zio di costui


la

mi

in

quanto

di lui madre gli era sorella. 2uando anche lo

Schifaudo venne ucciso io ero gia' detenuto.


Non avevamo particolari rapporti ed,
io non andai neanche al suo matrimonio.

anzi,

- Pag.Z.815 -

Corsino

Salvatore

era

coniugato

con

Mandala' Angela, sorella di mia suocera.


D'Agostino

D'Agostino Ignazio era padre di


Rosario

il

Carmela,

che

quale

e'

coniugato

prima

e'

cugina

Lombardo

con
di

mia

moglie

Lombardo Carmela.
I

fratelli

Giovanni e Francesco Di Fresco

erano da me conosciuti perche' della

mia

borgata.

di

Giovanni

suocero

era

stessa
Mazzola

Emanuele.
Tutte le
parlato,

persone

come

ho

di

gia'

interrogatorio, non erano


svolgevano

alcuna

trattava di

semplice

Greco

vollero

cui
detto

gente

piu'

in

"uomini

attivita'

eliminare

ho

preceden~e

d'onore"

illecita'
di

sopra

borgata

ma
che

ne'
si
i

solo per dimostrare la

loro potenza e terrorizzare la zona".


Come si e' detto
molti
erano

come

vedra'

tra questi congiunti ed amici del Contorno


personaggi

qualsiasi

senza

collegamento

storia,
con

vari

modi,

vicini

privi

di

organizzazioni

criminose, con l'unica "colpa" di


in

si

al

essere

stati,

predetto

"

di

Pag.2.816 -

pertanto,

costituire,

un probabile punto di

riferimento per lo stesso.


Come fosse spietata la caccia al
lo

si

e'

potuto

dell'omicidio di
nel

novembre

rilevare

Rugnetta

del

nella

tristemente

gia'

trattando

Antonino,
veniva

1981,

Filippo Marchese ed i

Contorno,

suoi

"camera

condotto

della morte"

perche', interrogato, rivelasse il luogo


nascondeva

"Coriolano

quale,

sequestrato da

accoliti

famosa

il

della

ove

si

Floresta"

(soprannome di Salvatore Contorno).


Il Rugnetta
non

era

vecchio

contrabbandiere

in grado di soddisfare le richieste dei

suoi sequestratori e, quindi, veniva


dallo

strangolato

stesso Marchese e da Pino Greco, mentre il

corpo,

nascosto

ritrovare

in

dinnanzi

una
la

auto,

veniva

fatto

Caserma della Guardia di

Finanza" Cangialosi" di via Cavour.


Fallito
fallito

il

questo
tentativo

tentativo
di

e,

uccidere

Contorno, non rimaneva che iniziare


indiscriminato

dei

parimenti,

suoi

lo
il

stesso
massacro

congiunti

ed

amici,

Pag.2..817 -

p:rop:rio

pe:rche'

nella

sua

spa:rgesse i l te:r:ro:re e

nessuno

la

assistenza

benche'

minima

bo:rgata

si

p:resta:re

osasse
agli

stessi

familia:ri.
E,

del :resto, i l pe:rsonaggio

impo:rtante

non

milita:ri luce

messe,

du:rante

pe:r

solo

le

Conto:rno

sue

e:ra

"capacita'"

t:ra l'alt:ro, b:rillantemente

in

i l tentativo attuato da Pino G:reco

e Filippo Ma:rchese di elimina:rlo, ma anche pe:r

suoi legami con i l g:ruppo Bontate.


Dei

:rappo:rti

con

Stefano

Bontate

detto e :rimane da fa:r :rileva:re come


fosse cugino dei
Tutti

il

si e'

Conto:rno

G~ado.

f:ratelli

figli di Conto:rno

G:rado.

Rosa,

infatti.

so:rella

del

e:rano

pad:re

di

Conto:rno Salvato:re.
Sulla

impo:rtanza

coinvolgimento

nel

dei

t:raffico

stupefacenti gia' si e'


Vi

e'

siano stati
come
il

G:rado

sul

internazionale

dalle

costanti fosse:ro i
Conto:rno

di

detto in alt:ra pa:rte.

solo da :rileva:re come anche i


decimati

loro

cosche

G:rado

vincenti

:rappo:rti t:ra gli stessi,


ed

alt:ri

suoi

- Pag.2.818 -

congiuntm

rimandando,

sul

punto,

quanto

dichiarato dal Totta e dallo Zerbetto.


Come

si

della moglie
dallo

vedra',
del

Zerbetto

Ceresio,

occasione

da
di

Totta

dato

di
il

Bellini,

cugino
era

stato

Palermo

Rosetta
recapito

nel

visto

Grado a Porto

Contorno

matrimonio

stesso

dei

stato

Calogero

stesso

Grado gli avevano


dello

villa

Gennaro

Salvatore - zio
era

Bellini

dello

conosciuto

Contorno
nella

mentre

acquisito

Corsino

caso

in

Grado e i
telefonico

avesse

avuto

bisogno di prendere contatto con loro.


Agli omicidi di questo gruppo di
ed

congiunti

amici del Contorno si e' voluto aggiungere la

trattazione

dell'omicidio

Paolo

perche'

corso

della

perizia

prof.

Marco

Morin

di

Teresi

riscontri probatori emersi nel


balistica
di

effettuata

Venezia

balistici effettuati dal Gabinetto


Polizia

Scientifica

di collegare tale

Francesco

di

dagli

dal
esami

Regionale

di

Palermo, hanno permesso

omicidio

Michele e Di Fresco Giovanni.

quelli

di

Ienna

tI:e,

stessa aI:ma
unicita'
tutti i
modo,

Pag.2.819 -

infatti, eI:ano stati uccisi con la


e

del

cio'

ulteI:ioI:e

e'

disegno

pI:ova

della

cI:iminoso di steI:minio di

"peI:denti" e di coloI:o

che,

in

qualche

agli stessi potevano esseI:e collegati.


P:r:emessa,

esistente t:r:a i
all'esame

dei

quindi,

la

st:r:etta connessione

detti omicidi,
singoli

:r:ispettando la successione

si

puo'

episodi
cI:onologica

pe:r: se', e' altamente indicativa.

passa:r:e

cI:iminosi,
che,

di

- Pag.2.820 -

~O~m~i..:::c:...!.i..:::d:...!.i~o~~M.:..::a::.:.n.:.:d~a:::....l:....::a::........'_-:P--,-i e t

(Vol.1/E

ro

f.209)

segg.)

Il 3 ottobre 81, nella via

Conte

Federico

all'altezza del civico n.76 - poco prima delle


ore 14,50 - veniva assassinato a

colpi

di

arma

da fuoco Mandala' Pietro.


Il

personale

telefonicamente
rinveniva

avvisato

nelle

Mandala'

una

strada,

con

della

Squadra

Renault
lo

sparatoria,

della

vicinanze

del

ferma

stereo

al

Mobile,

cadavere
centro

acceso

del
della

le

chiavi

corso

della

inserite nel quadro.


Si

accertava
era

sparato~ia,

Pisano

nel

rimasto

Sebastiano

occasionalmente

che,

il

colpito
quale

transita~e

il
si

per

posteriore

da

un

sinistro

proiettile
ed

guaribile in 10 giorni.

era

trovava

detta via in

compagnia di D'Anna Angelo. Il Pisano


attinto

giovane

era

stato

all'emitorace

stato

giudicato

Si

Pag.2.8Z1 -

accertava, altresi' che il Mandala' era

un militare di leva in licenza


e

trovava

si

in

via

Conte

dell'auto di proprieta' del


Lo

stesso,

di

convalescen2a

Federico

fratello

a bordo

Salvatore.

abbandonata l'auto, aveva cercato di

sottrarsi con la fuga ai killers,

ma

era

stato

raggiunto e ucciso.
All'interno

della predetta auto Renault 14


avvolta

veniva rinvenuta
appoggiata
pistola

sul

sedile

"Smith

matricola,

con

in

anteriore

pullover

e
una

destro

ca1.7,65

Wesson"
un

un

sen2a

colpo in canna e 13 cartucce

nel caricatore.
D'Anna Angelo, sentito
del

fatto,

riferiva

che,

mentre camminava per la


compagnia

del

brusca frenata.
notato

due

nella

immediate2za

verso

via

le ore 14,45,
Fed'erico

Conte

in

suo amico Pisano, aveva udito una


Giratosi

autovetture,

istintivamente,
ad

un

paio

aveva

di metri

circa, l'una di fronte all'altra.


Da una di queste scendeva un
quale

impugnava

esplodeva

dei

individuo

il

un'arma con entrambe le mani ed


colpi

dell'altra autovettura.

contro

il

conducente

- Pag.Z.8ZZ -

Sia

precipitosa fuga
dopo

alcuni

il

che

lui

in

Pisano

direzione

si

davano

opposta

solo

minuti si incontravano nella Piazza

dei Signori. Qui

notava

come

l'amico,

ferito,

fosse soccorso da alcuni passanti.


Precisava

che l'individuo armato era sceso

dal lato opposto a quello di guida,


in

grado

di

descriverlo,

ne'

ma

non

era

era in grado di

stabilire il tipo dell'auto.


Identiche
forniva
stato

il

sostanziali

Pisano

soccorso

il

dallo

(assassinato

pochi

nella stessa

Piazza),

aveva

sparato

dichiarazioni

quale riferiva di essere


zio

Costanzo

Giovanni

giorni dopo - il 9 ottobre di

di aver

non

aver

~ppreso

visto

chi

solo il giorno

dopo dai giornali dell'omicidio del Mandala',


lui

conosciuto

perche'

abitante

nella

da

stessa

zona.
Mandala' Francesco - padre della vittima
riferiva

che

il

convalescenza,
perche'

non

figlio,
era

ricercato

militare
rientrato

seguito

di

di
al

del

Tribunale

corpo

mandato

cattura emesso nei suoi confronti dal G.l.


sez.8~

leva in

di

della

di Palermo. Aggiungeva di

- Pag.2.823 -

essere

lontato parente di Salvatore Contorno, ma

di non avere mai avuto rapporti con lo stesso.


Precisava di non sapere ove
rifugiasse,

il

figlio

anche se quella mattina era venuto a

casa verso le ore 7 per rifocillarsi e gli


esternato

si

la

volonta'

di

aveva

ripresentarsi

reparto dato che il mandato di cattura era

al

stato

revocato.
Mandala'

Francesco

veniva,

sua

volta

assassinato, il 5 aprile 82.


Mandala' Salvatore - fratello di
abitante

Pietro

con il padre nella Via Conte Federico -

riferiva di essere uscito quella mattina di


e

di

aver lasciato il fratello che era ancora a

letto. Rincasato, aveva pranzato con i


e

casa

familiari

lo stesso Pietro il quale gli aveva chiesto di

"provare" la sua auto poiche', da quando

l'aveva

acquistata, non l'aveva ancora guidata.


Dopo

aver

consegnato

era uscito di casa con un


aveva

notato

l'auto al fratello,

amico

e,

rientrando,

una grande confusione sotto casa e

- Pag.2.824 -

il

cugino

D'Agostino

Ignazio,

piangendo,

gli

aveva dato la notizia della uccisione di Pietro.


Ignazio

D'Agostino

veniva

assassinato

1'11.1.82.
Nessuna

ulteriore
congiunti,

dai

fornita

utile

dichiarazioni

di

anche

Mandala'

rilevarsi come la vittima

notizia

veniva

se

dalle

Salvatore

vivesse

in

poteva

casa

dei

genitori nel periodo della sua latitanza.


Il

Mandala',

componente
delinquere

di

infatti,

una

pericolosa

dedita

delitti e lo stesso
Briolotta

era

rapine

era

Antonino,

stato

Vitale

indicato come

associazione
ed

gravi

denunciato,

Antonino,

Rosario, per il delitto di incendio


danneggiamento

altri

con

Lombardo
scopo

di

lesioni

personali in danno di

Lo Castro Amelia,

nonche'

indiziato

rapine

di

alcune

treni postali ((Vol.1/E f.3) e segg. -

(Vol.2/E f.62?) e segg. - rapporto Carabinieri


sentenza/ordinanza del G.r.).

- Pag.2..82.5 -

delle

Una
il Mandala'

~apine

come

consumata

inquirenti
quanto ben

la quale si indicava

probabile

presso

rica~azzelli

pe~

lo

autore

scalo

era

quella

ferroviario

il 2.4.7.1981, ma tale ipotesi

doveva

degli

del tutto errata in

risulta~e

stati

dive~si e~ano

di

gli

auto~i

del

delitto.
Di

detta

~apina,

nonche' della successiva

eliminazione di alcuni degli autori da


Filippo

Marchese

e dei suoi accoliti, si

ampiamente

in

alt~e

o~dinanza

comunque,

pa~ti

va

rinvenirsi

in

presunti

autori della rapina stessa,

chia~ito

di

parentela

t~atta

che

Mandala'

contrasti

bensi'

di

presente

della

motivazione della soppressione del


puo'

pa~te

nel

t~a

la
non
gli

vincolo

che legava il Mandala' a Salvatore

Contorno.
I due, infatti, erano
Mandala'
un

F~ancesco

fratello

di

pad~e

Mandala'

pa~enti.

essendo

di

- figlio di

Piet~o

Rosaria.

madre

il

del

Contorno.
Mandala'
Conto:r:no,

Pietro,

dimo~ante

figlio
con

di un cugino del
tutta

la

sua

- Pag.2..82.6 -

famiglia in via Conte


"punto
sua

eliminazione

monito

e~a

p~esta~gli

testi

nessun

portava

ad

in

la

evidente

della posizione del predetto, come


a

quanti

avesse~o

pensato

di

un qualche aiuto.

(Vo10147 f.130)

(Volo 147 f.1Z8)

utile

elemento

ai

dichia~azioni

fini delle indagini,

tale causale e' ampiamente fondata, sia


sia

indubbio

pe~tanto,

un

non essendo emerso dalle

Pu~

dei

un

e~a

di forza" di quest'ultimo e,

indebolimento
pure

Fede~ico,

~elazione

tutti

seguiti a quello di Mandala'

gli

alt~i

Piet~o.

in

se',

omicidi

- Pag.2.827 -

Omicidio Mazzola Emanuele (Vol.45)

IL 5 ottobre 81 - alle ore


veniva

ucciso

nella

18,15

circa

via Conte Federico Mazzola

Emanuele.
Testimone
Fresco

oculare

dell'omicidio

era

Di

Giovanni - suocero del Mazzola - il quale

J:ifeJ:iva che,
vittima

trovandosi

davanti

alla

conversare

con

propria abitazione, aveva

notato due peJ:sone sopraggiungere a bOJ:do


Una,

motore.

presumibilmente

dietro, era scesa e,

la

con

quella

un'arma,

di

un

seduta

aveva

fatto

ripetutamente fuoco contro il genero.


Specificava
di

sottrarsi

Conte

che quest'ultimo aveva tentato

all'agguato

Federico

in

direzione

sapeva (o voleva) dare


sui

killers,

ne'

fuggendo

sul

via

di Villabate. Non

nessuna
tipo

dalla

indicazione
di

ne'

moto da questi

usata.
Unico
rapporto

elemento

della

Squadra

ulteriore
Mobile

offerto
era

dal

proprio la

- Pag.2.82.8 -

notizia

della successiva uccisione del Di Fresco

il 9 gennaio 82. in Piazza Torrelunga.


Del Mazzola
quale,

parlava

ricollegando

Bontate,

allo

Contorno

sterminio

particolare,

per

avessero

terra

del

gruppo

come

Totuccio

chiamato "Coriolano della Floresta",

fosse una delle persone piu'

lo

il

riferiva di aver appreso dagli Zanca, e

da Onofrio Zanca in

Bontate

Stefano

la uccisione dello stesso e

Pietro

di Mandala'

Calzetta

di

Stefano

tale motivo le famiglie vincenti

cercato

bruciata

fidate

dappertutto

attorno

con

le

"facendogli
persone

a lui

vicine" <Vol.11 f.70).


In

relazione

riferiva

di

aver

al

Maz20la,

appreso

il

Calzetta

come questi fosse il

fac-totum del Contorno del quale "governava"


animali

che

aveva

gli

nello stallone dei Chiave Ili

(Vol.11 f.70),
Come
riferiva

gia'
dei

detto,
suoi

lo

rapporti

stesso

Contorno

commerciali

con

- Pag.2.829 -

il

Mazzola

e,

segnatamente,

degli

affari con

questi avuti nel campo della compravendita


animali

custoditi,

degli

per parte sua, in una stalla

ai Chiavelli.
Le
seppur

informazioni
imprecise,

non v'e'

dubbio

rapporti

di

Mazzola

con

quindi,

avevano un certo fondamento e


che

amicizia
il

Calzetta,

del

proprio
e

in

di

Contorno

relazione

affari
vada

avuti

rinvenuta

ai
dal
la

causale della soppressione del primo.


E,

del resto, l'omicidio del Mazzola segue

di appena due giorni quello


ad

ulteriore

dimostrazione

tra questi due omicidi.

di

Mandala'

Pietro

del nesso esistente

- Pag.Z.830 -

Omicidio lenna Michele (Vol.101)

Il giozno 8 gennaio 82, vezso le oze


cizca,

una

telefonata

"113" che in via

anonima

Belmonte

17,45

annunciava

Chiavelli

eza

al

stato

commesso un omicidio.
Gli

agenti

intervenuti rinvenivano in una

macellezia di quella via,


corpo

senza

vita

al

civico

n.100,

il

del titolare Ienna Michele il

quale giaceva in una pozza di sangue, colpito

da

numerosi colpi di azma da fuoco.


Si

apprendeva

che,

individui, non

travisati,

macelleria

avevano

ed

prima,

poco
erano

fatto

entrati

fuoco

due
nella

contro

il

titolare.
I due si erano, quindi, dati

alla

fuga

bordo di una moto.


Enna
concordemente,
erano

Emanuele
zifezivano

ed

Enna

che

due

Matteo,
individui

entrati nella macellezia ed avevano ucciso

l'Enna fuggendo subito a bordo di una moto


quale si tzovava un tezzo complice.

sulla

- Pag.2.S31 -

venivano

due

sommariamente

descritti
tale

da

abbastanza

descrizione

era

impossibile individuarli.
Giacomo,

Meli

cugino

presente nella macelleria al momento


riferiva

di

aver sentito i

vittima,

della
del

fatto,

colpi ma di non aver

visto nessuno poiche' dava le spalle

alla

porta

di ingresso.
stesso,

Lo

stanti

dichiarazioni, veniva
nel

presente

le

sue

dichiarato

procedimento

deve

in

reticenti
arresto

rispondere del

delitto di favoreggiamento personale.


Il

Meli,

tra

l'altro,

risultava

essere

impiegato

presso la Centralgas di Carini, il cui

direttore

era

Teresi

Francesco

ucciso

Paolo,

proprio poche ore prima.


Agli

inquirenti

dichiarava

di

parlato con il cugino di

quell'omicidio

risultava

dato

inverosimile,

poteva non aver scambiato con il


impressione

su

tale

non

aver

cio'

che, appunto, non


cugino

qualche

delitto che lo interessava

personalmente.

.'

- Pag.2.832 -

La

CentraI gas

parlera'

in

di

Carini

seguito

di

risultava

cui

si

essere

di

proprieta' di appartenenti al gruppo Bontate.


Dai

primi

effettuati

dalla

accertamenti
Polizia

balistici

Scientifica, emergeva

come con la stessa arma fossero stati


Teresi,

l'Enna

ulteriore

riprova

cronologica

tra

Di

uccisi

il

Fresco Giovanni e cio' ad

della

connessione

due

logica
e

delitti

quello

successivo del Di Fresco.


Parlando
Chiavelli,

il

questa

fosse

Ienna

Michele

costituito

della

di

sua

in

Contorno

aveva

Ienna

Domenico,

con

una

stalla

riferito

societa'

di

come

fratello

quale

il

loca1ita'

ultimo

di

aveva

importazione

ed

esportazione di carni.
quindi,

Evidenti,

legami di affari e di

amicizia tra il Contorno e 10 Ienna e proprio


questi

legami

va

rinvenuta

la

causale

in

della

uccisione del secondo.


Anche
sicuro

punto

quest'ultimo

10

Ienna,
di

infatti,

appoggio
cosi'

per
come

costituiva
il
il

Contorno

un
e

Calzetta

- Pag.2.833 -

- non aveva avuto esitazione a legare


a

l'omicidio

tali rapporti. nonche' alla "necessita'" per i

Greco

di

congiunti

terrorizzare
con

tale

cui si e' detto prima.

tutti

suoi

amici

omicidio e con gli altri di

Pag.Z.834 -

Omicidio Teresi Francesco Paolo

(Vol.46)

Alle o%e 7,30 ci%ca dello stesso


gennaio,

in

via

Bonagia

veniva

gio%no

ucciso Te%esi

F%ancesco Paolo ment%e si t%ovava a t%ansita%e

bo%do della p%op%io auto Fiat 127.


Nella
%isultava

assenza

di

impossibile

ocula%i,

testimoni

acce%ta%e

la

dinamica

dell'omicidio.
Benvegna

Gi%olamo,

cognato della vittima,

%ife%iva come il Teresi fosse legato


vincoli

di

parentela

con

Teresi

imprendito%e edile scomparso alcuni


avendo

la

sorella

da

lontani
Girolamo,

mesi

prima,

Maria sposato Teresi Pietro,

fratello di Teresi Girolamo.


Sentito
amministratore
precisava che

Cascio
della
tale

seguenti azionisti:

Ingurgio
Centralgas

societa'

era

Pietro
questi
composta

dai

- Pag.2.835 -

Girolamo

Teresi
(f:r:atello
Teresi

della

Pietro

vittima,

da

distinguere

fratello di Gi:r:olamo)

Margherita (moglie di stefano


di

Teresi

Girolamo)

Piet:r:o

Teresi

25~,

Teresi

15~,

Bontate

dal

cugina

Matasso Maria (moglie

20Y.,

di Te:r:esi Emanuele, f:r:atello

di

Girolamo)

20%,

esso Cascio Ingurgio 20Y..


Sempre

secondo

il

teste,

era

scomparso

Teresi Girolamo, mentre Teresi Pietro vittima

della

improvvisamente
sostituito

da

da

scomparsa
Quanto

del

il

moglie

marito

loro

era

stato

era

parente

della

vittima

dispiaciuto della
Teresi

Girolamo.

al cognato Pietro, specificava che questi

si era allontanato da
moglie

ed

clienti.

Benvegna Maria che

Palermo

allontanato

Francesco Paolo nel settore della

esazione presso i

riferiva

era

si

fratello

Palermo

portando

con

se

figlio allo scopo di far sottoporre la

donna a delle analisi cliniche.

Pag.2..836 -

Dalle dichiarazioni degli


si

Centralgas
presso

apprendeva

impiegati

come

recasse

della

saltuariamente

tale

ditta

si

anche

stefano

Nessun

altro

elemento emergeva dall'esame

Bontate.

testimoniale
(Vol.91

dei

congiunti

(Vo1.91 f.2.0)

f.23) e solo il Cascio Ingurgio riferiva

come il Bontate ed i
maggioranza

Teresi avessero rilevato

la

delle azioni della societa' da altri

costituita.
Non v'e',
seguito

quindi.

dubbio

alcuno

che,

dell'omicidio di Stefano Bontate , della

scomparsa

di

Girolamo

dell'allontanamento
Francesco

Paolo

di

fosse

Teresi
rimasto

Teresi
Pietro,
il

Teresi
solo

controllare detta societa'.


I

vincoli

di parentela e di affari tra la

vittima ed il Bontate, facevano


personaggio
pertanto,

di

primo

seguendo

eliminazione

dei

la

prima

un

piano del clan Bontate e,


spietata

"perdenti",

decretata la uccisione.

della

logica

della

ne

stata

era

Ulte~ioze
t~a

si

intima

dall'esame

t~aeva

che

p~oiettili

il

gio~no,

della

p~ova

connessione

gli omicidi collegati alla

tutti

mafia",

Pag.2.837 -

avevano

compa~ativo

attinto,

Ienna

Te~esi,

"gue~~a

di

dei

quello stesso

Michele

nonche'

Di

Giovanni.

F~esco

Confermando

quanto

Polizia Scientifica,
Venezia,

nella

il

Ienna

medesima

l1a~co

relazione
che

Te~esi

pistola

acce~tato

P~of.

sua

balistica, evidenziava
omicidi

gia'

pe~

dalla

Mo~in

di

di

perizia

commette~e

gli

era stata impiegata una

semiautomatica

cal.7,65

mm.

B~owning.

il

Rife~iva

comparate

che

imp~essioni

estrazione

ed

espulsione

stessa

due

a~ma

Le
Ienna e

evidenti
i

pe~

state

le

~epe~ti

talmente

e~ano

positivamente

percussione,
singoli

che

Pe~ito

che
da

delitti

le

coincidenze

di
dei

erano

non lasciare alcun dubbio


e~a

stata

impiegata

la

(Vol.203 f.Z3).

connessioni
Te~esi

sono

specifiche tra gli omicidi

imp~essionanti,

come

si

e'

visto:

...'.

- Pag.2.838 -

gli

omicidi erano stati commessi lo stesso

giorno;
per
impiegata

una

sola

dell'attentato
macellez:ia

gli

consumare

vi

stessi

identica

era

arma;

Ienna,

allo

Meli

era

stata

al momento

pz:esente

Giacomo,

nella

cugino della

vittima e dipendente della Centralgas del

Teresi

Francesco Paolo.
Non

v'e' dubbio che il Meli avrebbe potuto

riferire qualcosa
avesse

di

piu'

specifico

se

lo

voluto - sia sulla dinamica dell'omicidio

Ienna, sia sui motivi che


visitarlo

proprio

il

lo

avevano

giorno

in

spinto

cui era stato

ucciso il suo datore di lavoro.


Il Meli, comunque, va rinviato
per

rispondere

del

delitt.o

giudizio

di favoreggiamento

ascrittogli in rubrica (Capo 160).


Oltre
pero' ,

tali

connessioni

vi sono da rilevare i

specifiche,

piu' generali punti

di collegamento tra gli omicidi stessi.


Non a caso, infatti, quello
venivano
pe:rsonaggi

eliminati
che,

per

con

la

stesso

stessa

pa:rentela,

gio:rno

arma

due

interessi

ed

- Pag.2.839 -

amicizia, gravitavano intorno a


e

ContoI:no,

Salvatore

tra

Stefano

di

Bontate
legati da

10I:o

vincoli di amicizia e di cosca.


E qui e' da richiamare
detto

in

I:elazione

anche

Di

di

Gesu'

Franco,

con

la

appieno

aveva

rimasto

solo

economici

del

assunto
a

del

Angelo

di

Santa

Federico,

l'impoI:tanza

soppressione

Teresi,

famiglia

-, soppI:esso insieme a Giuseppe

Salvatore

compI:endeI:e

gia'

a Girolamo TeI:esi - vice di

Stefano Bontate in seno alla


MaI:ia

quanto

gruppo

Bontate

Teresi

gestiI:e

che,

peI:

pI:opI:io
di

Mimmo

Francesco Paolo,

residui
in

Bontate

interessi
seno (anche)

alla Centralgas.
La soppressione dello Ienna e
nello

del

Teresi,

stesso gioI:no e con la stessa aI:ma, e' una

ulteriore
gruppo
unicita'

dimostrazione

Bontate
del

sterminare i

della

Contorno,
disegno

"coesione"
e,

quindi,

criminoso

del
della

volto

residui componenti di quei gruppi.

- Pag.2.840 -

Non
cugino

e',

dello

Centz:algas

dei

del
Ienna,

z:esto,

un caso che il Meli,

lavoz:asse

pz:opz:io

Bontate e dei Tez:esi, ne' che lo

stesso, a poche oz:e dall'omicidio del suo


di

datore

lavoro, si fosse precipitato dal cugino: tale

visita rimane inquietante, potendo


motivata
lo

alla

Ienna

necessita'

dalla
dai
di

essez:e

stata

necessita' di mettere in guardia


pericoli
dare

ai

indicazione della vittima.

incombenti

dalla

killers una piu' esatta

- Pag.2.841 -

Omicidio Di rresco Giovanni (Vol.3Z)

A meno di
e

dello

Ienna,

veniva ucciso
Giovanni,
e' visto,

ore dagli omicidi

Z~

verso

in

del

Teresi

le ore 15 del 9 gennaio,

Piazza

Torrelunga

Di

Fresco

suocero di Mazzola Emanuele e, come si


testimone oculare dello omicidio

dello

stesso.
Il

Di

fresco

era

stato

raggiunto

numerosi colpi di arma da fuoco alla nuca

ed

da
al

torace, decedendo all'istante.


In
non

si

assenza di qualsiasi testimone oculare,


riusciva

immune

da

ricostruire

inoltre,

dell'omicidio;
collabozazione

dei

familiazi

precedenti

accertare, nel corso

la

dinamica

mancanza
della

penali

delle

la

prime

di

vittima
impediva

di

indagini,

il

movente dell'omicidio stesso.


Si

faceva,

comunque,

presente nel rapporto

di p.g., come il Di fresco potesse


ucciso

in

quanto

essere

testimone

stato
oculare

- Pag.2.842 -

dell'omicidio
mentre si

gene:to

del

escludeva

avessero

lo

che

stesso

Mazzola

gli

movente

Emanuele,

omicidi
dato

dei

due

in tal

che,

caso, i killers li avrebbero soppressi insieme.


Tale
logica

pe:to',

ipotesi,

in

quanto

destituita

e'

di

la presenza del Di Fresco per

l'omicidio del Mazzola poteva

esse:te

stata

del

tutto occasionale e, quindi, non p:tevista.


killers,

sopprimere

il

"l'incarico"

avuto

Mazzola,

mai

av:tebbe:to

di

osato,

autonomamente, di sopp:timere anche il Di Fresco.


Non
possa

sembra,

essere

oculare

stato

dell'omicidio

t:tadizionale
autori

peraltro,

del

ome:tta'
delitto

che

ucciso
del

siccome

Di Fresco
testimone

Mazzola, dato che la

av:tehbe
sul

il

:tassicurato

"silenzio"

di

gli
tale

testimone.
L'omicidio del Di F:tesco va, invece,
alla

visto

luce di tutti gli altri omicidi degli amici

e congiunti di Salvatore Contorno.


Ed, inve:to, Damiano Nunzia vittima

:tife:tiva

come

moglie
il

della
ma:tito

l'attivita'

svolgesse
compravendita
Provincia,

mentre
che
in

attivita'

d.i

in

il

Palermo

il figlio - Di Fresco Giacomo


padre

aveva

collaborazione

eeVol.3Z f.4)

nella

mediatore

bestiame

di

precisava

questi,

Pag.2..843 -

segg.)

e,

svolto

con

dopo

il
la

tale

Mazzola
morte

di

con Di Fresco Francesco - fratello della

vittima - a sua

volta

ucciso

il

12

marzo

di

quell'anno.
Lo

stesso Di Fresco Francesco, sentito nel

corso delle
saputo

prime

che

indagini,

Mazzola

Emanuele

seppur per breve tempo, in

riferiva
aveva

qualita'

di

aver

lavorato,
di

autista

alle dipendenze di Salvatore Contorno.


Nel

corso

cadaverica,

dell'ispezione

venivano rinvenute tra gli effetti personali


Di

del

Fresco nove cambiali da lire 100.000 ciascuna

a firma di Agrate Maria

girate

da

Li

Vigni

Nicolo' a Mazzola Emanuele.


I

successivi

accertamenti

non

emergere, in relazione a detti effetti


nulla

di

importante

facevano
cambiari,

ai fini delle indagini, ad

- Pag.2.844 -

eccezione
figlio

della

confe~ma

vittima

della

di quanto %ife%ito dal


ci~ca

rappo%ti

comme%ciali della stessa con il Mazzola.


Sul
nove

luogo

bossoli

del delitto venivano %ecupe%ati


due

cal.7,65

p~oiettili

Vol.32 f.25) e segg.).


Il

Gabinetto

Scientifica,
f.85)

((Vo1.101

seguito di
%eperti

nota

acce~tamenti

Francesco
F~ancesco

Paolo, si

pistola

e~a

comunicava

omicidi

Ienna

(f%atello

maggio

82

che,

balistici effettuati

agli

Michele,

Polizia

di

dell'8

segg.)

%elativi

G~aviano

stessa

con

Regionale

vittima)

erano

Fresco

Di

evidenziato

cal.7,65

sui

di Pisa Pietro,

Michele,

della

che

Te%esi
con

la

stati consumati

gli ultimi t%e degli elencati omicidi.


Vi
er%o%e

e'

di

acce~tamenti

all'omicidio

da

che,

~i1eva%e

indicazione

del

appa~entemente

di

F~ancesco,

pe~

Di
si

un

banale

Fresco,

tali

~ife:rivano

mentre, in

~ealta',

concernevano l'omicidio di Giovanni Di Fresco.

- Pag.2.845 -

Come si e' detto, sul


di

Giovanni

Di

luogo

dell'omicidio

Fresco erano stati rinvenuti n.

nove bossoli e n. due proiettili cal.7,65.


Sul

luogo

Francesco,
frammenti

dell'omicidio

invece,
di

di

Di

Fresco

venivano rinvenuti n.quattro

camicia

di

proiettile

due

frammenti di piombo di proiettile (Vol.47 f.24>.


L'esame

autoptico

effettuato su Di Fresco

Giovanni evidenziava come lo stesso


raggiunto

stato

da otto colpi di arma da fuoco a canna

corta (Yol.32 f.104),


effettuato

su

Di

mentre

Fresco

l'esame

Francesco

come lo stesso fosse stato ucciso


di

fosse

fucile

autoptico
evidenziva

da

due

colpi

cal.12 caricato a proiettili multipli

del tipo 11/0 (Yol.47 f.21).


Gli

esami

sequestrati
Fresco,

comparativi

negli

indicavano

rispettivamente,

di

omicidi

Ienna,

detti

reperti

nove,

otto

sui

bossoli

Teresi
in

e Di

numero,

e nove e il Di

Fresco veniva indicato come Francesco.

- Pag.2.SQ6 -

Cio' era, ovviamente, impossibile nel


di

Di

Fresco

erano

dell'omicidio
frammenti

di

dato

Francesco,

stati

sul

luogo

rinvenuti

solo

piombo, mentre frammenti di piombo

erano stati rinvenuti nel


appunto,

che

caso

che

era

cadavere,

riprova,

stato ucciso con dei colpi di

fucile.
Quei nove
potevano

bossoli

cal.7,65,

quindi

,non

non essere che relativi all'omicidio di

Di Fresco Giovanni,

ucciso

pochi

giorni

prima

del fratello Francesco.


Il

dei

comunque,

G.I.,

reperti

procedeva ad un esame

balistici

effettivamente,

constatava

sequestrati
come

di Di Fresco Giovanni fossero


nove
per
stati

bossoli

l'omicidio

e,

per l'omicidio

stati

sequestrati

due proiettili cal.7,65, mentre


di

sequestrati

Di
solo

Fresco

Francesco

erano

dei frammenti di piombo

(Vo1.202 f.Q43J.
Non
comparativo

v'e'
era

dubbio,
stato

balistici sequestrati in

quindi,
effettuato
rela2ione

che
sui

l'esame
reperti

all'omicidio

- Pag.2.847 -

di

Di

Fresco

Giovanni.
come,

esame

Tale

questo

omicidio,

fosse stata usata la pistola

cal.7,65

adoperata

per

di

evidenziato

consumare

gli

anche

in

aveva

omicidi

Ienna Michele e

Teresi Francesco Paolo.


specificamente,

Piu'
rapporto

dell'8

con

maggio

82

il

citato

della

Polizia

Scientifica, si rilevava che:


- per l'omicidio di Ienna
stati

repertati

nove

bossoli

Michele

erano

cal.7,65

marca

G.F.L.i
- per l'omicidio
(recte,

Giovanni)

di

erano

Di

Fresco

stati

Francesco

repertati

nove

bossoli cal.7,65 marca G.F.L.;


- per l'omicidio di Teresi Francesco
erano

stati

repertati

otto

bossoli

Paolo

cal.7,65

marca G.F.L.;
erano
caratteristiche

state

alcune

rilevate

dell'impronta

di

percussione

sulla capsula del bossolo, riscontrate


in

tutti

posizione

bossoli

mantenendo

del

bossolo

sotto

identiche

costante

l'obiettivo

relazione alla posizione dell'espulsore;

la
in

- Pag.2.848 -

alcune

d~
m~croscop~o

degli

foto, sempre

comparatore, erano

ingrandimenti

ad

esegu~te

stat~

con

~l

effettuat~

ulteriore dimostrazione

della identicita' dell'impronta di percussione;


- gli omicidi Ienna,
dovevano

essere

stati

Teresi

consumati

Fresco

Di

con la stessa

pistola cal.7,65.
Tali
dalla

risultanze

Polizia,

probatorie,

venivano

sottoposte

peritale - per errore - solo


omicidi

del

evidenziate

in

al

vaglio

relazione

agli

Teresi e dello Ienna, con risultati

che confermavano pienamente quanto gia'

rilevato

dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.


Il
rilevava

Prof.

Marco Morin di Venezia, infatti,

la

~mpressioni

posit~va

di

percussione,

espulsione dei

s~ngoli

gli

erano

omicidi

comparazione

reperti e

stati

delle

estrazione

ed

confermava

che

commessi

usando

la

stessa Browning semiautomatica cal.7,65.


Che si possa con tutta certezza
a

tale

di Di

attribuire

arma anche la consumazione dell'omicidio


Fresco

Giovann~

seguenti circostanze:

lo

s~

rileva

dalle

a)

la

Pag.Z.849 -

positiva

comparazione

effettuata

dalla Polizia Scientifica;


b) la conferma di tale comparazione,
se

solo

in

relazione

agli

omicidi

anche

Ienna

Teresi, data dal Prof. Marco Morini


la

c)

connessione

tutti

omicidi,

cronologica

consumati

dei

tre

tra l'otto ed il nove

gennaio 198Zi
d) i l modus operandi
tutti

tre i

del

killer

che,

in

casi, aveva sparato otto (Teresi)

o nove (Di Fresco, Ienna) colpi, svuotando

quasi

completamente il caricatore;
l'uso,

e)

in

tutte

tre

casi,

di

proiettili della stessa marca "G.F.L.".


Del

resto

giudicanti,

potranno

circostanze
conto,

rendersi
fotografico

v'e'

dubbio

inviato

ben
e,

valutare

comunque,

esaminando
dalla

il

tutti i

dell'impronta

bossoli fotografati.

tutte
potranno

fascicolo

Polizia Scientifica,

della semplicita' con la quale e'


identicita'

che

facendo un serio uso del loro libero

convincimento,
queste

non

di

rilevabile

la

percussione

su

- Pag.Z.850 -

Data,

quindi,

attendibilita'

dei

per

rilievi

citati, si deve rilevare


connessione

tra

gli

scontata

come

l'assoluta

balistici
indubbia

sopra
sia

la

omicidi Ienna, Teresi e Di

Fresco Giovanni.
Ed, inoltre, - ad abundantiam Contorno
anche i
solo
cosi' ,

faceva

rilevare

come,

lo

stesso

tra gli altri,

fratelli Di Fresco fossero stati

uccisi,

perche' suoi conoscenti, dai Greco i quali,


terrorizzando

tutta

mostravano la loro potenza.

la

borgata,

- Pag.2.851 -

Omicidio D'Agostino Ignazio (Vol.34l

Il

giorno

11 gennaio 82 - due giorni dopo

l'omicidio di Di Fresco
dopo

l'omicidio

di

Giovanni

tre

giorni

Teresi Francesco Paolo e di

Ienna Michele - verso le ore 11 circa, in

Piazza

dei Signori veniva ucciso D'Agostino Ignazio.


La

vittima

Rosario, coniugato,

era

padre

quest'ultimo,

di

D'Agostino

con

Lombardo

Maria Carmela.
Lombardo

Maria

Lombardo Gaspare
Carmela

(moglie

Carmela

e '

di

la

cugina

Salvatore

figlia
di

di

Lombardo

Contorno),

in

quanto figlia di Lombardo Salvatore, fratello

di

Gaspare.
Non

vi

sono

dubbi

sulla "vicinanza" dei

D'Agostino ai Contorno ed ai Grado, non solo


i

citati

stretti
D'Agostino

legami
rapporti

per

di parentela, ma anche per gli


esistenti

tra

Rosario
e

- Pag.Z.85Z -

Vincenzo

Grado

dichiarazioni di

il

quale

ultimo

Gennaro

secondo le
ospitava

Totta

il

D'Agostino nella sua villa di Porto Ceresio.


Sui

Grado

in generale e sui loro traffici

illeciti in particolare, si
detto,

ma

stretti

occorre

il

gia'

ampiamente

qui ribadire come vi fossero

rapporti

Rosario,

e'

tra

questi

D'Agostino

quale, detto per inciso, proprio in

conseguenza delle dichiarazioni del Totta

veniva

rintracciato e tratto in arresto.


Il

Totta,

infatti,

aveva riferito di aver


casa

visto

il

D'Agostino

in

di Vincenzo Grado a Porto Ceresio e di aver

appreso dal secondo come il


di

- tra le altre cose -

fiducia

primo

l'uomo

di Franco Mafara e di Antonino Grado

e come a causa dei rapporti con i


stato

fosse

fosse

suddetti,

ucciso

il

gli
padre

(vol.Fasc.Pers.F.36).
Ignazio D'Agostino, quindi, costituiva
le

cosche

vincenti

per

un doppio pericolo, potendo

essere punto di riferimento a Palermo sia per

il

Contorno

il

che

per

figlio

Rosa~io

Lo

e.

stesso

ucciso

"Bontate".

della

p~op~io

scatenata

gue~~a

quanti agli

cont~o

sopp~esso.

Stefano Calzetta indicava nella

conseguenza

vincenti

veniva

pe~tanto.

vittima un amico dei


in

Pag.~.853

stessi

dai
stati

e~ano

alleati.
Secondo

lo

si associava. in
nel

stesso Calzetta. il D'Agostino


p~ecedenza.

di

cont~abbando

sopp~essione

aveva fatto

mafiosi

alt~i

quali

Piet~o

Ve~nengo

tabacchi

la

aumenta~e

il

peso

ed

Mist~etta

sua
di

il Di

Pasquale - nella zona.


Va. comunque, sottolineato come
del

D'Agostino

non

alt~o

contesto se

agli

amici

pe~

la

Te~esi

Il
killers

e Di

in

quello

F~esco,

collocato in
della

Conto~no

tempo~ale

sia

con
pe~

e cio', sia

gli
i

gue~~a

omicidi

legami con

di cui si diceva.

G~ado

D'Agostino

e~a

stato

raggiunto

dai

mentre siedeva dinnanzi al bar di Piazza

Signo~i,

giorno.

esse~e

e congiunti del

il Contorno ed i

dei

non

connessione

Ienna,

possa

l'omicidio

cosi' come

usualmente

faceva

ogni

- Pag.2.854 -

Nessun

utile

elemento

ricostruire la dinamica
dall'esame

all'agguato:

delle

potevano

gli

agenti

trovavano tutte le

fine

dell'omicidio

testimoniale

presumibilmente,

al

si

di
aveva

persone

aver

assistito

intervenuti,

saracinesche

che,

infatti.

degli

esercizi

commerciali abbassate.
I

congiunti

riferivano

della vittima, concordemente,

come

preoccupazioni,

questa

non

nutrisse

ne'

avesse

timori di sorta e

come, da pensionato, frequentasse l'ippodromo

di

viale del Fante.


Secondo
vittima -,

D'Agostino Giovanni - figlio della

la

accomunava

stessa

il

passione

padre

Di

per

Fresco

cavalli
Giovanni,

ucciso, appunto, due giorni prima.


Null'altro
deposizioni
formale

di

dei

notevole

emergeva

congiunti

istruzione

nel

corso

(Vol.90 f.37)

dalle
della
(Vol.90

f. 38)

Vi

aveva

e'

solo

indicato

da

rilevare
nel

che il Calzetta

D'Agostino

un

- Pag.Z.855 -

controllore di sale da giuoco alla Noce,


stabile
hanno

in

via

ed a Mondello, ma tali dichiarazioni non


trovato

probabile,
spinto il
delle

un

che

riscontro.

la

passione per i cavalli abbia

D'Agostino
sale

ingenerando

da
il

infatti,

E' ,

frequentare

corsa

sospetto

che

l'ambiente

dell'ippodromo,
ne

fosse

il

"controllore".
Cio'

che.

invece. risulta chiaro e', come

detto, il movente del


nella

strategia

suo

di

personaggi

cui unica "colpa"

rinvenibile

dello sterminio degli avversari

portata avanti dalle cosche


confronti

omicidio

sembra

vincenti

anche

nei

come il D'Agostino, la
proprio

essere

quella di gravitare intorno ai "perdenti"

stata

- Pag.2.85G -

Omicidio Di tresco rrancesco <Vol.47)

Alle
di

ore
in

Polizia.

venivano

7.30 del 12 marzo 82. gli agenti


servizio

avvicinati

netturbini i quali
nella

zona

loro

loro

collega

in

con
via

riferivano

una

"volante".

Oreto Nuova da due


che

poco

prima.

assegnata. era stato ucciso un


conducente

del

mezzo

dell'

A.M.N.U ..
In

una

traversa di via Paratore, infatti.

gli agenti rinvenivano il cadavere di


Francesco.
all'interno

Di

Fresco

crivellato da colpi di arma da fuoco,


di

una

moto ape

della

nettezza

urbana.
I

due

netturbini.

Buonafede

Salerno Emanuele, dichiaravano


essere

usciti

Benedetto e

concordemente

di

per il servizio verso le ore 6,30

e. prelevato l'automezzo, erano giunti sul

posto

di lavoro.
Dopo

pochi

minuti

dall'inizio

attivita', erano entrambi stati colti da

della
urgente

- Pag.2.857 -

bisogno di urinare
Fresco

era

erano

recati

e.

rimasto

calcestruzzo

pertanto.
al

bordo

dietro

mentre
del

il

Di

vespino. si

alcuni

bidoni

di

e da li' dietro avevano udito degli

spari provenienti dal punto ove

era

rimasto

il

loro collega.
Si

allora.

erano.

buttati a terra e solo

dopo alcuni minuti si erano decisi


vedere

cosa

ad

andare

fosse successo. rinvenendo cosi' il

cadavere del Di Fresco.


Il sorvegliante dell'AMNU - Labruz20
(imputato

nel

presente

Mario

procedimento) - non era

in grado di fornire alcun utile elemento ai

fini

delle indagini.
Veniva.

nel

rinvenuta anche una


della

quale

si

corso
auto
era

delle
Fiat

prime indagini.
all'interno

127

sviluppato

un

principio

d'incendio subito domato da Milaz20 Angelo

sotto

casa del quale era stata abbandonata.


Si

rilevava come la targa dell'auto fosse.

in realta'. formata da due parti di

due

targhe.

sottratta

mentre

l'auto

era

stata

diverse

Galati Filippo che ne aveva denunciato il furto.

- Pag.2.858 -

Poiche' l'auto era stata rinvenuta


distanza
Fresco

dal
e

luogo

vi

ove

era

incendiarla,

si

poca

era stato ucciso il Di

stato

un

tentativo

di

presumeva fosse stata usata dai

killers e subito dopo i l delitto abbandonata.


Il Di

Fresco

Giovanni,

ucciso

Francesco
il

era

fratello

precedente

di

gennaio,

suocero, quest'ultimo, di Mazzola Emanuele.


Anche Di Fresco Francesco,
Contorno

perche'

della

stessa

conosciuto

dal

borgata, veniva

dunque soppreso perche' si sapesse quale

era

la

fine riservata agli amici del Contorno.


puo' ,

Non

invero,

ipotizzarsi

causale diversa e alternativa


mente

al

se

via

si

pone

fatto che, di notevole, nella vita del

Di Fresco, era da annoverarsi


in

solo

alcuna

Conte

Federico

il
il

suo

domicilio

fatto

di essere

fratello di Giovanni ed amico del Contorno.


Non
infatti,

sa:ra'
la

mai

sufficiente

:ricordare,

sequenza temporale dei vari omicidi

che stiamo esaminando, la loro connessione

anche

- Pag.2.859 -

in

riferimento

balistici,

alle

le

concordi dichiarazioni di quanti,

come il Contorno
omicidi

esami

degli

risultanze

ed

il

situano

Calzetta,

gli

stessi all'interno della guerra di mafia

scatenatasi dopo l'omicidio di Stefano Bontate.


Anche se dalle dichiarazioni dei

dei

(Vol.90)

testi

delineare

elementi utili per


vittima,

tutte

portano

Fresco

e '

non

le

stato

sono
un

circostanze

ritenere

con

rilevabili

profilo
sopra

sicurezza

ucciso

in

congiunti

della

indicate

che

quanto

il

Di

vicino

Salvatore Contorno.
Va,

comunque,

l'attenzione
stato

sul

ucciso

l'esame

riferirsi

fatto

con

due

comparativo

Scientifica

su

nuovamente
che

il

fucilate
effettuato

bossoli

all'omicidio

richiamata
Di

cal.12

che

dalla

Polizia

non

poteva

cal.7,65
dello

Fresco era

stesso,

bensi' a

quello del fratello Giovanni.


Non a caso, il rapporto dell'8
inviato

dalla

Polizia

Scientifica.

inserito in copia solo nel fascicolo


del

proc.

Penale

per

maggio

l'omicidio

degli

82,

veniva
atti

di Di Fresco

- Pag.2.860 -

((Vo1.32 f.107)

Giovanni
quello

dell'omicidio

molto

probabilmente

dell'errore

di
per

effettuata

segg.)

non

Di

Fresco

Francesco,

in

una pronta rilevazione


dalla

Procura

della

Repubblica.
Non

v'e'

dubbio, pero', che l'omicidio di

Di Fresco Francesco, seppure consumato

diversa

e,

probabilmente,

da

logica

rilevata

negli

arma

differenti

esecutori, sia stato determinato dalla


perversa

con

identica.

omicidi

gruppo degli amici di Salvatore Contorno.

d~l

- Pag.2.861 -

Omicidio Mandala' rrancesco (Vol.1/A)

Alle oze 19,15


segnalato

alla

del

apzile

8l,

veniva

Polizia un omicidio consumato in

Via Tasca Lanza pzesso il deposito dell'AMNU.


Gli agenti intezvenuti zinvenivano a
5

metzi

deposito,
Mizafiozi,

dal

cancello

zivezso

di

accanto

ingzesso
ad

cizca

di

una

detto

Fiat

131

il cadaveze di Mandala' Fzancesco con

la nuca spappolata da colpi di azma da fuoco.


Sul muzo di cinta del deposito si
fozi

di

pzoiettili

tzacce

notavano

di

matezia

celehzale.
Liga
dichiazava

Pietzo,
che

tzovava nel suo

zesponsabile
al

momento

ufficio

e,

del

aeposito,

dell'omicidio
quindi,

non

si

aveva

assistito allo stesso.


pzecisava

che la vittima eza uscita pez il

tuzno di sezvizio alle oze 14 insieme


Fzancesco

zaccoglitoze

Cassano
e

- Pag.Z.86Z -

Vaglica

Agostino

- autista del mezzo -

facendo

rientro alle ore 19.


comunque,

due,

potevano

non

si

erano

Mandala' Francesco risultava essere

figlio

subito

perche'

sentiti

gia'

esseze

allontanati.

di

un

fratello

Salvatoze
Antonia

di

Mandala' Rosazia - madze di


nonche'

Contorno

di

Schifaudo

il cui fratello, Schifaudo Antonino, era

stato ucciso il 15 marzo di quello stesso anno.


Gli
imparentati
moglie

poi,

Schifaudo,
con

esseze

il Contorno anche attraverso la

Lombardo

Antonino

risultavano

Carmela,

coniugato

essendo

Schifaudo

con Lombardo Rosaria, cugina

di questa.
La
Pietro,

vittima
ucciso

era
il

il

padre

di

Mandala'

3 ottobre 1981, pochi giorni

prima della soppressione di Mazzola Emanuele.


Anche
quindi,

come

lo

zio
il

di

cugino,

Salvatore

Contorno,

era

soppresso

stato

nell'ambito della strategia della terra

bruciata

fatta intorno a "Coriolano della Floresta".

- Pag.2.863 -

Anche

se

dalla

deposizione dei congiunti

della vittima non sono emersi elementi utili


la

ricostruzione

(Vol.80 f.308) -

movente

del

per

dell'omicidio

(Vol.80 f.310), non

vi

possono

essere dubbi sullo stesso.


infatti,

Ed,

netturbino
illecita

non

Mandala'

era

coinvolto

ed

attivita'

Francesco
in

alcuna

aveva, di notevole, solo

la parentela con il Contorno di cui era lo zio.


Lo stesso, poi,
giorni

prima

moglie del
cronologica,

di

ed

tutti

gli

ucciso

Salvatore,
anche

questa

alcuni

zio della
sequenza

pari di quelle gia', esaminate,

convincono ulteriormente
lega

stato

Corsino

Contorno
al

era

omicidi

dell'intimo
dei

amici di Salvatore Contorno.

nesso

che

congiunti e degli

Pag.Z.864 -

Omicidio Corsino Salvatore

17

Il
l'omicidio

aprile

<Vol.31)

pochi

8Z

giorni

dopo

di Mandala' Francesco - veniva ucciso

Corsino Salvatore che, come

il

Mandala'.

aveva

rapporti di pa:rentela con il Conto:rno.


La

vittima,

Mandala'

infatti,

mad:re

Ma:ria.

di

e:ra

fratello

di

Lomba:rdo

Ca:rmela

:rinvenuto

cadavere

coniugata con il Conto:rno.

Il

Corsino

all'inte:rno di
7,30

di

uno

"scuola-bus"

qual giorno, in Largo V.

infatti.
"Ada

veniva

era

Negri"

dipendente
di

della

verso

le

18. Lo stesso,
scuola

privata

via dell' Orsa Maggiore ed ogni

mattina si recava presso le abitazioni di


insegnanti

per

ore

prelevarli

alcuni
portar li

nell'istituto.
Quella mattina, giunto alle ore 7,30
l'abitazione
clacson

per

sotto

con il civico n.Z, aveva suonato il


avvisare

le

insegnanti

Sprio

- Pag.2..865 -

Giovanna

Andre02zi

successivamente

al

suono

udito il rumore di
fuoco

e,

presenza del
avvisato

del

svariati

comunque,

Queste,

Vincenza.

clacson, avevano

colpi

di

arma

da

si erano meravigliate della

Corsino,

avendo

il

giorno

prima

lo stesso di non venirle a prelevare in

quanto erano libere da insegnamento.


All'interno del pulmino venivano
tre

copie

di telegrammi predisposti da Lombardo

Carmela - moglie del Contorno


ai

suoi

rinvenute

congiunti

ed

ristretti

indirizzati

nelle

carceri di

Torino e Rebibbia.
agenti

Gli
abitazione

del

Lombardo,

Contorno

Lombardo
Contorno

si

erano

Corsino,

Mandala'

vittima),
Mandala')

che

Salvatore).

recati

vi

Angela

nella

trovavano
(moglie

Caterina
Antonino

la
della

(madre

della

(figlio

Subito dopo l'omicidio, in

via Villagrazia, veniva rinvenuta una auto A


bianca
sottratta

completamente

distrutta

Cimino

Giuseppe

di

dalle
ed

probabilmente, dai killers del Corsino.

112

fiamme,
usata,

- Pag.2.866 -

C~istina

NegIi",

~ife~iva

Co~sino

gestIice della scuola "Ada

Ma~ia,

di

ave~

contatto

p~eso

con

il

nell'agosto del 1981, quando aveva avuto

bisogno di un

pulmino

il

t~aspoIto

Angela,

moglie

del

Salvatoze

Conto~no

ed il

pe~

degli

alunni.
Mandala'
Iife~iva

non

che

eIano

t~a

mai

intezcoIsi IappoIti di

alcun geneIe e
Roma

del

che,

Conto~no

aveva ospitato
avanzato

stato

donna si eIa
del

in

e dei

di

ma~ito

affa~i

di

seguito

dell'a~Iesto

genito~i

della LombaIdo,

casa

la

stessa

gIavidanza

t~attenuta,

anche

in

pe~che'

che

dopo

quivi la

l'uccisione

sino a quando era stata zicoverata

Co~sino,

in clinica,

COIsino,

ment~e

semp~e

Iimasto il figlio del


Dichia~ava,

presso

Conto~no,

comunque,

di

lei

era

AntoninQ.

che il maIito e lei

non avevano mai Iicevuto minacce

avve~timenti

a causa della citata ospitalita'.


Nessuna
congiunti

nel

(Vol.84 f.17Z) -

ulte~io~e

corso

della

notizia
formale

fo~nivano

istruzione

(Vol.84 f.174).

-~

Secondo

Pag.2.867 -

quanto

riferito

Alessandro,il Corsino
nella

era

villa

di

Vincenzo

insieme

con

il

Totta,

Rosario

D'Agostino

tutti

questi

da

stato

da

Zerbetto
lui

visto

Grado a Porto Ceresio

il

con

Contorno,

con

e con gli stessi Grado e con

aveva

commentato

gli

omicidi

avvenuti a Palermo in quel periodo.


comunque,

E' ,

fosse

un

sicuro

Contorno

fuori dubbio che il Corsino

punto

Palermo,

riferimento

di

che,

tant'e'

quest'ultimo a Roma insieme con i


cognati

il

stato

di

ospitalita',

25

marzo

82,

avanzata
con

il

del

arrestato

suoceri

ed

Lombardo Carmela, in
gravidanza,

figlio

Antonino,

trovava
proprio

nella casa della vittima.


E' in tale contesto, quindi,
la

causale

dell'omicidio

molto piu' degli


Contorno,

aveva

altri

da

rinvenire

del Corsino il quale,

amici

palesemente

congiunti

del

dimostrato

la

propria disponibilita' ad aiutarlo.


(segue)