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VITA

16 SETTEMBRE 2011

 

ITALIA

 

Cambi di rete, poche idee. Riparte la tv dei soliti noti

La sorpresa potrebbe venire dal transfuga Santoro

Cambi di rete, poche idee. Riparte la tv dei soliti noti La sorpresa potrebbe venire dal

di Antonio Sgobba

 

durrà dal 15 settembre Piazzapulita, talk show di attualità nella stessa collocazio-

Sky e Mediaset stabili, La7 sogna di ne del fu Annozero : giovedì in prima

Sky e Mediaset stabili, La7 sogna di

ne

del fu Annozero: giovedì in prima se-

diventare nalmente il terzo polo televi-

rata. La destinazione di Santoro, invece,

è

ancora incerta. Il giornalista rivelerà

sivo e la Rai cerca di correre ai ripari. Il borsino dell’imminente stagione 2011- 2012 dell’informazione tv si potrebbe sintetizzare così, anche se le incertezze che minano i vari palinsesti,

quale sarà il suo futuro l’11 settembre.

Naufragata l’ipotesi La7, la meta più pro- babile sembra Cielo, il network sul digi- tale terrestre di Sky.

a

pochi giorni dal via, sono

palinsesti

Se fosse confermata sareb- be la novità più rilevante del network di proprietà di Ru- pert Murdoch che, per il resto,

ancora tanti. Nonostante per

tutta l’estate, quasi tre mesi, tutti i canali abbiano vissuto

 

di

repliche e di materiali

   

d’archivio. Ma tant’è. I cambiamenti più rilevanti partono

tutti dalle fuoriuscite in viale Mazzini.

ottiene l’esclusiva di Ilaria D’Amico, non più in comproprietà con La7. Anche Mediaset non stravolge la programmazione e mantiene gli appun-

si occupa di cronaca con Quarto Grado. In Rai, invece, per qualche settimana

Su RaiDue il talk show politico di rife- rimento sarà L’ultima parola, condotto da Gianluigi Paragone, in fascia oraria se- rale ancora da de nire. Nella fascia po- meridiana della stessa rete torna l’appun- tamento con L’Italia sul 2, con più atten- zione ai temi del sociale. «Vorremmo es- sere una trasmissione “rivoluzionaria”, che dice cose scomode trattando anche temi come la disoccupazione e altro an- cora di cui di cilmente si parla», ha det- to la conduttrice Lorena Bianchetti. Ri- mane incerta, invece, la sorte di Serena Dandini, ancora in trattative con i vertici Rai, per alcuni è già con la testa a La7. Dopo aver superato a ne luglio lo scoglio della tutela legale è arrivato il via libera anche per il contratto di Milena Ga- banelli. Report ripartirà il 23 ottobre con la stessa squadra, e la conduttrice ha rin- novato per altre due stagioni. La Gaba- nelli ha commentato così: «È stato un parto lungo ma le doglie sono nalmente nite, sono ottimista e quindi ripartiamo con la preparazione del programma. Cer- to, un po’ in ritardo rispetto al passato

Via

Saviano e Santoro, tra i protagonisti

tamenti con Matrix, due volte alla setti-

è sembrato che ci rimanesse solo il ca- vallo. Era dato in fuga anche Giovanni

di

due dei programmi più seguiti della

stagione; via Roberto Ru ni, capo del- l’unica rete con gli ascolti in crescita. L’autore di Gomorra e l’ex direttore di RaiTre traslocheranno su La7: a Saviano andranno quattro prime serate. Ancora ignoti i dettagli. Probabilmente a fare da

mana con Alessio Vinci a partire dal 13 settembre; mentre su Rete 4 Salvo Sottile

Floris, ma Ballarò ritornerà su RaiTre dal 13 settembre.

Finestra sul sociale il sabato mattina

Giovanni Anversa con i «Racconti di vita» esplora la “terza via”

spalla allo scrittore sarà Enrico Mentana,

 

in

attesa di Fabio Fazio, vincolato alla Rai

 

«La rete ci ha concesso mezz’ora in più di trasmissione, rispetto all’anno scorso:

ancora per un anno con Che tempo che fa. La rete non nasconde le ambizioni. Conferma Lilli Gruber, Gad Lerner, An- tonello Piroso, Daria Bignardi, Maurizio

Crozza, Geppi Cucciari e le serate-evento curate da Marco Paolini. Ingaggiato an-

vuol dire che questo modo di far televisione partendo dalla realtà ha un suo spa-

 

zio». In un palinsesto dove dominano i talk show fotocopia, con ospiti e risse foto-

copia (il politico, il sociologo, il neuropsichiatra

)

dà sollievo sapere che c’è spazio

(addirittura, raddoppiato) anche per chi cerca di portare uno sguardo diverso sulla realtà. La rete è RaiTre, mentre l’occhio è quello di Giovanni Anversa, che dal 12 novembre tornerà in onda con il suo Racconti di vita (nuova collocazione il sabato mattina, alle 9.15). Linea editoriale: «Tentare di a rontare i temi che dividono, quelli che fanno dibattito, dalla politica al lavoro ai temi sociali, mettendo a con- fronto non i soliti opinionisti, ma le persone che questi temi li vivono sulla propria pelle. Si parla di crisi? Niente ministri. Mi interessa di più avere le testimonianze di un imprenditore che ha scelto di delocalizzare l’azienda e di un operario che per questa scelta ha perso il lavoro». Obiettivo? «Individuare magari una “terza via”, una formula che dia una via d’uscita positiva al problema. Risposte che, sempre più spesso, arrivano dal non pro t». Buona visione.

 

che

Nicola Porro, vicedirettore de il Gior-

nale, che dal 17 settembre dovrebbe con-

durre la nuova edizione di In onda con la rma de Il Fatto quotidiano Luca Telese, in prima serata il sabato e la domenica.

Sul

canale tv di Telecom Italia ci sarà spa-

zio

per un altro ex volto Rai. Il pupillo di

Michele Santoro, Corrado Formigli, con-

ma dovremmo comunque farcela».

Michele Santoro, Corrado Formigli, con- ma dovremmo comunque farcela».

Io, marziano, rompo in diretta i tabù del Cav

Dopo «La Versione di Ban » torna l’esperimento del “conduttore per caso”. Che va oltre la tv di Palazzo

 

l’insider

di Alessandro Ban

 

con curiosità per le posizioni di tutti. Senza

ca

positiva. Se devo invece dichiarare un’ipotesi

   

pregiudizi e senza faziosità. Ascoltando. Il quarto è pensare al futuro. Nelle idee, nei te- mi, nelle discussioni, ma anche nelle facce de-

di

fondo, da cui partirò per leggere la realtà del

Torno in diretta su Retequattro il giovedì in

prima serata. Dopo l’esperimento di luglio de La Versione di Ban , Mediaset mi dà l’opportu- nità di continuare. Perché? Non so spiegarmelo neanch’io in modo razionale. Mi verrebbe da citare Mao Tse Tung: «Grande disordine sotto il cielo e quindi la situazione è eccellente». In e etti l’esperimento, al di là di qualche

disordine sotto il cielo e quindi la situazione è eccellente». In e etti l’esperimento, al di

nostro Paese, la trovo nel dibattito contempo- raneo più avvertito. E in particolare delle analisi

 

gli

ospiti da scegliere. Progetto ambizioso? Sì, ma vissuto con leg-

del losofo sloveno Slavoj Zizek, che spiega be-

ne

nei suoi ultimi saggi il vicolo cieco, il cul de

gerezza e con ironia. Non sono un conduttore

sac in cui si è in lato il pensiero politico di oggi:

di

professione e non lo sarò mai, è tanti anni

quello che lui chiama «l’ingorgo etico-giuridi- co». Non si è mai vista infatti un’epoca di tanti

che lavoro in televisione e nei giornali e non

ho

il problema di rendere popolare il mio fac-

scandali e corruzione e di insistenza sulle re- gole. O di divisioni e schieramenti sui “valori irrinunciabili”. A livello mondiale. Che cosa fare

ruvido commento, ha interessato. Soprattutto perché rompe una serie di tabù. Il primo è che non si possa parlare di politica sulle reti televi- sive di proprietà del Cavaliere e della sua fami- glia. Il secondo è che lo si possa fare, dando le notizie. La vecchia regola

cione. Da questo punto di vista mi sento dav-

vero anti televisivo, come mi è stato imputato,

ed

anzi penso che, oggi, sia quasi una virtù. La

allora? Superare nella crisi globale questa fase,

tv

del futuro non può che essere anti televisiva.

ultima manifestazione di quel neo pelagiane- simo della cultura occidentale, dopo la ne del comunismo, che ha cominciato ad a ermarsi alla ne degli anni 80 dello scorso secolo. Tro-

Così come la politica del futuro sarà comunque

anti politica. Intercettare la gente, i suoi umori,

 

di

non tacere ciò che è ac-

farla ragionare, mettere una persona comune

caduto, tanto spesso di- menticata fra i giornalisti. Basti pensare a tutte, ma proprio tutte,

caduto, tanto spesso di-

menticata fra i giornalisti. Basti pensare a tutte, ma proprio tutte, le cronache sulla guerra in Libia di quest’ultimo anno. Il ter- zo è che si possa parlare

in

video che non faccia parte del Palazzo gior-

vare o ritrovare un po’ di utopia, di grandi idea-

nalistico-politico-televisivo, questa è l’idea for-

li,

di visioni complessive per “ripoliticizzare”

te,

alla ne, del mio programma. Non ci sono

(sempre Zizek) la politica e allo stesso tempo riscoprirne la sua laicità, la sua relatività sto-

altre idee di fondo, se non questa. Del resto è

un

momento in cui essere distante dalla razza

rica, contro ogni fondamentalismo. Ma per tutto questo non basta certo una trasmissione televisiva. Anche se può servire per farsi una

padrona dell’economia e della classe politica può rivelarsi decisivo. Essere un marziano nel

Il promo di lancio de «La Versione di Ban ».

di

politica e di economia,

mondo può davvero diventare una caratteristi-

propria idea.

propria idea.